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Indice generale

INTRODUZIONE....................................................................................................3 CAPITOLO I............................................................................................................4 I.1. Alcuni cenni di zooantropologia .......................................................................4 I.2 Zooantropologia Didattica.................................................................................7 I.3 Zootropia...........................................................................................................12 CAPITOLO II .......................................................................................................14 II.1 Il progetto(teoria).............................................................................................14 II.1.1 Le valenze educative del progetto...........................................................15 II.1.2 Le valenze didattiche del progetto...........................................................15 II.1.3 Le valenze formative del progetto ..........................................................16 II.1.4 Obiettivi del progetto...............................................................................17 II.1.5 Utilit del progetto...................................................................................17 II 1.6 Le gradualit del progetto........................................................................18 II 1.7 La metodologia del progetto...................................................................19 II.1.8 Quali progetti?........................................................................................21 MATERIALI E METODI.....................................................................................22 II .2 Il progetto ( pratica).......................................................................................22 II 2.1 Temi trattati.............................................................................................22 II.2.2 Che cosa si fa con i bambini?.............................................................25 CAPITOLO III.......................................................................................................28 I progetti nel dettaglio............................................................................................28 III.1 Il cucciolo e la comunicazione......................................................................29 III.2 L'incapacit di pensare al singolare ( La relazione con il cane).....................32 III. 3 Monitoraggio ...............................................................................................37 Risultati e Analisi dei questionari prima del progetto ...........................................39 Risultati e Analisi dei questionari dopo il progetto ..............................................41 Analisi Statistica.....................................................................................................43 Scuola media ...................................................................................................44 Scuola elementare..............................................................................................47 DISCUSSIONE......................................................................................................50 CONCLUSIONE....................................................................................................55 Bibliografia............................................................................................................56 APPENDICI...........................................................................................................58

Quando il cane sale in cattedra

Educare ad un corretto rapporto con gli animali

La vita con un animale scelto e amato una esperienza straordinaria capace di regalarci momenti indimenticabili che portano in superficie ci che di meglio c' in noi e parallelamente ci donano un forte senso di benessere.

INTRODUZIONE
"Quando il cane sale in cattedra" non semplicemente un titolo che pretende di introdurre come soggetto il cane, ma in realt vuole estendersi a tutte quelle specie animali dalle quali l'uomo da sempre appare affascinato e dalle quali ha imparato moltissimo ed ancora apprende. Quindi si potr parlare del cane ma anche del gatto, si potr discutere degli animali della fattoria, oppure anche di animali non comuni, ma che in un qualche modo ruotano attorno alle nostre giornate , nelle nostre case, nelle strade del paese o nelle scuole. Lo scopo di questo lavoro quello di illustrare i benefici che derivano dalla relazione uomo-animale che l'uomo ed in particolare il bambino, riesce ad ottenere quando si imposta una informazione corretta dal punto di vista etologico. L'ambiente dove si pu realizzare questo tipo di lavoro sar la scuola primaria attraverso progetti didattici mirati . La famiglia del bambino, prima ancora di essa, gioca un ruolo molto importante e fondamentale dal punto di vista educativo . La famiglia la sede dove esiste la prima scuola di vita, dove vengono date le prime conoscenze e anche le prime regole. Non sempre per le conoscenze apprese in casa sono corrette o complete. Per questo motivo la figura del medico veterinario nella scuola avr lo scopo di portare ad integrare e completare le informazioni su quelle che sono le necessit e i bisogni etologici dei nostri animali fornendo i presupposti per una corretta relazione con essi. "Salire in cattedra" non significa guardare dall'alto al basso, ma anzi ha il sapore della condivisione, della giornata vissuta insieme, del gioco e del prendersi cura dell'altro poich sta con noi. Come proprietari degli animali ne siamo responsabili mentre essi possono dettare semplici esempi di pazienza e amore, imprevedibili, ma sempre apprezzabili . Questa la scuola che ci viene offerta.

CAPITOLO I I.1. Alcuni cenni di zooantropologia


L'insieme delle discipline che si occupano del comportamento animale in relazione con l'uomo prende il nome di Scienze comportamentali applicate . Si distinguono tre branche principali : la medicina comportamentale, l'etologia applicata e la zooantropologia. La zooantropologia in particolare ha il compito di studiare il significato della relazione uomo- animale allo scopo di migliorare la partnership tra i due soggetti. L'amicizia tra animali e uomo ha radici molto profonde che nascono da vere e proprie necessit esistenziali in termini di preda e predatore, col tempo e con il processo di domesticazione si raggiunto un accordo di reciproco vantaggio per cui avere un animale e prendersi cura di lui ha permesso all'uomo di scoprire aspetti nuovi di una vicinanza che portava benefici inaspettati. Questa relazione sar poi destinata a continue modifiche legate ai cambiamenti di vita degli uomini e quindi il passaggio dalla vita rurale a quella urbana far nascere un nuovo modo di rapportarsi dell'uomo moderno. Esistono oggi contesti nuovi che portano l'uomo ad impostare una relazione con il proprio pet che gli permetta di superare difficolt individuali .Luomo di oggi, ha bisogno di sfogarsi con un interlocutore attento, trova nellanimale domestico un instancabile ascoltatore, mai polemico e incapace di giudicare, a cui da' unestrema importanza. Vivendo nelle case i cani e i gatti hanno imparato la lingua etologica delluomo, ovvero a tradurre con propriet i suoi segnali comportamentali e a capire come comportarsi per trarre il massimo vantaggio. Oggi, sempre pi, ci si rende conto che lanimale rappresenta un bisogno forte e 4

profondo nella fisiologia e nello sviluppo globale della persona (Marchesini, 1996): il suo allontanamento dalla nostra vita quotidiana perci pu solo portare a un forte impoverimento. Accade per che esistano alcuni fattori che rendono difficile un avvicinamento. Ad esempio molti medici tendono a considerare la presenza degli animali domestici come fonte di allergie e di zoonosi, dimenticando, nel primo caso, che i nostri progenitori, pur vivendo a stretto contatto con gli animali e le piante, non soffrivano di queste patologie e, nel secondo caso, che oggi gli animali domestici hanno un controllo medico-veterinario estremamente qualificato sia a livello preventivo che diagnostico. Oggi le citt dispongono di spazi riservati agli animali per non farli accedere ad altri luoghi dove possano dare fastidio evitando cos il problema della zoointolleranza. Questo concetto si riferisce al fastidio avvertito da alcune persone relativo non tanto alla semplice presenza dell'animale, quanto ad una non corretta gestione. Alcuni proprietari di cani lasciano i loro animali chiusi per intere giornate in recinti senza curarsi se abbaiano insistentemente, altri non si preoccupano di raccogliere le loro deiezioni, altri ancora li lasciano vagare liberamente. Se il proprietario si impegnasse a vivere un rapporto migliore con il suo cane insegnandogli le regole di buona convivenza ( socializzazione , l'educazione e l'autocontrollo), anche per gli intolleranti diventerebbe pi facile la sua accettazione. Marchesini (1997) suggerisce che solo riconoscendo il ruolo educativo dellanimale, possiamo riscoprire limportanza di comprendere la diversit e imparare ad accettarla. Come la produttivit performativa dell'animale ha richiesto lo sviluppo di uno specifico campo disciplinare di ricerca: la zootecnia; allo stesso modo l'analisi della relazione con l'eterospecifico e la produttivit che ne deriva da questa relazione richiedono una disciplina ad hoc: la zooantropologia. ( La professione Veterinaria 2008 ). La zooantropologia ha l'obbiettivo di rendere pi chiaro il rapporto con l'alterit 5

animale. Per alterit si intende che l'animale verr riconosciuto nella sua soggettivit, nella sua diversit cio la non antropomorfizzazione e nella sua singolarit di specie o di individuo. La zooantropologia intende superare la visione strumentale dell'animale e quella dell'animale come oggetto di conoscenza per inaugurare l'idea dell'animale non umano come partner di conoscenza (cfr.scheda1) oppure fruizione ( l'animale come mezzo) o ( Marchesini, 2000). Solo cos si pu parlare di relazione altrimenti sar interazione surrogazione ( animale come sostituto). Da punto di vista pratico si lavora sulla relazione uomo-animale cercando di costruirla, di rimodellarla a seconda delle necessit. L'approccio zooantropologico al pet training sempre secondo l'autore consiste in una vera e propria pedagogia, nella quale non ci si preoccupa di semplificare il cane (come nel concetto di addestramento) ma di arricchirlo, dandogli pi strumenti per vivere accanto sar pi all'uomo. Il cane avr un aiuto nella formazione del suo carattere,

equilibrato e adottabile lavorando sulle sue motivazioni, sul suo stato emozionale, sulle sue conoscenze, sulle sue capacit di mettersi in relazione all'interno di un gruppo sociale. In questo modo l'approccio zooantroplogico l'opposto di quello tradizionale, che punta invece alle performance.

SCHEDA 1 La zooantropologia teorica (che precede la nascita della zooantropologia applicata) si presenta come una disciplina scientifica descrittiva dell'interazione uomo-animale grazie all'ausilio dell'indagine etologica (disciplina che studia il comportamento animale). La zooantropologia applicata opera in tre aree ben specificate ( Callegari, 2003): 1) la consulenza nei problemi di interazione/relazione dedicata ai proprietari di animali domestici, 2) la didattica zooantropologica dedicata ai ragazzi e i bambini nelle scuole, 6

3) le attivit assistenziali e terapeutiche coadiuvate dalle presenza animale (Pet -therapy). La zooantropologia applicata ha come obiettivo di intervento non il partner (umano e animale) preso singolarmente, ma il rapporto uomo-animale come realt emergente capace di liberare nel bambino, nell'anziano, nel malato, nel disabile - risorse interiori che ordinariamente vengono represse nell'ambito dell'interazione interumana. A questo proposito risultano molto importanti gli incontri fatti anche per realt diverse da quelle scolastiche, come per esempio incontri organizzati nell'ambito di attivit divulgative di zona, dove il messaggio possa essere passato ad un livello di popolazione adulta; quindi di incontri nei circoli o nelle associazioni che hanno sempre come fondo comune lo scopo di divulgare la relazione uomo animale . In questo ambito molto utile l'interessamento dell'uomo adulto o anziano e lo scopo del beneficio sar diverso, ma non meno utile, poich queste informazioni a loro volta potranno essere trasmesse ai figli o nipoti. Sensibilizzare il mondo degli adulti alla relazione con l'animale porta ad accrescere il valore dell'informazione in s e il valore educativo ad essa correlata.

I.2 Zooantropologia Didattica


Fare zooantropologia didattica nelle scuole significa migliorare le conoscenze del bambino ma anche favorire un percorso di avvicinamento al pet che gli permetta di capire meglio la comunicazione uomo-animale, accettazione dell'altro. 7 l'etologia e la diversit animale ottenendo gli strumenti per raggiungere un buon livello di

Le lezioni sviluppate attraverso percorsi teorici, attraverso attivit di gioco o di osservazione, permettono al bambino di accrescere le sue conoscenze, ma anche di essere preparato ad affrontare la diversit animale. L'interesse dei bambini nei confronti del mondo animale rende pi facile il lavoro dell'insegnante nel coinvolgere la classe verso un argomento di cui tutti hanno qualcosa da dire per esperienza personale vissuta dal bambino, per informazioni ricevute da amici, parenti, o vicini di casa. Tutti possono partecipare attivamente, anche il pi timido degli allievi non si sentir mai cos imbarazzato da fare scena muta , ma sar attento alle parole del compagno che riferisce la propria esperienza. Si crea cos una dialettica propositiva e aperta all'ascolto. I bambini dai progetti di zooantropologia benefici quali: L'empatia ossia la capacit di identificarsi nell'altro . Gli animali vengono visti come pari , attraverso le esperienze descritte i bambini comprendono meglio ci che provano gli altri e pi spontaneamente riescono a trasferire la loro capacit di entrare in empatia con gli animali alle esperienze con gli altri esseri umani. I bambini sono stimolati a comprendere i bisogni delle altre creature e anche di se stessi perch si prendono cura di un altro essere vivente. Gli animali possono favorire le relazioni cio possono aprire un canale di comunicazione tra bambino e insegnante. L'accettazione tipica degli animali , accettare senza riserve gli altri, non preoccuparsi di come una persona appare o di ci che dice , l'animale non utilizza i giochi psicologici che spesso utilizzano gli esseri umani. La socializzazione in classe e fuori viene favorita e incoraggiata dalla presenza dell'animale. La stimolazione mentale si verifica grazie all'aumento di comunicazione con gli altri bambini, ai ricordi di storie passate con altri animali. Se il clima in classe teso, parlare, ridere e giocare, aiuta a rasserenare l'atmosfera. anche le situazioni di isolamento di alcuni bambini . 8 Diminuiscono didattica ottengono in effetti dei

Per quelli problematici che non accettano il contatto fisico con le persone, contrario accettano quello con un animale .

al

Ci sono infine benefici fisiologici dei bambini sulle funzioni di base del corpo, molti si rilassano quando l'animale presente. La scuola Parlare della vita animale nell'ambito scolastico porta sempre a pensare all'insegnamento di scienze del tutto onorevole , ma non ci si mai soffermati a quanto questo argomento possa aiutare gli insegnanti nei confronti dei loro alunni. La vita animale porta alla conoscenza del bambino e all'elaborazione di strategie educative e pedagogiche. Prima di tutto il bambino acquisisce delle conoscenze poi, attraverso esse, la comprensione dei fenomeni della vita animale analoghi a quella dell'uomo. Anche concetti difficili riescono in modo naturale ad arrivare al bambino. Importante sar allora la figura dell'insegnante che potr guardare i suoi alunni con occhi diversi cambiando anche l'opinione che si era fatto di loro. A prescindere dall'interesse suscitato lo psichiatra americano Levinson (1969, 1985) e il veterinario Condoret (1973, 1983), hanno scoperto e analizzato le modificazioni che gli animali d'affezione possono apportare nel comportamento e nello psichismo del bambino in difficolt. Questi bambini quando si trovano in presenza di un cane , cavallo, coniglio... riescono a manifestare delle emozioni e a partecipare a delle interazioni con l'animale l dove evitano il contatto e la comunicazione con le persone. Sempre bambini in difficolt sociale secondo l'americano Ross , scoprono attraverso questa esperienza di essere in grado di prendersi cura di qualcuno, di comunicare, di affezionarsi e di acquisire il senso di responsabilit, fiducia e stima in se stessi (Montagneur 1995).

Il bambino insegnante Se un gruppo di bambini in classe avesse la possibilit di allevare un animale scopriremmo che ogni bambino incomincia a percepire quali siano le sue capacit, le sue risorse nascoste o poco manifeste. Boris Levinson, nel 1960 osserv che la partecipazione del suo cane alle sedute con i suoi piccoli pazienti aveva effetti positivi sulla terapia e document come la presenza dell'animale da compagnia poteva favorire e sviluppare il rapporto tra terapista e paziente e come incrementava le motivazioni di questi ultimi a curarsi. Secondo Condoret e Levinson, l'animale assume un ruolo di catalizzatore di reazioni nel bambino in difficolt, l'animale diventa un mediatore per instaurare un dialogo e il discorso diventa ben strutturato. Non solo, se il bambino instaura dei giochi che includono un'intensa attivit fisica, anche le sue abilit motorie ne vengono sviluppate con consapevolezza di applicare delle regole per arrivare ad un autocontrollo ed evitare di farsi male . Toccando l'animale il bambino invitato ad osservarlo in modo da percepire le differenze morfologiche , anatomiche e fisiologiche del soggetto rispetto altre specie e la specie umana. I risultati saranno ancora pi rapidi se le specie scelte sono animali di piccola taglia( es pesci, criceti..) o pi grande (come cani e gatti) in quanto avr la possibilit di vedere i tempi di crescita e anche di riproduzione e sperimentare le qualit delle cure che riesce a dare (A.Echerlin, JC.Filiatre). Quindi il bambino pu constatare avvenimenti lenti o veloci, ritmi che si ripetono a carattere continuativo o sequenziale a seconda della specie, specie ha una sua organizzazione temporale ( Montagneur 2001). Le informazioni che i bambini avranno ottenuto nell'attivit didattica saranno oggetto di scambio nelle diverse classi all'interno delle stessa scuola ma anche fuori. Attraverso le esperienze fatte, i bambini diventano competenti su come si deve prendere cura , nutrire e proteggere gli animali , quindi si sentono valorizzati davanti a tutti. 10 tempi di predazione, di alimentazione, di difesa del territorio e di riproduzione: ogni

Gli animali a scuola Quello che occorre sapere se veramente la presenza reale o evocata dell'animale in classe abbia un effetto positivo sulla funzione psicologica del bambino in et evolutiva . Stare con gli animali fa bene, i bambini giocano, sono attratti da questi perch esercitano un certo fascino, perch sono piacevoli da accarezzare, perch hanno la sensazione di conoscerli da sempre. Secondo le teorie sulla relazione uomoanimale ( Marchesini 2000-2002) questo rappresenta per l'uomo un "valore referenziale"cio un essere diverso da s con cui avere uno scambio importante. La zooantropologia afferma che l'uomo ha tra le sue motivazioni di base quella di avere delle relazioni con gli animali, poich trova in questi soddisfazione a quel desiderio di prendersi cura degli altri che sta dentro di lui . Lo sviluppo psicologico del bambino pu essere favorito dal contatto con gli animali e la scuola sembra riconoscerne l'importanza accanto agli altri suoi compiti educativi pi tradizionali. L'educazione all'affettivit verso gli altri diventa un importante aiuto per gli insegnanti che si trovano a fare attivit di gruppo e se i bambini sono emotivamente equilibrati lavoreranno sicuramente meglio. Fin dalla nascita il bambino possiede gi le competenze necessarie per instaurare una relazione, ascolta le voci, osserva i volti, i movimenti ed in grado di fare come loro. Crescendo, sar poi in grado di affrontare anche le relazioni sociali interpersonali, presupposto essenziale che il bambino abbia intorno a s un ambiente che lo stimoli attraverso le esperienze con il mondo ( fratelli, amici, animali...). Il bambino, a contatto con il mondo animale, ha pi possibilit di diventare un individuo flessibile, aperto alla diversit e completo ( Corona 2007).

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I.3 Zootropia
La Zootropia ( andare verso gli animali) viene intesa per Marchesini come una specifica appartenenza verso l'alterit animale che porta l'individuo a cercarli e ad essere esposto a loro in fatto di elicitazione comportamentale. Questa viene intesa come una specifica tendenza di noi uomini di volgerci verso gli animali e di riconoscerli come controparti sociali, Sembra che l'uomo, l'animale non interessante in quanto sia particolarmente sensibile ad essere vivente , ma in quanto rispondente a caratteri di riconoscibilit sociale. come essere umano, individuare i segnali giovanili e sia anche vulnerabile nei confronti di questi segnali in altre specie . Questo concetto era gi stato trattato da K.Lorenz che riconosceva alcune caratteristiche morfologiche e comportamentali sovrapponibili tra le diverse specie come testa ed occhi voluminosi, arti raccorciati, frontale sporgente. Questi segnali giovanili pare sollecitino il comportamento epimeletico nell'uomo( prendersi cura, adottare, proteggere), che diventa il primo passo ad allargare i rapporti sociali tra la comunit umana e gli animali. La zootropia quindi quel processo che fa differire l'uomo dalle altre specie senza allontanarlo da esse ma conducendolo verso l'eterospecifico, l'animale non per l'uomo un interesse ma un suo costituente ( Marchesini 2004 ). Bowlby (1969 ) sostiene che nell'interazione si debba prevedere quali saranno le risposte prevedibili dell'altro, formulare cio un modello operativo interno; anche la relazione con l'animale pu essere un modo per creare dei modelli operativi interni di come ci si deve rapportare con gli altri esseri viventi. Vivere accanto agli animali un modo per arricchirsi sempre pi di questi modelli. Nell'esperienza clinica con bambini provenienti da famiglie problematiche vissuti in ambienti difficili dove le emozioni non erano chiare, si evidenzia come questi individui abbiano carenze proprio nelle competenze emotivo-sociali. Si tratta di bambini che non sanno dare un nome a ci che provano, che sono aggressivi, che 12

riproducono lo stesso caos nel quale sono cresciuti, bambini privati della loro palestra emotiva che vanno aiutati a recuperare l'esperienza socio emotiva attraverso il contatto con gli animali con percorsi specifici di pet therapy. In questo caso la relazione assume un ruolo terapeutico specifico ( Corona 2007). Chi poi avesse la fortuna di possedere un animale pu anche vivere in prima persona un rapporto vero dove si osserva, si sperimenta l'amicizia, la conoscenza della diversit e il rispetto dell'altro. Negli ultimi trent'anni il rapporto uomo animale si modificato in quanto l'uomo spostandosi verso le citt non ha pi avuto la possibilit di vivere strettamente accanto all'animale come era nel contesto rurale. I bambini di citt conseguentemente hanno avuto meno contatti con la natura e la diversit animale, l'ambiente urbano ha favorito l'antropomorfizzazione dell'animale da compagnia, spesso il cane viene considerato come fosse un bambino e spesso viene a vivere esperienze che non rispondono alle sue esigenze etologiche. Anche alcune patologie comportamentali del cane e del gatto nascono da questo rapporto alterato. Quello che preme ricordare che i bambini possano essere privati della ricchezza di una autentica relazione e di qui i contributi formativi ad essa correlata, per questo motivo fare attivit con progetti nelle scuole pu aiutare a colmare in parte alcune carenze (Marchesini2001).

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CAPITOLO II

II.1 Il progetto(teoria)
Esistono precisi protocolli che vengono proposti agli insegnanti che prevedono un certo numero di incontri, da quattro a dodici a seconda del tema da trattare, della durata di circa un ora e rivolti ad ogni singola classe. Ogni percorso va preparato con gli insegnanti con i quali si concordano i temi e gli obiettivi da raggiungere. Il progetto non lavora mai da solo ma si completa con altre attivit presenti , da qui la multidisciplinariet del progetto. Tutti gli insegnanti nella loro specifica materia di lavoro possono entrare far parte di un argomento comune ( italiano , matematica, musica, inglese, teatro e danza e non solo le materie scientifiche). Il lavoro finale dei ragazzi sar quello di presentarlo agli insegnanti ma anche ai genitori o altri, al fine di promuovere la conoscenza del mondo animale . L'ultimo incontro di solito quello in cui si rilascia un attestato di partecipazione ai bambini che sono stati coinvolti. I bambini del primo ciclo sono quelli pi piccoli fino alla terza elementare, mentre quelli del secondo ciclo vanno dalla quarta elementare alla scuola media, naturalmente ci saranno diversit di interessi . Nel primo ciclo essi saranno rivolti alla parte che cura la nascita, l'accudimento, le relazioni genitore e figlio, le interazioni della cucciolata. Nel secondo ciclo l'interesse sar per come interagire meglio, prendersi cura, come educare e conoscere gli animali e approfondire il tema della comunicazione e dei sensi .

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II.1.1 Le valenze educative del progetto


Consistono nell'indurre o facilitare i processi di educazione propri della referenza animale intesa come valore assunto dall'animale nel processo relazionale capace di stimolare l'uomo ad essere pi sensibile all'altro. L'interlocutore animale gli dar un effetto beneficiale. Il bambino che vive l'esperienza del progetto avvicinandosi al mondo animale avr la possibilit di comprendere e valorizzare l'animale come momento di conoscenza e comunicazione, allontanate o meglio gestite. Studiare con gli animali a scuola, gioca un ruolo importante nello sviluppo e nella regolazione dell'affettivit e dei sistemi emozionali , dei sistemi di comunicazione , di socializzazione, dei sistemi cognitivi di apprendimento, della creativit e dell'immaginazione . Grazie a questo sono facilitati le interazioni tra le classi ( Montagneur 2001). cos situazioni di intolleranza , zoofobie o semplicemente paure verso gli animali potranno essere

II.1.2 Le valenze didattiche del progetto


Consistono nel facilitare la partecipazione del bambino alla vita scolastica, nell' aiutare i processi di apprendimento , organizzare le conoscenze ricevute e la loro assimilazione. Nella valenza didattica il bambino diventa partecipe alla vita di classe, avr maggior collaborazione, mentre prima si teneva in disparte, parlare con l'insegnante sar pi facile perch si viene a rompere una barriera. Il ragazzo impara divertendosi e soprattutto comunica , l'aiuto dato sar anche per i soggetti difficili, questo fa comprendere il significato dell'alterit. Ci sar pi comprensione e accettazione delle regole comportamentali verso gli altri. Studiare gli animali permette al bambino di apprendere un nuovo linguaggio ( termini che prima erano sconosciuti diventano chiari), l'anatomia ( branchie dei 15

pesci, ghiandole salivari .) , la morfologia ( squame, pinne dei pesci, vibrisse dei topi e gatti....), la fisiologia ( ciclo estrale dei mammiferi, la digestione, la minzione e la defecazione), il comportamento ( marcare, difendere il territorio, accoppiarsi, allattare...), i modi di comunicare, i fenomeni vitali ( mangiare, riprodursi , mimetizzarsi....) . Osservando la vita degli animali il bambino arriva a porsi delle domande che possono permettere all'insegnante di introdurre temi anche difficili come la morte, la predazione, la sessualit, le differenze di status degli animali, gli animali nelle varie religioni a seconda dei paesi ( Montagneur 2001).

II.1.3 Le valenze formative del progetto


La classe in cui si opera formata da bambini con personalit diverse che andranno valorizzate nella loro diversit. Non esiste una intelligenza unica ma tante intelligenze differenti come bambini con capacit artistiche, matematiche, posturali. emendare il singolo. L'animale aiuta il bambino a comunicare, lo tranquillizza e sostiene nei momenti critici, non entra mai in competizione con il bambino e non lo giudica. stimola la sua fantasia , la sua curiosit , stimola la calma, l'interazione con la diversit. L'animale aumenta la sicurezza del bambino: cambiare prospettiva nel guardare gli altri pu portare a cambiare prospettiva anche nel guardare se stessi. Il bambino acquista fiducia in s e si innesca cos una dinamica di riuscita e successo. narrative, Compito del progetto sar quello di potenziare ed

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II.1.4 Obiettivi del progetto


-Obiettivo educativo pu essere rafforzare l'area della cura dell'affetto, della gestione, dell'autostima, bisogna offrire al ragazzo occasioni di crescita. -Obiettivo didattico creare un centro di interesse: se il bambino motivato sar coinvolto, si divertir e potr tradurre ci che impara in una sua esperienza personale. Centro di interesse, per permettere esperienze di gioco-studio, nella capacit di connettere ambiente domestico e ambiente scolastico, nel facilitare percorsi interdisciplinari, nel rendere pi facilmente comprensibili alcuni concetti descrittivi e alcuni valori (Montagneur 2001). -Obiettivi speciali possono essere quelli di coinvolgere tutta la classe o un bambino particolare . -Obiettivi rieducativi consistono nel portare un miglioramento ad un certo comportamento, migliorare la relazione all'interno del gruppo sociale , mitigare la competitivit, il rifiuto e le situazioni di aggressivit. Lavorare sull'autostima e far scoprire al bambino le risorse nascoste per agire, intervenire sul decentramento favorendo il collegamento tra il bambino e il mondo esterno. Sempre tra gli obiettivi rieducativi ci potrebbero essere interventi anche di ordine cognitivo volti ad aiutare bambini in difficolt o ritardati ( Marchesini 2004 ). Qualsiasi progetto non va trasmesso come una informazione ma deve essere trasformato in progetto didattico, ai bambini vanno date delle conoscenze utili al loro comportamento e ad eventuali modifiche.

II.1.5 Utilit del progetto


I progetti sostenuti nelle scuole hanno lo scopo di valutare quali siano i benefici che i bambini della scuola primaria ottengono attraverso percorsi didattici educativi cio in classe si fanno attivit che lo coinvolgono facendo educazione, 17

formazione e didattica senza fare solo semplicemente informazione. Fare informazione si intende acquisire specifiche conoscenze, fare un progetto didattico significa fare un 'insieme di attivit che coinvolgono in modo globale il ragazzo apportando modificazioni in tutta la sua sfera cognitiva anche al di fuori dell'influenza specifica delle conoscenze. Sono stati svolti argomenti che erano rivolti alla dimensione epimeletica con attivit impostate sulla cura, bisogni, educazione , giochi e attivit diverse. lo scopo quello di arricchire le conoscenze del bambino sullanimale, nella sua diversit e specificit percettiva, cognitiva, comunicazionale e comportamentale. I temi introdotti contribuiscono ad insegnare al bambino il giusto approccio e la giusta interazione, il bambino apprende i segnali inviati dallanimale, vengono date indicazioni e suggerimenti sulla sua gestione (alimentazione, sanit, arricchimento ambientale e sociale ) e sul rispetto degli animali . Attraverso la conoscenza della specie animale trattata, il bambino pu apprendere l'etologia del cane e del gatto, dalla nascita all'adozione e la comunicazione come mezzo indispensabile per creare i presupposti di una buona relazione.

II 1.6 Le gradualit del progetto


I progetti sono sempre indirizzati a determinate fasce di et sviluppo. Per i bimbi pi piccoli (nido) c' una pulsione aspecifica per tutto ci che si muove, un interesse per le forme animali con tendenza all'imitazione, ma non c' capacit di gestire l'interazione. Dai quattro ai sei anni ( materne ) c' un desiderio di interazione , l'animale viene antropomorfizzato e non c' comprensione di quali siano i bisogni e le reazioni dell'animale. Solo verso i sette otto anni (Elementari) l'animale comincia ad essere visto come un amico facente parte del gruppo, 18 i bambini possono mostrare aspetti in quanto la

percezione dell'animale nel bambino diversa a seconda delle fasi del suo

competitivi , possono raccontare le loro esperienze e cominciano a comprendere la diversit animale. A nove- dieci anni il bambino ha un interesse esplorativo, pu maltrattare l'animale mentre a undici-dodici anni l'animale come una sorta di fratello minore , si interessa della sua educazione e del suo mondo . Pi avanti con l'et, invece, l'animale rischia di essere dimenticato, gli interessi del bambino sono legati alla sua crescita con curiosit inerenti la sfera sessuale, qualcuno lo sfrutta per far colpo sugli amici , qualcun altro ha dei reali interessi sull'etologia o sulla comunicazione. L'et migliore per sviluppare il concetto della diversit animale corrisponde al secondo ciclo della scuola elementare, l'animale come un compagno, un rifugio, un interesse di ricerca, luogo di confronto. Il bambino si sente vicino all'animale, pensa di trasformarsi in un animale, osserva gli aspetti che ha in comune con lui e ci che lo differenzia. Egli ammira l'animale e sogna di poter fare come lui, gli chiede protezione e sicurezza, da una parte si identifica e dall'altra esplora la diversit. Le attivit del bambino rafforzate dalla sua presenza sono quelle di condividere con gli amici questa esperienza, vivere un avventura, avere la stima dei compagni che ascoltano, saper insegnare qualche cosa dopo aver appreso, comunicare ci che prova. ricavare delle regole e dei modelli, saper

II 1.7 La metodologia del progetto


Il gioco Vivere il progetto attraverso il gioco permette al bambino di fare divertendosi. cose Nei pi piccini il momento ludico riproduce situazioni a loro

familiari come vestire , dar da mangiare , pettinare, essi assumono un ruolo e fingono una certa situazione. Pi avanti nel tempo, le esperienze di gioco si trasformano in vere interazioni, il bambino costruisce situazioni con gioco di drammatizzazione. Il passo successivo sar quello di utilizzare il gioco come 19

simbolo o referente ( es. usare una scopa come un cavallo). Fino a quattro anni il bambino non ama giocare con i coetanei, ne ha paura , preferisce i ragazzi pi grandi o gli adulti, crescendo comincia ad apprezzare il gioco sociale, di imitazione, di interazione, il di decentramento lo aiuta a costruirsi delle regole, nasce la relazione sociale e la comunicazione attraverso anche i giochi relazione, di squadra. I giochi sono parte integrante dei progetti di zooantropologia , si parla di giocostudio, anche la drammatizzazione serve al bambino che viene ad interpretare con coerenza una parte , cio fare l'animale lo porta a fare una vera interazione con lui.

Il disegno Ai bambini piace disegnare perch provano il piacere di vedere un prodotto finito, di dargli un significato, dare una imitazione della realt, esprimere uno stato d'animo. Tutti i bambini accettano di disegnare gli animali anche quelli che sono pi riluttanti, si tratta di animali un po' di tutti i tipi. Nella esperienza riportata da Marie-Jos Duboscq gli animali pi rappresentati sono il cane, il gatto , il coniglio, spesso tanti insieme tipo l'arca di No dove c' una pacifica coesistenza di pi specie. Il contesto ambientale sempre la natura , terra, aria e acqua sono gli elementi sempre presenti anche se l'animale tenuto al guinzaglio, gli animali sono disposti vicino senza una specifica relazione tra loro tranne quando si tratta di mamma e cuccioli, spesso sono animali di specie diverse, spesso associati a figure umane di solito per si tratta di animali domestici. Il gatto viene rappresentato accanto a uomini , topi , uccelli e cani. Il coniglio a uccelli e gatti. L'elefante a serpenti , all'uomo o giraffa. La scimmia a giraffa e cavallo. In pratica si possono avere tutti i tipi di associazioni e si pu avanzare l'ipotesi che la maggioranza dei bambini avverta la necessit di far coesistere specie diverse.

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Scritto e parlato Anche i discorsi dei bambini assumono delle modifiche poich vengono arricchiti da termini nuovi e prendono coscienza del loro significato, durante il progetto compaiono parole come accudire, educare, socializzare, comunicare... L'insegnante attraverso esso pu raggiungere nuovi obiettivi nelle materie umanistiche, la descrizione e la narrazione di storie portano a una migliore esposizione verbale e scritta . Il tutto porta a migliorare il linguaggio, gli scritti, la conoscenza di concetti di biologia, la conoscenza del tempo e anche degli esseri umani con i quali ci sar un costante confronto. Se da un lato sono tante le materie scolastiche coinvolte, dall'altro l'esperienza della scuola viene vissuta come un momento piacevole attraverso la figura dell'animale che si pone come mediatore tra il bambino e la scuola. Da qui la necessit di riconciliare il bambino con la scuola prima ancora di trasmettere delle conoscenze (Marie-Jos Duboscq 2001).

II.1.8 Quali progetti?


Nella mia personale esperienza sono stati moltii i progetti presentati , gli incontri con i bambini erano di solito cinque: quattro in classe e un ultimo in presenza del cane nel cortile della scuola. A volte non sempre possibile seguire questo schema perch le insegnanti preferiscono un incontro unico con lezione di tipo frontale come ad esempio succede nella scuola media. Anche i ragazzi stessi lo preferiscono perch si sentono grandi e meno propensi a lasciarsi andare in attivit di gioco, conseguentemente a ci l'incontro diventa discussione libera con dialogo aperto. Esempi di attivit svolte sia nel primo che nel secondo ciclo di scuola elementare e scuola media sono state: Avere un animale, i sensi degli animali, il cucciolo, cani e canili, l'educazione 21

del cane, il gatto, amici animali, adozione, gli animali e il gioco , abbandono... perch?, come comunicano gli animali.

MATERIALI E METODI II .2 Il progetto ( pratica)


Il progetto che stato svolto, rivolto ai bambini della scuola primaria secondo ciclo, precisamente di quarta elementare, in tutto si tratta di due classi con quarantuno bambini in totale. Lo stesso progetto opportunamente modificato stato fatto anche a ragazzi di prima media sempre in tre classi di sessantotto in totale. Mediante l'ausilio di questionari compilati prima e dopo lo svolgimento del progetto si valutata l'utilit di intervenire nella scuola e di confrontare il beneficio ottenuto dai ragazzi dopo tale esperienza ed individuare i punti dove intervenire pi chiaramente.

II 2.1 Temi trattati


Il cucciolo Prima di adottare un cucciolo bene conoscere il pi possibile cose che lo riguardano in particolare quelli che sono i suoi bisogni e necessit e per comprenderli meglio occorre conoscere pure come comunica con noi . L'incontro alle scuole elementari stato accolto con gioia dai bambini e le maestre hanno provveduto a preparare l'aula con la lavagna interattiva dove si collegato il computer. Quindi oltre a sentire i bambini hanno potuto vedere delle immagini e dei filmati.

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Gli obiettivi formativi del progetto il cucciolo sono riferiti all'area dell'affettivit , sono state date informazioni sul modo corretto per costruire una relazione con il proprio animale presentando ai bambini la sua etologia, le sue esigenze di base e la sua gestione. Nell'incontro si parlato prima della mamma con i cuccioli e del grande compito educativo che svolge nei primissimi giorni di vita. La mamma che li alimenta , li accudisce , li protegge con affetto e li educa. Poi si parlato del periodo in cui aprono gli occhi e gli orecchi, periodo in cui si accorgono di non essere soli, ma insieme a dei fratelli con cui socializzare. Si parlato del periodo in cui devono esplorare il mondo che li circonda spostandosi dalla madre per conoscere altri animali, persone , cose e infine del periodo giusto per essere adottati senza problemi . Nella seconda parte si parlato dei bisogni del cucciolo come mangiare, bere, riposare, esplorare giocare e fare amicizia e di come assolverli da bravi proprietari perch responsabili di un essere vivente che si affida totalmente alle nostre cure. La terza parte comprendeva le cure gestionali generiche come lavarlo, spazzolarlo porgergli la ciotola, metterlo al guinzaglio, portarlo in passeggiata e dare il premio con un bocconcino. Il tema era di far capire il bello di stare insieme al proprio cucciolo che impara con noi mentre gioca e fa amicizia.

La comunicazione Sempre nelle classi di quarta elementare il contenuto del progetto la comunicazione del cane stato uno strumento indispensabile per interpretare ci che dice il nostro cane e ci che dicono i cani che i bambini incontrano fuori, magari per strada o a casa di amici. Nel processo comunicativo esistono dei componenti da considerare molto importanti che partono da segnali che sono di partenza ( emissore) , segnali in arrivo da parte di chi riceve ( ricevente) , un messaggio , un codice , cio il 23

vocabolario che serve a tradurre il messaggio, una interpretazione ( cio il lavoro mentale che serve a tradurre il messaggio e un contesto nel quale avviene l'incontro dei segnali comunicativi. Sono due le modalit attraverso cui scambiarsi i messaggi: la comunicazione verbale con l'uso della parola e la comunicazione non verbale che utilizza il linguaggio del corpo e i gesti. Nel mondo animale sar quest'ultima la pi utilizzata , mentre per un cane scodinzolare con la coda alta segno di festa , per un gatto lo stesso segnale equivale ad un messaggio di aggressione: meglio non avvicinarsi troppo. Non va sottovalutato poi che non tanto importante il messaggio che si trasmette , quanto come questo venga inteso ed interpretato da chi lo riceve. Ogni comunicazione ha poi un aspetto di contenuto racchiuso nel messaggio e un aspetto di relazione relativo alle emozioni , alle sensazioni, agli stati d'animo e ai sentimenti di chi sta comunicando e di solito questo aspetto pi importante perch quello che induce la risposta. Da questa riflessione si deduce l'importanza di dare una corretta informazione ai bambini su come avvicinarsi al cane e quindi di riflettere prima di intraprendere iniziative che potrebbero causare danni tragici. Come comunicano i cani ? Dalla comunicazione verbale a quella del corpo osservando le posture, le espressioni facciali , testa , coda, zampe, groppa, orecchie, il cane parla all'uomo ed esprime i suoi stati emotivi. Conoscere ci che l'animale dice al bambino diventa quindi un mezzo per prevenire incidenti con ferite gravi. La relazione con il cane Nella scuola media invece lo stesso argomento stato svolto con il tema "Incapace di pensare al singolare" ( la relazione con il cane) dove il cucciolo dalla nascita mostra da subito quel legame con la madre, poi con i fratelli e infine con il proprietario nel momento dell'adozione. Comunicare diventa la maniera migliore per comprendere meglio questo legame 24

forte con il cucciolo attraverso la conoscenza delle sue necessit etologiche poi attraverso un percorso educativo capace di far nascere una vera amicizia . Incapace di pensare al singolare stato anche il tema di un incontro pubblico svoltosi sempre in citt e organizzato per l'AMMI ( associazione mogli dei medici italiani) . Il pubblico adulto ha risposto molto bene ai contenuti proposti con un interesse personale e maturo da trasmettere poi nella vita quotidiana a contatto con i propri animali e famigliari. Nell'incontro fatto ai ragazzi di prima media la lezione stata prevalentemente di tipo frontale . Siamo partiti dal titolo per parlare della socialit del cane che si sviluppa fin dai primi giorni della sua vita anche nell'utero. Il cucciolo con la mamma sono stati spunto di discorsi sullo sviluppo comportamentale e del ruolo educativo insostituibile della figura materna. Si parlato dei sensi degli animali come olfatto, gusto, tatto, vista , udito, specificando la loro funzione e relativa comparsa durante la crescita. Abbiamo parlato della comunicazione tra mamma e cuccioli, tra fratelli e con l'uomo e dell'importanza del gioco come palestra di vita e socializzazione con l'uomo e l'ambiente. Infine l'adozione del cucciolo che arriva al nuovo proprietario suggerendo cosa fare per aiutare questo cucciolo a crescere come elemento equilibrato con una corretta gestione

II.2.2 Che cosa si fa con i bambini?


Parlando del cucciolo in altri progetti realizzati, ho iniziato il lavoro

trasformando il dialogo ad attivit vere e proprie in classe da fare a gruppi. Di solito il cartellone il primo strumento che viene utilizzato. Pennarelli, colla e forbici e tante figure di animali da ritagliare hanno permesso ai bambini di cooperare e scambiarsi consigli per poi ricordare le tappe pi importanti dette a lezione e fissarle sul foglio. Il cartellone stato completato da tutti e lasciato in aula per tutto l'anno scolastico . I sensi degli animali sono stati lo spunto per verificare anche i nostri sensi cos 25

attraverso il gioco i bambini hanno attuato una sorta di ginnastica sensoriale capace di stimolarli e di condurli ad un reale contatto con gli altri compagni. Le attivit di gioco consistevano nell'inibire ad esempio il senso della vista al fine di rafforzare gli altri sensi . Abbiamo fatto anche giochi di imitazione dove i bambini trovavano il modo di far indovinare ai compagni quale animale rappresentavano, questa attivit permetteva di esercitare la memoria del bambino e anche il suo spirito di osservazione . Fare muovere il proprio corpo in maniera buffa e divertente era una cosa che ognuno sapeva fare senza correre il rischio di essere ridicolizzato dai compagni. Queste semplici attivit hanno lo scopo di aumentare il legame di confidenza e di amicizia tra i singoli elementi della classe anche per i pi timidi. Divertendosi di diventa amici ci si d una mano , ci si ascolta, e si osserva ci di cui hanno bisogno gli altri perch non c' competizione. Un'altra attivit che piaciuta stata quella di ricalcare i comportamenti degli animali come imitare un gatto che fa la marcatura facciale o ambientale, una gattina che si rotola quando si trova nel periodo di calore, due cani che si incontrano e si annusano. I bambini si sono trasformati per l'occasione in fantasiosi animali, si sono divertiti e sempre prima di attuare un comportamento ripassavano velocemente ci che era stato detto per diventare poi gli attori della classe. Con le scenette invece sono state evocate le tipiche situazioni quotidiane in cui passeggiando per strada si poteva incontrare un cane al guinzaglio con il suo proprietario. L'esercizio alla corretta maniera di approccio stato spiegato al bambino al fine di evitare l'affronto diretto e frontale e passare lateralmente al cane senza fissarlo negli occhi, facendogli annusare la mano sempre chiedendo prima al proprietario se fosse possibile avvicinarsi per accarezzare il suo cane. Sono modi questi che permettono un approccio corretto e lo proteggono da eventuali incidenti, ma attraverso il gioco hanno la possibilit di fissare nella loro memoria ci che imparano per lungo tempo. 26

Ampio

stato il lavoro artistico dei ragazzi che con disegni bellissimi

riassumevano concetti importanti , i disegni sono poi stati esposti nell'atrio della scuola dove anche i genitori li potevano vedere. Il disegno per il bambino divertimento , trasmette un messaggio , una emozione. I bambini provano piacere nel disegnare, nel vedere il prodotto finito e sono gratificati nel mostrarli. In alcuni progetti fatti negli anni precedenti l'ultimo incontro veniva svolto all'esterno nel giardino della scuola. Incontro davvero desiderato in quanto finalmente non si parlava soltanto di cani o gatti visti in immagini, disegni, scenette, ma il cane entrava a scuola. Di solito chiedo l'intervento di una educatrice cinofila che porta il cane e mostra ai bambini alcuni semplici esercizi di gestione di base , il seduto, il resta e il vieni, poi mostra il guinzaglio con la pettorina e la condotta in passeggiata . Questi esercizi poi li facevano anche loro, uno alla volta, con pazienza e felicit del cane che riceveva tanti bocconcini. Il cane protagonista per la giornata veniva visto con occhi diversi , quando ritornavo in classe le settimane successive, i bambini raccontavano con ricchi particolari ci che facevano i loro animali a casa, descrivendo gli atteggiamenti o i comportamenti trattati in classe. Incontrare i ragazzi pi grandi della scuola media comporta invece una preparazione didattica diversa , si tratta di preadolescenti che gi si trovano ad imitare gli adulti per cui l'interesse spesso nel dialogo che facciamo dopo una lezione di tipo frontale .Gli insegnanti desiderano contenuti scientifici poi spesso loro stessi si trovano ad ascoltare interessati argomenti che non conoscevano . Non abbiamo svolto attivit pratiche ma parlato di temi che catturavano la loro attenzione e invitavano sempre domande nuove, anche qui tutti avevano qualcosa da raccontare o chiedere .La sorpresa stata quella di incontrare alcuni bambini che gi avevo conosciuto alla scuola elementare e che hanno accolto con entusiasmo l'attivit proposta spiegando ai compagni di che cosa si trattava e rispondendo anche ai quesiti.

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CAPITOLO III

I progetti nel dettaglio


Premessa L'incontro con i bambini di quarta elementare stato fatto al mattino nella loro classe in una unica mattinata e purtroppo non si sono potute organizzare i classici quattro cinque incontri per motivi interni alla scuola. Ogni volta che inizio un progetto, prima di vedere i bambini, concordo insieme alle insegnanti alcuni punti importanti come l'argomento da trattare . Chiedo di quanti bambini formata la classe, se ci sono problematiche particolari tipo situazioni di handicap o altro, se ci sono bambini stranieri, se c' a disposizione una classe spaziosa, oppure se si pu usufruire della palestra per fare attivit con giochi. Chiedo se posso raccogliere materiale fotografico con il permesso dei genitori, se si pu avere la collaborazione del personale ausiliario , se possibile alla fine del progetto incontrare il cane negli spazi esterni della scuola. Tutto questo lavoro di preparazione di solito permette la riuscita del progetto. L'unico vantaggio ottenuto in questo ultimo progetto stato incontrare i bambini nell'aula dove c' la lavagna interattiva, nuovissimo strumento operativo che ha permesso un collegamento diretto del mio computer portatile senza l'uso di videoproiettore e schermo. I bambini sono rimasti nei loro banchi leggermente spostati ai lati per far spazio davanti e tutti attentissimi con i loro quaderni per gli appunti hanno ascoltato ci che dicevo loro. Le insegnanti a volte sono molto collaborative, al contrario alcune proprio se ne stanno da parte parlottando tra di loro, altre invece ci tengono a non perdere il loro potere rendendo il dialogo molto rigido e serio .

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III.1 Il cucciolo e la comunicazione


Nella prima parte dell'incontro ho parlato della mamma cagna che deve avere i piccoli, della gravidanza che ha una durata di due mesi, che un periodo molto importante per la cagna , ma anche per i proprietari e per i cuccioli che si trovano dentro l'utero. Il cucciolo si trova nel liquido amniotico e percepisce quello che avviene nell'ambiente esterno come il battito del cuore della mamma, i rumori dell'intestino oppure se la mamma si sente in pericolo. Il cucciolo respira attraverso il cordone ombelicale e si nutre attraverso il sangue della mamma, in questa fase il cucciolo si identifica in qualcosa di uguale al corpo della madre. Ho spiegato ai bambini che verso la fine della gravidanza, quando i cuccioli sono quasi pronti, essi gi possono percepire se qualcuno accarezza la pancia della loro mamma e ci dovuto al fatto che il senso del tatto il primo a comparire. Quando nascono invece non sentono e non vedono per hanno gi sviluppato il senso dell'olfatto, ci permette ai piccoli di dirigersi verso le mammelle e il capezzolo per succhiare e stare al caldo. Gli occhi li aprono verso i quindici giorni e poi a tre settimane anche i condotti uditivi.. Grande il lavoro della mamma che li allatta , li lava e li aiuta a fare feci e urine, la mamma che la prima cosa che sentono, ma anche che vedono, crescendo si accorgono di non essere pi soli ma di avere dei fratellini con cui giocare. Ho spiegato che i cuccioli non si muovono bene da piccolissimi, rotolino, poi sviluppa sempre pi il loro sistema nervoso. Abbiamo parlato del sonno dei cuccioli che dormono tantissimo nei primi giorni fino al 90% della giornata poi sempre meno fino al 50% , non importante fare silenzio mentre dormono, ma bisogna lasciarli stare e non svegliarli. Il cucciolo dorme e sogna e intanto cresce. Quando iniziano a camminare fanno le prime esplorazioni senza mai allontanarsi troppo dalla mamma che d loro sicurezza. In questo periodo imparano ad sembra che passando il tempo iniziano a camminare perch crescendo si

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osservare l'ambiente e le persone che li circondano cio socializzano tra loro e con le persone, se poi ci sono altri animali avviene la socializzazione interspecifica. Uno dei modi migliori per socializzare il gioco che diventa il modo per imparare a diventare grandi . Giocando a volte possono mordicchiarsi e piangere e la mamma in questa circostanza assume un ruolo educativo molto importante in quanto li separa ed interviene ogni volta fino a quando i piccoli capiscono che possono giocare solo se non si mordono e se non si fanno male. Questo processo viene chiamato inibizione del morso e la stessa cosa viene applicata ad altre azioni non gradite dalla mamma come correre sfrenatamente o non fermarsi ai suoi stop. La mamma insegna quindi l'autocontrollo ai cuccioli in particolare l'inibizione del morso, la postura di sottomissione e l'assetto emozionale.. Il cucciolo deve imparare anche le regole gerarchiche per comunicare con gli altri elementi della famiglia , dopo lo svezzamento essi perdono il diritto di accesso prioritario al cibo. Davanti alla ciotola piena la mamma li respinge ringhiando fino a quando non ha finito di consumare la sua parte, rapidamente i cuccioli imparano l'ordine di accesso al cibo: gli adulti( sia cani che umani ) hanno diritto di servirsi per primi. Infine abbiamo parlato del distacco che la mamma effettua allontanando i cuccioli che sono cresciuti, essa inizia dal momento in cui i dentini da latte cominciano a farle male durante le poppate poi li richiama solo quando concede loro il permesso. Il cucciolo passa poi dall'attaccamento alla madre all'attaccamento al gruppo sociale oppure alla figura di accudimento. Di solito questo periodo coincide con il momento dell'adozione e precisamente verso i sessanta giorni. Con i bambini ho poi trattato di quali siano i bisogni del cucciolo una volta arrivato nella famiglia di adozione parlando prima di che cosa significa adottare un cane e di pensare bene con i genitori se siamo in grado di soddisfare le sue necessit. E' importante essere responsabili del nostro cucciolo e prima di portarlo a casa pensare che rester con noi tanto tempo ( la sua vita varia dai 12 ai 20 30

anni), bisogna vedere se abbiamo lo spazio adeguato e non dimenticare anche i costi che bisogna affrontare. Una volta portato a casa questo cucciolo i bambini hanno suggerito quali cose organizzare per lui , come trovare un posto per dormire, cosa dare da mangiare e come insegnare a sporcare fuori. Queste necessit di base sono state lo spunto per parlare delle modalit corrette per gestire il nuovo arrivato. Abbiamo parlato dell'importanza di sfruttare il periodo che va dalle otto alle sedici settimane perch in questa fase il cucciolo apprende meglio ci che gli viene trasmesso. Grazie all'esplorazione del nuovo ambiente avviene la memorizzazione di oggetti, suoni e odori che andranno a costituire la banca dati, tutte le esperienze effettuate fino alla dodicesima sedicesima settimana di vita ( come ad esempio il contatto con gli umani o altri cani, il rumore di auto, motorini, camion ) vengono classificate come conosciute nella memoria del cucciolo. Abbiamo chiarito che il cane non va lasciato solo tanto tempo nel giardino pensando sia sufficiente dargli molto spazio, ma che importante avere momenti dove possa correre, esplorare, annusare , giocare e che ogni giorno egli deve fare delle attivit . I bambini spesso vedono il cane come un grande gioco vivente e sicuramente giocare fa molto piacere al nostro cucciolo per bisogna utilizzare delle regole precise come non agitarlo troppo , non essere violenti e non sfidarlo. Se il cane morde, meglio interrompere il gioco o ignorarlo. Parlare del proprio cane non significa che tutti i cani siano uguali al nostro e questo argomento ha introdotto una serie di consigli su come ci si deve comportare quando si vede un cane straniero, cosa si fa se il nostro cane lo incontra, oppure come ci dobbiamo avvicinare ad un cane non conosciuto se vogliamo accarezzarlo. Le dieci regole per prevenire incidenti con morsicature gravi , come non correre verso un cane, ma aspettare che sia lui ad avvicinarsi, non avvicinarsi mai frontalmente ma di lato, non infilare le mani dentro al cancello dove c' un cane, fare attenzione se il cane sta mangiando o se tiene molto a qualche oggetto o gioco, non disturbarlo mentre dorme, non fissare gli occhi , non disturbare una 31

femmina con i cuccioli, non avvicinarsi ad un cane ferito ma chiamare aiuto, fare attenzione ai cani che non conosciamo perch non sappiamo prevedere le loro reazioni e non abbracciare il cane per lo stesso motivo. Queste regole presuppongono che il bambino sappia capire che cosa il cane cerca di comunicare e come lo fa. Parlare della comunicazione del cane sarebbe stato un lavoro lungo da fare in una mattinata, per cui ci siamo limitati a parlare delle sue espressioni facciali e del movimento del corpo. Testa, occhi , orecchie , bocca , corpo, coda zampe sono stati descritti nelle varie situazioni con immagini e filmati. Ogni espressione vista stata commentata ed interpretata. Dopo una mattina cos impegnata i bambini hanno fatto domande e riflessioni sui temi trattati. Tradotto in termini di beneficio, il bambino arriva a capire che le cure si possono allargare anche sul piano umano versi i compagni di classe, incentivando cos la dimensione collaborativa e favorendo i comportamenti prosociali e facilitando la capacit di integrazione. Anche la trattazione dell'aspetto comunicativo raggiunge l'obiettivo di far conoscere ai bambini il linguaggio del cane per prevenire situazioni di pericolo ma soprattutto per vivere pi serenamente in loro compagnia.

III.2 L'incapacit di pensare al singolare ( La relazione con il cane)


I ragazzi incontrati sono quelli di prima media, si tratta di tre classi di 26,21e 21 elementi. L'insegnante che mi ha contattato stata molto collaborativa mettendo a disposizione il salone centrale della scuola e permettendo di restare insieme due ore abbondanti. Anche qui purtroppo l'incontro stato unico ma direi molto partecipato, i ragazzi erano entusiasti , hanno ascoltato attentamente e visto 32

immagini e filmati attraverso una presentazione specifica con video proiettore e schermo. In questo progetto ho iniziato parlando del cucciolo che crescendo diventer un compagno per il ragazzo e per far partire bene questa relazione ho ripercorso in parte il progetto Il cucciolo di cui ho trattato precedentemente per poi considerare che cosa desidera l'uomo moderno quando decide di adottare un cane. Oggi chi ha un cane vuole vivere al massimo questa storia infatti vediamo sempre pi cani nelle case , nelle famiglie , nelle strade e anche in tanti luoghi pubblici. Questa scelta comporta per informazioni ben precise, precedenti l'adozione, che partano da una serie di riflessioni inerenti il tipo di cane, il luogo dove andr a vivere , il tempo che il proprietario ha a disposizione per stare con lui. Con queste premesse sarebbe utile rivolgersi al proprio veterinario per avere i consigli migliori . Il titolo del progetto stato lo spunto per parlare del cane e delle sue caratteristiche e siamo giunti a capire che egli ama stare con il suo padrone, che ama la compagnia delle persone e degli altri animali e che invece non ama stare solo tante ore della giornata. Il rapporto speciale che nasce da una buona relazione presuppone un buon percorso educativo che coinvolge tutti. La socialit del cane viene a manifestarsi gi da piccolissimo , abbiamo parlato dello sviluppo comportamentale , quindi ho accennato alle varie tappe compreso il periodo prenatale dove gi il cucciolo sta in relazione con la mamma e i fratelli e anche indirettamente con il mondo esterno. Accarezzando la pancia della cagna gravida il cucciolo percepisce il contatto con noi perch i suoi sensi si stanno sviluppando e il senso del tatto gi presente. Il piccolo una volta nato sembra che sia pi tollerante alle manipolazioni da parte dell'uomo. Dopo aver accennato alle fasi successive dello sviluppo comportamentale ( neonatale, transizione, socializzazione) ho parlato in particolare del delicato periodo della socializzazione che se non correttamente seguito dalla mamma e in futuro dal proprietario rischia di portare a problematiche comportamentali future . Il rapporto mamma cucciolo essenzialmente di tipo orale avviene attraverso la suzione del latte, il calore e 33

l'odore , della mamma stessa, molto appagante. Con l'apertura degli occhi e dei condotti uditivi inizia la vita di relazione, attraverso i sensi il cucciolo inizia a percepire il mondo , inizia l'apprendimento, la locomozione, inizia a percepire la madre, non solo come fonte di cibo e di calore o piacevole al tatto, ma anche come elemento sociale. Il legame tra cuccioli e mamma viene favorito dai feromoni e con i ragazzi mi sono soffermata sul significato di questa parola . Si tratta dei segnali chimici che sono il pi antico mezzo di comunicazione utilizzato dal mondo animale. Tra le sostanze ad azione intraspecifica incontriamo i feromoni che vengono riconosciuti attraverso un particolare organo che si apre nel cavo orale. Le principali strutture che producono queste sostanze sono delle ghiandole poste in diverse parti del corpo , le ghiandole del solco intermammario che producono i feromoni di appagamento, poi ci sono le ghiandole periorali diffuse sul mento e nelle labbra, le ghiandole ceruminose poste nel padiglione auricolare, le ghiandole anali e quelle podali che si trovano nei cuscinetti plantari e nella cute della regione interdigitale. I feromoni sono presenti anche nell'urina e nelle feci. Questi sono strumenti indispensabili per comunicare . Prima di essere adottato dall'uomo il cucciolo deve restare con la mamma per i primi due mesi della sua vita, la madre ha un ruolo insostituibile per porre le basi etologiche del cane soprattutto per quanto riguarda le competenze sociali, qualit che il cucciolo non solo applicher con gli altri cani ma anche con gli esseri umani. Oltre al ruolo di educatrice come gi descritto precedentemente la mamma cagna per i suoi cuccioli come la connessione con il mondo, attraverso le sue emozioni essa d al piccolo un significato per i diversi eventi che capitano, ad esempio se lei felice vedendo l'uomo anche il cucciolo assegner alla presenza umana questo stato emotivo. La mamma sempre la base sicura non solo per proteggere ma anche per sostenere l'esplorazione del cucciolo quindi la sua socializzazione, sempre pronta ad insegnare qualcosa attraverso un processo di imitazione passiva per cui il cucciolo ne ricalca i ritmi e le abitudini. Il cucciolo impara dalla mamma le regole sociali cio insegna loro a rassegnarsi e 34

gestire la frustrazione con la calma, a rispettare i ruoli all'interno del gruppo, ad avere autocontrollo, ad agire non in modo diretto ed individuale ma a cercare sempre nell'altro un ' intesa. Essa ha un progetto educativo per il suo piccolo che persegue con costanza e coerenza e chi si occupa in prima persona del cucciolo adottato deve essere coerente al progetto educativo della madre per permettergli di crescere in modo equilibrato. A questo punto ho introdotto il tema dell'adozione responsabile con tutti i consigli che un proprietario deve sapere quando porta a casa il cane. Non solo il cucciolo il protagonista del tema adozione ma anche il proprietario e cos sono state individuate le qualit che deve avere . Quando si interagisce con un cucciolo egli deve essere paziente, costante e coerente in tutte le occasioni . Anche la chiarezza una dote necessaria perch il cucciolo impara molto in fretta anche quello che a noi non piace ma che pu essere il risultato di una nostra reazione errata di fronte ad un determinato evento. Un esempio: non si pu sgridare un cane e subito dopo andare a fargli le coccole perch ci fa tenerezza. Il proprietario deve aiutare il cucciolo nella sua crescita attraverso un processo educativo che non sar inibire o ammaestrare, ma indirizzare ad un corretto sviluppo. Il cane sar poi in grado di adattarsi meglio alle varie situazioni, sar pi soddisfatto e in grado di vivere meglio la prosocialit, sapr integrarsi in maniera adeguata alle situazioni complesse del mondo. Una volta adottato il cucciolo trasferisce il legame di attaccamento dalla madre al proprietario, di solito la persona che si occupa di pi di lui, spesso la donna. Abbiamo parlato del periodo sensibile e che va dalla settima, ottava settimana , alla sedicesima circa. Durante questo periodo, il cucciolo deve fare tante esperienze diverse per apprendere le varie situazioni, con persone diverse. Dai bambini, agli adulti e anziani, dagli oggetti ad ambienti vari, dal frequentare altri cani, ad altri animali di specie diverse e sentire mille rumori differenti. In questo modo il cucciolo si abitua ad interagire con stimoli diversi, impara a conoscerli e a non temerli, si costruisce una banca dati che gli sar utile nel futuro e continua la socializzazione iniziata con la mamma . 35

Il proprietario deve essere una guida, deve indicare al cucciolo i comportamenti corretti e a lui graditi e premiando questi vengono chiariti i ruoli tra loro. La relazione nasce con la comunicazione, l'uomo comunica con le parole, il cane interpreta i suoni; quelli acuti indicano paura, diffidenza, preoccupazione, quelli gravi sicurezza, assertivit, ostilit. Anche il nostro corpo trasmette dei messaggi e il cane normalmente usa questo linguaggio, consigliabile quindi usare la prossemica, le posture i gesti e la mimica facciale. L'incapacit di pensare al singolare una caratteristica intrinseca nel cane, animale sociale che vive bene vicino all'uomo e che si d continuamente a lui indipendentemente dai suoi cambiamenti di programma, dai suoi umori e dalle sue mancanze . In questo progetto sono molti i messaggi trasmessi ai ragazzi che partono dal valorizzare le diversit del cane rispetto all'uomo, incrementare i concetti di cura estesa anche all'ambito educativo dell'animale e indirettamente rivolta anche a loro che quotidianamente vivono a stretto contatto in classe e fuori. Saper aspettare, rispettare i ruoli, avere autocontrollo, cercare l'intesa, adattarsi, integrarsi, imparare a conoscere, imparare ad essere flessibili, riflessivi ed equilibrati. Sono tutti questi obiettivi pedagogici dell'educazione sociale che passano ai ragazzi nei progetti poich coincidono anche con quelli che sono vissuti dal cucciolo, prima con la mamma, poi con il proprietario. Promuovendo una migliore conoscenza di alcuni aspetti del comportamento del cane, i ragazzi acquisiscono la maniera per instaurare una buona relazione con lui, ma anche una migliore capacit di rapportarsi nei confronti della diversit.

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III. 3 Monitoraggio
Le classi in cui il progetto stato eseguito sono due nella scuola elementare ( scuola primaria secondo ciclo) . Si tratta di due classi di 18 e di 23 bambini . I questionari erano due, rispettivamente uno sul Cucciolo e uno sulla Comunicazione e sono stati consegnati sia prima che dopo il progetto. Le domande erano dieci pi dieci. Le prime cinque inerenti la conoscenza da parte dei bambini sul tema del cane, dalla sua nascita fino all'adozione, in particolare sul cucciolo e la mamma. Le cinque successive erano domande rivolte a dopo l'adozione con informazioni sui bisogni del cucciolo e come rapportarsi con esso. Nel questionario la comunicazione le domande erano tre su come comunica il cane attraverso le espressioni facciali e le posture del corpo e sette su come noi dobbiamo comunicare con il cane ( come avvicinarci, come accarezzarlo, come rivolgersi a lui e che cosa non fare) . L'altro progetto stato eseguito nella scuola media ( scuola secondaria di primo grado) in tre classi di prima e il tema era La relazione con il cane. Il questionario comprendeva 24 domande questionari precedenti che ricalcavano le stesse dei due ( questionario Il cucciolo e questionario La

comunicazione) pi quattro domande specifiche alla relazione . I questionari sono stati consegnati prima del progetto e dopo esso. Il modello per l'esecuzione del test stato suggerito seguendo il lavoro fatto da altri ricercatori nei progetti presentati nelle scuole.

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Risultati e Analisi dei questionari prima del progetto

Scuola media di Porotto (FE) Il progetto Incapace di pensare al singolare ( La relazione con il cane) stato fatto in tre classi di prima media per un totale di 68 ragazzi.

Prima A : Questionario 24 domande alunni 26 (ma di questi sono stati assenti 6) . risposte totali 480 (cio 624 meno 144 ) 352 risposte corrette 128 risposte sbagliate 56, 4% 20,5%

domande a cui non hanno risposto perch assenti 23,1% Prima L: Questionario 24 domande alunni 21 risposte totali 504 369 risposte corrette 135 risposte sbagliate 73,2% 26,8 %

Prima M : Questionario 24 domande alunni 21 ( meno 1 perch assente) risposte totali 480 352 risposte corrette 128 risposte sbagliate 73,3 % 26,7%

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Scuola elementare di Bondeno ( FE) classe IV I progetti il cucciolo e la comunicazione sono stati fatti in due classi di quarta con un totale di 41 bambini con due questionari . Quarta A Questionario Il cucciolo :domande 10 bambini 18 risposte 180 risposte corrette 110 risposte errate 70 61% 38,9% bambini 18 risposte 180 risposte corrette risposte sbagliate risposte incerte Quarta B Questionario Il cucciolo :domande 10 bambini risposte corrette 143 risposte sbagliate 87 62,2% 37,8% bambini 23 risposte 230 risposte corrette 138 risposte sbagliate risposte incerte 84 8 60% 36,5% 3,5% 39 23 risposte 230 104 68 8 57,8% 37,8% 4,4%

Questionario La comunicazione :domande 10

Questionario La comunicazione :domande 10

Risultati e Analisi dei questionari dopo il progetto


Scuola media di Porotto (FE) Il progetto Incapace di pensare al singolare ( La relazione con il cane) stato fatto in tre classi di prima media per un totale di 68 ragazzi.

Prima A : Questionario 24 domande alunni 26 risposte totali 624 485 risposte corrette 95 risposte sbagliate 44 risposte incerte 77,7% 15,2% 7,1%

Prima L: Questionario 24 domande alunni 21 risposte totali 504 442 risposte corrette 62 risposte sbagliate 87,7% 12,3%

Prima M : Questionario 24 domande alunni 21 risposte totali 504 442 risposte corrette 62 risposte sbagliate 87,7 % 12,3%

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Scuola elementare di Bondeno ( FE) classe IV I progetti il cucciolo e la comunicazione sono stati fatti in due classi di quarta con un totale di 41 bambini con due questionari . Quarta A Questionario Il cucciolo :domande 10 bambini 18 risposte 180 risposte corrette 140 risposte errate risposte incerte 28 12 77,8% 15,6% 6,7% bambini 18 risposte 180 risposte corrette risposte sbagliate risposte incerte Quarta B Questionario Il cucciolo :domande 10 bambini risposte corrette risposte sbagliate risposte incerte 183 33 14 79,6% 14,3% 6,1% bambini 23 risposte 230 risposte corrette risposte sbagliate risposte incerte 196 28 6 85,2% 2,2% 2,6% 41 23 risposte 230 149 82,8% 25 13,9% 6 3,3%

Questionario La comunicazione :domande 10

Questionario La comunicazione :domande 10

Analisi Statistica
Al fine di valutare l'incidenza statistica della validit del progetto si deciso di analizzare tramite il test del Chi-quadrato la presenza di una differenza fra il numero di risposte corrette, ottenute prima del progetto, ed ottenute dopo la partecipazione al progetto. Si provveduto a effettuare un raggruppamento dei dati per categoria di classe, ovvero medie ed elementari; per ogni domanda sono stati calcolati i corrispondenti valori di Chi-quadro e P.. Nel caso in cui p sia minore di 0,05 significa che c una probabilit inferiore al 5% che la differenza riscontrata tra il pre ed il post progetto sia dovuta al caso. In altri termini, si pu dire che la differenza dovuta al fattore che stato analizzato, cio la partecipazione al progetto stesso. Come si evince dai dati in Appendice 2, sono state riportate in colore rosso le domande la cui differenza statisticamente significativa, mentre viceversa sono state indicate in giallo quelle per cui il valore vicino alla significativit, per cui si pu parlare di una tendenza.

42

Scuola media La relazione con il cane : Il cucciolo e la comunicazione


100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% dom1 dom2 dom3 dom4 dom5 60,7% 66,2% 49,2% 98,5% 95,1%

92,6% 80,9% 65,6% tot pre % tot post % 85,3% 75,4%

dom1 dom2 dom3 dom4 dom5

chi-quadrato= 0.383 con1 grado di libert; chi-quadrato= 17.093 con1 grado di libert; chi-quadrato= 3.159 con1 grado di libert; chi-quadrato= 3.134 con1 grado di libert; chi-quadrato= 1.428 con1 grado di libert;

P=0.536 P= 0.000 P=0.706 P=0.077 P=0.232

In questa prima sezione il dato significativo il 2 e il 3 e il 4 tendenzialmente significativi

43

100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% dom6 83,8% 80,3%

88,2% 79,4% 70,5%

97,1% 95,1%

61,8% 50,8% 45,9% tot pre % Riga 50

dom7

dom8

dom9

dom10

dom6 chi-quadrato=0.083 con 1 grado di libert; P=0.774 dom7 chi-quadrato=19.889con 1 grado di libert; P=0.000 dom8 chi-quadrato=0.935con 1 grado di libert; P=0.334 dom9 chi-quadrato=3.340con 1 grado di libert; P=0.068 dom10 chi-quadrato=2.652con 1 grado di libert; P=0.103 qui l'item 7 significativo e il 10 tendenzialmente
100,0% 97,1% 85,3% 68,9%

100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0%

90,2% 85,3%

91,2% 88,5%

tot pre % tot post % 27,9% 21,3%

dom11

dom12

dom13

dom14

dom15

dom11 chi- quadrato=0.325 con 1 grado di libert; P=0.568 dom12chi- quadrato= 0.043con 1 grado di libert; P=0.836 dom13chi- quadrato= 0.444 con 1 grado di libert; P=0.505 dom14chi- quadrato= 0.405 con 1 grado di libert; P=0.525 dom15chi- quadrato=4.089con 1 grado di libert; P=0.043 Il dato significativo qui alla domanda 15 44

100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0%

97,1% 95,1%

89,7% 78,7%

88,2% 83,6% 70,6%

85,2% 83,8%

36,1%

tot pre % tot post %

dom16

dom17

dom18

dom19

dom20

dom16 chi-quadrato= 0.015 con 1 grado di libert; P=0.901 dom17 chi-quadrato= 2.198con 1 grado di libert; P=0.138 dom18 chi-quadrato= 0.253con 1 grado di libert; P=0.615 dom19 chi-quadrato= 14.082con 1 grado di libert; P=0.000 dom20 chi-quadrato= 0.000con 1 grado di libert; P=0.983 alla 19 il dato significativo (chi-quadro=14.082)
100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 92,6% 85,2% 97,1% 83,6% 97,1% 95,1% 76,5% 59,0% Riga 49 tot post %

dom21

dom22

dom23

dom24

Significativa e la 22 e tendenzialmente la 24 dom 21 chi-quadrato =1.136 con 1 grado di libert; P= 0.287 dom22 chi-quadrato = 5.395 con 1 grado di libert; P= 0.020 dom23 chi-quadrato =0.015 con 1 grado di libert; P= 0.901 dom24 chi-quadrato = 3.749 con 1 grado di libert; P= 0.053

45

Scuola elementare Il Cucciolo

100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0%

100,0% 90,2% 80,5% 58,5% 43,9% 31,7% 41,5% 29,3% 90,2%

53,7% Riga 40 Riga 41

dom1 cuc

dom2 cuc

dom3 cuc

dom4 cuc

dom5 cuc

Significativi 1-3-5

dom1 chi-quadrato= 27.111 con 1 grado di libert; P=0.000 dom2 chi- quadrato= 1.220 con 1 grado di libert; P=0,269 dom3 chi-quadrato= 11.531 con 1 grado di libert; P=0,000 dom4 chi-quadrato=2.365 con 1 grado di libert; P= 0,124 dom5 chi-quadrato=4,070 con 1 grado di libert; P=0,044

46

100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0%

100,0% 95,1%

100,0% 100,0%

100,0%

100,0% 90,2%

58,5% 49,0% 36,6% Riga 40 Riga 41

dom6 cuc

dom7 cuc

dom8 cuc

dom9 cuc

dom10 cuc

dom6 chi-quadrato=0.512 con 1 grado di libert dom7 chi-quadrato=10.686con 1 grado di libert dom8 chi-quadrato=sono uguali dom9 chi quadrato=18.997 con 1 grado di libert dom10 chi-quadrato=2.365 con 1 grado di libert significativi il 7 e il 9

P=0,474 P=0,001 P=0,000 P=0.124

La comunicazione
100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% dom1 com dom2 com dom3 com dom4 com dom5 com 46,3% 48,8% 51,2% 56,1% Riga 40 Riga 41 75,6% 80,5% 75,6% 100,0% 85,4% 75,6%

dom1 chi-quadrato=6.201 con 1 grado di libert; P=0,013 dom2 chi-quadrato=1.220 con 1 grado di libert; P=0,269 dom3 chi-quadrato=11.531 con 1 grado di libert; P=0,000 dom4 chi-quadrato=20.571 con 1 grado di libert; P=0.000 dom5 chi-quadrato= 0,699 con 1 grado di libert; P=0,403 Significative la 1-2-3-4 47

100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0%

100,0% 90,2%

100,0% 85,4% 73,2% 61,0% 46,3% 29,3% Riga 40 Riga 41 75,6% 75,6%

dom6 com dom7 com

dom8 com

dom9 com dom10 com

dom6 chi-quadrato=2.365 con 1 grado di libert; P=0.124 dom7 chi-quadrato=4.496 con 1 grado di libert; P=0.034 dom8 chi-quadrato= 0,884 con 1 grado di libert; P= 0.347 dom9 chi-quadrato= 6.201con 1 grado di libert; P=0.013 dom10chi-quadrato=15.843con 1 grado di libert; P=0.000 significative la 9 e la 10

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DISCUSSIONE
I questionari utilizzati nei diversi progetti consegnati in fase iniziale e finale hanno permesso di fare uno studio sperimentale in un gruppo di 41 bambini di anni 9 della scuola elementare e di 68 ragazzi di anni 11 della prima media, per un totale di 109 bambini. Dall'analisi statistica dei dati si deduce che globalmente il test finale presenta maggiori risposte corrette rispetto il test iniziale. Analizzando nello specifico il numero dei risultati significativi alle scuole medie e alle scuole elementari, si nota che in queste ultime l'apprendimento sicuramente determinante, ma il maggior numero di risposte corrette ottenuto nelle scuole medie prima del progetto, dimostra che il livello di conoscenza da parte dei ragazzi cresce con l'aumentare dell'et . I fattori che concorrono al risultato possono derivare dal fatto che in una classe i ragazzi avevano gi fatto progetti nella scuola elementare, i ragazzi di famiglie che gi possiedono animali hanno maggiore sensibilit a tale tema e a livello sociale le molte informazioni vengono maggiormente interiorizzate dagli alunni. Va considerato poi che la lezione stata unica e di tipo frontale con dialogo finale, per cui il miglioramento riscontrato stato in effetti buono. Se il progetto fosse stato svolto in pi incontri, i bambini avrebbero avuto la possibilit di lavorare e di fare molte esperienze pratiche, vivendo pienamente le diverse attivit proposte. La comprensione dei ragazzi della prima media e l'apprendimento su dinamiche cos importanti quali gestire e vivere un buon rapporto con gli animali denota un buon livello di maturit. Ci non pu essere legato solo ad un periodo di crescita ma anche ad una sensibilit vera nei confronti del tema trattato. L'insegnante ha mostrato con entusiasmo i risultati dei test, quasi perfetti dopo l'incontro, denotando soddisfazione per i suoi alunni. I risultati ottenuti prima e dopo il test offrono l'evidenza di un significativo cambiamento che rafforza l'idea di continuare questo tipo di attivit nell'ambito scolastico.

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In questi progetti l'animale non era presente in classe, ma la semplice attivit referenziale, ha permesso di sperimentare il clima di serenit traducibile nei benefici sopra elencati. Sono molti i progetti che vengono fatti nelle scuole e ognuno ha contribuito ad apportare benefici. Uno di questi si riferisce ad uno studio fatto in sette scuole elementari di Pisa , precisamente in dodici classi con un totale di 201 bambini. La completezza del progetto realizzato in quattro incontri di quaranta minuti ciascuno, nei quali il tema trattato comprendeva diverse specie animali ( cane, gatto, coniglio), ha permesso un ampio studio sulle conoscenze del bambino sulla vita animale, sulla paura che i bambini hanno degli animali e il loro grado di miglioramento dopo l'attivit fatta in classe. Il beneficio raggiunto comprende pure una migliore percezione degli animali e un diverso modo di rapportarsi ad essi con maggiore senso di responsabilit ( Mariti e coll 2011). Quindi i risultati sono stati raggruppati per trattazione degli argomenti con confronto del livello di conoscenza iniziale e finale . Il progetto ha dimostrato che a livello educativo era migliorata la conoscenza e il modo di interagire con gli animali. Il bambino imparava a riflettere prima di agire impulsivamente poich in base alle nuove conoscenze riusciva ad interpretare in modo corretto ci che l'animale gli comunicava con le sue posture ed espressioni facciali. Far conoscere ai bambini quali sono le situazioni di rischio aiuta a prevenire infortuni e incidenti e questo fatto stimola a proseguire sulla strada dei progetti da fare in futuro. In uno studio fatto all' universit di Pisa, sono stati dati ai ragazzi test a due vie ed stato stato analizzato se gli alunni che possedevano un animale domestico avessero fornito pi risposte corrette ai due test rispetto agli alunni che non possedevano animali. La risposta stata affermativa infatti linterazione dei fattori lezione comparata e fattore presenza dellanimale risultata statisticamente significativa. Inoltre risulta che i bambini senza animali a casa in 50

un ultimo test mostravano un miglioramento proporzionalmente maggiore rispetto agli altri, a dimostrazione che le lezioni avevano permesso un notevole recupero nella conoscenza di questi animali.( Mariti C. 2011) Certamente il fatto che nelle famiglie ci sia gi la presenza di un animale, permette un effetto benefico che potrebbe essere di maggiore entit. Ci consente di migliorare la comunicazione dei bambini con gli altri, aumentare la formazione morale della persona ed educare al rispetto del prossimo.( Serpell 1999) Esistono altri importanti elementi che formano il bambino sul mondo animale e fra questi Bjerke (2001) ha evidenziato come, su 62 adolescenti fra i 9 e i 15 anni, l83% avesse imparato cose sugli animali dalla scuola e l80% da programmi televisivi, mentre solo il 66% avesse letto un libro sugli animali. Da ci si capisce quanto aiuto i progetti di zooantropologia didattica potrebbero dare ai bambini delle scuole primarie. Per quanto riguarda il problema degli incidenti con cani e morsicature Love e Overall (2001) riportano che negli Stati Uniti avvengono dai 3 ai 4, 5 milioni di morsicature canine rivolte alluomo in un anno, e di queste il 50% colpisce ragazzi al di sotto dei 14 anni. Inoltre, statisticamente si rileva che let scolare compresa tra i 5 e i 9 anni caratterizzata da un aumento di incidenza di morsicature, probabilmente a causa della minore attenzione da parte dei genitori in questa fascia di et. Promuovere laspetto della relazione tra bambini e animali, sarebbe la base di un mutuo rispetto e di migliore convivenza. Le autrici dunque esortano alla conoscenza preventiva del rapporto bambini-animali per evitare incidenti. Marchesini (2011) ribadisce la necessit di attuare dei piani di prevenzione comportamentale che in futuro dovranno assumere la stessa importanza della profilassi sanitaria. La competenza sociale del cane si misura soprattutto nell'interazione con l'uomo, non proviene invece da presunte liste nere di razze potenzialmente pericolose, ma solo agendo sugli eventi che anticipano la ricordare l'importanza della relazione: occuparsi dell'allevamento dei cani,

51

consulenza comportamentale, evitare il maltrattamento e creare dei supporti che possano adottare la famiglia adottiva ad impostare una corretta crescita del cucciolo Attraverso i progetti didattici i bambini vengono a conoscere cosa significa essere responsabili nei confronti del proprio animale. proprio tra i compiti primari delleducazione zooantropologica quello di prevenire ogni sorta di maltrattamento, affrontando laspetto della custodia e della cura verso lambiente e gli organismi che ne fanno parte. Il progetto potrebbe essere utile per gettare le basi per uneducazione alla socialit, vale a dire le capacit di rispettare laltro, di prendersene cura, di capire limportanza della collaborazione, che secondo alcuni autori (Marchesini, 2005) sono aspetti insiti in questo insegnamento. Queste prime esperienze sul mondo animale hanno per il bambino un'importanza notevole poich possono influenzarlo ed indirizzarlo nella sua crescita e capacit di rapportarsi al mondo esterno. Alcuni studi hanno rilevato che un animale da compagnia, spesso trattato come un membro effettivo della famiglia, pu contribuire al benessere degli adolescenti (Bodmer, 1998) . Su un campione di 752 ragazzi svizzero-tedeschi di circa 12 anni di et stato indagato, attraverso luso di questionari, sia il rapporto che avevano con gli animali che lo status socio-economico della famiglia di origine. Limportante dato che ne emerso che, combinando il fattore possesso dellanimale per risorse familiari, il benessere non risulta legato alle risorse familiari ma al clima familiare, reso pi sereno dalla presenza dellanimale. Gli effetti positivi della comunicazione non verbale con gli animali, secondo Olin (2002) sono stati trattati evidenziando la difficolt dei bambini nei rapporti interspecifici e il fatto che la presenza dellanimale, a casa come a scuola, aumenti lautostima e lautocontrollo. Sembra inoltre che linteresse per gli animali declini dai 15 anni in poi (Bjerke, 2001), per cui sarebbe opportuno sfruttare linteresse per gli animali su cui la 52

zooantropologia didattica si basa nel periodo precedente alladolescenza, come avvenuto nel presente studio. Hubert Montagner ha evidenziato come il rapporto con gli animali sia utilizzato dal bambino anche per rapportarsi agli altri bambini e se vissuto nei primi anni di vita rafforza la sua autostima, l'affettivit, la sicurezza e l'equilibrio emotivo e favorisce importanti processi formativi. I bambini potranno utilizzare queste esperienze come risorse a cui attingere durante le attivit scolastiche ma anche altrove. L'autore riporta miglioramenti nei confronti di bambini iperattivi incapaci di prestare attenzione. Nel momento in cui osservano l'animale essi diventano pi stabili e l'animale d a loro l'occasione di strutturarsi come individui attenti che possono organizzare delle risposte adattate alle informazioni ricevute . Prendendosi cura di questi esseri viventi essi scoprono di essere persone capaci di gesti che assicurano la vita, la buona salute e il benessere di altri individui. Per i bambini molto timidi, l'insegnante nota il desiderio di fare domande, di cercare il contatto in presenza dell'animale. Essi si rivolgono in modo schietto e sereno a lui rivelando un desiderio di interazione nascosto. Per quelli reputati aggressivi, distruttori e instabili gli insegnanti notano la comparsa di gesti delicati , di un linguaggio gentile e carezze quando interagiscono con l'animale. Per i bambini maldestri ed impacciati l'insegnante nota un cambiamento nel fare le cose con pi cura rivolgendosi all'animale, essi sono stimolati ad aumentare il livello di attenzione e cura. Infine anche i bambini poco espansivi e poco collaborativi partecipando al progetto che prevedeva il gioco delle imitazioni di un gatto o di un cane, si lasciavano coinvolgere mentre a scuola erano bloccati con insegnanti e compagni.( Montagneur 2001)

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CONCLUSIONE

La sperimentazione condotta per questa ricerca, basata su un unico incontro inerente letologia del cane ( il cucciolo e la comunicazione) ha dimostrato di aver apportato influenze positive nei bambini delle scuole primarie dell'et di 9 anni e della scuola media di 11 anni. I progetti sono stati indirizzati ad una fascia di et abbastanza recettiva dal punto di vista dellapprendimento. Fare progetti nella scuola contribuisce alla crescita individuale di ciascun alunno e questa esperienza dimostra che l'intervento stato fruttuoso. Le insegnanti stesse, chiedendo di poter proseguire il percorso intrapreso anche per l'anno successivo, indicano che l'iniziativa ha avuto un beneficio negli alunni. Non possiamo dire per che nella scuola tali progetti siano sentiti in egual modo poich non tutte le persone possiedono questo tipo di interesse per il mondo animale e nella mia esperienza solo insegnanti veramente motivati hanno favorito questa attivit. Se, come ormai noto, venuto a cambiare il modo di vivere la relazione con l' animale da compagnia, anche il lavoro del veterinario deve evolvere andando incontro ai cambiamenti della nostra societ che tende a valorizzare sempre pi l'animale facendolo vivere pienamente nella dimensione moderna , condividendo sempre pi momenti quotidiani con lui. Fare zooantropologia didattica allora diventa un compito importante nella realt della scuola che da sempre mantiene il dovere trasmettere informazioni.. Una simile avventura per i bambini della scuola primaria porta a migliorare il loro rapporto con gli animali, vivendo una esperienza guidata , prima dalla famiglia, poi dagli insegnanti, che, tramite il cane e il modo animale , trovano una grande facilitazione educativa. di educare i ragazzi oltre a

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Bibliografia
Bowlby(1969 ) Bjerke T. Animal related activities and appreciation of animals among children and adoleschents (2001) Bodmer N. M., Impact of pet ownership (1998) Chanton M., Per scoprire la comunicazione non verbale. In Montagner H. ( ed) : Il bambini, l'animale, la scuola. Alberto Perdisa editore, 2001 Callegari E. Attivit e terapie assistite con modelli animali in C.Tugnoli ed. ( 2003 ) Condoret A. L'animal compagnon de l'enfant, Paris, Fleurus (1973) "Speech and companion animals: experience with normal and disturbed nursery school children" (1983) Corona L. Animali a scuola : insegnanti o amici? 2007 Dudoscq M. J. L'esperienza di un insegnante. In Montagner H. ( ed) : Il bambini, l'animale, la scuola. Alberto Perdisa editore, 2001 Ekelin A, Filiatre J.C. L'animale un mediatore per scoprire il bambino. In Montagner H. ( ed) : Il bambini, l'animale, la scuola. Alberto Perdisa editore, 2001 Levinson B.M. Pet oriented child psycoterapy, Springfield, Thomas.(1969, 1985) Lorenz K. L'anello di Re Salomone , Adelphi edizioni ( 1967)

55

Marchesini R. Lineamenti di zooantropologia Calderini Edagricole Bologna 2000 Marchesini R. A lezione dal mondo animale Alberto Perdisa editore, 2001 Marchesini R. Teorie sulla relazione uomo-animale ( Marchesini 2000-2002) Marchesini R. Canone di Zooantropologia didattica. Alberto Perdisa editore 2004 Corso di zooantropologia didattica Dispensa 2003 Marchesini R. Il galateo del cane Giunti editore 2011 La professione veterinaria 2008 Riflessioni di zooantropologia Mariti C, Papi F, Mengoli M, Moretti G, Martelli F, Gazzano A. Improvement in children's humaneness toward non human animals through a projet of educational anthrozoology. (2011) Universit di Pisa Montagner H. Per una migliore percezione del tempo e dello spazio. In Montagner H. ( ed) : Il bambini, l'animale, la scuola. Alberto Perdisa editore, 2001 Olin E. M. Child animal interaction (2002)

Overall K.L. La clinica comportamentale del cane e del gatto Edizioni medico scientifiche (2001)

Serpell J.A, In the Company of Animals, Basil Blackwell (1999)

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APPENDICI

Scuola elementare classe Quarta QUESTIONARIO Il cucciolo


Nome e cognome:__________________________________ Data: _________ Scuola: __________________________________________ Classe: _________ 1) Prima della nascita i cuccioli: a) Possono giocare tra di loro b) Possono sentire se viene accarezzata la pancia della mamma c) Possono sentire le voci 2) Dopo quanto tempo i cuccioli aprono gli occhi? a) 2 giorni b) 15 giorni c) 60 giorni 3) Fino a che et i cuccioli dovrebbero rimanere con la propria mamma? a) 10 giorni b) 2 mesi c) 1 anno 4) Perch importante che un cucciolo socializzi? a) Perch impara a stare con gli altri cani e le persone b) Perch cos facciamo bella figura con gli amici c) Perch cos diventa aggressivo 5) Quanto dura il periodo di socializzazione nel cucciolo? a) da 10 giorni ad 1 mese di et b) da 3 settimane a 4 mesi di et c) da 6 mesi a 12 mesi di et 6) Cosa dobbiamo fare trovare ad un cucciolo quando arriva a casa? a) Niente di particolare 57

b) Una ciotola per lacqua, una ciotola per il cibo ed un posto comodo dove dormire c) Un sacco di gente ad accoglierlo 7) Quando bene giocare con un cucciolo? a) Quando il cucciolo ce lo chiede b) Quando ne abbiamo voglia e possiamo c) Sempre 8) Cosa bene fare mentre un cane sta mangiando? a) Levargli la ciotola b) Assaggiare cosa sta mangiando c) Lasciarlo tranquillo 9) Come possiamo farci amico un cane che non conosciamo bene? a) Abbracciandolo stretto b) Andandogli incontro per accarezzarlo c) Rimanendo immobili senza guardarlo ed aspettando che venga ad annusarci 10) Cosa bene fare quando si vede un cane dietro un cancello? a) cercare di accarezzarlo attraverso il cancello b) tirargli i sassi se abbaia c) non avvicinarsi e lasciarlo tranquillo

QUESTIONARIO La comunicazione nel cane


Nome e cognome:__________________________________ Data: _________ Scuola: __________________________________________ Classe: ________ 1) I cani possono comunicare con i bambini? a) S b) No c) Non so 2) a) b) c) Quando un cane tranquillo: Ha la bocca aperta, le orecchie appiattite e la coda tra le zampe Ha la bocca chiusa, le orecchie ritte ed in avanti Ha il muso arricciato, i denti in mostra e la coda sollevata

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3) Quando un cane ha paura: a)Ha la bocca aperta, le orecchie appiattite e la coda tra le zampe b)Ha la bocca chiusa, le orecchie ritte ed in avanti c)Ha il muso arricciato, i denti in mostra e la coda sollevata 4) Quando un cane pericoloso: a)Ha la bocca aperta, le orecchie appiattite e la coda tra le zampe b)Ha la bocca chiusa, le orecchie ritte ed in avanti c)Ha il muso arricciato, i denti in mostra, la coda sollevata 5)Il modo migliore per avvicinarsi ad un cane : a) Corrergli incontro per fargli vedere che vogliamo diventare suoi amici b) Fare un semicerchio ed abbassarsi quando gli siamo di fianco c) Abbracciarlo ed accarezzarlo 6) a) b) c) Quando si chiama un cane sarebbe bene: urlare usare un tono della voce calmo ed amichevole fargli dei versi

7) Se un cane ci viene incontro la cosa migliore da fare : a) Rimanere immobili senza fissarlo negli occhi b) Scappare c) Gridare forte per spaventarlo 8)Il cane ama essere accarezzato: a) Sulla testa b) Sulla coda c) Ai lati del collo e sulle spalle 9)Al cane giusto parlare molto, muovendo molto le mani? a)Si b)No c)Qualche volta 10) d) e) f) Il cane pu spaventarsi per degli oggetti che abbiamo indosso? S No Non so

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