CH 383
CH 383
Prefazione......................................................................................................V
Preface.........................................................................................................XV
Prima Parte
Per i principianti.............................................................................................1
Seconda Parte
Per il terzo livello.........................................................................................20
Note editoriali..............................................................................................47
VI
Struttura dell’opera
L’opera, divisa in quattro parti, contiene 48 preludi e 24 studi (Morceaux); ogni studio è preceduto
da due preludi nella stessa tonalità, quindi ognuna delle quattro parti contiene 6 studi e 12 preludi. Il
primo dei due preludi si focalizza sull’articolazione della mano sinistra, mentre il secondo sull’azione
della mano destra. Tutti i preludi, tranne il n. 35 (6° in arpeggio della II parte), hanno l’indicazione di
andamento ad libitum, a sottolineare l’esigenza di far concentrare l’allievo prevalentemente sull’aspetto
tecnico, senza trascurare comunque quello musicale.2 Questo tipo di impostazione verrà utilizzata da
Carulli3 in tutte le edizioni del metodo e nelle principali opere didattiche, in particolare nelle opere 71 e
192.
Nell’originale la numerazione dei brani di ogni parte si ripete sempre da 1 a 6 (es. I preludio in Do,
I preludio in arpeggio e I morceau); nella presente revisione, per una consultazione più pratica, si è scelto
di assegnare una numerazione progressiva a tutti i brani dell’opera (dal n. 1 al n. 72).
La finalità dell’op. 114, in particolare dei preludi, viene chiaramente definita dallo stesso autore nella
prefazione dell’op. 265: “Ho già offerto al pubblico nelle mie Opere 71 e 114 dei Preludi, ma essi ser-
vono per studiare e imparare a fare ogni sorta di passaggi difficili, esercitarsi a modulare, e imparare
a improvvisare sulla chitarra”.4 Carulli sembra voler fornire ai suoi allievi un ampio “prontuario” di
formule tipiche della sua scrittura musicale e lo fa avvalendosi delle tonalità secondo lui più congeniali
alla chitarra, che indica nel suo Metodo: “Ogni strumento ha le sue tonalità favorite: si può suonare
sulla chitarra in tutte le tonalità, ma quelle che a lei risultano migliori sono: La maggiore e minore, Re
maggiore e minore, Mi maggiore e minore, Do, Sol, Fa. Le altre sono difficili; […]”. Alcune di quelle
“difficili” sono comunque inserite ma solo nella quarta parte. Naturalmente la facilità di una tonalità
dipende essenzialmente dalla possibilità di un largo utilizzo delle corde a vuoto, specie nelle note gravi,
assicurando l’accompagnamento sui gradi principali.
La suddivisione in quattro parti dell’opera in ordine di difficoltà crescente (per i principianti e a seguire
per il 3°, 2° e 1° livello [force]) dà l’idea di come Carulli classificasse le complessità musicali e tecniche dei
brani e di conseguenza il livello di competenze tecnico-musicali dei suoi allievi.
2
Molto probabilmente era una prassi diffusa. Pierre Jean Porro, nella sua opera Collection | De Preludes ou Caprices | Dans
Tous les Tons | Pour l’Etude de la Guitare […] (1789), scrive: “La mia intenzione nel comporre questi preludi era di insegnare
a dilettanti che le ignorano, le posizioni più necessarie per ogni tonalità. Questa conoscenza è assolutamente indispensabile. Il
tempo in questo genere di opere non è rigoroso, l’alterazione dell’andamento al contrario è spesso fonte di bellezza, quando è
guidata dall’espressione e dall’intelligenza. Questi preludi suonati regolarmente offriranno brani e sonate di caratteri differenti.
Ho ritenuto che il canto e l’espressione non dovessero essere estranei ai preludi stessi” (p. 13).
3
La stessa struttura si trova anche in altri metodi di chitarristi coevi tra i quali Molino e Carcassi.
4
Ferdinando Carulli, Improvisations Musicales | ou | 54 Petits Préludes […] op. 265, à Paris Chez Terry (1826): “J’ai déjà offert
au public dans mes Oeuvres 71 et 114 des Préludes, mais ils ont été faits pour servir d’étude, apprendre à faire toute sorte de
traits difficiles, s’exercer à moduler, et apprendre à préluder sur la guitare” (p. 1).
Grand Recueil pour la Guitare
Op. 114
Edited and fingered by Romolo Calandruccio FERDINANDO CARULLI
Prima Parte
Per i principianti
{m}
ad libitum
œ œ œ œ œ œ
a i m i
œ1 œ3 œ
p
œ œ œ
p p i m 4 p 4
& c œ œ œ 3œ œ
p
1 1 1
Preludio
in DO œ3 œ2 œ œ
2 œ3
œ3 œ2
œ1 œ3 œ œ
œ œ
m m
œ œ œ œ
4 i
œ œ
p p i
& œ œ
1 3
œ œ
1
3 œ œ œ3 œ œ2 3 œ œ2 3
2 2
2 œ3
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ # œ
& œ œ3 œ œ œ œ3 œ œ œ œ 2œ œ œ
7 p i m p i 1 m 1 2
3 1 3 1 3 1
2 2
œ3 œ œ1 œ3 œ œ1 œ3 œœ 1 œœ
œ œ 2œ œ 3œ 2
i m
œ Œ
10 p
œ3 œ œ œ3 3
ad libitum
p i m p i m p i m p i m
œ œ œ œ œ œ œ œ œ4 œ œ œ
œ œ œ œ œ œ œœ œœ
œ
3 3
c œ œ œ œ
1
& œ œ œ œ œ
2 1
œ œ
1
œ3 œ
Preludio
in arpeggio
2
œ œ œœ œœ œœ 1
1 œ
œ œ œ œœ œœ 4 œ
œ #œ œ œ œ œ œ œ œ
& œ œ œ œ œ3 œ œ œ
œ 1 œ
2
&
1 4
2
œ 2
œ œ œ œ 3 œ
œ œ œ œ œœœœœ œœœœœ 4 œ
œ1 œœœ œœœœœ
œ œœ œ œœ
10
&
1
œ œ
1
œ œ œ3 œ 3
2
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ1 œ œ œ œ œ œ œ œ œ
œ œ œ œ œ ˙˙
& œ œœ œ œœ Ó
13 1
˙˙˙
1
œ3 œ
1
œ3 œ œ œ
2
3 Ó
CH 383 1 - Bologna (Italy)
© Copyright 2023 Ut Orpheus Edizioni S.r.l. - Piazza di Porta Ravegnana RIPRODUZIONE VIETATA AI SENSI DI LEGGE
COPYING FORBIDDEN BY LAW
Printed in Italy 2023 - CH 383 - ISMN 979-0-2153-2814-3
20
Seconda Parte
Per il terzo livello
ad libitum
œ œ
[2]
œ N œ œ œ œ œ œ œ œ œ 1œ œ 3œ 1 2 3
4 3 i m i
& c œ #œ œ œ œ œ œœœ #œ œ œ œ # œ1 œ
i m i
3 1 0 4 1
3 1 3 2
19 1
œ œ
2 1 2
œ œ
Preludio
in LA Minore
œ a œ œ œ œ # 1œ 1œ œ0 3 1 1 œ œ œ 0 œ œ œ 1 œ œ œ # 4œ œ 0 n 3œ
œ œ œ œ œ
4 2
& œ # œ1 œ œ œ œ œ
5 1
2 1 1
0
2
œ œ #œ œ œ
4
3 œ
1 #œ 1 3 œ
2 œ œ œ œ # œ N œ œ œ œ œ œ œ œ3
4 1
œ 2 œ #œ
9 4 1
# œ # œ1 œ œ œ
m i m
&
i
1 3 3
œ
1 2
œ œ œ œ œ
p
œ œ2 3 2 4 p 2 3
13
1 œ œ #œ œ nœ œ œ 2 œ2 œ œ3 1œ œ 2 1 p p
Ó
œ œ œ œ Nœ œ œ œ
m i
& 2œ #œ
4 3 1
2
œ3 œ
1
œ œ 3 2
2 ˙
ad libitum
p i m a m i
2 œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ # œ1 œ œ œ œ œ œ œ œ œ # œ1 œ œ œ œ œ œ œ œ œ
6 6
&4
20 1
œ œ
2
œ œ œ2 œ
Preludio
in arpeggio
2 œ œ œ œ
œœœœœ œ œ œ œ œ œ œ œ œ 3œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
4
œ œ œœ
3 1
& œ
1 1
œ œ
2
3 2
œ œœ œ œœ 2 œ œ œ
œ œ œ œ œ œ œ b2œ # œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
7
& #œ œ œ œ œ
1 1
1
œ œ œ œ 4
1œ œœ œ œ 1 œ
œ œ œ œ œ œ œœ œ œœ œœœœœ
10 1
& œœ œœœ œ œ œ œ œ
4
œ œ œ3 œ
2
CH 383
21
œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ
13
& #œ œ œ œ
4 1
2
œ2 œ
1
œ œ
I
œ œ œ œ œ 1œ
œ œ œ œ
bœ #œ œ œ œ œ œ œ
15
œ œ
4
&
2 4
3
2
œ œ *
œ1 œ
aV
1œ
#œ œ œœ œ œœ œ
3œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ œ 3œ œ œ œ œ # 1œ œ œ œ œ
17 4 3 1
&
2 1 1
œ œ
1 2
œ œ œ 2
aV
1œ
2 œ œ œ
# œ
œœœœœ œ œ 3œ œ œ œ œ 2œ œ œ œ œ œ œ œ
20 3
œ
1
&
4 1 1
2 1 1
œ
1
œ3 œ œ
œ
2
Larghetto espressivo
j œ œ œ j j œ . 1œ 4œ
6 œ œ
1 œ.
. œ œ œœ .. 3œ 1œ œ 2œ œ j
3œ
2
&8 # œœ 1
21
œ3 œ. 2œ
œ. œ.
1
‰ # œ. Œ
Studio
Siciliana
J J
p 4
œœ . # 1œ # œ œ œ j 3 . 1œ 4œ 3 1 j 2 j j 4œ j
œ b œœ œ œœ œ
4 3 4
& 1 œ .. œœ # œ œ 1œ 3 œ œœ
1
. 2œ
1
Œ œ2 œ œ Œ 3 œJ Œ 2œ
J 2
œ œ ‰ ‰ J
J
2
ß ß
4 4œ 2 j 1 œ . 4œ 1œ 4 j j
1œ ... œ œ œ j1 œ
œœ 32 # œœ 32 œœ .. œ j œ œ #œ 3 n 1œ
œ # œ
b œœ 2 œ . 4œ œ œ
8 1 4
& 2 œœœ . œ 1 œ œ. œ. œ œ œœ œœ # œœ n œœ
4 1
‰ Œ J4 J œ3 . œ ‰ 2 J 1
2
J
3 2
f p
3
j
j1
I
œœ1 .. œœ .. 0œ œ 1 œ j 4œ œ œ 1œ œ œ4 j
b œ 3 œœ 2 œœ 43 œœ 21 n œ
*
œ
œ # œ
b œœ 42 œ 3 bœ œ 2œ œ
12 1
& 1 4
œ. 2œ œœ Œ . œœ
# œ4. œ œ œ. œ3 . œ
2
œ. œ
3
J * 1 J * 1 3 J
ß ß
CH 383
44
j 43 œœ œœ œœ œœ œœ .. 1œ 1œ . œ 4œ œ œœ 3 # œœ œœj 1 j
Larghetto
2 4œ œ œ œ 4œ
&b 4 œ 2œ œ œ # œœ1
œ œ œ
2
1œ
3œ
1
36
‰ pœ œ œ.
1 4
J œ ‰
3
2
Studio
ß J
œœ œœ b # œœ 1 œœ œœ œœ 41 œœ œœ œœ œœ # œœ 3 j j
&b œ # œœœ 32 œœ n 1œ
6
œ2
3 2
œ œ
4 4 3 1 1
œ œ ‰
3 3
œ2 œ
4 3 4
œ œ œ œ
2
f 1
p J
aI
œ œ œ 1œ
œ j œ œ # œ1 2œ # œ3 0œ 1 3
4
œ œ œ œœ œ œ
4
b n œ A œ 42 œ œ
10
œ
& 23 œ œ
1 4 1 4
œœ 3 œœ œ
2 3 1
J ‰ Œ ‰ ‰ ‰ Œ
3
J J J
2
F
1j
œ 4 œœ œœ n œ œ œ
œ 2 œ 23 œœ œ
I
b œœ œ œ œœ œœ 23 œœ # n œœ
13
1 2œ œ
1
& #œ 3œ œ # œ2
4
‰ œ1 œ ‰ ≈ œ œ œ œ ≈ œ ≈ œ Œ ≈ œ œ œ œ
3 3 2
*J J * 1 1
œ 4œ
a III
œœ 431 œœ
aI
œ œ œ œœ # œœ 42 œœ œœ 3 œ œ œ œ œ
& b 21 œœ œ œ œ œ œ 2œ œœ
4
1œ
17
œ œœ b œœ 3 œœ œ3 œ œ œ œ
3
3œ #
3 1 1 1
œ 2
2
Ó 3 œ œ3 œ
1 2
f F
1
1
œ œ # 1œ 2œ # 3œ 43 œœ œœ œœ œœ œœ .. 1œ œ1 . œ 4œ œ œœ œœ 2œœ œ 4œ
& 32 œœ
b
21
œ 2œ
3
3œ œ œ # œ1
4 4 4
œ 2 œ œ œ.
1
œ ‰ J
3
2
*J p ß
j j 3 œœ œ œ œ 1 œœ œ
aI
1œ œœ b # œœ 1 œœ œœ œœ œœ
4 œ 3#œ œœ 1œ 4 œ
b œ œ # œœ
25 4
& 2 œ œ
4 43
œ œ
4 3 3
œ2 œ
3
œ ‰ œ1 œ p
J f
j U
a II
# œ œ œ 1œ 2 3œ œ
œ 2j ‰ Œ 1 j ‰ #œ ‰ Œ
& b 21 # œœJ œ # œ1
29 3 4 4
œ œ œ œ œ œ
‰ Œ œ 1 2 # œ3 œ4 œ œ1 # œ4 œ ‰ J ‰ œ Œ
J u
j j j
Allegretto
Œ œœ œœ œœ œœ œœ œœ 31 œœ œœ œœ j j j
b 6 œœ œœ œœ œœ œœ œœ # œ 3 œœ
33 2 2
& 8 œ œ œœ 2
1
œ œ œ œ œ
3 3 4
œ. œ. œ
3 3 3 3
Œ. Œ.
1
J J J
1 3 1 1
2 2 2
F
CH 383
Note editoriali
Come indicato in prefazione, la fonte principale per la revisione sarà la prima edizione di Carli; quando
si farà riferimento alle altre fonti, esse verranno citate.
Prima Parte
2 – Preludio in arpeggio
1. batt. 1 e seguenti, non è indicato il numero 3 sulle terzine, e queste sono unite a gruppi di due:
3 – Studio. Andante
1. batt. 12 e batt. 24-40, si è preferito staccare sempre il gruppo di 4 crome (A) per evidenziare il
levare dell’inciso che segue (come avviene nelle battute precedenti e nell’incipit B):
4 – Preludio in Sol
1. batt. 9, manca il bequadro al Re3 penultima croma. Nel manoscritto B&H (in seguito Man-
B&H) è corretto.
5 – Preludio in arpeggio
1. manca la dicitura ad libitum. Nel Man-B&H è presente.
2. batt. 1-7, le semicrome sono unite a gruppi di otto, mentre dalla batt. 8 fino alla fine del brano
sono unite a gruppi di quattro.
Nella revisione sono stati trascritti tutti a gruppi di quattro, ma la scrittura potrebbe anche sug-
gerire una variante interpretativa che si vuole segnalare. Pertanto si potrebbe suonare l’arpeggio
a otto alleggerendo il peso del pollice quando suona il Sol3 della 2a e 3a quartina.