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Indice / Contents

Prefazione......................................................................................................V
Preface.........................................................................................................XV

Prima Parte
Per i principianti.............................................................................................1
Seconda Parte
Per il terzo livello.........................................................................................20

Note editoriali..............................................................................................47
VI

Struttura dell’opera
L’opera, divisa in quattro parti, contiene 48 preludi e 24 studi (Morceaux); ogni studio è preceduto
da due preludi nella stessa tonalità, quindi ognuna delle quattro parti contiene 6 studi e 12 preludi. Il
primo dei due preludi si focalizza sull’articolazione della mano sinistra, mentre il secondo sull’azione
della mano destra. Tutti i preludi, tranne il n. 35 (6° in arpeggio della II parte), hanno l’indicazione di
andamento ad libitum, a sottolineare l’esigenza di far concentrare l’allievo prevalentemente sull’aspetto
tecnico, senza trascurare comunque quello musicale.2 Questo tipo di impostazione verrà utilizzata da
Carulli3 in tutte le edizioni del metodo e nelle principali opere didattiche, in particolare nelle opere 71 e
192.
Nell’originale la numerazione dei brani di ogni parte si ripete sempre da 1 a 6 (es. I preludio in Do,
I preludio in arpeggio e I morceau); nella presente revisione, per una consultazione più pratica, si è scelto
di assegnare una numerazione progressiva a tutti i brani dell’opera (dal n. 1 al n. 72).
La finalità dell’op. 114, in particolare dei preludi, viene chiaramente definita dallo stesso autore nella
prefazione dell’op. 265: “Ho già offerto al pubblico nelle mie Opere 71 e 114 dei Preludi, ma essi ser-
vono per studiare e imparare a fare ogni sorta di passaggi difficili, esercitarsi a modulare, e imparare
a improvvisare sulla chitarra”.4 Carulli sembra voler fornire ai suoi allievi un ampio “prontuario” di
formule tipiche della sua scrittura musicale e lo fa avvalendosi delle tonalità secondo lui più congeniali
alla chitarra, che indica nel suo Metodo: “Ogni strumento ha le sue tonalità favorite: si può suonare
sulla chitarra in tutte le tonalità, ma quelle che a lei risultano migliori sono: La maggiore e minore, Re
maggiore e minore, Mi maggiore e minore, Do, Sol, Fa. Le altre sono difficili; […]”. Alcune di quelle
“difficili” sono comunque inserite ma solo nella quarta parte. Naturalmente la facilità di una tonalità
dipende essenzialmente dalla possibilità di un largo utilizzo delle corde a vuoto, specie nelle note gravi,
assicurando l’accompagnamento sui gradi principali.
La suddivisione in quattro parti dell’opera in ordine di difficoltà crescente (per i principianti e a seguire
per il 3°, 2° e 1° livello [force]) dà l’idea di come Carulli classificasse le complessità musicali e tecniche dei
brani e di conseguenza il livello di competenze tecnico-musicali dei suoi allievi.

Preludi in tonalità (Prelude en …)


Carulli usa il primo dei due preludi per affermare la tonalità. Seguendo il criterio di difficoltà crescente,
nella prima parte vi è un largo utilizzo di crome mentre sono evitati i valori più piccoli; le note sono tutte
staccate (détaché), si trovano scale semplici, scale in progressione, scale spezzate per terze, espansioni
accordali sui gradi principali della tonalità.
Nella seconda parte i preludi cominciano a essere più articolati, i valori predominanti sono le semi-
crome, sono presenti legati ascendenti e discendenti, passaggi per terze, scale spezzate per ottava.
Nella terza parte si aggiungono le biscrome, sono inserite legature ad echo e con il pollice della mano
destra, passaggi per seste ed è implementata l’esplorazione della zona più acuta dello strumento.
Nella quarta parte sono ripresi e approfonditi alcuni aspetti già presenti nella terza parte, i preludi
diventano più complessi e troviamo alcune tonalità considerate più difficili.

Preludi sugli arpeggi (Prelude en arpege)


Carulli usa il secondo dei due preludi per proporre delle formule di arpeggio. La diteggiatura è scritta
solo negli arpeggi della prima parte, nelle rimanenti tre parti viene esplicitato solo l’uso del pollice attra-
verso la scrittura musicale (il gambo in giù), il resto si può facilmente dedurre conoscendo le regole che

2
Molto probabilmente era una prassi diffusa. Pierre Jean Porro, nella sua opera Collection | De Preludes ou Caprices | Dans
Tous les Tons | Pour l’Etude de la Guitare […] (1789), scrive: “La mia intenzione nel comporre questi preludi era di insegnare
a dilettanti che le ignorano, le posizioni più necessarie per ogni tonalità. Questa conoscenza è assolutamente indispensabile. Il
tempo in questo genere di opere non è rigoroso, l’alterazione dell’andamento al contrario è spesso fonte di bellezza, quando è
guidata dall’espressione e dall’intelligenza. Questi preludi suonati regolarmente offriranno brani e sonate di caratteri differenti.
Ho ritenuto che il canto e l’espressione non dovessero essere estranei ai preludi stessi” (p. 13).
3
La stessa struttura si trova anche in altri metodi di chitarristi coevi tra i quali Molino e Carcassi.
4
Ferdinando Carulli, Improvisations Musicales | ou | 54 Petits Préludes […] op. 265, à Paris Chez Terry (1826): “J’ai déjà offert
au public dans mes Oeuvres 71 et 114 des Préludes, mais ils ont été faits pour servir d’étude, apprendre à faire toute sorte de
traits difficiles, s’exercer à moduler, et apprendre à préluder sur la guitare” (p. 1).
Grand Recueil pour la Guitare
Op. 114
Edited and fingered by Romolo Calandruccio FERDINANDO CARULLI

Prima Parte
Per i principianti
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© Copyright 2023 Ut Orpheus Edizioni S.r.l. - Piazza di Porta Ravegnana RIPRODUZIONE VIETATA AI SENSI DI LEGGE
COPYING FORBIDDEN BY LAW
Printed in Italy 2023 - CH 383 - ISMN 979-0-2153-2814-3
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Seconda Parte
Per il terzo livello

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Note editoriali

Come indicato in prefazione, la fonte principale per la revisione sarà la prima edizione di Carli; quando
si farà riferimento alle altre fonti, esse verranno citate.

Scrittura utilizzata nella revisione:


● Diteggiatura originale di Carulli: numeri e lettere in corsivo;
● Diteggiatura aggiunta: numeri e lettere con testo normale;
● Diteggiatura ottocentesca suggerita: numeri e lettere tra parentesi graffe;
● Legature aggiunte: tratteggiate;
● Testo aggiunto e diteggiatura alternativa: tra parentesi quadre;
● Barré mobile o spezzato: asterisco nella parte superiore della nota interessata.

Prima Parte

2 – Preludio in arpeggio
1. batt. 1 e seguenti, non è indicato il numero 3 sulle terzine, e queste sono unite a gruppi di due:

3 – Studio. Andante
1. batt. 12 e batt. 24-40, si è preferito staccare sempre il gruppo di 4 crome (A) per evidenziare il
levare dell’inciso che segue (come avviene nelle battute precedenti e nell’incipit B):

4 – Preludio in Sol
1. batt. 9, manca il bequadro al Re3 penultima croma. Nel manoscritto B&H (in seguito Man-
B&H) è corretto.

5 – Preludio in arpeggio
1. manca la dicitura ad libitum. Nel Man-B&H è presente.
2. batt. 1-7, le semicrome sono unite a gruppi di otto, mentre dalla batt. 8 fino alla fine del brano
sono unite a gruppi di quattro.
Nella revisione sono stati trascritti tutti a gruppi di quattro, ma la scrittura potrebbe anche sug-
gerire una variante interpretativa che si vuole segnalare. Pertanto si potrebbe suonare l’arpeggio
a otto alleggerendo il peso del pollice quando suona il Sol3 della 2a e 3a quartina.

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