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Bignami di ARMONIA

COSA USARE SUI GRADI DELLA SCALA


Basso che salta 35; basso per gradi congiunti 6
I 35 II 35,6 III 6 IV 35,6 V 35 VI 35,6 VII 6

MOVIMENTI CARATTERISTICI DEL BASSO


I-VII-I 8(3)-6-8(3)
I-II-III 3-6-6 e viceversa
VI-V(lunga) 6(aperta)-46-5
46 cadenzale su V lunga: la melodia deve provenire dall’alto
46 di passaggio si usa in VI-V-IV, anche qui melodia dall’alto
V-III 5-6aperta (a volte in occhiale)
II-V moto contrario

CADENZA D’INGANNO: V-VI


Si raddoppia la terza, ma non la nota del basso
1) terza in alto, aperta in ottava
2) quinta in alto, occhiale in alto
3) ottava in alto, occhiale in basso

SETTIMA DI DOMINANTE E RIVOLTI


V 7-VII 56-I II 34-I (III 6) IV 2-III 6
Particolarità:
1) provenienze: 87 completa, risoluzione incompleta; 57 incompleta, risoluzione completa
2) IV-III-II-I, se IV 2 si trova in ordine usare la regola delle 2 quinte (2-6-34-3), altrimenti 2-6-6-3


SETTIMA DI SENSIBILE E RIVOLTI


VII 57-I II 56-III 6 IV 34-III 6 VI 2-V 7-I

RITARDI
Fondamentale: 24 (ritardo nel basso) 7-6 (basso lungo) 56-46 (basso lungo)
Terza: 45-35 (basso lungo) 25 (ritardo nel basso) 47-46 (basso lungo)
Ottava: 9-8(basso lungo) 9-6(salto di III ascend) 9-3(salto di III discend) 69-68 e 469-468
Terza nei 7: 47-37(basso lungo) 245(rit.nel basso) 347-346(basso lungo) 256-246(basso lungo)
Quinta nei 7: 67-57(basso lungo) 456-356(basso lungo) 235(rit.nel basso) 247-246(basso lungo)

MODULAZIONE
1) una sensibile smentita nel basso diventa quasi sempre un IV 2, raramente un V
2) un basso che procede per semitoni è spesso un VII-I ^ VII-I ^…
3) sui secondi tempi delle note lunghe ci possono essere dei rivolti delle settime di dominante
4) se il basso discende per gradi congiunti modula quasi sempre grazie a IV 2
5) se c’è progressione di salti di quarta e quinta, è un …^V 7-I^…(l’ultimo salto è un V-I)

MODULAZIONI AI TONI VICINI


da Do maggiore a La minore
da Do maggiore a Sol maggiore
da La minore a Mi minore II 346, I 3, IV 6, V 46, V 3, I
da La minore a Sol maggiore
da La minore a Fa maggiore

da Do maggiore a Mi minore IV 346, III 6, IV 6, V 46, V 87, I


da La minore a Do maggiore

da Do maggiore a Fa maggiore IV 2, III 6, IV 8, V 46, V 87, I


da La minore a Re minore

da Do maggiore a Re minore VII 7, I 5, VI 6, V 46, V 3, I


SPECIE DELLE SETTIME

I specie: 3M 5g 7m (sul V dei due modi)


II specie: 3m 5g 7m (sul II, III e VI del M, sul IV del m)
III specie: 3m 5d 7m (sul VII del M, sul II del m)
IV specie: 3M 5g 7M (sul I e IV del M, sul VI del m)
V specie: 3m 5d 7d (sul VII del m e a prestito del M)
VI specie: 3m 5g 7M (sul I del m, poco usata)
VII specie: 3M 5e 7M (sul III del m)
FORME
POLIFONIA
I principali elementi sono il tema (con le sue “permutazioni”: inversione, diminuzione, aumentazione), il contrappunto doppio e
triplo, l’imitazione e il canone
Invenzione: breve composizione a 2 o 3 voci con imitazioni, canoni e contrappunti doppi e tripli. Molte monotematiche, altre con un
controsoggetto. Si articola in 3 parti, tutte concludenti con cad. perfetta: nella prima parte si ha un tema in tutte le voci, generalmente
nella tonalità principale, ma anche in D; nella seconda parte modulazioni tematiche hai toni vicini; nella terza parte ripresa della
tonalità principale
Fuga: è l’erede di canzoni, ricercare e capricci del ‘500 e ‘600. La fuga (da 2 a 6 voci) è composta da 3 sezioni: l’ esposizione è la
parte in cui tutte le voci presentano tema in forma di Sg (tema sulla tonica) e di R (tema sulla dominante, NB:la risposta può essere
“reale” o “tonale”, cioè con mutazioni per ricondurre la R dalla D alla T). Ogni voce, dopo aver presentato il tema, passa (spesso
grazie ad una piccola coda del tema) al CS (contrappunto doppio) diversamente passa alla PL. L’ elaborazione è la parte centrale
(divert.-tema-divert.-tema…). La ripresa o coda finale riprende il tema nella T, a volte grazie ad uno stretto
OMOFONIA
Il principale elemento è il periodo, pensiero musicale completo. I periodi regolari possono essere monoperiodo (8), binari (4+4) o
ternari (4+4+4). Spesso nel periodo si notano cadenze opposte al termine delle sue 2 frasi. Ritmi iniziali: anacrusico (in levare), tetico
(in battere), acefalo (pausa iniziale). Ritmi finali: tronco (in battere), piano (in levare). Concatenazione periodi: giustapposizione (un
periodo dopo l’altro), elisione (l’ultimo inciso del primo coincide con il primo inciso del secondo, si hanno 7 incisi), sutura (breve
collegamento, spesso brillante). Periodi irregolari per ampliamento (interno o esterno al periodo), per contrazione o per un pedale
armonico (su T o D) o tematico
Suite: successione di danze, nel ‘600 si affermano come base Allemanda, Corrente, Sarabanda e Giga, tutte con la stessa forma:
prima parte da T a D, seconda parte (elaborazione del tema della prima parte) da D a T. Generalmente le due parti hanno la stessa
lunghezza (2 periodi), altre la seconda parte ha una ripresa
Passacaglia o Ciaccona: danza moderata polifonica-omofonica ternaria di originie spagnola simile alla Sarabanda. Il disegno del
basso si ripete diverse volte (“basso ostinato”), mentre le voci superiori fanno delle specie di variazioni. Nelle suite di autori francesi
si abbina al Rondeau
Lied: forma base della letteratura classico romantica strumentale. Può essere ternaria (a-b-a, 3 periodi di 8 incisi in T, D, T), binaria
con ripresa (a-b+a, 2 periodi), binaria senza ripresa (a-b, 2 periodi in T, D che modula in T). Di norma le canzoni strumentali
vengono ritornellate. La Canzone composta è formata da 2 canzoni con ripresa della prima: A (a-b-a in T) – B (c-d-c o c-d, “Trio” in
tonalità vicina) – A (a-b-a in T) + Coda. Quasi tutti i Minuetti e Scherzi (con il Trio) dell’epoca classico-romantica seguono questo
disegno
Variazioni: preclassica, consistente in una ornamentazione della parte melodica oppure in variazioni polifoniche (Goldberg). Quella
classica invece si tratta di un Tema seguito da diverse Variazioni. La variazione può essere melodica, armonica, ritmica; possono
variare, ma più raramente anche il metrum e il tempo. Rimangono invariate la forma (sempre identica a quella del Tema), la tonalità
(è consentita la variazione di modo) e le cadenze in T o D al termine di ogni frase
Rondò: il Rondeau preclassico è un’estensione della canzone ternaria (a-b-a-c-a-d-…-a, dove a è il ritornello, b,c,d episodi o
intermezzi). Le sezioni (ritornello ed episodi) sono singoli periodi. Nel Rondò classico le sezioni sono suddivise in più periodi o in
canzoni composte
Sonata barocca: nasce in Italia agli inizi del ‘600 dalla Canzone polifonica. La sonata da camera è tipo suite, quella propriamente
barocca è una sonata da chiesa (archi e b.c.). Si articola prima in 5, poi in 4 tempi (lento-veloce-lento-veloce), dei quali il movimento
principale è il primo Allegro, così organizzato: esposizione (fugato)-tema in D-modulazioni-ripresa in T. I tempi lenti sono brevi e
introducono gli allegri. L’ultimo tempo è l’unico a conservare il carattere di danza, spesso è una variante del primo Allegro, ma in
forma bipartita. Il concerto grosso è una versione della sonata barocca per orchestra da camera in cui il “concertino”(2 violini e un
violoncello) dialogano con i “Tutti”. Nel concerto per strumento solista il “concertino” è sostituito da un solista o due (doppio
concerto). La sinfonia è quasi sinonimo di sonata (napoletana di A.Scarlatti: Allegro-Adagio-Allegro, ouverture francese: Lento-
Allegro-Lento. La sonata scarlattina segna il passaggio tra la sonata barocca polifonica e quella classica omofonica, infatti nelle
ultime sonate di Scarlatti si può riconoscere l’embrione delle sonata bitematica tripartita
Sonata: I Allegro (tonalità d’impianto; forma-sonata), II Andante o Adagio (solitamente tonalità del IV se M, del III, del VI o
dell’omonimo M se m; canzone, forma-sonata spesso senza sviluppo, Rondò, Tema con Variazioni), III Minuetto o Scherzo (tonalità
d’impianto, spesso nel Trio c’è cambio di modo; canzone composta), IV Vivace o Presto (tonalità d’impianto; forma-sonata, Rondò,
Rondò-sonata). La forma-sonata (bitematica tripartita) si articola in Introduzione (facoltativa, lenta), Esposizione (primo tema in T,
ponte modulante, secondo tema in D se M, in D o rel.M se m, codetta), Sviluppo (progressioni e modulazioni, termina spesso con un
pedale di D che prepara la Ripresa), Ripresa (come l’Esposizione ma il secondo tema è in T), Coda finale (facoltativa). Il Rondò-
sonata è un rondò in cui l’episodio B, preceduto da ponte modulante, si presenta prima in D, poi in T, mentre l’episodio C elabora un
motivo precedente diventando simile ad uno Sviluppo.