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L7. Le cautse, la generazione e la delinizione di ano Stata


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La causa fina,le, il fine o il urLrrv degli uornini (che *firi lrll! v rl disegno us,u uuuuur (grg I,q natura amano Ia, libert e il dominio sugli a{tri) nell'introd,urre ' , I sopra di s le restrizioni, entro cui li vediamo vivere,oegliNi,$ Stati, la previsione di ottnere i'n tal modo la pr<rpria q'qq1ff
servazio,ne,

mento dei loro patti .e aJll'osservanza delle leggi di'n4guia1.,fi e qui,ndicesi,mo.,,,,,,,.rliii (come la giustizia, l'equit, l" . Infatti le leggi di natura modestia,Iapiet,e,insomma,|areagl.ialtriqaellocbeuorrenrrTo fosse latto a noi) di per s stesse, sen?a il -tefrore, di,1
esposte nei capitoli quattordicesimo

miserabi.le condizione di guerra che .la necessari4 cogse ,,,.,j guenza (come si rnosrato) delfe passioni naturali degli uo- ', l mini, quando manca un potere visibi,le che Ii tenga in sogge,' ,lulls, zione, e.li vincoli, con Ii4 Paull delle Puruzl(',-rrt, a'll'adempic lI vlllLul, lult la-.paura (r(JIrC. punizioni, al|I a{1E]Irf,},.l1l1f,ll
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e una vita pi confortevole;

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u,n potere che .ne causi I'osservanza, sctno conffarrie arllel,nostt-e;r,'..t passioni naturali,, che ci inducono alTa patzialit, al{'ongogfidlli;l alla vendetta e sirnili. E i patti, senza le spade, sono solo delie I - r----r -r---,

parole, prive della forza

osserva solo qua,ndo ne ha vogfia, e pu farflo con sicurezza], '.',: se norl viene istituito uin potre, e se tale potere non suffii

di dare agli uomini una qua,lsiasi l siatrezza. Quindi, nqnosta,nte lg l"ggi di natura (che ogrnrno!:;lt'lli

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ciente alla nostra sicurezza, ognuno pu 'legitdmamente ricorrere alla propria orza e alla propria astuzia per garantirsi contro gli altri. E in tutti i luoghi in cui gli uomini sono vissuti ,. in piccole famiglie, derubarsi e spogliarsi a vicenda stato un mestiere, . .oi lungi dall'essere considerato contrario alla . legge di natura, che, quanto pi grande era il bottino' tanto 'pi grande era I'onore, e le uniche leggi osservate a quel riguuodo erano quelle dell'onore, cio di astenersi dalla cru' aetta e lasciare alle vittime la vita e gli strumenti dell'agri' coltu.^. E come allora le piccole famiglie' cos, oggi, le citt e i regni (che non sono altro che delle grandi famiglie) estendoiro, per la propria sicurezza, il loro dominio, maendo pret.rt" .iu ogni pericolo, o dalla paura di aggressione, o dalI'ai.uto che potrebbe essere prestato, da altri, aggressori, e si sforzano, fin dove possono, di sottomettere o indebolire i loro vicini, con la forza e con I'astuzia; e, poich manca ogni altta gatanzia, agiscono secondo giustizia, e per questo sono ricordati con onore dai Posteri' Nemmeno I'unirsi di un piccolo grr'r'ppo di uomini pu
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di loro, per i loro particolari interessi; E ir'lfatti se potessimo supporre che una grande moltitudine di uomini consenta nel,l'osservanza della giustizia e delle altre leggidi natura, senza un potere comune che li tenga turti in soggezione, po,tremmo supporre lo stesso in tutto il genere urnono; e alrlora non vi sarebbe, n dovrebbe esservi, alcun
anche guera fra

ti in accordo,

ma, quando non c' un nemico comune,: si

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gcverno civile o alcuno Stato, perch si avrebbe la pace senz


soggezione.

Non basta poi a garantire Ia sicurezza (che gli uomini desi-. duri per tutto irl tempo della loro vita) che essi siaqo governati . iretti da un unico giudizio per un tem'po'limi
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'dare questa sicurezza, perch quando si tratta di piccoli numeri, aumentando di poco il nllmero di una delle due parti' si d,etermina una superiorit di forze sufficienti a portare alla

vittoria; e quindi si incoraggia I'aggressione. Quale sia la moltitudine in cui si possa confidare per la sicurezza, non determinato da nessu,n numero fisso, ma dal confronto con il nemico che temiamo; e tale moltitudi'ne sufficiente se la superiorit del nemico non tanto visibi,le e cospicua da predeterminate I'esito della guffa' spingendolo cos a tentafla. di uomini: pure una moltitudine ' Ma si riuniscasono dirette second i mai vista e i loro loro giudizi se le loro azioni appetiti particolari, non possono attendersi da essa alcuna difesa e protezione, n contro un nemico comune' n contro i torti reciproci. Infatti, trova'ndosi in disaccordo nelle opi nioni circa il migliore uso ed applicazione delle loro forze, non si aiutano, a si ostacola'no I'un I'altro, a'nnullando le -loro forze con I'opposizione reciproca' Per questo motivo non solo vengono facilmente soggiogati da pochissimi uomini
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t"to, .orn. in una battaglia o in guerra' Infatti gono una vittoria grazie al loro sforzo unanime contro un nerrico straniero, quando in seguito non c' pi un nemico comune, oppure una parte di essi considera come un nemico chi dagli altri considerato come un amico' essi devono necessariamente dissolversi per la differenza dei loro interessi e ricadere in una guerra fra di loro vero d'altra parte che certe cleature viventi, come le api e le {ormiche, uiuo.ro in societ fra di loro (e perci sono annoverate da Aristotele fta le creature politiche), pur senza avere altra direzione che i loro giudizi e ap'petiti particolari, e senza usufruire del linguaggio con cui comunicarsi ci che' ritengono utile al bene comune. Perci qualcu'no potr- forse desiierare di sapere perch il genere umano non possa {are lo r. La mia risPosta : stesso
anche se otten' Politica, I,2. H. segue punto per punto il tesro di. Aristotele, e ';.gorn.ti che costui introduce a favore uoln.- in seso nesativ""eii -a.it"

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t"Zittita i"tut"-I. (la ragione e il -linguaggio)' Ma su Jfl- *ri un punto mi sembra fraintendere la posizione dcl f ilosoto - gre-co' ll .i""ifi."i. della dottrina dello zoon politikn non infatti che I'uomo li frori dello Staro (questa infatti ' una tesi stoico;i";'il;il-ui ."i"i""ri- o'r'ch. sia essenziale all'uomo divenire cittadino, che solo '.gti p"tt" condurre una vita pienamente r'rmana' Da un.lato ;;ii;-i;irt e .rri;ai "UUi-o' una teoria ell'appetitum socetatis dadella societas Hooker, che il'ii";;;;;;;, qua'I. q".11" p.op'tt da-Grozio o la concezione *itii"ir.E il vro^oggtto dell ciitica cli H.; dall'altr,o,

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della libert lcittadinanza come compimento della natura umana

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Primo, che gli uomini sono continuamonte in zione per I'onore e la dignit, e queste cteature no; e di seguenza fra gli uomini sorgono continuamente, su gdssto fondamento, invidia e odio, ci che non avviene fra di lesse.

':: ni a ricercare il loro vantaggio privato, procurano con ci quel' ' lo comune; mentre I'uomo, la cui gioia consiste nel paragonar:tt si agli alri, non trae piacere che da ci per cui superiore. '" Terzo, che queste creature, non avendo (come I'uomo)
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,1, ,differisce da que,llo privato; ed essendo esse per natura incli'

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I'uso della ragione, non vedono n pensano di vedere alcun errore nelll'amministrazione degli affari comuni; mentre mol'tissirni uomini si considerano li saggi e pi capaci di gover" nare degli altri, e si sforzano quindi di promuovere riforme ed innovazioni, ch in un modo chi in un atro; creando cosl
Quarto, che queste creature, pur avendo qua,lche uso
del'la

rrziorii al vantaggio comune. lr'unico modo in cui gli uomini possono erigere un potere comtlne che sia in grado di difendedi dall'aggressione di stranieri e dai torti reciproci, e quindi di garantire una sicurezza talc che essi possano sostentarsi e viver bene grazie a'lla loro inclustria e ai frutti della terra, quel,lo di conferire tutto il lolo potere e la loro forza ad un uomo o ad un'assemblea di Llomini, che, a maggioranza di voti, possano ridume tutte le

rl\, nreravigliarsi se necessario qudlcosa d'altro (oltre al pa;t' tu\ per rendere il loro accordo costante e durevo'le; cioe un l)otre comune che li tenga in soggezione e ordina Ie loro

il bene sotto I'apparenza del male, quella del bene; e aumentare o diminuire l4 : e i,l m'a,le sotto ''. gra;ndezza apparente del bene e del male, scontentandoli e I turbandone la pace a loro piacimento. l Quinto, le creature inazionai non sanno distinguere fra ,;,:' lorto e danno, e perci, finch si trovano a loro agio, non si '.,' considerano offese dalle loro compagne; mentre I'uomo tanto '' ; pi modesto, qua,nto pi si trova a suo agio: perch allora. ama fat mosffa dela sua s^ggezza, e control'lare le azioni di
possono presentare agli altri

: u*e per rendersi I'un l'altra noti i desideri e le altre affe, zioni, mancano dell'arte delle parole, con cui certi uomini

' '. 'chi governa lo Stato. queste creature naturale; quelo fra Infine I'acccrdo fra -, gli uomini solo per patto, cio arti'ficia,le. Quindi non c'
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loro volont ad una volont unica. Ci torna a dire: che nominino un uomo o un'assemblea, che sostenga la loro perBona; e che ciascuno di essi riconosca come prop'rie (e se ne ricrrnosca come autore) tutte le azioni che colui che in tal mor.lo sostiene la loro persona compir o far compiere, in que'lle cose che riguardano la pace e la sicurezza comuni; e chc rr:tti sottomettano, a questo riguardo, le loro volont a'lla suu volont e i loro giudizi al suo giudizio. Questo pi del eclnsenso o della concordia: si. ratta di una unit reale di tutti loro in una sola e identica persona, costituita mediante i'l prttto di ogni individuo con ciascuno degli alui; come se ognuno di essi avesse detto alllaltro: io autorizzo, e cedo il mio tliritto di goaernarmi a quest'uomo o a questa assenblea di uomini, a condizone cbe tu ceda a lui il tao diritto, e aato' rirzi allo stesso rnodo tutte le sae azioni. Ci fatto, la molti" fudine cos unita in un'unica persona detta Stato, in latino eittilus. Qr.resta la generazione del grande Leuiatano, o piuttosto (per parlare con maggiore reverenza), di quel Dio mor' tala, cui dobbiamo, sotto il Dio immortale, la nosra pace e Irt nostra difesat. Infatti per questa autorit, che gli stata
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{c'fr, E. Barker, Political thought


1959, ma

p-er Aristotele lo Stato come organismo morale precede logicamente le parti, mentre per H. si tratta solo di una creazione artificiale. Il signiicato di questa critica per le dottrine sociali di tL bene illuminato da Ferdi,nand Toennies, Hobbes und das Zoan Politikon, in Zeitscbrilt iir Viilkerrecbt,XII, L923, pp.471-88; cfr. in particolare le pp. 476-7.

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ol Plato and Aristotle, New York, libro del 1907, pp. 264 sgg.). D'altra parte chiaro che

I Mortall Gol. Questa celebre definizione ha un significato preciso ., ,il,:. tL: a infatti collegata per un verso alla teoria forma- ':'l:::ti iisticl .J.'lla giustizia (nessun co..no dl sovrano, in quanto comando, ;' 'hobbsiana. [n. Stat ].,r pur\ .cssere iigiusto); p.. utt." u..to alla teoiogia e L)io hanno in comune la facolt di rendere giusto tutto ci che frrnno, per il solo fatto di farlo (Ol libertie and necessitic, ed. a. cura ' t,,1 itic'v.''onBrockdorff,Kicl,19]8,'p,21).MainDocinoncbe
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#e, da, essir suscitilto, eli confrrnare:'le vo,ln-d .di' interna e 'all'aiuto reciptoco qont.ro nemici: este risiede I'essenza dello Stato, che, per definirlo, r

tina unica, dei cui

atti si

sono

latti

indiaidualmente

.t' E chi sostiene questa per5ona dettq s.oorakot e, si drqtx .&gl&tine il' Pottrt seurana: Tutti gli altri sono suol'sudd,i;iili; ., Questo potere sovrano pu essere conseguito in due modi. pr,itno :medjante La,foma naturale, corne quando un uofiq i.ffig"''i p.opri figli a sottomettere t e i loro figli al suo' :..eesndo in, gradq di distruggenli, se' si .rifiutano;, con la guerra sottomette alla propria volont i lasciandoli in vita a coredizione che si sottomettaqo. qua,ndo degli uomini si accordano fra di loro p,q' tesi volontariamente a u,n uomo o a un'assenrbgXi liigofi-ini, confidando di essere rin tal rnodo protetti conttg r c. l!.:-ttti gli altri. Questo secondo pu esse're detto Stato politico ,*$tarp per istituzioae, il prirno, Stato pet acquisizione: Pal;i; ln,prirno hrogo dello Stato per istituzione. " ' ,"
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