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k ronstadt 63

periodico mensile Numero 63 Mercoled 16 Novembre 2011 ISSN 1972-9669

Violentti

Ci sono un italiano, un tedesco e un francese...


Intervista
uno studente a Roma il 15/10
a cura di Luca Martelengo

I popoli, i burocrati ed il futuro dell'Europa Unita


di Luca Martelengo

o scorso 15 ottobre il mondo intero si mobilitato e levento stato talmente ampio che i dati sulla partecipazione differiscono molto fra loro: tra le 400 e le 900 citt coinvolte, in un numero di Paesi che varia da 45 a 70. Numeri, in ogni caso, impressionanti.Anche lItalia ha visto le proprie manifestazioni, la pi grande a Roma, la quale si distinta da tutte le altre a causa dei violenti scontri che sono avvenuti tra parte dei manifestanti e forze dellordine.Alcuni studenti pavesi, quel giorno, erano a Roma e sono riusciti a raggiungere piazza San Giovanni, centro del conflitto. Uno di loro ci illustrato la propria opinione riguardo ai fatti accaduti.. Quali motivi ti hanno indotto a partecipare alla manifestazione di Roma il 15 ottobre? Quali ragioni e idee ti hanno spinto a mobilitarti? All'interno dell'assemblea Student* in crisi, di cui faccio parte, c' stata una discussione intensa e proficua in vista della manifestazione del 15 ottobre. La giornata mondiale di mobilitazione stata indetta dall'hub meeting internazionale svoltosi a Barcellona a met settembre, cui abbiamo partecipato insie-

me alle acampadas degli indignados spagnoli e alle reti studentesche europee. Il rifiuto delle politiche di austerit e la rivendicazione di democrazia diretta sono state due tra le caratteristiche pi qualificanti espresse dal movimento spagnolo della scorsa primavera e hanno costituto la base per il lancio del corteo mondiale del 15 ottobre. Anche noi intendiamo contrastare le politiche che governi e banche centrali stanno applicando in tutta Europa per fare fronte alla crisi. Tagli al welfare, compressione dei diritti, ulteriore precarizzazione dei rapporti lavorativi sono la ricetta formulata fino a qui. Evidentemente, si vogliono salvare le banche che hanno generato la crisi, non le persone che subiscono gli effetti della crisi. In tutto il mondo per iniziato, dal basso, un processo di attivazione, di partecipazione, di presa di parola in prima persona, che si scontra con le politiche calate dall'alto dai governi di ogni colore politico. Noi abbiamo voluto costruire questo movimento, farne parte, rifiutando la rappresentanza politica, il debito e l'austerit.

ncora dieci anni fa sembrava che l'Europa, dopo aver rappresentato per mezzo secolo una preziosa terra di conquista strategica tra blocchi contrapposti, volesse tornare prepotentemente alla ribalta. Del resto, se fosse unita, l'Unione Europea oggi sarebbe la prima economia al mondo, ed il terzo paese pi popoloso dopo Cina ed India. Una potenza globale a tutti gli effetti in grado di controbilanciare il potere di Cina, India, Brasile e Stati Uniti, in un XXI secolo che vedr, a detta di molti geopolitologi, una sfida tra poche grosse potenze per il controllo delle influenze continentali. Esaltata dai governi europei di fine

anni '90, allora quasi tutti di centro-sinistra o comunque fortemente europeisti, sembrava dovesse diventare uno stato federale da un momento all'altro; sono gli anni dell'ingresso nell'euro, e della stesura della Costituzione Europea. In seguito, dovendosi confrontare con un crescente antieuropeismo (e la conseguente bocciatura della costituzione) il percorso verso l'Unit si arrest, e i governi, che erano cambiati ed erano ora espressione sopratutto dei partiti di destra, accettarono il compromesso di un'Europa unita nella politica monetaria, anche se divisa su quella fiscale.
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a violenza sta stringendo il mondo, in ogni sua declinazione: quella annichilente della natura, ad esempio certo, probabilmente aiutata dai non-interventi umani che, nellarco di pochi giorni, ha colpito il nostro Paese, ma anche aree distanti come Bogot e Bangkok, mettendo in serie difficolt migliaia di persone. C poi la violenza arraffona dei mass media, che fanno a gara a chi propina al pubblico limmagine pi scioccante e splatter: basti pensare alle foto e ai video degli ultimi istanti di vita di Gheddafi nelle mani dei ribelli, immagini che volentieri ci saremmo risparmiati di vedere ma che puntualmente, per giorni, ci si sono parate davanti, sbucando da ogni dove. Ancora, la violenza deterrente dei potenti. Un esempio nella nostra Pavia: la denuncia di 57 studenti e lavoratori, per loccupazione dellex Mondino, costruzione in stato di abbandono che questi deprecabili criminali volevano trasformare in spazio di mutuo soccorso, proponendo soluzioni a problematiche come la difficolt di accesso cultura o la mancanza di servizi base come cibo e alloggio a prezzi realmente abbordabili. A loro va la nostra solidariet davanti a questo misero tentativo di reprimere il dissenso e uccidere il pensiero critico. C poi una forma di violenza subdola perch difficile da classificare come tale: quella subita dal lavoratore precario che, a quarantanni, perde il posto di lavoro senza poter essere assunto altrove, in quanto troppo vecchio, o la crescente aziendalizzazione di scuole ed universit, a danno di studenti, impiegati e, soprattutto, del pensiero critico e libero. Nessuno si fa male, ma non tutti riescono a sopportare con pazienza aspettando che le cose cambino da sole, ed ecco che la reazione ad un sopruso subto diventa scontro fisico, talvolta caotico. Reagire al continuo bersagliamento di ingiustizie sociali e, dunque, violenze, non comunque cosa semplice, anzi, talvolta pi naturale autoimmunizzarsi e chiudersi, restando fermi. Stiamo attenti a non cascarci..

Emme

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Z

La libert una scommessa: la giochi ogni giorno e il piatto la tua vita.

esteri
sollievo da parte sia degli occupanti che degli abitanti della zona. Lunico problema, ora, linverno che avanza. Bloomberg spera nella stagione fredda per disfarsi pian piano dei manifestanti, ma questi sono determinati a restare e portare avanti la loro protesta. Occupy everything!
Emme

periodico mensile Numero 63 Mercoled 16 Novembre 2011

Occupy Wall Street: due mesi di utopia?

Aria nuova a Riyad. O no?

uccotti Park, a Manhattan, dallo scorso 17 settembre occupato dagli esponenti del movimento Occupy Wall Street, che protestano contro le disuguaglianze economico-sociali, la corruzione delle classi governanti e i giganti della finanza. Ad oggi un piccolo paradiso in cui a dettare le regole sono le stesse persone accampate giorno e notte nel parco. Il sindaco di New York Bloomberg, naturalmente, sta cercando di delegittimare in ogni modo la protesta, usando perfino le lamentele sporte dai vicini a causa del troppo rumore. Eppure lorganizzazione dei manifestanti affinch tutto, allinterno del parco, funzioni al meglio, capillare. Alcuni esempi: esiste un gruppo chiamato Sanitation che, organizzando il lavoro in turni (alcuni svolgono le proprie mansioni di notte) ripulisce il parco, cercano di mantenerlo nella massima igiene possibile e riciclando quanto viene buttato, per ridurre al minimo gli sprechi. E stata inaugurata, poi, una tenda chiamata Safe House, una sorta di spazio rosa aperto in seguito a molestie subite dalle donne che occupano il parco. Negli ultimi giorni sono anche state installate delle toilette, appena fuori dal parco, con enorme

l re Abdullah al Saud ha dato il proprio benestare: dalle prossime elezioni, previste per il 2015, in Arabia Saudita, le donne potranno far parte del Consiglio della Shura (organo di consultazione senza alcun potere legislativo) e avranno pieno diritto di voto. La decisione del monarca stata resa ufficiale lo scorso settembre e ha suscitato reazioni positive da parte dellOccidente e dellONU Ban Ki-moon ha parlato dellavvenimento come di un passo importante per la presa di coscienza, da parte delle donne

dell'Arabia Saudita, dei loro diritti civili e politici. Non che le donne non fossero mai state parte della vita politica, prima dora: oltre al Consiglio della Shura esiste infatti un Consiglio Nazionale dei Ministri (il re, ovviamente, il Primo Ministro) e, in un articolo del 14 febbraio 2009, il Corriere della Sera ha parlato della Prima donna al governo, Noura al Fayez, nominata viceministro dellEducazione Femminile dallo stesso al Saud. Stretto fra gli avvenimenti della Primavera Araba, le pressioni degli Stati Uniti per una democratizzazione dellarea Medio Orientale e le recenti rivendicazioni degli intellettuali sauditi di una maggiore possibilit di partecipare alla vita politica del Paese, il re ha probabilmente optato per una soluzione appariscente la quale, per, sa molto di specchietto per le allodole. Com abitudine al tempo del web 2.0, Twitter stato uno dei principali mezzi tramite cui sono stati diffusi notizie e stati danimo della gente comune. Ahmed (blogger saudita) ha scritto Il Consiglio tuttora basato su nomina, e le elezioni municipali non hanno peso, ma la partecipazione femminile resta un importante passo avanti. Lou-kay (anchegli saudita) di

umore un po diverso: Non riesco proprio a gioire per un diritto rubato e poi restituito sotto forma di dono Zeinobia (blogger dallEgitto), infine, si posta una domanda importante: Congratulazioni alle donne saudite per il diritto di voto. Ma chi le porter alle urne? Gi, perch le donne, fra qualche anno, ufficialmente potranno votare, ma non baster certo questo a migliorare la condizione femminile. Un proverbio saudita recita: Una ragazza non possiede altro che il suo velo e la sua tomba. Una donna deve chiedere il permesso ad un uomo di famiglia per uscire di casa, andare in bicicletta o guidare unauto (ricordate le proteste delle donne che, nel mese di giugno, si sono messe in macchina da sole e hanno documentato il tutto su Youtube, alla faccia dei maschi?), lavorare o beneficiare di una prestazione medica. Saranno le donne, e solo loro, a decidere se cambiare o meno la loro condizione nel Paese.

Emme

Dichiarazione dellhub meeting 15s barcelona

oi, reti e persone che hanno partecipato al Meeting 15SHub, riunione svoltasi a Barcellona tra il 15 e il 18 settembre, dichiariamo che: - Rifiutiamo il concetto di austerit come chiave per affrontare lattuale crisi e risolverla, in quanto tale approccio presuppone una gestione autoritaria e antidemocratica dei beni comuni. - Denunciamo gli effetti delle politiche di austerit che si traducono in un aumento della diseguaglianza e in un attacco frontale ai fondamenti del welfare e dei diritti conquistati in anni di dure lotte sociali dei movimenti. - Sottolineamo come, allo stesso tempo, queste politiche di austerit favoriscano interessi economico-finanziari privati, quegli stessi interessi che sono alla base del modello di sviluppo che ci ha condotto allattuale crisi. Quella che stiamo osservando non solo una crisi economica, ma anche e soprattutto una crisi politica. E lapice del processo di disgregazione del patto sociale europeo e rivela impietosamente lassoluta incapacit dellattuale sistema politico di gestire decentemente il bene comune.

A fronte della condizione di precariet materiale ed esistenziale sempre pi diffusa, reclamiamo un processo di democratizzazione radicale della gestione economica e politica in Europa, che consenta la costruzione di un nuovo modello di welfare che poggi su due pilastri: lintroduzione di un reddito di esistenza, incondizionato, e laccesso effettivo e libero ai diritti e ai beni comuni (sanit, istruzione, ca-

sa, ambiente, conoscenza). Per conseguire questi obiettivi, essenziale un nuovo modello di politica fiscale europea e un nuovo approccio alla questione del debito. Condizione necessaria ma non sufficiente perch ci possa realizzarsi lintroduzione di un nuovo insieme di diritti sociali, tra i quali prioritario il diritto al fallimento per gli individui. Salviamo le persone, non le

banche. Consideriamo inoltre essenziale garantire laccesso libero alle reti di comunicazione e la neutralit di queste stesse reti, alla conoscenza e allistruzione e ci opponiamo a qualsiasi processo di privatizzazione e mercificazione del sapere. In un quadro in cui precarizzazione e disoccupazione continuano a crescere incontrollate, la condizione migrante lesempio pi eclatante della distruzione dei diritti del lavoratore e dello svilimento delle condizioni di lavoro. Consideriamo ci che sta accadendo nel campo lavoro migrante uno scellerato laboratorio di quel che si intende applicare a tutta la classe lavoratrice in un futuro prossimo. Rivendichiamo con forza e urgenza la necessit di svincolare la fruizione da parte dei migranti dei diritti sociali, politici e di cittadinanza dal contratto di lavoro. Al tempo stesso, riteniamo che laccesso a tali diritti debba essere garantito anche i familiari dei migranti che lavorano in Europa. Siamo tutti migranti, nessun essere umano pu essere illegale! Dobbiamo trasformare gli attuali modelli di democrazia e riappropriarci della politica, con

la partecipazione diretta a tutti gli aspetti della vita sociale, politica ed economica. Lattuale modello di democrazia rappresentativa evidentemente superato. Non c nessuno che ci rappresenti! Per tutti questi motivi, convochiamo la cittadinanzaper il prossimo 15 Ottobre affinch possa esprimere con forza il rifiuto di questa strategia di uscita dalla crisi e rivendicare una democrazia che sia reale. Non abbiamo pi nulla da perdere e tutto da guadagnare!

Partecipanti del 15S Hub Meeting Barcelona:


ALTER-EU,ACAMPADABCN, ACAMPADASOL, ATTAC, BARTLEBY BOLOGNA, COLLETIVO UNIVERSITARIO AUTONOMO TURIN, DEMOCRACIA REAL YA!, EDU-FACTORY, INTERNATIONAL STUDENT MOVEMENT, JUVENTUD SIN FUTURO, KNOWLEDGE LIBERATION FRONT, RETE DELLA CONOSCENZA, SOCIAL CENTER ROG, STATI GENERALI DELLA PRECARIET, STUDENT*INCRISI, TAKE THE SQUARE, UNIVERSIDAD NMADA, X.NET, ATENEU CANDELA, LA CASA INVISIBLE, IWW (Nevidni delavci sveta)

periodico mensile Numero 63 Mercoled 16 Novembre 2011

Liberalizzando la schiavit, Italia 2011

carceri Le nostre prigioni


Le aree comuni, se esistono, sono inagibili o comunque mal tenute. Le ore di accensione dei termosifoni? In alcune carceri si arriva addirittura a una sola ora di calore a causa degli scarsi fondi a disposizione. E specialmente ora, dove la stagione invernale alle porte, mi chiedo come si possa vivere in una condizione del genere. Nelle docce, al limite della pulizia, la muffa regna sovrana. I luoghi degli incontri con i parenti degradante e vergognoso e prive di un qualche sostegno psicologico. Questi sono alcuni esempi tra i pi significativi, ma non gli unici, per descrivere le condizioni vergognose delle carceri italiane. Perch se, come testimonia il famigerato articolo costituzionale, le carceri hanno il compito di rieducare il detenuto, ci come pu avvenire? In che modo, se gli stessi luoghi in cui vive un detenuto sono al limite dellumanitario? E in che modo anche a livello psicologico sopportabile vivere in tali condizioni? Per cui una domanda sporge spontanea. Se le carceri hanno il fine di rieducare il detenuto, in una condizione tanto degradante, come pu avvenire? Inoltre, e questa pi che domanda una critica, in che modo attivo vengono rieducati? Una volta scontata la propria pena i detenuti sono in grado di interagire con la societ che li circonda? Per questo ultimo punto un segnale positivo, a mio parere, lha dato il carcere di Genova dove, con liniziativa metti un orto nel carcere, la direttrice ha deciso di organizzare un orto che dovr essere curato dagli stessi detenuti in modo anche da insegnare loro un mestiere. Ma ahim, anche questa iniziativa non nasce dalle stesse istituzioni, le quali dovrebbero proteggere le persone socialmente a rischio di esclusione dalla stessa, ma essa il frutto di una passione di due persone, che hanno deciso di unire le proprie forze e risorse per aiutare i pi deboli. Perch a volte ci dobbiamo ricordare che anche i detenuti sono persone, hanno commesso un reato vero, ma non per questo devono vivere in queste condizioni. ..
Francesca Rivetti

La responsabilit penale personale. L'imputato non considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non ammessa la pena di morte. Questo quanto afferma larticolo 27 della nostra Costituzione e il mio dubbio, che penso sporga spontaneo, : quanto sono di aiuto, al giorno doggi, le carceri per la rieducazione dei detenuti? Dagli ultimi aggiornamenti sulle condizioni architettoniche delle carceri non c molta speranza che larticolo della Costituzione venga rispettato. Anzi. Gli ultimi dati infatti affermano che una buona percentuale delle carceri italiane andrebbe chiusa e che le strutture allinterno di esse sono al limite della sopravvivenza. Alcuni esempi: le celle dove in teoria sarebbero ammessi circa due/tre detenuti, in questo momento ne hanno sei, che cercano in ogni modo possibile di sfruttare il piccolo spazio a loro disposizione. In che modo? Utilizzando anche lo stesso bagno come lavandino o come piccola dispensa.

Occhio per occhio e diventeremo tutti ciechi

na delle ultime vittime della pena di morte negli Stati Uniti Troy Davis, afroamericano 42enne condannato per aver ucciso nel 1989 un poliziotto bianco. Allora

aveva 19 anni, quando in un parcheggio di un ristorante a Savannah, Georgia, scoppia una lite nella quale perde la vita Mark MacPhail, agente di Polizia che arrotonda lo stipendio la-

vorando da vigilante proprio in quel locale. E' allora che inizia l'Odissea giudiziaria che lo ha portato alla morte il 23 settembre di quest'anno, alle ore 23.08, dopo giorni e ore di spasmodica attesa. Dieci anni fa, nel 1991, una giuria composta da 7 neri e 5 bianchi lo aveva condannato alla pena capitale. Forse i processi alle streghe durante l'Inquisizione ebbero pi prove rispetto a quello che sub Troy. Inanzitutto stato dimostrato che quel giorno non aveva con s la sua pistola, non sono presenti tracce genetiche a lui riconducibili sul corpo della vittima e infine sette dei nove testimoni che lo accusavano hanno ritrattato le accuse. Tre punti che in uno stato democratico avrebbero portato all'assoluzione dell'imputato. Evidentemente non si pu parlare di democrazia in riferimento agli USA. Non a caso tra i paesi nei quali in vigore la pena capitale, spiccano per numero di sentenze Cina, Iran e, stranamente, Stati Uniti. Ma come? Se in Cina e Iran la pena di morte pu essere "giustificata" dalla presenza di un regime dittatoriale, gli Stati Uniti che scusa hanno? Nel contesto statunitense la pena di morte riassume le tre pi pronfonde ferite della societ: il razzismo, la prassi di infierire

sulle classi medio-basse e l'inclinazione a risolvere i problemi con la violenza. In tutto lo stato secondo fonti governative il 50 % dei crimini commesso da neri, ma nonostante essi siano il 13 % della popolazione nazionale, costituiscono il 40 % dei condannati a morte. Non un caso se dal 1973 ad oggi negli Usa siano state emesse 7.254 condanne a morte: di queste solo 962 sono state eseguite, mentre 119 detenuti sono stati rilasciati perch innocenti quando erano ormai da anni nei bracci della morte. La maggior parte dei condannati infatti in condizioni di povert o comunque impossibilitata a sostenere le spese processuali. L'innocenza nei bracci della morte va a scontrarsi con i problemi economici dell'imputato e il risultato sono i dati allarmanti sulla percentuale degli innocenti tra i condannati e lo stesso caso di Troy Davis Infine osservando nella sua complessit il fenomeno della pena di morte, non trascurabile il percorso che porta il condannato fino al boia: spesso passano anni, anche decenni, prima dell'esecuzione. Un continuo rimandare e ritrattare i processi, che lascia costante quella luce di speranza, annichilita poi in pochi minuti con l'esecuzio-

ne. E' un percorso disumano, al limite della bestialit. In un paese che si autodefinisce democratico, che addirittura indicato come paese della libert e che tanto si prodiga a esportare la democrazia esistono forme di annientamento della dignit umana. Non un precetto morale o la tesi di qualche abolizionista, un dato di fatto. Nel novembre 2006 un condannato morto dopo circa 40 minuti (invece dei 7 previsti) tra atroci sofferenze; questo ha sollevato ulteriori dubbi e perplessit sull'uso della pena capitale al punto che due stati hanno sospeso temporaneamente la pena di morte in attesa di una decisione definitiva. Nel maggio 2007 l'esecuzione nello Stato americano dellOhio di Christopher Newton durata oltre due ore. Il boia non riuscito a trovare la vena per le caratteristiche del corpo del condannato (molto obeso) ed ha necessitato di oltre 10 tentativi. Al condannato, nel frattempo, era stata anche concessa una pausa per andare al bagno. Se questo un uomo...

Matteo Piras

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5 ottobre 2011- Pavia
Il 5 Ottobre il prof. Fumagalli, economista all'universit di Pavia, ha tenuto un discorso organizzato dall' "assemblea aperta Pavia" in preparazione della giornata mondiale del 15 Ottobre.

I comunisti non vorrebbero mangiare bambini, ma i fanciulli si trovano tra loro e il prete che vorrebbero per cena

Pavia sul mondo


Diritto all'insolvenza
riassunto dell'intervento del prof. Fumagalli

periodico mensile Numero 63 Mercoled 16 Novembre 2011

Affitasi

ggi gli Stati non sono pi sovrani: le economie nazionali sono di fatto soggette ai diktat delle istituzioni bancarie/finanziarie mondiali. Partendo da questo concetto qualsiasi azione atta a interrompere le recenti dinamiche che han portato diversi Paesi verso rischi di Default e inique manovre finanziarie imposte ai governi da queste strutture - dovr necessariamente prendere le mosse da una visione globale e comune a tutta Europa e allintero mondo. Nessun singolo Stato, con queste premesse, pu mettere in atto proteste, scioperi o quantaltro in maniera slegata dagli altri. La famosa lettera di Agosto della BCE (Trichet e Draghi), qui tradotta in Italiano(http://bit.ly/oVZEtV),dettan te le regole al nostro Governo circa la manovra per far fronte al debito, nonostante sia passata relativamente in sordina sui media mainstream, ha avuto il merito di dimostrare questo assunto di partenza. Il diritto allinsolvenza (noi il debito non lo paghiamo!), coinvolge due dimensioni: -una micro-economica: tradotto, limpossibilit da parte dei singoli individui di far fronte alle spese, in una condizione sempre pi difficile di erosione del risparmio e indebitamento. -una macroeconomica, a livello nazionale: il Debito Pubblico. In Italia nel 2010 il rapporto Deficit/Pil era del 4.8 %, mentre il rapporto Debito/Pil era del 120 %, un valore non dissimile dal livello dei primi anni 90. Dopo lentrata nellUnione Monetaria Europea, il rapporto deficit/Pil era calato al 106% per poi au-

mentare negli ultimi sanni sino ai valori di oggi. SI tratta di un andamento ben diverso da quello registrato negli Usa, dove invece c stata unaccelerazione repentina del 50 % solo negli ultimi cinque anni. Una percentuale quindi certamente imponente, ma non drammatica, addirittura inferiore (al netto della spesa per interessi) a quello della Francia e non di molto superiore a quello della Germania (Tremonti aveva quindi ragione a inizio 2011 a sostenere che la situazione era preoccupante ma non grave). In questo contesto di sostanziale tenuta, cosa successo allora negli ultimi mesi? Perch allimprovviso, in assenza dun oggettivo e improvviso evento maligno, si mossa una intensa attivit speculativa sul debito Italiano? La vera ragione che ha determinato questa spirale rappresenta il motivo stesso per cui giusto invocare e perseguire, da parte del movimento del 15 Ottobre, il Default del Paese, e cio: i mercati finanziari da circa venti anni si sono concentrati in poche mani, e in una situazione di non concorrenza,poche istituzioni finanziare (non pi di 10) hanno il potere di controllare ben il 70 % di tutti i flussi finanziari mondiali. Questi pochi operatori superconcentrati rispondono al nome di J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc Usa, (Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Linch, Bnp-Parisbas. Una manciata di banche/finanziarie che gestiscono non denaro proprio, ma altrui, ovvero, soprattutto, forme di reddito da lavoro, salario indiretto dunque, non il risparmio, come avveniva invece fino ai primi anni 90, diventando di fatto fornitori di servizi assistenziali, ruolo in passato ricoperto dai singoli Stati. Per questo motivo, l attuale Finanza diventata un Bio Pote-

re, detiene ossia il potere sulla vita. La domanda che tutti dovrebbero porsi quindi: in che modo possiamo agire per evitare che la Finanza ci succhi la vita in modo tanto arbitrario? Per ricostruire passo dopo passo ci che avvenuto dalla scorsa primavera: Deutsche Bank in Aprile ha iniziato a vendere 8 Miliardi di Bot italiani; a Giugno i nostri titoli hanno iniziato a risentire di questa mossa perdendo valore; di conseguenza c stato un aumento del tasso di interesse sulle aste, e si scatenato un inevitabile stato di emergenza (la stessa dinamica ha coinvolto anche Grecia, Spagna e Portogallo. E quella che Naomi Klein ha efficacemente chiamato Shock Economy in un suo famoso libro, mettendo in evidenza come lemergenza sia di fatto una forma di controllo. Si arriva in tal modo, cio in assenza duna reale oggettiva emergenza, a uno stato di emergenza provocata ad hoc per alimentare il Mito del Default, ossia uno stato di paura non dissimile da quello suscitato nella gente da uno stato di guerra.

avia costosa. I prezzi degli affitti sono lo 0,3% pi alti rispetto a citt equivalenti e il 15% in pi rispetto a citt non universitarie. Pare evidente che la domanda, generata dagli studenti fuori sede, alimenti il mercato. Ma attenzione: anche le famiglie, in piena crisi economica, ormai ripiegano su soluzioni a minor metratura lasciando spesso invenduti tri-quadrilocali. Ma la situazione ancora peggiore di quel che ci si aspettava, il 90% degli sfratti avviene per morosit: non preoccupatevi, vengono colpiti soprattutto extracomunitari e precari. No, spe', forse un pochino vi dovete preoccupare. Nei prossimi anni possibile che ci sia una bolla immobiliare di discrete dimensioni qui, a Pavia, dovuta ad una espansione della metratura abitativa non necessaria in congiunzione ad una diminuzione della richiesta, dovuta alla crisi.Mi spiego meglio:

sono in costruzione numerose aree destinate al residenziale, specie quello di lusso, che probabilmente rester invenduto. Viene da rimpiangere il progetto Ex Mondino che Student* in Crisi volevano portare avanti di dormitorio/mensa/altro. Anzi, istigherei a riproporlo nella variante Uniti Nella Crisi, aprendo anche ad altre realt. Tutto possibile, vedremo nei prossimi tempi. Ma non angosciamoci e ritorniamo ai problemi del novello universitario in trasferta pavese. Costi, case strette, in condivisione, con passaggi per i bagni per camere altrui (o la propria) e, se va male, affitti in nero, caparre perse etc..etc... No, la questione alloggi non delle pi rosee..
Endriu

15 ottobre: i fatti

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iamo a Roma in Piazza della Repubblica, mancano pochi minuti alle 14:00 ma il corteo ha gi iniziato ad avanzare per leccessiva affluenza delle persone. Lattesa di questo evento enorme, molte sono le aspettative e ancora incalcolabile lesito della giornata n i suoi reali numeri. Il percorso concordato prevede larrivo in piazza San Giovanni, in una zona periferica della citt, sfiorando la zona rossa del centro e allontanandosi dai palazzi di potere. Scendendo per via Cavour si notano foltissimi dispositivi di sicurezza a presidiare le vie che conducono verso il centro e i primi segnali di conflitto iniziano a farsi strada attraverso azioni simboliche e comunicative. Allaltezza dei Fori Imperiali lo spezzone dello sciopero precario tenta di deviare e occupare i Fori Imperiali, ma poi desiste e cos rientra nel percorso principale, deciso a continuare su un terreno conflittuale. Nel frattempo la temperatura si alzata, i cori son pi vigorosi, e gli animi pi decisi. Mentre il corteo prosegue, passato il Colosseo, su via Labicana alcuni piccoli gruppi di persone decidono di attaccare i simboli della finanza, in particolare sanzionando le banche, mentre altri addirittura danno fuoco ad un paio di macchine; certamente in questo caso la rabbia viene espressa in maniera disarticolata e non prende bene la mira, ma esprime comunque un disagio sociale incontenibile, quello s fortemente condiviso. Arrivati allincrocio con Via Merulana si intravede Piazza san Giovanni in fondo a destra, dalle retrovie

giunge un fiume umano di persone che scappa dalle cariche della polizia che hanno spezzato in 3 il corteo: la parte retrostante (cio il grosso del corteo) defluisce verso il circo massimo, chi invece si trovato caricato alle spalle corso in due direzioni, una che finir dopo 2 km di inseguimenti in Piazza dei re di Roma, laltra che verr schiacciata dai folli caroselli delle camionette della polizia che a 60-70 km/h si lanciavano tra la gente in Piazza san Giovanni. Qui, avuto il tempo di riorganizzarsi, si scatenata una vera e propria resistenza di massa, dove migliaia di giovani non hanno desistito di fronte alla brutalit della polizia che intendeva sgomberare la piazza finale del corteo. Cos una generazione ribelle tiene testa per ore e ore alle cariche, a volte riuscendo pure a ricacciare indietro i celeren,i che non riusciranno a prendersi la piazza prima di sera. Tornando a casa rimane lamarezza di non essersi neppure avvicinato ai palazzi di potere, mista allinquietudine delle facili trappole mediatiche a cui si era troppo leggermente porto il fianco, ma anche con la consapevolezza che una nuova determinazione si sedimentata e che le 3-400 mila persone, che hanno reso Roma la piazza pi partecipata al mondo, non allenteranno la pressione sulla finanza globale.

Marco Gallucci

periodico mensile Numero 63 Mercoled 16 Novembre 2011

Non si tratta con i terroristi (e non mi riferisco a quelli con il trinitotoluene nella bisaccia).

Roma
Intervista
uno studente a Roma il 15/10
no state delle azioni, condotte da alcune centinaia di persone, contro auto, banche, una ex caserma. In seguito, la polizia ha caricato il corteo, spezzandolo in due, lanciando i blindati sulla folla. Alla violenza della polizia stata opposta resistenza da parte di qualche migliaio di manifestanti, per alcune ore, in piazza San Giovanni e zone limitrofe. Ci che abbiamo visto in piazza San Giovanni non solo l'indignazione di chi guarda con preoccupazione al proprio futuro, ma anche la rabbia di chi vive il disagio del presente: chi non ha casa o lavoro; chi non ha i soldi per pagare le bollette; chi costretto a vendere la propria vita in nero per 4-5 euro l'ora; chi non si pu permettere la democratica scelta tra le diverse marche al supermercato perch non sicuro di poter pagare il conto all'uscita. Chiss cosa sarebbe potuto succedere se la rabbia fosse stata sbattuta in faccia ai potenti, sotto ai loro palazzi... Cosa pensi dell'immagine che i media hanno dato alla giornata? I media nazionali hanno descritto la manifestazione romana del 15 ottobre come un corteo caratterizzato da violenze e vandalismo. Hanno mostrato immagini e video estrapolati dal contesto, montati ad hoc per raccontare una manifestazione divisa tra "buoni e cattivi", gli ultimi a oscurare le rivendicazioni del corteo. I giornalisti hanno cos strumentalizzato un movimento di massa capace di mostrare l'evidenza del malcontento della stragrande maggioranza della popolazione globale, colpita dalla crisi e dalle misure di austerit. La delazione, la criminalizzazione, la divisione tra buoni e cattivi servono per trasformare il movimento in un orpello colorato e fantasioso, imponendo una direzione politica compatibile con l'anti-berlusconismo, l'attuale sistema dei partiti, il capitalismo in crisi, etc. Dopo il corteo, molti hanno citato una frase di Malcolm X, che mi pare molto appropriata: Se non state attenti i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono Quali conseguenze ha avuto ed avr, secondo te, la giornata del 15 sul movimento? Quali pensi siano le prospettive del movimento contro l'Austerity? Quali le prossime mosse da intraprendere? Credo che il 15 ottobre abbia mostrato che la maggioranza della popolazione del mondo, da New York a Madrid, da Tunisi a Milano, rifiuta le politiche di austerit. Il movimento americano #occupy nelle ultime settimane cresciuto numericamente e politicamente: dall'occupazione del ponte di Brooklyn allo sciopero generale di Oakland in California. Esistono concrete possibilit che anche in Italia questo movimento si estenda. Noi lavoreremo in questa direzione, rifiutando i sacrifici che la BCE vuole imporre: non importa se il governo sar guidato da Berlusconi o da Vendola, le politiche di austerit saranno le stesse. L'unico antidoto quello che ci stanno mostrando le mobilitazioni di altri paesi: partecipazione diretta, rifiuto della delega. A Pavia, nel nostro piccolo, ci stiamo muovendo in tal senso, lanciando un corteo per il 17 novembre, primo appuntamento di una stagione di lotte.

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La manifestazione avrebbe dovuto svolgersi con un corteo in vie non centrali, senza entrare in una zona rossa molto estesa, e terminare con un comizio in piazza San Giovanni. Molti non hanno condiviso questa scelta. Tu come ti sei posto in questo senso? Il comitato che ha organizzato il corteo del 15 ottobre italiano stato letteralmente preso d'assalto da partiti, partitini e sindacati. In questo aspetto non pu che notarsi una differenza rispetto all'esperienza delle acampadas spagnole, dove queste organizzazioni non hanno trovato spazio. Qualcuno ha pensato bene di trasformare una presa di parola collettiva in un comizietto tradizionale, in una vetrina per le proprie ambizioni elettorali. Al di l del tentativo di vampirizzare un movimento spontaneo, c' stata miopia politica: la crisi colpisce senza sconti, il malessere sempre pi diffuso e le risposte politiche devono essere all'altezza. Dirigersi verso i palazzi del potere sarebbe stata la scelta migliore, perch avrebbe smascherato le responsabilit di un ceto politico manovrato dalla BCE, dal FMI, dalle grandi banche internazionali che detengono i titoli di stato italiani. Hai assisto agli scontri? Che impressioni hai avuto e cosa ne pensi? Gli scontri possono essere suddivisi in due momenti. Lungo il percorso del corteo, da via Cavour a via Labicana, ci so-

i apre con questo numero la rubrica Short News Service: 9 notizie stravaganti in un formato di meno di 160 caratteri (link escluso). Al link potete trovare la fotne della notizia. 1) Studio dei messaggi su Twitter, disegnata mappa dell'umore da due ricercatori su un campione di 509.000.000 tweet: pi positivi la mattina presto e nei weekend http://bit.ly/oJuuKP 2) Diventare pap fa bene al cuore. Uno studio mostra che i padri hanno meno probabilit di avere malattie cardiache: pare per che sia legato pi alla sterilit http://bit.ly/qDe220 3) In Cina trovati discendenti di un battaglione romano sconfitto e fuggito 2000 anni fa. Si trovano a Liquan, nel Gatsu http://bit.ly/ptt9dI 4) Spagna: terrore nelle coppie omoaffettive di fronte ad una possibile rivisitazione della legislazione in merito alle loro unioni. Molti si affrettano a sposarsi http://bit.ly/ohB9pe 5) Olanda: torna il proibizionismo soft. Tra meno di sei mesi verr proibita la Cannabis con un contenuto di THC superiore al 15%. Affrettatevi! http://bit.ly/o6jPW2 6) Il riscaldamento globale rischia di far scendere la produzione di cioccolato vertiginosamente nei prossimi anni. Scopriremo che mondo sarebbe senza Nutella? http://bit.ly/qKiWhX 7) In Messico si progetta un Grattaterra, un edificio costituito da 65 piani interrati a forma di piramide rovesciata. No, non sta arrivando il Third Impact http://bit.ly/pEcziq 8) Neanche la Grande Muraglia Cinese non pu nulla di fronte all'onda dello sfruttamento. Le numerose miniere illegali la stanno rovinando nella provincia di Hebei http://bit.ly/nCHyTx 9) Pavia Ovest scopre che gli escrementi puzzano e che vengono utilizzati in campagna: saranno candidati, insieme a Lampedusa, per il nobel. http://bit.ly/uUdsfs

La realt della legge Reale

a legge Reale ha lo scopo di impedire l'uso della violenza all'interno di movimenti, partiti e manifestazioni. Istituita negli anni di piombo 22 Maggio 1975 - redatta da Onofrio Reale, da cui prende nome, come forma di lotta al terrorismo e ai sentimenti di rinnovamento fascista, prevede un ampliamento della discrezionalit per le forze dell'ordine (uso di armi, perquisizioni sul posto, prerequisiti per alcuni tipi di interventi) e una intensificazione delle pene per atti che spingano, richiedano e/o supportino azioni violente o paramilitari. I punti pi controversi sono i seguenti: - Art.3, sulla custodia preventiva, che passava da 48 a 96 ore (oggi stata riportata a 48); - Art. 4, sulla possibilit di perquisire in assenza di flagranza, basandosi solo sul sospetto; - Art. 5, sul divieto dell'uso di caschi o metodi di non riconoscimento del volto all'interno di

manifestazioni pubbliche; - Art. 14, che aumentava la possibilit di uso legittimo delle armi in alcuni casi (delitti di strage, naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata, sequestro di persona). Di tutta la legge reale, tra tacite abrogazioni e quelle vere e proprie, dovute principalmente al cambio di codice penale, ormai rimane solo la norma sui caschi (art. 5). Interessante , sfogliando la legge originale, il continuo riferimento a fascismo e forze antidemocratiche, riferendosi principalmente ad autoritarismi di destra e sinistra. Certo, un regime democratico certamente migliore di una dittatura ma anch'esso una concentrazione di potere che, per alcuni, una violenza tanto quanto lo sono una dittatura per un democratico. In pratica si combattevano i sentimenti autoritari con l'autoritarismo.

La legge Reale stata costruita in un certo modo, da una certa classe dirigente in certi tempi; riproporla ora, che senso avrebbe? Il dibattito su leggi speciali stato riaperto dopo gli scontri del 15 ottobre a Roma e ha visto delle spinte politiche (Di Pietro e Maroni in primis) nella volont di crearle. A salvarci sono stati Nitto Palma (ministro della Giustizia) e il premier, Silvio Berlusconi. Forse temevano che leggi speciali avrebbero estremizzato ancora di pi alcune posizioni, rischiando di ricreare formazioni dello stampo delle BR e, perch no, magari pure qualche individualista. Hanno forse preferito che fosse la paludosa "democrazia" attuale a sbollire gli spiriti? Una nuova legge Reale sarebbe attuabile oggi? La classe politica non legittimata, il governo non possiede una maggioranza nel paese (ne ma l'ha avuta, al limite una maggioranza relativa tra i votanti): non c' democrazia, solo tagli lineari ai servizi e

i salvataggi degli evasori. Dopo centinaia di manifestazioni pacifiche, la gente si incazza. Immagino la classe dirigente: "Se si vuole prevenire bisogna educare la gente!", cedendo alla tentazione di permettere l'uso di "pi forza" da parte di chi ne ha il primato e la sua delega (lo Stato). Non sarebbe meglio, a questo punto, premiare le manifestazioni pacifiche e lasciare inascoltate quelle che non lo sono? Lungi da me criticare la riappropriazione della forza da parte del popolo, ma se il governo volesse impedire alla gente l'uso di tale forza, o la volesse punire legittimamente, dovrebbe eliminare il motivo per cui essere esasperati. Se la gente vedesse che si possono cambiare le cose pacificamente, cos farebbe: nessuno (o quasi) si diverte a prendere manganellate.

Endriu

6
L
a tecnologia sta cambiando il nostro mondo. Banale? S, meno banale vedere i modi in cui lo sta facendo: oggi mi voglio occupare di software che interagiscono col vivere sociale. No, non mi riferisco a Facebook (preoccupati eh?). Il primo caso di cui voglio trattare Foldit. un programma-videogioco in cui l'utente deve ripiegare la proteina per avere la sua forma tridimensionale: pi la proteina stabile e maggiore il punteggio. Non mi voglio dilungare eccessivamente sulla parte tecnica su ci che il ripiegamento delle proteine o su come funziona il gioco, ma sulla sua componente sociale. Questa interfaccia, creata dall'universit di Washington permette a giocatori e reti di giocatori di tutto il mondo di provare, tra proprio ingegno e capacit di calcolo elettronico, ad essere degli scienziati: questo gioco (Lavoro sfruttato?) permette una velocizzazione estrema dei tempi di scoperta delle forme delle protei-

Che cosse' l'amor?

strumenti
I primi baci dei software collettivi
ne grazie all'enorme capacit di calcolo e pensiero laterale (differenti punti di vista) che una cos ampia schiera di aspiranti ricercatori ludici offre. Il secondo caso, invece, riguarda un potente software che raccoglie informazioni tramite la stampa e su quella base calcola la possibilit di rivolta e non solo. Insomma si tratta di un enorme elaboratore di umori. Pensate le potenzialit di controllo sociale che uno strumento del genere pu avere nelle mani di un dittatore: sarebbe curioso vedere se il software stesso tiene in considerazione la sua stessa esistenza e conoscenza da parte della gente. Il terzo esempio si discosta un po' dagli altri due, in quanto riguarda non tanto una tecnologia che si fa largo ma un sistema di regole scritte sul web e di autoregolamentazione che hanno effetto sulla vita reale. Sto parlando di Critical City dove l'utente spronato a compiere nella vita reale una serie di azioni (con relativo punteggio) e obbligato a dimostrare di averle fatte tramite foto, attestati etc... Questo esempio in particolare mostra come un sistema possa deformare, in bene o in male, le nostre azioni. Dietro ogni nostra azione c' una ragione, Critical City fornisce una ragione in pi: un gioco, sono in competizione, mi diverto. Molte persone han fatto cose che altrimenti non avrebbero mai fatto, semplicemente per il divertimento di giocare. Ci si riappropria della citt e, si spera, del tessuto sociale. Quarto e ultimo caso, Wikipedia. Pu sembrare banale chiudere questa rassegna con un cos conosciuto sito di informazione ma nell'ottica che presenter nel finale doveroso prenderla in considerazione. Wikipedia una enciclopedia online modificabile dagli utenti, insomma, un contenito-

periodico mensile Numero 63 Mercoled16 Novembre 2011

re di sapere collettivo. Tant' che vi ci sono anche manuali, per esempio, su come imparare una lingua. Ora, con i miei ultimi pensieri vorrei dapprima far notare che la tecnologia uno strumento e pu essere usato bene, male, cos-cos. Detto questo, prendendo in esempio Critical City, Wikipedia e Social Network, si pu veramente cominciare a pensare alla costruzione dal basso di realt che prima non potevano neanche essere effettivamente realizzate: una sinergia tra obiettivi comuni, cultura e reti sociali. Insomma; cosa vogliamo fare, come farla e chi ci pu aiutare... Forse ancora presto perch questo avvenga, ma incominciare a guardare dal pennone di questo secolo forse ci pu aiutare ad avvistare la nuova terra di libert.

Endriu

I popoli, i burocrati ed il futuro dell'Europa Unita


continua dalla prima

Poco importava questa dicotomia, poich il paradigma economico seguito dai leader europei, di destra come di sinistra, era in genere quello neoliberista: l'importante non era controllare l'occupazione o la redistribuzione del reddito, a quello tanto ci pensava il libero mercato; ci che premeva era tenere le redini della politica monetaria, attraverso una Banca Centrale indipendente e forte, che diviene cos il vero cuore pulsante dell'Europa Unita. Questo sistema di Unit parziale resse fino a che la crisi finanziaria globale si spost dalle banche ai debiti sovrani, in particolare quelli di alcuni Paesi dell'Eurozona. La Grecia all'inizio, poi il Portogallo, l'Irlanda, la Spagna, ed infine l'Italia, zavorrata quest'ultima pi dalla scarsa credibilit politica che dall'insostenibilit del debito, vennero sottoposte a pesanti attacchi speculativi, che tutt'ora perseverano, mettendo a rischio addirittura la sopravvivenza della moneta unica, con il rischio di una apocalisse finanziaria ed economica mondiale. La risposta dell'Europa a questa emergenza stata per disastrosa: all'inizio si cercato di ignorare il problema, poi, fattosi concreto il rischio di un contagio a paesi Too big to fail come Spagna ed Italia, l'Unione cominci a mettere in campo aiuti economici, chiedendo per in cambio sacrifici enormi ai paesi soccorsi. L'ideologia alla base delle politiche imposte ini-

zialmente a Grecia, Portogallo e Irlanda, cosi come ora all'Italia per sempre quella liberista: taglia la spesa sociale e libera le aziende da vincoli sindacali, che poi il mercato pensa al resto, ed alla fine ridurrai il debito pubblico. Di fatto questo non sta succedendo: in Grecia la disoccupazione ha raggiunto il 14 %, quella giovanile il 36. Il PIL calato del 7,3 % negli ultimi dodici mesi, portando ad un conseguente aumento del debito (se guadagno meno non posso pagare i miei debiti e devo indebitarmi ancora per pagarli) e sancendo dunque il fallimento delle politiche di austerity. Un cane che si morde la coda. Cosi la crisi si accentuata, e di fatto si estesa ad altri paesi dell'Euro. Oggi pi che mai, una politica fiscale comune potrebbe risolvere il problema con conseguenti benefici per tutti; questa potrebbe ad esempio incentivare investimenti di interesse comunitario in alcune zone d'Europa, per aumentare l'occupazione e permettere ai paesi in difficolt di pagare almeno parte del debito. Il debito potrebbe addirittura essere ridiscusso: contratto infatti in gran parte con istituzioni finanziarie internazionale, le stesse che hanno creato la crisi; una Unione forte potrebbe imporre una ridefinizione dei termini del debito, in modo da sottrarre gli stati membri agli spiriti animali degli speculatori. Anche

una soluzione meno ambiziosa, a detta di alcuni economisti, come l'emissione di titoli di stato comunitari, sarebbe sufficiente almeno ad arginare gli speculatori. Del resto basta guardare agli Stati Uniti: il loro debito federale pi alto, in percentuale alla

stanti. L'Europa Unita, anche federale, potrebbe essere una risposta alla crisi in atto; sarebbe inoltre un modo per evitare di essere condannati all'inesorabile declino dei nostri rispettivi paesi: debito pubblico troppo alto,

produzione annua, di quello Europeo, e stati come la California sono pi indebitati della Grecia. Ma nessuno speculatore si azzarda a toccarli. Ma l'Europa in questa fase sembra pi simile ad una accozzaglia di giganti stanchi. E il popolo europeo ora pi che mai impaurito da questa entit sovranazionale, come fosse il problema, non la soluzione. E come dare loro torto? Una entit che esiste solo nel chiedere agli stati riforme socialmente deva-

invecchiamento della popolazione, disoccupazione giovanile, perdita di rilevanza a livello geopolitico sono problemi comuni, e sono troppo grandi da essere trattati come singoli stati, ma possono essere se non risolti almeno appianati da una rete di protezione che metta in comune i punti di forza di ognuno. Ma il primo passo deve essere quello di cambiare il paradigma economico sul quale l'Unione Europea ora si basa: solo attraverso nuove politiche di welfare

e per l'occupazione la crisi pu essere risolta. E non possiamo aspettare che la BCE o il parlamento, viziati da veti incrociati e lobby, le calino dall'alto. Come quando nacque il movimento operaio, c' la necessit di una nuova consapevolezza dei popoli europei, al fine di una unit sovranazionale che si contrapponga alle politiche monetariste e di austerity, e che lotti per un cambiamento effettivo, anche in nome di una solidariet europea. Una nota conclusiva: non voglio in questo articolo entrare nel merito sul fatto che effettivamente sono state delle lobby industriali a porre le basi per la creazione dell'unione, e dunque non c' ragione di pensare che l'Unione Europea possa abbandonare i dogmi del capitalismo. Chi scrive non considera tuttavia l'Unione un fine, ma un mezzo affinch i popoli europei possano difendere le conquiste sociali degli ultimi secoli (altrimenti destinate ad essere spazzate via dalla globalizzazione) ed ottenerne di nuove.

Luca Martelengo

periodico mensile Numero 63 Mercoled 16 Novembre 2011

1,2,3,4,5,10,100 passi. Ormai non li facciamo pi neanche per andare al supermercato

cultura
O kamchatka, o morte! Dominion
formato da carte tutte uguali), 6 set sono fissi (carte tesoro e vittoria) e sono le carte oro che forniscono 3 soldi, le carte argento che ne forniscono 2 soldi, le carte rame che forniscono 1 soldo, le magioni che forniscono 2 punti vittoria alla fine della partita, le carte ducato che ne forniscono 5 e le carte provincia che ne forniscono 8.Oltre a questi set standard bisogna scegliere 10 set di carte azioni tra 25 disponibili. All'inizio del gioco ciascun giocatore proprietario di un mazzo di 10 carte costituito da 7 carte rame e tre magioni, ogni turno il giocatore pesca 5 carte dal proprio mazzo e pu giocare 1 carta azione, cio eseguire ci che c' scritto su una carta azione se ce ne almeno una tra quelle pescate, e fare 1 acquisto cio usare i soldi che si sono pescati (o eventualmente quelli forniti da carte azione) per prendere una carta tra quelle dei set disposti all'inizio, tutte le carte hanno infatti un costo anche le carte tesoro, alla fine del turno le carte giocate e quelle acquistate (chepossono essere di pi perch alcune azioni aumentano gli acquisti)vengono messe scoperte e si pescano dal mazzo altre 5 carte, se non cene sono abbastanza si prendono le carte scoperte e si mischiano per ricreare il mazzo. L'obbiettivo del gioco collezionare pi punti vittoria entro la fine della partita che avviene quando 3 set di carte terminano cio sono state acquistate tutte le carte oppure quando si esaurisce il set di carte provincia. I set di carte azioni essendo formati da 10 carte di solito sono i primi a terminare i set di carte vittoria sono poco pi grandi essendo formati da 12 carte e le carte tesoro invece sono assai molte. In generale all'inizio conviene accumulare carte azioni che si abbinino bene fra loro come ad esempio il villaggio che fornisce la possibilit di giocare 2 azioni in pi e una carta e la fucina che fa pescare 3 carte, creando cos quelle che nel mondo di noi nerd invasati di giochi si chiamano COMBO! Combo la parola chiave di Dominion ma non bisogna esagerare altrimenti diventa una droga, molti giocatori sono periti nella sfrenata ricerca di combo mentre gli avversari concludevano la partita acaparrandosi le ultime carte vittoria. Posto che questo gioco cos figo che ci sto mettendo un sacco a scrivere

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sto pezzo perch mi sono scaricato la versione per pc e ci sto continuando a giocare, in realt vi sono delle critiche che possono essere mosse a Dominion inanzitutto il fatto che si possa giocare solo da 2 a 4 giocatori o il fatto che si tratta di un gioco fatto solo di carte. A parte ci vi consiglio vivamente questo gioco che per esperienza personale incontra il gusto sia dei giocatori pi invasati che dei pi snob, inoltre un'ottimo rimedio per uscire dalla dipendenza di giochi di carte collezionabili come Magic oYUGI-OH. Beh adesso vi saluto ricordandovi che suwww.boardgamegeek.com potete scaricare la versione per pc!
JCO

iao giovine, oggi per la rubrica dei nuovi giochi da tavolo ti vado a parlare di Dominion di Donald Vaccarino il cui nome fa pensare ad un panino (ho fatto anche la rima..). L'ambientazione quella d iun'insieme di regni i cui leader sono i giocatori i quali devono cercare di ampliare i propri possedimenti e la propria ricchezza che all'inizio consta di 7 soldi di rame e 3 magioni sottoforma di carte del valore, rispettivamente di un soldo e un punto vittoria. Essendo un gioco di carte l'ambientazione non certamente il punto di forza di Dominion il quale invece si trova in una meccanica banale ma che d la possibilit di partite veloci e sempre diverse. Durante la preparazione, vengono schierati dei set di carte (ogni set

Il vino dei poeti Charles Bukowski

UNA POESIA E' UNA CITTA'


Una poesia una citt piena di strade e tombini piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi, piena di banalit e roba da bere, piena di pioggia e di tuono e di periodi di siccit, una poesia una citt in guerra, una poesia una citt che chiede a una pendola perch, una poesia una citt che brucia, una poesia una citt sotto le cannonate le sue sale da barbiere piene di cinici ubriaconi, una poesia una citt dove Dio cavalca nudo per le strade come Lady Godiva, dove i cani latrano di notte, e fanno scappare la bandiera; una poesia una citt di poeti, per lo pi similissimi tra loro e invidiosi e pieni di rancore... una poesia questa citt adesso, cinquanta miglia dal nulla, le 9.09 del mattino, il gusto di liquore e delle sigarette, n poliziotti n innamorati che passeggiano per le strade, questa poesia, questa citt, che serra le sue porte, barricata, quasi vuota, luttuosa senza lacrime, invecchiata senza piet, i monti di roccia dura, l'oceano come una fiamma di lavanda, una luna priva di grandezza, una musichetta da finestre rotte...

a poesia una cosa noiosa. Certamente potrei concordare e dire con Ferlighetti "Abbiamo visto le migliori menti della nostra generazione". Per non sempre cos e per fortuna esistono poeti che si distinguono a colpo d'occhio da una marea di scrittori di poesie. Uno di questi fu un poeta grandissimo, estraneo ad ogni stereotipo stilistico e di immagine, sempre ubriaco di birra e di realt, e con la barba sfatta di chi non resta appeso all'apparenza, che brandiva la poesia come un pugnale per lacerare il volto, o almeno lasciare un segno, sul volto finto della quotidianit. Il suo nome Henry Charles Bukowski (1920-1994), detto Hank. Di lui si potrebbe parlare per ore e per chiunque fosse interessato alla sua avventurosa vita consiglio il bellissimo libro, ricco di aneddoti e testimonianze, "Bukowski" scritto da Howard Sounes, uscito in Italia per l'editore Guanda.

Bene. Ora mi direte che Bukowski non un poeta, che sopravvalutato, che noto per il suo piglio sovversivo, e che la poesia un'altra cosa, fatta di silenzio, tristezza, di rime cuoreamore. Invece no: ed per questo che continuo a scrivere questa rubrica. Bukowski noto ai pi come narratore e certamente riassumere la sua opera in questo breve spazio mi impossibile. Scrisse un numero vertiginoso di libri di prosa e di poesia. Viene da chiedersi come mai: per lui la poesia non esercizio letterario, essa stessa vita. Afferma, infatti, che " facile scrivere poesie, difficile viverle". La poesia per lui "il modo pi rapido, pi dolce ed esplosivo" per esprimere quanto vuole dire, senza rimanere legato a canoni letterari accademici, che la volevano labirintica e astratta. Bukowski non scrive, lui la sua scrittura, sia essa prosa o poesia. Cambia infatti una quantit incredibile di lavori di infimo livello per sopravvivere, ma la sua vita costituita dall'amore per donne, alcol, cavalli e l'inseparabile macchina da scrivere. I risultati delle sue poesie sono ovviamente (data anche la quantit) di diverso livello, ma la bassa qualit di certi testi pi dovuta allo sciacallaggio del mercato editoriale che, dopo averlo scoperto, lo sfrutt in ogni modo possibile. Ma di Bukowski esistono libri e poesie splendide. Segnalo qui "Madrigali da

una camera d'affitto", diviso nei tre volumi "Notte imbecille", "Nato per rubare rose" e "Non c' niente da ridere", tutti editi da Sugarco. La sua una poesia potente, ricca di immagini, molto diretta: questa la sua grande abilit, ovvero di rivelare la bellezza, ma anche la bruttezza, della quotidianit facendola brillare con un linguaggio privo di artifici, di stratagemmi e manierismi; si pu dire, insomma, che il suo stile sia voce parlata inchiodata alla carta. Ma la sua poesia non priva di sfumature, anche se spesso appare carica di sarcasmo e caratterizzata da un piglio narrativo che affascina, coinvolge, a volte colpisce come un pugno in faccia il lettore. Potrei andare avanti per ore a parlare del "vecchio Hank", ma lo spazio qui comincia a scarseggiare. Mi resta un ultimo, gustoso, aneddoto sull'epigrafe che volle scritta sulla sua tomba: "Don't try" (Non ci provare) che spiega qui: "Qualcuno in uno di questi posti... mi chiese: "Cosa fai? Come scrivi, come crei?" Non lo fai, gli dissi. Non provi. molto importante: non provare, n per le Cadillac, n per la creazione o per l'immortalit. Aspetti, e se non succede niente, aspetti ancora un po'. come un insetto in cima al muro. Aspetti che venga verso di te. Quando si avvicina abbastanza, lo raggiungi, lo schiacci e lo uccidi. O se ti piace il suo aspetto ne fai un animale domestico". Non resta che scolarci il prossimo bicchiere e brindare alla sua salute.
Dario Bertini

una poesia una citt, una poesia una nazione, una poesia il mondo... e ora metto questo sotto vetro perch lo veda il pazzo direttore, e la notte altrove e signore grigiastre stanno in fila, un cane segue l'altro fino all'estuario, le trombe annunciano la forca mentre piccoli uomini vaneggiano di cose che non possono fare.

Reg. Trib. Pv n 594 - ISSN 1972-9669 - Stampa: Industria Grafica Pavese SAS, Pavia - Chiuso in redazione 5-11-2011 - Tiratura 2000 copie - 2011, Alcuni diritti riservati (Rilasciato sotto licenza Creative Commons 2.5 Ita by-nc-sa)

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I
o non posso parlare di Los Angeles perch io non sono Los Angeles. Nel bar ci sono le ragazze Campari. Una vestita di rosso, laltra vestita di nero. Gran fiche. Penso, invece, che due ragazze Campari dovrebbero essere due marcione. Mi danno da bere e mi presentano la morte con piacere. cos. La radio passa una canzone che parla dellAlabama. Fuori, nella stradina, c gente divertita. Ovunque c gente che divertita non lo affatto. Fatico a uscire dal parcheggio con la macchina. La macchina avanti e quella dietro sono molto attaccate al fronte e al retro della mia auto e non in linea con la mia, piuttosto fuori verso la strada, come se questa per loro fosse molto larga e la stessa, per me, fosse piccola. Lunghezza larghezza e altezza della mia auto sono la met rispetto a queste due auto che mi dannano. Sbaglio. Mi accorgo che sto per sbagliare e sono ancora in tempo per rimediare, correggere il tragitto, scegliere strade diverse senza con ci perdermi e non perdere tempo e restare intasato nel traffico e lasciarmi intasare, tuttavia perdo la possibilit e resto l con tutti. Ho sbagliato e cos procedo lento e sudo. Niente

Ci sono due modi per imparare: studiare e provare a fare. Kronstadt ti offre il secondo

racconto
Sognando California
aria condizionata. Gli incubi a me piacciono senza ghiaccio. Per ogni macchina solo il guidatore, anche se a quattro o a cinque o sette posti. Non mi pare strano. Lo trovo ragionevole. cos. Penso si debba essere coerenti alla propria incoerenza. Anche se lenti e con lunghe soste si procede sempre comunque. Si dice. vero. Il parcheggio del bar ha una dozzina di posti. Ci sono due macchine e con la mia tre. Bevo whisky a sorsi piccoli. Bevo whisky a sorsi piccoli e rapidi. Finisce. Ficco monete nella slot. Finiscono. Siedo al tavolo con quattro sedie. Su una siedo, su unaltra poggio la punta del piede destro sullasticella orizzontale delle gambe. La tovaglia puzza di vino. Tutto intorno fa schifo al cazzo. Entra una ragazza, ventanni, con due amiche, chiede un pacchetto di Marlboro Light, parla con le amiche di una serie televisiva americana, credo daverla vista, non ricordo il nome, la guardava una mia amica, una cara amica, intelligente, bella, sapeva ridere e sorridere, era molto intelligente, lho persa di vista...la ragazza nel bar scoppia a ridere e stona in quellovatta e io riprendo il controllo dello sguardo che galleggiava nel ricordo. Alla tv un ragazzino fra i dieci e i quindici canta canzoni di quaranta cinquanta anni fa e i miei occhi vedono quel ragazzo pelato e con la pancia, intorno alla settantina portati male. Ha molto talento e a scuola si impegna e si comporta bene. cos. A tre tavoli da me una donna sui cinquantacinque siede sola, bella e beve vino. bella e senza espressione. Mi alzo e mi avvicino, le dico che possiamo andare a casa mia, bere come stiamo facendo ora e scopare, poi, se la notte cha concesso pure un po di sonno, al risveglio si vede se c venuta la voglia di fare qualcosa di diverso della nostra vita. A voler guardare, dice lei, la vita non mha mai fatto del male. Io prendo a dire che giorni fa, era sera, le ventidue forse, o poco prima, c stato un blackout nel quartiere. Ho aperto la zanzariera, mi sono seduto sulla sedia e ho acceso una sigaretta. Si vedeva poco, quasi nulla e cera silenzio e per quel tempo avevo la sensazione che cose e persone esistessero e ci fossero. Quando tornata la luce e i segnali luminosi dei cancelli elettrici hanno iniziato a lampeggiare e ho intuito e poi riconosciuto le forme di alberi e palazzi, di strade e marciapiedi e ancora gli altri balconi con sedie in

periodico mensile Numero 63 Mercoled 16 Novembre 2011

Neve
Quando nevicava ricordo il silenzio della neve che cadeva. C'era pi silenzio, l'aria era pi silenziosa, beh, a parte i miei passi. La neve scricchiolava sotto i miei piedi. E poi di sera, la notte era pi chiara, la poca luce si espandeva e si amplificava, il bianco era acceso. Copriva qualunque cosa. E potevi pisciare sulla neve.

Simone

plastica bianca sporca e fiori e piante e di nuovo balconi con finestre illuminate dalla luce elettrica e dentro sagome simili alla mia, allora ho ripreso a pensare, e non ho pi badato a tutto ci che vedevo e sentivo, come non esistesse e non ci fosse nulla, proprio niente e sono rientrato nella cucina dove la tv trasmetteva un notiziario breve. Lei inclina la testa e dice che fuori c il sole e il cielo pulito. Raddrizza la testa e

aggiunge che il sole ci sarebbe comunque anche se il cielo fosse coperto di nubi e grigio. Mangiamo patatine vecchie di settimane che non fanno nessun suono. Le nostre labbra tirate in un sorriso.

Gaetano Romaniello

La KRedazione: Direttore editoriale Emmanuela Pioli Direttore responsabile Salvatore Gulino Caporedattore Francesca Rivetti Impaginatore Andrea Michielon I pdf dei vecchi Krosta sono gratuitamente scaricabili da: www.scribd.com/kredazione

periodico mensile Numero 63 La redazione di Kronstadt aperta ad ogni tipo di collaborazione. Potete contattarci a: www.kronstadt.it info@kronstadt.it
http://creativecommons. Credits in brevis: si ringrazia per l'ennesima volta il web di fornirci le immagini. La vignetta di pagina 8 di Paola Gandini. Il finale della barzelletta : "Vedete? Qua siamo a Roma". Se speravate in quella della mela avete sbagliato giornale (siamo seri, NOI). Non si ringraziano: a) i Maya. Potevano anticipare la fine del mondo di un paio d'anni, no? b) Renzi. Volete mettere la fatica di leggere 100 proposte (che, tra l'altro, dubito servano a qualcosa)? c) Gli Australiani che coniano una moneta d'oro da 45 milioni di euro. KRONSTADT: iniziativa realizzata con il contributo concesso dalla Commissione A.C.ER.S.A.T. dell'Universit di Pavia nell'ambito del programma per la promozione delle attivit culturali ricreative degli studenti. Altre entrate sono rappresentate da eventi. org/licenses/by-ncsa/2.5/it/legalcode/

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