0 valutazioniIl 0% ha trovato utile questo documento (0 voti) 79 visualizzazioni47 pagineTutto Su Canzoniere
Parafrasi canzoniere di Petrarca
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[1: Voi ch'ascoltate in rime sparse it
suono ]
Voi che ascoltate in queste poesie il
suono di quei sospiri con i quali io
nutrivo il mio cuore al tempo del mio
errore giovanile, quand'ero in parte un
uomo diverso da quello che sono
adesso, spero. di trovare la
compassione e il perdono tra coloro
che capiscono I'amore perché lo hanno
provato, perdono dello stile diseguale
nel quale io rifletto piangendo fra la
vana speranza e il vano dolore. Ma io
vedo bene adesso, come per molto
tempo io fui canzonato da tutti, motive
per cui io spesso mi vergogno di me
stesso; del mio innamoramento folle i
frutti sono la vergogna, il pentimento e
il riconoscere con chiarezza che tutto
cid che rende felice la vita in questo
mondo é un breve sogno.
I
[ 2: Per fare una leggindra sua vendetta ]
‘Come colui che aspetta il momento e
Voccasione giusta per nuocere, amore
di nascosto riprese in mano l'arco, per
vendicarsi amabilmente e punire in un
sol colpo le mille offese a lui fatte. lo
ero concentrato con tutta la mia forza
di volonta a proteggere [dal suo
assalto] il cuore, e con esso gli occhi,
quando il colpo mortale riusci a
cogliere il bersaglio, conficcandosi
dove fin'ora ogni freccia aveva fallito
Percid [la mia volonta], turbata al
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» Donazioneprimo attacco, non ebbe la forza né il
tempo necessario a prendere le armi
per difendersi; oppure ritirarsi sulla
rocca della saggezza, tanto alta quanto
faticosa da raggiungere, ma protetta
dallo strazio contro il quale oggi vorrei
enon posso difendermi
Il
[3 : Era il giorno ch'al sol si scoloraro ]
Era il venerdi santo quando fui
conquistato dai vostri occhi e mi legai
a te. Non mi pareva il momento di
difendermi dai colpi dell'amore, e per
questo me ne andavo sicuro. L'amore
mi trovd disarmato ¢ trovd aperta la
via che, tramite gli occhi, va al cuore:
questo fu l'inizio delle mie sofferenze,
diventate la fonte delle mie lacrime.
Perd, secondo me, non gli fu onorevole
colpire me con una freccia mentre ero
disarmato, e a voi Laura che eravate
"armata' non vi fu onorevole non
mostrare l'arco.
Iv
[4: Que’ ch'infinita providenzia ed arte |
[Dio], colui che —mostrd. una
provvidenza e un'arte infinita con la
sua meravigliosa opera di creazione
del mondo, che cred T'uno ¢ Taltro
cemisfero ¢ diede a Giove la capacita di
avere influssi pitt benevoli di Marte, si
fece uomo con Cristo, per rischiarare le
Ietture sacre [a svelare il senso delle
scritture sacre]; che avevano per molti
anni tenuto nascosto il loro vero
ignificato, e distolse [gli umili]
Giovanni e Piero dal loro mestiere di
pescatori, facendoli partecipi del regno
non diede a Roma !'onore di
nascere in quella terra, ma in Giudea
piuttosto, per far si che fosse realizzata
Ia sua volonta di rendere quella degli
umili la condizione umana a lui
predilettal Cosi ora da una piccola
terra [Caumont, dove nacque Laura]
ha fatto nascere un sole tale, che gliuomini ringraziano la natura e il luogo
che hanno prodotto una donna cost
bella.
Vv
[5: Quando io movo i sospiri a chiamar
oi |
Quando io sospirando comincio a
chiamarvi, e con voi il nome che
Amore ha impresso sul mio cuore, tra
Ie lodi si comincia a sentire da fuori il
suono delle dolci lettere [che lo
compongono]. Il vostro stato regale,
che si ritrova poi [nella seconda sillaba
di LAU-RE-TAJ, raddoppia il valore
dell'intento di lodarvi; ma, @ come se
gridasse "taci” Y'ultima sillaba del
nome: perché rendervi onore @ un
impegno troppo grande per le mie
forze. Cosi il vostro stesso nome
insegna a lodare e a riverire per il
semplice fatto di pronunciarlo quando
si parla, 0 persona degna di ogni
riverenza e onore: perché Apollo vieta,
che a parlare dei suo rami sempre
verdi (il lauro, Talloro sacro ad
Apollo), sia la lingua di un essere
mortale presuntuoso,
VI
[6: Sf traviato é '1 folle mi’ desio ]
II mio folle desiderio & cosi traviato a
forza di seguire lei che fugge, e che
libera e senza il peso dogni vincolo
d'amore sembra quasi volare in
confronto al mio agire lento [e incerto],
che quando provo ad indirizzare
Tamore [che provo] verso una strada
pid sicura, non mi ascolta: a niente
serve forzare lo stato delle cose, o
mettergli le briglie, perch? tanto pit
Tamore, per sua natura, comincia a
sfuggire al controllo della mia volonta;
€ poi quando a forza [come un cavallo
rabbioso] si strappa il freno, io vengo
trascinato senza alcun controllo dove
vuole lui, conducendomi senza
possibilita di fermarlo verso la morte:ma giunge infine al lauro [metafora sia
di Laura che della gloria attraverso la
poesia] da cui pendono frutti acerbi la
gloria del lauro @ solo una glori
terrena], quel lauro che, quando lo si
riesca a gustare, acuisce pitt che
alleviare le ferite.
VI
[7: La gola e'I sonno e l'oziose piume }
La golosita, la pigrizia e le comodita
dell'ozio hanno messo al bando ogni
virt che c'@ nel mondo, per cui la
nostra natura, vinta dalla moda
comune, ha quasi smarrito la sua retta
via ed & ormai cosi spenta ogni bonta,
che da forma alla vita, che colui che si
dedica alla poesia [far nascere un
fiume dal monte Elicona, monte della
Beozia sacro ad Apollo e alle Muse] @
additato come una persona strana. Chi
desidera ancora l'alloro? chi il mirto?
[ovvero la gloria poctica] La filosofia
va in giro povera e nuda, [ovvero la
filosofia non aiuta ad arricchirsi], dice
il popolo vilmente intento solo a
guadagnare. Avrai pochi compagni se
segui l'altra via [quella della virta e del
sapere]: quindi ti prego ancor di pit, 0
uomo gentile, di non abbandonare la
tua generosa impresa [l'opera storica
"De viris illustribus'’}
VIL
[8:A pie! de’ colli ove la bella vesta |
[A parlare sono alcune bestie prese nei
dintorni dei terreni di Laura e regalate
dal poeta ad un amico:] Noi
passavamo libere e in pace per questa
vita caduca che ogni animale desidera,
senza timore d'insidie né di sciagure,
alle pendici dei colli, dove naeque
[prese la bella veste delle membra
terrene] colei che spesso dal sonno fa
destare in lacrime quello che ci manda
a te in dono [il Poeta]. Abbiamo un
solo conforto, ora che [prossimi ad
essere macellati] siamo qui in questomisero stato, provenendo da quell'altra
vita libera e serena, ora che la nostra
morte 2 vicina: e questo conforto @ la
vendetta verso colui che @ cagione
della nostra calamita [portandoci qui}:
il quale @ costretto a rimanere schiavo
della volonta altrui [Laura], riddoto
allo stremo, condannato ad una
prigionia pia dura che la nostra.
x
[ 9: Quando 'l pianeta che distingue l'ore |
Quando il pianeta che serve alla
divisione e alla misura del tempo [il
Sole] ritorna nella costellazione del
Toro [passata la meta di aprile], @ come
se discendesse dalle corna del detto
Toro, infiammato dal Sole, una virti
[calore e luce] che veste la Terra di un
colore nuovo [la natura che torna a
fiorire quando arriva la primavera]; e
non solo adorna quello che ci appare in
superficie, le rive e i colli, ma anche
dove non penetra la luce del giorno @
come se fecondasse [con la sua
energia] gli umori della’ Terra,
manifestando su di essi i suoi effetti;
cosi lei [Laura], che mi appare tra le
donne splendente come un Sole,
genera pensieri d'amore dentro di me,
come se si irradiassero dai suoi occhi
come raggi; ma comunque ella muova
e indirizzi i suoi occhi, mai accade che
vengano indirizzati in modo tale che
sia primavera per me [Petrarca].
x
[10 : Gloriosa colunna in cui s'appoggia |
[Famiglia] Colonna carica di gloria, a
cui si appoggia la nostra speranza e la
fama del grande passato romano [e'l
gran nome latino], che ancora non ha
deviato dal vero cammino [del bene
operare] neanche a causa dell'ira di
Giove, metafora di chi oggi regge le
sorti dell'Italia traviata dalle difficolta
[ventosa pioggia], qui non ci sono
palazzi, teatri o loggie ma al loro postoalberi sempre verdi, un abete, un
faggio e un pino tra l'erba verde e il bel
monte vicino da cui si sale e si scende
recitando poesie _|ispirate dalla
piacevolezza dei luoghi], elevando al
cielo il nostro sapere; I'usignolo, che
dolcemenre all’ombra tutte le notti
piange e si lamenta [allusione al mito
di Procne e Filomena], riempie il cuore
di pensieri di amore: ma, signor mio
[Colonna] rendi vana e incompiuta
tanta bellezza perché non sei in nostra
compagnia.
XI
[11 : Lassare il velo o per sole o per ombra
]
Voi che deponete il velo, sia che ci sia
sole o ombra, donna non mi é concesso
vedere, da quando conosceste il
grande desiderio che non lascia posto
ad ogni altra voglia nel mio cuore.
Quando tenevo nascosti i miei pensieri
di amore verso di voi, che per via del
troppo desiderio hanno ucciso la mia
mente, cio? annullato le mie facolt
mentali, vedevo il vostro volto pieno di
pieta; ma dopo che vi accorgeste
dell'amore che divampava in me, i
biondi capelli che spuntavano dal velo
che li proteggeva e lo sguardo pieno di
amore, quello che pid’ desideravo di
voi, mi @ stato tolto: cost non mi da
pace quel velo che, per mia pena
mortale, cela sia al caldo e sia al gelo,
cio a tutte lore, la dolce luce dei vostri
occhi belli
XI
[12: Se la mia vita da l'aspro tormento ]
Nella speranza che la mia vita riesca a
trovare riparo da questo grande
tormento, tanto da riuscire a vedere, in
virtd dell'eta avanzata, 0 donna, spenta
Ia luce dei vostri occhi belli, e i capelli
color d’oro diradarsi farsi bianchi, ¢
abbandonare le ghirlande e i segni
della gioventa, scolorire il viso che
mi ha reso timoroso e incerto a
lamentarmi dei miei dolori; almenoAmore mi dara tanto coraggio di
rilevarvi quanti sono stati gli anni dei
miei dolori, i giorni e le ore; e se tempo
ormai non c'é pitt per veder realizzati i
miei desideri, almeno non succeda che
al mio dolore non arrivi in soccorso
alcun sospiro compassionevole, per
quanto ritardatario.
XII
[13 : Quando fra laltre donne ad ora ad
ora]
Quando in mezzo ad altre donne a
poco a poco Amore si irradia dal viso
di lei [Laura], quanto pid ciascuna &
meno bella di lei, tanto pid cresce il
desiderio che mi rende innamorato. Io
percid benedico Voccasione [il loco ¢ ‘I
tempo e Tora] in cui i miei occhi
guardarono [la sua bellezza che si pone
cosi] in alto e dico: I'anima [mia] deve
assai riconoscente per l'onore di cui fu
creduta essere degna in quel momento
[Vonore di guardare Laura]; @ lei la
causa dei tuoi pensieri d'amore, che ti
clevano al sommo bene [la salvezza
dell'anima] e ti allontanano dalle cose
[terrene] che gli altri. uomini
apprezzano; da lei ti giunge quella
leggerezza_piena d'amore che ti
conduce al Cielo nel modo corretto per
salirvi [il destro sentero, quello che
porta verso il Paradiso, mentre il
sinistro @ quello che scende agli Inferi],
tanto che io gid mi muovo pieno e
orgoglioso dalla speranza di arrivarvi.
XIV
[14 Quando fra laltre donne ad ora ad
ora
Miseri occhi miei, mentre osservo con
attenzione il bel viso di quella [Laura]
che vi ha spenti, vi prego di sfruttare
bene questo breve tempo [prima della
separazione],
perché Amore vi sfida [e reggere il
dolore della lontananza], e per questo
io sospiro. Ai miei pensieri non pudessere impedito di pensare a Laura, se
non dalla morte; ma [per togliere
Laura] ai miei occhi bastano ostacoli
pid frequenti e di minor valore. Per
questo, [occhi_ miei] infelici, ancor
prima che sia venuto il tempo
dell'addio, che @ sempre pid vicino, ora
che siamo alla fine [del soggiorno],
godetevi un breve ristoro che vi aiuti a
poter poi sostenere un cosi lungo
dolore.
XV
[15 : Jo mi rivolgo indietro a ciascun passo
]
Ad ogni passo rivolgo indietro lo
sguardo, trascinando il mio corpo con
gran fatica e dolore, e solo grazie
all'immagine sfocata di voi nei miei
ricordi [aere] trovo un po' di conforto,
che mi da la forza per trascinarmi
ancora per un po’, dicendo: Ah, povero.
me! Poi, ripensando alla dolce
condizione che sto abbandonando
[quando non ero innamorato e non
provavo pene d’amore], al lungo
cammino che mi aspetta ¢ alla mia vita
breve, mi fermo senza la forza di
pensare e di concentrarmi, e abbasso
gli occhi piangendo e guardando a
terra. Ma a volte un dubbio si
impadronisce di me mentre piango
tristemente: come sono capaci le mie
membra, il mio corpo, di vivere
Iontano dallo spirito [amore di Laura]
che le anima? Ma Amore prontamente
mi risponde: Non ti ricordi che questo
@ un privilegio degli amanti, cio?
quello di poter vivere dell'amore verso
qualcuno anche se quell'amore non &
corrisposto?
XVI
[16 : Moves il vecchierel canuto e bianco |
Si avvia il vecchio con i capelli bianchi
€ pallido dal luogo pieno di cari
ricordi, dove aveva trascorso sino a
quel punto la sua esistenza e siallontana dalla famiglia sorpresa, che
vede il caro padre in procinto di
partire; poi, trascinando le sue vecchie
membra, durante le sue ultime
giornate terrene si aiuta con tutta la
sua tenacia_e volonta, _sebbene
indebolito dagli anni; e giunge a Roma
seguendo il comune desiderio di
contemplare l'immagine di Cristo che
spera di rivedere in cielo: ahime, talora
anch‘io cerco, oh donna, per quanto mi
@ possibile nel volto di altre donne
almeno un'ombra della vostra vera
sembianza,
XVII
[17: Piovonmi amare lagrime dal viso |
Dal viso mi scendono lacrime amare
accompagnate da forti sospiri di
angoscia, quando accade che volgo
verso di voi i miei occhi, voi che siete
Tunica ragione per cui sono in conflitto
con il mondo; @ pur vero che la vista
del vostro dolce viso placa per un poco
Ie mie emozioni cosi forti, e placa le
mie pene cosi simili ad un martirio,
fintanto che sono occupato ad
osservarvi; ma il cuore e il sangue
rimangono come congelati quando, nel
separarci I'uno dall'altro, io vedo gli
occhi vostri {le mie stelle], che sono per
me fatali [hanno influssi astrologici
simili a quelli delle stelle del cielo],
ritirare lo sguardo prima diretto verso
di me, sguardo per me cosi piacevole: ¢
infine il sentimento d'amore mi porta a
sentire l'anima uscire dal mio corpo
per seguirvi, come se fosse estirpata
dal cuore dal peso di tutti i pensieri per
cui [l'anima] era rimasta assorta
XVII
[18 : Quand'io son tutto volto in quella
parte |
Quando io sono tutto rivolto [col corpo
€ con il pensiero] nella direzione in cui
risplende il bel viso di [Madonna]
Laura, e permane nella memoriaVimmagine del volto rilucente di lei,
che @ come se mi bruciasse dentro da
parte a parte devastandomi, mi vien
timore che il cuore mi si spezzi, e sento
vicina la fine della [luce della] mia vita,
eallora comincio ad andarmene in giro
come un orbo, vagando accecato, come
qualcuno che pur non sapendo dove
andare comunque parte
Cost fuggo davanti ai colpi della
morte, ma non cosi veloce che il
desiderio [di morte] non venga con me,
come @ solito venire; me ne vado
nzioso, perché le parole disperate
farebbero piangere la gente, ed io
desidero piangere da solo.
XIX
[19: Son animali al mondo de si altera }
Si trovano nel mondo alcuni animali
con uno sguardo cosi forte, da non
temere neanche la visione diretta del
disco solare; altri animali, che sono
invece infastiditi da troppa luce,
escono fuori all'aria aperta sono
quando viene sera; e altri animali
[come la farfalla], spinti da un istinto
dagli effetti deleteri, tendono a
dirigersi verso il fuoco attratti dal suo
splendore, sperimentando del fuoco
non Ia luce ma il troppo calore,
venendone —arsi:_misero_me,
appartengo alla schiera di quest'ultimi
animali! Perché io non ho la vista tanto
forte da reggere alla luce che mi
sembra emanata da Laura: né so
trovare riparo da detta luce,
rintanandomi in luoghi oscuri_ e
venendo fuori nelle ore tarde della
notte [ovvero tenersi al riparo del
pensiero di Laura pensando ad altro].
i pur essendo causa dei miei pianti e
della mia debolezza, il mio destino mi
porta a continuare a vederla: e so che
[come le farfalle col fuoco | la mia
natura rendera inevitabile che io resti
bruciato.XX
[20 : Vergognando talor ch'ancor si taccia
]
Vergognandomi talvolta che io non
abbia ancora cantato della vostra
bellezza, richiamo alla memoria quel
tempo in cui per la prima volta vi vidi,
tale che non potra mai essere che alcun
altra donna mi possa piacere; ma trovo
che il cantare della vostra bellezza & un
peso non proporzionato alle mie forze,
€ [scrivere versi su di voi] @ un'impresa
che non mi vede in grado di trovare
parole cost belle da descrivere
adeguatamente la vostra bellezza; perd
il mio ingegno conscio delle proprie
forze, nel provare a celebrare la vostra
bellezza rimane come gelato dalla
paura. Pit volte gia aprii la bocca
cercando di dire qualcosa, ma la voce
rimase come strozzata nel petto; il
suono di quale parola potrebbe essere
degna di descrivere un argomento cost
nobile? Pid volte incominciai a scriver
versi, ma la penna, la mano e la mente
si ritrovarono sconfitti_ non appena
assaliti [dalla paura]
XxI
[21 Mille fiate, 0 dolce mia guerrera |
In mille occasioni, o mia dolce nemica,
per non soffrire pit alla vista dei vostri
occhi belli, vi ho offerto il mio amore,
ma a voi non piace guardare qualcuno
non abbastanza degno della vostra
personalita cosi superba; e se forse
un‘altra donna spera che rivolga a lei i
miei sentimenti, nutre una speranza
debole e destinata ad essere delusa: [il
cuore] mio non pud essere mai pit
come era prima, perch io sono
contrario a far qualcosa che possa
dispiacere a voi. Dunque, se io fuggissi
dai sentimenti che provo, senza che voi
possiate confortarmi per infelicita che
ne consegue, poi non sarei in grado né
di stare da solo né volgere lattenzione
ad altre donne [ov'altri il chiama], e
potrebbe venire meno per sempre la
mia capacita di essere felice [smarrire ilsuo natural corso, ovvero morire|: che
grave danno sara per entrambi, ¢ il
danno vostro sara tanto pit grave del
mio, in quanto egli ama pid voi che
XXII
[22: A qualungue animale alberga in
terra]
Qualunque essere animato che vive
sulla terra, ad eccezione degli animali
notturni, @ destinato a faticare per
Vintera giornata del giorno; ma non
appena Ie stelle compaiono in cielo [e
si fa notte], alcuni tornano alla tana,
altri si rifugiano tra la vegetazione, per
riposarsi almeno fino all/alba del
giorno successive,
Io, invece, non appena I'alba, con la
sua bellezza, comincia a diffondere la
luce [discacciar Vombra] nelle zone
diintorno, svegliando gli animali in
ogni bosco, non smetto mai di
sospirare finche dura il giorno; poi
quando ritornano le stelle a brillare nel
cielo, comincio a _piangere,
desiderando che torni il giorno.
Quando di sera svanisce la luce del
giorno, ¢ il fatto di essere noi entrati
nel buio della notte significa che
all'altro capo del mondo @ I'alba,
osservo pensoso le stelle che a me
appaiono cosi crudeli, che hanno
voluto che io fossi fatto di materia che
sente [ovvero sono una creatura
vivente in grado di provare dolore ¢
angoscia]; e maledico il giorno che io
nacqui, e la vita che conduco che mi fa
nell/aspetto un uomo selvatico.
Non credo che sia mai cresciuta tra i
boschi una bestia cosi crudele, sia
diurna che notturna, come lei [Laura]
per la quale piango notte e giorno; e
non mi da pace né il cadere
addormentato né Tala di un giorno
nuovo: tanto che nonostante io sia un
misero mortale come tutti, il mio
desiderio amoroso @ fermo e durevole
come le stelle [e influito da esse]Prima che [morendo] io torni a voi,
stelle che siete lucenti, 0 che cada gitt
nella selva infernale riservata agli
i infelici [raccontata da Virgilio
nell Eneide], separandomi dal corpo
che diventera polvere [trita terra],
potessi io vedere in lei [Laura] un
cenno di pieta, che in un solo giorno
mi possa ricompensare delle pene di
molti anni, [un gesto che] per tutta la
notte, dal tramonto allalba, possa
rendermi felice.
Se solo per una notte io fossi con lei
dopo che é tramontato il sole e non ci
vedessero altri che le stelle, [vorrei]
non arrivasse mai l'alba; e [se solo] non
si traformasse [Laura] in una verde
pianta [come il lauro] per sottrarsi al
mio abbraccio [con riferimento al mito
di Apollo e Dafne], come il giorno che
lei [Laura, identificata completamente
con Dafne] fu seguita sulla terra da
Apollo,
Ma io sara sottoterra dentro [il secco
Iegno del}la bara, e [sara pid facile che]
di giorno si vedano le stelle, prima che
arrivi un giorno tanto fortunato [in cui
Laura ricambi i sentimenti].
XXX
[30 : Giovene donna sotto un verde lauro ]
Jo vidi una giovane donna sotto un
verde lauro, pitt candida e pitt fredda
della neve, non riscaldata dai raggi del
sole per moltissimi anni; le sue parole,
il suo bel viso e i suoi capelli mi
piacquero a tal punto che io li ho
davanti agli occhi e sempre li avrd,
ovungue io sia, sulle montagne o sulla
riva del mare.
I miei pensieri giungeranno al loro
approdo solo quando il lauro non avra
pid una foglia verde: quando il mio
cuore avra pace, quando i miei occhi
saranno asciutti, allora_vedremo
ghiacciare il fuoco e ardere la neve.
Non ho tanti capelli nella mia chioma,
quanti sono gli anni che vorrei
trascorrere nell'attesa di quel giorno.Ma poiché il tempo vola e gli anni
fuggono, sicché in un attimo si giunge
alla morte, da giovane o da vecchio, io
continuerd a seguire la dolce ombra di
quel lauro, attraverso il sole pit
infuocato, ¢ attraverso le distese di
neve, finché !'ultimo giorno della mia
vita chiuderd questi miei occhi
Al nostro tempo e nelle eta pitt antiche
non si videro mai occhi belli come i
suoi, che mi fanno sciogliere come la
neve al sole: da essi scaturisce quel
fiume di lacrime che Amore conduce ai
piedi del lauro insensibile che ha i rami
di diamante e le chiome d'oro.
Jo temo che cambierd il mio volto e i
miei capelli, prima che il mio idolo,
scolpito in vivo lauro, mi mostri i suoi
occhi colmi di vera pieta: giacché, se
non sbaglio il conto, oggi, sono gid
sette anni, da quando io vado
sospirando di contrada in contrada,
giorno e notte, con il caldo come con la
neve.
Ardendo nell'intimo di puro fuoco,
fuori simile a candida neve, solo con
questi pensieri, anche quando avrd
mutato le mie chiome io continuerd ad
aggirarmi in lacrime, forse per
suscitare la pieta negli occhi di chi
nascera fra mille anni; se pure potra
durare un lauro coltivato con ogni
precauzione.
I capelli biondi che fanno corona a
quegli occhi che mi conducono a una
morte tanto rapida vincono l'oro ¢ i
topazi esposti al sole sopra la neve.
XXXII
[32: Quanto piti m'avicino al giorno
estremo ]
Quanto pidt mi avvicino al giorno della
morte che @ solito rendere breve la
misera esistenza_umana, tanto. pid
vedo scorrere il tempo veloce ed
impalpabile, e scorgo falsa e vana la
mia speranza. Io dico ai miei pensieri:
"Non a lungo proseguira il nostro
ragionamento d'amore, poiché il corpo,peso oneroso va estinguendosi come
fresca neve; cosicché ci tocchera alla
fine la pace eterna; con il corpo verra
meno la speranza che tanto a lungo mi
fece vaneggiare, verra meno il riso, il
pianto e Tira (ogni emozione); cost
vedrd chiaramente come spesso l'uomo
si affatichi vanamente dietro cose
incerte ¢ quanto spesso si desiderino
beni vani.
XXXV
[35: Solo e pensoso i pitt deserti campi |
Solitario e pensieroso i luoghi pit
abbandonati vado segnando con il mio
passo lento ¢ cadenzato e rivolgo lo
sguardo, attento ad evitare ogni luogo
toceato da orma umana. Altro rifugio
non so trovare che mi protegga
dall'attenzione [indiscreta] della gente;
poiché nei miei gesti privi di ogni
serenita esteriormente si intuisce come
io, nell'intimo, arda d'amore: cosicché
credo ormai che monti, pianure, fiumi,
boschi conoscano di che tenore @ la mia
vita, che pure @ tenuta segreta agli
altri, Del resto nessun luogo angusto e
solitario so trovare, in cui Amore non
mi accompagni in ogni istante
parlando con me ed io con Tui.
XLV
[45 : Il mio avversario, in cui veder solete ]
Lo specchio [il mio adversario], che @
mio nemico, in cui siete solita guardare
i vostri occhi, quegli occhi che Amore e
il ciclo riveriscono [honora], vi fa
innamorare mostrandovi le vostre
stesse bellezze, dolci e gioiose oltre
ogni cosa mortale. Ascoltando i
consigli dello specchio [di lui], 0 mia
signora, mi avete allontanato dal
vostro cuore, che era la mia dolce
dimora [albergo]: triste esilio ill mio,
sebbene io non sia degno di abitare 1a
dove solo voi ne siete degna. Ma se io
fossi_ stato piantato saldamente
[consaldi chiovi fisso] nel vostro cuore,lo specchio, facendovi innamorare di
voi stessa, non vi avrebbe reso verso di
me dura [aspra]_e _ superba.
Sicuramente, se vi ricordate di Narciso,
saprete che il vostro comportamento e
il suo conducono entrambi alla morte
[termino], sebbene lerba non sia degna
di un fiore cosi bello come voi.
LIL
[52:Non al suo amante pitt Diana
piacque |
Diana non piacque di pid al suo
amante [Atteone], quando per un caso
simile al mio la vide tutta nuda in
mezzo alle acque gelide, di quanto sia
piaciuta a me la pastorella selvaggia e
spietata, intenta a bagnare un bel velo,
con il quale ella era solita coprire i
biondi e bei capelli, proteggendoli dal
vento leggero. La vista di questo
spettacolo, avuta nel momento pid
caldo della giornata, mi fece gelare ¢
tremare d'amore.
LI
[53 : Spirto gentil, che quelle membra
reggi }
Spirito nobile che governi quelle
membra dentro alle quali, mentre
compie il suo terreno pellegrinaggio, &
ospitato un signore valoroso, prudente
¢ saggio, ora che sei giunto a ottenere
Io scettro onorato con il quale governi
Roma e i suoi cittadini sviati e la
solleciti a tornare alla sua condotta
virtuosa di un tempo, io mi rivolgo a
te, dal momento che in altre persone
non vedo un barlume di virta, che
scomparsa dal mondo, e non trovo chi
si vergogni di comportarsi male. Non
so che cosa s\aspetti o che cosa brami
Mtalia, che non pare avvertire i suoi
mali: vecchia, oziosa e indolente
dormira sempre e non ci sara chi la
svegli? Avessi io potuto avvolgere le
mani nei suoi capelli cosi da
riscuoterla!Non credo che, per quanto la si chiami,
si distolga dal sonno indolente, tanto @
immersa in un sonno profondo e
pesante; ma non senza il volere del
destino, Roma, nostra capitale, & ora
affidata alle tue braccia che possono
scuoterla forte e sollevarla. Afferra
senza titubanza quella _venerabile
chioma e le trecce scomposte cost che
la neghittosa esca dal fango. Io che
giorno e notte piango della sua
condizione infelice, pongo in te tutta la
mia speranza: perché se il popolo
romano dovesse poter alzare gli occhi
per prendersi cura del proprio onore,
mi sembra che questa fortuna possa
accadere solo nel tempo del tuo
governo,
Le mura antiche che tutto il mondo
ancora teme ¢ ama e guarda tremando,
quando si ricorda del tempo passato e
si rivolge indietro, e i sepoleri dove
furono seppellite le membra di
personaggi la cui fama non cessera se
prima non finira il mondo, e tutti gli
antichi_ monumenti che una rovina
generale coinvolge, sperano che da te
no riparati i loro guasti. O grandi
Scipioni, o Bruto fedele alla repubblica,
come siete felici, se laggid @ gia giunta
la notizia dell'ufficio messo in buone
mani! Quanto, credo, Fabrizio diventa
lieto, udendo questa notizia! E dice: la
mia Roma sara di nuovo bella.
E se in cielo ci si cura di qualcosa di
questo mondo, le anime dei Santi che
sono cittadine lass, hanno
abbandonato in terra i corpi, ti
chiedono pregando la fine delle
prolungate ostilita civili, per le quali la
gente non si sente sicura; tanto che
sono interrotte le strade dei
pellegrinaggi che conducono alle
chiese a loro dedicate, le quali furono
luoghi di devozione ed ora sono
diventate quasi covi di banditi, al
punto che le loro porte son chiuse in
faccia solamente ai buoni, e tra gli
altari e le statue disadorne sembra che
si organizzino solo imprese delittuose.
Deh! Che comportamenti orribili! E poi
non si comincia una guerra senza
suono delle campane, che invece
furono collocate sui campanili per
ringraziare Dio.Le donne piangenti ¢ la moltitudine
indifesa dei fanciulli, e i vecchi
spossati, scontenti di sé e della vita
troppo lunga, e i frati di ogni ordine
con le altre categorie di persone
tormentate e bisognose gridano: O
signore nostro, aiuto, aiuto! Ela povera
gente sgomenta ti mostra i propri
dolori a migliaia, cosi da impietosire i
nemici di Roma e perfino Annibale. E
se osservi bene Ia casa di Dio, oggi
tutta in fiamme, spegnendo pochi
motivi di ostilita, si placheranno le
bramosie, che ora si mostrano tanto
accese, cosi che alla fine saranno lodate
in cielo le tue azioni.
Le famiglie degli Orsini, dei conti di
Tusculo, dei Savelli, dei conti di Vico,
dei Caetani si oppongono spesso alla
grande famiglia Colonna e
danneggiano se stessi: di costoro si
duole quella nobile Roma che ti ha
chiamato perché tu strappi le male
piante, incapaci di fiorire. Son gid
passati pid di mille anni da che sono
morte quelle anime nobili_ che
Pavevano innalzata a quel grado di
potenza e di gloria a cui era giunta
Ahil gente senza antenati, superba
oltre ogni limite, senza rispetto per
tanta e tale madre! Tu dovrai farle da
marito, da padre: ogni aiuto si aspetta
dalle tue mani, perché il pontefice @
intento ad altre imprese.
Raramente accade che la fortuna
maligna non si opponga alle imprese
nobili, essa che non @ solita
assecondare le opere magnanime.
Questa volta sgombrando dai molti
ostacoli la via per la quale sei giunto a
tanta autorita, mi induce a perdonarle
molte altre cattive azioni, dal momento
che almeno in questo caso non segue il
suo abituale costume: perché, a
memoria d'uomo, a nessuno come a te
fu aperta la strada per rendersi
immortale; tu che puoi, se non
miinganno, restaurare la pitt nobile
signoria. Quale gloria sara per te
quando diranno: gli altri la soccorsero
quanto era giovane e forte, costui la
scampd da morte nella sua vecchiaia.
Canzone, sul monte Tarpeio vedrai un
cavaliere che tutta I'ltalia onora,sollecito pitt degli altri che di se stesso.
Digli: uno che non ti ha ancora visto da
vicino, ¢ tuttavia @ entusiasta di te
proprio come ci si innamora da
Iontano per fama, dice che Roma, con
gli occhi incessantemente umidi di
pianto doloroso, ti chiede aiuto da tutti
i sette colli.
LXI
[ 61: Benedetto sia 'l giorno e 'I mese e
Panno }
Sia benedetto il giorno, il mese, l'anno,
Ia stagione, il tempo, l'ora, il momento,
il paese bello, il luogo dove io fui
raggiunto dai due occhi belli a cui mi
sono legato; e sia benedetto il primo
dolce" affanno che provai
nellinnamorarmi, e Varco e le saette
dalle quali fui colpito, e le ferite che mi
furono inflitte al cuore. Siano
benedette tutte le volte in cui ho avuto
occasion di chiamare il nome della
mia donna, ¢ i sospiri, le lacrime e la
sofferenza per la lontananza di lei; e
benedetti siano tutti i versi con i quali
io le procuro fama, e il mio pensiero,
che @ tutto rivolto a lei, cosi che
nessunaltra donna vi trova posto.
LXI
[ 62: Padre del ciel, dopo i perduti giorni |
Padre del cielo, dopo i giorni passati
inutilmente, dopo le notti trascorse in
pensieri fuorvianti, tormentato da quel
desiderio spietato che divampd nel
mio cuore contemplando i gesti di lei,
tanto affascinanti per mia sventura, fa
si che ormai, aiutato dalla Tua grazia,
io mi rivolga a una vita pid degna e ad
azioni pit dignitose, in modo che il
demonio, mio inesorabile avversario,
dopo aver cercato senza sucesso di
irretirmi, fallisca nel suo intento.
Signore mio, ora si compie
Tundicesimo anno da quando sono
stato sottomesso _all'opprimente
passione d'amore, che infierisce conpid crudelta su chi @ pid arrendevole.
Abbi pieta del mio travaglio
vergognoso; riconduci a destinazione
pid alta i pensieri sviati dal vero bene;
ricorda loro che oggi ricorre il giorno
della Tua crocifissione
LXVIL
[67 : Del mar tirreno a la sinistra riva |
Sulla riva sinistra del mare tirreno,
dove si infrangono le onde sospinte dal
vento, improvvisamente vidi Valtera
pianta del lauro [senkal per Laura]
intorno al quale sono spinto a scrivere
tanti versi. L'amore che agitava la mia
anima, arsa dal ricordo’ dei biondi
capelli di Laura, mi spinse [verso il
Iauro], allorché caddi in torrente
nascosto dall'erba, quasi a peso morto.
Solamente in fatto di essere dove ero,
tra piccoli boschi e colli, mi bast per
avere vergogna di me, poiché a un
nobile cuore basta questo poco per
vergognarsi e non ebbi bisogno di altre
ragioni. Sono tuttavia contento di aver
cambiato situazione, prima avevo gli
occhi bagnati di lacrime ora ho i piedi
bagnati; oh se un aprile pid cortese [di
quello in cui mi innamorai di Laura]
mi asciugasse gli occhi dalle lacrime.
LXxX
[70 : Lasso me, ch' i! non so in qual parte
pieghi |
Povero me, giacché non so dove
indirizzare la speranza, tante volte si 2
rivelata illusoria! Giacché se non esiste
persona che mi ascolti e mi compatisca,
a che vale rivolgere al cielo cost
frequenti preghiere? Ma, se mi sara
consentito di portare a termine queste
mie povere rime prima di morire, non
spiaccia ad Amore, il mio signore, che
io lo preghi affinché possa un giorno
dire liberamente in un luogo lieto: "Ho
argomento e ragioni di rallegrarmi’
Sarebbe giusto che finalmente potessisciogliere il mio gioioso canto poetico,
essendomi gia cosi a lungo lamentato,
giacché ormai per quanto prima
iniziassi a raccogliere le gioie d'amore
non potrei mai pareggiare la gioia con i
tanti dolori passati. E se fosse possibile
che i miei versi piacessero alla mia
donna: oh, mi riterrei felice pid di tutti
gli altri amanti! Ma ancor di pid mi
reputerei beato se potessi dire senza
mentire: "La mia donna mi invita a
poetare’
Erranti pensieri che a poco a poco mi
avete condotto a tale altezza di
concetti, guardate che la mia donna ha
il cuore duro come vetro, al punto che
non posso, solo con le mie forze,
trapassarlo. La mia donna non si
degna di volgere lo sguardo cosi in
basso che si accorga della nostra
poesia, giacché @ lo stesso mio destino
ad impedirlo, destino contro il quale
per il Iungo combattere sono ormai
stanco: "percid, come si indurisce e
inasprisce il mio cuore, cost nella mia
poesia voglio risultare aspro.
Che dico? dove sono? e chi @ che mi
illude ingannandomi se non io stesso e
Teccessivo desiderio? Giacché se io
contemplo i cieli mi accorgo che
nessuna stella mi ha imposto tale
sofferenza. Se la mia capacita di vedere
é offuscata dalla mia finitezza umana,
dal mio corpo, infatti, che colpa ne
hanno le stelle 0 Laura? Cid che mi
addolora giorno e notte, il pensiero di
Laura, & dentro di me, dal giorno in cui
mi appesant il piacere suscitato “dalla
sua dolce sembianza e dallo sguardo
soave".
Tutto cid che @ su questa terra fui creato
buono dalle mani dell'eterno creatore;
ma, giacché non comprendo tali
ineffabili cose, io resto abbagliato
catturato dalla bellezza che mi
circonda; e se torno alla vera bellezza
da cui trae origine il tutto, cio’ a Dio,
Ia mia vista non puo soffermarsi su tale
splendore, tanto la mia propria colpa
Tha resa inferma, e non il giorno in cui
mi volsi verso langelica bellezza "nella
dolce eta della giovinezza".xc
[ 90: Erano i capei d'oro a 'aura sparsi |
Erano i suoi capelli biondi come loro
erano sparsi al vento, che li avvolgeva
in mille nodi dolei a vedersi; ¢ la bella
luce, ora che ne son tanto avari,
risplendeva oltre misura in quegli
occhi; e mi pareva che il viso di lei
andasse assumendo colori di pieta, e
non so se questo accadesse veramente,
© per inganno dei miei occhi: perché
meravigliarsi se io, che gia ero disposto
naturalmente all’amore,
immediatamente me ne innamorai? I]
suo portamento non era quello di una
donna mortale, ma era quello di un
angelo; e le sue parole risuonavano
ben diversamente da come le avesse
potuto pronunciare una voce umana
Quel che io vidi fu uno spirito celeste,
un sole splendente; e anche se non
fosse pitt tale, non per questo la sua
immagine svanirebbe, perché una
ferita non si rimargina, per il fatto che
Parco si @ allentato dopo aver lanciato
una freccia.
CXXVI
[126 : Chiare, fresche e dolci acque ]
Limpide, fresche e dolci acque dove
immerse le sue belle membra colei che
unica per me merita il nome di donna;
delicato ramo al quale le piacque di
appoggiare il suo bel corpo (me ne
ricordo sospirando); erba, fiori che
ricoprirono il suo leggiadro vestito ed
il suo corpo; aria limpida, resa sacra
dalla sua presenza dove Amore,
attraverso i suoi occhi belli, mi trafisse
Tanimo: ascoltate voi tutti insieme le
mie tristi ultime parole.
Se @ mio destino dunque, ed in cid si
adopera il volere del cielo, che Amore
mi porti ad offuscare la vista con le
lacrime, qualche favore divino faccia si
che il mio corpo sia sepolto tra voi, e
T'anima ritorni sciolta dal corpo al
cielo. La morte sara meno dolorosa se
reco questa speranza in vista di quelpauroso momento: poiché l'anima
stanca non potrebbe in pit riposata
quiete né in pid tranquillo sepolcro
abbandonare il corpo travagliato da
mille angosce.
Verra forse un giorno in cui alla meta
abituale ritornera la donna bella e
crudele, e a quel luogo, dove ella mi
vide nel benedetto—_ giorno
dell'incontro, volga i suoi occhi pieni di
desiderio e di letizia, cercando di me,
¢, divenuta pietosa, _ vedendomi
polvere tra le pietre del sepolcro,
venga ispirata da Amore, cosi da
sospirare tanto dolcemente e ottenere
la misericordia divina piegando Ia
giustizia celeste, asciugandosi gli occhi
con il suo bel velo.
Dai rami scendeva (dolce nel ricordo)
una pioggia di fiori sul suo grembo;
ella sedeva umile in tanta festa della
natura, coperta da quella pioggia di
fiori, ispiratrice d'amore. Un. fiore
cadeva sull'orlo della veste, un altro
sulle bionde trecce, che quel giorno a
vederle parevano oro fino e perle. Un
altro si posava in terra ed un altro
ancora sull'acqua; infine un fiore
volteggiando —nell’aria._—pareva
suggerire: "Qui regna Amore’
Quante volte dissi, preso da grande
stupore: costei certo é nata in Paradiso.
Il suo modo di procedere quasi divino;
il suo volto, la sua voce ¢ il suo sorriso
mi avevano fatto dimenticare a tal
punto dove mi trovavo e fatto
allontanare talmente dalla realta, che
mi chiedevo sospirando come fossi
potuto pervenire in un Iuogo simile e
quando vi ero giunto. Perché credevo
di essere giunto in Paradiso non in
Terra dove mi trovavo. Da quel
momento in poi amo questo luogo cosi
che non ho pace in nessun altro.
Se tu, mia canzone, fossi bella e ornata,
quanto desideri, potresti
coraggiosamente uscire dal bosco e
andare tra gli uomini.
CXXVIII[ 128 : Italia mia, benché 'I parlar sia
indarno |
Taalia mia, benché le parole siano inutili
alle ferite mortali che vedo cosi
numerose nel tuo bel corpo, voglio
comunque che i miei lamenti siano
quelli che sperano le popolazioni che
vivono sul Tevere, sull'Arno ¢ sul Po,
dove ora risiedo addolorato e triste
Signore del cielo, io chiedo che l'amore
per gli uomini che Ti fece scendere
sulla terra Ti induca a rivolgerti al tuo
paese amato e sacro. Vedi, Signore
benigno, per quali lievi cause che
guerra crudele; e Tu, Padre, apri,
addolcisci ¢ libera i cuori che Marte
superbo crudele indurisce e incatena;
fa! che i, in quei cuori, si ascolti Ia
verita dalla mia lingua, per inadeguato
che io sia.
Voi, Signori d'Italia, ai quali la Fortuna
ha dato il governo sulle belle regioni
diltalia, per le quali sembra non
proviate nessun senso di compassione,
che fanno qui tante milizie straniere?
affinché il verde terreno diltalia si
colori del sangue dei barbari? Vi
seduce uno inutile inganno: vedete
poco e credete di veder molto, perché
cercate amore o fedelta in un cuore
venale. Chi ha maggior quantita di
queste milizie, quello @ circondato da
pid’ nemici. O alluvione riunita da
quali. selvaggi paesi stranieri per
inondare le nostre care campagne! Se
questo ce lo procuriamo con le nostre
mani, a questo punto chi sara che ci
possa salvare?
Natura provvide opportunamente alla
nostra sicurezza, quando mise fra noi e
la rabbia tedesca la difesa delle Alpi;
ma la cupidigia cieca e ostinata contro
i proprio bene s'@ ingegnato tanto che
ha fatto ammalare il corpo sano. Ora
dentro una stessa nazione, fiere crudeli
(come i Tedeschi) e greggi mansuete
(come gli Italiani) convivono in modo
che il miglior soffre; ¢, per nostro
maggiore dolore, questo _popolo
straniero @ della stirpe di quella gente
incivile, che Mario sconfisse in modo
tale che non @ ancora venuto meno il
ricordo di quell'impresa, quando
stanco e assetato, volendo bere,
s'accorse che nel fiume scorreva nonacqua ma sangue.
Trascuro di citare Cesare che, dove
giunse con le nostre armi, in ogni
Tuogo insanguind Yerba con il loro
sangue. Ora sembra, non so per quale
congiunzione astrale ostile, che il cielo
ci odi: questo grazie a voi, a quali
stato affidato un compito tanto grande.
Le vostre divisioni rovinano la pid
bella parte del mondo. Per quale colpa
umana, per quale condanna divina o
quale fatalita danneggiare il povero
vicino e cercare di impadronirsi dei
beni devastati e dispersi, e cercare
gente fuori d'ltalia ed esser soddisfatti
che sparga il proprio sangue e che
venda per soldi la propria vita? lo
parlo per dire la verita non per partito
reso per inimicizia verso qualcuno,
E non vi siete ancora accorti, dopo
tante esperienze, dell'inganno di questi
mercenari tedeschi, che scherzano con
Ia morte alzando il dito in segno di
resa? La beffa & peggio del danno,
secondo me; ma il vostro sangue si
sparge pia abbondantemente perché
siete stimolati da un odio ben diverso.
Pensate per un breve tempo alla vostra
condizione e capirete come pud aver
caro un altro chi stima se stesso cost
spregevole. Nobile stirpe _ latina,
allontana da te il peso di queste milizie
dannose: non sopravvalutare una fama
vuota, senza sostanza: perché @ colpa
nostra, non un fatto naturale che la
violenza cieca di questi popoli nordici,
gente restia alla civilta, ci vinca di
intelligenza.
Non é questo il terreno che ho toccato
nascendo? Non @ questo la culla nella
quale fui_—alllevato.— cost
affettuosamente? Non @ questa la
patria in cui mi fido, madre benevola e
devota, nella quale sono sepolti i miei
genitori? Perdio, questo solleciti talora
il vostro animo, e guardate con pieta i
patimenti del popolo sofferente che.
dopo Dio, aspetta solo da voi la
tranquillita; e solo che voi mostriate
qualche segno di compassione, il
valore prendera larmi contro la furia
cieca ¢ la lotta sara breve: perché il
valore antico non @ ancora morto nei
cuori italiani.Signori, considerate come il tempo
passa velocemente, e come la vita
fugge, e la morte 2 gia alle nostre
spalle. Ora voi siete qui sulla terra;
pensate a quando la lascerete; perché
bisogna che l'anima spoglia (dei beni
questa terra) e sola arrivi a quel
passaggio pericoloso. Nel percorrere
questa vita terrena vogliate metter da
parte l'odio e l'inimicizia, passioni
contrarie alla vita tranquilla; e quel
tempo che si spende per far male a
qualcuno si impieghi invece in qualche
azione migliore, di opere o d'intelletto,
in qualche impresa lodevole, in
qualche attivita onorevole: cosi si sta
bene quaggid sulla terra e si spalanca a
noi la via del cielo.
Canzone, io ti raccomando che tu
esponga amabilmente il tuo
argomento, dal momento che devi
presentarti da gente orgogliosa; e gli
animi sono pieni di un'abitudine
pessima ¢ antica, nemica sempre della
verita, Tenterai la tua fortuna tra pochi
dall'animo grande ai quali piace il
bene. Di’ loro: chi mi protegge? lo vado
gridando: - Pace, pace, pace.
CXXIX
[129 : Di pensier in pensier, di monte in
‘monte |
Amore mi guida di pensiero in
pensiero, di monte in monte, poiché so
che tutte le strade battute dagli altri
sono in contrasto con la mia
tranquillita. Solo in una spiaggia
solitaria, in riva ad un fiume © presso
una fonte o in una valle ombrosa posta
tra due alture, solo Ii trova quiete la
mia anima turbata; e a seconda di
come Amore la ispira, a volte ride, a
volte piange, ora rimane vittima di
attacchi d'ansia, ora si rassicura; e il
viso, che riflette cid che l'anima prova,
di conseguenza assume espressioni a
volte turbate, a volte serene, e rimane
per poco tempo nella _stessa
condizione; per cui un uomo che
sappia per esperienza che cosa @
Yamore, vedendomi, direbbe: *Costui
arde di passione ¢ non sa se il suoamore é contraccambiato o no"
Trovo riposo nei monti alti e nei boschi
impervi: la vista di ogni luogo abitato
mi suscita sentimenti negativi. Ad ogni
asso nasce un nuovo pensiero intorno
alla mia donna, pensiero che spesso
volge in gioia il tormento legato
all'amore per lei; ¢ non appena sento il
desiderio di cambiare questo mio
modo di vivere che @ allo stesso tempo
dolce ¢ amaro, mi dico: "Forse sono in
serbo per te tempi migliori per le tue
pene d'amore; forse tu, che appari
senza valore a te stesso, a Laura sei
caro"; ed intanto sospirando passo ad
altri pensieri: "Potrebbe essere vero
questo? E come? E quando?"
Sotto lombra di un pino alto o di un
colle, a volte fermo i miei passi,
subito sulla prima pietra che mi capita
sotto gli occhi raffiguro idealmente il
suo bel viso, Allorché torno in me
stesso mi trovo il petto bagnato di
acrime di commiserazione, e allora
dico: "Uomo di poca virta fin dove sei
giunto [col tuo fantasticare], e quanto ti
sei allontanato dal vero!" Ma intanto
che tengo la mia mente, che tende a
vagare da un pensiero all'altro, cost
fissa al pensiero di lei tanto da
rinunciar a pensare al mio bene
personale, sento l'anima che s'appaga
dell'assenza_ d'amore di Laura
sostituendola con la sua _stessa
illusione: e vedo lei in tutte le sue
sfaccettature e cosi bella che se
Villusione durasse non chiederei altro.
Io ho avuto pid volte (chi potra
crederlo?) limpressione di vederla tra
Tacqua chiara e Verba verde, come se
fosse viva, e nel tronco di un faggio, e
in una nube bianca, tanto bella che
Leda [madre di Elena, il personaggio
che per la sua bellezza fu causa della
guerra fra greci e troianij, avrebbe
detto che a confronto con lei sua figlia
risultava perdente come una stella che
Ia luce pid grande del sole offusca;
quanto pitt mi trovo in luoghi selvaggi
¢ in spiagge deserte, tanto pid nei miei
pensieri me la raffiguro bella. Poi,
quando la consapevolezza della verita
dissolve quella dolce illusione, in
quello stesso Tuogo mi siedo freddo
come una pietra, sopra una pietra vera,con l'aspetto di un uomo che pensa,
piange e scrive.
Un intenso desiderio mi attira 1a dove
non giunga Yombra di _un’altra
montagna, verso la vetta pitt alta e
aperta. Quindi da lassi comincio a
misurare con gli occhi le cause del mio
dolore, ¢ intanto mi sfogo piangendo
liberando dal cuore i pensieri dolorosi
che mi offuscano la mente, ed @ allora
che osservo e penso quanto spazio mi
separa dal bel viso di Laura che mi @
sempre cosi vicino nella mente ¢ nel
cuore e cosi lontano nella realta.
Dopodiché dico sottovoce tra me e me:
"Che ne sai tu, uomo di poca virtiy
forse Laura soffre per la tua lontananza
[come tu soffri per leil'; e con questi
pensieri la mia anima prova sollievo.
Canzone, aldila delle Alpi, 1a dove il
cielo @ pit sereno e azzurro, mi vedrai
nuovamente nei pressi del corso di un
corrente, dove si sente Varia di un
laureto fresco e ~—_—profumato
[nascondendo con questi versi il nome
di Laura nel duplice senhal dell'aria
dellalloro]: qui é il mio cuore, e colei
che me lo ruba; solo qui puoi vedere la
mia sola figura
CXXXIV
[134 : Pace non trovo e nom d da far
‘guerra ]
Non riesco a trovare pace e non ho
armi adeguate [per combattere contro
Amore]; la passione inappagata
provoca in me effetti contrastanti: mi
genera paure, ma allo stesso tempo
continuo a sperare; ardo e mi sento
gelare; lentusiasmo e la speranza mi
fanno innalzare verso il cielo e la
delusione mi fa precipitare in terra; mi
sembra di non possedere nulla, di
dibattermi inutilmente, altre volte
invece mi sembra di avere nelle mie
mani il mondo intero. Laura mi tiene
prigioniero, in modo tale che non mi
libera né rende completa la prigionia
ricambiando il mio amore; non mi
tiene come cosa sua né mi lascia
andare; Amore non mi uccide né milibera dalle sue ferree catene, non mi
lascia vivere né mi offre una morte
liberatrice. Vedo immagini che non
nascono dai miei occhi, esprimo le mie
grida di dolore in un linguaggio muto;
desidero la morte e chiedo aiuto per
continuare a vivere; odio me stesso e
amo un'altra persona, Mi nutro di
dolore, mi compiaccio di soffrire; non
mi piacciono pid, allo stesso modo, la
morte e la vita: mi trovo in questa
condizione, o Laura, a causa tua.
CXXXVI
[136 : Fiayma dal ciel su le tue treccie
iowa |
Una pioggia di fuoco scenda su di te
{la Chiesa], o malvagia, che da povera
e semplice che eri, facendo impoverire
gli altri sei diventata rica e potente
poiché ti piace compiere azioni
malvagie; nido di tradimenti, in cui si
cova tutto il male che si diffonde ogi
nel mondo: schiava del vino, del letto,
delle vivande, vizi nei quali la lussuria
da la massima prova di sé. Nelle tue
stanze vecchi e fanciulle consumano le
loro tresche, e in mezzo a loro sta
Belzebu coi mantici, il fuoco e gli
specchi [strumenti di aiuto al loro
piacere]. Tu non crescesti tra gli agi
[nutrita nella bambagia]_ ma anzi
esposta alle intemperie e la durezza
della natura: ora vivi in un modo tale
che ce da augurarsi che ne giunga la
puzza a Dio.
CXXXVIIL
[138 : Fontana di dolore, albergo d’ ira |
Causa di dolore, luogo in cui dimora
Vira, scuola di comportamenti non
virtuosi e luogo in cui si celebra
Teresia, gia Roma, 0 Babilonia falsa ¢
malvagia, causa per la quale tanto si
piange e si sospira; fabbrica d'inganni,
© dura prigione dove muore il bene ¢ il
male prolifera e trae nutrimento,
inferno per i vivi, @ gia un grandemiracolo se Cristo mai a te infine
volgera la sua ira. Sei stata fondata
nella poverta e nell'umilta, contro Gest
e contro gli apostoli che ti hanno
fondata, ti ribelli con superbia,
prostituta sfacciata: dove sta la causa
di tanto marcio? Nella tua adultera
commistione tra potere temporale e
spirituale? Costantino non tornera [a
riprendersi quello che non ti doveva
dare, con riferimento all'editto di
Costantino], che se lo tenga l'inferno
che gia lo ospita.
CXLIL
[ 142: A la dolce ombra de le belle frondi |
Alla dolce ombra dalla bella pianta di
alloro [simbolo di Laura] corsi a
ripararmi dall'influsso della stella
Venere che, dal terzo cielo, diffonde la
propria influenza sino quaggid in
terra, spingendo verso le passioni
amorose: il piacevole vento
primaverile di zeffiro che riporta il bel
tempo, nel momento in cui mi
innamorai di Laura, gia liberava le
montagne dalla neve e ovunque
tornavano a fiorire erbe e rami.
I mondo non aveva mai visto rami
cosi belli [le membra di Laura], né il
vento aveva mai mosso verdi foglie
tanto piacevoli [i giovani splendidi
capelli della donna] come quelle che
mi si mostrarono nella stagione
primaverile. Cosi avendo paura
dell'influsso passionale di Venere non
volli nessun'altra difesa che quella
costituita dall'alloro, pianta sacra al
cielo.
Lialloro mi difese allora dall'influsso
del cielo di Venere, per cui,
desiderando i suoi bei rami, sono
andato. a cercarli_ per boschi_
montagne: durante le mie
peregrinazioni non ho mai trovato un
alloro simile a quello da me amato,
capace, per dono divino, di non
modificarsi con il passare del tempo.
Percid ogni giorno che passava sempre
pit costante in questo amore,seguendo la voce di Dio e guidato
dagli occhi di Laura, fui sempre devoto
ai rami del mio alloro sia nelle fredde
stagioni che in quelle calde.
Il trascorrere del tempo cambia e
distrugge boschi, sassi, campagne,
fiumi, montagne e ogni cosa creata,
Percid io chiedo perdono al mio alloro
se, dopo molti anni, volli fuggire dai
suoi rami che mi suscitavano amore
appena incominciai a comprendere la
mia situazione,
Durante la mia giovinezza mi piacque
cosi tanto la dolce luce degli occhi di
Laura che affrontai con piacere ogni
difficolta, pur di avvicinarmi ai rami
dellalloro da me tanto amati. Ora la
brevita della vita, il luogo nel quale mi
trovo e il particolare momento
[probabilmente si fa allusione a Roma
eal giubileo del 1350] mi mostrano una
diversa strada per salire al cielo e per
realizzare opere buone ¢ non soltanto
buoni propositi
Jo cerco un amore diverso, indirizzato
verso Dio, diverse fronde [probabile
allusione alla corona di spine di Gesil],
occhi diversi, una strada diversa e un
diverso cammino in salita [probabile
allusione all'ascesa, da parte di Cristo,
del monte Golgota], dato che é ormai il
momento, e cerco di rivolgere i miei
pensieri verso la contemplazione dei
rami della croce.
CLXII
[162 : Liet fiorie flici, e ben nate erbe |
I fiori sembrano allegri ¢ felici [per la
presenza di Laura], ¢ l'erba si potrebbe
considerare fortunata, giacché Laura @
[Link]. — [camminando]
pensosa; sembra che il prato provi
piacere ad ascoltare le care parole di
Laura, e conservare l'impronta del suo
piede; [voi] sottili arboscelli e giovani
foglie, [voi] viole graziose e pallide;
[voi] boschi ombrosi, che il sole
colpisce e, con la sua luce, fa crescere
alti © rigogliosi; [tu] Iuogo dolce &
fiume limpido che bagni il suo belvolto ¢ i suoi occhi chiari, e sembri pid
Iuminoso per la luce che lei sembra
emanare; [io] vi invidio [perché siete
teatro de] i suoi gesti semplici e degni
dell'ammirazione di chi la guarda.
Tanto che pare che non esista pitt
alcuna roccia che non abbia imparato
anch'essa ad amare Laura come la amo
io.
CLXXVIIL
[178 : Amor mi sprona in un tempo ed
affrena ]
L’amor mi incita e al tempo stesso mi
tiene a freno, mi rassicura e mi
spaventa, mi fa ardere e gelare, mi fa
sentire grato [verso questo sentimento]
e sdegnoso, mi attrae e mi allontano da
sé; a momenti mi da speranza e in altro
pena, conducendo in alto o
deprimendo il mio morale: da questo il
bel desiderio perde di vigore e pare
che gli dispiaccia quello che @ il suo
massimo piacere: la mia mente @ piena
di questi nuovi contrasti. Gradevole
per la mia mente @ un pensiero che non
sfoci in pianto, che possa condurre
velocemente ad un sentimento di
speranza, ma poi, quasi che una forza
maggiore spinga la mia mente, accade
di solito che imbocchi un’altra strada e,
mio malgrado, mi ritrovi di nuovo
preda del mio lento e lungo soffrire.
CLXXXVIIL
[188 : Alo Sol, quella fronde ch' io sola
amo]
O Sole vivificatore, il lauro che @
Yunica pianta che io prediligo e che tu
hai amato per prima, ora é la sola ad
essere verde nel luogo in cui cresce e
senza pos
quando Adamo vide per la prima volta
Ia bella Eva per suo e per nostro male.
Fermiamoci ad ammirarla: io ti rivolgo
continuamente preghiere e ti invoco, 0
Sole; e tuttavia tramontando tu
scompari ¢ fai in modo che i colli
lita di confronto, daallunghino la loro ombra e porti via
con te la luce del giorno e fuggendo mi
privi di cid che io pid desidero.
L’ombra che scende da quel basso
colle, dove Laura fu da bambina prima
di diventare donna, dove il grande
lauro fu un piccolo germoglio,
aumentando mentre io parlo, allontana
dallo sguardo la dolce visione del
Tuogo felice dove vive con la sua
donna il mio cuore.
cCxCVIll
[198 : L' aura sonve al sole spiega e vibra }
Liaria dolce apre al sole ¢ fa vibrare la
chioma d’oro che Amore in persona
assottiglia e tesse intorno agli occhi e
con gli stessi capelli lega’ il cuore
stanco e ne disperde i lievi vapori. Solo
che io mi avvicini dove si trova Laura,
la quale spesso sospende e pesa la mia
vita e la mia morte su una fragile
bilancia, non ho midolla fra le ossa né
sangue nelle fibre del corpo che io non
avverta vibrare, vedendo bruciare gli
‘occhi per cui mi infuoco e risplendere i
capelli da cui mi sento rapito ora sulla
spalla destra ora sulla sinistra. Io non
sono in grado di riferire cid che non
comprendo: a tal punto I’intelletto 2
colpito dalla bellezza degli occhi e dei
capelli e da tanta dolcezza @
appesantito e sfibrato.
CCXXIV
[ 224: S! una fede amorosa, un cor non
finto]
Se una fedelt& amorosa, un cuore
sincero, un dolce crogiolarsi, onesti
desideri d'amore; se un _lecito
desiderare che nasce da una nobile
passione, un lungo perdersi all'interno
di un labirinto’ amoroso senza via
d'uscita; se i pensieri chiari, facilmente
visibili all'esterno, come se fossero
scritti sul mio volto, o espressi tramite
parole —_interrotte, a _stento
comprensibili a causa della paura edella vergogna; se il pallore tipico della
condizione di innamorato; se il
considerarti persona pid cara di me
stesso, se il continuo sospirare e
piangere nutrendomi di dolore, rabbia
¢ affanno; se il bruciare d'amore
quando ti sono Iontano e il sentirmi
gelare quando ti sono vicino sono le
ragioni a causa delle quali, amando, io
dovrd consumarmi e morire, o Laura la
colpa di tutto cid sara tua e mia la
sofferenza.
CCXLIX
[249 : Qual pauera 8, quando mi torna a
mente |
Quale paura ho, quando ripenso a quel
giorno in cui vidi per l'ultima volta Ia
mia donna, giti di morale e pensierosa,
tale da suscitare pure in me lo stesso
stato d'animo! e non c’é altra cosa a cui
penso cosi spesso e volentieri. To la
rivedo starsene tra le altre belle donne
con umilta, come una rosa tra fiori
meno nobili; né allegra né triste, come
chi temesse [qualcosa], ed non riesce a
pensare ad altro. Non si comportava
con la solita leggiadria, non indossava
le perle ¢ le ghirlande e i vestiti per la
festa, non rideva e cantava e non
parlava con la sua voce cosi dolce. Fu
questa l'mmagine che ebbi di lei
Tultima volta che la vidi in vita: ora
sono assalito da tristi presentimenti
sogni e pensieri oscuri, e piaccia a Dio
che il mio sospettare risulti vano.
ccL
[ 250 : Solea lontana in sonno consolarme |
Un tempo la mia donna [madonna] era
solita) quando mi era _lontana,
apparirmi in sogno e recarmi conforto
con il suo aspetto dolce e angelico; ora,
quando mi appare in sogno mi
provoca angoscia e mi abbatte, né
posso difendermi dal dolore e dalla
aura (tema): poiché sovente mi
sembra di scorgere sul suo visocompassione mista a profondo dolore,
€ mi sembra di ascoltare notizie [cose]
tali per le quali il cuore si convince
(fede acquista) ad abbandonare per
sempre gioia e speranze. "Non ti
ricordi di quell'ultima sera" mi dice la
mia donna, Laura, in sogno "in cui mi
sottrassi ai tuoi occhi bagnati [molli] di
pianto e costretta dal tempo che
passava me ne andai? Allora non
potevo né volevo dirtelo; adesso te lo
affermo come cosa certa e riprovata,
non aspettarti di rivedermi mai pid
viva sulla terra’,
cCcLIL
[252 : Solea lontana in sormo consolarme ]
Tl mio stato emotive pieno di dubbi mi
porta ora a piangere [la morte di
Laura] ora ad essere lieto [per i ricordi
belli di lei quando era in vita vita], ea
volte ho paura, a volte vivo sentimenti
di speranza, ed attraverso i sospiri ¢ la
poesia sfogo il mio turbamento;
Tamore usa tutti i mezzi per rendere
incerti i sentiment che sento nel cuore,
tanto afflitto. Nasce il dubbio che il
[ricordo del] viso bello e pieno di virtu
della mia donna possa asciugare le
lacrime nei miei occhi [renda a questi
occhi le loro prime luci]? (affranto
[come sono], non so pitt cosa pensare
di me stesso), 0 al contrario la notizia
della sua morte mi condanni a provare
dolore per il resto dei miei giorni? Ed 2
mai possibile che la mia donna, intenta
a raggiungere il cielo per prendervi
posto come é suo diritto, non si curi di
quello che avviene sulla terra,
nell’anima mia, per la quale la vista del
suo viso era necessaria ai miei occhi
quanto @ necessaria la vista del sole,
ora che in sua assenza non sono in
grado di vedere altro? Vivo con queste
Paure e perennemente in conflitto con
me stesso, tanto da non riuscire a
riconoscermi pit: come chi nel
percorrere una strada incerta avanza
con timore e compie errori.CCLXIV
[ 264: vo pensando, e nel penser m'
assale ]
Sono immerso nella meditazione e,
riflettendo, sono assalito da una
profonda pietd nei confronti di me
stesso, che spesso mi conduce a un
pianto diverso da quello passato [ora
piange per la coscienza delle proprie
colpe, mentre prima piangeva perché
Laura non lo ricambiava]. Vedendo,
‘ogni giorno che trascorre, avvicinarsi
sempre di pit il momento della morte,
mille volte ho pregato Dio perché mi
desse la grazia con la quale la mia
anima potesse sollevarsi dal carcere
della vita mortale raggiungendo il
cielo. Ma sino a questo momento
niente mi giova, per quanto io preghi,
sospiri o pianga. E cid avviene a giusta
ragione, perché chi ha avuto la
possibilita di stare in piedi
camminando su una giusta strada e
invece @ voluto cadere durante il
cammino si merita di rimanere, suo
malgrado, disteso in terra, Quelle
pietose braccia del Cristo crocifisso,
alle quali desidero affidarmi, le vedo
ancora aperte in segno di perdono e
accoglienza, ma ho paura, soprattutto
se penso alle persone che non sono
riuscite a salvarsi e percid tremo di
terrore per la mia situazione; il
desiderio di Laura e della gloria ancora
mi attraggono, e ormai sono giunto
forse agli ultimi giorni della mia vita.
Un pensiero virtuoso parla con la mia
mente pronunciando queste parole:
"Povera mente non ti accorgi di come il
tempo passa con tuo disonore? Decidi
con saggezza, sradica dal tuo cuore il
desiderio amoroso, che non rende felici
e non lascia neppure vivere. Se gia da
tempo sei nauseata e stanca dei falsi ed
effimeri piaceri che la vita ingannatrice
ti pud dare, perché continui a sperare
nell'amore che allontana dalla serenita
e dalla saggezza? Finché il corpo ha
vita tu mente hai la possibilita di
indirizzare i pensieri verso giuste
mete: tienili a freno, perché imboccare
in ritardo la giusta strada @ cosa
pericolosa, ed @ gid tardi per
incamminarsi sulla via del bene.© mente tu sai quanta dolcezza ha
dato agli occhi la visione di Laura, la
quale vorrei non fosse ancora nata: in
tal caso noi avremmo certamente una
pace maggiore. Ti ricordi, e te ne devi
ricordare, dell'immagine della donna,
quando giunse ad imprimersi nel
cuore, 18 dove forse nessun altra
avrebbe potuto suscitare un incendio
amoroso. Ella accese nel cuore fiamme
d'amore e se la passione peccaminosa
durd per molti anni, nell'attesa del
giorno dell'appagamento fisico di tale
sentimento, giorno che, per nostra
salvezza spirituale, non é mai venuto,
ora innalzati, 0 mente, verso una
speranza ultraterrena che rende pitt
felici. Contempla il cielo, immortale e
meraviglioso, che gira intorno a te;
quaggiti in terra i nostri desideri, lieti
anche se immersi nella sofferenza, si
appagano di sguardi, parole, canti: ma
allora quanto grande sara la felicita
paradisiaca se questa gioia terrena 2
tanto intensa?
Un altro pensiero, quello della gloria,
dolce ed amaro allo stesso tempo, che
da fatica e piacere, stando seduto
all'interno dell'anima, opprime il cuore
facendogli sentire un forte desiderio e
alimentandolo di speranze; tale
pensiero mira solo a raggiungere una
fama gloriosa e sacra e non sente le mie
difficolta: i brividi per la paura di non
farcela e il calore del continuo
impegno; non si accorge del mio
pallore ¢ della mia magrezza. Se io
cerco di reprimere questo pensiero,
eso rinasce, ancor pitt grande di
prima. E’ un desiderio che mi porto
dietro sin dalla nascita, cresciuto
insieme a me giorno dopo giorno, e ho
paura che esso si esaurira solo al
momento della mia morte: un unico
sepolcro calera su entrambi. Quando
Fanima si liberera dal corpo questo
desiderio non potra seguirla. Ma se le
opere che sono frutto della mia cultura
classica. mi daranno fama dopo la
morte, tale fama sara di breve durata,
effimera come il vento. Percid io
atterrito dal fatto di dover sempre
inseguire vani fantasmi, destinati a
scomparire in breve tempo, vorrei
tanto stringere tra le braccia cose vere,
durature, abbandonando le vaneapparenze.
Ma l'amore per Laura che riempie tutto
il mio essere, vince ogni altro pensiero
€ intanto il tempo continua a scorrere e
io, scrivendo poesie che parlano di
einon mi preoccupo di me stesso e
della mia condizione. La luce dei suoi
occhi, che mi distrugge dolcemente
con il suo calore rasserenante, mi
avvince in modo tale che non riesco a
difendermi, né— facendo _ricorso
all'ingegno né alla forza. A che mi
serve dunque cospargere di grasso la
barchetta, simbolo della mia esistenza,
in modo che scivoli veloce sull'acqua
per arrivare alla giusta meta, se poi
Vimbarcazione 2 ‘trattenuta tra gli
scogli da due nodi: amore per Laura e
quello per la gloria? Tu 0 mio Dio che
mi rendi completamente libero da tutti
gli altri desideri terreni perché non
togli dal mio volto questa vergogna di
essere invischiato in tali due nodi? Mi
sento come un uomo che vaneggia: mi
sembra di vedere la morte dinanzi a
me, vorrei difendermi e non ho armi
per combattere.
Mi rendo conto di quello che sto
facendo e non sono ingannato da una
scarsa conoscenza della _verita,
piuttosto sono soggiogato da Amore,
che non permette, a chi troppo si lascia
dominare da lui, di seguire una strada
onorevole. Sento, momento dopo
momento, giungere nel mio cuore un
positivo disappunto, crudele e severo,
che porta alla. luce, quasi
imprimendolo sulla fronte in modo che
tutti possano vederlo, ogni pensiero
nascosto; poiché amare in modo cosi
ostinato una creatura__terrena,
rivolgendole quell'amore che & dovuto
soltanto a Dio, & cosa non adatta a chi
desidera essere apprezzato per le
proprie virta. I disappunto richiama
con forza la ragione che si perde dietro
alle passioni che coinvolgono i sensi;
‘ma per quanto essa senta il rimprovero
¢ pensi di tornare verso la via del bene,
a consuetudine a vivere nella passione
amorosa la spinge a_ perseverare.
Quella cattiva consuetudine inoltre mi
mostra sempre davanti agli occhi
quella donna che é nata solo per farmi
morire, perché mi 2 sempre piaciuta
troppo, come troppo é piaciuta semprease stessa.
Non so quanti anni di vita mi abbia
concesso il cielo quando la mia anima
si incarné in questo corpo mortale, per
soffrire i dolori che io stesso mi sono
procurato. Sono un uomo, e non posso
prevedere quale sara il mio ultimo
giorno di vita; ma vedo i miei capelli
diventare bianchi e sento dentro di me
attenuarsi i desideri sensuali. Ora che
io credo di essere vicino, 0 non molto
Iontano, al momento della morte, come
colui che diventa saggio solo quando
perde qualcosa di estremamente
importante, ripenso a quando ho
Iasciato la giusta strada che conduce
alla salvazione: da un lato sono punto
dalla vergogna e dal dolore di aver
abbandonato la retta via e mi volgo
indietro a richiamare la ragione sviata
dietro alle passioni; dall'altro lato non
mi libera 'amore che da tanto tempo
ormai mi domina e che ha il coraggio
anche di cercare di scendere a patti con
Ia morte, non ritirandosi davanti a lei.
Canzone, io mi trove in questo stato e,
a causa della paura, ho il cuore assai
pid freddo della neve, rendendomi
conto che la mia morte @ vicina;
continuando a meditare senza
prendere una decisione ho trascorso
ormai la mia vita quasi per intero. Non
mai stata una sofferenza cosi
grande quanto quella che sopporto in
questa condizione di dubbio e
indecisione: ho ormai la morte a fianco,
cerco di vivere in modo migliore
rispetto al passato; so come dovrebbe
essere una vita buona e virtuosa, ma,
incapace di cambiare, continuo a
seguire le mie erronee passioni.
CCLXVI
[266 : Signor mio caro, ogni pensier mi
tira]
O signor mio caro, ogni desiderio mi
spinge a incontrare di persona voi che
sempre vedo nel pensiero; la mia
cattiva sorte (non c’é niente che mi
possa far peggio) ostacola il mio
ritorno ¢ mi fa errare, lontano da voi.Inoltre la brama di rivedere Laura, che
amore mi ispira, mi conduce a morte,
senza che io non me ne accorga;
mentre i miei due occhi cerco invano,
ovunque io mi trovi, sospiro, La
benevolenza del Signore e l'amore per
una donna sono le due catene a cui con
molte pene sono legato perché io stesso
liberamente mi imprigionai. Ho
portato nel cuore I'amore per Laura
lungo quindici anni e il pensiero del
mio signore per diciotto senza mai
liberarmene.
CCLXVII
[ 267 : ime il bel viso, oime il soave
sguardo ]
Provo dolore a ripensare al viso bello,
allo sguardo angelico, al suo bel
portamento nobile! mi duole ripensare
al suo modo di parlare in grado di
rendere umile persino una mente
superba e piena di rancore, ©
coraggioso un uomo vile! mi lacera il
ricordo del suo dolce riso, da cui mi
parve che fosse uscita la freccia
amorosa che mi fece innamorare di lei,
amore da cui l'unica cosa positiva che
mi posso aspettare @ che mi conduca
alla morte [e porre fine alle mie pene}!
Anima tanto nobile che meriterebbe di
esser regina, se non fossi fra noi scesa
cosi tardi! Non posso fare a meno di
ardere per voi, di respirare in voi,
perché io sono stato vostro; ¢ la pena
di stare senza di voi, rendere piccola
qualsiasi altra sventura che mi possa
capitare. Voi mi avete riempito di
speranza e di desiderio quand'io mi
allontanai da voi, voi che per me
eravate il massimo del piacere che
potessi provare; ma il vento s’é portato
via le vostre parole [ovvero le
promesse che mi avevano riempito di
speranza ma che non sono state
mantenute].
CCLXXII[ 272: La vita fugge e non s'arresta un' ora
La vita scorre via veloce e non si
arresta un attimo e la morte viene
dietro velocemente, e le cose presenti ¢
pasate mi tormentano, e ancora quelle
future; e il ricordare e l'aspettare mi
angosciano, da una parte e dall'altra, in
ogni modo, cosi che in verita, se non
fosse che ho pieta di me stesso, sarei
gia fuori da questa vita. Mi ritorna in
mente se mai alcuna gioia ebbe il mio
cuore infelice, e poi da altra parte vedo
venti contrari al mio navigare; vedo nel
porto [della mia vita] _violenta
tempesta ¢, ormai stanca la mia
ragione, spezzati alberi e cordami,
privi di luce gli occhi belli di Laura che
ero solito guardare.
CCxcil
[ 292 : Gli occhi di ch' io parlai si
caldamente |
Gli occhi di Laura, dei quali io parlai
nei miei versi in maniera cosi piena
d'amore, ¢ le sue braccia, le sue mani, i
suoi piedi, il suo volto, cose che mi
avevano separato da me stesso,
rendendomi come alienato, e che mi
avevano fatto cercare la solitudine, ora
sono ridotte a polvere, incapace di
sentire, Stessa sorte @ toccata ai suoi
ondulati capelli d'oro fino e al suo
Iuminoso sorriso angelico: con essi ella
riproduceva qui in terra la gioia
paradisiaca. E nonostante la gravita di
questa perdita io continuo a vivere,
cosa che mi genera dolore e rabbia;
sono rimasto in balia di una sorte
avversa e mi sento come una nave alla
deriva, ormai priva di alberi ¢ vele,
senza la guida luminosa che ho tanto
amato. Voglio percid porre fine alla
composizione delle mie poesie
d'amore: non ho pit ispirazione, il mio
canto poetico @ trasformato in pianto.
ccc[302 : Levon il mio penser in parte ov’
era]
Il mio pensiero mi elevd fino al luogo
dove ora ® Laura, colei che ancora
cerco ma mai pid troverd in terra; qui,
fra coloro che hanno eterna dimora nel
terzo cielo del paradiso, ebbi modo di
rivederla pitt bella e meno superba. Mi
prese per mano e mi disse: "In questo
cerchio sarai un giorno assieme a me,
se non m'inganna il desiderio: io son
colei che ti ha fatto tanto soffrire e che
concluse la sua esistenza prima di
raggiungere la vecchiaia. La mia
beatitudine non pud essere compresa
dall'intelletto umano: aspetto solo te, ¢
cid che tu tanto amasti e la @ rimasto, il
mio bel corpo." E allora perché rimase
in silenzio € protese la mano? Che a
causa del suono delle sue parole cost
pietose e piene di purezza, poco mancd
che io non rimasi in cielo [morissi]
cccnl
[303 : Amor, che meco al buon tempo ti
stavi ]
Amore, che nei tempi andati stavi con
me fra queste sponde, che conoscevano
i nostri pensieri, e per pareggiare i
nostri antichi conti andavi parlando
con me e con il fiume; fiori, ramoscelli,
erbe, insenature, onde, dolci venti, valli
chiuse, alte colline e luoghi sereni,
rifugio delle mie fatiche d'amore, delle
mie alterne e dolorose vicende; 0,
uccelli, graziosi abitanti dei boschi
verdeggianti, o ninfe e voi, pesci, che
trovate rifugio e nutrimento nel fondo
erboso e fresco del fiume trasparente,
le mie giornate allora erano cosi chiare,
e ora sono cosi cupe, come dominate
dalla Morte: cosi, nel mondo, ogni
uomo ha il suo destino fin dal giorno
in cui nasce.
cccx
[310 : Zefiro torna,¢ 'L bel tempo rimena |Zefiro ritorna e riporta il bel tempo e i
fiori e l'erba, suo dolce seguito, ed il
garrire delle rondini [Progne] ed il
canto dell'usignolo [Filomena] e la
primavera limpida e dai colori vividi.
La campagna sembra sorridere ¢ il
cielo si rasserena: Giove si rallegra di
vedere la luce di Venere pitt luminosa;
Varia, Vacqua e la terra sono
attraversate dall'amore; ogni essere
vivente si dispone ad amare. Per me
infelice ritornano i pitt dolorosi
tormenti, che dal profondo del cuore
muove colei che al cielo se ne portd le
chiavi; il canto degli uccelli, il fiorire
dei piani, i delicati gesti di belle e
decorose donne sono [per me] unlarida
realta, come belve crudeli e selvagge.
CCCXXXIX
[339 : Conobbi, quanto il ciel li occhi
m'aperse |
Scoprii, per quanto mi fu concesso dal
cielo e per quanto l'applicazione e
Amore mi consentirono di innalzarmi
al di sopra di me stesso, cose mai viste
¢ piene di grazia, sebbene mortali, che
le stelle dispensarono a un‘unica
persona [soggetto], colei che amai: la
mia vista inferma non fu in grado di
scorgere [non sofferse] le altre sue
bellezze [forme] sublimi, quelle divine
© immortali, cost eccezionali [strane] e
inconsuete [diverse], poiché erano
superiori alle mie capacita intellettive.
Pertanto tutto cid che scrissi di lei,
quelle lodi che, ora che la mia donna &
in paradiso, mi restituisce sotto forma
di preghiere per me a Dio, fu solo una
piccola goccia rispetto alla sua bellezza
infinita: dato che la penna [stilo] non
pud sopravanzare le facolta intellettive
e dato che, per quanto la vista umana
si concentri nel sole, pitt questo
risplende pid Ia vista ne rimane
abbagliata.
CCCcLIl
[353 : Vago augelletto che cantando vai ]Dolce piccolo uccello che canti e ti
Iamenti del tempo trascorso, poiché
vedi intorno a te la notte ¢ linverno,
mentre il giorno @ ormai alle tue spalle
€ cosi pure il tempo felice [i mesi gail,
se tu conoscessi, cosi come conosci i
tuoi dolorosiaffanni, la mia
condizione, del tutto simile alla tua,
verresti in grembo a questo disperato
[Petrarca stesso] per condividere con
lui le tue dolorose vicende. Io non so se
saremmo alla pari, _—_perché
probabilmente quella che tu piangi 2
ancora viva, cosa che la Morte e il cielo
a me hanno negato; ma la stagione e
Tora pid spiacevole del giorno,
suscitando il ricordo dei momenti dolci
e di quelli amari, mi invitano a parlare
con te con compassione.
CCCLXV
[365 :I' vo piangendo i miei passati tempi
]
Rimpiango ora il mio tempo passato,
che ho sciupato amando una cosa
mortale senza mai levarmi in volo, pur
avendo le ali per innalzarmi a cose pidt
degne e lasciare di me un esempio non
vile. Tu che conosci i miei peccati
vergognosi ¢ odiosi, 0 Re del cielo
invisibile e immortale, reca soccorso
all"anima debole e sviata; e supplisci
alle sue mancanze con la tua grazia;
sicché io, che sono vissuto in continua
guerra e tra le tempeste, possa morire
in pace e in un porto sicuro, e se la mia
permanenza nel mondo fu vana,
almeno la mia morte sia lodevole.
Degnati di soccorrere con la tua mano
quei pochi giorni che ancora mi
restano da vivere: tu sai bene che in
altri non vi @ per me speranza alcuna.
CCCLXVI
[366 : Vergin bella, che di sol vestita ]
Vergine bella, che sei vestita della sola
bellezza, che sei coronata di stelle, sei
piaciuta tanto a Dio, il quale nascose inte Gest, la sua luce divina: !amore per
te mi spinge a invocarti; dato che non
so incominciare senza il tuo aiuto, e
dell'aiuto di Dio, il quale per amore
degli uomini ripose se stesso in te
Invoco colei_ che rispose sempre
benevolmente a chi la chiamd con
fedelta. Vergine, se qualche volta
Testrema miseria delle cose umane ti
ha fatto nascere pieta, ascolta la mia
preghiera, soccorri la mia vita
guerreggiata, benché io sia un uomo
mortale ¢ tu sia la regina del cielo.
Vergine saggia, una fra le molte beate
vergini prudenti, anzi la prima e la pid
chiara luce: 0 salda difesa della gente
afflitta contro i colpi della morte e della
Fortuna, con la quale non solo si
sopravvive ma si trionfa; 0 piacevole
freschezza che mitiga la cieca passione
che arde qui sulla terra tra gli sciocchi
Vergine, rivolgi i tuoi bei occhi, che
videro le profonde ferite nel corpo del
tuo caro figlio, a me e al mio incerto
stato, il quale indeciso viene da te per
consiglio
Vergine pura, integra e perfetta, madre
e figlia del tuo nobile nato Gesi, che
illumini questa vita e abbellisci quella
divina per mezzo tuo Gesi, figlio tuo e
figlio di Dio, o luce sublime di Dio
lucente vieni a salvarci negli ultimi
giorni; Vergine benedetta, tu sola fosti
scelta fai che il pianto di Eva si
trasformi in gioia. Tu, gia coronata nel
regno dei cieli, poiché puoi, fai me
degno dell‘infinita e beata grazia di
Dio.
Vergine santa piena di ogni grazia, tu,
che per altissima umilta sei salita nel
cielo da dove ascolti le mie preghiere,
hai partorito la fonte di pieta, e il sole
di giustizia, il quale libera il mondo
pieno di errori bui e fitti; hai riunito in
te tre parole dolci care: madre, figlia e
sposa: vergine gloriosa, sposa di Dio,
che ci ha liberato dai nostri peccati e ha
fatto il mondo libero e felice, prego che
tu, vera Beatrice, con le sante ferite
calmi il mio cuore.
Vergine unica al mondo, senza
confronti, che con le tue bellezze hai
fatto innamorare Dio, della quale né la
prima né la seconda fu simile a te; ituoi santi pensieri, i tuoi atti pietosi e
puri fecero della tua verginita per
quanto fecondata un vivo tempio e
consacrato a Dio. La mia vita grazie a
te pud essere gioiosa, se grazie alle tue
preghiere, o Maria, vergine dolce e pia,
Ia grazia abbonda nella mia anima, che
fu abbondante di-_peccato.
Inginocchiato e inchinato con la mente,
prego che tu sia la mia scorta e che tu
raddrizzi la mia tortuosa strada verso
Ia giusta meta.
Vergine chiara e salda in eterno, stella
Iuminosa di questo mosso mare, fidata
guida e nocchiero di ogni fedele, pensa
in quale terribile tempesta io mi trovo
solo e senza meta, e gia sento da vicino
Ie ultime grida della morte. Ma io
affido la mia anima, peccatrice, non lo
nego, a te, Vergine; ma ti prego che il
diavolo non !'abbia vinta e non rida del
mio male: ricordati che il nostro
peccare fece incarnare Dio nel tuo
verginale ventte.
Vergine, quante lacrime ho versato
quante speranze e quante preghiere
inutili ho fatto solamente per mio
danno e per mia pena! Da quando
sono nato sulla riva dell'Arno
attraversando ora questa terra. o
quell'altra, la mia vita non é stata altro
che affanno. La bellezza, gli atti e le
parole di Laura hanno riempito la mia
anima. Vergine sacra e divina non
tardare, perché io sono forse all'ultimo
anno della mia vita. I miei giorni pit
rapidi di saette, fra miserie e peccati, se
ne sono andati e solo la morte mi
aspetta.
Vergine, Laura @ sottoterra, ma mentre
viveva ha posto il mio cuore nel
dolore, e lo teneva nel pianto, non
conosceva uno solo dei miei mali: e
anche se lo avesse saputo, ugualmente
sarebbe accaduto cid che accadde,
perché ogni desiderio di Laura diverso
da cid che ella in realta desiderd
avrebbe procurato a me la dannazione
ea lei tristissima fama. Ora tu donna
del cielo, tu nostra dea, se @ lecito e se
conviene chiamarti cosi, Vergine di
alto sentire, tu vedi ogni cosa umana:
tu fai cid che Laura non avrebbe potuto
fare e cio? porre fine al mio dolore: e
cid sara la mia salvezza e sara onore ate,
Vergine, io ho riposto in te tutta la mia
speranza, che tu possa e voglia
aiutarmi nel momento di grande
bisogno, non mi abbandonare proprio
ora nel momento estremo. Non
guardare me, ma Dio che si degnd di
crearmi; ma ti muova a salvare un
uomo cosi vile, non il mio valore, ma
Yalta somiglianza di Dio, che @ in me.
Medusa e l'amore mio giovanile mi
hanno fatto diventare un uomo di
pietra che piange inutili lacrime.
Vergine, tu risolleva il mio cuore triste
con le tue sante e devote lacrime, cosi
che almeno ultimo pianto sia divino e
puro, privo di passioni umane, diverso
dal primo, per Laura, che non fu vuoto
di insania.
Vergine buona e nemica di orgoglio,
Tamore della comune umanita. ti
commuova ad avere pieta di un uomo
umile e pentito. Se io ho ancora un
grande e mirabile amore per il corpo di
Laura, pensa come possa amare te, che
sei una cosa gentile? Se io risorgo con
le tue mani dal mio stato assai misero e
vile, allora io consacto e purifico i miei
pensieri, il mio ingegno, il mio stile di
vita, il mio parlare e il mio cuore, le
mie lacrime e le mie speranze al tuo
nome. Sorreggimi a passare a miglior
vita, € accogli con piacere i miei nuovi
desideri.
Tl giorno della mia morte si avvicina,
non pud essere troppo lontano, il
tempo corre ¢ vola cosi velocemente,
Vergine unica e sola, e il tuo cuore ora
richiama la coscienza e la morte.
Raccomandami a tuo figlio Gesit
Cristo, verace uomo e verace Dio,
affinché accolga il mio ultimo spirito in
pace.
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