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La crisi economica dal punto di vista delleconomia ecologica

Joan Martinez Alier [estratto dallomonimo saggio del 2008] La dcroissance est arrive. La crisi economica pu essere unopportunit per ristrutturare le istituzioni sociali secondo le proposte della decrescita economica socialmente sostenibile. Lobiettivo sociale dei paesi ricchi deve essere vivere bene ma lasciando da parte limperativo della crescita economica. Leconomia stratificata su tre livelli. In alto c il livello finanziario che pu crescere attraverso prestiti al settore privato o allo Stato, a volte senza nessuna garanzia che possano essere restituiti come sta succedendo con lattuale crisi. Il sistema finanziario chiede prestiti contro il futuro, sperando che la crescita economica indefinita commisuri i mezzi per pagare gli interessi dei debiti e i propri. Le banche concedono pi credito di quello ricevuto come deposito, e questo tira la crescita economica almeno per un po di tempo. A livello intermedio c quella che gli economisti chiamano economia reale o economia produttiva. Ossia il comportamento del consumo (pubblico o privato) e dellinvestimento (anchesso pubblico o privato), espresso in termini reali (a prezzi costanti). Quando cresce, esso permette di pagare realmente una parte o tutto il debito. Quando non cresce sufficientemente, rimangono debiti da pagare. La montagna di debiti cresciuta nel 2008 molto di pi di quella che era possibile pagare con la crescita del Pil. La situazione non era finanziariamente sostenibile. Ma nemmeno il PIL era ecologicamente sostenibile nel terzo livello, sotto leconomia reale o produttiva degli economisti, cio leconomia reale degli economisti ecologici, ossia, i flussi denergia e materiali la cui crescita dipende in parte da fattori economici (tipo di mercati o prezzi) ed in parte da limiti fisici. Attualmente, non solo ci sono limiti fisici nelle risorse ma
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anche nei canali di scolo: il cambiamento climatico sta avvenendo a causa delleccesiva consumo di combustibili fossili e della deforestazione, minacciando la biodiversit. Altra minaccia diretta laumento della HANPP, lappropriazione umana della produzione primaria netta di biomassa. La decrescita economica e le emissioni di diossido di carbonio La contabilit economica non tiene conto dei danni ambientali n del valore delle risorse esauribili. La crisi economica implica un cambio di tendenza nelle emissioni di diossido di carbonio, almeno nei paesi occidentali le cui economie sono entrate nella cosiddetta crescita negativa. Nei cinque anni prima del 2008, le emissioni di diossido di carbonio prodotte dagli uomini stavano aumentando pi del 3% annuale, che le portava a duplicarsi in 20 anni, mentre avrebbero dovuto abbassarsi a meno della met il prima possibile. Lobiettivo di Kyoto 2007 molto generoso con i paesi ricchi, concedendogli diritti di propriet su oceani e nuova vegetazione, in grado di assorbire il carbonio in eccesso e sullatmosfera come deposito temporaneo di diossido di carbonio, in cambio della promessa di ridurre entro il 2010 le loro emissioni del 5% rispetto a quelle del 1990. La crisi economica render molto pi facile raggiungere questo modesto obiettivo di Kyoto. Il commercio di emissioni di carbonio scomparir del tutto a meno che i paesi ricchi simpongano lobbligo di ridurre le loro emissioni al di sotto degli impegni di Kyoto, come dovrebbero fare. Il trasporto aereo, la costruzione di case, la vendita di automobili si sono abbassati in molti paesi europei e negli Stati Uniti nella seconda met del 2008. Gli automobilisti statunitensi comprano il 9% di benzina in meno nelle prime settimane di ottobre del 2008 che nello stesso periodo del 2007. Sia benvenuta la crisi economica! La contabilit economica sbagliata La critica della contabilit economica convenzionale spesso pone laccento sui valori dei servizi ambientali degli ecosistemi che non sono inclusi in questa contabilit. Per esempio, i servizi ambientali delle barriere coralline, delle piantagioni, del bosco tropicale umido, possono essere calcolati in denaro per ettari e per anni, quindi gli ettari persi possono essere tradotti in perdite economiche virtuali per impressionare il pubblico e i gestori pubblici. Questo per insufficiente per rendersi conto che la fornitura energetica della nostra economia industriale non dipende tanto dalla fotosintesi attuale quanto dalla fotosintesi di milioni di anni fa. Il nostro accesso alle risorse minerali dipende anche dagli antichi cicli biogeochimici, e stiamo usando e sprecando queste risorse non sostituibili ad un ritmo molto pi rapido di quello della sua formazione. Il picco dellestrazione di petrolio gi stato raggiunto o lo sar presto (se leconomia si ristabilisce). Attualmente se ne estraggono quasi 87 milioni di barili al giorno. Calcolandolo in calorie, la media mondiale equivale a circa 20,000 kcal per persona al giorno ( ossia, 10 volte tanto lenergia derivata dallalimentazione), e negli Stati Uniti equivale a 100,000 kcal per persona al giorno. Nelluso exosomatico di energia, il petrolio molto pi importante della biomassa. Alf Hornborg scrisse nel 1998: i prezzi del mercato delle materie prime sono il mezzo tramite il quale le zone centrali del sistema mondiale, che sono grandi importatori netti di energia e materiali, estraggono exerga (cio energia disponibile) dalle periferie. Nel 2003 ci fu un tentativo di ottenere 2 o 3 mbd extra dallIraq che fall, come riconosce tristemente Alan Greenspan nelle sue memorie.
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La OPEP riuscita, a partire dal 1998 e della salita di Hugo Chavez alla presidenza in Venezuela, a recuperare il prezzo del petrolio, mantenendo lofferta sotto controllo e tramite laiuto della crescita economica della Cina e dellIndia. Il prezzo del petrolio ha raggiunto il suo massimo verso la met del 2008. Le cose andavano cos bene per gli esportatori di petrolio che il presidente Rafael Correa, quando lEcuador rientrato nella OPEP nel novembre 2007, ha proposto di porre un ecotassa alla esportazione di petrolio destinata a fini sociali e di aiutare la transizione energetica mostrando cos che la stessa OPEP era preoccupata del cambiamento climatico. Lattuale crisi economica non solo una crisi finanziaria e la sua causa non dipende unicamente dal fatto che lofferta di nuove abitazioni, negli Stati Uniti, abbia ecceduto la domanda che poteva essere finanziata in modo sostenibile. E vero che si sono vendute abitazioni a persone che non potevano pagare lipoteca, e molte di esse sono state costruite sperando che apparissero compratori con patrimoni o stipendi stabili in modo da appoggiare i loro pagamenti ipotecari. Negli Stati Uniti il potere di acquisto dei salari non aumentato negli ultimi anni, e la distribuzione delle entrate si fatta pi diseguale, per in compenso aumentato il credito ai consumatori. I risparmi delle famiglie erano al minimo allinizio della crisi, come anche accaduto in Spagna. Come si vede, i banchieri hanno pensato che la crescita economica sarebbe continuata a tempo indefinito e che questo avrebbe mantenuto o fatto crescere il prezzo delle abitazioni ipotecate. Hanno impacchettato le ipoteche e le hanno vendute ad altre banche che a loro volta le hanno vendute, o hanno tentato di farlo, ad innocenti investitori. Ora finito il boom immobiliare (con il brusco atterraggio che Jos Manuel Naredo annunciava da anni in Spagna). Lindustria della costruzione ferma in diversi paesi. preoccupante che, in Spagna, questo si voglia compensare con la costruzione di pi infrastrutture finanziate con debiti pubblici, quando il settore di costruzione di strade ed aeroporti gi sovradimensionato. La parziale nazionalizzazione di svariate banche negli Stati Uniti e in Europa ha evitato una catena inarrestabile di fallimenti, ma questa porter ad aumentare il deficit pubblico, che pu andare bene in una situazione di crisi secondo una politica keynesiana (eccedendo tale deficit del 3% del PIL imposto da Maastricht). Questa strategia pu aiutare ad uscire dalla crisi e pu avviarsi verso modelli pi sociali ed ecologici. Per se il Debito Pubblico cresce a dismisura (come successo in Giappone negli ultimi 20 anni) sfocer in una impossibilit di pagamento del debito oppure in inflazione. Si pu pensare che il pagamento si raggiunger con la crescita, se questa una crescita dematerializzata? Lambito finanziario incide sulleconomia reale La bolla di credito ipotecario e altre forme di credito negli Stati Uniti (ma anche in Gran Bretagna e Spagna) hanno fatto crescere leconomia reale (spingendo pertanto le esportazioni della Cina), e di conseguenza ha fatto crescere la domanda di petrolio e altre materie prime. Laumento del prezzo di queste materie ha costituito di fatto unaltra causa della crisi, pi in la delleccesso di creativit nella vendita di prodotti finanziari. C stato un grande aumento del prezzo del petrolio e di altre materie prime fino a luglio 2008 in parte dovuto ad acquisti speculativi ma anche dalla crescita delleconomia mondiale reale, che ha portato una minaccia di inflazione, ricordando la stagflazione degli anni 70. La differenza rispetto ad allora che attualmente non c pressione salariale. Una somiglianza che il prezzo del petrolio aumentato notevolmente (come accadde nel 1973 e nel 1979).
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La sfida permanente per i paesi ricchi quella di crescere economicamente utilizzando meno materie ed energia in termini assoluti; o alternativamente far si che i prezzi delle materie prime si abbassino. Questo ci che sta accadendo alla fine del 2008 con la caduta della domanda in seguito alla crisi. Il metabolismo sociale Negli ultimi mesi inevitabile ricordare il libro di Frederick Soddy Ricchezza, Ricchezza Virtuale e Debito pubblicato nel 1926. Soddy era premio Nobel della Chimica e docente ad Oxford. Spiegavo le sue principali idee economiche nel mio libro LEconomia e lEcologia del 1991. Anche Herman Daly ha descritto le proposte di riforma monetaria di Frederick Soddy riassunte nelle seguenti proposizioni. facile per il sistema finanziario far crescere i debiti (tanto del settore privato quanto di quello pubblico) ed facile anche sostenere che questa espansione del credito equivalga alla creazione di una vera ricchezza. Tuttavia, nel sistema economico industriale, la crescita della produzione e del consumo implicano a volte laumento dellestrazione e della distruzione finale di combustibili fossili. Lenergia si dissipa, non pu essere riciclata. In cambio, la vera ricchezza sarebbe quella che si basa nellattuale flusso di energia solare. La contabilit economica pertanto falsa perch confonde lesaurimento delle risorse e laumento di entropia con la creazione di ricchezza. Lobbligo di pagare debiti a interesse composto si poteva raggiungere pressando i debitori durante un periodo di tempo. Altro modo di pagarli mediante linflazione ( che svaluta il valore del denaro). Una terza via la crescita economica che, nondimeno, falsamente misurata perch si basa sulle risorse esauribili sottovalutate e sulla contaminazione, alla quale non si da valore economico. Questa era la dottrina di Soddy, di certo applicabile allattuale situazione. Senza dubbio stato un precursore delleconomia ecologica. Le economie industriali ricche dipendono, nel loro metabolismo sociale, dallimportazione a basso prezzo di grandi quantit di energia e materiali. cos in Europa, Giappone, in alcune parti della Cina e anche negli Usa che importa pi della met del petrolio che consuma. Il prezzo del petrolio aumentato perch aumentata la domanda e anche per la contrazione dellofferta dovuta alloligopolio della OPEP, che si poggia sulla scarsit di petrolio continuando ad arrivare al becco della curva di Hubbert. Di fatto, la teoria economica neo-classica non sostiene che il prezzo del petrolio debba essere uguale al costo marginale di estrazione. Il petrolio a 150 dollari per barile sarebbe ancora troppo economico tenendo in conto unassegnazione intergenerazionale pi giusta e tenendo in conto le esternalit che si producono estraendolo, trasportandolo e bruciandolo. Man mano che la crisi economica avanza, il prezzo del petrolio cade ma si rimetter se leconomia cresce unaltra volta. LOPEP cercher di ridurre lestrazione di petrolio durante la crisi. La riunione prevista per novembre 2008 stata anticipata al 24 di ottobre quando la OPEP ha deciso di ridurre lestrazione del petrolio a 1,5 mbd. C una tendenza crescente allaumento del costo energetico dellottenimento di energia. La discesa della curva di Hubbert sar una politica terribile a livello ambientale.
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Ci sono gi grandi conflitti da anni nel Delta del Niger e nellAmazzonia dellEcuador e Per contro compagnie come la Shell, la Chevron, la Repsol, lOxy. Davanti alla scarsit di energia economica per spingere la crescita, c chi vuole ricorrere massicciamente ad altre fonti di energia come il nucleare e gli agro combustibili, ma questo aumenter i problemi ambientali, sociali e politici. Per fortuna, lenergia eolica e fotovoltaica stanno aumentando e dovr aumentare molto di pi semplicemente per compensare la discesa dellofferta di petrolio nelle prossime decadi. Anche il gas naturale cresce ed arriver al suo becco di estrazione entro non molto tempo. I depositi di carbone minerale sono molto grandi,( lestrazione di carbone cresciut di 7 volte nel corso del XX secolo), ma il carbone produce localmente danni ambientali e sociali ed anche dannoso per le emissioni di diossido di carbonio a livello globale. La fine del boom delle materie prime Con la crisi economica, ci sar una fine allespansione di esportazioni di energia e di materiali, diminuendo cos la pressione distruttrice nelle frontiere dellestrazione? I grandiosi piani desportazione dellAmerica latina furono appoggiati soprattutto dal Presidente Lula. A ottobre 2008, in opposizione totale a quello che dice la Via Campesina ed il MST, il presidente Lula si recato a Delhi per appoggiare nella ronda di Doha lapertura totale delle economie alle importazioni agricole, come se volesse aumentare il tasso di suicidi degli agricoltori dellIndia. Invece, avrebbe dovuto discutere a Delhi su come ostacolare il crollo del prezzo del ferro, (essendo tanto il Brasile come lIndia grandi esportatori). vero che il boom dellesportazione diede a Lula denaro per propositi sociali, aumentando la sua popolarit. Petrobrs si trasform in unimpresa non meno pericolosa di Repsol o Oxi per lecosistema e i paesi indigeni dellAmerica latina. Lossessione di Lula per lesportazione di materie gli ha impedito di fare qualcosa per frenare la deforestazione dellAmazzonia e ha portato il ministro dellAmbiente, Marina Silva, alle dimissioni nel 2008. Quale sar ora la strategia del presidente Lula e della sinistra latinoamericana dopo la crisi del 2008? Alla fine del 2008, la crisi economica sta abbattendo i prezzi delle materie prime o commodities. Da Luglio 2008 alla fine di ottobre, il grano, il mais, la soia si sono abbassati del 60% del prezzo, cos come il rame, il nichel, lalluminio, il minerale di ferro. Una parte del boom finanziario in Islanda era basato su investimenti esterni destinati ad una smisurata crescita della fonderia dellalluminio. Gli ecologisti hanno protestato contro quelle installazioni e le piante di elettricit che andavano a distruggere posti incontaminati, con un costo non riconosciuto nei conti economici. Leconomia dellIslanda si fermata nellottobre del 2008, le banche non potevano restituire i depositi e sono state nazionalizzate. Nella decade del 1920, le commodities scesero di prezzo gi alcuni anni prima del fatidico 29, ma questa volta laumento dei prezzi delle commodities, (aiutati dagli sviati sussidi agli agrofuels e per il cartello dellOPEP), continuato fino a Luglio del 2008, mesi dopo che le azioni delle imprese avevano gi iniziato a scendere da gennaio 2008. Ora anche quei prezzi stanno scendendo. La multinazionale messicana CEMEX ha annunciato il 16 di ottobre del 2008 la riduzione della sua forza lavoro nel mondo del dieci per cento per la caduta della domanda di materiali di costruzione e di cemento, mentre le fabbriche di automobili dellEuropa e Stati Uniti stanno riducendo la produzione dalla met del 2008. Tutto questo pu essere buono per lambiente bench aumenti la disoccupazione: manca una ristrutturazione sociale che permetta nei paesi ricchi una diminuzione economica che sia socialmente sostenibile. Coloro che desiderano un ritorno alla normalit possono riconfortarsi per la discesa del prezzo del petrolio alla fine del 2008. Tale discesa avviene non perch sia
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aumentata lofferta bens perch diminuisce la domanda. Siamo molto vicini al picco di estrazione di petrolio e questo pu dare un appoggio allOPEP nel suo tentativo di frenare la caduta del prezzo e sostenerlo in 70 o 80 dollari per barile. Alcuni progetti di estrazione di petrolio ad un alto costo marginale, (come le sabbie bituminose di Alberta in Canada e i petroli pesanti del delta dellOrinoco) a volte sono rinviati, cos come lestrazione dellITT Yasun in Ecuador. Nel caso di altre merci distinte dal petrolio, possibile che i paesi esportatori reagiscano irrazionalmente mantenendo o perfino aumentando lofferta nel suo sforzo di mantenere lentrata. E possibile che ci sia una guerra dei prezzi della soia tra Argentina e Brasile. Invece, questo sarebbe un buon momento affinch lAmerica del Sud, lAfrica ed altre zone, esportatrici nette di energia e materiali, pensino allo sviluppo endogeno e avanzino verso una economia ecologica e solidale. Inoltre, molti paesi del Sud vedranno cadere le rimesse monetarie dei suoi emigranti. Il rifiuto del Sud di continuare a fornire materie prime economiche per le economie industriali, imponendo tasse sullesaurimento del capitale naturale o ritenzioni ambientali e mettendo anche quote allesportazione, aiuterebbe anche il Nord, (comprese parti della Cina), nel nostro lungo cammino verso uneconomia pi sostenibile che utilizzi meno materiali ed energia. Il PIL dei poveri Bisogna capire che la contabilit economica convenzionale sbagliata. Do qui un altro argomento che si aggiunge a quello che Frederick Soddy aveva gi segnalato. Lesperienza che Pavan Sukhdev, Pushpam Kumar e Haripriya Gundimedia hanno acquisito in India con un progetto di investigazione che ha cercato di dare un valore economico ai prodotti non commerciali dei boschi (come la legna e gli alimenti per i gruppi tribali o i contadini col loro bestiame, la ritenzione dellacqua e del suolo, le erbe medicinali per uso locale, lassorbimento di diossido di carbonio) servita in seguito per il progetto europeo TEEB (sigla inglese che sta per Leconomia degli Ecosistemi e della Biodiversit) appoggiato dalla DG dellAmbiente della Commissione Europea e dal Ministero dellAmbiente tedesco. La squadra del TEEB sottolinea come una rappresentazione monetaria dei servizi dati per la disponibilit naturale di acqua pulita, di legna e di foraggi, di piante medicinali, non misuri realmente il suo contributo essenziale alla vita dei poveri. Supponiamo che una compagnia mineraria inquini lacqua in un villaggio dellIndia. Le famiglie non hanno altro rimedio che rifornirsi dellacqua dei ruscelli o dei pozzi. Il salario rurale un euro al giorno, un litro di acqua in contenitore di plastica costa 15 centesimi di euro. Se i poveri dovessero comprare acqua, tutto il loro salario andrebbe via semplicemente per acqua da bere per se stessi e per le famiglie. Ugualmente, se non ci sono legna o sterco secco come combustibili, comprando butano (LPG), spenderebbero il salario settimanale di una persona per acquisire una bombola di 14 kg. Il contributo della natura alla sussistenza umana dei poveri non ben rappresentata dicendo che suppone il 5 percento del PIL in un paese come lIndia. Senza acqua, legna e sterco, e foraggi per il bestiame, semplicemente la gente impoverita muore. Nella contabilit macroeconomica pu introdursi la valutazione delle perdite di ecosistemi e di biodiversit sia in conti satelliti, (in specie o in denaro), sia modificando il PIL per arrivare a un PIL verde. Ma in qualsiasi caso, la valutazione economica delle perdite a volte sarebbe bassa a paragone dei benefici economici di un progetto che distrugga un ecosistema locale o che distrugga la biodiversit. Lo stesso si applica a livello macroeconomico: un aumento del PIL compensa il danno ambientale? Sukhdev e i suoi collaboratori rispondono cos: In India stato comprovato che i beneficiari pi diretti della biodiversit dei boschi e dei suoi servizi ambientali sono i poveri, e che la sua
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perdita colpirebbe soprattutto il gi diminuito benessere dei poveri. Di l lidea del PIL dei poveri. In altre parole, se lacqua di un ruscello o della falda acquifera locale inquinata a causa del settore minerario, i poveri non possono comprare acqua in bottiglia di plastica perch non hanno denaro per farlo. Pertanto, quando la gente povera del campo vede che la propria sussistenza minacciata da un progetto minerario o da una diga di sbarramento o una piantagione forestale o una gran area industriale, spesso protesta non perch sia ecologista bens perch ha bisogno immediatamente dei servizi della natura per la propria vita. Questo lecologismo dei poveri. Nella rivista Down to Earth, (15 agosto2008), alla fine del boom, Sunita Narain dava vari esempi attuali dellIndia. In Sikkim, il governo ha cancellato undici progetti idroelettrici esaudendo le proteste locali. In Arunachal Pradesh, le dighe di sbarramento vengono approvate a tutta velocit e la resistenza sta crescendo. In Uttarakhand nellultimo mese, due progetti nel Gange sono stati fermati e c molta preoccupazione per il resto dei progetti, mentre in Himachal Pradesh, le dighe di sbarramento hanno portato tanta opposizione che le elezioni sono state vinte da candidati contrari ad esse. Molti altri progetti, dalle centrali termo-elettriche alle miniere nelle zone agricole, si imbattono in resistenze. La miniera di ferro, la fabbrica di acciaio ed il porto proposti dal gigante sud-coreano Posco vengono discusse, bench il primo ministro ha assicurato che avranno luce verde il prossimo agosto. La gente del posto continua a opporsi, non vuole perdere le sue terre e la sua sussistenza, non si fida delle promesse di compensazione. In Maharashtra, i coltivatori di mango si levano contro la centrale termica da Ratnagiri. In qualunque angolo dove lindustria cerca di ottenere terra ed acqua, la gente protesta fino alla morte. Ci sono feriti, c violenza, c disperazione, e ci piaccia o no, ci sono migliaia di suicidi in India oggi. Dopo aver visitato Kalinganagar, dove ci furono morti nella protesta contro il progetto delle industrie Tata, scrissi che il tema non era la competitivit delleconomia dellIndia n il Naxalismo. Quelli che protestavano erano contadini poveri senza la capacit di sopravvivere nel mondo moderno sprovvisti delle loro terre. Avevano visto come i vicini erano stati spostati, come non si realizzavano le promesse di denaro o impiego. Sapevano che erano poveri e che lo sviluppo economico moderno li avrebbe impoveriti di pi. anche cos nel Goa, pi prospera, ma dove ho visto quanta gente resiste contro la poderosa lobby mineraria. Le esternalit del sistema economico La teoria economia neoclassica spiega le esternalit (cio, gli effetti negativi o a volte positivi non calcolati nei prezzi del mercato) come errori di mercato. Cos, se la miniera distrugge la sopravvivenza delle comunit, o se la coltivazione di soia e lapplicazione massiccia di glifosato colpisce la salute di popolazioni umane, questi sono errori del mercato che non assegnano un valore economico a questi danni. Analogamente, se la crescita economica basata sul consumo di combustibili fossili causa un aumento della concentrazione di diossido di carbonio nellatmosfera e pertanto un cambiamento climatico, ci si deve al fatto che i prezzi sono mal posti. Errori di mercato che potrebbero essere corretti con tasse o con permessi di inquinamento transitori. Altri autori, molto restii allintervento statale, preferiscono vedere le esternalit come errori di governo, fallimenti dei governi che non si mettono daccordo per stabilire norme ambientali internazionali o che non si accertano dimporre una struttura di diritti di propriet sullambiente o che sovvenzionano attivit nocive.
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C unaltra linea di pensiero su queste questioni. Come lideologia patriarcale ha influito sulla disattenzione che la scienza economica mostra nei confronti del lavoro domestico non remunerato, allo stesso modo lideologia del progresso e la dimenticanza della natura hanno influito sulla disattenzione che la scienza economica mostra verso la cornice ecologica delleconomia. Da dove nascono le esternalit? Dal punto di vista dellEconomia Ecologica, poniamo attenzione alla crescita dei flussi di energia e di materiali nelleconomia, e alluscita dei residui. Questa la prospettiva del Metabolismo della Societ, che Marx menzion ne Il Capitale, (ispirandosi, tra altri, agli studi di Liebig sul guano del Per ed i nutrienti agricoli) ma che n Marx n i marxisti svilupparono. Il metabolismo sociale la prospettiva che, nella seconda met del secolo XX, hanno sviluppato Nicholas Georgescu-Roegen, Robert U. Ayres, Herman Daly, Ren Passet, Manfred Max-Neef, Vctor Toledo, Jose-Manuel Naredo ed il suo discepolo scar Carpintero, Marina Fischer-Kowalski ed il suo gruppo a Vienna, John McNeill, Mario Giampietro, Roldn Muradian, Walter Pengue e molti altri nei campi delleconomia ecologica, lecologia industriale, lagro-ecologia e la storia ambientale. Ponendo attenzione al metabolismo della societ, le esternalit non sono sporadici errori del mercato o dellazione governativa ma acquisiscono carattere sistemico, inevitabile. Leconomia umana un sottosistema di un sistema fisico pi ampio. Leconomia riceve risorse, (e spesso le sfrutta oltre la sua capacit di rigenerazione), e produce residui. Non esiste uneconomia circolare chiusa. Leconomia aperta tanto per il lato dellestrazione delle risorse nelle frontiere come della produzione di residui. I danneggiati non sono solo le altre specie non-umane e le generazioni future di umani (che non possono protestare), ma spesso sono anche gente povera che protesta. Da l, la penetrante frase di Enrique Leff, gi venti anni fa presente in un paragrafo del suo libro Ecologia e Capitale: Dallanalisi marginalista delle esternalit, allazione dei gruppi ambientalisti emarginati. Sta costando molto il trionfo politico di questa prospettiva dellecologismo popolare. Non si vuole vedere che i danni socio-ambientali prodotti dalla crescita economica, anche a volte dalle nuove tecnologie, negati tanto dai liberali come dalla maggior parte dei marxisti, si faranno sentire sempre di pi. Londa economica neoliberale coincise dal 1975 o 1980 (trionfo di Pinochet, Thatcher, Reagan), con il suo contrario: lauge ogni volta maggiore della critica ecologica alleconomia. Il mercato non garantisce che leconomia sinserisca nellecologia, poich il mercato sottovaluta le necessit future e non conta i danni esterni alle transazioni mercantili, come gi aveva segnalato Otto Neurath contro Von Mises e Hayek agli inizi del famoso dibattito sul calcolo economico in uneconomia socialista, nella Vienna del 1920. Il calcolo del PIL occulta pi di quello che insegna. Elogia il mercato come meccanismo razionale di assegnazione di risorse e pretende perfino che i problemi ecologici sorgano dallassenza della razionalit mercantile privata, come nel caso della mal denominata tragedia dei beni comunali. Al contrario, il punto di vista ecologista ci porta a dubitare dei benefici del mercato. Senza dubbio, il mercato impone una ricerca di guadagni, che dovrebbe portare ad un uso pi efficiente delle risorse, come si visto dietro la crescita dei prezzi del petrolio nel 1973 ed anche ora con la ricerca di una maggiore eco-efficienza. Ci nonostante, laumento di efficienza pu scatenare il Paradosso di Jevons: pi efficienza nelluso delle risorse, costi relativi pi economici, per un maggiore uso di risorse.

Attivi tossici e passivi velenosi Gli attivi che prendono la forma di credenziali su debiti che non saranno pagati sono stati battezzati nella crisi attuale col curioso nome di attivi tossici. Cos, una banca creditrice che d un mutuo ipotecario, lo colloca nel suo attivo nel bilancio bench difficilmente il debitore paghi quellipoteca e bench labitazione che sostiene il credito abbia perso prezzo sul mercato. Allo stesso tempo, la banca dovr cancellare quellattivo o dargli un valore minore. Dal lato del passivo dei bilanci delle imprese, le attuali regole contabili non obbligano a dedurre i danni allecosistema. In realt, leconomia attuale ha un enorme debito di carbonio verso le generazioni future e verso i paesi poveri della nostra stessa generazione che soffriranno per il cambiamento climatico avendo contribuito molto poco alla sua produzione. Molte imprese private nel settore estrattivo hanno anche grandi passivi ambientali. Dalla Chevron-Taxaco si stanno esigendo 16 mila milioni di dollari in un giudizio per il disastro ambientale causato a Lago Agrio, in Ecuador. La compagnia Rio Tinto lasci un passivo molto grande in Andalusia dal 1888, e poi a Bougainville, in Namibia e in Papa Occidentale insieme alla compagnia Freeport MacMoran. Sono debiti verso persone povere o indigene. La Shell ha enormi passivi da pagare nel Delta del Niger. Ma gli azionisti di quelle imprese non devono preoccuparsi. Quei debiti velenosi sono raccolti nei libri di storia ma non nei libri di contabilit. In un libro dellUICN per il Congresso Mondiale della Conservazione a Barcellona nellottobre del 2008, col titolo Transition to Sustainability, Bill Adams e Sally Jeanrenaud propongono unalleanza tra il movimento conservazionista e lecologismo dei poveri. Questa alleanza difficile, se si nota il vincolo molto visibile tra il conservazionismo e le imprese come Shell e Rio Tinto. John Muir sarebbe inorridito. Dal suo lato, la sinistra tradizionale del Sud ha visto lecologismo come un lusso dei ricchi pi che una necessit dei poveri, malgrado ci siano vittime dellecologismo popolare tanto conosciuti come Chico Mendes e Ken Saro-Wiwa. Pluralismo di valori Le decisioni economiche sarebbero migliori dando un valore monetario alle risorse e ai servizi ambientali che hanno un prezzo basso o pari a zero nella contabilit abituale, ma non dobbiamo dimenticare altre considerazioni. In primo luogo, non bisogna dimenticare che la conoscenza su come funzionano gli ecosistemi, sulle sue soglie di tolleranza impreciso. In secondo luogo, bisogna dare importanza ai valori non monetari nelle decisioni, per non cadere nel feticismo delle merci fittizie. Per esempio, ricordiamo limminente minaccia che pende sulla Niyamgiri Hill in Orissa, dove vivono i Dongria Kondh. Forse il ribasso del prezzo dellalluminio di pi del 50 percento nella seconda met del 2008, e pertanto la discesa del prezzo della bauxite, aiuter a salvare questa montagna sacra. Ma domandiamoci: quante tonnellate di bauxite vale una trib o una specie in via di estinzione? In quali termini esprimere tali valori affinch un Ministro delle Finanze o un giudice della Corte Suprema possano capire? I linguaggi di valutazione degli indigeni o dei contadini vengono taciuti in favore del linguaggio della valutazione monetaria.
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Questi altri linguaggi includono lasserzione dei diritti territoriali contro lo sfruttamento esterno, sia ricorrendo allAccordo 169 dellOIT che esige un consenso previo degli indigeni, o in India con le clausole presenti nella Costituzione ed alcuni sentenze giudiziali che proteggono gli Adivasi. Si potrebbe anche ricorrere a valori ecologici ed estetici. Infine, potremmo domandare ai Dongria Kondh: che prezzo ha il vostro Dio? Quanto denaro valgono i servizi che vi da il vostro Dio? La questione non se il valore economico da solo si risolve in mercati realmente esistenti poich gli economisti hanno sviluppato metodi per la valutazione monetaria dei servizi e beni ambientali e delle esternalit negative. La questione , piuttosto, se tutte le valutazioni pertinenti allinterno di un conflitto ambientale, (per esempio in una miniera di rame od oro nel Per o di bauxite in Orissa, o una determinata diga di sbarramento nel nordest dellIndia, o la distruzione di una piantagione per lindustria del gambero in Honduras o Bangladesh, o la determinazione del livello adeguato di emissioni di diossido di carbonio dallUnione Europea), devono essere ridotte ad una media comune, allunica dimensione monetaria. Dobbiamo respingere tale semplificazione della complessit, tale esclusione dei linguaggi di valutazione. Dobbiamo accettare, al contrario, il pluralismo dei valori incommensurabili per evitare che la scienza economica si trasformi in un strumento di potere nella presa di decisioni. Ci avviene quando si applica lanalisi costi-benefici a progetti di investimento concreti, ed anche al livello macro dove gli aumenti del PIL trionfano su qualunque altra dimensione. Dunque la questione : chi ha il potere di semplificare la complessit imponendo un determinato linguaggio di valutazione sugli altri? Cos, il movimento conservazionista mondiale deve criticare certamente la contabilit economica abituale e deve spingere affinch si corregga quella contabilit per riflettere meglio sulle nostre relazioni con la natura, (come propone il progetto TEEB), ma senza dimenticare che altri linguaggi di valutazione sono anche legittimi: i diritti territoriali, la giustizia ambientale e sociale, la sussistenza umana, la sacralit. La scienza economica vede leconomia come un carosello tra i consumatori e i produttori o le imprese. Si trovano nei mercati di beni di consumo o nei mercati dei servizi dei fattori di produzione, (per esempio, vendendo forza di lavoro in cambio di un salario). I prezzi si formano in questi mercati scambiando le merci o comprando servizi dei fattori di produzione. Una parte delle entrate si risparmia e serve a finanziare lacquisto di beni dinvestimento dalle imprese. Lo stato detrae denaro sotto forma di tasse (sul consumo, sullingresso di persone o sui benefici delle imprese) e con questo paga linvestimento pubblico e il consumo pubblico (scuole, sanit, difesa e sicurezza). La contabilit macroeconomica (il calcolo del PIL) unisce le quantit moltiplicate dai loro prezzi. Questa la crematistica che dimentica lesaurimento delle risorse (che i prezzi sottovalutano) e anche la contaminazione, come dimentica allo stesso tempo tutti i servizi commisurati alla sfera domestica o del volontariato, senza remunerazione. In cambio, leconomia pu essere descritta in altro modo, come un sistema di trasformazione dellenergia e dei materiali, inclusa lacqua, in prodotti e servizi utili e infine in residui.
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Questa la Bioeconomia o lEconomia Ecologica (Georgescu-Roegen, 1966, 1971, Herman Daly, 1968, A. Kneese y R.U. Ayres, 1969, Kenneth Boulding, 1966). giunto il momento di sostituire il Pil con indicatori sociali e fisici a livello macroeconomico. La discussione sulla dcroissance soutenable o la diminuzione economica socialmente sostenibile che Nicholas Georgescu-Roegen ha previsto trenta anni fa, deve ora convertirsi nel tema principale dellagenda politica dei paesi ricchi. La crisi economica offre unopportunit affinch leconomia dei paesi ricchi adotti una traiettoria distinta rispetto ai flussi di energia e materiali. Ora il momento in cui questi paesi, anzich sognare di recuperare la crescita economica abituale (che gli permetta di pagare i debiti), entrino in una transizione socio-ecologica verso minori livelli di utilizzo di energia e materiali ( lasciando molti debiti da pagare). La crisi pu essere unopportunit per ristrutturare le istituzioni sociali secondo le proposte dei sostenitori della decrescita economica socialmente sostenibile. La dcroissance est arrive. Lobiettivo sociale dei paesi ricchi deve essere vivere bene ma lasciando da parte limperativo della crescita economica. Sembra inoltre che a partire da un certo livello di stipendio, la felicit non cresca al crescere di questultimo. Cio, i beni relazionali hanno pi valore dei beni materiali: secondo le parole di Castoriadis Vale di pi un nuovo amico/a di una nuova Mercedes Benz. O secondo le vecchie parole di Marcuse del 1968, noi umani dobbiamo imparare a determinare la nostra struttura delle necessit pi in l della sussistenza. Tanto nel nord quanto nel sud, questo cammino verso uneconomia ecologica e solidale deve includere la volont di frenare la crescita della popolazione. Il pianeta (tanto i suoi abitanti umani quanto le cose inanimate) starebbe meglio con 4 o 5 mila milioni di persone che con 8 o 9 mila, anche se ci sarebbe contro-indicato per la crescita economica che in ogni caso mal misurata. A prima vista sembra che il Sud sia compromesso se il Nord non cresce, per le minori opportunit di esportazione e perch il Nord non vorr fare crediti e donazioni. Ma sono esattamente i movimenti di giustizia ambientale e lecologismo dei poveri, cos forte nel Sud, i migliori alleati del movimento per la diminuzione economica socialmente sostenibile del Nord. Joan Martinez Alier ISEE - International Society for Economical Ecologist

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