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Corso di

Metodi e Tecniche
del Servizio Sociale I

Docente
Teresa R. Sirimarco

Anno Accademico 2020/2021


IL PROCEDIMENTO METODOLOGICO

Anno Accademico 2020/2021


CHE COS’E’ UN
PROCEDIMENTO METODOLOGICO
E’ un schema mentale che serve a guidare l’azione sia del conoscere che dell’operare.

E’ un modo di procedere basandosi su un metodo.

E’ una forma mentis da utilizzare, attivare, seguire sempre e dovunque si intervenga,


qualunque sia il tipo di intervento che si deve svolgere, con qualunque interlocutore,
sia esso persona, famiglia, gruppo o comunità e qualunque sia obiettivo:

Ø attivazione di un intervento sulla persona.


Ø organizzazione di un servizio,
Ø elaborazione di un progetto,
Ø studio di un fenomeno

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COSA SI INTENDE PER METODO
Si intende il percorso logico e razionale per raggiungere uno scopo cioè:

Ø un insieme di tappe che concatenate fra loro e con-sequenziali ci permettono


di raggiungere uno scopo,

Ø  una guida per il nostro percorso di ricerca e di azione,

Ø una via razionale da seguire nell’operare,

Ø un modo ordinato e conforme a certi principi di investigare, ricercare il vero,


di governarsi nell’operare,

Ø il modo di agire per tappe .

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CARATTERISTICHE DEL PROCEDIMENTO
Ø L’UNITARIETA’ in quanto: METODOLOGICO
ü non si distingue fra utenti singoli o collettivi,
ü connette metodi, strumenti, componenti e fasi,
ü si curano bisogni fisici psichici e sociali,
ü nel territorio avviene la ricomposizione della domanda e della risposta,
l’incontro fra bisogni e risposte.

Ø LA GLOBALITA’ che attiene all’idea di persona come unità indivisibile.

Ø LA CIRCOLARITA’ la successione delle fasi non è lineare

Ø LA PROGETTUALITA’ che significa utilizzare una metodologia di lavoro che


rende necessario esplicitare le premesse dell’intervento, stabilire le modalità di
lavoro e i tempi.
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L’avvio del procedimento si ha nel momento dell’accoglienza e
dell’ascolto della persona che ci porta il problema.

È in questo preciso momento che si instaura la relazione


operatore-utente.

È un momento prioritario da considerare all’interno del processo


metodologico.

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FASI DEL PROCEDIMENTO METODOLOGICO
Una situazione problematica va conosciuta
ü analizzando i vari aspetti,
ü raccogliendo dati attraverso i vari strumenti professionali come la
documentazione, il colloquio, l’osservazione, la v. d.;
ü ordinando e selezionando i dati raccolti per arrivare a formulare delle ipotesi.
Una situazione problematica va affrontata
ü confrontando le ipotesi formulate con le conoscenze teoriche
ü definendo un piano di azione che si condividerà con la persona/utente e si
metterà in atto.
Il piano d’azione va curato durante il suo svolgimento attraverso:
ü  un attento monitoraggio e continue e costanti verifiche delle ipotesi,
ü prevedendo modifiche e cambiamenti al piano di lavoro
ü valutando gli obiettivi raggiunti, le conseguenze e gli esiti rispetto al
cambiamento promosso.

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Alla luce degli autori Zilianti-Rovai le fasi sono:
• Fase conoscitiva descrittiva: definizione e formulazione dell’oggetto di
analisi attraverso la lettura, la selezione e l’interpretazione dei dati raccolti.

• Fase valutativa decisionale: valutazione dei dati e formulazione delle ipotesi


operative attraverso un confronto con le teorie, presa di decisione e definizione
del piano di azione.

• Fase attuativa: attuazione del piano di azione monitoraggio e verifica


della congruenza con gli obiettivi fissati.

•  Fase della verifica e della conclusione: verifica degli obiettivi raggiunti e


dell’efficacia delle azioni messe in atto, conclusione del piano d’azione ed
eventuale riformulazione o nuova formulazione.
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Alla luce degli autori Bartolomei e Passera
•  Contesto informativo nel quale si collocano la fase dell’accoglienza e
dell’ascolto finalizzate all’ identificazione del problema e la fase dello studio e
dell’analisi del problema . (Fase conoscitiva)

•  Contesto valutativo dove si colloca la fase della valutazione della situazione

• Contesto progettuale in cui ricade la fase della definizione e elaborazione del


progetto e stesura del contratto (Fase valutativa-decisionale)

• Contesto del trattamento in cui si trova la fase dell’attuazione del piano di


intervento- monitoraggio e verifiche- (Fase attuativa)

• Contesto valutativo conclusivo dove si collocano le fasi della valutazione dei


risultati e della chiusura dell’azione (Fase della verifica e della conclusione)
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Lo sviluppo del modello teorico operativo del problem solving il SS ha
adottato un modello metodologico processuale che si basa su alcuni concetti
fondamentali:

• Il comportamento delle persone cambia attraverso un processo, un percorso

• Tale processo è rappresentato da trans-azioni con le altre persone

• Nel processo di aiuto il cambiamento è promosso dalla relazione


professionale fra la persona e l’assistente sociale

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Operatore e utente costituiscono un sistema di aiuto nel quale sono
entrambi coinvolti fin dall’inizio della loro relazione.

L’a.s. coinvolge fin da subito l’utente in tutte le fasi del procedimento:

• analizza con lui la situazione problematica che lo ha portato al servizio


•  valutano insieme la situazione
•  costruiscono il progetto da attuare
•  prendono reciprocamente degli impegni da portare avanti
•  condividono la responsabilità della realizzazione
•  valutano insieme i risultati raggiunti

Il modello metodologico processuale è orientato al lavoro con


l’utente per aiutarlo a ritrovare la sua capacità di problem solving.

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UNITARIETA’ DEL PROCEDIMENTO
METODOLOGICO
L’ottica trifocale o pluridimensionalità dell’intervento del Servizio sociale
fa sì che, indipendentemente dall’oggetto di intervento o dall’obiettivo da perseguire,
il procedimento e le tappe del percorso da svolgere siano sempre le stesse.

Tuttavia vanno considerati alcuni fattori che comportano differenti


modalità operative:

Ø per l’oggetto di studio e di intervento:


Ø per la dimensione individuale, l’istituzione, il servizio o l’incomunità.

• Per gli obiettivi da perseguire:

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•  Interlocutori principali: dalla persona in difficoltà, agli
amministratori e dirigenti di servizio, cittadini, esponenti politici.

•  Strumenti professionali importante elemento di differenziazione


nello svolgimento delle funzioni dell’a.s.

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LE FASI DEL PROCEDIMENTO
METODOLOGICO :

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2. Studio e analisi della situazione (fase descrittiva)
È la fase della raccolta delle informazioni sulla persona e la situazione.

Come prima cosa si svolgerà un attento esame della documentazione


eventualmente in possesso del servizio e si raccoglieranno poi le notizie
direttamente dalla persona.

In questa fase gioca un ruolo determinante il fattore TEMPO.

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In questa fase avviene la presa in carico della persona e della sua
situazione problematica cioè quella particolare condizione professionale che:

Ø vincola l’operatore ad occuparsi del caso, a svolgere tutte le funzioni per


rispondere alla domanda di aiuto,

Ø vincola l’operatore a rispondere al mandato formale e istituzionale che l’a.s.


ha assunto in quanto inserito in quel determinato contesto operativo, in quel
preciso Servizio.

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La presa in carico può essere COATTA ovvero per mandato
dell’Autorità Giudiziaria:

•  l’a.s. deve chiarire molto bene il mandato e il contesto in cui


viene a svolgersi l’intervento,

• da una presa in carico unicamente formale e unilaterale si


struttura una relazione professionale volta al superamento della
difficoltà personale familiare o ambientale,

•  l’a.s. deve puntualizzare con l’utente quale funzione si sta


esercitando nelle diverse fasi del processo di aiuto, perché pesa
molto la funzione di controllo che può, e comunque dovrebbe
sempre, diventare una risorsa e uno stimolo al cambiamento.

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3. VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE (fase valutativa)
Questa è la fase in cui si analizzano i dati e si confrontano con le teorie di
riferimento, si valutano e si formulano delle ipotesi di intervento:

Ø definizione del problema e le cause che lo hanno determinato;


Ø definizione della strategia;

La valutazione della situazione deve essere unicamente di tipo


professionale, vanno rigorosamente tenuti fuori giudizi morali o
impressioni personali non sostenute dai dati concreti.

Si deve fare riferimento alla storia della persona, alle sue esperienze e al
contesto che lo circonda.

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4. Definizione e elaborazione del progetto di intervento e stesura del
contratto (fase decisionale /attuativa)

Questa è la fase in cui vengono prese delle decisioni:


Ø  definizione del piano di lavoro, il progetto di intervento.

Tenere presente :

Ø i dati concreti, le risorse e potenzialità dell’individuo, le sue aspettative e


aspirazioni

Ø le risorse dell’ente e del territorio

Ø  vincoli normativi

Ø Il mandato dell’ Amministrazione/Ente


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Dovrà essere stabilito un patto di reciprocità per l’assunzione delle diverse
responsabilità che generalmente avviene attraverso la stipula di un
contratto in cui vengono stabilite regole da rispettare e azione da svolgere.

Il contratto è un accordo fra cittadino\utente e operatore che definisce i


diversi obiettivi, della loro interazione e i processi messi in atto da entrambi
per raggiungerli.

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Il progetto si articola in tappe ciascuna con specifici obiettivi e prevede
momenti di verifica.

La formulazione del progetto si basa essenzialmente sulla:

• Descrizione e valutazione della situazione


• Scelta del campo problematico
• Spiegazione dei motivi delle scelte
• La definizione degli obiettivi
• I soggetti da coinvolgere, le risorse da attivare, le modalità di raccordo
con gli altri operatori
• I tempi di attuazione del progetto

In funzione del progetto l’a.s. si trova a sviluppare relazioni in più direzioni:


verso l’utente e il suo contesto, verso i soggetti con cui collabora e verso
l’ente e verso gli enti.

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Il contratto è un accordo fra cittadino e operatore, è la parte visibile
del progetto di cui è responsabile l’a.s. ed è considerato uno strumento
fondamentale per il buon sviluppo del progetto stesso.

Il contratto svolge inoltre una funzione di contenimento rispetto ad


aziono dispersive che si prolungano nel tempo e tende a restringere il
campo di attenzione e a stabilire la durata della attività da realizzare.

Va considerato uno strumento flessibile perché riesce ad adattarsi a


situazioni che possono mutare nel tempo e velocemente.

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Caratteristiche del contratto:
•  MUTUALITA’, deve fondarsi sulla considerazione dei punti di vista e delle
intenzioni di tutti i soggetti coinvolti sia operatori che utenti

•  ESPLICITAZIONE, cioè l’operatore deve essere chiaro riguardo agli interventi


proposti e alle motivazioni sottese. Una comunicazione aperta, comprensibile,
scevra da intenzioni recondite e oscure e da giudizi, favorisce l’orientamento
dell’utente e gli consente di prendere posizioni rispetto a quanto gli viene proposto
e di aderirvi con consapevolezza. (autodeterminazione-autorealizzazione)

• REALISMO, il contratto deve essere realistico, i suoi contenuti devono essere


realmente possibili, realizzabili:in entrambi i sensi:
Ø praticabili dall’operatore e dall’Ente,
Ø fattibili per l’utente.

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• DINAMICO cioè in grado di recepire i cambiamenti, di rivedere gli accordi presi.

• INTRODURRE UN FUOCO di attenzione, ovvero definisce in maniera precisa i


contenuti dell’intervento e i confini della collaborazione, nonché i limiti temporali,
le scadenze.

Il contratto può essere scritto o verbale, deve essere alla portata del soggetto,
adattato alla persona.

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5. ATTUAZIONE DEL PIANO DI INTERVENTO (fase operativa)

È il momento operativo in cui viene attivato l’intervento al fine di


raggiungere l’obiettivo.

In questa fase è importante tenere sempre presente che:

•  le attività vanno costantemente monitorate. È la fase degli incontri, dei


colloqui, delle riunioni, della stesura di atti e relazioni ecc.

•  I cambiamenti, registrati attraverso un continuo monitoraggio, vanno


sempre considerati alla luce degli elementi sui quali è stato costruito il
progetto.

•  l’attuazione dell’intervento deve rispondere a criteri di flessibilità, di


elasticità e di modificabilità in funzione dei cambiamenti registrati.

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In questa fase l’a.s. dovrà impegnarsi in diverse direzioni:

•  dovrà sostenere l’utente per fare in modo che mantenga gli impegni
assunti con il contratto

•  essere presente nel contesto dell’utente in modo da attivare risorse


e creare sinergie fra i diversi soggetti che intervengono nel percorso

•  essere attivo nell’ente per cui lavora per gestire al meglio l’attività
organizzativa e amministrativa che deve svolgersi parallelamente al
processo di aiuto.

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6. VALUTAZIONE DEI RISULTATI (fase della valutazione)

L’attività di verifica deve interessare l’intero processo di aiuto:

ü per gli aspetti di efficacia e di efficienza del progetto,


ü per la chiarezza degli obiettivi,
ü per la presenza del contratto e la sua congruenza.

La fase finale dovrà ripercorrere le verifiche intermedie e la valutazione dei


risultati riguarderà l’intero progetto.

La fase della valutazione va condivisa con l’utente anche allo scopo di


preparare la chiusura del processo di aiuto e la conclusione della relazione
professionale.

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7. CHIUSURA DELL’AZIONE (fase della conclusione)

È il momento conclusivo del percorso di aiuto, è una fase importante al


pari delle altre.

Infatti le motivazioni che portano alla conclusione del percorso possono


essere diverse.

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In genere un intervento si conclude:

•  per aver raggiunto i risultati fissati. Ci sarà quindi un accordo fra operatore
e utente e vi sarà quindi una conclusione pianificata

• per disaccordo fra operatore e utente circa il raggiungimento degli obiettivi,


vi sarà quindi l’abbandono da parte dell’a.s. o dell’utente

• per il ristagno del percorso di aiuto quando non intervengono cambiamenti

• per il passaggio ad altro servizio o altro operatore .

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