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01

La

Camello Valeria
termodinamica

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02

indice

Argomenti trattati

Forze intermolecolari e la loro energia potenziale


Il moto di agitazione termica

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Il principio zero della termodinamica
L'energia interna
Il lavoro del sistema
Il primo principio della termodinamica
Applicazioni del primo principio
Il motore dell'automobile
Il secondo principio della termodinamica
Il rendimento di una macchina termica
Forze intermolecolari
e la loro energia
potenziale
Le forze intermolecolari sono interazioni di natura elettrostatica che si verificano tra
le molecole e che, contrariamente alle forze intramolecolari, sono meno forti.
Diversamente dalle forze intramolecolari quelle intermolecolari non sono dovute a
legami chimici e diminuiscono all’aumentare della distanza tra le molecole. Pertanto
rivestono un ruolo maggiore nei solidi e nei liquidi piuttosto che nei gas.
Le forze intermolecolari possono essere di tipo attrattivo o repulsivo e influenzano la
temperatura di fusione e di ebollizione di una specie.
L'energia potenziale Epot di un corpo è uguale al lavoro compiuto dalle forze di
attrazione molecolare quando una forza esterna disgrega il sistema, portando tutte le
molecole a grande distanza l'una dall'altra
Il moto di
agitazione termica
Per agitazione termica si intende il movimento compiuto a livello microscopico dagli atomi e
dalle molecole, di oscillazione attorno a posizioni di equilibrio. L'ampiezza e la velocità delle
oscillazioni dipende dalla temperatura a cui si trova il corpo. All'aumentare della
temperatura, aumenta il moto di agitazione termica. Il moto microscopico delle particelle
microscopiche che costituiscono la materia macroscopica
e' incessante = continuo = c'e' sempre = non finisce mai. Gli atomi non sono fermi, bensi' in
incessante movimento.
In termini di energia: per questo moto non c'e' dissipazione. Gli urti tra le particelle sono
perfettamente elastici.
e' disordinato. Il moto termico viene detto confidenzialmente-gergalmente "agitazione termica"
proprio per cercare di rendere l'immagine del movimento di un agitato.
e' isotropo
macroscopicamente e' descritto da calore e temperatura.
06
Il principio zero della
termodinamica
Concetto e definizione

Il principio zero della termodinamica afferma che ogni corpo macroscopico possiede una proprietà
chiamata temperatura, suscettibile di variare con le condizioni ambientali.
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Se due corpi si trovano in equilibrio termico con un terzo corpo T, allora essi sono in equilibrio termico tra
loro e la loro temperatura è quella del corpo T
In altre parole, due corpi in equilibrio termico hanno la stessa temperatura.
Il principio zero è stato l'ultimo ad essere enuciato nel 1931, dopo la formulazione del primo e secondo
principio della termodinamica, perché lo sfruttamento del calore durante la prima rivoluzione industriale
ha preceduto la trattazione teorica.
07
l'energia interna

Concetto e definizione

L'energia interna U di un gas è data dalla somma di tutte le energie cinetiche delle particelle (in un gas
perfetto si assume che l'energia potenziale sia nulla) e inoltre, se le molecole sono rappresentabili come
punti materiali, l'energia cinetica è solo energia di traslazione.
La traslazione è un moto d'insieme in cui tutte la parti di un corpo compiono lo stesso spostamento nello
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spazio tridimensionale e può essere scomposta in 3 direzioni spaziali indipendenti. Si dice che la
traslazione ha 3 gradi di libertà
L'energia interna U di un gas ideale monoatomico è data dalla somma di tutta l'energia cinetica di
traslazione e si ottiene quindi moltiplicando l'energia cinetica media per il numero N di particelle.
U = 3/2 N k T = 3/2 N R / NA T = 3/2 n R T = = 3739,5 J
L'energia interna U di un gas ideale dipende solo dalla temperatura e dal numero delle moli. Una mole di
un qualunque gas perfetto monoatomico a 300 K ha un'energia interna di 3739,5 J.
L'energia interna è una funzione di stato: a ogni stato del sistema (individuato da un punto nel
diagramma pressione- volume) corrisponde uno e un solo valore dell'energia interna.
08
Il lavoro è uguale a
un'area
Concetto e definizione

Il lavoro W, che il sistema compie, è uguale al prodotto della forza F, che spinge verso l'alto il
pistone, per lo spostamento h dello spostamento:
W=Fh
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Poiché la forza è uguale al prodotto della pressione p del gas per la superfice S si ha:
W = Fh = (pS) h = p(Sh) = p ΔV
dove ΔV,uguale al prodotto Sh, è la variazione di volume del gas.
Quindi il lavoro compiuto dal sistema durante l'espansione a pressione costante è
W = p ΔV
09 Il primo principio della
termodinamica
Il primo principio della termodinamica rappresenta una formulazione del principio di conservazione dell'energia e afferma che l'energia di un sistema termodinamico non si crea
né si distrugge, ma si trasforma, passando da una forma a un'altra. Se si indica con Q il calore che il sistema scambia con l'ambiente circostante (che è positivo se viene assorbito
dal sistema, negativo se invece è il sistema a cedere calore all'ambiente circostante) e si indica con L il lavoro (anche in questo caso il lavoro sarà positivo se si tratta di lavoro
compiuto dall'ambiente sul sistema, negativo se è il sistema che compie lavoro), allora il bilancio energetico del sistema termodinamico, che rappresenta il primo principio della
termodinamica, si scrive:
ΔU=Q+L
e si dice che la variazione di energia interna di un sistema termodinamico è uguale alla somma (algebrica) del calore e del lavoro entranti nel sistema.
Il principio di conservazione dell'energia non distingue tra una forma di energia e un'altra (si può dire che esso coglie l'aspetto quantitativo dell'energia senza coglierne l'aspetto
qualitativo).
Se si riscalda un gas mantenendolo a volume costante - ponendo, per esempio, dei pesi sul coperchio a pistone di un contenitore per evitare che avvenga l'espansione del gas - il
primo principio della termodinamica si riduce alla semplice uguaglianza:
ΔU=Q
poiché il gas non compie lavoro (L = 0) e il calore assorbito dal gas va ad aumentare la sua energia interna.
In una trasformazione adiabatica - compiuta, per esempio, isolando termicamente il gas, in modo che non vi sia alcuno scambio di calore con l'ambiente circostante (Q = 0), e
diminuendo la pressione del gas (per esempio, togliendo man mano i pesi dal pistone che chiude il contenitore) - per espandersi il gas compie un lavoro (che sarà quindi negativo)
e il primo principio della termodinamica si riduce all'uguaglianza:
ΔU=-L
Sempre in una trasformazione adiabatica, se si aumenta la pressione sul coperchio del contenitore, il lavoro (positivo) compiuto dal sistema uguaglia la sua variazione dell'energia
interna, quindi:
ΔU=L
Se, infine, si compie sul sistema una trasformazione isoterma (a temperatura costante) e si diminuisce la sua pressione, il gas si espande mantenendo invariata la sua energia
interna, quindi per il primo principio della termodinamica si avrà
Q=L
09
le trasformazioni
cicliche
In termodinamica una trasformazione ciclica, o più semplicemente un ciclo termodinamico, è data da una serie di trasformazioni fisiche
compiute su un sistema (per esempio, un gas), nelle quali alla fine le grandezze che caratterizzano il sistema (temperatura, pressione e
volume) hanno valori identici a quelli iniziali. Un ciclo termodinamico è rappresentato sul piano p,V da una curva chiusa, in modo che
alla fine della serie di trasformazioni il sistema ritorna allo stato iniziale. L’area racchiusa dalla curva che rappresenta il ciclo è il lavoro
erogato o assorbito dal sistema. Poiché l’energia interna di un sistema è una funzione di stato, in un ciclo non si ha variazione di energia
interna, ovvero
ΔU= 0,
e in questo caso il primo principio della termodinamica si scrive Q = L, dove il calore rappresenta la somma totale del calore assorbito
o ceduto dal sistema e il lavoro rappresenta la somma totale del lavoro compiuto o subìto dal sistema. Un sistema che compie una
trasformazione ciclica è detto macchina termica, il cui scopo è quello di trasformare in lavoro meccanico una parte del calore assorbito
da una sorgente a una data temperatura. In particolare, se si indica con L il lavoro totale (dato dall’area racchiusa dalla curva chiusa nel
piano p,V) e si distinguono il calore ceduto dal sistema, Qc, e il calore assorbito dal sistema, Qa, il primo principio della termodinamica
per un ciclo si scrive:
L = Qa – Qc
Questa relazione, confermata dal secondo principio della termodinamica, afferma che non tutto il calore fornito a una macchina termica
può essere convertito in lavoro, ma una parte di esso, quella ceduta all’ambiente, deve essere restituita. Un esempio di macchina
termica è dato dal motore di un’automobile, che trasforma parte del calore dato dalla combustione della benzina in lavoro che serve per
muovere la macchina.
Il motore a scoppio

10 Il motore a scoppio - o più correttamente, a combustione interna - è una macchina che


permette di trasformare l’energia chimica propria di una miscela tra l’aria e un
combustibile in energia meccanica, resa poi disponibile per gli utilizzi più disparati. I
combustibili utilizzati sono di norma composti da idrocarburi, come la benzina, il
gasolio, il Gpl o il metano, mentre l’ossigeno presente nell’aria fa da comburente.

Come funziona

La camera di combustione è il luogo in cui avviene la conversione tra energia chimica e

il motore meccanica. Nei motori a quattro tempi, che sono quelli più diffusi, i gas vengono aspirati
attraverso apposite valvole e compressi una volta che queste ultime si sono chiuse. Ciò dà luogo
alla combustione: i gas si espandono e generano una pressione che spinge verso il basso il

dell'automobile pistone; questo agisce sulla biella, che a sua volta mette in rotazione l’albero motore. Risalendo,
il pistone spinge infine i gas fuori dalla camera attraverso le valvole di scarico, prima che queste
si chiudano e il ciclo ricominci con una nuova fase di aspirazione. I motori si possono dividere in
due grandi famiglie: quelli ad accensione comandata, in cui l’innesco della combustione avviene
grazie a una scintilla, e quelli ad accensione spontanea - fondamentalmente i motori diesel - in
cui la combustione avviene appunto spontaneamente, grazie alle condizioni favorevoli di
pressione e di temperatura che si creano nella camera di scoppio.

A cosa serve

Il motore a combustione interna permette di trasformare l’energia chimica dell’aria e del


carburante in lavoro meccanico. Il motore è dunque un generatore di potenza meccanica
che ha innumerevoli campi d’impiego, a partire dalla propulsione dei veicoli.
il secondo principio della
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termodinamica
Secondo il primo principio della termodinamica non esiste limitazione teorica al passaggio di calore da un corpo più freddo a uno più
caldo, poiché anche questa eventualità soddisfa il principio di conservazione dell'energia. Si può dimostrare questa affermazione con un
semplice esempio: se si pone un cubetto di acciaio freddo in un bicchiere di acqua calda, sperimentalmente si osserva che l'acciaio si
scalda e l'acqua si raffredda. Per il primo principio della termodinamica, infatti, l'acqua cede parte della sua energia interna all'acciaio,
che si riscalda. Sempre per il primo principio, però, poteva verificarsi teoricamente anche che l'acqua si riscaldasse ulteriormente,
aumentando la sua energia interna, e l'acciaio si raffreddasse ulteriormente, diminuendo la sua energia interna della medesima quantità,
poiché anche questa seconda possibilità rispetta il principio di conservazione dell'energia. Questa osservazione ha aperto la strada al
secondo principio della termodinamica, che afferma, nella sua forma più semplice, dovuta al fisico tedesco R. Clausius (1822-1888),
che il calore non può passare spontaneamente da un corpo più freddo a uno più caldo.
Il secondo principio ha una grande rilevanza per le macchine termiche, che convertono calore in lavoro; nella formulazione che si deve a
lord Kelvin, stabilisce che, mentre il lavoro può sempre e integralmente essere convertito in calore, ciò non avviene per il passaggio
inverso, ovvero è impossibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato sia quello di assorbire calore da una sorgente e
trasformarlo integralmente in lavoro. Il secondo principio della termodinamica pone, in sostanza, le limitazioni alle quali è soggetta la
trasformazione di calore in lavoro
il secondo principio della termodinamica sostiene che una macchina termica, per operare, richiede almeno due scambi di calore con due
sorgenti a diversa temperatura, con cessione di calore alla più fredda e assorbimento di calore dalla più calda. Questo perché, nelle
trasformazioni cicliche tipiche delle macchine termiche (che richiedono che le condizioni finali coincidano con quelle iniziali), non tutto il
calore preso da un'unica sorgente può essere trasformato completamente in lavoro: una parte del calore che non si trasforma in lavoro
(e che non va ad aumentare l'energia interna del sistema) deve venire ceduta a un'altra sorgente - per esempio, all'ambiente circostante
- e in definitiva viene persa.
il rendimento di una macchina
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termica
Il rendimento è il rapporto tra calore prodotto da una macchina termica e il calore che viene assorbito dalla stessa. Il
valore in questione è sempre minore a 1 (o comunque sempre minore al 100%) in quanto in fase di produzione di calore è
inevitabile che una parte di questo venga persa irrimediabilmente. Il risultato che viene fuori dal calcolo del rendimento
determina quindi il "guadagno" che si ottiene facendo funzionare la macchina termica e la "spesa" che permette di far
funzionare la macchina stessa. il rendimento è il rapporto tra lavoro e energia in ingresso all'interno della macchina
termica. Di conseguenza, tenendo in considerazione di denominare il lavoro con la lettera "L" e l'energia in questione con
la lettera "E", si ottiene:
R (rendimento) = L (lavoro) / E i (energia in ingresso)
Un'ulteriore precisazione va fatta sull'ottenimento del lavoro. Esso è ottenibile anche dalla differenza tra l'energia in
ingresso (E i) e l'energia in uscita (E u), per cui la formula del rendimento assumerà la seguente forma:
R (rendimento) = (E i - E u) / E i.
Per via della sua natura, sempre inferiore a 1 (o al 100%), tanto il valore del rendimento di una macchina termica si
avvicina ad 1 (o a 100), maggiore sarà l'efficienza della macchina stessa. Nessuna macchina è in grado di raggiungere un
rendimento pari al 100%, anche se le tecnologie moderne permettono di recuperare gran parte del calore speso per far
funzionare il meccanismo in questione.