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Tecniche psichiatriche 23 maggio 2020 .Prof.

Lorusso

Introduzione

La definizione di riabilitazione psichiatrica non è univoca, ma tutti siamo concordi nell’indicare con questa
terminologia l’insieme di tecniche e interventi utili a ridurre la cronicizzazione del disagio psichico e per
garantire il recupero funzionale e il reinserimento del pz nel contesto sociale e lavorativo ( con contratti
agevolati) e nella società. A questo dobbiamo arrivare con il training, farmaci, counselling; i migliori risultati
sono stati riscontrati nei gruppi di mutuo aiuto esterni nell’ambito dei servizi sociali ( certo non porto lo
psicotico a fare servizio sociale) per i pz ritenuti idonei a far ciò. Sono pazienti fragili i quali aiutando gli altri
riabilitano anche loro stessi; vivono l’altra parte della barricata e toccano con mano la sofferenza nelle case
di cura dove c’è sofferenza sia psichica che fisica; l’aiutare l’altro rinforza l’aiuto verso se stessi etc etc.

In riabilitazione esistono linee guida, raccomandazioni delle società scientifiche; ogni operatore è libero di
applicare la tecnica che ritiene più opportuna, l’importante che sia stata validata.

I pazienti affetti da disagio psichico soffrono da anni per traumi familiari, ambientali. Fondamentale nel
contesto riabilitativo è la multidisciplinarietà; c’è bisogno di confronto con il fisiatra, psicologo etc ,in un
team.

La riabilitazione psichiatrica coinvolge il pz, la famiglia, la comunità, il mondo del lavoro.

Definizione di riabilitazione psichiatrica secondo diversi autori

Per Strauss :nel suo approccio” nuova psichiatria dinamica”, sostiene che la riabilitazione non è fornire solo
un aiuto protesico per compensare il deficit al pz ad esempio pz sordo con protesi; pz amputato etc etc. Per
quanto riguarda la riabilitazione psichiatrica non si può pensare di limitarsi a fornire una protesi; è una
riabilitazione dinamica , il pz ha lo scopo di attivare un processo di cambiamento interno; il pz ha bisogno di
lavorare su se stesso attraverso ad esempio la terapia comportamentale etc. Dobbiamo agire sull’inconscio,
sull’interno, su ciò che non è stato metabolizzato; durante il nostro percorso di vita il nostro inconscio
viene soffocato, è una parte “sommersa” poi improvvisamente riemerge ; il farmaco sedativo, antipsicotico,
la cannabis terapeutica rendono dormiente il nostro inconscio, servono per reprimere l’aggressività in
acuto, ma se non viene fatto un lavoro di “risurrezione dalle ceneri”guidata da un professionista della
“mente”, il farmaco è fine a se stesso.

In psicologia analitica e analogica si promuove “l’attraversamento del dolore” che non va soffocato nella
nostra parte inconscia perché esso prima o poi risalirà, non scompare; non è facile attraversare una
malattia invalidante, un lutto; più che sulla mente dobbiamo lavorare sulle emozioni; la mente è la parte
conscia, ma la parte conscia blocca le cose spiacevoli; la parte inconscia ci invia messaggi che noi
identifichiamo come dolore al petto, mal di testa, agitazione, dolore ventre( somatizzazione) etc etc; il
corpo ci trasmette dei messaggi per dirci fermati, pensa a questa cosa;con il farmaco antipsicotico non
risolvi la situazione; qualsiasi momento traumatico va vissuto sulla nostra pelle non va spostato ,
procrastinato. Secondo Strauss è un paradigma riabilitativo del quale fanno parte modelli teorici, tecniche,
metodologie di intervento nel quale il pz è posto al centro come persona.

Per Mosher: la riabilitazione si riferisce al recupero delle funzioni che sono state indebolite in seguito ad un
trauma a carico delle competenze normali della persona. I traumi generano un disequilibrio, hai una
dissociazione, non sai chi sei, come se vivi in un sogno, è un modo della mente che ci fa soffrire meno e che
mettiamo in atto come difesa.
Il modello di Mosher

 Rilancio delle abilità utili nelle relazione interpersonali


 Dobbiamo rinforzare la parte sana non la malata
 Cauto uso psicofarmaci ( effetti collaterali su cuore , fegato, impotenza, abbassamento libido etc)
 Chiedere ai pz i loro obiettivi,bisogni, speranze, le priorità, questo va prima di tutto: è il proprietario
della sua salute il pz; se io faccio un test psicologico io devo esser a conoscenza del risultato
 Pazienza, costanza ma anche flessibilità e saper rischiare
 Considerare gli insuccessi come opportunità per imparare: “quando esci dal tunnel non sei la
persona che sei entrata”, l’insuccesso ci cambia, ci migliora rispetto all’inizio, dobbiamo imparare a
superarre in modo creativo il dolore ( es. genitori vittima della strada e la costituzione di
associazioni)
 Percorso per prove ed errori: bisogna cadere, chi ha una difficoltà deve poter sbagliare per
migliorarsi
 Usare un linguaggio semplice non interpretativo: rendersi comprensibili dai pz, porsi allo stesso
livello linguistico del nostro interlocutore, chiedere sempre conferma al pz se ha capito, se è tutto
chiaro.
 Essere consiglieri ( counseling) e non porsi da esperto autoritario con i pz
 Tutti gli atti quotidiani hanno valenza riabilitativa, c’è una sequenza logica nei nostri atti quotidiani
 Lavoro in equipe e in rete

Per Anthony: secondo questo autore l’operatore sanitario non deve fare molto il pz psichiatrico ha gli
strumenti

Organizzazione mondiale sanitaria: la riabilitazione psichiatrica ha come scopo la guarigione sociale della
persona con disabilità psichiatrica; lavora sulla compromissione delle abilità,sull’ integrazione della persona
nel contesto sociale e potenziamento delle capacità residue e la loro riorganizzazione.

Il modello di Ciompi

 Avere obiettivi specifici e concreti come strumento di per sé terapeutico non nella fase acuta
 Promuovere autonomia a lunga scadenza anche se il pz dimostra resistenza
 Valorizzare la parte buona
 Concentrarsi sulle azioni e non sulle spiegazioni, io devo far vedere concretamente quello che deve
fare es. tutorial, video, deve capire cosa fare
 Sviluppare programmi strutturati in un ambiente stabile umano e prevedibile es. laboratorio
giardinaggio devo avere un prato etc ; fare teatro come terapia etc
 Dare priorità alle abilità sociali es fare spesa; gestire il denaro, spesso questi pz hanno dei tutori
perché hanno perso il senso del denaro e della materialità
 Il concetto di guarigione come superamento della cronicità attraverso il raggiungimento
dell’autonomia economica e abitativa
 Esiste una relazione tra aspettative del pz ed esiti

Esiste anche il Test diagnostico di Ciompi .

Programma terapeutico e riabilitativo

Attività cliniche: terapie individuali, gruppo, familiari, psicofarmacologia


Attività riabilitative: lab teatro, musica, scrittura informatica, tirocini di lavoro esterni

Corso di formazione professionale esterni

Attività assistenziali e gestionali: cura di sé e dello spazio di vita, questi pz spesso si trascurano, non si
lavano; assitenza infermieristica

Sport, gite ed escursioni, cinema, soggiorno estivo

Valutazione del paziente in riabilitazione

Test Vado, acronimo di Valutazione Attività Definizione Obiettivi

E’ uno strumento operativo in riabilitazione psichiatrica, da questo test ricaviamo tutte le info per operare,
è composto da diverse schede valutative e per definire gli obiettivi lavorativi; l’approccio è di tipo cognitivo
comportamentale sulla quale poi si fa la terapia al pz;non c’è differenza sulle risorse e limiti diminuisce la
quantità ma non la qualità delle risorse tra chi è “ normale” e non .

Prima di fissare gli obiettivi il riabilitatore deve fare il TEST VADO.

La proposta valutativa si svolge in due sezioni:

fos e ar

modulo a r è composto da 28 item che indicano sulle aree del funzionamento personale e sociale del pz:

cura di sé e igiene (1-7 item) es. quante volte ti lavi etc

attività socialmente utili (8-10)

rapporti personali e sociali (item 11-16), chi non vuoi vedere etc

rispetto delle regole di convivenza (17-21)

autonomia di vita nelle attività strumentali item 22 28

i punteggi: da 1 a 4 non valutabile

0 no problemi

1 un problema intervento effettuato

2 problema progetto di intervento effettuato

3 intervento in corso

Nella scala FPS indaghiamo sulla disfunzione in 4 aree principali valuta il grado di disfunzione in queste 4
aree del funzionamento personale

1. Attività socialmente utili ( scuola lavoro)


2. Rapporti sociali e personali
3. Cura dell’aspetto e igiene
4. Comportamenti disturbanti e aggressivi: si indaga sulla percezione, bisogna capire la percezione che
hanno su queste aree

Definizione obiettivo globale dove e come vorranno vivere col maggiore grado di autonomia possibile
entro 2 / 3 anni e cosa intenderanno fare nello stesso tempo. Loro il pz ci fornisce delle risposte
l’obiettivo è variabile e può cambiare periodicamente( in genere si fa ogni 6 mesi) ( cosa pensa di fare,
che autonomia ha raggiunto) valorizzazione di quelle abilità e abitudini che saranno più utili al oz
reinserito nella società

Concrete abilità

Scopi valuare il zo definire pianificare il programma individualizzato e defunizone obiettivi e verifica

I presupposti: maggiore competenza nella sfera quotidiana con riflessi positivi nella sfera cognitiva;
maggiori competenze nella vita quotidiana si riflette in un aumento della cognitività

Il vado dedica attenzione agli asoetti ambientali

Insegnare al pz riserse teritrorio

Solo in subordine il vado considera il ruolo della psicoterapia individuale e del farmacologia