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Risveglio

Pentecostale Anno LIV


Numero

Ottobre 2000
10
Periodico Mensile
Spedizione in Abbonamento Postale Articolo 2,
Comma 20/c, Legge 662/96 Filiale di Vicenza

Editoriale Dov’è la pace? 3

F. Toppi I segreti di una chiesa benedetta 6


III. La comunione fraterna

S. Caporaletti Le regole del cristiano 8

A. Gargano Una chiesa di qualità (3 e 4) 14

P. Faia L’invidia: la carie delle ossa 21

Notizie Dalle comunità consorelle all’estero 23


Articoli di Fede
Crediamo ed accettiamo l’intera Bibbia come la ispirata Parola di Dio,
unica, infallibile ed autorevole regola della nostra fede e della no­

Risveglio
Pentecostale
stra condotta (II Timoteo 3:15-17; II Pietro 1:21; Romani 1:16; I Tessalonicesi 2:13).
Crediamo nell’unico vero Dio, Eterno, Onnipotente, Creatore e
Signore di tutte le cose e che nella Sua unità vi sono tre distinte per­
sone: Padre, Figliolo e Spirito Santo (Efesini 4:6; Matteo 28:19; Luca 3:21-22, I
Organo ufficiale Giovanni 5:7).
delle Chiese Cristiane Crediamo che il Signore Gesù Cristo fu concepito dallo Spirito Santo
Evangeliche ed assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero
“Assemblee di Dio uomo (Giovanni 1:1,2,14; Luca 1:34,35; Matteo 1:23).
in Italia”
Crediamo nella Sua vita senza peccato, nei Suoi miracoli, nella Sua
Pubblicato dal Consiglio morte vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella
Generale delle Chiese: Sua resurrezione, nella Sua ascensione alla destra del Padre, quale
Pres. Francesco Toppi; unico mediatore, nel Suo personale ed imminente ritorno per i reden­
Tes. Giu­sep­pe Tilenni; ti e poi sulla terra in potenza e gloria per stabilire il Suo regno (I Pietro
Consiglieri: Eliseo Cardarelli, 2:22; II Corinzi 5:21; Atti 2:22; I Pietro 3:18; Romani 1:4; 2:24; I Corinzi 15:4; Atti 1:9-11, Giovanni
Salvatore Diste­fano, 14:1-3; I Corinzi 15:25; I Timoteo 2:5).
Ger­mano Giuliani,
Felice A. Loria, Danie­le Crediamo all’esistenza degli angeli creati tutti puri e che una parte
Melluso, Vincenzo Spec­chi; di questi, caduti in una corruzione e perdizione irreparabili, per di­
Cons. onorari: Carmi­ne retta azione di Satana, angelo ribelle, saranno con lui eternamente
Monetti, Francesco Rauti puniti (Matteo 25:41; Efesini 6:11-12).
Direzione, Redazione Crediamo che soltanto il ravvedimento e la fede nel prezioso sangue
e Amministrazione: di Cristo, unico Sommo Sacerdote, siano indispensabili per la purifica­
Via Altichieri da Zevio, 1 zione dal peccato di chiunque Lo accetta come personale Salvatore e
35132 Padova Signore (Romani 3:22-25; Atti 2:38; I Pietro 1:18,19; Efesini 2:8).
Tel. 049.­605127
fax 049.612565 Crediamo che la rigenerazione (nuova nascita) per opera dello
e mail: adi.veneto@tin.it Spirito Santo è assolutamente essenziale per la salvezza (Giovanni 3:3; I
Pietro 1:23; Tito 3:5).
Versamenti sul c/c postale
n.12710323 intestato a: Crediamo alla guarigione divina, secondo le Sacre Scritture median­
Risveglio Pentecostale te la preghiera, l’unzione dell’olio e l’imposizione delle mani (Isaia
Via Altichieri da Zevio, 1 53:4-5; Matteo 8:16-17; I Pietro 2:24; Marco 16:17-18; Giacomo 5:14-16).
35132 Padova Crediamo al battesimo nello Spirito Santo, come esperienza susse­
Registrazione n.1688 guente a quella della nuova nascita, che si manifesta, secondo le
del 1.3.2000 Trib. di Padova Scritture, con il segno del parlare in altre lingue e, praticamente,
con una vita di progressiva santificazione, nell’ubbidienza a tutta la
La pubblicazione è distribuita verità delle Sacre Scritture, nella potenza dell’annuncio di “Tutto
a membri e simpatizzanti delle l’Evangelo” al mondo (Atti 2.4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44-46; 11:14-16; 15:7-9; 19:2-6; Marco
Chiese Cri­stiane Evan­geliche
A.D.I. ed è sostenuta da offer­ 16:20; Giovanni 16:13; Matteo 28:19-20).
te volontarie. In con­formità Crediamo ai carismi e alle grazie dello Spirito Santo nella vita dei
alla Leg­ge 675/96 sulla tutela cristiani che, nell’esercizio del sacerdozio universale dei credenti,
dei da­ti personali, la “Reda­zio­ si manifestano per l’edificazione, l’esortazione e la consolazione
ne di Risveglio Pen­te­co­sta­le” della comunità cristiana e, conseguentemente, della società umana
ga­rantisce l’assoluta riservatez­ (I Corinzi 12:4-11; Galati 5:22; Ebrei 13:15; Romani 12:1).
za di quelli di cui è in possesso.
Inol­tre assicura i lettori che i Crediamo ai ministeri del Signore glorificato, quali strumenti auto­
loro dati personali sono custo­ revoli di guida, d’insegnamento, di edificazione e di servizio nella
diti in un archivio elettronico comunità cristiana, rifuggendo da qualsiasi forma gerarchica (Efesini
presso la sede del giornale e 1:22-23; 4:11-13; 5:23; Colossesi 1:18).
ver­ranno utilizzati soltanto per Crediamo all’attualità e alla validità delle deliberazioni del Con­
in­viare la corrispondenza rela­ cilio di Gerusalemme, riportate in Atti 15:28,29; 16:4.
tiva al mensile “Ri­sve­glio Pen­
te­co­sta­le”. Gli articoli firmati Crediamo alla resurrezione dei morti, alla condanna dei reprobi e
im­pegnano esclu­sivamente i alla glorificazione dei redenti, i quali hanno perseverato nella fede
lo­ro au­tori. I manoscritti non fino alla fine (Atti 24:15; Matteo 25:46; 24:12,13).
pub­blicati non si restituiscono.
Celebriamo il battesimo in acqua per immersione, nel nome del Padre
Direttore Responsabile: e del Figliolo e dello Spirito Santo, per coloro che fanno professio­
Vincenzo Specchi ne della propria fede nel Signore Gesù Cristo come loro personale
Comitato di Redazione Salvatore (Matteo 28:18-19; Atti 2:38; 8:12).
Risveglio Pentecostale: Celebriamo la cena del Signore o Santa Cena, sotto le due specie del
Francesco Toppi, pane e del vino, rammemorando così la morte del Signore ed annun­
Eliseo Cardarelli, ziandone il ritorno, amministrata a chiunque sia stato battezzato
Salvatore Cusumano, secondo le regole dell’Evangelo e vive una vita degna e santa davan­
Vincenzo Specchi. ti a Dio e alla società (I Corinzi 11:13; 26:29).
Editoriale

Dov’è
la pace?
“Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono:
Pace, pace, mentre pace non v’è”
(Geremia 6:14).

eremia è stato chiamato il profeta del pianto, dai

G suoi contemporanei era considerato un profeta di ma­


laugurio. Ma quello che diceva era ispirato dall’Eterno.
Come Geremia, anche noi dobbiamo proclamare
l’Evangelo in tutta la sua integrità, anche se non riceviamo l’ap­
provazione di chi ci ascolta; dobbiamo essere sensibili alla voce
dello Spirito Santo che vuole parlarci ancora in questi giorni.
Oggi c’è un mondo che vive di illusioni; basta accendere il
televisore per sentire parlare di pace, basta sfogliare il giornale
per leggere articoli sulla pace. Nel mondo si organizzano confe­
renze e ci sono manifestazioni di massa in nome della pace; uo­
mini politici di varie nazioni stanno percorrendo il mondo da un
capo all’altro parlando di pace; nazioni intere sono arrivate al
paradosso di aumentare i propri armamenti e la propria potenza
bellica con la pretesa di ristabilire un equilibrio di forze, o meglio
di terrore, che sta sconvolgendo ed angosciando il mondo di
oggi.
“Dicono pace, pace, ma pace non c’è”. Come cristiani non
dobbiamo illuderci, poiché sappiamo che il principe che governa
questo mondo non è “un principe di pace!”.
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O tt obre 2000 ● R isvegli o P entec ostale ● 3


Editoriale

Possiamo affermare che fino ad oggi la pace si è rivelata una chime­


ra. Il mondo è in balia del “principe di questo mondo” e gli effetti possia­
mo vederli ogni giorno.
Come è scritto in Galati 5:19-21 “Or le opere della carne sono mani-
feste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria,
inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sette, invidie, ubria-
chezze, gozzoviglie, e altre simili cose”.
Qualcuno ha affermato che la morte di uomini e donne nel mondo
è un “olocausto” per la pace, ma noi sappiamo che questo è causato
dall’odio, manifestazione del peccato nell’uomo separato da Dio, che è
l’unico vero datore di pace.
Odio, razzismo, intolleranza, violenza e immoralità sono alcune
manifestazioni del peccato che regna nel cuore dell’uomo. Isaia 9:5
parla di un “Principe di pace”. Il Principe di questo mondo non è quel
principe di cui parla Isaia, ma un usurpatore: satana.
Ma, per coloro che credono in Gesù, il vero “Principe di pace”,
l’usurpatore è stato vinto proprio sulla croce da Cristo stesso.
Chi Lo ha sperimentato può gioire per la pace che solo Lui può
dare, una pace duratura, una pace eterna, una pace che ci accompagna
anche nei momenti della prova e della sofferenza, una pace che va al di
là di ogni immaginazione umana.
“Oh fossi tu pur attento ai miei comandamenti! la tua pace sarebbe
come un fiume, e la tua giustizia, come le onde del mare” (Isaia 48:18).
Oh, se gli uomini responsabili di questo mondo fossero attenti ai co­
mandamenti del Signore! Preghiamo per coloro che ci governano, affin­
ché la pace di Dio possa essere come un fiume e la Sua giustizia come le
onde del mare.
Noi abbiamo bisogno di una pace duratura, abbiamo bisogno di
una pace interiore che ci faccia fare sogni “tranquilli” anche nella tempe­
sta. Oggi il mondo sta vivendo nell’angoscia e nell’incertezza. È un dato
allarmante sapere che la “malattia del nuovo millennio” non è più il
cancro, ma la depressione psichica. I centri di neurologia sono pieni di
ammalati ed il consumo di psicofarmaci è in continuo aumento, senza
parlare di quello delle droghe pesanti.

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Editoriale

Ma noi abbiamo la possibilità di rivolgerci a Qualcuno che può dare


pace. Oh se tu fossi attento ai miei comandamenti ci dice il Signore... allo­
ra potresti gustare la vera pace; forse non l’hai mai trovata, ma Egli non
è lontano, è vicino a te in questo momento mentre stai leggendo queste
righe.
“Poiché il palazzo sarà abbandonato, la città rumorosa sarà resa de-
serta, la collina e la torre saran per sempre ridotte in caverne, in luogo di
spasso per gli onagri e di pascolo pé greggi, finché su noi sia sparso lo Spirito
dall’alto e il deserto divenga un frutteto, e il frutteto sia considerato come
una foresta. Allora l’equità abiterà nel deserto, e la giustizia avrà la sua
dimora nel frutteto. Il frutto della giustizia sarà la pace, e l’effetto della
giustizia, tranquillità e sicurezza per sempre. Il mio popolo abiterà in un
soggiorno di pace, in dimore sicure, in quieti luoghi di riposo” (Isaia 32:
14-18). Attorno forse ci potrà essere desolazione e vuoto, ma quando lo
Spirito Santo scenderà dall’alto su di te allora tutto ciò che ti circonda
muterà aspetto, allora potrai gustare l’amore di Gesù, che ti darà pace,
sicurezza e stabilità.
“Finché su noi sia sparso lo Spirito dall’alto”. Lo Spirito Santo è stato
sparso su ogni uomo e donna nel giorno della Pentecoste, come predet­
to dal profeta Gioele, ma il mondo si ostina a non ascoltare la Sua voce
che chiama l’uomo al ravvedimento. “Io vi lascio pace; vi do la mia pace.
Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgo-
menti” (Giovanni 14:27).
Il tuo cuore non sia atterrito e sgomento, accetta la Sua pace, accet­
ta Gesù nel tuo cuore. Egli è morto sulla croce per darti pace ed è risor­
to perché questa pace fosse duratura per l’eternità.
“V’ho dette queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete
tribolazioni, ma fatevi animo, io ho vinto il mondo” (Giovanni 16:33).
Umanamente io non posso offrirti pace, ma posso indicarti Chi può
dartela, se gliela chiederai: il Suo nome è Gesù.
Potremo anche attraversare prove e tribolazioni, ma consoliamoci
perché Gesù ha vinto il mondo e, se siamo in Lui, anche noi otterre­
mo, in Lui, vittoria e pace.

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M e d i t i am o
La Parola del Signore

I segreti
di una chiesa
benedetta III
La c om u n i o n e f r at e r na

l terzo elemen­ soltanto riunirsi per il culto al

I to caratteristico del­
la chiesa del primo
secolo era la “co­
Signore, ma sono restii ad at­
tuare il secondo aspetto.
Ognuno era pronto a par­
munione fraterna”. Nel tem­ tecipare totalmente al benes­
po il termine “comunione” ha sere comune in modo impar­
assunto un significato molto ziale. Tutti erano disposti a ri­
diverso da quello originale, nunciare al proprio interesse e
che era “unione con”, quindi benessere per conseguire il
compartecipazione, ed era bene spirituale, morale e ma­
manifestata dalle parole: teriale comune.
“Tutti quelli che credevano sta- Questa è vera comunione
vano insieme e avevano ogni fraterna! Ci fu anche allora
cosa in comune” (1). Questi qualche eccezione. Anania a
due aspetti sono assolutamen­ Saffira pensarono di usare
te necessari per l’attuazione astuzia e falsità, ma furono su­
della comunione fraterna. bito estromessi in modo dra­
Troppo spesso comunità stico dalla comunione frater­
cristiane e credenti desiderano na, perché questo legame non

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è soltanto fatto di parole, ma di senti­ Ogni cristiano, ogni predicatore dovrà
menti. poter dire sempre al proprio fratello: “Il
In seguito, con la diffusione del cri­ tuo cuore è leale verso il mio, come il mio
stianesimo e l’aumento del numero del­ verso il tuo?” (2). Se la risposta sarà vera­
le chiese, il significato della comunione mente affermativa allora potremo essere
fraterna assunse una dimensione che certi che la comunione fraterna che esi­
andava al di là di quella locale. steva nella prima chiesa continuerà a
Il rapporto volontario si consolidò sopravvivere realmente tra noi.
tra le chiese, nel riconoscimento della Questa “comunione fraterna” era
vocazione comune che era la diffusione la forza di coesione che teneva insieme i
dell’Evangelo nel mondo, la fedeltà a credenti “in Cristo”. Era un’u­nità orga­
tutto l’insegnamento del Si­g no­r e e nica nella quale ognuno apparteneva
l’aiuto fraterno a quanti si trovano in all’altro perché tutti appartenevano a
necessità. Questa visione veramente cri­ Cristo.
stiana ed evangelica del ruolo che la Dio ci liberi dalla doppiezza, dai
Chiesa di Gesù Cristo deve avere nel mormorii, dalle insinuazioni, da ogni
mondo ancor oggi non può venir me­ forma di invidia; queste attitudini sono i
no! germi malefici che distruggono la co­
Come la chiesa del primo secolo munione fraterna, perché essa si fonda
nell’arco di settant’anni riuscì a rag­ sulla schiettezza, sull’altruismo, cioè
giungere con la Parola della Vita il sull’amore che Dio ha sparso nel cuore
mondo allora co­nosciuto, così ha fatto dei credenti mediante lo Spirito Santo.
ogni movimento di risveglio cristiano Paolo Apostolo, scrivendo a Fi­le­
nel corso della storia umana ripetendo mone, rivolge al Signore la preghiera
questo miracolo in mezzo a travagli e che certamente ognuno è pronto ad
persecuzioni d’ogni genere. Però, elevare per il proprio fratello: “Che la
quando per la freddezza e per la man­ fede che ci è comune diventi efficace nel
canza di fervore spirituale è venuta me­ farti riconoscere tutto il bene che noi pos-
no la “comunione fraterna”, nel suo si­ siamo compiere, alla gloria di Dio” (3).
gnificato biblico, si è perduta anche la Una parafrasi moderna dello stesso ver­
visione ed il sentimento che avevano setto così traduce: “Prego che questa
caratterizzato la partecipazione impar­ fede che ci lega operi in te sempre di più
ziale e totale al benessere comune. Di e ti faccia conoscere tutto il bene che è
conseguenza è rimasta soltanto una co­ in nostro potere di fare vivendo per
munione formale e interessata, che non Cristo”. Questa è la “comunione frater­
ha potuto né saputo più svolgere il dise­ na”!
gno che Dio aveva stabilito per il Suo
popolo fedele. 1. Atti 2:44;
Non basta avere lo stesso nome, 2. II Re 10:15;
non basta neanche trovarsi talvolta in­ 3. Filemone 6.
sieme nel culto offerto a Dio, ma oc­
corre la schiettezza dei sentimenti. Francesco Toppi

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Studio
Biblico

Le regole
del cristiano
“Ma quanto a me, non sia mai ch'io mi glorî
d'altro che della croce del Signor nostro Gesù
Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è sta-
to crocifisso, e io sono stato crocifisso per il mondo.
Poiché tanto la circoncisione che l'incirconcisione
non son nulla; quel che importa è l'essere una
nuova creatura. E su quanti cammineranno se-
condo questa regola siano pace e misericordia, e
così siano sull'Israele di Dio”. (Galati 6:14-16)

l verbo “cam- “regole”, dei principi biblici,

I minare” è usato an­


che in Galati 5:25
dove ci si riferisce al
da rispettare.

pio:
Facciamo qualche esem­

“camminare per lo Spirito” 1) La Parola di Dio è “re-


Santo, che significa cammina­ gola di fede e di condotta”, ab­
re secondo la Parola di Dio, biamo detto, per tutti i veri
unica regola di fede e di con­ credenti che desiderano cre­
dotta. scere ed arrivare a maturità
Noi abbiamo quindi delle spirituale e in questo la Parola

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svolge un ruolo assai importante (II all’esterno; né è circoncisione quella che è
Timoteo 3:16-17) esterna, nella carne; ma Giudeo è colui
2) Il “primo comandamento”, una che lo è interiormente; e la circoncisione è
regola preziosa per tutti i figliuoli di Dio quella del cuore, in ispirito, non in lette-
(Matteo 22:36-38). ra; d’un tal Giudeo la lode procede non
3) La regola aurea, quella che ri­ dagli uomini, ma da Dio”.
guarda gli altri (Matteo 7:12). In Efesini 2:13-16 si parla di un cor­
Possiamo rispettare queste “regole” po unico, un popolo solo, che per mez­
in quanto viviamo secondo una legge zo di Cristo ha accesso al Padre in un
divina, elevata, che riguarda l’opera del­ unico Spirito.
lo Spirito Santo che infonde la Sua forza Se Cristo è la nostra pace, allora la
in noi (Romani 8:2): pace di Dio può scendere sul Suo popo­
1) Noi viviamo per lo Spirito (Rom. lo, formato da ebrei e non ebrei conver­
8:9-11) titi a Cristo, che seguono questa “rego­
2) Noi camminiamo per lo Spi­ri­to la” (Salmo 125:5).
(Rom. 8:12,13) Ad esempio, l’apostolo Paolo stabi­
3) Noi siamo condotti dallo Spi­ri­to lisce una certa dottrina, sull’uso del velo,
(Rom. 8:14) poi al termine del suo insegnamento fis­
La presenza dello Spirito Santo in sa anche l’usanza della chiesa, afferman­
noi ci assicura che apparteniamo a Gesù, do che noi non abbiamo la consuetudi­
che siamo stati adottati da Dio Padre e ne di essere contenziosi; vediamo dun­
adesso siamo veramente figli di Dio, que in I Corinzi 11 che la “regola” ri­
Suoi eredi legittimi (Rom. 8:9,15-17). guarderà sempre “dottrina e pratica” in­
Alcuni dicono di essere anche loro figli sieme, in quanto indivisibili.
di Dio, ma sono incoerenti all’insegna­
mento del­l’Evan­gelo, contrastano l’ope­ Nella Bibbia si parla di differenti
ra di Dio e vorrebbero un Vangelo senza norme:
la Parola di Gesù, senza “regola” (Giov. regole carnali
9:24). Come si vive questa regola?
Più che una norma rigida, si tratta di A) Possiamo scomporre queste regole e
un principio scritto nei cuori di quanti si vederne diversi Tipi.
convertono e che li fa vivere e cammina­ Innanzi tutto vi sono regole “anti­
re secondo la Parola. “Ma pur cammi- che”, cui si è attaccati per trasmissione di
niamo d'una stessa regola, e sentiamo memoria o superstizione, di cui pochi si
una stessa cosa, in ciò a che siam pervenu- domandano la bontà, la provenienza o
ti” (Filippesi 3:16 vers. Diodati; Cfr. l’utilità, ma che semplicemente si prati­
Ezechiele 3:26-27). cano perché le generazioni degli avi han­
Se prendiamo Deuteronomio 10:12- no fatto così, così facciamo anche noi,
20 e Michea 6:8 comprendiamo che i così faranno anche i nostri figli dopo di
comandamenti di Dio riguardano il cuo­ noi. Esse possono riguardare il mangiare
re e questo già nell’Antico Testamento. o il bere, o “rispetto a feste, o a noviluni o
Ma chi è qui quello che viene chia­ a sabati, che sono l'ombra di cose che dove-
mato “l’Israele di Dio”? In Fi­lip­pe­­si 3:23 vano avvenire” (Col. 2:16-17).
si spiega chi sono i veri giudei. Vi sono poi delle regole “moderne”
Lo leggiamo anche in Romani 2:28, cui si è attaccati per presunte rivelazioni
29: “Poiché Giudeo non è colui che è tale (Col. 2:18-20): “Nessuno a suo talento vi

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defraudi del vostro premio per via d'umil- giose o comuni, ora viviamo per il cielo,
tà e di culto degli angeli affidandosi alle per l’eternità, per farci un tesoro dove la
proprie visioni, gonfiato di vanità dalla ruggine non arriva.
sua mente carnale, e non attenendosi al 7) Gente che vive senza aver “lascia­
Capo, dal quale tutto il corpo, ben fornito to il mondo” (v. 20), mentre il credente
e congiunto insieme per via delle giunture “non vive più nel mondo”, non significa
e articolazioni, prende l'accrescimento che che non ha i piedi a terra, o che rifugge
viene da Dio. Se siete morti con Cristo entro una nuvola di misticismo inerte.
agli elementi del mondo, perché, come se
viveste nel mondo, vi lasciate imporre de' B) L’origine di queste regole (I Ti­mo­teo
precetti?” 4:1-5)
1) Falsa umiltà (v.18), il mondo pul­ 1) Esse sono risultato di sviamento
lula di gente che sotto l’apparente quanto (v.1); gli spiriti seduttori e i demoni dif­
ostentata umiltà presenta una sua forma fondono nel mondo le loro dottrine che
religiosa e si fa dei seguaci. traviano gli uomini dalla verità. Le false
2) Culto degli angeli (v.18), oggi dottrine hanno il compito di distrarre gli
più che mai di moda, anche per la straor­ uomini dalla Verità della Parola di Dio.
dinaria diffusione del movimento magi­ 2) Sono diffuse da uomini bugiardi
co esoterico New Age, intru­fo­latosi an­ e ipocriti (v.2) che spesso conoscono la
che in certi circoli neopentecostali. Ma Verità del Vangelo, ma la rinnegano deli­
questo culto sarà dedicato proprio agli beratamente, perciò sono segnati da un
angeli? Se la risposta risulta affermativa è marchio, impostori, contaminati nella
male, se negativa è peggio. coscienza.
3) Visioni personali (v.18), si molti­ 3) Sono pratiche innocue apparen­
plicano e la gente vi corre dietro, sia per temente (v.3), ma dietro si insidiano
una religiosità popolare quasi supersti­ spesso teorie, filosofie, dottrine pe­
ziosa, sia per una semplice curiosità. ricolose. Le motivazioni spesso sem­
4) L’orgoglio della vanità (v.18), brano buone; pensiamo al buon Aaron­
l’apostolo Paolo si scagliava contro le ne il quale non capisce, perciò viene
dottrine che tentavano di svilire la coinvolto nel brutto affare del vitello
Personalità nel contempo divina e uma­ d’oro: egli parlava di un tipo di festa, gli
na di Gesù, perché quando si cerca di altri di un altro tipo (Eso­do 32:1,47).
“abbassare” Gesù e si tenta di innalzare Le motivazioni religiose a volte si
se stessi, si tratta di orgoglio. Ogni vero intrecciano con quelle politiche (I Re
credente afferma: “Bisogna che Egli – 12:27,28).
Gesù – cresca e che io diminuisca”
5) Una mente carnale (v.18), una C) Il rapporto che queste regole hanno
mente dominata dalla vecchia vita, po­ con il Vangelo
trebbe essere anche rigenerata, o esserlo 1) abbracciare queste regole carnali
stata un tempo, ma ora gli impulsi carna­ significa cedere a “dottrine diverse”, farsi
li la dominano e la guida dello Spirito un “Gesù diverso” ed esulare dalla sem­
Santo non riesce a prevalere. plicità rispetto a Cristo (II Cor.11:3,4; I
6) Attaccamento agli “elementi del Tim.6:3-4; Rom.16:17, 18).
mondo” (v. 20), la vita di prima non fa più 2) Queste persone spesso cercano
al caso nostro, basta l’aver dato il passato dei nuovi convertiti per tirarli dalla loro
alle cose del mondo, fossero anche reli­ parte, per renderli loro seguaci e farsi

10 ● R i s v e g l io P e n t e co s ta l e ● O t t o b r e 2000
una cerchia a propria disposizione (II • Da vecchi elementi del mondo (Galati
Pietro 2:18). 4:8-9).
3) Queste regole mondane e perso­ 1) La cose materiali, anche il cibo, ven­
nali riguardano l’orgoglio umano e an­ gono “santificate, messe da parte” (I
che noi credenti non dobbiamo per or­ Tim. 4:5)
goglio o preferenza personale esaltare 2) La Parola della fede e della buona
l’uno a danno dell’altro, ponendo la no­ dottrina sono il nutrimento per l’anima
stra attenzione sul predicatore, anziché (4:6)
sulla Parola predicata (I Cor.4:6; Efes. 3) Evitiamo le “favole” profane e da vec­
5:6,7). chie (v.7)
La Parola di Dio predicata dai pulpi­ 4) Esercitiamo la fede nella consacrazio­
ti sembra una “regola” insopportabile ne (v.7)
per l’uomo carnale. Come non ricordare 5) L’esercizio della pietà, devozione,
la noiosa cantilena che facevano per imi­ consacrazione, contrapposto a quello
tare e schernire i predicatori della Parola corporale (v.8).
di allora:
Ma quelli non han voluto ascoltare; e In secondo luogo ci riferiamo a
la Parola dell'Eterno è stata per loro pre- regole umane
cetto dopo precetto, precetto dopo precetto, Dopo aver considerato le regole
regola dopo regola, regola dopo regola, un carnali ispirate da sentimenti di orgoglio
poco qui, un poco là, ond'essi andassero a e idolatria, vediamo ora le regole umane,
cadere a rovescio, fossero fiaccati, còlti al nella loro essenza e nei loro segni (Marco
laccio, e presi! Ascoltate dunque la Parola 7:19).
del­l'E­ter­no, o schernitori, che dominate su
questo popolo di Gerusalemme! (Isaia A) Queste regole sono il prodotto delle
28:13,14). tradizioni umane
La Parola, invece, serve a purificare • I religiosi erano venuti per criticare,
la nostra vita perché è una REGOLA come spettatori; quando non si è impe­
divina, che Dio scrive nel nostro cuore gnati, è facile criticare quelli che corrono
(Deut.10:12,13). nell’arena.
Se pensiamo al profeta Geremia, • Essi erano pronti a condannare gli al­
possiamo comprendere che il predicato­ tri, basandosi sulle loro numerose regole
re viene paragonato al “Saggiatore d’ar- uma­ne: “mani impure”
gento” (Geremia 6:26-30). • Essi erano scrupolosi in molte cose
Ci si riferisce al processo per ottene­ esterne ed esteriori (v.3); mentre Gesù ci
re l’argento da cristalli minerali di piom­ ha insegnato chiaramente a net­tare pri­
bo argentifero, con un lavoro di ossida­ ma il di dentro e poi il di fuo­ri (Matteo
zione nei forni: il piombo si separa e così 23:2326)
le scorie di piombo si staccano e l’argen­ 1) per loro era un sacrilegio non se­
to diventa puro. guire la tradizione (v.5)
Santificarsi significa purificarsi (I 2) Gesù li rimproverò per la loro
Timoteo 4:6-8): ipocrisia (v.6)
• Da vecchie scorie (cose cui davamo va­ 3) I verbi usati indicano come il for­
lore, ma che Dio ci chiede di togliere) malismo abbia vinto i loro cuori:
• Da vecchio lievito (tutto ciò che ha a • “gran cura” (v.3), nel trattare con
che fare con la contaminazione) Gesù non avevano la stessa cura, nean­

O tt obre 2000 ● R isvegli o P entec ostale ● 11


che con i Suoi discepoli, così i religiosi di ispirati. Ma la Parola di Dio è chiara
ogni tempo sono molto scrupolosi per sull’argomento.
molte cose, ma non verso Gesù. 1) Se è vero che non siamo sottopo­
• “attenendosi” (v.3) sti più a regole cerimoniali come quelle
• “ritengono” (v.4) dell’Antico Testamento (Gala­ti 5:24;
• “attaccàti” (v.8), “vi attenete”, “con­ Romani 8:2).
servate” ciò che è vostro per annullare 2) Nella libertà cristiana vi è un
ciò che è di Dio, sembra dire Gesù. grande paradosso: “il credente è l’uomo
• “sapete ben annullare”, altre versioni: più libero della terra”, ma sceglie volon­
“siete molto abili” nell’annullare (v.9) tariamente di essere “servo di Cristo,
• “tradizione che voi vi siete tramanda- della chiesa, degli uomini” e per quanto
te” (v.13), queste tradizioni tendono a riguarda la sua vita personale, sceglie la
mettere da parte la Parola di Dio, quindi santità (Galati 5:17).
1. a sostituire le dottrine umane a Noi siamo liberati dal Signore e li­
quelle bibliche (“travisano”, “torcono” la beri per servire, infatti Gesù era libero e
Scrittura a loro propria rovina, II Pietro scelse di servire (Giov.13:14-16), Paolo
3:16) era libero e scelse di servire (I Cor.9:19),
2. ad annullare e rendere inutile la il credente serve il credente (Galati
Parola di Dio (v.13) 5:13), insieme “serviamo” il mondo
3. se le regole umane prevalgono, portando l’Evangelo di Cri­sto (Romani
“Cristo non giova a nulla” e la mirabile 15:16)
opera di Cristo sarà “vuotata” (I Corinzi 3) Il Nuovo Testamento ha norme e
1:17). regole ben precise, in esso la parola “co-
mandamento” ricorre 28 volte (I Giov.
B) Queste regole sono imposte dagli uo- 2:3-6; 3:23-24). Vi sono comandamenti
mini (Marco 7:7) precisi che ci portano ad una “morale”
Essi godono ad imporre agli altri D I VERSA r i s p e t t o a l l ’ A n ­t i c o
pesi, comandamenti, precetti d’uomini, Testamento (dipendente dalla nuova di­
regole che non si concentrano sul “vero spensazione della grazia).
bene” dell’anima, ma solo sull’esteriore Ad esempio nell’Antico Testa­mento
(Luca 11:46; Deut.10:12-13). Mentre il il giudizio doveva essere spesso imme­
Vangelo non deve essere falsificato o diato e condizionato dalla famosa legge
adulterato (Gal. 1:6-10). II Corinzi del taglione (“occhio per occhio”).
2:17: “Poiché noi non siamo come quei Davide fa vendetta dei nemici del
molti che adulterano la parola di Dio; popolo di Dio, perché Dio spesso usava
ma parliamo mossi da sincerità, da parte la sua spada per giudicare gli impeniten­
di Dio, in presenza di Dio, in Cristo”. ti. Nei Salmi cosiddetti imprecatòri ab­
biamo un tipico esempio del desiderio di
Infine parliamo di distruggere l’empio a causa del suo pec­
regole spirituali cato.
(Galati 6:14-16) Ricordiamo quando il giudizio si
Purtroppo a volte incontriamo dei abbatteva contro un popolo a causa del
credenti che non desiderano sottoporsi a peccato, allora venivano uccisi anche i
nessun tipo di regola, sotto l’insegna bambini (Gen.15:16), ma non era una
della “libertà dello Spirito”, perché essi si norma contro tutti i popoli, anzi alcuni
sentono molto “pentecostali”, spirituali, dovevano essere trattati diversamente.

12 ● R i s v e g l io P e n t e co s ta l e ● O t t o b r e 2000
Leggiamo Deu­tero­no­mio 20:10-18 che ci portano ad una sana condotta
Come possiamo definire spirituali evangelica; perché noi vogliamo essere
delle “regole”? Esse sono tali se: come quel cristiano che “regola bene la
sua condotta” (Salmo 50:23; II
A. Trovano la loro RAGIONE di essere Tim.2:5,15; 3:15-17).
nel rendere onore a Dio e portano edifi- È un’opera nel cuore che la Scrittura
cazione alla chiesa chiama: “la circoncisione di Cristo” e ci
Dobbiamo sempre chiederci: “Lo cambia mentalità:
farebbe Gesù? Edifica?” Cer­c hiamo • è un segno nel cuore, per avere un
l’edificazione personale (Rom.12:2) e la cuore nuovo
cura di tutti i particolari (I Pietro 3:3,4; I “l'Egitto, Giuda, Edom, i figliuoli di
Cor.10:31; Rom. 14:19). Ammon, Moab, e tutti quelli che si taglia-
no i canti della barba, e abitano nel de-
B. Perseguono lo SCOPO di rendere sa- serto; poiché tutte le nazioni sono incir-
na testimonianza concise, e tutta la casa d'Israele è incir-
Alcuni non pensano mai ai “nuovi” concisa di cuore” (Ger.9:26);
nella chiesa e parlano a ruota libera of­ • nelle orecchie, per poter ascoltare la
frendo spesso un pessimo esempio. È un Parola
problema di maturità spirituale. “A chi parlerò io, chi prenderò a testi-
Cerchiamo le cose che edificano e fanno monio perché m'ascolti? Ecco, l'orecchio
del bene al prossimo (Rom. 14:13-16), loro è incirconciso, ed essi sono incapaci di
evi­t iamo di scandalizzare gli altri (I prestare attenzione; ecco, la parola
Cor.10:23-39). Per quanto riguarda il dell'Eterno è diventata per loro un obbro-
com­portamento della donna cristiana (I brio, e non vi trovano più alcun piacere”
Tim.2:8-15), il collegamento tra il v.8 e 9 (Ger.6:10);
è importante: similmente (Riv.), allo stes- • sulle labbra, per poter lodare Dio e
so modo (Nuova Riv.), simigliantemente testimoniare agli altri
(Diodati), alla stessa maniera (Cei). La “E Mosè disse all'Eterno: “Ahimè,
modestia si collega con l’atteggiamento Signore, io non sono un parlatore; non lo
di chi è umile e procede “Senza dispute”, ero in passato, e non lo sono da quando tu
“contese”, con semplicità e obbedienza, hai parlato al tuo servo; giacché io sono
senza farsi prendere dall’ira “mordi e tardo di parola e di lingua” (Esodo 4:10)
fuggi”, tenendo a freno la lingua (Giac. “in lui voi siete anche stati circoncisi
3:1-12; Salmo 73:8-9). d’una circoncisione non fatta da mano
d’uomo, ma della circoncisione di Cristo,
C. Insegnano l’EQUILIBRIO biblico e che consiste nello spogliamento del corpo
l’ordine a vivere secondo la Parola di della carne”(Colossesi 2:11).
Dio Il buon senso cristiano e la coscien­
Quest’ultima è sempre la Regola di za sensibile allo Spirito Santo ci portano
fede e di condotta per noi, la Regola a vivere secondo la Parola, per prendere
perfetta ed eterna, la FEDE di cui parla decisioni sagge alla gloria di Dio e per
Giuda (v.3), cioè l’insieme della dottrina l’edificazione comune (Atti 15:28-29;
e dell’etica che forma il messaggio cri­ Filippesi 4:8).
stiano; le ISTRUZIONI di cui parla Simone Caporaletti
Paolo in I Corinzi 11:1-2,17,23 che dan­
no un equilibrio spirituale e mentale e

O tt obre 2000 ● R isvegli o P entec ostale ● 13


Studio Biblico
parte 3 e 4

Una Chiesa
di qualità
1 Tessalonicesi 5:12-28

Terzo ingrediente: si risolveranno da soli. Molto

3 spesso invece accade che una


ferita infetta, non curata e al­
la quale non si è provveduto
Vigilanza adeguatamente, provochi
sui problemi una cancrena mor­tale cui è
(v. 14) impossibile porre rimedio.
L’apostolo Paolo esorta
Abbiamo visto nel nu­ la chiesa di Tessalonica a ve­
mero scorso di R isveglio gliare, a sanare le situazioni
Pen­­te­c o­s tale come in una di disagio, aff inché tutto
chie­sa di qualità c’è la giusta possa svilupparsi e andare
considerazione per i condut­ avanti secondo l’ordine di
tori e come ci si adopera per Dio e nell’armonia fraterna.
la pace. Ma pace non vuol di­ “Vi esortiamo fratelli, ad
re “lasciar correre” sugli ammonire i disordinati, a
eventuali problemi. confortare gli scoraggiati, a
Alcuni non affrontano i sostenere i deboli, a essere pa-
problemi perché pensano che zienti con tutti” (v. 14).

14 ● R i s v e g l io P e n t e co s ta l e ● O t t o b r e 2000
Questo verso ci presenta tre categorie sulla strada sbagliata che sta percorrendo e,
di credenti che più o meno sono presenti in di solito, accade che anche altri siano coin­
ogni chiesa cristiana. Verso costoro, una volti nel disordine.
chiesa di qualità, adotterà i giusti rimedi Una chiesa che non ha il coraggio di
affinché la loro posizione possa migliorare ammonire i disordinati sarà una chiesa di
dinanzi al Signore e affinché il Signore pos­ scarsa qualità, una chiesa dove difficilmente
sa essere onorato ed esaltato. si distinguerà il vero dal falso.
Il terzo ingrediente di una chiesa di Bisogna ammonire con tatto e con
qualità è: Vigilanza sui problemi. amore, ma questo non esclude la fermezza.
“Vi esortiamo fratelli ad ammonire i disor-
1. Una chiesa di qualità ammonisce i di- dinati”.
sordinati.
I disordinati sono coloro che non sono 2. Una chiesa di qualità conforta gli sco-
coerenti con la loro professione di fede, che raggiati.
non si attengono alla Parola di Dio e pre­ Un’altra categoria di credenti che può
tendono di fare quello che vogliono. trovarsi nella chiesa è quella degli scorag­
Costoro debbono essere ammoniti affinché giati. La vita cristiana viene paragonata a un
possano ravvedersi ed essere salvati. combattimento, ad una lotta e, lungo il
Nel comando dello Spirito Santo che ci cammino, non tutti riescono a rimanere
chiama ad ammonire i disordinati appare saldi, fiduciosi, attivi. Alcuni si scoraggiano
tutto l’amore di
Dio, perché Egli
non vuole che pe­
riscano.
Una chiesa che non ha il coraggio di ammonire i
L’a p o s t o l o disordinati sarà una chiesa di scarsa qualità, una
Paolo chiaramen­ chiesa dove difficilmente si distinguerà il vero dal falso.
te indica come re­
agire nei confron­
ti dei disordinati:
“Fratelli vi ordiniamo nel nome del nostro perché sono timidi e mancano di audacia.
Signore Gesù Cristo che vi ritiriate da ogni Ma è bene ricordare loro che il Signore “ci
fratello che si comporta disordinatamente e ha dato uno spirito non di timidezza, ma di
non secondo l’insegnamento che avete ri­ forza, di amore e di autocontrollo” (2
cevuto da noi. …E se qualcuno non ubbidi- Timoteo 1:7).
sce… notatelo, e non abbiate relazione con Altri si scoraggiano a causa della paura
lui, affinché si vergogni. Pe­rò non considera- che ancora domina i loro cuori. La Parola
telo un nemico, ma ammonitelo come fratel- di Dio ci presenta l’antidoto alla paura in
lo” (2 Tes­sa­lo­ni­cesi 3:7,13,14). quanto dice: “Nell’amore non c’è paura;
Purtroppo, ai nostri giorni, sempre più anzi, l’amore perfetto caccia via la paura”
spesso ci si imbatte in credenti che vogliono (1 Gio­vanni 4:18).
essere “più buoni e amorevoli del Signore”, Altri ancora sono indecisi, mancano di
in quanto pensano che riprendere e ammo­ determinazione. Purtroppo questa condi­
nire possa costituire motivo di scoraggia­ zione li atterra e, quando si girano indietro,
mento e frustrazione per coloro che sono si accorgono di aver perso tanto tempo a
l’oggetto della riprensione. Non c’è pensie­ causa della loro indecisione così lo scorag­
ro più errato. “Lasciar correre” significa giamento e lo sconforto aumentano.
dare licenza a chi è in difetto di continuare Altri, immersi nelle sofferenze fisiche,

O tt obre 2000 ● R isvegli o P entec ostale ● 15


perdono la speranza. La sofferenza
vendo ai Romani, dice: “Or noi, che
è terribile ed è capace di scoraggia­
siamo forti, dobbiamo sopportare le
re gli uomini più valorosi. debolezze dei deboli e non compiace-
Noi, come chiesa di Cristo, co­
re a noi stessi. Ciascuno di noi com-
me figli di Dio, abbiamo un man­
piaccia al prossimo, nel bene, a scopo
dato: “Vi esortiamo fratelli, ...a con-
di edificazione” (Romani 15:1,2).
fortare gli scoraggiati”. Per poter• I deboli sono coloro che non
confortare gli scoraggiati, bisogna
hanno molta conoscenza delle cose
prima identificarli e, per identifi­
di Dio e a causa della loro ignoran­
carli, bisogna essere sensibili, avere
za spirituale sono facili a intopparsi
il cuore di Dio. Ogni qual volta ti
e a scandalizzarsi. La Parola non ci
trovi davanti a un fratello o a una
dice di emarginarli, di ridicolizzarli
sorella scoraggiati, il Signore ti sta
a causa della loro poca conoscenza,
chiedendo di confortarli. ma piuttosto continua ad incitarci a
Come confortare le persone
sostenerli.
scoraggiate? Possiamo confortarle • I deboli sono coloro che non
con le promesse della Parola di Dio.
hanno fede, che non hanno impa­
Pos­s ia­mo confortarli con la pre­
rato a confidare nel Signore. Anche
ghiera. verso costoro ci deve essere una cu­
ra particolare ed è
segno di qualità
avere una giusta
In una chiesa di qualità, i credenti si occupano gli uni comprensione ed
degli altri e si sforzano di contribuire al benessere essere strumento
morale, spirituale dei fratelli, perché si comprende che di crescita per co­
il benessere dell’uno contribuisce al benessere di tutti. storo. Lo Spirito
Santo ci chiama a
“sostenere i debo­
li”.
• I deboli so­
Pos­siamo confortarli con la no­ no quelli da poco convertiti, piante
stra presenza e la nostra solidarietà. giovani che ancora non hanno af­
In una chiesa di qualità, cia­ fondato le radici nel­l’Evangelo e so­
scuno si fa carico dell’altro incorag­ no tentati di guardare indietro, per­
giandolo, camminando insieme, ché ancora attratti dalle lusinghe
confortandolo con il proprio soste­ del mondo. Non è sufficiente fare
gno e il proprio amore. solo opera di evangelizzazione an­
“Vi esortiamo fratelli …a con- che se questa è un’attività molto
fortare gli scoraggiati”. importante.
Nessun contadino crede che
3. Una chiesa di qualità sostiene i basti soltanto buttare un seme nella
deboli. terra per avere in seguito un abbon­
Abbiamo una grande responsa­ dante raccolto.
bilità gli uni verso gli altri e in par­ Ogni contadino sa bene che bi­
ticolar modo i forti nei confronti sogna accuratamente seminare, do­
dei deboli. L’apostolo Paolo, scri­ po bisogna accuratamente annaf­

16 ● R i s v e g l io P e n t e co s ta l e ● O t t o b r e 2000
fiare, curate, potare, concimare la
pianta che nasce ed allora il raccolto Quarto ingrediente:
sarà di qualità e abbondante. La gioia (v. 16)
Questo vale anche per ciò che ri­
guarda l’esperienza spirituale.
Dopo aver seminato la Parola per La gioia è continuamente ricer­
mezzo della quale è stata generata cata da ogni essere umano, ma
“la nuova nascita”, bisogna curare l’esperienza ci insegna che è diffici­
la nuova creatura affinché possa le trovarla se non si sa dove cercarla.
mettere profondi radici in Dio. Lo I credenti sanno molto bene
Spirito Santo ci chiama a “sostenere che la vera gioia non viene dalle ric­
i deboli”. chezze, da una posizione sociale
Dinanzi alle necessità dei de­ solida, da una buona famiglia alle
boli, una chiesa di qualità, dei cre­ spalle. Queste cose possono contri­
denti di qualità, non rispondono buire alla serenità, ma non danno la
come Caino: “Sono forse io il guar- felicità.
diano di mio fratello?”. Il Signore ci I credenti di Tessalonica erano
ha fatto guardiani gli uni degli altri gioiosi e sereni perché avevano co­
e abbiamo il dovere di aiutare i no­ nosciuto e fatto esperien­
stri fratelli che rimangono indietro
nel cammino della fede.
Una chiesa matura sostiene i
4 za di ciò che in Cristo
potevano ricevere; erano
g ioiosi perché ora i n
deboli, non li lascia a sé stessi. “Vi Cristo la loro vita aveva un senso ed
esortiamo fratelli …a sostenere i de- una prospettiva, erano gioiosi per­
boli”. ché la Parola di Dio comunicava
loro una speranza viva tanto da per­
Il verso 14 si conclude ricor­ mettere di superare a testa alta le
dando che bisogna “essere pazienti prove che dovevano affrontare.
con tutti”. La gioia della fede cristiana è
La pazienza fa parte del frutto qualcosa di reale e autentico che
dello Spirito (Galati 5:22) e, se lo anche oggi è possibile vivere appie­
Spi­rito Santo governa la nostra vita, no.
questa virtù sarà meravigliosamen­ In una chiesa di qualità, i suoi
te presente. D’altra parte è bene ri­ membri vivono la gioia di Gesù
cordare che la pazienza non è mai a Cristo, partecipano con entusiasmo
senso unico; se noi siamo chiamati alla vita della comunità e con gioia
ad essere pazienti con tutti, molti offrono il culto al Signore.
sono pazienti nei nostri confronti. La nuova vita in Cristo ci con­
In una chiesa di qualità, i cre­ ferisce gioia. Questa condizione in­
denti si occupano gli uni degli altri teriore siamo chiamati a viverla
e si sforzano di contribuire al be­ continuamente.
nessere morale e spirituale dei fra­ Una chiesa di qualità è compo­
telli, perché si comprende che il be­ sta da credenti che hanno compreso
nessere dell’uno contribuisce al be­ cosa sig n i f ica ra l leg ra rsi nel
nessere di tutti. Signore.
Il quarto ingrediente di una

O tt obre 2000 ● R isvegli o P entec ostale ● 17


chiesa di qualità è: La gioia: “Siate
• Eravamo diretti all’inferno, men­
sempre gioiosi”. tre ora stiamo marciando verso il
cielo. Non c’è uomo più felice di
1. Gioia guardando al passato. colui che ha coscienza del fatto che
Alcuni sono schiacciati dal loro oggi sta camminando con il Signore
passato fino al punto da non avere e che un giorno regnerà con Lui nel
alcuna prospettiva né nel presente cielo.
né per il futuro. Abbiamo motivo di gioire
Anche se il passato di molti di guardando al passato, non perché ci
noi non è stato dei migliori, ora, sia da rallegrarsi di quello che era­
come figli di Dio, abbiamo di che va mo pr i ma d i i ncont ra re i l
rallegrarci anche guardando a quel­ Signore, ma perché possiamo con­
lo che eravamo e considerando frontare la nostra vita di oggi con
quello che ora siamo: quella di ieri, apprezzando l’opera
• Eravamo morti nei falli e nei pec­ che il Signore ha compiuto.
cati, mentre ora siamo vivificati in Quello che il Signore ha fatto
Cristo. Questo fatto ci fa compren­ per noi, quello che ci ha donato su­
dere l’opera rigenerante che il pera tutte le ricchezze della terra.
Signore ha adempiuto in noi e que­ Guardando all’opera che Dio ha
fatto in noi nel
passato, non pos­
Abbiamo motivo di gioire guardando al passato, non siamo fare altro
perché ci sia da rallegrarsi di quello che eravamo prima che rallegrarci ed
di incontrare il Signore, ma perché possiamo confrontare essere riconoscen­
la nostra vita di oggi con quella di ieri, apprezzando ti, perché Egli è il
sommo Pastore.
l’opera che il Signore ha compiuto.
“Rallegratevi sem-
pre nel Si­g no­r e.
sto è motivo di immensa gioia. Ri­peto, rallegratevi” (Fi­lippesi 4:4).
• Eravamo in guerra e agitati, men­
tre ora abbiamo la pace di Gesù 2. Gioia guardando al presente .
Cristo. Ricordiamo sicuramente lo Qualsiasi sia la circostanza nel­
stato interiore in cui vivevamo pri­ la quale ti trovi oggi, sappi che il
ma di incontrare e accettare la gra­ Si­gnore è con te e desidera prender­
zia di Dio, ma considerando oggi si cura della tua vita.
quel ricordo il nostro cuore si riem­ Il presente non spaventa il cre­
pie di gioia, perché le cose sono dente, anche se la lotta è dura, an­
cambiate: ora abbiamo pace, Gesù è che se le situazioni sembrano preci­
nostro amico e questo ci riempie di pitare, noi possiamo trovare vera
gioia. serenità e conforto fra le braccia del
• Non avevamo uno scopo per vi­ nostro amato Padre celeste.
vere, mentre ora siamo coscienti Considerando le vittorie del
della nostra vocazione. Anche que­ passato, il nostro cuore si riempie di
sto è un motivo di grande gioia. gioia. Ma l’opera che il Signore ha
Non aveva mo…ora abbia mo. compiuto nel passato deve indurci a
Gloria a Dio! credere sempre con maggiore con­

18 ● R i s v e g l io P e n t e co s ta l e ● O t t o b r e 2000
vinzione che “Gesù Cristo è lo stesso rallegrarci anche in mezzo alla bat­
ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13:8), taglia.
per cui Colui che è stato fedele ieri, Vivi il presente con gioia, ricor­
lo sarà anche oggi. dando che l’Iddio che è stato fedele
Se stai affrontando prove e cir­ nel passato lo sarà anche al presen­
costanze avverse, il sapere che il Si­ te.
gno­re combatte le nostre battaglie Una chiesa di qualità è serena e
e si schiera al nostro fianco è fonte confida con gioia nel Signore.
di immensa gioia.
La gioia di cui sto parlando 3. Gioia guardando al futuro.
non si identifica con il solito sorriso Molti vivono nel terrore pen­
di circostanza, ma è qualcosa di sando a ciò che può riservare loro il
molto più profondo. futuro.
La gioia cristiana si evidenzia Gli uomini sono preoccupati,
con una profonda pace e una peren­ solleciti per il loro futuro.
ne serenità che accompagna ogni Alcuni vivono temendo di am­
circostanza della nostra vita e deri­ malarsi gravemente, altri si depri­
va dalla consapevolezza di apparte­ mono pensando al futuro loro o dei
nere al Signore. figli, altri ancora temono un disa­
L’a p o s t o l o
Paolo, nonostante Se ricordiamo che sempre Dio è con noi, allora avremo la
le prove, aveva
ben compreso che
forza di rallegrarci anche in mezzo alla battaglia.
il Signore è sopra Vivi il presente con gioia, ricordando che l’Iddio che è
ogni circostanza: stato fedele nel passato lo sarà anche al presente.
“Noi siamo tribo- Una chiesa di qualità è serena e confida con gioia nel
lati in ogni ma- Signore.
niera, ma non ri-
dotti all’estremo;
perplessi, ma non disperati; perse- stro economico che potrebbe co­
guitati, ma non abbandonati... sa- glierli.
pendo che Colui che risuscitò il Molti stanno bene nel presen­
Signore Gesù, risusciterà anche noi te, ma pensando al futuro si depri­
con Gesù, e ci farà comparire con voi mono.
alla sua pre­s enza” (2 Corinzi Le domande ricorrenti che si
4:8,9,14). trovano nella bocca della gente, che
Le circostanze av verse che udiamo nei diversi programmi tele­
l’apostolo incontrava non sminuiva­ visivi sono spesso le seguenti:
no la sua contentezza. Cosa ci riserverà il futuro?
Le promesse di Dio, i benefici Cosa accadrà domani?
derivanti dal sacrificio di Cristo Che ne sarà di noi?
non possono essere annullate dalle Gesù mise in guardia i Suoi di­
circostanze o dai problemi della vi­ scepoli contro le ansie per il futuro:
ta. “Perciò vi dico: Non siate in ansia
Se ricordiamo che sempre Dio per la vostra vita, di che cosa mange-
è con noi, allora avremo la forza di rete o di che cosa berrete; né per il

O tt obre 2000 ● R isvegli o P entec ostale ● 19


vostro corpo di che vi vestirete... cora manifestato ciò che saremo.
Cercate prima il regno e la giustizia Sappiamo che quand’Egli sarà ma-
di Dio, e tutte queste cose vi saranno nifestato saremo simili a Lui, perché
date in più. Lo vedremo come Egli è” (1 Giovan­
Non siate dunque in ansia per il ni 3:1,2).
domani, perché il domani si preoccu- La fede ci porta a vedere la glo­
perà di se stesso. Basta a ciascun ria che ci è stata promessa e ce la fa
giorno il suo affanno” (Matteo af­ferrare. Af­f i­dia­mo le nostre vie e i
6:25,33, 34). I credenti non hanno nostri cuori a Co­lui che governa il
motivo di preoccuparsi per il loro cielo e la terra e guar­diamo al futu­
futuro perché “Colui che ha iniziato ro con gioia.
in voi un’opera buona la condurrà a
compimento” (Filippesi 1:6). La chiesa di Gesù Cristo vive
Qualsiasi cosa accadrà nel futu­
per il cielo e questo è motivo di
ro, noi abbiamo compreso che “tut-
grande gioia. Forse incontreremo
difficoltà, prove, ma la nostra gioia
te le cose cooperano al bene di quelli
non dipende dalle circostanze bensì
che amano Dio, i quali sono chiama-
dal sapere che i nostri nomi sono
ti secondo il suo disegno” (Romani
8:28). scritti nel libro della vita.
Una chiesa di
qu a l it à g io i s ce
Nonostante quelle che potrebbero essere le prospettive guardando in alto
dell’immediato futuro, noi consideriamo la nostra e fa in modo che
eredità eterna e, guardando al traguardo che ci sta ogni giorno sia un
dinanzi, la chiesa di Gesù Cristo è gioiosa, perché è giorno di gioia.
cosciente che il meglio deve ancora venire. “Rallegratevi
sempre nel Signo­re.
Ripeto, rallegrate-
Nonostante quelle che potreb­ vi” (Filippesi 4:4).
bero essere le prospettive dell’im­
mediato futuro, noi consideriamo (continua)
la nostra eredità eterna e, guardan­ Angelo Gargano
do al traguardo che ci sta dinanzi,
la chiesa di Gesù Cristo è gioiosa,
perché è cosciente che il meglio de­
ve ancora venire.
L’a­po­stolo Gio­van­n i ci richia­
ma a quello che siamo ma, ancor di
più, a quello che saremo e questo ci
fa traboccare di immensa gioia:
“Vedete quale amore ci ha manife-
stato il Padre, dandoci di essere chia-
mati figli di Dio! E tali siamo. Per
questo il mondo non ci conosce: per-
ché non ha conosciuto Lui. Carissimi,
ora siamo figli di Dio, ma non è an-

20 ● R i s v e g l io P e n t e co s ta l e ● O t t o b r e 2000
M e d i t i am o
la Parola del Signore

L’invidia:
la carie
delle ossa
os’è precisamente l’in­ (Ro­ma­ni 1:28-29). Come cristiani de­

C vidia? Il Dizio­n ario Gar­


zanti dà questa definizio­
ne: “Sen­ti­men­to di cruccio
siderosi di onorare il Si­gnore anche
con dei buoni sentimenti, è necessario
che facciamo nostra l’esortazione di
astioso per la felicità, la fortuna, il be­ Pro­verbi 4:23 che dice: “Custo­disci il
nessere altrui”. Anche la Bibbia ha la tuo cuore più d’ogni altra cosa, poiché
sua definizione: “Ho anche visto che da esso procedono le sorgenti della vita”.
ogni fatica e ogni buona riuscita nel Questo perché, l’invidia non solo ro­
lavoro provocano invidia dell’uno con- vina la vita di coloro che hanno questo
tro l’altro. Anche questo è vanità, un cattivo sentimento (Pro­verbi 14:30),
correre dietro al vento” (Eccle­s iaste ma, quando prende piede, porta di­
4:4). L’invidioso è una persona che struzione nelle famiglie e nelle comu­
vive costantemente con un’amarezza nità (I Timoteo 6:3-5).
interiore che non gli dà pace, e questo In Grecia si racconta la storia di
stato d’animo è capace di provocare un uomo che fu ucciso dall’invidia. I
delle vere e proprie malattie. In concittadini avevano eretto una statua
Proverbi 14:30 è scritto che “un cuore ad uno di loro, quale campione dei
calmo è la vita del corpo, ma l’invidia è Giochi Olim­p ici. Ma quegli, rivale
la carie delle ossa”. L’invidia è un male dell’atleta onorato, ne ebbe grande
che non agisce mai da solo, ma opera invidia, tanto da giurare a sé stesso che
sempre insieme alla gelosia e spinge avrebbe distrutto quella statua. Ogni
l’uomo a commettere qualsiasi atroci­ sera usciva col favore delle tenebre,
tà, anche se non ha nulla da accusare armato di martello e scalpello, per an­
alla sua vittima. Essa è sicuramente dare ad intaccare la base della statua,
uno dei distintivi che caratterizza tutti nel tentativo finale di farla cadere.
coloro che vivono senza timore di Dio Dopo tanti tentativi vi riuscì. La statua

O tt obre 2000 ● R isvegli o P entec ostale ● 21


cadde, ma su di lui, ed egli rimase vittima dello Spirito Santo” (Tito 3:3-5). In Galati
della propria invidia! L’invidia ha fatto per 5:24 è scritto “quelli che sono di Cristo han-
la prima volta la sua comparsa addirittura in no crocifisso la carne con le sue passioni e i
cielo, quando Lucifero invidiò Dio: “Tu suoi desideri”. Nessun credente potrà svi­
dicevi in cuor tuo: “Io salirò in cielo, eleverò luppare la propria vita cristiana se prima
il mio trono al disopra delle stelle di Dio; io non permette al Signore di estirpare dal
m’assiderò sul monte dell’assemblea, nella proprio cuore le radici dell’invidia amara, in
parte estrema del settentrione; salirò sulle quanto essa denota immaturità e mancanza
sommità delle nubi, sarò simile all’Altis­si­ di carità cristiana (I Corinzi 3:3; 13:4). In
mo” (Isaia 14:13-14). Questo terribile male Cristo siamo delle nuove creature. Dio ha
arrivò sulla terra, quando il serpente ten­tò generato in noi una nuova vita e ci ha resi
Eva inducendola a credere che mangiando partecipi della Sua natura divina (II Pietro
del frutto proibito sarebbe diventata simile 1:4), chiamandoci così ad essere santi per­
a Dio (Genesi 3:4-5). Da allora l’invidia ha ché Lui è Santo! Dio si aspetta dai Suoi fi­
infettato tutta la terra! gliuoli il Frutto dello Spirito Santo e non
L’invidioso reagisce in vari modi. Si più le opere della carne (Galati 5:19-22).
veda, ad esempio, la reazione di Ca­ino con­ In Galati 5:26, la Parola di Dio ci esorta a
tro suo fratello Abele, che portò all’omici­ non diventare preda dell’invidia. E
dio. Si veda la reazione dei fratelli di Giacomo afferma: “dove sono invidia e con-
Giuseppe che “...por tando invidia a tenzione, quivi è disordine ed ogni mala
Giuseppe, lo vendettero, perché fosse condotto azione” (Gia­como 3:16). Il Salmista nel
in Egitto” (Atti 7:9). Si noti anche l’invidia Salmo 73 ammette: “Ma, quant’è a me,
di Haman nei confronti di Mardocheo che quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò
lo portò alla morte: “Così Haman fu appic- che i miei passi non sdrucciolassero. poiché io
cato alla forca ch’egli aveva preparata per portavo invidia agli orgogliosi, vedendo la
Mardocheo” (Ester 7:10). Quanti, purtrop­ prosperità degli empi “ (v. 2-3). Poi, però, ha
po, anche oggi come Haman sono impicca­ riflettuto, ha cercato di capire, e la cosa gli è
ti alla “forca” dell’invidia, che loro stessi sembrata ardua finché, dice: “...non sono
hanno preparato per qualcun’altro! entrato nel santuario di Dio, e non ho consi-
La più grande vittima dell’invidia è sta­ derato la fine di costoro” (v. 17). Fuori del
ta sicuramente Gesù Cristo. Sta scritto, in­ Santuario vedeva le cose diversamente, ma
fatti, che Pilato sapeva “che glielo avevano una volta entrato ha considerato tutto sotto
consegnato per invidia” (Matteo 27:18). Le una nuova luce. Come il Salmista è necessa­
accuse erano false, ma i religiosi soffrivano rio che anche noi, viviamo in intima comu­
nel vedere le moltitudini che correvano ad nione con il Signore, affinché nei nostri
acclamare il Signore. cuori non ci sia invidia, ma “gli stessi senti-
L’invidia è un sentimento che fa parte menti che sono stati in Cristo Gesù.”
del vecchio uomo. Così si esprime l’aposto­ Se siamo figli di Dio e viviamo speri­
lo Paolo: “...un tempo eravamo insensati, mentando le “ricchezze della grazia”, non
ribelli, traviati, schiavi di ogni sorta di pas- saremo certamente preda dell’invidia, in
sioni e di piaceri, vivendo nella cattiveria e quanto non abbiamo nulla da invidiare agli
nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda.” altri, ma possiamo con certezza unirci al
“Ma quando la benignità di Dio, nostro Salmista e dire: “Chi ho io in cielo fuori di
Salvatore, e il Suo amore verso gli uomini so- te? E sulla terra non desidero che te. La mia
no stati manifestati, Egli ci ha salvati non carne e il mio cuore possono venir meno, ma
per opere giuste che noi avessimo fatte, ma Dio è la rocca del mio cuore e la mia parte di
secondo la Sua misericordia, mediante il la- eredità in eterno” (Salmo 73:25-26).
vacro della rigenerazione e il rinnovamento Paolo Faia

22 ● R i s v e g l io P e n t e co s ta l e ● O t t o b r e 2000
DALLE COMUNITÀ
consorelle all’estero
N o t i z i e d a T o r o n t o , C a n a d a
È con profonda gratitudine al Signore che parte integrale dell’opera italiana e godiamo
desideriamo fare partecipi i lettori della gio­ di una proficua comunione cristiana, sia con
ia che abbiamo avuto durante la gradita visi­ le Assemblee di Dio in Italia, che con le
ta del fratello Eliseo Cardarelli e la sua con­ chiese delle C.C.I.N.E. del Nord Europa.
sorte di ritorno da Indianapolis, U.S.A. Alcuni mesi fa il Signore mi ha concesso
Sabato 12 agosto, abbiamo avuto un culto l’opportunità di visitare le chiese del Nord
speciale nella chiesa di Howard Park al qua­ Europa assieme a mia moglie. durante i loro
le hanno partecipato fedeli delle chiese cir­ raduni, nonché la chiesa di Milano e quelle
convicine. Il giorno successivo, domenica, della diaspora. Ci siamo grandemente ralle­
abbiamo avuto due culti: la mattina nella grati nel notare lo sviluppo, l’armonia e la
chiesa centrale di Howard Park e la sera a prosperità dell’Opera di Dio in queste zo­
Scar­borough, una zona all’est della città di ne. Incoraggiamoci a lavorare assieme, fe­
To­ron­to. I messaggi del fratello Cardarelli deli alla nostra chiamata e alla predicazione
sono stati di grande incoraggiamento ed dell’evangelo, con passione, amore e dedi­
edificazione. Martedì 15 agosto alcuni fra­ cazione a favore dell’Opera di Dio, senza
telli delle C.C.I.N.E. di ritorno dal Con­ve­ stancarci, “sapendo che la nostra fatica non è
gno della C.C.N.A. U.S.A., hanno parteci­ vana nel Signore”. A Lui la Gloria! Joseph
pato ad un culto in un’altra zona della città Manafò
di Toronto. Anche se viviamo all’estero da
anni, i vincoli delle fede e dell’amore ci
man­tengono uniti e stretti. Ci sentiamo

Nu o va o p e r a n e ll e c i t t à di C o l o n i a ( K ö l n )
Dal gennaio 1999 abbiamo iniziato una D-46119 Oberhausen Tel. 0208.606869.
nuova opera per il Signore nella Città di In giugno abbiamo avuto una Evan­
Colonia (Köln). In questa città, dove vivo­ gelizzazione all’aperto a Köln-Kalk. Con
no circa un milione di abitanti, vi sono cir­ canti, testimonianze e distribuzione di let­
ca 25.000 Italiani. Non è facile raggiunge­ teratura cristiana abbiamo potuto parlare
re tutti i nostri connazionali, ci vogliono di Cristo. Erano con noi alcuni fedeli di
più operai! Vivo in Germania da oltre Hilden, accompagnati dal pastore Ciro
trent’anni e il Signore mi ha dato grazia di Gaeta. Nella zona 3 NRW dal 9 al 12 giu­
fondare alcune comunità: Oberhausen, gno abbiamo avuto un campeggio, vera­
Saarbruchen, Lippstadt. Attualmente lavo­ mente benedetto da Dio. Il tema di questo
riamo a Mulheim a.d. Ruhr e a Köln. Qui a campeggio era “Essere cristiani o apparire
Colonia ci è stato duro poter trovare un religiosi?” trattato dal fratello Giorgio
locale dove radunarci. Abbiamo cercato un Botturi, pastore di una delle chiese ADI di
locale ovunque e il Presbiterio della zona Roma. Vogliamo ringraziare il Signore che
Köln-Buchforst ci ha concesso la chiesa per lo ha usato per parlare ai nostri giovani; al­
tenere i culti domenicali e le riunioni del cuni di loro hanno accettato il Signore
mercoledì. Vorrei pregare quei fedeli che Gesù Cristo come personale Salvatore.
hanno dei familiari o degli amici in questa Invito la fratellanza a pregare per noi e per
città, di mandarci il loro indirizzo affinché la salvezza dei peccatori. Vincenzo Sanzo
possiamo andarli a trovare. Potete anche
indirizzarli a: Vincenzo Sanno, Bergstr. 162-

O tt obre 2000 ● R isvegli o P entec ostale ● 23


Risveglio
Pentecostale
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“Assemblee di Dio in Italia”
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