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ATTI DELLA SOCIETÀ LIGURE DI STORIA PATRIA

MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI


Nuova serie - VoI. XXVII (CI) - Fase. I
PUBBLICAZIONI DEGLI ARCHIVI DI STATO

SAGGI 8

CARTOGRAFIA E ISTITUZIONI
IN ETÀ MODERNA
Atti del Convegno

Genova, Imperia, Albenga, Savona, La Spezia

3 - 8 novembre 1986

ROMA 1987
UFFICIO CENTRALE PER I BENI ARCHIVISTICI
PROGRAMMA DEI LAVORI
DIVISIONE STUDI E PUBBLICAZIONI

Comitato per le pubblicazioni: Renato Grispo, presidente, Paola Carucci, Arnaldo D'Acl­
dario, Antonio Dentoni Litta, segretario, Romualdo Giuffrida, Lucio Lume, Giuseppe Genova, 3 novembre - Sala del Consiglio Regionale
Pansini, Claudio Pavone, Vilma Piccioni Sparvoli, Luigi Prosdocimi, Leopoldo Puncuh,
Isabella Zanci Rosiello.
Saluti.

Claude Raffestin - Università di Ginevra - Carta e potere o dalla dupli­


cazione alla sostituzione.

Genova, 4 novembre - Sala del Consiglio Comunale

Eugenia Bevilacqua Università di Padova - Conterminazione della La­


guna di Venezia.
Carlo Maccagni - Università di Genova Evoluzione delle procedure di
-

rilevamento: basi geometriche e strumentazione.


Vladimiro Valeria - Università di Napoli - Dalla cartografia di Stato « rea­
le» alla cartografia di Stato « militare»: aspetti tecnici e istitu.zionali.
Pierpaolo Dorsi - Archivio di Stato di Trieste - Archivi cartografici e
storia regionale.
Ennio Poleggi - Luisa Stefani - Università di Genova Cartografia e sto­
-

ria urbanistica: il contributo del catasto napoleonico.


Amelio Fara - Cartografia e architettura militare tra Settecento e Otto­
cento in Italia.
Gregorio Angelini Archivio di Stato di Potenza - Agrimensura e pro-
duzione cartografica nel Regno di Napoli in età moderna.

Distribuzione e vendita:
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - Libreria dello Stato, Piazza Verdi lO, 00198 Roma Imperia, 5 novembre - Sala del Consiglio Provinciale

Proprietà letteraria riservata Edoardo Grendi - Università di Genova - La pratica dei confini fra co­
Linotipia stamperia Brigati. Carucci, via Isocorte 15, Genova - Pontedecimo
munità e Stati (il contesto politico della cartografia).

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Ennio Concina Università di Venezia - Conoscenza e intervento nel ter­

Savona, 6 novembre - Sala del Consiglio Comunale
ritorio: il progetto di un corpo di ingegneri pubblici della Repubblica di
Vmezia. 1728 - 1770. Mario Signori - Archivio di Stato di Milano - L'attività cartografica del
Carlo Vivoli - Diana Toccafondi - Archivio di Stato di Firenze Carto­
-
Deposito della Guerra operante a Milano nel periodo napoleonico.
grafia e istituzioni nella Toscana del Seicento: gli ingegneri al servizio Elio Manzi - Università di Palermo - Aree « trascurate» e aree « centra­
dello Scrittoio delle Possessioni e dei Capitani di Parte . li» nella cartografia ufficiale pre-unitaria del Mezzogiorno.
Carlo Bitossi - Archivio di Stato di Genova - Personale e strutture del­ Alberta Bianchin - Università di -Venezia - Scienziati, pianificatori) mili­
-

l'amministrazione del territorio della Repubblica di Genova nel '700. tari: iniziative, diatribe e aneddoti tra la fine del '700 e l'inizio dell'800.
Daniela Ferrari - Archivio di Stato di Mantova - Il Ducato di Mantova Leone Carlo Forti - Università dì Genova - La rappresentazione carto­
nella prima metà del Seicento: definizioni di confine e rappresentazione grafica del territorio di Giacomo Brusco.
cartografica.
Viviano Iazzetti - Archivio di Stato di Foggia - La documentazione car­
Maurizio Savoia - Archivio di Stato di Milano - Un secolo di rilevazioni tografica doganale dell'Archivio di Stato di Foggia.
del corso dei fiumi lombardi: le « retlifieazioni dei fiumi » decennali del
catasto « teresiano ». Juanita Schiavini Trezzi - Archivio di Stato di Cremona - La cartografia
dei secco XVI - XVII negli archivi familiari dell' Archivio di Stato di
Isabella Massabò Ricci - Archivio di Stato di Torino - Amministrazione Cremona.
dello spazio statale e cartografia dello Stato sabaudo.

La Spezia, 7 novembre - S. Terenzo di Lerici, Villa Marigola

Albenga, 6 novembre - Palazzo d'Aste


Osvaldo Baldacci - Università di Roma « La Sapienza » - Censimento e
conservazione del patrimonio geo-cartografico.
Silvino Salgaro - Università di Verona - Il cartografo nel XVI secolo;
gli albori di una professione ancora indefinita. Enrica Ormanni - Ufficio centrale per i beni archivistici - La costituzio­
ne di una banca di dati relativa alle fonti archivistiche per la cartografia.
Marzio Dall'Acqua - Archivio di Stato di Parma - Il cartografo e il prin­
cipe: il caso di Smeraldo Smeraldi e Ranuccio I Farnese. Ilario Principe - Sergio De Cola - Università della Calabria La scheda e
-

il labirinto: ipotesi per la realizzazione di un sistema informatico di cen­


Leonardo Rombai - Università di Firenze - La formazione del cartografo simento e conservazione della cartografia storica.
in età moderna: il caso toscano.
Renata Corbellini - Archivio di Stato di Udine - Problemi di inventaria­
Annamaria Gabellini Esempi di riuso della cartografia antica per fina­
-
zione delle fonti cartografiche in un archivio periferico.
lità geo-storiche applicative nella Toscana lorenese (seee. XVIII - XIX).
OrnelIa Signorini Paolini - Archivio di Stato di Firenze - Esperienze di
Pietro Zanlari - Università di Parma Comunicazione visiva e attività
-
restauro dell'Archivio di Stato di Firenze.
tecnico - professionale nei ducati famesiani tra i secoli XVI e XVII.
Cecilia Prosperi - Centro fotoriproduzione e restauro degli Archivi di
Giovanni Liva - Archivio di Stato di Milano - Il Collegio degli ingegneri Stato Il restauro dei documenti di grande formato presso il centro di
-

e agrimensori di Milano dal '500 all'800. fotoriproduzione e restauro degli Archivi di Stato.

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Giovanni Liva - Maurizio Savoia - Mario Signori - Archivio di Stato di SALUTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE
Milano - Le mappe comprese nel fondo Atti di Governo - Acque, parte DELLA LIGURIA, PROF. LUCIANO VERDA
antica dell'Archivio di Stato di Milano: avvio di un progetto di schedatura.

Marco Carassi - Archivio di Stato di Torino - I problemi della schedatu­


ra e della conservazione della documentazione cartografica.

Patrizia Micoli - Ministero per i Beni Culturali - L'atlante geografico: Onorevoli Autorità, Signori, Signore,
dal questionario alla scheda di catalogazione.
assolvo con particolare piacere al compito di portare il saluto e
l'augurio del Consiglio Regionale della Liguria al Convegno «Cartogra­
Genova, 8 novembre - Sala del Consiglio Provinciale fia e Istituzioni in età moderna », convegno che è inserito tra le ini­
ziative di rilevanza regionale previste nel programma di promozione cul­
Monique Pelietier - Bibliothèque Nationale di Parigi - Le trais cartes de
turale predisposte dal nostro Assessore alla Cultura per l'anno in corso.
France (XVIII - XX siècles).
Per la verità, siamo lusingati che un convegno che già ha suscitato e
Massimo Quaini - Università di Genova - Influssi francesi nella carto­ susciterà largo interesse, trovi un più significativo momento - quello
grafia genovese. della inaugurazione - proprio nell'aula dell'Assemblea regionale, aula
che l'Ufficio di Presidenza del Consiglio ha concesso proprio in virtù
Walter Baricchi Figura e figurazione dei periti agrimensori in Emilia
della sua importanza e del suo alto valore scientifico e culturale. Desi­
-

(secc. XVI - XVIII).


dero, peraltro, riaflermare l'impegno della Presidenza del Consiglio re­
Maria Piras - Archivio di Stato di Cagliari - La cartografia storica e l'Ar­ gionale ad appoggiare le iniziative culturali che le istituzioni pubbliche
chivio di Stato di Cagliari. liguri portano avanti con dinamismo ed intelligenza anche in vista di
importanti appuntamenti e traguardi ai quali via via ci stiamo preparando.
Gino Badini - Archivio di Stato di Reggio Emilia - La documentazione
Non tocca a me sottolineare - di più ed oltre - l'importanza
cartografica territoriale reggiana anteriore al 1786.
dell'incontro odierno; voglio solo ricordare che le conoscenze geografi­
Lucio Gambi - Università di Bologna - Discorso di chiusura. che e cartografiche hanno segnato i tempi. Oggi, la riscoperta dei va­
lori scientifici e culturali del passato è particolarmente utile in quanto
può servire per avviare proposte concrete, per rapportarsi alla cultura
Organizzazione: Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ufficio Centrale per i contemporanea ed arrivare a nuovi e sempre migliori successi. A no­
Beni Archivistici - Regione Liguria - Società Ligure di Storia Patria.
stro avviso, il convegno assume importanza anche per la sua articola­
Collaborazione di: Province di Genova, Imperia, La Spezia, Savona; Comuni di zione, che consente di portare in tutto il territorio regionale - ad Im­
Albenga, Genova, Imperia, La Spezia, Sanremo, Savona; Camere di Commer­ peria, ad Albenga, a Savona e a La Spezia - mostre di cartografia
cio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Imperia e Savona; Casse di Ri­
storica di tutto rispetto e certamente apprezzate. Il Consiglio Regionale
sparmio di Genova e Imperia, La Spezia, Savona; Istituto di Storia Moderna
dell'Università di Genova; Istituto Internazionale di Studi Liguri; Centro della Liguria è sensibile a queste iniziative, che, fra l'altro, favorisco­
Bibliografico S. Agostino di La Spezia; Fiera Internazionale di Genova; Ita­ no la preparazione di repertori e cataloghi delle carte storiche che, ol­
limpianti. tre ad essere di indubbio valore come documento di cultura e di sto­
Segreteria: prof. Antonella Rovere, coadiuvata da Fausto Amalberti, M. Daniela ria, possono anche rivestire un elevato interesse ai fini della gestione
Donninelli, dotto Carla M. Gentili, Maddalena Giordano, dotto M. Grazia del territorio e delle sue risorse. Infatti, conoscere come un territorio
Lippolis, dotto Annamaria Salone. è venuto trasformandosi e come è stato rappresentato e percepito nel

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tempo è sussidio indispensabile di cui dobbiamo valerci noi - come turali e Ambientali, che qui è autorevolmente rappresentato dal suo Di­
Consiglio regionale - anche per espletare meglio le nostre funzioni. rettore Generale. Rientrando questa iniziativa nel programma culturale
Infine, mi pare significativo il fatto che il Convegno si svolga in Li­ della Regione Liguria, a norma e ai sensi della legge 7, si è voluto sot­
guria: una terra in cui la cartografia, prima marittima e poi territoria­ tolineare come il tema scelto sia fondamentale dal momento che una
le, ha sempre avuto un posto di primissimo piano, tanto che molti dei corretta interpretazione delle carte, proprio in quanto documento e
suoi uomini celebri furono anche celebri cartografi. Valga per tutti il fonte per l'indagine storica, richiede sempre il collegamento col conte­
nome di Cristoforo Colombo. sto istituzionale e sociale entro cui la carta viene prodotta. Si spiega
Ribadendo quindi la disponibilità più ampia e completa per con­ così come iI convegno abbia trm,lato anche qualificata adesione non
solidare rapporti di collaborazione tra iI Consiglio regionale, le istitu­ solo all'interno delle strutture archivistiche, che custodiscono gran par­
zioni, le associazioni culturali e con la stessa Università di Genova con te del patrimonio cartografico e credo che Genova non sia certamente
la quale in passato abbiamo avviato interessanti momenti d'intesa �con ['ultimo degli Archivi di Stato in Italia, ma anche fra storici, geografi,
la quale stiamo per avviarne altri altrettanto importanti e significativi, architetti, urbanisti, storici della scienza e dell'arte, che nelle loro ri­
concludo esprimendo il sincero apprezzamento alla Società Ligure di cerche utilizzano le carte stesse.
Storia Patria ed al suo Presidente Dino Puncuh che, con impegno ed Credo di dover concludere questo mio saluto ricordando che l'at­
intelligenza, ha organizzato questo incontro richiamando nella nostra tività di collaborazione tra Stato, Regione e Società Ligure di Storia
regione studiosi e uomini di cultura, a cui rinnovo sentimenti di ben­ Patria non si ferma certamente a questo convegno, che ha una sua ori­
venuto e di saluto. E mentre auguro ai convegnisti una piacevole per­ ginalità, che desidero tra l'altro sottolineare: il fatto dell'essere itineran­
manenza in Genova ed in Liguria, auspico esiti proficui ai vostri lavori. te e iI fatto che ad ogni riunione di studio sia collegata una mostra; è
Grazie. un fatto nuovo e richiama ancora lo stretto collegamento che deve esi­
stere tra territorio, cultura, tradizione e attività di studio, di appro­
fondimento. Questa iniziativa non finirà, io credo che questi giorni po­
tranno porre una base seria per un progetto più ambizioso, più gran­
dioso che si intitolerà « Dal cartografo Matteo Vinzoni al computer »,
attorno al quale la Regione, il Ministero, la Provincia d i Genova e il
SALUTO DEL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA' Comune stanno lavorando intensamente. Vi ringrazio, ringrazio e mi
AVV. ERNESTO BRUNO VALENZANO complimento molto con gli organizzatori e credo di dover lasciare la
parola al Presidente della Provincia di Genova dotto Mori.

Signori, io credo di aver poco da aggiungere a nome della Giunta


Regionale a quanto il Presidente del Consiglio Verda ha testé detto
rivolgendo il suo saluto ai convegnisti. Volevo solo sottolineare che
l'idea di realizzare un ciclo di mostre sulle carte e cartografi in Liguria SALUTO DEL PRESIDENTE DELL'AMMINISTRAZIONE
è nata in connessione con la proposta di un grande convegno su « Car­ PROVINCIALE DI GENOVA, DOTT. GIANCARLO MORI
tografia e istituzioni in età moderna », che è stata recepita subito con
entusiasmo dalla Società Ligure di Storia Patria, che è l'organizzatrice
del convegno, facendola propria e sottoponendoIa alla Regione Liguria, Era mia intenzione portare il saluto dell'Amministrazione Provin­
all'Ufficio Centrale per i Beni Archivistici del Ministero per i Beni Cul- ciale di Genova agli organizzatori di questo convegno ed a tutti gli in-

- lO - - 11 -
tervenuti, 1 '8 novembre, gIOrno in cui saremo lieti di ospitarvi a Palaz­ SALUTO DEL DIRETTORE GENERALE PER I BENI
zo Doria Spinola. ARCHIVISTICI, PROF. RENATO GRISPO
Impegni precedentemente assunti, tuttavia, mi terranno, proprio per
quella data, lontano da Genova per cui non ho voluto rinunciare a
ringraziare, a nome dell'Amministrazione che presiedo e mio persona­ Autorità, Signore, Signori, nel portare il saluto del Ministero per
le, la Società Ligure di Storia Patria ed iI suo Presidente, per l'orga­ i Beni Culturali e Ambientali e dell'Ufficio Centrale per i Beni Archi­
nizzazione di una cosÌ complessa iniziativa. vistici alla inaugurazione di questo convegno, mi è gradito richiamare
ancora una volta l'attenzione, come mi è - accaduto di fare spesso in
Devo confessare che si tratta di un ringraziamento interessato per­ questi ultimi anni, su quella che appare ormai una caratteristica di po­
ché gli Enti Locali sono oggi, probabilmente, le istituzioni maggiormen­ litica culturale rivendicata dagli Archivi di Stato: una politica nuova per
te coinvolte dal problema di una esauriente e funzionale cartografia con­ una immagine nuova che gli Archivi di Stato si vogliono dare nella
temporanea. apertura alla più ampia collaborazione con università, istituti di ricer­
Sto pensando, in questo senso, agli interventi che l'Amministrazio­ ca, enti culturali pubblici e privati.
ne Provinciale di Genova ha programmato sul proprio territorio e, in A tale aspettativa ha risposto sempre più fattivamente l'interesse
particolar modo, a quelli sugli edifici storici neII'entroterra. degli istituti, degli enti, dei privati per una comune politica di salva�
In questo ,settore il ruolo che una moderna cartografia può svol­ guardia e di valorizzazione dei beni culturali. E non posso fare a meno
gere, come supporto all'opera degli Enti Locali, appare enorme: soprat­ di cogliere l'occasione per sottolineare come in questa città e in que­
tutto Iaddove, oltre agli interventi di restauro e di ripristino di castel­ sta regione la politica di collaborazione tra lo Stato, in particolare il
li e costruzioni storicamente rilevanti, sia adeguatamente valutato an­ settore dei Beni Archivistici e degli enti pubblici e privati, abbia rag­
che il problema dell'inserimento dei manufatto restaurato nel contesto giunto livelli di eccezionale interesse.
paesaggistico, Oltre al convegno di oggi che è frutto della volontà concorde del­
la Regione Liguria, della Società Ligure di Storia Patria e dell'Ammi­
Questa rilevante importanza, del resto, appare evidente nei casi nistrazione degli Archivi, ed a parte altre frequenti e proficue inizia­
in cui non si disponeva di cartografia, o la stessa era carente e si sono tive di collaborazione tra gli Archivi e la Società Ligure di Storia Pa­
dovute affrontare, come conseguenza, delle difficoltà molto spesso in­
tria, al cui Presidente, il prof. Puncuh, desidero qui rivolgere il più
sormontabili, cordiale saluto, due progetti di grande rilevanza interessano attualmente
La nuova normativa, tra l'altro, accentua ancor più il già rilevan­ il settore dei beni archivistici a Genova, inserendosi perfettamente neI
te ruolo svolto dalla cartografia nell'ausilio all'opera di intervento de­ quadro delle iniziative colombiane per il 1992.
gli Enti Locali. Illuminante mi pare, al riguardo, il contenuto della Il primo è un progetto comune degli Archivi e della Società Li­
legge 431 del 1984 ed i relativi piani territoriali paesistici in cui i re­ gure di Storia Patria, sponsorizzato dall'Amministrazione Provinciale di
pertori cartografici, o anche semplicemente iconografici, si configurano Genova, il cui Presidente devo qui pubblicamente ringraziare: mi rife­
come essenziali per il conseguimento degli obiettivi previsti. risco all' inventariazione dell' archivio del Banco di San Giorgio, uno
Non è, quindi, per mera formalità che auguro a tutti voi buon dei fondi più cospicui dell'Archivio di Stato di Genova, la cui messa
lavoro ma con la convinzione che dal dibattimento congressuale e dai a disposizione degli studiosi non potrà che essere della massima im­
risultati finali emergeranno soluzioni valide anche per gli Enti Locali; portanza. Il secondo è legato alla liberale disponibilità della Cassa di
il che costituisce, per inciso, un 'ulteriore prova della necessità di una Risparmio di Genova e Imperia, la quale, come pochi giorni fa è stato
sempre maggiore collaborazione con gli Istituti universitari e di ricerca. comunicato ufficialmente alla stampa e all'opinione pubblica, ha mes�

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so a disposizione dell'Amministrazione degli Archivi le somme neces­ ticolare, dell'Archivio di Stato di Genova, anche se purtroppo la mo­
sarie alla costruzione di una nuova sede dell'Archivio di Stato di que­ stra su Genova non è inaugurata in questo contesto . Come è stato già
sta città: un'operazione - anch'essa da inquadrarsi nell'ambito delle ricordato da altri, la mostra genovese, che doveva denominarsi « Dal
celebrazioni colombiane - per cui devo qui ringraziare anzitutto il cartografo al computer », la mostra dei Vinzoni, per svariate ragioni
Direttore dell'Archivio di Stato di Genova che di essa è uno degli ar­ di carattere pratico ed economico non fa parte infatti di questo ciclo.
tefici, mentre attendo di incontrare il Presidente della Cassa di Rispar­ Noi ci auguriamo che, nel quadro delle manifestazioni pluriennali co­
mio per rinnovargli di persona il mio apprezzamento. lombiane, anche questa importante- operazione culturale possa avere
Sono tutte manifestazioni di quel comune interesse per i Beni cul­ luogo.
turali che caratterizza ormai questa fase di storia che stiamo vivendo. Voglio dire infine due parole sull'importanza del tema che è sta­
Ma devo dire che, se c'è un elemento che ha portato a un maggiore to scelto per questo convegno. In realtà da tempo il mondo degli stu­
interesse per i Beni culturali, in particolare per i Beni archivistici, esso diosi, dei geografi, dei cartografi aveva avvertito l'esigenza di un cen­
viene dalla esigenza sempre più diffusa, non soltanto tra un'élite sofi­ simento della sterminata documentazione cartografica esistente negli isti­
sticata di ricercatori e di studiosi, ma in un pubblico più ampio di cit­ tuti archivistici e nelle biblioteche italiane. Si pensi che già al primo
tadini comuni, per la memoria storica del nostro paese, per la cono­ Congresso geografico italiano, nel 1892, questa esigenza era stata sot­
scenza di quel patrimonio prezioso della nostra storia che è il patri­ tolineata dal Marinelli e che, subito dopo la seconda guerra mondia­
monio documentario. le, nuovamente era stata individuata al XIV Congresso geografico ita­
È per questo che l'Amministrazione degli Archivi, operando su di­ liano. Gli stessi archivi avevano avviato più volte delle iniziative an­
versi piani di collaborazione, si è sforzata di intensificare, in questo che se parziali, settoriali, in qualche caso deludenti o metodologica�en­
ultimo periodo, sia le iniziative scientifiche, i convegni, le pubblicazio­ te contestabili, comunque in ogni caso utili. A Venezia, per esempio,
ni di fonti, di inventari, di regesti, sia le operazioni di divulgazione, il nostro collega Zago aveva già dato inizio negli anni della sua dire­
sempre ad alto livello di specializzazione, come le mostre documenta­ zione, su un' idea dell' Almagià, risalente cioè agIi anni venti, ad un
rie, di cui quelle che si inaugurano in questi giorni costituiscono una Corpus cartografico con la riproduzione in bianco e nero deIIe carte
ricca testimonianza. conservate nelI'archivio . Ma anche in altri istituti a Genova stessa si
Il convegno e le mostre sulla cartografia si inseriscono quindi be­ sono fatti dei tentativi di valorizzazione del mate:iale cartografico . Qui
nissimo in una linea di politica culturale che noi stiamo cercando di infatti, è stata redatta la Raccolta cartografica dell'Archivio di Stato di
intensificare. L'interesse di questa iniziativa è dimostrato dall'adesione Genova, pubblicata proprio in questi giorni dall'editore Tilgher, e ri­
di studiosi ed istituzioni. Sono stati ricordati l'Istituto Internazionale sultato di una ricerca svolta con la collaborazione di personale volonta­
di Studi Liguri e l'Istituto Geografico Militare; ma è impossihile cita­ rio dell'Archivio di Stato di Genova. Una pubblicazione di cui ovvia­
re tutti gli studiosi italiani e stranieri che hanno dato entusiastica ade­ mente, avendola appena intravista, non sono in grado di dare un giu­
sione a questa iniziativa e sono qui presenti o interverranno comunque dizio scientifico, ma che mi auguro possa comunque costituire un ele­
al convegno. mento di rilievo, cosÌ come mi sembra dal punto di vista editoriale, nel­
È stato detto anche in altra sede come questa manifestazione - la problematica cartografica storica.
o piuttosto questo complesso di manifestazioni, perché siamo in pre­ E nelIa stessa linea devono essere ricordate le ricerche e le mo­

senza di una operazione multipolare - sia diversa dalla maggior par­ stre curate in numerosi altri archivi d'Italia da Milano a Bari o la
te delle iniziative del genere per il suo carattere itinerante. Si tra·tta preparazione di' un Corpus cartografico, iniziata dalI'Università � dal­
infatti di una manifestazione culturale che si sposta da una città all'al­ l'Archivio di Stato di Napoli, altra iniziativa che dimostra come' an­
tra e che interessa una serie di centri della Liguria, che ha visto la cora oggi, l'interesse per un censimento della cartografia storica non
collaborazione di tutti gli istituti archivistici della regione e in par- sia limitato ai conservatori delle fonti, agli archivisti, ma si estenda

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SALUTO DEL PRESIDENTE DELLA SOCIETÀ LIGURE
a gruppi sempre più ampi di ricercatori e di studiosi , Nel quadro di
queste InIZIatIVe,, dI queste Ipotesi di ricerca, in parte già in corso, in DI STORIA PATRIA, PROF, DINO PUNCUH
p�rte ancora da aVVIare, , non posso dimenticare la ricerca che ha con­
. ,
trIbUIto a sollecItare una ripresa di iniziativa deglI' ArchI'VI, d1' Stato per
. re di Storia Patria promosse
1'I c�nSlment� della cartografia storica: quella, cioè, che il praf. BaI- Quando due anni fa la Società Ligu
� accl av:va 1 lz1ato �
, . per un catalogo ragionato di carte geografiche an­ il convegno <� Genova, Pisa e il
Mediterraneo . Per il VII centenario

� �
tiche eSIstentI, c n un ipotesi di scheda che, se risponde evidente­ della battaglia della Meloria », prim
o di una serie di convegni bienna­
?
mente a e necessita" del cartografi e geografi, potrà costituire anche il li, si pose un obiettivo ambizios
o: allargare le tematiche proposte ben
a di Genova per imporre la ter­
punto dI partenza per una inventariazione razI'onale e automatizzata del oltre i limiti territoriali della Repubblic
studiosi come centro ed occasione
materiale cartografico. ra di Colombo all'attenzione degli

Vorrei ric rdare ancora, nel quadro di questo fiorire di interesse per proficui e stimolanti confronti
di diverse esperienze.

per la ca tograf:a, le numerose proposte di 'legge, ben quattro nell'anno La proposta di questo convegno dedi
cato alla cartografia nasce da
1986, umte OI In
.
� .
sede di discussione parlamentare, sul coordinamen­
. un'idea più modesta, manifestatami
due anni fa dal prof. Massimo Qua
magg iore dell'

im­
to delle attIVlta, cartograflche e per l'istituzione del servizio cartografi­ e spetta il meri to
ni, della nostra Università, al qual
.
� �
co nazIOnale, c n un sguardo rivolto alla cartografia deI presente non postazione del convegno : l'organizzazion e di una giornata di studio su
n:eno che dell avvemre. E infine il progetto di censimento compute­ egno venne meglio precisandosi in
tema cartografico. L'idea di un conv
Beni archivistici del Consiglio Na­
nzzato della cartografia nazionale, presentato da una grande impresa deI sede di Comitato di Settore per i
l'adesione dell'Ufficio centrale per
settore dell' informatica, nel quadro delle disposizioni dell' art, 15 del­ zionale per i BB ,CC . , ottenendo così
ie all'interessamento dell'avv. Va­
la legge fmanzwna 1986 : progetto giudicato ottimo sia dal punto di i Beni archivistici e in seguito, graz
� �
VIsta te mco SIa dal pu to di vista occupazionale e, purtroppo, inve-
, lenziano, Vicepresidente della Regi
one Liguria, della stessa Regione.
ce, respInto dal CIPE In sede di decisione finale . NToi' non d'Ispena- adesione sono venuti da stu­
Altrettanto entusiasmo e volontà di
� �
n:o che es o possa e sere riproposto e approvato perché, è opportuno regionale: a Savona, Imperia, Alben­
� .

npe erlo, l :sIgenz dI procedere a un censimento del materiale carto­
. .
diosi ed enti di tutto il territorio
ga, La Spezia. Hanno risposto non
solo i singoli studiosi, ma anche
graflco degh ArchIVI dr Stato costituisce un'esigenza culturale di sicuro nale di Studi Liguri) e molti enti
istituzioni (come l'Istituto internazio
in teresse generale. carte storiche come strumento indi­
pubblici interessati a proporre le
L'i:uportanza di questo convegno è quindi fuori discussione: dalle torio e necessario altresì per pren
­
� .

rela lOm, alle comunicazioni, dalle polemiche che ne verranno fuori
, .'
spensabile alla conoscenza del terri
dere consapevolezza della propria stori
a.
sperIamo dI avere delle indicazioni anche sulle scelte da fare, SUl cn- via lasciato fuori la cartografia
. . Il convegno e le mostre hanno tutta
teri metodoiOgICI, ' sugli obiettivi finali per la elaborazione di uno sche- grave lacuna nella città di Colom­
. .
!
dano nazlOna e e, se possibile, di una banca di dati del patrimonio car­ nautica, il cbe potrebbe apparire una
fossero state molte ragioni a indi­
.

tograflco nazlOnale. In uesto modo non soltanto avremo dato un ap­ bo, cartografo egli stesso, se non ci
a la ricchezza del patrimonio ar­

porto notevole agli st dI, e avremo raggiunto un obiettivo nel quadro
. .
rizzarci in questa direzione, non ultim
chivistico che attende ancora in buon
a parte di essere adeguatamente
dell� identificazione dI cnten di normalizzazione del patrimonio carto­ e fonte primaria dell'indagine sto­
� �
graflc -conservato in I alia, ma avremo dato un'altra prova dell'effica­ catalogato, studiato e valorizzato com
soprattutto collegato alle istituzion
i
.
� �
CIa dI quella c lIa orazlOne tra Amministrazione dello Stato, Enti Lo­ rica sotto diversi punti di vista e
��
la carta.
,
cah e Ist t zlOm dI rIcerca privata, che costituisce la strada obbligata che hanno prodotto o commissionato

p r la mIglIOre salvaguardia, utilizzazione e valorizzazione del patrimo­ È in questa finalità pratica, ricollegat
a alla conservaZlOne e cata­
ne nel più vasto contesto istitu�
nIO culturale del nostro paese. logazione da una parte, alla collocazio

- 17-
- 16 -
zionaIe e storico dall'altra, che si precisano gli obbiettivi di questo con­ ro che hanno collaborato sul piano organizzativo, sia fornendo materiale
'Yegno e lo stesso ruolo che può assumere la Regione e l'Assessorato come l'Italimpianti e la Fiera Internazionale di Genov�, per no� parIar�
alla cultura, in pieno accordo, come in questa occasione, con gli organi dell'apporto degli altri enti già ricordati, sia un prezIOso contrIbuto dI
lavoro più oscuro e silenzioso ma necessario (e penso al personale deI­
l'Archivio di Stato di Genova messomi a disposizione per l'occasione;
centrali preposti alla conservazione e tutela del patrimonio archivistico
e con quegli enti culturali che, come la Società Ligure di Storia Patria,
operano, nel nostro caso da 130 anni, per la valorizzazione della no­ penso ai miei collaboratori della Società).
stra storia. Infine (li ricordo per ultimi 'solo per poter chiudere questo mio in­
A tutti coloro che ci hanno aiutato in questa circostanza, dal Mi­ tervento) i rdatori: a loro porgo il benvenuto più cordial� ; a lor� è af�
nistero per i BB.CC. alla Regione Liguria, all'Università, dagli enti lo­ fidato il successo del convegno; a loro la prima linea, a nOI or� all1zzato!1
cali, dalle Camere di Commercio agli istituti di credito, tra i quali spicca il ruolo più modesto delle retrovie o, se preferite, dietro le qu�nte.
per generosità d'intervento la Cassa di Risparmio di Genova e Imperia;
a coloro che hanno reso possibili le mostre, dagli archivi di Stato alle
biblioteche pubbliche e private, all'Istituto Geografico Militare il rin­
graziamento più sentito.
La primitiva idea di un convegno tutto genovese, con una sola
mostra da tenersi nel capoluogo regionale, si è cosÌ trasformata nel pro­
getto di un convegno itinerante e in un ciclo di quattro mostre dedi­
cate alle peculiari specificità entro le quali si colloca e si sviluppa la
tormentata vicenda storica della nostra regione, tra tensioni interne e
pressioni esterne, tra una forza unificante e spinte centrifughe.
Paradossalmente è venuta meno la mostra genovese, il cui piano
ci è cresciuto tra le mani via via che andava meglio precisandosi. Dal­
l'idea di una mostra indirizzata verso la cartografia ligure del Sette­
cento, tutta imperniata su Matteo Vinzoni, il cui archivio personale è
conservato nell'Archivio di Stato di Genova, si è giunti ad un proget­
to proiettato al di fuori del contesto regionale, che comprende le espe­
rienze cartografiche degli stati italiani preunitari e dello stato naziona­
le, per giungere, infine, ad illustrare le più moderne tecniche di rileva­
mento, conservazione e inventariazione delle carte. Il tema « Dal carto­
grafo (Matteo Vinzoni, s'intende) al computer », troppo ambizioso per
una Società come la nostra, che mira anche a proporre una sede esposi­
tiva (i magazzini del cotone del porto di Genova), idonea alle grandi mo­
stre, che ancora manca a Genova, è ora affidato a quegli enti che potreb­
bero svilupparlo in un prossimo futuro: ad essi la nostra Società, lieta
di aver suggerito quella che ritiene una grande proposta, offrirà il pro­
prio contributo di uomini e di esperienze.
Tali sentimenti di gratitudine si estendono doverosamente a colo-

- 18- - 19 -
CLAUDE RAFFESTIN

CARTA E POTERE
O
DALLA DUPLICAZIONE ALLA SOSTITUZIONE
Presentazione) rappresentazione e- modelli.

La storia ha messo in evidenza alcuni fenomeni attribuendo loro


una Il denominazione forte" come Il rivoluzione agricola", II rivoluzione ur­
bana", Il invenzione della scrittura", lIinvenzione della metallurgia", ecc. . .
Il significato di questi periodi o momenti non è certamente contesta­
bile, tuttavia spesso si dimentica, forse perché ciò va da sé, che que­
sti avvenimenti sono stati resi possibili nella misura in cui si è riu­
sciti a passare dalla presentazione alla rappresentazione, insomma, alla
capacità di costruire dei modelli. La presentazione è un apprendimen­
to concreto della realtà mentre la rappresentazione ne è un apprendi­
mento astratto. Come ha mostrato E . Cassirer « La rappresentazione
d'un oggetto è un atto molto diverso dal semplice suo maneggiamen­
to » 1 . La conoscenza della presentazione (acquiaintance) è ben differen­
te da quella della rappresentazione (knowledge). La prima, al contrario
della seconda, non si inserisce in un sistema generale.
Un buon numero di popolazioni, un tempo qualificate come prImI­
tive, non sono in grado di fornire una descrizione generale di un fiu­
me, per esempio, che conoscono nei minimi dettagli, ma che sono inca­
paci di IIrappresentare" : al limite rischiano di non capire il senso stes­
so del problema. In altri termini esse non sanno fare il passo dalla
realtà ad un modello della realtà .
Ora, la rappresentazione e ulteriormente l'elaborazione di modelli
sono condizioni necessarie, se non sufficienti, per assicurarsi la padro­
nanza dell'esteriorità, di ciò che sta lIattorno" insomma.
Assicurarsi questa padronanza significa acquisire la possibilità di
modificare le -relazioni che intratteniamo con l'esteriorità. La storia del-

1 E. Cassirer, Substanee et fonetion) éléments pour une théorie du eoncept,


Paris 1977, p. 72.

-23 -
la rappresentazione o dell'elaborazione di modelli sarebbe dunque, se gli Egizi davano, nel loro sistema di sapere, un posto ragguardevole
fosse stata esplicita, una storia delle relazioni di potere. Dalle prime alla conoscenza percettiva del mondo esterno.
incisioni rupestri alle equazioni della fisica contemporanea, disponiamo I Greci ed i Romani non hanno dato meno importanza alla carto­
di un largo spettro di rappresentazioni e di modelli, senza parlare di grafia: Alessandro, durante le sue spedizioni, fu accompagnato da colo­
tutti i modelli indotti dalle lingue naturali. La carta, in questo venta· ro che oggi chiameremmo ingegneri topografi . Se la carta era uno stru­
glia, trova evidentemente un suo posto. mento militare, essa era anche I,lllQstrumento civile d'amministrazione.
Lasciando da parte la lingua naturale, la carta è verosimilmente Vegezio, autore latino nato alla fine del IV secolo e morto alla
uno dei più antichi modelli elaborati dagli uomini . Dalle incisioni del· metà del V, scrive nelle sue «Istituzioni militari »: «Un generale de­
la Valcamonica alle carte attuali, possiamo seguire la storia della rap­ ve avere un piano dettagliato del paese ave fa la guerra . . . degli abili
presentazione della Terra o di una porzione . La carta, contemporanea­ generali hanno condotto questa ricerca al punto d'avere un piano figu­
mente alla scrittura, è un' invenzione urbana. Non è forse essa una rato, parte per parte, che permetteva loro non solo di riflettere CO�
{(scrittura della Terra"? l'ufficiale che distaccavano sulla strada che doveva tenere, ma ancora di
Strumento e immagine, la carta intrattiene dei rapporti stretti con mostrarglieIa con il dito e con l'occhio ». Vegezio ha fortemente in­
il potere, sia che si tratti del potere con un'iniziale minuscola o del fluenzato la tattica del Medio Evo.
Potere con un'iniziale maiuscola . La carta, in quanto cristallizzazione del Ciò detto, il periodo medievale - poco preoccupato di una cono­
sapere, è uno strumento di potere poiché «ogni punto d'esercizio del scenza percettiva del mondo esterno - è stato d'una grande poverta,
potere è nel medesimo tempo un luogo di formazione del sapere» 2.

Dietro ogni sforzo di rappresentazione si profila un potere in quanto in materia di strumenti cartografici . Piuttosto, là ancora sono le guer­
il possesso di un modello è una promessa cl' efficacia. re e specialmente le Crociate, che hanno fatto progredire la geografia
in generale e la cartografia in particolare: «La geografia dell' Asia era
del tutto sconosciuta ai Crociati . . . quest'incertezza costante doveva tur­
Abbozzo d'una storia dei rapporti tra carta e potere.
badi in misura maggiore che il pericolo stesso. Così la prima misura
fu quella di dare gli occhi al proprio esercito, d'osservare il campo
I prImI lavori cartografici degni di questo nemico» '. Per questa ragione, quando il Re di Francia Luigi VII pe·
Babilonesi, che hanno sentito il bisogno di accatanome
stare,
sono dovuti ai netrò in Terra Santa nel 1 147, un corpo di Cavalieri marciava prece­
in breve d'imporre una griglia al territorio. In questa diprospe suddividere,
ttiva, la dendo le truppe: «Rilevavano il terreno, preparavano le strade, fissava­
carta è un vero e proprio strumento di potere che permette nello no le tappe . . . (ibid. ) . Questa -situazione avviene a scala media, ma
»

so tempo l'inventario ed il controllo, l'organizzazione ed il dominstes­ io. possiamo trovare alla stessa epoca preoccupazioni !dentiche .a s�ala p�ù
Per far ciò, i Babilonesi dovevano disporre d'una conoscenza cosmolo­ grande. Così nel Sud·Ovest della Francia, dei mIcro-poten mIsero In
gica, d'una conoscenza astronomica e delle atto dei sistemi di segnaletica tra castelli, che costituiscono praticamen­
Egizi non sono stati sicuramente da meno conbasi della geometria. Gli
l'agrimensura, dalla qua­ te una prima -forma di triangolazione, un lavoro preparatorio alla car­
le procedono alcuni teoremi come quello di Talete di Mileto. ta di una carta che tarderà. Si può pretendere che fortificazione. to·
Questi fatti ci rinviano ad una sociologia p�grafia e cartografia sono legate . Le invasioni e gli assedi .no� pote�
grafica che ancora ci manca. Essi ci rivelano peròdellacomeconoscenza carto­
i Babilonesi e
vano in nessun modo fare a meno di piani e carte senza rIschIare dI
essere inefficaci.

2 Espressione tratta da DeIeuze e Foucault.


3 H. Delpech, La tactique au XIIlème siècle, Montpellier 1885, p. 22 5.

24
-25 -
- -
Tra la fine del XVII secolo e la fine del XVIII, i Cassini mar­
Ma il potere non è solo militare. Nella stessa epoca, tra il XIII
cheranno la cartografia. Essi assicureranno una transizione importante
e il XV secolo, la volontà di navigazione, di scoprire orizzonti lon­
tra la vecchia cartografia e la cartografia scientifica contemporanea. I
tani, la padronanza delle coste _e degli itinerari, ha favorito la nascita
loro sforzi si inseriscono in un'epoca d'affermazione dello Stato. La loro
delle cartografie catalana e genovese. Di conseguenza, là ove esiste un
famosa carta sarà completata solo nel 1789.
potere, qualunque sia d'altronde, c'è una cartografia, sia essa visibile
o meno, che abbia lasciato traccia oppure no. Ma questo desiderio di rappresentazione globale di un territorio
si manifesterà un po' ovunque -iri- Europa. Riguardo a ciò, è utile no­
Così, da Francesco I in poi, la preoccupazione per le frontiere ha
tare una coincidenza che, forse, è pure una correlazione: la nozione
favorito l'accumulazione di piani dettagliati delle piazze forti e dei loro
di censimento moderno è contemporanea alla nozione di carta moder­
dintorni immediati. Lavoro che sarà, d'altronde, ripreso da Enrico IV
na. Effetto di Stato, cioè, effetto di potere: controllare e organizzare
e da Sully, particolarmente interessati alla cartografia. Sully, con la sua
la popolazione nel e attraverso il territorio. Il conte Ferraris stabilirà
passione per la cartografia, esprime abbastanza bene l'ossessione del po­
la preparazione della carta dei Paesi Bassi austriaci, tra il 1777 e il
tere ubiquista. Le frontiere più esposte: Picardia, Bretagna, Provenza
1778, utilizzando la medesima scala dei Cassini. In Inghilterra, il ge­
e Delfinato sono affidate ad ingegneri che sono, nel contempo, archi­
nerale William Roy giocherà un ruolo abbastanza simile a quello di
tetti e geografi. Così, ad esempio, Jean de Beins che si occupa del
questi ultimi.
Delfinato, è un cartografo le cui carte testimoniano della precisione mi­
litare e dell'intelligenza della scala adeguata. Insomma, si può affermare che tra il 1760 e il 1860, si ha a che
fare con il secolo della cartografia: un po' ovunque in Europa si rea­
All'inizio del XVII secolo, la carta, per il principe, è un piacere
lizzeranno rilevamenti topografici significativi.
raro : è la visualizzazione del potere specializzato. Riguardo a ciò, il
XVII secolo è una svolta interessante. Si scopre che un Gustavo Vasa La Rivoluzione francese farà prender coscienza della necessità di
fa realizzare delle carte in Svezia, che Radziwill ordina di realizzare possedere buone carte per il governo e l'amministrazione . . . e per far
delle carte in Lituania, che in Olanda era già una vecchia tradizione, la guerra. Gli eserciti in campagna mancheranno spesso tragicamente
che in Svizzera Scheuchzer realizzò una carta. In Germania, si pubbli­ di carte malgrado la requisizione della carta di Cassini.
carono delle carte parziali di Vesfalia, Svevia e Sassonia. Apian, geo­ Sarà Napoleone che, dal 1808 in poi, ordinerà il progetto di una
metra, fece una carta della Baviera, Vischer fece una carta dell'Arcidu­ nuova carta di Francia che prefigurerà la carta di Stato Maggiore. Per
cato d'Austria e della Stiria. Nel 1640, Jean Ledere presentò a Luigi l'imperatore, la carta è uno strumento strategico e, nella misura del
XIII una carta della Francia in 9 fogli. Durante la spedizione di Lui­ possibile, essa non dovrà essere diffusa ma tenuta segreta: al limite, la
gi XIII in Valtellina, Fabre fece una carta che è probabilmente la carta del principe deve essere unica. Si ritrova, oggi ancora, la mede­
prima, o una delle prime, stabilite da un ingegnere dell'esercito. sima concezione nei paesi totalitari. Ho visto studenti di geografia la­
Gli ingegneri geografi si moltiplicarono fin dal XVII secolo sotto vorare su carte vecchie di un secolo in un'Università rumena. Eviden­
Luigi XIV, ma è solo nella seconda metà del XVIII secolo che costi­ temente, con le possibilità oggi offerte dai satelliti, questa psicosi del
tuirono un vero e proprio corpo speciale. segreto sfiora il ridicolo.
Ma il potere non si esprime solo militarmente. Ha pure, e soprat­
Le guerre favorirono la realizzazione di carte topografiche, mentre
. tutto, un'espressione civile. La carta è molto sollecitata nell'ambito del­
!il tempo di pace ci si occupava della delimitazione delle frontiere. Nei
la pianificazione del territorio, la quale ha bisogno di numerose carte
due casi bisogna notare che si tratta di un'accumulazione d'informazio­
tematiche per poter reperire le densità, i reticoli territoriali, l'intrec­
ne sul territorio. In quest'ottica, il sapere cartografico contribuisce ad
ciatura di maglie che lo costituiscono e le centralità. I piani direttori
un aumento della sicurezza; esso permette un'azione efficace, contri­
(il termine risale alla prima guerra mondiale ed è preso a prestito dal-
buisce sia alle operazioni militari che agli interventi pacifici.

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l' artiglieria), espressione sintetica della pianificazione, sono essenziali ti ci abitano. In tutto il Paese non vi è altra traccia delle Discipline
per la condotta politica del territorio. Geografiche ».
La carta è un'informazione che aumenta la sicurezza nei
� senso lar­ Se una carta è un modello, una rappresentazione perde questa qua­
go del �erm ne ed è per questo che si accettano costi lità qualora abbia una scala di l/L Un modello non è un doppione;
rilevanti per la
s�a reahzzazlOne, La carta è un mezzo per far dei è invece un sistema coerente di dimenticanze governato da un'intenzio­
plusvalore informa­
zlOnale e, dopotutto, ogni potere cerca di trarre un plusval nalità specifica. La duplicazione che consisterebbe nel far coincidere ad
ore di que­
sta natura. Più avanziamo e più il potere è inform ogni punto della realtà un punto sulla /lpseudo - carta" non può sboc­

azionale. Perché?
Per:h l'informazione aggiornata e basata su di alto care che su una carta mostruosa, un paradosso infatti, che palesemen­
grado di precisio­
ne e Il ,mezzo per valorizzare l'energia, sensu lato, a te non può pretendere essere realtà, ma neppure modello . . Per essenza
disposizione. Non
è un caso se le superpotenze si sono dotate di satellit il potere tende a voler vedere tutto. Perciò la Panottica (da lIpan" e
. . i di ricognizione,
dI sorvegh��za oceanica, di allarme, di comunicazione, di (lottica") è una sua tendenza profonda che lo spinge verso la duplica­
navigazione e
metereologlcl, per non citare che qualche esempio. zione e la scala l/L È questa l'idea paradossale di un potere che si
avvia verso la follia. I sogni del potere si proiettano su delle carte a
Il potere cerca di disporre dell'informazione adeguata per poter
, piccola scala. Ma non appena sono realizzati patrocinano carte con scale
deCidere qual è la maniera più efficace, Oggi, con i mezzi a nostra
sempre più grandi per rinforzare il controllo della realtà.
disposizione, siamo certamente entrati in una seconda rivoluzione car­
tografica, di cui non siamo ancora in grado di valutare tutte le possi­ Che cosa vuoI dire? Che è l'intenzione che condiziona la scala,
bilità , ,. né tutti i pericoli, Con la teledetezione, stiamo andando ver­ Il gioco è limitato ad un'estremità dall'asse della duplicazione, scoglie­
so l'inversione della formula, la carta non è il territorio: la carta, a ra da evitare, Il doppione è la conseguenza di una confusione tra real­
poco a poco, sta diventando il territorio, Ma gli scogli dei potere non tà e rappresentazione rivelatrice di una tensione totalitaria. Non si trat­
sono, per questo, scomparsi . . . perlomeno per qualche ora, Si tratta ta qui di formulare una legge che potrebbe essere contraddetta da mol­
tuttavia di una vera e propria rivoluzione, perché ciò fornisce un po­ te eccezioni nell'ambito delle scienze umane. Bisogna piuttosto sotto­
tere enorme: il territorio è sotto controllo permanente, lineare la tendenza che caratterizza i regimi totalitari a creare maglie
più piccole per meglio controllare l'esistenza delle popolazioni. Da qui,
anche l'interesse per le grandi scale nell'ambito della cartografia.
Gli scogli del potere: duplicazione e sostituzione. Ad ogni grande categoria d'azione, per cm e necessario proiettar­
si nel territorio, corrisponde un tipo di carta, un tipo di modello, ov­
Un apologo di Borges, oggi ben noto, pose il problem viamente una scala specifica. In fin dei conti, la scala 1/1 mostra in­
a della car­
ta a scala 1/1: «In questo impero, l'Arte della cartogr dubbiamente l'importanza della realtà. Ma all'altra estremità dell'asse
afia fu spinta
a una tale perfezione che la Carta di una sola Provincia c'è l'oblio della realtà a vantaggio della carta. «In questo impero,
occupava tut­
ta una città e la Carta dell'Impero tutta una Provincia, l'Imperatore, che fu gran viaggiatore durante la sua gioventù, aveva fat­
Con il tempo,
qu�ste Carte smisurate cessarono di essere soddisfacenti to fare una carta di ognuna delle regioni che aveva percorso, e le ave­
, e il Collegio
del CartografI elaborò la Carta dell'Impero, che aveva va tutte percorse. Queste carte erano premurosamente aggiornate da car­
il formato del­
l'Impero e che coincideva con esso, punto per punto, tografi che percorrevano l'impero e portavano informazioni nella capi­
Meno appassio­
nate per lo Studio della cartografia, le Generazioni sussegu tale. L'Imperatore, gran stratega, grande amministratore e gran co­
enti pensa­
rono che tale Carta Dilatata fosse inutile e l'abbandonaro struttore, utilizzava le carte per governare e per difendere il suo impe­
no spietata­
mente all' Inclemenza del sole e degli Inverni. Nel deserto ro da quando non usciva più dal suo palazzo. Venendo a sapere che i
dell'Ovest
sussistono Ruderi, molto malandati, della Carta. Animal Barbari minacciavano la frontiera del Nord, fece arruolare un esercito
i e Mendican-

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e abbozzò un piano mirabile e astuto. Esso consisteva nell'obbligare i tarnente" nel senso di scegliere la scala cartografica adatta all'azione geo­
grafica prevista,
Barbari a penetrare in una larga zona di paludi, ave sarebbero stati
bloccati e facilmente sconfitti. Si rallegrava di non avere ancora avuto Prendiamo, ad esempio, le carte geopolitiche. Gli Atlanti geopoli­
tempo di bonificare queste paludi che conosceva bene. Le truppe, affi­ tici si moltiplicano ad un ritmo sorprendente. Cosicché ci si sforza di
date al suo migliore generale, istruite del suo piano, partirono verso il dimostrare, con carte a piccola scala, che le forze in presenza di tale
Nord. Qualche settimana dopo, mentre l'Imperatore scrutava l'orizzon­ o tale blocco controllano, o controllerann9 se lo desiderano, le poste
te dal più alto torrione del suo palazzo, egli indovinò, più che vederli, in gioco che interessano loro. A d ir il vero ciò non dimostra niente,
dei movimenti di truppe in marcia. Soddisfatto dalla rapidità della spe­ se non che gli autori di questi Atlanti sono motivati da un'ideologia
dizione, entrò nel suo palazzo per ordinare di accogliere i suoi soldati. riduttrice e intendono giustificare la politica di un paese o l'altro e
Un paio d'ore più tardi il palazzo rimbombava di esclamazioni e di per di più le sue spese militari. La carta omogeneizza l a realtà. Lad­
grida: "I Barbari sono alle porte della città!". Le truppe dell'Impe­ dove ci sono differenze occorre generalizzare e sintetizzare. Queste sin­
ratore erano state sconfitte. II piano prestabilito cosÌ scrupolosamente tesi imprimono immagini nella mente dell'osservatore.
non aveva potuto essere applicato giacché di paludi non c'era più trac­ In quanto strumento di potere, la carta tende a diventare stru�
cia. Bonificate a poco a poco dai sudditi dell'Imperatore, le paludi era­ mento ideologico che riesce, a scapito di pochi sforzi, ad incidere del­
no diventate una bella pianura agricola che i cartografi non avevano
le immagini nelle menti. Non più d'un testo, una carta non è U neutra­
riportato sulle carte nell'attesa che tale bonifica fosse finita. Dopo ave­ le", e bisogna imparare a saperlo e a riconoscerlo. Gli Stati Maggiori
re fatto giustiziare i suoi cartografi e bruciare tutte le sue carte, l'Im­
sono nella stessa situazione che l'imperatore dell'apologo: concepisco­
peratore trascorse gli ultimi anni della sua vita capitanando il suo eser­ no tutto su grande scala. Agiscono facendo un andirivieni ininterrot­
cito per cacciare i Barbari» 4 .
to tra carta e territorio.
La carta non è il territorio e l'uno non è sostituibile con l'altro. Nella pianificazione territoriale si riscontra lo stesso problema . Una
Nessuna rappresentazione, per precisa che sia, può dispensarci dal ri­ buona pianificazione è quella che costruisce tutte le tappe intermedie
torno alla realtà. La realtà prende forma nella durata, mentre la carta tra un piano direttore e la realtà articolando l'uno all'altro. Occorre
non è altro che lo spaccato di un momento del tempo. L'azione del evitare la duplicazione cosÌ come la sostituzione.
potere è imprigionata tra i due limiti della duplicazione e della sosti­
tuzione. Ed è indubbiamente ciò che rende pericoloso l'esercizio del po­
tere: chi troppo calca la realtà ne è accecato, chi troppo segue il mo­
dello dimentica la realtà. In ambo i casi si utilizza la carta in modo
erroneo.

A che pu"to siamo al giorno d'oggi?

Ci manca una teoria della scala geografica che permetta di utiliz­


zare correttamente tutte le carte di cui disponiamo. UUtiIizzare corret�

4 Apologo personale.

- 30 - - 31-
EUGENIA BEVILACQUA

LA CONTERMINAZIONE
DELLA LAGUNA DI VENEZIA
Lo specchio lagunare di Venezia ha assunto nel tempo un aspet­
to vario in rapporto ai transiti fluviali interni. Infatti già verso la
fine del XII secolo era suddiviso in tre aree separate pur comuni­
canti tra loro e questo generava gravi difficoltà per l'organizzazione ter­
ritoriale. I fiumi, sfociando in laguna, provocavano un sistematico in­
terrimento oltre all'immissione di acque dolci in un ambiente salsa ed
era molto arduo cercare di modificare la situazione perché il dominio
di Venezia in terraferma era ristretto e non permetteva il governo si­
stematico dei fiumi in funzione delle esigenze lagunari. Allo stesso
modo sulla costa Venezia poteva controllare le foci fluviali tra il Piave
e l'Adige, perché rientravano nel dominio lagunare, ma non poteva
provvedere alla difesa fisica della costa più a nord, tra Piave e Ison­
zo, né a quella più a sud, tra Adige e Po.
Dalla distribuzione politica dei territori dipendeva dunque il di­
sordine idraulico della laguna e tale situazione si può dire risulti dal­
la storia del territorio Veneto che si immedesima per molti secoli con
gli eventi naturali ricorrenti, le piene e gli interrimenti, e con il po­
deroso sforzo degli uomini per opporsi all'azione dell'acqua e per pre­
venire le gravi conseguenze.
Fino al XV secolo, i fiumi che sfociavano in laguna furono con­
siderati da Venezia prevalentemel1te sotto il profilo militare, in quan­
to erano fattore di difesa e di offesa, specie verso la terraferma; nel
'500 invece, acquistando il controllo dell'entroterra, fu possibile per
Venezia impostare in maniera organica il grave problema della orga­
nizzazione lagunare. Da un lato infatti, con la deposizione delle torbi­
de dei fiumi, la laguna gradualmente tendeva a trasformarsi in terra
emersa, dall'altro lato la popolazione abitante in questo stesso terri­
torio favoriva l'azione naturale per fini economici. In definitiva dun­
que dietro la spinta sociale la trasformazione negativa della laguna che
lentamente si estendeva poteva giungere ad annullare la sicurezza della
città ducale e la sua stessa condizione economica.

- 35 -
mente espresso l'intento del cartografo di privilegiare nel disegno quel­
I più antichi progetti rivolti ad impedire l'interrimento entro la
l'elemento per lui più importante, cioè la laguna, che risulta infatti sti­
laguna delle foci fluviali e segnatamente di quella della Brenta, ebbe­
rata tra la terraferma e il lido a contatto con il mare. Nell'entroterra
ro esito negativo come lila tajada", ma rappresentarono esperimenti im­
su tutte le altre componenti primeggia la delineazione dell'idrografia
portanti fatti con scarsa esperienza ed in assenza di osservazioni e dati
con tutta una serie di interessanti particolari. I due fiumi più perico­
tecnici indispensabili. Nella seconda metà del '400 invece prevalse un
losi per l'integrità lagunare, la Brenta e il Bacchiglione, sboccano an­
nuovo orientamento, quello di attuare diversioni superiori, cioè nelle
cora all'interno e come sono eviaenti -gli alluvionamenti alle foci, spic­
sezioni fluviali a monte. La Brenta venne portata a sfociare insieme
cano gli interventi umani con la presenza di canali rettilinei, gli sbo­
al Bacchiglione nella laguna di Chioggia, nel 1505. Ma ad onta di
radori di Gambarare, di S. Broxon, la Brenta Nova, lo sboradore di
tanta programmazione, gli abusi, gli intralci al corretto governo delle
Tresse.
acque erano tanti da rendere necessari provvedimenti amministrativi ela­
borati d a una autorità competente ed univoca; negli ultimi decenni del Nelle aree più prossime alla laguna è ben chiara la presenza di
'400 infatti nei documenti è testimoniata la presenza di una serie di /I paludi et vale " che può testimoniare spazi della superficie lagunare
provisores super aquis, finché nel 1501 viene istituito il Magistrato senza alcuna delimitazione, destinati sia a bonifica sia a valli da pe­
alle Acque. Questo, organizzato con una differenziata composizione di sca. L'esistenza di queste ultime è documentata per tempo; proprio una
poteri, fu in grado di produrre una serie di visite e di sopralluoghi parte di quelle indicate dal Sabbadino, corrispondenti alla Valle Mille­
nelle aree dove la situazione risultava pericolosa, incerta o conflittua­ campi, sono già presenti nel 1488, secondo quanto riportato nella tav.
le; le relazioni connesse costituirono la materia di base più importante VI dello Zendrini.
per poter discutere e successivamente deliberare in materia. Per queste caratteristiche tutto il territorio compreso tra la Bren­
La regolazione dei fiumi diviene opera primaria per Venezia con ta e la Laguna fu sempre un'area instabile, oggetto di discussioni ac­
la modifica dei corsi, l'attuazione di tagli, ma non viene trascurato nep­ cese sui vari progetti formulati nel tentativo di rendere meno preca­
pure il normale funzionamento idraulico della laguna sottoposta a dra­ ria la situazione; i modesti risultati ottenuti con la diversione della
gaggi sia lungo il Canal Grande che nei canali interni; in quest'opera, Brenta Nova condussero nel '600 allo scavo di un nuovo canale, quel­
come è ricordato dalla Tiepolo, vennero impiegati fino a tremila uomi­ lo Novissimo che, demarcato lungo la laguna media e inferiore, costi­
ni provenienti dalla terraferma, un'emigrazione di breve durata ma di tuì il primo confine fisso tra laguna e terraferma . Le valli da pesca,
proporzioni enormi rispetto alle possibilità del tempo. Il fervore di ope­ area per eccellenza instabile, anfibia, dalle delimitazioni approssimate,
re in questo periodo è intenso, accompagnato da invenzioni, come gli variando nel tempo in rapporto alle deviazioni fluviali, erano un ele­
edifici da cavar fango o le macchine per sollevare acqua ed i proble­ mento di incertezza giuridica; nel tempo restarono in mano di coloro
mi da affrontare danno luogo a vivaci polemiche tra differenti magi­ che le coltivavano e ne erano pertanto i possessori di fatto, mentre
strature come quella tra Cristoforo Sabbadino del Magistrato alle Ac­ Venezia tendeva a considerare quelle stesse aree di proprietà pubblica
que e Alvise Cornara della Magistratura ai Beni Inculti. Il primo di­ per controllare il regime idraulico della laguna.
mostra nei "Discorsi sopra la Laguna" la necessità di mantenere idra�­
L'estendersi ed il contrarsi del numero e dell'estensione delle valli
licamente viva la laguna stessa eliminando ogni ostacolo che si oppon­
determinava continue variazioni sull'entità delle proprietà private e di
ga a tale esigenza; il Cornaro invece, in considerazione dell'aumento
conseguenza una difficoltà obiettiva di imposizione fiscale. Il proble­
della popolazione e della necessità di provvedere al rifornimento alimen­
ma della delimitazione, cioè della fissazione materiale di un confine, co�
tare della città, era propenso piuttosto ad una estesa bonifica per po­
il tempo si approfondì rendendo necessaria una serie di deliberazionl
ter ampliare l'area coltivata.
Il primo documento cartografico che presento è di Nicolò dal Cor­ in merito. Ma la Repubblica fu molto cauta nel portare avanti gli stu­
di e i lavori della definizione dei termini, perché gli ostacoli pratici
tivo del 1534 (A.S.V., S.E.A., Laguna 3, Tav. I ) ; in esso è evidente-

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da superare erano numerosi. Temporalmente il primo ostacolo fu su­ La grande mappa costruita da Cristoforo Sabbadino nel 1556 e
perato nel 1405 quando Padova fu conquistata da Venezia; preceden­ qui presentata in una copia conforme del Minorelli del 1625 (A.S.V.,
temente la laguna morta media era sotto la giurisdizione di Padova che S.E.A., Laguna 13, Tav. III), che rappresenta la Laguna tra il porto di
non era interessata ad una organizzazione idraulica del territorio. E Brondolo e il Canale di Lio Maggiore; alcuni elementi del disegno so­
praticamente la situazione non variò finché non si giunse ad una certa no simili a quelli della pergamena precedente. Sono privilegiati gli ele­
regolazione delle acque della Brenta che invadevano continuamente il menti idrografici: le deviazioni fluviali sono fortemente marcate; i ca­
territorio. nali della laguna sono raffigurati con diverso rapporto a seconda del­
L'incertezza dei limiti era di ordine naturale in quanto una la­ la grandezza e quelli che corrispondono ad una bocca di apertura ver­
guna in ogni sua connotazione è elemento instabile sulla superficie ter­ so il mare hanno una più o meno lunga prosecuzione esterna. All'in­
restre; infatti nel Capitolare della Magistratura dei Pioveghi si legge terno della Laguna sono individuati tre spartiacque sui quali risultava
che erano di proprietà privata gli spazi lagunari non coperti dalle ac­ imperniato il movimento di marea.
que e coltivati; se questi però per invasione di acque dolci o salse,
per erosione o per abbassamento del fondo si trasformavano in acque
È importante nella mappa anche il contenuto della didascalia con
i consigli del Sabbadino per conservare la laguna; essi si possono rias­
divenivano subito di ragione pubblica.
sumere in tre punti: proteggere i lidi, allontanare da questi le cor­
Gli specchi lagunari destinati a valle erano alimentati dalla ma­
renti dei fiumi, togliere tutti gli ostacoli che impediscono all'acqua del
rea e spesso anche da un filo d'acqua dolce; per sfruttare la migra­
mare di penetrare all'interno della laguna; fra questi ci sono le argi­
zione dei pesci, le valli erano recintate da grisiole conficcate nel fondo
nature dei canali, la chiusura delle paludi verso terra, le grasuole per
lagunare oppure in parte da argini e in parte da arelle. Se la recin­
la pesca, che possono essere tollerate solo in quella parte di laguna
zione era completa si formava una serraglia, costituita da pali infissi nel­
posta al di sopra dei canali maestri.
le barene e nel fondo lagunare. Ecco, questo genere di manufatti ri­
cordati sommariamente e che in parte costituiscono anche oggi gli ele­ Del 1558 è un'altra mappa del Sabbadino (S.E.A., Piave 5, Tav.
menti essenziali di una valle, generavano degli scompensi alla libera cir­ IV), che delinea preminentemente il Trevigiano con una parte della la­
colazione delle acque e per questo erano soggetti a continui controlli; guna. Si può osservare che l'opera di preservazione della laguna nella
sono numerosi infatti i divieti per inserire grisiole in vicinanza della parte di nord - est è meno avanzata, nel senso che ancora i fiumi non
città di Venezia o le disposizioni di distruzione di impianti perché abu­ hanno subito quella serie di modifiche come si è visto nella parte me­
sivi in rapporto alla legislazione corrente. ridionale. La rappresentazione fluviale molto efficace, se pure espres­
Per quanti non si sono mai occupati di problemi lagunari penso sa con tratto sbrigativo, continua anche qui con un certo percorso ma­
che diversi problemi prospettati risultino non completamente chiari e rittimo, sottolineando una particolarità, quella della deviazione verso
per questo mostro ora un disegno su pergamena del 1501 (Miscella­ occidente di tutti gli afflussi, legata a correnti costiere specifiche. L'area
nea mappe, 9 12, Tav. II), che nella sua essenzialità può essere chiari­ lagunare risulta complessa nella rappresentazione e con l a specificazio­
ficatore; rappresenta una parte della terraferma tra Tessera e Dese e ne delle zone paludose e di quelle soggette a periodiche inondazioni.
una parte della Laguna con le maggiori isole di Murano e Torcello ed La mappa di Antonio Vestri del 1692 (A.S.v., S .E.A., L aguna
altre minori. A parte l'immediatezza della raffigurazione con l'inserimen­ 68, Tav. V) non è soltanto bella esteticamente, ma è molto interessan­
to di elementi essenziali del paesaggio, il disegno esprime bene la con­ te e direi completa rispetto alle informazioni che contiene. Sui due
dizione idraulica della laguna con l'evidenza del percorso fluviale en­ lati e nella parte inferiore della carta sono elencati gli elementi che
tro l a laguna stessa, e della condizione anfibia del margine dell'entro. chiariscono la rappresentazione; i nomi di tutte le valli, suddivise se­
terra con la possibilità di utilizzare gli specchi d'acqua mediante valli condo la parte inferiore e superiore della laguna, con la specificazione
da pesca. di valle aperta, chiusa, distrutta. I canali vecchi sono indicati con li-

- 38 - - 39 -
nea bianca mentre i nUOVI rosso; e Interessante l'indicazione dei
111
rio emerso e quello Iagunare nella stessa maniera, rappresentando ClOe
loro scandagli i cui valori sono elencati in alcuni volumi conservati i canali lagunari come i corsi fluviali; la distinzione tra area emersa e
nell'Archivio di Stato di Venezia. L'idrografia terrestre anche qui con­ laguna è soltanto indicata da un tratteggio. Nell'ambito territoriale di
tinua ad essere espressa con una efficace rappresentazione nell'ambito Venezia sono riportate le tante deviazioni fluviali che testimoniano al­
della laguna e in mare aperto, testimoniando ancora una volta il con­ cuni secoli di complesse progettazioni e di travagliati lavori.
cetto già radicato delIa organizzazione unitaria della idrografia. Al­ La complessità dell'ambiente umido e la difficoltà della sua ge­
l'esterno dei lidi vi sono gli scanni del mare che tuttavia, nella loro stione possono essere considerate -come riassunte dalla linea di argi­
delineazione, possono considerarsi puramente indicativi e non reali. nature e canalizzazioni che racchiudono la laguna e che rappresentano
La parte superiore della mappa con la rettilineità dei canali che il compimento del lungo travaglio della conterminazione, confine fisico
occupano quasi completamente il limite lagunare verso la terraferma e giuridico.
offre una indicazione concreta relativamente ai lavori della contermi­ Ho presentato solo alcune mappe che possono illustrare i prohle­
nazione che anche qui risultano più avanzati nella parte di sud ovest. mi della conterminazione, ma è giusto che aggiunga che la documenta­
zione al proposito è molto abbondante e costituita non solo da docu­
_

Un'altra mappa del Vestri attribuita al 1709 (A.S .V., S.E.A., Di­ menti cartografici ma anche da quelli di archivio, relativi ad esempio
versi 109, Tav. VI) si caratterizza per il suo preminente contenuto idro­ a pareri dei Savi ed Esecutori alle acque, ai disegni relativi alla con­
grafico; la presento qui perché oltre ad esprimere con dovizia di par­ terminazione nei vari settori, al proclama dogale a stampa del 1784
ticolari la complessa idrografia Veneta, introduce alla problematica flu­ che fa riferimento al disegno relativo al completamento della conter­
viale della parte nord - est della laguna. Il Vestri intendeva in parti­ minazione e fissa il termine di quattro mesi per eventuali ricorsi . Co­
colare mettere in evidenza un progetto di diversione delle acque dal munque in ogni documento cartografico o di archivio risulta evidente
Marzenego fino al Sile. La foce di questo fiume, come è visibile, era l'elemento di precarietà della laguna, e la costante e dura lotta dei Ve­
già stata spostata, utilizzando il vecchio alveo del Piave. neziani per rendere l'ambiente idoneo allo svolgimento di precipue at­
La raffigurazione non contiene alcun elemento specifico che possa
.rIcondurre tività e alla distribuzione estesa dell'insediamento.
al problema della conterminazione della laguna, tuttavia, dan­ Ogni confine che l'uomo inserisce sulla superficie terrestre deli­
do l'immagine completa della idrografia, testimonia l' ormai corrente mita ambienti e contenuti diversi, generando problemi e fenomeni uma­
convinzione secondo la quale la preservazione della laguna è stretta­ ni assai diversi; la conterminazione lagunare, con la sua lunga gesta­
mente connessa alla regolazione delle acque fluviali alcune delle quali, zione ed il suo compimento dopo alcuni secoli, ha implicato per gli
come quelle del Piave, erano particolarmente pericolose, come dimo­ uomini di governo di una stessa repubblica e per le generazioni di uo­
stra la serie di grave raffigurate. Anche la minuziosità del disegno del mini che si sono succedute nel territorio, modificazioni notevoli di uti­
bordo lagunare rispecchia, con la continua sfrangiatura delle acque ver­ lizzazione del suolo, di estensione di proprietà e di organizzazione giu­
so l'interno, l'importanza specifica dell'area. ridica come forse difficilmente è accaduto in altre aree.
La « Pianta topografica della laguna e de' lidi principali del Do­
minio Veneto delineata ad uso del Magistrato eccellentissimo delle ac­
que da Stefano Codroipo pubblico perito nel 1792 (Tav. VII) mi pare
»

possa riassumere bene il concetto della unitarietà del comportamento


delle acque, la necessità degli interventi sui fiumi per la salvaguardia
lagunare, la complessità dell'ambiente umido e della sua utilizzazione .
Infatti la mappa, allegata all'opera di Cristoforo Tentori « Della legi­
slazione veneziana sulla preservazione della laguna riporta il territo-
»,

- 40 - - 41 -
CARLO MACCAGNI
NOTA BIBLIOGRAFICA

Ambiente scientifico veneziano tra cinque e seicento. Testimonianze d'archi­


vio, 11in. Beni Culturali, Archivio di Stato di Venezia, 1985; E. Bevilacqua, La
cartografia storica della laguna di Venezia, in Mostra storica della laguna Veneta,
Venezia 1970, pp. 141-146; 1. Cacciavillani, Le leggi Veneziane sul territorio 1471-
1789, Padova 1984; G. Caporali, M. E. De Raho, F. Zecchin, Brenta vecchia, novo,
novissima, Padova 1980; R. Cessi, Alvise Camaro e la bonifica veneziana nel se­
colo XVI, in « Ace. (R.) Naz. Lincei, Rend. Cl. Se. morali, storo e filologo », 1936;
Delegazione Italiana Commissione per l'Esplorazione Scientifica del Mediterraneo,
La laguna di Venezia, monografia, a cura di G. Brunelli, G. Magrini, P. Rossi, voI.
EVOLUZIONE DELLE PROCEDURE
II, p. IV, t. VII, fasc. I, Venezia 1943; P . Guichonnet, C. Raffestin, Géographie DI RILEVAMENTO : FONDAMENTI
des frontières, Puf, Parigi 1974; Laguna, lidi, fiumi, esempi di cartografia storica
commentata,_ a cura di F. Cavazzana Romanelli, E. Casti Moreschi, Min. Beni Cul­
MATEMATICI E STRUMENTAZIONE
turali, Archivio di Stato di Venezia, Regione Veneto, Irrsae Veneto 1983; Laguna,
lidi, fiumi, cinque secoli di gestione delle acque. Mostra documentaria, Min. Beni
Culturali, Archivio di Stato di Venezia, 1983; Magistrato (R.) alle Acque, Antichi
scrittori di idraulica Veneta. Discorsi sopra la laguna di Cristoforo Sabbadino, voI.
II, parte I, a cura di R. Cessi, Venezia 1930; P. Sehni, Politica lagunare della Ve­
neta Repubblica dal secolo XIV al secolo XVII, in Mostra storica della laguna
veneta, Venezia 1970, pp. 105-115; B. Zendrini, Memorie storiche dello stato an­
tico e moderno delle Lagune di Venezia e di que' fiumi che restarono divertiti per
la conservazione delle medesime, T. I, II, tavv., Padova 1809-1811.

- 42 -
La presente relazione vuole� esporre alcune considerazioni relative
alla cartografia agli inizi dell'età moderna - anche se qualche indi­
cazione fatti i dovuti cambiamenti, potrà estendersi pure a quella di
'
epoche successive -, svolte rimanendo nell'ambito, che mi è più fami­
liare, della storia delle tecniche e delle scienze - in sostanza come
contributo di chi non è un "addetto ai lavori" -, partendo dalla con­
vinzione che, come qualsiasi altro manufatto, anche una carta, in quan­
to rappresentazione grafica di una particolare realtà fisica, possa es­
sere meglio compresa se si conoscono le basi teoriche e i procedimen­
ti tramite i quali si è giunti a produrla.
Nelle più diffuse e tradizionali forme di storia della cartografia,
infatti, lo studio delle carte è spesso limitato agli aspetti esteriori ed
estetici; quando non è soltanto descrittivo del contenuto del prodotto
finito, riscontrato sugli analoghi di produzione attuale, per metterne
in luce rispondenze e divergenze - gli /I errori)l - facendo quindi,
più o meno consciamente, dell' ''esattezza '' o, più correttamente, della
(I precisione " della carta stessa - talvolta accuratamente espressa da un
indice di errore, calcolato ricorrendo anche al metodo dei minjmi qua­
drati - il criterio di valutazione della medesima al fine di collocarla
in una scala di perfezione deputata in qualche modo a riassumere l'evo­
luzione della cartografia. Benché non si intenda qui negare il signifi­
cato che un tale indice possa avere, pur nutrendo non pochi dubbi
sull'effettiva rappresentatività di un "errore medio" quando la qualità
varia troppo ampiamente da zona a zona, ad esempio con sensibili dif­
ferenze di scala ed altro ancora, ritengo che l'indagine dovrebbe esse­
re almeno più articolata, tentando - per così dire - di disgregare le
componenti dell'errore, rintracciandole nel percorso tecnico che porta
alla carta come prodotto finito : dapprima nelle fasi di rilevamento,
restituzione e stesura della carta stessa, e poi, ulteriormente precisan­
do, negli elementi che concorrono in ciascuna fase per quanto riguar­
da l'operatore, in senso fisiologico e culturale, gli strumenti e i proce­
dimenti; per non dire degli aspetti connessi alla stampa delle carte

- 45 -
stesse, che, pur non essendo trascurab
ili, non prenderemo in conside­ fia regionale - la corografia - intesa con riferimento all'oggetto raf­
razione.
figurato più che alla scala, poiché da un lato le piante di città e, spe­
L'ambito cronologico considerato comp cialmente, i rilievi di minime porzioni di territorio sono da mettere In.
rende all'incirca il Quattro­
cento e il Cinquecento: da quando l'Occ relazione più con l'attività agrimensoria e di cantiere che con la geo­
idente latino riscopre la Geo­
grafia di Tolomeo con i fondamen grafica, anche se hanno entrambe - quanto ai fondamenti matemati�
ti matematici della cartobarafia, fino
al periodo in cui gli sviluppi nella stori ci alla strumentazione e ai procedimenti, soprattutto all'inizio - van
p�nti in comune, e dall'altro le nzappae miindi e le carte uecumeniche"
a e nella pratica hanno ormai
chiaramente individuato i temi e le linee
di evoluzione sia dei fonda­
menti matematici e delle conseguenti appli non si presentano come il risultato diretto del lavoro del cartografo,
cazioni, sia delle caratteristi­
che degli strumenti. articolato nelle sue varie fasi - rilevamento, restituzione e stesura -,
Come è noto, l'Occidente latino medievale ma, di norma, appartengono solo a quest'ultima e hanno piuttosto un
non aveva conosciuto la
Geografia di Tolomeo né direttame
nte né attraverso i contatti con la cul­ carattere compilatorio e riassuntivo, mediato insomma da quella carto­
tura araba - dove, d'altronde, non grafia corografica, che appunto qui ci interessa : nelI' uno e nell' altro
sembra che il trattato abbia favo­
rito alcuno sviluppo della cartografia caso, infine, esistono antiche e consolidate tradizioni, mentre la coro­
_, e il ricupero avverrà con la
traduzione dal greco in latino compiuta grafia appare essere il laboratorio più fecondamente innovativo per la
da Iacopo Angeli da Scarperia
agli albori dell'Umanesimo, intorno
al 1406 . L'opera geografia del Rinascimento. Anche la cartografia �1autica non �arà co�­
ed anche que­ .
sta è storia ben conosciuta - ebbe un'im siderata, perché con il Quattrocento essa è ormar pervenuta, m t1fer�­
_

mediata e ampia diffusione


manoscritta e a stampa: dal 1475 il testo mento al passato, a uno stadio ben definito in tutti i suoi elementI
, dal 1478 il testo e le tavole :
"antiche " e dal 1486 con l'aggiunta delle mentre per i tempi successivi gli sviluppi ulteriori, specie i conneSSI
prime cinque tavole IImo_
derne ". alle esigenze peculiari della navigazione, avranno un'evoluzione in gran
La fine del secolo XVI segna il momento parte autonoma.
in cui una serie di ele­
menti concorrono ad indicare che la prim
a fase della cartografia che
potremmo definire di carattere empirico _

- è ormai conclusa: la trigo­


nometria piana e sferica ha raggiunto una
soddisfacente organica siste­
mazione teorica nella scia aperta dal
De triangulis omnimodis di Re­
giomontano, composto probabilmente
a Roma nel 1463 , ma stampato
solo nel 1533 ; la teoria della proiezione svilu
è ppata al punto da per­ Precedentemente alla conoscenza della Geografia di Tolomeo si può
mettere, nella costruzione di strumenti gnom
onici e nella cartografia, dei affermare che, come scienza, la cartografia, in particolare terrestre, non
veri virtuosismi; il mestiere di cartografo
è ormai radicato e diffuso esistesse, tanto che non avevano stimolato in alcun modo attività di
con connotazioni tali da toglierlo dal nove
ro delle arti per inserirlo tra tipo cartografico le indicazioni sommarie in tal senso contenute nel se�
le attività scientifiche; nella fase delle
grandi scoperte la cartografia ha condo libro dell' Almagesto e la teoria delle proiezioni presente nel­
mostrato tutta la propria potenzialità trasfo
rmando sia la concezione l' Analemma dello stesso Tolomeo, nei trattati di gnomonica e in quel­
stessa della carta nautica sia la mentalità
di chi l'utilizza ' siamo inol­ li sull'astrolabio, testi tutti ben noti, così come erano conosciuti e usa­
tre a un passo dalla nascita della geodesia
con 1' Eratosthenes Batavus ti i sistemi di coordinate in campo astronomico. In tale situazione, pur
di Willebrord Sne! ( 1 6 17), e dall' adozione
dell' ingrandimento ottico sapendo bene quanto sia rischioso, specie nella storia delle scienze e
nella strumentazione scientifica, introdotto
dalle ricerche astronomiche delle tecniche, attribuire significato decisivo a un singolo fatto speci­
di Galileo a partire dal 1609 .
fico, ritengo tuttavia si debba sottolineare l'importanza fondamentale
Le nostre considerazioni saranno dedicate sopra
ttutto alla cartogra- avuta dalla riscoperta della Geografia di Tolomeo.

- 46 - - 47 -
Inoltre, anche la cartografia nautica, benché notevolmente svilup� Anche l'astronomia, specie per la sua inscindibile componente astro­
pata, non si può ritenere potesse caratterizzarsi come scienza. Non per logica, era ampiamente nota e coltivata, sovente con iI medesimo carat­
nulla non conosciamo né i principi né i procedimenti in base ai quali tere di attenzione per le applicazioni pratiche già sottolineato per la
veniva prodotta: anche gli esemplari più antichi non hanno l'aspetto matematica, in tal caso reso più evidente dall'esistenza di tutta una se­
problematico dei prototipi ma quello affinato del prodotto evoluto; do­ rie di tavole e di strumenti, concepiti come calcolatori analogici mec­
vette trattarsi d'altronde di un'evoluzione chiaramente finalizzata come canici - esempio principe ne è l'astrolabio - che tendevano a forni­
mostrano la particolareggiata delineazione delle coste e la presso che re con facilità e rapidità i dati 'richiesti, -senza dover ricorrere a dif­
totale mancanza di informazioni circa l'interno delle terre emerse. Di ficili, lunghi, complessi e tediosi calcoli: tanto che più di una pagina
tali carte, inoItre, non sono del tutto chiari nemmeno i modi specifici della storia delle scienze può essere attribuita allo sforzo di pervenire
di impiego: è certa solo, per l'uso, la connessione con la bussola dei al risultato evitando l'impiego delle operazioni sui numeri o riducen­
venti a 32 divisioni. dolo drasticamente.
Dall'antichità erano sopravvissuti, in qualche modo, gli elementi Negli interessi e nelle competenze professionali di questo ambien­
essenziali delle procedure agrimensorie, limitate spesso alle pure appli� te, così rapidamente e sommariamente delineato, di cui è opportuno te­
ner presente la divisione fra teorici colti e tecnici pratici, vanno ricer­

cazioni - misura di superficie, divisione delle alluvioni definizioni e
rettifiche di confini, spartizioni secondo determinate pro orziohi - e, cate le componenti che confluiscono nella nascente cartografia, in par­
come accadeva per le altre pratiche, sempre meno consapevoli degli spe� ticolare nel periodo in cui tale disciplina non è ancora compiutamente
cifici fondamenti teorici: in molti casi non si procedeva a rilevamenti definita.
veri e propri di angoli e distanze per produrre correttamente una map� La Geografia di Tolomeo proponeva da un lato una teoria per la
pa, ma soltanto a misurazioni di distanze, se non addirittura a empi� costruzione delle carte e dall'altro, con le sue 8000 circa indicazioni di
riche stime, per quantificare approssimativamente delle aree. Di tale luoghi con le relative latitudini e longitudini - qualunque ne fosse la
imbarbarimento dell'arte - obiettivamente confermata dall'enorme con� precisione -, il materiale su cui lavorare. Questi dati erano però re­
tenzioso su questioni di confine riscontrabile in tutti gli archivi -1 si lativi a un mondo ormai profondamente mutato o addirittura scompar­
lamenta ancora nel 1527 Francesco Feliciano da Lazise nel suo Libro so e le tavole IImoderne" costituiscono in sostanza uno sforzo per ag­
di aritmetica e geometria speculativa e praticale - dove tra l'aItro gi�rnare l'opera antica, di cui si cerca di seguire il procedimento in
mentre son�
'
per la prima volta si tratta dello squadro agrimensorio _, forma più o meno sofisticata. La difficoltà era però costituita dalla ne­
in buon numero le proposte di fantasiose procedure speditive avanzate cessità di determinare le coordinate, soprattutto la longitudine, dei luo­
da sedicenti esperti che si offrivano per lavorare alla realizzazione del ghi interni ai territori considerati, mentre per la configurazione delle
catasto lombardo di Carlo V. Tuttavia, la conoscenza delle matemati� coste qualche indicazione poteva venire dalle carte nautiche, di cui tut­
che era abbastanza diffusa e di buon livello, sia nel campo speculativo tavia sono note le divergenze con la cartografia tolemaica Il antica", a
sia ancor più nel pratico, dove l'insegnamento dell'aritmetica e della volte di dimensioni tali da rendere impossibile la combinazione dell'una
geometria applicate, iniziate dal Fibonacci, aveva avuto grande svilup� con l'aItra. Questa diversità non doveva però apparire inconciliabile se
po, specialmente in Italia, con le scuole d'abaco: tali istituzioni mol� si considera che già nel 1436 Andrea Bianco /l contaminava " la sua rac­
to legate alla vita attiva, erano le normali vie per l'educazion:, spe­ colta di carte nautiche, oggi alla Biblioteca Marciana, con l'ecumene di
cialmente professionale, di commercianti, artisti, ingegneri, architetti, tec­ Tolomeo; inoltre, non si deve dimenticare che il concetto di precisio­
nici, costruttori di orologi e di strumenti scientifici, meccanici e arti­ ne, anche per le scienze, matura in epoca posteriore; mentre, ancora
giani, e conformemente ai propri scopi insegnavano soprattutto proce­ per buona parte del periodo rinascimentale, quanto noi riteniamo di
dimenti risolutivi utili nell'esercizio dei mestieri, senza dare troppo peso dover valutare in termini di precisione era giudicato solo per la funzio­
agli aspetti teorici e dimostrativi. nalità dimostrata nel raggiungere il fine prefisso: elemento caratteristÌ-

- 48 - - 49 -
co di comportamenti, procedure e seOpI. deII'operare .
cam.pi' d'altronde, solo m' pre' no Settecento, si com del pra. tIcI nei vari tazioni dei satelliti di Giove, ma - come attestano i dati di Tolomeo
. uere chiaramente tra IIp
a dIstlng ." ince
. rà In topografIa. e delle tavole medievali, o quelli rilevati nei viaggi delle grandi sco­
levamento. Infatti s I roc ed '
lme ntl nor ma h e spedltrv" " I" d"1 "
" ' rI-
perte - è sempre stata di difficile applicazione nella pratica: non solo
f�ne la determinazion: �:��: �� ;:�:;��t/ �;:�;in7� : ��i7ens�e ha per
I a per la rara occorrenza del fenomeno nel caso degli eclissi lunari e per
l architetto ha esigenze progettuali di misure pre Ise,
C . laupecartog " � se
Iele, le difficoltà di osservazione nei due rimanenti, ma pure, in generale,
scala abbasta . nza piccola rimane dimostratrv. a e non descrittiva rafIa a per imprecisione dei parametri di base e dei calcoli di sviluppo neces­
so geometrICO: ad esempio, quella connessa a lavori in sen� sari alla redazione delle efemeridi, per la scarsa affidabilità degli stru­

e pro get idra


�tla scrl. tuale né . precisa, ma semplicemente illustrativa di ' una me' emma0-l
ulic i non menti di rilevamento, per la difficile determinazione e conservazione deI
tta come l d' tempo anche in sede locale, A tale proposito vorrei solo ricordare che
cento, di �uote alti:�:ichI:. ��. n�:�a�.z:�r�:s�n:heperabit�ale fino �I Sei- una differenza di quattro minuti primi di tempo comporta l'errore di
elaborata, è uno degl"I eIementi essenzIali per Ia com CUI la" carta e stata un grado "
ta stessa che in taI senso deve essere valutata C"o pre,nSIO, ne della car- Per le ragioni esposte, mi pare si debba considerare con molta
;:endere, nel nostro caso" nche le differenze' fr u a cautela l'ipotesi di un diffuso ricorso - d'altronde non sostenuto da
o ot � co t amente affinatasi e � l !, �ar :���� � a n:��� fatti accertabili né sostenibile, ma proposto solo nella forma di un'in­
si tutta��: p�r�: :�fe :�:� ���: : ! �:
te s , per na':'lgare - e quellaionata perfez ­ genua quanto inattendibile ricostruzione razionale della storia della car­
Geografia di Tolomeo , la qua della tografia - a procedimenti astronomici per la determinazione dei dati
maternatIc, a, era quasi soltantoIe,un'benc he costrUIta su una corrett base
di longitudine nella cartografia del Quattrocento e del Cinquecento,
compIementare alla lettura d I m cl illus ' o
trazione del testo' SUSSI'dtarIa' e così come è ormai accettato per i dati di Tolomeo, desunti nelle forme
lere per le differenze di sC:la, �I:�;� "a�;h:t�:�: eg a- più varie dalle fonti più disparate e occasionali. Credo che anche il ri­
�on� e zo�a delle ca�te, tuttavia giustificabili pur e :; � :� :�:� t :a � : : corso a distanze itinerarie opportunamente rettificate - con riduzioni
a � �uah, ad e�emplO, l� diversa importanza attribu e p�r altre ragio:t di un terzo o di un quarto dei percorsi reali - non possa dare una
:ls�vtno, o tre alle mdicazioni di latitudine e lonita ai vari luoghi ' soluzione generale soddisfacente al problema: sia perché la viabilità non
date d o omeo, anche le relative a qualche altra gitudine tram , an� riportava sistematicamente - allora e nemmeno oggi - le indicazioni
ropee n n comprese negli elenchi della Geografia, ind dec in a d " 1tta
"
: ,;canoDI�: e delle distanze, sia perché i tempi di rilevamento di una zona e il per­
premeSSI� alle tavole astr icat
onomiche medi;var1, �er pe�mettere l'uso di que­ e n el sonale impiegato dal cartografo, nei pochi casi in cui questi dati sono
ste ultime in luoghi diversi da g,uel per guah le medesime erano
I
noti, non permettevano misure dirette, anche ricorrendo a odometri o
stat e calc olate ma ave ad altri strumenti analoghi .
d", guelle antich' e' e in plU" , qua"lllndo
1
vano alI Clrca , gli stessi difetti di lmp
Sl trat tav a
' reclslO
degli stessi Iuogh"1, per
, , ne Per quanto riguarda i procedimenti matematici, solo dopo la me­
l'llltervenuto cambiamento della ret� d'I 'ferrm '
rI ent o opera�o dagli astro- tà del Cinquecento si comincia a teorizzare il ricorso alla trigonome�
nomi sia arabi sia latini, i dati po evano anche esse tria - dal che non deriva necessariamente un immediato impiego nella
munque, l"llltento delle tavole non era quello d" forDre" dIscord anti'. co-
_

" " pratica - per le misurazioni terrestri con le formule di risoluzione dei
1ll ' chiaramente le dl"ffl"CoIt'a che separano la al. car-
tograf1" . " C10" ' " dlca Il Ire not IzIe triangoli qualunque, ricorrendo al teorema dei seni, enunciato per la
ne teor"rca pur corretta' di un procedIme ' formulazlO- " prima volta da Regiomontano nel De triangulis (II, I) " In precedenza,
, nto
Ia pr"atlca" Infatt1, la determinazione della longitudine dalla sua app lica zion e neI - infatti, si sapevano risolvere solo i triangoli rettangoli applicando il teo­
tempi locali rilevati per lo steso fenomeno V1Sl" "b "1 p�r differenze d"" I rema di Pitagora - e su ciò si fondavano in sostanza i procedimenti
pu�, essere f�tta risalire a Ipparco per gli eclissi edi da luogh"I d"lverSl,
1
tradizionali degli agrimensori i quali appunto, con la groma prima e
pOl per le dlstanze lunari da stelle zodiacali e a Ga "1Luna' a Werner con lo squadro poi, scomponevano, come d'altronde fanno ancora oggi,
1 eo per le occul-
l
le superficie in triangoli rettangoli di cui misuravano quindi i Iati - o
- 50 -
- 51 -
i triangoli simili ricorrendo ai rela
tivi teoremi di Euclide - e
si basava la maggior parte dell su ciò Quanto si è cercato di porre in luce in generale circa il rapporto

geometr a o dalle istruzioni
.
e soluzioni insegnate dalle prat
per Puso dei vari strumenti:
il qua
iche di della cartografia con le altre discipline e in particolare circa il sapere,
geometrIco, Il dorso dell' astr drat o limitato sul versante teorico, e la mentalità del cartografo, volta più
olabio, il bastone di Giacob
tra . . . - per la misurazione be, l' olome­ all'esito funzionale del lavoro che alle disamine in astratto, vale anche,
speditiva delle distanze. Sono
sissimi i riferimenti ad altre mvece scar­ in aggiunta alla considerazione già fatta del divario tra il teorizzare un
procedure matematiche, come
la pur utile formula di Ero ad esempio procedimento e il metterlo in pratica, a fare meglio comprendere le va-
ne.
Inoltre, la stessa denominazi rie fasi di realizzazione della carta-o - --
. one di /Iingegnere cartografo ",
be tanta d,ffusione dall' età rina che eb­ Nel rilevamento, l'aspetto speditivo è preminente, a scapito della
scimentale alla moderna, alm
quanto nguarda la fase più anti eno per precisione, come immediatamente appare dall'assoluta indifferenz� per
ca in cui venne usata, indirizz
una �ro:enienza Il tecnica" dell a verso l'altimetria che il cartografo sembra non considerare, anche se al nguar­
a cartografia o meglio della coro
non mdIca una connessione o graf ia, e do erano invece esplicite le procedure agrimensorie che già dalPantichi­
una derivazione diretta dalla
o dall'astronomia, che di soli mat ema tica tà avevano insegnato a ridurre la distanza reale almeno alla corrispon­
to vanno associate alla "cosmog
alla cartografia di zone molto rafi a" e dente distanza naturale sull'orizzonte, compiendo le misure tra paline
estese come interi paesi e i
In genere, la cart�grafia terrestr continenti. verticali anziché direttamente sul terreno. Inoltre tale trascuratezza, ol­
. e di questi primi secoli sem
ve�Ire quaSI. esclu:Iv�mente dall bra pro­ tre ovviamente a non fornire affatto dati di altimetria, comporta un
. 'ambiente dei tecnici - inge
chItett�, costruttorI dI strumen gner i, ar­ sensibile errore - dell'ordine di quasi- 18 metri per un grado sessage­
ti, agrimensori, come Etzlaub
.
Eufrosmo della Volpala . . - , Leo nard o, simale a un chilometro di distanza - per tutti i rilevamenti azimutali
con la loro tipica preferenza per
ced�re pratiche approssImative: le pro­ di punti non complanari al luogo di stazione, vale a dire per la quasi
. e speditive, talvolta con qua
ta��na�lOne di origine "dotta lche con­ totalità dei casi, visto che tutte le istruzioni consigliano di collocare
": caratter
n:1111 di buona formazione culturale, comistic he presenti anche negli uo­
e Cusano, Alberti, Gemma Fri­
le stazioni su punti eminenti, naturali o artificiali che siano: e si può
SlO . ., quando fanno i cartogra supporre che il suggerimento fosse seguito, solo che si consideri le evi­
: fi. Si deve tuttavia precisare
che Il legame della cartografia che an­ denti comodità operative che tale situazione comporta. Poiché è ele­

con l'agrimensura sembra dov
una compr�senza del e du: attiv uto più a mentare la considerazione che la traccia dei piani di un diedro deter­
ità nella stessa persona che
porto funZIOnale o discIplm . a un rap­ mina su di un piano che li tagli, angoli di ampiezza variabile al varia­
are; and1e la cartografia di
le � invero quantitativamente matrice catasta­ re dell'inclinazione del piano stesso rispetto allo spigolo del diedro, tale
di scarso rilievo - verrà in
ceSSIva, quando estesissime supe epoca suc­ comportamento è un esempio precipuo di quell'atteggiamento dei "pra­
rficie saranno sistematicamente
su base geometrica e saranno rilevate tici" di limitata attenzione verso il rigore e la precisione, che arriva
state elaborate le procedure mat
per passare dalla mappatura dei ema tiche fino a lasciare senza risposta il quesito, tante volte ricorrente, se si
terreni, geometrica tanto neI
to quanto nella restituzione, rilevamen­ tratti di indifferenza o addirittura di ignoranza circa i fondamenti scien­
alla descrizione proiettiva dei
sultato che però non può atte territori: ri­ tifici dei procedimenti applicati e del corretto uso degli strumenti im­
nersi senza un preventivo inqu
generale topografico - geodetico adramento piegati.
del territorio stesso. I cartogra
ranno presto dai Collegi degli fi usci­ Circa questi ultimi, lo storico dispone di due tipi di fonti : le
agrimensori, e non bastando
prendistato alla loro formazio più l'ap­ descrizioni e gli esemplari superstiti, ed entrambi pongono una serie
ne, che nemmeno le università
in grado di sviluppare, si Istit sono però di interrogativi ai quali è difficile rispondere. Le fonti scritte presen­
uiranno nuove apposite scuole:
eventi che vanno al di là del ma sono tano una varietà incredibile di tipi di strumenti, con così estese pos­
periodo di cui ci occupiamo.
sibilità di usi da testimoniare a favore piuttosto della fantasia degli
inventori che della funzionalità di impiego. Se si riflette poi sui limi­
ti della tecnologia del tempo, specie per le lavorazioni di precisione

- 52 -
- 53 -
- scarsa disponibilità di lamine metalliche in ottone e rame almeno fino e riesaminato la documenta­
tati mi sono riletto attentamente le fontiEtzlau
al primo Cinquecento, mancanza di viti cilindriche, limitatissimo impie­ zio�e dall' Alberti, Leonardo, Raffaello, rpiae b " , a Gemma Frisia
1533) e ai suoi di­
go d:l �ornio nella lavorazione dei metalli, tracciamento manuale di gra­ (De locorum describendorum ratione, Antve
dUaZIOnI e curve - e sulle intrinseche difficoltà di costruzione di uno vulgatori italiani Giovanni Francesco Peverone etria " breviLione
(Due e facili trat­
1558) e
strumento - delineazione ed esecuzione accurata delle varie parti, ne­ tati: il primo d'Arithmetica e l'altro di Geom
ia 1564) , rilevando
"

cessità di grandi dimensioni per poter ottenere direttamente misure fini Cosimo Bartoli (Del misurare le distantie , , " Venet evolutiva, dimostrando
(in assenza di artifici come il nonio, la scala ticonica, l'ingrandimento anzitutto che si pongono su di 'una stessa linea
la divulg azione di un qual­
ottico . . ., una graduazione circolare in minuti primi dell'ampiezza di he
anche in questo caso come nelle tecnic o per quei
un millimetro comporterebbe un diametro di quasi sette metri), diffi­ che ritrovato per mezzo della stampa, almenun risultato. tempi , non co­
coltà di tracciare graduazioni precise -, tutto induce a giudicare come stituisca un punto di partenza, ma sanzionitriangolazioni già noto e dif­
irrealizzabile o non funzionale la maggior parte degli strumenti descritti. fuso, e che i loro procedimenti non sono cui svilupparein laquant o non
Gli esemplari superstiti riflettono puntualmente tutte le difficoltà ap­ si preoccupano mai di misurare la base suconsiderazione i datitriang ola­
pena accennate: in particolare, per quanto riguarda le graduazioni inci­ zione stessa, ma, pur non prendendo in peso ai rilevamenti angolari, di alti­
se sui lembi, il raffronto con una scala di precisione da me eseouito metria, come si è già detto, danno gran
su un centinaio di fotografie di astrolabi raccolte in R, T, Gunther,bThe compiendo quindi delle determinazioni di punti per intersezione di di­
astrolabes of tbe world (Oxford 1932), ha mostrato che mediamente rezioni. ti apprezzabi­
già dopo cinque divisioni si rilevano delle sensibili discrepanze, Inoltre, Il tentativo di utilizzare la bussola non dette arisulta
quelli del tempo,
tali strumenti, oggi conservati nei musei e dei quali raramente si cono­ li. Infatti, se si impiegava uno strumento peranalog o
sce la provenienza, sono sovente troppo belli per esecuzione raffinata e i rilevamenti erano troppo imprecisi, sia
le ridott e dimen sioni -
troppo preziosi anche per il materiale impiegato, perché si possano ac­ centimetri sia per
l'ago difficilmente era di lunghezza superiore aial 5piccol �,

cettare con ragionevole sicurezza come strumenti d'uso. Poiché infine la sommarietà della graduazione dovuta tanto nti sottom o formato che alla
i cartografi che hanno parlato della loro professione, sono s�esso � ripartizione secondo i venti con i corris la bussola non uIfutipli.
ponde In real­
troppo sintetici o evasivi nei trattare degli strumenti impiegati, o tal­ tà, per tutto il periodo che ci interessa, per tale impiego né dimenpropr iamen­
volta anche poco attendibili - ad esempio, quando teorizzano l'uso del te un apparecchio topografico, non avendo aggiunta ad altri strumen­­
dorso dell'astrolabio sembrano non rilevare che la circonferenza pur es­ sioni né graduazione idonee, ma servÌ solo,
sendo interamente graduata è però divisa in quattro quadranti, sÌ da ti, per permetterne l'orientamento. della base misura­
rendere difficile le misure che eccedono l'angolo retto -, ho tentato Noto incidentalmente che le piccole dimensioniete diffico ltà di cost�­
dI trovare .em?iricamente una risposta alle tante domande in sospeso, ta incorporata nello strumento, oltre alle consu
di Abel Fullon (1564 ) , Il
cercando d, rIprodurre le condizioni del loro operare e confrontando zione rendono inaffidabili anche l'olometrotrigom etro di Philippe Dan­
poi i risultati con la cartografia dell'IGM, radio' latino di Latino Orsini ( 1583) e il
Ho dovuto senz'altro scartare, per la totale aleatorietà dei risulta­ frie ( 1597), o di alidada dia­
ti, la procedura di definire la posizione di un punto rilevandone la la­ Ottenni buoni risultati impiegando un disco munit
titudine con un quadrante di 40 centimetri di raggio, e rettificandone orient o, del diametro
metrale con traguardi a sfioro e bussola di meno ament
con la riduzione sia di un terzo sia di un quarto, la distanza da u� di circa mezzo metro, con divisioni di pocozzare misur di un millimetro per
punto di coordinate note misurata lungo un itinerario sulle tavolette ogni quinto di grado, potendo quindi appre enti stazio e fino a 6 primi.
dell'IGM con un curvimetro, Rilevando i soli azimut dei vari punti da adiffer ni, scelte in
Essendo però indubbio che la corografia nel Quattrocento e nel modo da essere vicendevolmente collegate e per gli altri angoli
tre a tre con non
Cinquecento ha pur prodotto delle carte e dato anche dei buoni risul- inferiori a 60 gradi e operando analogament punti; re-

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inventata: ma forse, anche in
Johann Praetonus ( 153 7-16 16) l'avesse che ne11e t�c-
,

gistrati i corrispondenti valori, mi accorsi che introducevo i maggiori er� fatta circa il rapporto
rori nel restituire graficamente la rosa delle direzioni, specie se l'opera­ questo caso, vaIe l'os servazione già. ' . rI. prove Imp
feCI' ulterlO
. le�
e invenZIO nI. Non
zione eta compiuta utilizzando come rapportatore un disco diverso da quel­ nIC' he l ega pub blic azione . ntI. gl'1 apprezzamentI.
le tta , perché mi pare van o conv lllce .
lo impiegato per il rilevamento, poiché evidentemente le imprecisioni del­ gando la, .tavo essi da tuttI 1' cartografi,
. stICI CIrc
' a l'uso della med esim a espr
entusIa . . .
le relative graduazioni si sommavano anziché compensarsi: mentre il ri­ ntI per,o, Cl SI accorse che si abu-
corso al medesimo disco usato nel rilevamento, per le sue dimensioni e fino a quando, in tempi molto rece
per lo spessore, avrebbe però in pratica reso più difficile e imprecisa l'ope­ sava della sua versatilità. . .
'
l
da me segu.ito SIa sempre
questioni con cuI lo stort
Pur non 'Il
1 u den dom che il met odo
razione. Cercavo infatti di ottenere dei foglietti di piccolo formato, age­ ' o ha
ideale e corretto per rispondere alle
volmente spostabili su di un foglio - le cui dimensioni avrebbero defi­ ho impara�o �olto da . ta e pro­
nito la scala della carta - fino ad ottenere la coincidenza delle rette de­ sovente a che fare, devo confessare che
i presentI di volermI segnala­
dere empirico ' e pregherei gli archivist
�: uei foglietti con le roseli dell
gli allineamenti di collegamento delle stazioni e la convergenza in un e direzioni quan�o ne t�rovassero tra
dei ca;tograh, perche sol� dal r�:
il :ateriale preparatorio neg archivi
punto di tutte le direzioni relative ad esso date dagli azimut misurati
dalle varie stazioni. Per rilevamenti fino ad una distanza di 12 chilo­ ato C e qua
metri l'imprecisione era mediamente intorno al 4 per cento della di­ pertono , dI' una simile documentazione potta esse. re prov
se pur verOSlmI'le, congettura.
stanza. Con il procedimento per intersezioni che era stato applicato, to ho esposto non è una semplice '
nel quale il rilevamento dell'orientamento magnetico aveva scarsa im­
portanza, risultava anche superato lo scoglio della determinazione di
longitudine: bastava infatti che tra i punti rilevati anche uno solo
fosse di coordinate conosciute, perché alla carta potesse essere sovrap­
posta una griglia di latitudine e longitudine sviluppata dal punto noto,
impiegando le tavole del valore lineare dei gradi di longitudine in fun­
zione della latitudine, contenute abitualmente nei trattati di astronomia
e di geografia,
Riflettendo sulla situazione, e osservando come sia praticamente
assente tra la scarsa documentazione superstite dei cartografi deI Quat­
trocento e del Cinquecento il materiale di rilevamento analogo a quel­
lo da me elaborato in gran copia, particolarmente per la registrazione
delle direzioni e dei relativi azimut; ricordando poi la preferenza dei
((pratici" per procedimenti che sintetizzino più fasi, ed evitino i calcoli
sostituendoli, ove possibile, con soluzioni grafiche, mi accorsi che quei
foglietti con le rose delle direzioni potevano essere prodotti diretta­
mente sul luogo di stazione, eliminando cosÌ gli errori di restituzione,
tracciando gli azimut immediatamente su di un foglio anziché registrar­
ne i valori angolari, utilizzando uno strumento che fosse insieme ali­
dada e riga da disegno: avevo, insomma, percorso tutti i passaggi che
dovettero portare alla cosÌ detta Il tavoletta pretoriana". Mi stupii, an�
zi, che, secondo quanto dice DanieI Schwenter, Geometriae practicae
novae traetatus II I (Nurnberg 1618 ) , solo nel 1590 il matematico

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VLADIMIRO VALERIO

DALLA CARTOGRAFIA DI CORTE


ALLA CARTOGRAFIA DEI MILITARI :
ASPETTI CULTURALI, TECNICI E ISTITUZIONALI
Que la terre soit, d'aptés Descartes et
Leibnitz, un petit soleil enctuté, ou, se­
lon Buffon, une éclaboussure de notte
soleil, peu import aux militaires.
_
(Joseph Pascal Val/ongae, 1803)

È consuetudine nei lavori scientifici, ma è un uso che andrebbe


saggiamente esteso anche alle discipline umanistiche, quello di inserire
in apertura dei lavori un elenco di Il key words", cioè di parole chiave
con le quali non si intende fornire un sommario del lavoro ma sempli­
cemente indicare, con un Il colpo d'occhio", i componenti essenziali della
ricerca. Le mie parole chiave sono: genio militare, ingegneri geografi,
militarizzazione, istituti topografici nazionali, scuole militari, segni con­
venzionali, normalizzazione, litografia, vedutismo, arte e cartografia.

1 . « Cette représentation, c'est-à-dire, la manière de dessiner la to­


pographie ou d'y suppléer par des notations ou signes de convention, . . . ,
etait jusq'ici livrée à l'arbitraire; chaque école, ou plutot chague topo­
graphe, avait sa manière . . . . C'est pour s'oceuper de ce travail intéres­
sant, que nous venons d'indiquer comme à faire, gue le Dépot générai
de la guerre, qui dirige en ce moment Ies plus importantes opérations
géodésiques et topographiques, a provoqué, selon les intentions et sous
les auspices du Ministre, une réunion de tOut ce gue les divers services
avaient d'officiers ou d'employés les plus instruits en cette parde » . Con
tali parole il capo di brigata del genio e direttore delle fortificazioni
(nonché vice-direttore del Deposito della Guerra) Joseph Pascal Vallon­
gue ( 1763 - 1806 ) introduce i lavori della commissione incaricata « de
simplifier et rendre uniformes les signes et les conventions en usage dans
les Cartes, les Plants et les Dessins topographiques ». La commissione si
era riunita a Parigi tra il settembre ed il novembre 1802 ed i risultati
furono pubblicati nel quinto numero del Mémorial Topographique et
Militaire. I sette volumi del Mémorial, pubblicati tra il 1802 ed il 1 8 10,
nei quali compaiono svariate disposizioni tecniche nel campo della to­
pografia (dall'alta geodesia al rilevamento, dal disegno di dettaglio alle

- 61 -
ricognizioni militari) unitamente a indagini storiche finalizzat arte lo più emanazioni del DépOt parigino) o gli uffici topografici naziona­
militare, dliudono un'epoca della cartografia e preannunciano elaall'carto­ li nati intorno a questi o dalle loro spoglie. Anche dove non vi fu
grafia moderna. u� appiattimento sui modelli francesi (i problemi della topografia di
Le disposizioni fornite dalla commissione del 1802 vanno, infatti, dettaglio, ad esempio, furono affrontati e risolti operativamente ed 111
molto al di là della uniformazione dei segni convenzionali, operazione maniera alquanto autonoma dai vari uffici e solo alcuni decenni dopo
che parrebbe essere di estrema freddezza e meccanicità; eppure, si giunse alla loro formalizzazione), questi costituirono comunque un
verso notazioni di carattere prettamente tecnico la commissione attra­ entra incentivo alla revisione dei vecchi -metodi -e a nuove considerazioni e
nel merito delle finalità e degli - usi della carta, discute dei suoi conte­ riflessioni sul campo . Solo l'Inghilterra, si può dire, rimase estranea e
nuti, fornisce indicazioni sui procedimenti costruttivi ed incide sulle isti­ sviluppò autonomamente le sue procedure, ma anche sul suolo inglese
t �zi�ni e sulI� formazione degli uomini chiamati a compiere le opera- assistiamo negli stessi anni alla nascita, nell'ambito militare, dell'Ord­
topograflche Molti dei componenti della commissione, era in nance Survey (1791), a conferma di una maturazione quasi contempo­
gran parte formata. da militari talvolta anche con incarichi dichecomando
210111
ranea dei problemi della rappresentazione cartografica in tutte le na­
lavorarono e produssero opere cartografiche, mostrando di essere tutt'al� zioni dell'Occidente .
tr? che teorici investiti di un incarico più o meno accademico . Tra que­ Il passaggio della cartografia dalle mani del Sovrano a quelle dei
stI vanno ricordati il generale Sanson direttore del Deposito della Guer­ militari mi sembra possa costituire un comune denominatore delle mol­
ra, fatto prigioniero nella disastrosa campagna di Russia; iI capitano teplici trasformazioni tecniche ed istituzionali dell'epoca napoleonica,
re Antoine Clerc ( I 774-1843), impiegato nella sezione topograficaPier­ del e sarà il mio paradigma di lettura. È un dato di fatto, ad esempio,
Dépo t ed attiv� in Italia, cui si deve un rilievo a grande �cala del gol­ che la cartografia italiana del secolo XIX è nelle mani dei militari o
fo d,. La SpezIa ( 1 : 2000) rilevato tra il 1808 ed il 1 8 1 0 · il colon­ di istituti militarizzati, pur avendo prestigiose presenze e tradizioni lai­
nello Pierre Jacotin ( 1 765-1827), autore di una carta dell'E� in 47 che fino al volgere del XVIII secolo, sempre messe al servizio della
fogli, eseguita durante la campagna d 'Egitto e pubblicata nelitto1807' classe dominante . Senza risalire ai grandi nomi del '500 e del '600
maresciallo di campo Aubert Louis BacIer Dalbe ( 1 761-1824 ), capo 'delil quali Gastaldi, Sorte, Smeraldi, Stigliola, Magini, Riccioli etc., basti
Bureau topografico dell'armata d 'Italia, successore di Sanson alla dire­ ricordare l'attività cartografica degli astronomi dell'osservatorio di Bre­
zione del Dépot .� autore di una carta d'Italia in 54 fogli; l'ingegne ra e l 'attività dell'Officina Topografica a Napoli, che operarono alle
Jean Dems Barb,e du Bocage ( 1 760-1825), autore di una carta dellare soglie di questo trapasso ed oltre, risultandone in parte anche vittime .
Morea e di svariate opere cartografiche. Che profondi mutamenti siano avvenuti tra il '700 e 1'800 e che
La commissione, da un certo punto di vista, non inventa nulla di la cartografia del XIX secolo sia in gran parte militare è un dato di
n��vo, �a. si ymi:a a prendere atto ed a sancire i nuovi rapporti tec- fatto attestato da voluminosi studi. Basti, per tutti, ricordare l 'opera
111C1 ed IstltuzlOnah che si erano andati maturando negli ultimi decenni del Berthaut sugli ingegneri geografi francesi, il lavoro di Attilio Mori
nell'universo cartografico. Tuttavia, senza volere sopravvalutare ef­ sulle origini dell' Istituto Geografico Militare e la recente storia del­
fetti della pubblicazione del Mémorial numero cinque, relativo agligli atti l' Ordl1ance Survey curata da W. A. Seymour. Eppure il riflesso sulle
della commISSIOne sui segni convenzionali, mi sembra si possa assume­ istituzioni e, soprattutto, sulla figura e sulla formazione del cartografo
re la stessa idea della pubblicazione periodica del Mémorial come em­ mi sembra siano stati poco indagati. Mi sorge, addirittura il dubbio
blema delle profonde trasformazioni che si registrano in Europa che sia un illecito traslato parlare ancora di "cartografo" inteso come
po cartografico nel quarto di secolo che va circa dal 1790 al 1in8 1 5cam­. Il soggeto autonomo che controlla la carta dalla sua ideazione alla rea­
Mémorial, nato come strumento interno alle varie amministrazioni ci­ lizzazione finale, percorrendo gran parte delle fasi intermedie. Non a
vili e militari francesi, finirà con l'incidere in maniera determinante su caso ho scritto cartografia Il dei militari", ove il plurale è d'obbligo per­
tutta la topografia europea attraverso i Bureaux topografici locali (per ché tra i mutamenti più manifesti va registrata la disintegrazione del-
- 62 - - 63 -
la figura del cartografo . D'ora in avant

i secoli
i, personaggi come Mercatore i una carta allestita per una spedizione militare. Senza dubbio
Sanson, D' nvilIe non p tranno più � esistere. Lo stesso Rizzi Zanno i,� XVII e XVIII sono ricchissimi di cartograf ie eseguite da militari o per

uno del. lU sorprendentI cartografi
italiani, che si trova a dirigere a fini bellici. Ciò che di realmente nuovo si realizza tra '700 e '800 è
cavallo del due secoli l'Officina Topo cartograf i­
grafica di Napoli, vive sulla sua l'istituzionalizzazione del ruolo dei militari nella produzione
pelle le Iacerazlonr del mondo carto dalle mani del sovrano a

grafico nel quale si era formato. AI ca ed il passaggio della cartografia ufficiale
geografo del Re - come tale egli
si firmava ancora agli inizi dell'8 00 quelle di un'istituzione militare. Va inoltre sottolinea ta la ci :
cos anza che
� �
� ub ntra una pletora di personaggi che assum

a vede­
ono il titolo e le fun­ i militari rappresentano anche un -ente delle stato e non esitereI
zlom l geodet�, ingegnere geogr nell' attività
, afo, configuratore, disegnatore, vedu­ re in questo trapasso di gestione, una democratizzazione
� .
tl ta, lllclsore, htografo, calcografo, individui spess
� pubblico ,
. , o ignoti o mal cono­ ca tografica, dove la struttura militare, intesa come servizio
sCiUtI. L anonimato di gran parte delle
cartografie ufficiali del XIX se­ si fa garante dell'apertura verso la società.
� �
colo po e se i problemi di attribuzion
e e datazione, che sono ben noti Per evitare equivoci, a questo punto, è doveroso operare una eli-

a quant abbIano un minimo di dime
stichezza con la materia . Anche il stinzione nell'ambito della cartografia militare. Direi che vadano
diffe­
,
Iuo�o fISICO talvolta cambia ed è quelle degli
sintomatico, ad esempio, che a Na­ renziate le attività del genio e degli architetti militari da
polI la settecentesca Officina Topografic

qualora
a era ospitata nei locali del Real ingegneri geografi. È un terreno insidioso e pieno di trappole
alaz ��
mentre, �el 1�14 ,
con la nascita del Deposito della
Guerra, si esageri troppo nei distinguo , ma qualche puntualiz zazione può esse­
I OffIClO Topografrco VIene trasferito
nel quartiere militare di Pizzofal­ re opportunamente fatta .
cane ave resterà sino al 1880 . Ma
già nel 1807 il generale Dumas, mi­ È innegabile che i militari del genio disegnavano in prevalenza c�r-
DIstro della Guerra a Napoli, avvertiva In
, la necessità di raccogliere in un te con le quali si perseguivano precise finalità logistiche e di difesa.
apposito locale della Nunziatella (sede pia­
della scuola militare) tutte le tute le grosse raccolte eli cartografie militari del '600 e del '700 il
carte e 1 ramI topografici in quanto città fortificata ha Il
riteneva che l'antica officina dovesse no relativo al singolo episodio, al castello o alla
« prendere una nuova forma analoga corografia . Basti
agl'importanti oggetti ch'essa com­ netto sopravvento sulla topografia generale e sulla
prende », facendone così uno « stabil y
imento militare modellato su quello guardare a tale proposito la consistenz,a del fondo « Mapas, planos
delle grandi nazioni d'Europa » .
dibujos » dell'archivio di Simancas, o la raccolta della « Secci6n de geo­
Con quella che chiamo la cartografia e
��� graphia y mapas » della Biblioteca Nazionale di Madrid, o le carte
dei militari si entra nella
moderna industrial z a ione del proce

sso cartografico, perseguita anche la corrispondenza del duca eli Montema r nell'Archivio di Stato di Na­

att avers una definIZIOne di preci
� � poli. Si può quindi notare una prima differenziazione in relazione alla
si ruoli. Il moderno concetto indu­
stn e dI catena i montaggio risult mili­
.
a già acquisito nella prima metà scala tra la cartografia del genio e la cartografia degli ingegneri
dell 800 dallo stab,lImen

to cartografico di Justus Perilies a
Gotha, che tari, che trova la sua affermazione alla fine del XVIII secolo. Ma un
non era mlT1t re ma nel quale vigev
.
a una ferrea disciplina, tanto che fattore determinante, una vera e propria soglia che la cartografia del
ogm acquarellIsta aveva assegnata una
� aenio difficilmente varca, sta nel fatto che il materiale prodotto dal
tinta per la coloritura delle carte .
N turalmente non intendo affermare
: ��
non eSIs ess cart grafia militare. Lo
che prima di tale periodo ;enio e dagli addetti alle fortificazioni non è soggetto a diffusione, non

� � � ha un mercato ed ai manoscritti non fa mai seguito la stampa. La car­


. studi o della cartografia e, forse,
ancora dI IU l t1 erca matematica
� � tografia del genio vive e si consuma nell'ambito dello stesso organi­
. mi hann o insegnato a rifuggire dal­
l cac Ia aI prImatI, dalla ricerca
dei punti di partenza e soprattutto smo che l'ha prodotta ed ha una limitata diffusione manoscritta. Le
dI arrIVO, nonché da semplicistiche
conclusioni di tipo deterministico
. uniche eccezioni vanno rintracciate nei manuali di architettura militare
La cartografia militare è registrata
� e di fortificazioni dove, però, le piante hanno un puro valore didasca­
dal tempo di Erodoto (inizi del V
secol a.c.) , che ci fornisce, nel quint
o libro delle Storie, la prima in­ lico. La cartografia degli ingegneri militari attivi, ad esempio, nel Dé­
dIcazIOne scntta sull'esistenza di una
carta e, guarda caso, si tratta di pot de la Guerre, o nel DépOt de la Marine, non è destinata alla ri-

- 64 - - 65 -
ue not ato c l 1e ne 1 1- 833 , dopo un lungo
periodo
stretta cer�hia degli addetti ai lavori (fatta eccezione, ovviamente, per l· va co m U nq
Per Napo . ne1 1822 con l'aIlontanamento di Ferdinando Visconl1
1 ,

le carte pericolose da un punto di vista strategico - militare) . In parti­ di crisi apertasI l'Officio Topograf1CO, quest' ultimo fu aggregato a1-
colare, in epoca napoleonica, sia per celebrare le vittorie della grande dalla direzione , deldel quale formò una dlstmta d.IreZlO· ne, Nel decreto
armata, sia perché è sentito il bisogno di possedere anche in effigie i l'arma del. gemo, 3 con 1'l qua1e Sl. no. rganizzava l 'esercito napole.tano,
paesi conquistati, la cartografia degli ingegneri militari è incisa, stam­ gno 183.
�elsan21CItoglUd1e l'O ffic io To pog rafico « saranno traselt1 con da1
g l 1 uff icia li del -
pata, diffusa e, quindi, soggetta a giudizio, a critiche e, in ultima ana­ e . ver a e pro pn a pre sa- - di possesso ' speCIe
lisi, a rinnovarsi. gento ».È U na
corpo deI , nomia ed ti rtspetto d·1 cui godevano gli ufficia1i
_
_ . , -

I confini tra i due tipi di prodotti cartografici, e gli stessi ruoli frontata con l autol'Officio Topooraf'1CO era una dir-etta emanazione del-
. •

di ingegnere geografo ed architetto militare, sono talvolta sfumati, e tonografi quando delI'EserCI. to, COS1 come era a Torino e a Mi1 ano.
b

non solo nella confusa nomenclatura dell'epoca . Il Vauban, solo per lo Stato MaggIOrevalut q , alla posizione vincentestdelu-
,
<

No� , saprei :;�re �:�:7tàSI�i e��:��a corpo


citare un personaggio a tutti noto, riceve un brevetto di ((Ingénieur or­ go , vero e propri� t -
dinaire du Roi " nel 1655, titolo conferito anche ai più importanti geo­ gen,tO m1litare la ma ' etto alla sehlera .pm' tro . . "rl·beIle" degli ingegnern en geo
grafi della corte, e la interscambiabilità tra ufficiali del genio e inge­ mento mI·1ltat ' e, tlsp mond o est o aIla
grafI,, che VIv' evano ID.aveunrso con tinuo, nscon con il scie
gneri geografi è presente ben oltre la metà del XVIII secolo.
chi a mil itar e, attr con � atti c � n ac � ade mie nziati alogrVi­a- e top
Non a caso, quando le funzioni cartografiche si dilatano ed aumen­ cer pna nazlOne · . Nap;troli' Ca ad esempio,
tano le richieste di tecnici e di prodotti cartografici, assistiamo ad una fi anche al di . fuori.IOdeld·lla1 pro nga d ala fa d a con rlo Afan de Ri-
grande disputa tra ufficiali del genio ed ingegneri geografi. Dove le due ZIO nar
sconti rivolU . senza dubb10. 1'11umma ns
tamente allineato , . paPa-rl
figure esistono la lotta è manifesta. L'Assemblea Costituente, in Fran­ vera, personagg�o ,fl di. quel P'eritoodomaera, cer
li
no soci delle prinic ncl
cia, su sollecitazione di un alto ufficiale del genio sopprime nel 1791 recchi ing . egn et1 geo gra sed eva no un bagaglio tec oe
il corpo degli ingegneri geografi. Ma già nel 1776, con l 'ordine reale accade mI e s C .
len ·
tl flC
· h e d'E uro "-
na e pos
che sancisce formalmente la nascita del corpo reale del genio - gli scientifico di altissimqueo stio livello . . gen eral e che mi sem bra. deb-'
V"l e u n'a ltra ne di car atte re , d1
ufficiali del genio furono istituiti in Francia nel 1744 si erano mes­ a . Mentre non assisti amo ad una ml" htaiscenzzaze lOnrn �e ane
si alle dipendenze dei suoi direttori gli ingegneri geografi che operava­ ba essere app. un.tatdel ografia fin
-

no nel Dépot de la Guerre. Nel descrivere i rapporti tra genio ed inge­ tutte le f�nzlO:11 '1Ha lo stato maderno, i lacarcart tog raf ici naz ion ali, tra cu:.
nelle ma. ll1 del mIcltc ' n., Alc uni ser viz
gneri geografi in quel burrascoso periodo, il Berthaut nota che « De
Ha ran
l' o, a , a due cen to anm , d ' dis tan za sono ancora segnatI.I
queIlo un dato di fatto chedelgl·1 XentIX
1
la suppression de 1791, les ingénieurs géographes conservèrent plus tard estlOn. e d1 potere.

da queI trapasso' d·a1li gnas


. �
E
une prévention, pour ne pa dire plus, contre le carpe du génie e »,
cartografICI ' ' nazIQn . cono tra lal'If·ngmehI·lter de1 XVIII e gli inizito non fa
trova nella corrispondenza degli ingegneri geografi, da lui attentamente
seco1o e nascono tutIStI tI � anehe ra ) come si è vis deIle fare
esaminata, « des expression si violentes et si injurieuses contre le corps 'I 'litari ' A Napoli troviaret mo una
du génie et contre le personnel dirigeant du Dépòt de la Guerre, que eccezi,one. - comea "devtUt iaZ ,
IOn e d a IIa nor m a vie ne cor ta nel 181 4, con
meme aujourd'hui où les choses de cette époque sont du domain de eccez10nt ma que s t tn1
. e con Ia fondazione del Deposito Generale
l'histoire, la pIume se retuse à les reproduire Il Deposito della Guer­ 1a morte d 1 e Riz zi Za nn on1 pografica, nata ne1 ei1 7che 81.
».

ra, è bene ricordarlo, fu diretto dal 1802 da un generale del genio, della Gu�rra, creatoladaIlcene spo �re d lI'Officina To tograf ica dir
Sanson . L'e. s1genZa del ,' ma trahta� d:na prod.uzimiloneitarcar i a farsene portavoce
que per lO
' do per ch' e son o
ce m suno scienziato carI-
l
Una traccia di tale rivalità non è stata ancora registrata in Ita­ nas I
.
iSp O sta ';J Ne ssu na acc a dem ia , nes
lia, e non so quanto ciò sia dovuto alla scarsa documentazione esi­ e a dar Ie con cre ta t " atr, enC'Icloped'lSfl Si è mai cimentato ne
stente e quanto alla nostra ignoranza. Piemonte e Regno di Napoli po­ tografo, nessuno degldisi cipillulinammcar tograf1ca.
trebbero avere vissuto, anche se in scala ridotta, fenomeni analoghi. rifondamento della
- 67 -
- 66 -
La risposta mi sembra che ' sa . . e
tità dl' maten.aIe cartografi.co di 51ognpos rmtracCIar nell'enorme quan- giore e con i giovani allievi deI collegio militare, che dal 1814 in poi
trovano a maneggiare i conseguenza i tip o e cl epo ca che 1. rul. Ir.tan. si formerà le leve topografiche sia per il genio che per l'Officio topogra­
il
sfogliare l'eleneo che formsc . e delle guerre napoleoniche . Basti
Jea n Lou is Soulavie (1752-181 3) neI suo fico. In una lettera indirizzata al colonnello Visconti nel 1821 il ge­
farnoso « Catalogue cles rneilleures nerale Colletta fa presente che gli ingegneri topografi civili « vestiran­
car tes
la connaissance peut etre utiIe a' un ' .ge�erales et particulières dont

no la stessa uniforme degli ufficiali ingegneri topografi senza alcun di­


1803) , per renderSI· conto dI. GU,;Jn


M1lItaIre (Mémorial n' 3 , Paris
»

to et stintivo di grado di ufficiale », E successivamente, non avendo raggiun­


grafico disponibile per Ie regIOnI. eur etogen�o fass.e, 1'I materiale .carto-
,l ""'
to la sostituzione di tutti gli ingégneri civili, con decreto del 22 otto­
CUZlOn. e gra
fica di 8imb7·l'lsm� Irre. golopee·. dIffornuta d·1 scale, dI ese- bre 1828, si stabilì che gli ingegneri del Reale Officio Topografico
nel : arità nelle proiezioni adottate e
.llltelerprdimensio�i dei fag 1. clO non poteva che gen�rare d·ff 1 lCO· lta' di
avrebbero avuto « l'uniforme simile a quella degli uffiziali del Real
etazione e , soprattutto, d'l un'li220. I . . . Corpo del Genio senza alcun distintivo di gradi militari, ma con la sola
ver progettare ed eseguire la top mIlItarI 51 trovarono a do-
asola al collo, simile in tutto a quella prescritta per gli uffiziali desti­
quasI tutte le nazioni d'Europa eogrsen afia di dettaglio e 1a corografia di
nati all'Officio».
ch"larl:e pn'ncI.pI. mf . ormato tIro
' no per primi
ri e concetti generali e di unilafornec mar
essità di Esiste però una precisa gerarchia che vede i militari ai vertici del­
guagglO. ' e il !in- lo stabilimento sempre diretto da un ufficiale superiore. Negli anni tra
Una lettura in questa chiave ce la for
Mezzacapo, esperto di cose ,mI·l·tI atI· e nisce' gla" nel 185 7, Carlo il 1815 e il 1820 i colonnelli Antonio Campana (1774-1841), Enrico
le Luigi (18 14- 191 0) della R!VIs fondatote con 1·1 frateIIo genera- Costa e Ferdinando Visconti ( 1772-1847) dirigevano rispettivamente
. Ista
. egl . . ' 1� t
' gli uffici topografici di Milano, Torino e Napoli; il generale d'Ecque­
sta nV " . ta 'f.lltar
I scnveva che « II d'I��gnO topogr
. e Italiana, Pro rio
, P su que . - ville era succeduto al BacIer Dalbe nella direzione del Dép6t parigino
nel secolo scorso, riceveva grande a6c o tut t'or a bambin
litari che tenevan dietro aIIa nv sVI. uPPo nelle vaste combinazioni mio­ ed il colonnello WilIiam Mudge (1762-1820) dirigeva l' Ordnance Sur­
. ' olUZlOne francese le ve)' inglese. Un ufficiale era anche a capo delle varie sezioni. Vi è in
tono quasI angoI
o d'Europa non esplorato milita; quali non Iascia­ genere una linea di demarcazione tra personale militare e civile, che pas­
mente ».
sa per i configuratoti ed i disegnatori, che potevano essere tanto mili­
2. È il cas o di vedere pi' . d li tari quanto civili; da un lato, vi sono i geodeti e gli ingegneri geogra­
fici topoo-rafici e d' . d ' a 1m cun
ettagrlO Come sono strutturati gli uf-
fi militari, dall'altro, i disegnatori, gli incisori ed in seguito i lito­
e
parazioneb e addestr:m�:t� �:I1: nuo Sig;ificativ� innovazioni nella pre­
ve eve, ne 1e operazioni di rileva- grafi. L'astronomo, che è sempre stato un civile, era in una posizione
mento di disegno e stampa. del tutto particolare, avendo come sede l'osservatorio astronomico.
, Per quanto riguarda la struttura e 1'01' .c d g ' .I , Vediamone i compiti. Ai geodeti e agli ingegneri geografi era as­
nn
�: : : �� n tutto �sservato che
r , e ene SI tendera, neI non
: ;�
tutti gli adJ:�� �on� il: : I �7entI,
.

car-
segnato il compito della scelta e della misurazione delle basi geodetiche
e della progettazione e misurazione della rete trigonometrica, Le trian­
loro militarizzazion- e , Anche seCOl' so dell'80a con scarso successo, alla
'
questa non fu mai realizzata, SI' cer golazioni saranno d'ora in avanti sempre distinte in vari ordini (pri­
comunque di assoggettate il person . cò mo, secondo, terzo, etc.) contro le ragnatele del XVIII secolo. Gli
na militare. Per rendere IDall.festoa"e 1 CIVI'Ie alle regole
ed alla discipli- astronomi di Erera, nel precisare le operazioni per la formazione della
dell' Ordnance SUI"vey furono Iforniti Il loro . stat� ":ITIt�re, gr1 Ing . egneri
carta della Lombardia, nel 1786, intendono « formare altrettante serie
sate dal Real CorPo degli Ingegnen.. di UnI form I sIm Ih a que lle ind
l'OfE"IClO · TopografIco di Napoli neI qua Qualcosa di analogo fu fatto neos- 1-
di triangolazioni quante bastino a tessere una rete geografica che copra
molti. degIi in. gegnetI' erano ancora Ie, nel. prI.mI. annI. di attività o chiuda il paese »; e negli stessi anni il Rizzi Zannoni, usando le pa­
role di Giuseppe Galanti, crea « una catena di più di tremila triangoli
R·lZZI ZannOllI, che dovevano sostItU .i .civi
. IrsI li formatisi nelI'Officm · a de'
con ufficiali dello Stato Mag-l che serpeggia lungo i littorali, e si ripiega nell'interno delle provincie ».

Nell'80a, le calibrate reti geodetiche vengono anche utilizzate come con-


- 68 -
- 69 -
tributo allo studio sulla forma della te ra ' te astronomiche
dei COS"I cletti' I<punti di Laplace r Le eoordma

1/ _in bas e alle quali venivano calco- Napoli e dintorni, rilevata tra il 1817 ed il 1819, fu eseguita dall'inge­
1ate 1e coord'mate geografiche dei vert.l' gnere topografo Gaspare Marchesi appoggiandosi alla triango1azione del
,
determmate da astranomi.. II rapporto tra Cl' dell a triangolazione erano
. isti tuti topografici ed osser- tenente Francesco FergoIa e di altri, mentre l'incisione fu eseguita da
vatorI astronomlC. I. e" sempre stato strettis
�::� n:�i l'a�tr?. Talv�lta è anche accadusimtoo'che dove c )era l' n 1 Domenico Guerra per la planimetria e da Gennaro Bartoli per la scrit�
i
t t a� l :ngeg;er� geografi ?ro�ettando gli astro:::i �: s::: tura, a non meno di quattro persone si deve il primo rilievo topogra�
fico di Pompei in scala 1 : 2000,
grafic�� � è aso 1. a1vatore Llre1h a ed eseguendo carte topo-
ée
10 De san's ( 174 9-18 32) , Guido France Tor ino , deg li astron�mi Ange. Con l'avvento della litografia, 1:he fu - subito utilizzata come tecni·
nab a Oriani (1752- 183 2) e Francesco Car ' , sco Reg gio (174 5-1 �04) , Bar- ca di riproduzione cartografica, venne anche aggiunto un certo nume­
ro di disegnatori litografi,
" , hm (17 83- 186 2)
di GlOvanm Inghirami
(1779- 185 1) a Firen"e e d"1 GIusepapeMi]ano, Non mi sembra si possa proprio parlare di una ..' scarsa divisione
(17 46 - 1826) a Pa1 _
Piazzi
un valente astrono�����lt�t� ��p� �a sua .
a h " ove Il Rizzi ann0111 del lavoro" tra ingegneri geografi, topografi e vedutisti, come è stato
2 era anche
;
fc' � Ti0�rafico il profess
. morte fu agoregato all'Of­
ore di astronomia e geodesia Fedele Am
talvolta asserito. Esisteva, è vero, una certa interscambiabilità tra gli
addetti alla topografia ma si trattava di una interscambiabilità che de­
(� 5_1 5 1 ante finirei potenziale piuttosto che reale. Ognuno aveva il suo compito e
Al rilievo di dettaglio erano preposti i con la sua mansione precisa, quello che in qualche modo li accomunava era
gegneri ��ografl o �alentI' dIse figuratori che erano ln­
' gnatori. Ai disegnatori 'era affi ' il linguaggio e la certezza di rappresentare in maniera Itveritiera" il pae�
compit0 1 mette�e In netto le bozze di dato il saggio - il terreno, per essere più precisi - ognuno attraverso le
che �oPl.e manoscntte del, disegni original campagna; essi ese uivano an�
napo et�DI, l�ngo le coste dell'Adriatico i (durante i rilievi a�g1o.�austro­
proprie specifiche attitudini e competenze. Aggiungerei che mi sembra
un luogo comune abbastanza praticato dagli storici dell'arte (tutti i 1uo·
spesso IncancatI, di eseguire co ie clel' i diseanatori nap ,b , . .- daeletaDI erano ghi comuni hanno un elevato grado di verità!) che con la cartografia
all'Inghilterra e all'Austria) I :'I g d' lseg m ong mah consegnare

�r: :��in:�� �:' l, ald��a�gnprea­�
, r scientifica della fine del XVIII secolo si generi uno iato tra arte e
pa�azi�ne delle bOZze definitive �: �: ;:
l
!
' a det ti cartografia. Agli incisori che lavoravano alle opere cartografiche sareb�
ti �er l'ese�:i
torI fI�uravan� spesso anche vedutisti util
���:n;:. e proftlI. c�stieri, La figura del vedizza
be richiesta solo una capacità di immedesimarsi nella funzione di mera
ed avremo modo di ripar1arne, a prO;OOS
1 questo perIOdo
utis ta topografo �ara:t!:� trascrizione grafica, mentre i vedutisti risulterebbero - secondo que­
sta ottica di distacco tra arte e cartografia - imbrigliati dall'uso del­
legami tra arte e topograf'la. L
' dei
lto la camera lucida, messa a punto nel 1804 dall'inglese Wollaston attra·
L'ultimo anello de11a Catena era costitU ' Ito , dagli incisori che av verso il perfezionamento di un prisma che consentiva di portare l'im­
vano II. compIto ' . preparare
dI i rami per la stampa . Anche tra quest�I � magine reale sul foglio di carta,
come .SI è VIS. to lo sposterei di qualche decennio in avanti il divorzio tra arte e
nel. due precedenti corpi, assi mo ad
una netta di-'
ro, cioè la plaDI'rnetna, ,
. , ne 'del.
vIsI � compiti: alcuni eseguivano lo scheletstia cartografia ed osserverei che è l'arte ad allontanarsi dalla cartografia
a,1 trI 1 'orografl'a, che eSIg. eva un trattament quando abbandona il concetto di mimesi. La cartografia, ancora per tut�
tICh'lesta una particolare attitudine . Anch o speCI'f'leo e per la gua1e era ta la prima metà dell'800, è fortemente dipendente dal mondo del­
una specifica competenza oltre che per lae per l� ,sctI' ttura era richiesta l'arte, dal quale prende uomini oltre che tecniche e strumenti di rap­
le difficolt'a che generava' 1a sctIttura specula rego1anta del tratto anche per
. a.
. lstr presentazione. Nel Mémorial n° 5, si propende per l'uso delle tinte na­
Quando sui rami sono apposte le firme deg re da destra Verso .sl11 turali nella coloritura del disegno topografico considerando che « ce
. . stra fuon li incisori, in ge ere l11 basso
a destra e a Slm ' cornice, viene sempre distinta la nloro n'est que par elles, enfin) que le dessin des cartes peut acquérir une
. sI.
essa alla carta idrogra�:: �;
ne. La pIanta degli scavi di Pompei, ann justesse, une vérité d'effets, semblables à celles du dessin d'imitation »
(corsivo mio). Una "carta perfetta", si osserva ancora nel Mémorial,
- 70 -
- 71 -
è quella nella quale il disegnatore ce
que fait un relief parfait du terr':l1n, ries
ou
a produrre « le mème effet
(tante come aIlievo dell'Officio Topografico, e non
b
sarà estranea a tut-
plu
vètue des ses formes et de ses couleurs, tòt la nature elle mème re­
mais réduite aux dimensions ta la scuola d'I Posillipo, ed al nascente vedutlsmo napoletano, l'espe
.
. .

de l'échelle». nenza da guesti acquisita nei primi anni della sua formaZIOne.
Si può cogliere un florilegio rminabile A Parma, Evangel'Ista AZZI' ( 1793-1848) ufficiale topografo e mae-
disegno e di topografia, scritti tantointe
per le
sfogliando i manuali di stro di disegno nel collegio . militare, il più ' pro;{.hc. � � no�� ;:�:gr;: f
to per le scuole militari. « II faut que le acc ade mie di Belle Arti quan­ d l secolo SI forma e I avora u io
des sin nous transporte sur le parmense e XIX ne o s l
terrain », asserisce neII'introduzione ai suo
i Modèles de topographie Ari
schi, nel quale veng�no InCISe: . molte aelle sue opere cartografiche . La
stide Michel Perrot (1793- 187 9), topografo ­ sua attività come disegnatore. topografo ha inizio . intorno agli anni
re di innumerevoli trattati sul disegno, e geo grafo francese, aut o­ Venti, quando lavora al segmto de:l Corpo del. p'lOmen. dell' I . R. Eser-
pografia, che ebbero parecchia fort sull'incisione d'arte e sulla to­
cito Austriaco, alla carta topografIca dei Ducati di Parma' Piacenza e
ni, nei trattati di questo periodo, una sull e
in Italia. Le continue indicazio­
Guastalla, ma negli anni Trenta è egli stesso mClsore . . di alcuni suoi
concreta preparazione rimandano più al man tinte topografiche e sulla loro
lavori.
non al contemporaneo trattato di geodesia uale di Cennino Cennini che . dol'1, Che nel 1848 fu messo a capo dell'Ufficio To-
Celeste Mlran
parte d'indaco, 3 di gommagutte, ed 8 a del Puissant: « Praterie, una pograflCO del Granduca di Toscana, iniziò la sua attività come mCI . . sore
macchiosi, una parte di carminio, e 12 a lO parti d'acqua »; « Terreni . .
nel piccolo ufhclO topograflCO modenese Di lui si conserva un mte- .
delle notizie fornite da Gaetano Palerm 1 4 parti d'acqua », sono alcune ressante eserCIZIO dI· . incisione" ' datato 'Modena 5 febbraio 1819. E
collegio militare di Napoli negli anni Quo, professore di topografia del
Il
• •

la lista potrebbe contmuare con noti e meno noti artisti incisori to�
cessore, l'architetto Gaspare Vinci, aveva aranta. Un suo illustre prede­
_ _

dedicato un articolo pografi.


Elementi di Topografia, seg
uendo i dettami deI Mémorial, alla «deimansuoi U11 a1tra elemento di novità che SI. regIstra . nella nuova topogra-
ra di colorire le Carte topografic ie­ fla m�·1·ltar�, e che rappresent a uno degli aspetti più significativi della
e le tavole annesse sono incise heda».Vin Lo splendido frontespizio figurato
cenzo Aloja (morto nel 181 7) ,
. .tuZlOnahzzazl. One operata dai militari su tutto il processo di produ-
Istl
che fu maestro nella scuola per l'incisione zione cartografIca, e que11o della preparaZlOne . tecmca . e dell'apprendista-
di Napoli durante il Decennio Francese del paesaggio nell'Accademia
'

to del ·personale. Affrontando questo dlscors . � non si può sottovalutare


La presenza di validi artisti negli isti. l'importanza della n'forma generaIe dell'istrUZIOne, he SI' aVVIa. gi'a nel-
C

nomeno solo napoletano. Non dimentichia tuti topografici non è un fe­ la seconda meta' del '700 '' soprattutto per alcune d'lSClp . r111e l'Encyc!o-
ultimi anni del XVIII secolo, al seguitomo che a Torino opera negli . . .
Pedie fornÌ parecchi strumenti d1 rIscatto. Tra q�este ultime va senza
l'Armata d'Italia, Pietro Bagetti, personagg del Bureau topografico del­ dubbio annoverata la geograrla, cl . . taghare 1.l cordone ombe-
bene poco si sa di altre figure, quale ad io oggi abbastanza noto, seb­ Iicale che l'aveva tenuta per seco;1: ����:n�ra della storia. Masson de
lo accompagnò fino al 180 0 sui luoghi dellesempio un tal Persico, che M rvl'11'lers ( 1740-1789) nel suo Discours sur la Geograph .e, Premessot

Certo a Napoli, già nel '700, si educave battaglie. alI�edIZIOne padovana dell'Encyc!opedie ( 1785). asserisce
/

di essere stu-
ficina Topografica alcuni tra i migliori gua ano o lavoravano nell'Of­ pito « de l'espace d'indifférence qu'on a �u JUs�,.�Cl. �ou� tte science
come ho potuto di recente scoprire attr zzisti e vedutisti deII 'epoca, dans nos maisons d'instruction » e, poco o tre, crlt.Ican o 1l ��stema edu­
Oltre al già citato Aloja, va ricordato averso documenti d'archivio. . alza 1'1 t·Iro della polemica : « Nous allnetlOnS
catIvo . autant un gen�e
( 1 749 ca . - 181 0) , del quale si con il pittore Alessandro D'Anna .
serv ano frontespizi cartografici ed d'éducation' qm format ' des l ommes pour la SOCIe"te,/ & nous donnat
1

eccezionali gruppi popolari; Luigi Fergola cles citoyens, que l. eune� pe/da qui croient tout saV01r. parce qu'I.1s
primo piano neIIa pittura di paesaggio, ( 1 768 - 183 4 ca. ), nome di peuvent réciter en grec en �:in des morceaux de Démosthene & de
dutista" del Deposito della Guerra. Nel è nominato disegnatore ve­ Tite Live ».
Il

182 1 troviamo Giacinto Gi-


Nelle scuole politecniche che si vanno formando 111 ' più parti d'Ita-
- 72 -
- 73 -
ica e to­
con gli ast ron om i di Bre ra una consolidata attività geodet 176 8-
' , tava nedetto,
'
lia nel prImo decennio dell'800, sull'esempio dell' Ecole parlgma vo- (Gaudenzio 177 3-1 837 e Be
'
Iuta anche da Gaspard Monge i CUI corSi mlZlarono " , , nel gennaio del pografica, i fratelli Bordiga topografi a, pub blic arono negli
!
: ;I. . :e :::n ie�llifici anche la topografia, bi atti vis sim i inc iso ri di

: :�: � � � � �
184 2) entram le scuole mi­
1795 ro « Modelli di topografia per
Cosi p r �: r :
'
t e ��
i arr, �c�anto allo studio della anni 181 0-1 2 cinque fogli di
litari del Regno », Nel 185
2 vengono stampati a Torin
o i Modelli
tattica e delle fortificazioni s'i l.:egn CO�� dlscrphna . aut noma la to­ o, Già un decennio
pografia. Dalle scuole mili:ari
. m.
. : nnpregatl

e � gla osservato, uscltanno d'ora
"

di To
prima,
pog raf
per ò,
ia ad
l'ar
uso
chi tett o
deg li Ufficiali dell'Esercit
Pao lo� Bu rzio (morto nel 186 5) ave
va di­
(anche nel
in poi gran parte dei teCnICI nelle operaZlOm geodetiche e topografia, in parte ripresi
segnato alcuni esemplari di egn ere geografo
nelle levate topografiche, 185 2, Il Burzio era ing
' �J che sono qualcosa di di- formato) nei Modelli del pub bli cò, a
Nascono anche i primi testi d'isttuZlOn
Re al Co rpo del lo Sta to Maggiore piemontese e gres­
nel e pro
verso dai vecchi trattati sul practtca ' l surveytng o SUl' metad'1 per lever
. se, tra il 184 1 ed il 184 3 uno Studio elementare , del­
les plans, che ancora si stamPavano con dIscreto successo editoriale alla dispen 1 pagine di testo e 1 8 tavole
, , ' o top ogr a.fic o con 3
sivo di dis egn. di fornire un
fine del '700 . Questl testI 51 fondano su queIla praXlS geometriae che è, acquarellate) . Nell'intento
" le quali due lIilluminate" (cio di un a prepara­
affonda le sue radici nella trattatlS!Ica quattro-cinquecentesca, mentre ai militari che necessitano
. ' sono dei ven' e propri. testI' utile strumento ai civili ed /famatori della
1 nuovi manuali di topografia e d'l geodesra
. . . o gra fica (eg li ind iriz za il suo corso anche agli
sCIentIfici e didattici , che poca o nuIla concedoTIo aIl'antIca ' tradIzione zio ne top
o spi ega con grande cura e semplicità
le opera­
, . topogr afi a") , il Bu rzi dalla resa
agrimensoria o alla descrizione dl' fantomatici strumenti.
, la red azione e la cop ia di un disegno topografico,
zioni per scurali, alla
Napoli e' ancora una volta m ' pnma l'mea con il testo dell'archi- erso l'uso degli effetti chiaro
tetto Gaspare Vinci , pubbrlcato nei 1817 e del quale SI" e gla " detto, morfologica del terreno attrav
" '
II Vinci, nato nel 1 780 e morto mtorno al 1855 versatI'le dIsegnato- ' composizione delle tinte con
Ma sulla formazione degli add
venzionali.
etti agli uffici topografici inf
luirà, in
ingegne­
re, vedutista e incisore fu nommato ' ne1 1 8 1 1 professore d1' topografia nto interno. Mentre per gli
neIIa scuola politecnica, e sulla base d' es o :, l, :segui una ta-
' ina nte l'ad des tra me
� �� � ��� ��
maniera det erm r­
le pri me lev ate sul ter ren o sono un utile campo di ese
vola di :eg?i convenzionali in topografi ri topografi i è
t
,
opografla, che
gli inc iso ri l'ap pre ndi sta to all'interno degli stabiliment
citazione per tuti esiste la
ebbe un edIZIOne ampliata n Ie 1828 " Il suo testo vIene sostituito solo di partenza, In tutti gli isti
quasi un obbligatorio punto soprannumero
nel 1852 dal più moderno Trallato d, Topograrla de1 tenente del ge-
ura del l'al liev o che , sup era te le prove, entrerà come
nio Giuseppe de AyaIa y GodOY aI quale fu commissionato il trattato fig
' nell'organico . i alla
per gli alunni del collegl'o mI,I1tare,
atte nzi one sar à pre sta ta in tutti gli stabilimenti europe
A Torino, alle Istruzioni ad o deIIe scuole Topografiche dell'Eser- Molta o tutte le ope­
relative, In ultima analisi, dop
:
cito, compilate da una commissio : d'1 UfflCla
, , I1 deI Corpo d' St t M
1 a o ag- riproduzione ed alle tecniche
razioni astronomiche, geodetich
e, di calcolo, di rilevament o e di disegno,
�� ato a divenire
,
glOre, fece seguito nel 1856 'l C rso completo di Topografia del te-
tto che usc iva dal lo stabilimento e che era destin
il pro do dell'inci­
nente colonnello Alessandro Ri in
o da vis ita del la ste ssa isti tuzione, passava per le mani
il bigliett lli di
Accanto ai testi ufficiali grande imPortanza avevano nell'addestra-
' e tem pi del l'in cisi one era no pari e talvolta superiori a que
mento i modelli o esempIan. d1' topografla e le stesse tavo1e del' segni sore. Costi
questo che le nuove tecniche
di riproduzio­
tutte le altre operazioni. È per vi ed atten­
convenzionali allegate alle opere cartograf'IChe.
Oltre 1, modelli del Per:Ot, d'1 �Ul, SI e già" ' detto e che ebbero gran- ne e di stampa trovano gli
o app lica zio ni. La
istituti topografici molto ric
galvanoplastica viene speriment
etti
ata nell'uffi­
ti alle lor nel 1 852
de diffusione a Torino ed NapoI1, SI possono rlcordare gj'1 esempIarI'
o di To rin o sul fin ire degli anni Quaranta; solo
d1, topografia (1849) di Gaet ano Palermo anch'egli come l' I V'InCI, ar- cio top ogr afic
rod uzi one eIe ttro tipica furono introdotti nell' U,
S,
' procedimenti di rip
' aI coIlegio militare autore anche di i attraverso l'Officio
chitetto e professore di topagrafla
Coastal Survey, La lito
grafia fu introdotta a Napol
un Corso elementare di topografl'a, edlto ' nel 1834, A' Milano che van-
- 75 -
- 74 -
in tren�
di geografia n:oderna
. o Gl

. Osue Russo
è autore di un atlante e Qua-
Topografico dove i primi esperimenti di questa nuova arte applicata alla fIc . gli anm Tre nta
1. . . .iegatI dell'Offida. Ne
da Imp
ta carte, tu tte l1Cl. Se top ogra-
riproduzione cartografica, come ho potuto recentemente scoprire, risaI� gnatore e ingegnere
a oIIa (18 01- 185 8) ' dise
gana agli anni 1817-19. In quegli stessi anni Charles Lasteyrie, che ranta Bene et o � :
pIU
� :�
1 p ort2nti atlanti geogr
afici italiani ese guiti in lito-
fe, pro d urt a 1 �
introdusse la litografia in Francia, eseguiva alcuni saggi di litografia neI
.

grafia. sulle
Dépot de la Guerre di Parigi. .
ebbe da osserv. are sulla strumentlstlca,
Molto ancora Cl sar . . '
, li il cap itolo
La prima litografia napoletana, dopo quella di Teodoro Muller, che e prolett1Va
. la bcreornetria- descrlttlva
nuove apprleaz.wnI del cenno. Ne l 179 9
ottenne una privativa per cinque anni nel 1816, è !a Litografia della
quale daro ' solo quaIche breve
Guerra, istituita nel A Napoli lo stesso Muller fu incaricato di tutto da scrivere e del ' l nge _ sulla Géometrie De -
1'_0
le lezlOm tenute da
1821. t e
gon o pu bbi "
Ica a�
ven icate alla topogr
insegnare la litografia ai disegnatori dell'Officio, presso il quale lo tro­ qu eto lozioni erano ded
viamo impiegato come traduttore nel Le prime litografie carto�
scriptive (quattro delle v��fL l 3 �' "''""'> 'ol'> iétés projecti�
1821 . da'11e_"t"l- Traité . des Propr
f·la) e, nel 182 2 , aODa " 1 re 11 .fon
grafiche furono prodotte negli anni 1 823-24. Napoli e Torino si con­
Jeen VlCtor -p onceIet
(17 88- 186 7) , già allievo de. l-
tendono il primato delle prime raccolte cartografiche eseguite in Iito� ves des F"19ure5 di Anche se l'omologia
pia-
" 1.1 180 7 d il 181 0.
.
tra
l'Ecole Polytechmque
grafia: l'Atlante Itinerario delle Provincie di Terra Ferma fu Iitogra­
na era già nota a Phi
lippe de La �
ire (16 40- 171 9) mi sem
ni
bra che solo
dell' omote-
fato da Felice Festa nel a Torino, ed il Portoiano delle coste del­ . , me aop
e pri " lica zio
dell'80 0 compa'ano I
1820
nella prIma · n:et'
� agi ne. Un gran�
la penisola di Spagna fu stampato nella Reale Litografia Militare di pr inO"bra
dire o ridurre un'imm

tia ai passaggi d! scala, p_ . genio:
Napoli tra il ed il Purtroppo non vi è traccia di tali lavori l. tlva ven , ne d agI·1 lifE"lCl· ali del
• •

1824 1825. metrIa d"'scr·t


de contrib uto alI a geo Mézierès L'u ffic iale
'-

nel pure ottimo saggio di Walter Ristow sulla litografia cartografica . hp


che lVl�nge l11seg!10
A Napoli vedeva la luce la prima edizione italiana del corso di litogra­ è il caso di ricordare
N01zet
.
esp one con rigo re e ch13re7.23 nel1a :�� : �
ir sur la g ométrie ap-
fia di Alois Senefelder pubblicato a Parigi nel ed il pri­ fortl.f.1cat7.o11, ' Pubblicato nel
182 3 il metaclo
l
(1824) 1819,
mo trattato italiano sulla litografia. Le Istruzioni sui tre principali me�
pliquée att desseilZ de la ' anticipa di o tre un ven�
10
. . n è un caso che 1I gen
dei plam' quotat!. No n-
todi dell'arte litografica furono compilate dal tenente del genio Fede­ . ' . re Ie curve d·l rlveIlo . D'altro
. graf1 nell'adotta
tenmo glI mgegnerl geo
rico Bardet di Villanova, che diresse dal 1823 la Real Litografia Mi­
litare presso l'Officio Topografico di Napoli. Nella introduzione il Bar­ de la commissione del
; ' .
180 2, lel n nere p maturo;; ;; gén ie
l'us o dell
em
e
ploient depuis
cur ve

atto che « es o !Clers


det giustamente osserva che « in un Istituto Topografico, ove uno de' di live llo pre nde
de, pour detennl
, ::� l !ans de site et de dé­
principali oggetti è la formazione delle Carte si generali che parziali e long-temps cette métho
filement de leurs ouv
rages » e, pur scar � o �; � l ro uso « elle est d'a
s
vis
spe ­
bes oin
che dalla natura delle sue funzioni è chiamato ad eseguirle colla mi­
e les courbes e niveau pour les
nima spesa e neI tempo più breve, la litografia ci offre opportunamen� seulement qu'on réserv
ic s »'
cieaux cles diverses serv � e dei
te le sue facilitazioni ». Questa convinzione, del resto, aveva spinto il
111claGare 1 contrib
• uti della matematica .
are bh ero anch e da
S . 111' e all'elaborazione dei datl d·1
1:>

Visconti ad intraprendere esperimenti in tale direzione già neI


'

1817. olo alle osse rva ZlO


Un'ultima osservazione andrebbe fatta sull'attività dei cartografi, nuovi sistemi di calc

dei disegnatori e degli incisori che vanno spesso 01tre i loto specifici osservazione. . ria dei minimi quadra
-
te d1 Gaus s, cleHa teo
L'applicazione, da par .
over (mcarlc. o avu -
compiti istituzionali . Questi non si fermarono infatti alla solo topogra� . . ngolazione dell'Hann
e deIla ttla
Eia, ma ampliarono le loro attività sino ad abbracciare la corografia e ti per la compensaZIOn ' so1o uno degli avvenime nti
e
one von Arnswaldt)
to nel 181 8 dal bar
1�:
la geografia, attraverso la produzione di atlanti e carte geografiche Co�
.
sÌ a Milano CarIo Rossari compila nel
dell'inclito I.R. Istituto Geografico Militare
1822 un atlante « dietro revisione
» . Evangelista Azzi disegna
più s
i
��:��: :�
ti
e l'interrelazione tra
"
questi nuovi stabilim
uro por tar e a
enti to�o
nUOVI. tlSU

dviIe potra, 111 fut
fici militari e la società '
e chiusure accademiche.
ed incide alcune carte geografiche dei due -emisferi e dei continenti tra iI
si affron ti la rice rca senza preconcetti
ti, purché
1835 ed il 1836. A Napoli, l'ingegnere geografo dell'Offida Topogra-

- 77 -
- 76 -
PIERPAOLO DORSI
NOTA BIBLIOGRAFICA

Per una bibliografia su questi temi, che sono stati e sono oggetto dì studio
dal 1979 rimando all'elenco pubblicato su Cartografia Napoletana dal 1781 al 1889,
a cura di G. Alisio e V. Valeria, Prismi, Napoli 1983, pp. 235-243, ed alle note
bibliografiche inserite nel mio recente libro L'Italia nei manoscritti dell'Officina
Topografica conservati nella Biblioteca Nazionale di Napoli, Istituto Italiano per
gli Studi Filosofici, Napoli 1985 (i documenti d'archivio da me studiati in que­
sti anni sono riportati a p. 108).
CI
Di seguito sono elencati, in ordine cronologico, alcuni titoli non indicati nelle ARCHIVI CARTOGRAFI
suddette pubblicazioni e da me consultati per la stesura del presente saggio. E
I. V. Poncelet, Traité des Propriétés Projectives des figures, Gauthier - Vil­ E ST OR IA RE GI ON AL
lars, Paris 1865-1866 (2a edizione); F. Amodeo, Gli istituti di istruzione e scien­
tifici in Napoli intorno al 1800, Napoli 1905; ]. B . ]. Delambre, Grandeur et figure
de la Terre, Gauthier - Villars, Paris 1912; R. Taton, L> Oeuvre scientifique de
Monge, Presses Universitaire de France, Paris 1951; F. da Mareto (a cura di), Bi­
bliografia Generale delle antiche Province Parmensi, I, « Autori », Deputazione di
Storia Patria, Parma 1973; N. Broe, La géographie des Philosophes, Editions Ophrys,
Paris 1975; S. Bueci, La scuola italiana in età l1apoleonica. Il sistema educativo e
scolastico francese nel Regno d'Italia, Bolzoni, Roma 1976; K. Reich, Carl Frie­
drich Gauss, Internationes, Bonn - Bad Godesberg 1977; E. ]ager, Bibliographie zur
Kartengeschichte VOll Deutschland und Osteuropa, Nordostdeutsche Kulturwerk, Lu­
neburg 1978; G. Romano, Studi sul Paesaggio, Einaudi, Torino 1978; L . A . Browu,
The Story 01 Maps, Dover, New York 1979; M.a C. Alvarez Teran, Mapas, Planos
y Dibujos (anos 1503 - 1805), Archivio General de Simancas, Catalogo XIX, Va11a­
dolid 1980; C. Monti, L. Mussio, L'attività geodetico - astronomica> topografica, car­
tografica degli astronomi di Erera dal 1772 al 1860 studiata attraverso gli Atti Uf­
ficiali dell' Osservatorio, in « Memorie dell' Istituto Lombardo di Scienze e Lette­
re », l'vlilano 1980, pp. 189-308; P. K. Walker, Engineers oj Independe1Zce. A Do­
cumentary History oj the Army Engineers in the American Revolutioll, 1775-1783,
U. S. Army Corps of Engineers, \XTashington 1981; E. Jiiger, Prussia - Karten 1542·
1810, Konrad Verlag, Weissenhorn 1982; J. A. Bennet, O. Brown, The Compleat
Surveyor, Whipple Museum, Cambridge 1982; V. Valeria, The late 18th and early
19th century Italian Atlases, Atti del seminario « Images of the WorId: The Atlas
through History », Library of Congress, \'7ashington 1984 (in corso di stampa) ;
AA. VV., L'Immagine Interessata. Territorio e Cartografia in Lombardia tra '500
e '800, Archivio di Stato di Milano, ivi 1984; M. Quaini, Appul1!i per una ar­
cheologia del "colpo d'occhio". Medici, soldati e pittori alle origini dell'osservazio­
ne sul terreno in Liguria, in « Studi di Etnografia e Dialettologia ligure in me­
moria di Hugo Plomteux », Sagep, Genova 1984, pp. 107-116; P. Zanlari, Tm ri·
lievo e progetto. Idrografia e rappresentazione del territorio parmense: il caso del
Canale Maggiore, Centro Studi e Ricerche dell'Amministrazione dell'Università de·
gli Studi di Parma, iv! 1985.

- 78 -
Intendo proporre qualche riflessione di carattere generale sulla car­
tografia territoriale considerata seC"ondo la- prospettiva dell' archivista;
queste considerazioni mi sono suggerite dalle esperienze di riordina­
mento e di ricerca condotte sulle fonti cartografiche che si conservano
nell'Istituto archivistico presso il quale opero.
I più recenti interventi scientifici e diverse interessanti iniziative
espositive incentrate sulla cartografia come fonte di conoscenza storica
hanno visto manifestarsi con sempre maggior evidenza, in sede nazio­
nale come in sede locale, la tendenza a riconoscere nella produzione
cartografica dei secoli passati non più un puro oggetto di collezioni­
smo e nemmeno esclusivamente la testimonianza della condizione d'un
territorio in una determinata epoca, ma piuttosto, in una prospettiva
più ampia, un documento nell'accezione più estesa del termine.
Si è passati così dalla catalogazione delle rarità cartografiche, dal­
l'analisi filologica delle caratteristiche degli esemplari noti, ad un'im­
postazione di ricerca che, al di là del· messaggio esplicito consistente
nella raffigurazione d'uno spazio geografico, tende ad indagare, serven­
dosi degli strumenti critici più raffinati, il rapporto tra il documento
cartografico e l'ambiente da cui esso proviene . L'impegno non è più
dunque solo quello, pure indispensabile, di identificare autori e com­
mittenti, di analizzare la fortuna di certi modelli, ma si tratta di giun­
gere a individuare le cognizioni tecnico - scientifiche ed insieme i con­
tenuti ideologici che sono sottesi a un documento, come la carta, che
solo apparentemente è il frutto di un'osservazione obiettiva e distaccata.
Nell'ambito d'una simile visione, che non privilegia i valori della
I< bellezza ", dell'accuratezza o della rarità del documento isolato, assu­
mono particolare rilievo quei complessi di mappe che furono prodotti
o commissionati, o comunque furono raccolti e conservati, da istituzio­
ni pubbliche, ed in particolare da organi delle amministrazioni statali,
per servire da supporto ad una migliore conoscenza dei luoghi e per­
mettere quindi un corretto svolgimento di quelle operazioni di proget­
tazione, di realizzazione, di verifica, in una parola di gestione comples-
- 81 -
siva del territorio e
delle Sue risorse, che
sono tra compiti fondamen_
tali dello Stato mo
derno , uniformità ed astrazione nei metodi di rilevazione e nelle forme della
D 'altra parte si p rappresentazione ,
uo
' parIare a buon
fICI' arrehe facendo' diritto di areh"IVI
riferIm' ento cartogra_ Accanto ai nuclei cartografici frutto di campagne sistematiche di
acl organismi divers
gli antecedentI, i da quelli pubblici
' non m senso str : rilevazione al servizio delle esigenze fiscali o militari degli apparati sta­
. ettamente temparal
fla pubblica si po e, d'I una cartogra-
ssono infatl'l In , tali, vorrei sottolineare le speciali caratteristiche dei fondi di vario ma­
, d'IVI'duare In quelle rappreSentaZ . .
graf'leh e commissio . . IOnI teriale grafico prodotti da quelle magistrature cui spettava il compito
,· nat e cl a 1lld'lVI'dU1 o da
I Immagine più eviden enti aIIo scopo d'1
te deIIa conSIst ott ene re di fornire all'amministrazione l'apporto - d'una specifica competenza tec­
' enza e delle con
prietà fondiaria est d"lZlOnI' d'una pro- nica, Ricchissimo è per esempio - il patrimonio cartografico co­
esa e van'amente art . -

" ca icolata. Questi catast " .


breI. " nonostante i pnvatI o stituito a Venezia in secoli di attività dalle cariche della Repubblica
J il carattere Spi. ccatam
ente pit ton'co deII
lin progresso
razioni, costituirono . e raffigu- preposte alla vigilanza sul delicato problema dello sfruttamento delle
. .
te descrittivi, che
prescindevano dall'u
rIspetto agl'1 antle 1
h' cat :
a tl puramen- acque e dei suoli, Ma organi tecnici con particolari incombenze sor­
so cleIla rappresentaz
omica iil CUI 1a terra
In una fase econ . IOne grafica sero pure nelle altre capitali degli Stati italiani come pure in alcuni
,· .
tendeva a d'IVentare
d Investimento princi
pale, su CUI. confl .
l'ob'Iettivo
, dei centri amministrativi periferici, ed è a questi organi che si deve
Ulvano anche capIta ' 1'I d'origine
mercantile e finanz , la presenza di notevoli fondi cartografici nel patrimonio dei nostri Ar·
, iar ia , l"Inv ent an, o
, precISo dei benr' c
1 aZIenda era la pre,me , he formavano chivi di Stato,
ssa per una pol'ItlC ,
a d'I raZIOna1e conduz Mi limito qui a ricordare brevemente un fondo cartografico con­
la proprie tà, ione del-
servato all'Archivio di Stato di Trieste, e quindi vicino alla mia espe­
Esigenze analoghe
statali, che in età
si manifestano n Il'
1 � am b'Ito delle organi
zzazioni
rienza : l' Archivio Piani dell' L RDirezione delle Fabbriche, che nella
rnoderna, o t.Le 2.Ile , ,
_
prImordIali funzlO ' m' deIIa difesa provincia austriaca del Litorale fu la sede principale in cui si svolse
e della conservaZI'One
b ' si assumono ,
deI territorio SO.Q"o-etto
O , l'attività di progettazione e di consulenza tecnica al servizio dell'ammi­
, ,
pre più impegnativi COmpit ' I sem-
, nel cam lJO del l'ammIll1strazIOne del
la d'IreZlO nistrazione statale, Tale attività si fece particolarmente intensa tra XVIII
nomlca, dei controllo , ne eco-
sui benr' e suIle attI
"vità dI" en(1 e d'I ptl, , e XIX secolo, quando lo sviluppo dell'area triestina, destinata a forma­
carte regionali , i rili vatl. Le
b af"
eVI' topoo-r ICI 1oca1"1 1 planI ' ' re il polo mercantile dell'Impero, comportò l'adozione d'una serie di
d'I opere esistenti
iscono COS�I uno degl' '
da realizzare, costitu o
. 1 strumenti p'lu , provvedimenti di organizzazione urbanistica, con l'allestimento di infra­
appropnatl per
,

un mtervento cap - illa


, - re dello Stato nel' strutture che dovevano consentire il pieno dispiegarsi delle potenzialità
d'Iversi settOtl' deIl
mtaria, Riferito a qu a vita' comu-
esta fase e" I1 caso economiche della provincia, in collegamento con l'intera compagine dei
<
ben noto del' catast ,
particel1ari, formati I geometrici
allo scopo d"1 aSSIcu domìni absburgici.
rare entrate certe
statale e di ottenere al bilancio
, Conten1poranearnente Per questo fondo, come per gli altri cui si è accennato, si deve
una ripar(IZlO ' ne plU equa del
"

canco fiscale , In mo
lti paeSI' 1a formaZIO ' ne deI' catastI, . parlare di veri e propri archivi cartografici, in quanto i disegni che li
la prima volta , , provocando per
una ricogn'IZlO ,

compongono, nonostante il variare delle caratteristiche esteriori e l'ete­
'
ne SIstematIc a della proprIeta
le
d, de occasione alla pri fondiaria
ma rappreSentazIOn ' e geometrIca ' rogeneità che talvolta si manifesta nei modi di rappresentazione, forma­
. ' de Il''
Intero terri-
torro statale e fornì
, dunque un val'Ido no senz'altro delle « raccolte di atti costituitesi durante lo svolgimento
supporto a tutta un
lllterventi successivi a serie di
da parte cleIla pubb , dell'attività di un ente e conservate per il conseguimento degli scopi
l'Ica amlllmistraZI' On
d,I moderna cartograf - e, Una sorta
ia di base utITlzza
b1'le aI, fm che di quell'ente sono propri » , Ciascuno delle piante, dei progetti, dei
ferta dalle rilevazion ' " I più diversi, fu
te daI' serVIZI, geo
i topografIChe condot of-
, , rilievi che sono parte d'un archivio cartografico, con la sua efficacia
tarI, Mappe catastali ,
grafIci mill-
e topografla mI'l'Itar esplicativa o, in certi casi, probatoria, ha contribuito al processo di
e contribuirono nel
generaIe progresso quad ro del
tecnico, a 111t ' ro durre elementi ' formazione della volontà delI'amministrazione, è servito da guida nella
di sempre magglOre '
fase esecutiva, ha reso infine possibili le eventuali verifiche, Né si

- 82 _
- 83 -
può negare che gli stessi
disegni, o mappe, o pian
mente Iegatl. da un vin i, SI'ano « reciproca-
colo determinato dalla rio in rapporto agli sviluppi provocati dagli agenti fisici e, in prImIS­
natura e dalIa competen­
za dell'ente cui si rife simo luogo, dalfazione dell'uomo. Trovano nella carta uno strumento
riscono » gueIIa relaZio ' ne necessaria app

che prencle 1'I ome cl1' ' unto fondamentale per le loro osservazioni la storia agraria e quella urba­
� nesso archivistico. Nulla in com '
, ,
le collezzom dI reperti . une d n q ue con na, l'archeologia del paesaggio e l'archeologia industriale, la storia del­

'

cartografici d"I van' a pro
J

" vemenza, che nelle bi­


blioteche nel usel possono trovare la la proprietà, degli insediamenti, delle bonifiche, insomma di tutti que­
sede naturale di conserv
azione.
Per 1 fondI o le serie gli interventi che nel corso del tempo si sono succeduti a modificare
d'archivio formati da doc '
tografica, i criter'l d'1 fIOr . ume ntazIOne car- l'assetto dei suoli e la loro utilizzazione,
d'Inamento e dI. gestion
� � e
:;� ;��� �
an o eh
: ;�
se e q elli dettati dalla ­ Nell'ambito di un'indagine rivolta al divenire dell'assetto territo­
dottrina archivis tica: sarà
. c s a n u n ­ riale, ciascun documento cartografico è portatore di una pluralità d'in­
: :��!:��: � : �
ro a, c e c ascuna carta '
� non venga considerata
come un reperto isolato formazioni, Così i rilievi ed i progetti di opere stradali raffigurano
a ec osta temente rapportata
: :
all'unità storica del com
n , stat ples spesso, oltre all'oggetto principale del disegno, elementi di natura di­

� ��
a e ssa e a �rodo ta ed ha esercit
efficacia di stru en . , � ato la sua versa: per esempio gli abitati siti lungo la strada, rispetto ai quali que­
giu l'dlco - ammInIstratIVO.
st'ultima apparirà come un fattore condizionante dello sviluppo urba­
Se quest'indicazione vale
, per l'attività di ch"I e nistico, le colture agricole adiacenti, edifici diversi spesso legati al traf­
vazlOne cleII' areh"lVIO cart addetto alla conser­
ografico, analoga attenzio
ricercatore, che potra, . ne dovrà prestare il fico stradale come stazioni doganali e posti militari . I piani delle ope­

:: ::
recuperare pIenamente il
. significato storico deI di re di difesa idraulica hanno il pregio di raffigurare spesso, al di là del
g

esamIna�o, solamente qua
ndo avrà avvertito com solo corso d'acqua, gli abitati vicini, le strade, i ponti, le coltivazioni,
e esso s'inserisc

� ��; :� �;� �: �: : �
a
:::;
c eg e c n olg il complesso
h degli atti e de- tutta una porzione di paesaggio rurale caratterizzato dalla mutevole pre­
gli e1ab i raf
. II ig ne o accompagna senza del fiume ed interessato ai problemi che da tale presenza deriva­
fare un esemPlO, rono, Così, per
una l appa rappresentan
� te una porzione di terr no; si ha così la possibilità di verificare le trasformazioni intervenute
rurale , una valta messa itorio
, 1TI relazione COI' docu '
. menti appartenenti alla nel paesaggio delle zone rivierasche in seguito all'azione combinata de­
m
:�
desIm ' a serle, SI p trà rive
� lare come un disegno
l'l,� come una pIanta presen
tata quale prova nel cor
assunto a fini catast gli elementi naturali e dell'uomo, Le mappe dedicate alla descrizione

verSla o come u rTlevo so d 'una contra­ dei confini, per citare un altro esempio, fanno risaltare quegli elemen­
' � tecn ico in vista di un'oper
,
zione fondia Ia; rlsu;tera azione di sistema- ti che, trascurati da altre rappresentazioni cartografiche, assumono una
� nno ad ogni modo evi
denti i motivi che han importanza particolare proprio per l'esigenza di definire con precisione
no portato, In quella sed -
e ed in gueI momento,
ali 'elaborazione di quel il tracciato della linea divisoria; si troveranno così riportati nel dise­

:�:f;
d' o, ed esso potrà ricever
e così una lettura storica
f più completa e gno l'idrografia e l'orografia minore, gli antichi percorsi, i piccoli in­
sediamenti e gli edifici isolati, i cippi, le croci e gli altri segni desti­

' .
chIVlO
Al contrario un esempio
. ' es tremo d'1 utl'l'1zzazlOne lim
�art�grafrco si può individuare nell'atteggiam
,
itativa dell'ar­ nati a fornire una precisa demarcazione.
ento , sempre plU Dal territorio rappresentato nei documenti che formano l'archivio
fuso dI ch! vede In " dIf­
' esso un semplice cartografico, l'obiettivo della ricerca si può spostare all'ambiente entro
' , , repertorio di materiale
fico di cUl· serVIrSI a corred iconogra_
. . o di studi che, talvolta, il quale tali documenti sono stati formati. Archivi cartografici, dun­
dell'archivio nel suo
InSIeme tengono poco o
neSSun conto, que, come fonte per la storia delle istituzioni, cioè degli organismi cen­
trali e periferici, amministrativi e tecnici, che hanno svolto attività di


II complesso della cart controllo e di intervento sul territorio. In altri termini, come i piani
ografia territoriale pro
, dotta da n �rg�no
teclllCO operante su scala region che compongono un archivio cartografico possono essere correttamente
ale costituisce una fonte
di pr a
: :�� ;:�
portanza per tutte le disc interpretati solo alla luce delle attribuzioni, dell'organizzazione e delle
ipline che studiano le
condizioni d r
vicende interne dell'ente produttore, così gli stessi piani, considerati

- 84 -
- 85 -
LUISA STEFANI
ENNIO POLEGGI -
nel loro insieme, possono essere utilizzati per una ricostruzione storica
degli orientamenti politici e tecnici manifestatisi nell'esercizio dell'azio�
ne amministrativa .
Sempre con l'obiettivo di approfondire le caratteristiche dell'am­
biente da cui provengono i piani, l'attenzione si potrà rivolgere agli
autori delle rappresentazioni, cioè alla cerchia del personale tecnico che
operava al servizio dell'istituzione cui fa capo l'archivio. Attraverso
un' analisi della provenienza geografica, della composizione sociale, della
formazione e della carriera professionale dei cartografi, si giungerà a ri­
URBANISTICA :
costruire un frammento non certo trascurabile di storia della cultura re� CARTOGRAFIA E STORIA
TASTO NAPOLEONICO
gionale; potrà emergere la presenza di Il scuole" locali, potranno trovar IL CONTRIBUTO DEL CA
chiarimento i rapporti tra le diverse categorie di personale, per esem­
pio tra tecnici � funzionari e tecnici - consulenti, tra ingegneri formatisi
presso le università e le accademie militari ed agrimensori o capomastri
cresciuti nella pratica dell'apprendistato famigliare. Dall'esame delle fi­
gure dei tecnici e della loro produzione emergerà la rete delle relazio�
ni intrattenute con gli ambienti scientifici nazionali ed internazionali, e
l'intensità della circolazione d'idee che coinvolse quella particolare cer­
chia di dipendenti dell'amministrazione.
Dallo studio del personale tecnico alla storia delIa tecnica, innanzi­
tutto delle stesse tecniche cartografiche, i cui sviluppi necessariamente
si riflettono, sia pure con ritmi di volta in volta diversi, nei fondi di
carte territoriali costhuiti presso le istituzioni pubbliche. Anche dal­
l'osservatorio più periferico si assisterà così alla progressiva evoluzio­
ne verso una documentazione astratta, simbolica del territorio e degli
oggetti raffigurati; a questo processo di formalizzazione nei modi del­
la rappresentazione cartografica contribuisce proprio iI prevalere della
committenza pubblica, che tende naturalmente ad uniformare gli elabo­
rati dei tecnici da essa dipendenti e ad imporre determinati requisiti
per i piani che vengono sottoposti alla sua attenzione dai privati. Un
ulteriore salto di qualità è segnato dalla comparsa delle prime carte
tematiche, che rappresentano lo strumento più avanzato per la cono­
scenza e l'organizzazione delle risorse presenti nel territorio, predispo�
sto da un apparato statale giunto alla fase matura della sua realizzazio­
ne. Man mano poi che l'amministrazione pubblica trasfonde in un'at­
tività progettuale gli elementi acquisiti nella fase conoscitiva, le carte
forniscono indicazioni sull'evoluzione tecnologica nei settori più diver­
si dell'ingegneria civile e militare .

- 86 -
Da tempo siamo impegnati a costruire una storiografia della città
che, per avere lo sguardo particolarmente attento alle trasformazioni ma­
teriali, usa di sua natura fonti iconografiche e cartografiche: l'occasio­
ne di questo Convegno ci è parsa utilissima per esprimere dubbi ed
ottenere risposte sulla natura e l'uso di strumenti che sono tanto invi­
tanti quanto ambigui nella loro apparente eloquenza.
Resi cauti da applicazioni sovente troppo ingenue, soprattutto ad
opera di chi studia la storia del costruito - come si può constatare
in alcuni volumi di una nota collana dedicata alle città italiane - e
senza pretendere di aprire in questa sede un dibattito metodologico per
molti versi estraneo, abbiamo scelto più semplicemente di presentare
un primo quadro storico dell'impianto del catasto napoleonico a Geno­
va che, con gli inevitabili chiaroscuri della vicenda, possa anche offrire
spunti di riflessione sulla situazione più generale degli studi.
Diversamente da altre regioni, l'assenza di una storiografia atten­
ta alle dimensioni materiali del manufatto urbano in età contempora­
nea, non soltanto ha ignorato sinora il tema in questione ma - quel
che è peggio - è alla radice dell'attuale dispersione delle mappe esi­
stenti, collocate in almeno tre archivi diversi, e indirettamente anche
della pessima conservazione in cui si trovano non pochi pezzi.
Di questa incredibile disattenzione ci siamo accorti quando, volen­
do spostare lo studio sistematico dei comportamenti proprietari ed abi­
tativi dall'età moderna alla contemporanea, non abbiamo potuto veri­
ficare con esiti rassicuranti la continuità o il mutamento dell'assetto lot­
tizzativo di alcune aree. In assenza dei registri - matrice all'interno del­
la città murata, e ignorando le condizioni in cui si era svolta la com­
plessa operazione di accatastazione, la sola documentazione cartografi­
ca ci aveva imposto - prima di pervenire ai risultati che qui si illu­
strano - una analisi rigorosamente filologica che, correlata alle fasi di
rilevamento e di trascrizione grafica, fosse tale da consentirci di otte­
nere il massimo di informazioni possibili e di circoscrivere gli interro-

- 89 -
gativi Prodotti dalla sovrapposizione di una SIm
ignota, SUI' trad"1Z1onal1' dati di base del parceIl' ano boIag1' a fiscale, ancora ne dell'assetto urbano e territoriale in un certo momento storico. Tale
Come si vede i problemi di ch1' opera SU asp' etti , lettura, la più vicina al ruolo che il presente contributo dovrebbe assu­
ma dettagI'lO f151C' O, aIIa scala appunto di una storici di massi- mere all'interno del convegno, può essere però la più limitativa e ri­
m
nte no� sempre risolvibili con i s:ft:t�:���}e�li SO�� schiosa se, contemporaneamente non si va a cogliere la realtà dello
�ureolti cehenat-uraselmepur . stessa alla eu strumento catastale, ad indagarlo cioè come documento di se stesso.
e
scrittiva di grande scalaOrIe-ntaapp ti p r l'ong. me
e
def inizione de­ Questo richiamo ad un uso ponderato della documentazione cata­
troppo lontani. arte ngo no a sistem i di per cezion e ormai stale (che ho definito all' inizio -come "evento - progetto" proprio per
Né si int�nde scioglie qui vecchi nodi operativi sottolinearne la duplice valenza di istantanea di un certo assetto terri­
che perche� gh esempi ,chere seg mra
' nno app artengo
e di metodo, an­ toriale e di dispositivo di controllo sullo spazio urbano facente parte
l'agro rbano. rIm
li ' ane lnvece fermo l'ausplC. lO, no
. che rivolgia tutt i all'area del� di una strategia più complessiva, in atto appunto dalla fine del XVIII
i colleghi di una rapi a ed ampIa' estensione cleg mo a tutti secolo I), nasce da due diverse constatazioni. Da un lato dal riconosci­
tasti italiani anche per'dfav ,l r �tud'1 a tutti. l. Ca­ mento, come già dicevo, delle molte valenze che essa possiede, aspetti
J

to a cuore. orire quella stona' u!bamstlca che ci sta tan- non scindibili da quelli più direttamente urbanistici in una storia delle
Secondo una tencl a presente in alcune Facoltà trasformazioni d'uso del territorio, esso stesso prodotto complesso di
che ha già dato buonenz e prov e, anc h e '
IspI ,randosi agli di Arch'ttettura capacità tecniche, scelte culturali, forze sociali ed economiche, ma an­
che di vita materiale e autorappresentazione di una società. Dall'altro
di André Chastel su angI, che propone una storia delstudi
p , rivelatori
.
bano dove 11 ruolo tradizionale del]a grande a ' ma nufatto ur- da una chiarificazione dei suoi limiti in quanto fonte documentaria, resa
to prof rch
ondamente da quello dell'ed1l121a anollIma che p U1 tegra- t tett ura viene possibile dall'analisi di tutto l'iter della sua produzione, Limiti non
. .
reStltuzIOne periodizzativa dell' assetto particellare ' unta �cl ��a solo intrinsecamente legati alla sua natura di strumento di perequazio­
della cartografia è , dove cer to l ausIlio ne fiscale e non di altro, ma limiti, per così dire, esterni, legati cioè
�� �� par e,
stemologica di un do c�e trova ne� manufatto sen Za p r que sto ridu rre l'efficacia epi­ alle condizioni materiali della sua produzione (individuabili quindi per
diretta. stes so la fonte più ogni realtà territoriale) che ne ridimensionano, se ce ne fosse bisogno,
il valore di "fotografia" del territorio.
È solo dunque con una lettura di questo documento insieme co­
La lettura della documentazione relativa al Ca ' me soggetto e come oggetto storico che è possibile farne un uso non
conservata presso gli arch ivi I oca l'
l, soII eclt
' a la SCrI, tturtast o , Napoleomco
a dI IImolte sto­ affrettato e strumentale, ma ponderato e ben mirato.
rie" ehe questo Ilevento - progetto" abbiano per Quali dunque i limiti o almeno le liistruzioni per l'uso di que­
to storico . soggetto o per ogget- Il

sto documento? Per dare una risposta ritengo sia necessario, come
, Inf, atti, una, storla' 11a produzione dello stru abbiamo tentato, di evitare le generalizzazioni e puntare al caso speci­
In partIcolare dI questo catdeasto ) sare bbe i' d' e ,mento cata
, stale (e fico per far emergere, dall'unitarietà di obiettivi e strumenti dell'ope­
a r
��:���i��:;c:!cca cioè d� molti risvolti, ;o� s�fo :e�:t�� a;l: ::o;iam��:� ra catastale napoleonica, le contraddizioni, le lacune e le potenzialità di
e, ma anc quel prodotto,
Con la quotidianità, o anceoraa que a
lla delle istituzioni e al lor, o rapporto
Questo studio si è dunque rivolto all' operazione nell' Arrondisse­
rappresentazione del territorio e que lla delle rocedure d' u�azlOn e
delle capaciti tecm.che dIel.mls � ., ment di Genova, per individuare i meccanismi di funzionamento e co-
La I ettura del· docu�ent'l catasta]' come fonte SUOI artefIcI
1
ria del. terrI'tOrIO' , e, stata InveCe quella privileg indiretta della sto-
attenZlOne per 1o più rivolta al prodotto cartog iata daoll' arebi'tetti, con
o
Ar­
rafl'co come descrizio- 1 Cfr. P. Morachiello, G. Teyssot (a cura di),
chitettura, programma, istituzioni nel XIX secolo,
Le macchine imperfette.
Roma 1980.

- 90 -
- 91 -
gliere poi in un caso esemplare il Canton di S
concreta realtà della vicen da e 'le caratteristich ' Mtrt��. � d'Albaro, la Si sono rintracciate solo alcune mappe per masse di coltura" per
senza entrare pertanto nei contenuti e de p otto relativo, ti

i comuni di Carasco (Arrondissement di Chiavari) e Bolano (Arrondis­


2

. eUnat diso corso a parte merita inolt�e la città d' G sement di Spezia), concluse a metà del 1807 (Fig. 4). La scala di que­

operazione, ;'inc:�;�� t!�:tr����


�:n: : :: �r::::"'�':���àm�eultlaezzareaIdta:l!'gen
ste piante è quella tipica delle mappe particellari, ma le suddivisioni che
riporta sono invece relative alla coltura prevalente in ogni zona; da
ovese 3 notarsi il tentativo di rendere graficamente il rilievo montuoso, a dire
Ripercorrendo bre ente la vicenda della cat . il vero in maniera assai grossolana;-indizio· di uno stile cartografico, di
emerge come l"�InIZ' IO. dvem
eII'ana loga ope raz
astauone in Francia, cui parleremo più avanti, a metà strada tra l'elaborato tecnico e l'imi­
fase assai cruciale per la defimZ. lOn . e deIle proced va avvenga 1n. una
ion e a Gena tazione della natura. Molto differenti, per quanto ci è dato sapere, dal­
InfattI. dopo la legge del 179 8, che perfeZIo' naure da. adottarsi. le coeve piante uper masse" di Torino 5,

tizione del 179 1 (e sul CUI' modello v'ren rear 11' SIstema di ripar- Risulta comunque che, al momento dell'introduzione del sistema par­
tivo ad opera del Governo roVVISO ' . LIg
rIO : ure),IZzato l'1 catasto descritw ticellare (27 gennaio 1808), molti comuni del Dipartimento erano già stati
che dà 1'1 v a ad una catastazlOne genera1e Ilper e il decreto del 180 3
'
l
� rilevati per Il masse di coltura (ventisei planimetrie concluse e tredici
. uzI.One VIe . e parzIa. lmente masse di coltura"' Del
/I

180 5 una nuova Istr iniziate) 6,


re di stima imponendo Che 1 c�assamento non a modificare le procedu-
'
Già in questa prima fase andavano emergendo le difficoltà che
ticellare 4. J
1
sia più generale ma par- dovranno accompagnare i lavori successivi. In primo luogo la morfo­
È con u to tIpO . cli procedura che logia del terreno che rende più onerosa che altrove l'opera dei geo­
1 �
partimento d enova, annessa all'Impero pro InIZIa la catastazione deI Di­ metri, facendo lievitare di conseguenza tempi e costi dell'operazione;
ce restano però di questa prI. ma fase, essendopriiniz o nel 180 5 . pDChe trac­ la scarsa collaborazione delle autorità locali che rende ardua la defini­
ed intervenuta una nuova radicale mod TIca pro iati i lavori nel 180 6 zione dei confini comunali e persino l'individuazione dei toponimi (se
traduzione deI catasto partlce ' llare. 1 cedurale nel 180 8: l'in- non fosse bastato il problema della lingua, l'incomunicabilità con i
sindaci era garantita dall' "ignoranza scoraggiante" di questi ultimi, al­
meno stando ad uno sfogo del Direttore delle Contribuzioni). Si ag­
2 Per la ricostruzione giunga la novità del sistema metrico decimale che si vuole introdurre
t�
delle var' fa�' de 1'�pe
zato iI fondo Prefett
ura Francese de Ar� , ,
1 razl'one catastale è stat
lVlO dl Stato di Gen
o utiliz­ gradualmente tra la popolazione, ma che obbliga comunque i funzionari
documenti cartografici
VIa sono stati
, il Fondo Cartograflco ,
e Il Fondo Ca�astl' d
ova (ASG); per i
francesi a compiere un doppio lavoro di computo, per consentire ai
ampiamente integrati
Tecnico Erariale di Gen
dal materla ' le e11o stesso archi.
ancora m possesso dell
'Ufficio
proprietari di verificare l'estensione dei propri terreni nelle misure lo­
Io conservato nella
ova (che comprende
Collezione Topograf'rca
anche alcuni ll'btI' mat '
rIce) e da quel- cali. Infine il boicottaggio degli abitanti che, sottraendo o manometten­
3E
_

Stato possibile colmare


clel Comune di Genova
, do i segnali posti per effettuare le triangolazioni, rallentano il lavoro
dalla Prefettura Frances
e con il fO d
parzialmente le lacune
TI° Prefe!tura Sarda
"
deli mformazione offe
rta
dei geometri, nonostante l'esplicito divieto e le severe pene previste
che se indirettamente
un quadro probIema
dell'ASG che ci offr
e, an- per i contravventori.
cl·1 Genova e soprattu'tto
tICO deIl'operaziane cata
,
mlOare 1 criteri di con
, dei SUOI' eSIt
" I.
I
Q
servazione e d ' utiII'
uesta fonte permettera, '
stale nella città
mol tre di deter-
L'interruzione dei lavori resa necessaria dall'introduzione del siste-
sarda e di agganciarlo ZZO de1 C�tasto Napoleonico in epoca
Ufl1 tarlO .
storicamente al Catasto ,
4 Cfr, F, Rosso La catastaZ .one .
'
ZZ. L' GambI (a cura di), Città e proprieta' .
' I napoleomca nella città
rO I, dI' Torm . o , in C. Ca­
. . . 5 Cfr, F. Rosso, op. cito
1mmobtltare tn ltalta , neg i
6
secoli, Milano 198 1. l ultimi due
ASG, Prefettura Francese, Registre de correspondance général (1807-1812),
TI. 877.

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perché possano iniziare le ope­
ma di rilevamento particellare, costituisce un altro forte aggravio di ri­ errori} e invia la pratica alla Direzione
sorse per la macchina catastale 7. Si pone soprattutto la necessità di razioni di expertise del comune.
mo dunque cosa signi­
fornire nuove istruzioni pratiche e una esemplificazione che garantisca Ritornando al Canton di S. Martino, vedia
quali siano i problemi .
fichino in concreto queste operazioni e

una corretta e omogenea applicazione delle norme. Vengono per que­
sto designati per essere "parcellati" per primi i comuni del Canton di I lavori preliminari all' arpentage
sono già quasi conclus al ma·
e utilizzati i documentI prndot·
mento della designazione, potendo� ess.er
!
S. Martino di Albaro, in considerazione del già avvenuto rilevamento
verbal� di deli�itaz one dei co·
per ({masse di coltura" , e diventano cosÌ il banco di prova per i geo­ ti per " masse di coltura" : il �r�cesso
trtgonometrzque
metri e i periti più esperti, sottoposti ad un diretto controllo da parte muni il plan linéaire, con relatlV1 Canevas
dell'Ispettore e del Direttore delle contribuzioni.
Conformemente alle istruzioni sulf Arpe
ntage et le Levée des
cadastre ( 1806 ) 10, la �oe­
Schematizzando rapidamente quanto prescrivono le istruzioni del Plans des Communes, pour l'exécution du
primo dicembre 1807 a proposito di Arpentage parcellaire s , possiamo comune riferimento alla tnan�
renza tra i vari canevas è garantita dal
prescrive anche L. Puis'
distinguere i lavori /I sul campo ", svolti dai geometri e i compiti buro­ golazione eseguita da Cassini (Fig. 1) come 11,
d'arpentag e et de nivellament
cratici, svolti centralmente daIflngegnere verificatore. sant nel suo Traité de topographie
I geometri sono incaricati della definizione dei confini del comu­ ;
rico dando i buoni risultati ottenuti con quest
o procedimento dal Depot
di Francia, al cui interno
ne, della sua divisione in sezioni, delle triangolazioni necessarie alla de la Guerre per la stesura della nuova carta
stesura del pian linéaire (sulla cui base effettuare il particellaire), della è stato possibile far rientrare le mappe del catasto.
e e la scientificità del­
redazione della minuta del Tableau Indicatif des Propriétaires e des Pro· Avviene anche però che l'ampiezza di vedut
con una realtà incompri­
priétés (documento a cavallo tra arpen/age ed expertise) ed infine del· le procedure napoleoniche si debba scontrare
ese, come nel caso della de·
la stesura delle mappe particellari. Sono coadiuvati da un Indicateur, mibile nelle rigide norme del catasto franc
per esempio, alla pretesa
nominato dal Consiglio Comunale tra i proprietari, perché fornisca le finizione dei confini comunali. Mi riferisco,
Foce, in quanto quest'ultimo,
informazioni necessarie alI'individuazione della proprietà. di unificare i comuni di S . Francesco e -
della sua �stensione, « non è
L'ingegnere verificatore, ricevuto il materiale elaborato dai geo­ per l'esiguità del numero di abitanti e
compatibile con i regolamenti », proposta
che susCIta la ferma oppo­
metri, calcola le superfici, redige i bollettini (dove sono elencati tutti
12
i beni di uno stesso proprietario, il quale può così verificare eventuali sizione del Consiglio Comunale .
affidato, per la maggio.r
Il vero e proprio Arpentage parcellaire è
prim classe, non essendo riA
a
delicatezza dell'operazione, a geometri di

7 Si pone infatti la necessità di liquidare le operaZIOnI già eseguite, in base


ai diversi stati di avanzamento (si ipotizzano sette casi possibili) e quindi di sti­
pulare nuovi contratti che dovevano necessariamente valutare la diversa qualità del­ 9 ASG, Prefettura Francese, Cadastre Général.
��
Procès - ver a de délimit�tion
.
de S. Franço is d'Alba ro,' De sa dtvts1on . en sectlO�s,:
le prestazioni richieste; si pone in particolare il problema del pagamento che, non du Territoire de la Commune
n des paints princi paux qUI ont servI a
potendosi più effettuare solo a misura degli arpents rilevati, sarà commisurato al De la dimension de la base; De la positio
Tableau indicatif de les fignes et de la valeur
rapporto medio particelle/arpent, riscontrato in alcuni comuni. ASG, Prefettura la levée du plan cadastral, avec le . 1807), n. 163.
Comm une (magg IO
Francese, Cadastre Général. Registre des actes arretés en decisions de la Prefecture des al1gles qui déterminent la circon scription le la
(1807-1814), n. 879; ASG, Prefettura Francese, Extrait du procès-verbal des Con­ lO ASG, Prefettura Francese, n. 167.
férences relatives à l'adoption d'un Mode d'exécutian du Parcellaire (1807), n. 167. ' age et de nivellament, Parigi
1 1 L. Puissant, Traité de topographie, d arpent
8 ASG, Prefettura Francese, Instruction paur les arpentages parcellaires (gen­ 1820.
naio 1808) e Instruction pratique pour les géomètres du Cadastre, sur la rédaction délimitation ( . . . ) n. 163.
12 ASG, Prefettura Francese, Procès - verbal de
du Tableau indicatil des propriétaires et des propriétés (aprile 1808), n . 167.

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chiesta �olo la dov�ta perizia tecnica, ma ancor di più, quel savoir _ faire
(o pianta generale del comune) . Solo per alcuni comuni è stato possi­
necessano a conqUlstarsi la fiducia degli abitanti ed ottenere da loro
bile rintracciare l' Atias nella sua rilegatura definitiva; per lo più le
la maggior quantità di informazioni possibile 13.
mappe e i tableaux sono sciolti e reperibili nella duplice copia prescrit­
I lavori procedono molto speditamente alla Foce e a S. Fruttuo­ ta dai regolamenti 14 .
so, me�tre maggiori difficoltà (forse d'ordine tecnico) si incontrano a
Non ci soffermiamo sui criteri che regolano la scelta della scala
Marassl, S. Martino, S. Francesco e Montoggio.
di riduzione; ricordiamo solo che per i comuni di cui ci occupiamo il
Nonostante i numerosi solleciti fatti pervenire dal Ministro (che tableau è portato in scala l : 5.0DO- e le mappe l : l.250; fa eccezio­
confron:a �on i te��i di realizzazione in altri dipartimenti) , l'Arpen­ ne la Foce che, per la sua piccola dimensione è tutto raggruppato in
tage del sei comUn! SI conclude solo tra la fine del 1809 e l'inizio del una pianta particellare in scala 1 : 2.500 di cui ci è pervenuta però
1 810, ben venti mesi dopo l'inizio dei lavori. solo una copia di epoca sarda (Fig. 2).
L'elaborato finale di questa lunga serie di operazioni è l'Atlas du Alcune minute, conservate presso l'Archivio di Stato di Genova,
pian parcellaire che, per ogni comune, raggruppa le mappe particellari ci permettono poi di cogliere alcune fasi intermedie di questo prodot­
.
(m numero parI alle sezioni o sotto sezioni) e il Tableau d'assemblage to finale. Una relativa a Marassi, per esempio, ci conferma l'uso, pre­
scritto dalle istruzioni, di segnare con inchiostro rosso i numeri prov­
visori delle particelle; altre relative a S. Francesco e S . Fruttuoso ci
' " portano invece ad una fase di maggior elaborazione, come si deduce da­
13 1 1avon' yrelimma tI alI arpentage (delimitazione, divis
. . ione in sezioni e trian-
golazlO111 ) sono lllvece eseguiti da geometri
"secondar,' " . Non SI. hanno notIz
. . gli appunti sulle diverse destinazioni agricole riportati su di un parti­
. ' .
madalIta d�lle normne, tranne che Ie su11e
il Prefetto si basa sul rapporto cellare già tracciato con precisione.
c��o del DIpartimento, l'ingegnere del geometra
geografo Jourdan, che illustra brev

tIvl ella scelta L'unico stato nomi
: nativo rintracciato, riporta solo alcun
emente i mo­ Da un esame comparato dei Tableaux d'assemblage oggi esistenti
effettIvamente ntrovati nell' esecuzione i dei nomi (comparazione resa complicata dalle diverse localizzazioni di questo ma­
del catasto del Dipartimento i geom .
condari" : ' "
e,tI se- teriale) , si sono notate alcune differenze grafiche di un certo interesse.
Philippe Sala (Salla) di Ventavon
. . (Dip . Hautes Alpes) che ha gra " 1avorato
Alcuni di questi riportano una legenda delle così dette teintes
sotto 1a dIrez lOne del fratello di Jourdan;
convenctionelles relative alle diverse destinazioni agricole in conformi­
H�no�é Pare�t (Parat), di Freyssino
use (Fressinanze, Dip. Hautes Alpe tà alle istruzioni, e già in uso per le piante a "masse di coltura"; que­
eh eglI garantito dal fratello di Jour s) , an-
dan;
Dominique, Justin e Hylaire Pele sta simbologia si trova raramente utilizzata nel tableau stesso e quasi
t, di Freyssinouse, ingegneri molt
per la loro conoScenza della Geom o stimabili sempre nelle mappe allegate. La scatsa incidenza di questo tipo di ta­
etria come ha già potuto verificare
il fratello . bleau è forse da addebitarsi ad una modifica nelle norme di rappresen­
Benèt Reghitto (Righetti, Reghitti)
.
gnere Idraulico;
di Novi, professore di matematica
e inge � tazione, di cui non si ha però altra traccia che la soppressione di una

Delu�c i di Genova, geometra agrim
ensore giurato des Eaux et forèt
di tali legende nel tableau di Sestri Ponente (diventata inutile, si dice,
nel rIllevo di dettagli planimetrici; s, abile
in quanto è stata eliminata la acquarellatura delle mappe).
Josef Parodi, di Genova, che poss
. iede conoscenze di matematica e
di disegno . Il tableau di S. Francesco, come quello di alcuni altri comuni e le

Antome Varani, di Alessandria,
. ingeg nere e geometra capo del Dipa
rtiment relative mappe, non presenta alcuna legenda e le tinte usate sono solo
dI Marengo.
Questi vengono poi nominati geom
. etri "di prima classe" . Gl,' a1, .
"di pnm a classe " ch� SI. trovano impegnat n' geometrI
. i nell' arpentage dei comuni del
tlmento sono: J. Chiesa, di Mon Dipar-
dOVÌ; J. Petrino, di Asti· J. Natt
.
Dall'Osta,· VerceIlattI, " ini· G. ealVI,'. 14 Gli AlIas sono conservati presso il Fondo Catasti dell' ASG (vedi appen­
ex geometra verificatore; N. Lodo
lo; D. Clave!.
dice II).

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- 97 -
nonostante la piccol a estensione, presendir ta tutti i tipi di coltorture ae inil uso
quelle che permettono di distin9uere l'ed'fl lcato (e al cui interno gli edi- Se ne incaricano etta mente l'Ispet che Di­
fici pubblici
, .
o monumental')l , 1e strade, i corsi d'acqua (Fig. 3) .
.
nell' Arrondissement. off
pro prio per rire ai collabora tor i una traccia comune ga­
Un ull1ma I1pologia " e caratterizzata da una b ase Sl�.
rappresentatlva ret tor e,
mI'Ie a11a precedente con in più la resa del rilievo montuoso per mez� rantisca l'uniformità dei criteri di stimoa.centralizzate e procedono auto­
di acquarello o tratto d1' ch'ma opportunamente graduato (Fig, 4), Le operazioni prelimina
ri vengon cludere negli altri co­
nomamente rispetto all' arpentage , ancora da con
20

L "uso di questa grafia che ' a Il p e t ole escritte, fa lli dello scontro tra due
parte della cultura cartogr:fica fr::c�:: ;o:e �l� gue;�a t�tesca, anche muni del Canton, IvocproazioblenemiagrsonicoolaancdeloraGequenovesato inceppa i mecca­
se con tecniche ed esiti diversi . Ce lo �ichia�a �ncora PUlssant che il­ culture: la scarsa dati sui prezzi delle derrate e la mancanza di map­
lustra tutti i vantaggi dell'uso dei eh", ran - SCUtl,. SIa sotto il profilo tec- nismi di raccolta deienti rende inutili i dati ricavabili dai contratti di
nico (in quanto il precedente uso d l mettere eleva to o . prospet-
In pe catastali preced ne, rapportati al reddito approssimativo del fondo
. cavaliera montagne ed ed'f1 ICI,' pur agevolando la lettura, sottrae-
Uva
1ll
vendita e di locazionsione A tali difficoltà si aggiunge anche l'insuf18,
. va una :r:n ; :n:�:. a, �;. d;ttagli) ' sia :otto il profilo artistico, rifiutan, e non alla sua este sui criteri di stima (in particolare dell'edificato)
17 ,

dosi di c ett � < a opografla d1 montagne come le AIpl' Svlzzere , ficenza delle direttivedell'operazione si aIIungano .
possa essere del tutto indipendente dall'arte deI paesaggIO, ' come guaI- e pertanto i tempi i cantons e con quel­
cuno vorrebbe » 15. Tra verifiche compar179 ate (con le stime in altr fun zione dei reclami deita
del l'allibr am ent o del e ret tifiche in
r a u ie r i iCche le 8)
sei comuni è finalmentttro e conclusa e tra' dotio
di co�:�� ��ù :�� �; ;��::iz1�!/ � ��u. ;t:a�� �: �:�s::��n�����r:e dal proprietari, l'expertisesoldei anni dopo l iniz
vari strumenti, a seconda degr ob'lettlvl . e del. condizionamenti posti dal in Malrice du Rateage, o alla fine del 1 8 1 1 : qua
terreno 16
l
dei lavori di arpenl que ste ind icazion i con la durata delle ape'
.
Sarebb e uti le raffro nta re nalità del­
razioni in altri dipartseimeStantidi, perfattver ificare la pretesa eccezio ne deI ca­
La fase finale dell'operazione catastale l'Expertise, viene. affronta­ Ia situazione genove isse. ment del dip o che 'i tempi di reanovlizza,azio sono compa-
.
in altri arti me nto di Ge
ta con molta prudenza data la scarsa esp:rienza del' teCn!Cl m. questo tas to
rabili con i quattro anni di S . Martino.
arr ond
delicato compito (affrontato da poco tempo anche in Francia e deI tut-
to nuovo per C.e�ova), inesperienza che avrebbe potuto compromette-
re la confrontabrhta, dei risultati. matica accatastazionetutdel la città di Geno­
Si decide dunque di sperimentare le procedure su dl' un camplO' , Veniamo ora alla pro0,blema di cui si sente ta l'urgenza: non si
ne semplice, il comune della Foce il cui arpentage è già concluso e che, va, rimandata fino al 181

orate per la fissazione delle


posito, le tabelle elab
17 Si vedano, a questo pro problemi in·
delle Contribuzioni sui
re
i rapporti del Diretto
15 Cfr. L. Puissant, op. cii. basi dell' expertise e Prefettura Francese n. 164
.


ura : ASG ,
, la loro stes
contrati dai periti per dopo aver
16 ASG Prefettura Francese Dév !o�pemen/ d�s inslr�clions sur !'arpenlage sto proposito sono rela
tive al 180 5;

( . . .) , n. 167. Si afferma, ad ese pio c e l] cerchlo
. mtero dl Le NOlr " e da preIe- 18 Le uniche istruzioni a que loca tivo delle altre in
ta il valore
le case peggiori, si valu
la necessit'a d'1 rIpetere le opera-
. . , fissato un minimo per di conservazio­
"
nrSl
Zlom
a! cerchio ripetitore di Borda quando Cl SIa
, ' dl triangolazione'' o ancora che per 1'] rI'lleVO
' ' . .
dI planimetrle ]a tavoletta of- proporzione alle prim
e e tenendo conto dell
van i; ASG ,
e loro dimensioni,
Prefettura Francese, Ins
stat o
lruction approuvée
ero dei
Ire il gran vantaggio di disegnare l' ] terreno sul terreno stesso, a d'II ne, comodità e num ; cfr. F. Rosso , op. cito
1 erenza della ances le 5 Novembre 180 5, n.
164
busso]a o del grafometro . par le Ministre des Fin

- 99 -
- 98 -
Restano invece a sostenenellrla la gran quantità di apetidellzion i di pro­
di�entichi che la presenza francese era, prima di tutto, un'occupazione ri a attribuzione o stim e l�ro . case
militare e che la mancanza di una planimetria della città a scala adegua� prietari genovesi per erroda analizzare), ma sopratutriscontrano tazlO
to le valu ill .fat­
ta e,ra un punto di debolezza per il controllo dell'ordine pubblico, in (materiale ancora tuttonuo rno sardo che una dIffe­
partIcolare per una città cosÌ estesa e intricata che non finiva di stu� te dai funzionari del travole gove hio catasto desc rittivo (set­
pire i funzionari di Napoleone 19. renza di oltre il 60% e quellestimdele delcatavecc francese (trentuno oni mili
Si pone, in primo luogo, il problema del finanziamento dell'ope­ tantuno milioni circa) vengond date sto sta assurdo scarto sono:
ra, Il, CUI costo fa saltare tutte le previsioni di spesa (si ipotizzano die­ circa). Le spiegazioni chedelle terre incoltedi quee del suolo dei fabbricati,
ci particelle per arpenl, tre volte il rapporto medio degli altri comuni, la mancata valutazione ipitosità de�li u�timi la.vori . e la �a�cata ret­
e dI conseguenza il costo per il suo rilevamento) . Si cerca di dare una gli errori dovuti alla prec ai reclamI del propnetarI e qumdl la loro
soluzione chiedendo alla municipalità di anticipare la cifra eccedente il tifica delle mappe in base
budgel (ricevendo un netto, anche se diplomatico rifiuto) o di abbassa­ incoerenza con le Matrici 22 .

re i- costi appaltando al ribasso ropera tra i geometri del catasto o ester­ Il problema è spinoso, perdellile Gov erno Sardo, ma anche peri glidI
ni (sistema già adottato per l'arpenlage di Torino) studiosi, perché !'irreperibilità Matrici e del Tableau mdtattra calt
20

Quando, a lavori iniziati, emergono tutte le difficoltà di rilievo di Genova non consente didieffericottuare le verifiche nece dei proprieta�ver­
ssar ie; solo
ie
una città come Genova, il Direttore, dietro le pressioni dei geometri so uria paziente opera dellempo sizione dei ricorsi potr l­
à fma
Chiera e Petrino, è costretto a chiedere un aumento della loro retri­ delle pratiche di rettifica fermo mat rici di epoca sarda, si prez iosa do­
buzione o, in alternativa, l 'autorizzazione ad eseguire il rilievo delle ca­ mente mettere un punto a di un'e sul corretto uso di questa ro per tutti
se entro la prima cinta solo per isolati, provvedendo poi a raggiungere cumentazione testimonianz rano sulpoca e strumento di lavo ica.
delicato tessuto dell a città stor
ugualmente l'obiettivo del particellare, calcolando il numero di case com­ coloro che s:udiano ed ope
prese in ogni isolato (mentre i terreni coltivati entro la prima cinta e
tutte le proprietà tra la prima e la seconda cinta, continueranno ad
21 .
essere rilevate per particelle)
Non è stato possibile sapere se sia stata effettivamente messa in
atto questa semplificazione; ma se ciò fosse, invaliderebbe fortemente
l'attendibilità delle mappe da noi conosciute, anche se le proposte re­
stItutrve fondate anche su catasti posteriori, che sono state avanzate nel­
le esercitazioni del corso di Storia dell'Urbanistica, sembrerebbero al�
lontanare tale ipotesi.

19 Segno di questa stessa esigenza è il progetto di numerazione di case e


botteghe della città, approvato contestualmente all'esecuzione dell' arpentage di Ge­
:
nova (ottobre �8.1 1 ) ; A G, Prefettura Francese, Registre Général de correspondance,
n. 877 e ArchIVIO Stanco del Comune di Genova, Impero francese, n. 286 .
20 ASC, Prefettura Francese, ll. 168; cfr. F. Rosso, op. cito
21
22
ASC, Prefettura Francese, n. 166 e Regtstre
' de correspondance général,
ASC, Prefettura Sarda, 1111. 58, 61, 66.
n. 877.

- 101 -
- 100 -
APPENDICE I APPENDICE I l
T
UNI DELL' ARRONDISSEMEN
NAPOLEONICHE DEI COM
NOTE SULLE MA PPE
DI GENOVA
PROCEDURA DI ACCATASTAZIONE IN ETÀ NAPOLEONICA

ARCHIVIO NOTE
COMUNE _

Per una ricostruzione dell'analoga operazione catastale in altre realtà, si pro­ CANTON

pone uno schema dell'iter procedurale, con la segnalazione delle relative fonti di­
della pianta
sponibili. Risulta soltanto l'approvazione
Apparizione
manc a il tableau)
Nervi ASG, F. Cart. Non completo (7 mappe,
Bavari
1) Inserimento dell'arpentage del comune nel Budget annuale (ASG, Pref. Frane., Bogliasco
Risulta soltanto l'approvazione della pianta
»
Registre des actes arretés . . , n. 879). Nervi
Quarto
2) Nomina di un geometra "secondario". Quinto

3) Operazioni trigonometriche (ASG, Pref. Franc" Registro dei risultati delle ope­ S. Ilario

razioni trigonometriche per il rilievo . . . , n. 1426 - solo comune di Casarza). Avegno


Recco
Busomengo
4) Fissazione dei confini del comune (ASG, Pref. Frane., n. 879 e Procès - verbal Camogli
de délimitation . n. 163 - solo per alcuni comuni). Pieve di Sori
Pian de Preti
5) Approvazione della planimetria generale (ASG, Pref. Frane., n. 879). Recco
6) Arpentage parcellaire. Nomina di un geometra "di prima classe" (ibidem). Sori
Uscio
7) Compilazione Tableau Indicatif des propriétaires et des propriétés (ASG, Fon­ Brasile
do Catasti; Ufficio Tecnico Erariale). Rivarolo
Rivarolo
Risulta soltanto l'approvazione della pianta
»
S. Pier d'Arena
8) Compilazione dei bollettini e invio di una copia ai proprietari.
S. Olcese
* Non completo (11 mappe, manc
a il tableau)
9) Verifiche e rettifiche di mappe e Tableau indicati/. Bargagli ASG, F. Cart.
Staglieno * Non completo ( 4 mappe, manca il tableau)
Molassana
* Non completo (14 mapp
10) Decreto di inizio dell' expertise e nomina perito catastale (ASG, Pref. Frane., e, manca il tableau)
Rosso
* Non completo ( 8
n. 879) . mappe, manca il tabIeau)
Staglieno tableau)
Non comp leto (lO mappe, manca il
11) Classificazione, classamento delle proprietà e valutazione dei prodotti impo­ Struppa
UTE Completo (8 mappe e tableau)
nibili). Borzoli
Sestri P. Completo (rilegato in AtIas)
ASG, F. Cat.
12) Assemblea cantonale convocata per discutere le basi di valutazione dei beni Completo (copia 1902)
CTCG
(ASG, Pref. Frane. nn. 879 - 164 - 167). Completo (11 mappe e tableau)
Cornigliano UTE
Completo (rilegato in Allas)
ASG, F. Cat.
13) Reclami e rettifiche dello stato di classamento e della valutazione del pro­ Completo (copia?)
CTCG
dotto imponibile. Completo (9 mappe e tahleau)
Multedo UTE
ASG, F. Cat. Completo (rilegato in Atlas)
14) Approvazione provvisoria dell'expertise del comune.
UTE Non completo (manca 1 mappa)
Sestri P.
15) Allibramento definitivo delle proprietà (vedi Matrice du Rate in: ASG, Pre­ ASG, F. Cat.
Completo (4 mappe e tableau
fettura Francese nn. 872 - 874 - 1139 - 1140 - 1141 e Ufficio Tecnico Erariale). rilegati in AtIas)
CTCG Non completo (manca il tableau)
16) Fissazione della contribuzione per l'anno seguente (ASG, Pref. Frane. n. 879).

- 103 -
- 102 -
AMELIO FARA

CANTON COMUNE ARCHIVIO NOTE

S . Giovanni UTE Completo (4 mappe e tableau)


ASG, F. Cat. Completo (rilegato in Atlas)
Ceranesi
S. Quirico Larvego
Mignanego
S . Quirico
CARTOGRAFIA A « CURVE ORIZZONTALI "
S . Cipriano
Serra E ARCHITETTURA MILITARE
Genova CTCG Non completo (23 mappe, manca il tableau) TRA SETTE E OTTOCENTO.
Genova Mele Risulta soltanto l'approvazione della pianta
»
Voltri Pegli
PRIME APPLICAZIONI IN ITALIA
Ptà
Voltri Risulta soltanto l'approvazione della pianta
Palmaro »

Foce CTCG Completo (1 planimetria generale e par-


S. Martino ticellare. Copia 1869)
Marassi UTE Completo (17 mappe e tableau)
Montoggio ASG, F. Cat. Non completo (27 mappe; mancano 1 mappa
e il tableau)
S. Martino UTE Completo (12 mappe e il tableau)
S. Francesco UTE Completo ( 8 mappe e il tableau)
S. Fruttuoso CTCG Completo ( 3 mappe e il tableau)
Fascia
Torriglia Fontanigorda
Montebruno
Propata
Torriglia

ABBREVIAZIONI

ASG, Archivio di Stato di Genova


UTE, Ufficio Tecnico Erariale di Genova.
CTCG, Collezione Topografica del Comune di Genova.
F. Cart., Fondo Cartografico.
F. Cat., Fondo Catasti.

Gli asterischi indicano mappe in stesura non definitiva o incomplete, ovvero minute di vario
genere. Non sono state segnalate le minute dei comuni di cui sono pervenute le mappe defini­
tive; alcune minute sono conservate presso l' Archivio di Stato di Genova, Fondo Cartografico.

- 104 -
Il 28 fruttidoro dell'anno X 1 al Dép61 Général de la Guerre di Pa­
rIgI si riunisce la commissione incaricata di semplificare e rendere uni­
formi i segni che nelle carte servono esprimere gli accidenti del ter­
il
reno. I suoi membri rappresentano i servizi pubblici interessati al per­
fezionamento della topografia. Sono il Generale di Brigata Sanson, ispet­
tore generale del Genio e direttore del DépOI, il capo di brigata del Ge­
nio Pascal - Vallongue, direttore delle fortificazioni e vice - direttore del
Dep6t, il capo di battaglione Muriel, conservatore delle memorie descrit­
tive del DepoI, il capitano Clerc della sezione topografica del DepoI, il
cittadino Hervet, capo della medesima sezione, BacIer - Dalbe e gli inge­
gneri geografi Epailly, Jacotin, Bartholomé, Barbié - Dubocage, Renne­
quin, il comandante Lomet, capo della 4" divisione del Ministero della
Guerra, i capi di battaglione del Genio Decaux e Allent, i cittadini Pro­
ny e Lesage, rispettivamente direttore e ispettore della École des Ponts
et Chaussées, i cittadini Hassenfratz e Collet - Descotils, ispettore gene­
rale e ingegnere delle mine, il cittadino Chrestien, capo dell'Ufficio Topo­
grafico del Ministero delle Relazioni Estere, il cittadino Leroy, ingegnere
del Depol Général de la Marine et des Colonies, il cittadino Chanlaire,
capo della 2" divisione dell'Amministrazione Generale delle Foreste. Le
motivazioni che hanno condotto alla riunione si rapportano ai grandi la­
vori topografici che si stanno eseguendo o si devono eseguire in Fran­
cia, Italia, Svizzera, Svezia, Baviera. Nella prima seduta Pascal-Vallon­
gue traccia una sintesi della topografia in Europa, mettendo in evidenza
l'importanza e il carattere artistico dell'opera di Rizzi-Zannoni in Italia,
Weiss in Svizzera, Amman e Bohnenberger in Germania, Rennell e Ar­
rowsmith in Inghilterra, Hermelin in Svezia, Cassini e Bourcet in Fran­
cia. Nelle sedute successive, che si protraggono fino al 24 brumaio del­
l'anno XI, vengono esaminati il livellamento, le scale, il disegno, la pro­
iezione orizzontale delle montagne e delle rocce. Per quanto concerne
il livellamento appare giusto e semplice rapportare tutte le altezze al

1 L'anno X del calendario repubblicano francese va dal 23 settembre 1801


al 22 settembre 1802 del calendario gregoriano.

- 107 -
livello del mare, che costituisce
per gli operatori della Marina
ficie di comparazione alla qua la super­ b·la cosÌ ad ogm, passo e SI' e, In ' dotti a intraprendere operazioni differenti
le coordinare gli scandagli dei
rade , I geografi riferiscono alla por ti e delle istante per istante. In quanto al tITlevo Dalbe è convinto che SI' possa
tagne ottenute con operazioni
medesima superficie le altezze
dell e mon­ esprimere attraverso tinte sulle linee di m gglO
.
; � i�
e clenza, con un
ciali del Genio, che da tempo
di geodesia o con il baromet
hanno trasportato il metodo
ro. Gli uffi­ impiego calibrato di luce ombre e colatI, are e
.
. .
Isegno ��
lle carte
gli nel Iivellamento delle piaz deg li scan da­ un'arte d'imitazione e un genere d·1 pIttura geometrica . In deflrutIva " , l''lll-
cora dei piani di comparazion
zeforti e delle linee difensive,
e differenti. Il risultato è una
ado ttan o an­

gegnere geo rafo Bacler - Dalbe non vede perché si debba contInuar
.
.

livellamenti parziali che non pos serie di a traCCIare 1n topografia delle proiezioni su delle proiezioni, invece dI
sono essere confrontati, e ciò . .
della conoscenza del territorio. va a danno tracciarle, come neIIe aItre artI, ' su piani separatI. ChresUen mette in
Si invitano pertanto tutti gli . "
dei vari servizi pubblici a rife operatori evI'denza l'noItre che , quando la piccolezza della scala rIduce Ie prOlezlO-
la commissione ritiene utile e
rirsi al livello del mare, Per
sovente necessario, in topograf
le pro iezioni ni degli oggetti a dimensioni talmente piccole d a confond rsl, �
' b'sogna
.
1
altre arti, di aggiungere alla ia come in ,
tlcorrere 1 e aI disegno in prospettiva e prefenre del segm,
l'I meno pOSSl'b'I
proiezione orizzontale, che cost
ituisce il .

��:: � r
piano, delle proiezioni verticali convenzionali, EpailIy considera infine la prospett va u enere
o prospettive . La proiezione ,
deriva dai metodi rigorosi dell orizzontale estraneo alla proiezione geometrIca deIIe carte p01C e f , ce e1 e im-
a geometria descrittiva, ma la . "
delle montagne e delle ondulaz proiezione magini, non delle mIsure, . e SI. rImIt� a un evento mentre Ia prOIeZIOne
ioni del terreno, come dire dell . .
ci a curvatura continua, va e superfi­ delle carte è strutturalmente mdef1ll1ta e congruente all'estensione da
esaminata in alcuni metodi part
J

primo metodo, verificabiIe in icol ari. Un rappresentare,


esempi antichi e sostenuto da
nenti geografi, ma osteggiato
da altri geografi e dagli ufficiali
alcuni emi­ La commissione deve ancora scegliere tra Il , second0 e I'I terzo �e -
ingegneri , . .
del Corpo del Genio, consiste todo nella rappresentazIOne deIIe montagne, con le lInee d1 maggIOr
contorno apparente delle mon
nel proiettare o mettere in pro
spet tiva iI penclenza oppure con le curve di livello. E ora prende corpo n eno
.
� �
bassati e confusi con iI pian
tagne su dei piccoli piani incl
o orizzontale. È iI metodo
inat i, poi
che prende iI
ab­ ad essa un ulteriore contrasto tra gl'ingegneri geografi, eredl d un
, , .
.

nome improprio di mezza pros tradizione artIstIca e radunati sotto l'autorità di Bacler DaIbe, e gl1
pettiva e che si è esteso alla

_

tazione di rocce, alberi, città. rappresen­ ufficiali ingegneri del Corpo deI G mo. ' . S'l dà Ia preferenza aIIe linee
Un secondo metodo, seguìto
parte dei geografi e anche dag dall a maggior di maggior pendenza che offrono, rISpetto alle curve di livello orizzon-
di maggior pendenza. Infine
li ufficiali del Genio, è quello
dell e linee tali il vantaggio di rappresentare un effetto natu aIe d' Cul' l'o chio � \. �
delle sezioni fatte nelle altezze
un terzo metodo consiste nell
'imm agin are �
è t stimone in ciascun istante, benché le curve OrIZzonta 1 no a ten: � .
equidistanti, e nel rappresentar
per mezzo di piani orizzontali,
paralleli, no l'unità di prOI'ezl'one come le curve di contorno apparente. a co �
zioni delle curve che formano
e le ondulazioni del terreno
con le proie­ ��
missione propone però di riservare le cu v di li :llo per l: ne e � � ��:�
'
oramai da lungo tempo imp
quelle sezioni, Gli ufficiali
iegano questo metodo per
dete
del Genio specifiche di alcuni servizi e nei casi in Cul tlSultl, plU vantagglo
. . .
�tl
.
piani di sito e il defiIamento rminare i ImpIego come nel siti delle piazzeforti e nel defilamento fortI Ieatono.
delle loro opere, ' ,
A questo punto Bacler - DaI In generale S1 concIu de che un rilievo del terreno debba aSSlml " Iarsi alla
be e alcuni ingegneri geograf . .
chiarano contro la mescolanza i si di­ natura stessa ves tita delle sue forme e dei suoi colon e ndotta aIle d'1-
di proiezioni o di prospettive . . . .
le proiezioni orizzontali e a incl inat e con menSIOll1 deIla scala . Viene ad ogni buon conto deClso cl·1 eVIt are le om
favore dell'impiego delle line . .
, ­

di maggior pendenza. Invocan e o trat teggi bre portate. Le sedute terminano espnmenclo 1'l vat di aver contnbUlto
sono anche sostenuti dalla forz
o la coerenza della rappresent
a di una tradizione artistica.
azio ne, ma al progresso cartografico e di vedere incrementata a proclUZlOne deIl'ar- � .
l'incongruenza che si ha nell'osse Dal be rileva te della topografia in tempo di guerra ' ,
rvare le regole della proiezione
tale rappresentando corsi d'ac orizzon­
qua, strade, edifici e nell'abb
provvisamente quelle regole per andonare im­
le montagne. La natura del dise
gno cam- 2 Procés - Verbal des Conférences de la Cotnmission chargée par les différens

- 108 -
- 109 -
La Scuola del Genio francese fu creata a Mézières nel 1748 e poi places (poi edito nel 1830) su cui si formarono gli allievi della Scuola .
trasportata a Metz nel 1794. L'École de Mézières fu la prima in Europa La fortificazione che si insegnava a Mézières e poi a Metz, era quella
destinata alla formazione degli ingegneri militari e conseguì un prestigio di Vauban e Cormontaingne, ignorando le concezioni rivoluzionarie di
persino superiore a quello della Scuola del Corpo d'Artiglieria, che risa­ Montalembert. Per quanto attiene il defilamento occorre però dire che
liva alla seconda metà del Seicento, e della Scuola dei Ponts et Chaussées, non manifestava di per sè grande difficoltà. Con un po' d'occhio ed
che era sorta nel 1747. Vi insegnò per venti anni le matematiche e la esperienza si poteva determinare nello spazio il ciglio dei parapetti delle
fisica Monge, il quale, quando venne consultato sull'organizzazione da varie fortificazioni, ma il defilaménto, trattato in maniera esaustiva dal
definire per l'École Polytechnique, propose come modello l'École de Mé­ punto di vista teorico, diveniva un corposo oggetto di studio e di ricer­
zières. L'impostazione culturale e l'insegnamento erano permeati dalle ca alla Éeole de A1ézières. La questione del defilamento si riallacciava
teorie della geometria descrittiva. La necessità del defilamento in forti­ così a quella dell'espr�ssione geometrica del terreno e ne scandiva l'evo­
ficazione fu la motivazione dell'impulso alla ricerca cui si deve il grado luzione . A Mézières si rappresentava il terreno con delle quote rappor­
di perfezione conseguito dalla geometria descrittiva fino al 1794, quan­ tate a un piano di comparazione introdotto dallo Chastillon; e ciò co­
do Monge la insegnava pubblicamente alle Écoles Normales. Gli studi stituiva un'applicazione del metodo impiegato nelle carte nautiche per
duravano due anni e riguardavano: la teoria contenuta nei quattro vo­ indicare le profondità degli scandagli rispetto alla superficie delle acque.
lumi del corso di matematica del Camus, nel trattato di dinamica e idrauli­ Poi verso il 1777, Meusnier, ufficiale del Genio, in un mémoire sul de­
ca dell'abate Bossut e in quello di fisica dell'abate Nollet; l'arte del di­ filamento si servì del piano tangente al cono di I\10nge per determinare
segno geometrico, che consisteva nel disegno del taglio delle pietre e il piano del sito e applicò alla rappresentazione del terreno il metodo
del legname, dei cinque ordini d'architettura, dei piani, profili, elevazio­ di Buache e Ducarla che consisteva nell'esprimere la superficie per mez­
ni di edifici civili e militari, e delle opere di fortificaziol1e; la ricerca c zo di curve orizzontali. Nel giugno 1789 Meusnier, coadiuvato da sette
determinazione geometrica delle luci e delle ombre, a cui si univa lo ufficiali del Genio, ebbe l'incarico di rilevare la rada di Cherbourg . La
studio della prospettiva, per formare l'occhio a giudicare l'estensione e carta, terminata nel mese di novembre dello stesso anno, venne pOI
la varietà del terreno in procinto di assedi, quando si dovevano rappre­ abbondantemente citata da Monge alla École Polytechnique, e costitui­
sentare i dettagli delle piazzeforti sulle carte di ricognizione; il rileva­ sce il primo esempio di applicazione delle curve orizzontali.
mento del terreno con la tavoletta e con la bussola' il tracciato rilievo
costruzione, attacco, difesa delle fortificazioni. Fur�no compila�e istru� Sul finire del Settecento l'Europa risulta politicamente suddivisa in
zioni sulle diverse scienze dell'arte dell'ingegnere. Tra il 1760 e il 1763 due parti: quella della rivoluzione, che rompe con il passato e si ispira
de Chastillon compilò quelle sul disegno geometrico, sulla determinazio­ alla dottrina della sovranità popolare e a una concezione romantica del­
ne delle ombre, sulla tecnica dell'acquerello e sul defilamento (Traité du la patria e quella della controrivoluzione, che si fonda sull'idea dcI
« »,

relief, commandement et défilemel1t de la fortification) . Le sue istruzio­ tradizionale equilibrio dinastico europeo e sull'immutabilità dell'ordina­
ni persero d'importanza solo dopo la pubblicazione delle opere di Mon­ mento sociale . Alle diversità ideologiche si aggiungono motivazioni po­
ge, Hachette e Vallée. Nel 1768 Du Vignau compilò il suo Exercice litico-economiche, e, nel 1792, Francesco II e Federico Guglielmo I I
eomplet sur le traeé) le relie,!, la eonstruetion, l'attaque et la défense des capeggiano la prima coalizione contro la Francia per opporsi alla minac­
cia rivoluzionaria. La delimitazione dei campi rivoluzionario e controri�
voluzionario fa dimenticare ai rivoluzionari francesi la pace, concetto
originario e basilare dell'illuminismo, per convertirsi alla guerra di espan­
services publics intéressés à la perfectiol1 de la Topographie> de simplifier et de
sione . La maggior parte degli intellettuali italiani, come quelli europei
in generale, abbraccia le idee rivoluzionarie, ma si fa strada una tenden­
rendre uniformes les signes et les conventions en usage dans [es Cartes, les Plans
et les Dessins topographiques, in « Mémorial topographique et militaire », n. 5 , IIle
.
tnrnestre de l'an XI, pp. 1-64. za moderata e riformista che viene considerata pericolosa solo dopo- l'en-
- 110 - - 111 -
trata dei vari governi nella coalizione antifrancese; e tutto ciò rappre­ Ferdinando IV è costretto ad accettare il trattato di Firenze del 28 mar­
senta infine il naufragio del riformismo illuminato. zo 1801 rinunciando allo Stato dei Presidi che viene annesso all'Etruria.
Le idee giacobine penetrano in
e fermenti isolati si verificano nelleItalia
campa
attraverso le logge massoniche
gne, ma permane anche uno
Il 12 aprile 1801 il Piemonte è occupato militarmente. Napoleone viene
nominato presidente della nuova repubblica Italiana il 26 gennaio 1 802.
scetticismo francese sulla capacità insurreziona le degli italiani 3. La cam­ L'Il settembre dello stesso anno è decretata l'annessione del Piemonte
pagna d'Italia del 1796 e la creazione della repub
della Clsalpma segnano il trionfo nei confronti delblica Diret
Cispadana e poi alla Francia, e, nell'ottobre vengono annesse anche l'Elba e Piombino
mazione �ella propaganda rivoluzionaria, del disegno polititorio co e
e l'affer­
del pia­
e occupata Parma. Melzi d'Eril, vice presidente della repubblica Italia­
na, afferma la necessità della indipendenza dalla Francia, ma non è della
no strategIco dI Napoleone. La pace di Campoformio si porta dietro stessa idea Napoleone. Come conseguenza dell'assunzione nel maggio
seconda coalizione contro la Francia. Napoleone e parte delle truppe la­la 1804 del titolo di imperatore dei francesi da parte di Napoleone viene
sciano l'Italia. Tra il 1797 e il 1799 i francesi creano e controllano la decretato, il 19 marzo 1805, il regno Italico al posto della repubblica
repubblica Ligure, la Romana e la Parte
te repubbliche le autorità civili si contranopea
ppong
. All'interno delle suddet­ Italiana. La guerra di Napoleone contro l'Inghilterra, ripresa nel mag­
occupazione e anche tra i militari stessi si verificaonounacontra
quelle militari di gio 1803, si trasforma in una guerra più vasta contro la terza coalizione
della ex armata napoleonica e quelli di Bernadotte inviati stodi tra quelli
rinfor
di cui fanno parte Inghilterra, Austria e Russia . La repubblica Ligure vie­
ne annessa alla Francia il 25 maggio 1805. Il principato di Piombino è
Il controllo francese risulta ancora esteso, nel 1799, a tutta la penisozo.la assegnato a Elisa, sorella di Napoleone, e la ex repubblica di Lucca al
ita�i�na,. m� la fo�za . militare francese progressivamente limita la possi­ marito Felice Baciocchi. Parma, Piacenza e Guastalla vanno all'altra so­
. dI aZIOne del gIacobini italiani I francesi considerano in defini
blhta
le repubbliche italiane in funzione di. un finanziamento della loro arma­ tiva rella di Napoleone Paolina Borghese. Sempre nel 1805 è occupata An­
ta in Italia, impongono pesanti tributi, e puntano sui moderati e su cona e nel 1806 Civitavecchia. Venezia e la terraferma sono annesse al
uomini nobili o borghesi che siano, i quali regno ItaIico, e il Tirolo e il Trentina al regno di Baviera. Giuseppe
za e posizione sociale, a servire i nuovi goverrisulti
ni
no adatti, per ricchez­ Bonaparte sale sul trono di Napoli il 30 marzo 1806, ma poi viene so­
istituzioni '. Il 1799 è l'anno del crollo francese inconfe
e rire prestigio alle
Italia
stituito da Gioacchino Murat. I Savoia � i Borbone sopravvivono in Sar­
facilitato da rivolte popolari, degli eserciti della coalizione,permal'incal zare degna e in Sicilia con la protezione degli Inglesi. Nel febbraio 1808 Na­
l'anno del rientro di Napoleone dall'Egitto e del colpo di Stato del 18� è anch poleone fa occupare Roma, il Lazio e l'Umbria. Il 2 aprile 1808 sono
annesse al regno Italico le Marche. In Toscana, dopo l'occupazione mi­
brumaio . La vittoria di Marengo del 14 giugno 1800 spiana nuovamen­ litare di Livorno e Pisa, nel dicembre 1807 era stato annesso alla Fran­
te la strada ai moderati e al dominio
Cisalpina e Ligure vengono subito ricostfrance
ituite
se in Italia. Le repubbliche
. La pace di Lunéville del
cia il regno d'Etrutia e, nel maggio 1808, Parma e Piacenza . Nel 1809 il
Trentina e il Sudtirolo passano al regno Italico e ciò che rimane dello
9 febbraio 1801 fra Austria e Francia scandisce il predominio francese
sulla penisola italiana; la repubblica Cisalpina si ampli Stato Pontificio alla Francia. Nelle città di Napoleone in Italia deve re­
di territori veneziani fino alla riva destra dell'Adige oltrea alperNoval'inclusione
rese già
gnare, sul modello francese, la pace sociale. Niente più esaltazioni giaco­
bine, ma rispetto della proprietà, dei diritti individuali e della religione .
annesso nel settembre 1800; Ferdinando di Parma conserva il ducat oe La struttura di quelle città è incentrata sulla pace sociale, sul consenso
al figlio Lodovico viene assegnata la Toscana e il titolo di re d'Etruria ,' unanime, sull'abolizione dei privilegi, sull'autorità e sull'uguaglianza di­
fronte alla legge. Nell'organizzazione della società si segue l'ordinamen­
to gerarchico dell'esercito rivoluzionario. Vi trovano posto proprietari
3 S . J. Woolf, La storia politica e sociale, in AA.VV, Storia
d'Italia, III, To- terrieri, nobili, borghesi, intellettuali, monarchici e repubblicani, ma dal
rino 1973, pp. 154-159.
4 Ibid.,
potere sono escluse le masse popolari e contadine . Malgrado i consensi
pp. 172, 177.
verso Napoleone, il peso dell'organizzazione militare si fa sentire nelle
- 112 - - 113 -
città la cui struttura urbanistica si conforma sul caf/l-p retranch verso il lago 7 .
é e sulle reno scosceso e, la tagliata, il prolungamento finale
posizioni forti territoriali quali punti di appoggio su cui si il metodo
fonda il di­ Circa il 1804 le alture di Peschiera sono rilevate con
segno strategico napoleonico. fortificazioni distacca­
delle curve orizzontali per la progettazione delle
o Stefanini e il tenente Spinola, tran­
te 8 , A Genova nel 1805 il capitan
In Italia tra il 1801 e il 1812 un gruppo di operatori del
Genio sitati nel Corpo del Genio francese, eseguon o un pIan nivelé a cur;re
francese coordinati dal generale Chasseloup-Laubat svolge un'oper esperienza del
a car­ orizzontali tra i forti Sperone e Diamante. È la prima
genere eseguita in Italia da operatori non di na:ionalità
tografica d'avanguardia parallelamente a quella tradizionale
degli inge­ franc�se 9. Nel­
gneri geografi dei vari Bureaux Topographiques del Dép6t. vede come il loro la-
Adottano le lo stabilimento della quota zero sul Diamante SI
curve orizzontali, che così bene si prestano a risolvere il problem rispetto a quello degli operatori fran-
a del varo si ponga in modo secondario .
defilamento, non solo alla porzione di terreno pertinen Stefanin i esegue una plan-
te all'opera di cesi in altre località italiane. Nel 1806 lo
fortificazione progettata, ma anche su scala territoriale. È una
sperimen­ ta della Spezia in cui adombrata una rappresentazione del terre�o
è
coa le curve orizzontali w Tra il 1809 e il 1 8 1 1 il
tazione di grande importanza storica e per la cartografia e per capo di battagllO­
l'architet­
tura militare che ha in Italia una produzione fondamentale tale del golfo
nel primo ne del Genio Pierre - Antoine Clerc rileva la parte occiden
Ottocento per merito degli ingegneri di Napoleone. ione al territorio del metodo delle
della Spezia in una estesa applicaz
Il 30 aprile 1801 il generale Chasseloup nomina il capo base su cui si sVllup-
di bat­ curve orizzontali. Quel rilevamento costituisce la
taglione Baxo responsabile di tutti i lavori da eseguire a o e di una
Brescia e nel­ a la progettazione delle fortificazioni, dell'arsenale marittim
le valli Trompia e Sabbia e particolarmente ad Anfo '.
Haxo presenta un progetto di fortificazione per Anfo. II
Il 3 1 dicembre � uova città 1 1, II metodo delle curve orizzontali viene
applicato nel
Comitato del 1811 - '12 a Portoferraio nell'Isola d'Elba per rilevare il sito del co­
Genio il 23 marzo 1802 elogia il progetto ma lo conside progetta la
ra un lusso siddetto monte delle Bombe 12 su cui il capitano Daret
eccessivo. Nel novembre 1802 la posizione d'Anfo viene Genova , Pesch1e ra e
rilevata con fortificazione. A Portoferraio come alla Spezia,
il metodo delle curve orizzontali dal capo di battaglione Liédot, re fra la nuo­
il qua­ Rocca d'Anfo si percepisce la stretta relazione che intercor
le approfondisce il precedente rilievo condotto da Haxo ,
e redige un va cartografia a curve orizzontali e l'architettura militare
nuovo progetto attenendosi allo schema del predecessore 6
. Nel 1803
elabora ulteriormente il progetto. La concezione di Liédot
si fonda su
una torre circolare, una grande lunetta - la cui sommit
à a forma
d'angolo tronco sta al disotto della torre e la gola chiusa da scar­
è depositati presso il
pe nelle quali sono ricavate delle casematte - batterie 7 Alcuni disegni francesi per la Rocca d'Anfo vengono
scaglionate il ministro della Guerra
sulla costa del Tirolo e una tagliata prolungata fino R_ Corpo di Stato Maggiore italiano e il lO gennaio 1860
al lago d'Idro
invita il presidente deI Consiglio Superiore deI Genio
a prenderli in consegn per �
con un ponte per il passaggio della strada. La torre rapprese ,
Il 3 febbraio 1860 .1,1 di­
nta il esaminarli e formulare un progetto di completamento.
perno della concezione strutturale di Liédot, la grande E. Parodi compila Rapporto sulle spese plU ur­
lunetta con la rettore del Genio di Brescia un
caserma e le batterie la conseguente distribuzione a ventagli
o sul ter- genti per la difesa di Rocca d'Anfo. Il Consiglio ��
Sup r ore del Genio appro a con �
deliberazione n. 27 in data 4 febbraio 1860 e il Millistero della Guerra dispone

esecuzione dei lavori. Di due disegni francesi viene eseguita la copia.


la sollec:ita
FT, XXIX - B.
Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio (Roma),
5 Già nel
8
1798 Bonaparte aveva ordinato di fortificare la posizione d'Anfo
La carta di Ignazio Porro, Roma 1986, tav. 1.
che dominava la strada del Tirolo. Opere venezian
e cinquecentesche erano 9 A. Fara (a cura di),
lO
state
distrutte per suo ordine nel 1796. A. Fara, La Spezia, Roma - Bari 1983, p. 32 e n. 7 del catalogo cartografico.
6 Augoyat, Aperçu 1 1 Ibid., 36-44 e nn, 8, 9 del catalogo cartografico.
historique sur les fortifications les ingénieurs et sur le pp.
corps du Génie en France, III, Paris 1864, pp. 597-598. (Roma), FT, XIV -A, 922.
12 Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio

- 114 - - J15 -
GREGORIO ANGELINI

AGRIMENSURA E PRODUZIONE CARTOGRAFICA


NEL REGNO DI NAPOLI IN ETÀ MODERNA
1 . Una cartografia a grande e media scala del territorio riappa­
re nel Mezzogiorno continentale - dopo una lunga eclissi durata per
tutto il Medioevo - nel corso del XVI secolo.
L'assenza di documentazione non dimostra che non vi sia stata
produzione carte geometriche in epoca anteriore, È certo che abbia­
di
no continuato ad esistere collegi pubblici di agrimensori, come quello
dei tavolari eletti dalla città di Napoli l . È tuttavia significativo che
ancora in età aragonese non compaia la figura dell'agrimensore nei pro­
cessi di confinazione tra università, che vengono definiti sul campo dal
giudice e dalle parti con il concorso esperti e anziani; la pramma­
di
tica di Ferdinando d'Aragona del 19 novembre 1467 non prevede la
partecipazione dell'agrimensore alla redazione dei catasti delle universi­
tà 2 , Neppure in contratti, concessioni di terre, inventari documen­ è
tato l'intervento di tecnici delle misurazioni. Non potendo essere del
tutto scomparsa la funzione, si deve pensare che essa si fosse ridotta
a mera pratica senza un preciso riconoscimento di professione autono­
ma o, più probabilmente, che il giudice e il notaio esercitassero com­
piti che una specializzazione successiva avrebbe attribuito all'agrimenso­
re giudiziario,
Anche nel pieno della sua fioritura l'agrimensura meridionale è
solo marginalmente interessata dal progresso dei metodi e delle tecno­
logie indotto dagli studi di astronomia, geodesia e ottica del XVI e
XVII secolo; le applicazioni specifiche alle misurazioni geometriche, dal

1 L' "antichissimo privilegio" della città di Napoli è richiamato dal vicerè mar­
chese di Mondejar nella prammatica data a Napoli il 31 dicembre 1576: cfr. Nuova
collezione delle prammatiche del Regno di Napoli, ed. Ludovico Giustiniani, Napo­
li, Simoniana, 1805, tomo XIV, pramm. II, pp. 218-219.
2 De appretio seu bonorum aestimatione, pramm. I: cfr. Nuova Collezione
cit., tomo II, pp. 269-270.

- 119 -
forma tridentina che determina la canonizzazione di nuove forme docu­
metodo delle triangolazioni all'uso della tavoletta di Praetorius, al per­
mentarie affidate all'agrimensore/cartografo) .
fezionamento del cannocchiale distanziometro vengono adottate solo mol­
to più tardi e per rilievi di particolare importanza. L'uso di tali stru­ L a crescita del contenzioso giurisdizionale comporta l a necessità per
menti, comunque non documentato anteriormente al XIX secolo, è con­ le magistrature di dotarsi di propri corpi tecnici. Viene così riordin�­
.
nesso alla pratica di altre professioni - quella di architetto e ingegne­ to un collegio preesistente, quello dei tavolari del Sacro RegIO ConSI­
re - e rimane estraneo all'esercizio dell'agrimensura. Giuseppe Rosa­ glio; viene istituito l'ufficio dei compassatori della Doga�a. Più in g� ­
ti, agrimensore e studioso di problemi agrari, primo presidente della nerale si assiste al differenziarsi nella � società �u±bana della fIgura del regIO
Società economica di Capitanata, nel Trattato di agrimensura teoretica e agrimensore che esercita la propria attività liberamente in fo:za di un
.
pratica pubblicato nel 1787 limita la strumentazione da usare nei lavori riconoscimento pubblico. Il mestiere si definisce come professlOne Intel­
di rilievo ordinari all'essenziale: lo squadro, il compasso, la bussola, la lettuale (comincia ad essergli connesso il titolo di Il magnifico" ) e a
catena. volte coincide con altre professioni contigue, quella del notaio in par­
Non sembra tuttavia che ciò consenta di dedurre una arretratezza ticolare' si hanno così notai - agrimensori, quasi sempre provenienti dai
'
tecnologica del Mezzogiorno rispetto ad altre aree: nei lavori idraulici, ranghi ecclesiastici 3. Nasce una tradizione familiare, per cui l'esercizio
nella topografia militare, nella progettazione è ampiamente documenta­ della professione si tramanda di padre in figlio 4.
to l'uso coevo delle più aggiornate tecniche di rilevamento; ci pare in­ La complessità della figura professionale dell'agrimensore è data
vece che metodi e strumenti di lavoro (e l'espressione grafica che ne dalla fusione di due ambiti di conoscenza, quello giudirico - del di·
risulta) siano rapportati ad una specificità dell'agrimensura meridionale, ritto civile e soprattutto del diritto feudale e consuetudinario - e
chiamata generalmente a rilevare grandi estensioni di terra a basso ren­ quello tecnico; entrambi si confrontano con i problemi pratici della con�
dimento unitario (boschi, pascoli, seminativi) per le quali sarebbe stato duzione agraria nella pratica dell'estimo dei beni. L'agrimensore non è
eccessivamente dispendioso adottare tecniche di misurazione raffinate. quindi solo un esperto di cui si avvalgano i committenti, ma co� corre
Basti pensare alle divisioni annuali dei pascoli amministrati dalla Dogana alla definizione dei problemi con un proprio autonomo potere tlcono­
delle Pecore, che interessavano quasi 500.000 ettari di terra in Puglia sciuto nell'ordinamento giuridico 5.
e Basilicata, o il rilevamento dei tratturi la cui lunghezza complessiva
era nell'ordine delle migliaia di chilometri. Nonostante ciò non manca­
no nel Settecento esempi cartografici di considerevole qualità e preci­
3 Per la Basilicata citiamo i casi di due canonici della chiesa di Ferrandina:
sione, sia alla scala del territorio comunale che a quella delle singole Angelo Grammatico, molto attivo intorno alla metà del XVII secolo, che nel 16 7 �
proprietà, agevolmente sovrapponibili alla cartografia ufficiale attuale. sottoscrive la platea della certosa di S. Lorenzo di Padula come geometra e n�taz?
La rinascita dell'agrimensura è conseguente, in un'epoca di riorga­ e il regio compassatore Gerardo Zambrella, autore nel 1737 della ?
l�tea dell um­
.
versità di Ferrandina. La coincidenza lascerebbe pensare ad una speClahzzazlone tra­
nizzazione dei poteri, alla grave incertezza dei diritti ereditata dai secoli
smessa nell'ambito del collegio dei canonici. Una più approfondita ricerca potre be p
precedenti e ad una pressoché totale mancanza di conoscenza del terri­ essere condotta negli atti relativi al rilascio delle patenti di compassatore nel fondo
torio che non fosse quella, assai dubbia, affidata alle scritture medieva­ Dogana delle Pecore conservato nell'Archivio di Stato di Foggia e nei registri dell�
li, alla memoria degli anziani o al mero stato di possesso . Concorrono bussola dei tavolari del Sacro Regio Consiglio nell'Archivio di Stato di NapolI.
ad incrementare la committenza di operazioni geometriche sia fattori 4I casi noti sono molto numerosi; per i compassatori della Dogana si veda
economici (dissodamenti, nuovi insediamenti, aumento del valore della il saggio mtroduttivo di Pasquale di Cicco in A. e N. Michele, Atlante delle loca­
terra) sia fattori giuridici (maggiore mobilità dei feudi in condizioni di :dOl1i della Dogana delle pecore di Foggia, Lecce, Capone, s.d. [1985], S.p.

mercato, non determinate cioè da rappresaglie o da altri fatti traumatici, 5 Ciò si verifica in particolare nelle controversie giudiziarie, in cui solo la
che rendono necessarie continue stime; riordinamento degli apparati sta­ richiesta di una seconda revisione della perizia consente che la causa torni al ma­
gistrato cui è affidata: cfr. pramm. 31 dicembre 1576, cito
tuali; riorganizzazione del patrimonio ecclesiastico nell'ambito della ri-

- 121 -
- 120 -
La pm antica IstItuzione pubblica di agrimensori nel Regno è Nel XVII secolo si assistè ad una rapida erosione del privilegio
2.
il Collegio dei tavolari, la cui esistenza non è documentata tuttavia al­ sotto gli attacchi degli architetti addetti al servizio della Corte e de­
lo stato delle conoscenze, anteriormente al 1518 6 . Il Collegio, al uale d gli ingegneri della Camera della Sommaria, cui fu riconosciuto nel 1633
si accedeva per esame 7 vantava il privilegio esclusivo di apprezzare i il diritto di eseguire perizie giudiziarie 11 . Nel 1783 fu infine consenti­
beni burgensatici e feudali in caso di vendita 8, di verificare usurpazio­ to, per limitare il costo dei giudizi, che gli apprezzi dei feudi di valo­
ni, di misurare territori e fabbriche in tutte le liti promosse nei tribu­ re inferiore a 6.000 ducati potessero essere assegnati a semplici agri­
nali napoletani 9. Le perizie dei tavolari avevano pieno valore giuridico mensori 12 .
salvo il ricorso delle parti, in terzo grado, al magistrato. Gli incarichi La cartografia prodotta dai tavolari aderisce strettamente alle esi­
non venivano affidati ad personam ma con un complesso sistema di sor­ genze dei giudizi, in particolare alla definizione delle controversie di con­
lO. fine. Nelle mappe, che spesso riguardano interi territori comunali, ven­
teggio
gono adottate quasi sempre grandi scale per consentirne l'intellegibilità.
Ordinariamente il tavolario traspone sulla carta gli elementi di ricono­
scibilità formale del territorio incontrati in un percorso che segna il
6 Cfr. Documenti per la storia, le arti e le industrie delle province napoletane confine tra i litiganti, riportando le osservazioni prodotte dalle parti e
raccolti e pubblicati per la cura di Gaetano Filangieri, Napoli, tipo dell'Accademia i riferimenti documentari ammessi in giudizio. Il disegno non corrispon�
Reale delle Scienze, 1883-1891, tomi V e VI, passim.
de generalmente a criteri di omogeneità, diventando minuzioso nei pun­
7 Prammatica 31 dicembre 1576, cito
ti controversi, fino ad indicare elementi minimi di riconoscimento (un
8 L'apprezzo è la forma più tipica della produzione documentaria dei tavolari. particolare albero, una grotta, una specchia) per mantenersi vago e som­
Alla stima del valore del feudo concorrono non solo gli elementi quantificabili del­
la rendita (proventi di giurisdizioni, beni immobili, crediti) ma anche la posizione
mario nelle parti che non interessano il giudizio.
topografica dell'abitato, la popolazione, lo stato della viabilità, la distanza da fiere La Pianta de' luoghi controvertiti tra il signor principe di Torella
e mercati, le consuetudini locali, i costumi, l'aspetto e l'attività degli abitanti, l'im­ ed il signor principe di Melfi nelle loro rispettive terre di Atella e S.
pianto urbanistico, la condizione delle abitazioni, degli edifici pubblici e di culto,
Fele in provincia di Basilicata (Fig. 1), redatta dagli ingegneri Gabriele
l'assetto colturale e produttivo del territorio. L' apprezzo diviene quindi una descri­
zione, se pur sommaria, degli aspetti salienti della vita urbana, apparentemente estra­ Preziosi e Tommaso Pinto per incarico del Sacro Regio Consiglio nel
nei alla stima in senso stretto, in realtà componenti di una valutazione del presti­ 1750 è espressione di buon livello di questo modello documentario. Il
gio connesso con l'esercizio del potere feudale. rilievo, alla scala 1 : 23000 circa, è eccezionalmente ricco di elementi to­
9 Pramm. 31 dicembre 1576, cito pografici (idrografia, viabilità, insediamenti abitativi e fortificazioni) e
10 La prammatica del vicerè duca d'Alba data a Napoli il 7 luglio 1628 re­ toponomatisici. L'intelligenza della carta è facilitata da una legenda in
golamentò, ad istanza della città di Napoli, il sistema della bussola. Venne vietato ben sessanta punti e, more solito, da una analitica relazione (Spiega del­
ai funzionari dei tribunali di affidare incarichi ai tavolari. La richiesta dell'apprez­ la pianta) sull'itinerario percorso, divisa in giornate di cammino. Insoli-
zo veniva trasmessa ad un tavolario di turno che a sua volta la consegnava al con­
_

servatore della bussola; questi disponeva in due urne i nominativi dei tavolari e
le perizie da assegnare, procedendo per estrazione successiva agli abbinamenti e ri­
portandoli su appositi registri (registri della bussola), conservati presso il segretario tizioni chiedendo il rispetto del sorteggio, fino a minacciare la denuncia degli inos­
del Sacro Regio Consiglio e distinti per materia: uno per gli apprezzi dei feudi, servanti. Nel 1738 infine, per far cessare i disordini, Carlo di Borbone dispose con
uno per quelli dei territori (confinazioni), uno per i beni siti in Napoli. I tavolari la prammatica De ordine et forma iudiciorum che la bussola si tenesse in casa e
avevano tuttavia facoltà di accettare commissioni dalle parti per proprio conto qua" alla presenza del presidente del Sacro Regio Consiglio: cfr. Nuova collezione cit.,
lara non fosse in corso un giudizio (abstjue figura iudicii): cfr. Nuova collezione tomo XIV, p. 252 e sgg.
cit., tomo XIV, pramm. VI, pp. 233-235. Il sistema della bussola dette luogo ad
11 Nuova collezione ciL, tomo XIV, pp. 247-252.
abusi e contrasti: nel 1633 otto dei nove tavolari in servizio ne chiesero l'aboli·
zione, ma negli anni successivi (1642, 1664, 1672) alcuni di essi presentarono pe· 12 Pramm. De ordine et forma iudiciorum ci1., p. 252.

- 122 - - 123 -
tamente (è l'unico caso riscontrato negli archivi pugliesi e lucani) la
Il reclutamento del personale avviene soprattutto nelle aree inte­
mappa venne riprodotta a stampa con la tecnica della xilografia 13.
ressate al regime doganale: circa il 30% dei compassatori proviene dal­
Sotto il profilo tecnico il tavolario solo sporadicamente si avvale la Basilicata; il 25% dalla Capitanata; il 20% dai tre Abruzzi; il 10%
di procedure di rilievo topografico complesse. Il tipo più comune è la dalI Terra di Bari. Nel mestiere tendono a d affermarsi tradizioni fami­
pi�nt� ostensiva che mostra semplicemente la successione dei punti esaM liari e soprattutto locali: Vasto in Abruzzo Citra, Capracotta in Moli­
mlnatI e accenna ad orografia ed idrografia; spesso non è esplicitata la se, Foggia in Capitanata, Matera, Pisticci e Bernalda in Basilicata sono
scala delle raffigurazioni in modo da consentire un rilievo in itinere centri da cui proviene il maggìot numero - di compassatori 16 .
lungo le linee perimetrali limitato alla misurazione delle distanze tra i
La produzione cartografica è connessa a tre compiti istituzionali:
punti successivamente esaminati senza far ricorso a triangolazioni.
la conservazione delle vie armentizie (il sistema di tratturi, tratturelli,
Dal punto di vista delle ricerche di topografia storica tuttavia gue­
bracci e riposi); la soluzione di controversie di confine e di giurisdizio­

s e �art: assumono un'importanza facilmente intuibile, in particolare per
, ne connesse all' industria delle pecore; la suddivisione del Tavoliere tra
I IndIcazIOne della rete viaria, di luoghi fortificati, edifici rurali cap­
pelle, toponimi, assetto colturale. Nelle carte e nelle relazioni �he le
le locazioni e l'attribuzione dei pascoli ai proprietari di greggi (Iocati).
Alcune carte riguardano misurazioni di proprietà ecclesiastiche anche fuo­
:
ac om?agnano vi�ne riassunta ° riportata testualmente una grande quanM
.
� .
tIt� I documentI dI carattere diplomatico, fiscale, amministrativo, giuM
.
ri dalla competenza della Dogana 17.

dIZ1ano, che costituiscono un sistematico repertorio di fonti. La carto­


grafia consiste quindi in vere e proprie carte storiche della formazione
di Venosa che ottengono la patente nel 1774 (Archivio di Stato di Foggia, Doga­
del territorio comunale in età feudale.
na, I serie, fascicoli 12093 e 12094).
16 I dati sono elaborati sulla base della documentazione relativa al rilascio
3. L'altra grande esperienza di studio del territorio in età moder­
delle patenti di compassatore dal 1676. Dei 304 incartamenti che costituiscono la
na si svolge nell'ambito della Dogana della Mena delle Pecore di Pu­ sottoserie solo tre sono antecedenti a quella data: 1628, 1649, 1651 (Archivio di
glia, la ma�istratura ordinata, nella forma che sostanzialmente permane Stato di Foggia, Dogana, I serie, fascicoli 1 1973 - 12276).
.
fInO al penodo napoleonico, da Alfonso I d'Aragona con il privilegio 17 Negli ordini spediti dal consigliere della Dogana Ferdinando Monsorio ai
,
dell 1 agosto 1447. Il suo archivio, conservato nell'Archivio di Stato compassatore Donatello De Mei Porticella il 6 maggio 1604 si legge: « Dovendo noi
di Foggia, costituisce la fonte più interessante e organica per la storia come già ci sta incaricato tener cura particolare del servizio delle chiese e luoghi
pii per la resulta del servizio di N. S. Dio. Però avendoci fatto insistenza il reve­
dell'agrimensura meridionale. Cartografia doganale, acquisita successiva­
rendo priore di S. Nicola di Bari, che si compIe di far compassare, e misurare [ . . . ]
mente, è presente negli archivi pugliesi, abruzzesi, lucani.
il feudo nuncupato il Canale di Gioia [ . . . ]. Per tanto vi dicemo, comandemo et
I compassatori della Dogana non fanno parte del personale della ordiniamo che vi dobbiate conferire in detto feudo [ . . . ] e farete il vero e giusto
. compasso e misura del feudo predetto, con fare di quello chiara, veridica e distinta
magIstratura ma sono agrimensori autorizzati con patente del doganiero
distinzione facendone anco la pianta con le sue linee, confini e dritture, quale poi
e posti al suo servizio 14; di norma l'autorizzazione viene rilasciata in
porterete, o manderete in poter nostro insieme colla presente, acciò si possa con­
servare nell'archivio di questo tribunale per futura cautela ». La pergamena conte·
seguito ad esame, ma in diversi casi viene preso in considerazione il
semplice esercizio delIa professione svolto per lungo tempo 15. nente la planimetria rilasciata al capitolo della basilica di S. Nicola, venne allegata
agli atti di una controversia demaniale con i coloni stanziati sul territorio (Archivio
di Stato di Bari, Atti demaniali, b. 43, fase. 570); nell'archivio della Dogana è tut·
tora conservato !'incartamento con l'originale su carta della medesima mappa. Il
13 Archivio di Stato di Potenza, Intendenza di Basilicata, b. 561, fase. 121. confronto tra i due esemplari consente di capire il perché di una apparente mode­
14 Cfr. P. Di Cieco in A . e N. Michele, Atlante delle locazioni cit., S.p. stia della qualità grafica di gran parte delle tavole conservate nell'archivio della
Dogana, consistenti in schizzi a penna su carta bambagina. Nella redazione dell'ori�
15 È il caso, ad esempio, degli agrimensori Vito Montesano e Giuseppe Pinto
ginale da conservarsi agli atti infatti non si adottavano né particolari accorgimenti

- 124 -
- 125 -
La peculiarità dell'istituzione doganale determina la formazione di AI di là della ricchezza di indicazioni topografiche questo model­
una originale scuola di agrimensura con una identità culturale ben ri­ lo cartografico sembra anticipare per alcuni aspetti una cartografia cata�
conoscibile 18 ; del resto la Dogana crea anche un proprio glossario lega­ stale che il regno di Napoli non ebbe mai, almeno in forma omogenea
to al regime della transumanza e adotta un proprio sistema metrico. e organica, nell'individuazione del territorio comunale come sede in cui
si configurano i diritti sulla terra (Tav. III).
L'espressione cartografica del lavoro degli agrimensori doganali, pa­
ragonati nella letteratura settecentesca agli agrimensori egiziani per la
cadenza annuale delle misurazioni e ridivisioni delle terre 19 , tende a con­ 4. AI di fuori delle magistrature dello Stato principali committen­
servare le proprie forme e a canonizzarle: le verifiche e reintegre dei ti di operazioni geometriche sono gli ordini privilegiati, chiesa e baro­
tratturi danno luogo a carte e ad atlanti che, dal 1574 al 1875 (settan­ ni. Negli archivi feudali e delle università erano comunemente conser­
ta anni dopo la soppressione dell'istituto) riflettono un medesimo modello. vate le mappe dei fondi burgensatici e demaniali pertinenti alla signo­
ria o alla comunità, sovente raccolte in atlanti denominati platee. Tale
L'agrimensura doganale, nel suo complesso, produce carte temati­
che dei vincoli giuridici; da essa emerge quindi l'immagine più imme­ forma documentaria viene mutuata da quella in uso presso gli enti ec­
clesiastici 21. La consuetudine di tenere inventari legali dei beni, delle
diata dell'antico regime del territorio. Esemplare la pergamena di gran­
giurisdizioni e dei crediti è antichissima, ma la forma in cui è redatta
de formato in cui è raffigurato il territorio di Corato, in Terra di Bari,
disegnata dai compassatori Giuseppe Cuoci, Francesco Antonio Zizzi e la quasi totalità delle platee ecclesiastiche pervenute fino a noi è quel­
la fissata nel XVI secolo nell'ambito del riordinamento delle strutture
Ignazio Romito nel 1753 (Tavv. I - II). Il territorio comunale è diffe­
e della conduzione del patrimonio della Chiesa (Tav. IV). La validità erga
renziato secondo la natura giuridica delle sue parti: intorno all'abitato
il ristretto riserbato (colture legnose) e il ristretto erboso che rappre­ omnes della platea costituisce la garanzia giuridica contro le usurpazio­
sentano le proprietà libere, le vigne in demanio (terre dissodate da co­ ni e il rifiuto di pagare le prestazioni, fenomeni che nel XVIII secolo
loni), alcuni piccoli demani aperti; quindi la linea del tratturo regio al assumono la dimensione di una erosione capillare e generalizzata.
di là del quale si estendono i vasti demani murgiani, divisi in demani Nell'inventariazione l'agrimensore, c�e è sempre un libero profes­
aperti (su cui si esercitano i diritti della Dogana e in cui la produzio­ sionista o un ecclesiastico autorizzato all'esercizio, ha una posizione subor­
ne è organizzata sulla base di masserie armentizie) ; parate feudali (re­ dinata poiché è l'intervento di un notaio che conferisce al documento
cintate nel periodo della fida per l'affitto del pascolo delle ghiande), valore giuridico; tuttavia le operazioni geometriche ne costituiscono la
demani dell'università (bosco e difesa) 20. sostanza e a volte non sono limitate alle semplici misurazioni e riduzio­
DI In scala, ma contengono anche ipotesi per una più razionale condu­
zione delle terre : impianto di masserie, ridefinizione dei contratti, de-
grafici (coloritura, cura della scrittura e della simbologia, omamenti) né supporti
nobili come la pergamena, a differenza delle copie rilasciate agli interessati e di
alcune carte di particolare rilievo o per le quali era necessario confermare il valore
giuridico. Tale procedura sembra rientrare in una consuetudine di cancelleria.
blicata da P. Macry in Storia d'Italia, Torino 1976, VI, pp. 617-620, nonché nel ca­
18 Usiamo il termine "scuola" non in relazione a forme organizzate di trasmis­ talogo dell'Archivio di Stato di Bari La cartografia storica nelle fonti documentarie,
sione delle conoscenze teoriche e tecniche, ma piuttosto ad una consuetudine pra­ a cura di G. Angelini e G. Carlone, Molfetta 1981.
tica che porta all'affermarsi di modelli peculiari di studio del territorio e alla con­ 2 1 A differenza della generalità degli inventari di enti ecclesiastici nelle pla­
seguente elaborazione di forme documentarie.
tee di feudi e università non abbiamo riscontrato l'osservanza di particolari norme
19 Cfr. G. Rosati, Gli elementi dell'agrimensura teoretica e pratica, Napoli, e procedure che conferiscano valore giuridico ai documenti; sembra quindi che essi
fr. Raimondi, 1787, pp. I - II. esprimano più l'interesse al buon ordine e alla cura dell'amministrazione che non
20 . Archivio di Stato di Bari, Atti demaniali, b. 36. La carta di Corato è pub- l'esigenza di conservare dei validi titoli di possesso.

- 126 - - 127 -
stinazione colturale 22. Sotto questo aspetto l'agrimensore è chiamato a
giuridici, ereditano anche quello preesistente, spesso secolare, tra le uni­
versità e i titolari dei diritti feudali 24.
compiere uno sforzo progettuale che richiede la conoscenza e lo studio
del territorio e di quelle che potremmo oggi definire le sue vocazioni.
Il bisogno di conoscere la topografia giuridica del regno non può
Questi elementi sono verificabili in particolare nei cabrei dell' Ordine
essere soddisfatto dalla pur pregevole cartografia militare esistente. Non
Gerosolimitano, conformi ad uno schema normativa più complesso fis­
a caso nelle pieghe delle normative relative al catasto e soprattutto ai
sato negli statuti a metà del XVI secolo dal gran maestro de la Sen­
demani comunali si può riscontrare il tentativo di realizzare in modo
gle 23 e al particolare status di cui l'ordine godeva nel Regno di Napoli
surrettizio quella cartografia generale - a grande- e media scala che lo Sta­
(Tav. V) .
to non era in grado di promuovere, ad esempio con l'obbligo - per
altro largamente disatteso - ai comuni di far redigere da un agrimen­
5. La tradizione agrimensoria di studio dei territorio sedimenta­ sore la pianta geometrica del territorio comunale 25 . Ancora al tramon­
tasi nei tre secoli precedenti viene assimilata e trasformata nell'Otto­ to del governo borbonico rimarrà senza esito il progetto di redazione
cento in conseguenza delle riforme napoleoniche. delle mappe catastali promosso da Benedetto Marzolla, morto nel 1 858
La legislazione di quel periodo, recepita a sua volta negli ordina­ dopo aver lasciato nei fogli del comune di Castellammare di Stabia l'uni­
menti della Restaurazione, porta alla ridefinizione delle funzioni e de­ ca testimonianza grafica di quell'idea 26 .
gli strumenti amministrativi e giudiziari dello Stato chiamati ad essere Per la definizione del contenzioso demaniale la Commissione feu-
soggetti della liquidazione delle persistenze del regime feudale, della re­
visione del regime dei suoli, del censimento generale delle proprietà e
24 La complessità dei problemi giuridici che sorsero nell'applicazione della leg­
della rendita. La cartografia prodotta dagli agrimensori, cui si affianca­
ge 2 agosto 1806 è insita nei limiti che la stessa norma pose alla eversione della
no con una presenza sempre più sensibile nelle operazioni di maggior
feudalità, soprattutto su due questioni cruciali: la conservazione delle prestazioni ter­
portata gli architetti, diviene uno strumento prevalentemente progettua­ ritoriali (decime, terraggi, etc.) a favore degli ex baroni e l'attribuzione alle comu­
le di governo del territorio, sintesi dell'attuazione materiale delle nuo­ nità di una parte soltanto dei demani feudali, corrispondente al valore degli usi
ve leggi. civici e delle promiscuità aboliti. L'ambiguità ,della legge comportò tra l'altro che
nei giudizi le parti dovessero ricorrere, per dimostrare la particolare natura dei
I due momenti più importanti di intervento dello Stato si verifi­
diritti vantati, a documentazione dell'epoca precedente. Ciò spiega perché negli ar­
cano con l'abolizione della feudalità, strettamente legata alla ripartizio­ chivi demaniali si andassero a raccogliere documenti non solo cartografici, ma an­
ne dei demani, e con l'impianto e le successive rettifiche del catasto prov­ che di natura diplomatica, fiscale, contabile, giudiziaria provenienti dagli archivi
visorio. degli ex baroni, dei comuni, degli enti ecclesiastici, delle magistrature dell'antico
regime che avevano dibattuto cause di giurisdizione o di confine.
La legislazione napoleonica, nel segnare la frattura col passato re­
25 « I commessari, eseguita interamente la divisione, disporranno che il sin­
gime, deve recuperarne i livelli di conoscenza e di studio del territorio.
daco del comune fra un determinato tempo debba far levare da un perito agrimen­
Le nuove magistrature, la Commissione feudale in primo luogo, oltre a sore la pianta di tutto il tenimento del comune dove si esegue la divisione; e vi
definire il contenzioso che nasce dalla applicazione dei nuovi principi faranno indicare il demanio che vi sarà stato diviso [ . . ] ; le parti del demanio che
.

restano indivise come boschi, pendii di montagne, ripe di fiumi, di porti, terre inon­
date e simili; e le parti del rimanente territorio, colla indicazione dei diversi generi
di coltura a' quali è addetto. [ .J Questa pianta, quando sarà passata nelle loro
. .

22 Un caso esemplare è il cabreo del Baliaggio di Santo Stefano (Fasano) del­


mani, la rimetteranno separatamente al Ministro dell'Interno » (Istruzioni da se­
l'Ordine Gerosolimitano, redatto nel 1777 (Archivio di Stato di Bari Intendenza guirsi da' commissari incaricati per la divisione de' demani, approvate con decreto
' de' 10 marzo 1810, in P. Peritti, Repertorio amministrativo del Regno delle Due
di Terra di Bari, Demani dello Stato, b. 29, fase. 439).
Sicilie, Napoli, tipo Sautto, 1856 (6a ed.), voI. I, p. 646.
23 Cfr. Codice del Sacro Militare Ordine Gerosolimitano, Malta, 1782, tito­
26 Cfr. Cartografia napoletana dal 1781 al 1889, a cura di G. Alisio e V. Va­
lo XIV.
lerio, Napoli 1983, pp. 156-157. Cfr. anche B. Marzolla, Sulle carte geometricbe dei

- 128 -
- 129 -
dale prima, i commissari ripartito
ri e gli intendenti poi, devono
lato r�cu?�rare la cartografia prec da un legge che ne prescrisse l'impianto 29 . Pur non dando luogo ad una car­
!�
o : g1UrIdl�O, dali )�ltro promuove
edente cui può essere attribuit
o va­ tografia del catasto, tuttavia, è ampiamente documentata una cartogra­
�� .

1Vldu�re l emaill ( Flg. 2), ricon
.
re estese rilevazioni geometriche
oscere le colonie che vi si eran
per fia per il catasto, frutto di una estesa rilevazione topografica, al livello
llit� , npartl, �I� tra glI ex baroni
. . o sta- del territorio comunale nel suo insieme e delle singole particelle. La
e i comuni, suddividere in quot
parti colti.vabilI assegnate ai com e le cartografia catastale del Mezzogiorno è poco nota anche perché è col­
uni (Tav . VI) , stab·l· .
1 Ife 1 con f·
1m· co-
muna1"1 (Fig. 3), verI.fIca
. legata non ai registri, ma ai lavori di impianto e di rettifica documen­
re le usurpazioni.

tati negli archivi delle intendenze e degli uffici finanziari.
� :�
Si viene quindi raccogliendo nell'
archivio della Commissione feu­
a - andato pressoché interamente L'agrimensore è chiamato a due compiti principali: la suddivisio­
perduto nell' incendio appiccato
a � truppe tedesche nel 1943
vmclah u�a vera e p �opri� selez
- e negli archivi delle intendenze
pro­
ne del territorio comunale in sezioni prima, la verifica delle proprietà
ione di studi di agrimensura dei principali e di quelle di cui viene disposta la rettifica poi. I tecnici
precedentI che costitUIs. secoli
ce, Insieme con gli atti delle corp entrano dal 1817 a far parte delle commissioni comunali e possono av­
orazioni religio­
se s o�presseJ l �rincipale fonte
� valersi di indicatori ed esperti nella misura dei fondi e nella descrizio­
cartografica dell'antico regime negl
.
archIVI . i ex
provlllCla h del Mezzogiorno. ne e stima delle case 30,
La fase di individuazione delle sezioni catastali, completata per tut­
6.
Anche la normativa relativa all'im
pianto del catasto napoleo­ tI 1 comuni nel 1807, produce una cartografia schematica, in cui sono
nico fonda alcun operazioni �
;� �
nto della ren 1ta convenzionale
(stima delle maggiori proprietà
, stabili�
per le diverse colture) sullo stud
sommariamente indicati i confini comunali, le strade che delimitano le
sezioni e rari elementi di riferimento. Solo in rari casi in cui vi è una
io
.
e � � �
docu ent zlOne preesistente
e in particolare sulla cartografia an� lunga tradizione di studi locali, come nel caso di Venosa, questa carto­

tlca 7 , Nell 1! planto del catasto
tuttavia ha un'importanza preponde grafia va oltre il fine immediato, riuscendo a riassumere i caratteri fon­
te, per la p nma volta, il concetto ran�
. moderno di economia comunale damentali del territorio comunale (Fig. 4) . La rettifica delle particel­
quale sono Improntate le relazioni ' al
, delle commissioni censuarie 28 le comporta operazioni geometriche vere e proprie e la cartografia che
E noto che ii catasto napo '
geometrico, non fu tale; di qui
letano, pur ambendo essere un
catasto �
ne risulta, costruita con la stessa cultur delle pagine catastali, registra
la denominazione di provvisorio le colture con la relativa estensione, le strade, le unità edilizie rurali.
nella

;r
c�mun� da er re �i �ase alla statistica gener
7 , Con il catasto e con la soppressione delle corporazioni religio�
;
�:s� �ttva e � �eftntt. tvo .c�tasto de' reali dominii conticostr
ale, alla uzione della carta ammi­ se può dirsi conclusa una lunga stagione di studi di cui è stato pro­
tC! te, Napol1, tipo del mImstero dell'Interno, nentali del Regno delle Due tagonista l'agrimensore. La vecchia figura dell'agrimensore assume un
1854.
27 R. decreto 4 aprile 1809 art ruolo subalterno nei grandi interventi di governo del territorio, ma an�
. 4 : « Essa [ commISSIOn
. .
� '
d'Ir t te] SI. occuperà d:lla formazion e delle contribuzioni
� .

e di un catasto provvisorio del

�:�
f cilitar questo lavo o Il Mi�istro Regno
.

sldente della Commls IOn: gh antic
delle Finanze farà porre a dispo
sizione de i
� �
me te che glI. ele chl, pIante, carte
hi catasti delle province o delle
comuni eg al­ �
�; �
, stati di sezioni, matrici di ruolo
� �
altr docu e tl. attI d istrui e il �Governo della estensione delle prop

e t tti li

29 La redazione dei catasti provvisori venne avviata con il R. D. 9 ottobre
e le istruzioni ministeriali 22 ottobre 1809; nello stesso anno i RR. DD . 4 aprile
.
pro otto, e a materIa Impombile . ri tà, del lo o
e della proporzione della contribuzi
28 Cfr. G. Angelini,
one fondiaria »
e 12 agosto e le istruzioni ministeriali 4 ottobre avevano o�dinato la rettifica ge­

:
G. Carlone, Puglia: i confini, l'acq
1984 pp. 5�-68. Sono pubblicate le relazioni ua' le colture Lecc
delle commissioni dei comuni ' di
� nerale degli stati di sezione e delle matrici di ruolo. Per una edizione ragionata
sceglIe, Tram, Valenzano (Archivio Bi- delle normative catastali preurutarie delle Due Sicilie, si veda L Tranchini, Ma­
di Stato di Bari)' Celle San V't
Marco la Catola (Archivio di Stato
di Foggia).
' l o, Faeto, San nuale della contribuzione fondiaria, Napoli, Stamperia nazionale, 1860.
30 R. D. lO giugno 1817, art. 22.

- 130. -
- 131 -
EDOARDO GRENDI
che nel più limitato ambito delle pem!e giudiziarie, affidate in misura
crescente ad architetti. È proprio la penna di un architetto, Felice Ra­
villion, a riassumere efficacemente in una digressione nel testo di una
relazione di perizia, iI senso di una divaricazione tra i due mestieri or­
mai ampiamente affermatasi a metà del XIX secolo: « La classe degli
agrimensori viene comunemente impiegata a rilevare piante di fondi
privati, e per le di cui relative operazioni basta aver conoscenza della
tavoletta pretoriana, della bussola di rilievo, del grafometro e dello
squadro agrimensorio, dappoiché le piante de' comuni, de' distretti, e
delle province, e per le quali altri strumenti richiedonsi, ad ufficiali ci­ LA PRATICA DEI CONFINI FRA COMUNITÀ
vili o militari si affidano, od a speciali architetti ». Lo stesso architet­
E STATI : IL CONTESTO POLITICO DELLA
to, più avanti, impietosamente dà un quadro del decadimento in cui
CARTOGRAFIA
il mestiere di agrimensore era caduto: « Con la pace de' buoni, e de­
gl'istruiti, che pur molti ve ne sono, il più di essi è gente villana, che
dall'apprezzo del cavolo e della rapa usurpando un nome a loro non
conveniente per poche pratiche regole il cielo sa come malamente ap­
prese, sia che vantino un antico esercizio, sia per qualsiasi altro mezzo
ottengono pubbliche autorizzazioni per intitolarsi agrimensori, e per eser­
citarne le funzioni. Che se per poco i nostri misura tori e valutatori di
campagna possedessero tutte le cognizioni che dovrebbero avere, non
si contenterebbero del modesto nome che li fregia, ma subito a quello
di architetto o di ingegnere agognerebbero, poiché per colmo di sciagu­
ra molti di questi ultimi non hanno le cognizioni che un agrimensore
dovrebbe avere, comunque elementari esse fossero. Varie volte, nell'eser­
cizio della nostra professione, siamo stati affiancati da sedicenti agri­
mensori, de' quali vari appena vergavano la propria firma, altri non sa­
pevano leggere, e di uno ci ricordiamo che soleva sottoscriversi regio
arcimedoro volendo dire regio agrimensore » 31 .
Al di là delle colorite espressioni, la polemica sulla professionalità
è specchio della crisi di un mestiere non più adeguato alle esigenze di
governo del territorio. La ripresa di una funzione primaria dell' agrimen­
sore/ geometra si avrà a fine secolo con i lavori del catasto geometri­
co, ma si fonderà su una nuova cultura professionale in cui la specifi­
cità dell'agrimensura napoletana non avrà ragione di conservarsi.

3 1 Archivio di Stato di Lecce, Tribunale civile, Perizie, a. 1851, riportato in


G. Angelini e G. CarIone, Puglia: i confini, l'acqua, le colture cit . , p. 14.

- 132 -
La cartografia è spesso pens�ta come _u�a scienza grafica in evo­
_

luzione rivolta a una sempre migliore conoscenza e rappresentazione del­


lo spazio, opera di specialisti inquadrati dallo Stato. In realtà a mio
avviso sono proprio i nessi fra conoscenza e rappresentazione e più in ge­
nerale le funzioni della carta che postulano una serie di discontinuità,
legate ai modelli rappresentativi e a una conoscenZa che non possiamo
non pensare come forma di comunicazione fra agenti diversi. Nella si­
tuaziQne di ancien régime il /I contesto politico" della cartografia risulta
così assai complesso. Quanto segue vale come illustrazione di questa
complessità in cui la periferia, coerentemente con una situazione Ge­
meinschaft, non è affatto passiva, ma è coinvolta in un flusso di co­
municazioni col centro, del quale le carte sono un elemento. Ne risulta
una specifica situazione culturale che va esaminata a livelli diversi. Di­
ciamo che il paradigma accennato all'inizio corrisponde a quello più con"
sueto della storia amministrativa, concepita come un germe di raziona­
lità che si sviluppa dal centro e si impone a una periferia assunta co­
me puramente ricettiva.

1. Nell'estate del 1737 Matteo Vinzoni, accompagnato da alcuni


lIindicanti" contadini di Almo, incontra minacciosi i contadini di Ca­
prauna con pale, zappe e armi. Così egli descrive la scena: « Vedendo
io in poca distanza dal detto colle due paletti con carta sopra riconob·
bi che vi erano stati ingegneri a prender la pianta . . , Si fece avanti un
di Caprauna con sgridare che si avvertisse bene a toccare quello del suo
Re; io con quiete gli risposi se quei signori (come vedevo) che vi era�
no stati pochi giorni prima avevano portato via alcuna di quelle mon­
tagne o altri siti, o se le avevano lasciate nel stesso essere, e non du­
bitasse che così avrei fatto io ». E si pose a tracciare il tipo « non più
dimostrativo ma geometrico con tutte le sue misure, ubicazioni, ricogni­
zioni di termini » l.

l Archivio di Stato di Genova (A.S.G.) Archivio Segreto, 223.

- 135 -
pagamen­
Le rivalità fra Almo e Caprauna, passata sotto il controllo dei Sa­ denunce, testimonianze e processi conseguenti alla vertenza. II
la manu­
voia nel 1736, duravano da almeno quattro secoli, oggetto i territori to di imposte o diritti feudali legati al possesso della terra,
di un merca to, la costru zlOne
di Campidalmo e i prati della Guardia: lo humour del Vinzoni, che tenzione di una strada, la consuetudine
giurisd izione /I in loco",
esprime la deontologia dei cartografo, gli consentì dunque una rileva­ di una forca sono tutte azioni che implicano
torità dei
zione cui implicitamente si era obiettato in nome del principio di sovra­ cosl come il pagamento di pedaggio e il riconoscimento dell'au
ità.
nità (<< non tocchi i paletti del suo re »). I capraunesi finiscono col non mestrali. La giurisdizione è il diritto possessorio della comun
- - ri­
opporsi: il rituale diplomatico prevedeva infatti redazioni del tipo dal­ Ne segue che l'esplosione dei conflitto crea l'occasione per una
ità,
le due parti e poi la verifica congiunta sul campo, gli ingegneri seguiti velazione drammatica delle strutture sociali e politiche della comun
ale affinch é ciascu no, incluso il
dal codazzo di informanti e maggiorenti della comunità, disputanti sui conseguente alla forte pressione cultur
o") si adeg i allo. s che­
toponimi e sui segni dei vecchi termini fisici. La scena evocata ci of­ podestà (cioè il rappresentante locale del "centr � . ­
fre quindi alcuni elementi di una caratteristica disputa confinaria di an­ ma delle attese collett ive. Il paradigma è quello della contm ua VIgilan
Rolandi
tico regime, una disputa che nel caso coinvolge due stati, è per usare za attiva in difesa del possesso ed è ben espresso da quel G.B.
cio­
un neologismo disputa di frontiera. L'antinomia fra i due termini con­ di Almo che, danneggiato nei suoi stessi beni dai capraunesi, aveva
nel mante nere il posses so del
fine/frontiera esprime del resto l'antinomia fra comunità e stato. Di nonostante insistito con le armi alla mano
la vita nelle contin ue
fatto il ruolo rispettivo della periferia e del centro (usiamo questi ter­ territorio « continuamente a pericolo di perder
prend ere per
mini più neutri) può esser valutato seguendo da vicino la cronaca di fazioni che come capo della villa è stato obbligato d'intra
comuni­
un conflitto. L'analisi della controversia fra i due feudi imperiali di conservare e mantenere il pacifico e inveterato possesso della
accanto agli
Mioglia e Sassello fra il 1715 e il 1745 ci permette di sviluppare una tà » 3. Nella retorica del patriottismo comunitario ci sono
serie di considerazioni 2 . eroi anche i traditori: un'accusa che trova tutta la sua pesant ezza quan­
due stati: non a caso
L'iniziativa del conflitto, più spesso della ripresa di un vecchio con­ do attraverso le comunità in lotta sono coinvolti
testim onianz e
flitto, è sempre un' iniziativa delle comunità: sembra esserci un' attiva l'occasione in cui i conflitti intercomunitari producono le
onianz e
minoranza più radicalmente impegnata in relazione al significato della più ampie. Il contenzioso alimenta infàtti una serie di testim
annov erati le invest iture, gli accor­
risorsa contesa, spesso una comunaglia la cui fruizione è senza dubbio orali e scritte. Fra le seconde vanno
te, gli atti notari li. Del re­
essenziale per i ceti meno abbienti. L'azione collettiva si esprime in di arbitrali precedenti, le donazioni, le carata
violaz ioni e le vio�
una serie di pratiche e contropratiche che postulano un gioco serrato di sto la trascrizione delle testimonianze è continua; le
del po­
iniziative e di risposte. Innanzitutto ci sono le iniziative di raccogliere lenze producono registrazioni di testimonianze; le stesse visite
usi, tra­
i frutti che rappresentano sfide più nette e sostanziali che non il far destà sono registrate come atti possessori; le testimonianze su
lmente pro­
es�­
foglie, legna e carbone per uso o il pascolare - pratiche che sono spes­ dizioni e lo stesso " animus" dei conten denti, ritenu te specia
fedelm ente trascr itte ed
so consentite entro accordi di reciprocità. Le azioni dirette conseguenti, banti quando si tratta di "neutrali", sono
le valore : nel test!­
le risposte necessarie, implicano la rottura delle sementi, la resistenza bite. Soprattutto la parola degli anziani ha uno specia
armata, la cattura di animali e persone previa richiesta di licenza per moniare la memoria dei termini di confine e degli usi.
rappresaglia. Questo comporta un coinvolgimento ufficiale della comu­ In effetti la trascrizione sistematica riflette la fondamentale "coe­
nità, del suo "governo" evidente altresÌ in tutte le altre questioni che renza" della comunità sulla questione dei confini: la memoria viva ali­
implicano la giurisdizione. Si va cosÌ dall'azione di guardie campestri a menta gli archivi. Non sembra esserci cosÌ una gerarchia delle testimo-

2 Si veda il mio Pratica dei confini / Mioglia contro Sassello 1 7 1 5 - 45, in


« Quaderni Storici », 63. 3 A.S.G., Archivio Segreto, 223.

� 136 �
� 137 �

nian e. In una società ad
alfabetizzazione limitata il
.. . valore di d"lffio-
straZlOne � .

T1conos uto alla parola com
e alI'azione e al documento.
commesso un crimine, passato il termine « SI e m salvo ». Una magia

contr verSla ha COSI una SU
�� ttualità e una sua profond
La che può esser spiegata solo con riferimento al mutamento del principe:
ità storica : le « Territorio è dove comanda ». Così nel 1557, assai delicatamente in·
vecchIe pergamene sono legI
ttimanti come le pratiche "
. e le acqUIesce n-
ze - tutte pro ducano Il vero, una compagnia di ballo, per rispetto al lutto degli Spinola di Ron­
diritto comunitario. Per qua
1'I
nto diverse pos­ co che hanno perduto un familiare, si sposta di qualche centinaio di
sano esserne le enfaSI' "d"IScorso " e, veramente com
une . La disputa po-
teva naturalmente receclere o . .. . metri in territorio di Fiacone e riprende a ballare fino a notte 5.
. . plU spesso cOlnvoIgere prin
cipi e giurisdi-
210m. Del resto la proposta
arbitrale non aveva necessar Indubbiamente la conoscenza dettagliata dei confini non era uni­

t re assoluto. P r ata com �: unque a livello diplomatico
iamente carat­
forme e alcuni gruppi come mulattieri e pastori, ma anche legnaioli e
. la dis uta
� �

:
tIsorta nella speclf1c sltu
��
azione dei rapporti fra com ' carbonari, potevano averne una nozione più precisa di altri. La lettura
, unità limi ofe r
bI �
ass r 1ta entro tempI esterni,
radicalmente diversi da que immaginaria dei confini che seguiva segni naturali raccordati da termi·
� lli locali
��
cat1 l una non ben definita '
sospensiva. In queste occa ni fisici di più pietre disposte in modo da indicarne l'orientamento,
� gla . sioni il po ­
sta, protagomsta della giurisdiz
. ione comunitaria attraverso " era resa confusa dalla più o meno volontaria babele toponomica: una roc­
" " Ie sue n-
tuah e penod"IChe VISI " te dei confini, diventa
lo strumento del centro ca, un bosco, un torrente potevano essere diversamente nominati dal­
.
e delle Istanze centrali di le comunità confinanti. Costretto a lavorare sul campo in cerca di pre­
controllo e manipolazione. ' un caso
Non e

mun ue ehe Ia Repubblica
si serva all'occasione di com
co·
cisioni, il cartografo non può prescindere dagli informanti: l'accordo con
. . miss ari, gov er-
natOrI e capltam, clOe dl"
personale politicamente più le vecchie descrizioni dei confini può farsi problematico, così come è
qualificato.
. �

,
D altra parte va considerato problematica la riscoperta sul terreno dei vecchi termini che sono stati
che comunque il podestà non
ta certo una unamm confron·
" lta comurut " ana e rimossi. Matteo Vinzoni, abbiamo visto, rivendicava il suo ruolo come
. . . . . che neppure, nonostante la

defi.
mZlOne IstIt ZlOnale, e li ha � il monopolio strategico dei
rapporti col cen-
neutrale, tecnico diremmo oggi. Di fatto l'illustrazione toponomica com·
tro. Nulla vIeta a CertI mte . portava un'opzione per uno dei due linguaggi: i due ingegneri inviati
ressi nella comunità di aver "
. . e Ioro conslsten·
t'I appoggI 1ll sede centrale L ' " incapsulame dalle controparti si limitavano così a registrare le diverse traduzioni to­
nto " della comulllt ,
stato non puo esser compres " . " a neIIo
ponomiche di un medesimo elemento naturale . La redazione del tipo era

o In termini esclusivamente
politico . istitu.
ZlOn
" al'1. dunque mediata dalle comunità. La carta, la cui redazione era motivata
dall'antagonismo giurisdizionale, non era che un elemento della corou·
nicazione periferia-centro. Che il disegno fosse eseguito localmente o


r" totlo
2"
I contadini avevano pIen
" e ov amt , � �
.

" a. A un questionario tard


I
a consapevo ezza del rapporto
fra ter- da un inviato del centro non mutava la sostanza delle cose: nel secon­
o cinquecentesco che cosa do caso la redazione grafica poteva risultare meno approssimativa, ma
SIano territorlO e giurisdizione _

- un contadino dell' oltre - . . rispondeva a un paradigma rappresentativo non radicalmente diverso 6 .


glOgo tlspon·
de che « non sa che SI'.�
,
J non Inte �
nde parIare per lettera »,
ma altri Questo rapporto periferia - centro è il vero contesto della carta che as­
sono ben piti acculturatI.
« Territorio e giurisdizione solve una specifica funzione illustrativa.
vuoI d'Ire come
quando Rigoroso confllla con
gh' Spmola »; « Territorio
.

e giurisdizione Per le comunità in_ lotta i principi da cui esse dipendono sono al-
e come d'Ire questo è di Bus

alla e quello è della Signoria


»; crede che
« territorIO SIa verbigrazia com
e sarebbe a dire VoltaggI"o
. artIv
" a f"lno a
F'Iacone » 4. La perceZ10ne dei
confini era ancora più prec
isa: se si ha
5 A.S.G., Archivio Segreto, 282.
6 Cfr. M. Quaini, L'Italia dei cartografi, in Storia d'Italia Einaudi, 6, Atlante,
4 A.S.G., Archivio Segreto, 247. Torino 1976 e, del medesimo, Per la storia della cartografia a Genova e in Liguria,
in « Atti della Società Ligure di Storia Patria », n.s., XXIV, 1984.

- 138 -
- 139 -
confrontare le controversie comunitarie . In ogni caso è chiaro che nel­
trettanto importanti che per i principi i comportamenti delle comuniC
sottoposte " La presenza di feudi imperiali non fa che complicare la s
"
: l'intercorso diplomatico la questione della sovranità è soprattutto avver­
tita come questione che coinvolge l'onore del principe: il confronto con
tuazlOne diplomatica offrendo alle comunità le accasiam' dI' una glUrt-
, " , le /lbeghe paesane" è fin troppo asimmetricamente evidente, Nulla di
s d'IZlQlle d1vl a, COSI come avviene anche per l'inquadramento territoria�
. � . , ,

le d lle glUtlsdizlOfll vescovili. Nei conflitti già accennati fra Busalla e
straordinario nel fatto che il principe non partecipi così assiduamente


le ville de a Polcevera ad esempio la questione dei conflitti religiosi
ai dettagli delle vertenze confinarie come il giornaliere cbe ha assoluto

ha la SU � Importanza e non a caso le processioni delle Rogazioni col


bisogno delle risorse complementari del bosco-e del pascolo, La sua stra­


I ro movImento lungo i termini erano una componente attiva ed espres­
tegia politico _ territoriale si definisce in termini di acquisizione di co­
munità e di giurisdizioni e non di rettifica dei confini. Sul terreno di­
sIva della conflittualità '. E nella lunga crisi fra Mioglia e Sassello I'l
plomatico appare cruciale la remissione a un arbitrato che vale come
r�olo del vescovo di Acqui risulta fondamentale nel punteggiare i con-
rivendicazione di un onore superiore da parte dell'arbitro, Per questo
flItti mtetm alle comunità medesime 8 .
l'arbitrato è normalmente concesso Il senza compromissione dei diritti"
Possiamo tuttavia segnalare alcune importanti innovazioni deI cen­
e quindi vincolato a una successiva sovrana accettazione. Il problema
tro che documentano una sempre maggiore consapevolezza da parte
del principe è sempre quello della difesa della sua prerogativa,
dello stato del problema specifico dei confini - frontiere, Non abbiamo
�l�ment1 : :
p ! tentar una storia della magistratura specifica, la Giunta
. �
el C� fmI: �
oss rvlamo tuttavia che l'attività di questa magistratura 3. Così l'arbitrato pieno e indiscutib
ile nei confronti delle con­
stato è il segno inconfondibile
del­
SI. dehmsce particolarmente con riferimento alle questioni controverse tese fra le comunità all'interno dello
, le com unità
nel, rapportI. fra comunità che impegnano stati o feudI' dI'versI oppure cipe . Il contenzioso fra
l'onore e della sovranità del prin
anche
lo stat � ? �
col feudo: d è so rattutto a questo livello che si sviluppa la all'interno non si alimenta solta
nto per questioni di confine, ma
prodUZIOne cartografIca, COSI la grida del
,
,
' rl'bad'lta pOl" m segm- 1637 e soprattutto per questioni di
governo, di rappresentanza cioè
negli or­
macina,
" � �
to 9 fa d vleto al sudditi di vendere t rre a forestieri « per spazio di gani di gestione e di riparto
dei tributi fisca li (avarie, olio,
, , , . , dI, qualslvoglia Principe straniero Signo­
due miglIa vIcma al territOrIO
u',
straotdinarie) ,
,
re o feudatarto compresi li feudatari della Repubblica Serenissi a » , né non ha sempre delle precise giu­
L'inquadramento amminIstrativo
<� »,
for­
I forestIerI possano conseguire estimi nelli detti benI' Ancora nel mente in termini di giurisdizione
' ,
1643 SI' commlsslO ano � �edazioni dei confini del Ponente e dell'Oltre-
stificazioni storiche: più coerente
toriali accentrati (capitani, vicar
i, ecc.)
,
� 1 �51
SI nomma un visitatore generale dei confini l0, Si trat­
te, esso si costruisce per poli terri
ica ed
. statuale. In ogni caso esso ratif
glOg e nel
secondando una comune esigenza
t� .
dI comffilSSlOlll generali che esulano dalla attuale specificità di un in­
esprime precise asimmetrie terri
toriali a base insed iativa ed econ omica.
alità laten te è ac­
cIdente e dI un conflitto: un elemento della preparazione diplomatica lmente che la conflittu
Potremmo anche dire paradossa
è costr uito
che sta sullo stesso piano che la raccolta generale dei documenti utili a - amministrativo che tuttavia
cresciuta dal contesto politico 11.
za
o per arbitrarla in prima istan
per disciplinarla o quanto men
tità
conflitto sta nel senso di iden
Poiché l'ispirazione sintetica del
di confine:
io che ci siano dei conflitti
7 A.SG., Archivio Segreto, 202 e 247. dell'insediamento nessun dubb
medesimo borg o ha prec ise determina-
8 Pratica dei confini . . , art. cit., nota 2.
. la rivalità fra i quartieri . di un

9 A.S.G., Archivio Segreto, 1654 ', grl'da tI


'badita nel 1674 e 1686 ( A .S.G.,
Giunta dei Confini, 57).
Il Una carta amministrativa della Repubblica è stata ricostruita da G. Fello­
lO Manoscritti
A.S.G., Codici A e B (711 e 712), visita del Raggio in A.S.G"
ni per la fine del '700 in « Rivista Storica Italiana », 1972.
Archivio Segreto, 281.

- 141 -
- 140 -
nità alla Repubblica -
zioni spaziali e così i confini sono elementi significativi per il riparto _ rifacendosi alla lontana aggregazione della comu
e delibera del 5 aprile
fra le comunità di una risorsa vitale come un bosco o un prato. Su e non solo per uso, come conferma l'inappellabil
Casanova
questo terreno è possibile cogliere un elemento caratteristico di quella 1739. Ciononostante protagoniste sono le ville : Alpicella e
onismo di razzie, rap­
che potremmo chiamare l'unità politica di base, cioè il potere d'inizia� contro Sciarborasca che continuano nel loro protag
presaglie e omicidi, puntualmente processate nel
1743 dal governatore
tiva dell'insediamento. Pensare politicamente una società di antico regi�
prima testim onianza ufficiale del­
di Savona, e cioè tre secoli dopo la
12.
me significa a mio avviso riconoscere analiticamente la diffusione e la
stratificazione funzionale dei potere politico. Rilevanti sono tanto la co� Ia stessa /I differenza"
venga trasferi�
munità amministrativa, quanto l'aggregato intermedio (terziere, quartie� È interessante osservare come la contesa fra ville
nel 1645 in oc­
re, capella, ecc.) quanto l' universitas locale dei capi � casa; di parroc� ta al livello delle comunità amministrative. CosÌ anche
o e Montaldo e Ba­
chia o semplicemente di villa. Ai diversi livelli territoriali, amministra� casione di un riaccendersi della contesa fra Dolced
un bosco del territorio
tivamente istituzionalizzati o informali, le istanze politico - decisionali si dalucco per i diritti di boscare e fogliacare in
conven zione del XIII secolo -
definiscono in modo funzionalmente differenziato e beninteso livelli e di Montaldo - diritto che risale a una
to" e a condur­
funzioni sono strettamente interrelati. Così l'indebitamento della comu­ è Porto Maurizio a rivendicare la " competenza del distret
a verticalista: non
nità amministrativa provoca un utilizzo più Il economico " delle risorse e re la trattativa 13 . È in opera cioè una logica politic
comunità am­
questo muta sostanzialmente i rapporti interni alla stessa determinando così quando il conflitto è fra comunità all'interno della
o relazio nare ma non arbitrare.
nuove asimmetrie fra borgo e ville. Il processo di fissione delle terre ministrativa. Podestà e Capitano posson
o central e e la soluzio ne ar­
comuni ad esempio, così caratteristico dell'età moderna, rientra in una In tutti i casi l'arbitrato spetta al govern
secolar e di usu­
logica politica di difesa delle sussistenze locali minacciate dalla pressio­ bitrale caratteristica è una conferma della promiscuità
o criteri tradizi onali
ne accresciuta sulla risorsa che scatena la conflittualità fra gli insedia� frutto o, sempre più spesso, una divisione, second
aglia, del bosco camera le o anche della par­
menti. La stessa disciplina sui reati campestri non si definisce sempre e o aggiornati della comun
coattivo perché non ci sono altre so­
necessariamente al livello della comunità amministrativa e lo stesso vale rocchia. L'arbitrato è ovviamente
del centro può essere denun­
pr le politiche di approvvigionamento che sono soprattutto politiche di vranità coinvolte. Nondimeno l'intervento'
rio.
borgo. Per quanto essi siano poco noti, le università si danno dei rego­ ciato Ifmanipolando " il diritto comune consuetudina
delle terre co­
lamenti. Tutto questo è coerente con la pluralità dei centri simbolici Come è noto infatti un altro destino caratteristico
atori" rivendicano che
rappresentati dalle chiese e dagli oratori che definiscono l'unità di base muni è la privatizzazione delle stesse: gli lIusurp
di coltivare le terre
dell'insediamento. Il processo di modernizzazione amministrativa è in­ come membri della comunità essi hanno il diritto
somma tutt'altro che uniIineare. Beninteso ci si rivolge sempre al cen­ rsi beni propri in quello stesso modo
che, sostengono, « possono chiama
tro per avere il place! e il comune riferimento statuale comporta un padri » 14. Parrebbe così che
che possono dirsi delli figlioli li beni dei
venga negato cla­
contenzioso di più basso profilo non dilatabile in modo esponenziale il presunto presupposto solidaristico della comunaglia
esso sia stato operante
sul terreno della contrattazione/composizione. Fanno testo gli usi o un morosamente: in realtà c'è da chiedersi se mai
mentazione contrat-
precedente accordo fra le comunità, ma si invocano anche le diverse informalmente, al di là dei casi di specifica regola
densità demografiche e l'immiserimento locale: in ogni caso s'invoca
sempre e soltanto l'autorità arbitrale del Senato repubblicano.
Tuttavia i conflitti intercomunitari /I interni" riproducono lo stes­
12 A.S.G., Giunta dei Confini, 56.
so discorso e le stesse pratiche di quelli /I esterni" e spesso hanno an­
13 A.5.G., Sala Senarega, filza 2090.
che un'analoga profondità storica. Così ad esempio Varazze in lite con
14 CosÌ gli usurpatori di Nervi A.S.G., Magistrato Comunità, 379. Altre vi­
Cogoleto per il bosco camerale assegnato a entrambe le comunità, può
cende emblematiche per Castiglione, Giunta dei Confini, 135.
arrivare a porre il problema se quel bosco sia proprio per titolo"
li

- 143 -
- 142 -
" che non si dà iden-
forme al principio ovvio
tivo - amministratlva, con " '. gene-
tuale che del resto non sopprimeva la concorrenza, Va osservato in " " E qu esto crea una saldatura col discorso plU
tltà senza conf"mI.
generale che i conflitti /I interni" non producono una cartografia com� litlCamente la sode�
.. a necessità di ripensare ana
rale' gia accennato, su11
.

parabiIe a quelli "esterni ", che raro è il caso di un ingegnere inviato


me definendone le div rse . : � tl'l vanze Polit''ehe
tà palitica di antico regi
sul campo dal principe a redigere un tipo. È piuttosto la concorrenza dIscorso fon dano
, a ' so, forti analogIe dI
fra sovranità che determina e normalizza questa procedura. Ciò non territoriali. Queste, a nuo V .
.
�ll ' '
a quel paradIgmi di
studio della
1m nte la mia OppOs1ZlOne
esclude come si è detto una sostanziale affinità delle pratiche comunita� n
::�:� �:� :a a me scienza in evoluzione

ai �uali h � pres� l� mosse
,
que�

rie. C'è, come dire?, una tendenziosità verso la "frontiera" nel com� dI un tId nam o al c n
assumere il sigrufIcato �
portamento del principe : il che tuttavia non deve farci equivocare sul­ sto i tervento che vuole etto vole nt1e�
: un disc orso che , lo amm
afia
le motivazioni comunitarie, È comunque il principio della sua identità testo politico della cartogr , , .
� teorIche
" approfondite basi storICO
collettiva che è levato come bandiera minacciosa verso i 1< pacifisti 1/ in­ tI, necessi"ta ancora di più

terni e contro la stessa cautela dell'autorità. Le iniziative di roncare, di�


fendere e assalire a mano armata ecc. si sostengono al suono delle cam�
pane del villaggio, iI suono dell'unanimità per eccellenza. È caratteri­
stica cosÌ della situazione di antico regime l'estrema manipolabiIità dei
simboli ideologici come anche dei termini. In campagna i termini fisici,
le pietre almeno, si sradicano e si spostano facilmente, ma anche in
città l'apertura di una porta, la costruzione di un campanile possono
creare uno spazio privilegiato, immune fuori della giurisdizione dello sta­
to, È la conseguenza naturale di una pluralità di giurisdizioni che in­
crocia costantemente gli spazi differenziandoli : un processo che i pro�
tagonisti individuali o i gruppi coadiuvano ampiamente, manipolando
appunto termini divisori estremamente precari e labili. Questo ,testimo­
nia, se non erro, di una straordinaria e attiva coscienza sociale dello
spazio, Ed è ovvio, mi sembra, che ci sono nessi stretti, che vanno
analizzati, fra questa e la produzione cartografica nel quadro delle co�
municazioni fra periferie e centro 15.
Accanto quindi a una cartografia ufficiale, particolarmente impe­
gnata a livello intercomunitario interstatuale, abbiamo una cartografia
più povera anche nei caso dei conflitti fra ville e una terza cartogra�
fia, solitamente più sofisticata, che potremmo chiamare cartografia gius�
naturaIistica, più precisa nel rilievo dei micro � spazi. Ma tutte queste
carte riflettono un comune elemento socio - culturale e cioè la straor­
dinaria ubiquità del fenomeno confine come fenomeno di scala insedia�

15 Per una prima formulazione di questo problema cfr. il mio Il disegno e la


coscienza sociale dello spazio, in Studi in memoria di T. O. De Negri, voI. III, Ge­
nova 1986.

- 145 -
- 144 -:-
ENNIO CONCINA

CONOSCENZA E INTERVENTO NEL TERRITORIO :


IL PROGETTO DI UN CORPO DI INGEGNERI PUBBLICI
DELLA REPUBBLICA DI VENEZIA. 1728 - 1770
È divenuto ormai quasi un luogo comune il sottolineare le resi­
stenze, le difficoltà nei confronti dell'innovazione, i ritardi della Re­
pubblica di Venezia nell'età moderna. Ritardi variamente interpretabili,
ma comunque di segno assai diverso, a parere nostro, dagli atteggia­
menti di accorta e prudente attesa, per cosÌ dire, nei confronti del
nuovo che in più di qualche campo sembrerebbe manifestare la Vene­
zia mèdievale.
E altrettanto si è sottolineato da tempo come, in uno Stato che
sostartzialmente mancò di aggiornare le proprie strutture, uno dei prin­
cipali problemi politici sia stato costituito dalle grandi difficoltà di rap­
porto tra la città - repubblica capitale e i territori dipendenti, dall'in­
capacità della prima di concepire coerentemente i propri " s tati italiani"
come unità regionale l .
Se dei territori veneri vogliamo farci un'idea sommaria al primo
'700, essi in parte appaiono inevitabilmente come semplice giustapposi­
zione di compagini territoriali di formazione medievale; in parte - là
dove si identifichino fattori o strutture organizzativi - si configurano
come un sistema certo diramato, ma per buona parte afferente in sen­
so funzionale verso la capitale lagunare. Un sistema di aggregazioni ter­
ritoriali in cui le forze locali aspirano a un ruolo attivo nelle scelte che
le coinvolgono; ruolo, tuttavia, che comunque viene loro ostinatamen­
te negato dal governo veneto fiducioso nella sostanziale validità dei
propri antichi ordinamenti.
In questo quadro, ciò che colpisce sono le contraddizioni profon­
de, forse quasi mai apertamente laceranti, ma non per ciò meno gravi,
che si rilevano senza molte difficoltà indagando sulle questioni generali
della conoscenza del territorio, della sua organizzazione, delle politiche
e delle scelte operative e progettuali.

l V. M. Berengo, Il problema politico - sociale di Venezia e della sua Ter­


ra/erma, in AA. VV ., La civiltà veneziana del Settecento, Firenze 1960.

- 149 -
Per esemplificare, attraverso il sistema delle redecime e dei cata­ g.-afi, disposte nel secondo '700 dal Magistrato alla provision del de­
stici descrittivi, Venezia dispone già sino dalla fine del '400 di stru­ naro pubblico, sono in grado di fornire una lettura anahuca delle com­
menti di conoscenza unitaria dei problemi di natura fondiaria della pro­ ponenti sociali ed economiche delle singole contrade urbane, alla sin­
pria struttura urbana 2 . E con siffatti strumenti si intrecciano poten­ tesi di tutto questo non si saprà giungere.
zialmente quelli disponibili attraverso l'attività di organi come i ma­ Nel rapporto tra capitale e province il quadro si aggrav� . Le pre­
gistrati del Piovego, dei Provveditori di Comun, dei Savi ed Esecutori .
cocità tecniche dei Magistrati alle fortezze,_ ai beni incuIti, al bem co­
sopra le acque. Ma, appunto, la precocità nella costituzione di siffatti munali e così via dicendo restano il1 buona parte senza sviluppi effet­
meccanismi conoscitivi non ne produrrà conseguentemente, più avanti
tivi. La Serenissima, ancora per riprendere il nostro esempio, avvia più
nel tempo, un reale adeguato aggiornamento. volte, tra i secoli XVI e XVIII, operazioni di catasticazione della pro:
Nonostante una città dipendente dalla Repubblica come la perife­ prietà fondiaria di Terraferma; di quella, però, spettant� u �lc�me�te al
riea Rovigo disponga nel 1775 di apposite planimetrie d'estimo 3 e no­ residenti in Venezia. Al contempo i singoli distrettI. terrltonah e 1 loro
nostante, forse, qualche altra sperimentazione, Venezia stessa non ap­ capoluoghi provvedono a propri estimi. Anche se nell'ultima catast�ca:
proderà mai fino alla caduta della Repubblica aristocratica a una base zione veneta del 1740 il rilevamento comprendeva anche le propneta
cartografica per le proprie catasticazioni urbane. dei domiciliati nei territori dipendenti, restava il fatto che agli estimi
La stessa rappresentazione cartografica settecentesca a stampa del­ cui provvedeva ogni singola circoscrizione territoriale erano sottratti !
la città lagunare di maggior impegno, edita dalI'Ughi nel 1729 e de­ beni veneziani (nel '700 oltre i due terzi delle terre accatastate). E CIO .
dicata ad Alvise Mocenigo III, mostra una contraddizione di base tra comportava l'impossibilità pratica di giungere alla valutazione unitaria
l'approccio suggerito come "oggettivo" del rilevamento, che in linea di dei problemi agrari del retrolerra '.
massima informa la rappresentazione dell'edificato, e l'intenzionale tra­ Inoltre mentre i corsi dei fiumi erano sottoposti alla sfera ope­
duzione /tin immagine" dell'insieme, quale si rivela nettamente nel raf­ rativa del Magistrato alle acque, così come i problemi delle aree di
figurare o, meglio, nell' inventare come giardini all'italiana quasi tutti
bonifica a quello sopra i beni ineuIti, la. manutenzione delle gr�ndl. stra­
gli spazi non edificati della periferia. Spazi che a una verifica puntua­ de commerciali restava addossata ai bilanci dei comuni rural!. I mer­
le si rivelano occupati in realtà da squeri e beccarie e cererie e da al­ canti del Fontego dei Tedeschi trattavano direttamente con questi le
tri insediamenti di carattere produttivo 4. condizioni di carreggio e la sola innovazione viaria (la strada dalla val
Ancora, mentre i tecnici dell'ufficio del Piovego garantiscono la Pusteria alla Carnia aperta nel 1761) era stata proposta su iniziativa
legalità del rapporto tra pubblico e privato nelle edificazioni, mentre di uno spedizioniere friulano 6.
le perizie e la cartografia del Magistrato sopra le acque tengono sotto
Nonostante affiorino i concetti di strada regia, di strada mercan­
controllo il rapporto tra acqua e suolo e, infine, mentre le nuove Ana- tile, alla gestione di queste non è deputato un organo � pecifico; ess �
.
rientra nella sfera, piuttosto vasta, delle competenze del Cl� q�� savl
sopra la mercanzia. Insomma, si può certo affermare che all 1nlZlO del
2 Per la questione rimandiamo ai nostri lavori: La formazione dei catasti
in

AA. VV., I catasti storici di Venezia, 1803-1
913, Roma 1981 e Structure urb ine
et fonctions des batiments du XVle au XIXe siècle. Una
recherche à Venise Ve-

-
nezia 1982. ' 5 V. D. Beltrami, Saggio di storia dell'agricoltura nella Repubblica di Vene­
3 Mappa dell'estimo 1775. Caseggiato interno della città di zia durante l'età moderna, Venezia Roma 1955; M. Berengo, L'agricoltura veneta
Rovigo, Comune dalla caduta della Repubblica all'Unità, Milano 1963.
a ,
di Rovigo, in deposito presso la Biblioteca
dell'Accademia dei Concordi, Rovigo.
6 V. B. C izzi Industria e commercio della Repubblica Veneta nel XVIII se­
4 V. gli studi citati nella nota n. 2. colo, Milano 1965.

- 150 - - 151 -
delle elemen­
sovente ammessi alcuni mancanti
informe metodo che venivano
8
tari cognizioni » .
'700 gli Stati da terra e da mar della Repubblica appaiono campo di
una conoscenza da parte di questa che è caratterizzata dalla frammenR
trare
tazione degli atti conoscitivi e delle competenze di organi tecnici e am­ ue quello di riprendere e illus
Nostro ob'lett'IVO, qUI' , è dunq

I
ministrativi, da disomogeneità e discontinuità in estensione e articola­ etto sette cent esco form u·
to di un prog
in breve le vicende e il significa alme no
zione di tali atti e di tali competenze, dalla loro parziale, sovente an­ rare alcu ne
ezia , tendente a supe
Iato per Ia Repubblica di Ven
tieconomica, sovrapposizione. che abbiamo ricordato attra verso l"IStltu-
l lCili' contraddizion i
.

Vi è un'unica sede in cui i frammenti, singoli e disomogenei, sono


deIle d'ff' -- - - . . '
la degli ingegneri militar!.. U n
-
� ��
pr g to

chiamati a comporsi, ma dall'unico punto di vista istituzionale: quella,


politica, del Senato,
! zione di un corpo e di una scuo
le cui origini vanno poste attor
ne va situata piuttosto tard
no al 1725 e la cui complUta
i, negli anni attorno al 1770
.
defllllZlO­

D'altronde, se già nel 1460 il Consiglio dei Dieci aveva disposto in questa direzione risalgono
a u a �
Le prime indicazioni esplicite
nel 172 8 da GlO-
il rilevamento sistematico dei territori veneti (e di questo si è ritenu­ , veneziano presentata
reIaZlOne suIlo stato dell'esercito " "
:�
ne d·1
1
to di identificare qualche testimonianza diretta) 7 nessuna articolata ope­ Questi proponeva, allora,
1 lstlt uz
vanni Maria von Schulenburg. " acqUlslte a
ezionamento delle capacità gI.a
��
razione analoga viene condotta a scala statale nei due secoli che seguo­
una scuola militare e il perf . .
-
no, nonostante l'abbondante produzione cartografica veneziana. Consi­ grup po specializzato di ufficiali cbe « allevat! dalle fort
un piccolo , gno e p -
ati si sono reSI abIlI nel dIse
, nl' d'1 Corfli e da me form
derazioni non dissimili possono essere fate circa la formazione e l'am­ '
cazlO
bito di attività dei tecnici. Solo alcune magistrature possono creare pub­ ».
mettono maggior profitto
blici periti abilitati a esercitare ovunque nei territori veneziani e solo dietro la
urg è del tutto esplicito che
Dallo scritto dello SchuIenb
il Senato può attribuire il titolo di ingegnere , Le autorità pubbliche dei
oni di base:
territori dipendenti creano una categoria di periti di ambito locale. In­ proposta stanno due motivazi
pre-
a dire per ora, un'esigenza di
somma, anche in questo caso un quadro discontinuo e disomogeneo: _ da una parte, ci limiteremo
chiaramente espre sa dal te .
t o �
dell a r la-� �
parazione su base scientifica . . . a tre
mlhzle ed
evoluzioni, gli eserCIZ1 delle
« nella cessata Veneta Repubblica i pubblici periti che sotto tal titolo eser­
ZlOne
, , « non bastano le
citavano le operazioni spettanti agli agrimensori, architetti ed ingegneri erano
n m conv iene �h e g� �' o
r1 liffICI'al'I sIan
approvati da due autorità tratte dal corpo del Senato. La prima era il così cose peculiari di simile instituzio J. are con
mIlitatI onde abbIano ad oper
detto Magistrato - de' beni Comunali la di cui approvazione non abbisognava �
doc mentati delle matematiche
caus e » ';
di conferma dal Senato. La seconda era il Magistrato de' beni incuIti, ma la intendendo l'effetto delle
ragIOne e fondati principi ed
di lui elezione non era operativa senza l'assenso e conferma con Decreto del
rien-
tere a frutto le recenti espe
Senato. Nell'una e nell'altra si praticavano i medesimi esami . _ dall'altra l'opportunità di met
Gli aspiranti doveano presentare una fede di aver esercitato due anni
di pratica sotto un pubblico perito e gli esami si eseguivano alla presenza
di uno degli individui di questi due magistrati e vertevano sopra tre que­ dell'Adriati-
ra del 24,6.1808 al Prefetto del Dipartimento
siti estratti a sorte fra i trenta ch'erano in un'urna. 8 G, A, Se!v., lette prefettura, b ' 143/1808 .
Venezia (in segu,ito A.S.V.), . �
� A�.v., l? .
co; A chi io di Stato di
Il concorrente rispondeva a voce e non in iscritto alle interrogazioni che filza Sulla f rmazlOne del co:p

Senato Militar, Terra Ferma, . la Seremsst
gli venivano fatte dal pubblico perito del respettivo uffizio ed è per questo . lpa Una scuola di arttglterta e gemo sotto
v. pnnc. hnente E . Barbarich
' . 122-1 37 Il tema è stato
e GenIO », I I (1908 ) '
ma, in « Rivista d'artiglieria . PP .
d·.1 la ea' R GaggiO 'Tecnte . . t. e Ingegneri nell'arsenale

n;�::� �7::n:�; � ::;�; ��


trattato a�che nelIe due tesl.
e .
. .
tgt r � � b
us 'E ilio Al erghetti. 1680
-1720, a.a. 1979-80

7 V. L. Puppi, Appunti in margine all'immagine di Padova e suo territorio di
; torio: l'organizzazione della
viabilità nel Settecent
secondo alcuni documenti della cartografia tra '400 e '500, in AA. VV., Dopo Man­ e " ' d. hl
enezia, sotto la gUlda l c
veneto, a.a. 1978-79 sostenute presso !' ] .UA.V. - V
tegna. Arte a Padova e nel territorio nei secoli XV e XVI, Catalogo della Mostra,
Milano 1976, pp, 163-165, scrive.

- 153 -
- 152 �
ze e l'esigenza di - dare risposta alle
istanze sollevate nel corso del no­
tevole impegno nei residui territori sa, -sulla quale venivano a innestarsi importanti problemi di sistemazio­
balcanici e del Levante sottopost
a Venezia esercitato nel corso degl i ne territoriale, come quelli della scelta del sito per un nuovo porto a
i ultimi decenni.
Castelnuovo e dello stato delle bocche della Narenta, affidati nel 1700
In quest'ambito geografico, in a Domenico Guglielmini dal Magistrato alle acque e dal Commissario
effetti, numerosi problemi indif
ribili di intervento territoriale a fe­ ai confini Grimani 12 ;
grande scala erano venuti ad assu
concretezza e urgenza al passaggi mer e
o tra secondo '600 e primo 700 - ancora, notevole peso veni�a ad ayere l'ulteriore aggiornamen­
quest'arco di tempo gli eventi . In
e le situazioni nodali, secondo to delle fortificazioni di Corfù, rese un "modello dell'arte" per l'Eu­
to di vista, appaiono sostanzialmen tale pun­
te sintetizzabili nei termini che ropa contemporanea dopo l'ultimo conflitto veneto - tur:o ( 1 7 1 6- 1 7 1 8 )
��
guano : se­ .
a opera dello stesso Schulenburg, con l'intervento degli mgegnen ­
dopo la perdita del Regno di Can berghetti, Bordon, Maser, Meibom, Castelli, Molan e altn ancora .
dia si dovette affrontare im­
mediatamente la questione della In questo contesto, da una parte è verificabiIe con cer�e:za l'ac_
riorganizzazione della presenza mar
ma veneziana nel Mediterraneo ; itti­ quisizione delle complessive esperienze europee da pa:te degh m�e�ne­
e ciò aveva comportato la ride
ne del grande nodo logistico finizio­ ri veneti. Dall'altra viene a stabilirsi un rapporto dIretto e ufhC1al� ,
di Corfù, per il quale una prim
di interventi di aggiornamento a serie se così vogliamo dire per semplificare la 'questione, � ra scienz� s�en­
fonificatorio veniva affidata a .
Verneda lO; Filippo mentale, tecnica e tecnici della fortificazione e conneSSI problemI dI In­
frastrutturazione territoriale.
- un secondo ordine di problemi
di organizzazione territoriale a
grande scala veniva posto, subito
dopo, dalla questione della siste
ma­ Già si è accennato all'attività degli Alberghetti, sopratt�tto, per
zione difensiva della Morea e in
modo particolare dal problema la fortificazione dell' Istmo di Corinto. Ma gli stessi incarichi al Gu­
fortificazione deIl'Ismo di Corinto. della
Anche se non realizzata, questa glielmini che abbiamo citato ne sono senz'altro una conferma. Nel Gu­
venuta a porsi esplicitamente - era
anche a livello di storiografia uffic
ia­ glielmini - non per coincidenza casuale il maestro di Ber�ardino Zen­
le - Come terreno di un rinnovat .
o rapporto tra matematiche e prog drini - si affida la supervisione dei problemi di riorgamzzazlone co
tazione fortificatoria 11 ; et­ �
stiera della Dalmazia e Albania al titolare galileiano deUa . cattedra dI
- anche le varie clausole del matematica deU'Università di Padova e aU'autore celebrato della Aqua­
trattato di Carlowitz ( 1 699) veni
vano a comportare importantì ­ rum fluentium mensura novo methodo inquisita e del succeSSIVo Della
conseguenze a livello di organizz
territoriale. Innanzitutto, la ride azion e natura dei fiumi ( 1 697).
finizione della linea confinaria
to - turco - imperiale in Dalmazia, vene­
la Linea Grimani con il "nuo In effetti, una circostanza precisa rende certo che l'attitudine scien­
mo acquisto" che rendeva nece vissi­
tista costituiva una componente primaria della proposta Schulenburg.

ssaria una serie di sistematiche
zioni cartografiche affidate a Giu ricog ni­
st'Emilio Alberghetti. Quindi, anch Infatti, proprio in concomitanza con' quest' ultima la distanza è
questo caso, la revisione- del siste e in
ma fortificatorio lungo la linea soltanto di qualche mese) all' apertura dell' anno accademICO 1729-1730
stes-

IO V. 1 2 Rimandiamo principalmente al carteggio contenuto nel ms. Morasini Gri­


E. Bacchian, Il dominio veneto su Corfù (1986-1797), Venezia 1956.
mani 484/1 della Biblioteca del Museo Correr - Venezia.
I I Alcune osservazioni sulla questione nel nostro Architettura militare e scien­
za: prospettive di indagine sulla formazione veneziana e sull'entourage di padre Car­ 13 E. Bacchian, Il dominio . cit., pp. 191-200; E. Concina, �i:tà e fortez�e
lo Lodoli, in « Storia architettura », II, n. 3 (1975), pp. 19-22. nelle "tre isole nostre del Levante", pp. 192-193; A.S.V., Senato Mthtol', T.F., fil­
za lO, scrittura 9.4.1735.

- 154 -
- 155 -
�iovanni Poleni iniziava dalla cattedra di matematiche dell'Università La procedura presenta analogie molto significative con quelle adot­
dl Padova un corso di architettura militare - « Principia militaris ar­ tate da Vauban per l'assunzione degli ingegneri reali francesi prima del­
. l'istituzione della scuola di Mézières, che comportarono l'affidamento
chItecturae explicabit » - il primo che vi venisse tenuto dopo Galileo.
di incarichi di esaminatore ai matematici Joseph Sauveur, membro del­
Il tema specifico verrà ripreso negli anni 1 737-1738 (<< geometriae
. l'Académie des Sciences e professore al Collège Royal (esaminatore tra

elementa v rlOsque ems . . . usus, praesertim vero in tractanda architec­
:
, 1702 e 1716) e François Chevalier, anch'egli membro dell'Académie
1720) 17.
tura mIlitan » ) e ancora nel 1741-42, 1751-52, 1 752-53, 1755-56 ".
(esaminatore dal
n:
I legami Ha gli a bienti del Poleni e dello Schulenburg, d'altra
� �
pa te, sono tah a farCI escludere una generica coincidenza cronologi�
,
Nonostante le indicazioni di tendenza, la proposta relativa al cor­
po degli ingegneri sembra stagnare mentre Venezia continua a essere
ca, e d altronde SI potrebbe allargare il quadro quando si tenesse con­
impegnata nel grande sforzo di rinnovamento ed espansione delle for­
to che In questo stesso 1729 vi è traccia di corrispondenza tra il Pole­
. tificazioni di Corfù, nodo residuo del suo antico Stato da mar.
ni e il Maffel non solo sulle fortificazioni sanmicheliane, ma anche
sulle tecruche fortificatorie di Vauban 15. Ed è probabilmente qui, in Un primo concreto tentativo di dare attuazione all'idea dello Schu­

questo contesto, che quella che abbiamo definito un'attitudine scienti­ lenburg avverrà alla metà degli anni trenta del '700. Nel settembre

sta sembra assumere anche colore politico. 1734 il Senato « compresosi pienamente . . . quanto influisca . . . 1'in­
trattenere fra le sue truppe un Corpo di milizia sperimentato nell'im­
Una �lteriore importante conferma di questo quadro è data dal

fatto c e In questo medesimo arco di tempo il Pubblico matematico
portante professione di ingegnere » compiva i primi passi verso la sua
istituzione 18. Non mancarono polemiche piuttosto vive all'interno dei

Be nardm � :
Zend ini, Sovrintendente al Magistrato alle acque, risulta in­
vertici veneziani. Certamente però il ruolo predominante fu assunto an­
carIcato dI esamInare per conto del Savio di terraferma alla scrittura
resp ��sabile dell' organizzazione dell' esercito veneziano, i candidati � che in questo caso dallo Schulenburg. Le posizioni espresse da questi
entro la primavera del 1735 prevedevano la costituzione di una com­
serVIZIO della Repubblica « sopra tutto ciò che concerne l'incombenze
pagnia composta da 30 ufficiali ingegneri, tra capitani e aiutanti, da im­
:- �
d'un milita e ing gnere e specialmente sopra quanto appartiene alla
.
:
fabb Ica, � �
Isure, dIfesa e oppugnazione delle piazze », compresi i « di­
.
piegarsi nei "reparti" territoriali di Levante, Dalmazia e Terraferma,
« con gradi onorifici e stipendi corrispondenti non solo per animare
.
:
segm . . . dI . . . dIve se P,azze munite di varie fortificazioni . . . [ e ] tut­
quelli che s'attrovano descritti sotto le pubbliche insegne, ma anche per
:r
te le arie speCIe dI opere esteriori, con le difese ben adattate a cia­
16.
attraete dalle Provincie straniere li più abili e capaci » 19_ Quanto alla
scun 51 to »
formazione e alla specializzazione degli ingegneri pubblici, come ama
definirli Giovanni Maria von Schulenburg, questi giungeva a prospet­
tare ciò che potremmo chiamare una formula flessibile :

14 A. Favaro, I successori di Galileo nello studio di Padova fino alla caduta « Sopra . . . gli studi , . . e opera per istruirsi gl'ingegneri, vi deve es­
. .
della Repubblica veneziana, in « Nuovo Archivio veneto », n.s. , XXXII', ArchIVIO sere , . , una certa libertà nell'elezione loro. L'arte di ingegnere si chiama per
an t'
. ,
lCO deIl'UmversIta
' dl
.
.

adova, voI. 243, Rotuli artistarum; l'argomento è stato antonomasia arte di genio, cioè di profondo studio e 'meditazione sopra l'in-

anche o getto della tesl dl laurea P. Manzan, Gian Rinaldo Carli Rubbi e la cat­
.

tedra dt teona nautica e arch tettura navale all'Università di Padova (1720-1750),

17
.
a.a. 1980-81 , discussa presso l LU.A,V. e preparata sotto la guida di chi scrive.
V. R. Taton (a cura di), Enseignement et diffusion des sciences en Fran­

. ,
15 V.
, �. C.uadagni�o �
L nci Pier Giovanni Poleni. Note e appunti per una ce au dix-huitième siècle, Paris 1986, pp, 561-562,
10
:
»,
18
reVtstone crtttca, « Attl del! Istituto Veneto di Scienze Lettere Arti CXXXIV
' AS.V., Senato Militar, T.F" filza lO.
(1976-77), p. 556.
19
16
r
A.S.V., Secreta, Archivi Propri - Zendrini, b. 31.4 (1731-39), cc. 23 _
25 r. A.S.V., Senato Militar, T.F., filza lO, scrittura 9.4.1735.

- 156 - - 157 -
que altra circostanza che pOSSI servir di lume sÌ per la diffesa, che
finite sue parti, le quali cosÌ facilmente non si circoscrivono. Tutti gl'inge­
gneri devono in vero saper quanto in generale accennato. Ma supposti que­ per roffesa » 22.
sti primi principE, ogn'un di loro si deve applicare conforme i loro talenti ssimo decreto
Per la prima volta, dunque, dopo l'ormai lontani
e in quelle parti dell'arte, che si sentono più inclinati e capaci.
pubblica un'atti­
quattrocentesco, a Venezia veniva prospettata in sede
Le parti di questa arte le più essenziali sono non solo le fortificazioni complessiva scala territoriale, per di più
vità cartografica unitaria e a
e con esse le costruzioni di mura di qualunque genere, ma gl'attacchi e diffe­ ato corpo
_suo primo aggiorn
se di piazze, gli contrattacchi e contradifese delle medesime, la cognizione nell'ambito dei compiti fondame�t�li del
delle mine e contramine; quella dell'artiglieria, dei campamenti, delle vala­ di tecnici in via di istituzione.
, né tanto­
Lo sviluppo della questione, tuttavia, non fu né lineare

zioni e contravalazioni, passaggio e pontonatura de' fiumi, cognizione pure fon­
data dell'intero terreno di una Provincia e simili moltissime altre incombenze. ri soltanto ne
meno conseguente. La compagnia, costituita da 1 2 ingegne
al numero d,
Or, come gli uomini rarissimamente nascono di così eccellente genio e
1734, fu condotta sperimentalmente il 26 maggio 1735
facoltà di possedere tante diverse cose fondatamente, così giova più tosto ad
una o due di queste parti appigliarsi e rendersi capace . . . Siano dunque ab·
24 « per prender norma colla di lei riuscita alle successive deliberazio­
' za del Generale
bligati gl'Ingegneri pubblici a far piante, profili e progetti come suggerisce ni per il maggior numero di 30, suggerito dall esperien
maresciallo Schoulenburg » 23 Nel frattempo si andavan o anche definen­
il Signor generaI Giancix, ma come si devono supponere queste cognizioni in
ordinam ento ge­
chi fa tal professione, cosÌ restino incaricati di studiare particolarmente una do uno schema preciso di competenza territoriale e un
delle parti sopraddette con precisa incombenza et a loro scielta » 20. ingegnere di gra­
rarchico. In sintesi, veniva proposto di affidare a un
del corpo nella
do elevato la responsabilità complessiva delle attività
" agiutan ti ingegne ri " e fissandone
Considerate, d'altronde, le necessità di « ponerli sovente a una qual­ Terraferma veneta assegnandogli due
ra e Legnago ».
che esperienza dimostrativa » e che « in questo caso non basta l'espor­ la sede a Verona, « con particolare ispezione di Peschie
ri addetti alle due
re in carta et in dissegno le cognizioni acquesite e disciolgere in via Qui sarebbero stati nominati due capitani ingegne
a Sirmione e M�l­
di problemi le proposizioni », lo Schulenburg proponeva !'invio degli piazze, estendendo la giurisdizione di Peschiera anche
ato da un aIU­
ingegneri pubblici « a veder la guerra in ogni parte, che venisse fatta cesine. A un altro ufficiale superiore ingegnere, coadiuv
come volontarii, osservando et apprendendo a costo altrui, per render­ bbe assegna ta la sede di Brescia
tante e da un alfiere ingegnere, si sare
due capitan i ingegne­
si capaci di servire poi in guerra il proprio prencipe » con l'obbligo, al con l'ispezione delle piazzeforti di là del Mincio;
« vi - con Asola
ritorno, di render conto in dissegno e giornale » delle esperienze com� ri ' infine avrebbero assunto la responsabilità di Orzino
piute
21. :
e Ponte igo - e di Crema con Bergamo .
24
te la piazza e
Già nella prima parte della relazione appare piuttosto chiara una Singolarmente, per il momento si lasciavano sguarni
rio ne' tempi pre­
potenziale componente geografico - cartografica nelle specializzazioni indi� il territorio di Palmanova « non giudicando necessa
potendosi supplire
viduali degli ingegneri della Repubblica. Questa, tuttavia, è molto più senti alcuna destinacione di tal genere di officiali,
e degli Orzi » ; principalmente per
esplicita nel programma di impiego ordinario del corpo che il mare­ occorrendo con quelli di Legnago
sciallo propone per il tempo di pace: « quando poi non ci sia guerra, motivi di organico, a quanto è dato di supporr e.

dovrebbero come dissi non solo visitare le piazze straniere, ma formar Nonostante questa incongruenza non secondaria del meccanismo, è
carte di tutte le Pubbliche Provincie, topiche e generali; riconoscere esplicita la volontà di giungere al controllo e alla conoscenza omoge-
ogni Pubblico confine; quello de' confinanti, le loro piazze e qualun-

22 Ibid.
20 Ibid. 23 Ivi, 26.5.1735, Pregadi.
21 Ibid.
24 Ivi, scrittura -Almorò Giustinian, 17.5.1735.

- 158 � - 159 -

nea d�l terr t�rio. E allo stesso modo, è chiara l'intenzione program
ma­ accolta quindi la proposta del generale Greeme Comandante all'armi del­
.
tica di IdentIficare nella compagnia di ingegneri istituita sperimentalmen­ la Repubblica per un'unica sede, in Castelvecchio a Verona; « quanto
t� un� strumento operativo permanente e ordinario, che superass sia alla disciplina » osservava il Greeme come « non gli sarebbe disca­
, , e par­
tlColarlsrm e occaslonalità di impie.go al servizio pubblico. L'attribu ro che se ne cercasse il modello dalle scuole istituite da altri Prencipi
zio­
ne al primo corpo regolare di ingegneri delle competenze confinar per quest' oggetto medesimo » n, E in effetti il governo veneto pro­
ie ve­
niva a implicare, inoltre, la scomp'arsa delle figure e delle attribuzi mosse la ricerca di informazioni in proposito attraverso gli ambasciatori
oni
degli ingegneri ai confini, distaccati presso il Soprintendente omonim a Parigi, a Torino e a Vienna.
o
con procedure temporanee 25. Infine, la destinazione a Verona del
co­ Federico Renier, dopo aver consultato il Greeme e il Sergente ge­
mandante del corpo per i territori italiani della Repubblica « vicino
nerale delle fortificazioni Rossini, chiarisce che dopo gli insediamènti
alla carica del Provveditore Generale » in Terraferma, come si dichiara
di carattere fondativo, dopo i corsi di fortificazione « sia regolare che
espressamente nei programmi istitutivi, ha un significato preciso
� irregolare, o nell'ortografia lineare o de' profili », di polemica, tattica,
e im­
��rtante: que o di stabilire un nesso stabile e diretto tra autorità
po­ castrametazione, architettura civile, geografia, disegno, « il maestro del­
lItica e orgam operativi territoriali.
la II classe, cioè degl'Ingegneri, sarà tenuto non solo di far in modo
Un'organizzazione in tutto analoga era stata prevista per i territo­ che gli scolari quali saran posti sotto la sua direzione approfittino ve­
ri di Dalmazia e Albania e per il Levante veneto; qui il colonnello Mo­ ramente delle scienze su espresse, ma inoltre diriggerli colla più seria
tri­
lari, ritenuto d a Schulenburg il « più capace e il più esperimentato de­ applicazione nelle teorie delle matematiche e particolarmente della
gl'Ingegneri » 26 affiancò lungamente il patrizio destinato a reggere la gonometria, dell'algebra, delle sezioni coniche, della meccanica e stati­
carica di Provveditore Generale da mar, ca, dell'idraulica nei vari individuati sistemi di fortificazione e final­
8
I! programma di definitiva organizzazione del corpo che abbiamo mente della artiglieria » 2 , Il Rossini suggerisce di valutare anche la
esposto sinteticamente non venne portato a compimento negli anni
im­ possibilità di impartire corsi e lezioni ai futuri ingegneri della Scuola
mediatamente successivi, come sarebbe stato da aspettarsi. In realtà
il da alcuni dei professori dell'Università di Padova, Il Greeme, comun­
principale dei problemi accantonati restava quello della formazione
ei d que, è piuttosto chiaro anche se non esaustivo sul tema del modello
nuovi tecnici; ma per ora, anzi per un ventennio circa lo si �ontinuò al quale ispirarsi: « Non pretendo già di dare qui un sistema detta­
a risolvere ricorrendo in buona parte alle capacità acq isite con l'espe­
, ,
� gliato del corso di studi loro, ma di raccomandare quelle parti di ma·
un
rIenza dIretta dal gruppo di ingegneri già attivi nel Levante che lo tematica che io conosco indispensabilmente necessarie per formare
.
Schulenburg prediligeva non senza ragione. buon ingegnere e che sono spesso proficue per ogni buon ufficiale
La questione fu affrontata ancora nel 1755 - in Francia si era , Deve presumersi che il sistema che il signor Belidor ha formato per
gla apert� la scuola di Mézières - quando si mise allo studio il uso delle scuole militari in allora stabilite in Francia sia buono e pro­
pro­
getto dI IstItUIre una Scuola militare nella Terraferma veneta. In
una prio a seguitarsi; poiché l'autore era un buon ingegnere, un buon ma­
direzio­
prima fase l'idea, sostenuta da Giovanni Grimani Savio alla scrittu­ tematico ed è quello al quale Luigi XIV affidò la principale
ra, e da Sebastiano Foscarini, suo successore nell stesso incarico � , fu ne delle scuole medesime » 29. La base dell'impostazione educativa, dun­
quella di articolarla in tre sedi : Verona, Brescia e Palmanova. Venne que, risulta essere sostanzialmente quella formulata da Bernard Forest
de Bélidor, professore di matematiche presso la scuola reggimentale di

25 Sulla questione: V. Adami, I magistrati ai confini nella Repubblica di Ve­ 27 A.SV., Senato Militar, T.F., filza dico 1756, 30. 12.1756.

28
nezia, Grottaferrata 1915. Ivi, filza febbr. 1758, 21.7.1758.
26 A.S .V. , Senato Militar, T.F., filza lO, scrittura 9.4.1935 . 29 Ivi, filza nov. 1769, 16.11.1764.

- 160 - - 161 -
artiglieria di La Fère ( 1720-1738) nel Nouveau cours de mathématiques Tutti gli antichi problemi sembravano perciò avviati a soluzione.
à l'usage de l'artillerie et du génie edito ormai da tempo quando ne In effetti ci sono note sia una intensa attività progettuale degli inge­
parIa la nostra fonte 30 . gneri del corpo a scala territoriale - prevalentemente nell'ambito del­
Si era detto del fallimento del piano lstltutivo della prima com­ l'idraulica ad opera di A. M. Lorgna e di altri - sia una cospicua at­
pagnia di ingegneri nel 1735. Marcantonio Priuli ne chiarisce rapida­ tività cartografica. Questa aveva le sue basi negli insegnamen:i in pro­
mente i motivi: « le principali cagioni del rovesciamento deI corpo del gramma presso la scuola di Verona, soprattutto nel corso deglI annI' dal
.
1735 seguito con pubblico disvantaggio ed aggravio molto sensibile del IV al VI che, per quanto concerneva il - disegno, prevedevano « dIse­
corpo tutto militare . . . furono i riguardi della pubblica economia e gno di macchine, artiglierie e levate speditive », « disegno (di) attacco
troppo grandi le piante ». Ma diventava sempre più pressante la ne� e difesa delle piazze, rilievi con la tavoletta pretoriana » 34 con l'im­
cessità « dei prefati corpi, che molto maggiore ogni giorno diviene nel­ piego di strumenti di produzione inglese. Ma si concretò pure una se­
.
lo scarso numero in che ci traviano di ufficiali ingegneri e questi di­ rie di operazioni notevoli, come l'esecuzione del grande nlevamento del
spersi in tutte le truppe ed avanzati a rispettivi reggimenti a gradi di Polesine elaborato da Anton Maria Lorgna e dai suoi allievi della Scuo­
colonnello, tenente colonnello e capitano » 31 , la di Verona. Del Lorgna ci è nota, tra l'altro, anche una " carta idrau­
Appunto il piano del 1735 venne ripreso nel 1764 nel nuovo lica del padovano " allegata alle sue relazioni del 1777 sulla sistema­
« Piano sopra il quale dovrebbe esser formato il preposto Corpo degli zione del Brenta 35. All'ingegnere Ignazio Avesani, tra molte altre cose
ingegneri », quando si decise, contemporaneamente, che un terzo degli era stato affidato nel 1768 il primo completo rilevamento topografico
allievi giunti alla conclusione dei loro studi presso la scuola militare di dell'Arsenale di Venezia 36. Matthew Dixon, comandante del corpo, fu
Verona dovesse venire destinato al nuovo corpo 32. Questo fu formato incaricato dei rilievi dell'area della grande frana di Alleghe del 1 7 7 1 37•
definitivamente nel 1770, sotto la guida organizzativa dello scozzese Nello stesso anno, frattanto, ancora il Lorgna e i suoi allievi stavano
Matthew Dixon chiamato al servizio di Venezia. Anche 10 schema di lavorando alla stesura in quarto del Grande disegno topografieo dell'Al­
impiego e di organizzazione del corpo riprendeva, con qualche miglio­ bania veneta, destinato agli usi operativi della locale Camera Fiscale 38.
.
ramento, il vecchio programma Schulenburg : Un'operazione di natura più complessa era stata condotta entro �l 1 760
« questo corpo di ufficiali ingegneri dovrà essere diviso in tre squadre ugua­
da un'unità degli ingegneri guidata dal capitano ingegnere AntOnIO Stra­
li, cadauna delle quali dovrà passare nelle tre provincie di Terraferma Dal­ tico: si era trattato della prima campagna di rilevamento topografico ed
mazia e Levante, coperte da un graduato ingegnere. L' oggetto è quell che � anagrafico dell'Isola di Celalonia 39 Le capacità di topografi del corpo
gli ingegneri abbiano a riconoscere li siti più importanti appartenenti alla e degli allievi della Scuola furono ampiamente esibite in occasione del­
guerra, le strade, li confini, le piazze, le fortezze » precisa il nuovo progetto
la visita dell' imperatore Giuseppe II ai territori della Repubblica ".
« attraverso relazione diretta all'uffiziale ingegnere direttore del corpo della
Provincia stessa » che a scadenze triennali doveva redigere una relazione geo E certamente, oltre a quanto già accennato, gli ingegneri veneti
nerale sul proprio riparto territoriale « da produrre al comandante del corpo e
da questo poi all'Eccellentissimo Senato ) . Gli ingegneri di nuova istituzione
quindi, avrebbero anche dovuto subentrare alle incombenze degli ingegneri a i
confini, sostituendoli « a misura che anderanno mancandoli » 33. 34 E. Barbarich, Una scuola . cit., pp. 65-66.

35 Ibid.
v_,
36 Patroni e Provveditori all'Arsenal, b. 42, c. 41 23.12.1768.
A.S .V . ,
30 Paris 1725; R. Taton (a cura di), Enseignement . cit., p. 156 e sgg. 37 British Museum, Maps Library, London.
31 A .S .V ., Senato Militar, T.F., filza nov. 1764, 24.11.1764. 38 E. Barbarich, Una scuola . . cit., p. 21.
.

32 Ivi, filza 62. 39 A.S.V , Collegio,


. V, Secreta, b. 83.
33 Doc. cito nella nota precedente. 40 E. Barbarich, Una scuola . . . cit., p. 20.

- 162 - - 163 -
ebbero a esplicare un'attività notevole e sovente di buon livello in I conflitti l<di autorità e di ubbidienza" rimossi si traducono in
una linea di coinvolgimento del nuovo corpo in diversi ordini di ro­ � nuovi conflitti o in nuove sovrapposizioni tra ambiti di competenza dei
blemi territoriali. tecnici.

Ciò che venne meno, tuttavia, fu appunto la sistematicità di im- Degli ingegneri militari, si diceva, si fece ampio impiego nell'edi­
piego dei corpo, che costituiva il sostanziale elemento di novità dei pro­ lizia civile pubblica, in rapporto ai problemi dell' assetto dei fiumi e
grammi che ne avevano avviato la formazione. delle lagune, in rapporto ad alcuni problemi portuali, come quello del­
l'allargamento del Rio dell'Arsenale. Ma da queste che potremmo de­
Sul piano degli strumenti conoscitivi, l'attività cartografica ordi­
finire come nuove potenzialità offerte dal contesto, e nonostante le ca­
naria prevista dallo Schulenburg non prese avvio in quanto tale. Sul
pacità dei singoli, non emersero corrispondenti attribuzioni istituziona­
piano delle attribuzioni, la competenza degli ingegneri ai confini venne
li, ruoli attivi che permettessero di avviare a soluzione i gravi proble­
mantenuta e questi rimasero « affatto staccati dal corpo del Genio » 41 .
mi territoriali della Repubblica. I compiti istituzionali del corpo degli
Ma anche l'importante prospettiva di sottoporre al controllo e alle com­
ingegneri finirono per essere essenzialmente ridotti alla supervisione
petenze del corpo la rete viaria nel suo complesso venne meno. Da
delle fortezze. Ma qui stesso gli schemi operativi finirono per cozzare
una parte per il livello di sostanziale ingovernabilità raggiunto dal pro­
contro una realtà in rapidissimo sfacelo. Nella stessa Corfù - il re­
blema vIano veneto; dall'altra per l'attribuzione di competenze in ma­
cente intervento propostosi all' Europa come ti modello dell' arte " -
teria all'ufficio dei Sopraintendenti alla camera dei confini, che natu­
« le opere sono tutte ingombre, i parapetti rovesciati, disfatte le em­
ralmente furono all' origine anche di una specifica produzione carto­
brasature . . . sicché confesso che grande fu la mia sorpresa nell'attra­
grafica.
versare tanta rovina » scrive nel 1782 ii Soprintendente agli ingegneri
Le ragioni addotte per distinguere l'attività degli ingegneri ai con­ Moser de Filseck 43. Insomma, in quest'ambito non sono più i difetti e
fini da quelle del Corpo degli ingegneri militari sono molto significa­ le incoerenze dei meccanismi conoscitivi che generano la disorganizza­
tIve: « le loro differenti ispezioni, ognuna delle quali basta ad occu­ zione più completa: è piuttosto la mancanza di risposta politica agli
pare un individuo, non possono essere unite insieme senza generare strumenti di conoscenza, pur faticosamènte costruiti, di cui si dispone
degli effetti mostruosi uno dei quali sarebbe la dipendenza di detto potenzialmente o attualmente.
ufficiale da due diversi uffici; cioè dal Soprintendente alle Camere de'
Da tutto ciò si ricava una prima conseguenza. Le proposte precoci
Confini e dal Savio alla Scrittura, donde nascerebbe un frequente con­
per la formazione di un corpo e di una scuola di ingegneri, con tutte
flitto di autorità e di ubbidienza con irreparabile disservizio e della
le competenze di conoscenza e di intervento che abbiamo detto, non sem­
materia confinale e della militare e forse dell'una e dell'altra » 42.
brano essere in realtà il prodotto di un mutamento di fondo nell'atteg­
In realtà, fonti come questa mostrano in modo esemplare la na"
giamento, nelle concezioni generali della classe politica veneziana. Si ri­
tura di fondo di uno dei problemi principali: nella realtà di un a"cien velano piuttosto come tesi sostenute all'interno di circoli ristretti che
régime come quello veneziano che è ancora sostanzialmente uno stato congiunturalmente vengono a trovarsi in posizioni di relativa forza e
cittadino, uno strumento tecnico assolutamente nuovo per il contesto, che vengono accolte dalla maggioranza solo in guanto presentano com­
come il corpo degli ingegneri, viene forzato entro gli antichi scherni isti­
ponenti suscettibili di essere utilizzate a puntellare un edificio istitu­
tuzionali finendo per perdere alcune delle sue principali potenzialità.
zionale fatiscente. Agli occhi della maggioranza del Senato, l'istituzione

41 V. Adami, I magistrati . cit., p. 24. 43 G. Tabacco, Andrea Tron e la crisi dell'aristocrazia senatoria a Venezia,
42 V. Adami, I magistrati . cit., pp. 23-24. Udine 1980', p. 109.

- 164.- - 165 -
DIANA TOCCAFONDI - CARLO VIVOLI
del corpo probabilmente non dovette significare altro, a nostro avviso,
che un Il atto di buon governo " in quanto provvedimento di adeguamen�
to degli uffici.
Corpi tecnici, difesa, sorveglianza dei confini, del resto, per le per�
sonalità più accorte come il Tron, destinatario di uno dei più bei rilievi
del sistema fortificato di Corfù, non potevano avere altro significato
che quello della costruzione delle condizioni del pacifico mantenimento
della sovranità territoriale, all'interno delle quali, però, i problemi di
fondo da affrontare erano quelli gravissimi della ripresa economica dei
territori dipendenti: « commercio, arti e manifatture, soprattutto, ecco CARTOGRAFIA E ISTITUZIONI NELLA TOSCANA
a ciò si dovrebbe pensare » 44. DEL SEICENTO : GLI INGEGNERI AL SERVIZIO
La storia della Scuola militare di Verona è anche storia di inchie� DEI CAPITANI DI PARTE E DELLO SCRITTOIO
ste e di sanzioni: nel 1775 contro il caposquadra Maccagni, nel 1778 DELLE POSSESSIONI
contro l'insegnante di disegno Castellazzi e altri, nel 1785 contro l'in�
segnante di francese. In quest'ultima occasione affiorarono anche dubbi
notevoli sul Lorgna : « non essendo ancora tranquillo » l' inquirente
« della innocenza di questo tenente colonnello » da sospetti di masso�
neria e di posizioni novatrici. Qualche anno dopo toccò a un gruppo
di allievi che avevano affermato di « non voler più vivere soggetti ».
Un vecchio studio di E. Barbarich parlò appunto del « Veneto Militar
Collegio che congiura » 45 ,
A nostro avviso in tutto questo vanno riconosciuti chiari indizi
del formarsi di un'opposizione politica all'interno di quella cerchia di
tecnici che aveva sperimentato l'inefficienza operativa dei propri stru�
menti al di fuori di un quadro di rinnovamento istituzionale. E se ci
fosse possibile verificare i sospetti di Giovanni Alvise Mocenigo II,
podestà e capitano di Verona, nei confronti del Lorgna, il più attivo
e probabilmente il più capace degli ingegneri di Venezia, la vicenda as­
sumerebbe significato esemplare.
Non furono casuali, comunque, per quanto crediamo, il IIgiacobi­
nismo" dei due ingegneri Salimbeni, padre e figlio, né il passaggio con­
vinto di un certo numero di ex allievi della Scuola di Verona nel cor­
po di Acque e Strade del Regno d'Italia napoleonico.

44 E. Barbarich, Una scuola . cit., p. 27 e sgg.

- 166 -
Premessa.

Ancora oggi, nonostante si sia assIstIto negli ultimi anni ad im�


portanti cambiamenti di rotta, lo studio delle carte topografiche, delle
mappe e delle piante conservate negli archivi sconta un certo ritardo
rispetto a quello dedicato alla cartografia a piccola scala e alle carte
generali prodotte da cartografi diplomati o "patentati ".
Con questo non si vogliono certo stabilire artificiose ed inutili di�
stinzioni tra archivi e biblioteche, quanto sottolineare che, per la na�
tura stessa di questi istituti, nei primi è statisticamente presente un

j maggior numero di carte tematiche, mentre le seconde accolgono di pre�


ferenza carte territoriali cui la geografia storica ha, nel passato, preva�
lentemente rivolto la sua attenzione.

!
I
Sta qui la specificità di una cartografia che si caratterizza per es�
sere stata elaborata da un personale burocratico al servizio di magistra�
ture dello Stato e che, per essere piename.nte compresa, deve essere "ri�
collocata", non solo nel progetto specifico per il quale è stata costrui�
ta, ma anche nella pratica amministrativa degli uffici che l'hanno pro­
dotta o utilizzata 1.
L'indagine sugli ingegneri al servizio dei Capitani di Parte e del�
lo Scrittoio delle Possessioni, due uffici particolarmente significativi per
quanto riguarda il reclutamento e l'organizzazione del lavoro degli in�
gegneri il primo, e la loro utilizzazione il secondo, rappresenta un ten­
tativo di concreta definizione di questi possibili collegamenti.
La ricostruzione delle funzioni di quelle figure che elaborarono car­
te tematiche, inserita in quelli che furono i compiti istituzionali e la
prassi amministrativa degli uffici per i quali lavorarono, dovrebbe for-

�, ; '
Il paragrafo relativo ai Capitani di Parte è a cura d' D'�na Toccafondl, quello
relativo allo Scrittoio delle Possessioni è a cura di Carlo lvo 1. La premeSSa è frut-
. 1 Per una disamina di questi temi si rimanda a L. Rombai, D. Toccafondi,

to di riflessioni comuni. C. Vivoli, Cartografia e ricerca storica, un problema aperto. I fondi cartografici
dell'Arcbivio di Stato di Firenze, di prossima pubblicazione in « Società e storia " .

- 169 -
nire elementi utili per superare
quella "separatezza tra carta e
ca venutasi a creare in seguito
J1
prati­ della confisca dei beni. Il frutto di queste confische (terre, fortezze, ca­
ad interventi archivistici che hann
qualche modo isolato la carta dal o in stelli, ecc.), la loro distribuzione ai guelfi danneggiati e l'amministrazio­
suo contesto, ma anche legata
indirizzi storiografici che hanno ad ne della terza parte che restava in gestione diretta alla magistratura,
spesso guardato al documento carto
fico con "occhio di rapin a", stud gra­ costituirono la base economica iniziale del suo futuro potere, destinato
iando « la carta strumentalmente
me fonte per la storia nel lung co­ ad ampliarsi anche grazie al vasto esercizio della giurisdizione civile e
o periodo del territorio e della
� ittà

piuttosto che per se stessa, com criminale e all'assorbimento delle funzioni già spettanti ad altri uffici 3.
e documento : nella sua logica e
sue condizioni di produzione e cons nell
umo per periodi storici e contesti Con l'avvento del principato le - -sue - funzioni mutarono radicalmen­
ben determinati » 2. te. Dopo un primo tentativo del duca Alessandro de' Medici di disin­
Un cenno, infine, a quelli che sono nescare le sue potenzialità eversive sostituendole i Capitani e Provvedi­
statI 1 motivi che ci hanno
portato a privilegiare il secolo XVI tori delle fortezze 4, Cosimo I riuscirà definitivamente ad esautorare
I. È da questo periodo, infatti, che
la documentazione cartografica cons questo antico baluardo del potere repubblicano attraverso la cosiddet­
ervata presso l'Archivio di Stato
Firenze non presenta più quei cara di ta IIlegge dell'unione" ( 1 549) che, se da un lato accresceva i suoi com­
tteri di frammentarietà ed episodici­
tà del secolo precedente ma costi piti e la sua giurisdizione facendovi confluire gli Ufficiali di TOTr<; 5 ,
tuisce una presenza significativa.
senza certo legata a motivazioni Pre­ cui era in passato demandata la cura delle strade pubblIche e del flU­
diverse (storiche, archivistiche, ecc.)
ma anche al fatto che è proprio , mi, dall'altro ne dava un'interpretazione complessiva ben diversa, ac­
nel corso di questo secolo che si
rificano importanti salti di qualità ve­ centuandone l'aspetto tecnico a scapito di quello politico 6.
nell'organizzazione complessiva degl
apparati burocratici dello Stato tosca i
no. Non solo si perfezionano e si
potenziano i vari uffici, nel nostro
settore anche in conseguenza dell'in­
3 Sulla nascita e l'evoluzione della Parte guelfa in periodo repubblicano cfr.
tervento di uomini di scienza form
atisi alla scuola galileiana, ma si pone
anche maggiore attenzione alla prod
uzione e alla conservazione delle fon­ R. Caggese, Su l'origine della Parte guelfa e le sue relazioni col Comune, i�
�< Archivio Storico Italiano », serie V, val. XXXII (1903), pp. 265-309; U. DOtllll,
.
ti documentarie, ivi comprese, natu
ralmente, quelle cartografiche.
Notizie storiche sull'università della Parte guelfa in Firenze, Firenze 1902; Mini­
stero per i Beni culturali e Ambientali, Guida generale degli archivi di Stato ita­
I Capitani di Parte. liani, II, Roma 1983, p. 6l.
4 Anche nelle « Ordinazioni fatte dalla repubblica fiorentina insieme con l'Ex­
cellentia del Duca Alessandro de' Medici dichiarato capo della medesima » del
Con il nome di "Capitani di Parte guelfa" si identifica una ma­
1532 (pubblicate in Legislazione toscana raccolta e illustra da Lorenzo Can�ini, �,
gistratura la cui lunga storia attraversa, e in varia misura segna, la sto­ Firenze 1800, pp. 5-17) non si trovano menzionati i Capitani di Parte ma l Capl­
ria dei diversi assetti istituzionali della Repubblica fiorentina prima e tani e Provveditori delle Fortezze. Nel parziale abbandono dell'antico nome pos­
della Toscana granducale poi. �
siamo leggere l'intenzione di rifondare questa magistratura adattandola a le esi
. . �
genze del nuovo regime, particolarmente sensibile al problema delle fort1f�c�ZlOm
Ist �tuita nel 1267 con un ben preciso carattere politico, espressio­
. militari. Sulle « Ordinazioni » del 1532 e sul loro carattere cfr. G. Pansml, Le
n� dIchIarata delIa volontà delIa fazione uscita vincente da Montaperti segreterie del Principato mediceo, in Carteggio universale di Cosimo I de' Medici,
dI affermare e conservare il suo potere, la rossa aquila guelfa aveva lo Inventario a cura di A. Bellinazzi e C. Lamioni, Firenze 1982, pp. IX - XX.
scopo di ghermire a morte il serpente ghibellino (questa l'arma eletta 5 A questa magistratura, inizialmente deputata alla vendita e all'affitto dei
a simbolo della magistratura) con gli strumenti del bando dalla città e beni del Comune, nel 1364 erano stati aggregati gli uffici dei Signori di tutte le
gabelle, dei beni dei ribelli, dei mulini, del mare, delle vie ponti e mura, compe·
tenZe che - per questa via - confluiranno quindi nei Capitani di Parte.

2 M. Quaini, Perché cartostorie, in « Cartostorie », l (1984), p. 2. 6 Cfr. il testo della legge del 18 settembre 1549 in Legislazione toscana 6t.,

II, pp. 98-117. Sulla configurazione e l'attività dei Capitani di Parte sotto il prin-

- 170 -
- 171 -
La magistratura che viene rinnovata nel 1549, pur mantenendo lo governo cosimiano di graduale sovvertimento deIIe regole del gioco"
Il

stesso nome, si configura come un coacervo di competenze diverse, con in una cornice di formale rispetto delIe strutture tradizionali: al verti­
un minimo denominatore comune, l'amministrazione dei beni che oggi ce una magistratura collegiale composta da dieci cittadini fiorentini, dei
diremmo li demaniali ", sebbene di provenienza diversa: da quelIi di uso quali, però, solo tre designati con il consueto sistema della Il tratta ",
pubblico - come fiumi, strade, ponti, argini, piazze, edifici pubbli­ gli altri sette eletti direttamente dal Duca. Due di essi, nominati dal
ci - a quelli prodotto di confische (rocche, fortezze, case) o sottopo­ Duca non più Ila tempo" ma Ila beneplacito" (cioè indefinitamente),
sti a imposizioni fiscali (mulini, passi di barche, luoghi di mercato, ecc.). vengono investiti dei problemi conriessi alli -regimazione fluviale e det­
Competono inoltre ai Capitani di Parte il controllo sul taglio degli al­ ti, in questa veste, Ufficiali dei fiumi. Dal Magistrato dipendono una
beri, il mantenimento dei lastrici e fognature di Firenze, la soprinten­ serie di funzionari, regolarmente provvisionati, cui è demandata la cura
denza sulle feste pubbliche, sulla sicurezza degli edifici, sulla pulizia tecnico - amministrativa degli affari. Tra questi spicca il Provveditore
dei luoghi pubblici, sui pesi e le misure 7. che, sebbene formalmente sottoposto al Magistrato, ben presto assume
un ruolo e un peso politico preponderante in quanto interlocutore di­
Anche l'organizzazione interna di questa magistratura, che ormai si
retto del Duca e suo fiduciario all'interno dell'ufficio. Seguono, in sot­
configura come una sorta di ministero dei lavori pubblici" dei Gran­
Il

tordine, varie figure di impiegati subalterni ai quali è affidata la ge­


ducato (ma avvertiamo che dalIa sua giurisdizione saranno esclusi lo
stione contabile e la tenuta delle relative scritture e, infine, un organi­
stato di Siena e il territorio di Pistoia e Pisa) 8, riflette lo stile del
co di Il tecnici , inizialmente formato da otto ucapomaestri" 9 ereditati
Il

dagli Ufficiali di Torre, non stipendiati ma "imborsati" ed estratti ogni·


qualvolta un contenzioso tra privati o un lavoro da fare richieda una
cipato, cfr. A. D'Addario, Burocrazia, economia e finanze dello Stato fiorentino perizia tecnica. A queste, in seguito si aggiungono alcune cariche spe­
alla metà del '500, in « Archivio Storico Italiano », CXXI (1963), pp. 399-400, e
cifiche come quelle di Il ministro dei fiumi", " agente di strade , ucom-
A. Cerchiai - C. Quiriconi - A. M. Gallerani - B. Guidi, Relazioni e rapporti all'uf­
Il

ficio dei Capitani di Parte guelfa, in Architettura e politica da Cosimo I a Fer­ missario dei lastrici Il •

dnando I, a cura di G. Spini, Firenze 1976, pp. 187-329. Seguire l'evoluzione di questo primo nucleo di II tecnici" ci per­
7 Per un dettagliato elenco delle competenze di questa magistratura sotto il metterà di ripercorrere le tappe della contemporanea evoluzione della
principato, cfr. Archivio di Stato di Firenze (d'ora in poi A.S.F.), Reggenza, n. 852 magistratuffl e delle figure professionali che in essa operavano.
ins. 8 « Risposta all'instruzione dell'Ill.mo Sig.re Auditore Pompeo Neri per l'uni­
versità degli Ill.mi Sig.ri Capitani di Parte ed Uffiziali dei Fiumi della città di
Firenze »; A.S.F., Segreteria di Finanze, n. 822 « Memorie antiche »; A.S.F., Ma­
noscritti, n. 180 « Raccolta di varie operazioni del sig. Marco Vanni sottocancel­ 9 Essi ricevono una diaria di L. 4 a carico delle parti che ne richiedono l'in­
liere dell'Uffizio della Parte, morto il 29 marzo 1767 ». tervento. In seguito ad una loro supplica, nel 1562 questo emolumento viene por­
8 L'amministrazione del territorio senese, dopo l'infeudazione a Cosimo I, ven­
tato a L. 5.10 (A.S.F., Capitani di Parte (nn. neri), f. 713 n. 160). Ma con il ban­
do dell' 8 luglio 1594, riscontrati diversi abusi, si introducono norme restrittive:
ne da questi affidata, con legge del l° febbraio 1561, alla magistratura dei -Quattro
le diarie vengono distinte in base alla lontananza del luogo da visitare (L. 5 se
Conservatori, sotto il controllo del Governatore. Sul territorio di Pistoia era compe­
la gita si svolge entro le sei miglia; L. 5.10 da sei a venti miglia; L. 6 oltre le venti
tente la Pratica Segreta di Pistoia e Pontremoli, mentre quello di Pisa era affidato ad
miglia; L. 2 in città) e si dispone che le somme non vengano più consegnate diret­
una magistratura specifica, l'Ufficio dei Fossi, riorganizzato fra il 1547 e il 1551, per
tamente al capomaestro ma depositate presso il camarhngo degli Ufficiali dei fiu­
cui cfr. E. Fasano Guarini, Regolamentazione delle acque e sistemazione del territo­
rio, in Livorno e Pisa, due città e un territorio nella politica dei Medici, Pisa 1980, mi, il quale provvederà a versarle all'interessato alla consegna della perizia. Per
controllare maggiormente il diligente operato di questo personale, si fa inoltre ob­
pp. 43-47 e, della stessa autrice, L'intervento pubblico nella bassa valle dell'Arno
bligo al cancelliere e sottocancelliere di registrare su un quaderno a parte le "gite"
nei secoli XVI e XVII, Istituto Internazionale di Storia Economica « Francesco
cui sono obbligati (per estrazione o, nei casi più delicati, per elezione) i vari ca­
Datini », XV settimana di studio Le acque interne, Prato 1983 (rel. dattiloscritta).
pomastri e la consegna dei relativi rapporti, non dilazionabili oltre i quindici giorni
Sul governo dello Stato di Siena si veda D. Marrara, Studi giuridici sulla Toscana
medicea, Milano 1965, pp. 90-254. (A.S.F., Consulta, n. 32 c. 92).

- 172 �
- 173 -
Il Il capomaestro ", a cavallo fra XVI e XVII secolo, è una carica paclta, autori di piante e schizzi talvolta anche pregevoli e comunque
(concessa "per grazia " ) che sottintende qualifiche professionali diverse: sempre molto efficaci. Per le necessità straordinarie che richiedono
muratore, legnaiolo - intagliatore, scalpellino, architetto, ingegnere. Si una particolare competenza o comportano notevoli previsioni di spe­
sa o delicati problemi di confine, si ricorre invece all' /I ingegnere
Il

noti tuttavia che il significato da attribuire a quest'ultimo termine non


risulta sempre chiaro, sebbene possa dirsi che, in quest'ambito, esso ri­ o "architetto di S.A.R.", titolo che, in questo periodo, più che una ca­
chiama una capacità tecnico - manuale quasi sempre diretta a costruzio­ rica identifica in primo luogo il tecnico e l'artista che gode della fidu­
ni fluviali (ripari, argini, ponti, ecc.), in cui le conoscenze di Il arte mu­ cia del Granduca, sia egli stipendiato- e- inc-atdinato a pieno titolo nel­
raria" devono accompagnarsi a cognizioni di statica ed idrodinamica. È la magistratura come un Buontalenti 1 2 o soltanto inserito nei ruoli di
significativo, comunque, che ancora all'inizio del XVII secolo permanga corte come un Mechini (che dalla Parte riceve solo una diaria) 13.
una intercambiabilità nell'uso di questi termini che testimonia dell'in­ I! rapporto fiduciario con il Granduca - che utilizza questa fi­
tercambiabilità dei ruoli, mentre alcuni tentativi della magistratura dei gura in molteplici attività spesso preminenti rispetto al lavoro svo to �
Capitani di Parte di introdurre un controllo sul legittimo uso e sulla per la magistratura - viene a creare, nell'organizzazione burocratica
pubblica fede da attribuire alle qualifiche di "capomaestro, perito o ar­ dell'ufficio della Parte, una sorta di " spazio informale" che sposta il
chitetto " , riservandole ai soli individui « descritti e ammessi nelP uffi­ baricentro decisionale sulla linea Granduca - Provveditore - Ingegnere, la­
cio dei capimaestri della Parte », non ottengono l'effetto voluto lO. sciando talvolta al Magistrato un mero ruolo di ratifica. Occorre tut­
I! lavoro ordinario della magistratura agli inizi del secolo XVII tavia notare che già con il passaggio dal Buontalenti al Mechini, ma
si appoggia ancora, per la parte tecnica, quasi esclusivamente su que­ soprattuto con quello dal Mechini al Bartolotti, si afferma la tendenza
sto organico 1 1 , che conta al suo interno anche elementi di notevole ca- ad affidare la carica di lIingegnere d'Arno" non tanto a chi si dimo­
stri dotato di genialità artistica (gli architetti scenografi) ma a quei

/l pratici" che vantano un'esperienza tecnica formata e consolidata at­


lO Con il bando dell' 8 luglio 1594, di cui alla nota precedente, si proibisce traverso un apprendistato nei ruoli subalterni.
espressamente « ad alcuno, benché chiamato da particolari persone, essercitarsi alla
Ruota, a' Magistrati et uffidi in alcuna cosa come capomaestro, architetto o perito L'ingegnere Alessandro Bartolotti, che nel 1621 succede a Gherar­
et etiam come tale essaminarsi eccetto li già descritti per gratia di S.A.S. come do Mechini, ben rappresenta questa figura di tecnico (I formato sul
capimaestri o architetti et da descriversi » (A.S.F., Consulta, n. 32, cc. 90 - 92). I campo 1/,che caratterizza la prima metà del secolo.
Conservatori di Legge - cui competevano le cause dei poveri - interpellano la
Consulta per chiarire se, sulla base del bando suddetto, non debbano essere accet­ Figlio di un cortigiano ("bottigliere") di Ferdinando II, dopo aver
tate in giudizio anche le perizie degli "stimatori delle leghe", cui spesso i poveri servito a corte come aiutante di camera, nel 1 6 19 viene affiancato
si rivolgono perché "soddisfano con pochissimi denari". La risposta dei Capitani al Mechini come "aiuto", soprattutto per i lavori nelle Chiane 14. Quan­
di Parte precisa che nel bando sono state usate tutte e tre le qualifiche (capomae­ do entra in carica come ingegnere ( 16 2 1 ) è forse ancora troppo giova­
stro, perito e architetto) « perché, una delle tre che se ne fussi taciuta, operava
ne per far fronte con la dovuta perizia ai difficili lavori di sistemazio-
che in ogni modo, sotto uno dei detti nomi, si sarebbono esercitati come prima »,
ma che, in effetti, la proibizione colpisce solo coloro che usurpano quelle qualifi­
che facendosi pagare in conseguenza. Il 4 novembre 1601, « vedendo che per rin­
tuzzare la temerità di alcuni non basta la prohibizione fatta l'anno 1594 », i Capi­
tani di Parte rinnovano il bando, ammonendo che « chiunque si senta idoneo ad 12 Sul Buontalenti e la sua attività come ingegnere della Parte dr. G. Casali
esser capomaestro et desidera essere ammesso et descritto a tale ufficio che ne e E. Diana, Bernardo Buontalenti e la burocrazia tecnica nella Toscana medicea,
faccia memoriale a S.A.S. o si faccia dare in nota in cancelleria » (A.S.F., Consul­ Firenze 1983.
ta, n. 32 c. 97).
13 G. Salvagnini, Gherardo Mechini cit., p. 119.
11 Cfr. G. Salvagnini, Gberardo Mechini architetto di Sua Altezza. Architet­
tura e territorio in Toscana 1580-1620, Firenze 1983, pp. 17-33. 14 Ibidem, pp. 173-174.

- 175 -
- 174 -
Se la collocazione istituzionale di questa figura stenta ancora a
ne fluviale. Le sue prestazioni tecniche saranno piuttosto deludentl 15
definirsi, in bilico tra ruoli di corte, servizio privato del principe e im­
e già nel 1633 non sembra più godere della fiducia del Granduca che
' piego pubblico, è nei ruoli subalterni dell' organico dei Capitani di
invia nngegnere Guglielmo Gargiolli a rivedere il suo operato 16 . Nel
Parte che si apprezza, neI secondo ventennio del secolo, una graduale
1637 chiede di essere esentato dal lavoro corrente per poter « servire
trasformazione, consistente nel progressivo affermarsi della figura del­
ancora a' negotii sua che dalla benignità di V.A.S. gli sono stati con­
l' U aiuto" dell'ingegnere, che prima si affianca e poi in gran parte so­
cessi » 17 : dal 1642 comparirà in effetti come IIministro deI negotio di
stituisce quella deI capomaestro.
S. Rossore" per le Possessioni e affittuario con altri del lago di Casti­
glione 18 . Questo tentativo di passare a più remunerativi ruoli ammini­ Dal 1619 al 1642 opera un solo " aiuto" dell'ingegnere 20 e il ruo­
strativi non gli frutterà molto: nel 1648 i suoi eredi saranno costretti lo dei capomaestri rimane invariato (sono ancora otto neI 1631, quan­
a supplicare il Granduca di comporre il grosso debito contratto dal pa­ do la Pratica Segreta fa notare al Granduca che iI numero non è tas­
dre con lui 19. sativo ed egli può eleggerne a piacimento) 21 La graduale sovrapposi­
zione dei ruoli comincia a manifestarsi dal 1645, quando due piazze " Il

di capomaestro divenute vacanti vengono coperte con due Il aiuti" (Vin­


cenzo Viviani e Pier Francesco Silvani) 22, in aggiunta a quello già in
15 Alcuni episodi testimoniano delle prove poco brillanti del Eartolotti: nel servizio (Giovan Pietro deUa Bella), per divenire totale nel 1654, quan­
1624, quando si ripresenta con maggiore gravità del solito il problema delle fo­
g�ature di Firenze, viene incaricato dal Provveditore Cosimo Catellini da Casti­
do gli lfaiuti" sono ormai otto. Analogamente ai capomaestri, essi ven­
. gono imborsati ed estratti al bisogno, ma - come l'ingegnere - rice­
gItane di « levare una pianta della città con tutti li andari delle fogne che sono
per es�a e loro pendii, per tenerla Conservata drento al Magistrato » (A.S.F., Capi­ vono una diaria di L. lO al giorno per le visite fuori città e di L. 2
.
tan!. d, Parte (�n. nen), f. 794 n. 71), ma si limita ad individuare approssimativa­ per quelle in città, nonché, dal 1645, una provvisione mensile di 5
mente l percorsI su una pianta precedente (cfr. la « Pianta della città di Firenze »
.
scudi 23 .

in A. .F., Mis�ellanea di piante n. 101); nel 1633, un suo progetto di regimazione
.
del BlsenzIo Viene duramente criticato da Andrea Arrighetti e dallo stesso Gali­ Questa crescita quantitativa del personale addetto all'ufficio della
!
l�o; ne 1644, infine, crolla miseramente a Pisa un ponte che egli aveva voluto Parte, se da un lato corrisponde ed attiva una crescita qualitativa nel
rlco�trU1�e, con eccessiva arditezza e contro ogni regola, ad un solo arco (dr. G. B. lavoro tecnico, è a sua volta il riflesso del generale innalzamento del
Nelh, Vtta e commercio letterario di Galileo Galilei, II, Losanna 1793, pp. 487-488
e 770; P. Baldinucci, Notizie dei professori di disegno da Cimabue in qua, IV, Fi­
livello delle conoscenze e dell'approccio matematico sperimentale ai

renze 1847, pp. 366-367.


16 A.S.F., Capitani di Parte (nn. neri), f. 803 n. 18.
' ' dl' Parte (nn. neri), f. 807 n. 189. In questa occasione,
17 A .S .F. , Capttant w Gli "aiuti" dell'ingegnere che si avvicendano in questo periodo sono: dal
.
con rescntto del 18 ottobre 1637, gli viene ridotto lo stipendio da 15 a 7 scudi 1619 al 1624 Pietro Petruccini da Siena, dal 16 giugno 1624 al 1634 Francesco
mensili. Appena dieci giorni dopo viene accolta la supplica di Bacdo del Bianco di Giuliano Fantoni, fratello dell'ingegnere Stefano Pantani, contemporaneamente
che, di fatto, viene ad occupare il pOsto del Bartolotti (sebbene inizialmente abbia occupato alle Possessioni (v. supplica per la sua ammissione all'ufficio della Parte

s?lo la carica di "aiuto '), ricevendo anche la parte di provvisione tolta a quest'ul­ in AS.F., Capitani di Parte (nn. neri), f. 794 n. 71), dal 1636 al 1642 Felice Gam­
tImo. Da n�tare, tuttavIa, che questo pagamento non viene più fatto gravare sugli berai, dal 1642 Giovan Pietro della Bella (v. supplica per l'ammissione ibidem,
assegnamentl della Corte ma direttamente sul bilancio dei Capitani di Parte, uti­ f. 812 n. 165).
.
hzzando le entrate provenienti dalla "gabella delle bestie", di cui anche in seguito
ci si avvarrà quasi sempre per pagare ingegneri e loro collaboratori (ibidem, f. 807
21 A.S.F., Capitani di Parte (nn. neri) f. 805 n. 263.

n. 190). 22 A.S.F., Capitani di Parte (nn. neri), f. 815 n. 49, rescritto dell'l1 maggio
1645. Sul Viviani v. in/ra, su Pierfrancesco Silvani cfr. F. Baldinucci, Notizie dei
18 A.S.F., Possessioni, f. 2524 ins. 177, rescritto del 14 febbraio 1642; ibidem,
professori di disegno cit., V, pp. 396-402.
f. 1307 n. 25.
23 A.S.P., Capitani di Parte (nn. neri), f. 824 n. 40.
19 A.S.F., Possessioni, f. 1316 ins. 74; ibidem, f. 1317 nn. 83 e 134.

- 177 -
- 176 -
fenomeni che caratterizzano . o dI' .
l'insegnamento galileiano èraZinle, To scana, il perIod diffusione del· Ma è con le maggiori responsabilità attribuite dalI'Arrighetti a Vino
rl Int
' ereSSI scientifici
Ferdinando II e deI pn:nCl,pe Leoag poldo, che SI' dlffi
del granduca cenzo Viviani (<< l'ultimo discepolo di Galileo », come lui stesso ama­
brh " flc, ' ostran o due sensi-
ettori, il nuovo Cl'Ima perm a e . va definirsi) che avviene, all'interno dell'ufficio e della carica di inge­
l'ambiente di corte e Ia compagme � � n fIuen Za pre cocem ente anche
. .tuzIOnale
IstI gnere, il definitivo passaggio dai "pratici" ai 1/ matematici" . La figura
Nel caso specifico della ma tratura
qui presa' 1.n esame, e che più di del Viviani è troppo conosciuta perché la si debba qui riproporre 27,
altre coinvolgeva aspetti tecnicogis ' .catI.v1. , la scelta di elegg Ne seguiremo solo le tappe relative all'iter professionale all'interno della
24
Arrighetti alla carica di provvedapph e della Parte neI 1648 , puoAndr
ere ea magistratura: entra come .. aiuto" - nel 1645- al posto di un capomaestro,
considerata il primo atto dI" CoscIenItor essere diviene ingegnere sostituto" in assenza di Baccio del Bianco nel 1653 28,
li

Iera, ni e ai loro metodi, Med'lando ese te apertura degli ffICI' pubblICI " al, gaIi-
II

resse scientifico con la responsabilità mplarmente n�IIa s�a persona l'inte­


re in termini istituzionalI' e organr. zza �alit . ica, l'Arnghet. h rIe ' Sce a traclur-
avvenuta in Toscana, Conle SoprIn trvl Ia trasformazlOne epI.stemo di 4 scudi ed hanno l'obbligo « di servire anca nell'occorrenze ddI'Uffizio della

1636 e' TlU


' tendente generale delle fabbrichelogica Parte, che gli dà maggior occasione di impraticarsi e rendersi più abile ) (A.S.F.,
" SClto a creare un lo ed un daI Scrittoio delle fortezze e fabbriche, n. 129 c. 19). Fra gli "aiuti" dell'ingegnere
l'apparato statale accentrando ruo ufflCIO" nUOVI all'interno del� delle fortezze che, fra il 1650 e il 1660, prestano servizio anche presso i Capitani
aI
I"ammInistrazione ' sia delle fab maSSIm ' o grado le funZlOm ' , relatlv
' e al· di Parte, troviamo Francesco Cecchi Conti, Mariano Mormorai, Francesco Landini,
bri
Quando diviene Provveditore del' C cheche d,eIIdi� fortezze del granducato 2'.
Lorenzo deI Nobolo, Gualterotto Cecchi. Un percorso inverso viene invece seguito
can, ea precedente il che gli permetteaplt' am Parte mantI'ene ancora la ,
da Raffaello del Bianco (figlio di Baccio e allievo del Viviani) che, entrato nel
ruolo degli "aiuti" dell'ingegnere della Parte nel 1658 (A.S.F., Capitani di Parte
Uff'ICI,, soprattutto' attraverso l'im/ d'1 attu are una /I osmoSI fra 1' due
, a!cu "
(nn. neri) , f. 829 n. 263), neI 1676 risulta « resecato dalle borse dei Capitani di
toio delle fortezze e fabbriche ( ran Ieg
' o dI m" Ingegneri dello Scrit· Parte » perché impiegato nel servizio dello Scrittoio delle fortezze « dal quale è
ces co Cec chI
Io) anehe a serVIZ ' IO dei Capitani di Parte, con eunLorenz,o del NObo�
, anche provvislonato » (ibidem, f. 856 n. 89).
TI Sulla figura di Vincenzo Viviani l'opera più esaustiva rimane ancora, in
mento dell'organico, nonche' deIIe occ , , , ulterIore arricchi�
26
aSlOm dl formaZlO ' ne professlOn
,
per gli ingegneri stessi ' ale mancanza di studi più recenti, A. Favara, AJ:nici e corrispondenti di Galileo, Ve·
nezia [1912], rist. anastatica a cura di P. Galluzzi, II, Firenze 1983, pp. 1007-1163;
cfr. anche M. L. BaneHi, L'ultimo discepolo: Vincenzo Viviani, in Saggi su Galileo
Galilei a cura del Comitato Nazionale per le manifestazioni celebrative del IV cen­
4
2 Su Andrea Arrighetti tenario della nascita di G. Galilei, Firenze 1972; e la "voce" Viviani Vincenzo a
' no
Di:;:tona . ' afI'CO deg si veda la "VOce " rel
atlv
' a a cura d1' M Gl' , , cura di A. Natucci nel Dictionary of Scientific Biography edited by Ch. C. Gillespie,
Btogr li Italiani, val, 4, Rama 196 •
1OZZ1, In
Tozzettl' , Notlzle sug 2 pp' 307-308 e G. T ' XIV, New York 1979, pp, 48·50,
"
li aggrandimeltti deIle s Ienz
.
. . 'he accadut
argloni
28 Bacc10 deI Bianco aveva ricevuto licenza, nel dicembre 1650, di recarsi
carso degli anni LX del seco C e fzslc i in Toscana nel
lo XVII, tomo I, Flre.
gna nze 1780, rist
1967, pp. 186-187. , anastatica Bolo- presso il re di Spagna pur continuando a mantenere la carica e lo stipendio di in­
25Con rescritto del 4 gegnere della Parte. Nel 1653 si era licenziato anche l'ingegnere Francesco della

;
aprile 1648 il granduc Nave, che ricopriva la carica di "ministro d'Arno". Per questi motivi Andrea Ar­
fermarlo nella carica a Ferdinando II, oltre
di Soprintendente ge a con­
che Provveditore general erale delle fabbriche, righetti propone al granduca di eleggere il Viviani "ingegnere sostituto" (carica
e delIe fortezze, c r. lo nominava an­
briche, n. 128 c. 71. A.S.F., Scrittoio delle
fortezze e fab- evidentemente creata ad hoc e che non verrà più riproposta in seguito) « con ob­

26 A.S
bligo di sopraintendere e tirare innanzi i lavori neI modo che faceva l'ingegnere
.F., Capitani di Parte Francesco Nave e con assegnargli la sopradetta provvisione del ministro ) (cioè 7
(nn. neri) f 1488 n.
5. Anche nello Scrittoi
e va farmanclOSI" 10"
delle fortezze e fabbrich o
. questo periodo un ruo scudi, in aggiunta ai 5 che gli spettavano come "aiuto"), A.S.F., Capitani di Par­
un Ingegnere dedito escl " lo di tecnici:
usivamente a quest ufflClO . ' te (nn. neri), f. 1488 n. 174. Su Baccio del Bianco cfr. F. Baldinucci, Notizie
16 scudi (nel 1651 questa . con una provvisione men
carica e' rIco sile di dei professori di disegno cit., V, pp. 16-56 e A. Favara, Galileo Galilei e Baccio
perta dal col. Annibale
clera• F"erdinando Tacca) . . Cecch'1, a cui Succe-
e alcuni "aiuti'" 1 qualI del Bianco, in « Atti e memorie della R. Accademia di scienze, lettere e art! 10
Padova t>, V, 1889, pp. 14-15. Dopo la morte di Galileo, per volere del granduca,
rIcevono una provvisione
mensile

- 178 c...
- 179 -
assume a pieno titolo la carica
di ingegnere nel 165 8 ", ma
pur mantenendola formalmente nel 166 6
, viene sollevato da tutte le ' ' possibile parIare di un'occupazione dei ruoli tecnici nei pubblici uffici,
che essa comporta e mte illcomhenze
' rpellato solo nei casi di mag non solo attraverso le cariche concesse ad esponenti significativi, come
. giore impegno 30
(come per I lavotl. dI. allargam . Viviani, ma anche grazie all'introduzione, nel lavoro tecnico, di un me­
ento deII'Omhrone piS tOles e, cui soprin-
tende dal 167 8) 31 . todo che rende questi uffici una sorta di scuola di formazione profes­
È già stata notata la progress sionale per i giovani che vi operano, con un conseguente allargamento
. iva Occupazione da parte dei
sentantI della cosiddetta "scu rappre­ della hase sociale di ricezione della lezione galileiana.
ZI���
.
. . . ola galileiana" delle plU' , ImportantI' POSI. -
1 attlche co�temporanee
d'd Le variazioni avvenute nel � ruolo degli /{aiutill dell'ingegnere fra
.
(in particolare le cattedre mat
ne . , .
rnverslla ematiche il 1654 e il 1674 ne sono una significativa riprova: a fronte della
dI PIsa e nello Studio di Fire
. nze, ma anche queIIe neI-
l'AccadernIa deI DIse' gno e nella Paggeria di cort progressiva scomparsa delle figure di formazione artistica (gli ingegneri
e) 32, Analogamente, è
IIscultori " Giovan Pietro della Bella e Francesco Generini) 33, si fa stra­
da un gruppo di giovani capaci di affiancare il matematico Viviani e
Viviani si ::\�ecato . proprio presso il del Bianco per imparare « la prospettiva di interpretare con alto grado di precisione tecnica - riscontrabile an­
il disegno c lte ttOfllCO » (A. Favara, Amici e corrispondenti di Galileo
e che f!-ella loro produzione cartografica - le necessità politico - ammini­
p. 1038 ). cit., II, strative relative alla gestione territoriale 34,
29 A.S.F., Capitani ' di Parte (nn ' neri), f . Giuliano Ciaccheri 35 è senz'altro la figura plU rappresentativa di
. . 829 n" 263 rescritto dei 16 novem-
bre 1658. Il motuproprzo dI . . questa nuova generazione di ingegneri. Formatosi alla scuola del Vivia­
concessione è del 21 febbralO
successlVO.
30 A.S.F. , Capitani di Parte (nn. neri) . ni, col quale collabora costantemente come lIaiuto" fino dal 1661, do­
, f. 1489 n. 7, motuproprzo


gio . 1666' In quest� occasione del 15 mag-
. la sua provvisione viene decu po che al maestro viene concesso « il riposo nella carica di ingegnere
��
.
essl Pol al Clac��en con il motu rtata di 6 scudi n­
.
n effetti, l'I VIVlam. verrà molt
�� ; �
proprio del 15 aprile 1669 (ibidem
. ' f. 1489 � ).

:!:��
o n or '
orn:ol�o in lav�ri per l'�fficio,
tanto da lamentarsi che il prov
ved e 66 �I SIa p�r lUI rlsol .
mera diminuzione di stipendio to In una
(cfr A F v ro, Am ' e 33 Sia Giovan Pietro della Bella che Francesco Generini vengono citati dal
.� � m;:
lCI corrzsp ondenti di Galileo
e I SUOI Interventi verranno
cito, II" p 1094) . Le sue relaZlOm . . ' . ' � �
erò. � ensatl. " a
. Baldinucci fra gli allievi dello scultore Pietro 'Tacca (cfr. F. Baldinucci, Notizie dei
not�la,,, come lIbere prestazio professori di disegno cit., IV, p. 107). Il della Bella era entrato nell'ufficio del­
ni professionali (cfr. A .S .F
: , CapI anI z arte (nn.
�:�
nen), f. 1489 n. 2 per il resta la Parte nel 1642 (v. sopra nota 20), il Generini vi era stato ammesso nel febbraio
uro del te alla CarraIa e f. 1667 n.c.,
settembre 1679, per i lavori sull' sotto 4
Ombro 1648 (A.S.F., Capitani di Parte (nn . neri), f. 817 n. 338). Nel 1654 essi risultano
.
31 Cfr. A S�F" Capz" anI dt' Parte (nn. i soli, degli otto "aiuti", ai quali sia concesso l'uso del titolo di ingegnere (cfr.
neri), f. 1666 n.c. Dal 1649
' .

VI'vI'anl' aveva gia lavorato come ' . al 1652 il ibidem, f. 824 n. 40).
nibale Cecchi - per 1' « G'IU
"aiuto" - lnSIe me a BacclO ' del Bianco e ad An-
.
d'ICI, delegati sopra l'1 �esar�lme 34 Oltre al Ciaccheri, su cui v. infra, possiamo citare: Francesco Landini, Ri­
da farsi nei fiume Ombrone ». nto, lavori e acconcimi
. I lavon' vengono rIpresI nel . dolfo Giamberti, Michele Goti e il "ministro d'Arno" Jacopo Ramponi. Una te­
denza VIen ' e affIdata al Viviani, coadiuva 1678 e la s?pr� ten-
to dagli "aiuti" G'lUrlano CIacch . stimonianza sul ruolo di guida ricoperto da Viviani nei confronti di questi giovani
le Gori e Ridolfo Giamberti. en, Mrche-
ci è offerta anche dal Vanni là dove parla de « gli ammaestramenti e buone re­
32 Sulla "scuola galileiana" cfr. la sinte . gole contribuiteci dal sempre memorabile nostro protettore Vincenzo Viviani, al
. d'I si di U. BaId'Inl, La scuola galileiana,
in Storta ta1l"a, Annali 3, quale debbono tutti gli aiuti dell'ingegnere professare non piccole obbligazioni tan­
. Scienza e tecnica nella cultura e nella
nasczmento a oggi, a cura d'l G. M'IChel'1, Torino
societ
à dal Ri-
��:��: ;�;' !�:;: �: � ��: � ���
to per averci dato sì necessarie teoriche che utilissime pratiche » (Avvertimenti e
1980, pp. 383-463.

!� � :�:
u S iO ti iO i t discorsi di Bartolomeo Vanni ingegnere mediceo (1662-1732), a cura di L. Zanghe­


apPlic v � attiCh a carattere tecnico- ti, Firenze 1977, p. 43.
s i ri v . .
�t
1 O di f �mazl0ne �el
persona:e tecnico impiegato
. . in uffici pubblici: 4
nel 16 9 a 35 Per la biografia del Ciaccheri si veda la "voce" Ciaccheri Giuliano, a cura
al paggI VIene affidata al Viviani' mentre quella :ttura l matematIca
nell'Accademla del Disegno passa di L. Zangheri in Dizionario Biografico degli Italiani, voI. 25, e U. Thieme - F. Becker,
dal TorriceIli allo stesso Vivia
ni nel 1657. Allgemeines Lexikon der Bildenen Kunster VOI1 der Al1tike bis zur gegenwart, VI,
Leipzig 1912, pp. 556·557.

- 180 _
- 181 -
della Parte perché possa con maggiore applicazione e quiete prosegui­ lavoro burocratico, che sfrutta al massimo l' accresciuta capacità dei
re i suoi studi » 36, viene investito di maggiore responsabilità nella ge­ tecnici .
stione dei fiumi e gratificato, con il collega Francesco Landini, di un Verso gli anni ottanta, infatti, sull'onda di un generale movimen­
sensibile aumento dello stipendio mensile 37 . I suoi numerosi rapporti to di riforma istituzionale che percorre l'apparato statale sotto Cosimo
d'ingegneria idraulica, il disegno di uno strumento per misurare la ve­ III 4G, si assiste ad una articolazione specialistica del lavoro che tenta,
locità delle acque nonché la partecipazione ad una Accademia geome­
tt attraverso la creazione di nuovi istituti amministrativi, di superare la
trica" in cui intervengono anche altre figure della media burocrazia tecni­ pesante interferenza dei farraginosi- procedimenti burocratici e giurisdi­
ca (Iacopo Ramponi, Giuseppe Balatri) 38, testimoniano anche in lui di zionali sul lavoro tecnico. Nascono così la Congregazione di strade e
quel convergere fra interesse scientifico e interesse professionale che già ponti 41, i Giudici delegati sull'Ombrone 42, sul Bisenzio 43, sulla Nievo-
aveva distinto il Viviani.
II confronto con l'ingegnere Alessandro Bartolotti, attivo quaranta
anni prima, è iIIuminante . II passaggio daII'empiria alla tecnica scienti­ 4{) Per un'analisi della situazione toscana nel corso del XVII secolo cfr.
ficamente fondata è ormai avvenuto ed è interessante notare come le F. Diaz, Il granducato di Toscana, I Medici, Torino 1976, pp. 327-51 1 . Sui tenta­
tivi di. riforma e moralizzazione dell'apparato statale sotto Cosimo III cfr. P. Be·
strutture tecnico - amministrative dello Stato non solo abbiano recepito
nigni - C. Vivoli, Progetti politici e organizzazione di archivi: storia della docu­
questa trasformazione ma siano divenute uno dei luoghi privilegiati del­ mentazione dei Nove Conservatori, in (, Rassegna degli Archivi di Stato », XLIII
la sua trasmissione 39 . Di fronte aIIa crisi generale deIIa società italia­ (1983), n. l, pp. 47-55 e gli accenni contenuti in P. Benigni, Francesco Feroni,
na e al declino scientifico che caratterizza la seconda metà del secolo empolese, negoziante in Amsterdam, in ({ Incontri. Rivista di studi italo - nederlan·
infatti, questi uffici, ormai pienamente inseriti nella compagine istituzio� desi », I (1985-86), n. 3, pp. 97-122.

naIe, mostrano un'autonoma capacità di sviluppo riconducibile a due or­ 41 Questa Congregazione era composta dal Provveditore della Parte e dal So­
prassindaco dei Nove. Essa aveva il compito di comporre le differenze giurisdizio­
dini di fattori: da un Iato al sempre maggiore rilievo economico - po­
nali relative al rifacimento di strade e ponti che spettavano alle comunità. Aveva
litico assunto da problemi quali la regolamentazione del corso dei fiu­
giurisdizione sia civile che criminale. Da essa dipendevano i numerosi "agenti di
mi, la bonifica di zone paludose, il mantenimento deIIa rete viaria la
i
strade" i quali, in seguito ai controlli periodici della rete viaria loro affidata,
necessità di definire il confuso intreccio territoriale dei confini pol tici erano tenuti a notificare alle comunità gli "acconcimi" a cui esse dovevano provo
e giurisdizionali; dall'altro alla capacità dello Stato di individuare obiet­ vedere.
tivi precisi e di perseguirli attraverso una migliore organizzazione del 42 I Giudici delegati sull'Ombrone, istituiti per la prima volta nel 1649,
erano inizialmente composti dal segretario della Pratica segreta di Pistoia, un mem­
bro del magistrato dei Capitani di Parte (priore Donato dell'AntelIa) e dal Prov­
veditore della Parte (Andrea Arrighetti). Già nel 1650, però, "per la difficoltà di
riunirsi", non deliberano più collegialmente ma delegano la loro autorità ad uno
36 Motuproprio del 15 maggio 1666 in A.S.F., Capitani di Parte (nn. neri), f.
solo dei membri riunito insieme con gli Ufficiali dei fiumi. Nel 1678 vengono
1489 n. 7.
di nuovo istituiti e, con motuproprio del 21 ottobre, viene commesso agli auditori
37 Motuproprio del 15 aprile 1669 ibidem, n. 5 l . Ferrante Capponi e Giuseppe Orceoli di decidere pettoralmente su tutto il contenzio­
3 8 Cfr. G . B . Nelli, Vita e commercio letterario di Galileo Galilei cit., p. 770. so che i lavori affidati al Viviani avrebbero potuto suscitare, ({ in luogo dei Magistrati
Giuseppe Balatri, fratello dell'architetto Giovanni Battista e nipote di Matteo Ni­ della Pratica e della Parte » (A.S.F., Capitani di Parte (nn. neri), f. 1666 n.c., sot­
getti, ricopre dal 1666 la carica di "ministro d'Arno". Jacopo di Giorgio Ramponi, to 22 dicembre 1678).
dopo aver servito alcuni anni « in varie occasioni di ingegnere lo Scrittoio delle 43 I Giudici delegati sul Bisenzio, istituiti il lO agosto 1690, erano compo­
Possessioni in levar piante, a visitare a diversi ripari di fiumi e fabbriche e . . . ai sti da cinque membri: l'auditore del tribunale della Parte, il Provveditore (Ala­
lavori della Vagaloggia », subentra nella stessa carica i l 28 agosto 1672 (AS.F., Ca­ manno Arrighi), il Provveditore generale delle fabbriche (Pietro Guerrini), Vincenzo
pitani di Parte (nn. neri), f. 1489 cc. 6 e 116). Viviani e il cancelliere dei Nove (del Teglia). Nel 1695, su sollecitazione probabil­
39 Cfr. U. Baldini, La scuola galileiana cit., pp. 439-440. mente del magistrato dei Capitani di Parte che guardava con sfavore a queste giu-

- 182 - - 183 -
fino a divenire un
le, sulle " Alpi pennine" 44 e le Congregazioni del Valdarno di sopra e inizi in questa fase si accentua notevolmente,
del Valdarno di sotto 45, Con questi organismi s'intende superare la scle­ tratto caratteristico.
che ci si prefigge è
rosi delle procedure ordinarie e costituire una sorta di I{ corsia prefe­ Sul piano politico - amministrativo lo scopo
nevralgici del territorio per rea·
renziale " (e di parallela giurisdizione speciale per il contenzioso) per il duplice: da un lato intervenire sui punti .
disbrigo sia tecnico che amministrativo dei lavori progettati nelle varie e opere di regimazione fluviale o di bonifica, dall'altro attIvare un
lizzar
assicurare la necessaria co­
zone e per la riscossione e gestione delle relative /I imposizioni" . meccanismo impositivo efficace che ne possa
aspelli (e non solo del primo)
I vari ingegneri dei Capitani di Parte prestano la loro opera pres­ pertura finanziaria . Di ambedue questi
l'ingegnere, a cui è fatto ob­
so queste Congregazioni, elaborando progetti e seguendone le fasi di viene in qualche misura reso responsabile
l'individuazione non solo del­
realizzazione, con un aumento sia quantitativo che qualitativo dell'impe­ bligo di accompagnare ogni progetto con
su cui essa debba essere fatta
gno. In particolare, la stretta interdipendenza fra aspetti tecnici e aspet­ la spesa prevista, ma anche dei soggetti
ti amministrativi all'interno del loro lavoro già presente fin dagli

gravare.
i dei fiumi e al loro mo­
Nuove disposizioni relative alle imposizion
gnere conosca e pratichi un com­
do di calcolarle 46, prevedono che l'inge
e fiscale che, per essere cor­
plicato sistema di classificazione e imposizion
risdizioni speciali che minacciavano la pienezza dei suoi poteri, il granduca propose liata conoscenza e descrizione
rettamente applicato, richiede una dettag
che « le faccende alla giornata tornassero al Magistrato come prima » e rimanessero lavori di sistemazione idraulica :
in carica solo l'auditore, il Provveditore e il Viviani, « ministri soliti dell'offizio », delle porzioni di territorio interessate ai
e e descrizione topografica di
intervenendo gli altri solo se chiamati. A tale proposta la Congregazione rispose di­ questo comporta un lavoro di misurazion
cui può essere ricondotta molta
fendendo il proprio operato e la necessità di continuare a sussistere per portare a tipo, potremmo dire, /I precatastale" , a
termine i lavori iniziati (A.S.F., Capitani di Parte (nn. neri), f. 1492 c. 28 bis).
della produzione cartografica del periodo.
44 Questi Giudici delegati, i a ricoprire non solo
In questa veste, il tecnico si trova quind
istituiti con motuproprio del 2 luglio 1689, erano
stati incaricati, con rescritto del 16 giugno 1691, di concedere licenze di taglio di politico - amministrative in
legnami in deroga alle leggi del 1559 e del 1564. Essi erano composti dal Prov­
mansioni burocratico ricognitive, ma anche
_

·
una specifica responsabilità po­
veditore della Parte (Alamanno Arrighi) e dagli auditori Piero Angeli e Giovanni quanto soggetto di un atto che comporta
ripartire un'imposizione diretta
Carducci. Nel 1669 il Provveditore Giovanni Gaetano Tornaquinci, considerato che litica: stabilire la quantità e il modo di
, egli è in certo qual modo
essi « con molta difficoltà possono mettersi insieme » e che da circa tre anni non su enti, privati e comunità 47 . D'altro canto
nge a circoscrivere le sue ca-
prigioniero di questo sistema che lo costri
si riuniscono più, supplica il granduca di « rimettere al Magistrato de' Capitani di
Parte la concessione di tali licenze e la medesima iurisdizione concessa ai Deputati ».
Anche in questo caso si nota la tendenza a far rientrare nel Magistrato quei po­
teri che si era tentato di decentrare in altri organismi.

45 Queste due Congregazioni avevano un carattere diverso dalle altre sopra


4<i
om e ripari d'Arno da Firenze a
Cfr. la « Provvisione sopra le lmpOS1Z1
luglio 1681 in Legislazione toscana cit.,
elencate. Composte di laici eletti dal sovrano e di ecclesiastici, secolari e regolari, XIX,
Signa del Magistrato supremo » del 23
in numero variabile (di solito si trattava degli spedalinghi di Santa Maria Nuova
pp. 205-224.
e degli Innocenti e degli abati dei monasteri più facoItosi), avevano lo scopo di com­
esente da contestazioni e, molto pro­
porre le controversie che sorgevano quando si esigeva da enti ecclesiastici il rimbor­ 47L'esercizio di questa attività non è
viene
tto in favore delle comunità le quali
so, per la parte loro spettante, dei lavori di ripari fluviali. Con il concordato sti­ babilmente, da abusi. Con un « Rescri
uire al manten imento dei fiumi » del 24 ot­
pulato il 14 novembre 1688 (cfr. A.S.F., Capita'1i di Parte (nn. neri), f. 158 n. 131) ordinato non essere obbligate a contrib
XIX, pp. 348-352) , il granduca viene
in­
fra lo Stato e i vescovi toscani, da un Iato si era ottenuto che gli ecclesiastici non tobre 1684 (in Legislazione toscana cit.,
popoli i quali si lamentano
ità, potesterie e
potessero più pretendere esenzioni una volta approvate le relazioni proposte dagli contro alle proteste di vicariati, comun
di essere obbligati a <, concorrere alle
o l'ar­
spese de' risarcimenti dei fiumi second
» ,
ingegneri della Congregazione, ma, dall'altro, si era dovuta in parte trasferire l'au­
egnere anche quand o il vantaggio è solo dei proprieta-
torità del tribunale della Parte, in materia -di esecuzione sui beni, nelle Curie bitrio degli aiuti dell'ing
vescovili. ri privati.

- 185 -
- 184 �
pacità tecniche all'interno di
esigenze e limitaziom. amm1nlst . . .
. ratlv e . Sa-
rebbe tuttavIa un errore imm stessa persona, questo avviene raramente per gli ingegneri, i quali pos­
aginare un personale tecnico
I( uro " ' ID­.
sono solo sperare nelle commesse da parte di altri uffici o di privati 50
sofferente delle pastoie buro P
cratiche a cui suo malgrado
. deve so t
terSI' .. In � �
' effe tl, . tortuosI. percorsi
. . delle pratiche, le citazioni, i
tome t­
Tuttavia, se molti, pur di ottenere la carica di /I aiuto" dell'inge­
� rico rsi

Ie OpposI IOm del privati,
delle comunità e degli enti gnere, accettano di essere imborsati senza stipendio fisso 51, è perché
�� :
o e VIslt . e

e a nu ve relazioni, se da
che obbligano
un lato rimandano talvolta anche in questo caso - come in gran parte della burocrazia dello Sta­
. , al-
I mfmIto la realIzza zIOne dei lavori , dall'altro to rinascimentale -- vale il principio che l'ufficio crea il beneficio: la
. CDSt't
l UlSco
' no altrettante
occasIOni di impiego e ' qum .
d'1, d'l guaclagno per ingegneri, carica pubblica viene cioè ricercata non tanto per se stessa ma perché
ministri e
agenti . contribuisce a procurare guadagni privati 52. Ma è anche vero che, no­
Di fronte alle rIpe' tute denunce di malversa nostante la frequente trasmissione generazionale della professione e del­
zioni e interesse pri-
vato nella conduzione dei l'impiego, la carica non fornì (direttamente o indirettamente) a nessu­
lavori, che non risparmiano
neppure gli in


geg eri più quotati 48, è lecit no dei nostri ingegneri occasioni di guadagno tali da permettere il con­
o domandarsi fino a che pun
to questi epi seguimento di una duratura stabilità economica e di una più elevata
sod1 fossero solo espressio
ne di malcostume e non, anc
be, Ia conseguen-
:
za d·l una po1"ltl. a che tend
eva, attraverso il contenim
ento degli stipen-
posizione sociale .

dI � la conce slOne arbitrar


.
� ia delle cariche, a respinge
re i tecnici in
Nelle scarse gratificazioni economiche concesse agli ingegneri per
tuoli subalterm e non grat tutto il secolo possiamo inoltre leggere un riflesso della scarsa consi­
. ificanti, soprattutto rI'spetto al ruoli ammi-
. .
lllstratlvI derazione sociale riservata a queste figure, conseguenza, a sua volta, di
49.
una situazione storica generale che ne limita fortemente le possibilità

�:
La Provvision dell'ingegn
ere d'Arno, 20 scudi già di impiego professionale al di fuori dell'istituzione pubblica o della cor-
alla fine del
X �
secolo, non he umentare, �oscilla per tutto il secolo
seguente fra
i e l. 20 scudI ed e ancora ugu
, .
f
I In egnere (5 scudi al mese dal 164
ale nel 173 7, quella degli
"aiuti" del­
5) rimane irrimecliabilmente fissa 50 Anche all'interno dell'ufficio dei Capitani di Parte possiamo riscontrare
cos came le dIane per le
visite, mentre nessun emo

'
lumento particola vari esempi di questa pratica, comune peraltro a tutte le branche dell'amministra·
re sembra loro dovuto
almeno in questo pen. o zione dello Stato di antico regime. Significativa, sebbene non unica, la vicenda dei
do, per la redazione e
Ia Il messa a puIito " deII
���: � � e pIan
' te relative ai lavo Cennini: nel 1680, quando Francesco Cennini (ultimo rampollo, insieme al fratello
. ri loro affidati A
to Is �
gna a giungere che, men
tre nei ruoli amministrat
· Giovanni Battista, di una famiglia che serve da tre generazioni nell'ufficio della
. ivi le ca- Parte) viene nominato camarlingo delle Possessioni, gli subentra alla Parte il fra­
e l relatlVI emolumenti ven
gono facilmente cumulat tello Giovanni Battista che viene cosl a cumulare le cariche di commissario dei
i in una
lastrici, pagatore dei fiumi e munizioniere (già tenute dal fratello) nonché altri in­
carichi minori che, in termini di stipendio, comportano un mensile di quasi se­
dici scudi. Alla sua morte (1683), su proposta del Provveditore, Francesco Cen­
4ll Cfr. Avvertimenti

� :: �: � S �: ! ;:��
.
d · o . It. , nini viene di nuovo investito di tutte le suddette cariche, pur mantenendo quella
ar re la « Lettera di aiuto
l'ing�gnere della Parte all'
ll. del- di camarIingo delle Possessioni.
g. e t
.
abUSI che succedono intorno . . in ordine agl'inconvenienti
a' laVOfl nguarclantl. la Part 51 Nel 1654 Giovanni di Bartolomeo Bruschieri supplica di essere accettato
. .
dI dodICI capItolI », pp, 3 1-56
. . _ e e l Nave, con l'annesso'
. come "aiuto" « senza provvisione, con le solite esenzioni che godono gli altri in­
49 Lo confermano i ripetuti tentatiVI· d·l al . . gegneri » (A.S.F., Capitani di parte (nn, neri) , f. 824 n. 40); nel 1676, Michele di
CU�l Ingegnen. dI. passare nei
amministrativi. Al già citato ruoli Silvestro Gori supplica anch'egli di essere « ammesso nelle borse degli ingegneri

;;:
esempIO
· cleI BartolOttI (v. sopra) .
quelio dell' "aiuto" Gualtero possramo aggI. ungere della Parte senza alcun stipendio o provvisione ma col solo emolumento delle gi­
: �:
tto Cecch· h b�n due volte (nel 1666 e
1672) supplica di eSsere nom nel te » (ibidem, f. 856 n. 89).
inato "mi is r rno (cfr. A.S.P., Capitani di
(nn. neri), f. 1489 cc. 6 e 116) Parte
. 52 Cfr. H. R. Trevor - Roper, Protestantest'mo e trasformazione sociale, Bari 1977,
pp. 103·105.

- 186 �

- 187 -
te. Ma, a ben vedere, gli esiti di fine secolo mostrano i segni di una gnere particolarmente capace dalla massa indifferenziata dei periti dalle
lenta e non sempre costante evoluzione in senso contrario: con il pas­ svariate qualifiche; con l'affinarsi delle strutture amministrative centra­
saggio dai llpratici" ai Umatematici", le regole e le metodiche della nuo­ lizzate dello Stato regionale (in -cui va evolvendo un'ottica territoria­
li

va scienza introdotte negli uffici - interpretate in senso strettamente le" dei problemi) si definisce anche la collocazione istituzionale di que­
metodologico e tecnico - applicativo 53 - conseguono dei successi che ne sta figura, quindi la carica. In questa fase, fra carica e titolo pro­
garantiscono la diffusione e la penetrazione nella mentalità e nelle IstI­ fessionale si viene ad instaurare un rapporto non paritetico, in cui
tuzioni; parallelamente, con l'ampliarsi delle basi teoriche e lo spe­ l'accento è posto sul primo elemento: la carica, infatti, non viene con­
cializzarsi del lavoro, il tecnico diviene depositario di un sapere che cessa sulla base di un titolo professionale o di un oggettivo riscontro
lo rende in qualche modo, almeno tendenzialmente, autonomo anche dal­ delle capacità (in assenza di luoghi deputati istituzionalmente alla for­
la sua collocazione istituzionale, gli garantisce dignità e riconoscimento mazione, l'unica l/abilitazione" è data dall'apprendistato interno o dalla
sociale. raccomandazione di qualche garante), ma è essa stessa mezzo per otte­
Questa tendenza (avvertibile anche nell'ampliarsi degli uffici tec­ nere "diplomi" di professionalità (anche il titolo di ingegnere, e non
nici alla fine del secolo e nella creazione di una gerarchia di figure tec­ solo la carica, viene concesso dall'autorità del Principe). D'altro canto,
niche diversamente qualificate e provvisionate) non giungerà tuttavia, in la professionalità richiede la carica per poter essere esercitata, in man­
Toscana, al suo naturale sbocco - la creazione di un corpo professio­ canza di altri sbocchi.
nale - che nel secolo XIX. Motivi sia di ordine generale (come la Con il definirsi dei contorni professionali conseguente alle acquisi­
crisi economica conseguente allo spostamento dei traffici) che partico­ zioni tecnico - scientifiche di metà secolo, l'accento si sposta sul secon­
lare (fra cui le scarse possibilità di impiego privato, la mancata rego­ do elemento che assume un peso maggiore, sebbene non ancora pre­
lamentazione dei luoghi e dei metodi della formazione e del reclutamen­ ponderante. La successiva evoluzione (di cui qui possiamo apprezzare
to) impediranno che questo ristretto gruppo si allarghi e sviluppi la solo i primi germi) andrà nel senso della progressiva crescita di auto­
propria professionalità - e una parallela coscienza di corpo - colle­ nomia della figura professionale dalla carica istituzionale, cui corrispon­
gandosi ad altri gruppi sociali. derà l'affermarsi di un ruolo sociale riconosciuto.
Volendo riassumere in un'unica formula le parallele linee di ten­
denza che sembrano, in definitiva, caratterizzare l'evoluzione della fi­
Lo "Scrittoio delle possessioni di S.A.S. ".
gura dell'ingegnere a servizio di una magistratura pubblica dalla fine
del XVI alla fine del XVII secolo, potremmo cosÌ sintetizzarle: dalla Lo Scrittoio delle possessioni si forma intorno alla metà del seco­
pratica alla carica, dalla carica alla professione, dove ci preme sottoli­ lo XVI, nei primi anni del principato, sulla base della precedente or­
neare il singolare intreccio, in questa figura, degli aspetti culturali con ganizzazione che i diversi esponenti della famiglia Medici avevano im­
gli aspetti politico - istituzionali. piantato per l'amministrazione del loro patrimonio 54 ,
Alla fine del '500 è il servizio al Principe che costituisce il " se­ Sin dal Quattrocento i Medici, come del resto le altre famiglie
gno di elezione" che fa emergere l'architetto, il capomaestro, l'inge- dell'oligarchia fiorentina, avevano intrapreso una intensa politica di in­
vestimenti fondiari, politica che riceve un notevole impulso con l'av-

53 « I galileiani toscani facenti capo a Redi aderiscono ad un'interpretazione


metodologica, non gnoseologica e tantomeno ontologica della lezione galileiana, che 54 Non si conosce con esattezza la data di istituzione dello Scrittoio, ma si
la rende se non propriamente conciliabile con la metafisica tomista, certo non con­ sa che questi uffici si formarono gradualmente, cfr. a questo proposito, F. Ferruz­
traddittoria ad essa perché collocata in un ambito diverso e accuratamente circo­ zi, La camera del Granduca, in « Rivista d'arte, studi documentari per la storia
scritto » (U. Baldini, La scuola galileiana cit., p. 450). delle arti in Toscana », serie IV, XXXVIII (1986), Il, pp. 309-310.

- 188 - - 189 -
vento del principato, in conseguenza dell'accresciuto peso politico e deI� centrale a Firenze ed uffici periferici a Pisa e presso la fattoria della
le maggiori disponibilità economiche della famiglia, frutto della gene­ Marsiliana nella Maremma grossetana 59.
rale commistione tra interessi pubblici e privati propria dello stato pa� È lecito avanzare qualche dubbio sul carattere totalmente separa­
trimoniale all'inizio dell'età moderna 55. to e privato dell'amministrazione delle proprietà granducali se si pensa
Soprattutto Cosimo I, ma anche i suoi figli e successori, France� non solo a quanto si è già detto sulla commistione tra pubblico e pri­
sco e Ferdinando, possono così accrescere il patrimonio, non solo me­ vato negli stati anciem régime, ma soprattutto al disinvolto uso delle
diante acquisti o allivellazioni di beni ecclesiastici e comunitativi, ma risorse pubbliche per finalità ed inferessi personali proprio della poli­
anche incorporando beni attraverso colmate, prosciugamenti di paludi tica medicea .
o stagni, raddrizzamenti di fiumi . . . 56 Del resto dubbi ed incertezze sul carattere dello Scrittoio doveva­
no esistere anche allora se, agli inizi del secolo XVII, Giovan Battista
Dopo la conquista di Siena e la definitiva regionalizzazione dello
Concini, primo segretario ed auditore di Cosimo II, sconfessa la Pra­
stato, le Il possessioni granducali" si estendono così su quasi tutta la
tica segreta che si era pronunciata a favore del carattere privato dei
Toscana, concentrandosi in particolare nelle zone poste a coltura gra­
"beni propri et particolarill del Granduca 60,
zie ad opere di bonifica (Maremma pisana e grossetana, Valdinievole,
Questi beni erano inoltre esenti da imposte e godevano di una
Valdichiana , , ,) " ,
giurisdizione esclusiva per il contenzioso civile e criminale esercitata,
Per la gestione di questi beni, « governati con amministrazione to­ fino alla seconda metà del Settecento, dallo stesso Scrittoio 61 .
talmente separata da tutte le altre entrate o possessioni pubbliche ap­
partenenti immediatamente all' erario o si voglia dire alla corona del
Granducato » 58, viene istituito lo Scrittoio delle possessioni con sede
ghi di Castiglion della Pescaia e di Fucecchio e da alcuni passi di nave, A.S.F.,
Miscellanea medicea 313, ins. 18 <� Effetti dei beni che possiede lo Scrittoio delle
possessioni di S.A.S. ».

55 Cfr. F. Diaz, Il granducato . cit., pp. 146-148. Notizie sul patrimonio fon- 59 Utili notizie sullo Scrittoio e sulla sua- organizzazione sono in A.S.F., Pos­
diario dei Medici sono anche in V. Franchetti Pardo - G. Casali, I Medici nel con­ sessioni 3865, « Pratica dell'azienda delle Possessioni di S. A. Serenissima, extrat­
tado fiorentino, ville e possedimenti agricoli tra quattrocento e cinquecento, Firen­ ta in compendio per alfabeto dalli principali negozi, ordini e consuetudini che
ze 1978, e, per i beni fuori della Toscana, in G. Pansini, Gli interessi medicei nel sono stati fatti e vegliano nello Scrittoio delle possessioni della medesima A. Se­
regno di Napoli e in Calabria nel secolo XVII, in « Atti del Terzo Congresso Sto­ renissima da F. R. a laude e gloria di Dio ».
rico Calabrese (1963) », Napoli, Fiorentino, pp. 123-148. Senza data, ma probabilmente attribuibile a Felice Ricoveri, sottocancelliere
dello Scrittoio nella seconda metà del Seicento e databile intorno al 1680.
56 Cfr. E. Fasano Guarini, Regolamentazione . cit., p. 44 e, più in generale,
60 In una causa vertente fra i vicari di Pescia e di Montecarlo per delle con­
D. Barsanti - L. Rombai, La "guerra delle acque" in Toscana, storia delle bonifiche
troversie giurisdizionali la Pratica segreta aveva sostenuto che « lo scrittoio di Pisa
dai Medici alla riforma agraria, Firenze 1986.
di V. A. sia publico magistrato è falso perché si sa che ella si contenta et vuole
57 Cfr. F. Mineccia, Note sulle fattorie granducali del Pisano occidentale nel­ che i suoi beni propri et particolari siano, conforme alla disposition di ragione,
l'età moderna: Antignano, Casabinaca, Collesalvetti, Nugola, S. Regolo e Vecchia­ riconosciuti come privati . . . », ma nel rescritto rogato da G. B. Concini si dice
no, in Agricoltura e aziende agrarie nell'Italia centro - settentrionale (secc. XVI ­ esplicitamente: <� Lo scrittoio di Pisa et tutti gli altri per li beni propri et par­
XIX), a cura di Sauro Coppola, Milano 1983, p. 289. ticulari, et privati et patrimoniali di S. A. non si devono havere per privati et li
58 A.S.F., Reggenza 245, 6 « Memoria del balì Sansedoni sopra lo scrit­ debitori di detti scrittoi si hanno per debitori pubblici, poiché tutti li privilegi
toio delle possessioni di S.A.R. », 1744. concessi ai beni di comune, camera o fisco, competono ancora ai beni propri, pri­
Oltre a più di trenta fattorie rientrano tra i beni amministrati dallo Scrittoio vati et patrimoniali del principe . . . », A.S.F., Pratica segreta 17, c. 160 r. - v.
anche numerose case e botteghe, diversi poderi spezzati, alcuni mulini e le case 61 Si veda il motuproprio del 2 aprile 1735 in A.S.F., Segreteria di finanze
e botteghe del ghetto degli ebrei. Erano amministrati dallo Scrittoio anche i pro­ 351 e, plU m generale, la "voce" Scrittoio delle Regie Possessioni in Guida ge­
venti delle privative del ghiaccio e della foglia di gelso, e quelli derivanti dai la, nerale . . . cit., II, p. 71.

- 190 - - 191 -
A capo di esso si alternano fino ai primi anni del secolo XVII centrale, il Depositario generale in carica 66 ,
un singolo funzionario con il titolo di Soprintendente generale delle
6
Ad essa spetta trattare e proporre « tutto quello che occorrerà alM
possessioni oppure una commissione di più persone 2 ,
la giornata per mantenimento, servizio, conservazione et augumento di
Dal 1626 questa commissione, denominata congregazione o depu­ dette entrate » 67, con la partecipazione del segretario al Granduca de­
tazione delle possessioni, assume carattere stabile, anche se, nel 1666 gli affari più importanti,
viene reistituita la carica di soprintendente, che surroga in pratica le Di fatto, sebbene questo fosse per cosÌ dire l'organo di governo
competenze del ministro, la cui carica viene abolita, svolgendo compiti politico delle possessioni, la normalè routine amministrativa viene ga­
-

di coordinamento e di direzione sia della congregazione che, come si rantita dai ministri dello Scrittoio ed in particolare dal ministro ge­
è detto, resta in vigore, sia di tutto lo Scrittoio. ,
nerale e dal visitatore generale
Nell'un caso e nell'altro si tratta tuttavia di funzionari scelti di­ Il primo, che riceve una provvisione di 15 scudi al mese, desti­
rettamente dal principe fra i suoi più fidati collaboratori. Le caratteri­ nata però ad incrementarsi nel corso del secolo quando viene sostitui­
stiche particolari che presiedono alla nascita di questa amministrazione to dal soprintendente 68 , provvede al funzionamento dell'ufficio dirigen­
,
la differenziano dagli altri uffici, come gli stessi Capitani di Parte, che do il lavoro del personale subalterno (cancellieri, computisti, donzelli)
il principato eredita dalla repubblica e nei quali continuano ad essere mantiene i contatti con i fattori e predispone gli affari e le richieste
eletti, a tempo determinato e secondo il tradizionale sistema degli da trattare in congregazione 69 ,
Il squittini", i cittadini fiorentini, anche se spesso con compiti rneramen­
I l visitatore generale, con una provvisione di 1 2 scudi mensili, de­
te onorifici 63.
stinata anch'essa ad incrementarsi, deve invece visitare periodicamen­
Della congregazione fanno parte, oltre ai principali funzionari del­ te tutte le fattorie e proprietà granducali e « riconoscere e restar del
lo Scrittoio (ministro generale poi soprintendente e visitatore) , un se­ tutto a pieno informata , . . di quanto per servizio di tali beni, conser­
gretario del Granduca 64, un auditore 65 , e, con un ruolo sempre più b
vationi et aucyumen ti delle entrate di essi gli occorresse et alle cose ur-
plU
• •

genti dovesse immediatamente provedere in quel modo che scorgesse


70.
.
necessario et utile agli interessi di S.A.S. »

62 Cfr. A.S.F., Possessioni r. - 5 V.


3865, cc. 1 Questa figura può essere considerata il vero e proprio tramite tra
63 servi-
Si vedano a questo proposito G. Guidi, I sistemi elettorali agli uffici del il personale amministrativo e quello più propriamente tecnico al
Comune di Firenze nel primo trecento: il sorgere delle elezioni per squittino, in
« Archivio Storico Italiano » , CXXX (1972), pp. 345-407 e , per la situazione du­
rante il principato, R. B. Litchfield, Ufficiali ed uffici a Firenze sotto il Grandu­
a una provvisio­
cato mediceo, in Potere e società negli stati regionali italiani nel '500 e '600, a soprassindaco dei Nove conservatori; all'auditore veniva corrispost
cura di Elena Fasano Guarini, Bologna 1978, pp. 133-149 e G. Pansini, Le segre­ ne di 25 scudi al mese, ridotti poi a 20.

66 Sulla Depositeria generale,


terie . . cit,
.
principale cassa dello Stato, e sul depositario,
64 Cfr. ancora G. Pansini, Le segreterie . . cit.; nel corso del Seicento i se­
. che amministrava promiscua mente i beni della corona, il patrimonio privato e la
gretari che si occuparono dello Scrittoio (dal quale ricevevano una retribuzione di svolgendo un ruolo chiave nelle finanze granducali, si veda P: Ri­
to dt T0-
finanza pubblica,
12 scudi al mese, A.S.F., Possessioni 2519, ins. 78) furono Belisario Vinta, Ora­ p:obon ' La contabilità di stato nella Repubblica di Firenze e nel Granduca
zio Della Rena, G. Francesco Guidi, Persia Falconcini, Mauro Baldacchini, Fi­ ; :;ana, Girgenti 1892 e F. Ferruzzi, op. cit., p. 304.

67 c.
lippo e Lorenzo Corboli. Possessioni 3865, 2 r.
A.S.F.,
65
L'auditare svolgeva consulenza di carattere giuridico nelle cause vertenti Possessioni 3865, C. 9 v.
68 V. sopra a pago 192 e A.S.F.,
cc. 16 r. - 27 v.
presso lo Scrittoio; dal 1630 al 1689 questa carica venne esercitata in comune con
69 Ibidem,
quella di auditore dei Nove conservatori da Cristofano Marzi Medici e dal figlio
Pier Francesco. Nel 1689 fu eletto Andrea Poltri, già auditore generale di Siena e 70 Ibidem, cc. 27 v. 34 r.
-

- 192 - - 193 -
zio dello Scrittoio, non solo perché spesso nelle sue gite viene accom­ pitani di Parte e per gli altri uffici ad esse�e "commissionati �er 5�e­11

pagnato da un ingegnere, ma anche perché spetta al visitatore, quando sti lavori: numerose sono, nei primi decen11l del secolo, le relaZIOnI hr­
lo ritenga opportuno, richiedere l'intervento di periti o ingegneri. mate da Alfonso Parigi, da Gherardo Mechini, da Alessandro Barto-
Questi casi sono i più svariati e vanno dalla necessità di stimare lotti 73.
i danni cagionati da straripamenti di fiumi e fossi all'indicazione dei Si tratta però di collaborazioni saltuarie che non preved�no � n
lavori da eseguire per impedire inondazioni e " trabocchi nei terreni; 1/
vero e proprio rapporto di -subordinazione, né un regolare stlpendlO.
dalla stima deIle quote da pagare dai proprietari frontisti per le impo­ -
sizioni su fiumi riguardanti anche beni granducali, alla costruzione o ai Per le loro fatiche, oltre alla già ra��entata provvisione di lire
1 0 a giornata e al rimborso delle spese sostenute , questi i�gegneri, p�s­
risarcimenti di ponti e manufatti per servizio delle fattorie; dai proget­
ti per colmare terreni, ai lavori da farsi alle pescaie dei mulini di pro­ sono solo sperare in un trattamento di favore per l'acqU1s�o . o l affit­
prietà granducale e altri ancora . to di beni e poderi granducali o, tutt'al più, in pagamentI 111 natur�
come le staia 60 di grano e 45 di avena, che riceveva regolarmente ogm
Sulla base della richiesta del visitatore o degli stessi fattori lo anno Gherardo Mechini e, dopo di lui, il suo successore Alessandro Bar-
Scrittoio, sentita la congregazione o, per i casi più complessi, il Gran­ tolotti 74.
Ma se questi interventi, seppure commissionati dall� �critt?io,. no�
duca, stabilisce l'invio di personale tecnico . L'ingegnere parte per la
sua missione sulla base di una precisa istruzione, predisposta di solito
dal ministro generale, con l'indicazione delle cose da fare e delle per­ si discostano dagli altri che gli stessi prestano per serVIZlO del dlver�l
sone da contattare sul luogo 71 . uffici dello Stato, esiste tuttavia un settore particola�e . che co�traddi­
Nonostante la quantità e la complessità dei casi che potevano ri­ stingue o dovrebbe contraddistinguere l' attività degli mgegnen _ dello
chiedere l'intervento di tecnici o periti, per quasi tutto il secolo XVII Scrittoio : il Il levar le piante delle fattorie " per avere. un'Idea Il più
72 .
esatta possibile dei confini e delle colture delle medeSime.
Il possesso di questo materiale grafico, :ssen��al� nel caso di com­
lo Scrittoio non ha alle sue dirette dipendenze nessun ingegnere
pra vendita o di divisione ereditaria di be.m e ym genera�� �i con­
111
Sono cosÌ gli stessi ingegneri che lavorano per la corte, per i Ca- _

troversie giuridico patrimoniali con i confmantl, era . t.anto . plU lmpor�


_

tante in un secolo di alta litigiosità e per un'ammmlstrazlOne che SI


71 Cfr. l'istruzione di Ippolito Borromei a Francesco Landini per i lavori da trovava ad agire su un patrimonio estremamente . v.asto e . soprat.tu�to
eseguire sopra le colmate da farsi alla fattoria di Paglieti in Valdichiana, del 1674,
in A.S.F., Possessioni 3550, ins. 12.
soggetto a frequenti modificazioni a causa di acqmstl, vendIte, affIttl e
bonifiche 75 .
72 Nel 1670, al momento dell'ascesa al trono di Cosimo III, viene richiesta

una nota dei ministri e sottoposti allo Scrittoio con le loro provvisioni. Nella sede
di Firenze risultano inseriti nei ruoli dello Scrittoio oltre al soprintendente Bor­
romei, l'auditore, il segretario, il visitatore, il camarlingo, sei computisti, il cancel­
liere, il sottocancelliere, due donzelli, ma nessun ingegnere o altro personale tecnico 73 Sul Mechini e sul Bartolotti v. sopra a pago 175 :

su Alfo�:o Parig 01-
Sl
;
tre a U. Thieme F. Becker, op. cit., val. XXVI, p.
_
233, ved � Il taccu�.no det.
(A.S.F., Possessioni 1325, ins. 93, « Nota dei ministri e sottoposti dello Scrittoio
con le loro provvisioni », 28 giugno 1670). Parigi e la loro attività alla corte granducale, in AA. VV., Archttettura e t�terven-
.
·
ti territoriali nella Toscana granducale, Plrenze 1972 , pp. 45-58, e Il TaCCUinO det
Per un confronto con la situazione un secolo più tardi, al 1780, si veda in
Parigi, a cura di Mazzino Fossi, Firenze 1970.
A.S.F., Segreteria di finanze 352, « Nota di quelli sono attualmente impiegati
con diverse incumbenze dependenti dallo Scrittoio delle Possessioni tanto in Fi­ 74 A.S.F., Possessioni 4120, « Libro mastro generale 1624-1630 », c. 120 r.
renze che fuori »: a Firenze, oltre al soprintendente, figurano nel ruolo un visi­ 75 Sull'importanza del materiale cartografico per l'esatta defi�izione dei patri­
. . .
tatore, un sottovisitatore, un cancelliere, due aiuti, sei computisti, due ingegneri, un mani fondiari oltre a L. Rombai, Palazzi e ville, fattorie e pode1't det Rzccardt se·
. . .
aiuto ingegnere ed altri ministri. condo la cartografia sei settecentesca, in I Riccardi a Fzrenze e In VIlla, tra fasto
_

- 194 - - 195 -
Nel 1620 il Ministro generale deIle possessioni, Cosimo Fabbroni, nel levar piante dei confini di Lucca, Modena e Montagne di Pisa »,
che, in occasione di una sua visita alle fattorie, aveva notato « in di quindi insegna disegno alla scuola di cort.e detta Illa Paggeria" 79, ed
molte esserci tramezzati beni di più particolari, che per più occorrenze entra infine al servizio delle Possessioni, quando, con il rescritto del 20
di mutamenti di fattori e di lavoratori potrebbero allargare i confini », luglio 1621 , controfirmato da Lorenzo Vsimbardi, le « LL. AA. voglio­
reputa « cosa molto necessaria il fare levare le piante giuste con le no che se gli continui la sua provisione di otto scudi al mese [che gli
misure di ciascuna fattoria et farne un libro che stessi nello Scrittoio veniva pagata dal principe Francesco e che resta a carico della Depo­
per supite ogni difficoltà che potessi nascere » e domanda pertanto al siteria e non dello Scrittoio ] anco� per 11 tempo decorso, con che serva
granduca di nominare una persona adatta allo scopo. e faccia quello che gli sarà ordinato da Cosimo Fabbroni » 80.
Cosimo I I acconsente a tale operazione, ma con rescritto contro­ Ma del "libro delle piante delle fattorie" sembra che non si parli
firmato da Orazio Della Rena del 14 marzo 1620, stabilisce che l'in­ più tanto, e con ogni probabilità il progetto non venne portato a ter­
carico venga assegnato a uSandrino" Bartolatti che, come si è detto, mine, anche se è possibile che siano state predisposte le piante di alcu­
era aiuto del Mechini presso i Capitani di Parte 76 . ne fattorie 81 .
Probabilmente per i numerosi impegni del BartoIotti, che proprio CosÌ anche iI Fantoni finisce per essere utilizzato come gli altri
in quegli anni si appresta a sostituire il Mechini, ormai vecchio e ma­ ingegneri per i lavori che di volta in volta vengono individuati dai
lato, del progetto del Fabbroni non se ne fa di nulla, tanto che l'anno ministri dello Scrittoio. In questa attività si alterna, nella prima metà
successivo il ministro delle possessioni torna nuovamente alla carica ed del secolo XVII, con i già ricordati BartoIotti, GargioIli e Generini 82
il 24 luglio 1621 ottiene dalle tutrici che, dopo la morte di Cosimo
Negli anni a cavallo della metà del secolo i lavori più significati-
I I e per la minore età del figlio Ferdinando, reggono lo stato, la sosti­
tuzione del Bartolotti con Stefano Fantoni n .
Questi, fratello di Francesco Fantoni, ingegnere dei Capitani di
-
Parte, si contraddistingue per la sua formazione dal momento che non
proviene dai ranghi del personale della Parte, ma dalla carriera milita­ in un primo tempo la carriera militare per passare poi a quella civile. Nel 1613
re. Dopo aver trascorso alcuni anni all'inizio del secolo nella marina lo troviamo infatti alla testa delle truppe toscane inviate in soccorso di Ferdinan­
do Gonzaga, ma non utilizzate in seguito alla pace intervenuta tra i Savoia e i
medicea, viene inviato in Spagna per entrare poi al servizio del principe
Gonzaga.
Francesco de' Medici, al seguito del quale partecipa alla spedizione di
79 Come si è detto la "Paggeria", insieme allo Studio e all'Accademia del Di­
Mantova nel 1613 ".
segno, era uno dei centri di insegnamento del disegno e delle materie matematiche
L'anno successivo, dopo la morte del principe, viene « impiegato a Firenze. Come "maestro di dissegno dei paggi" il Fantoni viene sostituito da Re­
migio Cantagallina, cfr. A .S .F., Possessioni 2516, c. 385 r.
80 Ibidem, c. 385 v.
81 Allo stato attualedelle nostre conoscenze non si ha notIZia di un cabreo
e cultura, Firenze 1983, pp. 189-206, si rimanda alle osservazioni di un proprieta­ o di piante delle fattorie granducali della prima metà del secolo; in questo senso
rio terriero "illuminato" della Toscana settecentesca, Matteo Biffi Tolomei, ripor· lo Scrittoio sembrerebbe arretrato rispetto ad alcuni enti, come l'Ospedale di S .
tate in ]. Imberciadori, Campagna toscana nel '700) dalla reggenza alla restaurazio· Maria Nuova, di cui si conservano cabrei cinquecenteschi, si veda comunque L. Gi­
ne, Firenze 1953, pp. 271-272. nori Lisci, Cabrei in Toscana) raccolte di mappe, prospetti e vedute) secco XVI ­
76 A.S.F., Possessioni 2516, c. 230 V. XIX, Firenze 1978.
c.
82 Guglielmo di Giovanni Gargiolli di fatto sostituisce il Fantoni alla sua
77 Ibidem, 584 r.
morte nel 1636. Anche il Gargiolli però, pur lavorando a lungo per le Possessioni,
78 Francesco di Ferdinando I e di Caterina di Lorena (1594-1614) abbraccia non risulta mai nei ruoli dello Scrittoio, cfr. A.S.F., Possessioni 2336, c. 182 V.

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vi sono probabilmente quelli sul fiume Arno nei pressi della fattoria di cesco Nave, Francesco Landini ed il già ricordato Ciaccheri) o di altri
Montevarchi dove si distingue soprattutto il Generini 83. uffici come Giuseppe Santini dell'Ufficio dei Fossi di Pisa.
A quella data infatti nei ruoli dello Scrittoio delle possessioni com­
È innegabile comunque che gli anni immediatamente susseguenti
pare per la prima volta il nome di un ingegnere: quello d i Michele
alla crisi del 1630 sono anni difficili anche per lo Scrittoio, che risen­
Gori.
te certamente della generale contrazione di capitali da investire . Non
a caso si nota proprio in questi anni un aumento delle fattorie gran� Ammesso nelle borse degli ingegneri della Parte « senza alcuno
ducali concesse in affitto, mentre sembrano diminuire gli stessi lavori stipendio o provvisione, ma col soli)" emoillmento delle gite » dal di­
di manutenzione, specie se particolarmente gravosi. cembre del 1676 il Gori può essere considerato, insieme a Giuliano
Ciaccheri, una delle figure più significative per la storia della cartogra­
Anche in questo caso però la ripresa non si fa attendere e coin�
fia toscana. Formatosi alla scuola del Viviani, egli perfeziona notevol­
ride con il 1670, data dell'ascesa al trono di Cosimo III, che nei suoi
mente le tecniche di rilevamento e di rappresentazione sulla carta.
viaggi in Europa si era particolarmente interessato alle pratiche idrau­
liche dei paesi più evoluti come l'Olanda. Dopo aver collaborato a lungo con il Ciaccheri al servizio dei Giu­
dici delegati sul fiume Ombrone, il primo aprile 1683 Michele di Sal­
L'attività di bonifica e di intervento sul territorio riprende in gran­
vestro Gori chiede ed ottiene l'impiego di ingegnere dello Scrittoio del­
de stile e riguarda soprattutto la pianura pisana e la Valdinievole, dove
le possessioni di S.A. S. con una provvisione di 8 scudi al mese 86.
lo Scrittoio interviene sui possessi granducali 84.
La nomina del Gori, che non a caso coincide grosso modo con
Come si è già messo in luce a proposito dei Capitani di Parte,
la soprintendenza del Depositario generale Francesco Feroni, uno dei
non si nota soltanto una ripresa nel flusso dei finanziamenti verso le
principali collaboratori di Cosimo III e sicuramente uno dei più con­
opere di ristrutturazione e di manutenzione, ma si notano anche nuove
vinti sostenitori della necessità di riformare e moralizzare l'apparato sta­
conoscenze tecniche nella gestione dei lavori, legate all'influenza che
tale nella cui "corruzione e degenerazione si individua appunto una
Il

uomini formatisi alla scuola galileiana cominciano ad avere non solo


delle cause principali della crisi finanziaria del Granducato 87, porta ad
all'interno della corte medicea, ma anche degli organi tecnici 85. Sep­
un perfezionamento nella prassi di lavoro degli ingegneri, che in pas­
pure mediata, l'influenza di personaggi come l'Arrighetti o il Viviani
sato spesso si lamentavano per le difficoltà nel fare eseguire i lavori e
(che fra l'altro firma numerose relazioni per lo Scrittoio) si fa sentire
perché non sempre sapevano farsi intendere appieno con le parole"
j(

anche nell'amministrazione delle possessioni, che, fino al 1683, conti­


sull'importanza e sul tipo delle cose da fare.
nua a servirsi degli ingegneri della Parte (tra i quali soprattutto Fran-
Ora la perizia dell'ingegnere, spesso corredata da una pianta, vie­
ne presentata al soprintendente, che la fa approvare con decreto della
congregazione, quindi una copia viene inviata al fattore competente per­
83 A.S.F., Possessioni 3551, ins. 27, « Lettere diverse di Francesco Gene­
ché faccia eseguire i lavori decisi dall'ingegnere, mentre un'altra copia
viene archiviata nella cancelleria dello Scrittoio 88.
rini, 1652-60 » e Ibidem 3533, inss. 100-112 contenenti relazioni del Generini del
1658 sui lavori sul fiume Arno presso Montevarchi: senz'altro a questi lavori e a
queste relazioni è da collegare la pianta di « Parte della fattoria di Montevarchi »
che « Francesco Generini del mese di aprile dell'anno 1658 fece » , ora in A.S.F.,
Piante delle Possessioni 56.
S6
84
Possessiol1i 1328, ins. 16l.
A.S.F.,
Cfr. E. Fasano Guarini, L'intervento pubblico . . . cito e, più in generale,
87Su Francesco Feroni e sui tentativi di riforme intrapresi nei primi anni di
H. Van Veen-A. Mc Cormick, Tuscany and the low countries, an introduction to the
governo di Cosimo III si rimanda ancora a P. Benigni, Francesco Feroni
. cit.,
sources dl1d an inventary of four florentine libraries, Firenze 1984, pp. 38-42.
85 V. sopra pp. 178-180 e, più in generale, il già citato U. Baldini, La scuo­
p. 99.
88 A.S.F., Possessiol1i 3534, ins. 157 e sgg.
la galileiana . . . cito

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Con la nomina del Gori viene però anche ripreso, con maggiori ri », Pier Antonio Tosi, anch'esso formatosi presso i Capitani di Par­
potenzialità tecniche ed economiche, il vecchio progetto del Fabbroni. te e destinato a restare al servizio delle Possessioni per buona parte
Negli anni immediatamente successivi al 1683 vengono cosÌ portate a della prima metà del secolo XVIII 9J •

termine le piante delle seguenti fattorie: Terzo, Castelmartini, Stabbia,


Rispetto a quanto si è già detto a proposito dei Capitani di Par­
Ponte a Cappiano, Paglieti, Altopascio, Bientina, Pianora, Cafaggiolo,
te, anche per quanto riguarda l'utilizzazione di questo personale fatt�
Vecchiano, S . Regolo e Poggio a Caiano 89 .
dallo Scrittoio, si notano, nel corso del secolo XVII, due tendenze d!
Di grande formato, le carte del Gori possono essere considerate fondo .
un ottimo prodotto cartografico, tanto da stare alla pari con quelle di
Innanzitutto una maggiore specializzazione tecnica, tanto che si pas­
metà Settecento fatte eseguire dalla Reggenza lorenese. Frutto sicura­
sa dal servirsi di "ingegneri meramente pratici" come un Bartolott' o
mente di rilevamenti diretti sul territorio esse descrivono dettagliata­
di architetti scenografi come i Parigi all'utilizzo di matematici come
_

mente i diversi poderi che compongono le fattorie con l'indicazione del­


un Viviani o comunque di tecnici come il Gori formatisi alla sua scuo­
le colture e delle destinazioni d'uso e con la raffigurazione in pianta
la e dotati di conoscenze e capacità tecniche, anche in campo cartogra-
o in prospetto degli edifici rurali (case d'agenzia, stalle, magazzini . . . ) "
flCO, parUcolarmente avanzate 92 .
e delle ville e degli altri luoghi destinati all' ozio e al diletto del
Ma anche una maggiore professionalizzazione con la formazione di
principe.
quadri stipendiati, se non a tempo pieno, pur sempre inquadrati nei
Dopo aver servito per dodici anni lo Scrittoio delle possessioni, ruoli del personale dello Scrittoio .
1'8 gennaio 1695 il Gori viene richiamato, probabilmente proprio per
In compenso non sembra si sia verificato un particolare accresci­
le sue capacità, al servizio dei Capitani di Parte, dove riprende a la­
mento degli stipendi e dei rimborsi pagati a questo personale. Proba­
vorare, in posizione di grande responsabilità, per i giudici delegati sul­
bilmente, come si è già detto, la mancanza di sbocchi professionali per
l'Ombrone, Nievole e Bisenzio 90 .
gli studi scientifici ed in particolare per quelli matematico - ingegneri­
Ma la carica di ingegnere dello Scrittoio delle possessioni soprav­ stici, mancanza legata anche ad una situazione generale dell'economia
vive al Gori: 1'1 1 gennaio, solo tre giorni dopo le dimissioni del Gori, toscana che, se non arretrata come si è pensato sino ad oggi, resta co­
.

il Granduca elegge « ingegnere dello Scrittoio delle sue possessioni con munque molto meno dinamica rispetto a paesi come l'Olanda o l'Inghil­
la medesima provisione, privilegi et emolumenti che aveva Michele Go- terra, determina una forte concorrenza verso le poche opportunità di
lavoro stabile 93 .
Si verifica così un livello della domanda e dell'offerta di lavoro
particolarmente sfavorevole per il personale tecnico che, oltre all'im-
89 Si veda in A.S.F., Piante delle possessioni 199, 386 (Castelmartini, 1684),
32, 54 (Stabbia, 1685), 13 (Ponte a Cappiano, 1686), 47 (Paglieti, 1686), 17,
18, 193 (Altopascio, 1687), 1, 9 (Bientina, 1688), lO, 30, 36 (Pianora, 1688),
3, 65 (Cafaggiolo, 1689), 12 (Vecchiano, 1692) , 19, 20 (S. Regolo, 1694), 64, 66 91 Cfr. A.S.F., Possessioni 1330, c. 638 r.
Poggio a Caiano, 1694). In occasione del rilevamento delle piante il Gori ricevet­
92 Sul passaggio dai "pratici ai mattematici" cfr. ancora le osservazioni di
te, oltre al rimborso delle spese sostenute per portarsi presso ciascuna fattoria,
G. B. Clemente Nelli in Vita e commercio . cit., II, pp. 88-89.
circa lO scudi "per la messa al pulito" di tre copie di ogni pianta; dal momento
che presso l'archivio dello Scrittoio sono rimaste, nella maggior parte dei casi, due 93 Una causa non secondaria della mancanza di sbocchi professionali nella To­
piante del Gori, si può fare l'ipotesi che la terza copia fosse destinata alla fattoria. scana del Seicento per ingegneri e cartografi può essere rintracciata nella sostanzia­

9\) Manca ancora qualsiasi studio specifico sul Gori, le poche notizie sulla sua
le lunga neutralità del paese, che non ebbe modo così di potenziare il suo appa­
rato militare, dr. su questi collegamenti V. Ferrone, Tecnocrati militari e scienziati
attività sono state desunte dall'archivio dei Capitani di Parte e da quello dello
nel Piemonte dell'antico regime, alle origini della Reale Accademia delle Scienze
Scrittoio delle possessioru.
di Torino, in « Rivista Storica Italiana », XCVI (1984), pp. 444A45.

- 200 -
- 201 -
piego nelle magistrature dello Stato, può contare sulle commissioni dei CARLO BITOSSI
privati, dove però si trova spesso a dover subire la concorrenza di per­
sonale meno qualificato come capimastri, scalpellini, scultori, pittori,
agrimensori.
Anche in questo settore, come del resto in altre branche dell'am­
ministrazione, l'incapacità o la non volontà da parte del regime medi­
ceo di arrivare a fissare regole precise per l'accesso alle cariche o per
l'esercizio di determinate attività, contribuisce alla formazione di una
burocrazia disaggregata, divisa e formata da gruppi estremamente di­
versi tra di loro, ma comunque in grado di condizionare il potere
PERSONALE E STRUTTURE
politico . DELL' AMMINISTRAZIONE DELLA TERRAFERMA
Da qui derivano quelle disfunzioni che a più riprese vengono no­ GENOVESE NEL '700
tate dagli stessi contemporanei 94.
Corruzione e degenerazione non mancano negli apparati tecnici sia
degli uffici pubblici, sia dello Scrittoio, dove qualsiasi tentativo di mi­
gliorare la gestione delle risorse si scontra con interessi ben radicati. Af­
fittuari, fattori, ministri avevano certo interesse a rimandare i lavori
più costosi o comunque a lucrarvi sopra, ma anche gli stessi ingegneri
non potevano non trarre i loro vantaggi da una situazione in cui l'al­
lungarsi delle cause, il differire i lavori, il portarli a compimento in
tempi lunghi ed in economia richiedeva perizie su perizie e quindi un
loro costante e remunerato intervento.

94 Sulle "mangerie-n nello Scrittoio, oltre alle numerose lettere anonime, che pe­
raltro non venivano prese in considerazione (A.s.F., Possessioni 3865, c. 168 t.),
si possono vedere il già citato Bartolomeo Vanni e le osservazioni del granduca
Pietro Leopoldo in Pietro Leopoldo d'Absburgo Lorena, Relazioni sul governo del­
la Toscana, a cura di A. Salvestrini, I, Firenze 1969, pp. 343-357.

- 202 -'-
1 . Così viene ufficialmenté rappresentata l'organizzazione del Do­
minio di terraferma al tramonto della Repubblica di Genova in un fo­
glio uscito dai torchi dello stampatore camerale Giovanni Franchelli
mentre corre un anno altrove cruciale. L'elenco dei Sindicatori, giusdi­
centi, e ministri del dominio di Terraferma della Serenissima Repubbli­
ca di Genova eletti per dover principiare il loro ufficio il primo mag­
gio 1 789 è aperto dai Sindicatori: delle valli (Bisagno e Polcevera), ri­
viere, oltregiogo, Montoggio e Roccatagliata; seguono, primi dei giusdi­
centi, gli eletti ai dieci governi" più importanti secondo la legge deI
Il

1757, elencati alfabeticamente (frammisto a questi, undicesimo nome, il


commissario della fortezza di Savona); chiudono gli altri giusdicenti nel­
l'ordine alfabetico delle località, da Albenga a Zuccarello . Delle dieci
giurisdizioni principali sono nominati nel foglio, oltre al governatore
(commissario e governatore a Sarzana, capitano a Sestri Ponente), il vi­
cario e il notaio cancelliere. Eccezioni Sestri Ponente, dove manca il
vicario; Chiavari, dove in aggiunta al èancelliere siedono due sottocan­
cellieri; Bisagno, dove è presente un sottocanceliere . Degli altri giusdi­
centi e ministri nove portano il titolo di capitano (di Gavi, Levanto,
Ovada, Pieve, Porto Maurizio, Recco, Rapallo, Voltri, Ventimiglia), sei
cii commissario (di Albenga, Busalla, Zuccarello, delle fort