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1) Il libro scelto è “Andrà tutto bene. Gli scrittori al tempo della quarantena”.

La
prima edizione di questo testo narrativo è stata pubblicata nel maggio del 2020.
Questo libro, composto da ventisei racconti, riunisce più voci ed il fattore che le
accomuna è il Covid-19. L’irruzione, in Italia, di questo nemico invisibile ha
sconvolto la realtà e bloccato l’intero paese. Dalle loro case, ventisei scrittori
hanno dato un senso a questi giorni fronteggiando la pandemia con le armi della
letteratura. Hanno deciso di farlo insieme alla casa editrice Garzanti, donando
tutto il ricavato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Gli autori, con i
loro diversi punti di vista, hanno partecipato a questo progetto raccogliendo
riflessioni per non dimenticare un momento della storia così difficile. Ogni
scrittore ha condiviso la propria quotidianità con i lettori, descrivendo stati
d’animo e momenti di sconforto. C’è chi racconta le vicende di una routine ormai
consolidata e di convivenze forzate oppure di distanze dalle persone care. C’è
chi, rivolgendosi alla pandemia stessa, esprime delle riflessioni che trasmettono
rabbia e che allo stesso tempo lasciano spazio alla speranza per un futuro
migliore. Nonostante il virus abbia tolto la possibilità di contatto fisico, pensieri
e storie sono liberi di circolare. I libri, in questo periodo difficile, uniscono e
creano vincoli invisibili che distruggono ogni barriera. Invito a leggere questi
racconti piacevoli perché sono adatti a tutti e colmano la solitudine portata da
questa quarantena.

2) Barbara Bellomo è laureata in Lettere e ha conseguito il dottorato di ricerca in


Storia antica. Attualmente insegna in una scuola superiore. Ha accolto l’idea di
impegnarsi a descrivere questo momento così difficile nella storia dell’umanità
per aiutare l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.“ Tra smart school e
affetti lontani” è il titolo del racconto che Barbara Bellomo presenta all’interno
dell’antologia “Andrà tutto bene. Gli scrittori al tempo della quarantena”. Il
testo in questione fa parte del genere letterario narrativo. I personaggi presenti
nel racconto sono i due figli dell’autrice, un uomo al quale è legata e i gli
studenti. La scrittrice condivide con il lettore il suo quindicesimo giorno di
isolamento, a causa del Covid-19, e racconta lo scorrere della giornata
cronologicamente. La vicenda si svolge in casa e maggiormente nella stanza di
sua figlia Costanza, che utilizza come postazione per la smart school. Quindi
l’ambiente è interno. In questa narrazione sono frequenti delle sequenze
descrittive, dialogiche e riflessive. Lo stile di scrittura è colloquiale. La tematica
che spicca, all’interno di questo scritto, è l’importanza dell’istruzione in un
momento in cui la normalità è stata completamente stravolta. Un altro tema, non
meno importante, è la mancanza e la preoccupazione per gli affetti lontani.
Barbara Bellomo, oltre che descrivere una mattinata di lezione nel quale
interagisce con i suoi studenti, riflette sul momento di difficoltà con il quale tutti
devono convivere e sul ruolo rivestito dall’insegnante in questo particolare
periodo. Lei stessa afferma che gli insegnanti hanno l’obbligo morale di
sostenere e di distrarre gli studenti dai loro tormenti, nel modo più costruttivo e
divertente possibile. All’interno del testo, sia nell’inizio che nella fine, l’autrice
non nasconde la grande preoccupazione per sua figlia Costanza che si trova in
Portogallo. Traspare, infatti, il dolore di una madre che con l’incertezza di questi
tempi vuole sua figlia al sicuro. In uno dei momenti di riflessione e di pausa dalla
smart school, il pensiero della scrittrice va all’uomo al quale è legata che, a causa
della pandemia, non può avere al suo fianco. La malinconia, che traspare in
questa parte della narrazione, sottolinea quanto siano importanti i piccoli gesti a
cui viene data poca importanza nel corso di una vita frenetica.
« Perché ora, in quarantena, sono le persone lontane quelle che occupano di più
i nostri pensieri ».
Questa frase, posta a conclusione del testo, è il momento di riflessione nel quale
Barbara Bellomo si trova a combattere con pensieri e paure che la tormentano.
Le sue inquietudini vanno a sua figlia dall’altra parte d’Europa e al posto vuoto
nel letto accanto a lei. Ci troviamo davanti ad uno scritto in cui emergono diverse
sensazioni che travolgono il lettore. L’autrice, oltre a condividere l’apprensione
e la tensione causata dalla prova che tutti siamo chiamati a sostenere, lascia
spazio a piccoli momenti di normalità e di distrazione che si presentano durante
una lezione scolastica. Lei, come ogni scrittore che ha partecipato a questo
progetto, è sicura che l’umanità uscirà da questa grande difficoltà con più
consapevolezza nei confronti di ciò che è davvero importante.

3)
Mercoledì 1 Aprile 2020, ore 23:00
Caro diario,

anche oggi sono rimasta chiusa in casa. Vorrei dirti che è stata una giornata produttiva
e raccontarti qualcosa di interessante, ma non posso mentire. Questa mattina sono stata
svegliata dal volume eccessivamente fastidioso della televisione. Mia madre stava
ascoltando il telegiornale per avere aggiornamenti riguardo la pandemia, come ogni
mattina del resto. La situazione peggiora di giorno in giorno: i reparti di terapia
intensiva degli ospedali del mio paese sono messi a dura prova e ci sono centinaia e
centinaia di morti. Fortunatamente io e la mia famiglia siamo in buona salute ma devo
ammettere che la paura è tanta. Questo pomeriggio, essendo stata una giornata
soleggiata, l’ho trascorso in giardino. Mi ritengo davvero fortunata ad averne uno in
questo momento così difficile.

Ora vorrei provare a chiudere gli occhi per dimenticare, almeno durante il sonno, che
domani passerò una giornata identica a quella di oggi.
Buonanotte!

Alessia Santoro