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Corso di Laurea: INGEGNERIA INDUSTRIALE CURR.

GESTIONALE 2010
Insegnamento: PRINCIPI DI ECONOMIA
Lezione n°: 19
Titolo: IL MONOPOLIO (B)
Attività n°: 3

Facoltà di Ingegneria

IL MONOPOLIO

© 2007 Università degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
Corso di Laurea: INGEGNERIA INDUSTRIALE CURR.GESTIONALE 2010
Insegnamento: PRINCIPI DI ECONOMIA
Lezione n°: 19
Titolo: IL MONOPOLIO (B)
Attività n°: 3

Facoltà di Ingegneria

IL MONOPOLIO

La concorrenza perfetta e il monopolio rappresentano le due forme di


mercato estreme e può essere utile confrontarle per verificarne le
differenze in termini di equilibrio ed efficienza.

Ipotizzando la presenza nel mercato di un’unica impresa, si consideri la


possibilità che possa agire sia in condizioni perfettamente concorrenziali
che in condizioni monopolistiche. Ciò determina due diversi equilibri:

P=CMa Concorrenza perfetta

RMa=CMa Monopolio

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Insegnamento: PRINCIPI DI ECONOMIA
Lezione n°: 19
Titolo: IL MONOPOLIO (B)
Attività n°: 3

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IL MONOPOLIO

I due equilibri possono essere così rappresentati:

CMa
Em
P* Ec
P*

RMa D

Q* Q*
Q

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Lezione n°: 19
Titolo: IL MONOPOLIO (B)
Attività n°: 3

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IL MONOPOLIO

Si può osservare come in monopolio si produce una quantità minore


venduta sul mercato ad un prezzo maggiore.
In questo modo si viene a determinare:
• Una perdita per il consumatore (misurato dalla contrazione del surplus
del consumatore)
• Un guadagno per il produttore (misurato dall’incremento del surplus
del produttore)

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Lezione n°: 19
Titolo: IL MONOPOLIO (B)
Attività n°: 3

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IL MONOPOLIO

La diminuzione del surplus del consumatore può essere così


rappresentata:

CMa
Em
P* Ec
P*

RMa D

Q* Q*
Q

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IL MONOPOLIO

L’incremento del surplus del produttore può essere così rappresentato:

CMa
Em
P* Ec CMe
P*

RMa D

Q* Q*
Q

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Attività n°: 3

Facoltà di Ingegneria

IL MONOPOLIO

Sommando i due effetti si ottiene come risultato una diminuzione di


benessere, passando dalla concorrenza perfetta al monopolio, definita
perdita netta di monopolio (deadweight loss):
P

CMa
Em
P* Ec
P*

RMa D

Q* Q*
Q

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Lezione n°: 19/S1
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Attività n°: 3

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LA DISCRIMINAZIONE DI
PREZZO

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LA DISCRIMINAZIONE DI PREZZO

La discriminazione del prezzo è una politica commerciale con cui


un’impresa vende il medesimo prodotto a prezzi diversi, a seconda di chi
acquista o di quanto si acquista.
In questo modo l’impresa monopolista riesce ad aumentare il proprio
profitto economico, facendo proprio una parte o l’intero surplus del
consumatore.

Esistono tre forme di discriminazione:


• Discriminazione del primo ordine (o discriminazione perfetta)
• Discriminazione del secondo ordine
• Discriminazione del terzo ordine

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Attività n°: 3

Facoltà di Ingegneria

LA DISCRIMINAZIONE DI PREZZO

La discriminazione perfetta prevede che l’impresa applichi ad ogni


consumatore un prezzo differente, che corrisponde al prezzo massimo che
l’acquirente è disposto a pagare per disporre del prodotto (ovvero il
prezzo di riserva).
In questo modo l’intero surplus del consumatore viene trasformato in
profitto economico dal monopolista, garantendosi il massimo guadagno
senza incidere negativamente sul benessere della società.

Rappresenta, in ogni caso, una politica che non trova riscontro nella realtà
in quanto, per essere applicata, richiede la conoscenza delle curve di
domanda individuali di ogni consumatore

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Attività n°: 3

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LA DISCRIMINAZIONE DI PREZZO

L’equilibrio può essere così rappresentato:

E
P* CMa

Q* Q

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Attività n°: 3

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LA DISCRIMINAZIONE DI PREZZO

La discriminazione del secondo ordine si realizza quando l’impresa applica


un prezzo unitario differente a seconda del quantitativo acquistato dal
consumatore, prevedendo una diminuzione del prezzo stesso
all’aumentare dei volumi scambiati.

Nella realtà se ne possono riscontrare due esempi:


• Gli sconti sulla quantità (come il 3x2)
• Le tariffe a due parti

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LA DISCRIMINAZIONE DI PREZZO

La discriminazione del terzo ordine si realizza quando l’impresa applica un


prezzo a seconda della categoria di appartenenza del consumatore.
La sua applicazione prevede che, inizialmente, il monopolista individui un
criterio di segmentazione della domanda in modo da costruire gruppi
diversi di acquirenti, ognuno dei quali è costituito da soggetti con la
medesima disponibilità a pagare per ottenere il prodotto.

Nella realtà se ne possono riscontrare vari esempi, quali:


• Le tariffe aeree
• Le tariffe nel trasporto ferroviario
• I biglietti per manifestazioni artistiche o sportive

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Titolo: IL MONOPOLIO (B)
Attività n°: 3

Facoltà di Ingegneria

LA DISCRIMINAZIONE DI PREZZO

Con la discriminazione del secondo e del terzo ordine, l’impresa riesce a


fare proprio una parte del surplus del consumatore così da aumentare il
proprio profitto economico.

Affinché un’impresa possa attuare la discriminazione del prezzo debbono


essere verificate le seguenti condizioni:
• La curva di domanda dell’impresa deve essere inclinata negativamente
• L’impresa è in grado di identificare acquirenti disposti a pagare prezzi
diversi per lo stesso prodotto
• Non è possibile l’arbitraggio.

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Insegnamento: PRINCIPI DI ECONOMIA
Lezione n°: 19/S2
Titolo: IL MONOPOLIO NATURALE
Attività n°: 2

Facoltà di Ingegneria

IL MONOPOLIO NATURALE

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Insegnamento: PRINCIPI DI ECONOMIA
Lezione n°: 19/S2
Titolo: IL MONOPOLIO NATURALE
Attività n°: 2

Facoltà di Ingegneria

IL MONOPOLIO NATURALE

Il monopolio naturale si ha quando la produzione di un prodotto è più


conveniente, dal punto di vista economico, se realizzata da una SOLA
impresa piuttosto che essere suddivisa tra diverse imprese.

Questa situazione si verifica in quei settori caratterizzati dalla presenza di


elevati costi fissi (principalmente strutturali) che possono essere
recuperati solo con un’elevata produzione con cui sfruttare pienamente le
economie di scala.. Infatti, una scala di produzione piuttosto contenuta
non renderebbe sostenibile l’attività produttiva e determinerebbe il
fallimento del mercato.

Ne sono esempi il settore energetico e il settore dei trasporti.

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Insegnamento: PRINCIPI DI ECONOMIA
Lezione n°: 19/S2
Titolo: IL MONOPOLIO NATURALE
Attività n°: 2

Facoltà di Ingegneria

IL MONOPOLIO NATURALE

Il monopolio naturale può essere così rappresentato:

E1
P1 CMe
E2 CMa
P2
Q1 Q2 D Q

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Insegnamento: PRINCIPI DI ECONOMIA
Lezione n°: 19/S3
Titolo: LA REGOLAMENTAZIONE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LA REGOLAMENTAZIONE

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Insegnamento: PRINCIPI DI ECONOMIA
Lezione n°: 19/S3
Titolo: LA REGOLAMENTAZIONE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LA REGOLAMENTAZIONE

In conseguenza di quanto analizzato, si può affermare che il monopolio è


una forma di mercato inefficiente, tale da giustificare il ricorso alla
legislazione antitrust con cui vietare il formarsi di posizioni di controllo sui
prezzi nei mercati.

Questa conclusione si basa però su considerazioni di efficienza ‘statica’


(cioè a tecnologie date) e non tiene conto della diversa capacità e del
possibile incentivo delle imprese monopoliste ad investire in ricerca e
sviluppo, al fine di acquisire nuove conoscenze tecnologiche

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Insegnamento: PRINCIPI DI ECONOMIA
Lezione n°: 19/S3
Titolo: LA REGOLAMENTAZIONE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LA REGOLAMENTAZIONE

Schumpeter, in particolare, ha sostenuto che le imprese che dispongono


di potere monopolistico investirebbero molte più risorse in ricerca e
sviluppo (R&S) di quanto non farebbero le piccole imprese operanti in un
settore concorrenziale.
Ciò si può giustificare per due motivi:
• Gli extra-profitti delle imprese monopolistiche creano le giuste risorse
per avviare nuovi progetti;
• Il mantenimento nel tempo del potere di mercato incentiva le imprese
ad investire in ricerca e sviluppo

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Lezione n°: 19/S3
Titolo: LA REGOLAMENTAZIONE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LA REGOLAMENTAZIONE

Proprio per incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo in quasi tutti i


paesi è tutelata la possibilità di sfruttamento in esclusiva della conoscenza
(brevetti) e della proprietà intellettuale (diritti d’autore) per un periodo
limitato di tempo.

L’istituto giuridico del brevetto realizza una situazione di monopolio


temporaneo al fine di incentivare imprese e inventori ad investire risorse
nell’attività di ricerca di nuove soluzioni tecnologiche. In questo modo la
collettività sacrifica (per un periodo) l’efficienza statica al fine di favorire
l’efficienza dinamica del sistema.

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