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GLI ANNI DELLA BELLA EPOQUE

Gli anni compresi tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, costituirono, per i Paesi europei e per gli Stati Uniti,
un periodo di discreto benessere, chiamato Belle Epoque, la “bella epoca”. I cambiamenti positivi furono
numerosi: ci fu un abbassamento del tasso di mortalità e una conseguente crescita demografica. Lo
sviluppo tecnico determinò miglioramenti nella vita quotidiana e l’istruzione risultava abbastanza diffusa.
Questo periodo termina con la Prima Guerra mondiale del 1904.

La Belle Epoque esaltava la scienza, le doti della ragione umana e diffondeva fiducia nel progresso della
società; grazie alle scoperte si migliorò l qualità della vita: grazie all’elettricità, i lampioni illuminavano le
strade, l’acqua raggiungeva molte abitazioni e di conseguenza migliorò le condizioni igieniche, le scoperte
di Pasteur e Koch sui microbi resero possibili i vaccini. Anche le comunicazioni umane si trasformarono
radicalmente, sia con l’invenzione della radio, che con la fotografia, che rendeva disponibile a un pubblico
sempre più ampio immagini da tutto il pondo, poi diffuse con la stampa. Una novità di questo periodo fu il
cinema; la prima proiezione fu quella di Lumiere a Parigi del 1895. Nell’ambito dei trasporti, comparvero
automobili, tram, autobus, treni metropolitani, aerei e dirigibili: fu la prima volta che decollò un veicolo
(biplano) grazie al nuovo motore a scoppio mosso dal petrolio. Dal punto di vista economico, le industrie
aumentarono la produzione di beni a buon mercato, dovuto alla crescita demografica. L’industria
alimentare si evolve grazie al nuovo procedimento di Pasteur, che permetteva di conservare il latte e altri
prodotti alimentari, e con le nuove tecniche di congelamento e inscatolamento. Nacquero i primi grandi
magazzini che, oltre abiti, iniziarono a vendere preconfezionati a basso costo, come cappelli, scarpe,
foulards. Per aumentare la clientela, inventarono pagamenti a rate e vendita per corrispondenza, ma
soprattutto le pubblicità con cartelloni di grande formato, slogan e immagini; ciò portò l’origine del
consumismo.

Molto importante è ricordare che la crescita della produzione e dei commerci, consentì una riduzione
dell’orario lavorativo e quindi un aumento del tempo libero da poter riempire con attività ricreative. Per
soddisfare queste nuove possibilità nacque l’industria culturale e l’aumento del tasso di alfabetizzazione
formò un pubblico più largo di possibili acquirenti. A beneficiare di questi lussi era il ceto medio poiché
l’aristocrazia era chiusa nei palazzi e operai e i contadini conducevano una vita faticosa.

IL DIRITTO DI VOTO SI ALLARGA; CRESCONO I PRIMI PARTITI DI MASSA

I cambiamenti interessarono anche la vita politica: nel 900, oltre la borghesia, parteciparono alle scelte dei
governi anche la piccola e media borghesia; il governo scelse di allargare il diritto al voto nel 1890, in alcuni
Paesi europei, mentre negli anni successivi interessò Spagna, Austria, Paesi Scandinavi, Italia e infine
Inghilterra e Paesi Bassi.

In quest’epoca si svilupparono i partiti di massa, come voce della gente, che aveva bisogno di dare la
propria opinione. I primi furono i socialisti e i cattolici, già nati nell’800 ma rafforzatesi nel 900; avevano un
programma ben definito e un bilancio economico, possedeva sedi e iscritti. Tutto questo apparato serviva
per ottenere il consenso della massa degli elettori.

C’erano poi i partiti liberali sostenuti da elettori borghesi. La loro ideologia era il liberalismo che insisteva
sui diritti e sulle libertà individuali. Nel 900 la gente comune è divenuta protagonista di una parte
importante della storia.
L’EMANCIPAZIONE FEMMINILE

In seguito al suffragio maschile, alcune donne cominciarono a protestare per questa discriminazione:
nacquero così le prime associazioni che reclamavano parità di diritto e doveri tra entrambi i sessi. La loro
prima vittoria fu nel 1869 nel Wyoming, ma per veder riconosciuto il diritto di voto su base nazionale,
avrebbero dovuto aspettare il 1920.

In Inghilterra le femministe venivano derise con il nome di suffragette. Nel 1869 ottennero il diritto di
votare alle elezioni amministrative, fin quando la società maschile si oppose e le donne hanno iniziato a
promuovere azioni violente fino al 1918, anno in cui ottenere il diritto di voto (limitato a donne con più di
30 anni e con una certa rendita annua).

Tra il 1909 e il 19 le donne ottennero il diritto di voto anche nel Nord Europa; in Italia l’avrebbero dovuto
approvare nel 1919, ma a causa di una crisi politica, dovettero aspettare il 1946. La parità della donna è una
questione più vasta del solo diritto di voto: coinvolge il diritto al lavoro, l’accesso all’università o la
maternità; il movimento femminista richiese, così, anche l’accesso all’istruzione, più possibilità lavorativa,
tutela della maternità. Il conseguente movimento pe l’emancipazione femminile, finalizzato a liberare le
donne dai tanti vincoli che ancora le soffocavo, fu uno dei principali cambiamenti sociali avvenuti durante la
Belle Epoque.