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La grande guerra

Prima di dichiarare guerra alla Serbia l'impero Alleata dell'Austria vi era la Germania, che
austro-ungarico gli aveva concesso un puntava a stabilire l'egemonia su tutta
Ultimatum impossibile da accettare. La Serbia l'Europa, infatti nel corso del tempo era
rifiuta e l'Austria dichiara guerra. L’intento riuscita ad ampliare la propria potenza
dell’Austria era stroncare i movimenti presenti militare. La Germania intimò al governo russo
nel suo impero, a respingere le ambizioni della di sospendere la propria mobilitazione,
Serbia e ad imporre la supremazia asburgica su ordinando la mobilitazione del proprio
tutta la regione balcanica. Al Fianco della esercito. La Russia rifiuta e la Germania, per
Serbia vi era la Russia, alleata a sua volta con attaccare la Francia, invade il Belgio il 3 agosto;
Francia e Inghilterra. Lo zar Nicola II firmò in questo modo la Francia si sarebbe arresa e la
l'ordine di mobilitazione, la Russia era mossa Germania avrebbe raggiunto la Russia. Il
da obiettivi politici, oltre a proteggere i popoli Belgio però era importante per i commerci
slavi, voleva espandere la propria influenza inglesi, allora l'Inghilterra si indigna e dichiara
sulla regione balcanica. guerra alla Germania il 5 agosto.

Serbia, Romania e Giappone entrarono in guerra a fianco dell’Intesa; Turchia e Bulgaria al fianco
della Germania e dell’Austria. L’unico Paese neutrale, per il momento, era l’Italia.
Nell’Italia guidata da Antonio Salandra erano Socialisti e cattolici si dichiaravano pacifisti,
pochi a voler mantenere fede alla Triplice tuttavia questi gruppi di altri paesi si erano
Alleanza. La maggior parte della popolazione si lasciati convincere dalle rispettive propagande
divideva tra neutralisti e intervenisti. nazionalistiche.
I neutralisti sottolineavano i rischi in caso di Anche i liberali erano divisi: Giolitti era
guerra: la Germania era troppo forte e ci favorevole alla neutralità, mentre Salandra era
sarebbero stati altissimi costi umani; inoltre si favorevole all'intervento, così come re vittorio
poteva indurre l'Austria a cedere pacificamente Emanuele III. Anche tra gli industrialisti vi era
il Trentino. Gli intervenisti, che volevano qualcuno che voleva l'intervento militare, altri
intervenire al fianco di Francia e Inghilterra, invece sottolineavano i vantaggi commerciali di
erano mossi dal nazionalismo e pensavano che un'Italia neutrale
solo grazie alle armi si sarebbe data degna
conclusione alla battaglia del Risorgimento. Tra gli intervenisti vi era anche il giovane Benito Mussolini.

Dopo l’invasione della Germania, il Belgio D’altra parte, la Turchia che combatteva al
oppose una resistenza che fu superata fianco di Austria e Germania, chiuse lo stretto
facilmente. A pochi chilometri da Parigi però dei Dardanelli, impedendo alla flotta inglese di
gli invasori furono arrestati dalla linea di entrare nel Mar Nero. La vittoria della Turchia
sbarramento realizzata dalle forze francesi. Vi scatenò un’ondata di nazionalismo e di
fu una terribile battaglia tra il 6 e il 9 settembre violenza. Lo scoppio della guerra fornì ai turchi
del 1914, nei pressi del fiume Marna. Nessuno l’occasione per sbarazzarsi degli armeni, vi fu
dei due eserciti aveva fatto progressi, ma i una serie di massacri durati fino al 1923: primo
tedeschi avevano già fallito. genocidio della storia contemporanea.
A est l’esercito russo era avanzato in Prussia, fu Francia e Inghilterra appoggiarono le
però sconfitto dalla controffensiva tedesca a popolazioni arabe promettendo loro che
Tannenberg e ai laghi Masuri nel febbraio 1915. sarebbe nata una grande nazione araba
Nel frattempo l’Austria occupava la Serbia. indipendente: promessa non fu mai mantenuta.
1915: ANCHE L’ITALIA SCENDE IN CAMPO

Nell’aprile del 1915 il ministro degli esteri Sidney Sonnino firmo un accordo segreto, sotto il nome di Patto di
Londra, con il quale l’Italia s’impegnava entro un mese ad entrare in guerra di fianco alle potenze dell’Intesa;
in cambio, dopo la vittoria, l’Italia avrebbe ricevuto molti territori di confine, tra cui Trieste, il Trentino e l’Alto
Adige.

Pochissime persone erano a conoscenza di questo Patto, compreso il Parlamento contrariamente alle leggi
vigenti nel periodo, mentre Salandra ne era a conoscenza.

Il Patto corrispondeva al sentimento di gran parte della popolazione italiana che gli intervenisti, tramite la
propaganda, erano riusciti a spostare dalla loro parte. Nelle “radiose giornate di maggio” nel 1915, furono gli
intervenisti a mobilitare milioni di persone portandole nelle piazze, accendendo gli istinti e le emozioni. Il
“radioso maggio” evidenziò il fascino che esercitava, sul popolo, l’ideologia nazionalista. Alla fine il Parlamento
viene interpellato e votò per attribuire a Salandra i pieni poteri; Giolitti si assentò dalla votazione decisiva,
mentre i socialisti si opposero. Dopo la salita di Salandra al potere, il 24 maggio 1915 l’Italia scese in guerra, al
fianco dell’Intesa. La maggior parte dei soldati fu chiamata al fronte con la leva obbligatoria, altri erano
volontari.

GUERRA DI TRINCEA, GUERRA TOTALE: PER TERRA, PER MARE E NELL’ARIA

L’esercito italiano sfruttò la sorpresa per lanciare un’offensiva anti-austriaca nell’area del Carso. Gli austriaci
lanciarono una pesante controffensiva in Trentino. Le nostre truppe riuscirono a costruire una linea di difesa
nel Veneto, sull’altopiano di Asiago. Intanto, nell’agosto del 1916, la punta avanzata del fronte riportò
un’importante vittoria, con la presa di Gorizia. Sul fronte franco-tedesco la guerra di movimento del primo
anno si esaurì e i combattimenti cambiarono natura. Cominciò una difficile guerra di posizione, imperniata
sulle trincee (lunghi e stretti fossati, scavati nel terreno a difesa delle proprie linee). La guerra di trincea durò
quasi tre anni e causò milioni di morti, terminò nella primavera del 1918, quando gli eserciti ripresero la marcia
per l’offensiva finale. Poiché gli uomini validi imbracciavano le armi, toccava alle donne sostituirli nelle
industrie, molte delle quali vennero riconvertite a scopi militari. Sul fronte francese si svolsero due sanguinose
battaglie, una a Verdun e una sul fiume Somme, durante le quali apparvero nuove armi (carri armati,
lanciafiamme, gas asfissianti) e vengono utilizzati gli aeroplani per mitragliare le fanterie e per bombardare le
linee militari. Più volte ad est, i russi tentarono di sfondare le linee nemiche, senza mai riuscirci. Ciò portò ad
una grave crisi giacché l’industria non riusciva a fornire l’esercito le comunicazioni ferroviarie entrarono nel
caos e la produzione agricola non bastava per sfamare la popolazione. Nel frattempo, il Giappone ne approfittò
per conquistare la Cina. La Prima guerra mondiale si combatté anche via mare, specialmente la Germania
preferiva la guerriglia sottomarina, senza mai avere sei risultati; ma si combatté anche nei cieli, fu l’occasione
per sperimentare la nuova arma aerea, gli aviatori cercavano di abbattere i veicoli nemici.

IL 1917, TRA DISINGANNO E SVOLTA MILITARE

Durante il 1917 si moltiplicarono le diserzioni, ribellioni, automutilazioni represse con crudeltà degli altri
comandi; venivano soffocate nelle città le critiche e manifestazioni pacifiste (ogni dissenso era chiamato
“disfattismo”).

Nell’agosto di quest’anno, papa Benedetto XV auspica che la forza delle leggi subentrasse alla forza delle armi e
che si giungesse ad un accordo e alla liberà e comunanza dei mari: l’accordo rimase inascoltato.
Dal punto di vista militare, fu l’anno dell’entrata degli Stati Uniti al fianco dell’Intesa, infatti aveva sostenuto,
sin dal 1914, la Gran Bretagna con diversi tipi di rifornimenti. Il 6 aprile 1917 il presidente Wilson si decise a
dichiarare guerra alla Germania.

La Russia era in grande difficoltà nel proseguire la guerra, e queste difficoltà portarono alla rivoluzione
bolscevica e alla caduta degli zar. Il nuovo governo di Lenin, decise di abbandonare il conflitto e di siglare la
pace separata con gli imperi centrali, nel 3 marzo del 1918.

LA CONCLUSIONE DEL CONFLITTO

L’afflusso di nuove forze austriache determinò per l’Italia una grave crisi militare: nell’ottobre del 1917, gli
austriaci sfondarono il centro dello schieramento italiano a Caporetto, l’esercito italiano riuscirono a sottrarsi a
quella manovra, me nella ritirata persero moltissimi uomini e artiglierie. L’intero Friuli cade in mani nemiche.
Proprio quando l’esercito austro-ungarico penetrò nella pianura Veneta, Padana e Milano, l’Italia seppe trovare
unità e coesione: a Roma si costituì un GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE, presieduto da Vittorio Emanuele
Orlando. Intanto il generale Amando Diaz riuscì a costruire una nuova linea di resistenza tra il fiume Piave e
l’altopiano di Asiago. Nelle ultime settimane di quest’anno si succedettero varie offensive austriache e per
colmare i vuoti furono chiamati alle armi ragazzi combattenti di soli 18 anni. Il fronte Piave tenne.

I tre anni e mezzo di guerra ha fatto modo che gli imperi centrali faticavano a reggere i costi di n conflitto
dispendioso. Nel campo avversario, l’economia britannica poteva sfornare risorse ben più abbondanti,
soprattutto grazie all’entrata degli Stati Uniti. Nella primavere del 1918, la Germania lanciò un’ultima offensiva,
ma sul fiume Marna i tedeschi furono respinti dagli anglo-francesi. Nell’aria balcanica le operazioni militari
erano rimaste a lungo in bilico, finché una grande offensiva delle forze alleate dell’Intesa non riuscì a spezzare
la resistenza di austriaci, tedeschi e bulgari. Decisiva fu la vittoria offensiva italiana: dopo aver superato il
fiume Piave, l’esercito italiano avanzò nella pianura veneta fino a sbaragliare il nemico a Vittorio Veneto. Il 3
novembre gli italiani entrarono trionfalmente a Trento e Trieste, e il giorno successivo l’Austria firmò
l’armistizio a Villa Giusti, presso Padova. La Germania non fu sconfitta militarmente, ma collassò a causa delle
tensioni interne generate dalle troppe sofferenza della guerra. In città scoppiarono moti rivoluzionari, guidati
dai socialisti. L’imperatore Guglielmo II abbandonò Berlino e fu proclamata la repubblica. L’11 novembre 1918
il nuovo governo tedesco accettò l’armistizio: la resa della Germania pose fine al primo conflitto mondiale.