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ANTOLOGIA 3

GENERI
3
Il GIALLO

PERCORSI
A PER SCOPRIRE IL GENERE
ED
SCH

IL GIALLO
Il giallo è un’opera narrativa di
argomento poliziesco. In Italia si
chiama così perché nel 1929 si co-
minciò a pubblicare, con enorme
successo, una collana di romanzi
polizieschi che avevano la coperti-
na di colore giallo.
In un romanzo o racconto giallo è
stato commesso un delitto o un
reato di cui bisogna scoprire il col-
pevole. Si raggiunge la soluzione
del caso grazie all’opera di un in-
vestigatore abile, dotato di intelli-
genza, intuizione e capacità di os-
servazione particolarmente acute.

QUANTI TIPI DI GIALLO?


• Il giallo di enigma è il più classico: un investigatore scopre l’autore di un delitto
apparentemente inspiegabile in base a indizi nascosti o difficili da decifrare. Gli
inglesi lo chiamano whodunit (Who [has] done it?), cioè “chi l’ha fatto, chi è stato”.
• Il giallo d’azione: qui i colpevoli non si scoprono ragionando seduti in poltrona,
ma scendendo in strada, con il rischio di sparatorie e inseguimenti mozzafiato.
• Il poliziesco: qui gli investigatori sono agenti o funzionari di polizia. Spesso i ro-
manzi polizieschi descrivono fedelmente le operazioni di polizia.
• Il noir (“nero” in francese), ovvero il crimine visto dalla parte del criminale: in
questo tipo di narrazione è spesso presente la descrizione dell’ambiente della
malavita.

I MAESTRI DEL GIALLO


Iniziatore di questo genere letterario è considerato lo scrittore statunitense Edgar
Allan Poe. I suoi “allievi” sono tantissimi, tra i classici ricordiamo Arthur Conan Doyle,
Agatha Christie, Ellery Queen, Rex Stout, Georges Simenon, Margaret Doody…
A questi si aggiungano i tanti giallisti contemporanei, italiani e stranieri: Leonardo
Sciascia, Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Alessandro Perissi-
notto, Cristina Rava, Alicia Jimenez Bartlett, Petros Markaris, Henning Mankell, Jo
Nesbø, Camilla Läckberg…

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SCH
IL GIALLO ED
A

I protagonisti più celebri


• Veri geni
Hanno un’intelligenza superiore e la usano per
risolvere misteri intricatissimi. Dettagli che per
gli altri sono insignificanti per loro sono invece
rivelatori. Ricordiamo Sherlock Holmes, l’infa-
ticabile ragionatore; Auguste Dupin (creato da
Poe), così geniale che per risolvere gli enigmi si
limita a leggere i resoconti dei delitti sui giorna-
li; Hercule Poirot, omino tanto buffo di aspetto
quanto acuto di mente; Nero Wolfe, amante
della buona tavola, delle orchidee e degli asse-
gni che riscuote dai suoi clienti ogni volta che
risolve un caso.

• Poliziotti dal fiuto infallibile


Sono onesti commissari di polizia che, nel fare
il loro lavoro, ci mettono qualcosa di speciale:
l’interesse sincero per le persone (vittime o col-
pevoli) con i loro errori, debolezze, sofferenze.
Nelle indagini si fanno guidare dall’esperienza,
dalla conoscenza dell’animo umano e dal “fiu-
to”. Maigret, Montalbano, Adamsberg, Pedra
Delicado, Wallander sono solo alcuni tra i più
celebri.

• Dilettanti di talento
Risolvono casi per hobby, per passione e per-
ché, guarda caso, dove ci sono loro quasi sem-
pre viene commesso un crimine. Esempi sono la
celebre Miss Marple creata da Agatha Christie,
Ardelia Spinola, nata dalla penna di Cristina
Rava, e la professoressa Camilla Baudino, per-
sonaggio ideato da Margherita Oggero.

Nelle foto, dall’alto al basso:


gli attori Peter Ustinov, Luca Zingaretti e Margaret Rutherford
che interpretano rispettivamente Hercule Poirot,
il commissario Montalbano e Miss Marple.

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Percorso competenze di lettura

Un vaso come testimone


Stai per leggere la parte più avvincente di un giallo, quella in
cui viene scoperto il colpevole!

La storia
Un ricco e avaro ateniese di nome Boutàdes
di notte viene trafitto da una freccia. Viene
incolpato Filèmone, già condannato all’esilio GRECIA

per una rissa in un’osteria, ma visto


circolare in Atene nei giorni dell’omicidio.
ATENE
Il cugino Stèfanos non crede alla sua
colpevolezza, per cui comincia a svolgere
indagini per scoprire la verità,
Mar Mediterraneo
con l’aiuto di Aristòtele.

Il luogo Il tempo Il reato


• L’antica Atene. • IV secolo avanti Cristo. • Un omicidio.

I personaggi
• Aristòtele, filosofo greco, famoso per le sue capacità logiche.

• Stèfanos, un giovane di vent’anni allievo di Aristòtele.

• Filèmone: cugino di Stèfanos, accusato del delitto.

• Boutàdes: la vittima.

• Polignòto: il nipote di Boutàdes, unico suo erede.

Chi ha scritto il giallo


Margaret Doody è una scrittrice nata in Canada nel 1939. Ha scritto
molti gialli che hanno come protagonista il filosofo greco Aristotele.

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competenze di lettura Percorso

DIZIONARIO MULTILINGUE
PAROLE CHIAVE PER CAPIRE
indagini: ricerche accurate che si fanno per scoprire la verità.
indizio: traccia, segnale.
arringa: discorso appassionato.
ipotesi: idea da dimostrare.
alibi: prova che conferma la presenza di qualcuno in un luogo diverso
da quello del reato.
caso: l’insieme delle vicende, dal reato fino alla soluzione
attraverso le indagini.
movente: causa, motivo che spinge a compiere un’azione illecita o delittuosa.

Un vaso come testimone


SITUAZIONE Un ateniese di nome Boutades è stato ucciso.
INIZIALE
Stefanos, con l’aiuto del grande filosofo Aristotele,
è giunto a raccogliere indizi importanti.
Con questi indizi costruisce un ragionamento
per ricostruire tutto il caso. Durante il processo
davanti ai giudici espone con logiche argomentazioni
la sua arringa di difesa.

CHI È Stefanos parla così davanti alla corte dei giurati:


LA VITTIMA?
«Boutades era un uomo molto ricco
e molto avaro. Negli ultimi tempi la sua avarizia
era cresciuta. Voleva adottare un figlio al quale lasciare
in eredità i suoi beni.
Boutades è stato colpito da una freccia alla gola.

Che cosa può significare Il cadavere è stato trovato a terra


la presenza del sangue in mezzo alla stanza in un lago
nei capelli, ma anche
sulle pantofole? di sangue: con i capelli bagnati
di sangue e le pantofole piene di sangue.

Dov’era Boutades quando è stato colpito


dalla freccia? E l’assassino era dentro la stanza
o fuori?».

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Percorso competenze di lettura

IL RAGIONAMENTO «Boutades lavorava alla scrivania in un angolo della stanza.


Perché è al centro della stanza quando la freccia
lo colpisce nel collo? E ci sono anche degli altri fatti
curiosi. Tutti testimoniano che c’era una gran quantità
di sangue. Sangue sul pavimento, sulla tunica
della vittima, sulle sue pantofole e nei suoi capelli.
Ora, la grande vena del collo è una parte vitale, e contiene
molto sangue. Ma qualsiasi soldato vi potrebbe dire
che un uomo colpito da una freccia generalmente
non sanguina molto, perché la stessa freccia
funziona come tampone alla ferita. Comunque,
in questo caso naturalmente, il sangue potrebbe essere
uscito dalla bocca mentre il corpo cadeva.
Perché le suole delle pantofole erano coperte di sangue?
Perché Boutades cammina in avanti quando viene colpito.
Compie qualche passo nel suo proprio sangue
e poi cade sul pavimento.
Sulla scrivania non si è trovata traccia di sangue.
Non è strano? O ci stava lavorando, e in questo
caso la scrivania avrebbe dovuto essere sporca
di sangue, o se ne stava allontanando, in tal caso
sarebbe stato colpito alla schiena, se l’assassino
si trovava all’esterno della casa. È questo il problema,
come un problema di geometria».

Stefanos prende fiato e offre tempo alla giuria


di riflettere su quanto ha detto.
Sono tutti curiosi. E lui riprende a spiegare.

LE IPOTESI «Secondo me l’assassino era dentro la casa, non fuori.

Con la logica si scoprono Non poteva fuggire attraverso la finestra


importanti indizi! perché avrebbe lasciato tracce sul
pavimento insanguinato, o macchie
di sangue tra la scrivania e il davanzale. Ma ci sono altre
prove che l’assassino si trovava in casa.

Come sapete, in casa di Boutades è custodito un famoso


e prezioso vaso. Sta sul tavolino appoggiato

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competenze di lettura Percorso

alla parete dipinta, a una certa distanza dalla parete dov’è


la finestra. Nei giorni in cui Boutades viveva e lavorava
in quella stanza, nessun passante poteva vedere il vaso
dalla finestra. Se l’assassino avesse tirato la freccia
dal di fuori non avrebbe potuto colpire il vaso.
Eppure, qualcosa è accaduto a questo vaso
nel momento in cui Boutades viene ucciso. Il vaso
è un testimone. Chiedo che il vaso sia mandato
a prendere per essere esaminato».

I giudici decidono di mandare un uomo a prendere il vaso.


Polignoto si oppone perché è una sua proprietà,
ma gli assicurano che il vaso sarà esaminato soltanto
dal tribunale e che sarà subito restituito.

L’ACCUSATO «Parliamo ora di Filemone. Allora, è vero che si trovava


NON È IL
in Atene, come esule rientrato di nascosto per rivedere
COLPEVOLE
la moglie. È anche vero però che Filandro di Atene
proprio nella notte del delitto lo ha trasportato
con la sua barca lontano da Atene, di nuovo
nel luogo di esilio».
Filandro di Atene viene sentito come testimone sotto
giuramento e in questo modo Filemone ha un alibi
che dimostra la sua innocenza.
«Così, signori, non è Filemone l’assassino. L’assassino
era dentro la casa, come vi proverò definitivamente
con il vaso, vi spiegherò come è andato in pezzi».

Molte voci provenienti dalla giuria e dal pubblico gridano:


«Ma il vaso è sempre lì! Non è mai stato rotto!».

RICOSTRUZIONE «E invece sì, signori. Quella notte le frecce tirate


DELLA SCENA
sono state due: la prima ha rotto il vaso, la seconda
DEL DELITTO
ha ucciso Boutades, che si era già alzato per il rumore,
si era voltato e camminava in avanti verso l’assassino.
Colpito a morte, avanza ancora qualche passo e cade quasi
in mezzo alla stanza. Così l’assassino deve spostare
il corpo per fare in modo che sembri colpito dall’esterno.

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Percorso competenze di lettura

È probabile che abbia spostato la freccia, ed ecco


perché è uscita una grande quantità di sangue.
Durante lo spostamento si sono sporcati i capelli
e le pantofole di sangue. Solo l’assassino
sapeva del vaso rotto. I frammenti sono stati raccolti
e nascosti in un grosso recipiente nella stanza e poi portati
a Corinto per farne fare una copia perfetta da rimettere
al suo posto. Io dichiaro che il vaso che si trova ora
in casa di Boutades è un’abile riproduzione.
Il vaso originale era di buona ceramica ateniese e l’argilla
ateniese è rossa mentre l’argilla di Corinto è gialla.
Il vaso che ora vedrete risulterà fatto di argilla gialla».
Arriva l’inviato e depone il vaso davanti ai giudici.

IL TESTIMONE «Seguite il mio ragionamento: io affermo che se questo


DECISIVO
vaso è una copia, e se si può scoprire il nome
dell’uomo che l’ha fatta eseguire segretamente,
quest’uomo è l’assassino. Ecco il vaso. Non è sotto
processo, ma lo metteremo sotto interrogatorio come
un testimone. Chiedo di togliere una piccola scheggia
dalla sua base, per vedere se l’argilla è rossa o gialla».
Con molta attenzione il giudice gratta delicatamente
la base del vaso con un coltello, poi esclama:
«È gialla! È di argilla gialla, è una copia!».

Stefanos chiama a testimoniare il vasaio Onesimo


di Corinto. «Vedete quel vaso?» gli domanda,
e l’oggetto viene portato più vicino. «L’avete visto prima?».
«Sì. L’ho fatto io. Ho copiato i pezzi di un altro vaso
più vecchio. È una riproduzione. E molto buona anche»
aggiunge.
«Quando è stata fatta?».
«Nella mia bottega a Corinto sulla fine dell’autunno».
«Ricordate l’uomo che vi ha dato l’incarico
di fare la copia? L’avete rivisto poi?».
«Sì. Oggi».
«Potete indicarlo?». E Onesimo leva il dito sul pubblico,
indica Polignoto senza esitazione.

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competenze di lettura Percorso

LA SOLUZIONE Stefanos prende fiato e conclude la sua arringa:


DEL CASO
«Ed ecco l’assassino! Chi è l’uomo che ha urgente bisogno
di denaro? Chi è l’uomo che aveva maggiormente da perdere
se Boutades decideva di adottare un figlio? Chi ha potuto
compiere il delitto dall’interno della casa scegliendo
il momento opportuno e il complice più adatto?
Chi ha avuto modo di raccogliere i frammenti di un vaso
rotto, e poi il tempo e il modo di sostituirlo? Io dichiaro
che Filemone è innocente, poiché il nome del vero
assassino è Polignoto! È lui che ha ucciso suo zio!».
Polignoto è pallido e sconvolto. Lo si vede barcollare
per alcuni secondi. Poi, con un grido selvaggio,
fugge dal tribunale.

Qualcuno dice che Polignoto è arrivato al Pireo,


il porto di Atene, dove è salito su una piccola barca
e si è allontanato in mare.
(Adatt. da: Margaret Doody, Aristotele detective, Sellerio)

COMPRENDERE
1. Associa a ciascuna parola del racconto giallo un suo sinonimo.
Scegli dall’elenco qui sotto e poi scrivi al posto giusto.
corpo • inchiesta • spiegazione • motivo •
reato • colpevole • assassinio • traccia

• crimine • indizio
• omicidio • movente
• cadavere • soluzione
• indagine • assassino

ANALIZZARE
IL DELITTO
2. Quale reato è stato commesso?
A. Un omicidio
B. Un rapimento
C. Un tentato omicidio

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Percorso competenze di lettura

3. Qual è il luogo del delitto?


A. La casa dell’imputato
B. L’interno di una osteria
C. La stanza dove la vittima lavora

4. Chi è la vittima?

L’INDAGINE
5. Chi indaga alla ricerca della verità?

6. Come è stato commesso il delitto?


A. La vittima è stata colpita con una freccia alle spalle
B. La vittima è stata colpita con una freccia al cuore
C. La vittima è stata colpita con una freccia alla gola

7. Quali indizi ci sono sul luogo del delitto?


A. Una freccia e i frammenti di un vaso rotto
B. Tanto sangue: capelli e pantofole piene di sangue
C. Sangue in quantità sproporzionata e una copia di un vaso

LA SOLUZIONE DEL CASO


8. Quali testimonianze aiutano a risolvere il caso?
A. Quelle del barcaiolo e del vasaio
B. Quelle di Polignoto e del vasaio
C. Quelle del barcaiolo e di Polignoto
Perché questi testimoni aiutano a trovare il vero colpevole? Completa.
Il conferma l’alibi di : lui non era ad
la notte del delitto.
Il  riconosce come la persona che lo aveva
incaricato di fare una copia del vaso rotto: quindi era stato
a rompere il vaso con una destinata a suo zio.

9. Chi è il colpevole dell’omicidio?

10. Qual è il movente (la causa) del suo crimine?


A. Era invidioso dello zio
B. Temeva di perdere l’eredità
C. Odiava lo zio

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A PER ANALIZZARE IL GENERE
ED
SCH

IL GIALLO
In base allo svolgimento dei fatti, il giallo può dare maggiore spazio all’azione o privi-
legiare la suspense, cioè l’attesa angosciosa che accada un certo avvenimento, oppu-
re basarsi sulla soluzione di un enigma. Naturalmente un aspetto non esclude gli altri.
Si possono, tuttavia, riconoscere alcuni moduli narrativi, ossia situazioni ed elementi
costanti che ricorrono più o meno frequentemente, che creano la struttura portante
del giallo.
Vediamola insieme, prendendo come esempio il racconto di Arthur Conan Doyle (Cin-
que semi d’arancia) che hai appena letto.

LA STRUTTURA DEL GIALLO


• È stato commesso un crimine, il più del-
le volte un omicidio, ma può anche trat- I fratelli Openshaw sono morti in
circostanze sospette, dopo aver ri-
tarsi del furto di qualcosa di prezioso.
cevuto una busta con la sigla KKK,
contenente cinque semi d’arancia.

• L’investigatore svolge il proprio lavoro innanzitutto sulla scena del crimine: lì il


detective reperisce gli indizi e cerca di ricostruire la dinamica dell’accaduto.

• Per mezzo degli indizi svolge la sua


inchiesta. John Openshaw si reca da Sherlock
Holmes per far luce sulle due mor-
ti e perché egli stesso ha ricevuto, a
distanza di anni, una busta simile
con lo stesso contenuto. L’investi-
gatore si fa raccontare nei dettagli
che cosa è capitato e poi inizia le
sue indagini.

• Vengono raccolte le prove, scoperto


il colpevole, individuato il movente: Sherlock Holmes consulta i re-
gistri dei Lloyd’s, scopre che il
il caso è risolto.
principale colpevole è il capitano
della nave americana Lone Star e
che il movente era legato ai docu-
menti compromettenti posseduti
dallo zio.

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IL GIALLO ED
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IL CRIMINE
• la vittima L’INCHIESTA
• l’assassino / il ladro
• l’investigatore
• gli indizi
LA SOLUZIONE DEL CASO • i falsi indizi
• la dinamica del delitto
• il colpevole
• le prove
• il movente

L’oggetto principale della letteratura gialla,


dunque, è la descrizione di un crimine, pos-
sibilmente intricato e denso di mistero, e dei
personaggi coinvolti.
La storia è tanto più interessante quanto più
lo scrittore riesce a far identificare il lettore Per esempio Watson, l’aiutante di
con il narratore cioè con il personaggio che Sherlock Holmes.
“vede e non capisce”. I gialli più avvincenti,
perciò, sono quelli in cui l’autore in un certo
senso sfida chi legge a gareggiare con l’in-
vestigatore nella soluzione del caso.

I personaggi si muovono in un certo ambiente e in un determinato periodo storico.

L’ambiente
I racconti gialli si svolgono in epoche facil-
mente intuibili e in luoghi reali o verosimili Stati Uniti, Londra, la casa del si-
ma circondati da un’atmosfera carica di ten- gnor Openshaw…
sione, che suscita nel lettore un senso di at-
tesa e di grande inquietudine.

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ED PER ANALIZZARE IL GENERE
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I personaggi principali
• La vittima è la persona che subisce il danno.
Di solito viene uccisa o derubata o ingannata. Lo zio, il padre e lo stesso
John Openshaw.

• Il colpevole è l’antagonista, generalmente è


un assassino ma può trattarsi anche di un la- Il KKK.
dro, di un ricattatore… Abitualmente agisce
con un movente ben preciso, ma generalmen-
te è insospettabile, sebbene alla fine sia sma-
scherato dall’investigatore.
• L’investigatore è il protagonista-eroe, che
può essere un poliziotto oppure un detecti- Sherlock Holmes è un de-
tective.
ve privato con spiccate abilità deduttive, una
personalità piuttosto bizzarra, un’intelligenza
fuori dal comune e un “fiuto” infallibile.
• L’aiutante non è sempre presente. Solitamen-
te è un amico dell’investigatore che lo aiuta Il dottor Watson.
nelle indagini.
A volte, come nel caso del racconto che hai
letto, può essere lui a raccontare la storia.

• Gli altri personaggi, per esempio coloro che si muovono nell’ambiente della vit-
tima, eventuali testimoni, i sospettati, sul piano narrativo hanno la funzione di
rendere più complesso e intrigante l’enigma, depistando il lettore. Tra gli altri
personaggi possiamo inserire anche la polizia.

LA TECNICA NARRATIVA
I romanzi o racconti gialli si basano su alcuni accorgimenti di stile che, pur con le ine-
vitabili differenze, si trovano praticamente in ogni testo di questo genere.
• Un buon giallo è sempre ricco di suspense, cioè di tensione emotiva concentrata
sulla soluzione dell’enigma. Il lettore, in pratica, viene “tenuto sulle spine” lungo
tutta la narrazione, in un’ansiosa attesa del finale.
• La narrazione può essere interrotta da un episodio assolutamente imprevisto, un
colpo di scena, che ha la funzione di rendere più complessa e articolata la solu-
zione del caso.
• Durante la narrazione è previsto almeno un momento di massima tensione, in cui
sembra che tutto sia perduto.
• Spesso nel racconto vengono inseriti alcuni flashback, cioè rievocazioni di episo-
di già accaduti, che interrompono la successione cronologica della narrazione e
contribuiscono a rendere ancora più intensa la suspense.

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IL GIALLO ED
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Il linguaggio
• I personaggi si caratterizzano anche per il loro modo di parlare: chi piuttost
ricercato, chi quotidiano con inserti dialettali…
• Gli ambienti e le situazioni sono descritti attraverso parole ed espressioni fun-
zionali alla creazione dell’atmosfera voluta (la descrizione di una notte bui
tempestosa può indurre tensione e ansia in chi legge; il cigolio di una porta ch
si apre induce paura).
• All’interno della narrazione ci sono battute o dialoghi, con la funzione di:
– alleggerire la tensione emotiva;
– far emergere le caratteristiche psicologiche o sociali dei personaggi;
– fornire indizi;
– rendere più vivace la narrazione.

Fabula e intreccio
Nei gialli d’investigazione sono presenti due storie: quella del delitto e quella delle
indagini. L’autore non narra le due storie secondo l’ordine cronologico dei fatti, ma
le congegna in un intreccio.

a) La fabula è la semplice successione dei fatti


in ordine logico e cronologico; Emigrazione dello zio Elias
in America, ritorno in In-
ghilterra, minacce, morte…

b) L’intreccio è l’insieme degli stessi fatti nell’or-


dine in cui li ha disposti lo scrittore, con John Openshaw si reca da
Sherlock Holmes e racconta
descrizioni, riflessioni, digressioni, flashback
la storia.
o anticipazioni.

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Percorso ORGANIZZA LE TUE CONOSCENZE

Mappa di riepilogo: il giallo

un genere narrativo in cui si racconta una vicenda


che prende il via da un DELITTO o un REATO
e prosegue con le INDAGINI per scoprire il COLPEVOLE

IL GIALLO

può essere

• GIALLO D’ENIGMA: un abile investigatore scopre gli indizi che lo portano,


attraverso una serie di acuti ragionamenti, a smascherare il colpevole
• GIALLO D’AZIONE: il colpevole viene scoperto dopo una serie di avveniment
mozzafiato, sparatorie e inseguimenti
• POLIZIESCO: gli investigatori sono agenti o funzionari di polizi
• NOIR: il crimine visto dalla parte di chi lo compie

è costituito da

STRUTTURA TEMPO PERSONAGGI TECNICA


• viene commess E LUOGHI • investigatore E LINGUAGGIO
un crimine è il/la
(omicidio, furto) • luoghi reali protagonista, • l’autore
o verosimili spesso co fa identificare
• l’investigatore il lettore
cerca indizi • epoca attuale un’intelligenza
o del passato, fuori del comune con chi “ved
e svolge la su e non capisce”
inchiesta facilmente aiutante:
• intreccio
intuibile non sempre •
• si raccolgon da elementi complesso,
le prove e s presente, spesso
descrittivi è un amico con flashback
individua e anticipazioni
il movente o parente
dell’investigatore • ampio uso d
• scoperto ed è il narratore colpi di scena
il colpevole della vicenda imprevisti
il caso è risolto per aumentar
• vittima:
la persona uccisa la suspense
o derubata in attesa dell
soluzione del caso
• colpevole
è l’antagonist • frequenti
della vicenda i dialoghi
spess e le descrizioni
insospettabile
• testimoni
sospettati
personaggi
secondari

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MISURA LE TUE COMPETENZE Verso la PROVA NAZIONALE

Verifica formativa con autovalutazione


Un’indagine di Nero Wolfe
Rex Stout

ANTEFATTO
Una giovane donna, Margaret Mion (Peggy), si rivolge all’investigatore
Nero Wolfe, affinché faccia chiarezza sulla morte di suo marito Alberto.
L’uomo è stato trovato morto nel proprio studio e la polizia ritiene che egli
si sia suicidato, in quanto la morte è stata causata da un colpo di rivoltella in bocca
e non ci sono segni di violenza. La signora Mion non crede alla tesi del suicidio
perché, quando ha scoperto il cadavere, non c’era la rivoltella, apparsa soltanto
successivamente, prima dell’arrivo degli agenti di polizia. Il segretario di Nero
Wolfe, Archie Goodwin, narratore della storia, incomincia l’indagine e raccoglie
molte informazioni: Alberto Mion, un famoso tenore, era stato colpito alla laringe,
due mesi prima della morte, da un pugno del signor Gifford James,
suo compagno di lavoro. Il signor James aveva aggredito Mion perché pensava
che questi si fosse comportato in modo scorretto con sua figlia Clara. A causa
del pugno, Mion aveva dovuto sottoporsi a una delicata operazione, eseguita
dal dottor Lloyd. Nel frattempo, aveva chiesto al signor Gifford James
un risarcimento danni di 250 000 dollari. Inoltre, al momento della morte,
il cantante lirico non aveva ancora riacquistato la voce.
Al termine dell’indagine, Nero Wolfe riunisce tutti gli interessati nel suo studio
ed espone i risultati delle sue investigazioni.

– La signora Mion mi ha assunto non solo per decidere se doveva


richiedere i danni per l’aggressione subita da suo marito, ma anche
perché investigassi sulla sua morte. Non riusciva a credere che il si-
gnor Mion si fosse ucciso. Ho svolto delle indagini e sono pronto a
5 riferirle.
– Non avete bisogno di noi, allora – sbottò Rupert il Grasso1.
– Ho bisogno di uno di voi. Dell’assassino.
– Non di tutti, però – disse in tono indignato il giudice Arnold.
– Al diavolo! – esplose Wolfe. – Via! Andatevene tutti, tranne
10 uno. Via!
Non si mossero.
Wolfe concesse cinque secondi.
1. Rupert il Grasso: – Allora vado avanti – borbottò. – Come ho detto, sono pronto a
agente teatrale
di Alberto Mion. riferire, ma l’indagine non è conclusa. Un particolare importantissi-
2. sanzione: 15 mo richiederà la sanzione2 ufficiale, ecco perché l’ispettore Cramer
convalida, approvazione,
consenso.
è presente. Avrò bisogno anche della parola della signora Mion. Do-
3. riesumare:
vremo poi ricorrere al dottor Lloyd, dato che fu lui a firmare il certi-
disseppellire, ficato di morte – portò gli occhi su Peggy. – Prima voi, signora. Siete
togliere dalla tomba.
disposta a far riesumare3 il corpo di vostro marito?

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Verso la PROVA NAZIONALE MISURA LE TUE COMPETENZE

20 Peggy sbarrò gli occhi.


– Perché?
– Per trovare la prova che è stato assassinato e da chi. Mi sembra
che basti.
Peggy la smise di strabuzzare gli occhi.
25 – Sì, se è necessario.
Wolfe guardò verso sinistra.
– Avete obiezioni, dottor Lloyd?
Lloyd era impassibile.
– Non ho idea – mormorò lentamente. – Dove volete arrivare?
30 Comunque non ho voce in capitolo, mi sono limitato a rilasciare il
certificato.
– Allora non vi opponete. Signor Cramer, tra alcuni minuti fa-
remo domanda per ottenere l’autorizzazione, ma tenete presente che
l’autopsia4 dovrà essere svolta dal dottor Abraham Rentner.
35 – Non si può riesumare un cadavere per pura curiosità – borbottò
Cramer.
– Lo so. Non sono semplicemente curioso –. Gli occhi di Wolfe si
spostarono di nuovo. – Sapete tutti che una delle ragioni principali
per cui la polizia ha deciso che la morte di Mion doveva attribuirsi a
40 suicidio, è stata la scena della tragedia come si presentò ai suoi occhi.
Naturalmente dovevano esistere altri particolari: per esempio, la ri-
voltella vicino al cadavere. Ma la ragione determinante fu che non si
può uccidere un uomo ficcandogli in bocca la canna della rivoltella
se prima non lo si riduce in stato d’incoscienza. Fu provato che Mion
45 non era stato colpito né drogato, inoltre la pallottola, uscendo dal suo
cranio, andò a conficcarsi nel soffitto. La conclusione della polizia è
esatta, ma in questo caso esisteva un’eccezione. Mi venne in mente il
giorno stesso in cui la signora Mion mi assunse. Ma per il momento…
voglio darvi una breve dimostrazione. Archie, prendete la rivoltella.
50 Aprii il terzo cassetto della mia scrivania e ne tirai fuori una.
– È carica?
– No.
Wolfe si rivolse di nuovo ai presenti.
– Voi, signor James. Come uomo di teatro, dovreste essere capa-
55 ce di seguire un regista. Alzatevi, per piacere. È una faccenda seria,
4. autopsia:
sezione ed esame perciò fate come vi dico. Siete un paziente con la gola dolorante e il
di un cadavere al fine signor Goodwin è il vostro medico. Vi chiederà di aprire la bocca, in
di individuare
o controllare le cause modo da esaminarvi la gola. Fate esattamente quello che fareste in
della morte o altri
particolari che possano
queste circostanze. Volete?
essere richiesti 60 – Ma è sciocco… – James, in piedi, aveva la faccia scura. – Non c’è
dall’autorità giudiziaria.
bisogno che mi venga detto…

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– Vi prego di accontentarmi, devo chiarire un certo particolare.


Va bene? Grazie. Gli altri guardino il viso del signor James. Avanti,
Archie.
65 Con la rivoltella in tasca, mi avvicinai a James e gli dissi di aprire
la bocca. Ubbidì. Per un attimo gli occhi di Gifford incontrarono i
miei, mentre gli esaminavo la gola, poi si voltarono verso il soffitto.
Senza fretta, tirai fuori la rivoltella e gli ficcai in bocca la canna, con-
tro il palato. Sussultò, lasciandosi cadere sulla poltrona.
70 – Avete visto la rivoltella? – domandò Wolfe.
– No, guardavo verso l’alto.
– Proprio così – Wolfe si rivolse agli altri. – Avete visto i suoi oc-
chi? Provate anche voi, non si può far a meno di girare gli occhi verso
l’alto. Perciò non è assolutamente difficile uccidere un uomo a quel
75 modo, ammesso che siate il suo medico e che lui abbia mal di gola.
Siete d’accordo, dottor Lloyd?
Lloyd non si era avvicinato a James per assistere allo spettacolo,
come avevano fatto gli altri. Non aveva mosso un dito. Ora aveva
la mascella leggermente contratta, nient’altro. Fece di tutto per sor-
80 ridere.
– Dimostrare che una cosa può accadere – disse con voce control-
lata – non è dimostrare che è accaduta.
– Giusto – concesse Wolfe. – Abbiamo alcuni fatti, però. Non sie-
te in possesso di un alibi5 valido. Mion vi avrebbe fatto entrare nello
85 studio in qualunque momento, senza esitare. Avreste potuto con tutta
facilità prendere la rivoltella dal busto di Caruso6 e farvela scivolare
in tasca. Solo per voi e per nessun altro, Mion avrebbe spalancato la
bocca a quel modo. È stato ucciso subito dopo che vi avevano costret-
to a fissare un appuntamento al dottor Rentner perché confermasse
90 la vostra diagnosi. Abbiamo questi fatti, vero?
– Non provano niente – insistette Lloyd. La sua voce non era più
5. alibi:
argomento di difesa tanto controllata.
con il quale una persona – Ma ci saranno utili – disse Wolfe – specialmente se saremo in
sospettata o accusata
di un reato dimostra grado di aggiungerne un altro. Perché tremate così, dottore? Avevate
di non averlo commesso, 95 sbagliato l’operazione, compromettendo per sempre la voce di Mion?
provando di essersi
trovata in un luogo Penso che sia andata così, perché solo il pericolo di rovinarvi la car-
diverso da quello
del reato, nel momento riera e la reputazione poteva portarvi all’omicidio. Comunque lo sa-
in cui esso veniva premo appena il dottor Rentner avrà fatto l’autopsia. Non mi aspetto
compiuto.
che ci forniate…
6. dal busto di Caruso:
posto nel quale Mion 100 – Non ho sbagliato l’operazione! – urlò Lloyd. – Poteva accadere
teneva abitualmente
la rivoltella.
a chiunque…
Caruso fu un celebre Secondo me, perse la testa nell’accorgersi che la sua voce era di-
cantante lirico.
ventata una specie di gracchio stridulo. Scattò verso la porta. Detti

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uno spintone al giudice Arnold, gettandomi al suo inseguimento, ma


105 quando arrivai vicino a Lloyd il sergente Stebbins l’aveva già afferrato
per la collottola. Il giudice Arnold e Rupert il Grasso stavano dicendo
a Nero Wolfe che era meraviglioso. Peggy piangeva. Nessuno aveva
bisogno di me, perciò andai in cucina a prendere un bicchiere di latte.
(Tratto da: R. Stout, Nero Wolfe a cena col delitto, Mondadori)

1. Chi è Margaret Mion? Indica le due scelte corrette.


A. La donna che ha assunto l’investigatore
B. La segretaria dell’investigatore
C. La moglie della vittima
D. La figlia della vittima 2

2. Qual era il mestiere della vittima? Era


A. un cantante
B. un medico
C. un ispettore
D. un giudice 1

3. Quali, tra le seguenti informazioni, sono presenti nell’antefatto?

INFORMAZIONI VERO FALSO

a. Alberto Mion era stato operato alla laringe


b. L’operazione era stata eseguita con successo
c. Clara, figlia di Mion, si era comportata male con James
d. Secondo la polizia Mion si è suicidato
e. La moglie di Mion non crede all’ipotesi di suicidio
f. Mion era stato compensato per il danno alla laringe 6

4. Chi è Nero Wolfe?


1

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5. Nero Wolfe è stato incaricato di svolgere le indagini per


A. scoprire l’arma del delitto e risalire, così, al colpevole
B. ottenere il permesso di riesumare il corpo del signor Mion
C. interrogare i sospettati più a fondo di quanto abbia fatto la polizia
D. provare che la vittima non si è suicidata ma è stata uccisa 1

6. Alla riga 6, il verbo “sbottò” indica che il signor Rupert


A. assumeva un tono tranquillo e posato
B. non riusciva a contenere la rabbia
C. era molto emozionato
D. era intimidito dalla situazione 1

7. Alla riga 20, si dice che Peggy “sbarrò” gli occhi. Per quale motivo?
A. Era impaurita dalla richiesta di Wolfe
B. Era contraria alla richiesta di Wolfe
C. Era stupita dalla richiesta di Wolfe
D. Era contenta della richiesta di Wolfe 1

8. Perché l’investigatore vuol far riesumare il cadavere? Trascrivi la frase del testo che lo
spiega.
1

9. Che cosa significa l’espressione “non ho voce in capitolo”, alla riga 30?
A. Non ho idea di come esprimere il mio parere
B. Non ho idea di che cosa si stia parlando
C. Non ho sentito circolare questa notizia
D. Non ho l’autorità per intervenire nella decisione 1

10. La polizia è convinta che la vittima si sia suicidata, perché


A. ha scoperto che era piena di debiti e non sapeva come pagarli
B. nella stanza del delitto regnava un ordine perfetto
C. la morte è stata causata da un colpo di rivoltella in bocca
e non ci sono segni di violenza
D. da un po’ di tempo collezionava insuccessi
nella sua carriera di tenore ed era molto depresso 1

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11. Con quale trovata Nero Wolfe dimostra che la vittima è stata assassinata? Completa con
le parole giuste, scelte tra quelle elencate in disordine.
gola • segretario • James • paziente • scrivania • rivoltella • occhi •
medico • bocca • soffitto • palato • canna
– Wolfe invita il signor a impersonare un con la
dolorante e chiede al suo di prendere una dal casset-
to della , poi di impersonare il che cura il paziente.
– Goodwin fa aprire la  al signor James: allora gli
di quest’ultimo, dopo essersi brevemente fissati in quelli di Goodwin, si volgono verso il
.
– A questo punto Goodwin infila in bocca a James la della rivoltella,
contro il  . 12

12. Che cosa spiega e che cosa conclude Nero Wolfe? Completa i fumetti con le parole giu-
ste, che devi trovare nel testo e trascrivere sui puntini.

1 (Wolfe) 2 (James)
Avete visto la No, guardavo verso
? l’ .

3 (Wolfe)
Proprio così, non si può fare a
4 (Conclusione di Nero Wolfe)
meno di gli occhi
Non è uccidere un uomo
verso l’ .
a quel , ammesso che siate il suo
e che lui abbia mal di .
Siete d’accordo, dottor ?

13. Completa e indica la scelta giusta.


a. Il colpevole, quindi, è il dottor
b. Il movente dell’assassino è
A. aver sbagliato l’operazione fatta a Mion
B. la paura di essere scoperto dai colleghi
C. la paura di rovinarsi carriera e reputazione
D. il ricatto subito dal signor Mion 2

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14. Indica la frase con il significato corrispondente a: “Stebbins l’aveva già afferrato per la
collottola” (r. 105-106).
A. Stebbins l’aveva già afferrato per il collo
B. Stebbins l’aveva già bloccato per il colletto
C. Stebbins l’aveva già agguantato per la nuca
D. Stebbins l’aveva già immobilizzato alla gola 1

15. Indica il ruolo dei personaggi elencati, con le giuste corrispondenze.

Archie Goodwin ispettore di polizia


Alberto Mion sergente di polizia
Cramer medico che operò la vittima
Lloyd medico che farà l’autopsia
Rentner segretario di Wolfe e narratore
Stebbins vittima 6

16. In conclusione, quale metodo investigativo ha usato Nero Wolfe?


A. La raccolta delle prove più evidenti
B. L’eliminazione degli indizi superflui
C. Il ragionamento deduttivo sulle informazioni acquisite
D. L’affidarsi a una serie di circostanze accidentali 1

AUTOVALUTAZIONE TOTALE PUNTI .../47


• Ho trovato la lettura del racconto giallo
facile di media difficoltà difficile
• Negli esercizi
ho capito le consegne non ho capito bene le consegne
conoscevo il significato delle parole non conoscevo il significato delle parole

• Ho avuto difficoltà a risponder

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