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Storia
SCOPRIRE IL PASSATO, CAPIRE IL PRESENTE

n°169
novembre
MENSILE –Austria € 9,20 - Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna € 8 - MC, Côte d’Azur € 8,10 - Germania € 12,00 - Svizzera CHF 10,80 - Svizzera Canton Ticino CHF 10,40 - USA $ 11,50

COME RESE
GRANDE
FIRENZE TRA
MECENATISMO,
DIPLOMAZIA,

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INTRIGHI
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te E ASTUZIE
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16 OTTOBRE 2019 - MENSILE


€ 4,90 IN ITALIA CACCIATI POPULONIA BIELORUSSIA
GLI ITALIANI CHE, COME SI VIVEVA E NEL PAESE IN FERMENTO
NEL 1970, DOVETTERO LAVORAVA NELL’ANTICA CONTRO L’ULTIMA
Sped. in A.P. - D.L. 353/03 art.1, comma 1, DCB Verona
LASCIARE LA LIBIA CITTÀ MINERARIA ETRUSCA DITTATURA D’EUROPA
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Essere il tuo benessere. IN FARMACIA


Storia
CI TROOVI ANCHE SUU:

169
Novembre 2020 focusstoria.it In copertina: Lorenzo de’
Medici dipinto dal Vasari.

AZOOR PHOTO COLLECTION / ALAMY STOCK PHOTO


IN PIÙ...
L orenzo de’Medici fu tante
cose: l’ago della bilancia
SOOCIETÀ
della politica italiana in un
Quattrocento ostaggio di mire
16 Cartoline
dal passato
espansionistiche e alleanze Biglietti, inserzioni
internazionali; il principe pubblicitarie, inviti... gli
senza corona di Firenze; il ephemera raccontano.
protettore dell’arte come mai
ANNIVERSARI
prima e mai dopo. L’appellativo
il Magnifico, insomma, gli 20 Quando la
calzava a pennello. E Magnifico Libia ci cacciò
lo è ancora, anche alla luce di Il rimpatrio forzato
degli italiani voluto 50
nuove interpretazioni storiche
anni fa da Gheddafi.

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che gli tolgono un po’di smalto
solo per restituircelo più vero.
24 IANTICHITÀ
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Lorenzo era astuto, ambizioso, signori del ferro
cattivo amministratore del te Populonia, la capitale
tesoro di famiglia. Ma le sue metallurgica degli
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manovre fecero risparmiare Etruschi.


Lorenzo de’ Medici in una scultura ottocentesca.
all’Italia guerre fratricide
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ANTICHITÀ
e le sue spese per l’arte 68 Nerone
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resero Firenze l’epicentro A FIRENZE CON e Seneca


Cronaca di una morte
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del Rinascimento. A Lorenzo


devono la fama Botticelli, LORENZO DE’ MEDICI annunciata: così
Nerone si liberò del
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Michelangelo, il Verrocchio, il suo maestro.


Ghirlandaio... stelle di prima 32
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OTTTOCENTTO
grandezza che il mecenate non
Il Magnifico Lorenzo 74 Inferno inglese
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esitava a prestare alle altre corti Signore de facto di Firenze, gestì il suo potere con grande abilità
per rafforzare il prestigio della Gli effetti della
diplomatica e uno spessore culturale senza eguali.
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sua. Conscio che“Di doman Rivoluzione industriale


non c’è certezza”fece del suo
meglio per ritagliarsi una fetta
38 sulle città inglesi e i
loro abitanti.
di eternità. Il palcoscenico dei Medici
GRANDE TEMA
Emanuela Cruciano
Ecco come la Firenze del Quattrocento divenne la culla del
Rinascimento italiano e un modello per l’Europa.
82 L’Onu di tutti
caporedattore I primi 75 anni
delle Nazioni Unite:

RUBRICHE
44 obbiettivi, successi e
fallimenti.
Storia di una dinastia
EXX URSS
4 LA PAGINA DEI LETTORI
Prima e dopo il Magnifico, l’epopea di una famiglia di banchieri che
diede all’Europa papi e regine. 88 L’ultima dittatura
6 NOVITÀ & SCOPERTE d’Europa
Repressione, elezioni
8 TRAPASSATI
ALLA STORIA 50 farsa, e un passato più
europeo che russo: le
9 TECNOVINTAGE Insolito mecenate ragioni delle proteste
10 MICROSTORIA Lorenzo investì il suo denaro per sostenere pittori, scultori, poeti. E li in Bielorussia.
trasformò in ambasciatori dello stile fiorentino nelle altre corti italiane.
12 CHI L’HA INVENTATO MEDICINAA
14 UNA GIORNATA DA... 92 Dannata calvizie
61 GANGSTER STORY
64 DOMANDE & RISPOSTE
55 La perdita dei capelli è
un annoso problema
97 AGENDA
Visse d’arte che la scienza non è
L’eredità del Magnifico? Dipinti, sculture, ville, statuette antiche, mai riuscita a risolvere.
vasellame, pietre preziose...

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LA PAGINA DEI LETTORI
Inviateci opinioni, idee, proposte, critiche. Pubblicheremo le più interessanti oltre a una selezione dei commenti alla nostra pagina Facebook
(www.facebook.com/FocusStoria). Scrivete a Focus Storia, via Mondadori 1, 20054 Segrate o all’e-mail redazione@focusstoria.it

organizzando a Cremona una marcia


trionfale (a sinistra, Federico II entra
a Cremona con il Carroccio di Milano.
Miniatura tratta dalla Nova Cronica (1348)
di Giovanni Villani).
Durante i festeggiamenti il podestà
di Milano, il veneziano Pietro Tiepolo,
figlio del doge, venne issato in catene
sul Carroccio trainato da un elefante e
additato al pubblico ludibrio.
L’epigrafe recita: “O Roma ricevi quale
dono di Federico II Cesare Augusto il carro,
ornamento augurale per la città. Questo,
preso dalla strage di Milano, viene come
preda illustre per riferire il trionfo di Cesare.
Rimarrà ad obbrobrio del nemico; è inviato
in onore della città di Roma. L’amore per lei
impose di mandarlo”.

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I ghibellini romani ricevettero il dono

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con grande entusiasmo, l’asta della
te bandiera dei Comuni della Lega venne
L’impero colpisce ancora che venne esposta sul colle capitolino ignominiosamente piegata e il senatore
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A proposito dell’articolo “La Lega s’è nell’aprile 1238 assieme ad alcune di Roma lesse al popolo festante la lettera
desta”, sulla battaglia di Legnano del parti del Carroccio di Milano. Sottratto di accompagnamento di Federico che
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1176, pubblicato su Focus Storia n° 166, fortuitamente dai suoi cavalieri e arcieri proclamava di aver catturato quelle
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vorrei ricordare la rivincita militare che si saraceni nella vittoriosa battaglia di spoglie in nome di Roma imperiale e dei
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prese il Sacro romano impero germanico Cortenuova, presso Bergamo, combattuta suoi Cesari e ricordava che i suoi soldati,
sulla Lega lombarda tramite l’imperatore contro la Seconda Lega lombarda nel clamore della battaglia, avevano
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Federico II di Svevia (1194-1250), nipote nelle fredde e piovose giornate del 27 gridato: “Miles, Roma! Miles imperator!”.
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del Barbarossa. e 28 novembre 1237, venne inviato Le parti del Carroccio vennero quindi
A Roma, nella Sala del Carroccio del dall’imperatore al Senato e al popolo collocate sulla piazza del Campidoglio
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Palazzo Senatorio sul Campidoglio, si romano per ribadire la propria sovranità protette da una tettoia sorretta da
ammira ancora la magnifica epigrafe, in e oltraggiare papa Gregorio IX Ugolino da colonne ma in seguito, forse su ordine
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versi distici elegiaci latini dettati secondo Anagni dei Conti di Segni (1170 ca.-1241), del papa, furono bruciate dai guelfi
il notaio e cronista Riccobaldo da Ferrara alleato dei Comuni lombardi guelfi ribelli. romani.
(1245-1320) dallo stesso Federico, Prima però Federico celebrò la vittoria Fabio Lambertucci, Roma

La miseria ieri e oggi


L ’articolo “La vita di un orfanello
nell’Inghilterra vittoriana”,
pubblicato su Focus Storia n°
povertà non è uno stigma
causato dalla stoltezza
dell’individuo, ma è frutto
166, evidenzia molteplici fattori di politiche economiche
socio-politici che tutt’oggi sono liberiste e monopoliste. Non
sempre più minacciati dalle scelte può esistere un senso di
governative nazionali, europee e cittadinanza, se parte della
delle organizzazioni internazionali propria popolazione langue
economiche. Il welfare-state deve nella disperazione sociale.
C. PRATI

esistere in ogni Paese per aiutare chi Il filosofo statunitense


è in difficoltà e per supportare uno illuminista Thomas Paine
sviluppo sociale. Non esiste sviluppo asseriva che se lo sviluppo al fine di trarne profitto.
economico, se non c’è giustizia sociale. di un Paese non include la completa La storia serve proprio a evitare che le
Se in un Paese comandano le lobby, popolazione del suo territorio, si riduce a brutture socioeconomiche del passato
le corporazioni e i monopoli, viene essere un insieme di fattori macro possano ricrearsi oggi.
annientata la meritocrazia [...]. La e microeconomici gestiti da pochi Raffaele Scirocco, Messina

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insieme in un nuovo nucleo abitativo. Si
concentrarono nella zona di Palea, vale a
LA VOCE DI FOCUS STORIA dire la pietraia fluviale alla confluenza tra
la Bormida e il Tanaro, che potrebbe essere

I NOSTRI PODCAST stato il luogo di fondazione di Alessandria.


Altri autori ritengono invece che sia sorta
intorno alla chiesa romanica di Santa Maria
di Castello all’interno della curtis regia di
Q uanti attentati
ha subìto Hitler?
Almeno 42, molti
che ci spiega anche chi
era davvero la mente
di quell’attentato,
Stauffenberg (1907-
1944). Fu lui a
posizionare la bomba
Rovereto. L’area incolta di Palea rientrava
nella circoscrizione di Rovereto e alcune
dei quali vicinissimi ovvero il colonnello che esplose uccidendo fonti confermerebbero l’utilizzo dei due
al successo. Il più Claus Schenk von quattro ufficiali e una
celebre fu la cosiddetta stenografa. Hitler c’era, toponimi, Palea e Rovereto, per indicare
Operazione Valkiria, un ma ne uscì illeso. l’ubicazione della primigenia città. Si trattò
attacco dinamitardo Sempre in ascolto. di un’occupazione arbitraria di una regione
nel quartier generale Per seguirci visitate di pertinenza di Guglielmo il Vecchio.
del Führer a Rastenburg la pagina www.focus. Il 3 maggio 1168 i consoli Oberto di Foro,
avvenuto il 20 luglio it/storia/podcast
1944: ce ne parla nel ma cercateci anche Rodolfo Nebbia, Aleramo di Marengo si
recarono a Lodi per annunciare ai rettori

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nostro podcast il grande su Spotify (bit.ly/
storico e germanista VoceDellaStoria) e su della Lega lombarda l’adesione di una

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Gian Enrico Rusconi Apple Podcasts. nuova città alla lotta di resistenza contro
te l’imperatore Federico Barbarossa, che
in onore di papa Alessandro III assunse
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Le origini di Alessandria spontanea, gli abitanti di Rovereto, il nome di Alexandria. Per la prima volta
Nell’articolo “La Lega s’è desta”, Solero, Villa del Foro, Oviglio, oltre a 40 Alessandria si trova citata in un documento
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pubblicato su Focus Storia n° 166, famiglie di Quargnento. Le popolazioni ufficiale (il trattato politico-militare), si è
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si specifica che la città di Alessandria furono supportate economicamente quindi convenuto di festeggiare in tale
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(sotto, nella cartina delle alleanze) fu dalla Compagna Communis di Genova e data il compleanno della città.
fondata nel 1168 dalla Lega lombarda. beneficiarono della protezione della Lega Mauro Remotti
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In realtà, all’epoca, la Civitas Nova aveva lombarda, in contrasto con Guglielmo V,


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già raggiunto una sua configurazione. detto il Vecchio, marchese di Monferrato. Risponde Matteo Liberti.
Dal testo del reclamo di Federico I contro All’insediamento dell’urbs concorsero Per necessità di sintesi, si è fatto
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Cremona (1184) si evince che un primo gruppi di diversa estrazione sociale. riferimento nel pezzo a quella che numerose
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momento associativo derivò dai tre centri Come sostennero Sigerico e Romualdo cronologie riportano come data “ufficiale” di
di Gamondio, Marengo e Bergoglio. Salernitano, si trattò di uomini sottomessi fondazione di Civitas Novas/Alessandria, il
Secondo gli studiosi si aggiunsero, al Marchesato che decisero di rompere 1168. Nel far ciò, non si voleva escludere che
attraverso un processo di aggregazione gli schemi feudali per organizzarsi vi fossero già precedenti abitati, aggregatisi
spontaneamente, come d’altronde quasi
sempre avvenuto nella storia di ogni città, a
prescindere dalle date ufficiali di fondazione,
spesso “convenzionali”.

Como I NOSTRI ERRORI


Bergamo
Treviso
nza
Monza
Milano Brescia Vicenza Su Focus Storia n° 166, a pag. 6,
Novara
Lodi Crema
Verona
Padova
nell’articolo “La città sepolta scava-
Vercelli Alleati ta con il radar” abbiamo collocato
Cr
Cremona del Barbarossa la città di Falerii Novi nel comune
Mantova
Piacenza di Civita Castellana mentre è nel
Alessandria Tortona comune di Fabrica di Roma.
Lega
Parma lombarda Su Focus Storia n° 164, a pag. 67,
Reggio Emilia
abbiamo scritto erroneamente che
Modena il dipinto La battaglia di Vienna è di
Genova Bologna Alleati del Józef Brandt, in realtà è del
Barbarossa pittore polacco Jan Matejko.
passati alla Lega

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NOVITÀESCOPERTE
A cura di Anita Rubini

MEDIOEVO

LA CROCIATA
RITROVATA

ANTICA GRECIA

Quando i templi
erano senza barriere
G ià nell’antica Grecia ci si preoccupava

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di abbattere le barriere architettoniche

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e costruire rampe per i disabili. Certamente
in alcuni templi dedicati alla medicina, te
ma anche in altri monumenti pubblici.
È la conclusione cui è giunta una ricerca
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della California State University che ha


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analizzato una vasta gamma di immagini


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e ritrovamenti archeologici. Gli studiosi


avrebbero identificato piccole discese
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inframezzate agli scalini, che avrebbero


facilitato l’accesso a persone con difficoltà
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motorie, donne incinte e bambini.


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In aiuto. A differenza della diffusa


immagine eroica del mondo classico,
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lo studio ha messo in evidenza come


sculture e pitture sui vasi mostrino spesso
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uomini che si appoggiano a stampelle.


A loro sarebbero state destinate le
rampe, una delle quali, in pietra, è stata
identificata nel tempio di Asclepio, il
dio della medicina, a Epidauro, la quale
conduceva dritto all’interno della struttura

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(in alto, in una ricostruzione). l 7 settembre 1191 ad Arsuf (a nord dell’attuale Tel Aviv, in Israele) si svolse una battaglia
Secondo lo studio anche una serie di decisiva della Terza crociata (1189-1192) tra Riccardo Cuor di Leone e Saladino, vinta
edifici laterali al tempio presentavano dai cristiani. Ma dove avvenne di preciso lo scontro? Se lo chiedono gli archeologi da
questi scivoli, larghi abbastanza per anni e ora il mistero pare risolto grazie a Rafael Lewis, ricercatore allo Zinman Institute of
camminare con le stampelle. La tesi che Archaeology, dell’Università di Haifa (Israele).
mostrerebbe le più antiche strutture Caccia al “tesoro”. Bene o male, si conosceva il sito. Fonti antiche parlavano dei margini
identificate di questo genere non è però di un bosco di querce, abbattuto a inizio ’900. Lewis ha studiato foto aeree e storiche,
ancora accolta da tutti. Aldo Bacci esaminato il paesaggio e confrontato documenti storici. Ha individuato quindi una zona e

FLASH EGITTO ROMANO FLASH SECONDA GUERRA MONDIALE FLASH ANNI DI PIOMBO

SCIMMIE DOMESTICHE APRIPISTA NAZISTA COVO ROSSO


Nel porto egiziano di Berenice, sul Mar Rosso, Il relitto della Karlsruhe è stato scoperto nelle Individuato in un bosco della Sabina, nel
è stato ritrovato un cimitero di animali di acque norvegesi. La nave da guerra guidò Lazio, un deposito segreto delle Brigate
2mila anni fa: molte scimmie erano sepolte l’invasione nazista della Norvegia nell’aprile Rosse. All’interno, munizioni, proiettili con
come se stessero dormendo. 1940. Fu affondata nel viaggio di ritorno. documenti e volantini, datati fino al 1977.
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SECONDA GUERRA MONDIALE

AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
Dove si combatté la Terza crociata? Anche su Il distanziamento
un campo di battaglia vicino all’attuale Tel sociale nel ghetto
Aviv, oggi localizzato dagli archeologi. di Varsavia
N el 1940 i nazisti rinchiusero più
di 400mila ebrei in un ghetto di
Varsavia. Le condizioni di vita erano
pessime: il cibo scarseggiava, così
come l’acqua e il sapone. E ben presto
si diffuse un’epidemia di tifo. Furono
infettate 120mila persone e ne morirono
30mila, per la malattia o per la fame.
La situazione sembrava disperata, ma
all’improvviso, nell’autunno del 1941,
quando l’epidemia avrebbe dovuto
toccare il suo apice, il numero dei contagi
iniziò a calare e il tifo scomparve. Che
cosa accadde? È quello che ha cercato
di capire un team internazionale di

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studiosi, autori di un articolo pubblicato
sulla rivista Science Advances. Secondo

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te gli esperti, il tifo fu debellato grazie
all’intervento dei medici del ghetto,
che imposero rigorose misure sanitarie,
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proprio le stesse che stiamo vivendo in


Tracce di scontro
periodo di Covid-19.
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A sinistra, la battaglia di Arsuf (oggi in Israele) in cui


Massima collaborazione. I dottori
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il 7 settembre 1191 Riccardo Cuor di Leone sconfisse


chiesero a tutti di rispettare il
Saladino. Sotto, un reperto rinvenuto sul campo di
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battaglia, oggi localizzato con precisione.


distanziamento sociale; quanto ai
malati, erano tenuti a fare un periodo
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di quarantena. Si cercò anche di


sensibilizzare gli abitanti alle pratiche
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igieniche, per quanto possibile data


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la carenza di acqua e sapone. Durante


l’epidemia ognuno fece la sua parte:
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come hanno sottolineato gli studiosi,


sarebbe stato impossibile sconfiggere la
malattia senza il contributo dell’intera
comunità, che rispettò le misure
sanitarie imposte. Simone Zimbardi

l’ha setacciata munito di metal detector. In un’area circoscritta, il ricercatore ha trovato vari ULLSTEIN BILD/GETTY IMAGES

reperti collegabili al periodo storico e allo svolgimento di uno scontro.


Decisivo il rinvenimento di un particolare chiodo per ferrare i cavalli, tipico di Francia e
Inghilterra dei secoli XII-XIII. Tra i reperti anche finimenti di ferro sempre per cavalli, due
punte di freccia – una destinata a trapassare le spesse armature usate allora, l’altra a ferire
gli animali – e una lastra di ferro, probabilmente parte di un elmo. L’eroismo crociato fu
comunque vano, Gerusalemme restò nelle mani di Saladino, vincitore della crociata. •
Giuliana Lomazzi

FLASH MEDIOEVO FLASH ETÀ DEL BRONZO

LA SPADA DEL LAGO “STONEHENGE” DI LEGNO


Da un lago in Polonia sono riemersi i resti di In Portogallo sono stati ritrovati i resti di una
fortificazioni e alcuni oggetti: una rara spada struttura costituita da pali di legno databile
Ghetto di Varsavia, 1941: un cartello
decorata con una croce di Gerusalemme e il a 4.500 anni fa. Si tratterebbe di un sito
suo fodero in cuoio. Risalgono al X secolo. cerimoniale. segnala la presenza di tifo in una casa.

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NOVITÀESCOPERTE

MONDADORI PORTFOLIO/LEEMAGE
Prima destinazione ANTICA CINA
In una stampa dell’800, la Chapelle
Expiatoire a Parigi: vi fu sepolto anche re
Luigi XVI (a sinistra) dopo la ghigliottina. Studiare anatomia...
duemila anni fa
L a scoperta di alcuni testi cinesi di
anatomia potrebbe rivoluzionare
la storia di questa scienza. Gli scritti
in questione, redatti 2.200 anni fa
su seta (nella foto, uno di questi),
furono ritrovati negli Anni ’70 in una
sepoltura aristocratica a Mawangdui
(Cina Centro-meridionale). A
lungo interpretati come dei testi a
carattere esoterico, conterrebbero
invece un atlante di anatomia
destinato a dottori e studenti di
medicina, come ha spiegato Vivien
Shaw, docente di anatomia alla
Bangor University (Galles). In questi

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RIVOLUZIONE FRANCESE scritti, il corpo è suddiviso in 11
sezioni, corrispondenti ai meridiani

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TOMBA REALE te dell’agopuntura, ossia i canali di
energia che, nella medicina cinese
tradizionale, scorrono nel corpo
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La Chapelle Expiatoire non è solo un memoriale. umano; per gli studiosi


quei meridiani non
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A
Parigi, a un passo da Place de la Concorde, dove svettava la ghigliottina ai tempi della sarebbero altro che
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Rivoluzione francese (1789-1799), Luigi XVIII, re di Francia dal 1814 al 1824, volle nervi, vene e arterie.
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erigere la Chapelle Expiatoire, un monumento in memoria delle vittime degli eccidi Pionieri. Tra IV e III
giacobini. La cappella è sempre stata considerata più che altro un memoriale, anche se si secolo a.C. alcuni
al

sospettava che qui fossero stati inumati i corpi di Luigi XVI e della regina Maria Antonietta medici greci scrissero
prima di essere traslati nella tomba reale di Saint-Denis. Ora c’è una conferma archeologica su questo tema, ma
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al loro seppellimento in questo edificio. Non solo: vi sarebbero state deposte anche altre le loro opere sono
spoglie, compresa quella di un altro protagonista di quel turbolento periodo, Robespierre.
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quasi tutte perdute e


Prima tomba. Gli archeologi hanno trovato in un’intercapedine tra i muri quattro note solo attraverso
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scatole di legno con i resti di almeno 500 persone. La cappella sorge sull’ex cimitero della fonti indirette. Il che
Madeleine, chiuso nel 1794, l’anno successivo alla morte di Luigi XVI e Maria Antonietta, farebbe degli scritti di
ma queste spoglie non erano nelle fondamenta e non sembrano appartenere al cimitero Mawangdui il più antico
storico. Quell’area fu probabilmente usata come fossa comune delle vittime ghigliottinate: atlante anatomico mai
finora gli storici credevano che tutti i resti fossero stati portati via. Invece no, e anche i identificato fino
sovrani in un primo momento furono seppelliti proprio qui.  • a oggi. Simone Zimbardi
Aldo Bacci

TRAPASSATI ALLA STORIA Personaggi sconosciuti che sono stati, in vita, protagonisti. A cura di
Giuliana Lomazzi

JOE LUCIANO PAOLO GIORGIO


RUBY CERVONE FERRI
Disegnatore Editore Magistrato

Nel 1969 creò il cartone animato Scooby- Fondò con Franco Giuffrida Secondamano, Sostituto procuratore di Roma dal 1991 al
Doo! Dove sei tu? insieme allo sceneggiatore che nel 1977 fu una rivoluzione nel mercato 2010, si occupò a lungo di furti di opere
Ken Spears, con cui poi aprì uno studio. dell’usato: era infatti il primo giornale d’arte e reperti archeologici, con recuperi di
Protagonista un grosso cane e una band di italiano di annunci gratuiti (che però allora si capolavori come il Cratere di Eufronio e la Dea
ragazzi impegnati a risolvere misteri tra un pagavano e non uscivano subito). di Morgantina. Passò poi al ministero dei Beni
concerto e l’altro. Successo. Nato come quindicinale, diventò culturali.
Stop alla violenza. Il fumetto rispondeva poi settimanale e bisettimanale e raggiunse Lotta senza quartiere. Promosse una vasta
alle esigenze di molti genitori americani, le 50mila copie di tiratura. Dal 1997 divenne collaborazione internazionale per fermare i
preoccupati dei contenuti violenti dei cartoni online. Negli Anni ’90 Cervone, classe 1940, traffici illegali all’estero, e una revisione delle
del sabato mattina. È scomparso a 87 anni. vendette e si dedicò a operazioni di Borsa. leggi italiane in merito. È morto a 72 anni.

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TECNOVINTAGE [1983]
A cura di Eugenio Spagnuolo

OROLOGI

COSÌ NASCE
LA SWATCH
MANIA

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Da “secondo orologio”

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a oggetto di culto...

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te
l 1° marzo 1983 a Zurigo viene presentato lo Swatch:
un orologio in plastica colorato e analogico che sembra
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nato per offrire un’alternativa a chi non ne può più dei


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prodotti digitali in metallo Made in Japan. L’idea di Nicolas G.


ri

Hayek è quella di un “secondo orologio” per il tempo libero,


di prezzo accessibile e capace di esprimere personalità.
ie

La collezione prevede 12 modelli di colori diversi, che con


l’aiuto del marketing conquistano tutti: tempo un anno e
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dalla fabbrica Swatch di Granges ne escono un milione,


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che diventeranno 10 l’anno successivo, fino a dar vita tra gli


Anni ’80 e ’90 a una corsa al collezionismo. E alcuni modelli
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“introvabili”, come quello disegnato dall’artista Keith Haring,


arrivarono a quotazioni altissime.
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Nuovi modelli. Oltre a essere uno dei simboli degli Anni A sinistra, uno Swatch del
’80, lo Swatch è diventato materia da collezione, sebbene la 1983 con la sua confezione.
bolla della rarità si sia sgonfiata. Si può scegliere se comprarlo Sopra, tre versioni più recenti:
come oggetto di culto o come orologio, visto che non ha mai questi orologi si distinsero
smesso di funzionare... per il design originale.

E NELLO STESSO ANNO...

ITALIA SCIENZA TECNOLOGIA CINEMA


Viene arrestato Enzo Tortora, A Napoli vede la luce Alessandra La rete Arpanet adotta Esce Flashdance: il mix tra
accusato da due pentiti di traffico Abbisogno, la prima bambina ufficialmente il protocollo TCP/IP, commedia romantica e musical
di stupefacenti e associazione di italiana “in provetta”, nata cioè gettando le basi per la nascita di lo porterà in cima alle classifiche
stampo camorristico. Un caso di al termine di un percorso di Internet. La rete era stata pensata dei film più visti, con un incasso
malagiustizia che farà storia: il procreazione medicalmente per scopi militari americani di oltre 2.300 milioni di dollari nel
presentatore verrà infatti assolto. assistita. durante la Guerra fredda. mondo.
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MICROSTORIA
A cura di Marta Erba, Paola Panigas e Daniele Venturoli

IL MITO

Filottete e la ferita
nauseabonda
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THE PICTURE ART COLLECTION/ALAMY/IPA


econdo la mitologia greca,
Filottete (sotto, in un quadro
settecentesco) era partito per
la guerra di Troia al comando di
sette navi e armato con l’arco e
le frecce a lui donati da Eracle.
Durante una sosta presso il tempio
di Crise per fare un sacrificio agli
dèi, viene morso da un serpente.
Dal momento che la ferita
emana un odore nauseabondo,
Ulisse convince i compagni ad
abbandonarlo sull’isola di Lemno.

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Lo sfortunato eroe vi rimane per
dieci anni, solo e dolorante, fino a

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che i Greci non tornano: l’indovino
Eleno aveva infatti predetto che le LA VIGNETTA te
armi di Eracle erano necessarie per

IL SECONDO REICH
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espugnare Troia.
Sotto i ferri. A Troia Filottete viene
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curato: Apollo lo fa cadere in un


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L
sonno profondo, mentre il medico
Macaone taglia le carni morte, a carta geografica, realizzata dall’illustratore satirico francese Paul Haldol
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lava la piaga con vino e vi applica (1835-1875), ritrae un’Europa in subbuglio a causa della Guerra franco-prussiana
(che durò dal 19 luglio 1870 fino al 28 gennaio 1871).
al

i medicamenti. È il primo esempio


di un’operazione chirurgica sotto Questa caricatura fissa il momento storico in cui le ambizioni espansionistiche di
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anestesia. Napoleone III (imperatore di Francia dal 1852 al 1870) e di Otto von Bismarck (dal 1862
primo ministro di Prussia, raffigurato come un grasso soldato che assoggetta l’Olanda
io

e calpesta un’agonizzante Austria) entrarono in rotta di collisione generando


FINE ART IMAGES/HERITAGE-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

un violento conflitto che sancì il potere della Grande Germania e l’inesorabile declino
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dell’Impero francese.
Uno schiaffo all’impero. Infatti il 1° settembre 1870 a Sedan (nelle Ardenne), la Francia
(nell’illustrazione decisa a respingere l’aggressione prussiana) subì una disfatta storica.
Napoleone III dovette abdicare e le ricche regioni dell’Alsazia e della Lorena passarono
in mano tedesca. E come se non fosse bastato tutto questo a umiliare la Francia, nel
gennaio 1871 Guglielmo I di Prussia fu proclamato imperatore di Germania proprio a
Versailles. In questo modo Bismarck creò un nuovo Stato (che includeva la Confederazione
tedesca del Nord, gli Stati indipendenti della confederazione tedesca e i territori sottratti
ai nemici come garanzia per i crediti di guerra pari a 5 miliardi di franchi), in pratica una
superpotenza che divenne immediatamente arbitro della politica europea.

PAROLE DIMENTICATE
IL NUMERO

S I N F O R O S A 50
MILA
Dal nome del personaggio di una farsa di Gli abitanti di Parigi sotto
Filippo II Augusto: dal 1180
G. Giraud (1776-1834), indica una ragazza al 1223 la popolazione

leziosa o una donna matura che cerca di


raddoppiò.

sembrare più giovane, apparendo ridicola.


10
S
CHI L’HA DETTO?
10 TO P T E N
FRANCO FEDELI/REPORTERS ASSOCIATI & ARCHIVI/MONDADORI PORTFOLIO

FRAUKE SCHOLZ/IMAGEBROKER/SHUTTERSTOCK
Eduardo De Filippo

I CASTELLI PIÙ GRANDI


Ha da passà ’a nuttata 1 CASTELLO DI MALBORK,
POLONIA (143.591 M2) 6 CASTELLO DI SPIŠ,
SLOVACCHIA (49.485 M2)
Eretto nel 1270, fu sede dell’Ordine Dal 1993 nella lista dei Patrimoni
A pronunciare questa frase la prima volta fu Eduardo
Teutonico, conoscendo poi, nei secoli, dell’umanità dell’Unesco, risale al XII

f2
De Filippo (sopra, fotografato nel suo camerino nel diversi“padroni”. Inserito dall’Unesco secolo. Nel XV secolo fu ricostruito, ma
1954) sul palcoscenico del Teatro San Carlo il 15 marzo del tra i Patrimoni dell’umanità, oggi cadde in rovina a partire dal 1780, a

pd
1945, durante la prima della commedia Napoli milionaria. ospita un museo (sopra). causa di un incendio.
Era un invito alla sua città, distrutta dalla guerra, a FORTE MEHRANGARH, CASTELLO DI BUDA,
2 7
te
“lasciar trascorrere la notte”, cioè a sopportare le difficoltà INDIA (81.000 M2) UNGHERIA (44.674 M2)
Eret l 1459 su un’altura presso Eretto nel 1410 ampliando una
is
momentanee nella speranza di un futuro migliore.
Aspettando il sole. Oggi la frase è usata quando si Jod (Rajasthan), la fortificazione preesistente struttura. Inserito
(am a nel corso del XVII secolo) è dall’Unesco tra i Patrimoni dell’umanità
v

attraversano periodi difficili, per invitare ad avere stat imora di numerosi regnanti. (nel 1987), è oggi sede del Museo
ri

pazienza che prima o poi se ne verrà fuori. Og bita a museo. storico di Budapest.
CASTELLO DI PRAGA, CASTELLO DI HIMEJI,
3 8
ie

REPUBBLICA CECA (69.677 M2) GIAPPONE (41.468 M2)


al

Nell’884 sorse il suo primo nucleo Edificio militare giapponese eretto nel
in pietra (una chiesa), innestato su 1333 e ultimato nel 1618. Noto anche
rn

precedenti strutture in legno (da qui si come“airone bianco”, per via del suo
sviluppò poi la città di Praga). Assunse colore, fa parte dal 1993 dei Patrimoni
la forma attuale tra XIX e XX secolo. dell’umanità dell’Unesco.
io

CASTELLO DI WINDSOR, CITTADELLA DI ALEPPO,


4 9
@g

HILTERRA (54.835 M2) SIR 9.804 M2)


Ere ll’XI secolo dal normanno Assuns ttezze odierne tra XII e
Gu o I il Conquistatore (re XIII sec anneggiata durante la
d’In erra dal 1066). Ristrutturato a battagl Aleppo (2012-2016), ha
cau un incendio nel 1992. riapert ubblico nel 2017.
FORTEZZA DI SALISBURGO, CASTELLO DI EDIMBURGO,
5 AUSTRIA (54.523 M2)
Il primo nucleo fu fondato nel 1077
10 SCOZIA (35.737 M2)
Il castello assunse la forma attuale tra
dall’arcivescovo Gebhard di Salisburgo. l’XI e il XVI secolo, ma già nei secoli
I successori lo ampliarono fino al 1681. passati la sua area era punteggiata da
L’OGGETTO MISTERIOSO Durante il secolo scorso funse anche varie strutture. Oggi l’edificio è adibito

A cosa servivano
da prigione. a museo.

questi utensili VOCABOLARIO


in metallo forgiati CROCIERA
nell’Ottocento? Il termine, in senso marittimo, risale
al 1715 quando comparve in un testo
nautico. Deriva dal francese croiser,
BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO

Chiara Borgonuovo di La Spezia “incrociare”. In origine si riferiva all’at-


ha indovinato l’oggetto misterioso
del numero scorso. Si trattava di un to di incrociare un tratto di mare per
antico giogo usato per i buoi. sorvegliarlo in guerra o per cercare
naufraghi. Dal ’900 (a destra, un mani-
festo pubblicitario) la parola fu usata
per indicare un“viaggio da diporto su
Aspettiamo le vostre risposte, indicando anche la località, a: Focus Storia, via nave o aereo con soste intermedie”.
Arnoldo Mondadori, 1 – 20090 Segrate (Mi) oppure a redazione@focusstoria.it

11
S
CHI L’HA INVENTATO?
A cura di Matteo Liberti. Illustrazioni di Giampietro Costa

IL FAST FOOD
Oggi è il simbolo della globalizzazione
alimentare, ma l’abitudine di comprare
e consumare il cibo velocemente per
strada ha origini molto lontane.

I
l concetto di fast food come lo intendiamo oggi, ovvero una
forma di ristorazione basata sul consumo rapido ed economico
di panini in locali gestiti da grandi catene internazionali, prese
forma nella prima metà del Novecento negli Usa. Nello specifico,
la più antica catena di fast food è la A&W Restaurants, fondata nel
1919 dagli imprenditori Roy W. Allen e Frank Wright, il cui esempio

f2
fu seguito nel 1921 da Billy Ingram e Walter Anderson, fondatori La storia del fast food ebbe inizio nell’antica Roma: gli abitanti dell’Urbe
compravano nei thermopolia cibo pronto da consumare per strada.

pd
della White Castle. Dopodiché irruppe sulla scena la futura“star”del
settore: McDonald’s, le cui prime tracce risalgono al 1940, quando te
la creatività imprenditoriale dei fratelli Richard e Maurice McDonald
(meglio noti come Dick e Mac) li portò a perfezionare gli standard
is

dei processi di produzione


v

e di razionalizzazione degli
ri

spazi (come in una catena di


montaggio) che caratterizzano
ie

oggi i fast food. Questo


al

business attrasse poi sempre


più imprenditori, e già nel
rn

1953 nacque un’altra catena


io

tuttora nota: Burger King. Nei


decenni seguenti i fast food si
@g

Richard e affermarono quindi in Europa


Maurice e poi nel resto del mondo.
Tuttavia, il concetto di pasto
McDonald rapido e da asporto non era Nell’Ottocento tra i cibi da strada c’era anche la pizza napoletana, che si

I due fratelli Dick (1909- una novità, infatti se ne trovano consumava camminando o presso i chioschi in cui veniva preparata.
1998) e Mac (1902-1971) le radici già nel mondo antico.
che nel 1940 aprirono il Imprinting romano. I
primo negozio di hamburger primissimi antenati dei fast
a San Bernardino, in food risalgono al mondo egizio
California, ebbero l’intuizione e a quello greco: bancarelle
di migliorare i metodi di specializzate nella vendita di
produzione e introdurre piatti pesce fritto. Fu però nell’antica
e bicchieri di plastica. Nel Roma che il“pasto veloce”
1954, il visionario Ray Kroc conobbe il successo. Gli abitanti
convinse i due ad affidargli la dell’Urbe e di altri centri, da
gestione della catena. Ostia a Pompei, frequentavano
Un logo milionario. infatti i thermopolia, locali in
Kroc fondò un’Hamburger cui comprare bevande e cibo
University per formare i già pronto, sia da asporto sia da
manager e, liquidati i fratelli consumare in loco. Erano dotati
fondatori con 2,7 milioni di un bancone, affacciato sulla
di dollari, trasformò il loro
strada, in cui erano collocate
cognome nel marchio A partire dal 1895 si diffusero, prima in Germania e poi negli Stati Uniti,
anfore di terracotta destinate
McDonald’s. i distributori automatici che erogavano cibo preconfezionato.
alla conservazione e alla
12
S
presentazione delle vivande, soprattutto minestre e legumi. In epoca
medievale si registrò invece la diffusione di venditori ambulanti che,
con i loro carretti, offrivano cibo facile da consumare camminando.
Tra le specialità, involucri di pasta ripieni di carne, formaggi e verdure
(varianti del pâté en croute francese). Poi, con l’arrivo dell’epoca
moderna e della rivoluzione industriale, la consuetudine di mangiare
nei pionieristici fast food si diffuse soprattutto nelle grandi città, dove
gli operai avevano poco tempo per la pausa pranzo.
Dal fish and chips all’hamburger. Nella Londra vittoriana,
all’incirca dal 1860, s’impose la moda del “fish and chips”, pesce
e patate fritte (avvolti in fogli di giornale) da consumare presso
chioschi ambulanti dai prezzi popolari. L’evoluzione del cibo veloce,
in cui rientra pure la pizza napoletana, nata anch’essa nell’Ottocento
come cibo di strada, proseguì negli Usa, dove il boom economico
di inizio Novecento e gli intensi ritmi lavorativi spingevano milioni
di persone a mangiare fuori casa. Molti imprenditori fiutarono
l’affare e iniziarono a progettare punti vendita sempre più

f2
La White Castle fu la prima catena di fast food a mostrare al pubblico la efficienti. Apparvero per esempio fast food automatici in cui il cibo,
preparazione degli hamburger, grazie alle vetrate intorno alla cucina.

pd
preconfezionato, veniva erogato da distributori a monetina. Questa
tipologia, nota come “Automat” e già testata in Germania (a Berlino)
te
nel 1895, si diffuse negli Usa dal 1902 (da Philadelphia), spopolando
in tutto il Paese. Nello stesso anno s’impose una nuova specialità:
is

l’hamburger. I panini con la carne (accompagnati dalle patatine fritte)


v

fecero la fortuna delle prime catene come la A&W e la White Castle.


ri

Quest’ultima, per attirare nuovi clienti, ideò un panino dalla forma


squadrata, tuttora campione di vendite, il “White Castle Slider”, e si
ie

distinse per l’uso di pubblicità e buoni sconto. Ma l’innovazione più


al

radicale fu quella di standardizzare il rifornimento e la produzione


del cibo, decidendo di mostrare al pubblico la preparazione degli
rn

hamburger, grazie a grandi vetrate che giravano intorno alla cucina.


io

Il tutto, in locali dall’arredo semplice, replicabile in ogni filiale.


Al passo coi tempi. Sulla scia della White Castle si mossero i fratelli
@g

McDonald, modernizzando i processi produttivi e contribuendo a


far sì che i fast food assumessero le caratteristiche odierne. Dalla fine
degli anni Cinquanta la loro azienda fu peraltro “cannibalizzata” dal
L’idea di mettere l’hambuger dentro al panino, accompagnato dalle socio in affari Ray Kroc, che ne mantenne il nome, trasformandola in
immancabili patatine fritte, fece la fortuna delle prime catene di fast food. un impero economico. Intanto, oltre a Burger King, era nata un’altra
catena destinata al successo, la Kentucky Fried Chicken, fondata nel
1952, mentre nel 1965 arriverà Subway. Nello stesso anno apparve
il celebre clown-mascotte di McDonald’s: Ronald McDonald. Ai fast
food “Made in America” non restava che sbarcare in Europa, e il primo
fu proprio un McDonald’s, aperto nel 1971 a Zaandam, in Olanda.
Poi, nel 1986, toccò a Roma. Già nel 1981, a Milano, era però nata
l’italianissima Burghy, il cui successo alimentò la moda giovanile dei
“paninari”, fenomeno di costume che orbitava proprio intorno alle
paninoteche e ai fast food.
E arriviamo al nuovo millennio, caratterizzato da una maggiore
sensibilità verso la relazione alimentazione-ambiente-salute. Molti
fast food, accusati di proporre cibo poco sano, hanno introdotto
nei menu insalate e cibi meno grassi. Inoltre, visto l’aumento di
vegetariani e vegani, molte catene propongono burger “veggie”,
simili agli originali nell’aspetto e non solo. Ma oltre alle nuove
prospettive ecologiche ce ne sono anche altre tecnologiche. Sono
infatti allo studio fast food automatizzati, con tanto di bracci
Alla fine degli Anni ’50 Ray Kroc (sopra) trasformò McDonald’s in un impero meccanici incaricati di preparare il cibo e, come già avviene in alcuni
economico e nel 1965 ideò il famoso clown-mascotte Ronald McDonald.
ristoranti in Cina e in Giappone, camerieri-robot pronti a servirci.
13
S
UNA GIORNATA DA...
A cura di Maria Leonarda Leone. Illustrazione di Claudio Prati

COLONO VICHINGO
ISLANDA (COSTA OCCIDENTALE) 985 D.C.

N
o, non mi fido di Erik il Rosso. Eppure stare in Islanda: voglio l’avventura, una terra con mogli e figli, bestiame e provviste per
ho deciso di partire con lui, oggi. Quel mia, una nuova vita. E una famiglia, se Odino affrontare la traversata: saremo stipati su 25
vichingo mi ha ridato speranza: dice vorrà. Non posso rimanere a rimpiangere lunghe knarr. Sono navi mercantili, adatte ad
di aver navigato a nord-ovest per giorni e di un’occasione persa. Tanto un falegname alloggiare passeggeri e a trasportare merci
essere approdato in una landa rigogliosa e trova sempre lavoro, ovunque vada. E non nella stiva, più lente ma anche più larghe e
disabitata. L’ha chiamata Groenlandia, “Terra sarò solo: più di un migliaio di persone comode delle drakkar da guerra.
Verde”, ed è tornato qui a reclutare coloni. affronterà questo viaggio con me. Uomini, Saluti. Ieri sera il mio clan si è riunito: ci
Ho deciso di partire, perché non voglio più soprattutto pescatori, pastori e contadini, siamo divertiti in un’ultima leikfang, un

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14
S
NON SOLO BARBARI SELVAGGI
■ Gli storici fanno cominciare fusero con altri popoli, nei regni insediati nella Scandinavia coste europee, del Nordafrica e
l’epoca vichinga nel 793, con il normanni nati in Francia del Nord, Centro-meridionale e nella dei Paesi slavi.
violento saccheggio compiuto Inghilterra e Sud Italia. Germania Settentrionale) che
nell’abbazia sull’isola sacra di abitavano nei fiordi. ■ Tra loro c’erano anche eccellenti
Lindisfarne (Inghilterra). Poi, ■ I Vichinghi erano guerrieri Dalla fine dell’VIII secolo, si orafi, artigiani, pescatori, pastori,
dall’XI secolo, i Vichinghi si norreni (i popoli germanici diedero a razzie e saccheggi sulle commercianti e ingegneri navali.

combattimento a mani nude, con prese, ecco cosa succede, a bere troppo idromele! Vichinghi che per secoli hanno saccheggiato
sgambetti e cadute. Poi abbiamo bevuto e Ma è laurdag, cioè sabato, il “giorno della le loro coste venivano salutati con
cantato intorno a un falò, per dirci addio: alla pulizia”, e non rinuncerò al mio bagno entusiasmo dalle loro donne, abituate a
festa c’erano anche mio fratello maggiore settimanale. uomini puzzolenti e sporchi.
Olaf, con sua moglie Ingrid e i loro cinque Mi sciacquo con cura, pettino i capelli, Prendo lo scramasax e lo infilo alla cintura:
marmocchi. Ci sono stati abbracci, lacrime sistemo la barba e indosso abiti lavati. Gli non vado da nessuna parte senza il mio
e lunghi sguardi. Ho dormito pesante, inglesi pensano di insultarci, definendoci coltello. È l’unica arma che ho: la preziosa
stanotte, e mi sono svegliato di malumore: “eccessivamente puliti”, ma si sa che i Mordigamba, la vecchia spada di mio padre,
appartiene a Olaf adesso. Dovrò passare dal
fabbro per procurarmi un’ascia, prima di
imbarcarmi: bisogna essere pronti a tutto,
anche al saccheggio se necessario. Faccio
un fagotto con l’indispensabile: un paio di
brache; la kyrtill, il mio caldo abito in lana;

f2
la sottotunica di lino; fasce per le gambe e
calzini di lana; un paio di calzari e la spilla di

pd
bronzo che mio padre mi ha dato prima di
te morire. Getto il sacco sulle spalle, insieme al
mantello, ed esco dalla capanna di legno in
is

cui ho vissuto per anni. Mi mancherà questa


lunga casa di tronchi d’albero e il tetto
v

coperto di zolle d’erba, che scricchiola sotto


ri

il vento gelido del nord!


Questioni di cuore. Mi dirigo a lunghe
ie

falcate da Adrian: mi fa scegliere la sua


al

migliore ascia e me la regala. “Mi mancherai,


Thorsteinn, amico mio”, dice stringendomi
rn

forte la mano. Non voglio commuovermi,


perciò bofonchio un saluto a occhi bassi,
io

allontanandomi in fretta. Guardo un’ultima


@g

volta il paesaggio che mi circonda: in questi


luoghi non andrò più in cerca di legna, non
pescherò più, non mangerò più la zuppa
calda di cipolla al tavolo della locanda. E non
vedrò più i morbidi capelli castani di Ingrid.
Ho tradito Olaf, con Ingrid, e non posso più
guardarlo in faccia. Spero che il viaggio
mi faccia superare il senso di colpa e che
lei torni ad amarlo come quella notte di
sette anni fa, quando si sposarono all’inizio
dell’inverno. La ricordo come fosse ieri,
bellissima, con i capelli legati e il mazzo di
chiavi alla cintura, simbolo del suo essere
moglie. Ma è giunta l’ora. Mi accodo alla folla
in attesa di salpare. Che Thor mi protegga:
forse un giorno gli scaldi canteranno la saga
di Thorsteinn, fuggito per amore.

Non voglio più stare


in Islanda: voglio
l’avventura, una terra
mia, una nuova vita.
E una famiglia...
15
S
SOCIETÀ

C rt lin
Manife ti, deplian line... gli ephe sono
n

Richiami
A sinistra, un
prodotto di pulizia
per metalli; in basso,
la polvere dentifricia
negli ephemera
della mostra The art
of advertising, alla
Bodleian Library,
Oxford.

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© 2019 BY MARSILIO EDITORI S.P.A IN VENEZIA


© 2019 BY MARSILIO EDITORI S.P.A IN VENEZIA

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S
l
rta che

di Lidia Di Simone

D
ocumenti di pietra, come la Stele di giornali, figurine, depliant, etichette di prodotti...
Rosetta o il Codice di Hammurabi, ci Tutte testimonianze transitorie, effimere per
hanno tramandato le lingue perdute o le Soap & bike l’appunto, che consentono di ricostruire le
raccolte delle leggi di chi ha governato Sotto, la pubblicità del vicende umane attraverso il quotidiano, la grande
in epoche passate. Ma negli ultimi decenni del XX sapone nell’Ottocento Storia descritta da piccole storie. Documenti
secolo la storiografia anglosassone ha iniziato a si avvale di uno dei minori, ma che come i sassolini di Pollicino
catalogare quelli che vengono definiti documenti simboli della modernità, hanno lasciato una traccia, consentendo di
minori, ephemera (un plurale neutro latino che il velocipede. La donna mettere insieme un quadro dettagliato delle
diventa all’improvviso
prende le origini dal greco ephémeros, “dalla vita consumatrice e abitudini di vita a partire dal XVII secolo.
breve”, “effimero”), ovvero cartoline, pubblicità Solo per fare un esempio, la più grande

f2
protagonista. La mostra
uscite su magazine e quotidiani, inserzioni, è visitabile sul sito tragedia navale della Storia, l’affondamento

pd
biglietti del cinema, manifesti, diari, lettere ai visit.bodleian.ox.ac.uk. del Titanic, assume un altro sapore visionando 
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© 2019 BY MARSILIO EDITORI S.P.A IN VENEZIA


Sagome da Attraverso le piccole storie raccontate dagli
ritagliare
ephemera si capisce anche la grande Storia
F ra gli ephemera
vanno annoverati
anche i giochi per gli ephemera dell’evento: dall’invito stampato successivo alla vittoria elettorale che portò i
bambini prodotti per l’inaugurazione del transatlantico, il 31 nazisti al potere, dove si affermava il mito di
su plance di maggio del 1911, presso i cantieri di Belfast, al un nazismo eroico e si individuavano i nemici
carta, assai diffusi biglietto emesso dalla compagnia di navigazione esterni (la Polonia e gli altri Paesi) e quelli interni
nell’Ottocento:
come le bamboline White Star per il viaggio fatale del 1912, con il (gli ebrei). La rivista che trasmetteva l’immagine
e i soldatini da manifesto a colori della crociera da Southampton del nuovo ordine tedesco, Signal, pubblicata in
ritagliare, il gioco a New York, fino alla prima pagina del venti lingue differenti, solo nel 1943 fu distribuita
dell’oca o le sagome quotidiano americano che toglieva ogni speranza in due milioni e mezzo di copie. Ma in un’epoca
dei palazzi famosi da riportando il titolo “No hope left: 1535 dead”. dove la maggior parte delle persone girava in
ricostruire. Il più noto bici, erano i manifesti a “somministrare” il
produttore di questi
IN MANO AI NAZISTI. Un altro esempio messaggio. Goebbels affermava: “Nulla è
supporti colorati
esiste da oltre due di ephemera ha acquistato a posteriori ben altro più facile che portare la gente al guinzaglio:
secoli: l’Imagerie valore storico: la propaganda nazista costruì mi basta sollevare un rutilante manifesto e loro
d’Épinal, stamperia su questi pezzi di carta la sua strategia per ci saltano dentro”.
nata in Francia nella prendere il potere. Alcuni studiosi sostengono
regione dei Vosgi, addirittura che Joseph Goebbels, ex giornalista LE RACCOLTE ANGLOSASSONI. A
ha affascinato i nominato ministro della Propaganda del Reich, dare un nome a queste testimonianze fu nel
bambini del XIX
mise in piedi una macchina pubblicitaria che 1962 lo stampatore John Lewis nell’opera

f2
secolo con i suoi
soldatini riprodotti vendeva un prodotto, Hitler, a un pubblico Printed ephemera, defininendoli documenti

pd
fedelmente in ogni abituato a consumare, e lo faceva attraverso apparentemente minori, nati senza la pretesa
dettaglio su fogli che la stampa di regime, i notiziari, i rapporti te di sopravvivere alla pura attualità del loro
oggi sono oggetto di governativi, le revisioni storiche, i libri, la messaggio. Tutto il suo lascito è contenuto
collezionismo. Nati radio, i film propagandistici, ma soprattutto nella John & Griselda Lewis Printing Collection.
is

sotto Napoleone, attraverso i classici strumenti della pubblicità: in Grazie a lui, oggi lo studio di queste tracce sta
questi eserciti di
v

carta aiutavano particolare, i volantini, le affissioni, i manifesti. acquistando sempre maggior valore presso le
ri

l’impero a formare Hitler dedicò tre capitoli del suo libro Mein istituzioni culturali. Hanno aperto la strada gli
le armate in carne e Kampf alla propaganda, a come dovesse essere anglosassoni: la Bodleian Library dell’Università
ie

ossa: i figli delle classi diretta alle masse, che hanno un “potere ricettivo di Oxford può vantare la John Johnson Collection
al

popolari crescevano molto limitato” e una “comprensione debole”, of Printed Ephemera, testimonianza poderosa
maneggiando i veicolandola con concetti semplici e ripetuti, dei cambiamenti del Regno Unito fra Settecento
rn

soldatini di Épinal e
e sottolineando sempre la stessa conclusione. e Novecento. Un altro ente, la John and Carolyn
così si avvicinavano
io

senza timore alla Precetti che il ministro nazista tradusse in Grossman Collection, raggruppa la più importante
coscrizione nelle due tipologie di messaggi: quello che doveva raccolta al mondo di grafica edoardiana e
@g

truppe di Bonaparte. lanciare il personaggio e la sua proposta politica, vittoriana, mentre negli States l’enciclopedica
Info: www. negli anni fino alle elezioni del 1933; e quello Bella C. Landauer Collection of Business and
imagesdepinal.com

Militari e signorine
L’impero britannico pubblicizza
in questo modo il suo estratto
di manzo. A destra, catalogo di
abbigliamento femminile.

18
S
NELL’ITALIA FASCISTA. Attraverso Tutta
l’esplorazione degli archivi, l’esame di migliaia
di ephemera, come i biglietti del cinematografo,
pubblicità
le pubblicità dei rotocalchi, le lettere alla piccola
posta dei giornali, le studiose dell’Università D ue sono le
caratteristiche
principali degli
di Udine guidate da Mariapia Comand hanno
scoperto che le ragazze nate dopo la fine della ephemera: sono per lo
più prodotti a stampa
Grande guerra, cresciute sotto il fascismo
e spesso sono inerenti
senza mai aver conosciuto un Paese libero e alla pubblicità. Questo
democratico, diventavano donne imitando settore si è sviluppato
le dive del grande schermo. Le influencer in America a metà del
dell’epoca si chiamavano Jean Harlow, l’attrice secolo scorso, ma era
che lanciò il biondo platino, e Greta Garbo con già presente in Europa
il suo taglio “alla paggio” che fu riproposto a partire dall’Ottocento,
come testimonia la
dagli acconciatori per un decennio. O Joan mostra dell’Università
Crawford, con la bocca dalla piega diabolica, di Oxford The Art of
imitatissima grazie ai cosmetici rigorosamente Advertising (che era
autarchici che venivano pubblicizzati in riviste prevista per quest’estate,
come Cordelia o Lidel. Questo rotocalco patinato ma è visibile solo in
fu ritenuto dal regime lo strumento più efficace forma digitale: visit.
Advertising Ephemera racconta la società per l’affermazione di una moda nazionale e del bodleian.ox.ac.uk/event/
art-of-advertising).
americana attraverso migliaia di pubblicità di tessile italiano.
prodotti femminili, manifesti militari, menu di

f2
ristoranti, ritagli di giornale e qualunque altro IL CULTO DI HOLLYWOOD. Le attrici

pd
pezzetto di carta possa venire in mente. Fu creata nostrane come Alida Valli e Luisa Ferida erano
dalla figlia di un produttore di corsetti di fine ammirate, ma le dive di Hollywood erano
te
Ottocento, Bella Clara Fackenthal, collezionista oggetto di vero culto, consumato nel buio delle
onnivora che mise insieme anche una incredibile sale da ragazze di ogni ceto sociale, capaci
is

raccolta di partiture (in inglese sheet music, di spendere in cinematografo, calze di seta e
v

letteralmente “musica per foglio di carta”). Al belletti ogni piccolo risparmio. Sotto un regime
ri

di qua dell’Atlantico, la Biblioteca Nacional di che aveva proibito la diffusione dei magazine
Madrid ha pubblicato la raccolta Ephemera. stranieri come Vogue e Marie-Claire, il cinema
ie

La vida sobre papel (“La vita su carta”, 2003), restava l’unica fonte di informazione, con le sue
al

catalogo della bella collezione sul XX secolo della protagoniste da imitare.


storica istituzione spagnola. Mentre il fascismo cercava di lanciare il
rn

In Italia una ricerca originale è uscita da poco cinema autarchico dei “telefoni bianchi”, le
io

per le edizioni Marsilio: Ephemera: scrapbooks, spettatrici erano sempre più orientate verso lo
fan mail e diari delle spettatrici nell’Italia del star system hollywoodiano. Era nato il divismo e
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regime ci racconta la vita delle donne durante il i rotocalchi si riempivano di belle facce lanciate
Ventennio e la loro grande passione, il cinema. dai film, finalmente in sonoro. •
© 2019 BY MARSILIO EDITORI S.P.A. IN VENEZIA (5)

Le dive
Ephemera italiani dal volume
di Marsilio editore sui
fenomeni di divismo nel
Ventennio. In alto a sinistra,
il magazine di Harrods.
19
S
ANNIVERSARI

QUANDO
LA LIBIA
CI CACCIÒ
di Arianna Pescini

AIRL
GETTY IMAGES

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P
ochi bagagli, nessun documento emanò un primo decreto che confiscava
né soldi, ore di traversata in case e proprietà a chi non era “libico-
mare. Verso un futuro ignoto musulmano”, e un altro che negava
e con la tristezza nel cuore. i permessi per lavorare. Gli italiani (i
Sembra la storia di tanti disperati di oggi, residenti ufficiali erano circa 20mila)
ma è quella degli oltre 13mila italiani dovettero abbandonare il Paese entro
che abitavano in Libia cinquant’anni fa, ottobre, con un visto di sola uscita.
costretti a lasciare da un giorno all’altro Senza potervi fare ritorno fino al 2009,
i propri beni e la terra dov’erano nati nemmeno come turisti.
o cresciuti. Il colonnello Muhammar
Gheddafi (1942-2011), al potere L’INIZIO DI UN’ODISSEA.
dopo il colpo di Stato che nel 1969 Nonostante gli anni trascorsi, il lavoro e
rovesciò la monarchia, decise infatti i sacrifici, migliaia di famiglie pagarono
di nazionalizzare terre e imprese e di il prezzo di essere discendenti dei coloni
liberarsi degli “imperialisti”, arrivati fascisti: «Gheddafi aveva bisogno di
quando il Paese africano era una colonia un atto che lo legittimasse», spiega
italiana (vedi riquadro nelle pagine lo storico Arturo Varvelli, «e questa
seguenti). Il 21 luglio 1970 il colonnello espulsione gli permise di creare un X

Cinquant’anni fa,

f2
Gheddafi rimpatriò

pd
forzatamente te
migliaia di italiani,
is

confiscando prima
v
ri

tutti i loro beni.


ie
al

MONDADORI PORTFOLIO
rn
io
@g

Andata e ritorno
A sinistra, arrivo in
massa di contadini
italiani in Libia negli
Anni ’20. In alto, la
motonave Sicilia,
carica di italiani, entra
nel porto di Napoli, nel
1970, dopo il decreto
di espulsione voluto
da Gheddafi (a lato).

21
S
Chi lasciava
entro due mesi
dall’arrivo i centri
di accoglienza
riceveva 500mila
lire in più di
indennizzo
nuovo spirito nazionale, delineando
nell’immaginario collettivo la figura
del colonialista italiano». In poche
settimane, lo Stato libico bloccò i
conti in banca e sequestrò almeno
duemila abitazioni, più di 500 attività
commerciali, 40mila ettari di terra, per
AIRL (5)

un valore stimato in 400 miliardi di


lire (oggi rivalutati in circa 3 miliardi

f2
di euro). Prima di lasciare la Libia, gli gesto delle forze dell’ordine prima della cambiò, in barba a ogni trattato.

pd
italiani dovettero consegnare beni e partenza era quello di strappare davanti Gli esuli speravano in un intervento
ricchezze, saldare le tasse e mettersi in ai nostri occhi la carta d’identità libica,
te dello Stato italiano, ma Roma mantenne
regola con i documenti: «In un mese in segno di spregio». Il viaggio fu un una linea prudente: «Data la situazione
fui costretta a code lunghissime per misto di amarezza, dolore e incredulità. petrolifera della Libia, l’Italia aveva
is

cercare “prove” dei miei possedimenti molto da perdere. I rapporti diplomatici


v

da portare alle autorità», racconta UNA COMUNITÀ SACRIFICATA. tra due Paesi spesso dipendono da
ri

Giovanna Ortu, oggi Presidente dell’Airl Gli esuli di Libia lasciavano casa e quelli economici», precisa Federico
(l’associazione che riunisce i rimpatriati attività, ma anche legami: «Avevamo Cresti, già professore di Storia dell’Africa
ie

dalla Libia). «A tutto ciò si aggiunse amici libici e di altre nazionalità. all’Università di Catania. E infatti mentre
al

un’epidemia di colera, che quella estate Facevamo una vita tranquilla in un Paese migliaia di connazionali partivano, altri
mise in ginocchio Tripoli. Ricordo bello e moderno». Di fatto la comunità arrivavano per lavorare nelle grandi
rn

che ci vaccinarono tutti, in fila, sotto italiana aveva contribuito allo sviluppo società italiane (soprattutto Eni e Fiat)
io

il sole». Alla fine di questo stillicidio dell’economia libica, sia prima sia che si stavano espandendo in Libia.
burocratico, veniva prodotto un ironico e dopo la cruciale scoperta del petrolio,
@g

alienante certificato di nullatenenza, che sfruttato a partire dagli Anni ’50. Alla L’ARRIVO IN ITALIA. Poi lo
permetteva di partire per l’Italia. fine della Seconda guerra mondiale gli Stato cercò di “riparare”: «Erano
I più “fortunati” rientrarono in aereo, italiani erano più di 30mila, concentrati previsti sussidi di 200mila lire per
dopo essere stati perquisiti. Gli altri a Tripoli e Bengasi. Gestivano negozi, ogni capofamiglia e di 150mila per
fecero il viaggio stipati in navi dirette aziende o erano impiegati in attività ogni componente del nucleo, più altre
a Napoli: «Io e mia madre portammo agricole; lavoravano nelle banche, 100mila lire di aiuto straordinario a testa.
le nostre cose al porto di Tripoli il 29 nelle scuole e nei ministeri. Un accordo All’epoca 150mila lire corrispondevano
agosto; i militari ispezionavano i bauli bilaterale tra Italia e Libia, stipulato nel a 2.500-3.000 euro attuali, per stabilirsi
e spesso trattenevano oggetti a loro 1956, garantiva i diritti previdenziali in Italia da nullatenenti», spiega Daniele
piacimento», racconta Paolo Cason, e di proprietà. Ma dal giorno in cui fu Lombardi, autore di Profughi. Dai campi
che all’epoca aveva 22 anni. «L’ultimo emanato il decreto di espulsione tutto agricoli in Libia ai campi di accoglienza

Vita quotidiana a Tripoli


GETTY IMAGES
Le radici dell’odio
N on solo gas e petrolio. Le origini
dei rapporti ambivalenti tra Italia
e Libia, culminati nella “vendetta” di
Gheddafi, risalgono al 1911, quando
il Paese nordafricano (parte dell’ormai
disfatto Impero ottomano) diventò una
colonia italiana. La guerra con la Turchia
durò oltre un anno, e tra guerriglia e
rappresaglie migliaia di ribelli libici
Esuli in patria vennero deportati nelle isole Tremiti,
A sinistra, la Ustica, Favignana. Fu soprattutto,
manifestazione però, il periodo fascista che Gheddafi
del 14 settembre rivendicò e usò come pretesto per
1970 a Roma, “giustificare”, quarant’anni dopo, il
dove i rimpatriati decreto di espulsione di tutti gli italiani
chiedevano di che vivevano in Libia.
essere reinseriti Le marce della morte. L’Italia,
nella società infatti, portò faticosamente avanti
italiana. A destra, la colonizzazione a più riprese,
profughi da Tripoli trascinandosi dietro violenze, soprusi e
appena sbarcati al migliaia di esecuzioni sommarie, vista
porto di Napoli. anche la resistenza, in Cirenaica e nel
Fezzan, della confraternita libica dei
Senussi, guidati da Omar al-Mukhtar. Tra

f2
il 1930 e il 1931 a liquidare la questione
in Italia (Aracne). Successivamente, sparsi in tutta Italia, da Trieste a Napoli. arrivò il generale Rodolfo Graziani

pd
un decreto riservò agli italiani di Libia Pochi metri quadrati a famiglia, cibo (poi tristemente soprannominato “Il
un certo numero di posti in alcuni scadente, nessuna privacy e soprattutto
te macellaio del Fezzan”), che su ordine
concorsi pubblici; in un periodo di forte una grande sofferenza. «Rabbia, paura, del governatore Pietro Badoglio si
tensione sociale (siamo nel 1970), il depressione e senso d’impotenza scagliò contro la popolazione accusata
is

provvedimento alimentò l’ostilità già s’impossessarono di questi esuli di proteggere i ribelli. Intere tribù di
beduini vennero rinchiuse, dopo marce
v

presente in parte della popolazione. che avevano subìto un improvviso


estenuanti, in campi di concentramento
ri

All’arrivo a Napoli, chi poteva andava declassamento economico-sociale», lungo la costa: emblematica la
presso amici o parenti: «Sentivamo aggiunge Luigi Scoppola Iacopini,
ie

deportazione di massa degli abitanti


persone urlare dal molo “Fascisti, venite dell’Università Roma Tre. Esuli che di di Gebel al-Akhdar, in Cirenaica, che
al

qui a rubare il lavoro!”. Le autorità ci fatto si sentivano italiani e libici senza coinvolse circa 100mila persone. Quasi
chiesero di non parlare con i giornalisti; essere né l’una né l’altra cosa. la metà di loro morì di fame e malattie.
rn

distribuirono panini stantii e acqua, poi I campi avrebbero dovuto chiudere Privato del sostegno locale, al-Mukhtar
finì catturato e ucciso.
io

un’altra lunga attesa prima di essere entro il 1971. In realtà rimasero aperti Arrivano i coloni. “Pacificata” una volta
indirizzati alle nostre destinazioni. Io per anni. Le relazioni Italia-Libia invece per tutte, la Libia italiana fu affidata
@g

andai a Latina, dove abitava mia sorella. proseguirono indisturbate, appoggiate da dal 1934 al governatore Italo Balbo,
Ricevetti 500mila lire, due materassi e molti governi italiani: Gheddafi, durante che diede impulso alla costruzione
due coperte. Dopo qualche tempo entrai la sua dittatura, continuò a chiedere di infrastrutture e villaggi agricoli
alle Poste», conclude Cason. un risarcimento per l’occupazione lavorati da coloni giunti da varie parti
italiana. E infine nel 2008 ottenne il d’Italia: nel 1940 gli italiani in Libia
erano 120mila. Durante la Seconda
LA DESOLAZIONE DEI CAMPI. Trattato di amicizia e cooperazione che guerra mondiale, le truppe degli Alleati
I profughi che non trovarono subito un si quantificò nella cifra di 5 miliardi di occuparono il Paese, che cessò di essere
alloggio o un lavoro furono sistemati dollari da destinare a investimenti per italiano nel 1947. Diventò indipendente
invece in centri di accoglienza, infrastrutture e lotta all’immigrazione. solo nel 1951, con la salita al trono di re
casermoni freddi e spogli con bagni Ma la caduta del regime e l’uccisione del Idris I. Poi, nel 1969, il colpo di Stato di
in comune. Lo Stato ne allestì nove, dittatore, nel 2011, sospesero l’accordo. • Gheddafi.

Little Italy
in Africa
Da sinistra a
destra: consorzio
libico della
pesca nel 1939;
una classe negli
Anni ’30; donna
al lavoro in
una stazione di
rifornimento; il
Caffè delle Poste
negli Anni ’60.

23
S
ANTICHITÀ

I SIGNORI
DEL FERRO

B
envenuti a Pupluna”. Se 2.500

RICOSTRUZIONI ARCHEOLOGICHE INKLINK MUSEI /PARCO ARCHEOLOGICO DI BARATTI E POPULONIA


anni fa fossero esistiti gli uffici
turistici, un viaggiatore sbarcato
nel Golfo di Baratti, all’ombra del
promontorio a nord di Piombino (Li), avrebbe
forse letto un cartello di questo tono. Sempre
che sapesse decifrare l’enigmatica lingua degli

f2
Etruschi. Pupluna, l’attuale Populonia, era
però una città molto speciale, diversa da tutte

pd
le altre di questo popolo. Intanto non era un
semplice avamposto commerciale, ma l’unica te
importante città etrusca fondata sul mare: da
is
una parte il porto ben protetto dall’insenatura
del golfo; sul promontorio rivolto verso l’isola
v

d’Elba l’acropoli, con l’abitato e le capanne


ri

dell’aristocrazia che guidava la città-Stato;


ie

sulle pendici del promontorio e nella piana, le


necropoli.
al

Ma quello che avrebbe lasciato a bocca aperta


quel viaggiatore sarebbe sstato altro: il fumo
rn

denso che saliva dallla piana. Lì, a


io

ridosso delle tombe, dal VI secolo


a.C. era spuntata e ccresciuta una selva
@g

di basse ciminiere, fornaci e forge


per l’estrazione del ferro da un
minerale rosso sanggue, l’ematite. Era
il quartiere “industriale” di una città X

Operosa
A destra, Populonia
nel III secolo a.C.,
quando l’attività
siderurgica “assediava”
ormai la necropoli: in
primo piano la tomba
aristocratica “dei Carri”
(VII secolo a.C.), che è
il tumulo più grande
(28 metri di diametro).
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

È chiamata così perché


conteneva un carro da
parata. Sullo sfondo,
i forni per la riduzione
del ferro, il Golfo di
Baratti e l’acropoli.
A sinistra, un guerriero
etrusco.
24
S
Dal VI secolo a.C.

MONDADORI PORTFOLIO/DE AGOSTINI PICTURE LIBRARY


Populonia diventò la
capitale metallurgica
degli Etruschi. Grazie
alle risorse minerarie
e ai suoi intraprendenti
abitanti. di Aldo Carioli

Ben nascosta
Sopra, la tomba a edicola del “Bronzetto di offerente” nella Necropoli
del Casone. Scavata nel 1957, si trovava sotto sette metri di scorie ferrose
e ha restituito una statuetta di bronzo del VI secolo a.C.

f2
pd
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Populonia, il cui
nome significava Porto e
necropoli
forse “germoglio”,
prosperò per sette
secoli, fino al
periodo romano
Golfo
a vocazione metallurgica che sul ferro fondava di Baratti
la sua ricchezza e la sua potenza.

ATTO FONDATIVO. A lungo gli archeologi


hanno pensato che Populonia fosse sorta per
caso, relativamente tardi e soltanto per sfruttare
le risorse minerarie di questa parte della
Toscana. Grazie agli scavi degli ultimi vent’anni,
PREZIOSA ANCHE AL

f2
sappiamo che non andò così. «Non possiamo
dire da chi fu fondata Populonia», spiega Marta
TEMPO DEI ROMANI

pd
Coccoluto, archeologa e responsabile del Parco
archeologico di Baratti e Populonia e del Museo Il paesaggio di Baratti e Populonia
te
del territorio di Populonia. «Ma della nascita
appariva così nel II-I secolo a.C., in
is
della città sull’acropoli resta un’importantissima
testimonianza archeologica dell’VIII-VII secolo epoca romana, quando la produzione
v

a.C.: un deposito votivo di circa 100 tazze da


del ferro raggiunse l’apogeo.
ri

libagione, utilizzate per un brindisi rituale e


ie

poi deposte, all’atto della sua demolizione,


nella buca che sorreggeva il palo centrale di
al

una grande capanna. Un rito probabilmente


legato a un momento di cambiamento politico, di Populonia, basta per farsi l’idea di una città
rn

forse la morte o la cacciata di un personaggio che prosperò per sette secoli, fino a tutto il
io

di rango elevato e la contestuale ascesa di un periodo romano.


nuovo “re”. Un passaggio di potere condiviso e
@g

accompagnato dalla costruzione di una nuova TRIANGOLO METALLURGICO. Le navi Linguaccia


capanna, la cosiddetta “Casa del re”, oggi di Populonia commerciavano in primo luogo Sotto, una moneta
ricostruita presso il luogo dove sorgeva». con la Sardegna e la Corsica, ma anche con d’argento del V secolo
la Sicilia e il mondo magnogreco. Se Pupluna a.C. con il mostro
PRINCIPESCHI. Dei signori che governavano diventò il principale centro siderurgico mitologico greco
Gorgone. Proviene
Populonia all’inizio dell’Età del ferro non dell’Italia antica, fu però merito della capacità
dal sito di Populonia
conosciamo né i nomi né le imprese. Ma di sfruttare le risorse minerarie del territorio ed è al Museo
sappiamo che, qui come altrove in Etruria, che controllava. La città era, infatti, uno dei di Piombino.
li guidava un “re”, un capo che i Romani vertici di un “triangolo
chiamarono lucumone. Sappiamo anche metallurgico”: gli altri
che esisteva una classe dominante di ricchi due erano le miniere del
MONDADORI PORTFOLIO/DE AGOSTINI PICTURE LIBRARY

“principi”. «Non deve sorprendere che Campigliese, nelle vicine


risiedessero in edifici di legno, terra e paglia. La Colline Metallifere, e
loro ricchezza e il loro potere erano piuttosto quelle dell’isola d’Elba.
sottolineati dallo splendore dei corredi e dei «Lo sfruttamento
monumenti funebri», prosegue Coccoluto. I sistematico dei metalli a
principi di Populonia si facevano seppellire Populonia iniziò nel VII
insieme a carri, bronzetti e vasellame, gioielli secolo a.C.», continua
in oro, argento e preziosa ambra proveniente Marta Coccoluto. «Fu
dal Nord Europa, armi ed elmi. Purtroppo, allora che nel distretto
molti tesori di Pupluna – un nome che forse minerario del Campigliese
voleva dire “germoglio” – sono stati trafugati gli Etruschi scavarono
dai tombaroli. Ma quello che oggi si ammira a stretti cunicoli e aprirono
Piombino, nel Museo archeologico del territorio gallerie sotterranee alla
26
S
Necropoli
delle Grotte

1
RICOSTRUZIONI ARCHEOLOGICHE INKLINK MUSEI /PARCO ARCHEOLOGICO DI BARATTI E POPULONIA (2)
Acropoli e
abitato

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ricerca del preziosissimo rame: unito allo Romani a dare le carte nell’ultimo capitolo della Così si estraeva
rn

stagno, forniva al mondo antico il bronzo, parabola di Pupluna. il ferro a Populonia


NELL’ORBITA DI ROMA. «Dal IV secolo
io

la lega più usata all’epoca. Tracce di queste Sopra, la ricostruzione


antichissime attività minerarie si trovano nella a.C. Populonia entrò nell’orbita di Roma, che dei forni etruschi per la
@g

Miniera del Temperino, oggi visitabile nel Parco ne assunse il controllo politico fino a farne separazione del ferro. I
archeominerario di San Silvestro. La lavorazione una civitas foederata», continua Coccoluto. forni venivano distrutti o
si deterioravano a causa
dell’ematite proveniente dall’isola d’Elba, che «Fu una conquista senz’armi: Roma non aveva delle temperature: per
faceva parte del territorio della città, come il alcun interesse a distruggere una città fiorente questo non se ne sono
tratto di mare che le separava, trasformò infine e ricca. E l’aristocrazia etrusca non aveva né trovati i resti.
Populonia in un vero centro siderurgico». l’organizzazione militare né la forza politica di 1. All’interno del “camino”
L’attività estrattiva all’Elba era così intensa opporsi a quella potenza emergente. Populonia in pietra refrattaria e
che i Greci chiamarono l’isola Aithalia, “la in epoca romana continuò a produrre ferro argilla si alternavano strati
di legna e di minerale
fumosa”, a causa dei fumi delle fornaci dove dall’ematite elbana a ritmi sempre più sostenuti,
contenente ferro, come
l’ematite subiva una prima lavorazione. Nei trasformando le necropoli abbandonate in l’ematite.
quartieri industriali di Populonia, infine, il depositi per le scorie della lavorazione del ferro. 2. A 1.100-1.300 °C gli altri
minerale ferroso veniva lavorato. Le sepolture cambiarono luogo e architettura, componenti diventavano
L’apice della produzione si raggiunse tra segno di un mutamento sociale: divennero tombe liquidi e si scartavano,
VI e III secolo a.C. Il boom metallurgico e a camera, scavate nelle cave di pietra (calcarenite mentre il ferro (che fonde
commerciale già nel V secolo a.C. convinse da costruzione) ormai abbandonate sulle pendici sopra i 1.500 °C) diventava
una pasta e si poteva
i governanti di Populonia a battere moneta: dell’acropoli, con stretti corridoi d’accesso raccogliere.
fu una delle prime città etrusche a farlo, e ripidi scalini tagliati in profondità nella
coniando monete d’argento con l’immagine roccia». Nacque così la Necropoli delle Grotte,
della Gorgone, il mostro mitologico greco. e anche l’abitato cambiò volto. «Una vasta
Quel denaro aveva anche uno scopo strategico: ristrutturazione urbanistica portò sull’acropoli
pagare i mercenari che difendevano la città. strade lastricate, templi, domus ad atrio, terme e,
I Greci di Siracusa, che volevano mettere le si ipotizza, un santuario su terrazze. Erano tutti
mani sul tesoro minerario etrusco, erano infatti segni del nuovo potere romano».
una minaccia costante. Ma furono i più vicini Populonia giocò forse per l’ultima volta un 

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S
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INKLINK

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ruolo chiave durante la guerra tra Roma e nell’80 a.C. subì la ritorsione del vincitore. «Le Al futuro!
Cartagine. Se Lucio Cornelio Scipione diventò condizioni economiche imposte da Silla alle Sopra, la ricostruzione
“l’Africano” per avere sconfitto i Cartaginesi, fu città filo-mariane furono un durissimo colpo per dell’offerta votiva delle
tazze da libagione che
grazie al contributo dei populoniesi: gran parte Populonia, che già affrontava una difficile fase di
avvenne nell’VIII-VII
del ferro che armò la sua spedizione nel 204 a.C. trasformazione», spiega ancora Marta Coccoluto. secolo a.C. sull’acropoli.
fu fornito dalla “Stalingrado etrusca”. «Lo sfruttamento intensivo delle miniere del Forse accompagnò un
Campigliese e dell’Elba era al termine, non passaggio di potere
RITORSIONE. Dopo tante mosse azzeccate, si accumulavano più grandi ricchezze, e altri nell’aristocrazia di
all’inizio del I secolo a.C. la città etrusca si interessi commerciali spinsero la popolazione Populonia. In basso
trovò dalla parte sbagliata della Storia. Nella verso il porto e nelle campagne. Le famiglie a sinistra, orecchini
etruschi del IV secolo a.C.
guerra civile romana Pupluna si schierò con aristocratiche spostarono le lussuose residenze
lo sconfitto Gaio Mario contro Lucio Silla e nel territorio, legandole ad attività produttive
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CRONOLOGIA Ascesa e declino di Populonia


XII-XI secolo a.C. IX-VIII secolo a.C. VIII-VII secolo a.C. VI secolo a.C.
Primi villaggi Capanne dell’Età Costruzione della Inizio dell’attività
dell’Età del bronzo del ferro sul “Casa del re”. metallurgica.
sul Golfo di Baratti. promontorio.

28
S
Nel 202 a.C. Roma sconfisse
Cartagine anche grazie a
Populonia: arrivava proprio
da lì il ferro per le armi

AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
Necropoli delle Grotte (IV-II secolo a.C.).

Da sito minerario...
a sito archeologico
P
RICOSTRUZIONI ARCHEOLOGICHE INKLINK MUSEI /PARCO ARCHEOLOGICO DI BARATTI E POPULONIA

er secoli, le tombe di Populonia sono rimaste


sepolte sotto giganteschi accumuli di nere
scorie ferrose, in un paesaggio ben diverso da
quello di oggi. «La scoperta del sepolcreto si deve
all’intuizione di Isidoro Falchi (1838-1914), medico

f2
e archeologo spinto dalla passione e dallo studio,
che aveva già individuato Vetulonia», spiega

pd
l’archeologa Marta Coccoluto. «Nel 1889 Falchi
te scoprì una tomba a cassone con uno splendido
vaso attico e nel 1898, dalle colonne del giornale
is
Progresso maremmano, annunciò la scoperta della
necropoli di Populonia,“difesa e nascosta sotto un
v

alto strato di scorie di ferro”».


ri

Tesoro ferroso. Gli Etruschi non possedevano


una tecnologia in grado di estrarre tutto il ferro
ie

dal minerale di partenza e perciò i loro scarti


CORTESIA A.CARIOLI

contenevano ancora il 60% del metallo: un


al

tesoretto non disprezzabile per l’industria italiana


di inizio Novecento, che infatti decise di sfruttarlo.
rn

«Negli Anni ’20 fu costituita la società Ferromin,


che operò nell’area per circa quarant’anni. Quella
io

“miniera a cielo aperto”distrusse molto della


stratigrafia di Populonia, ma portò alla scoperta,
@g

diverse da quella siderurgica. Poi, il Senato Capanna reale principalmente sotto la guida dell’etruscologo
romano vietò l’estrazione mineraria su tutto il Sopra, la “Casa
Antonio Minto, degli splendidi monumenti
suolo italico, favorendo la diffusione del ferro del re” in legno,
funebri oggi parte del Parco archeologico».
terra e paglia,
proveniente dalle nuove province imperiali fuori Sull’acropoli. Soltanto negli Anni ’80 si esplorò
sul promontorio
dall’Italia. La produzione populoniese rimase l’acropoli. «Le prime ricerche importanti furono
di Populonia. È
limitata all’autoconsumo». intraprese dalla Soprintendenza archeologica
stata realizzata
della Toscana, e portarono alla luce i resti di uno
dagli archeologi
dei tre templi romani. Dal 1998 le esplorazioni
GLORIA PERDUTA. In età imperiale sperimentali
diventarono sistematiche, grazie alle Università
l’economia di Populonia volse definitivamente davanti all’area
di Siena, Pisa e Roma. Questo grande cantiere-
al brutto: Roma aveva altre risorse a cui delle capanne,
scuola ha rivelato l’impianto urbanistico romano:
di cui restano le
attingere nel suo vasto impero, i forni furono edifici pubblici e sacri, abitazioni decorate con
buche dei pali.
progressivamente abbandonati e la città  mosaici, poderose mura difensive. L’esplorazione
dell’acropoli è stata guidata da criteri di tutela
e fruizione da parte del pubblico, come quella
della Necropoli delle Grotte, i tombaroli hanno
depredato indisturbati decine di tombe intatte».
I segreti delle mura. La scoperta recente più
significativa? «Direi le cosiddette Mura alte
dell’acropoli», risponde l’archeologa. «Gli scavi
IV-II secolo III secolo a.C. 80 a.C. L’esercito di della Soprintendenza e dell’Università di Siena ne
a.C. L’attività Costruzione della Lucio Silla assedia hanno riscritto la cronologia: prima si ipotizzava
metallurgica è al cinta muraria in Populonia, che si che fossero della fine del V secolo a.C., ma lo
culmine. Necropoli epoca romana. era schierata con studio dei reperti e delle tecniche costruttive
“delle Grotte”. Gaio Mario nella sposta la datazione agli inizi del III secolo a.C.,
guerra civile. con funzione strategica a difesa del territorio
circostante».
MONDADORI PORTFOLIO/DE AGOSTINI PICTURE LIBRARY
Tomba “delle Pissidi L’ORA DEI COMMERCI
cilindriche”, scatole
portaoggetti provenienti Gli Etruschi (che i Greci chiamavano Tirreni)
da Corinto, in Grecia. furono grandi navigatori. Ecco una loro nave
del VII-VI secolo a.C. quando gli scambi
con il mondo greco erano intensi.

I prodotti di
esportazione Oltre al ferro, si
trasportati nelle commerciavano
anfore. bronzo, stagno,
olio, vino,
cereali e
vasellame.

RICOSTRUZIONI ARCHEOLOGICHE INKLINK MUSEI /PARCO ARCHEOLOGICO DI BARATTI E POPULONIA


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Tra le merci La prua, anche


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caratteristiche nelle navi


di Populonia c’era mercantili, era
rn

il ferro in varie fasi dotata di uno


io

di lavorazione. sperone per


l’attacco.
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Il declino della città coincise con il divieto romano di


estrazione mineraria su tutto il suolo italico. Il ferro
si faceva arrivare dalle nuove province imperiali
aveva subìto una pesante deforestazione (per
ricavare la legna con cui alimentare i forni) e
stravolgimenti del paesaggio: anche gli antichi
Una giornata con gli Etruschi
conoscevano l’impatto ambientale.
Nel V secolo d.C., la grandezza di Pupluna
era solo un ricordo, che il poeta e prefetto
F rutto della collaborazione tra il ministero per i Beni e le Attività
culturali e per il Turismo, il comune di Piombino e diverse università
italiane, il Parco archeologico di Baratti e Populonia è stato inaugurato
romano Claudio Rutilio Namaziano, passando nel 1998. «Allora comprendeva le due necropoli di San Cerbone e
di qui verso il 416, evocava così: “Prossima del Casone e la Necropoli delle Grotte, oltre ai quartieri industriali»,
Populonia schiude il suo lido sicuro. [...] Non si racconta Marta Coccoluto. «Nel 2007 è stata invece aperta al pubblico
possono più riconoscere i monumenti dell’epoca l’area dell’acropoli, dopo un decennio di scavi e ricerche».
trascorsa, immensi spalti ha consumato il tempo Viaggio nel tempo. Particolarità del Parco è l’attenzione
all’archeologia“viva”e fruibile dal pubblico. Il Centro di archeologia
vorace. Restano solo tracce fra crolli e rovine di sperimentale è il luogo ideale per vivere un giorno da etrusco. «Ogni
muri, giacciono tetti sepolti in vasti ruderi. Non weekend di primavera e tutti i giorni in estate, qui si impara l’alfabeto
indigniamoci che i corpi mortali si disgreghino: etrusco, si intrecciano le erbe palustri, si può lavorare l’argilla o si
ecco che possono anche le città morire”. • macinano semi». Davanti a una capanna etrusca, come 2.500 anni fa.
30
S
PRIMO

LA VITA MAGNIFICA Signore
DI LORENZO de facto
Lorenzo de’ Medici
pag. 32 (1449-1492): portò
■ Firenze al suo
IL PALCOSCENICO massimo splendore.
DEI MEDICI
pag. 38

STORIA DI
UNA DINASTIA
pag. 44

IL GRANDE
MECENATE
pag. 50

IL PRINCIPE
DEGLI ARTISTI
pag. 55

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In una Firenze
in pieno fermento
politico e artistico,
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brillò la stella
di Lorenzo de’ Medici.

MAGNIFICO 31
S
PRIMO PIANO

LA VITA
MAGNIFICA DI
LORENZO
Successi e debolezze del politico più scaltro
del Rinascimento.
di Maria Leonarda Leone

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Re senza corona
In un quadro dell’800,
Lorenzo de’ Medici (1449-
1492), signore di fatto di
Firenze (in piedi), mostra
i suoi tesori d’arte al
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

duca di Milano, Galeazzo


Maria Sforza (1444-1476).
Seduta di profilo Clarice
Orsini, moglie di Lorenzo;
sullo sfondo, tra gli altri, il
poeta Angelo Poliziano
e il filosofo Marsilio Ficino.
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S
L
a Cavalcata de’ Magi il primo nipote maschio del vecchio se il piccolo Gesù fiorentino crebbe
era diventata ormai una Cosimo, il “gran mercante” fondatore orgoglioso, ambizioso e prepotente.
consuetudine a Firenze e delle fortune familiari.
anche quel 6 gennaio 1449, Per quel frugoletto di cinque TANTI VOLTI. Capace di
come ogni Epifania, il sontuoso corteo giorni appena, babbo Piero radunò destreggiarsi con la stessa nonchalance
guidato dai membri più illustri della una combriccola di padrini di tutto fra le gonne delle belle dame, i
casata dei Medici percorse la via Larga, rispetto, tra cui il rappresentante del brindisi all’osteria e i pugnali nascosti
per raggiungere il convento di San superbo signore d’Urbino, Federico da dietro la schiena nelle corti italiche,
Marco. Era l’occasione perfetta per Montefeltro. Uno dei tanti che, poco Lorenzo diede vita a un mito che è
ostentare ricchezza e potere, oltre che meno di una trentina di anni dopo, durato secoli, prima che gli studiosi
per celebrare la tradizione cristiana. avrebbe provato a far fuori il proprio moderni riuscissero a scalfirlo. Scaltro
Per questo infatti avevano deciso di figlioccio. Questo significava vivere diplomatico o crudele antilibertario?
aspettare un paio di giorni in più del durante il Rinascimento, ma Lorenzo Generoso mecenate o genio della
solito per battezzare l’ultimo arrivato: non poteva ancora saperlo. Viste le propaganda? Precoce talento letterario
Lorenzo, figlio di Piero de’ Medici, premesse, però, non c’è da stupirsi o rimatore dilettante? Abile banchiere 

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L’agguato dei Pazzi
tra le conggiure più famose del
Rinascimeento, quella dei Pazzi, organizzata
n l tentativo di metter fine alle vite di Lorenzo
e di suo fratello Giuliano e al dominio della
famiglia Medici su Firenze. Il primo a lanciare
l ea pare fu Francesco de’Pazzi, membro di
u a delle famiglie più influenti dell’oligarchia
o entina. Lo seguirono a ruota il nipote del
or
p , Girolamo Riario, e l’arcivescovo di Pisa
a cesco Salviati, con l’avallo del pontefice,
l duca d’Urbino, del re di Napoli e della
R pubblica di
Re d Siena: tutti avevano motivi
politici e un tornaconto
t economico per
avercela con Lorenzo.

ALBUM/FINE ART IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO


Tremenda vendetta.
v I fratelli furono
ag ggr
g editi il 26 aprile 1478, mentre ascoltavano
laa essa in Duomo: Giuliano fu ucciso con
ferrocia, Lorenzo, ferito in modo lieve, si
fe
rricò in sagrestia. Ma il popolo si sollevò
Colpo letale c ntro i cospiratori e la vendetta fu terribile:
La congiura dei Pazzi in un quadro c ni furono subito impiccati e trucidati, altri
cu
dell’800: il bersaglio erano Lorenzo e il braaccati, mutilati e uccisi. Dei Pazzi, Lorenzo
fratello Giuliano. Quest’ultimo rispparmiò solo suo cognato Guglielmo,
(in basso) morì durante l’assalto. costs ringendoolo però all’esilio.

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o amministratore non del tutto cioè di politico molto accorto e prudente, risolverle savio, nello esequirle presto e
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capace e non proprio onesto dei beni di un mecenate di altissimo livello, che animoso”. Ma notò anche che si dilettava
della famiglia e della Repubblica di sulla gestione finanziaria ed economica troppo, per un uomo del suo livello, di
v

Firenze? Qual è la verità sul Magnifico della banca di famiglia non dimostrò “cose veneree” e “giuochi puerili”. Non
ri

protagonista della storia d’Italia di fine però la stessa abilità del nonno Cosimo», occorre Freud per capire che quelle
ie

Quattrocento? spiega Gennaro Maria Barbuto, docente due anime contrapposte erano state
La recente storiografia ha restituito un
«La di Storia del pensiero politico medievale alimentate dai genitori, a forza di parate
al

profilo più equilibrato di Lorenzo: quello e rinascimentale all’Università Federico scenografiche e precoci incarichi di
II di Napoli. «Quanto al suo mito, responsabilità.
rn

affonda le radici nella pagine iniziali


ESORDIO PREMATURO. Il padre,
io

della Storia d’Italia, scritta da Francesco


Guicciardini tra il 1537 e il 1540». afflitto dalla gotta, lo diede infatti in
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pasto alla politica poco più che bambino.


NON SOLO PREGI. Prima di Lorenzo fece la sua gavetta fra visite di
cominciare la tragica narrazione delle rappresentanza e ambascerie alle corti
guerre d’Italia (una serie di conflitti di Milano, Roma, Napoli e Venezia:
combattuti prevalentemente nella imparò così a muoversi tra i falsi sorrisi
nostra Penisola tra il 1494 e il 1559), di veri e presunti alleati, ma non smise
Guicciardini esaltò il Magnifico come di trascorrere il tempo libero divertendosi
il grande politico che aveva saputo con la sua chiassosa combriccola di amici,
FINE ART IMAGES/HERITAGE-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

mantenere un equilibrio tra i potentati come qualsiasi viziato, ricco ragazzino.


italici e trasformare la propria epoca Anche per questo, forse, non mostrò
in una specie di età dell’oro artistica particolare entusiasmo quando, il 3
ed economica. «Ma la visione dello dicembre 1469, cioè la sera successiva
storico era in parte condizionata dal alla morte di Piero, una delegazione di
tragico sacco di Roma del 1527, che lui notabili fiorentini si presentò a Palazzo
stesso aveva vissuto. Prova ne sono le Medici “a confortarmi che pigliassi la cura
Istorie Fiorentine, scritte prima di quella della città e dello Stato, come avevano
catastrofe, in cui Niccolò Machiavelli fatto l’avolo e il padre mio”, racconta
tracciò un ritratto ambivalente di lui stesso nei suoi Ricordi. Accettò,
Lorenzo, includendone i difetti», ovviamente, ma “solo per conservazione
prosegue l’esperto. delli amici e sustanzie nostre, perché a
Del Magnifico, il collega di Firenze si può mal vivere ricco sanza lo
Guicciardini descrisse “la prudenzia Stato”: era il suo atto di fede alla religione
GIULIANO DE’ MEDICI sua [...], perché era nel discorrere del tornaconto, quella che avevano
le cose eloquente e arguto, nel praticato anche il nonno e il padre. X

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S
Lorenzo fu l’ago della bilancia per la politica del suo
tempo, ma fu anche mecenate, poeta e umanista.
La gestione finanziaria invece non fu mai il suo forte

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Il ritratto di famiglia del Botticelli 1.


2.
Lorenzo de’ Medici
Angelo Poliziano
L’ immagine più emblematica dell’ambiente politico e culturale in cui visse il
Magnifico è l’Adorazione dei Magi, pala d’altare realizzata intorno al 1475 da
Sandro Botticelli e un tempo esposta nella basilica Santa Maria Novella. Il dipinto
3.
4.
Pico della Mirandola
Gaspare Zanobi del Lami
fu commissionato da Giovanni del Lami, un personaggio di rilievo nel mondo (uomo d’affari, committente dell’opera)
delle finanze fiorentine e molto legato ai Medici da stretti rapporti d’affari. Nel 5. Cosimo il Vecchio
tentativo di ingraziarsi le simpatie dell’influente casata, il committente suggerì 6. Piero il Gottoso
al Botticelli una sorta di“ritratto di famiglia”(v. schema a destra), dove è possibile 7. Giovanni de’ Medici
riconoscere i membri più illustri dei Medici accompagnati dalla loro“cerchia”
8. Giuliano de’ Medici
di notabili e intellettuali. Nello specifico, Cosimo il Vecchio, Piero il Gottoso
e Giovanni sono raffigurati come i Re Magi in adorazione, mentre il giovane 9. Filippo Strozzi (banchiere)
Lorenzo osserva la scena insieme al poeta Poliziano e al filosofo Pico della 10. Giovanni Argiropulo (scrittore e antichista)
Mirandola. Nel dipinto compare anche lo stesso Botticelli. 11. Sandro Botticelli
Federica Campanelli 12. Lorenzo Tornabuoni (nobile fiorentino)
35
S
A destra, un ritratto di
Nemici veri e presunti Girolamo Savonarola e,
sotto, uno di Sisto IV.
T radizione vuole che, nella sua
folta schiera di nemici, Lorenzo
contasse due uomini di Chiesa.
del Magnifico, che lo volle al suo
capezzale, diventò il principale
esponente della lotta contro il suo

MONDADORI PORTFOLIO/ELECTA
Ma se il papa Sisto IV fu davvero successore.
una spina nel fianco del leader di Anche i rapporti col pontefice
casa Medici, la rivalità con il frate erano buoni, all’inizio: i Medici
domenicano Girolamo Savonarola erano infatti i suoi banchieri. Ma
appartiene invece in gran parte alla quando il Magnifico strinse i cordoni
successiva leggenda antimedicea. della borsa per evitare che il papa
Rapporti fragili. Savonarola, acquistasse la strategica piazzaforte
che aveva grandi doti politiche di Imola e troppo potere, i rapporti

PETER HORREE/ALAMY/IPA
e di oratore, fu chiamato a diplomatici si inasprirono. Al
Firenze proprio da Lorenzo: con punto che, dopo avergli revocato
le sue prediche anticorruzione si l’amministrazione della tesoreria e
inimicò gran parte dell’oligarchia prima di dichiarargli guerra, Sisto IV
fiorentina, ma solo dopo la morte diede l’avallo alla congiura dei Pazzi.

Il popolo di Firenze amò


moltissimo Lorenzo e
non gli fece mai mancare

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il suo pieno appoggio
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THE PICTURE ART COLLECTION/IPA

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LUCREZIA DONATI
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LE SUE DONNE. «Come per tutte le putazione di Lorenzo


figli e anche la rep
famiglie italiche del Quattrocento, per i ne uscì migliorata. Con l’arrivo a Firenze
Medici l’interesse principale era rivolto ovane smise infatti di
della moglie, il gio
a rafforzare il potere dei propri membri. versare fiumi di innchiostro e di denaro
Sta di fatto, però, che, grazie a Lorenzo, per compiacere il suo primo grande
Firenze finì per godere in tutta Europa di amore, Lucrezia D Donati, sposa di un ricco
grande prestigio culturale e politico», nota mercante fiorentin no.
Barbuto. Merito anche dei geni materni:
da Lucrezia, che scriveva poemetti ed COME AUGUST TO. Ma se negli
era amica di letterati e artisti, gli vennero affetti Lorenzo eraa affabile e generoso,
infatti l’abilità con carta e penna, quando si trattavaa di lavoro alternava
l’educazione umanistica e la precoce invece con facilitàà il pugno di ferro al
passione poetica, espressa in versi già a guanto di velluto. Se fosse vissuto
14 anni. nell’antica Roma, sarebbe
Dalla madre, Lorenzo ebbe pure mezzo tra
stato una via di m
consigli matrimoniali: Clarice Orsini gli imperatori Auggusto e
fu infatti una sua scelta. A differenza Nerone: in politicaa interna
del mondano fidanzato, l’impacciata collaborò infatti con le
ragazza aveva ricevuto un’educazione famiglie filomediccee
rigida e religiosa, ma possedeva i atteggiandosi a
nobili natali che avrebbero aperto ai primus inter
Medici la cerchia patrizia romana. E, pares (“primo
contro ogni pronostico, il matrimonio fra uguali”) CLARICE ORSINI
funzionò: dall’unione nacquero dieci e cercando il
36
S
consenso dei ceti più bassi a colpi di
feste, spettacoli ed elargizioni, per usarlo
come strumento di pressione nel braccio
di ferro con gli aristocratici. Perciò il
popolo fiorentino lo amò e lo appoggiò
sempre, soprattutto nei momenti più
difficili, come durante la congiura
dei Pazzi (v. riquadro nelle pagine
precedenti).
In quell’occasione, la vendetta di
Lorenzo non si fermò neppure di fronte
alle sottane degli ecclesiastici e questo
peggiorò il suo già disastroso rapporto
col pontefice Sisto IV (v. riquadro nella
pagina accanto). Il papa, pur implicato
nella congiura, si atteggiò a innocente
scandalizzato e colse la palla al balzo per
dichiarare guerra a Firenze, affiancato, tra
gli altri, dal re Ferdinando I di Napoli e
dal padrino di battesimo di Lorenzo. Ma
quando stava ormai per avere la peggio, il
Magnifico ribaltò la situazione.

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MOSSA VINCENTE. Fu il suo

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più grande successo diplomatico:
una strategia costruita allo scrittoio, te
dettando lettere convincenti, lusinghiere
GETTY IMAGES

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o minacciose, coronata dalla partenza
segreta per Napoli alla fine del 1479. «Con
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questo viaggio, che si prolungò fino alla


ri

primavera dell’anno successivo, riuscì


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a sottrarre il re Ferdinando all’alleanza


col papa e a scongiurare la minaccia che
al

incombeva su Firenze. Ciò pose le basi


della futura pace», spiega Barbuto. Al suo
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ritorno, il 13 marzo 1480, il popolo lo


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salutò come il salvatore della patria. Fu


solo alla morte del pontefice (1484), però,
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che, grazie all’asse creato con Milano In trionfo


e Napoli, Lorenzo divenne l’ago della Sopra, Firenze
bilancia nelle complesse relazioni fra gli accoglie con tutti
Stati più forti della penisola. gli onori Lorenzo
Anche agli occhi dei sovrani europei (a destra, in un
ritratto della bottega
il Magnifico era diventato ormai il re del Bronzino) dopo
senza corona di Firenze, fondatore aver scongiurato la
di una “politica dell’equilibrio” fatta
MONDADORI PORTFOLIO/LEEMAGE

guerra con Napoli


di alleanze, accordi e conquiste. Ma i alla fine del 1479.
giorni d’oro stavano per finire. «Dopo Nella pagina accanto,
la sua morte, quando l’inetto figlio due delle sue donne
più importanti: la
Piero non riuscì a evitare la discesa
moglie Clarice Orsini
in Italia del re di Francia Carlo VIII e, più a sinistra, il
(1494), cominciò un’altra storia: l’Italia primo amore Lucrezia
non fu più il palcoscenico su cui Donati ritratta
esibire abilità diplomatica e politica, da Botticelli.
ma il teatro del primo grande conflitto
dell’età moderna per la conquista
dell’egemonia sull’Europa», conclude
l’esperto. Lorenzo era morto da appena
due anni, l’8 aprile 1492, logorato
dalle complicanze della gotta. Un’altra
spiacevole eredità di suo padre
e di suo nonno. •
LORENZO IL MAGNIFICO
PRIMO PIANO

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Medici Ecco come Firenze fiorì grazie
ai Medici, diventando la culla
del Rinascimento italiano.
di Matteo Liberti

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Vita quotidiana
a Firenze
Gioco del calcio in
Santa Maria Novella,
in un dipinto del
1561 del pittore
fiammingo Jan Van
der Straet (detto
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Giovanni Stradano).
La politica dei Medici
sottoponeva al
controllo del potere
centrale anche la vita
culturale e gli svaghi.

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I protagonisti
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A distinguere le varie categorie della società fiorentina era anche l’abbigliamento.


Qui, i pittori Taddeo, Gaddo e Agnolo Gaddi. Nell’altra pagina, spicca il prezioso
ie

abito della donna dipinta dal Pollaiolo che indicava l’appartenenza a una classe
al

elevata. Il motore dell’economia erano banchieri e mercanti come Tommaso


Portinari, uomo di fiducia dei Medici al banco di Bruges, in un quadro di Hans
rn

Memling, e Agnolo Doni con la moglie Maddalena ritratti da Raffaello.


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Q
uando è iniziato il della potente famiglia Medici e in politiche economiche che aiutarono la
Rinascimento? La risposta particolare di due suoi esponenti: popolazione a far fronte ai debiti. Inoltre,
a questa domanda è da Cosimo “il Vecchio” e suo nipote la diminuzione della manodopera, figlia
sempre oggetto di dibattito: Lorenzo, alias “il Magnifico”. della peste, fece aumentare i salari e, di
alcuni collocano l’esordio di questa riflesso, alimentò i consumi.
straordinaria epoca nella seconda metà IL “GIGLIO” RIFIORISCE. A In questo contesto, s’imposero sulla
del XIV secolo, altri la spostano al XV, monte delle fortune fiorentine vi furono scena nuove potenti famiglie della
“secolo d’oro” dei fasti rinascimentali. i traumatici eventi che travolsero la città borghesia, tra cui spiccò quella dei
Se invece ci si chiede dov’è che tutto alla metà del XIV secolo. Già colpita da Medici. Suo primo illustre esponente fu
cominciò, la risposta è concorde: a una crisi finanziaria dovuta al fallimento Giovanni di Bicci de’ Medici, fondatore
Firenze, città baciata da un’invidiabile delle compagnie commerciali dei Bardi nel 1397 di una banca divenuta in poco
fortuna che le garantì un incredibile e dei Peruzzi (simili a moderni istituti di tempo la più importante d’Europa.
progresso economico, un’eccezionale credito), l’antica Florentia vide tra il 1347 «Finanziando papi e sovrani, i Medici
forza politico-diplomatica e, soprattutto, e il 1348 dimezzarsi i propri abitanti a formarono la rete di amicizie politiche
una sbalorditiva fioritura artistica e causa della “peste nera”. La situazione e diplomatiche più prestigiosa di tutta
culturale. Il tutto, sotto la supervisione poi migliorò grazie a una serie di efficaci Firenze», afferma lo storico medievista
Franco Cardini, autore del saggio Breve

Una nuova cultura economica


storia di Firenze (Pacini Editore). Fu
Cosimo il Vecchio, figlio di Giovanni,

contribuì a mettere in moto il


a sfruttare le ricchezze familiari per
inserirsi nell’amministrazione della

Rinascimento a Firenze nel ’400


“città del giglio”, di cui tenne le redini
tra il 1434 e il 1464 promuovendo le
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ERICH LESSING/ALBUM/MONDADORI PORTFOLIO

/MONDADORI PORTFOLIO
IL BANCHIERE LA DAMA

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MONDADORI PORTFOLIO/DE AGOSTINI PICTURE LIBRARY

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MONDADORI PORTFOLIO/ELECTA/REMO BARDAZZI


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BRIDGEMAN IMAGES
LA MOGLIE
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IL MERCANTE DEL MERCANTE


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arti per dare lustro alla propria casata. del Fiore, consacrata nel 1436, la cui Piero), quando le istituzioni cittadine
«Cosimo sapeva che il mecenatismo immensa cupola, pensata per far invidia finanziarono la ricostruzione di molte
era un ottimo investimento, poiché al mondo, portava la firma di Filippo case in legno (soggette a frequenti
metteva in primo piano la sua famiglia Brunelleschi. «Quella brunelleschiana incendi), sostituite da abitazioni in
e induceva a parlarne con ammirazione, fu la stagione fondamentale della pietra e mattoni.
creando debiti di riconoscenza che in grande architettura pubblica fiorentina»,
politica non erano meno utili di quelli prosegue Cardini. «In una ventina d’anni, SOCIETÀ MULTIFORME. In ambito
economici», sottolinea Cardini. La infatti, egli progettò, edificò o riedificò sociale, la Firenze quattrocentesca era
fioritura di Firenze entrò così nel vivo e vari importanti monumenti tra cui il caratterizzata dalle cosiddette “Arti”, le
la città iniziò ad arricchirsi di molti dei portico dello Spedale degli Innocenti, la corporazioni che tutelavano e regolavano
suoi monumenti e palazzi. basilica di San Lorenzo e palazzo Pitti». i diversi mestieri. Tra tutte spiccava
Anche altri architetti iniziarono intanto a l’Arte della Lana, che esportava tessuti in
LA CITTÀ CAMBIA VOLTO. dare il loro meglio, chiamati dai Medici tutto il mondo, ma nel corso del secolo
Cosimo affidò a uno degli architetti più e da altre illustri famiglie della città. le maestranze fiorentine brillarono
acclamati del tempo, Michelozzo, i lavori Tra queste, oltre ai Pitti si distinsero i praticamente in ogni settore, spaziando
per la villa di famiglia a Careggi e per la Rucellai, a cui si dovette l’incarico a Leon dalla fusione dei metalli alla stampa.
nuova residenza nel cuore di Firenze: Battista Alberti per il completamento Le attività produttive e commerciali
l’odierno palazzo Medici Riccardi, la della facciata di Santa Maria Novella. caratterizzavano i quattro quartieri
cui edificazione iniziò nel 1444. Nel Il rinnovamento di Firenze passò in cui era divisa la città (Santa Maria
frattempo, dopo un concorso pubblico anche per gli edifici “popolari”, Novella, San Giovanni, Santa Croce e
bandito nel 1418, era stata completata soprattutto ai tempi di Lorenzo il Santo Spirito), ma Firenze esercitava
l’opera destinata a diventare l’emblema Magnifico (subentrato alla guida della il suo dominio anche sulla campagna
della città: la cattedrale di Santa Maria città nel 1469, dopo la morte del padre circostante. Tra i due territori c’era 

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Sponsor
illuminati
Sopra, l’affresco
nella cupola in Santa
Maria del Fiore

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commissionato dal

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Granduca Cosimo I
nel 1572. te
A destra, il portico
dello Spedale degli
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Innocenti la cui

MONDADORI PORTFOLIO
riedificazione fu
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affidata a Filippo
ri

Brunelleschi
(1377-1446).
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Giovanni, a giugno». Fu in particolare

Per sfoggiare il suo potere, oltre a


io

Lorenzo a fare di giostre e tornei eventi di


massa utili a sfoggiare il proprio potere.
@g

finanziare opere pubbliche, Lorenzo


In queste occasioni, la cittadinanza si
divideva in fazioni per tifare i cavalieri

organizzava giostre e tornei


in gara, assiepandosi festosa nei luoghi
deputati alla giostra.
Tutto ciò colpì l’attenzione di illustri
un flusso continuo, e molti contadini CLIMA DI FESTA. Nel tempo libero, letterati tra cui Agnolo Poliziano, che
facevano fortuna in città come mercanti chiuse le botteghe, i fiorentini amavano dedicò un intero poemetto (Stanze per
investendo poi i profitti in remunerative socializzare in strada e tra i passatempi la giostra) a un torneo del 1475 vinto
attività agricole. preferiti c’erano avvincenti tornei di da Giuliano de’ Medici (fratello del
A distinguere le varie categorie sociali scacchi. Trascorrevano anche molte ore Magnifico). A “distrarre” i cittadini vi
era in genere l’abbigliamento, che in chiesa, importante luogo della vita erano infine i banchetti pubblici, allietati
mutava a seconda della condizione quotidiana; i quartieri rivaleggiavano da rappresentazioni teatrali e intermezzi
economica, ma anche l’abbondanza di infatti nel mettere in piedi fastose musicali. Nonché il “calcio fiorentino”,
cibo a tavola. Se su quelle dei signori cerimonie sacre. A ciò si sommavano che esordì proprio tra ‘400 e ‘500.
si servivano selvaggina e spezie rare, i molti eventi ludici organizzati dai
su quelle del popolo vi erano spesso Medici, e così la routine dei cittadini FORTUNE POLITICHE. Per tenere
solo cereali, verdure e pane sciapo iniziò a essere interrotta sempre più le redini del potere e garantire a Firenze
(il sale era costosissimo e i fiorentini di frequente da momenti di festa. «La un ruolo di primo piano, i Medici
impararono a farne a meno), preparato Firenze quattrocentesca era allegra e puntarono su una raffinata diplomazia.
in casa, ma cotto nei forni pubblici giocosa», conferma Cardini. «I Medici E se Cosimo resse la Repubblica, ormai
cosicché le autorità potessero controllare, incoraggiarono l’organizzazione di divenuta Signoria, da dietro le quinte,
attraverso il suo consumo, le possibilità feste come quelle di Carnevale e di manovrando le altre famiglie e inserendo
economiche di ogni famiglia, stabilendo Calendimaggio, oltre a incentivare persone di fiducia nel Consiglio dei Cento
poi tassazioni ad hoc. solennità pubbliche come quella di San e nel Priorato delle Arti (principali organi
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La città del giglio
L o stemma di Firenze è un giglio stilizzato.
Un’immagine molto frequente in araldica,
prima come simbolo mariano e poi di
regalità. Nel caso specifico, si parla di “giglio
bottonato”, rappresentazione di un iris con
tre grandi petali intervallati da due sottili.
Circa il suo utilizzo, molti studiosi lo fanno
risalire al fatto che le campagne attorno alla
città abbondino di iris, fiore chiamato anche
“giaggiolo”. Da ciò deriverebbe il nome stesso
di Firenze, fondata dai Romani nel I secolo
a.C. come Florentia (un’altra teoria chiama in
causa la dea Flora).
Adozione medievale. L’adozione del giglio
come stemma ufficiale risale all’XI secolo,
quando apparve sulle insegne dei fiorentini
partiti per la prima crociata (1096-1099).
Dopodiché la tradizione si consolidò con la
nascita della Repubblica e l’emblema assunse
le caratteristiche odierne, con un giglio rosso
su sfondo argento (sotto, il fiore di Firenze,
Simbolo opera di Luca della Robbia del 1463).
immortale
La cattedrale di
Santa Maria del
Fiore. L’immensa
cupola, diventata

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emblema della

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città, fu realizzata
dall’archistar
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Filippo Brunelleschi
in seguito a un

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concorso indetto
dalla corporazione
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dell’Arte della lana,


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i commercianti più
potenti di Firenze.
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di governo, affiancati dal gonfaloniere organismi. Nel 1490 i membri furono riuscendo a imporsi quale mediatore tra
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di Giustizia e dal podestà), Lorenzo si quindi ridotti a 17. forze contrastanti», spiega Cardini. «Fu
pose invece al centro della scena. Già Il Magnifico si attirò così anche qualche abile a rafforzare un’intesa con la Milano
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nominato membro a vita del Consiglio dei critica, soprattutto da parte del frate sforzesca e con la Napoli aragonese, al fine
Cento, avviò un’opera di accentramento domenicano Girolamo Savonarola, che di contenere le velleità espansionistiche del
del potere che lo portò nel 1480 a denunciò la corruzione e il vizio dilaganti papato e di Venezia, garantendo in questo
creare un nuovo Consiglio, detto dei nella Firenze medicea. «Dal punto di vista modo un prolungato periodo di pace sia
Settanta, composto solo da suoi fidati, economico, l’amministrazione di Lorenzo alla sua città sia al resto della Penisola».
concentrando in esso ogni decisione non fu in effetti ottimale, ma egli brillò Gli stilemi rinascimentali emersi a
governativa a scapito dei preesistenti senza dubbio per le qualità diplomatiche, Firenze influenzarono varie altre corti
italiane, a partire da quella pontificia (nel
1513 fu eletto il primo dei tre papi Medici,
/MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMANART

Leone X, figlio di Lorenzo).


In questo prospero contesto, la notte
del 5 aprile 1492 un fulmine frantumò il
grande globo dorato posto sulla cupola
di Santa Maria del Fiore, già simbolo per
eccellenza della “culla del Rinascimento”.
Molti pensarono a un brutto presagio, a
una sorta di inizio della fine, e così fu:
tre giorni dopo, Lorenzo de’ Medici morì
nella sua villa di Careggi (a sinistra).
Dopo il lutto (a cui seguì il ripristino delle
istituzioni repubblicane), Firenze non
tornò più agli antichi fasti, ma poteva
ormai vantare un’eredità culturale e
artistica senza pari. •
43
S
PRIMO PIANO

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Mitici fatti
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Cosimo il Vecchio (1389-1464) rientra


a Firenze dall’esilio, in un affresco
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cinquecentesco di Giorgio Vasari.


Nella pagina accanto, lo stemma
dei Medici: le sei palle sarebbero
le impronte lasciate dalla clava del
gigante Mugello sullo scudo del mitico
progenitore Averardo.

I MEDICI
storia di una
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S
DINASTIA
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Non avevano nobili natali, ma i Medici usarono


diplomazia e arguzia per costruire il loro “impero”.
di Massimo Manzo
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I
ntraprendenza, fiuto per gli affari,
capacità diplomatiche: grazie a
queste abilità i Medici, che pure
non vantavano tra i propri antenati
nobili blasonati o brillanti condottieri,
riuscirono a “farsi da soli”, costruendo
un’immensa fortuna e diventando
in meno di un secolo la dinastia più
influente del Rinascimento. Tutto
questo, tramite il commercio X
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
Come una holding
A differenza della maggior parte
delle banche del ’300, come quelle
dei Bardi e dei Peruzzi, la banca Medici
era organizzata come una holding,
con filiali formalmente autonome,
dotate di propri amministratori e
registri contabili. Questa struttura
permetteva di recuperare le perdite
ed evitare che gravassero su tutta
la società, a patto di scegliere
amministratori capaci.
Verso il crac. Le prime filiali ad
andare in crisi, in seguito a prestiti
avventati o a cattiva gestione, furono
quelle di Londra, Lione e Bruges. La
situazione precipitò poi sotto Lorenzo,
che sperperò cifre immense e fu poco
attento nella scelta dei collaboratori.
Nonostante gli sforzi, il suo maggiore
assistente, Francesco Sassetti, non
riuscì infatti a evitare ruberie e frodi
in varie filiali. Non bastasse, ad
accelerare il collasso della banca fu
il deterioramento dei rapporti tra

f2
Lorenzo e la Chiesa, che diminuì
sensibilmente gli introiti.

pd
te
La fortuna
v is

della famiglia si
ri

fondò all’inizio
ie

su commercio e
al
rn

attività bancarie
io
@g

e l’attività bancaria, in una Firenze era una famiglia proprietaria di vari abitanti della città e le floride banche
in pieno fermento. immobili e cominciava a farsi largo tra dei Bardi e dei Peruzzi, due dei più
le file della borghesia fiorentina. importanti istituti bancari fiorentini,
NUOVI ARRIVATI. Le origini della «I Medici erano mercanti, oltre che erano fallite lasciando spazio per
famiglia Medici rimangono in parte banchieri, e all’estero reperivano merci l’ascesa di nuove, ambiziose famiglie. Il
oscure, anche se la propaganda non di vario genere che procuravano a salto di qualità arrivò subito dopo, tra
mancò di costruirvi attorno un alone clienti facoltosi: arazzi, carta da parati, il XIV e il XV secolo, per merito di un
mitico. La leggenda più suggestiva li quadri, candelieri, libri manoscritti, uomo geniale: Giovanni de’ Medici.
fa discendere da un eroico cavaliere argenteria, gioielli, schiavi», racconta lo
al seguito di Carlo Magno, Averardo storico Tim Parks nel libro La fortuna BANCHIERI DEI PAPI. Nato nel
de’ Medici, distintosi per aver ucciso dei Medici (Mondadori). «Speculavano 1360 da Averardo de’ Medici, detto
Mugello, un gigante che infestava comprando carichi di allume, lana, Bicci, e Piccarda de’ Bueri, Giovanni
le campagne di Firenze. I segni dei spezie, mandorle, seta, trasportandoli in non ereditò grandi ricchezze, ma aveva
colpi inferti dal mostro sullo scudo di tutta Europa e vendendoli a un prezzo un innato talento imprenditoriale. La
Averardo avrebbero originato le celebri più elevato». Iscritti alla prestigiosa Arte sua avventura era cominciata con il
“palle” dello stemma di famiglia. Favole del Cambio, che raggruppava banchieri, trasferimento a Roma, dove nel 1385 fu
a parte, è certo che i Medici fecero cambiavalute e commercianti di metalli assunto insieme al fratello Francesco
il loro ingresso nella Storia nel 1201, preziosi, nel corso del Trecento i Medici nella filiale romana della banca di
quando tra i rappresentanti del Comune parteciparono con alterne vicende alle un lontano parente di nome Vieri di
di Firenze viene menzionato un certo lotte intestine di Firenze, ricoprendo Cambio de’ Medici. Passarono appena
Chiarissimo, figlio di Giambuono de’ vari incarichi pubblici. Erano anni dodici anni, e nel 1397 Giovanni poté
Medici, capostipite della casata. Già turbolenti: nel 1347, una devastante tornare a Firenze con un bel gruzzolo
all’inizio del secolo seguente, la loro epidemia di peste aveva dimezzato gli e fondare il proprio istituto bancario, 

46
S
MONDADORI PORTFOLIO
Generazioni
A sinistra, il padre di
Cosimo de’ Medici, il
primo signore de facto di
Firenze. Sotto, il figlio.

GIOVANNI DI BICCI

MONDADORI PORTFOLIO
f2
PIERO IL GOTTOSO

pd
te Status Symbol
Nel tondo a sinistra, in
is

un quadro del 1488 di


Botticelli un nobiluomo
v

mostra un medaglione

AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
ri

con il profilo di Cosimo il


Vecchio. Fu lui a volere la
ie

ristrutturazione della Villa


Medicea di Cafaggiolo
al

(più a sinistra, in un’opera


cinquecentesca di Giusto
rn

Utens), che sorge nel


io

cuore del Mugello.


@g

Incontri al vertice
In un quadro dell’800, Caterina de’ Medici (1519-1589)
riceve il futuro re di Francia Enrico IV (1553-1610): Enrico
sposò in prime nozze la figlia di Caterina, Margherita, e poi
un’altra Medici, Maria.
MONDADORI PORTFOLIO

47
S
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
Quella dei Medici fu una
““ccriptosig
iptosignoria”: ggo
overnavano

f2
Firenze ma senza cariche ufficiali

pd
te
in società con Benedetto di Lippaccio,
is
appartenente alla famigliia Bardi, e
Gentile di Baldassarre Bo oni. «Nei
MONDADORI PORTFOLIO

ventitré anni che seguirono, fino al


ri

1420, quando Giovanni ssi ritirò dagli


ie

affari, la banca realizzò n nel complesso


un guadagno di 152.820 fiorini, di cui al 1415, quando venne deposto e
al

tre quarti spettanti direttamente a lui», incarcerato (fu lo stesso Giovanni di


spiega Parks. «Occorre teenere presente Bicci a pagare la sua scarcerazione).
rn

che per costruire un palaazzo di tutto Ciò nonostante, i Medici erano ormai
io

rispetto bastavano mille fiorini e che diventati a pieno titolo i “banchieri


la maggior parte dellaa popolazione dei papi” e per buona parte XV secolo
@g

fiorentina era troppo o povera per i pontefici continuarono a utilizzarli


versare anche un so olo fiorino di come finanziatori.
tasse».
Giovanni fece afffari anche con GRANDI MANOVRE. A detta di
la Chiesa, che a q quell’epoca Machiavelli, Giovanni di Bicci “non
viveva lo Scisma d’Occidente, domandò mai onori ed ebbegli tutti;
divenendo il princcipale morì ricchissimo di tesoro ma più di
finanziatore di u un ambizioso buona fama e di benevolenza”. Alla sua
cardinale: Bald dassare Cossa. scomparsa, nel 1429, la palla passò al
Eletto al soglio pontificio primogenito Cosimo, la cui entrata in
nel 1410 con iil nome di scena segnò la definitiva “scalata” del
Giovanni XX XIII, questi casato. Oltre a trasformare la banca in
affidò alla banca di un’autentica holding internazionale
Giovanni di Bicci la con filiali a Roma, Venezia, Bruges,
r scossion
ri ne delle decime, Parigi, Londra (v. riquadro nelle
chiedend dogli ingenti pagine precedenti), mantenendo
prestiti e depositando inoltre botteghe di produzione di
grandi cifre
c presso il seta e lana, Cosimo si dimostrò un
suo istituto. Cossa abilissimo “manovratore” e sfruttò le
era tutttavia un sue ricchezze per tirare le fila della
“antip papa” e regnò politica fiorentina. Non fu facile: anche
in conntemporanea se i Medici erano molto popolari tra il
ad altri due “popolo minuto”, che comprendeva
MARIA DE’ MEDICI ponttefici fino artigiani, salariati e plebe, continuavano
Sulla breccia
In un quadro
Le pedine
settecentesco, una visita
al granduca di Toscana
Gian Gastone de’ Medici,
U no degli aspetti che permise
ai Medici di scalare le vette del
potere fu la capacità di imparentarsi
ultimo membro della con i rampolli di prestigiose casate
dinastia morto nel 1737. italiane ed europee. Per accreditarsi
Nella pagina accanto, in tra le famiglie che contavano
alto, Cosimo I de’ Medici, a Firenze, già Giovanni di Bicci
incoronato granduca di combinò le nozze tra il figlio Cosimo
Toscana da papa Pio V il e Contessina, appartenente all’illustre
5 marzo 1570. In basso, famiglia Bardi (sotto, su una medaglia
un’altra Medici, Maria, del Settecento). Qualche decennio
moglie di Enrico IV. più tardi, con il matrimonio tra
Lorenzo e Clarice Orsini (1468), la
casata “uscì” da Firenze, legandosi a
una delle dinastie più potenti della
penisola.
Regine volitive. Tra il XVI e il XVII
secolo, ormai diventati a pieno titolo
una stirpe principesca, i Medici si
imparentarono, tra gli altri, con
gli Asburgo, i Savoia, i Borbone e i
Valois, vedendo due loro esponenti
sul trono di Francia: Caterina,
discendente in linea diretta del

f2
Magnifico e sposa di Enrico II (1547),
e Maria de’ Medici, unitasi a Enrico IV

pd
di Borbone (1600). Entrambe furono
te particolarmente attive, e dopo la

MONDADORI PORTFOLIO
morte dei rispettivi mariti ressero
personalmente le redini del regno di
is

Francia, influenzandone la politica.


v
ri
ie

a essere invisi ad antiche famiglie Oltre alla gotta, ereditò infatti la banca.
al

oligarchiche come gli Strozzi e gli «Si ritrovò padrone della banca, ma
Albizzi, le quali nel 1433 riuscirono non vi erano motivi costituzionali per
rn

persino ad arrestare ed espellere giustificare il suo subentro nel ruolo


io

Cosimo da Firenze con l’accusa di chiave svolto da Cosimo nello Stato


tramare contro la repubblica. fiorentino», chiosa Parks. «Fragile,
@g

L’esilio durò però appena un anno: costretto a letto e di indole irascibile,


richiamato in città a furor di popolo, era più risoluto ed efficiente dei suoi
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

per i successivi trent’anni Cosimo avversari repubblicani e diresse la


arrivò a controllare ogni ganglio dello baracca per cinque anni, dal 1464 al
Stato, pur non assumendo formalmente 1469». A raccoglierne l’eredità, appena
i pieni poteri. Tramite clientele, favori ventenne, fu il figlio maggiore Lorenzo,
e corruzione, piazzò suoi fedelissimi passato alla Storia con l’appellativo
nelle principali istituzioni, liquidò gli di Magnifico, che nei successivi
avversari e accrebbe la sua popolarità ventitré anni governò Firenze come
abbellendo Firenze con splendidi un Signore assoluto, facendone la
monumenti commissionati ad artisti capitale del Rinascimento. Concentrato Le glorie della famiglia non erano
del calibro di Donatello, Leon Battista nell’ottenere tali straordinari successi finite: riammessi a Firenze nel 1512, nei
Alberti, Michelozzo, Brunelleschi. politici e culturali, sperperò peraltro decenni successivi i Medici sfornarono
Modesto, colto e frugale, alla sua morte somme immense e tralasciò la gestione ancora personaggi illustri, tra cui, nel
fu nominato “padre della patria” e finanziaria della banca, che sotto di XVI secolo, un figlio e un nipote del
sempre a detta di Machiavelli “fu con lui si avviò sul sentiero del fallimento, Magnifico, diventati papi con i nomi
pompa grandissima da tutti i cittadini dichiarato due anni dopo la sua morte di Leone X e Clemente VII, il primo
alla sepultura accompagnato”. (avvenuta nel 1492). Si aprì allora un granduca di Toscana Cosimo I (1519-
capitolo di grave crisi, che portò alla 1574) e tre regine di Francia, Caterina,
NASCE LA DINASTIA. Tormentato cacciata dalla città del primogenito di Margherita e Maria. L’avventura terminò
dalla gotta, male ereditario in famiglia, Lorenzo, Piero il Fatuo, incapace di solo nel 1737 con la morte del granduca
il successore di Cosimo, Piero (detto opporsi all’invasione del re francese Gian Gastone, ultimo esponente di una
appunto il Gottoso), rafforzò la Carlo VIII e all’ostilità dell’intransigente dinastia che aveva legato per oltre tre
“criptosignoria” dei Medici sulla città. Girolamo Savonarola. secoli il suo nome a quello di Firenze. •
49
S
PRIMO PIANO

f2
pd
te
v is
ri
ie
al

Il grande (e astuto)
rn
io
@g

MECENATE
Il “Magnifico” investì il suo
“A
mmetteva nel gruppo
dei suoi famigliari
patrimonio per attorniarsi di tutti quelli di cui aveva
riconosciuto le doti
letterati, poeti e artisti. Ma non si naturali o il talento artistico, li trattava
con generosità, li accarezzava e non
trattò solo di mecenatismo: li lasciava mai”. Con queste parole
Niccolò Valori, politico e letterato
era un’abile mossa politica. fiorentino contemporaneo di Lorenzo
il Magnifico, sintetizzò l’attitudine
di Federica Campanelli di quest’ultimo a circondarsi di
50
S
ERICH LESSING/ALBUM/MONDADORI PORTFOLIO
f2
pd
te
v is
ri
ie
al
rn
io
@g

Vita da simposio
Quadro ottocentesco
ambientato nella
villa di Careggi, il
4 novembre 1474.
Lorenzo de’ Medici
circondato dai “suoi”
letterati celebra
l’anniversario della
nascita di Platone.

artisti, contribuendo così a donare a di Firenze, tra cui Palazzo Medici TALENT SCOUT. Nei suoi oltre
Firenze la sua “età dell’oro”. Eppure, Riccardi, che racchiude la Cappella dei vent’anni di governo della Signoria
come sottolinea molta storiografia Magi affrescata da Benozzo Gozzoli. (1469-1492), il Magnifico si dedicò
contemporanea, il suo mecenatismo Appassionato di cultura umanistica, alla protezione di artisti ed eruditi così
non è paragonabile a quello del fu Cosimo a patrocinare la fondazione come avevano fatto i suoi avi, ma a
padre Piero o del nonno Cosimo il dell’Accademia neoplatonica, differenza loro portò avanti una politica
Vecchio, l’esponente della famiglia cenacolo di dotti e letterati presieduto culturale in cui le committenze dirette
Medici che più di tutti si prodigò nel dal filosofo umanista Marsilio Ficino. – che comunque vi furono – giocarono
finanziare artisti e architetti per dar Il ruolo di Lorenzo come mecenate un ruolo secondario. Nel complesso,
lustro alla città. È a lui che si devono è dunque una leggenda? come annotava il Valori, Lorenzo fu un
infatti molti monumenti ed edifici Tutt’altro... “aggregatore” di talenti: «Ciò appare 

51
S
Lorenzo accolse
tra i suoi
protetti anche
Michelangelo,
che visse a corte
fino alla morte
del Magnifico
chiaro dal tipo di protezione che egli
riservava a filosofi, artisti e letterati, ai
quali amava presentarsi in qualità di
amico, consigliere e collega, più che
come principe che concede sovvenzioni
in cambio di servitù cortigiana»,
conferma Giovanni Delle Donne, autore

f2
del saggio Lorenzo il Magnifico e il suo

pd
tempo (Armando Editore). «Inoltre,
fu egli stesso un letterato, s’interessò te
alle dottrine filosofiche e fu un grande
collezionista di oggetti antichi».
is

Talenti da esportazione
Lorenzo era un uomo di cultura Il Magnifico “sponsorizzò” Botticelli
v

a tutto tondo e, piuttosto che un anche a Roma, dove, tra il 1480 e il


ri

mecenate nel senso classico del 1482, l’artista fu impegnato, tra le altre
termine, preferì considerarsi un cose, nella realizzazione di questo
ie

intenditore d’arte. In questa veste, affresco intitolato Punizione dei ribelli


al

tentò di dare una specifica direzione per la Cappella Sistina.


alla produzione artistica fiorentina,
rn

preoccupandosi in prima persona della


io

formazione di pittori e scultori.


delle botteghe fiorentine, che gli Palazzo Medici, dove il giovane artista
@g

IL MAGNIFICO GIARDINO. permise di entrare in confidenza con soggiornò per almeno due anni.
L’esempio più nobile del mecenatismo artisti dello spessore di Antonio del
di Lorenzo si riscontra nella fondazione Pollaiolo, Andrea del Verrocchio, ARTISTI “AMBASCIATORI”.
della cosiddetta “Scuola del giardino Domenico Ghirlandaio e Sandro Prima di Michelangelo, Lorenzo aveva
di San Marco”, considerata la prima Botticelli, il pittore mediceo per attratto nella propria orbita anche
Accademia di Belle Arti d’Europa. eccellenza (vedi riquadro in alto a Leonardo da Vinci, ma si trattò di una
Si trattava di un laboratorio aperto destra). «Negli ultimi anni della vita frequentazione breve, iniziata intorno al
a giovani talenti, che si trovava fra di Lorenzo, entrò a far parte della 1479 e conclusasi già nel 1482, quando
Palazzo Medici e piazza San Marco, cerchia delle persone a lui vicine anche il maestro toscano si trasferì presso la
dove Lorenzo conservava la propria un giovane Michelangelo Buonarroti, corte milanese di Ludovico il Moro.
collezione di sculture antiche. «Il che all’età di 12 anni era entrato nel Anzi, pare proprio che sia stato Lorenzo
giardino di San Marco, fondato dopo laboratorio del Ghirlandaio imparando a raccomandarne la partenza.
il 1475, aveva lo scopo di offrire la le tecniche del disegno fiorentino», Possibile che se lo sia fatto
possibilità di acquisire una formazione prosegue lo storico. «E quando il “scappare”? In realtà faceva parte
più vasta e accurata di quella che si Magnifico gli chiese di indicargli della politica del Magnifico, che per
riceveva nelle botteghe tradizionali», qualcuno fra i suoi migliori allievi, per affermare il primato culturale di Firenze
racconta Delle Donne. «Gli allievi inserirlo nella scuola di San Marco, il nel panorama italiano permetteva
potevano esercitarsi copiando i modelli Ghirlandaio fece tra gli altri proprio ai “suoi” artisti di lavorare anche in
antichi e imparando le “regole” della il nome del Buonarroti». Fu così che altri centri, così da diffondere lo stile
tradizione classica, sotto la direzione Michelangelo entrò nel “giardino”, fiorentino e portare in alto il nome della
dello scultore Bertoldo di Giovanni, ricevendovi la sua prima formazione città. Già nel 1481, su richiesta di papa
discepolo di Donatello». come scultore. Ma il Magnifico gli offrì Sisto IV, aveva inviato a Roma un folto
Altra peculiarità del Magnifico fu lo un’ulteriore opportunità, aprendogli nel gruppo di pittori per affrescare le pareti
stretto rapporto col vivace ambiente 1490 le porte della propria residenza a della Cappella Sistina. Si trattava di 

52
S
Botticelli, maestro
di propaganda
U no tra gli artisti più rappresentativi
dell’epoca d’oro di Firenze fu
Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi
(1445-1510), meglio noto come
Sandro Botticelli, pittore strettamente
legato alla famiglia Medici. Per loro
realizzò infatti molti ritratti e opere
di “propaganda”, venendo tra l’altro
incaricato, dopo la congiura dei Pazzi
del 1478, di dipingere le effigi dei
cospiratori sulle pareti di Palazzo
Vecchio, secondo l’antica usanza
della cosiddetta “pittura infamante”,
finalizzata a infangare pubblicamente
i condannati. Raggiunta la piena
maturità artistica, Botticelli divenne
quindi il migliore interprete degli ideali
di bellezza, amore e armonia promossi
dal neoplatonismo rinascimentale, e
capolavori quali la Primavera (1480
circa) e la Nascita di Venere (1485 circa)
ne sono il massimo esempio.
Tutto in famiglia. Contrariamente a

f2
quanto creduto per molto tempo, a

pd
volerli non fu Lorenzo de’ Medici, ma il
te cugino Lorenzo di Pierfrancesco, detto
“il Popolano”. L’unica committenza
certa del Magnifico riguarda gli

AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
is

affreschi della villa dello Spedaletto,


vicino a Volterra, dove Botticelli lavorò
v

con un’équipe di artisti di primo


ri

livello tra cui Perugino, Ghirlandaio


e Filippino Lippi. Purtroppo, di quel
ie

ciclo decorativo non rimane più nulla.


al
rn
io
@g

La musa del Rinascimento


Giuliano e Lorenzo de’ Medici
presentano a Botticelli la
nobildonna Simonetta Vespucci che
PAINTERS/ALAMY/IPA

diverrà la musa dell’artista.


La sacra famiglia
La Cavalcata dei Magi,
dipinta nel 1459 da
Benozzo Gozzoli nella
cappella di Palazzo
Medici Riccardi, ritrae in
realtà il corteo dei Medici
guidato da Lorenzo,
seguito dal padre Piero e
dal nonno Cosimo.

f2
pd
te
v is

AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
ri
ie
al
rn
io

Il filosofo Marsilio Ficino, massimo esponente del


@g

neoplatonismo, chiamò Lorenzo “figlio del Sole”


Botticelli, Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, Poliziano, affiancati dai filosofi Marsilio agli scritti burleschi e disimpegnati.
Piero di Cosimo e Luca Signorelli, Ficino e Giovanni Pico della Mirandola, Di sua invenzione sono i Canti
tutti fiorentini o comunque formatisi a i quali rielaborarono in chiave cristiana carnascialeschi, componimenti metrici
Firenze. Qualche anno dopo partì anche l’antico neoplatonismo. Con la sua che venivano musicati in occasione
il Verrocchio, per lavorare a Venezia, esclusiva corte di letterati, il Magnifico delle feste di carnevale cittadine, molto
mentre il Pollaiolo, che il Magnifico amava ritirarsi nella villa di campagna amate dal popolo fiorentino.
definiva “il principale maestro di a Careggi, dialogando di filosofia, Il più famoso di questi è senz’altro Il
questa città”, si recò a Roma. Persino amore e poesia, proprio come in un Trionfo di Bacco e Arianna, vero inno
il suo architetto preferito, Giuliano antico simposio greco. Quest’ambiente alla giovinezza e ai piaceri della vita.
da Sangallo, fu raccomandato al re di ebbe un forte ascendente sulla sua Il suo incipit lo conosciamo tutti:
Napoli. Insomma, Lorenzo usava gli formazione, tanto che non fu solo “Quant’è bella giovinezza, che si fugge
artisti come “ambasciatori” culturali. abile nel patrocinare le arti, ma anche tuttavia! Chi vuol esser lieto sia, di
un uomo di lettere e un prolifico doman non c’è certezza”. Il principe
POETA TRA I POETI. Nell’esclusiva compositore di versi. di Firenze lo scrisse in occasione del
rete di amicizie del Magnifico, prima Sempre pronto a sperimentare Carnevale del 1490, due anni prima
ancora che gli artisti, trovarono posto nuovi stili, il “Lorenzo poeta” spaziò di morire (a soli 43 anni), come se
i maggiori esponenti della cultura tra generi molto diversi, passando sentisse l’urgenza di cantare l’amore
umanista fiorentina: su tutti, i poeti dalla poesia colta alle rime d’amore e le altre gioie terrene finché ne aveva
Luigi Pulci e Agnolo Ambrogini, detto d’ispirazione dantesca, fino ad arrivare ancora la possibilità. •
54
S
Il principe degli
ARTISTI
Tra dipinti, sculture, ville e collezioni private che
poi diventeranno opere aperte al pubblico: ecco la
“magnifica” eredità che ci ha lasciato Lorenzo.
di Federica Campanelli

D
al nonno Cosimo, Lorenzo sua passione per le opere dal gusto di alcuni piccoli e grandi capolavori
de’ Medici, non aveva anticheggiante, le lussuose dimore, le che mostrano l’essenza del mondo del
ereditato solo l’intuito costosissime collezioni e gli animali Magnifico, con un occhio particolare
politico, ma anche l’amore esotici seppe stupire come pochi altri al suo rapporto con il potere politico, il
per le lettere e le arti. Infatti con la i suoi contemporanei. Ecco la storia denaro e gli artisti. •

f2

BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO


pd
Senza badare COLLEZIONISMO
te
a spese
is

L a cosiddetta“Tazza Farnese”,
v

coppa ellenistica del II secolo


ri

a.C., fu probabilmente l’oggetto


più costoso appartenuto al
ie

Magnifico. Come è noto, il


Signore di Firenze aveva una
al

passione per il collezionismo di


opere d’arte antica, per il quale
rn

non lesinava i denari di famiglia.


Dall’inventario stilato dopo la
io

sua morte, scopriamo infatti


@g

che la tazza Farnese (dal nome


dell’ultimo proprietario, Ottavio
Farnese, che la ereditò nel 1537)
aveva il valore di ben 10mila
fiorini.
Spendaccione. Una cifra
astronomica, se pensiamo che
gli altri oggetti della collezione,
tra vasellame, statuette antiche,
pietre preziose e cammei,
erano stati valutati dai 400 ai
mille fiorini. Questo dà l’idea
non solo del prestigio della
coppa, che il Magnifico amava
chiamare “schodella nostra”, ma
soprattutto dell’enorme stima
di cui godevano i manufatti
antichi rispetto alle opere
contemporanee. Basti pensare
che il prezzo pagato a un pittore
affermato per una pala d’altare si
aggirava intorno ai 70-100 fiorini,
e che un ciclo di affreschi dalle
dimensioni monumentali, come
quello che il Ghirlandaio realizzò La Tazza Farnese, realizzata in
per i Tornabuoni nella cappella agata sardonica (II secolo a.C.),
maggiore di Santa Maria Novella, si trova oggi al Museo
costava meno di mille fiorini. archeologico di Napoli.
55
S
PITTURA
Tra mito e poesia
T utta la passione di Lorenzo de’ Medici
per l’antico e per l’arte poetica è
racchiusa in questa tavoletta dal titolo
suggeriscono forti legami con la figura di
Lorenzo e soprattutto con il suo ruolo di
“principe delle arti” e letterato.
Un nome, una garanzia. La presenza
di questo personaggio ha un ulteriore
significato che avvalora la committenza
Apollo e Dafni (un tempo nota come Apollo Apollo è infatti la divinità che presiede medicea: Dafni è il corrispettivo maschile
e Marsia), dipinta da Pietro Vannucci, detto a tutte le arti e alla poesia, mentre Dafni di “Dafne”, che in greco significa “alloro”,
il Perugino, intorno al 1490. Non si sa è il giovane pastorello che, secondo la “lauro”, da cui deriva il nome “Lorenzo”.
con certezza chi sia stato il committente mitologia greca, inventò la poesia bucolica, Dafni era il soprannome con cui l’umanista
dell’opera, ma i soggetti rappresentati genere letterario molto amato. Naldo Naldi chiamava il Magnifico.

BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO


Il Perugino attinse
alla mitologia greca
per celebrare il
signore di Firenze

f2
“principe delle arti”

pd
te
v is
ri
ie
al
rn
io
@g

Il dipinto Apollo e Dafni di


Pietro Vannucci, detto il
Perugino (1490 ca.), è al
Louvre di Parigi.

56
S
PETER HORREE/ALAMY/IPA
f2
pd
te
v is
ri
ie
al
rn
io
@g

Il Magnifico riceve
l’omaggio degli
ambasciatori, di
Giorgio Vasari con
l’aiuto di Marco da
Faenza. L’affresco
(1556 ca.) si trova
a Firenze, a Palazzo
Vecchio, nella Sala
di Lorenzo.

La giraffa d’Egitto
P ur non essendo un signore de iure,
Lorenzo de’ Medici ebbe una tale
influenza politica da godere degli onori
suscitò molto clamore: l’11 novembre
1487, l’ambasceria del sultano d’Egitto
Qaytbay portò in dono alcuni animali
esemplare visto in Italia fin dai tempi
dell’antica Roma.
“Pet friendly”. Il Magnifico, grande
di un vero sovrano, anche presso le corti esotici, tra cui un “camelopardo”, nome col amante di specie rare ed esotiche, trasferì
estere. A celebrarne le doti diplomatiche fu quale i fiorentini chiamavano la giraffa. la giraffa in una fattoria ben attrezzata fra
tra gli altri Giorgio Vasari, autore nel 1556 di La presenza di questo animale negli zoo Poggio a Caiano e Prato, ma, nonostante
un ciclo d’affreschi a Palazzo Vecchio dove di corte non era una novità, ma in pochi gli sforzi per tenerla in vita, il 2 gennaio
spicca la scena in cui il Magnifico riceve un prima di allora avevano avuto modo 1488 l’animale morì. Si dovranno
omaggio da parte degli ambasciatori. di vederne una. Anzi, si ritiene che il aspettare 300 anni per rivedere un altro
Il dipinto rievoca una vicenda storica che “camelopardo di Lorenzo” sia stato il primo “camelopardo” in Europa.
57
S
La villa “all’antica”
C ommissionata dal Magnifico a
Giuliano da Sangallo intorno
al 1480, la Villa di Poggio a
Caiano (Prato) è la più celebre
fra le residenze medicee ed è
considerata il prototipo della
villa rinascimentale. Per staccare
dalla routine degli impegni
politici, Lorenzo desiderava avere
un luogo dove potersi ritirare
con la sua cerchia di umanisti e
dedicarsi alla contemplazione
e allo studio. In pratica,
immaginava un soggiorno
che ricalcasse il modello della
villeggiatura romana, in cui nobili
e aristocratici si dedicavano
all’otium. Il Sangallo, quindi,
progettò una residenza senza
funzioni militari (com’era invece
il classico castello medievale), La villa di
riccamente adornata di elementi Poggio (sopra,
classicheggianti, immersa nel in un dipinto
verde e riservata solo ai piaceri

f2
seicentesco),
del corpo e della mente. insieme ad altre
Troppo tardi. Purtroppo,

pd
11 ville medicee in
Lorenzo non riuscì a vederla 1494, il cantiere subì una battuta Magnifico (e futuro papa Leone Toscana, fa parte
completata: morì prima che d’arresto durata fino al 1512, X), riprese le redini della città. La
te del Patrimonio
i lavori terminassero. Con la anno in cui il cardinale Giovanni villa tanto desiderata da Lorenzo Unesco.
cacciata dei Medici da Firenze, nel
is
de’Medici, secondogenito del sarà quindi terminata nel 1520.
v

ARCHITETTURA E CULTURA
ri
ie

La biblioteca
al

“domestica”
rn

dei Medici
io

L a passione per il collezionismo


@g

del Magnifico non si limitava


agli oggetti d’antiquariato:
buona parte dei suoi investimenti
furono mirati anche all’acquisto
di libri e al finanziamento di
manoscritti da destinare alla
“libreria domestica”, la futura
Biblioteca Laurenziana.
Bibliofili. Il nucleo originario
si era formato grazie a Cosimo
il Vecchio intorno al 1418, ma
a dare il contributo decisivo fu
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO (2)

Lorenzo, che sognava di istituire


una ricca biblioteca di corte. Alla
cacciata dei Medici la “libreria
domestica” fu prima confiscata,
poi venduta e infine trasferita a
Roma con Giovanni de’ Medici,
alias papa Leone X. Durante il
“soggiorno” romano, la collezione
si arricchì quindi di nuovi codici, La Sala di lettura
finché nel 1522, il cardinale Giulio basilica di San Lorenzo. Dopo Oggi. La biblioteca conta circa della Biblioteca
de’ Medici (poi papa Clemente decenni di lavori, l’11 giugno 11mila codici manoscritti, 68mila Laurenziana,
VII) la fece riportare a Firenze, 1571, sotto il governo di Cosimo volumi a stampa, 406 incunaboli progettata da
affidando a Michelangelo I, la biblioteca fu ufficialmente (i primi testi stampati a caratteri Michelangelo
Buonarroti la progettazione di aperta al pubblico col nome di mobili) e la maggiore collezione Buonarroti e
una biblioteca nei chiostri della “Medicea Laurenziana”. italiana di papiri greco-egizi. inaugurata nel 1571.

58
S
Testa di fauno vecchio di Talento precoce
Michelangelo Buonarroti
(1489). L’originale è
perduto, forse distrutto È forse la scultura meno nota del
Buonarroti, eppure la sua genesi
testimonia sia il genio precoce
fauno vecchio, opera in marmo
(oggi perduta) databile al 1489.
Michelangelo la realizzò quando,
Una vena di follia. Quando
Lorenzo lo vide, fece notare
che la bocca di un anziano non
dal Savonarola dopo la
cacciata dei Medici. Una del maestro toscano sia l’abilità quattordicenne, era apprendista poteva essere così perfetta,
copia, poi trafugata dai di Lorenzo il Magnifico nel saper presso la “Scuola del giardino così Michelangelo la rimodellò
nazisti, si trovava al Museo cogliere le qualità di un artista: di San Marco” (vedi articolo facendo saltare gli incisivi a colpi
del Bargello. si tratta della cosiddetta Testa di precedente), copiando una scultura di scalpello. Tempo dopo, Lorenzo
antica della collezione privata rivide il fauno “sdentato” e ne
del Magnifico. Secondo quanto rimase così entusiasta da ospitare
narrato dalle fonti, il ragazzo non Buonarroti nella propria casa a
si limitò a riprodurre fedelmente il Palazzo Medici, contribuendo ad
modello, ma lo scolpì con la bocca avviare la sua carriera.
leggermente aperta, con tanto di
lingua e dentatura.
TRACY CARNCROSS/ALAMY/IPA

f2
Ercole e Anteo, la

pd
statuetta in bronzo
del Pollaiolo (1475), è
te
conservata al Museo
del Bargello di Firenze.
v is
ri

Michelangelo si guadagnò un
ie

posto d’onore a Palazzo Medici


al

grazie al suo Fauno vecchio


rn
io
@g

SCULTURA
La virtù dei potenti
T ra i pochi manufatti
commissionati direttamente dal
Magnifico ritroviamo Ercole e Anteo,
(è alta appena 45 cm), la statuetta
è considerata uno dei massimi
capolavori del tempo, per la resa del
ALBUM/ORONOZ/MONDADORI PORTFOLIO

un bronzetto scolpito da Antonio del movimento e per l’iconografia.


Pollaiolo intorno al 1475. Secondo Propaganda politica. Nella Firenze
il mito, Anteo era un gigante che del Rinascimento, Ercole era infatti
traeva forza fisica nel contatto col diventato un soggetto molto
terreno (sua madre era Gea, dea popolare come simbolo di coraggio
della Terra), risultando invincibile; e virtù, doti ritenute indispensabili
finché l’astuto Ercole non capì che all’uomo per elevarsi e riuscire a
per sconfiggerlo bisognava staccarlo domare l’istinto.
dal suolo. Il Pollaiolo ritrae proprio Dopo Lorenzo, la figura del forzuto
il momento in cui il leggendario eroe sarà quindi riproposta come
eroe solleva Anteo, che ormai strumento di propaganda da
senza scampo si dimena disperato. Cosimo I de’ Medici (1519-1574),
Nonostante le sue dimensioni ridotte primo granduca di Toscana.

59
S
PRIMO PIANO

SAPERNE DI PIÙ

LA DINASTIA

AKG-IMAGES/RABATTI & DOMINGIE


DEI MEDICI
Amici e nemici, affetti e affari della
famiglia più invidiata del Rinascimento.
Lorenzo il Magnifico E andrà in crescendo con le vite
e il suo tempo della celebre Caterina de’ Medici,
Giovanni Delle Donne regina di Francia entrata nella Sto-
(Armando Editore) ria, e di Anna Maria Luisa, l’ultima
La vita di Lorenzo de’ Medici (1449- dell’illustre dinastia, che lasciò al
1492) coincide con l’età dell’oro Granducato toscano la vastissima L’affresco Lorenzo de’ Medici tra gli artisti, dipinto nel 1635 nella
della repubblica fiorentina. La collezione artistica di famiglia. Camera degli Argenti di Palazzo Pitti da Ottavio Vannini.
storia dei suoi trionfi politici, che A destra, Michelangelo mostra al mecenate una testa di fauno.
contribuirono a portare il Vecchio La fortuna dei Medici
Continente fuori dal Medioevo, è Tim Parks (Mondadori)

f2
anche la storia di un ospite raffina- Con l’occhio e la penna del ro- della famiglia più ammirata e invi- complesso e segnò l’inizio della
diata di tutto il Rinascimento. finanza internazionale così come

pd
to, poeta e intellettuale, punto di manziere, l’autore ripercorre come
riferimento di un circolo di letterati si formò la fortuna economica te la intendiamo oggi, con le dovute
e artisti grazie ai quali Firenze si della famiglia più famosa dell’U- La congiura dei Pazzi differenze dettate dalla tecno-
trasformò nel centro culturale più manesimo e del Rinascimento Lauro Martines logia. I Medici nella prima veste
is

importante d’Europa. Non per italiano. Perché tutto cominciò (Mondadori) di banchieri si mossero in una
nulla qui si formarono geni come Il sottotitolo di penisola frammentata e contesa
v

nel 1397, quando Giovanni di


dallo Stato Pontificio e dal Sacro
ri

Michelangelo e Leonardo. Ma non Bicci de’ Medici fondò una piccola questo saggio è il-
furono tutte rose e fiori nel destino banca a Firenze, con alcuni soci. luminante: intrighi Romano Impero, rendendo alta-
ie

di Lorenzo: subì una congiura san- In cinquant’anni, un’abilissima politici, sangue mente remunerativa un’impresa
guinosa a cui scampò per un pelo, gestione dell’impresa e della strut- e vendetta nella non priva di rischi. Tanto che
al

e che trascinò la città in una lunga tura societaria, unita a un’accorta Firenze dei Medici. si presero una condanna per
usura dalla Chiesa. Riuscirono alla
rn

guerra. Una curiosità: il Magnifico strategia politica, portò i Medici Nel 1478, infatti,
non ebbe figli illegittimi, raro per a espandersi in tutta Europa e a il potere di Lorenzo il Magnifico è grande, ma quando furono più
io

un uomo potentissimo e di grande trasformarsi da ricchi banchieri a ben saldo ma non mancano forti interessati al potere politico, il
fascino come lui. politici influenti, per diventare in- opposizioni al suo governo, che Banco declinò.
@g

fine signori di una Firenze sempre tramano nell’ombra. Così il 26 no-


Le donne di casa Medici meno repubblicana nei fatti. vembre, all’uscita dalla messa nella Breve storia di Firenze
Marcello Vannucci cattedrale di Santa Maria del Fiore, Franco Cardini (Pacini)
(Newton Compton Editori) I Medici avviene l’attacco più sanguinoso La prossima volta
Un ritratto al G. F. Young (Salani) sferrato contro i Medici, sotto i che andrete a
femminile della Un saggio cui colpi Lorenzo resta ferito e il Firenze portatevi
grande casata esauriente e di fratello Giuliano muore. La ven- questo agile vo-
fiorentina. L’autore grande portata detta parte fulminea: i cospiratori, lumetto. Storico
compone un af- sulla storia della primi fra tutti Francesco de’ Pazzi affermatissimo,
fresco delle dame dinastia fioren- e l’arcivescovo Salviati, vengono piacevole divul-
legate alla famiglia tina, dall’ascesa impiccati ed esposti alle finestre di gatore e fiorentino doc, Franco
Medici dalla nascita o grazie alle al potere alla sua Palazzo della Signoria. Cardini racconta l’unicità della sua
unioni matrimoniali. Si inizia da massima espansione, dai difficili città natale: fulcro di arte e cultura
Contessina de’ Bardi, consorte di equilibri realizzati a spese delle Il Banco Medici in secoli cruciali; capitale d’Italia
Cosimo de’ Medici il Vecchio, e da opposizioni interne agli anni del dalle origini al declino quando Roma non era ancora
Piccarda Bueri, madre di Cosimo, declino e della decadenza. In (1397-1494) stata conquistata; patria natale di
per passare a una figura fonda- queste stesse pagine si stagliano Raymond De Roover grandi condottieri, papi, famiglie
mentale come Lietta Tornabuoni, poi i protagonisti della politica e (La Nuova Italia) che si fronteggiarono per control-
la genitrice del Magnifico. E se la dell’arte, personaggi emblematici Un libro utilissimo per capire il lare i territori della penisola.
moglie di Lorenzo, Clarice, non fu della storia di Firenze e dell’Eu- mondo economico del Quat- Il breve saggio rivela al lettore
granché rilevante, l’interesse del ropa tra il XV e il XVIII secolo, trocento attraverso le vicende anche molti segreti che solo un
lettore si accenderà con la storia descritti con uno sguardo sempre del Banco Medici, che nel XV uomo coltissimo e innamorato
di Eleonora di Toledo, moglie di documentato ma ricco di colore. secolo prese rilievo sullo sfondo del luogo in cui è nato può
Cosimo I, bellissima e sfortunata. Perché, in fondo, questa è la storia di un momento storico molto conoscere.

60
GANGSTER STORY
BIG JIM COLOSIMO
IL MAESTRO DI AL CAPONE
Q
uando morì gli fu rifiutata la proprio con Colosimo che il superboss ristorante, venne ucciso. Il killer non fu mai
sepoltura con rito cattolico della mala italo-americana degli Anni ’20 trovato (si sospettò anche di Al Capone) ma
dall’arcivescovo di Chicago. Era iniziò la sua carriera, prima come buttafuori sul mandante ci sono meno dubbi: fu molto
colpevole di aver divorziato dalla prima di bordello e poi come barman del Four probabilmente il nipote, Torrio, unico erede
moglie. E pensare che nella vita Giacomo Deuces, che funzionava sia da sala per il del suo impero criminale.
Colosimo (1877-1920) si era macchiato di gioco d’azzardo sia come casa chiusa. Elisabetta Intini
ben altro. “Big Jim” (come fu soprannominato Affari di cuore. Amante dell’opera, mollava
in seguito) a 18 anni partì dalla Calabria, da i suoi “affari” per correre a teatro e pare fosse
un paesino nei pressi di Cosenza, alla volta amico del tenore Enrico Caruso. Apprezzava

© BETTMANN/CORBIS
degli Stati Uniti. Giunto a Chicago, tentò anche vestiti eleganti e gioielli, soprattutto
di guadagnarsi da vivere lavorando come i diamanti, tanto da essere soprannominato
garzone e spazzino, ma ben presto per “Diamond Jim”. A 40 anni Colosimo, ormai a
arrotondare cominciò a dedicarsi ai borseggi capo di un impero criminale, perse la testa

f2
e alle estorsioni. per una giovane cantante diciannovenne,
Impero a luci rosse. È innegabile che il Dale Winter. Lasciò la moglie, sposò la

pd
crimine esercitasse sul giovane Colosimo un Winter e progettò di passare ad affari più
certo fascino, tanto da indurlo a entrare nel tranquilli. Per questo motivo quando,
te
giro della prostituzione e del gioco d’azzardo. durante il Proibizionismo, Torrio gli propose
is
Sposò un’italiana immigrata, Victoria di dedicarsi al nuovo business del
Moresco, con la quale, all’apice della sua contrabbando di alcolici, lui rifiutò
v

attività, arrivò a controllare circa 200 bordelli. temendo di attirare su di sé


ri

La donna era la zia del mafioso Johnny Torrio, l’attenzione della polizia.
che divenne presto collaboratore di Big Jim. L’11 maggio del 1920, una
ie

Nel 1910, a soli 33 anni, il povero immigrato settimana dopo il suo secondo
al

dedito ai furtarelli era diventato uno dei matrimonio,


boss più temibili della città, capostipite di nell’atrio del
rn

quell’organizzazione mafiosa, la Chicago Colosimo’s


Outfit, a capo della quale vi sarebbe stato Café, il suo
io

Al Capone (amico d’infanzia di Torrio). Fu lussuoso


@g

Luna di miele
con il morto
Giacomo
Colosimo con la
seconda moglie
Dale Winter in una
foto del 1920. La
sposò quell’anno e
fu ammazzato
una settimana
dopo il “sì”.

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S
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podcast che ogni settimana
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19-22 NOVEMBRE
Anche storiche. (@Focus_ita). approfondisce un tema storico.

63
S
DOMANDE&RISPOSTE
Queste pagine sono aperte a soddisfare le curiosità dei lettori, purché i quesiti siano di interesse generale.
Non si forniscono risposte private. Scrivete a Focus Storia, via Arnoldo Mondadori 1, 20054 Segrate o all’e-mail redazione@focusstoria.it

Salta salta!
Una ginnasta
danese esegue
una perfetta uscita
da un’evoluzione
su cavallo alle
Olimpiadi di
Londra, celebrate
tra il 27 aprile e il 31
ottobre 1908.

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SOCIETÀ

QUAL È LA FEDERAZIONE
SPORTIVA PIÙ ANTICA? Domanda posta da
Enrico, Milano.

L
a Fédération Internationale de Gymnastique (Fig), o Federazione Internazionale di
Ginnastica, fondata il 23 luglio 1881 a Liegi, in Belgio, e trasferitasi nel 2008 a Losanna,
in Svizzera (dove hanno sede molte altre federazioni sportive internazionali). La Fig
regolamenta tuttora ogni disciplina ginnica, sia olimpica (ginnastica artistica, ritmica e
trampolino elastico) sia non olimpica. Più “giovane” di appena cinque anni è l’International
Rugby Board (Irb), organismo che governa il rugby, fondato nel 1886 in Inghilterra, mentre
risalgono al 1892 la Federazione del canottaggio (Fisa) e quella di pattinaggio su ghiaccio
(Isu). E il calcio, lo sport più amato d’Italia? La Fifa (Fédération Internationale de Football
Association) nacque il secolo successivo: il 21 maggio 1904.
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Suonatore di cornamusa
COSTUME
sostiene le truppe inglesi
in India, 1897.
Mussolini
prendeva
il Viagra?
Domanda posta da
Giulia, Siracusa.

S ì, anche se all’epoca non


esisteva ancora la celebre
“pillola blu”. Per aumentare le
proprie performance sessuali, il
duce faceva uso di un medicinale
molto simile, chiamato Hormovin.

GETTY IMAGES
Questo prodotto, confezionato
in Germania, si basava su un

f2
potente mix di lecitina e altri
estratti vegetali noti per le qualità
TRADIZIONI

pd
eccitanti, ossia muira puama
Perché si dice “tornare Domanda posta
te e yohimbine hydrochloride. A
procurare l’Hormovin al duce era il
con le pive nel sacco”? da Giuseppe, Forlì.
is
medico Francesco Saverio Petacci,

Q uesta famosa espressione, riferita al fallimento di un’iniziativa di qualsivoglia padre di Claretta Petacci, l’ultima
v

genere, deriva da un’usanza diffusa un tempo in ambito bellico. Fino ai primi e la più importante tra le amanti
ri

decenni del Novecento, durante l’attacco di un esercito oppure al termine di una dello stesso Mussolini. Nonostante
battaglia vittoriosa, era infatti consuetudine suonare le “pive”, strumenti musicali a fosse sposato dal 1915 con Rachele
ie

fiato analoghi alle cornamuse e alle zampogne. Quando le cose andavano male, però, Guidi (detta “donna Rachele”) e la
al

non essendoci nessuna vittoria da celebrare, le pive rimanevano all’interno delle propaganda lo dipingesse come
custodie, ossia “nel sacco”, quale triste sinonimo di sconfitta. Una seconda ipotesi, un fedele “padre di famiglia”, il
rn

meno accreditata, fa derivare il detto dall’usanza degli zampognari, durante il periodo duce fu infatti un impenitente
natalizio, di raccogliere monete e altre offerte in un sacco. Quando la raccolta non dava donnaiolo, tanto che alcuni storici
io

buoni frutti, al ritorno si tornava a casa con solo le pive nel sacco. gli hanno attribuito ben 400
@g

amanti, con le quali consumò


spesso fugaci amplessi.
SEICENTO
MONDADORI PORTFOLIO/LEEMAGE

Chi era Il duce nel

MONDADORI PORTFOLIO
François Vatel? 1938. Per le
sue prodezze
Domanda posta sessuali usava
da Vera, Torino. un farmaco
chiamato
U no dei più celebri cuochi e
pasticcieri di sempre, noto
sia per la bontà dei suoi piatti
Hormovin.

sia per la tragica morte. Nato a


Parigi nel 1631 da una famiglia di
origini svizzere (il nome François Il ritrovamento dello chef Vatel, che si suicidò per aver
Vatel è la francesizzazione di presentato a corte pesce poco fresco.
Fritz Karl Watel), iniziò dopo i
vent’anni a lavorare per Nicolas Fouquet, del sovrano. L’evento, che coinvolse oltre
sovrintendente alle finanze del re di tremila persone, riscosse grande successo,
Francia Luigi XIV. Il successo giunse ma finì in tragedia. La seconda sera, venerdì
nell’agosto 1661, con la preparazione del 24 aprile, era infatti previsto un banchetto
banchetto d’inaugurazione del castello a base di pesce, solo che la merce, ordinata
di Vaux-le-Vicomte, nell’Île-de-France, fresca, giunse in ritardo, compromettendo la
presieduto dallo stesso Luigi. In seguito, buona riuscita della sontuosa cena. E Vatel,
nella primavera 1671, lo chef fu chiamato a disperato, si diede la morte gettandosi
organizzare una festa di tre giorni in onore su una spada.
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Data
Rilascio Nego il consenso per le attività di profilazione. P001
NERONE
PROTAGONISTI

L’imperatore aveva
avuto come guida
uno dei più grandi
filosofi latini. Ma le
sue ossessioni e le sue
follie lo spinsero a
ordinare al maestro

f2
di uccidersi. E quello
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obbedì. di Giulio Talini
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MONDADORI PORTFOLIO
E SENECA
“N
on gli rimaneva ormai più, lontano. Giunto a Roma dalla natia Cordova
dopo aver ucciso madre (allora colonia romana), Lucio Anneo Seneca
e fratello, che aggiungere trascorse la gioventù tra gli studi di grammatica
l’assassinio del suo educatore e di retorica. Poi scoprì la filosofia, un colpo
e maestro”. Queste le parole che, secondo lo di fulmine. Lo stoico Attalo, in particolare,
storico romano Tacito, Seneca rivolse alla lo conquistò più degli altri maestri: “Quando
moglie e agli amici prima di togliersi la vita. udivo Attalo inveire contro i vizi, gli errori, i
Il filosofo si riferiva a Nerone, un tempo suo mali della vita”, raccontò all’amico Lucilio in
discepolo, ora suo carnefice. L’imperatore gli una lettera, “ho provato spesso compassione per
aveva ordinato di uccidersi con l’accusa di il genere umano e ho creduto che egli fosse un
essere tra i cospiratori della torbida congiura uomo sublime”.
dei Pisoni del 65 d.C. Seneca, con coraggio, Seneca stoico, dunque. Ma uno stoico con
ubbidì, ma non poté cancellare le ombre di il vizio della politica: nel 31-32 d.C. il filosofo

f2
un’esistenza trascorsa a braccetto col potere. assunse la carica di questore nella turbolenta

pd
Roma di Tiberio. Passò un brutto momento col
UN UOMO POPOLARE. Come arrivò il successore, Caligola, che gli invidiava le doti
te
nostro filosofo ai vertici della politica romana? oratorie e la popolarità al punto da pensare di
Per molto tempo, in realtà, se ne tenne ben farlo fuori. Eppure Seneca gli sopravvisse,
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Così muore uno stoico


La morte di Seneca (Lucius Annaeus
Seneca, 4 a.C.-65 d.C.) in una
tela di Manuel Dominguez
Sanchez, conservata al Museo
del Prado di Madrid.

69
S
A proposito
dello stoicismo
L o stoicismo è la scuola
di pensiero fondata
nel III secolo a.C. dal
greco Zenone di Cizio.
Alla base della filosofia
stoica (da Stoà Poikíle,
il portico dell’agorà di
Atene dove gli stoici si
riunivano) risiedeva il
Logos, il principio divino
che governa l’universo
secondo ragione (una
sorta di panteismo). Di qui
traeva la sua importanza il
concetto di dovere, inteso
come azione conforme
all’ordine razionale del
cosmo. Ora, ciò che
impediva all’uomo di
agire secondo il dovere
erano le passioni, che
andavano quindi vinte
raggiungendo l’apatia,

f2
ovvero l’indipendenza
dagli eventi del mondo,

pd
considerata pura libertà.
Il pensiero stoico ebbe
te

MONDADORI PORTFOLIO (3)


enorme fortuna a Roma,
is

dove, tra il I e il II secolo


d.C., Seneca, Epitteto e
v

l’imperatore Marco Aurelio


ri

ne divennero illustri
esponenti.
ie

Nerone, prima guidato e corretto da Seneca,


al
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Il misfatto
Nerone contempla il
io

cadavere della madre,


Agrippina, in una tela di
@g

Antonio Rizzi (1890-1940).


In alto, il filosofo Seneca.
MONDADORI PORTFOLIO
Il martirio
Nerone nella tela ottocentesca La
Dirce cristiana (di H. Siemiradzki).
Nella mitologia greca Dirce viene
attaccata a un toro: lo stesso
supplizio riservato ai cristiani
da Nerone. Sotto, Calpurnio Pisone.

f2
pd
te
v is
ri
ie

alla fine si lasciò andare ai propri istinti


al

con pazienza e lealtà al potere. I guai vennero di Britannico, altro figlio del defunto
rn

con l’ascesa, nel 41 d.C. del mansueto Claudio, imperatore (ma non di Agrippina).
io

quando Seneca fu accusato di adulterio con la Seneca compose poi per Nerone un
nipote del nuovo imperatore, Giulia Livilla. Gli moderato discorso programmatico:
@g

costò l’esilio in Corsica. Emily Wilson, autrice “Il palazzo e il Senato sono due cose
di Seneca. Biografia del grande filosofo della diverse. Il Senato può conservare le sue
classicità (Mondadori), precisa che «il pensatore competenze”. Ammazzato Britannico
aveva allacciato una rete di amicizie potenti, in l’anno dopo, Nerone ebbe finalmente
particolare con le sorelle di Caligola, Agrippina e Roma in pugno. Doveva ringraziare
Giulia Livilla, che esercitavano ancora una certa anche Seneca.
influenza a corte. Claudio aveva buone ragioni
per temere che lo scrittore potesse capeggiare una L’OBIETTIVO DEL FILOSOFO.
congiura». A richiamare Seneca dal confino ci Certo, allo stoico, per quanto spregiudicato
pensò nel 49 d.C. la potente Agrippina, divenuta e ambizioso, non mancava un movente
nel frattempo imperatrice dopo avere sposato filosofico. Poteva realizzare il sogno di
Claudio. Il filosofo, ci spiega Tacito, doveva Platone: infondere la filosofia e la virtù
educare il figlio Nerone e, soprattutto, favorirne nel sovrano rendendolo illuminato;
l’ascesa al trono: “Madre e figlio avrebbero potuto conciliare pragmatismo e stoicismo
così servirsi dei consigli di lui nella speranza addomesticando il potere. Non a
di conquistare l’impero, perché si pensava che caso dedicò al giovane princeps
Seneca sarebbe stato fedele ad Agrippina per il un trattato quasi pedagogico
ricordo del beneficio e ostile a Claudio per il dolore intitolato De clementia: “Ho
dell’offesa”. Agrippina vide giusto: alla morte di deciso di scrivere sulla clemenza,
Claudio, nel 54 d.C., forse avvelenato proprio Nerone Cesare, per poter fare in
dalla moglie, Seneca e il prefetto del pretorio qualche modo la parte dello specchio,
Afranio Burro, da bravi complici, affrettarono e mostrarti l’immagine di te stesso, che
l’incoronazione del giovane Nerone nel timore sei avviato a raggiungere il massimo
che qualcuno potesse appoggiare le pretese dei piaceri”. Per cinque anni l’esperimento X

71
S
Il regno di
un tiranno
N erone salì al trono
alla morte di
Claudio nel 54 d.C.,
grazie alle manovre
della madre Agrippina
minore. Per i primi
cinque anni, il giovane
sovrano, con l’ausilio
di Seneca e di Burro,
avviò numerose
riforme che lo resero
amato dal popolo. Ma,
dopo questo periodo
dorato, si scatenarono
in lui paranoia e
megalomania (si
credeva il migliore
poeta dell’impero), che
lo spinsero a eliminare
ogni oppositore reale
o presunto: assassinò
così Agrippina, Burro
e l’ex moglie Ottavia.

f2
Inviso a cristiani e

pd
senatori, Nerone subì
però una damnatio
memoriae eccessiva:
te
ingiustamente accusato
is
dell’incendio di Roma
del 64 d.C., in realtà si
v

prodigò per spegnerlo.


ri

In più, riuscì a domare


la rivolta britannica
ie
MONDADORI PORTFOLIO (3)

della regina Budicca.


In ogni caso, pur
al

sventando la congiura
dei Pisoni nel 65 d.C.,
rn

l’imperatore rimase
io

isolato, finché, in aperta


ribellione, il Senato
@g

lo dichiarò, nel 68
d.C. nemico pubblico,
costringendolo a Il maestro voleva condizionare Nerone per
suicidarsi.
funzionò piuttosto bene: l’imperatore seguiva Sabina) e persino Burro. Al complotto contro
i consigli del maestro e, dettaglio assai più l’invadente Agrippina contribuì anche Seneca,
importan nte, lo ricopriva d’oro. Il filosofo e la gente lo sapeva: “L’opinione pubblica”,
accettò senza troppi complimenti sesterzi in secondo Tacito, “condannò non già Nerone,
quantità, lussuose ville rurali, appezzamenti la cui immane ferocia superava qualsiasi
di terreno a Roma e forse anche in Egitto. Un possibilità di sdegno, ma Seneca”.
imperro nell’Impero. Il popolo, tuttavia, non La brutta fine di Ottavia e, soprattutto,
gradiva un’avidità tanto sfacciata, specie quella del collega Burro allarmarono però il
se maanifestata da un arcinoto pensatore. filosofo. Dopotutto, «Seneca», spiega ancora
Un certo Suilio lanciò pubblicamente pesanti Wilson, «non poteva non aver capito, fin dal
accuse a Seneca: “Con quale saggezza morale”, suo ingresso a corte, e sempre più col passare
sbottò, “con quali precetti filosofici ha saputo del tempo, che la sua vita era nelle mani di un
Seneca accumulare in quattro anni trecento giovane capriccioso e umorale». Gli intellettuali
milioni di
d sesterzi?”. Forse esagerava, ma d’età imperiale, in effetti, sperimentavano
nell’invettiva c’era del vero. E infatti Suilio, spesso che «l’insidia viene da un uomo solo,
troppo sccomodo, fu spedito alle Baleari. molto potente, di cui tutti potrebbero essere
vittime».
PIAZZA A PULITA. Ma a un certo punto la luna Seneca, benché stoico, non voleva affatto
di miele finì. Nerone non si lasciò più guidare: morire. Così, si presentò da Nerone, per provare
tra il 59 e il 62 d.C. fece fuori l’onnipotente a salvarsi la pelle (e la faccia). La buttò sul
madre, l’ex moglie Ottavia (ripudiata per Poppea sentimentale: “L’uno e l’altro abbiamo colmato
f2
pd
te
vis
ri
ie

Costretto al suicidio
al

Nerone, che aveva ordinato il suicidio a


rn

molti, finì nello stesso modo il 9 giugno


del 68. Nell’altra pagina a sinistra, testa
io

in marmo dell’imperatore.
@g

farlo agire come un imperatore. Non ci riuscì


la misura, tu, per quanto un principe può dare macchina della repressione si mise subito in L’ora fatale
a un amico, io, per quanto un amico può ricever moto, implacabile: a Pisone e agli altri congiurati In alto, la morte
da un principe”. L’imperatore, cortesemente, gli toccò la morte. E Seneca? Soltanto uno dei di Seneca
impose di restare: “Se tu mi rendessi il denaro complici, Antonio Natale, lo nominò, precisando in un dipinto di
Rubens (1577-1640).
e abbandonassi il principe”, obiettò, “tutti di “essere stato mandato a visitare Seneca
La scena viene
parlerebbero non della tua modestia, né del tuo malato”, il quale, in quell’occasione, si era descritta da Tacito,
desiderio di riposo, ma della mia cupidigia e limitato a replicare che “gli scambievoli discorsi che ne apprezza la
della tua paura per la mia crudeltà”. Poi baci e e i frequenti colloqui non servivano a nessuno coerenza anche di
abbracci. Ipocriti, naturalmente. dei due e che la sua salvezza s’appoggiava fronte al momento
Comunque sia, nei mesi successivi il sull’incolumità di Pisone”. Nerone, con o senza fatale: il suicidio
maestro sparì dalla circolazione, ritirandosi in convinzione, volle leggere in queste parole al quale lo ha
costretto il suo
campagna. Nessuno sapeva davvero il perché, un’ammissione di connivenza con i cospiratori. allievo Nerone.
tranne Nerone: Seneca lo aveva abbandonato La verità è che aveva un conto in sospeso con
per timore di finire come Burro, esponendolo l’anziano maestro. E lo saldò.
oltretutto alle maldicenze della plebe. Una
colpa imperdonabile. RESA DEI CONTI. Nerone inviò un tribuno
Nel 65 d.C. Roma fu scossa dalle fondamenta. nella tenuta del filosofo a Mentana, con l’ordine
Venne alla luce una pericolosa congiura che il traditore morisse. Seneca, stavolta da vero
ordita contro l’imperatore. La capeggiava stoico, ubbidì tagliandosi le vene, tra i pianti
un noto patrizio, Calpurnio Pisone, tradito della moglie Paolina e degli amici presenti. Capì
dalla delazione di un tale Volusio Proculo. La solo allora la bellezza della sua filosofia. •
73
S
OTTOCENTO

Prima di produrre i suoi benefici eff ffeetti, la


Rivoluzione industriale
Rivoluzione ind
dust
ustriale stravolse
ssttravolsse
e l’a
asspetto
aspetto
petto delle
d
deelle
città britanniche e l’esistenza delle persone,
condannandole a una vita insalubre e disperata.
ALAMY/IPA

di Arianna Pescini

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rn
io
@g

74
S
ochi periodi storici sono staatti cruciaalii disponevano di tantissimo carbone e cotone Puntto di
come quello della prima Riv volluziionne (quest’ultimmo in arrivo dalle colonie). Con le part
parten
ennza
industriale (1760-1840 circa)). A par re decisive innnovazioni, tra le altre, della macchina Una ved duta del 1801
di Coa oalb
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brorook
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dale
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dalla seconda metà del Sett o a vapore di Watt e del telaio meccanico per villaggio
illll i
infatti, l’Inghilterra guidò una trasformazio one la tessitura, il Paese diventò presto la prima nello Shropshire
economica e sociale che cambiò per seem ree potenza industriale del mondo. Basti pensare che fu laa culla
il volto delle città e la vita dei loro abitaanti,, che sin dal 1780 la produzione industriale dell’indu ustria
diffondendosi poi al resto dell’Europ pa e aglli cresceva ogni anno del 4-5 per cento, e che i minerariia e
Stati Uniti. Ma quale fu l’impatto di molttiss mi telai a vapore passarono da 2.400 nel 1813 a metallurrgica della
prima Riivoluzione
inglesi con questo rinnovamento epocale? 224mila nel 1850. Lo straordinario sviluppo
industriaale: qui
I britannici avevano appena vissuto o un a dell’industria tessile e di quella estrattiva e infatti è stato
rivoluzione agraria e uno sviluppo deemograaficco; siderurgica spinse decine di migliaia di persone X messo a punto il
procedim mento per
otteneree ghisa

f2
usando il carbon

pd
fossile.
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io
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75
S
ALAMY/IPA
con difficoltà economiche a trasferirsi, per
cercare lavoro nelle nascenti fabbriche. Ma
l’industrializzazione fu così veloce e richiese
manodopera così numerosa che le città non erano
preparate ad accogliere questa massa di gente,
costretta dunque ad affrontare un nuovo modo di
lavorare senza una struttura sociale alle spalle.

UN NUOVO VOLTO. Il paesaggio


dell’Inghilterra venne stravolto in pochi anni.
Nuove vie di comunicazione (canali, le prime
ferrovie), grandi capannoni, ciminiere fumanti:
«Grazie alla presenza di carbone o degli opifici,
regioni con alle spalle una storia di sottosviluppo
si riempirono improvvisamente di miniere,
stabilimenti e centri industriali fuligginosi e
brulicanti di attività», scrive lo storico Norman
Davies nel libro Isole. Storia dell’Inghilterra, della
Scozia, del Galles e dell’Irlanda (Mondadori). Con
l’arrivo di masse di lavoratori dalle campagne, le Innovazioni
città si ingrandirono a vista d’occhio. Non solo Litografia del 1801 che rappresenta
l’azienda John Martin & Co. di
Londra (che raggiunse i 2 milioni di abitanti nel Sheffield, produttrice di acciaio e ferro.
1841), ma anche Birmingham (più di 200mila

f2
Sotto, una delle prime locomotive a
abitanti), Liverpool e Manchester (500mila vapore di William Hedley, costruita

pd
ciascuna). Il caso di Manchester è strabiliante: nel intorno al 1813; in basso a destra, il
1785 era poco più di un villaggio, cinquant’anni primo maglio a vapore, progettato da
te
dopo era diventata la terza città inglese. Questo James Nasmyth nel 1839.
sviluppo, però, avvenne in modo sproporzionato.
is

Gli operai e le loro famiglie vennero


v

letteralmente stipati in anonimi quartieri, fatti di


ri

squallide abitazioni tirate su in fretta e furia, tutte


uguali, prive di fognature e acqua potabile. Qui, a
ie

causa della scarsa igiene e del sovraffollamento,


al

proliferavano malattie come la tubercolosi e


il colera. Le città inglesi finirono così
rn

per avere una doppia faccia, come


Da a 2 52
io

le metropoli odierne: da una parte


i centri storici (ristrutturati, pieni l’aumento
@g

Per una buona parte della


di negozi e giardini) e i quartieri dei cotonifici
residenziali, dall’altra gli agglomerati a Manchester,
popolari, a ridosso delle fabbriche. in 20 anni
(1782-1802)
BOMBA SOCIALE. Almeno per la
prima fase della Rivoluzione industriale
(la seconda fu nel 1850-70), quindi, l’impatto
dell’industrializzazione fu sconvolgente: «Si
registrarono il lavoro irregolare, la crescita di
quello minorile, l’inquinamento ambientale»,
spiega Giulia Guazzaloca, docente di Storia
Contemporanea all’Università di Bologna. «Le
periferie diventarono presto sovraffollate, e la lotta
per il vivere quotidiano favorì l’aumento della
criminalità, della prostituzione e del consumo di
alcolici». Quando la domanda di lavoro iniziò a
superare l’offerta, la frustrazione dei disoccupati
si aggiunse all’alienazione degli operai sfruttati
nelle fabbriche, generando una delle prime
“bombe sociali” dell’età contemporanea.
L’insofferenza e il disagio causati dalla miseria
trovarono sfogo, per esempio, nell’alcool e
nella droga. Fumare oppio divenne comune nei
quartieri poveri, mentre le taverne si riempirono 
76
S
BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

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popolazione il costo dell’industrializzazione fu terribile

AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
La lunga
giornata Nel 1834, il 20 1su 3
dei dannati per cento dei Le famiglie
che vivevano in

L a giornata di un
lavoratore di lavoratori condizioni di povertà
negli Anni ’50

tessili aveva
Londra o Manchester, dell’Ottocento,
in fabbrica come in a Londra

meno di 13 anni
miniera, era scandita
da ritmi massacranti
e lasciava ben poco
spazio allo svago o al
riposo.
Di buon’ora. Nei di avventori, anche grazie all’abbassamento dei
fatiscenti quartieri prezzi di birre e liquori. I dati sono incredibili:
popolari ci si alzava nella sola Manchester, a metà dell’Ottocento, si
all’alba, spesso consumavano 700mila litri di acquavite all’anno.
dopo una notte
passata in stanze PRIMA LE DONNE E I BAMBINI. A pagare
sovraffollate, sudicie
e malsane. Lavarsi più di tutti il conto alla “modernità” furono le
era praticamente donne e i bambini dei ceti poveri, sfruttati perché
impossibile, data la costavano meno e avevano una corporatura
cronica mancanza adatta a svolgere compiti specifici. I ragazzini in
di acqua pulita, particolare venivano spediti sin da piccolissimi

f2
e a questo si negli opifici a battere il cotone, controllare i telai,
aggiungevano un’aria

pd
azionare le macchine: secondo alcuni dati del
esterna irrespirabile
(tra fumi e vapori delle Parlamento inglese, nel 1834 circa il 20 per centote
fabbriche, camini dei lavoratori tessili aveva meno di 13 anni. I
ecc.) e una scarsa piccoli erano impiegati inoltre nelle vetrerie,
is

alimentazione. nelle fabbriche di bottoni, nelle miniere. E come


v

Il lavoro. I turni spazzacamini, il mestiere emblema del lavoro


ri

erano estenuanti, minorile sin dal XVIII secolo. Le bambine e le


senza nessun tipo di
ragazze facevano anche le nutrici, le sarte
ie

sicurezza o tutela, fatti


o, nella peggiore delle ipotesi, finivano per

56%
di gesti meccanici
al

(nei cotonifici, per strada come prostitute. Inizialmente, i turni


esempio) e fatica di lavoro erano gli stessi degli adulti. Poi,
rn

fisica (nelle miniere arrivarono alcune leggi per garantire loro La percentuale
di carbone o negli nel 1851 dibambini
io

una minima tutela: il “Factory Act” del


altoforni). Si lavorava 1833 vietava di assumere nelle fabbriche e bambine
in media dalle 14 alle lavoratori tra i 10
@g

16 ore al giorno, con i bambini al di sotto dei 9 anni. Quello e i 14 anni


due piccole pause per del 1844 stabilì invece tre ore di scuola
mangiare, 6 giorni su 7. obbligatorie fino ai 13 anni, e “ridusse” a 12
L’abbrutimento. ore la giornata lavorativa per i ragazzi tra i 13 e
Stanchi e provati, i 18 anni (per i bambini tra i 9 e i 12 anni il limite
si rientrava a casa era di 6 ore e mezzo). Nel 1847 le ore scesero
dopo il tramonto, in
a 10. Di fatto, intere generazioni furono private
tempo per mettere
qualcosa sotto i denti, della loro infanzia e adolescenza, obbligate a
generalmente zuppe lavorare rischiando la salute e la vita (incidenti e
di verdura, pane malattie erano all’ordine del giorno) in cambio di
e patate (la carne pochi penny.
compariva raramente). Il costo della Rivoluzione industriale,
Prima di dormire una insomma, per buona parte della popolazione
manciata di ore, molti
operai provavano a fu terribile. Poi, sul lungo periodo, lentamente,
svagarsi bevendo birra le cose cambiarono. «L’urbanizzazione e
o acquavite in osteria. l’industrializzazione innescarono poi processi
Spesso, soprattutto il di trasformazione che hanno effettivamente
sabato sera, si arrivava migliorato le condizioni di vita», precisa
BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

facilmente alla sbornia. Guazzaloca, «diminuito la mortalità infantile,


O ci si consolava allungato la vita media, ridotto l’analfabetismo,
con una prostituta.
Per ricominciare poi e che hanno favorito l’acquisizione della
un’altra durissima consapevolezza politica da parte delle masse
settimana, identica alla lavoratrici e, sul finire dell’Ottocento, anche
precedente. delle donne». •
78
S
I Tempi
difficili
di Dickens
L a realtà degli
agglomerati
industriali britannici
è stata ampiamente
raccontata da Charles
Dickens (1812-1870),
lo scrittore inglese che,
da ragazzino, visse sulla
propria pelle le brutture
del sistema produttivo
del suo Paese. Fra i 12 e
i 13 anni, costretto dalla
débâcle economica
della sua famiglia, lavorò
infatti in una fabbrica di
lucido da scarpe.
Reporter. Nel romanzo
Tempi difficili (1854),
I più deboli i protagonisti vivono
Disperati in coda nella città immaginaria
davanti a un rifugio di Coketown, ispirata

f2
per i senzatetto (in forse a Preston, vicino
un dipinto del 1874). a Manchester, che lo

pd
Sotto da sinistra: scrittore aveva visitato
te bambini sporchi e qualche tempo prima.
malvestiti giocano La feroce critica sociale

AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
sulle condizioni degli
is

in un sobborgo di
Londra (1872); lavoro operai è sottolineata
v

minorile in una da un paesaggio


ri

miniera inglese; i vari urbano stravolto, e per


piani di una miniera la prima volta minato
ie

di carbone (1888). dall’inquinamento sia


ambientale sia acustico
al

causato dall’uomo:
“Era una città di mattoni
rn

rossi, o meglio di
ALBUM/PRISMA/MONDADORI PORTFOLIO

mattoni che sarebbero


io

stati rossi se il fumo e


la cenere lo avessero
@g

permesso; era una città


di macchine e di alte
ciminiere dalle quali
uscivano interminabili
serpenti di fumo. Aveva
un canale nero, un fiume
color porpora per le
vernici maleodoranti,
e vasti agglomerati di
edifici pieni di finestre,
dove tutto il giorno era
un continuo battere
e tremare”. In questo
scenario“infernale”
si muovono, alienati,
migliaia di lavoratori:
“Coketown aveva molte
viuzze simili una all’altra,
abitate da persone
egualmente simili le une
alle altre, che uscivano
e rientravano tutte alla
stessa ora, per fare lo
stesso lavoro; persone
per le quali ogni giorno
era uguale al giorno
precedente”.
GETTY IMAGES

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I GRANDI TEMI NAZIONI UNITE

ONU
L’
DI TUTTI
Le Nazioni Unite hanno 75 anni:

f2
nacquero nell’ottobre 1945 per
pd
garantire pace e sicurezza dopo i te
disastri delle due guerre mondiali.
vis

di Francesca Ghirardelli
ri
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rn

Voto e azione
Caschi Blu in
io

Medio Oriente,
1955 circa.
@g

A destra, delegati
della Conferenza
Onu sull’ambiente
umano, a
Stoccolma, il 16
giugno 1972.

C
inquantuno Paesi alla
fondazione, 193 oggi, riuniti
nel segno della cooperazione
e del mantenimento della
pace, 80 trattati e dichiarazioni per
la tutela dei diritti umani, numerose
agenzie e oltre 70 operazioni di
peacekeeping in tutto il mondo: è
il bilancio delle Nazioni Unite, che
a ottobre compiono 75 anni. Una
lunga storia di confronti e scontri
tra Stati membri, di scelte condivise,
controverse o mancate, di missioni di
successo e fasi di stallo. “Noi, popoli
82
S
f2
pd
te
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al
rn
io
@g

GETTY IMAGES (2)

delle Nazioni Unite, decisi a salvare dal presidente americano Franklin D. avevano dichiarato guerra a Germania
le future generazioni dal flagello della Roosevelt, comparve per la prima volta e a Giappone e che avevano sottoscritto
guerra, che per due volte nel corso di in un documento ufficiale era il 1942 e quel primo documento ufficiale del ’42.
questa generazione ha portato indicibili non indicava l’organismo internazionale Così, il 24 ottobre del 1945, alla
afflizioni all’umanità, […] abbiamo che conosciamo oggi. Nel mezzo del nascita ufficiale delle Nazioni Unite,
risoluto di unire i nostri sforzi”: così conflitto mondiale, 26 nazioni, guidate Italia, Germania, Giappone, Spagna e
è scritto nel preambolo dello Statuto dagli Alleati Usa, Urss e Gran Bretagna, Svizzera furono escluse dal processo di
fondativo redatto nell’aprile del 1945. si erano “unite” contro altre nazioni, fondazione. L’Italia aspettò fino al 1955
Allora il mondo era in ginocchio, quelle dell’Asse di Adolf Hitler. Tre per diventare uno Stato membro.
sotto le macerie lasciate dal conflitto anni dopo, durante i preparativi per
mondiale che andava concludendosi. la Conferenza di San Francisco in cui DIFFIDENZE E VETI. Fra i ranghi
venne redatto lo Statuto della futura di questa alleanza post-bellica, però,
ALLINEAMENTI BELLICI. Quando organizzazione, a prendere parte ai esistevano già significative divisioni. Il
il nome di “Nazioni Unite”, formulato lavori furono invitati solo gli Stati che fatto che all’interno dell’organismo più
83
S
In campo
Un Casco Blu cambogiano
istruisce allo sminamento
un collega di stanza a
Cipro. Sotto, la foto del
primo Tribunale penale
internazionale per l’ex
Iugoslavia (nato nel 1993).

f2
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te
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All’inizio c’erano
al
rn
io

importante, il Consiglio di sicurezza, i


cinque membri permanenti, cioè Stati
@g

Uniti, Gran Bretagna, Cina, Francia


e Urss, potessero (e ancora possano)
porre il veto a qualsiasi misura «fu il
risultato e il riflesso della diffidenza
reciproca che a quell’epoca esisteva
tra grandi potenze», spiega Amy
Sayward, esperta di storia dell’Onu
e docente della materia alla Middle
Tennessee State University. Il Consiglio
di sicurezza risultò bloccato sin quasi
GETTY IMAGES (2)

dall’inizio, in stallo già nel 1946.


Solo in un breve lasso di tempo,
dopo il crollo dell’Urss, nei primi

C RON OLOG IA

Le tappe 1942, gennaio: il 1945, febbraio: a


Yalta, in Crimea,
1945, 25 aprile: a San
Francisco i delegati di
1945, 24 ottobre:
con l’entrata
1946, gennaio: a
Londra si apre la
nome “Nazioni
salienti Unite” è utilizzato Roosevelt, Churchill 50 nazioni redigono in vigore dello prima Assemblea
dell’Onu per la prima volta in
una Dichiarazione
e Stalin progettano
“un’organizzazione
i 111 articoli dello
Statuto Onu.
Statuto, nascono
ufficialmente le
generale con
51 nazioni
firmata da 26 Paesi internazionale Nazioni Unite. rappresentate.
schierati contro l’Asse generale per la pace e
Roma-Berlino-Tokyo. la sicurezza”.

84
S
Così parlarono
“Se Kennedy non fosse un
milionario analfabeta e
ignorante, capirebbe che non ci si
può mettere contro i contadini”

GETTY IMAGES (3)


FIDEL CASTRO,
“Lasciare
presidente Saddam in
di Cuba, 26 possesso
settembre 1960, di armi di COLIN POWELL,
Assemblea segretario di Stato
generale (una distruzione
americano: il 5 febbraio
dichiarazione da di massa 2003, mostrando al
primato, 4 ore e per qualche Consiglio di sicurezza
29 minuti).
altro mese o una fiala di antrace come
presunta prova contro
anno non è l’Iraq e pretesto per
“Oggi sono venuto con un un’opzione” l’invasione (a marzo).
ramoscello d’ulivo e un fucile
da combattente della libertà.
“La libertà non
Non lasciate che il ramoscello
è semplicemente
cada dalla mia mano”
assenza di tirannia

f2
o di oppressione, né è

pd
YASSER ARAFAT, licenza di fare tutto
leader dell’Olp, te
13 novembre ciò che si vuole”
1974, Assemblea MONDADORI PORTFOLIO
is

generale.
v

PAPA GIOVANNI PAOLO II, 5


ri

ottobre 1995, Assemblea generale.


ie
al

51 Paesi, ora sono 193. L’Italia ne fa parte dal 1955


rn
io

Anni ‘90, l’allentarsi delle tensioni di collaborazione o opposizione dei di peacekeeping risale al 1948 con il
tra superpotenze diede spazio a singoli leader delle maggiori potenze», dispiegamento di osservatori militari
@g

una stagione di intensa attività: spiega Amy Sayward. «Così, se Ronald in Medio Oriente per monitorare
dalla creazione del Tribunale penale Reagan, che non era un fan dell’Onu, l’armistizio tra Israele e i vicini arabi.
internazionale per l’ex-Iugoslavia, fece ritirare gli Usa dall’Unesco e diradò «Le missioni più riuscite sono quelle
all’intervento per l’espulsione dell’Iraq i pagamenti all’organizzazione, il suo di cui si sente meno parlare: significa
dal Kuwait, alle azioni per elezioni successore George H. W. Bush (padre), che hanno mantenuto la tensione
libere in Cambogia. convinto del valore delle Nazioni bassa. Così è stato per la missione più
Unite, fu disponibile a lavorare con il lunga, ancora in corso, a Cipro», spiega
CHI HA FATTO LA DIFFERENZA. Consiglio di Sicurezza». la studiosa. Di rado i Caschi Blu sono
Dal 1946 nove persone, tutti uomini, stati coinvolti in azioni di guerra: è
hanno ricoperto la massima carica di CASCHI BLU E FALLIMENTI. Uno accaduto in Corea (1950-53) e durante
segretario generale. «Eppure, a incidere dei simboli più noti delle Nazioni Unite l’espulsione dell’Iraq in Kuwait (1990-
davvero non sono stati un segretario sono le Forze internazionali di pace 91). «Tra le operazioni più controverse
generale o l’altro, bensì l’atteggiamento Onu, i Caschi blu. La prima attività e fallimentari, ci sono quella dei primi

1948, maggio: in 1948, dicembre: 1955, dicembre: 1956, novembre: a 1960: il maggiore 1967: dopo la
Palestina si svolge la l’Assemblea l’Italia entra a seguito della crisi di aumento di adesioni guerra dei Sei
prima operazione di generale adotta far parte della Suez, viene istituita in un anno: 17 nuovi Giorni, il Consiglio
peacekeeping Onu. la Dichiarazione Organizzazione la prima Forza Stati membri, 16 di Sicurezza adotta
universale dei diritti delle Nazioni Unite. d’emergenza Onu: dall’Africa. la Risoluzione
dell’uomo. nascono i “Caschi 242, base per il
blu”. dialogo tra Israele e
Palestina.

85
S
Guerra e pace
Soldati e rifornimenti
paracadutati da unità aeree
Onu, durante la guerra di
Corea (1950-53). Sotto,
rifugiati ruandesi fuggiti
dalla capitale Kigali vanno
verso nord scortati dai
Caschi blu (1994).

f2
Oms: sfide continue 

pd
L ’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) è anch’essa un istituto delle
Nazioni Unite. È attiva dal 1948, erede della Pan-American Health Organisation
e di altri gruppi che nell’Ottocento monitoravano la diffusione di malattie
te
is
epidemiche. Dall’attività di promozione dell’uso degli antibiotici, non appena
scoperti, alle campagne vaccinali antipolio, l’Oms ha vissuto fasi di scarsi risultati
v

ma anche di grandi successi: male andò negli anni Cinquanta e Sessanta quando
ri

tentò, senza riuscirci, di debellare la malaria investendo molto denaro e utilizzando


enormi quantità di Ddt.
ie

Vaccini per tutti. Un grande successo fu, invece, l’ambiziosa campagna di


vaccinazione globale durata 12 anni con cui nel 1979 riuscì a debellare il vaiolo
al

(sopra, nigeriani in fila per le vaccinazioni contro morbillo e vaiolo nel 1969).
Gli Anni ’80 e ’90 furono segnati dalla lotta all’Aids, mentre le ultime dure sfide
rn

sono state quella con la più grande epidemia di Ebola in Africa Occidentale nel
io

2014 e, cronaca ancora attualissima, con la pandemia da nuovo coronavirus.


@g

All’Assemblea generale votano tutti gli Stati membri,


Anni ’90 in Somalia e quella del 1994 in SOTTO TRACCIA. Esiste, però, eredità dell’Unione internazionale del
Rwanda con i Caschi Blu belgi che non anche un lavoro quotidiano che, telegrafo e se nei cieli il traffico aereo
riuscirono a prevedere il genocidio», pur di successo, non fa notizia. È è ordinato è grazie all’Organizzazione
prosegue Amy Sayward. «Poi nel 1995 quello di coordinamento di affari e internazionale dell’aviazione civile,
fallì la creazione di zone di sicurezza in questioni internazionali. Per esempio, entrambe parte della galassia Onu.
ex Iugoslavia: a Srebrenica i Caschi blu è grazie all’Unione postale universale,
olandesi non riuscirono a proteggere la fondata nell’Ottocento ed entrata a INCONTESTABILI CONQUISTE.
minoranza musulmana: un massacro». far parte delle Nazioni Unite, che la Esistono, poi, successi indiscutibili
Ancora oggi si cercano i resti delle corrispondenza viene recapitata in ottenuti grazie all’operato
vittime nelle fosse comuni dell’area. giro per il mondo: Internet è in parte dell’Assemblea generale, l’organismo
di rappresentanza universale, dove
nazioni piccole e grandi, ricche e
povere, tutte titolari di un voto, sono
1968, giugno: 1984, dicembre: 1993, maggio: è 2015, per la prima state forze motrici di cambiamenti
approvato il l’Assemblea stabilito il primo volta, 195 Paesi
Trattato di non generale adotta Tribunale per si impegnano epocali. «È attraverso l’Assemblea
proliferazione delle la Convenzione crimini di guerra a contenere le generale che si è sprigionata la vera
armi nucleari (in contro la tortura. delle Nazioni Unite: emissioni per evitare spinta alla decolonizzazione, con
vigore dal 1970). è quello per l’ex i cambiamenti la legittimazione di diverse lotte
Iugoslavia. climatici: è l’accordo per l’indipendenza», dichiara Amy
di Parigi sul clima. Sayward. «È stato così per gli algerini
86
S
f2
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te
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rn

GETTY IMAGES (3)


io
@g

non importa se siano ricchi o poveri, piccoli o grandi


che usarono le Nazioni Unite come
arena per il loro riconoscimento, ma
anche per i palestinesi: malgrado
ancora si battano, hanno avuto
nell’Onu un alleato chiave».
Altro risultato rilevante fu quello
prodotto dalla pressione politica
contro la segregazione razziale: per
cinquant’anni, a suon di risoluzioni
le Nazioni Unite presero posizione
contro l’iniquo sistema di apartheid
in Sudafrica. «Due rilevanti esempi»,
conclude la studiosa, «che dimostrano
come le Nazioni Unite siano un
organismo, forse l’unico, in grado di
dare impulso a grandi cambiamenti
reali. È questo lo scopo per cui le
organizzazioni internazionali vengono
fondate: intervenire quando un singolo
Stato da solo non ce la fa». •
87
S
EX URSS
La Bielorussia è in fermento
N
el 2017, durante i lavori di rinforzo
della collina di Gediminas, nella

e le proteste, duramente
città lituana di Vilnius, sono spuntati
all’improvviso degli scheletri umani.

represse dal governo,


Erano ciò che restava dei cadaveri di una
ventina di ribelli della fallita “insurrezione

continuano. Ma in quale
di gennaio” del 1863 contro l’impero zarista.
Tra gli insorti, che furono impiccati e sepolti

passato affondano le radici?


in luoghi segreti, c’era anche Konstanty
Kalinowski, il rivoluzionario bielorusso
che aveva guidato quell’ultimo tentativo di
AP/LAPRESSE

ricostituire l’antico regno polacco-lituano (vedi


di Riccardo Michelucci riquadro pagine seguenti).

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88
S
L’ULTIMA DITTA
NIKOLAI PETROV/BELTA/TASS/SIPA U/MONDADORI PORTFOLIO
Nel novembre dello scorso anno, a oltre
un secolo e mezzo di distanza, i resti di
Kalinowski sono stati inumati di nuovo con una
cerimonia solenne: una miccia che ha riacceso il
sentimento nazionale bielorusso e ha spianato la
strada ai fatti degli ultimi mesi.
A far esplodere l’insofferenza dei bielorussi –
innescando una situazione che ricorda da
vicino quella di Budapest nel 1956 e di Praga
nel 1968 – hanno contribuito la grave crisi
economica e le ennesime elezioni-farsa (le

Il presidente Lukašenko
ultime del 9 agosto sono state contestate anche
dall’Unione Europea) che hanno riconfermato 

f2
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ri
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al
rn
io

In piazza
Una donna sventola
@g

una vecchia bandiera


nazionale bielorussa
mentre Piazza
dell’Indipendenza
(a Minsk, la capitale)
si riempie di
manifestanti: è il 23
agosto 2020 e la
folla protesta contro
Aleksandr Lukašenko
(sopra), rieletto con
elezioni farsa.

TURA D’EUROPA 89
S
LETTONIA

LITUANIA

RUSSIA
POLONIA

Minsk

BIEOLORUSSIA

UCRAINA

I “russi bianchi”

NIDAY PICTURE LIBRARY/ALAMY/IPA


hanno fatto parte
per secoli del mondo
polacco e lituano

f2
alla presidenza il sessantaseienne Aleksandr dissoluzione del Rus’ di Kiev, lo Stato degli slavi
Sogno breve Lukašenko. Colui che è considerato “l’ultimo orientali, in seguito all’invasione mongola».

pd
Sopra a destra, il re dittatore d’Europa” è ininterrottamente al potere Dall’unificazione delle popolazioni locali nacque
Stanislao Augusto giura da un quarto di secolo. te allora il Granducato di Lituania, uno Stato
sulla nuova costituzione: pagano passato poi al cattolicesimo, multietnico
è il 3 maggio 1791
PIÙ EUROPA MENO RUSSIA. La
is
e multirazziale formato dagli odierni territori di
e con questo atto
Polonia e Lituania (che Bielorussia ha un legame con Mosca molto più Lituania, Bielorussia e di parte dell’Ucraina. Con
v

comprendeva l’attuale recente di quello che il suo stesso nome può l’unione di Krewo del 1386 fu poi sancita l’unità
ri

Bielorussia: nella cartina lasciar pensare. L’etimologia del nome Bielorussia dinastica tra il Paese baltico e il regno di Polonia.
ie

in alto i confini odierni) risale al nome del Rus’ di Kiev, il regno fondato Di lì a poco il Granducato raggiunse il suo
divennero un solo Stato. nel IX secolo da una tribù scandinava che si periodo di massimo splendore (ed espansione)
al

Ma l’indipendenza aveva i stanziò in quei territori, mentre l’aggettivo sotto il governo (1401-1430) del granduca Vitoldo
giorni contati.
cromatico (bielo, bianco) si riferisce a quella parte il Grande. La fusione tra i due regni fu suggellata
rn

del territorio che nel XIII secolo rimase libera nel 1569 con l’Unione di Lublino che dette vita
io

dall’occupazione mongola. alla Confederazione polacco-lituana, trasferendo


«I cosiddetti “russi bianchi” hanno fatto parte gran parte dei territori di Lituania e Rutenia
@g

per secoli del mondo polacco-lituano», spiega sotto la giurisdizione della cattolicissima Corona
Ettore Cinnella, sovietologo dell’Università polacca. Infine la Costituzione del 1791 unificò
di Pisa. «Una prima entità statuale bielorussa Polonia e Lituania in un solo Stato, destinato però
nacque alla metà del XIII secolo dopo la a durare pochissimo.

L’eroe Kalinowski G iornalista, scrittore e


rivoluzionario, Konstanty
Fu catturato dalle truppe
governative insieme ai suoi
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

Kalinowski (1838-1864, uomini e giustiziato nel 1864 a


conosciuto in Bielorussia come Vilnius (nelle foto, Kalinowski
Kastuś Kalinoŭski) è il simbolo e la collina dove sono stati
della storia condivisa tra Polonia ritrovati i resti).
e Bielorussia. Originario di una Tutti uguali. Le ultime parole
famiglia nobile dell’area della prima di essere impiccato
Berezina, fin da giovanissimo furono: “In Bielorussia non
iniziò a interessarsi alle lotte ci sono nobili, siamo tutti
agrarie scrivendo sul giornale uguali”. Le lettere che scrisse
clandestino Muzyckaja Prauda mentre si trovava in carcere
(“La verità dei contadini”), da sono diventate col tempo un
lui stesso fondato. Durante testo fondamentale per gli
gli studi in giurisprudenza indipendentisti bielorussi.
a San Pietroburgo entrò nel L’opposizione al presidente
movimento rivoluzionario Lukašenko lo considera una
antizarista e nel 1863 guidò gli figura di riferimento: nel 2006
insorti nella regione di Hrodna, provò invano a intitolargli una
al confine con la Polonia. piazza nel centro di Minsk.
90
S
garantire la sicurezza dello Stato russo. Anche a Disastro
costo di soffocare ogni istanza indipendentista.
Il 25 marzo 1918, nel corso dell’occupazione
Chernobyl
tedesca, venne dichiarata la nascita di una
Repubblica popolare bielorussa indipendente. I l 26 aprile 1986
la Bielorussia
venne colpita
Ma con l’avanzata dell’Armata Rossa e il ritiro dalla catastrofe
dei tedeschi, il governo bielorusso fu costretto di Chernobyl:
all’esilio e nel 1919 venne proclamata la l’esplosione di una
Repubblica socialista sovietica bielorussa (Rssb) centrale nucleare
che entrò a far parte dell’Unione Sovietica. I poco distante dal
territori abitati dai bielorussi furoro smembrati: confine con l’Ucraina
alla Polonia andò l’area di Bialystok, alla Russia causò il rilascio di
una radioattività
Smolensk mentre Vilnius fu assegnata alla circa quattrocento
Lituania. Tornarono a far parte della Rssb solo volte superiore alla
dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale, bomba di Hiroshima.
quando l’Urss invase la Polonia in seguito al L’incidente fu
patto Molotov-Ribbentrop, ricostituendo l’unità causato da una
territoriale bielorussa. combinazione
fatale di guasti,
imprudenza ed errori
IL LEGAME CON MOSCA. Il 10 dicembre di progettazione.
1991 la Bielorussia è diventata formalmente uno Si rese necessaria
Stato indipendente in seguito al crollo dell’Unione l’evacuazione
DENTRO L’IMPERO. «Quanto accaduto Sovietica. Ma il forte legame con Mosca non di oltre 100mila

f2
nel corso dei secoli ci fa comprendere come è stato mai reciso del tutto. «Nel corso del XX persone dall’area
ma il bilancio delle

pd
questi territori abbiano avuto una storia assai secolo si verificò qualche sporadico tentativo
vittime resta a
diversa da quella russa, e siano espressione di di rivitalizzare l’identità nazionale bielorussa
te tutt’oggi un mistero:
una civiltà a tutti gli effetti europea. L’influenza ma ad animarlo furono soltanto piccoli gruppi, le stime oscillano
polacco-lituana sulla Bielorussia si concluse con la cui esiguità confermava la debolezza della
is
da poche migliaia
la spartizione della Polonia nel 1795», prosegue sua tradizione culturale», prosegue Cinnella. a circa un milione.
v

Cinnella. «Da quel momento in poi sia i territori «E si verificò un curioso paradosso: la lingua Le pesantissime
ri

bielorussi sia quelli ucraini entrarono a far parte bielorussa, che nel ’500 si era sviluppata in forma contaminazioni
della Russia di Caterina II e terminò anche letteraria con la prima traduzione della Bibbia, fu radioattive
ie

hanno colpito
quella tolleranza religiosa che fino ad allora rivitalizzata proprio durante il periodo sovietico. gran parte delle
al

aveva contraddistinto il Granducato di Lituania. I timidi tentativi indipendentisti del 1991 non regioni circostanti
Gli slavi ortodossi cominciarono a sentirsi più furono certo paragonabili a quanto avvenne e continuano a
rn

vicini a Mosca per motivi religiosi e, al contrario ad esempio nei Paesi baltici, i quali, al pari danneggiare la
salute di migliaia
io

dell’Ucraina che disponeva di un’intellighenzia dell’Ucraina, non si sono mai sentiti realmente
e di una coscienza nazionale molto forti, in legati alla Russia». di abitanti in
Bielorussia, Ucraina e
@g

Bielorussia il sentimento patriottico fu meno La figura simbolo della fase post-Urss è senza
Russia.
accentuato. E ciò spiega anche gli sviluppi dubbio Alexander Lukašenko, che governa in Oggi. Per contenere
successivi alla Rivoluzione russa». modo autoritario dal 1994 dopo aver accentrato le scorie radioattive
Con l’inizio dell’Ottocento la Bielorussia su di sé ogni potere. Grazie all’aiuto russo ha e limitare la
entrò dunque nell’orbita di Mosca, prima sotto azzerato ogni opposizione e nel 2015 è stato eletto contaminazione
il regime zarista poi sotto quello sovietico, presidente per la quinta volta. La sua lealtà nei dell’ambiente è
restandoci di fatto fino ai giorni nostri. Le rivolte confronti del Cremlino è stata ripagata con lauti stato realizzato
un “sarcofago”,
dei bielorussi contro gli zar del XIX secolo che sussidi economici e commesse di combustibile una massiccia
avevano l’obiettivo di ricreare la Confederazione a basso costo. Ma il rapporto privilegiato con struttura in acciaio e
polacco-lituana fallirono tutte, compresa quella Mosca ha iniziato a incrinarsi dopo la guerra in cemento che copre
che nel 1863 vide protagonista Konstanty Ucraina del 2014. Lukašenko ha criticato Putin il reattore nucleare
Kalinowski. per l’annessione russa della Crimea e ha n. 4 (quello che
iniziato a cercare l’appoggio dell’Ue per causò l’incidente).
POSIZIONE STRATEGICA. Fin dall’epoca diversificare un’economia sempre più in crisi. Le operazioni di
bonifica della
medievale i territori bielorussi hanno svolto la Finché le disuguaglianze sociali sempre più centrale sono
funzione di “zona cuscinetto” nei confronti di consistenti non hanno innescato le grandi proseguite fino ai
tutti gli invasori che da Occidente tentavano di proteste di massa dell’estate scorsa esplose in giorni nostri e sono
puntare al cuore della Russia. Prima le incursioni seguito a elezioni farsa messe in dubbio destinate con ogni
polacco-lituane dal XV al XVII secolo, poi anche dalla Ue. «Il Paese è di fronte a un bivio», probabilità a non
l’invasione del re di Svezia Carlo XII nel 1700 e conclude Cinnella. «Gli errori commessi da concludersi mai.
Ciononostante l’area
quella napoleonica del 1812, infine le spedizioni Lukašenko e da Putin possono portare
intorno a Chernobyl
tedesche nel corso delle due guerre mondiali. finalmente alla rinascita di un sentimento continua a essere
Ciò spiega perché da almeno due secoli il nazionale e condurre il Paese verso una vera abitata da alcune
controllo del Paese è ritenuto indispensabile per indipendenza». • centinaia di persone.
91
S
SALUTE
Tra rimedi miracolosi, vittime illustri e anche un
santo patrono, la millenaria (e mai vinta) lotta contro
la caduta dei capelli.

DANNATA
di Claudia Giammatteo

CALVIZIE
“L f2
a sua calvizie era oggetto di accomunati dalla perdita dei capelli sul

pd
scherno tra i suoi detrattori, cuscino e, spesso, dal rammarico per la chioma
così, per nasconderla, si volatilizzata. Come insegna anche il mito
te
pettinava portando avanti i biblico di Sansone che trae la sua forza dalla
radi capelli, e tra i molti onori che il Senato capigliatura e la perde appena tosato nel sonno,
is

gli aveva decretato, nessuno fu più gradito il motivo è ancestrale: i capelli maschili sono
v

del diritto di portare ovunque una corona stati a lungo simbolo di energia, fertilità e
ri

d’alloro”. Così lo scrittore latino Svetonio virilità, e la loro perdita segno di disonore.
parlava di Giulio Cesare, vanitoso e tormentato
ie

dalla sua calvizie a dispetto del suo stesso SENZA FRONTIERE. C’è, però, un aspetto
al

nome, che tanta assonanza aveva col termine meno conosciuto della faccenda: è dalla notte
caesaries, ovvero “capigliatura lunga e folta”. dei tempi che l’uomo è alla ricerca di una cura
rn

Un caso tutt’altro che isolato: molti grandi definitiva contro la perdita di capelli. Per vincere
io

personaggi della Storia, dal faraone Ramses questa battaglia si è fatto ricorso alla magia, alla
II all’imperatore Adriano, passando per il Re filosofia e alla religione, mettendo in campo una
@g

Sole Luigi XIV, Napoleone, Gandhi, Winston varietà di cure, terapie e formule che ha pochi
Churchill e Charles De Gaulle, sono stati precedenti nella storia della medicina. 

MAXIMILIEN DE BÉTHUNE THOMAS HOBBES JOHN FLAXMAN


1560-1641, politico francese. 1588-1679, filosofo inglese. 1755-1861, scultore e
disegnatore inglese.

92
S
Da
gli
ar
ch
St ivi
or di
ia

croato Ivan
Generalić (1914-
1992). Sotto, i
ritratti di quattro
intellettuali inglesi
e francesi: di
epoche diverse ma
accomunati dallo
stesso “problema”.

f2
pd
te
vis
ri
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al
rn
io
@g

PIERRE-JOSEPH PROUDHON
1809-1865, filosofo e anarchico francese.

93
S
Aristotele intuì la
relazione tra perdita
di capelli e ormoni.
Osservò infatti che
eunuchi e bambini
non soffrivano
di calvizie

AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
I primi preparati anti-calvizie si trovano
descritti nel papiro Ebers, una sorta di
enciclopedia medica del 1500 a.C. circa, dove
si prescrive un “cataplasma composto di parti
uguali di grassi di stambecco, leone, coccodrillo,
serpente, oca e ippopotamo [...] assieme ad aghi
bruciati di porcospino sott’olio, frammenti di

f2
unghie e una miscela di miele, alabastro e ocra

pd
rossa” da somministrare alzando invocazioni
“all’eterno e immutabile Aton (il dio Sole, ndr) te
contro la divinità maligna che governa la testa
calva”. Altri si accontentarono di giocare la carta
is

dell’autoironia: se nel V secolo a.C. Socrate


v

diceva che “sulla roccia non cresce l’erba”, otto


ri

secoli dopo il filosofo libico Sinesio di Cirene


sosteneva nel suo Elogio della calvizie che
ie

adùlteri ed effeminati erano capelluti, mentre


al

saggi e filosofi sempre calvi.


Fu invece il padre della medicina Ippocrate di Cesari, alzava un velo anche su altri personaggi
rn

Sotto il cappello
Kos (circa 460-370 a.C.) il primo a considerare tormentati: l’imperatore Domiziano (51-96)
niente, Kevin
io

la calvizie una malattia (ancora oggi la forma Baldwin (Sonzogno). “così permaloso riguardo alla sua calvizie da
più comune è chiamata “ippocratica”), anche prendere come insulto personale qualunque
Manuale semiserio
@g

se per curarla prescriveva una terapia bizzarra: cosa rivolta a qualunque altro uomo calvo”, e
che ripercorre le
una pomata a base di olio di rose e succo di vicende di calvi soprattutto Caligola (12-41), peloso su tutto
acacia e, nei casi più gravi, impacchi di cumino, famosi. il corpo tranne che in testa “a tal punto che
sterco di piccione, rafano e ortica. Nella sua guardarlo dall’alto al basso mentre lui passava
Storia naturale (I secolo d.C.) Plinio il Vecchio [...] veniva considerata un’offesa capitale”.
consigliava trattamenti ancora più rivoltanti: Capelli e calvizie, Inoltre “ogni volta che s’imbatteva in uomini
Pierre Bouhanna
sulla fronte andava applicato un unguento (Edizioni Springer). avvenenti e dotati di una folta chioma, li
“ottenuto dalle ceneri degli escrementi di pecora deturpava facendo loro rasare la nuca”. Invece
disciolte nel miele” (Libro 29) o a base di La calvizie nella di aiutarsi con il riporto cui ricorreva Giulio
Storia e i nuovi
“vescica di scorpione e ceneri di rane, trattamenti medici Cesare (imitato anche in questo da Napoleone)
mescolate con miele o diluite in pece o catrame e chirurgici. o con pomate colorate e corone di alloro, il
liquido” (Libro 32). vanitoso imperatore Adriano preferì un rimedio
ereditato dagli antichi Egizi: una parrucca di
RISPETTO AI CALVI. A giudicare dai capelli chiari e sottili, provenienti dalle teste
nomignoli dati al generale romano Gneo dei prigionieri germanici, che diventò una
Cornelio Scipione “Calvo” e al generale moda tra i Romani calvi.
cartaginese Asdrubale “il Calvo”, il problema
era già sentito nel III secolo a.C., e presto toccò Senza tempo BANDO AI RICCI. La caduta dell’Impero
i livelli più bassi di popolarità. “Brutto a vedersi A destra, testa di romano riportò la sobrietà in fatto di
è un caprone scornato, brutto è un campo vecchio calvo con acconciature, spiega il chirurgo francese Pierre
barba: terracotta
spogliato, brutto è un cespuglio senza fronde. etrusca proveniente Bouhanna, autore di un libro sull’argomento: a
Altrettanto orribile è una testa senza capelli”, dal Tempio di tal punto che uno dei concili di Costantinopoli
diceva nel I secolo a.C. lo scrittore Ovidio, Belvedere di minacciò la scomunica per chi portava capelli
mentre il collega Svetonio, nelle Vite dei Orvieto. lunghi e ricci. E se non c’erano che le corone
94
S
Calve per forza
o per natura
I l loro simbolo è
l’antico tempio di
Venere Calva, eretto
secondo lo storico
latino Lattanzio
sul colle romano
del Campidoglio
nel IV secolo a.C.
Celebrava il sacrificio
delle donne che si
tagliarono le chiome
per farne corde
da arco durante
l’assedio dei Galli.
Teste volutamente
calve caratterizzarono
in seguito sia sante
sia peccatrici, in
quanto simbolo di
sottomissione o
castigo. Nella Bibbia
si legge che “Il Signore

f2
renderà tignoso il

pd
cranio delle figlie
di Sion, il Signore
te denuderà le loro
tempie” (Isaia, 3: 17-
is

Processione funebre 24) per punirle della


dell’antico Egitto loro superbia.
v

(Necropoli di Regine. Ma la pelata


ri

Dra’ Abu el-Naga), non ha risparmiato


nemmeno le teste
ie

Tebe, Luxor.
coronate. Come quella
di Nefertiti, moglie del
al

faraone Akhenaton
a coprire le teste del re franco Carlo II (823- natura”. In compenso, nella Commedia degli (al potere dal 1348
rn

877) e di Baldovino II delle Fiandre (865-918) equivoci si legge che ad avere la testa pelata al 1331 a.C.) che
io

– entrambi detti “il Calvo” – in compenso “si risparmiano i quattrini per le acconciature e secondo lo studioso
continuavano a fiorire medicamenti stravaganti. mangiando non cadono capelli nella zuppa”. francese Pierre
@g

Bouhanna soffrì di un
Come quelli prescritti dal medico arabo Mesuè L’unica misura risolutiva, tra ’600 e ’700, fu diradamento dovuto
di Damasco (VIII secolo) a base di “noccioli la parrucca, tornata in auge con Luigi XIII di forse a un’alopecia
di datteri, garretti di levriero abissino e zoccoli Francia, calvo a 29 anni ma convinto che una areata, o “a chiazze”.
di asino fatti bollire nell’olio”, ma anche di massa di capelli fosse indispensabile per darsi Nemiche. Un destino
corna di montone frantumate (specifiche per ex un tono. La rilanciò poi Luigi XIV, tormentato condiviso, secoli
chiome ricce) o di 30 rossi d’uovo, da friggere, dalla calvizie ma anche dalla bassa statura. dopo, da Elisabetta I
spremere e scolare in testa. E addirittura, in un Su di lui fiorirono varie leggende, come quella d’Inghilterra (1533-
1603), che fu vittima
manuale inglese del 1594 intitolato Il sentiero secondo cui il suo cranio fu visto solo di uno sfoltimento
della salute, tra le cure “scientificamente dal barbiere: ogni sera attraverso la tenda sulle tempie subito
provate della calvizie” furono inclusi i sempre chiusa del baldacchino dava a un paggio la dopo l’ascesa al trono
popolari escrementi di pollo, mischiati con parrucca boccoluta, che gli veniva restituita e che collezionò 80
sali di potassio. ravvivata il mattino. parrucche (ricciolute
Quasi due secoli dopo la e color rosso carota).
E persino dalla rivale
PARRUCCHE. A dare il quadro situazione era immutata e i
Maria Stuarda (1542-
desolante della situazione fu il leader pelati continuavano 1587), cattolicissima
drammaturgo inglese William a essere bersaglio di lazzi regina di Scozia
Shakespeare, che per bocca dei umoristici: lo zar Alessandro tradita dal boia:
suoi personaggi profetizzava I di Russia fu ribattezzato quando quest’ultimo
nel dramma dell’Enrico V che “il bulletto pelato” nel Don si chinò a raccogliere
“una testa riccia diventerà Juan (1819-24) di Lord Byron, la sua testa, dopo
la decapitazione,
calva” e che “non v’è mentre Napoleone Bonaparte fu afferrandola per
modo per un uomo di soprannominato “le petit tondu” (“il le trecce ramate,
recuperare i capelli pelatino”) nonostante il sapiente uso rimase con la
che cadono per di pettine e riporto. parrucca in mano.
95
S
Contro la caduta dei capelli c’è anche
un santo a cui votarsi: il duca
Canuto Lavard, canonizzato nel 1169
QUI SI STUDIA. sifilide congenita. Bisognò
Nuovi studi al attendere il XX secolo
microscopio, perché l’anatomista
condotti statunitense James B.
dall’anatomista Hamilton individuasse la
seicentesco causa reale della calvizie
Marcello Malpighi, in una concomitanza tra
avevano intanto predisposizione genetica,
Bacchette fatto luce sulle
due principali
età e influenza degli
ormoni; e lo scoppio
“magiche” forme di calvizie: della Seconda guerra
anti-calvizie la misteriosa
“alopecia volgare”
mondiale perché nel 1939
il chirurgo giapponese

D a sempre l’ossessione
per la caduta dei capelli
(oggi “alopecia
androgenetica”)
Okuda effettuasse il primo
trapianto di capelli, fino

f2
è stata terreno fertile di caratterizzata a oggi il solo trattamento
maghi e ciarlatani prodighi

pd
da arretramento risolutivo della calvizie.
di soluzioni “miracolose”.
«Uno dei primi truffatori dell’attaccatura te Già anticipato nell’800 dal
dei capelli, chirurgo tedesco Johann
GETTY IMAGES

fu un certo Bartlett, che


nell’800 viaggiò per stempiatura e Friedrich Dieffenbach, fu
is

l’Europa con una bacchetta chierica, che si diffuso dall’americano


v

di vetro attaccata a un riteneva indotta Norman Orentreich a


ri

generatore di elettricità da “scarsità di partire dal 1959. Nonostante


statica che, avvicinata ai
umori interni dell’individuo”, e la reversibile le promesse della scienza, dalla coltivazione
ie

capelli, li faceva drizzare


all’estremità, allettando i “alopecia areata” (chiamata in passato “Area di peli “in vitro” al trapianto di follicoli e alla
al

creduloni», racconta Kevin Celsi”), annunciata dalla perdita di capelli “a terapia genica, a sentire gli esperti, Shakespeare
Baldwin autore di un libro chiazze”, a lungo imputata alle cause sbagliate: ha ancora ragione: non c’è verso di fare
rn

sull’argomento. un fungo, il restringimento dei vasi sanguigni, ricrescere la chioma a un calvo di natura.
Miracoli. Nel 1874
io

una disfunzione della tiroide e persino la Però si è in buona compagnia. •


Andrew Taylor Still, un
finto medico, certo che
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la dislocazione di alcuni

MONDADORI PORTFOLIO
ossicini nella spina dorsale
fosse causa della calvizie, Idee per la testa
dichiarò di essere riuscito a Toilette mattutina nel
far crescere di 8 centimetri i Settecento: barba e...
capelli di un paziente calvo, parrucca. In alto, un
solo massaggiandogli la tricologo olandese
schiena. Qualche anno cura un ragazzino,
dopo fu il turno di una rimasto calvo dopo un
portentosa spazzola raid aereo del 1944.
elettrica, i cui campi
magnetici avrebbero
curato la calvizie.
Irremovibili. Per
dichiarare guerra agli
imbroglioni, nel 1906 la
British Medical Association
decise di sottoporre ad
analisi alcune presunte
lozioni “rigeneranti”,
svelando che erano a
base di innocuo borace,
glicerina, alcol e acqua,
venduti al quadruplo
del costo effettivo. Ma
il pubblico continuò ad
acquistarle lo stesso.
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AGENDA
A cura di Irene Merli

POSTER SALUZZO

Cina. Rivoluzione-
Evoluzione
Da una delle più grandi collezioni del mondo,
uno spaccato della propaganda maoista:
manifesti e dipinti originali realizzati tra il
1949 e il 1983, il periodo della presidenza
di Mao Tse-tung e della sua rivoluzione
culturale.

Fino all’1/11. La Castiglia. Info e


prenotazioni: http://startsaluzzo.it/

EVENTO ROMA

I marmi Torlonia.
Collezionare capolavori
In mostra per la prima volta 90 tra i 620

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marmi della collezione Torlonia – la più
ARCHEOLOGIA CASTELLAMMARE DI STABIA (NA) prestigiosa raccolta privata di sculture

pd
antiche – nella nuova sede espositiva dei

IN VILLEGGIATURA te Musei Capitolini: Palazzo Caffarelli.


Fino al 29/6/2021. Palazzo Caffarelli.
is

CON I ROMANI Info e prenotazioni: www.torloniamarbles.it


v
ri

LIBRO
Un nuovo museo racconta la vita nelle lussuose
ie

ville dove i vip dell’Urbe praticavano l’otium.


al

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inalmente i preziosi reperti del territorio stabiano, costellato di ricche ville romane,
hanno trovato una“casa”tutta per loro. E non una casa qualunque: la Reggia di
io

Quisisana, il più antico sito reale borbonico. La Reggia è una dimora (anch’essa di
villeggiatura) costruita dai sovrani angioini nel XIII secolo e ingrandita da Carlo III di Borbone;
@g

si trova nella zona collinare di Castellammare di Stabia. Dalla fine di settembre le sue sale
sono sede del Museo Archeologico di Stabiae, intitolato a Libero D’Orsi, preside e ispettore
onorario alle antichità che negli Anni ’50 avviò gli scavi delle ville stabiane, solo in parte
indagatee dai Borbone
Borbone. Negli splendidi ambienti della Reggia, Reg che riaprono dopo 11 anni dal
rrestauro che li aveva salvati dalle rovine
di un lungo abbandono, si possono
d
aammirare affreschi, stucchi, pavimenti,
sscultu ure, terrecotte, vasellame da tavola,
ooggeetti in bronzo e in ferro.
Dolce vita. Questi reperti illustrano
D
laa vitaa quotidiana nelle lussuose ville Prima del Covid
d’otiuum e nelle ville rustiche (simili alle
d
ffattorrie) che i Romani avevano costruito Medici eroici, isolamento
In alto, affresco in questa zona panoramica, scelta per le preventivo, crisi economica. La
parietale loro“vacanze”, davanti al Golfo di Napoli. descrizione calza ai nostri giorni,
con maschera LL’obbiettivo del percorso museale è ma la pandemia di questo libro era
maschile. ooffriree un quadro dell’antica Stabiae e di colera. Anche il bacillo d’allora
Stabia, Secondo del su
d uo ampio territorio, dall’età arcaica veniva dall’Est, attraverso le navi
Complesso, ssino all’eruzione
a del 79 d.C., che anche commerciali. L’autore racconta
I secolo d.C. qui
q se
eppellì tutto, vite e dimore, come a la guerra dei Borbone al colera,
A destra, cratere in PPomppei e a Ercolano. quando nel 1836 arrivò a Napoli.
marmo alabastrino.
Stabia, Villa M
Museo Archeologico di Stabiae Gigi Di Fiore, Pandemia 1836,
San Marco, L o D’Orsi. Reggia di Quisisana. Info e
Libero Utet, 17 euro.
I secolo a.C.-I d.C. pprenootazioni: www.pompeiisites.org.
97
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NEI PROSSIMI NUMERI
IN EDICOLA DAL 17 NOVEMBRE CON TANTE ALTRE STORIE E PERSONAGGI
VIVERE E MORIRE A SPARTA
Gli eroi, l’educazione, la rivalità con Atene. E poi le guerre: in Grecia
e nella colonie, con i Persiani... Chi erano davvero e com’era la vita
quotidiana degli Invincibili, i guerrieri ellenici per antonomasia.

BRIDGEMAN IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO


PRIMO PIANO

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ADRIANO ALECCHI

LA PRIMA

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COSTUME te VOCE
Novant’anni fa a Roma
C’ERAVAMO TANTO AMATI debuttava il sonoro nei
is

In Italia la legge sul divorzio fu approvata il 1° dicembre 1970 e film italiani e nasceva
riconfermata dopo un referendum abrogativo del 1974. Perché da una stella: Dria Paola, la
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noi è arrivato solo nel secolo scorso? E come ci si lasciava quando prima diva “parlante” del
ri

legge e Chiesa impedivano di farlo? Scopriamolo. cinema di regime.


ie
al

Storia
rn

Mondadori Scienza S.p.A. - Via Mondadori 1 – 20054 Segrate (Mi)


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io

da parte di Arnoldo Mondadori S.p.A.


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