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Luna rossa per l’eclissi, l’Italia con il naso all’insù

Dalle 21:10 alle 23:00. Un fenomeno astronomico importante per la conoscenza del cosmo

Roma, 15 giugno 2011 (TMNews) - Chi, nubi permettendo, ha potuto osservare la Luna nella
serata tra mercoledì e giovedì, l’ha vista colorarsi di una bella tinta arancione, tendente al rosso. E’
un fenomeno astronomico abbastanza frequente, legato al meccanismo delle eclissi. Il termine
viene dal greco, e significa “nascondere”. In pratica si ha che, quando un corpo celeste passa
davanti a un altro rispetto a un osservatore che si trova sulla Terra, lo “nasconde” agli occhi di
quest’ultimo. Le eclissi sono molto importanti per gli studi astronomici, specialmente quando
coinvolgono quel corpo celeste specialissimo che è il Sole. Per esempio, quando un pianeta
eclissa il Sole, i raggi dell’astro prima di giungere sulla Terra devono attraversare l’atmosfera del
pianeta, e ne vengono modificati. In questo modo, siccome si sa come si comporta la luce quando
attraversa diversi gas, gli astronomi hanno potuto capire come fosse composta l’atmosfera di
Giove, Saturno, Urano e altri mondi.
Osservando le perturbazioni dell’orbita di Mercurio nel suo passaggio davanti e dietro al Sole, negli
anni Venti del secolo scorso si ebbe la prova della validità della teoria della Relatività generale
formulata da Einstein qualche anno prima. In altre parole, le eclissi non sono soltanto una curiosità
scientifica, ma hanno un ruolo molto importante per farci capire meglio il mondo in cui viviamo.
Nel caso di questa sera, è la Terra che passa davanti alla Luna, frapponendosi fra il Sole e il
nostro satellite, che così finisce nel “cono d’ombra” proiettato dal globo terrestre. Ma perché la
Luna si colora di rosso? La circostanza è dovuta al fatto che la Terra, eclissando il Sole rispetto
alla Luna, fa sì che i raggi dell’astro debbano attraversare l’atmosfera del nostro pianeta, che è
abbastanza densa da assorbire alcune frequenze della luce solare. Riescono a passare soltanto le
più basse, corrispondenti a quelle della colorazione rossa. Di fatto, è come se il nostro satellite
venisse illuminato da un faro con un filtro rosso.
Data la complicazione dei movimenti relativi dei corpi celesti, le eclissi variano molto nella loro
fenomenologia. Possono essere più lunghe o più corte, totali o parziali, visibili soltanto su una
porzione del globo terrestre o su tutta la Terra. Nel caso di questa sera, si tratta dell’eclissi di Luna
più vistosa e lunga degli ultimi dieci anni, quindi uno spettacolo, potendo, da non perdere. Il nostro
satellite è entrato nel cono d’ombra della Terra intorno alle 19:23 italiane, ma alle nostre latitudini è
sorto sull’orizzonte fra le 20:40 e le 21:10. L’eclissi ha una durata di circa cento minuti, con la fase
massima intorno alle 23:00. E la successiva uscita dal cono d’ombra della Terra.
La sua colorazione, così suggestiva, ha dato luogo a infiniti racconti mitici per spiegarla, quando di
sistema solare non s’era ancora sentito parlare. In genere, si ricorreva ad ammonimenti divini e
cose del genere. Gli appassionati di western ricorderanno la “luna comanche” che segnava una
tregua delle ostilità fra le tribù in guerra. Suggestioni dure a morire. Ancora oggi, chi segue i
dettami dell’agricoltura biologica, nel periodo in cui c’è la Luna rossa ferma le attività, perché, data
l’importanza che le fasi lunari hanno nella coltivazione dei campi, crede che un fenomeno “fuori dal
comune” possa alterare lo sviluppo delle piante nascenti.