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Bel (unità di misura)

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Il Bel, simbolo B, è un'unità di misura relativa, con la quale una grandezza fisica (come la potenza
di una radiazione o di un segnale) viene paragonata a un valore di riferimento su scala logaritmica.
Nonostante non sia prevista all'interno del Sistema Internazionale, il suo uso è comunque tollerato.
Viene spesso usato nel campo dell'acustica (potenza di un suono) o delle radiazioni
elettromagnetiche (in particolare per indicare il guadagno o la perdita di un segnale radio).

Viene usato per esprimere il rapporto tra due grandezze omogenee.

Si calcola in questo modo:

Si parla anche di rapporto espresso in neper:

Molto più usato del bel, in diversi campi tecnici, è il suo sottomultiplo: il decibel o decimo di bel,
simbolo dB (1 dB = 0,1B), cui si rimanda per una trattazione più completa.

Voci correlate [modifica]


 Neper

Unità di misura

Sistemi di misurazione · Conversione delle unità di misura · Sistema consuetudinario statunitense · Sistema imperiale
britannico · Antiche unità di misura italiane

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Sistema Internazionale

Unità di base: metro · chilogrammo · secondo · ampere · kelvin · mole · candela

Unità derivate: hertz · newton · pascal · joule · watt · coulomb · volt · ohm · siemens · farad ·
tesla · weber · henry · grado Celsius · radiante · steradiante · lumen · lux · becquerel · gray ·
sievert · katal
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Sistema CGS Sistema MTS
Unità di base: centimetro · grammo · secondo Unità di base: metro · tonnellata · secondo
Unità derivate: dyne · erg · baria · poise · Unità derivate: sthène · chilojoule · chilowatt ·
statcoulomb · statvolt · oersted · gauss · pièze
maxwell · rayl

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Unità atomiche

Unità di base: Raggio di Bohr · massa a riposo dell'elettrone · carica elementare · Costante di
Dirac · energia di Hartree

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Unità di misura di Planck

Unità di base: tempo di Planck · lunghezza di Planck · massa di Planck · carica di Planck ·
temperatura di Planck
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frequenza angolare di Planck · pressione di Planck · corrente di Planck · tensione di Planck ·
resistenza di Planck

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Categoria:

 Unità di misura
Decibel
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Disambiguazione – Se stai cercando il gruppo musicale italiano, vedi Decibel (gruppo musicale).

Il decibel (simbolo dB) è un decimo di bel (simbolo B): 10 dB = 1 B. Il bel è ormai caduto in
disuso, ma rimane l'unità di misura fondamentale da cui il decibel deriva, inoltre le corrispondenti
misure sono numeri puri e precisamente vengono ottenute come logaritmo del rapporto fra due
grandezze omogenee (esprimibili cioè nella stessa unità di misura, e tali, quindi, che il loro rapporto
è un numero puro adimensionale).

Indice

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1 Descrizione
2 Una nota di cautela sul fattore
20
3 Decibel assoluti
4 Operazioni con i decibel
5 VU-meter
6 Acustica
o 6.1 Esempi
7 Voci correlate
8 Collegamenti esterni

Descrizione [modifica]
Poiché le misure espresse in B e dB sono, di fatto, adimensionali (al pari delle misure angolari in
radianti), esse non specificano una grandezza fisica come il metro o il watt ma devono essere
indicate nella misura perché la loro conoscenza è necessaria (e sufficiente) per risalire dalla misura
al rapporto originale.

La misura del rapporto fra due grandezze deve essere di tipo logaritmico perché una proprietà
indispensabile alla definizione di una misura è la sua additività. Per esempio, aggiungendo una
massa di 1 kg ad un'altra massa di 1 kg si ottiene una massa di 2 kg; accostando in linea due regoli
lunghi 1 m si ottiene un oggetto lungo 2 m. Ma, se il rapporto fra una grandezza A ed una grandezza
omogenea B è 10, ed il rapporto fra B ed una terza grandezza C è ancora 10, il rapporto fra A e C
non è 20, bensì 100.

Definendo la misura di un rapporto come il suo logaritmo si ottiene una quantità additiva.

Un rapporto misurato in bel si definisce come il logaritmo in base 10 del rapporto stesso. Dire che
un rapporto è di 1 bel equivale quindi a dire che il rapporto stesso è di 10:1.
Il rapporto espresso in bel fra due numeri o due grandezze fisiche omogenee, N1 e N2, resta quindi
definito come:

e, per essere espresso in decibel, deve essere moltiplicato per 10:

Possiamo quindi legittimamente dire che il rapporto fra una tonnellata e un chilogrammo è 1.000:1,
o 3 bel, o 30 decibel; che il rapporto fra un eurocent e 1000 euro è 1:100.000, ossia - 5 bel, o - 50
dB; che il rapporto fra l'intensità sonora (espressa in W/m2) di un concerto rock e quella di una
normale conversazione è di 1.000.000:1, o di 6 bel, o di 60 dB.

Il rapporto corrispondente a 1 decibel è meno intuitivo in quanto chiama in causa delle potenze
frazionarie: se A supera B di 1 dB, il rapporto A:B è pari a 100,1, cioè a 1,25892... . Se A supera B di
3 dB, il rapporto A:B risulta 100,3 = 1,995262... .

Nell'uso tecnico corrente, questo valore viene approssimato a 2, per cui si usa dire che un
incremento di un valore di 3 decibel corrisponde ad un suo raddoppio, mentre un incremento di - 3
dB corrisponde ad un suo dimezzamento.

Scegliendo come base per il logaritmo un numero diverso da 10, si definirebbero unità di misura
diverse per la stessa grandezza logaritmo del rapporto: scegliendo come base il numero di Nepero e
si ottiene il neper, mentre scegliendo la base 2 si ottiene un'unità di misura che viene chiamata bit
nell'ambito della teoria dell'informazione, e ottava se si tratta di frequenze. Scegliendo come base
, si ottiene direttamente il decibel: ma ne sarebbe una definizione alquanto scomoda.

Tutte queste unità di misura hanno in comune la proprietà di essere adimensionali, ossia la
corrispondente misura è espressa come un numero puro a causa del fatto che sono il risultato di un
rapporto di due quantità omogenee (la stessa cosa avviene, per esempio, per la misura di un angolo
espressa in radianti, ovvero il rapporto di due lunghezze), e possono essere convertite facilmente
l'una nell'altra con una moltiplicazione, per cui sono, in linea di principio, alternabili, anche se l'uso
ne limita l'applicazione ad ambiti specialistici ben precisi, per cui è difficile incontrare
l'affermazione (matematicamente corretta) «l'intervallo fra 1 e 4 euro è di due ottave».

Normalmente, si usano i decibel in elettronica, acustica, chimica e in generale in tutti i campi in cui
è necessario calcolare prodotti e rapporti fra numeri aventi ordini di grandezza molto diversi;
calcolando con i decibel infatti, moltiplicazioni e divisioni si trasformano in somme e sottrazioni,
semplificando molto i calcoli. Inoltre il logaritmo comprime le scale numeriche, rendendo le
distanze fra numeri da parecchi ordini di grandezza a poche decine. Infine, campi come l'acustica e
la chimica trattano grandezze che sono intrinsecamente logaritmiche nei loro effetti.

 La dinamica di un segnale viene espressa in decibel, dal rapporto fra l'ampiezza massima e quella
minima che assume lungo l'arco della sua durata.
 Il guadagno degli amplificatori viene spesso espresso in decibel, dal rapporto fra l'ampiezza del
segnale in ingresso e quello in uscita.
 L'attenuazione di un qualsiasi circuito elettrico o linea di trasmissione si esprime in decibel,
assumendo ovviamente un valore negativo. Anzi, fu proprio per misurare l'attenuazione per miglio
delle linee telefoniche che il bel, chiamato inizialmente Transmission Unit, fu introdotto nel Bell
Telephone Laboratory all'inizio del XX secolo e poi, dopo la morte di Alexander Graham Bell nel
1922, rinominato bel in suo onore.

Una nota di cautela sul fattore 20 [modifica]


In fisica ed in ingegneria spesso si assume, senza neppure esplicitarlo, che i rapporti in dB che
verranno calcolati siano sempre relativi a energie o potenze, anche partendo da altre grandezze da
cui energie e potenze dipendono non linearmente. Questo introduce nei calcoli un fattore 20 che può
creare confusione.

Ad esempio, in elettronica ed elettrotecnica, parlando di rapporti in dB fra tensioni o correnti


elettriche, talvolta non si intende il rapporto fra le grandezze stesse, ma fra le potenze che le
tensioni o le correnti svilupperebbero se applicate ad una medesima impedenza. Essendo la potenza
W proporzionale al quadrato della tensione V o della corrente I, sfruttando le proprietà dei logaritmi
si ricavano le formule seguenti:

che valgono, però, solo nell'ipotesi che le tensioni o correnti di ingresso e di uscita vengano
applicate ad una medesima impedenza: cosa spesso vera per gli amplificatori a radiofrequenza, ma
ben lontana dalla realtà nella maggior parte dei comuni amplificatori audio.

Analogamente, in acustica, si definisce il livello di intensità acustica (Intensity Level, IL) come
rapporto in dB fra il flusso di energia I e il flusso I0 della soglia di udibilità, pari a 10-12 W/m2

il livello di pressione sonora viene definito invece come

che non è il rapporto in dB fra la pressione sonora p e la pressione sonora corrispondente alla soglia
di udibilità p0, ma fra i corrispondenti flussi di energia (calcolati a parità di mezzo trasmissivo).

Il fattore 20 si usa per pura comodità di calcolo, e non modifica la definizione di decibel.
Chi scrive queste formule in un testo dovrebbe chiarire esplicitamente che sta calcolando un
guadagno, un'attenuazione o una dinamica in dB come rapporto fra due potenze, anche se a partire
da grandezze diverse.

Chi, al contrario, incontra in un testo formule per il calcolo di un rapporto in dB contenenti, come
queste, il fattore 20 anziché 10, sia consapevole che l'autore ha fatto, esplicitamente o
implicitamente, questa assunzione.

Decibel assoluti [modifica]


Spesso si sceglie di misurare grandezze (tensioni, potenze ecc.) direttamente in decibel, ovvero
riferendo la grandezza alla sua unità di misura. Usando la definizione sopra riportata scegliamo per
N2 l'unità di misura appropriata, ad esempio 1 V o 1 A, specificando questo fatto nel simbolo
dimensionale della misura: decibel-Volt (dBV), decibel-Watt (dBW), decibel milliwatt (dBmW) e poi
si calcola il rapporto in dB fra la grandezza misurata e quella di riferimento: per esempio, una
tensione di 220 volt equivale a 46,8 dBV (tensione di riferimento 1 V) o a 106,8 dBmV (tensione di
riferimento 1 mV).

In elettronica è diffuso l'uso - formalmente non corretto - di abbreviare la sigla dBmW in dBm,
sottintendendo l'unità di misura.

Operazioni con i decibel [modifica]


Usando i decibel, le moltiplicazioni e le divisioni diventano somme e sottrazioni. Per esempio, se
abbiamo un segnale radio la cui potenza è −62 dBmW e lo riceviamo con un'antenna di guadagno 11
dB, lo filtriamo con un filtro passa-banda che attenua in potenza −1,3 dB e lo amplifichiamo con un
amplificatore il cui guadagno in potenza è 18 dB otterremo al demodulatore una potenza di:

−62 + 11 − 1,3 + 18 = −34,3 dBmW

In questo esempio abbiamo sommato (del tutto correttamente) valori in dB con UN valore in dBmW.
Non è invece possibile sommare fra di loro più valori in decibel assoluti.

Senza fare i conti con i logaritmi, si può calcolare con buona approssimazione il valore in dB di un
dato rapporto tra grandezze ricordando che un raddoppio (dimezzamento) corrisponde a circa +3 dB
(−3 dB) e un aumento (riduzione) di 10 volte corrisponde a +10 dB (−10 dB). Sapendo questo, per
esempio è facile calcolare che un incremento di 80 volte corrisponde in decibel a 19 dB; infatti 80 =
10 × 2 × 2 × 2, quindi 10 + 3 + 3 + 3 = 19 dB.

VU-meter [modifica]
Per approfondire, vedi la voce VU meter.

I VU-meter degli amplificatori audio e dei registratori a nastro magnetico riportano una scala in
decibel dove il massimo è spesso +3 o +6 dB, e il minimo è un valore negativo che rappresenta la
dinamica dell'amplificatore o del registratore: in questi casi, lo zero della scala (la grandezza di
riferimento) è dato dall'ampiezza massima del segnale che può essere riprodotto senza che
l'apparato introduca distorsione.
Acustica [modifica]
In acustica vengono usati i dBSPL per indicare il livello di pressione sonora. La sigla SPL, infatti, sta
ad indicare Sound Pressure Level. Si calcola in questo modo:

dove p0 indica la pressione sonora corrispondente alla soglia di udibilità, pari a 20 μPa = 20 × 10−6
Pa.

Analogamente, vengono definiti il livello di intensità acustica (Intensity Level, IL) che si misura in
dBIL.

dove I0 indica l'intensità acustica della soglia di udibilità, pari a 10-12 W/m2, e il livello di potenza
acustica, riferito ad una potenza W0 = 10−12 watt:

Esempi [modifica]

Segue una tabella con alcuni esempi di valori in decibel per suoni o rumori. I numeri devono essere
considerati come indicativi in quanto le situazioni utilizzate come esempio non possono essere
precise.

dBSPL Sorgente

300 Eruzione del Krakatoa nel 1883

250 All'interno di un tornado

180 Razzo al decollo

140 Colpo di pistola a 1 m

130 Soglia del dolore

125 Aereo al decollo a 50 m

120 Sirena, Auto di Formula 1 in pista

110 Motosega a 1 m
100 Discoteca, concerto rock vicino al palco

90 Urlo

80 Camion pesante a 1 m

70 Aspirapolvere a 1 m; radio ad alto volume, fischietto

60 Ufficio rumoroso, radio, conversazione

50 Ambiente domestico; teatro a 10 m

40 Quartiere abitato, di notte

30 Sussurri a 1 m

20 Respiro umano a 20 cm

0 Soglia dell'udibile

Voci correlate [modifica]


 Legge di Weber-Fechner
 Neper

Collegamenti esterni [modifica]


 Che cosa sono i dB?
 Descrizione di alcune abbreviazioni
 Controllo dei rumori e salute dell'udito
 (EN) Misure di rumori OSHA 1 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2005)
 (EN) Misure di rumori OSHA 2 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2007)
 Comprendere i dB
 Perché conviene usare i decibel
 Conversioni e tabelle tra decibel e dBm

Unità di misura

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Sistema Internazionale

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Unità di misura di Planck

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Planck

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angolare di Planck · pressione di Planck · corrente di Planck · tensione di Planck · resistenza di Planck

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 Acustica
 Audio
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