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IL

CALEIDOSCOPIO

DEI

RICORDI
FONTI E RINGRAZIAMENTI

Il Caleidoscopio dei Ricordi è un


aggregatore di testi e immagini
recuperate liberamente da Internet.

Non esiste un indice, non esiste un unico


autore.

Esiste solo la vostra Fantasia, i vostri


Ricordi.

BUON DIVERTIMENTO!

TUTTI I DIRITTI SONO DEI


RISPETTIVI PROPRIETARI.

E’ SEVERAMENTE VIETATO LUCRARE


SU QUESTA OPERA.

SI DECLINA OGNI RESPONSABILITA’.


FONTI:

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NOI CHE…

Noi che giocavamo a nascondino a tutte le ore Noi che ci divertivamo anche con "Strega comanda color.."
Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella" e a "1..2..3.. Stella!" Noi che però, dopo
loro dovevano giocare a indiani e cowboys (anzi, "caubboi"..) Noi che quando facevi "tana libera tutti" eri
un'eroe Noi che facevamo "Palla Avvelenata" Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera" Noi che non
mancava neanche "Dire fare baciare lettera testamento" Noi che litigavamo per stabilire se un gradino
valeva come "rialzo" a "Rialzo buzzico" Noi che trascinavamo la gente sulla sabbia per fare le piste delle
biglie Noi che bastavano due tappi per iniziare il giro d'Italia

Noi che avevamo la pista Polistil, e le femmine Cicciobello col disco che frignava Noi che avevamo le
macchine filoguidate, e le femmine la casa di Barbie con l'ascensore Noi che ci spaccavamo i diti per giocare
a Subbuteo Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva Noi che mettevamo
le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata
con la bici era il più figo Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce" Noi
che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella Noi che ci sentivamo
ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top Noi che odiavamo le rotelle sulla nostra prima bicicletta
ma volevamo subito imparare ad impennare Noi che che.. "Il pallone è mio e decido io!"

Noi che se c'era un pallone e 4 alberi era già tutto ok per giocare a calcio Noi che se non c'erano gli alberi si
giocava lo stesso Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.. Noi
che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo Noi che il portiere
era l'1, lo stopper era il 5, l'ala destra era il 7 e il centravanti il 9 Noi che "Non puoi giocare con noi perchè
siamo già pari" Noi che però facevamo giocare comunque tutti, anche quello disparo Noi che non
dovevamo far tardi Noi che era pronta la cena proprio al momento del calcio di rigore Noi che giocavamo a
pallone anche in casa, con la palla di spugna Noi che se uno segnava un gol da un metro lo chiamavamo
"larva" Noi che se uno sbagliava un gol da un metro lo prendevamo a insulti

Noi che passavamo pomeriggi giocando a Risiko Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi
tutti i personaggi a memoria Noi che giocavamo a "Forza 4" Noi che "Scarabeo" non ci piaceva Noi che il
cubo di Rubik non l'abbiamo mai finito, perlomeno senza barare Noi che baravamo anche a "battaglia
navale" Noi che ci scambiavamo le figurine prima delle lezioni (e durante, e dopo..) Noi che con le 500 lire
di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album
Panini Noi che lo scudetto del Derthona stava sempre insieme a quello del Fanfulla Noi che giocavamo a
fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola) Noi che odiavamo i PlayMobil

Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale dei Giardini" Noi che se avevi "Vicolo
Corto e Vicolo Stretto" perdevi sicuro Noi che andavamo in due sulla Graziella, e piú grandi sul Ciao Noi che
il Ciao si accendeva pedalando Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa Noi
che ogni volta che suonavamo rispondeva la madre Noi che ridevamo se un amico rideva Noi che ridevamo
se un amico piangeva! Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino

Noi che abbiamo maneggiato sostanze chimiche come il pongo, il DAS e la gommapane Noi che abbiamo
manipolato anche la Mikronite Noi che le crystal balls puzzavano di acido Noi che ci mettevamo il Vinavil
sulle mani e poi ci staccavamo la pellicola Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol
contemporaneamente Noi che abbiamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato
nessuna malattia mortale Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza Noi che non sapevamo
leggere il termometro Noi che "prima di adoperarlo, il termometro lo devi scaricare" Noi che i termometri li
rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa Noi che se sospettavamo che ci volevano fare
la puntura, ci nascondevamo sotto il letto Noi che a scuola si andava a piedi Noi che scrivevamo tutti gli
avvisi sul diario perdendo delle ore Noi che attaccavamo le gomme da masticare sotto il banco Noi che il
diario ce lo tiravamo addosso, mentre le femmine ci scrivevano romanzi d'amore Noi che per andare alla
gita scolastica di 5 giorni dovevamo preparare i genitori mesi prima

Noi cha avevamo la tv in bianco e nero senza telecomando Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati
Noi che avevamo i cartoni animati belli..!! Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga
(Mazinga, ovvio..) Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza Noi che
sognavamo un'avventura alla Ambrogio Fogar Noi che a Natale guardavamo "Il piccolo lord", perchè lo
davano fisso Noi che le scarpe nuove duravano una settimana Noi che le scarpe nuove restavano pulite
un'ora! Noi che la domenica con le scarpe nuove dovevamo andare alla messa Noi che alla messa ridevamo
di continuo Noi che facevamo sogni brutti Noi che ti svegliavi col battito di cuore a mille Noi che dormivamo
con la luce del corridoio accesa Noi che dal letto guardavamo se c'era qualcuno nel buio dietro la finestra
Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura Noi che poi non ci dormivamo per una settimana

Noi che rubavamo la frutta dagli alberi Noi che la rubavamo anche se non ci andava di mangiarla Noi che
quella che non mangiavamo ce la tiravamo addosso Noi che con un ramo di salice facevamo l'arco per
sentirci Orzowei Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto" Noi che nei prati al
buio tra il frinire delle cicale scorgevamo ancora le lucciole Noi che a volte si litigava Noi che 5 minuti dopo
era già tutto dimenticato Noi che "se fai questo non sei più amico mio" Noi che giocavamo per ore a
"Merda" con le carte Noi che nessuno sapeva le regole del Tresette! Noi che l'asso di spade era l'angelo,
quello di denari l'aquilotto Noi che avevamo il mangiadischi schiacciato con il manico Noi che le cassette se
le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna Noi che leggevamo Geppo,
Tiramolla, Bullo e Birillo, Soldino e Nonna Abelarda Noi che vendevamo i vecchi giornalini di Topolino sotto
casa

Noi che pensavamo di avere segreti Noi che i segreti li avevamo davvero Noi che ci emozionavamo per un
bacio su una guancia Noi che telefonavamo di nascosto Noi che non avevamo il cellulare per andare a
parlare in privato sul terrazzo Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al
compagno Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto Noi che se la Polaroid la toccavi
troppo presto ci lasciavi le ditate Noi che quando ritiravi le foto dal fotografo eri curioso di vederle anche se
due su tre erano sfocate

Noi che giocavamo a calcio con le pigne Noi che le pigne ce le tiravamo pure in testa Noi che suonavamo ai
campanelli e poi scappavamo Noi che giocavamo con la cerbottana a chi lanciava lo stucco più lontano e poi
ce lo sparavamo addosso Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti Noi
che il bagno si poteva fare solo dopo le 4 Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali Noi che
quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta Noi che le ricerche le facevamo in
biblioteca, mica su Google Noi che andavamo a casa degli amici a fare i compiti, ma i compiti non li
facevamo mai Noi che avevamo "il libro delle vacanze", ma i compiti d'estate non li facevamo Noi che
sfogliavamo il libro delle vacanze soltanto per sentire l'odore particolare della carta Noi che siamo anche
andati alle colonie estive
Noi che vivevamo con ansia il giorno della foto di classe Noi che avevamo una sola maestra che insegnava
tutto Noi che a scuola qualcuno ci andava ancora con la cartella squadrata di cartone a quadrettoni Noi che
avevamo le replay i primi anni di scuola, e quando iniziavamo a scrivere con la bic usavamo la gomma
ottagonale blu con il buco in mezzo Noi he non si mangiava mai fuori di casa, almeno che non ci fosse un
compleanno Noi che ai compleanni il regalo per il festeggiato ce lo sceglieva la mamma Noi che al nostro
compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe Noi che avevamo paura che
qualche amico non venisse, ma poi c'erano tutti Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per
terra Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano Noi che a carnevale con cartoncino e
elastico si faceva la maschera dell'uomo tigre Noi che a carnevale ci vestivamo sempre da Zorro (e le
femmine da principessa)

Noi che le poesie non le volevamo imparare Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini Oriali
Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)" Noi che siamo saltati nelle
fontane quando Altobelli ha fatto il tre a zero ai crucchi Noi che abbiamo pianto quando l'Italia ha perso
contro l'Argentina a Napoli Noi che di politica non ce ne fregava niente Noi che conoscevamo solo il
Presidente della Repubblica perchè c'era la sua foto in classe Noi che del mondo politico conoscevamo
anche Spadolini solo perchè era grassissimo Noi che i politici non li conoscevamo, ma Gennaro Ulivieri e
Guido Pancaldi, si Noi che invece di mandare gli sms facevamo le dediche alla radio Noi che ci
emozionavamo se salivamo anche solo su un autobus di linea Noi che ci superemozionavamo se dovevamo
salire su un treno Noi che avevamo il deflettore sui finestrini anteriori della macchina Noi che se la strada
aveva troppe curve, "la macchina ci faceva male"

Noi che ci sdraiavamo sui prati Noi che tornavamo a casa regolarmente coi pantaloni sporchi d'erba Noi che
ci si sdraiava sul prato e si cercava di dar forme alle nuvole Noi che stavamo dietro casa a giocare "finchè
non fa buio".. e poi non si vedeva nulla ma si stava fuori uguale Noi che che facevamo gli aquiloni con la
carta delle uova di Pasqua.. che non hanno mai volato Noi che se c'era la neve si restava alla finestra a
guardarla Noi che come smetteva, allora TUTTI DI SOTTO!! Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo
la pubblicità della Coca Cola con l'albero Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano Noi che
discutevamo di cosa avremmo fatto da grandi e chi volevamo sposare Noi che la donna che volevamo
sposare era la mamma Noi che qualche anno dopo pensavamo fosse meglio Edwige Fenech Noi che se
proprio anche Edwige non poteva, Gloria Guida non era un brutto rincalzo

Noi che "Disastro di Cernobyl" voleva dire che non potevamo bere il latte alla mattina Noi che compravamo
le uova sfuse, e la pizza bianca alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio Noi che non
sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella.. fai merenda con Girella Noi che a pranzo
mangiavamo poco e a merenda divoravamo scaffali di brioches Noi che campavamo di Girella e saccottini
del Mulino Bianco Noi che a volte a merenda mangiavamo anche pane, acqua e zucchero, o pane, olio e
sale o pane burro e marmellata Noi che se la mamma ci comprava il gelato, era il Cucciolone, perchè con il
biscotto "era più nutriente" Noi che bevevamo esclusivamente il Billy Noi che compravamo gli ovetti kinder
per trovare il puffo falegname Noi che buttavamo le patatine e ci tenevamo le sorprese Noi che con le 500
lire di carta compravamo un panino con la mortadella e la lattina della Fanta

Noi che la mamma ci dava le 200 lire da dare in offerta alla messa della Domenica Noi che nei giorni
importanti ci vestivano con le calze bianche Noi che le calze bianche le odiavamo perchè erano strettissime
Noi che quando toglievamo le calze ci lasciavano un segno mostruoso sul polpaccio Noi che per la
comunione ci regalavano i compassi e le calcolatrici Noi che avevamo la penna con l'inchiostro cancellabile
Noi che anche la penna con l'inchiostro di 4 colori diversi e ci sentivamo fighi Noi che avevamo il
mappamondo con la luce dentro Noi che avevamo la calcolatrice nell'orologio al quarzo

Noi che andavamo a letto dopo Carosello Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a
dormire tardissimo Noi che andavamo a letto con le scarpette di lana e il pigiama di flanella Noi che
eravamo preoccupati che l'uomo a mollo della pubblicità avesse i reumatismi Noi che non c'erano grandi
fratelli, isole dei famosi e fattorie Noi che indossavamo maglie che pizzicavano Noi che la mamma ci
metteva le toppe sui gomiti dei maglioni quando diventavamo lisi Noi che le toppe le volevamo mettere
anche quando i maglioni erano nuovi Noi che avevamo tutti i capelli corti a spazzola, e le femmine la coda
di cavallo Noi che a volte ci pettinavamo Noi che per pettinarci mettevamo la "gommina Simmons" Noi che
odiavamo il minestrone Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween

Noi che per giocare ai nostri videogiochi non era necessario avere una laurea come per quelli di oggi Noi
che per fare i giri gratis sull'autoscontro legavamo il gettone con un filo Noi che giocavamo coi soldatini di
plastica ma non facevamo morire mai nessuno Noi che ripetevamo coi modelli Bburago gli incidenti visti su
Chips Noi che disegnavamo con i pastelli a cera e i pennarelli "Carioca" Noi che non sapevamo leggere
l'orologio a lancette Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM Noi che
sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days Noi che avevamo le macchinine con la
bomboletta sulla parte anteriore che quando le buttavi contro il muro scoppiavano Noi che tornavamo a
casa da scuola con le mani piene di scolorina e il tubetto tutto rovesciato nello zaino Noi che abbiamo avuto
il diario di Vitt Noi che a scuola per la prova di scienze ci davano la patata da mettere nel bicchiere e che
germogliava

Noi che credevamo che la nostra squadra fosse la più forte del mondo (anche gli interisti) Noi che quelli che
tifavano l'Inter adesso hanno tutti problemi al fegato Noi che facevamo gli scherzi telefonici dalle cabine
Noi che ci sgamavano dopo 5 secondi Noi che se ti chiamava il preside, avevi finito la carriera Noi che se
facevamo gli stupidi la maestra ci bacchettava Noi che poi le beccavamo doppie a casa Noi che se ci cadeva
un frutto per terra lo pulivamo e lo mangiavamo lo stesso Noi che guardavamo Tom e Jerry mangiando
pane acqua e zucchero Noi che fra amici eravamo tutti caratterialmente diversi Noi che però IN FONDO
SIAMO STATI TUTTI UGUALI...! Noi... Noi che che ora siamo qui a ricordare... Noi che gli anni '80 sono stati i
migliori della nostra vita
Il sapore estivo della nostra infanzia anni 80 e
90
20/7/2016

Ed eccoci finalmente anche quest'anno arrivati all'estate!


� e come l'anno scorso... �
Inutile negarlo però, l'estate di quando sei "grande" non è più come quelle di quando eravamo
bambini.
L'estate una volta era infinita, iniziava con la fine della scuola i primi di giugno e finiva a metà
settembre quando eravamo costretti a tornare sui banchi.
Oggi invece estate sono sì quelle giornate super belle di sole che ci rallegrano, ma soprattutto le 2
o 3 - se va bene - settimane di ferie dal lavoro in agosto!
Insomma le estati anni 80/90 erano tutt'altra cosa.
E che estati ragazzi!
- Riuscire a ripetere la parola ESTATE 2 milioni di volte in poche righe: fatto! ✔ -
Finiva la scuola e come d'ordinanza passavi il pomeriggio a tirarti gavettoni pieni zeppi d'acqua
addosso con una tale violenza che nemmeno le bombe, e tornavi a casa fradicio dalla testa ai
piedi con la mamma che doveva pulire mezza casa (e te).
I pomeriggi - caldi caldissimi - erano infiniti, li passavi per la maggior parte delle volte all'aperto -
non pioveva sempre come adesso - con gli amici al parchetto, sull'altalena, improvvisando giochi
di ogni tipo, saltando la corda, giocando a pallone col Tango o il Super Tele rosso e così via.
Ricordo che quando andavo alle elementari passavo molti pomeriggi delle mie estati all'oratorio
estivo, dove lavoravano come animatori una mia amica e suo fratello, e un anno tra i vari giochi
organizzati fecero una gara del tipo "chi se magna più in fretta l'anguria" - io AMO l'anguria, frutto
estivo per eccellenza - e così, legata con le mani dietro la schiena insieme ad altri poveri bambini
stile 50 sfumature di rosso anguria, con la faccia affondata nel succoso e freschissimo cocomero
riuscii a finirla per prima e vinsi non so quale premio! E senza conseguenze tipo attacchi di colite,
cosa che oggi se mi mangio un'anguria ghiacciata mi viene in meno di un minuto �
Se stavi in casa passavi il tempo mettendo insieme colorati mattoncini LEGO, costruendo fortini da
difendere col coltello tra i denti con i tuoi bei soldatini di plastica, e quando arrivava l'ora della
merenda ti slurpavi un gelato come il Calippo Fizz o il Cornetto Algida che aveva la punta troppo
figa di cioccolato.
E la preoccupazione più grande era come vestire Barbie per l'appuntamento con Ken.
Rimanendo in tema di Europei di calcio, le estati Italiane mi riportano sempre alla mente quelle
delle � "Notti magicheeee" � come quella dei mondiali di calcio del '94, quando Baggio - lo amavo
lo ammetto - ci fece perdere ai rigori, ve lo ricordate? C'erano pure quei calciatori brasiliani Bebeto
e Romario ��
Avevo la famiglia riunita davanti al televisore in sala, le finestre aperte con l'afa che si tagliava a
fette, il ghiacciolo all'anice nella mano destra e le zanzare attaccate alle caviglie, ma che bei
momenti!

Arrivava poi il momento preferito anche per noi bambini e non solo per mamma e papà: la
partenza!
� "Un estate al mare.. stile balneare..." �
oppure
� "A-a-bbronzatissima!" �
La partenza anni 80/90 per le vacanze era davvero Fantozziana diciamocelo: era il classico esodo
estivo. Partivi i primi di Agosto e tornavi a fine mese. Dopo aver riempito le borse frigo con viveri,
bibite, bottigliette d'acqua e sacche del ghiaccio che neanche per un viaggio di 6 mesi, e caricato i
bagagli sul portapacchi che schiacciava la macchina e la rallentava almeno almeno del doppio
sotto al peso di vestiti, creme, cremine, costumini etc, finalmente potevi partire! :D
A seconda di dove eri diretto ti sparavi tot ore di viaggio:
a) senza aria condizionata - si era tragico - con il finestrino abbassato e l'aria che ti sferzava
abbestia tra i capelli. Per chi partiva con la 500 come avevano i miei ai tempi c'era anche il
finestrino che si apriva per metà, quello triangolare piccolissimo. Olè.
b) sui sedili leggendo fumetti come Topolino o Braccio di Ferro, ogni tanto girandoti a salutare con
la manina le macchine in coda dietro di voi.
c) con l'autoradio che si mangiava cassette di Mina, Peppino di Capri - A Saint Tropeeeeez - Lucio
Battisti e, ricordo personalissimo, Azzurro del grande Adriano che per me è la canzone estiva per
eccellenza. Eh si, perché chi ha la mia età ascoltava in macchina le canzoni dei classici Italiani
anni 60 che hanno fatto innamorare i nostri genitori.
Al mare alloggiavi - per chi non aveva casa là - presso le pensioni, gli Hotel una volta erano il
lusso sfrenato - accoglienti, pulite, e spessissimo col nome della proprietaria come Liliana, Rosa, e
così via, e la mattina prima di andare in spiaggia con mamma e papà, facevi tappa obbligata
all'edicola che vendeva, come tutte le edicole da mare che si rispettino, giochi, secchielli, palette,
formine e gli indimenticabili pacchetti di 3 fumetti usati alla volta - Topolini, Braccio di Ferro, Felix,
Geppo - uniti dal cellophane, tutti da scartare e godersi sotto l'ombrellone. Facevi poi il bagno -
almeno tot ore dopo la colazione e munito di braccioli se non sapevi nuotare - e poi dopo esserti
asciugato la merenda zozza da spiaggia che consisteva in:
a) focaccia unta bisunta
b) gelato
c) tutti e due insieme

E dopo la merenda veniva il momento dei giochi da bar, che di solito consistevano in quella specie
di cabinati, possiamo chiamarli così? Con le biglie dentro che guidavi ruotando un volante che
inclinava il piano sul quale scorreva la biglia, al fine di farla arrivare in buca per poi farla uscire e
vincerla! Oppure la sera dopo la cena in albergo si usciva con la mamma e il papà per la
passeggiata di rito e il più delle volte finivi in una sala giochi o sulle giostre!
E così tra un gioco e l'altro, un gelato, una nuotata arrivava il momento di tornare a casa, dove di lì
a poco avremmo ripreso ad indossare il nostro grembiulino e a sederci davanti alla maestra pronti
per un nuovo anno scolastico.
Come tutti gli anni il profumo estivo si sente, arriva, ma quello che percepiamo non è quello della
nuova estate che ci aspetta, ma quello dei nostri ricordi, della nostra infanzia.
Se ci giriamo lo vediamo ancora lì quel bambino con il pallone da calcio in mano o quella bambina
con le trecce e la sua bella Barbie tirata a nuovo, che giocano felici e spensierati in un mondo che
conosciamo fin troppo bene, che abbia vissuto, così vicino ma così lontano, che si chiama
infanzia..
IL CUBO DI RUBIK

Sei lati, ogni lato 9 quadratini colorati, e tutti i lati che si possono
muovere sia in orizzontale che in verticale..vi sembra di ricordare, vero?
43.252.003.274.489.856.000 (si, proprio 43 miliardi di miliardi..) di
possibili combinazioni, e una sola che portava al risultato agognato, tutte
e 6 le facce del colore giusto, nello stesso momento! Uscito dalla mente
malefica di un matematico ungherese, il cubo di Rubik é stato per noi
ragazzi degli anni '80 quello che i Pokemon sono stati per i ragazzini
degli anni '90, una mania, una febbre da cui non si poteva guarire. In
tutti i formati e le dimensioni, ci giocavamo a tutte le ore, a scuola e fuori
scuola, anche e soprattutto durante le lezioni..e mentre per molti l'unica
soluzione possibile era quella di staccare i quadratini colorati e attaccarli
dove serviva, ai campionati mondiali c'era chi lo completava in meno di
30 secondi (grr...grr..!!).

IL DOLCE FORNO HARBERT

La Harbert, mitica casa produttrice di giocattoli, superò se stessa ed


entrò nel mito col Dolce forno, che consentiva a tutte le bambine di
improvvisarsi cuoche, e intanto le preparava a un futuro da
casalinghe..Noi maschietti magari ridacchiavamo, ma non erano poche
le volte che abbandonavamo le nostre macchinine sulla pista Polistil e
aiutavamo le nostre sorelle e amiche a preparare qualche intruglio, che
sarebbe dovuto diventare una torta paradiso, o una crostata...
IL SUPER TELE

Dici Supertele e per noi maschietti degli '80 é come dire Barbie per le
ragazze: un mito da venerare, un'icona indimenticabile del tempo che
fu.. venduto nell'immancabile cordicella tagliadita a 500 lire, il tele era
più rassicurante della mamma, perché sapevi che anche a bucarne tre
in un pomeriggio, si riusciva sempre a fare la colletta per comprarne un
altro, e poi un altro ancora.. caratterizzato dalla incredibile leggerezza,
era il terrore dei portieri per le traiettorie impossibili che assumeva,
magari dopo una puntata maligna dell'attaccante. Inutilizzabile negli
spazi aperti e nei giorni di vento, quando veniva sostituito dal più solido
Super santos, se non addirittura dal maestoso Tango, ha formato
generazioni di rapaci dell'area piccola e di portieri falliti, che affogavano
la disperazione per l'ennesima brutta figura con una gazzosa doppia..

LA GIRELLA MOTTA

Un fenomeno di marketing, prima che una merendina: con le avventure


dell'allegra tribù di capo Toro farcito che difendeva le sue scorte di
girelle dal Golosastro, un inetto criminale che mirava al tesoro degli
scaltri pellerossa. Le loro avventure imperversavano su Topolino e
anche in televisione, e in fondo poco contava che la girella in sè fosse
buona o meno (a me il cacao risultava un po' troppo amaro), perchè
quello che volevamo era sentirci parte della tribù di Toro farcito (pensa
te, roba veramente da neuro..ma che volete farci? Siamo stati una
generazione di ingenui creduloni..).
IL SUBBUTEO

Quando non c'era ancora il fantacalcio, la fantasia degli incalliti tifosi in


erba si esprimeva su un rettangolo verde di feltro, manovrando con abili
colpi in punta di dita piccole figurine di calciatori attaccati a una base
semisferica, il cui compito era portare in rete un pallone molto più
grande di loro, superando un portiere che si muoveva attaccato a
un'asta metallica. Non è stato tanto il semplice giocarci che ha reso il
subbuteo un amico indimenticabile per moltissimi bambini di fine anni 70
e inizio anni 80, ma tutto quello che c'era intorno: la cura con cui si
riparavano con la colla gli omini che si rompevano (in genere all'altezza
delle ginocchia), la possibilità, quando si riusciva a mettere via qualche
liretta, di comprare nuove amenità quali la figurina dell'arbitro, le tribune
e i tifosi, addirittura le luci per le notturne o i giocatori fermi nell'atto di
compiere una rimessa laterale, o battere un calcio d'angolo.. E poi le
squadre incredibili che si scoprivano, quando dalla scatola imparavi che
la maglia neroazzurra non era solo quella dell'Inter o dell'Atalanta, ma
anche del Pisa, o del Brugges, o di qualche squadra danese, e poi
squadre esotiche come il Racing di Avellaneda, l'Independiente, il
Penarol, Il Falkirk. Grande, un ricordo di quando il calcio era ancora solo
uno sport e un motivo per sognare.
LE FIGURINE DEI CALCIATORI

Non é tanto il fatto che ho imparato a leggere con l'album delle figurine,
nè quei personaggi mitici che affiorano dal passato: Mozzini, Bet,
Tavola, Frustalupi, Bini, Bachlechner.. Marocchino, Spinosi, Maldera
(III), Cordova.. e non sono nemmeno i pomeriggi passati a imparare
l'arte della contrattazione per cercare di ottenere le 5 figurine che ti
mancavano per finire l'album, o le infinite partite a "rosso e bianco" o a
"muro".. e in fin dei conti, non è nemmeno il ricordo dei mitici doppi
scudetti della serie C2, con squadre come il Casale, il Casarano, il
Derthona, il Fanfulla.. Niente di tutto questo, è l'odore delle figurine dei
calciatori che mi fà stringere il cuore in un moto di compassione per un
bambino che ormai è più di 30 anni indietro nel passato.. l'odore,
ragazzi.. che meraviglia l'odore delle figurine Panini.. per me sarà
sempre l'odore degli anni '80..
IL VIC 20 E IL COMMODORE 64

Il primo computer di decine di migliaia di futuri hacker, ingegneri


informatici e quant'altro, che impararono i primi rudimenti del basic, il vic
20 (5 Kb di ram..), prodotto agli inizi degli anni 80 dalla Commodore, che
vendette più di 2 milioni e mezzo di esemplari, introdusse al grande
pubblico il concetto di computer per tutti, dato il suo prezzo contenuto.
Fu sostituito dal 64, che sarebbe diventato il computer più venduto di
sempre, in oltre 10 milioni di pezzi, molto più "potente" (64 Kb di ram),
che introdusse un'intera generazione al divertimento videoludico, con i
giochi che andavano caricati sulla memoria a cassette magnetiche
esterna, e i quasi inevitabili problemi di caricamento ("load error"),
almeno fino all'arrivo del mitico turbo loader..

150 lire, questo serviva per comprare un ghiacciolo, 150 lire per un mix
di acqua e coloranti vari.. ma vuoi mettere, con 500 lire ne compravi 3 e
ti avanzavano 50 lire per 2 gomme da masticare.. Un trio di ghiaccioli ha
imperversato per le mie estati: il lemonissimo, il fior di fragola, e il magic
cola, e poi c'era anche "lo squalo" che lasciava la lingua blu, o il jumbo
jet con lo stecco di liquirizia che ci lasciava le dita appiccicose.. tutti
passati in secondo piano quando arrivò il mitico calippo, restano
comunque uno dei ricordi più freddi delle mie vacanze..
5

500 lire, il lasciapassare verso divertimenti, bontà da gustare, figurine.


Con 500 lire ci sembrava di essere davvero ricchi, ci compravi 5
pacchetti di figurine, o tre ghiaccioli (vedi a lato), o ci giocavi 5 partite a
flipper o ai videogiochi, o ci andavi sull'autoscontro al luna park. Ancora,
ci compravi due pezzi di pizza, o due pacchetti di patatine, o un super
tele.. notare gli "o", erano sempre 500 lire, mica un milione, ma niente
mi dava uguale soddisfazione e un senso di possibilità, in confronto le
mille lire erano troppo "impegnative"..

LE BBURAGO

Mai stanchi di cartoni a quattro ruote, sfide sulle piste Polistil,


automobiline caricate a "sparacini" che si lanciavano addosso al muro e
producevano botti, noi ragazzini degli anni 80 vedevamo appagata la
nostra voglia di velocità anche con le automobiline della BBurago, in
particolare le mitiche 1:43, una scala di riduzione che le rendeva
particolarmente pratiche da maneggiare per le sfide sulle piste nel
salotto o in riva al mare, e che aveva anche il vantaggio di essere alla
portata delle nostre piccole finanze dell'epoca. Uno degli oggetti più
pubblicizzati sui giornaletti dell'epoca, in particolare su Topolino,
introdusse molti al fascino del collezionismo, magari con le scale
maggiori 1:24 o 1:18.
LE SORPRESE DEL NESQUIK

Oltre a "rendere il latte prelibato" col suo sapor di cioccolato, Nesquik


era un dispensatore di fantastici regali, sempre interrati (o incioccolati?)
in una bustina nel fondo del contenitore di plastica, tra cui riemergono i
dischi volanti dei supereroi DC Comics (Batman, Superman..) e le
monete romane di Asterix. I primi, erano dischetti di plastica con il
simbolo del supereoe, che si potevano lanciare usando come leva uno
stecchetto che andava meso in una fessura del disco, mentre le monete
di Asterix erano fantastici pezzi di metallo contorto che rappresentavano
gli imperatori romani e avevano un suntuoso raccoglitore per la
imperitura conservazione...
LE SORPRESE DELLE PATATINE

Come per il nesquik, le patatine non si compravano per il contenuto


alimentare, ma per i piccoli regali che contenevano: ho ricordi di una
specie di pipa in cui si soffiava per far restare in aria una pallina di
plastica, per esempio, o di un tubetto di plastica in cui si soffiava e che
tramite una piccola ventola produceva il classico suono "wooshhh..". E
ancora, i glitters, le sorprese tutte brillantate che si attaccavano e
staccavano dai vetri, le macchinin del supercar gattiger da unire
insieme, ma soprattutto, ricordo le incredibili magliette delle squadre di
calcio: erano sacchetti di plastica leggerissimi che si rompevano al
minimo movimento, ma vuoi mettere la soddisfazione di indossare la
maglia della tua squadra per la partita del pomeriggio? (ovviamente con
il super tele..).

LE CRYSTAL BALLS

Ideate da un chimico brianzolo, si formavano soffiando in cannucce su


pezzi di pasta dall'odore nauseabondo tipo das, creando coloratisime
bolle trasparenti e leggere, molto più leggere dei palloni, ma che
comunque finivano puntualmente per rompere i vasi di casa. Con una
pubblicità capillare su Topolino e in tv ottennero un successo strepitoso.
I TRASFERELLI

Ve li ricordate? Colpirono come un ciclone tutte le scuole d'Italia all'inizio


degli anni '80: erano fogli trasparenti con delle immagini che si potevano
trasferire su carta esercitando una pressione, con una penna o una
matita, sulla parte superiore dell'immagine: lo stesso sistema con cui si
attaccano adesso toppe e disegni con un ferro da stiro. Sempre tematici,
potevano riguardare il mondo delle corse, la conquista dello spazio, un
safari nella jungla.. per noi ingenui bambini degli anni '80 erano uno
strumento formidabile per stimolare la fantasia e la creatività, altro che i
cellulari e le suonerie..
LE BMX

Create in California negli anni '60, le bmx (abbreviazione per bicicletta


da motocross) divennero famosissime solo agli inizi degli anni '80,
quando si sviluppò una vera e propria cultura delle piccole, leggere
biciclette con le ruote da 20 pollici. Adatte sia a evoluzioni acrobatiche
che a gare sui dossi di sabbia dei percorsi del motocross, ebbero una
grandissima spinta anche dal film "E.T.", in cui i piccoli protagonisti le
utilizzano per volare via col loro amico extraterrestre. Poi abbandonate
dall'utente "comune", sono ancora molto utilizzate in gare di discesa e di
freestyle.

GLI ADESIVI DEL CAMEL TROPHY

Un'idea promozionale della Land Rover divenne presto per noi ragazzini
sinonimo di avventura ed emozione.. del resto, dei raid su jeep
organizzati in paesi esotici come Sumatra, Papua Nuova Guinea, il
Borneo, l'Amazzonia non potevano non stimolare la nostra fantasia, e
bastava appiccicare sulla bicicletta, e poi sui motorini, uno degli adesivi
che si trovavano facilmente in giro per sentirsi parte di quell'avventura,
anche se poi non ho mai saputo che fine abbiano fatto gli equipaggi
italiani in gara..(ma in Borneo ci sono i cannibali?).
15

La mia prima enciclopedia, "I libri del come e del perchè", che avevano
nomi del tipo "Come funzionano le cose", "Come le cose cambiano",
"Cosa fanno gli uomini", e poi i volumi dedicati al mondo animale, e alle
piante, allo spazio, ai luoghi del mondo, oltre ai due volumi più consultati
dal sottoscritto, quello delle favole, riccamente illustrato, e quello del
corpo umano, che aveva un lucido che si poteva sovrapporre alla figura
dell'uomo per riconoscere i muscoli e le ossa, troppo forte.. Ho imparato
molto da questa enciclopedia che non si "dava un tono" ma era molto
allegra, come i colori dei dorsi dei suoi volumi.

4 milioni di pezzi a settimana prodotti all'apice del successo delle


scatoline del Mulino bianco, una geniale idea di marketing a forma di
contenitori di fiammiferi svedesi, che contenevano piccoli giochi,
rompicapo, a volte carte da gioco, puzzle, segnalini e tabelloni per giochi
tipo quello dell'oca, e centinaia di altri piccoli passatempi. Il fatto poi che
si potesse collezionare le piccole scatole nel mitico sorpresiere, una
bacheca con la porta trasparente, rese le sorprese del Mulino bianco un
vero fenomeno di culto tra i ragazzini di tutte le età.
Corriere dei Piccoli
Il corriere dei piccoli detto anche “corrierino” nasce nel 1908 come aggiunta al corriere della
sera.
Si impone fin da subito perché pubblica fumetti inediti per l’epoca tra i quali ricordiamo
“pimpa, charlot e il mondo di Stefy”.
Nei primi anni settanta inizia palesemente ad ispirarsi ai cartoni animati che andavano forte ai
tempi, negli anni ottanta cambia invece tutto.
Nuovo formato grafico, nuove rubriche le pagine dei programmi tv per ragazzi sono il simbolo
del cambiamento.
Nel 1982 avviene il vero e proprio boom, vengono vendute 700.00 copie a settimana e la
rivista si impone nel mercato dei giornali per ragazzi e bambini.
La prima grande crisi arriva nel 1988 in concomitanza con la crisi dei cartoni giapponesi, cosi le
famose copertine del corriere diventano sempre più brutte.
Nel 1995 finisce l’era del corriere dei piccoli dopo anni di perdite infatti si decise di sospendere
la produzione.

Cioè
7 ottobre 1980 data storica per tutte le adolescenti perché in Italia veniva pubblicato per la
prima volta la rivista Cioè.
La rivista è rivolta principalmente ad un pubblico adolescenziale e femminile.
Essa tratta principalmente di moda, musica ,cinema, cronaca rosa, amore e sessualità.
Di particolare importanza sono stati i poster pieghevoli al suo interno ed i vari gadget che la
rivista formica settimana dopo settimana.
Il primo direttore è stato Paolo Cavallina, e tra i tanti collaboratori della rivista ricordiamo
Maurizio Costanzo,Dario Salvatori, Anna Pettinelli e tanti altri.
Ancora oggi la rivista esce regolarmente in edicola ma il successo fatto negli anni 80 e 90 sarà
difficilmente replicabile, per non parlare poi di quello che ha rappresentato per le adolescenti
dell’epoca.

Pluriball
Il pluriball è un sistema di imballaggio molto diffuso ancora oggi che comprende una plastica
piena di bolle d’aria che proteggono davvero bene gli oggetti.
Ma il vero spasso per noi è sempre stato quello di far scoppiare le bolle che possiede, non
esiste età che tenga.
Appena vediamo questa plastica abbiamo un unico scopo falsa scoppiare.

Braccialetti scooby doo


Il nome Scooby Doo vi dice niente? Sicuramente state pensando al cane dei cartoni animati,
ma se hai vissuto gli anni 90 non puoi non ricordare i famosissimi braccialetti Scooby Doo, che
altro non erano che fili da intrecciare per divenire poi braccialetti o portachiavi da collezione.
Le videocassette
Le videocassette sono state uno degli oggetti tecnologici più usati degli anni 80 e
90.
Erano onnipresenti in tutte le case degli italiani ed erano indispensabili per tutti coloro che
possedevano un videoregistratore.
Le videocassette servivano per registrare tramite il videoregistratore i propri programmi
preferiti.
Questo oggetto di culto era praticamente una musicassetta più grande ma serviva anche esso
per registrare.

Il grande successo
Con l’avvento in tutte le case degli italiani del videoregistratore non si poteva fare a meno
delle videocassette vergini, ossia dei supporti vuoti su cui registrare.
Tutte le case che producevano videoregistratori iniziarono subito a produrre i propri supporti,
che si differenziavano solo per la marca e la durata.
In commercio infatti si potevano trovare videocassette vuote da 60, 90, 120, 180 e persino
240 minuti per registrare i programmi preferiti do ognuno di noi.

Curiosità
Ancora oggi le videocassette vergini si possono trovare su i mercatini online
tipo ebay oppure subito e alcune di esse sono diventate oggetto da collezione.
Con l’avvento della tecnologia purtroppo sia le videocassette che il videoregistratore sono usciti
di scena per lasciar spazio prima ai cd, poi agli mp3 fino ad arrivare allo streaming.
Oggi infatti non avremmo nessuno bisogno di registrare i nostri programmi preferiti, basta
semplicemente andare su YouTube per vedere ciò che si vuole.

Ibm personal computer


L’ibm personal computer ha fatto la sua apparizione nel 1981 ed è stato in commercio fino al
1987, il primo processore era un 8086 sostituito poi dalll’ibm xt.
Il successo commerciale fu immediato e nel giro di pochi mesi ne furono venduto circa 200.000
esemplari.
Seguirono poi i 286, i 386, i 486 e via dicendo.
In questo primo modello vi erano presenti una tastiera querty, due floppy disk da 5,14, ed una
memoria da ben 64k.
Nel computer di base non c’era nessun sistema operativo ma si potevano scegliere tre diversi
sistemi tra i quali il famosissimo pc-dos.
Modem 56k
Il modem 56k è arrivato a tutti noi agli inizi degli anni 90.
Ha fatto praticamente da apripista alle moderne connessioni internet con fibra ottica o adsl.
Una cosa che tutti ricorderanno è certamente il rumore che faceva quando tentava di
connettersi alla rete, quel suono non se ne andrà mai via dalle nostre menti.
Ricordo perfettamente il mio primo modem a 56k, si doveva prima impostare la connessione
poi sperare che si connettesse, e infine attendere un po’ per la sola apertura di una pagina.
Tutti coloro che hanno vissuto gli anni 90 questo aggeggio lo ricorderanno perfettamente, è il
padre di tutti i router modem di oggi.

Orologi vintage
Eccoci qua a parlare di due orologi vintage anni 80, il Casio c 80 ed il seiko uc 2000.
Entrambi hanno fatto la loro comparsa nei primi anni 80 ed entrambi hanno avuto un’ottimo
successo in fatto di vendite.
La particolarità stava nel fatto che il look di questi orologi era particolarmente tecnologico per
l’epoca ed era molto accattivante.
Personalmente ho avuto il Casio c 80, e ricordo che lo sfoggiavo con fierezza a vederlo oggi me
ne vergogno quasi.

Polaroid
Correva l’anno 1937 e Edwin Herbert Land fondava la Polaroid.
Il marchio entra subito nella storia della fotografia, perché il marchio è diventato subito la casa
costruttrice di macchine fotografiche istantanee più usata del mercato.
Il suo famosissimo logo arcobaleno entra a far parte della storia dei marchi più conosciuti di
sempre.
Gli anni 70 e 80 decretarono il successo di polaroid a livello mondiale, ne furono vendute a
migliaia e in svariati modelli.
Negli anni 90 con il sopraggiungere delle nuove tecnologie il declino arriva lento ma
inesorabile.
Ad oggi il marchio con due nuovi modelli e una nuova proprietà sta cercando di ridere luce ai
suoi prodotti.

La sala giochi
C’era una volta la mitica sala giochi dove bastava inserire uno o più gettoni in uno dei tanti
giochi disponibili per passare ore ed ore di divertimento.
Inizialmente i vari cabinati con i giochi furono installati nei bar, nelle tabaccherie ed in pochi
altri locali, ma il movimento videoludico cresceva sempre più fino a che l’apertura di queste
sale fu quasi obbligatoria.
Giochi come “double dragon, golden axe, pang, final fight, street fighter” hanno fatto la
fortuna di questi luoghi di culto negli anni 80 e 90.
Con l’arrivo delle consolle domestiche un po alla volta i videogiochi sono passati dai cabinati
delle sale stesse agli schermi casalinghi e oggi al posto delle sale giochi proliferano le sale slot.
Nostalgia anni 90.
Orologi swatch
Oggi parliamo di un altro pezzo storico degli anni 90, i mitici orologi swatch.
Quasi 30 anni fa erano presenti sulle nostre braccia, li vendevano ovunque e alcuni di essi
erano in edizione limitata.
Ancora oggi esiste un mercato per i collezionisti di questi fantastici orologi, voi lo avevate?
Personalmente credo di averne avuti quattro o cinque ed erano davvero fantastici.

Icq
Correvano gli anni 90 quando un gruppo di quattro studenti lanciarono una nuova chat la
famosissima Icq, che insieme al modem 56k era il top per quegli anni.
Lanciata nel 1996 nella sua prima versione consentiva solo di inviare messaggi testo, un anno
dopo arrivarono le applicazioni per windows e macintosh, e proprio grazie a queste applicazioni
icq fu usata da quasi 5 milioni di utenti numeri che allora erano impensabili vista la poca
diffusione di internet.
Ad oggi dopo 20 anni la famosissima chat esiste ancora anche se profondamente cambiata è
sovrastata da servizi molto più innovativi.

Napster
Napster fu il primo sistema di peer-to-peer di massa e divenne disponibile nell’estate del 1999.
Tuttavia non era un peer-to-peer puro in quanto utilizzava un sistema di server centrali che
mantenevano la lista dei sistemi connessi e dei file condivisi, mentre le transazioni vere e
proprie avvenivano direttamente tra i vari utenti. Questo è un sistema molto simile al
funzionamento dell’instant messaging. Tuttavia già esistevano dei mezzi relativamente popolari
che facilitavano la condivisione dei file, per esempio IRC, Hotline e Usenet.
I sostenitori di Napster furono sconcertati quando fu messo sotto processo. A loro sembrava
che il file sharing fosse la caratteristica principe di Internet e consideravano Napster
essenzialmente un motore di ricerca. Molti notarono che qualsiasi tentativo di chiudere Napster
avrebbe spinto gli utenti ad utilizzare altri mezzi per lo scambio di file su internet, ciò che è
puntualmente avvenuto mediante software peer-to-peer come Kazaa, WinMX, eMule e
BitTorrent. Analogamente i media descrivevano il servizio come se fosse un sito web invece
che un programma e questo faceva credere che Napster fosse esso stesso un distributore di
file musicali protetti da copyright, piuttosto che un programma che facilitava la condivisione
degli stessi.
Nel luglio 2001 un giudice ordinò ai server Napster di chiudere l’attività a causa della ripetuta
violazione di copyright. Il 24 settembre 2001 la sentenza fu parzialmente eseguita. L’accordo
prevedeva che Napster pagasse 26 milioni di dollari come risarcimento per i danni del passato,
per utilizzo non autorizzato di brani musicali e 10 milioni di dollari per royalties future. Per
poter pagare queste parcelle, Napster tentò di convertire il servizio da gratuito a pagamento.
Un prototipo fu testato nella primavera del 2002, ma non fu mai reso pubblicamente
disponibile.
Il 17 maggio 2002 Napster venne acquistato da Bertelsmann AG per 8 milioni di dollari.
Secondo i termini dell’accordo il 3 giugno 2002 Napster chiese l’applicazione della procedura
concorsuale nota come “Chapter 11” al fine di mettersi sotto protezione delle leggi degli USA.
Il 2 settembre 2002 un giudice fallimentare bloccò la vendita a Bertelsmann imponendo a
Napster di liquidare i suoi asset secondo le disposizioni contenute nel “Chapter 7” che regolano
i casi di fallimento negli USA. La maggior parte dei dipendenti di Napster venne licenziata e il
sito web chiuse affiggendo la scritta: “Napster era qui”.
Dopo la chiusura di Napster vennero prodotti diversi programmi peer-to-peer di condivisione
file, tra i quali Morpheus e Kazaa.
Nonostante il programma Napigator permettesse al software di Napster di collegarsi con dei
server non ufficiali, il server centrale utilizzato da Napster divenne un obiettivo perseguibile
legalmente in quanto su di esso operava un’attività illegale, rendendo Napster colpevole di
negligenza per non aver effettuato i relativi controlli per evitarla. Altri sistemi ibridi come
KaZaA e Audiogalaxy sono stati colpiti dall’industria discografica, invece sistemi peer-to-peer
puri come Morpheus e LimeWire basati sul protocollo Gnutella hanno dimostrato la difficoltà a
chiuderli da parte delle major, a causa della loro distribuzione su server decentralizzati

Cabina Telefonica
La cabina telefonica altro pezzo storico del nostro recente passato che adesso non c’è più.
La prima cabina telefonica italiana è stata installata a Milano nel 1952, prima di allora i telefoni
erano solamente nei locali pubblici.
Il consenso è stato talmente ampio che negli anni 70 le cabine telefoniche erano diventate
parte integrante del paesaggio urbano.
Tra la fine degli anni 80 e gli inizi degli anni 90 è arrivata la scheda telefonica che andava a
sostituire le monete.
Le schede per un decennio andarono fortissimo, ma da 2000 in poi con l’avvento delle nuove
tecnologie e dei cellulari tutto ciò iniziò a svanire.
Ad oggi ancora si potrà trovare in giro per l’Italia qualche cabina attiva ma ormai resta un
ricordo di chi ha vissuto quegli splendidi anni.

Il telefono, quello vero!


Eccolo il vero telefono quello originale, quello che se per caso sbagliavi un numero dovevi
ricominciare tutto dall’inizio perdendo milioni di ore.
In aggiunta a questo cimelio c’era anche il famoso elenco telefonico, un volume che serviva per
trovare tutti i numeri di telefono.
Il videoregistratore
Il videoregistratore è stato uno degli oggetti più conosciuti degli anni 90.
Esso era utilizzato per la videoregistrazione sia su supporti rimovibili che non.
Gli anni 80 e 90 sono stati quelli che hanno segnato il boom di questo gioiello dell’elettronica
dei tempi.

La storia
La storia del videoregistratore parte da molto lontano esattamente da metà anni 50, quando
fu commercializzato il primo prodotto per la grande distribuzione.
Le note case di distribuzione come Sony e Jvc si contendono il mercato immettendo sullo
stesso sempre prodotti nuovi anche se con caratteristiche simili.
In questa guerra commerciale entra anche la Philips che nonostante proponga un prodotto
all’avanguardia non riesce mai ad imporsi.
Tra i vari tipi di videoregistratori ricordiamo quelli analogici, digitali, a nastro magnetico, a
cassetta, e quelli che registravano dvd.
Oggi il videoregistratore non si usa più ma lo si può trovare in molte case come cimelio
storico, se lo si vuole comprare si può andare sui vari siti di vendite online come Ebay.
Se volete vedere altri oggetti mitici degli anni 80 e 90 cliccate su questo link, oppure date un
occhiata ai consigli per gli acquisti qui sotto.

A112
Nata nel 1969 oggi la mitica A112 celebra i suoi 50 anni di storia, un vero mito automobilistico
tutto italiano.
Prodotta dalla Fiat dal 1969 al 1986 questa utilitaria è diventata una icona delle famiglie
italiane.
Il successo è stato strepitoso tanto è vero che ne sono state prodotte otto versioni differenti
nel corso della sua storia.
La A112 è stata sostituita alla fine degli anni 80 dalla Y10 altra auto mitica del secolo scorso.

La macchina
Come già accennato la A112 ha avuto otto versioni differenti, la prima è stata presentata al
salone di Torino nel lontano 1969.
L’incredibile successo di questa utilitaria è stato immediato e per molti anni questa vettura ha
avuto un record di vendite davvero inaspettato.
Le otto versioni che si sono succedute dal 1969 fino ai primi anni 80 si sono caratterizzate per
un restyling della vettura e per le diverse motorizzazioni.
Questa macchina in breve tempo è praticamente diventata l’utilitaria delle famiglie italiane.
Alfa Romeo 33
Alfa Romeo 33 solo il nome fa tornare indietro di parecchi decenni.
La compatta del Biscione, ambita dagli amanti delle prestazioni e disponibile nelle varianti
berlina e station wagon (Giardinetta) a trazione anteriore o integrale, offriva un piacere di
guida impossibile da trovare nelle rivali. Merito di motori boxer a benzina estremamente
potenti – 1.3 da 79 e 86 CV e 1.5 da 85, 95 e 105 CV – e di soluzioni tecniche ricercate come il
parallelogramma di Watt, che garantisce una maggiore stabilità del retrotreno.

Mbk Booster
Autunno 1988 l’mbk booster viene lanciato al Tokio Motor Show ricevendo una tiepidissima
accoglienza.
L’anno successivo al salone di Parigi riceve invece moltissime attenzioni da parte degli addetti
ai lavori inizia così una nuova era per gli amanti degli scooter.
La vendita al pubblico parte fortissimo e non da cenni di resa infatti nel 1994 iniziano ad
arrivare i primi modelli con delle modifiche come il freno a disco anteriore.
In poco tempo da semplice scooter diventa un’icona giovanile tanto che nel 1999 l’mbk
festeggia il milionesimo esemplare.
Nonostante gli anni passino in fretta ce lo ritroviamo nel 2013 con in sella Valentino Rossi che
impenna all’impazzata ed ancora oggi per molti è un grande scooter.

Autobianchi Y10
Nel 1985 l’Autobianchi Y10 entra a gran voce nel mercato automobilistico essa passerà alla
storia come l’ultima auto prodotta dal gruppo milanese. Il design della vettura risulta molto
accattivante, le linee del corpo vettura risultano pulite e l’aerodinamica non viene disturbata da
nessun elemento, tra cui le maniglie integrate nelle portiere. La dotazione di alto livello la
colloca in una fascia ben superiore rispetto alle rivali con un prezzo abbastanza alto tale da
allontanare i potenziali clienti. La vera svolta della Autobianchi Y10 parte nel 1986, dove
debutta con cinque allestimenti diversi: Fire, Fire LX, Turbo, Touring e 4WD. La Y10 è la prima
vettura del gruppo Fiat a montare l’innovativo propulsore Fire 1000 da 45 CV, che permette
alla compatta di raggiunge una velocità massima di 150 Km/h.
La Y10 diventa cosi in breve tempo un oggetto di culto, al punto di apparire in numerosi eventi
non strettamente legati al mondo dell’auto, ciò spinge Lancia ad introdurre numerose edizioni
speciali tra cui figurano la Fila e la Martini. Nel 1989 avviene il primo restyling, che
ammorbidisce le forme della carrozzeria e porta a listino i nuovi motori ad iniezione elettronica.
L’ultima serie debutta nel 1992 e questa volta sono gli interni a cambiare con una totale
rivisitazione dell’abitacolo, voi la ricordate?
Fiat Uno
La fiat uno senza alcun dubbio ha rivoluzionato il segmento delle piccole offrendo, grazie alla
carrozzeria maggiormente sviluppata in altezza più versatilità rispetto alle rivali. Nominata
Auto dell’Anno proprio nel 1984, era disponibile a tre e a cinque porte con tre motori a benzina
(0.9 da 45 CV, 1.1 da 55 CV e 1.3 da 70 CV) e un 1.3 diesel da 45 CV.

Fiat 500
Fiat 500 la macchina degli italiani, mito indiscusso dagli anni 50 agli anni 80, questa macchina
ha rappresentato per la maggior parte degli italiani una svolta davvero storica.
Tantissimi i modelli usciti nel corso dei decenni, tantissimi ancora oggi i collezionisti e quelli
che le cercano per restaurarle.
Ad oggi in circolazione se ne vedono poche ma ad ogni raduno dei collezionisti c’è davvero
l’imbarazzo della scelta.

Piaggio si.
Il piaggio sì è stato un motorino che di diritto è entrato a far parte della mitologia degli anni
90.
Nato come evoluzione del modello “ciao” i ragazzi degli anni 90 apprezzavano la facilità di
giuda dato che era un modello monomarcia.
Altro componente apprezzatissimo era la sella allungata dove ci stavano benissimo almeno due
persone, indubbiamente un mito indiscusso degli anni 80/90.

Fiat Regata
Ennesimo mito indiscusso degli anni 80, la grandissima Fiat Regata,che negli anni 80
spopolava nella categoria delle berline medie. Contraddistinta da un design poco originale ma
anche da un abitacolo particolarmente ampio, era disponibile in due varianti di carrozzeria:
quattro porte e station wagon Weekend. La gamma motori nel 1984, decisamente ricca,
comprendeva quattro unità a benzina (1.3 da 65 e 68 CV, 1.5 da 82 CV e 1.6 da 100 CV) e
due a gasolio (1.7 da 58 CV e 1.9 da 65 CV).

Renault 5
Ed eccoci a parlare della mitica Renault 5 nel 1984 erano presenti in listino entrambe le
generazioni: la vecchia – denominata Le Car e dotata di un 950 da 44 CV e di un 1.1 da 45 CV
– e la nuova, chiamata Supercinque. Quest’ultima montava tre propulsori: 950 da 41 CV, 1.1
da 47 CV e 1.4 da 71 CV.
Personalmente mai avuta ma ricordo che era una gran bella macchina, poi la versione turbo
era il top.
Fiat Panda
Altra auto storica degli anni 70 e 80 la mitica
Fiat Panda.
La sola immagine ed il solo nome dicono tutto,all’epoca era la citycar più pratica in
circolazione.
Grazie alle forme esterne razionali e ad un abitacolo addirittura sfruttabile come letto che
sfruttava le numerose possibilità di configurazione dei sedili.
Tre i motori disponibili trent’anni fa, tutti a benzina: 650 da 30 CV, 0.9 da 45 CV e – solo per
la 4×4 a trazione integrale – 1.0 da 48 CV, ancora oggi se ne vedono parecchie in circolazione,
voi la ricordate?

Bmx
Quante cadute e quanto divertimento con la bmx mito ancora oggi intramontabile.
Ne sono stati fatti moltissimi modelli delle più svariate marche, ma la bmx resta sempre e
comunque fedele al suo uso sportivo.

Malaguti Fifty
Il Malaguti Fifty è un ciclomotore prodotto dalla stessa Malaguti tra la metà degli
anni 70 e la fine degli anni 90, con un ottimo riscontro commerciale.
Nel 2003 durante una famosa fiera ne era astato presentato anche un nuovo modello tutto
restaurato che però non è mai andato in produzione.

Volkswagen Golf
La Volkswagen Golf negli anni 80 è stata la vettura straniera più amata dagli italiani, e ancora
oggi viene molto apprezzata.
Ai tempi era commercializzata con moltissime tipologie di motore, quattro andavano a benzina
e due a gasolio.
La versione Gli quella sportiva aveva ben 112 cavalli, in più c’era anche la versione cabrio.

Opel Tigra
L’opel tigra è stata una macchina da sogno per tantissimi giovani degli anni 90.
La sua produzione inizia nel lontano 1994 e finisce nel 2001, con strabilianti risultati di vendita.
Con l’ingresso dell’open tigra sul mercato infatti nasce un nuova nicchia quella delle coupé
utilitarie.
La macchina aveva delle ottime prestazioni, una linea aggressiva, e degli ottimi interni.
Unico neo era la parte anteriore dove era praticamente impossibile starci.
La vettura era piccola e scomoda, fondamentalmente questa macchina anche se era omologata
per quattro posti, andava bene solo per due passeggeri.
Ricordo che per me è sempre stata un sogno specie da ragazzo negli anni 90, quando poi ho
avuto la reale possibilità di comprarla era già passata di moda.
Vespa
La Vespa nasce nel 1946 grazie all’intuito dell’ingegnere Corradino D’Ascanio.
Tale idea fu pienamente avallata da Enrico Piaggio, che decise di creare un mezzo di
locomozione a basso costo e accessibile a tutto.
La prima fabbrica a intraprendere la produzione fu quella di Biella e il debutto al circolo del golf
di Roma.
La vespa venne messa in vendita in due modelli, quello da 55.000 mila lire e quello da 61.000
mila lire che aveva qualche optino in più.
Dal 1947 dato il successo la produzione si fece su larga scala, negli anni a seguire ne uscirono
diversi modelli e diverse cilindrate.
Il successo della vespa fu mondiale venne prodotta infatti in 13 nazioni e messa in vendita in
114 paesi.
Ad oggi se ne contano quasi 18 milioni di esemplari venduti ed il successo è imparagonabile.

Piaggio zip
Lo scooter Piaggio zip ha fatto il suo debutto nel lontano 1992.
Le sue caratteristiche principali erano il raffreddamento ad aria, la forcella telescopica ed il
sistema frenante a tamburo.
Negli anni dopo il 1992 ne vennero prodotti diversi modelli diversi, ma nessuno mai ha
raggiunto il record di vendite del primo.
Ricordo perfettamente che questo cinquantino era perfetto per modiche varie, ovviamente non
in regola.

Peugeot 205
La Peugeot 205 è stata un utilitaria di gran successo, prodotta tra il 1983 e il 1999 e venduta
in 5.000.000 di esemplari.
L’auto ha fatto il suo debutto all’inizio del 1983 e fece una grande impressione alla stampa di
tutto il mondo, in Italia la sua commercializzazione avvenne a ridosso del 1984.
Con le sus linee molto eleganti per l’epoca, l’auto ottenne subito un buon riscontro da parte del
pubblico femminile.
In seguito all’uscita di versioni più sportive fece breccia anche nel cuore degli uomini.
I motori erano fatti in quattro versioni, per le diverse esigenze di guida.
Uno da 45 cavalli, uno da 50, uno da 60 e il più potente da ben 80 cavalli.
Il successo commerciale fu strepitoso e la stessa Peugeot 205 vendette quasi 5.000.000di
esemplari.
Oggi la si può trovare ancora marciante in giro per le strade di tutto il mondo, anche se è
sempre più rara.
Lancia Delta Integrale
La Lancia Delta Integrale è una versione sportiva evoluta della famosa Lancia Delta, progettata
appositamente per i rally e, da subito entrata nei sogni di tutti gli sportivi e non degli anni 80e
90.
La vettura è stata presentata per la prima volta nel 1897 al salone dell’auto di Francoforte.
Prese il nome di Delta Hf Integrale e possedeva ben 185 cv di potenza.
Dal 1987 al 1991 vinse parecchi campionati mondiali di rally, e proprio sul finire del 1981
inaspettatamente la lancia la ritirò dal mondo delle corse.
Nel 1992 il Jolly Club cioè il reparto corse della lancia al quale viene affidata la vettura, ne
presenta una tutta rinnovata.
Proprio tra i il 1992 e il 1995 la lancia delta integrale ottiene parecchi successi nei campionati
rally, con una vettura parzialmente rinnovata.

Fiat 126
La fiat 126 è stata un altra macchina che è entrata a far parte delle macchine mito degli anni
70,80 e 90.
Il primo esemplare fu presentato al grande pubblico al salone dell’automobile di Torino nel
1972.
La 126 aveva l’arduo compito di sostituire la mitica 500 fiat e la novità più sostanziale veniva
propio dal design rivisto completamente.
La produzione iniziò nel 1972 e terminò nel 2000 contando numeri davvero impressionanti .
Vennero infatti prodotte più di 1.350.000 macchine solo in Italia e quasi 6.000.000 negli altri
stabilimenti.
Della 126 ci furono svariate versioni la prima che dava proprio il nome alla vettura, poi ci fu la
126 personal e la 126 bis.
Inutile dire il successo che ha avuto sul mercato e ancora oggi in giro se ne vedono parecchie.
Walkman, giochi in scatola, Bim Bum
Bam: la generazione degli anni ’80 e
’90
Ricordi di gioco sotto casa con gli amici di quartiere, a pallone, pallavolo, nascondino, color color, ai
quattro cantoni; dopo i compiti giornalieri si scendeva sotto casa per andare a citofonare, a piedi o in bici,
l’amichetta del cuore con la speranza che avesse finito i compiti. Da quanto tempo e quanto tempo è passato
dalla vocina al citofono che diceva: “Chi è?” e io che chiedevo “C’è Daniela?”.

Pomeriggi interi passati davanti alla radio a


registrare le canzoni preferite
Con orecchio attento aspettavo davanti alla radio l’annuncio dei brani che preferivo per essere pronta a
premere il pulsante Rec, con la speranza che fosse il pezzo giusto. Dalla band del momento, i Take That e
dopo i Backstreet Boys, ai brani di Michael Jackson, Vasco Rossi, Pink Floyd, Aereosmith, Led
Zeppelin, gli Articolo 31, Spagna, Madonna, Eros Ramazzotti, Miguel Bosè Jovanotti, Lucio Dalla, gli
883 con la mitica canzone “Hanno ucciso l’uomo ragno”… Inviavo richieste di dediche telefoniche mai
riuscite ad ascoltare ma la speranza era sempre l’ultima a morire.

A fine registrazione, dalla durata di trenta minuti per lato cassetta, riascoltavo la mia playlist sul walkman
prima di andare a dormire e se qualcosa non mi piaceva riutilizzavo lo spazio per registrarci sopra un altro
brano di mio piacimento. Il bello era proprio quello: registrazioni su registrazioni, cancellazioni,
ripensamenti con il risultato di audio cassette super ascoltate ed usate decorate con pennarelli colorati e
stickers. Come dimenticare i marsupi che indossavo ai fianchi per portare i walkman mentre camminavo,
andavo a scuola o magari passeggiando in riva al mare con il mio fedele amico a quattro zampe.

Marsupi non proprio stilosi ma proprio comodi


Come dimenticare lo zaino Seven dotato di scomparto apposito per il walkman e con cuffie integrate; uno
zaino che ha fatto imbestialire molti professori in quegli anni ed anche i miei. Un walkman che ancora
tutt’oggi funziona e come dico spesso, indistruttibile; indistruttibili i tamagotchi, il gameboy, i primi
telefonini con antennina, le Barbie, il mio primo computer Amiga 500 con il mitico gioco Giana Sister,
le sorelle di Super Mario Bros del Super Nintendo.
E poi ancora… giochi in scatola indimenticabili e tutt’ora in commercio come Indovina Chi?, l’Allegro
Chirurgo, Brivido, Risiko, Uno, il Pirata Po Po, il Gioco dell’Oca; oggi sono ancora in vendita
ovviamente in chiave moderna, rivisitati con l’aggiunta di miglioramenti o meglio chiamarli adattamenti
commerciali.
Film e Cartoni degli anni ’80 e ’90
I film di sempre, quelli che rivedi dieci, cento, mille volte e non ti stanchi mai di vedere: Ritorno al Futuro,
Rocky, la Vera Storia di Babbo Natale, Ghost Buster, Robocop, Terminator, Mamma ho perso l’
aereo, Indipendence Day, Lino Banfi, Bud Spencer e Terence Hill, Top Gun, Tomas Milian. La rivista
Sorrisi e Canzoni, essenziale ed indispensabile per sapere la programmazione televisiva giornaliera e del
weekend, sui canali della Rai e di Mediaset, ovviamente in televisori a tubo catodico. Le serie tv di Beverly
Hills 90210, Willy il principe di Bel Air con Will Smith, Baywatch, Happy Days, I ragazzi della terza C,
College, Non è la Rai, Classe di ferro.
I cartoni animati di Rossana, Kiss Me Licia, Minù, Lady Oscar, Mila e Shiro, Uan e Bim Bum Bam! :). Ve lo
ricordate Uan? Ho avuto l’onore e il piacere di incontrare il mio cane rosa preferito e il suo papà a Pescara.
Di seguito potete vedere il video (quella dentro la macchina con Uan sono io :)).

Moda
Pantaloni a zampa di elefante, giacche di jeans, scarpe Rebook alte, t-shirts con camicie aperte a quadri,
pantaloni con cavallo alto, scarpe con zeppa (le mitiche Buffalo), gli scarponcini della Timberland, i gilet
bombati, scalda muscoli, fascia nei capelli, pantaloni di pelle, pantaloni colorati, occhiali da aviatore.
In realtà non è passato molto tempo, ma sembra sia passato più di un secolo vista la velocità dell’evoluzione
tecnologica che, nel bene e nel male, ha modificato e sta modificando i nostri stili di vita. Cosa mi manca

realmente di quegli anni? I buonissimi gelati Algida ed Eldorado

Ve lo ricordate il il Piedone? Non vedevo l’ora di finire di mangiare il gelato per mangiare quel buonissimo
chewing gum alla fragola.
I videogiochi degli anni 80

A volte mi chiedo se le giornate della mia gioventù durassero 40 ore, o qualcosa del
genere. Non capisco, infatti, come avrei fatto a fare in sole 24 ore tutto quello che facevo
in un giorno. Tralasciando le 8 ore di sonno, c'era infatti la scuola, e gli eventuali
pomeriggi al doposcuola, almeno fino al 1984. Poi, i compiti, la merenda, le infinite
partite a pallone, per non parlare della televisione. Considerando telefilm e cartoni, avrò
passato una dozzina di anni davanti alla tv.. e il catechismo? e le ore passate a ridurre i
sistemi del totocalcio? e le partite a figurine? Eppure, nonostante tutto, rimaneva ancora
tempo, e pure molto tempo, per i videogiochi. Non parlo delle mitiche partite col
Commodore 64, dove passavi decine di minuti a caricare un videogioco che stava su
un'audiocassetta. No, qui mi riferisco alle gloriose, polverose sale giochi degli anni 80,
quando bastavano ancora 100 lire per vivere una fantastica avventura su uno degli ultimi
"capolavori" della Sega o della Atari.

Giochi come pac-man, kangaroo, burnin rubber, che a noi figli di asteroid sembravano
meraviglie artistiche e tecnologiche. E poi l'epopea di karate champ, hyper olympic, e i
fantastici sparatutto spaziali. E l'unico e solo wonder boy, nei suoi vari seguiti: saranno
pure residuati bellici, ma provateci voi, figli di halo e half-life, a creare un capolavoro di
giocabilità in meno di 200 kb.. e il meraviglioso exciting soccer stava in meno di 100
kb.. Allora, pronti che si salta insieme in quelle vecchie, polverose sale giochi di 20 anni
fa, e ricordatevi che alle 7 dovete tornare a casa per cena..

I platform

Il genere che ha dominato la classifica dei successi di sala gioco di inizio anni '80, tante
"piattaforme" una sopra l'altra, con l'eroe che salta, corre, tira pugni e calci sopra di esse,
per sfuggire alle forze nemiche e continuare la sua corsa verso l'obiettivo di fine livello e
poi di fine gioco.

I giochi di sport

I bambini e i ragazzi degli anni '80 appartengono a una generazione che viveva di corse,
lotte, partite a pallone, gare di bici e su pattini, e continuava a cercare sport anche in tv e
in sala giochi, dove abbondavano le conversioni 8 bit degli sport più importanti, sia
fedeli che con qualche "licenza poetica".

Le grandi avventure

Per chi sognava le grandi avventure dei libri di Verne (perchè NOI leggevamo i libri,
negli anni '80..) c'erano i videogiochi di avventura, lunghe epopee in terre incantate, in
cui come gli eroi delle saghe medievali si doveva portare a termine una "ricerca", fosse
di un oggetto rubato, o più spesso, di una fanciulla rapita.
I giochi di corse

Le corse, altro pilastro dei nostri spensierati anni '80: in tv con la formula uno e le
evoluzione del motociclismo, e soprattutto con Ken Falco e Takaya Todoroki, in sala
giochi con quelli che all'occhio smaliziato dei giovani possessori di PS3 potrebbero
sembrare solo pochi pixel colorati, ma che con la nostra grande fantasia riempivamo di
sostanza, diventando missili a due e quattro ruote che sfrecciavano a 300 all'ora.

I puzzle

Non c'era solo azione frenetica, in sala giochi, ma anche momenti di "riflessiva"
concentrazione su mattoncini colorati, da abbattere se formavano un muro, da far ruotare
e incastrare al suono di un'ipnotica musica russa per formare righe infinite, ma anche
pretesto per lennesima variazione sul gioco del calcio.

Gli sparatutto

Con questi giochi si tornava all'azione frenetica, a sentirsi Buck Rogers, o Han Solo, o
Flash Gordon, ultimi baluardi della Terra contro quella che stava per diventare
l'invasione aliena finale (oh, l'ho detto che leggevamo i libri e avevamo una grande,
colorata fantasia che trasformava il mondo intorno a noi..).

I picchiaduro

Il genere che iniziò a spopolare in sala giochi sul finire degli anni '80, in cui potevamo
sfogare la nostra innata esuberanza senza i graffi, le sbucciature, gli occhi neri delle
zuffe che di tanto in tanto scoppiavano sui campetti di calcio.

Giochi strani

Giochi che hanno elementi di vari altri generi, e che per questo non possono essere
catalogati in una sola categoria, o giochi che i generi li hanno creati, come pacman, il
primo "labirinto d'azione mangiatutto", e frogger, il primo "attraversamento animale di
autostrada e palude su tronchi"..
Pacman
Non é stato un semplice gioco, ma un fenomeno di costume della stessa portata del cubo
di Rubik, degli swatch, delle timberland, un mito che resiste ai 30 e passa anni da
quando portó le sale gioco di mezzo mondo fuori dalla preistoria di "Pong" e di
"Asteroid" e dentro una nuova dimensione di divertimento ludico a colori. Un gameplay
straordinario che nasce da una semplicità di ideazione sconvolgente: uno strano essere
giallo (secondo la leggenda, Toru Iwatani, il dipendente della Namco che lo inventò,
prese l'ispirazione per le forma del personaggio da una pizza da cui aveva tagliato una
fetta) si muove in un labirinto di puntini, mangiandone a più non posso, ma cercando di
evitare l'arrivo di quattro fantasmini colorati (Blinky il rosso, Pinky il rosa, Inky il
celeste, Pokey l'arancione), che quando lo acciuffano lo mettono fuori gioco. Pacman ha
un sistema per prendersi la rivincita sui quattro: mangiare uno dei quattro pilloloni agli
angoli del labirinto, che per poco tempo gli danno la possibilità di diventare da preda,
cacciatore.

Con decine di versioni "bootleg", trasformazioni 3-D, conversioni per i sistemi di gioco
casalinghi che sarebbero arivati negli anni, uno spinoff al femminile, centinaia di milioni
di merchandising e addirittura un cartone animato, resta uno degli oggetti feticcio di chi
era ragazzo negli anni '80, secondo un sondaggio conosciuto al 94% della popolazione
adulta.

Gli altri giochi strani


FROGGER

Una coraggiosa ranocchietta cerca di tornare a casa sfidando prima i pericoli del traffico
cittadino, poi quelli letali del fiume vicino casa. Tra un'automobile scansata all'ultimo
istante e un camion che sta per schiacciarla e prodigiosi salti da un tronco a un altro
evitando coccodrilli, serpenti e le rapide del fiume, si dipana la storia di un altro mito dei
videogiochi, degno avversario di pacman nelle sale giochi della nostra quasi infanzia.

PINBO

Rivisitazione a 8 bit del classico flipper, Pinbo é stato un successo straordinario e uno
dei miei preferiti in assoluto, con le decine di sottogiochi che andavano dal genere
sportivo a quelli d'azzardo, a quelli ambientati nel circo. Mitiche le super palle bonus e i
flipper semoventi con cui far fuori quelli odiosi mostriciattoli spaziali che ci
attaccavano..

POOYAN

Teoricamente sarebbe uno sparatutto, ma ovviamente è troppo cartoon e simpatico per


essere paragonato ad After burner o Vanguard: stavolta la mamma coraggiosa che deve
liberare i figlioletti rapiti (da un branco di lupi cattivi) é una maialina, Pooyan, che però
armata di arco e frecce sa essere un tremendo grattacapo per i lupastri, che dal canto loro
cercano di abbatterla con lanci di pietre a volontá.

CRUSH ROLLER

Simile a pacman, ma con le sue peculiarità: un pennello da imbianchino (!) deve colorare
di colori sgargianti un mondo grigio, ma non si sa perchè, ha suscitato le ire di due pesci
(!), che lo inseguono per fargli interrompere la sua attività pittorica. Un fastidioso gatto
ha poi il brutto vizio di lasciare zampate sulla vernice fresca, costringendo il coraggioso
pennello (!) a una seconda mano. Due rulli però, possono volgere la partita a favore del
pennello, che utilizzandoli può temporaneamente mettere fuori gioco i fastidiosi pesci,
come pacman con i pilloloni.

CENTIPEDE

Un precursore degli "sparatutto", con ambientazione "da giardino", e il centipede non è


l'eroe, ma il nemico da abbattere. Infatti, armato di una specie di bacchetta, il giocatore
deve colpire il centipede che si avvicina, in un campo pieno di funghi che ne nascondono
i movimenti. Se colpito al centro, il centipede non muore, ma si divide e continua la sua
marcia verso il fondo dello schermo in due entità separate. Ad aiutarlo contro il
giocatore, anche dei ragni, delle pulci e degli scorpioni.

CIRCUS CHARLIE

Un simpatico clown alle prese con esercizi vari tipici del circo: salto dal trapezio, in
mezzo ai cerchi di fuoco in sella a un leone (!), sopra tamburi elastici, in groppa a un
cavallo, saltando sopra delle scimmie, in questo divertente e originale gioco di metà anni
'80.

JOUST

Un platform con elementi avventurosi, ispirato ai tornei medievali: un cavaliere in sella a


uno struzzo volante (!) deve districarsi tra varie piattaforme per battere altri cavalieri e
conquistare il torneo: quando due cavalieri si scontrano, vince chi arriva da più in alto.
Un nemico sconfitto diventa un uovo, che se raccolto fà accumulare punti. A portare
scompiglio, ogni tanto compare anche uno pterodattilo.

NIBBLER

Un serpente, all'inizio molto corto, si trova in un labirinto pieno di cose buone da


mangiare, ma presto si accorge che ad ogni spuntino il suo corpo si allunga, fino a
diventare chilometrico e rendergli molto difficile continuare a muoversi per il labirinto
senza andare a sbattere sui muri o addosso a parte del suo corpo "rimasto indietro".
Veloce e molto simpatico.
Golden Axe
Si fa presto a dire "picchiaduro": questo è il capolavoro del genere "Fantasy side-
scrolling, beat 'em up, hack and slash", vale a dire "Picchiaduro di genere fantasy a
scorrimento laterale con lotte corpo a corpo e uso di armi da taglio", se vi basta.. Il regno
di Yuria è in pericolo per colpa del malvagio Death Adder, che ha rapito il re e sua figlia
e minaccia di ucciderli e distruggere la mitica ascia d'oro che ha difeso la serenità del
regno se tutti non si sottometteranno ai suoi voleri. Tre guerrieri molto diversi tra loro,
tutti con un passato di morti in famiglia per mano di Adder, iniziano la loro "quest" di
vendetta: sono Ax Battler, un barbaro alla Conan armato di spadone a due mani, Gilius
Thunderhead, un nano delle miniere di Wolud, che porta con sè un'ascia bipenne, e
infine la statuaria Tyris Flare, un'amazzone armata di spada lunga. Oltre alle armi, i tre
eroi hanno dei poteri magici, che impareranno a utilizzare nel corso della storia:
rispettivamente, la magia della terra, del fulmine e del fuoco, con l'amazzone che
compensa la minore potenza fisica rispetto ai due compagni con la maggiore forza
magica. Dopo numerose battaglie contro barbari, draghi, non morti e altri strani esseri,
tra cui spiccano i bizarrians, specie di pappagalli bipedi sotto steroidi con un becco
fortissimo e una lunga coda, che possono essere catturati dagli eroi e usati come
cavalcatura armata, finirà, ovviamente, con la vittoria finale degli eroi e il recupero
dell'ascia d'oro, nel castello di Death Adder, in un gioco che forní grandi spunti ai futuri
capolavori dei giochi di ruolo come la saga "Final fantasy".

Gli altri picchiaduro


SHINOBI

Joe Musashi è un ninja che deve affrontare dure prove per smantellare l'organizzazione
criminale "Zeed", che ha rapito i figli dei membri del suo clan. Attraverso cinque
missioni, Musashi deve farsi strada tra molti nemici fino al quartier generale di Zeed,
superando i luogotenenti del boss e nell'ultimo scontro il boss stesso, il misterioso ninja
mascherato, che si rivelerà essere il suo mentore di gioventù. Musashi lotta con calci e
pugni, si abbassa o salta per scansare gli attacchi nemici e può colpire anche da lontano,
lanciando gli shuriken. Una sola volta per stage, inoltre, può usare la magia ninja, una
bomba di potenza che uccide tutti i nemici sullo schermo in quel momento.

DOUBLE DRAGON

In una New York postatomica i fratelli Billy e Jimmy Lee si avventurano nei bassifondi
per liberare il comune interesse amoroso Marian, prigioniera della potente gang dei
Black warriors. Oltre a calci, pugni e gomitate, i due eroi possono anche sferrare attacchi
combinati (se si giocava in due) e utilizzare le armi dei nemici, tra cui fruste, mazze da
baseball, coltelli e anche dinamite, una volta che ne vengano in possesso. Peculiare il
fatto che se alla fine del gioco in modalità due giocatori Billy e Jimmy erano entrambi
vivi, si scontravano tra loro per diventare il fidanzato di Marian.

KARATE CHAMP
Due joystick da usare in contemporanea per creare calci volanti, pugni allo stomaco,
parate spettacolari e il mitico "back around kick", o il "jumping side kick", i due
spartiacque tra i "giocatori della domenica" e chi ha fatto di questo gioco di karate
un'arte. E quando, dopo ogni turno passato sulla strada verso il titolo nazionale, arrivava
lo scontro col toro sulla spiaggia..

KUNG FU MASTER

Direttamente dal film "L'ultimo combattimento di Chen", con Bruce Lee, Kareem Abdul
Jabbar e Chuck Norris nel ruolo del nemico finale, la storia di Thomas, maestro di arti
marziali che si deve recare in un palazzo pieno di trabocchetti e nemici per salvare la
fidanzata Silvia, rapita dalla setta dei cattivi. 5 livelli, 5 piani del palazzo e 5 nemici
finali da affrontare, e bisognava completarlo per tre volte prima di riportare a casa
l'amata.

STREET FIGHTER

Nel primo episodio della fortunata franchigia, l'eroe è Ryu (ma si può scegliere anche il
suo rivale Ken), impegnato in un torneo di arti marziali in giro per il mondo: se si
superano i primi otto avversari, si vola in Thailandia per affrontare gli ultimi due, Adon
e Sagat, quest'ultimo, gigante con la benda sull'occhio che appare anche nel seguito, il
successo mondiale Street fighter II, insieme ai due eroi. Tra uno stage e l'altro, si gioca
anche in livelli bonus dove si spaccano tavolette e mattoni. Dove SF cambia marcia
rispetto ai suoi predecessori è nei colpi speciali, che possono essere padroneggiati solo
dopo decine di partite: i mitici Hadouken, Shoryuken, e Tatsumaki Senpuukyaku.
Combinati in sequenza, i colpi speciali formano le "combo", devastanti attacchi in grado
praticamente di azzerare la barra di energia dei nemici. Con decine di seguiti su tutte le
piattaforme di gioco pensabili, e addirittura una trasposizione cinematografica.

FINAL FIGHT

Grosso guaio a Metro City: l'organizzazione criminale Mag gear ha rapito Jessica, la
figlia del sindaco Mike Haggar. Ma prima di essere sindaco, questi era un wrestler
professionista, e quindi decide di andare a riprendersi la figlia a suon di cazzotti. Lo
accompagnano Cody, il fidanzato della figlia, maestro di arti marziali, e lo studente di
arti ninja Guy. Dopo cinque stage, si arriva al palazzo del capo di Mad Gear, Belger,
all'apparenza un vecchietto in carrozzella, ma in realtà un mortale combattente dotato di
balestra automatica. Ovviamente, a forza di 100 lire, anche questi finirà per capitolare e
il lieto fine giungerà puntuale.

TEENAGE MUTANT NINJA TURTLES

Le quattro tartarughe animate più famose degli anni '80 hanno avuto anche il loro
picchiaduro: in una classica storia dalla serie a cartoni, il malvagio Shredder ha rapito il
maestro delle tartarughe Splinter e la loro amica April, e le quattro testuggini con i nomi
dei grandi geni dell'arte italiana si devono fare strada nei vicoli bui della città per andare
a salvarli. I boss intermedi da sconfiggere per arrivare a Shredder sono i personaggi della
serie animata, a cominciare dal duo di inetti Bebop e Rocksteady.

MOONWALKER

Quando Michael Jackson era diventato il brand più famoso del mondo, tutto quello che
portava il suo nome era destinato al successo: questo il caso anche del videogioco che
prende le mosse e la musica dal film "Moonwalker": versioni digitali delle famose
canzoni di Jackson suonano in sottofondo mentre l'eroe, nelle vesti di MJ versione
"smooth criminal", balla per lo schermo e scarica attacchi magici contro i nemici, gli
scagnozzi di Mr. Big, il nemico dell'eroe. Nel gioco compare anche Bubbles, lo
scimpanzè di Jackson, che se preso trasforma il personaggio in una versione robot che
spara raggi laser, abbattendo molti più nemici che con i normali attacchi.
Space invaders
Giochi del genere travalicano i confini del mondo dei videogiochi, per diventare
autentici fenomeni di costume: Space invaders è stato il primo videogioco in cui ho
inserito pezzi da 100 lire fino alla nausea. Un gameplay dalla semplicità assurda: elimina
tutti gli invasori spaziali nascondendoti dietro bunker di cemento armato.
Immortale. Tecnicamente, è uno "sparatutto bidimensionale a schermo fisso", infatti il
giocatore muove un cannone laser sul fondo dello schermo, con lo scopo di abbattere la
flotta di navicelle aliene in avvicinamento alla Terra. Gli alieni arrivano con 5 file di 11
elementi, si muovono orizzontalmente sullo schermo e poi scendono verso terra,
aumentando la velocità con il passare del tempo. Ovviamente, non sono inermi, e
rispondono al fuoco del terrestre con i loro cannoni laser. L'eroico difensore del pianeta
ha dei bunker difensivi dietro cui nascondersi per evitare il fuoco nemico, ma presto
questi vengono distrutti. Ovviamente, gli alieni vincono quando la loro avanguardia
tocca terra, segnando la fine del nostro pianeta (..). Il videogioco che ha portato le sale
giochi negli anni '80, e poi ha costituito il motivo principale dei successi di vendita delle
consolle, entrato nella cultura pop con decine di citazioni, omaggi, prese in giro (i
Pretenders gli dedicarono una canzone, è apparso in vari telefilm e in un episodio di
"Martin Mystere").

Gli altri sparatutto


ASTEROIDS

Dalla preistoria dei bar, perchè le sale giochi non c'erano ancora, il capostipite degli
sparatutto, nella magnificenza degli 8 bit in bianco e nero: Asteroids, il primo
videogioco di cui ho ricordo. Poche lineette sono la nostra astronave con cui dobbiamo
evitare di scontrarci con asteroidi inizialmente grandi, poi sempre più piccoli quando
vengono colpiti dal potente (..) raggio laser dell'astronave. Dosando sapientemente la
spinta dei retrorazzi, si galleggia nell'iperspazio nell'attesa del disco volante alieno di
passaggio, e quando siamo proprio alle strette, c'è sempre l'ipersalto alla star trek per
teletrasportarci in un altro punto dello spazio. Enciclopedia del videogioco.

GALAGA

Stesso gameplay di Space invaders, con grafica migliorata visto il passare di qualche
anno: gli alieni che attaccano a stormi sono simili a insetti, e si muovono con maggiore
varietà rispetto a quelli di Space invaders, a volte sciamando velocemente verso la
navicella del giocatore, che però può anche sparare più colpi e raddoppiare il numero di
navicelle se riesce a liberare quella che può essere catturata dal nemico con un raggio
traente. Degli stage bonus intervallano la frenetica azione di gioco.

PHOENIX

Ancora difesa sul fondo, contro alieni che appaiono simili a uccelli, ma alcune
innovazioni tecniche e di gioco: la formazione dei nemici non è a linee, ma a rombo, e
una navicella si stacca periodicamente per attaccare il giocatore con una mossa suicida.
Il giocatore ha poi uno scudo di energia, che può usare per evitare all'ultimo istante un
razzo nemico o un'intera navicella, ma che se attivato lo costringe all'immobilità
temporanea. Infine, è il primo gioco a presentare come sfide separate i boss di fine
livello, nemici molto più difficili da sconfiggere perchè difesi da interi stormi difensivi.
Mitica la colonna sonora, che comprendeva la versione 8 bit di "Per Elisa" di Beethoven.

VANGUARD

Uno dei primi sparatutto a scorrimento laterale, in cui la navicella va spostata nelle
quattro direzioni per evitare i nemici e abbatterli: attraverso spazio infinito e canyon che
assomigliano a quelli della Morte nera di "Guerre stellari", si vola in 10 zone verso il
nemico finale, abbattendo vermoni spaziali e scansando nuvole radioattive: l'azione si
sviluppa quasi sempre in orizzontale, tranne che nello stage di avvicinamento ai boss,
dove si passa al volo in verticale. Una mappa mostra sempre dove ci si trova, e delle
"aree di sosta" ricaricano l'energia della navicella e la rendono per alcuni secondi
invincibile. Spettacolare la colonna sonora.

ZAXXON

Utilizzando un finto ambiente 3D (siamo nel 1982..), la Konami crea questo gioiello di
grafica e azione frenetica, in cui l'uso della proiezione isometrica introduce la terza
dimensione ai movimenti dell'astronave: diventa importante anche capire l'altezza a cui
si vola, per non andare a sbattere contro le fortificazioni della base aliena in cui
l'astronave è arrivata per sferarre l'attacco decisivo nell'ennesima guerra spaziale.

MISSILE COMMAND

Al comando di una delle ultime batterie antimissile del pianeta Terra, il giocatore
manovra una trackball insidiosissima (soprattutto per le dita) lanciando dei missili
traccianti, che esplodendo provocano un'onda d'urto in grado di colpire un numero
elevato di invasori alieni. Quando finiscono i missili, ahimè, la fine della Terra è
inevitabile.. Quando anche per i videogiochi serviva la fantasia, per colmare il gap tra
effetti grafici non eccezionali ma grande gameplay.

R-TYPE

L'evoluzione di fine decennio degli sparatutto a scorrimento laterale: in una storia a metà
tra "Alien" e "Terminator", a bordo della navicella R-9a "Arrowhead" si va a caccia dei
"Bydo", mostruosi esempi di ingegneria genetica scappati di mano al controllo di chi li
aveva concepiti nel 26imo secolo, e tornati indietro attraverso un buco nero fino al
22imo secolo, per distruggere la razza umana, ancora ignara del loro futuro. Oltre alla
grafica, sicuramente evoluta, si ricordano due innovazioni di gioco rivoluzionarie: i pod,
unità staccabili dalla navicella del giocatore, che servivano sia come ulteriore forza di
fuoco che come schermo difensivo, e il beam, raggio laser dall'inaudita potenza che
andava caricato attraverso un'apposita barra di energia. Ebbe grande successo, ma anche
critiche per l'assoluto livello di difficoltà che presentava: spesso alcune partite duravano
pochi secondi se ci si trovava in una zona in cui servivano armi particolari di cui non si
disponeva.

1943 MIDWAY

Non sempre il nemico di uno sparatutto è un alieno invasore, può anche essere uno
stormo di caccia giapponesi della seconda guerra mondiale, come in "1943 battle of
Midway", seguito del fortunato "1942": l'aereo del giocatore è un P-38 Lightning, e il
nemico finale è la mitica corazzata Yamato. Oltre ai classici sparo singolo e multiplo, si
può anche eseguire un "loop" difensivo con cui evitare all'ultimo secondo un colpo
nemico. Il giocatore ha una sola vita, rappresentata da una barra di energia da ricaricare
attraverso vari "pow" che appaiono sullo schermo.

AFTER BURNER

Stavolta l'azione si svolge su un caccia Tomcat F-14, l'aereo dei "top gun" americani: il
gioco in sè poteva piacere o meno, ma quello che lo rendeva davvero unico era il
cabinato rotante con cui si giocava in alcune sale giochi più grandi, un'autentica
esperienza di gioco, con la cabina che si muoveva in orizzontale e verticale a simulare il
volo dell'aereo, che era pilotato con una cloche come in un vero caccia, e le casse stereo
che sparavano le musiche del gioco e i rumori della battaglia, rendendolo unico nel
panorama dei videogiochi anni '80.

PANG

In un insolito sparatutto, un esploratore vestito di tutto punto si muove in 17 diversi siti


sparsi per il mondo (Monte Fuji, Taj Mahal, Londra, tra gli altri, fino allo stage finale
dell'Isola di Pasqua) e armato di una fiocina deve far esplodere delle palle rimbalzanti,
che una volta colpite si dividono, raddoppiando il rischio di essere colpiti. Perchè lo
debba fare e perchè proprio lui non è dato saperlo, ma il gioco è simpatico.
Tetris
Una delle 10 cose più caratteristiche del decennio: quattro pixel colorati disposti in varie
maniere, che si dovevano incastrare con precisione tedesca, in modo da formare delle
righe, che cosí scomparivano, lasciando spazio per altri pezzi, e via fino alla nausea. Ha
formato generazioni di ingegneri frustrati, che non riuscivano a superare il primo livello
(o "quadro", come si diceva allora, cosí come le vite che si avevano erano "i
cannoncini"..)

Disegnato e programmato dall'ingegnere sovietico Alexey Pajitnov, arrivò


avventurosamente in America e fu il principale motivo per cui il Gameboy divenne
subito un successo strepitoso, prima di arrivare in sala giochi nella versione a colori.
Deve il nome dal prefisso greco "tetra", a indicare che tutti i pezzi del gioco hanno
quattro elementi: tutti in orizzontale o verticale, due sopra e due sotto nel quadrato o nel
pezzo più difficile, quello "a zig zag", o tre sotto e uno sopra nella forma "a T" o in
quella "a L". I pezzi possono essere ruotati e poi vanno fatti calare in basso,
possibilmente ad incastrarsi con quelli già presenti in modo da formare una linea, che
cosí scompare dallo schermo, dando altro spazio di manovra. La tattica più ricercata e
quella di maggior effetto è di formare varie linee lasciando un solo corridoio libero, in
cui infilare in verticale il pezzo lungo che elimina cosí 4 righe in una volta. Poteva essere
giocato in sfida con lo schermo sdoppiato, e l'unico aiuto che aveva il giocatore era di
vedere in anteprima il pezzo che sarebbe arrivato dopo quello attivo. Epocale.

Gli altri puzzle e rompicapo


SUPER BREAKOUT

Pong, il mitico videogioco dei bastoncini che andavano su e giù dietro una pallina
virtuale, si evolve e dà origine a Super Breakout, un capostipite nel suo genere, poi
abbellito e migliorato con Arkanoid (vedi sotto). Ma niente potrà mai farvi divertire e
inc.. più di questo miracolo di essenzialità videoludica (4 kb..), che si giocava con un
tipico joystick a rotella, e che ha finito di rovinare i futuri ingegneri che non erano stati
intossicati da Tetris. Altamente additivo.

ARKANOID

Il mitico Super Break Out, gioco di fine anni '70, conosciuto da noi semplicemente come
"Il muro", subisce un restyling a metà anni '80: il risultato é Arkanoid, ambientato nello
spazio profondo, con nuovi gadget come la possibilità di allungare il bastoncino o
sparare missili, ma fondamentalmente sempre il vecchio gioco del muro di mattoncini
colorati da rompere con pazienza.

KLAX

Se a Tetris me la cavicchiavo non più di tanto, a Klax ero davvero un campione: qui i
mattoni erano veramente tali, solo uno per volta e non agrovigliati come quelli di Tetris,
ma la difficoltá del gioco non era da meno, soprattutto quando per passare il livello
occorrevano realizzare solo combinazioni diagonali. Un nastro trasportatore indirizza
verso il giocatore mattoncini colorati, che devono essere allineati in linee di almeno 3, in
orizzontale, verticale o diagonale, per poterli eliminare formando un "klax". A seconda
del livello, bisogna fare un determinato numero di klax o realizzare un punteggio
minimo. L'obiettivo dei veri ingegneri klaxisti (?), però, è la doppia diagonale a X da
cinque mattoncini per diagonale, che dà una caterva di punti: per farla, bisogna
predisporre i primi otto mattoni dello stesso colore in modo che mettendo il nono
mattone nella casella centrale del campo di gioco, nella terza riga e terza colonna, tutto si
allinei e la doppia diagonale sia cosa fatta.

QIX

In tutto lo splendore degli 8 bit, con un motore grafico "da paura", ma divertente, sempre
tanto divertente, il gioco in cui voi siete un cursore luminoso che deve riempire lo
schermo di colonne e quadrati colorati, in modo da imprigionare le malefiche onde che
vi vogliono far fuori (mii.. basta con questi acidi..). Con centinaia di versioni successive,
soprattutto alcune che "in premio" consentivano di scoprire immagini di discinte
signorine, questo é "The original".

LEMMINGS

Sarebbe un platform, visto come si gioca, o anche un gioco d'avventura, considerata la


trama, ma finisce per essere un pazzo, irresistibile, non convenzionale puzzle: i
lemmings sono un popolo non molto intelligente e votato al sacrificio estremo, stolti
come sono ad andare sempre avanti senza pensare alle conseguenze e ai burroni.
Compito del giocatore è "addestrare" alcuni di loro a diventare carpentieri, o minatori, o
arrampicatori, per costruire ponti e scavare passaggi per consentire a quasi tutti di
tornare a casa. Ahimè, "quasi tutti", perchè in alcuni livelli senza i kamikaze che si fanno
esplodere per il bene comune, non c'è possibilità di farcela. Altamente additivo.

Q*BERT

Allucinogeno: Qbert, palla di pelo arancione con due zampe e una specie di proboscide,
non si sa perchè ma ha nella vita lo scopo di saltare sui cubi che compongono una
piramide, per colorarli tutti dello stesso colore. Questa cosa sembra sia contraria a varie
leggi spaziali, e cosí vari allucinanti personaggi sono sulle tracce di Qbert per farlo fuori:
il serpente a molla Coily, Ugg e Wrongway, due gremlin viola (!) che rimbalzano lungo i
lati dei cubi, Slick e Sam, due ananas verdi (!!). Considerando che ha una falsa
prospettiva 3d, il difficile del gioco è capire come spostare la palla di pelo, in diagonale
e non in verticale, anche perchè oltre la piramide, c'è il vuoto dello spazio profondo..
brrr...
BOMBERMAN

Primo gioco di quella che sarebbe divenuta una franchigia di grandissimo successo e
che, come Mario bros., si sarebbe poi estesa a tutti i generi di videogiochi e portata su
moltissime piattaforme, il Bomberman originale ha una grande semplicità di azione: il
protagonista è stanco di fare bombe in una fabbrica sotterranea e decide di scappare
verso la superficie, facendosi strada, guarda un po', con le bombe che fa scaturire dalle
mani e che gli aprono la strada tra i muri del labirintico sotterraneo, mentre i guardiani
sono ovviamente sulle sue tracce per ricondurlo in fabbrica, con le buone o le cattive.

FREE KICK

Mai stanchi di giocare a giochi di calcio, qualche genio ci diede la possibilità di farlo
anche mentre giocavamo ad altro, tipo ad Arkanoid: ecco cosí un connubio ben riuscito
in cui i mattoni da colpire sono i difensori della squadra avversaria, e la pallina è un
pallone che deve arrivare agli attaccanti sotto porta, che lo possono colpire al volo e
spedire in rete, per farci passare il livello. Più si andava avanti, però, più il computere
partiva con dei gol di vantaggio da rimontare. Divertentissimo.
Burnin rubber
Burnin rubber (conosciuto anche come "Bump 'n jump"), asfalto che brucia: una
macchinetta dall'apparenza innocua, ma in grado di compiere clamorosi voli, per
superare le altre macchine che la intralciano e che cercano di sbatterla contro le pareti
delle piste affrontate. Un gioco mitico, con le sue "pattern" da completare, che
premiavano soprattutto chi riusciva a compiere tutto il tracciato senza distruggere
neanche uno degli avversari (una specie di pubblicità progresso?).

All'epoca non lo sapevo, ma c'era un prologo: la macchina rossa che vola non lo fa per
sport, ma perchè al guidatore era stata rapita la fidanzata dai loschi figuri della "Black
Army Corps" (tipo la "Black shadow" di Ken Falco, e in effetti le macchine con il
teschio ricordano Mobil Dick), e per salvarla doveva battere i nemici in varie corse nel
mondo. Non ci sono solo macchine, da superare, ma anche camion: i camion non
possono essere tamponati e sbattuti al muro, ma solo schiacciati con un bel salto. Molto
pericoloso è quello del catrame, che ogni tanto molla carichi di asfalto incandescente
contro il povero protagonista. Nelle varie prove cambiano anche le stagioni, e in inverno
si trovano tratti ghiacciati in cui le macchine scivolano paurosamente. Davvero
divertente.

Gli altri giochi di corse


POLE POSITION

Una specie di miracolo tecnologico dell'epoca, Pole position è stato l'asso della categoria
nei primi anni '80: dei pixel colorati che dovevano rappresentare le macchine avversarie
si frapponevano al novello Alain Prost a caccia della pole position sul circuito
giapponese di Fuji, mentre in uno dei primissimi casi di "product placement" in un
videogioco, i cartelloni pubblicitari a bordo pista pubblicizzavano veri marchi, come
Pepsi, Canon, e 7-Eleven.

TAIL TO NOSE

Arriva a fine anni '80 il vero erede di "Pole position", con una grafica veramente
spettacolare, 4 circuiti del mondiale formula uno e i piloti di 6 scuderie con le loro
macchine. Non avendo la licenza ufficiale, però, macchine e piloti hanno i nomi
buffamente storpiati: cosí, ci sono Prist e Seena su McLarun Homda, Burger e Albert su
Ferreri, Manuel e Patric su Willarms Jadd, e Lotos, Benetten e Marci. I colori delle
macchine sono però gli stessi di quelle vere, come le facce dei piloti. Non si va di solo
gas, ma c'è anche una minima parte di pianificazione, con i pneumatici che obbligavano
a un pit stop: se troppo consumati facevano infatti prima slittare la macchina, e poi
esplodevano.

HANG ON
Negli anni '80 di Uncini, Lucchinelli, Freddie Spencer, "Hang on" era l'assoluto
dominatore del genere moto racing, soprattutto grazie allo spettacolare manubrio
vibrante, che faceva sembrare a noi videogiocatori incalliti dell'epoca di essere
veramente in sella a quella moto, sfrecciante in mezzo al deserto africano o nelle città
americane. Con un seguito ancora più evoluto, "Super hang on".

EXCITE BIKE

Questa è invece la conversione del motocross, e in particolare di quello indoor


americano: c'era prima una batteria di qualificazione, e poi la gara contro gli altri piloti.
Dossi artificiali, chiazze d'olio messe ad arte, e soprattutto il surriscaldamento del
motore erano i problemi da evitare, in un gioco molto "commodore 64".

SPRINT 2

Dalla preistoria dei videogiochi, dai tempi di "Asteroid", l'unico e solo "Sprint 2", il
gioco con il volante e il cambio a due marce, con un automobile che potremmo definire
"stilizzata" (una decina di quadratini bianchi) e tre avversari sempre "stilizzati", uno nero
e due grigi. Macchie d'olio rallentavano ulteriormente il giocatore, mentre le piste
cambiavano ciclicamente e il volante aveva un'escursione tipo camion. Immortale.

ROAD FIGHTER

Una corsa senza esclusione di colpi, lungo le strade probabilmente del Giappone, visto
che è il primo videogioco di corse della Konami. Da verdi pianure a un ponte
sopraelevato, dal mare a una foresta, a bordo di un macchina stilizzata che arriva fino a
196 km orari, ma schizza addirittura a 400 quando si preme il pulsante del turbo, si
doveva fare lo slalom tra le altre macchine ed evitare le chiazze d'olio, stando attenti alla
comparsa dell'auto di rifornimento con cui riempire il serbatoio di benzina.

OUT RUN

A bordo di una macchina che è chiaramente una Ferrari (notare il cavallino), due giovani
californiani sfrecciano sulle freeway dello Stato americano, ed evitando macchine, moto
e camion che sembra non abbiano altro scopo se non quello di farli "cappottare", cercano
di arrivare il più velocemente possibile al traguardo di una corsa stile "cannonball",
mentre il vento scompiglia i loro capelli, e la musica dello stereo va a palla.. Noiosetto,
un "hang on" a 4 ruote, ma ormai era scontato per il periodo in cui uscí.

SUPER SPRINT

Non il solito gioco di corse, Super sprint si caratterizzava per il meccanismo di


potenziamento dei veicoli, accessibile attraverso la raccolta di chiavi inglesi sparse lungo
i vari circuiti, con cui si potevano comprare nuove parti di ricambio, quali turbo o
gomme super veloci. Superando i vari livelli, aumentavano gli ostacoli sulla pista, quali
chiazze d'olio e addirittura mini tornado, e se si perdeva il controllo andando a sbattere
lungo le pareti del percorso o si cadeva da un ponte sopraelevato, l'efficiente
organizzazione provvedeva a far intervenire un elicottero per sostituire la macchina.
Wonder boy
Un ragazzo delle caverne coraggioso si mette alla ricerca della fidanzata, Tina, rapita dal
re delle tenebre. Armato solo della sua ascia, wonderboy vaga nelle sette grandi aree del
regno, tra foreste stregate, caverne piene di pipistrelli e aree oceaniche con polipi
saltellanti. Anche ragni e api giganti, rane e serpenti velenosi, pallosissime chiocciole e
cinghiali mannari gli sbarrano la strada verso gli scontri decisivi di fine livello con le
varie incarnazioni bestiali del nemico definitivo. Lungo il cammino, la comparsa di
alcune uova giganti sono il suo unico aiuto: queste contengono uno skateboard che ne
velocizzano gli spostamenti e gli danno una vita in più, bottiglie di latte e barattoli di
marmellata che ne ricaricano la barra vitale, e anche degli angioletti, che lo rendono per
brevi tratti di strada invincibile e in grado di uccidere qualsiasi nemico. Ogni livello
nasconde inoltre una bambola, ogni bambola raddoppia i punti del livello, tutte e sette
sbloccano un ottavo livello bonus.

Il videogioco in assoluto piú giocato dal sottoscritto negli anni '80, richiedeva un
pomeriggio intero e vari pezzi da 100 lire per essere completato e aveva un solo neo:
dopo ore di azione, la fine era cortissima, nessuna animazione celebrativa e la scritta
"gameover" che appariva pochi secondi dopo aver liberato Tina.

Gli altri giochi di avventura


PRINCE OF PERSIA

Per salvare la figlia rapita di un emiro e avere la possibilità di sposarla, un coraggioso


principe deve entrare in un palazzo pieno di trabocchetti, lame, spunzoni che escono dal
nulla e feroci saladini armati di scimitarra. Unica ancora di salvezza, delle pozioni
magiche rinvigorenti che troverà lungo il cammino. Oltre 10 anni prima di Tomb raider,
un gioco pieno di enigmi, leve da tirare, meccanismi da far scattare al momento giusto,
con una grafica per l'epoca spettacolare. Il re degli adventure platform, con tanti fortunati
seguiti e anche una trasposizione cinematografica.

TRON

Tratto dall'omonimo film Disney, quattro minigiochi che ripercorrono scene del film:
prima bisogna sconfiggere i bug con dischi di luce, poi abbattere un muro nel classico
stile "breakout", poi farsi largo in un labirinto di carriarmati e infine, emulando la scena
più famosa del film, correre sulle moto di luce, le "Light cycles", evitando di andare a
sbattere e costringendo invece le moto del computer a fare quella fine.

WONDER BOY IN MONSTER LAND

Undici anni dopo "gli eventi" di Wonder boy, torna il biondo cavernicolo per liberare la
sua terra dalla schiavitù di un drago, Meka, che ha instaurato un regno di terrore,
trasformando "Wonderland" in "Monsterland", la terra dei mostri. Stavolta il
protagonista ha una spada, uno scudo, e quando può permetterselo anche un'armatura.
Nel corso del gioco, infatti, compaiono varie botteghe in cui poter acquistare e
potenziare armi e armature, oltre a pozioni rinvigorenti e addirittura calzari alati, tutto
per potenziarsi in vista delle battaglie di fine livello con i vari "boss" e per lo scontro
finale con Meka, che si scoprirà essere in realtà un robot proveniente dallo spazio.

NEW ZEALAND STORY

La storia di un piccolo e coraggioso kiwi, l'uccello simbolo della Nuova Zelanda, che
parte per una pericolosa avventura, per salvare i fratellini rapiti dal cattivo di turno: tanti
personaggi strani, piattaforme da superare (ma non è un vero platform) e frecce da
scoccare, in questa avventura dalla grafica veramente notevole per un gioco di quasi 30
anni fa.

PSYCHIC 5

In un mondo onirico in cui le pendole e gli ombrelli prendono vita ai servizi del solito re
delle tenebre, addirittura 5 personaggi cercano di arrivare allo scontro finale con il
nemico. Caratteristica peculiare di questo gioco era infatti la possibilità di cambiare il
personaggio attivo, all'interno di cabine telefoniche stile Superman, scegliendo tra i 5
disponibili, ognuno con proprie peculiarità e debolezze. E tra streghe volanti, mazze
fatate e congegni fermatempo, questo é stato uno dei migliori videogiochi adventure
degli anni '80.

GHOULS AND GHOSTS

Tutti gli stereotipi della quest medievale in questo videogioco, in cui un cavaliere con
tanto di armatura (ma ne rimarrà spesso privo, e causa incantesimi si trasformerà anche
in un'oca) intraprende un lungo viaggio nel mondo dell'aldilà e combatte scheletri,
demoni e non morti vari alla ricerca della bella principessa rapita, nel campione degli
adventure games a scorrimento laterale, come si chiamavano i giochi del genere.

ALTERED BEAST

Un centurione romano morto in battaglia viene fatto risorgere da Zeus, che gli affida la
missione di salvare la figlia Athena da un demone chiamato Neff, signore
dell'oltretomba. Per fargli superare gli ostacoli, Zeus dona al centurione la capacità di
trasformarsi in potenti mostri, metà uomo e metà animale, e cosí mentre affronta zombie,
sanguisughe giganti, serpenti velenosi e demoni vari, l'eroe si trasforma in un lupo
mannaro, poi in un essere dalla testa di drago, un uomo orso e un uomo tigre, fino a
diventare il potente lupo mannaro d'oro, con cui affronta nello scontro decisivo Neff.
Sconfitto il nemico e salvata Athena, si scopre che tutta l'impresa era in realtà un film
d'avventura, e il protagonista si toglie la maschera da lupo e beve birra con gli altri
attori..
DRAGON'S LAIR

Il videogioco tecnicamente più innovativo degli anni '80, perchè non basato come tutti
gli altri su sprites, piccole immagini bitmap che si muovono sullo schermo, ma
addirittura registrato su un laser disc. Questa innovazione creò un gioco dalla grafica
semplicemente inarrivabile (è un vero cartone animato, realizzato da animatori della
Disney) ma dal gameplay molto limitato: alla fine si tratta di selezionare dei comandi su
un dvd, scegliendo lo scenario successivo, cercando di far avanzare nella ricerca della
sua principessa il simpatico cavaliere Dirk, evitando i mille trabocchetti delle grotte del
drago Singe, che l'ha presa prigioniera.
Hyper Olympics
Questo è il gioco delle vesciche: se conto tutte le ore passate tra salti in lungo, lanci del
giavellotto e del martello, salti in alto, vengono fuori anni interi: io mi occupavo della
parte "tecnica", cercando sempre la battuta al limite, i 45 gradi di angolazione che non
renderessero vani gli sforzi degli addetti alla velocità (ma nel salto in lungo l'angolo
giusto era di 42 gradi..). Anche se si parla di "olimpiadi", ci sono 6 eventi di sola atletica
leggera: i 100 metri, il salto in lungo, il lancio del giavellotto, i 110 metri ostacoli, il
lancio del martello e il salto in alto. Di questi, il il lancio del martello poteva essere
affrontato senza problemi di velocità, in quanto l'atleta accumulava forza in automatico.
A forza di 100 lire, si scoprivano anche vari "easter eggs" messi dai programmatori:
nelle gare di corsa, se si finiva a pari tempo con l'atleta del computer compariva il
protagonista di un altro gioco della Konami, Tutankham, che correva lungo la pista e
assegnava un bonus di 1000 punti, nel salto in lungo se si faceva tre volte la stessa
misura compariva un altro personaggio che regalava ancora 1000 punti, nel giavellotto,
un'inclinazione vicina ai 90 gradi faceva scomparire l'attrezzo dal teleschermo e spiccava
un lampadario, nel salto in alto se si sbagliavano i primi due salti e poi ci si qualificava,
usciva fuori una talpa che portava il classico bonus da 1000 punti.

Ho passato pomeriggi interi a giocare a questo gioco, che aveva anche la capacità di
cementare le amicizie, visto che era molto meglio giocarlo a coppie (di contro, non
poche liti sorgevano per "prestazioni sotto tono"..).

Gli altri giochi sportivi


HYPER SPORTS

Nel seguito di Hyper olympics, la Konami allarga il campo delle discipline sportive e
aumenta a sette gli eventi: si parte con i 100 metri stile libero del nuoto, si passa al tiro al
piattello, si torna in palestra per il volteggio della ginnastica, e di nuovo all'esterno per il
tiro con l'arco e il salto triplo dell'atletica. Si chiude con la pesante prova di sollevamento
pesi (slancio) e il salto con l'asta, dove ricompare la talpa del salto in alto. Grafica molto
migliorata e grande successo confermato.

EXCITING SOCCER

Il videogioco più straordinario della storia nel rapporto qualità - peso in kbyte: in poco
più di 50, i suoi programmatori hanno inserito un mostro di giocabilità infinita, con i
suoi buffi omini che in 7 contro 7 si combattevano la coppa del mondo, al suono di inni
nazionali elettronici indimenticabili. Semplicemente, gli anni '80 fatti videogioco.

U.S. CHAMPIONSHIP V'BALL

Sul finire degli anni '80 il beach volley stava diventando sport "alla moda", e questo
simpatico gioco ne ricrea l'atmosfera di festa. George e Michael, due scansafatiche da
spiaggia, intravedono l'occasione della vita nel campionato nazionale di beach volley,
che mette in palio due milioni e mezzo di dollari e prevede quattro tappe a Daytona
Beach, New York, Los Angeles e le Hawaii, e una finale in una base navale, contro la
coppia della Marina. Elemento peculiare del gioco è la schiacciata di potenza, che se ben
piazzata non lasciava scampo all'avversario, che rimaneva a terra tramortito.

DOUBLE DRIBBLE

Stranissimi giocatori di basket, alcuni altissimi e lenti, altri tappetti velocissimi, si danno
battaglia lungo un campo di basket, in cui per la prima volta in Italia si vede l'arco del
tiro da 3 punti, e in cui le azioni più spettacolari vengono premiate da un replay in finta
animazione. Non è "NBA Jam", ma è comunque divertente e veloce.

PADDLEMANIA

Divertentissima escursione nel mondo del ping pong, in cui si incontrano sosia di Lendl,
Graf e Navratilova, giocatori di pallavolo, addirittura lottatori di sumo e surfisti, che
bisogna battere in una specie di tennis in cui valgono anche i rimbalzi sulle pareti, che a
volte si muovono, e a volte non ci sono, come sulla spiaggia contro i surfisti. Scopo del
gioco è mandare la pallina sul fondo campo avversario, magari dopo averlo messo a
gambe all'aria con un bel colpo potente.

SUPER VOLLEYBALL

Sul finire del decennio, arriva un gioco tanto semplice quanto divertente che rende
sicuramente giustizia a uno sport diventato popolarissimo grazie alla Nazionale di
Velasco. Qui però si tengono le parti del Giappone, e tra spettacolari battute elettriche e
muri vincenti, si avanza nel torneo mondiale. L'Italia è tenuta in ottima considerazione,
visto che la si affronta in semifinale, prima della Russia. Già aggiornato al nuovo
sistema di punteggi detto "rally point system", chi arriva a 17 vince.

EURO LEAGUE

Poco prima di Italia '90, la Tecmo fa uscire "Tecmo world cup", con varie nazionali dei
mondiali. "Prendendo spunto" (in pratica, clonando bellamente..) da quel gioco, un
anonimo italiano cambia le magliette ai giocatori e porta l'azione sui campi di gioco
delle coppe europee, con "Euro league". Inter, Napoli e Milan (evidentemente era
un'antijuventino..) giocano contro Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Bayern
Monaco e PSV Eindhoven. Ogni gol (in genere in rovesciata) era celebrato da una breve
animazione a cartone animato.

WORLD STADIUM

Sconosciuto o quasi in Italia, ma sport tremendamente ben convertito in videogioco, per


qualunque piattaforma e epoca storica, negli anni '80 il baseball in sala giochi era World
stadium, in cui gli omini correvano verso la pallina o lungo le basi a 2km orari. Ho
sempre giocato la versione giapponese, quella americana è ancora oggi una delle
trasposizioni in videogioco più amate di sempre di questo sport, "RBI Baseball".
Mario Bros
La prima, vera superstar del mondo dei videogiochi, quasi 20 anni prima di Lara Croft,
con molti meno pixel nei punti critici, ma molta simpatia in piú. Mario é l'unico
idraulico della Terra che arriva prontamente quando c'é bisogno di lui, e con le sue
tremende capocciate si tira fuori dalle situazioni piú spinose. Nel primo episodio di una
saga infinita e fortunatissima, Mario e suo fratello Luigi si trovano nelle fogne di New
York, per sterminare strane creature che stanno infestando le tubature della città. Mario
non ha armi, corre e salta da una parte all'altra dei livelli, e per battere i nemici deve
posizionarsi sulla piattaforma inferiore a dove si trovano e colpirli con una capocciata, in
questo modo ribaltandoli sulla schiena, e poi scalciarli via quando si trovano a pancia
all'aria. Il blocco con la scritta "POW", che può essere usato tre volte a livello, dà la
possibilità di far ribaltare tutti i nemici che toccano le piattaforme quando viene colpito
con una bella capocciata.

Questo primo gioco lanciò la "franchise" Super Mario, che dalla seconda avventura si
connoterà per storie molto più vaste e avventurose, senza i limiti dell'azione singolo
schermo di questo platform. Con decine di seguiti su tutte le piattaforme di videogioco,
ha fatto la fortuna della Nintendo e ha attraversato gli anni senza mai invecchiare: un
solo neo, il bruttissimo film con Bob Hoskins tratto proprio da questo primo gioco.

Gli altri platform


DONKEY KONG

Un altro straordinario successo degli anni '80: un omino in tuta da idraulico (dove l'ho
rivisto?) si lancia contro barili, fiamme, trappole e scale, armato solo del proprio
coraggio e ogni tanto di una mazza, per salvare la propria bella, prigioniera del feroce
gorilla Donkey Kong. Azione e giocabilitá allo stato puro, per il vero, autentico
capolavoro del genere piattaforme.

BOMB JACK

Jack è un supereroe mascherato che vola e galleggia nell'aria, il cui compito è


disinnescare delle bombe piazzate da un gruppo terroristico in famosi siti turistici, tra cui
la Sfinge e le Grandi piramidi, l'Acropoli di Atene, il castello Neuschwanstein in
Baveria. Jack disinnesca le bombe volandoci sopra, e ottiene bonus se lo fà nell'ordine in
cui iniziano a lampeggiare. I nemici, sotto forma di teschi e strani uccelli, sono gli
ostacoli in cui Jack non deve andare a sbattere, pena la morte.

BUBBLE BOBBLE

Due draghetti, il verde Bub e l'azzurro Bob, si ritrovano nella cava dei mostri per salvare
le loro ragazze (anche i draghi ce l'hanno, che credevate?): per riuscirci, dovranno
superare un infinità di livelli e nemici, che possono però imprigionare in enormi bolle
che poi fanno esplodere, bolle sulle quali possono anche saltare per salire più in alto. Un
platform dal successo mondiale, tanto da avere infiniti seguiti e conversioni, uno dei
videogiochi più pazzi degli anni '80.

KANGAROO

Delle dispettosissime scimmie hanno rapito i piccoli di mamma canguro, ma non hanno
fatto i conti con le abilità pugilistiche dell'arrabbiata madre, che a suon di cartoni
reclama il ritorno dei figlioli, incurante di torsoli di mela e angurie che le piovono in
testa. Gameplay al 110%.

BURGER TIME

Un cuoco, con tanto di cappello, deve preparare degli hamburger arrampicandosi sui vari
livelli della cucina, mentre uova al tegamino e wurstel, poco contenti di far parte del
panino, lo rincorrono e cercano di fargli fare una brutta fine. Ma con una spruzzata di
pepe, il cuoco li rimetterà a posto.. Al limite del sogno acido, con gli ingredienti che si
animano, e molto poco igienico (per mettere gli ingredienti sul panino bisogna
camminarci sopra..), ma molto, molto divertente.

POPEYE

Il rissoso, irascibile, carissimo Braccio di ferro sbarca in sala giochi, e ovviamente


volano mazzate, con Bruto che ha rapito la petulante Olivia e il mitico marinaio che si
lancia alla riconquista della bella (?), con il solito indispensabile aiuto degli spinaci, e
stavolta anche dei baci della compagna, che deve raccogliere lungo il cammino. Una
specie di Donkey Kong, con il cattivo molto piú partecipe all'azione, aiutato anche da
sua madre, l'orrida strega.

CITY CONNECTION

Un platform inusuale: su una specie di Y10, dovete verniciare le grigie traversine di


acciaio che ricoprono molte città del mondo, evitando le varie polizie locali, contro le
cui macchine si possono scagliare latte d'olio per farle scivolare e poi colpire, e stando
soprattutto molto attenti a degli odiosi gatti, che non si possono investire, pena la perdita
di una vita, e che hanno il vizio di sbucare fuori nei momenti piú impensati. Unica
ancora di salvezza, collezionare i palloncini rossi che ogni tanto compaiono e che vi
catapultano in altre parti del mondo.

ELEVATOR ACTION

Siete l'Agente 17, nome in codice "Otto", agente segreto governativo, che entra in un
palazzo di 30 piani per recuperare documenti segreti in varie stanze. Usando ascensori e
scale, Otto deve recuperare i documenti evitando gli agenti nemici che sono sulle sue
tracce per ucciderlo, e una volta completata la missione scappare al pianterreno dove c'è
una macchina che lo aspetta per portarlo in salvo.
Gli altri shojo

Anna dai capelli rosssi

Anna Shirley, orfana fin da piccola, viene adottata dai fratelli Cuthbert, piuttosto freddi
nei suoi confronti, soprattutto chi dovrebbe farle da madre, Marilla. Anna ha un amica
del cuore, Diana, e un nemico particolare, Gilbert, che si prende gioco dei suoi capelli
rossi. Spericolata e sempre in mezzo ai guai, Anna è però anche un'ottima studentessa,
ma deve rinunciare all'università quando i Cuthbert cadono in miseria a causa del
fallimento della banca cittadina: Matthew muore di crepacuore, mentre Marilla si
ammala fino a diventare quasi cieca. Per accudire la donna, Anna rinuncia a continuare
gli studi, ma grazie al bel gesto del vecchio nemico Gilbert, che gli lascia la cattedra di
maestra del paese, potrà continuare a studiare, e inizierà una tenera amicizia con lo
stesso Gilbert. Sigla di grande successo.

Fattore anni 80: 8,5

Kiss me Licia

Uno dei più clamorosi successi degli anni '80: Licia, orfana di madre, vive col
padre Marrabio, gestore di una tavola calda e attaccatissimo alla figlia, da cui tiene alla
larga spasimanti vari. Figurarsi quando Licia si innamora di Satomi, rockettaro capellone
dai capelli blu, leader del gruppo dei Beehive.. Ma, come diceva la sigla, un giorno di
pioggia Andrea e Giuliano incontrano Licia per caso.. Andrea è il fratello minore
di Mirko, altro capellone dei Beehive (a frange giallorosse), Giuliano il suo panzutissimo
gatto arancione. Anche Andrea è orfano, e si affeziona subito a Licia come una sorella
maggiore: anche il misogino Marrabio si affeziona al bambino, ma non al fratello, che si
innamora, corrisposto, di Licia. Nonostante i contrasti tra Mirko e Satomi per la ragazza
rischino di minare l'unità del gruppo, i Beehive hanno successo, e partono per una
tournee in America. Mostrate le proprie serie intenzioni a Marrabio, Mirko ottiene il
consenso per sposare Licia al suo ritorno, e far diventare cosí la ragazza la nuova
mamma di Andrea. Talmente di successo da ispirare una serie tv, con Cristina D'Avena
nel ruolo di Licia (!).

Fattore anni 80: 8,5

Hello Spank

Aika è una ragazzina molto sfortunata, che ha perso in mare il padre marinaio, e ha la
madre che vive a Parigi, e non può badare a lei. Aika è costretta allora a trasferirsi dagli
zii, in un villaggio sul mare: qui ha finalmente un incontro fortunato, con Spank, un cane
tanto brutto quanto simpatico, imbranato ma sempre desideroso di portare un po'
d'allegria a quella che diventa subito la sua nuova padroncina. Spank è un cane
stranissimo, che oltre a parlare con i propri simili, farfuglia anche qualche parola
sgrammaticata agli umani (chiama Aika "Iaia"). Quando non è con Aika, Spank passa le
giornate con Micia, una gatta snob come la sua padrona Serina, compagna di scuola di
Aika, e con Torakiki, buffo gatto dall'accento tedesco, che indossa sempre una cravatta,
ed è il rivale d'amore di Spank nella conquista del cuore di Micia. Divertente cartone in
cui i sentimenti avevano comunque sempre un ruolo predominante.

Fattore anni 80: 8

Peline story

La storia della dolce, coraggiosa Peline, orfana di padre, in viaggio su un calesse con la
madre dalla lontana India verso la Francia, dove vive il vecchio Edmond, suo nonno,
padre di suo papà morto. Lungo il viaggio la storia di Peline diventa ancora più triste,
quando la madre muore per una malattia. Per raggiungere la Francia, Peline si inventa
fotografa, in un epoca in cui la fotografia era ancora una specie di magia, e grazie alla
sua dolcezza trova tante persone che la aiutano. Giunta finalmente in Francia, scopre che
suo nonno è cieco, e timorosa di rivelarsi per sua nipote, in quanto il vecchio non aveva
approvato il matrimonio del figlio con la madre di Peline, la ragazza cambia nome e
comincia a lavorare proprio nella fabbrica del vecchio. La sua diligenza e dedizione al
lavoro fanno sí che venga segnalata dal vecchio burbero, che la fà prima diventare sua
segretaria, e infine per suo amore, una volta saputa la sua vera storia, si sottopone a una
pericolosa operazione che gli ridona la vista. Uno dei personaggi shojo che mi è piaciuto
di più, con una sigla molto bella.

Fattore anni 80: 8

Charlotte

Charlotte vive in un ranch in Canada con il padre, in partenza via mare per la Francia per
riportare a casa la madre, ritenuta morta ma improvvisamente ricomparsa. Ma la nave
del padre rimane coinvolta in una tempesta, e lui annega. Rimasta sola, la piccola
Charlotte cerca di ripercorrere la strada del padre, per trasferirsi in Francia, dal ricco
nonno: quello che non sa è che è proprio il vecchio la causa dei mali della sua famiglia: è
stato infatti lui a separare i suoi genitori perchè contrario al loro matrimonio, e sarà lui a
cercare di ingannare la ragazzina, presentandole sua zia come fosse sua madre. Ma
Charlotte scoprirà l'inganno, e si metterà in cerca della mamma, sicura di ritrovarla,
come in effetti avverrà.

Fattore anni 80: 7,5


Lulu' angelo tra i fiori

Lulù è una bella ragazza che vive con i nonni in Francia, e il giorno del suo dodicesimo
compleanno scopre di essere l'ultima discendente del magico popolo dei fiori, e che ha il
compito di trovare il mitico fiore dai sette colori, che permetterà al principe del suo
regno magico di diventare re. Nella sua ricerca, Lulù è aiutata da Dundù e Nanà, due
folletti trasformatisi in un cane e un gatto parlante, e da una spilla magica, che le
permette di assumere le sembianze di altre persone. Al termine di ogni avventura, Lulù
regala a persone che si è trovata ad aiutare semi di vari fiori, e spiega il significato del
fiore che nascerà. Dopo aver girato l'Europa in lungo e in largo (arriva anche in Italia),
Lulù torna a casa, per scoprire una magnifica sorpresa: il fiore dei sette colori che ha
tanto cercato è sbocciato nel giardino del nonno, che ha piantato i semi spediti in segno
di gratitudine da tutte le persone che Lulù ha conosciuto durante il suo viaggio. Grazie al
fiore, il principe del regno magico potrà tornare sul trono: ma questi è un ragazzo che si
è innamorato di Lulù, e quindi rinuncia al regno per restare sulla Terra con la ragazza.

Fattore anni 80: 7,5

Bia la sfida della magia

Streghe in addestramento
La storia

Due giovani streghe, Bia e Noa, vengono scelte come candidate al titolo di regina del
Regno delle Streghe. La sfida che deciderà la nuova regina si giocherà sul nostro
pianeta: chi imparerà maggiori segreti sul mondo degli umani sarà la prescelta. Le due
candidate non potrebbero essere più diverse: Bia è un tipo allegro, frizzante come i suoi
capelli rossi, veste sempre in abiti cortissimi e impara subito ad apprezzare la sua
esperienza terrestre.

Noa, invece, è fredda e introversa, e non ama vivere sulla Terra. Anche se non sopporta
Bia, e in particolare il suo carattere estroverso, la rispetta comunque come avversaria,
arrivando anche a salvarla da situazioni pericolose in varie circostanze. Sulla Terra, Bia
si trasferisce dai Giapo, famiglia dove trova una sorellina, Apo, e un fratello, Rabi, due
autentiche pesti sempre pronte a fare dispetti, papà e Mami, una mamma particolare.
Mami, infatti, era una strega, ma ha rinunciato alle sue prerogative per sposare un essere
umano, e si è trasferita sulla Terra per occuparsi del marito e della loro famiglia.
Mami prende sotto la propria protezione Bia, e fà anche una magia per far credere a tutti
che sia sua figlia, di ritorno da un soggiorno in Europa. Noa invece viene
"sponsorizzata" da Kilia, una maga molto potente, antica rivale di Mami. A giudicare
l'operato di Bia e Noa, viene inviato sulla Terra Ciosa, un mago impiccione e
imbroglione. Questi, aiutato dai suoi "compari", il gatto Furufu e la cornacchia Cracra,
parteggia da subito per Noa, e cerca di ostacolare in tutti i modi Bia: ma neanche Noa
apprezza i suoi giochetti, e spesso finisce per farlo diventare vittima delle sue arti
magiche. Magie e avventure si susseguono, con Bia e Noa che diventeranno sempre più
amiche, nonostante la sfida che le divide, ma con noi telespettatori che non sapremo mai
chi sarà la nuova regina delle streghe, perchè la serie non fu mai ultimata.

La sigla quasi ipnotica ("Bia, bie, babebiei, babebi, bieobabebibo..") caratterizza un


cartone molto simpatico, uno dei più vecchi di cui abbia ricordo. Personaggi molto ben
caratterizzati, da ricordare con simpatia.

Fattore anni 80: 8

Gli altri cartoni delle streghette

Magica Emi

Le avventure di Mai Kazuki, ragazzina che possiede un orsacchiotto magico, Moko, che
le regala un braccialetto magico grazie al quale può trasformarsi nel suo idolo, la famosa
prestigiatrice del passato Emily Howell, per un anno intero. Mai cosí diventerà,
all'insaputa di tutti, l'attrazione principale della compagnia di maghi "Magic art", gestita
dai suoi nonni, ma si troverà in mezzo a uno strano triangolo amoroso, con il ragazzo
che le piace che si innamora del suo alter-ego.

Fattore anni 80: 7,5

Creamy

Se Ami si trasforma in prestigiatrice, ne "L'incantevole Creamy", la piccola Yu


Morisawa diventa una "idol", una cantante teenager, che scala le classifiche musicali. I
suoi poteri le sono stati dati da un folletto spaziale, Pinopino, che le ha lasciato anche i
due mici parlanti Posi e Nega. Con la sua bacchetta magica, Creamy incanta i propri
fans, ma non può farsi scoprire dai suoi genitori o dal suo amato Toshio (ovviamente
innamorato della cantante), pena la perdita dei poteri.

Fattore anni 80: 7,5


Lalabel

Lalabel, fuggita dal paese delle streghe con la magica valigetta del mago Biscus, si
rifugia con la sua gattina da due vecchietti, che la adottano. Incontrerà tante persone
invidiose ma anche con un gran numero di amici che le vogliono bene, e grazie a loro
Lalabel si adatterà presto alla sua nuova vita sulla Terra, e userà la sua bacchetta magica
per sventare i tentativi di Biscus di reimpadronirsi della magica valigetta. Nello scontro
finale, Lalabel e Biscus si affrontano fino ad esaurire i loro poteri magici e diventano
due esseri umani, cosa che li spinge a fare pace e promettersi reciproco rispetto.

Fattore anni 80: 8

Ransie la strega

Ransie è una teenager assai particolare: figlia di un vampiro e di una donna lupo, ha il
potere di trasformarsi in coloro che morde, generando naturalmente equivoci a catena.
Innamorata del compagno di scuola Paul, è in competizione con l'antipatica Lisa, figlia
tra l'altro di un boss della yakuza, che glielo vuole soffiare. Per ritornare normale dopo le
sue trasformazioni, Ransie deve solo starnutire, e la persona che ha morso una volta
risvegliato non ricorda nulla di quanto è accaduto.

Fattore anni 80: 7,5

Stilly e lo specchio magico

Anche in questo cartone, la protagonista può trasformarsi in ciò che vuole, anche in un
animale, utilizzando il potere del magico specchio donatole da uno spirito e
pronunciando la formula di trasformazione: "Teke maja majako.. La protagonista, Stilly
Kagami, ha ricevuto in dono lo specchio magico dallo spirito degli specchi, dopo che
aveva mostrato grande rispetto per un altro specchio, regalatole dalla madre, che si era
rotto, e che lei aveva "sepolto" in giardino, senza buttarlo nella spazzatura.

Fattore anni 80: 7,5

Heidi

Ti sorridono i monti
Il primo cartone giapponese ad arrivare in Italia negli anni '80, un momento a cui non si
poteva rinunciare dei pomeriggi di 30 anni fa, quando le avventure della simpatica
pastorella svizzera facevano il record di ascolti in tv e la sua sigla diventava numero uno
delle hit parade. Non possono essere veri anni '80 senza Heidi, c'è poco da fare..

La storia / 1
Rimasta orfana dei genitori in tenerissima età, la piccola Heidi, 6 anni, ha vissuto fino ad
oggi con la zia Dete. Ma la zia ha trovato un occasione di lavoro a Francoforte, e non
potrà portare con sè la bambina. L'unico altro parente in vita della piccola è un burbero
montanaro, per tutti i paesani il vecchio dell'Alpe, e volente o no, sarà lui a doversi
occupare di Heidi, da allora in poi.

Ma le cose tra nonno e nipote vanno subito bene, con la simpatia e l'innocenza della
bambina che vincono subito la corteccia di burbero del vecchio, che con la bambina a
cui badare diventa molto più malleabile di quanto lui stesso si ricordava di essere.

Accomodatasi nel suo letto di paglia in soffitta, la bambina lascia da parte i vestiti da
città e incomincia a vivere da autentica montanara, scoprendo ogni giorno nuove
meraviglie nella incontaminata natura che la circonda. Suo nuovo compagno di giochi e
avventure è Peter, un piccolo pastore, che si occupa anche delle pecore del nonno. Ma la
vita sull'Alpe non è solo gioco, per Heidi: la bambina impara presto a svolgere anche i
lavori domestici che è in grado di fare, e anche se a volte combina pasticci, diventa un
valido aiuto per il nonno. Tra le mille avventure che vive con Peter, Heidi diventa
sempre più una vera montanara, si procura la capretta da compagnia, Fiocco, e riesce
addirittura a farsi amico lo scontroso sanbernardo del nonno, Nebbia. Ma quando tutto
va per il meglio, cattive notizie arrivano dalla città..

La storia / 2
Dete è tornata infatti da Francoforte, dove ha trovato per Heidi un posto di "dama di
compagnia" per Clara, la sfortunata bambina di una ricca famiglia del luogo, costretta
sulla sedia a rotelle. Tremendamente sconfortata di lasciare la sua montagna e i suoi
amici, Heidi dimostra ancora una volta grande spirito di adattamento, anche perchè
prova subito grande affetto per Clara. Ma a farle tornare nostalgia della montagna, c'è la
tremenda governante di Clara, l'acida signorina Rottenmeier, che per troppo timore di
non far bene il proprio lavoro di istitutrice finisce per soffocare la gioia di vivere della
bambina..

Ad aiutare la piccola sventurata, interviene per fortuna la nonna di Clara, un'anziana ma


ancora attiva signora, che capisce che oltre alle esigenze di sua nipote, ci sono anche
quelle di Heidi da salvaguardare.. Cosí, viene organizzata una vacanza in montagna, tra i
pascoli dove Heidi la faceva da principessa: tornata a casa, la piccola riprende subito il
suo spirito, ma anche la salute di Clara, rinvigorita dall'aria di montagna e dalla gioia che
rivede in Heidi, ottiene i suoi benefici dal soggiorno alpino, e l'amica di Heidi riesce
addirittura ad alzarsi dalla sedia a rotelle e riprendere a camminare. Finisce in gloria per
tutti, con Heidi che ritorna alla sua Alpe, ma non mancherà di visitare la sua cara amica
di città.
Il successo del cartone
Se gli anni '80 fossero la facoltà di ingegneria, Heidi sarebbe "matematica 1", se fossero
giurisprudenza, sarebbe "diritto civile": insomma, non si può prescindere da uno dei più
clamorosi successi a cartoni del decennio, anche per le tonnellate di merchandising che
ci piovevano addosso, tra figurine, merendine, diari, ecc..

Fattore anni 80: 10

Dagli Appennini alle Ande

Dall'altra parte del mondo, con tanto Cuore


La novella più famosa del libro "Cuore" di Edmondo De Amicis, lettura praticamente
obbligatoria per i nostri genitori, diventa cartone animato, e tramite gli occhi di un
ragazzo ci ricorda anche uno spaccato vero di storia del nostro Paese e degli emigrati che
fecero la fortuna di altri Paesi.

La storia
Ultimi anni del 1800: la famiglia Rossi versa in disgrazia, ma dato che il capofamiglia,
Pietro, non può muoversi a causa degli impegni che lo legano all'ospedale per poveri che
ha fondato, è la donna di casa, Anna, che emigra per trovare lavoro in Argentina,
nonostante debba lasciare in Italia i piccoli Tonio e Marco. Dopo un anno in cui era
riuscita a far avere notizie alla famiglia, la donna interrompe i contatti: Marco,
nonostante la giovane età, decide allora di imbarcarsi per il lungo viaggio per
l'Argentina, per ritrovare la madre e riportarla in Italia. Giunto prima a Rio, Marco passa
poi su un battello di emigranti diretto a Rosario, da dove, grazie all'aiuto di alcuni
passeggeri a cui ha raccontato la propria storia e che gli si sono affezionati, prende un
treno diretto a Buenos Aires, l'ultimo luogo da dove erano arrivate notizie della madre.
Ma all'indirizzo che aveva il ragazzo non risultano più tracce della donna, se non quello
di un fantomatico zio, che si troverebbe a Bahia Blanca. Nella sfortuna, la bontà di
Marco gli consente di farsi sempre nuovi amici, e a Bahia Blanca arriva grazie a Pepe,
un burattinaio genovese, partito anche lui da Genova in cerca di fortuna.

Ma anche a Bahia Blanca ci sono solo delusioni per Marco: lo zio misterioso è infatti un
poco d buono che si è nascosto in Argentina sotto falso nome per evitare guai
giudiziari:questi arriva addirittura a rubare al ragazzo i pochi soldi necessari per il
viaggio di ritorno, ma poi per fortuna viene preso dai rimorsi di coscienza e li restituisce
a Marco, indirizzandolo verso quella che, finalmente, sembra la destinazione del
viaggio: il villaggio di Tucuman. E stavolta l'indicazione è giusta: la madre di Marco si
trova a Tucuman, ma è malata, a letto da mesi, e senza più voglia di vivere, ma quando
rivede il suo coraggioso ragazzo si convince a sottoporsi a una delicata operazione per
sconfiggere la malattia. L'operazione ha successo, e una volta ristabilita, la madre e il
figlio iniziano il viaggio di ritorno verso l'Italia.
Il successo del cartone
Non ebbe lo stesso smisurato successo di Remi e altri "compagni di sventura", ma
rimane una storia molto commovente e un cartone ben fatto, degno di rappresentare 30
anni dopo il genere shojo.

Fattore anni 80: 8

Dolce Remi

Senza famiglia, ma con tanti amici


Tratto dal romanzo "Senza famiglia" di Hector Malot, la storia più strappalacrime del
mondo dei cartoni degli anni '80, più simile a un romanzo di Dickens che a un semplice
cartone, ma se non altro con un bel lieto fine. Uno dei cartoni irrinunciabili per noi
bambini di quei 10 anni.

La storia
Remi, piccolo bambino che abita nella provincia francese, si ritrova improvvisamente in
una brutta situazione, quando suo padre, rimasto invalido per un infortunio sul lavoro,
per racimolare un po' di soldi decide di venderlo a un suonatore ambulante, rivelandogli
anche di non essere il suo vero genitore, ma di averlo trovato neonato, fuori da una
chiesa. Il suonatore che ha comprato Remi è Vitali, un emigrante italiano dall'aspetto
burbero (molto simile al nonno di Heidi), che costringe il piccolo a girare con lui per la
Francia, facendogli suonare l'arpa nel corso di spettacoli musicali organizzati nelle fiere
e nei mercati: con loro, ci sono anche la scimmietta Jolie Coeur e i tre cani ammaestrati
Capi, Zerbino e Dolce. Inizialmente, Vitali fà paura a Remi, ma poi si rivelerà un uomo
gentile e affettuoso, un vero padre per il povero bambino "senza famiglia". La
compagnia di girovaghi continua a girare la Francia, cercando di racimolare i pochi soldi
per tirare avanti un altro giorno, mentre Remi in cuore suo spera sempre di poter, un
giorno, ritrovare sua madre. Ai musicanti, si unisce intanto un nuovo elemento, Mattia.

L'arrivo del piccolo violinista, che diventa presto un amico fraterno di Remi, è l'unico
momento lieto prima dell'arrivo dell'inverno, del freddo e della fame. Prima muoiono i
cani, difendendo gli umani attaccati da un branco di lupi, poi tocca alla piccola
scimmietta, che muore per una polmonite. E infine muore Vitali, stroncato dal freddo e
dalla fame, dopo che si era privato del mangiare per darlo ai suoi due ragazzi. I due
amici fraterni passeranno molte altre avventure e disavventure insieme, lasciandosi e
ritrovandosi varie volte, con Remi che si avvicina varie volte alla sua vera madre, ma
che verrà addirittura rapito per riscatto, prima di ritrovarla, finalmente, in Svizzera. La
donna è la ricca signora Milligan, che non solo è felice di riabbracciare il figlio, ma
accoglierà con sè e l'altro figlio, Arthur, anche il coraggioso Mattia. Dopo tante lacrime e
sventure, la storia di Remi finisce tra la gioia, con addirittura il fratello acquisito Arthur
che miracolosamente riacquisterà anche l'uso delle gambe, che aveva perso.
Il successo del cartone
A rivederlo oggi, fà quasi arrabbiare vedere tutte le disgrazie che capitano al povero
Remi, davvero troppe anche per uno shojo.. se non altro, il lieto fine ripaga tutti, in
quello che è stato un cartone irrinunciabile dei pomeriggi di 30 e più anni fa.

Fattore anni 80: 9

Lady Oscar

Amori e intrighi alla corte di Francia


Le avventure e il dramma di una ragazza costretta dal padre despota a vivere come un
ragazzo, solo per rispettare le convenzioni e il falso perbenismo di un mondo che il
vento della storia stava per spazzare via.. Il primo cartone animato drammatico giunto
sui nostri schermi, con un personaggio romantico che diventò subito un'icona delle
ragazzine, e fu apprezzato anche da noi ragazzi.

La storia / 1
Fiocco rosa in casa del generale de Jarjayes, conte e comandante delle guardie reali: è
nata una tenera bambina bionda. Ma il generale non è contento, visto che aspettava un
erede maschio a cui trasmettere il titolo e il ruolo di comandante. Ma se la Natura è stata
contro di lui, il generale la piegherà lo stesso ai propri voleri. Decide infatti di chiamare
la figlia Oscar, e di allevarla come fosse un ragazzo, facendola diventare un cavaliere e
spadaccino. Con una madre troppo debole e asservita al padre, Oscar è quindi costretta a
subire il destino scritto per lei dal padre. Dimostrando una abilità impensabile per una
ragazza, la giovane diventa a soli 14 anni guardia personale della principessa Maria
Antonietta, giovane moglie del futuro re Luigi XVI. Al suo fianco, Oscar ha sempre il
giovane Andre Gardier, nipote della governante di casa de Jarjayes e suo valletto fin
dalla tenera infanzia. Nonostante la differenza di ceto che li separa, Andre si innamora
della giovane, anche di fronte all'evidente distacco con cui viene trattato da Oscar,
troppo impegnata a recitare il proprio ruolo di uomo. Quando nel 1774 Luigi XVI sale al
trono, Maria Antonietta diventa regina, e quindi il compito di Oscar diventa ancora più
importante e gravoso. Legata alla giovane regina austriaca da una profonda amicizia,
Oscar la protegge con coraggio e la salva anche da alcuni scivoloni diplomatici, come
quando copre la sua relazione con il conte di Fersen, un nobile svedese di cui anche la
giovane si innamora.
La storia / 2
Dopo un ballo in maschera in cui Oscar mostra tutta la propria femminilità, solo per
essere rifiutata da Fersen, che le dichiara di essere troppo innamorato di Maria
Antonietta, la giovane delusa abbandona le sue velleità e si concentra solo sulla carriera
militare, lasciando la guardia reale e diventando capitano dei soldati della guardia, in cui
ritrova Andre. Il giovane, ancora speranzoso di far innamorare la sua Oscar, si cimenta
in azioni avventate, e nel tentativo di arrestare il cavaliere nero, un ladro che continua a
farsi beffe delle guardie, subisce una brutta ferita all'occhio. Il pericolo corso spinge i
due giovani vicino, e finalmente anche Oscar si accorge dei propri sentimenti per
Andre. Il destino dei due giovani, purtroppo, non prevede lieto fine. Oscar scopre di
aver contratto la tubercolosi, e forse proprio l'incubo della morte vicina la porta a
liberarsi delle catene che la sua educazione le aveva imposto: diventa una sostenitrice dei
venti di libertà che la rivoluzione sta portando in piazza, e combatte coraggiosamente a
fianco del suo Andre. Ma per salvarla, il giovane viene ferito mortalmente, e muore il 13
luglio 1789. Il giorno dopo, senza ormai alcuna ragione per continuare a vivere, anche
Oscar muore in piazza, poche ore prima della presa della Bastiglia e della caduta della
monarchia.

Volevo essere Lady Oscar


Il suo nome è Hélène, ma si fa chiamare Joe e vuole essere trattata come un maschio per
assomigliare a Lady Oscar, l’eroina del suo cartone animato preferito. Come lei,
vorrebbe vivere in un'epoca leggendaria e compiere grandi gesta eroiche con i capelli al
vento, perché ha un animo romantico e una fantasia avida di drammi epici. Per sua
sfortuna, vive però negli anni Ottanta, in un quartiere popolare di Québec City dove
l’unica grande impresa alla sua portata è la consegna dei giornali all’alba. Dopotutto, ha
solo otto anni, anche se finge di averne dieci.

VOLEVO ESSERE LADY OSCAR di Marie-Renée Lavoie PER CHI ANCORA SI


EMOZIONA ASCOLTANDO LE SIGLE DEI CARTONI ANIMATI. PER CHI È
CRESCIUTO SENZA SOCIAL NETWORK E NONOSTANTE QUESTO È
SOPRAVVISSUTO. PER CHI HA NOSTALGIA DEI POMERIGGI INFINITI FATTI
DI IMPORTANTISSIME COSE SEMPLICI.

Il successo del cartone


Le tematiche che affrontò questo autentico dramma storico a cartoni non erano di poco
conto, dal diritto dei genitori di prevaricare i sentimenti dei figli in nome delle
convenzioni sociali, alla sessualità di Oscar che non riesce ad esprimersi, ai due triangoli
amorosi che coinvolgono la giovane, prima con Andre e il padre, poi con Antonietta e
Farsen. Ma quello che rimane a chi ha seguito questo cartone è la drammatica storia di
un amore prima senza speranza, poi senza futuro, segnato sin dall'inizio e inevitabile
"portatore di lacrime" come nella tradizione degli shojo.
Fattore anni 80: 8,5

Cany Candy

Drammi da film
Un autentico drammone stile feuilleton di fine '800, con tradimenti, morti tragiche,
persone che scompaiono e poi ricompaiono sulla scena dopo anni.. Dickens con una
generosa dose di Rosamunde Pilcher tradotto in cartoni animati, nella storia della più
travagliata eroina dei cartoni degli anni '80.

La storia
Suor Maria, anima pia della "Casa di Pony", istituto per orfani, trova tra la neve candida
vicino all'orfanatrofio due ceste contenenti due bambine: Annie e Candy, "candida come
la neve". Ma nonostante la sua indole dolce, Candy cresce con comportamenti da
maschiaccio: è esuberante, non ha peli sulla lingua e all'occorrenza fà anche a botte con i
maschi, al contrario di Annie, molto più mite. Quando a 6 anni Annie viene adottata
dalla ricca famiglia dei Brighton, Candy sprofonda in una grande tristezza, e mentre
piange su un prato, viene consolata da un ragazzo in abiti scozzesi che suona una
cornamusa. Questo ragazzo rimane impresso nei ricordi di Candy come il "principe della
collina", e diventerà poi molto importante per la giovane. Anche per Candy arriva il
momento dell'adozione: viene adottata dai nobili Legan, ma solo per diventare dama di
compagnia della perfida Iriza, che la perseguita con scherzi cattivi.

Molto migliori di Iriza e suo fratello Neal sono i tre cugini della famiglia Andrew:
Archie, Stear e Anthony, che ricorda a Candy il principe: quando questi raccoglie dal
suo roseto la bianca rosa "dolce Candy", sembra l'inizio dell'amore tra i due: purtroppo,
il destino crudele fà morire Anthony, caduto da cavallo. Mandata a studiare in
Inghilterra presso un collegio, Candy fà la conoscenza di un altro
giovane, Terence Granchester, figlio di un nobile e di una famosa attrice, e reincontra
Annie, che si è fidanzata con Archie. Anche la perfida Iriza si innamora di Terence, e
invidiosa del rapporto di intimità tra il ragazzo e Candy, riesce a organizzare una
messinscena che costa l'espulsione dal college ad entrambi i giovani. Candy si trasferisce
quindi a Chicago per lavorare come infermiera in un ospedale, e durante i tristi anni
della prima guerra mondiale, incontra in ospedale Albert, uno strano ragazzo che le
aveva salvato la vita anni prima quando era caduta in un lago: il giovane ha perso la
memoria in un bombardamento, e non la riconosce. Candy lo accudisce con cure
amorevoli, senza dirgli niente di sè, e va a vivere con lui in un appartamento. Ma i
problemi per Candy non finiscono mai: l'odiato Neal, solo per capriccio, ha obbligato la
madre a costringere Candy a sposarlo. Solo il vecchio zio William, capostipite della
famiglia, potrebbe salvarla. Ma a sorpresa, non è più William il capo degli Andrew,
bensí Albert, che ha ritrovato la memoria e ripreso il posto alla guida della famiglia.
E Albert non è altri che il principe della collina, e somiglia tanto all'amato Anthony
perchè sua sorella era la madre del ragazzo. E anche se a cartoni non si è mai visto il
finale, dal manga da cui è stato tratto l'anime sappiamo che alla fine Candy troverà il suo
vero amore in Albert, colui che le è sempre stato vicino nei momenti più importanti della
sua vita.

Il successo del cartone


Le traversie e le disgrazie che si trova ad affrontare Candy sono davvero infinite, ma
infinita è anche la sua bontà d'animo, e se un messaggio lascia questo cartone, è che alla
fine la bontà viene sempre premiata. Clamoroso successo del genere, anche per il
notevole merchandising che le fiorí intorno, a cominciare dagli album delle figurine.

Fattore anni 80: 8,5

Pollon

Il lato divertente della mitologia


La storia

Vive in Grecia con il padre single, che si divide tra casa e lavoro, ha molti zii e un nonno
brontolone, e un amico di giochi con cui si scambia continuamente dispetti.. solo, è un
po' particolare il luogo dove vive.. il monte Olimpo! Con Pollon, la mitologia diventa
divertente momento di svago anche per i più piccoli, che tra una risata e l'altra imparano
a conoscere i miti dell'antica Grecia, mentre seguono le avventure della piccola
protagonista, che cerca di diventare una dea.

Pollon è l'unica figlia di Apollo, dio del sole, e nipote di Zeus, il dio degli dei, ma
l'Olimpo dove vive è un posto strano, molto simile alla Terra dei giorni nostri, tra
televisione e supermercati.. Sempre in mezzo ai guai, la piccola Pollon continua a fare
danni tra gli dei, probabilmente per attirare su di sè l'attenzione, prima di tutto del padre..
Questi è uno sfaticato lavativo, che fatica ad alzarsi la mattina all'alba, per portare a
spasso il carro del sole.. quasi sempre in ritardo, subisce le ire del padre, il dio degli dei,
Zeus.

Sempre impegnato a correre dietro alle sottane, il padre degli dei non fà certo figure
migliori del figlio, soprattutto quando viene beccato in flagrante tentativo di
"cornificazione" dalla moglie, Era, che lo punisce con fulmini e saette. In mezzo a un
Olimpo pieno di dei con difetti molto umani, Pollon trova il suo amico di giochi in Eros,
il dio dell'amore, che lei ribattezza "pennuto", o "corvaccio".. il ragazzo, infatti, non è
che faccia una gran figura, soprattutto considerando che è il figlio di Afrodite.. Dopo gli
iniziali screzi, Pollon e Eros diventano cari amici, e il pennuto aiuta la sua amichetta a
realizzare il proprio sogno, quello di diventare dea a tutti gli effetti.
Zeus, infatti, per togliersi dai piedi la vivace nipotina ed evitare che gli distrugga
l'Olimpo, ha fatto un patto con lei: la farà diventare una dea quando avrà riempito un
magico salvadanaio con le monete che lui le donerà ogni volta che compierà una buona
azione: cosí, insieme a Eros, Pollon va alla ricerca di persone da aiutare, e "guarda caso"
finisce sempre per imbattersi nei protagonisti dei miti greci. Da Narciso a Pan, da
Tantalo a Psiche, ad Atalanta, l'aspirante dea incrocia i maggiori miti della storia antica,
ovviamente rivisitati in chiave moderna. Cosí, Narciso è in realtà un brutto ragazzo
occhialuto, Cassandra viene convinta da Pollon a diventare un'indovina da baraccone,
mentre Icaro usa mezzi molto moderni per provare a volare. Tra un pasticcio e un altro,
la piccola Pollon si dà comunque molto da fare con il suo buon cuore, e le monete nel
salvadanaio continuano ad aumentare: ad aiutarla lungo il suo cammino trova anche
la dea delle dee, che la incoraggia e la salva da brutte situazioni, come un angelo
custode. L'ultima fatica per diventare dea, Pollon la compie salvando la Terra dai mali
usciti dal vaso di Pandora: grazie alla speranza, che era rimasta in fondo al mitico vaso
dei demoni, la bambina riesce a imprigionare di nuovo i mostri, e scopre che la dea delle
dee era proprio la dea della speranza. Come segno di riconoscenza per gli sforzi di
Pollon, la dea le cede il proprio titolo. Cosí, al termine di una cerimonia che assomiglia
alla proclamazione di una laurea, l'Olimpo si ritrova con una nuova dea della speranza,
Pollon.

La mitologia diventa simpatica materia di studio dei pomeriggi della nostra infanzia, e
mentre si rideva per le (dis)avventure dei protagonisti, finivamo anche per imparare gli
affascinanti miti greci. Davvero un cartone simpatico.

Fattore anni 80: 8

Gli altri cartoni comici


Doraemon

Nobi Nobita (Guglielmo detto Guglia, da noi) è un bambino terribilmente sfaticato,


sempre più interessato ai giochi e alla merenda che non ai compiti. Dal futuro, però, un
suo pronipote gli invia Doraemon, un gatto spaziale, nella speranza che questi lo rimetta
sulla retta via e il pronipote non si ritrovi sul groppone gli ingenti debiti che l'antenato
gli avrebbe lasciato. Pieno di buone intenzioni, Doraemon cerca di trarre d'impiccio
l'imbranato Guglia, tirando fuori dal suo tascone senza fondo improbabili "ciuschi",
invenzioni del futuro, come la clessidra ripara oggetti, il lenzuolo dell'invisibilità, o i
soldatini che fanno i compiti, o ancora il robot fotocopia. Ma Guglia, con la sua
incredibile indolenza, riuscirà sempre a trovarsi in mezo ai guai, per la disperazione del
povero Doraemon. Coinvolti nelle improbabili, demenziali storie, anche Suzie,
l'amichetta del cuore di Guglia, Giangi e Zippo, antipatici compagni di scuola del
coprotagonista.

Fattore anni 80: 8


Yattaman

Ganchan e Aichan sono due scatenati ragazzi alla caccia della pietra Dokrostone, che dà
a chi la possiede la capacità di dominare il tempo: sulle loro tracce, tre inetti personaggi,
il trio Drombo, capitanati dalla bella miss Dronjo, che dovrebbero catturare la pietra per
il loro boss, il misterioso Dokrobei. Ma i tre non hanno fatto i conti con Yattaking, un
gigantesco robot da cui escono di puntata in puntata altri robot a forma di animale, che a
loro volta scagliano sul malcapitato trio gruppi di robottini dalle forme più assurde, che
dopo essersi allineati come veri eserciti, attaccano il nemico a torte in faccia, con
martellate, bombe, gas, facendo ogni volta esplodere i macchinari del trio e lasciandoli
ogni volta in braghe di tela, costretti ad andare incontro alle ire del boss a bordo di un
ridicolo tandem. La seconda delle 8 serie delle "Time bokan", che comprendono anche il
mitico Calendarman, la più pazza e divertente.

Fattore anni 80: 7,5

Carletto

Inviato sulla Terra per apprendere qualcosa di più sugli uomini, di cui i mostri che un
giorno guiderà popolano gli incubi, Carletto, principe del regno di Mostrilandia, si
stabilisce in un vecchio castello disabitato. Con lui, Frankie, il Conte e Wolf, tre servitori
imbranati che dovrebbero rappresentare invece i tre mostri più classici del mondo
dell'horror. Carletto, che ha la peculiarità di allungarsi a dismisura (veramente, la sigla
diceva fino a 7 metri e 33..) diventerà presto amico di Hiroshi, e insieme a lui vivrà un
sacco di avventure, quasi sempre originate da mostri che non fanno bene il proprio..
lavoro, o perchè troppo inetti, o perchè troppo cattivi: ai primi, il loro principe darà
motivi validi per tornare in pista, mentre rimetterà in riga i secondi: mostri si, ma cattivi
senza motivo, no.

Fattore anni 80: 7,5

Dr. Slump e Arale

Tutti pazzi al villaggio Pinguino


Il cartone più pazzo, folle, demente degli anni '80, ambientato in un mondo che sembra il
nostro, ma ne è distante anni luce, con i suoi maiali volanti, extraterrestri da barzelletta e
il cataclisma a forma di bambina di nome Arale: il villaggio Pinguino. Dalla mente
malata di Akira Toriyama, il creatore delle saghe di "Dragon ball", ecco le folli
avventure del dottor Slump, di sua sorella androide, e dei loro folli amici.

La storia
Norimaki Senbee, per tutti gli abitanti del villaggio pinguino semplicemente dottor
Slump, è un genialoide inventore, sempre preso dalle sue invenzioni strambe, che se
funzionassero lo farebbero ricco, ma ahimè, finiscono sempre in malora, spesso con
relative esplosioni del suo laboratorio. Innamorato pazzo della dolce Florinda, la maestra
della scuola del villaggio, decide di creare un androide dalle fattezze di bambina, per
fare colpo sulla maestra nei panni di premuroso fratello maggiore. Purtroppo per lui, il
risultato non è proprio quello sperato.

Invece di una tenera, tranquilla bambina, Arale è un vulcano sempre in attività, un


tornado di guai e distruzione, che semina suo malgrado a causa della sua forza disumana.
Veloce come un proiettile e con la forza di un ciclone, si abbatte sul pacifico villaggio
pinguino, coinvolgendo tutti gli abitanti nelle sue avventure. Ingenua come un neonato,
per lei le convenzioni sociali non esistono: si diverte a giocare con le cacche che trova
per strada, e sfida i suoi amici in gare di lancio della caccola: diventa amica della
bionda Akane, del piccolo Pisuke e di suo fratello Taro, e vive con loro avventure ai
limiti della follia, tra maiali che volano, mostri mitologici ridotti dalla forza della
tremenda androide a teneri pelouches, improbabili alieni invasori, che finiscono sempre
a mal partito..

Anche il supereroe locale, Suppaman, rimedia tremende figuracce con la ragazzina in


giro, perchè arriva sui luoghi in cui servirebbe il suo aiuto molto tempo dopo che Arale
ha già risolto il problema, magari impacchettando la solita coppia di ladri pasticcioni.
Già nei guai a controllare Arale, Slump vede ulteriormente peggiorare la sua situazione
quando la piccola androide porta indietro da una avventura preistorica un uovo, da cui
esce Gacchan, piccolo angioletto volante. Questi è un anima pura, addirittura più
ingenuo di Arale, ma anche lui dotato di tremendi poteri, come la possibilità di scagliare
fulmini. L'unione dei due non farà quindi che aumentare i problemi del povero Slump,
sempre perso tra i suoi esperimenti e il folle amore per Florinda, che con determinazione
riuscirà poi a conquistare, dando infine una mamma al suo diavoletto. In oltre 240
episodi di uno dei manga di maggior successo della storia, nel villaggio pinguino ne
succederanno di cotte, di crude e di tutte le cotture intermedie, con addirittura un
incontro tra Arale e Goku, l'altro personaggio di grandissimo successo di Toriyama, che
mettono a soqquadro tutto il villaggio per decidere chi tra loro sia il più forte.

Il successo del cartone


Troppo folle e divertente per non ricordarlo sempre con simpatia, un'autentica esplosione
di divertimento.

Fattore anni 80: 8


Lamu'

La telenovela galattica a cartoni


La prima telenovela interplanetaria a cartoni animati, da un genio folle dell'animazione
giapponese, quella Rumiko Takahashi "responsabile" anche di "Ranma", "Maison
Ikkoku" e "Inuyasha". Uno dei cartoni più divertenti e "disinibiti" degli anni '80, in cui le
provocanti protagoniste usavano le loro armi di seduzione sui poveri maschi, quasi tutti
succubi della loro bellezza, a cominciare dal povero Ataru, a cui un colpo di fortuna non
gioverà troppo..

La storia
Gli alieni del pianeta Uru, esseri molto simili ai fauni della mitologia, con tanto di
piccole corna, hanno deciso di invadere la Terra, molto più arretrata rispetto alla loro
tecnologia, e soprattutto rispetto alle loro abilità magiche. Tra tanti brutti ceffi, agli
ordini del re Oni, c'è anche una bella ragazza, sua figlia Lamù.

Il re Oni concede un'ultima possibilità di salvezza ai terrestri: se uno di loro riuscirà a


sconfiggere in combattimento un abitante di Uru, gli alieni rinunceranno all'invasione. A
seguito di una lotteria planetaria, il prescelto risulta essere il giovane Ataru Moroboshi,
l'essere più sfortunato dell'intero pianeta. Guarda caso, l'alieno da battere è proprio
Lamù, e la sfida consiste nel riuscire ad afferrare, entro 10 giorni, uno dei corni della
ragazza. L'impresa appare ardua, perchè Lamù può volare e scagliare fulmini sul
malcapitato Ataru: ma questi con l'inganno riesce a sottrarle il reggiseno, e la ragazza per
riprenderlo finisce per farsi beccare dal furbacchione, che per l'euforia della vittoria
promette alla sua ragazza, Shinobu, di sposarla.

Ma Lamù equivoca tutto, e crede che la promessa di matrimonio sia destinata a lei.
Decide quindi di rimanere sulla Terra per sposare Ataru, che diventa il suo "tesoruccio".
Da quesa incomprensione, cominciano i guai per tutti. Ataru vorrebbe infatti la giusta
ricompensa per il salvataggio della Terra, mentre Lamù, tremendamente gelosa, non
sopporta che il suo futuro sposo sia cosí "farfallone" con le ragazze, e lo richiama
all'ordine con continue scariche elettriche..

Nuovi personaggi arricchiscono il cast della telenovela: prima di tutti Shoutaro Mendo,
figlio unico di una delle più ricche famiglie del Giappone, quarto componente di un
quadrilatero amoroso che vede Lamù rincorrere Ataru, che cerca "contatti ravvicinati"
con Shinobu, che si invaghisce proprio di Mendo, che ha invece perso la testa per Lamù..
La situazione sulla Terra diventa ancora più ingarbugliata quando alcune vecchie
conoscenze di Lamù decidono di venire a trovarla: prima arriva Rei, l'ex della
protagonista, che ha la particolare caratteristica di trasformarsi in un mostro gigantesco a
forma di tigre quando si emoziona, poi arriva Ran, amica d'infanzia di Lamù, decisa però
a vendicarsi della protagonista, che le aveva soffiato il ragazzo, Rei, appunto, facendo
innamorare di sè Ataru, che non disdegna certo le sue grazie. Infine, si presenta Ten, il
cuginetto di Lamù, che sembra un tenero Cupido, ma in realtà è tremendo quando si
tratta di aiutare la cuginetta a punire le scappatelle di Ataru, che finisce vittima delle sue
scariche elettriche. Tra scambi di persona, magie, mostri e esorcisti (la
bellissima Sakura, di cui inevitabilmente si invaghisce Ataru, e suo zio Sakurambo), la
"travagliata" storia d'amore tra Lamù e Ataru continua, tra alti e bassi, e anche se nè dal
manga, nè dalla serie tv è dato sapere come è andata a finire, i fans della bella aliena
innamorata sono sicuri che alla fine Ataru abbia "capitolato"..

Il successo del cartone


Divertentissima, pazza serie, piena di follia come per ogni manga di Takahashi, colpí
senz'altro anche per la notevole disinvoltura con cui per la prima volta veniva trattato
l'argomento sesso in un cartone. A me Lamù piaceva troppo, e me la sarei sposata anche
tenendo conto di corna, fulmini, e parenti extraterrestri.

Fattore anni 80: 9

Le altre famiglie a cartoni


La famiglia Barbapapa'

Cominciò tutto con barbapapà, uno strano essere rosa gommoso, capace di trasformarsi
in qualsiasi cosa o animale: arrivato sulla Terra, vi incontra un essere della sua stessa
natura, barbamamma(..): naturale per i due gommosoni convolare a giuste nozze e
mettere in cantiere i pargoli.. Solo che sul pianeta dei Barba, non serve fatica per far
nascere i figli: basta piantare in giardino dei semi colorati ed annaffiarli, che subito
i barbottini nascono, già in età adolescenziale. Cosí, tutti di diverso colore e con
caratteristiche ben definite, ecco arrivare Barbabarba, nero e peloso artista di famiglia,
Barbazoo, giallo amico degli animali, Barbaforte, rosso sportivo, Barbabravo, blu
inventore e riparatore di tutto, e le femmine Barbabella, viola e narcisista, Barbalalla,
verde con il pallino della musica, e la studiosa Barbottina, arancione con gli occhiali. I
barbapapà abitano in una strana casa tutta tondeggiante, in pace con i vicini di casa, ma
diventano molto attivi quando si tratta di affrontare i nemici della natura, siano essi
bracconieri o inquinatori. Anticipò le tematiche naturalistiche dei Puffi, e riusciva
sempre ad essere divertente con le incredibili trasformazioni dei protagonisti. Sigla di
Roberto Vecchioni(!).

Fattore anni 80: 8

I Flinstones

Bedrock, 2.500 abitanti in una preistoria particolare: macchine che sfrecciano per le
strade, televisione, lavastoviglie, fast food.. solo che gli aerei sono pterodattili, le
automobili sono spinte dai piedi dei guidatori, come le macchinine giocattolo, gli
elettrodomestici non sono elettrici e sono poco domestici, visto che si tratta di animali
preistorici adattati agli scopi (il mammuth lavastoviglie, il picchio telegrafista..). In
mezzo a questo anticipo di futuro, vivono tra gli altri Fred e Wilma Flinstone, poi
allietati dall'arrivo della piccola Ciottolina. Fred, eterno brontolone, lavora alla locale
cava di pietra come "manovratore" di un brontosauro escavatore, e nonostante i grugniti,
stravede per la moglie e soprattutto per la figlia. Wilma, la padrona di casa, dimostra
molto spesso chi è che in casa porta i pantaloni, anche se ricambia l'affetto del marito e
gli prepara succulenti cenette, a base di bistecche di brontosauro. Con il cucciolo di casa,
Dino, sempre in giro a fare danni, Fred e Wilma passano molto del loro tempo libero con
i vicini di casa, i Rubble: Barney e la moglie Betty sono i migliori amici di Fred e
Wilma, e insieme a loro vivono le divertenti avventure che caratterizzano la serie. Anche
loro avranno un figlio, Bamm Bamm, che già in tenera età dimostrerà una forza
pazzesca. I pargoli delle due famiglie, sempre insieme fin da piccoli, finiranno per
sposarsi nello "spinoff" della serie, che li vede teenagers.

Fattore anni 80: 8,5

I Jetsons

All'opposto dei Flinstones, vivono in un lontano futuro, in un mondo dove sulle


autostrade viaggiano le astronavi, i lavori casalinghi sono svolti da servizievoli robot, e
per stirare il vestito o cucinare il pranzo basta premere un pulsante. Sono i Jetsons,
famiglia del futuro, ma con molte caratteristiche del presente. George, che lavora alla
fabbrica di astronavi del signor Spacely, antipatico nanetto che lo vuole sempre
licenziare, è il capofamiglia, anche se a prendere le decisioni è Jane, sua moglie. Hanno
due figli, Judy, la classica teenager più preoccupata dei vestiti che dei compiti, e Elroy,
al contrario della sorella, un genietto delle materie scientifiche. Rosie è il robot
casalinga, un modello fuori produzione, a cui i Jetsons si sono troppo affezionati per
rottamarla, caratterizzata nella versione italiana dall'accento veneto. Conclude il
quadretto di famiglia Astro, ingombrante e pasticcione danese, anche lui però
amatissimo da tutti. Una divertente sitcom del futuro, nel classico stile delle famiglie
Hanna-Barbera.

Fattore anni 80: 8

C'erano anche..
S.P.Q.R., la vita ai tempi dell'antica Roma, o giù di li, con i problemi e gli inconvenienti
della vita moderna, come trovare parcheggio alla biga nel caotico centro cittadino, o
arrivare per primi all'apertura dei saldi.. Gustus, avvocato del Foro, è il capofamiglia dei
Festus, allegra famigliola che vive a Roma nell'anno 60 e dintorni. La simpatica Laura si
occupa della gestione della casa e dell'educazione dei figli, che hanno i problemi degli
adolescenti dei nostri tempi, mentre l'animale di casa non è un cane, ma il
pacioso Leonzio, leone fifone, che come diceva la sigla, "mangia più di un cane e 30
gatti insiem..". Serie che durò pochi episodi, forse perchè troppo simile ad altre, come i
Flinstones.
La famiglia Addams, la corrosiva satira della famiglia americana si trasforma anche in
cartone: i personaggi sono sempre quelli, da Gomez a Morticia, a Pugsley e Mercoledí,
passando per zio Fester e Lurch, la nonna e Mano. Meno azzeccate, invece, le storie, che
vedono spesso gli Addams in trasferta, a bordo della loro improbabile station wagon,
anche se la serie merita comunque, se non altro per la giuste dose di cattiveria con cui i
protagonisti smascherano i falsi perbenismi della società americana.

Gli altri cartoni di avventure


L'ape Maia

Stanca della vita noiosa dell'alveare, la vivacissima Maia lo abbandona per visitare il
mondo. Accompagnata dal fedele Willi, molto più flemmatico e posato di lei, Maia
svolazza per il bosco, facendo incontri simpatici e avventurosi, ma a volte anche paurosi.
I due esploratori sono aiutati da Flip, simpatica e saggia cavalletta, che li ammaestra
sulle "convenzioni" del mondo degli insetti, molto più rigide di quanto la vivace Maia
pensasse. Dopo innumerevoli avventure, le due api faranno ritorno all'alveare, di cui
cominciavano a sentire la mancanza. Clamoroso successo per uno dei primi cartoni degli
anni '80, con un merchandising paragonabile solo a quello dei Puffi. (Io comprai un
salvadanaio alveare a mia sorella, con Maia che usciva fuori e si prendeva le monete..)

Fattore anni 80: 8,5

L'ape Maga'

Molto più sfigata di Maia, Magà è l'altra ape protagonista di un cartone animato degli
anni '80. Tutto inizia quando un attacco di feroci vespe all'alveare dove viveva lascia
orfano (si, era un maschio..) Magà. Per lo meno, orfano di padre, perchè la madre, che
ovviamente è l'ape regina, viene solo rapita. Con grande coraggio, Magà si lancia sulle
tracce della mamma, e vivrà molte avventure, gran parte anche con risvolti tragici. Gli
insetti di questa serie non sono, infatti, carini e colorati come quelli di Maia, ma cupi e
cattivi, come la tremenda mantide religiosa, uno dei principali nemici del protagonista.
Alla fine, Magà ritroverà ovviamente la mamma, e con essa anche la sorellina Maya..
Tornata all'alveare, vivrà da protagonista anche una seconda serie di storie, per fortuna
meno drammatiche delle prime.

Fattore anni 80: 8

Monkey

Dalla stessa leggenda da cui Akira Toriyama creerà la saga di Dragon ball, le avventure
dello scimmiotto Songoku che ebbe l'impudenza di sfidare Buddha, e per questo fu
condannato a un lungo viaggio di espiazione. Generato da un uovo d'oro, Songoku
acquista poteri straordinari, che lo fanno diventare re delle scimmie: tra l'altro, può
volare su una nuvoletta d'oro personale, e possiede un bastone che può allungare a
piacere. Per troppa superbia, arriva a sfidare Buddha, che ovviamente lo sconfigge e lo
esilia dentro una montagna, a riflettere per 500 anni. Finalmente meno sbruffone, uscito
dalla montagna inizia un lungo viaggio iniziatico alla ricerca dei libri sacri del
buddhismo, ma soprattutto per aiutare le persone in difficoltà. Lo accompagna il prete
buddhista Sanzo, e a loro si uniranno poi il maiale Hakkai e il folletto Sagomo.
Affrontando mille ostacoli e peripezie, il gruppo arriverà a completare la propria
missione.

Fattore anni 80: 7,5

Don Chuck castoro

Immersi nella natura, il piccolo castoro Chuck e i suoi amici sono protagonisti di una
serie molto avventurosa, in cui risulta molto importante il rapporto stabilito dai piccoli
animali con madre natura, che può essere dispensatrice di meraviglie, ma anche
tremenda avversaria, se non la si conosce e la si rispetta. Seguendo i consigli del saggio
padre e del dottore del villaggio, una capra.. Chuck e i suoi compagni Lana e Daigo si
tengono alla larga dei guai, dove finiscono però per ritrovarsi per colpa del trio dei
dispettosi "cattivi" della serie, il lupo Tonga e i suoi due compari, una volpe e un tanuki,
strano animale simile a un procione.

Fattore anni 80: 8

Napo orso capo

Al Wonderland zoo, il lavoro del capo custode Peevley e del suo inetto aiutante Blotch
sarebbe tranquillo, non fosse per quei tre orsi sempre pronti a scappare dalla loro
grotta.. Napo, capelluto orso di origine napoletana, è sempre intento, infatti, a escogitare
piani ingegnosi per filarsela via dallo zoo e andare in città con i suoi
compari, Bubi e Square, magari per vedere la partita dei Bears. Quello che Peevley non
sa, è che i 3 orsi in realtà non vogliono scappare dallo zoo, ma solo prendersi qualche
libera uscita, perchè in realtà la loro caverna è molto più accogliente di quanto sembri, e
passata l'ora del controllo serale, si trasforma in una moderna abitazione, dotata di
televisore, frigorifero, e stufa, sulla quale i tre cucinano la loro adorata pizza. Serie
mitica, con la motocicletta immaginaria di Square che toglieva dai guai i tre orsi.

Fattore anni 80: 8

Grisu' il draghetto

Immaginate la scena: siete un drago poderoso e temuto, con moltissimi disastri al vostro
attivo, avete un figlio da cui vi aspettate molto, tanto da averlo chiamato Grisù, come il
volatile gas responsabile di vari incendi in miniera.. e il vostro pargolo da grande vuole
fare.. il pompiere? Beh, qualsiasi genitore rimarrebbe esterrefatto dalla situazione, anche
voi.. Simpatico cartone tutto italiano, in cui viene trattato tra le righe il difficile rapporto
padre-figlio, e in cui Grisù finiva inevitabilmente ogni puntata sognando il suo bel
cappello da pompiere, per la disperazione del proprio genitore.
Fattore anni 80: 7,5

Vicky il vichingo

In un villaggio della Norvegia, il burbero Alvar guida i suoi vichinghi a compiere


mirabolanti imprese per tutti i mari del Nord, a bordo delle loro classiche navi d'assalto.
Ma quando la forza bruta non basta, anche lui deve ricorrere all'intelligenza di suo figlio,
il piccolo Vicky, che non ha il fisico da conquistatore, ma quando si strofina il naso, si fà
venire in mente idee geniali che salvano la giornata di tutti i vichinghi. A casa, i due
sono attesi da Ilva, che comanda il marito a bacchetta, e da Invy, la dispettosa cuginetta
di Vicky. Mitico, fu il primo cartone giapponese ad arrivare in Italia.

Fattore anni 80: 8,5

La principessa Zaffiro

Dal genio di Osamu Tezuka, uno dei più avventurosi cartoni degli anni '80, con Zaffiro,
principessa nata con 2 cuori, maschile e femminile, costretta a fingersi maschio per
sventare i piani di conquista del regno di Silverland da parte del granduca Geralamon,
che la vuole smascherare per mettere sul trono il figlio Plastic. Prima che venga
approvata una nuova legge che consentirà anche alle donne di diventare capo di stato,
Zaffiro dovrà superare i tremendi trabocchetti di Geralamon e del suo tirapiedi, tra
spiriti, robot giganti, fantasmi e lo scontro addirittura con satana, che ha rapito i suoi
genitori. Grazie anche all'aiuto dell'angelo Cioppy, Zaffiro riuscirà infine a diventare
regina e a coronare anche il suo sogno d'amore con il principe Charming.

Fattore anni 80: 8,5

Sampei

Sampei Nihira è un tredicenne con la passione per la pesca, che vive con il nonno dopo
aver perso i genitori. Proprio dal vecchio Ippei, Sampei ha imparato l'arte della pesca, e
viaggia per tutto il Giappone alla ricerca dei pesci più difficili da pescare, autentiche
rarità come la "carpa dorata della montagna di Ou" o il "carassino blu del lago
Kainumae", fino ad arrivare addirittura ad un alligatore, finito non si sa come in un lago.
Lo accompagnano nelle sue avventure, ambientate in un'incontaminata natura
giapponese, Yuri, il piccolo Shoji e Pyoshin, un amico di suo padre, convinto che questi
sia ancora vivo, e con cui vuole far ricongiungere il ragazzo. Non proprio uno dei miei
cartoni preferiti, soprattutto perchè non sono mai stato un appassionato di pesca.

Fattore anni 80: 7,5

Conan ragazzo del futuro

In un futuro molto prossimo, il 2008, la Terra è definitivamente distrutta dalla follia


umana, quando lo scoppio di tremende bombe magnetiche provoca onde gigantesche che
sommergono quasi tutte le terre emerse, costringendo i pochi sopravvissuti a cercare
rifugio sulle isole che sono scampate al cataclisma. Su una di queste, Isola perduta, 20
anni dopo Conan, un ragazzo dalla forza sovrumana, unico abitante dell'isola insieme a
suo nonno, con cui vive nei resti di un missile spaziale mai lanciato, trova svenuta sulla
spiaggia una ragazza, Lana. Questa diventerà la sua amica del cuore, ma anche la causa
di tutti i suoi guai e disavventure, perchè nipote del dottor Rao, uno scienziato padrone
dei segreti dell'energia solare, ricercata per il dominio del mondo dagli abitanti
di Indastria, un'isola altamente tecnologica, i quali non esitano a più riprese a rapire
Lana, per costringere Rao ad unirsi a loro. In un futuro apocalittico molto simile a quello
di Mad Max, Conan riuscirà sempre a salvare l'amica, anche grazie ai molti volonterosi
che abitano Indastria, ma che non ne vogliono più sapere di guerre di conquista, e infine
i nostri eroi si stabiliranno su un nuovo continente emerso dopo il terremoto che ha
distrutto Indastria.

Fattore anni 80: 8

Chobin principe stellare

Un nuovo alieno è sceso sulla Terra, ma al contrario di altri invasori, è innocuo come
solo una specie di grossa pera con un ciuffo di capelli in testa potrebbe essere: è Chobin,
che dietro l'aspetto strano nasconde il fatto di essere un principe stellare, in visita sul
nostro pianeta per compiere il processo di crescita che lo farà diventare un essere umano.
Ma prima di tutto, Chobin è sulla Terra per salvare sua madre, rapita dal perfido Brunga,
un mostruoso personaggio che ha un esercito di malefici pipistrelli robot con cui
terrorizza gli animali del bosco nel quale si è insediato. Ma saranno proprio questi
animali, dall'orso Kumandon, alla rana Accavè, fino alla farfalla Kryashon, ad aiutare
Chobin a ritrovare la mamma, oltre alla goccia di stella, un braccialetto magico
portentoso che salva Chobin dai guai in varie circostanze.

Fattore anni 80: 7,5

Tom Sawyer

Dal classico di Mark Twain, nel Mississippi del 1850, le avventure di Tom Sawyer,
scatenato monello che non ne vuol sapere di stare fermo un attimo, e fà disperare la zia
Polly, presso cui è andato a vivere con il fratello minore, l'odioso secchione Sidney, alla
morte dei loro genitori. Tom non ne vuol sapere di studiare, e nonostante la giovane età è
già piuttosto interessato all'altro sesso, fidanzandosi prima con Amy, e poi con Becky, la
figlia del nuovo dottore della città. Molto amico di Huck Finn, altro monellaccio come
lui, farà prima disperare tutti quando, non tornando da una gita su un'isola, si farà
credere morto, e poi rischierà di morire sul serio quando si scaglierà contro di lui l'ira
omicida dell'indiano Joe, assassino di cui è stato testimone di un omicidio. Ovviamente,
finirà tutto in gloria, anche con Becky..

Fattore anni 80: 8


I Puffi

In blu in mezzo alla natura


Comparsi su striscia addirittura nel 1958, "ospiti" della serie "Johann et Pirluit", dal
1983 colonizzeranno le televisioni di mezzo mondo con le loro simpatiche avventure e il
"puffese", la vera trovata geniale del cartone: alti "due mele o poco più", ecco le storie
del Grande Puffo e dei suoi discepoli blu..

La storia
Nel mezzo di una foresta europea, probabilmente dalle parti del confine franco-belga,
vive uno strano popolo di piccoli omini blu: i puffi. Nè gnomi, nè nani, sono strane
creature, tutti vestiti in modo uguale, con cappellone e pantaloni bianchi, e vivono in
buffe case a forma di fungo. Nel loro villaggio, molto "comunista", tutti mettono a
disposizione il proprio lavoro e le puffbacche di cui si nutrono, che raccolgono nel
bosco. Seppure vivano senza leggi, sono guidati e illuminati dal Grande puffo, il più
anziano e saggio del villaggio, dall'alto dei suoi 542 anni, l'unico con cappello e
pantaloni rossi, che passa le giornate a supervisionare le varie attività dei suoi puffi, o in
laboratorio a preparare strane pozioni magiche. Quella più potente che abbia mai
preparato ha reso il villaggio dei puffi invisibile al mondo esterno, tanto che nessun
umano vi può accedere, se non guidato da un puffo. Brutta notizia, questa, per il
mago Gargamella e la sua gatta Birba, che vorrebbero mettere le mani su qualche puffo,
la gatta per mangiarseli come un manicaretto, il mago per completare una mitica pozione
in grado di fargli realizzare la pietra filosofale, che trasformerebbe tutti i metalli in oro.

Frustrato continuamente nei suoi tentativi di acciuffare gli omini blu, Gargamella non si
perde comunque mai d'animo, fino ad arrivare a una pensata geniale: creare il primo
puffo femmina, che gli consenta di far breccia nelle protezioni del villaggio. Ma la sua
creazione, brutta e sgraziata, grazie all'affetto dei puffi e a un pizzico di magia del
Grande puffo, diventa l'adorabile Puffetta. Le giornate dei puffi, nonostante Gargamella,
scorrono tranquille, sempre a contatto di Madre Natura, che gli omini blu rispettano
come una vera madre. Inizialmente 100, il loro numero aumenterà sempre più (per la
disperazione di chi li collezionava): la loro peculiarità è che sebbene si vestano tutti allo
stesso modo, sono ben diversi per carattere, ed è proprio questo, o un particolare fisico,
che dà loro il nome proprio. Cosí, c'è Quattrocchi, il saccente autonominato braccio
destro del Grande puffo. Sempre pronto a sottolineare gli sbagli dei suoi amici, condisce
le sue frasi con interezioni tipo "Che è meglio..". Finirà spesso a gambe all'aria,
scaraventato via dai propri scocciati compagni.. Il golosone del villaggio, si chiama,
guarda un po'.. Golosone.

Oltre che mangiarli, i dolci Golosone li fà anche, e infatti è l'unico puffo con il cappello
diverso dagli altri, da chef. Altro puffo.. particolare è Vanitoso, sempre intento a
rimirarsi nello specchio, ancora, ci sono Forzuto, il puffo palestrato, Tontolone, quello
un po' sciocco, Architetto, che indovinate un po' cosa fa, e soprattutto Brontolone, uno
dei più simpatici, sempre incline all'incavolatura, come tutti noi di lunedi, inizia le sue
frasi con il classico "Io odio..", a cui segue tutto quello che i puffi stanno facendo in quel
momento, anzi.. che stanno puffando in quel momento. Si, perchè è proprio la strana
lingua dei Puffi un altro motivo del loro successo: con il verbo "puffare", gli omini blu
sostituiscono centinaia di verbi, ed è solo dal contesto che si capisce di cosa stiano
parlando. Portati recentemente al cinema in due storie in 3D, hanno avuto un successo
straordinario in tutto il mondo.

Il successo del cartone


Un successo planetario, un autentico fenomeno di costume, che fece arricchire il loro
creatore, Peyo, i venditori di merchandising, in particolare delle loro statuette, e
soprattutto Cristina D'Avena, che avrà venduto miliardi di copie dei dischi delle loro
sigle.

Fattore anni 80: 9

Ryu il ragazzo delle caverne

Ai tempi dei dinosauri


"Un milione di anni fa, o forse due", come diceva la sigla, si svolgono le vicende
avventurose di Ryu, coraggioso ragazzo dell'età della pietra, impegnato a ritrovare la
mamma da cui era stato separato da neonato, tra sfide con mostri preistorici e con la
cattiveria degli uomini, ma anche con il conforto dell'amore della coraggiosa Ran.

La storia
Età della pietra: la nascita di un bambino dalla pelle sorprendentemente chiara non è
motivo di gioia per la sua comunità, ma anzi, causa di preoccupazione, tanto che si
decide di sacrificarlo al tirannosauro che sta tormentando il villaggio, il
ferocissimo Tirano. Ma il sacrificio del neonato non dà i suoi frutti, anche perchè il
mostruoso sauro con un solo occhio non si accorge del bambino, e uccide al suo posto il
cucciolo di un primate, Kizy. Questi, rimasto senza bambino, trova Ryu, come si
chiamerà il bambino, e lo prende con sè, allevandolo come fosse il proprio
cucciolo. Cresciuto in mezzo alla giungla preistorica, Ryu entra in contatto con i suoi
simili solo da adolescente, imbattendosi negli abitanti di in un villaggio guidato dal
perfido Taka, che ha ucciso a tradimento il precedente capo villaggio per prenderne il
posto. Il motivo che spinge Ryu a entrare comunque nel villaggio è la vista della
bella Ran, dolce e coraggiosa ragazza promessa sposa proprio di Taka. La ragazza,
mostrando un'intraprendenza insolita per l'epoca, non ne vuole sapere del matrimonio
combinato, e l'amore che scocca subito per Ryu è il motivo decisivo che la spinge ad
abbandonare la comunità.
Taka, che già non poteva sopportare Ryu per il colore della sua pelle, giura eterno odio
al ragazzo, e fà diventare suo unico scopo di vita ritrovarlo e ucciderlo. Sulle tracce dei
due ragazzi in fuga c'è anche il tremendo Tirano, che sembra avere un sesto senso nel
ritrovare quel ragazzo dalla pelle bianca che gli era stato sacrificato e che non era
riuscito a uccidere. Ma Ryu e Ran trovano anche dei compagni di viaggio: prima Don, il
fratellino di Ran scomparso anni prima, e poi Kiba, che si scoprirà essere il fratello di
Taka, da anni sulle tracce di Tirano, a cui è riuscito a togliere un occhio in un
combattimento.

Il viaggio di Ryu e dei suoi amici prosegue, in una natura piena di pericoli e insidie, e
con il tremendo tirannosauro sempre sulle loro tracce. In un drammatico scontro, Kiba
muore attaccato dal mostruoso rettile, e questo non fà che aumentare l'odio di Taka per
Ryu. Ma il ragazzo ha finalmente la sua occasione, anche perchè Tirano è rimasto
provato dallo scontro con Kiba. Al termine di una durissima lotta, Ryu riesce infine a
uccidere il mostro, e a proseguire il viaggio alla ricerca della madre, che ha scoperto
essere tenuta come schiava in un villaggio di cacciatori. L'ultimo ostacolo tra Ryu e la
madre è ancora, inevitabilmente, Taka, che ha preso prigioniera la donna per affrontare
Ryu in posizione di vantaggio. Lo scontro tra i due è violentissimo, e Ryu rischia più
volte di morire, ma infine ha la meglio sull'avversario, che scaraventa in un burrone
profondissimo. Finalmente ricongiutosi alla madre, Ryu si avvia con la donna verso un
domani di speranza, e insieme a madre e figlio ci sono Ran e Don, a comporre la nuova
famiglia allargata del ragazzo delle caverne.

Il successo del cartone


Il disegno risente inevitabilmente del passare del tempo (la serie è degli anni '70), ma
decine di visitatori di questo sito non possono sbagliarsi (;): anche grazie alla mitica
sigla, rimane uno dei cartoni più amati degli anni '80.

Fattore anni 80: 8

Le avventure di Paul e Nina

Fermando in tempo il tempo..


Uno dei più avventurosi cartoni degli anni '80, una splendida cavalcata in una
dimensione parallela dove regnano il mistero e la fantasia, con il coraggioso protagonista
che arriverà a sfidare Satana in persona, pur di riportare sulla Terra la sua amica del
cuore: ecco le fantastiche avventure di Paul e Nina.

La storia
Paul e Nina sono due ragazzini che vivono serenamente in una città di mare, ignari di
quanti fantastici mondi paralleli possano dischiudere le loro porte, con i loro misteri e
pericoli. Da uno di questi mondi magici giunge un giorno un folletto, Pakkun, che si
presenta loro sotto le forme dell'orsetto di pelouche di Paul. Con il suo martello magico,
Pakkun apre una porta sul Paese delle meraviglie, un fantastico mondo parallelo, dove i
ragazzi vivono meravigliose avventure, come quando visitano il paese dei balocchi, o
quello dei dolci. Grazie al martello di Pakkun che ferma il tempo, i ragazzi possono
trascorrere il tempo nel paese delle meraviglie senza che questo vada avanti nel loro
paese. Le loro avventure, però, finiscono il tragico giorno in cui Nina viene rapita dal
malvagio Beltsatan, un demoniaco tiranno di un mondo oscuro del paese delle
meraviglie, che vuole fare della ragazza la sua sposa: comincia quindi la battaglia di Paul
per riportare indietro la sua amica.

Le uniche armi a disposizione del ragazzo nella lotta contro il diabolico personaggio e la
sua armata di demoni sono l'orsacchiotto magico e lo yo-yo fatato che diventa una specie
di boomerang. Il suo problema maggiore, dover ogni volta ritornare indietro sulla Terra,
prima che passi troppo tempo e la porta magica si chiuda per sempre. Ma ad aiutarlo c'è
anche Doppe, il sanbernardo di Nina, che nel paese delle meraviglie acquista la parola e
cammina a due zampe, e muovendo le grandi orecchie può anche volare. A bordo della
suo automobilina, che col martello fatato di Pakkun si trasforma in un veicolo volante, a
metà strada tra una barchetta di legno con le ruote e un deltaplano, Paul e i suoi amici
lottano contro Beltsatan e i suoi accoliti, e con immensa frustrazione, ogni volta che
sembrano poter liberare Nina, vengono fermati dalla potenza del nemico.

Giganti di pietra, ragni mostruosi, funghi giganteschi sono i nemici che Beltsatan scaglia
contro di loro, ma con coraggio e determinazione i tre amici riescono a venirne a capo, e
infine liberano Nina. Ma non è finita: Beltsatan non si arrende, e si prepara a distruggere
il paese delle meraviglie, e a scagliare una tremenda onda distruttrice anche sul mondo di
Paul e Nina. Ma il coraggio dei 4 amici, unito a quello delle forze del bene del mondo
delle meraviglie, riuscirà a sconfiggere il nemico nella battaglia decisiva. Finalmente
liberi dalla maledizione di Beltsatan, Paul e Nina possono tornare a casa, dove Doppe
ridiventa un cane normale, e Pakkun un semplice pelouche, e i due ragazzi non potranno
mai dimenticare le incredibili avventure di cui sono stati protagonisti.

Il successo del cartone


Una serie davvero originale, soprattutto per le fantastiche ambientazioni, e con un'altra,
mitica canzoncina ("Fermando in tempo il tempo, il sopravvento prenderai..") che non si
può scordare. Avventurosissimo.

Fattore anni 80: 8,5

La spada di King Arthur

Storie della tavola rotonda


La classica saga di Camelot, con nomi e personaggi a volte modificati, e Artù e i
cavalieri della tavola rotonda molto giovani, ma disposti ad affrontare le prove previste
per loro dal destino. Questo, almeno, nella prima serie, prima delle invenzioni e delle
stranezze della seconda..

La storia / 1
Il giorno del terzo compleanno del piccolo Artù, figlio di Re Uther, il malvagio Lavik,
appoggiato da una strega di nome Medessa (Morgana nel ciclo bretone) attacca Camelot
e la mette a ferro e fuoco, uccidendo il re. Grazie all'intervento del mago di
corte Merlino, il piccolo Artù si salva e viene affidato a una famiglia adottiva: 12 anni
dopo, nel corso di una tenzone riservata ai cavalieri del regno, torna a reclamare quanto
suo, estraendo dalla roccia, tra lo stupore di tutti, la spada Excalibur. Rivelata la sua
identità, viene riconosciuto re di Wrogless. Presto si uniscono a lui giovani e valorosi
cavalieri: Lancillotto, il cavaliere del lago, Tristano, il cavaliere dell'arpa, il
piccolo Guerreth (invenzione giapponese), il coraggioso Percival, tutti con un motivo per
odiare Lavic, tutti pronti a giurare fedeltà al giovane Artù per avere vendetta. Dopo aver
incontrato Merlino e, nel percorso, aver liberato la giovane Ginevra, sua futura moglie,
rapita da Lavic, Artù torna a Camelot e inizia la lotta con Lavic.

Agli uomini si aggiunge anche una coraggiosa ragazza, Fiene (altra invenzione
nipponica), che dimostra la propria abilità in battaglia e viene accolta tra i cavalieri.
Lavic, con gli oscuri poteri di Madessa a sostenerlo, cerca più volte di impadronirsi di
Excalibur, ma Artù sventa le minacce e si incammina con i suoi cavalieri verso una
montagna che custodisce uno scudo sacro, convinto che unendolo alla sacra spada
riuscirà a sconfiggere Lavik. La quest dei cavalieri riesce, e dopo aver sconfitto un drago
che custodiva lo scudo, Artù è pronto alla battaglia finale contro l'esercito del male di
Lavik. A cadere sotto i colpi di Excalibur è la malvagia Medessa, ma all'insaputa di
tutti, la strega ha avuto una figlia, Media, che sotto mentite spoglie si insinua tra i
cavalieri di Camelot e ammalia Percival: nella lotta finale tra Artù e Lavik, diventato nel
frattempo il demoniaco cavaliere del teschio, neanche l'intervento di Media può però
evitare la vittoria di Artù, che sconfigge il suo nemico e si appresta a iniziare un lungo e
illuminato regno su Wrogless. Almeno fino alla seconda serie, però..

La storia / 2
Si, perchè senza che nessuno ne sentisse la necessità, i giapponesi si inventarono una
seconda serie, in cui Artù e i cavalieri girano per il mondo (almeno, quello a loro
conosciuto) su una nave pirata volante (!), a raddrizzare torti e sconfiggere il Male, e si
scopre che Lavik non era veramente morto alla fine della prima serie, ma ha
riorganizzato le proprie fila e regna sotto il nome di Re del Nord, seguendo ancora i
consigli di Medessa, divenuta solo spirito maligno: ancora una volta, Artù sconfigge la
strega e Lavik, che stavolta sembra morire definitivamente (!) tra le fiamme del suo
castello, mentre i cavalieri tornano a Camelot sulla nave volante.

Il successo del cartone


La prima serie migliore della seconda, ma entrambe comunque valide (almeno per i non
puristi del ciclo arturiano), e con disegni sicuramente migliori di quelli di altri cartoni
contemporanei. Grande sigla, che tra l'altro diede il nome ai Cavalieri del re, il gruppo di
maggior successo nel mondo delle sigle dei cartoni.

Fattore anni 80: 8

Bem il mostro umano

Il romanticismo dell'horror
Uno dei ricordi più forti dei miei anni '80, e come potrei dimenticare questo cartone
horror di cult, che mi faceva venire una strizza tremenda, ma al tempo stesso mi
avvinceva, come tutte le storie di mostri e fantasmi hanno sempre avvinto l'uomo, fin
dalla notte dei tempi.. Ma non facciamo antropologia, qui, ed ecco quindi le storie di
Bem e dei suoi amici, i mostri che volevano diventare umani.

La storia
Bem costituisce con la compagna Bera e il piccolo Bero un trio di viaggiatori piuttosto
particolare: i tre sono infatti degli spettri orrendi, ma al contrario dei cattivi dei nostri
incubi, non sono in caccia di sangue umano: anzi, il loro scopo è proteggere gli uomini
dalle minacce del mondo delle tenebre, che molto spesso si mostrano con fattezze
accattivanti, che permettono loro di sviare l'attenzione dell'uomo. Dotati di forza
sovrumana e poteri straordinari, tra cui la possibilità di attraversare gli oggetti solidi,
rendersi invisibili e provocare allucinazioni terrorizzanti, Bem e i suoi due compagni di
sventura si muovono di soppiatto tra gli uomini, cercando di non mostrarsi mai con le
loro vere fattezze, e sperando che le loro buone azioni possano, un giorno, farli diventare
esseri umani. Quello che purtroppo dovranno presto imparare a proprie spese è che la
cattiveria e la grettezza di molti uomini può essere molto più terribile del loro aspetto, e
nonostante gli amici che troveranno sul proprio cammino, la loro fine sarà tragica (o
forse no, come vedremo..).

I tre spettri incontrano nel corso del loro cammino tutte le "figure classiche" dell'horror,
da uomini lupo a vampiri, da zombie a streghe. Molto spesso, i loro scontri avvengono
proprio contro streghe, sia quando si tratta di un villaggio dannato, sia quando si
imbattono in una parrucca che conserva ancora la maledizione della strega a cui
appartenevano i capelli che la compongono. Quasi sempre, i tre finiscono nei guai per
colpa di Bero, che per salvare da una brutta situazione il bambino di turno, di cui cerca
di conquistare l'amicizia, finisce tra le grinfie del nemico dell'episodio.

Ed è ancora per salvare Bero che i tre spettri trovano (forse) la morte: al piccolo, infatti,
due streghe hanno portato via l'anima, gettandolo in un pozzo con altri disperati.
L'intervento di Bem e Bera porta al salvataggio di Bero e degli altri prigionieri, ma
mentre Bera rinfonde l'anima in Bero, la polizia, su richiesta dei soliti "bravi cittadini",
interviene per distruggere nel fuoco la casa in cui si trovano i tre spettri. Pur potendo
adoperare i loro poteri per sparire, i tre si lasciano morire tra le fiamme, e l'indomani
solo pochi vestiti bruciati rimangono a testimoniare la loro presenza. Ma la voce narrante
fuori campo lascia volontariamente il finale in sospeso, ricordando che quando qualcosa
di buono ed imprevisto ci capita, potrebbe essere stato l'intervento dei tre spettri che
volevo diventare uomini a farlo accadere..

Il successo del cartone


Quello che colpisce rivedendo questi cartoni più di 30 anni dopo è il loro lato
"romantico": i tre mostri in realtà sono sempre molto più umani degli uomini che
incontrano, e anche la loro fine, cosí tragica ma non "definitiva", li accomuna ad altri
eroi romantici. Ma ripeto, all'epoca pensavo più al lato horror delle storie, e cavolo se mi
ha fatto paura..

Fattore anni 80: 8,5

Gli altri cartoni in azione


Hurricane Polimar

Come se non gli bastasse l'oneroso lavoro di capo della Interpol di Tokyo, Toragoro
Onikawara è anche il padre dello sfaticato Takeshi, considerato da tutti un buono a nulla.
Ma quello che Toragoro non immagina neanche è che dietro l'identità di Hurricane
Polimar, l'eroe mascherato che sta dando una mano alla polizia della capitale
giapponese, si nasconde proprio il suo scapestrato figlio. Infilandosi un casco costruito
in polymer, un invenzione del geniale professor Oregasteru, Takeshi si può trasformare
in qualsiasi veicolo: aereo, trivella sotterranea, carro armato, addirittura un sottomarino.
Come copertura per il suo alter-ego, Takeshi lavora come assistente del borioso detective
privato Jo Kuruma, insieme alla bionda Teru e al sanbernardo Barone, ex cane poliziotto
dal gran fiuto. Gli unici limiti del polymer sono che non resiste a temperature inferiori ai
50 sottozero, e che il suo effetto dura solo 46 minuti: tra divertenti inseguimenti e
trasformazioni, si dipanano le avventure di questo action manga, dai toni della
commedia brillante, molto divertente.

Fattore anni 80: 8

Cyborg 009

Creati dal fantasma nero, il capo di un'organizzazione criminale, come killer spietati e
implacabili, 9 androidi gli si ribellano, e danno la caccia al loro criminale creatore, per
sgominarne la pericolosa organizzazione. Tutti in tuta rossa e identificati da una sigla,
sono guidati da quello che sembra il più debole di loro, 001, Ivan Whisky, un pargolo col
succhiotto, ma con grandi poteri mentali e telecinetici. Gli altri hanno altrettante capacità
sorprendenti: 002 vola, 003, la ragazza del gruppo, ha una supervista e un superudito,
004 è pieno di armi, 005, Geronimo Junior, è un indiano gigantesco dalla forza
smisurata, 006, Chang, sputa fuoco. 007 si trasforma in animali o oggetti, 008 respira
sott'acqua, e infine 009, Joe Shimamura, ex pilota di Formula 1, può correre a velocità
supersonica e teletrasportarsi. Grazie all'arrivo di Gandaru, un super cyborg costruito con
i pezzi dei tre vice del fantasma nero, i 9 cyborg riusciranno a sconfiggere il loro
creatore, e inizieranno una nuova vita, lontana dai pericoli di un tempo, come normali
esseri umani.

Fattore anni 80: 8

Kyashan

Futuro prossimo: l'inquinamento sta distruggendo la Terra. Per cercare di salvarla,


vengono impiegati degli androidi, esseri meccanici semisenzienti dalla forza sovrumana.
Il dottor Azuma, geniale scienziato, è la maggiore autorità nel campo, e ha creato 4
diversi prototipi di cyborg. Come nel racconto di Frankenstein, però, una notte un
tremendo temporale che si abbatte sul laboratorio di Azuma provoca "la scintilla della
vita" nel prototipo BK1, che si anima, e dotato di coscienza propria, si rinomina Briking,
e inizia la ribellione contro gli umani, per conquistare il mondo. Organizzati in un vero e
proprio esercito, gli androidi marciano contro gli uomini. Per combattere la loro forza, il
dottore si rende conto che avrebbe bisogno del sacrificio di un uomo, disposto a perdere
la propria umanità per diventare un androide buono, in grado di lottare contro Briking. A
sacrificarsi sarà Tetsuya, il giovane figlio del professore, che diventa Kyashan, il ragazzo
androide. Con l'aiuto del cane di casa Lucky, che diventa Flander, un potentissimo cane
cyborg in grado di trasformarsi in mezzi di trasporto quali un jet, una moto, una trivella,
Kyashan inizia la lotta contro l'esercito di Briking. Ma solo con i raggi del sole i suoi
poteri sono attivi: senza, diventa facile preda dei cyborg. Per aiutare il figlio, Azuma
trasferisce l'anima della moglie Midori dentro il cigno androide Swanee, che diventa
l'animale di compagnia di Briking, e standogli vicino può avvertire il figlio delle mosse
del nemico. In una delle più malinconiche serie a cartoni degli anni '80, la lotta del
ragazzo androide salverà infine la Terra.

Fattore anni 80: 8,5

Sam il ragazzo del west

Anime di inizi anni '70, la cui animazione fu curata addirittura dal futuro premio Oscar
Hayao Miyazaki, segue le avventure del giovane Isamu, detto Sam, giovane pistolero nel
selvaggio West. Figlio di un giapponese e di una pellerossa, Sam subisce gli scherni e la
discriminazione del gretto ambiente in cui è costretto a crescere: abbandonato ancora in
fasce, viene infatti allevato da una banda di fuorilegge, che gli insegnano l'uso della
pistola e cercano di instillargli la loro cattiveria. Diventato grande, il ragazzo si ribella
alle costrizioni del suo gruppo, e dopo aver battuto a duello i criminali, fugge nel deserto
alla ricerca del padre, che a sua insaputa aveva in realtà già incontrato, risparmiandogli
la vita dopo un duello. Cartone che esplora un mondo inusuale per il disegno animato, in
Italia con una mitica sigla a opera di Nico Fidenco.
Fattore anni 80: 8

Judo Boy

Altro anime tratto da un manga di inizio anni '70, che segue e i viaggi e i combattimenti
di Sanshiro Kurenai, giovane judoka con l'ossessione di vendicarsi di un misterioso
uomo con un occhio solo, che gli ha ucciso il padre in un combattimento letale. L'unico
indizio sull'identità dell'assassino è infatti un occhio di vetro ritrovato sul luogo del
delitto, per cui Sanshiro inizia il suo peregrinare per il Giappone in sella alla sua moto e
con il kimono rosso cucitogli dalla madre, sfidando a duello tutti i lottatori senza un
occhio in cui si imbatte. Accompagnato nel suo viaggio da Ken, un piccolo orfano, e dal
suo cane Bobo, non arriverà a portare a termine la sua ricerca, in quanto questo anime
piuttosto violento terminò anzitempo.

Fattore anni 80: 7,5

Occhi di gatto

Furti e una strana storia d'amore


Uno dei cartoni più frizzanti degli anni '80, sempre in bilico tra l'azione e il comico, con
un insolito "rovesciamento di ruoli": i buoni sono i ladri, anzi le ladre, i cattivi i
poliziotti che cercano di arrestarle. Ma come si fà a considerare cattivi l'imbranato
Matthew e il suo collerico capo? Magari Alice si cala un po' più nel ruolo.. comunque,
sempre spassoso da rivedere, molto ben disegnato, ecco le Lupin dei tetti di Tokyo..

Tokyo: tre belle sorelle getiscono il Cat's eye cafè: sono Kelly, di circa 30 anni, Sheila,
di poco più giovane, e Tati, adolescente di 16 anni. Sembrerebbe non ci sia niente di
strano nella situazione, senonchè le tre sorelle hanno una doppia vita, perchè di notte
indossano aderenti calzemaglia (viola per Kelly, azzurra per Sheila e arancione per
Tati..) e diventano le componenti della banda "Occhi di gatto", specializzata nel furto di
opere d'arte. Ognuna di loro ha le sue peculiarità: Kelly è la mente del trio, quella che
pianifica i colpi e tiene le fila dell'organizzazione, Sheila è il braccio operativo, la più
atletica delle tre, quella che si occupa delle azioni di "sgraffignamento" e successive
corse e salti per seminare la polizia, Tati, nonostante la giovanissima età, è un piccolo
genio nella costruzione di modellini e automi, e addirittura pilota elicotteri e aerei ad
elica.

La storia / 1
Per cercare finalmente di afferrare le ladre, la polizia ha creato un pool di investigatori,
guidata da un collerico "capo" (di cui non si saprà mai il nome) che riversa le sue ire
su Matthew Isman, giovane detective che ha una relazione sentimentale con Sheila. Cosí,
senza saperlo, Matthew si trova a dare la caccia alla propria fidanzata, con risultati
sempre disastrosi, nonostante l'indubbia volontà che mette nella caccia. Cosí, per
aumentare le speranze di acciuffare le gatte, il capo gli affianca Mitsuko (da noi Alice),
abile detective, addirittura campionessa nazionale di tiro.

E pensare che per mettersi sulla pista giusta, basterebbe che i detective si chiedessero
perchè le gatte continuino a rubare solo opere create o appartenute a Michael Heintz, un
artista scomparso durante la seconda guerra mondiale. Le tre sorelle Kisugi non sono
infatti volgari ladre: i loro colpi servono a costruire una specie di mappa che le porterà a
scoprire che fine ha fatto loro padre. Con l'aiuto di un amico del genitore scomparso, il
signor Marloss, le tre sperano di rintracciare Heintz e riabbracciarlo. Grazie alla "quinta
colonna" Matthew, che passa più tempo al bar che in ufficio, le gattine riescono sempre
a sapere in anticipo i piani della polizia per incastrarle, e tra un inseguimento e l'altro
continuano ad avvicinarsi a ricostruire la strada percorsa dal padre, mentre il capo
continua a infuriarsi col povero detective.

La storia / 2

Con il passare degli episodi diventa sempre più centrale la storia d'amore tra Matthew e
Sheila, con i due che si trovano varie volte a contatto nelle loro "vesti professionali", e il
detective che comincia a sviluppare un sentimento d'affetto anche nei confronti della
ladra.. Ma dai e dai, anche lo zuccone Matthew comincia a farsi alcune domande sulle
strane coincidenze che coinvolgono le sorelle e la banda delle ladre.. Intanto, la ricerca
delle gatte arriva a un punto di svolta, quando scoprono che il destino di loro padre è
legato a una antica statua greca, l'Athenaie Aphrodite, preda di molte organizzazioni
criminali. 18 anni prima Heintz era venuto in possesso della statua e l'aveva nascosta nel
relitto di una nave: per prenderla, in una situazione alla "tomb raider", occorrono tre
quadri del padre, ma uno di questi è stato rubato da un nuovo, potente nemico,
tale Cranaff.

Dopo una scommessa vinta, però, Cranaff consegna loro il terzo quadro, e le tre sorelle
si recano in una villa, in cui scoprono.. non loro padre, ma di nuovo Cranaff, che è in
realtà loro zio, e fratello gemello del genitore scomparso. Le ultime puntate vivono tutte
sulla storia d'amore tra Matthew e Sheila, con il detective che per amore della ragazza,
che ha scoperto essere la ladra che insegue da tempo, lascia la polizia e si reca in
America, dove le tre sorelle si sono trasferite. Qui trova Sheila che ha perso la memoria
per una grave forma di meningite, ma il suo amore gliela farà tornare, e i due infine
coroneranno il loro sogno d'amore.

Il successo del cartone


La miscela riuscitissima di azione e divertimento ha prodotto un cartone frizzante,
divertente e sempre piacevole da rivedere, tra l'altro con uno dei disegni più "puliti"
degli anni '80.

Fattore anni 80: 8,5


Lupin III

Troppo simpatici per essere criminali


Arsenico Lupin, il ladro più simpatico del mondo dei cartoni animati, ha scorazzato per i
nostri schermi televisivi negli ultimi 30 anni, con storie sempre divertenti, piene di
azione e divertimento. Un altro esempio di rovesciamento di ruoli, con il trio (più
Fujiko) di furfanti nella parte dei buoni, e il tenace mastino poliziotto Zenigata in quello
del cattivo. Più che un cartone, una materia di studio obbligatoria per tutti gli amanti
degli anni '80.

La storia
Arsenico Lupin, nipote giapponese del celeberrimo ladro gentiluomo francese, continua
la tradizione.. di famiglia, passando da un furto all'altro, tra travestimenti e piani
incredibili, ma che finiscono però ogni volta per funzionare. Con la giacca verde
d'ordinanza, diventata poi rossa, gira su una Mercedes Benz SSK gialla decapottabile del
1928, che si dice essere appartenuta anche anche a hitler, ma successivamente si metterà
al volante anche di una mitica 500.. La sua abilità principale è sapersi camuffare da
chiunque.. Ma è anche un ottimo tiratore, e soprattutto ha due compari fidatissimi che si
integrano a perfezione con la sua personalità egocentrica: Daisuke Jigen e Goemon
Ishikawa. Jigen è un burbero, infallibile pistolero, sigaretta sempre accesa e cappello
calato sugli occhi alla Clint Eastwood versione spaghetti western. Maneggia il suo
cannone, una Smith & Wesson M19 Combat Magnum, come fosse una pistola
giocattolo, ed è in grado di colpire qualsiasi bersaglio da qualsiasi distanza. Goemon
Ishikawa, anche lui discendente di un leggendario ladro, è invece un samurai che
maneggia la sua spada con incredibile maestria, ed è in grado di fare a fette qualsiasi
materiale, anche l'acciaio dei carriarmati..Sempre scontroso e dal carattere riservato, ha
un'innata diffidenza nei confronti delle donne, specialmente una.. Fujiko Mine, chiamata
anche Margot nelle varie serie, elemento di disturbo del trio, fà la gatta morta con Lupin,
che puntualmente abbocca come un pesce, salvo poi svignarsela nel momento giusto col
bottino faticosamente guadagnato dai tre compari. Nello schema che si ripete in tutti gli
episodi, pianificazione del colpo, effettuazione dello stesso, Fujiko che tira un'altra
fregatura a Lupin, c'è un altro importante elemento: l'ispettore Zenigata Ichi.

Vero elemento comico delle serie, l'ispettore, settimo discendente di Zenigata Heiji,
poliziotto letterario giapponese, è la nemesi di Lupin, e vive per il momento in cui
riuscirà a metterlo in gattabuia (a dire il vero, ci riesce varie volte, ma sempre per
poco..). Anche se gli corre sempre dietro, il buon Zazà, come lo chiama Lupin, è anche
molto legato al furfante, e non esita a correre anche dei rischi per salvarlo da altri
criminali.

Il successo del cartone


Diciamocelo..Lupin è un furfante, ruba a chi gli pare, non esita anche a far fuori i nemici
(sempre delle varie canaglie, comunque..), Fujiko è una.. furbetta che non esita a usare i
suoi mezzi di seduzione.. e allora? Allora, questo è semplicemente uno dei più divertenti,
meglio riusciti cartoni degli anni '80, che si rivede sempre con grande piacere tutte le
volte che passa in tv. Semplicemente mitico.

Fattore anni 80: 9,5

Ken Falco

Il suo nome e' Ken Falco


La storia / 1

Ken Falco alla guida della sua Hayabusa sfreccia sui più improbabili circuiti
automobilistici mondiali, sempre alle prese con gli sporchi trucchi dei guidatori della
Black shadow, scuderia il cui unico scopo è eliminarlo. Le più assurde manovre ai limiti
della fisica e la mitica sigla ne hanno fatto un classico irrinunciabile degli anni '80.

Ken Hayabusa è un giovane, spregiudicato pilota, punta di diamante della


scuderia Sayongi, piccola ma agguerrita casa automobilistica impegnata sui più disparati
percorsi automobilistici di tutto il mondo. Figlio di un grande ingegnere automobilistico,
creatore del potente motore che porta il suo nome, e fratello di un grande pilota,
entrambi morti in incidenti automobilistici, Ken corre in memoria dei suoi due parenti.
In una formula estrema in cui le macchine assomigliano più a mezzi da guerra e i circuiti
nascondono insidie dietro ogni curva, la Hayabusa special del falco e le macchine della
Sayongi se la devono vedere con quelle della Black shadow, scuderia che annovera tra i
suoi piloti solo pezzi da galera, e il cui unico scopo è eliminare fisicamente tutti gli
avversari.

A comandare la Black shadow c'è il misterioso Ayab Mobil Dick, strano personaggio
che porta una specie di armatura che lo fà assomigliare al dottor Destino dei Fantastici 4,
dal passato oscuro che riserverà una grande sorpresa. Nella lotta contro la black shadow,
Ken può contare sul supporto dello scontroso Sayongi, autentico genio dei motori, e su
tutti i membri del team, da Yamato e Mutsu, più impegnati in officina che in pista,
a Sakura, la vivace sorella del capo squadra, fino a Gatetsu e Kamikaze, che lo
accompagnano in gara la maggior parte delle volte. Luogotenente e sgherro principale di
Ayab è invece Baron, viscido personaggio il cui ruolo è quello di reclutare piloti
abilissimi in tutto il mondo per farli diventare i prossimi avversari di Ken e dei suoi
compagni. Ma oltre all'abilità di Ken, la Sayongi può contare sul potentissimo motore
Hayabusa, siglato da V1 a V5 a seconda del numero delle turbine che ne caratterizzano
l'evoluzione, sempre in grado di portare la macchina del falco al traguardo per prima.
La storia / 2

Le corse si susseguono su tutte le piste del mondo, dall'Australia al Brasile, dal Messico
fino all'India e alle cime dell'Himalaya, e grazie al determinante aiuto dei compagni di
squadra, Ken riesce sempre ad avere la meglio sulla black shadow, nonostante i tranelli e
le trappole (e una volta finisce anche per perdere da Gatetsu). Finchè, Baron non scopre
un nuovo talento, Ryu. Questi è un giovane che brucia di passione di vincere, come Ken.
Con la sua tecnica speciale del salto triplo, in grado di fargli superare qualsiasi ostacolo
come un sasso che rimbalza sull'acqua, Ryu sconfigge Ken. Ma il falco non sta a
guardare: diventa maestro della spettacolare tecnica di guida su due ruote, e si prende la
rivincita su Ryu, di cui è diventato amico, vista la schiettezza del rivale, che lo affronta
sempre a viso aperto e senza gli sporchi trucchi tipici della black shadow.

L'unico altro rivale onesto che Ken incontra è Romy, una ragazza figlia di un grande
pilota del passato, che vuole battere il falco senza i mezzi illegali della black shadow.
Purtroppo, finirà per restare uccisa nel tentativo di salvare Ken, di cui si era innamorata,
da una trappola mortale ordita da Baron. Intanto, tornato alle corse, Ryu sconfigge di
nuovo Ken, grazie a una rivoluzionaria autovettura, in grado di gonfiare maggiormente
le ruote su cui poggia la macchina in curva, in modo di non diminuire mai la velocità.
L'arrivo dell'evoluzione V4 del motore della Hayabusa consente a Ken di combattere alla
pari con Ryu, ma nella loro sfida interviene ancora Ayab, che scaglia contro Ken un
falco, che lo dovrebbe colpire a morte. Accortosi del pericolo, Ryu si lancia con la sua
macchina contro l'animale, restando ucciso nello scontro. Il continuo duello tra Sayongi
e Black shadow per la supremazia nel mondo delle corse arriva infine a un atto finale:
una sola corsa lungo le Alpi, per decidere il vincitore finale e al termine della quale la
scuderia sconfitta si dovrà ritirare. Per la black shadow, scende in pista addirittura il
capo, Ayab, che tolta la maschera si rivela essere Benny Kramer, un pilota squalificato
anni prima perchè responsabile della morte di 13 piloti, tra cui il fratello di Ken. La
corsa finale è ovviamente allo spasimo: tutti i membri della Sayongi finiscono
all'ospedale per ferite, mentre gli sgherri di Ayab, tra cui anche Baron, muoiono in
incidenti da loro stessi provocati. Ayab ricorre a tutti i mezzi per fermare Ken, anche i
raggi laser della sua macchina da guerra. Ma proprio mentre sta per tagliare vittorioso il
traguardo, il suo motore si rompe: l'ultimo disperato tentativo di speronare il giovane
pilota di Sayongi, a bordo del potentissimo V5, finisce con la distruzione della macchina
e la sua morte. Ken ha finalmente vinto l'ultima corsa, e il mondo dell'automobilismo
non sentirà la mancanza di Ayab e della black shadow.

Come per Takaya, grandissimo successo, nonostante il numero esiguo di puntate, tutte
tra l'altro dallo svolgimento piuttosto ripetitivo (partenza, 90% delle macchine distrutte,
duello finale tra Ken e le black shadow, con Ken che vince, spesso grazie al sacrificio
dei suoi compagni), ma trattandosi di corse, si andava sicuri con il pubblico maschile.
Sigla mitica dei Superobots.

Fattore anni 80: 9


Gli altri cartoni della velocita'

Super auto Mach 5


Lo spericolato Go Mifune guida una macchina piena di trucchi e gadget elettronici,
attivati dai 7 pulsanti dalla A alla G che si trovano sul volante. Con la simpatica
compagnia del fratellino Bob e dello scimpanzè Chirinchi, Go inizialmente lotta contro
lo spericolato Racer X, pilota misterioso dietro cui in realtà si cela Ken, suo fratello
misteriosamente scomparso anni prima. Ken è in realtà un agente dell'Interpol, e alla fine
si unisce al fratello per sconfiggere Capitan Terrore, pilota bandito che usa tutti i mezzi,
soprattutto quelli illeciti, per battere ed eliminare fisicamente gli avversari. Uno dei
primi cartoni arrivati in Italia negli anni '80, recentemente portato al cinema in un
pastrocchio di colori ed esagerazioni.

Fattore anni 80: 7,5

Supercar Gattiger
Le storie di Jo Kabuki e dei suoi 4 amici, che uniscono le loro avveniristiche macchine
nel supercar gattiger, un superbolide a energia solare creato dal padre di Jo, con cui
gareggiano su tutti i circuiti del mondo, contro i sicari della scuderia Black demon, in
percorsi mortali sullo stile di Ken Falco. Uno dei motivi principali che mi fece diventare
consumatore di patatine erano le macchinine del gattiger, che si trovavano nei sacchetti
come sorprese e potevano essere unite come nel cartone.

Fattore anni 80: 7,5

Grand prix e il campionissimo

Takaya, forte come un bolide


La storia di uno degli eroi più "romantici" dei cartoni degli anni 80, Takaya Todoroki,
che come una fenice muore e poi risorge dalle proprie ceneri, più forte di prima. I
successi, ma anche i drammi personali, come la morte di amici e rivali, quella di suo
padre e dell'amore della sua vita, le corse su macchine sempre più impossibili, fino ad
arrivare alla formula zero, avveniristico universo delle corse del futuro. Con una delle
sigle più mitiche di sempre, ecco la storia di Todoroki, il falco dei gran premi..

La storia / 1
Takaya Todoroki è un giovane con la passione della velocità nel sangue: deciso a fare
strada nel mondo delle corse, si iscrive a varie competizioni, nella speranza di farsi
notare da qualche osservatore. E un giorno la sua determinazione viene premiata: il suo
coraggio colpisce Nik Lans, un campione di formula uno (chiaramente ispirato a Niki
Lauda), che gli procura un provino con la Katori motors, una delle più importanti case
automobilistiche giapponesi, impegnata in varie competizioni motoristiche. E infatti,
Takaya viene inizialmente destinato a formule minori, come i rally e il gran turismo.
Mentre si fà le ossa per la formula uno, entra in contatto con il mondo dei motori e
conosce molte persone che diventeranno importanti per il suo futuro. Oltre che dal gran
patron Katori, viene aiutato anche da sua figlia, Rye, e da una simpatica
ragazza, Suzuko, che fà anche da mamma a un piccolo ragazzo, Angoro. Più conflittuale
è invece il rapporto di Takaya con Oynata, un giovane pilota aggressivo come lui: i due
entrano prima in competizione, ma gara dopo gara cominceranno ad apprezzarsi a
vicenda e infine diventeranno amici. Se c'è una persona che invece Takaya non sopporta
proprio è Daisaku Kurama, il capo tecnico della Katori, che lo sottopone a continui
allenamenti per migliorarne la resistenza fisica, e anche psichica. Quello che Takaya non
sa è che Kurama è in realtà suo padre, che egli credeva morto, il quale dietro i suoi modi
da duro nasconde tutto l'affetto che prova per il figlio. Ma l'incontro che segna per
sempre la vita di Takaya è quello con Isabella, una splendida ragazza spagnola, figlia del
più famoso torero di Spagna. L'amore tra i due giovani è osteggiato dal padre della
ragazza, e da Antonio, un pilota che vede in Takaya l'unico rivale per il cuore di Isabella.
Quando questi muore in un tragico incidente di corsa, suo fratello, Gida, incolpa Takaya
e giura che avrà la sua vendetta.

La storia / 2
E la vendetta si compie alla 24 ore di Le Mans, quando un piano architettato dal
tremendo Gida sta per causare la morte del "falco". Ma Isabella ha sentito per caso il
piano, e corre in pista ad avvertire il suo amato. Purtroppo, con il buio, il pilota la vede
troppo tardi e finisce per investirla, uccidendola sul colpo. Gida si assume tutte le colpe,
e chiede pietà in ginocchio a Takaya, che però è troppo sconvolto per potersi rendere
conto della situazione, anche quando Gida si uccide andandosi a schiantare con la
propria macchina. Distrutto dal dolore, Takaya abbandona il mondo delle corse, e giura
di non farvi più ritorno. Altre due scomparse, invece, quella dell'amico Oynata e quella
del padre, lo spingono a ritornare sulla propria decisione, quando viene a sapere che
l'ultimo desiderio di Kurama è stato vederlo su una macchina da formula uno. E a bordo
della Katori special, un bolide a sei ruote con il quale affronta il campionato, Takaya
mette dietro i migliori piloti del mondo, tra cui Mario Anderline e Jim Shunt.. Ma
nemmeno essere diventato campione del mondo basta: la prossima sfida si chiama
formula zero. Su macchine molto più simili a missili, tutte dotate di mostruose potenze e
8 ruote, Takaya deve combattere per il suo onore e per quello del proprio Paese, il
Giappone. Non si tratta più, infatti, di sconfiggere scuderie nemiche, ma battere le altre
nazioni del mondo per dimostrare la propria supremazia in una vera e propria guerra
tecnologica. E l'arma del Giappone per la battaglia si chiama, guarda
caso, Samurai. Nuove battaglie attendono Takaya, nuovi nemici, tra cui spicca il suo ex
compagno alla Katori formula uno, l'ambizioso Hans. Anche la forza di gravità è un
fattore di cui tenere conto, ma il falco dei motori Takaya, passato tra mille peripezie e
dolori, troverà in sè la forza per coronare ancora il proprio sogno, e diventare campione
del mondo, anche grazie all'avveniristico motore turbo della propria vettura, mai montato
su macchine da corsa prima. Ad attenderlo al traguardo troverà la dolce Suzuko, e
finalmente si accorgerà anche dell'amore della ragazza.

Il successo del cartone


Straordinario successo tra il pubblico maschile, che a tutte le età non può fare a meno di
andare in estasi per le macchine da corsa, è stato un cartone molto più romantico, come
tematiche, di quanto si possa pensare. Takaya è il classico eroe che supera tutte le
difficoltà, anche quelle che sembrano insormontabili, e per questo avvince il
telespettatore. Sigla mitica, mi ricordo che lo vedevo la mattina alle 7,30 prima di andare
a scuola.

Fattore anni 80: 9

ekkaman

Il cavaliere dello spazio


La storia / 1

Unire la fantascienza a immagini e temi dell'epica dei cavalieri medievali, questa fu


l'idea alla base di un cartone innovativo e avvincente come Tekkaman, la storia di un
ragazzo che per difendere i suoi ideali non esita ogni volta a subire pesanti ripercussioni
al proprio fisico, quando si trasforma nell'invincibile cavaliere cyborg con la lancia.

La Terra, a causa dell'inquinamento, sta per diventare un pianeta morto: per cercare
nuovi pianeti da colonizzare nella Galassia, il geniale dottor Hamachi ha quasi terminato
di mettere a punto un innovativo sistema di propulsione, il "salto spaziale", in grado di
far viaggiare astronavi a velocità superiori a quella della luce. L'Angelo dello spazio, una
delle prime navi spaziali dotate di questo nuovo sistema, sta effettuando un volo di
prova, quando una sconosciuta entità aliena la attacca e la distrugge. Tra le persone più
colpite dalla tragedia, il figlio del capitano dell'astronave, il giovane George
Minami. Deciso a vendicare il padre, George fugge su un altra astronave
iperspaziale, Terra azzurra, a propulsione solare, al cui interno è custodito Pegas, un
gigantesco robot senziente progettato per il combattimento nello spazio.

Ma Pegas non è solo un robot: al suo interno c'è infatti una camera di trasformazione in
grado di trasformare una persona in un guerriero cyborg potentissimo, Tekkaman. La
trasformazione, i cui effetti durano 37 minuti, avviene però a scapito di chi la prova, che
viene sottoposto a indicibile sofferenza. Ovviamente, George se ne frega bellamente,
bruciato dal desiderio di vendetta, e diventa Tekkaman. Inizia cosí la lunga corsa nello
spazio della Terra azzurra.
La storia / 2

I nemici di George e della Terra sono i Waldaster, il solito popolo alieno conquistatore e
predone, guidato dall'orrendo Dobrai, una specie di polipo gigante, per cui si sporca le
mani l'orrido Rambos, una specie di gigantesco insetto codardo, che fugge sempre dagli
scontri a bordo di assurde navicelle. Ad accompagnare George nella sua missione ci
sono Hiromi, la figlia del dottor Hamachi, e due clandestini spaziali, Andro e il
buffo Mutan, due sopravvissuti di Sanno, un pianeta distrutto dai waldaster. Inizialmente
molto diffidente dei nuovi arrivati, George dovrà ricredersi sulla loro fedeltà e coraggio,
che dimostreranno in varie circostanze. La lotta contro Waldaster è dura, ma come in
ogni cartone che rispetti, la vittoria finale arriderà agli eroi.

Forse non il cartone più di successo degli anni 80, mi è comunque sempre piaciuto,
soprattutto per la complessità del personaggio, tormentato come gli eroi "romantici",
come avrei scoperto studiando letteratura inglese al liceo. Mitica la sigla giapponese.
Con un seguito fortunatissimo, ma non da noi, "Tekkaman Blade".

Fattore anni 80: 8,5

Gundam

Peter Rei, comandante del robot


La storia / 1

Robot antropomorfi, navi spaziali, l'eterna lotta tra il Bene e il Male: l'inizio di una saga
praticamente infinita che ha avuto un successo strepitoso e che ancora oggi ha milioni di
fans in tutto il mondo, incomincia proprio agli inizi degli anni '80 con Mobile Suit
Gundam, un nuovo modo di intendere le battaglie nello spazio. Con la mitica sigla in
sottofondo, riviviamo la saga di Peter Rei e dei suoi amici..

Futuro prossimo: il sovrappopolamento della Terra ha costretto i suoi governanti a


spedire lontano nel sistema solare miliardi di persone, su gigantesche isole spaziali
autosufficienti, le colonie Side. John Zum Daikun, il reggente della colonia Side 3, ha in
mente di ribellarsi a quello che considera il giogo terrestre, e per questo dichiara guerra
al pianeta d'origine. Cambiato il nome della colonia in Principato di Jion, Daikun scatena
contro la Terra i suoi micidiali robot antropomorfi, destinati al combattimento
ravvicinato dopo che l'introduzione delle particelle Minovski, in grado di impedire
qualsiasi intercettazione radar, ha reso impossibili le battaglie a distanza. "La guerra di
un anno" provoca tre miliardi di vittime, e obbliga gli scienziati della Terra a progettare
un robot in grado di contrastare i mobile suit nemici. A bordo della Base bianca, una
gigantesca nave spaziale, il professor Tem Rei sta trasportando la sua creazione, il
Gundam RX 78, un mobile suit costruito in una nuova lega resistentissima, il Luna
titanium, equipaggiato con un potentissimo cannone laser e con un computer
semisenziente, in grado di fondersi con la mente del pilota.

Il prezioso carico dovrebbe arrivare sulla colonia Side 7 nelle mani degli esperti piloti
addestrati per l'uso del robot, ma un attacco nemico provoca una strage sulla base
spaziale terrestre. La situazione di necessità obbliga il giovane neo comandante della
Base bianca, Noah Bright, ad arruolare anche i civili di Side 7, e tra di loro il giovane
Peter, il figlio del professor Tem.

La storia / 2

Ma una nuova stirpe di guerrieri dotati di grandissimi poteri psichici, i New Type,
portano le sorti della guerra decisamente a favore di Jion. A comandarli, il giovane Char
Aznabul, detto Cometa Rossa, a bordo del potentissimo Ziong, un mobile suit destinato
solo ai piloti new type, in grado di interfacciarsi direttamente con la mente del proprio
pilota. Ma lo straordinario coraggio di Peter e dei suoi amici riesce ad equilibrare la
situazione, fino all'ultimo drammatico scontro tra i due campioni delle opposte fazioni:
Peter, scopertosi anch'esso dotato di poteri ESP, fronteggia fino alla fine Char: i due
nemici, distrutti i rispettivi robot, si sfidano in una battaglia corpo a corpo, finchè Peter
riesce ad avere la meglio. Sconfitta la ribellione di Jion, può iniziare una nuova Era di
pace per la Terra e le sue colonie.

Una sigla indimenticabile, un nuovo modo di utilizzare i robot nel corso della storia, una
trama molto diversa da quella dei robottoni classici, più vicina a una saga che a un
cartone animato. Con tantissimi "derivati": "Gundam Wing", "G Gundam" e "Gundam
Seed", che ne hanno fatto una delle serie animate di maggior successo della storia.

Fattore anni 80: 8,5

Gli altri cartoni spaziali


Capitan Harlock

Anno 2977: tutti gli osservatori astronomici della Terra sono distrutti, per impedire che
possano identificare l'arrivo dallo spazio di un evoluto popolo alieno, quello
delle Mazonanie, che hanno l'aspetto di donne bellissime, e quindi riescono a far credere
ai governanti della Terra di non essere pericolose. Un solo uomo non crede alle
extraterrestri, e in particolare alla regina Raflesia che le guida: è Harlock, un uomo
dall'oscuro passato, che va in giro nello spazio con la sua astronave, l'Alkadia, ricavata
da un vecchio veliero pirata. Harlock è l'unico a capire il pericolo delle mazoniane, ma
non viene creduto da nessuno, e anzi viene messo al bando come criminale. Ma sarà solo
grazie alla sua astronave e al coraggioso equipaggio del pirata se, infine, la Terra si
salverà dalla minaccia delle aliene, con Harlock che sconfigge in un memorabile duello
di spada la regina Raflesia, e poi torna in tempo sulla Terra per distruggere le ultime
mazoniane che si erano nascoste sul nostro pianeta. La sigla più indimenticabile degli
anni '80, per un altro cartone imprescindibile.

Fattore anni 80: 9,5

Galaxy express 999

La bella e misteriosa Maetel viene inviata sulla Terra dal lontano pianeta Promexium
con la missione di selezionare un ragazzo dal cuore puro, che dovrà portare con sè per
farlo diventare un guerriero dal cuore meccanico, al servizio della regina del
pianeta. Tetsuro, il prescelto, segue Maetel a bordo della sua particolare astronave, un
vecchio treno a vapore dell'800, in grado di viaggiare però nello spazio, su misteriosi e
invisibili binari. Insieme vivranno decine di storie al limite del sogno, incontrando strani
personaggi (tra cui lo stranissimo capotreno) e situazioni, con il ragazzino che maturerà
e l'algida donna extraterrestre che comincerà a considerarlo come un figlio, accettando
infine anche la sua decisione di non diventare un robot senz'anima, per vivere la sua vita
di uomo. Uno dei più strani, poetici cartoni degli anni '80, in cui il vero protagonista è il
viaggio del ragazzo verso la maturità.

Fattore anni 80: 8

Star blazers

Anno 2199: la Terra, guarda che novità, sta per essere distrutta, stavolta da bombe
radioattive sganciate dagli alieni del pianeta Gamilon, che hanno reso l'atmosfera
irrespirabile, e costretto miliardi di terrestri a nascondersi sottoterra. Un messaggio di
speranza giunge però dal lontano pianeta Iscandar, la cui regina Starsha possiede il
"DNA del Cosmo", una sostanza in grado di curare la malattia della Terra avvelenata. E
per consentire ai terrestri di compiere il viaggetto di 148.000 anni luce che li separa da
Iscandar, Starsha fornisce anche i piani per la realizzazione di un rivoluzionario sistema
di propulsione, il motore ad onde, che consente di viaggiare a velocità superiori a quella
della luce. Ma tutte le astronavi terrestri sono state distrutte dai Gamilon, tranne una di
cui gli alieni non conoscevano l'esistenza: l'Argo, costruita sullo scheletro della vecchia
portaerei giapponese Yamato. Guidata dal vecchio capitano Avatar, la Yamato parte per
il suo lungo viaggio, con a bordo i cadetti Derek Wildstar e Mark Venture, l'affascinante
Nova e il fastidioso robot IQ-9, più altri coraggiosi membri dell'equipaggio. In poco più
di 300 giorni (e ogni episodio si apre con il conto alla rovescia sui giorni che mancano al
fatidico zero), dovranno solcare lo spazio infinito per giungere a Iscandar e tornare
indietro in tempo per salvare la Terra.

Fattore anni 80: 8

Gatchaman

In ben 3 serie tv, la Squadra G, Ken l'Aquila, Joe il Condor, Pretty Jane il Cigno, Jimpei
la Rondine e Ryu il Gufo, difendono la Terra dai tremendi invasori alieni, i galactors,
guidati dal Generalissimo Z. A bordo dell'astronave God Phoenix, si scagliano contro le
orde aliene, assistiti dall'odioso robot stile "Guerre Stellari" Seven Zark Seven. Con il
susseguirsi delle storie, l'astronave verrà distrutta, per essere sostituita da una molto più
evoluta, la Gatch-Sparta, che si compone con l'agganciamento delle 5 navicelle in
dotazione ai membri della squadra G. La versione originale non contemplava la presenza
del robot ed era più violenta di quella che ci fu presentata su canale 5, con la mitica sigla
di Augusto Martelli.

Fattore anni 80: 7,5

Capitan Futuro

Il giovane Curtis Newton ha perso i genitori, uccisi da un pirata spaziale, ed è cresciuto


con Grag, un robot di 2 metri dalla forza spaventosa, progettato da suo padre, e Otto,
androide con la pelle di plastica in grado di trasformarsi in qualsiasi persona, anche lui
costruito dal professor Newton. Diventato adulto, Curtis diventa Capitan Futuro,
paladino del Bene, e con Otto e Grag, e grazie anche all'eccezionale tuta che lo protegge
da qualsiasi temperatura e che gli permette anche di teletrasportarsi, inizia la sua lotta
contro i soprusi. A bordo dell'astronave Comet, aiutato anche dalla bella Joan, Futuro è
assistito inoltre da Simon, un robot volante in cui è stato impiantato il cervello del
professor Newton, che dispensa consigli all'equipaggio.

Fattore anni 80: 7,5

Gli altri cartoni di robot


Daitarn III

21° secolo: il professor Haran Sozo, uno scienziato terrestre trasferitosi su Marte,
costruisce un nuovo tipo di cyborg con volontà propria, chiamato Meganoide. Purtroppo,
i nuovi robot sfuggono al controllo del loro creatore ed occupano Marte, uccidendo lo
stesso dottor Sozo, sua moglie e il loro figlio maggiore Ded. I Meganoidi si preparano
quindi a trasformare in schiavi-robot tutti gli abitanti della Terra, ed estendere il dominio
del loro impero sull'intero universo. Ma il figlio minore del dottor Sozo, Banjo, riesce a
fuggire da Marte a bordo di cinque razzi spaziali su cui viene caricato anche Daitarn 3,
un potente robot trasformabile costruito da suo padre. Giunto sulla Terra, il ragazzo,
aiutato dall'imperturbabile maggiordomo Garrison, dalle due scatenate
bellezze Beauty e Reika e dal piccolo Toppy, si insedia in una splendida villa in riva al
mare, che trasforma in base per la sua guerra di difesa della Terra dagli odiati meganoidi.
Utilizzando la forza dell'energia solare, che accumula nel disco rosso che ha sulla fronte
e poi rilascia nell'attacco solare, Banjo avrà infine ragione dei nemici, in uno dei più
divertenti cartoni degli anni '80, al cui successo contribuí anche la mitica sigla.

Fattore anni 80: 9


Astrorobot

La Terra è invasa dagli Atlantidi, discendenti dell'antico popolo dei Moguru, risvegliatisi
dopo un sonno millenario. Il dottor Uri, capo dell'Organizzazione per la Difesa del
Mondo, affida quattro straordinari robot a quattro ragazzi dotati del magico fluido Y:
Ylly, Yanosh, Yinta e Yoshida. Ai comandi dei 4 super robot Tempesta
Spaziale, Terremoto Stellare, Sfondamento Galattico e Turbine Solare, i "4 moschettieri
degli immensi cieli", come diceva la mitica sigla, combattono gli Atlantidi e i loro mostri
robot. Unendosi in formazione di battaglia nella girandola Y magnetica, moltiplicano le
loro forze, e utilizzando l'astro raggio, otterranno l'inevitabile vittoria finale sugli alieni.

Fattore anni 80: 8

Daltanious

Giappone, 1995. Il popolo alieno degli Akron attacca la Terra, provocando morte e
distruzione in tutto il pianeta; le città vengono rase al suolo, la gente costretta a vivere in
fatiscenti baraccopoli. Durante una fuga tra i boschi, alcuni ragazzini trovano rifugio in
una caverna sotterranea, che scoprono essere l'ingresso di una e vera e propria base
spaziale comandata dal dottor Earl, uno scienziato del pianeta Helios, fuggito sulla Terra
dopo la conquista del suo pianeta da parte degli Akron. Il professore affida a due dei
ragazzi, Dani e Kento, l'astronave Gumper e il robot Antares, che sono in grado di unirsi
al leone meccanico Beralios per formare il potente robot Daltanious. Beralios, disperso
durante l'atterraggio di Earl sulla Terra, viene richiamato improvvisamente da Kento
quando, attaccato dai malvagi Akron, il ragazzo sprigiona una potente croce di luce. Il
potere del protagonista fà si che il vecchio professore riconosca in lui il figlio di Harlin,
discendente dell'antica dinastia Helios sparito all'età di tre anni. La potenza di Daltanious
sconfiggerà infine gli Akron, e il ritrovato padre di Kento, Harlin, potrà ricostruire infine
la sua civiltà.

Fattore anni 80: 8

Getter robot

Il professor Saotomè scopre una nuova fonte energetica, i Raggi Getta, provenienti dallo
spazio. Per poter esplorare il cosmo crea allora il Getter Robot, un potente automa che
nasce dall'unione di tre navette. Giusto in tempo per combattere il ritorno del
malefico Impero dei Dinosauri, un regno sotterraneo di rettili che per millenni si è
ritirato in letargo e che ora reclama di diritto la superfice. Il Getter Robot viene allora
convertito in tre robot da combattimento e affidato a tre valorosi giovani: Ryo, Hayato e
Musashi. I tre robot Getter dovranno difendere la Terra dalla minaccia dell'antico popolo
dei dinosauri, e poi dall'ancora più tremendo popolo di demoni, gli Oni, risvegliatosi da
un sonno millenario per spazzare via i rettili e prenderne il posto come nemici dei
terrestri per la supremazia del pianeta.

Fattore anni 80: 7,5


Trider G7

Alla morte del padre, il giovane Watta Takeo ne eredita la compagnia di trasporti
spaziali, la "Takeo general company", diventandone il presidente mentre ancora
frequenta le scuole medie. Affiancato dai dipendenti della Takeo general, il ragazzo
prende sulle spalle l'onere della conduzione della ditta, diventando il pilota del Trider
G7, un potente robot costruito per effettuare trasporti spaziali. Ben presto però, Trider
G7 diventerà l'unico baluardo a difesa della Terra contro le mire di conquista di una
bizzarra società-impero spaziale, guidata dal malvagio Lord Zakuron. Tra vicende
umoristiche scolastico-casalinghe (Watta deve chiedere il permesso ai professori per
andare a combattere..) e battaglie fantascientifiche, si snodano le vicende del divertente
cartone animato, molto meno drammatico nei toni rispetto alle altre serie robotiche.

Fattore anni 80: 7,5

Astroganga

Un cartone e un robot davvero particolare: Astroganga non è il solito automa che agisce
ai comandi del suo pilota, ma un essere senziente che parla, pensa, soffre quando viene
colpito in battaglia. Charlie, il ragazzino che in qualche modo lo comanda, entra nel
robot attraverso un raggio traente, che lo ingloba all'interno di Ganga, e a volte rimane
sulla spalla del suo gigantesco amico, che non ha armi particolari, ma colpisce i nemici
con calci e pugni. In lotta contro i Blaster, orrida specie di invasori extraterrestri, i due
riusciranno infine ad averne ragione, anche se a costo della vita di Astroganga, che si
sacrifica per il bene della Terra.

Fattore anni 80: 7,5

Mazinga Z

Quando udrai un fragor a 1.000 decibel

Il predecessore (e non, come si potrebbe pensare da noi, il "nipote") del Grande


Mazinga, questo robot ha avuto grande successo nel nostro Paese, a cominciare dalla
sigla, ma soprattutto per il fatto che arrivó in un periodo in cui qualsiasi cosa che
sparasse pugni atomici e raggi gamma era ormai destinata al successo. Caratterizzato
dalla simpatia dei protagonisti e anche del robot, che non sembrava mai veramente
troppo "serio" (dico, ma dove si é mai visto un robot guidato da un aliante slittante?), é
stato trasmesso per soli 51 degli originali 92 episodi, per cui solo grazie agli OAV
abbiamo saputo quello che é successo nelle puntate finali della serie, in cui si realizza la
congiunzione con la serie del Grande Mazinga.

La storia / 1
Due scienziati, il dottor Juzo Kabuto e il dottor Inferno, durante una spedizione
archeologica presso l'isola di Rodi ritrovano manufatti meccanici appartenuti ad
un'antica civiltà, e anche una sconosciuta nuova forma di energia, ribattezzata Japanium,
da cui Kabuto ricava una super lega indistruttibile, la lega Z, con cui costruisce un robot
meccanico destinato a difendere la Terra da qualsiasi nemico, Mazinga Z. Il Dottor
Inferno, invece, vuole sfruttare la nuova energia per riportare in vita le creature rinvenute
e per creare il suo personale esercito di robot con cui conquistare il mondo: invia quindi i
suoi fedeli soldati, le maschere di ferro, ad assassinare il professore. Prima di morire,
però, il dottor Kabuto riesce ad affidare al nipote Ryo (o Koji che dir si voglia..), accorso
purtroppo troppo tardi in suo aiuto, il potente robot combattente. Il giovane porta il robot
presso l'Istituto per la ricerca dell'energia fotoatomica, un laboratorio di ricerche guidato
dal professor Yumi, un collega ed allievo del nonno morto. Coraggioso e impulsivo,
Koji impara piano piano a padroneggiare il robot, in cui entra con un curioso veicolo
volante, l'aliante slittante: una volta nel robot, cominciano le battaglie contro i mostri
meccanici di Inferno: armi principali di Mazinga Z sono i raggi fotonici e i pugni
atomici, oltre al raggio termico e al raggio ciclonico, poi nominato tifone infernale in
Mazinger. Anche Mazinga Z dovrebbe avere un'aiutante al femminile, Afrodite A,
guidata dalla figlia del professor Yumi, Sayaka.. dovrebbe, perché anche in questo caso
la forza del robot femminile é davvero nulla.. Andata completamente distrutta, Afrodite
verrà ricostruita e potenziata, cambiando nome in Diana A. La cosa davvero divertente
nel "rapporto" tra Mazinga e Afrodite, é che questa prova dei sentimenti umani di amore
nei confronti del robot, fino ad arrivare a scenate di gelosia quando lui la "tradisce" con
Minerva X, robot costruito dal dottor Inferno per distrarre Mazinga..

La storia / 2
Il dottor Inferno é ovviamente il nemico principale della serie: il suo genio folle lo porta
a costruire i robot meccanici che di volta in volta attaccano Mazinga. Troverá la morte
nella penultima puntata, per poi ritornare all'interno di un mostro di Mikene sotto il
nome di grande Maresciallo delle Tenebre. Suoi luogotenenti sono uno strano essere
ermafrodita da lui creato unendo due mezze mummie, una maschile e una femminile,
il barone Ashura, e il conte Blocken, folle ufficiale nazista di cui si era salvata solo la
testa, su cui Inferno ha impiantato un corpo da cyborg. Nella seconda parte della serie la
lotta contro Inferno infuria, con Koji e il suo robot che sono più volte vicini alla
sconfitta, ma con grande forza di volontà il ragazzo supera anche gli ultimi attacchi dello
scienziato pazzo e lo uccide. Ma proprio mentre i nostri eroi stanno celebrando il trionfo,
arriva un nuovo potentissimo nemico: é l'impero di Mikene, che con i suoi potentissimi
mostri guerrieri riduce subito a malpartito Mazinga Z.

La fine sembra vicina: Mazinga Z é ormai in pezzi e a Koji passa davanti tutta la sua
vita, gli amici e coloro che hanno combattuto al suo fianco: ma proprio quando tutto
sembra perduto, ecco arrivare un nuovo misterioso robot. Ovviamente é il grande
Mazinga, inviato dal dottor Kabuto a salvare suo figlio e i suoi amici: il suo intervento
spazza via i mostri di Mikene e dà inizio alla nuova saga.

Il successo del cartone


Serie non proprio entusiasmante se paragonata alle tre classiche di Go Nagai, ma
comunque divertente ed emozionante abbastanza per noi ragazzini dell'epoca: come
detto, arrivò in un periodo in cui era inevitabile avesse grande successo. E pensare che ci
fecero vedere solo la metà degli episodi..

Fattore anni 80: 9

Il grande Mazinga

Ha la mente di Tetsuya
Il mio robot preferito, già dalla mitica sigla, e poi per la "qualità" dei nemici,
sicuramente superiore a quella dei cattivi di Goldrake e Jeeg, e ancora per la mitica
spada diabolica che affettava i nemici, per il tuono diabolico, per la simpatia di Boss
robot, e.. e poi basta, era il mio preferito, chiuso il discorso.

La storia / 1
Il Dr. Kenzo Kabuto, salvato dalla morte grazie alla sua trasformazione in un cyborg,
rielabora e potenzia Mazinga Z, creando il Grande Mazinga, robot che dovrà difendere la
Terra dal prossimo attacco del terribile impero di Mikene, un popolo di esseri per metà
organici e per metà meccanici, scacciato dalla sua terra di origine e stabilitosi nel
sottosuolo. Kabuto progetta anche "La fortezza delle scienze", la base volante da cui far
partire il Grande Mazinga.

Kabuto é il padre di Koji, pilota di Mazinga Z, e del piccolo Shiro, ma per pilota del
Grande Mazinga sceglie il giovane Tetsuya Tsurugi, un ragazzo orfano che adotta e
sottopone fin da piccolo a durissimi allenamenti per farne il pilota del robot. Coraggioso
quanto egocentrico, Tetsuya pilota la navicella chiamata Brain Condor, che si incastra
nella testa del Grande Mazinga permettendo al giovane di prenderne il comando. Per
aiutare Mazinga, Kabuto costruisce anche Venus Alfa, robot dall'aspetto femminile che
affida alla giovane Jun Hono: in realtà, Venus finisce spesso per intralciare l'azione di
Tetsuya, quasi sempre distrutta dai robot di Mikene. Altro aiutante molto pasticcione
dell'eroe é Boss Robot, astruso ammasso di parti meccaniche creato da Boss, il bullo
locale innamorato follemente di Jun e per questo in perenne atteggiamento di rivalità con
Tetsuya. Distrutto durante tutte le battaglie contro i mostri guerrieri di Mikene, molte
volte si rivelerà fondamentale per permettere a Tetsuya di conquistare la vittoria.

I nemici di Mazinga sono gli appartenenti a una razza che ha cambiato i propri corpi in
quelli di giganteschi automi con una seconda testa, solitamente incastonata nel torace.
L'esercito di Mikene viene guidato dall'Imperatore delle Tenebre, e in modo più
operativo dal Generale Nero, che ha sotto di sé sette generali (ognuno dei quali
rappresenta un mondo animale), più il ministro Argos, capo dei servizi segreti, il duca
Gorgon e la marchesa Yanus.

La storia / 2

Uno volta che Tetsuya si aggancia con il Brian condor nella testa del robot, la potenza
distruttrice di Mazinga si scatena contro i mostri di Mikene: si inizia con il classico
doppio fulmine, con cui Mazinga convoglia la forza dei fulmini sulle corna-antenne, per
poi scaricarli con il dito, si prosegue con il raggio gamma e il grande boomerang, si
termina con la mitica spada diabolica, l'arma definitiva per infliggere l'ultimo colpo ai
mostri extraterrestri. E le battaglie che Tetsuya e Mazinga devono affrontare sono
davvero molte e impegnative, soprattutto quando scendono in campo i generali
dell'Armata delle tenebre, che mostrando grande spirito di sacrificio, si lanciano contro il
campione della Terra. Uno dopo l'altro, cadono sotto i colpi del grande robot i generali
Yuli Caesar, Rigarn, Birdler, e poi Angoras e Drayato, e Scarabeth e Ardias.. Ma le
battaglie continuano ad infuriare, il generale Nero cala nel campo di battaglia i suoi
luogotenenti, e il Grande Mazinga va in difficoltà. Solo l'intervento di Koji Kabuto con
Mazinga Z riesce a riportare lo scontro in parità.. Sotto l'attacco combinato dei due
robot, cadono il braccio destro del generale Nero, Argos, e i suoi due vicecomandanti, il
duca Gorgon e la marchesa Yanus. Nelle ultime, drammatiche puntate, Tetsuya uccide il
generale Nero, il cui posto peró viene subito preso dal Maresciallo delle tenebre, al cui
interno si trova il dottor Inferno, il mortale nemico di Mazinga Z. La battaglia infuria, il
nemico si scaglia sulla fortezza delle scienze con la sua base volante, Demonica, mentre
Tetsuya rimane gravemente ferito. Solo un'azione suicida del dottor Kabuto, che si
scaglia con la parte volante della fortezza delle scienze sul nemico, dà tempo agli eroi
per riorganizzarsi. E solo l'intervento di tutti i robot, dai due Mazinga alle loro
controparti femminili, Venus e Afrodite A, fino al pasticcione Boss, che con coraggio si
scagliano sul nemico, fà si che la vittoria finale arrida ai terrestri.

Il successo del cartone


I migliori nemici delle serie robotiche, personaggi molto azzeccati e le solite super armi
fanno di questo cartone, a mio modesto parere, la migliore serie a cartoni dei mitici anni
'80, perlomeno in ambito super robot. Non so quante volte l'avrò vista, ma ogni volta era
sempre emozionante. Indimenticabile.

Fattore anni 80: 10

Jeeg robot d'acciaio

Il robot magnetico
Uno dei più amati cartoni animati degli anni '80, per il suo arsenale di armi e gadget
elettronici, ma grazie anche alla grande "umanità" dei personaggi, sempre molto eroici
nel loro comportamento. Una sigla mitica, ancora oggi un successo, perlomeno sulle
suonerie dei cellulari, completavano il quadro, rendendo Jeeg una delle cose davvero
indimenticabili del mitico decennio.

La storia
Durante uno scavo archeologico, il Professor Shiba trova una campana di bronzo
appartenente ad un'antica civiltà scomparsa molto tempo prima. Sulla campana vi sono
antichissime incisioni che la fanno risalire a una civiltà del passato, tanto avanzata
tecnologicamente quanto malvagia, che si sarebbe presto risvegliata dal letargo
millenario nel quale si trovava. Proprio in quel periodo il neonato figlio di
Shiba, Hiroshi, viene coinvolto in un'esplosione che lo riduce in fin di vita. Il professore
allora decide di tentare un esperimento: sfruttando le potenzialità della campana di
bronzo di agire come sorgente elettromagnetica, miniaturizza il manufatto e lo nasconde
nel petto del figlio. Ciò permetterà a Hiroshi di avere in futuro poteri fuori dal comune.
25 anni dopo la scoperta, le profezie della campana diventano realtà: il malvagio popolo
Aniba si risveglia dal lungo sonno, e la perfida regina Himika, al comando di un
numerosissimo esercito di soldati, rivendica la sua sovranità sul territorio giapponese e si
dichiara disposta a tutto pur di riavere ciò che considera suo. Per poter regnare
incontrastata, però, Himika deve recuperare la preziosa campana di bronzo che
custodisce un preziosissimo segreto, e che ora si trova nelle mani del professor Shiba. I
fedeli di Himika, bloccato il professore, cercano di estorcergli i segreti della campana,
ma durante la colluttazione lo uccidono facendolo cadere da un burrone. Miwa,
l'assistente di Shiba, lo trova morente sul burrone e lo riporta dal figlio Hiroshi, giusto in
tempo per consegnargli un paio di guanti e un ciondolo, l'occorrente per trasformarsi
in Jeeg, il robot d'acciaio, l'unica valida difesa terrestre contro la minaccia dell'impero
Yamatai. Il professore, che ha trasferito la propria coscienza in un elaboratore elettronico
della Base Antiatomica, la sede dei suoi esperimenti, spiega al figlio il suo destino e gli
rivela la sua abilità speciale che gli consente di trasformarsi nella testa di Jeeg, un
potente robot. Essendo un robot magnetico, Jeeg ha peculiare capacità di trasformarsi in
un robot sempre diverso: la base è la testa, nella quale si trasforma Hiroshi dopo aver
congiunto i pugni. Poi interviene il Big Shooter, pilotato da Miwa, che al grido di
Hiroshi: "Miwa, lanciami i componenti!", decolla dalla base per lanciare i componenti
elettromagnetici che formeranno il corpo del robot. Poi Jeeg ha la possibilità di inserire
nuovi moduli di potenziamento, con cui può volare, immergersi in mare, penetrare nel
sottosuolo. Fino ad arrivare al potentissimo bazooka spaziale e ad Antares, il cavallo
meccanico che lo fà diventare un invincibile cavaliere spaziale. Ma niente può essere
paragonato al mitico raggio protonico, l'arma definitiva con la quale Hiroshi distrugge i
mostri di Himika per riportare la pace sulla Terra. Dopo aver imparato a padroneggiare
la forza del robot, Hiroshi inizia una lunga guerra contro il popolo Aniba.

Dopo moltissimi scontri Himika riesce ad impossessarsi del segreto della campana, ma
per ironia della sorte, quel segreto sarà fatale alla sanguinaria regina. Il Grande
Imperatore del Drago, evocato grazie alla campana, uccide infatti Himika e sottomette
con la forza il suo popolo, partendo alla conquista della Terra. Il suo più fedele generale
è Flora, una donna di origine terrestre che dopo essersi più volte scontrata con Hiroshi,
arriverà ad innamorarsi di lui e lo aiuterà, pagando però con la vita. Alla fine, dopo una
dura battaglia nella quale Hiroshi sta per soccombere, il professor Shiba sacrifica la sua
esistenza elettronica contro l'astronave di Himika, mentre il Grande Imperatore dopo un
estenuante corpo a corpo con Jeeg viene ucciso grazie ai potenti missili perforanti del
robot d'acciaio. Grazie al robot magnetico, la Terra si avvia verso un periodo di pace.

Il successo del cartone


Seconda serie di robot arrivata in Italia dopo Goldrake, segnò la definitiva affermazione
di questo genere, grazie alla storia intrigante, al carattere "romantico" del protagonista
Hiroshi, alle particolari modalità di trasformazione del robot, e alla mitica sigla. Ma per
il successo della serie non va dimenticato anche il ruolo di Mechadon, un simpatico
ammasso di ferraglia che fà sempre una brutta fine, ma che ogni volta rinasce, sempre
diverso.

Fattore anni 80: 10

Goldrake - Atlas ufo robot

Si trasforma in un razzo missile

Il mito assoluto dei cartoni anni '80, la pietra di paragone per tutte le serie dei robottoni
che hanno imperversato sui teleschermi della nostra infanzia: Ufo Robot Grendizer,
questo il suo vero nome, arrivò in italia sul finire degli anni '70, e cambiò per sempre i
nostri pomeriggi, con la sua alabarda spaziale e magli perforanti, e con il tormentato
protagonista, Actarus, che divenne un mito di tutti noi bambini degli anni '80..

La storia / 1
La stella Fleed, un pacifico pianeta di una costellazione lontana lontana (;) viene invasa
dalle forze di conquista del malvagio re Vega: tutti gli abitanti della stella sono
sterminati, le città bruciate e devastate. Si salva per miracolo solo il principe ereditario
del pianeta, Duke Fleed. Fuggito da Fleed a bordo del Grendizer, un gigantesco robot di
quasi 300 tonnellate alto 30 metri, Duke viaggia nella galassia fino ad arrivare, guarda
un po' il caso, sulla Terra. Ferito, viene soccorso e curato dal dr. Procton, un eminente
scienziato che lo adotta come figlio, dandogli il nome di Daisuke Umon. Assunto come
ranchero nella fattoria del simpatico ufologo Rigel, Actarus si ambienta alla vita terrestre
e si ristabilisce quasi completamente dalle gravi ferite riportate durante l'invasione.
Giusto in tempo, perchè Vega ha deciso di rivolgere le sue attenzioni alla Terra, e si sta
preparando alla sua invasione. Procton cerca di aiutare Actarus in tutti i modi,
costruendo una base segreta dove custodire il robot, e chiamando dal Giappone il figlio
di un professore suo amico, Kenzo Kabuto. Infatti, il nuovo arrivato, Alcor, in realtà si
chiama Koji ed è il figlio del professor Kabuto.. Koji Kabuto.. capito? La tv italiana ci
ha spacciato per Alcor quello che in realtà era il pilota di Mazinga Z! Mah.. Comunque,
con l'aiuto del coraggioso Alcor, della figlia di Rigel, Venusia, e anche di una
sgangherata banda di ragazzi locali, che hanno costruito l'assurdo Boss Robot, inizia la
battaglia per la difesa della Terra di Actarus e Goldrake.

La storia / 2
"Trasformandosi in un razzo missile", Actarus diventa la mente pensante del robot
stellare: Goldrake può volare inglobato nel suo disco volante, ma mostra tutta la sua
potenza una volta che esce dal disco, e combatte con le mitiche armi, dal raggio
antigravità all'alabarda spaziale, dai boomerang elettronici, al doppio maglio
perforante.. E le armi di Goldrake sono l'unico modo per fronteggiare i tremendi mostri
di Vega, l'imperatore del male, le cui armate sono guidate da loschi figuri come
Hydargos e Zuryl, e Gandal, strano personaggio nel quale convivono sia la parte
maschile che femminile del luogotenente di Vega, come nel barone Ashura di Mazinga
Z. Con il passare del tempo, Actarus riceverà anche l'aiuto dei suoi amici terrestri, e
della sorella Maria, salvatasi a insaputa del fratello nel giorno della fine di Fleed e anche
lei arrivata sulla Terra. Maria, di cui si invaghisce Alcor, sarà il pilota della trivella
spaziale, modulo aggiuntivo che consente a Goldrake di combattere nel sottosuolo,
mentre la figlia di Rigel, Venusia (che ha una cotta per Actarus), si occuperà di pilotare
il delfino spaziale, con cui il robot può lottare sottacqua. Il super modulo Goldrake 2,
infine, pilotato da Alcor, consentirà al robot di volare quando esce dal suo disco volante,
per sconfiggere i nemici anche in aria. La lotta contro i mostri di Vega sarà lunga e
cruenta, ma si concluderà con l'inevitabile trionfo finale di Goldrake. E qui interviene un
finale piuttosto scarso, con Actarus e Maria che tornano su Fleed per riportarvi la vita,
lasciando i loro amici terrestri come ladri di notte..

Il successo del cartone


Nessun altro personaggio, programma televisivo, ricordo potrà mai avvicinare la
completezza di essere cosí anni '80 come questo cartone animato, che rappresenta,
almeno per i maschi dell'epoca, un feticcio intoccabile. Il mix di avventura,
drammaticità, sentimento di questa serie animata rimane inarrivabile, e ancora oggi
quando qualcuno mette in una frase "Si trasforma..", mi viene automatico "in un razzo
missile!".

Fattore anni 80: 10


Gli altri cartoni di sport
Rocky Joe

Scappato dall'orfanatrofio, il giovane Joe girovaga per la città di Tokyo, fino ad arrivare
nei pressi di una malfamata palestra di boxe, diretta dal vecchio ubriacone Danbei. Prima
ancora che l'allenatore possa provare le qualità di Joe, questi si mette nei guai, cercando
di truffare Yohko, una giovane benefattrice dei bassifondi in cui si trova la palestra.
Arrestato, finisce in riformatorio e poi in prigione, dove con la sua boriosa irruenza si
mette più volte in mezzo ai guai, fino ad arrivare a dar fastidio a Tohru Rikiishi, ex
pugile professionista caduto in disgrazia. Fra i due sono subito scintille, ma Joe finisce
sempre battuto dall'esperienza del rivale: uscito di prigione, si rivolge a Danbei per
imparare "le basi", e inizia una promettente carriera di pugile, aiutato anche da Yohko,
che l'ha perdonato. Arriverà, inevitabile, lo scontro con Toro Riki, dimagrito pur di
rientrare nella classe di peso di Joe. Al termine di un match drammatico, in cui Rocky
Joe mostra il suo nuovo colpo, il "gancio di incontro", la potenza di Riki ha il
sopravvento, e Joe perde l'incontro per k.o. Ma quando si reca a stringere la mano al
rivale, questi gli crolla addosso, esanime. Toro Riki, la ragione principale per cui Joe
combatte, è morto. Solo dopo molto tempo, Joe riuscirà a tornare sul ring, e grazie
all'amicizia del pugile sudamericano Carlos Rivera a superare anche la paura di colpire
al volto l'avversario. Ma il destino di Joe è segnato: le botte prese hanno fatto insorgere
nel giovane campione una grave forma di encefalopatia, e lo scontro finale con il
campione del mondo Mendoza causerà la sua morte, con l'eroe della serie che rimane
seduto sullo sgabello dopo l'ultimo gong, mentre una luce lo avvolge.. Bellissimo
cartone su uno degli sport più crudeli, descritto con dovizia di particolari e poesia. Si
tifava da matti per Joe, e la sua fine tragica rimase nei cuori di noi ragazzi.

Fattore anni 80: 9

Arrivano i superboys

Shingo Tamai è il classico lavativo attaccabrighe, il peggior elemento del liceo Shinsei.
L'arrivo alla scuola del nuovo professore di ginnastica, il campione di calcio Tempei
Matsuki, che vorrebbe insegnare a tutti il calcio, fà scattare in Shingo la molla della
competizione: piuttosto che piegarsi all'allenatore, crea una propria squadra, piena di
rozzi attaccabrighe come lui. Ma il talento del ragazzo è innegabile, e alla fine Matsuki
capisce che gli farebbe comodo in squadra. Attraverso varie partite con le altre squadre
liceali, la squadra di Shingo diventa sempre più forte, mentre vengono affrontati
stranissimi personaggi, come Misugi, attaccante che ha un tiro talmente forte da spezzare
le canne di bambù, o Kamioga Go, portiere mezzo matto che si allena bendato per parare
i tiri solo sentendone il sibilo. Anche Shingo inserisce nel repertorio tiri impossibili,
come quello che effettua schiacciando la palla, che poi si impenna per metri in aria e
ricade a terra in un turbine di polvere, o quello che fà imbizzarrire il pallone contro la
traversa, come l'uovo che viene sbattutto sul bordo della terrina, come ha visto fare da
suo padre cuoco. Nonostante subisca batoste mica da ridere, alla fine il liceo di Shingo si
laurea campione nazionale, e l'inevitabile finale vede tutti i pazzoidi della serie uniti
nella nazionale giapponese giovanile che deve affrontare il mitico Brasile. Sigla
indimenticabile per il primo cartone sportivo degli anni '80, che arrivò in Italia nell'anno
di grazia 1982.

Fattore anni 80: 9

L'uomo tigre

Naoto Date, timido giornalista giapponese, è in realtà l'uomo tigre, violento lottatore di
catch della scuola denominata tana delle tigri, che ha come scopo quello di diventare la
padrona assoluta degli sport marziali giapponesi, eliminando anche fisicamente chi gli si
presenti davanti come nemico. Allenato a diventare un killer in maschera, Naoto si
ribella alla dittatura di tana delle tigri, quando i bambini dell'orfanatrofio da cui lui
stesso è uscito e che sua sorella dirige gli dicono di odiare quel lottatore in maschera che
combatte con tanta violenza. Naoto comincia quindi a lottare contro i suoi ex compagni,
promettendo che mai userà colpi sporchi o violenza gratuita per sconfiggere i suoi
avversari. Vengono sconfitti dalla sua tecnica tutti i migliori lottatori di tana delle tigri,
da Pitone nero a Mummia egiziana e Grande zebra, da Pantera nera a Tigre nera e
Maschera universo, fino all'incontro finale con Mistero nero, il gran capo di tana delle
tigri: al termine di un match drammatico, in cui Mistero nero gli strappa anche la
maschera, rivelando a tutti la sua identità, Naoto ottiene anche più di quanto sperava,
quando il suo ex grande capo rimane schiacciato dal crollo delle luci sopra il ring.
Scosso dall'episodio e avendo ormai ottenuto la vittoria finale, Naoto abbandona la sua
identità di vendicatore mascherato. Violentissimo cartone pieno di sangue sul mondo del
catch, che di conseguenza ottenne uno straordinario successo tra noi maschietti che il
sabato pomeriggio ci esaltavamo con le evoluzioni del lottatore che ispirò la serie, il
mitico Tiger mask. Con un seguito, con disegni molto più curati ma minore pathos
dell'originale.

Fattore anni 80: 9

Mila e Shiro

Mila Azuki è una giovane esuberante con un caratterino tutto pepe, arrivata in città con il
padre, un fotografo sportivo, e il fratellino, per frequentare il liceo e iscriversi al club di
pallavolo della scuola. Subito in competizione con Nami Ayase, il capitano della squadra
che non vede di buon occhio la nuova arrivata, riesce piano piano a diventarne amica, e
nonostante i rapporti tesi con l'allenatore, il perfido Daemon, a portare il suo liceo al
titolo nazionale. Dopo la scuola, Mila entra nel prestigioso club delle Seven Fighters,
mentre Nami e Daemon vanno alle Unicorn: tutti troveranno sulla propria strada Kaori
Takigawa, la migliore atleta giovanile giapponese, e le sue Sunlight Players. Mentre
infuriano le partite del campionato nazionale, si animano anche le lotte di corridoio per
la conquista della federazione giapponese di pallavolo (più che "Mila e Shiro 2 cuori
nella pallavolo", si sarebbe dovuto chiamare " Mila e le lotte di potere nella federazione
giapponese di pallavolo"..), di cui le atlete sono involontarie pedine. Mila, che vorrebbe
giocare in nazionale, finisce accantonata a favore di atlete meno valide, come Tulia, una
lungagnona, e Yugina, una cicciona. Ma grazie anche ai consigli della signorina Tajima,
che poi si scopre che proprio signorina non è, visto che è la madre di Mila, e agli
allenamenti a cui la sottopone mister Mitamura, la rossa protagonista saprà riprendersi il
posto che le spetta, e con la sua famosa battuta al salto, preceduta dal mantra "Attack!!"
guiderà la nazionale verso le Olimpiadi di Seul. Più che un cartone sportivo, una specie
di Dynasty della rete, ma sicuramente il numero uno nel cuore delle ragazzine dell'epoca.

Fattore anni 80: 8,5

Jenny la tennista

Hiromi Oka (Jenny, da noi) è una giovane tennista piena di entusiasmo, appena
trasferitasi a Yokohama, dove inizia a frequentare il circolo di tennis della scuola. La
regina del circolo è Reika, detta "madame butterfly" perchè bella e capricciosa come una
farfalla: di famiglia ricca, pensa che tutto le sia dovuto di diritto, e non sopporta Jenny,
in cui ha riconosciuto una potenziale avversaria. L'arrivo di Jin Munakata (Jeremy), ex
campione nazionale nel ruolo di nuovo allenatore del club di tennis, rompe gli equilibri
del circolo: Jeremy intravede infatti in Jenny le caratteristiche della campionessa, e
incomincia ad allenarla in modo praticamente esclusivo, anche a scapito della
campionessa "anziana". Jenny arriva molto spesso a considerare l'idea dell'abbandono,
spossata fisicamente dai duri allenamenti e stressata dalla tensione creatisi con Reika.
Ma l'amicizia della simpatica Maki e gli incoraggiamenti di Ranko, la sorellastra di
Jeremy, anche lei grande talento del tennis, convincono la ragazza a resistere, e a
fronteggiare madame butterfly, mentre cresce e matura anche il rapporto con il suo
allenatore, di cui Jenny si scopre innamorata.. Cartone sportivo molto vicino ai temi
degli "shojo", con partite di tennis piene di colpi al limite dell'iperbolico, ottenne un
grande successo.

Fattore anni 80: 8

Tutti in campo con Lotti

Il giovane golfista di belle speranze Lotti sogna di diventare giocatore professionista per
aiutare sua madre rimasta vedova e i suoi fratellini: dotato di grande potenza e voglia di
imparare, sarà aiutato nel suo tentativo dal signor Kenton, misterioso personaggio con
molte conoscenze che ha intravisto nel ragazzo la stoffa del campione, che gli insegnerà
a disciplinarsi e a superare le avversità. Con la mitica frase portafortuna che gli serve per
concentrarsi, "Spa-ghet-ti!"; Lotti non si farà intimorire neanche dai loschi Victor e
Buster, mandati sulla sua strada da Kenton per saggiarne la capacità di concentrazione, e
arriverà a duellare con Reginald e Sammy, i due migliori semiprofessionisti giapponesi.
Mi fece scoprire il golf, sport che sembrerebbe noioso ma che non lo è assolutamente.

Fattore anni 80: 8


Mimi' e le ragazze della pallavolo

La storia di Mimi Ayuhara, che vuole diventare la migliore giocatrice di pallavolo del
Giappone: dopo aver vinto il titolo liceale, entra con l'amica Midori nella nazionale
juniores, e parte per i Mondiali negli Stati Uniti, dove dopo accese partite, il Giappone
perderà solo dalla Russia in finale. Tornata in patria, troverà nuove temibili avversarie,
come le ragazze del liceo Tonan, i cui schemi sono costruiti al computer (il cartone è di
quasi 40 anni fa!!). Ma l'"attacco tornado" di Mimi avrà la meglio anche sul computer,
consentendo alla giovanissima atleta di entrare addirittura nella nazionale maggiore, in
partenza per i mondiali in Bulgaria. Qui, Mimi ritrova Sherinina, la leader della Russia
che l'ha battuta ai mondiali juniores, di cui diventerà amica. Soliti duelli, soliti colpi ad
effeto speciale, ma in finale Mimi sfodera la sua ultima creazione, la "goccia di ciclone",
un attacco contro cui neanche la fortissima russa nulla può. Trionfo per il Giappone, con
Mimí che già pensa alle prossime Olimpiadi, nel cartone che ha sicuramente contribuito
all'esplosione della pallavolo femminile nel nostro Paese.

Fattore anni 80: 8

Pat la ragazza del baseball

Pat, che si chiama in realtà Yuko, è una giovane con il pallino del gioco del batti e corri,
ma come diceva la sigla, il regolamento della federazione giapponese vieta alle donne di
giocare nelle serie nazionali. Pat ovvierà al problema fingendosi maschio, e anche una
volta che il suo trucco sarà svelato, la bravura dimostrata porteranno al cambiamento dei
regolamenti, per dar modo al suo talento di essere ammirato dai tifosi delle squadre
professionistiche, e in particolar modo da quelli dei Tokyo Mets, di cui diventa
lanciatrice. Lungo il suo cammino, incrocerà altre storie, come quelle del lanciatore in
cerca del lancio perfetto, o quella del battitore che si era ritirato proprio dopo aver
affrontato i suoi lanci, che non era riuscito a respingere, e che lei convincerà a tornare in
gioco.

Fattore anni 80: 7,5

Gigi la trottola

Follie sotto canestro

Gigi Sullivan, il più pazzo, divertente, buffo nanetto che abbia mai calcato i parquet
dello sport a cartoni animati, con i suoi tiri a mongolfiera, la sua lingua fuori alla
Michael Jordan e la sua insana passione per..le mutandine bianche! Non solo basket,
comunque, in questa serie in cui Gigi, nonostante l'altezza minima, si dimostra un
campione di molte discipline sportive, di cui nelle varie puntate illustra, a modo suo,
anche le regole.
La storia / 1
Gigi Sullivan (Kappei Sakamoto) è un tappetto di poco più di un metro, ospite in città
della famiglia Akane per frequentare la scuola, visto che la sua famiglia abita in
America, ma vuole che il figlio abbia un'educazione giapponese. Della famiglia Akane,
Gigi apprezza quasi tutto: il cibo (è un lavandino..), l'ospitalità, e soprattutto la bella
figlia dei suoi ospiti, la dolce Anna. Della ragazza, Gigi apprezza soprattutto.. le
mutandine bianche, che non si sa perchè, hanno su di lui lo stesso effetto che gli spinaci
hanno su Braccio di ferro: Gigi vive in missione per intrufolarsi nello spogliatoio delle
ragazze e sbirciarle in sottoveste: una volta che le ha viste in mutandine, diventa una
macchina inarrestabile, capace, nonostante l'altezza, di eccellere in tutti gli sport. Ben
presto, però, il suo sport preferito diventa la pallacanestro, visto che Anna è l'assistente
dell'allenatrice della squadra della scuola, Gloria, e quindi entrando in squadra pensa di
avere più opportunità di sbirciare sotto le gonne dell'amata. Dicevamo, della famiglia
Akane Gigi apprezza quasi tutto, tranne l'odioso cane di casa, Salomone. Questo è un
fastidioso bracco con una particolarità: è innamorato follemente di Anna, e quando è da
solo con Gigi, parla e si comporta come un uomo, mentre agli altri membri della
famiglia continua ad apparire come un cane normale. Nella sua folle fantasia, Salomone
si vede sposato con Anna, e vede in Gigi l'unico ostacolo verso la sua amata. Per questo,
non perde occasione per attaccare il nano e, comunque, fargli fare figuracce di fronte ad
Anna. Non che il folle nanetto abbia bisogno di qualcuno per fare figuracce, anzi, è ben
capace da solo di mettersi in mezzo ai guai, e di farci finire anche i suoi compagni di
squadra.. A sopportare le pazzie del mattoide, sono infatti soprattutto i malcapitati
membri del club di basket, dal capitano Thomas al biondo rubacuori Adamo, e ancora
Little John, Joe e Dick, e la manager della squadra, Gloria, soggettino anche lei, facile a
scatti d'ira violenti, che naturalmente aumentano in modo esponenziale dopo l'arrivo in
squadra di Gigi, che da completo ignorante delle regole basilari del basket, vorrebbe da
subito essere titolare inamovibile.

La storia / 2

Non che il ragazzo non abbia doti, anzi: nonostante l'altezza, ha un'elevazione
spaventosa, e grazie anche all'effetto mongolfiera dei calzoni da basket che gli si
gonfiano mentre vola a canestro, realizza incredibili canestri acrobatici, e in più con il
palleggio rasoterra svicola in mezzo alle gambe degli allibiti avversari. Non bastasse, è
anche velocissimo, un autentico razzo irraggiungibile per chiunque, e ha sempre in serbo
un colpo a sorpresa, un effetto speciale per irretire gli avversari, come il tiro ipnotico..
Come si viene poi a scoprire, le doti atletiche di Gigi sono state sviluppate da un
durissimo allenamento a suon di bastonate che un "amorevole" nonno gli ha inflitto in
età tenerisima, e proprio suo nonno, mascherato da Darth Vader di "Guerre stellari", è
l'allenatore dell'ultima squadra che Gigi deve affrontare per vincere il campionato
studentesco: nonostante le trappole costruite su misura per lui, Gigi è ancora una volta
vincitore, e anche suo nonno lo abbraccia commosso.. Non contento di essere l'eroe del
basket, Gigi si dedica poi ad altri sport, in cui si dimostra un campione, per la rabbia di
Salomone: vince la maratona, si cimenta nel kendo, nella scherma, e soprattutto nel ping
pong.. La rivalità con l'odioso Prescott, il capitano del club di ping pong, trasforma
normali partite di tennis tavolo in violenti match di lotta, infarciti di tiri al limite
dell'assurdo, pieni di effetti e trucchi, in cui tutti i partecipanti finiscono all'ospedale con
le ossa rotte.. In una serie delirante di episodi finali, il nostro eroe è chiamato infine a
salvare la propria scuola dalla distruzione, visto che sul suolo scolastico deve essere
costruito un luna park: per salvarla, dovrà sconfiggere dei giganti disumani in una serie
di prove sportive.. Ovvio il finale, con Gigi vincitore, Anna che gli si promette in sposa,
e migliaia di mutandine bianche che piovono dal cielo..

Il successo del cartone


Più che un cartone, un delirio organizzato, una serie che si fà beffe del serioso mondo
dei club di sport giapponesi, con Gigi che infrange più regole di quante chiunque
potrebbe inventare, in una giostra di invenzioni e mattane che hanno fatto diventare il
nanerottolo uno dei più divertenti personaggi del mondo dei cartoni degli anni '80.

Fattore anni 80: 9

Holly e Benji due fuoriclasse

Le partite infinite di Holly e Benji

Il cartone animato dei campi di calcio infiniti che arrivavano oltre l'orizzonte, delle
sgroppate sulla fascia che duravano un paio d'episodi, dei tiri scagliati da circa 15 metri
sopra il livello del suolo che piombavano sui poveri portieri a circa 1.800 km/h: ma si
può? Si può, eccome, nel più seguito cartone animato "non robotico" degli anni 80, che
inevitabilmente trasfondeva in noi ragazzini il desiderio di correre fuori dopo la sigla
finale per cimentarci nel tentativo di imitare i nostri eroi di cartone, anche con super tele
sbilenchi o super santos usurati. Che tempi..

La storia / 1
Nuovi arrivi a Fujisawa: la famiglia Hutton, composta solo dalla mamma e dal figlio di
11 anni, Oliver detto Holly, visto che il signor Hutton è per mare, capitano di una nave.
Il pargolo è innamorato del pallone, e subito si imbatte nel fenomeno delle giovanili di
calcio cittadine: Benjamin Price, il portiere invalicabile della squadra fighetta della città,
il St.Francis. Holly si iscrive invece nella squadra più scarsa, la Niupi, che ovviamente
con l'innesto del nuovo fenomeno non fatica a raggiungere la finale del torneo
cittadino. Grazie anche all'aiuto di un ottima spalla, Tom Becker, Holly riesce a
superare due volte nella stessa partita Benji. La finale termina 2 a 2 e cosí, per non fare
torto a nessuno, si decide che nell'imminente torneo regionale la città sarà rappresentata
da una nuova squadra, formata dai migliori elementi delle due finaliste: la New Team.
Con i gol del bomber Hutton, ma senza Benji, infortunato a un piede, la New Team
riesce ad aggiudicarsi il torneo regionale e a qualificarsi per quello nazionale, le cui
partite più importanti verranno trasmesse sulla televisione nazionale. A seguire i
progressi di Holly, anche il campione brasiliano Roberto Sedinho, che ha promesso al
ragazzo di portarlo in Brasile a migliorare la propria tecnica. Ma la strada per il titolo è
piena di ostacoli: il primo si chiama Mark Lenders, capitano e bomber della Muppet, dal
fisico potentissimo per un ragazzo della sua età. Al termine di un incontro accesissimo,
la Muppet prevale sulla New Team, priva di Benji, per 6 a 5!! Per superare il turno,
Holly e company dovranno quindi superare un altro ostacolo difficilissimo, la Hot Dog
dei gemelli Derrick, due nanetti dentoni che hanno messo a punto degli incredibili tiri
acrobatici. Al termine di un incontro molto difficile, sono ancora i tiri di Holly a
decidere il match: 3 a 2. Superata anche la Norfolk del super portiere Sellers, la New
Team arriva in semifinale, dove incontra la Mambo, la squadra di quello che è
considerato il miglior giovane calciatore del Giappone: Julian Ross. Intanto, nell'altra
semifinale, al termine di un incontro equilibratissimo la Muppet supera la Flynet,
squadra di un piccolo villaggio montano, guidata dall'ottimo Philip Callaghan. Decisivi,
oltre ai gol di Lenders, le parate del portiere Ed Warner, un funambolo tra i pali. La
partita della New Team è invece falsata dal comportamento di Holly, che è stato
avvertito del fatto che Ross è malato di cuore, e potrebbe non sopportare scontri troppo
duri: il campione della New Team evita cosí di affrontare l'avversario, che ha buon gioco
a portare in vantaggio la propria squadra 3 a 1. Sarà proprio Julian Ross a risvegliare il
suo avversario, chiedendogli di onorarlo giocando al massimo delle proprie possibilità,
in modo da fargli ricordare quella che potrebbe essere la sua ultima partita. Holly
risponde all'appello, e con eccezionali giocate conduce la propria squadra alla vittoria
per 5 a 4 (oh, ma 'sti giapponesi non difendono mai?). In finale, quindi, ha luogo la
rivincita contro Lenders e la Muppet.

La storia / 2

Dopo 17 episodi, al termine di scontri, infortuni, flashback vari, la classe di Holly, anche
grazie al provvidenziale ritorno tra i pali di Benji e a un grande doppio tiro combinato
con Tom che supera Warner, ha la meglio sulla potenza di Lenders e sulle parate
funamboliche di Warner: la New Team è campione del Giappone, vincendo la finale 4 a
2. Gli anni passano, nuovi e vecchi avversari si frappongono tra Holly e il campionato,
tra cui di nuovo i gemelli Derrick, e la loro nuova invenzione, la mitica catapulta
infernale. E poi Callaghan e la Flynet, che costringono Holly allo sfinimento fisico per
vincere la semifinale, ma tre anni dopo è ancora Mark Lenders l'ultimo ostacolo per il
titolo: stavolta il cannoniere milita nella prestigiosa Toho, ed è coadiuvato dall'ottimo
centrocampista Danny Mallow e da Ed Warner, mentre la New Team è priva di Benji, in
Europa per tentare di diventare professionista. La finale è, ovviamente, carica di pathos e
colpi di scena, e si conclude con un pareggio: 4 a 4 e titolo del Giappone da dividere al
50%, con i due capitani finalmente amici. E da amici si ritrovano con gli altri maggiori
protagonisti delle sfide del campionato nazionale, quando vengono selezionati per
rappresentare il Giappone agli imminenti campionati mondiali giovanili in Francia. Qui
troveranno il meglio del calcio giovanile, e in particolare il campione tedesco Karl Heinz
Schneider, compagno di squadra di Benji nell'Amburgo. La prima rivale del Giappone è,
guarda caso, l'Italia: finisce 2 a 1 per Holly e soci, che poi trovano l'Argentina del
funambolo Jorge Ramirez. Al termine di un incontro rocambolesco, il Giappone si
impone 5 a 4. In semifinale, è il turno dei francesi padroni di casa, i soliti odiosi
spocchiosi, che aiutati dall'arbitro rischiano di battere il Giappone dei nostri eroi: grazie
alle parate di Warner, Holly e soci si impongono ai rigori. In finale, con Benji in porta,
arriva ovviamente la Germania di Schneider e dell'insuperabile portiere Bauer: i tedeschi
si portano in vantaggio col loro bomber, e solo grazie a un incredibile tiro combinato di
Hutton e Becker il Giappone riesce a battere Bauer. All'inizio della ripresa, Lenders
supera il portierone tedesco con un tiro potentissimo, ma Schneider pareggia dribblando
anche le zolle del campo. Dopo una parata miracolo di Price, proprio all'ultimo secondo
Holly supera Schneider e trafigge Bauer: 3 a 2 e Giappone campione! Dopo i
festeggiamenti, i nostri tornano a casa, ma pochi anni dopo li ritroveremo professionisti
in Europa: Holly al Barcellona, Lenders e Warner alla Juve (mica erano antipatici per
niente..), Callaghan al Manchester United, Becker al Paris St.Germain, pronti a portare
la nazionale maggiore al titolo assoluto ai mondiali del 2002..

Il successo del cartone


Il cartone di maggior successo della seconda metà degli anni 80, per la sua inverosimile
verosimiglianza (!!) alle nostre partite infinite al campetto sotto casa, perchè tutti ci
sentivamo se non proprio come Holly o Julian Ross, almeno come il volenteroso Bruce
Harper. Avrà avuto uno share del 98% o giù di lí.. Imprescindibile.

Fattore anni 80: 10

Wacky Races

Le folli corse di Dastardly e Muttley


Si sfidano sulle strade di tutta America, dalla California a New York, passando per il
Michigan e la Florida: sono i pazzi protagonisti delle folli Wacky races, il mitico cartone
Hanna-Barbera che in Italia ha spopolato negli anni '80. Dieci macchine stranissime, con
le loro peculiarità e i loro super gadget potenzianti, dieci macchine più un duo di
guastatori, deciso sempre a giocare sporco, cercando di fregare gli altri concorrenti, ma
che proprio per perdere tempo a preparare sofisticate trappole non riuscirà mai a vincere
nemmeno una delle 34 wacky races.

I protagonisti
Sulla macchina numero 00 il duo di guastatori, i due "cattivoni" che proprio non
riescono a giocare secondo le regole, e che finiscono sempre per essere vittima dei loro
tiri mancini: Dick Dastardly e il suo infedele cane Muttley. A bordo della Zerozero,
infatti, perdono sempre moltissimo tempo a mettere i bastoni tra le ruote degli altri
concorrenti, non rendendosi conto che se tirassero dritto per la propria strada potrebbero
vincere praticamente sempre.. o forse se ne rendono conto, ma é troppo piú divertente
per loro dar fastidio al prossimo. Senza alcun dubbio il punto di forza della serie, il loro
successo "costrinse" gli autori a creare una serie derivata (spinoff) in cui erano i
protagonisti, a bordo di aerei della prima guerra mondiale alla caccia di un dispettoso
piccione viaggiatore: "Lo squadrone avvoltoio e Yankee doodle".

A bordo della Macigno mobile, i fratelli Slag non sono proprio sempre concordi sulla
strategia di gara, ma anche grazie al loro "turbo naturale"...(i piedi che escono dal fondo
della macchina per spingerla), si riveleranno gli inaspettati numeri uno del campionato.

Nessuno si sognerebbe di dare fastidio ai tremendi occupanti della numero 2, Il diabolico


coupe, una specie di castello della Transilvania viaggiante, il cui turbo é.. un drago
fiammeggiante! Nessuno? Beh, forse Dick ha qualcosa da ridire..

La Multiuso del professor Pat Pending ("Brevetto richiesto") è senza dubbio la macchina
più particolare del campionato, capace di trasformarsi, tra l'altro, in una palla da bowling
gigantesca, in una barca, o in una super molla: sarà molto spesso il professore a salvare il
gruppo dai tranelli del perfido Dick.

Un emulo del mitico barone rosso, Red Max avanza a balzelloni in mezzo al gruppo, ma
nonostante le indubbie potenzialità della propria aero-macchina, non é uno dei piloti piú
in vista delle races.

I protagonisti / 2
A bordo della numero 5, la Pussycat, c'é l'affascinante Penelope Pitstop, piú impegnata a
incipriarsi il naso che a leggere le mappe stradali della corsa. Nonostante ciò, godendo
dei favori di tutto il gruppo, e in particolare di Peter Perfect, riesce ad ottenere dei buoni
piazzamenti nelle varie corse. Anche lei avrà il suo spinoff: insieme a Clyde e la sua
banda sarà la protagonista di "I pericoli di Penelope Pitstop"

Il sergente Blast e il caporale Meekley sono a bordo di questo carroarmato che spacciano
per auto da corsa: L'armata speciale. Ma nonostante la potenza da fuoco del cannone che
puó fungere anche da turbo, la massa del mezzo non permetterà loro di mettersi in
particolare evidenza.

Clyde e la sua banda di nanetti criminali (volete i nomi? Dum Dum, Zippy, Pockets,
Snoozy, Softly e Yak Yak) viaggiano veloci sulla Super special bulletproof, classica
macchina da gangsters anni '30, a cui danno maggiore forza propulsiva.. con le proprie
gambe! Banda davvero poco incallita, diventeranno gli angeli protettori di Penelope
nella citata serie "I pericoli di Penelope Pitstop".
Un classico "hillbilly", contadinotto, americano e il suo fedele orso.. da compagnia
Bubba sono a bordo della macchina per me più simpatica delle races, L'insetto
scoppiettante, che va a vapore sfruttando la forza della caldaia che si porta dietro e per
turbo usa un palloncino gonfiato da Bubba!

Sulla lunghissima Turbo terrific viaggia invece Peter Perfect, classico gentleman inglese,
molto sportivo, e quindi molto arrabbiato con il comportamento sleale di Dastardly, e a
modo suo molto interessato alle sorti di Penelope, che corteggia con classe.

Se Luke della numero 8 é il classico contadino degli Stati rurali dell'Unione, Rufus é il
prototipo del montanaro grosso e villano degli Stati del Nordovest, come dimostra la
sua Spaccatutto, che al posto delle ruote ha delle seghe circolari con cui può fare a
fettine tutto quello che incontra (e scavare tunnel nella roccia). Una delle macchine più
vincenti delle corse pazze.

Il successo del cartone


Nel corso di 34 accesissime corse pazze, le 11 macchine delle Wacky races sono
sfrecciate in tutti i punti degli Stati Uniti, dall'Arkansas al Delaware, da Washington a
Raleigh, fino a posti come Lemon twist o Jambalaya..Ma alla fine, chi è che ha vinto più
corse, e chi avrebbe vinto un ideale campionato del mondo delle corse pazze?
Assegnando, come in formula uno, 10 punti al primo, 8 al secondo e 6 al terzo di ogni
gara, i campioni delle corse pazze sarebbero i fratelli Slagg, con 112 punti, davanti alla
spaccatutto con 102 e alla macchina di Clyde e la sua banda con 92. Ultimo, con zero
punti, il vecchio Dastardly e il suo (poco) fedele compare Muttley. Come già detto, il
motivo principale del grande successo di questa serie é dovuto alla simpatica,
canagliesca accoppiata Dastardly-Muttley, e in particolare al cane "bastardo dentro", che
invece di aiutare quello che sulla carta é il proprio padrone, lo irride per i suoi insuccessi
con la risata che diventerà autentico marchio di fabbrica del personaggio. Anche gli altri
personaggi sono ben caratterizzati, e tutti rappresentano degli stereotipi classici, della
società americana o di vari generi cinematografici (l'horror del diabolico coupe, i
gangster movies di Clyde, i film di guerra dell'Armata speciale). La maestria tecnica e lo
spirito dell'accoppiata d'oro Hanna-Barbera fà il resto, rendendo questa serie veramente
di culto. Né va trascurata la forza di presa sull'immaginario di noi bambini degli anni 80
di nomi come "L'insetto scoppiettante", o "Il diabolico coupe": insomma, il successo di
questi cartoni era proprio inevitabile.

Fattore anni 80: 9

Gli altri cartoni americani


Gli Impossibili

Gli impossibili sono i tre componenti di una rock band che si trasformano in paladini
della giustizia, diventando i supereroi Coilman, Fluiman e Multiman, dagli incredibili
superpoteri. Coilman è l'uomo elastico, in grado di rimbalzare come una molla e
superare anche i grattacieli con un solo balzo, Fluiman trasforma tutto il suo corpo in
liquido, e può infiltrarsi in qualsiasi apertura, mentre Multiman è in grado di creare
perfetti cloni di se stesso, con cui disorientare i supercriminali. Guidati da Big D, che li
chiama all'opera attraverso un trasmettitore nascosto nelle loro chitarre, a bordo della
"Impossicar" combattono con successo i supercriminali della città. Gli impossibili
"dividevano" il loro show con Frankenstein Jr., un robot meccanico alto quasi 10 metri,
costruito da uno scienziato, il dottor Conroy, e guidato dal figlio del dottore, il giovane
Buzz, in lotta contro i criminali della loro cittadina.

Fattore anni 80: 8

Super Chicken

Henry Cabot Henhouse III è il ram-pollo di una ricca famiglia aristocratica, che bevendo
una speciale pozione magica diventa Super chicken, il superpollo i cui poteri
sono..nessuno! Henry infatti è troppo svampito per rendersi conto che le sue avventure
contro i criminali si risolvono a suo favore solo per un'incredibile dose di fortuna e
grazie all'intervento di Fred, il leone che gli fà da segretario tuttofare. A bordo della sua
ovomobile, al centro di incredibili avventure di spionaggio e azione (come quando un
suo ex compagno di scuola ruba..l'intero Stato del Rhode Island!), Super chicken rimane
mitico anche per la divertentissima sigla che lo acompagnava. A condividere lo show del
super pollo c'erano due altri personaggi: George, un imbranatissimo emulo di Tarzan che
si alza tardi al mattino, non sà fare il famoso richiamo, e sbatte sempre contro gli alberi
quando si lancia con la liana, per la disperazione della paziente moglie Ursula, e Tom
Slick, asso del volante impegnato in emozionanti, inverosimili corse in tutto il mondo.

Fattore anni 80: 8

Dastardly e Muttley

Dastardly e Muttley, i "cattivoni" delle wacky races ottengono la loro serie a parte, e
salgono a bordo di improbabili aerei della prima guerra mondiale per dare la caccia a un
odioso piccione viaggiatore, Yankee Doodle. Oltre a Dick e Muttley, completano la
"terribile" Squadriglia avvoltoio Klunk, un geniale inventore di trappole per piccioni che
però si esprime con un linguaggio incomprensibile a tutti, tranne che a Zilly, il quarto
elemento della squadra, che invece ha come peculiarità quello di essere tremendamente
emozionabile, al punto di scomparire dentro il proprio impermeabile nei momenti meno
appropriati. Chiaro che contro questo quartetto di pasticcioni Yankee Doodle riesca
sempre a cavarsela, lasciando la squadriglia agli urli telefonici di un fantomatico
generale che non si fà mai vedere, mentre Muttley sogna a occhi aperti un futuro da eroe
e per salvare Dastardly senza paracadute lo ricatta col mitico
"medaglia..medaglia..medaglia!". Serie divertentissima, con la mitica sigla "Stop that
pigeon!".

Fattore anni 80: 8,5


Scooby Doo

Il cane (danese) più fifone della storia dei cartoni animati, ma anche il più simpatico e
mattacchione, in cerca di fantasmi e misteri insieme ai suoi quattro amici: questo il plot
dei vari episodi di "Scooby doo, where are you?", una delle serie a cartoni di maggior
successo degli anni 80, e non solo. Scooby doo è l'ingombrante mascotte dell'agenzia
investigativa del paranormale formata dai suoi quattro amici, l'intelligente ma bruttina
Velma, la bella Daphne, il suo boyfriend Fred, e lo svampito Norville, meglio conosciuto
come Shaggy, l'amico del cuore di Scooby. I cinque investigano su fenomeni
all'apparenza paranormali, come l'apparizione di fantasmi o mostri, per scoprire che
dietro c'è sempre un inghippo, un tentativo di qualcuno poco onesto di compiere qualche
reato. Neanche a dirlo, al termine di rocamboleschi inseguimenti e fughe, i cinque
riusciranno sempre ad assicurare alla giustrizia i malfattori. Più avanti nella serie, si
unirà al gruppo anche il petulante nipote di Scooby, Scrappy.

Fattore anni 80: 8

I super amici

I maggiori supereroi della DC Comics: Superman, Batman, Robin, Wonder Woman,


Aquaman, Flash, Lanterna verde, Hawkman e Atom costituiscono una lega di super
beniamini della giustizia, impegnati in mille avventure a difendere la Terra dalle
minacce di supercriminali come Lex Luthor, Brainiac, Toyman, Bizarro, Solomon
Grundy, il Pinguino, il Joker e Sinestro. Il tutto condito da scontri con cloni da universi
paralleli, giganti da altri pianeti, suggestioni ipnotiche che fanno combattere tra loro i
beniamini della giustizia, e molto altro ancora.

Fattore anni 80: 7,5

He-Man masters of the universe

Il timido principe Adam è il futuro re dell'impero di Eternia, minacciato dal


tremendo Skeletor. Ma se qualcuno lo guardasse un po' più da vicino, noterebbe che
Adam assomiglia tanto al potente He-Man, il guerriero protettore di Eternia. Al grido di
"Per il potere di Greyskull!", Adam si trasforma infatti nell'invincibile guerriero, e la sua
tigre da compagnia, Cringer, diventa la possente Battleca. Con i suoi amici Man-at-Arms
e Orko, e con sua sorella She-ra, che avrà in seguito la sua serie, He-Man difende Eternia
dalle mire di Skeletor, in una serie a cui non fà difetto anche una notevole dose di ironia.

Fattore anni 80: 7,5

C'erano anche..
Yogi, Il predatore dei cestini di picnic del parco di Jellistone (ovvio riferimento a
Yellowstone) ha avuto moltissima fortuna in televisione, con tante serie di successo che
lo hanno visto scorazzare con il suo piccolo amico Bubu, sempre inseguito dal ranger del
parco. In una serie, basata su una caccia al tesoro, è stato affiancato anche da alcune altre
stelle Hanna-Barbera, come Ernesto sparalesto, Braccobaldo e Svicolone, in cui i perfidi
nemici erano, guarda un po'..Dastardly e Muttley..

Tra i tantissimi altri cartoni Made in USA degli anni '80, moltissimi a firma della coppia
d'oro Hanna-Barbera, meritano poi una citazione Shazzan, in cui si raccontavano le
storie del genio della lampada, del suo simpatico cammello Kaboobi e dei gemelli Chuck
e Nancy, che hanno trovato le due metà dell'anello magico in grado di evocare Shazzan,
e che insieme a lui vivono strane avventure nel nostro mondo e in quello del genio, e
ancora, Inch High occhio privato, le divertenti avventure del detective privato più
minuscolo del mondo, ridotto da una sua invenzione all'altezza di un pollice, impegnato
a cacciarsi nei guai, da dove puntualmente lo salva sua nipote Laurie, che si trascina
dietro l'inetto fidanzato e il sanbernardo Cuordileone, tutto il contrario di quel che
direbbe il nome..

I cartoni animati degli anni 80

Tre ore al giorno, per 10 anni.. fanno quasi 11.000 ore, cioé più o meno 460 giorni filati
a guardare cartoni animati: non si può dire che non abbia una certa cultura in materia..da
cosa deriva questa stima? dal fatto che, tolte le ore "sprecate" per dormire, andare e
tornare da scuola, fare i compiti, mangiare e giocare, il resto delle famose giornate da 40
ore della mia infanzia (sigh!) erano più o meno equamente divise tra telefilm e cartoni
animati, appunto. E direi che la stima è per difetto, semmai, considerando che mica ho
smesso a 19 anni la frequentazione degli eroi di cartoni, e considerando soprattutto le
varie vacanze scolastiche e i malanni di stagione..

Ho trangugiato di tutto, in quelle famose 11.000 ore, gli inevitabili robottoni giapponesi,
i cartoni di sport, quelli di corse in macchina, i supereroi americani, le folli avventure
di Gigi la trottola e Arale.. Ma anche l'horror di Bem, il western di Sam ragazzo del
west, e, lo devo ammettere, anche i cosiddetti "shojo", i cartoni come Candy Candy,
Peline, Lady Oscar, in cui trionfavano i sentimenti e la lacrima facile, pensati forse per le
femminucce dell'epoca, ma che anche i maschietti non disdegnavano di seguire: i cartoni
animati rappresentano l'essenza stessa del mio essere stato figlio degli anni '80, più delle
partite a pallone, di discoring, di giochi senza frontiere, della sigla dell'eurovisione, di
"Arnold" o "Hazzard": se penso agli anni '80, la prima cosa che mi torna in mente è la
sigla di Mazinga Z o Jeeg, la triste storia di Rocky Joe, i tiri impossibili di Shingo
Tamai o Mimi Hagiwara. D'altronde, anche un recente sondaggio lo ha confermato: la
prima cosa che noi over 40 rimpiangiamo dell'età dell'oro della nostra infanzia sono
proprio gli eroi di cartone: che generazione bruciata...

I cartoni USA

Sono stati una delle colonne portanti dei pomeriggi a cartoni degli anni '80: in massima
parte nati dalla penna creativa del mitico duo Hanna-Barbera, ma opera anche di altri
autori, ecco le mitiche Wacky races, le avventure degli Incredibili, Scooby doo, Inch eye
l'occhio privato e tutti gli altri..

I cartoni di sport

Il fatto è che vivevamo di pallone, negli anni '80, e quando per disgrazie meteorologiche
o impedimenti dovuti ai malanni di stagione non potevamo esercitarci sul campo, beh..
almeno ripassavamo con Holly e Benji, o Shingo Tamai.. Ma non disdegnavamo
nemmeno di fare il tifo per Mila o, addirittura, di appassionarci al golf con Lotti. E il
pugilato? E la pallacanestro? Eccoli riuniti..

I samurai d'acciaio

Quando ad inizi anni '80 arrivò dal Giappone questo strano robot gigante con le corna
che usciva da un disco volante e usava armi assurde come l'alabarda spaziale, ancora non
sapevamo che la nostra adolescenza sarebbe stata segnata per sempre.. Tra raggi
protonici, spade del diavolo, doppi magli perforanti, sono transitati sui nostri schermi
decine di robot, sempre con la stessa storia di fondo, i cattivoni che arrivano dallo
spazio, i samurai elettronici ultimo baluardo della Terra.

Nello spazio profondo

Una specie di sottocategoria dei cartoni di robot, dove il protagonista però non comanda
un gigantesco combattente, ma al massimo un "mobile suit", come in Gundam, o che si
trasforma lui stesso in un cavaliere cyborg, come in Tekkaman, ma il più delle volte
guida un'astronave, diretta "là dove nessun uomo si è mai spinto prima", per salvare la
Terra dal solito invasore alieno.

I cartoni della velocita'

Se c'è una cosa che a noi maschietti è sempre piaciuta da morire, oltre al pallone, è
vedere sfrecciare i bolidi della velocità, a 2 e a 4 ruote, e in questo i cartoni degli anni '80
ci hanno accontentato con serie mitiche come quella di Takaya Todoroki o di Ken Falco,
sempre nei nostri cuori anche per le mitiche sigle. Ecco i cartoni della velocità, dunque..
A tutta azione

Azione a tutta forza, tra sparatorie, inseguimenti della polizia e fughe sui tetti, ma anche
tanto divertimento, con la faccia di bronzo di Lupin e i suoi soci e le disavventure
amorose di Matthew, improbabile cacciatore di gatte ladre. Ecco i cartoni che meglio
hanno saputo unire azione e divertimento negli anni '80.

Grandi avventure

Mostri e strani animali, streghe e incantesimi, maledizioni da togliere e tesori da


scoprire.. una delle colonne portanti dei videogiochi, l'avventura, trova il suo spazio
anche nel mondo dei cartoni, con storie immaginifiche ed emozionanti come quella di
Bem il mostro e dei suoi sfortunati compagni di viaggio, Paul alla ricerca di Nina rapita
dal diavolo, e tanti animali intelligenti

Strane famiglie

Tutti in famiglia, con le famiglie più strane dei cartoni, dai mitici Barbapapà ai
Flinstones, dai Jetsons a quel capolavoro di surrealismo straordinario della famiglia
Mezzil, la vera famiglia degli anni '80.. più strane erano, più ci piacevano, queste
famiglie a cartoni, con le loro fissazioni cosí simili a quelle delle nostre famiglie vere..

I cartoni comici

I cartoni delle risate spensierate e del divertimento, dove la facevano da padroni le


trovate bislacche dei protagonisti e i suoni onomatopeici, come nel pazzo villaggio
pinguino del dottor Slump, o nelle folli avventure di Lamù e Ataru. Senza scordare i
mostri di Carletto, i "ciuschi" di Doraemon e la simpatica Pollon, con cui imparavamo la
mitologia greca ridendo.

Gli shojo manga

Li vedevamo anche noi, eccome, i cartoni delle bambine, con le loro storie melense e
sdolcinate, con le avventure al limite dell'inverosimile, ma che finivano sempre tra tanti
cuoricini.. e come dimenticare Heidi e Remi, due pilastri della nostra infanzia, o Bia e le
altre streghette, protagoniste di un "filone" d'oro tutto loro. E poi, mica io dicevo niente a
mia sorella, quando guardava Mazinga..
La musica del 1989

The Stone Roses

Il disco che ebbe la maggiore influenza sulla rinascita del britpop degli anni '90, uno dei
migliori album di debutto di sempre, e secondo alcuni, il miglior album di sempre e
basta, senza altre aggiunte. Difficile trovare un paragone per il primo lavoro degli Stone
roses, band di Manchester che miscela insieme tante influenze musicali, dai Beatles e gli
Stones ai Byrds e Hendrix, dai Led Zeppelin e il punk ai Sonic youth, e ne tira fuori un
concentrato di energia che coniuga pop psichedelico e dance, rock e musica da rave, in
grado di far ballare ma anche esaltare gli appassionati degli assolo di chitarra rock. In un
disco che non ha momenti di stanca, spiccano "She bangs the drum" e i due classici "I
wanna be adored" e "I am the resurrection". Soprattutto quest'ultima esprime la cifra
stilistica del leader Ian Brown e dei suoi colleghi: la prima metà è una convenzionale
canzone pop, poi Brown si interrompe e parte una lunga parte strumentale in cui la band
dà il meglio della propria capacità di suonare e far scatenare le masse, in uno
spettacolare passaggio di chitarre e batteria. Dopo tale debutto, ci si aspettava la
grandezza dagli Stone roses, e invece questo sarà il penultimo album della band: seguirà
infatti un secondo lavoro nel 1994, e poi lo scioglimento: forse, avevano messo
l'asticella troppo in alto per pensare di migliorarsi.

Disco dell'anno
..But seriously

Uno degli ultimi album in ordine di tempo degli anni '80, "..But seriously" ci dà un Phil
Collins nuovo, decisamente più serio, appunto, più maturo e maggiormanete
consapevole del suo ruolo di superstar del pop. Arriva al suo apice la parabola dell'ex
batterista-seconda voce della più grande band del progressive rock, i "veri" Genesis degli
anni '70, diventato artista a tutto tondo come il suo ex compare Peter Gabriel. "Another
day in paradise" è l'hit colossale dell'album, canzone dell'anno bella anche perchè ha un
testo "importante", che tratta dell'indifferenza verso i poveri che sta uccidendo la nostra
umanità. "I wish it would rain down", "Something happened on the way to Heaven" e
"Do you remember?" sono le altre ottime scelte come singoli dell'album, tutte canzoni
malinconiche, che mostrano il cambiamento dell'autore, all'epoca colpito da varie
vicissitudine familiari. Phil Collins non è più lo scanzonato Peter Pan che strizzava
l'occhio al pubblico, è finalmente, "seriamente", diventato un grande musicista, e gli anni
'90 gli riserveranno grandi soddisfazioni, tra cui un Oscar. Un altro Peter avrà
sicuramente apprezzato il momento "Solsbury hill" del suo ex batterista..

Pump

"Love in a elevator" è il primo singolo nella carriera degli Aerosmith a raggiungere il


numero uno delle classifiche, trascinando le vendite milionarie di "Pump", il loro decimo
album. Il gruppo di Steve Tyler ottiene il riconoscimento internazionale che fino ad
allora non aveva mai raggiunto, in un disco non banale e che tratta anche tematiche
importanti, come in "Janie's got a gun", in cui vengono affrontati sia il tema della troppa
libertà di uso delle armi che della violenza domestica, e "Monkey on my back", che parla
dell'alcolismo. Inizia il periodo di grandissimo successo degli Aerosmith, che con il
successivo "Get a grip" del 1993 diventeranno tra i maggiori protagonisti della scena
rock.

The miracle

Il tredicesimo, e purtroppo penultimo con Freddie Mercury, a cui all'epoca era già stato
diagnosticato l'aids, album dei Queen ottiene un grandissimo successo, pur non essendo
niente di troppo originale. "I want it all" è la canzone migliore e più conosciuta, anche
grazie al video, medium in cui i Queen sono sempre stati maestri, dalla preistoria di
"Bohemian rhapsody". "Breakthru" e "The miracle", che dà il titolo all'album, sono gli
altri singoli di successo del disco. Seguirà "Innuendo" nel 1991, poi il male più famoso
degli anni '80 porterà via il talento unico di Freddie Mercury, consegnandolo al mito del
rock.

Like a prayer

Tre anni dopo "True blue", torna Madonna, con l'ennesimo successo mondiale. "Like a
prayer" segna però un passo indietro per qualità della musica e originalità, si appiattisce
su un livello piuttosto basso e fà più parlare per gli scandali in cui miss Ciccone è
bravissima a infilarsi. "Like a prayer" in questo senso fà il botto, con il famoso e
censurato video tra croci in fiamme, stimmati e "pensieri impuri" della protagonista per
un santo: il Vaticano sbraia, la Pepsi ritira la sponsorizzazione, ma "Parlatene anche
male, purchè ne parliate" è lo slogan preferito da Madonna, che acquista una popolarità
galattica. "Express yourself", con il suo video da 5 milioni di dollari (!) ispirato al
classico dei classici, "Metropolis" di Fritz Lang, è l'ultimo successo del decennio per la
cantante del Michigan, che inizia il lungo tour mondiale "Blond ambition world tour"
che ne cementerà lo status di superstar. La ragazza che ha iniziato gli anni '80 da
sconosciuta "cantante di fila" li chiude da icona pop più famosa del pianeta, pronta ad
altri 10 anni di controversie e grandi successi.

Foreign affair

Ottiene grande successo, ma più qui in Europa che nei nativi Stati Uniti, "Foreign affair"
di Tina Turner. Il disco è soprattutto "The best", uno dei singoli più famosi degli anni '80
che imperversa tutto l'anno nelle classifiche di vendita, ma è anche "I don't wanna lose
you", secondo estratto di successo dell'album. La dinamite del rock degli anni '70 si è
trasformata negli anni '80 in una cantante raffinata e misurata, capace con la sua voce
dalla potenza unica di rendere al meglio i testi scritti per lei da alcuni dei maggiori artisti
del panorama rock mondiale. Questo disco è però anche l'ultimo veramente originale per
la Turner, che passerà gli anni '90 a rilasciare compilation e greatest hits, producendo
molto poco materiale originale di valore.

Ai Grammy, grande successo per Bonnie Raitt e Bette Midler, per Don Henley, i
Metallica e i LIving colours, con "Cult of personality". Ma l'edizione 1990 dei premi
resterà per sempre legata all'affaire Milli Vanilli, il duo premiato come migliore coppia
di esordienti, salvo poi scoprire che i due cantavano in playback, con voci di altri. I
Living colour sbancano anche gli MTV video awards, con tre statuette, meglio di loro
fanno Madonna e Paula Abdul, 4 premi a testa (e il video della Abdul non è proprio cosí
originale..). Alla notte degli Oscar inizia il dominio Disney sulle statuette musicali: la
colonna sonora de "La sirenetta" affianca "Under the sea" quale migliore canzone.

Zucchero è diventato sinonimo di successo assicurato, e spopola con "Oro incenso &
birra", che non è certo "Blues", ma nemmeno disprezzabile: "Overdose d'amore",
"Diamante" e "Madre dolcissima" sono i migliori momenti del disco, che però è più
ricordato per la scatenata "Diavolo in me" e per la scanzonata "Il mare impetuoso al
tramonto..". Termina gli anni '80 con un disco molto intimista Vasco Rossi: "Liberi
liberi" non è uno dei suoi maggiori successi, con la canzone che dà il titolo all'album,
"Ormai è tardi" e "Dillo alla luna". L'Italia è il paese di adozione dei Simply Red, che
propongono "A new flame", con la romantica "If you don't know me by now", mentre
raggiungono il primo posto anche i Simple minds, con "Street fighting years". Continua
con le sue bischerate Jovanotti, con "La mia moto" che contiene anche "Vasco". Il
singolo italiano dell'anno, dietro l'imprendibile lambada, è "Viva la mamma" di
Edoardo Bennato, mentre Francesco Salvi piazza non una, ma due "canzoni" al numero
uno. L'ultimo Sanremo degli anni '80 va alla coppia Anna Oxa-Fausto Leali, con "Ti
lascerò", davanti al solito Toto Cutugno, con "Le mamme", e ad Al Bano e Romina, con
"Cara terra mia".. ouch.. Doppio ouch perchè resta fuori dalla classifica popolare la
straordinaria Mia Martini di "Almeno tu nell'universo". Raf, almeno, con "Cosa resterà
degli anni 80" prenderà una montagna di diritti d'autore negli anni successivi, con la sua
canzone invariabile sottofondo ai vari servizi su questi anni.

Si scrive Kaoma, si legge lambada e pur tutto il 1989 e anche il 1990 significa pazzesco
successo mondiale: è il fenomeno di fine decennio, il nuovo ballo sudamericano
diffusosi come una malattia, come neanche la disco dance ai tempi della mitica "Febbre
del sabato sera", che diventa un autentico fenomeno di costume e noiosissima compagna
dell'ultima estate del decennio. Molto meno invadenti sono i Roxette, nuovo duo ai
vertici del pop, e le Bangles, che azzeccano un altro grande successo con "Eternal
flame". Bobby Brown, futuro marito di Whitney Houston e maggiore motivo dei futuri
problemi della regina del pop sbanca le classifiche con "My prerogative", i Poison si
fanno languidi per lo stesso fine con "Every rose has its thorn". "Personal Jesus" è la
prima grande hit dei Depeche mode, "Poison" rilancia la carriera del maledetto dell'hard
rock Alice Cooper. Billy Joel si converte a un pop più ruffiano con "We didn't start the
fire", la grande chitarra di Chris Rea spicca in "The road to hell".

La compilation del 1989


 I am the resurrection (The stone roses)
 Another day in paradise (P. Collins)
 Love in a elevator (Aerosmith)
 I want it all (Queen)
 Like a prayer (Madonna)
 The best (T. Turner)
 Dressed for success (Roxette)
 Sowing the seeds of love (Tears for fears)
 If I could turn back time (Cher)
 Eternal flame (Bangles)
 Personal Jesus (Depeche mode)
 Poison (A. Cooper)
 Black velvet (A. Myles)
 Lullaby (Cure)
 Mandela day (Simple minds)
 Figlio della luna (Mecano)
 Diavolo in me (Zucchero)
Gira i dischi

New York

L'omaggio di Lou Reed alla sua città ebbe ottime critiche ma non grandi vendite,
se non.. in Svizzera, dove arrivò al numero 1

Nick of time

"Nick of time" valse a Bonnie Raitt vendite milionarie e tre grammy awards, tra
cui disco dell'anno

Batman O.S.T.

La colonna sonora di "Batman" di Tim Burton fu affidata a Prince, ed ebbe un


grande successo commerciale

Paul's boutique

Il secondo album dei Beastie boys è quello che incontrò i maggior favori di critica
e pubblico

The seeds of love

L'album ebbe un costo di produzione molto elevato, di oltre un milione di sterline,


tanto da lasciare i Tears for fears quasi in bolletta

Personal Jesus

Il singolo "Personal Jesus" anticipò di quasi un anno l'uscita di "Violator", primo


grande successo commerciale dei Depeche mode

Gli altri successi del 1989


Il duo pop svedese dei Roxette ottiene grande successo con "Look sharp!", da cui
vengono estratte le energetiche hit "The look" e "dressed for success", e poi la romantica
"Listen to your heart". Sono numeri uno in tutto il mondo i Fine young cannibals, con
"the raw and the cooked" che contiene la popolarissima "She drives me crazy", e anche
"The seeds of love" dei Tears for fears ottiene grandi riscontri, grazie a "Sowing the
seeds of love". "We too are one" degli Eurythmics è materiale da classifica, ma non
all'altezza di altri lavori del duo. Si mantengono giovani Elton John, con "Sleeping with
the past" dei due successi "Healing hands" e "Sacrifice", i Rolling stones, sempre sulla
breccia con "Steel wheels" di "Mixed emotions", e sir Paul McCartney, che torna sulle
scene con "Flowers in the dirt" del successo "My brave face". Un'altra veterana del pop,
Cher, spopola con la canzone con il video girato su una portaerei in "If I could turn back
time". Sono invece debuttanti di successo Tanita Tikaram, quella di "Twist in my
sobriety", Martika, quella di "Toy soldiers", Alannah Myles, quella di "Black velvet",
ed Edie Brickell & New Bohemians, quelli di "What I am".

Trionfo per un altro duo di debuttanti, i Milli Vanilli, quelli di "Girl you know it's true",
"Girl, i'm gonna miss you", e soprattutto "Blame it on the rain". Ma non é tutto oro ciò
che luccica: nella primavera del 1990, si scopre che i due nelle canzoni campioni delle
hit parade in realtà avevano messo solo la faccia: la voce era in realtà di un trio di
cantanti dietro le quinte, e i Milli muovevano solo la bocca. Lo scandalo che ne segue
provoca un forte esaurimento nervoso per uno dei due, che di lí a poco preferirà il
suicidio alla vergogna. Tristi storie, negli anni 80 della musica.. I Cure vanno in
classifica con "Disintegration" della claustrofobica "Lullaby", i Simple minds esplorano
il loro lato più impegnato con "Street fighting years" di "Mandela day" e "Belfast child".
Grazie al successo di "Rhytm nation" Janet Jackson si toglie l'etichetta di "piccola" di
casa, mentre la colonna sonora di "Batman", curata da Prince, è uno degli album più
venduti dell'anno, mentra tra i singoli spopola Paula Abdul con "Forever your girl". Le
ultime due hit dell'anno e del decennio sono "We didn't start the fire" di Billy Joel e
"Another day in paradise" di Phil Collins.

Meteore di mezza estate

Francesco Salvi, al numero uno con "C'è da spostare una macchina" e "Esatto!" sa
troppo bene di non essere un cantante per poter rientrare nella categoria delle meteore
canore, e perciò cede volentieri il posto a Rocco & the carnations, che con "Marina"
riescono a imbucarsi per un mese alla festa delle celebrità canore prima di tornare alla
grigia vita di tutti i giorni (che poeta..). "Figlio della luna" è invece il grande successo
del 1989 degli sconosciuti Mecano, che poi torneranno subito dopo ad esserlo,
sconosciuti. Nel corso dell'anno transitano i Kaoma, quelli dalla lambada "originale", e
poi un sacco di gruppi che sfruttano il successo momentaneo del ballo, ma durano il
tempo di una serata. "Pump up the jam" dei Technotronic & Felly sfrutta l'altra moda del
momento, quella della musica elettronica da discoteca.

Si chiudono con un anno relativamente scarso di avvistamenti gli anni '80 delle meteore,
con fenomeni che ricorderemo sempre, come Alan Sorrenti, Alberto Camerini, i
Rockets, i Righeira, Falco, Plastic Bertrand, Samantha Fox.. anche grazie ai loro
successi di una o due estati, gli anni '80 della musica sono stati divertenti, colorati,
emozionanti come pochi altri.

Persi e ritrovati
Doolittle

Sono rari, nella storia della musica, i casi di artisti unanimemente ritenuti punti di
riferimento, influenze imprescindibili per stili e generi successivi, e ai Pixies è toccato
questo privilegio, tanto da farli ritenere alla critica i precursori del grunge "a la Nirvana"
e della musica indie degli anni '90. In "Doolittle", uscito proprio sul finire degli anni '80,
come del resto nella maggior parte dei loro lavori, riecheggiano note e distorsioni
dell'epoca punk, che sembravano perse negli anni del pop, testi sconclusionati, pugni di
energia rock alternati a smielate ballate. Un disco straniante e affascinante, spigoloso e
accogliente come una coperta di lana, in cui convivono gli opposti, che i Pixies sono
maestri nel governare. Le citazioni sono molte, e spesso dotte: "Debaser", secondo la
critica la migliore canzone del disco, fà riferimento al film surrealista di Luis Bunuel e
Salvador Dalí "Un cane andaluso", un cortometraggio onirico composto da tante scene
stranianti, "Monkey gone to heaven" parla di un tema molto caro alla band, quello della
catastrofe ambientale a cui sta andando incontro il mondo, nello specifico la distruzione
degli oceani, ma anche della relazione dell'uomo con il divino, e il suo opposto ("If Man
is 5, then the devil is 6, then God is 7"). E i riferimenti biblici abbondano in "Dead" e
"Gouge away", con le storie di Davide e Betsabea e Sansone e Dalila. Il disco dei Pixies
è il manifesto della rivoluzione che stava arrivando da Seattle, anticipata al crepuscolo
degli anni '80 da questo enigmatico, caotico, epico quartetto di Boston.
La musica del 1988

It takes a nation of millions

Uno dei più grandi album rap/hip-hop di sempre, una pietra angolare per il genere e per
tutta la storia della musica, "It takes a nation of millions to hold us back", secondo album
dei Public enemy, esplose con il fragore di una bomba e costrinse tutti a prendere
coscienza del genere rap. Sono i testi delle canzoni a separare questo disco da tutto
quello che era stato fatto in precedenza: nelle rime dei Public enemy c'è la ribellione
della strada, la ricerca del rispetto, la voglia di autodeterminazione, il rifiuto di accettare
la realtà confezionata per le masse da chi manipola i pulsanti nella stanza dei bottoni.
"Don't believe the hype" è in tal senso l'esempio principale, "Non credere alle
montature", alle falsità del sistema che riscrive la storia in continuazione per adeguarla
alle necessità di chi comanda. Da questo album in poi, il rap verrà considerato musica di
rottura e in grado come nessun altro genere di esprimere la rabbia della quotidianità,
anche per molti artisti bianchi che seguiranno. I PE intanto, diventano i discepoli del rap,
e con "Fight the power" daranno musica e parole al celebrato film di Spike Lee "Do the
right thing".

Disco dell'anno
Rattle and hum

"Rattle and hum", il viaggio americano degli U2, è il simbolo della nuova
consapevolezza di Bono e soci, che ormai non sbagliano un disco nemmeno volendolo.
Se infatti questo album non è "The Joshua tree", è comunque un'altra splendida
performance per i quattro di Dublino, con sonorità nuove e più ricercate che li proiettano
verso gli anni '90 in cui saranno protagonisti assoluti della scena musicale. "Desire" e
"All I want is you" sono i due brani migliori del disco, "Angel of Harlem" e "When love
comes to town", splendido duetto blues con B.B. King, gli altri due estratti come
singolo. Gli U2 hanno avuto una parabola luminosissima negli anni '80, aperti come
gruppo alternativo che ancora non capiva le proprie potenzialità e chiusi da gruppo rock
più famoso del mondo: apriranno gli anni '90 con un suono totalmente nuovo e un disco
che dividerà pubblico e critica, "Achtung baby".
Faith

Il primo album da solista dell'ex 50% degli Wham George Michael esce a fine 1987, ma
domina le classifiche mondiali nel 1988, grazie soprattutto ai primi due singoli estratti.
La canzone che dà il titolo al disco, "Faith", è una facile ballata pop stile Wham, con un
video semplice ma memorabile, ma è l'altra canzone che dà veramente il tono al disco e
alla successiva produzione di Michael. "I want your sex" propone fin dal titolo, e poi con
il video in cui Michael amoreggia con la fidanzata dell'epoca, la nuova versione anni '90
di George Michael, non più il ragazzo dalla faccia pulita dei primi anni '80, ma il ribelle
e cattivo soggetto dalla barba accuratamente non tagliata. Con tutto quello che gli
succederà in seguito, anche questa versione non sarebbe stata definitiva, ma intanto
Michael entra negli anni '90 da campione del pop e dei sogni delle donne.

New Jersey

Dopo "Slippery when wet" i Bon Jovi sono diventati un successo garantito e quasi
scontato, una specie di jukebox di numeri uno in cui inserire una moneta e scegliere un
brano a caso, sicuri che sarà una nuova hit. "New Jersey" non ha infatti alcuna
originalità, ma prosegue alla grande sulla scia del successo del precedente album, con
canzoni di finto hard rock, molto più invece pop rock orecchiabile e dai ritornelli
azzeccatissimi. "Bad medicine" e "Born to be my baby" sono i due maggiori pezzi rock,
"I'll be there for you" e "Lay your hands on me" le ballate anche romantiche che i
milioni di fans del gruppo sono ormai abituati ad aspettarsi dai nuovi re del rock della
costa atlantica. E se qualcosa non è rotto, perchè aggiustarlo?

If I should fall from grace with God

I Pogues, strano gruppo di musica punk celtica, di formazione inglese, ma che


suonavano musica folk irlandese con gli strumenti della tradizione, sono stati per un
breve periodo di tempo famosi grazie soprattutto al carisma e agli eccessi del loro leader
storico, Shane MacGowan, il cantante dai denti marci e dalla voce roca come carta
abrasiva. Ma che musica poderosa, riuscivano a fare, nei loro momenti migliori, che
emozioni da quella voce roca! In questo album, il migliore secondo la critica, c'è la
bellissima "Fairytale of New York", con l'essenziale collaborazione di Kirsty MacColl,
più volte votata come miglior canzone natalizia di sempre, sebbene il testo sia tutto
fuorchè natalizio, pieno di parolacce che si scambiano due ex innamorati che hanno
perso per strada i sogni giovanili. Ma la musica è talmente bella ed emozionante che si
capisce subito perchè abbia avuto un tale successo nel tempo. "Bottle of smoke", una
veloce ballata folk grondante di parolacce, ma divertente, troppo divertente, è l'altra
canzone principale di un disco strano, ma dotato di una potenza assai rara. Come i
Pogues, anarchica parentesi di vitalità nella scena rock inglese degli anni '80.

Tracy Chapman

La 24enne cantautrice folk Tracy Chapman dimostra che può bastare ancora la sola
voce, senza effetti speciali, senza raggi laser e lustrini, per conquistare pubblico e critica
(tanti premi e oltre 20 milioni di copie vendute, uno dei debutti di maggior successo
della storia). Il suo omonimo album di debutto è una vera gemma, che ci regala una voce
straordinaria che canta di vite comuni e dei loro problemi quotidiani, una vera Bob
Dylan al femminile in un panorama musicale che sul finire degli anni '80 si stava
svilendo a suon di lambada e musica elettronica campionata. "Fast car", "Talkin' bout a
revolution", la canzone più impegnata e politica dell'album, e poi la più romantica "Baby
can I hold you" sono i tre estratti di maggior successo del disco, una vera boccata di
ossigeno per chi continua a credere che la musica sia prima di tutto voce e parole, senza
fronzoli.

Ai Grammy, l'album dell'anno è "Faith" di George Michael, la canzone la fastidiosa


"Don't worry, be happy" di Bobby McFerrin. Tracy Chapman vince come miglior
esordiente e artista pop femminile, Tina Turner è la migliore artista rock, gli U2 il
miglior gruppo. Premio anche per "Brasil" dei Manhattan transfer. Agli MTV awards
fanno il pieno gli INXS, con cinque statuette, nessuna fortuna per George Harrison e gli
U2, due video e otto nomination a testa, ma nessun premio. Gli Squeeze con "Hourglass"
vincono i premi tecnici. Alla notte degli Oscar brilla Carly Simon, con "Let the river
run" dalla commedia "Una donna in carriera".

Spopolano gli album di Tracy Chapman, Sting e Terence Trent d'Arby, mentre i
maggiori successi nazionali sono quelli di Antonello Venditti, con "In questo mondo di
ladri", e il duo Dalla-Morandi, che reinterpretano a vicenda classici dell'amico. Grande
debutto per Luca Carboni con l'album omonimo, con le melanconiche "Silvia lo sai" e
"Farfallina", successo anche per Eros Ramazzotti, con "In certi momenti", comunque
non proprio l'album più convincente della sua carriera. Non ha lo stesso successo dei
trionfi di qualche anno prima "Fisiognomica" di Franco Battiato, eppure contiene la più
bella canzone d'amore italiana di sempre, "E ti vengo a cercare", e l'altrettanto splendida
"Un oceano di silenzio". Ma si, meglio mettere da parte i soldi per "Jovanotti for
president": il futuro bravissimo cantautore toscano per ora fà il bischero con il suo rap da
due soldi di "Gimme five" e "È qui la festa?". A Sanremo, almeno, vince la qualità
di Massimo Ranieri con "Perdere l'amore", davanti all'eterno secondo Toto Cutugno e a
Luca Barbarossa, che con "L'amore rubato" parla del tremendo tema della violenza sulle
donne. Tra le nuove proposte vengono snobbati Giorgia e Biagio Antonacci, ma il tempo
sarà galantuomo..

"Don't worry, be happy" di Bobby McFerrin è tormentone impossibile da evitare come


pochi altri ne sono capitati, Rick Astley doppia il successo di "Never gonna give you up"
con "Together forever", mentre Phil Collins reinterpreta "A groovy kind of love", messa
anche in italiano da Ivan Graziani, per il film che lui stesso interpreta e che nessuno vede
"Buster". Michael Jackson imperversa per tutto l'anno con i singoli da "Bad", Terence
Trent d'Arby va al numero uno con "Wishing well". I Pet shop boys azzeccano la loro
formula per il successo con "Always on my mind", Belinda Carlisle ottiene un grande
successo con "Heaven is a place on Earth", l'eterea Enya incanta con l'onirica "Orinoco
flow". I New kids on the block cominciano ad ammorbare il mondo con la piaga delle
boyband grazie a "Hangin' tough", altrettanto giovane è l'australiana Kylie Minogue, che
debutta al numero uno con "I should be so lucky".

La compilation del 1988


 Don't believe the hype (Public enemy)
 All I want is you (U2)
 Faith (G. Michael)
 Born to be my baby (Bon Jovi)
 Fast car (T. Chapman)
 Fairytale of New York (The Pogues)
 I should be so lucky (K. Minogue)
 A groovy kind of love (P. Collins)
 Don't worry, be happy (B. McFerrin)
 Patience (Guns 'n Roses)
 Heaven is a place on Earth (B. Carlisle)
 Gimme hope Jo'hanna (E. Grant)
 Tomorrow people (Z. Marley)
 E ti vengo a cercare (F. Battiato)
Gira i dischi

Surfer Rosa

Il primo album completo dei Pixies è considerato uno dei lavori che ha più
influenzto i gruppi del futuro movimento alternative

The seventh one

"Pamela" è l'unico successo del settimo album in studio dei Toto, che non
raggiunge grandi livelli di vendite

Forever your girl

L'album di debutto di Paula Abdul arrivò al numero uno ben 64 settimane dopo la
sua uscita, un record ancora imbattuto

Vivid

Nel disco di esordio dei Living colour, la grande hit "Cult of personality" (in cui
citano anche Mussolini)

Out of this world

"Superstitious" è l'unica canzone di rilievo nell'album "post final countdown"


degli Europe

Tougher than leather

Insieme al disco, i Run DMC girarono anche un film dallo stesso titolo che li vede
protagonisti. Niente Oscar..


Green

Fedeli al messaggio ecologista del disco, i R.E.M. rilasciarono anche copie


promozionali con la copertina di tessuto

Naked

Ottavo album in studio per i Talking heads: solo tre anni dopo si saprà anche che
era l'ultimo

Gli altri successi del 1988

Eric Clapton fà il punto su una grande carriera con "Crossroads", che contiene i suoi
migliori lavori da solista e come parte dei Cream, degli Yardbirds e dei Derek and the
dominos, "Reg strikes back" è il successo di Elton John, grazie soprattutto a "A word in
spanish". Debutta in tutta la freschezza dei suoi 20 anni l'australiana Kylie Minogue, in
un album in cui spiccano la cover di un classico degli anni '60, "The loco-motion", e un
inedito di grande successo, "I should be so lucky". A dimostrazione che al grande
pubblico i Beatles piaceranno sempre, grandi vendite per "Imagine: John Lennon",
grandi classici dei quattro di Liverpool scritti da Lennon che fanno parte del
documentario sulla sua vita. Freddie Mercury si inventa un progetto alternativo ai Queen
con la soprano Montserrat Caballé, con cui canta "Barcelona". I Pink Floyd (versione 3
cilindri) racchiudono il poco buono che hanno fatto da soli e alcuni classici dell'era
Waters in "Delicate sound of thunder", l'album live che porteranno poi in tour mondiale
fino alla famigerata serata di Venezia in cui praticamente distruggono la città lagunare
(ovvio, non loro direttamente..). I Guns 'n roses approfittano del successo dell'album di
esordio per spacciare come inedito un album di b-sides, "Lies": "Patience" li salva dalla
capitolazione. "Green" dei R.E.M. contiene "Orange crush" e "Stand", i primi due singoli
al numero uno per il gruppo della Georgia, che arriva finalmente al grande successo
commerciale.

I Metallica danno spessore al loro thrash metal con un album acclamato dalla critica e
dal pubblico, con canzoni che parlano delle guerre ingiuste, della censura e del rischio
nucleare: "..And justice for all" vende otto milioni di copie e li porta fuori dai circoli
underground, alle grandi masse che ne faranno uno dei gruppi di maggior successo degli
anni '90. Sono invece già padroni delle classifiche di vendita, almeno di quelle inglesi,
gli Iron maiden, al loro settimo album, "Seventh son of a seventh son". "Can I play with
madness" è la canzone scelta per promuovere il disco, anche con un suggestivo video.
Non è solo l'anno dei Public enemy, anche Dr.Dre, Ice cube e i N.W.A. rilasciano un
disco di importanza fondamentale nella storia del rap, almeno di quello che verrà poi
conosciuto come "gangsta rap": "Straight outta Compton" descrive la vita del ghetto
dell'omonimo quartiere di Los Angeles con drammatica partecipazione. Molto meno
impegnati sono i New kids on the block: "Hangin' tough" segnala l'arrivo dell'epidemia
boyband.

Meteore di mezza estate

Tullio De Piscopo é un'altra meteora non proprio tipica, certo é che il successo che
ottiene con "Andamento lento", in seguito se lo puó solo sognare.. cosí come la Steve
Rogers band, tormentone dell'estate con "Alzati la gonna" e poi tornata al ruolo di
gruppo supporter di Vasco Rossi. Belinda Carlisle é una stella molto luminosa solo
nell'estate 1988, con "Heaven is a place on heart" e "I get weak", ma non regge il
confronto con l'autentica meteora dell'anno, la francese Guesch Patti.

Con un video per l'epoca molto provocante e oggetto di vari dibattiti in merito alla liceità
di trasmettere tutto a tutte le ore, ottiene un grandissimo successo per la sua "Etienne":
poi, sparirà dalla circolazione. Francesi sono anche gli A caus' des garcons, 15 minuti di
fama con la canzone omonima, e Vanessa Paradis, che con un filo di voce "canta" "Joe
le taxi". Transitano nei cieli molto velocemente anche tre interpreti di reggae: Eddy
Grant, con "Gimme hope Johanna", Ziggy Marley, figlio del grandissimo Bob, con
"Tomorrow people" e gli Afrika Bambataa, che spopolano con "Reckless", in
coproduzione con gli UB40. I Bros anticipano la mania delle boyband, con "When will I
be famous?": per fortuna, mai. Arriva al numero uno anche la scanzonata banda di
Renzo Arbore, con "Si, la vita é tutta un quiz", stesso exploit rischia anche Gerry Scotti
con "Smile". "Faccia da pirla" è il lascito alla storia della musica di tale Charlie, mentre
Yazz and the plastic population (..) cantano che "The only way is up".. almeno per loro,
non sarà cosí. Anno di musica per palati fini, il 1988..

Persi e ritrovati
Daydream nation

Con il loro quinto album, l'ultimo prima di passare ad una major, i Sonic
youth realizzano un disco che avrà un'importanza unica nel futuro movimento del rock
alternativo americano che dominerà le scene negli anni '90, riconosciuto dai più
importanti interpreti della scena indie come ispirazione decisiva per la loro musica.
"Daydream nation" rende omaggio alla cultura cyberpunk che ha ispirato a lungo il
gruppo newyorkese e al suo più illustre interprete, William Gibson, soprattutto a
"Neuromancer", romanzo fondamentale di quella cultura. In mezzo ai suoni distorti delle
chitarre che sarà poi marchio di fabbrica dell'alternative rock degli anni '90, i Sonic
youth sono abbastanza furbi da lasciar cadere anche una canzone molto più facile di
ascolto, "Teen age riot", l'unico vero successo commerciale del disco. Ma sarebbe come
ridurre gli Yes a "Owner of a lonely heart" o i Genesis a "Invisible touch": la vera forza
del disco sta infatti proprio in quelle chitarre distorte, in questi testi criptici e surrealisti
("She's a beautiful mental jukebox, a sailboat explosion, a snap of electric whipcrack",
cantano in "Hey Jonie", omaggio alla Mitchell) che ne hanno fatto un esempio
clamoroso di unanime giudizio tra i critici. Quando si arriva a scrivere che questo album
"dimostra che il rumore e l'arte di avanguardia possono essere incorporati in rock, con
risultati a dir poco sconvolgenti", significa che questo disco ha veramente colpito le
coscienze e rimane, a oltre 25 anni di distanza dall'uscita, un classico.

La musica del 1987

The Joshua tree

Il quinto album in studio degli U2 è quello che, secondo Rolling stone, li fa passare "da
eroi a superstar", e non a caso le vendite milionarie testimoniano che tutti, ormai, si sono
accorti dei quattro di Dublino. Ispirato all'America, già dalla scelta dell'albero di yucca
fotografato nel deserto del Mojave in Arizona che dà anche il titolo al disco, contiene
almeno tre classici del loro repertorio: "With or without you", canzone dell'anno e forse
del decennio, "Where the streets have no name" e "I still haven't found what I'm looking
for". Il suono più crudo dei primi abum si è addolcito grazie al sapiente lavoro del
produttore Brian Eno, e la cura del prodotto è manifesta nei video che accompagnano i
brani, dal suggestivo bianco e nero di "With or without you", alla camminata tra la gente
di Las Vegas in "I still haven't found", all'esibizione sul tetto di "Where the streets have
no name", omaggio ai Beatles. Passati per una lunga gavetta, gli U2 si sono fatti le ossa
per il successo mondiale che li avvolge dopo uno dei migliori album degli anni '80, tanto
da guadagnarsi credito per qualche passaggio a vuoto in quella che sarà comunque una
carriera costellata di gemme.

Disco dell'anno
Bad

Pensare di ripetere il successo di "Thriller" era irrealistico, persino per Michael Jackson,
eppure "Bad" ci arriva talmente vicino che alla fine 30 milioni di dischi venduti, 5
singoli al numero uno delle classifiche e un videogioco sono un bel modo di "non
ripetere lo stesso successo". Del resto, quando il video che lancia l'album è diretto da
Martin Scorsese e crea la stessa aspettativa di un film di Hollywood, non potrà essere un
album come gli altri. "Bad" dà il titolo al disco ed è il secondo estratto dall'album, ma il
primo e anche successo maggiore del lavoro è "I just can't stop loving you". Seguono gli
altri tre numeri uno "The way you make me feel", "Man in the mirror" e "Dirty Diana",
mentre "Smooth criminal" diventa anche un videogioco. Il successo planetario di Jacko
sarà amplificato dal tour mondiale del disco, al termine del quale sarà unanimemente
riconosciuto come il nuovo re del pop. Purtroppo, sarà anche il suo vero, ultimo lavoro
originale, negli anni '90 inizieranno le stranezze che faranno molto più notizia delle
canzoni.

Whitney

Primo album di una artista femminile ad aprire al numero uno nella settima di uscita, il
secondo album di Whitney Houston consacra la stella della stupenda cantante. "I wanna
dance with somebody" spopola, grazie anche al video che mostra la trascinante vitalità di
Whitney, mai più cosí bella, allegra, frizzante. La canzone è uno dei maggiori successi di
tutto il decennio e trascina un album forse non all'altezza di quello di debutto, ma che
comunque contiene altre bellissime canzoni, per la maggioranza del genere romantico-
melodico, come "Didn't we almost have it all", "So emotional", "Love will save the day"
e "I know him so well". La carriera di Whitney è nella fase di massima ascensione, e
raggiungerà il picco nei 5 anni successivi, con un altro grande successo discografico,
"I'm your baby tonight", uno cinematografico, "The bodyguard", e quella che viene
considerata la migliore versione dell'inno americano mai cantata in un Superbowl, nel
1991, mentre infuria la guerra del Golfo. Poi, purtroppo, la parabola comincerà la fase
discendente.

Sign o' the times

L'album della consacrazione definitiva per Prince, che ancora si fà chiamare cosí, ma ha
lasciato per strada i Revolution, in una azzeccatissima fusione di funk, soul, pop
psichedelico e rock, con testi molto legati all'attualità, a cominciare ovviamente dalla
title-track. In "Sign o' the times", ricordata anche per l'originale, almeno all'epoca, video
in cui le parole del brano diventano protagoniste, Prince parla innanzitutto di aids, "la
grossa malattia con un piccolo nome", e poi di gang giovanili, di madri in miseria e
sprechi per la corsa allo spazio, anhe quando una navicella è esplosa (riferimento alla
tragedia dello Shuttle del 1986). È come guardare il telegiornale, eppure la presa di
coscienza sullo stato dei tempi di un artista come Prince rende tutto più rilevante, più
importante. Con ottimo riscontro di vendite, ma non all'altezza di "Purple rain", è invece
l'album di Prince più osannato dalla critica, presente in tutte le classifiche degli album da
ricordare degli anni '80, e secondo la rivista "Time out", il migliore della storia.

Appetite for destruction

Album di debutto tra i più trionfali della storia del rock per Axl Rose e soci, i Guns n'
roses, nuovi eroi dell'hard rock. Obiettivamente, difficile fare meglio di cosí, in un
album che contiene quelli che diventeranno due autentici inni, "Welcome to the jungle" e
"Paradise city", e forse le due migliori ballate romantiche del gruppo, "My Michelle" e
"Sweet child o' mine". La formula del gruppo è vecchia, ma vincente, tutti hanno il fisico
e i tatuaggi giusti per passare per "ragazzi difficili", il leader Axl ha la presenza scenica e
la voce graffiante di un giovane Robert Plant, il chitarrista Slash la tecnica per essere
considerato tra i migliori della sua generazione, se non il migliore, e per fare da spalla ad
Axl. L'arco della carriera del gruppo sarà luminosissimo, grazie soprattutto ai due doppi
album di "Use your illusion", ma breve: "The spaghetti incident?", grande album di
cover del 1993, sarà il loro ultimo lavoro nella formazione originale, troppi i contrasti tra
i membri del gruppo, soprattutto tra i due leader.

Nothing like the sun

Secondo album da solista, secondo grande successo per Sting. Disco molto intimista e
malinconico, come ben rappresentato nella bellissima "Fragile", omaggio di Sting alla
madre da poco scomparsa, e anche ispirato dalla militanza dell'artista per le cause civili,
che si ritrova nella struggente "They dance alone", invettiva contro il regime di Pinochet
e omaggio alle madri dei "desaparecidos" del regime cileno. "We'll be together" e
soprattutto "Englishman in New York", con il famoso video in bianco e nero, sono
invece i brani con cui Sting vuole rappresentarsi all'esterno, una nuova versione dello
scanzonato protagonista dell'era Police, ora maturato e diventato artista serio e misurato,
pronto a raccogliere il grande successo che gli arriderà negli anni seguenti.

Kick

A volte basta un riff azzeccato, poche note sincopate ma splendidamente congegnate, ed


è subito storia: per gli australiani INXS succede con "Need you tonight", una delle
canzoni di maggior successo della decade, con un video semplice ma di grande effetto.
Michael Hutchence è la voce, e per le donne il volto e il corpo, del gruppo australiano,
che ottiene il trionfo mondiale con un album in cui ci sono un paio di altri pezzi
all'altezza della super hit. "New sensation" e "Never tear us apart" sono gli ottimi
"contorni" della portata principale, "Devil inside" un dessert non troppo pesante di un
pranzo musicale ricco, ma anche destinato a non avere seguiti all'altezza. La drammatica
morte del leader a soli 37 anni nel 1997 segnerà la fine del sodalizio.

Cloud nine

Stanco di essere considerato per una intera carriera solo "il terzo di John e Paul", George
Harrison tira fuori un album da fuoriclasse, con un singolo memorabile e un video che fà
addirittura epoca. "Cloud nine" è l'album, "Got my mind set on you" il singolo e il video
che sbancano le classifiche. La canzone non è inedita, ma una cover di uno sconosciuto
brano di Rudy Clark, originale è invece il video che la accompagna, in cui gli animali
della stanza dei trofei di Harrison prendono vita e si mettono a cantare e ballare. Oltre a
"My mind", buon successo anche per "When we was fab", tributo all'era Beatles, nel cui
video Harrison e Ringo Starr suonano insieme.

Se agli A-ha era servito un furgone per portare a casa i premi vinti agli MTV music
awards nel 1986, Peter Gabriel deve noleggiare un container, visto che "Sledgehammer"
gli frutta ben 10 moonmen. I Talking Heads riescono a vincere due premi, ma solo
perchè Gabriel non può gareggiare anche nella categoria gruppi, e gli U2 vincono il
prestigioso riconoscimento del premio del pubblico per "With or without you". "The
Joshua tree" è anche album dell'anno ai Grammy awards, che riconoscono, tra gli altri, la
grande voce di Whitney Houston e i dischi di Sting e Bruce Springsteen. L'Oscar per la
migliore canzone va a "The time of my life", tema del film "Dirty dancing".

Arriva finalmente il momento di Amedeo Fornaciari, in arte Zucchero, più volte avvilito
dall'esito delle partecipazioni a Sanremo. "Blue's" è l'album italiano di maggior successo
degli anni '80 dopo la "Voce del padrone" di Battiato, grazie a una serie di canzoni
solidissime, dalle divertenti "Pippo", "Con le mani" e "Solo una sana e consapevole
libidine", alle poetiche "Dune mosse" e "Senza una donna". C'è un nuovo numero uno
nel panorama musicale italiano. Numero uno consolidato da tempo è Vasco Rossi, che
torna con "C'è chi dice no", in cui il miglior brano è la romantica "Vivere una favola".
Grande ritorno anche per Edoardo Bennato, con la furba "Ok Italia". A Sanremo trionfa
la collaborazione Tozzi-Morandi-Ruggeri, con "Si può dare di più", che poi vincono
anche l'Eurofestival con "Gente di mare". Secondo e terzo posto a Sanremo per gli
aficionados Toto Cutugno, con "Figli", e Al Bano e Romina, con "Nostalgia Canaglia".
Tra le nuove proposte, vince Michele Zarrillo, con "La notte dei pensieri". Spagna
azzecca un'altra hit, con "Call me", mentre finisce in classifica anche "Alleluja",
tentativo musicale per beneficenza di alcuni giocatori di calcio, le "Football stars".

È l'anno del fenomeno "La bamba": la band chicana di East Los Angeles Los
Lobos sforna uno di quei successi clamorosi e imprevisti che ogni tanto capitano nella
storia della musica pop e durano una sola stagione. Altri numeri uno dei singoli sono i
Bon Jovi, con "Livin' on a prayer", gli U2, con "With or without you", Whitney
Houston, con "I wanna dance with somebody" e "Didn't we almost have it all", le due
teenagers Debbie Gibson e Tiffany. Grande successo per il meritorio Ferry Aid,
supergruppo inglese sulle orme di Band Aid, che reincide "Let it be" dei Beatles, i cui
incassi vanno alle famiglie delle vittime del porto di Zeebrugge, in cui perdono la vita
quasi 200 passeggeri di un traghetto. George Michael prima duetta con Aretha Franklin
in "I knew you were waiting for me", poi da solista a fine anno domina le classifiche con
"Faith", uno dei singoli di maggiore successo del 1988. L'anno è molto rosa, con i
successi delle Bangles, "Walk like an egyptian", di Madonna, "Open your heart", di
Belinda Carlisle, "Heaven is a place on Earth", e della sconosciuta Lisa Lisa, prodotto
della factory di Prince. Sono numeri uno da "one shot" anche gli Starship, con
"Nothing's gonna stop us now", e i Cutting Crew, con "I just died in your arms".
Successo a sorpresa per la schiva cantautrice Suzanne Vega, con la sua storia di infanzia
rubata, "Luka".

La compilation del 1987


 With or without you (U2)
 Where the streets have no name (U2)
 Bad (M. Jackson)
 I wanna dance with somebody (W. Houston)
 Sign o' the times (Prince)
 Let it be (Ferry Aid)
 Paradise city (Guns 'n roses)
 Welcome to the jungle (Guns 'n roses)
 Fragile (Sting)
 Englishman in New York (Sting)
 Need you tonight (INXS)
 Got my mind set on you (G. Harrison)
 Everywhere (Fleetwood Mac)
 Hysteria (Def Leppard)
 Brilliant disguise (B. Springsteen)
 La bamba (Los Lobos)
 It's the end of the world as we know it (R.E.M.)
 Faith (G. Michael)
 Si puo' dare di piu' (Tozzi-Morandi-Ruggeri)
 Con le mani (Zucchero)

Gira i dischi

Kiss me kiss me kiss me

"Why can't I be you" continua la tradizione dei video originali e di grande


atmosfera della band di Robert Smith

Running in the family

Il settimo album dei Level 42 è quello del successo, grazie alla canzone che dà il
titolo al disco e a "Lessons in love"

Islands

Insieme al disco, lo sperimentatore Mike Oldfield fece uscire una videocassetta


con video che usavano animazione computerizzata

The princess bride O.S.T.

Il leader dei Dire Straits è anche compositore di colonne sonore, qui del cult
movie "La storia fantastica"

Crest of a knave

A sorpresa, l'album valse ai Jethro Tull il grammy per miglior disco hard
rock/metal di un gruppo, loro che metal certo non erano..

Clutching at straws

Sulla copertina di fronte e sul retro compaiono tra gli altri Dylan Thomas, Truman
Capote, John Lennon, James Dean e Jack Kerouac

Radio Kaos

Il secondo album solista di Roger Waters è un tentativo non troppo riuscito di


concept album tipo "Pinball wizard" degli Who

Hysteria

Uno degli album di maggior successo degli anni '80, con oltre 20 milioni di copie
vendute e sette singoli entrati in classifica

Gli altri successi del 1987


Mostrano una invidiabile capacità di resistere al passare del tempo i Fleetwood Mac,
gruppo di successo degli anni '70 capaci di un grande disco anche a fine anni '80: "Tango
in the night" ottiene grandi riscontri grazie a "Little lies" e a "Everywhere". In tema di
longevità, pochi la sanno più lunga di David Gilmour e dei suoi due compari: "A
momentary lapse of reason" è il primo disco dei Pink Floyd post Roger Waters e ha
grandi vendite grazie a "Learning to fly" e "On the turning away". Non fà i numeri a cui
è abituato "Tunnel of love" di Bruce Springsteen, nonostante la presenza di "Brilliant
disguise". Segno opposto per i Def Leppard, quelli del batterista senza un braccio, che
hanno vendite multimilionarie con "Hysteria", grazie alla canzone omonima e a "Pour
some sugar on me".

"Rag doll" trascina in alto "Permanent vacation" degli Aerosmith, i Cure non sono più
oggetto di culto per pochi e "Why can't I be you?" proietta a grandi numeri "Kiss me,
kiss me, kiss me". Il debutto dell'anno è invece quello di Terence Trent D'Arby, con "If
you let me stay" singolo di successo da "Introducing the hardline according to..". Fà
centro invece al secondo album da solista l'ex leader delle Go-Go's, Belinda Carlisle, con
"Heaven is a place on Earth" a trainare le vendite del quasi omonimo album "Heaven on
Earth". Sono al secondo album anche i Pet shop boys, con "It's a sin" clamoroso
successo mondiale dall'album "Actually". Nonostante il titolo dell'album, "Music for the
masses", invece, i Depeche mode sono ancora un gruppo di nicchia: raggiungeranno il
grande successo di pubblico negli anni '90.

Meteore di mezza estate


Tiffany o Debbie? L'America non sa decidersi su chi sia la nuova fidanzatina della
nazione tra le due teenagers, e le ama con passione entrambe, almeno per una gloriosa
stagione. Inizia la 17enne Debbie Gibson, con "Out of the blue" e il singolo di successo
"Only in my dreams", che porterà l'album a vendere tre milioni di copie. Esce a fine
anno l'album della 16enne Tiffany, che fà meglio di Debbie, con "I think we're alone
now" e "Could've been" va al numero uno dei singoli, e poi a inizio 1988 scalza George
Michael dalla vetta della classifica degli album. Avranno entrambe un altro album di
discreto successo prima di sparire dalla circolazione. In Europa, si abbatte sulle piste da
ballo la prorompente Sabrina Salerno, risposta italiana a Samantha Fox: "Boys" spopola
ovunque grazie anche al supporto del video che mostra le notevoli grazie della cantante
ligure. Passa dalla pubblicità dei blue jeans al primo posto delle classifiche Nick Kamen,
con "Each time you break my heart", sponsorizzato da Madonna, ma con voce
praticamente inesistente: durerà il tempo di un lavaggio a 60 gradi. Le sorelle Mel &
Kim Appleby fanno una doppietta di hit, con "Respectable" e "Showing out", e poi di
loro non si sà piú niente, se non che purtroppo nel 1990 Mel morirà per una grave
malattia. Rick Astley é un altro dei fenomeni parastatali dell'anno, con la vendutissima
"Never gonna give you up". Detto che vanno in classifica anche tale Richenel, con
"Dance around the world", la sconosciuta francese Caroline Loeb con l'irritante "C'est la
ouate" e anche gli Off (?), con "Electrica salsa" (!), a fine anno piombano in cima alle hit
parade il fenomeno M.A.R.S.S., con "Pump up the volume". Storie di grande musica, nel
1987..

Persi e ritrovati
Document

Se dovessi paragonare i R.E.M. a un artista italiano, li avvicinerei a Franco Battiato: sia


il gruppo della Georgia che il cantautore siciliano hanno avuto un lungo periodo in cui
facevano musica colta, sperimentale, forse troppo colta e sperimentale per poter essere
veramente capiti e amati, prima di decidere che una "contaminazione" un po' più
commerciale non li avrebbe, in fondo, feriti a morte. Prima di arrivare a "Bandiera
bianca", provenendo da "Fetus" e "Pollution", Battiato passò da un più "digeribile"
"L'era del cinghiale bianco", prima del successo mondiale di "Out of time", per i R.E.M.
c'è stato "Document". Ultimo album per l'etichetta indipendente I.R.S. Records,
"Document" fà sentire finalmente il suono giusto di quello che sarà uno dei più
importanti gruppi rock degli anni '90. Ci vuole la scanzonata lista di cose e personaggi
che popolano la fine del mondo di "It's the end of the world as we know it (and I feel
fine)" per far uscire dal guscio e dai testi criptici dei primi album Michael Stipe e soci, in
un album che ha altri ottimi momenti in "Finest worksong" e "The one I love", il primo
singolo da top ten di quella che diventerà una lunga lista. Il gruppo più amato dalle radio
universitarie e indipendenti dai tempi di "Radio free Europe" non è ancora pronto al
decollo, ma sta rullando in pista a grande potenza..
La musica del 1986

So

Al quinto album da solista, Peter Gabriel si ricorda di dargli un titolo, anche se usa il
minor numero di lettere possibile. Dove eccede in stringatezza, Gabriel però compensa
in creatività, condendo una salsa molto saporita con i suoni dei vari continenti della
world music, che diventerà il tema portante dei suoi futuri lavori. "Sledgehammer" e
"Big time" sono i successi maggiori, anche perchè trainati da video originalissimi che
passano di continuo in televisione. Pieni di invenzioni folli e di animazioni, sono tutto
quello che "Don't give up" non è: stringato, essenziale, eppure anche questo memorabile,
con il lungo abbraccio con Kate Bush, chiamata a fare la voce femminile nella canzone,
che riempie lo schermo. "In your eyes" riceverà invece una grande spinta dal successo
del film "Say anything", con la scena della serenata con la boombox di John Cusack.
Oltre a queste, merita una sottolineatura "Red rain", trascurata perchè non aveva un
grande video, ma forse la migliore canzone in assoluto dell'album di maggior successo di
sempre di un genio della musica rock.

Disco dell'anno
Slippery when wet

Dopo due album non troppo fortunati, spingono tutti i pulsanti giusti e diventano la
nuova sensazione del New Jersey John Francis Bongiovi e la sua band, Bon Jovi.
Seguendo l'esempio del conterraneo Bruce Springsteen, i Bon Jovi fanno un rock senza
fronzoli che parla di storie di tutti i giorni, in cui gli spettatori che seguono i loro
concerti possono subito riconoscersi. Non guasta certo il carisma del leader della band, e
il suo ascendente sul pubblico femminile. "Slippery when wet" (che fece anche clamore
per una prima copertina molto audace, poi ritirata) è una specie di greatest hits del
gruppo: "You give love a bad name", "Livin' on a prayer", "Wanted dead or alive" e la
ballata romantica "Never say goodbye" sono da subito le canzoni di maggior successo
della band e hanno rappresentato negli ultimi 30 anni il loro marchio di fabbrica. Da qui
in avanti, la parabola di Bon Jovi sarà altissima e luminosa, fino a farne uno dei gruppi
di maggior successo della scena musicale rock.

Live 1975/85
Sono dell'idea che un disco live non dovrebbe entrare in classifiche e liste, ma quando il
live in questione è un triplo concentrato di energia, passione, sudore come questo, non si
può fare finta di niente. Ci sono tutti i migliori 10 anni di Springsteen e della E street
band, in questo torrenziale triplo, e, secondo me, niente della successiva, straordinaria
carriera del Boss avvicinerà il furore sacro, l'energia spaventosa di queste esibizioni dal
vivo, registrate in un arco temporale di 10 anni. E che il tempo passi lo si capisce dalle
canzoni: "Thunder road", meravigliosamente resa sul palco, è del 1975, quando tutti
erano giovani e dovevano dimostrare tutto, "Born to run" è del 1985, e il suono è quello
molto più consapevole di un gruppo di persone che la storia del rock l'aveva già riscritta.
Citare canzoni tra le altre 38 del disco è un esercizio di futilità, non c'è praticamente un
momento debole, semmai merita un cenno "The river", con l'emozionante monologo di
Springsteen che confessa al pubblico la sua travagliata relazione con il padre negli anni
del Vietnam, quando era ancora un ragazzo ribelle con i capelli lunghi che non pensava
nemmeno lontanamente di diventare il nuovo re del rock.

True blue

C'era il rischio di farsi male, per Madonna, a dare un seguito al successo galattico di
"Like a virgin", e invece la signora Penn-Ciccone riesce nell'impresa di essere all'altezza
del suo nuovo status di superstar con un album che ne svela le mille sfaccettature di
camaleonte del pop, che sa reinventarsi e stupire con le sue metamorfosi. Non gli viene
scomodo anche il recente matrimonio con Sean Penn, nel cui film "A distanza
ravvicinata" trova posto il primo singolo di successo dell'album, "Live to tell". "Papa
don't preach" suscita scalpore per le sue tematiche antiabortiste, "True blue" è forse il
brano più azzeccato, con la sua giocosa celebrazione degli anni '50. "Open your heart"
porta polemiche (e pubblicità), con il suo video che viene definito scandaloso, con
Madonna nei panni di una ballerina sexy amica di un ragazzo giovane, troppo giovane
secondo molti. "La isla bonita", infine, presenta un'altra anima di Madonna, quella
passionale di ballerina di flamenco, in un altro video che spopola.

Graceland

Un inspirato Paul Simon realizza il maggior successo della sua carriera da solista con
"Graceland", album in cui riesce ad infondere tantissime esperienze musicali in un
tessuto di suoni africani, creando un caleidoscopio di colori in musica, uno stile che
venne definito "worldbeat". Nonostante il successo di pubblico e di critica, con l'album
vincitore di vari Grammy, la storia di "Graceland" rimarrà però anche quella dell'assurdo
boicottaggio che subí, addirittura delle Nazioni Unite, che reputarono Simon colpevole
di aver violato il "boicottaggio culturale" (ebbene si..) imposto a livello mondiale al
governo razzista del Sudafrica, per aver collaborato con artisti sudafricani e aver più
volte suonato nel paese, con Simon, illuso, che credeva che invece il suo lavoro servisse
proprio allo scopo contrario, denunciare l'apartheid..

A kind of magic

I Queen entrano nell'era del digitale con la colonna sonora non ufficiale del film
"Highlander": sei canzoni del disco sono infatti parte del film sull'ultimo immortale con
Christopher Lambert e Sean Connery. "A kind of magic" è il brano più famoso, grazie
anche al video di grande impatto, "Who wants to live forever" l'altra canzone
maggiormente ricordata, perchè quella più legata a momenti salienti ed emozionanti del
film. "One vision", "Princes of the universe" e "Friends will be friends" sono gli altri
successi del disco, che però non ottenne gli stessi numeri di altri lavori della band di
Freddie Mercury, visto anche il livello di popolarità raggiunto grazie alla straordinaria
esibizione dell'anno prima a "Live aid".

Revenge

David Stewart e Annie Lennox ottengono finalmente il successo commerciale dovuto al


miglior duo musicale degli anni '80, il premio all'originalità, alla vena creativa di Stewart
e all'incommensurabile voce di Annie Lennox, scintillante signora del pop rock. In un
album che ha pochissime pause, spiccano ovviamente i due successi "The miracle of
love" e "When tomorrow comes": quest'ultima ebbe forse una maggiore presa sul
pubblico, ma "The miracle of love" realizza una meravigliosa fusione tra le parole di
Stewart e la voce della Lennox, in quella che può tranquillamente concorrere al titolo di
canzone d'amore più bella degli anni '80. "Missionary man" e "Thorn in my side" gli altri
singoli di successo di un grandissimo album, un "must" per le discoteche dei migliori
dischi del decennio.
Licensed to ill

L'alba del rap, almeno di quello in versione bianca, di quello di genere legittimato, al
punto di arrivare al numero uno delle classifiche di vendita e raggiungere quasi le 10
milioni di copie vendute, decolla sulla coda del Boeing 727 della copertina dell'album di
debutto dei Beastie boys, un trio di newyorkesi che fà rime contro il sistema, come tanti
loro "fratelli" dei ghetti neri. "You gotta fight for your right (to party)" li lancia e li
rappresenta sin dal titolo, "Devi lottare per il tuo diritto" possono anche dirlo i Public
enemy, ma poi loro non aggiungono che il diritto è quello di far festa.. "No sleep till
Brooklyn" è l'altro grande successo del disco che ispirò migliaia di futuri rapper e
musicisti hip-hop, trasformando un genere di nicchia in quello di maggior successo degli
anni 2000.

Ai grammy, successo di Paul Simon, album dell'anno con "Graceland", e di Dionne


Warwick, migliore canzone con "That's what friends are for". Agli MTV music awards,
gli A-ha devono noleggiare un furgone per i premi vinti: 6 per "Take on me" e 2 per
"The sun always shines on tv", rubando al contempo la scena ai Dire Straits, che però
hanno il privilegio di vincere i due premi più importanti, "video dell'anno" e "miglior
video di gruppo rock". I Berlin, campioni delle classifiche, vincono anche l'Oscar per la
canzone di "Top gun", "Take my breath away".

Nessuno in Italia può opporsi alla corazzata "True blue", ma l'anno è pieno di ottimi
lavori di cantanti italiani: Antonello Venditti batte gli altri con "Venditti e segreti" e le
storie del suo liceo, il "Giulio Cesare", Battisti è all'ultimo acuto con "Don Giovanni",
"Se io fossi un angelo" di Lucio Dalla è il singolo dell'anno, "Adesso tu" di Eros
Ramazzotti, vincitore a Sanremo, lo proietta tra i big. E a Sanremo ci sono belle canzoni
snobbate dalla giuria (Zucchero penultimo con "Canzone triste", "Lei verrà" di Mango,
"E' tutto un attimo" di Anna Oxa) e una canzonetta, "Il clarinetto" di Renzo Arbore, che
rischia di vincere. Non serve Sanremo, a Gianna Nannini, per fare di "Bello e
impossibile" il suo maggior successo, e addirittura non serve cantare in italiano
a Spagna, regina della dance europea con "Easy lady". Tracy Spencer, creazione di
Cecchetto, spopola con "Run to me", Joe Cocker rilancia la propria carriera con "You
can leave your hat on", tema del film scandalo dell'anno, "Nove settimane e mezzo".
Passa quasi inosservato "Rispetto" di Zucchero, nonostante contenga la stupenda "Come
il sole all'improvviso", va meglio a Mina, scanzonata interprete di grandi successi altrui
in "Si, buana". Arrivano anche in Italia i due grandi successi di Cock Robin, "The
promise you made" e "When your heart is weak". "Lessons in love" dei Level 42
spopola, più da noi che altrove.
Parte il conto alla rovescia finale a cui nessuno può sottrarsi: "The final countdown"
degli svedesi Europe è ovunque e a tutte le ore, cantato da tutti, quasi 30 anni dopo
ancora motivo da stadio suonatissimo. "Rock me Amadeus" del rapper
austriaco Falco ha quasi lo stesso successo di "Der kommissar", mentre il fenomeno
"Top gun" lancia le vendite del tema del film, "Take my breath away" degli sconosciuti
Berlin. Tutti gli estratti di "True blue" di Madonna sono numeri uno, i Pet shop boys
trovano la grande hit con "West end girls". Guerra di band femminili: le Bananarama
spopolano con "Venus", le Bangles rispondono con "Manic monday" e il tormentone
"Walk like an egyptian". "True colors" rivela l'anima delicata della colorata Cyndi
Lauper, Debbie Harry si svincola dai Blondie con "French kissin' in the USA". Elton
John parla dell'amore ai tempi del Muro con "Nikita", i Rolling Stones si fanno aiutare
anche dai cartoni animati per vendere "Harlem shuffle". Whitney Houston è in classifica
tutto l'anno, con "How will I know" e "Greatest love of all", sua zia Dionne
Warwick riunisce alcuni amici, tra cui Gladys Knight, Stevie Wonder ed Elton John, per
realizzare la bellissima "That's what friends are for", canzone di sensibilizzazione sulla
tremenda malattia dell'aids.

La compilation del 1986


 Sledgehammer (P. Gabriel)
 Livin' on a prayer (Bon Jovi)
 True blue (Madonna)
 Graceland (P. Simon)
 A kind of magic (Queen)
 The miracle of love (Eurythmics)
 The final countdown (Europe)
 Dancing on the ceiling (L. Richie)
 Walk like an egyptian (Bangles)
 Greatest love of all (W. Houston)
 Manic monday (Bangles)
 Run to me (T. Spencer)
 Touch me (S. Fox)
 Bello e impossibile (G. Nannini)
 Se io fossi un angelo (L. Dalla)
 Easy lady (Spagna)
Gira i dischi

Control

Il terzo album da solista di Janet Jackson ha numeri che in famiglia solo Michael
ha ottenuto: 14 milioni di copie vendute

The bridge

Il decimo album di Billy Joel contiene "This is the time", sigla della versione
italiana della soap opera "Sentieri"

True confessions

La grande hit dell'album, "Venus", è una cover di una canzone del 1969 degli
sconosciuti olandesi Shocking blue

Different light

"Manic monday" fu scritta da tale Christopher, pseudonimo dietro cui si celava


l'ineffabile Prince

Polka party!

Nel nuovo delirio di Weird Al, un mix dei successi dell'anno in versione polka e
"Living with a Hernia", parodia di "Living in America"

True colors

La canzone che dà il titolo al disco sarà riproposta da molti artisti e sarà il tema
musicale delle Olimpiadi di Seul


In visible silence

Gli sperimentatori Art of noise fecero diventare una star musicale il personaggio
virtuale Max Headroom in "Paranoimia"

Parade

Nella colonna sonora del secondo film di Prince, il grande successo di "Kiss",
programmatissimo in video

Gli altri successi del 1986

Dopo l'Ikea e gli Abba, la Svezia invade di nuovo il mondo, stavolta con un gruppo di
capelloni che azzecca uno dei riff più indimenticabili della storia del rock: "The final
countdown" fa diventare eroi nazionali Joey Tempest e gli Europe, la risposta del
vecchio continente a Bon Jovi. "Rock the night" e la romantica "Carrie" trascinano nei
mesi successivi quello che sarà un trionfo ineguagliabile. Nei Genesis di "Selling
England by the pound" suonava la batteria, in "Invisible touch" fà un po' di tutto Phil
Collins: a moltissimi piace, a me meno, anche se non ho per i tre "superstiti" di Peter
Gabriel lo stesso astio che ho per i tre che perpetuano il nome, ma solo quello, dei Pink
Floyd post Roger Waters. Tina Turner gestisce benissimo il suo nuovo ruolo di
sofisticata interprete di canzoni pop: "Break every rule" ottiene grande successo con i
singoli "Typical male" e "Two people". Continua, invece, l'ascesa verso il successo
dei R.E.M.: "Lifes rich pageant" è un album ancora molto sperimentale, ma meno
criptico dei precedenti.

Poco criptici sono i Metallica, re dell'hard rock, al grande successo con "Master of
puppets". Molto più melodici gli Spandau ballet, che tengono viva la rivalità con i Duran
Duran grazie a "Through the barricades". Gli Stranglers realizzano il sottovalutato ma
bellissimo "Dreamtime", con "Always the sun", canzone di protesta contro il sistema che
dice che c'è sempre il sole anche quando servirebbe un po' di pioggia. Gli Smiths sono il
gruppo rock più cerebrale della scena, con "The Queen is dead", mentre a Lionel
Richie poco importa delle previsioni del tempo e delle regine, "Dancing on the ceiling"
si occupa solo di ballo sfrenato. Senza manifesti ideologici sono anche gli AC/DC, che
in "Who made who", colonna sonora dello scadente "Brivido", tratto da un racconto di
Stephen King, ripropongono alcuni dei loro maggiori successi. I Boston sono i paladini
delle ballate rock e delle copertine a tema spaziale: "Amanda" è il grande successo di
"Third stage", "Kiss", invece, quello di Prince.
Meteore di mezza estate

Anche il 1986 é ricchissimo di avvistamenti di stelle di mezza estate. La premiata ditta


Cecchetto sforna tre prodotti: Taffy, i Via Verdi, con "Diamond", e soprattutto Tracy
Spencer. "Run to me" é un successo strepitoso, la vera hit dell'estate, e la simpatica,
sconosciuta Tracy vince Festivalbar e telegatti a pioggia, per poi tornare nell'anonimato.
L'italianissimo Den Harrow sforna il suo capolavoro(!), "Catch the fox". E Fox é il
cognome dell'esplosiva Samantha, la super meteora dell'anno. Con la sua dirompente
carica, le curve pericolossissime e gli ammiccamenti espliciti di "Touch me", conquista
immediatamente il pubblico maschile, soprattutto quelli della fascia 13-18 anni. I suoi
passati da ragazza di pagina 3 di vari tabloid inglesi non fanno altro che guadagnarle
ulteriori consensi. Dopo un'altra grande hit, "Nothing's gonna stop me now", sparirà
dalla circolazione.

E successo di un'estate, anzi per essere piú precisi di un inverno, é "Holiday rap", di MC
Miker G e Dj Sven (?), due sconosciuti rapper, tornati immediatamente al loro vero
lavoro(?). Bruce e Bongo sono invece due zoticoni tedeschi che esaltano le imprese del
loro Boris Becker nel tormentone dell'anno, la mitica "Geil". Doctor & the medics
sfrecciano con "Spirit in the sky", e spopolano anche gli sconosciuti Picnic at the White
house, con "We need protection". "The captain of her heart" é il solo grande successo
della carriera di Double, cosí come "Looking for love" per Tom Hooker. Billy
Ocean brilla di luce intensissima con "When the going gets tough", e se per caso vi
ricordate anche i Cameo, quelli col sospensorio di lattice rosso, beh allora siete rovinati..
ma "Word up" era proprio forte!

Persi e ritrovati
Born sandy devotional

La musica australiana degli anni '80 si identifica soprattutto con due gruppi, gli INXS e i
Men at work. Ma un altro gruppo, sconosciuto ai più, e ovviamente anche a me all'epoca
15enne, i Triffids (dal famoso film di fantascienza, "Il giorno dei triffidi"), ha realizzato
quello che probabilmente è il disco più intimamente "down under" di sempre, questo
"Born sandy devotional", che racconta la vastità e l'aridità di un ambiente unico al
mondo, quello del deserto australiano. "Wide open road", la canzone migliore
dell'album, è una specie di "Born to run", solo che qui la strada aperta che viene
raccontata non porta a un domani di speranza, ma solo a un altro giorno in cui vivere la
propria solitudine e disperazione, la stessa in cui visse il leader del gruppo, David
McComb, morto nel 1999 per problemi legati alle sue moltelici dipendenze. Disco pieno
di struggente bellezza, "Born sandy devotional" è uno di quegli episodi della storia della
musica che mostrano la grandezza che poteva essere e mai è stata completamente, come
nel caso di questi Triffids. Una gemma da scoprire per chi come me all'epoca non
avrebbe potuto apprezzarlo.

La musica del 1985

Brothers in arms

Al quinto album in studio Mark Knopfler e i suoi soci ottengono finalmente il meritato
"breakthrough", il successo commerciale clamoroso che li fà diventare la più importante
rock band del pianeta. "Brothers in arms" è un album solidissimo, con pochissimi punti
deboli e un'abbondanza di canzoni indimenticabili, a partire dalla title track, una sentita
arringa contro tutte le guerre, da "Your latest trick", una strana storia d'amore mentre sta
arrivando la fine del mondo, a "So far away", dove l'amore, come dice il titolo, è invece
ormai troppo lontano. Ma a portare il disco alle vendite che ne fanno uno degli album di
maggior successo della storia sono le due canzoni accompagnate dai famosissimi video,
"Walk of life", con le azioni più divertenti degli sport americani, e ovviamente "Money
for nothing", con il famoso assolo di chitarra iniziale e poi i buffi personaggi in stile 3d
poligonale che si occupano del trasloco di un cantante diventato ricco solo per avere
"suonato la chitarra su MTV". Il network a tutto video apprezza da morire la citazione e
programma in continuazione il video, che vincerà vari Grammy. Altra azzeccata scelta
dei Dire Straits è quella di puntare per la distribuzione sul nuovo formato di
conservazione dati commercializzato dalla Philips, il compact disc, che anche grazie a
questo disco inizia a farsi conoscere dal grande pubblico.

Disco dell'anno
Like a virgin

C'è una sola parola per descrivere il successo del secondo album di Madonna, anzi,
un'onomatopea: "Boom!". Il botto è clamoroso, dopo l'album di debutto che l'aveva fatta
conoscere, la clamorosa performance ai Grammy awards che l'aveva già elevata al ruolo
di star, con questo disco Madonna diventa autentica icona, punto di riferimento di vita e
stile per milioni di ragazzine. Musicalmente, "Like a virgin" ha un suono molto più
pulito del primo album, e le canzoni sono accompagnate da azzeccatissimi video: quello
della title track, tra i canali di Venezia, è addirittura leggendario, e non da meno è quello
di "Material girl", in cui Madonna gioca a fare Marilyn, il suo idolo. "Angel" e "Into the
groove", inclusa solo nella versione per il mercato internazionale, sono le due altre hit di
un disco che lancia nella stratosfera Madonna, che vi rimarrà per almeno i successivi 20
anni, modello di riferimento per decine di altre cantanti, di successo e meno, ma mai in
grado di superare l'originale.
Whitney Houston

L'album di debutto della 22enne Whitney Houston fà conoscere al mondo una voce
pazzesca e una ragazza tanto bella e dolce da non potersene non innamorare. La parabola
artistica e di vita che seguirà la porterà a diventare l'artista a tutto tondo di maggior
successo del mondo dello spettacolo, prima che la fase discendente termini in maniera
disastrosa. Nel 1985, Whitney e la sua voce possono però tutto, far impazzire le
discoteche con la ballabile e sbarazzina "How will I know", far stringere in un lento gli
innamorati con la delicata "All at once", commuovere tutti con "Greatest love of all".
"Saving all my love for you" è l'altro singolo di successo del disco, che finirà per
vendere decine di milioni di copie, lanciando alla grande un'artista che in quel momento
sembrava non avesse nemmeno il cielo, come limite, tanto la sua emozionante voce si
librava in alto.

No jacket required

Phil Collins esce dall'ombra dei Genesis e entra nella luce di superstar da singolo, ruolo
che manterrà per tutti gli anni '80 e '90. In realtà, "No jacket required" non contiene brani
del valore di "In the air tonight" e "Against all odds", ma "Sussudio", "Don't lose my
number" e soprattutto "One more night" bastano a farlo riconoscere come uno dei
maggiori interpreti della musica pop-rock melodica di quegli anni. Le collaborazioni
eccellenti del disco, da Peter Gabriel a Sting, testimoniano anche della considerazione
dei colleghi per l'ex batterista dei Genesis, diventato re del pop, tanto da potersi
permettere anche il titolo provocatorio nei confronti di chi non lo aveva fatto entrare in
un club per il suo abbigliamento informale.

Songs from the big chair

Grande successo per il secondo album del duo inglese Tears for fears, autentici campioni
delle classifiche di vendita con questo disco che contiene due super classici degli anni
'80: "Shout" e "Everybody wants to rule the world". Il disco marca un chiaro cambio di
passo nella musica dei Tears for fears, che si allontanano dal rock tutto sintetizzatori del
debutto verso un pop melodico più complesso e raffinato, con le voci dei due cantanti
che perfettamente si mescolano e integrano. In un periodo in cui i video sono parte
integrante del successo di una canzone, Roland Orzabal e Curt Smith fanno centro anche
in quel settore, con due video molto suggestivi. Seguirà un altro grande successo, "The
seeds of love", e poi non molto altro.
The dream of the blue turtles

A un anno dalla chiusura dell'esperienza Police, debutta da solista Sting, e fa subito


centro. "The dream of the blue turtles" è ricordato soprattutto per la suggestiva
"Russians", autentico riassunto degli anni della guerra fredda, con l'angosciante
domanda: "Come posso salvare il mio bambino dal giocattolo mortale di Oppenheimer"?
"If you love somebdy (set them free)" e la canzone che dà il titolo all'album, con un
video insolito e molto colorato sono le altre due canzoni principali dell'ottimo debutto di
Sting, destinato a un ruolo da protagonista nel panorama musicale anche senza i suoi due
compagni "di pattuglia".

"Say you say me" di Lionel Richie ha molto più successo del film a cui fa da colonna
sonora, "Il sole a mezzanotte", vincendo golden globe e Oscar. Ai grammy, trionfo per
gli USA for Africa e statuette anche per Whitney Houston, Phil Collins, album dell'anno,
Sade e i Dire straits. Alla seconda edizione degli MTV awards, Don Henley vince
quattro premi (i moonmen, gli astronauti con la bandierina di MTV), compreso video
dell'anno, per "The Boys of Summer". David Lee Roth, nominato otto volte per i video
di "Just a gigolo" e "California Girls", non porta a casa neanche un premio. Gli Art of
noise, sempre molto sperimentali, vincono due premi nelle sezioni tecniche con "Close",
anche Bruce Springsteen e gli Usa for Africa portano a casa due omini della Luna. Il
vero video dell'anno, "Take on me", esce a fine 1985 e farà incetta di premi nell'edizione
successiva degli awards.

"La vita è adesso" di Claudio Baglioni è il disco italiano dell'anno, in un 1985 che vede
molti protagonisti esteri dominare le nostre classifiche, dal debutto di Sting a "Born in
the U.S.A.", e soprattutto l'esplosione del duello "Duran-Spandau", con il gruppo di
Simon Le Bon che spopola grazie all'esibizione sanremese con "Wild boys", a cui il
cantante si presenta con la gamba ingessata. Anche Madonna e gli USA for Africa hanno
un grande successo, mentre "Cosa succede in città" di Vasco Rossi è forse
sopravvalutato. Gli Wham sono molto di moda, al pari di Sade, da subito molto
apprezzata in Italia. In un anno in cui i cantautori italiani non propongono niente di
fenomenale, trova modo di arrivare al vertice delle classifiche Renzo Arbore, con le sue
canzonette da "Indietro tutta".

La grande collaborazione tra Mina e Riccardo Cocciante produce invece "Questione di


feeling", una delle migliori canzoni italiane degli anni '80, ma è Eros Ramazzotti che
svetta nelle classifiche dei singoli con "Una storia importante", solo sesta a Sanremo,
dove arriva secondo la sorpresa Luis Miguel con "Ragazzi di oggi", dietro i Ricchi e
pPoveri, che vincono con "Se m'innamoro". Terza è la rediviva Gigliola Cinquetti, un
giovane Zucchero continua la tradizione dei penultimi di lusso, con "Donne".
"Like a virgin" domina la prima parte dell'anno, prima che i Foreigner facciano centro
con "I want to know what love is" e i Reo speedwagon tornino al numero uno con "Can't
fight this feeling". "We are the world" è la canzone numero uno della parte centrale
dell'anno, e fà spazio al doppio successo dei Tears for fears, "Shout" e "Everybody wants
to rule the world". Paul Young è campione di vendite con "Every time you go away",
Huey Lewis sfrutta il clamoroso successo di "Ritorno al futuro" con la canzone
principale del film, "The power of love". Anche Glenn Frey usa la sua connessione a un
film di successo per andare al numero uno, con "The heat is on" da "Beverly hills cop".
"Money for nothing" dei Dire straits è trainata al numero uno dal famoso video, poi
gli Starship realizzano un exploit, con "We built this city". "Broken wings" è la "one
shot" di Mr. Mister, prima che a fine anno il numero uno diventi appannaggio di Lionel
Richie, con "Say you say me", e in Europa degli A-ha, con "Take on me".

La compilation del 1985


 Take on me (A-ha)
 Money for nothing (Dire straits)
 Like a virgin (Madonna)
 Greatest love of all (W. Houston)
 We are the world (Usa for Africa)
 One more night (P. Collins)
 Shout (Tears for fears)
 Russians (Sting)
 Every time you go away (P. Young)
 Alive and kicking (Simple minds)
 Say you say me (L. Richie)
 Live is life (Opus)
 The power of love (H. Lewis)
 Road to nowhere (Talking heads)
 Close to me (Cure)
Gira i dischi

Centerfield

Al terzo album da solista, primo numero uno per John Fogerty, leader dei
Creedence clearwater revival

Rum, sodomy and the lash

Prende il titolo dalla definizione che secondo alcuni storici Churchill diede alla
Marina, e l'immagine dal dipinto "La zattera della Medusa"

Meat is murder

In copertina una versione ritoccata della foto del soldato del Vietnam con la scritta
"Make War not Love". La versione americana ha 4 foto

7800 Fahrenheit

7800 gradi fahrenheit è la temperatura alla quale la roccia di un vulcano diventa


magma

Be yourself tonight

Primo grande successo commerciale per gli Eurythmics, con "There must be an
angel", "It's alright" e "Would I lie to you?"

Steve McQueen

A causa di un diniego a usare il nome dell'attore da parte degli eredi, in America il


disco uscí con il titolo "Two Wheels Good"


Hounds of love

"Running Up That Hill" il singolo di grande successo da questo album che


rilanciò la carriera di Kate Bush

Brother where you bound

Nuova formazione per l'ottavo album dei Supertramp, con un disco che non
ottenne grandi riscontri: solo "Cannonball" da ricordare

Gli altri successi del 1985


Diventati famosi anche in America grazie al grande successo di "Don't you", inserita
nella colonna sonora del film generazionale "Breakfast club", gli scozzesi Simple
Minds ottengono un grande riscontro con "Once upon a time", trainato al successo da
"Alive and kicking", che ad oggi è ancora la loro canzone più famosa. Spinti
dall'esempio dei colleghi inglesi che avevano inciso "Do they know it's Christmas", i
campioni delle classifiche americane si organizzano nel supergruppo USA for Africa e
incidono "We are the world", che sbriciola i record di vendite. Arrivano dalla Norvegia
gli A-ha: nel loro album di debutto "Hunting high and low" c'è "Take on me", che grazie
a un video originalissimo è la canzone di maggior successo dell'anno, debuttano anche
i Simply Red, con un album, "Picture book", che contiene due grandi successi: "Money's
too tight" e "Holding back the years".

Sade doppia subito il grande successo dell'album di esordio grazie a "Promise", che
contiene "The sweetest taboo" e "Jezebel". Raffinata come lei, ma molto diversa nella
personalità e nello stile di canto è Grace Jones, al grande successo con "Slave to the
rhytm". La Jones è anche nel nuovo film di 007, "Bersaglio mobile", la cui colonna
sonora contiene anche "A view to a kill" dei Duran Duran, numero uno in tutto il mondo
come "We don't need another hero" di Tina Turner, dalla colonna sonora del terzo film
della serie "Mad Max". Album di esordio per i Fine young cannibals, con "Johnny come
home" e la loro rilettura di "Suspicious minds" di Elvis. La cantautrice
americana Suzanne Vega debutta con l'album omonimo che contiene canzoni su gente
comune e i loro problemi, come "Marlene on the Wall". "Misplaced childhood"
dei Marillion è una suite organica sul tema della fanciulezza rubata, con "Kayleigh" che
spicca tra le canzoni del disco. Gli Eurythmics si convertono a un suono molto più pop e
fanno centro, con "Be yourself tonight". I Talking heads fanno centro con "Road to
nowhere", tormentone martellante e soprattutto uno dei video più ricordati degli anni 80.
Meteore di mezza estate

"L'estate sta finendo", cantano i Righeira, e insieme a lei la loro ultima stagione di
notorietà. Ma la meteora piú veloce dell'anno è il giovanissimo Luis Miguel, che a
Sanremo propone la ruffiana "Ragazzi di oggi". Diventa il beniamino delle ragazzine
della fascia 9-13 anni, visto che le "over 13" sono impegnate a svenire per i Duran
Duran, e la sua carriera italiana è finita prima ancora di cominciare. Sandy Marton ci
delizia con "Camel by camel" e poi "Exotic and erotic", mentre
l'italianissimo Baltimora non ottiene in Italia il successo che riceve in America, dove
"Tarzan boy" arriva al numero uno delle classifiche. In lista avvistamenti Den Harrow,
con "Mad desire" e i Tipinifini, con "Fever", ma anche Limahl, con "Neverending story",
tema del film "La storia infinita", e soprattutto i mitici Opus, quelli di "Live is life".

Sbucano dal nulla con questo incredibile successo, probabilmente uno dei 10 dischi piú
ricordati di tutti gli anni '80, e poi tornano nell'oscurità un attimo dopo: meteore
veramente da casistica! Non sono da meno gli Arcadia, una specie di succursale dei
Duran Duran, con "Election day", o Paul Hardcastle, con l'odiosa "19". E cosa dire degli
unici e soli Dead or alive, quelli di "You spin me round (like a record)". Per non darvi
troppe emozioni in una volta sola, dirò infine che questo anno fortunatissimo per
l'avvistamento di corpi celesti ha portato anche i Go West ("We close our eyes"), Belouis
Some ("Imagination") e i T.X.T., quelli di "Girls' got a brand new toy". Botto finale
con Carrara, che "spopola" con "Welcome to the sunshine"!

Persi e ritrovati
The head on the door

Il sesto album dei Cure segna un momento di svolta nella storia del gruppo inglese,
quello in cui passano da oggetto di culto di pochi fans della musica dark a band
popolare, non proprio commerciale, ma senz'altro molto più riconosciuta. Il merito
principale è di "Close to me" e del suo claustrofobico video, passato di continuo su
MTV: la voce di Robert Smith descrive le paure di un ragazzo che vede le ombre della
notte che si allungano, e amplifica l'angoscia del video, in cui tutti i membri della band
cercano di trovare aria tra cappotti e camicie in un armadio che sta precipitando da una
scogliera, in uno dei video più famosi degli anni '80. "Inbetween days" è l'altro brano
principale dell'album, una storia di uno strano triangolo amoroso, molto più leggera di
quanto i Cure avessero fatto fino a quel momento. E proprio questo mitigare i loro toni
dark porterà il gruppo a diventare una presenza fissa nelle classifiche negli ultimi anni
del decennio, "sdoganando" al grande pubblico il dark e le sue tematiche.
La musica del 1984

Purple rain

Nominato in tutte le classifiche dei migliori album di sempre, 13 volte disco di platino
con oltre 20 milioni di copie vendute, il sesto album del controverso "genio di
Minneapolis", Prince, che all'epoca ancora non si faceva chiamare con nomi strani, è uno
dei dischi fondamentali degli anni '80. Con i grandi successi "When doves cry" e "Let's
go crazy", oltre alla title track "Purle rain", la colonna sonora dell'omonimo film spazia
dal pop rock al rhytm and blues alla dance, alla psichedelia pop, con alcuni critici che
arrivano a definirlo una riuscita fusione di funky e r&b con pop, rock, e addirittura heavy
metal. Iperboli a parte, Prince colpisce nel segno e crea un autentico marchio di fabbrica,
legando intorno a sè, in una specie di nuova factory alla Warhol, talenti musicali che
avranno successo da solisti oltre che come parte della sua band, "The revolution".

Disco dell'anno
Born in the USA

Come un titolo può portare fuori strada: celebrato da tanti, tra cui il presidente Reagan,
come un nuovo inno all'americanità, "Born in the USA" descrive invece il fallimento
della società edonistica e votata al consumismo sfrenato tanto di moda all'epoca degli
yuppies. A cominciare dalla title track, che non è storia di vittorie, ma di un ritorno a
casa di un veterano del Vietnam: "nato in una città di morti", spedito a calci in una
guerra che non capiva, torna in un posto dove le fabbriche stanno chiudendo e dove non
trova aiuto, scansato dalla gente a cui ricorda il fallimento della "sporca guerra". Anche i
"Glory days" sono quelli passati, della gioventù dove tutto era ancora possibile, non
della maturità in cui si possono solo ricordare con nostalgia e rimpianto, e "My
hometown" sembra quella del reduce di Born in the USA, con le finestre della via
principale sbarrate e i negozi chiusi. Tanti saluti all'America di Reagan, insomma, ma
benvenuto alla versione 2.0 di Springsteen, quella dell'eroe degli stadi pieni, dei concerti
fiume, dell'energia che vibra come mai nessun altro rocker prima era riuscito a fare, re
del rock per almeno 20 anni da allora in poi.

The unforgettable fire

Il quarto album in studio degli U2, prodotto da Brian Eno, è il momento della svolta,
quello in cui i quattro di Dublino, con un suono sicuramente più pulito dei precedenti
lavori, transitano dal ruolo di "promesse" a quello di star. Registrato nella suggestiva
cornice del castello di Slane, in cui vengono anche girati i video del disco,
"Unforgettable fire" contiene non una, ma due pietre miliari per il gruppo di Bono: la
title track e "Pride", dedicata alla memoria del martire dei diritti dei neri Martin Luther
King, la cui vita è paragonata a quella di Gesù. Soprattutto questa è talmente famosa da
risultare "scontata" come capolavoro, quindi meglio citare un altro ascolto di grande
livello del disco: "A sort of homecoming", prendendo in prestito le parole di Chris
Martin, il leader dei Coldplay, mica l'ultimo dei fessi: "A Sort of Homecoming la
conosco a memoria, anche suonata al contrario: è entusiasmante, brillante, bellissima. È
una delle prime canzoni che ho fatto ascoltare al mio bambino prima che dovesse
nascere.". Da qui in poi, solo il cielo sarà il limite.

Reckless

Il quarto album in studio di Bryan Adams è un tale successo che potrebbe essere
facilmente scambiato per un "greatest hits" invece che un disco di inediti, tanto che
Adams può essere considerato all'epoca il canadese più famoso del mondo, al massimo
secondo solo a Wayne Gretzky. In uno stato di grazia, il rocker canadese sforna successi
uno dopo l'altro: le energetiche "Run to you" e "It's only love", la ballata romantica
"Heaven" e il suo autentico inno, "Summer of '69", una specie di "Glory days" per la
storia che racconta, ma in cui la musica è talmente trascinante da farla sembrare
tutt'altro. Il successo del disco fu poi alimentato da un grande tour mondiale, con alcune
date in cui Adams fu accompagnato da Tina Turner, cementando il suo nuovo status di
superstar mondiale del rock.

1984

Eddie Van Halen è la mente, David Lee Roth la faccia del fenomeno Van Halen, al
successo mondiale con il loro sesto disco, famoso già dalla celebre copertina del
cherubino che fuma una sigaretta di nascosto, addirittura censurata nel Regno Unito..
"Jump" é, ovviamente, la canzone manifesto del disco, un inno al rock come pochi, in
cui i nuovi strumenti elettronici, a cominciare dal sintetizzatore, sono di supporto e di
miglioramento alle tradizionali chitarre elettriche. Ma tutti i grandi riff, tutti i grandi
passaggi delle tastiere sarebbero poca cosa se non ci fosse un grade frontman a far
impazzire il pubblico, e con i suoi salti sul palco, i suoi ammiccamenti alle fans, la sua
simpatia, David Lee Roth ha all'epoca pochi eguali e vende il pacchetto Van Halen alla
grande.
Alchemy

La dimensione "live" è quella che crea la separazione tra i bravi artisti e quelli davvero
grandi, che trovano nel concerto dal vivo non una, ma due, tre marce in più. In questo
senso, pochi sono al livello dei Dire Straits, che in questo live registrato in due date nel
luglio del 1983 all'Hammersmith Odeon di Londra trasformano in clamorose, torrenziali
versioni alcuni dei loro grandi successi, da "Telegraph road" a "Tunnel of love", da
"Romeo and Juliet" a "Private investigations". Perfino la non spettacolare "Once upon a
time in the west" acquista decine di punti, e quando parte l'assolo di chitarra di Mark
Knopfler, non si può non essere d'accordo, dal vivo lui e i suoi soci sono davvero i
"sultani dello swing".

Per farsi pubblicità, ma anche per premiare in modo più specifico i video, ormai
diventati autentico medium indipendente, MTV organizza la prima edizione degli MTV
music awards, che premiano i migliori video della stagione da maggio 1983 a maggio
1984. In mezzo a tanti premi e ospiti, arriva come un ciclone sul palco Madonna, che si
fà uno spot clamoroso con la performance da bollino rosso di "Like a virgin", che la fà
diventare in una sera l'assoluta nuova "hot stuff" del mercato musicale. Messi in
penombra dalla signorina Ciccone, i Cars sono i primi vincitori del video dell'anno, con
"You might think" che a sorpresa batte "Thriller" e "Every breath you take": Jackson e
Police si rifanno vincendo tre e un premio, rispettivamente, in categorie minori. Cyndi
Lauper è premiata come migliore artista femminile in video, gli Eurythmics come
migliori debuttanti, ma nessuno fà meglio di Herbie Hancock, che con "Rockit"vince
addirittura 5 premi, tutti per la parte tecnica.

I Grammy per i dischi del 1984 premiano il ritorno in grande stile di Tina Turner (disco
e canzone dell'anno, migliore performance pop e rock), il debutto coi fiocchi di Cyndi
Lauper e Prince. Alla notte degli Oscar, Prince vince con "Purple rain" nella categoria
"Miglior canzone parte di un tema musicale", una categoria che non verrà poi più
premiata, "I just called to say I love you" di Stevie Wonder vince invece nella più
classica "Miglior canzone originale".

È l'anno in cui Vasco Rossi diventa una stella: "Va bene va bene cosí" contiene i futuri
inni da stadio "Alba chiara", "Siamo solo noi" e "Ogni volta", oltre alla canzone che dà il

titolo al disco e le favorite dei fans "Vita spericolata" e "Colpa d'Alfredo".


"Fotoromanza" di Gianna Nannini domina tra i singoli e lancia la rocker senese, "La
donna cannone" di Francesco De Gregori è una delle più belle canzoni italiane degli anni
'80 e contribuisce al grande successo dell'album. Fà centro anche Antonello Venditti, con
"Cuore", con i suoi classici "Notte prima degli esami" e "Ci vorrebbe un amico". I dischi
stranieri di maggior successo sono quelli di Sade, la colonna sonora de "La signora in
rosso", grazie al grande successo di "I just called to say I love you" e "no parlez" di Paul
Young, con "Love of the common people". Sanremo '84 riesce nella non facile impresa
di fare peggio di Sanremo '83: vincono Al Bano e Romina con la sciapa "Ci sarà",
davanti al solito secondo Toto Cutugno e a Christian(..). La nuova gara per i giovani,
invece, lancia il futuro re del pop melodico italiano Eros Ramazzotti, con "Terra
promessa" ancora allo stadio "ribelle di provincia".

Grande anno per George Michael, metà degli Wham in "Wake me up before you go-go"
e da solo nella mielosa "Careless whisper", ma meglio di lui fà Stevie Wonder, con il
super classico "I just called to say I love you". Altri successi da film sono "Ghostbusters"
di Ray Parker jr., "Footloose" di Kenny Loggins, "When doves cry" di Prince e "Against
all odds" di Phil Collins. Ottiene un successo mondiale cantando in inglese Raf, con
"Self control", 45 giri numero uno del 1984 in Italia, dove sono in classifica per tutto
l'anno gli Alphaville, con i tre successi dal loro album "Forever young". Vive il suo anno
magico Nik Kershaw, con "The riddle" e "Wouldn't it be good?", anche "Jump" dei Van
Halen e "The reflex" dei Duran Duran sono grandi successi, mentre sulla scia dello
scandalo suscitato agli MTV awards, a fine anno arriva al numero uno Madonna, con
"Like a virgin", che dominerà la scena per tutto il 1985. Il singolo dell'anno esce a
Natale: grazie a Bob Geldof, i migliori nomi della musica inglese formano Band Aid e
incidono "Do they know it's Christmas?", lanciando di fatto il progetto "Live aid".

La compilation del 1984


 Purple rain (Prince)
 Born in the USA (B. Springsteen)
 Pride (U2)
 Summer of '69 (B. Adams)
 Jump (Van Halen)
 Wake me up (Wham)
 I just called to say I love you (S. Wonder)
 Against all odds (P. Collins)
 Forever young (Alphaville)
 The riddle (N. Kershaw)
 Do they know it's Christmas (Band aid)
 The power of love (F.G.T.H.)
 Your love is king (Sade)
 People from Ibiza (S. Marton)
 Self control (Raf)
 Fotoromanza (G. Nannini)

Gira i dischi

Reckoning

Il secondo album dei R.E.M., "Reckoning", usa una registrazione binaurale per
dare un effetto tridimensionale al suono

Tonight

"Blue Jean" e "Loving the alien" sono i due grandi successi del sedicesimo album
in studio di David Bowie

The age of consent

Nell'ultimo album di Jimmy Sommerville con i Bronski beat, anche il successo


"Smalltown boy"

From her to eternity

Il titolo dell'album di debutto di Nick Cave and the bad seeds è un gioco di parole
con il famoso film "Da qui all'eternità"

Grace under pressure

Nel loro album più cupo, i Rush cantano anche dei campi di concentramento, in
"Red sector A"

Make it big

Ben 4 singoli da top 10 nell'album di maggior successo per George Michael e


Andrew Ridgeley


Fugazi

Il titolo deriva da slang militare per "Fucked Up, Got Ambushed, Zipped In", più
o meno "Fregato in una trappola, messo in una sacca (morto)"

Footloose

In un anno con molte colonne sonore in classifica, quella del film con Kevin
Bacon ebbe il maggior successo

Gli altri successi del 1984


Grandi debutti, nel 1984: i Bon Jovi arrivano dal New Jersey come tale Bruce
Springsteen, e con l'album omonimo iniziano la loro scalata al successo. Un'altra grande
rock band del futuro, i Red hot chili peppers, testa le difficili acque del mercato
discografico, ma il loro stile è ancora troppo grezzo e aspro per incontrare il favore del
pubblico. Di tutt'altro materiale è la voce dell'ex modella Sade, molto più vicina alla
morbida seta in "Diamond life", con i successi "Smooth operator" e "Your love is king",
da subito favoriti degli incontri amorosi.. Hanno poco in comune se non l'anno di
debutto gli Smiths di Morrissey, con la loro aria da decadenti bohemiens, futuri punto di
riferimento della scena alternative, e i Run D.M.C., gli inventori dell'hip-hop come
forma di protesta, non come veicolo di canzoni funky come era stato fino ad allora.

Debuttano, infine, i Frankie goes to Hollywood, che ottengono il miglior risultato tra
tutti i nuovi arrivati, con "Welcome to the pleasuredome", con i due clamorosi successi
"Relax" e "The power of love", una delle più belle ballate romantiche degli anni '80. Non
è certo una debuttante, ma si reinventa inteprete di grande classe e fascino Tina Turner,
grazie anche alla collaborazione di Mark Knopfler in "Private dancer", con l'omonimo
singolo e "What's love got to do with it". Sono invece reduci di una stagione ormai
finita, quella del progressive rock, i King Crimson, che non trovano la scintilla dei giorni
migliori con "Three of a perfect pair". I Reo Speedwagon azzeccano un altro grande
successo con la ballata rock "Can't fight this feeling", dall'album "Wheels are turnin'", i
tedeschi Alphaville sono tra i fenomeni del 1984 grazie a "Forever young", da cui tirano
fuori tre dischi da numero 1: "Forever young", "Sounds like a melody" e "Big in Japan",
tre veri classici del pop anni '80.
Meteore di mezza estate

Sandy Marton vive la sua estate di gloria, con la mitica "People from Ibiza". Capello
lungo, faccia da figlio di buona donna che la sa molto lunga, fá strage di cuori tra le
teenagers italiane con la sua tastierona da tracolla: in realtá, é meno esotico di quanto
faccia credere, e deve il suo successo a un grande creatore di fenomeni multimediali
come Claudio Cecchetto, che si é stufato di cantare "Gioca jouer". Murray Head centra il
bersaglio pieno con "One night in Bangkok", una delle canzoni più ricordate degli anni
'80, grazie anche al famoso video ambientato in un clima da spy story a un torneo di
scacchi. "It's my life" e "Such a shame" sono la doppietta vincente dei Talk Talk, che poi
poco altro riusciranno a fare.

Altri fenomeni da notte di mezza estate sono Il Gruppo italiano, quelli di "Tropicana" e
"Anni ruggenti", i Novecento, con "Movin' on", e Mike Francis, italianissimo nonostante
il nome, con "Survivor". Fiordaliso canta "Non voglio mica la luna", e infatti nessuno
pensa di dargliela, Kenny Loggins fá in tempo ad arrivare al numero uno in tutto il
mondo con "Footloose" prima di ritornare nel buio, i Rockwell diventano famosi con
"Somebody's watching me" e poi spariscono, i Wang chung incidono "Dance hall days"
e poi tornano alle loro vere occupazioni, come Nena, cantante tedesca che per un po' fà
impazzire tutti con la sua cantilena "99 luftballons".

Persi e ritrovati
Ocean rain

Cupo, notturno fin dalla copertina, il quarto album di Echo & the Bunnymen, il gruppo
post-punk dark di Liverpool è uno degli esperimenti meglio riusciti dell'epoca in cui
stava nascendo quello che sarebbe stato il movimento alternative rock inglese. "The
killing moon", poi riportata in auge dalla colonna sonora di "Donnie Darko" è il brano
più conosciuto della discografia dei Bunnymen, un malinconico atto di abbandono al
fato contro cui non ci si può opporre, rappresentato dalla luna assassina che sta per
prendere il protagonista, come proprio in "Donnie Darko". "Ocean rain", "Silver" e
"Seven seas" sono gli altri brani più importanti di un disco ritenuto punto di riferimento
da molti futuri protagonisti della musica inglese degli anni '90.

La musica del 1983

Thriller
Uscito a fine novembre del 1982, è nel 1983 che "Thriller" comincia a diventare
quell'autentico fenomeno di costume e futuro disco più venduto della storia: Michael
Jackson si è sganciato dall'orbita dei fratelli e vola da solo, e cavolo se vola.. In questo
album, che a seconda delle fonti ha superato i 30, 50 ma anche 100 milioni di copie
vendute, non c'è un momento di debolezza: certo, non tutte le canzoni sono "Billie Jean",
"Beat it", o "Thriller", ma anche "Human nature", "The girl is mine", e le altre canzoni
sono più che adeguate. E appena le vendite inizeranno a indebolirsi, il furbo produttore
Quincy Jones rimetterà in moto la macchina dei soldi con l'indimenticabile video di
"Thriller", diretto da John Landis. Da qui in avanti, "Jacko" sarà la più conosciuta, (mal)
imitata, invidiata stella del pop mondiale.

Disco dell'anno
Synchronicity

In qualsiasi altro anno, "Synchronicity" sarebbe stato disco dell'anno e anche di più, in
questo 1983, può solo fregiarsi del titolo di miglior disco rock, visto il fenomeno contro
cui si trova a scontrarsi. Con un chiaro riferimento nel titolo alla teoria della sincronicità
del filosofo Carl Gustav Jung, i Police sono al loro massimo, con un suono più maturo
rispetto ai primi album, senza le tracce scanzonate e reggae. "Every breath you take" è
chiaramente la gemma del disco, forse il miglior singolo degli anni '80, ma "Wrapped
around your finger" e soprattutto "King of pain" sono degne compagne di viaggio.
Peccato solo che quello là..

War

Primo grande successo mondiale (ma non in Italia, dove si continua a comprare "Bimbo
mix", piuttosto..) per gli U2: "War", la guerra che copre di vergogna il mondo, la guerra
dei fratelli in Irlanda del nord nell'iconica "Sunday bloody sunday" sui fatti di
Londonderry del 1972, la guerra che non cambia mai in "New year's day", le bombe
atomiche pronte a esplodere in "Seconds", la tematica del disco è una e ben scandita in
tutte le canzoni. Un grande tour mondiale fece conoscere gli U2 in tutto il mondo, con il
memorabile concerto al Red Rocks Amphitheatre ripreso in film e diventato poi "Under
a blood red sky", il live che lanciò definitivamente Bono e soci.
Madonna

Album di esordio per quella che sarà la regina del pop e delle provocazioni dei
successivi 30 anni: "Madonna"introduce al mondo la signorina Louise Veronica Ciccone
con un suono che sfrutta le nuove possibilità della musica elettronica, dai sintetizzatori
alla batteria elettronica, e testi facili facili che parlano di relazioni e amore. Anticipato
dal singolo "Everybody", l'album contiene anche "Holiday", "Lucky star" e "Borderline",
canzoni che avranno grande successo dopo l'uscita dell'album dell'esplosione del
fenomeno Madonna, "Like a virgin".

The final cut

I Pink Floyd danno il "taglio finale" alla loro ventennale avventura artistica, o meglio,
già senza Richard Wright, David Gilmour e Nick Mason decidono di divorziare da
Roger Waters per sopraggiunte differenze caratteriali, stufi di sopportare il totale
controllo artistico preteso dal leader della formazione. Anche "The final cut", come già
"The wall", infatti, è tutta opera di Waters, che dopo aver parlato dei problemi di
incomunicabilità dell'artista rinchiuso nella sua torre d'avorio, rivisita il suo rapporto con
il padre, morto sulle coste di Anzio durante lo sbarco in Italia degli Alleati nella seconda
guerra mondiale. "The post war dream", "The hero's return", "The gunners' dream",
"Southampton dock" raccontano la storia di Eric Fletcher Waters e di tanti altri giovani
che persero la vita nella guerra. "The Fletcher memorial home" è una satira al vetriolo
contro tutti i governanti che quei ragazzi li mandano a morire, mentre l'ultima canzone
dell'ultimo disco dei Pink Floyd nella versione classica, "Two suns in the sunset", tratta
dell'incubo atomico e, in modo appropriato, si chiude con parola "end". Da lí in poi sarà
tutto culto della personalità, da entrambe le parti, senza alcuna originalità. Nel 1983 i
Pink Floyd, artisticamente, morirono.

Script for a jester's tear

Album di debutto per il corpulento Fish e il suo gruppo, i Marillion: già dal nome,
mutuato dal libro "Il Silmarillion" di Tolkien, si capisce quali saranno le tematiche e lo
stile del gruppo, che infatti ricorda in molti passaggi il meglio della musica quasi
barocca degli Yes e dei Crimson King del periodo progressive, pur adeguati agli anni '80
(gli stessi Yes non fecero meglio della sciapa "Owner of a lonely heart", in questi anni..).
Il giullare del titolo rappresenta la condizione di chi non ha saputo cogliere il momento
giusto per fare la dichiarazione, "quella" dichiarazione che poteva cambiare le sorti della
sua vita amorosa, e per questo piange, ma una sola lacrima, in modo che la sua amata
non se ne accorga, perchè non vuole farsi vedere debole. Spiegazione fin troppo lunga
per far capire che, forse, anche chi scrive si è trovato in quella condizione (dico forse,
eh..). Per il resto, "He knows you know" è l'altra potente canzone di un disco molto
bello, che lanciò al meglio un gruppo molto amato anche in Italia.

Michael Jackson è l'ovvio dominatore dei Grammy awards, con ben 8 statuette, i Police
però vincono il premio per la canzone dell'anno, "Every breath you take", e anche i
premi per la miglior performance pop e rock di un gruppo. I Culture club sono il miglior
nuovo artista, Irene Cara vince come miglior voce femminile pop, e poi prende anche
l'Oscar per "What a feeling", parole e musica di Giorgio Moroder, unico momento
memorabile di "Flashdance", scarso fumetto rosa campione di incassi.

In Italia non conosceremo gli U2, ma anche da noi domina "Thriller", che fà meglio di
Battiato con "La voce del padrone 2", ovvero "L'arca di Noè", disco forse
sopravvalutato. Anche "1983" di Lucio Dalla è più fumo che arrosto, molto meglio
allora "Bollicine" di Vasco Rossi, con l'omonima canzone che prende in giro il
consumismo sfrenato, "Vita spericolata", da fiasco a Sanremo a futuro inno
generazionale, e la splendida "Una canzone per te". Claudio Baglioni fà il punto della
sua carriera artistica con l'ottimo live "Alè o o". Tra i singoli, come nel resto del mondo,
è lotta tra "Every breath you take", "Moonlight shadow" e "What a feeeling", tema del
film(etto) dell'anno, "Flashdance". L'edizione più fiacca della storia di Sanremo, dal
canto suo, porta "in dote" una vincitrice fino ad allora e da allora in poi
sconosciuta, Tiziana Rivale con "Sarà quel che sarà", Vasco Rossi penultimo tra i
finalisti, e due sole canzoni che reggeranno alla prova del tempo, "Vacanze romane"
dei Matia Bazar e "L'italiano" (eh, si..) di Toto Cutugno. D'altronde, se compravate (oh,
io avevo 12 anni..) "Bimbo mix" invece di "War", non è mica colpa mia..

Pioggia di singoli per il titolo di disco dell'anno: se la giocano, ovviamente, Michael


Jackson, con "Billie Jean" e "Beat it", Mike Oldfield con "Moonlight shadow", Irene
Cara con "What a feeling", "Sweet dreams" degli Eurythmics, "All night long" di Lionel
Richie, "Say say say" della coppia d'oro Jackson - McCartney, "Total eclipse of the
heart", di Bonnie Tyler. Ma alla fine la spuntano i Police, "Every breath you take" è una
tale perfetta, cesellata opera d'arte da superare a 30 anni di distanza la prova del tempo,
la più bella canzone degli anni '80 e una delle migliori di sempre, il giusto premio, tra
l'altro, a un disco che senza "Thriller" avrebbe avuto molti più riconoscimenti.
La compilation del 1983
 Every breath you take (Police)
 Beat it (M. Jackson)
 Billie Jean (M. Jackson)
 Moonlight shadow (M. Oldfield)
 What a feeling (Irene Cara)
 Total eclipse of the heart (B. Tyler)
 Sunday bloody sunday (U2)
 Burning down the house (Talking Heads)
 Karma Chameleon (Culture Club)
 All night long (L. Richie)
 Sweet dreams (Eurythmics)
 Time after time (C. Lauper)
 Vita spericolata (V. Rossi)
 Vamos a la playa (Righeira)

Gira i dischi

Cargo

Il buon successo di "Overkill" non bastò ai Men at work per anche solo avvicinare
le vendite milionarie di "Business as usual"

An innocent man

Nel nono album di Billy Joel, due successi: "Uptown girl" e "Tell her about it",
che valsero all'autore newyorkese 2 nomination ai Grammy

Kill'em all

Album di debutto per i Metallica, già dalla copertina molto più trash metal del
rock che li farà diventare numeri uno nel mondo


You and me both

Si sciolgono dopo due soli album gli Yazoo, il duo formato dalla monumentale
voce di Alison Moyet e dal mago dei suoni Vince Clark

Faster than the speed of light

Con questo disco, Bonnie Tyler fu la prima donna a debuttare al numero uno della
classifica inglese

Weird Al Jankovic

Tra le parodie di Al Jankovic, "My Bologna" invece di "My Sharona" e "Another


one rides the bus" sulla musica di "Another one bites the dust"

Eliminator

La macchina sulla copertina del disco di maggior successo degli ZZ Top è una
Ford Coupe del 1933 customizzata per diventare una "Hot rod"

Violent femmes

L'album di debutto dei Violent femmes è considerato un lavoro seminale per il


movimento dell'alternative rock

Gli altri successi del 1983

Grande successo, ma non tra tutti i suoi fans, per David Bowie, con "Let's dance": lui
stesso chiamerà poi la sua parentesi artistica degli anni '80 "gli anni da Phil Collins"..
Anche i Talking heads si allontanano dal loro modo di fare musica per ottenere il grande
successo commerciale: "Speaking in tongues", con "Burning down the house" è un
clamoroso successo. E il tema della "contaminazione pop" continua con un grande
musicista e strumentista, Mike Oldfield, l'uomo di "Tubular bells", l'angosciante colonna
sonora de "L'esorcista", che realizza l'ottimo "Crises", con quella che è forse LA canzone
degli anni '80, "Moonlight shadow", affidata alla spettacolare voce di Maggie Reilly.
"Staying alive" porta la febbre del sabato sera negli anni '80, e i Bee Gees ne
beneficiano, diventando il gruppo musicale di maggior successo di quegli anni. Debutta
con un look anticonvenzionale Cyndi Lauper, che ha però una magnifica voce e la usa al
meglio in "Time after time", anche se il successo maggiore di "She's so unusual" è la
gettonatissima "Girls just want to have fun". A proposito di grandi voci, Annie Lennox
si affida al genio creativo di Dave Stewart e al loro secondo album gli Eurythmics fanno
centro, con "Sweet dreams (are made of this). I Duran Duran hanno ancora qualcosa da
dire, con "Seven and the ragged tiger", che contiene "The reflex", i loro rivali Spandau
Ballet suonano però meglio, con "True", che contiene il grande successo "Gold".

Bob Dylan cerca di adeguarsi all'elettronica, e a malavoglia anche ai video, con


"Infidels", contenente "Jokerman". I Genesis di Phil Collins sono un gruppo pop senza
tanto mordente, ma il marchio di fabbrica è ormai talmente noto che vendono di tutto,
anche "Genesis", con "Mama" e "Home by the sea" uniche canzoni di spessore.
Debuttano con "Murmur", totalmente snobbati da critica e pubblico di massa, i R.E.M.,
un gruppo della Georgia con un leader carismatico ma canzoni sinceramente troppo
criptiche, almeno per il momento, al contrario dei Def Leppard, che con l'energico
"Pyromania" fanno le prove per il successo galattico del successivo "Hysteria". "Karma
chameleon" lancia "Colour by numbers" dei Culture club, album di grandissimo
successo grazie anche alle successive "It's a miracle" e "Victims". Gli Yes fanno uscire
"90125", ma se la migliore canzone è "Owner of a lonely heart", allora il meglio di loro
è rimasto negli anni '70..

Meteore di mezza estate

Alla voce "meteore" del dizionario dovrebbe comparire la loro foto: sono un duo
piemontese che canta in spagnolo e nell'estate 1983 diventano il fenomeno assoluto delle
canzonette italiane: i Righeira. "Vamos a la playa" diventa un tormentone incredibile, e
una delle canzoni che vengono subito in mente quando si parla di anni '80. Seguirà un
altro discreto successo, "No tengo dinero", e poi l'oblio assoluto. Piú o meno quello che
succede a Dario Baldan Bembo, un grande autore e musicista serio, che si vede da un
giorno all'altro in testa alle classifiche e in tutte le trasmissioni televisive, grazie a
"L'amico é", sigla del primo telequiz di canale 5, Superflash. Dopo sei mesi di notorietà,
Baldan Bembo non lo riconosce nemmeno sua madre. Toquinho dipinge il suo
"Acquarello", poi non troverà più quegli sgargianti colori.

Anche F.R. David ha lo stesso destino, con "Words", e non é da meno Greg Kihn, con
"Jeopardy". La divertente canzone sui quiz televisivi americani é un fenomeno di
vendite, ma rimarrà l'unico acuto di questo cantante. Nella stessa categoria, Laid back e
Bandolero. Chi? Ah,si: "Sunshine reggae" e "Paris latino". "Tropicana" è la hit del
Gruppo italiano, una delle canzoni più simpatiche e ricordate di quegli anni, e anche se
certo non gli interessa rientrare nella categoria "meteore musicali", non può sottrarsi alla
citazione il presentatore televisivo Corrado, numero uno con "Carletto", e poi di nuovo
con il seguito, "Sei contento papà?"..

Persi e ritrovati
Speaking in tongues

Il quinto album in studio dei Talking heads è quello che li fa conoscere al grande
pubblico, grazie al successo della canzone, e soprattutto del video di "Burning down the
house". Formatisi a New York nella metà degli anni '70 come gruppo punk-rock,
diventeranno nel corso degli anni grandi contaminatori di generi e stili, diventando band
di riferimento per il movimento new wave, grazie soprattutto al genio poliedrico del
leader, David Byrne. Grande amico di Brian Eno, produttore e consigliere del gruppo,
Byrne è un pozzo senza fondo di idee, un grande innovatore anche per l'utilizzo dei
video musicali, nuovo medium di riferimento per la musica degli anni '80.

Famosi anche per avere una bassista donna, l'eccellente Tina Weymouth, in questo
album i Talking heads virano dalle atmosfere africane di "Remain in light" a un suono
con contaminazioni disco e anche funk, con la sincopata voce di Byrne a cantare testi
spesso criptici, utilizzando con entusiasmo i sintetizzatori elettronici. "This must be the
place" è l'altro singolo di successo di un album che vede al suo meglio una della band
più originali e memorabili degli anni '80.

La musica del 1982

Toto IV

Il quarto album in studio del gruppo dei fratelli Porcaro (anche loro non originalissimi
nella scelta dei titoli..) è quello del successo mondiale, grazie alle due hit che contiene:
"Rosanna" e "Africa". Nei "si dice non si dice" di cui è pieno il mondo della musica, "si
dice" che la Rosanna del titolo fosse Rosanna Arquette, che all'epoca era in coppia con il
tastierista Steve Porcaro, ma non sarebbe una gran dedica, visto il mestiere della
protagonista.. "Africa", invece, è senza dubbi dedicata al continente nero e ne ricorda
ritmi e suggestioni. Tre volte disco di platino, "IV" fece vincere anche 6 grammy alla
band, praticamente tutti.
Disco dell'anno
Rio

C'è stato un breve momento, nella storia dei Duran Duran, in cui quelli che erano ancora
ragazzi a cui piaceva fare musica insieme non erano stai schiacciati dalla macchina del
successo, della popolarità, del delirio delle fans. Questo momento termina dopo l'uscita
di "Rio", un album con almeno tre grandi canzoni, "Hungry like the wolf", "Rio",
appunto, e "Save a prayer". Ma già i video patinati facevano intravedere la "deriva" che
Simon Le Bon e soci stavano prendendo, quella del "glam pop" che li avrebbe si portati
a vette di popolarità straordinarie, ma avrebbe anche prosciugato una vena creativa che
prometteva ben altro. "Wild boys, wild boys.."

Love over gold

Ormai consolidati nel loro successo, i Dire Straits escono con il loro quarto album, che
contiene almeno due perle: "Private investigations", un omaggio al mondo dei "noir" alla
Raymond Chandler, e "Telegraph road", una lunghissima ballata su un mondo che sta
perdendo valori e priorità, che può ancora essere salvato solo dall'amore, che diventerà il
loro cavallo di battaglia nelle straordinarie esibizioni dal vivo. La title track, pur
bellissima, è alla fine oscurata dalle altre due splendide canzoni, autentiche pietre miliari
della storia del rock. Successo di vendite mondiali, l'album raggiunse il numero uno in
molti paesi del mondo, tra cui l'Italia.

Peter Gabriel (4-Security)

Peter Gabriel continua a non dare titoli ai suoi album, che vengono poi "reinterpretati"
dalle copertine, ma continua a comporre grande musica. Il successo commerciale
d'impatto dell'album è sicuramente "Shock the monkey", ufficialmente la mia canzone
dei mondiali di calcio del 1982, con un video di grande forza emotiva, ma la migliore
canzone è più probabilmente da ricercare tra "The rhytm of the heat" e "Lay your hands
on me", che saranno dei classici amatissimi dal pubblico nei futuri live di Gabriel.
Asia

Super gruppo formato da membri di precedenti esperienze musicali, in particolare ex


Yes, gli Asia portano il progressive rock negli anni '80, lo "allungano" con buone dosi di
pop e ottengono un grande successo, grazie alla super hit "Heat of the moment", una
delle più riconoscibili canzoni di questi 10 anni. La famosa copertina dell'album è di
Roger Dean, l'artista che aveva illustrato i dischi degli Yes. 4 certificazioni di platino per
questo disco, l'album più venduto in America nel 1982.

Eye of the tiger

Al terzo album, i Survivor fanno jackpot, con una delle prime 10 canzoni di tutti gli anni
'80: "Eye of the tiger", canzone principale di "Rocky III" e poi usatissima come canzone
da allenamento sportivo. Nient'altro nell'album, purtroppo, è all'altezza della title track,
ma solo i diritti d'autore di "Eye of the tiger" consentiranno ai membri della band una
serena vecchiaia.

I Toto fanno man bassa ai Grammy: disco dell'anno, album dell'anno e altri 4 premi per
la produzione tecnica del disco. La canzone dell'anno è però "Always on my mind" nella
versione di Willie Nelson. "Physical" di Olivia Newton John vince come miglior video,
Joe Cocker e Jennifer Warnes con "Up Where We Belong" sono il miglior duo pop,
Marvin Gaye con "Sexual healing" è la voce rhytm and blues. I Survivor vincono come
migliore band rock, Pat Benatar è ancora l'artista rock femminile preferita. "Up where
we belong" porta a casa anche l'Oscar come migliore canzone, mentre la colonna sonora
da Oscar è quella di "E.T.", opera di John Williams, autore delle musiche, tra le altre, de
"Lo squalo", "Guerre stellari" e "Indiana Jones".

Domina le vendite nel nostro Paese il rapper austriaco Falco, con "Der kommissar", e il
successo dell'omonimo film(etto) porta al numero uno delle vendite anche la sciapa
Phoebe Cates, con "Paradise". Un altro film(ino), "Il tempo delle mele", è responsabile
della fusione di molti giradischi degli adolescenti, colpa di Richard Sanderson e
dell'indelebile tema delle nostre feste di carnevale, "Reality". "La voce del padrone"
continua a dominare le classifiche dei 33 giri, "Celeste nostalgia" porta in alto
"Cocciante", "Voglia 'e turna'" mostra la grande voce di Teresa De Sio. Grande successo
anche per l'idolo delle ragazze Miguel Bosè, che canta dei "Bravi ragazzi" del '56.
Pensare che l'anno prossimo compiranno 60 anni, mamma mia come passa il tempo..
"Palasport" è la dimostrazione del perchè i Pooh siano sulla cresta dell'onda da tantissimi
anni, nell'anno in cui il loro ex socio Riccardo Fogli vince Sanremo con "Storie di tutti i
giorni". Alla kermesse canora arrivano secondi Al Bano e la moglie Romina, con
"Felicità", mentre finisce ultimo dei finalisti Vasco Rossi, con "Vado al massimo". Che
Drupi arrivi terzo, prima di "E non finisce mica il cielo", parole di Ivano Fossati e voce
di Mia Martini, deve pure far capire qualcosa sulla formula della gara..

"Ebony and ivory" mette insieme Paul McCartney e Stevie Wonder, e due nomi talmente
importanti non potevano fallire. Olivia Newton John porta nell'anno nuovo il successo di
"Physical", Joe Cocker azzecca il ritorno in grande stile, con "Up where we belong",
tema di "Ufficiale e gentiluomo". "Don't you want me" è il super successo degli Human
League, "Do you really want to hurt me" quello dei Culture Club. "Mad world" dei Tears
for fears dovrà aspettare il film "Donnie Darko" per essere riconosciuta, mentre Alison
Moyet e gli Yazoo hanno doppio successo, con "Don't go" e "Only you". Laura Branigan
deve a Umberto Tozzi il successo mondiale di "Gloria", mentre "Abracadabra" è la
parola magica per la Steve Miller band. "It's raining again" è l'unico singolo di rilievo
dell'ultimo album dei Supertramp, "Famous last words".

La compilation del 1982


 Ebony and ivory (P. McCartney - S. Wonder)
 Do you really want to hurt me (Culture club)
 Heat of the moment (Asia)
 Eye of the tiger (Survivor)
 Eye in the sky (Alan Parson project)
 Rio (Duran Duran)
 Africa (Toto)
 Shock the monkey (Peter Gabriel)
 Hard to say I'm sorry (Chicago)
 Der kommissar (Falco)
 Reality (R. Sanderson)
 Words (F.R. David)
Gira i dischi

1999

Il primo album nella top ten di Prince, prima del successo planetario di "Purple
rain"

Combat rock

I Clash arrivano negli anni '80 con meno rabbia e più sound: "Should I stay or
should I go" e "Rock the casbah"

Coda

L'ultimo album in studio dei Led Zeppelin è una raccolta di tracce non usate da
precedenti sessioni

Tug of war

Il terzo album da solista di McCartney contiene il successo mondiale "Ebony and


ivory", cantato con Stevie Wonder

Avalon

L'ottavo e ultimo album in studio dei Roxy music di Brian Ferry, l'omaggio
all'epopea arturiana, contiene l'hit "More than this"

Lionel Richie

Debutto da solista per Lionel Richie, già leader dello storico gruppo r&b dei
Commodores


Abracadabra

Dall'aramaico "Avrah KaDabra", che significa "Io creerò come parlo", usata
nell'antichità contro febbri e infiammazioni

A kiss in the dreamhouse

Le banshee sono creature della tradizione celtica, spiriti femminili che si aggirano
attorno a paludi e fiumi.

Gli altri successi del 1982

Il concerto al Central Park di Simon e Garfunkel dell'anno prima diventa disco, con
"Bridge over troubled water" e "Sounds of silence" che acquistano ulteriore magia nella
indimenticabile registrazione di quella imperdibile serata. "Chicago 16" è il tredicesimo
album inedito dell'omonima band, e segna il ritorno al successo dopo un periodo opaco,
grazie alla hit mondiale "Hard to say I'm sorry". Continua nel 1982 il successo di
"Business as usual" dei Men at work, numero 1 in quasi tutto il mondo, mentre "Eye in
the sky" segnala a tutti la musica di ispirazione fantascientifica degli Alan Parsons
project, il duo voluto dall'ex ingegnere del suono dei Pink Floyd. John Cougar è il
campione delle classifiche americane, con "American fool".

Debutta con un look aggressivo da sopravvissuto del punk Billy Idol, con l'album
omonimo, mentre Bruce Springsteen continua a scrivere poesie sulla disperazione
dell'America che non si trova sulle mappe di viaggio, con "Nebraska", uno degli album
del Boss maggiormente lodati dalla critica. Willie Nelson rende omaggio alla tradizione
musicale americana, soprattutto con una acclamatissima versione di "Always on my
mind" di Presley.

Gli Iron maiden sono al centro di una valanga di critiche da parte di alcune chiese
americane: succede, quando intitoli il tuo album "The number of the beast". "Run to the
hills" è però la loro migliore canzone di sempre, e il gruppo inizia ad avere un seguito di
fans impressionante. E poi Ozzy Osbourne fa molto peggio di loro: questo è l'anno in cui
stacca la testa di un pipistrello con un morso. Ottiene i primi titoli con il singolo
"Everybody" Louise Veronica Ciccone, più modestamente rinominatasi Madonna,
mentre esce a fine anno il campione di tutti i campioni di vendite: "Thriller", dell'ancora
nero Michael Jackson. Debutta anche il duo Alison Moyet - Vince Clarke, con il nome
di Yazoo: si scioglieranno tra solo un anno, ma "Only you" e "Don't go" sono due
classici del pop elettronico degli anni '80.
Meteore di mezza estate

"Words" è la grande one shot di F.R. David (?), e Richard Sanderson non arriverà mai
più al 50% del successo di "Reality", ma la vera meteora è Gazebo, gettonatissimo nei
juke-box e come colonna sonora dei vari film di Vanzina, quest'anno con "Masterpiece",
e poi con le mitiche "I like Chopin" e "Dolce vita", che a onor del vero viene prima
portata al successo da un'altra meteora, Ryan Paris. Ma gli autentici fenomeni parastatali
dell'anno sono i Trio, tre zoticoni tedeschi che hanno 5 minuti di gloria con la mitica "Da
da da" (e il testo é tutto qua!). Anche i Quarterflash, con "Harden my heart", durano lo
spazio di un pomeriggio.

"Tainted love" è l'unica hit dei Soft Cell, "I won't let you down" quella di tale Ph.D. Gli
inquietanti Imagination fanno tripletta, con "Just an illusion", "Body talk" e "Music and
lights". Dalla stessa parrocchia, i Village People, con "Five o' clock in the morning".
Giuni Russo deve affidarsi a "Un'estate al mare" per farci sentire i suoi incredibili
vocalizzi, mentre Mario Castelnuovo annoda i suoi "Sette fili di canapa". Sempre da
Sanremo, tale Giuseppe Cionfoli, finto frate, come si scoprirà poi, canta "Solo grazie".

Persi e ritrovati
American fool

"American fool" è l'album della svolta per John Cougar Mellencamp, voce ruvida simile
a quella di Bryan Adams e grande facilità di fare rock and roll nel solco di John Fogerty
e Tom Petty, per esempio. "Jack and Diane" è la canzone di punta del disco, una ballata
spensierata su due adolescenti che non hanno ancora conosciuto l'America matrigna di
Bruce Springsteen, "Hurts so good" è il contraltare, più rock e sanguigna. "Hand to hold
on to" e "China girl" sono le altre due canzoni più significative di un disco stroncato
dalla critica ("poco sincero e troppo furbetto") ma vittorioso alle vendite. Divertente la
storia di come Mellencamp abbia firmato i suoi lavori con nomi diversi, dal "Johnny
Cougar" dei primi dischi a questo "John Cougar", fino a John Cougar Mellencamp, il suo
vero nome, di cui si "riappropriò" dopo il grande successo ottenuto con questo album.

La musica del 1981

La voce del padrone

Un "reduce" della grande stagione italiana del progressive e della sperimentazione


sonora degli anni '70 ("Fetus" e "Pollution"), trova il clamoroso successo commerciale
nel 1981 Franco Battiato. "La voce del padrone" è un disco che racchiude dietro quelle
che sembano canzonette (come "Bandiera bianca") una feroce critica all'Italia della tanta
forma ma poca sostanza, cafona e prepotente, che stava emergendo all'inizio degli anni
'80. "Segnali di vita" e soprattutto "Gli uccelli", poi, sono due poesie che trascendono il
campo musicale, nel primo disco italiano a superare il milione di copie vendute,
un'autentica gemma della nostra musica popolare.

Disco dell'anno
Face value

Batterista e seconda voce della formazione classica dei Genesis, poi leader del trio che
diventerà una macchina da soldi negli anni '80, debutta da solista e fa subito centro Phil
Collins. "In the air tonight" spinge questo "Face value" a vendite milionarie e dischi di
platino in tutto il mondo, con un suono ricercato che si basa molto su elementi del rhytm
and blues e del jazz. Nonostante fosse un grande batterista, Collins usò anche delle
batterie elettroniche programmate nel disco, una scelta che lasciò interdetti molti critici,
ma non il pubblico.

Queen - Greatest hits

I Queen fanno il punto sulla loro produzione degli anni '70 e raccolgono un numero di
successi quasi imbarazzante per quantità e qualità. Praticamente non c'è un punto debole
in questo primo Greatest hits del gruppo di Freddie Mercury (ne seguiranno altri due),
ma "Bohemian rhapsody" resta la pietra angolare, una canzone che con i continui cambi
di registro e tono continua a sorprendere quasi 40 anni dopo l'uscita. "Somebody to
love", "Save me", "Another one bites the dust", "Flash", dal film "Flash Gordon", e i
successi da stadio "We are the champions" e "We will rock you" sono le altre hits "un
po' più hits" nell'album campione di vendita dell'anno, con oltre 25 milioni di copie.

Business as usual

L'album di debutto della band australiana di Colin Hay è un successo mondiale, numero
uno in tutto il mondo nel 1982, anno in cui viene distribuito fuori dall'Australia. "Who
can it be now?" è il singolo di riferimento, e uno dei video di maggior successo dei primi
anni di MTV. Con la loro musica scanzonata, i Men at work continuarono a sfornare
successi, in particolare il successivo "Cargo", del 1983, anche se non riuscirono mai a
ripetere il clamoroso exploit di questo disco. Di recente, Colin Hay è stato riconosciuto
colpevole di plagio per aver copiato il tema di "Down under" da una canzone della
tradizione australiana, ma il verdetto non è stato troppo negativo (5% delle royalties dal
2002).

Ghost in the machine

Ispirato fin dal titolo dal lavoro seminale del saggista Arthur Koestler, che descrive il
dualismo cartesiano tra mente e corpo dell'uomo moderno, "Ghost in the machine" dei
Police è un viaggio intimista nella psiche dell'uomo del ventesimo secolo, esplorato in
canzoni come "Invisible Sun", "Spirits in the Material World", "Omegaman" e
"Rehumanize yourself". "Every little thing she does is magic" è invece molto più
leggera, ma non di minor successo. Con un altro titolo assai particolare, "Synchronicity",
da li a due anni Sting e soci realizzeranno uno dei migliori album degli anni '80.

Tattoo you

Mick Jagger e soci arrivano negli anni '80, e anche se non c'è più nessuna "Satisfaction"
o "Sympathy for the devil" rimasta nel serbatoio, si difendono con onore. "Start me up" è
il singolo di riferimento dell'album e raggiunse da solo le vette delle classifiche,
trascinandosi poi dietro il resto dell'album, che sarà l'ultimo numero 1 americano per gli
Stones. Piuttosto banali i video delle canzoni, tranne "Neighbours", un riuscito omaggio
a "La finestra sul cortile" di Hitchcock.

Disco e canzone dell'anno per Kim Carnes, con "Bette Davis eyes", mentre l'album
dell'anno premia postumo John Lennon, con "Double fantasy". Lena Horne, Al Jarreau e
i Manhattan transfer vincono il grammy per i migliori lavori pop, Pat Benatar e Rick
Springfield sono l'artista donna e uomo nella categoria rock. I Police portano invece a
casa il grammy per la migliore performance rock di gruppo e per quella strumentale. La
colonna sonora di "Momenti di gloria" del compositore Vangelis vince l'Oscar, che nella
categoria migliore canzone va a Cristopher Cross, per "Arthur's theme".

L'album di maggior successo dell'anno in Italia, almeno fino all'uscita de "La voce del
padrone", è "Making movies" dei Dire Straits, che si esibiscono anche a
Sanremo. "Strada facendo" di Claudio Baglioni, con il successo omonimo, "Icaro" di
Renato Zero, con la scanzonata "Il triangolo" e la più poetica "Il carrozzone" e "Buona
fortuna" dei Pooh, con l'elettrica "Chi fermerà la musica" hanno tutti buoni motivi per
essere considerati sul podio e mettono in secondo piano i pur ottimi "Cervo a primavera"
di Riccardo Cocciante e "La grande grotta" di Alberto Fortis. "Yes I know my way" fa
conoscere a tutti l'energia di Pino Daniele, mentre sono un successo tutto italiano, anzi
veneto, i Rondò veneziano. Ha soli 9 anni Nikka Costa, una bambina dalla voce
pazzesca che sbaraglia le classifiche di mezzo mondo con una canzone d'amore, "On my
own", rimanendo al numero 1 in Italia per 14 settimane di fila. A fine anno, solo Kim
Carnes, con il successo mondiale "Bette Davis eyes", la scalzerà dalla vetta. A metà
dicembre, entra in classifica "Reality" di Richard Sanderson: sarà il tema portante di
migliaia di feste di carnevale per i successivi anni. A Sanremo vince Alice, con "Per
Elisa": abbastanza sottovalutata all'epoca, ma poi giustamente celebrata come una delle
migliori canzoni vincitrici della rassegna canora. Loretta Goggi è seconda con
"Maledetta primavera", ma si prenderà il primato delle vendite. Altra canzone che
travalica l'edizione del festival per diventare una delle più ricordate degli anni 80 è "Sarà
perchè ti amo" dei Ricchi e Poveri.

Kim Carnes canta gli occhi magnetici di Bette Davis ed è l'unica ad avere vendite
paragonabili a Nikka Costa. "Woman" riporta in classifica il compianto John Lennon,

mentre "Tainted love" è l'unico vero successo della carriera dei Soft cell.
Christopher Cross dà un seguito al successo del suo album di debutto con "Arthur's
theme", Olivia Newton John fà di "Physical" il migliore spot per la sua seconda carriera,
di istruttrice di fitness in videocassetta. I Queen e David Bowie fanno un'ottima joint
venture con "Under pressure", gli Human League diventano i maestri del synth pop con
"Don't you want me", ma gli Ultravox si oppongono con "Vienna". I Jacksons sono
ancora cinque, e ottengono un clamoroso successo con "Can you feel it", Kim Wilde
replica i successi dell'album di debutto con il singolo "Cambodia".
L'austriaco Falco propone il rap in salsa tedesca con "Der kommissar", "Harden my
heart" è la grande "one shot" dei Quarterflash.

La compilation del 1981


 Bette Davis eyes (Kim Carnes)
 On my own (Nikka Costa)
 Amoureux solitaires (Lio)
 Tainted love (Soft cell)
 Physical (Olivia Newton John)
 Vienna (Ultravox)
 Don't you want me (Human League)
 Cambodia (Kim Wilde)
 Who can it be now? (Men at work)
 Start me up (Rolling stones)
 In the air tonight (Phil Collins)
 Don't stop believin' (Journey)
Gira i dischi

Moving pictures

Il titolo è un gioco di parole sui quadri traslocati in copertina, quadri che


commuovono e immagini di un film sempre "moving pictures", appunto

Escape

Uno degli album di maggior successo degli anni '80, in moltissime liste dei
greatest hits di varie riviste musicali

Level 42

Il nome della band deriva dal libro cult "Guida galattica per autostoppisti", dove
"42" è la risposta al senso della vita

Underneath the colours

Rilasciato nel resto del mondo solo nel 1984, dopo che la band di Michael
Hutchence aveva iniziato ad affermarsi

Computer world

I Kraftwerk, paladini del pop elettronico, rilasciarono il singolo "Pocket


calculator" in 4 diverse lingue, tra cui l'italiano


Nightclubbing

La copertina è un dipinto, tratto da una precedente foto, entrambe dell'artista Jean-


Paul Goude

Gli altri successi del 1981

I Reo Speedwagon arrivano fin al 1981 con "Hi Infidelity", trascinata da "Keep on
loving you". Anche l'ultimo album di John Lennon, "Double fantasy", ha maggior
successo nel 1981 che nell'anno di uscita. "Mistaken identity", con la voce roca come
carta vetrata di Kim Carnes, contiene "Bette Davis eyes", il singolo numero uno in tutte
le classifiche mondiali nel 1981, "Escape" porta finalmente al successo i Journey, con
"Don't stop believin'". Gli U2 sono al secondo album, "October", con "Gloria" e "With a
shout", debutta invece un quintetto di Birmingham, con un album pieno di promesse che
porta il nome della band: Duran Duran. "Planet Earth" è il singolo migliore, e con il
successivo "Rio" fa intravedere potenzialità che poi non verranno del tutto mantenute. I
Genesis in versione trio realizzano "Abacab", accolto da ottime vendite e recensioni
critiche. Daryl Hall e John Oates ottengono grande successo con "Private eyes".

Gli AC/DC quasi replicano il successo di "Back in black" con "For those about to rock
(we salute you)", mentre la 20enne Kim Wilde ammalia i giovani con i video raffinati di
"Kids in America" e "Chequered love", dal suo album di debutto. Hanno successo
soprattutto in Gran Bretagna i Roxy Music di Brian Ferry, con la loro versione di
"Jealous guy" di Lennon, e Adam and the ants, idoli delle teenagers, con "Kings of the
wild frontier". "Dare" degli Human League contiene "Don't you want me", uno dei
maggiori successi del synth pop di inizio anni '80, più o meno la musica che fanno
i Foreigner, numeri uno per molte settimane con "4", grazie a "Waiting for a girl like
you". "Dead ringer" ripropone le ballate rock del corpulento Meat Loaf, ma senza il
successo clamoroso di "Bat out of hell".

Il 19 settembre, Paul Simon e Art Garfunkel richiamano oltre 500.000 persone al loro
concerto al Central Park di New York, in quello che rimarrà per anni il live più visto
della storia.

Meteore di mezza estate

Non arriva mai al numero uno, ma rimane in classifica più di tre mesi e diventa un
autentico fenomeno Alberto Camerini: l'Arlecchino elettronico si presenta in tv con
creste multicolori e un disco pieno di suoni elettronici: è la fantastica "Rock 'n roll
robot". Seguirà un altro successo, "Tanz bambolina", e poi più niente. Quasi una
versione di Camerini al femminile è la punk Donatella Rettore, in classifica con
"Donatella". Arriva invece dal Belgio il simpatico Plastic Bertrand, che si farà
conoscere grazie a "Hula hoop" e poi si ripeterà con l'altrettanto "impegnata" "Ping
pong". È francese invece la deliziosa Lio, che dura lo spazio di un pomeriggio in cima
alle classifiche con "Amoureux solitaires". Claudio Cecchetto non è una meteora, e
infatti non è nemmeno una canzone "Gioca jouer", ma un simpatico passatempo da feste
di carnevale: numero uno anche per lui, però. Si affacciano alla ribalta per qualche
minuto anche i Collage, con "I ragazzi che si amano" e tale Paolo Barabani, "Hop hop
somarello"..

Sono piuttosto inquietanti le meteore internazionali Visage, cinque minuti di notorietà


con "Fade to grey", qualcuno in più per gli Imagination, con "Body talk". "Our lips are
sealed" è il più grande successo del gruppo pop tutto femminile Go-Go's.

Persi e ritrovati
Fire of unknown origin

Una copertina molto esoterica, brani ("Veteran of the psychic wars") scritti con autori di
fantascienza, altri che parlano di zombie che infestano le strade: sono i Blue Oyster Cult,
gruppo di hard rock di discreto successo degli anni '80, capace di grandi esibizioni dal
vivo, in cui trasformavano canzoni anche non straordinarie in trascinanti ballate rock.
Reduci da tre album con ottimi riscontri di vendite negli anni '70, tra cui spicca "Don't
fear the reaper", in questo loro ottavo album il quintetto di New York dà il meglio in
"Burnin' for you", buon successo di vendite in America, ma soprattutto il pazzo omaggio
(dileggio?) a Joan Crawford, immaginata come uno zombie che esce dalla tomba per
unirsi a un gruppo di varia umanità che sarebbe a proprio agio in un film di Tarantino,
pronti a far scoppiare la fine del mondo. "Veteran of the psychic wars" parla invece del
multiverso in cui si muove il "campione eterno", personaggio creato dallo scrittore di
fantascienza Michael Moorcock, che scrive a 4 mani il testo della canzone con Eric
Bloom, leader dei BOC. La canzone farà parte dell'originale film di animazione "Heavy
metal", una specie di rivisitazione in chiave hard rock di "Fantasia".

La musica del 1980

Back in black

Il settimo album in studio degli australiani AC/DC non sarebbe nemmeno dovuto uscire,
con la band che dopo la morte del cantante Bon Scott, morto a febbraio a soli 33 anni,
aveva deciso di sciogliersi. Ma anche su incoraggiamento dei familiari di Scott, fu
reclutato un nuovo cantante, Brian Johnson, l'uomo dalla voce di carta vetrata, e al primo
tentativo è subito trionfo, con uno degli album più venduti della storia, ben oltre le 20
milioni di copie. "You shook me all night long", con i suoi doppisensi impossibili da non
notare, la title track "Back in black" e "Hells bells" proiettarono il gruppo dei fratelli
Young nell'Olimpo della musica rock, dove sono ancora oltre 30 anni dopo.

Disco dell'anno
The Wall

Uscito sul finire del 1979, entra in tutte le classifiche e trionfa nel 1980 "The wall", la
grandiosa opera rock di Roger Waters e soci sull'alienazione e la solitudine del successo.
Il viaggio allucinante di Pink, metà Waters e metà Syd Barrett, poi tradotto in immagini
dal genio visionario di Alan Parker, è una profonda riflessione sulla mancanza di
comunicazione che sta uccidendo i sentimenti. Molti ricordano "Another brick in the
wall", ma "The wall" è soprattutto "Comfortably numb", con il gruppo ai livelli di "Dark
side of the moon", "Hey you" e "Nobody home".

Peter Gabriel (3-Melt)

Al terzo album da solista, Peter Gabriel non ha ancora deciso di dare un titolo ai suoi
dischi, ma ha deciso sicuramente di produrre un album straordinario. Un disco che parla
di solitudine e inadeguatezza, e delle paure dell'uomo moderno, da "Family snapshot", su
Arthur Bremer e il suo tentato omicidio del governatore dell'Alabama, il razzista George
Wallace, a "Intruder", la storia di un topo di appartamenti, a "I don't remember", un
uomo che non ricorda il suo passato, o preferisce farlo. I due maggiori successi
dell'album sono "Games without frontiers" e "Biko", un ricordo e un omaggio
all'attivista anti apartheid Stephen Biko, ucciso dalla polizia sudafricana, che verrà
portato sullo schermo in "Grido di libertà". Tra le collaborazioni eccellenti del disco,
Kate Bush, Robert Fripp dei King Crimson e Phil Collins.

Making movies

Dopo l'ottimo debutto con l'album omonimo, i Dire Straits iniziano gli anni 80 che li
vedranno tra le stelle più splendenti del rock con un album che contiene almeno due
canzoni immortali, "Tunnel of love", che sarà il loro cavallo di battaglia negli splendidi
live, e "Romeo and Juliet", una rivisitazione della storia d'amore più famosa della
letteratura, in cui Giulietta si stanca di aspettare il suo Romeo. "Skateaway", con un testo
quasi criptico ma un grande riff, è il terzo ascolto di un lavoro che mostra le potenzialità
di Mark Knopfler e soci, destinati ad altri clamorosi successi negli anni seguenti.

Christopher Cross

L'album di debutto dell'allora 30enne Christopher Cross fu uno straordinario successo di


vendite e critica, tanto da meritare al suo interprete il Grammy award come album
dell'anno nel 1981. Con una voce potente ma al tempo stesso delicata ed emozionata nel
descrivere le sue storie di amore, Cross tira fuori due hit clamorose come "Ride like the
wind" e "Sailing", che dominano le vendite e i passaggi in radio. Purtroppo per lui, non
riuscirà mai ad avvicinare ancora queste vette, se non con "Arthur's theme", che avrà
anche la distinzione di vincere un Oscar per l'insipido film che accompagnava, "Arturo".

The River

Il quinto album di Springsteen, il secondo dopo l'inarrivabile "Born to run", continua le


storie di ragazzi di provincia che non ce l'hanno fatta a montare sulla macchina e
lasciarsi dietro le loro città di perdenti: nella title track, anzi, la meta per i due giovani
protagonisti è un fiume in secca in cui schiantare i loro sogni infranti. Nella lunghissima
versione dal vivo di "Live 1975-1985", il Boss userà l'intro della canzone per raccontare
a cuore in mano la sua storia di conflitti generazionali con il padre. "Independence day"
e "Hungry heart", che ebbe un ottimo riscontro come singolo, sono le alre canzoni di
rilievo di un disco che non ebbe un grande successo commerciale.

I Grammy, i premi più importanti della musica, sono come gli Oscar, la cerimonia di
consegna premia i dischi dell'anno precedente. Per cui, i premi ai migliori dischi del
1980 vengono assegnati nel 1981. Detto questo, l'album di esordio di Christopher
Cross domina i premi del 1980: album dell'anno, singolo dell'anno e canzone dell'anno
con "Sailing", e ovviamente miglior esordio. George Benson vince due premi nella
categoria R&B con "Off Broadway" e "Give me the night", Bette Midler e Kenny
Loggins sono le voci pop dell'anno. Billy Joel e Pat Benatar sono le voci rock, i Police
vincono con "Regatta de blanc" nella categoria "migliore performance strumentale".
Doppio premio Oscar per "Fame", migliore canzone e colonna sonora di Michael Gore.

Il 5 gennaio 1980, la classifica dei 45 giri più venduti in Italia vede al primo
posto Heather Parisi, con "Disco bambina" (!), al secondo "Remi e le sue avventure" (!!),
al terzo e al quarto, Loretta Goggi, con "L'aria del sabato sera" e "Cicciotella" (!!). È il
segno inequivocabile di un mercato dominato dal grande successo dello show del sabato
sera, "Fantastico", e dalle richieste dei bambini, che si danno da fare da matti con i mitici
mangiadischi. Altri numeri uno nel corso dell'anno saranno Miguel Bosé, con "Olympic
games", Renato Zero, con la meravigliosa "Amico", e gli Spargo, sconosciuto gruppo
olandese, con la smielata "You and me". Tra i 33 giri, sono 6 gli album che raggiungono
il primo posto nel corso dell'anno: Lucio Dalla é il campione, con "Dalla", che contiene
tra le altre "Balla balla ballerino" e "La sera dei miracoli". A Sanremo vince finalmente
l'eterno secondo, Toto Cutugno con "Solo noi". Ottimi riscontri nel corso dell'anno
anche per il terzo classificato, Pupo, con "Su di noi".

Due singoli su tutto e tutti nel 1980: "Video killed the radio star" dei Buggles e "Enola
Gay" degli O.M.D.. Il primo, uscito a fine 1979, avrà per sempre la distinzione di essere
stato il primo video programmato da MTV, il secondo è l'autentico tormentone dell'anno
e dominatore di tutti i jukebox. "Another brick in the wall", la seconda parte, è l'estratto
di maggior successo dall'album dei Pink Floyd, ma ridurre a questi 3 minuti tutto il disco
mi sembra riduttivo. Due grandi signore della musica fanno centro, Diana Ross con
"Upside down" e Barbra Streisand con "Woman in love". Anche Olivia Newton John ha
grande successo, con "Xanadu" e "Magic". "Fame", tema dell'omonimo film e serie tv,
proietta tra le stelle Irene Cara.

La compilation del 1980


 Enola Gay (O.M.D.)
 Video killed the radio star (Buggles)
 Atomic (Blondie)
 Call me (Blondie)
 Brass in pocket (Pretenders)
 Keep on loving you (Reo speedwagon)
 Sailing (Cristopher Cross)
 Tunnel of love (Dire Straits)
 Romeo & Juliet (Dire Straits)
 Atomic (Blondie)
 The river (Bruce Springsteen)
 Family snapshot (Peter Gabriel)
 Biko (Peter Gabriel)
 Comfortably numb (Pink Floyd)
 You shook me all night long (AC/DC)
 Back in black (AC/DC)
Gira i dischi

Scary monsters (and super creeps)

"Ashes to ashes" racconta il seguito della storia del Maggiore Tom, protagonista
di "Space oddity"

Orchestral Manoeuvres in the Dark

"Enola Gay" era il nome dato al bombardiere che sganciò l'atomica su Hiroshima

Age of plastic

Geoffrey Downes (il biondo) ha suonato con gli Yes e gli Asia, Trevor Horn
(l'occhialuto) è stato negli Yes e con gli Art of noise

Permanent waves

Chi ben comincia.. il settimo album del gruppo canadese fu il primo uscito negli
anni '80, il primo gennaio.

Super trouper

Super Trouper è un marchio registrato per una marca di luci direzionali usate per
illuminare gli artisti sul palcoscenico

Eagles Live

All'epoca il gruppo era già sciolto,e Glenn Frey e Don Henley fecero il mixaggio
sulle coste opposte degli USA, tanto erano arrivati a detestarsi

The game

"Another One Bites the Dust" fu anche usata per insegnare a studenti di medicina
il giusto ritmo per eseguire un massaggio cardiaco

Boy

Il bambino sulla copertina è Peter Rowen, fratello dell'amico d Bono, Guggi. È lo


stesso della cover di "War". Oggi è un rinomato fotografo

Gli altri successi del 1980

Sopravvissuti agli eccessi degli anni '70, arrivano nel 1980 i Blondie, o per meglio
dire Debbie Harry e il suo gruppo di contorno: si, perchè la leader del gruppo è un
autentico fenomeno musicale, una frontman che può essere paragonata solo a pochi
colleghi maschi. "Eat to the beat", uscito sul finire del 1979, contiene il successo
mondiale "Atomic", con il suo video iconico, mentre nel corso dell'anno usciranno "The
tide is high" e "Call me" a completare un anno di platino per l'ex gruppo punk new wave
di New York. "Boy" è l'album di debutto di una band irlandese, tali U2, mi sembra
faranno qualche altra cosa, in seguito..

Non sono, invece, al primo album i Rolling stones, che escono con "Emotional rescue",
mentre "London calling" è la canzone più famosa dei Clash, proprio nel periodo in cui il
punk sembra morto, ormai rimpiazzato dall'ondata dei "new romantics": gli Ultravox ne
sono portavoce con "Vienna" e introducono sul palcoscenico degli anni '80 un nuovo
strumento, capace di sostituire un'intera band: il sintetizzatore elettronico. Grande
successo per i Police, con l'album "Zenyatta mondatta" che monopolizza le top ten
inglesi, trascinato dal singolo "Don't stand so close to me". Gli Abba cercano di portare
la loro dance anche negli anni '80, con "Super trouper", che contiene la grande hit "The
winner takes it all", mentre gli Eagles realizzano uno dei live più belli e di maggior
successo di sempre.

Solo tre settimane prima della tragica morte, John Lennon ci lascia il suo ultimo lavoro:
è"Double fantasy", con "Woman", uno dei maggiori successi del 1981. I Reo
speedwagon centrano il bersaglio con "Hi infidelity", che esce a fine anno ma sarà
l'album rock di maggior successo del 1981, grazie a "Keep on loving you". Ha un grande
successo la colonna sonora del film "Blues brothers", con "Soul man" e "Everybody
needs somebody". "Scary Monsters (and Super Creeps)" segna il ritorno al grande
successo commerciale per David Bowie, "Another one bites the dust" è il successo che
traina le vendite di "The game" dei Queen. Arrivano negli anni '80 anche David Byrne e
i Talking Heads, gruppo nato nella scena punk ma in grado in seguito di fare proprie
tantissime influenze musicali: "Remain in light", prodotto da Brian Eno e con evidenti
sonorità africane, contiene tra le altre "Once in a lifetime" ed è uno dei dischi degli anni
80 più osannati dalla critica.

Meteore di mezza estate

"Non so che darei", "Figli delle stelle", "L'unica donna per me": un trio di successi lancia
al primo posto delle classifiche e sulle copertine delle riviste Alan Sorrenti. Baffo da
seduttore, voce in falsetto molto fine anni 70, è l'idolo delle sorelle maggiori e delle
mamme dell'epoca, che con la scusa di comprare "L'ape Maia" ai figli trovano il modo di
far scivolare in borsa anche l'ultimo disco della versione italiana di Julio Iglesias, che le
fá sospirare quando appare nell'ennesima trasmissione televisiva. Esempio quasi
scolastico di "meteora", Alan vive due stagioni di autentica gloria, per poi sparire nel
dimenticatoio, anche per problemi personali molto seri.

Chi non può invece definirsi meteora nel senso proprio del termine é Gianni Togni,
serissimo professionista della canzone d'autore: ma il successo che vive nell'estate del
1980, quando la sua "Luna" é la canzone piú comprata e ascoltata in radio e sui jukebox,
non sarà poi riavvicinato dal bravo cantautore. Arrivano dalla Francia, ma sono
fenomeni soprattutto da noi i Rockets, gruppo che fà uso di fumo, raggi laser e suoni
elettronici, e che si acconcia da alieni argentati. Fantastici con "Galactica"! A livello
mondiale, nascono e muoiono nel giro di una stagione i Knack, con la divertente "My
Sharona". Gli sconosciuti Lipps Inc vivono cinque minuti di successo con "Funkytown".

Persi e ritrovati
Pretenders

Considerato dalla critica uno dei migliori album di debutto di sempre, "Pretenders"
presentò al mondo l'omonimo gruppo, guidato da una delle più forti personalità
femminili della storia del rock, Chrissie Hynde. Un mix di rock'n roll, new wave e
assoluti momenti punk, "Pretenders" è un concentrato di energia, in cui spicca
ovviamente la voce inconfondibile della leader della band. "Brass in pocket" è il singolo
classico assoluto, probabilmente superato in notorietà solo dal successivo "I'll stand by
you", ben supportato da "Precious", "Mystery achievement" e la romantica "Stop your
sobbing". La strumentale "Space invader", invece, è un omaggio al videogioco omonimo
che faceva ammattire i componenti maschili del gruppo. Un debutto azzeccatissimo per
quello che sarebbe diventato uno dei gruppi più importanti della scena musicale degli
anni '80, un classico immancabile nelle vostre raccolte.
Lo sport degli anni 80
I campioni

Gli atleti che hanno lasciato il loro marchio sullo sport degli anni '80, magari solo per
una meravigliosa estate o dominando le scene per tante stagioni di seguito

Gli eroi di Olimpia

Brillare quando conta di più, nella gara che vale 4 anni di preparazione e fatiche, nel
giorno che distingue gli immortali da quelli che nei libri della storia sportiva avranno
solo una nota a margine

Lo sport a stelle e strisce

Football, baseball, pallacanestro, hockey, college: lo sport americano è serbatoio quasi


inesauribile di storie, personaggi, drammi e trionfi sportivi, e gli anni '80 ne sono stati
pieni

Iniziati sotto cattivi auspici, con il boicottagio americano delle Olimpiadi di Mosca, gli
anni '80 dello sport si sarebbero rivelati pieni di successi italiani e di grandi personaggi:
in tal senso, niente può eguagliare quel che successe al Santiago Bernabeu di Madrid l'11
luglio 1982, con Dino Zoff che alza al cielo la Coppa del Mondo di calcio. E poi, le
straordinarie imprese di Carl Lewis alle Olimpiadi, i duelli Borg-McEnroe, l'inizio
dell'era Senna, le magie di Maradona, Magic Johnson e Larry Bird che fanno del basket
lo sport più giocato del pianeta, gli eroici fratelli Abbagnale, il Grande Slam della Graf,
le Coppe del mondo di Girardelli e l'inizio dell'epopea di Alberto Tomba. Riviviamo
insieme queste emozioni, a cominciare dal 1980, anno magico per l'Inter di Beccalossi,
che schianta la Juve 4 a 0 e si laurea campione d'Italia!

Nell'album dei ricordi

Le vittorie a sorpresa
 Il "miracle on ice" della nazionale di hockey americana
 L'Italia di Rossi, dalla polvere agli altari
 La cavalcata di Jim Valvano e NC State
 Becker, un 17enne re di Wimbledon
 Madjer e "il tacco di Allah"
 Panetta, fuga per la vittoria
 Rosberg campione del mondo senza squilli
10 anni in 10 protagonisti (anzi, 11..)

1980 - Borg 5 volte re di Londra

1981 - SuperMac abbatte l'orso

1982 - La leggenda di Pablito Rossi

1983 - Cova, volata di 10.000 metri

1984 - Lewis vola nella leggenda

1985 - Il Verona operaio in paradiso

1986 - La mano di Dio che fermò gli inglesi

1987 - Magic vs. Bird - Lo showdown

1988 - Steffi Graf miss Grande Slam

1989 - Prost, il professore


Small potatoes: i tre anni della USFL

Dura tre estati, dal 1983 al 1985, il progetto USFL, l'idea di portare il football
professionistico nelle case degli americani nella stagione primaverile-estiva, quando la
NFL ha la sua off-season. Con un'aggressiva campagna di reclutamento tra imprenditori
locali, la nuova lega apre nuovi mercati, in città fino ad allora senza NFL come
Jacksonville e Phoenix, a Baltimore, tradita dalla NFL con il trasloco dei Colts a
Indianapolis, e in mercati nuovi come Memphis e San Antonio. Anche i nomi delle
franchigie sono moderni e anticonvenzionali: gli Invaders, i Bandits, i Renegades, i
Gamblers, gli Outlaws.. Molto seri sono invece i draft dei giocatori di college, con tre
consecutivi vincitori di Heisman trophy che firmano per la USFL: Herschel Walker,
Doug Flutie e Mike Rozier preferiscono i milioni della nuova lega a quelli della NFL,
come fanno poi altri futuri hall of famers, Reggie White, Jim Kelly e Steve Young, il cui
contratto da 40 milioni di dollari fa notizia anche in Italia. Sul campo, innovazioni come
la conversione da 2 punti dopo il touchdown e l'instant replay rendono il gioco più
dinamico.

L'arrivo di Flutie e Kelly porta una ventata di novità negli attacchi, molto inclini a usare
i passaggi lunghi invece delle corse brevi, e il pubblico inizia ad appassionarsi. Ma "il
grande fratello" si è svegliato: dopo una serie di passaggi di giocatori dalla NFL alla
USFL, la lega maggiore non guarda più con occhio benigno al "fratellino", e usa un
cavallo di Troia per far saltare la nuova lega, già indebolita in proprio da bilanci in rosso,
spostamenti di sedi e fusioni tra squadre. Arriva infatti Donald Trump, che non è mai
stato accettato nei circoli interni della NFL, e si rivolge quindi alla USFL per soddisfare
la sua voglia di football. Prima cerca di convincere i colleghi a spostare la stagione in
autunno, in diretta concorrenza con la NFL, poi si mette a capo del comitato che cita la
NFL per violazione delle leggi anti concorrenza. Con il futuro economico della lega in
bilico, il verdetto dei giudici è a favore della USFL, il risarcimento un po' meno: tre
dollari, segnando la fine della storia per la lega.
Il campione del decennio

Magic Johnson, il sorriso magico del basket

8 Finali raggiunte, 5 Campionati vinti, 3 titoli di MVP della Lega fanno di Earvin
"Magic" Johnson l'atleta di sport di elite più vincente e universalmente noto degli anni
'80. Arrivato dall'Università di Michigan State nella NBA dopo la storica finale NCAA
vinta nel 1979 contro Larry Bird e Indiana State, Magic deve subito rispondere alle
grandi aspettative, portando i Lakers a un titolo atteso da troppi anni. E nella gara
decisiva del suo anno da rookie, con Kareem Abdul Jabbar fuori causa per infortunio, si
inventa centro, lui che teoricamente sarebbe una guardia, e distrugge Philadelphia con
una prestazione stellare. Superati problemi fisici e di spogliatoio, diventa anno dopo
anno il leader dello "Showtime" che infiamma i palazzetti della NBA: le sfide
leggendarie con Larry Bird, culminate nella memorabile Serie di finali del 1987, i duelli
con l'amico-rivale Isiah Thomas, i primi scontri contro il futuro re del basket Michael
Jordan, tutto ha contribuito a rendere Magic Johnson lo sportivo più famoso del pianeta
in questi anni '80. E lo choc per l'annuncio della sua positività all'HIV che darà nel 1991
è la testimonianza di come il sorriso e il carisma di quest'uomo siano riusciti a far
breccia nel cuore di tutti, suoi tifosi o meno. Oltre venti anni dopo quel giorno, Magic ha
superato la malattia e porta in giro per il mondo il suo sorriso e un messaggio di speranza
per tutte le persone che soffrono.

Già dopo un anno dall'annuncio choc, infatti, Magic era parte del "Dream team", la
prima squadra di basket formata da professionisti della NBA che si recò a Barcellona per
riportare a casa la medaglia d'oro persa dagli universitari nel 1988. Fra tutti i super
campioni della squadra, oggetto di autentica venerazione addirittura dagli avversari, che
a bordo campo si portavano le macchine fotografiche per immortalare l'incontro con gli
extraterrestri, il più ricercato era Magic, non Jordan, già il numero uno assoluto, non
Bird, l'altro monumento degli anni '80. Nessuno aveva infatti l'appeal di Magic, quel
sorriso che un telecronista descrisse come in grado di "illuminare gli schermi televisivi
da Los Angeles a Bangor, nel Maine". Ma come tutti i campioni, Magic sapeva quanndo
trasformare quel sorriso in risoluta determinazione di annientare l'avversario, secondo
neanche allo "squalo" Jordan, che come lui non voleva perdere nemmeno una partitella
di allenamento.
Gli altri numeri uno

Diego Maradona

Il calciatore che ha maggiormente diviso tifosi e tecnici: amato da molti per il genio e la
tecnica unica con cui faceva impazzire gli avversari, non apprezzato da alcuni per gli
atteggiamenti fuori dal campo. Cresciuto nelle giovanili dell'Argentinos Juniors, provoca
scalpore quando passa agli arcirivali del Boca Juniors, con cui gioca una sola stagione
prima di arrivare in Europa, al Barcellona. Mai a suo agio nel calcio spagnolo, se ne va
dopo due sole stagioni, anche a seguito del bruttissimo fallo del difensore dell'Athletic
Bilbao Goikoetxea, che gli rompe la caviglia. A sorpresa, è il Napoli di Ferlaino che
paga l'altissimo prezzo del suo cartellino, oltre 13 miliardi di lire, e a Napoli Maradona
rifiorisce, e con le sue giocate geniali porta la città partenopea allo scudetto, in due
occasioni, vincendo anche una coppa Italia, una supercoppa e una coppa Uefa,
diventando un vero idolo per la città. Nel suo miglior periodo, conduce letteralmente per
mano (chiedere agli inglesi) l'Argentina al titolo mondiale del 1986, sfiorando il bis
quattro anni dopo in Italia, dopo aver eliminato la nostra nazionale in semifinale. La sua
parabola straordinaria ha un triste epilogo ai mondiali del 1994, quando viene trovato
positivo all'efedrina e squalificato dalla competizione. Rimane comunque, se non il più
grande, uno dei primi cinque campioni della storia del calcio.

Joe Montana

Nonostante un titolo nazionale vinto con Notre Dame e varie spettacolari rimonte
effettuate, Joe Montana non attirò l'attenzione di molti scout al draft NFL del 1979, tanto
che i San Francisco 49ers lo scelsero solo alla fine del terzo giro di selezioni. L'arrivo di
Bill Walsh alla guida della squadra segna il punto di svolta per la sua carriera e per
quella del suo allenatore: la "West coast offense" del genio dell'attacco Walsh trova il
perfetto quarterback nel ragazzo della Pennsylvania, non un braccio bionico come il
contemporaneo Dan Marino, non un grande fisico, ma una comprensione del gioco
semplicemente ineguagliabile, e la capacità di non sbagliare quasi mai sotto pressione.
La partita contro i Cowboys per il titolo della NFC del 1982, con il memorabile
passaggio per "The catch" è il primo di una lunga serie di momenti indelebili di una
carriera da vincente, il successivo binomio con il fenomeno Jerry Rice una delle
accoppiate di maggior successo della storia dello sport americano. Alla fine degli anni
'80, Montana è stato il fulcro di una dinastia con pochi eguali nella storia della NFL,
quella dei 49ers vincitori di 4 Superbowl. Per lui, 3 titoli di MVP della partita dell'anno e
l'MVP della Lega nel 1989, quando è nominato sportivo dell'anno, 31 le vittorie in
rimonta firmate nell'ultimo quarto, quella più importante nel Superbowl XXIII vinto
contro i Bengals.
Alain Prost

Il professore, il pilota di corse più vincente negli anni '80, con i suoi tre titoli mondiali,
un quarto perso da Lauda per mezzo punto, un quinto perso da Senna per lo stupido
regolamento degli "scarti", che limitava i piloti a sommare i punti degli 11 migliori
piazzamenti dell'anno. Proprio con Senna ha una convivenza forzata in McLaren, che
porta i due a fare gli autoscontri nel gran premio del Giappone per decidere il mondiale
1989 (vinto da Prost) e quello dell'anno dopo (vinto da Senna). Passato al volante della
Williams, Prost vince un altro mondiale nel 1993, e al termine di quella stagione si ritira,
con 51 vittorie al suo attivo, poco amato dai tifosi ai quali regalava poco, sullo stile di
Niki Lauda a cui si ispirava. Il suo volante sarà preso dal nemico Senna, che morirà
tragicamente al terzo gran premio della stagione seguente.

Bernard Hinault

Altro francese vincente e poco simpatico, che come il connazionale Prost, però, zittiva
tutti i detrattori con il palmares quasi ineguagliabile, soprattutto nelle corse a tappe.
Negli anni '80 vince infatti tre dei suoi cinque tour de France, tre giri d'Italia e la sua
seconda vuelta de Espana. È anche campione del mondo nel 1980, davanti a Baronchelli,
e vince quasi tutte le classiche: la Roubaix nel 1981, due volte la Liegi Bastogne Liegi, il
giro di Lombardia e la Freccia Vallone, una volta la Gand-Wevelgem e l'Amstel gold
race. Iniziata la carriera quando il ciclismo era ancora cosa dei soli europei, la chiude
tenendo a battesimo il primo campione del Nord America, Greg Lemond, simbolo della
globalizzazione che sta per modernizzare uno degli sport più antichi.

Kapil Dev è stato uno dei migliori giocatori di cricket della storia, ma viene ricordato
soprattutto per essere stato il capitano e l'anima della squadra indiana che nel 1983 vinse
la coppa del mondo a casa degli odiati inglesi, diventando per i suoi connazionali un
eroe popolare del livello di Paolo Rossi per gli italiani. Il cricket, infatti, è lo sport
nazionale indiano, ma fino al 1983 la nazionale non era riuscita a battere l'egemonia
delle Indie occidentali e degli inglesi. Nella semifinale del torneo del 1983, gli indiani
riescono a battere i padroni di casa inglesi nella cornice dell'Old Trafford di Manchester
al termine di una partita tiratissima, e poi spodestano dal trono mondiale le Indie
occidentali nella sede storica del Lord's Cricket Ground. È il tripudio per un intero
subcontinente, che vede nella vittoria una grandissima rivalsa nei confronti dei mai
sopportati colonizzatori inglesi, e Dev è il simbolo di un trionfo storico ancora oggi
ricordato.

Ora, si può discutere a noia se le freccette siano uno sport o un gioco da pub, su questo
non c'è dubbio, e anzi la seconda ipotesi sembra quella più plausibile, ma per gli amanti
della disciplina il nome di Eric Bristow è paragonabile a quello di Maradona per il
calcio, o di Jordan per il basket: una figura mitica, una pietra di paragone che non
sembra possibile avvicinare per i successori. Con il suo fisico non proprio atletico,
Bristow domina la scena mondiale delle freccette negli anni '80, vincendo 5 campionati
del mondo e 3 Masters, oltre ad arrivare altre 3 volte in finale ai mondiali e vincere
decine di altri tornei. Grazie a lui, il movimento delle freccette diventa talmente
importante e di successo in televisione e nelle sedi dei tornei che nel 1993 nasce la prima
federazione totalmente professionistica, di cui Bristow è uno dei fondatori. Oggi segue i
tornei della federazione da lui creata come commentatore.

Wayne Gretzky

"The great one", "Il grande", semplicemente perchè nel suo sport lo è stato davvero
grande, Wayne Gretzky. Canadese dell'Ontario, la provincia canadese di Toronto e
Ottawa, avrebbe fatto invece le fortune di Edmonton, nella provincia dell'Alberta,
conducendo la squadra a 4 Stanley cup, ma non alla quinta della squadra canadese, vinta
nel 1989, in quanto ceduto l'estate prima ai Los Angeles Kings per ripianare i debiti della
franchigia, in un'operazione di mercato che fece scalpore per l'epoca, arrivando fino al
parlamento canadese. Grazie soprattutto alla sua presenza, l'hockey sfondò anche in
California, allargando poi di fatto il mercato della NHL a tante città americane che poco
o nulla sembravano avere a che fare con il ghiaccio, come San Jose, Anaheim e Phoenix.
Oltre alle coppe, vanta decine di premi personali come MVP della Lega e delle finali e
record statistici per gol e assist, l'arte in cui eccelleva.

Severiano Ballesteros

Severiano Ballesteros è stato il punto di riferimento per tutto il golf europeo negli anni
'80, in cui ha dominato la scena con due vittorie ai Masters e due agli Open
championships, oltre ad essere stato la colonna portante della squadra di Ryder cup che
strappò la coppa agli americani dopo ben 28 anni e di quella che la andò a difendere sul
suolo americano due anni dopo. Un istintivo del gioco, mostrava la sua latinità nel corso
dei tornei, con una veracità sconosciuta all'ingessato mondo del golf, quando festeggiava
i colpi straordinari che solo la sua creatività riusciva ad immaginare, come il leggendario
colpo in ginocchio nel mezzo del bosco agli Open di Francia del 1997. Il golfista
europeo più amato di sempre e autentica icona per tutti i golfisti che hanno iniziato a
giocare sperando di seguirne le orme, è purtroppo tragicamente venuto a mancare per un
male incurabile nel 2011, ma fino alla fine ha combattutto con il suo sorriso inimitabile
sul volto.
Martina Navratilova

Inutile snocciolare i numeri assurdi dell'atleta più dominante della storia nel suo sport, ne
basta uno: 59. Sono i titoli del Grande Slam vinti in carriera da Martina Navratilova, dal
primo doppio misto vinto nel 1974 a Roland Garros quando aveva solo 18 anni all'utimo,
sempre in doppio misto, vinto agli US Open nel 2006, quando di anni ne aveva 50. Nel
mezzo, migliaia di partite vinte, centinaia di tornei, una fama mondiale che, grazie anche
alla sua rivalità storica con l'altra leggenda Chris Evert, ha portato il tennis femminile ad
avere lo stesso riconoscimento (e soldi) di quello maschile. Talmente dominante da
essere, inevitabilmente, mal sopportata, ha sollevato ridicole congetture sulla sua
femminilità, tutte chiacchere di gente troppo piccola per riconoscenerne la incomparabile
grandezza.

Eddie Lawson

Californiano con una formazione sui circuiti di speedway, Eddie Lawson passa ai
campionati superbike americani prima di approdare in Europa, nel mondiale di velocità
su pista. Ingaggiato dalla Yamaha, passa un anno di apprendistato da secondo di Kenny
Roberts prima di spiccare il volo solitario verso il titolo del 1984, che ripeterà nel 1986 e
nel 1988, spesso in lotta con l'australiano Wayne Gardner. E con una mossa che all'epoca
fece scalpore, passerà proprio nella scuderia del rivale, diventando uomo Honda, con la
quale vincerà il titolo 1989, primo nella storia a fare doppietta in due anni di fila con le
due diverse moto rivali. Chiuderà la carriera in Italia alla Cagiva, portandola a uno
storico successo nel gran premio di Ungheria del 1992.

La provincia italiana aveva dominato il basket europeo maschile degli anni '70 con le 5
coppe dei campioni di Varese, e negli anni '80 domina quello femminile, con le imprese
di Vicenza. Con le denominazioni Zolu, Fiorella e Primigi, le ragazze del patron Antonio
Concato, guidate in campo dal talento unico di Catarina Pollini, "la zarina" che arriverà a
vincere anche un titolo WNBA, vincono 7 scudetti di fila e negli stessi anni arrivano ad
altrettante finali di coppa campioni, vincendone 5, una striscia di dominanza mai vista in
una squadra italiana.

Non è il cavallo più forte della storia, anzi, forse non è nemmeno tra i primi 20, ma
realizza un filotto di successi senza paragoni John Henry, 39 successi in carriera, tra cui
16 corse di gruppo 1, le più importanti e ricche, negli anni '80, in cui vince per 2 volte il
titolo di cavallo dell'anno, nel 1981 con voto unanime, come mai successo prima. Nato
nel 1975, vede da lontano i successi della triplice corona di Affirmed nel 1978, ma
cresce piano piano di livello, fino alle grandi corse di gruppo e fino a diventare il primo
cavallo a superare i 4 milioni di dollari vinti in carriera.
1989 - Il programma dell'anno

I promessi sposi

Con uno sforzo produttivo enorme, si parla di 20 miliardi di lire, oltre 10.000 comparse e
2.000 costumi, la Rai riporta sul piccolo schermo il romanzo più famoso della storia
della letteratura italiana, replicando il successo del precedente sceneggiato del 1967. I
due protagonisti principali, Danny Quinn e Delphine Forest, sono forse la parte più
debole del ricchissimo cast internazionale, che annovera Alberto Sordi nelle vesti di don
Abbondio, Burt Lancaster come cardinale Federigo Borromeo, Franco Nero nel ruolo di
fra Cristoforo, Fernando Rey in quello del conte zio, addirittura Frank Murray
Abraham nella figura chiave dell'Innominato e Dario Fo in quello di Azzeccagarbugli.

Con medie di spettatori superiori ai 14 milioni è stato uno degli eventi più visti della
televisione italiana degli anni '80, dietro solo le inevitabili partite di calcio di coppa e
della Nazionale, e il suo successo ha ispirato la rivisitazione in chiave parodistica del trio
Marchesini-Solenghi-Lopez, che nel 1990 realizzarono una folle trasposizione comica
del romanzo, conquistando record di ascolti.

Telemike

Altro derivato della formula classica dei successi a quiz di Bongiorno, in cui alla fine
cambiava solo il titolo del programma: le poche novità di questa edizione rispetto ai suoi
predecessori sono il gioco dei dadi, in cui i concorrenti possono cimentarsi se non si
sentono sicuri sulla materia del raddoppio, e i collegamenti esterni, sia in Italia che
all'estero, e addirittura in una occasione anche con la navicella spaziale russa Mir. Mike
è affiancato da vari valletti e vallette, tra cui spicca la piccola Roberta Gallese,
barzellettiera in erba. Nel gioco vero e proprio, si stacca da tutti Marco Colla, che vince
oltre 900 milioni di lire rispondendo a domande sulla storia del Genoa, e Maura Livoli,
sgamata da Mike con i foglietti nel reggiseno come nel più triste dei compiti in classe.

Lascia o raddoppia

Visto che Mike non ha lo "ius primae noctis" su tutti i quiz della storia della tv, la Rai
riesuma il super classico "Lascia o raddoppia" per farne un preserale. La scelta di una
strana coppia di conduttori, l'attore Lando Buzzanca e l'autore di programmi, ma certo
non conduttore, Bruno Gambarotta, lascia perplessi, e anche la presenza della showgirl
Johara non aggiunge niente al programma, che zoppica negli ascolti e ha vita molto
breve. Partendo dall'astrusa cifra di 4.687.500 di lire e rispondendo a blocchi di domande
sulla materia di competenza, il concorrente poteva arrivare a una vincita potenziale di
300 milioni di lire, che dimezzava se in una puntata giocava il jolly, che gli consentiva di
avere un secondo blocco di domande se non era in grado di rispondere a quelle del primo
blocco.

Emilio

Nella redazione dell'improbabile magazine "Virago" Athina Cenci è la dispotica capo


redattrice, che bacchetta i suoi inviati (tranne Silvio Orlando, per il quale nutre un
"debole"), incapaci di portare in redazione uno scoop decente. Teo Teocoli si sdoppia nei
ruoli dell'incompetente inviato sportivo spagnolo Macho Camicio e dello sfegatato tifoso
milanista Peo Pericoli, Giorgio Faletti ripropone i suoi "cavalli di battaglia" del Drive in
e aggiunge alla lista l'effeminato stilista Franco Tamburino, la costaricana Giannina
Facio (chissà perchè imparammo a conoscere questo Paese..) è l'inviata di moda e
cronaca rosa, invisa alla dispotica capo redattrice, mentre Zuzzurro e Gaspare
imperversano con le loro gag surreali e anche la presentatrice Gabriella Golia si lancia
nello show, domandandosi cosa ci faccia in quella gabbia di matti. Al gruppo si
aggiungerà poi Gene Gnocchi, nei panni di un bizzarro inviato in mongolfiera che fa
servizi in improbabili paesi della provincia italiana su temi che interessano solo a lui, e
in seguito gran parte del cast (Gnocchi, la Golia, Teocoli e Orlando) traslocherà alla
divertente sitcom "I vicini di casa". Di successo la sigla, "Ahi ahi ahi se faccio un figlio".

Mai dire banzai

Debutto televisivo (ma solo in voce) per il trio radiofonico Carlo Taranto, Giorgio
Gherarducci e Marco Santin, autori di vari comici italiani con il nome collettivo
di Gialappa's band, che imperverserà sul piccolo schermo per tutti gli anni '90. I
Giallappi si ispirano ai vecchietti dei Muppet show, criticano tutto e tutti, soprattutto
persone e programmi che si prendono troppo sul serio, sottolineandone strafalcioni
linguistici ed esagerazioni visive. "Mai dire gol", che oserà prendere in giro la sacralità
dell'italico pallone, diventerà il programma cult assoluto degli anni '90, per ora i tre si
limitano a "doppiare" sarcasticamente in italiano il "Giochi senza frontiere" giapponese,
"Takeshi's castle", rinominando i conduttori Pocoto Pocoto e Mashiro Tamigi, e facendo
grasse risate sui costumi dei concorrenti e sulle esagerazioni di giochi davvero sadistici.
MegaSalvi show

Francesco Salvi dà libero sfogo a tutta la sua comicità surreale in una striscia quotidiana
in terza serata di demenziali slogan, parodie, caratterizzazioni che diventa subito cult tra
i giovani. Nei pochi minuti del programma, Salvi interpreta tantissimi personaggi: imita
il regista Carlo Vanzina, fà lo zio Pino, che cerca di instillare un po' di buon senso nel
nipote delinquente, è il capo di una "tremenda" banda di motociclisti, i "Budini molli
diesel", e ancora, prende in giro i quiz televisivi con l'improbabile "Ti mando in
sollucchero" ed è il detective Perry Naso nel giallo a puntate 27 Totano road. Tutto
condito da giochi di parole e nonsense ("Saluti a tutti tranne che a illo, perchè illo ha
fatto appelloso"), e da piccoli giocattoli a molla a cui dà improbabili nomi (Categorico,
Leccornia), e chiuso da una sigla, "C'è da spostare una macchina", che finisce addirittura
in testa alla hit parade.

Europa Europa

Quando l'Europa era ancora sinonimo di potenzialità e non di "fiscal compact" e


"spending review", Fabrizio Frizzi ed Elisabetta Gardini (che poi diventerà parlamentare
europea) introducevano gli italiani alla conoscenza dei loro "vicini di casa" con un
programma che mischiava show, quiz e approfondimento culturale. Il giornalista Giorgio
Calabrese curava i collegamenti dall'estero, in cui mostrava le varie realtà della gente
europea, Alessandra Martines e Raffaele Paganini erano le stelle dei vari balletti, Mia
Martini l'ospite musicale fissa, il Trioreno si occupava della parte comica e i due
conduttori dell'intrattenimento con i vari ospiti e della parte quiz, che aveva come base
domande di storia, geografia, notizie varie legate ai paesi europei. Anche il pubblico da
casa poteva vincere, rispondendo "Europa Europa" invece del classico "Pronto?" alla
telefonata da studio.

Lupo solitario

Prendendo il nome dal disc jockey notturno del film "American graffiti",
l'ineffabile Antonio Ricci lancia il primo vero programma "underground" della
televisione italiana, con personaggi allora sconosciuti come il corpulento Patrizio
Roversi, la sua compagna Syusy Blady, lo strampalato Vito e i gemelli Ruggeri, che
gemelli proprio non sembravano. Ambientato su un dirigibile, da cui Roversi finge di
captare i segnali di tutte le televisioni mondiali, il programma è pieno di ospiti più o
meno famosi e strampalati, da Vanna Marchi a Stefano Benni, agli Skiantos e Elio e le
storie tese. La presenza di Eva Robin's, all'epoca al centro di varie speculazioni sul suo
sesso, alimentava la curiosità intorno al programma, che sarà poi di fatto "traslocato" nel
caotico, provocatorio, censurato "L'araba fenice".

1988 - Il programma dell'anno

Striscia la notizia

Creare un telegiornale satirico, e poi farlo diventare con gli anni l'unico, vero
telegiornale che fà cronaca nel vero senso del termine, andando cioè a cercare la notizia
e non aspettandola: già dal suo debutto, avvenuto nel novembre 1988 su Italia Uno, il
programma di Antonio Ricci mostra la sua freschezza e fà capire di poter diventare il
fenomeno che sarebbe stato, con le sue veline, i suoi scoop, il continuo prendere in giro e
prendersi in giro, d'altronde quando un inviato è un enorme pupazzo rosso..

Ezio Greggio e Gianfranco D'Angelo traslocano dal "Drive In" per dare l'avvio alla
macchina di maggior successo dei successivi 30 anni della televisione italiana, con i suoi
scoop, i tormentoni che crea, i segmenti comici ma anche la tanta, "vera" informazione
che realizza. La telenovela Vanna Marchi è solo la punta dell'iceberg, per un programma
che negli anni si è consolidato come serio punto di riferimento per la gente stanca del
nulla dei telegiornali, anche quando il servizio era girato dal Gabibbo o da capitan
Ventosa. E ormai farsi beccare da Staffelli con un tapiro d'oro è diventato una sorta di
status symbol..

Tra moglie e marito

Ennesimo giochino d'importazione americana, che ottenne un grande successo grazie al


sapiente lavoro di Tullio Ortolani e alla conduzione di un giovane Marco Columbro. Dal
meccanismo drammaticamente semplice, prevedeva domande sulla vita privata di uno
dei coniugi, con l'altro che una volta rientrato in studio doveva dimostrare il proprio
affiatamento col partner rispondendo nella stessa maniera alla domanda che gli veniva
posta dal baffo malandrino di Columbro. Sicuramente causa di separazioni e divorzi
("Ma come, mi avevi detto che ero la prima che hai baciato.."), simpatico e brioso come
si conveniva a un preserale per famiglie.

Quark

Portare in prima serata un programma di divulgazione scientifica e renderlo anche un


successo di ascolti: meriterebbe un monumento Piero Angela, che fu tanto temerario da
proporre "Quark". Angela ha uno stile impeccabile e una capacità di spiegare le cose e di
porsi al pubblico senza per forza voler sembrare il primo della classe (Cecchi Paone..??)
encomiabile, e utilizza come ausilio animazioni digitali al computer, in un'epoca in cui
anche caricare un gioco sul commodore 64 sembrava magia. Introdotti dalla mitica sigla,
l'"Aria sulla quarta corda" di Johann Sebastian Bach, i "viaggi nella scienza" di Angela
sono stati il miglior programma di divulgazione della televisione italiana dopo il solo,
inarrivabile, "Non è mai troppo tardi", ma quella era anche un'altra Italia..

Maurizio Costanzo show

Comincia su Rete 4 e poi, per "troppo" successo trasloca su Canale 5 il salotto di


Maurizio Costanzo, che reinterpreta all'italiana i talk show della seconda serata
americana alla David Letterman, allargando la platea di invitati a 4-5 ospiti, non uno
solo come da Letterman, tutti insieme su quello che diventerà il mitico teatro Parioli,
discutendo e spesso battibeccando tra loro su temi di attualità. Costanzo fà spesso da
amabile sponda ai suoi ospiti, ma non disdegna di rimbeccarli quando le sue opinioni
differiscono dalle loro, fà diventare personaggi anche persone comuni (e spesso sub-
comuni), e "tiene a battesimo" altri protagonisti della televisione, da Brignano a Giobbe
Covatta, da Iacchetti a Luttazzi, da Ricky Memphis a Vittorio Sgarbi, a Giampiero
Mughini, a Platinette. I suoi ospiti vanno per la classica ospitata promozionale del libro o
del film in uscita, ma alla fine molti tornano solo per il piacere di fare quattro chiacchere
davanti a milioni di telespettatori, nel programma che domina la seconda e terza serata
della tv commerciale addirittura per decenni.

Raffaella Carra' show

Raffaella Carrà è l'ultima tra i grandi nomi del mondo dello spettacolo Rai a emigrare
verso Cologno Monzese e i molti milioni della televisione commerciale, ma finisce per
fare uno show convenzionale e per nulla originale, con tanti lustrini e ospiti
internazionali (molti amici della Carrà, tra cui Harry Belafonte, Joan Collins, Jerry
Lewis, e poi i campioni degli ascolti Larry Hagman e Linda Gray), i giusti compagni di
viaggio (Lello Arena per le parti comiche, Corrado Tedeschi viceconduttore e le gemelle
Mandy e Debbie Hill per i ragazzi) e una grande scoperta, Alfredo Papa, eccezionale
imitatore, migliore anche di Sabani nella tecnica di "copiatura" dei personaggi illustri.
Produzione addirittura miliardaria, ma ascolti non da prima serata del sabato, tanto che
nonostante la garanzia del nome Carrà il programma durò una sola stagione.
Colpo grosso

Nella seconda metà degli anni 80, con l'avvento delle televisioni commerciali, si fanno
sempre più deboli i legami che la bacchettona tv di Stato aveva stretto con la classe
dirigente vicina alla Chiesa. E senza falsi perbenismi, va in onda anche il primo sexy
varietà della televisione. Umberto Smaila, ex "gatto di vicolo Miracoli", che il fisico del
"viveur" ce l'ha sicuramente, presenta un gioco ambientato in un casinò, in cui lo scopo
dei concorrenti è vincere con giochini legati alle carte o comunque all'azzardo delle
fiches virtuali, che serviranno a spogliare in maniera molto reale delle belle ragazze. Per
vincere più fiches, i concorrenti stessi possono salire sul palcoscenico e spogliarsi: è il
trionfo della tv voyeuristica, con il programma che diventa motivo di commenti in
ufficio e a scuola quasi come il calcio. Tra le vallette di Smaila, fà la sua ottima figura
anche Linda Lorenzi, ex valletta di Corrado, che mostra le sue notevoli "qualità
nascoste". Fenomeno sociologico.

1987 - Il programma dell'anno

Indietro tutta

Renzo Arbore ci riprova e ci azzecca ancora, con l'ideale seguito di "Quelli della notte".
Nel nuovo show della seconda serata è la televisione ad essere presa di mira e
"smontata" nei suoi meccanismi, con le esagerazioni della pubblicità (il mitico sponsor
fasullo "Cacao meravigliao", con la sigla che introduceva le ragazze brasiliane che
divenne un tormentone, e qualche furbetto che lo mise anche in commercio, il cacao) e
quelle dei quiz (il "bravo presentatore" Nino Frassica, giacche platinate d'ordinanza, che
non si preoccupa minimamente di correttezza di domande e risposte, e gira con
entusiasmo "il ruotone della fortunona" che fà vincere premi ridicoli).

Le ragazze coccodè anticipano le veline prossime venture, mentre Arbore gestisce


interferenze, collegamenti, strani ospiti, e la mitica sigla "La vita è tutta un quiz", che
spopola in hit parade. Nonostante il grande successo e il seguito quasi di culto del
programma, però, questo ebbe durata breve: una sola stagione di 65 episodi.

La corrida

Inventato in America, diventato successo radiofonico in Italia proprio grazie a Corrado,


arriva anche in televisione il programma che celebra la sagra paesana, il trionfo dello
spettatore che per una sera si mette dall'altra parte della telecamera. Il maestro Roberto
Pregadio più che la colonna sonora del programma è spalla perfetta per un Corrado in
stato di grazia, che stuzzica tutti i partecipanti al programma con bonaria ironia. Il
pubblico, "bloccato" da un semaforo rosso durante le esibizioni dei concorrenti, al verde
ha via libera per esprimere il proprio dissenso con fischi, sirene e campanacci, ma anche
per tributare il giusto consenso alle non poche notevoli performance di cantanti, mimi e
artisti vari della provincia italiana. Condotta in seguito con successo anche da Gerry
Scotti e Flavio Insinna.

La ruota della fortuna

Debutta su Odeon tv la versione italiana di "The wheel of fortune", trasmissione storica


della tv americana. Una grande ruota delimitata da pioli è divisa in spicchi colorati,
corrsipondenti alle somme di denaro che il concorrente può vincere se, una volta che la
ruota si è fermata, indovina una delle lettere che compongono una frase misteriosa che
compone su un grande tabellone. Per arrivare prima alla soluzione, il concorrente può
"comprare una vocale", ma deve stare attento che la ruota non si fermi sullo spicchio
"passamano" e soprattutto "perdetutto". Traslocato sulle reti Fininvest, il programma
avrebbe conosciuto un grande successo con la coppia Mike Bongiorno - Paola Barale,
espertissima, quest'ultima, nella difficile arte di far apparire le lettere sul tabellone della
frase. Tra i concorrenti, un giovane Matteo Renzi.

Il processo del lunedi

Programma di culto, con il rosso Aldo Biscardi da Larino che come un esperto
ammaestratore di leoni stuzzica i suoi ospiti, e mentre fà finta di abbassare i toni
polemici, mette in mano al pubblico cartelloni da ultras. Nato per discutere "a freddo" i
temi della domenica calcistica, diventa in breve sotto la direzione di Biscardi uno show,
con i suoi figuranti sempre pronti alla rissa verbale, sempre in disaccordo (finto) sui
motivi calcistici della domenica, e con una batteria di vallette mute che danno un tocco
di grazia al programma. Ma nonostante tutto, il processo di Biscardi, sempre pronto ad
erigersi tribuno della plebe calcistica, ma altrettanto pronto a inchinarsi ai potenti, ha un
successo clamoroso, e con i numeri dell'auditel il presentatore mette a tacere i suoi
detrattori, mentre fà a pezzi la sintassi e il congiuntivo. Con numerose imitazioni sulle tv
locali, e addirittura una smaccata clonazione: "L'appello del martedi", con Maurizio
Mosca e il mago Herrera..
Mixer

Giovanni Minoli prende spunto dai programmi di attualità americani come "60 minutes"
e si inventa un rotocalco di approfondimento e inchiesta che ha un grande successo per
tutti gli anni '80. La formula iniziale prevede una divisione del programma in 6 parti, con
l'attrice Isabella Rossellini che si occupa dello spettacolo e Gianni Minà che parla di
musica e sport, prima del clou della trasmissione, il "faccia a faccia" di Minoli con
personaggi di spicco della politica e della vita pubblica italiana. Famoso l'episodio in cui
Minoli presentò le prove di brogli che avrebbero consentito alla Repubblica di vincere il
referendum del 1946, salvo poi mostrare che era tutta una messinscena, mettendo cosí in
guardia i telespettatori dalle manipolazioni che potevano avvenire in televisione.

SandraRaimondo show

Vianello e la Mondaini, la coppia eterna dello spettacolo italiano, si cimenta con la


prima serata del sabato in uno show sfarzoso (oltre 500 milioni di lire a puntata), pieno
di balletti e ospiti italiani e internazionali, ispirato già dalla scenografia a Las
Vegas. Alessandra Martines e la fino allora e da allora in poi sconosciuta Bonnie Bianco
sono le prime donne, Tracy Spencer, reduce dal clamoroso successo di "Run to me", e
Sabrina Salerno animano la parte musicale. Vianello conduce una versione "vip" di Zig
Zag, e con la moglie si cimenta nella parodia di una telenovela ispirata ai classici della
letteratura russa.

1986 - Il programma dell'anno

La piovra

La Rai realizza una delle sue produzioni originali di maggior successo di sempre,
portando sul piccolo schermo la storia della mafia, come si stava sviluppando in quegli
anni, radicandosi con i suoi tentacoli nella vita civile. Personaggio centrale, almeno nelle
prime stagioni di quelle che saranno 10 edizioni dello sceneggiato, è il commissario
Corrado Cattani, interpretato da Michele Placido. Nella prima stagione, Cattani,
trasferito in Sicilia da Milano per sostituire il collega ucciso, si era avvicinato troppo a
personaggi intoccabili, e per questo era stato punito con il rapimento della figlia, poi
liberata, ma sotto totale stato di choc per aver subito violenza dai suoi rapitori. Lasciata
la famiglia in Svizzera, Cattani torna in Sicilia, deciso a scagliarsi con tutte le forze
contro la mafia, ed è da qui che inizia questa seconda stagione, che avrà un successo
clamoroso, con punte di 15 milioni di spettatori.
Nel corso delle puntate, Cattani vedrà morire intorno a sè varie persone decise a
collaborare con lui per portare alla luce le connessioni tra "cosa nostra" e una potente
organizzazione segreta (qualcuno ha detto "P2"?..), ma il commissario avrà bisogno di
uno choc nella propria vita privata, la morte della fragile figlia, per riprendere con vigore
le indagini. Messo nel mirino dei killer della mafia, si sottrarrà all'agguato, ma perderà
anche la moglie, che per salvarlo gli fa da scudo umano. Ormai solo e disperato, Cattani
riuscirà però a trovare le prove che cercava, e a portare finalmente in un'aula di giustizia
alcuni personaggi di spicco della "piovra".

Pentatlon

Mike Bongiorno prende spunto dai precedenti quiz che si servivano dei sondaggi di
opinione per proporre un nuovo "settimanale di quiz ed informazione", fortemente
incentrato sui titoli di attualità dei giornali. Nel primo gioco, i concorrenti giocano, a
tutti gli effetti, a "la ruota della fortuna" per scoprire consonanti e vocali del titolo di una
notizia della settimana, il secondo e terzo gioco si basano sui soliti sondaggi Abacus,
mentre il quarto, "il gioco dei dadi", abbina preparazione sugli argomenti di attualità e
fortuna nel lancio dei dadi. Dopo le quattro manche il concorrente con la somma
maggiore è il campione potenziale, e va al raddoppio, che può svolgersi sia su domande
della materia scelta dal concorrente, che, di nuovo, con il lancio dei dadi.

La massiccia presenza degli sponsor portò all'esponenziale aumento delle somme vinte
dai concorrenti: Edoardo Pecar vinse oltre 300 milioni di lire rispondendo a domande
sulla storia della magia, Antonio Profeta arrivò quasi a 250 milioni di lire con domande
sulla storia della Juventus. Oltre al quiz, largo spazio anche a ospiti e show, con la
presenza fissa del ventriloquo spagnolo Jose Moreno e del linguacciuto corvo di
pezza Rockfeller, che battibeccava con Mike.

Bim bum bam

Il programma per ragazzi di maggior successo delle reti Fininvest, con un


giovanissimo Paolo Bonolis a guidare una pattuglia di simpatici presentatori, tra i quali
si faceva notare anche Licia Colò. "Coadiuvati" da 2 pupazzi, Ambrogio, che non ebbe
un grande successo, e il rosa Uan, che invece divenne popolarissimo tra i ragazzini,
Bonolis e Co. intrattenevano il pubblico tra un cartone e l'altro con giochi, scherzi e
inchieste semiserie sul mondo dei ragazzi. La vera forza del programma erano comunque
i cartoni: tutti i maggiori successi degli anni '80 e '90 sono passati dal contenitore di
Italia Uno, da Lady Oscar a Lupin, da Candy Candy agli inevitabili Puffi.
Doppio slalom

Nel pomeriggio di canale 5 va in onda un quiz rivolto al pubblico dei teenager, che
reinterpreta in chiave giovanile il classico meccanismo dei quiz alla Mike Bongiorno. Un
ragazzo (o una ragazza) affronta una coppia di coetanei rispondendo a domande di
cultura generale, e cercando di completare una fila di esagoni che contengono la prima
lettera della risposta e si illuminano su un tabellone ad ogni risposta esatta data dai
concorrenti. Chi gioca da solo deve rispondere ad almeno 4 domande per vincere la
manche, la coppia almeno a 5. Chi vince due manche su tre va alla prova finale, lo
"slalom gigante", che mette in premio 500.000 lire. Corrado Tedeschi e poi Paolo
Bonolis gli azzeccati conduttori del programma.

Il gioco delle coppie

Versione italiano del popolare "The dating game", prevedeva uno studio in cui un muro
separava "il cacciatore" dalle sue tre "prede": il primo (o la prima, si alternavano uomini
e donne) poneva alle seconde delle domande per conoscerle meglio, e in base alle
risposte cercava quella che le fosse più affine, che veniva quindi scelta e portata in
vacanza, a spese del programma, nell'aspettativa che magari nascesse qualcosa di più
serio di un incontro di una sera. Il baffo da seduttore di Marco Predolin, e poi Corrado
Tedeschi, in un preserale che vede tra prede e cacciatori anche futuri protagonisti di tv e
cinema italiano: tra gli altri, gli ancora sconosciuti Maria Grazia Cucinotta, Simona
Ventura e Valerio Staffelli.

Buona domenica

Risposta Mediaset alla corazzata delle domeniche pomeriggio in casa Rai "Domenica
in", è stato un contenitore dove tutto andava bene, pur di intrattenere gli ospiti in studio e
quelli davanti alla tv. Inizialmente guidato insieme da Corrado e Maurizio Costanzo,
passò dalla seconda edizione nelle mani del solo Costanzo, affiancato da Franco Franchi
e Ciccio Ingrassia, Gigi Sabani e Celeste Johnson. All'interno del programma, anche
"Orazio", sitcom prodotta e trasmessa da Canale 5 con Costanzo e la sua compagna
dell'epoca, Simona Izzo. Causa mancanza della diretta, però, all'epoca ancora vietata alle
"private", e soprattutto di un programma di calcio come "90° minuto", il programma non
ebbe gli ascolti sperati dalla produzione.
1985 - Il programma dell'anno

Superflash

Mike Bongiorno lancia il quiz show, facendo diventare "super" il programma che si è
portato in dote dal suo trasloco dalla Rai, e dedicando un grande spazio agli sponsor, che
fanno lievitare le vincite dei concorrenti a livelli record. Dopo la prova iniziale detta
"Copertina", in cui si gioca a scoprire un personaggio famoso nascosto dietro 16 tessere
di un tabellone, si passa a "L'inchiesta", basata su sondaggi di opinione raccolti
dalla Abacus, il servizio di statistiche che ha sostituito la mitica Doxa. Momento
centrale del programma è "Il giornalone", mutuato dal vecchio "Rischiatutto", con il
tabellone diviso in sei argomenti (cronaca, politica, spettacolo, sport, attualità,
pubblicità) con 3 domande ciascuno. Tra le caselle si nascondono i jolly e, azzeccata
novità, la casella arcobaleno, che dà in beneficenza il 20% del valore della casella
(200.000 lire). Nel momento del raddoppio, si lascia da parte la fortuna, e i concorrenti
rispondono a domande sulla materia di competenza: Salvatore Varia, medico
palermitano vincitore delle finali tra i campioni, rispondendo a domande sulla Nazionale
di calcio ai Mondiali vinse 147.920.000 lire, Alessandro Amadori, che rispondvae a
domande sulla storia della psicanalisi, arrivò a 153 milioni di lire, il colorato Roberto
Rosi, tifoso della Nazionale brasiliana di calcio, vinse 66 milioni di lire ma rimase il
campione più simpatico per la sua verve e passione. Successo clamoroso per il
programma, con medie di ascolto di 10 milioni e punte da 17, e per la sigla di coda
di Dario Baldan Bembo, "Amico è".

Deejay television

Italia uno, la rete "giovane" Fininvest, intuisce l'importanza del nuovo fenomeno dei
video musicali, e in simbiosi con radio deejay, che trasmette in contemporanea in radio e
oltre al nome presta al programma i propri conduttori, vara un nuovo format veloce e
spigliato, pieno di immagini e con poche chiacchere. Gerry Scotti, Amadeus,
Linus, Fiorello e Jovanotti versione "gimme five" sono i volti storici del programma, ma
tra i vari "veejay" ci sono anche Pieraccioni, Kay Rush e Sandy Marton. All'interno del
programma, spazio anche ai messaggi del pubblico da casa, alla classifica dance e alla
Europarade, classifica settimanale dei venti dischi più venduti nel vecchio continente.
Viva le donne

Amanda Lear e Andrea Giordana costituiscono l'affiatata coppia padrona di casa del
popolare "game show" di canale 5, che vede una serie di belle ragazze contendersi il
titolo di "donna più", attraverso classiche prove da concorso di bellezza e altre più
originali, come la prova di seduzione, che avviene in esterno ed è documentata da una
candid camera, in cui le ragazze devono mostrare il loro fascino facendo compiere a
malcapitati di passaggio prove che li mettono in imbarazzo e in ridicolo. Tornate in
studio, le ragazze si confrontano anche in comizi su temi di "stretta attualità", come "Che
sistemi useresti per rubare il ragazzo a una tua amica?". Una giovanissima Parietti tra le
vallette dello show, una altrettanto giovane Simona Ventura tra le partecipanti.

Pronto Raffaella?

Ci voleva la Raffa nazionale, per far scoprire alla Rai il potenziale della fascia di
mezzogiorno, quando le famiglie si stanno preparando per il pranzo: con un contenitore
di canzoni, balletti e sketch comici (debutto in televisione di Fabio Fazio come
imitatore), la Carrà tocca ascolti record di 14 milioni di spettatori e incolla intere
famiglie al telefono per giocare all'ignobile giochino del barattolo di vetro pieno di
fagioli, basato, appunto, sul dover indovinare il numero di fagioli contenuti in un
contenitore di vetro. Alcuni casi di attualità in studio e telefonate da casa creano poi il
mito di "Nostra signore delle lacrime", vista la facilità della padrona di casa di
commuoversi e far sgorgare i lacrimoni, che D'Angelo parodierà in modo geniale a
"Drive in".

Zig Zag

Primo programma della fascia preserale di Canale 5, vede Raimondo Vianello nel ruolo
di simpatico padrone di casa, alle prese con i soliti bisticci con la moglie Sandra.
Affiancato dall'ex miss Italia Simona Mariani, e con il simpatico Enzo Liberti nel doppio
ruolo di arbitro dei giochi e spalla comica, Vianello conduce i concorrenti in giochini
bizzarri, come quello che prevede di indovinare un numero di telefono ascoltando solo il
rumore degli scatti sul disco, quello del jukebox, in cui devono continuare a cantare una
canzone dopo che questa viene interrotta, e sopratutto il gioco del contenitore, in cui
degli oggetti inseriti in un contenitore devono essere identificati solo attraverso il
contatto con dei guanti. A fine settimana, grazie agli indizi accumulati nelle varie
puntate, bisogna risolvere un quiz geografico, con un premio finale che arriva a 20
milioni di lire.
Quelli della notte

Il grande manipolatore del mezzo televisivo Renzo Arbore, già "colpevole" di fenomeni
come "L'altra domenica", crea questo programma volutamente caciarone, sgangherato,
che mostra un'Italia cialtrona dove scherzano e filosofeggiano in allegria tanti
personaggi-maschere. Da Catalano, il filosofo dei ragionamenti lapalissiani ("Meglio dal
vivo che dal morto") e Nino Frassica nei panni di frate Antonino da Scasazza, i cui libri
di Sani Gesualdi andranno addirittura nella lista dei bestsellers, a Ferrini, rappresentante
di pedalò, e Roberto D'Agostino, critico dell'effimero. E ancora, Andy Luotto vestito da
arabo (ma minacce non troppo velate da un associazione islamica lo convinceranno ad
abbandonare il personaggio), Simona Marchini che sogna di vivere in una telenovela, e
Riccardo Pazzagli, filosofo della napoletanità. Dirige, stuzzica, provoca tutti Renzo
Arbore, che si esibisce anche nella sua passione, il jazz, con la "New patetic elastic
orchestra". Grande successo di critica e pubblico, prepara il campo a "Indietro tutta".
Successo strepitoso per la sigla, "Ma la notte no".

Jonathan dimensione avventura

Il compianto Ambrogio Fogar presenta il primo magazine dedicato all'avventura e agli


sport estremi, quando questo termine ancora non esisteva: dai reportage delle sue
spedizioni e imprese, alle interviste e ai ritratti dei grandi protagonisti dell'avventura,
come Messner e Jacques Mayol, Fogar fà conoscere agli italiani anche luoghi bellissimi
e impervi, pieni del fascino dell'ignoto e del pericolo, come l'Amazzonia e la Patagonia.
Partito in sordina, il programma conquista un pubblico sempre maggiore, e Fogar, che in
effetti a volte dà un po' l'impressione di "gonfiare" le sue imprese, si guadagna la sua
bella parodia al Drive in, insieme al mitico cane Armaduk con il quale era arrivato al
Polo nord.

1984 - Il programma dell'anno

90° minuto

Quando non c'era Sky o il digitale terrestre, e l'unico calcio di domenica era la sintesi di
un tempo di una partita di serie A, alle 18,15 il popolo calciofilo scattava davanti ai
teleschermi, dove con affabile cortesia Paolo Valenti ci faceva vedere i gol delle partite,
e teneva a bada un esercito di inviati dai campi, molto più simili a maschere della
commedia dell'arte che a giornalisti. Gianni Vasino da Milano, con la sua faccia cinerea,
che si beccava con "o guappo" Luigi Necco da Napoli, sempre in mezzo a frotte di tifosi,
Giorgio Bubba da Genova, più che un uomo, un'onomatopea, Marcello Giannini da
Firenze, Cesare Castellotti da Torino, più impietrito della Mole, e poi il mitico Tonino
Carino da Ascoli, che pensava che la sua partita fosse sempre la più importante. E da
Roma, Bisteccone Galeazzi 50 chili fa, senza dimenticare Ferruccio Gard da Verona, che
con il suo fisico da impiegato del catasto fu il primo testimone dello scudetto del
Verona. Tutto questo, e anche la serie B, nei 45 minuti più visti del calcio settimanale,
quando un 13 al totocalcio ti poteva ancora cambiare la vita, nel programma che per me
significava inevitabilmente che il fine settimana era finito..

Popcorn

Programma musicale prodotto dalla Fininvest come alternativa a Discoring, indirizzato


più a un pubblico di giovanissimi, Popcorn andava in onda tutti i giorni in una fascia
pomeridiana, e poi proponeva una trasmissione più corposa al sabato pomeriggio,
cercando di giocare di anticipo su Discoring e lo stesso Superclassifica show. La
formazione di presentatori era senz'altro di livello, comprendendo Sammy
Barbot, Augusto Martelli, il compositore di quasi tutte le sigle dei programmi del
biscione, Claudio Cecchetto, creatore del programma con il nome di "Chewingum"
quando Canale 5 si chiamava ancora TeleMilano, Mauro Micheloni, Ronnie Jones e
Max Pagani.

Help

Fabrizia Carminati, valletta di Mike, viene promossa conduttrice di questo quiz dedicato
alla storia della musica e dei suoi protagonisti. Affiancata prima dallo sconosciuto
Stefano Santospago, poi da Marco Columbro, e infine dai gatti di Vicolo Miracoli, la
bionda presentatrice interroga i concorrenti sulle loro conoscenze musicali, e sulla vita
artistica del personaggio ospite in studio (tra gli altri, Gino Paoli, Califano, Bobby Solo,
Anna Oxa, Fred Bongusto..) nella settimana. Dopo un intermezzo alla slot machine, in
cui il concorrente può aumentare o azzerare la propria vincita, si arriva al gioco finale,
quello del "flipperone", un giganteso flipper che colpito nei punti giusti rivela spezzoni
della canzone che il concorrente deve individuare per portare a casa il montepremi.

M'ama non m'ama

Rete 4 si inventa un nuovo quiz-show con la formula del "dating game", un programma
in cui non è escluso un dopo-programma.. Condotto da Marco Predolin e la valletta
storica di Mike Bongiorno Sabina Ciuffini nella prima edizione, e poi da Predolin e
Ramona Dell'Abate, in ogni puntata due "cacciatori" si contendevano quattro "prede"
rispondendo a domande le cui opzioni erano solo "vero" o "falso". Nel gioco finale il
vincitore poteva aggiudicarsi un premio rispondendo a domande di cultura generale sui
petali dell'enorme margherita ricostruita in studio. Molti personaggi diventati poi più o
meno famosi hanno partecipato al quiz: Francesca Dellera, Corrado Tedeschi, Giorgio
Mastrota, Maria Grazia Cucinotta e un giovanissimo Rocco Siffredi.

Te lo do io il Brasile

Quando Beppe Grillo faceva ancora il suo mestiere, riusciva a catalizzare l'attenzione di
milioni di telespettatori anche con programmi a basso costo come questi suoi appunti di
viaggio comici in Brasile. Dopo aver "fatto le prove" con il precedente viaggio
nell'America dei turisti italiani, Grillo porta in prima serata i suoi ricordi dal Brasile, e
ovviamente lo fa a modo suo: cosí, più che mostrare le bellezze naturali del Paese
sudamericano, costruisce sketch basati sulla differenza tra il nostro Paese e quello di
Zico, il carnevale e la macumba. Si ride per la sua mimica inimitabile, e perchè in effetti
ci si riconosce nelle manie, nei tic, nelle esagerazioni del nostro Paese, di fronte alla
serenità di gente che letteralmente non sà di cosa vivere, ma che tira avanti con un
sorriso, e il sole nel cuore. In studio, ospiti molti artisti brasiliani, soprattutto cantautori.

Test

Prima incursione al di fuori dello studio del TG1 per Emilio Fede, "Test (giocare a
conoscersi)", intrattiene il pubblico con, appunto, test e prove di abilità che forniscono
un'analisi psicologica dei concorrenti, che si cimentano con una serie di prove proposte
da esperti del comportamento, come il prof. Enzo Spaltro. Sfruttando il momento di
grande popolarità della materia, anche il pubblico da casa è invitato ad armarsi di "carta,
penna e calamaio" per scoprire le proprie qualità nascoste o il motivo di alcuni strani
comportamenti. Gli "inevitabili" collegamenti esterni sono condotti da Patricia Pilchard,
la prezzemolina Ramona Dell'Abate e Simona Izzo.

Record

Presentato inizialmente da Cesare Cadeo, il volto storico dei primi anni di Canale 5, e
poi dall'ex atleta Giacomo Crosa, "Record" si propose come trasmissione sportiva a tutto
tondo, e non la solita minestra calcistica. Dan Peterson e Rino Tommasi erano gli
opinionisti di punta e parlavano di sport americani, pugilato e tennis, il poco simpatico
Mario Cotelli, ex ct della valanga azzurra di sci, polemizzava con i protagonisti degli
sport della neve. La grande voce del calcio internazionale Giuseppe Albertini faceva una
panoramica dei campionati europei di calcio, mentre l'ospite fisso Enzo
Bearzot commentava la serie A e dava consigli ai giocatori del totocalcio. Una
giovanissima Paola Perego debuttava come valletta, mentre per un breve periodo Cadeo
condusse "Super record", quiz a tema sportivo, con al suo fianco Alba Parietti.

Quo vadiz?

Tentativo poco fortunato di Rete 4 di partecipare alla lotta dei grandi show, nonostante i
faraonici costi di produzione di oltre 300 milioni di lire a puntata, Quo Vadiz? ebbe se
non altro il merito di essere originale, con la sua ambientazione nell'antica Roma dei
gladiatori. Diretto da Maurizio Nichetti, stralunato regista di film altrettanto stralunati,
prevedeva balletti, quiz e sketch comici, tutti ovviamente a sfondo storico. Essendo
Nichetti non troppo alto, i conduttori erano a lui parametrati, il duo Don Lurio - Sydne
Rome, tre metri in due e continui svarioni linguistici che all'epoca sembrava andassero
tanto di moda. Umberto Smaila è "Remo, il presentatore scemo", e con gli altri gatti di
vicolo Miracoli conduce "Una ciste per Catullo", il quiz dell'antica Roma. Boldi fa la
parodia di "Dallas", mentre Nichetti conduce "Tototorta", in cui i telespettatori devono
indovinare chi tra i tre attori di un filmato si beccherà una torta in faccia. Tra gli ideatori
e scrittori del programma, Gabriele Salvatores e, si dice, addirittura il Cavaliere in
persona.

1983 - Il programma dell'anno

Drive In

Dalla mente di Antonio Ricci e con la regia fulminante di Beppe Recchia, il programma
che più di ogni altro ha innovato la televisione italiana negli anni '80. Con un
grande Gianfranco D'Angelo a guidare le fila, e un simpaticissimo Ezio Greggio nei
panni del suo aiuto, si alternano sul palcoscenico del drive in di Italia Uno, gremito di
auto, ragazzi e risate registrate, tantissimi comici, in una girandola sfrenata di battute e
tormentoni.Prima di diventare scrittore di bestsellers, Giorgio Faletti dà corpo a Vito
Catozzo, fan sfegatato di Adriano Celentano, guardia privata con moglie extralarge e
figlio dalle tendenze "anomale", a Carlino, che finisce sempre per scoprire le scappatelle
della prosperosa cognata, che ne compra il silenzio a forza di "giumbotti", alla manesca
Suordaliso, e ancora al cavaliere mascarato, che ruba le battute ai ricchi per darle a quelli
poveri di spirito. Enzo Braschi è il paninaro, con giubbino moncler e scarpe timberland
d'ordinanza, in cerca di "sfitinzie", ma che finisce sempre per prendere "compilation di
schiaffazzi".

Sergio Vastano è lo studente calabrese fuori corso della Bocconi, che vive nel mito di
LCDM, Luca Cordero di Montezemolo, ma che agli esami prende sempre 18. Francesco
Salvi è un camionista surreale, che va in giro con magliette tipo "Tenete pulita l'Italia..
portate i rifiuti in Svizzera!". E poi ancora Zuzzurro e Gaspare, con le folli indagini del
commissario Zuzzurro, i Tretre, sempre in cerca di un pollo da spennare, il
pavido Beruschi inseguito dalla moglie arpia, lui che ambirebbe alle grazie di Carmen
Russo, o anche a quelle di Lori del Santo, quando veste i panni di Beruscao, il
protagonista della telenovela "Una brutta fazenda".

E ancora, le parodie dei film famosi, le comiche di Benny Hill, e soprattutto una
presenza femminile sempre in primo piano, e prorompente: da Carmen Russo, alle
"ragazze fast food" di Tini Cansino, "zie" delle moderne veline, a Lori del Santo sempre
ripresa dalla sua "angolazione" migliore, a Ambra Orfei, alla esotica Johara. In mezzo a
un diluvio di gag, D'Angelo si inventa caratterizzazioni da Oscar: fà Pippo Baudo e
Katia nella telenovela "Anche i Baudi piangono", una Raffaella Carrà dalla lacrima
facile dagli effetti miracolosi, veste poi i panni di Gervasetto che intervista Marina Lante
delle Povere, si mette i vestiti larghi di Spadolini, quelli più alla moda del ministro delle
finanze Goria, e infine cerca di spacciare per fenomeno il cocker spaniel Has Fidanken,
che invece se ne sta immobile sul palcoscenico. Greggio lo spalleggia nei panni
dell'imbonitore dell'asta tosta, dove vende oggetti "tosti per tutti i gosti", e dove cerca di
piazzare l'orrido autoritratto del maestro beone Teomondo Scrofalo. Poi, si veste da
Zichirichí, scienziato sopra le righe, e da Vermiglione, parapsicologo la cui specialità e
far sparire i soldi dei clienti. Insomma, un ritmo vertiginoso per il programma che più di
ogni altro rappresenta gli anni ottanta, con i suoi tic, le sue manie, le sue risate finte, la
sua voglia di strappare una risata "di stomaco", e non solo di labbra. Se mi si passa il
termine, rivoluzionario.

OK il prezzo e' giusto

Conversione italiana di uno dei giochi di maggiore successo della televisione americana,
è il gioco dell'enorme ruota, con cui i concorrenti scelti tra il pubblico cercano di
avvicinarsi al 100, per partecipare alla manche finale, che assegna premi tipo camere da
letto, cucine o crociere. Ma per arrivare alla ruota finale i partecipanti devono prima
superare giochi di "abilità" che mettono alla prova la loro conoscenza dei costi dei
prodotti da supermercato: chi si avvicina di più al prezzo giusto di un prodotto, si
guadagna la possibilità di vincere un premio "intermedio" con giochi scemi come il
superball, il poker o il pachinko, e può partecipare infine alla ruota finale. Inizialmente
condotto da Gigi Sabani, passa poi a Iva Zanicchi, che lo trasforma in una caciarona,
simpatica fiera paesana, 100% trash.

Premiatissima

La risposta Fininvest al sabato sera della Rai è un programma pieno di lustrini e musica,
che cerca di riprendere, almeno nelle prime edizioni, la formula di "Canzonissima", con
una serie di squadre di cantanti più o meno noti a contendersi il voto dei telespettatori da
casa, che grazie a un munifico sponsor del campo dei detersivi possono anche vincere
500 milioni di lire. La strana coppia Cecchetto-Amanda Lear conduce la prima edizione,
per essere poi sostituiti dal più "istituzionale" Johnny Dorelli e in seguito anche da Nino
Manfredi.

Gigi Sabani, passato a Canale 5, ottiene un grande successo con le sue imitazioni, e
ancor più con la sigla, "A me mi torna in mente una canzone", campione di vendita. Gigi
e Andrea propongono le odiose scenette in versione madre-figlio, Alfredo Papa un
pupazzo, Sandrino, che prende bonariamente in giro il presidente Pertini.

Colosseum

Introdotte da una sigla in cui compare una mongolfiera che si alza dal Colosseo,
venivano proposte in questo originale show le più spettacolari, divertenti immagini di
tutto ciò che fa spettacolo e divertimento nel mondo: feste grandiose, gare mozzafiato,
discipline sportive stranissime, esibizioni da guiness dei primati. Insomma, i mille modi
per evadere dalla noia e dal tran-tran quotidiano: questo il filo conduttore del divertente
programma di Brando Giordani. Insolito.

Un milione al secondo

Incursione non troppo fortunata del Baudo transfuga Rai nel mondo del quiz-spettacolo:
i concorrenti cercano di accumulare secondi rispondendo a domande sulla materia di cui
sono esperti, ma potendo anche "rubare" la risposta agli avversari, e poi il vincitore tenta
di portare a casa il malloppo, con ogni secondo che passa a diminuire il montepremi.
All'epoca Rete 4 era ancora di proprietà Mondadori, e per questo il programma fu messo
in diretta concorrenza al giovedi con Mike Bongiorno e il suo "Superflash". Distrutto
nella battaglia degli ascolti, fu spostato al martedi, ma dopo poco terminò
definitivamente.

Venti di guerra

Tratto dall'omonimo romanzo di Herman Wouk, autore anche de "L'ammutinamento del


Caine", lo sceneggiato racconta le vicende personali e di stato di Victor Henry, un
ufficiale di marina, consigliere del presidente Roosevelt, negli anni della seconda guerra
mondiale, da 6 anni prima dell'invasione tedesca della Polonia all'attacco giapponese su
Pearl Harbour, che spinse l'America ad entrare in guerra. Utilizzando anche molti filmati
d'epoca per spiegare l'evolversi degli eventi, lo sceneggiato, con un cast stellare a fianco
del protagonista Robert Mitchum (e l'autore del romanzo in un cameo nei panni
dell'arcivescovo di Siena), racconta le vicende della famiglia di Henry, i suoi incontri
con personaggi storici come Churchill e Mussolini, e infine il dramma dell'attacco alla
base di Pearl Harbour, con un dispiegamento di mezzi che ne fece un autentico kolossal
per il piccolo schermo.

Uccelli di rovo

Dal bestseller di Colleen McCullough, una storia d'amore che tratta una tematica per
l'epoca quasi sconvolgente: l'amore di un prete cattolico per una donna. Nell'Australia
degli anni '30, padre Ralph de Bricassart, Richard Chamberlain, è un giovane, ambizioso
sacerdote che coltiva un'amicizia di interesse con la ricca Mary Cleary, Rachel Ward,
che per ingraziarsi il prelato ne favorisce i progetti, alcuni tanto importanti da segnalarlo
a Roma. L'incontro fatale per il parroco avviene quando la famiglia del fratello di Mary
si trasferisce nella residenza della facoltosa signora: la figlia dei Cleary, Maggie, è una
giovane, graziosa ragazza, di cui Ralph diventa il tutore. Inizialmente il loro rapporto è
solo platonico, ma poi la ragazza si innamora del sacerdote, che prima la rifiuta, ma poi
finisce per contraccambiarla.

Una sola notte d'amore ne segna i destini: sconvolto, Ralph fugge in Italia, per iniziare la
carriera di importante prelato, mentre Maggie sposa un agricoltore locale, anche per
coprire la gravidanza che ha scoperto: quando la donna dà alla luce il piccolo Dane, lei è
consapevole che il figlio è il frutto della notte d'amore con Ralph. E il ragazzo, cresciuto
e trasferitosi in Europa, sarà il motivo che porterà i due amanti a reincontrarsi tanti anni
dopo, quando Maggie chiede l'aiuto di Ralph, diventato cardinale, per recuperare il corpo
del figlio annegato in Grecia. Successo straordinario per lo sceneggiato più replicato di
sempre su canale 5.

1982 - Il programma dell'anno

Fantastico

Lo show del sabato sera della Rai, tornato a chiamarsi "Fantastico" l'anno prima, si
afferma con ascolti trionfali che arrivano a 26 milioni di telespettatori, grazie a un
azzeccatissimo insieme di protagonisti, che vede Corrado al timone, affiancato da un
grande secondo come Raffaella Carrà e da due numeri uno nei rispettivi campi, Renato
Zero e Gigi Sabani, ancora "solo" imitatore. Traendo spunto poi da un programma
storico come "Campanile sera", Marina Perzy e Ramona Dell'Abate si collegano dalle
piazze di Italia, dove coinvolgono il publlico in giochi della tradizione come moscacieca
e caccia al tesoro ("Caccia alla chiave", in realtà). Il programma fà da trampolino di
lancio anche a successi musicali di Renato Zero, con "Viva la Rai", della Raffa
nazionale, con "Ballo ballo", e addirittura di Corrado, con la mitica "Carletto". Ci fu un
po' di maretta quando Zero lasciò il programma per presunte censure ricevute, ma nel
complesso l'edizione numero 3 del programma fu quella di maggior successo.

Anche l'anno successivo vede un'ottima edizione, con Gigi Proietti mattatore e Heather
Parisi che si afferma come star della tv italiana, e rimane prima donna anche nelle
edizioni "baudesche" che seguono. Baudo, grande scopritore di talenti, lancia anche
Alessandra Martines e Lorella Cuccarini. Fiacche le ultime edizioni degli anni '80, con
un Celentano fuori ruolo, Montesano e Ranieri poco convincenti. Tra i momenti cult, il
monologo di Beppe Grillo sul viaggio di Craxi in Cina, da cui Baudo si dissocia subito, e
che segna la rottura del comico genovese con la tv di stato, e il "caso Iran", con il trio
Marchesini - Lopez - Solenghi che creano un incidente diplomatico con il paese arabo.

Superclassifica show

Introdotta dalla sigla animata del super telegattone Oscar, la risposta di canale 5 a
Discoring è un programma condotto da tale Maurizio Seymandi, che in una piazzetta
ricostruita in studio ospita i vari cantanti che intervengono a presentare i loro dischi. Un
regista "alternativo" prova effetti speciali da mal di mare, applicando filtri colorati,
immagini sovrapposte e scie colorate all'esibizione dei cantanti, mentre il "Dj X", una
palla stroboscopica da discoteca a cui sono state sovrapposte labbra e occhi da donna,
presenta le classifiche dei dischi, che differiscono da quelle di Discoring perchè si
basano sulle rilevazioni di "Tv sorrisi e canzoni", mentre quelle Rai sono affidate al
"Radiocorriere".

Il pranzo e' servito

Sotto la magistrale direzione del grande Corrado, il gioco a premi più seguito dell'ora di
pranzo: due concorrenti si sfidano a colpi di risposte a domande non proprio di difficoltà
enciclopedica e in giochini di abilità, per avere la possibilità di far girare una grande
ruota che contiene le 5 portate di un pranzo. Vince naturalmente chi realizza "il pranzo è
servito", o comunque chi ottiene più portate. In caso di parità, si contano le calorie dei
vari piatti, e chi ne ha di meno è il campione. Se c'è ancora parità, si va alla pesa, che
premia il più magro. Oltre 2.500 puntate, con Corrado poi sostituito da Claudio Lippi e
infine da Davide Mengacci, e la bonaria simpatia del compianto conduttore romano a
renderlo un appuntamento irrinunciabile degli anni '80.
Tandem

Il pomeriggio per ragazzi di Raidue è affidato a un giovane Fabrizio Frizzi e, tra gli altri,
a Enza Sampò, a Claudio Sorrentino e Roberta Manfredi, che presentano i telefilm e i
cartoni animati della Rai e giocano con i ragazzi in studio a "paroliamo", "musichiamo"
e altri giochi. Negli anni successivi, molto spazio alla nuova generazione dei computer,
con quiz elettronici e collegamenti dal MIT di Boston. Molti giochi telefonici per
coinvolgere il pubblico televisivo, come "L'oggetto misterioso" o l'indovinello del robot
"Ottiero 2000".

Attenti a noi due

Lo sport nazionale di inizio anni '80 non è il calcio, ma almeno per la gente di
spettacolo, passare dalla Rai a Canale 5. Giocano a questo sport anche Sandra
Mondaini e Raimondo Vianello, già all'epoca coppia inossidabile dei varietà nazionali,
che in "Attenti a noi due" propongono il loro classico repertorio di scenette coniugali e
grande competenza e affabilità nell'introdurre gli ospiti che passano a far loro visita.
Ulteriore elemento di ilarità nel rapporto coniugale tra i due conduttori, la presenza del
corpo di ballo delle statuarie Bluebells, a cui Raimondo si lancia prontamente dietro,
osteggiato e dileggiato da Sandra.

Marco Polo
Con punte di oltre 26 milioni di spettatori, le avventure in Cina dell'esploratore
veneziano raccontate ne "Il Milione" sono state uno dei programmi più visti negli anni
'80 della televisione italiana. Un cast internazionale in cui spiccavano Burt Lancaster e
Anne Bancroft, migliaia di comparse, piazza San Marco ricostruita completamente al
Lido di Venezia, la regia di Giuliano Montaldo hanno fatto di questo kolossal
miliardario un classico del piccolo schermo.

Verdi
Altro sceneggiato kolossal targato Rai e altro campione di ascolti, con lo sconosciuto
Ronald Pickup nel ruolo del "cigno di Busseto" e la stella della Scala Carla Fracci in
quello di sua moglie. In parallelo alla vita del compositore, passano le immagini degli
eventi e dei protagonisti che portarono all'unità di Italia.
1981 - Il programma dell'anno

Supergulp

"I fumetti-tti a puntate-te in tivù" sono stati il programma per ragazzi di maggior
successo dell'inizio degli anni '80, con la loro formula semplicissima e di rara efficacia:
parola alle immagini, e chiacchere zero. Cosí, nel giovedi sera di Raidue, arrivavano il
detective Nick Carter e i suoi assistenti Ten e Patsy, a presentare le loro avventure sulle
tracce di Stanislao Stravinsky, e quelle dei "colleghi a cartoni". Si va dagli italianissimi
membri del "Gruppo TNT", eterogeneo gruppo di agenti segreti, sempre in bilico nelle
loro avventure sul filo della legalità, all'Uomo ragno, nella mitica serie classica in cui
lotta contro Goblin, Electro, Octopus e naturalmente J.J. Jameson, fino alle avventure
mystery del coraggioso giovane detective belga Tin Tin, e a quelle piene di poesia del
mitico Corto Maltese, presentate in una particolare animazione fatta di tavole statiche
che venivano "zoomate". Con la stessa tecnica arrivano in televisione le strisce di Tex,
Mandrake, L'uomo mascherato, mentre diventano personaggi di culto il cowboy rilassato
Cocco Bill e il lupo filosofo Lupo Alberto, e si affermano Asterix e il suo compare
Obelix. La terza cosa più importante dei miei anni '80, dopo la Nutella e le figurine. Ma
perchè non lo rifanno?

Portobello

Condotto da quello che ho sempre considerato un signore del piccolo schermo, Enzo
Tortora, un programma contenitore che ne ha anticipato molti altri della televisione
italiana. Al suo interno, c'erano infatti rubriche come "Cuori d'arancio" in cui si cercava
l'anima gemella come da Maria De Filippi, o "Dove sei?", che anni prima di "Chi l'ha
visto?" andava alla ricerca di persone scomparse, o come in "Carramba, che sorpresa",
faceva riunire persone da tempo lontane. Con un angolo dedicato anche a strambe
invenzioni che altrettanto strambi personaggi mettevano all'asta via telefono, il
tradizionale appuntamento del venerdi sera indulgeva spesso anche nel patetico, per
strappare una lacrima agli oltre 20 milioni di telespettatori, ma senza mai esagerare, con
la misura e l'aplomb del suo presentatore, che decretava la fine del programma con la
mitica "Big Ben ha detto stop!". L'unico momento in cui anche Tortora si scomponeva
era quando, per l'ennesima settimana, l'odioso pappagallo che aveva il nome del
programma si rifiutava di pronunciare il proprio nome, per la disperazione del
malcapitato di turno, che avrebbe vinto una bella somma se fosse riuscito a estorcergli il
fatidico "Portobello!!".
Il sistemone

Nella stagione storica in cui tutta Italia gioca al totocalcio nella speranza di un 13 che, se
non in grado di far vivere da nababbi, possa almeno migliorare il tenore di vita, Rai due
si inventa un quiz a sfondo calcistico in cui la vincita viene pagata, almeno all'inizio, in
migliaia di colonne di un sistema integrale che aumenta di molto le possibilità del
vincitore del programma di azzeccare il famigerato 13 milionario. Milly Carlucci, Gianni
Minà, Maria Giovanna Elmi e Osvaldo Bevilacqua si alternano alla conduzione del
gioco, che prevede anche un collegamento domenicale con il programma di Rai due
Blitz, dove un telespettatore può aggiudicarsi una quota del sistemone.

Bis

Evidentemente annoiato nella sua iper attività da un unico programma settimanale, Mike
Bongiorno decide di lanciarsi anche nella striscia mattutina, con un gioco che abbina
"memory" ai rebus. Su un grande tabellone elettronico, infatti, due concorrenti devono
inizialmente abbinare le tessere uguali, che corrispondono in genere a piccoli
elettrodomestici che poi vinceranno, e poi scoprire la soluzione del rebus che si cela
sotto le tessere scoperte, una volta realizzati gli abbinamenti giusti. Mascotte è il
pupazzo Five, a cui dà la voce Marco Columbro. All'interno del programma, divenne
mitico "il coso", un giocattolo dalle mille forme che veniva sponsorizzato da Bongiorno,
che finiva sempre per vederci strani riferimenti sessuali..

Paroliamo

Iniziato su Telemontecarlo, con la conduzione di Lea Pericoli e l'aiuto di Jocelyn,


passato poi a Raidue all'interno di "Tandem", il contenitore per ragazzi con Fabrizio
Frizzi, la versione italiana del popolare quiz francese "Des chiffres e des lettres",
all'epoca in onda su Antenne 2, visibile anche in Italia, non è nient'altro che il classico
gioco degli anagrammi: i due concorrenti, a turno chiedono se avere una vocale o una
consonante, e poi da un gruppo di 10 lettere cercano quelle di maggiore lunghezza.
Molto più fortunato oltre Alpi che da noi.

Discoring
Versione italiana di "Top of the pops", adattato per il pubblico delle nostre parti
da Gianni Boncompagni come segmento musicale di circa 40 minuti all'interno di
"Domenica in", Discoring diventa in breve tempo programma di grandissimo successo,
in grado di influenzare le scelte musicali dei giovanissimi, a cui era destinato. Momento
centrale della trasmissione sono le hit parade settimanali dei dieci 45 giri e dei dieci
album più venduti, con i mitici tabelloni che si illuminano a mostrare chi c'è in
classifica. Moltissimi ospiti in studio, felici di promuovere i propri dischi nella
trasmissione musicale più seguita d'Italia, e i primi video che passano sullo schermo
(fece scalpore quello di Rod Stewart in "Do you think i'm sexy?"). Alla conduzione si
alternano Claudio Cecchetto, i mitici Jocelyn e Awana Ghana, e poi il trio femminile
Falcetti - Pettinelli - Russinova, e ancora dopo Kay Sandvik.

1980 - Il programma dell'anno

Giochi senza frontiere

Quando l'Europa non era ancora unita, la Jugoslavia era pur sempre roba da oltre cortina
di ferro e gli svizzeri..beh gli svizzeri, che ci volete fare?, c'era un programma che
metteva l'Europa davanti al televisore. Introdotta dalla mitica sigla dell'eurovisione, la
sfida interessava inizialmente Italia, Francia, Germania ovest e Belgio, e fu poi allargata
a Svizzera, Jugoslavia, Portogallo e Grecia: si trattava in genere di sfide sportive, molto
spesso a contatto con l'acqua, in cui i partecipanti erano ostacolati nei movimenti da
buffi costumi. Con un gioco che si protraeva per tutta la trasmissione, il mitico "fil
rouge", e la possibilità di giocare l'altrettanto mitico "jolly" per raddoppiare i punti di
una manche, fece diventare icone televisive due giudici svizzeri, i compianti Gennaro
Olivieri e Guido Pancaldi. Per l'Italia partecipavano sempre località amene quali
Livigno, Campione d'Italia, Marostica.. che puntualmente venivano superate da altre
nazioni, soprattutto la Jugoslavia, che imbottivano le proprie squadre di atleti di caratura
olimpionica. Tra i commentatori italiani, i più longevi sono stati Ettore Andenna e
l'annunciatrice Rosanna Vaudetti, e poi l'energica Milly Carlucci e Claudio Lippi.
Atmosfera da fiera paesana transnazionale, ma irrinunciabile.

Flash

Nel suo ultimo programma in Rai, Mike Bongiorno introduce elementi di novità nella
sua centenaria formula di successo: Flash è un gioco incentrato sulle notizie di attualità,
e sul mitico sondaggio Doxa, con cui ogni settimana si chiedono le più scontate ovvietà
agli italiani, come chi sia il politico preferito.. Novità anche nel momento finale, in cui
per il raddoppio e il titolo di campione alla "sacralità" delle domande sulla materia scelta
dal concorrente si affianca un gioco di fortuna, un "filetto elettronico" che può premiare
il concorrente che in quella serata non si senta particolarmente in forma. Mike pone
infatti all'aspirante campione la domanda: "Gioca per la cultura o per la fortuna?". Se
questi va al raddoppio sulla sua materia, deve scoprire, rispondendo esattamente alle
domande, le caselle di un tabellone elettronico 3 per 3, finchè non allinea tre simboli di
macchinette fotografiche. Se il concorrente prova la fortuna, invece, dietro le caselle ci
sono i numeri dall'1 all'8, e un omino nero. Il concorrente raddoppia e diventa campione
della fortuna se, scoprendo una casella alla volta, totalizza almeno 21 punti. Se esce
l'omino nero, la prova è fallita. Nel 1982, al termine di un torneo tra i campioni delle
varie edizioni, si svolse una super finale, vinta da Mario Marini, portalettere e
sindacalista di Torino, esperto della vita di Benito Mussolini. Marini vinse 61 milioni e
240 mila lire.

Scacco matto

Dopo una sola edizione, lo show del sabato sera di Rai uno cambia nome e formula, non
più "Fantastico", ma "Scacco matto", con Pippo Franco e Laura Troschel, all'epoca sua
moglie. Il programma prevedeva alcune scenette comiche della coppia, più gli interventi
di un giovane Cecchetto, chiaramente fuori ruolo, ma era poi tutto incentrato sul quiz
giallo "Fermate il colpevole", un giallo, appunto, al termine del quale due coppie di
concorrenti dovevano rispondere a tre domande: la prima, ovviamente, riguardava
l'identità dell'assassino, le altre due erano focalizzate su alcuni dettagli che gli aspiranti
detective dovevano aver colto nel filmato, quali il tipo di arma del delitto, l'orario
dell'assassinio, la stanza, come in una partita di "Cluedo". L'esperimento di show,
comunque interessante, durò una sola stagione, poi la Rai tornò alla formula vincente di
"Fantastico".

Radici

Nove Emmy e un Golden globe per uno degli sceneggiati di maggior successo della
storia della televisione americana, che racconta duecento anni della storia della famiglia
dello scrittore del romanzo omonimo, Alex Haley. Dall'arrivo in America di Kunta
Kinte, il capostipite della famiglia, alla sua lotta disperata per affrancarsi dalla schiavitù
in cui era stato ridotto dai bianchi, alle vicende dei suoi discendenti, con l'ostacolo della
segregazione che continuava ad essere loro imposta, ma infine cittadini liberi, duecento
anni di storia americana, con le sue grandezze e le sue miserie. Nel cast stellare
dell'originale e del seguito, anche "Lou Grant" Ed Asner e un giovane Lou Gosset jr.

Muppet show

Nato da una "costola" del popolarissimo show per ragazzi "Sesame street", il Muppet
show fu molto più di un programma con pupazzi animati. Presentati dall'ansiosa
rana Kermit, infatti, i protagonisti di quello che dovrebbe essere uno spettacolo musicale
mostrano i "dietro le quinte" del mondo dello spettacolo, dimostrando che non è tutto oro
quel che luccica. Impegnati nella presentazione dei loro numeri sul palco, ma anche in
continue dispute e beghe tra di loro, proprio come gli uomini, si alternano sotto le luci
della ribalta, tra gli altri, miss Piggy, una maialina che si crede una diva degli anni '30,
innamorata di Kermit, Gonzo, animale dallo strano nasone, incapace in tutto quello che
fà e invidioso del suo capocomico. Poi c'è Fozzie, autonominatosi vice capocomico, che
non fà ridere nessuno, e ancora il pianista Rowlf, Sam l'aquila, censore dello show,
Statler e Waldorf, due odiosi vecchietti che dalle loro poltrone in platea stroncano con
ferocia tutte le esibizioni. Il creatore dello show, Jim Henson, compare spesso di persona
in mezzo alle sue creature, come molti ospiti "umani", che fanno la fila per farsi
prendere in giro dai muppet: tra loro, la modella Twiggy, Julie Andrews, Steve Martin,
John Denver, Paul Simon, addirittura Alice Cooper e quasi tutti gli attori di "Guerre
stellari". Divertentissime le parodie di vari generi dello spettacolo proposte dai muppet,
tra cui quella sul mondo delle news e quella sui telefilm di fantascienza, "Pigs in space".

I programmi tv degli anni 80


I varieta'

La colonna portante dei palinsesti televisivi, le corazzate che ancoravano gli ascolti di
Rai e Mediaset: dai nipoti di "Canzonissima" ai programmi rivoluzionari come Drive in,
ecco la tv delle pailettes

I giochi a premio

Meno "impegnati" dei quiz, e anche con molti meno soldi in palio, i giochi a premio
hanno letteralmente riempito i palinsesti della tv degli anni '80, portando allegria e
spensieratezza nelle case degli italiani

La TV dei ragazzi

Contenitori e giochi, cartoni animati e pupazzi: tutti i ragazzi, dai più piccoli ai quelli più
grandicelli, trovavano la tv su misura per loro, sempre misurata e mai volgare

E, già..perchè oltre ai cartoni, ai telefilm, ai film, alle partite a pallone e a figurine, alla
scuola e al doposcuola, ai videogiochi, alla musica, volete forse che non trovassi qualche
ora da dedicare agli altri programmi televisivi degli anni 80? Dico, dove lo mettiamo
il Drive In, Il pranzo è servito, i quiz di Mike Bongiorno, gli sceneggiati come Radici e
Marco Polo, Quelli della notte..? E Discoring, e 90° Minuto? E senza Supergulp o la
Europarade, oggi che uomo sarei? Non scherziamo.. la mia esperienza di reduce degli
anni '80 non potrebbe essere completa senza una rivisitazione dell'"altra" televisione,
quella che non rientra tra le varie "branche del sapere" più specifiche, come telefilm e
cartoni animati. Ecco, quindi, questa sezione del sito, dedicata ai programmi del piccolo
schermo, e ancora una volta sono qui a chiedermi quante ore durasse la mia giornata da
adolescente..

Programmi di rilievo

I programmi innovativi
 Drive in
 Quelli della notte
 Indietro tutta
 Mixer
 Striscia la notizia
 Colpo grosso
 Colosseum

10 anni in 10 programmi

1980 - Muppet show

1981 - Portobello

1982 - Il pranzo è servito

1983 - Drive in

1984 - Record

1985 - Superflash

1986 - La piovra 2
1987 - Indietro tutta

1988 - Quark

1989 - Emilio

Polemiche catodiche

Viene fondata nel 1984 a Milano l'Auditel, società a compartecipazione Rai, televisioni
private e associazione dei pubblicitari, per raccogliere dati sui contatti dei programmi
televisivi, e dare cosí un valore più misurato al costo della pubblicità. Ma ben presto, i
dati Auditel diventano molto di più, il solo metro di giudizio per stabilire della validità di
un programma e del rinnovo del suo cast, ad esempio, o dell'orario di programmazione,
senza considerare che il campione di famiglie che ha in dotazione l'apparecchietto è
minuscolo (poco più di 2.400 famiglie) e non sempre il fatto che un canale sia
sintonizzato significa anche che sia visto. Ma come in America, dove interi show
vengono tagliati anche dopo una sola puntata se il famigerato Nielsen non dà riscontri
positivi, anche in Italia la "dittatura dell'auditel" porta a una televisione sicuramente
peggiore, dove la qualità è rilegata spesso in seconda o terza serata. Sempre in ritardo
sull'America, forse tra 5-6 anni arriverà anche da noi il rifiuto del numero arido
dell'auditel, e la ricerca di strumenti più qualitativi per misurare il vero interesse per un
programma televisivo.

Nel corso di una puntata di Fantastico 7 del 1986, Beppe Grillo travalica i limiti, non
proprio elastici, di quello che si può dire su un programma Rai di prima serata, lasciando
già intravedere la verve polemica che lo porterà a fare politica a tempo pieno. Prendendo
spunto da un recente viaggio in Cina di Craxi, uno dei bersagli da sempre favoriti del
comico genovese, Grillo lancia un paio di siluri contro il leader del partito socialista, che
sull'aereo di Stato sembra proprio avesse portato un "po' troppe persone". Il clou lo
raggiunge quando riassume un dialogo Craxi - Martelli: "Ma senti un po', qua c'è un
miliardo di persone, e son tutti socialisti?”. "Si, perchè?". "Allora, se sono tutti socialisti,
a chi rubano?". Le polemiche dei giorni seguenti saranno roventi, con interrogazioni
parlamentari, sia sui soldi spesi da Craxi che su Grillo, e licenziamenti in Rai, ma il
saggio Pippo Baudo aveva battuto tutti sul tempo, dissociandosi pubblicamente in diretta
dalle parole di Grillo.
Ambientati negli anni '80

The Americans

Philip ed Elizabeth Jennings e i loro figli Paige e Henry sembrano la classica bella
famigliola americana, con una avviata attività di agenzia viaggi e pochi problemi
economici. Peccato che Philip si chiami in realtà Mischa, Elizabeth sia nata Nadezhda ed
entrambi sono russi, anzi ancora sovietici, arrivati giovanissimi in America per un
ambizioso progetto del KGB. Completamente integrati nel tessuto sociale, infatti, i due
passano inosservati anche al vicino agente dell'FBI, Stan, e se di giorno mandano avanti
famiglia e agenzia, di notte si travestono per compiere omicidi, trafugare documenti
segreti, arruolare altri alla causa comunista. Elizabeth usa il suo fascino per conquistare
gli uomini, Philip si crea addirittura una seconda famiglia, sposando una segretaria
dell'ufficio di Stan. Mentre giocano una partita di gatto con il topo con l'FBI, gli eventi
della storia si intrecciano con le loro vicende personali: l'attentato a Reagan rischia di
mettere fine alla loro missione, i progetti dello scudo spaziale, quelli di Arpanet e della
tecnologia Stealth passano tra le loro mani prima di essere inviati a Mosca. E mentre in
televisione Reagan lancia il suo famoso anatema contro "l'impero del male", la vera sfida
per i due è mandare avanti un matrimonio minato dalle bugie e far capire alla figlia
ribelle che la famiglia, comunque, viene prima di tutto.

Una delle migliori serie degli ultimi anni, in cui gli anni '80 sono davvero molto più che
uno sfondo: ottima la colonna sonora di successi del periodo (straordinario un episodio
chiuso da "Here comes the flood" di Peter Gabriel) e curatissimi costumi e scenografia
d'epoca.

Fattore anni 80: 9

Stranger things

Nella fittizia cittadina di Hawkins, Indiana, in mezzo all'America rurale degli anni '80,
un gruppo di ragazzini combatte contro malvagie forze del male originate dagli strani
esperimenti stile "X files" di un vicino laboratorio segreto del governo. Mike, Dustin,
Lucas e Will sono più che altro impegnati a giocare a "Dungeons and dragons", correre
sulle loro bmx e buttare quarti di dollaro a ripetizione nell'ultimo videogioco della sala
giochi, almeno fino al giorno in cui Will scompare e una nuova, inquietante ragazzina
compare. Non ha nome, si fà chiamare "Undici", dal numero che ha sul braccio, e ben
presto si capisce che ha straordinari poteri psichici.

Undici è il prodotto del laboratorio di Hawkins, dove si studiano strane pseudoscienze


per scopi bellici, e per fortuna ha abbastanza forza per combattere il Demogorgone, il
pauroso mostro che sta uscendo dal "sottosopra", l'altromondo che vive sotto la cittadina
e in cui è finito Will. In puro stile "Goonies", i ragazzi si dimostreranno più svegli di
tutti gli adulti della città, riportando a casa Will e sconfiggendo il demogorgone.

Clamoroso successo di Netflix, con una seconda stagione già in archivio (Undici,
scomparsa dopo la lotta col demogorgone, torna ed è quasi cattiva, gli esperimenti del
laboratorio erano, ahimè, molti, e Will torna a farsi un giro nel sottosopra) e almeno altre
2, se non 3, in arrivo: c'è il meglio dei film di avventura degli anni 80, da "Goonies",
ovviamente, a Spielberg, a Stephen King. Musica, vestiti, gadget e videogiochi
azzeccatissimi, per un autentico tuffo negli anni '80.

Fattore anni 80: 9

Ashes to Ashes

Sequel di "Life on Mars", storia di Sam Tyler, un ispettore di polizia inglese che dopo un
incidente si ritrova nella Manchester degli anni '70 senza sapere se è morto o sta vivendo
in un sogno mentre è in coma (spoiler alert, è morto..), "Ashes to Ashes" porta tutti i
protagonisti, tranne quello principale, nella Londra degli anni '80. La protagonista,
infatti, stavolta è una ispettrice, la bella Alex Drake, anche lei in coma, dopo aver
ricevuto un proiettile in testa, ma il vero protagonista è quello della prima serie, il
misogino, rissoso, carissimo ispettore capo Gene Hunt, che non ha perso i modi bruschi
della prima serie, ma ha guadagnato una fiammante, rossa Audi Quattro, con cui
imperversa per le vie di Londra. Il matrimonio di Carlo e Diana, la guerra delle
Falklands, ma anche la vittoria dell'Italia ai Mondiali del 1982 fanno da sfondo storico
agli eventi delle tre stagioni della serie, con una fantastica colonna sonora di successi del
periodo e una grande attenzione alle mode e alle manie dell'epoca.

Dopo tre anni di schermaglie verbali, finirà che Hunt e Alex si ritroveranno nelle braccia
l'uno dell'altra, e in un drammatico finale l'ispettrice scoprirà il suo destino, quello di
Sam, e di tutti i poliziotti come loro, morti in servizio e destinati al distretto dell'oblio
gestito da Gene, in realtà non un navigato ispettore, ma un giovane poliziotto morto nel
primo giorno di servizio.

Fattore anni 80: 8,5

Halt and catch fire


Nel 1983 il centro della tecnolgia americana era la Silicon Prairie, in Texas, dove la
Texas instruments, tra le altre, dava del filo da torcere al colosso IBM. "Halt and catch
fire" (dal nome di una particolare istruzione in codice macchina che avrebbe provocato il
blocco della CPU, fino farla, appunto, prendere fuoco) racconta la storia di due geniali
outsider, Joe MacMillan e Gordon Clark, e delle loro donne, Cameron Howe e Donna
Clark, addirittura più brillanti di loro, all'inizio della rivoluzione del personal computer.
Ignari dell'arrivo del Macintosh, Joe e Gordon sono i primi a intuire le potenzialità del
personal computer con interfaccia grafica e cercano di battere tutte le strade per farne un
progetto realizzabile, il "Giant", mentre la giovane Cameron è una hacker che inizia a
lavorare per loro cercando di clonare l'MS-DOS e di migliorarlo per le loro macchine,
prima di intuire le potenzialità di una Rete che colleghi i computer tra loro e fondi la
propria società di gaming online, aiutata dalla brillante Donna, che ha problemi a
conciliare il suo lavoro con la famiglia, soprattutto dopo che Joe comincia a mostrare i
segni dell'encefalopatia tossica, causata dal continuo contatto con polveri di piombo dei
componenti elettronici.

I tempi "pioneristici" dei creatori dei primi personal computer rivivono nelle camicie con
i colletti assurdi, le moquette e le luci al neon degli uffici dei primi anni '80, i floppy disk
da 5 pollici, le strane marche di soda e gli enormi mainframe. La musica, però, non è
all'altezza di altre serie.

Fattore anni 80: 8,5

GLOW
Ispirata alla storia vera di un gruppo di lottatrici che a metà anni '80 cercò di declinare al
femminile il pittoresco mondo del wrestling, una delle serie di maggior successo
dell'ultima stagione di Netflix, che coniuga abilmente dramma e commedia, con
personaggi pittoreschi e che fanno colpo sullo spettatore. Ruth Wilder, aspirante attrice
collezionista di rifiuti dalle case di produzione, decide di partecipare ai provini di un
nuovo programma, che vorrebbe portare al pubblico il wrestling femminile.

Guidate da Sam Sylvia, visionario regista di b-movies, le "Grandiose Lottatrici del


Wresting" dovranno imparare le basi di quello strano sport spettacolo e della recitazione,
per entrare nei panni dei loro alter-ego da ring: dai disastrosi inizi, però, sapranno
conquistare sempre più fans, e prenderanno anche gusto a vestire i costumi degli strani
personaggi che Sylvia gli cuce addosso: da "Zoya la Destroya", il personaggio di Ruth,
la cattivissima russa, a "Liberty Belle", la paladina a stelle e strisce, interpretata da
Debbie Eagan, migliore amica di Ruth fino al giorno in cui ha scoperto che la tradiva col
marito, alla gigantessa "Machu Picchu", l'unica con un'infarinatura di wrestling,
provenendo da una famiglia di lottatori.

Serie molto divertente che riporta noi figli degli anni '80 a quei sabati pomeriggio in
compagnia di Tony Fusaro, quando dopo gli incontri di Tiger Mask e Antonio Inoki
comparivano anche Mimi Hagiwara, Devil Masami e Nancy Kumi, le vere pioniere del
wrestling rosa.

Fattore anni 80: 8,5


The Goldbergs

Il futuro regista e produttore televisivo Adam Goldberg scava tra le numerose scatole di
cartone contenenti i ricordi in videocassetta dei suoi anni '80 per condividerne mode,
manie, ed esagerazioni della sua caotica famiglia, in una sitcom divertente e piena di
brio, come se ne facevano in quegli anni. In casa Goldberg, periferia di Philadelphia, la
vita familiare ruota tutta intorno alla mamma chioccia Beverly: amorevole coi figli fino
al soffocamento emotivo, terrorizza i professori con il suo assillante controllo sulla vita
dei pargoli, che riempie di affetto e incoraggiamenti anche di fronte ai loro frequenti
fallimenti. Adam, il figlio minore, è il tipico nerd, ossessionato dalla sua telecamera con
cui riprende anche i minimi eventi di famiglia, Barry, il figlio di mezzo, si spaccia per
rapper e super sportivo, ma canta e balla come un tricheco e riesce con discreto successo
solo nell'hockey, Erica, la figlia maggiore, vive il passaggio dall'adolescenza alla
maggiore età con continui battibecchi con la madre e il padre. Già, il padre, Murray,
quello che porterebbe i calzoni in famiglia (ma appena arriva a casa se li toglie e si mette
in mutande in poltrona davanti alla tv): proprietario di un negozio di mobili, fà finta di
credere di avere voce in capitolo in famiglia, quando è chiaro che per lui decide tutto
prima Beverly. Ultimo in famiglia il nonno materno, Albert, arzillo dongiovanni capace
di riportare la pace in famiglia con poche, sagge parole.

Il telefilm segue le storie della famiglia e dei vicini, amici, fidanzate che si susseguono
nel tempo, fino a quando Adam arriva al liceo e gli altri due figli al college, e si connota
per due simpatiche caratteristiche: le puntate "tematiche" dedicate a oggetti, mode, film e
telefilm degli anni '80 (le puntata ispirate a "Una pazza giornata di vacanza", "Risky
business", "La donna esplosiva", "La storia fantastica", o ai cabbage patch kids e ai
transformers), e gli spezzoni presi da vere scene filmate da Adam con la sua telecamera
quando era ragazzino, poi rifatte in modo dettagliato nella puntata appena vista.

Fattore anni 80: 8

Deutschland 83

Altra storia ambientata in un anno in cui il Muro incombeva sulla Germania e la tensione
tra blocco sovietico e occidentale era a livelli di guarida, soprattutto in Europa, con gli
americani che minacciavano l'attacco diretto all'Urss con l'installazione dei missili
Pershing. Martin Rauch, soldato della guardia di confine della Germania dell'Est, si
ritrova suo malgrado nello scacchiere della Storia quando assume le sembianze di Moritz
Stamm, giovane ufficiale della Germania Ovest, aiutante di campo del generale
Wolfgang Edel, ufficiale con un posto privilegiato al tavolo delle trattative con gli alleati
americani per la strategia comune sull'uso dei pershing. Con il nome in codice di Colibrí,
Martin diventa l'infiltrato più prezioso dei filosovietici, e mostrando di avere capacità di
spia anche a lui sconosciute, cerca di mettere le mani sul maggior numero di
informazioni possibili, per il bene della Patria, ma anche per il proprio tornaconto (la
madre viene messa in cima alla lista di persone da sottoporre a trapianto). E mentre il
figlio del generale, Alex, per ribellione verso il padre si avvicina alla Germania Est,
Martin comincia ad avere crisi di coscienza personali e sul vero ruolo del monolitico
partito comunista del suo Paese.

Altra spy story, meno riuscita di "The americans", ma comunque azzeccata e intrisa,
addirittura di anni '80, con continui riferimenti all'attualità di quel tempo e un'ottima
colonna sonora.

I telefilm italiani

I ragazzi della terza C

Storie di tutti i giorni in un liceo romano, fra eterni ripetenti, bambinoni che non
cresceranno mai per il troppo amore dei genitori, gli eterni fidanzatini, la bellona figlia
dell'industrialotto milanese, la dark che scrive poesie sul suicidio, il palestrato con poco
cervello, le due secchione troppo acide e un professore di italiano che ne ha viste troppe
per provare ancora emozioni. L'epopea di Chicco Lazzaretti, Bruno Sacchi e soci nel
telefilm italiano di maggior successo negli anni '80, cosí simile alla realtà delle nostre
scuole dell'epoca da sembrare girato dal vivo, come un documentario. Menzione d'onore
per il padre di Sharon, il proprietario dell'omonimo salumificio Zampetti, e per quello di
Bruno Sacchi (Manzotin in "Febbre da cavallo"), troppo divertenti nelle loro
caratterizzazioni dell'industriale del nord e del borgataro de Roma.

Fattore anni 80: 9

College

Tratto dal film del 1984, con la protagonista originale, Federica Moro: un collegio
femminile sorge accanto all'Accademia dei cadetti: le collegiali, capitanate dalla graziosa
e volitiva Arianna e i giovani cadetti, tra i quali spicca Marco Poggi, sono in perpetua
baruffa, ma in realtà non vedono l'ora di cadere tra le braccia le une degli altri, sotto lo
sguardo complice della direttrice del collegio e del comandante dell'accademia. Con la
presenza di due "reduci" della Terza C, Fabrizio Bracconeri nella parte
dell'imbranatissimo Staccioli e Fabio Ferrari in quella di Baldani, il tirapiedi dell'odioso
istruttore dei cadetti, è stato un grandissimo successo di fine anni '80 della televisione
italiana.

Fattore anni 80: 8


Professione vacanze

Nel villaggio vacanze di Cala Corvino arriva Enrico, simpatico perdigiorno che si crede
un grande amatore, e che cercherà di unire l'utile al dilettevole il più possibile,
risollevando gli incassi del villaggio e facendo il cascamorto con qualche bella
villeggiante. Aiutato dal factotum sardo Safà, dalla cameriera Caramella, dalla
scenografa Lila, dal maestro di surf Eddy e dal cuoco Maurizio, riuscirà in qualche modo
a fare entrambe le cose, in questa divertente serie che durò solo 6 puntate, ma che è stata
riproposta per vari estati. "Guest stars" degli episodi, tra gli altri, Sabrina Salerno, Mara
Venier, Isabella Ferrari, Claudio Amendola e Teo Teocoli.

Fattore anni 80: 7,5

Classe di ferro

Le (dis)avventure di un gruppo di ragazzi che si trova a condividere il periodo del


militare: tra la poca voglia di fare le guardie, le battute a caccia della fauna locale e le
lavate di capo a cui li sottopone il tremendo sergente Scheroni (il mitico Adriano
Pappalardo), i vari Scibetta, Montini, Serra, Bertolazzi e Melloni cercano di venir fuori
dall'anno della naja col minor numero di danni possibile, in questo divertente, seppur
forse un po' troppo "disinvolto" dal punto di vista delle parolacce, telefilm di fine anni
'80.

Fattore anni 80: 7,5

Love me Licia

Tratto dall'omonimo cartone animato, racconta la storia dell'amore della (mica tanto)
giovane Licia (Cristina D'Avena!) per il colorato capelluto leader del gruppo dei
Beehive, Mirko, e di come il padre di lei, Marrabio, osteggi in tutti i modi la passione
della figlia, fino ad arrendersi all'inevitabile, anche grazie all'affetto che nutre per la
figlia e per il fratellino minore di Mirko, Andrea. Addirittura quattro serie, e 145 episodi,
per questo telefilm coloratissimo e molto pop, che vanta ancora una foltissima schiera di
ammiratori, con uno degli autentici fenomeni degli anni '80, Cristina D'Avena, che avrà
venduto più dischi dei Bee Gees..

Fattore anni 80: 7,5


Casa Vianello

Tra le mura di casa Vianello, schermaglie verbali, ripicche, piccoli tradimenti per la
coppia più famosa dello spettacolo italiano, con Raimondo che si crede ancora un latin
lover a quasi 80 anni e Sandra che si annoia perché non succede mai niente in casa,
anche quando il marito finisce in questura per scambi di persona o per truffe che ha
subito a causa della sua bonomia. Serie sempre verde e sempre divertente, grazie al
garbo dei due affiatatissimi protagonisti.

Fattore anni 80: 8

Che fine hanno fatto?

I ragazzi della terza C

Fabrizio Bracconeri, molto dimagrito dagli anni del telefilm, è stato per molti anni
protagonista del programma "Forum", ma con la partenza di Rita Dalla Chiesa anche lui
è sparito. Fabio Ferrari, il ripetente eterno Chicco, ha recitato in moltissimi film del
genere "cinepanettone", l'ultimo "Vacanze di Natale a Cortina". Renato Cestiè, il
palestrato Massimo, è oggi, appunto, titolare di una palestra. Sono purtroppo venuti a
mancare Guido Nicheli e Ennio Antonelli, i simpatici attori che impersonavano il
commendator Zampetti e il padre di Bruno Sacchi, e recentemente anche Antonio
Allocca, il professore di italiano dal "due" facile.

Professione vacanze

Jerry Calà è protagonista perenne della commedia all'italiana più leggera con decine di
film, tra vacanze sulla neve e al mare: ultimo film, "E io non pago", del 2012. Gegia
Antonaci ha ormai lasciato il mondo dello spettacolo, ultima apparizione in "Provaci
ancora prof!" del 2008. Dietro la solare simpatia, nasconde anche un bel cervello: ha due
lauree, in lettere e in psicologia.

Classe di ferro

Il soldato che ha avuto il miglior congedo è Rocco Papaleo, richiestissimo in


letteralmente decine di film, con una maschera che si adatta benissimo a ruoli da
commedia ma anche a recitazioni più drammatiche. Giampiero Ingrassia è diventato
valido attore di teatro, di recente al centro delle cronache per la drammatica perdita della
giovane moglie. Massimo Reale, il toscano casinista Montini, è diventato attore posato e
di recente è stato lo psicologo della polizia Carlo Papini nella settima serie di "Rex". Il
vulcanico Adriano Pappalardo, il sergente Roberto Scherone nel telefilm, manca ormai
da un po' dai teleschermi, dove era tornato alla ribalta per la sua energica partecipazione
al reality "L'isola dei famosi".

Casa Vianello

Dopo una vita trascorsa insieme a portare con garbo e classe le storie della quotidianità
sullo schermo, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello se ne sono andati a breve distanza
l'uno dall'altra, troppo forte lo strazio di non essere più insieme. Hanno rappresentato il
meglio della stagione d'oro della televisione italiana, due amici per tutti gli italiani come
solo Mike Bongiorno e Corrado furono capaci di essere.

I telefilm dello spazio

Star Trek

Il mito assoluto, il culto di intere generazioni di amanti della fantascienza: le cronache


dei viaggi astrali dell'astronave USS Enterprise NCC-1701 e del suo equipaggio,
comandato dal capitano James Tiberius Kirk, consigliato dal vulcaniano Spock e dal
dottor McCoy, diretti con il loro equipaggio "là dove nessun uomo è mai giunto prima",
per far rispettare la legge della Federazione. Tra teletrasporti, improbabili trucchi
applicati a improbabili alieni, viaggi nel tempo e collisioni con asteroidi, un mito emerge
su tutti: Spock, il vulcaniano dalle orecchie a punta e dai poteri sovrannaturali. Super
cult, con vari figli televisivi e cinematografici, ma mai uguagliato nella capacità di far
appassionare il pubblico.

Fattore anni 80: 10

Spazio 1999

La base lunare Alpha ha il compito di sorvegliare le scorie radioattive terrestri depositate


sul satellite, ormai ridotto al ruolo di discarica. Ma una tremenda esplosione scaglia tutta
la Luna fuori dall'orbita terrestre, alla deriva nello spazio profondo: per i membri della
base, guidati dal comandante Koenig, sempre consigliato dalla dottoressa Russell, inizia
una lunga odissea, piena di incontri con esseri immondi, e altri non troppo..(la misteriosa
Maya, che può trasformarsi in qualsiasi essere vivente). Mitiche soprattutto le astronavi
della serie e il look molto anni '70 dei protagonisti.

Fattore anni 80: 8,5

Doctor Who

A bordo del Tardis, una macchina del tempo a forma di cabina telefonica, viaggia uno
strano extraterrestre, il dottor Who, alla ricerca dei sei segmenti della chiave del tempo,
lo strumento in grado di fermare il caos di tutte le galassie. Braccato dal Guardiano nero,
che vuole per sè la chiave, lo stralunato scienziato viaggia tra le galassie e le epoche,
mettendo a soqquadro lo spazio-tempo. Interpretato nel tempo da ben 8 attori, perchè
come spiegato nella serie, poteva rigenerarsi 12 volte, è stato il più grande successo della
tv inglese, dove è andato in onda per 26 stagioni e 800 episodi, mentre da noi è stato
trasmesso per pochi anni.

Fattore anni 80: 8

Zaffiro e Acciaio

Gli Elementi sono creature superiori, anche se di aspetto umano, che si occupano di
riparare le disfunzioni e gli errori del continuum spazio temporale, in modo da riportare
l'Armonia nell'universo. Tra di loro, la bionda Zaffiro, che può arrotolare lo spazio-
tempo a proprio piacimento, come una striscia, e possiede una conoscenza enciclopedica
di tutti gli esseri umani, e Acciaio, in grado di ridurre la temperatura del proprio corpo
allo zero assoluto. In un atmsofera sempre straniante, quasi onirica, questo telefilm è
vissuto solo lo spazio di 36 episodi, divisi in 6 lunghe avventure, ma la sua capacità di
reinterpretare la fantascienza con tematiche nuove e originali lo ha fatto diventare subito
un "cult", da molti visto come l'autentica fonte di ispirazione per "X files".

Fattore anni 80: 8

V-Visitors

Una delle serie televisive più costose degli anni '80, preceduta anche da noi da un grande
lancio pubblicitario. 31 astronavi del diametro di 5 miglia atterrano sul nostro pianeta, e
sbarcano alieni dalle sembianze umane che si dicono amici dei terrestri, a cui donano la
loro tecnologia avanzata. Per caso, un cameraman, Mike Donovan, scopre invece la loro
vera natura, quella di orripilanti rettili cannibali che sono giunti sulla Terra per cercare
cibo fresco.. Con poche altre persone che non hanno creduto alla bontà degli alieni
organizza la resistenza contro i lucertoloni, guidati dalla perfida Diana, che hanno
acquisito tra le loro fila anche molti terrestri diventati "collaborazionisti". Sul fronte
opposto c'è il mite Willie, visitor "buono" che si unisce alla resistenza. Effettacci a non
finire, grandissimo successo di pubblico in quello che fu un vero evento mediatico.

Fattore anni 80: 8

Thunderbirds

La mitica serie delle marionette spaziali, ambientata nel 2026: la International Rescue è
un'organizzazione creata dall'ex astronauta Jeff Tracy per dare soccorso a chi si trova in
grave pericolo, con 5 diversi apparecchi per tutte le situazioni di intervento, i
Thunderbirds, pilotati dai suoi cinque figli: un missile supersonico, un aeroplano
supersonico, un sottomarino, e addirittura una stazione spaziale orbitante, raggiungibile
con una navetta riutilizzabile, come lo Shuttle. L'organizzazione, nascosta in una
sperduta isola del Pacifico, ha spesso a che fare con "The Hood", un super bandito
inafferrabile perchè in grado di cambiare continuamente facia come Fantomas, che mette
in scena incidenti spettacolari per far intervenire i thunderbirds, con lo scopo di rubarne i
mezzi per rivenderne la tecnologia. Ad aiutare la International rescue c'è invece lady
Penelope Creighton-Ward e il suo autista factotum Aloysius Parker: la nobildonna va in
giro su una Rolls Royce rosa shocking chiamata FAB 1, con gadget in stile James Bond.

Fattore anni 80: 7,5

Buck Rogers

Buck Rogers, il primo eroe dei fumetti di fantascienza, in tv rivisitato nelle storie di un
astronauta che decolla con la sua astronave nel 1987, finisce fuori orbita alla deriva nello
spazio e rimane ibernato per 500 anni, per risvegliarsi nel 2491, giusto in tempo per
difendere la Terra dall'invasione dei Draconiani, con al suo fianco il bel
colonnello Wilma Deering, che diventerà inevitabilmente la sua donna, e il simpatico
robot Twiki. La seconda (e ultima) stagione della serie affrontò anche tematiche di un
certo spessore come l'evoluzionismo, l'inquinamento, il razzismo, il pericolo nucleare e
la religione, creando anche una mitologia che legava alcune popolazioni del lontano
futuro ai Moai dell'isola di Pasqua. Purtroppo, la cancellazione della serie interruppe
questa evoluzione.

Fattore anni 80: 7,5


Battlestar Galactica

La specie umana è di origini extraterrestri, come narrano le leggende degli Egizi e dei
Maya, civiltà create da questi antichi visitatori, al pari delle mitiche Atlantide e Lemuria.
Questa razza aveva anche colonizzato 12 pianeti di una lontana galassia, chimandoli con
i nomi dei segni dello zodiaco. Dopo una millenaria battaglia contro i Cycloni, un
popolo di robot, le 12 colonie finiscono distrutte, costringendo i superstiti a un esodo
attraverso lo spazio, su una flotta di astronavi difese dal Galactica, l'unica nave da
battaglia rimasta, guidata dal comandante Adamo. Senza più un pianeta a cui tornare, la
flotta parte alla ricerca del leggendario pianeta dove si dice esista una tredicesima
colonia umana: Terra, è il nome del pianeta..

Fattore anni 80: 7,5

C'erano anche..
Dimensione Alpha, anticipando di anni "Stargate", narra le storie della famiglia Sterling,
in visita alle piramidi egizie, che si vede catapultata in un mondo parallelo pieno di
magia, ma anche di nemici. Solo 8 episodi, che non risolveranno il mistero dei 5 membri
della famiglia, alla ricerca della porta che separa il nostro dall'"altro mondo" (il titolo
originale della serie).. 21 anni dopo la fine della "serie classica" che per la prima volta
portò in televisione la fantascienza e il mistero, la CBS ripropone nel 1985 Ai confini
della realtà, che pur non riuscendo mai a raggiungere il successo della serie originale di
Rod Serling, presentò notevoli storie brevi del mistero e del paranormale, tra cui
"L'uomo ombra", "La nonna", da un racconto di Stephen King, "Wordplay", e il remake
di celebri episodi classici, tra cui "La stella" e l'inevitabile episodio del gremlin
sull'aereo, "Incubo a 20.000 piedi".

La fantascienza come pretesto per una sitcom in Alf, acronimo di "forma di vita aliena",
extraterrestre peloso di oltre 200 anni, caduto sul tetto dei terrestri Tanner mentre
tornava sul suo pianeta, Melmac. Adottato dai terrestri, ne mette alla berlina tic e manie
e impara presto a diventare anche lui un pantofolaio, amante della tv e soprattutto del
cibo: preferirebbe i gatti al forno, ma si accontenta dei sandwich del padrone di casa, a
cui cerca sempra di rubarli. E ancora Mork e Mindy, le storie di Mork, arrivato sulla
Terra dal pianeta Ork su una improbabile astronave a forma di uovo, per studiare le
abitudini degli uomini e riferire al suo capo, Orson, in previsione di una futura invasione.
Mork finirà per innamorarsi della terrestre che lo ha accolto in casa, Mindy, e per
sposarla, diventando molto più umano di tanti uomini. La serie TV che lanciò il talento
comico di Robin Williams, con il suo saluto "Nano, nano!!" e la stretta di mano a
forbice.
Che fine hanno fatto?

Star trek

William Shatner, il capitano Kirk, negli anni '80 era anche T.J. Hooker, e negli anni '80 e
'90 ha preso parte a centinaia di produzioni televisive, prima di rilanciarsi alla grande
con "Boston legal", che gli ha fruttato due emmy e un golden globe. Molto più schivo
Leonard Nimoy, Spock, che era riapparso solo in occasione di alcuni film tratti dalla
saga, prima di ottenere un ruolo semi ricorrente nella serie cult di fantascienza "Fringe".
Purtroppo è venuto a mancare a inizio 2015, a 84 anni. DeForest Kelley, il dottor
McCoy, era morto già nel 1999 a 79 anni, per un male incurabile allo stomaco.

Spazio 1999

Martin Landau, il comandante Koenig, aveva già avuto un ruolo di grande rilievo nella
serie classica di "Missione impossibile". Dopo "Spazio 1999" non ha avuto altri grandi
ruoli, finchè Hollywood si è accorta di lui, premiandone le doti con un Oscar per il suo
ruolo in "Ed Wood". È morto nel 2017, a 89 anni: oltre che la carriera artistica, ha
condiviso anche un lunghissimo tratto di vita insieme a Barbara Bain (vero nome
Millicent Fogel), la dottoressa Russell: i due avevano già lavorato insieme in "Missione
impossibile", e sono stati sposati per oltre 35 anni, prima di divorziare nel 1993.

Doctor Who

La saga del dottore che viaggia nel tempo e nello spazio è la più longeva nella storia
della tv, anche perchè nel corso degli 800 episodi, ben 13 diversi attori hanno
impersonato il protagonista. Negli anni '80 si sono alternati il dottore numero 4, 5, 6 e 7:
di gran lunga, però, il più longevo è stato Tom Baker, il dottore numero 4, protagonista
di ben 172 episodi in 7 stagioni. Oltre al ruolo che gli cambiò la vita, Baker non ha avuto
altre parti di rilievo, pur partecipando in seguito a molte serie del mistero.

Zaffiro e acciaio

David Keith McCallum, Acciaio, già protagonista del cult "The man from U.N.C.L.E.",
è uno dei protagonisti della serie di maggior successo della tv americana, "N.C.I.S.", nel
ruolo del dottor Donald "Ducky" Mallard, il patologo legale della squadra. Joanna
Lumley, l'affascinante Zaffiro, nata in India nella regione del Kashmir, in quanto suo
padre era un maggiore dei fucilieri dell'esercito inglese, è una serie e impegnata attrice di
teatro, e nella vita privata portavoce di varie cause umanitarie. Ufficiale dell'ordine
dell'impero britannico, è stata protagonista della sitcom "Absolutely fabulous".
I telefilm polizieschi

Colombo

Trench sempre spiegazzato, aspetto trasandato, macchina (una Peugeot 403 convertibile
del 1959) da rottamare: l'eterno tenente (ma quando lo promuovono?) Frank (il nome lo
si legge sul distintivo che mostra in uno dei primi episodi) Colombo non sembra certo un
detective molto affidabile. Ma col suo occhio di vetro e il suo eterno sigaro in mano, ha
molto più sale in zucca di tanti suoi colleghi, e soprattutto ha una mente investigativa
tagliente come poche. Gli assassini finiscono sempre nelle sue trappole, proprio perchè
lo sottovalutano giudicandolo solo per il modo in cui si presenta e per la mitezza del suo
carattere. Al contrario degli altri polizieschi con delitto, lo spettatore conosce da subito
l'identità dell'assassino, e assiste divertito alle argute schermaglie con cui il tenente
stuzzica il colpevole fino a farlo farlo cadere nella sua trappola. Mitico Peter Falk, in un
telefilm che ha accompagnato intere generazioni, sempre in programmazione e sempre
divertente.

Fattore anni 80: 10

Starsky e Hutch

I detective Dave Starsky e Ken Hutchinson sono una delle più affiatate coppie di sbirri
televisivi: più rude e sfrontato Starsky, classico newyorkese, più pacato e ragionevole
Hutch, arrivato dal Minnesota, sono entrambi due "lenze", dovendo infatti spesso
operare nei bassifondi della città, la fittizia Bay City, California, a contatto con la feccia
peggiore. Abili nell'arte di agire in incognito, non disdegnano, quando serve, di farsi
vedere in giro sulla fiammante Ford Torino rossa di Starsky, che risponde al codice di
"Zebra 3": il capitano Dobey è il loro superiore, e spesso li tratta male, ma sa bene che i
due sono i suoi migliori agenti, mentre Huggy Bear, classico stile da magnaccia anni '70,
è il loro informatore "di fiducia" su quello che avviene nelle zone pericolose della città.

Fattore anni 80: 9

Miami vice

In genere le coppie di poliziotti sono sempre brutti e sporchi: l'eccezione è costituita


dalla coppia più cool di Miami: viaggiano in Ferrari, vestono Armani, sono circondati da
super modelle e non hanno mai un capello fuori posto, Sonny Crockett e Ricardo Tubbs.
Ma non è tutto oro quel che luccica: il loro modo di presentarsi non è infatti nient'altro
che una copertura per avvicinarsi al mondo dei trafficanti di droga, che non si sporcano
certo le mani per strada. La serie "più anni '80" di tutte, lanciò Don Johnson e un nuovo
modo di fare televisione, molto più vicino ai gusti della generazione MTV che stava
nascendo in quegli anni: la musica e le scene panoramiche di Miami, magari con i due
poliziotti che sfrecciano su un potente motoscafo come in un videoclip, ebbero infatti un
ruolo primario nel ritmo del telefilm, veramente innovativo per l'epoca, con uno stile
cosí lontano dai vecchi polizieschi.

Fattore anni 80: 9

Chips

I California highway patrols, la stradale della California, rappresentata dai due centauri
Frank "Ponch" Poncharello e John Baker, identificativi radio Mary-3 e 4: una delle serie
di maggior successo nella storia della nostra televisione. Il tema dei telefilm sono
ovviamente gli inseguimenti sulle colossali autostrade californiane, con digressioni nel
campo privato dei due poliziotti, veri sciupafemmine, soprattutto il latino Poncharello. Il
sergente Joe Getraer è il burbero ma in fondo buono comandante dei due motociclisti, la
bionda Bonnie Clark è il compagno di pattuglia che tutti in Centrale vorrebbero,
l'impacciato Artie Grossman il personaggio che introduce i momenti comici del telefilm.

Fattore anni 80: 8,5

New York New York

Uno dei telefilm di maggior successo della storia delle televisione americana (36
nominations e 14 Emmy vinti, di cui 6 dalle due protagoniste), "Cagney e Lacey", questo
il titolo originale, racconta le storie di due detective della polizia di New York, la bionda
Christine Cagney, single devota alla carriera e stressata non poco dal padre alcoolizzato,
e la bruna Mary Beth Lacey, che deve dividersi tra il lavoro di poliziotta e quella di
moglie e mamma di due bambini, che diventeranno tre nel corso delle stagioni. Destinato
alla cancellazione dopo una prima stagione poco felice, il telefilm fu riproposto a seguito
della montagna di lettere di proteste ricevute dalla CBS da affezionati fans della serie,
divenendo in breve il numero uno della televisione americana. Il successo della serie,
oltre che alla bravura delle protagoniste, è dovuto in gran parte alla sceneggiatura e al
modo di proporre le storie, che come in "Hill Street giorno e notte" sono presentate con
notevole realismo, tanto che alcuni episodi fecero addirittura scalpore per la loro
crudezza, come quello in cui una clinica abortista veniva distrutta da una bomba, o
quello che rappresentava disordini razziali nel Queens, pochi mesi dopo analoghi fatti di
cronaca, o quello in cui Cagney è vittima di violenza sessuale.
Fattore anni 80: 8

Hill Street giorno e notte

Il primo telefilm poliziesco a raccontare con crudo realismo le storie di un gruppo di


poliziotti, ambientate in una città indefinita, che proprio per questo può essere
identificata con una qualunque delle metropoli americane. Agli ordini del capitano Frank
Furillo, i poliziotti del distretto mettono ogni giorno a rischio la propria vita per
difendere la legge dai soprusi del crimine, ma mostrano anche le proprie debolezze e i
propri limiti, in un telefilm che ha spiccato per la qualità delle storie e per la bravura
degli attori, e ha segnato la strada per decine di altre serie "procedural", basato su una
narrazione e una serie di accorgimenti tecnici, come girare molte scene con la telecamere
a spalla, che lo rendevano molto simile a un documentario dal vero. Vincitore di ben 26
Emmy, gli oscar della tv.

Fattore anni 80: 8

Kojak

Cinico, autoironico, sempre determinato a svolgere il proprio lavoro, a volte anche


contro la gerarchia, il tenente Theo Kojak svolge le proprie indagini nel Distretto di
South Manhattan, coadiuvato dal tenente Crocker e dal detective Stavros, di origine
greca come lui (l'attore è il fratello dello stesso Telly Savalas, il protagonista), coperto
dal capo-detective McNeil, che conosce l'umanità del tenente e lo lascia fare. Mitici i
lecca-lecca usati da Kojak per sbollire la tensione e sembrare più malleabile di quanto
non fosse al delinquente di turno che gli capitava sotto tiro.

Fattore anni 80: 7,5

Baretta

Il detective Anthony Vincenzo "Tony" Baretta è il mago dei travestimenti e delle


operazioni sotto copertura della polizia di New York: scattante e furbo, riesce sempre a
riportare a casa la pellaccia, dove finisce per essere curato dalla bella di turno (il fascino
degli italoamericani..) e litigare con il suo pappagallo, Fred, che risponde al telefono e
beve whisky liscio. Assistito da Billy, il gestore dell'hotel in cui abita, ha rapporti spesso
conflittuali con i superiori, a cui non manca di imprecare contro in siciliano..

Fattore anni 80: 7,5


Quincy

E' anche lui un poliziotto, anzi, un fior di poliziotto: con la sua bravura professionale e le
sue intuizioni, il dottor R. Quincy (il suo nome di nascita rimase sempre un mistero),
medico legale, riesce a risolvere molti casi complicati, trovando prove sfuggite a chi
opera "sul campo". Coadiuvato dal paziente Sam, pungolato dal dottor Astin, che dirige
il centro di medicina legale dove lavora, sempre alle prese con bilanci e costi da tagliare,
Quincy passa il suo tempo libero sulla sua barca ormeggiata al porto, o al bar di Danny,
amico e prezioso informatore, e riscuote un notevolissimo successo tra le rappresentanti
del gentil sesso.

Fattore anni 80: 7,5

Pepper Anderson agente speciale

La detective Suzanne "Pepper" Anderson ha di gran lunga le due gambe più belle della
polizia di Los Angeles, ma anche una testa arguta e una grinta da vera poliziotta. Una
specie di Serpico al femminile, opera sotto copertura, usando il proprio fascino per
infiltrarsi in organizzazioni criminali che altrimenti fiuterebbero uno sbirro da miglia di
distanza. Il sergente Bill Crowley e i detective Pete Royster e Joe Styles sono gli altri
componenti della sua squadra, con il compito di fare irruzione nel covo dei criminali un
attimo prima che la bella Pepper finisca nei guai.

Fattore anni 80: 7,5

C'erano anche..
Il sergente T.J. Hooker è un duro che si fà rispettare per le strade di Los Angeles,
risolvendo i casi più spinosi, in lotta contro la criminalità di strada in pattuglia con il fido
Romano, la splendida Stacy, ex fotomodella e figlia del capitano, e lo scontroso Jim
Corrigan, in uno dei telefilm polizieschi di maggior successo nel nostro Paese.. Rick
Hunter è un poliziotto problematico, deciso a fare tutto di testa sua e i cui partner fanno
sempre una brutta fine. La bella Dee Dee McCall è invece reduce da una brutta storia di
tentata violenza, e anche lei mal si adatta a lavorare in coppia. Niente di meglio che
metterli insieme, pensa il capitano Dolan, e vedere se succedono scintille. E scintille ne
succedono, con i due che diventano subito affiatatissimi, completandosi a meraviglia, a
risolvere casi complicati di cui nessun altro vorrebbe occuparsi.. Le brigate del tigre, le
storie di un trio di poliziotti francesi all'inizio del '900, un gruppo di super agenti che
facevano parte delle brigate mobili create dal ministro dell'interno francese Clemenceau
nel 1907, per intervenire velocemente su tutto il territorio nazionale, sul modello della
FBI americana. Cosí, il commissario Valentin e i due ispettori Pujol e Terasson hanno
ricevuto un addestramento paramilitare, praticano la boxe, viaggiano sulle macchine più
veloci che l'industria dell'epoca possa mettere a disposizione e utilizzano il telegrafo,
l'ultima innovazione tecnologica. Guidati dal collerico capitano Faivre, i tre risolvono
brillantemente casi in tutto il territorio francese, accompagnati dalla mitica sigla in stile
"belle epoque".

Uno sceriffo a New York racconta le avventure dell'ultimo arrivato al 27° distretto di
polizia di New York, lo sceriffo texano Sam McCloud, che gira in città a cavallo,
sfodera un cannone a tamburo invece della semiautomatica d'ordinanza e tratta i
criminali come i pendagli da forca che sono, e come verrebbero trattati nello Stato dei
cowboys. Ai colleghi cittadini, primo tra tutti il capitano Clifford, non resta che
adeguarsi ai rudi metodi del nuovo arrivato, che in fondo non è poi cosí male come
vorrebbe far credere.. Michael Douglas al suo primo ruolo importante, in Sulle strade di
San Francisco, telefilm incentrato sulle indagini dei due detectives della polizia della
città californiana, il tenente Stone e l'ispettore Keller. Le loro indagini sono viste molto
di più dal lato "procedurale" che non da quello del classico inseguimento con sparatoria,
avvicinandoli ai metodi di Colombo piuttosto che a quelli di Starsky e Hutch.

Che fine hanno fatto?

Colombo

Peter Falk, davvero "uno di famiglia" per tanti italiani, è tragicamente scomparso nel
2011, a 83 anni: colpito dal morbo di Alzheimer, fu al centro di un'odiosa lotta tra la
figlia adottiva e la seconda moglie per il suo affidamento (e dei suoi soldi..). Sconvolsero
il mondo le immagini amatoriali del povero Falk in giro per Los Angeles come uno
straccione. Preferiamo sicuramente ricordarlo con la simpatia e l'arguzia del personaggio
che lo rese un beniamino della televisione e gli fece vincere 4 Emmy awards e un golden
globe. Riposa in pace, tenente Colombo..

Starsky e Hutch

Paul Michael Glaser (Starsky) é passato dall'altra parte della telecamera per diventare un
apprezzato regista, autore ad esempio de "L'implacabile" con Arnold Schwarzenegger.
Tornò tristemente al centro della ribalta per la morte della piccola figlia, a cui seguí
quella della moglie, entrambe a causa dell'aids contratto proprio dalla signora Glaser per
una trasfusione di sangue infetto. Di recente ha scoperto di avere talento per le storie per
bambini. David Soul ha fatto il regista televisivo (alcuni episodi di Miami Vice) prima di
tornare al suo primo amore, la musica folk.
Miami vice

Don Johnson (Crockett), noto anche come signor Griffith (Melanie) é sempre rimasto nel
mondo della tv, dando vita a un personaggio di discreto successo anche da noi, Nash
Bridges. Al cinema, si é visto di recente in un ruolo importante in "Django unchained" di
Tarantino. Philip Michael Thomas (Tubbs) ha invece lavorato con Bud Spencer in
"Extralarge" prima di cadere in disgrazia. Nel 2003 é stato anche arrestato dalla polizia
di frontiera messicana, sospettato di aver organizzato un giro di immigrazione
clandestina dal Messico.

Chips

Erik Estrada, il mitico Poncharello, é passato attraverso due divorzi, altro che
inseguimenti in autostrada.. attivissimo portavoce di associazioni contro la droga, fà
molte comparsate in film per la tv e telefilm. Anche Larry Wilcox é passato attraverso
due divorzi, prima di fondare la Wilcox Productions, una casa di produzione, e diventare
presidente della MediaCore, una compagnia di software specializzata in tecnologia di
compressione dati.

Kojak

Il simpaticissimo Telly Savalas ha sempre avuto una vita fuori dal set piuttosto
movimentata, piena di amanti, ex mogli e debiti per il gioco d'azzardo. Probabilmente
anche a causa di questa vita frenetica, il suo fisico debilitato non ha gli ha permesso nel
1994 di superare le complicazioni derivanti da un tumore osseo.

New York New York

Tyne Daly, Lacey, è un attrice di successo, tanto che ai quattro Emmy vinti per "New
York New York" ne ha aggiunti altri due, l'ultimo per il suo ruolo in "Giudice Amy", e
non solo in tv, ma anche in teatro (ha vinto il prestigioso Tony award). Anche Sharon
Gless, Cagney, vincitrice di due emmy e due golden globe, è un'attrice molto impegnata
in televisione, anche se con meno successo rispetto alla sua partner d'azione di più di 30
anni fa.

Baretta

Oggi 80enne, Robert Blake, una delle "simpatiche canaglie" da bambino, era diventato
suo malgrado protagonista delle cronache per il processo in cui era accusato di aver
ucciso la moglie. È stato recentemente prosciolto dalle accuse, ed è quindi tornato in
libertà, ma ha poi perso la causa civile contro i figli della moglie, e nonostante il primo
verdetto di 30 milioni di dollari di risarcimento sia poi stato ridotto di molto, è stato
costretto a dichiarare bancarotta.

Quincy

Jack Klugman, protagonista tra l'altro della serie cult "La strana coppia" è venuto a
mancare a fine 2012. Aveva 90 anni. Robert Ito, il suo assistente Sam, ha superato gli 80
anni e ha smesso da molto tempo di recitare.

Detectives e gialli

Attenti a quei due

Detective per noia della bella vita: lord Brett Sinclair è un nobile inglese perdigiorno
stanco delle vittorie dei suoi cavalli ad Ascot e delle partite di polo, mentre
l'americano Danny Wilde è partito dalla gavetta per diventare un magnate del petrolio. I
due, molto diversi per carattere, hanno una seconda vita in comune: quella di
investigatori di crimini che la polizia non è riuscita a risolvere. "The persuaders", questo
il titolo originale, hanno grande appeal sulle donne in cui si imbattono nelle loro
indagini, ma non disdegnano anche di sporcarsi le mani. Mi ricorderò sempre che andava
in onda la domenica alle 5 del pomeriggio, ora del tè, non ricordavo invece che durò una
sola stagione da 24 episodi: Roger Moore aveva avuto molto più successo nel ruolo de
"il santo", Simon Templar.

Fattore anni 80: 8,5

Arsenio Lupin

Arsene Lupin, il celebre ladro sciupafemmine e gentiluomo inventato dalla penna di


Maurice Leblanc è un personaggio che le indagini dei detective le "subisce", intento
com'è a rubare al ricco per donare a sè stesso nella Francia di metà anni '20. Ma
l'ispettore della Surete Guerchard finisce sempre per fare la figura del fesso di fronte alle
mille trasformazioni dell'istrionico Lupin, che ha un valido collaboratore di crimine nel
fedele Grognard. A un certo punto arriva sulle tracce del ladro anche l'investigatore
inglese Herlock Sholmes (..), ma il risultato non cambia, con Lupin che non solo prende
il malloppo, ma fà cadere ai propri piedi l'ennesima "vittima". Mitica la sigla.

Fattore anni 80: 8


Ellery Queen

Ellery Queen, personaggio letterario nato dalla penna di due cugini, sbarca in TV per
questa serie di gialli ambientati nei ruggenti anni '40, sempre ben costruiti e piacevoli da
guardare. Ellery è il figlio dell'ispettore di polizia Richard, che ne chiede le "consulenze"
quando si trova di fronte a casi di cui non riesce proprio a venire a capo. In comune con
Colombo ha l'aria trasognata e distratta, nonchè le argutissime intuizioni che lo portano
sempre a risolvere i casi più difficili. Al contrario del tenente, invece, veste sempre in
modo impeccabile, e ha un certo ascendente sul gentil sesso. Le sue investigazioni sono
costruite sul classico "whodunit" dei polizieschi: lo spettatore segue l'indagine e, come il
detective, non sà chi è l'assassino. Poco prima della fine, tutti i sospettati sono riuniti in
una stanza, e Ellery chiede agli spettatori se hanno capito chi era il colpevole, prima di
svelarlo lui stesso.

Fattore anni 80: 8

La signora in giallo

Jessica Fletcher è una scrittrice di gialli da bestsellers, ma non solo: la "signora in giallo"
ha infatti anche l'hobby di risolvere direttamente veri casi polizieschi in cui "per caso" si
imbatte, quando questi riguardano un suo parente o amico, accusato di un reato non
commesso. Quando non si trova nel suo cottage di Cabbot Cove, nel Maine, dove trae
spesso d'impiccio il suo amico sceriffo Amos Tupper, Jessica viaggia per gli Stati Uniti,
in particolare a New York, e con la scusa di pubblicizzare un nuovo libro risolve altri
misteri. Oltre 250 episodi per una delle serie di maggior successo del genere giallo in tv:
fu calcolato che negli anni '80 Cabot Cove, dato l'elevatissimo numero di omicidi, era
nel rapporto pro capite il posto più pericoloso del mondo, peggio anche della Colombia..

Fattore anni 80: 8,5

Cuore e batticuore

Il multimilionario Jonathan Hart e la sua bella moglie Jennifer, autrice di bestsellers,


hanno un'autentica passione per.. mettersi nei guai e capitare in mezzo a situazioni
pericolose, da cui riescono sempre ad uscire, anche grazie all'aiuto del fedele
maggiordomo Max, pieno di risorse, che li segue in capo al mondo, in questa divertente
serie che mescola sapientemente giallo e rosa, una specie di "Castle" ante litteram.

Fattore anni 80: 7,5


Mai dire si

Laura Host è un'abile investigatrice privata, ma per avere più credito presso i clienti si è
dovuta inventare un capo che non esiste, Remington Steele. Per lo meno, il capo non
esiste fino al giorno in cui si presenta un simpatico truffatore che si spaccia, appunto, per
il titolare dell'agenzia. Laura è costretta a stare al gioco, e ad accettare il socio che non
voleva: ma dopo l'iniziale rifiuto, un caso dopo l'altro tra i due aumenterà la complicità,
finchè nell'ultimo episodio della serie si sposeranno.

Fattore anni 80: 7,5

Moonlighting

Maddie Hayes è una fotomodella che da un giorno all'altro si ritrova senza soldi, truffata
dal suo agente, e decide quindi di aprire l'agenzia investigativa che anni prima aveva
acquistato come investimento "per la vecchiaia". Non avendo la più vaga idea di come
funzionino pedinamenti e intercettazioni, si rivolge a un esperto del settore, lo
scafato David Addison, che la coinvolgerà nelle sue avventure. Cosí, mentre David corre
dietro a un malvivente, Maddie si ferma per sistemarsi la gonna o rifarsi il trucco, finchè
uno dei due si rivolge alla telecamera ed esasperato cerca il consenso del pubblico,
mostrando quanto sia impossibile la convivenza col partner, che ovviamente invece
scoprirà di amare. Serie molto più vicina alla commedia sofisticata che al giallo, lanciò i
due protagonisti sulle scene di Hollywood.

Fattore anni 80: 7,5

Top secret

Inseguito da agenti nemici, Lee Stetson, un agente governativo noto come "lo
spaventapasseri", consegna una misteriosa valigetta a una donna in attesa di un treno alla
stazione: cosí, senza volerlo e suo malgrado Amanda King diventa un agente segreto,
costretta a dividere le giornate tra codici segreti e pranzi da preparare ai figli, con un
lavoro di copertura presso uno studio cinematografico. E con il procedere delle storie,
l'intesa tra Amanda e "lo spaventapasseri" aumenterà sempre più, fino all'inevitabile
matrimonio.

Fattore anni 80: 7,5


C'erano anche..
Fifty fifty: Raymond Caulfield, investigatore privato di Los Angeles, muore lasciando in
eredità alle due splendide ex mogli la propria attività. Costrette per forza a diventare
"partner nel crimine", come diceva il titolo originale, ma restie ad allearsi con "l'altra",
Carole, fotografa freelance, e Sydney, suonatrice di viola, piano piano scoprono invece
che "l'altra" può essere anche simpatica e un aiuto nelle investigazioni che cominciano a
risolvere, aiutate dal valido assistente Harmon, dal tenente Vronsky e dal prorompente
fascino che possiedono.

Riptide, incentrata sulle storie di Cody Allen e Nick Ryder, due detectives dai modi
spicci, che con l'aiuto del loro amico genio dell'informatica, Murray "Boz" Bozinsky e
del suo strambo robot arancione Roboz risolvono casi intrigati per la loro agenzia
investigativa, che ha sede sul cabinato Riptide, che dà il titolo alla serie. Uno strampalato
elicottero rosa li aiuta nei loro spostamenti veloci, in questa divertente serie vicina nei
toni a "Magnum P.I.".

Che fine hanno fatto?

Attenti a quei due

Sir Roger Moore, il miglior 007 dopo Sean Connery e Simon Templar, è morto nel 2017
alla veneranda età di 90 anni. Era diventato ambasciatore dell'Unicef, anche se non
aveva resistito all'opportunità di prendere parte al film per la tv "Il santo", omaggio al
suo primo ruolo famoso. Tony Curtis, l'altra metà dell'accoppiata investigativa, è
purtroppo morto nel 2010. Aveva 85 anni ed era passato attraverso ben 6 matrimoni: dal
primo, con l'attrice Janet Leigh, ha avuto due figlie, entrambe poi attrici, Kelly e la più
conosciuta Jamie Lee.

Arsenio Lupin

Georges Descrières, il ladro gentiluomo del piccolo schermo, ufficiale della Legion
d'Onore francese, è morto nel 2013 a 83 anni. Membro della Comédie-Française, ha
recitato in decine di produzioni teatrali, che prediligeva ai ruoli televisivi che pure gli
avevano dato la fama.

Ellery Queen

Jim Hutton, Ellery, è morto purtroppo a soli 45 anni per una malattia incurabile, come
suo "padre", David Wayne, che però è arrivato fino agli 81 anni.
La signora in giallo

Angela Lansbury, ufficiale dell'ordine dell'Impero britannico, miss Marple in vari film e
la voce della teiera del cartone "La bella e la bestia", ha superato i 90 anni, e nel corso di
una straordinaria carriera teatrale, cinematografica e televisiva, ha visto il proprio lavoro
riconosciuto da numerosi premi: 5 Tony awards, gli Oscar del teatro, sei golden globes e
di recente anche un'Oscar alla carriera, dopo essere stata nominata ben 18 volte per un
Emmy award, senza mai vincerlo.

Cuore e batticuore

Robert Wagner si è ritirato da poco dalle scene: di recente era stato il Numero 2 nella
trilogia di film di "Austin Powers", mentre Stefanie Powers è impegnata a tempo pieno
con la sua associazione creata per difendere la natura, la "William Holden wildlife
foundation", per la quale appare in molte campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi.
Qualche anno fa si è sottoposta a un delicato intervento per rimuovere un carcinoma,
causato dal suo passato di fumatrice. Lionel Stander, il simpatico maggiordomo tuttofare
Max, è morto nel 1994 a 86 anni per un male incurabile.

Mai dire si

Pierce Brosnan é diventato James Bond, protagonista di ben 5 avventure


cinematografiche dell'agente 007. Nato irlandese e diventato cittadino americano, è
ambasciatore di molte cause, tra cui l'Unicef e la lotta al nucleare. Ha avuto successo nei
due film ispirati alla musica degli Abba, "Mamma mia!". Stephanie Zimbalist è apparsa
in molte serie tv e film per la tv, nessuna però importante come quella che le ha dato il
successo.

Moonlighting

Bruce Willis è diventato uno dei campioni dei botteghini, con i vari "Die hard", e delle
cronache rosa, con il movimentato matrimonio con Demi Moore, mentre l'affascinante
Cybill Shepherd, oltre ad apparire in vari film per la tv, ha avuto due ruoli importanti
nelle serie "The L word" e "The client list". È una figura di spicco nel movimento pro-
aborto e a favore dei matrimoni gay.

Top secret

Kate Jackson, una delle indimenticabili angeli di Charlie, ha recitato in decine di film
per la tv, come Bruce Boxleitner, protagonista del mitico "Tron" e del suo recente
seguito, nonchè della serie di fantascienza "Babylon 5", ma anche scrittore di storie
western ambientate in pianeti e tempi lontani. Di recente si è separato dopo ben 16 anni
di matrimonio dalla moglie Melissa Gilbert, la Laura de "La casa nella prateria".

Eroi, super e meno

Batman

Il più divertente, delirante telefilm sulla storia dell'uomo pipistrello: Adam West
è Batman versione "imborghesita" (pochissimi muscoli, leggera pancetta), alle prese con
i cattivi di turno, fra inquadrature storte, riprese ruotate di 90 gradi per dare l'impressione
di ardite scalate mai effettuate, scritte onomatopeiche a sottolineare le scazzottate. Ogni
storia era divisa in due parti, la prima terminava con un "cliffhanger", un finale
mozzafiato in cui Batman e Robin erano quasi sempre sull'orlo di una morte insolita e
crudele (e molto lenta..), da cui poi uscivano fuori all'inizio della seconda puntata, sullo
stesso bat-canale.. Mitico, come gli straordinari cattivi della serie (tra cui Cesar Romero
nei panni del Joker e Burgess Meredith in quelli del Pinguino), fedelissimi alle loro
controparti del fumetto. La bat-mobile é una Lincoln Futura del 1955 modificata.

Fattore anni 80: 8,5

L'incredibile Hulk

Il dottor Bruce Banner è un brillante scienziato, impegnato nello studio delle radiazioni e
dei raggi gamma. Un giorno, Banner rimane vittima di un'esplosione, che lo trasforma in
un gigante verde, Hulk. E ogni volta che si arrabbia, il dottor Banner subisce di nuovo la
trasformazione, ridiventando il mostro verde che porta distruzione. E l'esercito ha deciso
che deve catturarlo, per usarlo a fini di ricerca. Uno dei più tormentati personaggi dei
fumetti diventa telefilm, ottenendo grande popolarità, soprattutto dal lato mostro (Lou
Ferrigno, campione di body building).

Fattore anni 80: 8

Wonder woman

La splendida Lynda Carter è Diana, principessa delle amazzoni, sulla cui isola precipita,
nel corso della seconda guerra mondiale, un aereo guidato da un maggiore
dell'aeronautica americana. Venuta a conoscenza della guerra in corso, Diana decide di
abbandonare l'isola e di unirsi al soldato per aiutare gli Alleati con i suoi straordinari
poteri: i bracciali antiproiettili, la corona che può essere usata come boomerang e il
mitico lazo psichico, che costringe la persona catturata a dire tutta la verità. Cadranno
vittima delle sue armi e della sua bellezza non solo nazisti, ma anche delinquenti
comuni, poi nella seconda stagione, non avendo problemi di invecchiamento, torna in
azione negli anni '80, dove diventa un'agente dell'Interagenzia Difesa e Comando, una
sezione della CIA che combatte le organizzazioni criminali, pronta con una giravolta a
ridiventare super eroina.

Fattore anni 80: 8

L'uomo da sei milioni di dollari

Il colonnello dell'aeronautica Steve Austin rischia di morire in un incidente aereo: perde


l'uso delle gambe, il braccio destro, e l'occhio sinistro. Per sua fortuna, viene scelto per
un ardito esperimento di ricostruzione bionica: gli vengono impiantati gambe, braccio e
occhio bionico. Ora Steve può correre più veloce di un automobile, vedere a chilometri
di distanza e spaccare muri con il braccio. Le sue straordinarie abilità saranno al servizio
della solita agenzia governativa americana che lotta contro il crimine.

Fattore anni 80: 8

La donna bionica

Jamie Sommers è invece una campionessa di tennis, coinvolta in un incidente durante un


lancio in paracadute, che le costa l'uso delle gambe, la perdita di un braccio ed un
orecchio. Sulla scia dell'uomo bionico, la solita agenzia governativa, l'OSI, ufficio di
sicurezza degli Stati Uniti, diretto da Oscar Goldman, l'uomo che ha reso Steve Austin
l'uomo da sei milioni di dollari, la fà diventare la prima donna bionica, agente speciale
che nasconde la sua identità sotto le vesti di insegnante.

Fattore anni 80: 8

Raplh super maxi eroe

Ralph Hanley, insegnante in una scuola per giovani disadattati e fidanzato con la
giovane avvocatessa Pam, si imbatte nel deserto in un'astronave aliena. Gli alieni,
sondata la sua mente e riconosciuta la sua bontà d'animo, gli fanno dono di una tuta da
supereroe, che può trasformare chi la indossa in un superman invincibile. Peccato che
Ralph perda subito il libretto di istruzioni, iniziando cosí un lungo periodo di tirocinio
con il suo nuovo costume, tra botte contro i muri, cadute dai palazzi e figuracce con i
criminali..

Fattore anni 80: 7,5

L'uomo di Atlantide

Mark Harris, l'ultimo sopravvissuto del mitico continente sommerso: può respirare
sottacqua, ha mani palmate e soffre la luce solare. Portato a riva da una tempesta, è
salvato dalla dottoressa Merrill, che lo accoglie nel centro di ricerche sottomarine dove
lavora. A bordo del sottomarino dell'istituto, nel corso dei 17 episodi della serie, Mark e
i suoi amici compiono straordinari viaggi, incontrando strane creature e combattendo
Schubert, un milionario pazzo che vuole sciogliere le calotte polari.

Fattore anni 80: 7,5

Che fine hanno fatto?

Batman

Adam West, venuto a mancare a 89 anni, ha avuto vari ruoli in serie tv, ma nessuna
all'altezza della parte che gli diede la fama. Ha prestato la voce a molti personaggi dei
cartoni animati, anche se stesso versione sindaco di Quahog ne "La famiglia Griffin".
Burt Ward, il fido Robin, ha invece abbandonato le scene, e insieme alla moglie gestisce
nella sua tenuta in campagna un grandissimo rifugio per cani abbandonati: i due coniugi
Ward hanno salvato da morte quasi sicura oltre 3.000 animali.

L'incredibile Hulk

Lou Ferrigno, più volte mister Universo di body-building, é un esempio per chi come lui
é affetto da sordità, anche se parziale nel suo caso: il suo handicap non gli ha impedito di
costruirsi una solida carriera nel mondo del cinema, e dopo come imprenditore nel
campo del fitness. Bill Bixby, il dottor Banner, un ex mago professionista, ci ha
purtroppo lasciato nel 1993 a soli 59 anni a causa di un male incurabile alla prostata.
Wonder woman

La bellissima Lynda Carter, miss Mondo nel 1972, é oggi una 60enne ritirata dalle
scene, ma non dal mondo dello spettacolo: dirige la società di produzione "Potomac
Productions" e ha da poco realizzato due album di musica jazz. É inoltre molto
impegnata nella lotta contro l'IBS, la sindrome dell'intestino irritabile, malattia che le ha
portato via la madre.

La donna bionica

Lindsay Wagner, abbandonate le scene, é diventata una paladina della lotta alla dislessia,
malattia di cui ha sofferto da piccola, e che é riuscita a superare con grande forza di
volontà. Nel 2013 ha iniziato ad insegnare recitazione in una scuola della California del
sud.

Ralph super maxi eroe

William Katt ha avuto una buona carriera televisiva (visto anche come aiutante di Perry
Mason), anche se il suo più grande successo rimane certamente Ralph, "the greatest
american hero". È figlio di Barbara Hale, famosa come Della Street propro nella serie
"Perry Mason".

I telefilm della velocita'

Hazzard

Contea di Hazzard, profondo Sud degli U.S.A.: il losco J.D.Hogg, detto Boss,
spadroneggia, controllando i traffici legali e meno che avvengono in città. Suo "braccio
destro" (anche perchè di mente ne ha ben poca) è lo sceriffo Rosco P. Coltrane, il cui
compito principale è dare la caccia ai cugini Duke, Luke e Bo, che sfrecciano in giro
sulla loro Dodge Charger del '69, ribattezzata "Generale Lee". I Duke, con l'aiuto del
saggio zio Jesse e della bella cugina Daisy, sono infatti l'unico serio pericolo che Boss
deve fronteggiare per portare a termine le sue losche attività. Inseguimenti, voli in
macchina, scazzottate per quello che a mio parere è IL telefilm degli anni '80. Non aveva
niente di super, ma forse proprio questa è stata la sua fortuna.

Fattore anni 80: 10


Supercar

Un poliziotto, Michael Long, viene ferito quasi mortalmente in una sparatoria: salvo per
miracolo, subisce un'operazione di plastica facciale che gli dà le sembianze del figlio di
un miliardario che ha creato la "Foundation for Law and Government", che ha come
obiettivo il mantenimento dell'ordine. Cosí Michael Knight, come viene ora chiamato,
comincia la sua nuova vita di detective, in compagnia di una Pontiac Trans-Am super-
accessoriata e dotata addirittura di intelligenza propria, "KITT" (Knight Industries Two
Thousand). Devon Miles è il suo fedele consigliere e "procacciatore di casi".
Popolarissimo telefilm, anche alle nostre latitudini.

Fattore anni 80: 9

Hardcastle & McCormick

Mark McCormick, un passato da ladro di automobili, viene ingiustamente accusato


dell'omicidio di Johnny Johnson, con il quale stava lavorando alla progettazione di una
nuova macchina da corsa, la Coyote. Presentatosi per l'udienza per la scarcerazione
davanti al giudice Milton Hardcastle, McCormick riesce a convincerlo della propria
innocenza, anche se il giudice ottiene che il prigioniero venga affidato alla sua custodia.
Il vecchio giudice ha infatti in mente un progetto, quello di riuscire a catturare tutti quei
criminali che sono sfuggiti alla legge per cavilli burocratici, e McCormick e la sua
Coyote fanno proprio al caso suo: inizierà un rapporto padre-figlio spesso conflittuale tra
i due, che finiscono però per piacersi a vicenda, ottenendo grandi risultati nella loro
crociata anti criminali.

Fattore anni 80: 7,5

Automan

Walter Nebicher è un poliziotto costretto a lavorare al computer, mentre vorrebbe


un'attività molto più "sul campo". Per soddisfare questa sua aspirazione, Walter
crea Automan, un ologramma tridimensionale che sembra proprio un uomo in carne ed
ossa, non fosse per il fatto che può attraversare i muri e creare in un attimo, con l'aiuto di
una pallina olografica chiamata "Cursore", oggetti come macchine superveloci od
elicotteri. Inoltre, Automan parla il linguaggio delle macchine, e per lui è normale fare il
galante con una slot machine, o parlare del tempo con un bancomat. Serie molto
divertente e piena di trovate, che però non incontrò il favore del pubblico e fu sospesa
dopo una sola stagione.
Fattore anni 80: 7,5

Street Hawk

Jessie Mach, poliziotto di Los Angeles, ha una doppia vita: di giorno, causa un incidente
alla gamba, lavora all'ufficio informazioni della Centrale, dietro una scrivania, ma di
notte salta a bordo di un avveniristica moto, la Street hawk, con cui diventa un
giustiziere per le strade della città. Aiutato da Norman Tottle, il creatore della moto, che
lo guida dall'avveniristico centro di comando, Jessie sfrutta il turbo per raggiungere le
300 miglia orarie, e diventa il terrore dei criminali con una potenza di fuoco che parte
dalle mitragliatrici, per arrivare al lanciarazzi. Solo 13 episodi, ma moltissimi
ammiratori per un telefilm che vide tra le comparse anche un giovane George Clooney.
La super moto è una Honda XR 500 opportunamente camuffata, mentre per le scene più
pericolose si usarono le più maneggevoli Honda XCR 250.

Fattore anni 80: 7

Che fine hanno fatto?

Hazzard

Sorrell Booke, il cattivo, simpaticissimo Boss, è morto nel 1994 per un male incurabile
al colon. Aveva 64 anni. Anche Denver Pyle, lo zio Jesse, è venuto a mancare, nel 1997
per un male ai polmoni. Siamo tristi per questi nostri amici degli anni '80. Tom Wopat,
Luke, e John Schneider, Bo, godono invece di buona salute: il primo è un baffutissimo
signore di mezza età che gira gli States con un apprezzato show musicale e ha avuto di
recente una piccola parte in "Django unchained", mentre il secondo è rimasto nell'ambito
televisivo: è stato anche il padre di Clark Kent nel fortunatissimo "Smallville", e realizza
dischi di musica country. Catherine Bach, la cugina preferita di noi maschietti, è di
recente tornata in televisione, nel cast di "Beautiful". James Best, infine, lo stupidissimo
sceriffo Rosco P. Coltrane, è morto nel 2015 a 89. Ritiratosi da tempo dall'attività era
comunque molto attivo nelle maratone di beneficenza di telethon.

Supercar

David Hasselhoff è stato per oltre 10 anni il bagnino più famoso (e invidiato) del mondo
in "Baywatch". È ancora nel mondo dello spettacolo, dove viene anche apprezzato per le
sua qualità di cantante. Devon, Edward Mulhare, è invece venuto a mancare nel 1997,
per un male incurabile ai polmoni. La bella meccanica di Kitt, Bonnie - Patricia
McPherson, ha avuto un grande successo come modella pubblicitaria e ha partecipato a
telefilm di successo come "Dynasty", "Star trek - the next generation", e "La signora in
giallo". Oggi si è ritirata a vita privata.

Hardcastle & McCormick

Brian Keith, il giudice Hardcastle e popolarissimo zio Bill di "Tre nipoti e un


maggiordomo" si è purtroppo tolto la vita nel 1997, due mesi dopo che sua figlia era
morta suicida per cause ignote. Un'altra triste storia di un eroe degli anni 80. Daniel
Hugh Kelly, lo scapestrato McCormick, è ancora un attore, pur se non in film di prima
importanza.

Automan

Chuck Wagner, Automan, nonostante la faccia da fighetto, è in realtà un serio e


apprezzato attore di teatro della scena di Broadway, mentre Desi Arnaz jr., Walter, figlio
della famosissima attrice Lucille Ball, non è mai riuscito ad ottenere il successo
clamoroso della madre, recitando in film di seconda categoria.

Street hawk

Rex Smith ha recitato in moltissime serie televisive e film per la TV, ma è soprattutto
come cantante che ha avuto un grande successo, anche se ormai si è ritirato dal mondo
dello spettacolo.

I telefilm delle famiglie

I Robinson

Scene di vita quotidiana della famiglia Huxtable (da noi un più pronunciabile
Robinson): Cliff, ostetrico e gran mattacchione, Claire, avvocato molto più severa del
marito nella "gestione" dei 4 figli "di casa" più una, all'università. La figlia maggiore,
Sondra, all'inizio della serie è infatti già fuori di casa, ma la pace familiare è comunque
sempre in pericolo, con le liti tra Denise, Vanessa, la piccola Rudy e Theo, l'unico
maschio. Per non parlare delle continue intrusioni dei suoceri.. Spettacolare successo a
tutte le latitudini, la serie, replicata di continuo, si è sempre mantenuta molto "politically
correct" anche nell'affrontare temi delicati quali la droga o l'alcolismo. Trasmessa per 8
stagioni, detiene il record di 5 anni consecutivi al numero 1 delle classifiche di
popolarità.

Fattore anni 80: 10


Il mio amico Arnold

Alla morte della propria governante di colore, Phillip Drummond, ricco uomo di affari di
New York, decide di adottarne i due bambini, Willis e il piccolo Arnold. L'arrivo dei
due, soprattutto del pestifero Arnold, modifica radicalmente la vita in casa Drummond:
ma la simpatia del bambino fà sí che tutti gli perdonino le continue marachelle. Successo
strepitoso che contribuí non poco al lancio delle TV commerciali in Italia. Mitica la frase
di Arnold: "Che cavolo stai dicendo, Willis?"

Fattore anni 80: 10

Happy days

La vita nella provincia americana (Milwaukee) negli anni '50 del boom economico, delle
macchine lunghe 4 metri e dei drive in. Howard Cunningham è un piccolo imprenditore
con una simpatica moglie svampita, Marion, un figlio liceale imbranato, Richie, e una
tremenda mocciosa, Joanie. La loro tranquillità domestica è messa a repentaglio
dall'arrivo del nuovo affittuario, il meccanico sciupafemmine Arthur Fonzie Fonzarelli.
Ma Fonzie è un cuore d'oro, e aiuterà la famiglia Cunningham, e in particolare Richie e i
suoi due amici Ralph e Potsie. Straordinario successo della tv americana, in cui andò in
onda per 10 stagioni e 255 episodi, e clamorosi ascolti anche da noi, dove viene
costantemente mandato in replica. Generò 4 spinoff (serie collegate): famosissimo anche
da noi "Mork e Mindy".

Fattore anni 80: 9,5

Casa Keaton

Classico schema familiare: da una parte chi contesta il mondo e spera di migliorarlo,
dall'altra le persone inserite nella società, più conservatrici e moderate. Solo che lo
schema classico è ribaltato in casa Keaton, di Columbus, Ohio: Steve ed Elyse, pur
ormai professionisti affermati, sono rimasti i fricchettoni figli dei fiori che erano negli
anni '60, sempre fiduciosi nella bontà della razza umana, mentre i loro pargoli sono
molto più disincantati e cinici: Alex è un repubblicano convinto, il cui idolo è Nixon, e
che va sempre in giro in giacca e cravatta, Mallory si interessa solo di moda e ragazzi, e
la piccola e pestifera Jennifer pensa solo a dar fastidio a tutti. Una delle serie di maggior
successo della TV americana degli anni '80, molto seguita anche in Italia.

Fattore anni 80: 9


La famiglia Bradford

"Eight is enough", "Otto sono abbastanza", iniziò come una qualsiasi altra sitcom sulla
famiglia americana, ma la morte improvvisa dell'attrice che impersonava la signora
Bradford costrinse gli autori dello show a rivedere tutta la storia: cosí, Tom
Bradford diventa il primo padre single della TV, sempre in mezzo alle tempeste che otto
figli di età tra gli 8 e i 23 anni possono procurare. Fortunatamente, arriva poi Abby, che
da baby-sitter dei figli più piccoli diventa sempre più importante per tutta la famiglia,
fino al matrimonio con Tom. Telefilm che affrontò temi molto seri di quegli anni
problematici.

Fattore anni 80: 8,5

Tre nipoti e un maggiordomo

Bill Davis, ingegnere quarantenne, è uno scapolone impenitente con un appartamento


sull'esclusiva Fifth avenue a New York. A causa di un incidente stradale in cui muoiono
suo fratello e sua cognata la sua vita subisce un radicale cambiamento, visto che Bill si
fàcarico dei nipoti rimasti orfani, i gemelli Jody e Buffy (con l'inseparabile bambola, la
signora Beasley) e l'adolescente Cissy. O almeno, è la vita del domestico di Bill,
l'irreprensibile gentleman inglese Giles (non lo sapevate, eh??) French a cambiare, visto
che zio Bill è quasi sempre fuori per lavoro e che quindi tocca al burbero maggiordomo
dal cuore d'oro occuparsi dei ragazzi, aiutandoli nei piccoli, grandi drammi delle loro
difficili età (anche se Cissy ricorre più spesso allo zio che a French).

Fattore anni 80: 8

Pappa e ciccia

La serie che lanciò la comicità fisica, aggressiva, senza compromessi di Roseanne Barr,
e con lei la sua disfunzionale, cinica, assai poco amabile famiglia televisiva, i Conner,
una famiglia della classe lavoratrice dell'Illinois. Roseanne e suo marito Dan, insieme ai
tre figli Becky, Darlene, and DJ, e più avanti nella serie anche un nuovo pargolo, vivono
l'altra faccia del sogno americano dei Robinson, fatto di lavori in fabbrica, problemi a far
quadrare il bilancio familiare, scuole degradate che non danno un futuro ai ragazzi. Dove
i Robinson mostrano ai figli che c'è sempre una prospettiva giusta da cui guardare i
problemi della vita, Roseanne e suo marito preferiscono avvisare fin da govani i figli che
nessuno, in realtà, ti aspetta, e quindi serve farsi largo con tutto quello che si ha. E in un
mondo cieco e baro, il cinismo e l'ironia, cha abbondano in famiglia, possono essere
l'unica ancora di sanità. Strepitosi successi di ascolti per quella che sarà la sitcom di
riferimento degli anni '90.

Fattore anni 80: 8

Agli ordini papa'

A Camp Singleton il maggiore dei marines John D. "Mac" MacGillis comanda la scuola
di addestramento reclute, ma ha molti più guai a disciplinare tre reclute particolari che la
sua nuova fidanzata e poi moglie gli ha portato "in dote". Innamoratosi della
giornalista Polly Cooper, infatti, il duro maggiore dovrà imparare a ritagliarsi uno
scomodo ruolo di padre delle tre ragazze avute da Polly nel suo precedente matrimonio,
Elizabeth, Robin e Casey. E con il trasferimento a una nuova destinazione, Camp
Hollister, Mac dovrà anche stare dietro alle mattane del suo nuovo capo, il generale
Craig, anche se il giovane tenente Eugene Holowachuk, e soprattutto l'efficientissima,
quasi robotica sergente Alva "Gunny" Bricker, il vero asso comico della serie, gli
daranno spesso una mano, coi problemi di campo e di casa.

Fattore anni 80: 7,5

Super Vicky

Ted Lawson, ingegnere elettronico col pallino delle invenzioni, e sua moglie Joan hanno
cercato di dare una sorellina al piccolo Jamie, ma invano: per risolvere il problema, Ted
decide allora di fabbricarne una, e costruisce un robot dalle sembianze di
ragazzina: Vicky. Ci sono dei problemi, però: Vicky parla con voce monocorde, prende
alla lettera tutto quello che le viene detto, a volte con risultati disastrosi, e ha una forza
sovrumana che non sempre riesce a controllare. In più, aggiungete i vicini ficcanaso, e in
particolare l'odiosa Harriet, che non ci vedono chiaro in questa ragazzina che il giorno
prima non c'era, e il giorno dopo ha già 10 anni, e otterrete una miscela esplosiva di
divertimento e situazioni grottesche, con in più una non troppo sottile critica alla società
americana e i suoi difetti, messi in risalto dalla logica ferrea della piccola androide, che
crescendo subirà anche un "upgrade" dal suo inventore, per renderla più adeguata alla
realtà di teenager che si troverà ad affrontare.

Fattore anni 80: 7,5


La famiglia Addams

La famiglia più strana e anticonformista del piccolo schermo, che vive in una tetra
dimora, vicino al cimitero. Gomez, il capofamiglia, con occhi spiritati e tendenze
masochiste, follemente innamorato della moglie Morticia, alquanto cadaverica d'aspetto,
impegnata a nutrire le sue piante carnivore, il folle zio Fester, sempre impegnato in
esperimenti pazzi, che può accendere una lampadina tenendola in bocca. E poi Lurch, il
domestico, uguale a Frankestein, che si esprime a monosillabi ("Chiaaamatooo??"), i
pargoli Pugsley e Mercoledi (Venerdi di secondo nome..), che giocano con bambole
senza testa e trenini che esplodono in galleria, e la nonna, che sarà pure una strega, ma se
non altro è molto più presentabile del cugino Itt, un ammasso di pelo farfugliante. Senza
dimenticare la servizievole Mano, che come dice il nome, è una mano che sbuca da una
scatola. Cult, megacult di tante generazioni, sempre "cattivo" al punto giusto e godibile,
nonostante mille passaggi in TV.

Fattore anni 80: 7,5

C'erano anche..
Baby Sitter, in cui come diceva il titolo originale, "Charles si fà carico" di tre ragazzini,
e successivamente anche del loro rompiscatole nonno, mentre il suo amico Buddy finisce
per trascinarlo in qualche guaio, sua madre interviene per ricordargli che è ancora il suo
bambino e la bella Gwendolyn continua a fargli sospirare gli appuntamenti.. Genitori in
blue jeans, le storie della famiglia Seaver, i due moderni genitori, lo psichiatra Jason e la
giornalista Maggie, che trovano il tempo per educare il primogenito Mike, la svampita
Carol e il piccolo Ben, oltre a Chrissy, che arriverà nel corso della serie. Con un
giovanissimo Di Caprio nei panni di un senzatetto che trova asilo presso la famiglia.. Il
mio amico Ricky, la vita col padre divorziato e con il complesso di Peter Pan del piccolo
Ricky, molto più maturo del genitore, rampollo di una ricchissima famiglia, che si diletta
ancora tra stanze piene di videogiochi e trenini. Il bambino insegnerà al padre a prendere
la vita un po' più sul serio, il padre ricambierà insegnandoli la spensieratezza e
regalandogli una nuova madre, l'ex segretaria Kate..

Giorno per giorno, che racconta la vita quotidiana di Ann Romano, divorziata che vive
con le due figlie adolescenti, Julia e Barbara. In una serie durata ben 9 anni, Ann avrà
modo di vedere le sue due ragazze sposate e a sua volta si risposerà, e in un telefilm in
cui a volte comparivano anche momenti drammatici sarà sempre l'amministratore d
condominio delle tre donne, Dwayne Schneider, a fare da elemento comico.. La piccola
grande Nell, in cui una domestica di colore dalle notevoli proporzioni si occupa di fare
da seconda madre alle 3 figlie adolescenti di un burbero capitano di polizia, rimasto da
poco vedovo. Con la sua bonaria irruenza, Nell riuscirà a far capire al padre le esigenze
delle figlie, e a queste insegnerà il rispetto per i sacrifici del genitore.. Punky Brewster,
le avventure di una ragazzina scatenata, abbandonata dai genitori, che troverà un padre
amorevole in Henry, un fotografo che la trova sotto il proprio palazzo, e tanti amici nei
vicini di casa, che coinvolge nelle sue strampalate avventure.

Che fine hanno fatto?

I Robinson

L'80enne Bill Cosby, vincitore nel 1999 di un premio speciale del pubblico per il miglior
personaggio della storia televisiva, ha visto la sua figura di beniamino delle folle
americane completamente distrutta dalle oltre 50 accuse di abusi sessuali piovutegli
addosso: è al momento libero, ma la sfilza di processi che dovrà affrontare lo ridurranno
sul lastrico. Phylicia Rashad, sua moglie Claire, tra l'altro sposata in passato a Victor
Willis, il cantante.. dei Village people!!, nel 2004 è stata la prima attrice di colore a
vincere un Tony, l'oscar del teatro, come migliore protagonista femminile. Vista di
recente di nuovo in tv in due importanti produzino, "Empire" e "When we rise". Sabrina
Lebeauf, la figlia maggiore Sondra, che soffiò il ruolo ai provini a una certa Whitney
Houston, è oggi una designer di appartamenti, sua "sorella" Denise, Lisa Bonet, sposata
per 6 anni con Lenny Kravitz, con cui ha avuto una bambina, fu la protagonista dello
spinoff dei Robinson, "Tutti al college", e oggi è impegnata nel sociale, anche se non
manca di fare alcune comparsate in film per la tv. Il figlio maschio dei Robinson, Theo,
l'attore Malcolm Jamal Warner, è diventato un regista televisivo (tra l'altro, di alcuni
episodi de "Il principe di Bel Air"), mentre Tempestt Bledsoe-Vanessa è un attrice
televisiva (tra l'altro in "The practice", visto anche in Italia) e conduce un programma per
la casa. Keshia Knight Pulliam era la piccola Rudy: oggi ha quasi 40 anni, è laureata in
scienze sociali ma negli ultimi anni ha deciso di tornare nel mondo dello spettacolo,
prima come modella, poi come attrice in film brillanti.

Il mio amico Arnold

Gary Coleman, Arnold, è morto a soli 42 anni nel 2010, dopo aver combattuto fin dalla
nascita con una disfunzione del sistema immunitario che aveva colpito i suoi reni,
costringendolo alla dialisi fin da piccolo, e causa del fatto era alto meno di un metro e 40
cm.. Suo "fratello" Willis, Todd Bridges, ha avuto seri guai con la giustizia, per possesso
di droghe e vari episodi di violenza. Uscito dai suoi problemi, è oggi un produttore
televisivo e un testimonial di varie campagne antidroga nelle scuole. Dana Plato,
Kimberly, ha purtroppo messo fine in modo tragico alla propria vita nel 1999,
suicidandosi con una overdose di farmaci. Aveva solo 35 anni. Conrad Bain, il simpatico
signor Drummond, è mancato a inizio 2013: aveva 90 anni.
Happy days

L'imbranato Richie, Ron Howard, è diventato uno dei registi più importanti di
Hollywood, premio Oscar per "A beautiful mind" e regista del blockbuster "Il codice Da
Vinci", poi di "Angeli e demoni" e "Inferno", tutti dai romanzi di Dan Brown, e "Rush" e
il recentissimo "Solo: A Star Wars Story". Henry Winkler, Fonzie, è invece un
produttore televisivo e scrittore di libri per bambini: il protagonista dei suoi racconti,
Hank Zipzer, è un ragazzino affetto da dislessia, malattia avuta da Winkler da piccolo.
Proprio per il suo lavoro caritatevole nei confronti dei bambini malati di dislessia, l'ex
Fonzie è stato nominato ufficiale dell'Ordine imperiale britannico. Il pacioso Howard,
Tom Bosley, è morto nel 2010, a 83 anni. La simpatica Marion (Marion Ross) ha
raggiunto le 90 primavere: ha lavorato fino apochi anni fa in molti film per la tv, senza
mai ritrovare il clamoroso successo che le diede la serie: i suoi ultimi ruoli sono stati in
"Grey's anatomy" e "Major crimes". Erin Moran, Joanie, è scomparsa nel 2017 a 57 anni
per un male incurabile: dopo il grande successo di "Happy days" si era dedicata
praticamente a tempo pieno alla sua vita da moglie, con qualche apparizione televisiva
per le innumerevoli celebrazioni della serie che le aveva dato il successo. Warren
"Potsie" Webber era il ruolo di Anson Williams, diventato regista televisivo: ha diretto
tra l'altro episodi di "Baywatch", "Star Trek Voyager", "Xena", "Sabrina", e decine di
altre serie di successo. Ha anche fondato la Starmaker Products, una società di cosmetici.
Il suo compare Ralph Malph - Donny Most, ha recitato, non a caso, in molti dei citati
telefilm, e negli ultimi anni ha avuto un ruolo ricorrente in "Glee".

Agli ordini papa'

Gerald McRaney, famoso anche nel ruolo di Rick Simon, ha avuto ruoli di spicco in
serie molto importanti, come "The West Wing" e "Deadwood". Recentemente è stato
uno dei principali protagonisti dell'acclamato "House of cards". Sua "moglie", Shanna
Reed, era una ballerina delle "Folies bergeres" ed è poi apparsa in piccoli ruoli in molte
serie tv degli anni '90, ha da tempo smesso di recitare. Delle loro tre "figlie", la mediana,
Nicole Dubuc nel ruolo di Robin, è quella che ha avuto la migliore carriera, anche se nel
ruolo di sceneggiatrice e scrittrice di cartoni animati.

Casa Keaton

Di Michael J. Fox si sà praticamente tutto, dallo straordinario successo ottenuto con i tre
film della serie "Ritorno al futuro", alla coraggiosa battaglia che ha intrapreso contro il
morbo di Parkinson, che lo ha colpito addirittura nel 1991: mostrando una grandiosa
forza di carattere, è tornato a recitare nello show che porta il suo nome e nela serie "The
good wife". Michael Gross, papà Steven, vincitore di un "american hero award" per il
suo impegno nel campo della beneficenza, ha avuto un ruolo fisso nel popolare "E.R." e
nella serie di film "Tremors". Meredith Baxter, mamma Elyse, dopo vari ruoli in serie
drammatiche, è diventata produttrice, e recentemente imprenditrice nel campo delle
creme di bellezza: ha fatto notizia per il recente matrimonio con la sua compagna Nancy.
Justine Bateman, Mallory, ha una società di produzione e consulenze, ed è una portavoce
del movimento per la libertà digitale su Internet. Tina Yothers, la piccola Jennifer, dopo
piccole parti in tv movie e un periodo come cantante della rock band Jaded è oggi
mamma a tempo pieno di due bambini.

Tre nipoti e un maggiordomo

Brian Keith, lo zio Bill, come già detto in "Hardcastle e McCormick", ha fatto una fine
tragica, muorendo suicida per il dolore provocato dalla scomparsa della figlia. Sebastian
Cabot, French, visto in molte produzioni Disney, è morto nel 1977 per un infarto. Kathy
Garver, la nipote maggiore Cissy, ha avuto varie parti in produzioni televisive, ma mai di
successo come il telefilm che la fece conoscere. Johnny Whitaker (Jody) è oggi quasi
50enne, e dopo il successo del telefilm ottenne un altro momento di gloria nel ruolo di
Tom Sawyer, con a fianco Jodie Foster nel ruolo di Becky. Non si è completamente
ritirato dal mondo dello spettacolo, lavorando come manager di piccoli talenti, un settore
che dovrebbe conoscere bene. La storia di Anissa Jones, la deliziosa Buffy, è invece una
di quelle che non si vorrebbero mai raccontare: è morta di overdose a soli 18 anni.
Mamma mia, che tristezza..

I telefilm delle emozioni

La casa nella prateria

La vita quotidiana, le sofferenze, ma anche la grande dignità e il senso della famiglia


degli Ingalls, nell'America rurale sul finire del 19° secolo. Charles, il capofamiglia, è un
agricoltore che decide di spostarsi dal Kansas a Walnut Grove, Minnesota, in cerca di
terra da coltivare e di un posto migliore per la sua famiglia, la moglie Caroline e le figlie,
Mary, Laura e Carrie. Ma la vita nella nuova casa non è facile, tra raccolti distrutti dal
maltempo, malattie che colpiscono uomini e animali, e la grettezza di alcuni nuovi vicini
(la tremenda Harriet Oleson e figli, su tutti). Solo l'amore che lega tutti i membri della
famiglia darà loro la forza di andare avanti, giorno dopo giorno, in questa serie TV
accolta con uno straordinario consenso dal pubblico italiano.

Fattore anni 80: 10


Dallas

Alle porte di Dallas, capitale mondiale delle compagnie petrolifere, nel grandioso ranch
di South Fork, vive la famiglia Ewing, proprietaria dell'impero economico che sta dietro
la "Ewing Oil". Oltre al capostipite Jock e a sua moglie Ellie, vi sono i figli John Ross,
detto J.R., Bobby, e la turbolenta nipote Lucy. Su tutti, spicca la figura di J.R., disonesto,
senza scrupoli, pronto a tutto pur di ottenere profitti, anche a passare sopra ai rivali in
affari, soprattutto la famiglia Barnes. Figurarsi quando il debole fratello Bobby gli
annuncia che ha intenzione di sposare Pamela, la figlia di Barnes.. Ma forse J.R.
dovrebbe pensare al suo, di matrimonio, con la moglie Sue Ellen che i suoi continui
tradimenti faranno diventare alcolizzata. Tra doppigiochi, tradimenti, attentati (quello a
J.R. tenne l'America col fiato sospeso un'intera estate), morti e improvvise ricomparse
dovute a problemi contrattuali (Bobby), la serie cult in assoluto degli anni '80, con oltre
350 episodi, alcuni dei quali ancora in cima alle classifiche di ascolti di tutti i tempi.
"GeiAr" è stato il miglior cattivo della storia dei telefilm, e probabilmente uno dei primi
5 volti che vengono in mente quando si parla di anni '80.

Fattore anni 80: 10

Dynasty

Anche a Denver, Colorado, è il petrolio a muovere le fila degli intrighi, dei tradimenti,
dei colpi di scena che coinvolgono la famiglia Carrington, dal capo famiglia Blake, alla
bella seconda moglie Krystle, alla perfida prima moglie Alexis. Fallon e Steven sono i
"piccoli" di famiglia, la prima ambigua e senza scrupoli, il secondo debole ed idealista, e
ricordato soprattutto per essere stato il primo personaggio dichiaratamente gay della
televisione, una primizia per l'epoca.. Più che preoccuparsi dei Colby, la famiglia rivale,
Blake si dovrà guardare dagli intrighi che ordisce l'ex moglie Alexis, autentica J.R. al
femminile, e naturalmente miglior personaggio della serie, in cui interverranno figli
ritrovati, nipoti (la bella Sammy Jo) che sposano i figli (Steven), salvo poi lasciarli dietro
ricompensa della solita Alexis, e ancora ex mariti, rapimenti, incidenti aerei, e chi più ne
ha più ne metta, per i 220 episodi dell'unica serie in grado di contrastare il dominio degli
ascolti di Dallas.

Fattore anni 80: 9


Saranno famosi

Le storie, gli amori, i successi e i drammi dei talentuosi ragazzi che frequentano la mitica
"School of performing arts" di New York, con la speranza di diventare un giorno grandi
musicisti, ballerini o attori. Tratto dall'omonimo film, una delle serie di maggior
successo degli anni '80, con un cast che cambiava stagione dopo stagione, intorno a
presenze fisse quali quella dell'insegnante di ballo, Lydia Grant, dell'insegnante di
musica, il signor Shorofsky, del talentuoso e irrequieto ballerino Leroy Johnson e del
virtuoso di piano Bruno Martelli.

Fattore anni 80: 8,5

A cuore aperto

La serie da cui è nato il medical drama, il genere che avrebbe dominato gli ascolti
televisivi negli anni seguenti con "E.R.", "Chicago hope" e i loro numerosi fratelli: il
St.Eligius di Boston non è l'ospedale più rinomato del Paese, tanto da essere rinominato
"St.Elsewhere", "San da qualche altra parte", ma un numero di medici e infermieri
valorosi presta qui il proprio servizio, con storie che affrontano per la prima volta in
modo serio argomenti come l'aids, le droghe, malattie incurabili, che riguardano non
solo i pazienti, ma anche i membri dello staff. Girato con lo stesso crudo realismo di
"Hill street", con cui condivide la produzione, lanciò anche future stelle come Denzel
Washington e Mark Harmon, e oltre che per i numerosi riconoscimenti critici, è
ricordato per una delle più famose, controverse scene di chiusura di sempre: dopo anni di
storie, infatti, nell'ultima scena della serie veniamo a sapere che tutto quanto non è mai
avvenuto, inventato dalla mente di un ragazzo autistico all'interno di un globo di neve
con cui giocava.

Fattore anni 80: 8

Lou Grant

L'esperto giornalista Lou Grant si trasferisce da Milwaukee a Los Angeles per diventare
caporedattore del "Tribune", antico giornale che negli ultimi tempi ha perso smalto. Con
la nuova gestione di Lou e l'entusiasmo della giovane, ambiziosa redazione, tra cui
spiccano Joe Rossi e la combattiva Billie Newman e il loro fotografo Dennis Price, per
tutti "Il pidocchioso", il Tribune tornerà agli antichi splendori, per il sollievo del
direttore Charlie Hume, vecchio amico di Lou, e nonostante lo scetticismo della
proprietaria del giornale, l'acida signora Pynchon. Molti i temi di scottanti attualità
trattati negli anni dal primo telefilm a mostrare come si vive "dentro la notizia",
plurivincitore di Emmy awards.

Fattore anni 80: 8

Una famiglia americana

La vita ai tempi della Grande Depressione degli anni '30 di una famiglia americana, 7
figli, 2 genitori e 2 nonni alle prese con i problemi di tutti i giorni, le paure e le gioie, le
perdite degli affetti (nel corso della serie, che durò 10 anni, morirono i due nonni), gli
amori, la speranza, e sullo sfondo, l'America che sta per entrare nella seconda guerra
mondiale. Vista attraverso gli occhi del figlio maggiore, John Boy, che studia per
diventare giornalista e tiene un diario quotidiano della vita sua e della famiglia, scorre
una delle storie di maggior successo del piccolo schermo, vincitrice di vari premi di
pubblico e critica, nata per caso dopo il successo di quello che doveva essere un singolo
tv movie, "The homecoming".

Fattore anni 80: 7,5

Falcon crest

Cambia il business, visto che si parla di vigneti e vini pregiati, e la location, la


California, ma abbondano gli intrighi e le malefatte anche in casa Channing. La cattiva
della serie è Angela, a capo dell'azienda di famiglia, e che non vede di buon occhio il
ritorno a casa di Chase Gioberti, il nipote venuto a reclamare la propria parte di azienda
dopo la morte del padre Chase, fratello di Angela. Fedele tirapiedi della nonna è Lance,
coinvolto nell'incidente che porta alla morte di Chase. Per vendicare il marito, sua
moglie Maggie sposa Richard Channing, figlio illegittimo di Douglas, ex marito di
Angela ed ora editore del "San Francisco Globe", che diventa il principale avversario
degli intrighi di Angela.

Fattore anni 80: 7,5

Voci nella notte

Jack Gillian, ex detective della polizia di San Francisco, lascia il distintivo dopo aver
ucciso per un fatale errore un collega nel corso di una sparatoria. Diventato un
alcolizzato, viene salvato dalla bella e dinamica Devon King, proprietaria della radio
locale KJCM-FM, che lo assume per un nuovo programma, un talk show in cui la voce
di Jack si diffonde nella notte e ne cattura gli strani abitanti. L'ex poliziotto diventa
"Nighthawk", il conduttore del programma in cui tutti hanno la parola. Ubriachi,
prostitute, uomini che si sentono persi chiamano Jack, addirittura un serial killer per
spiegargli la sua follia, e per tutti il protagonista ha una parola di conforto che possa
lenire le loro sofferenze. E mentre passano le puntate, i temi affrontati diventano sempre
più di scottante attualità: pena capitale, abuso sui minori, e addirittura, per la prima volta
in televisione, aids, in un drammatico episodio in cui un uomo chiama in diretta per dire
che è lui il killer che sta deliberatamente attaccando la malattia a giovani donne.
Apprezzatissimo da critica e pubblica, il telefilm durò solo tre stagioni, forse perchè
troppo scomodo per le tematiche che trattava.

Fattore anni 80: 7,5

La bella e la bestia

Nei sotterranei di New York vive da anni Vincent, nato deforme e con la testa leonina,
abbandonato da tutti tranne che da un misterioso individuo che lui chiama padre. Un
giorno il suo destino si intreccia con quello dell'avvocato Catherine Chandler, che
Vincent salva da un gruppo di balordi che l'avevano aggredita a Central Park. La donna
riesce a superare lo shock per l'aspetto dell'uomo, e comincia invece ad apprezzarne
l'umanità e la dolcezza, fino ad arrivare ad innamorarsene. I due sono legati da un forte
legame psichico, che li fà comunicare telepaticamente, e insieme iniziano ad aiutare la
polizia in delicate indagini. Il loro amore avrà come frutto un bambino, che viene però
rapito da un killer, che uccide anche Catherine. Vincent riuscirà a salvare il bambino e a
portarlo con sè nei sotterranei della città, fuggendo con lui da un mondo solare ma
crudele.

Fattore anni 80: 7,5

C'erano anche..
Time out, che raccontava le vicende della squadra di basket della Carver high school di
Los Angeles, dove l'allenatore Ken Reeves cerca di insegnare ai propri giocatori non
solo come si prende un rimbalzo, ma anche come si sta al mondo, in mezzo ai problemi
della grande metropoli. Spiccano tra gli indisciplinati allievi il lungagnone Coolidge e il
tappetto italoamericano Salami. Flamingo road, la strada principale di Truro, Florida del
sud, dove fà il bello e il cattivo tempo lo sceriffo Titus Semple, che copre spesso e
volentieri i misfatti della figlia Constance, tanto bella quanto perfida, il cui sport
preferito è collezionare.. uomini. Per ambizione, Constance sposa Fielding Carlyle,
politico locale, che poi si innamora di una cantante, ma non ha il coraggio di lasciare la
moglie per timore di vendette del suocero. E mentre arriva in città un nuovo cattivo
esperto niente meno che di magia vodoo, tra passioni, corruzione, giochi politici e
finanziari, anche la città diventa protagonista con i suoi personaggi che mostrano il loro
lato oscuro, come avverrà nella serie cult degli anni '90 "Twin peaks".

Hotel, ambientato nelle stanze del prestigioso St.Gregory hotel di San Francisco, dove ne
succedono di tutti i colori, tra storie drammatiche e gioiose che coinvolgono anche il
personale dell'albergo, primi fra tutti il direttore Peter McDermott e la bella vice
direttrice Christine Francis, legati da un rapporto un po' più che di solo lavoro. La morte
della proprietaria, Victoria Cabot, e il suo inatteso testamento, che lascia il 51%
dell'albergo a McDermott, scatena la rabbia degli eredi legittimi, che si sentono
defraudati e iniziano una guerra senza esclusione di colpi nei confronti del neo
proprietario e della sua nuova direttrice.

Che fine hanno fatto?

La casa nella prateria

Michael Landon, Charles, già famoso nel ruolo di Little Joe in "Bonanza", è morto nel
1991, all'età di 55 anni, per un male incurabile alla prostata. Caroline, l'attrice Karen
Grassle, ha lavorato molto in teatro prima di ritirarsi a fare la mamma della sua
bambina. Melissa Gilbert, la ribelle Laura, ha avuto una fortunata carriera come attrice
di film per la tv, ed è stata anche presidentessa dell'associazione americana degli attori,
nonchè la più giovane attrice di sempre ad avere la sua stella sulla celebre "walk of
fame" di Hollywood. Melissa Sue Anderson è molto simile nella vita reale al suo
personaggio, la mite Mary, e preferisce occuparsi dei suoi due bambini piuttosto che
recitare.

Dallas

Come detto, Larry Hagman è morto nel 2012: già nel 1995 gli era stato trapiantato un
fegato nuovo, a causa degli eccessi di alcool in cui era vissuto. Patrick Duffy, Bobby,
visto in Italia come "uomo di Atlantide" e poi tornato al grande successo con "Una
bionda per papà", è apparso nei panni di Bobby nel recente remake di "Dallas", che ha
avuto però poco successo. Linda Gray, Sue Ellen, zia de "la donna bionica" Lindsay
Wagner, è impegnata a fare la mamma e la nonna, è anche molto presa dal suo ruolo di
ambasciatrice di varie organizzazioni ambientaliste, ma anche lei non ha resistito alla
tentazione di ridiventare Sue Ellen nel remake di "Dallas". Victoria Principal, Pamela, ha
fatto fortuna nel campo del fitness, e ha lanciato con successo una propria linea di
cosmetici. Lodevole il fatto che con i soldi che incassa faccia anche molta beneficenza.
Dynasty

John Forsythe, Blake, la voce di Charlie in "Charlie's angels", è venuto a mancare nel
2010, comunque alla veneranda età di 92 anni. Linda Evans, Krystle, porta benissimo i
suoi 75 anni, e dirige i suoi 15 centri fitness sparsi in tutta America. Nel 2009 ha vinto
l'edizione inglese di "Hell's kitchen", quindi è brava anche ai fornelli.. La mitica Alexis,
Joan Collins, ufficiale dell'impero britannico giunta al marito numero 5 e al compleanno
numero 85, continua ad apparire in serie televisive, e rifiuta di farsi chiamare nonna. "A
tempo perso", sforna anche besteseller, sia di fiction che di consigli per il benessere
fisico.

Falcon crest

Jane Wyman, la perfida Angela, prima moglie di Ronald Reagan, con cui ha avuto due
figli, è morta nel 2007 a 90 anni nel suo ranch in California. Premio Oscar nel 1948, ha
recitato anche come la madre de "La signora del West". Robert Foxworth, Chase, visto
in "Six feet under" e in "The West wing", è stato l'ultimo marito di Elizabeth
Montgomery, Samantha in "Vita da strega". Rifiutò il ruolo di J.R. in Dallas. Susan
Sullivan, sua "moglie" Maggie, lavora ancora in TV: in particolare, è stata Kitty
Montgomery, la spettacolare suocera del mitico "Dharma e Greg", e ha avuto successo
nel ruolo di Martha Rodgers, nel fortunato "Castle". È portavoce e testimonial di un
famoso antidolorifico, il tylenol. Lorenzo Lamas, il perfido Lance, 4 divorzi e 6 figli a
carico, ha avuto successo anche da noi con "Renegade", e poi in "Beautiful".

Saranno famosi

Gene Anthony Ray, Leroy, è tragicamente morto a soli 41 anni, per complicazioni legate
ad un infarto. Debbie Allen, l'energica miss Grant, è un vulcano anche nella vita reale:
attrice, produttrice, coreografa, ha aperto anche una propria accademia artistica, ha
condotto un reality show, inevitabilmente "Fame", ed è anche una scrittrice di libri per
bambini. È la sorella di Phylicia Rashad, Claire ne "I Robinson", e sposata con Norm
Nixon, ex giocatore NBA. Lee Curreri, Bruno, è un compositore e produttore musicale
di successo, autore di varie colonne sonore televisive e produttore di artisti del calibro di
natalie Cole. Albert Hague, il saggio Shorofsky, autore di molte colonne sonore, è morto
nel 2001, a 81 anni.

Lou Grant

Ed Asner ha quasi raggiunto le 90 primavere, ritirandosi a vita privata: lo abbiamo visto


anche nei panni di Papa Giovanni XXIII in un bel film per la tv, e nel 2009 ha dato la
voce a Carl Fredricksen nel film di animazione della Pixar, "Up". Nancy Marchand, la
signora Pynchon, è invece morta nel 2000 per un enfisema polmonare, dopo aver recitato
nel ruolo della mater familias nella prima serie del fortunatissimo "I Soprano".

Voci nella notte

Gary Cole ha avuto successo in moltissime altre serie televisive, soprattutto negli anni
'90 nella serie cult da noi sconosciuta "American gothic" e negli ultimi anni nel
fortunatissimo "West Wing", in cui nelle ultime tre stagioni ha ricoperto il ruolo di Bob
Russell, un vice presidente un po' svampito molto lontano dal ruolo drammatico che lo
lanciò negli anni '80.

La bella e la bestia

Linda Hamilton è stata la tostissima Sarah Connor dei vari "Terminator", ed è ancora
un'attrice cinematografica molto richiesta, Ron Perlman ha avuto un clamoroso successo
nei due campioni d'incassi "Hellboy", prima di diventare il protagonista della serie cult
"Sons of anarchy". Negli ultimi tempi ha avuto ruoli da protagonista anche in due
produzioni Amazon, "Hand of God" e "Startup".

I telefilm del divertimento

Love boat

Agli ordini del capitano Merrill Stubing, la nave "Love princess" solca i mari di tutto il
mondo, mentre a bordo storie d'amore nascono o si ritrovano. Con il dottor Bricker,
impenitente donnaiolo, l'imbranato Gopher, pasticcione secondo del capitano, la dolce
direttrice di crociera Julie e il barista Isaac, la nave dell'amore ha solcato gli schermi
televisivi per oltre 250 volte, accompagnata in Italia dalla famosa sigla del compianto
Little Tony. "Guest stars" a fiumi, praticamente metà Hollywood è passata sualla nave,
anche perchè le crociere, alla fine, erano vere, spesso in bellissime località del Messico.

Fattore anni 80: 9

Vita da strega

Samantha, una bella e dolce ragazza, incontra l'imbranato pubblicitario Darrin Stevens: i
due si innamorano e si sposano. Dov'è il problema? Beh, la dolce Samantha è una strega,
e sua madre, la pestifera Endora, non ne vuol sapere di avere un genero umano. Per
amore della madre e del neomarito, Samantha dovrà cercare di conciliare la sua nuova
natura di donna di casa con quella di strega dal.. naso magico facile. Tra scambi di
persona, magie e avventure la vita della coppia, allietata anche dall'arrivo di Tabatha e
poi di Adam, non è mai monotona, in uno dei più grandi successi della storia della
televisione americana.

Fattore anni 80: 8,5

Strega per amore

L'astronauta Tony Nelson, di ritorno da una missione spaziale, compie un atterraggio di


fortuna su una sperduta isola del Pacifico: qui trova un'antica bottiglia, da cui, come
nella fiaba, esce un genio. Ma il genio non è un vecchio panzone, bensí una bellissima
ragazza, Jeannie, che dice di avere 2000 anni e di poter esaudire ogni desiderio del suo
nuovo padrone. Portata a casa dal maggiore, pur continuando a vivere, rimpicciolita,
nella sua lussuosa bottiglia, Jeannie diventa la domestica tuttofare di Nelson, di cui
presto si innamora, inizialmente non ricambiata. Tra equivoci e incantesimi, Jeannie si
dimostra spesso pasticciona, e mette il suo padrone nei guai varie volte: ad aiutare i due
interviene spesso Roger Healey, collega di Tony e unico altro a sapere dell'esistenza del
genio femmina. Il povero dottor Bellows, psichiatra della base, è invece la vittima delle
situazioni surreali create da Jeannie, e non di rado finisce sul lettino come paziente.. Col
passare del tempo, anche Tony si innamora di Jeannie, e i due finiranno per sposarsi, in
un altro pilastro della storia delle sitcom.

Fattore anni 80: 8

Tre cuori in affitto

Jack Tripper è un cuoco con la vocazione del playboy, che per risparmiare sui costi
dell'affitto divide il suo appartamento con due belle ragazze, la bruna Janet, impiegata in
un negozio di fiori, e la bionda svampita Chrissy, dattilografa. Per far funzionare la loro
convivenza, tra divertenti equivoci e situazioni classiche da sitcom, Jack si finge gay, in
modo di non destare sospetti tra i genitori delle ragazze e non farsi buttare fuori di casa
dagli impiccioni padroni di casa, i Roper. Con il passare degli anni, Chrissy viene
sostituita dalla cugina Cindy, e la serie si conclude quando Jack e Janet trovano i partner
della loro vita.

Fattore anni 80: 7,5


Cin Cin

Sam "Mayday" Malone, un ex giocatore dei Boston Red Sox, apre il bar "Cheers" con il
suo ex allenatore, il rimbambito Ernie Pantusso. Ad aiutarli nel servire birra agli
avventori, due cameriere dal carattere opposto: Diane Chambers, una professoressa di
lettere piantata in asso il giorno del matrimonio, e Carla Tortelli, una scorbutica
divorziata con 4 figli da mantenere. Tra i più assidui clienti del bar, Norm Peterson,
disoccupato cronico che non ne vuol sapere di trovare un lavoro e Cliff Clavin, un
postino piene di ansie e paranoie. Arriveranno poi lo psichiatra Frasier Crane, che avrà
tanto successo da ottenere una serie tutta sua, un nuovo barista, Woody, a sostituire
l'allenatore quando nel 1985 muore l'attore che lo impersonava, e una nuova socia per
Sam, Rebecca. L'ultima puntata dello show fu vista da 150 milioni di americani, e i
personaggi ebbero anche l'onore di una trasposizione a cartoni ne "I Simpson". Mitica
anche la sigla, "Where everybody knows your name", vincitrice di uno dei 28 Emmy
ottenuti negli anni dalla serie di maggior sucesso della tv americana degli anni '80.

Fattore anni 80: 8,5

M.A.S.H.

Questo fu invece il telefilm di maggior successo della tv americana negli anni '70,
iniziato nel 1972, quando gli Stati Uniti erano ancora invischiati nella sporca guerra in
Vietnam. Graffiante satira sulla stupidità della guerra, è ambientato ai tempi della guerra
in Corea, ma con chiari riferimenti a quella in corso in quel momento, e racconta le
storie di un gruppo di dottori militari del 4077° Mobile Army Surgical Hospital,
impegnati ogni giorno a curare feriti di guerra e a cercare di salvare un minimo di sanità
mentale con grandi dose di ironia. Il capitano "Hawkeye" Pierce, capo chirurgo della
base, e il suo secondo in operazioni chirurgiche e scherzi "Trapper John" sono gli
elementi di disturbo, molto "Amici miei", in quello che il maggiore Burns e la capo
infermiera Margaret "Labbra calde" Houlihan vorrebbero invece come un'oasi di
efficienza svizzera. Capiranno anche loro che di fronte alla pazzia della guerra, un po' di
sano "cazzeggio" è l'unica risposta. L'ultimo episodio, trasmesso nel 1983, è ancora oggi
il secondo programma più visto nella storia della TV americana, superato solo di recente
da un'edizione del Superbowl.

Fattore anni 80: 8


L'albero delle mele

Nel prestigioso college femminile Eastland di New York si intrecciano le storie, le cotte
adolescenziali, le paure per gli esami di tante ragazze, su cui veglia con amorevole
cura Edna Garrett, proveniente da casa Drummond ed ex governante del pestifero
Arnold. La bella Blair catalizza l'attenzione delle altre ragazze, della paffuta Natalie che
ne invidia la bellezza, della piccola e pettegola Tootie, e anche del
"maschiaccio" Jo Polniaczek, proveniente dal Bronx dove era abituata a fare a botte con
i maschi e che non sopporta Blair, ricambiata senza problemi, arrivata alla Eastland
grazie a una borsa di studio. Come in "Piccole donne", a cui il telefilm evidentemente si
ispirava, sarà proprio Jo la prima a sposarsi, tra le lacrime dell'"amata nemica" Blair, in
uno dei telefilm più longevi degli anni '80, in cui fece le sue prime apparizioni un
giovane George Clooney.

Fattore anni 80: 8

I Jefferson

George Jefferson ha fatto fortuna, da una piccola lavanderia ne possiede adesso una
catena, e per questo decide di trasferirsi, con la paziente moglie Louise, in un lussuoso
appartamento di Manhattan. Il problema di George sta nel fatto che è un tremendo
"razzista" all'incontrario: non sopporta proprio i bianchi, soprattutto quelli come Tom
Willis, il suo vicino che ha sposato una donna di colore (Helen, interpretata da Roxie
Roker, la madre di Lenny Kravitz). Figurarsi quando viene a sapere che suo figlio Lionel
si è fidanzato con la loro figlia! A dare filo da torcere a George ci pensa Flo, la
cameriera pettegola e scansafatiche, sempre in lite con il tremendo datore di lavoro.
Serie davvero divertente, con uno Sherman Hemsley (George) straordinario.

Fattore anni 80: 8,5

C'erano anche..
Sanford and son, le liti quotidiane di una famiglia molto particolare, quella formata dal
vecchio Fred e da suo figlio Lamont, due robivecchi di Los Angeles. I due non smettono
mai di litigare, col vecchio, irascibile, reazionario e paranoico vedovo Sanford che non
accetta la nuova mentalità che il figlio vorrebbe portare nei loro affari, per ringiovanire
un po' l'azienda di famiglia. "Demente!" è l'unico apprezzamento che il genitore gli
rivolge, prima di far finta di morire di crepacuore, invocando la moglie
Elizabeth. Giudice di notte, che racconta le storie di uno speciale tribunale di New York
aperto di notte per processare per direttissima gli strani personaggi che di notte fanno i
loro "affari". Il giudice che amministra la legge è Harry T.Stone, uno strampalato
contestatore del sistema, appassionato di magia e più interessato alle vite private dei
convenuti in aula che al codice penale. La simpatia di Harry e il suo buonsenso saranno
quasi sempre più efficaci di 100 verdetti, e il giudice finirà per farsi amare dai suoi
assistenti e da chi si ritrova nel suo particolare tribunale. Alice, sequel televisivo del film
"Alice non abita più qui", racconta le storie del proprietario, delle cameriere e degli
avventori della tavola calda Mel's Diner. Il proprietario è il burbero Mel Sharples, per
cui lavorano di malavoglia Alice Hyatt, la protagonista, vedova con figlio a carico, la
svampita Vera e Flo, 40enne che pensa ancora di essere la reginetta del ballo della
scuola, e ci prova con tutti gli avventori della tavola calda. Tra sketch, battute e
situazioni varie, Alice troverà l'amore nell'allenatore di baseball del figlio e una carriera
di cantante a Nashville, Mel venderà la tavola calda e il personaggio di Flo riscuoterà
tale successo da regalarle una serie parallela, o "spinoff", intitolata proprio "Flo" e vista
anche in Italia. In Scuola di football, il mondo del football professionistico diventa
pretesto per gag e battutacce, nelle storie delle peripezie dei California Bulls e della loro
nuova proprietaria, Diane Barrow, inizialmente poco convinta di aver avuto una squadra
come parte della sua liquidazione di divorzio, poi sempre più impegnata nel suo ruolo,
tra linebacker pazzi, quarterback fifoni e kicker scappati dalla Bulgaria.. Mi benedica
padre racconta le divertenti storie del furbo prete Charles Duddleswell, un bisbetico
curato di mezza età più interessato ai pettegolezzi che alla salvezza delle anime dei suoi
fedeli. Il giovane novizio Neil Boyd e la paziente governante mrs. Pring ne sopportano le
lune e a volte non disdegnano di punzecchiarlo.

Che fine hanno fatto?

Love boat

Gavin MacLeod, il capitano Stubing, ha superato gli 80 anni anni e si è ritirato dalle
scene, pur non mancando di fare qualche apparizione in show televisivi, o in crociere
della compagnia di navigazione "Princess Cruises". Bernie Kopell, il dottore oggi
80enne, è stato il coprotagonista del divertente telefilm degli anni 60 "Get smart", e oggi
è quasi in pensione, e lavora solo in qualche spettacolo teatrale. Fred Grandy, Gopher, è
stato per 8 anni membro del Congresso degli Stati Uniti per lo stato dell'Iowa, e oggi è
presidente delle "Goodwill industries". Lauren Tewes, Julie, ha avuto seri problemi di
droga, per fortuna superati, e ha affrontato con coraggio il male del marito, morto nel
2002 per il morbo di Gehrig. Oggi è impegnata in teatro e nei doppiaggi cinematografici.
Ted Lange, Isaac, è passato dall'altra parte della telecamera, e ha diretto vari episodi di
alcune serie televisive di grande successo, come "Dharma & Greg" e "Starman". La
allora piccola figlia del capitano, Jill Whelan, è ormai una cinquantenne: tra i
protagonisti del mitico "Aereo più pazzo del mondo" (era la bambina che doveva subire
una trasfusione), è diventata una giornalista televisiva, e ha anche una linea di gioielli,
che disegna personalmente.
Vita da strega

Elizabeth Montgomery è stata una delle attrici televisive di maggior successo della
storia, ma soprattutto uno splendido spirito libero che ha sostenuto le cause libertarie più
disparate. È venuta a mancare nel 1995, a 62 anni, per un male incurabile. Purtroppo
sono morti anche i suoi 2 partner nella serie, Dick York, il Darrin originale, e Dick
Sargent, che lo sostituí proprio per una malattia che aveva colpito York. Erin Murphy, la
piccola Tabatha, è oggi una mamma 50enne (!) di 4 bambini, e lavora in un centro di
aiuto per madri in difficoltà, oltre a essere una blogger di moda e bellezza molto attiva.

Strega per amore

Larry Hagman, il simpatico Tony prima di diventare il perfido J.R., uno dei personaggi
più famosi di tutti gli anni '80, è morto nel 2012 per complicazioni al fegato derivanti da
una vita molto "spericolata". L'adorabile Jeannie, Barbara Eden, ha oggi 87 anni, e vive
felicemente con il secondo marito e il loro cane. Non disdegna qualche "guest stars" in
telefilm, di tanto in tanto.

Tre cuori in affitto

John Ritter ha avuto grande successo nei panni di Paul Hennessy, il protagonista di "8
semplici regole": è venuto tragicamente a mancare nel 2003 per un problema al cuore,
quando non aveva ancora 55 anni. Suzanne Sommers, la svampita Chrissy, è stata una
performer di successo a Las Vegas, prima di trovare una seconda giovinezza nei panni di
Carol Foster, la protagonista di "Una bionda per papà". Di recente ha condotto un suo
show su una tv via cavo. Joyce Dewitt, Janet, di origine italiana, lavora in teatro ed è una
importante portavoce di LIFE, un organizzazione che si batte contro la fame nel mondo.

Cin Cin

Come detto, nel 1985 è morto a causa di problemi al cuore l'allenatore, Nicholas
Colasanto: aveva 61 anni. Ted Danson, Sam, ha recitato in vari film, tra cui "Tre uomini
e una bimba", che ha avuto un buon successo, e "Salvate il soldato Ryan", prima di
ritornare ai vertici di popolarità nel ruolo di D.B. Russell, il capo della scientifica in
"C.S.I.". Altri successi televisivi che lo hanno visto protagonista sono stati "Damages",
la seconda stagione di "Fargo" e "The good place". Shelley Long, Diane, ha recitato in
moltissime serie, soprattutto "Frasier", e di recente ha avuto un ruolo semiricorrente in
"Modern family", come DeDe Pritchett, la svampita prima moglie del "capo clan" Jay.
Rhea Perlman, Carla Maria Victoria Angelina Teresa Apollonia Lozupone Tortelli
LeBec, nella vita di tutti i giorni è la moglie del popolarissimo Danny DeVito, a fianco
del quale recitò nel telefilm cult degli anni '70 "Taxi".

M.A.S.H.

Alan Alda, il capitano Pierce, è uno dei decani della tv americana, e ogni show fà a gara
per impreziosirsi con il suo nome tra le guest stars: apparso di recente in "The blacklist",
dopo che per il suo ruolo in "The West wing" aveva vinto il sesto Emmy della carriera.
Wayne Rogers, il suo partner di scherzi, è venuto a mancare nel 2015, a 82 anni: si era
costruito una seconda carriera di successo come investitore economico, e consigliere e
gestore di fondi per molte persone.

L'albero delle mele

Lisa Whelchel, Blair, è una portavoce di varie associazioni cristiane: madre di tre
bambini, scrive libri sull'educazione cristiana dei figli e di sostegno per le donne attive in
questa opera di educazione. Nel 2012 è tornata in tv, ed è arrivata seconda nel popolare
show "Survivor". Nancy McKeon, Jo, recita in varie serie tv, spesso a marchio Disney,
ma senza grandi ruoli. E pensare che stava per esssre scelta al posto di Courtney Cox per
il ruolo di Monica in "Friends", quando si dice "parti che ti potrebbero cambiare la vita"..
Kim Fields, la piccola Tootie, ha quasi 50 anni, ha abbandonato da tempo la tv: è
laureata in scienze della comunicazione (con specializzazione in giornalismo e
produzione TV).

I Jefferson

Sherman Hemsley, ex impiegato postale prima del grandissimo successo che avebbe
ottenuto con la serie tv, è morto nel 2012 a 74 anni, otto anni dopo Isabel Sanford, sua
moglie Louise, che aveva raggiunto la bella età di 86 anni, ed era famosa per essere stata
la prima attrice di colore a vincere un Emmy.

I telefilm avventurosi

Zorro

Protagonista di decine di serie tv, film, cartoni, fumetti e altro, lo Zorro della nostra
infanzia (a proposito, in spagnolo "el zorro" è la volpe) era Guy Williams, nella classica
serie Disney del 1957. La storia è arcinota: Diego de la Vega, giovane rampollo di una
ricca famiglia di allevatori, torna in California dopo anni di permanenza in Spagna, per
scoprire che tutta la regione è succube delle manovre sporche di un magistrato, Galindo,
che attraverso gli appoggi politici dei vari "alcalde", i sindaci locali, e contando sulle
forze della milizia, taglieggia allegramente tutti gli abitanti di Los Angeles e dintorni.
Per aiutare la gente del luogo, Diego veste la maschera e il mantello nero di Zorro, un
eroe della tradizione locale, e si fà beffe degli uomini del pavido, grassissimo
sergente Garcia, che subisce le furie del perfido capitano Monasterio. Per evitare
sospetti, senza la maschera Diego recita la parte del viziato ragazzo di buona famiglia e
si fà amico di Garcia, che incoraggia nelle sue quotidiane battaglie perse. Aiutato dal
fido Bernardo, che non rivelerà mai la sua identità, anche perchè è muto dalla nascita, e
successivamente dal padre, don Alejandro, Zorro sconfigge regolarmente i suoi
avversari, ai quali lascia in ricordo una grossa z disegnata con la spada sul fondo dei loro
pantaloni.

Fattore anni 80: 8,5

Sandokan

Sandokan, la tigre della Malesia, a capo dei tigrotti di Mompracem, combatte l'odioso
governatore James Brooks (il bravissimo Adolfo Celi), per liberare l'isola di Labuan dal
controllo inglese. L'incontro con Marianna, la bellissima nipote di Lord Guillonk, capo
della Compagnia delle Indie sui mari orientali, cambia la vita di Sandokan: per amore
della donna, la tigre vive pericolose avventure, sempre fiancheggiato dal fratello di
sangue Yanez, e infine la convince a diventare una ribelle. I tigrotti sconfiggono Brooks,
ma il successo è effimero: il governatore si riorganizza e in un attacco del suo esercito
Marianna rimane uccisa. La vendetta di Sandokan contro l'odiato Brooks giungerà
puntuale. Straordinario successo della televisione italiana, con punte di 27 milioni di
telespettatori nel primo passaggio televisivo, con la mitica sigla degli Oliver Onions.

Fattore anni 80: 9

Orzowei

Isa, un bambino bianco abbandonato nella foresta, viene trovato ed adottato dalla tribù
dei Bantù, con il nome di Orzowei (il trovato). Odiato da Mesei, il figlio del capo
villaggio, non verrà più accettato nella tribù, anche se avrà dato prova di grande
coraggio. Unitosi a un gruppo di coloni boeri, si troverà suo malgrado costretto a lottare
contro i suoi ex fratelli, e la sua vittoria su Mesei riuscirà a porre fine al conflitto.
Avventurosa produzione italiana sulle orme di Tarzan, anche questa con mitica sigla
degli Oliver Onions.

Fattore anni 80: 8


Fantasilandia

Il misterioso signor Roarke dirige con l'aiuto del piccolo Tattoo uno strano villaggio
vacanze, Fantasilandia, dove per 50.000 dollari chiunque può rivivere un episodio del
proprio passato, per cercare magari di cambiarlo, o dare sfogo a una fantasia
gelosamente custodita. In ogni episodio Roarke e Tattoo seguono più di un ospite, con
storie che richiamano alcuni episodi di "Confini della realtà": una donna d'affari vuole
assistere al proprio funerale, due amici vogliono diventare Butch Cassidy e Sundance
Kid, un idraulico vuole diventare re, un altro uomo vuole un harem.. Ma ovviamente,
non tutto fila liscio, e quasi sempre gli ospiti dell'isola finiscono per chiedere a Roarke di
tornare alla loro realtà, forse meno soddisfacente, ma anche meno pericolosa.. Grande
successo della tv americana, da noi trasmesso solo in parte.

Fattore anni 80: 8,5

Tarzan

Le classiche avventure di Tarzan, personaggio inventato da sir Richard Burroughs, dalla


sua infanzia di orfano in fasce adottato da una tribù di gorilla al nuovo ruolo di re della
giungla, saggio giudice delle diatribe tra animali e uomini, spesso in lotta contro questi
ultimi, quando si imbatte in loschi figuri che vogliono depredare la natura. Tra le molte
serie a lui dedicate, questa riguarda appunto gli anni del suo "regno", con la simpatica
aiutante Cheetah e l'ancora più famoso urlo, con in più l'adozione del piccolo Jai, un
orfano come lui trovato nella giungla.

Fattore anni 80: 8

Manimal

Il dottor Jonathan Chase nasconde un segreto nel proprio passato: è infatti l'ultimo erede
di una stirpe di stregoni, che utilizzando tecniche antichissime apprese in villaggi
sperduti nel cuore dell'Africa sono riusciti a superare la barriera che divide l'uomo
dall'animale, e ora sono in grado di trasformarsi in qualsiasi animale desiderino. Pantera
nera, falco, ma anche delfino, cavallo, serpente: Jonathan utilizza le sue incredibili
capacità di trasformazione per combattere insieme ai suoi amici Brooke e Ty i soliti
cattivoni di turno, in genere trafficanti di droga o di animali.

Fattore anni 80: 7,5


Alla conquista del West

Le avventure del mitico Zeb Macahan, che guida tutta la propria famiglia, formata dalla
moglie Molly e dai 4 nipoti, orfani dei genitori rimasti uccisi, sulle impervie strade del
selvaggio west, tra incontri ravvicinati con pellerossa, banditi, e varia umanità, diretti
verso l'Oregon e un nuovo inizio, come tutti gli avventurieri della mitica età della corsa
all'oro.

Fattore anni 80: 7,5

Due onesti fuorilegge

Hannibal Heyes e Jed Kid Curry, due fuorilegge decisi a cambiar vita: quando il
governatore gli offre l'amnistia in cambio dell'aiuto per sgominare una pericolosa banda
di loro.. conoscenti, ai due non sembra vero. Ma c'è un però, grosso come una casa:
nessuno potrà sapere dell'amnistia, e per un anno loro rimarrano a tutti gli effetti
fuorilegge, e le taglie sulle loro teste resteranno valide. E anche con le loro nuove
identità di onesti commercianti con i nomi di Thaddeus Jones e Joshua Smith, le loro
facce sono molto ricercate, e i guai fioccheranno. Il selvaggio west declinato con toni
molto meno drammatici di altre serie western, riuscito mix di piombo e divertimento.

Fattore anni 80: 7,5

Lottery

Patrick Flaherty è un impiegato molto particolare della società che organizza la lotteria
interstatale, che ogni settimana distribuisce milioni di dollari a fortunati giocatori in tutta
America. Il suo compito è infatti rintracciare i vincitori, assicurarsi della loro identità, e
renderli felici, consegnando loro l'assegno milionario. Ad accompagnarlo, Eric Rush,
impiegato dell'IRS, l'ufficio delle tasse, che si deve assicurare che anche lo zio Sam
abbia la propria parte della vincita. Quello che può sembrare un lavoro tranquillo non lo
è quasi mai, invece, con i due impegnati ad aiutare i loro vincitori, cui molto spesso i
milioni provocano più preoccupazioni che felicità.

Fattore anni 80: 7,5


I ragazzi del computer

Agli inizi degli anni '80, quando un commodore 64 era il vertice della categoria home
computer e Internet ancora lontana, un ragazzino, Richie, costruisce con scarti di altri
computer Ralph, una specie di computer senziente: insieme alla sua sorellina e a tre suoi
amici, Richie lo usa per giocare e studiare, nonchè, inevitabilmente, per scoprire truffe
informatiche di vario tipo (oh, ma 'sti ragazzi degli anni 80 i cavoli loro non se li
facevano mai?), che segnala alla sua amica giornalista Llewellen e al tenente Quinn, che
alla fine riesce sempre ad arrestare i cattivi di turno.

Fattore anni 80: 7,5

Furia e gli altri animali

Alcuni classici degli anni '50, sempreverdi sulla tv italiana degli anni '80: Furia, le storie
del focoso stallone nero e del suo amico del cuore Joey, che alla fattoria "Broken arrow"
sono inseparabili amici per oltre 160 episodi della serie TV, catturando banditi e
salvando molte persone in difficoltà. Leggendaria(!!) per noi bambini dell'epoca la sigla
di Mal.. Rin tin tincoraggioso pastore tedesco che salva il piccolo Rusty dai bellicosi
pellerossa (non andava di moda il politically correct, allora!): insieme al nuovo
padroncino, il cane diventa poi la mascotte dei soldati del 101° Cavalleggeri, di stanza a
Fort Apache, in Arizona. Per i successivi 5 anni, i due saranno protagonisti di tantissime
avventure nel selvaggio West, tra i soliti bellicosi indiani e fuorilegge vari, stringeranno
particolare amicizia soprattutto con il tenente Rip Masters (doppiato in Italia da
Corrado!) e il bonario sergente Biff O'Hara.. Lassie, splendido collie che dopo aver
abbaiato al cinema e alla radio, nel 1954 sbarca in televisione e vi rimarrà per oltre 30
anni pieni di avventure, 6 diverse "reincarnazioni" e ambientazioni e innumerevoli
traslochi. Dotata (eh già..) di straordinaria intelligenza e di grande coraggio, negli anni
'80 si trova in casa McCulloch, e il suo padroncino è Will, bambino di 10
anni.. Lancillotto 008, delirante serie che prendeva in giro tutti i luoghi comuni dei film
di spie, in storie interpretate da simpaticcismi scimpanzè. C'era anche una rock band di
cui Lancillotto è leader, la "Evolution revolution"..

Fattore anni 80: 8

C'erano anche..
Woobinda, la storia del dottor Stevens, Woobinda per gli aborigeni locali, veterinario
che si occupa di salvare gli animali della foresta australiana, tra bracconieri che
vorrebbero farlo fuori e aborigeni che lo rispettano come "uomo di medicina". Serie
australiana degli anni '70, che ebbe un buon successo anche da noi.. Nata libera, le
avventure dei coniugi Adamson, guardiani di un parco naturale in Kenya, che adottano
una piccola leonessa, Elsa, unica sopravvissuta dello sterminio del proprio branco. Con
Elsa al proprio fianco, lottano contro i bracconieri e chi non rispetta la natura.. La banda
dei cinque come diceva la sigla, "quattro ragazzi in gamba, Julian, Anne e Dick,
Georgina che si fà chiamare George", più il loro cane Timmy, compiono varie
scampagnate sull'isola di Kirrin Island, e in un modo o nell'altro riescono sempre a
mettersi nei guai e a capitare nel mezzo di qualche mistero, che risolvono abilmente
dimostrando notevoli capacità investigative.

Che fine hanno fatto?

Zorro

Guy Williams, l'uomo che ha segnato le feste di carnevale di noi maschietti per lunghi
anni, è morto nel 1989 a 65 anni a causa di un'aunerisma cerebrale. Anche Gene
Sheldon, il fedele Bernardo, è morto, nel 1982, come Henry Calvin, il buffo sergente
Garcia, venuto a mancare già nel 1977 (la serie era del 1957..).

Sandokan

Kabir Bedi, cavaliere della Repubblica italiana, è uno degli attori indiani più famosi. Ha
recitato anche in "Un medico in famiglia" e ha preso parte per oltre un anno alle riprese
di "Beautiful". Vive in India e scrive anche di politica su importanti quotidiani del suo
Paese. Philippe Leroy, il fedele Yanez, ha sposato la figlia di Enzo Tortora Silvia, e si è
rivisto di recente sulla tv italiana nel ruolo del vescovo di Don Matteo. La bellissima
Carole André, lady Marianna, ha smesso da tempo di recitare. È architetto con
specializzazione in giardini. Adolfo Celi, l'odioso Brooks, magnifico inteprete di tutti i
generi di film, è morto nel 1986, a soli 64 anni. Rimarrà per sempre il professor
Sassaroli, chirurgo a tempo perso, inventore di zingarate a tempo pieno in "Amici miei".

Fantasilandia

Ricardo Montalban è morto nel 2009, a 88 anni. Negli ultimi anni era apparso nei film
della serie "Spy kids". Herve Villechaize, il piccolo Tattoo, ha posto tragicamente fine
alla propria vita, per una crisi depressiva che l'aveva colpito.

Manimal

Simon MacCorkindale è venuto a mancare a soli 58 anni nel 2010. Protagonista di vari
film di avventura negli anni '80, aveva una piccola casa di produzione cinematografica.
Due onesti fuorilegge

Ben Murphy, protagonista di "Due onesti fuorilegge" come Hannibal Heyes e anche di
"Lottery" e visto in vari episodi di "Love boat", è ancora oggi un attore televisivo molto
impegnato. È apparso, tra l'altro, in "JAG", "Cold case" e "NCIS". Il suo socio Jed Kid
Curry, l'attore Pete Duel, è morto tragicamente suicida, proprio nel corso delle riprese
del telefilm. Fu sostituito da Jon Roger Davis, ma gli ascolti del telefilm crollarono.

A tutta azione

A-Team

Le avventure di un gruppo di 4 reduci del Vietnam, il colonnello John "Hannibal"


Smith ("Adoro i piani ben riusciti"), Templeton "Sberla" Peck, faccia d'angelo ma gran
figlio di.., Bosco (Non lo sapevate, eh?) "P.E." (pessimo elemento) Baracus, montagna
di muscoli che odia volare, e "Cane pazzo" Murdock, pilota di elicotteri folle, odiato da
Baracus. Ingiustamente accusati di un crimine che non hanno commesso, braccati
dall'esercito, diventano paladini dei deboli, tra scazzottate e sparatorie, fughe ed
esplosioni sempre incruente. 98 episodi per questo divertentissimo telefilm, vero cult
degli anni '80.

Fattore anni 80: 10

Magnum P.I.

Thomas Sullivan Magnum III, detective per hobby, custode di Ferrari per vocazione: il
suo amico Robin Masters, scrittore di best-sellers, gli ha infatti affidato la custodia della
sua fuoriserie, una Ferrari 308 GTS, nonchè un confortevole alloggio nella sua villa alle
Hawaii. E la situazione non piace certo a Higgins, odioso inglese che della villa di
Masters è il custode. Tra inseguimenti e belle donne, con l'aiuto dei suoi amici T.C. e
Rick, il baffo languido di Tom Selleck fà strage di cuori in uno dei più visti telefilm
degli anni '80.

Fattore anni 80: 9


Charlie's angels

L'agenzia investigativa di Charlie Townsend è particolare: è formata infatti solo da


donne: Sabrina Duncan, Jill Munroe (presto sostituita dalla sorella, Kris) e Kelly Garrett,
tre ex poliziotte che il buon Charlie, milionario amante del gentil sesso ha sottratto ad
incarichi "a volte rischiosi", dice lui, e che ha affidato a John Bosley, il suo alter-ego
factotum, che dirige l'agenzia in assenza del Capo, che non si farà mai vedere dai suoi
angeli. Più di 100 episodi per questa serie, portata con successo anche sul grande
schermo.

Fattore anni 80: 8,5

Mac Gyver

Angus (non la sapevate questa, eh?) Mac Gyver, ex specialista di esplosivi con studi da
analista chimico, è un agente dell'organizzazione parastatale Phoenix, dedita alla ricerca
di pericolosi criminali, nonchè il più fortunato cercatore di materiali della storia della
TV: gli serviva del plutonio? Toh, proprio sotto il lavandino! Stava per morire
schiacciato da una pressa? E allora si costruiva uno smaterializzatore nucleare con del
pongo e la nutella...mah!! Lavora agli ordini di Pete Thornton, che aiuterà ancora di più
quando questi diventerà cieco per un glaucoma.

Fattore anni 80: 8,5

Simon & Simon

Rick e A.J. Simon sono due fratelli con una piccola agenzia investigativa a San Diego,
California, che per "prezzi ragionevoli", come dice il cartello fuori dal loro ufficio, si
danno da fare per risolvere casi intrigati, utilizzando con maestria anche travestimenti e
cavandosela sempre con spirito e ironia, in uno dei telefilm di maggior successo delle
televisioni private italiane negli anni '80.

Fattore anni 80: 8


Professione pericolo

Colt Seaver, stuntman professionista e cacciatore di taglie per arrotondare, si divide tra
set dei film e caccia ai criminali su cui pendono delle taglie perchè scappati dopo aver
pagato la cauzione, aiutato dal cugino Howie Munson e dalla bella collega di stunt Jody
Banks. Ovvio che quando si tratta di mettere le mani sui fuggitivi, Seaver ricorra al
meglio del suo bagaglio professionale, con spericolate acrobazie in moto e macchina.
Buon successo di pubblico per una serie che ha visto una lunga fila di comparse molto
conosciute del mondo di Hollywood, a cominciare da Farrah Fawcett, all'epoca moglie
di Lee Majors.

Fattore anni 80: 7,5

Samurai

Samurai senza padrone e quindi caduto in disgrazia, Itto Ogami diventa un ronin, un
killer a pagamento che gira il Giappone per riparare i torti subiti da misteriosi nemici che
gli hanno massacrato la famiglia, e per guadagnare il denaro che servirà al figlioletto
Daigoro per entrare in futuro nella società civile che conta. Peculiarità di Itto, infatti, è
che tra un duello e l'altro si porta dietro il fanciullo di casa, su una rudimentale
carrozzina da lui stesso costruita. Tarantino ha guardato sicuramente questa serie e ha
preso nota: la violenza e il sangue delle scene di lotta è senza precedenti e senza seguiti
in un prodotto seriale per il grande pubblico, tanto che la serie andava in onda solo a
orari improponibili, accrescendo il suo status di "cult".

Fattore anni 80: 7,5

Truck driver

Billy Joe "B.J." McKay è un reduce del Vietnam che al ritorno dalla guerra ha trovato
lavoro come camionista, riuscendo a mettersi in proprio, anzi, a metà con un socio.. lo
scimpanzè Birra. La scimmia è l'amico del cuore del camionista, anche perchè gli aveva
salvato la vita in guerra: insieme, viaggiano per le freeway americane consegnando
merce, e spesso imbattendosi nello sceriffo Lobo, un odioso tutore delle forze dell'ordine
che non vede di buon occhio B.J., forse anche per il fascino che esercita sul gentil sesso,
con varie donzelle sempre pronte ad aiutare il loro trasportatore preferito. Tra tante
avventure in cui si imbattono B.J. e Birra, finirà che anche Lobo la smetta di essere un
rompiscatole, tanto da guadagnarsi addirittura uno spinoff tutto suo.
Fattore anni 80: 7,5

Che fine hanno fatto?

A-Team

Mr. T (Laurence Tureaud), il mitico P.E. Baracus, è stato anche una superstar del
wrestling ai tempi d'oro di Hulk Hogan e l'antagonista di Rocky nel terzo film della saga:
poi il suo momento magico è finito, ed è iniziato un tremendo periodo in cui ha dovuto
combattere con tutte le forze contro un linfoma. Determinato come il suo personaggio,
ha superato la malattia, ma si è ritrovato in bancarotta per il costo delle spese mediche.
Ha dato la voce a un personaggio del film "Piovono polpette". George Peppard,
Hannibal, famoso per il suo ruolo in "Colazione da Tiffany", è purtroppo venuto a
mancare nel 1994, a 66 anni, per un tumore ai polmoni. Dirk Benedict, Sberla ma anche
uno dei protagonisti di Galactica, è oggi uno sceneggiatore e regista teatrale: si occupa
inoltre di tenere seminari sui vantaggi della dieta macrobiotica. Dwight Schultz, infine, il
pazzo Murdock, ha recitato in vari film di fantascienza, e soprattutto nelle due serie di
Star Trek, "Voyager" e "The next generation", dove interpretava il tenente Barclay. Dà la
voce a molti personaggi dei cartoni animati, tra cui lo scienziato pazzo Dr. Animo nel
fortunato "Ben 10".

Magnum P.I.

Tom Selleck ha provato anche l'avventura del grande schermo, ma nonostante prove
brillanti, i suoi film non hanno avuto troppo successo, soprattutto considerando che
avrebbe potuto essere Indiana Jones, ruolo che rifiutò. È infine tornato al successo in tv,
nel ruolo del commissario della polizia di New York in "Blue bloods". John Hillerman,
Higgins, visto anche in "Ellery Queen" e "La signora in giallo", è venuto a mancare nel
2017, a 85 anni. Roger Mosley, Theodore "TC" Calvin, ha avuto vari ruoli in film di
azione di seconda fascia, e ha avuto notevole esposizione sui media all'epoca del
processo di O.J. Simpson, suo amico che ha sempre difeso. Larry Manetti, Rick,
continua a lavorare in varie serie tv, senza però avere lo stesso successo del telefilm che
lo lanciò, anche se di recente ha ottenuto un ruolo semi ricorrente in "Hawaii five-o".

Charlie's Angels

Jaclyn Smith, Kelly, il mio angelo preferito, ha avuto un ruolo importante nella serie
"The district", ma si dedica quasi a tempo pieno alla sua attività di arredatrice d'interni e
stilista, Kate Jackson, Sabrina, ha avuto molti ruoli in vari tv movies, ed è un'attiva
sostenitrice per la campagna di prevenzione dei tumori al seno, da cui era stata colpita e
che ha sconfitto. Cheryl Ladd, la "piccola" del gruppo, Kris, è molto attiva in campo
politico, sul fronte repubblicano, ed è molto vicina ai soldati in Iraq, per i quali ha svolto
vari spettacoli. È stata la moglie di Ed Deline nel telefilm "Las Vegas". David Doyle, il
pacioso Bosley, è venuto a mancare nel 1997, a soli 58 anni, a causa di un infarto, come
pure è scomparsa nel 2009 a 62 anni Farrah Fawcett, la più affascinante degli angeli
originali.

Mac Gyver

Richard Dean Anderson, attivissimo nel campo della beneficenza, ha recitato in vari tv
movies prima di trovare un altro ruolo fortunatissimo, quello del colonnello (poi
generale) Jack O'Neill in "Stargate SG-1". Dana Elcar, Pete, non recitava semplicemente
quando faceva il cieco, perchè realmente affetto da glaucoma degenerativo, una malattia
che ha affrontato con coraggio e che non gli ha impedito di continuare a recitare. È
morto nel 2005 per una grave forma di polmonite.

Simon & Simon

Jameson Parker, il biondo A.J., ha smesso da tempo di recitare e si occupa della sua
fattoria e della sua passione per la scrittura. Gerald McRaney, il baffuto Rick, famoso
anche nel ruolo del maggiore MacGillis in "Agli ordini papà", ha avuto ruoli di spicco in
serie molto importanti, come "The West Wing" e "Deadwood". Recentemente è ha avuto
un ruolo di spicco nell'acclamato "House of cards" e in "24:Legacy".

Professione pericolo

Lee Majors, l'uomo da sei milioni di dollari, arrivato alla quarta moglie (la seconda è
stata Farrah Fawcett, la terza una playmate di Playboy..), continua ad apparire in molti
telefilm, tra cui il remake di "Dallas" e "Raising Hope". Il suo socio Douglas Barr è
invece diventato un produttore di vini, mentre la bellissima Heather Thomas scrive
romanzi ed è molto impegnata in campo politico.

I film di sport

Per una vittoria in piu'

Il cinema degli anni '80 scopre anche lo sport come genere da cui trarre grandi profitti:
d'altronde, se la gente riempie gli stadi e i palazzetti per vedere correre, battere, placcare,
prendere rimbalzi dal vivo, perchè non dovrebbe anche voler seguire l'azione su una
comoda poltrona del cinema? Negli anni '80 non vanno ancora di moda i cosidetti
"biopic", i film biografici, spesso romanzati, sulla storia dei grandi campioni che
spopoleranno negli anni seguenti, con le eccellenti eccezioni di "Toro scatenato" e
"Momenti di gloria", cosí ci si rivolge a storie di fantasia, ma con un background
plausibile, come in "Colpo vincente" e il secondo capitolo di "Rocky", due storie ispirate
a fatti e personaggi realmente esistiti.

Anche se il registro principale di questi film è quello drammatico, non mancano i film
più leggeri, come "Karate kid", che strizza l'occhio agli adolescenti brufolosi, e "Major
league", che ottiene addirittura la licenza ufficiale della MLB a utilizzare i marchi delle
vere squadre professionistiche, in quello che diventa anche azzeccato marketing del
gioco (mica sono tifoso degli Indians per niente..). Su tutti, svetta però "L'uomo dei
sogni", un poetico omaggio al più americano degli sport e ai suoi tempi d'oro, un film
che rientra d'obbligo tra i quelli più citati quando si tratta di parlare di film e sport.

Fuga per la vittoria

Francia, 1943: il maggiore tedesco Von Steiner, ex calciatore professionista, vuole


organizzare un incontro di calcio tra la nazionale tedesca e un grupppo di prigionieri di
guerra per scopi di propaganda: si rivolge al maggiore Colby, anche lui ex calciatore.
Dopo un iniziale rifiuto, Colby accetta e cerca tra i nomi dei prigionieri di vari campi ex
calciatori che possano rinforzare la sua squadra. E a rinforzare la squadra arrivano Luis
Fernandez (Pelé), Brady (Bobby Moore), Carlos Rey (Osvaldo Ardiles), Harmor (Mike
Summerbee), più altri ex calciatori professionisti, anche loro prigionieri di guerra.
Elemento di disturbo del gruppo é invece Hatch, un americano che non sa assolutamente
cosa sia il calcio, ma che se la cava con le mani e con la lingua lunga, tanto da diventare
il secondo portiere della squadra e una specie di preparatore atletico. Colby riesce anche
a farsi assegnare alcuni ex giocatori polacchi, ridotti a larve umane dopo la tremenda
prigionia subita in campi di concentramento nazisti.

Mentre la partita si avvicina, il colonnello Waldron, ufficiale anziano dei prigionieri,


pensa che l'incontro possa servire a qualcos'altro: ad esempio, ad organizzare una
clamorosa fuga di tutti i membri della squadra: tramite Hatch, prende contatti con la
Resistenza francese, che prepara la strada per la fuga scavando una galleria sotto gli
spogliatoi. Il piano scatterà nell'intervallo della partita, ma.. Ma l'orgoglio di un
calciatore può essere un ostacolo insormontabile: vessati da un arbitro evidentemente di
parte, gli Alleati stanno perdendo nettamente la partita, ma sentono che possono tornare
in campo per ribaltarne le sorti. E aiutati da Hatch che para un rigore, e da Rey che segna
in splendida rovesciata, riusciranno infine a pareggiare: il pubblico entusiasta invade il
campo per portarli in trionfo, e fà evadere tutta la squadra direttamente dall'ingresso
dello stadio.
Trivia

..Lo stadio in cui si disputa la partita non é il Colombe di Parigi, ma quello della MTK di
Budapest.. Nonostante il titolo, la partita si chiude sul 4 a 4..(o forse con lo 0 a 3 a
tavolino, per invasione di campo..).. Il film é ispirato alla storia vera della Dinamo Kiev,
che nel corso della seconda guerra mondiale sconfisse in una partita non proprio
amichevole la nazionale tedesca per 5 a 3, pur sapendo che quella vittoria avrebbe
significato la deportazione e la morte per molti dei giocatori.

Colpo vincente

Norman Dale, allenatore di basket in declino, arriva nella piccola cittadina di Hickory,
nell'Indiana, dove grazie all'interessamento del suo amico di college e attuale preside del
liceo locale assume il ruolo di coach della squadra di basket, unico motivo di vanto per
tutta la cittadinanza. Ma i metodi di allenamento di Dale, abituato al basket universitario,
sembrano da subito poco appropriati per dei giovani liceali, e insieme alle sconfitte
arrivano anche le critiche degli abitanti del posto, tra cui quelle di Myra, giovane
professoressa nata e cresciuta a Hickory, che non sopporta Norman. Alla fine, il destino
dell'allenatore, come succede per tutte le decisioni importanti della cittadinanza, viene
deliberato in un'assemblea comunale. Quando la maggioranza sembra schierata contro
Norman, interviene a suo favore Jimmy Chitwood, il più talentuoso giocatore della città,
che aveva abbandonato la scuola, e che promette di rientrare in squadra solo se
l'allenatore rimarrà Dale. Di fronte alla richiesta dell'eroe locale, nessuno si oppone:
comincia per Norman una nuova avventura. Dopo l'iniziale rifiuto del nuovo arrivato, la
squadra comincia a rendersi conto delle proprie potenzialità: arrivano le vittorie, e
mentre Norman comincia addirittura a trovare simpatica Myra, la vecchia leggenda del
basket locale, "Colpo in canna", retrocesso da speranza di campione ad alcoolizzato,
diventa amico di Norman e suo prezioso collaboratore. Tra lo stupore generale, intanto,
Hickory avanza nel campionato statale, fino ad arrivare alla finale contro il potentissimo
South bend central, nel catino da 40.000 posti di Indianapolis. Sembra una partita senza
speranza, ma come ricorda Dale ai suoi ragazzi nell'intervallo, anche Davide sconfisse
Golia.. Considerato il miglior film di sempre sul basket, e in particolar modo del mondo
del basket liceale in Indiana, in cui lo sport della palla a spicchi è una religione, ne
descrive con rispetto i riti e l'aspetto umano, tralasciando qualcosa sul piano tecnico.

Trivia

..Il film è basato sulla storia vera del piccolo liceo di Milan, che nel 1954 vinse il
campionato statale di basket dell'Indiana contro scuole che avevano più iscritti di tutta la
popolazione della cittadina della scuola.. Il carattere focoso di Dale è invece basato su
quello del mitico coach dell'università di Indiana, Bobby Knight.. Ci furono problemi
per la produzione a trovare, e soprattutto vestire con abiti dell'epoca, abbastanza
comparse per dare l'idea che il palazzo della finale fosse pieno.
Toro scatenato

La tumultuosa vita di Jake La Motta, "Il toro del Bronx", che negli anni '40 si afferma
come uno dei migliori pugili in circolazione. Rifiutata la protezione di un boss mafioso,
il testardo Jake decide di farcela solo con le proprie forze, e con l'aiuto del fratello Joey.
Ma la strada per l'incontro per il titolo contro il grande Sugar Ray Robinson è piena di
difficoltà, familiari (si separa dalla moglie) e di altro genere (riesce ad ottenere la chance
per il titolo solo dopo aver accettato di perdere un incontro truccato). Ma finalmente
arriva il match con il campione, la vittoria e la fama: La Motta è campione del mondo.
Martin Scorsese dirige la drammatica storia di Jake La Motta, a cui la straordinaria prova
di Robert De Niro (Oscar) e la scelta del bianco e nero danno un'epica ineguagliabile.
Forse il miglior film di sempre sulla boxe.

Trivia

..Il tema portante del film è"La cavalleria rusticana" di Mascagni.. Il rumore dei pugni
che colpiscono i pugili fu ottenuto schiacciando pomodori e meloni.. Per impersonare La
Motta da vecchio, De Niro ingrassò di 27 chili.. Scorsese compare nei panni di un
inserviente che chiama La Motta sul ring.. Preparandosi per il film, De Niro sostenne
anche tre autentici incontri di boxe, vincendone due.. Per il sangue fu usata cioccolata,
che aveva una resa migliore con il bianco e nero.

Rocky II

Dopo 15 infernali round, il campione dei pesi massimi Apollo Creed e lo sconosciuto
sfidante Rocky Balboa si erano giurati di non ritrovarsi mai più su un ring, ma le
circostanze li indirizzano verso la rivincita. Apollo deve infatti sostenere gli attacchi dei
media, che stigmatizzano la sua scelta di evitare l'unico rivale che mai gli abbia tenuto
testa, Rocky dal canto suo ha finito bene presto i soldi della "borsa" del primo incontro e
si ritrova di nuovo garzone in macelleria, con in più la moglie Adriana che gli ha dato un
figlio, rischiando di morire di parto. Quando il vecchio Mickey accetta di tornare ad
allenare il suo pupillo e Apollo non può più nascondersi dalla stampa, il rematch va in
scena: sono altri 15 round violentissimi, con Apollo avanti ai punti, ma Rocky che infine
vince quando riesce ad alzarsi dal tappetto prima del campione, dopo un clamoroso
"colpo di incontro".

Trivia

..Tra gli sparring partner di Rocky, fa una breve comparsa anche il campione del mondo
dei pesi medi Roberto Duran.. Nella prima stesura della sceneggiatura, il match si
svolgeva al Colosseo.. In un flashback, veniamo a sapere che il vero nome di Rocky è
Robert.. Per la serie, "Hanno guardato anche questa..", il tragitto della corsa di
allenamento di Rocky da casa sua alla famosa scalinata del Museo d'arte di Philadelphia
è lungo 30 miglia, non male per una sgambata..

L'uomo dei sogni

Ray Kinsella è un agricoltore dello Iowa, con una bella fattoria immersa nei campi di
mais, una bella moglie e una splendida bambina. Ma Ray non è tranquillo, perchè
ultimamente sente una voce, che continua a ripetergli: "Se lo costruisci, lui tornerà..".
Lui, capisce subito Ray, è il padre morto, a cui non è mai stato molto legato. Ma
costruire cosa, si chiede Ray? Poi capisce: un campo di baseball, l'unica cosa che lo
aveva legato in vita al padre. Indebitandosi con le banche, Ray comincia il suo folle
progetto, finchè una sera, nel campo ormai finito, arriva come un apparizione "shoeless"
Joe Jackson, giovane come quando lo scandalo dei Chicago "Black" Sox lo investí.
Guidato ancora dalle voci, Ray rintraccia altre persone il cui destino sarebbe potuto
cambiare grazie al baseball, e che invece non avevano mai avuto la possibilità di provare
a giocare nelle leghe maggiori. Il campo di Ray, a rischio di sfratto, continua a riempirsi
delle apparizioni di grandi giocatori del passato, finchè una sera non arriva l'uomo per
cui Ray ha costruito il campo dei sogni: suo padre John, giovane e pieno di speranze per
il futuro. E la speranza, capisce Ray alla fine, è ciò che renderà il suo campo meta di
future colonne di tifosi del gioco americano per eccellenza, desiderosi di rivedere i
propri campioni dei sogni.

Trivia

..Il film è tratto dal romanzo "Shoeless Joe", il giocatore più importante degli 8 uomini
dei Chicago White Sox che nel 1919 vennero squalificati per aver venduto le world
series, diventando i Chicago Black Sox.. Da quello scandalo, un altro film: "8 uomini
fuori".. Il campo da baseball fu costruito in una vera fattoria, e alla fine del film rimase
in regalo ai proprietari della fattoria: 750.000 persone lo hanno visitato.. Tra le
comparse, due giovanissimi attori: Ben Affleck e Matt Damon.

Il migliore

Roy Hobbs è un rookie, un debuttante di 34 anni nella (fittizia) squadra dei New York
Knights. Quello che nessuno sa, è che il suo debutto è stato ritardato da un episodio
drammatico di 15 anni prima, quando giovane di belle speranze si stava recando a
Chicago per un provino con i Chicago Cubs. Una strana donna, infatti, gli aveva sparato,
ferendolo quasi mortalmente e bruciandogli i sogni di successo e fama. Il talento di
Hobbs, però sta per esplodere in tutta la sua grandezza: infatti ha un occasione per
entrare in squadra e comincia a battere fuoricampo in tutti gli stadi, con "Wonderboy", la
mazza che ha costruito da solo dal legno di un albero colpito da un fulmine. I Knights
scalano posizioni in classifica grazie al rookie, che si ritrova suo malgrado in mezzo a
una lotta di potere per il controllo della squadra, tra il manager, Pop Fisher, e il
proprietario, il giudice Banner.

Hobbs rifiuta le proposte del proprietario di giocare a perdere per giustificare il


licenziamento del manager, e per questo finisce anche avvelenato: all'ospedale i dottori
rimuovono la pallottola che gli era stata sparata contro 15 anni prima. Debilitato, Hobbs
scende comunque in campo per la partita decisiva che assegnerà il titolo. Nel corso della
partita, rompe "Wonderboy", che gli viene sostituita dal batboy con una di sua
fabbricazione, la "Savoy special". Nel turno di battuta decisivo, Hobbs colpisce un
fuoricampo lunghissimo che manda in frantumi il tabellone dello stadio, portando i
Knights al titolo. In tribuna, applaude Iris, la sua ragazza dell'adolescenza, e il figlio, che
Hobbs ha scoperto essere il suo.

Trivia

..Il personaggio di Hobbs è in parte ispirato a Ted Williams, grande campione dei Boston
Red Sox: entrambi indossano la maglia numero 9 e finiscono la carriera nello stesso
modo, con un fuoricampo.. Nel 1946, Bama Rowell dei Boston Braves aveva mandato in
frantumi l'orologio del tabellone di Ebbets Field, provocando una pioggia di scaglie di
vetro.

Momenti di gloria

La storia vera raccontata attraverso vari flashback di due giovani velocisti britannici, in
corsa per la gloria alle Olimpiadi del 1924. Eric Liddell, un missionario scozzese, corre
per ringraziare Dio del dono che gli ha dato, Harold Abrahams, figlio di un ricco ebreo,
per trovare il suo posto nella realtà snob dell'università di Cambridge. Eric ha però un
problema grosso: la sua gara di qualificazione è in programma domenica, giorno per lui
consacrato a Dio, e quindi si rifiuta di correre, nonostante le pressioni dello staff inglese.
L'intervento di un compagno di squadra, che gli cede il posto per i 400 metri, risolve la
questione, e permette ad Eric di vincere la sua medaglia d'oro, prima di esultare per il
successo di Harold. Dopo le Olimpiadi, entrambi perseguiranno le proprie strade,
rispettivamente di missionario e uomo d'affari. Bellissima fotografia e un tema musicale
indimenticabile. 4 Oscar forse premiarono anche in modo eccessivo quello che
comunque resta un bellissimo film.

Trivia

..Oltre agli ori, Liddell e Abrahams vinsero anche rispettivamente un argento e un


bronzo.. Nella realtà, Liddell seppe del programma delle gare mesi prima delle
Olimpiadi, e cosí fu iscritto direttamente ai 400 metri.. Il film fu girato nello stesso
periodo di "Reds", anch'esso ambientato negli anni '20: la richiesta di costumi per i due
film fu tale che le sartorie non riuscirono a fornire abbastanza costumi per entrambi.

Karate Kid

Trasferitosi in California con la madre, il giovane Daniel cerca di adattarsi alla nuova
vita, ma scopre ben presto la cattiveria dei coetanei locali, timorosi del nuovo arrivato, e
particolarmente dei bulli del "Kobra Kay", una palestra di karate dove viene insegnato
uno stile di lotta particolarmente violento. Stanco dei soprusi e delle botte, Daniel ha la
fortuna di incontrare Miyagi, un anziano giardiniere che in realtà ha una vasta
conoscenza del karate. Toccato dalle disavventure del giovane, l'uomo gli insegna con
metodi poco ortodossi ("Dai la cera, togli la cera.:") i principi della filosofia orientale e
la via del karate, che il giovane Daniel userà per battere i suoi persecutori in un
importante torneo, guadagnando anche l'amore della bella Ali.

Trivia

.."Karate kid" èanche il nome di uno dei supereroi della legione dei supereroi, e per
questo gli autori dovettero ottenere il permesso dalla DC Comics per utilizzarne il
nome.. Il maestro della scuola di karate dei nemici di Daniel doveva essere il mitico
Chuck Norris, più volte campione del mondo di karate, che poi rinunciò perchè non gli
piacque il modo in cui veniva presentato il mondo delle scuole di arti marziali.. Il nome
del maestro di Daniel, Miyagi, è un omaggio a Chogun Miyagi, che in Giappone
introdusse nuove tecniche di combattimento.. Miyagi doveva essere impersonato dal
mitico Toshiro Mifune, ma i produttori lo ritennero "troppo serio", visti i suoi trascorsi
nei film di Kurosawa.

Major league

I Cleveland Indians sono la squadra più derelitta del baseball, abbandonata sul fondo
delle classifiche da quasi 40 anni: cosí, quando alla morte del loro proprietario ne
diventa padrona la moglie, il suo primo pensiero è come sbarazzarsene. L'occasione
gliela fornisce una regola delle major leagues, che stabilisce che se il totale di spettatori
annui scende sotto un determinato minimo, il proprietario ha diritto a prendere armi e
bagagli e traslocare tutto in un altra città. Riempiendo la squadra di ex giocatori e
giovani di belle speranze e poco altro, pensa l'astuta signora, i risultati e gli spettatori
scapperanno dallo stadio municipale di Cleveland, e lei potrà trasferire la franchigia al
caldo della Florida. E l'inizio stagione è promettente, tra lanciatori miopi appena usciti di
galera, vecchi campioni con le ginocchia a pezzi, potenziali velocisti che però non sanno
niente del gioco, giocatori più attenti al loro portafoglio azionario che alla palla, esotici
battitori cubani adoratori di divinità voodoo, e altro ancora.. Le sconfitte si susseguono, i
tifosi allo stadio diminuiscono sempre di più e la cattivona è sicura di aver vinto la sua
partita..

Ma in fondo, cosa distingue una squadra vincente da una di perdenti? Forse solo le
motivazioni: ecco che una volta conosciuto il piano della loro proprietaria, i derelitti
Indians rivoltano la loro stagione come un guanto. Ora tutti corrono, battono, si
sacrificano per gli altri: e l'acquisto di un paio di occhiali rende Ricky Vaughn, l'ex
galeotto, "Wild thing", la nuova sensazione di Cleveland. Di vittoria in vittoria,
nonostante i bastoni tra le ruote messi dall'inviperita proprietaria, gli Indians
riconquistano i propri tifosi e arrivano a giocarsi il titolo (dell'American League) contro
gli odiati Yankees. Finirà, ovviamente, in trionfo, con Vaughn a registrare l'ultima
eliminazione.

Trivia

..I Cleveland Indians sono stati veramente la barzelletta del baseball professionistico,
perlomeno fino al 1995, quando hanno vinto il primo titolo dell'American league dopo
47 anni di digiuno: il titolo assoluto, comunque, continua a mancare dal 1954.. Per le
riprese di gioco fu usato il campo di Milwaukee, mentre solo gli esterni furono girati al
Municipal stadium di Cleveland.. Il radiocronista che accompagna incredulo la stagione
degli Indians è in realtà l'annunciatore dei Milwaukee Brewers, Bob Uecker.. "Wild
thing", la canzone cantata da tutto lo stadio per accompagnare le imprese del lanciatore
Vaughn, è un classico dei Troggs.

I film di culto

Si fa presto a dire cult

I film che vengono etichettati come "cult movies" coprono uno spettro molto vasto della
luce dei proiettori delle sale cinematografiche, con un registro che spazia dall'elevato
all'infimo. Spesso, infatti, l'etichetta "cult" viene appiccicata a bruttissimi film come una
foglia di fico che possa coprire carenze e pochezza, di storia e interpretazioni:
"L'allenatore nel pallone" è un cult, "Paulo Roberto Cotechinho" è una vaccata che
qualcuno spaccia per cult.

E allora, dove sta la differenza? Come si acquisisce a pieno merito il titolo di film di
culto? Beh, come dice il nome, il film deve averlo, un culto, un pubblico di fedelissimi
che quel film lo conosce a memoria, che lo ha visto decine di volte, che non perde
occasione per citarne le frasi nei discorsi con le persone "normali". E poi il film in
questione deve avere meriti anche per la storia e la recitazione, o per quello che
rappresenta come fotografia di un momento storico: "Breakfast club" è un cult perchè
non è mai banale e rappresenta gli anni '80 meglio di qualsiasi altro film, "Vacanze di
Natale" e "Yuppies" descrivono il rampantismo italiano di quegli anni meglio di tanti
trattati sociologici.

E "Fracchia la belva umana" e Tomas Milian? Ok, a volte si può fare uno strappo, ma se
Lino Banfi e Tomas Milian - Bombolo non vi strappano una sana risata di pancia, anche
30 anni dopo, non so proprio cos'altro consigliarvi..

L'allenatore nel pallone

Tra la sorpresa di tutti, anche del diretto interessato, il presidente della Longobarda,
squadra neopromossa in serie A, decide di affidare la panchina al semisconosciuto
Oronzo Canà, sanguigno allenatore pugliese con moglie piemontese e figlia
sentimentalmente problematica a seguito. Seguace delle teorie di Liedholm, ma non del
suo aplomb, Canà comincia a rendersi conto della nuova realtà quando l'unico risultato
che ottiene al calciomercato è perdere i due migliori giocatori della sua squadra, ceduti
dal suo presidente alla Juve per una fantomatica opzione futura su Maradona. Per cercare
di ottenere qualche giocatore valido, Canà si reca allora in Brasile con una specie di
mediatore, tale Bergonzoni, che vanta un'amicizia di lunga data con tale Giginho, il
quale a sua volta millanta conoscenze con tutto il mondo del calcio brasiliano. I due sono
in realtà due truffatori di bassa lega, e l'unica cosa che Canà ottiene dalla trasferta è
l'esportazione dell'appendice da un medico brasiliano che i due gli avevano spacciato per
Socrates. Ma prima di tornare in Italia a mani vuote, Canà si imbatte in un giovane
dall'indubbio potenziale, Aristoteles, e lo mette sotto contratto. Le cose inizialmente non
vanno bene, e per Canà arrivano sconfitte e botte dai tifosi, ma poi Aristoteles vince la
sua "saudade" e incomincia a segnare, la Longobarda risale la classifica e Canà si vanta
da stregone del calcio. Ma l'invidia dei compagni di squadra di Aristoteles, primo fra
tutti Speroni, l'amichetto della moglie del presidente, fanno tornare la tristezza nel
brasiliano, e insieme alla lunga squalifica subita da Canà riportano la Longobarda
sull'orlo della serie B.

Il ritorno al gol di Aristoteles, che ha vinto la "saudade" con l'amore per la figlia di Canà
accendono però una nuova speranza nei tifosi. Ma prima dello spareggio decisivo per
restare in A, il presidente svela all'allenatore il motivo del suo ingaggio: non certo la sua
bravura, anzi, al contrario, la certezza che con lui in panchina il ritorno in B sarebbe
stato automatico. Cosí, se Canà vuole il rinnovo del contratto, si dovrà piegare alla
volontà di Borlotti e non schierare Aristoteles. Canà prima si piega al diktat, ma poi
quando sua figlia lo supplica di mandare in campo il suo amato, si ribella, toglie Speroni,
lancia Aristoteles e vince la partita. Mentre viene portato in trionfo dai tifosi, Canà
riceve la notizia dell'esonero, ma si vendica rivelando al presidente che sulla sua testa ci
sono due sporgenze ramificate.. Divertente, ancora oggi attuale presa in giro del mondo
del calcio e dei suoi eccessi, con molti protagonisti dell'epoca, sia in campo (Pruzzo,
Graziani, Ancelotti, De Sisti) che fuori (Martellini, Biscardi, Maffei, Galeazzi) che si
prestano alla vena comica di un Banfi in grande spolvero, con alcune battute veramente
spettacolari. Povera solo la parte del gioco vero, con i giocatori e i campi chiaramente
non all'altezza, ma è dettaglio da poco.

Animal house

1962: il rettore dell'immaginario Faber college, Wormer, ha deciso che quest'anno si


deve sbarazzare di quei casinisti scansafatiche della confraternita Delta, in cui l'unica
cosa che si studia è come organizzare la prossima festa a suon di birra a fiumi, gioco
d'azzardo e sostanze non proprio legali. Per riuscirci si affida agli snob figli di papà della
confraternita Omega, ma anche ai continui fallimenti accademici di membri della
confraternita, tra cui spicca per "applicazione" Bluto Blutarsky, eterno fuori corso
impegnato a mangiare e bere a sfinimento, e ad organizzare scherzi ai danni degli odiati
Omega. Riuscito finalmente a sbarazzarsi dei Delta per le loro evidenti mancanze
scolastiche, Wormer canta vittoria, ma troppo presto: organizzata da Bluto, che la carica
con un accorato discorso, la confraternita dei casinisti riesce a rovinare con scientifica
precisione la parata degli ex alunni, mettendo a soqquadro tutta la cittadina. E mentre si
avvicinano i titoli di coda, veniamo a sapere quale sarà il futuro dei protagonisti, e si
scopre che i primi a scuola non sempre saranno i primi nella vita, come dimostrerà il
futuro senatore Blutarsky.. Il film é del 1978, ma per il fatto che da noi arrivò nel 1980
rappresenta in realtà una specie di "figlio illegittimo" degli anni '80, con la straordinaria
comicità fisica di uno scatenato John Belushi al servizio del primo "big movie" di John
Landis. Bella copia poi imitata malissimo da tanti filmetti successivi, é un cult
irrinunciabile.

Trivia

..Il film fu girato in soli 28 giorni presso il campus della Oregon university, che aveva
concesso alla produzione un solo mese di tempo.. A Donald Sutherland, che recita il
ruolo di un professore, fu offerto di scegliere tra 40.000 dollari subito, o una percentuale
sugli incassi poi: l'attore non credeva nelle potenzialità del film, e cosí scelse l'uovo: la
gallina gli sarebbe valsa circa 40 milioni di dollari.. Il motto della confraternita Delta é
"Ars gratia artis", lo stesso del logo della MGM, la casa di produzione del film.. I toga
party non esistevano prima del film: diventarono poi il marchio di fabbrica di ogni festa
universitaria.. La coppia dei Blues brothers non si formò in questo film, in quanto Dan
Aykroyd rinunciò alla parte per precedenti impegni.

Blues brothers

Dopo l'uscita di prigione, Jake Blues e il fratello Elwood vanno a visitare l'orfanatrofio
dove sono cresciuti, e scoprono che sta per chiudere, se non si riusciranno a trovare entro
11 giorni i 5.000 dollari di tasse arretrate da pagare. I due fratelli Blues saranno anche
animacce nere, ma di fronte alla richiesta delle loro suorine non possono rimanere
indifferenti, cosí iniziano la "loro missione per conto di Dio": decidono di riunire i
componenti della vecchia band musicale, per un concerto che raccolga i fondi necessari.
Tutti gli ex componenti del gruppo si sono sistemati in altre attività, ma non sanno
resistere al richiamo del blues. Tornano a suonare insieme, incrociando strani personaggi
e cantanti famosi (Ray Charles, Aretha Franklin) e combinandone di tutti i colori. I due
fratelli riusciranno a procurare i soldi necessari e, dopo un gigantesco inseguimento in
auto durato una notte intera, arriveranno in tempo a salvare l'istituto dalla chiusura. Il
film che decretò il passaggio nella categoria delle superstar di John Belushi, che
purtoppo da lí a breve sarebbe stato un mito morto, e l'arrivo nella categoria star di Dan
Aykroyd, che sarebbe divenuto uno dei volti vincenti della commedia americana dei
successivi 10 anni. La maestria di John Landis, che qui "studia" i tempi per "Una
poltrona per due" fà il resto e decreta l'ingresso del film nella galleria degli
indimenticabili.

Trivia

..Il vero nome di Jake é Joliet, e Joliet e Elwood sono due città a sud di Chicago..
L'indirizzo fittizio di casa che Jake dà alla polizia, 1060 West Addison, é l'indirizzo del
Wrigley Field, lo stadio di casa dei Chicago Cubs.. Oltre alle varie superstar del blues,
nel film fanno la loro apparizione amichevole anche Steven Spielberg e Frank Oz,
l'uomo dei Muppets.. Il film detiene il record per numero di automobili sfasciate, e prima
di filmare una scena in cui un'automobile cade da un ponte, la produzione dovette
ottenere un certificato di "inadattabilità al volo" dalla Federal Aviation Administration,
dimostrando con un crash test che la macchina non se ne sarebbe volata via come un
aereo, ma sarebbe caduta a terra come un mattone.. Ogni volta che viene inquadrata la
finestra della camera da letto dei fratelli, sta passando un treno.

La rivincita dei nerds

Primo giorno di college, per gli amici di lunga data Lewis e Gilbert, arrivati all'Adams
college per prendere una laurea, ma anche qualche ragazza..quello di cui non si rendono
conto, é che sono un po' troppo secchioni per attirare l'attenzione delle cheerleaders del
college, che le loro attenzioni le rivolgono ai giocatori della squadra di football, non a
questi nuovi soggetti..i nerds!! Termine molto piú dispregiativo del nostro "secchioni",
in quanto racchiude in sé anche una connotazione di "sfigati"..e in effeti, con quelle
orrende camicie piene di penne e con il nastro isolante a reggere le stanghette degli
occhiali.. i poveri nerds si accontenterebbero di non avere fastidi, ma sembra proprio che
i membri della confraternita "in" degli Alfa-beta, guidati dal quarterback della squadra di
football, Stan, vogliano divertirsi con i nuovi arrivati. E allora, prima li sfrattano dai loro
alloggi dopo che la sede della confraternita ha preso fuoco, costringendoli a trasferirsi in
palestra, poi li fanno oggetto di continui scherzi che li mettono in ridicolo davanti a tutto
il college.
Stanchi dei continui soprusi, i due nerds trovano altri nella loro stessa condizione, e li
riuniscono in una nuova confraternita: sta per arrivare la gara annuale delle confraternite,
e gli alfa-beta avranno delle sgradite sorprese dai sottovalutati nerds.. Figlio spirituale di
Animal house, da cui prende lo spirito goliardico tipico dei college, ribaltando la
prospettiva: non piú la confraternita dei socialmente pericolosi, ma la nuova "razza"
degli sfigatoni secchioni. Anche questo film é ormai un cult assoluto.

Trivia

..Il film é stato girato presso la Arizona university, che inizialmente aveva negato il
permesso alle riprese, ma poi arrivó a permettere la partecipazione al film anche a
studenti del college.. L'attore che interpreta il capo degli alfa-beta era il cugino di Fonzie
in Happy days.. Il coach della squadra é John Goodman, visto in moltissimi altri film e
nella sit-com "Roseanne".

Breakfast club

Sabato 24 marzo 1984, Shermer high school, un liceo come tanti nella provincia
americana. Oggi non è giorno di lezioni, ma di punizioni: su ordine del tremendo preside
Vernon, 5 studenti del liceo saranno costretti a passare tutto il sabato, dalle 7 alle 16, in
aula, a riflettere sui motivi che li hanno portati lí, invece che al cinema o ai grandi
magazzini, e a scrivere un tema su quello che pensano di essere, e di diventare. I 5 non
sono amici, e si conoscono solo "di fama": c'è Bender, il ragazzo problematico, o
meglio, secondo Vernon, "il criminale", Andy, l'atletico giocatore della squadra di
football, che spera di vincere una borsa di studio per meriti sportivi, Brian, il secchione,
Claire, "la principessa", a cui il padre non fà mancare niente, se non l'affetto, e Allison,
la problematica ragazza dark che vive in un mondo tutto suo. Costretti a stare insieme,
all'inizio i 5 non si piacciono, con Bender che sà tutto di tutti e tutti stuzzica con la sua
insolenza, Andy che fà finta di disprezzarlo, ma in cuor suo ne invidia la faccia tosta,
Brian che non ha argomenti per suscitare l'attenzione degli altri, e le due ragazze che
neanche si guardano, tanto sono lontani i mondi a cui appartengono. Ma una giornata in
aula è lunga da passare, e cosí piano piano i ragazzi si avvicinano: guidati da Bender,
organizzano una scorribanda per le aule deserte, inseguiti dal becero preside, e poi,
grazie anche a un po' di fumo portato dal solito criminale, danno vita a una festa in piena
regola. E col passare del tempo, diventano sempre più intimi, al punto di parlare anche
dei loro problemi, e confessare infine i motivi che li hanno portati a trovarsi a scuola di
sabato pomeriggio.

Tra i problemi di Bender col padre ubriacone, quelli di Andy che ha paura di non riuscire
a realizzare i sogni di gloria che suo padre ha fatto su di lui, quelli delle due ragazze,
entrambe invisibili agli occhi dei genitori, è Brian, "il cervello ", quello che sembra il più
normale dei 5, a vivere la situazione peggiore, tanto che aveva pensato al suicidio. Ma
mentre le 16 si avvicinano, Claire scopre che Bender non è poi cosí male, e Allison,
ripulita dal trucco della sua nuova amica Claire, fà breccia nel cuore di Andy, Brian si
accorge che quello strano sabato gli ha lasciato 4 nuovi amici, i membri dell'esclusivo
"Breakfast club". Secondo molti, questo non è un film degli anni '80, ma IL film sugli
anni '80, o perlomeno sulla generazione degli adolescenti di quei magici 10 anni, una
specie di "Grande freddo" in versione teenager. E in effetti, rivedendolo oggi, tornano
alla mente luoghi, stati d'animo, modi di fare e di dire tipici di quegli anni, e situazioni in
cui tutti, prima o poi, si sono trovati.

Trivia

..L'attore che interpreta il preside era il signor Beeks in "Una poltrona per due".. La
canzone principale, "Don't you forget about me", fu proposta a Billy Idol, Brian Ferry e i
Pretenders, che la rifiutarono, finchè Chrissie Hynde dei Pretenders fece il nome del
gruppo di suo marito, i Simple Minds, che la fecero diventare un classico.. Il regista è
John Hughes, autore de "La donna esplosiva" e di tutti i film di Molly Ringwald, e poi
dei clamorosi successi della serie "Mamma ho perso l'aereo" e "Beethoven".. E il liceo in
cui si svolge il film era proprio quello frequentato dal regista.. La durata originale del
film è di 2 ore e mezzo, accorciata a 97 minuti per timore di annoiare la platea: tutte le
copie originali furono bruciate, trane una, che è tuttora in possesso di Hughes.. I due
personaggi maschili e femminili principali dovevano essere interpretati dagli stessi
attori, ma con ruoli invertiti..cosí, Molly Ringwald doveva essere la svitata, Emilio
Estevez il piantagrane.. Il vestito di Claire fu comprato nell'unico negozio Ralph Lauren
presente all'epoca a Chicago.

Fracchia la belva umana

Giandomenico Fracchia, mite impiegato di una fabbrica di cioccolato, scopre con orrore
quando se lo vede di fronte di essere il sosia della "Belva", un sanguinario bandito che
ha sparso cadaveri per mezza Europa. La Belva ha un'unica debolezza: stravede per la
madre, una tremenda arpia siciliana che lo ricopre, anche troppo, di attenzioni, e la vuole
rivedere in occasione del suo compleanno. Cosí, mentre la belva si nasconde in casa
Fracchia, questi va alla ricerca della madre dell'aguzzino, braccato da Carabinieri e
Polizia, e in particolare dal commissario Auricchio, un poliziotto incapace, testardo
come un mulo. Nonostante un lasciapassare che lo dovrebbe distinguere dalla belva,
Fracchia finirà in mezzo a una rapina e crivellato di colpi nel blitz finale in cui muore
anche la belva. Ma ahimè, in Paradiso scoprirà che il prezioso lasciapassare ce l'ha il
bandito, e cosí neanche dopo morto avrà un po' di pace.. Molto meglio dei vari Fantozzi,
con Villaggio che ha modo di mostrare anche il volto cattivo del suo uomo di tutti i
giorni, e un Lino Banfi da Oscar nella parte del commissario inetto, molto simile al
Clouseau de "La pantera rosa". Cultissimo, e non proprio un remake, ma prende lo
spunto da un film americano degli anni 40, "Tutta la città ne parla", del mitico John
Ford.
Delitto in formula uno

L'ispettore (attenzione, non commissario..) Nico Giraldi é il Serpico della Questura


romana, in grado di infiltrarsi in mezzo ai criminali grazie alla sua faccia da poco di
buono e al suo passato non proprio limpido.. Ma nonostante il suo passato, Giraldi é un
poliziotto integerrimo e capace, e anche se le sue maniere lasciano un po' a desiderare, i
suoi risultati di servizio sono sempre eccellenti. Manesco e sboccato, Nico mantiene
anche rapporti con alcuni informatori del suo passato, tra cui il ladruncolo Venticello,
con cui ha un rapporto conflittuale, ma che nasconde il loro affetto reciproco.
Protagonista di decine di film agli inizi degli anni 80, la coppia Tomas Milian-Bombolo
é stavolta alle prese con una banda di estorsori che opera nel mondo delle corse
automobilistiche, che si é spinta un po' troppo in là, fino ad uccidere un pilota. Con
Giraldi in trasferta a Milano, nessun delinquente lombardo può sentirsi piú sicuro, e
infatti dopo sparatorie, inseguimenti sui pattini e su macchine da corsa, il prode
poliziotto assicurerà alla giustizia gli assassini. L'eroe della commedia triviale italiana,
Tomas Milian ha una schiera di appassionati che ha imparato a memoria tutte le sue
battute. I film sono praticamente tutti uguali, cambiano solo le parolacce, ma il
divertimento é assicurato, anche grazie a Bombolo, impareggiabile spalla comica.
Cultissimo.

Eccezziunale veramente

Abatantuono si "stripla" per raccontare a modo suo vizi e virtú dell'animale tifoso
italiano, per il quale la squadra del cuore viene prima di tutto e tutti. Donato é il capo
degli ultras milanisti, che prima del derby carica i suoi adepti con passi dal vangelo
"secondo me" in cui si narra la discesa sulla Terra del dio Rivera: allo stadio, non é
proprio cuor di leone, e mentre scappa dalla carica dei supporter interisti, crede di essere
responsabile dell'incidente che manda all'ospedale il tremendo capo dei Boys interisti,
"Sandrino 'o mazzulatoro". Accorso all'ospedale per visitarlo, si imbatte nella fidanzata
del rivale, Loredana, di cui naturalmente si innamora. Dopo inevitabili equivoci e
tradimenti, Donato conquista Loredana, ma deve accettare di limitare la sua passione per
il Milan.

Tirzan é un camionista innamorato della Juve, che cerca di non far sapere al proprio
capo che si sta dirigendo a Bruxelles per la partita di coppa di Platini e soci. Scambierà
tragitto e camion con un collega ("Lo slavo", anzi "I slavo"), che non glielo tratterà
proprio benissimo, ma grazie all'intervento dell'Avvocato in persona, diventerà l'autista
dell'autobus dei bianconeri. Franco é invece un tranquillo tifoso interista che lavora in
una concessionaria di automobili: uno scherzo bastardo dei suoi amici lo porta a credere
di aver fatto un 13 miliardario, facendogli abbandonare datore di lavoro e moglie, due
soggetti tremendi. Per recuperare i soldi già spesi dall'incauto, lui e i suoi amici tentano
il colpo gobbo: scommettono al "totonero" sulla sconfitta della loro Inter ad Avellino,
dove vanno in trasferta vestiti da gangsters, per "convincere" l'arbitro a fischiare a favore
dei padroni di casa. Scambieranno persona, prendendosela con un commissario, ma
almeno a fine anno l'Inter vincerà lo scudetto..

Cannonball

La cannonball run è la corsa più pazza d'America: si svolge da New York a Los Angeles,
e non ha alcuna regola. Sono ammesse macchine e moto di qualsiasi forma e cilindrata, e
il vincitore è chi taglia per primo il traguardo, infischiandosene di polizia, limiti di
velocità e incolumità degli altri concorrenti. J.J. McClure e il suo amico Victor, che in
momenti di panico diventa Capitan Chaos si travestono da infermieri su un'ambulanza..
Due simpatiche canaglie scelgono invece il costume da prete per viaggiare sulla loro
Ferrari, e poi Roger Moore nei panni di sè stesso su una super macchina da 007,
giapponesi super tecnologici ma tanto pasticcioni, due esplosive ragazze pronte a tutto,
uno sceicco con una Rolls truccatissima..un esercito di pazzi và a caccia della vittoria,
mentre le polizie di tutti gli Stati si coalizzano per fermarli. E mentre la vittoria finale sta
per arridere a J.J., Victor sceglie il momento meno appropriato per trasformarsi nel suo
alter ego, capitan Chaos.. Caotica, divertente commedia in cui decine di star di
Hollywood giocano a prendersi in giro a vicenda, in una frenetica serie di battutacce e
gag. Percentuale di anni 80 ai massimi storici.

Trivia

..Tra le innumerevoli star del cast, un giovane Jackie Chan nel ruolo del pazzo pilota
giapponese.. La Ferrari 308 del film appartiene al regista Hal Needham, e
l'autoambulanza è la stessa da lui usata per partecipare alla vera cannonball.. Il film
doveva inizialmente essere un action movie con Steve McQueen, ma la morte dell'attore
spostò il tono verso la commedia, e l'attore principale divenne Burt Reynolds.. L'ultima
vera cannonball fu corsa nel 1978.

Vacanze di Natale

Il primo, l'originale, l'unico e solo. Il cult movie per eccellenza degli anni 80: non lo si
discute, lo si ama. Battute, personaggi, situazioni viste e riviste nei successivi 20 anni di
commedia all'italiana nascono nella "vanzinata" per eccellenza. Sullo sfondo di Cortina
si intrecciano storie e innamoramenti invernali: c'é l'immancabile avvocato Covelli
("Beh..anche 'sto Natale se lo semo levato dalle palle..") con famiglia, lo scanzonato
cantante di piano bar Billo, a caccia della "cugina del tortellino..beh, si, la gnocca..", ma
inguaribile mammone, che si inguaia con una valligiana, la famiglia Marchetti, titolare
dell'omonima macelleria in via Marconi, a Roma, che quest'anno ha deciso di non andare
a Ovindoli, ma andare nella chic Cortina, e ancora un Christian De Sica che sembra poco
interessato alle avances della fidanzata americana, e poi si scoprirà perché..e ancora,
corna, equivoci, strane partite a carte, il tutto condito da una grandissima colonna sonora
che và da "Moonlight shadow" a "I like Chopin", a "Vamos a la playa"..insomma, tutti
gli anni 80 in un solo film!

Trivia

..Uno dei pezzi migliori é quando tale Ursus tira una palata di neve in testa ad Arturo
Marchetti, e Marchetti gli risponde da par suo. Vanzina disse che la scena doveva
terminare con la palata e che la battuta "Li mortacci tua Ursus, pure qua stai!" fu
un'improvvisazione del mitico Mario Brega. Talmente divertentente peró da non poter
essere cancellata.. Il film fu girato in tre settimane, tra ottobre e novembre 1983, e uscí al
cinema il mese dopo.. E al botteghino fu un trionfo, con quasi 3 miliardi di incasso.. La
spesa totale per i regali di Natale da parte di Arturo Marchetti é di 416.000 lire, cosí
suddivisa: 120.000 per "la scuffia, er transistor e i nastri de Claudio Villa..", 80.000 "per
l'occhiale coo specchio di Mario..", 216.000 "pe' un pullover pieno di colori, settima
misura, per la signora..".

Yuppies

Nella "Milano da bere" degli anni 80, le storie di quattro giovani professionisti rampanti,
sempre in bilico tra i doveri della professione e il "morbo di Peter Pan", che colpisce chi
non ne vuole proprio sapere di crescere. Le ciniche ambizioni e soprattutto le grottesche
disavventure erotico-sentimentali di Willy (Greggio), venditore d'automobili innamorato
di una giovane aristocratica, che finisce a letto con la madre di lei (Corinne Clery),
Lorenzo (Boldi), notaio che cerca di evadere dal "tran tran-bene" della famiglia per finire
tra le grinfie della repressa segretaria, Sandro (De Sica), dentista molto interessato alla
clientela femminile, e Giacomo (Calà), pubblicitario stressato dalle idee che non
arrivano e dalla giovane moglie (Federica Moro) che vuole un figlio a tutti i costi. Tra
smargiassate varie, equivoci tipici della commedia all'italiana, tentativi di imitare il
modello dei giovani rampanti, l'unico e solo Avvocato, i quattro si ritroveranno a Cortina
a giocarsi le consumazioni del bar a ping pong.. Classica "vanzinata" natalizia premiata
da un oceano di spettatori, in un film che é davvero di culto che voleva essere, quasi
riuscendoci, l'"Amici miei" degli anni '80. Con inevitabile seguito.

Chi trova un amico trova un tesoro

La coppia d'oro del cinema d'azione e divertimento italiano torna con l'ennesimo film
costruito sui due personaggi che il pubblico riconoscerebbe anche al buio: il figlio di
buona donna Terence Hill è Alan, piccolo truffatore nei guai per colpa dei debiti con un
gruppo di strozzini, a cui sfugge salendo al volo sulla barca del gigante buono Bud
Spencer, Charlie, in procinto di iniziare un lungo viaggio. Alan ha avuto dallo zio
morente le indicazioni per raggiungere un'isola che custodirebbe un favoloso tesoro, e
manomessa la bussola della barca, vi fà dirigere l'ignaro Charlie. Quando questi scopre
l'intruso a bordo, partono le classiche scazzottate, che portano la nave fuori rotta e
costringono al naufragio i due. Come in tutti i film della premiata ditta, l'iniziale
repulsione per l'altro diventerà se non amicizia, almeno forzata collaborazione, per
sgominare una banda di pirati che saccheggiava l'isola e poi gli strozzini che braccavano
Alan. E il tesoro verrà ritrovato, ma si scoprirà essere denaro trafugato in guerra alla
Marina, e quindi da restituire allo "zio Sam". In ricompensa per i servigi resi, almeno, i
due avranno un posto da inservienti dentro un museo, vicino a un manufatto dell'isola
donato dagli indigeni che hanno salvato.

I film romantici

Emozioni e sorrisi in rosa

Non c'è stata nessuna "Love story" a far emozionare i cuori delle platee come negli anni
'70, ma anche gli anni '80 non si sono fatti mancare la loro razione di zucchero e miele,
con storie piene di sentimento, accompagnate da bellissima musica, come in "Electric
Dreams", o il cult assoluto della nostra generazione, "Il tempo delle mele", o ancora in
"Non per soldi, ma per amore", con la famosa scena della serenata con la boombox, poi
diventata oggetto di culto. Molly Ringwald è stata la fuoriclasse del genere, diventando
la fidanzata d'America, mentre altri attori all'epoca sconosciuti come Tom Hanks,
Virginia Madsen e Darryl Hannah sono passati da questo genere per lanciarsi tra le
stelle, in cui arrivavano anche i protagonisti dei maggiori successi al botteghino della
categoria, "Flashdance" e "Dirty dancing". Con un occhio alla glicemia, ecco quindi i
film da ricordare tra quelli in rosa..

Electric dreams

Miles Harding è un brillante architetto, che sta lavorando alla creazione di uno speciale
mattone anti-terremoto (il film si svolge a San Francisco, zona molto soggetta a questo
rischio): completamente imbranato per quanto riguarda la tecnologia, decide di
comprarsi un computer, e preso dall'euforia dell'acquisto, lo collega con tutti gli altri
apparecchi elettrici ed elettronici della casa. Ma per spegnere un incendio causato da un
sovraccarico di corrente, Miles versa dello champagne sulla tastiera del computer: il
corto circuito che ne deriva dà vita alla macchina, che si presenta al proprio padrone con
il nome di Edgar. Sbigottito inizialmente, Miles ben presto impara ad utilizzare al meglio
il suo nuovo "coinquilino", con il quale velocizza notevolmente anche il processo di
creazione del mattone. Tutto andrebbe per il meglio, fino all'arrivo nel palazzo di una
nuova inquilina, la bella suonatrice di violoncello Madeline.

Il guaio è che non solo Miles se ne innamora, ma è troppo imbranato per dichiararsi, ma
anche Edgar, rapito dalla bellezza della musica che arriva dal piano di sopra, si
invaghisce della nuova inquilina. E Edgar ha i mezzi per dichiararsi: istruito da Miles sul
significato dell'amore, incamera dati nella sua memoria e compone bellissime melodie
per l'amata. Madeline naturalmente crede che l'artista di famiglia sia Miles, e comincia
ad innamorarsene. Edgar diventa geloso dell'ex amico e inizia ad ostacolarlo,
chiudendolo in casa e bloccandogli la carta di credito. Ma alla fine anche i suoi circuiti
di silicio capiscono che il suo è un amore impossibile, e Edgar decide di lasciare il
campo a Miles, autodistruggendosi con una scarica elettrica ad altissimo voltaggio, non
prima di aver lasciato in ricordo a Miles e Madeline un'ultima canzone, "Together in
electric dreams". Sottovalutata favola metropolitana in tipico stile anni '80, è invece una
commedia divertente e a tratti anche emozionante, con due protagonisti molto azzeccati.

Trivia

..Il computer Edgar venne realizzato dall'unione di varie componenti di diversi computer
dell'epoca.. La colonna sonora è di Giorgio Moroder, che compare anche nel film nel
ruolo di un disc jockey: "Together in electric dreams", cantata da Phil Oakey degli
Human league, fu numero 1 in tutto il mondo.. Anche i Culture club eseguono due pezzi:
bellissima soprattutto "Love is love", anch'essa un successo mondiale.. Il film fu
finanziato dalla Virgin records, uno dei primi esempi di pubblicità del genere.. L'umile
creatore di questo sito era pazzamente innamorato dell'attrice protagonista, Virginia
Madsen.

Pretty in pink

La quasi 18enne Andie Walsh vive col padre Jack, disoccupato e ancora traumatizzato
dall'abbandono della moglie, e lavora part-time nel negozio di dischi della stramba Iona.
Grazie a una borsa di studio, frequenta una scuola prestigiosa, piena però di arroganti
figli di papà, che si prendono gioco di lei, costretta anche a cucirsi i propri vestiti e che
va in giro con una scassata macchina rosa. A Andie, comunque, non mancano i
corteggiatori: dall'amico di infanzia Duckie, un divertente casinista che va in giro in
bmx, e le riempe la segreteria di messaggi, a Blane, un ragazzo ricco che l'apprezza per
quello che è, e giunge a sfidare gli snobismi del suo clan, invitandola al ballo di fine
d'anno. Ma poi il ragazzo sembra ripensarci, forse pressato dai genitori che gli hanno già
programmato un matrimonio di convenienza. Inizialmente turbata per il passo indietro di
Blane, Andie decide comunque che non vuole farsi condizionare la vita: dopo aver
convinto suo padre che anche lui deve iniziare una nuova vita, senza pensare alla moglie,
realizza un bellissimo abito, ovviamente rosa, e va alla festa di fine anno scolastico.
Accompagnata da Duckie, che ha assorbito il colpo causato dal fatto di essere stato
"scartato", Andie fà il suo ingresso alla festa, dove Blane, che ha compreso che lei è la
ragazza per lui, nonostante quello che gli dicono i suoi "amici", le dichiara il proprio
amore. Con Duckie, che da vero amico ha capito ciò che è meglio per lei e la incoraggia,
Andie perdona Blane e accetta il suo amore.

Trivia

..Il titolo deriva dall'omonima canzone degli Psychedelic Furs.. Il finale del film
prevedeva che Andie si mettesse con Duckie, ma fu cambiato dopo le reazioni negative
del pubblico a cui fu mostrata l'anteprima.. Gli attori, richiamati per rigirare il finale,
erano nel frattempo cambiati fisicamente: il caso più disperato fu quello dell'attore che
interpreta Blane, che si era rasato a zero per un nuovo film e dovette girare il finale con
un parrucchino.. Girato nella stessa scuola già teatro di "Grease".

Sixteen candles

Samantha (Sam) Baker ha scelto un giorno sbagliato per nascere, perchè il suo
sedicesimo compleanno arriva proprio il giorno prima di quello del matrimonio di sua
sorella, su cui tutta la famiglia Baker è concentrata, tra ultimi preparativi e imprevisti. E
di fronte alla specchio, Sam sbuffa, (con il classico broncio, marchio di fabbrica della
protagonista Molly Ringwald) perchè nessuno si ricorda di lei, perchè l'arrivo dei nonni
l'ha costretta a dormire sul divano, e perchè la sua femminilità non è ancora "sbocciata",
nonostante il raggiungimento dei 16 anni.. A scuola, le cose non vanno meglio, con
Samantha che ha una cotta per Jake, un ragazzo dell'ultimo anno, che lei ovviamente
pensa non la conosca neanche, e con l'appiccicoso, ma simpatico, Ted, detto "Geek", che
invece è più interessato che mai alla ragazza, ovviamente non corrisposto da lei, che lo
vede come una fastidiosa piattola. Nonostante tutto, invece, è proprio Geek che fà da
"intermediario amoroso" tra Sam e Jake, che stufo della relazione con la bella, ma vuota
Caroline, ha notato Samantha, e con interesse. Al termine di una notte piena di
avvenimenti, in cui i genitori si ricordano finalmente della figlia intermedia, e Geek
finisce alla guida di una Rolls Royce mentre riaccompagna a casa l'ubriaca Caroline,
arriva finalmente il giorno delle nozze. Qui le cose si movimentano, con la sorella di
Sam stordita dagli antidolorifici che vaga come ubriaca, e con la ragazza che finalmente
avrà la sua festa di compleanno, molto intima, ma non per questo meno gradita..(e Geek
finisce con la bella Caroline). Il primo film adolescenziale di John Hughes, il re del
genere, con Molly Ringwald, la fidanzata d'America.

Trivia

..Deve il titolo all'omonima canzone degli Stray cats.. Il ruolo principale fu in bilico fino
all'ultimo tra Molly Ringwald e Ally Sheedy, coprotagonista poi con Molly di "Breakfast
club".. E Molly Ringwald rifiutò il ruolo che lanciò Julia Roberts in "Pretty woman"..
Non andò in porto il previsto remake, "32 candles".. Nella camera di Sam, campeggia il
poster di uno sconosciuto gruppo degli anni 80, gli Squeeze..

Non per soldi, ma per amore

Seattle, fine anni '80, la solita festa di fine corso, i soliti problemi e speranze di una
nuova generazione di ragazzi pronti ad entrare nel "mondo reale". Tra di loro, Lloyd
Dobler, con le idee poco chiare sul suo domani, che vive con la sorella lasciata dal
marito e con il figlioletto di lei, non vuole pensare alla carriera militare, come gli
avrebbe proposto suo padre, in servizio in Europa, e ha una sola certezza, nonostante le
sue buone amiche D.C. e Rebecca cerchino di dissuaderlo: farà innamorare Diane Court,
la più bella e intelligente ragazza della scuola. Diane, invece, di certezze ne ha molte: ha
vinto una borsa di studio molto prestigiosa e sta per partire per l'Europa, per la gioia del
padre James, con il quale è andata a vivere dopo il divorzio dei genitori. Bravissima a
scuola, Diane trova anche il tempo di aiutare il padre nella gestione dell'ospizio da lui
diretto, e nonostante Lloyd le sia praticamente sconosciuto, è anche abbastanza
simpatica da concedergli l'uscita insieme che il ragazzo sognava. E da quell'uscita,
scocca una scintilla tra i due, che scoprono presto di essere innamorati.

Ma la loro relazione non piace al padre di Diane, che pensa che Lloyd sarà solo un peso
per la brillante carriera della figlia, e tanto insiste da convincerla a metterlo da parte.
Lloyd scopre quanto si sente vuoto senza l'amore di Diane, che tempesta di telefonate, e
a cui dedica un'insolita serenata, con una "boombox" che spara "In your eyes" di Peter
Gabriel. Ma dove non riesce Peter Gabriel, può riuscire il Fisco.. Il padre di Diane viene
infatti arrestato per evasione fiscale, legata a precedenti truffe a scapito di alcuni ospiti
del suo ospizio. L'uomo si giustifica con la figlia dicendole che l'aveva fatto solo per
garantirle una sicurezza economica per il futuro, ma lei lo disprezza soprattutto perchè le
ha mentito, quando il loro rapporto era stato tutto basato sulla fiducia e la sincerità. E in
tale occasione, Diane torna a rivolgersi a chi le ha dato solo amore incondizionato: Lloyd
la perdona, e i due partono insieme per l'Inghilterra. Una bella storia d'amore in cui molti
potrebbero o vorrebbero riconoscersi, soprattutto i maschi, in Lloyd che ha il coraggio di
dichiararsi come molti di noi avrebbero voluto fare alla loro "lei", la sconosciuta Ione
Skye, una bellezza abbacinante. Splendida la canzone principale del film, orrenda
invece, come spesso accade, la traduzione del titolo originale, semplicemente "Say
anything..".

Trivia

..Un ruolo importante nel film è ricoperto dalla canzone di Peter Gabriel "In your eyes"
(scritta per Rosanna Arquette), che il cantante concesse alla produzione, anche se
pensava che il film in cui doveva essere inserita fosse "Wired", la biografia di John
Belushi, perchè gli era stata mandata la cassetta sbagliata.. L'attrice che interpreta la
sorella di Lloyd è la vera sorella dell'attore, John Cusack.. Per il ruolo di Lloyd furono
provati prima Kirk Cameron e Christian Slater, per quello di Diane, Jennifer Connelly e
Elizabeth Shue.. Il regista Cameron Crowe e sua moglie compaiono brevemente nel film
come due passanti.. La palestra nella quale Lloyd fà l'istruttore è la stessa del Cobra Kai
dojo in "Karate kid".

Mannequin

La lotta per l'emancipazione delle donne era già un tema sentito nell'antico Egitto, dove
l'esuberante Ema non accetta il matrimonio combinatole dai suoi genitori con un
commerciante.. di letame, e prega gli dei di salvarla dal suo destino. E gli dei la
ascoltano, facendola sparire dalla vista della madre. Philadelphia, giorni nostri: Jonathan
Switcher è un ragazzo pieno di creatività, che però sogna troppo ad occhi aperti per
mantenersi un lavoro: quello che Jonathan non sa, è che in un manichino che ha creato
poco prima di essere di nuovo licenziato si è reincarnata proprio Ema. I due vengono a
contatto grazie a una buona azione di Jonathan, che salva da un brutto incidente la
signora Timkin, proprietaria del grande magazzino "Prince & co.", in cui è stato portato
il manichino: la donna, infatti, ringrazia il ragazzo assumendolo. La sera stessa, quando
Jonathan rimane da solo nel magazzino, Ema si anima e gli si presenta sotto le
sembianze della splendida giovane che era millenni prima in Egitto: spigliata e
disinvolta, parla benissimo inglese e si fà chiamare Emmy. Tra i due scatta subito la
scintilla: trascorrono la notte in schermaglie amorose, e la mattina Jonathan si ritrova
nella vetrina del negozio, splendidamente decorata dal tocco magico di Emmy. Le notti
si susseguono, cosí come le decorazioni sempre brillanti delle vetrine, che portano tanti
nuovi clienti a visitare la Prince & co., che diventa il nuovo negozio numero uno della
città, per il dispetto di B.J. Wert, il boss di un grande magazzino concorrente che stava
per concludere l'acquisizione di Prince & co. a un prezzo stracciato.

Wert sguinzaglia sulle tracce di Jonathan due leccapiedi, Richards, ex dirigente della
Prince & co. che non era riuscito a fargli acquisire il magazzino, e Felix, inetta guardia
giurata, anche lui da poco licenziato dall'energica signora Timkin. I due scoprono che
l'ispirazione di Jonathan è quello che a loro sembra il manichino di una ragazza, e lo
rubano (rapiscono?) per costringere il ragazzo a cambiare datore di lavoro. Con l'aiuto di
Hollywood, vetrinista molto "alternativo" della Price & co., il ragazzo si intrufola nel
quartier generale dei nemici, e riesce a salvare Emmy dalla macchina tritarifiuti in cui
era stata gettata da Roxie, la ex ragazza di Jonathan, anche lei impiegata della ditta di
Wert. Il grande amore del ragazzo fà la magia: Emmy non è più imprigionata nel
manichino, e dopo millenni può finalmente coronare il suo sogno d'amore, ovviamente
nella vetrina del grande magazzino dove lei e Jonathan si erano conosciuti.

Divertente favola metropolitana, come se ne facevano solo negli anni '80, con i due
protagonisti molto azzeccati e spalle comiche di livello (Felix è l'attore che impersona
anche il fastidioso Harris di "Scuola di polizia", Richards niente meno che James
Spader..)
Trivia

..Jonathan è Andrew McCarthy, protagonista di "Weekend con il morto" e "St.Elmo's


fire", Emmy Kim Cattrall, già in "Grosso guaio a Chinatown" e in futuro una delle
quattro protagoniste di "Sex and the city".. Il tema dei manichini che si animano è tipico
della fantasy, già visto, ad esempio in "Ai confini della realtà" e "Journey into the
unknown".. Fu il regista Michael Gottlieb, comunque, ad avere l'idea per la
sceneggiatura quando si spaventò vedendo un manichino che sembrava muoversi nella
vetrina di un grande magazzino.

Dirty dancing

America, 1963: la ribelle 17enne Frances "Baby" Houseman è costretta a seguire la


famiglia al campeggio estivo, finchè la sua estate non migliora quando incontra
l'avvenente maestro di ballo del campeggio, Johnny Castle. Johnny è un noto rubacuori,
che con la scusa delle lezioni di ballo coinvolge in ben altre danze le signore del
campeggio, ma almeno inizialmente non è interessato alla giovane Baby. Ma
inevitabilmente, scocca la scintilla tra i due, che iniziano a frequentarsi, non solo per il
ballo. La loro torrida estate li maturerà entrambi, quando si lasceranno comunque
consapevoli del bel rapporto che li ha legati. Clamoroso successo per il film che lanciò
Swayze e fece da traino per il ballo più di 1.000 spot. Polpettone indigesto per i maschi
di tutte le età, costretti a vederlo e rivederlo tra i sospiri delle fanciulle..

Trivia

Il film si svolge in estate, ma le riprese terminarono a ottobre inoltrato, con i protagonisti


in maglietta e gonna svolazzante nell'acqua, e la troupe in giaccone e guanti di lana.. E in
ottobre le foglie sono gialle, cosí qualcuno dovette provvedere a ridipingerle con vernice
verde.. I due attori protagonisti sono figli di coreografi.. Con un remake, ambientato a
Cuba nel 1959: "Dirty dancing Havana nights".

Flashdance

Alex Owens, una bella ragazza di Pittsburgh, la città dell'acciaio, lavora come saldatrice
in una fabbrica, e come tutte le ragazze custodisce un grande sogno nel cassetto. Il suo
sogno é diventare una grande ballerina classica, e incantare le platee dei teatri: per
adesso, si accontenta di esibirsi nei locali notturni in sfrenati balletti molto sexy, tanto
per arrotondare un po' lo stipendio. Conosce il bel Nick e se ne innamora ricambiata, non
sapendo che si tratta del suo principale: quando lo viene a sapere, lo lascia perché non
accetta un rapporto nato tra i segreti. Ma Nick non ne vuole sapere, e le mostra il suo
amore e appoggio incondizionato organizzandole un'audizione in cui Alex puó
finalmente mostrare tutto il suo talento di ballerina. Inevitabile, a questo punto, il ritorno
tra le braccia dell'amato e l'happy ending.. Melensa fiabetta di inizio anni 80, a metà
strada tra "Ufficiale e gentiluomo" e "Pretty woman", fu accolta con un trionfo di
cassetta mondiale. Molto bella la colonna sonora di Giorgio Moroder, oscar per la
migliore canzone, "What a feeling".

Trivia

La protagonista, Jennifer Beals, non ha ballato un solo minuto nel film, sostituita, tra le
altre, dalla campionessa universitaria americana di ginnastica, da una ballerina di
breakdance e da..un uomo!! (con la parrucca, nelle ultime fasi dell'audizione).. La
canzone "Maniac" doveva essere usata in un film horror, e fu invece ridiretta a questo
film.. Stavolta i registi rifiutano: David Cronenberg e Brian DePalma dissero no alla
produzione, non essendo sicuri del soggetto: il film incassó oltre 100 milioni di dollari in
tutto il mondo.

Crazy for you

Il diciottenne Louden Swain, liceale californiano pieno di voglia di fare e di inevitabili


pruriti adolescenziali, è anche un serio atleta, campione di lotta libera del suo Stato. Ma
nell'ambiente della lotta, il vero campione è Shute, un coetaneo di Louden arrogante e
presuntuoso. Louden vorrebbe affrontarlo ai prossimi campionati nazionali, ma il suo
avversario combatte in una categoria di peso inferiore. Deciso a tutti i costi a scontrarsi
con lui, Louden inizia una cura dimagrante drastica per perdere ben dieci chili. Dieta
rigorosa, astensione da ogni trasgressione, allenamenti furiosi che lo portano allo
svenimento: in tutti questi sforzi, lo sorreggono il pensiero di Carla, una ragazza che ha
conosciuto da poco e alla quale si vuole dichiarare se vincerà i campionati, e specie di
visioni mistiche in cui gli appare la sua cantante preferita, che canta solo per lui "Crazy
for you".. Finirà con Louden campione nazionale che può finalmente rifarsi del tempo
perduto tra le braccia di Carla, mentre Madonna canta solo per loro..

Il tempo delle mele

Film generazionale, con storia ridotta ai minimi termini: Vic é la classica adolescente
degli anni 80, che cresce con l'aiuto della nonna, la simpatica, arzilla e disinvolta
Poupette, perché i genitori sono troppo impegnati nelle loro carriere e a litigare per
accorgersi di lei, che arriva in una nuova città e non sa di chi fidarsi, mentre l'età
comincia a diventare pericolosa per cotte che possono lasciare il segno.. Tra confidenze
con le amiche, innamoramenti di breve durata, pianti consolatori dalla nonna, sarà un
ragazzo timido a fare breccia nel suo cuore, con l'aiuto della canzone più ballata (per
modo di dire..) alle feste di compleanno del decennio: "Reality", dello sconosciuto
Richard Sanderson. Il titolo originale del film é "La boum", "La festa".

Stregata dalla luna

Loretta Castorini è una "over 30" italoamericana che per non restare zitella si decide ad
accettare senza troppa convinzione la proposta di matrimonio di Johnny. Un mese prima
del matrimonio, Johnny vola in Italia al capezzale della madre morente, lasciando a
Loretta il compito di invitare al matrimonio suo fratello minore, Ronny, con cui si vuole
riappacificare dopo 5 anni di incomprensioni. Ma tra Ronny, un fornaio privo di una
mano che ha perso un incidente, e Loretta scatta subito un colpo di fulmine, che li fà
finire uno nelle braccia dell'altra: quando lo scontro tra i due fratelli sembra inevitabile,
per il sollievo di tutti Johnny annuncia la sua intenzione di non volersi più sposare, visto
che la vecchia madre è guarita, anche grazie al suo voto di rimanere scapolo. Finisce cosí
che Loretta può sposare il fratello "giusto".

Splash, una sirena a Manhattan

Metà anni '60: il piccolo Allen Bauer, di ritorno con la famiglia da una gita a Cape Cod,
cade dal battello, e mentre si trova sottacqua fà un incontro con quella che sembra una
sirenetta. 20 anni dopo, a New York, Allen dirige con il fratello Freddie un ingrosso di
frutta e verdura: tanto è farfallone e disinvolto con le donne Freddie, quanto è introverso
Allen, che dopo essere stato lasciato dalla fidanzata crede che l'amore sia impossibile.
Lasciata New York per andare a riflettere nella casa al mare di Cape Cod, Allen ha di
nuovo una disavventura acquatica, e mentre sta per annegare viene salvato da una strana
ragazza. Allen non riconosce nella salvatrice la piccola sirenetta di 20 anni prima, ma la
ragazza mostra invece subito il proprio affetto per il ragazzo reincontrato. Tornato in
città convinto di non rivederla più, Allen non sa che la sirena ha trovato il suo
portafoglio perso in fondo al mare, e grazie all'indirizzo di casa sulla patente riesce a
rintracciarlo. Dopo avere dato scandalo per essere arrivata nuda in città, la ragazza viene
ospitata da Allen, che se ne innamora perdutamente. Un solo pomeriggio passato di
fronte alla tv è sufficiente alla sirena per imparare l'inglese (anche se con ovvie
"inflessioni pubblicitarie"), e per scegliersi un nome "umano", Madison. Tra i due
ragazzi, tutto va a meraviglia, anche se Madison comunica ad Allen che se ne dovrà
andare dopo pochi giorni, quando ci sarà la luna piena.

Ma il destino trama contro i due innamorati: lo strambo professor Walter Kornbluth è


infatti convinto di conoscere il segreto di Madison, che lei non ha ancora avuto il
coraggio di confessare ad Allen, e che se riuscirà a dimostrarlo avrà dalla comunità
scientifica onori e rispetto. Dopo aver fallito in due occasioni, rimediando botte e fratture
varie, Kornbluth riesce a smascherare Madison, bagnandole i piedi, che subito si
trasformano in una grossa pinna. Presa in consegna dai servizi segreti, la sirena viene
portata in un laboratorio all'interno del museo di storia naturale di New York, per essere
studiata come un animale. Abbandonata da tutti, anche da Allen che si è sentito tradito,
Madison deperisce a vista d'occhio e rischia di morire, ma per fortuna una "task force" è
in arrivo per salvarla. Freddie ha infatti convinto Allen che, pesce o ragazza, Madison è
l'amore della sua vita, e Kornbluth si unisce ai due, dopo che la sua scoperta gli è stata
sottratta. I tre riescono a sottrarre la ragazza-sirena al gruppo di scienziati aguzzini che la
stavano studiando, e dopo un rocambolesco inseguimento in auto per il centro di New
York, Allen riesce a portarla al molo. I due non si vorrebbero lasciare, ma ora è Allen
che deve compiere il sacrificio che Madison era disposta ad accettare per rimanere con
lui: cosí, anche se capisce che non potrà mai tornare indietro, Allen si tuffa in mare con
Madison, pronto a seguirla per vivere con lei nel suo mondo sottomarino.

Simpatica favola anni '80 sempre in bilico tra divertimento (assicurato dal duo John
Candy-Eugene Levy) e romanticismo, diretta con maestria dall'ex Richie Cunningham e
futuro premio Oscar Ron Howard, con i due protagonisti azzeccatissimi, Tom Hanks al
suo primo ruolo importante e Daryl Hannah una visione di accecante, eterea bellezza.
Raccomandato per qualsiasi serata.

Trivia

..Rifiutato da tutte le maggiori case cinematografiche, il film fu infine prodotto dalla


Disney, che visti i contenuti più maturi di quelli dei suoi soliti film, creò appositamente
per la distribuzione una nuova casa di produzione, la Touchstone pictures.. Nel periodo
in cui fu girato, era in produzione un altro film su una sirena, con molte più risorse e
attori all'epoca più importanti, ma infine questa seconda sirena non vide mai la luce..
Daryl Hannah è una nuotatrice talmente brava che non fu necessaria alcuna controfigura
per le scene acquatiche.. Il costume da sirena era talmente ingombrante che servivano
dalle 5 alle 8 ore per farci entrare la protagonista.

I film comici

Risate a crepapelle

Quattro personaggi sono "colpevoli" della gran parte della produzione comica degli anni
'80: il trio Zucker - Abrahams - Zucker e Mel Brooks. Il registro che li accomuna è
quello della parodia di genere: i fratelli David e Jerry Zucker e il loro compare Jim
Abrahams, insieme dai tempi dell'università, sono i creatori de "L'aereo più pazzo del
mondo", "Una pallottola spuntata" e "Top Secret!", che prendono in giro,
rispettivamente, i "disaster movies" degli anni '70, i polizieschi e i film di spionaggio.
Separati, negli anni seguenti faranno anche "Hot shots!", sui film di azione alla "Top
gun", e "Scary movie", dove metteranno alla berlina gli horror slasher tipo "Scream".
Mel Brooks, già autore di "Mezzogiorno e mezzo di fuoco", "Frankenstein junior" e
"Alta tensione", negli anni '80 realizza "Balle spaziali", un "Guerre stellari" tutto pazzo,
e "La pazza storia del mondo", una parodia della storia e di alcuni personaggi eccellenti
che l'hanno popolata.

La loro comicità è greve, abbonda di battutacce e doppigiochi a sfondo sessuale, ma noi


italiani siamo tra quelli che riescono meglio a relazionarsi, grazie "al background" dei
film di Tomas Milian e Bombolo, Alvaro Vitali e Lino Banfi. Leslie Nielsen diventa da
noi un personaggio conosciutissimo, con i continui passaggi televisivi, e nella scia del
successo del trio ZAZ e di Brooks spopola anche la serie di "Scuola di polizia", che
come struttura e contenuti non è meglio delle varie parodie nostrane su carabinieri e
militari marmittoni. Ma alla fine, viva il genere comico, capace di regalarci una sana,
fragorosa risata di pancia in mezzo ai guai della vita..

L'aereo piu' pazzo del mondo

Ted Striker, ex pilota di caccia della Marina, é pieno di complessi dopo un grave
incidente capitatogli in guerra: la fidanzata Elaine, una hostess, lo ha mollato, ormai
esasperata dalle sue manie depressive. Ma Ted non ne vuole sapere, e cosí la segue sul
volo per Chicago, nella speranza di parlarle per farla tornare sulla sua decisione. Intanto,
a bordo strane cose stanno capitando: del pesce avariato servito a pranzo sta mietendo
vittime tra i passeggeri, e peggio ancora, tra l'equipaggio. E quando anche il capitano ci
rimane secco, chi é l'unico passeggero sano che può riportare a terra l'aereo? Sarebbe
Ted, se non fosse che solo pensare di riprendere in mano la cloche lo fà squagliare dalla
tensione: ma quando Elaine é fatta oggetto delle attenzioni del...pilota automatico(!), Ted
capisce che é il momento di diventare eroi: si mette al comando dell'aereo e, con molta
fortuna e l'aiuto degli uomini (oddio, ci sarebbe anche qualche caso incerto..) della torre
di controllo, riesce a far atterrare l'aereo, e a riconquistare l'amore della bella Elaine.
Delirante serie di gag in successione, é un cult movie come ce ne sono pochi: i fratelli
Zucker e Jerry Abrahams se ne fregano dei canoni del film comico e prendono a calci
nel didietro tutto il filone aereo-catastrofico del periodo. Pietra miliare.

Trivia

..Kareem Abdul Jabbar é il copilota Roger, che nel pieno del delirio post-pesce si ritrova
vestito con la maglia dei Lakers e gli immancabili occhiali.. Fantastici i messaggi del
computer di bordo: dopo aver invitato i passeggeri a non farsi prendere dal panico, si
accorge che la situazione sta peggiorando e si adegua: "OK! Panic!".. In un altro
messaggio, commenta gli avvisi rassicuranti del comandante: "Stronz...sono solo un
mucchio di stronz...!".. La bambina malata che deve andare a Chicago per un'operazione
é Jill Whelan, la figlia del capitano Stubing (Gavin McLeod) in "Love boat". L'attrice
che interpreta sua madre recitava il ruolo della moglie di McLeod in Mary Tyler Moore..
La donna che cerca di mettersi il rossetto nella critica situazione dell'atterraggio é la
madre dei fratelli Zucker: avrà dei cameo anche ne "La pallottola spuntata" e "Ghost".
Una pallottola spuntata

Ancora i fratelli Zucker per la trasposizione cinematografica della serie tv culto "Police
squad", in una serie continua di gag e battutacce, con al centro dell'azione l'inetto Frank
Debrin, poliziotto di Los Angeles che semina disastri sulla sua strada con beota
inconsapevolezza. Per la disperazione del sindaco, è comunque lui che viene posto a
capo della squadra di sorveglianza che si deve occupare della visita a Los Angeles della
regina d'Inghilterra. Infatti, la sovrana è minacciata da un complotto ordito da tale
Vincent Ludwig, che ha messo a punto un congegno di condizionamento della mente
capace di trasformare in killer chiunque. Anche la mite Jane, sua segretaria, di cui
Debrin si è follemente innamorato. Dopo aver messo a dura prova le relazioni
internazionali tra Stati Uniti e Inghilterra, Debrin avrà modo di riscattarsi, salvando la
regina dall'attentato, e grazie alla forza dell'amore libererà anche la bella Jane, pronto
agli inevitabili sequel. Favolosa baraonda di comicità grezza e battutacce a "senso
unico", con un Leslie Nielsen semplicemente perfetto nel ruolo della faccia da schiaffi
del protagonista.

Trivia

...La prima scelta per il ruolo di Jane era Bo Derek.. Tra i vari protagonisti della partita
di baseball in cui va in scena il tentativo di assassinio della regina, spicca Reggie
Jackson, "Mr. October", uno dei più grandi giocatori di sempre.. Tra i film pariodati in
varie scene, ci sono: "L'ispettore Callaghan", "Telefon", "La regola del gioco" e "Game
of death", l'ultimo film di Bruce Lee.

Top Secret!

Tornano i fratelli Zucker e Jim Abrahams, già responsabili di "Airplane!", per questo che
piú che un film é un diluvio continuo di gag, battutacce e nonsense. Val Kilmer é Nick
Rivers, idolo stile Elvis Presley della musica pop americana, in partenza per una tournee
nella Germania Est (in sostituzione di.. Leonard Bernstein...). Ma il vero scopo per cui
Rivers sta andando in Germania é scoprire per conto dei servizi segreti il motivo dietro
la sparizione del dottor Flammond, che stava per rivelare al mondo la sua ultima
invenzione: la mina polare. Non guasta certo che la figlia del professore sia un tocco di
ragazza, di cui Nick si innamora subito: a contrastare il suo amore, interviene Nigel, ex
della ragazza e adesso capo di un gruppo di soldati della resistenza francese che
dovrebbe aiutare i due a salvare il professore. Tra improbabili scontri a fuoco, oggetti di
tortura che qualcuno prende per qualcos'altro (il cursore anale, per non fare nomi..),
arresti ed evasioni, l'inevitabile lieto fine prevede il salvataggio del professore e la giusta
ricompensa per l'eroe dalla sua bella. Delirio organizzato, a volte nemmeno troppo: la
tagline del film minacciava: "Non sbattete le palbebre! Potreste perdere una gag!" Ed é
la pura veritá, in questo film che potrá sembrare forse un po' troppo greve a qualcuno,
ma che é un capolavoro del genere.

Trivia

..La scena del finto prete che dovrebbe liberare Nick dalla prigione e che recita false
preghiere in latino é stata magistralmente tradotta: spiccano frasi dal "De bello gallico"
di Cesare, vari pronomi a caso, e frasi piú " colloquiali". "Coitus interruptus..cazzus
dicus..".. E a proposito di traduzioni, un soldato tedesco dice al suo superiore:"ich liebe
dich, mein schatz", cioé, "Ti amo, dolcezza".. I tre registi appaiono nel film nella parte
dei soldati che arrestano Nick.

Chi piu' spende piu' guadagna

Lo spiantato giocatore di baseball delle leghe minori Monty Brewster si ritrova


improvvisamente ricco: è infatti l'unico erede di un misantropo multimilionario. Tutto
bene per Monty, allora? Beh, non proprio.. Non proprio, perchè nella sua cattiveria, il
vecchio Rupert ha posto condizioni ben precise perchè Monty si possa intascare la
favolosa eredità di 300 milioni di dolllari. Il nipote dovrà infatti spendere 30 milioni di
dollari in 30 giorni, senza che nessuno sappia dell'eredità e delle clausole, e senza
ovviamente avere la possibilità di buttare i soldi dalla finestra o su per il camino.
Inizialmente a Monty non sembra difficile portare a termine il compito: bella vita,
finanziamenti a inventori pazzi, partita in grande stile della sua piccola squadra contro i
New York Yankees, quadri di pittori famosi.. Ma inaspettati colpi finanziari portati a
termine e una vincita al gioco fanno rifluire denaro sul povero Monty, che allora decide
di candidarsi a sindaco, in modo da spendere più denaro possibile in poco tempo. Il
piano sembra funzionare, ma proprio quando si avvicina la mezzanotte del giorno 30, un
inaspettato cavillo inventato dagli avvocati del vecchio Rupert sta per mettere Monty
fuori gioco. Ma l'amore di un avvocatessa salverà il neomilionario, che giustamente
convolerà a nozze con la propria salvatrice.

Trivia

..È la settima trasposizione cinematografica di un racconto del 1902.. Vari i collegamenti


all'altro classico di Walter Hill, "48 ore": una rissa avviene nel bar Torchy's, lo stesso del
film con Eddie Murphy e la macchina con cui Monty si fà scarrozzare in giro è una
Cadillac blu convertibile, la stessa guidata da Nick Nolte nell'action movie..
Caddyshack

All'esclusivo Bushwood country club scommesse e sfide sono più o meno all'ordine del
giorno, ma quella che coinvolge il giudice Smails, l'antipatico presidente del circolo, e
l'arricchito, casinista Al Czervik, l'ultimo arrivato al club dei ricchi, va oltre i soldi che
hanno puntato sul match di coppia che li vede di fronte. C'è in gioco l'onore, infatti, la
permanenza di Czervik nel circolo o la possibilità per lui di fare un'offerta su tutta la
struttura e trasformarla in condominii. Con Smails gioca il dottor Beeper, con Czervik
Ty Webb, semiprofessionista a tempo perso e playboy a tempo pieno. Il giovane Danny
fa da caddie al giudice, nella speranza di ingraziarselo e avere la borsa di studio che
annualmente il giudice garantisce a un caddie. Mentre la partita è in corso, intanto, Carl
Spackler, l'inetto aiuto giardiniere del circolo, cerca in tutti i modi di stanare una talpa
che sta facendo sfracelli lungo il percorso. Dopo la nona buca, Czervik si infortuna, e si
fa sostituire da Danny, minacciato dal giudice per la borsa di studio, ma il ragazzo gioca
da campione, e ha il putt decisivo, che vale 80.000 dollari, a tanto era arrivata la
scommessa. Il tiro è però corto, ma mentre il giudice festeggia, Carl, che esasperato dalla
talpa ha minato tutto il campo, lo fa esplodere, provocando una scossa che fa terminare
la palla in buca. Czervik esulta, e Danny sa che la riconoscenza del riccone sarà ben
superiore alla borsa di studio del giudice.

Trivia

..Uno dei film preferiti dai golfisti, tanto che Tiger Woods girò uno spot per la American
Express in cui rifà alcune scene del film.. Nonostante sia un film comico, il regista
Harold Ramis avrebbe voluto usare i Pink Floyd per la colonna sonora.

Scuola di polizia

Quando il sindaco di Los Angeles decide di rinforzare le fila della polizia cittadina
contro il crimine dilagante, le porte dell'accademia si aprono anche a personaggi non
proprio adattissimi, come lo scansafatiche Mahoney e Jones, capace di ricreare qualsiasi
suono e imitare qualsiasi voce. Ci sono poi il gigante buono, Hightower, il fanatico delle
armi, Tackleberry, la timidissima Jones, e la bella Karen, di cui Mahoney si innamora. E
nonostante le tremende figuracce iniziali e il rapporto non proprio idilliaco con il loro
istruttore, il tenente Harris, i nuovi cadetti, guidati dalla sapiente mano del vecchio,
distrattissimo comandante Lassard, e dalla fanatica della disciplina e della forma fisica,
sergente Callahan, si dimostreranno all'altezza della situazione, sgominando infine una
pericolosa banda di criminali.
Trivia

..Michael Keaton e Tom Hanks rinunciarono al ruolo di Mahoney, che fu affidato allo
sconosciuto Steve Guttenberg.. L'attore che interpreta Jones, e che poi darà la voce al
mostro capo dei Gremlins, é l'unico del cast a recitare in tutti gli episodi della saga..
Nella scena in cui Hightower solleva una macchina, si vede che non c'é il motore.

L'ospedale piu' pazzo del mondo

Il City Hospital di Los Angeles apre alla visita di un gruppo di giovani specializzandi,
ma tra medici che spacciano le più varie delle droghe, primari impegnati a giocare in
Borsa, infermiere assai poco simpatiche, il gruppo, già poco propenso a imparare, non
trae grande giovamento dalla visita. Simon, il più brillante del gruppo, che aspira a
diventare chirurgo, è però il meno adatto a farlo, perchè si blocca col bisturi in mano a
causa di un trauma giovanile. Ma quando Stephanie, la ragazza di cui Simon è
innamorata, rischia di morire per una malattia fulminante, è Simon a salvarla e a scoprire
che la sua mano non trema più. Intanto, un sicario della mafia insegue per i corridoi un
gangster, ma finisce suo malgrado sotto le mani poco abili degli specializzandi.

Trivia

..Fanno da comparse alcuni attori impegnati all'epoca nella serie ospedaliera "General
hospital", tra cui una giovane Demi Moore.. Girato in un ex centro di disintossicazione,
nell'ala di un vero ospedale.. Le piantine di marijuana coltivate dal dottore tossico furono
fornite alla produzione dal locale dipartimento di polizia.

Ma che siamo tutti matti?

L'inospitale deserto del Kalahari, al confine tra la Namibia e il Botswana, è uno dei
luoghi della Terra più inadatti per l'uomo: gli unici che lo abitano sono i piccoli
boscimani, che non hanno mai contatti con la civiltà e riescono a vivere del pochissimo
che il deserto dà loro. La loro tranquilla esistenza viene sconvolta un giorno dalla caduta
dal cielo di un oggetto che mai avevano visto prima: una bottiglia di coca-cola. Quello
che è in realtà un rifiuto gettato da un pilota di aereo maleducato, viene scambiato dal
protagonista, Xixo, e dalla sua vasta famiglia per un dono degli dei. Con la bottiglia,
infatti, si possono fare tantissime cose: annodare i fili delle corde, stendere le pelli degli
animali, setacciare il frumento, e altro ancora..ma la bottiglia diventa presto motivo di
attrito tra i membri della comunità, che arrivano a tirarsela in testa per averne il possesso
esclusivo. Xixo, allarmato per il nascere all'interno della comunità di sentimenti mai visti
quali l'invidia e la rabbia, d'accordo con i saggi del villaggio, decide che quel dono degli
dei non può più restare, e parte per gettarlo nel precipizio che sta alla fine del mondo
(visto che la Terra è piatta, chiaro..). Inizia il lungo cammino del boscimano, novello
Frodo che deve gettare l'anello nel Monte Fato..

Nel suo lunghissimo cammino, incrocerà la sua strada con quella di Andrew Steyn,
bizzarro studioso di animali, e Kate Thompson, giornalista stressata dalla vita della città
e arrivata in Botswana per fare la maestra: Andrew ha un amico meccanico, Mpudi, che
capisce lo stranissimo linguaggio boscimano, e insieme, i due salveranno Xixo, arrestato
per uccisione illegale di una capra. Praticamente adottato dai due, Xixo mostra capacità
di apprendimento notevoli, e "quasi" impara a guidare la jeep di Mpudi. Poi, grazie alle
sua abilità di cacciatore, aiuta i due amici a salvare Kate, rapita con tutta la sua
scolaresca da un gruppo di ribelli inseguiti dall'esercito namibiano. Mentre Andrew
riesce a dichiarare il suo amore a Kate, Xixo raggiunge finalmente quella che crede la
fine del mondo, e si sbarazza della bottiglia. Ora può tornare felice al suo villaggio e alla
sua gente. La faccia del protagonista vale da sola il prezzo del biglietto, poi ci sono la
bellezza selvaggia della natura e i divertenti pezzi comici in stile "Ridolini" a rendere
questo film un'autentica chicca, una vera esperienza che lascia veramente col cuore
allegro.

Trivia

...Il protagonista, un autentico boscimano dall'impronunciabile nome di N!Xau, non era


veramente mai stato a contatto con la civiltà. Diventato famosissimo dopo il film, girò il
mondo, e ottenne un successo personale clamoroso, soprattutto in Giappone. E' morto
nel 2003 per una tubercolosi.. Costato pochissimo, il film incassò oltre 100 milioni di
dollari, e vinse anche alcuni festival.. Con un seguito non altrettanto fortunato, ma
comunque divertente, "Lassù qualcuno è impazzito..".

Balle spaziali

Nella delirante parodia dei film di fantascienza partorita dal folle genio di Mel Brooks, la
principessa Vespa del pianeta Druidia viene rapita da Lord Casco, comandante delle
forze armate di Spaceball: scopo del rapimento è ottenere in riscatto l'aria del pianeta
Druidia. Per salvare la figlia, re Rolando ingaggia Stella Solitaria e il suo aiutante canide
Rutto, avventurieri spaziali, in viaggio sul loro camper spaziale, a loro volta braccati dal
boss mafioso Pizza the Hut (Pizza Margherita da noi), a cui devono un sacco di soldi.
Lungo il cammino, Stella si imbatte nel saggio Yogurt, che gli insegna l'uso dello
Sforzo. Arrivato sull'astronave madre degli Spaceball, la Spaceball One, Stella si batte
contro Lord Casco, che gli rivela essere "il primo compagno di stanza del cugino del
nipote del fratello di suo padre". Stella perde lo scontro, ma ha una visione di Yogurt che
gli rivela che è lui lo Sforzo, e che può vincere qualsiasi duello: Stella allora attira a sè
uno specchio e riflette il colpo di grazia di Lord Casco che, tramortito, aziona il
dispositivo di autodistruzione della nave spaziale. Salvata la principessa e restituita l'aria
a Druidia, Stella scopre anche di essere un principe, e ottiene quindi dal re la mano della
figlia.

Trivia

..Gli spaceballs riescono ad anticipare le mosse degli eroi guardando una videocassetta
pirata del film.. Rutto, parodia di Chewbecca di "Guerre stellari", nella versione
originale ha un nome anche peggiore: Barf, "vomito".. Gioco di parole: per mandare in
corto i radar di Spaceball One, Stella Solitaria vi lancia contro un barattolo di
marmellata, "jam", come il verbo che significa, appunto, "disturbare un segnale".

La pazza storia del mondo

Ancora Mel Brooks, in una scorribanda attraverso i secoli in cui prende in giro vizi e
manie dei potenti. Nella preistoria, degli ominidi scoprono la musica (lanciandosi massi
sui piedi), la morte e il matrimonio (che avviene tramortendo e rapendo la futura sposa),
poi uno sbadato Mosè fa cadere una delle tre tavole delle leggi ricevute da Dio, facendo
passare i Comandamenti da 15 a 10. Nell'antica Roma, un comico sfortunato, Comicus,
appunto, sfugge all'esercito romano per arrivare in Palestina, proprio mentre uno strano
barbuto, circondato da dodici amici, esclama: "Questa sera uno di voi mi tradirà!". Poco
dopo entra anche un certo Leonardo, con l'intenzione di dipingere un quadro..

Dopo un intermezzo musicale a i tempi dell'inquisizione spagnola, con il feroce


Torquemada che rivela doti di ballerino, si arriva ai tempi della Rivoluzione francese:
per evitare la decapitazione, Luigi XVI fugge alla folla, facendosi sostituire da un servo,
che viene salvato all'ultimo momento da.. Comicus!, appena giunto dalla Palestina.
Mentre partono i titoli di coda, va in onda il promo del seguito, che in realtà è solo uno
scherzo, non essendo previsti altri capitoli.

Trivia

..La voce narrante è addirittura Orson Welles.. La scena di Mosè che divide le acque è
presa dal parco divertimenti della Universal.. Mel Brooks si dirige in 5 ruoli: Mosè,
Comicus, Torquemada, Luigi XVI e il suo sosia.. Hugh Hefner appare in un cameo come
un imprenditore dello spettacolo ai tempi dell'antica Roma.. E le vergini vestali sono
modelle di Playboy.
Le commedie (parte 1)

Divertimento senza pensieri

Andare al cinema per passare un paio d'ore di spensierato divertimento, questo il senso
delle commedie, e cosa ci potrebbe essere di meglio? Drammi, violenza, storie tristi sono
d'altronde talmente preponderanti nella vita di tutti i giorni, che pagare anche il biglietto
del cinema (non c'erano software da furbacchioni, all'epoca..) per rivederle sul grande
schermo sembra un'esagerazione. E allora, ecco le principali commedie di una stagione
d'oro del cinema, non paragonabile agli anni '60 di Doris Day, ma quasi..

Dalle peripezie di due uomini le cui vite sono state scambiate per una stupida
scommessa, ma che poi sapranno farla ripagare cara, quella scommessa, ai problemi
della vita sentimentale, da fidanzati o da sposati, dalle zingarate di due amici stanchi del
tran-tran a quelle di tre ragazzi che come tutti i coetanei non avevano voglia di andare a
scuola, fino a movimentati inseguimenti nella notte, o poetiche dediche alla natura, senza
farsi mancare un pizzico di sovrannaturale: le commedie degli anni '80 hanno esplorato
con successo vari registri con cui narrare agli spettatori storie divertenti ed emozionanti,
riuscendo sempre ad attrarre tanto pubblico nelle sale, tanto da essere i pilastri su cui
posava tutto il business del cinema.

Una poltrona per due

Louis Winthorpe III (Dan Aykroyd) è un broker di successo che lavora per i tremendi
fratelli Duke, Randolph e Mortimer, di cui sta per sposare la nipote. Tutto fila liscio per
Louis, non fosse per un articolo che esce su una rivista scientifica, che parla di come
l'ambiente influenza l'uomo. Discutendo sull'articolo, Randy e Morty fanno una
scommessa (dell'importo di ..un dollaro!!): togliere carte di credito e reputazione al
valido Louis, sbatterlo in mezzo alla strada e sostituirlo con un uomo qualunque preso
dalla strada, per vedere se questo sarà in grado, una volta inserito nel giusto ambiente, di
svolgere il lavoro di Winthorpe. Billy Ray Valentine (Eddie Murphy) è l'altra parte
dell'esperimento: un nero disadattato che vive di espedienti per tirare avanti, e che viene
arrestato per un disguido che ha coinvolto proprio Winthorpe.

Il piano si compie: accusato di un furto mai commesso, Winthorpe cade in disgrazia e


finisce in mezzo a una strada, ridotto a vestirsi da Babbo Natale per andare in giro a
rubare cibo alle feste, mentre Billy Ray finisce in mezzo agli agi della casa di Louis,
dimostrando anche una inaspettata capacità di capire le regole del mercato finanziario.
Ridotto malissimo, Louis è salvato dalla generosa prostituta Ophelia (Jamie Lee Curtis),
che anche con l'aiuto dello scaltro maggiordomo di casa Winthorpe, Coleman, spiega
tutta la situazione ai due uomini i cui "posti sono stati scambiati" (il titolo originale è
"Trading places").

Non più nemici, i due si coalizzano per tirare una clamorosa fregatura ai Duke: venuti a
sapere che i due tremendi fratelli riusciranno a mettere le mani sul rapporto annuale del
Ministero dell'agricoltura sulla raccolta delle arance prima dell'apertura del Mercato di
Capodanno, in modo da mettere k.o. la concorrenza, si organizzano con Ophelia e
Coleman per sottrarlo all'uomo degli affari loschi dei Duke, Clarence Beeks. Dopo mille
peripezie su un treno, il colpo riesce, e il giorno di apertura del Mercato, i Duke
investono centinaia di milioni, non sapendo che il loro rapporto è stato falsificato dai due
nuovi re della Borsa: a fine giornata, i Duke, che hanno in mano azioni del valore della
carta straccia, sono ridotti sul lastrico, mentre Louis e Billy Ray si possono trasferire su
un isola da sogno, con Coleman, Ophelia, e un sacco di soldi. Strepitosa commedia dai
tempi comici perfetti, in cui tutti i protagonisti sono ai massimi livelli, diretti con soave
maestria e tocco leggero da uno dei più importanti registi del decennio, John Landis.
Strepitosi i due fratelli Duke e un Eddie Murphy scintillante. Imperdibile, soprattutto la
sera della vigilia di Natale. Il mio film degli anni '80 preferito.

Trivia

..James Belushi, poi rivisto ad esempio in "Danko" e "poliziotto a quattro zampe", e in tv


con "Il mondo secondo Jim", compare nel ruolo di un uomo un po' brillo vestito da
gorilla, che salva inavvertitamente i nostri eroi da mister Beeks.. Nella camera da letto di
Ophelia c'è la locandina di un film immaginario, "See you next wednesday": lo stesso
film veniva trasmesso nel corso di "Un lupo mannaro americano a Londra" e compare
anche in "Thriller", il video di Michael Jackson diretto sempre da Landis.. Ne "Il
principe cerca moglie", Eddie Murphy fà la carità a due barboni che incontra sotto un
ponte, ..i fratelli Duke!!.. Nel 1980, un investitore era andato fallito cercando di mettere
k.o. il mercato dell'argento, come i Duke cercano di fare con quello delle arance..
Quando Winthorpe viene arrestato, il numero che riceve per la foto segnaletica è lo
stesso che aveva Jack, il personaggio interpretato da John Belushi ne "I Blues brothers"..
Quando i due stanno per entrare in Borsa, nel suo discorso di incitamento Louis parla
della pressione delle World Series e del Superbowl, che per il pubblico italiano
diventano "le finali di baseball e le Olimpiadi"..

Tootsie

Michael Dorsey è un attore, scrupoloso ed intelligente, che per un motivo o per l'altro
non riesce a trovare scritture ed è cosí costretto, per sbarcare il lunario, a lavorare come
cameriere. Un giorno, per una serie di circostanze fortuite, si trova a fare un provino
travestito da donna e, ironia, della sorte, ottiene una parte importante in un interminabile
"serial" alla TV. Arriva il successo ma, con questo, anche i guai.
Le cose si complicano, infatti, quando Michael si innamora di Julie, sua partner nei
telefilm, la quale però lo crede, come tutti del resto, una donna: il guaio grosso è che
anche il padre di Julie lo crede una donna, e se ne innamora addirittura. Venir fuori da
questo vespaio non sarà facile, ma l'amore, si sa, trionfa sempre. Divertente commedia
con uno scanzonato Dustin Hoffman, comunque non eccezionale come in altre
interpretazioni. Splendida Jessica Lange, anche se l'Oscar per questo ruolo sembra
esagerato.

Trivia

..Il titolo lo propose Hoffman, dal nome del cane di sua madre.. Un famoso attore
travestito, Holly Woodlawn, fu ingaggiato dalla produzione per insegnare a Dustin
Hoffman i trucchi del mestiere.. La troupe prendeva in giro il grande attore, dicendogli
che era più bello nei panni della signora di mezza età.. Film di debutto per Geena Davis..
L'idea venne a Hoffman girando "Kramer contro Kramer", in cui il suo personaggio
doveva fare da padre e madre al proprio figlio.

Harry, ti presento Sally

Harry Burns é uno scapolo e felice di esserlo, perché convinto che il vero amore non
esista, e convinto anche del fatto che non possa esistere amicizia tra uomo e donna,
perché il sesso si intrometterebbe subito. E cosí non si accorge, o forse fà solo finta, che
la sua amicizia con Sally sta per diventare qualcosa di piú complicato. I due escono
insieme, ridono, cercano di convincere due rispettivi amici a mettersi insieme, ma poi si
perdono di vista per mesi, apparentemente indifferenti alle storie dell'altro. Ma quando,
al termine di una burrascosa relazione finita male, Sally finisce a letto con Harry,
qualcosa cambia definitivamente.

Harry é preoccupato, non riesce ad affrontare la nuova situazione: i due si lasciano, a


titolo definitivo, dicono. Ma poi capiscono che ormai le loro vite si sono legate a filo
doppio, che il loro destino era noto fin dall'inizio, e in una magica notte di fine anno si
incontrano per diventare una coppia. Divertentissima commedia sentimentale che stabilí
nuovi canoni per il genere: i dialoghi sono brillanti, i due attori bravissimi. La scena di
Meg Ryan che finge un orgasmo al ristorante (la signora grassa al cameriere:"Mi porti
quello che ha preso lei..") é un cult assoluto. Frizzante.

Trivia

..In una scena, Harry legge "Misery", di Stephen King, che da lí a poco sarebbe stato
diretto da Rob Reiner, il regista di questo film.. La signora grassa della scena al
ristorante é la madre del regista.. La scena del museo stava per essere tagliata quando
Meg Ryan cominció a ridere come una pazza a una battuta di Crystal: il regista la invitó
ad andare avanti, e nel film si vede chiaramente l'attrice che si gira alla sua destra per
parlare con Reiner, e poi recita la battuta.

Chiamami aquila

Ernie Souchak è un cronista d'assalto del Chicago Sun-Times, per il quale segue la
cronaca politica con pungenti servizi e inchieste che lo hanno reso un beniamino dei
lettori, ma non, ad esempio, di Yablonowitz, il potente assessore ai lavori pubblici, che
dopo l'ennesimo scoop di Ernie ha mandato due uomini a recapitargli un messaggio
piuttosto chiaro. Ricoverato in ospedale dopo l'aggressione, Souchak viene caldamente
invitato dal proprio direttore a prendersela un po' più calma, lasciando la città per un
periodo di tranquillità, magari sulle Montagne rocciose, a intervistare l'esperta di fauna
Nell Porter, che da anni studia le aquile dalla testa calva. Abituato ai ritmi e alle
comodità della città, Ernie non è entusiasta dell'assegnazione, nè lo aiuta la Porter, che
non ne vuol sapere di concedergli un'intervista. Ma mentre Ernie si dispera per aver
finito le sigarette e Nell lotta contro i cacciatori di frodo che sparano alle sue aquile, i
due cominciano a conoscersi, e non si dispiacciono.

IIl giornalista e l'ornitologa si sono infatti avvicinati molto, e ancora di più scoprono di
piacersi dopo due incidenti che colpiscono Ernie, che prima cade nel corso di
un'escursione, e poi viene addirittura aggredito da un puma, con Nell che gli fà da
amorevole infermiera. Ma il tempo di Ernie in montagna è finito, e il giornalista deve
tornare in città. Il ritorno è triste, con Souchak che continua a pensare a Nell e alle
montagne, e non sopporta lo smog e lo stress cittadino. Ma quando un dipendente
comunale che lo aveva più volte aiutato per i suoi scoop muore in circostanze misteriose,
Ernie Souchak torna ad essere il mastino del Sun-Times. La sua nuova inchiesta mette
alle strette Yablonowitz, che alla fine scappa all'estero: sconfitto il suo nemico, Ernie si
imbatte in Nell, giunta in città per una conferenza. Il tempo che trascorrono in città fà
riaccendere la loro passione, e mentre il treno della donna sta per ripartire, i due
capiscono che forse "la virtù sta nel mezzo": decidono allora di sposarsi "al volo", e
stabiliscono che ogni primavera Nell lascerà le sue aquile per tornare dal suo aquilotto di
città. Un John Belushi molto diverso dal solito, in un ruolo meno "strillato" di quelli che
lo hanno reso famoso, ma non per questo meno riuscito, anzi, che dimostra una vena
drammatica che lo avrebbe reso un grande attore, non fosse scomparso cosí
prematuramente. Brava anche la protagonista, Blair Brown, in un film molto simpatico.

Trivia

..Il personaggio di Souchak è basato su quello di Mike Royko, un popolare cronista di


politica proprio del Chicago Sun-times, autore di vari scoop sulla corruzione nella "città
del vento".. Il titolo originale, "Continental divide", si riferisce al confine naturale che
divide i corsi d'acqua americani che sfociano nell'Atlantico o nel golfo del Messico da
quelli che sfociano nel Pacifico. Segue la catena montuosa delle Montagne rocciose,
quelle che appunto dividevano i due protagonisti del film.. Prodotto da Steven Spielberg,
come gesto di amicizia allo sceneggiatore Lawrence Kasdan, che aveva scritto per lui la
sceneggiatura de "I predatori dell'arca perduta".

Corto circuito

La Nova Robotics, società che costruisce robot per il ministero della difesa, ha appena
rilasciato la sua ultima linea di combattenti robot, programmati per tutte le superfici e
dotati di incredibili armi. Ma la notte prima della consegna ai militari, un fulmine si
abbatte sul capannone dove sono custoditi, colpendo uno dei preziosi automi. In
particolare, è il robot numero 5 dello stock ad essere colpito dalla scarica. L'improvviso
accumulo di energia elettrica provoca un corto circuito, e miracolosamente il robot
prende vita. Con la curiosità di un bambino alla scoperta del mondo e conscio della sua
peculiarità, Numero 5 scappa dal capannone e va verso la libertà.

Dato che vale milioni di dollari ed è comunque un arma, i militari si fiondano al suo
inseguimento, guidati da Newton, il suo creatore. Ma il robot non ha intenzione di
tornare in fabbrica, e si nasconde dai militari in casa di Stephanie, una ragazza amante
della natura, che l'ha soccorso. Affamato di conoscenze, Numero 5 incamera milioni di
dati nel suo cervello robotico da televisione ed enciclopedie varie, e la prima cosa che
impara è che la guerra è sbagliata, e mai tornerà ad essere un robot soldato. Ritrovato da
Newton, lo convincerà a non riportarlo in fabbrica per essere smontato, e insieme al suo
nuovo amico e a Stephanie fuggirà ancora, verso la libertà di un ranch sconfinato in
Montana.

Senti chi parla

James Ubriacco, professione tassista, si trova suo malgrado a dover fare da balia alla
nascita del piccolo Mikey, figlio di Mollie, incasinata trentenne mollata dal proprio
uomo dopo che avevano compiuto il "misfatto", e ora costretta ad inventarsi mamma
single. Il fatto è che con il nuovo arrivato, Mollie è diventata molto meno appetibile per
gli scapoli, anche per quelli a cui in condizioni normali non si sarebbe mai rivolta. Ma si
sa, le mamme sono petulanti, e quella di Mollie non fà eccezioni: sua figlia si deve
"sistemare". Ci sarebbe un consulente matrimoniale per lei, che spinge proprio per il
tassista, peccato che Mollie non lo possa sentire..

Già, perchè Mikey, nonostante sia un neonato, ragiona e pensa come un adulto, e sembra
conoscere bene tutti "i fatti della vita"..Ma anche se sua madre non lo può sentire, il
pargolo può comunque indirizzare la sua scelta del nuovo papà, magari facendo il
diavolo a quattro con tutti gli altri spasimanti di mamma e diventando un angioletto solo
quando c'è James nei paraggi.. Clamoroso successo per un'idea davvero nuova nel
panorama cinematografico: da noi ulteriormente lanciato dalla caratterizzazione
fantozziana di Mikey da parte di Paolo Villaggio (nella versione originale, è Bruce
Willis a dare voce al pargolo). Altro caso, poi, di misteriosa scomparsa dalle
programmazioni televisive. Con due inevitabili seguiti, in cui alla fine parlano pure i
cani..

Un pesce di nome Wanda

La bella ladra di gioielli Wanda arriva in Inghilterra insieme al suo fidanzato Otto per
organizzare il furto di una collana di diamanti. Sul suolo inglese trovano la
collaborazione di due ladri piuttosto maldestri, George e Ken. Il colpo riesce,
stranamente, alla perfezione. Ma qui iniziano i problemi: ogni membro della banda
ritiene di essere l'unico ad aver diritto al malloppo tutto per sé, e cerca di fregare gli altri.
In particolare, Wanda e Otto fanno arrestare George con una soffiata alla polizia, non
sapendo che questo ha già nascosto la refurtiva. L'unica persona libera in grado di sapere
l'ubicazione del malloppo é il timido, impacciato, tutto casa e chiesa avvocato di George,
Archie Leach. Ma Wanda ha talmente tante armi di seduzione da far sciogliere un
iceberg, anche se, in definitiva, chi glielo fà fare di restare con quello scemo di Otto? La
migliore commedia degli anni '80 insieme a "Una poltrona per due", con cui condivide la
brillante Jamie Lee Curtis, attori perfetti nei loro ruoli (Oscar per Kevin Kline, Otto) e
tempi comici perfetti. Brillantissima e divertentissima.

Trivia

..Archie Leach, l'avvocato che Wanda seduce senza troppe difficoltà, é il vero nome di
Cary Grant.. Per far colpo su Wanda, Archie le dice frasi d'amore..in italiano! nella
nostra versione, quindi, la lingua di seduzione diventó lo spagnolo.. George Thomason,
il compare finito in galera, é portato sullo schermo da..Tom Georgeson.. Il film, uscito in
America a metà luglio 1988, arrivó al primo posto a metà settembre: un record ancora
imbattuto.

Weekend con il morto

Larry e Richard, due giovani addetti ai computer di una società assicuratrice, scoprono
per caso che qualcosa di strano sta accadendo nella loro azienda, quando si accorgono
che alcuni sinistri sono stati pagati anche 4 volte. Tutti eccitati, riportano la notizia al
loro capo, Bernie Lomax, convinti che avranno una promozione per la scoperta. E
Bernie infatti mostra il proprio apprezzamento, arrivando ad invitarli alla sua villa al
mare per il weekend..
Peccato che in realtà, Lomax sia l'organizzatore della truffa scoperta dai due, e che
l'invito alla villa sia un pretesto per dare modo a un killer di far fuori i due ficcanaso.
Succede però che l'incaricato del "contratto" scopra che sua moglie lo tradisce proprio
con Bernie: il "datore di lavoro " diventa quindi il bersaglio del killer. E Bernie viene
ucciso, con Larry e Richard che si ritrovano il morto in casa, e iniziano disperatamente a
cercare un modo per sbarazzarsene, cercando di nascondere agli ospiti di Bernie che il
padrone di casa è morto, magari tirandolo con i fili come una marionetta.. Al termine di
equivoci a non finire, con Bernie che continua a sembrare assai poco morto, finirà tutto
in gloria, con la polizia che interviene a salvare i due amici da uno scontro ravvicinato
con il killer di Bernie. Divertente commedia degli equivoci, che ebbe un successo
clamoroso al botteghino, tutta basata sulla cinica falsa cortesia degli ospiti del morto, che
fanno finta di non accorgersi che il loro "amico" sia passato a miglior vita.

Trivia

..L'attore che interpreta Bernie si fratturò alcune costole nel corso della lavorazione del
film, date le numerose cadute alle quali fu costretto.. La casa al mare di Bernie fu
costruita in una riserva naturale, e poi distrutta al termine della lavorazione, per non
alterare la bellezza del paesaggio.

La donna esplosiva

Gary e Wyatt sono i due classici adolescenti sfigati, con in testa il chiodo fisso delle
ragazze da rimorchiare, vessati dai soliti bulletti della scuola e dallo psicotico fratello di
Wyatt, Bill. Una sera, mentre guardano "Frankenstein" in televisione, hanno una specie
di ispirazione: creare grazie a un computer la donna perfetta, la loro donna perfetta, che
li veneri come dei. Usando varie immagini di fotomodelle che ritagliano dai giornali e
inseriscono nel computer, cercano poi di instillare la vita in..una Barbie! Ovviamente,
l'esperimento non funziona, finchè un potentissimo fulmine crea un accumulo di energia
che, miracolosamente, regala loro l'energia necessaria per compiere l'inverosimile: dai
fumi della camera da letto di Wyatt, ecco la loro "donna esplosiva".

Lisa, il nome che le danno, non solo è una bellezza mozzafiato, ma è anche molto
disinibita e.. disponibile verso i suoi due creatori.. Tra l'altro, ha poteri misteriosi che le
permettono di far apparire dal nulla Ferrari, vestiti all'ultima moda e..missili, e ha un
ascendente incredibile su tutti quelli che le stanno vicino, anche sullo psicotico Bill.
Grazie alla loro bambola esplosiva in carne ed ossa, i due ragazzi diventano i più "cool"
della scuola, e riescono anche a trovare due ragazze. Ma quello che Lisa fà di veramente
notevole per loro è regalargli la fiducia nei propri mezzi: Wyatt si accorge che suo
fratello non è poi un semidio, ed entrambi non hanno più il panico quando si tratta di
dichiararsi a una ragazza, o mettere a posto i bulletti. E Lisa, dopo che ha compiuto la
propria missione, scompare, forse in cerca di altri teenager da aiutare..
Trivia

..Il film fu scritto dal regista in soli 2 giorni.. Ambientato, come tutti i film di Hughes,
nell'immaginaria Shermer, Illinois.. Il nome di Lisa deriva da quello del primo computer
con un interfaccia grafica, l'Apple Lisa.. E il computer usato per l'esperimento è un vero
Memotech MTX512.. La canzone principale del film è "Weird science", del gruppo cult
Oingo Boingo.. Mentre Anthony Michael Hall, Gary, ha continuato la propria carriera di
attore, Ilan Mitchell-Smith, Wyatt, è diventato insegnante di storia medievale
all'università.

Le commedie (parte 2)

Divertimento senza pensieri

Andare al cinema per passare un paio d'ore di spensierato divertimento, questo il senso
delle commedie, e cosa ci potrebbe essere di meglio? Drammi, violenza, storie tristi sono
d'altronde talmente preponderanti nella vita di tutti i giorni, che pagare anche il biglietto
del cinema (non c'erano software da furbacchioni, all'epoca..) per rivederle sul grande
schermo sembra un'esagerazione. E allora, ecco le principali commedie di una stagione
d'oro del cinema, non paragonabile agli anni '60 di Doris Day, ma quasi..

Dalle peripezie di due uomini le cui vite sono state scambiate per una stupida
scommessa, ma che poi sapranno farla ripagare cara, quella scommessa, ai problemi
della vita sentimentale, da fidanzati o da sposati, dalle zingarate di due amici stanchi del
tran-tran a quelle di tre ragazzi che come tutti i coetanei non avevano voglia di andare a
scuola, fino a movimentati inseguimenti nella notte, o poetiche dediche alla natura, senza
farsi mancare un pizzico di sovrannaturale: le commedie degli anni '80 hanno esplorato
con successo vari registri con cui narrare agli spettatori storie divertenti ed emozionanti,
riuscendo sempre ad attrarre tanto pubblico nelle sale, tanto da essere i pilastri su cui
posava tutto il business del cinema.

All'inseguimento della pietra verde

Joan Wilder, scrittrice di successo di romanzi pieni d'azione e amore, si trova suo
malgrado a vivere una delle storie di cui aveva fino ad allora solo scritto, quando riceve
per posta quella che sembra una mappa del tesoro, e per telefono una chiamata piena
d'angoscia da sua sorella, rapita in Colombia da avventurieri a cui suo marito aveva
sottratto proprio la mappa che Joan ha ricevuto. Più versata nello scrivere storie che nel
viverle in prima persona, all'arrivo in Colombia Joan cerca subito un avventuriero che
possa aiutarla. A soccorrerla è Jack, specie di Indiana Jones del luogo, specialista nel
cercare avventure e mettersi in mezzo ai guai. Ingaggiato dalla scrittrice, si lancia con lei
alla ricerca della mitica pietra verde, il tesoro a cui conduce la mappa. In mezzo alla
giungla e a torrenti di fango, la coppia, che inizialmente non si sopportava, comincia a
diventare anche sempre più unita.

A intralciare il loro cammino pensa Ralph, uno scintillante Danny DeVito, il capo dei
cattivi, che però sono troppo pasticcioni per costituire una vera minaccia. Finirà
naturalmente in gloria, con Joan che come le sue eroine conquista il suo bel tenebroso, e
DeVito e soci con un palmo di naso. Divertente azione piena di brio e ironia, che
ovviamente strizza l'occhio a Indiana Jones e simili. Perfetta la chimica del trio Kathleen
Turner - Michael Douglas - Danny DeVito, di nuovo insieme nel seguito, "Il gioiello del
Nilo", e nel corrosivo "La guerra dei Roses".

Trivia

..Anche in questo film, Douglas non era la prima scelta, ed ebbe il ruolo dopo che
Stallone e Christopher Reeve avevano rifiutato.. Girato in Messico per paura degli
attentati che all'epoca funestavano la Colombia.. Il primo grande successo di Robert
Zemeckis, prima di "Roger Rabbit" e "Ritorno al futuro".

La guerra dei Roses

Raccontate dall'amico di famiglia Gavin D'Amato, avvocato divorzista, scorrono le


immagini della storia prima d'amore e poi di follia di Oliver e Barbara Rose. Dal loro
incontro in età adolescenziale, all'amore a prima vista, fino al matrimonio e alla nascita
di due bambini che allietano la loro vita coniugale. Poi, un giorno qualcosa nella loro
perfetta vita di coppia si rompe.. Succede che Barbara si stanchi della vita da "angelo del
focolare", impegnata solo ad organizzare ricevimenti e feste e ad aspettare il ritorno a
casa di Oliver, avvocato di successo troppo preso dal lavoro per accorgersi delle
aspirazioni della moglie, che vorrebbe farsi una carriera. L'infarto da stress che ferma
Oliver fà capire a Barbara che, in fondo, la vita da divorziata non sarebbe poi male, e
nonostante l'opposizione del marito, chiama Gavin per organizzare le pratiche di
divorzio.

Inizia fra i coniugi una guerra accanita: costretti a vivere separati nella stessa casa,
limitano - con tanto di piantina a colori - i rispettivi "habitat". Subentrano ripicche,
scherzi atroci, rivalse e cattiverie in un turbine di porcellane preziose rotte e di odio
reciproco, tanto forte quanto forte era stato il loro amore. I reciproci perfidi dispetti
determinano dapprima la totale devastazione della splendida villa e, infine, la morte di
entrambi, quando precipitano nel vuoto appesi al grande lampadario di casa. Strepitosa,
caustica commedia nera, acida e cattiva al punto giusto, che smonta con perfidia tutti i
luoghi comuni sul matrimonio. Il trio già protagonista de "Il gioiello del Nilo" e
"All'inseguimento della pietra verde" torna, di nuovo in splendida forma, con Kathleen
Turner strepitosa nei panni dell'isterica Barbara.
Trivia

..In una scena, Douglas taglia i tacchi della moglie, come già in "All'inseguimento della
pietra verde".. De Vito, anche regista del film, fece uno scherzo ai due protagonisti,
chiamando una sospensione delle riprese per il pranzo quando i due erano appesi al
lampadario, a 10 metri dal suolo.. La tagline del film era: "Una volta nella vita vi capita
un film che vi fà venire voglia di innamorarvi ancora. Questo non è quel film."

La signora in rosso

Teddy Pierce è un uomo felicemente sposato, con figli grandi e un buon lavoro di
pubblicitario. Quindi, Teddy Pierce ha bisogno di una scappatella, di un'avventura che
gli dimostri che in fin dei conti non è già un vecchio. E l'avventura arriva una mattina
nelle splendide forme di una ragazza vestita tutta di rosso: la vista della splendida
Charlotte che imita Marylin passando sopra una grata dell'aria fà impazzire Teddy, che
comincia a cercarla per tutta la città. Sgusciando tra una moglie che comincia a farsi
sospettosa per certi suoi atteggiamenti e una collega d'ufficio che fraintende le sue
avances, Teddy riesce incredibilmente a incontrare la splendida signora in rosso, ma
quando le cose cominciano a farsi bollenti, Teddy scopre che anche i sogni possono
avere un marito.. Divertente commedia 100% anni 80 piena di ritmo, con un Gene
Wilder perfetto nella parte dell'imbranato conquistatore e una Kelly Le Brock
semplicemente troppo bella per essere vera.

Trivia

..Kelly Le Brock, moglie del mascellone dei film d'azione Steven Seagal, ottenne uno
straordinario successo da questo film, e sul personaggio della donna da sogno troppo
bella per essere vera le fu cucito il film "La donna esplosiva".. Colonna sonora a cura di
Dionne Warwick e Stevie Wonder, in cui spicca il successo mondiale "I just called to
say i love you".. È il rifacimento di un episodio del film francese "Certi piccolissimi
peccati".

Non ci resta che piangere

Saverio, maestro elementare e Mario, bidello nella stessa scuola, sono fermi con la
macchina a un passaggio a livello eterno, quando vengono sorpresi da un temporale.
Trascorrono la notte in una vecchia locanda, e quando la mattina si svegliano, si trovano
inspiegabilmente catapultati nell'anno 1492. Dopo un iniziale stordimento, tentano allora
di calarsi nel nuovo mondo, cercando di assumere l'abbigliamento, il linguaggio e le
usanze dell'epoca.
Con scarsi risultati, a dire il vero, anche se Mario (sulle note e parole di "Yesterday"
e.."Fratelli d'Italia") mostra un certo ascendente sulla bella Pia. Finchè Saverio ha una
pensata delle sue: fermare Cristoforo Colombo prima che salpi, impedendogli cosí di
scoprire l'America, da cui proviene il futuro marito della sorella, che lui proprio non
sopporta. Nel tragitto verso Palos incontrano Leonardo Da Vinci, che tentano di erudire
con scarsissimo successo sulle novità scientifiche del ventesimo secolo, e il tempo perso
con il genio, a dir la verità un po' svampito, li fà arrivare tardi alla partenza di Colombo.
E mentre si riavviano mesti verso la loro nuova casa del 1500, ecco arrivare Leonardo,
che ha appena inventato la locomotiva a vapore..

Il film italiano campione di incassi degli anni '80, con l'accoppiata Troisi-Benigni che
funziona splendidamente, completandosi a meraviglia. Alcuni pezzi sono davvero da
cineteca.

Prima di mezzanotte

Jack Walsh, ex poliziotto radiato con la falsa accusa di essere in combutta con il boss
della droga Serrano, è diventato un cacciatore di taglie, addetto a ritrovare i detenuti
lasciati liberi dietro cauzione che hanno "approfittato" della libertà. La sua ultima
assegnazione è Jonathan Mardukas, detto "Il Duca", cassiere delle attività poco pulite del
clan Serrano, fuggito dopo che Eddie Mascone, il boss di Jack, ha sborsato una cauzione
per il suo rilascio di 450.000 dollari, soldi che perderà se Mardukas non si presenterà in
tribunale entro la mezzanotte del successivo venerdi. Grazie ai contatti che mantiene in
polizia, Walsh rintraccia il Duca a New York e lo cattura, per portarlo indietro a Los
Angeles. Purtroppo per Jack, l'aereo non è utilizzabile, perchè Mardukas ne ha la fobia, e
cosí il viaggio inizia in treno, per poi proseguire su una macchina rubata, su una presa in
prestito dalla ex moglie di Jack, e infine, esauriti tutti i mezzi, in autostop. Jack è infatti
rimasto senza soldi perchè Eddy Mascone gli ha bloccato la carta di credito quando non
è arrivato in tempo all'appuntamento stabilito, e anzi, gli ha sguinzagliato dietro un altro
cacciatore di taglie, Marvin, incaricato di completare quello che sembrava un lavoro
lasciato a metà.

Dietro ai due fuggitivi c'è anche l'FBI, interessata alla testimonianza di Mardukas, e due
sicari della mafia, inviati da Serrano. Essere rimasti soli contro tutti fà nascere un
vincolo di solidarietà, se non proprio amicizia, tra il fuggitivo e il cacciatore di taglie, e
quando Mardukas viene catturato da Marvin, che non ha intenzione di riportarlo da
Mascone, ma vuole venderlo agli uomini di Serrano per due milioni di dollari, Jack si
allea con l'FBI per liberarlo. Fà credere ai sicari della mafia di avere dei dischetti creati
da Mardukas che incriminerebbero Serrano, e chiede uno scambio, all'aeroporto, alla
presenza anche del boss. Si presenta con un microfono dei federali, e anche se il piano
non va come previsto, riesce a far cadere in trappola i due killer, Serrano e anche
Marvin, sopraggiunto sul luogo dello scambio, che vengono tutti arrestati. Finalmente
Jack può portare il Duca a Los Angeles, ma alla fine, ormai diventato amico del
fuggitivo e arrabbiato con Mascone per il suo doppio gioco, lascia libero il contabile, che
per ringraziarlo gli dà 300.000 dollari sottratti a Serrano che teneva in una cintura.

Trivia

..L'attore che interpreta Mardukas ebbe delle cicatrici permanenti causate dalle manette
che gli stringevano i polsi per gran parte del film.. Nell'ultima scena, un tassista rifiuta di
prendere a bordo Jack: l'attore aveva interpretato sempre un tassista "collega" di De Niro
in "Taxi driver".. La celebre "parolina di 4 lettere" compare un numero record di 119
volte nel film.

Beetlejuice

Barbara e Adam Maitland, felice coppia di sposini del New England, muoiono in un
incidente automoobilistico. Diventati fantasmi, devono assistere all'arrivo dalla città
degli odiosi Deetz, che hanno comprato la casa che i due avevano arredato con tanto
impegno. Troppo poco cattivi e incapaci di usare i loro poteri di fantasmi, i Maitland
cercano invano di spaventare i Deetz, che si fanno solo delle grasse risate ai loro goffi
tentativi di poltergeist. Solo la figlia adottiva dei Deetz, Lydia, lugubre ragazza dark,
riesce a vederli e cerca di aiutarli. Esasperati dalla situazione, e anche perchè hanno
saputo che occore un periodo di apprendistato di 125 anni per padroneggiare l'arte dello
spavento da fantasma, Barbara e Adam si rivolgono a un "professionista" del settore,
Beetlejuice, di mestiere "bio-esorcista", fantasma che esorcizza gli esseri umani per dare
pace ai fantasmi.

Beetlejuice, però, è una tremenda "testa calda" e si fà prendere la mano nella sua opera
di "esorcismo", rischiando una strage. Intanto Maxi Dean, capo del capofamiglia Deetz,
Charles, venuto a sapere che questi ha in casa due fantasmi, vorrebbe catturarli e farli
diventare fenomeni da baraccone. Per farlo si serve di Otho, amichetto della signora
Deetz, che organizza una seduta spiritica per invocare i due fantasmi. Lydia, per salvare i
suoi amici fantasmi, invoca Beetlejuice e accetta la sua richiesta di diventarne sposa, se
salverà i Maitland. Lo spirito interviene, ma dopo aver fatto il proprio dovere, si fà
ancora prendere la mano, imprigionando Barbara, addirittura sul pianeta Saturno, e
Adam. Ma Barbara e Adam hanno iniziato a comprendere come funzionano i loro poteri,
si liberano e attaccano Beetlejuice, facendolo ingoiare da un gigantesco verme delle
sabbie. Risolte le loro divergenze grazie a Lydia, i vecchi e i nuovi padroni di casa
iniziano una pacifica convivenza mentre Beetlejuice viene rispedito nella sala di attesa
dell'aldilà, dove i suoi guai continuano quando fà arrabbiare uno stregone, che gli
rimpicciolisce la testa. Divertente commedia horror-gotica, con l'estro di un ispirato
Michael Keaton ai servizi del primo grande successo di Tim Burton.
Trivia

..Il titolo del film deriva da Betelgeuse, luminosa stella della costellazione di Orione..
L'idea originale di Burton per Beetlejuice era Sammy Davis jr., ma gli studios non
accettarono.. Anche Dudley Moore fu considerato per il ruolo dello spirito.. Tra le attrici
che rifiutarono il ruolo di Lydia, poi finito a una giovanissima Winona Ryder, ci sono
Sarah Jessica Parker, Brooke Shields, Molly Ringwald e Jennifer Connelly..

Local hero

Il presidente della Happer Oil, potente società petrolifera di Houston, ha stabilito che ha
bisogno di una nuova raffineria per il suo petrolio, e ha individuato il posto in un piccolo
villaggio della costa scozzese, che ha deciso di spianare con le sue ruspe. Per contrattare
la vendita del villaggio con gli abitanti del posto, invia in Scozia un rampante
funzionario, Mac McIntyre, di chiare origini scozzesi. Arrivato sul posto e deciso a
chiudere la pratica in breve tempo, Mac finisce invece per farsi irretire dalla simpatia dei
locali e dalla bellezza dei posti, e anche da una specie di richiamo che gli viene dal suo
animo scozzese. Le trattative vanno comunque avanti, ma quando stanno per chiudersi,
con buona pace degli isolani che diventerebbero comunque ricchi, ecco un problema: il
vecchio Ben Knox, che vive tutto solo e felice in una sgangherata baracca sulla spiaggia,
si proclama proprietario di quest'ultima e deciso a non vendere.

Mac chiama allora il Grande Boss in America: questi arriva con l'elicottero, atterrando
su una baia da sogno proprio quando è in corso un'aurora boreale. Eccentrico amante
delle stelle, e colpito anche dalla simpatia di Knox, Happer decide che quel luogo non si
può rovinare: al posto della raffineria, sorgerà sulla spiaggia una stazione scientifica per
l'osservazione della fauna marina. E Mac, tornato a Houston, sentirà fortissimo il
richiamo della sua vera casa.. Bella storia a sfondo ambientalista, con paesaggi davvero
magnifici e interpreti molto simpatici. Un po' l'anticipazione di molti film inglesi anni 90
(soprattutto di Stephen Frears) in cui il vero protagonista è il villaggio, inteso come
singola unità intelligente. Splendida la colonna sonora di Mark Knopfler, e in particolare
il tema principale, "Going home".

Trivia

..Il villaggio del film si chiama Pennan, ma è sulla costa est della Scozia, e non su quella
ovest, come si fà intendere nel film: sulla costa ovest c'è la spiaggia, che si trova a oltre
20 chilometri dal villaggio.. Il ruolo del protagonista doveva essere inizialmente del
popolare Henry Winkler.. Film preferito dell'ex vice presidente americano e paladino
della causa ecologista Al Gore..
Una pazza giornata di vacanza

Lo scansafatiche Ferris Bueller si inventa una malattia per passare una giornata lontano
da scuola, con l'amico Cameron e la fidanzata Sloane, meglio se in una gita a Chicago
con la Ferrari California Spider del padre di Cameron. Mentre tutta la scuola è in pena
per Ferris, visto che si è diffusa la voce che ha una malattia terminale, due persone
riconoscono la trama di un altro dei suoi giochetti per saltare le lezioni: sua sorella
Jeanie e il preside Rooney. Mentre Ferris e i due amici se la spassano a Chicago,
diventando anche il centro dell'attenzione di una parata, il preside va a casa Bueller per
smascherare l'impostore, ma si scontra con Jeanie, che aveva le sue stesse intenzioni: lei
lo scambia per un ladro e lo colpisce, chiamando la polizia, ma il preside riesce a fuggire
(a piedi, la macchina era in divieto di sosta ed è stata rimossa), e Jeanie finisce in
prigione, per la sua chiamata al 911 rivelatasi infondata, dove se non altro ha modo di
conoscere un teppista (un giovane Charlie Sheen) che la bacia.

Non è trionfale neanche il rientro dei tre "fuggiaschi" da Chicago, e a fare le spese
dell'imperizia alla guida di Cameron è la Ferrari del padre, che sfonda il garage di casa.
Dopo aver riaccompagnato a casa Sloane, per Ferris è una corsa contro il tempo per
rientrare a casa prima dei genitori, ma purtroppo per lui è preceduto dal preside, che gli
garantisce che non avrà scampo ai prossimi scrutini di fine anno. Ma anche Jeanie
piomba a casa, e trova il portafoglio caduto al preside in precedenza: forse cambiata
dall'esperienza della mattina, minaccia il preside di una nuova denuncia se non lascerà
stare suo fratello. Incavolato, Rooney lascia casa Fueller, non prima di essere attaccato
dal cane di casa. Grazie alla sorella, Ferris si infila a letto un attimo prima del ritorno dei
genitori.

Trivia

..Matthew Broderick compare alla fine dei titoli di coda per invitare i ritardatari a
lasciare il cinema.. Jennifer Grey, la "sorella" di Ferris, diventerà poi la fidanzata di
Broderick.. Le Ferrari del film erano altre macchine, "mascherate" da Ferrari.. Pronti per
la lista di chi doveva essere Ferris prima di Broderick? Rob Lowe, John Cusack, Jim
Carrey, Johnny Depp, Tom Cruise, Robert Downey Jr. e Michael J. Fox..

Tutto in una notte

Dopo aver scoperto che la moglie lo tradisce, la vita è ancora più nera per Ed Okin,
ingegnere già stressato dall'insonnia che lo fà stare sveglio la notte. Per scaricare lo
stress, si mette al volante e arriva all'aeroporto, giusto in tempo per vedersi arrivare sul
sedile Diana, che si rivelerà essere una ladra di gioielli, in fuga da quattro iraniani che
vogliono recuperare a forza il suo ultimo bottino. Mentre la porta in giro per la città
cercando di sottrarsi agli inseguitori, Ed viene a sapere che i gioielli di Diana sono stati
trafugati dai quattro iraniani dal tesoro dello Scià e poi consegnati alla donna per passare
la frontiera, e che i quattro non sono i soli sulle sue tracce, in quanto c'è anche un killer
inglese.

La fuga dei due termina infine, di nuovo all'aeroporto, quando Diana viene catturata
dagli iraniani: con la vita della donna in pericolo, tenuta sotto tiro dalla pistola di uno
degli assassini, Ed cerca di disuaderlo, finendo per raccontargli tutti i guai che sta
passando. Il killer rimane affranto dai tormenti dell'uomo, e finisce per rivolgere la
pistola contro sè stesso. Grazie all'intervento dei federali, Ed e Diana sono liberi, e
portati sotto scorta in un motel. Qui, un agente federale "amico degli amici" di Diana,
che hanno finito per ricevere i diamanti, consegna alla donna una busta piena di soldi.
Dopo lo stress accumulato, Ed riesce finalmente a dormire tutto il resto della notte, ma è
deluso di non ritrovare Diana al risveglio. La donna in realtà lo sta aspettando fuori dal
motel, con i soldi e il posto del passeggero libero, pronta a qualcosa di più di una corsa
notturna..

Trivia

..Nel cast diretto da John Landis, una sfilza lunghissima di registi suoi amici che
compaiono in un breve cameo: tra gli altri, David Cronenberg (che un anno dopo
avrebbe diretto Golblum ne "La mosca"), Jonathan Demme, Jim Henson, Lawrence
Kasdan, Don Siegel e Roger Vadim, oltre allo stesso Landis.. La prima scelta di Landis
per il ruolo di Ed era Gene Hackman.. Il solito film finto di Landis, "See you next
wednesday", compare in due poster di un ufficio da cui i due protagonisti fanno una
telefonata..

Tutto quella notte

Costretta all'ultimo minuto a rivedere i piani per la serata dal fidanzato che annulla il
loro appuntamento, la teenager Chris si rassegna a fare da babysitter alla piccolo Sara e a
suo fratello Brad, innamorato proprio di Chris, e anche all'amico di Brad, Daryl. Dopo
che gli Anderson, i genitori dei due ragazzi, lasciano la casa per recarsi a un ricevimento,
Chris inizia la sua monotona serata. Ma la monotonia durerà poco, fino alla telefonata di
Brenda, sua amica del cuore, già pentitasi di essere scappata di casa e ferma alla stazione
dei bus nel centro di Chicago, che supplica Chris di andarla a salvare.

Incapace di dire di no all'amica, Chris carica in macchina i tre ragazzi affidati alla sua
custodia e si avventura verso il centro città, dove Brenda sta passando la serata in vari
brutti incontri, non ultimo con un grosso topo di fogna che ha scambiato per un gatto, a
causa del fatto che ha perso gli occhiali. Neanche a Chris va meglio, per colpa di una
foratura, e poi per una serie di sfortunati equivoci che portano i quattro ragazzi
addirittura ad essere inseguiti da killer della mafia.
Mentre scappano nella metropolitana, si imbattono in una rissa che procura una ferita a
Brad, e in un ragazzo gentile, Dan, che si offre di ripagare la riparazione della gomma
bucata. Dopo essersi imbattuti anche nel fidanzato di Chris, a cena con un'altra ragazza e
prontamente scaricato dalla babysitter, riescono finalmente a rintracciare Brenda, e a far
ritorno a casa, giusto in tempo, ovviamente, prima che ritornino gli Anderson. Dopo una
serata piena si inconvenienti, c'è il lieto fine per Chris, con Dan che la sta aspettando
fuori di casa per un tenero bacio.

Trivia

..Il ruolo di Chris era stato pensato anni prima per Jane Fonda, e poi per Bridget Fonda
quando Jane era diventata un po' troppo attempatella.. E prima di Elizabeth Shue, erano
state considerate anche Michelle Pfeiffer, Melanie Griffith, Sharon Stone e Brooke
Shields.. La moglie e il suocero del regista Chris Columbus hanno dei piccoli ruoli nel
film, e inoltre una via fittizia a loro intitolata..

Voglia di vincere

La famiglia Howard: una tranquilla famiglia della provincia americana, con un fattore
ereditario particolarmente..peloso! Si, perchè quando tutti i membri maschi della
famiglia raggiungono i 16 anni, cominciano a trasformarsi in licantropi, i cari vecchi lupi
mannari delle storie dell'orrore. L'ultimo ingresso nel club dei lupacchiotti è Scott, un
imbranato teenager con la passione del basket, che pratica, con scarsi risultati, nella
squadra del liceo. Spaventatissimo per la trasformazione (ma non bastavano i brufoli?),
Scott viene rincuorato dal padre, che gli spiega la storia dell'eredità genetica e gli fà
capire che, in fondo, non tutto il male viene per nuocere.. Già, perchè la trasformazione
in lupo porta con sè anche incredibile forza e agilità, che applicate sul campo di basket
possono trasformare un brocco come Scott in un autentico fenomeno. E con le
schiacciate spettacolari e i balzi mostruosi arriva per il nostro eroe la popolarità: il suo
amico Stiles impianta un commercio florido di vendite di magliette e tutti impazziscono
per la "wolfmania", anche la bella del liceo, Pamela, che fino ad allora non se lo era
filato nemmeno da lontano.

Ma la popolarità ha anche i suoi risvolti negativi: il preside Thorne sembra avercela in


particolare con il nostro eroe, che tra l'altro comincia a fare il gradasso, arrivando allo
scontro con l'ex ragazzo di Pamela. Questi, colpito da un pugno, trova la scusa per
iniziare una campagna "antimostro", e Scott da eroe diventa il reietto della scuola. Ma la
vicinanza del padre, ovviamente anche lui licantropo e causa dell'odio del preside per il
ragazzo, visto che gli aveva soffiato in gioventù la ragazza, poi diventata sua moglie, e
l'amicizia di Stiles e Lisa, la sua ragazza del periodo da sfigato, lo convincono a tornare
in campo, e stavolta senza effetti speciali: il nuovo Scott Howard versione "umana",
consapevole della sua identità, condurrà la sua squadra alla vittoria del campionato e nel
momento del trionfo abbraccerà il suo vero amore, Lisa. Divertentissima commedia
piena di brio e azione, tra l'altro anche molto azzeccata nella descrizione delle crisi di
identità del periodo del passaggio dalla fanciullezza all'età adulta. Michael J. Fox si
conferma il re dei film adolescenziali in uno dei più grandi successi di cassetta degli anni
'80. Con un seguito inevitabile e molto meno convincente, e addirittura con una serie a
cartoni.

Trivia

..Girato prima di "Ritorno al futuro", uscí nelle sale un anno dopo, proprio per
monetizzare al massimo l'effetto Michael J. Fox.. E solo nella versione italiana(!!), il
nome del protagonista fu cambiato da Scott a Marty proprio per ricollegarsi al
protagonista di "Ritorno al futuro".. Il corpo muscoloso delle locandine non è un
disegno, ma bensí quello di un attore, su cui fu appiccicata la testa del protagonista.

I film horror

Dal profondo della notte, senza esagerare

L'horror negli anni '80 cambia registro, e se "L'esorcista" ha rappresentato gli anni '70 in
maniera perfetta, con la materia che era considerata tremendamente seria, è Ash
Williams, l'eroe con la motosega nel braccio, protagonista della saga "La casa", a
incarnare il nuovo spirito dell'horror. I film devono fare ancora paura, ma senza
prendersi troppo sul serio: tutto deve essere esagerato, e da qui gli "splatter", con sangue
a litri e materia cerebrale che schizza ovunque, e gli "slasher", poco più di filmetti da
teenager, con protagonisti, appunto, adolescenti tanto scemi da voler andare in vacanza a
casa del serial killer di turno. Del resto, è agli adolescenti che puntano i produttori di
Hollywood, e questi mal digerirebbero, insieme alla pizza e ai popcorn, l'orrore puro del
citato esorcista.

E allora ecco Ash, svogliato smembratore di amici posseduti dai demoni, Freddie Kruger
che ai suoi occhi pensa di essere tanto ironico, Jason quasi costretto a tornare a
massacrare imberbi studentelli tanto scemi da non scegliere con più oculatezza i luoghi
di villeggiatura. L'esagerazione delle uccisioni è catartica per lo spettatore, che dopo lo
spavento deve provare il rassicurante senso di sicurezza che "è tutto finto", e che quando
tornerà a casa ripenserà al film con un sorriso, per aver capito il gioco che l'autore del
film ha fatto con lui. Riguardate "L'esorcista" (versione integrale, eh, non quella che
passa in tv a cui mancano 5 minuti di tagli) e poi fatevelo venire, quel sorriso..
Nightmare

Nancy sta facendo brutti sogni, ultimamente, sogni in cui un orrendo mostro dal volto
sfigurato e con un guanto con delle forbici affilate la insegue, non certo per fargli una
carezza. E la cosa strana è che anche i suoi amici stanno facendo lo stesso sogno, e
peggio ancora, alcuni di loro cominciano a morire in modo orrendo. Parlando coi suoi
genitori e svolgendo delle ricerche, Nancy riesce a dare un nome al mostro: è Freddy
Krueger, un pazzo psicopatico che era vissuto nella sua cittadina. Resosi responsabile di
molte uccisioni di bambini, Krueger era stato infine catturato e bruciato vivo. E ora
Freddy è tornato dall'inferno per prendersi la sua vendetta, e uccidere tutte le persone
responsabili della sua morte.

E mentre le morti atroci si susseguono, Nancy capisce che l'unico modo per fermare il
mostro è farlo uscire dal suo mondo degli incubi, dove può fare quello che vuole, per
combatterlo sul piano della realtà. Lo scontro finale si avvicina.. Freddy Krueger fà la
sua comparsa nell'immaginario collettivo degli anni '80, diventando quasi più famoso di
Babbo Natale. Anche se è molto horror, il film non perde mai la capacità di prendersi in
giro e di sdrammatizzare tutte le situazioni, con una cattiveria noir che fà diventare
simpatico quello che in realtà è un mostro abominevole. Uno dei maggiori successi
commerciali degli anni '80, con decine di seguiti.

Trivia

..La genesi del personaggio è in una serie di inspiegabili morti nel sonno di alcuni
adolescenti di cui il regista, Wes Craven, aveva letto su un giornale.. La sceneggiatura
del film fu inizialmente offerta alla.. Disney, che la trovò un po' troppo cruda.. Il budget
iniziale del film era bassissimo, ma anche con soli 20.000 dollari per il trucco gli artisti
del makeup riuscirono a creare un mito dell'horror.. In uno dei soliti crossover tra film
horror, in una scena si nota la maschera da hockey di Jason, il pazzo omicida di "Venerdi
13".

Venerdi 13 parte III

Jason Voorhees, seconda maschera (a tutti gli effetti) horror più famosa degli anni '80
dopo Freddie Kruger, presenza solo invocata nel primo film della serie, già alacremente
all'opera nel secondo capitolo, acquista solo in questo terzo episodio della lunghissima
saga (12 film, considerando sequel, incroci e reboot) la caratteristica maschera da
hockey che diventerà suo marchio di fabbrica. La trama di fondo è sempre la stessa,
come brillantemente succederà anche per la saga di "Final destination": degli sciocchi
ragazzi sfidano la paura e vanno a passare le vacanze in un campeggio tristemente
famoso per una serie precedente di omicidi (Camp Crystal lake), per finire uccisi nella
maniera più truculenta possibile dal pazzo lunatico di turno (Jason di cui sopra). Il re
degli "slasher", i film, appunto, di "affettamenti", compie il suo cammino di morte, per
finire ucciso, ma "non in modo definitivo", in maniera da lasciare aperta la porta
all'inevitabile sequel.

Trivia

..Strage anche al botteghino: costato poco più di 4 milioni di dollari, ne incassò 37 solo
negli USA.. Il primo film della serie con la famosa maschera da hockey, e l'unico in cui i
futuri morti non pronunciano il nome di Jason.. Come tutti i film della saga, il titolo di
lavorazione era ispirato a una canzone di David Bowie, nel caso specifico "Crystal
Japan".. Gli eventi seguono cronologicamente quelli del primo episodio, cosí il titolo
sarebbe dovuto essere "Sabato 14".. Fu girato anche in 3D, ma uscí in tale versione solo
in Giappone.

Creepshow

Con la sceneggiatura di Stephen King, 5 storie tra il noir macabro e l'horror mixate da
George Romero, tratte dall'omonimo comic book degli anni '70. "La festa del papà" vede
il ritorno dalla tomba di un uomo ucciso dalla propria figlia 7 anni prima, deciso a
mangiare una particolare torta di compleanno.. Ne "La morte solitaria di Jordy Verrill",
Stephen King è un classico contadinone americano, che viene a contatto con una strana
sostanza fuoriuscita da un meteorite caduto nel suo giardino.. le conseguenze saranno
piuttosto.. rampicanti. "La marea ti sommergerà" vede invece Leslie Nielsen negli
insoliti panni di un marito tradito, che si vendica della moglie e del suo amante facendoli
morire annegati dalla marea. Ma, come disse qualcuno, "a volte ritornano"..

"La cassa" nasconde invece qualcosa di tremendo, che è rimasta a dormire per oltre un
secolo, ma che ora si è risvegliata e chiede il suo tributo di sangue.. ma per un marito
esasperato può essere un'occasione per liberarsi della moglie.. Si chiude con "Ti
strisciano addosso", la storia di un maniaco dell'ordine e della pulizia, che vive in una
specie di astronave completamente asettica, ma che sta per subire un attacco di
scarafaggi di proporzioni bibliche. Molto più dark comedy che horror, è imperdibile
soprattutto per i fans di Stephen King (ma solo nell'edizione in videocassetta, al cinema
l'episodio fu tagliato) e per chi si guardava i telefilm dello Zio Tibia su Italia uno.

Trivia

..In ogni episodio del film compaiono un cavallo di vetro e un portacenere.. Oltre a
Stephen King, nel film compare anche suo figlio Joe, nei panni del bambino a cui il
padre toglie tutti i fumetti nel prologo del film.. Per l'ultimo episodio furono utilizzati
25.000 veri scarafaggi, che furono poi uccisi con il gas al termine della lavorazione
(bleah...).. La protagonista de "La cassa" è la moglie di John Carpenter, e la cassa era
indirizzata a Juan Carpenter..

La bambola assassina

Un serial killer, Charles Lee Ray, viene messo alle strette dal detective della polizia di
Chicago Norris, che lo insegue fino a un negozio di giocattoli. Colpito a morte, Ray,
pratico della magia nera voodoo, riesce a trasferire la propria anima nera in un
bambolotto, "Chucky bello", prima di spirare. Un incendio devasta il negozio, ma non la
bambola, che finisce prima tra le mani di un vagabondo e poi tra quelle del piccolo
Andy, a cui la madre lo aveva promesso per il compleanno, e che lo ha comprato proprio
dal vagabondo. A casa di Andy, Chucky comincia a mietere vittime, uccidendo a
martellate la babysitter, poi costringe il piccolo a portarlo a casa dell'ex socio in affari
criminali, che fà saltare in aria. Il bambino, che ovviamente non viene creduto dalla
polizia quando rivela che il killer è il bambolotto, viene rinchiuso in un istituto
psichiatrico. La magia voodoo di Ray è però agli sgoccioli, e il corpo del bambolotto sta
prendendo vita, cosa che causerebbe la morte anche della sua anima. L'unico modo di
evitarlo è trasferirla di nuovo, nel corpo della prima perso