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Prefazione La Nuova Medicina (ora Nuova Medicina Germanica®) (*), che ho scoperto

nel 1981, i n senso scientifico e secondo criteri scientifici, è una medicina


riproducibile in qualsivoglia caso clinico, senza bisogno di far riferimento a
nemmeno un' ipote si. In sostanza si tratta della medicina "originaria" che di
certo è sempre esistita m a che nessuno aveva mai potuto sistematizzare e
verificare su di una base scient ifica come lo posso fare ora. Un sistema
scientifico che contempla veramente tut ti gli esseri viventi; è molto coerente
sotto il profilo logico, contemporaneament e immensamente umano, persino rispettoso
dei rapporti sociali e rappresenta al t empo stesso una "religione naturale" che
abbraccia tutti gli esseri viventi: la Medicina Sacra®, la Medicina Sagrada®. E' la
prima medicina naturale e scientifica a memoria d'uomo. Nel tempo è stata già
verificata 30 volte, l'ultima all'Università di Trnava 1'8/9 settembre 1998 ed è
ris ultata sempre esatta. La medicina cosiddetta "classica" invece, che si
autodefinisce scientifica, si b asa in realtà unicamente su ipotesi che sono
approssimativamente 5000. E sino ad o ggi, nulla di ciò che afferma è stato mai
sottoposto a verifica e non può neppure esse re confutato: per farlo occorrerebbe
almeno un fatto, un elemento da cui partire , seppur minimo. Si tratta di una
teoria confusa e pseudoscientifica, in breve: scienza e religione si sono fuse in
un gigante quanto erroneo percorso a senso u nico e la medicina ha preso la forma
di una medicina religiosa che basa la sua i gnorante teoria, sul concetto giudaico-
cristiano di benigno e maligno. E ciò che è r itenuto maligno va radicalmente
estirpato, "esorcizzato". Così, nel 1981, da buon scienziato, ho proposto ai miei
colleghi dell'Università di Tiibingen, di verificare insieme questa Nuova Medicina
per stabilire se fosse co rretta. Presentai a Tiibingen i risultati delle mie
ricerche come tesi di abilitazione a lla libera docenza affinché tutto si svolgesse
in modo regolare. Ma, ad oggi, ques to processo per l'abilitazione è stato
insabbiato dall'Università stessa perché la fac oltà di medicina rifiuta di
esaminare la questione. Eppure il consulente legale dell'Università di Tiibingen mi
ha rivelato in modo co nfidenziale che già nel 1986, a porte chiuse, i professori
l'avevano verificata an alizzando 100 casi e si erano completamente convinti della
validità della NUOVA ME DICINA GERMANICA®. Ma i professori non possono tradire i
postulati della loro corporazione perché san no bene che dichiarando corretta la
NUOVA MEDICINA GERMANICA® ammetterebbero autom aticamente la loro responsabilità
attiva nel più grave crimine perpetuato da oramai 23 anni: non una svista, non un
errore ma un enorme imperdonabile crimine! Per contro già all'inizio del 1984, dopo
la pubblicazione del mio primo libro (Kre bs - Krankheit der Seele, Cancro -
Malattia dell'anima) l'organo medico superior e ebreo a New York ha subito
verificato le mie scoperte riconoscendole vere. Si veda la lettera a M.M.
Schneerson in appendice a questo libro. Da allora tutti gli Ebrei di questo mondo
ricorrono alla Nuova Medicina Germanic a ma in nessun caso deve essere usata per i
non Ebrei. E così, poiché sono l'unico c he con la mia battaglia ostacolo
chiaramente coloro che derubano il mondo da que ste conoscenze per acquisire
illecitamente potere e profitto, da 23 anni vengo b rutalmente perseguitato, le mie
scoperte represse, subisco gravi calunnie, mi è st ato persino vietato di
esercitare la mia professione (letteralmente perché "non ab iuro la Nuova Medicina"
e "non mi converto alle medicina tradizionale " ), vengo messo in galera ecc.
Ultimamente si sente spesso parlare di "Nuova" o di "Nuova Medicina". Molti rico
rrono a questo termine ma ciò che rappresenta non ha nulla a che vedere e va chiar
amente distinto dalla unica e vera NUOVA MEDICINA . Quindi per proteggerla da ul
teriori confusioni, abusi o falsificazioni future, l'ho ribattezzata NUOVA MEDIC
INA GERMANICA ® ma nei miei libri e scritti precedenti troverete ancora il vecchio
termine NUOVA MEDICINA. Questa Nuova Medicina Germanica® è il testamento di mio
figlio Dirk poiché è stato in se guito alla sua morte che ho potuto scoprire questa
medicina naturale. La trasmet to sinceramente di cuore a tutti gli esseri umani ed
in particolare a chi è "malat
o" in modo che, grazie alla conoscenza della NUOVA MEDICINA GERMANICA®, possa ritr
ovare la salute. Viva la Medicina Sagrada O, la Medicina Sacra() la NUOVA MEDICI NA
GERMANICA®. Dott. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Alhaurin el Grande, febbraio
2004 (*) NOTA: qui con il termine "germanica" si fa riferimento alla cultura degli
an tichi Germani che non avevano i concetti contrapposti di "bene" e "male" come ne
lla tradizione giudaico-cristiana. (Vedi "Testamento per una Nuova Medicina", ca
p.28) P.S.: con la NUOVA MEDICINA GERMANICA il 98% dei malati di cancro sopravvive
per ché in effetti si tratta di un programma speciale biologico sensato, in cui non
si muore bensì si sopravvive meglio che senza cancro! Invece il centro nazionale
ted esco di ricerca sul cancro di Heidelberg documenta che con la medicina
tradizion ale, basata sul concetto di benigno -maligno, muore di cancro il 98% dei
poveri pazienti a causa dell'avvelenamento da chemio, delle irradiazioni e delle
operaz ioni mutilanti. Con una sopravvivenza ridotta al 2% si può parlare di
"terapia" so lo con una buona dose di cinismo. Ogni giorno nei nostri ospedali 1500
pazienti vengono uccisi in questo modo terribile e senza alcuna ragione! 8 9 Chi è
il dottor Hamer? Il mio nome è Ryke Geerd Hamer, dottore in medicina interna e
teologia, nato il 17 maggio 1935, cresciuto in Frisia. A 18 anni ho preso il
diploma di maturità ed ho iniziato a studiare medicina, teol ogia e fisica a
Tùbingen dove ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia mogli e Sigrid, nata
ad Oldenburg, una studentessa di medicina della quale mi sono inn amorato
all'istante. A 21 anni ho superato l'esame intermedio in medicina, mi sono sposato
un anno do po a Erlangen e lì, dopo 8 semestri a 22 anni, ho concluso lo studio e
superato l' esame in teologia universitaria. Abbiamo avuto una figlia e un figlio,
DIRK, che in seguito giocherà un ruolo deter minante, e più tardi altri due figli.
A 24 anni ho superato l'esame di stato di medicina a Marburg. Due anni dopo, ter
minato il periodo di assistente, ricevevo l'abilitazione alla professione di med
ico e il titolo di dottore. Ho poi trascorso un po' di anni presso le cliniche u
niversitarie di Tùbingen e Heidelberg. Nel 1972 mi sono specializzato in medicina
interna. Temporaneamente ho lavorato anche in uno studio insieme a mia moglie
dott.ssa Si grid Hamer. In parallelo però ho sempre coltivato un hobby particolare:
inventare brevetti. Ad esempio lo scalpello Hamer per la chirurgia plastica che
taglia in modo non tra umatico ed è venti volte più affilato di una lametta da
barba, una sega speciale per le ossa, sempre per la chirurgia plastica ed un divano
da massaggi che si adatt a automaticamente alle diverse forme del corpo come pure
un apparecchio per eseg uire diagnosi del siero in via transcutanea. Fino
all'agosto 1978 la nostra era una famiglia del tutto normale di due medici con
quattro figli (due ragazze e due ragazzi). Il 18 agosto 1978 alle tre di mattina
accadde un fatto terribile: un italiano im pazzito, il principe di Savoia,
all'isola di Cavallo sparò a mio figlio Dirk che d ormiva ignaro in una barca
vicina. La sua lotta contro la morte durò quasi quattro mesi, ed io lo vegliai al
capezzale giorno e notte. I17 dicembre Dirk morì e ciò mi causò un conflitto di
perdita, come seppi treanni dopo , con conseguente cancro al testicolo. In seguito
chiamai questo tipo di choc "Sindrome di Dirk Hamer", uno choc conflittuale
biologico che ci co glie del tutto impreparati "in contropiede". Nel 1981 credevo
che questa correlazione riguardasse solo il cancro, infatti non sapevo ancora che
la LEGGE FERREA DEL CANCRO fosse una scoperta che valeva p er tutte le malattie.
Nell'ottobre 1981 inoltrai le conoscenze da me acquisite come tesi per l'abilita
zione alla libera docenza presso la mia università di Tùbingen. L'intento
principale era quello di far verificare dall'università le mie scoperte, in modo
che i pazie
nti potessero goderne i benefici il più presto possibile! Nel maggio 1982
l'università rifiutò il lavoro riguardante queste correlazioni fra p siche e
malattie tumorali senza aver voluto verificarne la riproducibilità nemmeno in un
solo caso, come fu ammesso da loro stessi davanti al tribunale. Dal 1981, cioè
ormai da oltre 23 anni, ci troviamo nella situazione grottesca per cui un'un
iversità, sebbene abbia ammesso davanti al tribunale di poter effettuare facilmente
l'esame di verifica nel giro di tre giorni, si rifiuta e n on ha alcuna intenzione
di svolgerlo. Dopo la morte di mio figlio, io e la mia famiglia siamo stati
terrorizzati dalla loggia P2 e dagli avvocati, agenti, detective attivi e da altri
emissari a l servizio della casa Savoia. Negli anni successivi ho tentato più volte
di aprire un ospedale o un rifugio simi le ad un ospedale dove poter mettere a
frutto le mie conoscenze a beneficio dei miei pazienti. Ogni volta ciò mi è stato
impedito con azioni di forza. Mia moglie la dott.ssa Sigrid Hamer è morta di dolore
nel 1985 per la morte di nostro figlio Dirk, annichilita dal continuo terrore
causato dalla famiglia S avoia. Il 1986 è stato il momento culminante della caccia
alle streghe con un processo in tentato dal governo del distretto di Koblenz allo
scopo di vietarmi l'esercizio della professione, cosa che effettivamente è accaduta
e riporto letteralmente il motivo addotto: "non vuole abiurare la legge ferrea del
cancro" e "non si vuole riconvertire alla medicina ufficiale". Tale condanna è
stata confermata dall'alto tribunale amministrativo di Koblenz in un'udienza nel
1990 in cui mi si vietava la possibilità di ricorso, adducendo tra l'altro che al
dott. Hamer manca la "capacità di autocontrollo" e inoltre ha "una scarsa capacità
di comprensione riguardo la terapia necessaria p er il cancro". Dal 1986 dunque non
mi è più consentito parlare con nessun paziente. In breve, nel novembre 2003, il
divieto all'esercizio della professione mi è stato nuovamente confermato dal
tribunale amministrativo di Francoforte: non mi si può restituire l'abilitazione a
causa della mia "inconciliabilità con la m edicina ufficiale" ! Nel 1991 un giudice
presidente del tribunale di Colonia (Liptov) mi consigliò "uff iciosamente" di non
occuparmi mai più di medicina (a 56 anni!) e di cercarmi un altro lavoro che non
avesse nulla a che fare con la salute. Solo così avrei potuto evitare l'arresto. In
tal modo mi si sottraeva ogni possibilità 11 di compiere una ricerca scientifica.
Il gran rabbino mondiale Schneerson e i suo i medici ebrei non solo volevano
applicare ma anche proseguire in segreto la ric erca sulla NUOVA MEDICINA GERMANICA
esclusivamente per sé e gli altri Ebrei. Senza un sostegno finanziario,
un'organizzazione o altri collaboratori ho dovuto faticosamente procurarmi, tramite
altri medici, le documentazioni necessarie, c ome ad esempio le TAC, tanto preziose
per il mio lavoro di ricerca. Era quindi inevitabile che in alcuni casi non avessi
materiale sufficiente né aves si la possibilità di richiedere gli esami necessari
per fare un lavoro accurato. S e avessi avuto una clinica e solo un minimo di
possibilità economiche sarebbe stat o inconcepibile dover affidare molte cose al
caso invece di esaminarle accuratam ente. Nel 1986 un tribunale condannò
l'università di Tiibingen a portare avanti il procedi mento per l'abilitazione alla
libera docenza, ma non accadde nulla fino al 1994. Il 3 gennaio 1994 la sentenza
contro l'università di Tiibingen a procedere a favor e dell'abilitazione del dott.
Hamer diventa esecutiva: un avvenimento unico nell a storia universitaria! Tuttavia
sapevo che sarebbe stato molto improbabile che l'università di Tiibingen si
rassegnasse a verificare la "Nuova Medicina" e infatti il 22 aprile 1994 risp ose
con un comunicato: "Non è prevista l'esecuzione di un esame di verifica nell'a
mbito della procedura per l'abilitazione alla libera docenza". Nel 1997 in base
alle mie osservazioni estese fino a 10.000 casi, ampliai il mio sistema a 5 leggi
biologiche che ormai so essere valide per tutte le malattie e per tutta la
medicina.
Poiché si tratta di criteri naturali scientifici è molto facile fare una verifica
de lla Nuova Medicina ovvero della NUOVA MEDICINA GERMANICA® come nel frattempo è
stata chiamata. E' stata e sarà ancora messa alla prova da consensi di medici e
profess ori nazionali e internazionali e da loro sottoscritta come corretta. E'
quanto è a ccaduto anche 1'8/9 settembre 1998 all'università di Trnava (in tedesco
Tyrnau cioè la terra del dio dei Germani Tyr = Odino). Poco tempo prima avevo
trascorso un anno nella prigione di Colonia dal maggio '9 7 al maggio '98 per aver
informato gratuitamente tre persone ammalate sulla Nuov a Medicina. TRNAVS K A UN
HVE RZI{ TÀ HornopotoZnà. 23, 918 43 Trnava ETEST.AFITIC3-11/q<3 Am 8.9. u.
9.9.1998 wurde am Onkologischem Institut Hl. Elisabeth in Bratislava und
Onkologischen Abteilung des Krankenhauses in Trnava sieben Patientenfalle mi t
ingesamt mehr als 20 einzelnen Erkrankungen in Gegenwart des Prorektors der Un
iversitet Trnava, des Dekans der Fakultet fiir Pflegewesen und Sozialwesen der U
niversitet Trnava und ingesamt 10 Dozenten und Professoren untersucht (erztliche
Protokolle von diesen Fellen, die durch Dr. Hamer gemacht wurden, sind in der B
eilage). Es sollte festgestellt werden, ob nach naturwissenschaftlichen Regeln d er
Reproduzierbarkeitsprtifung die Verifikation seines Systems festgestellt werd en
konnte. Dies war der Fall. Von den jeweils etwa 100 Fakten, die man bei jeder
Einzelerkrankung nach den Reg eln der "Neuen Medizin" abfragen kann, konnten zwar
in Ermangelung vollstandiger Untersuchungsbefunde nicht alle Fakten abgefragt
werden, aber die abgefragten F akten zeigten, dass alle Naturgesetze der "Neue
Medizin" erfullt waren. Die untergezeichneten nehmen deshalb mit hoher
Wahrscheinlichkeit als gesichert an, dass seine Presentation in zwei
Uberprlifungskonferenzen bewies sein System mit gróster Warscheinlichkeit. Wir
schatzen sehr hoch das menschliche, ethische un d geduldige Engagement Dr. Hamers
und seinen neuen ganzheitlichen Zutritt zum Pa tienten. Nach Beriicksichtigung
aller dieser Faktoren, haben wir den Eindruck ge wonnen, dass die Frage der
móglichts baldigen Anwendung der "Neuen Medizin" dringe nd weiterverfolgt werden
sollte. Trnava 11.9.1998 prof.MUDr.J.Pogady,DrSc, Prof.f.Psychiatrie, Vors.der
Kommission prof.MUDr.V.Krdméry,DrSc, Dekan der Fakultat doc.RNDr.J.MiklOSko,DrSc,
Prore ktor f.Forschung Telefón: 0805 / 277 38 F. 0805 / 214 83 12 13 UNIVERSITÀ di
TRNAVA ATTESTATO Nei giorni 8 e 9 settembre 1998 presso l'istituto oncologico S.
Elisabetta a Bra tislava e dipartimento oncologico dell'ospedale di Trnava sono
stati esaminati s ette casi di pazienti per un totale di oltre 20 singole malattie
alla presenza d el prorettore dell'università di Trnava, del decano della facoltà
di metodologie cur ative e sociali dell'università di Trnava e di complessivamente
10 docenti e profe ssori (i verbali medici di questi casi clinici, redatti dal
dott. Hamer, si trov ano in allegato). Si doveva stabilire se in base alle regole
naturali della prov a di riproducibilità si potesse definire la verifica del suo
sistema. Così è stato. In realtà, non è stato possibile esaminare, per mancanza di
reperti d'esame completi , tutti i 100 fatti circa che in ogni singola malattia si
possono esaminare seco ndo le leggi della Nuova Medicina, ma quelli effettivamente
accertati hanno dimo strato che tutte le leggi biologiche della Nuova Medicina
venivano confermate. I sottoscritti ritengono pertanto confermato in modo molto
probabile che il dott . Hamer, con la sua presentazione in due conferenze di
verifica, abbia provato i l suo sistema con massima probabilità. Abbiamo
grandissima stima nei confronti del l'impegno umano, etico e indulgente del dott.
Hamer e del suo nuovo approccio co mplessivo al paziente. Considerando tutti questi
fattori, abbiamo ricavato l'imp
ressione che la questione dell'applicazione quanto più rapida possibile della "Nuo
va Medicina" debba essere urgentemente proseguita. LA NUOVA MEDICINA GERMANICA® La
medicina classica si occupa dei sintomi, la Nuova Medicina Germanica conosce
l'eziologia di ogni cosiddetta "malattia" che viene ridefinita come parte di uno o
più programmi speciali, biologici e sensati e che implica già di per sé la
corrispondente terapia! La Nuova Medicina Germanica è una medicina nell'ambito
delle scienze naturali che abbraccia tutta la medicina! Si basa su 5 leggi
biologiche scoperte empiricamente che sono applicabili in ogn i singolo caso di una
cosiddetta "malattia" negli uomini, negli animali e nelle piante e persino per gli
organismi unicellulari, dunque per il cosmo inter o. Non ha bisogno di dogmi né di
ipotesi o delle cosiddette probabilità statistiche. E' chiara e logica e ben
comprensibile da qualsiasi persona di intelligenza normale e da questa stessa
persona, utilizzabile. E' valida per tutte le "malattie ", che in realtà non
esistono come tali, perché dec orrono tutte secondo queste 5 leggi biologiche. Ogni
volta sono semplicemente parti di uno o più "programmi speciali, biologici e
sensati della natura" (S BS) che di regola prevedono due fasi. Ciò nel frattempo è
stato dimostrato e documentato con ben 30 conferenze mediche pubbliche di verifica;
l'ultima 1'8 e 9 settembre 1998 presso l'universi tà di Trnava (Slovacchia). La
causa scatenante di ogni cosiddetta malattia è sempre un conflitto biologico, u n
evento scioccante altamente drammatico che ho chiamato DHS. Trnava, il 11. 09.1998
Professore in psichiatria, presidente della commissione scientifica: prof. dott.
J.Pogàdy Professore in oncologia, decano della facoltà di metodologie curative:
prof. dott. V.Kroméry Docente di matematica, prorettore della facoltà di ricerca:
dott. J.Miklosko 14 15 Sguardo retrospettivo sulla storia e su come è nata la LEGGE
FERREA DEL CANCRO Mio figlio Dirk era in vacanza in Sardegna insieme ad un gruppo
di giovani che, a bordo di tre diverse imbarcazioni, avevano organizzato un breve
viaggio fino a ll'Isola di Cavallo in Corsica. Di fatto prevedevano di fare ritorno
in Sardegna già la sera stessa, ma poiché era prevista tempesta, decisero di
ancorarsi nella ba ia delle Palme e di rientrare il mattino seguente. Per puro caso
si erano ancora ti nella baia solo a pochi metri di distanza dallo yacht del
principe di Savoia. Guardando dalla spiaggia le barche erano affiancate in questa
sequenza: "Coke" "Master" "Mapagia" e un po' più lontano, lo yacht del Savoia "
Aniram" (= An Hiram?) Dirk era andato a dormire già alle nove di sera a babordo
della barca Mapagia perché non aveva con sé abbastanza denaro per il costoso
ristorante Les Pécheurs dove gli altri della compagnia volevano cenare. In quel
ristorante mangiavano diversi gruppi di giovani. Ad un tavolo sedeva il dott.
Nikola Pende con circa una decina di questi ragazzi arrivati con mio fi glio dalla
Sardegna. Solo un vetro separava il loro tavolo da quello dove cenava il principe
di Savoia con i suoi amici. Il dott. Pende è il figlio del prof. Pende medico della
famiglia Savoia. I giovani intorno al dott. Pende erano di buon umore e ridevano
molto. In seguito il dott. Pende mi raccontò che probabilmente il principe aveva
frainteso pensando che si stessero prendendo gioco di lui e delle sue storie fam
iliari, di cui il dott. Pende avrebbe potuto essere a conoscenza in quanto medic o
e soprattutto da eventuali indiscrezioni di suo padre visto che era medico della
famiglia Savoia; ma le cose non stavano così.
Nicola Pende conosceva poco il principe ma gli amici di quest'ultimo conoscevano
lui e fecero notare la sua presenza al principe. Il principe italiano ebreo di
Savoia a quell'epoca era amico intimo già da 15 anni dello scià di Persia, Reza
Pah-Levi e viveva per la maggior parte del tempo a lla sua corte. Quale amico
stretto dello scià di Persia aveva l'assoluta libertà di folleggiare come era
solito fare lo scià medesimo. Di certo tutti ricorderanno il crudele disprezzo per
l'umanità mostrato dallo scià e dalla sua cricca. Secondo le notizie trapelate
dalla stampa, l'occupazione preferita dello scià consisteva, ad esempio, nel
guardare con gli amici i video delle torture inflitt e dal suo famigerato servizio
segreto SAVAK o anche partecipare alle esecuzioni e si divertiva esercitandosi al
tiro al bersaglio mirando ai poveri torturati. Lo scià di Persia ha ricevuto dal
padre del suo miglior amico, Umberto di Savoia, il permesso di sposare una borghese
e nel 1971 ha organizzato le nozze p er il suo amico principe in occasione della
festa per i 2500 anni di Persepoli. Il principe di Savoia come professione
principale era armaiolo e rappresentante generale dell'industria milanese Augusta.
Vendeva armi, elicotteri e 16motociclette all'Iran, al Kuwait e agli Emirati Arabi.
In quel periodo, il reporter francese Gerard Persian ottenne un'intervista che f u
anche pubblicata sulla rivista BamS il 10-9-78. Persian fece visita al princip e
nella lussuosa villa situata nella periferia di Ginevra, "Cologny" , una zona ricca
abitata da milionari svizzeri, dove gli fu mostrata un'enorme collezione d i
revolver, pistole e fucili da caccia. Fra le altre cose il principe mostrò al re
porter la palestra di tiro sotterranea, lunga 60 metri. A questo proposito il
principe commentò: "Qui vengono spesso i miei amici ed allor a ci esercitiamo al
tiro di precisione" (come già altre volte con lo scià Reza Levi) . Gerard Persian
domandò se il principe, possedendo tanti gioielli e opere d'arte, n on temesse
furti. Il principe rispose: "Nessun ladro osa entrare nella mia casa. Tutti sanno
che possiedo molte armi pericolose. Prossimamente farò installare nel mio giardino
anche un cannone." Solo conoscendo queste premesse l'evento che vi racconto a
seguito diventa compr ensibile. Il ristorante chiuse alle tre del mattino. Sia
Nicola Pende sia il principe Savo ia con i suoi amici se ne andarono. Mentre il
principe rincasava con il suo grup po, passando lungo la baia, notò che il dott.
Pende a bordo di una piccola imbarca zione svizzera, stava raggiungendo la "Coke"
per ritirarsi a dormire sotto coper ta. Il principe e sua moglie Marina Doria, dopo
avere accertato su quale barca dormi sse il dott. Pende, si affrettarono verso casa
per prelevare la pesantissima car abina da guerra normalmente usata per la caccia
agli elefanti. Marina Doria riac compagnò in jeep il marito alla spiaggia dove
circa una trentina dei loro amici er ano rimasti ad attendere l'evolvere dei fatti;
come fossero a teatro osservavano la scena che Marina Doria illuminava
sinistramente usando i fari della jeep. I due colpi che avevano sfiorato la testa
del dott. Pende erano stati sparati da l principe, inginocchiato o in piedi nella
sua barca, in direzione del lato post eriore sinistro della "Coke". La piccola
imbarcazione in cui il principe si trovava era messa bordo contro bor do accanto
alla "Coke", come ha spiegato chiaramente il dott. Pende nella sua te stimonianza,
ed egli si trovava in piedi o inginocchiato praticamente a pelo d'a cqua.
All'esplodere dei due colpi il dott. Pende si era lanciato a terra, disteso sul
ponte della "Coke" Come si legge nel rapporto della polizia del 18 agosto, uno dei
due spari penetrò all'altezza di 1,35-1,45 cm sopra la superficie dell'acqua,
dentro la parete in fibra di vetro a babordo della "Master" dove il bossolo
esplose, come volutament e avviene per questo tipo di proiettile (secondo conferma
della perizia balistic a ufficiale del prof. Ceccaldi).
Poi il nucleo di piombo principale del proiettile di 4,1 grammi trapassò la finest
ra del lato a dritta della "Mapagia" e da lì arrivò su DIRK che dormiva a quella
med esima altezza sul lato a babordo della "Mapagia" e gli recise la 17 vena destra
del bacino, così che Dirk subito dopo ebbe un'emorragia all'addome. Disposizione
delle tre imbarcazioni turistiche nella baia di Cavallo. Intorno al la baia si
erano radunati 30 spettatori, amici dei Savoia. A nessuno di loro in seguito fu
permesso di testimoniare. La jeep del principe, guidata da Marina Dor ia,
illuminava la scena spettrale nell'oscurità del mattino immergendola nella luc e
brillante dei suoi fari. Cerchio a sinistra: lì dormiva Dirk. Cerchio a destra: da
lì il principe sparò due volte contro il dott. Pende colpendo D irk. Questa fu la
conclusione inconfutabile a cui giunse il tribunale: tutto era chiaro, ma il
verdetto fu: non colpevole. Dirk risvegliatosi gridò: "Aiuto, aiuto". Qualcuno a
seguito del principe assicurò c he questi avrebbe mandato l'elicottero che aveva
costantemente a sua disposizion e, pilota compreso. Si attese inutilmente per due
preziose ore che arrivasse il suddetto elicottero. Trascorso questo tempo i giovani
decisero di portare Dirk con la "Coke" a Porto Vecchio dove arrivò solo dopo altre
due ore, clinicamente morto. Dovette essere ri animato e operato d'urgenza perché
aveva un'emorragia nella cavità addominale. Il giorno seguente Dirk volò da Porto
Vecchio a Marsiglia dove gli amputarono la g amba destra. Dopo 14 giorni con un
drammatico trasporto in aeroplano fu trasferito a Heidelbe rg dove lottò con la
morte ancora per tre mesi fino al 7 dicembre 1978 quando morì i n "sindrome" (*)
dopo 19 operazioni. Mentre noi genitori eravamo ancora al capezzale di nostro
figlio gravemente feri to, ora anche menomato a causa dell'amputazione, dietro le
quinte il responsabil e di tale situazione stava già febbrilmente organizzandosi,
come fu chiaro in segu ito. Il principe di Savoia, apparentemente, fu tenuto in
custodia preventiva per 6 liataan • • • 2ircra 4 ) ~la* fila da PrLam4S Schee&
Nalaso da Me •OTA» • da Prima Victor Easauel da 6S.41.0 ~Man supposi* du Fatae• da
bal/• drap dicairi du arino. m OMR 114•122 Urna» Darne LttlfRO sii • La foto mostra
i due fori d'entrata nella finestra della "Mapagia" che hanno colpito Dirk. 19 18
settimane ad Ajaccio ed in effetti durante i primi mesi successivi l'accaduto la
reità del principe era ancora in questione. In realtà deve essere stato rilasciato
dopo soli due giorni e il resto fu solo finzione molto ben organizzata grazie al
l'aiuto della stampa. Umberto re d'Italia inviò un telegramma a noi, genitori dell
a vittima, dove si scusava per il folle gesto del figlio. Il principe firmò
un'ammissione di colpa e a Dirk venne assicurata una rendita con un contratto
controfirmato da Dirk stesso, da sua madre e da me. Il contratto d iceva che la
famiglia Savoia doveva pagare i costi dell'ospedale e dell'albergo per la famiglia
Hamer nonché una pensione per l'ammontare globale di 1 milione di
dollari in modo da garantire una rendita mensile a Dirk. Le sue condizioni facev
ano presupporre che avrebbe avuto bisogno di assistenza per tutta la vita. Di fatto
Dirk, quando era ancora in vita, fu truffato dalla famiglia reale nel m odo più
vile: l'avvocato di Dirk, Daumas, che gli era stato procurato dal consolat o
tedesco a Marsiglia, ci tradì all'improvviso. Sottrasse il documento originale d
ell'ammissione di colpa del principe e, in combutta con gli avvocati dei Savoia,
fece sparire i due contratti sottoscritti per la rendita. Dirk mori senza mai più
rivedere quei contratti firmati da lui stesso e dai suoi g enitori ovvero senza
avere ricevuto neanche un centesimo. Nondimeno la famiglia Savoia usò i documenti
per simulare un pagamento milionario davanti alla stampa e ai tribunali! Cito un
estratto dalla Siiddeutsche Zeitung dell'11.12.78: "Subito dopo la morte di Dirk
Hamer i portavoce stampa dell'agiata famiglia reale avevano diffuso la notizia che
la famiglia del defunto aveva sin li ricevuto un indennizzo di 700 m ilioni di lire
(allora circa 1,7 milioni di marchi). I genitori di Dirk Hamer pe r contro tengono
a precisare che sinora la casa reale ha pagato a malapena i con ti dei medici".
(" ) Nota. "Sindrome" in Nuova Medicina significa fase di soluzione nel corpo co n
concomitante conflitto del profugo attivo e ritenzione idrica. Incomincia la caccia
La sera del 7.12.1978 Dirk morì fra le mie braccia nella clinica chirurgica univer
sitaria di Heidelberg. Fu il giorno più nero di tutta la mia vita. La peggiore dis
perazione che un uomo possa provare è quando gli muore un figlio. E per giunta in
mezzo ad una schiera di medici e di infermiere ostili. Sapevo che il primario de
lla clinica telefonava tre volte al giorno agli avvocati della famiglia Savoia. A
quanto pare, come mi aveva rivelato l'urologo prof. Ròhl, nel corso di queste te
lefonate erano giunti alla conclusione che sarebbe stato molto meglio se il giov
ane fosse morto perché la famiglia Savoia avrebbe avuto il vantaggio di non avere
davanti agli occhi per tutta la vita la responsabilità di aver trasformato un raga
zzo in uno storpio. Inoltre sarebbe stato assai meno costoso e con i parenti la
cosa si sarebbepotut a risolvere in qualche modo. Sapevano di avere sotto controllo
le autorità giudizi arie in Francia; non a caso nel 1991 dopo soli 13 anni, la
corte suprema d'assis e francese emette una macabra e cinica sentenza dove assolve
il principe dal rea to, "perdonabile dal codice cavalleresco", di "possesso non
autorizzato di armi" . La mia famiglia era a Roma ed io ero solo. Oggi so che
allora patii un conflitto di perdita che mi causò un cancro al testicolo. A quel
tempo non conoscevo ancora queste correlazioni ma supponevo che il gonfiore al
testicolo, iniziato due mes i dopo il decesso di mio figlio Dirk, avesse qualcosa a
che fare con la sua mort e. Prima di allora non ero mai stato gravemente ammalato.
Quindi mi riproposi, n on appena ne avessi avuto l'occasione, di verificare se
tutti i pazienti malati di cancro avessero subìto in precedenza uno choc feroce
come nel mio caso. Nel marzo '79 giacevo a letto gravemente malato, avevo subito
due interventi e m i avevano comunicato che la probabilità di sopravvivenza era
inizialmente del 20% ma poiché in seguito si era manifestata una TBC del peritoneo
( "ora tutto l'addom e è pieno di metastasi" ) si era abbassata a meno dell'1%. In
quelle condizioni ri cevetti a Roma la visita del capo redattore di una famosa
rivista tedesca (Bunte ), il signor Piitz Siedel. Per incarico della famiglia
Savoia mi comunicava le s eguenti condizioni e minacce nel caso in cui io non
avessi rinunciato a costitui rmi parte civile: 1. la mia famiglia sarebbe stata
allontanata da Roma 2. la mia reputazione sarebbe stata completamente infangata 3.
la nostra famiglia sarebbe stata rovinata finanziariamente 4. e se a quel punto mi
fossi ancora intestardito mi avrebbero ucciso simulando un incidente
automobilistico. Poiché si supponeva che sarei morto di lì a poco, non si
preoccuparono di parlare ap ertamente! Un processo poteva durare a lungo, diceva
scrupolosamente il signor S
iedel, e io ero di certo abbastanza intelligente da voler mettere al sicuro la m ia
famiglia. In quel giorno del 07.12.1978 non solo io, padre della vittima, un uomo
che avev a perso il figlio, mi ero ammalato di cancro (al testicolo). Anche un
altro padr e, cioè quello del principe Umberto II d'Italia, che aveva perso il suo
nome ed il suo onore, si ammalò di cancro (alle ossa). Aveva perso la stima di sé,
ora era il padre di un assassino e la famiglia Savoia era disonorata per sempr e.
Umberto ci ha dato un esempio da manuale di quanto sia esatto affermare che il d
ecorso del conflitto corrisponde perfettamente al decorso del cancro. Quando in
casa Savoia si convinsero di poter impedire il processo ed evitare l'ammissione
pubblica dell'assassinio (nel frattempo tramite l'ex ministro della giustizia fr
ancese Badinter mi erano stati offerti 2.000.000 di marchi Per il mio silenzio c he
avevo ovviamente rifiutato), la malattia dell'ex monarca ebbe una remissione nella
stessa misura in cui diminuiva il conflitto. L'intera vicenda doveva esser e
insabbiata. Nessun processo avrebbe avuto luogo, nessun verdetto sarebbe stato
emesso, di conseguenza se ne sarebbe 20 21 parlato ancora per un po' ma alla fine
le acque si sarebbero calmate. Quando però la suprema corte di giustizia francese,
la Corte di Cassazione, il 18.05.1982 decise che il principe poteva essere accusato
di omicidio premedit ato e che si doveva dare immediatamente inizio al processo
davanti alla corte d' assise, Umberto patì una drammatica ricaduta del conflitto e
quindi una recidiva d i cancro osseo. Ebbe un crollo della sua autostima! In
seguito ha tentato varie volte di tornare in Italia e a Roma per ristabilirvi la
casa reale e non per morirvi come correva voce. Gli Italiani gli avevano pro posto
di tornarci da solo, ma lui voleva assolutamente portare con sé, clandestinamente,
anche il figlio. Gli italiani non approvavano il rientro del principe, tuttavia
alla fine ha ottenuto che la "maggioranza" fosse in appoggio alla sua richiesta, ma
questo do po che giornali e periodici, quasi tutti legati da interessi coi
monarchici, ave vano fomentato una vera e propria campagna stampa "per il povero
re". Ovviamente anche la sua famiglia poteva tornare con lui in Italia. Si parlò
persino del tutt o apertamente di riconoscere la monarchia. Il papa abbracciò in
pubblico il princi pe ed espresse la speranza di poterlo salutare presto come re
d'Italia. E' quell o stesso papa incoerente, Woytilakatz, che pur predicando
continuamente il perdo no, ha lasciato marcire in prigione il suo attentatore per
22 anni. L'ex re si trovava a Ginevra, ad un passo dalla frontiera. Il 02.03.1983
attraverso l'ANSA di Bonn resi pubblica la comunicazione del procuratore di stato
di Bastia il quale dichiarava che tutta l'istruttoria riguardante il processo contr
o il figlio dell'ex monarca era stata completamente falsificata dagli agenti, am
ici e individui corrotti della mafia reale europea. Questa notizia fu pubblicata a
grandi lettere su quasi tutti i quotidiani italiani. Grazie al clamore suscitato
dalla nuova visione dei fatti, la possibilità di un lo ro rientro in Italia sino ad
allora positiva, prese una piega totalmente diversa. All'improvviso ci si occupò
sin troppo del caso di DIRK HAMER per il quale prima non era mai stata spesa
neppure una parola. L'ex re Umberto, che era un avido lettore di giornali, capì che
non gli restava più nessuna possibilità di ritornare in Italia con suo figlio.
Rinunciò, diseredò il fig lio e morì dieci giorni dopo. Io però avevo fatto in
tempo a dirgli che avrebbe fatt o meglio a gettarsi ai piedi della madre della
vittima, Dirk, e chiederle perdon o invece di escogitare sempre nuovi trucchi per
manipolare la verità ed alterare il corso della giustizia. Si può notare come il
decorso patologico del re Umberto sia stato del tutto parallelo al decorso
conflittuale dove la stima di sé ha subito un crollo vertical e, seguendo
esattamente l'andamento descritto dalla LEGGE FERREA DEL CANCRO. Quanto a me,
grazie a intense conversazioni con mia moglie che era un
medico amorevole ed esperto, ho risolto, come oggi so, il mio conflitto (di perd
ita) il cui contenuto consisteva nel fatto che mi sentivo amaramente responsabil e
per non avere sottratto mio figlio, quando si era ancora in tempo, al clima
umanamente disgustoso della clinica universitaria di Heidelberg. In quel periodo
l'idea di morire mi lasciava del tutto indifferente. Persino quando mi dissero che
avevo il cancro continuai a sognare solo il mio Dirk tutte le notti. Allora fui
operato, oggi di certo, non lo permetterei p iù. Nel 1981 in veste di medico
primario internista in una clinica oncologica bavarese collegata alla clinica
universitaria di Monaco, ebbi l'occasione di ind agare a fondo i miei sospetti
sulle cause psichiche del cancro. Quando incominciai a lavorare nella clinica
qualcuno disse ridendo: "E' bell'e s istemato anche lui, si cerca già un posticino
per morire". Per pietà mi lasciarono lavorare tranquillo ancora per sei mesi.
Allora non si preoccupavano ancora per quello che avrei potuto scoprire. I miei
avversari si spaventarono solo quando il 5 ottobre 1981 alla RAI e alla t
elevisione bavarese annunciarono che era stato trovato un nuovo metodo per capir e
l'insorgenza, la localizzazione e il decorso del cancro. Chiamai il meccanismo
scatenante SINDROME DI DIRK HAMER perché avevo osservato come si originava il can
cro, per la prima volta, su me stesso dopo la morte di mio figlio. Da allora mi
danno la caccia come a un coniglio in campo ap erto. Il primo a reagire fu il
capoclinica sostenendo che avevo inventato un sistema solo per insinuare che il
principe era colpevole anche della mia malattia; co sì gli aveva suggerito "un
signore di Monaco". Inoltre aveva parlato al telefono per due ore con Mildred
Scheel (presidentessa della associazione tedesca "Aiuto ai malati di cancro") con
il prof. Krokowski d i Kassel e con altri professori di Monaco. Tutti gli avevano
caldamente consigliato, di buttarmi fuori dalla clinica al più presto perché
secondo loro, causavo "sconcerto nei pazienti". Fui messo di fronte alla scelta di
ritrattare, ovvero di dichiarare che mi ero s bagliato oppure di lasciare
immediatamente la clinica. Scelsi di andarmene. La direzione della clinica mi vietò
ufficialmente di frequentare il circolo dei me dici; evidentemente il primario
temeva di essere messo a confronto con le mie affermazioni e di dover ammettere
davanti agli altri colleghi medici che pot evo anche avere ragione. Durante il mio
intenso lavoro presso la clinica oncologica bavarese crebbe la mia consapevolezza
che ogni malattia cancerosa inizia con un grave choc da es perienza conflittuale
psichica. D'altra parte non va taciuto che per capire il complesso sistema che
causa l'insorgenza del cancro, come di qualsiasi " malattia " , è stato necessario
ricev ere un aiuto dall'esterno. Perciò non ho timori nel raccontarvi fedelmente
cosa è successo, anche se questo può s embrare a tante persone non scientifico. La
LEGGE FERREA DEL CANCRO è l'eredità che mio figlio Dirk mi ha lasciato. Con la su a
morte non solo ha creato le condizioni perché io fossi spinto ad indagare circa
queste correlazioni, ma, così credo, perfino dopo la 22 sua morte ha contribuito,
molto più di quanto si possa sospettare, per completare le mie scoperte. Ecco
quanto è accaduto: quando nel settembre 1981 credetti per la prima volta di aver
individuato un sistema riguardo la genesi del cancro, cioè la SINDRO ME DI DIRK
HAMER, mi sentii letteralmente "cedere le ginocchia" . Questa scoperta mi sembrava
enorme, più grande di quanto io stesso osassi immaginare. Quella notte feci un
sogno: mio figlio DIRK, con il quale sognavo sp esso di dialogare, mi apparve in
sogno e mi disse con il suo abituale sorriso bo nario: "Quello che hai trovato
Geerd è giusto, pienamente corretto, sono in grado di dirtelo perché ora io ne so
più di te, sei stato bravo a scoprirlo. Ciò scatenerà una
rivoluzione nella medicina. Puoi pubblicarlo sotto la mia responsabilità. Però devi
continuare a fare ricerche perché non hai ancora scoperto tutto, ti mancano ancor a
due cose importanti". Mi svegliai ricordando perfettamente ogni parola della nostra
conversazione. Mi presi il tempo per ritrovare la giusta calma e da quel momento la
convinzione in crollabile che la SINDROME DI DIRK HAMER fosse esatta non mi
abbandonò più. Fino a quel momento avevo già analizzato i casi di circa 170
pazienti. Chiamai il signor Oldenburg della televisione bavarese, che già nel
maggio del 1978 in occasione del congresso di chirurgia a Monaco, aveva realizzato
un breve report age sullo scalpello Hamer. Egli venne a Oberaudorf e girò un
piccolo filmato che f u mandato in onda in Baviera il 04.10.1981.
Contemporaneamente la notizia fu rip ortata anche dalla televisione italiana (RAI).
Mi misi freneticamente ad indagare nuovi casi. Sapevo bene che mi restava poco t
empo e poi mi avrebbero proibito di lavorare in clinica perché i miei risultati
contraddicevano la medicina ufficiale. Mentre continuavo a studiare nuovi casi in
modo mirato e contemporaneamente li riordinavo in una tabella insieme ai casi dei
vecchi pazienti, feci una constatazione straordinaria: ad esempio notai che il
conflitto che produceva il cancro al collo dell'utero aveva sempre un contenuto
particolare connesso ad un 'esperienza sessuale; con il cancro alla mammella invece
si trattava un conflitt o che non riguardava il sesso ma perlopiù la relazione
madre-figlio; il cancro all e ovaie veniva attivato da un contenuto conflittuale
genitaleanale ecc. Queste scoperte mi sembravano perfino troppo logiche e semplici
per essere vere. E non solo erano estranee alla medicina ufficiale ma ne
capovolgevano le b asi; infatti ciò che stava venendo alla luce era che la psiche
determinava il punto in cui si sarebbe formato il cancro! Di nuovo mi sentii
"cedere le ginocchia". L'intera faccenda mi sembrava troppo grande per me. La notte
seguente sognai di nuovo mio figlio DIRK e parlai con lui. Mi elogiò e disse:
"Accidenti Geerd, hai fatto in fretta a scoprirlo, hai fatto un ottimo lavoro" .
Poi sfoderò di nuovo il suo impareggiabile sorriso e disse: "Ora ti manca solo una
cosa e poi avrai scoperto tutto, ma non puoi ancora smettere. Devi continuare la
ricerca ma alla fine ce la farai". Mi svegliai e fui improvvisamente del tutto
convinto che i miei risultati erano giusti e continuai febbrilmente a cercare ciò
che il mio Dirk mi stava indicando. Studiai i casi successivi alla luce dell'ultima
scoperta fatta e cons tatai in ogni singolo caso un'esatta corrispondenza. Dunque
Dirk aveva ragione. Non solo rivisitai in lungo e in largo tutti i casi p recedenti
per i quali avevo preparato un protocollo ed in particolare per i "car cinomi
silenti" ma verificai anche tutti i casi successivi. Il segreto delle cor relazioni
dell'evento cancerogeno con la sua manifestazione e, come si vedrà in seguito, di
tutta la medicina, che inseguivo già nell'estate 1981, stava ne l comprendere i
"carcinomi silenti". All'epoca dissi ai miei colleghi: "Qualora capissimo perché
sono silenti, avremmo scoperto il segreto del cancro " . I colleghi si batterono le
dita sulla fronte considerandomi pazzo. Non potevano spiegarsi perché Hamer facesse
ricerche in tutti i reparti della clinica per trovare i "carcinomi silenti" al fine
di scoprire che cosa potessero avere i n comune. Diventò una gara contro il tempo.
Sapevo bene che si avvicinava sempre di più il mom ento in cui mi avrebbero vietato
di occuparmi dei pazienti. Perciò nel mio ultimo fine settimana di servizio studiai
praticamente giorno e notte. All'improvviso i ncominciai a capire una cosa che mi
lasciò quasi senza fiato: notai che nei casi i n cui i pazienti erano
sopravvissuti, il conflitto era sempre stato svuotato del suo contenuto; per contro
dove il conflitto non era stato risolto il paziente era deceduto o il decorso della
sua malattia continuav a in modo progressivo. Mi ero abituato da tempo a sostenere
posizioni che ritenevo giuste anche quando
i colleghi che avevo tentato di coinvolgere le definivano folli senza volersi
nemmeno confrontare. Ma questa scoperta, ancor più grande della prima, mi sembrava
veramente troppo per me. Ero davvero sconvolto e di nuovo mi sentii letteralmente
"cedere le ginocchia". In uno stato simile non vedevo l'ora che arrivasse la notte
per presentare al mi o maestro DIRK il lavoro appena svolto. Di nuovo lo sognai con
la stessa chiarez za come in precedenza. Questa volta Dirk era addirittura
entusiasta e colmo di a mmirazione e con un sorriso soddisfatto mi disse: "Non
avrei mai pensato che tu potessi venirne a capo così in fretta. Sì, è giusto. Ora
hai tutto e non ti manca più nu lla. Le cose stanno proprio così. Ora puoi
pubblicare tutto ciò che hai scoperto su mia responsabilità e ti giuro, non te ne
pe ntirai perché è la verità!". Quando mi svegliai il mattino dopo e rividi
nitidamente il sogno, i miei ultimi dubbi erano stati spazzati via. Avevo sempre
creduto al mio Dirk ed ora che era morto, a maggior ragione. Ovviamente dopo che
ebbi presentato una relazione delle mie scoperte ai colleghi della clinica (contro
le quali peraltro nessuno fu in grado di sollevare un'autentica obiezione) fui
immediatamente licenziato senza preavviso, cosa c he di fatto sarebbe potuta
accadere già alla fine di settembre. Come 24 25 già detto mi fu impedito persino di
entrare nella mensa del circolo dei medici dop o che il capoclinica discutendo con
me davanti agli assistenti aveva dovuto amme ttere che forse quanto avevo detto
poteva anche essere vero. Ma ciò significava am mettere implicitamente che quanto
si era fatto sin lì era sbagliato. Ricevetti un divieto ufficiale scritto di
recarmi al circolo, essendo causa di "sconcerto per il primario Merkel" . Già
all'epoca come anche in seguito dichiarai ad una serie di persone di ritenere che
fosse DIRK il vero scopritore della LEGGE FERREA DEL CANCRO. E' del tutto possibile
che qualcun altro prima di me sia arrivato con il proprio pensi ero a questo punto
ma non abbia osato compiere i passi successivi. Chissà se io st esso avrei avuto il
coraggio di continuare se il mio Dirk, in sogno, non mi aves se dato la sicurezza
che ciò che andavo scoprendo era corretto. Perciò non ho timore di riportare
fedelmente quel che è accaduto. Tale verità non può sminuire né la cosidde tta
"scientificità" della scoperta né il merito di una persona. Al mio DIRK spetta la
lode non solo di averci fatto conoscere con la sua morte le correlazioni del cancro
ma anche di avermi spinto dopo la sua morte a r enderle pubbliche. Pertanto ritengo
che le conoscenze e le correlazioni legate a l cancro siano il testamento di mio
figlio DIRK. E così voglio che sia! Dirk Geerd Hamer Nato: 11 marzo 1959 a Marburg
Colpito a morte: 18 agosto 1978 davanti all'isola di Cavallo/Corsica Deceduto: 7
dicembre 1978 a Heidelberg Sepolto: sotto le mura cittadine presso la piramide di
Roma. Che cosa è veramente la NUOVA MEDICINA Germanica? La NUOVA MEDICINA
GERMANICA, scoperta nel 1981, è una disciplina rigorosa nell'amb ito delle scienze
naturali che si basa solo su 5 leggi biologiche e non ha bisog no di ricorrere ad
alcuna ipotesi. Descrive con esattezza le correlazioni medich e - biologiche
dell'organismo vivente quale insieme di Psiche, Cervello e Organo. Con la
conoscenza della NUOVA MEDICINA GERMANICA diventa assurdo dubitare che i processi
psichici possono "scatenare" dei processi fisici. Per la NUOVA MEDICINA GERMANICA
un evento psichico corrisponde nello stesso istante ad un processo ce rebrale.
Entrambi decorrono in modo parallelo e sono sincroni tra loro come anche con lo
specifico processo organico e corporeo. Tutti gli eventi della psiche e dell'org
ano sono collegati tra loro e coordinati dal cervello. Il cervello in pratica è il
grande computer del nostro organismo, la psiche è il pro grammatore; a loro volta
il corpo e la psiche insieme sono l'organo di realizzaz
ione del computer, sia per quanto riguarda la programmazione ottimale sia anche nel
caso in cui il programma venga modificato. Infatti non è corretto dire che la
psiche programma il cervello e l'organo, poiché l'organo stesso qualora subisca de
lle ferite è in grado di indurre una specie di programmazione automatica del cerve
llo e della psiche. Per questa ragione la NUOVA MEDICINA GERMANICA si distingue
sostanzialmente da t utti gli altri orientamenti medici, in particolare dalla
cosiddetta medicina uff iciale. Per la prima volta nella storia della medicina,
disponiamo di un metodo scientif ico applicabile a qualsivoglia patologia in modo
rigorosamente conforme alla met odologia applicata nelle scienze naturali. E'
quanto è stato dimostrato e verificato ufficialmente 1'8 e il 9 settembre 1998
all'Università di Trnava (Slovacchia). Fino ad oggi avevamo sempre considerato la
medicina secondo la nostra visione te ologica, cioè giudaico-cristiana, come si
trattasse di una lotta fra il bene e il male, fra ciò che fa ammalare e ciò che
mantiene in salute. Vedevamo le cosiddette " malattie" come un errore della natura,
causate da organi mal funzionanti o come una punizione di Dio. Quindi si parlava di
"crescita maligna" e di "crescita ben igna ". Immaginavamo che le cellule tumorali
e i microbi fossero gli eserciti del male o del maligno che si potevano combattere
solo con l'aiuto di bravi medici e di mo lti buoni farmaci, operazioni,
irradiazioni ecc. Credevamo persino di dover espellere o esorcizzare il diavolo e
Belzebù, combatten do il cancro con il peggior veleno cellulare (chemio). La
medicina si basava su premesse decisamente erronee e perciò non ci era davvero
possibile individuare l'e sistenza di un sistema. 26 27 La Nuova Medicina è una
scienza naturale empirica valida per uomo, animale e piant a e persino per gli
organismi unicellulari, per tutto il cosmo. Essa vale per tu tte le cosiddette
"malattie" , tutte quelle che esistono, perché sono di volta in volta solo parti di
uno o più programmi speciali, biologici e sensati (SBS) di nor ma organizzati in
due fasi. Perciò la NUOVA MEDICINA GERMANICA si chiama anche Med icina Sacra®,
Medicina Sagrada®. L'ignoranza di queste 5 leggi biologiche a livello medico-
clinico ci ha impedito di inquadrare in modo coerente la medicina e non c i ha
permesso di valutare correttamente anche una sola di queste malattie. Non abbiamo
mai potuto conoscere il cancro e le sue correlazioni perché pensavamo che fosse
inguaribile ed eravamo unicamente impegnati ad eliminare i sintomi del la malattia
tumorale a livello organico. Nemmeno avevamo avuto la possibilità di c apire, per
esempio, le cosiddette malattie infettive perché si riteneva che non fo ssero delle
fasi di riparazione bensì delle fasi patologiche aggressive in cui i m icrobi
volevano distruggerci. Non conoscendo le correlazioni, anche la legge della
bifasicità delle malattie non era stata presa in considerazione, così come non si
pensava al livello psichico e a quello cerebrale, al significato dell'essere
mancini o destrimani. Della cris i epilettoide che insieme con la cosiddetta
"sindrome" rappresenta la causa di m orte più frequente, non si parlava affatto.
Tutte queste nuove possibilità di riconoscere e di curare la "malattia" derivano d
alla comprensione della prima legge naturale, la cosiddetta Legge Ferrea del Can
cro e di quella che chiamiamo DHS, la Sindrome di Dirk Hamer. Per la Nuova Medic
ina Germanica, queste definizioni sono dei precisi termini medici. Si parla di l
egge "ferrea" perché è una legge biologica come lo è ad esempio il fatto che un
bambin o ha sempre un padre ed una madre: occorre sempre l'unione di due persone
perché n asca un nuovo bimbo. Così anche nella Nuova Medicina abbiamo 5 leggi
biologiche ch e sono praticamente ferree: la prima è la Legge Ferrea del Cancro la
seconda è la legge della bifasicità di tutti i programmi speciali, biologici e se
nsati (SBS) se si arriva alla soluzione del conflitto (CL) la terza è il sistema o
ntogeneticamente condizionato dei programmi speciali, biologici e sensati del ca
ncro e delle malattie oncoequivalenti (SBS del cancro e SBS degli oncoequivalent i)
la quarta è il sistema ontogeneticamente condizionato dei microbi la quinta è la
quintessenza: la legge della comprensione di come ogni cosiddetta " malattia" sia
parte di uno o più programma speciale, biologico e sensato della nat ura, inteso
sotto il profilo della storia dell'evoluzione (filogenesi). Tutte queste leggi
naturali sono ferree come la Legge Ferrea del Cancro e tutte sono riproducibili in
senso rigorosamente scientifico, cioè verificabili in qualsi asi paziente scelto a
caso. 28Avere a che fare con una legge biologica vuol dire che c'è una regola su
come e secondo quale ordine avviene un certo processo. Non dice nulla riguardo al
conte nuto; così come ad esempio in contabilità il dare e l'avere si calcolano
secondo le medesime regole matematiche indipendentemente dall'importo inserito. A
decidere è ciò che l'organismo programma. Se esso programma la soluzione del
conflitto, cioè il conflitto viene risolto, allora la terapia ha uno svolgimento
quasi automatico. Ma se non è in grado di programmare, cioè il conflitto non viene
risolto, allora la persona può morire proprio seguendo le medesime leggi
biologiche. Può anche avvenire che sia madre natura stessa a non predisporre la
soluzione del conflitto come n el caso del conflitto di territorio. Infatti
prendendo l'esempio nel branco, i l upi con un conflitto di territorio attivo
fungeranno da secondi lupi e sarà con qu esto stratagemma che permetteranno
l'esistenza e la coesione del branco in cui p uò esistere un solo capobranco.
Perciò queste regole biologiche si chiamano "leggi biologiche ferree" poiché sono
le ggi naturali biologiche. La LEGGE FERREA DEL CANCRO, che prevede 3 criteri, è
stato il primo passo sul cammino che mi ha portato ad elaborare la NUOVA MEDICINA
GERMANICA. Il primo criterio, la DHS, la sindrome di Dirk Hamer, lo choc
conflittuale, è dive ntato il perno di tutta la NUOVA MEDICINA GERMANICA. L'ho
chiamata così (DHS) perc hé io stesso mi sono ammalato di cancro al testicolo
(conflitto di perdita) a causa dello choc subìto per la morte di mio figlio DIRK.
Per ogni patologia si deve ricostruire coscienziosamente la DHS con tutti gli an
nessi e connessi. Dobbiamo tentare di calarci nella situazione specifica di quel
momento perché è solo in base a quella che saremo in grado di capire: - perché
questo problema è stato vissuto dal soggetto come conflitto biologico, perché è
stato così drammatico, perché l'interessato in quel momento era isolato ovvero non
ha potuto parlarne con nessuno, perché questo problema è conflittuale per la
persona. perché la persona interessata o non ha potuto decidere fra due possibilità
o non ha avuto alcuna possibilità di reagire al problema Il fattore scatenante di
ogni cosiddetta malattia è sempre un conflitto biologico, un'esperienza scioccante
altamente drammatica, detta DHS. Per conflitto psichic o permanente si deve
intendere un conflitto che di fatto si prolunga nel tempo, a volte con minore
intensità senza mai risolversi completament e. In base alle mie esperienze in
questo caso il paziente sogna il suo conflitto qu asi ogni notte, nella maggior
parte dei casi senza averne la consapevolezza. La DHS è la pietra miliare che segna
l'inizio di una correlazione rigorosa fra psi che, cervello e organo. 29 Siamo di
fronte ad una rivoluzione non solo per la medicina ma anche per la scie nza che si
occupa dello spirito che ha sempre ipotizzato anima, psiche o spirito come
immateriali e considerato il corpo come un semplice "involucro che racchiu de lo
spirito libero". Anche qui dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare. Ps iche,
cervello e corpo sono un'unità complessa, un'unica e medesima cosa! Infatti con la
consapevolezza che i conflitti della nostra anima (DHS) vengono p ercepiti ed
attivano il nostro cervello e possono essere organizzati nell'organo , nel corpo
come cancro o oncoequivalente, non ci è più consentito di considerare se
paratamente questi diversi livelli di un unico essere. La SINDROME DI DIRK HAMER
con la LEGGE FERREA DEL CANCRO e le altre 4 leggi biol ogiche rivoluzionerà
dapprima la medicina e poi il mondo intero!
La prima legge biologica La Legge Ferrea del Cancro ha tre criteri. Primo criterio:
Ogni programma speciale, biologico e sensato (SBS) inizia con una DHS (Sindrome di
Dirk Hamer), cioè con uno choc conflittuale gravissimo, inaspettato, altamente
drammatico vissuto con un senso d'isolamento, contemporaneamente su tre livelli: 1.
nella psiche 2. nel cervello 3. nell'organo GOAL! Colto in con tropiede! Questa
fotografia sportiva presa da un periodico di Lione mostra un portiere che viene
colto "in contropiede" : guarda costernato il pallone mancato che rotola lentamente
nell'angolo sinistro della porta, quando lui si aspettava che il pall one finisse
nell'angolo opposto. Troviamo una costellazione analoga, in senso traslato, anche
con la DHS, lo choc conflittuale, in cui il paziente viene colto di sorpresa. In
effetti se avesse potuto prepararsi in anticipo all'evento, non avrebbe vissuto
alcuna DHS. Propri o come un portiere può produrre le più fantastiche parate e
deviare con un pugno il pallone fuori dall'angolo di porta più esterno se la palla
vola li dove lui aveva calcolato, nello stesso modo le persone possono sopportare
molteplici conflitti senza ammalarsi se hanno il tempo di prepararsi in anticipo .
30 31 La DHS (Sindrome di Dirk Hamer) Da sempre si aveva la sensazione che
esistesse una relazione fra i conflitti psi chici, le emozioni e anche gli
avvenimenti traumatici che segnano la vita delle persone, come la morte di un
partner o di un figlio ecc.. Anche i numerosi modi di dire e le espressioni
popolari ne danno testimonianza e loquente. Di seguito riportiamo alcune
espressioni che svelano quanto le persone siano inc onsciamente vicine al
significato dei conflitti biologici: - fui colpito come da un fulmine - è stato
come ricevere una mazzata mi ha fatto tremare fin nelle ossa mi si è aperta la
terra sotto i piedi Questa conoscenza profonda, di fatto sempre a portata di mano,
è stata del tutto d imenticata dai medici e dagli scienziati del XX secolo, ed è un
vero peccato dato che consente di avvicinarsi in modo straordinario al cuore della
questione. Oggi gli uomini hanno perso quasi totalmente il rapporto con il proprio
ambiente e con le creature loro compagne, gli animali. Solo da questa lontananza
poteva nascere l'idea molto poco istintiva di "conflitti intellettuali" che in
realtà non hanno alcun rapporto con la realtà biologica. In verità l'uomo sente ed
esperisce s econdo circuiti di regolazione biologici arcaici mentre s'immagina di
pensare in modo sconnesso dalla natura. Come già detto, la DHS è la Sindrome di
Dirk Hamer e si tratta di uno choc conflittu ale grave, altamente drammatico e
vissuto con un senso d'isolamento che coglie l 'individuo "in contropiede" . La DHS
ha le caratteristiche e i seguenti significati: insorge in un secondo, da
un'esperienza scioccante, inattesa, quindi da un conflitto biologico, determina il
contenuto biologico del conflitto. Su quel "binario" poi si colloca e continua il
conflitto successivo, il contenuto del conflitto biologico determina la
localizzazione nel cer vello del Focolaio di Hamer (FH), stabilisce la
localizzazione della formazione tumorale nell'organo in re lazione al contenuto del
conflitto biologico e alla localizzazione del FH nel ce rvello, altera
immediatamente il tono vegetativo, crea stress di lunga durata, l
a cosiddetta simpaticotonia permanente. Non esistono conflitti a se stanti bensì
ciascun conflitto ha sempre un contenuto ben preciso che si definisce nell'istante
della DHS. Il contenuto conflittuale s i forma per associazione, cioè grazie alla
correlazione involontaria dei pensieri e perlopiù eludendo il filtro della nostra
mente consapevole. Il contenuto del conflitto dipende unicamente dal proprio
particolarissimo modo di sentire nell'istante della DHS e quindi anche il "binario"
su cui poi corre i l conflitto biologico. Così il subconscio associa ad esempio il
contenuto del conflitto biologico scatena to dalla DHS a un ambito biologico
"immaginato"; per esempio l'ambito del rappor to madre/figlio o quello di
territorio, l'ambito dell'acqua o della paura nella nuca o della svalutazione di sé
o altri ambiti simili. Anche qui il subconscio è in grado di fare delle distinzioni
precise nell'istante della DHS. Mai una svalutazione di sé in campo sessuale (per
esempio "sei un impotente") può ca usare delle osteolisi delle vertebre cervicali,
bensì sempre delle osteolisi nel b acino (decalcificazioni), producendo il
cosiddetto sarcoma osseo del bacino. Mai un conflitto di svalutazione di sé nel
rapporto madre/figlio ("tu madre snatur ata") provocherebbe delle osteolisi nel
bacino, bensì sempre un cosiddetto tumore osseo (osteolisi = decalcificazione)
della testa dell'omero sinistro, nelle donn e destrimani. Noi pensiamo di pensare,
in realtà "siamo pensati". Questo choc conflittuale che c oglie l'individuo
impreparato "in contropiede" è però una necessità e una fortuna perc hé permette
all'organismo di sintonizzarsi su un programma d'emergenza o speciale, per far
fronte alla situazione. Potremmo anche dire che è la nostra grande opport unità
biologica! Infatti nell'istante della DHS il programma speciale si attiva
praticamente in m odo sincrono nella psiche, nel cervello e nell'organo e appunto
in quelle aree l o si riscontra, è visibile e misurabile! Per esempio nella
tomografia computerizzata del cervello vediamo queste modifica zioni (Focolai di
Hamer) in forma simile agli anelli concentrici di un bersaglio o come il disegno
che si forma su una superficie d'acqua dopo aver lanciato un sasso. Focolaio di
Hamer nella configu razione a bersaglio = fase di conflitto attivo
nNeeullaaTpAacgicnearesburcaclees.siva vediamo come può presentarsi una crisi epil
ettica 32 33 Fig. 1. Immagine alle ore 9.58 Fig. 2. Immagine alle ore 10.02 La
seconda immagine è stata scattata solo 4 minuti dopo la prima; nel frattempo la
paziente era scivolata (fase ca) in un vecchio binario (tallone di Achille): qu
ando aveva 11 anni facendo il bagno si era ferita alla fronte ed era stata ricuc
ita in ospedale: era sotto anestesia locale quando il chirurgo le disse scherzan
do: "Adesso devi stare assolutamente ferma o non troverai mai più un fidanzato". L
ei ricorda ancora oggi che come reazione tremò in tutte le membra (= conflitto mot
orio del non poter fuggire). Ora doveva sottoporsi a TAC cerebrale per un proble ma
agli occhi ed il radiologo casualmente le disse: "Deve stare perfettamente fe rma".
Udite quelle parole la donna ricadde istantaneamente nel vecchio binario d i 35
anni prima, che però risolse subito durante la seconda serie di immagini e tr emò
in tutto il corpo (crisi epilettica). E' ciò che chiamiamo un attacco epilettico .
Esattamente a partire dalla DHS il paziente è in stress permanente, cioè ha le mani
e i piedi freddi, pensa giorno e notte al suo conflitto e cerca di risolverlo. Q
uesto è il programma speciale, biologico e sensato (SBS). Di notte non riesce più a
dormire e se dorme lo fa solo durante la prima metà della notte, per dei periodi di
mezz'ora, non ha appetito e dimagrisce. Questo stato c ambia di nuovo solo quando
il paziente ha risolto il suo conflitto. Allora si ve rifica una situazione di
tranquillità. La psiche deve riprendersi. Il paziente si sente assonnato e stanco
ma è come liberato, ha buon appetito, il corpo è caldo, spe sso con febbre e mal di
testa. Dorme bene ma perlopiù solo dopo le tre di mattina.
Questo meccanismo è previsto dalla natura affinché chi è in vagotonia dorma solo
quand o sopraggiunge il giorno, così da non essere sorpresi nel sonno da un
potenziale p ericolo (per es. predatori). Tutti i pazienti dormono molto e
volentieri di gior no. 34 Dato che normalmente è importante ricostruire il momento
della DHS, il fatto di po terla ritrovare su tutti e tre i livelli psichico-
cerebrale-organico rappresenta un grande vantaggio per le nostre ricerche da
investigatore criminalista. Come in passato eravamo già in grado di fare per le
gravidanze, ora e per la prima volta in medicina abbiamo la possibilità di
calcolare i tempi giusti delle nostre presunte "malattie", che più appropriatamente
definiamo parti di uno o più "program mi speciali, biologici e sensati" (SBS).
Questo criterio rende sin dall'inizio la NUOVA MEDICINA GERMANICA una scienza bi
ologica e naturale in senso stretto. Ci consente di ricostruire qualsivoglia cas o
patologico e di riprodurlo, cosa che non era mai accaduta prima in medicina: l a
NUOVA MEDICINA GERMANICA è una scienza naturale dinamica! La DHS è la base della
LEGGE FERREA DEL CANCRO, è la pietra angolare di tutta la dia gnostica. E'
magnifico poter capire e conoscerne l'andamento. In pratica dobbiam o calarci nella
pelle del paziente nel suo modo di sentire nell'istante della DH S e fotografare
l'immagine dell'intera situazione in quella frazione di secondo. Solo immergendoci
nella situazione di quel momento possiamo capire perché un dato problema è stato
vissuto da quell'individuo come conflitto biologico, perché è stato così
drammatico, perché il paziente allora era isolato, non ne ha parlato con nessun o e
perché quel problema era conflittuale. Nell'istante della DHS tutto è già
programmato. E' importante renderci conto con chiarezza che nell'istante in cui la
DHS coglie la persona all'improvviso "in contropiede", essa non produce
semplicemente un'e sperienza traumatica in generale ma un'esperienza con un
contenuto specifico! - Ogni malattia tumorale deriva da uno choc psichico
gravissimo, uno choc da esp erienza conflittuale terribile. - L'esperienza
conflittuale è sempre altamente acuta e drammatica. L'esperienza scioccante
conflittuale è sempre vissuta con un senso d'isola mento. Se qui usiamo la parola
"conflitto", dobbiamo subito aggiungere che non si tratt a di conflitti come
comunemente s'intendono, non parliamo cioè di conflitti psicol ogici che si sono
creati per gradi presumibilmente già dall'infanzia, elaborati e sovrastrutturati
nel tempo dalla persona stessa, bensì di conflitti biologici. Questi conflitti sono
detti biologici perché sono da comprendersi alla luce della storia evolutiva e si
ritrovano in modo analogo nella persona e nell'animale e p ersino nelle piante; ed
anche il loro decorso sarà analogo. Non hanno nulla a che fare con lo stress
quotidiano, con i conflitti intellettualpsicologici o per dir la meglio con quelli
che genericamente definiamo "problemi". Sono conflitti di q ualità sostanzialmente
diversa. Sono situazioni anomale già previste dalla natura ed organizzate nel
programma comportamentale arcaico del nostro cervello. "Si pens a di pensare", in
real35 tà il conflitto ha già colpito per associazione in una frazione di secondo
prima anc ora che prenda avvio il pensiero. E' altrettanto vero che non
necessariamente ciò che avvertiamo come "fattore di st ress" come ad esempio la
morte di una persona o una separazione o il fatto che q ualcuno sia alcolizzato,
debba scatenare una DHS e il conflitto biologico. Tutto ciò non è per forza
assolutamente "inatteso", l'informazione non ci coglie necessar iamente impreparati
e non è del tutto inimmaginabile. Si tratta sempre di un'esper ienza conflittuale
ma non si tratta di un problema o di un evento inaspettato ch e cogliendo in
contropiede l'interessato lo rende impotente a cambiare qualcosa. I conflitti e gli
avvenimenti "normali" non ci colpiscono in modo scioccante per ché abbiamo sempre
un certo margine per prepararci. Questi sono i problemi e i con flitti che viviamo
normalmente. Chiamiamo invece conflitti biologici quei conflitti per i quali non
possiamo pre pararci e che ci causano uno choc. Dunque un'esperienza che comporta
un choc e c
oglie la persona così impreparata che essa non può reagire nell'immediato: una cosa
simile non mi era mai capitata non avrei mai neppure sognato una cosa così fui come
colpito dal fulmine ero come paralizzato mi si è aperta la terra sotto i piedi mi
ha lasciato senza parole La DHS è un grave conflitto biologico, altamente acuto e
drammatico, vissuto con u n senso d'isolamento che ci coglie del tutto impreparati,
"in contropiede" e si attiva contemporaneamente o quasi su tutti e tre i livelli:
nella psiche, nel ce rvello, nell'organo. Possiamo classificare tutti i nostri
conflitti biologici secondo la storia dell' evoluzione della specie. In effetti
sappiamo quando specifici modi e comportamen ti si sono sviluppati e sono stati
programmati nel corso dell'evoluzione. Pertan to non esiste solo una correlazione
fra organi e zone cerebrali ma anche con i c onflitti stessi che sono strettamente
correlati sotto il profilo evolutivo. Occo rre tenere presente tutte queste
indicazioni al fine di scoprire che cosa ha sen tito veramente il paziente
nell'istante della DHS. Nella frazione di secondo della DHS però accade anche molto
altro perché in quell'is tante perlopiù si possono predisporre parecchi binari sui
quali la "malattia" pros egue il suo decorso. Questi binari sono un'immagine molto
significativa, rispett ivamente un momento importante. Una volta che si sono
strutturati, sarà proprio su questi stessi binari che le eve ntuali ricadute e
successive recidive tornano a correre: E' questo il caso dove parliamo di allergia
a quel conflitto. I binari sono degli aspetti conflittuali aggiuntivi correlati a
una DHS, cioè le c ircostanze che vengono associate nell'istante della DHS. I
binari Schema dei Binari X DHS tramite nessuna riattivazione binario possibile
della DHS iLl■■-0~ _ — — — 4 Soluzione Tutti i binari risolti parziale solo
possibile con soluzione completa del conflitto originario C)Dr. med. Mag. theol.
Ryke Geerd Hamer In biologia dominano delle leggi che non eravamo più in grado di
individuare perché ci siamo abituati a pensare in maniera psicologica ma che
possiamo perfettamente comprendere se impariamo di nuovo a pensare bio-logicamente.
Il concetto di binario conflittuale è comprensibile solo pensando biologicamente.
Noi uomini moderni deformati dalla nostra civilizzazione interpretiamo questa "p
ercezione a binario" appunto come "patologica" e DHS DHS tramite tramite binario
binario DHS tramite binario DHS tramite binario t rtti rttit,t. qmsettotek
teatZratat Tempo 'inno mirtnak ,/ non, ..yotornee Binario A Binario B -Binario C
Binario D Slnipativotonia perrnancene 1 ka.oinni. :Anna Oel prugrarnm■ ti]
riparadione aptvh .de - annoto ani.lb i ,eittk t xttntte.
olonia ronl. 36 37 allora parliamo di allergia e pensiamo che si debba combattere.
Parliamo ad esempio di raffreddore da fieno, asma, neurodermatite, psoriasi ecc. e
con queste etichette definiamo indiscriminatamente conflitti diversi in fasi del
tutto differenti insieme con i loro sintomi organici. Esiste quindi una notevole
confusione nella quale occorre riportare un po' di ordine. In passato la NUOVA
MEDICINA GERMANICA ha considerato i binari un aspetto molto interessante,
tutt'altro che trascurabile, senza ritenerli però degli eventi centr ali. La
situazione è molto cambiata da quando abbiamo compreso meglio quale funzio ne
centrale fondamentale abbia la DHS. Se un individuo a causa di una DHS patisce un
conflitto biologico, nell'istante della DHS viene programmato non solo il conflitto
stesso ma anche tutte le circo stanze concomitanti a quel momento. Nell'attimo
della DHS, come nel flash di una foto istantanea, la persona registra non solo i
più piccoli particolari ma anche suoni o voci, rumori, sensazioni di ogni tipo,
addirittura i sapori. Può trattarsi anche di persone, animali, luoghi o determinati
colori o rumori e tutto ciò che v iene registrato permane in memoria per tutta la
vita. Se in seguito ci si trova di nuovo esposti ad una di queste circostanze,
tutto il conflitto può riattivarsi in una cosiddetta recidiva. Ciò significa che
oltre al binario vero e proprio della DHS esistono pure dei bina ri secondari, che
consistono di circostanze o momenti concomitanti, integranti, che nell'istante
della DHS si fissano nella memoria dell'individuo come elementi fondamentali. Si
possono presentare contemporaneamente persino 5 o 6 binari che corrono parall eli a
quello principale. Quindi è del tutto irrilevante se in seguito attribuiamo a
questi binari concomitanti un significato "psicologico" oppure no, perché sono s
emplicemente già previsti nel programma. E' importante sapere che la serie dei
binari secondari conduce sempre al binario principale. Esempio: una giovane donna
aveva patito un conflitto di preoccupazi one madre/figlio, con un cancro alla
mammella, a causa di un'amniocentesi esegui ta per accertare la paternità. Le venne
una terribile paura che il bambino potesse avere subito delle lesioni a causa di
questo intervento (vedi pag. 98). In segu ito tutto il processo per la paternità
corse su questo binario rimasto attivo anch e molto tempo dopo che il bambino era
nato sano. Ogni volta che riceveva una let tera dall'avvocato o dal tribunale,
tornava sul binario e il cancro alla mammell a progrediva. La DHS dunque comprende
non solo lo choc conflittuale acuto e drammatico che ci ha colto "in contropiede"
ma anche il contenuto del conflitto che determina la l ocalizzazione del Focolaio
di Hamer (FH) nel cervello e la localizzazione del ca ncro, della necrosi o
dell'alterazione funzionale nell'organo. Ma come si vede, nell'istante della DHS
può accadere ancora di più: proprio in quell a frazione di secondo si pongono i
binari che saranno sempre presenti in seguito ovvero sui quali il treno
conflittuale continuerà a correre. Un altro esempio: in passato il primo incontro
d'amore aveva quasi sempre il fie no quale giaciglio. Accadeva spesso che questo
primo approccio sessuale fosse accompagnato da qualche complicazione o da piccole
catastrofi. Se tale catastrofe era una DHS allora perlopiù l'odore del fieno
diventava il binario nel quadro conflittuale. In seguito ogni volta che
l'interessato sentiva l'odore del fieno, anche senza pensare a nulla, ricadeva in
questo binario. Perlopiù la perso na in questione aveva un conflitto biologico del
"qualcosa mi puzza " , un confl itto riguardante la mucosa nasale, Io stesso
conflitto di quella prima volta. In questo caso, nelle recidive che chiamiamo
"allergie" e testiamo con i nostri cerottini, il paziente in fase di riparazione
aveva regolarmente un "raffreddore da fieno", da noi definito come "allergia al
fieno". Ma se questo paziente (uomo o donna) avesse nuovamente vissuto lo stesso
tipo di catastrofe con Io stesso partner o anche con un altro, in fase di
riparazione a vrebbe comunque avuto il raffreddore da fieno anche senza la presenza
del fieno.
E ciò che era successo nel fieno, non sempre era una "catastrofe" e non necessari
amente una DHS per entrambi i partner, ma spesso solo per uno dei due. Peraltro per
il raffreddore da fieno (che è sempre la fase di riparazione dopo una breve
recidiva conflittuale) non occorre che ci sia il polline nell'aria ma è suf
ficiente ad esempio vedere in televisione un contadino che raccoglie il fieno pe r
avere il medesimo effetto. Se dunque una donna patisce un conflitto sessuale con
anche un binario secondari o "fieno" può avere di nuovo in presenza del fieno, una
recidiva del suo conflitto sessuale con carcinoma del collo dell'utero. Se senza
pensarci va in vacanza in una fattoria o in campagna nel periodo in cui si taglia
il fieno, può sorprenders i di non avere il ciclo mestruale, (nelle destrimani che
non usano la pillola). La recidiva del conflitto di solito si risolve rapidamente
non appena torna a ca sa e non vede più né raccogliere il fieno né ne sente
l'odore. Guai però se le capita di andare dal suo ginecologo perché, proprio in
quel momento di soluzione, le diagno sticherebbe un carcinoma al collo dell'utero!
Ci possono però anche essere dei binari concomitanti, purché collocati nel relè di
ter ritorio, che modificano completamente la loro qualità durante la fase di
conflitto attivo se si altera la situazione ormonale (operazione, menopausa ecc.).
Ecco u n esempio per esperti: una paziente destrimane che aveva avuto il primo
ciclo me struale (menarca) a 14 anni, aveva patito un conflitto sessuale all'età di
9 quand o il nonno si era denudato davanti a lei. A 14 anni patì un secondo
conflitto (di territorio) per un cambiamento di scuola. Rimase sui binari (con
tendenza alla d epressione) bloccando la maturazione a 14 anni. All'età di 30 il
ciclo mestruale f u represso mediante farmaci per mezzo anno a causa di una
endometriosi (cisti ov arica lacerata). A quel punto diventò prevalentemente
maschile e poi accadde una c osa interessante: in quanto donna destrimane avrebbe
potuto risolvere solo il su o secondo conflitto, quello di territorio, in quanto
"uomo" però avrebbe potuto pa tire il conflitto sessuale femminile solo come
secondo conflitto. E questo secon do conflitto ormai si risolse con un'embolia
polmonare. Infatti ad un uomo norma lmente un esibizionista non causa nessun
conflitto. 38 39 Da allora in poi sperimentò per la prima volta l'orgasmo vaginale.
In seguito pres e la pillola anticoncezionale a periodi alterni e quando aveva
delle piccole emb olie polmonari aveva l'orgasmo vaginale. La cosa particolare, che
normalmente in natura dovrebbe esserci di aiuto, è che ov viamente da ogni
"recidiva conflittuale con binario principale" possiamo all'ist ante bloccarci su
ogni singolo o persino su tutti i "binari secondari", e però pos siamo pure passare
da ogni binario secondario sia sul binario principale sia su tutti gli altri binari
secondari. Ovviamente tutti i binari secondari hanno anch e un relativo aspetto
conflittuale autonomo, un proprio Focolaio di Hamer nel ce rvello e una
corrispondente alterazione a livello dell'organo. I binari sono sempre degli
aspetti conflittuali aggiuntivi nel quadro di una DHS , cioè sono le circostanze
che vengono associate nell'istante della DHS. Tuttavia solo il paziente stesso può
confidarci il modo speciale con cui ha avvertito il co nflitto nella frazione di
secondo della DHS. Dunque se abbiamo trovato la DHS, con anche i binari che hanno
vibrato in quell' istante della DHS, occorre spiegarli con calma al paziente in
modo che in futuro possa affrontarli con serenità, senza provare panico, ma è nello
stesso modo import ante per lui sapere che il conflitto vero e proprio non è ancora
risolto. Con la NUOVA MEDICINA GERMANICA è riconosciuto che un uomo, come anche un
animale, una volta che ha patito un conflitto biologico ricade molto facilmente nel
bina rio se si verifica una recidiva. La recidiva può consistere anche solo di un
eleme nto del conflitto. E' già abbastanza per scatenare l'intera recidiva
conflittuale. Tali ricadute conflittuali sfuggono alla nostra comprensione
intellettuale. Pos siamo coglierle ed evitarle solo per intuito. Ciò che noi uomini
facciamo bene solo alla terza volta (sbagliando si impara), l'a nimale riesce a
farlo istintivamente già dopo la prima volta! Esempio: due cani bo xer aspettavano
nell'auto con i finestrini semiaperti che tornassero i padroni. I cani non erano
mai saltati dai finestrini, ma questa volta accanto all'auto pa ssò un loro simile
particolarmente sfrontato che li sfidò abbaiando. Il boxer maschi
o di 4 anni balzò elegante e potente dal finestrino mezzo aperto del furgoncino. L
a femmina più vecchia di sei anni volle imitarlo ma la vecchia signora essendo un
po' più grassa, rimase appesa e si capovolse atterrando sul suo sedere. Ne ebbe un
a frattura al bacino che la tormentò per tre mesi. Da allora in poi nemmeno con la
salsiccia più gustosa si poteva indurla ad entrare di nuovo nel furgone. Arrivava
fino allo sportello ma poi si girava decisa: "Padrone, ho sì molto voglia della s
alsiccia ma non entrerò mai più nel furgone perché da lì si può cadere..." In
passato si pensava di eliminare i sintomi fastidiosi soltanto con qualche tru cco o
trovata mentre questi sintomi in genere danno meno disturbo non appena li abbiamo
capiti e classificati. Grazie alla conoscenza delle 5 leggi biologiche, con la
Nuova Medicina abbiamo i mparato a dare maggior peso ai binari o alle cosiddette "
allergie" . Infatti i binari che talvolta ci disturbano, ci irritano o persino
ostacolano e che grazie all'ignoranza della medicina classica abbiamo sempre
creduto di dover curare, trattare, reprimere, sono invece in linea di principio dei
segnali biologici sensati per avvertirci: attenzione, in quella situazione hai già
patito una DHS. Pur riconoscendone l'importanza però non è consentito in nessun
modo scatenare una " caccia ai binari", perché ciò renderebbe insicuro il paziente
che non conosce ancora bene la Nuova Medicina Germanica e non ha ancora integrato
che si tratta solo d i "appunti della memoria", senza traccia di malignità. Neppure
hanno a che fare co n la psicologia; sono pura biologia, e sono tanto psichici
quanto cerebrali e or ganici. E con essi si può persino invecchiare felicemente.
Ammetto che spesso non è affatto facile dare queste spiegazioni, soprattutto ai pa
zienti che non vogliono o non possono capire la NUOVA MEDICINA GERMANICA; talora è
fatica sprecata. Dobbiamo quindi imparare a pensare in una dimensione del tutto
nuova, muoverci da una specie di conoscenza biologica intuitiva. I conflitti
biologici ci riportano alla cruda realtà; soprattutto nel caso degli a nimali, ma
anche per noi uomini in sostanza, dal punto di vista biologico, si tr atta di fatto
sempre di vita o di morte! Nella fase ca si formano delle ulcere piatte. La pelle
risulta ruvida al tatto, è pallida, fredda e con cattiva irrorazione sanguigna.
Nella fase di riparazione l a pelle diventa rossa, calda, dà prurito e si gonfia.
La localizzazione dipende di volta in volta dal contenuto conflittuale. Ad esempio
i lati esterni delle mani , delle braccia o delle gambe segnalano una separazione
voluta con contemporanea difesa, cioè che si vorrebbe allontanare un nemico. La
cosiddetta neurodermatite. In realtà il processo è già in fase di riparazione
Ingrandimento fotografico di una zona di pelle umana che mostra l'inizio della f
ase di riparazione di un focolaio di neurodermatite. In seguito, a causa dell'es
antema molto intenso, gli anelli non sono più riconoscibili. 4 /l 41 Secondo
criterio: Nell'istante della DHS il conflitto biologico determina sia la
localizzazione de l SBS nel cervello con il cosiddetto Focolaio di Hamer, sia la
localizzazione ne ll'organo come cancro o malattia oncoequivalente. Ciascun
conflitto ha sempre un proprio contenuto ben determinato che si definisc e
nell'istante della DHS. Il contenuto conflittuale si produce per associazione, cioè
con una sequenza involontaria di pensieri che per lo più sfuggono al filtro de l
nostro intelletto. Nell'istante della DHS incomincia la fase di conflitto attivo di
formazione del cancro, cioè l'innervazione vegetativa della persona colpita si
sintonizza su un p rogramma speciale in modo che l'organismo possa far fronte alla
situazione impre vista. Esempio: una madre ha patito un conflitto di preoccupazione
madre/figlio perché il suo bambino è stato investito da un'auto ed è gravemente
ferito. La madre ora si ri mprovera: "Avrei dovuto tenergli la mano più saldamente,
sono una cattiva madre", ecc. Da quel momento la paziente ha le estremità fredde,
non riesce più a dormire, non ha appetito, perde peso e pensa giorno e notte solo
al suo conflitto del quale per
altro non riesce a parlare. Durante questa fase di conflitto attivo, in cui la
madre si arrovella il cervell o sull'accaduto, nella sua mammella sinistra (se è
destrimane) proliferare le cell ule della ghiandola mammaria che chiamiamo cancro
della mammella. Oltre alla cre scita del cancro contemporaneamente vediamo nel relè
del "computer" relativo alla mammella sinistra, cioè nel cervelletto destro, una
formazione a cerchi concentric i, visibile di solito sin dal primo istante della
DHS, quale segnale di attività d ella "malattia", vale a dire del programma
speciale, biologico e sensato. Il dis egno è analogo ai cerchi che si formano sulla
superficie dell'acqua quando vi si g etta un sasso. Cancro alla mammella
(adenoideo), cervelletto de stro per il seno sinistro. Un relè così alterato si
chiama Focolaio di Hamer. L'espressione tuttavia è stata coni ata dai miei
avversari che hanno chiamato questi punti da me scoperti i "ridicoli focolai di
Hamer". A seconda del contenuto conflittuale si "attiva" una specifica zona
cerebrale pr edeterminata, il cosiddetto Focolaio di Hamer, che a partire dal primo
secondo è s ubito visibile sulla tomografia computerizzata (TAC) e in seguito la
vediamo com e alterazione organizzata nell'organo: ad es. proliferazione cellulare
o riduzione cellulare come anche riduzione funzionale nelle cosiddette malattie
oncoequivalenti. Questa è la fase di stress, di conflitto attivo, chiamata anche
simpaticotonia permanente e questo stato torna a modificarsi solo quando il
paziente ha risolto il conflitto. Quindi al contrario dei normali conflitti e
problemi, è solo con i conflitti biologici che il paziente entra in stress
permanente e soffre di sintomi ben det erminati che non vanno trascurati. Però
tutto questo lavoro compiuto dall'organismo della madre non è affatto insensato in
quanto serve per produrre tessuto aggiuntivo alla ghiandola mammaria; infatt i il
senso biologico è senza dubbio quello di voler aiutare il lattante, che in qu
est'esempio ha subìto un disturbo dello sviluppo a causa dell'incidente, fornendo
alla madre una maggiore quantità di latte materno. Così l'organismo della madre
tent a di supplire ai danni presenti. Fintantoché il conflitto perdura, il
cosiddetto tumore della mammella cresce, cioè c ontinua la maggior produzione di
latte. Solo nel momento in cui il lattante sta di nuovo bene avviene la soluzione
del conflitto e la crescita dell a ghiandola mammaria si arresta. Questi processi
hanno decorso analogo anche in una donna che non allatta più. I tu mori compatti
formati per proliferazione cellulare durante la fase di conflitto attivo vengono
caseificati e ridotti dai microbi, se questi sono presenti; per e sempio da funghi
o micobatteri, come la tubercolosi. Questa è la chirurgia della natura! Se però non
ci sono micobatteri della TBC il nodulo non si caseifica più per via naturale e
rimane presente per sempre. Così vediamo che le alterazioni da noi ritenute delle
malattie, di fatto sono esat tamente il contrario, cioè un processo molto sensato
coordinato dalla natura rispetto ad una reazione, per es. fra madre e bambino e fra
donna e partn er. Infatti per la donna destrimane la mammella sinistra è pertinente
a conflitti nel nido, in relazione al figlio e/o alla madre, mentre la mammella
destra è in relazi one al partner, e in questa categoria rientrano tutte le altre
persone (fratello , sorella, suocera, amico(a), vicino, capo...). I bambini piccoli
o gli adulti a vvertiti come bambini e gli animali si collocano ancora a sinistra.
La medicina tradizionale non conosceva queste correlazioni e non sapeva distingu
ere fra fase conflittuale attiva e fase di riparazione ed aveva considerato
semplicemente maligno tutto ciò che causa proliferazione cellulare o alterazi one
dei tessuti. Per contro l'ulcera, che nella fase di conflitto attivo causa una
riduzione cell ulare viene ritenuta benigna. 42 43
Terzo criterio: Il decorso del SBS è SINCRONO su tutti e tre i livelli (psiche -
cervello -organo) dalla DHS fino alla soluzione del conflitto (conflittolisi = CL)
compresa la cr isi epilettica/epilettoide nel punto culminante della fase pcl (di
riparazione) e il ritorno alla normalità (normotonia) Il terzo criterio dice che il
decorso di tutta la cosiddetta "malattia " , compr esa la fase di riparazione,
avviene in modo sincrono sui tre livelli. Sono stati trovati dei criteri precisi
per individuare quali siano tipicamente i sintomi di conflitto attivo a livello
psichico, cerebrale e organico e quali i sintomi tipici della fase di riparazione
sempre a livello psichico, cerebrale e organico. A ciò si aggiungono anche i
sintomi tipici su tutti e tre i livelli durante la cri si epilettica o epilettoide
che si differenziano un po' per ciascuna "malattia" ma al tempo stesso sono
tipicamente ed esattamente riferibili ad essa, sia per q uanto riguarda i sintomi
cerebrali sia per quelli organici. Avendo in mano gli " attrezzi del mestiere " ,
cioè la conoscenza delle 5 leggi biologiche, e conoscend o sia le cause che i
sintomi di volta in volta tipici del decorso sui 3 livelli, ora per la prima volta
nella medicina si può lavorare in modo sensato e praticame nte riproducibile. La
Nuova Medicina Germanica è strettamente orientata ai comportamenti e ai conflit ti
biologici e stabilisce anche dei criteri completamente nuovi. Perciò è una medici
na umana in quanto orientata biologicamente e fa piazza pulita della medicina br
utale e senz'anima. Così la Nuova Medicina Germanica, dato che è veritiera, un
giorn o prevarrà sulla cinica arroganza della "sindrome di Tiibingen" (invidia,
arroganz a e ignoranza). Neppure aiuta i miei avversari il fatto di avermi tolto
l'abilitazione all'eserc izio della professione, di avermi perseguitato con tutti i
mezzi del nostro mode rno stato basato sul terrore, di avermi imprigionato e di
avermi mandato in esil io. Nulla conterà per loro sostenere che è difficile provare
la veridicità della Nuova Med icina Germanica (cosa già avvenuta molte volte),
bensì lo scandalo sta proprio nel n on accettare di effettuare questa verifica (a
causa delle sue conseguenze sconvo lgenti). Nel giro di una sola mattinata si
potrebbe verificare tutto: occorrerebbe solo o sservare se ad esempio pazienti
scelte a caso con carcinoma al collo dell'utero abbiano un Focolaio di Hamer nella
regione periinsulare sinistra del cervello. E per avere una verifica evidente,
basta scegliere delle giovani pazienti che abb iano già risolto il loro conflitto
(di tipo sessuale) e che perciò hanno le mani cal de; nel loro caso il Focolaio di
Hamer deve mostrare un edema perifocale ben dis tinguibile. Se poi si vuole essere
perfettamente certi che si tratti di questo preciso conte nuto conflittuale, si
scelgano solo delle donne destrimani, perché le mancine per lo stesso conflitto
sessuale evidenziano il loro FH nella zona temporale destra del cervello. Invece di
effettuare queste semplici verifiche, si sprecano miliardi e miliardi, e occorre
specificare in modo fraudolento, in imprese medi che del tutto insensate: il tutto
solo perché Hamer non deve assolutamente avere r agione. I Focolai di Hamer Nel
1982, cioè un anno dopo la scoperta della LEGGE FERREA DEL CANCRO, con un'anal isi
sistematica mi riuscì di trovare un Focolaio di Hamer di enormi proporzioni in un
paziente che aveva un conflitto di territorio in fase di riparazione ed infa rto
cardiaco in crisi epilettoide, ovviamente con sindrome dei tubuli collettori ;
particolare che però all'epoca non conoscevo ancora. Da quel momento seppi che n on
esistevano tumori cerebrali ma che questi fenomeni rappresentano la fase di r
iparazione di un evento conflittuale biologico. L'espressione "Focolai di Hamer" è
stata coniata, come detto, dai miei oppositori che hanno sprezzantemente chiamato
queste formazioni nel cervello da me scoperte "gli strani focolai di Hamer" ma che
nel frattempo sono diventati dei riferimen ti sicuri. Il termine Focolaio di Hamer
(FH) indica la porzione, l'area, la regione o il pu
nto nel cervello attivato da una DHS. Pertanto il punto non è casuale bensì
corrisponde al relè del "computer" cervello che nell'istante della DHS l'individuo
" associa " al contenuto conflittuale. A part ire da questo Focolaio di Hamer viene
a sua volta interessato l'organo correlato al FH e tutto accade nel medesimo
istante della DHS. Con la fase di stress permanente (simpaticotonia), che in linea
di massima è già pre stabilita, si modificano in misura crescente le condizioni di
comunicazione dei nervi cerebrali, cioè viene interessata un'area sempre più grande
oppure la zona già a ttivata si altera maggiormente. Con la tomografia
computerizzata (TAC) si può foto grafare questo focolaio, vale a dire un relè
cerebrale specifico che normalmente i nnerva l'organo e che si trasforma in
Focolaio di Hamer a causa della DHS. Quanto più il focolaio è esteso tanto più
ampio è anche il tumore, la necrosi o la modif icazione cellulare. Quanto più
intenso è il conflitto, tanto più rapidamente cresce il tumore, tanto più grande
diventa la necrosi o ad esempio l'osteolisi nell'organo e tanto più forte è la
modificazione delle cellule nei vari tipi di cancro che non h anno una
moltiplicazione cellulare per mitosi. Quindi: se il conflitto diventa p iù intenso,
anche gli effetti nell'organo sono più intensi, se il conflitto si affie volisce,
c'è un affievolimento anche sugli altri livelli, se il conflitto si risol ve la
soluzione conflittuale avviene sui 3 livelli. Se si verifica una recidiva, cioè il
conflitto si ripresenta, c'è di nuovo una recidiva su tutti e tre i livelli . Nella
fase di conflitto attivo (ca ) il Focolaio di Hamer appare in configurazio ne ad
anelli concentrici con margini nitidi e sottili che sinora i radiologi 44 45 hanno
sbrigativamente considerato come "artefatti", ma che diventano degli anell i
edematosi rigonfi (nel medesimo punto) durante la fase di riparazione. Infatti a
partire dalla soluzione del conflitto, nel cervello s'innescano i processi di
riparazione, cioè il FH viene riparato con la formazione di edema e consolidato c
on tessuto gliale (tessuto connettivo cerebrale) nella zona del relè interessato.
In questa fase si presenta un temporaneo gonfiore cerebrale che può anche causare
dei problemi, per esempio se il conflitto è durato a lungo o quando l'edema cerebr
ale si trova in un punto delicato, più precisamente se il focolaio ha un edema int
ra e perifocale. In caso di contemporaneo conflitto dei tubuli collettori renali e
ritenzione idrica, l'edema diventa sempre particolarmente esteso sia nell'org ano
sia nel FH correlato nel cervello: in questo caso parleremo di "sindrome": s ono i
cosiddetti tumori cerebrali (vedi pag. ex 107). Il focolaio è in un "processo di
espansione" e si procura lo spazio tentando di sp ingere di lato; di conseguenza
comprime il tessuto cerebrale circostante. La sfo rtuna per molti pazienti è data
dal fatto che i Focolai di Hamer, che nella fase d i riparazione vengono
consolidati con cellule di tessuto gliale (tessuto connett ivo), nella tomografia
computerizzata si lasciano ben colorare mediante mezzo di contrasto iodato e
vengono quindi diagnosticati come "tumore cerebrale" ! Ma per definizione non
esistono tumori cerebrali, infatti le cellule cerebrali d opo la nascita non
possono assolutamente più moltiplicarsi, nemmeno nelle situazio ni che sino ad oggi
sono state erroneamente interpretate come tumore cerebrale, dunque assolutamente in
nessun caso. Ciò che può moltiplicarsi è l'innocuo tessuto gliale, il tessuto
connettivo del cervel lo che ha proprio la medesima funzione del tessuto connettivo
del nostro corpo. Tuttavia ciò implica una maggiore rigidità del tessuto cerebrale
senza però comportare disturbi fintanto che l'organismo non patisce di nuovo un
conflitto nel medesim o punto. Questi Focolai di Hamer che si presentano chiari,
ispessiti dal tessuto gliale, che si possono vedere con la tomografia
computerizzata, sono quindi delle ripara zioni dei Focolai di Hamer ad opera
dell'organismo stesso, pertanto dovrebbero e ssere motivo di gioia invece di
causare terrore e persino motivare un'operazione al cervello. In linea di principio
il focolaio dopo la riparazione è una innocua cicatrice con depositi di tessuto
gliale di una precedente "malattia", i cosiddetti anelli gli ali che però purtroppo
sono sempre mal interpretati come "tumori cerebrali", come
per esempio nel caso di gliomi, astrocitomi, oligodendrogliomi, glioblastomi ecc .
e vengono infaustamente asportati per via chirurgica. 46 Nella foto precedente si
vede quanto segue: DHS risalente ad almeno sei mesi prima quando l'unico figlio del
contadino ebbe un grave incidente con la motocicletta. Rimase a lungo in
rianimazione ed il paz iente si convinse che il figlio sarebbe sopravvissuto ma
storpio. Questi poi si riprese e guarì. Quattro settimane dopo che il figlio era di
nuovo in grado di lavorare con lui n ella fattoria, il padre ebbe un infarto
cardiaco con vertigini, mal di testa, di sturbi dell'equilibrio. Dunque dopo la
soluzione del conflitto aveva patito un infarto cardiaco. FH nel lobo temporale
destro; stato dopo l'infarto cardiaco (conflitto di territorio); a sinistra
carcinoma del testicolo (conflitto di perdita) per il testicolo destr o, in
soluzione, dopo che il figlio era tornato di nuovo sano. Il padre aveva cr eduto di
perdere con il figlio il suo erede della fattoria. Il grande edema cere brale
intra- e peri-focale del FH rivela la presenza della "sindrome" (vedi pag. ex105).
La seconda legge biologica La legge della bifasicità di tutti i programmi speciali,
biologici e sensati (SBS) a patto che si arrivi alla soluzione del conflitto (CL).
Questa legge naturale capovolge completamente tutto quello che fino ad oggi abbi
amo presunto di sapere. Tutte le malattie conosciute dalla medicina comportano q
uesta bifasicità. In passato non conoscendo queste correlazioni abbiamo ritenuto
che esistessero g rosso modo un migliaio di malattie: 500 di queste erano malattie
fredde, che però di rado notavamo (diagnosticate al 10%), dove il paziente aveva i
vasi cutanei c ontratti, era pallido e dimagrito. Le altre 500 erano malattie calde
con febbre, vasi dilatati, buon appetito ma grande stanchezza. Si trattava di stati
che per lopiù era impossibile non osservare (diagnosticate al 90%), così che in
passato noi sciocchi apprendisti stregoni volevamo "curare" circa il 90% delle
"malattie" ch e venivano diagnosticate, ma che in realtà erano delle fasi di
riparazione. Riusci re a "curare" questi processi, per l'appunto delle fasi di
riparazione che sareb bero comunque terminate spontaneamente da sole, erano per
noi, ignoranti apprend isti stregoni, i grandi "successi medici" . Tutte le
malattie a noi note decorrono secondo questo programma bifasico o nella fase attiva
o nella fase post-conflittolitica. Se ci guardiamo indietro, di fat to dobbiamo
riconoscere che la medicina attuale non ha mai identificato in modo corretto
nemmeno una singola "malattia" : nelle cosiddette "malattie fredde" si era
trascurata la successiva fase di riparazione, che inizia qualora si arrivi a lla
soluzione del conflitto, o la si era erroneamente interpretata come malattia a sé
stante (per es. nel caso "dell'influenza"). Nelle cosiddette "malattie calde", che
rappresentano sempre la seconda fase 47 cioè la fase di riparazione dopo la
precedente fase di conflitto attivo, si era ap punto trascurata tale precedente
fase fredda o la si era interpretata come un'al tra malattia a sé. Ora sappiamo che
tutto ciò non è corretto. Si è trattato ogni volta soltanto di "mezze " malattie e
di conseguenza ora sappiamo in realtà di conoscere grosso modo solo 5 00 malattie
che prevedono due fasi. La prima fase è sempre la fase fredda di stress
simpaticotonico, di conflitto atti vo. La seconda fase, se si arriva ad una
soluzione del conflitto, è sempre una fas e calda, di riparazione vagotonica, di
conflitto risolto. Nel cervello ovviamente i Focolai di Hamer si trovano sempre nel
medesimo punto in entrambe le fasi; si può anche meglio dire che si tratta del
medesimo Focolaio di Hamer. Nella fase di conflitto attivo il focolaio ha una
configurazione a ber saglio con anelli nitidi e sottili e nella fase di riparazione
questi anelli si trasformano in edema. Alla luce di questi esempi vediamo che le 5
leggi biologiche, di cui nelle pross ime pagine esploreremo le ultime due, hanno
valore per l'intera medicina e non s
olo per il cancro! Ci si potrebbe forse chiedere perché i medici non abbiamo
riconosciuto già da lungo tempo questo regolare ripetersi delle due fasi in tutte
le cosiddette "malattie" dato che si tratta appunto di un fenomeno costante. La
risposta oggi è tanto semp lice quanto era difficile in passato: dipende
semplicemente dal fatto che solo u na parte dei conflitti trova una soluzione. Se
il conflitto non può essere risolto la malattia resta monofasica, cioè l'individuo
rimane in conflitto attivo, dimagr isce sempre di più e alla fine può morire di
debolezza o cachessia. Lo schema mostra come a causa della DHS il normale ritmo
giorno-notte è diventato una simpaticotonia permanente che perdura fintantoché non
subentra una fase di vag otonia permanente grazie alla soluzione del conflitto.
Fase diurna: Simpaticotonia Tempo Fase notturna: Vagotonia Simpaticotonia
permanente i Vagotonia permanente fase i Eutonia 1 fase attiva de l programma Mi
riparazione del programmi speciale = Conflitto attivo i speciale = Conflitto
risolto ©Or. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Questa vagotonia permanente viene
interrotta in pratica nel suo punto più intenso grazie alla cosiddetta crisi
epilettica o epilettoide ovvero la punta simpaticotonica che indica il passaggio
alla successiva fase vagotonica di forte diuresi, la cosiddetta "fase dell'urina"
che permette il drenaggio di gran part e del liquido trattenuto. Il programma
speciale, biologico e sensato termina solo con il ritorno alla norm alità o
normotonia. La legge della bifasicità delle malattie in senso stretto vale solo nel
caso in cu i la persona riesce ad arrivare ad una soluzione del conflitto.
Nondimeno però que sta legge vale per ogni malattia ovvero per ogni conflitto,
perché in linea di pri ncipio tutti i conflitti di qualsivoglia tipo possono essere
risolti. Tutte le cosiddette "malattie" che conosciamo, hanno la facoltà di
decorrere in qu esto modo se si arriva a una soluzione del conflitto. Ciò che non è
un cancro, è una "malattia" oncoequivalente, simile a un cancro, intende ndosi cioè
tutte le "malattie" della medicina, dove la parola "malattia" da noi si n qui
usata, rappresenta sempre e soltanto una fase di conflitto attivo o una fa se di
conflitto risolto. Se guardiamo all'indietro vediamo che sinora la medicina
ufficiale non ha mai po tuto riconoscere nel modo giusto nemmeno una sola
"malattia". Quindi: ogni "mala ttia" che ha una soluzione del conflitto ha una fase
di conflitto attivo prima e una fase di riparazione dopo la soluzione del
conflitto. E ciascuna fase di rip arazione, purché questa non venga interrotta da
una recidiva di conflitto attivo, ha anche una crisi epilettoide, cioè un momento
di svolta della fase di riparazion e nel punto più profondo di vagotonia. E la
crisi epilettica o epilettoide si mani festa nell'organo contemporaneamente alle
relative reazioni sugli altri due live lli. La crisi epilettica o epilettoide La
crisi epilettica o epilettoide è un evento a cui madre natura si è esercitata da
milioni di anni. Avviene contemporaneamente su tutti e tre i livelli. Il senso e lo
scopo di questa crisi che si verifica nel punto culminante della fase di rip
arazione è quello di tornare alla normalità. Ciò che di norma chiamiamo convulsione
epilettica con crampi muscolari tonico-clon ici è solo una particolare forma di
crisi epilettica, cioè unicamente quella dopo la soluzione di un conflitto motorio.
Nel caso di un SBS motorio a livello organic o vediamo nella fase di conflitto
attivo (fase CA) la paralisi progressiva del m uscolo (muscolatura striata). Nella
crisi epilettica, il cosiddetto attacco epilettico che di nuovo è anch'esso una
punta simpaticotonica, vediamo però esattamente il contrario della paralisi: d ei
crampi tonico-clonici. Così agisce madre natura utilizzando gli strumenti da le i
scelti, ma sempre secondo le leggi naturali! Le crisi epilettoidi sono simili alle
crisi epilettiche solo a livello cerebrale e si riscontrano sostanzialmente in
tutte le cosiddette malattie, in modo un po
' diverso per ogni SBS. Qui non si arriva a degli attacchi convulsivi tonico-
clonici, come nei conflitti Crisi epilettica/epilettoide 1 Conflitto Attivo Fase
nel A i riparazion edematosa Fase pii B ricostitutiva 'catrizzant Eutonia =
Normotonia ritmo normale giorno/notte simpatico/vagotonico 48 49 motori, bensì
ciascun tipo di conflitto biologico e di "malattia" ha anche una pro pria crisi
epilettoide molto specifica. Madre natura praticamente ha escogitato uno
stratagemma per questo importante evento. Il paziente nel mezzo della fase di
riparazione rivive una recidiva di conflitto fisiologica; cioè il suo conflitto gli
passa davanti agli occhi ancora una volta per breve tempo, con la conseguenza che
il paziente torna momentaneamente in fas e di stress, ha le mani fredde, la
circolazione periferica ridotta, sudore fredd o e per un po' rivive tutti i sintomi
del conflitto attivo; cioè in questa crisi i l paziente esperimenta ancora una
volta in modo accelerato tutto il periodo di c onflitto attivo, i "giorni freddi".
Ciò nonostante si tratta di una simpaticotonia di diversa qualità! Chiamiamo crisi
epilettica o epilettoide questa breve fase che rappresenta il pu nto di svolta o
l'inizio della controregolazione fino alla normalità. Durante la s econda metà
della fase di riparazione (fase pcl B), a partire quindi dalla crisi e pilettoide,
nel cervello si vedono le formazioni di innocuo tessuto connettivo, il cosiddetto
tessuto gliale, allo scopo di riparare il Focolaio di Hamer. Quest 'ultimo, che
alla TAC appare come una macchia o una zona bianca più o meno grande, rappresenta
la fine della riparazione, quando non c'è più nessun edema intra e peri -focale.
Così ogni malattia ha i suoi sintomi pcl ben determinati che si manifestano alla s
oluzione del conflitto. Nel caso dell'ulcera dell'intima delle arterie coronariche
parliamo di infarto c ardiaco (conflitto di territorio). Con ciò non si nega che le
fasi di riparazione comportino anche dei pericoli. Ad esempio, nell'infarto
cardiaco coronarico, come è risultato dai nostri studi su ll'infarto svolti a
Vienna, se la durata del conflitto è superiore ai 9 mesi dimin uiscono notevolmente
le probabilità di sopravvivenza anche seguendo il trattamento previsto attualmente
dalla medicina tradizionale. I pazienti 3-6 settimane dopo la soluzione del
conflitto hanno sempre la loro crisi epilettoide. Non è sopravvissuto nemmeno un
paziente per il quale il conflitto di territorio si a durato oltre i 9 mesi,
premesso tuttavia che ci sia stata una "normale" attivi tà conflittuale. In passato
non sapevamo che i dolori dell'angina pectoris nella crisi epilettoid e per
l'infarto cardiaco avevano un senso biologico decisivo per la sopravvivenz a.
Infatti il "decorso pertinente" alla crisi epilettoide organizza anche la "co
rrispondente eliminazione dell'edema" nel cervello, permettendo così la sopravvive
nza. Con la cosiddetta "sindrome" concomitante (vedi pag. ex107) tutto è di nuovo
molto diverso. Nella medicina classica abbiamo sempre creduto di dover "curare"
questi dolori c ardiaci, di doverli togliere al paziente. Ma era un grave errore.
Abbiamo sì liber ato il paziente dai dolori sedandolo ma con questo intervento ne
abbiamo anche g arantito la morte. Oggi in molti casi è possibile evitare tale
esito, iniziando un trattamento in 50 anticipo cioè nelle 3-6 settimane di
vagotonia prima della crisi epilettoide, ovve ro dell'infarto cardiaco; più
precisamente si può ridurre l'edema cerebrale con l'ai
uto di cortisone, raffreddando la testa e contenendo la "sindrome". Con questo t
ipo d'intervento si possono ridurre i casi di mortalità per infarto cardiaco a men
o della metà. La crisi epilettoide spesso ci presenta delle sfide cliniche molto
impegnative: nel conflitto di territorio infarto cardiaco, lisi polmonare, infarto
delle vene coronariche con embolia polmonare nel conflitto sessuale femminile,
assenze dop o un conflitto di separazione, come pure diabete o ipoglicemia... La
fase pcl di alcune malattie è molto più pericolosa della fase di conflitto attivo .
E' quindi d'importanza fondamentale contenerla ed attenuarla preventivamente (sp
ecialmente quando è concomitante la "sindrome" ! Nel caso di sindrome il cortisone
è assolutamente controindicato!). Dopo la crisi epilettoide il paziente torna ad
essere caldo. In seguito esperimenta la prima piccola fase diuretica. Da quel
momento in poi il paziente è sulla via verso la normalizzazione. Ciò signifi ca
che, se il paziente ha superato questa crisi e non ha recidive, normalmente n on
gli accade più nulla di pericoloso e negativo. Al termine della fase di riparazione
avviene la seconda ovvero la grande fase di uretica, popolarmente detta anche fase
della pipì, dove il corpo elimina del tutto l'edema residuo (questa fase non va
confusa con la fase diuretica relativa alla soluzione della "sindrome" cioè quando
si è risolto il conflitto del profugo). La crisi epilettoide è l'ora della verità!
Il momento più pericoloso è quello che viene subito dopo la fine della crisi
epilettoide (nei processi conflittuali lunghi o molto intensi) perché lì si
evidenzia se la crisi è stata sufficiente a dare una svolt a decisiva. Nei casi
gravi, cioè quando il conflitto è durato a lungo ed è stato molto intenso, po
ssiamo aiutare il corpo ad invertire la rotta con una potente iniezione di corti
sone. Per i casi gravissimi si può somministrare il cortisone già anche in anticipo
(atten zione, è controindicato nella sindrome!). Dunque la NUOVA MEDICINA GERMANICA
ha trovato dei criteri del tutto precisi per quelli che sono ad esempio i tipici
sintomi di conflitto attivo come pure quelli della fase di riparazione sui tre
livelli psichico, cerebrale e organico. A ciò s i aggiungono anche i sintomi tipici
su tutti e tre i livelli nella crisi epilett ica o epilettoide che sono un po'
differenti per ciascuna "malattia" ma di nuovo anche particolarmente tipici per
ogni "malattia", e sono quindi tipici i sintom i cerebrali, organici e naturalmente
anche i sintomi psichici e vegetativi. Se in generale la fase di riparazione di una
data malattia era già stata problemat ica, la crisi epilettoide o epilettica ci
mette di fronte a delle complicanze cl iniche ancora più grandi. Persino per i
clinici più esperti essa rappresenta un'aute ntica sfida della nostra arte medica.
51 1) Rappresentazione schematica dell'infarto cardiaco coronarico da conflitto di
territorio Sezione del neoencefalo visto da sopra Emisfero sinistro Emisfero destro
un'ulcera dell'intima delle vene coronariche uomo destrimane non può produrre uomo
mancino non può produrre un'ulcera dell'intima delle arterie coronariche ECCEZIONE:
spostamento ormonale o costellazione schizofrenica ©Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd
Hamer Nota: non di rado accade che i pazienti che ricevono la diagnosi seguente:
"Il s uo elettrocardiogramma non è a posto" oppure "C'è qualcosa che non va nel suo
cuore" patiscano una DHS con un attacco figurato al cuore. Anche moltissimi infarti
ca rdiaci sono causa di una simile DHS che può provocare: mesotelioma pericardico,
ne lla fase pcl pericardite; con sindrome: versamento pericardico, tamponamento car
diaco. 52 2) L'infarto del miocardio E' la crisi epilettoide della muscolatura
cardiaca striata (se del miocardio des tro o sinistro dipende dal test
dell'applauso - destrimane o mancino - e dal rap
porto madre/figlio o partner). Il tubo cardiaco è ruotato su se stesso nel corso d
el processo evolutivo: troviamo quindi cerebralmente a destra la conduzione del
miocardio destro, in passato tubo cardiaco sinistro, cerebralmente a sinistra la
conduzione del miocardio sinistro, in passato tubo cardiaco destro. (Vedi Testa
mento per una Nuova Medicina - La Nuova Medicina Germanica, primo volume 2004).
Corrispondenza tra MIDOLLO cerebrale del neoncefalo e ORGANO Focolaio di Hamer per
il centro (trofico) per la porzione di muscolatura striata del miocardio sinistro,
filogeneticamente prima apparteneva al tubo cardiaco destro. Crisi epilettoide:
infarto del miocardio sinistro In caso di conflitto: necrosi del miocardio
sinistro. attacco epilettico del cuore In caso di conflitto: necrosi del miocardio
dest ro. prima apparteneva al tubo cardiaco sinistro. Crisi epilettoide: infarto
del miocardio destro per la porzione di muscolatura striata del Focolaio di Hamer
per il centro (trofico) miocardio destro, filogeneticamente attacco epilettico del
cuore © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer 53 Uomo mancino: conflitto di
territorio. Donna destrimane: conflitto sessuale. Ambito territoriale femminile
Orifizio e collo dell'utero, relais delle vene coronariche Nella crisi epilettoide
cosiddetto infarto delle vene coronariche con embolia po lmonare Uomo destrimane:
conflitto di territorio. Donna mancina: conflitto sessuale. Ambito territoriale
maschile Relais delle arterie coronariche Nella crisi epilettoide cosiddetto
infarto delle arterie coronariche Verso il corpo Verso il polmone Atrio sinistro
Ventricolo destro — Ventricolo sinistro Dal polmone Cuore visto da davanti Nota:
per il primo conflitto donna destrimane non può produrre un'ulcera dell'intima
delle arterie coronariche Dal corpo Atrio destro Nota: per il primo conflitto donna
mancina non può produrre un'ulcera dell'intima delle vene coronariche o del
collo/orifizio dell'utero Calotta Braccio Vertebre cervicali Spalla Vertebre
dorsali Corteccia surrenale destra Vertebre lombari Bacino Ginocchio Piede Calotta
Braccio Vertebre cervicali Spalla Vertebre dorsali
Corteccia surrenale sinistra Vertebre lombari Milza 2 cm caudalmente (più basso)
Bacino Ginocchio Piede Testicolo destro, ovaio destro incrociano dal cervello
all'organo. Parenchima renale sinistro (glomeroli) 2 cm caudalmente (più basso),
non incrocia dal cervello all'organo. Testicolo sinistro, ovaio sinistro incrociano
dal cervello all'organo. Parenchima renale destro (glomeroli) 2 cm caudalmente (più
basso), non incrocia dal cervello all'organo. La lateralità: la mano dominante
Nella Nuova Medicina Germanica un criterio diagnostico molto importante è quello d
i stabilire quale sia la mano dominante del paziente. Infatti senza stabilire se
una persona è destrimane o mancina non si può assolutamente lavorare con la diagnos
tica della Nuova Medicina Germanica. Infatti come è importante sapere l'età del
pazi ente, il sesso, la situazione ormonale o altri fattori particolari (assunzione
d ella pillola anticoncezionale, asportazione o irradiazione delle ovaie, chemio,
assunzione di ormoni, climaterio ecc.), così pure occorre verificare se il pazient
e è destrimane o mancino. Chiunque può appurarlo anche da solo con il test
dell'appl auso: mano destra sopra destrimane Applaudendo come si fa a teatro, la
mano che batte sopra è quella dominante: se la mano destra è sopra allora si è
destrimani, se c'è sopra la sinistra invece si è mancin i; la lateralità è
determinata dal cervello. Questo test è molto importante per scoprire quale
emisfero cerebrale la persona at tiva per primo; esistono moltissimi mancini che si
considerano destrimani solo p erché sono stati corretti da piccoli. Tuttavia spesso
si ricordano di utilizzare s olo la mano sinistra per fare certe cose importanti
che i destrimani riescono a fare solo con la destra. Molti ad esempio sono stati
addestrati a scrivere con la mano destra e pertanto credono di essere destrimani.
L'uso preferenziale della mano ha inizio a livello cerebrale. Cioè: quando avviene
la primissima divisione cellulare comincia già a svilupparsi la porzione di
"computer" cervelletto e quindi la differenziazione della capacità di uso della
mano. Più specificamente ciò significa quanto segue, per quanto la cosa p ossa
risultare un po' difficile ai profani: a) tronco cerebrale: le aree caudali del
ponte non sono appaiate e sono relative alla funzione e non all'anatomia; cioè la
successione dei conflitti del tratto ga strointestinale avviene in senso antiorario
nella zona medio - dorsale: bocca, e sofago, alveoli polmonari, stomaco, fegato,
pancreas, intestino tenue, intestino crasso, intestino retto, vescica (porzione del
trigono) e tube ovariche. Ma già l e zone di transizione (tra ponte e cervelletto)
non mostrano un vero e proprio appaiamento, per esempio i n uclei del nervo
acustico che innervano l'orecchio medio: a destra c'è la "richiest a" di ottenere
il boccone di informazione che mi permette di cogliere qualcosa, a sinistra quella
di ottenere il boccone di informazione per evitare qualcosa (u dito arcaico). Nel
caso di conflitto biologico ciò significa: non ricevere il "boc cone uditivo" cioè
l'informazione (che è di natura diversa per l'orecchio destro e s inistro); i relè
però non sono incrociati rispetto all'organo. Anche i relè che si tro vano nel
mesencefalo fino al relè del parenchima renale al margine del midollo cer ebrale
del neoencefalo sono disposti a due a due ma non sono incrociati dal cerv ello
all'organo (omolaterali). b) Cervelletto: come detto l'uso dominante della mano
destra o di quella sinistr a si definisce nel cervelletto. Quindi per tutti i relè
del cervelletto o di tutto l'encefalo la correlazione dal cervello all'organo è
incrociata. Ciò nonostante il cervelletto e il neoencefalo si differenziano
nuovamente fra loro sebbene per en trambi valga la stessa regola della lateralità.
Le aree interessate nel cervelletto corrispondono rigorosamente al tipo di conte
nuto conflittuale in riferimento all'organo, cioè i lobi del cervelletto interessa
ti sono di volta in volta legati al tema del conflitto. Un conflitto di "preoccu
pazione madre/bambino " in una destrimane colpisce sempre lateralmente a destra nel
cervelletto e riguarda le ghiandole mammarie del seno sinistro, anche qualor a
sopraggiunga un altro conflitto a causa di un altro figlio oppure ad esempio u n
ulteriore conflitto di preoccupazione figlia/o - madre per la propria madre. E
ntrambi questi conflitti si evidenziano sempre nel medesimo relè del cervelletto d
estro come focolai di Hamer. Anche se la paziente patisce altri due conflitti di
attacco contro il lato sinis tro del ventre o della mammella (mesotelioma
peritoneale e pleurico), il colpo è a vvertito sul lato destro del cervelletto che
quindi potrebbe mostrare cinque foc olai di Hamer attivi in configurazione a
bersaglio, mentre a sinistra non ce ne sarebbe nessuno. Tuttavia a questo punto
dobbiamo fare una distinzione, ma solo per il caso in cu i la madre o il padre non
avvertano più o solo in parte il loro figlio cresciuto c ome "bambino " , per
esempio se il "loro bambino" è diventato grande e ha un compo rtamento apertamente
nemico nei loro confronti. Se due conflitti hanno attivato due diversi emisferi del
cervelletto parliamo di "costellazione schizofrenica del cervelletto". Vi è
collegato un grave disturbo d ell'emotività in senso paranoico senza che ne risulti
alterata la capacità di pensar e in modo formalmente logico; ad esempio, "sono come
sfinito, mi sento del tutto vuoto, non ho più sentimenti" (la cosiddetta "paranoia
asociale"). c) Midollo cerebrale: anche nella zona del midollo questa modalità è
possibile. Il c ontenuto conflittuale e il riferimento all'organo sono semmano
sinistra sopra mancino 54 I 55 pre "univoci" cioè collegati al tema del conflitto.
d) Corteccia cerebrale: nei relè corticali dell'encefalo ciò è possibile solo
nell'ecc ezione del relè dei dotti lattiferi che, rispetto alla lateralità della
mano dominan te, è accoppiato strettamente al relè del cervelletto per le ghiandole
mammarie. Qui cioè entra in gioco un momento del tutto nuovo: nei conflitti
corticali diretti d al neoencefalo il rapporto del relè cerebrale con l'organo non
è più univoco come nel cervelletto. Per quanto riguarda l'area corticale
periinsulare, gli organi sono disposti a co ppie solo in parte e sono il mancinismo
e il destrismo nonché la situazione confli ttuale istantanea a decidere quale relè
ora possa diventare un focolaio di Hamer n el cervello e inoltre quale organo venga
interessato. La corrispondenza fra cervello e organo tuttavia è sempre univoca. Nei
mancini app arentemente tutto è ancora più complicato. Nel mancino cioè, il
conflitto incide sul lato opposto del cervello rispetto alla situazione normale di
chi è destrimane. Da quel momento però il processo ha un decor so del tutto uguale
seppure inverso a quello del destrimane, cioè i mancini in pra tica sono solo
diversamente "polarizzati" dalla psiche al cervello ma non dal ce rvello
all'organo. Dunque: se una donna mancina patisce un conflitto di identità, il
focolaio di Hame r si forma sul lato della corteccia cerebrale temporale destra e a
livello organ ico produce un'ulcera gastrica o del coledoco. Se però in seguito
patisce ancora u n altro conflitto di identità per un nuovo motivo, non può più
reagire corticalmente s ull'emisfero destro bensì patisce questo secondo conflitto
di identità sulla cortecc ia temporale sinistra e a livello organico si riscontrano
delle ulcere della muc osa rettale che nella fase di riparazione diventano
emorroidi se le ulcere si er ano formate in prossimità dell'ano. Il mancinismo ci
mostra anche in modo del tutto particolare che i conflitti biol ogici non hanno
nulla a che fare con Freud e la psicologia classica bensì sono di fatto determinati
biologicamente. Infatti sotto il profilo "puramente psicologic o" non ha nessun
senso che una giovane donna, mancina, per un conflitto sessuale mostri i sintomi
organici di un conflitto di territorio maschile (angina pector is) e perciò patisca
una depressione a livello psichico. A causa del solo conflitt o sessuale una
mancina non perde mai la funzionalità delle sue ovaie, quindi ha se mpre
l'ovulazione e il ciclo mestruale, mentre una destrimane non ha più alcuna ov
ulazione.
Come viene avvertito un conflitto (in modo maschile o femminile) e dove esso col
pisce, attivando un dato relè nel cervello, è una questione che non dipende solo
dal la situazione ormonale attuale (menopausa, gravidanza, pillola
anticoncezionale, necrosi ovarica ecc.) ma anche dal fatto se il o la paziente sia
mancina o dest rimane. Analogamente i conflitti si modificano ovvero possono essere
privati del loro co ntenuto conflittuale se sono cambiate le condizioni preliminari
(costellazione c onflittuale presente, situazione ormonale ecc.). Possono anche
"saltare" da un e misfero all'altro nel caso delle mancine, cioè da un'ulcera della
mucosa rettale possiamo passare a un'ulcera gastrica e viceversa. Ci possono però
anche essere delle soluzioni spontanee come abbiamo visto: ad esempio quando la
paziente diventa maschile riguardo alla situazione conflittuale od ormonale; a q
uel punto un esibizionista per lei non costituisce più un conflitto biologico. La
correlazione fra cervello e organo è però in ogni caso univoca, cioè una volta che
un conflitto ha colpito viene interessato il relativo organo ben definito, sempre c
he il conflitto resti attivo e non sia "saltato" sull'altro emisfero, per una va
riazione della precedente costellazione ormonale e conflittuale. La cosiddetta
sequenza dei conflitti, cioè la successione in cui i conflitti si ve rificano,
richiede perciò la massima attenzione. Infatti solo conoscendo la regola della
lateralità e la situazione ormonale dei pazienti siamo in grado di capire c
orrettamente la sequenza e la localizzazione dei focolai di Hamer nel cervello e
nell'organo. Ma il mancinismo o il destrismo entra in gioco anche in tutte le
paralisi motori e, proprio come nello scheletro o nelle paralisi sensorie: nei
destrimani tutti i muscoli del lato destro del corpo hanno a che vedere con i
partner e quelli de l lato sinistro con i figli o la propria madre. Nei mancini
tutti i muscoli del lato sinistro del corpo hanno a che vedere con il partner e
quelli del lato dest ro con i figli o la propria madre. Nelle paralisi bilaterali
accade che i gruppi (partner/madre,figlio) sono entrambi coinvolti già al momento
della DHS, perlomen o nel sentito. Fanno eccezione solo quei processi in cui viene
interessato localmente un determ inato muscolo, quando ad esempio qualcuno resta
impigliato con il piede nella ci ntura di sicurezza dell'auto e picchia
pesantemente la testa. Ma la normale musc olatura striata del nostro scheletro e la
normale sensibilità della nostra pelle s ono abbinate rispettivamente in modo
univoco per il lato della mano dominante ai partner, per l'altro lato alla madre o
al bambino. Per la NUOVA MEDICINA GERMAN ICA non chiedere al paziente se sia
mancino o destrimane costituisce un errore g rossolano, infatti ciò è della massima
importanza al fine di correlare i conflitti a i focolai di Hamer e il tumore o la
necrosi all'organo, perché tale condizione non solo decide quale area cerebrale si
attiva ma anche quale "malattia" ovvero SBS può svilupparsi in un paziente rispetto
ad un dato conflitto. E quando accade che due conflitti (corticalmente a destra e a
sinistra) sono entrambi attivi, i paz ienti si trovano in una cosiddetta
costellazione schizofrenica. Un paziente che dopo una DHS deve superare un solo
conflitto, può riuscire a mante nere in rotta la sua barca così che le persone
intorno a lui notano poco o per nul la il suo conflitto. Se invece un paziente dopo
una DHS deve gestire contemporaneamente due conflitti allora egli stesso si trova,
senza esserne veramente consapevole, in difficoltà n el gestire ed elaborare
entrambi i conflitti, cioè è sottoposto ad una prova del tut to eccessiva e il suo
computer "cervello" passa al programma speciale sensato de lla costellazione
(combinazione di conflitti). Un altro fatto da considerare è che solo nel caso
particolare della costellazione 56 57 periinsulare, il paziente non produce quasi
nessuna massa conflittuale. La schizofrenia in pratica è una "reazione d'emergenza
dell'organismo" quando non si ha alcuna possibilità di elaborare i conflitti. Già
altri avevano sospettato che la schizofrenia, ovvero "il pensiero scisso " ,
potesse derivare da una situazio ne simile, dove gli emisferi cerebrali non
funzionano più "all'unisono". Ma finora a nessuno era venuto in mente che ciò
potesse verificarsi a causa di due diversi conflitti biologici attivi, sebbene di
fatto a posteriori sia così evidente. Quasi
tutte le cliniche psichiatriche oggi hanno un apparecchio per la tomografia com
puterizzata ma ancora mai nessuno ha pensato di usarlo perché gli psichiatri norma
lmente non capiscono nulla di TAC cerebrali e i neuroradiologi non si interessan o
di conflitti (biologici). Il fatto che però la costellazione di due SBS nella sf
era del territorio abbia anche un senso biologico, quindi rappresenti un program ma
combinato e speciale della natura, farà irritare molti psichiatri. Infatti noi
apprendisti stregoni della medicina tradizionale avevamo creduto che tutto ciò fos
se una "pazzia senza senso", parlavamo di paranoia patologica assurda, mentre or a
dobbiamo prendere atto che madre natura con questa combinazione di SBS aveva c
ertamente seguito un intento ogni volta altamente sensato. Gli unici sciocchi sc
onsiderati eravamo noi, arroganti principianti. Per il 99% dei pazienti cosiddetti
schizofrenici non viene fatta eseguire propri o nessuna TAC perché non ci sono
delle "evidenze neurologiche" . Un fatto importante tuttavia è il seguente: ogni
paziente che è affetto da un proces so tumorale attivo può con grande probabilità
"ammalarsi" della cosiddetta schizofre nia alla successiva DHS che dovesse patire.
In verità in senso stretto ciò vale solo per i conflitti del neoencefalo e del
cervelletto, ma già basta. Il lettore troverà più dettagli sulle cosiddette
"costellazioni" negli schemi che se guiranno, dove è di grandissima importanza il
fatto che le "costellazioni nell'amb ito del territorio" (corteccia periinsulare)
hanno le proprie leggi! Alcuni esempi sul senso biologico di tali combinazioni di
costellazione: Costellazione planante (FH della mucosa bronchiale e FH della mucosa
della larin ge); il paziente si libra al di sopra dei suoi conflitti che non sono
risolvibil i nella realtà. Costellazione aggressivo-maniacale: il paziente è
irascibile, è capace di prestazion i elevatissime, ad es. è un "atleta campione".
Tutti hanno paura di lui. Arresto della maturità in tutte le costellazioni
corticali della sfera del territo rio: il paziente si ferma allo stadio di maturità
infantile. E' la "protezione del cucciolo " : gli adulti non attaccano "un
bambino". a) Costellazione del tronco cerebrale Costellazione del tronco cerebrale
Con l'esempio di SBS bilaterale dei tubuli collettori Focolaio di Hamer per i
tubuli Focolaio di Hamer per i tubuli collettori del ren e sinistro collettori del
rene destro Cavità faringea sinistra Mucosa del corpo dell'utero, Mucosa del corpo
dell'utero, tube ovariche e prostata, tube ovariche e prostata, emiparte sinistra
del corpo emiparte destra del corpo Ad esempio: SBS bilaterale dei tubuli
collettori Costellazione di disorientamento, costernazione oliguria fino ad anuria
(solo 150 ml.) con contemporanea fase pcl di riparazione ossea: una forma di
"sindrome" a) Leucemia b) Gotta c) Uremia (innalzamento della creatina e dell'urea)
Anche la costellazione del tronco cerebrale è sensata biologicamente per far fronte
ad una specifica situazione di urgenza! Per ogni s pecifica costellazione troviamo
sempre una corrispondente modalità di disorientame nto o di costernazione Intestino
tenue inferiore (Ileo) Intestino cieco con colon ascendente e parte prossimale del
colon trasverso Colori discendente e parte distale del colon trasverso – Nucleo del
nervo acustico sinistro Sigma a) Epitelio cilindrico profondo (submucoso)
sottostante la mucosa rettale, epite lio cilindrico della mucosa vescicale solo per
il trigono (triangolo) tra l'ing resso i dei due ureteri e dell'uretra t i b)
Epitelio ghiandolare del prepuzio ;
Intestino tenue superiore (Digiuno) Duodeno Pancreas Fegato Nucleo del nervo
acustico destro Stomaco Esofago, terzo inferiore e alveoli polmonari Cavità
faringea destra C)Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer 58 ■ 59 b) Costellazione
del cervelletto c) Costellazione del midollo cerebrale Costellazione del
cervelletto Costellazione del MIDOLLO cerebrale Con l'esempio del carcinoma
mammario destro e sinistro Costellazione megalomane Con l'esempio di svalutazione
della spalla destra e sinistra Derma (Corion) emiparte sinistra del corpo Effetto
emotivo: come "morto emotivamente", "bruciato", "finito", comportamento asociale.
Anche la costellazione del cervelletto è sensata biologicamente per far fronte ad
una specifica situazione di urgenza! ©Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer
Focolaio di Hamer per il centro (trofico) per la porzione di muscolatura striata
del miocardio sinistro. filogeneticamente prima apparteneva al tubo cardiaco
destro. In caso di conflitto: necrosi del miocardio sinistro. Crisi epilettoide:
infarto del miocardio sinistro attacco epilettico del cuore Calotta Braccio
Vertebre cervicali Spalla Vertebre dorsali Corteccia surrenale destra Vertebre
lombari Bacino Ginocchio PiedeFocolaio di Hamer per il centro (trofico) per la
porzione di muscolatura striata del miocardio destro, filogeneticamente prima
apparteneva al tubo cardiaco sinistro. In caso di conflitto: necrosi del miocardio
destro. Crisi epilettoide: infarto del miocardio destro attacco epilettico del
cuore Calotta Braccio Vertebre cervicali Spalla Vertebre dorsali Corteccia
surrenale sinistra Vertebre lombari Milza 2 cm caudalmente (più basso) Bacino
Focolaio di Hamer per la ghiandola mammaria destra Pleura destra e peritoneo
Pericardio destro Pericardio sinistro Quarto ventricolo Focolaio di Hamer per la
ghiandola mammaria sinistra Pleura sinistra e peritoneo Derma (Corion) emiparte
destra del corpo Testicolo destro, ovaio destro incrociano dal cervello all'organo.
Parenchima renale sinistro (glomeroli) 2 cm caudalmente (più basso), non incrocia
dal cervello all'organo. Testicolo sinistro, ovaio sinistro incrociano dal cervello
all'organo.
Parenchima renale destro (glomeroli) 2 cm caudalmente (più basso), non incrocia dal
cervello all'organo. Svalutazione contemporanea nella relazione con madre o bambino
e nella relazione con il partner. Megalomania: sopravalutazione di se nei due tipi
di relazione. Organicamente: osteolisi delle due spalle. Fase di riparazione:
ricalcificazione con leucemia. La megalomania inizia col inizio della fase attiva
fino alla fine della fase pcl . Il senso biologico si situa alla fine della fase di
riparazione. Questa è la ragio ne per cui la megalomania persegue il senso
biologico fino alla fine del program ma SBS. La costellazione permette al paziente
di "tirarsi fuori per i capelli" d al pantano. ©Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd
Hamer 60 61 d) Costellazioni della corteccia cerebrale: esempio Costellazione
doppia della corteccia cerebrale nell'ambito del territorio: esemp io Costellazione
— Casanova Si possono leggere i dettagli di tutte queste costellazioni nel libro
fondamenta le "Testamento per una Nuova Medicina " . Qui sono rappresentati
schematicamente solo i diversi tipi di costellazione con le regole della bilancia
per le costel lazioni della corteccia periinsulare. E' importante sapere che tutte
le costellazioni hanno un senso biologico, dunque non sono insensate o folli come
avevamo supposto in passato a causa della nostr a ignoranza. Possiamo inoltre
aggiungere: la schizofrenia è un "SBS doppio", in cui i due SBS s ono attivi
contemporaneamente nei due emisferi, solo che in questa costellazione i sintomi
psichici sono spesso più evidenti e più drammatici rispetto ai sintomi ne
ll'organo. Le "regole della bilancia" presentate di seguito dovrebbero consentire
di compre ndere e di lavorare con questi processi. La bilancia E' il meccanismo che
decide fra mania e depressione nella costellazione relativa agli ambiti del
territorio Depressivo Il principio della bilancia nella costellazione di due
conflitti attivi ovvero S BS negli ambiti del territorio, è un criterio diagnostico
di importanza decisiva e d anche un utile strumento. Il principio della bilancia
vale quando è presente il secondo SBS dell'ambito del territorio. Quando c'è
costellazione negli ambiti del territorio non solo entra in gioco il pr incipio
della bilancia bensì per tutti i pazienti da quel momento c'è un immediato a rresto
dello sviluppo e non importa se la tendenza è più maniacale oppure depressiva ! Se
questa costellazione si verifica precocemente, cioè già nell'infanzia, avviene un
arresto della maturazione e possiamo notare la cosiddetta "faccia da bambino"
( babyface). Con ciò non cambiano i fatti seguenti: a) la destrimane entra in
conflitto attivo a causa del primo SBS nell'ambiCostellazione bulimica Uomo
mancino: conflitto di opporre resistenza Uomo destrimane: conflitto di rancore nel
territorio Donna destrimane: conflitto di paura-ribrezzo Donna mancina: conflitto
di identità Relais per l'ipoglicemia (riduzione del glucagone) centro della fame
Relais per i dotti biliari e pancreatici come pure della mucosa gastrica
e bulbo del duodeno Fame per ipoglicemia - Riflesso del vomito per ulcera gastrica
Nessuna bilancia: non mania o depressione, salvo per la donna mancina (depressione
con il primo conflitto di identità) © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer
Costellazione Casanova Epitelio pavimentoso dell'intima Epitelio pavimentoso
dell'intima delle vene coronariche delle arterie coronariche

Casanova maniacale Casanova depressivo I pazienti in costellazione Casanova-


maniacale continuano ad "agganciare" le don ne con fare irresistibile, vogliono
conquistarle, sono però allo stesso tempo psic hicamente frigidi. non sono
realmente in grado di portare a termine un rapporto sessuale soddisfacente. Si
trovano inoltre in costellazione post-mortale e in co stellazione suicidale. Anche
i pazienti in costellazione Casanova-depressiva continuano ad "agganciare" le donne
nella loro maniera apparentemente timida (non con meno successo). Anch e loro sono
frigidi e non realmente in grado di portare a termine un rapporto se ssuale
soddisfacente. Anche loro sono in costellazione post-mortale, pensano all e cose
che sono dopo la morte (non necessariamente la propria morte). ©Dr. med. Mag.
theol. Ryke Geerd Hamer Maniacale 62 63 to del territorio a sinistra cerebralmente
ma non è né maniacale né depressa. Se si tratta di un conflitto sessuale perde
l'ovulazione (il cosiddetto mestruo) . b) Il destrimane entra in conflitto attivo a
causa del primo SBS nell'ambito del territorio a destra cerebralmente, diventa il
cosiddetto "lupo di secondo rango ", ma non è né maniacale né depresso. c) La
mancina invece diventa istantaneamente depressa al primo SBS nell'ambito d el
territorio (a destra cerebralmente). Se si trattava di un conflitto sessuale non
perde l'ovulazione ma ha l'angina pectoris ed è più o meno castrata psichicament e
(frigida). d) Il mancino diventa istantaneamente maniacale al primo SBS nell'ambito
del ter ritorio (a sinistra cerebralmente). a) b) Schema inerente alla 2° regola
della bilancia Uomini e donne destrimani Uomini e donne mancini/e dopo il 3°
conflitto (SBS) ancore più maniacale dopo il 3° conflitto (SBS) salto del cavallo:
sulla parte destra, depressivo dopo il 3° conflitto (SBS) ancore più depressivo
dopo il 3° conflitto (SBS) salto del cavallo: sulla parte sinistra, maniacale © Dr.
med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Maniacale a) Maniacale Depressivo b) Depressivo
Prima regola della bilancia a) La bilancia può pendere a sinistra per un tempo
prolungato: mania durevole. Man ia significa che la persona è più mascolina ovvero
l'area periinsulare sinistra è chiu
sa a causa di un SBS attivo b) oppure può anche pendere a destra: depressione
durevole. Depressione significa che la persona è più femminile ovvero l'area
periinsulare destra è chiusa a causa di u n SBS attivo. c) Oppure può oscillare da
una parte e dall'altra: maniaco-depressivo per la qual cosa non occorre che si
aggiunga nessun altro conflitto biologico bensì è suffi ciente che si accentui uno
dei due binari esistenti. Seconda regola della bilancia Se si verifica un nuovo
conflitto (il terzo) esso decide la posizione della bila ncia nell'istante della
DHS, mentre l'essere mancino o destrimane stabilisce su quale lato possa essere
avvertito il nuovo conflitto in quel momento, vale a dir e dove colpisce: a) nel
destrimane (uomo o donna) colpisce sempre sul lato già accentuato in quell'
istante. Il paziente maniacale lo diventa ancora di più, il paziente depresso risu
lta ancora più depresso. Cioè la posizione della bilancia non cambia ma viene ancor
più accentuata. b) Nel mancino (mancina) vediamo il cosiddetto "salto del cavallo".
Il conflitto colpisce sul lato opposto a quello attualmente accentuato; perlopiù la
posizione della bilancia cambia (se il nuovo conflitto biologico è abbastanza
importante): - il paziente che era attualmente maniacale a quel punto diventa
depresso (purché il nuovo SBS sia abbastanza grave) - il paziente che era
attualmente depresso ora diventa maniacale (purché il nuovo SBS sia abbastanza
grave). 64 65 b) Terza regola della bilancia Da un punto di vista terapeutico si
può aiutare il paziente insegnandogli a riatti vare consapevolmente il binario del
conflitto sulla corteccia peninsulare sinist ra diventando così maniacale. In
questo caso l'atteggiamento maniacale viene scambiato per felice, dinamico. L a
persona è " dopata" . Quarta regola della bilancia Con il climaterio, cioè quando
viene meno la funzione delle ovaie (diminuzione deg li estrogeni) la donna diventa
"ormonalmente maschile" in contrapposizione a "ma schile a causa di un conflitto" ,
e questo vale tanto per le mancine quanto per le destrimani. a) La donna mancina
diventa come un uomo mancino. b) La donna destrimane diventa come un uomo
destrimane. Che cosa accade allora con gli SBS ovvero i conflitti? Risposta: i
conflitti saltano sul lato opposto così che la donna li patisce come s e fosse un
uomo. Quinta regola della bilancia Grazie al salto gli SBS ovvero i conflitti
cerebrali di sinistra, che sinora ave vano causato mania, diventano dei conflitti
cerebrali di destra che a quel punto causano depressione. Cioè: la paziente con il
medesimo binario conflittuale che p rima l'aveva resa maniacale ("era dopata" )
ormai può entrare in depressione e vic eversa. I conflitti risultano "modificati" e
precisamente questo accade perché la paziente li avverte come se fosse un uomo.
Sesta regola della bilancia Conosciamo diversi modi di "diventare maschili" ovvero:
a) ormonalmente (ad esempio con il climaterio, l'ablazione delle ovaie, anche con
la necrosi ovarica causata da un conflitto di perdita, la pillola anticoncezionale,
il veleno (" chemio" ) ecc. ecc. Parliamo allora di "mascolinità da ormoni"). b) a
causa di un conflitto con FH nel relè sessuale: "mascolinità da conflitto". Tut ti
i meccanismi si comportano in modo diverso e possono combinarsi fra di loro.
Ovviamente la bilancia può continuare a pendere verso sinistra o verso destra o la
sua posizione è determinata anche da nuovi conflitti. 66Settima regola della
bilancia
Anche per gli uomini le cose si svolgono in modo analogo, mutatis mutandis, per i
quali pure conosciamo un "diventare femminili". a) ormonalmente, ad esempio con
l'andropausa, per necrosi del testicolo derivata da un conflitto di perdita, per
ablazione del testicolo, per castrazione ormona le, per avvelenamento (" chemio")
ecc., abbiamo "femminilità di tipo ormonale". b) A causa di un conflitto di
territorio a destra cerebralmente ("lupo di second o rango"), abbiamo "femminilità
indotta da conflitto" con aspetti omosessuali di t ipo femminile. Tuttavia anche il
mancino al primo conflitto di territorio che lo colpisce a sinistra cerebralmente
rendendolo maniacale è macho-omosessuale seppur e semifemminile, cioè è castrato
psichicamente. Ovviamente in questo caso c'è anche uno stato di immaturità, cioè
l'arresto del proces so di sviluppo a partire dal secondo conflitto di territorio
che assume una funz ione fondamentale per l'equilibrio della bilancia.
Accentuazione dei binari (pesi) della bilancia o nuovi SBS (= nuovi pesi) La bil
ancia resta il criterio di valutazione dopo il secondo SBS nell'ambito del terri
torio: a) I due binari (pesi) possono accentuarsi ulteriormente tanto a destra come
pur e a sinistra se i conflitti relativi vengono riattivati. Allora il piatto della
bilancia scende talvolta a destra (depressione), talvolta a sinistra (mania) sen za
che debba verificarsi un nuovo conflitto (SBS). Ciò significa che i pesi non ri
mangono costanti ma possono modificarsi in qualsiasi momento, se ad esempio il p
aziente incontra il suo capo con cui ha un certo tipo di conflitto, oppure sua s
uocera con cui ne ha un altro. Dunque, una persona in costellazione può sempre div
entare sia maniacale sia depressa ma può anche restare costantemente maniacale opp
ure depressa. Può pure non essere pienamente né una cosa né l'altra e in tal caso
appa re " equilibrata" . Indipendentemente da ciò può sopravvenire un terzo
conflitto che causa una mania o u na depressione. 67 Schema della bilancia inerente
all'ovulazione e alle mestruazioni Paziente maniacale quando il 2° SBS risulta
essere più forte del 1° SBS. Ninfomaniacale. Non ha più l'ovulazione, amenorrea,
frigida. Donna mancina LH 9 1° SBS - conflitto nell'ambito del territorio (SBS
sessuale), cerebralmente a dest ra depressiva. Ovulazione non disturbata. Nel caso
di una SBS prima degli Il anni: Menarca probabilmente prima del normale: ad es. a
10 anni. 2° SBS - conflitto nell'ambito del territorio, un secondo SBS sessuale.
Ora decide la bilancia a) b) Donna destrimane RH 9 1° SBS - conflitto nell'ambito
del territorio (sessuale), cerebralmente a sinistra Perdita delle mestruazioni. La
paziente reagisce da quel momento in maniera masc hile. Nella bambina prima degli
11 anni non viene nemmeno il mestruo (ovulazione ). L'ovulazione avviene quando: a)
I'SBS è in soluzione b) si attiva un secondo SBS cerebralmente a destra e che fa
muovere i piatti del la bilancia verso destra. Contemporaneamente depressione =
"moderatamente femminile" 2° SBS - conflitto nell'ambito del territorio: conflitto
di perdita del territorio eventualmente con contenuto sessuale, cerebralmente a
destra. Ora decide la bilancia
b) Peso maggiore nel piatto sinistro (1° SBS preponderante). La paziente diventa
maniacale, non ha più l'ovulazione. Con i due SBS di conflitti sessuali:
ninfomaniacale e contemporaneamente frigida. Peso maggiore nel piatto destro (2°
SBS preponderante). La paziente diventa depressiva, ha di nuovo le mestruazion i
(ovulazione), può restare ncinta. Con i due SBS di conflitti sessuali:
ninfodepressione, "moderatamente femminile" ma comunque frigida. 11 1° SBS resta
più forte del 2° SBS. La paziente resta depressiva (come era già dopo il 1°
conflitto sessuale. Presenta ovulazione, mestruazioni, può restare incinta). Quando
abbiamo i due SBS sessuali attivi: ninfodepressiva ma più o meno castrata s
essualmente a livello psichico: frigida. ©Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer
©Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer La terza legge biologica Il sistema
ontogeneticamente condizionato dei programmi speciali, biologici e se nsati (SBS)
del cancro e delle malattie oncoequivalenti (SBS del cancro e SBS de lle malattie
oncoequivalenti) Sistema ontogenetico dei programmi speciali, biologici e sensati
della natura Crisi epilettica/epilettoide Fase diurna: Simpaticotonia Fase
notturna: Vagotonia I Simpaticotonia permanente I agolonia permanente fase i i fase
attiva del progr amma I di riparazione del programma, speciale Conflitto attivo
speciale = Confl itto risolto © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Nello schema
sopra riportato vediamo due diversi gruppi: il gruppo giallo o del paleoencefalo e
il gruppo rosso o del neoencefalo. La differenziazione del cervello avviene secondo
le leggi dell'embriologia. Il g ruppo giallo prevede nella fase ca, dei tumori con
proliferazione cellulare ment re il gruppo rosso nella fase ca, prevede riduzione
cellulare. Nella fase di rip arazione avviene esattamente il contrario. Il gruppo
giallo del paleoencefalo riduce il tumore con l'aiuto di micobatteri ( TBC) purché
questi fossero presenti già all'inizio della DHS. Il gruppo rosso del ne oencefalo
ricostituisce le necrosi o le ulcere con tumefazione e formazione di c isti. In
medicina questo sistema ontogenetico, in particolare dei tumori, ha un signif icato
paragonabile a quello del sistema periodico degli elementi nella scienza n aturale.
Esso descrive in modo completo tutte le correlazioni dell'intera medici na. Prima
di arrivare a scoprire il sistema ontogenetico dei tumori e delle malattie
oncoequivalenti ho osservato moltissimi casi, fino ad allora circa 10.000, ed h o
lavorato come dovrebbe fare un bravo scienziato, cioè in modo puramente empirico .
Quindi ho diligentemente documentato tutti i casi, raccolto le tomografie comput
erizzate del cervello e i reperti istologici e li ho sempre raggruppati per conf
rontarli. Ed ecco che cosa ne è venuto fuori: un risultato da mozzare il respiro,
che sino a d oggi si era ritenuto impossibile: esisteva un sistema! C'erano molti
pazienti per i quali nella fase di conflitto attivo si formava un tumore compatto,
dunque unaproliferazione cellulare. E ce n'erano altri con una formazione nella
fase di riparazione, nella fase vagotonica dopo la conflittolis i. Non poteva certo
trattarsi della stessa cosa, dovevano dunque esserci due tip i di proliferazione
cellulare. Un tipo di proliferazione cellulare nella fase simpaticotonica di
conflitto atti vo e l'altro tipo nella fase di riparazione, cioè nelle "malattie"
che in fase di conflitto attivo avevano avuto riduzione cellulare, cioè buchi
necrosi o ulcere, c ome le chiamiamo di solito.
Queste cosiddette "malattie" dunque avevano una proliferazione cellulare nella f
ase di riparazione. Ho continuato a confrontare ripetutamente queste diverse for me
e, come detto, ho scoperto l'esistenza di un sistema: precisamente, i tumori che si
erano formati per proliferazione cellulare nella fase di conflitto attivo avevano
sempre il loro relè in posizioni vicine nel cervello ovvero nel tronco ce rebrale e
nel cervelletto. Queste due aree cerebrali insieme formano ciò che chiam iamo
paleoencefalo. Dunque: tutte le malattie tumorali che nella fase di conflitto
attivo prevedevan o una moltiplicazione cellulare avevano il loro relè nel
paleoencefalo, l'area da cui venivano dirette. E tutti i cosiddetti carcinomi,
sarcomi ecc. che in sostan za sono solo una forma di proliferazione cellulare
esuberante nella fase di ripa razione, nella fase di conflitto attivo erano stati
dei buchi o ulcere o necrosi e il loro relè si trovava sempre nel neoencefalo. Con
la conoscenza di queste correlazioni regolari, nel 1987 nacque il cosiddetto
"sistema ontogenetico dei tumori e delle malattie oncoequivalenti". Dopo la leg ge
ferrea del cancro e la legge della bifasicità che riguarda tutte le malattie, s i
tratta della primissima classificazione sistematica dell'intera medicina. Il
termine ontogenetico qui significa che né la localizzazione del FH nel cervello né
il tipo di tumori o necrosi, cioè la loro formazione istologica, sono casuali, b
ensì che tutto è predeterminato molto logicamente e comprensibilmente secondo la
sto ria evolutiva dell'uomo, dunque dell'ontogenesi. Si dice che l'ontogenesi è una
ricapitolazione della filogenesi, il che significa che l'evoluzione delle diverse
specie fino ad arrivare a quella umana si compie di nuovo nel periodo embrionale
del bambino e in quello dell'allattamento. NEOENCEFALO PALEOENCEFALO SIMPATICOTONIA
fase di conflitto attivo Riduzione cellulare eitostasi - necrosi - ulcera.
Riduzione funzionale Proliferazione cellulare. tumore e proliferazione dei
micobatteri. Aumento funzionale VAGOTONIA fase di soluzione del conflitto
Proliferazione cellulare per riparazione tessutale (a volte con eccesso). Prolif
erazione batterica (e virus. se esistono i virus) Riduzione del tumore per necrosi
caleosa grazie a funghi e micobatteri - Tbc Conflitto Attivo ace pel .A Fase pcl
riparazioni ricostitutiva edematosa cioalrizzant Tempo Eufonia = Normotonia ritmo
normale giornoinotte simpatico/vagotonico Eutonia 70 71 I foglietti embrionali
Sappiamo che lo sviluppo embrionale implica la formazione di tre diversi fogliet ti
embrionali già durante la primissima fase evolutiva dell'embrione. Da essi si s
viluppano tutti gli organi: il foglietto embrionale interno o endoderma, il
foglietto embrionale medio o mesoderma e il foglietto embrionale esterno o
ectoderma. Ogni cellula ovvero ogni organo o tessuto del corpo va correlato a uno
di questi foglietti embrionali. La NUOVA MEDICINA GERMANICA quindi classifica tutte
le co siddette "malattie" in base all'appartenenza ad un certo foglietto
embrionale. C ioè se ordiniamo tutti questi tumori, rigonfiamenti, ulcere in base
alla storia ev olutiva, ovvero secondo il criterio dei diversi foglietti
embrionali, riscontria mo che le cosiddette "malattie" che appartengono al medesimo
foglietto embrional
e presentano anche altre caratteristiche e particolarità affini (nel caso del fogl
ietto embrionale medio c'è una ulteriore suddivisione fra quelle appartenenti al m
esoderma diretto dal cervelletto e quelle del mesoderma diretto dal midollo cere
brale). Ognuno di questi foglietti embrionali, in base alla storia evolutiva, è
correlato a: una specifica area cerebrale, un determinato contenuto conflittuale,
una determinata ubicazione nel cervello, • un'istologia ben precisa, • degli
specifici microbi affini al foglietto embrionale e inoltre ogni cosiddetta
"malattia" (in verità "programma speciale, biologico e s ensato della natura") ha
anche un senso biologico comprensibile sotto l'aspetto evolutivo di cui parleremo
ancora in seguito. Le cellule ovvero gli organi che si sono sviluppati dal
foglietto embrionale int erno hanno il loro relè, cioè l'area da cui sono diretti,
nel tronco cerebrale, la p orzione più antica del cervello. Gli organi che derivano
da questo endoderma nel c aso del cancro danno proliferazione cellulare con tumori
compatti con tipologia cellulare adenoidea. Tutte le cellule ovvero gli organi che
si sono sviluppati dal foglietto embriona le esterno hanno il relativo relè nella
corteccia cerebrale, la porzione più recente del nostro cervello. In conflitto
attivo presentano tutti riduzione di cellule in forma di ulcere o una alterazione
funzionale a livello organico, quindi ad es empio un diabete o una paralisi. Per il
foglietto embrionale medio distinguiamo un gruppo più antico e uno più recent e. Le
cellule o organi che appartengono al gruppo più antico del mesoderma hanno i l loro
relè nel cervelletto, cioè appartengono ancora al paleoencefalo e pertanto in caso
di cancro formano parimenti dei tumori compatti nella fase di conflitto at tivo e
precisamente con tipologia cellulare adenoidea. Le cellule o organi che a
ppartengono al gruppo più recente del mesoderma hanno le loro aree di direzione ne
l midollo del neoencefalo e formano necrosi o riduzione di tessuti o cellule nel la
fase di conflitto attivo. 72 Ad esempio i buchi nelle ossa, nella milza, nel rene o
nell'ovaia sono chiamati osteolisi ossee, necrosi spleniche, renali o ovariche.
Quanto più abbiamo fatto progressi nell'evoluzione filogenetica tanto più
sviluppati e complicati sono diventati anche i programmi del nostro cervello. Dai
programm i arcaici del nostro tronco cerebrale, passiamo a dei contenuti
conflittuali già u n po' complessi del cervelletto e poi a quelli decisamente più
complicati del mido llo cerebrale, fino ai contenuti conflittuali corticali più
complessi che appunto sono diretti dalla corteccia cerebrale. Qui si può vedere che
il cancro non è un evento insensato di cellule casualmente imp azzite, bensì un
processo ben comprensibile e prevedibile che si comporta con molt a precisione
conformemente alle condizioni ontogenetiche. Questo è infatti il motivo per cui
sinora non si era mai potuto individuare un sis tema nel complesso processo di
insorgenza del cancro: perché non esisteva alcun si stema! Senso Funghi Focolai di
Hamer nel tronco cerebrale biologico: ENDODERMA micobatteri Fase C.a. Fase nel
(foglietto embrionale Tbc Adenocarcinoma Riduzione del - fase c.a. Paleointerno)
(aumento di tessono tumore (I bei encefalo: i di Hamer nel cervelletto
proliferazione Funghi cellulare micobatteri Fase pcl in fase c.a. aumento di Tbc
Carcinoma adenoideo Riduzione del funzione \IESODERMA tori (aumenti) di tessuto)
tumore (Tbc) alla ne (foglietto embrionale ocol di tJtmer el olio ere fa e Ila
medio)

F ecr

ECTODERMA necrosi o (foglietto embrionale e virus, Fase c.a. Fase pcl ulcera o
esterno) se esistono Ulcera dell'epitelio Riparazione e in fase c.a riduzione i
virus i mentoso di funzione pav cicatrizzazione (riduzione di tessuto) dell'ulcera
Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Secondo la concezione della medicina attuale,
che si è chiamata medicina scolastic a e che io ora chiamo "medicina degli
scolari", si erano fatte delle classificaz ioni che in realtà non avevano alcuna
logica sotto il profilo sistematico. Si dice va che il cancro era una crescita
esuberante di cellule. Ma come oggi vediamo le cellule possono avere sì una
crescita eccessiva ma in fasi del tutto differenti. Dunque le cellule possono
crescere nella fase di conflitto attivo o possono aver e una crescita esuberante
nella fase di riparazione. Esempio: un paziente ha un conflitto indigesto, quindi
in pratica ha già inghiottito un boccone però non può dige rirlo. Ha già, ad
esempio, acquistato una casa e improvvisamente si accorge che il contra tto di
acquisto non è valido, lui è stato imbrogliato e perde la casa; in questo cas o può
venirgli un tumore gastrico, cioè una violenta proliferazione 73 cellulare nello
stomaco che chiamiamo adenocarcinoma, un carcinoma dello stomaco con crescita a
forma di cavolfiore. Egli patisce questo adenocarcinoma nella fase di conflitto
attivo e il relativo focolaio si trova nel paleoencefalo, sul lato destro del
tronco cerebrale, nel c osiddetto ponte. Il senso biologico è: riavere la casa,
cioè digerirla. Un altro cas o: un paziente patisce un conflitto dell'acqua, cioè
un conflitto che riguarda qua lcosa di liquido, acqua o simili; ad esempio,
nuotando al largo, le forze lo abb andonano, rischia di affogare e viene recuperato
letteralmente all'ultimo second o e sopravvive. Da quel momento per mesi sogna di
affogare e non vuole avvicinarsi mai più all'acq ua. Gliene deriva una necrosi del
parenchima renale, cioè ha una riduzione, una ne crosi delle cellule del parenchima
ovvero del tessuto renale e al contempo ha an che un'elevata pressione sanguigna
per compensare il parenchima renale mancante! Quando dopo parecchi anni il
conflitto infine si risolve, perché ad es. la bambina del paziente sguazza così
volentieri nel mare ed il paziente per la prima volta t orna a trascorrere una
vacanza serena a contatto con l'acqua, nella fase di ripa razione si forma una
grande cisti renale, cioè avviene una crescita cellulare. La parete della cisti ora
cresce tutt'intorno per garantire un'alimentazione san guigna d'emergenza al
nefroblastoma che si formerà in seguito. In passato l'abbiam o erroneamente
interpretata come "crescita tumorale infiltrante e maligna" deduc endone una
particolare "malignità". Questa aderenza però è solo temporanea, infatti la cisti
di tipo flaccido attaccando si ai tessuti circostanti non solo si stabilizza, così
che diventa improbabile una lacerazione nell'istmo, ma costruisce anche un proprio
sistema sanguigno con ar terie e vene. Nella nostra passata ignoranza chiamavamo
"Wilms" questa fase passeggera di riem pimento cellulare (semiliquido) fino al
completo indurimento (solidificazione). Al termine della fase di Wilms (dopo 9 mesi
esatti) la formazione, che ormai chi amiamo nefroblastoma, è circondata da una
capsula dura e non è più aderente in nessun punto. Il senso originario di questa
cisti era il seguente: la cisti si indurisce, dici amo che si solidifica con una
specie di tessuto connettivo che però ha lo scopo di

a e a Neoencefalo: (rid tone t s. o) ecro riduzione e 7 di p na) cellulare =


Batteri Focolai di Hamer nella corteccia cerebrale

c.a. d
trasformarsi di nuovo in tessuto renale e di secernere urina. Con ciò ci ritroviamo
innanzitutto a domandarci quale fosse di fatto il senso dei tumori in origine o
quale sia forse ancora oggi. Cioè questi cancri o tumori non e rano nulla di
insensato ma al contrario avevano un senso preciso. Dunque quando ad esempio il
boccone è già nello stomaco, quindi è già stato inghiottito ma non può essere
digerito perché è troppo grosso, l'organismo produce un enorme cosid detto "tumore"
che però non è affatto insensato bensì è costituito da cellule per la dig estione,
quindi cellule intestinali che producono un'enorme quantità di succo gast rico per
ridurre tale boccone e 74 poterlo digerire. E nello stesso modo abbiamo appunto
visto che il senso originario della cisti re nale era quello di formare una nuova
grande porzione di rene che è davvero in grad o di secernere urina. E' questo
dunque il senso dei diversi tumori con crescita cellulare che in passa to non
riuscivamo a distinguere ma che ora possiamo riconoscere esattamente e di scernere
anche in relazione all'area cerebrale nonché alla formazione istologica e d ai
conflitti. Tutte queste correlazioni sono comprese nel sistema ontogenetico dei
tumori e de lle malattie oncoequivalenti. Tutte le "malattie" che sappiamo esistere
in medicina decorrono secondo queste 5 leggi biologiche naturali; sono comprovabili
e riproducibili secondo queste 5 l eggi biologiche della natura e tra l'altro
appunto anche in base al sistema onto genetico dei tumori e delle malattie
oncoequivalenti. Nella psiche e nel cervello tutte le evidenze sono di volta in
volta uguali quan do sono nella medesima fase diversificandosi soltanto a livello
dell'organo. Gli organi diretti dal paleoencefalo mostrano una crescita cellulare
nella fase di conflitto attivo, mentre gli organi diretti dal neoencefalo nella
medesima fase di conflitto attivo presentano buchi, necrosi o ulcere, cioè una
riduzione cellula re. Durante la fase di riparazione tutto il processo avviene in
modo esattamente opp osto: gli organi diretti dal paleoencefalo riducono i loro
tumori con l'aiuto di microbi specifici mentre, sempre nella fase di riparazione, i
buchi e le ulcere degli organi diretti dal neoencefalo vengono colmati nuovamente
con concomitant e rigonfiamento grazie anche all'aiuto di batteri e virus (sempre
che siano pres enti). Nella pagina seguente è rappresentato lo schema relativo. 75
Correlazioni tra foglietti embrionali e aree cerebrali La quarta legge biologica Il
sistema ontogeneticamente condizionato dei microbi Sistema nervoso innervazione
sensibile del periostio (inizialmente costituito da epitelio pavimentoso) mucosa
(epitelio pavimentoso), cavità orale, 2/3 superiori dell'esofago, piccola curvatura
dello stomaco, bulbo del duodeno, dotti epatici e pancreatici, bacinetto renale +
mucosa dell'uretere, della vescica e dell'uretra, mucosa rettale e vaginale
(epitelio pavimentoso), epitelio esterno (epidermide) + epitelio sott ostante con
pigmenti. Tessuto gliale e connettivo, scheletro, muscoli, linfonodi, vasi
sanguigni e linfatici, parenchima renale, parenchima ovarico, parenchima te
sticolare. Epitelio profondo (derma, corion) e ghiandola mammaria, pleura,
peritoneo, pericardio.
Cervelletto 2 Schnitt durch friihen Embryo Alveoli polmonari epitelio cilindrico
del tratto gastrointestinale, tubuli collettori renali, submucosa orale e rettale,
parenchima ghiandolare del fegato, del pancreas, delle parotidi, delle sublinguali,
delle lacrimali, della tiroide, del recettore visivo originario (enteroidea, prima
chiamata coroidea), dell'ipof isi e dell'intero intestino. © Dr. med. Mag. theol.
Ryke Geerd Hamer Diretto dal midollo cerebrale }Diretto dal cervelletto Il sistema
dei microbi condizionato ontogeneticamente Batteri icobatteri Tbc Funghi,
Micobatteri Tbc Correlazione tra CERVELLO - FOGLIETTO EMBRIONALE - MICROBI © Dr.
med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Sinora avevamo ritenuto che i microbi fossero
soltanto i veicoli delle malattie infettive e questa nostra visione sembrava
verosimile perché di fatto in caso di m alattie infettive riscontravamo sempre
appunto la presenza di tali microbi. Ma c osì non era. Avevamo dimenticato o
trascurato di considerare la prima fase perché qu este presunte malattie infettive
sono sempre precedute da una fase di conflitto attivo. Il momento a partire dal
quale ai microbi è permesso di "lavorare" non dipende, co me sinora avevamo
erroneamente creduto, da fattori esterni, ma piuttosto è determi nato
esclusivamente dal nostro computer/cervello. Quindi i microbi non sono nost ri
nemici bensì ci aiutano, lavorano ai nostri ordini, al comando del nostro organ
ismo e sono diretti dal nostro cervello. Ci aiutano nel senso che permettono di
eliminare i residui del cancro ormai diventato superfluo poiché, avendo terminato
il suo compito, non è più necessario. I batteri e i virus (se sono presenti)
contrib uiscono invece a colmare i buchi, le necrosi, le alterazioni tissutali
correlate al neoencefalo. Dunque sono nostri fedeli aiutanti, i nostri
collaboratori occa sionali. L'idea dell'esistenza di un sistema immunitario, cioè
di un esercito che combatte contro i microbi cattivi, era semplicemente sbagliata.
Non sono i microbi a caus are le "malattie " , bensì hanno il compito di
ottimizzare la fase di riparazione. Svolgono il loro ruolo nel regolare sistema
naturale: infatti ad °gni gruppo di o rgani derivati dal medesimo foglietto
embrionale appartengono anche specifici mi crobi affini a quello stesso foglietto
embrionale. Non è mai esistito un sistema i mmunitario nel senso che abbiamo da
sempre inteso. 76 77 Anche i microbi, i nostri fedeli lavoratori specializzati,
sono stati programmat i in simbiosi ai nostri organi nei diversi relè cerebrali del
nostro computer/cerv ello. I microbi sono più o meno specifici non solo rispetto
agli organi nei quali lavora no ma anche rispetto alla loro modalità di lavoro. La
classificazione in funghi e micobatteri, batteri, virus è basata sulla loro età o
ntogenetica: i microbi più antichi, i funghi e i micobatteri, TBC, lavorano negli
organi endode rmici diretti dal tronco cerebrale e negli organi mesodermici diretti
dal cervel
letto e proliferano nella fase CA i batteri meno antichi lavorano negli organi
mesodermici diretti dal midollo e d alla corteccia cerebrali. i virus
ontogeneticamente più recenti (sempre che esistano) lavorano esclusivament e agli
organi ectodermici diretti dalla corteccia cerebrale. Se abbiamo soluzione del
conflitto, secondo la legge della bifasicità di qualsiasi "malattia", tutti i
microbi si attivano sempre esclusivamente nella seconda fas e, cioè nella fase di
riparazione a partire dalla conflittolisi, per terminare la loro attività alla fine
della fase di riparazione. Quindi vediamo che anche l'azione dei microbi risulta
comprensibile conoscendo l a storia dell'evoluzione nel processo dei programmi
speciali, biologici e sensat i. Sono cresciuti al tempo stesso con noi e per noi.
Sono di volta in volta la c omponente di un sistema naturale, cosa che prima non
sapevamo. Perciò avevamo tent ato ottusamente e con grande zelo di distruggere
questi piccoli e utili collabor atori con qualche antibiotico o sulfonamide. Ci
eravamo immaginati il cosiddetto "sistema immunitario", come una specie di es
ercito che difende il nostro corpo ingaggiando grandi battaglie per distruggere le
cellule cancerogene "maligne" e i microbi "cattivi" : ma questa è pura fantasia .
Per ordine del nostro cervello i microbi che abbiamo sempre supposto essere pa
togeni si trasformano in microbi benigni, non più patogeni, che si ritirano in qua
lche punto del nostro organismo dove non danno disturbo ma da dove possono esser e
riattivati in qualsiasi momento se diventasse nuovamente necessario. Come per il
cancro, con il quale ci hanno sempre spaventato parlandoci di "malig nità", abbiamo
provato lo stesso terrore anche per i "microbi maligni". Sebbene ne l caso delle
epidemie questa paura non sia del tutto immotivata, la colpa tuttav ia non è dei
microbi ma della civilizzazione ovvero dei suoi numerosi errori. In sostanza con i
microbi ci sono due possibilità: o i microbi sono tutti endemici (per ogni diversa
regione), cioè ciascun individuo li ha già nel corpo e nessuno può essere
contagiato da microbi "nuovi" perché ha già tutti quelli che si possono trovare in
quella regione, oppure si impedisce che le persone vengano a contatto con i microbi
o subiscano le loro tossine ecc. con "l'igiene", isolamen to e le vaccinazioni.
Questo è l'intento perseguito dalla nostra cosiddetta civilizzazione. In natura, c
on gli animali o presso i popoli primitivi, praticamente non esiste una cosa sim
ile. Così per quanto riguarda il cosiddetto "pericolo di infezione", in particolar
e da parte di microbi esotici, possiamo dire: proprio come il nostro organismo o il
nostro computer/cervello non ha organizzato alcun programma per le auto, gli
aeroplani o la televisione, così è altrettanto impreparato a spostamenti di migliai
a di chilometri nel giro di poche ore, per giunta in zone a clima del tutto dive
rso e con microbi differenti. Ciò che per le popolazioni residenti è normale,
perché s in dalla nascita hanno vissuto e si sono adattate a quei luoghi, non è
invece norm ale per noi visitatori. Si ammala di morbillo solo quella persona o
quel bambino che prima ha vissuto il corrispondente conflitto attivo e che proprio
in quel momento si trova in fase di riparazione. Nel caso del morbillo si tratta di
un conflitto che è correlato al le cavità orali o ai seni paranasali e il contenuto
del tipo "questa cosa mi puzza " Proviamo ad immaginare i microbi come appartenenti
a tre categorie diverse di la voratori: quelli che devono eliminare l'immondizia
(spazzini): i micobatteri della tuberco losi, che ad esempio nella fase di
riparazione riducono i tumori intestinali del foglietto embrionale interno (solo
riduzione cellulare!). A questo proposito do bbiamo anche dire che i micobatteri
proliferano già durante la fase di conflitto a ttivo e con lo stesso ritmo di
proliferazione dei tumori degli organi diretti da l paleoencef alo (endodermici e
mesodermici più antichi), ma che si attivano solo nella fase di riparazione quando
è il momento di ridurre il tumore tramite caseifi cazione. I microbi che devono di
nuovo ripristinare una superficie piena di crateri dopo un bombardamento
(ricostruttori), cioè i virus e batteri che, se sono presenti, ri parano le ulcere
cioè le colmano riportandole al livello del tessuto circostante (
ricostruzione cellulare). I virus però si riscontrano sempre solo nella fase di ri
parazione e solo negli organi diretti dalla corteccia cerebrale del foglietto em
brionale esterno. I sintomi concomitanti sono: vagotonia, di solito febbre, gonf
iori dell'epidermide o delle mucose e precisamente il gonfiore riguarda esclusiv
amente la mucosa dell'epitelio pavimentoso. I microbi che rimodellano sempre le
osteolisi e necrosi di organi del foglietto embrionale medio, cioè i batteri che
sono paragonabili a degli scavatori che recup erano delle macerie per poter
costruire una casa nuova, così che l'organismo possa di nuovo supplire
ordinatamente alla mancanza di tessuto (riduzione e ricostitu zione cellulare!). Ma
anche in questo caso la moltiplicazione dei batteri avviene esclusivamente ne lla
fase di riparazione o in caso di ferite dove i batteri sono sempre presenti.
Qualora non ci siano dei "microbi specializzati", la fase di riparaproliferano solo
a partire dalla fase pcl 78 79 zione ovviamente avviene lo stesso ma non in modo
così ottimale sotto il profilo b iologico: ad es. epatite non A, non B e non C. I
dotti biliari, ad esempio, anch'essi ricoperti di epitelio pavimentoso e che f
ormano ulcere in caso di conflitto biologico di "rancore nel territorio" in modo da
migliorare il flusso di bile grazie ad un diametro interno maggiore (senso b
iologico), nella fase di riparazione si otturano a causa dell'edema. Di consegue
nza: la bile si accumula non potendo più defluire. Se sono interessati
contemporaneamente molti dotti epatici e biliari, il pazient e diventa giallo: il
cosiddetto ittero con urina marrone, feci chiare per mancan za del colore della
bile. Ma non sono i virus a causare l'epatite, come noi intelligenti medici avevamo
cr eduto nella nostra ingenuità, bensì l'organismo se ne serve, quando sono
presenti, a llo scopo di ottimizzare il processo di riparazione. Il nostro cervello
decide q uale tipo di microbo può collaborare, quando e per quale tipo di lavoro.
Se però i microbi non sono un esercito di nemici bensì degli amici, diretti
dall'org anismo in modo controllato e pianificato quali simbionti, allora che cosa
è il cos iddetto sistema immunitario da sempre immaginato come un esercito di
"cellule as sassine", voraci, linfociti T ecc. sostenuti da un'enormità di
sieroreazioni? O in altre parole: che cosa resta del cosiddetto "sistema
immunitario"? Risposta : solo fatti astrusi, privi di senso, presunti e non un
sistema come si presumev a. La medicina ufficiale odierna con le sue innumerevoli
ipotesi non provate e non dimostrabili è un unico grande errore e per giunta
brutale. In realtà tale medicina aveva scoperto degli elementi di ricerca corretti,
come il quadro ematologico, d ei parametri di laboratorio o delle alterazioni
dell'ematopoiesi ecc. o delle TA C, ma le conclusioni che ne sono state tratte e le
relative terapie individuate, erano completamente sbagliate. Pertanto il nostro
tasso di mortalità da terapia a d es. nel cancro è del 95% dopo cinque anni e del
98% dopo sette anni. Nella NUOVA MEDICINA GERMANICA è esattamente il contrario
infatti il tasso di sopr avvivenza è del 95-98%. I micobatteri esistono all'incirca
dal tempo in cui ci sono gli organismi monoce llulari, cioè da molto tempo prima
che ci fossero gli animali o gli uomini. Hanno un compito preciso, cioè quello di
caseificare e ridurre i tumori che sono diretti dal paleoencefalo a partire
dall'inizio della fase di riparazione. Anche i micobatteri si moltiplicano nella
fase di conflitto attivo in modo simbi otico alla crescita del tumore stesso che
ridurranno dopo che il tumore avrà svolt o la sua funzione, esaurito il suo
compito. Ed è assolutamente necessario per noi che i batteri, tutti quelli che sono
normalm ente presenti alla nostra latitudine, siano per noi disponibili. Se ad
esempio " per motivi igienici" ci mancano i micobatteri (TBC), non siamo più in
grado di rid urre i nostri tumori nella fase di riparazione. La quinta legge
biologica: la quintessenza La legge che permette, alla luce della storia
dell'evoluzione, di comprendere og ni cosiddetta "malattia" come parte di uno o più
programmi speciali, biologici e s ensati della natura.
La quinta legge biologica naturale è di fatto la quintessenza delle quattro preced
enti leggi biologiche della NUOVA MEDICINA GERMANICA e capovolge completamente l
'intera medicina. Se cioè si considerano separatamente le "malattie" dei singoli f
oglietti embrionali ci si rende conto chiaramente che esiste un senso biologico e
che esso è legato ai foglietti embrionali. Questa scoperta ha un'importanza enorme
ed è persino una delle colonne fondamental i per la comprensione di tutta la NUOVA
MEDICINA GERMANICA. Grazie a questa visi one biologica sono approdato quasi
necessariamente a una conclusione addirittura mozzafiato: cioè ho scoperto che le
"malattie" non rappresentano degli errori ins ensati della natura che vanno
combattuti bensì che ogni cosiddetta malattia è un eve nto sensato; sono quindi
stato indotto inevitabilmente a domandarmi per ogni sin gola cosiddetta "malattia"
(non solo per il cancro): • come si è originata la "malattia" ? • quale senso
biologico ha? Richiamiamo brevemente alla memoria ancora una volta la terza legge
biologica na turale: tutti i tumori diretti dalla nostra area cerebrale più antica,
il paleoenc efalo, sono pure legati ai conflitti più vecchi, arcaici. Nella fase di
conflitto attivo prevedono proliferazione cellulare e sono simili sotto l'aspetto
istologi co. Nella fase pcl le cellule così formatesi, a quel punto superflue,
vengono di nuovo ridotte grazie all'aiuto dei microbi a ciò preposti. Tuttavia,
riguardo al loro senso biologico, non dobbiamo dimenticare che madre n atura già
dall'istante della DHS si predispone alla possibile fase di riparazione (vedi
funghi e micobatteri). Perciò i micobatteri (TBC) si moltiplicano conformemente al
foglietto embrionale d i appartenenza già in fase di conflitto attivo, anche se
sono attivi solo alla sol uzione del conflitto, cioè vengono prodotti in anticipo e
solo tanti micobatteri q uanti ne occorreranno in seguito per ridurre il tumore.
Qui il senso biologico s ta nella fase ca. Esempio: poiché il cancro alla mammella
è un processo diretto dal paleoencefalo, la proliferazione cellulare avviene nella
fase di conflitto attivo, cioè il nodulo ne lla mammella cresce finché è attivo il
"conflitto del nido " . In questa fase contemporaneamente si moltiplicano anche i
microbi, se nell'istan te della DHS ce n'erano alcuni presenti. Il senso biologico
chiaramente è che l'or ganismo produce tessuto mammario aggiuntivo per dare aiuto,
offrendo una maggior e quantità di latte al bambino che sta soffrendo un disturbo
del suo sviluppo a ca usa, ad es. di un incidente. Naturalmente nelle 80 81 donne
dei paesi cosiddetti civilizzati, questi programmi perlopiù si attivano al d i
fuori del periodo di allattamento. Quindi se una donna del mondo civilizzato
patisce un "conflitto del nido" quando però non allatta più, si forma un tumore
della mammella che ha lo scopo virtuale di "voler dare più latte" al bambino anche
se di fatto non è più un lattante. Ciò ha indotto i nostri moderni medici a
considerare questo tumore come qualcosa d i totalmente insensato, malato, una
degenerazione della natura poiché hanno perso la capacità di comprenderne il senso
originario. Il senso biologico delle malattie dirette dal midollo cerebrale si
trova per contro nella fase di riparazione. Nel conflitto "dell'acqua o del
liquido", ad esempio, vediamo una necrosi del te ssuto renale nella fase di
conflitto attivo. Contemporaneamente anche la pressio ne sanguigna è sempre alta
allo scopo, questo è il suo senso, di compensare a livell o funzionale il buco nel
tessuto del parenchima renale causato dalla necrosi, al lo scopo di poter eliminare
urina e urea in quantità sufficiente. Nella fase di riparazione si forma una cisti
renale che è piena di liquido. Dentro questa cisti avviene una forte proliferazione
cellulare al termine della quale, dopo 9 mesi, al posto del liquido si è formato un
tessuto cellulare solido con un proprio sistema di vasi sanguigni. In questo lasso
di tempo la cisti cresce producendo delle aderenze ai tessuti ci rcostanti che però
in seguito, una volta la cisti indurita, si staccano di nuovo s pontaneamente. Qui
il senso biologico sta al termine della fase di riparazione,
quando abbiamo l'aumento durevole sia del tessuto parenchimatoso sia della funzi
one ovvero quando la cisti indurita infine partecipa alla produzione di urina.
Esempio: il "caso Olivia", di cui tutti sicuramente si ricordano ancora benissim o
perché ha fatto scalpore a livello internazionale. A Olivia, che allora aveva sette
anni, i medici diagnosticarono un tumore di Wil ms. Nel febbraio 1995 aveva già da
tre anni un "conflitto del liquido" attivo. All'età di tre anni si trovava con sua
zia in un canotto che aveva una falla. La z ia, che non sapeva nuotare, urlo
terrorizzata: "Aiuto, Aiuto!" sebbene i parenti stessero facendo il bagno lì
vicino. Olivia fu presa dalla paura di annegare (DHS ) e patì un "conflitto del
liquido" che a livello dell'organo causò una necrosi (rid uzione del tessuto) nel
rene destro. Nella fase di conflitto attivo si forma una necrosi nel tessuto renale
e contemp oraneamente, come detto, c'è anche un aumento della pressione sanguigna.
Non appen a si arriva alla soluzione del "conflitto dell'acqua o del liquido"
avviene quan to segue: la necrosi del parenchima renale è ora sottoposta a
pressione edematosa interna, tanto più se la necrosi è situata perifericamente e
spinge la capsula renal e verso l'alto. Questa si dilata (è molto elastica) e tale
processo è quello che chi amiamo cisti renale. A questo proposito possiamo
distinguere 4 stadi. 82 a) Estroflessione della capsula renale nell'area della
cisti renale. La nec rosi renale produce un'estroflessione liquida che fuoriesce
dal parenchima renal e spingendo verso l'esterno con allargamento locale della
capsula renale nel pun to situato sopra, ovvero perifericamente alla necrosi
renale. Una simile cisti r enale (liquida) occasionalmente può lacerare se la
pressione addominale si alza al l'improvviso a causa di un urto o di un colpo
(anche nella sindrome). b) Ingrossamento della cisti renale con indurimento
(proliferazione cellulare). Restando ugualmente elastica la parete della cisti,
questa inizia a ingrossarsi a causa dell'elevata pressione interna, cioè a "
espandersi" . Si fa strada appiat tendosi come una massa gelatinosa in direzione
dell'area con minore resistenza r etroperitonealmente e si ingrossa. La sua
dimensione dipende dalla massa conflit tuale. c) La capsula della cisti aderisce al
tessuto circostante per alimentarsi d el sangue necessario. Allo scopo di
procurarsi l'irrorazione sanguigna occorrent e per il nefroblastoma che si formerà
in seguito, la parete della cisti ora cresce in tutte le direzioni. In passato
abbiamo erroneamente interpretato questa cres cita come "crescita tumorale
infiltrante e maligna" attribuendogli una particola re "malignità" . Come già
detto, questa aderenza è solo temporanea, infatti crescendo attaccata al tessuto
circostante la cisti gelatinosa diventa con il tempo un po' più stabile così da
rendere improbabile uno strappo a livello dell'istmo. d) La cisti renale si riempie
di cellule mesodermiche che in seguito devono sube ntrare alla funzione delle
cellule renali e forma un proprio sistema vascolare ( arterie e vene) attraverso
l'istmo a partire dalla precedente necrosi del parenc hima renale. Questa fase
passeggera di riempimento cellulare (semiliquido) sino all'indurimento completo era
da noi chiamata in passato, per ignoranza, "tumore di Wilms", maligno. Il senso
biologico di questa "formazione di Wilms" temporane a sta ovviamente nella forma
finale, cioè nello stato di indurimento del nefroblas toma, che diventa in effetti
una porzione aggiuntiva del rene con funzione di se cernere l'urina. Il tempo
trascorso dall'inizio della fase di riparazione fino a lla formazione finale del
nefroblastoma ammonta a 9 mesi, come per una gravidanz a. Durante questa "fase di
Wilms" la cisti renale perde progressivamente tutti i li quidi. Con il progressivo
indurimento compare una propria irrorazione sanguigna attraverso l'istmo via via
migliore e l'aderenza, che avevamo erroneamente inter pretato come "infiltrazione"
di un evento tumorale, ormai regredisce spontaneame nte! Al termine della "fase di
Wilms" la formazione, che a questo punto chiamiamo nef roblastoma, è circondata da
una capsula dura, priva di aderenze, e la pressione sa nguigna ora ridiventa
praticamente normale. e) Il nefroblastoma maturato (nel giro di 9 mesi) è
completamente indurito, ha una
capsula rigida, ha robuste arterie e vene attraverso l'istmo ed 83 è partecipe
nella produzione dell'urina. E' come un sacco diventato duro che si è sv iluppato
nell'area dell'originaria necrosi del parenchima renale. L'urina isoste nurica (non
concentrata) o urina primaria prodotta dal nefroblastoma, analogamen te a quella
prodotta dai glomeruli, deve ovviamente passare nei tubuli collettor i renali prima
di diventare urina effettiva. Il nefroblastoma allora è parte del rene. Da
ignoranti avevamo sempre operato i tu mori di Wilms ritenuti maligni in fase
precoce quando erano ancora aderenti. Di fatto già nel 1985 avevo reso noto che
cisti renali, tumori di Wilms e nefroblasto mi erano un'unica e medesima cosa, solo
in un diverso stadio di maturazione, pro prio come un lattante, un uomo e un
vecchio sono la medesima persona nelle diver se età. Anche nel caso del "tumore
ovarico" si manifestano delle necrosi nella fase ca c he poi nella fase di
riparazione vengono di nuovo colmate analogamente agli altr i organi mesodermici
diretti dal neoencefalo. E dato che in pratica non esiste u na capsula dell'ovaio
si formano delle cisti più o meno grandi che in seguito si r iempiono di tessuto
connettivo. Questa cisti che in tutto pesa 6 kg era circondata da una capsula dura
e si è potu to asportarla in toto senza difficoltà perché non aderiva a nessun
organo. Tecnicame nte l'intervento fu quindi semplice e durò breve tempo. L'unico
"piccolo problema" fu il dover praticare un largo taglio chirurgico per poter
asportare la cisti i ndurita. Per quanto macabro possa sembrare, la fortuna di
questa paziente fu quella di es sere stata dichiarata spacciata dalla medicina
ufficiale. Quindi le fu risparmia to il trattamento preliminare, tanto temuto dalla
NUOVA MEDICINA GERMANICA, con chemio, irradiazioni e asportazione totale. Di fatto
patì anche uno choc da diagnosi (mesotelioma peritoneale) per "l'attacco contro il
ventre" da lei avvertito in modo traslato, ma ebbe la fortuna di rivol gersi presto
alla NUOVA MEDICINA GERMANICA di cui possedeva 84 qualche nozione. Se qualcuno nel
frattempo avesse interferito con qualche farmac o a caso, un'iniezione di chemio o
del vischio, allora sarebbe sfumata ogni poss ibilità di successo; la paziente per
fortuna, non ha preso proprio nulla. Con la quinta legge biologica la NUOVA
MEDICINA GERMANICA è finalmente arrivata al la sua completezza: è la quintessenza
ovvero la quinta essenza. Con tutta umiltà per la prima volta siamo in grado di
vedere e persino di comprendere che non solo l a natura ha un suo ordine bensì ogni
singolo processo naturale è sensato, nel suo in sieme. Vediamo che i processi che
sinora abbiamo chiamato "malattie" non sono de i disturbi casuali che gli
apprendisti stregoni devono curare, ma con nostro gra nde stupore abbiamo
verificato che si tratta di qualcosa tutt'altro che maligno e patologico e che ha
sempre un senso. Nelle ulcere dirette dalla corteccia cerebrale il senso biologico
sta in effetti nella fase di conflitto attivo. Ma contrariamente alla
proliferazione cellulare che avviene negli organi diretti dal paleoencefalo qui
accade proprio il contra rio, cioè abbiamo riduzione cellulare della mucosa di
epitelio pavimentoso nella f ase ca che poi viene di nuovo ricostituita nella fase
di riparazione. Però sinora non se ne capiva nulla e anche le restituzioni o
riempimenti delle nec rosi e delle ulcere nella fase pcl si consideravano dei
cancri o sarcomi perché an che qui aveva luogo proliferazione (mitosi) con grandi
cellule e grandi nuclei. Ma lo scopo era proprio quello di riparare e ricostituire
i tessuti. Ora sappiamo anche perché non avevamo mai potuto capire come nascesse il
cancro da to che non conoscevamo queste correlazioni e soprattutto ignoravamo il
meccanism o in senso evolutivo dei nostri programmi relativi ai conflitti
biologici. La Nu ova Medicina Germanica ha capovolto ogni cosa, non quadra più
nulla tranne i param etri di laboratorio e i sintomi puramente anatomici. E non
solo ciascun programma speciale, biologico e sensato ha il proprio senso b
iologico, bensì anche la combinazione fra vari SBS ha a sua volta un senso biologi
co del tutto particolare che vediamo nella costellazione schizofrenica: in prati ca
si tratta di un "sovvrasenso". Con ciò non si intende affatto qualcosa di trasc
endentale, di ideologico o spirituale, ma il fatto che madre natura evidentement e
ha la possibilità, si è organizzata per far fronte a quelle situazioni in apparenz
a senza scampo (ad es. le psicosi) per permettere per così dire "delle nuove dimen
sioni" grazie alle quali l'individuo ha ancora un'opportunità per sopravvivere ad
una situazione impossibile. Anche in questo caso la Nuova Medicina apre nuove
dimensioni per un intervento t erapeutico sensato. In presenza di una costellazione
schizofrenica in effetti no n viene accumulata praticamente nessuna massa
conflittuale. Se chi è in costellazi one schizofrenica ha la possibilità di
risolvere un giorno entrambi i conflitti si libera dall'incantesimo nell'istante
stesso, come accade nelle favole e torna a d essere del tutto "normale ". Se però
per un lungo periodo avesse avuto un confli tto solo su un lato cerebrale, ad es.
nell'ambito 85 Prima dell'operazione Cisti ovarica indurita dopo "cancro ovarico"
che riempie tutto lo spazio addominale. Anche qui si devono attende re 9 mesi fino
a quando ter mina l'indurimento. del territorio, non sarebbe per lui interessante
risolverlo, poiché nella crisi ep ilettoide morirebbe di infarto cardiaco. Le
psicosi, intese nel modo sin qui consueto come una "malattia puramente psichi ca",
non esistono, bensì tutte le presunte malattie e i sintomi sono dei programmi
speciali, biologici e sensati o delle combinazioni di tali SBS che ora chiamiam o
"costellazioni" e precisamente riscontrabili sempre su tutti e tre i livelli d i
psiche - cervello - organo. Dopo aver ricevuto l'abilitazione alla professione di
medico ebbi il mio primo i ncarico presso la clinica universitaria psichiatrica a
Tùbingen. Le cosiddette psi cosi che potei vedere là sembrarono essere, a me
giovane medico, tra le più orribili e disperante che si possano immaginare. Delle
persone come noi erano ammucchiat e come animali in una gabbia, nel "reparto
coatto". Da allora ho sentito e ancor a oggi sento il grande desiderio di aiutare
con un approccio medico profondo que sti poveri esseri che sono i più miseri tra i
miseri. Spero e credo di essere rius cito ora a trovare la strada per poterlo
realizzare. Metastasi Sono dei nuovi cancri causati da nuovi choc conflittuali In
origine per cancro si intendeva un vero tumore con forte proliferazione cellu lare.
Si presumeva che le cellule del tumore migrassero e potessero causare dei tumori
secondari in altri punti del corpo, cosa che però in realtà non accade. La medicina
ufficiale riteneva che la formazione tumorale derivasse da una cellu la impazzita,
che attraverso il sangue arterioso raggiungesse altri organi produ cendo lì un
nuovo cancro: le cosiddette "metastasi" . Questo dogma funesto ha generato altri
dogmi sciagurati. Infatti a questa prima convinzione si è aggiunta quella altamente
fatale, subito elevata anch'essa a dogm a, per cui tale presunta cellula impazzita
continui a crescere e porti immancabi lmente alla morte. Però le cellule
cancerogene per poter raggiungere degli organi distali dovrebbero necessariamente
passare attraverso il sangue arterioso perché il sistema venoso e le vie linfatiche
portano solo al centro, cioè al cuore. Quindi quando la diagnosi dice "metastasi"
implica con ciò l'ipotesi non provata, addirittura erronea, che gli eventuali
carcinomi secondari lì trovati, siano dei "tumori derivati" dal carc inoma
primario. Non si contesta in linea di principio il fatto che esista un secondo o
persino u n terzo carcinoma, bensì l'interpretazione di questo fatto incontestabile
e delle sue concatenazioni. La NUOVA MEDICINA GERMANICA per "metastasi" (che
ovviamente non esistono) intend e il fatto che una persona abbia provato panico
(iatrogeno) per esempio a causa della diagnosi stessa e quindi abbia patito una DHS
con un nuovo conflitto biolo
gico. Esempio: se si fa una TAC polmonare in un centinaio di cani bassotto femmina
con carcinoma alle mammelle e ad un centinaio di donne con carcinoma mammario, in e
ntrambi i gruppi non si riscontrano focolai polmonari il giorno della diagnosi. Due
mesi dopo aver ricevuto la brutale diagnosi invece moltissime delle donne pr
esentano degli adenocarcinomi polmonari. Per contro nel gruppo dei cani non si r
iscontra neppure un caso perché, per loro fortuna, non avendo capito la diagnosi n
on hanno provato panico e quindi non hanno sviluppato alcun carcinoma secondario .
E' un fatto ampiamente risaputo che solo molto di rado gli animali manifestano u n
cancro secondario. Solo all'ultimo stadio di un grave impedimento fisico, anche
l'animale può patire ad esempio una svalutazione di sé, qualora non possa più
correre o non possa più difen dersi a causa della sua debolezza, sviluppando così
un cancro secondario, la cosid detta "metastasi". Il fatto che solo in casi
estremamente rari riscontriamo un c ancro secondario negli animali avrebbe davvero
dovuto essere illuminante per ogn i medico. Per i pazienti invece allo choc di
questa diagnosi-prognosi si aggiungono le 87 86 torture della terapia e
naturalmente anche l'infinita quantità di paure a livello sociale: perdita del
posto di lavoro, pensionamento ecc. In qualsiasi ambito il paziente si sente già
come un condannato a morte che nessun o considera più pienamente perché si sa che
tanto morirà presto. Molte persone non gli stringeranno più la mano volentieri
perché segretamente temono che possa essere con tagioso. Quando ci colpisce uno
choc così violento, una DHS vissuta tra l'altro in isolamen to psichico, allora in
quell'istante si forma un focolaio di Hamer (FH) nel cerv ello. A ciascuno choc di
questo tipo, che possiamo anche chiamare choc da conflitto bi ologico, nel nostro
cervello risponde un'area speciale e anche nel corpo un orga no particolare. Questo
focolaio di Hamer indica la zona, l'area, la regione o il punto in cui ha "colpito"
la DHS. Tale punto non è casuale ma dipende dal tipo di "associazione" fra relè del
" computer/cervello" e contenuto conflittuale che fa l'individuo nell 'istante
della DHS; a partire da quel focolaio di Hamer, sempre in quel medesimo istante
della DHS, l'organo correlato a tale focolaio inizia a produrre cancro. La maggior
parte dei pazienti malati di cancro oggi muoiono di panico e di morfi na! Le cause
che generano questo panico del tutto inutile e addirittura criminal e sono gli
stessi (non)medici! Le cause iatrogene, cioè il panico indotto dai medi ci con le
loro disastrose prognosi, provocano quasi sempre un nuovo conflitto (D HS) e anche
inevitabilmente un nuovo cancro che poi i medici chiamano "metastasi " Esempio: una
madre destrimane patisce una DHS perché il suo bambino si è ammalato. Dopo tre mesi
di ospedale il figlio sta di nuovo bene. Alla madre viene trovato un carcinoma
(nodulo) mammario grande 1,5 cm nel seno sinistro. Le viene detto c he si deve
amputare la mammella altrimenti c'è il pericolo che le cellule cancerog ene maligne
si "disseminino dappertutto" nei tessuti circostanti o persino che v engano
trasportate dal sangue in altri punti dove potrebbero causare delle "meta stasi
distali". Per impedire che ciò accada allora si deve iniziare la chemioterap ia al
più presto in modo che tutte le cellule cancerogene maligne vengano annienta te.
Sentendo tale diagnosi, per lei scioccante, conoscendo gli interventi previsti, le
loro conseguenze e la prognosi dichiarata, la giovane madre può patire, ad esem
pio, i seguenti choc conflittuali: 1. Conflitto di deturpamento, cioè melanoma
nella zona della cicatrice dove è stata asportata la mammella sinistra. 2.
Conflitto di svalutazione di sé, cioè osteolisi delle costole nella zona del la
mammella sinistra ("lì non valgo più niente, sono sminuita" ). 3. Conflitto di
attacco contro la zona della cassa toracica sinistra che de
ve essere operata, cioè mesotelioma della pleura sinistra. 4. Conflitto di paura di
morire, cioè adenocarcinoma polmonare. 88 Una parte di queste alterazioni organiche
pertinenti ai conflitti diventa ben pr esto visibile: il melanoma e i focolai
polmonari e quando il bambino sta di nuov o bene, anche la "metastasi distale" nel
cervelletto laterale destro, cioè il foco laio di Hamer in fase pcl (di
riparazione). In genere le osteolisi delle costole si notano solo quando si è
arrivati ad una so luzione del conflitto, come pure il versamento pleurico si ha
nella fase di ripa razione. Dato che una parte delle presunte "metastasi" compaiono
in vicinanza della mamme lla asportata, sinora si è creduto (ipotesi) che delle
cellule cancerogene fossero in qualche modo migrate lì intorno ("metastasi
locali" ) e fossero anche migrate attraverso il sangue (arterioso) fino al
cervello. Queste ultime vengono quindi chiamate "metastasi distali". Sebbene
nessuno abbia mai potuto trovare anche una sola cellula cancerogena nel sangue
arterioso, questa ipotesi è diventata un dogm a. Sembra soprattutto strano che
queste "cellule cancerogene maligne" sviluppino sempre un tipo di cancro con una
struttura istologica pertinente alla zona di a pprodo e non a quella di origine
(vedi intervista con il prof. Pfitzer, pagina e x 273). Dunque nella maggior parte
dei casi, così si è presunto con un'ulteriore ipotesi, do vevano avere subìto una
metamorfosi lungo il percorso. Per giunta devono avere di sicuro un cervello
(ipotesi) per poter sapere con esattezza quale tipo di strutt ura istologica
debbano costruire nel punto in cui si "insediano". Nelle necrosi e nelle ulcere
però c'è un'ulteriore difficoltà: come si diffondono ques te "cellule cancerogene
maligne" se proprio là nei punti di riduzione cellulare no n se ne trovano affatto?
Si è cercato per anni un "tumore primario" del tipo appar tenente al gruppo del
paleoencefalo che potesse fungere da cosiddetto "focolaio primario". Inoltre sinora
nessuno ha mai riflettuto sul fatto che le necrosi o ulcere di al cuni organi (ad
esempio ulcera gastrica) dapprima erano ritenute "benigne" ma in seguito (con un
sorprendente ribaltamento) sono diventate "maligne" a causa del la proliferazione
cellulare (nella fase di riparazione). Oppure su come dall'ost eolisi definita "
benigna" , secondo questa costruzione ipotetica, possa derivar e un osteosarcoma
molto "maligno". Per giunta una cellula cancerogena del foglietto embrionale
endodermico, quindi una cellula adenocarcinomatosa, nel suo breve viaggio (mai
osservato) verso le o ssa, avrebbe dovuto ad esempio sapere la sua esatta
destinazione e in quel breve lasso di tempo, operare una metamorfosi così da
trasformarsi d'improvviso in un d erivato del foglietto embrionale mesodermico del
neoencefalo per poter formare u n osteosarcoma e viceversa. Solo quindi per via
dogmatica si "spiegano" le avven turose metamorfosi delle cellule cancerogene. Se
una "metastasi" di focolaio polmonare mostra un tipo istologico uguale a quel lo
del tumore originario, cioè un adenocarcinoma, simile ad esempio ai carcinomi d
ell'intestino crasso, allora si parla subito di una "vera 89 metastasi" , mentre il
restante 90% delle "diagnosi di metastasi" sono di fatto dichiarate tali per
assurdo. Ma per gli istologi va comunque bene così, per comodità talvolta
purtroppo, molto be ne. In realtà tutto ciò è ovviamente un'avventata insensatezza
spiegabile solo con una rigida immobilità dogmatica. Corrisponde pure alla Regola
Ferrea del Cancro il fatto che le cellule del tessu to connettivo del foglietto
embrionale mesodermico abbiano una forte capacità di p roliferare, necessaria per
la riparazione, così che persino in coltura possono con tinuare a fare delle
mitosi; analogamente a un'automobile che viene messa in fol le quando corre a forte
velocità e continua a correre per centinaia di metri sebbe ne il motore non spinga
più le ruote, ma solo grazie alla spinta della massa. Da quando conosciamo la NUOVA
MEDICINA GERMANICA i "cancri" ci appaiono in una l uce completamente nuova in virtù
della loro appartenenza ai tre foglietti embriona li, perché appunto non tutto ciò
che causa proliferazione cellulare va considerato t
umore. Ma il povero paziente oggi si trova di fronte a questo scenario disumano dal
pun to di vista medico e sociale. Di conseguenza, fintantoché i colleghi attivi che
fanno diagnostica non collaboran o coi pazienti ricorrendo alla NUOVA MEDICINA
GERMANICA, sarà il paziente stesso a dover capire il sistema. Quando poi gli si
spiega che cos'ha e perché gli è capitato, né la diagnosi né la progno si sono più
così terribili o gravi, il paziente non patisce nuovi conflitti relativi e quindi
non produce più le cosiddette "metastasi". Infatti se con l'aiuto della NUOVA
MEDICINA GERMANICA riesce a capire che cosa accade nel suo corpo e perché, n on
prova più panico di fronte alla spaventosa quantità di ipotesi che raccontano di
processi incomprensibili, insensati o inarrestabili e così nella maggior parte dei
casi il paziente sopravvivrà a questo programma speciale della natura. In natura e
in biologia non esiste nulla di benigno o di maligno in sé, bensì la nat ura compie
sempre qualcosa di sensato e mirato ad uno scopo, qualcosa che tende alla soluzione
di un problema anche quando accadono cose o processi che a noi uo mini sembrano
incomprensibili o persino malvagi. Allora per la medicina attuale il problema vero
non è la natura che ha dimenticato qualcosa, ha commesso un errore, ha perso le
redini, è degenerata, è impazzita ecc. , bensì il problema è l'uomo stesso, con la
sua profonda ignoranza (apprendisti stre goni = piccoli allievi della medicina
scolastica). Tuttavia poco importa se ci m uoviamo considerando il nostro codice
cerebrale o se lo ignoriamo di proposito o per ignoranza, il codice è sempre
funzione del nostro cervello! Questo codice det ermina i nostri conflitti e anche
le cosiddette "malattie " , innanzitutto quell a più evidente, il cancro, di cui il
mondo ha sempre creduto fermamente che non av esse alcun senso, che si trattasse
appunto di cellule impazzite che ci invadono e che il corpo non ha la forza di
combattere. Nulla di tutto ciò era vero! La NUOVA MEDICINA GERMANICA è un siste90
ma scoperto empiricamente e profondamente logico senza bisogno di nessuna ipotes i,
dimostrabile con una probabilità astronomica e che è stata certificata ufficialme
nte dall'università di Trnava 1'11 settembre 1998. Quindi nella NUOVA MEDICINA
GERMANICA non esiste assolutamente più il concetto di benigno o di maligno e
neppure esistono più le cosiddette "metastasi", bensì solo ca rcinomi secondari e
terziari. Non ci sono più "tumori cerebrali" ma soltanto focol ai di Hamer con
configurazione a bersaglio o con edema cerebrale o accumulo di t essuto gliale dopo
la risoluzione del conflitto o che possono anche presentare f orte edema in
concomitanza con la " sindrome" . Inoltre non si parla più di "malat tie infettive
" , bensì solo di fasi di riparazione dopo una fase di conflitto att ivo con
corrispondente localizzazione cerebrale e relativa manifestazione a live llo
dell'organo di un cancro pertinente o oncoequivalente, dove la partecipazion e dei
microbi fa parte del sistema. Perciò ora c'è una DHS, che segna l'inizio di un tale
SBS, esiste una CL (conflittolisi) che segna l'inizio della fase di ripara zione e
una crisi epilettica o epilettoide al culmine della fase di riparazione. Sono tutti
dei fatti comprovabili e largamente calcolabili, a parte ovviamente la DHS che ci
coglie impreparati "in contropiede " . La favola delle metastasi era una storia
costruita pure su ipotesi non dimostrat e e non dimostrabili. Anche la storiella
ipotetica che le cellule cancerogene du rante il loro spostamento mai osservato nel
sangue arterioso, addirittura modifi cassero la loro struttura e che ad esempio una
cellula cancerogena dell'intestin o, che lì aveva formato un tumore compatto a
forma di cavolfiore, d'improvviso pas sasse nelle ossa dove si trasformava in una
osteolisi (con riduzione di tessuto) , era una pazzia bell'e buona e un'idiozia
dogmatica medioevale! Con il sistema ontogenetico si è definitivamente confutato ad
esempio che una cell ula diretta dal paleoencefalo che produce tumori compatti,
all'improvviso si sco nnette dal relè cerebrale di appartenenza e si connette al
neoencefalo, per dare i mprovvisamente riduzione cellulare. Si può quindi presumere
che circa il 90% dei cancri secondari e terziari vengano s catenati
dall'ingranaggio folle dell'attuale pseudo-terapia attuata dalla medici na
scolastica, una medicina appunto da scolari.
Nota: la medicina ufficiale afferma che ci vogliono decine d'anni prima che il c
ancro manifesti i primi sintomi (vedi Spiegel, 07.08.1995 - "Kampf gegen die Stàrk
sten"). Ciò significa che, in teoria, ogni persona potrebbe essere ammalata di
cancro, ma che semplicemente non lo sa ancora! Molte persone impegnate socialmente
donano regolarmente il loro sangue. Non esis terebbe allora il pericolo che donando
il sangue, una cellula cancerogena finisc a nel circolo sanguigno del beneficiario
causandogli una "iper-metastasi distale " ? Si fanno ricerche sulla presenza di
cellule cancerogene nel sangue donato? Rispo sta: no! E perché no? Perché non se ne
possono trovare e ciò perché tutta la faccenda è pr iva di senso! 91 La
riproducibilità della Nuova Medicina Il decorso del conflitto si svolge in modo
sincrono sui 3 livelli! Psiche —I" -~,-9--klikr ► Cervello jwilfwncipf t Organo
Normalità Fase di Fase di Normalità 4., conflitto attivo conflitto risolto iI 4
Fasi Fase pcl ricostitutiva icatrizzante Crisi epilettica/epilettoide Fase pcl A di
riparazione edematosa Vagotonia permanente fase i di riparazione del programma i i
speciale = Conflitt o risolto Fase diurna: Simpaticotonia Conflitto Attivo Fase
notturna: Vagotonia e e Eutonia = Normotonta ritmo normale giorno/notte
Simpaticotonia permanente fase attiva del programma simpatico/vagotonico t speciale
= Conflitto attivo Eutonia Tempo + 3 Punti DHS CL crisi salienti epilettica/

epilettoide 5 Leggi La LEGGE FERREA DEL CANCRO biologiche La legge del decorso
bifasico di tutte le "malattie" qualora si arrivi alla soluzione del conflitto 11
sistema ontogenetico dei tumori e degli oncoequivalenti 11 sistema dei microbi
condizionato ontogeneticamente La legge della comprensione che le cosiddette
malattie sono, dal punto di vista evolutivo, una parte di uno o più programmi
speciali, biologici e sensati (SBS) Per ogni affezione più di 100 fatti
riscontrabili! Perlopiù troviamo contemporaneamente più affezioni: i fatti
riscontrabili si moltipl icano La probabilità che tutte queste concomitanze siano
un caso, è praticamente nul la! Di fronte a tutti quest fatti la statistica è
inutile! La Nuova Medicina è una scienza, come ad esempio la fisica Noi definiamo
la Nuova Medicina Germanica una "scienza naturale dinamica" © Dr. med. Mag. theol.
Ryke Geerd Hamer 92
3 Livelli Fatti In linea di massima è molto facile riprodurre i casi patologici
secondo le leggi b iologiche naturali della NUOVA MEDICINA GERMANICA: ci sono tre
livelli (psiche-c ervello-organo) con decorso sincrono e ci sono due fasi della
malattia, nel caso che il conflitto trovi una soluzione, e inoltre prima della fase
di conflitto a ttivo, simpaticotonica, c'è una fase di normalità, e al termine
della fase di ripara zione vagotonica con conflitto risolto, c'è una fase di
normalizzazione. Dunque non solo abbiamo sempre quattro fasi ogni volta ai tre
livelli bensì anche altri tre punti importanti: DHS, CL e crisi
epilettica/epilettoide sempre sui tr e livelli, di conseguenza 21 criteri, ognuno
dei quali è da noi esaminabile second o le 5 leggi biologiche naturali. Tuttavia
poiché le 5 leggi biologiche complessivamente contengono almeno 6 criteri ,
compresi i criteri istologici, quelli della topografia cerebrale, della topogr afia
organica, del contenuto del conflitto e in relazione ai microbi, per ogni s ingolo
caso si arriva, se si può investigare a tappeto su tutti e tre i livelli, a d un
totale di 126 fatti comprovabili e riproducibili. Il fatto che in un'affezione si
possano comprovare o verificare casualmente ben 126 criteri, comporta una
probabilità astronomica. Infatti si tratta sempre di un caso patologico qualsiasi
scelto fra milioni di casi possibili. Ma se già un pazie nte ha solo due
"malattie", ovvero due SBS, che magari decorrono in parte in mod o parallelo o
anche successivo, allora i fatti riproducibili ammontano già a 252. La probabilità
dunque si innalza a valori proprio astronomici! Nel conto va ancora aggiunto il
criterio estremamente importante che la localizz azione del Focolaio di Hamer nel
cervello è predestinata (vedi tabella). Ciò signifi ca che il relè (uno fra molte
centinaia di relè possibili) è prefissato già in precedenz a in relazione a un
determinato conflitto e questo relè, che nel caso di una cosid detta malattia
diventa un Focolaio di Hamer, deve avere esattamente la conformaz ione prevista per
quella data fase corrispondente. Tra l'altro nella maggior parte dei casi i
pazienti hanno parecchi cancri o para lisi, diabete o simili: e per ogni singola
cosiddetta "malattia", cioè per ogni Pr ogramma speciale, biologico e sensato (SBS)
occorre di nuovo soddisfare tutti i criteri! Inoltre nell'istante della DHS il
conflitto biologico determina la loca lizzazione nell'organo come cancro o
oncoequivalente. Così pure il contenuto del c onflitto biologico, la localizzazione
nel cervello e la localizzazione nell'orga no sono determinati nell'istante della
DHS. E il conflitto biologico colpisce in modo sincrono, nel medesimo secondo,
tutti e tre i livelli dove è anche riscontra bile, visibile, e misurabile! La DHS
in se stessa non può non essere notata né da parte del paziente, quando sa ch e
cosa è una DHS, né da parte del medico che lo prende in cura. Ancor meno nella tom
ografia computerizzata del cervello (TAC), dove la configurazione a bersaglio fo
rmatasi di recente che presenta margini nitidi 93 è visibile in modo lampante, ed è
pure riconoscibile nella TAC eseguita sugli organi compatti. Nell'istante della DHS
anche nell'organo crescono delle nuove cellule oppure c'è u na riduzione cellulare
che dà luogo a buchi o ulcere. Anche negli organi compatti si possono vedere le
configurazioni a bersaglio ovvero i FOCOLAI DI HAMER, cioè tu tto il sistema psico-
cerebrale-organico oscilla al medesimo ritmo di queste form azioni concentriche!
Poco importante è il numero dei pazienti da considerare perché se già 2 pazienti
prese ntano 3-4 delle cosiddette "malattie" (SBS) vuol dire che abbiamo un totale
di 6 00-800 fatti esaminabili (di un caso scelto arbitrariamente fra 100 milioni).
Qu esto esempio costituisce già una verifica addirittura astronomica della
correttezz a della NUOVA MEDICINA GERMANICA. Notoriamente nella cosiddetta scienza
medica, ovvero pseudoscienza, anche la pro duzione e valutazione di statistiche è
uno dei metodi utilizzati per ottenere dei fatti. Finché i fatti vengono sommati,
la statistica è lecita. Ma dove con la statis tica si devono collegare causalmente
dei fatti di ordine diverso, allora subentr a l'errore.
Sinora la statistica è sempre stata solo una raccolta numerica di fatti e le presu
nte cause venivano ricostruite per via statistica. Visto a posteriori ci si acco
rge che tutte le statistiche della "scienza medica" avevano il difetto di essers i
occupate unicamente del livello organico. Inoltre la legge della bifasicità dell e
malattie non veniva considerata poiché non si conoscevano le correlazioni; analo
gamente venivano trascurati il livello psichico e quello cerebrale nonché il signi
ficato della predominanza della mano sinistra o destra. Ciò che distingue
positivamente la Nuova Medicina dalla medicina ufficiale è una mag giore
sensibilità, scientificamente fondata, nel saper riconoscere la differenza f ra i
fatti puri e le interpretazioni dei fatti; che poi in senso stretto non era no
affatto dei fatti bensì unicamente ipotesi di lavoro spesso camuffate come fatt i.
Ciò riguarda pure l'ambito della diagnostica: infatti anche qui la Nuova Medici na
Germanica separa in modo rigoroso e netto i fatti dalle interpretazioni e val
utazioni delle ipotesi tanto care alla medicina ufficiale. Quindi ad esempio se una
diagnosi recita "metastasi", ciò implica subito una ipotesi non dimostrabile,
persino falsa, che i carcinomi secondari riscontrati siano dei cosiddetti tumori
derivanti dal carcinoma primario. Non si contesta il fatto che ci sia un secondo o
persino un terzo carcinoma, in ogni caso non in linea di principio, ma è la
valutazione di questo fatto inconfuta bile ad essere messa in discussione. Anche i
marcatori tumorali sono dei fatti c he non vengono confutati in quanto tali. Solo
c'è l'inconveniente che essi in gran parte hanno un nome sbagliato. Ciò a sua volta
significa che ai fatti sono già stat e apposte delle diagnosi che esprimono un
giudizio. Esistono marcatori tumorali non specifici, più o meno specifici e
specifici. Il termine "marcatore" può essere m antenuto senza esitazione. In linea
di massima per ogni processo di crescita tum orale o di fase di riparazione di un
qualche cancro si potrebbero trovare simili marcatori sia non specifici sia
specifici. Il meno specifico di tutti è la veloci tà di sedimentazione dei globuli
del sangue (VES). La medicina attuale però non ha saputo distinguere fra fase di
conflitto attivo e fase di riparazione di una "malattia" ovvero SBS. Ovviamente
riconosceva ancor m eno l'esistenza di un senso biologico rintracciabile in una
delle due fasi. Così s ono stati inventati i marcatori dei quali alcuni erano
elevati nella fase di con flitto attivo e altri erano alti solo nella fase di
riparazione. Gli uni riguardavano gli organi diretti dal paleoencefalo, gli altri
gli organi diretti dal neoencefalo. Così da fatti corretti si derivavano diagnosi
errate o pe rlomeno ingannevoli. Infatti in linea di principio tutti i marcatori
delle fasi di riparazione si potrebbero anche definire marcatori di vitalità.
Secondo la NUOVA MEDICINA GERMANICA si deve imparare a valutare in modo nuovo e
sensato tutti questi marcatori che sono ovviamente dei fatti incontestabili. Dob
biamo classificarli in base ai diversi foglietti embrionali e alle due different i
fasi di decorso del SBS. Solo allora possono esserci di aiuto e non causare più
panico nel paziente. Quindi non sorprende, se abbiamo seguito il ragionamento si n
qui, che io grazie a un approccio più esatto, più scientifico e che prende in cons
iderazione molti più fattori abbia scoperto le 5 leggi biologiche della natura e s
u quella base abbia sviluppato anche un nuovo metodo terapeutico. Al paziente potrà
sembrare che per emettere una diagnosi sia necessario disporre a ppunto di prove di
laboratorio, dati di esami, lastre (TAC, risonanza magnetica, radiografie) ecc.
Nella terapia, che innanzitutto consiste proprio nella soluzi one del conflitto, il
paziente può calcolare persino lui stesso il decorso, cosa c he senz'altro lo
tranquillizza e gli fa trovare un modo per uscire dal panico; s pesso si può anche
dirgli: "per il momento non fare nulla, lascia le cose come sta nno perché in
effetti per ora non succede nulla di grave!" Nella verifica di un sistema
scientifico con solo cinque leggi naturali e nemmen o una ipotesi, la terapia, che
in questo caso è diretta dal paziente stesso, è conte nuta nel sistema. Infatti in
un sistema scientificamente riproducibile la cosa p articolare è proprio il fatto
che è possibile calcolare anche il decorso con una cer ta probabilità (premesso che
non intervengano dei nuovi conflitti psichici o delle recidive conflittuali).
Quindi la terapia che ne deriva è praticamente parte del sistema stesso. Ciò potrà
sembrare in assoluto del tutto insensato a colui che giudi ca esclusivamente in
base alle apparenze e non considera l'enorme ampiezza dei f
atti ottenuti in modo prettamente scientifico-empirico e che costituiscono la ba se
per la terapia nella NUOVA MEDICINA GERMANICA. Ad una osservazione più attenta però
tale atteggiamento rivela una scarsa conoscenza delle correlazioni effettivam ente
esistenti. Infatti le cognizioni portate dalla NUOVA MEDICINA GERMANICA, non sono
dogmi o r igide convinzioni intellettuali che si autodeterminano, bensì leggi
naturali da me semplicemente riconosciute e scoperte e che (con rammarico di molti
critici) si curamente esistono e si manifestano quotidianamente a prescindere da
me! E natur almente esistono (non scoperte) da milioni di anni! Proprio quando la
medicina s colastica o "degli scolari" si vanta così tanto della sua presunta
scientificità, è co stretta a poco a poco a chiedersi se non abbia da tempo perso
le caratteristiche di una scienza naturale, in quanto 94 95 non è più in grado di
modificare o di abbandonare metodi e vie terapeutiche ormai ob soleti per curare il
cancro, nonostante l'evidente fallimento dimostrato proprio statisticamente. E pur
di non ammettere e darsi per vinta, s'impone in modo dog matico e senza alcuna base
scientifica! Così, ipnotizzata nella sua erronea visione del cancro, la medicina
ufficiale si r ifiuta di osservare come io abbia potuto collegare biologia e
medicina, sia risp etto all' eziologia sia alla terapia, contemplando su questo
piano tutti gli org anismi viventi (compresi animali e piante). A fronte di questa
vastità conoscitiva sembra irrilevante richiamare l'attenzione sul fatto che io in
sostanza contesti l'oncologia mentre in linea di massima non ho nulla in contrario
rispetto ai progressi tecnici di una medicina d'emergenza o di pronto intervento:
anatomia, chirurgia (ad eccezione di alcune indicazioni di chirurgia oncologica),
medicina d'emergenza; patologia (tranne che per le co nclusioni diagnostiche di
"maligno/benigno " ), medicina interna, diagnostica ovvero l'intera diagnostica
specializzata di tutte le altre discipline della medicina, topografia, radiologia,
balneologia, biochi mica, chimica fisiologica, biologia umana. Per poter capire in
modo corretto le leggi naturali della NUOVA MEDICINA GERMANI CA in tutte le loro
conseguenze diagnostiche, scientifiche, terapeutiche e in ge nerale umane, è
indispensabile porre come premessa un modo di pensare che sia coer ente al sistema;
ma ciò è proprio quanto sin qui ci si è sempre rifiutati di insegnare agli studenti
di medicina! Si deve inoltre sottolineare che proprio grazie al fatto che ora e per
la prima volta sono state scoperte delle leggi naturali fondamentali in medicina,
come è ac caduto da tempo per le altre scienze naturali, per la prima volta la
medicina po trebbe definirsi con diritto una scienza vera in senso autentico! TAC
cerebrale — taglio basale: stratificazioni standard parallele alla base del cr anio
Con i moderni metodi di indagine, ad esempio la tomografia computerizzata (TAC),
possiamo praticamente guardare dentro il cervello umano analizzandolo per strat i.
E' possibile scegliere gli strati e fotografarli, perlopiù orizzontalmente e ve
rticalmente. Da questi diversi strati si ottiene una serie di fotografie che mos
trano le differenti aree cerebrali e gli eventuali focolai di Hamer. In essi pos
siamo poi riconoscere se questi focolai di Hamer sono attivi (e quindi anche i r
elativi conflitti), se si è solo all'inizio o già alla fine della fase di
riparazion e e se i FH al termine del SBS sono già del tutto cicatrizzati. Di
norma: strati p aralleli alla base del cranio (come sopra). 96 La fase di conflitto
attivo Ci sono tre livelli dai quali possiamo partire per dare avvio alla nostra
diagno stica: il livello psichico, quello cerebrale e quello organico. Dato che
perlopiù il paziente si presenta con alcuni sintomi o anche già delle diagnosi sul
piano or ganico, in tal caso si consiglia di iniziare dal livello organico.
Ovviamente i sintomi organici vanno valutati con molta cautela: infatti si deve
sempre ricord are che se si tratta di vecchi carcinomi che non sono stati
caseificati nell'avv enuta fase di riparazione per l'assenza di germi della
tubercolosi, sono osserva bili e vengono scoperti solo per caso e non a seguito di
sintomi. In linea di ma
ssima però si può incominciare da ciascuno dei tre livelli e ovviamente non è
lecito i n nessun caso limitarsi ad un solo livello, salvo se costretti da
particolari em ergenze. Poiché al momento dell'indagine il livello cerebrale dà
molte informazioni, è sempre consigliabile, se possibile, far eseguire questo esame
innocuo (*) di TA C cerebrale a strati standard (durata quattro minuti,
irradiazione minima). Tutt avia a questo proposito deve essere ben chiaro che la
TAC cerebrale è solo un'ista ntanea che in effetti, grazie ai diversi stadi di
cicatrizzazione, di fare delle deduzioni sui processi avvenuti in precedenza, ma
che deve o può mostrare solo l' evento nell'istante della DHS sempre che il
conflitto biologico sia rimasto atti vo in modo continuativo. Il livello psichico è
quello più espressivo, in particolare riguardo ai binari che s i sono stabiliti
contemporaneamente. Infatti solo il paziente stesso può confidarc i come ha
avvertito il conflitto in modo specifico ed unico in quell'istante del la DHS.
Esempio: di recente ho visto una paziente con un carcinoma duttale della mammell a
destra che si era lasciata operare, ovvero amputare. Si comprese dal decorso d el
conflitto e da una ragionevole valutazione della sintomatica che la DHS era a
vvenuta in concomitanza con un aborto. Dapprima non capivo questa correlazione, in
ogni caso non facile, infatti in caso di aborto una madre in genere patisce u n
conflitto di separazione dal suo bambino (embrione) e in quanto destrimane per
lopiù sviluppa un carcinoma mammario a sinistra. In questo caso però la paziente
con fermò spontaneamente che la perdita da lei sentita non riguardava il bambino
bensì l 'amico che era sparito subito dopo l'aborto. Quando dopo 3 mesi si rifece
vivo, cioè andò ad abitare con la paziente, questa si accorse che il suo seno
destro stava gonfiando fortemente. Se nel caso di cancro della ghiandola mammaria
nella fase CA vediamo una prolife razione del tessuto ghiandolare, nell'ulcera dei
dotti lattiferi c'è una riduzione cellulare nei tessuti di rivestimento dei dotti
lattiferi. Dal punto di vista p sichico siamo sempre di fronte a un "conflitto di
separazione": sia di madre/ ba mbino o donna/madre o del partner. Nella fase di
riparazione la mammella fa stas i, diventa calda e arrossata e si gonfia. (*) Nota
del traduttore: attenzione! Benché innocuo per quanto riguarda il livello fisico,
questo esame può essere estremamente pericoloso per il paziente a causa d
all'eventuale panico indotto dal commento incauto del medico o del radiologo che
eseguono la TAC. 97 Fase ca: ulcera dei dotti lattiferi (ulcera duttale) L'errata
definizione di carcinoma mammario deriva dal fatto che se il conflitto è durato a
lungo nella fase CA vediamo un nodulo cirrotico dei dotti lattiferi e n ella fase
di riparazione il ristagno della mammella. Esemplare è la storia della c apra
"Mecki" a pag. 107. L'immagine che segue è pertinente alla TAC cerebrale e alla
mammografia precedenti ; il seno sinistro è nella sua condizione originale. Il seno
destro ha un aspetto modificato dalla cirrosi, si è raggrinzito e quindi
rimpicciolito a causa di un co nflitto di separazione durato per 7 anni dalla morte
dell'amato padre. Terapia: in un caso simile è me glio se il conflitto resta attivo
per altri 20 o 30 anni, cioè la pa ziente così ha meno problemi. Infatti se si
arriva a una solu zione del conflitto abbiamo la "storia di Mecki" (vedi pag. 105)
con sindrome nella fase pcl (vedi pag. 107). © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd
Hamer Per l'ulcera duttale (la cosiddetta storia di "Mecki") se il conflitto ha
avuto breve durata nella fase CA, nella successiva fase di riparazione non si vede
qua si nulla, ma, dopo una lunga durata, si nota un raggrinzimento della mammella
qu ale segno della modificazione cirrotica. La cosiddetta ulcera cirrotica dei dott
i lattiferi (falso cancro), in realtà un processo ulcerante di lunga durata con lo
cale introflessione della mammella o del capezzolo. A sinistra: TAC cerebrale con
FH nel centro corticale sensoriale (fase ca). A destra: mammografia della mammella
destra con microcalcificazioni. Le microcal cificazioni provengono dai dotti
lattiferi. Per contro dopo la tubercolosi (fase pcl) dell'adenocarcinoma mammario,
nelle caverne troviamo le tipiche "calcifica zioni a grumi". Cancro della ghiandola
mammaria: a) per la donna con la propria madre (donna/madre) b) per la madre con il
proprio bambino (madre/bambino) Donna destrimane: mammella sinistra = conflitto
"madre/bambino o donna/madre" o "conflitto del nid o", conflitto in relazione alla
madre o al figlio o anche ad animali se vengono sentiti come bambini. Mammella
destra = il o i partner fra i quali rientrano tut te le altre persone: marito o
moglie, amico/a, capo, collega, cognato/a, vicino/ a, suocero/a... Il contenuto
conflittuale è sempre un conflitto di preoccupazione o di litigio. Donna mancina:
in questo caso è tutto al contrario, mammella destra per la madre ecc. Focolaio di
Hamer nel cervelletto destro per la mam mella sinistra (cancro della ghiandola
mammaria). — Re lativo alle immagini che se guono 98 99 Giovane donna con due
tumori attivi della ghiandola mammaria che danno prolifera zione cellulare. Il
tumore in basso in questa dorma destrimane corrisponde a un conflitto di litigio
figlia/madre; quello superiore più piccolo a un conflitto di preoccupazione
madre/bambino a causa di una amniocentesi eseguita per stabilire la paternità. Le
venne una paura terribile che il bambino fosse stato leso da quel l'intervento. Nel
periodo successivo tutto il processo per la paternità proseguì su questo binario
attivato, anche molto tempo dopo che il bambino era nato sano. In alto a destra:
mammografia del seno sinistro. La paziente però non accusava alc un disturbo e
durante l'allattamento in questa mammella aveva più latte che in que lla destra.
Dal testo "il Capovolgimento diagnostico", Dott. R. G. Hamer, ed. Am ici di Dirk,
presentato come documento di abilitazione all'Università di Tiibingen nel 1981. La
soluzione del conflitto Perché dunque è così importante stabilire con esattezza la
soluzione del conflitto, in particolare nel decorso monociclico in cui ci sono una
fase ca non interrotta e una fase pcl non interrotta? La ragione è che una
definizione temporale quanto più esatta possibile per il paziente spesso fa la
differenza tra la vita o la morte. In base alla distanza temporale dalla DHS alla
CL e all'effettivo stadio attual e si può calcolare a quale punto si trova il
paziente al momento dell'anamnesi. Si trova prima della crisi epilettoide (CE)? La
crisi epilettoide ha già avuto luogo? Quale pericolo effettivo esiste? Questo
calcolo inoltre ha un'importanza particolare nel caso di una leucemia nel la quale
un'anemia, presente già in precedenza, al momento della CL si trasforma, a causa
della forte dilatazione vascolare, in una " semi-pseudoanenmia" notevolm ente
rinforzata come risulta dai valori di laboratorio calcolati proporzionalmen te
(diluizione). Questo significa che durante le prime due settimane dopo la sol
uzione del conflitto si deve esaminare scrupolosamente la situazione, garantire
tranquillità, non correre alcun rischio, ma anche non fare inutili trasfusioni di
sangue e qualora occorrano, vanno eseguite quanto più possibile di notte nel
sonno , soprattutto per i bambini, in modo che il paziente non patisca un
"conflitto d i sanguinamento e di ferimento". Infatti in caso di panico il nostro
cervello non è in grado di distinguere fra il subire una perdita di sangue e il
ricevere una trasfusione di sangue o l'avere u n "cancro del sangue", come oggi
ancora lo si chiama.
L'intera situazione diventa naturalmente più complicata quando sono in corso conte
mporaneamente parecchi conflitti biologici. Allora è importante sapere se anche le
loro fasi decorrono nello stesso senso o se hanno tempi diversi, cioè se il pazie
nte ha contemporaneamente una fase pcl e una fase ca di un secondo conflitto bio
logico; in tal caso si deve ponderare con molta attenzione la somministrazione d i
cortisone. Se possibile sarebbe meglio farne a meno. La conflittolisi (CL) è un
momento con caratteristiche così particolari che non si p uò non notare, sebbene
purtroppo sinora sia accaduto proprio così. Il cambiamento de ll'innervazione
vegetativa dalla simpaticotonia permanente alla vagotonia perman ente, costituisce
una forte cesura sia a livello psichico, sia a livello vegetat ivo-cerebrale sia a
livello organico. A livello organico spesso si riscontra feb bre ("influenza").
Ogni malattia ha i propri sintomi specifici di guarigione che si manifestano con la
conflittolisi. Credo che in futuro nel caso di una malatt ia monociclica (senza
recidive) non sarà più un grande problema appurare con assolut a certezza il
momento della CL. Diventa difficile da identificare solo quando si tratta di un
"conflitto in sospeso" (ridotto ma ancora attivo) per il quale non si è ancora
verificata alcuna soluzione conflittuale. E' però difficoltoso anche quando ci sono
di continuo delle recidive seguite da co nflittolisi, cioè da soluzioni del
conflitto. Parliamo allora di "soluzione in sos peso", di cui un esempio è il morbo
di Parkinson in cui il tremolio (perlopiù delle mani) è sempre la fase di
riparazione di una breve recidiva conflittuale che il pa ziente continua a patire
perlopiù di notte, in sogno. 100 Conflitto Attivo La soluzione in sospeso A Crisi
epilettica/epilettoide se pel k Fase pel di riparazion' ricostitutila edematosa
eicatrúzanie I Qui il conflitto biologico è permanentemente in soluzione, cioè la
soluzione non arr iva mai a termine perché la fine definitiva della riparazione è
ostacolata di contin uo da piccole recidive conflittuali (ad esempio di notte a
causa dei sogni). L'u remia scompare anche se la leucemia permane ancora. Se i due
reni sono funzionan ti e anche quando è funzionante un rene solo, il valore della
L'integrale della curva (la parte grigia) del conflitto attivo è sempre uguale
all'integrale della curva della soluzione del conflitto © Dr. med. Mag. theol. Ryke
Geerd Hamer 101 creatinina scende a 6 e con tale valore per il momento si può
comunque vivere bene . Poi (con una secrezione di urina di 700 ml e 6 mg % di
creatinina) ci si può tra nquillizzare e prendere tempo per risolvere anche il
secondo "conflitto per l'es istenza". Se la fase di riparazione del conflitto di
"svalutazione di sé " , ovver o la leucemia, è arrivata al suo termine naturale, la
leucemia scompare nonostante l'oliguria o l'anuria. In presenza di anuria il
paziente può vivere persino per m olti anni senza che la creatinina aumenti, dunque
senza uremia e non ha nemmeno bisogno di dialisi se si trattiene dall'assumere
acqua, ovvero mantiene costante il suo peso. Stadi di evoluzione di una leucemia,
come si manifestano in sostanza per ogni DH S che provoca un conflitto di
"svalutazione di sé" con successivo periodo di confl itto attivo nonché una fase
postconflittolitica, sempre che si arrivi a una soluzi one del conflitto.
Quest'ultima è la condizione assoluta per una leucemia! Questi stadi in linea di m
assima sono uguali per l'uomo e per l'animale. Rappresentano il decorso biologic o
in situazione ottimale. Se si conosce questa modalità di decorso biologico la te
rapia della leucemia è relativamente facile e ottiene grandi successi! Tuttavia la
condizione a monte di ciascuna terapia sensata per la leucemia è innanzitutto la
ricostruzione esatta del processo conflittuale avvenuto prima della fase leucemi
ca, quindi: DHS, conflitto, durata del conflitto, intensità e decorso, e se esiste
l'eventualità che il conflitto possa ripresentarsi di nuovo. Inoltre si deve sape
re se con la leucemia è presente un cosiddetto carcinoma dei tubuli collettori ren
ali, cioè un "conflitto per l'esistenza", del "profugo" o del "sentirsi soli e abb
andonati a se stessi", il quale a) acuisce i dolori del periostio b) causa la
cosiddetta gotta c) può causare una uremia (aumento della creatinina). Occorre
perciò chiedere quanta urina viene eliminata dal paziente (vedi sindrome).
Normalmente si tratta di 1,5 litri e con peso corporeo ridotto, 1 litro di urin a.
Con 300-600 ml parliamo di oliguria (poca urina), allora sappiamo che è interes
sato il sistema dei tubuli collettori di un solo rene. Con un valore di 200 ml o
anche inferiore parliamo di anuria, nel qual caso sapp iamo che sono interessati
entrambi i reni. Essi trattengono il liquido nei tessu ti, in particolare negli
organi che si trovano in fase di riparazione (dolore de l periostio!) come pure nel
pertinente FH localizzato nel midollo cerebrale (int ontimento e malessere a causa
dell'edema cerebrale). E' importante sapere che l'aumento della creatinina e
dell'urea nel siero sangui gno, la cosiddetta uremia, non è una "disfunzione
renale" come avevamo erroneament e supposto in passato, bensì rappresenta 1 o
persino 2 programmi altamente sensati di ritenzione idrica che in linea di massima
possiamo di nuovo riorganizzare in qualsiasi momento mediante una soluzione del
conflitto. Effetto di tale soluzio ne: il paziente, risolvendo il suo "conflitto
per l'esistenza" (o "del profugo" o "del sentirsi solo e abbandonato a se stesso")
elimina 700 ml di urina, quanti tà corrispondente alla funzionalità dei tubuli 102
collettori di un solo rene, oppure 1500 ml se funzionano i tubuli collettori di
entrambi i reni grazie alla soluzione contemporanea dei due conflitti. Schema di un
conflitto di svalutazione di sé: "Non ce la faccio!" Nella fase di soluzione:
leucemia Fase c.a. I Anemia + Osteolisi ossea Osteolisi ossea Decorso della
Leucemia , Svalutazione di sé in fase attiva; rappresentazione schem atica I
simpaticotonia osteolisi ossea 103 Crisi epilettica/epilettoide Fase diurna:
Simpaticotonia Fase notturna: Vagotonia Eutonia = Normotonia ritmo normale
giorno/notte simpatico/vagotonico Conflitto Attivo Fase pcl A di riparazione
edematosa :Depressione del midollo osseo! panmieloptisi ' leueo e anemia I LEUCEMIA
ERITRO- iRinormalizzazione enfia I CITEMIA Simpaticotonia permanente i Vagotonia
permanente fase i„ Eutonia fase attiva del programma - di riparazione del programma
speciale = Conflitto attivo speciale = Conflitto risolto Rapido aumento Aumento
posticipato dei leucociti degli eritrociti 4-6 settimane LEUCEMIA dopo la leucemia
ERITROCITEMIA e Riduzione drastica del i numero dei Globuli bianchi i e rossi =
anemia leucopenia
I e contemporaneamente casi periferici contratti: emoglobina 8,0 5r. %, eritroci ti
3,0 Milioni, ematocrito 30 % é e Grazie alla espansione dei i vasi sanguigni
durante la fase pcl dopo la conflitt olisi inizialmente abbiamo una
(pseudo-)anemia: Hb 5,0 gr. %, entro 1,7 Mil.. i 1500 leuco, ematocrito 15% i poi
riparazione del le osteolisi con ricalcificazione "più forti di prima" e (gruppo di
lusso). Pol icitemia: globuli rossi (eritrocitemia), globuli I E o 7?: E O-ci I o é
e : bianchi (leucemia). Tempo + Fase pcl B ricostitutiva cicatrizzane Fase pcl I)
Leucemia + e ' ricalcificazione sacca i periostale: stiramento I i doloroso a causa
i dell'aumentata pressione interna nell'osso. I dolori I hanno un senso: che la i
gamba venga tenuta a riposo. Se la sacca I penostale si strappa o viene incisa
allora il callo I osseo fuoriesce nel tess uto I circostante: osteosarcoma,
produzione di callo, tumefazione transudativa , del tessuto circostante '
attraverso il periostio: "pseudo-trombosi" I 2) Rinormalizzazione (senso biologico
alla fine della fase di I riparazione). I Fine della ricalcificazione. I Fine della
leucemia. L'osso resta più spesso e resistente di prima. I i <P 4 La fase di
riparazione Sinora avevamo mal interpretato le fasi di riparazione (fasi pcl)
ritenendole in gran parte delle "malattie infettive " . Ora siamo in grado di
averne una corre tta visione, ma non per questo tuttavia il problema diventa di
facile soluzione dal punto di vista terapeutico. I sintomi esterni di una fase di
riparazione sono innanzitutto i seguenti: il pa ziente ha le mani calde, è stanco e
fiacco, ha buon appetito, eventualmente ha anc he la febbre ed è in vagotonia
permanente. A questo proposito è importante sapere: quando si è verificata la DHS
quanto a lungo è durato il conflitto quindi quanto grande è la massa conflittuale
(durata e intensità del conflitto) se il paziente ha già avuto la crisi epilettica
oppure no se la crisi epilettica comporta un elevato rischio di mortalità per quel
caso spec ifico se si tratta ad esempio di un disturbo diretto dal paleoencefalo e
se forse è in c orso una tubercolosi. Tuttavia potrebbe anche darsi che il processo
di riparazione si sia già ampiamente concluso e precisamente senza tubercolosi e
che ad esempio nel caso di un carci noma intestinale si debba proporre al paziente
un intervento per evitare un'occl usione intestinale. Con un simile intervento però
si dovrebbe asportare solo lo stretto necessario, va le a dire 15 cm al massimo
dell'intestino crasso o addirittura soltanto asportar
e il tumore quando ciò è possibile tecnicamente se non si corre il pericolo di
emorr agia. Il vecchio principio "tagliare abbondantemente fin dentro al tessuto
sano" nel frattempo si è dimostrato infondato e insensato. Dobbiamo inoltre fare
delle valutazioni diagnostiche differenziate ad esempio quando si è formato un vero
aden oma tiroideo in presenza di un conflitto di "non essere stato abbastanza
svelto nel prendere il boccone". Se in quel caso vediamo che nella fase di
riparazione non è presente una tubercolo si o che alla fine la tubercolosi non è
stata sufficiente e non riduce più la massa per il resto della fase di riparazione,
allora si può solo ancora operare ridurre di nuovo i valori della tiroxina che
normalmente sarebbero stati regolati da mad re natura stessa dopo la riduzione
biologica dell'adenoma (grazie ai micobatteri ). Richiedono pure un'attenzione
particolare gli edemi cerebrali, che sono dei foco lai di Hamer nella fase pcl,
soprattutto allorquando contemporaneamente è ancora a ttivo un "conflitto per
l'esistenza" o "del profugo", cioè una sindrome. Per la dimensione raggiunta dalla
tumefazione di un organo o dei tessuti ad esso circostanti risulta decisiva non
solo la massa conflittuale formatasi in preced enza ma anche la concomitanza di un
conflitto del profugo con carcinoma dei tubu li collettori renali in fase attiva (=
sindrome). Senza sindrome gli episodi di versamento pleurico di entità
considerevole, ascite, epatomegalia (fegato ingrossato), gotta, fra i quali rientra
anche ciò che in pas sato venivano chiamati attacchi di reumatismo articolare acuto
(ginocchio molto gonfio) sono molto meno vistosi e anche l'edema cerebrale è meno
forte. Se ad esempio un uomo viene regolarmente trasferito dalla propria ditta in
un al tro luogo del paese due volte all'anno (con o senza famiglia), per lui è come
esse re mandato "nel deserto" (in senso arcaico) ogni volta che cambia città; se
anche la moglie e i bambini e parte dei famigliari lo seguono, ingrassano, perché
hanno perso tutti gli amici e nel luogo straniero si sentono soli e abbandonati.
Per l'uomo o l'animale, che rischiano di morire di sete nel deserto, ogni goccia
d'acqua è d'importanza vitale e ciò sembra avere la precedenza assoluta nel caso de
gli esseri che vivono sulla terra ferma perché il metabolismo del corpo non può
funz ionare in assenza d' acqua. Quindi se nel quadro di una qualsivoglia fase di
riparazione nel nostro organism o si produce edema ovvero in caso di epatite, cisti
renale, cisti ovarica, osteo lisi nella fase di ricalcificazione oppure tumefazione
del seno nella fase pcl d ell'ulcera duttale (carcinoma dei dotti lattiferi), viene
accumulata acqua. E qu esto edema diventa esuberante, se si aggiunge un carcinoma
dei tubuli collettori in fase attiva. Finora non eravamo in grado di spiegarci
questo fatto perché tent avamo di correlare l'entità della tumefazione alla massa
conflittuale, cosa che er a vera solo in parte, dove "in parte" qui significa:
fintantoché non era in corso un programma di ritenzione idrica ovvero non era
attivo alcun carcinoma dei tubu li collettori renali. La fase di riparazione è
davvero un momento molto positivo e quasi nessuno dovrebb e morirne. Infatti le
complicanze, che sono da prevedersi solo per una percentua le limitata dei casi di
cancro, potrebbero essere ottimamente gestite con i mode rni mezzi della medicina
intensiva di cui disponiamo oggi. Se i bravi medici e l e infermiere curassero il
cancro secondo i criteri della NUOVA MEDICINA GERMANIC A avremmo solo circa il 2-3%
di mortalità. Occorre però che il medico di famiglia o in caso di trattamento
clinico il personale medico, ma anche i parenti e gli ami ci che sono vicini al
paziente abbiano capito il sistema della NUOVA MEDICINA GE RMANICA. Infatti tutto
ciò che sinora avevamo considerato come un fatto positivo, ad esempi o
"circolazione sanguigna compensata" (= simpaticotonia), ora diventa negativo, cioè
può anche indicare una recidiva conflittuale o un nuovo attacco di panico. Tutt o
ciò che sinora era negativo, come ad esempio una "insufficienza circolatoria" (=
vagotonia) è la fase di riparazione, quindi è da considerarsi un fatto positivo. A
tutt'oggi quando il paziente si trova in profondissima vagotonia, ed è quindi ad un
passo dalla sua guarigione definitiva, viene "addormentato" fino alla morte con la
morfina, perché quando raggiunge questo stato viene sempre dato per spaccia to. Nel
caso del "cancro delle ossa" questo momento è sempre regolarmente accompag
nato dai dolori più forti. I dolori del periostio 104 105 sono il segno migliore
della riparazione dell'osso sottostante. Si può osservare m olto bene tale
riparazione mediante dei controlli radiologici dell'osso, cioè vede ndo la
ricalcificazione in corso dell'osso come anche nel cervello accompagnata da una
colorazione molto scura del midollo cerebrale che scompare di nuovo con i l
progredire della ricalcificazione. In verità esistono molte complicazioni, nella
sfera della psiche, del cervello e o vviamente anche dell'organo. Ma si ricordi
sempre che se sin dall'inizio si inte rviene con il corretto trattamento, il 98% ce
la fa; mentre quello che accade og gi è che medici ignoranti, dopo varie "terapie",
scaricano il paziente mezzo morto dichiarandolo ormai incurabile. Fase pcl duttale
Nella fase di riparazione dell'ulcera dei dotti lattiferi la mammella si gonfia (la
cosiddetta storia di "Mecki" dal nome della capra "santa Mecki" . Questo qua dro
riguarda circa 1'80-90% di tutti i casi dichiarati erroneamente carcinomi ma
mmari). In natura il cucciolo e per l'essere umano il neonato o anche il partner ,
succhia al seno. Nessun caso di questo tipo avrebbe veramente bisogno di un in
tervento chirurgico. Nelle capre come Mecki, persino il pastore è in grado di svuo
tare il latte dalla mammella semiturgida in tre minuti. E' così semplice! ©Dr. med.
Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Cosiddetto "tumore Ristagno nei dotti lattiferi in
passato mal intermammario". pretato come cancro mammario duttale. La paziente, alla
quale appartengono la TAC cerebrale e la fotografia che seguon o, ha seguito
l'esempio di "Santa Mecki" ed ha insegnato al suo com106 pagno a succhiare il seno
destro per svuotarlo. E' un intervento che funziona mo lto bene. Dopo circa 4 mesi
la produzione di latte si è ridotta lentamente. La med icina ufficiale voleva
amputarle la mammella, irradiarla e trattarla con veleno (chemio). Ora la paziente
è felice, ha capito. La capra "Santa Mecki" : a destra si vede la mammella sinistra
turgida... A Meck i, "destri-zampa" , erano di certo stati uccisi uno o entrambi i
capretti. Aveva quindi patito un "conflitto di separazione" come accade ad ogni
capra o mucca o ad ogni donna quando perde il suo piccolo. Per fare compagnia a
Mecki le comprammo una capretta molto giovane. Dopo breve t empo erano inseparabili
e questa nuova presenza risolse il suo conflitto. A quel punto la mammella sinistra
si ingrossò. Chiamammo il pastore che ogni tre giorni, per tre mesi, dovette
svuotare la mammella dal latte. Il latte era saporito, un normale latte di capra.
Poi il latte a poco a poco si esaurì spontaneamente. Meck i ebbe ancora due
gravidanze: una volta mise alla luce 3 capretti e l'altra due, senza alcuna
complicazione. Mecki, è morta già vecchia, tranquilla, di morte natura le. Disegno
di Christine D. 107 Fase pcl dell'adenocarcinoma delle ghiandole mammarie In natura
durante la fase pcl vediamo sempre la cosiddetta "guarigione biologica " grazie
all'aiuto dei micobatteri della TBC. In questa fase il cosiddetto tumor e viene
ridotto mediante caseificazione con febbre iniziale e sudore notturno (c irca 4-6
settimane). Rimane una caverna, cioè uno spazio vuoto, che in seguito si sgonfia e
collabendo fa assumere alla mammella un aspetto floscio. 108Descrizione schematica
della "sindrome" SBS dei tubuli collettori renali + un'altro SBS in fase pc1 I
Vagotonia permanente fase I di riparazione del programma speciale = Conflitto
risolto Attenzione Tempo ritmo normale giorno/notte Eutonia = Normotonia
simpatico/vagotonico Simpaticotonia permanente, Vagotonia permanente fase I Eutonia
fase attiva del programma ' di riparazione del programma •
speciale = Conflitto attivo speciale = Conflitto risolto Programma arcaico di
estrema importanza biologica può portare a complicazioni molto importanti a livello
organico e cerebrale! Es: un SBS dei tubuli collettori attivo può provocare perfino
un nuovo rigonfiamen to di vecchie due: ecrnerveeelpleantioch)e. già in una lieve
epatite. La chiameremo in seguito e patomegalia = fegato ingrossai Es: un SBS dei
tubuli collettori attivo + pleurit e (= pcl di un mesotelioma della pleura) =
sindrome =nevoeernscaemfaeino).etossu dativo pleurico con edema nel focolaio di
Hamer nel cervelletto (cosiddetto "tur Es: un SBS dei tubuli collettori attivo +
osteolisi delle costole in fase pcI = sindrome = versamento pleurico transudativo
con edema nel focolaio di Hamer nel midollo cerebrale (cosiddetto "tumore Es: un
SBS dei tubuli collettori attivo + peritonite (= pcl mesotelioma del peri toneo) =
sindrome = con edema del focolaio à Hamer nel cervelletto (cosiddetto "tu more del
cervelletto"). 9 inversamente artrite dopo osteolisi nella vicinanza del ginocchio
+ SBS dei tu buli collettori renali fase c.a. forte cosiddetto reumatismo
articolare (se ago aspirato: osteosarcoma) + edema nel focolai< di Hamer nel
midollo cerebrale (= c osiddetto "tumore de neoencefalo"). Nel
crtasaontdeiasbinbdiarmomoe: (dei tubuli collettori renali), oltre alla semp re
presente ritenzione idrica più o r a) nell'area di un'organo che in quel momento si
trova in fase pcl un forte affl usso idrii 109 I focolai di Hamer nel cervelletto —
FH nelle recidive croniche di riparazione Le mammelle sono turgide a causa delle
caverne piene di secreto tubercolotico pu rulento Caverne (evidenziate dai punti
rossi): TAC a strati orizzontali delle mammelle e della cassa toracica. Conflitto
Attivo Fase pcI A di riparazione edematosa Fase pcl B ricostitutiva cicatrizzante
Un conflitto del profugo attivo SBS dei tubuli collettori renali in fase attiva o
fase c.a. = programma attivo di ritenzione idrica Fase diurna: Simpaticotonia Fase
notturna: Vagotonia I 4 Crisi epiletjaiepilettoide Eutonia = Normotonia
Simpaticotonia permanente ritmo normale giorno/notte fase attiva del programma
simpatico/vagotonico speciale = Conflitto attivo Crisi epilettica/epilettoide Fase
diurna: Simpaticotonia — — — — — — Fase notturna: Vagotonia Conflitto Attivo Fase
pcl A di riparazion edematosa Fase pcl ricostitutiva icatrizzant Un secondo SBS in
soluzione SI IS fase pcl A = fase essudativa o Il SBS dei tubuli collettori II fase
pcl B = fase ricostitutiva NI renali in fase ca. IN D I D R1 IR o' e IO
contemporaneamente I M I E un altro SBS in fase pcl Quando abt una sindron
cortisone è controindica (quindi non da assumer< Ha un cosi d effetto para/ siccome
raf ancora di pi simpaticoto dell' SBS tubuli colle/ renali. In questo m la
ritenzioni idrica viene incentivata! 1. Il cosiddetto versamento pleurico
transsudativo (in opposizione al versamento pleurico essudativo diretto dal
cervelletto) che avviene dopo la cosiddetta fra ttura patologica della costola,
cioè osteolisi. Qui ricalcificazione in fase pcl c on sindrome. L'edema a partire
dalla costola, spinge sia verso l'interno sia ver so l'esterno (freccia). Ora per
la prima volta siamo in grado di capire corretta mente simili immagini: sindrome,
cioè su un lato o persino sui due lati è presente u n carcinoma attivo dei tubuli
collettori = "conflitto del profugo, di esistenza o del sentirsi soli e abbandonati
a se stessi" . 2. Epatomegalia: carcinomi epatici in parte vecchi in parte entrati
da poco in s oluzione con tubercolosi e concomitante sindrome. In questo modo anche
le vecchi e caverne in parte si gonfiano di nuovo. In questo caso la paziente aveva
una "p iccola epatite" = riparazione dell'ulcera dei dotti biliari, cosa che non
possia mo vedere nell'immagine. A cauO sa della sindrome le Gamma-GT aumentame. no
a oltre 1000 = questo è segnale di sindro3. In caso di sindrome anche il relativo
FH nel cervello in fase pcl è molto più gra nde (freccia a destra) di quanto lo
sarebbe normalmente. Freccia sinistra: FH in fase pcl, vecchio, ora in recidiva con
grande edema perifocale: anche qui abbia mo sindrome. 4. Strato dell'addome nel
colon discendente. Qui vediamo un carcinoma del colon (assorbente) pure in
soluzione che probabilmente era presente anche prima e ora è in recidi, va. A
destra vediamo uno dei due carcinomi dei tubuli collettori. Da queste tre
complicanze della medesima paziente, in cui gli edemi cerebrali non s ono ancora
presi in considerazione, possiamo capire quanto è importante la sindrom e. .4 5. Le
frecce indicano i due FH dei tubuli collettori in fase ca: sindrome. Da "Testamento
per una Nuova Medicina", Dott. R. G. Hamer, ed. Amici di Dirk. 110 La terapia nella
Nuova Medicina Germanica La terapia nella malattia tumorale, come pure in tutte le
altre cosiddette "mala ttie", ovvero, nelle fasi di un programma speciale,
biologico e sensato secondo il sistema della Nuova Medicina, consiste innanzitutto
nello spiegare al pazient e le correlazioni esistenti, nel togliere il panico
riguardo alla presenza di "c ellule metastasiche" che si propagano insidiosamente
nel corpo, nel fargli capir e con chiarezza il meccanismo di insorgenza e il
decorso della sua "malattia" ; tutte cose che spesso aveva già intuito da sé. Si
distingue in modo diametralmente o pposto dalla terapia abituale della medicina
scolastica, o medicina da scolari, con tutti i suoi corollari. In proposito vi
racconto una barzelletta chiarificatrice: a 3 studenti, uno di f isica, uno di
biologia e uno di medicina, viene chiesto di studiare a memoria un a guida
telefonica. Lo studente di fisica chiede: "c'è un sistema che lega questi dati?".
Risposta: "No, si deve semplicemente imparare a memoria". Al che lui dic e: "Allora
mi rifiuto di fare una scemenza simile " . Lo studente di biologia vu ole sapere se
esiste un'evoluzione nel contenuto della guida telefonica. Alla ri sposta negativa
dice: "Allora non imparo una simile sciocchezza". Lo studente di medicina chiede
soltanto "Per quando?" Il paziente, letteralmente colui che patisce o sopporta, è
sempre stato curato sol o in base ai sintomi, non importa se con il bisturi, i
raggi (irradiazioni di co balto) o la chemio (veleno), con la morfina o con la
crusca, i germogli di soia, le iniezioni di vischio, la barbabietola, l'acido
lattico destrogiro ecc. Tutto questo pseudosistema ormai è superato. La terapia del
futuro consisterà in min

Mi E
ima parte nella somministrazione di farmaci, che di fatto nessun medico assumere
bbe mai per se stesso, bensì soprattutto esigerà che il paziente impari a capire la
causa del suo conflitto biologico e della sua cosiddetta "malattia", parte cioè di
un SBS, in modo che, insieme al suo medico possa trovare il modo per uscire da quel
conflitto, come pure di evitare di ricaderci in futuro. Nella terapia classica
applicata, normalmente, coi pazienti che presentano diffi coltà psicologiche si
diceva: "Devi tranquillizzarti, devi distrarti, devi prender e dei farmaci per
calmarti". In realtà madre natura non aveva programmato questo s tato di stress in
modo insensato, perché era solo grazie ad esso che la persona po teva essere messa
in condizioni di risolvere il suo conflitto. Se si dessero dei calmanti al cervo,
questi, non potrebbe mai più riconquistare il suo territorio, bensì, rimarrebbe
paralizzato nella sua capacità di reagire. Vediamo bene che in psi chiatria, è
proprio somministrando dei tranquillanti, cioè delle sostanze chimiche i
mmobilizzanti, che si creano dei malati cronici, poiché con un simile intervento s
i inibisce ogni slancio indispensabile per poter risolvere il conflitto in modo
naturale e con la propria forza. Così questi poveri pazienti non potranno mai più
ri solvere i loro problemi e resteranno per tutta la vita dietro le inferriate degl
i ospedali psichiatrici. Ma ora il paziente si è emancipato. Non trema più come un
c oniglio impaurito davanti al grande primario aspettando che pronunci, 111 come
sempre accadeva, la sentenza a morte (cosa che oltretutto causa sempre il c
onflitto successivo, la cosiddetta "metastasi" ). Oggi invece in quanto capo del
processo non solo è un partner alla pari del medico, ma addirittura è lui alla guid
a. Ovvero egli è in grado di comprendere la Nuova Medicina altrettanto bene quanto
il medico, mentre per entrambi prima non era possibile capire nulla nel guazzab
uglio della vecchia medicina, con tutte le sue eccezioni inspiegabili e ipotesi
aggiuntive. Il paziente stesso è diventato un "agente", un collaboratore e persino
il capo che alla fin fine deve risolvere da sé il suo conflitto. Noi possiamo
soltanto dirgli in quale modo può trovare una via di uscita dalla situazione. Sarà
sua facoltà esclus iva decidere se seguire quel percorso o un altro analogo. Per
noi il paziente è da vvero il capo del processo. La terapia delle malattie tumorali
andrebbe suddivisa in 3 livelli: . livello ps ichico: terapia pratica-psichica con
la sana comprensione e profonda maturità umana. . livello cerebrale: osservazione
del decorso e terapia delle complicanze cerebrali . livello organic o: terapia
delle complicanze a livello organico. Dobbiamo però essere sempre consapevoli che
nel nostro organismo tutto avviene sem pre contemporaneamente, in modo sincrono. In
nessun caso ci è consentito ricadere nell'errore di suddividere anche la NUOVA
MEDICINA GERMANICA in campi specialistici: dunque al primo livello si osserva l'
anima, al secondo il cervello, al terzo gli organi. Dobbiamo immaginare che il p
aziente ha i 3 livelli citati: il livello della psiche, del cervello e dell'orga
no, sebbene ovviamente tutti e tre insieme formino un solo organismo. La terapia
deve dunque svolgersi su questi tre livelli ovvero comprenderli tutti. Fondamen
talmente però si deve innanzitutto fare una distinzione tra fase di conflitto atti
vo (fase ca) e fase di conflitto risolto (fase pcl). Se il conflitto che causa il
problema al paziente è ancora attivo, si deve innanzi tutto scoprire la DHS, lo
choc conflittuale per intervenire quanto più possibile i n modo concreto sui tre
livelli. Con la DHS si conosce anche la durata massima e il contenuto del conflitto
nonché la sua manifestazione a livello organico. Ma è mo lto importante conoscere
anche il decorso del conflitto, in particolare la sua i ntensità, per poter
valutare la massa conflittuale. Nel momento in cui ci troviamo a fare l'anamnesi e
l'indagine, occorre quindi non solo trovare il conflitto a livello psichico, ma
dobbiamo anche localizzarlo con precisione nel cervello e p recisamente individuare
in quale fase conflittuale del processo in corso siamo. Naturalmente questo
conflitto e questa malattia tumorale nell'organo devono semp re avere una chiara e
precisa correlazione con il focolaio di Hamer nel cervello
. Cioè ad ogni determinata localizzazione nel cervello corrisponde sempre una mala
ttia tumorale o SBS in un punto ben preciso del corpo e 112 anche viceversa. Si
deve considerare se il paziente è mancino o destrimane per poter valutare l'inc
idenza dei conflitti e su quale dei due emisferi cerebrali il paziente lavora pr
incipalmente. Inoltre si deve accertare la situazione ormonale presente, per ese
mpio se una paziente ha raggiunto la maturità sessuale, è incinta oppure prende la
p illola anticoncezionale (che causa un blocco nella produzione ormonale delle ova
ie), oppure se è in menopausa. Lo stesso dicasi, mutatis mutandis, per l'uomo. Inf
atti a causa delle variazioni ormonali il lato del cervello su cui il paziente l
avora può cambiare; così che una donna che assume la pillola può reagire
maschilmente e quindi anche avere dei bisogni e dei conflitti maschili. Ad esempio
una donna che prende la pillola, se il partner se ne va cioè esce dal suo
territorio, vive u n conflitto di territorio reagendo in modo maschile. Abbiamo già
parlato del fatto che il conflitto deve essere risolto a partire dalla psiche e il
modo migliore è risolverlo nella realtà concreta. Alla base del conflit to c'è un
problema vero: per la madre il bambino malato, che ha subìto un incidente, deve
poter guarire; un uomo che ha perso il posto di lavoro e ne ha patito un c onflitto
di territorio, deve trovare un altro lavoro o procurarsi un "territorio
sostitutivo", entrando a far parte di un'associazione o andando in pensione e d
edicandosi a un hobby. Per ogni conflitto, di solito, esiste un gran numero di s
oluzioni possibili. Il programma della natura già prevede molte soluzioni. Il modo
migliore per capire è fare riferimento al regno animale, infatti l'animale può
sopravvivere solo se ris olve il suo conflitto grazie a una soluzione reale. Dunque
il cervo può sopravvive re solo se riconquista il suo territorio. La femmina alla
quale il predatore ha sottratto il suo piccolo può sopravvivere so lo se riesce a
strappare di nuovo al predatore il suo cucciolo, oppure se (e a t al fine madre
natura ha previsto uno stratagemma) ha un nuovo cucciolo al più pres to. In passato
i predatori divoravano molti agnelli e le pecore risolvevano il l oro conflitto
diventando presto di nuovo gravide e partorendo nuovi agnelli. Sostanzialmente
nella donna ogni conflitto viene "stornato" (fortemente ridotto) a partire dalla
fine del terzo mese di gravidanza e nessun tumore può continuare a crescere perché
in natura la gravidanza ha la precedenza assoluta. Anche per gli esseri umani si
dovrebbe innanzitutto tentare di risolvere il conf litto nella realtà, cioè
risolverlo in concreto. Per un uomo la cui moglie se n'è anda ta occorre che lei
torni oppure che lui trovi un'altra donna. Il cervo ha bisogn o di riavere il suo
territorio o un altro territorio. La soluzione pratica è sempr e la soluzione
migliore e durevole, è quella definitiva. Solo quando ciò non è assolutamente
fattibile, noi umani possiamo tentare una terapi a con il dialogo, che in pratica
costituisce l'alternativa migliore, in altre pa role una scappatoia. Non esiste una
ricetta brevettata di possibili soluzioni che si possa generalizz are come
protocollo. Ci sono solo delle soluzioni quanto più possibile ottimali 113 per ogni
singolo caso. Insieme con il paziente si devono cercare, elaborare dell e strategie
per risolvere i conflitti e sopratutto per vincere le sue paure. Qua nto più un
terapeuta è carismatico e ha un sano buon senso, tanto più sarà di aiuto nel
trovare o nel trasmettere una soluzione fattibile nella realtà oppure in alternati
va una soluzione virtuale, spirituale. Io credo comunque che la soluzione migliore
sia quella trovata dal paziente stes so aiutato nella ricerca da chi l'ha in cura,
perché in questo caso è in grado di ac coglierla pienamente. Il paziente si libera
del suo conflitto di panico in quant o si sente tranquillizzato, proprio come
l'animale esce dal panico non appena se nte o avverte il suo rifugio, il suo nido,
sua madre, il gregge, il branco, i su oi simili ecc. ! Ovviamente ci sono anche dei
conflitti che non si possono risolvere in modo real e e che vanno superati
altrimenti. Per farlo può esserci di aiuto una convinzione religiosa tanto come il
conforto di una persona cara, secondo il proverbio: mal
comune mezzo gaudio. Di certo in ogni epoca le religioni hanno svolto un importa
nte ruolo nell'aiutare persone con tali conflitti insolubili nella realtà, spingen
dole a trovare una "soluzione spirituale" del conflitto. Se nel paziente il
conflitto in questione si è già risolto, è importante fare al più pre sto una TAC
cerebrale per valutare in anticipo se la crisi epilettica o epiletto ide che
seguirà possa creare delle complicanze. Se si conosce quando si è verificata la
soluzione del conflitto di territorio è poss ibile calcolare che l'infarto cardiaco
avverrà più o meno dopo 2-3 settimane e in ba se a come si presenta la TAC
cerebrale si può cercare eventualmente di modulare la curva vagotonica, qualora
fosse necessario. Tuttavia ci sono anche dei conflitti che non si devono risolvere.
Se il conflitt o è durato a lungo o se la sua intensità è stata forte o entrambe le
cose, il paziente ha prodotto una grande massa conflittuale. Ciò dopo la soluzione
del conflitto può dare delle complicanze in forma di edema cer ebrale e in
particolare alla crisi epilettica o epilettoide durante la fase di r iparazione;
pertanto è necessario conoscere queste complicanze che, come detto, so lo nel 10%
dei casi sono davvero gravi e occasionalmente possono anche essere ca usa di morte.
Un lupo di secondo rango, ad esempio, istintivamente non risolve m ai il suo
conflitto di territorio, cosa non soltanto buona per lui ma che rende il branco
socialmente stabile. Ma dato che ora sappiamo cosa può accadere e anticipatamente
possiamo prepararci a contrastare le complicanze, anche grazie all'aiuto dei
farmaci a nostra disposi zione, in particolare del cortisone, queste situazioni
sono diventate in gran pa rte controllabili; Così che oggi possiamo sostenere
durante la fase di riparazione pazienti che in passato sarebbero quasi certamente
morti. Dunque adesso sappiamo che in pratica ogni malattia tumorale dopo la
soluzione d el conflitto darà dei sintomi cerebrali (anche quando il paziente non
se ne dovess e accorgere), e che questi si vedono chiaramente nella tomografia
computerizzata (TAC) del cervello: sono i cosiddetti focolai di 114 Hamer, che in
futuro dovranno essere scrupolosamente diagnosticati. Quando il pa ziente lo sa,
non ha più bisogno di spaventarsi se accusa temporaneamente dolori d i testa,
nausea, vertigini o diplopia e simili, tutti sintomi che in passato l'a vrebbero
gettato nel panico totale. Nella maggior parte dei casi tutto si svolge nel
migliore dei modi. Ciò nonostante esiste una serie di complicanze che dobbiamo
temere durante la fase di guarigione. Fra queste rientrano, non solo i processi di
riparazione nel cer vello, ma anche quelli in relazione al tumore, che sono
ricorrenti durante la va gotonia ad ogni stadio di riparazione dopo una cosiddetta
"malattia" , come ad e sempio l'epatite, l'influenza e simili. Il paziente però
avverte come cosa del tut to normale il fatto di sentirsi fiacco e stanco per
alcune settimane e persino p er alcuni mesi nel caso dell'epatite. Normalmente
però, quando un malato di cancro nella fase di riparazione ha l'epatite, si sente
fiacco e stanco, e ha la tende nza a considerare ciò come qualcosa di anormale
nonostante per il resto stia bene. Molti pazienti, che durante la fase attiva della
loro malattia tumorale riescono ancora a stare in piedi (simpaticotonia!), nella
vagotonia, che segue la soluzi one del conflitto, diventano così fiacchi che non
riescono più ad alzarsi dal letto a causa di una debolezza molto evidente. Il
paziente che è stato malato di cancro, deve anzitutto imparare che questo stato è
positivo, desiderabile e addirittura o ttimale. Si dovrebbe consigliare alle
persone di imparare dagli animali. Ogni animale che si trovi in fase di riparazione
se ne sta molto tranquillo, dorme molto e aspet ta con calma che gli ritornino le
forze (normotonia). Durante la fase pcl, nessu n animaletto si esporrebbe al sole
senza una necessità urgente; Infatti ha un edem a cerebrale, e il suo codice di
comportamento istintivo, gli dice, che l'irradia zione solare diretta su questo
edema cerebrale può solo essere svantaggiosa. Degli impacchi rinfrescanti sul punto
caldo del focolaio di Hamer sono esattamente la cosa giusta, in particolare di
notte, nella fase maggiormente vagotonica del ri tmo giornaliero. I pazienti in
fase pcl soffrono soprattutto di notte, e precisamente verso le 3
o le 4 del mattino, quando l'organismo passa di nuovo al ritmo del giorno. Secon do
la mia esperienza però il 95-98% dei pazienti sopravvive a queste complicanze. E
anche il restante 5% potrebbe diminuire ulteriormente se con una cura intensiv a si
riuscisse a far superare il periodo critico a quei pazienti che manifestano
particolari complicanze cerebrali. In modo analogo ogni paziente dopo una frattura
ossea, considera normale il dolo re che avverte durante la fase di guarigione. Si
dice al paziente che la frattur a deve rigenerarsi, che si deve formare il callo e
che ciò a volte dà dolore. Lo stesso accade sostanzialmente per un paziente con
focolai osteolitici. L'oste olisi si deve ricalcificare, il tessuto intorno
all'osso mostra un forte rigonfi amento e questo è un processo che può scatenare
dei dolori molto forti, soprattutto nelle vertebre, quando il forame
intervertebrale si restringe e comprime i nervi che escono dal midollo spinale. 115
Molti pazienti hanno dei dolori ossei così intensi che a malapena riescono a soppo
rtarli. Ma se il paziente sa che i dolori fanno parte del processo di riparazion e
che alla fine porta alla ricalcificazione dell'osso, allora si sente molto più f
orte per sopportare tali dolori. Il dolore forte indica quasi sempre la presenza
della "sindrome", che nel caso dei dolori ossei viene anche chiamata "gotta". I l
paziente ha una oliguria (urina scarsa) o anuria (solo 200 ml di urina). Spess o
però il relativo conflitto di esistenza, del profugo o del sentirsi solo e abban
donato a se stesso si può risolvere molto bene. Se alla soluzione del SBS dei tubu
li collettori l'eliminazione di urina aumenta a oltre 1000 ml, allora i dolori a
lle ossa diminuiscono rapidamente fino ad un livello sopportabile. E' molto
importante però notare che rispetto a tutte queste complicanze, il pazien te
adesso, può avere un atteggiamento del tutto diverso rispetto alla sua malattia ,
perché è rassicurato dal fatto che il medico conosce davvero tutto il decorso pato
logico, sa distinguere fra fase di conflitto attivo e fase di soluzione, e può gui
dare ogni singolo intervento e ciascuna terapia davvero in modo sensato e adegua to
alla situazione. In questo modo si crea una grande fiducia fra il paziente ed il
medico, che ora è di fatto giustificata. Cioè ora con la NUOVA MEDICINA GERMANICA
possiamo davvero c urare in modo mirato e intelligente, cosa che prima con la
vecchia medicina uffi ciale non era possibile. Grazie alla conoscenza dell'intero
decorso della "malat tia", il paziente non cadrà mai più nel panico e in effetti
con la NUOVA MEDICINA GE RMANICA non ha più senso che accada. E nemmeno si
verificano più così tanti conflitti secondari, soprattutto i conflitti legati al
panico, perché il paziente, se ha capito il sistema sin dall'inizio o, a ncor
meglio, già prima della "malattia " , sopporta con tutta calma i sintomi calc
olabili in anticipo, soprattutto quelli della fase di riparazione. Egli sa, che in
sostanza, non sono delle malattie, come abbiamo sempre creduto, bensì che ogni
singolo processo fa parte di un programma speciale, biologico e sensato che è stat
o previsto da madre natura a nostro vantaggio. Può capire molto bene ciò che accade
e deve accadere e sa anche che con la NUOVA MEDICINA GERMANICA il 98% dei pazien ti
sopravvive. Tutti noi, di quando in quando, possiamo patire un nuovo conflitto e
produrre un nuovo "cancro". Ciò è normale, perché così è appunto organizzata la
vita, ma non è affatto così grave se capi mo la NUOVA MEDICINA GERMANICA. Se però,
come spesso è accaduto in passato, le convi nzioni mediche della cosiddetta
medicina degli scolari mettono costantemente in dubbio la veridicità del sistema
della NUOVA MEDICINA GERMANICA, gettano continuam ente il paziente da uno stato di
fiducia al panico completo. Per il paziente sarà come patire, una dietro l'altra,
continue docce fredde che non potrà certo sopport are a lungo e alla fine esusto,
sentirà di stare consumando le ultime gocce del su o serbatoio di riserva. Già la
diagnosi di cancro ovvero la definizione "metastasi generalizzate" 11 fi getta
immediatamente il paziente nell'abisso più profondo della disperazione. Anch e la
convinzione attuale che il cancro non smetta mai di crescere, diventa la co ndanna
a morte di moltissimi pazienti, poiché si presuppone che siano già condannati
senza speranza. Per questo, per i pazienti, l'essere sbalzati continuamente dal la
speranza al panico, fra simpaticotonia e vagotonia, ha un effetto così catastro
fico. A queste "docce fredde e calde" in sostanza si devono le complicanze più gra
vi in assoluto. Noi medici dobbiamo imparare a considerare le molteplici
possibilità di complicanz e, così come le vediamo nel caso di ogni altra
"malattia", come una parte integran te della nostra professione. Dobbiamo sempre
chiederci: che senso ha se il pazie nte di fatto non muore del suo cancro, bensì di
una complicanza in realtà evitabile, e che si sarebbe potuta impedire, ad esempio,
con una corretta profilassi? Semp re morto è. Da me sono sempre arrivati quasi
esclusivamente pazienti che erano già s tati dati per spacciati dalla medicina
ufficiale. E sono stato costretto a veder morire molte persone che nella mia
situazione, e con i mezzi primitivi a mia di sposizione, non potevo più aiutare,
perché i miei ex-colleghi mi avevano rifiutato l a loro collaborazione. Molti di
loro avrebbero potuto salvarsi. Ho la certezza che se solo un paio dei miei ex-
colleghi mi aiutassero, in partic olare i neurochirurghi e i medici di terapia
intensiva, nel giro di poco, avremm o sotto controllo queste complicanze. Ora
dobbiamo riflettere appunto alla luce delle conoscenze della NUOVA MEDICINA
GERMANICA che cosa dobbiamo davvero fare, che cosa è sensato e che cosa non
dobbiamo più fare. Infatti con la NUOVA MEDICINA G ERMANICA tutto assume un ordine
molto logico ed evidente, perché ora capiamo le ma lattie in base alle loro cause e
possiamo curarle, contemporaneamente però, impari amo a coglierne in modo
sistematico anche il decorso globale. Per la NUOVA MEDICINA GERMANICA, si dovrebbe
intervenire chirurgicamente solo là d ove sia ragionevole farlo: ad esempio, quando
una guarigione spontanea lunga, ri chiedendo troppo tempo, causerebbe un disagio
eccessivo al paziente. Ad esempio quando un seno è così rovinato che non è
pensabile che la donna possa sopportare gli e normi disagi provocati dalla fase di
riparazione; Sapendo oltretutto che sentend osi non valida o deturpata potrebbe
persino patire ulteriori svalutazioni di sé, p roducendo osteolisi delle costole o
dei melanomi locali. A questo proposito vale un principio molto semplice che è
sempre giusto: faccio solo ciò che farei per mia moglie o per i miei figli. Anche
il trattamento farmacologico non è affatto domini o esclusivo della medicina
ufficiale. Tuttavia esso, nella NUOVA MEDICINA GERMAN ICA, viene utilizzato solo
per ridurre o per evitare le complicanze nel naturale processo di riparazione,
laddove risultasse eccessivo per il paziente. I farmac i, certamente, non vengono
usati per curare il cancro, come ad esempio si finge di fare con la chemioterapia,
che in realtà ha una "mortalità (terapeutica)" del 98% , secondo i dati del Centro
tedesco di ricerca oncologica di Heidelberg. Spacciare il trattamento con la chemio
per terapia, è stato forse il più grande 117 inganno di tutta la medicina sino ad
oggi. Fare la chemio, significa trattare co n del veleno che agisce a livello
cellulare, ostacolandone la proliferazione. Qu asi fosse un atto di esorcismo.
Ovviamente si sa che questi veleni cellulari attaccano innanzitutto il midollo o
sseo che grazie a una continua divisione cellulare produce cellule ematiche; e d i
seguito gli organi riproduttivi, testicoli e ovaie, dove lo sperma e gli ovuli
vengono gravemente danneggiati dai veleni mitotici. Nel caso degli spermatozoi la
loro produzione addirittura si blocca, il che può ca usare una sterilità temporanea
o permanente. Quando si incominciò a studiare la "chemio" e ad introdurla nella
cosiddetta "tera pia", esattamente trent'anni fa, non si diceva che fosse una
terapia vera e prop ria, bensì che potesse solo allungare la vita di un malato di
cancro per un breve tempo, a spese del midollo osseo. L'intera faccenda diventa
però francamente criminale, se consideriamo il fatto che la divisione cellulare dei
cancri, che proliferano durante il conflitto attivo, quindi i tumori diretti dal
tronco cerebrale e dal cervelletto, proliferano pro prio a causa della
simpaticotonia. In pratica quindi, non reagiscono per niente alla chemio-
pseudoterapia, anzi al contrario, la simpaticotonia viene rinforzata dal veleno
cellulare, e perciò summa summarum la crescita cellulare potrebbe pers ino venire
ancor più stimolata, e per giunta a spese del midollo osseo e della emo poiesi.
Nei cancri diretti dal neoencefalo la sua applicazione è addirittura demenziale. E
' chiaro che con la chemio, beninteso sempre con distruzione del midollo osseo, si
può bloccare bruscamente ogni processo di riparazione, non importa da quale relè
cerebrale sia diretto l'evento patologico. Ma i presunti successi dei medici tra
dizionali consistono nell'impedire la riparazione poiché avevano interpretato ques
to processo come maligno. Voi dunque ora mi chiederete quale sia in concreto la
terapia della malattia tum orale. Il saggio medico carismatico sa senz'altro che
cosa intendo. Se chiedete ad una madre come cura il suo bambino, risponderà del
tutto sbalordita di non sape rlo, ma che sinora è sempre riuscita a consolarlo e a
rallegrarlo di nuovo. Se anc ora non posso formulare delle regole fisse su come si
debba procedere per un paz iente dal punto di vista " psicoterapeutico" , meno che
mai purtroppo, posso dar e delle regole fisse sulla terapia che si dovrebbe fare
nei confronti dei parent i di un paziente, del suo capo, dei suoi compagni di
lavoro o dei suoi vicini, i n modo che "stiano al gioco" e meno se questi medesimi
sono coinvolti nel confli tto. Infatti non abbiamo a che fare solamente con il
paziente, bensì l'ambiente a lui vicino deve sempre partecipare al processo di
guarigione, altrimenti spesso, in pratica, diventa impossibile aiutare il paziente.
Ci si affida quindi all'arte e alla grande sensibilità del medico, ma spesso ci si
trova nell'orribile situazione in cui i parenti non hanno per nulla interesse a che
lo zio, il cognato o il padre restino in vita, procrastinando così ancora di più
tutta la questione dell'eredità. Lì stanno anche i limiti delle possibilità
terapeut iche! Qualche paziente forse sarà turbato dal fatto che la NUOVA MEDICINA
GERMANICA non proponga una terapia secondo i canoni insensati finora consueti;
dalla comprensi one della NUOVA MEDICINA GERMANICA scaturisce appunto già in
maniera logica ed evi dente il tipo di terapia da seguire. La terapia della NUOVA
MEDICINA GERMANICA, corrisponde prima di tutto, a quella che è prevista
biologicamente per l'uomo e per l'animale e perciò "non è una medicina in pillole"
secondo l'espressione coniata da una paziente tempo fa; il che a sua volta non
significa che si debba escludere l'uso dei farmaci se questi possono essere d'aiuto
per i pazienti. Tutti i farmaci, che sono efficaci a livello sintomatico,
andrebbero usati per d are benessere al paziente e precisamente in base al criterio
di somministrare so lo quelli che il dottore darebbe anche alla sua stessa moglie.
La maggior parte dei pazienti all'inizio del processo di riparazione avverte il
peso di sentirsi di fronte a un'enorme montagna da scalare e vorrebbe sapere
volentieri come hann o fatto gli altri a superarla. Desidererebbero tanto vedere
già da subito i primi risultati positivi in modo da essere incentivati a "credere"
a tutta la NUOVA ME DICINA GERMANICA. Neppure dobbiamo dimenticare che un paziente
gravemente malato non ha più la mente così lucida da poter capire molte cose, ma
già solo a pochi mesi di distanza quelle stesse cose gli parranno persino ovvie.
Per un paziente, che al momento può contare solo su se stesso, ed è continuamente a
rischio di panico a causa dell'ambiente che lo circonda, è molto difficile rimaner
e permeabile e tranquillo, pur conoscendo la NUOVA MEDICINA GERMANICA, fintantoc hé
la NUOVA MEDICINA GERMANICA resterà una medicina emarginata. Sono del tutto
convinto che sta per iniziare una nuova grande epoca, di medici v eri, menti
intelligenti e dotati conoscitori dell'animo umano, che già in passato sono
talvolta apparsi ma che con l'avvento della cosiddetta medicina moderna, ha nno
avuto di gran lunga la peggio. Ma sino ad allora, come detto, fin quando tutti i
colleghi che si occupano della diagnostica, negano ancora la loro collaborazione
per lavorare con la conoscenz a della NUOVA MEDICINA GERMANICA, il paziente deve
imparare a capire da sé il sist ema! Pertanto lo scopo di ogni terapia deve essere
quello di fornire al paziente la p ossibilità di capire le correlazioni relative
alla sua malattia. Anche la tabella scientifica delle correlazioni sinottiche tra
psiche - cervello - organo è organizzata in base a questo sistema. 118
119 ENDODERMA Foglietto embrionale interno Tronco cerebrale non incrocia dal
cervello all'organo focolaio Hamer nel tronco:cerebrale Faseattiva: Adenocarcinoma
(tumore: aumelito di tessuto) Fase, pcl: riduzione gaseosa del tumore tramite Tbc
Micobatteri,: funghi, Tbc proliferaziobe a partire dalla DHS, Oventano attivi in
fase pcl (riduzione) Senso biologico: in fase; attiva Conflitti per il boccone C C
O v inc a d all'o ano vo pe il m ' lo caiato ase • ttiv : ecro (ridu one d tess F.
e n arai ne menu i i tess o: all'. mass ocol di H er el m' olld e ebra Mesencefalo
non incrocia dal cesello all'organo ECTODERMA Incrocia dal cervello all'organo
focolaio di Hamer nella corteccia cerebrale Fase attiva: Ulcera dell'epitelio
(riduzione del tessuto) Fase riparazione e cicatrizzazione dell'ulcera Con o senza
Virus e Batteri nel caso esistano (ricostruzione) Senso in fase attiva Conflitti di
territorio Conflitti di separazione +mrstre SBS con modificazione di funzione
incrocia dal cervello all'organo focolaio di Hamer nella corteccia cerebrale Fase
attiva: Riduzione di funzione Fase pcl:
rinormalizzazione della funzione Senso biolo ico: Medicamenti e rimedi Si presume
che i farmaci simboleggino il progresso della medicina moderna o di c iò che si
ritiene essere tale. Molti pazienti assumono ogni giorno 10 o persino 20 diversi
tipi di farmaci per e contro ogni possibile cosa. Un medico che non pre scriva
medicine "non è un vero medico". Quanto più costosi sono i farmaci tanto più si
crede che facciano bene. Ma si è trattato di un grande bluff! Il medico per se st
esso in genere non fa ricorso nemmeno a una sola pillola in tutto l'anno. Se le
pillole fossero davvero efficaci come vanta ai suoi pazienti, allora lui stesso ne
farebbe largo uso. Ma questo non è ciò che accade. Egli mente spudoratamente ai s
uoi pazienti e per questo viene ricompensato con un salario tutt'altro che modes
to. Di certo l'assistente di un simile medico spera di essere in seguito ricompe
nsato con il doppio o il triplo del guadagno. La cosa più stupida a riguardo è il
fatto che si era sempre creduto che i farmaci av essero un'efficacia a livello
locale e che il cervello presumibilmente non ne fo sse coinvolto! In realtà nessun
farmaco ha un effetto diretto sull'organo se si pr escinde dalle reazioni locali
dell'intestino nel caso di assunzione orale di un veleno o di un farmaco. Tutte le
altre medicine agiscono sul cervello e il loro "effetto" in pratica è que llo
causato dall'avvelenamento del cervello, ovvero delle sue diverse aree, che induce
un'alterazione a livello organico. Se escludiamo i meri stupefacenti, narcotici e
tranquillanti, rimangono due gran di categorie di farmaci: 1. i simpaticotonici che
accentuano lo stato di stress, 2. i vagotonici che sostengono la fase di ripresa o
di rilassamento. Rientr ano nel primo gruppo l'adrenalina e la noradrenalina, il
cortisone e l'idrocorti sone e palesemente diversi rimedi come la caffeina, la
teina, la penicillina, la digitalina e molti altri ancora. In linea di principio
sono tutti utilizzabili quando si voglia smorzare l'effetto di vagotonia e ridurre
così anche l'edema cere brale che in sé è positivo ma se eccessivo può creare una
complicanza (attenzione: eff etto paradossale del cortisone in presenza di
sindrome, con ritenzione idrica an cora maggiore). Al secondo gruppo appartengono
tutti i rimedi sedativi e spasmolitici che raffor zano la vagotonia o riducono la
simpaticotonia. La loro diversità consiste nel fatto che appunto hanno un'azione
differente a live llo cerebrale. Ad esempio la penicillina è un citostatico
simpaticotonico; il suo effetto sui batteri è poco significativo e secondario
rispetto all'azione che eser cita invece sull'edema del midollo cerebrale. Perciò
la si può usare nella fase pcl per ridurre l'edema del midollo cerebrale. Per
contro il cortisone e più efficace in tutte le altre aree cerebrali. Ma non per
questo si vuole sminuire l'importan za della scoperta della penicillina e degli
altri cosiddetti antibiotici; solo c he questa scoperta viene applicata con
premesse e concetti del tutto sbagliati. Si era creduto che i processi di
decomposizione dei batteri producessero MESODERMA Foglietto embrionale medio,
Cervelletto 111incrocia dal cer'yello all'organo b■, focolaio di Hamer nel
cer'elletto Fase attiva: Carcinoma adenoideo (tumore: aumdnto di tessuto) Fase pcl:
riduzione caseosa del tumore tramite Thc icobatteri funghi, Tbc proliferazione a
partire dalla DHS. diventano attivi in fase pcl (riduzione) Ft Senso biologico:
in fase:, attiva Conflitto di l'attacco (per l'integrità) Foglietto embrionale
esterno Corteccia Corteccia 121 delle tossine, causando la febbre, e che bastasse
dunque eliminare i piccoli bat teri cattivi per ridurre il livello di tossine
nocive. Ma ciò era un errore! Ovvia mente in simili effetti sono coinvolti anche i
batteri, i nostri diligenti amici che vengono temporaneamente "licenziati" mediante
l'impiego del farmaco, per pr ocrastinare il loro compito ad un momento successivo
con un esito meno drammatic o grazie ad una vagotonia ridotta. Ci si deve tuttavia
porre la domanda circa qu anto in assoluto sia corretto voler curare un processo di
riparazione sensato, p revisto dalla natura. Il medico della NUOVA MEDICINA
GERMANICA pertanto non è nemico dei farmaci se part e dal concetto che la maggior
parte dei processi di madre natura sono già ottimali e quindi nella stragrande
maggioranza dei casi non richiedono il sostegno di al cuna terapia farmacologica.
Di regola con una durata breve del conflitto e quind i una massa conflittuale
ridotta non si prevede alcuna particolare complicanza d urante la fase di
riparazione. Restano dei casi particolari, che in natura avreb bero esito letale,
di cui però dobbiamo prenderci cura attentamente per etica medi ca. Ciò nonostante
anche in futuro alcuni pazienti non ce la faranno, ma ora abbiamo i l vantaggio di
sapere già a priori che cosa dobbiamo aspettarci. In realtà non ci è st ato utile
avere ridotto la frequenza della polmonite grazie al fatto che adesso la chiamiamo
carcinoma bronchiale, perché abbiamo soltanto cambiato l'etichetta al la
"malattia". Facendo un esempio, nel caso di una polmonite (che è la fase di rip
arazione correlata a un carcinoma bronchiale cioè atelectasia bronchiale in fase d
i riparazione dopo ulcera della mucosa bronchiale), se il conflitto è durato solo
tre mesi, allora sappiamo anche che la lisi polmonare (cosiddetta crisi epiletto
ide = CE) in genere non ha esito letale, anche senza l'assunzione di alcun farma
co. Se però il conflitto è durato per 9 mesi o più a lungo, il medico sa che
durante la cr isi epilettoide (cosiddetta lisi polmonare) c'è pericolo di morte se
non si interv iene. In questo caso ad esempio si darebbero dei simpaticotonici già
in anticipo, aggiun gendo però una dose massiccia di cortisone (cosa che sinora non
è mai stata fatta) e precisamente proprio durante la crisi epilettoide per superare
il punto critico che subentra sempre dopo la CE (si tenga conto anche qui
dell'eventuale effetto paradossale del cortisone in presenza di sindrome). Ne
deriva in modo logico e coerente che nell'eventualità di una nuova DHS o recidiva,
quindi se il paziente r icade in simpaticotonia, il cortisone diventa subito
controindicato. Tuttavia no n si deve sospendere bruscamente il cortisone bensì
ridurlo progressivamente nel g iro di alcuni giorni o di qualche settimana. Se il
paziente continua a prendere il cortisone questo accentua l'intensità del
conflitto. Sarebbe pure sbagliato somministrare al paziente dei calmanti; infatti i
tranqui llanti di ogni tipo confondono solo il quadro e contengono in sé il
pericolo di tr asformare un conflitto attivo acuto in un conflitto in sospeso sub-
acuto e il pa ziente può cadere in costellazione schizofrenica in qualsiasi momento
se patisce u n nuovo conflitto. Ad esempio, se un paziente ha sintomi di angina
pectoris si dice: "Sì, deve prendere dei beta-bloccanti, dei tranquil lanti che gli
tolgono l'angina pectoris." In realtà però la natura ha previsto i sintomi per
indurre a risolvere il conflitto (conflitto di territorio) e non per far
intervenire un qualche medico tradiziona le o alternativo che lavori sul sintomo e
lo faccia scomparire. Infatti quanto p iù si tenta di curare i sintomi tanto meno
il paziente è motivato a risolvere il suo conflitto. Per non parlare poi del fatto
che allora non ha più istintivamente nessuna percezi one del conflitto. Invece di
norma si dovrebbe sempre aiutare il paziente a riso
lvere il conflitto e in quello stesso istante lui non avrebbe più nemmeno l'angina
pectoris, con o senza farmaci. Sta appunto qui l'insensatezza di pensare sempre che
si debba agire sul sintomo invece che sulle cause. Pensiamo che la natura sia
sciocca e imperfetta, mentre noi siamo intelligenti, ma è vero il contrario.
Inoltre in questo modo non si aiuta il paziente anzi per lui la situazione diven ta
molto pericolosa; infatti se in seguito dovesse risolvere il suo conflitto di
territorio in modo spontaneo, grazie a qualche circostanza sopravvenuta, ma dop o
che il conflitto è rimasto attivo per oltre nove mesi, allora nella crisi epilet
toide il paziente morirebbe d'infarto cardiaco. In sostanza si deve valutare
scrupolosamente se sia consentito risolvere il conf litto o se forse non sia più
sensato trasformare il conflitto di territorio, riduc endolo d'intensità, come
fanno istintivamente gli animali (lupo di secondo rango), senza più risolverlo per
il resto della vita. E' altrettanto evidente che il mede simo farmaco non può
essere di "aiuto" in entrambe le fasi che si distinguono chia ramente tra loro
manifestando dei parametri organici completamente diversi. Innanzitutto bisogna
chiedersi: "Mi aiuta nella fase di conflitto attivo o nella fase vagotonica di
riparazione?". Ma sinora per nessun farmaco si è tenuto conto di questa questione.
L'intera faccenda diventa ancor più complicata in natura quan do sono in corso
contemporaneamente più conflitti biologici magari persino in fasi diverse. Facendo
un esempio nel caso della gotta vediamo: un carcinoma dei tubu li collettori,
dunque un conflitto "di esistenza/del profugo" in fase attiva, in sieme ad una
leucemia che è la fase di riparazione di un conflitto di svalutazione di sé; oppure
nel caso della bulimia abbiamo una combinazione di due conflitti at tivi,
ipoglicemia e ulcera gastrica. Quali farmaci, globuli omeopatici, gocce o polverina
possono essere in qualche modo efficaci qui? Forse si riesce eventualm ente a far
sparire qualche sintomo, ma non si tratterà mai di un reale effetto far macologico
o meno che mai di una guarigione. Così succede nel caso di ipertensione sanguigna,
che di fatto si può abbassare artif iciosamente con dei farmaci ma che ad esempio
per il "conflitto del liquido" ha il senso di compensare il buco formato dalla
necrosi (nella fase di conflitto at tivo) così da poter eliminare una sufficiente
quantità di urina e di urea. Fino a qu ando il conflitto è attivo anche la
pressione resta elevata e torna ad abbassarsi spontaneamente solo con la soluzione
del conflitto e la 122 123 formazione della cisti nella fase di riparazione. Ciò
avviene persino in caso di l unga durata del conflitto e con valori correlati
all'età senza assumere alcun farm aco. Per tutte le fasi pcl è importante sapere se
i sintomi scompaiono grazie a una com pleta guarigione o a causa di una nuova
recidiva che pure si manifesta con un ap parente miglioramento. La pseudoterapia
con veleno cellulare (chemio) somministrato in tali fasi pcl re gistra qui degli
ingiustificati "successi" sintomatici in quanto arresta stoltam ente i sintomi
sensati della guarigione, oltretutto assumendo i più pesanti veleni per l'intero
organismo. Ma anche tutti i cosiddetti metodi alternativi hanno un elemento in
comune con l a medicina sintomatica: il fatto che tutti i rimedi agiscono
presumibilmente a l ivello sintomatico (sia che si tratti di dosaggi omeopatici sia
nel caso di dosa ggi allopatici ovvero dando poca o molta sostanza, di prescrivere
Birkermùsli e vi schio oppure ossigeno, macrobiotica o fiori di Bach o quant'altro
possibile). In realtà l'unica azione possibile è tramite il cervello, ma ciò non
viene considerato. Anche ad argomenti come: "Signor Hamer, lei non può misurare
l'emotività dell'anima o come può essere contrario ai fiori di Bach che appunto
agiscono sul piano emotiv o...", posso soltanto rispondere: ovviamente posso
misurare l'emotività dell'anima . Vedo che in un determinato conflitto la persona,
che vive appunto un processo emotivo, in un certo punto del cervello mostra un
focolaio che è correlato al conf litto e ad una relativa modificazione nell'organo.
Con ciò ho definito, ovvero del imitato, l'ambito emotivo-animico, cioè non ho
bisogno di misurarlo quantitativame nte ma posso darne prova in modo scientifico.
Naturalmente ci sono anche i cosiddetti effetti placebo. Se si riesce a "vendere
bene" un farmaco ad un paziente, già solo per questo funziona all'80%, ma ciò non s
ignifica che la sostanza abbia una qualche efficacia bensì solo che la gente ci cr
ede. Anche quando si fa qualcosa di buon cuore per il paziente ciò gli è di
altretta nto giovamento, non importa quale nome diamo a tale procedimento
terapeutico. Il nostro errore derivava dal fatto che pensavamo sempre di dover fare
qualcosa, ad esempio perlomeno prescrivere i farmaci, non importa se a grandi dosi
o solo con una molecola. Eppure vediamo che gli animali malati nell'80- 90% dei
casi g uariscono spontaneamente, senza prendere alcun rimedio. Inoltre ci sia anche
consentito porre la domanda: come potrebbe un qualsiasi far maco risolvere un
conflitto, essendo questo, come ora sappiamo, il criterio più im portante? In quale
modo riusciremmo mai a produrre un programma speciale sensato della nat ura
servendoci di un qualsivoglia strumento? Se potessimo farlo allora, avanti,
presentatemi tali strumenti! Ma non possiamo farlo, non esiste tale possibilità.
Certe sostanze eventualmente possono avere solo un effetto di sostegno della fas e
di riparazione (sollievo), come ad esempio lo sciroppo contro la tosse, ma mai
guarire nel senso sinora comunemente accettato; e ricordate che la fase d i
riparazione incomincia subito a partire dalla soluzione del conflitto. La NUOV A
MEDICINA GERMANICA non è una disciplina parziale che potrebbe limitarsi ad esemp io
solo alla soluzione del conflitto delegando le complicanze ad altre disciplin e
parziali, bensì è una medicina globale che deve tenere d'occhio tutti gli stadi de
l processo patologico a livello psichico, cerebrale e organico. Al medico della
NUOVA MEDICINA GERMANICA si chiede anche di essere un "medico cr iminologo"
qualificato sul piano umano e molto preparato. Infatti la terapia del futuro
consisterà solo minimamente nella somministrazione di medicamenti, per lo più
consisterà invece nell'aiutare il paziente a capire la causa del suo conflitto b
iologico e della sua cosiddetta "malattia" e insieme al suo medico imparerà a trov
are la via migliore per uscire da tale conflitto o per non ricaderci più in
futuro . Ovviamente un simile medico sfrutterà tutte le possibilità utili per il
paziente, an che di natura farmacologia e chirurgica, ma solo se necessarie per
evitare event uali complicanze nel naturale processo di riparazione e soprattutto
agirà come se si trattasse di se stesso. La NUOVA MEDICINA GERMANICA è completa, si
basa unicamente su 5 leggi biologiche, senza nessuna ipotesi, ed è stata verificata
1'8/9 settembre dall'università di Trna va (Slovacchia) e convalidata 1'11
settembre 1998. Qualsiasi intervento vogliamo intraprendere deve essere in accordo
con queste 5 leggi naturali della NUOVA ME DICINA GERMANICA e pertanto se ci
saranno persone ancora convinte, per esempio, di poter rinforzare il "sistema
immunitario" con dei farmaci, posso soltanto con fermare che non hanno capito le
Leggi Biologiche della Natura. Nella medicina ufficiale attuale, compresa quella
alternativa, tutti hanno dei " successi" . Ci si immaginava che questi successi
fossero tanto più grandi quanto p iù giusta era stata la scelta dei farmaci. Ma il
successo non dipende dai medici, dai naturopati, dai guaritori o da altri terapeuti
bensì sostanzialmente dal pazie nte stesso. Ed è sempre il paziente a predispone
anche l'insuccesso perché entrambe le cose seguono sempre necessariamente le 5
leggi biologiche naturali della NUOV A MEDICINA GERMANICA. 124 125 Olivia prima
della chemio " terapia " Olivia durante la chemio" terapia " "Mai dovrà ripetersi
una cosa del genere. Mai più ad una famiglia dovrà essere inflitto un dolore così
profondo!" (Erika Pilhar, madre di Olivia) Il sistema immunitario Dunque ora che
sappiamo che i microbi non sono un esercito di nemici bensì sono am ici,
controllati dall'organismo in modo pianificato quali simbionti, che cosa re sta del
cosiddetto sistema immunitario, un esercito di "cellule killer" , fagoci ti,
linfociti T ecc., sostenuto da una squadra di sieroreazioni? O in altre paro le: a
che cosa si riduce il cosiddetto "sistema immunitario"? Risposta: ci sono solo
fatti e non il presunto sistema. Infatti il "sistema immunitario", questo c oncetto
nebuloso, indefinito, che viene applicato ovunque, indiscriminatamente s
ia nella fase di conflitto attivo che in quella di conflitto risolto, nei cancri ,
nei sarcomi, nella leucemia o nell'AIDS, in tutte quante le cosiddette "malatt ie
infettive", non esiste affatto nel senso in cui si era sin qui creduto. Anche
nell'AIDS, la cosiddetta "malattia da immunodeficienza" sarebbero coinvolt i in
modo determinante virus e linfociti T. Gli stessi virus HIV però non vengono mai
riscontrati nei malati di AIDS. Nessuno ha mai osservato una sintomatica spe cifica
relativa alla cosiddetta infezione da HIV come accade d'abitudine per il morbillo o
la rosolia. E' anche molto strano che l'AIDS quale presunta malattia virale debba
comportars i in modo del tutto diverso dalle altre malattie virali, che di fatto si
conside rano sempre superate quando il test degli anticorpi è diventato positivo,
cioè quand o la "malattia" è già passata. Risulta ovvio il fatto che tali sintomi
visibili si p resentano senza eccezioni in concomitanza con un'intera serie di
reazioni sangui gne e sieroreazioni; ma il fatto che non esista una "sintomatica
AIDS" specifica , naturalmente spalanca le porte all'arbitrio medico-diagnostico.
Se una persona non ha un test HIV positivo e ad esempio manifesta cancro,
reumatismo articolare, sarcoma, polmonite, diarrea, demenza, malattie fungine, t
ubercolosi, febbre, herpes o tutti i possibili sintomi neurologici o di carenza
endocrina, allora queste vengono considerate come delle "malattie" a tutti gli e
ffetti secondo l'opinione comune. Se però quella stessa persona ha un test HIV
positivo si parla subito di "sintomi da AIDS" maligni, si vorrebbe quasi dire
"metastasi di AIDS" che alludono alla m orte precoce e dolorosa del povero malato
di "AIDS". Per virus HIV, che non esiste (il presunto scopritore dell'AIDS, il
signor Monta gnier, in un'intervista fattagli da un periodico spagnolo nel 1995
ammette di no n avere mai visto un virus AIDS!), si intendeva sostanzialmente che
le persone c olpite dal "mortale flagello AIDS" alla fine morivano di cachessia e
panmielotti si, cioè non potevano più produrre sangue. Troviamo lo stesso processo
anche nel can cro osseo o meglio nel cancro che riduce Posso, ovvero nell'osteolisi
del sistem a scheletrico, che si accompagna sempre alla panmielottisi (anemia): il
conflitt o correlato è un particolare conflitto di svalutazione di sé diverso a
seconda della localizzazione nella porzione scheletrica interessata. La soluzione
di un tale conflitto di svalutazione di sé produrrebbe una nuova form azione di
callo nella osteolisi ossea ossia una ricalcificazione con segni di le ucemia. Però
si ammala di "AIDS" solo chi sa di essere positivo al test HIV o chi crede di
esserlo! E' strano che ancora nessuno abbia studiato questo fenomeno pur tanto
sorprenden te. L'intera questione deve dunque avere qualcosa a che fare con la
psiche. Dett o più precisamente: dato che le persone si ammalano visibilmente solo
quando si di ce loro che sono positive al test HIV, sarebbe davvero ora di provare
ad immagin arsi che cosa accade nella psiche di un paziente a cui è stata fatta una
diagnosi così catastrofica che ha una prognosi di mortalità al 50%! L'AIDS è
semplicemente una malattia inesistente data da un virus inesistente e si tratta
unicamente di una reazione di anticorpi contro lo smegma umano (sotto il prepuzio)
che viene prodo tto solo dagli uomini non circoncisi. L'AIDS è un grande imbroglio
con cui si poss ono uccidere le persone su richiesta (con AZT = chemio). Quando nel
settembre 19 95 in un'intervista in diretta alla televisione austriaca ho svelato
questo segr eto (tenuto molto ben nascosto), nel giro di mezz'ora è stato emesso un
mandato di cattura nei miei confronti in Austria, valido per 20 anni. Tra i 1995 e
il 1996, quando uscivo a cena con degli amici o dei pazienti, ogni volta venivo
pedinato dai poliziotti di Ròsrather (nei pressi di Colonia). I poliz iotti mi
aspettarono ben 15 volte, verso l'una di notte, davanti alla mia abitaz ione per
farmi un controllo dell'alcoolemia. Se avessi bevuto alcolici avrebbero avuto la
scusa per farmi l'esame del sangue e quindi obbligatoriamente il test HIV ed
avrebbero potuto dichiararmi "positivo" . La stampa non avrebbe chiesto d i meglio.
Infatti non c'è possibilità di difendersi perché tutti i laboratori per l'AI DS
appartengono ai "confratelli". Non esiste un laboratorio statale per l'AIDS. Il
capo della polizia di Ròsrather ha ammesso que127
126 sta porcheria, poi si è scusato e ha promesso di astenersene in futuro. Invece
ha permesso che mi facessero il "test notturno" per l'alcoolemia ancora due volte
per "ordine superiore" . Esattamente come ci è stata instillata la paura del cancro
dicendoci che è "maligno" così è accaduto anche per i "microbi maligni" . Sebbene
nel caso di epidem ia la paura non sia del tutto immotivata, ciò però non dipende
dai microbi ma dalla civilizzazione e, di nuovo, dalle sue numerose credenze
erronee. In sostanza per i microbi ci sono due possibilità: o i microbi sono tutti
endemici (per ciascuna regione), cioè ognuno li ha e nessuno può ricevere dei
microbi "nuovi" perché possiede già tutti quelli che si possono avere in quella
regione, oppure si impedisce con "l'igiene", l'isolamento e le vaccinazioni che le
persone vengano a contatto con i microbi e ne subiscano le conseguenze ( le tossine
ecc.). Quest a è la via tentata dalla nostra cosiddetta civilizzazione. In natura,
presso gli a nimali o i popoli primitivi in pratica non accade nulla di simile. Il
cosiddetto sistema immunitario, che ci eravamo immaginati come una specie di
esercito del corpo pronto a distruggere, come in una grande battaglia, le cellule
"maligne" del cancro e i microbi "maligni" in tal senso non esiste. Questa visione
è dovuta alla completa ignoranza riguardo alla realtà delle cosiddett e "malattie"
e alla totale incapacità di valutare e di inquadrare correttamente i numerosi segni
e sintomi in ambito sierologico ed ematologico. Per essere precisi non esiste una
"malattia" nel senso inteso ed insegnato nelle nostre università. Avevamo sempre
ritenuto che quelle che chiamavamo "malatt ie" fossero degli errori di "madre
natura" , che il presunto "sistema immunitari o" (concepito come un esercito di
difesa del nostro organismo) fosse troppo debo le. Si credeva anche che
all'insorgere del cancro il "sistema immunitario" fosse indebolito così che le
piccole cellule cancerogene maligne o i microbi potevano t rovare un varco per
penetrare nel tessuto e diffondersi. Allora diventava import ante mobilitare
l'esercito di difesa del nostro corpo, il cosiddetto "sistema im munitario", contro
lo squadrone di attacco dei microbi maligni o delle cellule c ancerogene che
volevano distruggerci. Tuttavia "madre natura" non commette errori, salvo errori
apparenti, fatti di proposito che hanno anche un loro senso, sebbene talvolta siano
accompagnati da manifestazioni debilitanti per il singolo individuo ma nello stesso
tempo risult ano vantaggiosi per l'equilibrio del suo gruppo. Dolori I dolori
costituiscono un capitolo particolarmente difficile. Esistono diverse qualità di
dolore: i dolori della fase di conflitto attivo e i do lori della fase di
riparazione. I dolori della fase di riparazione, che in linea di massima sono un
fatto positi vo, si possono combattere in modo efficace solo quando il paziente
capisce le co rrelazioni e li affronta come un se fosse un vero e proprio grosso
lavoro da com piere. In sostanza sia nell'uomo sia nell'animale i dolori hanno un
loro senso biologic o. Cioè la richiesta è che l'intero organismo e l'organo stiano
a riposo affinché la r iparazione possa avvenire in modo ottimale, come ad esempio
nella riparazione de l cancro osseo in cui la dilatazione del periostio durante la
fase di riparazion e provoca forti dolori. Questi dolori si manifestano
regolarmente con la dilatazione del periostio quand o l'osso produce edema nella
fase di riparazione. Sono un buon segno e un fenome no importante nella guarigione
biologica dell'osso perché tali dolori costringono l'individuo a tenere a riposo la
porzione scheletrica interessata che altrimenti correrebbe il rischio di
fratturarsi se sottoposta ad un carico o ad una sollec itazione eccessiva. E'
importante che il paziente capisca che i dolori alle ossa sono, in linea di
massima, qualcosa di positivo: infatti sono un segno sicuro d i guarigione.
Risultano particolarmente intensi solo con la cosiddetta sindrome,
con conflitto attivo "del profugo, per l'esistenza o del sentirsi soli e abband
onati" dove abbiamo ritenzione idrica dei reni concomitante alla fase di riparaz
ione leucemica di una osteolisi. Anche la tensione della capsula epatica causa
dolori durante il rigonfiamento de l fegato nella fase di riparazione epatica.
Durante la fase attiva le ulcere del la vescica, degli ureteri/uretra e del
bacinetto renale possono pure dare dolori sebbene minori analogamente all'ulcera
gastrica o duodenale. Oppure il carcinoma dei dotti lattiferi, che causa delle
fitte alla mammella nel la fase ca, mentre l'adenocarcinoma mammario provoca dolori
solo nella fase fina le della riparazione a causa del raggrinzimento cicatriziale.
Le donne allora ri feriscono di forti dolori con stilettate nel punto del nodulo,
il cosiddetto dol ore di cicatrizzazione. Questi dolori corrispondono a quelli
profondi del derma diretto dal cervelletto, che troviamo peraltro anche in tutto il
corpo a livello della sottocute (derma); il dolore è avvertito in modo
particolarmente forte nell o zoster in fase di riparazione. petoLa da citare ancora
il dolore di cicatrizzazione durante la fase finale cpli roribiamraizo.ione ad
esempio nella riduzione dell'ascite con formazione di una specie di "cotenna" che
rappresenta la fase di riparazione dopo il cancro del La maggior parte dei cancri o
delle cosiddette "malattie" viene di fatto sco- Pert a solo quando sono già in fase
di riparazione e causano perciò dolori o Ciò vale anche per il cancro dell'osso del
dente (dentina) che produce • i primi dolori quando appunto inizia la fase di
riparazione, analoga129 mente ai buchi nello smalto dentario che solo alla
riparazione comportano un'esa gerata sensibilità al freddo/caldo e al dolce/acido.
Anche nel cosiddetto reumatismo, che deriva da un conflitto di separazione bruta le
che infligge dolori e intorpidimento nell'area interessata, nella fase di rip
arazione si arriva a una cosiddetta iperestesia, un dolore continuo chiamato dol
ore reumatico. Per contro l'ulcera gastrica e l'ulcera dei dotti biliari, la cui
sensibilità dipe nde dalla corteccia sensoriale, causano dolori e coliche nella
fase di conflitto attivo. L'attacco di gotta con forti dolori si manifesta sempre
quando è presente contempo raneamente la combinazione di un carcinoma dei tubuli
collettori in conflitto at tivo e di un conflitto di svalutazione di sé risolto
(leucemia). Sarebbero inoltre da menzionare anche la crisi epilettoide nell'infarto
cardiaco, infatti in ques ta crisi il paziente rivive ancora una volta
all'acceleratore tutto il suo perco rso conflittuale la cui conseguenza sono i
forti dolori dell'angina pectoris nel l'infarto cardiaco. Tuttavia non vanno
confusi con i dolori dell'angina pectoris quelli che si manif estano a partire
dalla DHS durante la fase di conflitto attivo, che infatti scom paiono
istantaneamente con la soluzione del conflitto. Questi, se si vuole, sono
risolvibili a livello psichico (sempre premesso che il conflitto non sia rimast o
attivo per oltre nove mesi). Seguendo la medicina ufficiale si era sempre creduto
che dovessimo "curare" ques ti dolori cardiaci della crisi epilettoide e liberarne
il paziente. Era un grand e errore. Non sapevamo che questa angina pectoris aveva
il proprio senso biologico nella c risi epilettoide e che era del tutto decisiva
per la sopravvivenza. Infatti il " decorso normale" della crisi epilettoide decide
anche riguardo alla regolare rid uzione dell'edema e quindi anche rispetto alla
sopravvivenza. I cosiddetti inter venti di bypass sono un'estrema insensatezza. Di
fatto eliminano i dolori dell'a ngina pectoris, perché insieme con l'arteria
coronarica viene tagliato anche il ne rvo sensorio, ma è solo un effetto apparente.
In realtà la mortalità degli operati è sta tisticamente assai più alta rispetto a
chi non è stato operato. La stragrande maggioranza dei casi di morte per infarto
cardiaco avvengono duran te questa crisi epilettoide. Restano ancora da citare i
diversi dolori di capo: le emicranie o anche i temibi li dolori del trigemino che
si manifestano solo alla soluzione del conflitto, pe rlopiù tutti i dolori alla
testa che sono concomitanti ai relativi edemi cerebrali
. Sebbene in linea di principio ogni edema cerebrale si sgonfi di nuovo, perché è
solo di tipo passeggero come in sostanza ogni edema del corpo, il paziente può però
anch e morire a causa della pressione cerebrale prima che questo si sia di nuovo
svuo tato, ad esempio con una durata del conflitto molto lunga, una forte intensità
con flittuale o per il sommarsi di parecchi edemi perifocali contemporanei, a causa
di localizzazioni sfavorevoli o di recidive. Oppure dopo un conflitto di
svalutazione di sé generalizzato o quando nella fase di ripar azione (leucemia)
tutto il cervello (midollo cerebrale) è edematizzato (sindrome). Il panico causa i
dolori più terribili! Una volta avevo richiesto ad una università della Germania
occidentale una TAC cer ebrale per un malato di leucemia; i medici hanno solo
scosso il capo non capendo che cosa volessi mai fare con un esame così insolito e
per loro superfluo. Nessun paziente, più di un malato di leucemia, mostra una
maggiore sintomatica cerebrale . Ora con la NUOVA MEDICINA GERMANICA possiamo
distinguere esattamente a quale fas e della malattia appartenga il dolore, di quale
tipo sia, quanto a lungo durerà ec c. Nel caso del "cancro osseo" questo momento
coincide sempre con l'inizio di una f ase in cui in effetti si manifestano i dolori
più temibili, sebbene di regola sian o di durata limitata. Possono essere molto
ostinati e quindi richiedere una capacità elevata nell'assist enza emotiva! Ma
quanto meglio il paziente è preparato ad affrontare i dolori di r iparazione alle
ossa tanto più facilmente gli riesce di sopportare tali dolori. Qu anto più grande
è il panico tanto più forti saranno i dolori. E la sindrome, che causa i dolori
ossei effettivamente "insopportabili", si può comunque ridurre. I dolori senza
sindrome diventano improvvisamente sopportabili quando il pazient e urina di nuovo
normalmente. Il brutto è che nella medicina attuale tutti i pazienti che hanno il
cancro e fort i dolori ricevono la morfina o un farmaco simile alla morfina. Questa
morfina so mministrata nella profonda vagotonia può essere letale già con un'unica
iniezione. A ltera l'intero ritmo cerebrale in modo terribile e demoralizza del
tutto il pazi ente. Da quel momento anche l'intestino è paralizzato, cioè non può
più metabolizzare il cibo. Il paziente è privo di volontà e non si accorge neanche
che in pratica lo sta nno uccidendo proprio quando è già nella fase di riparazione
e che con un decorso na turale degli eventi sarebbe tornato ad essere sano già dopo
poche settimane. Poiché il dolore è un fatto soggettivo, ogni volta che diminuisce
l'effetto della morfina i pazienti avvertono i dolori in modo molto più intenso che
se non avessero affat to iniziato ad assumere la morfina. Come è noto le dosi di
morfina devono perciò ess ere di continuo aumentate. Quindi la somministrazione di
morfina è sempre una stra da a senso unico, un'uccisione a rate. Oro vi chiederete,
ma i medici non lo sanno? Ovviamente i medici lo sanno, ma assumono la posizione
dogmatica e anche comoda seguente: "I dolori sono l'inizio della fine, non c'è più
nulla da fare, quindi inco minciamo pure ad abbreviare la faccenda". La guarigione
naturale del cancro vien e ignorata puramente per motivi dogmatici, così il cancro
resta una malattia obbli gatoriamente mortale e il paziente continua ad essere
considerato una persona im matura che si può manipolare. Se però i Pazienti, in
seguito, valutano in retrospett iva il tempo relativamente breve 131 dei dolori,
sono grati che sia stata loro risparmiata la morte per morfina a cui avrebbero di
sicuro finito per soccombere dopo 2-3 settimane di somministrazion e (durante la
fase di riparazione) di: Morfina, Fortral, Valeron o Temgesic, Phe ntanyl (=
morfina in dose elevata) e cerotti di morfina. Se a un detenuto in pri gione si
dice che verrà giustiziato fra 2 settimane ciò solleva un enorme vortice di
compassione, persino per il peggiore delinquente. Ma se si dicesse a un pazient e
che sta per avere inizio la sua esecuzione sotto forma di iniezioni di morfina ,
con termine nel giro di 14 giorni, sono certo che il paziente preferirebbe sop
portare i suoi dolori piuttosto che lasciarsi uccidere.
Inoltre con la chemio si può interrompere bruscamente ogni processo di
riparazione , allora ovviamente i dolori scompaiono, questi sensati sintomi di
guarigione, m a i presunti successi consistono in realtà solo nell'impedire che
avvenga il proce sso di riparazione e ciò tramite un pesante avvelenamento di tutto
l'organismo e s empre con una mortalità "terapeutica" del 98%, come confermato dal
Centro tedesco di Ricerca sul Cancro di Heidelberg ( "Chemioterapia di Carcinomi in
Stadio Avan zato", Dr. Ulrich Abel, ed. Andromeda). Nei cancri diretti dal
paleoencefalo la crescita tumorale viene persino ancor più esasperata dalla chemio
perché il veleno cellulare, analogamente al cortisone, acc entua la simpaticotonia.
Per contro nei cancri diretti dal neoencefalo la sua ap plicazione è del tutto
insensata perché in tal modo si interrompe ogni processo di r iparazione. La
medicina ufficiale sinora non era stata in grado di fare una distinzione fra le
appartenenze ai diversi foglietti embrionali, altrimenti gli oncologi si sare bbero
accorti già da lungo tempo che la chemio poteva eventualmente avere un qualc he
effetto ma solo nella fase di riparazione, causando cioè un arresto della ripar
azione. La pseudoterapia con veleni cellulari (chemio) somministrata in simili fasi
di r iparazione rivendicava qui in maniera ingiustificata dei "successi"
sintomatici, che venivano ottenuti con molteplici effetti funesti: uno di tali
effetti è il fa tto che a quel punto la chemio deve essere proseguita per impedire
che tornino a manifestarsi i sintomi della riparazione (i dolori), cosa che
naturalmente ad e sempio nel caso del cancro delle ossa conduce a una tisi
(incapacità di emopoiesi) del midollo osseo e alla morte certa del paziente. Il
secondo pericolo ancora maggiore è quello che ad ogni somministrazione di chemi o,
l'edema cerebrale si contrae provocando così il pericoloso effetto a fisarmonic a.
In tal modo l'elasticità delle sinapsi delle cellule cerebrali diminuisce drast
icamente, esse si lacerano e possono causare la morte cerebrale del paziente per
apoplessia da citostatici. Il paziente che conosce la NUOVA MEDICINA GERMANICA non
prova più panico perché sopp orta con tutta calma i sintomi già prevedibili,
soprattutto quelli della fase di r iparazione. Egli sa che ogni singolo processo fa
parte di un programma speciale, biologico e sensato previsto da madre natura a
nostro vantaggio. Tipica immagine (TAC) di leucemia in un bambino
(demineralizzazione giovanile ge neralizzata) con midollo cerebrale a colorazione
molto scura. Questo ragazzino di 7 anni dopo la soluzione del suo conflitto con
testa calda e profonda vagotonia, fu trasportato in un piccolo ospedale presso
Heidelberg a c ausa dell'edema cerebrale acuto che si era manifestato. Dopo essersi
consultati con la clinica universitaria di Heidelberg, i medici dell'ospedale
rifiutarono p erò di dare al ragazzo il cortisone necessario e di raffreddargli la
testa. Di con seguenza il giovane morì di coma da edema cerebrale. 132 133
Marcatori tumorali La NUOVA MEDICINA GERMANICA non ha alcunaintenzione di
sostituire dei vecchi dog mi insensati con dei nuovi dogmi insensati, bensì
fornisce le indicazioni per la s ua applicazione sempre partendo dalla comprensione
delle correlazioni biologiche . Mentre in passato ci si preoccupava unicamente di
eliminare i sintomi fastidio si con qualche trucco o astuzia, ora sappiamo che
questi sintomi perlopiù arrecano minore disturbo non appena li abbiamo capiti ed
abbiamo imparato a classificarl i. Quindi l'affermazione da parte di qualcuno di
aver scoperto un sistema nelle malattie tumorali è profondamente erronea, come
abbiamo constatato ad esempio per i cosiddetti marcatori tumorali che, visti a
posteriori, risultano completamente insensati: in genere esprimono esattamente il
contrario di ciò che di fatto imput iamo loro. Il sistema ontogenetico dei tumori e
delle malattie oncoequivalenti i nfatti ci ha mostrato che senza la sua conoscenza
non è possibile capire le malatt ie tumorali perché, per ignoranza, non eravamo in
grado di suddividerle tra quelle appartenenti alla fase ca e quelle della fase pcl.
Gli organi diretti dal neoencefalo e gli organi diretti dal paleoencefalo, si co
mportano in modo esattamente opposto tra loro rispetto alla fase simpaticotonica
(di conflitto attivo) e a quella di riparazione vagotonica,. Dunque mentre gli
organi diretti dal paleoencefalo producono proliferazione cellulare nella fase d i
conflitto attivo, gli organi diretti dal neoencefalo prevedono riduzione cellu lare
in quella medesima fase. Nella fase di riparazione vagotonica tutto avviene
esattamente al contrario. Sin ora non lo si sapeva e nemmeno lo si era mai
immaginato. Questo sistema ontogene tico globale della NMG, in particolare dei
tumori, per la medicina ha un signifi cato paragonabile a quello del sistema
periodico degli elementi nelle scienze na turali. I marcatori tumorali sono dei
fatti che, in quanto tali, non vengono con futati dalla NMG ma hanno il grande
svantaggio di essere stati chiamati per la m aggior parte con il nome sbagliato.
Ciò a sua volta significa che i marcatori sono stati assimilati ad un giudizio
diagnostico. Secondo il libro del medico prof. Airg Birkmayer "Tumorbiologie"
(biologia tumor ale), Karger Verlag 1984, (il professor Birkmayer ha sottoscritto
la correttezza della NMG in un esame di verifica eseguito su sette pazienti il
09.12.1988 a Vi enna), possiamo interpretare i marcatori tumorali nel modo
seguente: "Per marcat ori tumorali si intendono tutti i criteri che danno delle
indicazioni riguardo a d un processo neoplastico. Fra questi rientrano i test
ematologici, citologici, ematochimici e sierologici. Soprattutto per motivi di
applicabilità, attualmente v engono impiegati per il controllo dei malati di cancro
di preferenza quei marcat ori che si possono rintracciare nel siero. Sono questi i
marcatori tumorali in s enso proprio. Il loro risultato è legato ad una premessa
importante: il componente che funge da marcatore deve essere prodotto in quantità
sufficiente dalla cellula tumorale ed essere da questa depositato nel sangue per
poter essere rintracciabile. Tale premessa è soddisfatta da tutti i marcatori
tumorali attualmente utilizzati n ella diagnostica di laboratorio. I più importanti
marcatori tumorali oggi corrente mente usati sono riassunti nella tabella XVI...
L'alf a-Ifetoproteina (AFP) è una glicoproteina con un peso molecolare di 70'000
Dalton: si forma nel fegato, nel sacco vitellino ed in alcune parti del tratto
gastrointestinale dei feti e rappr esenta la proteina principale in fase fetale
precoce. Le sue caratteristiche fis ico-chimiche assomigliano a quelle
dell'albumina. Negli adulti sani la concentra zione di AFP nel siero è inferiore a
7 U/ml. Ciò corrisponde a circa 10 gg/1. A fron te di ciò la concentrazione massima
nella quinta settimana di gravidanza ammonta a 2'000'000 U/ml, quindi circa 3 g/l.
Delle concentrazioni decisamente maggiori d i AFP si riscontrano nel carcinoma
primario delle cellule epatiche, nei tumori d elle cellule embrionali, nel
carcinoma del pancreas, dello stomaco e del colon. Anche nelle malattie epatiche
non maligne, ad esempio nell'epatite virale acuta, nella cirrosi epatica e nella
iperbilirubinemia neonatale sono stati riscontrat i dei tassi elevati di AFP." (pp.
206-207 del testo citato) Come si vede esistono dei cosiddetti marcatori tumorali
non specifici, più o meno specifici e specifici. La parola "marcatore" può essere
adottata senza esitazione. In linea di principio per ogni processo della crescita
tumorale o della fase di riparazione di qualsivoglia cancro si potrebbero trovare
tali marcatori non spe cifici e anche specifici. Il meno specifico di tutti è la
velocità di sedimentazione (VES). La medicina attuale però non è stata capace di
distinguere fra fase di conflitto att ivo e fase di riparazione di una malattia.
Ovviamente sapeva ancor meno dell'esi stenza di un senso biologico che si colloca
in una di queste due fasi. Così si è svi luppata una tabella di marcatori, alcuni
che aumentano nella fase di conflitto a ttivo ed altri che aumentano nella fase di
riparazione; i primi riguardano gli o rgani diretti dal paleoencefalo, i secondi
gli organi diretti dal neoencefalo. I n questo modo da fatti giusti derivavano
delle diagnosi errate o perlomeno ingan nevoli, infatti in linea di principio tutti
i marcatori della fase di riparazion e si potrebbero anche chiamare "marcatori di
vitalità". Ad esempio la beta-HCG costituisce la base per il test di gravidanza
utilizzato oggi, Valga un esempio per tutti: nella metropolitana un paziente fu
testimone di una brutale aggressione di cui fu vittima un altro viaggiatore; tentò
di difenderlo e fu a sua volta colpito duramente dai malviventi riportandone una
serie di gravi
conseguenze finendo persino all'ospedale. In questa esperienza scioccante (DHS) il
paziente patì una serie di conflitti, tra l'altro un conflitto di perdita con
teratoma al testicolo destro (diretto dal p aleoencefalo = proliferazione
cellulare) e necrosi interstiziale del testicolo d estro (diretta dal neoencefalo =
riduzione cellulare). Ebbe paura per la vita dell'altro viaggiatore che, gravemente
ferito, gli chiedeva aiuto e per il quale si senti responsabile. • 134 135 Tre
settimane dopo questa brutale aggressione si notò casualmente un rigonfiamento al
testicolo destro (fase di riparazione), cui si fece seguire un'amputazione del
testicolo e il suo esame istologico. Questo paziente improvvisamente passò senza
rendersene conto dal "binario dell'incidente" al "binario del cancro" . Avrebbe
finito per essere consider ato un "caso di metastasi" incurabile se proprio
all'ultimo momento non fosse st ato indirizzato alla NUOVA MEDICINA GERMANICA,
curiosamente grazie al suggerimen to del prof. . Klippel, presidente
dell'associazione per la "prevenzione biologi ca del cancro", in precedenza
presidente anche dei chemio-oncologi. Quando nel 1978, dopo la morte di mio figlio
Dirk, mi ammalai di un teratoma al testicolo destro, io pure, come questo paziente,
dicevo: "Prima non mi sono m ai ammalato gravemente... solo poco tempo dopo la
morte di mio figlio ho un rigo nfiamento testicolare e un teratocarcinoma" . Era
molto improbabile che potesse trattarsi di una casualità. Nel caso di un uomo che
ama suo figlio il conflitto di perdita è umanamente comprensibile, ma nel caso di
un giovanotto che patisce un c onflitto di perdita perché teme che un uomo a lui
del tutto sconosciuto venga colp ito a morte, questa reazione può essere capita
correttamente solo se si è anche in g rado di comprenderla dal punto di vista
biologico. Nel nostro caso il paziente a veva sia un teratoma sia una necrosi
interstiziale con cisti del testicolo nella fase di riparazione. Rispetto al suo
senso biologico il teratoma esprime la capacità atavica dell'uomo di partenogenesi
a fronte di un' emergenza biologica, cioè l'organismo nel caso di perdita di un
parente prossimo tenta di attivare questo programma biologico arc aico (aumentata
divisione cellulare: più spermatozoi). Però contemporaneamente si sv olge anche un
programma con necrosi interstiziale del testicolo il cui senso bio logico sta nella
fase di riparazione e grazie ad una cisti testicolare indurita produce una quantità
decisamente maggiore di ormone sessuale maschile (testosteron e) e stimola la
capacità nell'accoppiamento dell'individuo maschile in modo da pot er rimpiazzare
la perdita del bambino o della partner. Nel caso del nostro paziente i marcatori
dapprima non erano elevati perché il conflitto era durato per breve tempo e
l'operazione era stata fatta in tempi veloci. A una successiva recidiva però
(metropolitana) il conflitto evidentemente si protrasse, infatti il valore
dell'Alfa-Feto-Proteina salì a 70,5 U/ml. Se ci at teniamo a quanto descritto da
Birkmayer, ciò significa che questa volta il testicolo sinistro deve avere reagito.
Ai pazienti risulta molto difficile stabilire se il testicolo rimasto si è un po'
ingrossato oppure no dato che manca la possibilità di fare un confronto. Dato che
la NUOVA MEDICINA GERMANICA prende preferibilmente in considerazione come mezzi
diagnostici tutti i possibili metodi di indagine non invasivi, in linea di princ
ipio è portata a prendere in considerazione questi marcatori. Come si sa nel caso
di questo nostro paziente, i marcatori che di fatto non significano in sé nulla di
negativo hanno però causato al paziente un enormepanico q uando gliene è stata data
notizia con conseguente formazione di focolai tondi al p olmone (conflitto di paura
di morire). Io stesso ho visto morire molte persone che in realtà erano quasi
guarite per il s olo fatto che erano stati accertati degli "aumenti" dei marcatori
tumorali ed er a stato loro comunicato. Cadevano nel panico totale di paura di
morire e dopo br
eve tempo avevano i polmoni pieni di focolai tondi. In seguito, per ulteriori
"diagnosi di metastasi", entravano in un ciclo vizioso sempre più grave ed alla
fine morivano. Una simile presunta "diffusione di metast asi " , che ci si
immaginava avvenisse tramite le vie linfatiche, ha condotto al la convinzione
erronea che le cellule metastatiche dal testicolo "nuotassero" fi no al polmone
passando lungo i linfonodi paraortali e lì formassero delle metastas i al polmone
in forma di focolai tondi (endodermici). Solo i medici tradizionali "ortodossi"
possono prendere per buona un'idea così assurda e fantasiosa secondo la quale con
la migrazione delle cosiddette cellule cancerogene, le cellule di t eratoma
avrebbero pure dovuto cambiare per ben due volte il loro foglietto embri onale di
appartenenza, quindi: Endoderma > mesoderma > endoderma e due volte la fase di
decorso: fase ca > fase pcl > fase ca e nel caso della necrosi interstiziale del
testicolo ancora più volte. Comunque a parte questo, di fatto una necrosi non è
affatto in grado di disseminare delle cel lule capaci di mitosi che poi siano in
grado di cambiare anche la loro derivazio ne da un dato foglietto embrionale
all'altro. Ma noi medici abbiamo creduto possibile una simile assurdità, io stesso
l'ho credu to ancora nel 1979 quando mi decisi per l'intervento chirurgico consueto
per la medicina ufficiale e per un pelo non morivo di una peritonite purulenta
(fase pc l dopo conflitto di attacco virtuale contro il ventre, sentito però
realmente). In seguito mi fu comunicata una prognosi di sopravvivenza inferiore
all'1%. Second o la NUOVA MEDICINA GERMANICA si deve imparare a valutare in modo
completamente nuovo e sensato questi "marcatori" che, in quanto fatti, sono
ovviamente inconfu tabili. Dobbiamo classificarli secondo i diversi foglietti
embrionali e secondo le due diverse fasi di decorso. Solo così possono esserci
d'aiuto e non causare più nessun panico al paziente. In sostanza nessuno era in
grado di riconoscere le co rrelazioni del cancro a Partire dal fatto in sé poiché
non si faceva nessuna distinz ione fra la fase di stress di conflitto attivo,
caratterizzata dai suoi propri s intomi, e la fase di riparazione vagotonica dopo
la soluzione del conflitto. Anc he le reazioni psichiche per queste due fasi sono
ovviamente completamente diffe renti! Per ignoranza del sistema ontogenetico dei
tumori, il criterio della Proliferazi one cellulare nel cancro, quindi parimenti
nel cancro intestinale, nei tumori ov arici (cisti) o nell'osteosarcoma, ha indotto
a considerare delle fasi e delle m anifestazioni patologiche del tutto diverse
riducendole ad un comune denominator e che però non poteva esistere. In seguito
paziente sopra citato scrisse in una le ttera indirizzata al professor " Sono u
samente convinto che l'aggressione da me subita il ... è la causa dell'in137
Folgende 5 irzte haben am 9.12.1988 eine gemeinsame Uberprufung der Reproduzierb
arkelt der EISEPUEN REGE7, DES KREBS in Wien durchgefUhrt. ELISABETH M.ROZKYDAL Dr.
med. prakIlscher And •90Y 4,&/f 72C t(j VVi6ung Tel: 62 66 57/39 WIEN sorgenza
della mia malattia. Fino a quel momento sono stato un uomo sano e non h o notato
nessuna alterazione nel mio testicolo..... UMVPRDFESWIR DDR. JÒRG BIRKMAYER
FACMARZT FUR LABORMENZIN A-1090 WIEN, SCHWARZSPANIERSTR.15 TEL 62 2367, 4266 57,
4267 39 77/V ‘4"1-ri e8).r/4 ?-32 Es wurden 1•egesamt 7Patienten untersucht. Die
Untersuchung batte den ausdrUcklich
en Zweck, festzustellen, ob alle Krankheitsbilder und Krankheitsverlkufe dieser
Patienten, die an Kreba, Multipler Sklerose und KrebsHquivalenten (Morbue Crohn
u.a.) erkrankt waren, eindeutig nach der EISERNEN REGEL DES KREBS verlaufen ware n.
Dico wer eindeutig der Fall, und zwar auf ellen 3 Ebenen, der psychischen, die d
urch die anwesenden Patienten ahgeklart werden konnte (Konfliktanamnese), der ce
rebralen Ebene, die durch die vorliegenden Hirn-CT-Bilder demonstriert werden
konnten, und der organ ischen Ebene, die durch vorliegende Rdntgenbllder und
Klinikebefunde gesichert w aren.. Die meisten Patienten batte Herr Dr. Hamer vorher
nicht gekannt. Die Zusammenhange waren Uberzeugend. Wien, den 9. Dezember 1988
Verifica del massimo biologo di tumori in Austria 15 medici firmatari del documento
hanno verificato a Vienna il 9/12/19881a ripro ducibilità della LEGGE FERREA DEL
CANCRO. Sono stati esaminati in tutto 7 pazienti, le indagini avevano come chiaro
scopo di determinare se tutti i quadri clinici e i decorsi delle malattie di questi
pa zienti che erano affetti da cancro, sclerosi multipla e malattie oncoequivalenti
(morbo di Kron e altri), seguissero in maniera univoca il loro decorso secondo la
LEGGE FERREA DEL CANCRO. Questo fu chiaramente dimostrato e per la precisione su
tutti i 3 livelli: quell o psichico che ha potuto essere investigato grazie alla
presenza dei pazienti (a namnesi conflittuale), quello cerebrale grazie alle TAC
cerebrali disponibili e a livello organico grazie alle lastre e ai reperti clinici.
Il dottor Hamer non conosceva la maggior parte dei pazienti. Le corrispondenze
erano convincenti. Vienna, 9 Dicembre 1988 Il professor Jòrg Birkmayer è
considerato il massimo esperto di biologia tumorale in Austria. Come mi è stato
riferito dalla dottoressa Rozkydal, egli è stato barbarame nte punito per questa
sottoscrizione dai suoi confratelli di loggia. La sua casa è stata incendiata, sua
figlia che voleva salvare il cane è morta intossicata dai f umi. La "pseudo
terapia" irradiante La cosiddetta "terapia irradiante" aveva lo scopo dichiarato di
eliminare il nod ulo tumorale o il tumore carcinomatoso bruciandolo. Questa
prescrizione orientat a puramente alla eliminazione del sintomo ora viene meno. Ciò
nonostante in alcuni casi in cui un linfonodo, che comporta solo dei disturbi
meccanici e richiedere bbe un grosso intervento chirurgico per la sua asportazione,
può essere eleganteme nte irradiato in modo che non causi più degli impedimenti
meccanici. Perciò invece di distruggere tutti gli apparecchi per l'irradiazione al
cobalto si dovrebbe tenerne almeno qualcuno per questi casi particolari. Ovviamente
in un primo momento risulta difficile liberarsi di tutta questa zavorra, chiudere
due terzi dei costosi ospedali dove si eseguono degli interventi chirurgici
mutilant i e dove i trattamenti postoperatori "usque ad finem" sono la regola. Ogni
pazie nte è felice quando riesce a fuggire ancora vivo da un simile posto di
orrore. Tutto ciò cambierà con la NUOVA MEDICINA GERMANICA. Le irradiazioni
radioattive Le irradiazioni radioattive che ad esempio si sono sprigionate con
l'incidente d i Cernobyl distruggono indiscriminatamente le cellule del corpo, dove
però le cell ule embrionali e le cellule del midollo osseo sono quelle maggiormente
colpite p erché per loro natura si dividono più velocemente delle altre. 139 Se il
midollo osseo, in cui si genera il sangue, viene danneggiato e il corpo pr ovvede
ad un' azione riparatrice allora abbiamo una leucemia che in linea di pri ncipio è
la stessa leucemia che troviamo nella fase di riparazione dopo osteolisi causata da
un conflitto di svalutazione di sé. Dopo una irradiazione radioattiva anche qui
prende avvio la fase di riparazione, che si manifesta tra l'altro con un aumento
dei leucociti che analogamente s
i normalizzano di nuovo al termine della fase di riparazione. Non so se sia
riscontrabile anche un edema cerebrale generalizzato. A rigore dobbiamo dunque dire
che i sintomi sanguigni della leucemia non sono specifici, cioè si presentano non
solo nel caso del cancro bensì in ogni riparazione del midollo osseo. E il fatto
che di rado qualcuno dei malati di leucemia riesce a sopravvivere dipende solamente
dagli ignoranti medici-scolari che con la chemio e le irradiazioni distruggono
l'ultimo residuo di midollo osseo ancora presente. Dunque, un midollo osseo già
compromesso da raggi radioattivi viene ulteriormente danneggiato ed avvelenato
"terapeuticamente" . E' un'evidente follia! La medicina scolastica anche qui parte
dal presupposto erroneo che i leucociti n on possano tornare a valori normali per
via naturale e quindi tenta appunto di f are una "terapia" con la chemio. In breve:
la radioattività è negativa, distrugge le cellule ma non causa il cancro.
Alimentazione sana E' pure insensato presumere che un' alimentazione sana possa
impedire la crescit a del cancro. Va da sé che ovviamente un individuo ben nutrito,
persona o animale che sia, risulta meno soggetto a mantenere ogni tipo di
conflitto. Così come un ri cco si ammala 10 volte meno di cancro rispetto ad una
persona povera, perché il ri cco naturalmente può risolvere con il denaro molti più
conflitti, anche l'animale fo rte e sano corre un minore rischio di cancro rispetto
all'animale vecchio e malato. Ovviamente! Questo rientra nella natura delle cose.
Ma non è l'età ad essere carcinogena bensì l'animale vecchio è semplicemente più
debole. Il vecchio cervo indeb olito viene scacciato dal suo territorio più
facilmente rispetto al cervo più giovan e che si trova nel pieno delle sue forze.
Biopsie e ago-aspirato Secondo le conoscenze della NUOVA MEDICINA GERMANICA, che
portano alla luce il f atto che anche nel caso di un cancro, per ogni determinato
punto dell'organo si riscontra sempre la medesima formazione istologica, le biopsie
diventano in prat ica del tutto superflue (vedi intervista con il prof. Pfitzer,
pagina ex 273). In base alle nostre esperienze sappiamo che la tomografia
computerizzata 140può dare informazioni più sicure riguardo a una formazione
istologica che non una biopsia. Una biopsia eseguita in caso di sarcoma osseo
costituisce quasi sempre l'inizio di una catastrofe. Infatti il liquido calloso che
si trova sotto pressione ora s i apre un varco attraverso il periostio leso (la
saldatura del periostio scoppia ) nel tessuto circostante causandovi un enorme
sarcoma. Se non si fosse fatta alcuna biopsia, il tessuto circostante sarebbe
"solo" gonf iato esternamente perché il liquido fuoriesce (trasuda) attraverso il
periostio ma non le cellule del callo. Avremmo poi un processo, come ad esempio nel
caso di un reumatismo articolare acuto, che dopo un certo tempo regredisce di nuovo
spon taneamente. Una biopsia può avere delle conseguenze fatali ad esempio là dove
un cosiddetto asce sso freddo, cioè ad esempio un carcinoma della ghiandola
mammaria in fase pcl, si apre verso l'esterno a causa della punzione del seno. Ne
deriva una suppurazione tubercolotica maleodorante dalla mammella. E così quando
l'osteolisi che si trova in riparazione viene aperta e trattata con la
chemioterapia con il risultato di impedirne solo momentaneamente la riparazio ne
cioè l'ulteriore fuoriuscita di liquido calloso, alla fine si arriva perlopiù all
'amputazione. Anche nel caso della punzione della mammella si finisce spesso con
l'arrivare ben presto ad amputare. In futuro, con la NUOVA MEDICINA GERMANICA,
biopsia e ago-aspirato resteranno ri servati soltanto a casi eccezionali, molto
rari. Interventi chirurgici Gli interventi chirurgici attualmente eseguiti, sono in
gran parte delle cosidde tte operazioni tumorali. Il chirurgo nei suoi interventi
si basa sul verdetto de gli istologi che dichiarano se un processo è benigno o
maligno. Nel frattempo noi però sappiamo che tutte le necrosi dirette dal midollo
cerebrale nella fase pcl pr
oducono dei tumori sin qui detti maligni: quindi linfomi, osteosarcomi, cisti re
nali, cisti ovariche, che per la NMG sono tutti "tumori di riparazione " , cioè de
lle innocue proliferazioni cellulari che è consentito operare solo quando causano
degli impedimenti meccanici o sono psichicamente inaccettabili per il paziente. Nei
tumori diretti dal paleoencefalo attualmente abbiamo ancora bisogno del chir urgo
(come ne abbiamo del cacciatore nel bosco da quando non ci sono zione del
conflitto. più i lupi che divorano la fauna) perché di recente non abbiamo più
micobatteri (TBC) come risultato di una "igiene" eccessiva: a questo propodelsito
si devono fare delle chiare distinzioni, ad esempio valutare la grandezz a tumore
intestinale e cosa potrebbe provocare se si arrivasse ad una solu- :e _e senza di
tu TBC non possano insorgere delle complicanze. oremeorae èncora relativamente
piccolo si può ritenere che anche in grande e può causa re in qualsiasi momento
un'occlusio141 ne meccanica intestinale, si deve valutare molto attentamente se sia
prevedibile la fase pcl e se si possa sperare che nell'evento di riparazione, si
inserisca al più presto una tubercolosi. Tuttavia occorre spiegare al paziente che
ciò comport a un rischio come del resto anche nel caso dell'operazione. La scelta
va sicuram ente a favore dell'intervento chirurgico qualora il paziente si trovi
ancora nel la fase ca; infatti nella fase pcl l'anestesia comporta un rischio
notevolmente più elevato a causa della vagotonia (per il phentanyl = morfina
contenuta nel prod otto narcotico). Nelle cisti ovariche e renali che decorrono un
po' come il ritmo di una gravidan za e richiedono nove mesi prima di indurirsi, non
è consentito operare durante que sti nove mesi perché in tale periodo le cisti
aderiscono agli altri organi addomin ali dove si approvvigionano di sangue
temporaneamente in mancanza di un proprio sistema vascolare arterioso e venoso.
Sinora questo processo biologico è stato mal interpretato come "crescita tumorale
maligna infiltrante". Intervenendo chirurgicamente creavano loro stessi la prova
che queste "porzioni tumorali" infiltranti erano particolarmente "maligne" perc hé
inesorabilmente continuavano a rispuntare ancora per il resto dei nove mesi e i n
seguito si doveva operare di nuovo. In simili interventi precoci nell'ignoranza
della medicina attuale si asportavan o subito tutti gli organi "infiltrati" così
che alla fine spesso dell'addome riman eva soltanto un torso vuoto. Qui non
vogliamo nemmeno parlare dei conflitti patiti di conseguenza da questi p overi
pazienti. Se invece si aspetta che siano trascorsi i nove mesi, le piccole cisti
che non superano i 12 cm non si opereranno affatto perché hanno la funzione di
produrre ormoni o di secernere urina, come appunto è previsto dall'organismo. Solo
in presenza di problemi meccanici al termine dei nove mesi si può procede ad
un'operazione poiché tutte le aderenze nel frattempo si sono staccate spontaneamen
te e la cisti è circondata da una capsula dura. Le cosiddette "sostanze
cancerogene" Non esistono sostanze cancerogene. Gran parte delle statistiche sul
cancro rigua rdano i presunti carcinogeni. Le statistiche che riguardano le
sostanze cancerog ene di regola sono state prodotte, come già detto, facendo degli
esperimenti sugli animali, con ciò non riconoscendo agli animali da laboratorio che
posseggono una psiche ed una intelligenza. Così per ignoranza nelle disposizioni
sperimentali non ci si chiedeva mai se il ge nere animale sottoposto a
sperimentazione avesse un codice cerebrale biologico s pecifico né si intraprendeva
una ricerca comportamentale per rispondere alla doman da se già la disposizione
sperimentale stessa ovvero il contatto con una determina ta sostanza potesse
scatenare una DHS nell'animale sotto esperimento. Oppure se già il comportamento
degli animali da laboratorio, trattati in condizioni spesso d el tutto improprie,
potesse essere di per sé un fattore capace di scatenare molteplici conflitti che
forzatamente avr ebbe quindi deformato qualsiasi esperimento. Ovviamente oltre a
ciò occorre consid erare anche, in particolare, la complessa questione della
trasferibilità di simili risultati sperimentali dal campo animale a quello umano in
generale.
Ricordo qui solo la presunta cancerogenicità della formaldeide e con quali enormi
conseguenze è stata gestita questa sperimentazione che ha scatenato un'isteria di
massa nei confronti di questa sostanza. Per un anno si è spruzzata più volte al
gior no una soluzione di formaldeide in concentrazione mille volte maggiore sul
muso dei ratti che già normalmente cercano di tenersene alla larga. Tutti i poveri
anim ali patirono una DHS e svilupparono un'ulcera della mucosa nasale. Una parte
deg li animali dell'esperimento fu uccisa subito al termine della tortura. Nella
lor o mucosa nasale si trovò solo (purtroppo) delle ulcere "benigne", dunque
nessuna m itosi. Invece negli animali che vennero uccisi solo 4 settimane dopo la
tortura si trovarono (che gioia!) delle alterazioni molto maligne della mucosa
nasale: c ioè delle vere mitosi, vale a dire la riparazione della mucosa. Con
stupido gaudio si diceva: la formaldeide causa il cancro, non importa se solo 4
settimane dopo la tortura (questo però non veniva detto). Questa è la
"pseudoscienza" (= ignoranza ) medica demenziale al cubo. Si sa anche che non può
prodursi nessun cancro negli organi i cui collegamenti con il cervello sono stati
recisi. Ciò nonostante nel frattempo si è insensatamente cer cato di individuare
quasi 1500 sostanze ritenute cancerogene che sono state fatt e diventare tali solo
tramite simili sperimentazioni idiote sugli animali. Ciò non significa che tutte
queste sostanze non siano velenose per noi, però non cau sano il cancro, perlomeno
non senza il coinvolgimento del cervello. Infatti sino ra si è presunto che il
cancro fosse il risultato casuale di cellule impazzite in un organo. Qualora si
voglia considerare o persino confrontare la psiche degli a nimali e degli uomini si
deve immaginare che nel nostro grande computer/cervello sono codificati dei
conflitti molto diversi per le differenti specifiche necess ità della vita. Se
gettiamo in acqua qualcuno che non sa nuotare, questi si fa pre ndere dalla paura
di morire, ma se facciamo la stessa cosa con un'anatra, questa si sente subito
liberata da ogni paura. Se mettiamo una persona in un'auto lei ci si trova bene ma
se vi rinchiudessimo un'aquila le verrebbe la stessa angosci a di morire che
coglierebbe anche l'essere umano se lo mettessimo nel nido di un 'aquila. Di fatto
la paura della morte in quanto risultato è paragonabile per tutti, nella psiche,
nel cervello e nell'organo per il fatto che causa sempre dei focolai ton di al
polmone, ma il motivo che scatena la paura è codificato in modo molto divers o. La
paura di morire è sempre la stessa ma essa insorge nei diversi esseri vivent i con
situazioni particolari della vita del tutto differenti. Ne deriva che è nece ssario
osservare la natura peculiare e la psiche di ciascun essere vivente. Pertanto non
solo tutti gli esperimenti sugli animali sin qui condotti sono 142 143 stati del
tutto privi di senso, bensì lo saranno anche in seguito perché l'animale, il nostro
compagno di vita, ha un'anima come gli esseri umani. Negli esperimenti sugli
animali, facenti parte della cosiddetta "ricerca sul cancro" , si crede d i poter
trascurare il fattore della psiche di un animale proprio come, d'altra p arte,
nella medicina scolastica non la si considera neanche per l'uomo nel caso di una
malattia tumorale. Per i medici tradizionali la malattia tumorale consiste solo in
una crescita loc ale di cellule che si devono eliminare e credono che questa sia la
giusta terapia per il cancro. In realtà però la psiche con i suoi molteplici
conflitti biologici è il passaggio obbl igato per l'insorgenza di un cancro che poi
tuttavia ha un decorso sincrono,cont emporaneo, in psiche, cervello e organo. Ora
se non si tiene conto di questi conflitti, l'intera malattia tumorale appare come
la cosa più insensata e arbitraria, una crescita furiosa di cellule degenera te,
mentre invece ha una comprensibilità ed una regolarità biologica addirittura
matematica. La convinzione che il fumo o che l'anilina causino il cancro o cose
simili è basat a su delle pure ipotesi che non sono mai state provate e non sono
comprovabili. In breve, non esistono affatto prove di sostanze cancerogene che
agiscano dirett amente sull'organo senza la partecipazione del cervello. Possiamo
ancora aggiung ere: se esistessero delle sostanze cancerogene con cui noi ingenui
apprendisti s
tregoni potessimo scatenare dei programmi speciali, biologici e sensati, allora
potremmo ritenerci degli dei della biologia. Ma vediamo che siamo solo dei picco li
e sciocchi allievi "medicinici" . Così questi poveri animali, nostri compagni di
vita, sono torturati inutilmente con sperimentazioni insensate. 144Esperimenti
sugli animali una vergogna per tutta la nostra epoca Il bisogno degli uomini di
capire il linguaggio degli animali è vecchissimo. Sin d all'antichità sappiamo
dalla religione degli Ittiti, degli Indiani, dei Greci e de i Germani che per la
maggior parte l'essere umano aveva un rapporto molto strett o con gli animali, ad
esempio consideravano i loro cavalli addirittura come degl i amici. Ciò subì una
profonda modificazione quando si imposero il giudaismo e la sua derivaz ione, il
cristianesimo, il cui disprezzo per gli animali mise termine ad ogni di alogo con
loro e degradò tutti gli animali e le piante a beni puramente commercial i che si
possono sfruttare e vendere. Così facendo, l'umanità si è imbarbarita ed impo
verita. Il dialogo con i nostri animali è distrutto e per giunta viene loro negato
di possedere non solo un'anima ma anche un proprio linguaggio, eppure chiunque sia
amico dei cani sa ad esempio che un cane parla con tutto il suo corpo e vien e
anche capito dai suoi simili. Si esprime con la coda che può alzare o abbassare e
con cui scodinzola, si esprime con il pelo rizzandolo, con i gesti e con gli o
cchi, mostrando i denti o muovendo le orecchie, e parla con delle azioni rituali :
ad esempio, si assoggetta all'avversario vincitore offrendogli la gola da mord ere.
Ovviamente non siamo in grado di udire questa parte della sua "lingua", tut tavia
il cane la usa per parlare. E così fanno tutti gli animali tra di loro secon do la
loro specie particolare, non sono più stupidi di noi solo perché usano una lin gua
differente, bensì sono soltanto diversi. I nemici degli animali dicono: "Ah, gli
animali non possono sentire nessun dolor e, gridano solo per istinto, si tratta
solo di un riflesso, si può certo fare in m odo che non possano più gridare". Ma
anche nella tortura silenziosa, durante gli e sperimenti su di loro, i nostri
compagni gridano perché gli animali hanno una psic he proprio come noi esseri
umani. Un criceto non si inquieta per il fumo che nel suo ambiente naturale di
solito n on comporta rischi per lui perché vive in buchi sottoterra e quindi non ha
svilupp ato un codice di panico. Un topo invece si eccita tantissimo quando sente
odore di incendio o di fumo di sigaretta. In passato quando bruciava il solaio
tutti i topi scappavano dalla casa in un la mpo, ancor prima che qualcuno notasse
l'incendio. I topi hanno un naso tsreonisi oibilteonaldli'oadlopreoldmi obnrueciato
ed un codice di panico innato, quindi p ossono chi anni si sono affumicati con il
fumo di sigaretta migliaia di criceti per t riscontratoche nemmeno un solo animale
aveva sviluppato un carcinoma dell'epitelio patire una DHS a causa del fumo, cioè
un conflitto di "paura di mori re" con focolai Nei criceti è tutto diverso: nel
corso di un grosso esperimento durato par ecutta la vita, mentre un altro gruppo di
controllo non veniva affumicato. Si è pavimentoso bronchiale né dei focolai tondi
al polmone, e che i criceti affumicati avevano vissuto notevolmente più a lungo di
quelli di connon affumicati. Però l'esperimento venne messo a tacere ossia 145 Mi
permetto di fare la prognosi che gli esperimenti sugli animali nel prossimo futuro
dovranno essere considerati una vergogna per tutta la nostra epoca ed una
testimonianza della nostra indicibile ignoranza. relativizzato: cioè se si
affumicavano dei topi di laboratorio (discendenti di que lli domestici) con il fumo
di sigaretta, solo in pochi animali si riscontravano dei focolai tondi ovvero il
cancro alveolare che l'uomo e i mammiferi manifestav ano se patiscono un conflitto
di "paura di morire". Allora si disse: "Certo, il fumo se anche non provoca il
cancro ai bronchi causa però quello al polmone" ; da allora in riferimento al fumo
non si parla più di carcinoma bronchiale bensì sempre
di cancro al polmone. Con le statistiche si può mentire così facilmente! I
ricercatori americani spruzzavano sul naso dei ratti, che è il loro organo più sen
sibile, una soluzione di formaldeide quella che si usa per disinfettare, che già n
ormalmente è molto sgradita agli animali, ad una concentrazione di mille volte mag
giore, per un anno, più volte al giorno. Le povere bestie tormentate nel modo più
te rribile con questo trattamento evidentemente pativano una DHS e sviluppavano un
cancro della mucosa nasale. Risultato della ricerca: la formaldeide è cancerogena.
Si sarebbe potuto ottenere lo stesso effetto anche con una sperimentazione fatta su
delle persone a cui analogamente per un anno più volte al giorno si fosse spru
zzata sul naso della m... , ovviamente arrivando alla rigorosa conclusione che l a
m... è cancerogena. Ci si ricorderà di certo le numerosissime conseguenze purtroppo
scatenate da quest a sperimentazione insieme ad un'isteria di massa riguardo alla
formaldeide. A ne ssuno però venne in mente quanto è ripugnante questa sostanza per
i poveri ratti che perciò avevano patito un cancro della mucosa nasale con DHS. La
medicina ufficiale sinora ha fatto le sue cosiddette scoperte sempre solo per via
statistica. Fintantoché i fatti vengono considerati nel loro complesso la sta
tistica è legale, ma se si collegano causalmente dei fatti statistici di ordine di
fferente subentra l'errore, ad esempio: - i pastori del Caucaso si ammalano poco di
cancro - i pastori del Caucaso mangiano molto formaggio pecorino. Conseguenza
statistic a: il formaggio pecorino è anticancerogeno, impedisce l'insorgere del
cancro (Lavo ro scientifico dell'Ordinariato per la profilassi del cancro
dell'Università di He idelberg/Mannheim). Ovviamente sin qui non esiste ancora
nessun tipo di statistica dal punto di vist a della NUOVA MEDICINA GERMANICA, qui
entrerebbero in gioco delle spiegazioni de l tutto diverse che si potrebbero per
giunta provare con totale precisione. Ne deriva che si deve tenere in
considerazione la natura e la psiche individuale di ogni essere vivente per poter
valutare la possibilità di una situazione confli ttuale. Se in un centinaio di cani
bassotto femmina con cancro alle mammelle si esegue u na TAC dei polmoni e
altrettanto si fa per cento donne che hanno un carcinoma ma mmario, si trova che in
entrambi i gruppi nel giorno della diagnosi non ci sono focolai polmonari. Due mesi
dopo in moltissime delle donne, a causa della brutal ità della diagnosi, si
riscontra un adenocarcinoina polmonare. Per contro fra le cagne non c'è nemmeno un
caso perché queste per fortuna non hanno potuto capire la diagnosi cioè: carcinoma
secondario (cosiddetta metast asi), e quindi non hanno provato panico. L'animale
avverte la maggior parte di questi conflitti biologici in modo reale, mentre l'uomo
spesso li avverte in modo traslato. Per l'animale il boccone che n on può
inghiottire è effettivamente un pezzo di cibo, invece per l'uomo può trattarsi
anche di una somma di denaro o di una vincita al lotto. Questi conflitti biologici
vanno compresi solo in senso evolutivo come conflitti arcaici che in linea di
massima sono analoghi nell'uomo e nei mammiferi. Ciò ci d imostra che ci sentiamo
vicini al cane, al cavallo o alla mucca, che possiamo co municare con loro e
avvertirli come "quasi umani". Patiamo anche il medesimo conflitto di perdita
quando il nostro partner, persona o cane, muore. Quando ad esempio un cucciolo di
cane è malato, la donna (femmina umana) patisce u n "conflitto del nido, di
preoccupazione madre/bambino " con cancro al seno sini stro se è destrimane. A
rovescio anche l'animale avverte dei conflitti biologici p er noi esseri umani in
quanto partner ecc. Spero che con la conoscenza dei contenuti conflittuali
incominci finalmente una nuova era per il rapporto fra uomo e animale; lontano dal
terribile modo di conc epire l'animale come un oggetto, che ha avuto come suo
culmine orribile la distr uzione di molte specie animali e la sperimentazione su di
essi del tutto inutile , una vergogna per l'intera umanità, come pure la perversa
strage di animali per n ulla necessaria nei nostri brutali macelli, una vergogna
per noi uomini! Le bist ecche di soia sono altrettanto buone! Tutti gli esperimenti
sugli animali che oggi vengono eseguiti, sono solo una tor
tura priva di senso perché si ritiene che non esista una psiche negli animali. Di
recente la cosiddetta ricerca sul comportamento sta assumendo sempre maggiore im
portanza. Impariamo almeno a capire di nuovo molte cose che prima ci erano diven
tate del tutto incomprensibili. Per necessità dobbiamo comunicare con le creature
nostre compagne, gli animali, ma la cosa rimane una conquista isolata se continu
iamo a parlare solo di istinti e modi comportamentali e non riconosciamo che gli
animali hanno un'anima proprio come noi. Solo allora potremo davvero comunicare con
loro. Il grande punto debole di questi tentativi di comunicazione è sempre st ato
il fatto che non eravamo in grado di capire il linguaggio degli animali. EPPure
esiste una lingua che abbiamo in comune con i nostri animali, cioè la "ling ua
biologica interanimale" del nostro cervello. In linea di principio possiamo "
intrattenerci" con un cavallo o un topo per mezzo della TAC. Infatti la lingua d el
cervello, che è appunto quella interanimale, è uguale nell'essere umano e nel mam
mifero sia rispetto alla localizzazione dei FH nel cervello in seguito a paure e
conflitti, sia rispetto al loro decorso. Tutte queste cose sono meravigliosamente
programmate nel nostro cervello e i nos tri cervelli sono pure interconnessi con
quelli dei nostri compagni animali. La stessa cosa avviene nel caso degli animali e
delle piante. Chianlianin queste in terconnessioni equilibrio biologico, che si è
stupendamente 147 mantenuto per milioni di anni fino a quando è arrivato l'uomo che
con la sua traco tanza l'ha distrutto. In effetti tra tutti gli esseri viventi
presenti sulla ter ra l'uomo è l'unico che ha tradito ed ha distrutto questa
magnifica creazione. Vengono in mente i versi di Schiller: "E' pericoloso svegliare
il leone, il dente della tigre è pernicioso, ma la cosa più terribile è l'uomo
nella sua follia". Le piante hanno un'anima? Analogamente a noi reagiscono a
livello psichico, cerebrale e organico? La mia curiosità è stata suscitata dalla
scoperta di Helga Gergelyfi, una studentess a di biologia di Vienna, che ha notato
una configurazione a bersaglio nel suo al berello di limone ed ha supposto che
avesse un significato ben preciso. Probabilmente già molte altre persone hanno
visto qualcosa di simile senza tuttavia darsene pensiero. Ma la studentessa
conosceva la NUOVA MEDICINA GERMANI CA® e pensò di vedere una forma a lei ben nota,
cioè un focolaio di Hamer. E il conflitto? L' alberello era rimasto per una notte
in corrente d'aria presso lo spiraglio di una finestra socchiusa e dopo che la
pianta era stata spostata d a lì (CL!) si era manifestata la configurazione a
bersaglio, ben visibile con i su oi anelli verdi, che dapprima erano invisibili o
non si notavano perché privi di c olore, ma ora avevano ripreso la fotosintesi ed
erano quindi verdi. Con la confl ittolisi gli anelli incolori del focolaio di
Hamer, inizialmente con evidenti ma rgini nitidi, possono tornare ad essere verdi,
cioè assorbono di nuovo l'acqua, gr azie alla fotosintesi formano clorofilla e così
fanno rinverdire gli anelli prima incolori. In questo caso c'era stata solo una
breve attività conflittuale per cui il processo di metabolismo ridotto era certo
ancora reversibile. Gli anelli concentrici d el focolaio di Hamer nella fase di
riparazione potevano quindi tornare a colorar si di verde. Se l'attività
conflittuale fosse durata più a lungo allora le modificaz ioni nell'area del FH
sarebbero state presumibilmente irreparabili. Avrebbe potu to accadere che si
formasse un buco nel punto del FH, vale a dire in tutta l'are a degli anelli
concentrici. Ciò avrebbe significato che non sono i microbi o i par assiti quelli
che divorano le foglie (senza senso) bensì svolgono solo il compito che madre
natura ha affidato loro da milioni di anni. Grazie all'attuale ricerca
batteriologica sappiamo che anche Per le piante esistono microbi, funghi, batteri e
virus (sempre che esistano dei virus). E grazie alla quarta legge biologica della
NUOVA MEDICINA GERMANICA sappia mo che i microbi appartengono, ovvero lavorano,
perlopiù in base al foglietto embrionale di appartenenza. In botanica non sono not
i i foglietti embrionali sebbene anche lì esista qualcosa di simile ad uno sviluppo
embrionale, come ad esempio in un nocciolo, un noce, un castagno ec c. Quindi ora
possiamo fare una ricerca mirata: le porzioni delle piante che vengono interessate
dai funghi devono appartenere a l foglietto embrionale interno, le porzioni che
sono "elaborate" dai batteri devono appartenere al foglietto emb rionale medio, le
porzioni che sono "elaborate" dai virus devono appartenere al foglietto embrionale
esterno (sempre che esistano in assoluto dei virus). Con tutta probabilità le
cinque leggi biologiche trovate per i programmi speciali nell'uomo e nell'animale
sono 5 leggi biologiche che hanno validità per tutti gli esseri viventi (comprese
le piante). Le successive domande ovvie sono: come si devono intendere nelle piante
le 5 leggi biologiche? quali SBS si verifi cano nelle piante? anche le piante hanno
dei conflitti con DHS, cioè dei conflitti biologici con fase ca e fase pcl? La
relativa conclusione sarebbe che le piante hanno un'anima con la quale, analo
gamente a noi, reagiscono a livello psichico, cerebrale e organico. Rispetto a n oi
ci sarebbe la differenza che la pianta non ha un cervello centrale e paleseme nte
non ne ha neppure bisogno. Infatti tutte le cellule della pianta sono colleg ate
fra di loro e anche con i minuscoli cervelli (leggi nuclei cellulari) che in sieme
costituiscono il cervello dell'organo. A seconda della dimensione della pianta, un
simile cervello dell'organo ha un'en orme capacità a cui sinora probabilmente non
avevamo nemmeno osato pensare, in pra tica un immane hard disk di computer ad
altissima capacità. Ma è anche del tutto pos sibile che le radici delle piante
contengano una porzione particolare che funge da cervello, una specie di cervello
secondario che potrebbe corrispondere al nos tro cervello centrale. Ciò avrebbe un
senso soprattutto là dove la pianta perde del tutto la sua porzione aerea per
l'inverno restando viva solo nelle radici. Lì quin di deve comunque esserci il
cervello della pianta, sicuramente almeno in inverno . Apparentemente il meccanismo
funziona nel modo seguente: supponiamo di essere al l'inizio di ottobre e che ci
siano già stati dei giorni freddi e persino delle bre vi gelate. Le foglie a
seconda della loro ubicazione più o meno epsrsoeterettdaips
tartiusttcoodnaolugnealo'.'DHS naturale", come deve accadere ogni autunno affinc hé
la linfa si ritiri dalle porzioni aeree e l'albero non corra il rischio di
Aocirtuee segno di arriva "l'estate di San Martino " , il che significa che si a
rriva Parzialmentea noraunavol.ta ad una soluzione parziale del conflitto. In
questa fase pcl larghi anelli verdi, a volte persino dei cerchi verdi interi. Gli
anelli verdi s ono gdlianelli della configurazione a bersaglio sulle foglie si
gonfiano di nuovo Cemizzano), cioè la fotosintesi riprende e quindi c'è presenza di
clorofilla. di questa rinnovata attività "fuori stagione" si evidenziano dei
riconoscibili anche nella porzione più esterna della configura148 149 zione a
bersaglio. Credo che ci siamo imbattuti (per quanto facile possa sembrare a
posteriori) nel la traccia delle correlazioni del grande ritmo annuale grazie alla
"quintessenza " cioè la quinta legge biologica. In autunno, nei nostri climi, le
piante patiscono una "DHS naturale", vale a dir e un programma speciale, biologico
e sensato (SBS) della natura. In virtù della si mpaticotonia sensata si
"disidratano" spontaneamente, cioè l'albero perde l'acqua tramite evaporazione e
interrompendo il trasporto di acqua dalle radici. Se non facesse così, in inverno
gelerebbe fino a morirne, ma con poca acqua nei suoi tess uti è in grado di
superare il periodo del gelo. In primavera c'è la CL (= conflittolisi), di nuovo
possiamo dire la soluzione conf
littuale naturale del SBS della natura. Nella fase con edema, vagotonica, le pia
nte e gli alberi assorbono acqua perché senza di essa la fotosintesi non può avere
l uogo. Dobbiamo ancora verificare se le piante abbiano anche una crisi epilettoid
e. Potrebbe essere che dopo un inverno molto rigido gli alberi muoiano in questa cr
isi epilettoide o perlomeno una loro parte. Sarebbe ora davvero necessario fare
delle osservazioni botaniche accurate relativamente a queste questioni. A noi è già
riuscito, io credo, di osservare una cosa straordinaria: abbiamo potuto notare c he
i microbi lavorano esattamente negli anelli di queste configurazioni a bersag lio,
cioè nei focolai di Hamer, e lasciano dei buchi nel punto in cui divorano la foglia
oppure tentano di ricostituirla. Risulterebbe evidente che anche nel caso delle
piante e degli alberi i microbi n on hanno la "funzione di uccidere" bensì solo
quella di ridurre nelle porzioni veg etali dirette dal paleoencefalo e la funzione
di riparare nelle porzioni vegetal i dirette dal neoencefalo. Ciò significherebbe
che in realtà dovremmo fare un passo indietro riguardo alla pres unta "nocività dei
microbi": le piante non vengono rovinate da supposti "parassiti " bensì vengono
solo ripulite là dove occorre farlo e vengono di nuovo ricostituite nei punti in
cui è necessario. Sembra che i microbi e presumibilmente persino i cosiddetti
"parassiti" normalme nte lavorino solo nell'ambito di un cosiddetto programma
speciale, biologico e s ensato. Ciò a sua volta non significa ad esempio che non si
possa, nella nostra ig noranza, impedire con dei microbicidi che una porzione
vegetale venga ridotta. E sattamente come per irragionevolezza e ignoranza a causa
della distruzione dei m icobatteri dei tubercoli possiamo impedire che i tumori del
tratto gastrointesti nale, dapprima sensati nell'ambito del programma speciale e in
seguito però del tu tto superflui, vengano ridotti come previsto. Ciò che noi
desideriamo in quanto coltivatori o consumatori non è affatto buono per la pianta!
Ormai e per la prima volta è necessario tenere conto dell'anima della p ianta in
tutte le nostre valutazioni biologiche e anche orticole e agricole. Queste piante
che sfruttiamo, proprio come i nostri compagni animali, non sono d egli oggetti
come abbiamo sin qui ritenuto. Abbiamo bisogno non solo di persone che proteggono
gli animali e combattono la sperimentazione su di loro ma anche di protettori delle
piante preparati e capaci di ostacolare gli esperi menti sulle piante. Attualmente
questa richiesta sembra essere ancora utopistica e del tutto irreali zzabile. Già
solo l'idea ovvero il sapere che gli animali e le piante hanno un'ani ma proprio
come noi uomini, ci spinge ad essere amareggiati oppositori della spe rimentazione
sulle piante e sugli animali, ma con una consapevolezza molto diver sa rispetto ai
soliti animalisti, che pur essendo lodevolmente contrari agli esp erimenti sugli
animali, non avevano alcuna argomentazione a sostegno (e sinora n on hanno
impiegato le scoperte della NUOVA MEDICINA GERMANICA® sebbene io mi sia i
ntensamente adoperato a tal fine già dal 1984). Premesso che le 5 leggi biologiche
in linea di principio riguardano in modo anal ogo anche le piante (cosa che
dobbiamo ancora dimostrare), allora i nostri botan ici per la prima volta avranno
anche una spiegazione sul perché esistono il cancro e le necrosi nelle piante. Il
cancro nelle piante dovrebbe essere attivato dal "paleoencefalo", ovviamente come
programma speciale, biologico e sensato della n atura! Tuttavia nelle piante
riscontriamo soltanto un "cervello compatto" per il quale per giunta non riusciamo
affatto a distinguere fra la parte che è pertinente al pa leoencefalo a quella del
neoencefalo. Forse alcuni lettori si sentiranno un po' frastornati da questo
sguardo nel nost ro "laboratorio biologico-botanico", ma così si deve lavorare
secondo il metodo d' indagine biologica della NUOVA MEDICINA GERMANICA® seguendo le
sue 5 leggi biologi che. Un'infinità di specie animali e vegetali sono state
distrutte unicamente per- pchi aécecrieh.anno insegnato a considerare degli esseri
viventi, gli animali e so- pra ttutto le piante come degli oggetti che è lecito
tormentare e sfruttare a Questo modo di pensare primitivo, che non ha nessuna
compassione per l'anima deg
li animali e delle piante, ha arrecato infinito dolore a tutta la itlemrraomduer
natno dtet bt i cambiare Forse di religione giudaico-cristiana e forse ora è giunto
c gli uDi ot tevt nar ebt mb2 iom a0o0 in,,mpioadnotasdenantinmoesnala.le ma anche
del tutto reale, di un piccolo a fio re e di fondo ogni pianta, come pure l'anima
di quella che sinora abbiamo defini to "erbaccia" o Forse potremmo già da subito
tentare di capire l'anima di un albero non solo La NUOVA MEDICINA GERMANICA® in
questo arido paesaggio dello spirito indicherà alle nostre capacità individuali
intuitive la via di ritorno h iandnca ivenomtl idnt ccieacrtetàun nuovo computo del
tempo e rivedere gli esseri viventi. Latempo perso, verso la simbiosi naturale-
biologica con tutti La NUOVA MEDICINA GERMANICA® è la medicina originaria, un
sistema scientifico veramente allargato a tutti gli esseri viventi, che al tempo 1
stesso è molto logico e coerente, immensamente umano e che diventa persino un mode
llo di società e che contemporaneamente, si potrebbe quasi dire, rappresenta la re
ligione, naturale e valida nello stesso modo per tutti i viventi. Foglia di limone
Pagina inferiore di una foglia d'acero Foglia d'acero che mostra tutti gli stadi
Ciò significa: ormai in tutte le nostre valutazioni biologiche e persino in quelle
orticole e agricole, dobbiamo prendere in considerazione anche l'anima delle pi
ante. La verifica di Trnava E' comunemente ammesso che: "l'esperimento è la madre
di tutte le scoperte scienti fiche". Nelle scienze naturali rigorose (ad esempio la
fisica e la chimica) per verificare la validità scientifica viene considerata solo
ed esclusivamente la pro va della riproducibilità con un successivo esperimento che
abbia le caratteristich e della casualità. Mutatis mutandis ciò vale per le 5 leggi
biologiche della NUOVA M EDICINA GERMANICA in qualsivoglia caso patologico di un
paziente scelto a caso ( cosiddetta scienza dinamica). Nella Nuova Medicina
Germanica questa possibilità esiste perché essa non prevede nem meno un'ipotesi.
Infatti, già considerando anche una sola ipotesi non è più possibile effettuare una
prova scientifica mediante riproducibilità in qualsivoglia caso. Quando mi trovavo
in prigione ricevetti con mia grande sorpresa una proposta di abilitazione
dall'università di Trnava in Slovacchia (Tyrnau = terra del massimo d io germanico
Tyr). Per cogliere però la possibilità offertami ed effettuare la verif ica, dovevo
uscire di prigione e questo mi sarebbe stato concesso solo a patto c he avessi
accettato di riconoscere lo scandaloso verdetto che mi incriminava (il motivo per
cui mi trovavo in carcere come un delinquente era di aver dato tre v olte delle
informazioni gratuite sulla NUOVA MEDICINA GERMANICA!) cioè avrei dovut o
rinunciare a chiedere la revisione giudiziaria del mio caso. Naturalmente sapevo
che il trucco di farmi uscire dalla prigione stava nel fatto che tanto erano
convinti che a Trnava avrei fallito, come in seguito mi è stato c onfessato in
presenza di testimoni da uno dei professori, lo psichiatra Pogady. Ma anche se
c'era solo una piccola possibilità ero deciso a sfruttarla; dunque ho concordato
con Trnava che come premessa per l'abilitazione era necessario effett uare una
verifica della NUOVA MEDICINA GERMANICA. Infatti per me la verifica era mille volte
più importante dell'abilitazione. Ciò nonostante alla prima votazione p er
l'abilitazione, per svista, il risultato fu 2 a 1 a mio favore e subito la vo
tazione fu ripetuta così che il risultato potesse essere ribaltato a mio svantaggi
o. Non ebbi inoltre la possibilità di influenzare il numero o la selezione dei paz
ienti, che erano stati scelti appositamente per questo scopo da medici tradizion
ali in diverse cliniche e nemmeno li avevo mai visti prima. Non conoscevo i repe
rti medici ma basandomi solamente sulla TAC cerebrale, ovvero grazie alle cinque
leggi biologiche della NUOVA MEDICINA GERMANICA®, sono riuscito a fornire le diag
nosi corrette (e inoltre sono stato in grado di diagnosticare molto più di quanto
clinicamente ne fossero a conoscenza fino a quel momento). Interrogando i pazien ti
ho poi scoperto con esattezza anche i conflitti relativi alle loro patologie. La
questione non era di stabilire se la NUOVA MEDICINA GERMANICA concordasse co n la
medicina ufficiale (perché questo è impossibile!) bensì se la NUOVA MEDICINA GERM
ANICA fosse riproducibile secondo dei criteri scientifici, cioè se fosse corretta.
In seguito fu compilata in doppia copia e firmata una precisa documentazione pe r
ogni singolo caso 153 che ancora oggi giace presso l'università di Trnava. Non fu
in mio potere UNIVERSITA' di TRNAVA ATTESTATO avere dei dati completi sui pazienti,
ma comunque in pratica non ha nessuna importanza se per un singolo caso si
esaminano 90 fatti comprovabili oppu re 100 o 120. Mentre è decisivo che i fatti
esaminati concordino tutti quanti e ciò è appunto quanto è sempre accaduto a Trnava
come anche in tutte le altre verifiche. EIE rAlaP i •c_rprG Am 8.9. u. 9.9.1998
wurde am Onkologischem Institut Hl. Elisabeth in Bratislava und Onkologischen
Abteilung des Krankenhauses in Trnava sieben Patientenfalle mi t ingesamt mehr als
20 einzelnen Erkrankungen in Gegenwart des Prorektors der Un iversitet Trnava, dee
Dekans der Fakultat fur Pflegewesen und Sozialwesen der Un iversitat Trnava und
ingesamt 10 Dozenten und Professoren untersucht (erztliche Protokolle von diesen
Fellen, die durch Dr. Hamer gemacht wurden, sind in der Be ilage). Es sollte
festgestellt werden, ob nach naturwissenschaftlichen Regeln de r
ReproduzierbarkeitsprUfung die Verifikation seines Systems festgestellt werden
konnte. Dies war der Fall. Von den jeweils etwa 100 Fakten, die man bei jeder
Einzelerkrankung nach den Reg eln der "Neuen Medizin" abfragen kann, konnten zwar
in Ermangelung vollstendiger Untersuchungsbefunde nicht alle Fakten abgefragt
werden, aber die abgefragten F akten zeigten, dass alle Naturgesetze der "Neue
Medizin" erfullt waren. Die untergezeichneten nehmen deshalb mit hoher
Wahrscheinlichkeit als gesichert an, dass seine Presentation in zwei
Operpridungskonferenzen bewies sein System m it groster Warscheinlichkeit. Wir
schatzen sehr hoch das menschliche, ethische u nd geduldige Engagement Dr. Hamers
und seinen neuen ganzheitlichen Zutritt zum P atienten. Nach Beriicksichtigung
eller dieser Faktoren, haben wir den Eindruck g ewonnen, dass die Frage der
moglichts baldigen Anwendung der "Neuen Medizin" dri ngend weiterverfolgt werden
sollte. Trnava 11.9.1998 prof.MUDr.J.Pogedy,DrSc, Prof.f.Psychiatrie, Vors. der
Kommission prof.MUDr.V.Kréméry,DrSc, Dekan der Fakultat doc.RNDr.J.Mikloéko,DrSc,
Prorektor f.For schung TelefiSo: 0805 / 277 38 ax:0805 /214 33 Nei giorni 8 e 9
settembre 1998 presso l'istituto oncologico S. Elisabetta a Bra tislava e il
reparto oncologico dell'ospedale di Trnava sono stati esaminati set te casi di
pazienti per un totale di oltre 20 singole malattie alla presenza del prorettore
dell'Università di Trnava, del decano della facoltà di metodologie curat ive e
sociali dell'Università di Trnava e di complessivamente 10 docenti e profess ori (i
verbali medici di questi casi clinici, redatti dal dott. Hamer, si trovan o in
allegato). Si doveva stabilire se in base alle regole naturali della prova di
riproducibilità si potesse definire la verifica del suo sistema. Così è stato. In
realtà non è stato possibile esaminare, per mancanza di reperti d'esame completi,
tutti i 100 fatti circa che in ogni singola malattia si possono esaminare secon do
le leggi della Nuova Medicina, ma quelli effettivamente accertati hanno dimostrato
che tutte le leggi biologiche della Nuova Medicina venivan o confermate. I
sottoscritti ritengono pertanto confermato in modo molto probabile che il dott
. Hamer, con la sua presentazione in due conferenze di verifica, abbia verificat o
il suo sistema con massima probabilità. Abbiamo grandissima stima nei confronti
dell'impegno umano, etico e indulgente del dott. Hamer e del suo nuovo approccio
globale al paziente. Considerando tutti questi fattori, abbiamo ricavato l'impr
essione che la questione dell'applicazione quanto più rapida possibile della Nuova
Medicina, debba essere urgentemente proseg uita. Trnava, 11.09.1998 Professore in
psichiatria, presidente della commissione scientifica: prof. dott. J. Pogàdy
Professore in oncologia, decano della facoltà di metodologie curative: prof. dott.
V. Kroméry Docente di matematica, prorettore della facoltà di ricerca: dott. J.
Miklosko 155 irlEk_NAVSKA lli[Nl[VERYLITA HomopotoZna 23, 918 43 Tmava Dr. med.
Ryke Geerd Hamer Tmava, 11. September 1998 ErkWung zur Best8tigung der Universidt
Trnava Uber die erfolgte Verifikation der Neuen Medizin vom 11.09.98 Seit dem 11.
September 1998 ist die am 8. und 9. September erfolgte Verifikation der Neuen
Medizin amtlich von der Universidt Trnava (Tymau) bestàtigt. Unterschrieben haben
dieses Dokument der Prorektor (Mathematiker), der Dekan (On kologe) und der
Vorsitzende der wissenschaftl. Kommission, Professor ftir Psychi atrie. Deshalb ist
auch an der Kompetenz der Unterzeichneten wohl kein Zwei fel rraigli ch. Die
Universidten in Westeuropa - vor allem die Universit8t Tilbingen - haben sic h seit
17 Jahren strikt geweigert, eine solche angebotene naturwissenschaftliche
Oberprtifung durchzuftihren. Obwohl in den vergangenen Jahren schon viete Àrzte die
Verifikation dieser Naturge setze der Neuen Medizin in 26 6ffentlichen
eberpdifungskonferenzen durchgefiihrt haben, bei denen auch stets alle FSlle exakt
gestimmt haben, wurden diese Dokum ente (sogar notariell beglaubigte) nicht
anerkannt. Immer und tiberall wurde „argu mentiert", solange diese Oberprufung
nicht durch eine Universit5t amtlich durchg eftihrt sei, z»ile sie nicht - und
solange dies nicht geschehen sei, sei die Schul medizin „anerkannt". Die Neue
Medizin, die aus 5 Biologischen Naturgesetzen - ohne zus5tzliche Hypoth esen -
besteht und ftir Mensch, Tier und Pflanze gleichermaBen gilt, ist so klar und
logisch koldrent, dall man sie leicht, wie man sieht, redlich und gewissenh aft
schon immer am niichstbesten Fall Une tiberprafen ktinnen und natiirlich tib
erprtifen mtissen, wenn man nur gewollt hate. Rufmord, Medienkampagnen und
Medienhetze oder Berufsverbot sowie div. Attentatsv ersuche und angedrohte
Zwangspsychiatriesierungen (wegen Realitatsverlusts), bis hin zur Inhaftierung
(wegen drei mal unentgeltlichen Informierens iiber die Neu e Medizin ( dafur habe
ich iiber I Jahr im Gefangnis gesessen 1) ersetzen nicht wissenschaftliche
Argumente, um einen wissenschaftlichen Gegner zu widerlegen. W ar nicht die
Erkenntnisunterdrtickung - wie man jetzt erkennen kann - nur Ausdru ck blanker
Gewalt, um Macht und Besitzsdnde der alten Medizin aufrecht zu erhalten? Die Neue
Medizin ist die Medizin der Zukunft. Ihre weitere Verhinderung macht das Verbrechen
ari der Menschheit ssglich noch g r6Ber! In offiziellen Statistiken wie der des
Deutschen Krebsforschungszentrums Heidelb erg, ist immer wieder nachzulesen, dal
von den schulmedizinisch mit Chemo behand elten Patienten nach 5 Jahren nur noch
ganz wenige am Leben sind. Die Staatsanwaltschaft Wiener Neustadt muBte
demgegentiber zugeben, dati von den bei der Hausdurchsuchung des „Zentrums fiir
Neue Medizin, in Burgau" beschlagnahm tenau .500 Patientenadressen (davon die
meisten Patienten ari fortgeschrittenem Krebs erkrankt)auch nach 4 bis 5 Jahren
noch Uber 6000 am Leben waren (Uber 90 %
). Nun ist die Forderung (eberprilfung durch eine Universidt) erftillt. Jetzt haben
die Patienten ein Recht darauf, dall das grausigste und schlimmste Verbrechen d er
Menschheitsgeschichte endlich beendet wird, und dall alle gleichermaBen die C hance
erhalten, offiziel I nach den 5 Biologischen Naturgesetzen der Neuen Mediz in
gesund zu werden. Dazu rufe ich alle redlichen Menschen auf und bine sie um I hre
Mithilfe. 40,,..___,•••••„ • DICHIARAZIONE A seguito della conferma dell'Università
di Trnava dell'avvenuta verifica della Nuova Medicina dell'11.09.1998 11 settembre
1998: la Nuova Medicina è ufficialmente confermata a seguito della ve rifica
vidimata effettuata l'8 e il 9 settembre 1998 presso l'Università di Trnava
(Bratislava, Slovacchia occ.). Il documento è stato firmato dal prorettore (docente
di matematica), dal decano (p rofessore in oncologia) e dal presidente della
commissione scientifica (professo re in psichiatria). Per questa ragione quindi la
competenza dei firmatari non può essere messa in dubb io. Dal 1981 le università
dell'Europa occidentale, in particolare l'Università di T iibingen (Germania), si
sono categoricamente rifiutate di effettuare una tale ve rifica scientifica.
Durante questi ultimi anni, in occasione di 26 conferenze pubbliche di verifica, i
molti medici presenti hanno proceduto all'esame e alla verifica delle Leggi B
iologiche della Nuova Medicina. Durante queste verifiche tutti i casi esaminati si
sono sempre dimostrati esatti: questi documenti, benché muniti di certificato n
otarile, non sono mai stati accettati né riconosciuti. Sempre ed ovunque si è
sosten uto che finché questa verifica non fosse avvenuta ufficialmente in ambito
universi tario, non poteva essere considerata valida e che pertanto la medicina
ufficiale restava l'unica medicina "riconosciuta". La Nuova Medicina, con le sue
cinque leggi biologiche e senza ipotesi supplement ari, è valida per gli uomini,
gli animali e i vegetali. Essa è così chiara e coerente che si sarebbe potuto e
dovuto verificarla facilmente per qualsiasi paziente sce lto a caso, se solo ci
fosse stata tale volontà. Le gravi calunnie, campagne denigratorie dei mass media
come pure il divieto di esercitare la mia professione di medico, i diversi
attentati alla mia vita e le minacce di trattamenti psichiatrici coatti (per
perdita del senso della realtà) fi no alla mia incarcerazione (giudicato e detenuto
per oltre un anno per avere dat o in tre casi, gratuitamente, informazioni sulla
Nuova Medici-n a), non devono e non possono certo sostituire le argomentazioni
scientifiche indispensabili per controbattere un avversario scientifico! Il dubbio
è quindi lecito che la repressi one di questa scoperta, come ci è dato di costatare
oggi, Dott. med. Ryke Geerd Hamer 11.09.1998 Trnava, 157 sia stata, in effetti,
l'espressione della forza brutale intenta a salvaguardare il potere e i privilegi
della "vecchia" medicina? La Nuova Medicina è la medicina dell'avvenire.
L'ulteriore impedimento della sua a pplicazione rende il crimine contro l'umanità
ogni giorno più grande! TRNAVA UNIVERSITY Hornopotoénri 23, 918 43 Trnava tel.
421/805/5511438 fax 421/805/5511129 Ass. Prof. Dr. Jozef DrSc. Vice rector for
Science, Research and International Relations Dr. Hamer ERKLÀRUNG Auf Grund des
Ersuchens von Dr. R.G.Hamer, iiberreiche ich in meiner Funktion Pr orektor fiir
Wissenschaft, Forschung und Internationale Beziehungen der Universi tAt Trnava, die
folgende ErklArung: Die UniversitAt Trnava wurde nach vieljAhriger Unterbrechung im
Jahre 1992 wiede rgeóffnet. Unterricht und Forschung sind oft solchen Themen
gewidmet, die im vorhe
rigen Regime verboten waren. Mehrere unserer Mitarbeiter wurden in der Zeit des
Kommunismus vervolgt und verhaftet. Auch aus diesem Grunde wenden sich an uns Fo
rscher verschiedener Richtungen mit der Bitte ihre Ergebnisse zu aberpriffen. De
shalb haben wir einen grósseren VerstAndniss far die jeweiligen Forschungsarbeiten
und ihrer Oberpriffung auch in Men von Kontroverzen Themen, wie es auch die „Neve
Medizin" von Dr. Hamer ist. Ah christlich orientierte Wissenschaftler und PAdag
ogen, haben wir auch die moralische Verpflichtung die Ideen, die den Menschen he
lfen kiinnten, zu verifizieren. Es hat uns sehr gewundert, das Dr. Hamer siet 19 81
erfolglos um eine Meiglichkeit die „Neve Medizin" zu iiberpriffen, ersucht. Wir
waren noch mehr verwundert, dass es ihm die Móglichkeit der Ausúbung der Medizinpra
xis aberkannt wurde, sogar, dass er far diese seine TAtigkeit im Jahre 1997 verh
aftet war. In der Zeit, wann millionen von Menschen in der ganzen Welt an zur Ze it
unheilbahren Krankheiten sterben, halten wir fúr unsere christliche und wissens
chaftliche Pflicht um eine gute Idee in die Praxis zu durchsetzen beihilflich se in
ikénnen. Dr. Hamer hat die Fakultit fìir Gesundheitswesen und Sozialarbeit der
Universitàt Tr nava um ein Habilitationsverfahren ersucht. Er hat cca 100 Kopien
von Stellungsn ahmen und Petitionen verschiedener Personen, die auch das Bedurfniss
der eberprúfu ng und Verifikation seiner Konzeption, was ihn bisher nicht
ermÓglicht wurde, ausd rticken, zu seinem Habilitationsantrag beigeschlossen. Nach
den Habilitationsvor trag von Dr. Hamer in Trnava hat die Kommission „sein
Interresse um die Gesammtsei nstellung zu den jeweligen Patienten und seine
Standhaftigkeit bei dem suchen na ch neuen ZusammenhAngen zwischen den subjektiven
psychologischen Erlebnissen und den darauf folgenden organischen Erscheinungen",
gewúrdigt. Die Kommission hat im Geheimabstimmung zu dem Schlusse gelanget, dass in
der prAsentierten Form das H abilitationsverfahren nicht vortgesetzt werden kann.
Im Rahmen des Habilitationsverfahrens fanden in Bratislava und in Trnava am 8.-9 .-
9.1999 Verifikationsuntersuchungen an 7 Patienten staff. Bei diesen Untersuchu ngen
waren 8-10 Professoren und Dozenten anwesend. Ober alle diese FAlle ist ein e von
Dr.Hamer ausgearbeitete Dokumentation vorhanden, die in 3-Kopien an der Un
iversitlit Trnava aufgehoben sind. Eine Urkunde wurde am 11.9.1998 ausgearbeitet
und von drei verantwortlichen Personen signiert. Diese drei Unterzeichneten hab en
den Eindruck gewonnen dass die Frage der móglichst baldigen Anwendung der „Neuen
Medizin" dringend weiterverfolgt werden solite. Die Unterziechneten sind im Besi
tze der 3 Originalausfertigungen und Dr. Hamer ist im Besitze von weiteren 2 Kop
ien. Am 12. 9.1998 habe ich ein einstundiges Interview mit Dr. Hamer gehabt. Dr.
Hamer ist im Besitze des Videofilmes und ich besitze die Tonaufnahme. Secondo
statistiche ufficiali come quelle del centro tedesco di ricerca contro i l cancro
di Heidelberg, possiamo constatare come pochissimi pazienti, trattati d alla
medicina attuale con la chemio, siano ancora in vita dopo cinque anni (circ a il
5%). In occasione della perquisizione da parte delle autorità austriache del
"Centro de lla Nuova Medicina di Burgau" , furono confiscati 6500 indirizzi di
pazienti (di cui la maggior parte affetti da cancro in stadio avanzato o già
considerati termi nali dalla medicina ufficiale). Il pubblico ministero di Wiener
Neustadt dovette ammettere che si è dovuto constatare, tramite inchiesta vidimata
dalle autorità not arili austriache, che oltre 6000 pazienti erano ancora in vita
dopo quattro o ci nque anni (più del 90% !). La pretesa di verifica da parte di
un'università è ora soddisfatta. Adesso tutti i p azienti hanno il diritto,
affinché si metta fine al peggiore e più crudele crimine c ontro l'umanità, di
poter avere la stessa prospettiva di guarigione: il diritto di essere trattati
secondo le cinque leggi biologiche naturali della Nuova Medicin a, ufficialmente,
all'interno delle strutture pubbliche! Mi appello a tutte le donne e a tutti gli
uomini onesti e sinceri, sollecitando il loro aiuto. Trnava, den 4.2.1999 Doz.RNDr.
J zef Miklosko, DrSc., Prorektor 158 159
Parere dell'Università di Trnava (del 04.02.1999) UNIVERSITA' DI TRNAVA Prof. Dott.
Jozef Miklo-Jko Vice rettore per la Scienza, la Ricerca e le Relazioni
Internazionali DICHIARAZIONE Su richiesta del dott. R.G. Hamer, nella mia funzione
di prorettore per la scien za, la ricerca e le relazioni internazionali
dell'Università di Trnava presento la seguente dichiarazione: dopo numerosi anni di
interruzione, nel 1992 l'Universi tà di Turava ha ripreso la sua attività.
L'insegnamento e la ricerca sono spesso ded icati a quei temi che erano stati
proibiti dal precedente regime. Al tempo del c omunismo parecchi dei nostri
collaboratori sono stati perseguitati e arrestati. Anche per questo motivo si
rivolgono a noi ricercatori di vari orientamenti per chiederci di verificare i
risultati da loro conseguiti. Abbiamo pertanto una mag giore disponibilità per i
lavori di ricerca e per la loro verifica anche nei casi riguardanti temi
controversi, come è appunto la "Nuova Medicina" del dott. Hamer. In quanto
scienziati e pedagoghi di orientamento cristiano abbiamo anche l'obbli go morale di
verificare le idee che potrebbero essere di aiuto all'umanità. Ci ha molto sorpreso
sapere che il dott. Hamer dal 1981 cerca invano una possibilità di verificare la
"Nuova Medicina". Ci siamo stupiti ancor di più del fatto che gli si a stata tolta
la possibilità di esercitare la professione medica e che nel 1997 si a stato
persino imprigionato per la sua attività di ricercatore. In un'epoca in cu i
milioni di persone in tutto il mondo muoiono di malattie attualmente incurabil i,
riteniamo che sia nostro dovere cristiano e scientifico contribuire al diffon dersi
di una valida idea a livello concreto. Il dottor Hamer ha richiesto alla f acoltà
del servizio sanitario e sociale dell'Università di Turava una procedura di a
bilitazione. Egli ha accluso alla sua domanda di abilitazione circa 100 copie di
pareri e petizioni di diverse persone che pure esprimono la necessità di effettua
re la verifica della sua teoria, cosa che sinora non gli è stata consentita. Dopo
la conferenza di abilitazione del dottor Hamer a Trnava la commissione ha apprez
zato "il suo interesse per l'approccio complessivo verso ciascun paziente e la s ua
perseveranza nella ricerca di nuove correlazioni fra le esperienze psicologic he
soggettive e gli eventi che ne conseguono a livello organico " . Con scrutini o
segreto la commissione è giunta alla conclusione che la procedura di abilitazion e
non può essere portata avanti nella forma in cui è stata presentata. Nell'ambito
della procedura di abilitazione nei giorni 8/9 settembre 1998 a Brat islava e a
Trnava si sono svolte delle prove di verifica con 7 pazienti. Hanno p resenziato a
queste prove 8-10 professori e docenti. Riguardo a tutti questi cas i è disponibile
una documentazione elaborata dal dott. Hamer che è conservata in 3 c opie presso
l'Università di Trnava. L'11 settembre 1998 è stato preparato un verbale firmato da
tre persone responsabili. Questi tre firmatari hanno avuto l'impress ione che si
debba portare avanti urgentemente la questione per un'applicazione q uanto più
rapida possibile della "Nuova Medicina " . I firmatari sono in possesso delle 3
documentazioni originali e il dottor Hamer ne possiede altre 2 copie. Il 12
settembre 1998 ho avuto un'intervista di un'ora con il dottor Hamer di cui e gli
possiede il filmato video ed io la registrazione sonora. Trnava, 4 febbraio1999
Prof. Dott. Jozef Miklo-Niko Prorettore Riepilogo Come potremmo riassumere i punti
più importanti della NUOVA MEDICINA GERMANICA? La NUOVA MEDICINA GERMANICA è un
capovolgimento completo della medicina sin qui ba sata su delle ipotesi. La
medicina scolastica o "degli scolari" aveva bisogno di 5000 ipotesi e di un
migliaio di ipotesi aggiuntive perché, a parte un miscuglio di fatti, non disponeva
affatto di conoscenze bensì aveva sempre lavorato solo bas andosi su delle
statistiche. La NUOVA MEDICINA GERMANICA per la prima volta in tutta la storia
della medicina sa secondo quali 5 leggi biologiche decorrono le nostre "malattie".
Sa che in s ostanza non si tratta nemmeno di vere malattie, ma che queste fasi di
conflitto attivo sono necessarie e ci permettono di risolvere una situazione
conflittuale che abbiamo patito. Il conflitto in effetti è una cosa buona e ci
offre una opport unità biologica per la nostra sopravvivenza. Per la prima volta
ora abbiamo la possibilità di vedere le nostre malattie in modo
sinottico, in una visione globale: a livello psichico, a livello cerebrale e a
livello organico, appunto secondo queste 5 leggi biologiche della natura, e per la
prima volta la medicina tornerà ad essere un'arte per il medico che ha un sano buon
senso e un cuore caldo. La NUOVA MEDICINA GERMANICA non si può più arrestare, e
nemmeno il nuovo modo di pen sare che insieme ad essa si fa strada. La forma
peggiore per schiavizzare l'uomo , cioè la totale alienazione da se stesso, avrà
fine. Non verrà più lasciato spazio alla paura che insorge proprio dall'aver
completamente perduto quella fiducia natura le in se stessi e nel proprio corpo,
quando non si riesce più ad ascoltare istintivamente la voce del proprio
organismo . Con la comprensione delle correlazioni fra psiche e corpo, il paziente
si rende conto anche dell'effetto del meccanismo di panico irrazionale di fronte
alle pro gnosi dichiarate inevitabili che in realtà diventano letali appunto perché
il pazien te crede alla prognosi, cioè solo perché ne ha paura. Avrà così fine
anche l'immenso e totale potere dei medici derivante da questa paura di un presunto
"meccanismo autodistruttivo del cancro", di una presunta "crescit a di metastasi
che consumano la vita fino alla fine " , ecc. Quella responsabili tà che in realtà
non si sono mai assunti e neppure avrebbero potuto farlo, ora devon o restituirla
ai malati stessi. Questa NUOVA MEDICINA GERMANICA, per colui che la capisce
davvero, può significare una reale liberazione! Considero le scoperte della NUOVA
MEDICINA GERMANICA come il testamento di mio f iglio Dirk la cui morte mi ha fatto
ammalare di cancro. Io custodisco questo tes tamento allo scopo di trasmetterlo con
cuore sincero a tutti i pazienti interess ati perché con l'aiuto di questa NUOVA
MEDICINA GERMANICA capiscano la loro malattia e possano superarla e tornare ad
essere san i. Dottor Ryke Geerd Hamer 160 161 L'ascia di Trnava Il 9 settembre
1998, secondo giorno della verifica della Nuova Medicina all'Univ ersità di Trnava,
fu presentato per terzultimo un caso la cui drammaticità è difficilm ente
superabile. Il prorettore dell'università, il professore di matematica Jozef
Miklcr\iko, come mi venne riferito, quel medesimo giorno spiegò ai suoi colleghi
l'accaduto nel mod o seguente: "Oggi ho fatto un'esperienza che mi ha completamente
sconvolto, che ha lasciato sconvolti tutti i presenti, persino il professor Jurga,
oncologo. Il dottor Hamer è testardo, lui è originario del nord della Germania, non
si è affatto l asciato turbare e con tutta tranquillità ha detto solamente: "Il
paziente deve ave re avvertito un violento attacco contro il cuore". Per un'ora
intera ha interrogato il paziente riguardo al suo cuore, molto tranqu illamente e
cortesemente, chiedendogli se aveva avuto un infarto cardiaco oppure l'angina
pectoris, se il padre, il nonno o la nonna o il cane bassotto avessero avuto un
infarto o se qualcos'altro del genere l'avesse profondamente colpito. Questi, che
aveva già 75 anni, continuava a rispondere di non avere mai avuto alcu n conflitto
di questo tipo. Mentre tutti noi eravamo diventati nervosi e tesi fino allo spasimo
e dopo un'or a il prof. Jurga si agitava sulla sedia ed era in procinto di alzarsi
e dire: "N o, signor Hamer, non ci siamo, qui proprio non c'entrano queste leggi
naturali c ome lei pretende di sostenere! Il dottor Hamer era l'unico rimasto
comunque tran quillo, evidentemente perché lui era o è totalmente sicuro del fatto
suo. Passata un 'ora interrogò ancora una volta il paziente riguardo al suo cane.
Alla parola chia ve "cane" il paziente all'improvviso ricordò: "Sì, è stato circa
23 anni fa, una cosa terribile... " . Subito fummo tutti come elettrizzati mentre
il paziente raccont ava il peggiore conflitto-di-attacco-contro-il-cuore che possa
esistere..." Ventitré anni prima era accaduto il seguente orribile fatto: in
occasione della sagra quando tutti allevavano molte oche allo scopo di macell arle
per la festa popolare, una notte all'improvviso egli sentì abbaiare il cane.
Ancora in mutande il paziente corse in giardino per controllare. Nell'oscurità vid
e la sagoma che palesemente voleva rubare le oche. All'ultimo momento il pazient e
riconobbe in lui il vicino di casa. Nello stesso istante sentì il sibilo di un c
olpo d'ascia che si abbatteva su di lui. Fu colpito a pochi centimetri di distan za
dal capezzolo sinistro dall'ascia che sfondò le costole e penetrò nella cavità tora
cica. In questo caso si trattò di un classico e reale "conflitto di attacco contro
il cuore" con mesotelioma pericardico. Il medico chiamato sospettò che anche il c
uore fosse interessato e gli praticò un massaggio cardiaco. Quando il medico si
accorse che il cuore continuava a battere ordinò il trasferime nto a Trnava,
distante un ventina di km, dopo avergli bendato la gabbia toracica . Ciò allora
comportava un viaggio lungo e difficile: 162 innanzitutto con una carrozza tirata
da cavalli sulla strada accidentata fino al la più vicina stazione ferroviaria, poi
con il treno fino a Trnava. Là il paziente r imase all'ospedale per lungo tempo. Un
altro ambito della DHS fu un conflitto semisessuale ripugnante, perché il pazie nte
aveva riconosciuto nel ladro di oche il suo vicino di casa, con un carcinoma della
prostata a livello organico. Il terzo ambito fu quello del conflitto motorio con
una paralisi motoria, un tip ico conflitto del non poter fuggire. Il paziente dopo
l'attacco era caduto come colpito da un fulmine. In un primo tempo il suo conflitto
biologico si risolse in tutti e tre gli ambit i dopo che si era ristabilito ed era
stato dimesso dall'ospedale e grazie al fat to che il vicino era in prigione. Ma
quando il vicino fu di nuovo rimesso in libertà il paziente necessariamente con
tinuò a ricadere nel suo conflitto. Se per un po' non vedeva il suo vicino si veri
ficavano delle recidive conflittuali più piccole e anche delle brevi fasi di soluz
ione. Ora, 1998, il carcinoma alla prostata era progredito così tanto da fargli
avvertir e dei disturbi quando urinava. Di conseguenza si arrivò all'operazione
della prost ata con orchiectomia. Quando il paziente dovette infine lasciare la
propria casa, essendo anziano e no n potendo più vivere da solo, si trasferì dalla
figlia e dal genero, e quindi ebbe u na grande soluzione dei conflitti su tutti e
tre i livelli. La prostata parzialmente risecata si gonfiò di nuovo creandogli
problemi di minzio ne. Il mesotelioma del pericardio causò un tamponamento
pericardico che però nel frattem po sembra essere di nuovo regredito. I disturbi
del tamponamento pericardico venivano interpretati come disturbi cere brali della
circolazione, il cosiddetto capogiro. La soluzione della paralisi parziale delle
due gambe in effetti si rinforzò nella fase di soluzione, come avviene di solito
con l'edema di riparazione nel centro corticale motorio. Al termine di questa
dimostrazione il professor Jurga sospirando disse soltanto: "Signor Hamer, mi ha
convinto al 300%. Lei non poteva sapere né scoprire una cosa simile infatti nella
nostra anamnesi stranamente non c'è assolutamente nulla al r iguardo. Mi convince
davvero per la tranquillità e la sicurezza con cui è stato capa ce di postulare il
caso! La Nuova Medicina è per forza corretta!". Nota: tutti i focolai di Hamer e
loro corrispondenze non erano mai stati notati prima d'ora, né a livello psichico,
né a quello cerebrale o organico. Anche il forte versamento pericardico con
relativa insufficienza cardiaca, che attualmente è in regressione, non fu
diagnosticato. paziente si sentiva solo molto fiacco per quasi un anno e poteva a
malapena risalire le scale. 163 Il paziente settantacinquenne di Trnava v
mesotelioma pleurico; se l'attacco è contro la cavità addominale, si ha un
mesotelio ma peritoneale; contro la cavità cardiaca, un mesotelioma pericardico e
contro la pelle esterna, se si vive un cosiddetto "conflitto di deturpamento o di
insudici
amento" si trova un melanoma del derma (corion). Questi tumori crescono in parte
con forma piatta e in parte con forma tonda. nel cui torace 23 anni prima l'ascia
era penetrata fino al manico toccando il pericardio CERVELLETTO correlazione tra
organo e relais Ghiandola mammaria sinistra Pleura sinistra e peritoneo Pericardio
sinistro Derma (Corion) emiparte sinistra del corpo Immagine di TAC con mesotelioma
pericardico Mesoteliomi Al derma del cervelletto appartiene anche la "pelle
interna" del nostro corpo, d ove abbiamo ad esempio nel ventre il peritoneo, nel
torace la pleura, nella cavi tà mediastinale il pericardio. Qui distinguiamo il
peritoneo in parietale e viscer ale, come facciamo pure nel caso della pleura e del
pericardio. Perciò i cancri re lativi si chiamano m I esoteliomi. Questo derma del
cervelletto è respon- sabile anche degli edemi, nel p resente caso dei cosiddetti
versamenti nella fase di riparazione: versamento per itoneale o ascite, versamento
pleurico e il tanto temuto versamento pericardico con tamponamento pericardico! n
linea di prin- cip io sono fatti positivi ma temuti quali complicanze della fase di
rip arazione. Tuttavia è importante sapere che tutti questi tumori diretti dal
cervelletto forma -. noli quido nella fase pd e precisamente sia nella riduzione
mediante tubercol osi sia in assenza di tubercolosi, quindi anche senza riduzione
dei tumori. L' a scite, ad esempio, ha il senso di lasciare libero di "
galleggiare" l'intestino in mode clie. non si possano produrre aderenze durante la
fase di riparazione. Q uesti organi diretti dal paleoencefalo rispndono tutti ad un
" conflitto mesodermici di attac - co all'integrità" : ad esempio un attacco
coontro la cavità toracica produce °n Tumore cerebrale Primo caso I due casi che
seguono sono strettamente correlati: entrambi i casi patologici f urono casualmente
presentati insieme da un medico nella conferenza di verifica d ell'Università di
Duesseldorf a Gelsenkirchen sotto la presidenza del professor Stemmann. I due
pazienti si conoscevano essendo originari di due villaggi vicini. Il primo paziente
ha 28 anni, il secondo 19, entrambi sono destrimani, entrambi avevano già un
conflitto attivo sul lato destro del cervello e patirono quasi cont emporaneamente
un altro conflitto in linea di massima uguale. Così entrambi vennero a trovarsi in
costellazione schizofrenica. A tutti e due fu diagnosticato, all'incirca nello
stesso momento, un cosiddetto tumore cerebrale nell'area cerebrale del linguaggio e
della laringe. A quel punto i loro percorsi si separarono: uno venne a sapere della
Nuova Medicina troppo tardi. Si lasciò operare al cervello perché gli era stato
detto che altrimenti sarebbe morto ben presto. Preso dal panico acconsentì di farsi
operare. Per 2-3 mesi si sentì meglio, perché la pressione cerebrale causata
dall'edema ovvi amente era scomparsa, ma sei mesi dopo... egli morì. Secondo caso
Questo paziente è un esperto di computer presso la Telecom ed ora, dopo quanto suc
cesso, è in grado di tenere senza problemi una conferenza sulla NUOVA MEDICINA GER
MANICA. In questo caso il conflitto era quasi identico a quello precedente: il p
aziente apprendista della Telecom cadde da un palo del telefono perché i ramponi n
on avevano fatto presa. Anche per lui si trattava del secondo conflitto che, col
pendolo, scatenava una costellazione schizofrenica. I suoi conflitti si risolsero
quasi contemporaneamente a quelli del paziente pre cedente ovvero a quel punto
furono diagnosticati come "tumore cerebrale". Anche questo paziente era presente
alla conferenza di verifica di Gelsenkirchen (18.5. 92). (1■14:e ibpaemrcboini, era
appena
percorsi due giovan tovsatnaisioeprearnaotopaelròcedrviveisllio.po.co prima: il
primo, padre di Il paz iente diciannovenne di fatto aveva un "tumore cerebrale "
molto più grande, così sem brava. Pertanto nel suo caso con prognosi infausta si
dichiarò infine che non era operabile e che non si sarebbero fatte né irradiazioni
né chemio p . che sarebbe morto entro pochi giorni. Ovviamente il paziente ha
ancora oggi "tumore Si tratta di• un innocuo ispessimento del tessuto gliale come
segno dell'avvenuta 165 Ghiandola mammaria destra Pleura destra e peritoneo
Pericardio destro Derma (Corion) emiparte destra del corpo riparazione del relè.
Naturalmente in seguito l'edema non si vede più e il relè non è più gonfio.
Nell'istante della DHS mancavano ancora sei mesi prima che lui potesse passare d al
tirocinio pratico (che comportava di salire sui pali del telefono) alla succe ssiva
fase di apprendistato (lavoro d'ufficio). Gli avevamo caldamente raccomandato di
non salire più sui pali del telefono o cose simili, nemmeno per divertimento. Su
nessuna cosa che fosse alta, come ad esemp io un tetto. E il paziente aveva capito.
Dopo 5 anni il paziente è stato convocato dall'associazione professionale per un c
ontrollo medico, e poiché non può essere ciò che non si vuole che sia, la diagnosi
è sta ta trasformata in neurinoma benigno. Due mesi dopo aver ricevuto
ufficialmente q uesta nuova diagnosi "tardiva" , arriva il padrino del paziente che
gli dice: "C aro Dirk, tu lavori alla Telecom, sai di certo come si monta sul tetto
una parab ola satellitare. Io ho già comprato tutto, devi soltanto montarmela!" Il
paziente si rifiutò. Gli era stato detto espressamente, in base alla NUOVA MEDI
CINA GERMANICA, che poteva fare tutto e che probabilmente non avrebbe più avuto ne
ssun attacco epilettico. Ma in nessun modo nel prossimo futuro doveva arrampicar si
su qualcosa, altrimenti avrebbe avuto una recidiva e di nuovo una crisi epile
ttica, se il calcolo fatto era giusto. Il padrino però continuò ad insistere,
interpretando come pigrizia il fatto che il n ipote non volesse fargli questo
piccolo piacere. Questi alla fine pensò: "Per una volta non andrà così male,
inoltre sono già passati 5 anni e non occorre che io guardi in basso, posso sempre
portarmi un compagno che mi aiuti, non devo deludere il padrino." Quindi, insieme
con un amico, montò la parabola sul tetto del padrino. Trenta ore dopo accadde
quanto segue: dopo solo tre ore di sonno, verso l'una de l mattino, era partito in
macchina per le vacanze con l'amica nonostante gli avv ertimenti della madre.
Arrivò però solo fino al paese vicino, perché obbligatoriamente ebbe un attacco
epilettico dopo la recidiva del conflitto di caduta dal palo de l telefono. Perse
conoscenza e finì contro un muro. Avevamo dunque "calcolato" giu sto e il paziente
lo riconobbe quando in ospedale, avendo ripreso conoscenza, ri costruì l'accaduto.
Si era trattato della "prova esemplare " che questo era proibi to per lui! Il fatto
che avevamo indagato correttamente i conflitti fu confermato anche un p o' più
tardi quando il giovanotto con un film illustrò ad un'altra paziente il suo c aso e
la sua ricaduta: davanti alla telecamera in funzione ebbe una crisi epilet tica che
incominciò con crampi del braccio destro e della gamba destra. Quando al termine
della crisi ritornò in sé, le sue prime parole furono: "Vedi, A., non è questa la
prova schiacciante che la Nuova Medicina ha ragione?" Questo caso è molto
interessante perché mostra come si può superare senza grandissimi problemi, come
appunto dovrebbe essere, un "tumore cerebrale inoperabile" e ciò ch e non si deve
fare, nemmeno dopo 5 anni! Certo esiste anche la possibilità della c osiddetta
"desensibilizzazione del conflitto", secondo il detto: "dopo l'inciden te subito al
volante!" . Ma ciò funziona solo in pochissimi casi eccezionali. 166 Le conseguenze
di una "fumata" da ragazzi.
Il caso seguente è accaduto fatalmente, nella Francia meridionale, proprio nel mod
o in cui cerco di raccontarlo. Due ragazzini dodicenni se ne stavano seduti nella
rimessa a fumare. Naturalment e sapevano che il padre di uno di loro, il
proprietario della fattoria dove si t rovavano, aveva rigorosamente proibito a suo
figlio di fumare. Ma la proibizione appunto dà uno stimolo particolare. Era il
1970, una storia da monelli come tante nel mondo. All'improvviso una sorella gridò
attraverso la porta dentro la rimessa : "Che cosa fate lì, fumate? Lo dico al papà!
" . Non voleva affatto dirlo a loro pa dre, era solo un bluff. Uno dei ragazzi fu
preso dal panico: "Oh Dio, fa la spia , ci prendiamo un sacco di botte!". "Senti,
se fa la spia mi impicco!". Due gior ni dopo il giovane si impiccò sopra la vasca
da bagno. I genitori vennero a sapere perché il ragazzo si era impiccato. Tutto il
paese entrò in agitazione, con tutti g li occhi puntati su Jean, il nostro
paziente. Jean (destrimane) patì un terribile choc conflittuale, una DHS tripla: un
conflitto di perdita (con conseguente carc inoma del testicolo destro), un
conflitto di territorio minacciato (con consegue nte carcinoma bronchiale del lobo
superiore del polmone sinistro), una svalutazi one di sé con conseguente osteolisi
della vertebra cervicale e della vertebra tora cica nonché, presumibilmente già
allora, un conflitto di separazione brutale nel cen tro corticale postsensoriale.
Contemporaneamente da allora è affetto da una vitili gine del tipo a fascia, al
collo e ad entrambe le articolazioni del polso. Il ce ntro del relè del FH relativo
si trova nel relè corticale sensoriale del neoencefalo . La vitiligine è un'ulcera
della parte inferiore dell'epitelio pavimentoso della pelle esterna. Il conflitto è
sempre un conflitto di separazione brutale ripugnant e. Dal giorno della DHS,
quando il suo amico si era impiccato, il giovane Jean era in simpaticotonia. Ogni
notte sognava della morte del suo amico; in sogno si ved eva mentre andava al
cimitero. Inoltre dimagriva e aveva sempre le mani gelide. La cosa peggiore però fu
l'avere delle terribili depressioni e il sentirsi "strana mente diverso ". Ma tutti
attribuivano la cosa alla tristezza per l'amico e lo t rovavano comprensibile. Dopo
circa un anno l'intero conflitto si ridusse, senza però risolversi. Diventò sol o
in parte un conflitto in sospeso, perché la stima di sé aveva subito un forte smac
co e la conseguenza fu una scoliosi della colonna vertebrale toracica e una deca
lcificazione della colonna vertebrale cervicale, in particolare dell'atlante (pr
ima vertebra cervicale) e della quarta fino alla sesta vertebra cervicale, corri
spondente a un conflitto di svalutazione di sé intellettuale, che ha a che vedere
sempre con delle questioni fondamentali. Per es. "E' questa la giustizia divina nei
miei confronti? L'ho forse meritato?" . Quando tre anni dopo fece un'operazione di
sostegno della colonna vertebrale cer vicale, questa andò male e ne risultò una
frattura della vertebra cervicale, come ve nne detto al paziente. ll paziente si
infuriò: tutto gli ricordava il collo del su o amico morto impiccato. Entrò
istantaneamente in delirio, fissava sempre il soffi tto, aveva un sentimento di
spersonalizzazione, si vedeva giacere, tutto al di 167 sotto diventava acqua,
perché il suo amico si era impiccato sopra la vasca da bagn o. In tutte le visioni
che aveva nel delirio era sempre presente il compagno imp iccato. Il paziente aveva
patito un conflitto centrale motorio in aggiunta ai 5 conflitti in sospeso già
presenti ed era perciò entrato immediatamente in delirio, d a allora ebbe una
tetraplegia, cioè una paralisi delle braccia e delle gambe. Era uno storpio
paralitico, una persona strana, chiusa in sé, cosa che la gente de l suo ambiente
attribuiva al suo triste destino. Segni di un altro conflitto cor ticale sensoriale
(conflitto di dolore ovvero di non voler essere toccato perché è d oloroso) nel
centro corticale sensoriale, erano i noduli delle estremità delle gua ine nervose,
distribuiti in tutto il corpo, i cosiddetti noduli di Recklinghause n. Per giunta
sussisteva sempre una depressione, vecchia o nuova. Quando io vidi il paziente per
la prima volta nel maggio '86, il giovane era qua si del tutto paralizzato. Poteva
muovere solo pochissimo il braccio destro, ma n on poteva né afferrare, né
sollevare il braccio. Venne da me praticamente come se fo sse solo un "paziente
sperimentale", perché nessun medico sapeva più che cosa fare p
er lui. Le sue mani erano gelide. Stava seduto o piuttosto giaceva abbandonato s
ulla sedia a rotelle, dimagrito al punto da sembrare quasi uno scheletro. Ci int
rattenemmo alcune ore a parlare, cosa che sino ad allora nessun dottore aveva fa
tto. Sarebbe stato da lungo tempo in un istituto per handicappati gravi se la su a
famiglia non si fosse occupata di lui in modo commovente. Nel corso del colloquio
egli acquistò fiducia in me e si stupì che per la prima volt a qualcuno si
interessasse a quanto egli sognava quasi tutte le notti, come dich iarò, la
faccenda del suicidio del suo amico avvenuta 16 anni prima. E il miracolo accadde!
Il giovanotto così sensibile, provato dalla sofferenza, per la prima volta dopo 16
anni raccontò tutta la sua pena profonda che veniva dall'anima, come un profondo
lamento interrotto solo a tratti da singhiozzi convulsi. Quel dolore sgorgò,
esplose fuori di lui. Nel suo ambiente tutti conoscevano la penosa storia ed
evitavano, per riguardo a lla sua sensibilità, di parlarne con lui. E così il
circolo vizioso continuava a man tenersi. Ma adesso questo giovane, che era rimasto
sino a quel momento in grave disperazione letargica, di colpo si risvegliò come da
un incubo. D'improvviso mi d isse interrompendo il nostro discorso: "so e sento con
tutta chiarezza che ora g uarirò". Quando si allontanò aveva le mani non ancora
calde ma già non più gelide, per l a prima volta in 16 anni. Il razzo era acceso.
In seguito vennero dei mesi difficili per lui sul piano fis ico: aveva le mani
caldissime, la testa bollente, un forte rigonfiamento cerebra le e la già poca
mobilità del braccio destro dapprima regredì. Ma di positivo ci fu ch e aveva molta
fame, finalmente poteva dormire senza incubi e si sentiva bene. Con dosi quotidiane
di 30 mg di Prednisolone riuscimmo a superare bene la fase c ritica prolungata del
gonfiore cerebrale, tanto più che riusciva a collaborare psi chicamente con un
morale equilibrato e psicosi terminate. Ora, nel frattempo, può di nuovo muovere le
braccia relativamente bene, le gambe i n parte. Ha ripreso 20 kg di peso e continua
a ingrassare ora senza cortisone. C ome detto si sente "alla grande " . In realtà
dovranno trascorrere di sicuro ancora sei mesi, prima che possa osare muovere i
primi passi. Ma il mirac olo non è sminuito per il fatto che richiede un po' più di
tempo. Anche psichicament e ora il paziente ha il morale molto alto, perché le sue
psicosi (depressione e sc hizofrenia) lo hanno lasciato, come se fosse sempre stato
l'uomo più normale del m ondo. Ma è sempre assonnato e stanco e di certo resterà
così per un altro semestre, an che se ora non ha più bisogno di cortisone. Gli
onori per questo caso "miracoloso " , ci tengo a dirlo, non mi spettano. Io ho
soltanto guidato il processo. I suoi parenti e i miei amici in Francia, che si sono
impegnati con sacrificio e con grande dignità per questo paziente così grato, hanno
lavorato insieme con strao rdinaria intelligenza per creare il clima di fiducia in
cui questa misera pianti na potesse crescere. E ciò è molto più difficile di quanto
io possa qui descrivere e p onderare. Solo se esistono simili premesse ottimali, si
può compiere un tale mirac olo pilotato. Ho descritto il caso in modo così
esauriente, perché diventi per molti una consolazione e una speranza fondata. Ciò
che in questo giovane dopo 16 anni e ra ancora reversibile, lo è pure per
moltissimi altri pazienti. La convinzione corrente che queste paralisi, dopo un
certo tempo, siano irrevers ibili è semplicemente un grande errore. In questi casi
si deve sempre procedere come in un'investigazione criminalistica , cercando con
precisione quando si è manifestata la paralisi e di quale tipo. Non si può più
liquidare semplicemente come paralisi trasversale o contusione delle rad ici dei
nervi tutto ciò che non si è in grado di spiegare. E' anche persino possibile in
molti casi che i bambini venuti al mondo con una p aralisi abbiano patito una grave
DHS conflittuale in fase intrauterina, che ha c olpito nel centro motorio. Deve
sempre trattarsi di un conflitto di paura "del sentirsi immobilizzato" o "d el
sentirsi prigioniero " , che causa una paralisi motoria. Ciò non ha nulla a che
vedere con l'intelligenza o con la riflessione consapevole. Avviene quasi in modo
semiautomatico in una frazione di secondo. Per un certo t ipo di DHS l'individuo,
uomo o animale, reagisce con un determinato tipo di "par
alisi dell'essere immobilizzato", proprio perché viene interessato il relativo cen
tro cerebrale. Naturalmente domanderete subito: Sì, ma come si può uscire dal
confli tto effettivamente dopo un periodo lungo? Di certo non con un colloquio di
grupp o, bensì spesso solo dopo un faticoso lavoro di indagine. Si sa pur sempre
già qualc osa, cioè di quale tipo di conflitto deve essersi trattato. Nota: Non
sentite un brivido corrervi giù per la schiena, cari lettori, quando pen sate quali
immense conseguenze abbia ciò che è stato scoperto? Appunto, il fatto che dopo così
tanti anni si possa ancora risolvere un conflitto e che palesemente l'i nnervazione
possa ancora funzionare! E' davvero un miracolo. Ciò nonostante devo smorzare un
po' le vostre speranze. No n tutti i giovani hanno uno spirito meraviglioso come
quello di questo ragazzo! nSi tratta di un lungo percorso. Di fatto una persona in
simili condizioni non h a ulla da perdere. Ma anche la ripresa della funzione
cerebrale non è del tutto in dolore. Si manifestano anche iperestesie, mal di
testa, febbre ecc. p (1 Rappresentazione schematica del decorso dei conflitti Il
conflitto monociclico = una sola crisi epilettica Fase diurna: Simpaticotonia Fase
notturna: Vagotonia ll conflitto policiclico ad es. nei cosiddetti "epilettici"
Crisi Crisi Crisi Crisi Crisi Crisi Crisi epilettica epilettica epilettica
epilettle. epiletties epilettica epil rttira Nella soluzione in sospeso ad es.
Parkinson = crisi epilettica in sospeso Crisi r si Crisi Crisi Crisi Cr'si
epilettied epi e tira epilertiem epilettica epilettica epile tira Il conflitto
attivo in sospeso = SM C) Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Volo Senegal »
Bruxelles Una coppia vola dal Senegal verso Bruxelles. Durante il volo il marito
subisce u n infarto cardiaco. Una catastrofe! E' pallidissimo, gli manca l'aria,
sta steso sul pavimento del corridoio dell'aereo. Sua moglie pensa ad ogni momento:
morirà! Ma non muore. Quando arrivano a Bruxelles viene portato all'ospedale e
guarisce . Non solo il volo fu un inferno per la donna, ma anche le tre settimane
seguenti. Dimagrisce, non può più dormire, ha sempre paura per la vita di suo
marito. Dal punto di vista biologico ha patito un conflitto di "preoccupazione-
paura di morire" per un'altra persona. Dopo queste tre terribili settimane infine
si calma e si arriva alla conflittoli si. La paziente ha la fortuna di essere
entrata in contatto con micobatteri tube rcolotici in Africa. Suda di notte per le
tre settimane seguenti, soprattutto ve rso il mattino, cambiando persino cinque
camicie a notte, ha una leggera febbre notturna. Nel polmone ha un focolaio tondo
(adenocarcinoma alveolare) che si cas eifica grazie ai batteri tubercolotici e
viene espettorato lasciando una piccola caverna, un cosiddetto enfisema polmonare
parziale. In seguito la paziente ha a vuto più volte questi periodi di sudore, a
volte più lunghi, a volte più corti. All'in izio di un nuovo e più lungo periodo di
sudore si trovò un adenocarcinoma del polmon e, prima che i batteri acidoresistenti
(TBC) avessero il tempo di caseificare il "tumore" e che fosse espulso con la
tosse. Ora la paziente venne dichiarata gra vemente "ammalata di cancro al
polmone". Per "precauzione" si voleva asportare un lobo polmonare, oltre a dover
fare chem io, raggi e le solite cure... Ma quando si scopersero anche sull'altro
lato dei focolai tondi, la paziente venne dichiarata incurabile e le fu
pronosticata una morte imminente. Per fortuna la Nuova Medicina è abbastanza
conosciuta in Belgio e la paziente inco ntrò un medico che le disse che, a parer
suo, solo il dott. Hamer poteva risolvere dei casi così difficili. E fu così che
arrivò da me. Infatti il caso non era facile d a chiarire perché la paziente aveva
un binario un po' insolito. Una volta trovato quello, il resto fu soltanto routine.
Quale binario aveva?
Il "conflitto di preoccupazione-paura di morire" non fu difficile da scoprire. L a
DHS era stata così drammatica che era del tutto impossibile non vederla. Mi semb rò
altamente probabile che il marito dovesse aver avuto ripetuti attacchi cardiaci
(angina pectoris) o altre situazioni critiche, che di nuovo avevano causato all a
moglie (la paziente) la paura che lui morisse. Se questo fosse stato il caso, tutto
avrebbe coinciso perfettamente. Ma la mogli e sostenne energicamente che il marito
stava bene, non aveva più avuto attacchi, e ra del tutto guarito e nemmeno gli era
più capitato di prendere l'aereo. Allora mi venne il pensiero fortunato: "Forse
qualcuno della vostra famiglia Conflitto Attivo ace pel A Fase pel 4 Conflitto
Attivo Fase pcl B ricostitutiva cicatrizzante Fase pcl A di riparazione edematosa
Crisi epilettica/epilettoide 1 Tempo Eutonia = Nonnotonia ritmo normale
giorno/notte simpatico/vagotonico Simpaticotonia permanente fase attiva del
programma speciale = Conflitto attivo Vagotonia permanente fase i i di riparazione
del programma i speciale = Conflitt o risolto Eutonia 171 ha preso l'aereo?", "Si
dottore, ma non è accaduto nulla. Ma ora che me lo chiede, mi viene in mente che
l'ultimo periodo di sudore l'ho avuto dopo che mia figlia era ritornata da una
vacanza di tre settimane a Tenerife. Crede che potrebbe es serci un nesso? In ogni
caso mi ricordo che per tutto il tempo in cui è stata via con il marito e i figli,
di notte non ho potuto dormire, sono anche dimagrita e ho continuato a pensare:
"Vorrei che fossero già tornati a casa!". Il resto fu di nuovo routine: si poté
ricostruire esattamente come la paziente ogn i volta che un membro della famiglia
(sorella o bambini) viaggiava in aereo, era presa da un attacco di panico, che lei
non riusciva a spiegarsi con un ragionam ento logico. E sempre, quando il
famigliare ritornava a casa, di notte aveva il suo periodo di sudore. Ora di nuovo
era iniziato un lungo periodo di sudore nott urno con temperature subfebbrili e
tosse. Aveva fatto una radiografia e si era scoperta la cosa. La seconda rotaia del
binario era... l'aereo! Come un binario ferroviario è composto da due rotaie sulle
quali corre il treno, l a paziente con il drammatico infarto cardiaco del marito
sul volo dal Senegal a Bruxelles aveva patito 2 componenti conflittuali: 1. il
conflitto di "preoccupazione-paura di morire" per il marito a causa dell'i nfarto;
2. il "conflitto di paura" in relazione all'aereo, perché erano rimasti seduti lì
de ntro impotenti. Entrambe le componenti erano da allora legate fra loro in modo
complesso e basta va una sola delle due componenti per far scattare immediatamente
il conflitto di preoccupazione-paura di morire. Avremmo anche potuto dire: da
allora era "aller gica" agli infarti e agli attacchi cardiaci (che però
fortunatamente non erano acc aduti) e agli aerei! La terapia consistette nel
rendere la paziente consapevole di questi nessi, nell 'eliminare le cause e
altrimenti ... di non fare nulla, tranne non disturbare ma dre natura per quanto
più possibile. Nota In NUOVA MEDICINA GERMANICA con binario s'intende il fatto che
un paziente, pers ona o animale, che abbia patito un conflitto biologico, ricade
molto facilmente nel binario se si verifica una recidiva. La recidiva può persino
consistere anche
solo in una componente del conflitto (vedi "allergia all'aereo"). Già questo basta
per scatenare l'intera recidiva conflittuale. Tali recidive conflittuali avveng ono
eludendo la comprensione da parte del nostro intelletto; possiamo capirle ed
evitarle solo per intuito. Il gatto travolto Un guidatore sfortunatamente investì
un gatto. Scese dalla macchina per vedere se fosse ancora vivo e soccorrerlo, ma
era morto stecchito. Pensò: "Santo Cielo, pove ro gattino, come è potuto accadere "
. Subì un enorme choc nelle membra vedendo giac ere il povero gatto morto. Un anno
dopo gli veniva incontro, facendo le fusa, un gatto che sua moglie spont aneamente
aveva preso in casa e a cui entrambi si erano presto affezionati. Alla sera aveva
l'abitudine di accarezzarlo. Tutto andava bene... se il gatto to rnava a casa
puntualmente. Ma se arrivava tardi, egli istantaneamente soffriva d i una
"allergia" per l'assenza del gatto. Perché ogni volta gli tornava in mente l
'immagine del gatto morto investito. Ogni volta era preso dal panico: "Il nostro
gatto non sarà forse da qualche parte sulla strada, come quel povero gatto
allora ..." Quando il gatto tornava a casa, ogni volta presentava una "allergia
cutanea" est esa e acuta; cioè la pelle di mani, braccia e faccia era rossa e
gonfia, trattando si in realtà di una riparazione della antecedente lieve ulcera
della pelle. Dal test risultò una inequivocabile allergia ai gatti! Nota Avevamo
sin qui creduto che fossero tutte malattie che si dovevano trattare urge ntemente.
Questa visione è però affatto unilaterale, perché sono dei residui delle nos tre
facoltà istintive. Qui si tratta di un sistema d'allarme molto buono e vigile
dell'organismo. Se in precedenza l'individuo ha già sperimentato una DHS per un mo
tivo uguale o simile, allora l'organismo è guardingo nei confronti dei conflitti b
iologici di tal genere. In modo negativo possiamo dire: il paziente continua a
cadere nella vecchia trap pola. In modo positivo possiamo dire: il paziente fa
maledettamente atten- zione , reagisce subito con il programma speciale. Tutte le
allergie che si possono individuare con i nostri test, sono sempre dell e reazioni
a " binari secondari" correlati a una DHS. Pertanto dobbiamo capire I n modo nuovo
le cosiddette allergie. Ora sappiamo che ogni volta ci erano perven uti dei segnali
di avvertimento, per es. nel caso dell'asma bronchiale o dell'as ma laringeo si
tratta di due sirene d'allarme attive che ci vogliono dire: atten zione, in passato
a quel punto è accaduto qualcosa, oppure: con questa combinazion e devi stare
attento! 172 173 Sezione della pelle e corrispondenze con i foglietti embrionali
Epidermide fase c.a.: ulcera dell'epitelio pavimentoso (riduzione cellulare) 1)
esternamente, parte superiore dell'epidermide: neurodermite 2) internamente, parte
inferiore dell'epidermide: vitiliggine 3) capelli: perdita di capelli = alopecia
fase pcl: riparazione e cicatrizzazione cellulare con arrossamento e gonfiore, i
capelli ricrescono fase c.a. + fase pcl che si alternano rapidamente in seguito a
recidive = psoria si (psoriasis vulgaris) Capello (parte di epidermide) Ghiandole
sebacee fase c.a.: carcinoma adenoideo ("brufoli") fase pcl: Tbc purulenta delle
ghiandole sebacee O Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Attacchi di asma La
paziente nell'infanzia pativa occasionali attacchi di asma. Alla fine le fu d
iagnosticata un'allergia ai gatti che venne considerata appunto la causa di queg
li attacchi. Ciò nonostante la paziente si sentiva attratta dai gatti che di tanto
in tanto tornava ad accarezzare molto volentieri e, stranamente, solo di rado v
eniva presa da un attacco d' asma. Come d'altra parte le capitava di avere delle
crisi pur non essendo venuta a contatto con alcun gatto. Quando alla fine si mise a
cercare il conflitto relativo, con sorpresa si accors e che reagiva solo ai gatti
neri e per di più di una certa dimensione o quando le capitava casualmente di
vedere un animale morto sulla strada. Proseguendo nelle sue ricerche scoperse
infine che da bambina le era toccato vedere come il suo am ato gattino nero, cui
era molto affezionata, era stato travolto da una macchina in strada che l'aveva
maciullato (DHS). Di quell'avvenimento, che ormai risaliva a oltre vent'anni prima,
non aveva più al cun ricordo consapevole. Eppure reagiva ogni volta con una
recidiva di DHS se ve deva o accarezzava un gatto nero che avesse una determinata
dimensione, oppure q uando vedeva un animale morto, investito sulla strada
(binario). Nota: sono asmatiche le persone che con frequente ricorrenza patiscono
delle brevi rec idive. Perlopiù hanno un cosiddetto conflitto in sospeso, il che
significa che il conflitto continua sì ad essere attivo e tuttavia è stato ridotto
nell'intensità. Nell'asma della laringe il relè della muscolatura laringea, che si
trova nell'emis fero corticale sinistro, ha una crisi epilettica, ma
contemporaneamente nell'emi sfero corticale destro del neoencefalo c'è un altro
focolaio di Hamer ancora in at tività conflittuale. Nell'asma bronchiale avviene il
contrario. Qui il relè della muscolatura bronchial e nell'emisfero corticale destro
ha una crisi epilettica, mentre nell'emisfero c orticale sinistro del neoencefalo è
attivo contemporaneamente un altro focolaio di Hamer. Nello status asmaticus (acuto
affanno asmatico), entrambi i relè della motricità del la laringe e anche dei
bronchi hanno una crisi epilettica. Ma fintantoché entrambi i relè sono "solo"
attivi non accade ancora nulla di male. Nella laringite spasti ca la situazione è
invece del tutto diversa; qui il relè della muscolatura laringea nell'emisfero
corticale sinistro ha una crisi epilettica e il relè nell'emisfero c orticale
destro del neoencefalo non presenta nessuna attività. In caso di asma In linea di
principio l'asma può essere causato quindi dalle seguenti combinazioni di
costellazioni: asma della laringe con inspirazione prolungata e asma bronchi ale
con espirazione prolungata: Parte superiore dell'epidermide Parte inferiore
dell'epidermide Derma (epitelio profondo, corion) fase c.a: melanoma amelanotico,
con pigmenti: melanoma (melanotico) fase pcl: tubercolosi della pelle (= lebbra)
Ghiandole sudoripare fase c.a.: carcinoma adenoideo fase pcl: Tbc delle ghiandole
sudoripare, acne •7 A 175 Costellazione dell'asma Espiro prolungato e affannoso
Relais della muscolatura bronchiale, nella fase pcl, durante la crisi epilettica (=
epilessia della muscolatura bronchiale) Asma laringeo Relais della muscolatura
laringea, nella fase pcl, durante la crisi epilettica ( = epilessia della
muscolatura laringea)
Stato Asmatico (i due SBS in crisi epilettiche) FH nel relais della muscolatura
laringea, nella fase pcl, durante la crisi epile ttica (= epilessia della
muscolatura laringea) L'attacco asmatico sempre e solo durante la crisi epilettica
(a destra o a sinis tra o contemporaneamente sui due relais nella fase attiva
abbiamo paresi della m uscolatura striata). CE Questo simbolo significa un focolaio
di Hamer in fase pcl durante la crisi ep ilettica o epilettoide (punto al centro)
Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd HamerVecchio carcinoma del testicolo Un ragazzo di
otto anni, cui già nell'infanzia a causa di dolori addominali inspie gabili era
stato asportato un cosiddetto "testicolo rientrante" con sospetto di "ernia
inguinale", visse il giorno peggiore della sua vita quando il suo miglior e amico e
compagno perse all'improvviso la vita in un incidente d'auto in cui fu orrendamente
mutilato. Il paziente non aveva visto l'incidente. I suoi famigliari concordano nel
dire che rimase come impietrito. Dapprima non p arlò per giorni interi vagando
senza meta come irrigidito. Voleva fare visita all' amico morto all'obitorio, ma
non lo lasciarono avvicinare al cadavere perché il co rpo dell'amico era troppo
devastato. I parenti dicono anche che il paziente, per qualche ragione che non
voleva rivelare, si faceva dei grossi sensi di colpa. D opo alcuni giorni ebbe uno
sfogo violento e per un'intera settimana pianse irref renabilmente ululando come
"un cane alla catena". Solo dopo 2 o 3 mesi il paziente incominciò pian piano a
ritrovare la pace. La mad re riferisce che da allora l'unico testicolo rimastogli
manifestò dei disturbi. Nu lla di grave, solo un piccolo nodulo duro che non si
modificava più, ma che dava a l paziente la sensazione che appunto quell'unico
testicolo avesse dei problemi. Erano passati alcuni anni. Nel frattempo il paziente
si era sposato e aveva un b ambino. Alla visita di leva addusse come scusa per
farsi riformare questo piccol o nodulo che si avvertiva al tatto già da quattro
anni. A quel punto fu esaminato in modo più approfondito. Lo operarono e trovarono
un (vecchio) carcinoma del testicolo. L'unico testicolo rimastogli fu asportato,
cioè il paziente venne castrato nonché ir radiato e trattato con la chemio. Sinora
il paziente è sopravvissuto alla tortura, ma ora è castrato. Da allora la sua
autostima, comprensibilmente, è messa a dura prova. Il suo matrim onio minaccia di
rompersi perché lui non può più avere figli. Nota Nella fase di conflitto attivo il
teratoma produce dei tumori compatti. Con la s oluzione del conflitto la crescita
tumorale si arresta, seppure lentamente, poic hé ogni tessuto embrionale ha la
"spinta di crescita embrionale" (eccezione). La r agione di fondo è sempre un grave
conflitto di perdita, perlopiù la morte di una per sona amata, un amico/a o anche
un animale. Nel carcinoma al testicolo interstiziale avviene esattamente il
contrario. Qui n ella fase casi forma una necrosi, quindi una riduzione del tessuto
del testicolo che, a causa della necrosi, lentamente rimpicciolisce e produce anche
meno test osterone. A parte una leggera contrazione nel testicolo interessato,
esterior- m ente non si vede nulla. Dopo la soluzione del conflitto si forma una
cisti testicolare, una proliferazione del tessuto interstiziale del testicolo con
ripr istino della produzione ormonale. Anche qui si tratta sempre di un conflitto
di perdita. Asma bronchiale + un secondo FH qualsiasi nell'area corticale sinistra
in fase c.a. o in crisi epilettica Inspiro prolungato e affannoso + un secondo FH
qualsiasi nell'area corticale destra in
fase c.a. o in crisi epilettica Inspiro e espiro prolungati e affannosi
(pericoloso!) FH nel relais della muscolatura bronchiale, nella fase pcl, durante
la crisi epilettica (= epilessia della muscolatura bronchiale) Le immagini seguenti
mostrano le diverse fasi in pazienti differenti. Necrosi del testicolo in fase ca.
Cisti del testicolo che si è gonfiato diventando grosso come un uovo di oca dopo la
soluzione di un co nflitto di perdita. Testicolo completamente atrofizzato. Ciò
corrisponde a un conflitto di perdita in sospeso che questo paziente di 11 ann i
aveva patito alla morte di sua sorella. Aumento dei marcatori tumorali Il paziente
(30 anni) quando era uno scolaro dodicenne aveva avuto l'esperienza seguente:
insieme al suo migliore amico voleva attraversare di corsa la strada. Lui
all'ultimo istante si era fermato, ma l'amico era corso avanti ed un secondo dopo
veniva investito da un'auto (sotto gli occhi del ragazzo) che lo travolse fino a
renderlo irriconoscibile. Il ragazzo allora era corso via piangendo in preda al
panico totale e per tutto il giorno aveva vagato nei dintorni, fuori di sé. In
quell'occasione patì un carcino ma al testicolo ovvero un conflitto di perdita. In
seguito sentiva sempre un pic colo punto indurito, in pratica un piccolo nodulo
duro nel testicolo sinistro. A 29 anni in questo medesimo testicolo subì una
contusione quando urtò con il sedere contro lo spigolo di un rimorchio d'auto. Si
formò un grosso versamento di sangue . Quando il versamento si era riassorbito un
po', si poteva di nuovo sentire al ta tto il piccolo nodulo che ormai era lì già da
quasi 20 anni. Il medico di famiglia lo mandò in ospedale per il timore che a causa
della contusi one potesse avere "sviluppato un cancro". All'ospedale il paziente fu
operato, il testicolo venne asportato. La diagnosi f u: versamento sanguigno e
"piccolo cancro". Si disse che il tumore era incapsulato, quindi "ancora in fase
iniziale" ! A que l punto iniziò il calvario del paziente. Per "precauzione" fu "
curato " con la chemio. Egli però superò ancora tutto, si era persino ripreso e
poteva tornare a lavorare un po'. Al rientro da una vacanza in cui si era molto
abbronzato si recò, senza brutti pre sentimenti, alla "visita di controllo". Lì gli
dissero che i "marcatori tumorali" (CEA = antigene carcino-embrionale) eran o
aumentati e ormai la prognosi era infausta. Il paziente, che di fatto stava di
nuovo bene, fu preso repentinamente dal panico totale di paura di morire con fo
colai tondi al polmone e fu nuovamente e con maggior determinazione "curato" con i
citostatici più radicali. A causa degli effetti collaterali fu preso da una paura
sempre più grande di morir e e ormai giorno e notte non pensava a nient'altro che
alla morte! Morì tre mesi d opo la "diagnosi dei marcatori tumorali". Nota Alla
diagnosi di "cancro" solo l'1 o il 2% tondi al polmone dovuti a conflitti a ntec
Due o tre settimane dopo già nel 20/40% fie di controllo nuovi focolai tondi, segno
le della diagnosi, provoca regolarmente 179 dei pazienti, mostrano già dei focolai
edenti. dei pazienti, troviamo nelle radiograche la comunicazione perlopiù bruta-
una DHS d i "paura di morire". Test del tasso etilico La paziente aveva notato di
avere qualcosa di strano in bocca. Si recò all'ospedal e militare di Amburgo per
chiarire di cosa si trattasse. Le fu fatta la diagnosi
: carcinoma dell'epitelio pavimentoso della cavità orale (con conferma
istologica) . Le fecero pressioni perché si lasciasse operare, ovviamente fino al
tessuto sano, cioè le volevano asportarle metà della faccia. Però l'intervento già
programmato venne momentaneamente rimandato perché mancava la ri serva di sangue.
La paziente ebbe quindi la possibilità di tornare ancora una volt a a casa per il
fine settimana. Suo fratello sfruttò l'occasione per convincerla a lasciarsi
accompagnare a Sassba ch-Walden (Foresta Nera) per incontrare me. Lei acconsentì
subito. Potemmo scoprir e rapidamente il conflitto perché io sapevo che doveva
trattarsi di un conflitto o rale (bocca, lingua) e infatti era così. In un
controllo notturno con test alcolico "in cui aveva dovuto soffiare nel pal loncino"
le era stata ritirata la patente. La persona che viaggiava con lei era un politico
di grosso calibro che doveva ri manere in incognito. Da allora la paziente non
aveva potuto pensare più a nient'altro che alla perdita della patente e a come fare
per riaverla. La paziente comprese al volo e annullò l'appuntamento per
l'intervento all'ospedal e di Amburgo. Invece di farsi operare concordammo insieme
con il fratello della paziente un piano strategico per farsi restituire la patente.
Già due giorni dopo il fratello mandava un telegramma che era tutto a posto e che
la paziente doveva andare a Karlsruhe per fare il corso di pronto soccorso, la
visita oculistica e una visita sanitaria. Dopo due settimane le avevano restituito
la patente. A distanza di pochi giorni era già riconoscibile chiaramente una
regressione dell' ulcera della mucosa nella cavità orale posteriore destra e dopo
altri tre mesi non si vedeva più nulla. La paziente venne visitata
approfonditamente dal professor Becker, capo della cl inica HNO di Bonn che in
pratica non poté riscontrare più alcun segno evidente. Nell 'ospedale militare di
Amburgo invece le avrebbero asportato metà della faccia. Ora la paziente sta bene.
Nel frattempo le hanno telefonato una quarantina di perso ne fra medici generici e
clinici nonché vari professori, per dirle di sottoporsi a ssolutamente
all'operazione, alle irradiazioni e ai citostatici, cosa che lei ha rifiutato. Lei
stessa ne ha parlato del resto in un'intervista alla radio. Nota Nella fase di
conflitto attivo si forma un'ulcera più o meno grande nella mucosa d i epitelio
pavimentoso della bocca o della lingua. Quanto più a lungo durali confl itto, tanto
più estesa e profonda è l'ulcera. Nella fase di riparazione si ha un forte
rigonfiamento locale della mucosa orale . Tipico conflitto dell'acqua con necrosi
del parenchima renale Rene e corrispondenze con i foglietti embrionali Tubuli
collettori renali: conflitto per l'esistenza, conflitto del profugo o con flitto di
sentirsi abbandonato a se stesso. Fase c.a.: adenocarcinoma ritenzione idrica,
oliguria o nel caso in cui sono interessati ambedue i reni: c osiddetta anuria (con
almeno 150 cc di urina). Con leucemia: gotta (cosiddetta "sindrome") o uremia =
aumento dell'urea e della creatinina nel siero (pure una cosiddetta "sindrome").
Con un qualsivoglia SBS in fase pcl: forte tumefazione nell'organo e nel FH del
cervello = cosiddetto "tumore cerebrale" nell'ambito del Focolaio di Hamer. Fase
pcl: riduzione caseosa del carcinoma dei tubuli collettori tramite micobatteri con
febbre, sudore notturno, infiammazione del bacinetto renale (cosiddetta "pie lite
tubercolosa"). Poliuria, riduzione di tutti i sintomi della sindrome come v
ersamento pleurico, ascite, reumatismo articolare, gonfiore della pelle, ecc. Au
mento del numero di leucociti, dell'acido urico, dell'urea e della creatinina. In
concomitanza spesso calcoli di calcificazione post tubercolotica (oxalato di
calcio) anche riduzione dei cosiddetti "tumori cerebrali". Senza micobatteri: tutti
i sintomi uguali salvo febbre e sudore notturno e la no
n riduzione del carcinoma dei tubuli collettori. Bacinetto renale Parenchima renale
Fase c.a.: necrosi locale (= buco) + ipertonia (per assicurare la produzione di
urina). Fase pcl: cisti renale (Wilms) con progressivo indurimento (nefroblastom
a), che si costituisce a partire dall'antecedente necrosi. Dopo nove mesi, quand o
i peduncoli si sono staccati da tutti gli organi adiacenti resta un unico istm o
formatosi al posto della necrosi nel parenchima. Tutti i vasi (arterie, vene e vie
urinarie primarie) confluiscono nella sede dell'antecedente necrosi dove fl uisce
anche l'urina prodotta dal nefroblastoma passando poi ancora dai tubuli co
llettori. N_ ortnalizzazione della pressione arteriosa. Con sindrome: cisti molto
edematose che in seguito, se non si lacerano subito, i nduriscono solo in parte. ©
Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Midollo delle surrenali (appartenente al
tronco del simpatico, che produce adren alina, noradrenalina e dopamina) Corteccia
surrenale (= particolare grosso linfonodo) Fase c.a.: necrosi Fase pcl:
ingrossamento della surrenale tramite proliferazione cellulare (dove p rima c'era
la necrosi). Anche aumento della produzione di cortisolo. Uretere 180 181 Caso 1)
La paziente viveva su una barca che era ancorata nel porto di Marsiglia. La pazi
ente, sposata, teneva il suo bambino, che aveva appena un anno, in un passeggino
legato sul ponte della barca. All'improvviso il passeggino con il bambino dentro,
rotolò giù dal ponte di coperta ed andò a finire nel bacino di Marsiglia profondo 7
metri. La paziente vedendo l'a ccaduto si irrigidì per lo spavento. Il marito era
convinto che non si potesse fare più nulla. Lei però chiamò la polizia p ortuale
che dopo 10 minuti recuperò il bambino. La rianimazione riuscì a salvarlo. L a
paziente patì un "conflitto dell'acqua" e, contemporaneamente un "conflitto di p
erdita" a sfondo semisessuale ripugnante. Quasi per un anno intero sognò acqua,
acqua, acqua... Dal giorno della disgrazia non poteva più dormire con suo marito
perché non riusciva a perdonargli di non aver tentato di salvare il bambino. Solo
quando si separò da l marito il conflitto si risolse definitivamente. Poiché la
paziente era sempre st anca e accusava dei dolori alla testa, le si diagnosticò non
solo un "tumore cereb rale bilaterale", ma anche un vecchio carcinoma bronchiale,
che in realtà si era f ormato anni prima quando la sua migliore amica, con cui
aveva avuto un rapporto di tipo lesbico, si era suicidata. Le predissero che
sarebbe morta nel giro di poche settimane. Il suo medico curante mi pregò di
recarmi a Marsiglia e mi mostrò le TAC cerebrali e le tomografie. Riuscii a
tranquillizzare la paziente. Inoltre anche il bambino che allora aveva solo un anno
aveva patito un conflitto di paura di morire con DHS, come ci si può ben
immaginare, cioè aveva una serie di focolai tondi polmonari che i medici non
riuscivano a "spiegare". Caso 2) Il paziente, che lavorava per una ditta di
trasporti di latte come autista di au tobotte, ebbe un giorno un enorme rancore con
il capo di una delle latterie perc hé per errore circa 100 litri di latte erano
fuoriusciti e quindi andati persi (co nflitto di acqua/liquido). Ne era derivato un
litigio drammatico con forti grida da parte di questo capo ch e rimproverava il
paziente. Ciò aveva irritato il paziente che inoltre ogni giorno riceveva una
ramanzina. Il paziente si ammalò di necrosi del parenchima renale. Il conflitto
durò per circa sei mesi. In seguito gli fu assegnato un altro tragitt o grazie al
quale non ebbe più a che fare con questo capo. A quel punto il conflit to terminò e
si formò una cisti renale.
Caso 3) Il paziente era ingegnere navale. D'improvviso a bordo ci fu una avaria ai
motor i di cui il paziente era responsabile. La nave fuori controllo fu sospinta
inarr estabilmente verso la scogliera. Il paziente lavorò febbrilmente. Circa 30
minuti prima dell'urto contro la costa i motori ripresero a funzionare. La ca
tastrofe fu evitata! Il paziente patì un tipico conflitto dell'acqua con necrosi
del parenchima renale. Da quel momento si svegliava regolarmente per gli incubi e
sognava sempre la med esima cosa: la sua nave andava inesorabilmente a urtare
contro la sponda, la cat astrofe per la nave a pieno carico e per l'equipaggio era
imminente. Il paziente allora si svegliava ogni volta dall'incubo con la fronte
bagnata di sudore per la paura. Il conflitto rimase attivo per quasi un anno, poi
il paziente smise di sognare. Da allora aveva di nuovo appetito, si sentiva bene,
aveva le mani calde e natura lmente, come espressione della fase di riparazione, si
manifestò obbligatoriamente una cisti renale. Nefroblastoma Il nefroblastoma dopo 9
mesi di maturazione è del tutto indurito, ha una capsula dura e attraverso l'istmo
passa una robusta arteria e una vena; ora contribuisce alla produzione di urina. A
questo paziente era accaduto di perdere dalla sua autobotte 2000 li tri di olio
combustibile che si era di sperso nel terreno. Aveva avuto paura di dover rispon
dere dei relativi danni finanziari. Quando alla fine tutto fu superato, dapprima si
formò una cisti renale che in seguito, dopo nove mesi, si in durì (si consolidò).
Nota: sappiamo che i nostri reni attuali si sono sviluppati non dai reni primige
ni, bensì solo da quelli più recenti. Pertanto i conflitti dell'acqua si sono
potuti verificare solo quando i nostri a ntenati biologici "si sono spostati
dall'acqua sulla terra". La maggior parte dei conflitti dell'acqua hanno dei motivi
molto validi per scat enare una DHS, ad esempio un'alluvione, un affogamento
evitato per poco, orla fl eboclisi in ospedale, una rottura dei tubi dell'acqua o
cose simili. Spesso però d opo alcuni mesi il conflitto, insieme con le sue
conseguenze, non "a Più motivo di sussistere e si risolve di nuovo. Carcinoma
dell'esofago Caso 1) Un paziente ritorna dalle vacanze di Pasqua e scopre che il
suo posto di lavoro è stato occupato da un giovane che lui stesso aveva istruito.
Ma ancora non era tu tto. Il capo gli aveva pure promesso che poteva conseguire il
diploma di maestra nza, per il quale era già a buon punto, ora però non se ne
parlava più. Adesso doveva obbedire al suo apprendista. In seguito ci fu un grave
litigio con conseguente t rasferimento disciplinare sempre nella medesima azienda
però con una mansione infe riore. Il paziente era fuori di sé e mi ha riferito di
aver continuato a mandar giù un rospo dopo l'altro. Per due mesi il conflitto restò
fortemente attivo, poi il p aziente fu licenziato. In verità la faccenda continuò
ad irritarlo fino a quando un mese dopo venne a saper e per caso che la ditta stava
per andare in fallimento. Allora il paziente d'imp rovviso riprese forza. Fino a
quel momento era già dimagrito di 20 kg. Ma ora si e ra rimesso il cuore in pace e
da subito fu in grado di dormire, e di mangiare ri prendendo rapidamente peso. Il
conflitto per lui era definitivamente risolto. Caso 2) Un portalettere del tutto
innocente venne d'improvviso sospettato di avere sottr
atto un pacchetto insieme a 200 marchi. Gli indizi erano tutti contro di lui, co me
pure un presunto testimone. Il paziente, un uomo onesto di natura e buono, st ava a
guardare senza parlare, del tutto fuori di sé e ingoiava passivamente. L'inchiesta
si protrasse, ma dopo 6 mesi buoni si chiari che il paziente era del tutto
innocente. Era stato il testimone (un inquilino) ad appropriarsi del pacchetto e
della somm a di denaro. Il conflitto era risolto. Poco tempo dopo al paziente fu
riscontrato un carcinoma dell'esofago. Nota: il conflitto relativo alla base del
carcinoma dell'esofago (terzo inferior e) consiste nel "non potere inghiottire un
boccone" ovvero nel "non poterlo ingl obare". Spesso si tratta di una casa, di
un'auto e cose simili o di qualcosa che si vuole "mangiare", cioè del fatto che si
vuole inghiottire senza però poterlo far e. Il carcinoma dell'esofago (2/3
superiori) è diverso se si trova a destra o a si nistra poiché la sua innervazione
è incrociata. I due terzi superiori dell'esofago s ono ricoperti di epitelio
pavimentoso che appartiene al foglietto embrionale est erno, l'ectoderma, e ha il
suo relé nel neoencefalo. Si tratta di un epitelio pavimentoso o piatto che si è
invaginato dall'esterno qui ndi in effetti di una mucosa migrata. Ma anche qui ci
sono talvolta dei residui isolati di vecchia mucosa intestinale che possono formare
adenocarcinomi submuco si. Il contenuto conflittuale consiste nel fatto che s) deve
o si dovrebbe inghi ottire qualcosa che però non si vuole ingoiare e anzi si
preferirebbe sputare fuor i, anche in senso traslato. Un vecchio carcinoma
bronchiale Corrispondenze tra i foglietti embrionali e le differenti aree polmonari
Riduzione cellulare (ulcera) dell'epitelio pavimentoso della mucosa bronchiale i n
fase c.a.; edema di riparazione con proliferazione cellulare in fase pcl
(riparazione delle ulcere). Con forte tumefazione della mucosa bronchiale con
occlusione (ad es. n ella sindrome) abbiamo le atelettasie bronchiali, prima
chiamate erroneamente "c arcinomi bronchiali". © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd
Hamer Il paziente era un sostituto procuratore, considerato particolarmente
"severo". Egli patì una DHS dopo un grave litigio sul lavoro con il suo superiore,
il p rocuratore generale. Il paziente balzò in piedi irritato e corse fuori dalla
stanza gridando: "Che cosa le viene mai in mente, da questo istante comunicherò con
lei solo per iscritt o! " cosa che appunto fece per 5 mesi fino al suo
pensionamento. La pensione fu per l ui la soluzione del conflitto. "a LIl vecchio
reperto venne notato solo per caso. a figlia preferita era ora ab bastanza grande
per poter votare. Lui le disse: •..tutti ma non i " verdi" !. Allo ra, quella che
sin lì era stata una così brava figliola, gli si piantò davanti e ribat té: "Tu non
mi hai mai parlato quando il momento giusto e non ho certo più bisogno o ra dei
tuoi consigli". ha colpito profondamente, in tribunale nessuno si era mai preso una
libertà simile", disse il paziente. Proliferazione cellulare degli alveoli
polmonari, adenocarcinoma in fase c.a.; Tbc con espettorazione, sudore notturno,
eventualmente tosse con sangue (nulla di grave!) in fase pcl, riduzione caseosa dei
focolai tondi (Tbc polmonare). Restano le caverne polmonari: enfisema polmonare.
Egli patì una svalutazione di sé nel rapporto padre-figlia. Dopo la riconciliazione
ebbe dei dolori alla scapola sinistra, cancro secondo la diagnosi istologica. A
quel punto fu notato anche il vecchio carcinoma bronchiale che in realtà era
guarito da molto tempo, quindi del tutto innocuo, e neppure aveva mai dato
disturbi.
Venne da me e mi chiese che cosa dovesse fare. Gli dissi "Nulla, si rallegri che
entrambi i conflitti sono risolti. Se non interviene non le accadrà nulla" . Scosse
la testa e disse: "Mi fa piacere, sarebbe bello" . Il consiglio di famiglia però
decise diversamente: un rispettabile sostituto procuratore deve rispettare i
protocolli e seguire la terapia per il cancro ufficialmente riconosciuta. Il suo
amico, un abile sostituto procuratore pure lui in pensione era disperato. Doveva
stare a guardare impotente come il suo amico si lasciava "curare" a m orte con la
chemio e le irradiazioni. Nota: il carcinoma dell'epitelio pavimentoso
intrabronchiale, in breve anche det to carcinoma bronchiale, appartiene al
foglietto embrionale esterno ed è diretto dal neoencefalo. Quindi è un'ulcera, cioè
nella fase di conflitto attivo non si forma un tumore, bensì un'ulcera della mucosa
bronchiale. Nella fase di riparazione il bronco viene compresso a causa del
rigonfiamento dando origine a una atelettasia, ossia ad un'insufficienza
respiratoria che causa la tosse. La cosa tragica è che per la maggior parte dei
casi, il carcinoma bronchiale viene riscontrato solo in questa fase. Se questi
pazienti si rivolgessero alla Nuova Medicina prima di una diagnosi e prognosi
negative fatte dalla medicina ufficiale, il 95% di loro, che appunto già si trovano
nella fase di riparazione, potrebbe sopravvivere. Cosiddetto carcinoma bronchiale
Già in fase di riparazione (atelettasia) Questa atelettasia polmonare viene
interpretata erroneamente dalla medicina uffi ciale come tumore bronchiale.
Purtroppo, infatti l'unica cosa qui iute" 186ressata sono le ulcere nel bronco
(danni alla mucosa) che stanno guarendo. Altrimenti il bronco non sarebbe "chiuso"
e non sarebbero visibili delle atelett asie. Poiché moltissimi organi tubolari sono
ricoperti di epitelio pavimentoso (diretti dalla corteccia cerebrale), si
verificano spesso delle complicanze quando questi organi tubolari, come bronchi,
arterie o vene coronariche, dotti biliari, pancr eatici o degli archi branchiali
(le antiche fenditure opercolari nel collo e nel mediastino ecc.) si gonfiano e
quindi si occludono temporaneamen te, cioè sono ostruiti. La situazione "
temporanea " può protrarsi per mesi. In alcuni casi il bronco può anche restare del
tutto occluso. A seguito dell'occlu sione per rigonfiamento della mucosa si forma
la cosiddetta atelettasia, un ramo bronchiale senza aria che nella radiografia
appare più denso, cioè bianco ri spetto alle altre porzioni polmonari piene di
aria. Anche nel caso dei dotti biliari, che sono pure ricoperti di epitelio
pavimentos o e formano delle ulcere per un conflitto biologico di rancore nel
territorio al lo scopo di migliorare il flusso della bile grazie a un diametro
interno maggiore (è questo il senso biologico), avviene un'occlusione dovuta
appunto al loro rig onfiamento. Conseguenza: la bile si accumula, non può più
scorrere e quando sono interessati con temporaneamente molti dotti biliari ed
epatici il paziente diventa giallo: ittero, itterizia, urina marrone, feci chiare
giallognole a causa della mancanza di pigmento biliare. Anche se non sono presenti
dei virus (epatite non-A, non-B, non-C) abbiamo pur s empre un'epatite, ma che si
ripara in modo "non biologico " . Dunque non sono i virus a causare l'epatite, come
noi medici intelligenti avevamo creduto nella no stra semplicità, bensì il nostro
organismo si serve di loro, qualora siano presenti, allo scopo di ottimizzare il
processo di ripara zione. Esempio di un conflitto di territorio Il paziente, che io
potei esaminare nella sua camera di degenza nella Clinica Un iversitaria di Erlang
durante ovvero nell'ambito del mio studio sull'infarto car diaco (1994) a Vienna,
aveva subito un infarto cardiaco acuto. Dunque doveva ave re patito una DHS di
conflitto di territorio. Alla presenza del medico di reparto gli chiesi quando e
quale conflitto di terri torio avesse patito.
Risposta: "Nessuno, è gestore di una trattoria rinomata, i notabili di tutto il pa
ese sono suoi ospiti, ha due bambini sani, una brava moglie, nessuna
preoccuAlloPozione finanziaria, tutto è a posto, non si può parlare di conflitto di
territo rio". ra gli domandai da quando aveva incominciato a ingrassare. Risposta:
"da s ei settimane". Dopo l'ECG fui in grado di valutare più o meno che l'infarto
cardia co non 187 poteva essere stato particolarmente grave. Calcolai che la
soluzione del conflitto doveva essere avvenuta circa 6 settimane prima e il
conflitto poteva tuttalpiù essere durato per 3 o 4 mesi. Quindi gli di ssi: "Circa
sei mesi fa deve essere successo qualcosa di brutto che le ha impedi to di dormire
per molte notti e 6 o 8 settimane fa la faccenda è finita". " Sì, dottore, poiché
me lo chiede, però no, non riesco a credere che si possa avere u n infarto per una
cosa simile". Era accaduto quanto segue: il grande vanto del paziente era stata una
voliera co n degli uccelli esotici. Tutti i suoi ospiti amici avevano il permesso
di ammirarli. Non aveva risparmiat o sul denaro e c'erano persino delle specie
molto rare. Già prima della colazione andava a guardare i suoi uccelli, che nel
frattempo erano diventati circa trenta . Un mattino va a vedere come al solito e
resta a bocca aperta: tutti i volatili e rano spariti fino all'ultimo uccellino.
"Ladri" fu il suo primo pensiero e ciò caratterizzò la sua DHS. "I ladri sono
entrat i nel mio territorio" . I vicini vennero e si esaminò tutta la voliera. Alla
fine si trovò un minuscolo foro scavato sotto alla voliera. Un contadino esperto
disse solo una parola: "Donnol a". Da quel momento il paziente ebbe solo un unico
pensiero in testa, cioè di catturar e la donnola. E gli riuscì di catturarla con
una trappola dopo qualche insuccesso iniziale. Finalmente adesso era possibile
ristrutturare la voliera, in modo per così dire " antidonnola" e comprare dei nuovi
uccelli. Dopo circa tre mesi e mezzo tutto era di nuovo a posto e il conflitto
risolto de finitivamente. A quel punto ebbe l'infarto cardiaco. Quando riflette
sulla vicenda a posteriori, si ricorda che durante il periodo di conflitto attivo
era molto orgoglioso di essere dimagrito di un paio di chili, ma che ora era
ingrassato di nuovo e per giunta con due chili in più. Il medico de l reparto della
Clinica Universitaria di Erlang, che aveva assistito a tutta la conversazione, non
riusciva a riaversi dallo stupore. L'elezione del sindaco Un sindaco di 78 anni di
un paese confinante, che era stato in carica nel suo co mune per oltre 50 anni, si
candidò di nuovo alle elezioni. Poiché era molto amato (e ra un conservatore) non
fu un problema battere il suo rivale socialista. Termina ta la votazione mentre si
contavano i voti, d'improvviso l'avversario irruppe ne lla sala, strappò tutte le
urne dai tavoli gridando: "E' tutta una manipolazione e una truffa, la votazione
non è valida!" . Il sindaco era impietrito dallo spavento e dal disappunto, era
fuori di sé sopratt utto a causa di questa oltraggiosa insinuazione perché, almeno
per quanto lo riguardava personalmente, non si sentiva minimamente colpevole!
immaginò che si tr attasse di un complotto, infatti il giovane parroco, presso cui
una cugina dell' avversario lavorava come domestica, si era chiaramente schierato
dalla parte del l'avversario del sindaco. Il candidato socialista, insieme al
parroco, mise in atto secondo quel che si di ceva, una campagna di sobillazione
contro il vecchio sindaco. Il prefetto delibe rò di fare una nuova votazione. Un
classico conflitto di territorio! Nei 4 mesi che precedettero le nuove votazioni il
vecchio sindaco ebbe dei forti attacchi di angina pectoris che furono attribuiti
all'eccitazione. Perciò egli av eva già individuato e designato un suo successore
che era al tempo stesso il cugin o dell'avversario, quindi non si dimise ma si mise
al lavoro per "preparare" il
successore per la prossima elezione. Ma poco tempo prima della votazione il suo
prescelto morì. Fu un duro colpo, una d efinitiva perdita del territorio! Già
immaginava che per moltissimo tempo i conservatori non avrebbero più governato i l
comune, tanto più che l'avversario socialista ora sedeva in sella sempre più salda
mente. Ebbe di nuovo degli attacchi di angina pectoris. Dopo alcuni mesi però si
dimise e decise di fare la pace a livello personale. Scri sse una lettera al suo
avversario offrendogli, con sua grande sorpresa, di fare pace. Indipendentemente da
lui anche sua moglie aveva deciso di fare la stessa c osa. Terminata la messa della
domenica andò ostentatamente davanti alla porta della chi esa e diede un bacio alla
madre dell'avversario. Da quando il vecchio sindaco si era dimesso e il suo animo
si era rappacificato, non aveva più attacchi di angina pectoris. Poche settimane
più tardi morì di infarto cardiaco. La lotta per il territorio si era
definitivamente conclusa con la sua sconfitta. Questo caso è un tipico esempio di
conflitto di territorio. Nel seguire questa st oria non riesce difficile immaginare
un vecchio cervo dominante che non può più dife ndere il suo territorio e ne viene
scacciato dal nuovo cervo dominante più giovane e forte. 188 189 Fase diurna:
Simpaticotonia Fase notturna: Vagotonia Eutonia = Nonnotonia Simpaticotonia
permanente Vagotonia permanente fas e i Eutonia ritmo normale glomo/notte fase
attiva del programma di riparazione d el programma i simpaticolvagotonico speciale
= Conflitto attivo i speciale = Confl itto risolto Dal momento che i 3 livelli
evolvono in modo sincrono (rappresentano l'unità dell'essere umano), i parametri
possono essere riscontrati cronologicamente. © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd
Hamer Nel caso dell'infarto cardiaco distinguiamo l'infarto cardiaco delle arterie
coronariche dirette dalla cortecci a periinsulare destra, dall'infarto cardiaco
delle vene coronariche dirette dall a corteccia periinsulare sinistra, che nella
crisi epilettoide finora e sempre stato chiamato embolia polmonare. Qui manca la
spinta del cuore per cui c'è un ristagno nella rete capillare delle a rterie che
trasportano il sangue venoso nei polmoni. Contemporaneamente si riscontrano però
anche dei veri "trombi" che tuttavia non derivano, come si supponeva in generale
sino ad ora, da qualche vena profonda delle gambe, bensì dalle ulcere delle vene
coronarie che sono in fase di riparazione. Nelle donne s olitamente è collegato a:
Ulcera del collo dell'utero (nella fase pcl erroneamente interpretata come
carcinoma) Utero e tube ovariche con relative corrispondenze con i foglietti
embrionali Mucosa dell'utero Fase c.a.: adenocarcinoma Fase pcl: Tbc della mucosa
dell'utero, perdite purulenti Muscolatura del corpo dell'utero (liscia) Fase c.a.:
mioma Fase pcl: aumento della funzione della muscolatura (intestinale) liscia
Muscolatura anulare del collo dell'utero (striata) (sfintere dell'utero: si apre in
simpaticotonia, si chiude in vagotonia) Fase c.a.: necrosi (atrofia) muscolare Fase
pcl: riparazione della muscolatura (più forte di prima) con crisi epilettica.
Mucosa di epitelio pavimentoso dell'orifizio e collo dell'utero (+ epitelio pavi
mentoso dell'intima delle vene coronariche) Fase c.a.: ulcera Fase pcl: riparazione
dell'ulcera = riparazione con edema della mucosa del collo dell'utero e
sanguinamento. Crisi epilettoide = embolia polmonare grazie al trasporto delle
placche di ripar azione delle vene coronariche nelle arterie polmonari (che portano
sangue venoso ) © Dr, med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Focolaio di Hamer in
attività nell'area temporale periinsulare sinistra (senza mezzo di contrasto)
Contenuto del conflitto: frustrazione sessuale Esempio: infarto cardiaco Lo
svolgimento del conflitto sincrono sui 3 livelli ! Psiche I Czis■ epilettoide I La
sua donna l'ha lasciato il 10/10/1998 Ha conosciuto un'altra donna il 02/03/1999
epilettoide I 3 Ebenen Cervello Infarto superato il 25/03/1999 TAC di controllo. FH
cicatrizzato. 01/05/1999 Organo Angina pectoris Nessuna angina pectoris Crisi
epilettialepilettoide Conflitto Attivo Fase pci B ricostitutiva cicatrizzante Tempo
o con o -o. a g o = = Muscolatura della tuba Mucosa della tuba 190 191 DHS: dopo la
più bella notte d'amore il marito dice a sua moglie "Non comportarti come se fosse
una cosa così importante". La paziente patì di conseguenza un conflitto sessuale
con un carcinoma del collo d ell'utero accertato a livello istologico e un'ulcera
delle vene coronarie. Risol se il conflitto separandosi dal marito e sopravvisse
alla crisi epilettoide dell a cosiddetta embolia polmonare. La paziente si recò da
un guaritore che la mandò da me nella nostra clinica di Gyhum . Per sua richiesta
esplicita scrissi una lettera cortese al collega ginecologo ch e voleva praticarle
un intervento di asportazione totale. Il collega ritenne che fosse indegno
rispondere a me che ero un ciarlatano e qui ndi scrisse una lettera al presidente
dell'ordine dei medici con cui palesemente , come si evince dalla lettera, era già
in precedente contatto e precisamente tram ite terzi: Egregio collega, con
riferimento alla fotocopia allegata della lettera del dott. R. G. Hamer del
21.10.83 mi rivolgo a Lei con la speranza di poterle con ciò fornire ulteriori arg
omenti contro la prassi non medica del sopraccitato... La biopsia del collo
dell'utero ha evidenziato un carcinoma dell'epitelio pavime
ntoso proliferante e infiltrante... A fronte di questo reperto ho chiarito alla
signora M. tutte le inevitabili cons eguenze... Nonostante le mie pressanti
esortazioni a sottoporsi a ulteriore trat tamento in un ospedale, sino ad oggi non
lo ha fatto. Il fine settimana successi vo si è recata dal s.c. medico che mi ha
poi scritto tale lettera. La signora M. è convinta dei metodi del dott. R. G. Hamer
che a mio avviso in ques to caso contengono quasi il rimprovero di lesione
personale colposa se non persi no dolosa con conseguenze letali, poiché dal punto
di vista del reperto palpabile e dello stato generale ci sarebbe al momento attuale
ancora la possibilità di una guarigione. Gli argomenti del dott. Hamer mostrano
chiaramente che egli non sa nulla almeno del carcinoma del collo dell'utero il
quale, Dio sa, non insorge per rabbia e no n scompare grazie al fatto che si fa
pace. Riguardo al dott. Hamer, a parer mio, sarebbe auspicabile intervenire con
fermezza. Nel corso dei miei studi non mi è stata insegnata la legge ferrea del
cancro, a me no che con ciò si intenda che porta sicuramente alla morte quando non
viene curato . E' di certo encomiabile se i colleghi oncologi si occupano anche
dell'aspetto umano. Non si deve però tollerare che si abusi delle perplessità di
queste persone a loro danno ed eventualmente anche per proprio interesse, in
particolare quando evidentemente non si ha nessuna conoscenza della materia e si
pratica la peggior e ciarlataneria... Si dovrebbero prendere delle misure
corrispondenti per proteggere la professione medica. Cordiali salutiNota: il
06.12.1983 al tribunale internazionale d'arbitrato medico a Gyhum nei pressi di
Bremen, dove si trovava la lettera di questo collega indirizzata al president e
dell'ordine dei medici, la paziente fu insistentemente ammonita da tutti i mem bri
del tribunale a lasciarsi fare l'intervento di asportazione totale, compresa la
castrazione, come di prassi. La paziente rifiutò sostenendo di essere completamente
persuasa dal metodo del dot t. Hamer. Tutti i professori per almeno mezz'ora
tentarono di convincerla dicendole che no n aveva nessuna alternativa, infatti il
cancro avrebbe continuato a crescere con assoluta certezza, con o senza il sistema
di Hamer! Due giorni dopo la paziente voleva ottenere un prolungamento del periodo
di mutua da un medico generico di Gyhum. Ciò la costrinse a sottoporsi ad una
visita ginecologica. Il medico chiuse le porte e le disse: "Si spogli!" Per la
paziente fu come ricevere un colpo in testa e subì la visita sotto choc e s enza
opporre resistenza. Quindi il medico generico sentenziò: "Ovviamente il cancro è
cresciuto e si deve ope rare subito". La paziente entrò in clinica di corsa,
piangendo ci riferì del modo umiliante in cui si era svolta la visita. Riunendo le
nostre forze riuscimmo a calmarla. A fine dicembre la paziente si sottopose ad una
visita accurata con striscio in una clinica universitaria della Germania
occidentale, dalla quale risultò che non si riscontrava più il cancro. Striscio
negativo! Da quel momento la storia si è conc lusa, infatti il prelievo può essere
negativo solo quando il cancro non è più presente . Va ancora a letto con Ursula?
Una donna di 33 anni colse in flagrante con la sua migliore amica il suo compagn o
di 20 anni più anziano di lei, con il quale aveva un figlio di 14 anni e a cui a
veva dedicato 15 anni della sua vita. Da allora la sua domanda era continuamente :
"Va ancora a letto con Ursula?", cioè l'amica che nel frattempo era incinta dell
'uomo della paziente. Di conseguenza la paziente si ammalò di un cancro al collo
dell'utero. Quando i me dici le comunicarono la diagnosi cadde nel panico e poche
settimane più tardi le a ccertarono dei focolai tondi al polmone. Organizzai un
incontro fra la paziente e il suo amico che in quell'occasione le giurò
solennemente che non sarebbe mai più andato a letto con Ursula e che avrebbe r
iconosciuto il loro figlio quattordicenne, cosa che sino ad allora non aveva anc
ora fatto. A seguito di ciò si arrivò a una soluzione del conflitto sessuale e ad
un a sincope cardiaca a destra con una cosiddetta embolia polmonare acuta. 192 193
Fummo in grado di tenere sotto controllo questa situazione facendo ricorso ad un a
dose elevata di cortisone. La paziente che era diventata solo pelle e ossa rip rese
di nuovo peso, andò a casa di sua madre e presto le fu possibile fare di nuov o
delle passeggiate. Un giorno venne a sapere che il suo amico si incontrava di nuovo
con Ursula e in oltre aveva prosciugato il suo conto in banca. Ciò le causò una
terribile DHS con recidiva del conflitto. Ricominciò a dimagrire e ca dde in a)
costellazione schizofrenica postmortale (relé del territorio a destra e a sinistra)
e precisamente in costellazione suicida per accentuazione del lato sin istro. b) in
costellazione maniacale-autistica (relé della laringe e relé della mucosa gastrica
e dei dotti biliari). c) in costellazione planante (relé dei bronchi e relé della
laringe). Come in d elirio parlava soltanto della morte e del fatto che il suo
amico dormiva con Urs ula. In preda a questa follia, in costellazione suicida, un
giorno mise fine all a sua vita buttandosi dal balcone. Nella figura schematica
seguente vediamo la c ostellazione postmortale. Costellazione post-mortale a)
costellazione maniacale suicidale b) costellazione depressiva Costellazione post-
mortale, maniacale suicidale "Il paziente si sente maniacalmente risucchiato dalla
morte" I pazienti pensano spesso a qualcosa (anche a livello spirituale, religioso,
ecc .) che si trova dopo la propria morte o dopo quella di qualcun'altro. La
costellazione Casanova maniacale/depressiva o la ninfomaniacale/depressiva so no
forme particolari della costellazione post-mortale quando tutti e due gli SBS hanno
un contenuto sessuale. © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer 194 Anche le persone
che commettono dei reati spontanei (non premeditati) si trovano praticamente tutte
in una costellazione schizofrenica ovvero in una particolare disposizione a
commettere un delitto, molte sono nella cosiddetta costellazione aggressiva. E'
quanto ho potuto rilevare durante la mia incarcerazione. Costellazione aggres siva
nello schema seguente: Costellazione aggressiva Costellazione aggressiva,
Costellazione aggressiva biomaniacale biodepressiva Aggressivo: reazioni esplosive
e imprevedibili Depressione "tesa" (come il salto a zig-zag della lepre) aggressivo
contro se stesso L'individuo che si sente schiacciato in un angolo ("effetto
sorpresa"). Reazioni imprevedibili, con scatti di ira "fuori di testa". Fenomeni
riscontrati spesso negli ambienti psichiatrici, dove i "maniacali-aggressivi" o i
"biomania cali-aggressivi" come pure gli "aggressivi in tensione depressiva" sono i
più freq uenti. Evidentemente la sintomatica può variare continuamente da manicale
a depres sivo e viceversa a seconda della posizione della "bilancia". © Dr. med.
Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Estratto della tabella sinottica: psiche-cervello-
organo Emisfero sinistro della corteccia cerebrale Senso biologico: fase c.a. FASE
DELC ONFLITT RISOLTO = FASE PCL VAGOTONIA = FASE DI RIPARAZIONE DELLE ULCE RE
(VIRUS?) Forte tumefazione della mucosa laringea, alterazione della voce, afonia (è
a quest o punto che al paziente viene diagnosticata la malattia, benché egli sia,
in effet
ti, in via di guarigione), proliferazione esuberante a livello delle corde vocal i
(epitelio corneoso), cosiddetti polipi delle corde vocali. 195 Epitelio pavimentoso
dell'intima delle vene coronariche e mucosa di epitelio pav imentoso del collo
dell'utero. Conflitto sessuale femminile o conflitto di territorio Epitelio
pavimentoso dell'intima delle arterie coronariche e dell'epitelio pavim entoso
delle vescicole seminali Conflitto maschile di territorio o conflitto sessuale Uomo
mancino: conflitto di rancore nel territorio Donna destrimane: conflitto di
identità FH del relais del retto Costellazione post-mortale, depressiva Uomo
destrimane: conflitto di rancore nel territoric Donna mancina: conflitto di
identità FH dei relais dello stomaco, bulbo del duodeno, dotti pancreatici ed epi
MANIFESTAZIONE CONTENUTO DEL FOCOLAIO DI FASE DEL CONFLITTO DEL PROGRAMMA to SBS
NELL'ORGANO QUI: ULCERA FHO RIDUZIONE CELLULARE BIOLOGICO (ULCERA) Conflitto di
spavento FH corticale, improvviso, di forte frontale, paura di fronte ad un
laterale, sx. pericolo inatteso Anche Senso biologico: a causa (reazione di tipo
associato al dell'ulcerazione c'è un femminile: un maschio complesso allargamento
del lume Ulcera della passerebbe subito laringeo della laringe per assume mucosa
all'attacco). nell'area re aria .iù ra idamente dell'epitelio conflitto del restare
cerebrale di pavimentoso ammutoliti: "non ho Broca. della laringe. parole". Ulcera
nell'area della laringe e/o delle corde vocali. Anche in questa fase può, a volte,
esserci un'alterazione della voce. Il paziente può accusare un lieve dolore nella
laringe a cui egli non presta generalmente attenzione. Disturbo della parola, ad
es. nel cosid detto colpo apoplettico. Corrispondenza tra corteccia cerebrale e
organi smalto dei denti dotti retori tiroidei archi branchiali Langherhans, cellule
alfa (g/ucagone) CONFLITTO BIOLOGICO HAMER NEL ATTIVO = FASE CA(Conflit

CERVELLO

attivo) - SIMPATICOTONIA
motricità della muscolatura laringea e centro della parola Relais per la porzione
di muscolatura striata del miocardio sinistro, anticament e appanenente al tubo
cardiaco destro. In caso di conflitto, necrosi del miocard io sinistro; crisi
epilettica: infarto del miocardio sinistro = attacco epiletti co cardiaco (vedi
nello schema del mesoderma del midollo cerebrale) epitelio pavimentoso della mucosa
bronchiale area territoriale maschile pitelio pavimentoso dell'intima delle ancrie
coronariche e delle vescicole semin ali epitelio pavimentoso della mucosa gastrica
del duodeno, dei doni pancreatici ed epatici area motoria per gamba e piede
sinistro area sensoriale per gamba e piede sinist ro area post-sensoriale =
innervazione per la sensibilità del periostio per un confli tto di separazione
brutale per gamba e piede destro mucosa di epitelio pavimentoso di transizione
dell'emipane sinistra della vescica + bacinetto renale e uretere sinistri retina,
emiparti destre C)Dr. med. Mag. theot Ryke Grerd Hamer Un tamponamento dopo l'altro
Una donna che era capo spedizioniere, rimase coinvolta con la sua vettura in un
tamponamento con un autobus. Nello specchietto retrovisore ebbe il tempo di vede re
l'autobus che "le veniva addosso". Poiché era mancina, in questo conflitto di
spavento improvviso e conflitto di paur a frontale attivò il corrispondente FH a
destra frontalmente. Quando la cosa alla fine fu risolta, compresi un cosiddetto
trauma da sbandamento e le pratiche dell 'assicurazione, per fortuna non si notò il
relativo carcinoma bronchiale, nonostan te la tosse, e le relative cisti degli
archi branchiali, ma furono trovati i due focolai di Hamer nel cervello. Ovviamente
furono subito interpretati come "tumo ri cerebrali" e operati. Alcuni anni più
tardi fu coinvolta in un incidente analogo in modo quasi uguale an che se questa
volta non si trattava di un autobus. In seguito tutto si svolse in maniera quasi
identica alla prima volta. Nella clinica neurochirurgica i medici dissero che il
tumore, a destra frontalme nte, era cresciuto estendendosi. La paziente subì un
altro intervento chirurgico. Questa intera vicenda si ripeté una terza volta e,
dopo che aveva nuovamente risol to il conflitto, fu operata nel medesimo punto per
la terza volta perché il "tumor e cerebrale" era tornato a crescere. Negli ultimi
tempi aveva avuto parecchi episodi dove per poco non faceva un inci dente da
tamponamento, diventando ben presto "allergica" ai tamponamenti. Ora doveva essere
operata per la quarta volta e anche fare chemio e irradiazioni perché questa volta
avevano riscontrato delle cisti degli archi branchiali e dell e alterazioni
polmonari, interpretate come "metastasi" del "tumore cerebrale". A quel punto per
fortuna è venuta a sapere della NUOVA MEDICINA GERMANICA. Adesso c oerentemente la
paziente non guida più l'auto. Nota Per definizione non esistono tumori cerebrali,
infatti le cellule del cervello n on possono assolutamente più moltiplicarsi dopo
la nascita, nemmeno nelle condizio ni che sinora sono state erroneamente
interpretate come tumore cerebrale. Quello che può proliferare è l'innocuo tessuto
gliale; il tessuto connettivo del cervello che ha esattamente la stessa funzione
del tessuto connettivo del nostro corpo. La particolare forza del cervello di
spuntarla con i conflitti biologici sta nel la sua capacità di saper riparare di
nuovo i FH. Il cervello fa ciò innanzitutto con l'aiuto dell'edema nella fase pcl e
in seguito, all'inizio della crisi epiletti ca viene accumulato l'innocuo tessuto
connettivo cerebrale, il cosiddetto tessut o gliale, allo scopo di riparare il FH.
Un numero enorme di persone, alle quali per loro fortuna non sono mai stati scop
erti questi residui innocui erroneamente definiti tumori cerebrali, convivono pe
r decine di anni con tali cicatrici gliali senza accusare disturbi cerebrali o s
olo in modo ridotto. Ad eccezione delle paralisi, per la maggior parte i processi
cerebrali della mal attia tumorale si notano solo nella fase di riparazione.
Arresto dello sviluppo a causa della costellazione schizofrenica Un ragazzo di 8
anni, che sino a quell'età si era sviluppato normalmente, da un mo mento all'altro
cadde in costellazione schizofrenica. La cosa andò nel modo seguente: i suoi
genitori una sera volevano andare con amici ad una piccola festa. Prevedendo di
rincasare a mezzanotte, chiamarono una nipo te diciottenne per sorvegliare la casa
mentre i due bambini, la figlia tredicenne e il fratello che allora aveva otto
anni, avrebbero dovuto dormire. I genitori erano da poco partiti quando i due
bambini scivolarono fuori dal lett o e convinsero la cugina a lasciar loro guardare
la televisione. Non volevano pe rò che i genitori lo venissero a sapere. del
testicolo destro. ovaio destro,incrociano dal cervello all'organo parenchima renale
sinistro, 2 cm caudalmente (più basso), non incrocia tra cervello e organo (vedi
schema del mesoderma del midollo cerebrale) del testicolo sinistro, ovaio sinistro,
incrociano dal cervello all'organo paren chima renale destro, 2 cm caudalmente (più
basso), non incrocia tra cervello e org ano (vedi schema del rnesoderma del midollo
cerebrale) mucosa di epitelio pavimentoso del collo dell'utero e dell'intima delle
vene cor onarich epitelio pavirnentosodella mucosa rettale epitelio pavimento.'
della mucosa laringea lacca territoriale femminile' area motoria per gamba e piede
destro area sensoriale per gamba e piede destro mucosa di epitelio pavimentoso di
transizione dell'emiparte destra della vescica + bacinetto renale e arciere destri
retina, emiparti sinistre corpo vitreo destro corpo vitreo sinistro Relais per la
porzione di muscolatura striata del tocardio destro. anticamente appartenente al
tubo cardiaco sinistro. In caso di conflitto: necrosi del miocardio destro; crisi
epilettica: infarto del miocardio estro = attacco epilettico cardiaco (vedi nello
schema del mesoderma del midollo cerebrale) isole di Langherhans, motricità della
cellule beta (insulina) muscolatura bronchiale area post-sensoriale innervazione
per la sensibilità del periostioper un conflitto di separazione brutale per gamba e
piede sinistro 196 197 Alla televisione c'era un film terribilmente raccapricciante
in cui dei bambini di notte venivano rapiti. Il rapitore entrava di nascosto dalla
porta della camera da letto e ghermiva la sua vittima da dietro. Alle due ragazze
di 18 e 13 anni il film piaceva anche se faceva venir loro i brividi. Ma il bambino
di otto anni pensò che fosse una cosa vera, come potemmo ricostruire in seguito.
Guardava da dietro il divano con gli occhi spalancati dal terrore e patì in una
sola volta parecchi conflitti. Perciò cad de istantaneamente in costellazione
schizofrenica della corteccia cerebrale. Da allora ogni sera voleva dormire nel
letto vicino a sua madre, una cosa ancora tollerabile per un bambino di otto anni.
Ma vuole continuare a farlo anche oggi che ormai ne ha tredici. La madre dice: "E'
come se avesse 8 anni!" Da un anno a questa parte si è tentato di "stanare" il
ragazzo dal letto della madre. In cons eguenza di ciò lui ha avuto delle assenze
combinate a epilessia motoria. Durante le crisi gira gli occhi sempre verso l'alto
e c'è una ragione per questo s travolgimento degli occhi: quando lo si riportava di
nuovo nel proprio letto lui teneva la testa rivolta alla porta. Riusciva a vedere
qualcuno che di notte ent
rava silenziosamente nella camera, ad esempio per prendere qualcosa, solo quando
appariva sopra la testata del suo letto. Naturalmente pensava sempre al cattivo
rapitore dell'orrido film visto, come raccontò in seguito candidamente. Quando av
eva le assenze con stravolgimento degli occhi, ovviamente al "povero ragazzo" er a
subito concesso di tornare a dormire nel letto della madre. A scuola ha spesso
delle crisi, ma se ne tiene conto e si permette che si compor ti come un ragazzo di
otto anni pur avendone tredici; però rispetto agli studi è il primo della classe. I
genitori perplessi si sono rivolti ai miei amici. Nessun medico aveva saputo d ar
loro un buon consiglio, a parte prescrivere sempre pillole diverse da sommini
strargli. Il caso del giovane fu catalogato sotto la diagnosi di "crisi epiletti
che con assenze". Quando tutti insieme indagammo minuziosamente fino a scoprire che
la causa di tu tto era stato l'orribile film e il ragazzo stesso lo confermò (prima
di allora non aveva mai lasciato trapelare una sola parola al riguardo), i due
genitori tirar ono un grande sospiro di sollievo. Ora almeno sapevano da dove si
doveva incomin ciare! Epilessia Al paziente, che aiutava un amico a costruire la
casa, accadde quanto segue: la tromba delle scale era già armata e il calcestruzzo
veniva pompato verso l'alto, q uando all'improvviso il rivestimento in legno
cedette e tutta la struttura crollò. Il paziente cadde dall'altezza di due piani
finendo dentro il calcestruzzo. Ne patì, come si può ben immaginare, un conflitto
di paura di morire, infatti trasco rse un'eternità prima che riuscissero a trovarlo
sotto il cemento e il materiale d ell'armatura e lo liberassero. In effetti non si
era fatto nulla, a parte un paio di escoriazioni. Però per setti mane continuò a
sognare di essere di nuovo seppellito e quando si svegliava era se mpre madido di
sudore. Dopo circa tre mesi pian piano questi incubi cessarono. Un giorno mentre
guidava il suo trattore nel bosco per trasportare della legna, all'improvviso andò
a sbattere contro un albero. I suoi due figli, che erano seduti dietro al trattore,
saltarono giù per vedere ch e cosa fosse successo. Trovarono il loro padre al
volante con le convulsioni e l a bava alla bocca. All'ospedale gli venne
diagnosticata epilessia. Gli fu fatta una TAC cerebrale e gli diagnosticarono "una
zona ipodensa con edem a perifocale", in altre parole: un focolaio di Hamer che
venne considerato come una conseguenza dell'incidente. A questo punto non gli erano
ancora stati scoperti i focolai tondi al polmone. S eguì uno choc dopo l'altro. La
diagnosi di "epilettico" e il fatto che perciò doveva rinunciare alla patente,
rappresentò per il paziente una nuova DHS, anche perché abitando in campagna poteva
recarsi al lavoro solamente in auto. Quando alla fine si notarono i focolai tond i
polmonari si scatenò una serie di inarrestabili choc a cascata. Nota L'epilessia
non è di fatto come si crede una "comune malattia" e anche nel caso di attacchi
epilettici ripetuti, si tratta di una "costellazione in fase di ripara zione" che
si ripresenta in modo cronico (fase di riparazione in sospeso). La cr isi
epilettica avviene nel punto più profondo della vagotonia durante la fase di r
iparazione dopo un conflitto motorio. Il contenuto del conflitto è: non poter
scappare o non riuscire a star dietro a qu alcuno (gambe), non potersi aggrappare o
difendere (braccia, mani), non poter ev itare qualcosa (spalle, muscolatura della
schiena) o non "trovare più una via d'us cita" (paralisi delle gambe). Nei
conflitti motori esiste sempre il grande pericolo che i pazienti, perlopiù a c ausa
dello choc della diagnosi (ad es. "Lei ha la SM"), patiscano un secondo Con flitto
motorio, soprattutto delle gambe, perché viene loro detto che vivranno il r esto
della vita sulla sedia a rotelle. In genere i pazienti non riescono più ad us cire
da questo conflitto. 199
198 Lite dei genitori (Caso 1) Qui vediamo i seni di una paziente trentenne che in
generale si potrebbero consi derare belli dal punto di vista estetico. Basandosi
solo su questa immagine non è possibile dedurre da dove derivi la loro bellezza e
quali forti variazioni stian o subendo. (Vedi pagina 106) La giovane donna ha in
corso su entrambe le mammelle un processo che nella rispe ttiva fase attiva
dovremmo definire come una recidiva di adenocarcinoma mammario a sinistra, dunque
un conflitto di lite/preoccupazione per la madre, a destra u n conflitto di
lite/preoccupazione per il padre, che nella fase di riparazione d ovremmo chiamare
tubercolosi della mammella. Ciò è la causa della "bellezza delle mammelle sode " .
I genitori della giovane, con cui lei vive ancora, bisticciano ogni 3 o 4 settim
ane "come dei matti". Quando accade la paziente se ne sta a guardare tremante, i
ncapace di fare qualcosa, "come morta" dice lei. Normalmente i genitori si
riappacificano già il giorno dopo, fino al litigio segue nte. Ma alla paziente
occorrono 3 o 4 giorni per riprendersi dal suo irrigidimen to emotivo. Quindi per 3
o 4 giorni ha una recidiva di conflitto attivo rispetto a due confl itti: un
conflitto figlia/madre per la mammella sinistra e un conflitto per il p artner
(padre) alla mammella destra. Va avanti così da anni. L'uscita dall'irrigidimento
emotivo indica l'avvenuta soluzione del conflitto e con essa ha inizio
contemporaneamente una TBC che produce di nuovo liquido nelle caverne del seno e
praticamente " gonfia " (caseificando) le mammelle con il li quido. Poi i seni
tornano ad afflosciarsi fino al successivo litigio dei genitori. Sia ben chiaro che
la giovane donna non ha rancori verso i suoi genitori, li ama entrambi
profondamente, ma proprio per questo ogni volta che loro litigano pati sce un
doppio conflitto. 200 (Caso 2) Una bambina di 4 anni assiste ad una lite dei
genitori che vengono persino alle mani. La madre dà un pugno al padre o viceversa
(non sappiamo con precisione) colp endo la parte sinistra delle costole. La bambina
patisce il colpo come se il pug no fosse diretto a lei e nel punto corrispondente
forma una osteolisi delle cost ole e nella fase di riparazione una "piccola
leucemia". Solo a quel punto si scatenò davvero la vicenda: la bimba fu portata
come di consu eto accade, in ospedale e " curata " con la chemio mediante un
sondino porta-ket patendo così un "conflitto di attacco contro il cuore"
(mesotelioma). A causa del ricovero in ospedale patì anche un "conflitto del
profugo "o "del sentirsi soli e abbandonati". Pertanto si generò una forte
pressione del liquido che premeva sia verso l'interno sia verso l'esterno
attraverso il periostio. All'esterno si formò un rigonfiament o e all'interno un
versamento pleurico che a quel punto si manifestava con viole nza a causa del
conflitto del profugo in fase attiva (cosiddetta sindrome). In seguito si
procedette a un grave intervento con asportazione della quarta cos tola grazie al
quale la situazione si sdrammatizzò perché in tal modo il versamento non veniva più
alimentato. Due anni dopo però ci fu di nuovo un grave litigio fra i genitori. Uno
dei due ric evette un forte ceffone all'orecchio; di nuovo la bambina, che nel
frattempo ave va compiuto sei anni, lo avvertì come svalutazione di sé. Patì una
osteolisi all'osso malare e in seguito ebbe di nuovo una "piccola leucemia" di
riparazione. Sfortunatamente fu riportata in ospedale per eseguire una "analisi
istologica" , ma questo tipo di esame lese il periostio facendone fuoriuscire il
callo. A que l punto si formò un enorme osteosarcoma. Il nuovo ricovero ospedaliero
riattivò il conflitto del profugo e quindi il liquid o fuoriuscito non veniva più
riassorbito. Di fatto con un intervento leggero si sarebbe potuto asportare questo
osteosarco
ma a forma di "cipolla " , ma non trovammo un chirurgo disposto a farlo. Erano t
utti troppo codardi. I genitori in pratica furono costretti a proseguire la chem
io. Qui ho raccontato in breve questo caso, ma ovviamente lo si può leggere in for
ma estesa e completa di immagini TAC nel mio libro "Testamento per una Nuova Med
icina ". Quello che mi preme soprattutto mostrare sono le concatenazioni e anche
specific are che, con un corretto trattamento, in futuro non si avranno più simili
consegue nze disastrose. Nota Poiché il conflitto del profugo era attivo,
l'osteosarcoma diventò enorme. La medici na tradizionale facendo stoltamente
l'incisione lacera il periostio, ed è per ques to motivo che si forma
"l'osteosarcoma". Il ricovero ospedaliero che scatenò la re cidiva del conflitto
del profugo lo fece poi aumentare a dismisura. 201 Descrizione schematica della
"sindrome" SBS dei tubuli collettori renali + un'altro SBS in fase pcl Eutonia =
Normotonia, Simpaticotonia permanente ritmo normale giomoinotte fase attiva del
programma simpatico/vagotonico I speciale = Conflitto attivo Un secondo SBS in
soluzione fase pcl A = fase essudativa o fase pcl B = fase ricostitutiva Eutonia
Normotonia Simpaticotonia permanente, Vagotonia permanente fase Eutonia ritmo
normale giorno/none fase attiva del programma ' di riparazione del p rogramma •
simpaticotvagotomco speciale = Conflitto attivo speciale = Conflitto ris olto
Programma arcaico di estrema importanza biologica può portare a complicazioni molto
importanti a livello organico e cerebrale! Es: un SBS dei tubuli collettori attivo
può provocare perfino un nuovo rigonfiamen to di vecchie caverne epatiche già con
una lieve epatite. Noi la chiameremo in seguito epatomega lia = fegato ingrossato.
Es: un SBS dei tubuli collettori attivo + pleurite (= p cl di un mesotelioma della
pleura) = sindrome = versamento essudativo pleurico c on edema nel focolaio di
Hamer nel cervelletto (cosiddetto "tumore del cervellet to"). Es: un SBS dei tubuli
collettori attivo + osteolisi delle costole in fase pcl = sindrome = versamento
pleurico transudativo con edema nel focolaio di Hamer nel midollo cerebrale
(cosiddetto "tumore del neoencefalo"). Es: un SBS dei tubuli collettori attivo +
peritonite (= pcl mesotelioma del peri toneo) = sindrome = ascite con edema del
focolaio di Hamer nel cervelletto (cosi ddetto "tumore del cervelletto"). O
inversamente artrite dopo osteolisi nella vicinanza del ginocchio + SBS dei tu buli
collettori renali in fase c.a. forte cosiddetto reumatismo articolare (se ago
aspirato: osteosarcoma) + edema nel focolaio -p_ di Hamer nel midollo cerebrale (=
cosiddetto "tumore de neoencefalo"). ci Nel caso di sindrome (dei tubuli collettori
renali attivi) abbiamo, oltre alla s empre presente ritenzione idrica più o meno
importante: 202 La NUOVA MEDICINA GERMANICA nel corso degli ultimi anni ha
continuato ad evolver si freneticamente, soprattutto nel campo delle psicosi
(costellazione) e in quel lo delle sindromi, dove la SINDROME ha un ruolo del tutto
decisivo. Il conflitto del profugo (carcinoma dei tubuli collettori renali) ha
un'importanza grandissi ma se, ad esempio, si attiva contemporaneamente alla fase
di riparazione di un a ltro conflitto: sindrome! Infatti nell'organo interessato si
forma un vasto edem a: ad esempio nelle ossa abbiamo la gotta, come pure versamento
pleurico transsu dativo o ascite, reumatismo articolare acuto ecc. Lo stesso accade
però anche al focolaio di Hamer nel cervello. Se si riesce a riso
lvere il conflitto del profugo, anche gli edemi regrediscono di nuovo rapidament e.
Ulcera dei dotti biliari e lattiferi, perché le cuoche se ne sono andate Una
paziente si era sposata a 20 anni "con un uomo di buona famiglia" e poiché odi ava
cucinare e fare i lavori domestici il marito le pagava anche una cuoca oltre alla
cameriera. Sebbene non capisse nulla di cucina, le piaceva fare la parte della
padrona di c asa severa e a causa di ciò le cuoche litigavano e se ne andavano una
dopo l'altra dalla sua casa. In una di queste occasioni patì la prima DHS, un
"conflitto di paura di morire di fame" con un carcinoma epatico perché la cuoca di
proposito la piantò in asso il ven erdì sera quando lei aveva invitato a pranzo per
il giorno successivo un gran nume ro di persone. Ogni volta che una cuoca lasciava
di nuovo la casa adirata, lei pativa una recid iva di questo "conflitto di paura di
morire di fame". Ultimamente però era riuscita a tenersi una cuoca già da tre anni
ed era soddisfatta di come lavorava. Ma un giorno la cuoca le disse che il fine
settimana preceden te si era sposata. Patì di nuovo una recidiva e per giunta anche
un "conflitto di separazione dal par tner" con un'ulcera dei dotti lattiferi, a
destra, perché credeva che questa brava cuoca l'avrebbe lasciata in un tempo non
troppo lontano. Ma la cuoca non se ne andò e così lei ebbe di nuovo una soluzione
del suo conflitto di paura di morire di fame con sudore notturno come nelle
precedenti recidive. Invece il conflitto di separazione dal partner stranamente non
si risolse perché l e rimase la paura che la cuoca avrebbe ancora potuto andarsene.
Sfortunatamente venne notato il piccolo nodulo cirroso che si era formato nel
frattempo nella ma mmella destra; le venne amputata e decisero contemporaneamente
di togliere pure la sinistra, "a scopo profilattico". Ad un certo punto, quando ci
fu di nuovo una lite dopo la quale la cuoca abbando nò la casa senza dire una
parola, la paziente patì una forte recidiva 203 Un conflitto del profugo attivo SBS
dei tubuli collettori renali in fase attiva o fase c.a. = programma attivo di
ritenzione idrica Crisi epilettica/epilettoide Fasexcl B Tempo ncostitutha
cicatrizzanti Fase diurna: Simpaticotonia — — — — — — — Fase notturna. Vagotonia
Fase pcl A di riparazione edematosa Crisi epiletti:&epilettoide Fase diurna:
Simpaticotonia — — — — — — Fase notturna, Vagotonia COniiitIO Alli, Fasexel
ricostitutiva icatrizzante Tempo SI Il NI SBS dei tubuli collettori DI R1 OI M1 E
renali in fase c.a. e contemporaneamente un altro SBS
in fase pcl i e • Vagotonia permanente fase , Eutonia 'di riparazione del programma
• I speciale = Conflitto risolto • IS Il N D R IO IM I E Attenzione! Quando abbiamo
una sindrome, il cortisone è controindicato (quindi non è da assumere !). Ha un
cosiddetto effetto paradosso siccome rafforza ancora di più la simpatico tonia
dell' SBS dei tubuli collettori renali. In questo modo la ritenzione idrica viene
incentivata! &" a) nell'area di un'organo che in quel momento si trova in fase pcl
una forte rit enzione idrica (es: invece di epatite abbiamo epatomegalia. g b) nel
focolaio di Hamer corrispondente un forte edema. Questo veniva antecedent emente .
cn chiamato "tumore cerebrale" g Quando il conflitto del profugo è risolto (tubuli
collettori renali in fase pcl) a llora: -d a) l'edema nell'organo si riduce
rapidamente e É b) l'edema cerebrale si riduce anch'esso rapidamente e il
cosiddetto "tumore cer ebrale" sparisce lasciando al suo posto solo una innocua
cicatrice di tessuto gliale. a: e non appena ebbe trovato la sostituta, manifestò
nuovamente il sudore notturno (T BC)! Ma alla fine quando si scopersero per caso i
focolai al fegato, la diagnosi fu: carcinoma mammario con "metastasi nodulari a
fegato e ossa". Risultato: "Non c'è p iù niente da fare, solo chemio e morfina".
Per fortuna ora grazie alla NUOVA MEDICINA GERMANICA è in grado di capire i confli
tti e di contribuire ad impedire che ci siano delle nuove recidive sottraendosi
così alla morte per chemio e morfina. Nota Quando si deve stare a guardare
quotidianamente il destino sconvolgente di quest e povere persone sapendo, come io
so, che in realtà non dovrebbero affatto essere disperate, ma che lo diventano solo
a causa dell'arrogante e ignorante medicina ufficiale con le sue "prognosi a zero
possibilità di sopravvivenza", allora ci si sente proprio scoppiare di collera e
rabbia impotente. Immagine TAC Il carcinoma epatico di Olivia, a destra lo schema
Questa immagine di TAC mostra il fegato di Olivia Pilhar. Anche lei aveva patito un
conflitto di paura di morire di fame perché sua madre da un giorno all'altro aveva
accettato un posto di lavoro come insegnante e non av rebbe più cucinato per lei. A
Olivia non piaceva il cibo cucinato dalla nonna. Olivia diceva: "E' cibo per cani".
Il padre di Olivia ha scritto un libro sulla storia dolorosa di sua figlia intit
olato: "Olivia – Cronaca di un destino", in cui ha raccontato in modo fedele ciò
che è effettivamente accaduto, a differenza di quanto hanno fatto i mass-media (e i
r elativi ambienti dietro le quinte) che hanno tentato di presentare il caso agli
spettatori televisivi e ai lettori solo per poter finalmente distruggere il malv
agio dott. Hamer, insieme alla sua Nuova Medicina Germanica. Fegato Corrispondenza
delle varie parti con i rispettivi foglietti embrionali Parenchima epatico
(endoderma. diretto dal tronco cerebrale) fase c.a.: adenocar cinoma epatico (di
tipo secretorio e assorbente) fase pcl: riduzione caseosa per Tbc: caverne.
Dotti biliari (ectoderma, diretto dalla corteccia cerebrale) fase c.a.: riduzion e
cellulare (ulcera) fase pcl: ricostituzione cellulare con gonfiore (epatite). Forte
tumefazione in presenza di "sindrome" dei dotti epatici epatomegalia fegato
ingrossato e colora zione giallognola della pelle e delle sclere degli occhi
(ittero). © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Estratto della tabella sinottica:
psiche-cervello-organo Emiparte sinistra del tronco cerebrale Senso biologico: fase
c.a. MANIFESTAZIONE CONTENUTO DEL FOCOLAIO DI FASE DEL CONFLITTO FASE DEL CONFLITTO
DEL PROGRAMMA CONFLITTO BIOLOGICO HAMER NEL ATTIVO v FASE CA (Confli tto RISOLTO =
FASE PCL SBS NELL'ORGANO CERVELLO : attivo) - SIMPATICOTONIA (Postcon flittolisi)
QUI: FHO VAGOTONtA - FASE DI MANIFESTAZIONE BIOLOGICO RIDUZIONE CASEOSA DEL
TUMORALE TUMORE (es: TBC) Fegato Conflitto di morire di FH nel Senso biologico: 11
processo di g uarigione Adenocarcinomi fame, o che qualcuno tronco prevalentemente
di tipo dell'ade nocarcinoma del solitari. muoia di fame (in cerebrale assorbente:
per assorbir e fegato può avvenire in questo caso, un solo (ponte), meglio il
nutrimento. modi div ersi: focolaio); anche laterale, dx. Probabilmente anche di A-
incis tandosi (il fegato conflitto di morire di tipo secretorio per può sostituire
il fame a causa di un aumentare la produzione parenchima perso cancro
dell'intestino. di bile e quindi digerire sviluppa ndo nuovo meglio il nutrimento.
tessuto). Adenocarcinoma epatico B - per riduzione tramite proliferante a forma di
necrosi caseosa (TBC). cavolfiore con qualità Una delle forme di cirrosi secretoria
o soprattutto epatica è costituita dai adenocarcinoma a resti cicatriziali (tessuto
crescita sferica con connettivo) delle caverne qualità assorbente, collabiate
(tramite TBC). cosiddetti "Focolai solitari Altra forma di cirrosi rotondi".
Distinguiamo epatica: vedi ulcera dei fra un "focolaio solitario dotti biliari
intraepati ci, rotondo" in un conflitto di epatite. paura di morire di fame per
un'altra persona o un animale e focolai rotondi multipli del medesimo conflitto per
se stessi. Accade spesso che uno stesso conflitto percepito a diversi livelli,
provochi simultaneamente adenocarcinomi all'intestino, al fegato (parenchima) e al
pancreas (parenchima). Eutonia = Normotonia ritmo normale giorno/notte
simpaticolvagotonico
Simpaticotonia permanente fase attiva del programma speciale = Conflitto attivo I
Vagotonia permanente fase Eutonia i di riparazione del programma i I speciale =
Conflitto risolto Carcinostasi Tempo Fase diurna: Simpaticotonia Fase notturna:
Vagotonia Conflitto Attivo Fase pel 13 rieostitutiva cicatrizzante Fase pci A di
riparazione edematosa , Crisi epilettica/epilettoide & 204 205 Cancro duttale della
mammella, la cosiddetta ulcera dei dotti lattiferi Fino ai 50 anni la paziente,
destrimane, aveva fatto una vita che potremmo defin ire del tutto normale. Poi
perse il marito patendo così un "conflitto di separazio ne dal partner (strappato
dal seno)" con un'ulcera dei dotti lattiferi nella mam mella destra. Poiché ancora
non conosceva la NUOVA MEDICINA GERMANICA, fu "curata" con chemio e irradiazioni e
a quel punto in ospedale patì anche un "conflitto del profugo" perc hé si era
sentita di colpo sola, tradita e abbandonata. E poiché la paziente era sempre stata
molto orgogliosa del suo seno, patì un conflit to di "svalutazione di sé" con
osteolisi nello sterno e nelle costole parasternali , nonché un "conflitto di
deturpamento", a livello organico un melanoma simile a u n herpes. Per grande
sfortuna si aggiunse anche la morte di sua madre e sebbene la cosa no n fosse
inaspettata, lei non aveva potuto evitare di provare un sentimento di pr ofonda
solitudine. Così ora venivano ad associarsi contemporaneamente con grande v iolenza
due nuovi conflitti: a) conflitto del profugo (del sentirsi soli e abbandonati a se
stessi) -con un carcinoma dei tubuli collettori renali a livello organico. b)
conflitto di separazione dalla madre (madre strappata dal seno) con un'ulcera dei
dotti lattiferi nella mammella sinistra. A causa della formazione di edema delle
osteolisi nella fase di riparazione, nel l'area delle costole parasternali, il
liquido transsudato ora si spingeva in ava nti nella muscolatura attraverso il
periostio costale a destra e a sinistra e ve rso l'interno attraverso la pleura a
destra e a sinistra nonché, attraverso il per icardio. Pertanto aveva continuamente
su entrambi i lati dei versamenti pleurici e un versamento pericardico (cosiddetto
tamponamento pericardico = compressione del cuore a causa del liquido presente nel
pericardio). Senza questo conflitto del profugo in fase attiva i versamenti
transsudativi ovv iamente non si sarebbero avuti perché il liquido transsudato
sarebbe stato riassor bito dall'organismo. Quando si reca in ospedale per
l'agoaspirato, per intervenire sul versamento ple urico che aveva praticamente
riempito il polmone sinistro, ritorna automaticamen te sul binario ospedale-
conflitto del profugo patito al primo "trattamento" di c hemio. Allora elimina solo
200 ml di urina e i versamenti pleurici si incrementano anco r più velocemente. E
quando infine i medici hanno causato nuovamente un pneumotorace, cioè un collass o
del lobo polmonare (cosa che statisticamente accade di solito ad ogni seconda
punzone pleurica e a questa paziente è già accaduto ripetutamente), allora
l'oncolog o si appollaia accanto al suo letto agitando una siringa di morfina e
ormai vuol e trattarla solo con morfina "perché con tutte quelle "metastasi" non
c'è altro da f are". 206 Carcinoma mammario a causa di un'invasione di topi
Tutta la tragedia ebbe inizio per una stupidaggine: la paziente, destrimane, era
segretaria d'ufficio. Un giorno vide 4 o 5 topi che correvano nel suo ufficio. Si
lanciò fuori gridando e solo con fatica si riuscì a persuaderla a tornare di nuov o
nella sua stanza. Aveva patito una DHS con un "conflitto nel territorio, del nido".
Da quel momento l'invasione di topi non cessò più. In effetti fu messo del veleno e
alcuni morirono. Ma quegli animaletti sopravissuti saggiamente non si avvicinava no
più di certo al veleno. La paziente li sentiva sempre frusciare, grattare, rosi
cchiare o trotterellare. Per lei era una tortura continua. Vedeva persino gli sf
acciati roditori correre sopra la sua scrivania. Un paio di settimane dopo avvertì
la presenza di un nodulo nella mammella sinistra . Dato che il conflitto rimase
fortemente attivo anche il nodulo continuò a cresce re. Ma la paziente non volle
farsi operare, bensì accettò che il nodulo venisse irra diato con il cobalto. A
quel punto c'era ancora attività conflittuale, però il confl itto si risolse presto
da sé perché la paziente si licenziò dalla ditta a causa della sua malattia. Un
giorno si recò tranquillamente ad una visita postoperatoria. In quell'occasione
patì una nuova DHS con "conflitto di paura di morire" e anche presumibilmente un
"conflitto di paura del cancro, paura frontale" con ulcera della mucosa degli ar
chi branchiali grazie ad un medico antroposofico che le disse: "Lei ha ancora tr e
mesi di vita al massimo" . Da quel momento iniziarono a formarsi i focolai tondi
nel polmone e anche le ulc ere negli archi branchiali si estesero rapidamente.
Quasi nel medesimo tempo suo padre ebbe un incidente. La paziente che non era sp
osata e in quel periodo si trovava ancora in piena attività conflittuale, patì
conte mporaneamente parecchi altri conflitti, tra cui un nuovo "conflitto nel
territor io del nido" per il seno sinistro, praticamente un conflitto madre/
bambino ma f atto per il papà poiché il padre era l'unica persona di riferimento
(in sostituzione alla madre). E... vi dico subito come è andata a finire: questa
paziente è morta. Era venuta a co noscenza troppo tardi della Nuova Medicina e a
quel punto i suoi conflitti non e rano più controllabili. Nota Una simile paura di
morire vissuta in maniera intellettuale, come riscontriamo a nche negli animali,
scaturisce dalla necessità impellente di sopravvivenza e viene causata solo e
unicamente dall'ignoranza e dalla brutalità dei non-medici, questo choc iatrogeno
oggi è la causa di morte più frequente nelle malattie oncologiche. Una volta ho
avuto il caso di una paziente che dopo la diagnosi di "cancro" avev a patito un
conflitto di paura di morire. Ma poiché aveva già oltre 70 anni, ad un c erto punto
si è rassegnata "al proprio destino"... a parte il cancro, a quell'età ta nti altri
morivano comunque. Da allora in poi, dopo essersi rasse207 gnata alla sua morte, i
focolai tondi al polmone sono rimasti stabili, cioè non so no più cresciuti nemmeno
di un millimetro. Cancro mammario perché non voleva prendersi cura di sua madre La
madre della paziente, destrimane, era caduta e perciò avrebbe dovuto curarla, m a
la paziente rifiutò di farlo. Ben presto però ebbe dei rimorsi e si sentiva la cos
cienza sporca perché si era rifiutata di curare la madre. Di conseguenza si ammalò
d i un carcinoma alla mammella sinistra. Quando fu operata il conflitto si
risolse , in pratica automaticamente, perché ora, essendo lei stessa malata, era
esonerata dal dovere di curare sua madre. In questo modo si sentì discolpata,
infatti ora d oveva pensare a se stessa. Due anni dopo la paziente patì una nuova
DHS. Di notte suo marito fu preso dall'affanno perché si sentiva mancare l'aria;
probab ilmente aveva un'embolia polmonare e gridava di continuo: "Aria, aria " . La
paziente cadde nel panico e corse ad aprire tutte le finestre. In questa situ
azione patì un conflitto di "paura di morire" per suo marito che poi fu trasportat
o d'urgenza all'ospedale in rianimazione, dove morì dopo qualche settimana. Con la
morte del marito anche il conflitto di paura di morire si risolse automat icamente,
infatti la paura per il suo uomo era ormai svanita proprio in virtù dell a sua
avvenuta morte.
Però quella notte la paziente aveva patito anche un'altra DHS e anche questa al po
sto del marito, cioè un "conflitto di attacco contro i polmoni" (" aria" ) con car
cinoma pleurico, il cosiddetto mesotelioma. Quando alla fine riuscì a risolvere
anche questo conflitto, nella fase di riparazi one ebbe un versamento pleurico
ovviamente con sindrome; per la medicina ufficia le il tutto era "maligno". A causa
della diagnosi che dichiarava la presenza di "metastasi" derivate dal suo carcinoma
mammario risalente a due anni prima, patì d i nuovo un "conflitto di paura di
morire", ma questa volta per se stessa. In seg uito venne a sapere della NUOVA
MEDICINA GERMANICA. Sebbene la paziente di fatto si sentisse molto bene e, nel
frattempo, anche la t romboflebite del braccio sinistro fosse guarita, veniva di
continuo incalzata a lasciarsi fare l'agoaspirato e i trattamenti con citostatici.
Non sapeva a chi credere: a un dottore che tutti dichiaravano essere un ciarlata
no, sebbene nessuno avesse un argomento concreto contro di lui, oppure agli inte
lligenti professori che a centinaia facevano la faccia seria pur non potendo dar le
nessuna speranza? La figlia della paziente era infermiera e ciò complicava ancor di
più il dilemma. La simpatica paziente, che in effetti voleva soltanto salvarsi la
vita, alla fine morì evitando così di diventare il pomo della discordia in
un'enorme lite 208 fra medici. Ciò mi addolorò profondamente! Nota A questo punto
forse si deve menzionare ancora una cosa: quando si patisce una DHS con conflitto
di paura di morire per un'altra persona, nel polmone si fo rma un solo unico
focolaio tondo, mentre nel caso del medesimo conflitto ma per se stessi, a seconda
della durata e della intensità del conflitto, il polmone può fo rmare diversi
focolai. Carcinoma alle mammelle La cagna bassotto raffigurata di seguito, che
chiede sempre la salsiccia con la zampa sinistra, è palesemente "mancina". La
bassottina era affetta oltre che da un carcinoma delle mammelle anche da una
cosiddetta "epilessia gastrica". La sua anziana padrona era morta. La figlia del la
padrona prese con sé la cagnolina tenendola nel suo appartamento e nella sua ta
baccheria. La bassottina patì perciò 2 conflitti contemporaneamente: 1. un
conflitto nel territorio del nido con relativo carcinoma delle mammel le di destra,
invece che a sinistra poiché era "mancina" 2. un conflitto di identità con relativa
ulcera gastrica (sezione rossa della tabella), invece che un'ulcera della mucosa
rettale poiché era "mancina" . Il linguaggio biologico interanimale tra uomo e
animale La bassottina qui rappresentata, che chiede sempre il salsicciotto con la
zampa sinistra, è palesemente "mancina". 209 Stomaco con relative corrispondenze
con i foglietti embrionali Esofago (2/3 superiore) Fase c.a. : ulcera Fase pcl:
normale riparazione dell'ulcera con sindrome l'esofago gonfio può occlud ersi In
tanti casi: Isolotti residui dell'antica mucosa intestinale nel terzo mediale Fase
c.a. : adenocarcinoma sotto la mucosa di epitelio pavimentoso Fase pcl: riduzione
caseosa per Tbc. Rimanenza chiamata varici esofagee Se la cagnolina fosse stata
"destrimane" il focolaio di Hamer si sarebbe attivat o nel cervelletto a destra
(con carcinoma delle mammelle di sinistra) e nel neoe ncefalo sinistro (con ulcera
dell'epitelio pavimentoso del retto). Invece a caus a del suo "mancinismo" troviamo
il focolaio di Hamer a sinistra nel cervelletto e il relativo carcinoma nelle
mammelle di destra; così pure l'altro focolaio di Ha mer si trova nell'emisfero
destro nel relé dello stomaco, ben inteso con conflitti identici a quelli di una
cagna "destrimane". Scoprii che la cagnetta aveva i su oi attacchi epilettici tutte
le volte che il fratello della nuova padrona era st ato a farle visita. Cioè la
cagna, che aveva il conflitto biologico di identità "non
so a che posto appartengo", ogni volta credeva che l'avrebbe riportata nella ve
cchia casa dove lui continuava ancora ad abitare. Quando poi si rassegnava al fatto
che non l'aveva portata via con sé aveva una cri si epilettica. Così a livello
cerebrale "capiamo" con molta precisione il linguaggio della bassot tina che era
stata operata già due volte alle mammelle e avrebbe dovuto essere sop pressa. Dopo
essere riusciti finalmente a capire la lingua della bestiola, la terapia fu
relativamente facile: dovevamo trovare una soluzione definitiva per il suo conf
litto biologico di identità "non so a che posto appartengo". Risolvemmo il problem
a chiedendo al fratello della padrona di non farle visita per qualche mese. Inol
tre ogni mattina portavo un bel salsicciotto alla cagnetta, cosa che ovviamente
apprezzava molto. Ben presto l'animaletto capì qual era il suo posto di appartenen
za. Il carcinoma delle mammelle si arrestò e non fu nemmeno più necessario
ricorrere ad interventi chirurgici. L'epilessia gastrica, che prima si manifestava
due volte la settimana regolarmen te dopo le visite del fratello della padrona,
cessò repentinamente. Nessuno parlò più di sopprimerla. Già da quattro anni la
cagnetta è di nuovo molto vispa e si sente ottimamente. Dunque si era trattato
"solo" di capire il linguaggio della "compagna bassotta", dopo di che la terapia
era stata molto facile, cioè logica e conseguente. Infatti il linguaggio del
cervello, la lingua interanimale appunto, è analogo a qu ello di noi esseri umani,
sia rispetto alla localizzazione delle paure e dei con flitti nel cervello, sia
rispetto alle alterazioni che avvengono nel cervello: u n conflitto madre/bambino,
un conflitto di svalutazione di sé, un conflitto di pau ra nella nuca si trovano
tutti in un punto analogo nell'uomo e negli animali (ma mmiferi) e si manifestano,
a seconda del loro decorso conflittuale, come focolai o di Hamer similmente ai
conflitti che si attivano nel cervello umano. 210 Piccola curvatura Bulbo del
duodeno (parte superiore del duodeno) Fase c.a. : ulcera gastrica o ulcera
duodenale stomaco o dell'ulcera duodenale, Fase pcl: sanguinamento dello Piloro
ricostruzione cellulare Duodeno Fase c.a. : adenocarcinoma del duodeno del tipo
assorbente Fase pcl: riduzione caseosa per Tbc del I 'adenocareincona Così (vedi
freccia) a livello cerebrale "capiamo" con molta precisione il linguagg io della
bassottina che era stata operata già due volte alle mammelle e avrebbe do vuto
essere soppressa. La freccia indica il FH in fase pcl pertinente all'ulcera
gastrica della bassott ina "mancina" (strato verticale-trasversale). 211 Esofago
(I/3 inferiore) Fase c.a. : adenocarcinoma Fase pcl: riduzione caseosa per Tbc.
Rimanenza chiamata varici esofagee ■ Grande curvatura dello stomaco Fase c.a. :
adenocarcinoma dello stomaco del tipo secretorio Fase pcl: riduzione caseosa per
Tbc dell'adenocarcinoma con sudore notturno © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer
Conflitto del liquido intrauterino con conflitto di territorio minacciato e di
paura nella nuca Una giovane levatrice al quinto mese di gravidanza lavava gli
strumenti nel lava ndino della sala parto. Accanto a lei c'era il letto di una
partoriente stranier
a che al sopraggiungere delle doglie era caduta nel panico anche perché capiva mal
e il tedesco. D'improvviso si mise a strillare così forte da far tremare tutta la
sala parto, come racconta la giovane levatrice. In quell'istante l'embrione che
portava in grembo deve avere patito un "conflitt o dell'acqua" e contemporaneamente
un "conflitto di territorio minacciato" con r elative DHS. Il feto associò l'acqua
a un pericolo molto grave a causa del grido s traziante della partoriente, perché
in effetti la levatrice stava pulendo gli stru menti sotto il rubinetto e l'acqua
faceva necessariamente rumore. Alla sera la levatrice ebbe dei dolori e delle
piccole emorragie che minacciavan o un aborto! Rimase un paio di giorni a casa,
dopo di che pensò che la questione s i fosse risolta. Tornò a lavorare in sala
parto, pulì di nuovo gli strumenti e sentì di nuovo, insieme al suo bambino, delle
partorienti che gridavano, per la verità non più in modo così te rribile ma era già
abbastanza. Ebbe ripetutamente dei dolori e delle emorragie ris chiando di nuovo di
abortire. Infine, a metà del sesto mese, andò anzitempo in congedo di maternità. Da
quel momento il feto non patì più recidive e rendendosi conto di questa nuova
situazione, il con flitto biologico si risolse. Quando il bambino nacque gli fu
riscontrata una cisti nel rene sinistro. La madr e inoltre notò che il bambino ebbe
una forte tosse per lungo tempo (fase pcl dopo "conflitto di territorio
minacciato") e che vedeva male. Purtroppo la levatrice si lasciò convincere ad
asportare chirurgicamente il rene e persino a fare delle somministrazioni di chemio
al lattante nonostante il fatto che il bimbo stesse bene. Nota Gli embrioni possono
senz'altro patire già dei conflitti biologici mentre si trova no ancora nel grembo
materno e precisamente come organismi autonomi, cioè del tutt o indipendentemente
dalla madre. E' anche possibile che il bambino patisca la fa me qualora la madre
caduta nel panico chiuda i vasi che alimentano la placenta. La madre però può
patire un conflitto soltanto nei primi tre mesi di gravidanza. C'è u na ragione
biologica di ciò, infatti a partire dal quarto mese non può più formarsi al cun
cancro perché la crescita avviene solo in simpaticotonia, ma il corpo della do nna
gravida si trova in vagotonia a partire, al più tardi, dal quarto mese e quest o
poiché la formazione del feto ha la precedenza assoluta. Se però un conflitto non
si è risolto ma è solo stato "stornato" dalla gravidanza, ess o torna ad essere
attivo al più tardi con le doglie del periodo espulsivo del part o, quando la donna
è in piena simpaticotonia; esso si ripresenta o come conflitto propriamente attivo
con ripresa della crescita tumorale o come conflit to attivo "in sospeso". Diverso
è quando il bambino stesso, nel grembo materno, è in fase di conflitto attiv o e
scatena da sé un aborto, in pratica si suicida. Allora perlopiù si manifestano d
elle emorragie e dei dolori e, con l'inizio delle doglie, la gravidanza è in effet
ti terminata dal punto di vista biologico. La madre può quindi portare a termine i
l processo della gravidanza che in effetti non finisce col parto. La sindrome della
sega circolare Il conflitto embrionale di gran lunga più frequente è il cosiddetto
conflitto della sega circolare. Il meccanismo con cui si verifica è il seguente:
noi esseri umani abbiamo dei codici innati proprio come gli animali. Da milioni di
anni viviamo nel medesimo ambito terrestre in cui vivono i leoni o gli altri
animali predatori. Il ruggito del leone rappresenta un segnale d'allarme innato per
noi uomini e pe rsino l'embrione sa già riconoscerlo e se ne spaventa enormemente.
La nostra sega circolare produce un suono abbastanza simile al ruggito e ai sibili
di un animal e predatore. Grazie alla nostra "civilizzazione" la madre che porta in
grembo il bimbo, ha pe rso da tempo quasi tutti i suoi istinti. Sta senza
preoccuparsi accanto ad una s ega circolare in funzione o perfino lei stessa si
mette a segare non pensando ch e il suo bambino intanto prova un panico tremendo
potendo unicamente immaginare che da un istante all'altro il leone divorerà la
madre e lui stesso. A seconda di quando è stato patito il conflitto biologico per
la prima volta, dell
a durata e della frequenza del conflitto e, ovviamente, a seconda di come l'embr
ione ha vissuto la prima DHS, dopo la nascita riscontriamo delle paralisi motori e
o sensoriali o la combinazione di entrambe; spesso troviamo anche delle costel
lazioni schizofreniche. E' sufficiente che il bambino venga esposto ad un rumore
parimenti terribile, co me ad esempio quello di un trapano meccanico, perché
patisca un nuovo conflitto su ll'altro lato della corteccia cerebrale. In tal caso
esiste il pericolo che il b ambino resti in costellazione schizofrenica (per molti
anni) a causa di questi d ue conflitti biologici, perché i genitori ignari, possono
passeggiare con il bambi no in carrozzina ad esempio vicino a una sega circolare.
Soprattutto in campagna la sega circolare è diventata quasi un utensile domestico.
Il nostro cervello sem plicemente non prevede nel suo programma questi rumori che
appartengono alla civ iltà moderna, bensì li associa a dei pericoli che sono stati
inseriti nel nostro pro gramma ancestrale a seguito dei vari adattamenti
filogenetici. Mi ricordo di un caso in cui una madre, che era quasi al termine
della gravidanz a, si trovava proprio accanto alla sega circolare mentre stavano
tagliando una m ensola nella sua nuova cucina e lei contemporaneamente usa213 va
l'aspirapolvere per raccogliere il grosso della polvere. Ebbe delle emorragie e
rimase all'ospedale fino a quando partorì. Dopo la nascita il lattante pianse per
quasi un anno e manifestò una astenia musco lare, cioè non agitava le gambette come
fanno normalmente i bebé bensì le teneva vicin o al corpo quasi immobili. Inoltre
rispetto al resto del corpo la sua testolina si sviluppò in modo sproporzionato,
cioè aveva un cosiddetto idrocefalo. Ho consigli ato ai genitori di evitare in
futuro ogni rumore forte in presenza del bambino, cosa che hanno rigorosamente
eseguito: cioè nessuna sega circolare o trapano,aspir apolvere,rasoio automatico,
frullatore ecc. Non era una cosa facile ma ne è valsa la pena. Già dopo breve tempo
il bambino era più calmo, non strillava più di continuo e si addormentava subito.
Oggi il bambino è del tutto sano. Chissà cosa sarebbe successo se... Glaucoma
Occhio con relative corrispondenze con i foglietti embrionali Cornea Congiuntiva
(corneosa) (connettiva) e Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer 214 La paziente
destrimane all'età di 18 anni era stata aggredita da un uomo nel tragi tto tra la
metropolitana e la casa dei suoi genitori mentre di notte rincasava d alla
discoteca. Avrebbe voluto scappare ma non riusciva nemmeno a gridare. La paziente
patì tre DHS una dopo l'altra: quando vide l'ombra dello sconosciuto e mergere
dall'oscurità patì innanzitutto un "conflitto di spavento improvviso" e da q uel
momento le venne meno la voce. A livello dell'organo questo conflitto causa una
paralisi parziale della laringe , di tipo motorio o/e sensoriale. Non fu più in
grado di aprir bocca. Quando l'uom o si avventò su di lei, la ragazza patì la
seconda DHS nell'emisfero destro maschile con un "conflitto di paura frontale" e
"di territorio minacciato". Da quel momento la paziente venne a trovarsi in
costellazione schizofrenica ed e ra irrigidita dallo spavento. In verità riuscì a
girarsi ma non fu più capace di reagi re. Il violentatore arrivò da dietro e la
gettò a terra. Quello fu l'istante in cui la paziente patì la terza DHS con un
"conflitto di paura nella nuca" per il predat ore che si trovava alle sue spalle.
Questo conflitto si attivò prevalentemente nell'area della retina destra e a livel
lo organico causò un offuscamento del corpo vitreo, principalmente dell'occhio sin
istro, in seguito anche dell'occhio destro. Alla fine dell'aggressione la paziente
si trovava sia in doppia costellazione sc hizofrenica trasversale sia in doppia
costellazione fronto-occipitale. Per anni la paziente patì delle recidive perché
doveva fare sempre il medesimo percorso dalla
metropolitana a casa (2 km). In particolare d'inverno, quando veniva buio prest o,
credeva di vedere un violentatore appostato dietro ogni cespuglio. La voce della
paziente si era alterata e a causa delle recidive, a quel tempo qu otidiane, i
corpi vitrei diventarono sempre più offuscati e la visione della retin a continuava
a peggiorare. Un anno dopo subì una seconda aggressione (recidiva conflittuale
ovvero prolungame nto del conflitto): la paziente allora aveva 19 anni, era da sola
in casa e stav a facendo ginnastica. All'improvviso la testa di un uomo apparve
dietro la fines tra. Provò un enorme spavento e cadde nel panico. Poco tempo dopo
ci fu di nuovo u n terzo fatto (recidiva ovvero prolungamento del conflitto) quando
al buio nella rimessa della casa dei genitori trovò un uomo che dormiva. Fu allora
che si scoprì l'offuscamento del corpo vitreo nell'occhio sinistro (glau coma).
L'occhio fu enucleato a causa di un cosiddetto glaucoma secondario che si ritenne
fosse causato da una cosiddetta "retinopatia diabetica" (perciò si parla di
glaucoma secondario), cosa che naturalmente non è corretta secondo la NUOVA MED
ICINA GERMANICA. Ciò non significa che non possa manifestarsi spesso una situazione
metabolica diab etica che corrisponde al "conflitto dell'opporre resistenza"
(diabete) e in caso di conflitto centrale con la componente di "paura con ribrezzo"
(ipoglicemia) i nsieme con un conflitto di "paura nella nuca". 215 Retina
Enteroidea (coroidea) Calice visivo arcaico = parte dell'antica cavità faringea
Sclera Guaina del nervo Nervo ottico Sul binario morto Il paziente era impiegato
presso una grande assicurazione e ora che nel suo dipa rtimento il posto era
vacante stava finalmente per diventare direttore. Sarebbe stato il coronamento
della sua carriera e la moglie era così sicura di questa prom ozione che aveva già
fatto tutti i piani dal punto di vista finanziario. Il paziente patì la prima DHS,
un "conflitto di territorio minacciato" (con susseg uente carcinoma bronchiale),
quando nel frattempo trapelò la notizia che non sareb be diventato direttore del
dipartimento. Si trascinò il conflitto per mesi senza p erò avere il coraggio di
infrangere i sogni della moglie dicendole ciò che sapeva or mai da tempo. Inoltre
conservava ancora un po' di speranza e quindi pensava che magari avrebbe deluso sua
moglie inutilmente. Patì la seconda DHS, con un violento "conflitto di svalutazione
di sé", quando il capo della ditta gli disse senza tro ppi preamboli e con una
brutalità insuperabile: "Della sua promozione a capodipart imento non se ne fa
niente, abbiamo bisogno di gente più giovane." Nella sua ditta si trovava dunque su
un binario morto, in pratica era stato gett ato fra i vecchi rottami. Ciò aveva
letteralmente spezzato con grande violenza l'a utostima e l'orgoglio di questo
uomo. Mentre era in vacanza con sua moglie si fece coraggio e le confessò che non
avrebb e mai avuto l'avanzamento. Sua moglie la prese relativamente meglio di
quanto lui avesse temuto e con ciò il primo conflitto si risolse. Invece non era
capace di parlare riguardo al secondo conflitto. Adesso aveva continuamente tosse
quale espressione della fase di riparazione del primo conflitto. Solo quando gli fu
fatta la terribile diagnosi di "carcinoma bronchiale" risolse anche il secondo
conflitto, secondo quanto ha lui stesso riferito. Uno schiaffo "partito
inavvertitamente" Questo paziente patì un conflitto di svalutazione di sé con
osteolisi nell'articolaz ione della mano destra perché durante una lite con sua
moglie gli era "scappata" l a mano e le aveva dato un ceffone. Non gli era mai
capitato prima di alzare le m ani. Dopo la riconciliazione, nella fase di
riparazione (piccola leucemia) l'articola zione della mano si gonfiò.
Ad ogni nuovo forte litigio, la moglie gli rimproverava sempre: "Tu mi hai persi no
picchiata". Da allora tutte le volte che litigava con sua moglie l'articolazione
della mano tornava regolarmente a gonfiarsi (binario), una cosiddetta monoartrite
cronica-r ecidivante, in breve un reumatismo articolare. La svalutazione di sé che
il paziente aveva avvertito per la vergogna del ceffone dato, si risolse su un
piano del tutto pratico grazie al fatto che egli non solo inviò alla moglie un
enorme mazzo di fiori e accontentò tutti i desideri da lei man ifestati
successivamente, bensì le intestò anche gran parte del proprio patrimonio a suo
nome personale affinché non avesse più la sensazione di non possedere nulla del
l'azienda del marito dove collaborava a tempo pieno. In effetti era da lì che nasc
eva ogni volta la scintilla dei loro litigi. Da allora sono entrambi in grado di
ridere di cuore a proposito dello schiaffo d i quel giorno. Radiografia
dell'articolazione della mano Evidenti osteolisi che si stanno ricalcificando
nell'area distale dell'ulna e de l raggio vicina all'articolazione. Sono gli
effetti a livello organico, correlat i alla svalutazione di sé patita quando al
paziente "scappò" la mano e poi se ne ver gognò. Nota L'edema della fase di
riparazione che si forma nell'area dell'osso osteolizzata vicina all'articolazione
si spinge attraverso lo strato cartilaginoso dentro l'a rticolazione della mano
provocando versamento ovvero rigonfiamento articolare. L e osteolisi vicine
all'articolazione nella fase di riparazione ovvero leucemia e il reumatismo
articolare sono la medesima cosa. Possiamo anche dire che il reum atismo articolare
è solo un tipo speciale di leucemia legato ad una determinata lo calizzazione. 217
Si vede chiaramente una configurazione a bersaglio. Conflitto di svalutazione di sé
(disco intervertebrale) Calotta e colonna vertebrale cervicale Svalutazione di sé
intellettuale ;g à 4111 mai P49.404 Spalla Destra: nei destrimani, svalutazione di
sé per il partner Sinistra: nei il destrimani svalutazione per madre/bambino In
generale, svalutazione di sé: leggera - tessuto connettivo leggera - cartilagini
leggera - tendini leggera - l infonodi e vasi sanguigni forte - ossa localizzazione
come nello schema Colonna vertebrale Svalutazione di sé centrale Osso pubico
Svalutazione di sé sessuale Mano Svalutazione di sé: "non sono abbastanza abile"
Femore Svalutazione di sé: "non ce la faccio" Ginocchio Svalutazione di sé sportiva
Piede Svalutazione di sé: "non posso ballare, correre, stare in equilibrio" © Dr.
med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Localizzazione delle svalutazioni di sé La
comprensione delle loro correlazioni costituisce al tempo stesso anche la pre messa
necessaria per risolvere le svalutazioni. Se vogliamo moltissime persone d i
frequente nella loro vita hanno una "piccola leucemia" che grazie a Dio quasi
sempre non viene diagnosticata dai troppo zelanti medici tradizionali. Così ha la
possibilità di normalizzarsi di nuovo da sola, grazie cioè alla soluzione del
confli
tto di svalutazione di sé. Di solito vediamo una cosiddetta leucocitosi, cioè un
num ero di leucociti che sale a 12000. Leucemia, gotta, uremia sono presenti solo
qu ando c'è anche sindrome. Un "tre" in musica Il ragazzo che allora era
quattordicenne patì una triplice DHS: conflitto di ranco re (ulcera gastrica, dei
dotti biliari e epatici) un conflitto di svalutazione d i sé intellettuale con
osteolisi delle vertebre cervicali e un conflitto di esiste nza con carcinoma dei
tubuli collettori. Lui, che in musica era stato di gran lunga il migliore della
classe, per giunta appassionato suonatore d'organo, l'unico della classe che ne
capiva davvero di n ote, prende un tre in musica per una cattiveria
dell'insegnante! Il ragazzo comp rensibilmente se ne risente in modo terribile e
patisce una forte svalutazione d i sé, dato che la sua autostima si basava
principalmente sul fatto di essere così do tato in musica. Da quel momento pensa di
continuo all'ingiustizia subita e si adira giorno e not te, dimagrisce perché non
ha più appetito, non riesce più a dormire di notte e spesso ha la nausea. Dopo due
mesi però lui si dice: "Che importa, alla prossima pagella prenderò di nuov o dieci
e tutto tornerà a posto!" A quel punto si sente così abbattuto e stanco che a
scuola riesce a malapena a ten ere desta l'attenzione; gli viene accertata una
leucemia linfoblastica acuta e v iene sottoposto a un trattamento con la chemio.
Quando dopo qualche mese torna a scuola si verifica una vera recidiva del confli
tto che aveva provocato la prima DHS perché l'insegnante, pur avendo saputo della
sua malattia, gli appioppa di nuovo un tre del tutto ingiustamente. Da quel momento
accade ciò che la pseudoterapia con citostatici non era riuscita a fare: il numero
dei leucociti diminuisce a causa della nuova fase di conflitto attivo provocando
una depressione del midollo osseo che si trasforma presto in l eucopenia. Di nuovo
il giovane dimagrisce rapidamente, ha di continuo nausea e v omito, non riesce più
a dormire e pensa costantemente solo al tre preso in musica. Ha patito una recidiva
esattamente del medesimo conflitto. La situazione era perfino grottesca: in questa
seconda fase di conflitto attivo della malattia, quando il ragazzo continuava a
perdere peso, vomitava, non dormi va e pensava ossessivamente al tre in musica,
veniva dichiarato "sano" dai medic i perché il quadro ematico mostrava una
leucopenia sebbene in realtà le cose stesser o esattamente al contrario! Quando il
giovane a Natale disse, come egli stesso riferisce: "La maestra può anda re a quel
paese!" , allora aveva smesso di essere adirato per il tre preso. A qu el punto gli
era tornato l'appetito ed era ingrassato, riusciva di nuovo a dormi re e con grande
grido di dolore dei medici ufficiali il numero dei leucociti era di nuovo aumentato
a 103000 quale segnale positivo che era in corso la riparazi one del conflitto di
svalutazione di sé e anche la ricalcificazione delle ossa! Ora che chiaramente
stava meglio venne però in pratica condannato a morte: recidiv a di leucemia,
nessuna speranza di sopravvivenza! 219 Perché l'amico l'aveva lasciata Una giovane
studentessa in medicina di 21 anni, poco prima dell'esame propedeuti co, viene
lasciata dal suo amico. Poco tempo prima, durante il corso pratico di fisiologia,
si era sottoposta agli esami del sangue e tutti i valori erano entro la norma. La
ragazza si sentiva troppo grassa, a causa di un conflitto del profugo già prese nte
in precedenza, ma era molto intelligente e aperta. Tutta la sua autostima er a
basata sul suo amico insieme al quale più avanti avrebbe voluto formare una fami
glia. Questo era il suo desiderio più grande. Dopo che l'amico, che era stato il
suo pri mo amore, l'aveva lasciata, si era sentita profondamente avvilita e
distrutta ne lla sua autostima. Il conflitto era molto intenso. Dopo poco meno di
due mesi ci fu una riappacificazione. Da quel momento la ragazza si sentì così
abbattuta e stanca che non era più in grado d i studiare. Durante la fase di
conflitto attivo era di fatto dimagrita di 3 kg m
a ora aveva un appetito persino eccessivo e ricominciò a prendere peso rapidamente
così che arrivò a pesare persino più di prima. Sfortunatamente 4 settimane dopo
andò da l medico che le riscontrò un valore di leucocitosi di 80000, di cui 75000
linfobla sti e 5000 leucociti normali. Diagnosi: leucemia. Ciò che seguì fu tutto
una tragedia: nella clinica universitaria si tentò, come di con sueto, di abbassare
i leucociti con la chemio. Ma poiché il conflitto restava riso lto, il numero dei
leucociti tornava ogni volta ad alzarsi velocemente dopo cias cun "trattamento" con
la chemio. I medici allora lamentavano che si trattava di una recidiva! Un colpo
sotto la cintura Un paziente, appena andato in pensione, era membro del consiglio
comunale e pres idente della commissione per il decoro ambientale. Un giorno il
sindaco disse pu bblicamente in consiglio comunale: "D'ora innanzi mi occuperò io
stesso di questo ambito" . Ciò causò al paziente un conflitto di svalutazione di sé
in pieno. La soluzione avvenn e circa 4 mesi dopo, solo poche settimane prima di un
concorso a cui il paese av eva deciso di partecipare. Allora il sindaco andò di
persona a casa del paziente, e tutto umile e modesto lo pregò di riprendere in mano
ogni cosa perché di fatto era meglio così. Da quel momento il paziente entrò in
fase di risoluzione e manifestò una leucemia. Del resto egli ha affermato di avere
avvertito questa svalutazione di sé come "un colpo sotto la cintura", di
conseguenza nell'istante della DHS aveva associato q uesto contenuto conflittuale
proprio a un punto "sotto la cintura" cioè al bacino derivandone delle osteolisi
dell'osso iliaco e dell'osso del pube. Nota in ogni conflitto e appunto anche in un
conflitto di svalutazione non conta quan to importante gli altri considerino la
questione per cui il paziente si è ammalato . E' decisivo solo ed unicamente ciò
che il paziente ha avvertito nell'istante del la DHS. Una gravissima gelosia La
paziente si trovava in ospedale a causa di un intervento per un prolasso dell
'utero oltre che per una ligatura delle tube. Un'amica venne a farle visita e le
confessò che suo marito le aveva proposto di an dare a letto insieme. La paziente
ne fu scioccata, la sua autostima immediatamente crollò, tanto più che s i sentiva
del tutto inadeguata nel suo stato attuale e per giunta era sterilizza ta. Il suo
pensiero fu: "Sono appena stata messa fuori gioco e già lui mi tradisce con
un'altra". Dato che amava perdutamente suo marito, lo choc per lei fu enorme. Da
quel momen to la gelosia non le è mai passata del tutto: quando suo marito sta
fuori una nott e, cosa che accade spesso per il suo lavoro, la paziente perde la
testa anche se afferma sempre che non le importa nulla. A quattr'occhi però
confessa di diventar e follemente gelosa se solo pensa a che cosa potrebbe accadere
e che forse lui n on l'ama più... Sei mesi dopo alla paziente, a causa della VES
alta, fu diagnosticato un plasmoc itoma, incipiente anemia e focolai di osteolisi
nell'osso cranico. Dopo che ebbi discusso il conflitto con la coppia, per qualche
tempo la paziente si sentì bene fino a quando non si presentò una nuova occasione
di gelosia. Non occorre ricordare che la malattia stessa le causò un'ulteriore
diminuzione del la stima di sé. Ciò nonostante riuscimmo a riportare a valori quasi
normali il quadr o ematico della paziente e a far scomparire quasi del tutto le
osteolisi. Si pot rà però contare su una completa guarigione del conflitto solo
quando questi coniugi saranno diventati nonni e allora la paziente sarà finalmente
del tutto sicura di s uo marito. Nota Si può comprendere la differenza fra leucemia
"acuta o cronica" solo se si conside ra ogni volta la particolare situazione
conflittuale. Le leucemie acute sono il risultato di un conflitto di svalutazione
di sé acuto e drammatico, perlopiù per un' unica questione che mantiene il
conflitto attivo per un certo periodo di tempo. Invece le leucemie croniche
derivano da conflitti che scompaiono temporaneamente
ma di tanto in tanto tornano a presentarsi di nuovo. Per questo tipo più mite di
svalutazione di sé si parla anche di decalcificazioni, osteoporosi o demineralizza
zione. Nell'adulto la distinzione si riesce a fare ancora abbastanza facilmente
per221 ché nella fase di riparazione di una svalutazione di sé provocata da una
DHS, l'area del midollo cerebrale edematizzata è circoscritta. Più difficile è
distinguere nel ba mbino o nel paziente adolescente che in genere reagiscono in
modo generalizzato anche per una svalutazione di sé causata da DHS, tuttavia in tal
caso anche l'area del conflitto non è circoscritta bensì generalizzata come tipico
segno della sensib ilità dei bambini: "La mamma mi ha picchiato, non mi vuole più
bene". Leucemia linfoblastica con parecchie recidive Un bambino che allora aveva 4
anni cadde da un'altalena e si ruppe la scapola si nistra. Venne ingessato. Cadendo
dall'altalena il bambino aveva patito una svalutazione di sé localizzata r ispetto
alla spalla. In quel periodo era anche dimagrito, era palesemente cambia to dal
punto di vista psichico, non era più allegro. Dopo la soluzione del conflit to (che
era durato ancora per un certo tempo) tutto però ritornò ad essere normale. Quando
allo scadere dei 4 mesi il gesso fu finalmente rimosso, gli fu riscontrat a una
leucemia linfoblastica con 88000 leucociti e di conseguenza si intraprese la
"terapia" con citostatici consueta per la medicina ufficiale, che però per fort una
il giovane riuscì a superare. A 8 anni patì un nuovo conflitto di svalutazione di
sé perché venne bocciato a scuola. Anche questo periodo conflittuale più lungo
terminò quando il ragazzino finalmente si era inserito in una classe nuova. Dopo la
soluzione del conflitto tornò obbligatoriamente a manifestarsi la leucemia
linfoblastica e di nuovo fu sottoposto a un trattamento con citostatici. Il rag
azzo riuscì a sopravvivere a queste torture da esorcismo e a tutte le altre sevizi
e iatrogene. A 13 anni ebbe un grave incidente sciando, per un periodo prolungato
dovette res tare sdraiato e accusò anche abbastanza a lungo dei dolori al
ginocchio. In effett i tutto era di nuovo a posto. Ma non per i medici scolastici,
infatti a quel pun to si scoperse la "recidiva di leucemia", cioè la fase di
riparazione che di nuovo si stava compiendo dopo che il conflitto di svalutazione
di sé era stato risolto. Il ragazzo fu nuovamente sottoposto a una tortura con
citostatici, questa volta in Australia, e di nuovo riuscì a superarla. Risale a
quest'epoca la lettera di un professore di Ulm il cui consiglio per fortuna non è
stato ascoltato dai genitori : I colleghi australiani hanno consigliato un
trapianto del midollo osseo allogeno nella terza remissione completa. Mi assocerei
a questa opinione perché purtroppo le probabilità di arrivare a una rem issione
altrettanto lunga sono molto scarse e quelle di una completa guarigione con
un'ulteriore terapia con citostatici sono ancora più ridotte..." 222 Quattro anni
dopo il ragazzo (diciassettenne) fece un incidente con la sua motoc icletta a
seguito del quale ebbe una discussione con la polizia. Ciò gli fece teme re che gli
avrebbero ritirato la patente. Avvertì questo pericolo, secondo quanto lui stesso
disse, come una svalutazione di sé, infatti senza patente per la moto u n ragazzo
non vale proprio più niente e ovviamente in tal caso si sente anche "non sportivo".
Di conseguenza ora si vedono le osteolisi anche nella radiografia del ginocchio
destro. Inoltre con questa DHS aveva patito un "conflitto di paura nella nuca"
perché sent iva di continuo sopra di sé la "spada di Damocle" che potessero
ritirargli la pate nte. Quanto intenso sia stato il conflitto per il giovane lo si
capisce bene dal fatt o che in sei settimane era dimagrito di 10 kg. La soluzione
del conflitto arrivò con la mite sentenza del tribunale che gli perme tteva di
conservare la patente della moto ma gli imponeva di lavorare 10 ore in
un ospizio per gli anziani. Naturalmente di nuovo si riscontrò un valore di
leucociti in aumento, una elevata VES, un ginocchio gonfio e una linfocitosi
fortemente aumentata nel quadro emati co differenziale. Si doveva di nuovo
riprendere la tortura dei citostatici. Questa volta però i genitori erano venuti a
sapere della NUOVA MEDICINA GERMANICA e si fecero spiegare tutta questa vicenda
insensata. Il giovane si sentì stanco an cora per un certo periodo ma poi tornò a
stare bene come prima. Analogamente a quest'ultima fase di riparazione leucemica
superata senza complic anze, anche tutte le precedenti avrebbero potuto guarire
tranquillamente senza g randi problemi e senza citostatici. Sarebbe stato
necessario solo fare un po' di attenzione a delle eventuali complicanze. Nota Come
ben vediamo alla luce di questo caso, anche per la medicina ufficiale non h a più
nessuna importanza di quale tipo di leucemia si tratti quando non sa più che c osa
fare, un punto al quale arriva sempre prima o poi dato che essa non si inter essa
ai problemi psichici della persona e finisce sempre per consigliare un trap ianto
del midollo osseo. Però il trapianto del midollo osseo rappresenta il punto
culminante degli interven ti pseudoterapeutici della medicina ufficiale che
perlopiù hanno anche esito letal e. Innanzitutto viene distrutto il midollo osseo
della vittima mediante irradiaz ioni e in seguito viene iniettato il midollo osseo
di un donatore presumibilment e compatibile. La cosa terribile è che facendo una
marcatura radioattiva del midollo del donatore è possibile provare che questo dopo
alcune settimane non è più rintracciabile, cioè è sta to completamente
metabolizzato dal corpo del ricevente come corpo estraneo. Di conseguenza riescono
a superare un trapianto di midollo osseo solo coloro a 223 cui, per loro fortuna,
il proprio midollo osseo non è stato sufficientemente irrad iato e distrutto così
che dopo un certo periodo ha potuto di nuovo faticosamente g uarire.
Approfondimento: Il tema leucemia è esposto in modo esauriente in "Testamento di
una Nuova Medicina " — La Nuova Medicina Germanica (vedi bibliografia). Necrosi
della milza (conflitto di ferita e di sanguinamento) Nel corso delle mie
osservazioni dei casi di leucemia ho potuto notare una cosa davvero sorprendente.
In particolare i bambini che erano stati portati in ospedale per una trasfusione di
sangue mostravano il problema seguente: prima il valore dei trombociti era a d
esempio di 100.000, un'ora o due più tardi, subito prima della trasfusione, a nu
ova misurazione risultavano essere quasi a zero. La stessa cosa si poteva notare
anche quando ai bambini il giorno prima era stata fatta una trasfusione di un c
oncentrato di trombociti. Anche un animale quando è ferito e sanguina può patire
uno choc da ferita e sanguina mento. Nel cervello viene interessato il midollo del
neoencefalo temporale destro, a li vello organico si ha una necrosi della milza!
Dall'istante della DHS il numero dei trombociti nel sangue periferico scende mol to
velocemente al di sotto dei valori normali o persino arriva ai valori di una
cosiddetta trombopenia ovvero trombocitopenia (pochi trombociti nel sangue). La
situazione rimane così fintanto che dura la fase di conflitto attivo. Se si arr iva
alla soluzione del conflitto, allora si forma edema nel FH nel midollo cereb rale
medio-frontale destro, tutta la milza si gonfia o produce una cisti, a seco nda se
la necrosi era situata più internamente o perifericamente. Il numero dei tr
ombociti nel sangue periferico ora sale nuovamente a dei valori normali! Il senso
di questo conflitto biologico è così comprensibile e semplice che proprio p er
questa sua ovvietà avevamo fatto fatica a capirlo: ad esempio quando l'animale ha
una ferita da lacerazione aperta, nelle vene aperte viene introdotta fibrina
insieme con i fattori di coagulazione attivi del sangue. L'effetto di fatto dovr
ebbe essere catastrofico: l'intero sistema venoso di conseguenza si troverebbe p
ieno di trombi. Ogni animale con una grave lacerazione dovrebbe in effetti morir
ne. Ma ciò non accade. Il motivo per cui non avviene dipende in gran parte dal
fatto che l'organismo (d iretto dal cervello) sposta i trombociti dal circolo
sanguigno periferico e li c oncentra solo nel punto della ferita! Sinora avevamo
sempre creduto che le funzioni del sangue in circolo fossero più o meno come delle
reazioni in provetta, cioè non dirette dal cervello, ma ci sbagliavamo. Infatti in
caso di panico il nostro cervello non sa distinguere, come detto, fra il perdere
del sangue e il ricevere una trasfusione o l'avere un "cancro del sa ngue", come lo
si chiama ancora oggi. Perciò noi, e soprattutto i bambini, patiamo un conflitto di
ferita o di sanguinam ento pensando alle "ferite" dolorose nel caso
dell'introduzione di un catetere p er una trasfusone di sangue. Ma anche gli adulti
possono ad esempio patire un simile "conflitto del sangue" p er la paura che il
sangue trasfuso sia HIV-positivo (Aids). Diagnosi di AIDS L'imbroglio di una
malattia che non esiste affatto Caso 1 Un ispettore forestale di 72 anni fuori
servizio, che privatamente curava ancora la riserva di caccia di un industriale,
patì un tipico conflitto di rancore nel t erritorio quando scoppiò una lite con
l'architetto dell'industriale riguardo al su o rifugio di caccia di cui l'ispettore
forestale si occupava. Quando il conflitto si fu risolto, nella fase di riparazione
l'ispettore foresta le ebbe inevitabilmente l'epatite. Aveva febbre a 38,5 e i
valori epatici erano aumentati. Fu ricoverato in ospedal e dove lo curarono per
l'epatite, la febbre diminuì rapidamente e anche i valori e patici si
normalizzarono di nuovo dopo alcune settimane. Fin qui sarebbe stato u n caso del
tutto normale. Purtroppo però i "medici scrupolosi" avevano fatto anche un test HIV
e questo era risultato positivo! Il professore sovraeccitato andò subito dal
paziente, si piantò davanti al suo letto e gli annunciò con leggerezza la presunta
sentenza di morte: "Signor ispettore, l ei ha l'AIDS". Questa notizia lo colpì e si
sentì come sgozzato, secondo quanto riferito da lui ste sso. In futuro tutti
avrebbero deriso... proprio lui, il più bravo e più stimato not abile del
villaggio, lo avrebbero considerato un omosessuale e un depravato. Nes suno gli
avrebbe più dato la mano, non avrebbe più potuto sedersi in un'osteria, e s
oprattutto gli stessi abitanti del paese che ancora poco tempo prima lo avevano
salutato con calorose strette di mano, in futuro lo avrebbero evitato. Ogni pass
eggiata sarebbe stata per lui soltanto una tortura. Il vecchio ispettore foresta le
si mise a piangere. Il professore si congedò da lui senza stringergli la mano,
ovviamente, per il peri colo di contagio! Già il giorno seguente veniva dimesso,
per paura di infezioni, s i capisce. Lo guardavano tutti in modo così strano come
se volessero trovare ancora una confe rma: "No... di lui chi avrebbe mai pensato
una cosa simile, ma è proprio vero che è finocchio?" Nessuno si accomiatò da lui e
non gli fu nemmeno possibile parlare con il 224 225 professore che trovò delle
scuse per non vederlo. A casa sua moglie fu perlopiù comprensiva con lui ma gli
consigliò di non toccare più i figli e i nipoti dato che non si sapeva come si
diffondesse il contagio. Due giorni dopo il medico di famiglia lo convocò. La
dottoressa iniziò immediatament e a parlare della sua "malattia mortale", a
proposito della quale era già stata me ssa in allerta dalla clinica; esordì
dicendo: "Signor ispettore, ora dobbiamo parl are della morte. Io non la
abbandonerò e lei riceverà da me tutti i farmaci che le r enderanno più facile
morire." Il povero vecchio ispettore forestale, che era già sta to profondamente
scosso dalla diagnosi fattagli dal primario alcuni giorni prima , a quel punto si
sentì cadere in una voragine. Per quasi due settimane rimase nel
panico totale e dimagrì, cosa che fu considerata un tipico "sintomo dell'Aids". Poi
ricevette da sua sorella il libro di Hamer "Testamento di una Nuova Medicina " , in
cui si legge che tutta la faccenda terrorizzante dell'Aids si regge unic amente su
una serie di bugie infami, frottole. Ciò lo tranquillizzò molto! Da quel momento
tornò ad avere buon appetito, a dormire bene e le sue mani erano c alde. Mi
telefonò e si convinse che era caduto in un autentico imbroglio. Si fece fare una
TAC cerebrale e quando due settimane dopo mi trovavo a Graz, venne a ce rcarmi e
potei liberarlo dagli ultimi residui di panico. Gli consigliai di non sottrarsi ai
controlli perché ciò avrebbe potuto sollevare il sospetto che lui dubitava dei
sacri dogmi dei "medicinici". Doveva invece sorrid ere ai suoi interlocutori e
ridere segretamente della loro ignoranza. So che è abb astanza intelligente per
riuscire a farlo. Ci sarebbe ancora da dire che alla comunicazione della diagnosi
egli ha patito a nche un conflitto di svalutazione di sé che si è subito risolto
quando ha capito le varie correlazioni. Caso 2 Un bravo rappresentante di
assicurazioni, felicemente in coppia con un omosessua le, fu riconosciuto positivo
a un test HIV in seguito ad un esame al quale si er a sottoposto volontariamente.
Ma il suo amico era negativo! Sino a quel momento tutto il suo mondo era stato a
posto, però da quel giorno fu sopraffatto dai confl itti. Fu immediatamente mandato
nel reparto d'isolamento di un grande ospedale. Nessun o lo toccò più. Il suo amico
non lo abbandonò subito, ma in seguito lo fece. Egli si ricoda ancora con
precisione quando patì la DHS: lo avevano visitato dalla testa ai piedi (con dei
guanti di plastica) senza trovare nulla. Era sanissimo. Eppure il test HIV
risultava positivo! I due dottori continuarono a cercare. Alla fine uno scoprì sul
lato interno della pianta del piede destro una piccola ar ea micotica che indicò
platealmente dicendo: -Finalmente: "sarcoma di 226 kaposi" !Poi entrambi
esaminarono ancora una volta a fondo il suo pene. Alla terza ispezione trovarono
infine una minuscola ragade di neanche due millim etri. -Ah- disse l'altro dottore
-già anche sul pene!Il paziente dice di essere come "precipitato in una voragine".
Si è sentito insudi ciato e ha avuto la sensazione di aver perso tutto, il suo
lavoro, i suoi amici. La sua autostima andò in frantumi, in particolare sul piano
sessuale. Da allora sul piede destro (malgrado l'irradiazione con il cobalto per
combatter e i maligni virus di HIV, che nessuno ha mai visto e che in effetti non
esistono ) al posto della micosi si formò un melanoma, quale segno che aveva patito
un conf litto di insudiciamento. I punti bluastri e scuri del melanoma apparvero
pure su l pene, sul collo e in seguito anche sull'altro piede. Dunque i dottori
avevano ragione? Al contrario, avevano precipitato un paziente perfettamente sano
in un conflitto di insudiciamento, come si può ben vedere (ancora attivo) nella TAC
cerebrale del cervelletto. Contemporaneamente, in seguito alla DHS, il paziente
diventò sempre più impotente. Tutti i carcinomi si manifestarono presto uno dopo
l'altro: - melanoma generalizzato = conflitto di insudiciamento/deturpamento
osteolisi = svalutazione di sé carcinoma bronchiale = territorio minacciato
(destrimane) Erano tutti pertinenti a conflitti precisi, ma vennero considerati
delle "metast asi del cancro Aids" . Alla fine gli fu detto che non esisteva più
alcuna terapia per lui e che lo mandav ano a morire a casa. Dimagriva rapidamente
ed era nel panico totale. Sembrava che fosse ormai questione di poche settimane. A
quel punto gli venne tra le mani il mio libro "Testamento di una Nuova Medicin
a " , appena in tempo come sembra. Vi lesse che l'Aids è la più grande frottola del
nostro secolo e ciò lo persuase. Da allora ha ripreso di nuovo a mangiare, a
dormire, è ingrassato e il melanoma no n si è diffuso ulteriormente. Sono sicuro
che ce la farà. E se così accadesse, allora anche tutti gli altri potran no essere
sicuri che si tratta veramente del più grande inganno del nostro secolo. Questo
paziente si sarebbe ammalato esattamente nello stesso modo, secondo proto collo,
anche nel caso che il test HIV fosse stato dichiarato "positivo" per erro re.
Determinante fu unicamente il fatto di avere creduto alla diagnosi, credendo che si
trattasse di una malattia grave e mortale, solo questo è stato decisivo. Se il
paziente non fosse andato spontaneamente a fare il test HIV, per vent'anni non gli
sarebbe accaduto nulla perché in effetti a quel tempo era sano come un pesce! 227
Nota Dalle mie osservazioni e anche da quelle di altri "studiosi dell'Aids" risulta
p recisamente che si può ammalare e manifestare i tipici (presunti) "sintomi
dell'Ai ds" solo la persona che sa di essere HIV-positiva o perlomeno che ha il
forte ti more di esserlo! C'è da notare anche che a causa della diagnosi di Aids,
in riferimento al proprio ambiente sociale ("Ah, è un finocchio o un depravato") in
entrambi i casi sopracci tati è subentrata una svalutazione di sé con
decalcificazione delle ossa. Ma ciò offre di nuovo agli speculatori dell'Aids la
possibilità di dire: è interessata l'ematopo iesi (la formazione del sangue),
dunque si tratta di "Aids, malattia da immunode ficienza"! In realtà un duro colpo
all'autostima costituisce una normalissima reazione per il fatto di essere
considerati in un istante, un depravato infetto o un invertito che per giunta è
destinato a morire ben presto (meritatamente)! Nel 1995/96 per 15 volte la polizia
di Ròsrath mi ha aspettato alle due di notte d avanti alla porta della mia casa in
campagna, quando tornavo da Colonia dopo ave r cenato con amici, allo scopo di
sottopormi al test di controllo etilico. Spera vano che avessi bevuto anche solo un
sorso di alcool in modo da avere la scusa p er farmi l'esame del sangue e quindi
anche il test HIV. Allora sicuramente mi av rebbero dichiarato "HIV positivo" anche
se non fosse stato vero: in effetti non esistono laboratori statali per l'Aids ma
appartengono tutti ai "confratelli". Insufficienza renale acuta, in mio figlio Dirk
Se all'epoca avessi saputo quello che so oggi, cioè avessi conosciuto le correlazi
oni riguardanti il cosiddetto "conflitto di ritenzione idrica" o "conflitto del
profugo", ora il mio Dirk di certo vivrebbe ancora. Dirk aveva patito il primo c
onflitto del profugo nel giugno 1978. In quell'occasione si trovava a Roma alla
posta centrale per ritirare un vaglia postale accompagnato dalla nostra cagna
Viola, un boxer. In posta è vietato l'acce sso ai cani. L'impiegato allo sportello
gli disse che doveva portarlo fuori. Dirk gli chiese di dargli solo il tempo per
ritirare il denaro e che poi sarebbe subito uscito dalla posta con il nostro cane
che peraltro è estremamente amichevo le. Ma l'impiegato chiamò immediatamente la
polizia. Arrivarono due piccoli polizi otti romani che gli ordinarono di uscire
immediatamente dall'ufficio postale con il cane. Anche a loro Dirk chiese molto
gentilmente di dargli il permesso di ri tirare il suo denaro e poi se ne sarebbe
andato immediatamente. Senz'altro aggiungere gli misero le manette con l'accusa di
"resistenza" (più prec isamente opposizione) alle forze dell'ordine e lo portarono
in prigione; lì rimase rinchiuso in una piccola stanza con dodici reclusi: ladri,
assassini, sfruttato ri di prostitute, trafficanti di droga e mafiosi. Per Dirk ciò
fu un vero 228 orrore. Era una persona oltremodo bonaria. Molti dei reclusi
nascondevano nelle tasche c oltelli, grazie alla complicità dei sorveglianti.
Nessuno sapeva chi di questi inc arcerati fosse una delle tante spie introdotte di
nascosto. Di notte la vita di Dirk non era affatto al sicuro. Non era consentito
fargli visita. Dopo 3 settimane ci fu un processo ed ebbe una
condanna pari al tempo che aveva già "scontato". Inoltre fu bandito per due anni
dall'Italia con esecuzione immediata, proprio mentre faceva la maturità presso una
scuola tedesca. Un mese dopo Dirk, che fino a quel momento aveva davvero amato
l'Italia, raggiun se in pratica illegalmente la nostra famiglia che era in vacanza
in Sardegna. Poi Dirk patì il conflitto del profugo allorché (come descritto
nell'introduzione) i l 18 agosto 1978, mentre dormiva in una barca ormeggiata
davanti all'isola di Ca vallo, di mattina presto fu colpito mortalmente al ventre
da due pallottole spar ate dalla carabina da guerra di un principe italiano
impazzito e per le successi ve 4 ore rimase senza alcun soccorso "solo e
abbandonato" con un'emorragia all'a ddome. Da quel momento si trovò in
costellazione schizofrenica del tronco cerebral e con carcinoma dei tubuli
collettori renali su entrambi i reni ed una oliguria con valori da 150 a 200 ml di
urina secreta al giorno. In passato la chiamavamo "insufficienza renale acuta" In
sostanza si trattava di una costellazione schizofrenica del tronco cerebrale, che
riguardava i tubuli collettori di entrambi i reni, cioè un conflitto sui due lati
ovvero due conflitti di ritenzione idrica o conflitti del profugo. L'organi smo
cioè utilizza l'organo, che è già comunque ingrossato dall'edema della fase di rip
arazione vagotonica, in modo aggiuntivo, come un serbatoio d'acqua perché nel conf
litto del profugo ogni goccia di liquido viene trattenuta e immagazzinata. Così ad
esempio nel mesotelioma della pleura abbiamo un versamento pleurico che li mita
notevolmente la respirazione o nel mesotelioma peritoneale una forte ascite che
deve essere agoaspirata. In genere (senza il conflitto del profugo attivo) non
viene quasi per nulla notato un versamento transudativo, che praticamente è "i
nnocuo" perché l'organismo riassorbe il versamento con la stessa rapidità con cui
si forma. Dirk, che non fu aiutato dal principe sebbene questi disponesse di un
elicottero , venne portato all'ospedale di Porto Vecchio 4 ore dopo, quando era già
clinicame nte morto per dissanguamento. Lì riuscirono a rianimarlo. Il giorno
successivo fu trasportato in elicottero a Marsiglia. Dal momento degli spari Dirk
era disorien tato. Sia nel reparto di terapia intensiva di Marsiglia, sebbene mia
moglie e io fossi mo accanto a lui giorno e notte, sia dopo il suo avventuroso volo
da Marsiglia a Heidelberg, Dirk credeva di trovarsi in prigione (con una breve
eccezione alla fine di agosto a Heidelberg quando ci fu una temporanea soluzione di
entrambi i conflitti). 229 Aveva un "delirio da tronco cerebrale" di
disorientamento. L'effimera fase di soluzione dei due conflitti del profugo alla
fine dell'agosto 1978 fu tragicamente vanificata a causa di nuove complicanze.
Allora produceva temporaneamente 1000 ml di urina al giorno, aveva una TBC con
sudore notturno e temperature subfebbrili. Dirk fu operato 19 volte, ebbe infinite
complicanze che allora non capivo ma che oggi sono in grado di comprendere: aveva
un versamento pericardico, versamenti pleurici che furono agoaspirati causando ogni
volta un pneumotorace, aveva l'asc ite che fu essa pure agoaspirata e lui era
"gonfiato" e veniva sottoposto a dial isi ogni due giorni, benché avesse un valore
di creatinina solo di poco elevato: c irca 3,5% mg. Grazie alle mie attuali
conoscenze so che la terapia non avrebbe potuto essere p iù demenziale. Dirk fu
temporaneamente intubato (dopo ciascuna delle 19 operazioni), gli era st ata messa
una sonda gastrica però non allo scopo di nutrirlo bensì solo per assorbir e il
liquido gastrico. Veniva alimentato per endovena con circa due litri di sol uzione
nutritiva al giorno cosa che però rendeva ogni volta necessario praticare u na
dialisi. Si lavorava quindi di continuo contro i cicli regolati dalla natura. Senza
la "sindrome con carcinoma dei tubuli collettori" gran parte di queste com plicanze
non sarebbero insorte, come il versamento del pericardio, i versamenti pleurici a
destra e a sinistra, l'ascite ecc. Mi ci sono voluti quasi 20 anni per arrivare a
capire queste correlazioni. Dirk
morì fra le mie braccia il 7 dicembre 1978 per un infarto acuto del cuore
sinistro , il cosiddetto infarto delle arterie coronariche (conflitto di
territorio) con aritmia ventricolare e arresto cardiaco. Con una così breve durata
conflittuale no rmalmente non avrebbe dovuto morire. Anche qui la sindrome con
carcinoma dei tubuli collettori fu responsabile del fa tto che l'edema nel relè del
territorio a destra, non poté essere riassorbito come n ormalmente avviene nel
processo di infarto cardiaco. Nota Nel processo di riparazione del carcinoma dei
tubuli collettori distinguiamo la riparazione biologica con TBC con riduzione
mediante caseificazione e la riparaz ione non biologica, senza TBC. Nel caso della
riparazione non biologica, si può ve rificare, nonostante la soluzione,
l'ostruzione del bacinetto renale (reni blocc ati). L'uremia non è una malattia
mortale come si pensava in passato bensì scompare spontaneamente quando si risolve
il "conflitto del profugo o per l'esistenza". Persino nella riparazione non
biologica, cioè con il perdurare del carcinoma dei t ubuli collettori, l'organismo
riesce comunque ad eliminare una maggiore quantità d i urina. In passato mediante i
raggi si diagnosticava una tubercolosi renale ovv ero il bacinetto renale risultava
afflosciato, dove cioè in realtà gli adenocarcinom i compatti erano stati
caseificati dai micobatteri (TBC). A causa delle caverne la cavità renale appariva
allora afflosciata ma più distesa. 230 Il senso biologico qui si trova nella fase
attiva, cioè: economizzare l'acqua per consentire all'individuo di sopravvivere più
a lungo (il pesce fuor d'acqua, sulla spiaggia o nel deserto). Ma era accaduto
ancora qualcos'altro Negli ultimi giorni prima della morte di Dirk mi fu vietato
dalla clinica di far gli visita per più di un'ora al giorno. Il motivo era che si
sarebbe commessa un'i ngiustizia se mi fosse stato consentito di stare seduto
giorno e notte accanto a l letto di mio figlio malato e di correggere tutti gli
errori mentre gli altri p azienti non avevano una simile possibilità. Ora avevano
"mano libera" ... Subito dopo la morte di Dirk il professore svedese Ròhl uro-
nefrologo della clinic a chirurgica dell'Università di Heidelberg mi ha confessato
che gli avvocati della famiglia del principe (l'avvocato in seguito andò in
prigione a causa di un grave crimine finanziario) avevano avuto colloqui telefonici
quasi quotidiani con il capo-clinica, il prof. Linder, in effetti un personaggio di
potere al massimo li vello della loggia massonica. Il professor Linder raccontò al
prof. . Ròhl di aver ricevuto dalla famiglia Savoia la richiesta di "porre fine al
dolore di Dirk". Egli ne concludeva che in effetti si era agito così, proprio come
la famiglia del principe aveva voluto: intendeva dire con la morfina! Tuttavia lui
non aveva collaborato direttamente. Ma aveva dovuto promettere di n on parlarmi di
questa faccenda. Egli aveva anche notato che nei giorni in cui no n mi era più
permesso andare da mio figlio (tranne che per un'ora al giorno), si e ra
manifestata una rapida evoluzione, secondo la sua opinione, a causa della mor fina.
Ciò significa senza alcun dubbio: Dirk è stato assassinato per ordine della loggia
s uperiore... secondo il desiderio della famiglia dell'assassino. Ma la sua morte
non è stata inutile. Egli ci ha regalato il testamento della NUOVA MEDICINA GERMAN
ICA; anche la scoperta delle correlazioni della "sindrome del carcinoma dei tubu li
collettori" a cui sono arrivato 20 anni dopo la sua morte è stata una specie di
ultimo compito che lui mi ha affidato. Secondo quanto mi ha detto il signor Garcia,
il procuratore generale di Bastia, l'omicidio di Dirk fu un caso di "totale
corruzione sin dall'inizio". Il princip e allora aveva firmato una confessione
scritta, per ordine di suo padre, l'unico in tutta la famiglia Savoia ad essersi
scusato con mia moglie e con me. In seguito gli ingranaggi della loggia girarono a
pieno ritmo... Tredici anni dopo si recitò un processo-commedia spettacolare. A
questo scopo il g ran maestro della loggia massonica Mitterand (grande Oriente)
aveva approntato u n tribunale appositamente per il principe, suo amico intimo e
gran maestro della
criminosa Loggia P2, nella quale tutti i membri ufficiali erano stati accuratam
ente selezionati: solo confratelli massoni. Era231 no stati selezionati persino i
"giurati" di un "particolare" distretto parigino che quindi era di turno... Il
giudice presidente della corte (Colomb), che mi interrompeva sempre dopo la p rima
frase e minacciava di farmi espellere dalla sala, consigliò persino al princi pe di
revocare la sua confessione. Poi tutti insieme costruirono un "dubium" , vale a
dire "nel dubbio la sentenza cade a favore dell'accusato". Il giudice stesso,
sostenendo l'accusato, suo confratello di loggia massonica, c ongegnò che poteva
ben darsi che con una probabilità teoricamente irrazionale di 1:1 0.000.000
(sebbene circa 30 persone si trovassero lì intorno e avessero visto la s cena al
momento degli spari mortali), tuttavia poteva essere che con una probabi lità
teorica di 0,00000001% un tiratore che nessuno aveva visto avesse sparato due volte
per caso da una carabina uguale e sempre per caso del medesimo calibro e nella
traiettoria di tiro del principe, cioè fosse saltato sul suo canotto e poi f osse
scomparso di nuovo. Solo che purtroppo nessuno l'aveva visto. Anche la traiettoria
di tiro si poteva ricostruire con precisione con un margine di errore di 7 cm al
massimo. "Dunque", annunciò il presidente del tribunale dei rabbini, "abbiamo un
dubbio". Era in effetti molto piccolo, ma "in dubio pro reo" (nel dubbio la
sentenza cade a favore dell'accusato) questi risultava non colpevole a causa di
"mancanza di prove". Questo processo esemplare dei criminali di stato entrerà nella
storia del diritto con il nome di "processo di Parigi" come un tipico esempio di
corruzione giuridi ca statale per ordine supremo della loggia B'nai B'rith. Queste
persone pensano sempre di poter scampare la responsabilità dei loro delitti e così
aggiungono decine di nuovi crimini che valgono loro il disgusto di tutta l'umanità.
Naturalmente da lì ha avuto inizio (1981) anche tutta la repressione delle conosce
nze della NUOVA MEDICINA GERMANICA, che sino ad oggi non accenna a diminuire, in
quanto dapprima si voleva evitare il processo contro il principe di Savoia, ma in
seguito, quando avevo finalmente scoperto la NUOVA MEDICINA GERMANICA, si rit enne
che un "guaritore e ciarlatano" (grazie anche allo zelante aiuto della stam pa e
dei mass-media) non fosse un avversario da prendere sul serio. Questo crimi ne ha
assunto proporzioni globali a partire dal 1984, da quando il potere ebreo mondiale,
per ordine del gran rabbino internazionale Schneerson promuove la prat ica della
NUOVA MEDICINA GERMANICA che permette una sopravvivenza del 98% e cont
emporaneamente si adopera con tutti i mezzi per impedire che anche i non-Ebrei p
ossano fare uso della nostra NUOVA MEDICINA GERMANICA. I non-Ebrei continuano a
morire uccisi, ma potremmo anche tranquillamente dire assassinati, dal veleno pe r
ratti (chemio) e morfina con una probabilità del 98%. 232 Il dott. Ryke Geerd
Hamer, qui con la sua tesi per l'abilitazione alla libera docenza (1981) 233
Formazione istologica: innervazione omolaterale dal tronco cerebrale all'organo. a)
adenocarcinoma a forma di cavolfiore di tipo secretorio b) adenocarcinoma a
crescita piatta di tipo assorbente Corrispondenza tra tronco cerebrale e organi
Tubuli collettori del rene sinistro Tubuli collettori del rene destro Mucosa del
corpo dell'utero, Mucosa del corpo dell'utero, tube ovariche e prostata, tube
ovariche e prostata, emiparte sinistra del corpo emiparte destra del corpo © Dr.
med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Microbi I funghi e i micobatteri (ad es. TBC) si
moltiplicano subito a partire dalla DHS , durante la fase di conflitto attivo,
conformemente al foglietto embrionale. In effetti i tumori compatti del foglietto
embrionale interno (endoderma) vengon
o ridotti dai funghi e dai micobatteri solo durante la fase vagotonica di ripara
zione (fase pcl) mediante un processo di necrosi caseosa. Ciò che non viene caseif
icato entro la fine della fase di riparazione, rimane. Per gli organi del tratto
gastro-intestinale innervati dal tronco cerebrale conosciamo perlomeno 4, ma pr
obabilmente 5 qualità, ognuna delle quali può patire una DHS e formare un focolaio
d i Hamer nel cervello (tronco cerebrale). 1. Qualità sensoriale Riguarda l'esame
della composizione chimica dei singoli bocconi di cibo (grassi, proteine, cellulosa
ecc.). Non sappiamo ancora quasi nulla riguardo ai conflitti relativi al "non poter
ana lizzare un boccone". Nel caso di una DHS nell'ambito di questa qualità,
riscontria mo nella porzione superiore del tratto gastrointestinale un'inversione
della per istalsi (riflesso del vomito) mentre in quella inferiore,
un'accelerazione (diar rea). 2. Qualità motorio-peristaltica Riguarda la peristalsi
che spinge avanti il chimo. La muscolatura intestinale longitudinale( muscoli
dilatatori) viene innervata pr evalentemente dal tronco del simpatico. La
muscolatura intestinale anulare è innervata in prevalenza dal vago (ponte). Grazie
a questo continuo ritmo alternato (simile ad un motore a cilindri) si for ma (anche
grazie alla produzione d'aria) la tipica "onda peristaltica" dell'inte stino che
spinge avanti il boccone di cibo secondo necessità (troviamo lo stesso p rincipio
come nell'iride!). Se si verifica una DHS nell'ambito di questa qualità viene
innervata in prevalenza la muscolatura longitudinale. In questo caso l'intestino si
dilata (minori cont razioni circolari). L'onda peristaltica diminuisce notevolmente
affinché il boccone possa essere megli o assorbito (tumore con crescita a forma
piatta di tipo assorbente). Ciò causa una immobilità intestinale parziale che la
medicina ufficiale chiama paral isi o blocco intestinale e interviene
chirurgicamente. L'innervazione vagotonica deriva dal tronco cerebrale (vedi "nervo
vago"), quella simpaticotonica dal tro nco del simpatico. Quando avviene una DHS
però c'è simpaticotonia permanente: non sappiamo ancora se ve ngano repressi solo
gli impulsi vagotonici derivanti dal ponte (e quindi prevalg ano gli impulsi
provenienti dal tronco del simpatico) o se in questo caso, nell' ambito del SBS,
possano arrivare dal ponte modificato dal conflitto attivo anche gli impulsi
simpaticotonici. 3. Qualità secretoria Riguarda il processo di digestione del
boccone che viene sminuzzato e decomposto grazie alla secrezione di succo gastrico.
Se si verifica una DHS nell'ambito di questa qualità riscontriamo degli
adenocarcinomi con crescita a forma di cavolfio re che provvedono quindi ad
aumentare la secrezione proprio in vicinanza del boc cone troppo grosso. 4• Qualità
assorbente Riguarda l'assorbimento delle sostanze nutritive dall'intestino nel
circolo sang uigno e linfatico. Ne fa però parte anche il riassorbimento
delIntestino tenue inferiore (Ileo) Intestino cieco con colon ascendente e parte
prossimale del colon trasverso Intestino tenue superiore (Digiuno) Duodeno Pancreas
Colon discendente e parte distale del colon trasverso Nucleo del nervo acustico
sinistro Sigma Epitelio cilindrico profondo (submucoso) sottostante la mucosa
rettale, epitelio cilindrico della mucosa vescicale solo per il trigono (triangolo)
tra l'ingress o dei due ureteri e dell'uretra b) Epitelio ghiandolare del prepuzio
Cavità faringea sinistra a)
Esofago, terzo inferiore e alveoli polmonari Cavità faringea destra Fegato Nucleo
del nervo acustico destro Stomaco 235 234 l'acqua e quello dell'aria. Nel caso di
una DHS nell'ambito di questa qualità per il momento possiamo solo far e delle
correlazioni grossolane a livello organico, ad esempio il fatto che l'ac qua viene
riassorbita nell'area del colon, ma dobbiamo ancora investigare nel de ttaglio le
qualità conflittuali degli SBS. Con una DHS nell'ambito di questa quali tà troviamo
il tumore con crescita in forma piatta di tipo assorbente. 5. Qualità escretoria
Questa qualità comporta che l'intestino possa eliminare le sostanze velenose e tut
te le altre la cui presenza nel sangue non è desiderabile quando i reni non riesco
no ad eliminarle. Tali sostanze vengono quindi espulse dall'intestino nelle feci
(ci sono tre tipi di escrezione: tramite urina, feci e sudore); ad esempio i
prodotti di riduzion e (catabolici) del sangue sono in parte eliminati per via
secretoria come bile. Formazione istologica Mesoderma Cerebellare: innervazione
controlaterale dal cervelletto all'organo. a) tumori compatti, adenoidei a forma di
cavolfiore di tipo secretorio b) tumori con crescita a forma piatta di tipo
assorbente Corrispondenza tra cervelletto e organi Quarto ventricolo Ghiandola
Ghiandola I nuclei dei nervi cranici sono responsabili dell'innervazione
sensoriale, motoria, secretoria e riassorbente. L'innervazione sensoriale va intesa
nel modo seguente: in origine l'intestino do veva di certo poter avvertire in
qualche maniera ciò che era stato inghiottito. L' intestino in pratica analizzava
il cibo, cosa che fa ancor oggi e che chiamiamo sensorialità del tronco cerebrale.
In caso di conflitto, nella porzione intestinale superiore avviene una inversion e
della peristalsi con vomito, mentre nella porzione intestinale inferiore un mo
vimento peristaltico accentuato e diarrea. Se le due situazioni si presentano
contemporaneamente, abbiamo vomito e diarrea insieme! L'innervazione motoria della
muscolatura liscia (= intestinale) alla fin fine va intesa come una specie di
peristalsi accentuata. Anche se nel frattempo nell'area del viso e della bocca la
muscolatura striata i nnervata dalla corteccia cerebrale che permette il movimento
volontario è diventat a preponderante, tuttavia in origine la porzione arcaica di
questa muscolatura e ra formata principalmente da muscolatura liscia intestinale.
L'innervazione secr etoria è ciò che chiamiamo tumore intestinale nel caso di un
Programma Speciale Biol ogico. L'innervazione riassorbente riguarda l'assunzione
del cibo, dell'acqua, dell'ari a ecc. In caso di conflitto si forma un tumore con
crescita a forma piatta per c onsentire un assorbimento più rapido. mammaria destra
mammaria sinistra Pleura destra e peritoneo Pericardio destro Pericardio sinistro
Derma (Corion) emiparte Derma (Corion) emiparte destra del corpo sinistra del corpo
C) Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Microbi I funghi e i micobatteri (ad es.
TBC) si moltiplicano a partire dalla DHS e per tutta la fase di conflitto attivo,
conformemente al foglietto embrionale di appa rtenenza.
Negli organi diretti dal cervelletto, i tumori vengono caseificati durante la fa se
vagotonica di riparazione da funghi e micobatteri (ad es. TBC), ridotti media nte
necrosi caseosa, appunto con l'aiuto dei batteri (microbi aiutanti). Ciò che n on
viene caseificato entro la fine della fase di riparazione, rimane. Pleura sinistra
e peritoneo 236 237 Stadio 1: forma arcaica originaria ad anello 1/4‘ 11 k‘ Futura
apertura anale Esofago Punto di lacerazione dell'intestino © Dr. med. Mag. theol
Ryke Geerd Hamer A destra: porzione iniziale del tratto gastro-intestinale con
l'emiparte destra della cavità orale. A sinistra: porzione terminale del tratto
gastro-intestinale con l'emiparte sini stra della cavità orale. In primo luogo è
importante per noi capire i meccanismi conflittuali arcaici che r isalgono al
"tempo della cavità orale" della storia della nostra evoluzione. Nel f rattempo la
forma ad anello tipica dei nostri antenati si è lacerata direttamente al di sotto
della cavità orale arcaica e questa si è trasformata nell'attuale bocca e faringe.
Ciò è accaduto in un tempo in cui l'epitelio pavimentoso, che è innervato dalla
cortec cia cerebrale, si era già invaginato attraverso la cavità orale per 12 cm
(valore ri ferito alle persone adulte) dentro la porzione terminale del tratto
gastro-intes tinale. Pertanto ancora oggi troviamo una fascia di mucosa di epitelio
pavimentoso che a partire dall'ano risale per 12 cm. I relé di questa mucosa ad
epitelio pavimentos o che riguardano retto, vagina, collo dell'utero, vescica
compresi uretere e muc osa del bacinetto renale (cosiddetto epitelio di
transizione) nel cervello si tr ovano accanto ai relé dei derivati degli archi
branchiali della cavità orale arcaica che a quel tempo si trovavano adiacenti.
(Vedi sezione rossa, cosiddetti nervi cranici) Dunque la nostra bocca attuale
contiene bilateralmente i nervi appaiati del tron co cerebrale, dove
rispettivamente i nervi di destra innervavano l'introduzione del cibo e quelli di
sinistra l'espulsione del chimo. Già allora doveva essere una questione molto
complicata. Ancora oggi nel riflesso del vomito troviamo dei re sti di questa
innervazione per l'espulsione delle feci. 238 Stadio 2: forma embrionale successiva
© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer A destra: porzione iniziale del tratto
gastro-intestinale con la metà destra della cavità orale (odierna bocca). A
sinistra: porzione terminale del tratto gastro-intestinale. In secondo luogo
dobbiamo preoccuparci di capire in quale forma traslata possiam o ritrovare questi
conflitti arcaici nella nostra vita quotidiana. (Oggi un bocc one non è più un
boccone di cibo bensì ad esempio una casa, un posto di lavoro, un'ere dità, un buon
cavallo da corsa e cose simili). Oggi l'intera cavità orale in quanto faringe si
trova nella porzione iniziale dell 'intestino, però l'innervazione arcaica della
metà sinistra della cavità orale continu a a provenire dalla metà sinistra del
tronco cerebrale. Quando con il processo evo lutivo ebbe luogo la lacerazione
intestinale adiacente alla cavità orale, l'epitel io pavimentoso si era già
invaginato dall'esterno dentro la cavità orale e nelle par ti intestinali iniziali
e terminali, arrivando ad un'altezza di 12 cm nella porz ione terminale. Per
porzione intestinale iniziale si intende: bocca, esofago (2/3 superiori), pi ccola
curvatura dello stomaco con bulbo duodenale, coledoco e dotti biliari nonc hé dotti
pancreatici. Dopo la "lacerazione" l'innervazione della sensibilità (epitelio
pavimentoso) e de
lla motricità di tutto il "sistema di uscita" dell'intestino (retto, vagina con co
llo dell'utero, vescica con le vie urinarie derivate) venne riorganizzata attrav
erso il midollo spinale. Perciò queste porzioni possono essere paralizzate nel cas
o di una cosiddetta paralisi trasversale o di una anestesia peridurale. 239 Punto /
di lacerazione dell'intestino Midollo spinale Apertura anale Formazione istologica
Innervazione controlaterale dal midollo cerebrale all'organo. Gli organi
mesodermici diretti dal neoencefalo producono necrosi (osteolisi) nel la fase di
conflitto attivo mentre nella fase pcl, riparazione delle necrosi e i ndurimento.
Corrispondenza tra midollo cerebrale del neoncefalo e organi Formazione istologica
I programmi speciali, biologici e sensati diretti dal neoencefalo si possono sud
dividere in modo ottimale nelle seguenti categorie: a) SBS di riduzione cellulare
con ulcera dell'epitelio pavimentoso nella fase ca , con ricostituzione
cicatriziale dell'ulcera nella fase pcl. b) Limitazioni biologicamente sensate
della funzione organica ovvero deficienze nella fase ca come paralisi motorie,
diabete ecc. Nella fase pcl, ripristino del la funzione dell'organo ovvero
ristabilimento parziale. Corrispondenza tra corteccia cerebrale e organi smalto dei
denti dotti escretori tiroidei archi branchiali Calo Braccio Vertebre cervicali
Spalla Vertebre dorsali Corteccia surrenale destra Vertebre lombari Bacino
Ginocchio Piede Calotta Braccio Vertebre cervicali Spalla Vertebre dorsali
Corteccia surrenale sinistra Vertebre lombari Milza 2 cm caudalmente (più basso)
Bacino Ginocchio Piede Focolaio di Hamer per il centro (trofico) per la parte di
muscolatura striata del miocardio sinistro, filogeneticamente prima apparteneva al
tubo cardiaco destro. In caso di conflitto: necrosi del miocardio sinistro. Crisi
epilettoide: infarto del miocardio sinistro attacco epilettico del cuore Focolaio
di Hamer per il centro (trofico) per la parte di muscolatura striata del miocardio
destro, filogeneticamente prima apparteneva al tubo cardiaco sinistro. In caso di
conflitto: necrosi del miocardio destro. Crisi epilettoide: infarto del miocardio
destro attacco epilettico del cuore isole di Langherhans. cellule alfa (glucagone)
motricità della muscolatura laringea e centro della parola Relais per la porzione
di muscolatura striata del miocardio sinistro, anticament
e appartenente al tubo cardiaco destro. In caso di conflitto: necrosi del miocar
dio sinistro; crisi epilettica: infarto del miocardio sinistro = attacco epilett
ico cardiaco (vedi nello schema del mesoderma del midollo cerebrale) epitelio
pavimentoso della mucosa laringea Iarea territoriale femminile] mucosa di epitelio
pavimentoso del collo dell'utero e dell'intima delle vene cor onariche epitelio
pavimentoso della mucosa rettale area motoria per gamba e piede destro area
sensoriale per gamba e piede destro area post-sensoriale = innervazione per la
sensibilità del periostio per un confli tto di separazione brutale per gamba e
piede destro mucosa di epitelio pavimentoso di transizione dell'emiparte destra
della vescica + bacinetto renale e uretere destri retina. emiparti sinistre del
testicolo destro, ovaio destro,incrociano dal cervello all'organo parenchima renale
sinistro, 2 cm caudalmente (più basso). non incrocia tra cervello e organo (vedi
schema del mesoderma del midollo cerebrale) Relais per la porzione di muscolatura
striata del miocardio destro, anticamente appartenente al tubo cardiaco sinistro.
In caso di conflitto: necrosi del miocardio destro; crisi epilettica: infarto del
miocardio destro = attacco epilettico cardiaco (vedi nello schema del mesoderma del
midollo cerebrale) epitelio pavimentoso della mucosa bronchiale area territoriale
maschile epitelio pavimentoso dell'intima delle arterie coronariche e delle
vescicole sem inali epitelio pavimentoso della mucosa gastrica e del duodeno, dei
doni pancreatici e d epatici area materia per gamba e piede sinistro area
sensoriale per gamba e piede sinist ro area post-sensoriale = innervazione perla
sensibilità del periostio per un conflitto di separazione brutale per gamba e piede
sinistro mucosa dì epitelio pavimentoso di transizione dell'emiparte sinistra della
vescica v bacinetto renale e uretere sinistri retina, emiparti destre del testicolo
sinistro, ovaio sinistro, incrociano dal cervello all'organo paren chima renale
destro. 2 cm caudalmente (più basso). non incrocia tra cervello e org ano (vedi
schema del mesoderma del midollo cerebrale) corpo vite destro co eo rpo vitreo
sinistro isole di Langherhans, motricità della cellule bela (insulina) muscolatura
bronchiale 0 Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Testicolo destro, ovaio destro
Testicolo sinistro, ovaio sinistro incrociano dal cervello all'organo.
incrocianodal cervello all'organo. Parenchima renale sinistro (glomeroli)
Parenchima renale destro (glomeroli) 2 cm caudalmente (più basso), 2 cm caudalmente
(più basso), non incrocia dal cervello all'organo. non incrocia dal cervello
all'organo. © med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer Microbi I batteri si moltiplicano
esclusivamente nella fase di riparazione (fase pcl). N ella fase pcl dapprima i
batteri lavorano in modo osteoclastico (cioè demoliscono le ossa) e in seguito in
modo osteoblastico (ricostituendo le ossa, con cicatric i granulose ad es.
osteosarcoma che forma il callo). Microbi I microbi diretti dal neoencefalo si
attivano esclusivamente nella fase di ripar azione, per la precisione i virus e i
batteri si moltiplicano soltanto nella fas
e pcl. I virus lavorano esclusivamente sui tessuti ectodermici. Non sono necessari
per la riparazione (ad esempio epatite non A, non B), però possono accelerare il
proce sso di riparazione. In ciascuno dei due emisferi distinguiamo le aree
corticali frontale (anteriore) , occipitale (posteriore), craniale (superiore),
basale (inferiore), laterale e interemisferica (mediana). Le cosiddette "aree di
territorio" a destra e a sinis tra hanno un'importanza particolare. 240 241
epitelio pavimentoso dell'intima delle vene coronariche + epitelio pavimentoso d
ella mucosa del collo e dell'orifizio dell'utero, area sessuale femminile; centr o
per l'aumento del ritmo cardiaco (tachicardia ventricolare) Area corticale
sensoriale ampliata secondo il Dott. Ryke Geerd Hamer (sezione trasversale
verticale dell'insula) Erano conosciute la corteccia sensoriale, motoria e una
parte della corteccia vi siva. I relais dell'insula (area territoriale maschile a
destra e femminile a sinistra ) e i relais cerebrali per l'orecchio interno (a
sinistra per l'orecchio destro, a destra per l'orecchio sinistro) non si
conoscevano. Non si conoscevano fino a d ora né l'area uditiva, né l'area
periinsulare (cerchiate). La sezione trasversale verticale per la mucosa bronchiale
a destra e la mucosa l aringea a sinistra come pure il centro della parola sarebbe
da cercare in una po sizione più ventrale; per contro i relais della mucosa
gastrica dei dotti biliari e pancreatici del retto e della vescica si trovano più
dorsalmente. La mucosa vagi nale, del collo e dell'orifizio dell'utero si trova
invece in posizione centrale . Anche questi relais non erano conosciuti. © Dr. med.
Mag. theol. Ryke Geerd HamerCORTECCIA SOMATO - MOTORIA Relais motorio per il
miocardio sinistro (anticamente tubo cardiaco destro). Eccezione: a causa della
rotazione, l'innervazione, oggi non risulta più incrociat a Deglutire Deglutire
Muscolatura della laringe Muscolatura bronchiale Centro motorio del ritmo cardiaco
+ motricità del centro della parola + muscolatur a del collo dell'utero +
muscolatura dell'orifizio dell'utero = a muscolo sfintere dell'orifizio dell'utero
+ muscolatura rettale + muscolatura vaginale + muscolatura anale muscolo sfintere
dell'ano emiparte destra + muscola tura della vescica emiparte destra + muscolo
sfintere della vescica emiparte destra Area corticale motoria ampliata secondo il
Dott. Ryke Geerd Hamer. Non era conosciuto prima cosa veniva innervato dai relais
(a destra e a sinistra ) attorno alla scissura di Silvio (cerchiata). Anche i
relais del miocardio non erano conosciuti. © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer
Corteccia Sezione attraverso CORTECCIA SOMATO - SENSORIALE sensoriale la corteccia
sensoriale premotori •Corteccia post-sensoriale (sensibilità del Periostio) O
Sezione n — attraverso G o .--7 O o c, _ .., o o O. R. o C'41?(§) 4'eS O S5S b 'lt3
Oc
R° • o \A2 5° viso Labbra Palato Lingua Cavità orale Esofago emiparte sx Mucosa del
pene e del ; clitoride, 2 cm dorsalmente, esternamente (parte interna del pr epuzio
e delle piccole labbra = origine endodermale) SP , • V, la corteccia 3  74 <P °
motoria Corteccia Q— n n visiva Od o "E, o Pe" ° ,Ò • °O C) 4.004, 0,, ce Naso °
Viso Labbra Dita dei Palato Lingua Cavità orale Mucosa della laringe Esofago
emiparte dx • ° < c,151' 2 N.0 _vitali este Ipaccio d -i piedi ro ,52. Area per il
trigemino dx Area uditiva orecchio destro Area uditiva orecchio/ sinistro i Mento
Lingua Relais nel midollo cerebrale trofico per il miocardio dx (anticamente tubo
cardiaco sx) per l'innervazione corticale vedi sopra 4 Mento Lingua Relais nel
midollo cerebrale trofico per il miocardio sx (anticamente tubo cardiaco dx) per
l'innervazione corticale vedi sopra + ",t)-06 Quo o 0, "44 V° /?() uscolatu
ginocchio colatura ede e del d del piede dx Muscolatura dell dita del piede dx C e
sx ,colatura le e del do titpiede sx uscolatura del a del piede sx Labbra Labbra
Area per il trigemino sx epitelio pavimentoso dell'intima delle arterie
coronariche, area del territorio maschile; centro per la riduzione del ritmo
cardiaco (bradicardia ventricolare) Relais motorio per il miocardio destro
(anticamente tubo cardiaco sinistro). Eccezione: a causa della rotazione,
l'innervazione, oggi non risulta più incrociata Centro motorio del ritmo cardiaco +
muscolatura delle vescicole seminali + musco latura anale = muscolo sfintere
dell'ano emiparte destra + muscolatura della ves
cica emiparte destra + muscolo sfintere della vescica emiparte destra 242 243 Nella
rappresentazione schematica vediamo due gruppi diversi: il gruppo giallo d el
paleoencefalo e quello rosso del neoencefalo. La differenziazione del cervello
avviene conformemente alle regole dell'embriolo gia. Sistema ontogenetico dei
programmi speciali, biologici e sensati della natura VAGOTONIA fase di soluzione
del conflitto Prolifera/bie cellulare per riparazione tessutale la colte con
eccesso). Prolife razione batterica (e sirus. se esistono i suasi Riduzione del
tumore i per, neerosi easeusa grazie a , funghi e mieobatten Tbc ' Fase diurna:
Simpaticotonia I empo Fase notturna: Vagotonia Entonia Normotonia I Simpaticotonia
permanente I %agotonia permanente fase 1 Eutonia ritmo normale giorno/notte fase
attiva del programma di riparazione del pro gramma, simpatico/vagotonico speciale =
Conflitto attiso speciale Conflitto risol to ©Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer
Nel gruppo giallo durante la fase ca si hanno dei tumori con proliferazione cell
ulare. Contemporaneamente avviene anche la moltiplicazione dei micobatteri. Nel
gruppo rosso durante la fase di conflitto attivo si ha riduzione cellulare. Nella
fase di riparazione avviene esattamente il contrario: per il gruppo giallo del
paleoencefalo si ha riduzione del tumore mediante i microbi e per il gruppo rosso
del neoencefalo si ha ricostituzione delle necrosi o ulcere con rigonfiam ento e
formazione di cisti. La legge ferrea del cancro e la legge della bifasicità di
tutti i programmi specia li, biologici e sensati (SBS), sempre che si arrivi alla
soluzione del conflitto (CL), hanno costituito la premessa per poter scoprire il
sistema ontogenetico d ei tumori e delle malattie oncoequivalenti. Esso ci mostra
in forma logicamente comprensibile la stretta correlazione fra i nostri conflitti,
le aree cerebrali relative e la pertinenza dell'organo secondo un "senso biologico"
nel rispetto della filogenesi, la nostra storia evolutiva. In un sol colpo tutta la
nostra istopatologia ci appare logicamente trasparente e naturalmente
comprensibile. I relé relativi a medesimi conflitti e a organi uguali dal punto di
vista istologi co si trovano in collocazioni molto vicine nel cervello. Questo
sistema ontogenetico dei tumori e delle malattie oncoequivalenti ci ha in oltre
mostrato che senza la sua scoperta nessuno avrebbe mai potuto capire ad es empio le
malattie tumorali perché, non conoscendo il sistema, avevamo ascritto alc une di
tali malattie alla fase di conflitto attivo e precisamente, come ora ben
riconosciamo, i tumori degli organi diretti dal paleoencefalo, ma avevamo errone
amente ritenuto che fossero dei tumori anche quelli diretti dal neoencefalo che
producono una proliferazione cellulare solo nella fase pcl. Il sistema dei microbi
condizionato ontogeneticamente Correlazione tra CERVELLO - FOGLIETTO EMBRIONALE -
MICROBI © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer A sinistra nell'immagine si vede
uno schema del cervello e a destra si vedono i microbi corrispondenti che su
comando del cervello iniziano ad attivarsi quando avviene la soluzione del
conflitto. I funghi e i micobatteri (giallo), i microbi più antichi del nostro
organismo, ela borano (cioè riducono) solo i tumori diretti da: tronco cerebrale
con proliferazio ne cellulare degli organi dell'endoderma (foglietto embrionale
interno) come ad esempio i tumori intestinali, come pure i tumori diretti dal
cervelletto degli o
rgani del mesoderma (foglietto embrionale medio) sempre con proliferazione cellu
lare, come ad esempio il tumore della ghiandola mammaria. Dunque tutti i tumori che
sono diretti dal paleoencefalo. I virus in quanto microbi più recenti (rosso)
elaborano esclusivamente le ulcere d irette dalla corteccia cerebrale degli organi
dell'ectoderma (foglietto embriona le esterno), come ad esempio nel caso
dell'ulcera della mucosa nasale. A metà stra da si collocano i batteri (arancione)
che elaborano sia in parte i tumori degli organi mesodermici diretti dal
cervelletto (foglietto embrionale medio) riducend one le cellule, sia riparando le
necrosi degli organi mesodermici dirette dal mi dollo cerebrale (foglietto
embrionale medio) ad esempio nell'osso, come pure deg li organi ectodermici diretti
dalla corteccia cerebrale (foglietto embrionale es terno). SIMPATICOTONIA fase di
conflitto attivo Riduzione cellulare citostasi - necrosi - ulcera. Riduzione
funzionale Proliferazione eritolare. tumore e proliferazione dei micobatteri.
Surnento funzionale NEOENCEFALO PALEOENCEFALO t Conflitto Attivo Crisi
epilettica/epilettoide riparazioni ricostituii% a edematosa cicatrizzante e pelfase
pel H ECTODERMA MESODERMA Batteri ENDODERMA ~lleobatter I be door Funghi,
Micobatteri Tbc 244 245 Differenziazione dei foglietti embrionali Durante i primi
giorni di vita nell'embrione si formano degli strati cellulari, i tre cosiddetti
foglietti embrionali, dai quali in seguito si sviluppano tutti gli organi.
Correlazioni tra foglietti embrionali e aree cerebrali Sistema nervoso innervazione
sensibile del periostio (inizialmente costituito da epitelio pavimentoso) mucosa
(epitelio pavimentoso), cavità orale, 2/3 superiori dell'esofago, piccola curvatura
dello stomaco, bulbo del duodeno, dotti epatici e pancreatici, bacinetto renale +
mucosa dell'uretere, della vescica e dell'uretra, mucosa rettale e vaginale
(epitelio pavimentoso), epitelio esterno (epidermide) + epitelio sottostante con
pigmenti. La medicina ufficiale non si era mai interessata ai cosiddetti foglietti
embrion ali e nessuno aveva mai intuito quanto fossero importanti. Infatti a
ciascuno di questi foglietti embrionali appartiene, sotto il profilo evolutivo, una
special e area cerebrale, un contenuto conflittuale ben preciso, una determinata
localiz zazione nel cervello nonché una corrispondente istologia e specifici
microbi relat ivi a quel foglietto embrionale e quindi anche ogni cosiddetta
malattia possiede
pure un senso biologico comprensibile dal punto di vista della storia evolutiva .
E' questo in effetti il motivo per cui sinora non si era mai riusciti a individu
are un sistema per l'intera genesi del cancro. Con la scoperta della Nuova Medicina
e dei focolai di Hamer nel cervello la comp rensione dell'evoluzione mi ha
consentito di arrivare a un riordino generale che abbraccia l'intera medicina e la
biologia. E' affascinante vedere come tutti gli aspetti della medicina trovino una
loro co llocazione sensata e naturale così che tutti i processi sino a qui non
compresi e apparentemente del tutto casuali appaiono ora sensati e comprensibili.
Rappresentazione dei nervi cranici da III a XIII XIII plesso cardiaco per il nodo
seno-atriale (porzione di muscolatura liscia del cuore in particolare della
muscolatura atriale) ebru -S% Cervelletto Schnitt durch frtihen Embryo Tessuto
gliale e connettivo, scheletro, muscoli, linfonodi, vasi sanguigni e linfatici,
parenchima renale, parenchima ovarico, parenchima te sticolare. Epitelio profondo
(derma, corion) e ghiandola mammaria, pleura, peritoneo, pericardio. Diretto dal
midollo cerebrale Diretto dal cervelletto Ventrale (davanti) Dorsale (dietro)
Acquedotto di Silvio IV o IX XII --XI 247 Alveoli polmonari \ epitelio cilindrico \
del tratto gastrointestinale, tubuli collettori renali, submucosa orale e
rettale, /parenchima ghiandolare del fegato, del pancreas, / delle parotidi, delle
sublin guali, delle lacrimali, della tiroide, del recettore visivo originario
(enteroidea, prima chiamata coroidea), dell'ipofisi e dell'intero intestino. © Dr.
med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer &uP\ 246 Fra le molte cose che dobbiamo
modificare rispetto alla cosiddetta medicina uffi ciale rientra anche il modo
sinora errato di intendere i nervi cranici. Sta di f atto che non conoscendo le 5
leggi biologiche, nessuno studente o medico ha sapu to interpretare correttamente
questi cosiddetti nervi cranici. Ad esempio i "ner vi del tronco cerebrale" dal I
al XII portano con sé delle fibre nervose intreccia te che partono dal lato opposto
della corteccia cerebrale (controlaterali) e han no a che fare solo indirettamente
con i nervi originari del tronco cerebrale (om olaterali). Prendiamo ad esempio i
muscoli lisci per la peristalsi della bocca ( "cavità orale" ) innervati dal tronco
cerebrale ma che in seguito sono stati compl etati sostanzialmente con porzioni
della muscolatura striata volontaria innervat
a dalla corteccia cerebrale (muscoli della masticazione, della lingua ecc.). Così
avviene che una parte dei nervi del tronco cerebrale, a seconda di quale segm ento
degli archi branchiali da origine a questi nervi aggiuntivi diretti dalla c
orteccia cerebrale, venissero chiamati in modo "erroneamente-giusto" "nervi degl i
archi branchiali" per cui in definitiva nessuno era più in grado di capirci null a.
IL CASO 40 Il "Caso 40" presentato di seguito, della Clinica universitaria
ginecologica di Kiel, è un caso storico. Per qualcuno di voi potrà risultare
interessante sapere che le ricerche a Kiel ini ziarono a partire dal gennaio '82,
cioè soltanto tre mesi dopo la scoperta della l egge ferrea del cancro, e il caso
40 fu preso in esame dal 2 marzo '82. Certo a quell'epoca non sapevo ancora molte
cose. Ciò nonostante la diagnosi fu di una pre cisione sorprendente e la reazione
del prof. Semm tipica. A posteriori: nomen er at omen. Ultimo caso (= probante)
nella Clinica universitaria di Kiel 02.03.82 1.) Nome: Prof. Gertrud S. nata
3.2.1899 2.) Diagnosi: Carcinoma del collo dell'utero CIN3 (molto avanzato) 3.)
Istologia: Carcinoma dell'epitelio pavimentoso, stadio CIN3 4.) Accertato: Fine
novembre '81 emorragie (momento in cui si avvertono sintomi manifesti), diagnosi in
clinica all'inizio di dicembre 5.) Periodo prima dell'accertamento: Da 20 a 22 mesi
(da gen./feb.'80 fino a nov. '81), con concentrazione dell'attività conflittuale:
tutto il periodo da gen./feb. '80 f ino a dic. '81. In precedenza: fino a quel
momento l'evento più grave patito dalla paziente è stata la morte del "marito" nel
novembre '71 dopo 49 anni di "matrimonio", lutto da fi ne 1971 a inizio 1973 (per
circa 15 mesi), nessun evento conflittuale! Nessuna s intomatica conflittuale
(sessuale)! 6.) Definizione del conflitto (in sintesi): La paziente nella sua vita
ha avuto un solo unico vero dolore, quello per la mor te dell'uomo che lei
considerava come suo marito e amante ma con il quale però non era mai stata
sposata: un professore di economia politica, come lei stessa. Da giovane era stata
sua studentessa, si era laureata con lui e aveva lavorato c on lui come docente per
15 anni. Nonostante fosse un amore platonico era 248 249 molto intenso e fortemente
sensuale. Il primo vero dolore per la paziente fu la morte di questo professore nel
novemb re '71. Fino ad allora non aveva vissuto disgrazia peggiore nella sua vita.
Nel marzo '73 si era in certa misura rassegnata alla morte del "marito", così alme
no sosteneva. A quel tempo la paziente non venne esaminata, ma allora non può
esserci stato alcu n carcinoma al collo dell'utero poiché non sussisteva nessuna
sintomatica di confl itto sessuale. Suo "marito" a quell'epoca aveva 78 anni.
Inoltre sembra trattarsi più di un event o avvertito dalla paziente come una
disgrazia che infatti non aveva alcun rimpro vero da farsi. In ogni caso pare che
sia stato il colpo peggiore, fino a quel mo mento, per la paziente. Ma non sembra
che a quel punto si sia verificato nessun evento conflittuale. Il conflitto più
grave subito dalla paziente avvenne nel gennaio '80: "il professo r Mettke, suo
"marito", che era morto "non sposato" senza figli, aveva disposto che la paziente,
sua "moglie", fosse l'esecutrice testamentaria. Egli aveva lasc iato al museo Husum
la sua enorme raccolta di quadri e nonostante fosse deceduto già da quasi dieci
anni la questione era stata sbrigata solo in parte. Allo scopo di valutare e capire
la personalità del professore si doveva mettere la sua corri spondenza a
disposizione appunto del Museo Husum. Nel dicembre '79 tutte le lettere del
professore furono inviate alla paziente ch e doveva scegliere quali fossero adatte
per essere esposte al museo e quali no.
Fra quelle c'erano anche tutte le sue lettere d'amore risalenti a quasi 60 anni
prima che fecero ricordare alla "vedova", segretamente sposata, tutto il periodo
più bello della sua vita. Ricorda ancora con precisione di aver aspettato ad aprire
le lettere, speditele in spessi plichi, ancora per un paio di giorni, fino al nuovo
anno 1980 perché le era mancato il coraggio. Poi si era decisa a leggerle:
"Dottore, fu la cosa più te rribile che abbia mai sperimentato in vita mia, di gran
lunga peggiore della mor te di mio marito. Per molti mesi ho pianto dalla mattina
alla sera, ho sempre e soltanto pianto di speratamente. Il mattino in cui ho letto
la mia prima lettera d'amore del 1922 sono stata come colpita da un fulmine. Tutte
le cose che nella lettera mi parlavano di lui, mi stavano di nuovo vivide davanti
agli occhi. Infatti, ovviamente, ci siamo donati uno all'altra tutto ciò che solo
due amanti si possono offrire, a parte l'ultimis sima cosa, che allora non era
consentita a quelli non sposati ufficialmente. In quel momento capii, come se
ricevessi un colpo di dava, che il mio amato era morto! Fu terribile, tremendo! Non
potevo liberarmi dal pensiero che mi aveva im prigionata e non mi lasciava più
andare." 250 7. Psiche: Personalità intelligente dai molti aspetti, introversa, un
po' rallentata dall'età. Una di quelle rare persone che, pur essendo una tipica
scienziata e persino perf ezionista, ha una ricca vita emotiva, del tutto
interiorizzata di cui solo una p ersona, suo marito, può essere partecipe e
probabilmente nessun altro dopo la sua morte. 8. Anamnesi della vita sociale: Non
sposata, professoressa di economia politica ora pensionata, senza figli, fa vita
ritirata, ha vari nipoti ma con loro non ha rapporti stretti. Da l'idea di un tipo
eccentrico. 9. Malattie: 1953 raschiamento a causa di un mioma 1974 suppurazione
dentale 1977 herpes zoster, doloroso e lungo altrimenti nessun'altra grave
malattia. 10. Definizione del conflitto (per esteso): Premessa. Questo caso ha una
dinamica particolare, il carattere di un "caso probante" graz ie a cui il
rappresentante della medicina ufficiale, Prof. Semm di Kiel, credeva di poter
dimostrare l'assurdità di tutto il sistema di Hamer. Infine, come seppi in seguito,
avrebbe voluto "scacciarmi" dalla clinica coperto d'infamia in quant o pazzo
eretico contrario alla medicina scolastica. Il Prof. Semm di Kiel aveva saputo di
una lettera che il Prof. Holzmann, medico collaboratore della casa editrice Thieme,
mi aveva scritto nella quale affermava che non avrebbe pubblicato il mio articolo
sulla "LEGGE FERREA DEL CANCRO", sen za prima verificare cosa ne pensasse il Prof.
Semm, cioè se riteneva che io avessi ragione. "Per l'amor di Dio", mi disse in
seguito, "dovessi mai riscontrare che lei ha ra gione, non mi farò certo nemici
tutti i medici tradizionali. Se avessi saputo sin dall'inizio che si trattava di
un'abilitazione e a quali complicazioni sarei and ato incontro, non le avrei mai
permesso di studiare nemmeno un singolo caso in q uesta clinica!" Il mattino
successivo dopo essere venuto a conoscenza della "lettera del dott. H olzmann" il
Prof. Semm fece le visite nel suo "studio privato". Lì c'era una profe ssoressa di
economia politica in pensione, di 83 anni, affetta da carcinoma del collo
dell'utero CIN3 (stadio 3), mai stata sposata, vergine (virgo intacta) e c he
viveva da sola. Durante la visita le chiese se negli ultimi due anni avesse avuto
qualche confli tto con qualcuno, specialmente sessuale, o se avesse avuto incontri
con 251 un amico o un conoscente. La vecchia signora negò in modo sincero e disse
di viver e da sola e di non avere liti o conflitti con nessuno, di non avere un
amico o u
n conoscente e che le persone che conosceva erano tutte morte da oltre dieci ann i.
Quindi il Prof. Semm uscì e disse al suo assistente, dott. Grillo: "Ora Hamer potrà
visitare ovvero interrogare questa vecchia signora e di certo non riuscirà a trova
re alcun conflitto. Così sarà chiaro quanto sia insensato e sciocco ciò che sta
facendo e potremo cacciarl o dalla clinica. Grazie a Dio, abbiamo finalmente un
modo elegante per liberarci di lui. Lo attenda in reparto e gli dica che deve
venire subito da me perché ho q ualcosa da dirgli!" Quando un'ora dopo arrivai in
reparto, il collega Grillo mi disse un po' troppo gentilmente: "Ah, signor Hamer,
oggi può visitare una paziente privata, il capo ha dato esplicitamente il permesso,
anzi lo desidera, vuole?" Hamer: "Molto volentieri, anche le pazienti private hanno
un'anima come quelle m utuate e in linea di principio lo stesso tipo di conflitti e
eventi conflittuali , come potrebbe essere altrimenti? Che cos'ha questa signora?"
Grillo: "Carcinoma del collo dell'utero CIN3, ma lei non può vedere la cartella cl
inica, il capo lo ha proibito." Hamer: "Non è necessario, la diagnosi istologica è
indubitabile se è già in stadio così av anzato." Grillo: "Lo è senza dubbio. Ma ora
vogliamo prima stabilire con precisione che cos a lei postula esattamente per
questo caso in base alla LEGGE FERREA DEL CANCRO." Hamer: "D'accordo, è giusto."
Grillo: "Dunque quando questa signora dovrebbe avere avuto, come dice lei, il pe
ggiore conflitto della sua vita?" Hamer: "Quando ha notato i primi sintomi?"
Grillo: "Alla fine di novembre '81." Hamer: "E li ha notati solo nello stadio
CIN3?" Grillo: "Sì." Hamer: "Se la paziente è giovane (sarebbe un po' insolito) il
conflitto andrebbe c ercato a maggio o giugno '80, a seconda di quanto il processo
è avanzato. Se però la paziente è più anziana o persino vecchia, il momento
dell'evento conflittuale va datato all'inizio dell'anno '80 perché nella persona
anziana quest i processi hanno un decorso più lento." Grillo: "Bene, diciamo dunque
inizio dell'Ottanta, gennaio o febbraio. Trattando si di un carcinoma del collo
dell'utero deve esserci stato un conflitto sessuale , vero?" Hamer: "Giustissimo!"
Grillo: "Bene, ne prendo nota. Quanto a lungo deve essere durato il conflitto?"
Hamer: "Con grandissima probabilità tutto il tempo fino alla scoperta della malatt
ia alla fine di novembre '81. Per il tempo successivo non posso fare altre dichi
arazioni." Grillo: "Va bene, ho annotato tutto con cura. Signor Hamer, ora io e il
mio coll ega le auguriamo molta fortuna per la sua visita, la signora è un'
ottantatrenne, già con sclerosi cerebrale, professoressa in pensione, nubile, vive
da sola, non h a un amico o un conoscente, virgo intacta, e non ha avuto nessun
conflitto negli ultimi due anni, ce ne siamo già accertati." Hamer: "Ho notato sin
dall'inizio che lei voleva imbrogliarmi, ma me la rido; la regolarità ferrea insita
nel sistema se la ride di lei e quella non può imbrogliarl a. Al contrario io la
invito cortesemente a venire con me dall'anziana signora i n modo che in seguito
lei non debba credere a qualche stregoneria." Grillo: "No, non è necessario,
all'occorrenza possiamo sempre interrogare la signo ra in seguito se qualcosa non
ci risultasse chiara. Preferiamo aspettarla qui, adesso dobbiamo preparare qualcosa
per lei da parte d el capo." Hamer: "So già che cosa. Ma non me ne importa. Infatti
il suo capo, proprio come lei, sembra avere capito molto poco che non si tratta di
un capriccio di Hamer, che si può manipolare a piacere, bensì di una "leg ge
ferrea" che Hamer non può influenzare come non può farlo lei! Ma la diagnosi isto
logica è davvero giusta?" Grillo: "Sì, parola d'onore."
Hamer: "Bene, prima però vogliamo ancora mettere qualcosa per iscritto, cioè: 1)
pos siamo ipotizzare che c'è solo 1 probabilità su 1.000 che una paziente
ottantatreenne abbia avuto il peggior conflitto di tutta la sua vita circa 20-22
mesi fa?" 252 253 Grillo: "D'accordo, è molto improbabile, ne ho preso nota."
Hamer: "2) Che una paziente ottantatreenne, virgo intacta, nella senilità possa av
ere avuto un conflitto sessuale può tutt'al più avere una probabilità di 1:1.000?"
Grillo: "Giusto, ancora minore, in pratica una probabilità quasi nulla." Hamer: "3)
Che in una signora così anziana il fatto che un conflitto duri così a lun go ha una
probabilità di 1:100, forse ancor meno?" Grillo: "D'accordo, anche questo è molto
improbabile. Ho annotato tutto." Hamer: "Le è chiaro che la probabilità che i tre
criteri di una simile improbabilità p ossano casualmente essere tutti soddisfatti è
inferiore a 1:10.000.000, pertanto è i nsensato eseguire altri calcoli. Quindi in
dieci milioni di pazienti di questa e tà si potrebbe al massimo trovarne
"casualmente" una sola in cui ciò si verifica "ca sualmente", vero?" Grillo:
"Esattamente, cioè in pratica nessuna." Hamer: "Se però ora, contrariamente ad ogni
aspettativa, cosa del tutto improbabil e dato che lei si è appunto già informato,
la paziente dovesse veramente avere avuto un evento conflittuale di tipo sessuale
nel momento ipotizzato che avrebbe risp ettato esattamente anche la durata
postulata, allora lei cortesemente dovrebbe a nche certificarmi per iscritto che il
sistema ovvero la LEGGE FERREA DEL CANCRO è giusta con una probabilità di
10.000.000:1, persino di più se si considera che lei g ià in precedenza aveva
supposto e si era convinto del contrario." Grillo: "Posso prometterglielo in
coscienza, perché senz'altro non sarà così. E' 10.00 0.000 volte più probabile che
in seguito le faremo avere la comunicazione del capo che lei già immagina." Hamer:
"Dunque stiamo a vedere!" Colloquio con la paziente Interrogare la paziente fu
molto faticoso per entrambi, ma non perché la paziente fosse affetta da sclerosi
cerebrale, come supponevano i colleghi, bensì perché era m olto introversa e
chiusa, diffidente e ansiosamente attenta a non aprire a nessu n estraneo la sua
vita interiore che sotto un guscio un po' fragile era capace d i sensazioni,
sentimenti spiccatamente ricchi e diversificati e di un impegno in solitamente
forte! Compresi subito che questa paziente nonostante l'età avanzata c oglieva le
mie domande fino nell'ultima sfumatura e, a mano a mano che la fiduci a verso di me
cresceva, rispondeva anche esattamente e molto in dettaglio. La storia è presto
raccontata: nel 1922 la paziente che era una giovane studentessa di economia
politica nella città di Aquisgrana conobbe un giovane docente con cui conseguì la
laurea, in seguit o fu abilitata alla libera docenza e lavorò con lui
all'università di Aquisgrana fin o al 1939. In quell'anno fu chiamata a Kiel, dove
lavorò insieme con un altro prof essore presso l'Istituto di economia politica.
Anche con il professore di Kiel a veva un buon rapporto, questi morì nel 1969 in
età molto avanzata. Paziente: "Fu triste, ma non si poteva farci nulla; per me non
fu così terribile p erché ad Aquisgrana viveva ancora il professor M..." Hamer:
"Quando morì il professor M. di Aquisgrana?" Paziente: "Nel 1971 a 78 anni, fu
molto brutto per me." Hamer: "Per lei fu il colpo più brutto che avesse mai
ricevuto sino ad allora?" Paziente (eccitata): "Sì, il peggiore, fu assolutamente
terribile per me." Hamer: "Lei aveva conosciuto il suo collega quando era una
giovane studentessa e lui era assistente o giovane docente, solo di pochi anni più
vecchio di lei. Non è vero professoressa, che per lei era qualcosa più di un
collega?" Paziente (molto eccitata): "Dottore, lei mi fa delle domande come se
potesse leg gere nella mia anima come in un libro aperto; di questa vicenda non ho
mai detto nemmeno una parola a nessuno. Sì, è vero, era il mio "sposo!" Era un
meraviglioso s egreto fra noi due. Ci siamo stati fedeli per quasi 50 anni, fino
alla sua morte . Allora, dopo la prima guerra mondiale, non era ancora consentito
fare tutto come
oggi. Come coniugi segreti ci siamo dati tutto quello che era possibile darsi, solo
non potevamo avere dei figli. E non potevamo nemmeno sposarci, poveri come eravamo.
Ma ci amavamo infinitamente, anche in seguito quan254 255 do eravamo così distanti
ci scrivevamo ogni giorno, ci telefonavamo e spesso ci in contravamo. Era
meraviglioso fra di noi, molto più bello di quanto è per la maggior parte delle
coppie sposate. La sua morte mi ha trasformato da moglie felice in u na vecchia
vedova sola!" Hamer: "Lo credo, professoressa, deve essere stato il colpo più duro
di tutta la s ua vita. Quanto tempo ci è voluto prima che potesse rassegnarsi un
po' alla morte del suo compagno, prima che il dolore più intenso si calmasse?"
Paziente: "Un anno buono, poi avevo superato il peggio. Da allora mi sono chiusa in
me e ho fatto vita solitaria." Hamer: "Professoressa, credo di poter davvero
leggere nel suo animo come in un l ibro aperto. E' tutto vero ciò che mi ha detto,
ma mi ha taciuto la cosa più importa nte! Non so se questo professor M., suo
marito, si sia alzato ancora una volta d alla tomba, ma circa un anno e mezzo o due
anni fa deve essere accaduto qualcosa di molto spaventoso riguardante la sua
persona, un evento conflittuale che lei non aveva ancora mai sperimentato in modo
così tremendo e che ancor oggi non ha su perato!" Paziente (con gli occhi
spalancati dalla sorpresa, pallida, mettendosi perfettam ente diritta sul letto, e
tremando in tutto il corpo come non ho mai visto fare a nessun paziente): "Dottore,
come fa a saperlo, per l'amor di Dio! Ancora non ne ho mai parlato con nessuno,
nessuno mi ha mai visto piangere! Sì, è vero. Con totale precisione, perfi no il
mese, è stata la cosa peggiore che io abbia sperimentato in tutta la mia vit a,
magnifico e tremendo e doloroso. Lei ha ragione, ancora oggi non penso ad alt ro,
incessantemente giorno e notte, quando non riesco a dormire come accade molt o di
frequente." Hamer: "Professoressa, è bene che noi due ne parliamo ora. Speriamo di
avere l'opp ortunità di farlo ancora più spesso. Se si può parlarne una volta con
una persona che capisce, la cosa è molto meno terribile. Vedrà. " Allora la
paziente raccontò come si era verificato il conflitto, riuscendo a datar e con
precisione il giorno e anche l'ora. Suo marito aveva una grande collezione di
quadri, molti anche dipinti da lui stesso, che aveva lasciato tutti in eredi tà al
museo di Husum. Poiché era "celibe" e non aveva figli, la paziente fu da lui i
ndicata come esecutrice testamentaria. Dopo la sua morte i quadri erano già arriva
ti a Husum, ma al fine di valutare la sua personalità si doveva consegnare al muse
o anche la sua corrispondenza importante, le pubblicazioni, i manoscritti ecc. A
lla fine di dicembre '79 furono inviate alla paziente delle grosse pile di lette re
legate con spago; fra quelle le proprie lettere d'amore che il suo uomo aveva
conservato tutte molto accuratamente ordinate. 256 La paziente ricorda ancora molto
bene di aver lasciato intatti i fasci di letter e per alcuni giorni. Poi però è
stata magicamente attratta ( è in grado di dire l'ora con precisione) verso le sue
proprie lettere d'amore di 60 anni prima. Lei dice: "Dottore, mi ricordo ancora
bene come ho slegato il primo fascio, erano le mie primissime lettere d'amore al
mio uomo. Fui come paralizzata! Era meraviglioso e orribile, mi dava felicità e
insieme sconforto, semplicemente tremendo! Dottore, giorno e notte, non per
settimane ma per molti mesi ho soltanto pianto, pianto, pianto! Terribile,
terribile! Tuttavia non potevo sbarazzarmi delle lettere, mi attiravano
magicamente: mi passò di nuovo tutto davanti agli occhi nei mesi succes sivi al 3
gennaio '80. Ogni lettera mi ricordava tutta la tenerezza che ci erava mo
scambiati, il periodo più bello e spensierato della mia vita. Ero così felice
allora e gli diedi tutto ciò che un'innamorata può dare al proprio uom o
immensamente amato. Ho rivissuto tutto di nuovo, ho sentito ancora proprio tut te
le tenerezze come se il mio uomo vivesse ancora. Quando poi però ho dovuto pens are
che il mio amato era già morto, non ho potuto fare a meno di piangere, pianger e,
soltanto continuare a piangere..., e sino ad oggi non è cambiato molto."
Confortai la paziente meglio che potei e le promisi di andarla a trovare ogni gi
orno per parlare con lei. Poi pudicamente mi allontanai di soppiatto dalla stanz a.
L'amore ardente, autodistruttivo di questa paziente 83enne avrebbe fatto onor e a
Giulietta. Ammirai l'anziana signora come un'eroina e sentii contemporaneamente
compassione per questa meravigliosa donna sola. Riflettei come potevo ottenere il
permesso dal capo della clinica per aiutare questa vecchia signora. Fuori mi
aspettavano i colleghi, sogghignando malignamente. Grillo: "E' andata per le
lunghe, di certo sono stati spremuti inutilmente tutti i meandri dell'anima?"
Hamer: "Sa Dio quanto coraggio mi ci è voluto. Voglio raccontarvi..." Al termine d
ella mia "anamnesi" tutti i colleghi erano molto silenziosi. Grillo: "Hum, un caso
simile, che capiti in una persona così anziana, davvero molt o strano. Deve certo
essersi trattato di una pura coincidenza?! Arrivare alla pr ecisione del mese e
proprio un contenuto conflittuale sessuale... ovviamente... il primissimo amore, se
questo non è sessuale! E continua ancora fino a oggi? Ma s ignor Hamer, può di
fatto trattarsi soltanto di una colossale coincidenza, altrime nti ciò che abbiamo
fatto sinora in medicina sarebbe completamente sbagliato! Semp licemente non posso
crederci!" Hamer: "Signor Grillo, avevamo annotato che la coincidenza avrebbe avuto
una pro babilità di 1:10.000.000 e anche meno. Ora dovrebbe cortesemen257 te
certificarmi per iscritto che il sistema ha una probabilità di 10.000.000:1. Pe r
favore lo faccia! In seguito lo farò controfirmare dal capo. Lui stesso ha scelt o
il caso per mettermi alla prova. Mi sembra il minimo che i miei colleghi possano
fare: riconoscere la verità, che i l mio sistema e la LEGGE FERREA DEL CANCRO
contiene una regola assoluta che dopo la verifica riproducibile in oltre 500 casi
deve essere considerata dimostrata secondo le regole di logicità causale della
medicina tradizionale." Grillo: "Devo dire che sono colpito. Ora il caso appare
chiaro come il sole. Str ano che la paziente non abbia raccontato nulla né al capo
né a noi. Eppure le abbiam o chiesto se negli ultimi due anni avesse avuto qualche
conflitto." Hamer: "Non ha avuto conflitti con nessuno, mai una volta con il
defunto tanto a mato " marito " . La discrepanza fra il primo grandissimo amore e
la morte, fra la vita in due e la solitudine è stato il conflitto di questa
Giulietta di 83 anni. Come medico occorre avere un po' di disponibilità d'animo per
capire u n'altra povera persona, signor Grillo! Che cosa aveva ancora da dirmi da
parte d el capo?" Grillo: "No, ormai non serve più, cioè non so che cosa farà ora
il capo. Semplicemente non posso ancora crederci." Hamer: "Signor Grillo, a questo
punto possiamo solo intrattenerci con discussion i teologiche sulla fede in
generale e sulla sua miscredenza in particolare. Ma n ell'ambito della medicina
improntata sull'analisi di logicità causale nell'ambito delle scienze naturali, lei
per me non è più un interlocutore." Quella medesima sera il professor Semm seppe di
questa terribile "cantonata". Da to che si trattava di una professoressa non si
poteva nemmeno dire che Hamer l'a vesse in qualche modo indotta a dare certe
risposte. Infatti quale professoressa si lascerebbe "estorcere" simili segreti?
L'intera storia diventava sempre più an gosciante per il professor Semm. Perciò il
mattino seguente mi ordinò di andare subi to da lui e disse che, comunque fosse, la
cosa non gli procurava altro che diffi coltà e che dovevo scomparire subito, in
particolare interrompere le mie ricerche. In nessun caso mi avrebbe rilasciato un
qualsiasi certificazione e se anche ave ssi avuto il riscontro in altri cento casi
simili, a lui ciò causava soltanto dell e difficoltà! Gli dissi: "Professor Semm,
credo che lei non si renda conto di quello che fa. N on potrebbe assumersi la
responsabilità di quello che sta facendo se lo sapesse. M a se io con il mio
sistema ho ragione (e la probabilità è infinitamente grande) lei diventerà lo
zimbello di tutti i medici del mondo." 258 11. Decorso:
Il conflitto è intensamente attivo. La paziente dice di sognarlo quasi ogni notte.
Di fatto è il punto centrale della sua vita intorno a cui girano i suoi pensieri.
12. Nota: Nei 500 casi di cui mi sono sin qui occupato, una sola volta ho
conosciuto una p ersona così sconvolta ma anche grata di avere trovato per la prima
volta qualcuno con cui potersi " aprire" . 13. Prognosi: Non posso ancora fare
delle valutazioni. La paziente riceve un trattamento psico terapeutico qualificato.
14. Terapia proposta: Solamente una psicoterapia fatta da un terapeuta molto
qualificato. Nel suo caso non sarebbe necessario bloccare l'attività ovarica con le
irradiazioni perché si può ritenere che a quest'età le ovaie senz'altro non hanno
più attività ormonale. 15. La Sindrome Hamer e la LEGGE FERREA DEL CANCRO: Sia la
SINDROME DIRK HAMER ( esperienza vissuta in modo drammatico, databile precisamente,
vissuta in complet o isolamento effettivo e sociale) sia i due altri criteri della
LEGGE FERREA DEL CANCRO sono pienamente soddisfatti. In questo caso in precedenza
era stata calc olata una probabilità di circa 10.000.000:1. Quindi una simile
congruenza con la L EGGE FERREA DEL CANCRO avrebbe potuto verificarsi "casualmente"
solo in 10 milio ni di casi di carcinoma del collo dell'utero e a un'età di 83
anni! P.S.: 21.10.2001 259 A quell'epoca non conoscevo ancora la differenza fra
destrismo e mancinismo. Que sta paziente deve essere stata mancina. Ha patito il
suo conflitto come un confl itto di territorio con contenuto sessuale sul lato
cerebrale sinistro. Ma in olt re 30.000 casi non ho mai visto un conflitto di
territorio di questa intensità in una vecchia signora di 83 anni (carcinoma del
collo dell'utero allo stadio CIN3) . Poteva trattarsi solo di un contenuto
sessuale. Do la mia parola d'onore che q uesto protocollo è stato redatto il giorno
stesso in cui venni cacciato via dalla clinica ginecologica universitaria di Kiel a
causa della correttezza della Legge Ferrea. Là ero stato auditore. Nessuna parola è
stata aggiunta e nessuna sottratta. L'accaduto è riportato secondo scienza e
verità. E' stato il caso preferito del mio amico, il conte Antoin D'Oncieu, che,
come lui dice, ha letto il "Caso 40" alme no 100 volte. Dott. Hamer Poiché
l'anziana signora dovrebbe essere deceduta da quasi vent'anni, riportare il suo
nome torna a suo merito e non è una violazione del segreto medico. Schema sinottico
del decorso di conflitti e malattie (Caso 2) Midollo cerebrale 1945.... '50....
'55.... 60.... 65.... 70.... 75. ... 80.... 85.... 90.... (mesoderma) 09, rv &lett"
95.... t eS0 .é-4 A 2 Tronco cerebrale (endoderma) Conflitto del liquido inerente i
reni dx e sx con necrosi e relative cisti DHS CL Ati,,,, tj, Conflitto del profugo
inerente i tubuli collettori del rene sinistro DHS CL 1945.... '50.... '55....
60.... 65.... 70.... 75.... 80.... 85 90.... 95.... Rappresentazione grafica dei
casi 2 e 7 estratti dalla "Documentazione di Celle"
(vedi bibliografia). In futuro dovremmo rappresentare graficamente in questo modo o
in modo simile il decorso dei conflitti biologici ovvero SBS. Qui viene
rappresentata solo la fas e di attività degli SBS ma si potrebbe aggiungere anche
la fase pcl. E' importante che si possa vedere in un solo colpo d'occhio quali
conflitti siano, quale sia il foglietto embrionale di appartenenza, da quando a
quando si verifica la fase ca e anche la fase pcl, in corrispondenza con i colori
della tabella sinottica d ella Nuova Medicina. 260 261 (Caso 7) 1992 1993 1994
Conflitto femminile di territorio interno con ulcera dell'intima delle vene coro
nariche DOS Conflitto dl perdita con necrosi del testicolo destro /,4111flarrarir
ons.Conflitto di attacco coiwc,fl ventre con mesotelioma peri~ DRS.. .CL. REC..CL.
REC..CL Conflitto di attacco controcuore con mesotelioma pericardico CL MAI
Conflitto di preoccupazione per partner con adenocarcinorna mammario al seno destro
Conflitto di preoccupazione madre - figlio con adenocarcinoma mammario al seno
sinistro La terminologia della NUOVA MEDICINA GERMANICA Allergia Non esiste
un'allergia nel senso in cui avevamo sinora immaginato. Le allergie c he siamo in
grado di accertare con i nostri test sono sempre dei "binari seconda ri" correlati
a una DHS. Conflitti del paleoencefalo I conflitti biologici che riguardano gli
organi diretti dal paleoencefalo: rient rano fra questi tutto il tratto gastro-
intestinale (diretto dal tronco cerebrale ) e gli organi diretti dal cervelletto:
pleura, peritoneo, pericardio e il derma (corion). Tutti i relé del tronco
cerebrale comprendono i conflitti che riguardano un boccon e prenderlo, riceverlo
poterlo inghiottire poterlo digerire poter eliminare le feci ecc. Tutti i relé del
cervelletto comprendono conflitti dell'integrità, un attacco: contro la cassa
toracica = mesotelioma pleurico contro la cavità addominale = mesotelioma
peritoneale contro la cavità cardiaca = mesotelioma pericardico contro la pelle
esterna = melanoma del corium (conflitti di deturpamento o di in sudiciamento). Il
carcinoma dei tubuli collettori renali attivato dal "conflitto del profugo/di
esistenza", ad esempio, deve proteggere l'organismo dal pericolo di disidratars i
(ritenzione idrica). In questo processo la concentrazione dell'urina risulta m olto
elevata. Conflitto biologico Qualsiasi conflitto nell'uomo o nel mammifero che
inizia a partire da una DHS. I conflitti biologici vanno intesi solo dal punto di
vista evolutivo come conflit ti arcaici che in linea di principio sono analoghi
nell'essere umano e nell'anim ale. Quest'ultimo avverte la maggior parte dei
conflitti biologici ancora in mod o reale mentre noi umani spesso li viviamo in
modo traslato. Dunque nel caso del l'animale un boccone che non riesce ad
inghiottire è veramente un pezzo di cibo me
ntre nell'uomo può anche trattarsi di una banconota, un'eredità o una vincita al
lot to. Conflitto uditivo con tinnito all'orecchio sinistro DHS CL Conflitto di
minaccia per il territorio con ulcera della mucosa bronchiale, DOC CL Conflitto di
territorio con ulcera delle arterie coronariche, in seguito depressione Don CL
Conflitto di schifo - ribrezzo con ipoglicemia DOS CL Tronco cerebrale Fase ca
(endoderma) Fase di conflitto attivo = simpaticotoni a permanente; pelle ed
estremità fredde insonnia, mancanza di appetito Conflitto di paura di morire con
focolai tondi al polmone D115 .CL REC CL REC.. CL 1992 1993 1994 262 263 il
pensiero è sempre fisso sul contenuto conflittuale focolaio di Hamer nel cervello
in configurazione a bersaglio con anelli a margin i nitidi e crescita del tumore
nella sfera organica, negli organi diretti dal paleoencefalo oppure necrosi ovvero
ulcera negli organi diretti dal neoencefalo. Castrazione cerebrale Nel caso di un
conflitto biologico di territorio, di conflitto di territorio min acciato o di
conflitto di rancore nel territorio, per un uomo accade quanto segu e: a)
destrimane: il conflitto colpisce nel relé temporale destro b) mancino: il
conflitto colpisce nel relé temporale sinistro. Se il conflitt o dura per un tempo
prolungato allora esiste la possibilità che il conflitto altam ente acuto si
trasformi in un conflitto di territorio attivo, in sospeso. Nel ca so in cui a) sia
chiuso il lato cerebrale destro: l'individuo lavora prevalentemente sull'emisfero
cerebrale femminile sinistro, d iventa effeminato, (platonicamente) omosessuale
(fenomeno del lupo di secondo ra ngo). b) Se è chiuso l'emisfero cerebrale
sinistro: l'individuo cerebralmente è sì "doppiamente maschile" ma tuttavia è
psichicamente cast rato: tipico omosessuale macho. Lo stesso accade in senso
opposto nelle donne con conflitto sessuale qualora que sto non possa essere
risolto. a) donna destrimane: il lato cerebrale sinistro è bloccato, immediata
amenorrea! La paziente lavora sull'emisfero cerebrale maschile destro, quindi
diventa masco lina, (platonicamente) lesbica. b) donna mancina: è bloccato
l'emisfero cerebrale destro, quindi è doppiamente femminile, senza amenor rea, ma
tuttavia è "bloccata" psichico-sessualmente. Il conflitto biologico può esse rsi
attivato in età molto giovane e l'individuo può apparire come se fosse stato omo
sessuale da sempre o di esservi predisposto, cosa che in apparenza può persino coi
ncidere. CL Conflittolisi = risoluzione del conflitto biologico. Punto di passaggio
dalla simpaticotonia permanente alla vagotonia permanente ovv ero dal ritmo diurno
permanente al ritmo notturno permanente o dal tono di stres
s al tono di riposo. Consecutio conflictuum Con questo termine si intende la
sequenza dei conflitti. Nel cervelletto un conf litto può colpire più volte sul
medesimo lato cerebrale, a seconda del 264 punto in cui l'individuo ad esempio si
sente deturpato o attaccato. Nei conflitt i della corteccia cerebrale le cose
stanno diversamente. Ad eccezione del carcin oma dei dotti lattiferi nel centro
sensoriale corticale, nel conflitto di separa zione di madre/bambino o
bambino/madre nella donna destrimane, (mammella sinistr a), o conflitto di
separazione dal partner nella mammella destra, (a rovescio pe r la mancina), il
secondo conflitto biologico della corteccia cerebrale colpisce l'emisfero cerebrale
opposto, sempre che il primo conflitto biologico sia ancor a attivo. In tal modo si
arriva istantaneamente ad essere in costellazione schiz ofrenica. D H S Choc da
esperienza conflittuale intensa, altamente acuta e drammatica, vissuta n
ell'isolamento che "coglie l'individuo in contropiede". La qualità imprevista dell
'accaduto ha un'importanza maggiore della "valutazione psicologica del contenuto "
del conflitto. Conflitto monociclico Un conflitto biologico che ha una fase ca e
una fase pcl. Se però il decorso ha de lle interruzioni, cioè delle recidive, con
brevi risoluzioni, allora chiamiamo un simile decorso conflittuale policiclico.
Anche se il paziente ha più conflitti bio logici, essi possono seguire ciascuno un
proprio ciclo unico. Se insorgono delle differenze di fase parliamo di
"innervazione mista" : dove abbiamo un conflitto biologico nella fase ca e l'altro
nella fase pcl. Crisi epilettica (CE) In questo contesto ciò significa: attacco
epilettico tonico-clonico, nel punto più p rofondo della vagotonia, nella fase di
riparazione dopo un conflitto motorio. La crisi epilettica è il punto di svolta
verso la normalizzazione che tuttavia si raggiunge solo al termine della fase di
riparazione. La crisi epilettica è una recidiva conflittuale automatica e
semplicemente fisiolo gica organizzata dalla natura nel mezzo della fase di
riparazione, in sostanza è u na riattivazione fittizia. In questa crisi epilettica
il paziente rivive ancora una volta in modo accelerato tutto il suo conflitto
biologico della fase di conf litto attivo (fase ca).In tal modo l'organismo riesce
a far sì che gli edemi venga no compressi e possa essere avviata la
rinormalizzazione con fase diuretica (fas e della pipì). Crisi epilettoide (CE)
Epilettoide significa "simile all'epilessia". Nelle crisi epilettoidi non si
manifestano degli attacchi di crampi tonicoclonic i come nel caso dei conflitti
motori bensì ogni tipo di conflitto biologico e "mal attia" ha il proprio genere
del tutto specifico di crisi epilettoide. Oltre ai c onflitti biologici motori, che
hanno una crisi epilettica nella fase di riparazi one (fase pcl), sostanzialmente
tutte le cosiddette malattie dell'inte265 ra medicina prevedono una crisi
epilettoide. Ad esempio la crisi epilettoide si manifesta con un'assenza nella fase
di ripara zione dopo un conflitto di separazione sensoriale. Lo stesso vale anche
per i conflitti biologici di separazione (brutale) con aggi unta di dolore dei
conflitti sensoriali del periostio. Una tipica crisi epilettoide del conflitto di
territorio con ulcera all'intima c oronarica (derivato dell'arco branchiale,
ectodermico!) è l'infarto cardiaco dove distinguiamo l'infarto delle arterie
coronariche dirette nel cervello a destra p eriinsularmente dall'infarto cardiaco
delle vene coronariche dirette nel cervell o a sinistra periinsularmente che si
manifesta con ulcera delle vene coronariche nella fase ca. L'infarto cardiaco delle
vene coronariche ha lo stesso significato dell'embolia polmonare e della crisi
epilettoide di un carcinoma del collo dell'utero che si trova in fase pcl.
L'affinità di questi due organi si spiega con il fatto che l'essere umano dal punt
o di vista evolutivo in passato era un organismo a forma di anello. In questa fa se
evolutiva molto antica entrambi gli organi (vene coronariche e collo dell'ute ro)
si trovavano molto vicini. Un'altra crisi epilettoide è anche la cosiddetta "lisi"
nella polmonite (infiammaz ione polmonare), dove la polmonite è la fase di
riparazione di un carcinoma bronch iale. Pure i tumori diretti dal tronco cerebrale
nella fase pcl hanno simili crisi epi lettoidi, con o senza micosi o TBC, cioè con
o senza caseificazione e riduzione de l tumore: i cosiddetti "giorni freddi". Così
come avevamo considerato l'infarto cardiaco o l'embolia polmonare come delle
malattie a sé, ora con la NUOVA MEDICINA GERMANICA conosciamo due tipi di asma che
hanno in comune il fatto di rappresentare insieme una costellazione schizofreni ca.
In tutte le malattie vediamo il verificarsi subito in seguito a una crisi epilet
toide, la cosiddetta "fase dell'urina" o fase diuretica. A partire da questa crisi
l'organismo elimina di nuovo l'acqua accumulata in ecc esso. I pazienti possono
spesso arrivare a produrre fra i 3 e i 5 litri di liqui do. Se sanno questa cosa si
tranquillizzano. Se non sono stati messi al corrente di queste correlazioni si
spaventano per il fatto di avere perso qualche chilo. Quando la fase diuretica
viene superata felicemente, l'organismo si orienta di nuovo verso la normalità. In
genere a quel punto non accade molto di più. La crisi epilettoide in molti
conflitti della corteccia cerebrale è il momento più p ericoloso nel decorso del
conflitto biologico (infarto cardiaco, embolia polmona re, lisi polmonare, assenza
dopo conflitto di separazione) .... Costellazione fronto-occipitale Il paziente ad
esempio ha due conflitti biologici attivi: uno frontale e l'altro occipitale. Se
entrambi si trovano nel medesimo emisfero allora egli è solo in co stellazione
fronto-occipitale. Se però sono su emisferi differenti egli si trova in una
costellazione schizofrenica fronto-occipitale combinata. Innervazione mista La
maggior parte dei conflitti presenti non decorrono con fasi coincidenti. Un c
onflitto per esempio è nella fase di conflitto attivo e l'altro già in fase di
ripar azione. Glioma Si tratta di cellule di tessuto connettivo mesodermiche del
cervello nel focolai o di Hamer durante la fase pcl. Le cellule di tessuto gliale
non vengono prodott e esclusivamente per riparare il FH bensì ovunque sia
necessario riparare ovvero c icatrizzare qualcosa nel cervello (ad esempio anche
dopo un'operazione!). Il FH dopo la riparazione con l'aiuto delle cellule gliali
torna ad essere piena mente funzionante. Tuttavia il prezzo di questa riparazione
comporta che i tessu ti del FH da quel momento sono più rigidi, non sono più del
tutto elastici. La ripar azione dopo una nuova recidiva conflittuale nel medesimo
punto diventa molto più d ifficile. Conflitto attivo in sospeso Il conflitto
biologico resta attivo sebbene trasformato a un livello più basso. Il paziente può
tranquillamente invecchiare mantenendo un simile conflitto (ad es. " fenomeno del
lupo di secondo rango"). Riparazione in sospeso Il conflitto biologico è in
risoluzione permanente, ma questa non termina mai perc hé delle piccole recidive
conflittuali (ad esempio di notte in sogno) impediscono di completare
definitivamente la riparazione: es. nel caso del morbo di Parkinso n, conflitto
motorio delle mani "del non poter reggere qualcosa". Focolaio di Hamer (FH)
Specifico relé relativo a un organo che si trasforma in FH solo a causa della DHS.
Nella fase ca: configurazione a bersaglio a margini nitidi. Nella fase pcl:
configurazione a bersaglio edematizzata, in seguito produzione di tessuto gliale,
sinora mal interpretato come "tumori ce rebrali" (gliomi = ad es. astrocitomi,
oligodendrogliomi, glioblastomi ecc.) e m
alauguratamente operati. Edema cerebrale L'edema intra e perifocale nel focolaio di
Hamer è inevitabile nella fase pcl. Ma grazie a una cosiddetta "riparazione in
sospeso" può accadere che l'edema cerebral e continui perfino a crescere invece di
diminuire nella seconda metà della fase pc l. 266 267 Tumore cerebrale Errata
definizione di un focolaio di Hamer in fase pcl o successivamente. Innocu o
accumulo di tessuto gliale erroneamente diagnosticato per ignoranza come "tumo re
maligno". La riparazione, grazie alla produzione di tessuto gliale, ha il vantaggio
che il FH torna ad essere del tutto funzionante biologicamente cioè il cervello in
segui to può di nuovo oscillare secondo il ritmo di base. La cicatrizzazione ha lo
svantaggio biologico che in seguito il tessuto cerebral e non è più vergine bensì
più rigido di prima. Pertanto una recidiva può causare una lacer azione del
tessuto, una cosiddetta cisti. Però un cervello operato, proprio come u n cervello
che è stato ferito in altro modo, in seguito non può più oscillare con il r itmo di
base. Lo confermano anche le nostre osservazioni fatte dopo la guerra qu ando ai
soldati feriti alla testa bastava solo 1 conflitto per trovarsi istantan eamente in
costellazione schizofrenica e quindi facevano o dicevano cose di cui non erano
consapevoli. Contenuto conflittuale I conflitti biologici sono tutti dei conflitti
arcaici e si verificano nell'uomo e nell'animale in modo analogo. In passato
pensavamo che i cosiddetti "conflitt i psicologici", o meglio i problemi
psicologici, fossero gli unici conflitti imp ortanti. Ci sbagliavamo. Nell'uomo e
nell'animale solo i conflitti biologici causano dell e alterazioni e dei mutamenti
nel cervello. La definizione dei contenuti conflittuali tiene appunto conto del
fatto che ques ti conflitti devono essere in pratica "interanimali" , di sicuro
almeno per "noi mammiferi". Perciò abbiamo delle definizioni come "conflitto
indigesto ripugnante " nel caso del carcinoma del colon oppure conflitto "a sfondo
semisessuale ripug nante" per il carcinoma alla prostata o per il carcinoma della
mucosa del corpo dell'utero. Semisessuale significa che il punto chiave del
contenuto conflittuale non verte solo sulla sfera puramente genitale (in senso
reale o traslato) bensì la tematica genitale affiora come "musica di
accompagnamento" per cui questo conflitto si di stingue chiaramente dal conflitto
sessuale. Tutti questi contenuti conflittuali naturalmente presuppongono una
precisa relazione con la storia evolutiva. Solo c osì possiamo capire il conflitto
biologico del "sentirsi deturpati/feriti o attacc ati" che a livello organico causa
il melanoma; o nei conflitti corticali il "con flitto di territorio", il "conflitto
del non essere posseduta" sessuale femminil e; il "conflitto di non poter marcare
il territorio" (ulcera alla vescica perché i l mammifero segna il territorio con
l'urina); o anche i "conflitti di separazion e" (paralisi sensoriale con
neurodermatite); "conflitto di separazione brutale" con aggiunta o patimento di
dolore (paralisi sensoriale del periostio, in fase p cl cosiddetto "reuma
muscolare" ); o anche "conflitto di paura frontale", un "co nflitto di paura nella
nuca", "conflitto di impotenza", "conflitto di identità", " conflitto di paura con
ribrezzo" o "conflitto di repulsione" ecc. 268 Tutti questi conflitti sono patiti
anche in maniera analoga dai nostri compagni animali in senso molto reale mentre
gli esseri umani spesso li patiscono piuttos to in senso trasposto (per esempio
spesso in senso verbale). Massa conflittuale La massa conflittuale si calcola come
prodotto dell'intensità del conflitto e dell a sua durata. La massa conflittuale è
decisiva per stabilire se un individuo sopra vviverà alla sua fase di riparazione
(ad es. infarto cardiaco) oppure no (area "in tegrale" = superficie sotto la curva
della fase di conflitto attivo). Se un conf
litto di territorio di media intensità conflittuale è durato per più di nove mesi
oppu re sei mesi con un'intensità conflittuale molto forte, allora le probabilità
di mort e per questo conflitto di territorio non scoperto in tempo, ovvero per
infarto c ardiaco, sono altissime. Esiste un fenomeno che consente di produrre
scarsa massa conflittuale: la costel lazione schizofrenica. Con una costellazione
schizofrenica dei conflitti della c orteccia cerebrale nell'ambito del territorio
un paziente può avere per 15 anni de i conflitti attivi in sospeso su entrambi i
lati e sopravvive alla risoluzione d ei conflitti, per esempio a un infarto
cardiaco delle arterie coronariche. Nei c onflitti diretti dal paleoencefalo la
massa conflittuale è direttamente proporzion ale alla grandezza del tumore. Dalla
dimensione raggiunta da un tumore si posson o trarre conclusioni dirette su quale è
o era la massa del conflitto. Meningioma Focolaio di Hamer ben cicatrizzato fra le
meningi. Nel corso della fase pcl questo FH era aderente alle meningi, cosa che non
compo rtava nessuna conseguenza negativa. Ci eravamo ingannati con l'errata
interpreta zione che si trattasse di un "tumore" che si era originato dalle meningi
(glioma meningeale). Sistema ontogenetico Sistema dei tumori e delle malattie
oncoequivalenti. Avremmo anche potuto dire sistema filogenetico. L'ontogenesi è una
ricapitolazione della filogenesi nel periodo embrionale e infan tile. La filogenesi
è una teoria seppure molto probabile, ma l'ontogenesi è un fatto indiscutibile.
Perciò il sistema si chiama sistema ontogenetico. Fase pcl (fase post-
conflittolitica) Fase di riparazione che inizia con la conflittolisi e termina con
il ritorno all a normalità o normotonia. Nel punto più profondo di questa fase
vagotonica pcl, dett a anche fase notturna permanente, troviamo la rispettiva crisi
epilettica/epilet toide. Cerebralmente: soluzione edematosa della configurazione a
bersaglio con margini nitidi del focolaio di Hamer della fase ca. (Anelli
edematosi, edema intra e per ifocale dei FH). 269 Psichicamente: il conflitto non
esiste più. Organicamente: negli organi mesodermici e corticali diretti dal
neoencefalo = crescita di ripar azione. Negli organi diretti dal paleoencefalo
(diretti dal tronco cerebrale e dal cerve lletto) = riduzione del tumore da parte
dei microbi (nel caso in cui erano prese nti già nell'istante della DHS). Tutti i
microbi che conosciamo lavorano senza ecc ezioni in questa fase pcl, né prima né
dopo. Cioè se ci sono mancati i microbi adatti, ad esempio i bastoncini
acidoresistenti della TBC, durante la fase pcl, allora il tumore non viene
caseificato né ridotto. Non usiamo più i micobatteri della TBC d opo la fase pcl
per il carcinoma presente. Potranno esserci utili eventualmente solo per un
successivo carcinoma. Però i vecchi carcinomi presenti già da tempo non sono più
"attaccati" (a scopo di riparazione). I micobatteri proliferano nella fas e ca,
proprio come i relativi tumori. Conflitto biologico policiclico A differenza da un
conflitto monociclico i conflitti biologici con decorso polic iclico sono
interrotti da recidive e da brevi o anche prolungate fasi di riparaz ione. Binari
Se un individuo patisce un conflitto biologico a causa di una DHS, nell'istante di
questa DHS viene registrato non solo il conflitto stesso ma anche determinate
circostanze concomitanti. Se in seguito una di queste circostanze di accompagna
mento si ripresenta allora può accadere che tutto il conflitto si ripeta come cosi
ddetta recidiva. Il quadro indica che con un simile binario secondario si ritorn a
sempre sul binario principale. Da qui il nome di binari. Configurazione a forma di
bersaglio del focolaio di Hamer nel cervello e configu
razione a bersaglio del focolaio nell'organo. Alla tomografia computerizzata del
cervello vediamo che dal momento della DHS ne l relé pertinente al conflitto e
all'organo, è presente una configurazione a bersagl io con cerchi concentrici a
margini nitidi. Vediamo la medesima configurazione a bersaglio a partire dalla DHS
anche nella n ostra TAC, (sia unica sia multipla), dell'organo relativo purché si
tratti di un o rgano compatto. Però mentre possiamo vedere costantemente la
configurazione a bers aglio nel FH del cervello per tutta la durata dell'attività
conflittuale, è più diffic ile o quasi impossibile vedere la configurazione a
bersaglio in un tumore compat to in stadio avanzato (fegato, pancreas, polmone).
Negli organi che comportano necrosi (ossa, reni, milza, linfonodi, ovaia e testi
coli...) essa non è più visibile già dopo breve tempo, infatti si forma una specie
di cavità che si colma di liquido. Dopo la fase pcl tuttavia spesso, ad esempio
nelle ossa, possiamo di nuovo riconoscere queste configurazioni a bersag lio
consolidate, calcificate. Nel cervello il FH in fase pcl mostra la tipica ed
ematizzazione degli anelli concentrici, tutto il FH si gonfia. La successiva dep
osizione di cellule filiali, che in seguito consente di riconoscere il bianco de l
FH con il mezzo di contrasto, avviene visibilmente lungo gli anelli del bersag lio,
come si può chiaramente notare in molti esempi. Costellazione schizofrenica In
linea di massima esistono 5 tipi diversi di costellazioni schizofreniche tras
versali. 1. Costellazione del tronco cerebrale: Fase ca tronco cerebrale sinistra -
fase ca tronco cerebrale destra + crisi epil ettica; il paziente è costernato, come
assente. 2. Costellazione del cervelletto: Fase ca cervelletto sinistra - fase ca
cervelletto destra + crisi epilettica; il paziente è "come bruciato" emotivamente.
3. Costellazione del midollo cerebrale: Fase ca e pcl midollo cerebrale sinistra -
fase ca e pcl midollo cerebrale destr a; megalomania, corrispondente alla
localizzazione delle osteolisi o delle necro si muscolari. 4. "Piccola"
costellazione schizofrenica della corteccia cerebrale: a) costellazione motoria
(tranne ambiti del territorio) zona corticale motoria s inistra - zona corticale
motoria destra b) costellazione sensoriale (tranne ambiti del territorio): zona
corticale senso riale sinistra - zona corticale sensoriale destra (tranne ambiti
del territorio) ; c) costellazione postsensoriale (periostio) zona corticale
postsensoriale sinist ra - zona corticale postsensoriale destra; d) costellazione
dell'udito non appartenente all'ambito del territorio; e) conflitti di paura nella
nuca; f) conflitti del relé dello zucchero; 5. "Grande" costellazione schizofrenica
del neoencefalo, ambito del territorio. Distinguiamo come costellazioni molto
importanti una costellazione schizofrenica del cervelletto e una costellazione
schizofrenica della corteccia cerebrale deg li ambiti del territorio. La
costellazione schizofrenica del cervelletto segue u na consecutio conflictuum ben
determinata; ad esempio, una donna e madre solo se patisce un conflitto di
preoccupazione madre/ bambino o di lite e in aggiunta u n conflitto di
preoccupazione per il partner o di lite con il partner si trova i n costellazione
schizofrenica del cervelletto 270 271 per la durata della doppia attività. Ciò si
esprime prevalentemente a livello emotiv o: "Sono come bruciata", "Non sento più
alcun sentimento umano". Le pazienti sono emotivamente paranoiche senza che il
pensiero logico-formale risulti alterato. N el cervelletto più conflitti possono
colpire il medesimo emisfero. Allora ci sono in effetti più conflitti attivi ma
nessuna costellazione schizofrenica. Persino il midollo cerebrale può essere
colpito da più conflitti successivi sul mede simo lato se vi appartengono appunto
in base al contenuto conflittuale. La situa zione però è del tutto diversa nella
zona della corteccia cerebrale (ambiti del terr
itorio). Nel neoencefalo riscontriamo un'altra consecutio conflictuum, cioè il sus
seguirsi dei conflitti della corteccia cerebrale anche qui rispetta una determin
ata regola: ad esempio in un uomo destrimane che abbia patito un conflitto di te
rritorio nel relé periinsulare destro (pertinente alle arterie coronariche), l'emi
sfero cerebrale corticale destro risulta, noi diciamo, "chiuso", cioè non può
essere colpito da un secondo conflitto biologico attivo. Ciò significa che il
successivo conflitto corticale, e può trattarsi soltanto di questo, colpirà sul
lato sinistro. In questo caso parliamo allora di costellazione schizofrenica del
neoencefalo. Simpaticotonia Prima fase dell'evento patologico o meglio del
programma speciale, biologico sen sato nel senso di una simpaticotonia permanente,
si identifica con la fase ca. Come innervazione: spostamento permanente
dell'equilibrio vegetativo in direzion e del nervo simpatico (il tronco del
simpatico). Sintomi: midriasi, tachicardia, iperidrosi, ipoacidità dello stomaco,
atonia intes tinale paralitica ecc. In passato si etichettava tutto ciò insieme
come disturbo vegetativo (labilità veget ativa). I fatti erano corretti ma mancava
la comprensione delle cause. Sindrome Se un conflitto attivo del profugo/di
esistenza si verifica in concomitanza con la fase di riparazione di un altro
conflitto, allora si parla di "sindrome". Cioè a livello dell'organo interessato si
forma un edema notevole; ad esempio ossa = gotta, come pure versamento pleurico
transudativo o ascite, reumatismo articolar e acuto ecc.; però la stessa cosa
accade anche per i focolai di Hamer nel cervello : il cosiddetto "tumore cerebrale"
. Vagotonia Innervazione vegetativa del parasimpatico, detta anche
parasimpaticotonia. Nel s enso di vagotonia permanente si definisce la fase pcl. Il
nervo vago funge da nervo cerebrale proprio con più parti, un nucleus dorsalis, un
nervus ambiguus e un nervus tractus solitari. Vagotonia (secondo Eppinger, Haas
1910): spostamento permanente dell'equilibrio vegetativo nel senso di una aumen272
tata eccitabilità o una prevalenza del sistema parasimpatico. In passato si etiche
ttava tutto ciò insieme in prevalenza come labilità vegetativa costituzionale.
Sinto mi: ipotonia, bradicardia, miosi, iperacidità gastrica, coliche intestinali,
aumen tata salivazione. Ovviamente anche in passato si era osservato ciò che oggi
con la NUOVA MEDICINA GERMANICA chiamiamo fase pcl o di riparazione, ma non si era
sta ti in grado di capire e perciò si parlava erroneamente di "labilità vegetativa"
o "d istonia" . La realtà del fatto era ed è inconfutabile ma la sua valutazione
era sbag liata. Conflitti secondari Per conflitto secondario si intende il fatto
che ad esempio una persona cada nel panico (iatrogeno) per una diagnosi e ne
patisca una DHS con un nuovo conflitto biologico. In passato, per totale ignoranza,
chiamavamo questi nuovi carcinomi "metastasi". 273