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DIREZIONE CENTRALE VIII SVILUPPO COMMERCIALE, ARTIGIANALE E TURISTICO

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE ATTIVITA DI ACCONCIATORE E DI ESTETISTA Allegato E

Napoli gennaio 2011

Sommario
Capo I - Disposizioni generali .......................................................................................................................................... 2 Articolo 1 - Ambito di applicazione................................................................................................................................ 2 Articolo 2 - Definizioni .................................................................................................................................................. 2 Articolo 3 - Inizio e modalit di svolgimento delle attivit ........................................................................................... 3 Articolo 4 - Forme di esercizio delle attivit .................................................................................................................. 3 Capo II - Norme per la presentazione della segnalazione certificata di inizio attivit (s.c.i.a.) e per lesercizio delle attivit ................................................................................................................................................................................. 3 Articolo 5 - Nuove attivit e trasferimenti di sede.......................................................................................................... 3 Articolo 6 - Presentazione delle S.C.I.A......................................................................................................................... 4 Articolo 7 - Subingressi .................................................................................................................................................. 4 Articolo 8 - Decadenza dall'esercizio dell'attivit.......................................................................................................... 5 Articolo 9 - Obblighi di esposizione e custodia.............................................................................................................. 5 Articolo 10 - Orari degli esercizi .................................................................................................................................... 5 Articolo 11 - Ampliamento e modifiche dei locali.......................................................................................................... 5 Articolo 12 - Sospensione dellattivit ........................................................................................................................... 6 Articolo 13 - Cessazione dellattivit ............................................................................................................................ 6 Capo III - Norme igienico sanitarie ................................................................................................................................. 6 Articolo 14 - Accertamenti ............................................................................................................................................ 6 Articolo 15 - Requisiti dei locali.................................................................................................................................... 6 Articolo 16 - Requisiti delle attrezzature e delle dotazioni tecniche............................................................................... 7 Articolo 17 - Procedimenti per la lavorazione ............................................................................................................... 7 Articolo 18 - Obblighi del titolare .................................................................................................................................. 8 Capo IV - Controlli e sanzioni .......................................................................................................................................... 9 Articolo 19 - Controlli .................................................................................................................................................... 9 Articolo 20 - Sanzioni................................................................................................................................................... 9 Capo V - Norme finali e transitorie .................................................................................................................................. 9 Articolo 21 - Abrogazioni.............................................................................................................................................. 9 Articolo 22 - Norme transitorie .................................................................................................................................... 10

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Capo I - Disposizioni generali


Articolo 1 - Ambito di applicazione
1. Nelle more delladozione delle norme regionali volte a favorire lo sviluppo del settore e alla definizione dei principi per lesercizio delle funzioni amministrative di competenza dei comuni, le attivit di acconciatore e di estetista, dovunque e da chiunque siano esercitate nellambito del Comune di Napoli, anche a titolo gratuito, sono disciplinate dal presente Regolamento e, per quanto non previsto, dalla coordinata applicazione della legge 17 agosto 2005, n. 174, e s.m.i.; della legge 4 gennaio 1990, n. 1 e s.m.i.; delle disposizioni di cui allart. 10, comma 2 del D.L. n. 7 del 31/01/2007 convertito con la legge 02/04/2007, n. 40.

Articolo 2 - Definizioni
1. Ai fini del presente Regolamento si intende per: a) Attivit di acconciatore: quella che riguarda tutti i trattamenti e i servizi volti a modificare, migliorare, mantenere e proteggere laspetto estetico dei capelli, ivi compresi i trattamenti tricologici complementari, che non implicano prestazioni di carattere medico, curativo o sanitario, nonch il taglio e il trattamento estetico della barba, e ogni altro servizio inerente o complementare. b) Attivit di estetista: quella che riguarda tutte le prestazioni e i trattamenti, anche abbronzanti, eseguiti sulla superficie del corpo allo scopo esclusivo o prevalente di migliorarne e proteggerne laspetto esteriore attraverso leliminazione o lattenuazione degli inestetismi, con esclusione dei trattamenti che implicano prestazioni di carattere medicocurativo-sanitario, anche se rivolti alladeguamento dellaspetto estetico a determinati canoni di moda o di costume. Tale attivit pu essere svolta con tecniche manuali, con lutilizzo delle apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico indicate dalla legge, e con lapplicazione di prodotti cosmetici consentiti dalla vigente normativa. Le attivit di truccatore, visagista, massaggiatore facciale, depilatore, manicure e pedicure estetico, sono considerate attivit di estetista. c) Impresa individuale artigiana: quella esercitata personalmente, professionalmente ed in qualit di titolare dalla persona fisica, ai sensi della legge 8 agosto 1985 n. 443 e s.m.i.; d) Impresa individuale non artigiana: quella esercitata dalla persona fisica con designazione di altra persona quale responsabile tecnico; e) Impresa societaria artigiana: quella esercitata da un soggetto societario aventi i requisiti richiesti dalla legge 8 agosto 1985 n. 443, e successive modifiche ed integrazioni. f) Impresa societaria non artigiana: quella esercitata da un soggetto societario non avente i requisiti richiesti dalla legge 8 agosto 1985 n. 443 , e successive modifiche ed integrazioni. g) Qualificazione o abilitazione professionale: quella richiesta per lesercizio delle attivit di cui al Regolamento da parte del responsabile tecnico, conseguita ai sensi delle vigenti normative, il cui riconoscimento stato deliberato dalla Commissione Provinciale per lArtigianato. h) Responsabile tecnico / Direttore tecnico: il soggetto designato nella persona del titolare dellimpresa, di un socio partecipante al lavoro, di un familiare coadiuvante o di un dipendente dellimpresa, in possesso della qualificazione e/o abilitazione professionale per lesercizio dellattivit. i) Requisiti igienico-sanitari: quelli relativi alla idoneit igienico-sanitaria dei locali, delle attrezzature e delle suppellettili destinate allo svolgimento delle attivit di cui al Regolamento, e quelli relativi alla idoneit sanitaria del personale addetto, certificati dal Distretto Sanitario dellA.S.L. Napoli 1 competente per territorio in riferimento allubicazione dellesercizio, nonch quelli relativi ai procedimenti tecnici seguiti nelle lavorazioni. l) Requisiti soggettivi: quelli richiesti per l'esercizio dell'attivit riferiti alla persona fisica o al soggetto societario; m) Subingresso: il subentro a titolo definitivo o temporaneo, per atto tra vivi o a causa di morte, di un nuovo soggetto nellesercizio di una o pi attivit gi autorizzate in capo ad un soggetto diverso. pag. 2 di 10

n) Superficie minima: quella relativa allambiente lavoro con esclusione dei locali accessori come ad es. ingressi, sale di attesa, servizi, ripostigli etc. o) Trasferimento di sede: quello dellattivit da un locale allaltro nellambito del territorio del Comune. 2. Quando, nel testo degli articoli, ricorre il termine Regolamento senza alcuna qualificazione, con esso deve intendersi il presente Regolamento.

Articolo 3 - Inizio e modalit di svolgimento delle attivit


1. 2. Le attivit di cui allart. 1 del Regolamento sono soggette a segnalazione certificata di inizio attivit (s.c.i.a.) ai sensi dellart. 19 della Legge 7 agosto 1990 n. 241, e s.m.i.; Le medesime attivit, nel rispetto delle disposizioni del Regolamento, possono essere esercitate: a. in locali aperti al pubblico; b. in locali allestiti presso alberghi, discoteche, palestre, piscine, istituti di ricovero, ospedali, case di cura, caserme, istituti penitenziari, e altre convivenze; c. allinterno di centri commerciali e di grandi infrastrutture di servizio ( aeroporto, porto, stazioni ferroviarie, ipermercati ). d. presso il domicilio dellesercente, del cliente ovvero presso la sede designata dal cliente, nel rispetto dei criteri stabiliti dalle leggi e dal Regolamento, a condizione che si consenta i controlli da parte degli Organi competenti. Quando lattivit viene svolta presso il domicilio dellesercente questi tenuto a consentire espressamente e incondizionatamente i controlli da parte delle autorit competenti nei locali privati adibiti allesercizio dellattivit. In tali casi, e quando l'attivit viene svolta ai piani superiori di edifici, obbligatoria lapposizione di una targa allesterno delledificio visibile dalla pubblica via. E consentito effettuare servizi a domicilio dei clienti, ovvero presso la sede da questi designata, esclusivamente ai soggetti gi autorizzati per lesercizio dellattivit in sede fissa, o da personale da questi dipendente in possesso di qualificazione o abilitazione professionale. Non ammesso lo svolgimento delle attivit di acconciatore e di estetista in forma ambulante. Lattivit di estetista pu essere svolta anche presso esercizi autorizzati ai sensi del D.Lgs. 31 marzo 1998 n.114 alla vendita di prodotti cosmetici, a condizione che gli stessi si adeguino alle norme del Regolamento.

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Articolo 4 - Forme di esercizio delle attivit


1. Le attivit di cui allart.1 del Regolamento possono essere esercitate in forma di impresa individuale o societaria. 2. Una impresa individuale o societaria pu esercitare nella stessa sede o in pi sedi una o pi attivit di cui al Regolamento, a condizione che per ogni singola sede vi sia designata almeno una persona quale responsabile tecnico in possesso di qualificazione o abilitazione professionale per ognuna delle attivit. 3. Il responsabile tecnico deve garantire la propria presenza durante lo svolgimento delle attivit di acconciatore e/o estetista. 4. Le imprese che esercitano lattivit di acconciatore, possono avvalersi di collaboratori familiari e di personale dipendente per le esclusive prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico.

Capo II - Norme per la presentazione della segnalazione certificata di inizio attivit (s.c.i.a.) e per lesercizio delle attivit
Articolo 5 - Nuove attivit e trasferimenti di sede
1. Lapertura di nuovi esercizi di acconciatore e di estetista, il trasferimento della sede operativa dellimpresa gi autorizzata da una zona allaltra del territorio comunale, il subingresso nellesercizio dellattivit, in propriet o in gestione, sia per atto fra vivi che a causa di morte, sono ammessi solo previa presentazione di una relativa segnalazione certificata di inizio pag. 3 di 10

attivit nel rispetto delle norme di cui al Regolamento.

Articolo 6 - Presentazione delle S.C.I.A.


1. Le segnalazioni certificate di inizio attivit per lo svolgimento delle attivit di cui al Regolamento vanno presentate presso lufficio comunale competente, per il conseguente iter istruttorio. A pena di irricevibilit, le s.c.i.a., corredate dellapposita documentazione, devono essere formulate sullapposita modulistica predisposta secondo le vigenti disposizioni in materia di autocertificazione, scaricabile dal sito web istituzionale del Comune, debitamente compilata in ogni parte.

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Articolo 7 - Subingressi
1. Il subingresso nellesercizio dellattivit consentito mediante atto di cessione ovvero per successione per causa di morte. Non consentito se limpresa del cedente o dante causa risulti cessata prima della formalizzazione dellatto o del verificarsi dellevento posto a fondamento del subingresso. Nel caso di subingresso per atto tra vivi, il subentrante pu continuare lattivit del dante causa senza interruzioni, a condizione che abbia presentata relativa segnalazione certificata di inizio attivit ai sensi del Regolamento. Qualora, alla data della stipula dellatto posto a fondamento del subingresso, il subentrante non sia in possesso della richiesta abilitazione o qualificazione professionale, egli non pu esercitare lattivit del dante causa. Sono cause di decadenza dal diritto di esercitare, da parte del subentrante, lattivit precedentemente svolta dal dante causa: a. il mancato conseguimento, entro un anno dalla data della stipula dellatto posto a fondamento del sub ingresso, della prescritta abilitazione o qualificazione professionale; b. la mancata presentazione, entro sei mesi dalla data del conseguimento dellabilitazione o qualificazione professionale, della relativa segnalazione certificata di inizio attivit. In caso di morte del titolare i successori iscritti all'Albo delle imprese artigiane ex art. 5 L. 443/85, possono continuare l'attivit del cuius senza interruzioni, sempre che abbiano presentato la relativa segnalazione certificata di inizio attivit, in forma collettiva regolarmente costituita o in forma di impresa individuale se sussiste il consenso scritto di tutti gli altri aventi diritto allegando alla segnalazione una dichiarazione sostitutiva di atto notorio contenente la identificazione degli altri titolari. I successori, qualora non siano in possesso dellabilitazione o qualificazione professionale, ma siano comunque iscritti allAlbo delle Imprese Artigiane ai sensi dellart. 5 della citata legge 443/85, possono continuare lattivit del de cuius senza interruzioni, a condizione che lattivit venga effettivamente svolta da un responsabile tecnico in possesso della relativa abilitazione o qualificazione professionale e che abbiano presentato la segnalazione certificata di inizio attivit, o come impresa collettiva regolarmente costituita o come impresa individuale se sussiste il consenso scritto di tutti gli altri aventi diritto, allegando alla segnalazione una dichiarazione sostitutiva di atto notorio contenente la identificazione degli altri titolari e, in tal caso, l'attivit potr essere svolta limitatamente al periodo di durata della predetta iscrizione allAlbo delle Imprese Artigiane. Scaduto tale periodo senza che nessuno dei successori abbia conseguito la necessaria abilitazione o qualificazione professionale, decadono dal diritto di esercitare lattivit del dante causa, salvo presentazione di nuova segnalazione certificata di inizio attivit per subingresso quale impresa individuale o collettiva regolarmente costituita non artigiana. In presenza di minorenni o incapaci, in ogni caso richiesta lautorizzazione preventiva del Tribunale.

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Articolo 8 - Decadenza dall'esercizio dell'attivit


1. Oltre ai casi descritti allarticolo precedente, i soggetti autorizzati allesercizio delle attivit di cui al Regolamento decadono dal diritto all'esercizio dell'attivit nelle seguenti ipotesi: a) per mancata attivazione dellesercizio entro trenta giorni dalla data della presentazione della segnalazione certificata di inizio attivit, salvo eventuale proroga concessa nei casi previsti all'art. 12; b) per sospensione non autorizzata dellattivit per un periodo superiore a trecentosessantacinque giorni; c) per cancellazione dellimpresa dall'Albo delle Imprese Artigiane e/o dallUfficio Registro delle Imprese; d) per morte del titolare, salvo quanto previsto dallarticolo 7; e) per il venir meno dei requisiti soggettivi e/o oggettivi richiesti dalla legge o dal Regolamento per l'esercizio dell'attivit; f) per la non veridicit del contenuto delle dichiarazioni sostitutive rese dagli interessati ai fini del perfezionamento del regime autorizzatorio per l'esercizio dell'attivit e/o per uso di atti falsi al medesimo fine, fermo restando quanto previsto dallart. 76 del D.P.R. 28.12.2000 n. 445, e dalle altre norme penali in materia; g) per la terza recidiva della violazione di una o pi norme del presente Regolamento entro un anno dalla prima violazione. 2. La pronuncia di decadenza emessa dal Dirigente delufficio competente.

Articolo 9 - Obblighi di esposizione e custodia


1. Il titolare dellattivit ha lobbligo di custodire nel locale la copia conforme della segnalazione certificata di inizio attivit rilasciata dal competente ufficio comunale, ai fini della dovuta esibizione agli organi di controllo sul territorio. Ha, inoltre, l'obbligo di esporre, in modo visibile dall'esterno, l'attestato rilasciato dal medesimo ufficio comunale competente concernente la regolarit amministrativa dell'esercizio, per dar modo all'utenza di riconoscere gli esercizi autorizzati all'esercizio dell'attivit. Il titolare dellattivit ha lobbligo di esporre la tabella delle tariffe praticate per ogni singola prestazione, concordate e stabilite dalle associazioni di categoria. A tal fine le predette associazioni dovranno comunicare al Comune le tariffe vigenti e tutte le variazioni che dovessero successivamente intervenire. Il titolare ha, inoltre, lobbligo di esporre, in modo visibile anche dallesterno dellesercizio durante lapertura, un cartello riportante lorario di attivit, che deve essere conforme a quanto stabilito con ordinanza del Sindaco ai sensi del successivo articolo 10.

2.

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Articolo 10 - Orari degli esercizi


1. La disciplina dellorario di apertura e chiusura, della chiusura pomeridiana, del riposo settimanale, della eventuale chiusura infrasettimanale, nonch delle festivit religiose e civili, sar di volta in volta determinata dal Sindaco, con apposite ordinanze, sentite le proposte delle organizzazioni di categoria.

Articolo 11 - Ampliamento e modifiche dei locali


1. Coloro che intendono ampliare o comunque modificare i locali di un esercizio gi autorizzato sono tenuti a presentare relativa comunicazione al competente ufficio comunale, dando prova, in particolare, a mezzo di dichiarazioni sostitutive di atto di notoriet e di attestazioni/asseverazioni/dichiarazioni di conformit di un tecnico abilitato o di una Agenzia per le imprese, della conformit dei locali alle norme urbanistiche edilizie ed igienico sanitarie, nonch del consenso dei proprietari dei locali per i lavori eseguiti.

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Articolo 12 - Sospensione dellattivit


1. Per comprovati motivi di necessit, su richiesta dellinteressato, il Dirigente delufficio competente pu autorizzare la sospensione dellattivit di un esercizio per un periodo non inferiore a sessanta giorni e non superiore a trecentosessantacinque giorni. La sospensione dellattivit di un esercizio per un periodo non inferiore a trenta giorni e non superiore a sessanta giorni non soggetta allautorizzazione di cui al comma 1, ma ad apposita comunicazione per iscritto al competente ufficio comunale.

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Articolo 13 - Cessazione dellattivit


1. 2. In caso di cessazione dellattivit, il titolare dellesercizio tenuto a comunicare la data della cessazione allufficio comunale competente. In caso di morte del titolare tale obbligo cede a carico degli eredi, salvo quanto previsto dall'articolo 7.

Capo III - Norme igienico sanitarie


Articolo 14 - Accertamenti
1. L'accertamento dell'idoneit igienico-sanitaria dei locali, delle attrezzature, delle dotazioni tecniche e delle suppellettili destinati allo svolgimento delle attivit per le quali viene richiesta l'autorizzazione, inclusi i procedimenti tecnici usati in dette attivit, nonch dell'idoneit sanitaria degli operatori addetti, spetta al Distretto Sanitario dellA.S.L. Napoli 1 competente per territorio, in riferimento alla ubicazione dellesercizio.

Articolo 15 - Requisiti dei locali


1. Le attivit devono essere svolte in locali specifici che devono corrispondere ai seguenti requisiti: a) La superficie minima dei locali adibiti a barbiere o parrucchiere, esclusi i locali accessori (ingresso, sala di attesa, servizi igienici, ripostiglio), non pu essere inferiore a mq. 10 per un solo posto di lavoro (inteso come ogni poltrona attrezzata davanti allo specchio), aumentata di mq. 4 per ogni ulteriore posto di lavoro. La distanza tra le postazioni di lavoro, misurata al centro dellinterasse tra le poltrone, dovr essere non inferiore a mt. 1,50. Per le attivit di estetista necessaria la dotazione di idonea ed apposita sala di attesa, e la superficie minima non pu essere inferiore a mq. 14. b) Laltezza dei locali non pu essere inferiore a mt. 3, fatte salve le deroghe previste dalla normativa vigente. c) I pavimenti, sia nei locali di lavoro che nei locali accessori, devono essere perfettamente uniformi e di materiale facilmente lavabile e sanificabile. Le pareti devono essere rivestite di materiale lavabile e sanificabile fino ad unaltezza di mt. 1,80. d) La superficie aero illuminante non pu essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. Laerazione pu essere anche artificiale, a condizione che vengano utilizzati impianti i cui progetti siano stati preventivamente sottoposti alla valutazione dellA.S.L. In caso di illuminazione naturale insufficiente, soprattutto sui posti di lavoro, necessario ricorrere alla illuminazione artificiale. e) Nei locali di lavoro devono essere collocati lavandini fissi ad acqua corrente e potabile, calda e fredda, in numero adeguato allattivit svolta e per le attivit di barbiere in numero uguale ai posti di lavoro, i quali devono essere dotati di adeguato sistema per lo smaltimento dellacqua di rifiuto nel rispetto delle normative vigenti. f) Gli impianti elettrici e termoidraulici devono essere eseguiti nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente. pag. 6 di 10

2.

I locali nei quali si usino sostanze tossiche volatili ed infiammabili devono essere provvisti di un retrobottega, o comunque di un locale separato, adeguatamente aerato per un facile e rapido ricambio di aria e per la conservazione delle citate sostanze in appositi contenitori. Nei locali di lavoro non devono tenersi quantit di sostanze infiammabili o potenzialmente tossiche superiori a quelle strettamente necessarie al servizio in corso. h) I locali devono avere servizi igienici interni con areazione diretta o indiretta e dotati di antibagno. Non sono da considerarsi i servizi igienici esterni ai locali. i) In ogni caso di esercizi misti uomo/donna necessario prevedere servizi igienici distinti per sesso. Tutti i servizi igienici devono avere: - il pavimento perfettamente uniforme e di materiale lavabile e sanificabile; - le pareti ricoperte di piastrelle o di idoneo materiale lavabile fino ad unaltezza di mt. 1,50; - il lavabo deve essere dotato di idonea rubinetteria non manuale ed erogazione di acqua calda e fredda, con asciugamani elettrico o monouso ed erogatore d sapone liquido. j) I locali devono prevedere idonei spazi da adibire a spogliatoio per il personale con armadietti individuali. k) Nel caso di locali interrati e seminterrati deve essere inoltrata richiesta preventiva dI deroga allA.S.L., secondo la vigente normativa in materia. Per le attivit svolte presso il domicilio dellesercente, i locali devono essere assolutamente indipendenti da quelli adibiti ad uso abitazione, con ingresso separato e con servizi igienici propri.

g)

Articolo 16 - Requisiti delle attrezzature e delle dotazioni tecniche


1. Le attrezzature e le dotazioni tecniche utilizzate per lesercizio delle attivit di cui allart. 1 devono soddisfare i seguenti requisiti: a) Il mobilio e larredamento devono essere tali da permettere una completa pulizia giornaliera ed una periodica disinfezione. Le poltrone devono essere di materiale lavabile e gli eventuali relativi poggiatesta devono essere protetti da idonee coperture da cambiarsi per ogni persona; b) Gli esercizi devono essere dotati di almeno un armadio a destinazione esclusiva con sportelli per la conservazione della biancheria pulita, e di contenitori chiudibili, lavabili e disinfettabili per la biancheria usata, nonch di recipienti muniti di coperchio con apertura a pedale per la raccolta delle immondizie. La biancheria utilizzata deve essere monouso o, in alternativa, appositamente sanificata, singolarmente imbustata, utilizzata una sola volta e depositata dopo luso in contenitori appositamente dedicati. c) Gli esercizi devono essere dotati di un armadietto contenente materiale per il pronto soccorso. Tutte le attrezzature presenti negli esercizi devono rispondere ai requisiti prescritti dalle vigenti normative in materia. In nessun caso consentito tenere nellesercizio attrezzature non pertinenti allattivit autorizzata;

2.

Articolo 17 - Procedimenti per la lavorazione


1. Nei procedimenti seguiti per la lavorazione devono essere adottati gli opportuni accorgimenti, atti ad evitare qualsiasi danno alle persone ed in particolare: a) Devono essere utilizzati prodotti regolarmente in commercio da tenere negli originali contenitori muniti di etichetta, o di altro marchio, della casa produttrice. Nelluso di tali prodotti gli operatori devono attenersi alle prescrizioni della casa produttrice e delle autorit sanitarie; b) Le tinture, i fissativi e gli altri preparati le cui esalazioni possono essere nocive, dovranno essere manipolati con lutilizzo di D.I.P. ; c) Le lavorazioni nelle quali vengono utilizzati prodotti o solventi le cui esalazioni possono risultare nocive o soltanto fastidiose, devono essere sempre seguite da rapide ed abbondanti aerazioni dellambiente; pag. 7 di 10

2.

Durante le manipolazioni e le applicazioni di sostanze o liquidi infiammabili, si deve evitare che nellesercizio siano accese fiamme libere.

Articolo 18 - Obblighi del titolare


1. Il titolare dellesercizio deve tenere in custodia ed esibire ad ogni richiesta dellautorit di vigilanza, la certificazione di idoneit sanitaria del personale di lavoro o di assistenza, comunque adibito allesercizio di una o pi delle attivit di cui allart. 1, attestante limmunit da malattie infettive e diffusive. 2. Il medesimo titolare, se affetto da qualsiasi forma di malattia infettiva, anche sospetta, particolarmente se epidermica, tenuto ad allontanarsi immediatamente dallesercizio e farne tempestiva denuncia alle competenti autorit sanitarie. Analoghe misure egli obbligato ad adottare nei confronti del personale di cui al comma 1. 3. Il titolare inoltre responsabile dellinosservanza, anche da parte del personale di cui al comma 1, delle seguenti norme igieniche: a) I locali, compresi quelli di servizio, devono essere tenuti con massima pulizia e disinfettati periodicamente; b) Chi lavora nellesercizio deve osservare costantemente le pi scrupolose norme di pulizia e di igiene personale, con speciale riguardo alle mani e alle unghie, ed indossare un abbigliamento da lavoro sempre in stato di perfetta pulizia. Prima di iniziare ciascun servizio laddetto deve lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone; c) Nelle attivit di manicure e pedicure estetico, la parte da trattare deve essere abbondantemente lavata con acqua e sapone e accuratamente disinfettata; d) Dopo la rasatura della barba deve essere assicurata ai clienti la possibilit di lavarsi con abbondante acqua corrente e la possibilit che la superficie rasata sia spruzzata con soluzione alcolica al 50% o con altri idonei preparati disinfettanti; e) La biancheria utilizzata deve essere sempre perfettamente pulita, lavata ad alta temperatura e cambiata di volta in volta per ogni persona; f) I pettini e le spazzole per capelli devono essere accuratamente lavati e disinfettati dopo ogni servizio; g) Tutti gli attrezzi in genere occorrenti per lesercizio delle attivit devono essere sempre tenuti in condizioni di perfetta pulizia e, ove la loro natura lo richieda, sanificati secondo la procedura gi stabilita con O.S. n. 510 del 17/07/03. In specie la disinfezione degli utensili e degli oggetti che vengono a contatto diretto con le parti cutanee del cliente, come le forbici ed altri strumenti metallici, deve eseguirsi in apposite apparecchiature a mezzo di calore o con metodi chimici. I rasoi e gli altri strumenti taglienti devono avere lame monouso che devono essere sconfezionate in presenza del cliente prima del taglio e non possono essere riutilizzate. Tutte le lame monouso utilizzate devono essere smaltite secondo la normativa vigente ( D. Lgs 22/90 e successive modificazioni ) in appositi contenitori rigidi. La biancheria utilizzata deve essere monouso o, in alternativa, appositamente sanificata, singolarmente imbustata, utilizzata una sola volta e depositata dopo luso in contenitori appositamente dedicati. I supporti devono essere sterilizzati in apposite apparecchiature a mezzo di calore o mediante disinfettanti chimici. h) gli strumenti taglienti monouso devono essere raccolti in contenitori rigidi o, comunque, sufficientemente protettivi; i) lo smaltimento dei rifiuti deve avvenire in conformit a quanto stabilito dalle vigenti normative in materia; j) le persone manifestamente affette da malattie contagiose o presentanti evidenti lesioni cutanee infiammatorie devono essere servite utilizzando tutte le precauzioni del caso ( D.I.P. per gli operatori, utilizzo di biancheria esclusivamente monouso ), provvedendo alla sanificazione delle attrezzature non monouso utilizzate, secondo le procedure gi prima evidenziate; k) per lesercizio delle attivit di cui al presente Regolamento al letto degli ammalati di malattie infettive, sia quando lammalato a domicilio che ricoverato in luoghi di cura, necessario il preventivo parere sulla contagiosit o meno della malattia da parte della competente autorit sanitaria. pag. 8 di 10

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Per occasionali esigenze di profilassi e di igiene, la competente autorit sanitaria potr, comunque, emanare tutte le norme, prescrizioni e/o indicazioni del caso ad osservanza delle vigenti disposizioni in materia di igiene e sanit, sia per i locali che per le attrezzature e suppellettili.

Capo IV - Controlli e sanzioni


Articolo 19 - Controlli
1. Per la verifica dellosservanza delle disposizioni del Regolamento, gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, allA.S.L. Napoli 1, cui, in particolare, demandata la vigilanza sui requisiti igienico sanitari e sulle norme comportamentali della conduzione delle attivit, ed a qualsiasi altra Autorit cui siano attribuiti poteri di accertamento, possono accedere per gli opportuni controlli in tutti i locali ove si svolgono le attivit di cui allart. 1.

Articolo 20 - Sanzioni
1. Salvo che la legge disponga altrimenti, la violazione delle norme del Regolamento punita con la sanzione amministrativa pecuniaria previste dallart. 7-bis, comma 1, del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, nel rispetto delle disposizioni della Legge 24 novembre 1981 n689. Ai sensi del comma 1- bis del citato art. 7 - bis del D.Lgs 18/08/2000 n. 267, la sanzione amministrativa di cui al comma 1 si applica anche alle violazioni alle ordinanze adottate dal Sindaco sulla base delle disposizioni di cui al Regolamento. Per lattivit di acconciatore esercitata in assenza di uno o pi requisiti o in violazione delle modalit previste dalla legge 17 agosto 2005 n.174, si fa riferimento alle sanzioni previste dallart.5 della medesima legge. Per lattivit di estetista esercitata in mancanza della qualificazione professionale o in mancanza della dichiarazione di inizio attivit, si fa riferimento alle sanzioni previste dallart.12 della legge 4 gennaio 1990 n.1. Indipendentemente dallapplicazione delle sanzioni di cui ai comma 1 e 2, in caso di recidiva della violazione delle norme di cui al presente regolamento entro un anno dallaccertamento della prima, il Dirigente del competente ufficio comunale competente pu ordinare, previa diffida: la sospensione dellattivit per un periodo di 5 giorni alla prima recidiva; la sospensione dellattivit per un periodo di 10 giorni alla seconda recidiva. Allaccertamento della terza recidiva il predetto Dirigente pronuncia la decadenza dallesercizio dellattivit, ai sensi dellart. 8 comma 1, lett. g. Ferma restando lapplicazione delle altre sanzioni di cui al presente articolo, il citato Dirigente ordina limmediata cessazione dellattivit quando essa venga esercitata in mancanza della prescritta segnalazione certificata di inizio attivit. Nel caso di inottemperanza a tale ordine, nel termine di cinque giorni dalla data della sua notifica, il medesimo Dirigente dispone la chiusura coattiva dellesercizio, incaricando la Polizia Locale di porre in essere le necessarie attivit.

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a. 6. 7. 8.

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Capo V - Norme finali e transitorie


Articolo 21 - Abrogazioni
1. Ulteriori norme contenute in altre disposizioni regolamentari dellAmministrazione ed afferenti a vario titolo alla materia di cui al Regolamento, se in contrasto o previgenti a quelle ivi contenute, sono abrogate. pag. 9 di 10

Articolo 22 - Norme transitorie


1. I soggetti gi autorizzati all'esercizio delle attivit di cui al presente Regolamento, devono procedere, entro 2 anni dalla entrata in vigore di questultimo, alladeguamento dei locali in conformit a quanto in esso previsto.

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