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Reggio Children - differenze e spunti tra strutture infantili


italiane e strutture infantili americane Riassunto Pedagogia
dell'infanzia
Pedagogia dell'infanzia (Università degli Studi di Milano-Bicocca)

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Rendere visibile l’apprendimento: bambini che apprendono individualmente


e in gruppo
Il lavoro di gruppo offre un contesto di apprendimento.
Il gruppo di apprendimento è un insieme di persone emotivamente,intellettualmente ed esteticamente
impegnate nella soluzione di problemi, nella realizzazione di prodotti e nella costruzione di significati; in
questo insieme ognuno apprende sia in modo autonomo sia attraverso le modalità di apprendimento con
gli altri:
 sono formati sia da adulti che da bambini
 bisogna documentare i processi di apprendimento dei bambini
 i componenti sono coinvolti in dimensioni emotive, estetiche ed intellettive dell’apprendimento
 il focus dell’apprendimento in questi gruppi si estende oltre l’apprendimento individuale per creare
un corpo collettivo di conoscenze
 intenzionalità (ragione per cui si partecipa ad un gruppo di apprendimento)
 obiettivi : risoluzione di problemi, realizzazione di prodotti, costruzione di significato
 il gruppo di apprendimento è un’opportunità per promuovere competenze e scoperte individuali
Documentazione: da visibilità alle dinamiche di apprendimento sia individuale sia di gruppo, promuove,
inoltre, l’apprendimento individuale nel gruppo. Le due caratteristiche della documentazione sono:
l’interpretazione e la riflessione.
Questo libro si sofferma su un lavoro svolto in collaborazione tra Project Zero e Reggio Children.

Introduzione:
I nidi e le scuole dell’infanzia comunali di Reggio Emilia sono ispirate al lavoro ed al pensiero di Loris
Malaguzzi; al loro interno i bambini nella loro interezza (mente, corpo, emozioni) sono trattati con serietà e
rispetto, favorendo allo stesso tempo l’esperienza del piacere, del divertimento, della bellezza e
dell’apprendimento. I pedagogisti fanno leva sulle potenzialità percettive e cognitive dei bambini e sui loro
forti stimoli all’apprendimento.
La Project Zero è una delle istituzioni americane di maggior rilievo nel campo della ricerca di base in ambito
cognitivo e pedagogico con una specifica attenzione alle arti. Fu fondata nel 1967 da Nelson Goodman, e ha
seguito due itinerari di pensiero:
 una parte del lavoro si focalizza sul metodo migliore per valutare l’apprendimento dello studente
 un’altra parte si focalizza sulle modalità per ottenere, nello studio delle diverse discipline, una
migliore comprensione
Il titolo “Rendere visibile l’apprendimento” vuole: risaltare l’interesse di Reggio per i linguaggi visivi e usare
la documentazione come strumento potente per comunicare a tutte le parti interessate cosa si è appreso
nel corso di un’esperienza significativa.

La mano giusta:
Episodio in cui emergono le sorprendenti e precoci doti dei bambini di valutare situazioni, oggetti e
competenze. In questo episodio emerge come i bambini piccoli sappiano leggere i problemi posti dal
contesto (fessura troppo piccola), fare ipotesi e previsioni (la mano di Matteo è più piccola) e
autorganizzarsi per tentare soluzioni coerenti.
Saper scegliere come risolvere un problema e farlo con l’aiuto di un amico ci mostra come il bambino molto
precocemente misura i rapporti tra le cose e ha una manifesta capacità di costruire relazioni significative
con i coetanei.

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Nidi e scuole dell’infanzia come luoghi di cultura:


La scuola del bambino piccolo è un luogo educativo e di educazione dove si educa e ci si educa; e un luogo
di trasmissione e costruzione di saperi e valori; è un luogo in cui si elabora una cultura personale e
collettiva; è un luogo di formazione. L’individuo viene formato per poi orientarsi, scegliere i valori che
sosterranno le sue relazioni e i suoi rapporti con la comunità in cui vive.
Il termine educazione è strettamente connesso con il termine valore: “i valori sono gli ideali a cui aspira
l’uomo nella sua vita”.
 i valori sono correlati alla cultura di appartenenza: la determinano e ne sono determinati
 valore olistico: valore della soggettività come interezza ed integrità
 valore della differenza: si basa sulle unicità e irripetibilità di ogni individuo (siamo tutti diversi); la
differenza diventa un valore solo se connessa all’integrazione (non pretende d’incontrare una sola
realtà, senza incontrare i contrasti e le contraddizioni presenti in una realtà composta da diverse
visioni)
 valore della partecipazione: sentirsi parte e partecipi, non è confinabile alle sole famiglie ma è
anche un valore della scuola che prevede spazi, linguaggi, strategie e organizzazioni
 valore di democrazia: il rapporto tra il soggetto e la comunità in cui vive può essere regolato e
orientato in modo da esaltare i protagonisti o le deleghe
 valore dell’apprendimento: l’apprendimento è un “luogo di relazione” che fa riflettere
sull’educazione e fa cercare vie nuove nell’educazione e nella formazione
 valore del gioco, del divertimento, delle emozioni, dei sentimenti (elementi essenziali per ogni
processo conoscitivo ed educativo)
L’istituzione scolastica è dunque un luogo privilegiato per la formazione, ma non l’unico; deve superare il
conflitto tra esigenze di autonomia, autoaffermazione e aspettative di appartenenza.
Oggi viviamo una fase di crescente globalizzazione: la costruzione del sé, del soggetto, diviene sempre più
definita come un punto d’intersezione e di identità molteplici. Il soggetto esprimerà sempre di più
un’identità interculturale, intersoggettiva. L’educazione interculturale è dunque uno degli orientamenti
essenziali per definire la qualità del nostro futuro.

Il prezzo giusto:
Nello scambio i bambini percepiscono il numero come un elemento importante, riescono a capire il
significato convenzionale del numero in termini di quantità. Nel gioco del negozio i bambini possono
mettere insieme questi significati convenzionali mettendoli in relazione gli uni con gli altri. Nello scambio di
oggetti/monete vengono scambiate anche competenze.
Sulla natura dell’organizzazione:
L’organizzazione è una parte strutturante l’identità della scuola. La qualità degli apprendimenti,soprattutto
di quelli in gruppo, è strettamente correlata alla qualità delle opportunità di condividere e partecipare a
contesti educativi quotidiani della scuola.
Le scuole si sono concentrate sulle tecniche di insegnamento andando a trascurare l’importanza della
relazione e della comunicazione nel processo di crescita e apprendimento del bambino.
Le scuole e i nidi di Reggio Emilia si sono soffermati sulla convinzione della necessità di una stretta alleanza
tra teoria e pratica; la scuola è vista inoltre come un sistema di comunicazione e relazione che valorizza la
natura dialogica dell’individuo e della conoscenza. In queste scuole si è proposto di far dialogare insieme gli
aspetti politici, amministrativi e pedagogici in modo tale da costruire negli operatori uno sgurado largo,
interessato alle vicende del bambino come vicende del mondo. Novità: si dichiara che i significati, i saperi si
costruiscono, non esistono al di fuori di noi, il bambino non è uno spettatore ma diventa un attore della
propria vita ( ribaltamento concettuale, culturale del modo d’intendere l’educazione).

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Nelle scuole di Reggio sono organizzati gli spazi,i tempi, le attività, la formazione degli operatori.. ci sono dei
team di lavoro all’interno della scuola che si occupano della riflessione sull’azione. importante è inoltre
l’introduzione di due insegnanti per sezione per contrastare l’isolamento dell’insegnante: le scelte sono
frutto di accordi, disaccordi o negoziazioni.
Una giornata a scuola, una quotidianità straordinaria:
Il contesto non è solo ciò che tiene insieme persone,oggetti, strumenti e simboli culturali ma comprende
l’ambiente fisico,culturale e sociale. Nelle scuole di Reggio l’ambiente non è più pensato come un insieme
di variabili che agiscono dall’esterno, favorendo o ostacolando i comportamenti o i pensieri dell’individuo,
ma viene considerato parte integrante dell’apprendimento e della conoscenza di ciascuno.
A scuola il contesto scolastico e gli individui che lo abitano contribuiscono a dare importanza e significato
all’esperienza. L’obiettivo di queste scuole è sviluppare una scuola amabile (operosa,creativa, vivibile,
documentabile, dove sia possibile apprendimento, ricognizione e riflessione) dove stiano bene bambini,
insegnanti e famiglie. Analisi di una giornata all’interno di una scuola dell’infanzia:
 attesa
 ingresso
 saluto tra genitori e bambini (momento delicato)
 accoglienza: benessere dato dal sentirsi aspettati e accolti
 attese: i bambini si aspettano, si autorganizzano; i gruppi non sono stabili, si muovono, si ampliano,
si riducono..
 istituzione di mini atelier, piccoli spazi progettati per permettere ai bambini di stari soli o in piccoli
gruppi
 previsioni mensili e settimanali che riguardano progetti nuovi o precedentemente avviati
 preparazione dei materiali
 senso di appartenenza con l’ambiente: cura dell’estetica
 corresponsabilità: compresenza di due insegnanti per sezione
 i bambini possono portare oggetti da casa: scuola e casa sono luoghi in continuità
 presenza di uno spazio dei travestimenti: sviluppo immaginazione
 sistema educativo che incoraggia confronto e comunicazione: riduzione aggressività
 assemblee collettive: si decidono le attività della giornata e i gruppi di lavoro
Documentazione e valutazione: quale relazione?
Il concetto di documentazione in ambito scolastico non consiste in una raccolta di documenti atti a
comprovare la verità di un fatto o a confermare una tesi , ma viene elaborata nella sua valenza rievocativa
(possibilità riflessiva). Il percorso educativo è reso visibile attraverso un’attenta documentazione dei dati
relativi all’attività, per cui si possono utilizzare varie tipologie di strumenti (grafici, verbali..).
I documenti testimoniano le tappe salienti di un percorso predefinito dall’insegnante che ha reso possibile il
raggiungimento degli obiettivi.
I documenti sono utilizzati dopo, non durante il processo.
L’esperienza reggiana pone l’accento sulla documentazione come parte integrante delle procedure che
favoriscono l’apprendimento. La documentazione cerca di mettere insieme gli avvenimenti e dargli un
senso.
Pedagogia dell’ascolto:
 ascolto come sensibilità alla struttura che connette, a ciò che ci connette all’altro
 ascolto come metafora della sensibilità, della disponibilità ad ascoltare e ad essere ascoltati
(ascolto con tutti i sensi non solo con l’udito)
 ascolto dei mille linguaggi, simboli,codici con cui ci esprimiamo e comunichiamo

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 ascolto come “tempo dell’ascolto”


 ascolto interiore di noi stessi
 ascolto come emozione (è generato da un’emozione e provoca emozioni)
 ascolto generato dal dubbio, dall’incertezza che non è insicurezza ma sicurezza che ogni verità è
tale se contiene la consapevolezza dei suoi limiti
 ascolto che fa uscire il soggetto dall’anonimato, lo legittima e gli da visibilità
 ascolto come promessa ad ogni rapporto di apprendimento
 ascolto come contesto di ascolto,dove si ascolta e si narra, dove il soggetto si sente legittimato a
rappresentare le sue teorie e a narrare le sue interpretazioni su una determinata questione-
problema
La capacità di ascolti e aspettative reciproche è una qualità della mente e dell’intelligenza, presente nel
bambino piccolo. I bambini hanno il “tempo dell’ascolto”, un tempo rarefatto, curioso, sospeso, pieno di
attesa. Essi sono biologicamente predisposti all’ascolto, a comunicare e ad essere in relazione con l’altro:
predisposizione innata.
La scuola dovrebbe essere un contesto di ascolti plurimi: dell’insegnante, dei bambino, del gruppo dei
bambini..
Importanza del concetto di scaffolding: il contesto e la rete di aspettative reciproche sostengono i processi
individuali e di gruppo.
La documentazione: produzione di tracce-documenti capaci di testimoniare e rendere visibili le modalità di
apprendimento individuale e di gruppo; la documentazione permette al gruppo o al singolo bambino di
osservarsi da un punto di vista esterno mentre conosce.
 consente di dare visibilità ai propri processi e alle strategie conoscitive utilizzate da ciascun
bambino
 consente di rileggere, rivalutare e visitare nel tempo l’esperienza fatta
 modifica l’apprendimento da un punto di vista epistemologico
La documentazione è un processo dialettico, affettuoso e poetico che accompagna e pregna il processo
conoscitivo; non è solo interpretabile ma è essa stessa interpretazione. E’ una forma comunicativa intra e
inter personale poiché offre a chi legge un’occasione riflessiva.
Leggibilità: la documentazione è una forma narrativa costituita da scritture con un proprio codice (efficacia
comunicativa). Le scritture devono essere leggibili anche da chi non è presente nel contesto.
Valutazione- sguardo valorizzante: valorizzante vuol dire che da valore al contesto e che assume alcuni
elementi di tale contesto come valore; la valutazione rende espliciti e visibili gli elementi valoriali con cui il
documentatore ha proceduto attuando la documentazione. La valutazione è una parte intrinseca della
documentazione e della progettazione.
La competenza docente: è una comprensione, una pura conoscenza; indica quel tipo di familiarità con i fatti
rilevanti, tale da mettere in grado chi la possiede di dire cosa sia rilevante e di ipotizzare cosa sia adatto a
ciascuna situazione, cosa cioè, in determinate circostanze sia conveniente al soggetto che apprende. La
cultura dell’insegnante deve essere ampia e spaziare su molti ambiti del sapere: sapere multidisciplinare.
Un insegnante è colto perché ha la cultura della ricerca, della curiosità, del lavorare in gruppo: cultura del
progetto (esso è partecipe al progetto come persona).

Teatralità:
Il gioco è un contesto di apprendimento individuale o di gruppo; per i bambini piccoli, l’imitazione è parte
fondamentale per l’apprendimento.
ricerca basata sull’ipotesi che i bambini possano molto precocemente produrre e decodificare
“alfabeti teatrali” (convenzioni e strumenti tipici dell’azione teatrale).

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Documentare il documentatore
Quando gli insegnanti si confrontano sulle scelte e sulle azioni che compiono, diventano piùcapaci di
ascoltare i bambini, di essere in sintonia con le loro strategie di apprendimento e più disponibili al
cambiamento . Il confronto tra colleghi è una risorsa per la costruzione della propria professionalità.
I bambini delle scuole dell’infanzia di Reggio, dopo tre anni trascorsi in queste scuole, sono coinvolti nella
progettazione e realizzazione di un’opera collettiva: in questo brano l’opera da realizzare consiste nella
costruzione di un ponte che colleghi un vecchio tronco tagliato con un albero ancora vivo (unione di
energia vitale tra il grande albero vivo e il piccolo tronco = metafora portante del progetto).
Insegnanti coinvolte:
 Isabella: inesperta, formazione artistica, competente nelle nuove tecnologie;
 Vea: formazione artistica, importante contributo nel dare identità plurime alla documentazione;
 Laura: formazione pedagogica, testimone dei processi di apprendimento e conoscenza dei
bambini.
I protagonisti del percorso conoscitivo sono 4 bambini.
Diario del progetto:
 preparazione giardino per accogliere i bambini nella realizzazione dell’ “abbraccio-ponte”
 collocazione di facilitatori della memoria (modelli grafici e tridimensionali del ponte) e di
materiali intelligenti (sollecitatori di pensieri e azioni)
 incontro tra insegnanti e bambini (annotazioni delle frasi dei bambini soprattutto sul problema
della misurazione): creazione di modelli che contengono informazioni utili sulla costruzione del
ponte
 incontro tra le insegnanti per ricapitolare l’incontro con i bambini (punti di vista diversi sulla
realizzazione del progetto)
 documentazione: note personali, diapositive, trascrizioni delle conversazioni; il focus della
documentazione è spostato sulla soggettività dei documentatori
 emergono tre ipotesi documentatitive che anche se partono da una situazione osservativa
comune sono molto diverse:
 Isabella: “documentario per concetti”, rende possibile il confronto
 Laura: pone attenzione ai soggetti che compongono il gruppo e ai loro diversi processi di
apprendimento
 Vea: si concentra sulla narrazione
 importanza delle immagini nel documentario
Conversazione con un gruppo d’insegnanti
La conversazione si sviluppa tra Amelia Gambetti, coordinatrice di Reggio Children, varie insegnanti che
da anni lavoravano presso la scuola comunale dell’infanzia La Villetta e alcune supplenti che avevano
iniziato da poco la loro esperienza.
Nella prima parte della conversazione emergono le difficoltà all’ingresso di Simona, una supplente, nella
scuola: aveva bisogno di sentirsi dire cosa fare, non sentiva la solidarietà nel gruppo, aveva paura di
essere giudicata e incontrare possibili incomprensioni. La strategia attuata da Simona è stata
l’osservazione dei bambini ma soprattutto dei colleghi e il confronto con quest’ultimi.
Una particolarità che emerge dalla conversazione è l’importanza attribuita alla costruzione di
documentari, essi danno visibilità alle esperienze, permettono la riflessione.
Viene sottolineata l’importanza delle domande, a volte le insegnanti più esperte danno certe cose per
scontate, è invece importante per le nuove arrivate continuare a farsi e a fare domande per chiarirsi le
idee, per capire come agire e come comportarsi.

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L’osservazione si base sull’esperienza, solo l’esperienza e il confronto con l’altro permettono di vedere (il
confronto continuo è essenziale ..l’altro propone un diverso punto di vista). L’osservazione è una forma di
ascolto .
Importanza dei gruppi di apprendimento:
 condividere delle cose con gli altri i quali ti sentono parte di un gruppo e sono disposti ad aiutarti
 superare i problemi insieme
 sentirsi accettati
 valore dell’errore: imparare ad usare l’errore come una risorsa
 importanza del confronto con gli altri
 trovare strategie e soluzioni in gruppo
 il gruppo di apprendimento aiuta nella continua ricerca dell’identità
 lo sguardo critico degli altri offre elementi costruttivi alla complessità della situazione
 possibilità di imparare sbagliando
 non si teme il giudizio degli altri
La scuola come luogo di apprendimento di gruppo per i genitori
La relazione scuola-famiglia è importante ed è capace di promuovere l’apprendimento individuale e di
gruppo dei bambini. Questa relazione costituisce una caratteristica essenziale del progetto educativo
delle scuole comunali di Reggio Emilia per la prima infanzia.
Il progetto educativo dei nidi e delle scuole comunali dell’infanzia di Reggio è un progetto partecipato che
coinvolge bambini, insegnanti e genitori.
La partecipazione di bambini, insegnanti e genitori non è intesa come “ prendere parte “ a qualcosa, ma
come essere parte di un noi a cui diamo vita partecipando.
Prima dei genitori, nell’esperienza educativa reggiana, sono i bambini i soggetti principali di
partecipazione.
Le insegnanti sono partecipi nella costruzione dei processi di conoscenza di ogni bambino, del gruppo dei
bambini e del proprio.
Per attuare la partecipazione la scuola deve aprire spazi, luoghi, momenti dove tutti possano scoprire la
possibilità di dire e di essere ascoltati.
La partecipazione è un’esperienza ed un processo in cui contenuti e strategie sono in una relazione
reciproca e interdipendente, generando percorsi inediti che si costruiscono in relazione con l’identità dei
singoli protagonisti e dei gruppi in cui essi si aggregano.

Genitori e robotica:
La scuola è un luogo di incontro-confronto di idee , desideri, contesto di ricerca individuale e di gruppo..
La velocità delle trasformazioni che le nuove tecnologie stanno operando nella società e nella relazione
tra persone, pongono bambini, insegnanti e genitori in una situazione evolutiva e di apprendimento.
In un incontro tra genitori ed insegnanti quello che emerge è che il rapporto con le nuove tecnologie è un
discorso che affascina ma al contempo preoccupa i genitori
Dopo alcuni giorni arriva nella scuola un nuovo programma informatico, con un’interfaccia utilizzabile
facilmente dai bambini, in grado di amplificare le possibilità di gioco e di ricerca. Con questo nuovo
programma nasce nei bambini l’idea, accolta dai genitori, di realizzare una pista per gare di robot .
Gli incontri tra i genitori per la realizzazione della pista diventano occasioni di apprendimento, consentono
di costruire insieme significati, di condividere valori..

Il coraggio dell’utopia

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Maria Montessori proponeva di spostare l’azione della scuola dall’insegnamento all’apprendimento


favorendo la presenza dell’insegnante come aiuto sempre disponibile, proponeva inoltre di costruire un
ambiente educativo per l’apprendimento attraverso l’allestimento degli spazi, di arredi, materiali..
Tuttavia, ci si è discostati dal pensiero della Montessori, continuando a parlare per lungo tempo della
scuola, dell’apprendimento, dell’insegnamento utilizzando unicamente un linguaggio verbale.
E’ tempo di cambiare, i luoghi di ricerca sull’apprendimento devono estendersi alle scuole e consentire a
insegnanti e studenti di riflettere sui modi del loro apprendere e conoscere. La documentazione deve
sostenere l’apprendimento: essa non si limita a rendere visibile ciò che è, ma rendendo visibile
un’esperienza essa la fa esistere e la rende condivisibile. La documentazione permette di documentare il
senso della ricerca di significati che bambini e adulti vivono insieme.
Ciò che inoltre ha soffocato il pensiero di Maria Montessori è l’aver negato alla scuola l’accesso al
concetto di ricerca. La ricerca ha forti aspetti emotivi (la situazione di apprendimento coinvolge le
emozioni di chi apprende), dovrebbe essere fatta in gruppo in quanto esso è una struttura ideale per
accogliere i bisogni personali di chi apprende.

Osservare il gruppo da vicino:


Ricerca pedagogica: processo che ha inizio con l’esperienza, nelle sezioni, degli insegnanti con i bambini.
Gli insegnanti osservano i bambini per tutta la giornata scolastica, sia nei momenti di gioco e di attività
progettate dai bambini stessi, sia duranti i progetti più lunghi e complessi. Spesso i bambini lavorano in
piccoli gruppi con un insegnante di sezione ed un atelierista (si scambiano idee e decidono gli interventi),
mentre un secondo insegnante osserva e coordina le attività degli altri bambini. Gli insegnanti
documentano l’attività dei bambini attraverso molteplici strumenti (fotografie, annotazioni, schizzi,
registratore audio), successivamente rileggono più volte le loro trascrizioni per comprendere e
interpretare l’accaduto. Il processo di ricerca pedagogica è continuo.
La curiosità di capire
L’osservazione e la documentazione sono gli strumenti su cui si basa la ricerca attorno ai processi
educativi e di conoscenza dei bambini e degli adulti.
La scuola Diana e molte scuole dell’infanzia di Reggio:
 anni 70: percorso di ricerca focalizzando inizialmente l’attenzione sul grande gruppo di bambini
 metà anni 80: approfondimenti osservativi e documentativi su gruppi più piccoli
 primi anni 90: documentazione dei processi individuali

Individualismo sociale:
I bambini mettono in atto diverse strategie per mantenere il gruppo coeso; sembrano consapevoli dei
vantaggi , anche individuali, derivanti dal successo del lavoro di tutto il gruppo. Nel corso del lavoro
mettono in atto una serie di regole formali alle quali aderisce tutto il gruppo, efficaci per il
raggiungimento di un obiettivo.
Progetto di una scultura in ceramica:
 scelta bozzetto finale che contiene le idee migliori per la scultura
 nuovo bozzetto: tutti mettono un pezzo con l’accordo degli altri
 il lavoro in gruppo è una condizione arricchente, permette lo sviluppo di diversi aspetti
dell’intelligenza (usare altri punti di vista, negoziazione, valutare più possibilità..)

La dimensione dei gruppi che permette la comunicazione

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Nelle scuole di Reggio sono previsti spesso piccoli gruppi di bambini(6 individui massimo) occupati
contemporaneamente in attività diverse. I gruppi possono essere indipendenti o dipendere da un
insegnante.
Sottogruppi nel gruppo
Il gruppo è un aggregazione di individui (più ritmi che fluiscono contemporaneamente).
Discussione tra bambini e insegnante sulla scultura in creta da realizzare. Bambine e bambini si
organizzano autonomamente in 3 sottogruppi di lavoro, ognuno dei quali ha dei propri tempi di
realizzazione. Ogni sottogruppo costruisce la propria scultura. I gruppi sono aperti a ridimensionamenti
dati dal naturale corso degli eventi e delle caratteristiche dei partecipanti.
DI fronte a rappresentazioni complesse i bambini tendono a creare organizzazioni collettive, simili ad
una catena di montaggio : ognuno ha il suo compito. Nei gruppi di apprendimento è importante l’uso del
linguaggio verbale (varia in relazione all’età):
 chiedere/esprimere approvazione
 chiedere/esprimere pareri e opinioni
 chiedere/fornire aiuto
 progettare possibilità
 negoziare
 richiamare l’attenzione dei componenti del gruppo usando un nome proprio
Al termine del lavoro viene riunito il gruppo per valutare non solo il risultato visibile ma anche il percorso
costruttivo.
Progetti autonomi:
Molti progetti nascono dai bambini e si realizzano in modo autonomo; spesso i coetanei sono degli ottimi
insegnanti.
Formazione dei gruppi, come i bambini si scelgono l’un l’altro in autonomia:
Le caratteristiche individuali presenti in un gruppo sono importanti come base per farne un gruppo di
apprendimento. L’insegnante, nella formazione di un gruppo, deve negoziare con i desideri dei bambini,
inoltre deve saper porre i bambini in contesti di gruppo capaci di aumentare le possibilità di
comprensione dei diversi soggetti e del gruppo nel suo insieme.
A cooperare si impara:
La socialità è un esercizio continuamente e autonomamente praticato dai bambini. Tuttavia la
negoziazione e la collaborazione non sono atteggiamenti scontati.
E’ importante e motivante per i bambini avere un contesto significativo nel quale collocare il lavoro,
inoltre le scelte di un’organizzazione collaborativa privilegiano soluzioni che conservano il lavoro
individuale di tutti.
L’apprendimento individuale nel gruppo:
Rispetto al passato, oggi i bambini sembrano faticar maggiormente ad accettare un risultato grafico
distante dalle rappresentazioni del reale e che le soddisfazioni si ottenga nano allenandosi e accettando
di misurarsi più volte con gli stessi soggetti. Per i bambini si è contratto il tempo che intercorre tra il
desiderio di qualcosa e il suo soddisfacimento.

Ipotesi di progetto:
 delimitazione iniziale del campo d’indagine e individuazione del tema da proporre ai bambini
 identificazione di un contesto significativo dove collocare il progetto
 quesiti iniziali relativi al tema individuato
 prime piste osservative relative alle ipotesi verbali dei bambini
 identità del gioco girotondo: proposta che coinvolge tutti i bambini. i bambini giocano al
girotondo, parlano di girotondi e possono anche rappresentarli graficamente, disegnandoli.

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 metodologia della proposta (proposta fatta a tutti i bambini lasciando autonomia nella
formazione dei gruppi)
 autovalutazione e valutazione

Autoverifica e verifica:
Viene proposto ai bambini di ripercorrere il lavoro fatto nelle realizzazioni grafiche del girotondo, i
dubbi, le difficoltà incontrate, le soluzioni(diversità delle soluzioni individuali) e le cose in sospeso
(sviluppo processo di auto-riflessione): evoluzione dei pensieri nel processo di reali<<a<ioni grafiche.
Rilancio dei problemi:
Nella rappresentazione del girotondo i bambini hanno dovuto affrontare svariati problemi, dalla
rotazione a quello della rappresentazione dello spazio. In un secondo esperimento viene proposto ai
bambini di rappresentare il gioco “uno, due,tre..stella”; problemi: spazio dilatato, figure su piani diversi.
Il materiale raccolto nella realizzazione del progetto è stato trasformato in documentario e mostrato a
bambini, genitori e ad insegnanti di altre scuole. Le convinzioni di questo lavoro sono state:
 immaginazione e creatività non sono separate dagli aspetti cognitivi
 il sapere si raggiunge con ricerche ed esperienze personali e di gruppo
 la comprensione è favoriva dalla riflessione sulla documentazione e dal confronto con gli altri
 le documentazioni aiutano la comprensione delle strategie di pensiero dei bambini
Un processo di apprendimento può essere analizzato attraverso alcune voci rappresentative: uso di un
certo tipo di linguaggio verbale, costruzione di ipotesi, formulazione di teorie e strategie d’azione..

Il fax; idee, teorie e costruzioni sul viaggio di un fax tra Reggio


Emilia e Washington
Attivazione tra due scuole di un flusso di scambi comunicativi (comunicazione a distanza).
Problema: necessità di una comunicazione più veloce. Soluzione: utilizzo del fax (ipotesi sulla costruzione
e spedizione del fax, ipotesi su come fa il fax ad arrivare il America).
Prima di spedire un fax tutti i bambini dovranno vederlo, discutere e approvarlo.
La formazione di un gruppo è importante per le dinamiche di apprendimento che si attivano al suo
interno: il gruppo permette il confronto e l’autovalutazione, si rispetta il pensiero altrui..
Nel gruppo i bambini confronto le loro teorie e maturano l’idea che alcune parti possano convivere e
fondare insieme una teoria più complessa che appartiene al gruppo (una singola teoria non è sufficiente a
spiegare il viaggio del fax, si cerca di elaborare una nuova teoria provvisoria).
I bambini accolgono gli strumenti tecnologici e li usano non solo con intento comunicativo ma anche
come “palestra del pensiero”.

La città di Reggio Emilia


Emergono differenti percezioni della città da parte di bambini e bambine relativamente alla sua
rappresentazione .
Bambine: iniziano la rappresentazione dalla periferia della città; rappresentazione dall’alto; i punti di
vista sulla città variano (i disegni mostrano i cambiamenti); mescolamento di punti di vista (alto, di lato,
in prospettiva..);l’ idea di continuità nella città è molto forte nel gruppo (spazi connessi da strade);
condividono l’idea di una città composta da luoghi riconoscibili in cui loro vivono.
Bambini: iniziano la rappresentazione dal centro del foglio; rappresentazione di piazze e strade;
coerenza tra idee espresse e la rappresentazione finale; inserimento di elementi funzionali per la città
(acquedotto, sistema elettrico, stazione treni e bus..); sono interessati a descrivere una città simbolica,
una città vista come efficiente network urbano che soddisfa i bisogni e le necessità di base

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Forma, funzione e comprensione nei gruppi di apprendimento:


proposizioni dai nidi e dalle scuole dell’infanzia di Reggio Emilia
Sette proposizioni correlate tra di loro, elaborate dagli educatori di Reggio Emilia che mettono in risalto
il valore attribuito al lavoro e alle idee dei bambini:
1) I fattori che all’interno dei gruppi di apprendimento, nella prima infanzia, influenzano la
formazione, il funzionamento e la dimostrazione dell’avvenuta comprensione sono:
 la dimensione del gruppo, il numero dei bambini di un gruppo di apprendimento ha
influenza su come e cosa il bambino apprende; i piccoli gruppi (2,3,4 bambini) sono quelli
più efficaci per lo sviluppo di interazioni complesse, di capacità di ascolto,collaborazione
e negoziazione..
 l’età, la competenza e gli interessi dei bambini, nei gruppi di apprendimento l’età e i
livelli evolutivi dei bambini non devono essere molto divergenti; i bambini tengono in
considerazione le “zone di sviluppo prossimale” ( il divario esistente tra ciò che i bambini
riescono a compiere da soli e ciò che sanno fare con l’aiuto di un adulto o di un bambino
più competente); importanza degli interessi;
 il genere, a Reggio gli educatori formano gruppi misti di bambini e bambine anche se
maschi e femmine presentano differenze: i maschi preferiscono i gruppi ampi, le femmine
quelli con 2/3 massimo 4 membri, inoltre entrambi adottano diverse modalità per
l’individuazione ed il raggiungimento di un obiettivo comune;
 il tempo passato insieme, esso influenza i modi di conoscere se stessi e gli altri (es. ne
“la città di Reggio” le bambine si conoscono da anni e iniziano subito a suddividersi i
compiti, tra i bambini invece Giacomo ci mette più tempo ad inserirsi nel gruppo)
 le amicizie, costituiscono un criterio di scelta sia per gli adulti sia per i bambini;
l’amicizia può essere un forte legame in grado di favorire curiosità e scambi, gli amici si
spronano a vicenda; nei gruppi i bambini accomunati da legami di amicizia sono più
inclini alla collaborazione e i disaccordi non raggiungono un grado eccessivo di
conflittualità;
 la scelta dei materiali e l’allestimento dell’ambiente esercitano un’influenza sul come e
sul che cosa biene imparato dagli adulti e dai bambini nei gruppi di apprendimento; a
Reggio gli educatori utilizzano i “materiali intelligenti” che invitano alla ricerca,
stimolano la curiosità e il desiderio di sperimentare, mantengono un equilibrio tra
semplicità e complessità.
2) Gli individui all’interno dei gruppi di apprendimento hanno un loro approccio all’apprendimento,
che nondimeno può venire influenzato dagli approcci altrui. noi denominiamo questo fenomeno
“impronta digitale modificabile”.

Alcuni bambini piccoli esprimono personali approcci, che lasciano una specie di impronta
digitale, all’apprendimento facilmente riconoscibili. Questi approcci sono flessibili e in continua
trasformazione, possono influenzare o essere influenzati: i bambini molto piccoli sono più
sensibili agli approcci degli altri e assimilano con facilità le qualità più attraenti osservate negli
altri bambini. Quando i bambini scoprono delle differenze tra i propri approcci e quelli degli altri
accolgono la novità e conservano dentro di sé una traccia.
3) Nel momento dell’esplorazione collettiva delle idee e dei pensieri riguardanti un progetto, i
gruppi di apprendimento concordano su un insieme di regole (implicite ed esplicite).

Nella fase di esplorazione delle idee da parte di un gruppo di apprendimento, i bambini agiscono
in base ad un forte senso di giustizia e per mantenere un’atmosfera piacevole di collaborazione. I

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gruppi di apprendimento agiscono all’interno di un’intesa condivisa: ognuno esprime la sua


opinione, ogni componente dice quello che pensa, se qualcuno resta in silenzio è incoraggiato a
fornire un contributo. Il gruppo cerca di raggiungere l’obiettivo prefissato attraverso un senso di
democrazia e giustizia: partecipazione totale del gruppo. Il gruppo conserva la memoria di
ciascun componente, il contributo individuale ma ha un forte desiderio di dichiarare il lavoro
come creazione collettiva.
 inizialmente c’è una certa distanza con i componenti del gruppo
 il gruppo ha dimensioni ridotte
 le affermazioni verbali sono espresse al plurale (noi)
 si invita alla partecipazione di tutti i componenti
 il gruppo si scioglie quando l’obiettivo è raggiunto
4) I gruppi di apprendimento scelgono le idee secondo un’ estetica della conoscenza, “la struttura
che connette”.

Molto presto i bambini sviluppano una forte sensibilità verso un’estetica della conoscenza;
dimostrano capacità di scegliere “quello che è meglio”. La dimensione estetica serve da criterio di
valutazione della qualità di un’idea o di un metodo di lavoro e stimola ulteriori apprendimenti.
5) I gruppi di apprendimento sono caratterizzati da stili variegati ma sempre di natura ritmica.

Nel gruppo ci sono diversi stili di apprendimento che generano una sorta di movimento ritmico. I
bambini trasformano continuamente i loro stili e le loro strategie in relazione agli altri
componenti del gruppo. Nel gruppo si trae beneficio dalla tensione cognitiva che èuò svilupparsi,
in modo produttivo, grazie a due fattori fondamentali: 1- gli adulti pongono un atteggiamento di
ascolto verso i bambini 2- vengono prodotti documenti a testimonianza dell’esperienza del
gruppo. L’insegnante funge da memoria collettiva, sia ricordando ai bambini ciò che hanno detto,
sia portando in visione al gruppo dei lavori precedenti.
6) I gruppi di apprendimento possono dar luogo a un uditorio competente e trarne beneficio.

Spesso dei bambini che lavorano nei pressi di un gruppo di apprendimento, e che quindi hanno
modo di osservarlo e seguire il lavoro da vicino,diventano più competenti degli altri e cominciano
a presentarsi più frequentemente, ponendo domande, offrendo suggerimenti o valutando
l’operato del gruppo. Altre componenti sono quei bambini che hanno già sviluppato esperienze sul
progetto a cui il gruppo sta lavorando. A volte il gruppo può allargarsi per includere questi
componenti più competenti.
7) Indicatori (punti di riferimento in grado di orientare e guidare le osservazioni degli insegnanti e
di aiutarli nelle loro ricerche sulle modalità di apprendimento individuale e di gruppo, sono
flessibili e lasciano tracce di comprensione che devono essere adattate ai diversi contesti
educativi) che sostengono e dimostrano la comprensione nei gruppi di apprendimento:
 i bambini e gli adulti sentono di contribuire a un tutto più ampio e significativo ; i bambini
e gli adulti a Reggio contribuiscono alla costruzione di due tipi di comunità: quella della
conoscenza e quella della partecipazione democratica. Popper formulò il concetto di
“mondo 3”,egli opera una distinzione tra mondo fisico (mondo 1), mondo della
conoscenza come esiste nella mente degli individui (mondo 2) e mondo della conoscenza
come astrazione, che si pone oltre il livello individuale (mondo 3, es. le scienze).
Documentare l’apprendimento dei bambini pone le basi alla comunità della conoscenza:
la documentazione crea cultura nella scuole e costruisce una memoria collettiva. La
comunità della conoscenza sta generando simultaneamente due tipi di conoscenza: su un
argomento specifico e sui processi di apprendimento infantile.

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 le scoperte realizzate dai singoli bambini diventano parte della realtà cognitiva dei
gruppi di apprendimento; nella comunità della conoscenza, l’apprendimento di gruppo
dipende da fattori come il numero dei componenti e i tipi di contributi che gli individui
apportano al gruppo. i processi di apprendimento e lo scoperte individuali diventano
aprte del pensiero del gruppo quando influenzano la partecipazione e il consenso
 i bambini esplicitano la percezione della loro crescita continua, si dimostrano consapevoli
del carattere provvisorio delle loro teorie e provano piacere nel vederle trasformate,
approfondite e rielaborate; se i bambini lavorano da soli non discutono o verificano i loro
punti di vista, nei gruppi di apprendimento invece, i bambini esperiscono la conoscenza
come un processo continuo di discussione e riflessione
 col passare del tempo i componenti del gruppo di apprendimento, sia singolarmente che
come gruppo, verificano e approfondiscono i concetti e le abilità apprese in un dato
contesto e li applicano ad altri contesti e ambiti della conoscenza;
 i bambini e gli adulti adoperano un linguaggio permeato di riflessioni ed emozioni; i
bambini imparano col tempo a considerarsi dei soggetti pensanti con punti di vista
diversi, rispettando i sentimenti e le opinioni altrui e dando un apporto di proprie
opinioni e sentimenti.
 l’obiettivo che il gruppo si è prefissato viene raggiunto tenendo insieme i requisiti
metodologici e di contenuto del lavoro; i gruppi di apprendimento ricercano e scelgono
strategie concettuali e organizzative che permettono di giungere alla soluzione del
problema e allo stesso tempo favoriscono la partecipazione di tutti i componenti del
gruppo
 la valutazione e l’autovalutazione svolgono un ruolo importante all’interno dei gruppi di
apprendimento e servono a guidare e orientare il processo di apprendimento; per dare
significato al proprio e all’altrui pensiero, i bambini hanno bisogno di valutare se stessi e
gli altri. Per valutazione gli insegnanti di Reggio intendono un atto di riflessione
informale e “in corso”(una strategia adoperata dagli educatori è quella di invitare i
bambini a esaminare insieme disegni individuali): i bambini si fermano a riflettere per
valutare in che rapporto si trovano con l’obiettivo prefissato; i momenti di valutazione
permettono agli individui di orientare, arricchire e modificare il proprio pensiero in
relazione a un obiettivo cognitivo. Il gruppo di apprendimento dà prova di aver acquisito
le conoscenze quando i suoi componenti sanno esaminare le proprie teorie, sanno
assumersi le responsabilità del proprio apprendimento e sono consapevoli di aver capito
qualcosa
 le strategie di collaborazione sono parte integrante dei processi di apprendimento di
gruppo e possono incidere sulla qualità dell’apprendimento;in gruppo i bambini
imparano a far uso delle strategie di collaborazione che determinano la produttività del
pensiero: negoziazione, flessibilità concettuale, valorizzazione delle proposte di gruppo,
ascolto idee altrui.

Un messaggio di gruppo:
Proposta: inviare un messaggio scritto.
I bambini vogliono comporre un messaggio per gli abitanti di un altro pianeta.
Problemi: lingua di scritture, messaggio scritto o con immagini, a chi spedirlo.
Risoluzione: composizione di un messaggio rivolto ad un astronauta con domande e dubbi relativi agli
extraterrestri.

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Viaggio attraverso l’atlantico:


Inverno 1999, alcuni membri di Project Zero visitano la scuola La Villetta di Reggio Emilia durante
un’assemblea di bambini di 5 anni.
Difficoltà di comprensione per i membri americani date dalle differenze non solo linguistiche ma anche
culturali.
Le decisioni educative, per esempio su come svolgere una conversazione durante le assemblee, come
scegliere il momento in cui intervenire in un conflitto, come fare una documentazione a parete.. sono
condizionate da preconcetti, da convinzioni e da valori che esprimiamo riguardo all’insegnamento e
all’apprendimento: nodi culturali.
Gli americani sono sospettosi nei confronti della collettività, credono che i gruppi riducano la libertà
individuale, infatti nelle loro scuole per la prima infanzia, durante le assemblee, viene concesso a ciascun
bambino di esprimere le proprie idee, tuttavia i bambini non possono intervenire di nuovo finchè tutti glia
ltri non hanno espresso il proprio pensiero. La pedagogia reggiana offre un’opportunità feconda per
rivedere le convenzioni americane relative all’insegnamento e l’apprendimento. Tuttavia sono state
riscontrate alcune somiglianze: da entrambi i lati dell’Atlantico si cerca di impegnare gli studenti in
attività collaborative di lunga durata, entrambe le culture sostengono un’educazione che guarda al
bambino nella sua interezza e che promuove le potenzialità dei singoli.
A Reggio non troviamo molte dicotomie (insegnamento-apprendimento, ragione-sentimento..). Le
relazioni dei bambini esprimono il loro apprendimento individuale e al contempo collettivo.
Il desiderio di semplificare e impacchettare la realtà in categorie gestibili, è un impulso umano molto
forte che porta alla creazione di dicotomie; le dicotomie favoriscono la categorizzazione dei fenomeni
ma possono rivelarsi fuorvianti nella loro super-semplificazione della complessità del mondo.

Quattro caratteristiche dei gruppi di apprendimento:


L’apprendimento avviene sia all’interno che all’esterno degli ambiti scolastici, attraverso l’interazione di
gruppi. Le scuole americano hanno come obiettivo l’apprendimento individuale, tuttavia il desiderio di
apprendere con gli altri è così potente che i bambini continuano ad imparare da e con gli altri. Negli Stati
Uniti ogni bambino lavora ad un prodotto individuale: sebbene non venga proposto alcun obiettivo di
gruppo, tutti gli individui lavorano individualmente, all’interno del gruppo scuola, sugli stessi
procedimenti e temi.
Le proposizioni di Reggio forniscono la documentazione visiva e scritta di come i gruppi di
apprendimento di bambini e adulti si formino, funzionino e rendano visibile il crescere delle conoscenze.
Quando parliamo di gruppo ,ci riferiamo non solo ad individui che apprendono partecipando al gruppo,
ma anche ad un apprendimento che si estende al di là dell’apprendimento di ogni singola persona.
Partecipare al gruppo pone le basi per l’apprendimento individuale e genera una cultura comunitaria.
Gruppo di apprendimento: insieme di persone che sono coinvolte emotivamente, intellettualmente ed
esteticamente nella soluzione dei problemi, nell’elaborazione di prodotti e nella costruzione di significati,
nel gruppo ogni persona impara autonomamente e per mezzo degli stili di apprendiemtno degli altri.
Vygotskij parla di sviluppo sociale: ogni forma di pensiero si rivela prima a livello interpersonale e poi
intrapersonale.

Le quattro caratteristiche dei gruppi di apprendimento sono:


1- I gruppi di apprendimento sono composti sia da adulti che da bambini: nei gruppi di
apprendimento sono incluse le persone adulte; nelle scuole americane invece, nonostante
l’introduzione dei gruppi di apprendimento, perdura la visione del bambino che impara e
dell’adulta che insegna. Nel gruppo adulti e bambini hanno ruoli differenti ma entrambi sono
coinvolti nella ricerca. A Reggio gli adulti si occupano dell’osservazione dei bambini e favoriscono
opportunità di gratificazione, intervengono inoltre nei momenti critici. Attraverso l’osservazione

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la documentazione gli insegnanti sviluppano nuove idee su apprendimento ed insegnamento.


Nelle scuole statunitensi invece non sono chiari gli obiettivi di apprendiemtno per gli insegnanti.
2- Documentare i processi di apprendimento dei bambini contribuisce a rendere visibile
l’apprendimento e dà forma all’apprendimento in corso: la documentazione ha un ruolo
centrale nel definire la natura dell’apprendimento individuale e di gruppo ed è uno strumento
importante per l’apprendimento sia degli adulti che dei bambini; attraverso la documentazione si
ha la possibilità di rivisitare il lavoro e le attività pianificate e portate a termine. Documentare
l’apprendimento dei bambini consente al gruppo di creare una memoria collettiva, e permette ai
bambini di tornare sui propri pensieri e idee e di rielaborarli individualmente o in gruppo. Gli
insegnanti prendono decisioni relative a quali momenti e quali esperienze siano più significativi
per essere registrati, diventano selettivi rispetto a cosa documentare; la documentazione
dimostra come l’impegno e le idee dei bambini siano presi sul serio.
3- I componenti dei gruppi di apprendimento sono coinvolti nelle dimostrazioni emotive
ed estetiche così come in quelle cognitive, dell’apprendimento: gli insegnanti nello
scegliere i contenuti di studio del loro programma tengono in considerazione gli interessi degli
alunni; a Reggio gli educatori considerano l’ambiente come un “terzo educatore”: materiali e
ambiente influenzano i processi di apprendimento. Nell’introdurre materiali o strumenti nuovi,
gli educatori li sperimentano prima su se stessi.. I piccoli gruppi di apprendimento sono spesso
caratterizzati da bambini che condividono lo stesso interesse per un dato argomento.
4- Il focus dell’apprendimento nei gruppi di apprendimento, si estende al di là
dell’apprendimento dei singoli, creando un corpo collettivo di conoscenze: i gruppi di
apprendimento sono simili sia alle comunità scientifiche sia alle equipe universitarie poiché si
cimentano nella costruzione si un apprendimento sia individuale che collettivo; l’attenzione alla
comprensione collettiva rende possibile un apprendimento che non è accessibile a coloro che
lavorano da soli. Nei gruppi i componenti cercano di creare il “lavoro in accordo”: bambini e
adulti si accordano sugli elementi comuni che un progetto o un prodotto devono avere.

La ruota e il movimento:
A scuola tra i tanti materiali i bambini possono trovare giocattoli robotici oppure portarli da casa.
Proposta: costruzione di un robot in carta.
Problema: costruzione di ruote abbastanza robuste da reggere il robot e al contempo farlo muovere.
Gli errori incontrati nella realizzazione delle ruote sono stati costruttivi: il processo di apprendimento
individuale ha contribuito alla costruzione progressiva delle conoscenze del gruppo.

Cominciare da casa a comprendere la documentazione:


Il progetto preso in esame in questo libro non voleva essere un semplice esame delle attività svolte nelle
scuole di Reggio, ma una ricerca congiunta sulle comuni e differenti convinzioni relative
all’apprendimento di gruppo e alla documentazione.
Reggio: l’attività di documentazione è intesa come “valutazione”, essa è sia un prodotto che un processo
che cerca di rappresentare con parole e immagini le attività, il gioco e l’apprendimento dei gruppi e degli
individui.
Scuole americane: per tutto il secolo scorso la valutazione in queste scuole è stata rappresentata dalla
somministrazione di test per verificare se i bambini avessero imparato ciò che dovevano imparare; questi
test sono caratterizzati da una preferenza per la risposta breve, la scelta tra varie opzioni e la risposta
rapida, va premiata la rapidità e ci sono poche possibilità di esprimere il proprio pensiero: approccio
individuale, decontestualizzato e incentrato su pezzi di conoscenze o soluzioni di problemi applicando
formule precedentemente memorizzate.

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Le scuole americane e reggiane nonostante presentino sotto molti aspetti una distanza oceanica,
presentano anche molte affinità nelle consuetudini educative e nelle tradizioni pedagogiche.
Es. Project Spectrum: condivideva con Reggio un interesse comune per le competenze e il potenziale
intellettivo dei bambini, il rispetto dei materiali di lavoro e la fiducia verso una rigorosa osservazione e
documentazione; l’idea di fondo era che i bambini potessero utilizzare linguaggi e intelligenze molteplici
per crescere e apprendere.
Affinità:
 immagine del bambino come fortemente competente e pronto ad usare il proprio potenziale
intellettivo, sociale, morale ed estetico nel risolvere problemi ed esplorare il mondo
 il diritto dei bambini a lavorare con materiali eccellenti
 la natura sociale dell’apprendimento
 il senso di collaborazione tra i bambini e gli adulti nell’esperienza dell’apprendimento

A Reggio il contesto educativo prevede una “valutazione in corso” all’interno dell’esperienza di


apprendimento e coinvolge studenti ed insegnanti offrendo una preziosa opportunità di autovalutazione
degli apprendimenti e di riflessione sul proprio lavoro. Pur mantenendo l’interesse sui risultati e sulla
“performance di comprensione”, l’attenzione resta rivolta al modo in cui si giunge a comprendere teorie e
fenomeni e in cui si dimostra l’apprendimento. La documentazione in classe ha un ruolo importante, si
incentra sul materiale di comprensione (idee,teorie, ipotesi, esperimenti..) per comprendere i processi
cognitivi coinvolti nel giugnere alla conoscenza di qualche cosa.
Negli Stati Uniti la documentazione si realizza quasi sempre per frammenti, all’inizio e alla fine del
processo educativo e in momenti isolati durante il percorso. Negli anni 80-90 si cercava di
contestualizzare la valutazione all’interno di progetti o attività per produrre un’alternativa ai test e ai
quiz tradizionali. Una forma alternativa di valutazione è il portfolio, basato sui lavori degli studenti, esso
fornisce una varietà di punti di riferimento concreti per l’osservazione del percorso del bambino a scuola.
Il portfolio è caratterizzato dalla presenza di materiali realizzati nel percorso educativo del bambino,
restituisce dignità a tutti gli sforzi che ha compiuto. I lavori sono raccolti e conservati sia per costruire
una memoria, sia per offrire un’opportunità di riflessione guardando indietro. Il protfolio è quasi sempre
stato utilizzato come registrazione del percorso di un individuo: è una foto del singolo bambino non del
gruppo.
Dal 1980 al 1990 Project Zero fu coinvolto in “Arts PROPEL”, qui fu progettato un particolare portfolio
che doveva permettere di raggiungere più obiettivi contemporaneamente:
- strumento di apprendimento per gli studenti, attraverso riflessioni sul lavoro individuale
- fonte di informazioni per il distretto scolastico sulle prestazioni dello studente e sul successo degli
istituti scolastici
- fonte di informazioni e di analisi pe gli insegnanti sull’apprendimento degli studenti e sull’attività
dell’insegnamento
Differenze tra le scuole reggiane e quelle americane:
 americane: tendenza a osservare e documentare solo il lavoro dell’individuo
 reggiane: interesse sul gruppo e sui modi in cui gli individui si muovono. interagiscono,
collaborano e apprendono dagli stili di apprendimento altrui
 americane: preoccupazione per i risultati, gli obiettivi e la misurazione dei progressi nel corso del
tempo
 reggiane: interesse per l’atto in sé di insegnare, apprendere, giocare, pensare..

Far parte di qualcosa di più grande:


Per molti giovani le giustificazioni relative all’esperienza della scuola sembrano connesse unicamente ad
un invisibile futuro. L’infanzia è vista come una fase attraverso cui si passa alla maturità, i bambini non

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sono considerati capaci di far qualcosa di utile. Questa scarsa considerazione per le capacità dei bambini
è in gran voga nel nostro sistema educativo.
Far parte di qualcosa di più grande conferisce all’esperienza del presente significato e soddisfazione.
Questo impulso verso scopi più alti si manifesta quando i singoli si associano per portare a termine un
compito complesso.
Spesso l’apprendimento a scuola è considerato un atto individuale, il gruppo è spesso considerato come il
nemico dell’individuo poiché nel gruppo si può perdere la propria identità. L’esperienza di Reggio
suggerisce che l’attenzione che poniamo ai bisogni individuali non deve prendere il sopravvento sui nostri
principi, valori e pratiche educative. I diritti, i contributi e i traguardi del singolo individuo non sono
necessariamente in contraddizione con quelli del gruppo.
Il gruppo di apprendimento è il contesto ideale per lo sviluppo degli individui, per l’apprezzamento di
idee e potenzialità. Il gruppo accoglie i contributi di ciascun componente.
Le aule americane sono progettate sull’idea che i singoli studenti siano delle isole autonome in un
ambiente in cui l’attenzione deve essere concentrata solo sull’insegnante. L’insegnamento è una relazione
a senso unico nella quale l’insegnante somministra l’insegnamento e l’alunno si attiva per apprendere.
Nei nidi e nelle scuole reggiane c’è un’attiva corrente di attività d’interazione, si lavora nel gruppo.
Nei gruppi di apprendimento partecipano attivamente sia adulti che bambini; i componenti sono scelti
perché potrebbero collaborare con un atteggiamento positivo e collaborativo, fornire reciproco sostegno
e supporto e apportare diversi stili di pensiero all’iniziativa comune. A Reggio e in diverse scuole
americane gli insegnanti formano dei gruppi per indagare i problemi e sviluppare progetti (fasi:
documentazione, raccolta dati,analisi,teorizzazione, progettazione, riflessione..).

Fin dal 1995 alcuni ricercatori di Project Zero hanno esaminato i programmi educativi del gruppo
teatrale Shakespeare & Company . Questa compagnia si dedica all’insegnamento e alla rappresentazione
delle opere di Shakespeare conducendo programmi educativi nelle scuole. Gli studenti della scuola
superiore coinvolti nella rappresentazione devono affrontare diverse sfide: lo studio e la comprensione
dell’opera teatrale e la sua messa in scena. I giovani attori sono considerati degli interpreti dei testi
classici. Non si avverte mai un senso di fretta, ci si prende il tempo necessario per esplorare e
sperimentare le nuove idee proposte. La compagnia favorisce il lavoro di gruppo, il senso di appartenenza
al gruppo che porta allo sviluppo dell’identità individuale.

“Una domanda non può essere soddisfatta aspettando”: prospettive sulla ricerca in
educazione:
Stare con i bambini offre molti momenti e situazioni che mettono alla prova la nostra comprensione del
mondo complesso, di noi stessi e di tutta una vasta gamma di questioni legate all’apprendimento e
all’insegnamento. I bambini ci fanno domande, domande che vengono alimentate dalla loro curiosità.
Tuttavia, a volte noi non sappiamo rispondere a queste domande, vengono messi a nudo i limiti della
nostra conoscenza. I bambini ci guardano, ci osservano, vogliono vedere come ci comportiamo quando
non sappiamo una risposta e il modo in cui interroghiamo le nostre fonti di informazione.
Ogni domanda rivela un’insoddisfazione per le risposte precedenti e domande precedenti. Domandare è
fare propria la curiosità di colui che ricerca.
Le domande possono:
- essere rivolte ad un singolo
- essere rivolte ad un gruppo specifico
- riguardare una disciplina specifica
- essere ampie e riguardare le discipline dell’insegnamento
I processi di apprendimento-insegnamento sono intrecciati con la pratica quotidiana e solo l’occhio acuto
dell’insegnante può cogliere i particolari che costituiscono i dati essenziali della ricerca. L’intimità e il

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contatto quotidiano offrono agli insegnanti e agli adulti nella scuola l’opportunità di osservare i minimi
dettagli dell’apprendimento.
A Reggio l’attività di documentazione relativa ai progetti e al gioco dei bambini è intesa sia come
valutazione che come metodologia di ricerca. Questi due momenti sono un’unica realtà. A project Zero, è
sempre stata intesa come un “possibile episodio di apprendimento”.
Istruzione,valutazione, documentazione e ricerca formano un unico processo. Non è possibile
separarle in nessun modo. Non resta alcuna dicotomia tra le attività di insegnamento e ricerca: nessuna
delle due può esistere pienamente in assenza dell’altra. Documentazione e ricarca sono parte integrante
dell’azione dell’insegnamento.

Riflessioni finali: rendere visibile il nostro apprendimento:


L’esperienza vissuta da Project Zero presso i colleghi reggiani rappresenta una lezione allargata sulla
problematicità della tradizione concettuale. I concetti non sono l’unica realtà difficile da capire e da
tradurre; altrettanto problematiche sono le procedure, le regole e le abitudini che vengono date per
scontate da chi le pratica, ma che restano invisibili agli esterni. Queste possono essere definite habitus
(Bourdieu). Gli educatori a Reggio hanno perfezionato numerose pratiche educative ormai perfettamente
assimilate, e le presentano agli americani gradualmente.
Gli obiettivi della ricerca di Project Zero sono:
 riflettere sull’apprendimento americano dei concetti espressi e sull’iniziale comprensione del
“Reggio habitus”
 rendere questo apprendimento visibile a se stessi e agli altri
Ostacoli alla comprensione dell’esperienza educativa reggiana:
1- gli educatori americani tendono a partire dalla teorie e dalle definizioni per poi metterle alla
prova con la sperimentazione pratica; al contrario, il centro dell’esperienza di Reggio, risiede
nella pratica quotidiana delle scuole e dei nidi d’infanzia comunali
2- gli educatori americani prediligono veicolare informazioni in modo verbale e musicale; a Reggio
la corrente ideativa predilige esprimersi mediante rappresentazioni visive e grafiche
3- gli studiosi americani hanno una tradizione culturale di “splitter” (separatore): prediligono
operare distinzioni sempre più sottili, e da queste distinzioni cercare di apprendere; a Reggio la
tradizione si ispira al concetto di “lumper” (raggruppare), un approccio di tipo olistico:
sottolineano l’interconnessione di concetti come insegnamento, apprendimento, documentazione,
valutazione, apprendimento individuale e di gruppo.. e sono diffidenti verso i tentativi di
distinzione netta fra questi termini
Dialoghi:
Quando un adulto ed un bambino si trovano ad affrontare lo stesso problema tendono a reagire e a
comportarsi in modo differente, Tuttavia, collocando adulti e bambini in situazioni concrete diverse, ma
tali da richiedere uno sforzo cognitivo commisurato alle proprie potenzialità, sembrerebbe che i processi
messi in atto non differiscano in misura tanto significativa.
Di fronte alla necessità di riflettere e riformulare le proprie conoscenze, adulti e bambini sviluppano
strategie comparabili, strategie rivolte alla ricerca si un “atteggiamento” teorico, morale e a volte fisico.
Il lavoro delle insegnanti è una “teoria interpretativa” che integra storie e microstorie di ricerca con
contesti di vita reale. Esso non solo produce esperienza e azione su base quotidiana ma può divenire
oggetto di rivalutazione critica e costruzione di teorie.
La lingua all’inizio era vista come una barriera; Reggio ha costruito un linguaggio che , pur essendo
aperto al dialogo e al confronto, è generato dall’esperienza e generatore di esperienza.

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