Sei sulla pagina 1di 18

EPIDEMIOLOGIA MALATTIE NON INFETTIVE

Le malattie non infettive, in particolare quelle cronico degenerative, rappresentano oggi, nei paesi
a maggior sviluppo tecnologico, la prima causa di malattie e di morte, mentre nei paesi a più basso
sviluppo socio.economico stanno rapidamente aumentando nella frequenza.

Le malattie cronico-degenerative non rappresentano un gruppo nosologico ben definito, ma, in


un’ottica igienistica, tale denominazione riunisce patologie caratterizzate da:
 Evoluzione Cronica
 Patogenesi su Base Degenerativa
 Eziologia Multifattoriale
 Importanza Sociale per Gravità, Diffusione e Costi
Nello sviluppo delle malattie cronico degenerative, non sono, quasi mai, implicati agenti ben
definiti, come i microorganismi per le Patologie infettive, bensì una serie di elementi, definiti
fattori di rischio (determinanti), che favoriscono lo sviluppo di una determinata malattia e
possono quindi essere associati ad essa
La presenza di uno o più fattori di rischio, pur aumentando la probabilità di ammalare di
quella specifica malattia, non è una condizione che ne determina obbligatoriamente lo
sviluppo.D'altro canto, in condizione di apparente assenza di questi fattori, ci si può ugualmente
ammalare!

1
STORIA NATURALE DELLE MALATTIE CRONICO-DEGENERATIVE
 Fase libera: periodo durante il quale il soggetto è perfettamente sano
 Fase di latenza: periodo durante il quale i fattori di rischio esplicano la loro azione, può
anche durare diversi anni (tumori)
 Fase preclinica: fase in cui la malattia è già in atto, ma il paziente non avverte alcun
sintomo, momento cruciale per la medicina preventiva, impegnata ad identificare questi
segni patologici (diagnosi Precoce) ed a porre in atto i necessari rimedi
 Fase conclamata (Malattia Clinica): la malattia è già in atto ed è evidente dal corredo
clinico sintomatologico tipico (Diagnosi Consueta). Nella maggioranza dei casi, ogni
approccio terapeutico riduce il disagio del paziente, allungando la sopravvivenza, ma non
apporta sostanziali modificazioni al decorso cronico (Cronicizzazione) della malattia verso
l'exitus
I determinanti (fattori) delle malattie croniche sono noti:
 Genetici: anomalie genetiche, alterazioni congenite del metabolismo;
 Ambientali: inquinanti atmosferici, idrici,alimentari, industriali (di tipo chimico, fisico,
biologico) allergeni; virus e/o batteri
 Comportamentali: abitudini di vita: dieta, alcol, fumo, ….
1. FATTORI DI MALATTIA GENETICI
 Malattie MONOGENICHE: malattie dovute alla mutazione di un singolo gene che vengono
trasmesse secondo le leggi di Mendel sull’ereditarietà
Più di 4500 malattie causate da alterazione di un singolo gene che si trasmettono con
modalità autosomica dominante (1 genitore malato) o recessiva (i 2 genitori portatori sani),
e legate al sesso (dominanti o recesssive). L’85% di mutazioni familiari, 15% de novo. La >
parte sono ereditarie (Ipercolesterolemia-1:500, Fenilchetonuria-Mielinizzzazione anomala
e danni al SNC-, Albinismo-Si riduce la sintesi della melanina, Fibrosi cistica-Secrezioni
dense, danni multisistemici respiratori, gastrointestinali, pancreas, riproduttivi, Sindromi
Talassemiche--Alterazioni genetiche eterogenee che determinano l’abolizione o la riduzione
della sintesi di una o più catene globiniche),
 Malattie CROMOSOMICHE: malattie associate ad alterazioni del numero o della struttura dei
cromosomi. Non comuni perchè incompatibili con la vita. Raramente ereditarie
Malattie cromosomiche Autosomiche. Trisomia 21 (Sindrome di Down)- E’ relativamente
‘ben’ tollerata. 2/3 aborto spontaneo o morte in utero. Ridotte aspettative di vita. Trisomia 18

2
(Sindrome di Edward) (Incidenza 1:8000). Simile alla sindrome di Down. 90% di mortalità nel
primo mese di vita. Alterato sviluppo cerebrale; Difetti del setto ventricolare. Trisomia 13
(Sindrome di Patau) (Incidenza 1:15000). Simile alla sindrome di Down. 80% di mortalità nel
primo anno di vita. Gravi malformazioni facciali, Grave ritardo mentale, Difetti del setto
ventricolare, Labbro leporino e palatoschisi.
L’età riproduttiva avanzata è un fattore di rischio dimostrato in vari esiti avversi della
riproduzione (es.: infertilità, aborti spontanei, patologie della gravidanza) e per le aneuploidie
cromosomiche

Età materna e
anomalie cromosomiche
Prevalenza tra i nati per 1.000

Trisomia 13, trisomia 18, trisomia 21, 1 su 19


XXY, XXX ed altre anomalie
clinicamente significative

1 su 63

53.7
15.8
1 su 180
1 su 500 1 su 380
2.0 2.6 5.6
< 30 anni 30 anni 35 anni 40 anni 45 anni

44

 Malattie MULTIFATTORIALI: malattie influenzate sia da fattori genetici che da fattori


ambientali. La componente genetica di solito è data da molti geni, ciascuno con effetto
limitato. Sono causate da mutazioni multiple e da fattori ambientali (Labbro leporino,
Diabete mellito di tipo II, Malattie depressive, Ipertensione, Ritardo mentale, , Difetti di
chiusura del tubo neurale).

MALATTIE CON EREDITARIETA’


MULTIFATTORIALE

Si eredita la TENDENZA ad ammalare


e
NON la malattia

Malattie familiari

DIABETE
LUSSAZIONE CONG ANCA
GOTTA
IPERTENSIONE ARTERIOSA ATEROSCLEROSI

IPERSENSIBILITA’
IPERSENSIBILITA’ ATOPICA SCHIZOFRENIA

3
2. FATTORI DI MALATTIA AMBIENTALI
L'ambiente riveste un ruolo di primaria importanza nel determinismo sia delle patologie infettive
che di quelle croniche.

Quanto incide
l’impatto dell’ambiente
sulla salute?

Si stima che il 24% delle malattie


e il 23% delle morti
possa essere attribuito
ai fattori ambientali.
ambientali

Più di un terzo delle patologie


nei bambini
è dovuto
a fattori ambientali modificabili.
modificabili

Stime precedenti delle malattie


attribuibili all’ambiente,
derivate in parte
dall’opinione di esperti,
erano in generale accordo
(OMS, 1997: 23%;
Smith, Corvalan and Kjellstrom, 1999_ 25-33%).
Pruss-Ustun and C. Corvalan
WHO, May 2006

Componenti ambientali
 Esposizione negli ambienti in cui la persona vive a …..
 fattori climatici (Climi caldi - tropicali ed equatoriali - incidenza delle malattie
infettive elevata: temperatura ed umidità elevate costituiscono condizioni
privilegiate per la sopravvivenza dei microorganismi nell'ambiente. Climi freddi -
sono predominanti determinati stili di vita quali sedentarietà, alimentazione ricca di
grassi, consumo di bevande alcoliche, fattori psicologici dovuti al clima non
favorevole)
 inquinamento atmosferico e idrico

4
INQUINAMENTO ATMOSFERICO

57

I principali determinanti della qualità dell’aria sono


la mobilità motorizzata,
i sistemi di riscaldamento o raffreddamento
le immissioni in atmosfera di sostanze chimiche da insediamenti produttivi e dagli
inceneritori
Il trasporto motorizzato è una delle fonti più importanti di agenti inquinanti pericolosi quali:
 gli ossidi di azoto
 il benzene
 l’ozono
 e soprattutto il particolato fine (PM10 e PM2,5) e ultrafine

5
INQUINAMENTO ATMOSFERICO

66

L’ultimo rapporto dell’ OMS (2014) rileva che nel 2012 a livello globale sono morte circa 7
milioni di persone – 1 su 8 dei morti totali – a causa dell’esposizione all’inquinamento
dell’aria.
Il dato risulta oltre il doppio rispetto alle stime e conferma che l’inquinamento dell’aria
rappresenta oggi a livello globale uno dei maggiori rischi ambientali legati alla salute umana

Inquinamento indoor
Presenza nell’aria di ambienti confinati di inquinanti chimici, fisici o biologici non presenti
naturalmente nell’aria esterna..... (Ministero dell’ambiente, 1991)...... che si sviluppano da
sorgenti interne

6
Fonti di inquinamento indoor

78

Che cosa è il radon


Gas radioattivo,
radioattivo di origine naturale. E’ inodore, incolore.
Prodotto dal decadimento dell’ 238uranio, elemento
presente in tutte le rocce della crosta terrestre.

Il radon, prodotto all’interno delle rocce, in presenza di


fessure o aperture può diffondere all’interno di un
edificio. Negli ambienti confinati tende a concentrarsi; è
considerato quindi un inquinante tipicamente indoor.

L’origine del radon giustifica la presenza ubiquitaria

negli ambienti di vita negli ambienti di lavoro

Le principali sorgenti del radon indoor sono: il


suolo, i materiali da costruzione, l’l’acqua 81

Nel 1988 è stato classificato dallo WHO/IARC


come un cancerogeno di gruppo 1.

L’unico effetto sanitario associato


all’esposizione al radon è un aumento di
rischio di sviluppo del cancro polmonare

83

7
RADON
EFFETTI SULLA SALUTE

L’effetto “radon” è potenziato dal


fumo di tabacco (nei fumatori
aumento del rischio di 20 volte)
Secondo il Ministero della Salute
l’esposizione al radon è responsabile
in Italia di un numero di casi di
tumore polmonare compreso tra
1.500 e 6000 per ogni anno

Danni alla salute inquinanti


indoor

Tempo di
Concentrazione
esposizione
inquinanti

85

86

8
INQUINAMENTO
IDRICO

in modo tale da renderla inadatta allo scopo


a cui è destinata. 89

Quali sono le cause


dell’inquinamento dell’acqua?
Sostanze di scarico
Sostanze di
dei centri urbani
scarico industriali

Fertilizzanti chimici 90

 contaminazione alimentare
Molti contaminanti entrano nei prodotti alimentari attraverso la catena alimentare

9
CONTAMINAZIONE DEGLI ALIMENTI

Rischio biologico
Il rischio biologico è legato alla presenza, nell’alimento, di
microrganismi patogeni e/o loro tossine in grado di causare effetti
dannosi per l’uomo.
Rischio chimico
Il rischio chimico è legato alla presenza, nell’alimento, di sostanze
chimiche organiche o inorganiche in grado di causare effetti dannosi
per l’uomo
Rischio fisico
Presenza nel prodotto alimentare di corpi estranei che possono causare
danni o malattia. I corpi estranei rappresentano un pericolo sia perché
possibile causa di lesioni all’apparato digerente e di soffocamenti
(specie nel caso di prodotti per l’infanzia), sia perché possibili veicoli
di microrganismi patogeni

10
 contaminazioni da radiazioni ionizzanti e elettromagnetiche…
Con l’espressione RADIAZIONI si descrivono fenomeni fisici quali, p.e.
 La luce (radiazione luminosa)
 Il calore (radiazione termica)
percettibili dai sensi umani
 La radiazione elettromagnetica (la radiazione cosmica, le radiazioni ionizzanti,
le radiazioni non ionizzanti)
quasi sempre invisibile e non immediatamente percettibile .......
Caratteristica comune a quasi tutti i tipi di radiazione (luminosa, termica, etc.) è la
cessione di energia alla materia. senza che vi sia un contatto diretto o mediato.
L'assorbimento di energia da parte della materia si manifesta con la produzione di
fenomeni fisici, chimici o biologici.
Le radiazioni sono parte integrante dell’ambiente in cui viviamo e lavoriamo, la loro
origine è in parte naturale (radiazione cosmica; radiazione terrestre; materiali da
costruzione come cementi pozzolanici, tufi, graniti, basalti, porfidi; gas Radon) e in
parte artificiale (per esempio le onde radio, radar e telecomunicazioni)

Lo spettro delle radiazioni


La figura mostra le diverse classi di radiazioni ordinate per la loro
energia (frequenza). Di particolare rilevanza per la nostra salute è la
suddivisione in radiazioni non ionizzanti e ionizzanti.

11

Radiazioni Ionizzanti
Le radiazioni ionizzanti quando arrivano su di un organismo vivente cedono in parte la loro
energia alle cellule che lo compongono.
Tale apporto di energia, negli organismi viventi, produce una ionizzazione delle molecole: da
qui la definizione di radiazioni ionizzanti.
Le radiazioni producono la rottura dei legami molecolari della materia in cui interagiscono
Come conseguenza di queste reazioni chimiche si verificano nella cellula modificazioni che
possono determinarne la morte o causare danni che la cellula riparerà in modo risolutivo o in

11
modo erroneo, determinando un difetto a livello subcellulare che potrà creare delle difficoltà
durante la duplicazione della cellula.
L'entità del danno provocato dalle radiazioni dipende da quanta energia viene ceduta da queste
all'organismo
I danni prodotti dalle radiazioni ionizzanti sull'uomo possono essere distinti in tre categorie
principali:
a) danni somatici immediati;
b) danni somatici a lungo termine;
c) danni genetici a lungo termine
(Si dicono somatici i danni che si manifestano nell‘individuo irradiato, genetici quelli che si
manifestano nella sua progenie.
Per la misura delle dosi assorbite dall'UOMO, o più precisamente per una misura degli effetti
biologici della radiazioni assorbita, che tenga conto della dannosità più o meno grande, a parità di
dose, dei vari tipi di radiazioni ionizzanti, l'unità di misura é il sievert (Sv).
Di uso più comune é il sottomultiplo millisievert (mSv), pari a un millesimo di Sv.
Radiazioni Non Ionizzanti
Radiazioni la cui energia non è sufficiente ad estrarre elettroni da un atomo o da una molecola
(fenomeno della ionizzazione)
Queste radiazioni a bassa energia interagiscono con le cellule degli organismi determinando
modificazioni soprattutto di origine termica
È stato possibile quantificare con discreta approssimazione l’assorbimento di energia delle
radiazioni non ionizzanti da parte degli organismi biologici, introducendo la grandezza
 SAR (specific absorption rate) = W/M (potenza assorbita in un certo volume)/
(massa di esso) espressa in W/m2

RADIAZIONI NON
IONIZZANTI
 Frequenze estremamente basse
(0-30KHz) (elettrodotti e telefonia fissa)
 Radiofrequenze (RF - 30-300MHz)
 Microonde (MW - 300MHz-300GHz)
 Campi statici
 Radiazioni Ottiche:
 Visibile
 Ultravioletto. La radiazione ultravioletta (B,C) è
cancerogena (tumori della pelle)
 Infrarosso. applicate in astronomia, in medicina
e apparecchiature di uso domestico (telecomandi,
antifurto),

I campi elettromagnetici inquinanti artificiali sono due milioni


29
di volte superiori a quelli del fondo naturale.
naturale

Radiazioni non ionizzanti artificiali


Possono essere generati da fonti diverse quali:

12
1. Trasporto e distribuzione dell’energia elettrica (elettrodotti e sottostazioni elettriche),
2. Utilizzo di apparecchiature elettriche (elettrodomestici) e applicazioni mediche
3. Cellulari e stazioni radio-televisive

RADIAZIONI NON IONIZZANTI

30

Effetti delle onde elettromagnetiche


Interazione e conseguenti effetti sulle strutture biologiche su 3 livelli:
a) Le strutture biologiche molecolari risultano perturbate senza effetti clinici o soggettivi
apprezzabili
b) Modificazioni reversibili a livello biologico, che cessano subito o poco dopo la
cessazione dello stimolo
c) Quando l’organismo non è in grado di compensare l’effetto biologico si verifica un
effetto di danno alla salute:
Gli effetti nocivi sull’organismo umano vengono divisi in due categorie:
 A breve termine
 A lungo termine
Effeti onde elettromagnetiche a frequenze basse (ELF)prodotte da impianti per la produzione,
trasmissione, distribuzione ed utilizzo dell’energia elettrica (elettrodotti, elettrodomestici)

13
CEM
ELF (onde a bassa frequenza)
Effetti di danno alla salute
La IARC (Agenzia Internazionale per la
Ricerca sul Cancro) nel giugno 2001 ha
classificato i campi ELF come possibili
cancerogeni per ll’uomo ’uomo sulla base
degli studi epidemiologici relativi alla
leucemia infantile
Esposizione continuativa (residenziale) a
livelli > 0,4 μT
Rimane comunque la possibilità che esistano altre spiegazioni per
l’associazione osservata tra l’esposizione a campi ELF e leucemia infantile
 (OMS promemoria n.263 2001)

CEM
La classificazione della IARC
(OMS)
1 L’agente è cancerogeno sicuro per l’uomo
2A L’agente è probabilmente cancerogeno
per l’uomo
2B L’agente è possibilmente cancerogeno
per l’uomo
3 L’agente non è classificabile per quanto
riguarda la cancerogenesi nell’uomo
4 L’agente è probabilmente non
cancerogeno per l’uomo 42

RF (radio frequenze) Effetti di danno alla salute


 Effetti acuti termici: danno agli organi più sensibili al calore come il cristallino (non
vascolarizzato) (cataratta), testicoli (sterilità), embrione. Sono possibili anche danni cutanei
con ustioni, fino alla necrosi (es. nelle vicinanze di radar)
 Effetti cronici non termici: in lavoratori addetti ai radar ed alle radio e telecomunicazioni,
danni a carico del SNC, sistema neurovegetativo e del sistema cardio- circolatorio
 Effetti ritardati per popolazioni esposte leucemie, tumori al SNC, al seno maschile…

14
L’esposizione a RF dei telefonini è localizzata in particolare all’emisfero cerebrale dal lato in
cui si usa di più il telefono e soprattutto al lobo temporale (50-60%) e nel cervelletto (2-10%) e
decresce con l’aumentare della profondità soprattutto alle frequenze più alte
Nel maggio 2011 i risultati dello studio e la revisione sistematica della letteratura fatta dallo
IARC ha indicato che "l'uso dei telefoni cellulari può aumentare il rischio di glioma (un tipo di
tumore cerebrale maligno) e di neuroma acustico (una forma benigna“), ed ha classificato i
campi elettromagnetici a radiofrequenze come agenti cancerogeni del gruppo 2B, ossia
potenzialmente cancerogeni per l'uomo.
Tale classificazione indica che potrebbero esserci dei rischi legati all'uso dei cellulari, ma che è
necessario svolgere ulteriori ricerche per stabilire la possibilità o meno di un legame diretto tra
l'uso dei cellulari e l'insorgenza di neoplasie e sull'impatto a lungo termine dei telefoni cellulari.
Il 31 maggio 2011 l’Oms ha diramato una raccomandazione ufficiale con le misure di
protezione da usare:
 tenere il telefono lontano dalla testa, usando auricolari o vivavoce,
 non tenerlo sotto il cuscino o vicino a sé di notte
 limitare la durata delle chiamate.
Dieci consigli precauzionali per gli utenti
1. I bambini (mai sotto i 12 anni) dovrebbero usare i cellulari solo per le emergenze. Meglio gli
sms
2. Ogni volta che è possibile usate il viva voce o un auricolare (non bluetooth)
3. Evitate di usarlo quando il segnale è debole (emette più radiazioni)
4. Quando il cellulare non viene utilizzato evitare di tenerlo nelle tasche dei pantaloni o della
giacca; molto meglio tenerlo in una borsetta o in un borsello.
5. Durante le connessioni internet la quantità di radiazioni che il dispositivo emette è
significativa: si tenga il telefono il più lontano possibile. Se la connessione Internet non è
necessaria, la si disattivi.
6. Quando possibile, comunicate via sms; vi sarà comunque un’emissione di radiazioni, ma
questa risulterà più breve e limitata.
7. Dopo aver effettuato una chiamata non è consigliabile tenere il cellulare attaccato
all’orecchio in attesa della risposta dell’interlocutore cercato perché durante questa fase
l’irradiazione delle radiazioni è decisamente più elevata della norma.
8. Evitate di usarlo in macchina : L’uso del cellulare in automobile dovrebbe essere limitato il
più possibile per evitare l’effetto “gabbia radioattiva”
9. Scegliete un modello con la minore percentuale di emissione di radiazione (Sar). Si eviti
l’acquisto di telefonini non omologati o che non riportino l’indicazione della SAR europea
10. Chi utilizza cellulari dotati di sistema operativo Android dovrebbero installare le apposite
utility che consentono la connessione solo al momento del bisogno; tali telefoni infatti si
connettono alla rete Internet senza che l’utente ne sia consapevole ed emettono radiazioni

15
 allergeni e microorganismi patogeni. Le allergie sono “un’alterazione
immunitaria” in cui una sostanza normalmente innocua viene percepita come una
minaccia, un allergene, e quindi viene attaccata dalle difese immunitarie
dell’organismo.
Le reazioni negative sono immediate e di solito localizzate. Alcune reazioni
impiegano ore o addirittura giorni a manifestarsi dopo l’esposizione, in tal caso si
parla di reazioni di ipersensibilità ritardata In un numero limitato di persone si può
verificare una reazione allergica violenta che può essere letale detta anafilassi

16
Principali sintomi
1. Respiratori:
• Congestione nasale
• Starnuti
• Asma
• Tosse
• Respiro affannoso-sibilante
2. Cutanei:
• Gonfiore labbra, bocca, lingua, faccia, gola
• Orticaria
• Eruzioni cutanee o rossori
• Prurito
• Eczema
3. Gastrointestinali:
• Crampi addominali
• Diarrea
• Nausea
• Vomito
• Coliche
• Gonfiore
4. Sistemici:
• shock anafilattico
71

traumi. Fino ai 30-49 anni la prima causa di malattie e di morte per la popolazione italiana è data
da traumi accidentali:
Mortalità causa specifica per età

70
61,4

60

49,4
47
50
42,3
Mortalit x cause

40

29,5
30 28,3 28 24,8
27

20
11,9
9,5
8,6 16,5
10 4,9 4,8
3,2
4,6 7,6
0
0-14 anni 15-29 anni 30-44 anni 45-69 anni 70 e più To tale

Tumori
N.Decessi (% )
Malattie del sistema circolatorio
C ause esterne dei traumatismi ed avvelenamenti

In Italia ogni anno si rilevano circa 5.500.000 infortuni di cui circa 15.000 mortali, con circa
3.800.000 persone infortunate (ISTAT - indagine multiscopo sulle famiglie italiane ISPESL -
indagine multicentrica su nove realtà territoriali italiane, 2000).
Su 100 decessi per infortunio, ben 56 avvengono negli ambienti di vita "CASA, SCUOLA E

SPORT" (INCIDENTI DOMESTICI), 37 nel TRAFFICO e 7 sul LAVORO

17
10000
DATI
DATI ISPESL
ISPESL anno
anno 2004
2004
9000

8000
8.000
7000

6000

5000 5.600
4000

3000

2000
1.100
1000

0
Infortuni in casa Incidenti stradali Infortuni sul lavoro

Ogni anno si verificano* :

225.141 incidenti stradali

6.015 morti

4.500.000 infortuni domestici

8.000 morti
* dati 2003

Ogni anno si verificano :

18