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ARISTOTELE - INTRODUZIONE

Aristotele fu discepolo di Platone così come Platone lo fu di Socrate. Rimase per vent'
anni nell' Accademia Platonica, ma alla morte del maestro se ne staccò e fondò una
scuola per suo conto (Il Liceo). Il distacco dal pensiero del maestro avvenne comunque
ancor prima e fu dovuto principalmente allo sviluppo di interessi principalmente
scientifici-naturalistici.

Aristotele è innamorato della natura e cerca di classificarla, è un grande catalogatore e


cerca di elaborare una enciclopedia che comprenda tutto il saper del suo tempo.
Secondo Aristotele la filosofia inizia con Talete mentre secondo Platone inizia con
Socrate. Nel X libro della Metafisica, Aristotele ci da il primo saggio di storia della
filosofia, ovvero analizza il pensiero di tutti i filosofi che lo hanno preceduto in ordine
cronologico. 

Aristotele come filosofo è per certi aspetti assai diverso da tutti i suoi predecessori. É il
primo a scrivere come un professore: i suoi trattati sono sistematici e analitici, le sue
disussioni sono divise in capitoli: è un insegnate professionale, non un profeta ispirato. In
ciò si ditanzia molto da Platone che sotto certi aspetti è un artista la cui prosa è elegante
e il cui stile è ironico e suggestivo. Aristotele scrive dei trattati rigorosi, il suo tono è
austero e severo ed è spesso difficile per il critico seguire i suoi ragionamenti tortuosi e
complessi.   

Aristotele scrisse molto di più rispetto a Platone che come abbiamo visto accordava una
grande importanza alla trasmissione orale della cultura sulla scia del pensiero di
Socrate. Aristotele analizzò in modo meticoloso tutti i campi del sapere del suo tempo.
Scrisse opere di filosofia, logica, fisica, teologia, politica, etica, retorica, psicologia, storia
naturale, biologia e molto altro. Mirava probabilmente ad essere un' autorità assoluta nel
campo del sapere che cercò incessamente di analizzare e classificare. L' esito della sua
opera andò forse molto oltre quello che egli si era proposto. Aristotele divenne un'
autorità indiscussa sia dal punto filosofico che scientifico e la sua influenza in questi
ambiti durò quasi per duemila anni. In pratica venne al termine del periodo creativo del
pensiero greco e dopo la sua morte passarono duemila anni prima che il mondo
producesse dei filosofi che potessero essergli considerati approssimativamente pari
(Cartesio) 

Verso la fine di questo periodo la sua autorità era divenuta quasi altrettanto indiscussa di
quella della Chiesa, e, nella scienza, non meno che nella filosofia, era divenuta un serio
ostacolo al progresso

San Tommaso d' Aquino riferendosi a lui nel 1200 lo chiamava il Filosofo quasi a
sottolineare che egli era stato l' unico nella storia ad essere degno di portare questo
nome. Nel Rinascimento ci fu un rinnovato interesse per Platone, ma l' influenza di
Aristotele soprattutto in campo scientifico durò fino agli inizi dell' era moderna. Galileo
aveva una grande stima per lui in quanto onesto e severo ricercatore, ma era in
polemica invece con gli aristotelici che secondo lui vivevano in un “mondo di carta” chiusi
nelle biblioteche a studiare le dottrine del loro maestro senza invece concentrarsi sul'
osservazione dei fenomeni naturali (ad esempio mediante il cannocchiale)

Infatti anche di fronte all' evidenza delle nuove scoperte scientifiche gli aristotelici
rimanevano ciechi rifiutandosi di tradire l' autorità aristotelica. 

Es.: teorica geogentrica ----> eliocentrica.

Dal principio del 17. secolo, quasi ogni serio progresso intellettuale ha dovuto iniziare
con un attacco contro qualche dottrina aristotelica; e nella logica questo è vero ancora
oggi.  

Sotto certi aspetti si può dire che l' influenza di Aristotele monopolizzò la conoscenza per
due millenni e da questo punto di vista Platone fu molto meno influente. Ma l' influenza di
Platone oltrepassò l' eta moderna giungendo a quella contemporanea. Le intuizioni di
Platone vivono ancora oggi sia in campo filosofico che scientifico. La sua concezione
della matematica come struttura dell' universo è alla base della scienza moderna, così
come la sua teoria delle idee ha avuto un ruolo fondamentale nel pensiero filosofico dell'
ottocento e del novecento.