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FOTONE ED

ANTIFOTONE
La chiave dell'Universo come espressione della
Coscienza
PUNTO DI PARTENZA
• Noi siamo i creatori dell'Universo

• L'Universo è un frattale olografico

• Il mattone con cui esso è costruito è il fotone

• Cosa non si conosce sulla fisica del fotone?

• L'Universo intero ed un fotone sono esattamente la


stessa cosa

• Facciamo il riassunto delle puntate precedenti


L'Universo è una
Gli errori della
creazione della
Scienza
Coscienza

L'Universo è
La consapevolezza Costruito su un
e la strategia della pattern
doppia menzogna Spazio-temporale

L'Universo è
L'inganno della
vibrazione ed
storia passata
informazione all'interno
di un campo
morfogenetico

Fotoni Universo
Le evidenze sotto
e Coscienza di
agli occhi

La natura del fotone
Con la geometria dei
colori
Il fotone è la somma di due
aspetti della realtà virtuale
(dualità nella unicità)

La fisica moderna vede il fotone come una particella


virtuale priva di massa e non la somma di due
aspetti di un unico oggetto, che interconvertono tra
loro al di sotto del tempo di Planck
Fotone Antifotone
La natura del fotone virtuale
• Il fotone è caratterizzato da tre assi: spazio (rosso e
ciano), tempo (blu e giallo) ed energia potenziale
(magenta e verde).

• Il piano spazio temporale è fisso mentre l'asse delle


energie oscilla in continuazione inteorconvertendo i due
colori che lo caratterizzano.

• L'asse dello spazio è legato al campo elettrico, quello


temporale al campo magnetico e quello energetico alla
manifestazione della gravità.
Osserviamo la interconversione del fotone
nella sua immagine speculare detta antifotone
L'asse della energia comincia ad
accorciarsi
Sempre di più....
Fino a scomparire creando il fotone
virtuale senza massa apparente
I colori si capovolgono e l'asse delle
energie comincia a ricrescere
Fino a tornare delle dimensioni originarie. Il
fotone si è trasformato in antifotone e viceversa
• Quando il fotone si trasforma in antifotone, un antifotone
entangled con il primo, si trasforma al contrario in fotone,
mantenendo la simmetria (CPT) del sistema.

• Per ogni fotone ci sarebbe un antifotone entangled e la vera


ragione della esistenza dell'entanglement quantistico sarebbe
semplicemente dovuta al mantenimento della simmetria del
sistema.

• In questo semiuniverso fatto di materia noi interagiamo solo


con i fotoni e non con gli antifotoni, che ci appaiono solo
quando oscillando acquisiscono la forma di fotoni.

• La nostra fisica vedrebbe solo i fotoni virtuali cioè quella forma


della coppia fotone antifotone senza asse della energia e cioè
con un piano di simmetria che farebbe dire ai fisici che
l'antiparticella del fotone non esiste.

• Noi percepiremmo solo il fotone. Come una lampadina


clignottante con frequenza così alta da non vederla mai spenta
Il teorema di Shannon ci vieterebbe di vedere
l'antifotone ed il fotone come sono in realtà ma
potremmo percepire solo la struttura di risonanza
che rappresenta il fotone virtuale senza massa
Disegniamo un fotone virtuale come
una oscillazione da cui dipende la
percezione virtuale del tempo
Il pendolo fotone-antifotone è la frequenza a cui tutto
l'Universo vibra e la vibrazione è la manifestazione
della informazione cioè della Coscienza
Ma da dove nasce la
coppia fotone
antifotone?
Dal nulla, si crea una coppia fotone
antifotone intimamente legati che noi
abbiamo chiamato EVIDEON
Notare all'inizio la sovrapposizione perfetta dei colori
complementari
La coppia si divide e prende forma
Sempre più nitidamente
Fino a separarsi completamente
Quindi inizia la rotazione di uno dei due
componenti
Ed infine si forma un neutrino
Ma cosa è un neutrino
Il neutrino o particella di Majorana (come il
fotone: N.d.A.) è un leptone
I leptoni
• I leptoni sono 6 come gli antileptoni
che sono le loro immagini speculari

• I leptoni sono costituiti da un fotone


ed un antifotone legati tra loro
attraverso 2 interazioni colore
anticolore

• I colori sono gli stessi della QCD e


sono le rappresentazioni di elementi di
simmetria

• In particolare il neutrino elettronico ha


l'asse delle energie libero di muoversi
e, come il fotone, appare senza massa
perché in risonanza con la sua
antiforma
Lo spin dei leptoni
• Lo spin è una proprietà intrinseca delle
particelle subatomiche ed ha diverse
interpretazioni. La fisica quantistica
prevede che i leptoni abbiano spin di
valore -1/2 o +1/2 come
r a p p re s e n t a z i o n e d i d u e l i v e l l i
energetici che ne determinano due
gradi di libertà di rotazione attorno ad
un ipotetico asse di simmetria, se non
fosse che i leptoni dovrebbero essere
puntiformi 👎. Nella nostra visione lo
spin è una proprietà geometrica del
leptone che ne determina la simmetria,
rispetto ad un piano verticale (numero
di colori che non si specchiano su
numero di colori totali) e si esprime
con i valori |1/2| (due colori su quattro
non si specchiano)
La carica del
leptone
• La carica è per convenzione
negativa ed è espressa dalla
simmetria del leptone sul piano
orizzontale. Essa dipende dalla
simmetria di scissoring su tale piano
e vale |1| (due colori/numero di unità
fotoniche che interagiscono), in
quanto esiste solo un grado di
libertà per questa operazione (il
segno "-" è una convenzione)

• ma tale valore è nullo per i neutrini


poiché essi interconvertono tra loro
con i loro antineutrini, le particelle di
Majorana, ed il valore zero è dato
dalla somma dei due possibili valori
-1 e +1
I quark
I quark sono costituiti da 2 unità fotoniche
ed 1 antifotonica intervallate fra loro
Analogamente gli antiquark sono costituiti da 2
unità antifotoniche ed una fotonica sempre
collegate da doppie interazioni colore anticolore
Lo spin
dei quark
• Analogamente per i quark, la
simmetria sul piano verticale
produce la stessa situazione come
nel caso dei leptoni (2 colori su 4
non si specchiano). La simmetria
dell'unità fotonica centrale è
irrilevante perché il piano verticale
di tale fotone contiene l'unità
fotonica che stiamo considerando e
ciò rende lo spin della unità fotonica
centrale ininfluente. Il valore atteso
di spin è dunque, anche in questo
caso, |1/2|. La dualità del segno
dipende dalla modalità di
interazione di coppie di quark
La carica dei
quark
• La carica del quark è legata allo
scissoring rispetto al piano
orizzontale ed ha due valori di
segno opposto: |2/3| ed |1/3|
poiché in un caso due unità esterne
simmetricamente si alzano verso
l'alto, rimanendo ferma l'unità
fotonica centrale (valore di carica
2/3, il segno è solo convenzionale).
Nel secondo caso è l'unità centrale
che si sposta verso l'alto lasciando
inalterate le due unità fotoniche
terminali (valore 1/3 di segno
sempre opposto al corrispondente
valore di 2/3 perché in questo caso
è un antifotone a muoversi e non
due fotoni)
I gluoni
I gluoni sono 8 come gli antigluoni e sono costituiti
da due unità fotoniche od antifotoniche (antigluoni)
legati con una tripla interazione colore anticolore che
garantisce la interconversione tra gluoni, attraverso
un istante in cui l'interazione colore è solo doppia
Carica e spin
dei gluoni
La simmetria della
struttura dei gluoni
conduce, sulla base
delle stesse
considerazioni effettuate
per leptoni e quark, ad
assegnare valore 1 allo
spin (3 colori su 3 non si
specchiano) e valore di
carica nullo (il sistema
non prevede possibilità
di scissoring)
Quale approccio è più sintropico? Cioè piu
coscienziale?
Alcune osservazioni
• I neutrini sono i primi elementi a formarsi nell'universo. Essi
possono presentare massa in alcuni istanti della loro vita come i
fotoni.

• I leptoni urtando tra loro (LHC) forniscono sempre sottoprodotti


che derivano da rottura delle interazioni tra unità fotoniche ed
antifotoniche, rispettando le regole di simmetria CPT.

• I quark non possono essere isolati in quanto possiedono unità


fotoniche ed antifotoniche in numero dispari e, per ragioni di
simmetria universale, devono convivere con un altro quark

• I gluoni sono necessari a dare simmetria a 3 quark in neutroni e


protoni che altrimenti non potrebbero convivere
Urto convenzionale fra elettrone e
positrone ad alta energia
Collisione elettrone antielettrone
Sottoprodotti della interazione elettrone
positrone. I due antifotoni al centro della
immagine sono invisibili a causa della loro elicità
Visione dall'alto della collisione elettrone
positrone
Esempio di tre quark e tre gluoni a formare una struttura
simmetrica. I cubi chiari sono fotoni e quelli scuri
rappresentano antifotoni. I parallelepipedi sono gluoni (2 fotoni)
Come spiegare i risultati ottenuti dal LHC per
ottenere un inesistente bosone di Higgs
Cosa dice la scienza
ufficiale attraverso le
pubblicazioni scientifiche
L'Universo è un frattale olografico
e dunque ha la stessa struttura
della coppia fotone antifotone
nata all'inizio del tempo

Studiare i fotoni vuol dire capire come è fatto l'intero


Universo
La nascita dell'Universo Virtuale

L'universo nasce dal nulla a costo energetico


zero. Nasce in due punti che probabilmente sono
i due punti segnalati da Penrose e visibili nelle
mappe della cmbr. Si tratta del residuo di due
ipotetici buchi neri che in realtà rappresentano
due punti opposti dell'Universo Virtuale dove
appaiono contemporaneamente coppie di fotoni
ed antifotoni. Nel primo istante nascono
contemporaneamente ed a specchio due coppie
di fotoni antifotoni che danno il via alla dualità
La mappa della cmbr di Penrose sovrapposta agli
ultlimi dati di Planck sui punti freddi dell'Universo
Universo di Planck. Universo Evideonico
Possiamo immaginare un fotone virtuale
come una pallina che corre lungo il bordo
della superficie del cono e, mentre tenta
di percorrere la circonferenza di base,
discende verticalmente, passando per il
centro degli assi ed andando a ruotare
sulla superficie inferiore di base del cono
inferiore, descrivendo un loop a forma di
nastro di Moebius
L'Universo evideonico
all'inizio
Le misure dell'Universo sono adimensionali e si
basano su alcune pseudocostanti che sono la
sezione aurea, pi greco, la costante di struttura fine
dell'universo, il numero 2 e la costante di Planck,
che probabilmente, all'inizio dell'universo, erano
lievemente differenti da quelle misurate oggi.

In particolare la circonferenza di base del doppio


cono era pari a 137.50, la lunghezza degli assi di
spazio e tempo era pari a 342 e l'altezza dell'asse
delle energie pari a 243 unità
Sequenze di numeri
che mimano accordi
musicali

La nostra ipotesi prevede che i numeri siano oggetti con


opportune simmetrie. Per esempio il numero 3 è
rappresentabile da un vettore, lungo 3 unità, direzionato
nella direzione "tre", chiamato "TRE" ed inizialmente
adimensionato ma dimensionabile in opportuni contesti
Il cono dell'Evideon all'inizio

137.5/(2πφ) = 13.5 R=21.88

Dove φ = 162 (lunghezza


semiasse spaziotempo/100)
α = 20.42
Il valore del raggio della
circonferenza di base è pari a
137.50/(2π). L'altezza del cono
vale 121.5, cioè la lunghezza del
semiasse dell'Energia nella sua
massima elongazione. L'apotema
del cono è pari a 123.456790=2/φ
Alcuni valori di energie, lunghezze d'onda e
frequenze di fotoni, calcolate sulla base dei
numeri evideonici sembrano dimostrare la
frattalità del sistema basato su φ, π, 7 e 2
https://www.omnicalculator.com/physics/photon-energy
Dunque l'Universo, nato come
spaziotempo bidimensionale
successivamente crea l'asse delle energie
e si forma la dualità (materia-antimateria).
Successivamente il doppio cono si
distorce e si dissimmetrizza. La originaria
costante di struttura fine, che altro non
era che l'angolo aureo (360/φ2), diviene il
valore che conosciamo oggi 137.037
circa.
La rottura della simmetria produce un
Universo vivente ed attivo in cui materia
ed antimateria sono specularmente eguali
137.039/(2πφ) =13.49
Φ=1.618

c[n(n+1)] /(2πφ)
1/2 = 13.49
Si notano alcune cose importanti.

La costante di struttura fine dell'Universo potrebbe


derivare dalla struttura dell'Universo stesso se
modificata. La formula descrive una sfera cava,
l'Universo, che risuona a 13.49 Hz. Si scopre una
nuova relazione tra la velocità della luce "c" e la
costante di struttura fine quando

(n)2 = (π/10)
Come il cono dell'Evideon si distorce
subito dopo la sua apparizione
α=40.84
α=40.64

Notare la similitudie degli angoli di


apertura dei coni
Cosa dice la
letteratura scientifica
Vediamo come si è
trasformato il doppio cono
dell'Universo evideonico
Il doppio cono si è disimmetrizzato entrando nel nostro
ottante e contemporaneamente nel nostro
corrispondente anti-ottante. Le misure del cono si
trasformano seguendo la simmetria della sezione
aurea e della costante di Planck
Il fotone può essere rappresentato da una
pallina che corre attorno al perimetro di
base del conoide contemporaneamente
andando in su e giù per l'asse delle energie
Si produce la proiezione di una lemniscata
sul piano dello spaziotempo che è la
rappresentazione di un nastro di Moebius
Vista su un piano la curva
prodotta è la seguente
Movimento percepibile nel nostro ottante
(trasformazioni di Moebius)
https://youtu.be/JX3VmDgiFnY
Rmx100 = 70.71/2 = 35.35

Perimetro della
lemniscata
(70.71/2)x2π=222.14
Cioè 100π/20.5

Lemniscata che descrive il percorso della


pallina che rispecchia il cambiamento del
fotone nello spaziotempo
R1=0.18
Appendice sulla formula che
relaziona le costanti universali
Sappiamo che

2π [360π2 ] ~ e2n Con n = 13

Sapendo che

360π2 = [13.49]π = [fx]π = απ2

Possiamo scrivere che

e2n-1 ~ απ3

Ma questa formula necessita di un termine correttivo sul


valore della potenza del numero 2 che vale 0.0036464438 che
è pari a

Φ/(100π20.5) = Φ/[4π(Rm)0.5] = 1/Tabs

Dove Rm è il raggio medio della lemniscata che descrive il


movimento del fotone sul piano spaziotemporale. Così la
formula precisa diviene

e2(n+φ/[4π(Rm)^0.5]-1) = e2(n-1)21/Tabs = 2.72518x2(n-1) = απ3


2.72518 è la temperatura della CMBR che dipende dalla
interconversione fotone antifotone e non da un inesistente Big Bang

Tcmbr2(n-1) = απ3 = [Fx]πxπ


E' da notare che il valore del raggio medio è stato calcolato per
approssimazione, come se la semilemniscata fosse una simmetrica
ellisse, dove uno dei due diametri mima la cifra che rappresenta la
costante ridotta di Planck/2 (R2 = 52.7) mentre R1 diviene
obbligatoriamente eguale a 18.01 poiché

(52.7+18.01)/2 = 70.71/2 = 35.35 = Rm

E' da notare come questo numero sia particolarmente significativo


poiché

35.35x1.62x2π = 360
35.35e = 1.618033x104
Come il semicono superiore si alza e si abbassa durante il
movimento della pallina lungo il bordo dell'ellisse di base. Ancora
una volta il risultato è una lemniscata
Te
mpo

Variazione del semiconoide nel tempo


Alcune visioni del
movimento della
pallina che imita la
interconversione
fotone antifotone.
Come si può notare il
movimento descrive
una lemniscata che
ancora una volta
richiama il nastro di
Moebius
Virtualità e numeri
immaginari: ma l'universo
olografico è vero o finto?
Concetto di realtà virtuale
• La realtà virtuale si distingue da quella reale perché, al contrario
di quest'ultima, essa è mutabile.

• Mutabile dunque non vuol dire finta ma che si può modificare.

• Tale virtualità è creata da noi involontariamente ed


inconsapevolmente.

• La astrofisica moderna sostiene che l'Universo sia un frattale


piatto estruso sull'asse delle energie che sarebbe l'unico asse
modificabile. Se ne deduce che la virtualità è data dal
movimento del fotone su e giù per l'asse delle energie e con il
suo movimento produce l'effetto massivo delle cose che noi
crediamo di vedere.

• Dunque usando i numeri complessi è possibile descrivere un


universo in cui il piano spaziotemporale è descritto da numeri
reali mentre le energie sono numeri immaginari.
z = a +ib
a = 1.62
S = T = 1.62
Sia lo spazio che il tempo
possiedono una loro
componente energetica che è
virtuale cioè immaginaria.
Mentre spazio e tempo non
possono essere sommati
perché non sono
commutabili, cioè abitano
assi differenti, non
s o v r a p p o n i b i l i ,
geometricamente, le energie
di spazio e tempo possono
mescolarsi. Per ogni valore di
E per lo spazio ci sono tutti i
valori di E del tempo, cioè
Etotale = EsxEt
In particolare possiamo pensare ad un universo creato da due
entità: una spaziale ed una temporale caratterizzate da numeri
complessi, le cui parti reali sarebbero gli assi di spazio e tempo
mentre le parti immaginarie rappresenterebbero l'energia di
spazio e tempo
Uso dei numeri
iper immaginari
In questo spazio così creato
l'energia sarebbe descritta da
numeri immaginari ma il
prodotto di due numeri
immaginari produce un
numero reale e dunque
l'energia ci appare come fosse
tangibile ma in realtà sarebbe
solo il prodotto di due entità
non reali.

Appare utile applicare questa


trasformazione:

[ib]2 = ni^i
Cioè per qualsiasi valore di b
ci sarà sempre un numero n
che rispetta questa
eguaglianza. Così tutti i numeri
dell'asse delle energie saranno
Emax = |SXT| = STsen(90) = 1.622 = 2.6244 descrivibili come numeri
elevati al valore di i elevato ad i
L'energia diviene reale, solo perché è il prodotto
di due numeri immaginari componenti di spazio
e tempo ma in realtà sarebbe virtuale

• Per esempio:

• Emax = φ2 = 2.6244 = [33π]i^i


E=Ni^i

• E = 1.23 = [e]i^i = altezza cono

• [ii]2 = [e]-π = 0.0432

• [ii] = [e]-π/2

• 33π = 4.32x24

Spazio Tempo

• 33πx4π2 = 212

S X T= |Ni^i|
Φ= 431.8588 ÷ 256.7849
1.08
• 33 = 2e^φ
4.32Precisione>99.98%
Lo spazio ed il tempo, nel costruire
lo spaziotempo come unica entità,
trasformano le loro energie
immaginarie in virtuali (ologramma)
Come si rapporta la visione evideonica
dell'Universo olografico e frattalico con la
relativiltà di Einstein, l'elettromagnetismo di
Maxwell e l'indeterminazione di
Heisenberg?
Le equazioni di
Maxwell
Le equazioni di Maxwell sull'elettromagnetismo
nel vuoto mostrano come una rotazione di
campo elettrico produca una variazione di
campo magnetico e viceversa a meno di un
termine "c" = 1/(με)0.5 dove μ e ε sono la
suscettività magnetica e la permittività elettrica
c = E/B = Lp/Tp

Nel nostro modello, il campo elettrico è associato all'asse dello


spazio e quello magnetico all'asse delle energie. Non a caso nel
vuoto il rapporto tra B ed E è uguale a "c", come lo spazio di Planck
diviso per il tempo di Planck da "c". La cosa interessante è che la
rotazione dell'asse dello spazio produce una variazione dell'energia
sull'asse del tempo e viceversa, come nelle equazioni di Maxwell
Nel vuoto la formula
della energia W del
c a m p o
elettromagnetico,
essendo la velocità
della luce eguale ad 1
nelle unità di Planck:
WT = E2/2 + B2/2
Ma tale equazione
rappresenta una
parametrizzazione
del tipo
Z2 = X2 + Y2
Che rappresenta un
cono, proprio come
nel nostro caso
Nella nostra
rappresentazione
invece qualsiasi
luce venga ad
illuminare il cono,
l'ombra di una luce
verticale od
orizzontale
producono la
stessa identica
ombra che
rapresenta il
c a m p o
elettromagnetico
totale
Una unica ombra per un unico campo
magnetico/spaziotemporale
http://disf.org/equazioni-luce-maxwell-planck-einstein
Le equazioni di
Einstein
La famosa formula
in dettaglio
La vera formula della relatività è
corretta se scritta nella forma:

E2 = m2c4 + p2c2

Ma sapendo che "c"=1, nelle


unità di Planck e che

m2c4 = h2ν2

e ponendo la frequenza del


fotone eguale ad 1, si ottiene

E2 = m 2 + h 2

In altre parole l'equazione di


Einstein altro non sarebbe che il
teorema di Pitagora
Nel nostro caso ciò è
assolutamente confermato
dalla costruzione grafica del
fotone dove l'asse verticale
rappresenta il valore della
massa, l'apotema del
conoide, che è variabile,
rappresenta l'Energia del
fotone e la base
rappresenta la costante di
Planck ridotta. Dal contesto
si comprende bene come la
massa sia convertibile in
Energia e vice versa con la
posizione della pallina che
rappresenta il movimento
del fotone
Il principio di
indeterminazione
di Heisenberg
ΔmΔt= h/2c2

• Compton descrive così la


formula di Heisenberg ma
essendo che la velocità della
luce nelle unità di Planck vale
1, la formula diviene eguale a
ΔmΔt = h/2.
Indeterminazione sul piano spaziotemporale

I punti B e C della
lemniscata che Tempo
rappresenta il moto di A
450
oscillazione del fotone C
600
sullo spaziotempo, sono
i più lontani dal valore 300
B
a n g o l a re m e d i o ( 4 5
gradi), occupato dal Spazio
O
segmento OA che oscilla
tra i valori massimi
angolari dei segmenti
OB ed OC.
Δx
α1

α2

Se spazio, tempo ed energia sono vettori allora possiamo


scrivere (a meno del segno che è convenzionale):

ΔmXΔt = Δx cioè ΔmΔtsen(90) = Δx cioè ΔmΔt = hsen(Δα)

Calcoliamo dunque il valore di Δα = α1 - α2 = 60-30 = 30


Dunque possiamo dire

ΔmΔt = hsen(Δα) = h/2


Non c'è nessuna
ragione perché le mele
vengano attratte dalla
Terra: Wheeler contro
Newton

Gravità ed accelerazione
di gravità: da dove
nascono
Negli studi di funzione la derivata seconda
rappresenta il modo come la funzione si piega
verso il basso o verso l'alto, creando di fatto
massimi o minimi

F= m(dx /d t)
2 2

a = (dx /d t)
2 2

Era dunque possibile attribuire alla accelerazione di


gravità il significato di piegatura dello spaziotempo,
dove la forza di gravità non era propriamente una
forza ma una proprietà emergente dalla piegatura
dello spaziotempo stesso
La piegatura dello spaziotempo produce
la massa ed il fenomeno della gravità
Allora abbiamo un
problema
Secondo la teoria dell'universo olografico il piano
spaziotemporale è rigido dunque da dove viene
la gravità?
L a g r a v i t à s a re b b e u n a p ro p r i e t à
emergente della entropia e non una forza

Infatti in caduta libera non si sente


nessuna forza come invece si percepisce
quando sei sull'autobus ed esso cambia
direzione e velocità
La forza entropica nel modello olografico

Seguendo l’interpretazione termodinamica dell’orizzonte di un buco


nero in Relatività Generale e il principio olografico, si può mostrare
che la gravità di Newton appare introducendo diverse
considerazioni che riguardano lo schermo olografico. Questi
schermi generano sia lo spazio che la forza entropica, che è
equivalente all’accelerazione gravitazionale.
Consideriamo un piccolo pezzo di schermo olografico e una
particella m localizzata vicino allo schermo ad una certa distanza
∆x, che si avvicina ad esso dal lato in cui emerge. Il cambiamento di
entropia sullo schermo olografico `e proporzionale alla massa m
della particella, che si trova vicino allo schermo a distanza ∆x .
La variazione di entropia è data da:
∆S = 2πkb
quando la distanza è confrontabile con la lunghezza Compton:
∆x = h/mc2
1
1

FΔx = TΔS
Proviamo ad elaborare questa formula
con i numeri dell'Universo evideonico
FΔx = TΔS
F = ma
maΔx = TΔS

Essendo Tabs = 273.15, m = 1.23, ΔS* =21.03

si ottiene che

a = 360x8

TΔS/Δx = [13.49]π = F

* ΔS = 21 = area di Planck/4 con 2π2φ3 = volume toroide = Superficie ipersfera


https://corradomalangaexperience.com/wp-content/uploads/Evide-ON.pdf
https://corradomalangaexperience.com/wp-content/uploads/Torus-aspetti-toroidali-
delluniverso-virtuale.pdf
π
[Fx] =απ2
π (πn)
[Fx] =360x2 xπ 2
Poniamo la nostra attenzione sul valore del La0 pari a 13.495... e
ricordiamo alcune formule che avevamo scoperto in precedenza

13.49 = α /2πφ
-1
Con α = costante di struttura fine dell'universo

13.49 = 1/2
c[n(n+1)] /2πφ
n = (π/10) 1/2
Ma la prima è la formula che descrive l'Universo
evideonico e la seconda descrive la frequenza
(13.49) a cui una sfera cava (l'Universo) va in
risonanza, essendo "c" la velocità della luce ed "n"
il numero degli overtone
[ma]1/π

[TΔS/φ]1/π α-1/2πφ

13.49

D = lg8/lgφ = 4.318

431.85/25 c[n(n+1)]/2πφ
n = (π/10)1/2

[360x2nπxπ2]1/π
432 = 360π/φ2

hcTabs/2 = 4.318x10-24

Tabs/2hc = 4.319x10+27

4.3185

2πh2/φ = 4.318x10-68

e-π = (ii)2 = 4.32x10-2


E la sezione aurea?
431.8588/256.7849 = La/Do = 1.681792 = 1.6182601.08

lg2(La/Do) = 0.75 = 3/4 = 243/324

L= 243

L=324
La sezione aurea nell'evideonica
struttura del Tutto
1/[cos(432)] = 2φ

cos(324) = φ/2

cos(243)sen(243) = φ/4

cos(396) = φ/2

13
852x2 = π

13
639x2 = 3π/2e

13
417 = 2x3.1415x10 25

128

13
528 = 1.62

13
741 = 2φ/2

sen(639)cos(639) = -1/4φ
Ciò dimostra che l'Universo evideonico è
un ologramma frattalico basato su φ e π
Teorema Aureo

Per ogni numero intero, divisibile per 9, che


non termini con zero, che rappresenti un
angolo, esiste un algoritmo trigonometrico
che ha come risultato, un multiplo od un
sottomultiplo della Sezione Aurea.

Ci troviamo di fronte ad un algoritmo che


descrive l'Universo evideonico, dove i numeri
sono tutti angoli e dove lo zero non esiste
https://youtu.be/_00oskWLtII
http://www.swarthmore.edu/NatSci/swang1/Publications/jrecmath1994.pdf
http://eprints.bice.rm.cnr.it/979/1/pi_e_phi.pdf
http://www.renneslechateau.it/indagini/articoli/5x243-250.pdf
La musica delle sfere. Da
Pitagora e Platone a Titius-Bode
Grafico delle posizioni dei pianeti rispetto al
Sole con le loro distanze in unità astronomiche
I miei dati mettono in evidenza che il 431.8588 entra
anche nel pattern planetario del sistema solare
L'essere umano all'interno del mondo virtuale: il
comportamento umano, l'uomo come un fotone
L'uomo si muove in uno
spaziotempo usando
inconsapevolmente un
patter n prefissato di
regole movimentazionali
che rispecchiano la
geometria evideonica

La sinistra è il passato, la
destra il futuro, l'avanti è lo
spazio da percorrere, il dietro
lo spazio percorso, l'alto ed il
basso rappresentano
l'energia positiva e negativa,
ed in generale la dualità della
esistenza
Modello VAK Croce degli
Esprime le spazi di Pulver
regole del indica cosa
"dove penso quando
osservo"-"cosa scrivo o
penso" disegno
La fisica dell'Universo
evideonico all'interno del
Mito sotto forma archetipale

Se noi siamo i creatori dell'Universo, esso è già


presente come forma archetipale dentro la
manifestazione della nostra antica cultura.
Andiamo alla ricerca della fisica moderna nella
cultura del passato
Le antiche tradizioni esoteriche
musicali ricalcano in due dimensioni
i numeri della fisica dell'Evideon
La tradizione ed il simbolismo de I Ching
descrivono colori e posizioni
geometriche dell'Universo evideonico
La mappa della CMBR a confronto
con il simbolismo cinese dello Yin
e Yang
L'analogia con il fotone e l'antifotone è molto evidente
soprattutto nel comprendere che materia ed antimateria si
compenetrano tra loro nella costruzione dell'ologramma
Visione esoterica del mondo nella
cultura ebraica antica dove è
riconoscibile la geometria evideonica
I mondi della antica civiltà norreica
ridescrivono, ancora una volta, la geometria
dell'universo evideonico, mostrando la
frattalità spaziotemporale della Virtualità
L'uomo di Leonardo all'interno
dell'Universo evideonico
Le quattro braccia di Kali rappresentano lo spaziotempo
cioè la Realtà della manifestazione virtuale
Il simbolismo di Kali richiama alla realtà
della assenza del corpo che, in un
universo olografico, non ha senso alcuno
In una mano ha una scimitarra, in un’altra la testa di un
demone, che tiene per i capelli, la terza mano si apre a elargire
benedizioni e la quarta regge un’altra arma, di solito una lancia
o un tridente Kali indossa una ghirlanda di 52 teschi e una
gonna fatta di braccia smembrate perché l’ego abbandoni
l’identificazione con il corpo, per riconoscersi nell'etereo. Se il
nostro attaccamento al corpo giunge al termine, la liberazione
dalla ignoranza non può che prevalere. Pertanto la gonna e la
ghirlanda dei trofei sono indossati dalla Dea per rappresentare
la liberazione dei suoi figli dall’attaccamento al corpo
materiale, nel riconoscimento della realtà fintamente duale del
fotone-antifotone che, pur essendo due cose differenti, sono in
verità due aspetti della stessa cosa.
Il nastro di Moebius rappresenta l'Universo evideonico ed
è simbolo dell'infinito nelle diverse tradizioni planetarie
1 = bindu (simbolo della condizione germinale):
è il punto dal quale inizia la creazione e si
sviluppa la molteplicità, lo spazio;
0 = sunyata (la qualifica di vuoto): il vuoto,
quello stato da raggiungere se ci si vuole
liberare dal Samsara (ciclo perenne del
divenire; trasmigrazione; corso dell’indefinita
successione di nascita-vita-morte-rinascita);
8 = ananta (senza fine): è l’infinito, il senza fine,
l'oscillazione.

https://www.108grani.com/il-significato-del-numero-108/
r = (φ/4) quando θ = 243 r = φ/2 quando θ = 342 r = 2/φ quando θ = 342

dy/dx = π
quando θ = 342

341.058

342.655
342.0186

Il numero 108 nella rappresentazione geometrica


Universo
in
coordinate
cartesiane

Grado di complessità
del frattale evideonico
D = lg(8)/lg(φ) = 4.318
Universo in coordinate sferiche (polari)
che si trasforma in coordinate toroidali
Universo toroidale che da origine
all'Universo a nastro di Moebius
L'Universo evideonico senza il buco centrale, dove
riappare un piano di simmetria che lo rende Unico!
https://www.sacred-geometry.es/?q=en/content/phi-particle-physics
http://www.i-sis.org.uk/E_infinity_spacetime_quantum_paradoxes.php
Dove è la Coscienza

Schermo
olografico

Coscienza
Una sovraposizione di alcuni studi sulla
cmbr
Materia/Ftoni

Modello di
Evideon
posto su un
piano
(approx.
dell'universo
flat)

Antimateria/antifotoni
Interferenza fra due
onde sferiche che
mimano le due
semicoscienze (le due
semicreazioni cioè i due
primi Evideon)

Zona di universo (di


ampiezza di 2') con la
s u a c m b r. N o t a re l e
similitudini con il modello
previsto dall'Evideon
L'universo non è infinito né nello
spazio né nel tempo e tantomeno
per quanto riguarda la sua energia
E nella cmbr mancano i segnali delle
lunghezze d'onda lunghe

E tutto questo solo se il fotone possiede massa

https://www.nature.com/news/2008/080523/full/news.2008.854.html
Significato coscienziale della
visione limitata dell'Universo
• Il fatto che l'Universo sia stato
visto, fino ad oggi, illimitato
s i g n i fi c a c h e l a n o s t r a
consapevolezza lo vedeva così.
Cioè noi creavamo un Universo di
cui non avevamo consapevolezza.

• Ora cominciamo a vedere più


distintamente i limiti dell'Universo
e ciò significa che ne abbiamo più
consapevolezza, il ché significa
che stiamo prendendo coscienza
di Noi stessi.
La Coscienza dunque si è
posta una "virtual time line" per
acquisire consapevolezza di Sé
Il proprio Sé allo specchio
della Coscienza

L'Universo dura da
13.82x109 anni per un
totale di 1 015
(probabilmente
1 8 x 1 015) e d u n q u e
abbiamo ancora tempo
per capirci qualcosa
E nel frattempo?

Nel frattempo non ci resta che ascoltare la


musica che noi stessi stiamo, sovente
inconsciamente, producendo continuamente
attorno a noi, rendendo la Creazione lo
strumento consapevole della Esistenza Umana
https://www.researchgate.net/profile/Hossein_Javadi/publication/
273319021_Physics_Being_and_Time/links/54fdfadd0cf2eaf210b22ac5/Physics-Being-
and-Time.pdf?origin=publication_detail