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MAGNA GRECIA IN CALABRIA

La Calabria è universalmente riconosciuta come il cuore della Magna Grecia,


identificando con questa espressione quella importantissima fase di colonizzazione
greca del Meridione d’Italia iniziata nel VIII secolo a.C. Le città greche, perlopiù in
maniera indipendente l’una dalle altre, cercavano in quel periodo nuove terre da
occupare, sia per sfuggire alle tante frizioni politiche interne che per migliorare le
proprie attività economiche basate sulle produzioni agricole e sui commerci. Il Sud
Italia e la Calabria in particolare risultarono ideali per questi scopi grazie al clima mite,
all’abbondanza d’acqua ed alla conformazione peninsulare del territorio che permetteva
agevoli spostamenti via mare. I Greci non furono certo i primi a colonizzare la Calabria,
ma le loro colonie erano completamente diverse da quelle precedenti: i Greci non
creavano anonimi depositi di merci, lasciandovi qualche soldato di guardia, ma si
stabilivano nelle nuove terre, dando vita a centri urbani secondo il loro uso e che non si
erano mai conosciuti prima in Italia. Fu forse Rhegion (attuale Reggio Calabria) ad
essere la prima colonia greca intorno al 744 a.C., fondata da Zancle (Messina).
Seguirono poi altre di grande importanza tra cui Sibari (720-710 a.C.), Crotone (710-708
a.C.), Locri (678-672 a.C.).

Testimonianza della Magna Grecia, Bronzi di Riace (Museo della Magna Grecia, Reggio Calabria).
RHEGION (REGGIO CALABRIA)

Rhegion fu l'antica colonia dei Calcidesi di Eubea, la sua fondazione contemporanea a Zancle
(Messina) risale all'VIII secolo a.C.. Chiusa a nord dalla catena dell'Aspromonte, la città ebbe un
ruolo essenzialmente commerciale legato alla navigazione dello Stretto, tanto che, persino in età
medioevale, Reggio, a differenza di molte città dell'età classica non ebbe un arretramento dal
proprio territorio, ma mantenne sempre le proprie caratteristiche di centro di smistamento di
traffici e scambi, pur sopportando nel corso dei secoli continue invasioni e distruzioni.
La ricostruzione di Reggio avvenuta dopo il terremoto del 1908, ha completamente modificato
l'impianto urbanistico della città antica.
L'opera degli archeologi ha portato alla scoperta d'insediamenti umani nell'area reggina che
vanno dall'età Neolitica sino alla prima età del Ferro, documentando l'importanza strategica del
sito già in epoca antichissima.

SIBARI

Sibari fu fondata nel 709 a.C. dagli Achei del Peloponneso settentrionale guidati dall'ecista Is di
Elice, tra il fiume Crati e il fiume Sibari (attuale Coscile). La colonizzazione non fu pacifica: si
verificò presto un conflitto tra i coloni e le popolazioni indigene. Strabone attesta la ricchezza e
la potenza di Sibari che estendeva il suo dominio su gran parte del territorio circostante. I
Sibariti fondarono verso la metà del VII secolo a.C. le subcolonie di Laos, Scidro e Poseidonia.
Sibari si alleò con Metaponto e Crotone contro la città di Siris che venne rasa al suolo nella metà
del VI secolo a.C. La fertilità del territorio attraversato da numerosi corsi d'acqua, e la presenza
di miniere di argento nel sottosuolo, contribuirono ad arricchire la città che sopravvisse per più
di duecento anni. Nel 510 a.C. si ebbe la distruzione violenta della fiorente città da parte della
città rivale di Crotone dopo 70 giorni di assedio.

CROTONE

Nell'VIII secolo a.C., per molteplici si avviano dalle comunità della Grecia continentale ed
insulare le migrazioni di coloni che, guidati da un ecista, partono alla volta dell'Occidente. Qui, in
aree precedentemente esplorate lungo rotte percorse a fini commerciali o per approvvigionarsi di
materie prime (soprattutto metalli) con modalità di rapporti con le popolazioni indigene che
variano da caso a caso. si insediano le nuove città-stato indipendenti. Le nuove comunità
politiche, sfuggite a guerre, carestie o altro, si insediano in genere in territori pianeggianti,
prossimi a corsi d'acqua ed in un primo tempo alla costa, con buone possibilità agrarie legate
alla fertilità dell'area occupata, senza talvolta disdegnare la posizione strategica e il controllo di
rotte commerciali. Si comprende dunque che il fenomeno della colonizzazione greca d'Occidente
è complesso e sfaccettato, legato all'origine dei gruppi etnici.
Esemplari in tal senso sono proprio le fondazioni greche nell'attuale Calabria.

LOCRI

La colonia magnogreca di Locri Epizefiri fu fondata verso la seconda metà del VII sec. a.C.. Fu la
prima città d'Europa ad avere un codice di leggi scritte, che la tradizione attribuisce a un forse
mitico Zaleuco, ed un importante centro culturale e artistico. I colonizzatori di Locri si stabilirono
prima al capo Zefirio, così chiamato perché formava un porto al riparo dei venti dell'Ovest, e vi
restarono tre o quattro anni. Poi con l'aiuto dei Siracusani e la collaborazione dei Tarantini,
stabilirono la loro città un po' più a nord, sulle pendici della collina Epopi. In poco tempo Locri
divenne potente ed ambiziosa e si scontrò con la città di Crotone nella celebre battaglia della
Sagra, vincendo.
IACCINO ERNESTO FRANCESCO FALCONE EMILIA FRANCESCA
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