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CONSIGLI PER LA LAMINAZIONE DI UN ARCO

LONGBOW

Premessa:
è sottinteso che a questo punto si sia già provveduto a costruire lo stampo, elemento
assolutamente indispensabile per poter iniziare a laminare il nostro arco: per questo si consiglia di
leggere la parte riguardante la costruzione dello stampo.

Per coloro che vorranno avventurarsi in questa realizzazione, ho approntato questo vademecum
traendo le informazioni da forum, siti di costruttori, esperienza personale, che non ha la pretesa di
insegnare a chi lo sa fare, ma soltanto di dare qualche consiglio a coloro che non hanno mai
utilizzato resine o quant’altro per costruire dei laminati.
La messa a punto, le regolazioni del brace, tiller, misurazione della trazione, la rifinitura, etc non
sono in argomento essendo queste fuori dalle esperienze personali.

I flettenti laminati

Vi sono due tipi di lamine in legno per la costruzione dei flettenti: parallele e rastremate.
Parallele significa che lo spessore è costante per tutta la lunghezza, mentre rastremate sono
quelle dove lo spessore iniziale descresce progessivamente sino ad un valore minimo.
Il valore di rastremazione, secondo i parametri dettati dalle misure inglesi possono variare da ,001”
a .003 per pollice ( es: su una lunghezza di 36”, partendo da uno spessore di 3 mm circa, si arriva
ad a 1,5 / 2 mm al fondo della lista).
La rastremazione serve per creare un effetto frusta sulla punta del flettente che si trasmette
direttamente sulla corda tesa migliorando l’efficienza. La maggiore o minore rastremazione dello
spessore è anche dipendente dalla sagoma che si vuole dare al flettente affinchè si verifichino
queste condizioni. Le opinioni sono diverse: dei costruttori preferiscono una combinazione
parallelo/rastremato, altri solo rastremato, altri ancora solo parallelo (ciò dipende anche dal tipo di
legno usato). L’esperienza e l’opinione di ognuno detta la scelta. In ogni caso si può fare un
flettente con lamine paralle o rastremate: dal punto di vista costruttivo non cambia nulla.

Ecco alcune impressioni sui legni da utilizzare per i flettenti.

- Olmo Rosso: alla prova ha un buon accumulo di velocità, è relativamente economico e


disponibile sul mercato – presenta una impressione visiva specialmente se usato in Flat
grain. Può essere usato sia per i longbow che per i ricurvi. Grado funzionale ottimo. Modulo
di elasticità: 1.54
- Osage: un altro che alle prove ha un eccellente accumulo di velocità. Alcuni pareri lo
trovano un po’ duro durante la trazione come per altri legni. Si possono trovare buone
qualità di osage sul mercato americano come per il red elm. Ha un colore giallo arancio.
Grado funzionale: ottimo
- Acero: è stato discusso molto da parecchi costruttori ma può essere usato con buoni
successi. E’ facilmente reperibile e di buon aspetto – Modulo di elasticità 1.83
- Robinia/acacia: è un eccellente legno che non ha però una buona estetica. Modulo di
elasticità 1.63
- Cedro rosso: molto simile all’Olmo ha ottime doti estetiche ed un alto grado funzionale
- Noce: è ritenuto sicuramente un buon legno per i flettenti e che con questo, si possano
costruire buoni archi da caccia. L’unico svantaggio è che risulta molto duro. Modulo di
elasticità: 1.68

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- Bamboo: è oggi giudicato il massimo di quanto si può trovare per i flettenti. Si dice che i
migliori archi siano costruiti con questo elasticissimo legno. Risultano archi velocissimi ma
molto morbidi nella trazione. Grado funzionale eccezionale.

Vi sono altri numerosi legni, esotici e non, che sono utilizzati dai vari costruttori ma non sempre
facilmente reperibili sul mercato.
I flettenti inoltre sono normalmente laminati sulle due superfici esterne con delle lamine di fiber-
glass trasparente o colorato. Quasi tutti i costruttori, usano i laminati della Gordon Glass Co. che
è definita la migliore produttrice sul mercato. Ve ne sono di due tipi: Bow-Tuff E Glass ULS e UL Il
Bow-tuff ULS è composto da fibre intrecciate ed unidirezionali mentre UL ha solo le fibre
unidirezionali – è forse più rigido ma può presentare delle fratture o incrinature qualora il flettente
venga piegato oltre misura. Si potrebbe utilizzare anche della vetronite impiegata nell’industria
elettronica, ma si presenta di un colore verde (per questi impieghi non necessita ne la trasparenza,
ma la capacità dielettrica di isolamento) ed è estremamente rigida su qualsiasi lato essendo
composta da tessuti con trama e ordito identici.

Il riser
Il riser può essere costituito da un solo pezzo di legno o anche da due incollati fra loro, a volte con
l’interposizione di una lamina di legno diverso per creare piacevoli effetti estetici e nel contempo
aumentarne la rigidità. Il legno abitualmente utilizzato è quasi sempre esotico, ma anche quelli
nazionali possono venire impiegati. I più comuni sono: Palissandro, Bubinga, Cocobolo,
Shedua, Noce, etc.

Laminazione dell’ arco

Nelle righe sopra, abbiamo esaminato la possibilità nella scelta dei vari legni con i quali costruire i
flettenti, mentre per il riser potremo usare del noce nazionale, del bubinga, cocobolo, compensato
in faggio evaporato o altre essenze purchè sufficientemente dure e reperibili.

Iniziamo ora la costruzione vera e propria. Dobbiamo preparare un disegno su cartoncino di quella
che sarà la forma che dovremo dare al riser. Il consiglio che diamo è di rilevare per la prima volta,
il profilo da un longbow di un vostro amico – diversamente lo potrete disegnare tenendo come
base la sagoma di qualche fotografia su catalogo o presa su Internet. Allo stesso modo sarà utile
disegnare il profilo in pianta del flettente che ci aiuterà per rilevare le dimensioni di taglio per
quando andremo a lavorare sotto la sega a nastro.

Lista del materiale occorrente

- Lamine o liste di legno


- Lamine di fiber-glass Riser
- Nastro per mascheratura
- Striscia di gomma isolante con alluminio galvanizzato
- Pellicola domopack o similare
- Colla epossidica
- Camera d’aria telata

Molti saranno sorpresi per la perdita di tempo nel dover fare tutto l’inventario del materiale
occorrente per iniziare la laminazione, ma questo è indispensabile per intrapprendere il lavoro
accertarsi che manchi nulla.

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Di seguito vi sono le misure dei componenti necessari per costruire un “longbow” da 64”
deflex/reflex. Con tali misure il risultato dovrebbe essere di un longbow con 55# - 60# a 28” di
allungo. La trazione andrà a dipendere soprattutto dalla forma o dal profilo dei flettenti.
Questa formula da come risultato un longbow molto stabile, anche se non estrememente
performante. Se costruirete altri longbow sperimentando vari tipi di legni per laminazione,
sicuramente avrete prestazioni che potranno essere migliori ma anche peggiori.
Come dicevamo, molti costruttori preferiscono le liste rastremate, altri combinazioni con quelle
parallele.
L’esperienza ci ha dettato di fare iniziare il lavoro con lamine rastremate, una combinazione che è
una buona base per il risultato finale. In ogni caso anche con lamine parallele otterrete comunque
buoni risultati

Materiale per la costruzione di un LONGBOW 68 “

Dimensioni del RISER : 45 x 50 x 450 mm.

La larghezza di 50 e lo spessore di 45 mm ci permette di poter, dopo la laminazione, lavorare con


tranquillità il riser sino a portarlo alle dimensioni previste per dare una forma dell’impugnatura
secondo le nostre esigenze. La lunghezza di 450 mm ci consentirà di effettuare una rastremazione
molto sottile sulle due punte.

- Lunghezza totale del riser punta / punta 450 mm


- Due striscie di Fiber-glass bow-tuff da 0,050 (1,20 mm) di spessore – una nella parte
anteriore da 68” e l’altra nella parte posteriore dell’arco.Quella della parte posteriore dovrà
essere tagliata per una lunghezza di 32” x 2
- Tre paia di liste parallele di legno da 36”con uno spessore di 0,050” (1,3 mm) che verranno
poste sopra quella di fiber-glass nella parte anteriore dopo essere state giuntate al centro.
Qualora si disponga di tre liste da 68” possono venire impiegate al posto delle tre paia da
36”
- Un paio di liste di legno rastremate da 32” con spessore da 0,100” a .002/inch (2,5 mm x
1,8 mm) che saranno posizionate in fondo al longbow e prima della fiber-glass

Il Riser

Se lo desiderate, il riser può venire costruito in uno o due pezzi con una lamina di un altro legno
nel mezzo per variare l’effetto estetico. Inoltre questo sistema aiuta ad irrigidire il riser.
Dopo aver trasferito la sagoma del riser sul blocco, tagliate il contorno con una sega a nastro. Non
si deve tagliare la sagoma dell’impugnatura ne l’appoggia freccia, che verranno fatte ad incollaggi
avvenuti. Avete ora sagomato il blocco secondo la curvatura anteriore che copierà la forma della
rastrematura posteriore dal centro verso la punta. Per la sgrossatura andrà bene un cilindro
abrasivo spesso, mentre la finitura dovrà avvenire con della carta abrasiva sottile. Tenete le facce
del riser in quadro fra loro. La rastrematura a cuneo delle punte deve essere la più sottile e
progressiva possibile per evitare che si producano scalini nella fase di incollatura della lista
posteriore e su quelle anteriori: misurate 1” dalla fine del riser – in quel punto lo spessore non
dovrà essere superiore a 1,5 mm per terminare a zero - a 2” non più di 6, 5 mm. Da questo punto
la curvatura del riser può aumentare rapidamente ma sempre seguendo un arco il più lineare
possibile e senza scalini..
Il profilo anteriore dovrà essere il più uguale possibile a quello dello stampo, per evitare che
nell’incollatura vi siano spazi vuoti: questi creerebbero delle inestetiche bolle d’aria sotto la lista di
fiber-glass ma soprattutto a scapito della robustezza finale.

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Le Lamine

Controllare che le lamine siano in piano e senza asperità – sagomare con la carta vetro la
giunzione delle due liste (a fetta di salame) facendo attenzione che le due combacino
perfettamente (vedi figure sottostanti). Questo è indispensabile per un perfetto incollaggio dei due
pezzi fra loro.

Ora saranno esposti i vari step per come fare l’incollaggio. E’ bene fare una simulazione a secco
dell’intero processo prima di preparare la resina.

1. preparare tutte le liste secondo l’ordine che dovranno essere poste nello stampo.
2. lisciare o arrotondare eventuali scalini o imperfezioni delle liste
3. coprire con del sottile nastro da mascheratura la lamina di fiber-glass dalla parte liscia
esterna (per evitare che durante la lavorazione, inevitabili macchie o impronte di resina
sporchino la parte esterna)
4. la prima laminazione da piazzare sullo stampo sarà quella di fiber-glass per l’intera
lunghezza – misurare la lista e fare un segno a matita nel centro – servirà per allineare la
mezzeria con il centro dello stampo.
5. pulire con acetone tutte le liste di legno, il riser e la fiber-glass
6. disponete su tavolo di lavoro tutte le liste esattamente nell’ordine come dovranno essere
sovrapposte quando si incolleranno
7. Fate un ultimo controllo che lo stampo non abbia asperità o residui di colla sulla superficie
di contatto con le liste – copritelo con un film plastico per evitare che la colla vi aderisca.
8. scaldare con il phon ogni pezzo da impregnare: questo favorisce la penetrazione della
resina nelle fibre del legno
9. stendete la resina sulla prima lista di fiber-glass ed allineatela al centro dello stampo.
10. è importantissimo che tutta la superfice della lista sia impregnata di colla e che non vi siano
delle zone secche. Ricordate: l’incollatura deve avvenire bagnato su bagnato – altrimenti si
rischia di creare dei punti che possono delaminare
11. impregnate e posizionate ciascuna lista avendo cura che le giunzioni a scivolo siano
alternate a circa due cm dal centro dello stampo (es. la prima due cm a sinistra, la seconda
a due cm a destra dal centro – serve ad evitare che si possa creare un punto fragile al
centro).
12. impregnate e posizionate il riser facendo attenzione che il suo centro corrisponda a quello
dello stampo
13. posizionate le ultime due liste parallele sopra i riser ed infine le due semiliste di fibre-glass.
14. coprite con un pezzo di film plastico e piazzate la striscia di gomma da pressione.
15. stendete la camera d’aria sopra l’insieme
16. finalmente il pezzo superiore dello stampo verra posizionato ed imbullonato
17. gonfiate la camera d’aria con una pressione di 4 – 5 bar facendo attenzione che non
fuoriesca in modo anomalo dai lati
18. piazzate lo stampo nel forno per 7-8 ore
19. dopo avere tolto lo stampo dal forno lasciate trascorrere almeno altre 6 ore prima di aprire
lo stampo ed estrarre il blank. Servirà a far recuperare la temperatura ambiente in modo
naturale e progressivo.

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Quando si effettuano le giunzioni delle lamine di legno, prima di procedere con l’incollaggio,
verificare che i due tagli combacino il più possibile. Ciò consente una maggiore resistenza

La Resina

Un capitolo a parte è da dedicare alla resina per l’incollatura tra loro delle lamine di legno e di fibre-
glass. Questa è il segreto di una buona riuscita e conservazione nel tempo del nostro lavoro.
I costruttori americani utilizzano la famosa Smooth-On “EA 40” una resina epoxidica bi-
componente che risponde per viscosità, potere adesivo e flessibilità a delle specifiche ben
precise. Il rapporto di mescola è di 1:1 per cui estremamente semplice da dosare. Ha un tempo di
lavorabiltà di 120’ ed una catalizzazione di circa 24 h. a temperatura ambiente, superiore ai 20°
centigradi. Il massimo delle caratteristiche si ottengono però ponendo il manufatto in forno ad una
temperatura costante di 60 - 65° per 6 / 8 ore. Dopo la catalizzazione è preferibile lasciare il tutto
nel forno senza aprirlo per altre 5 / 6 h. affinchè raggiunga la temperatura ambiente il più
lentamente possibile. Per utilizzi industriali, vi sono dei forni che decrescono la temperatura in
modo controllato elettronicamente. Anche noi con l’aiuto di un variatore di tensione
(sufficientemente robusto per sopportare un carico di 1000 W) ed un po’ di buona volontà
potremmo farlo manualmente, diminuendo man mano la potenza delle resistenze o delle lampade
del forno, sino a raggiungere la temperatura ambiente nel tempo indicato.
Personalmente non ho mai utilizzato tale resina per cui non posso dare un giudizio obiettivo. Sul
mercato italiano e nello specifico dell’arco sono in vendita delle resine per gli incollaggi delle
lamine ma non so se si tratta della EA 40 in quanto i rivenditori non danno nomi o caratteristiche.
Si trovano inoltre colle bi-componenti utilizzate nei più svariati settori (es. nautica) che promettono
risultati ottimi ma non oso consigliare una marca o un’altra, non conoscendone le specifiche
tecniche.
Per i laminati che per anni ho realizzato in campo modellistico in abbinamento con tessuti di vetro,
carbonio o kelvar, nei più svariati spessori, ho sempre utilizzato un araldite per laminazione della
Ciba Geigy la cui sigla era LY 5083 (ora hanno cambiato sigla ma non la formulazione) che ritengo
essere molto simile come caratteristiche finali alla EA 40, ma non è definita un “adesivo”. Il
rapporto di mescola è quello tipico delle resine per laminazione ovvero 23% di catalizzatore ed è
abbastanza fluida. Non sono riuscito ad avere i data sheet per i confronti precisi ma penso
comunque che potrebbe essere impiegata magari lasciandola iniziare il processo di catalizzazione
prima di stenderla (si riduce la fluidità). Personalmente ho riparato il flettente del mio T/D che
aveva subito una frattura netta della lamina inferiore (quella in compressione), esattamente nel
punto dove inizia ad appoggiare sul riser. Con l’aiuto di alcuni pezzi di tessuto di carbonio da 90
gr/mq e della LY 5083, è diventato certamente più robusto dell’originale e stà tirando
perfettamente.
Per altri tipi di incollaggi ad es: legno su stratificato di vetro o carbonio o vetro con vetro, ho
utilizzato con successo una colla chiamata UhU Hart con rapporto 1:1 che da risultati ottimi.

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Di recente mi sono stati dati in prova dei campioni di colla 1:1 della Vantico, leader americana del
settore: ho scaricato da sito del produttore le caratteristiche, molto simili alla EA 40 ma non ho
avuto occasione di poterla testare in situazioni di stress come si verifica nei flettenti.
Non potendo dare un giudizio veritiero ed obiettivo, sarei propenso nel pensare che la soluzione
ottimale potrebbe essere quella di richiedere a qualche costruttore se e quale usa ed ai rivenditori
del settore se la colla posta in vendita è realmente la EA 40 o una con caratteristiche uguali. In
caso di dubbio acquistarla da uno dei tanti negozi on-line americani. Fra l’altro lì si possono altresì
trovare le lamine rastremate e le liste di fiberglass.

Note: quanto sopra esposto è frutto della traduzione di articoli sulla costruzione apparsi in siti e forum
americani e di anni di esperienza personale dedicata alle costruzioni aeromodellistiche dove, per certe
attività, è indispensabile l’utilizzo di laminati e compositi in balsa, compensati, fiberglass, carbonio, kevlar
con resine professionali a garanzia del risultato, spesso molto laborioso.
analoghi. E’ diffuso al solo scopo amatoriale e non potrà essere utilizzato per fini commerciali.

E’ con piacere che metto a disposizione le mie conoscenze per aiutare coloro che lo vorranno.

Autore: Giancarlo Rionda

ARCIERI del GALLO NERO