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ISTITUTO TECNICO COSTRUZIONI AMBIENTE TERRITORIO

Appunti per il corso di

PROGETTAZIONE COSTRUZIONI IMPIANTI

LEGNO
Calcolo Strutturale

Aggiornamento: Marzo 2016


Prof. Ing. Del Giudice Tony
GENERALITA’
CONIFERE - ESSENZE RESINOSE
Sono alberi che vivono in alta montagna. CONIFERA = che porta i coni cioè le pigne. Sono chiamate anche AGHIFOGLIE
perché hanno foglie sottili e appuntite come aghi. Sono sempreverdi (ricambio di aghi continuo).
Abete Larice Pino Leccio

LATIFOGLIE - ESSENZE NON RESINOSE (FORTI e DOLCI)


Sono alberi che vivono in pianura, collina o bassa montagna. LATIFOGLIA = a foglia larga. Sono chiamate anche
CADUCIFOGLIE perché le foglie cadono ogni anno.
Noce Castagno Tiglio Faggio
Il legno è leggero, perché il suo peso specifico è < 5 kN/m³, contro, ad esempio, i 25 del cemento armato e i 78 dell'acciaio.

Ha buone capacità di resistenza non solo alla compressione ma anche alla trazione, tuttavia, essendo un materiale non
omogeneo e non isotropo, il suo comportamento meccanico dipende dall’inclinazione dello sforzo rispetto alle fibre.

Il peso del calcestruzzo è circa 6 volte superiore a quello del legno, ma praticamente ha la stessa resistenza a compressione:

CLS : γcls = 24 kN/m3  fck = 25 N/mm2


LEGNO : γlegno = 4 - 6 kN/m3  fck = 24 N/mm2

I possibili tipi di taglio influenzano la qualità del materiale e il suo comportamento in caso di ritiro e rigonfiamento.

Rischio di fessurazione

Molto ALTO ALTO LIMITATO

Il legno è più rigido e più resistente per sollecitazioni orientate parallelamente alla fibratura.
LEGNO MASSICCIO
Per legno massiccio s'intendono quei prodotti di legno la cui struttura e composizione hanno
subito, rispetto alla materia prima "legno tondo", soltanto leggere modifiche. Generalmente
si procede solo alle fasi di lavorazione segagione e stagionatura naturale oppure segagione,
essicazione, piallatura e, in casi specifici, incollaggio. Dalla materia prima "legno tondo", si
ricavano, quindi, principalmente prodotti di legno massiccio a prevalente sviluppo
longitudinale.

LEGNO MASSICCIO MH®


Il marchio MH assicura il rispetto di requisiti di qualità (umidità, estetica, ecc.) che vanno
oltre i requisiti minimi delle norme di riferimento. Il tasso di umidità del legno è un criterio
di qualità per il prodotto di legno massiccio MH®; esso non deve superare il 18-20%.
Rispetto al KVH potrebbe mostrare qualche fessura in più.

LEGNO MASSICCIO DA COSTRUZIONE KVH®


Per legno massiccio da costruzione, a cui viene usualmente associato il prodotto dal marchio
registrato KVH®, si indica il legname squadrato da conifera, essiccato artificialmente,
piallato e classificato secondo la resistenza, ottenuto da taglio cuore spaccato o fuori cuore.
Rispetto al legname squadrato convenzionale, esso deve soddisfare criteri di classificazione
più restrittivi. Mediante il giunto a pettine è possibile ottenere elementi di maggior
lunghezza. Il tasso d'umidità deve essere del 15% (+/-3%).

LEGNO LAMELLARE
Il legno lamellare nasce dall’applicazione di due tecniche: la lamellazione e l’incollaggio.
Questa combinazione, ovviando al problema delle limitazioni dimensionali imposti dai busti
arborei, consente di estendere le possibilità di applicazione del legno in ogni campo delle
costruzioni a livelli virtualmente illimitati.
CLASSI DI RESISTENZA
Conformemente alla UNI EN 338, la classificazione del legno strutturale può effettuarsi attraverso delle classi di resistenza che
esprimono la resistenza a flessione dell’elemento in N/mm2.

LEGNO MASSICCIO – Conifere e Pioppo

La classe di resistenza di maggior


uso commerciale è il C24 ma sono
spesso utilizzate anche le classi
C16 e il C30.

I legni disponibili in commercio


raramente superano la classe C30.

Prontuario:

TAB 18.3

Pag. 242
LEGNO MASSICCIO – Latifoglie

La classificazione della UNI EN


338 fa distinzione solo tra le
Conifere (e Pioppo) e le Latifoglie.

Pertanto, se non diversamente


specificato, potremmo avere nella
stessa fornitura travi C24 di specie
diversa; douglasia, abete, pino,
ecc).

Prontuario:

TAB 18.4

Pag. 242-243
LEGNO LAMELLARE

h : omogeneo – stessa essenza


c : composito – essenze diverse

La classe di resistenza di maggior


uso commerciale e la GL24h ma
sono spesso utilizzate anche le
classi GL24c e il GL28h.

Classi ad elevata resistenza non


sono molto utilizzate in quanto,
nelle travi inflesse l’elemento
determinante la sezione non è la
resistenza ma la deformazione, che
dipende dal modulo di elasticità.
Quest’ultimo, nel passare da una
classe a quella superiore si
incrementa di poco.

Prontuario:

TAB 18.5

Pag. 243
CLASSI DI SERVIZIO
Le classi di servizio sono legate alle condizioni termo-igrometriche dell'ambiente in cui è inserito un elemento strutturale a base
di legno e sono quindi legate al contenuto di acqua all'interno del materiale.

Prontuario:

TAB 18.1

Pag. 240

CLASSE 1: Elementi protetti contro le intemperie come quelli posti all’interno degli edifici in ambienti condizionati.

CLASSE 2: Elementi posti all’esterno degli edifici ma protetti, almeno parzialmente, dalle intemperie e dall’irraggiamento solare
diretto.

CLASSE 3: Elementi posti all’esterno degli edifici direttamente esposti alle intemperie.

LE CLASSI DI SERVIZIO INFLUENZANO LE CARATTERISTICHE DI RESISTENZA DEL LEGNO


ATTRAVERSO IL COEFFICIENTE KMOD (VEDI SEGUITO)
CARATTERISTICHE MECCANICHE E GEOMETRICHE

Il valore di calcolo Xd di una proprietà del materiale viene calcolato mediante la relazione:


=

Xd : Resistenza di calcolo o di progetto ( Trazione, Compressione, Flessione, Taglio, …)

Xk : Resistenza caratteristica ( Trazione, Compressione, Flessione, Taglio, …)

γM : coeficiente parziale di sicurezza ( TIPO DI LEGNO : Massiccio, Lamellare, Compensato, …)

kmod : coefficiente correttivo ( CLASSE DI DURATA DEI CARICHI e CLASSE DI SERVIZIO )

Prontuario: Prontuario:
1,45
TAB 18.2 TAB 18.7
Pag. 241 Pag. 246
Prontuario:
TAB 18.8
Pag. 246-247-248

DIMENSIONI COMMERCIALI
DELLE TRAVI IN LEGNO

Per ogni sezione trasversale il prontuario fornisce i valori di parametri


geometrici e statici utili a fini del calcolo strutturale, quali :
y
 Base b e Altezza h in cm
( moltiplicare per 10 per ottenere i mm)

 Area A in cm2
( moltiplicare per 100 per ottenere i mm2 )
x x

 Momenti di Inerzia Ix e Iy in cm4


( moltiplicare per 10000 per ottenere i mm4 )

 Moduli di Resistenza Wx e Wy in cm3


( moltiplicare per 1000 per ottenere i mm3 )

 Raggi di inerzia ix e iy in cm y
VERIFICHE DI RESISTENZA ALLO S.L.U.
La verifica di un elemento strutturale in legno soggetto ad una sollecitazione, risulta soddisfatta quando la tensione di calcolo per
quella sollecitazione risulta minore o uguale al valore della resistenza di calcolo.

Le verifiche di resistenza si traducono, quindi, in semplici verifiche tensionali.

Nel seguito sono esaminate le seguenti sollecitazioni :

 TRAZIONE PARALLELA ALLE FIBRE

 COMPRESSIONE PARALLELA ALLE FIBRE

 CARICO DI PUNTA

 FLESSIONE SEMPLICE RETTA

 TAGLIO
1) TRAZIONE PARALLELA ALLE FIBRE

VERIFICA
Incognita : σt,0,d ( da confrontare con ft,0,d )
Elementi noti :
 Tipo di legno : MASSICCIO (conifera, latifoglia) o LAMELLARE →
ft,0,k (resistenza caratteristica a trazione parallela alle fibre)
γM (coefficiente parziale di sicurezza)
 Classe di servizio e di durata del carico → kmod (coefficiente correttivo)
 Geometria della sezione → A ( area netta della sezione trasversale : A = b∙h)
 Azione sollecitante di trazione : Nt,0,d ( talvolta indicato anche Nsd )
- si ricava dallo schema statico e/o dall’analisi dei carichi
- è un dato noto del problema

Procedimento di calcolo :

∙ , , ≤ , ,
=
, ,
=
, ,
1) , , 2) , , 3)
Verifica
PROGETTO
Incognita : Geometria della sezione → A ( area netta della sezione trasversale : A = b∙h)
Elementi noti :
 Tipo di legno : MASSICCIO (conifera, latifoglia) o LAMELLARE →
ft,0,k (resistenza caratteristica a trazione parallela alle fibre)
γM (coefficiente parziale di sicurezza)
 Classe di servizio e di durata del carico → kmod (coefficiente correttivo)
 Azione sollecitante di trazione : Nt,0,d ( talvolta indicato anche Nsd )
- si ricava dallo schema statico e/o dall’analisi dei carichi
- è un dato noto del problema

Procedimento di calcolo :
, , = , ,
∙ Definizione di :
=
, ,
1) , , 2) 3) b (larghezza)
=
, ,
h (altezza)
, ,

Dimensionamento della sezione :


1. Se b è noto → ℎ = e si adotta un valore di h compatibile con le dimensioni commerciali (vedi Tab. 18.8) o viceversa
2. Per le sezioni rettangolari si consiglia b = 0,7∙h per cui : A = b∙h = 0,7∙ h ∙h = 0,7∙ h2 e quindi:

ℎ= = √1,43 ∙ segue che b = 0,7∙h


,

in base ai valori ottenuti si scelgono b ed h compatibili con le dimensioni commerciali (vedi Tab. 18.8)
2) COMPRESSIONE PARALLELA ALLE FIBRE

VERIFICA
Incognita : σc,0,d ( da confrontare con fc,0,d )
Elementi noti :
 Tipo di legno : MASSICCIO (conifera, latifoglia) o LAMELLARE →
fc,0,k (resistenza caratteristica a compressione parallela alle fibre)
γM (coefficiente parziale di sicurezza)
 Classe di servizio e di durata del carico → kmod (coefficiente correttivo)
 Geometria della sezione → A ( area netta della sezione trasversale : A = b∙h oppure

= )
 Azione sollecitante di compressione : Nc,0,d ( talvolta indicato anche Nsd )
- si ricava dallo schema statico e/o dall’analisi dei carichi
- è un dato noto del problema

Procedimento di calcolo :

∙ , , ≤ , ,
=
, ,
=
, ,
1) , , 2) , , 3)
Verifica
PROGETTO
Incognita : Geometria della sezione → A ( area netta della sezione trasversale : A = b∙h)
Elementi noti :
 Tipo di legno : MASSICCIO (conifera, latifoglia) o LAMELLARE →
fc,0,k (resistenza caratteristica a compressione parallela alle fibre)
γM (coefficiente parziale di sicurezza)
 Classe di servizio e di durata del carico → kmod (coefficiente correttivo)
 Azione sollecitante di compressione : Nc,0,d ( talvolta indicato anche Nsd )
- si ricava dallo schema statico e/o dall’analisi dei carichi
- è un dato noto del problema

Procedimento di calcolo :
, , = , ,
∙ Definizione di :
=
, ,
1) , , 2) 3) b (larghezza)
=
, ,
h (altezza)
, ,

Dimensionamento della sezione :


i. Se b è noto → ℎ = e si adotta un valore di h compatibile con le dimensioni commerciali (vedi Tab. 18.8) o viceversa

ii. Per le sezioni rettangolari si consiglia b = 0,7∙h per cui : A = b∙h = 0,7∙ h ∙h = 0,7∙ h2 e quindi:

ℎ= = √1,43 ∙ segue che b = 0,7∙h


,

in base ai valori ottenuti si scelgono b ed h compatibili con le dimensioni commerciali (vedi Tab. 18.8)
iii. Per sezioni quadrate essendo b = h si ricava che A = b2 e quindi = √
in base al valore ottenuto si adotta b compatibili con le dimensioni commerciali (vedi Tab. 18.8)

∙ ∙
iv. Per sezioni circolari si determina il diametro D sapendo che = si ricava =
in base al valore ottenuto si adotta D compatibile con le dimensioni commerciali.

Osservazioni:

In un elemento strutturale sottoposto a compressione, si possono verificare fenomeni di instabilità flessionale dovuti alla
geometria della sezione ed alle condizioni di vincolo → elementi snelli

Si definisce snellezza ( λ ) il rapporto tra la lunghezza libera di inflessione ( l1 ) e il raggio minimo di inerzia della sezione( imin)
pari al semiasse minore dell’ellisse centrale d’inerzia).:

l1 : lunghezza libera di inflessione, l1 = lo∙β ( β dipende dal tipo di vincolo e si ricava da Tab. 18.9 pag 252)

imin: raggio minimo di inerzia ( da sezioni commerciali Tab. 18.8)

In base alla normativa se :

≤ 37,5 : compressione assiale parallela alle fibre

> 37,5 : CARICO DI PUNTA


3) CARICO DI PUNTA

VERIFICA
, ,
≤ oppure , , ≤ , ∙ , ,
, ∙ , ,

N.B. Il coefficiente kcric,c ha la funzione di correggere (diminuire) la resistenza di progetto per tener conto della riduzione di
resistenza dovuta alla instabilità flessionale

Incognita : σc,0,d ( da confrontare con fc,0,d )


Elementi noti :
 Tipo di legno : MASSICCIO (conifera, latifoglia) o LAMELLARE →
fc,0,k (resistenza caratteristica a compressione parallela alle fibre)
γM (coefficiente parziale di sicurezza)
E0,05 ( modulo elastico caratteristico parallelo alle fibre)
 Classe di servizio e di durata del carico → kmod (coefficiente correttivo)
 Geometria della sezione → A , b, h, imin,l0 ( l0 : lunghezza dell’elemento strutturale )
 Azione sollecitante di compressione : Nc,0,d
- si ricava dallo schema statico e/o dall’analisi dei carichi (dallo schema statico si ricava anche il coefficiente β )
- è un dato noto del problema
Procedimento di calcolo :

i. = = ( ricorda che per λ > 37,5 → CARICO DI PUNTA)

ii. , = ∙ , ,
,

 λ , ≤ 0,3 → , = 1 → Carico di punta è compressione parallela alle fibre → Verifica punto v.)
 λ , > 0,3 → , 1 → si determina il suo valore

iii. = , ∙ ∙ , , , βc : coefficiente di imperfezione


 β = 0,1 per legno lamellare
Lunghezza libera di inflessione
 β = 0,2 per legno massiccio
Coefficienti β ( Tab. 18.9 pag 252)

iv. ,
,

, ,
v.
, ∙ , ,
PROGETTO (Calcolo misto: progetto-verifica)
Incognita : Geometria della sezione → A ( area netta della sezione trasversale : A = b∙h)
Elementi noti :
 Tipo di legno : MASSICCIO (conifera, latifoglia) o LAMELLARE →
fc,0,k (resistenza caratteristica a compressione parallela alle fibre)
γM (coefficiente parziale di sicurezza)
E0,05 ( modulo elastico caratteristico parallelo alle fibre)
 Classe di servizio e di durata del carico → kmod (coefficiente correttivo)
 Azione sollecitante di compressione : Nc,0,d ( talvolta indicato anche Nsd )
- si ricava dallo schema statico e/o dall’analisi dei carichi
- è un dato noto del problema

Predimensionamento (1°criterio)
, , = , ,
∙ Si aumenta A di un 20-30 %
=
, ,
1) , , 2) 3) e poi si definiscono
=
, ,
b (larghezza) h (altezza)
, ,
Predimensionamento (2°criterio)

= , ∙
, , Definizione di:
1) ( H : altezza dell’elemento ) 2)
, , b (larghezza) h (altezza)

Procedimento di calcolo :
Si esegue la verifica della sezione adottata fino alla convergenza del problema secondo l’iter visto in precedenza.
4) FLESSIONE RETTA

VERIFICA
Incognita : σm,d ( da confrontare con fm,d )
Elementi noti :
 Tipo di legno : MASSICCIO (conifera, latifoglia) o LAMELLARE →
fm,k (resistenza caratteristica a flessione)
γM (coefficiente parziale di sicurezza)
 Classe di servizio e di durata del carico → kmod (coefficiente correttivo)
 Geometria della sezione → b, h, A , Wn ( Modulo di resistenza :

= )
 Azione sollecitante di trazione : Md ( talvolta indicato anche Med )
- si ricava dallo schema statico e/o dall’analisi dei carichi
- è un dato noto del problema

Procedimento di calcolo :

∙ , ≤ ,
= =
,
1) , 2) , 3)
Verifica

N.B. Nel calcolo a flessione, per tener conto degli appoggi laterali, le luci nette vanno aumentate del 5%
l0 = ln + 5% → l0 = 1,05 ∙ ln ( ad esempio per ln = 5,00 m → l0= 1,05 ∙ ln =1,05 ∙ 5,00 = 5,25 m )
PROGETTO
Incognita : Geometria della sezione → A ( area netta della sezione trasversale : A = b∙h)
Elementi noti :
 Tipo di legno : MASSICCIO (conifera, latifoglia) o LAMELLARE →
fm,k (resistenza caratteristica a flessione)
γM (coefficiente parziale di sicurezza)
 Classe di servizio e di durata del carico → kmod (coefficiente correttivo)
 Azione sollecitante di flessione : Md ( talvolta indicato anche Med )
- si ricava dallo schema statico e/o dall’analisi dei carichi
- è un dato noto del problema

Procedimento di calcolo :
, = ,
∙ Definizione di :
=
,
1) , 2) 3) b (larghezza)
= h (altezza)
,
Dimensionamento della sezione :
∙ ∙
i. Se b è noto → essendo = segue che ℎ = e si adotta un valore di h compatibile con le dimensioni
commerciali (vedi Tab. 18.8)

ii. Per le sezioni rettangolari si consiglia b = 0,7∙h per cui : W = ∙b∙h2 = ∙0,7∙h∙h2 = 0,117∙ h3 e quindi:

ℎ= oppure ℎ = segue che b = 0,7∙h
, , ∙ ,

in base ai valori ottenuti si scelgono b ed h compatibili con le dimensioni commerciali (vedi Tab. 18.8)
5) TAGLIO

VERIFICA
Incognita : τd ( da confrontare con fv,d )
Elementi noti :
 Tipo di legno : MASSICCIO (conifera, latifoglia) o LAMELLARE →
fv,k (resistenza caratteristica a taglio)
γM (coefficiente parziale di sicurezza)
 Classe di servizio e di durata del carico → kmod (coefficiente correttivo)
 Geometria della sezione → b, h, A
 Azione sollecitante di taglio : Ved ( talvolta indicato anche Ted )
- si ricava dallo schema statico e/o dall’analisi dei carichi
- è un dato noto del problema

Procedimento di calcolo :

per sezioni rettangolari:


∙ ≤ ,
=
,
1) , 2) 3)
= , Verifica

N.B. Nel calcolo a taglio degli elementi strutturali non si considera il problema di progetto perché il dimensionamento della
sezione viene, solitamente, condotto a flessione (segue poi la verifica a taglio).
FONTI:

 D. M. Infrastrutture Trasporti 14 gennaio 2008 (G.U. 4 febbraio 2008 n. 29 - Suppl. Ord.) “Norme tecniche per le
Costruzioni”
 Circolare 2 febbraio 2009 n. 617 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (G.U. 26 febbraio 2009 n. 27 – Suppl.
Ord.) “Istruzioni per l'applicazione delle 'Norme Tecniche delle Costruzioni' di cui al D.M. 14 gennaio 2008”
 C. Amerio, U. Alasia, M. Pugno – Progettazione Costruzioni Impianti Vol.2B – Sei Editrice
 U. Alasia, M. Pugno – Manuale di costruzioni – Sei Editrice
 http://profzanghi.weebly.com/
 http://profcatasta.weebly.com/