Sei sulla pagina 1di 21

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA

A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

Oggetto della chimica La chimica studia le proprietà delle sostanze, le relazioni struttura – proprietà
e il modo in cui le diverse sostanze reagiscono tra loro.

Legge di conservazione La chimica è basata su misure quantitative. LAVOISIER (ghigliottinato nel


della massa 1794) fu il primo chimico ad apprezzare l’importanza delle misure quantitative.
A lui si deve l’enunciazione della legge di conservazione della massa secondo
cui in una reazione chimica la massa totale dei reagenti è uguale alla
massa totale dei prodotti.

Sostanza È tutto ciò che ha massa e occupa spazio.

Elemento Sostanza pura che non può essere scissa in altre più semplici mediante
reazione chimica.

Composto Sostanza pura che può essere scissa nei suoi elementi.

Elementi Noti Sono 118. Alcuni sono molto rari. 21 sono stati preparati artificialmente.

Simboli chimici Abbreviazioni usate per designare l’elemento. Sono costituiti da una o due
lettere. La prima è in generale l’iniziale del nome italiano. Quando non è così
(es. Na, Au) la prima lettera del simbolo è l’iniziale del nome latino.

Abbondanza (% massa) O (49,1%); Si (26,1%); Al (7,5%); Fe (4,7%); Ca (3,4%); Na (2,6%); K (2,4%);


degli elementi sul pianeta Mg (1,9%); H (0,88%).

Metalli e non metalli Gli elementi possono essere divisi in due grandi classi: METALLI e NON
METALLI. Circa ¾ degli elementi sono metalli.

Proprietà dei metalli 1) Lucentezza metallica; 2) conducibilità elettrica e termica; 3) duttilità;


4) malleabilità. Tutti i metalli, con l’eccezione di Hg (mercurio), sono solidi a
temperatura ambiente.

Non metalli NON presentano lucentezza metallica, NON sono buoni conduttori di
elettricità e calore, NON sono duttili né malleabili. A temperatura ambiente

1
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

sono solidi (circa metà) o gassosi (circa metà). Il bromo, unica eccezione, è
liquido.

Legge della composizione L’analisi chimica quantitativa di un grande numero di composti ha condotto
costante dei composti alla seguente legge: Le quantità relative di ciascun elemento in un
particolare composto sono sempre le medesime, indipendentemente dalla
fonte o dal metodo di preparazione del composto.

Teoria atomica Sia la legge della Composizione Costante sia quella della Conservazione
(J. Dalton, 1803) della Massa, possono essere spiegate sulla base della Teoria Atomica di
Dalton:
1. la materia è composta da particelle assai piccole e indivisibili chiamate
ATOMI;

2. gli ATOMI di un elemento sono tutti identici tra loro;

3. gli ATOMI di elementi diversi si legano tra loro per formare MOLECOLE;

4. gli ATOMI coinvolti in una reazione chimica sono riassegnati, separati o


combinati per formare molecole diverse: in nessun caso gli atomi
vengono creati o distrutti.

Scala delle masse La Teoria Atomica ci consente di creare una scala delle masse atomiche
atomiche relative relative (rapporto tra la massa atomica di un certo elemento e la massa
atomica di un elemento di riferimento).

Esempio L’analisi del composto solfuro di calcio fornisce i seguenti risultati: Ca =


55,6% massa; S = 44,4% massa.
Ipotesi: la formula del composto è CaS.

massa atomo Ca 55 , 6
= = 1, 25
massa atomo S 44 , 4

Unità di massa atomica Quando si parla di massa atomica (o, meno correttamente, di peso atomico)
si intende, in generale, un rapporto tra masse atomiche. In questa accezione,
le masse atomiche sono masse relative, e quindi adimensionali.
Le moderne scale delle masse atomiche usano quale standard un isotopo del
carbonio, 12C. A questo isotopo, il più abbondante del carbonio, è stata

2
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

assegnata la massa atomica di 12,00000 unità di massa atomica (amu).


Segue che l’unità di massa atomica è definita come:
12
massa di 1atomo C
1amu =
12

Costituzione atomo Un atomo consiste di un Nucleo (carico positivamente) e di Elettroni (carichi


negativamente) che ruotano intorno al nucleo. Un atomo è elettricamente
neutro: dunque la carica negativa degli elettroni è esattamente
bilanciata dalla carica positiva del nucleo.

Raggio atomico È compreso tra 1 e 2.5 Å, cioè tra 100 e 250 pm.
1 Å = 1×10-10 m;
1 pm = 1×10-12 m

1 × 10 -12 m 1pm
Fattore di conversione -12
= 1=
1 × 10 m 1 × 10 -12 m

1pm 1pm
1 Å = 1×10-10 m= 1 × 10 -10 m × -12
= = 100 pm
1 × 10 m 1 × 10 - 2

Raggio nucleo È dell’ordine di 1×10-5 Å (1×10-3 pm)

Nota Se un atomo fosse ingrandito fino alla dimensione della TERRA, il


nucleo avrebbe un raggio di circa 60 m.

Costituzione nucleo Particella Carica Massa/amu


PROTONE +1 1,0073
NEUTRONE 0 1,0087
ELETTRONE -1 5,49×10-4

Numero atomico (Z) numero di protoni presenti nel nucleo.

Numero di massa (A) numero protoni + numero neutroni presenti nel nucleo.

3
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

Isotopi Atomi di un medesimo elemento che differiscono per il NUMERO DI MASSA.


Gli atomi di un ELEMENTO hanno tutti lo stesso numero di PROTONI ma
possono differire per il numero di NEUTRONI. (ESEMPIO: 35Cl, 37Cl).

Massa atomica La massa totale di un atomo è detta MASSA ATOMICA e corrisponde, ma


non esattamente, alla somma delle masse di protoni, neutroni, elettroni. La
causa della non esatta corrispondenza è il DIFETTO DI MASSA.

Esempio: calcolo 2 Protoni = 2×1,00728 amu = 2,01456 amu


massa atomo He 2 Neutroni = 2×1,00866 amu = 2,01732 amu
2 Elettroni = 2×5,49×10-4amu = 0,00110 amu
_____________
4,03298 amu
La massa di 4He determinata sperimentalmente vale 4,00260 amu. La massa
di qualunque atomo è sempre leggermente inferiore alla somma delle
masse delle particelle che lo costituiscono. Questa differenza è detta
DIFETTO DI MASSA.

Difetto di massa È dovuto alla quantità molto grande di energia che viene emessa quando
protoni e neutroni si uniscono per formare un nucleo. L’energia ceduta è
tanto elevata che diventa significativa la sua massa equivalente data da E =
m×c2 (c è la velocità della luce).

= m × c 2 ; c = 3 × 105 m × s -1 = 3 × 108 m × s -1
¨ Poniamo: m = 1g = 1× 10 -3 g

= 1× 10 -3 g × (3 × 10 8 ) m 2 × s - 2
2

= 9 × 10 13 g × m 2 × s -2 = 9 × 10 13 × m = 9 × 10 13 J
L’energia corrispondente alla trasformazione di 1g massa è dunque
9·1013 J.
¨ L’ordine di grandezza della variazione di energia associata a una
reazione chimica è:

» 100 cal × mol -1 = 418 , 4 J × mol -1 » 400 J × mol -1

La variazione di massa associata a detta variazione di energia vale:

4
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

4 × 10 5 J × mole -1 4 -11 N × m × mole -1


m= = = × 10 =
c2 9 × 10 16 m 2 × s - 2 9 m 2 × s -2

4 -11 g × m × s - 2 × m × mole -1 4
= × 10 = × 10 -11 g × mole -1 =
9 m 2 × s -2 9

4 1× 10 3 g
= × 10 -11 g × mole -1 × = 4 , 4 × 10 - 9 g × mole -1
9 1 g

Dunque, la variazione di energia associata ad una reazione chimica


comporta una variazione di massa dell’ordine di 10-9 g×mol-1. Detta
variazione è troppo piccola per essere misurata (Legge di Lavoisier della
Conservazione della Massa).

Il Numero di Avogadro Abbiamo visto che è facile creare, sulla base della Teoria Atomica di Dalton,
una scala delle masse atomiche relative. Da questa consegue che se
prendiamo quantità in grammi di due diversi elementi pari alle rispettive
masse atomiche espresse in amu, avremo preso un ugual numero di
atomi dei due elementi.

Esempio massa 1 atomo C: 12.011 amu


massa 1 (C) = 12,011 amu × C g×amu-1 = C×12,011 g
massa N (C) = N×C×12,011 g
Se prendiamo N = 1/X abbiamo:
1
massa N (C) = × X × 12 , 011g = 12,011 g
X
In 12,01 g di carbonio sono contenuti N atomi C.

massa 1 atomo O: 15.9994 amu


massa 1 (O) = 15,9994 amu × C g amu-1= C×15,9994 g
massa N (O) = N×C×15,9994 g
Se prendiamo N = 1/X abbiamo:
1
massa N (O) = × X × 15 , 9994 g = 15,9994 g
X
In 15,9994 g di ossigeno sono contenuti N atomi O.

5
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

1
= = 6 , 022 × 10 23

N si chiama NUMERO DI AVOGADRO

Poiché X è il coefficiente di conversione amu ® grammi, segue che 1/X è il


coefficiente di conversione grammi ® amu

1 g º 6,022×1023 amu
1
1amu º g = 1, 66 × 10 - 24 g
6 , 022 × 10 23

Mole La quantità di sostanza che contiene un NUMERO DI AVOGADRO DI


ATOMI O DI MOLECOLE viene chiamata MOLE.
La MOLE è l’unità di misura della quantità di sostanza nel sistema SI.

Definizione di mole La MOLE è la quantità di sostanza che contiene tante entità elementari quanti
secondo SI sono gli ATOMI in 0.012 Kg di 12C.

Nota Quando si usa la MOLE è necessario specificare il tipo di entità


elementari alle quali ci si riferisce.

Nelle reazioni chimiche I prodotti di una reazione chimica possono avere proprietà molto diverse da
si formano nuove sostanze quelle dei reagenti.

Na(s) + Cl2 (g) ® NaCl(s)


metallo gas incolore solido
molto reattivo non reattivo
H2(g) + O2(g) ® H2O(l)
gas incolore gas incolore liquido incolore
ed esplosivo

Un’equazione chimica In ottemperanza alla Legge di Conservazione della Massa e alla Teoria
deve essere bilanciata Atomica, un’equazione chimica deve essere bilanciata. In altri termini, il
numero di atomi di ciascun elemento deve essere lo stesso nei reagenti
e nei prodotti:

2 H2(g) + O2(g) ® 2 H2O(l)

6
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

Da un punto di vista pratico, conviene bilanciare per primi gli elementi che
compaiono con minor frequenza. Da un’equazione chimica bilanciata
possono essere dedotte numerose informazioni di natura quantitativa.
Gli elementi possono Attorno al 1860 erano stati scoperti circa 60 elementi e i chimici avevano
essere raggruppati secondo cominciato a notare delle somiglianze tra le proprietà chimiche di certi
le loro proprietà chimiche elementi.
Consideriamo, per esempio, i tre metalli Li, Na, K.
• Tutti sono meno densi dell’acqua:
dLi = 0,53 g/ml; dNa = 0,97 g/ml; dK = 0,86 g/ml;
• Tutti sono tanto soffici da poter essere tagliati con un coltello;
• Tutti hanno bassi punti di fusione:
Tf,Li= 180,5 °C; Tf,Na= 97,8 °C; Tf,K = 63,7 °C;
• Tutti sono molto reattivi. Reagiscono spontaneamente con gli alogeni
per formare alogenuri, con l’ossigeno per formare ossidi e con l’acqua
per formare idrossidi.

Reazioni con alogeni

2 Li(s) + Cl2(g) ® 2 LiCl(s) I cloruri di litio, sodio e potassio sono


2 Na(s) + Cl2(g) ® 2 NaCl(s) solidi cristallini ionici. Fondono a
2 K(s) + Cl2(g) ® 2 KCl(s) temperature elevate. Sono solubili in
acqua.
Reazioni con ossigeno

4 Li(s) + O2(g) ® 2 Li2O(s) Gli ossidi di litio, sodio e potassio sono


4 Na(s) + O2(g) ® 2 Na2O(s) solidi cristallini ionici. Sono solubili
4 K(s) + O2(g) ® 2 K2O(s) in acqua.

Reazioni con acqua

2 Li(s) + 2 H2O(l) ® 2 LiOH(s) + H2(g)


2 Na(s) + 2 H2O(l) ® 2 NaOH(s) + H2(g)
2 K(s) + 2 H2O(l) ® 2 KOH(s) + H2(g)

Gli idrossidi di litio, sodio e potassio sono solidi cristallini ionici. Tutti
sono corrosivi e solubili in acqua.

7
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

Litio, sodio e potassio hanno proprietà chimiche simili. Essi sono


chiamati metalli alcalini.

Metalli alcalino terrosi Magnesio, calcio, stronzio e bario hanno molte proprietà chimiche comuni.
Essi sono chiamati metalli alcalino terrosi.
A seguito di riscaldamento reagiscono con ossigeno per formare ossidi:

2 Mg(s) + O2(g) ® 2 MgO(s) Gli ossidi di Mg, Ca, Sr, Ba


2 Ca(s) + O2(g) ® 2 CaO(s) sono solidi cristallini ionici.
2 Sr(s) + O2(g) ® 2 SrO(s)
2 Ba(s) + O2(g) ® 2 BaO(s)

Reagiscono con acqua per formare idrossidi:

Ca(s) + 2 H2O(l) ® Ca(OH)2 + H2(g) La reazione è più lenta di


Sr(s) + 2 H2O(l) ® Sr(OH)2 + H2(g) quella analoga dei metalli
Ba(s) + 2 H2O(l) ® Ba(OH)2 + H2(g) alcalini.

Nota Mg reagisce con acqua solo ad alta temperatura.

Per la somiglianza delle proprietà chimiche, anche Mg, Ca, Sr, Ba,
possono essere riuniti in un gruppo.

Gli elementi mostrano Nel 1869 il chimico russo D. Mendeleev dispose gli elementi in ordine di
proprietà periodiche se massa atomica crescente e mostrò che le proprietà chimiche degli
elencati in ordine di elementi hanno un andamento periodico.
numero atomico crescente
Elemento Numero atomico (Z) Massa atomica/amu
Ar 18 39,948
K 19 39,0983
Co 27 58,9332
Ni 28 58,6934
Te 52 127,60
I 53 126,90447

Nel 1869 gli elementi gallio (Ga) e germanio (Ge) non erano ancora stati
scoperti e l’elemento che seguiva lo zinco (Zn) – in ordine di massa crescente
– era l’arsenico (As). Mendeleev pose As nel gruppo V (anziché nei gruppi III

8
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

o VI) perché il suo comportamento chimico era molto simile a quello del
fosforo (P). Egli quindi lasciò dei vuoti, nella sua tavola periodica, sotto Al e Si
prevedendo che quei vuoti dovessero essere occupati da elementi non
ancora noti e di cui egli fu in grado di prevedere le proprietà.

Composizione della Nella Tavola Periodica gli elementi sono suddivisi in gruppi (le colonne
tavola periodica verticali) ed in periodi (le righe orizzontali). I periodi sono numerati da 1 a 7
dall’alto verso il basso. Per i gruppi sono in uso sistemi di numerazione
diversi. Le colonne della tavola periodica sono complessivamente 18. Le due
colonne all’estremità sinistra e le sei colonne all’estremità destra sono più alte
delle altre. Le colonne più alte (in totale 2+6 = 8) contengono gli elementi dei
gruppi principali o elementi rappresentativi.

9
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

Le altre colonne contengono gli elementi di transizione. Queste colonne


sono in numero di 10 e la loro altezza è tale che si incontrano a partire dalla
quarta riga (4° Periodo). Ci sono poi due serie – ciascuna di 14 elementi –
che vengono riportate in due righe separate al di sotto della tavola. La
prima serie è quella dei lantanidi mentre la seconda è quella degli

10
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

attinidi. Gli elementi di entrambe le serie sono generalmente noti con il nome
di elementi di transizione interna.
La struttura della Tavola Periodica è tale che il 1° Periodo, nel quale si
incontrano solo le 2 colonne più alte poste alle estremità sinistra e destra, è
costituito da 2 elementi. I Periodi 2-3, nei quali si incontrano anche le 6
colonne di altezza intermedia, sono costituiti, ciascuno, da 8 elementi.
Dal IV Periodo si incontrano 8 + 10 = 18 colonne così che i Periodi IV e V
sono costituiti da 8 + 10 = 18 elementi. Le righe riportate fuori tabella
(Lantanidi ed Attinidi) raggruppano elementi appartenenti al VI e VII
Periodo, così che VI e VII Periodo risultano costituiti da 18 + 14 = 32
elementi (in realtà il VII periodo è incompleto).
Una linea diagonale che attraversa il sistema periodico da sinistra in alto a
destra in basso, divide gli elementi metallici (quelli a sinistra della linea)
dagli elementi non metallici (a destra della linea). Gli elementi che si
trovano vicino alla linea di separazione hanno proprietà intermedie tra
quelle dei metalli e dei non metalli. Essi sono chiamati semimetalli. Ne
sono esempi Ge, Sb, Te.

11
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

La valenza La capacità di combinazione di un elemento viene definita valenza. La


valenza è una proprietà molto importante e dipende dalla posizione
dell’elemento nella tavola periodica.

• Poiché l’atomo di idrogeno si combina (salvo pochissime eccezioni)


con 1 solo atomo di ogni altro elemento, si dice che l’idrogeno ha
valenza 1.

• 1 atomo di ossigeno si combina con 2 atomi di idrogeno nella


molecola H2O: l’ossigeno ha valenza 2.

• 1 atomo di azoto si combina con 3 atomi di idrogeno nella molecola


NH3 (ammoniaca): l’azoto ha valenza 3.

• 1 atomo di carbonio si combina con 4 atomi di idrogeno nella


molecola CH4 (metano): il carbonio ha valenza 4.

TUTTI GLI ELEMENTI APPARTENENTI ALLO STESSO GRUPPO HANNO


LA MEDESIMA VALENZA.

Gruppo I II III IV V VI VII VIII


Valenza
1 2 3 4 3 2 1 0
Normale

Valenza e formule chimiche Note le valenze degli elementi si possono scrivere con facilità le formule dei
composti chimici.

Idruri LiH BeH2 BH3 CH4 NH3 H2O HF


NaH MgH2 AlH3 SiH4 PH3 H2S HCl

Fluoruri LiF BeF2 BF3 CF4 NF3 OF2 F2

Cloruri LiCl BeCl2 BCl3 CCl4 NCl3 Cl2O ClF

Ossidi Li2O BeO B2O3 CO2 N2O3 O2 OF2

In generale, nel composto AxBy, x e y devono essere tali che:

x×valenza di A = y×valenza di B

12
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

Alcune regole di • Nella formula si scrive per primo il costituente METALLICO (elettropositivo)

nomenclatura IUPAC quindi quello NON-METALLICO;

• Se entrambi i costituenti sono NON - METALLICI, si scrive per primo quello


che appare prima nella lista che segue:

Rn, Xe, Kr, B, Si, C, Sb, As, P, N, H, Te, Se, S, At, I, Br, Cl, O, F

• Nei composti binari il costituente NON-METALLICO prende la desinenza


“uro”;

• Nel caso entrambi i componenti siano NON-METALLICI, si considera più


elettropositivo (quindi facente funzione di metallo) quello che compare
prima nella sequenza riportata sopra.

• Se l’elemento NON-METALLICO è L’OSSIGENO, il composto si chiama


OSSIDO.

• Le proporzioni stechiometriche dei diversi elementi sono, se necessario,


denotate con prefissi numerali greci (mono, di, tri, tetra, penta, esa, epta,
otta, ennea, deca, undeca, dodeca) che vengono collegati al nome degli
elementi cui si riferiscono. Sono ammessi, quando utili, i prefissi emi (=
½) e sesqui (= 3/2). Il prefisso mono viene generalmente sottinteso.

Questo sistema è applicabile a composti di ogni tipo, ma risulta


particolarmente adatto ai composti binari dei non metalli (causa la
possibilità di valenze diverse per elementi non-metallici e quindi possibilità di
formazione di composti diversi a partire dagli stessi elementi).

Nota Si fa notare che il prefisso per “2” è “di” e non “bi” come spesso si usa
in italiano.

13
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

ESEMPI

AlBr3 bromuro di alluminio


CaCl2 cloruro di calcio
MgH2 idruro di magnesio
BaI2 ioduro di bario
Li3N nitruro di litio
AlP fosfuro di alluminio
Na2S solfuro di sodio
CO monossido di carbonio
CO2 diossido di carbonio (anidride carbonica)
PCl3 tricloruro di fosforo
PCl5 pentacloruro di fosforo
N2O ossido di diazoto
NO2 diossido di azoto
N2O4 tetraossido di diazoto
N2S5 pentasolfuro di diazoto
S2Cl2 dicloruro di dizolfo
Fe3O4 tetraossido di triferro (magnetite)
Fe2O3 triossido di diferro (ematite)
Cl2O ossido di dicloro
OF2 fluoruro di ossigeno
HCl cloruro di idrogeno
H2O ossido di idrogeno (acqua)
NH3 idruro di azoto (ammoniaca)

14
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

Il modello a strati Un modello atomico che spiega bene la variazione periodica delle proprietà
degli elementi è il modello a gusci o a strati (Shell Model). Secondo questo
modello gli elettroni che circondano il nucleo sono sistemati in strati sferici
successivi.
Il primo strato può contenere solo 2 elettroni e risulta riempito con il gas
nobile He.
Il riempimento del secondo strato, che può contenere 8 elettroni, comincia
con Li e termina col gas nobile Ne, che quindi possiede un totale di 2 + 8 =
10 elettroni.
Nel sodio (Na; Z = 11), l’elettrone in più comincia a riempire un terzo strato.
Gli elettroni continuano a riempire questo strato fino a quando si raggiunge il
gas nobile Ar (Z = 18).

Strato di valenza Lo strato più esterno di un atomo è chiamato strato di valenza perché è
proprio il numero degli elettroni in questo strato che determina la valenza
dell’atomo.
Il modello a strati fornisce una spiegazione soddisfacente della variazione
periodica delle proprietà degli elementi.
I metalli alcalini hanno tutti un solo elettrone nello strato di valenza,
mentre i metalli alcalino terrosi hanno tutti due elettroni nello strato di
valenza. Gli alogeni hanno tutti sette elettroni nello strato di valenza.
Gli elementi appartenenti allo stesso gruppo della tavola periodica
hanno lo stesso numero di elettroni nel loro strato di valenza.

Energie di ionizzazione La misura delle energie di ionizzazione fornisce una dimostrazione


sperimentale della validità del modello a strati.
L’energia di prima ionizzazione è l’energia richiesta per realizzare il processo:

M(g) ® M +(g) + e¯

L’energia di prima ionizzazione è l’energia necessaria per strappare


l’elettrone più esterno da un atomo in fase gas trasformandolo in ione in fase
gas.

15
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

Energie di Prima Ionizzazione dei primi 20 Elementi

Z El. Ei Strato Z El. Ei Strato Z El. Ei Strato


MJ×mol-1 MJ×mol-1 MJ×mol-1

1 H 1,31 1
2 He 2,37 1
3 Li 0,52 2 11 Na 0,50 3 19 K 0,419 4
4 Be 0,90 2 12 Mg 0,74 3 20 Ca 0,590 4
5 B 0,80 2 13 Al 0,58 3
6 C 1,09 2 14 Si 0,79 3
7 N 1,40 2 15 P 1,01 3
8 O 1,31 2 16 S 1,00 3
9 F 1,68 2 17 Cl 1,25 3
10 Ne 2.08 2 18 Ar 1,52 3

La base per l’interpretazione della variazione periodica delle energie di


prima ionizzazione è la Legge di Coulomb:

Q1 × Q 2
F= ×
r2

F : forza di attrazione tra le cariche (di segno opposto) Q1 e Q2;


r : distanza tra le cariche.

Variazione periodica Gli elettroni di H e He occupano il primo strato e si trovano circa alla stessa
delle energie di prima distanza dal rispettivo nucleo. La carica nucleare di He è +2 mentre quella di
ionizzazione: H è +1: di conseguenza, la forza di attrazione elettroni – nucleo nell’atomo
interpretazione He è maggiore di quella nell’atomo H.
Nel litio (Li) il terzo elettrone si trova nel secondo strato (n = 2), quindi ad
una distanza dal nucleo maggiore di quella degli elettroni in n = 1. Inoltre, i
due elettroni nello strato n = 1 schermano la carica nucleare e l’elettrone
più esterno non risente dell’intera carica nucleare bensì della carica del
nocciolo, pari alla carica del nucleo meno la carica degli elettroni degli strati
più interni1. Quindi Li ha carica del nocciolo +1 (identica a quella di H) e

1 La carica del nocciolo è una semplificazione del concetto di carica nucleare effettiva.

16
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

l’elettrone di valenza in n = 2 (quello di H è in n = 1). Ne consegue che Li ha


energia di prima ionizzazione più bassa di quella di H.
Procedendo nel secondo periodo (quindi passando da Li a Be, B, C, N, O, F,
Ne) ogni elettrone aggiunto va in n = 2 (come in Li) ma la carica del nocciolo
aumenta di un’unità per ogni elettrone aggiunto: le energie di prima
ionizzazione aumentano2.
Il sodio (Na, Z = 11) ha l’elettrone di valenza in n = 3 (il litio in n = 2) e carica
del nocciolo +1 (come il litio): l’energia di prima ionizzazione del sodio è
dunque più piccola di quella del litio. Procedendo lungo il terzo periodo, così
come avviene nel secondo, aumenta la carica del nocciolo ed aumentano di
conseguenza le energie di prima ionizzazione3.
Dunque, a meno delle eccezioni viste:
• L’energia di ionizzazione aumenta da sinistra a destra in un Periodo
• L’energia di ionizzazione diminuisce scendendo lungo un Gruppo.

Dimensioni atomiche Le dimensioni atomiche variano in modo periodico con il numero


atomico.
Come si vedrà meglio più avanti, lo strato di valenza di un atomo non ha un
confine preciso. È pertanto impossibile dare un valore esatto alla dimensione
di un atomo libero. Tuttavia, è abbastanza facile misurare la distanza tra due
nuclei di atomi uguali in una molecola. La metà di questa distanza prende il
nome di raggio atomico o raggio covalente.
74
H H: 74 pm; r = = 37 pm
2
198
Cl Cl: 198 pm; rCl = = 99 pm
2
C Cl: 176 pm;
se assumiamo che anche in C Cl sia rCl = 99 pm, allora
rC = 176 - 99 = 77 pm .

• scendendo lungo un gruppo gli atomi diventano più grandi;

2 Ci sono due eccezioni all’aumento delle energie di prima ionizzazione degli elementi del secondo periodo: boro e ossigeno. Le
ragioni di queste eccezioni verranno spiegate in seguito.
3 Anche in questo caso ci sono due eccezioni, che riguardano Al (stesso gruppo di B) e S (stesso gruppo di O)

17
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

• spostandosi da sinistra a destra in un periodo, gli atomi diventano


più piccoli.

Anche la variazione periodica delle dimensioni atomiche può essere spiegata


sulla base della legge di Coulomb.
• scendendo lungo un gruppo aumenta la distanza elettroni di
valenza – nucleo, ma rimane costante la carica del nocciolo;
• spostandosi da sinistra a destra in un periodo aumenta la carica del
nocciolo e resta invariata la distanza elettroni di valenza – nucleo.

18
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

Legami Chimici Quando due atomi sono uniti in un composto, tra essi esiste un legame
chimico.
Poiché gli elettroni degli strati completi più interni di un atomo sono attratti dal
nucleo molto più fortemente di quelli di valenza, gli elettroni degli strati più
interni non sono generalmente coinvolti in legami chimici: nei legami chimici
sono in generale coinvolti solo gli elettroni dello strato di valenza.

Valenza Normale Si è già visto che la valenza normale di un atomo appartenente ai gruppi da
I a IV è uguale al numero del gruppo. La valenza normale di un atomo
appartenente ai gruppi da V a VIII è uguale a 8 meno il numero del gruppo
(numero di elettroni nello strato di valenza).

Regola dell’ottetto Ne ed Ar, che hanno entrambi 8 elettroni nello strato di valenza, hanno
valenza zero. Uno strato di valenza che presenta 8 elettroni è quindi una
struttura elettronica particolarmente stabile. Questa constatazione suggerì al
chimico americano Gilbert Lewis (1875 – 1946) di formulare la seguente
regola:

NELLA FORMAZIONE DI UN COMPOSTO UN ATOMO TENDE AD ACQUISTARE, O A

PERDERE, O A CONDIVIDERE ELETTRONI IN MODO DA RAGGIUNGERE UNA

CONFIGURAZIONE A OTTO ELETTRONI NEL SUO STRATO DI VALENZA.

Legami Ionici Un atomo può raggiungere una configurazione a 8 elettroni nello strato di
valenza cedendo o acquistando elettroni.

Na• + • Cl ® Na + Cl

-
Il cloruro di sodio è formato da un ugual numero di ioni Na + (cationi) e Cl
(anioni) tenuti insieme da forze di attrazione elettrostatica.

Legami Ionici L’attrazione elettrostatica tra ioni di carica opposta è chiamata Legame
Ionico.

Mg + O ® Mg 2 + O 2

19
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

Mg + 2 •Cl ® Mg 2+ ( Cl )2

Notiamo che Na e Mg sono metalli mentre O e Cl sono non-metalli.

• La valenza di un elemento che forma un composto ionico è uguale al


numero di elettroni che esso perde (per formare un catione) o
acquista (per formare un anione).

• In un composto ionico non si possono individuare molecole.


Dunque non si può assegnare ai composti ionici una formula molecolare,
ma solo una formula empirica.

Legami Covalenti Cl • + • Cl ® Cl • • Cl
e Strutture di Lewis
Nel 1916 G. Lewis propose che nella molecola Cl2 ogni atomo Cl, per
completare il suo ottetto, condividesse una coppia di elettroni.
Nelle molecole di molti composti di non-metalli, gli atomi sono tenuti assieme
allo stesso modo.

2 H• + • O • ® H • • O • • H

• QUANDO DUE ATOMI SONO UNITI MEDIANTE UNA COPPIA CONDIVISA DI

ELETTRONI, TRA ESSI VI È UN LEGAME COVALENTE.

• Quando si formano legami covalenti, la valenza di un elemento è data


dal numero di elettroni necessari a completare l’ottetto.

Naturalmente (vedi H2O) un atomo con un ottetto di elettroni può avere una o
più coppie di elettroni non utilizzati nei legami. Queste coppie sono
chiamate DOPPIETTI NON CONDIVISI O DOPPIETTI SOLITARI.

Nota La regola dell’ottetto è assai utile ma, come vedremo, presenta molte
eccezioni.

Legami multipli Se due atomi condividono un solo doppietto elettronico, si ha un legame


singolo. Sono pure possibili legami doppi (due doppietti condivisi) e tripli
(tre doppietti condivisi).

20
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA – DIPARTIMENTO DI CHIMICA
A. Marini – CAPITOLO 1 – CHIMICA GENERALE e INORGANICA – Anno Accademico 2018/2019

H H

H C C H; O C O

H C C H; N N

21