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Impianti dell’industria di processo

Ottimizzazione energetica di colonne di distillazione tramite “feed splitting”

Si vogliono trattare 100 kmol/h di una corrente costituita da benzene (zF = 0.80; Teb N = 80.51°C)
e propano (zF = 0.20; Teb N = -41.84°C) disponibile a 20.0°C e 16.00 bar tramite rettifica, al fine di
ottenere come prodotti benzene e propano entrambi con purezza molare 99.9%.
Si opera con una colonna di distillazione standard (caso 1) così caratterizzata:

• 45 piatti reali con un’efficienza media di colonna del 70.0%;


• pressione al condensatore 14.80 bar;
• pressione al ribollitore 15.80 bar;
• perdite di carico nel ribollitore e nel condensatore: 0.2 bar.
• Alimentazione sul piatto 15 (numerazione dall’alto).

Determinare temperatura portata e composizione del distillato e del prodotto di coda, oltre ai carichi
termici di condensatore (QC) e ribollitore (QR).
Al fine di ridurre i costi di esercizio, industrialmente si opera preriscaldando l’alimentazione
sfruttando il calore che può essere fornito dal prodotto di coda (caso 2). Lo scambiatore
alimentazione-prodotto di coda è in controcorrente semplice e dev’essere progettato rispettando il
vincolo di minimo ΔT di approccio di 5.0°C. Si considerino perdite di carico di 0.15 bar sia per il
lato mantello sia per il lato tubi. L’alimentazione preriscaldata entra in colonna sul 25° piatto
(numerazione dall’alto).
Determinare i carichi termici di condensatore e ribollitore, il prodotto UAPRH del preriscaldatore e la
potenza termica ivi scambiata (QPRH).
La “classica” soluzione industriale di scambio termico alimentazione-prodotto di coda può essere
migliorata preriscaldando solo una parte della corrente in ingresso ed alimentando la restante parte
direttamente in colonna, operando cioè con un rapporto di “splitting” SPR = (FPRERISCALDATA / FTOT)
tale che 0<SPR<1 (caso 3).
Ipotizzando di dover utilizzare il medesimo scambiatore del caso 2 (stesso prodotto UA e
approssimativamente medesime perdite di carico) e sapendo che la corrente fredda entra in colonna
sul 9° piatto mentre quella calda entra sul 26° piatto (numerazione dall’alto) determinare:

1. la minima percentuale di alimentazione (min SPR) da inviare allo scambiatore al fine di


mantenere l’approccio ≥ 5.0°C;
2. l’andamento dei carichi termici al ribollitore ed al condensatore in funzione della frazione di
alimentazione preriscaldata (tra il valore determinato al punto precedente e 0.95);
3. il valore dell’ottimo rapporto di “splitting”, cioè del valore SPR corrispondente al minimo carico
termico al ribollitore, ed i rispettivi carichi termici a condensatore e ribollitore;
4. la potenza termica scambiata al preriscaldatore e il ΔT di approccio (ΔTAP) nel caso di ottimo.

Per tutti e tre i casi calcolare i valori dei fattori entalpici delle correnti in ingresso alla colonna ed
i costi di esercizio.
Per la simulazione in Hysys® utilizzare come pacchetto termodinamico l’EoS SRK.

Schemi di processo
Caso 1

Caso 2
Caso 3

Risoluzione
Caso 1

In questo caso viene considerata una colonna di distillazione standard senza alcun recupero termico.
Specifichiamo ,al fine di simulare correttamente la colonna , il numero di piatti reali e le specifiche
di prodotto in testa e in coda nonché la pressione in colonna e l’alimentazione.
Si riportano di seguito le proprietà delle correnti di processo e le potenze termiche al condensatore e
al ribollitore della colonna di distillazione ottenute tramite la simulazione con Aspen.

feed D B
T [°C] 20 42,83778 204,658
P [bar] 16 14,8 15,8
portata [kmol/h] 100 19,93992 80,06008
X benz 0,8 0,001 0,999
X prop 0,2 0,999 0,001

Q Q
[kcal/h] [kW]
condensatore 81297,67 94,5
ribollitore 643833,5 748,6

Calcoliamo ora il fattore entalpico riferito al Feed.


Il fattore entalpico è definito come :
ℎ𝑉 − ℎ𝐹
𝑞=
ℎ𝑉 − ℎ𝐿
Dove hF è l’entalpia del feed ( T e P di feed ) , mentre hV e hl sono le entalpie dell’alimentazione in
condizioni di vapore al punto di rugiada e liquido al punto di bolla alla pressione di colonna.
Le entalpie hV e hl sono funzione di T e P , ma quest’ultima varia in colonna a causa delle perdite di
carico . Calcoliamo quindi le entalpie utilizzando la pressione al condensatore, in quanto pressione
nominale di colonna, tale calcolo viene svolto imponendo una frazione vapore pari a 0 e poi ad 1 ( a
P e composizione fissata ) all’alimentazione (Feed) e lasciando ad Aspen il calcolo della T di bolla
e T di rugiada con i relativi valori di entalpia.

ℎ𝐹 = 3605 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙
ℎ𝑉 = 1,433 ∙ 104 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙
ℎ𝐿 = 6894 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙
Da cui risulta q=1,442
Essendo q >1 allora si è nella condizione di liquido sottoraffreddato all’alimentazione Feed 20°C e
16 Bar .
Considerando un costo del calore da fornire al ribollitore pari a 1,7∙105$/kcal e tenendo conto del
costo totale delle altre utilities come il 20% del costo al ribollitore, i costi totali di esercizio saranno
:
𝐶𝐸 = 1,2 ∙ 𝑄𝑅 ∙ 𝐶𝑣𝑎𝑝 = 1,2 ∙ 6,438 ∙ 105 𝑘𝑐𝑎𝑙/ℎ ∙ 1,7 ∙ 105 $/𝑘𝑐𝑎𝑙 = 1,31 ∙ 1011 $/ℎ

= 1,15 ∙ 1015 $/𝑦𝑟


Caso 2

In questo caso invece il prodotto di coda della colonna di distillazione viene utilizzato per
preriscaldare l’alimentazione della colonna stessa.
Questa soluzione deve garantire un ΔT di approccio allo scambiatore/recuperatore pari a 5°C e
inoltre permette una riduzione della potenza termica che è necessario fornire al ribollitore.

Il bilancio termico della colonna con preriscaldamento viene scritto così come segue :

𝑄𝑅′ = 𝑄𝐶′ + 𝐷 ∙ ℎ𝐷 + 𝐵 ∙ ℎ𝐵 − 𝐹 ∙ ℎ𝐹′

Sottraendo a questo bilancio il bilancio della colonna del caso 1 cioè :

𝑄𝑅 = 𝑄𝐶 + 𝐷 ∙ ℎ𝐷 + 𝐵 ∙ ℎ𝐵 − 𝐹 ∙ ℎ𝐹

si ottiene

𝑄𝑅′ − 𝑄𝑅 = 𝑄𝑐′ − 𝑄𝑐 − 𝐹 ∙ ℎ𝐹′ + 𝐹 ∙ ℎ𝐹

Ovvero

∆𝑄𝑅 = ∆𝑄𝑐 − 𝑄𝑅𝐸𝐶𝑈𝑃𝐸𝑅𝐴𝑇𝑂𝑅𝐸

Con
∆𝑄𝑐 = 𝑄𝑐′ − 𝑄𝑐

𝑄𝑅𝐸𝐶𝑈𝑃𝐸𝑅𝐴𝑇𝑂𝑅𝐸 = 𝐹 ∙ ℎ𝐹′ − 𝐹 ∙ ℎ𝐹

Dove ℎ𝐹′ e ℎ𝐹 fanno riferimento alle entalpie di Feed in ingresso alla colonna

Consideriamo la condizione di miscela binaria in condizioni di distillazione con riflusso minimo su


un diagramma di McChabe-Thiele dove la retta del tronco superiore intercetta la curva di q line.
Una corrente di alimentazione più calda e quindi ad esempio non sottoraffreddata ( cioè con 0 < q <
1 ) porta ad una pendenza maggiore della retta di lavoro del tronco di arricchimento.
Tale pendenza, in condizioni di rapporto di riflusso minimo, risulta definita come

𝑅𝑚𝑖𝑛
𝑅𝑚𝑖𝑛 + 1

Quindi un riscaldamento dell’alimentazione comporta ad un rapporto di riflusso minimo maggiore


rispetto ad un feed più freddo.
E’ inoltre possibile legare il rapporto di riflusso minimo ( o comunque R che è funzione di Rmin )
alle portate vapore e liquide circolanti in colonna :

𝑉 =𝐿+𝐷

𝐿 =𝑅∙𝐷

Da cui
𝐿 𝑅
=
𝑉 𝑅+1

Quindi il rapporto L/V cresce al crescere di R , aumenta quindi la portata di liquido circolante in
colonna all’aumentare di R cioè all’aumentare del riscaldamento dell’alimentazione.
Allo stesso tempo una alimentazione parzialmente vaporizzata ( q tra 0 e 1 ) comporta un calore da
sottrarre al condensatore maggiore ma , un consumo di calorie da fornire al ribollitore molto
inferiore :

Qc = ( 1+R )(hv - hd) R aumenta quindi Qc aumenta

Qr = V’·hv + B·hb – L’·hl R aumenta quindi L’/V’ aumenta e Qr diminuisce

Per risolvere il caso 2 è necessario imporre, le composizioni delle correnti di feed e le specifiche di
purezza sul residuo e sul distillato date dal testo e inoltre è necessario specificare la condizione al
preriscaldatore di temperatura minima di approccio pari a 5°C.
Nella simulazione si specifica inizialmente una composizione e temperatura del fondo della colonna
pari ai risultati ottenuti dalla simulazione del caso 1 , in questo modo è possibile risolvere il
preheater con valori di primo tentativo, successivamente con la funzione “riciclo” si porta a
convergenza l’intero schema di distillazione composto da scambiatore e colonna in serie.
I dati ottenuti dalla simulazione in Aspen Hysys:

feed feed calda D B B freddo


T [°C] 20 155,8749161 42,83777 204,6579 25,00005
P [bar] 16 15,85 14,8 15,8 15,65
portata [kmol/h] 100 100 19,93989 80,06011 80,0601
X benz 0,8 0,8 0,001 0,999 0,999
X prop 0,2 0,2 0,999 0,001 0,001

Q [kcal/h] Q [kW]
condensatore 220851,1 256,7
ribollitore 244047,6 283,6
preheater 539344,4 627,1

Il prodotto UA del preriscaldatore risulta essere stato calcolato dal simulatore e pari a 1,35∙105
kJ/(°C h).
Con Hysys è possibile determinare come fatto in precedenza l’ entalpia del Feed e le relative T
bolla e T rugiada (del Feed ) al fine di calcolare le relative entalpie necessarie per il calcolo del
fattore entalpico q come visto in precedenza
ℎ𝐹 = 8999 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙
( riferita e Feed calda e quindi con T = 155 °C e P = 15,85 bar con una frazione vapore pari a 0,20
quindi all’uscita del preheater l’alimentazione in colonna sarà parzialmente vaporizata e non più
liquida come avveniva per il caso precedente )
Calcolando ora T bolla e T rugiada per il Feed , come per il caso 1 essendo la composizione e
pressione fissata a 15,85 bar , e calcolando poi le entalpie avremo che :
ℎ𝑉 = 1,441 ∙ 104 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙
ℎ𝐿 = 7094 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙

ℎ𝑉 − ℎ𝐹
𝑞=
ℎ𝑉 − ℎ𝐿

Da cui risulta q = 0,739


Quindi q <1 e q >0 cioè alimentazione mista vapore/ liquida e non solamente sottoraffreddata
I profili termici nel preheater ricavati da Aspen ( si nota come il delta di approccio sia stato
rispettato come vincolo di calcolo )
I costi di esercizio, calcolati come in precedenza saranno:

𝐶𝐸 = 1,2 ∙ 𝑄𝑅 ∙ 𝐶𝑣𝑎𝑝 = 1,2 ∙ 2,440 ∙ 105 𝑘𝑐𝑎𝑙/ℎ ∙ 1,7 ∙ 105 $/𝑘𝑐𝑎𝑙 = 4,98 ∙ 1010 $/ℎ

= 4,36 ∙ 1014 $/𝑦𝑟

Caso 3

Definiamo completamente il layout dell’impianto introducendo uno splitter ( e quindi un rapporto di


splitter di primo tentativo fissato dall’utente ) che separa parte dell’alimentazione inviandola
direttamente in colonna ( Feed freddo ) e preriscaldando la restante parte attraverso un preheater
come avveniva nel caso 2 ( Feed caldo ) .
Definiamo inoltre la corrente Bric come valore di primo tentativo e introduciamo la funzione
Riciclo per portare a convergenza l’unità.
Ricerchiamo ora il minimo valore di splitting SPR al fine di mantenere nel preheater un valore di
delta temperatura di approccio pari a 5°C , per fare ciò facciamo variare il SPR da 0 a 1 e
registriamo la temperatura di minimo approccio nel preriscaldatore utilizzando la funzione databook
di Aspen.
Per definire completamente lo scambiatore ( questa volta il delta Temperatura di approccio non è
noto ) definiamo il prodotto UA pari al valore del caso 2 e utilizziamo le stesse perdite di carico lato
tubi e lato mantello del caso precedente definendo così in maniera completa lo scambiatore.
min approach
SPR [°C]
0
0,1 -1,80109
0,2 -0,32061
0,3 3,426659
0,4 4,892902
0,5 6,820014
0,6 6,642092
0,7 7,645954
0,8 10,95954
0,9 9,185875
1 4,998875

ΔT min approccio
12

10

6
ΔT

0
0 0.2 0.4 0.6 0.8 1 1.2
-2

-4
SPR

Per ottenere una temperatura minima di approccio pari almeno a 5°C è necessario operare con un
SPR superiore a 0,4 ( superiore a 0,4063).

Valutiamo ora l’andamento dei carichi termici al ribollitore di colonna e al condensatore in funzione
della variazione del rapporto di splitting SPR , che varierà tra il valore di 0,4 calcolato prima e il
valore massimo impostato dal testo e pari a 0,95.
Utilizziamo ancora la funzione databook .
SPR Qr Qc [kcal/h] SPR Qr Qc [kcal/h]
[kcal/h] [kcal/h]
0,4063 271796,9 84193,81474 0,6763 179881,1 98422,23041
0,4163 266817,5 84254,83019 0,6863 181510,7 103006,38
0,4263 261942,4 84316,7718 0,6963 183186,3 107567,6463
0,4363 257164,4 84379,78308 0,7063 184907,4 112108,5702
0,4463 252480,4 84443,82981 0,7163 186618,9 116568,5225
0,4563 247901,5 84509,11416 0,7263 188349,7 120976,7633
0,4663 243450,5 84575,49873 0,7363 190100 125332,5134
0,4763 239088,6 84642,99126 0,7463 191871,8 129640,5732
0,4863 234817,9 84711,83866 0,7563 193661,7 133883,1752
0,4963 230629,7 84781,84058 0,7663 195474,5 138077,2067
0,5063 226526,2 84852,65942 0,7763 197309,5 142216,3231
0,5163 222501,5 84925,61094 0,7863 199167,2 146301,4647
0,5263 218557,2 84999,66619 0,7963 201048 150332,5929
0,5363 214688,2 85075,06116 0,8063 202951,1 154300,6106
0,5463 210893 85151,69055 0,8163 204879,1 158217,7842
0,5563 207170,4 85229,77331 0,8263 206831,3 162079,2933
0,5663 203519 85309,44086 0,8363 208806,8 165887,8848
0,5763 199936,5 85390,66688 0,8463 210805,3 169631,1868
0,5863 196421,9 85473,61402 0,8563 212826,5 173325,9279
0,5963 192974,8 85558,29054 0,8663 214875,1 176968,6525
0,6063 189592,8 85644,7943 0,8763 216944,4 180556,9917
0,6163 186277,6 85733,68458 0,8863 219036,1 184092,2571
0,6263 183033 85826,00896 0,8963 221149,2 187576,2598
0,6363 179852,4 85925,45344 0,9063 223285,2 191007,2681
0,6463 176802,4 86090,99803 0,9163 225440,6 194384,9876
0,6563 176673 89110,02048 0,9263 227615,7 197712,5467
0,6663 178250,2 93772,17543 0,9363 229802,3 200990,4997
0,9463 232001,1 204238,2854
potenze termiche
300000

250000

200000
Q [kcal/h]

150000
Qr
100000 Qc

50000

0
0.4 0.5 0.6 0.7 0.8 0.9 1
SPR

Come è evidente dal grafico esiste un valore di SPR che minimizza il calore da fornire al ribollitore
e con esso la portata di vapore da fornire al ribollitore e quindi i costi di esercizio risultano minimi.
Dal grafico si nota come il valore di SPR appena trovato è anche grossomodo ( la corrispondenza
tra i due SPR infatti non è precisa , ma è molto buona ) il valore di splitting per cui si ha anche
minimo calore da sottrarre al condensatore , e quindi il minimo di portata d’acqua al condensatore.
Essendo però il costo dell’acqua di molto inferiore al costo del vapore si sceglie di ottimizzare il
valore di SPR che minimizzi i costi di esercizio riferiti al solo ribollitore.
Il SPR di ottimo che minimizza i costi di esercizio è quindi pari a 65,07%.
In tali condizioni il ΔT minimo di approccio è di 6,883°C e quindi congruente con il vincolo di 5°C.
I fattori entalpici sono :

Corrente calda
ℎ𝐹 = 1,088 ∙ 104 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙
ℎ𝑉 = 1,433 ∙ 104 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙
ℎ𝐿 = 6894 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙
Da cui risulta q = 0,471 corrente mista in parte vaporizzata.
Corrente fredda
ℎ𝐹 = 3605 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙
ℎ𝑉 = 1,433 ∙ 104 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙
ℎ𝐿 = 6894 𝑘𝑐𝑎𝑙/𝑘𝑚𝑜𝑙
Da cui risulta q = 1,423 cioè liquido sottoraffreddato
Le correnti nel caso di ottimo sono le seguenti

feed F prerisc F freddo D1 B fresco


T [°C] 20 174,907 20 42,83777 52,11692
P [bar] 16 15,85 16 14,8 15,65
portata [kmol/h] 100 65,06835 34,93165 19,93991 80,0601
Xbenz 0,8 0,8 0,8 0,001 0,999
xprop 0,2 0,2 0,2 0,999 0,001

Q [kcal/h] Q [kW]
condensatore 86714,05 100,8
ribollitore 176036,2 204,7
preheater 473217,1 550,2

Grafico dei profili di temperatura del Preheater :


i costi di esercizio sono:
𝐶𝐸 = 1,2 ∙ 𝑄𝑅 ∙ 𝐶𝑣𝑎𝑝 = 1,2 ∙ 1,76 ∙ 105 𝑘𝑐𝑎𝑙/ℎ ∙ 1,7 ∙ 105 $/𝑘𝑐𝑎𝑙 = 3,59 ∙ 1010 $/ℎ

= 3,15 ∙ 1014 $/𝑦𝑟

Conclusioni
Riportiamo nelle tabelle seguenti i dati ottenuti dalle simulazioni

Fattori entalpici q
caso 1 caso 2 caso 3
corrente
1,442 null 1,423
fredda
corrente
null 0,717 0,471
calda

Qr[kW] Qc [kW] SPR % Q preheater [kW] ΔTAP[°C] Q c [kW] Q r [kW] CE[$/yr]


caso 1 748,6 94,5 0 94,5 748,6 1,15E+15
caso 2 283,6 256,7 100,0 627,1 5,000 256,7 283,6 4,36E+14
caso 3 204,7 100,8 65,1 550,2 6,883 100,8 204,7 3,15E+14

Come si può notare dalle tabelle riassuntive, il caso 3, ovvero quello con rapporto di splitting
ottimizzato al 65% , permette un notevole risparmio sui costi di esercizio totali perché porta ad una
sostanziale diminuzione della potenza da fornire al ribollitore di coda : una parte delle calorie
necessarie sono infatti fornite dallo scambio termico con la corrente di bottom nel preriscaldatore.

Si nota come anche il caso 2 , con preriscaldatore ma mancanza dello splitter , consenta un
risparmio sui costi di esercizio per lo stesso motivo , ma in questo caso le calorie da sottrarre al
condensatore di testa sono le più elevate dei 3 casi analizzati , e quindi questo comporta un costo di
esercizio per il condensatore non indifferente e aree di scambio e quindi costi di investimento
elevati.

Con il feed splitting si massimizza la riduzione di calore da fornire al ribollitore senza aumentare il
duty al condensatore : la frazione di feed freddo ( non preriscaldato ) alimentata alla colonna in
prossimità del condensatore ( su uno dei primi piatti della colonna a partire dall’alto come avviene
nel caso considerato ) serve a ridurre al minimo il duty al condensatore.
Alimentando quindi una corrente fredda ( di Feed ) in testa alla colonna , così come avviene per il
caso 3 si riduce il carico termico al condensatore di testa : la soluzione 3 è quindi la soluzione
ottimale.