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STORIA DELLA

FILOSOFIA MODERNA

Prof. Francisco Fernández Labastida


Pontificia Università della Santa Croce
Facoltà di Filosofia
Considerazioni preliminari

Rendersi conto dell’importanza e complessità
della materia:
− Abbraccia cinque secoli di storia, dal
Rinascimento fino al Romanticismo.
− L’età moderna è il periodo in cui si gesta “la
nostra idea di mondo” (José Gaos), cioè la
mentalità a noi contemporanea: “l’età
secolare” (Charles Taylor).
− Tanti pensatori da considerare in sole 48 ore
di lezione!
Alcuni grandi temi della Modernità

Il rapporto fra
− Ragione e fede.
− Anima e corpo: sostanza e relazioni.
− Dio e le creature.

La natura della conoscenza: rappresentazione e
verità.

La scienza sperimentale.

La natura e origine della società e del potere
secolare: libertà e autonomia.
Programma (I)

Le radici della filosofia moderna: Scoto e
Ockham.

La mistica speculativa.

Gli inizi rinascimentali della filosofia moderna.

Nascita della scienza fisico-sperimentale.
Scetticismo del Cinquecento.

Descartes e l'inizio della nuova filosofia.

Le radici dell'Illuminismo. B. Pascal e la
recezione della filosofia cartesiana.
Programma (II)

Il razionalismo: Spinoza, Malebranche, Leibniz.

Vico e la Scienza Nuova.

L'empirismo britannico: Bacon, Hobbes, Locke,
Berkeley, Hume.

Il secolo dei lumi.

Kant e la filosofia trascendentale.

Introduzione all'idealismo. Fichte e Schelling.
Bibliografia raccomandata

M. Fazio - D. Gamarra, Introduzione alla storia
della filosofia moderna, Apollinare Studi, Roma
1994 (link a versione online nel sito del corso.
Esiste versione spagnola: Ed. Palabra);

F. Copleston, A History of Philosophy, vv. IV-
VII, Doubleday, New York 1994 (Esistono
versioni italiana ed spagnola);

E. Berti - F. Volpi, Storia della filosofia, vv. II-III,
Laterza, Roma-Bari 1991;

R. Scruton, A Short History of Modern
Philosophy, Routledge, London-New York
1995.
Beato Duns Scoto

Sottolinea la potenza infinita di
Dio, un po’ a scapito della
ragionevolezza del suo volere.

Ciò che è bene non lo è perché
è bene in se stesso. Bene è ciò
che è comandato da Dio, e
perché è comandato da Dio,
con un disegno
imperscrutabile.

Il contenuto della fede è 1266-1308
sopratutto pratico-morale.
Duns Scoto: l’individuazione

La materia non può essere principio di
individuazione.

Il principio di individuazione è anche una forma:
la haecceitas, perché l’essere è indeterminato e
si determina con l’addizione di nuove forme.

A differenza di S. Tommaso, per Scoto l’essere
è univoco: l’essere generale, ens
generalissimum, che giunge alla “questità” con
l’ultima aggregazione formale.
Guglielmo di Ockham

Si accentua la separazione
fra Rivelazione e riflessione
razionale iniziata da Scoto.

Limita ancora di più le
pretese della ragione. Un
esempio: il cosiddetto
“rasoio di Ockham” (Non
moltiplicare gli enti più del
c. 1288 - c. 1348
necessario).
Ockham: il nominalismo

I sensi forniscono alla mente un doppione della
realtà: inizio del RAPPRESENTAZIONISMO.

Astrarre è mettere insieme e togliere
caratteristiche individuali alle intuizioni sensibili:
generalizzare ≠ cogliere l’essenza o forma

Gli uomini inventano e adoperano i nomi che
stanno per le cose.

Le idee sono OPACHE, non ci fanno vedere la
realtà. Di conseguenza, non conosciamo “le
cose” direttamente.
Ockham e la causalità

La causalità non è una intuizione sensibile, ma
un’idea della ragione, soggetta quindi al suo
“rasoio”. Non è qualcosa di “reale”.

Conseguenza: Senza causalità le “5 vie” per
dimostrare l’esistenza di Dio sono invalide (e in
genere ogni conoscenza metafisica).