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La dialettica è il metodo argomentativo utilizzato oggi nei programmi televisivi di politica nei quali

compaiano persone appartenenti a diverse fazioni politiche che necessariamente avranno visioni
differenti per la maggior parte delle situazioni proposte.
La dialettica ovvero L'arte del discutere con altre persone confrontandosi con loro, facendo
domande, mettendo in difficoltà "l'avversario" sulla base delle sue stesse affermazioni.
La dialettica assume significati differenti a seconda del periodo trattato, ad esempio Aristotele
associa a questa un significato puramente negativo e la definisce come la logica della parvenza,
ma come viene detto da Schopenhauer questo è falso in quanto se fosse servirebbe solo a
dimostrare tesi false, invece la dialettica è necessaria anche per quando si ha ragione per
sostenerla; il significato che le diamo oggi è quello descritto da Arthur nel libro postumo l'arte di
ottenere ragione, nel quale propone 38 stratagemmi per vincere ogni disputa, questo non è
considerato immorale, cito testualmente Schopenhauer <io offro degli stratagemmi senza badare
al fatto se obiettivamente si abbia ragione o torto: infatti non possiamo saperlo con certezza
nemmeno noi stessi e deve essere stabilito proprio mediante la contesa>

La dialettica è uno dei metodi argomentativi riesumati dai sofisti.


Dialettica: è il metodo di conoscenza fondato sulla discussione, arte del ragionamento. – abilità nel
condurre una discussione con argomenti stringenti.

Fin dall antichità la dialettica ha avuto significati differenti così da non poterne dare una definizione
univoca.

Le origini di un metodo che chiameremo dialettico le troviamo negli argomenti di Zenone di Elea
contro il movimento e la molteplicità. Famosi sono il paradosso di Achille che non raggiunge la
tartaruga, della freccia che non giunge al bersaglio. Zenone vi applica il principio di non
contraddizione (considerato da Aristotele l’assioma fondamentale del sapere), cioè è impossibile
che una stessa cosa sia e insieme non sia, ovvero se una teoria contiene in sé una contraddizione
non può essere vera.

-In Zenone però la dialettica è solo metodo teorico. Manca il momento concreto del dialogo tra
persone che sarà prerogativa di Socrate. È con un colloquio incessante, un continuo dialogo
interpersonale, rapportandosi con gli altri, uomo tra gli uomini, che Socrate persegue la sua ricerca
della verità.

-Secondo Platone la dialettica è il massimo metodo filosofico. È concepita come una dimostrazione
della verità di una tesi attraverso la confutazione.
-Aristotele, a differenza di Platone che considera la dialettica la scienza più alta, ammette
l’esistenza di scienze non dialettiche per via della natura dei suoi principi. I principi delle scienze
sono veri, mentre quelli della dialettica sono probabili, e l’uso della stessa è vario poiché le
premesse da cui parte, i pareri degli esperti, ne consentono l’uso in vari contesti. Questo significa
che la dialettica diventa per Aristotele un ragionamento debole, che non conclude
necessariamente perché parte da premesse probabili, indirizza però la ricerca verso quei principi
primi delle varie scienze che non sono fatti oggetto di dimostrazione, quindi una forma di
razionalità non scientifica. Nella logica aristotelica la forma tipica di ragionamento è il sillogismo

-Gli Stoici identificano la dialettica con la logica

-La dialettica viene ripresa da Kant. È l’attività della ragione che va oltre i limiti dell’esperienza, per
tentare di dare forme di conoscenza esaurienti, ma nel fare ciò cade in ragionamenti
contraddittori.La ragione, nel tentativo di dare una spiegazione, si serve delle seguenti tre idee:
psicologica (anima), cosmologica (mondo), teologica (Dio), che corrispondono ai tre problemi
fondamentali della metafisica. Kant le considera false, ed in particolare per quanto riguarda l’idea
cosmologica osserva che l’idea della totalità dell’universo genera quattro affermazioni dette
antinomie, ciascuna delle quali plausibile se presa separatamente; da qui l’assurdità della pretesa
della dialettica di spiegare e conoscere la totalità dei fenomeni esterni.
-dialettica che diventa con Hegel il processo attraverso cui si attua la Ragione (principio di ogni
cosa), la molla del pensiero, della realtà, della storia. Tale processo è triadico, cioè costituito da tre
momenti: tesi (affermazione), antitesi (contrapposizione), sintesi (superamento del contrasto e
unificazione dei due opposti in una determinazione superiore). Ogni sintesi è provvisoria poiché
diventa tesi di un successivo processo e questo per l’eternità finché la ragione non raggiunge la
propria autocoscienza.

-con Feuerbach e poi sviluppata da Marx si passa ad una dialettica della Materia. Il processo è
triadico, composto da un principio e la sua opposizione e quindi il suo superamento, che non
conserva nulla di ciò che è stato superato, ma porta a un cambiamento, ad un divenire che si
rinnova sotto la spinta dell’economia.

Origini
L'origine di questo metodo nella discussione di tesi filosofiche può essere ritrovato già in Zenone di
Elea, il quale, sulle orme di Parmenide, sosteneva la tesi dell'immutabilità dell'Essere confutando
le antitesi degli avversari tramite una dimostrazione per assurdo.

per i sofisti la dialettica coincide invece con l'eristica, ovvero l'arte di vincere nelle discussioni,
confutando le affermazioni dell'avversario senza riguardo al loro intrinseco valore di verità.
Antilogia(bene e male insieme)

Socrate associa la dialettica a un dialogo tra persone, il suo modo di procedere nel ragionamento,
partendo da una tesi e cercando di trovarne le contraddizioni interne si chiama maieutica.

Secondo Platone la dialettica è il massimo metodo filosofico. È concepita come una dimostrazione
della verità di una tesi attraverso la confutazione.

a dialettica diventa per Aristotele un ragionamento debole, che non conclude necessariamente
perché parte da premesse probabili, indirizza però la ricerca verso quei principi primi delle varie
scienze che non sono fatti oggetto di dimostrazione, quindi una forma di razionalità non scientifica.
Nella logica aristotelica la forma tipica di ragionamento è il sillogismo

Kant dedicò nuovi studi alla dialettica, definendola come la logica dell'apparenza

Per Schopenhauer questo è falso in quanto se fosse servirebbe solo a dimostrare tesi false, invece
la dialettica è necessaria anche per quando si ha ragione per sostenerla, per lui la dialettica serve
per arrivare alla verità in quanto non si sa a prescindere se si abbia ragione o meno e solo
attraverso la discussione si riesce a stabilirlo. La dialettica eristica

dialettica che diventa con Hegel il processo attraverso cui si attua la Ragione (principio di ogni
cosa), la molla del pensiero, della realtà, della storia. Tale processo è triadico, cioè costituito da tre
momenti: tesi (affermazione), antitesi (contrapposizione), sintesi (superamento del contrasto e
unificazione dei due opposti in una determinazione superiore). Ogni sintesi è provvisoria poiché
diventa tesi di un successivo processo e questo per l’eternità finché la ragione non raggiunge la
propria autocoscienza.

Le origini di un metodo che chiameremo dialettico le troviamo negli argomenti di Zenone di Elea
contro il movimento e la molteplicità. Famosi sono il paradosso di Achille che non raggiunge la
tartaruga, della freccia che non giunge al bersaglio. Zenone vi applica il principio di non
contraddizione (considerato da Aristotele l’assioma fondamentale del sapere), cioè è impossibile
che una stessa cosa sia e insieme non sia, ovvero se una teoria contiene in sé una contraddizione
non può essere vera. Con le sue argomentazioni Zenone di Elea conferma la tesi di Parmenide
secondo cui l’essere vero non è quello in cui viviamo, quindi, se si scambia il mondo apparente
con quello reale, parlando di molteplicità e movimento si incontrano contraddizioni delle quali non
si viene più a capo. In Zenone però manca il momento concreto del dialogo tra persone che sarà
prerogativa di Socrate. È con un colloquio incessante, un continuo dialogo interpersonale,
rapportandosi con gli altri, uomo tra gli uomini, che Socrate persegue la sua ricerca della verità. La
dialettica è un insieme di tecniche, ed egli con la sua ironia ne sfrutta le potenzialità. Utilizza l’arma
del dubbio e manovra abilmente la tecnica della confutazione (dimostrare la falsità di un discorso,
di un pensiero) dimostrando così l'inconsistenza delle tesi del suo antagonista. Distruggendo la
presunzione del suo sapere, però, lo invoglia alla ricerca della verità, ma non la verità di Socrate,
bensì tramite la Maieutica, la verità che è dentro ad ognuno di noi pertanto; la dialettica come
stimolo di ricerca. Per i sofisti la dialettica coincide invece con l'eristica, ovvero l'arte di vincere
nelle discussioni, confutando le affermazioni dell'avversario senza riguardo al loro intrinseco valore
di verità. Platone ha sempre considerata la dialettica come la tecnica propria della filosofia,
compito della filosofia è quello di mettere in discussione le ipotesi, attraverso le conseguenze alle
quali esse portano e così determinare i limiti e le condizioni della loro validità. La filosofia può
quindi mantenere un'ipotesi solo finché non ne trova una migliore perciò è dialettica. per Aristotele
significa "ragionamento che implica una dimostrazione con gli altri" la dialettica implica un rapporto
con gli altri : è quel ragionamento che parte non da ciò che è vero perchè colto col sillogismo ed il
ragionamento scientifico , ma da punti di partenza (premesse) prese per buone nel contesto in cui
si parla : Aristotele dice "le premesse usate dai più o dagli esperti o dalla maggioranza degli
esperti " : non è una verità assoluta , ma un modo per cominciare la discussione di una tematica.
Kant ripropone il concetto di dialettica come "dialettica trascendentale" e la definisce la logica
dell'apparenza. Questo concetto viene ripreso e "smentito" da Schopenhauer in quanto se così
fosse servirebbe solo a dimostrare tesi false mentre invece è necessaria anche da coloro che sono
nel giusto, ma non si può sapere a prescindere se si sia nel giusto a prescindere perciò è
attraverso la discussione e la dialettica che si giunge infine alla verità, la dialettica presa in esame
da Schopenhauer è quella eristica. Per Hegel la dialettica è il procedimento attraverso cui si attua
la ragione. Il processo di questa viene definito triadico ovvero diviso in 3 parti: tesi( affermazione ),
antitesi( Contrapposizione ) e sintesi (superamento del contrasto e unificazione dei due opposti );
ogni sintesi è provvisoria poiché diventa tesi di un successivo processo e questo per l’eternità
finché la ragione non raggiunge la propria autocoscienza.