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Metodi di Separazione

Le tecniche di separazione si basano sul principio della distribuzione di un analita


tra due fasi, separabili meccanicamente.

In chimica analitica le separazioni perseguono in genere due scopi:


isolare lanalita dinteresse dal resto del campione (matrice) per rimuovere le
eventuali interferenze e/o per effettuare una preconcentrazione,
separare e distinguere i diversi componenti di una miscela (principio su cui si
basano le tecniche cromatografiche ed elettroforetiche).

La separazione tra componenti di una miscela pu essere effettuata quando il


Rapporto di Distribuzione di un componente differisce in modo significativo da
quello dellaltro.

Rapporto tra le
quantit dellanalita
tra le due fasi

Metodi di Separazione
La complessit delle tecniche di separazione dipende proprio dalla entit della
differenza tra i rapporti di distribuzione.

Se la differenza grande sufficiente un solo stadio per la separazione. Esempio:


Miscela Cl- , SO42- , NO 3-, ClO 4-. Per separare gli ioni Cl- sufficiente una singola
precipitazione con Ag+ . Infatti in presenza di ioni Ag+ in eccesso, il rapporto tra la
quantit di Cl- in fase solida e quello in fase acquosa altissimo, mentre i rapporti
per gli altri anioni sono 0.

Se il rapporto di distribuzione per un componente 0, ma per laltro non


elevato, la situazione pi complessa rispetto alla precedente. In tal caso saranno
necessari pi stadi di separazione (esempio estrazioni successive con piccoli
volumi di estraente).

Quando i rapporti di distribuzione sono allincirca dello stesso ordine di grandezza


sono necessarie tecniche di frazionamento come ad esempio la cromatografia.

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Tecniche di Separazione
Per precipitazione. Sono attualmente le meno impiegate a causa dei possibili
fenomeni di co-precipitazione (analita + interferenti), velocit lenta di precipitazione,
formazione di precipitati con cristalli molto fini e difficilmente filtrabili, formazione di
colloidi con lenta e difficile coagulazione.

Elettrogravimetria. Utile per la separazione di cationi metallici. Nella maggior parte


delle applicazioni il metallo viene depositato ad un catodo, generalmente a garza di Pt,
preventivamente tarato. La quantit di metallo viene rivelata per aumento della massa
dellelettrodo. La tecnica elettrogravimetrica, ed in particolare quella a potenziale
controllato, efficace per la separazione di metalli i cui potenziali standard differiscono
anche di pochi decimi di volt. Inoltre un metodo assoluto, non richiede calibrazioni,
una tecnica sufficientemente accurata e precisa anche se poco sensibile.

Estrazione. Il termine estrazione si riferisce al trasferimento di un soluto da una fase


ad unaltra. Nel caso pi semplice le due fasi sono due liquidi immiscibili (Estrazione
con solvente), ma, come alternativa particolarmente impiegata per specie ioniche,
lEstrazione in fase solida (SPE) che impiega ad esempio resine a scambio ionico e
chelanti per la rimozione di ioni da soluzioni e miscele complesse. Grazie alla ricerca di
nuovi materiali solidi adsorbenti, la tendenza quella di poter effettuare SPE anche per
sostanze organiche. Esempio Carbone Attivo: ladsorbimento dellanalita organico sul
carbone avverr mediante interazioni deboli (forze di Van den Waals, dispersione di
London).

ESTRAZIONE CON SOLVENTE

Estrazione di un soluto organico tra due


solventi tra loro immiscibili.
Estrazione con solvente
(liquid liquid extraction - LLE)
Estrazione di un soluto inorganico in
campioni acquosi con solvente organico
immiscibile in acqua che contiene un carrier
in grado di formare un composto neutro e
stabile con lanalita che possa essere
facilmente estratto dal solvente.

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ESTRAZIONE CON SOLVENTE
Utilizzata per:
Purificare composti organici prodotti da una sintesi in laboratorio,
Preconcentrare, utilizzando volumi di solvente organico minori del volume del campione
Separare analiti organici dalla matrice del campione.
Per queste procedure si utilizza un IMBUTO SEPARATORE
Il composto organico da separare ovviamente dovr essere
molto solubile, per poter essere trasferito quantitativamente,
nella fase organica mentre le sostanze inorganiche rimarranno
disciolte nella fase acquosa.
Il solvente organico deve soddisfare i seguenti requisiti:

Sciogliere facilmente lanalita


Non reagire con lanalita
Non reagire con acqua od essere miscibile in essa
Possedere un punto di ebollizione sufficientemente basso

Sebbene uno dei criteri nella scelta del solvente che esso debba essere
immiscibile in acqua, alcuni solventi sono seppur debolmente solubili.
pertanto necessario allontanare impurezze dacqua dallestratto
al termine del processo, aggiungendo una sostanza essiccante come
ad esempio Na2SO 4 o MgSO4.

Nella scelta del solvente si devono considerare anche altri aspetti pratici
quali costo, tossicit, infiammabilit.
Anche la volatilit un parametro importante da considerare; infatti
solventi con basso punto di ebollizione (< 35 C) sono spesso scelti
perch permettono di isolare ed essiccare facilmente lanalita.

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ESTRAZIONE CON SOLVENTE
Agenti di estrazione per ioni metallici

ditizone
Insolubile in acqua usato in soluzione di cloroformio
N o tetracluro di carbonio. Molto selettivo e molto
N
usato per determinazioni spettrofotometriche che
sfruttano lintenso colore dei complessi diversi dal
H C SH verde del legante libero.
N N

8-idrossichinolina
Molto impiegata per la sua versatilit.
Usata in estrazioni con cloroformio di metallo tanto
N
bivalenti che trivalenti OH
S
(C2 H5 )2 N dietilditiocarbammato Efficiente per lestrazione di pi
+ di 20 metalli in vari solventi
S Na

Altri agenti molto utilizzati sono: dimetilgliossima, tri-n-butilfosfato, cupferron,


dietilditiocarbammato, composti poli/macro-ciclici, eteri corona.

La scelta del solvente di estrazione per la separazione e la preconcentrazione


di un analita dalla matrice, dettata da alcune considerazioni:

alto coefficiente di distribuzione per lanalita e basso per le


impurezze indesiderate,

bassissima solubilit in acqua,

viscosit bassa e differenza di densit tali da evitare la


formazione di emulsioni,

bassa tossicit e infiammabilit,

facilit di recupero del soluto dal solvente per le successive


determinazioni analitiche.

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Se un soluto S si ripartisce ad esempio tra acqua e solvente organico, si instaura

lequilibrio: S1(acq) S 2(org)

Fase 2 (V2) a S ,2 [S]2


[S]2 KD =
a S,1 [S]1
Costante di ripartizione
Fase 1 (V1) [S]1
(coefficiente di ripartizione)

Se un volume V1 di fase acquosa contenente m0 moli di soluto S viene estratto con un


volume V2 di fase organica, indicando con q la frazione di soluto S rimasta in fase acquosa
quando viene raggiunto lequilibrio, si pu scrivere:

m0 m m
1 [S]1 V1 V1
[S ]org Vo m0 Va q = =
K = = = [S ]1 V1 + [S]2V 2 V1 + K DV2
[S ]acq m Vo m
Va m0 LEGGE DI DISTRIBUZIONE DI NERST

Se anzich effettuare una sola estrazione, si eseguono pi estrazioni in serie con volumi
uguali di fase organica, la frazione di soluto rimasta in fase acquosa dopo n estrazioni sar:
n In generale: molte estrazioni con piccoli
V1
q = volumi di fase estraente sono pi efficaci
V1 + K V2 (rimane una frazione minore di soluto in fase
acquosa) di una sola estrazione con un
maggiore volume di estraente.

ESTRAZIONE CON SOLVENTE

SVANTAGGI

L Uso di solventi tossici, in particolare solventi clorurati e benzene. Problemi


legati tanto allesposizione degli operatori, quanto allo smaltimento

L Tempi danalisi piuttosto lunghi

L Solventi a volte incompatibili con gli strumenti necessari alla quantificazione


dellanalita

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ESTRAZIONE IN FASE SOLIDA

Si sfrutta la distribuzione dellanalita tra il


Estrazione in fase solida
campione liquido ed una fase solida
(solid phase extraction - SPE)
insolubile nella soluzione con la quale
posta a contatto.
Dopo il contatto per un tempo opportuno,
la soluzione rimossa ed il soluto, che
rimasto ancorato alla fase solida, pu
essere recuperato utilizzando unopportuna
soluzione estraente.

ESTRAZIONE IN FASE SOLIDA - SPE


Si sfrutta la distribuzione tra una fase liquida, generalmente una soluzione acquosa
ed una fase solida insolubile nella soluzione con la quale posta a contatto

S(acq) S
Dopo il contatto per un tempo opportuno, la soluzione rimossa ed il soluto, che
rimasto ancorato alla fase solida, pu essere recuperato utilizzando unopportuna
soluzione estraente.
Se si utilizza un volume di soluzione estraente molto minore di quello della soluzione
iniziale, lanalita viene anche preconcentrato.

Rispetto allestrazione con solvente:


Vantaggi
J migliori fattori di preconcentrazione
J minore nocivit dei reagenti (sia per loperatore che per lo smaltimento)
J possibilit di rigenerazione e quindi di riutilizzo della fase solida
J possibilit di automazione
J minore possibilit di contaminazione
Svantaggio
L necessit di un passaggio in pi: eluizione del soluto dalla fase solida

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Una fase solida si caratterizza per

v il tipo di gruppo attivo, che determina le caratteristiche delle sostanze che possono
essere adsorbite,

v la capacit di siti attivi contenuti definita come mmol/g di secco,

v il tipo di supporto, che determina le propriet fisico-meccaniche

v il grado di cross-linking, che determina la capacit di rigonfiarsi quando a contatto


con una soluzione (swelling)

v la dimensione dei granuli, definite in genere in mesh (n.ro di maglie per pollice
quadrato)

METODI DI ESTRAZIONE IN SPE

Metodo in BATCH: si sospende una quantit nota di fase solida in un volume noto di
soluzione contenente lanalita e si mantiene sotto agitazione per un tempo sufficiente a
raggiungere lequilibrio. Quindi si separano le due fasi e si risospende la fase solida nella
soluzione estraente opportuna per il recupero del soluto.

Metodo in COLONNA : un volume noto di soluzione viene fatto fluire per gravit o
mediante lausilio di pompe, attraverso una colonna impaccata con la fase solida ad una
velocit costante (in genere 1 2 mL/min). Lanalita viene trattenuto dalla fase solida e
successivamente eluito con lopportuna soluzione estraente di volume solitamente inferiore
rispetto al volume della soluzione iniziale se si vuole anche ottenere la preconcentrazione
dellanalita.

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Per soluti inorganici, si utilizzano in SPE resine a scambio ionico e complessanti.
In generale le resine a scambio ionico e complessanti sono costituite da un reticolo
irregolare tridimensionale di catene di natura organica unite tra loro da legami incrociati.
Su questa matrice sono fissati dei raggruppamenti ionici (quali SO3- , -COO -, -NR 3+) in
grado di interagire con uno ione metallico o per semplice scambio ionico o mediante
formazione di legami di coordinazione (resine complessanti o chelanti).
solitamente uno scheletro
polistirenico ottenuto per
Lo scambiatore si dice cationico quando contiene delle copolimerizzazione dello
cariche negative e i cationi sono attratti da questi siti di stirene con il divinilbenzene.
carica opposta.
Il contenuto di divinilbenzene
Lo scambiatore si dice anionico quando contiene dei gruppi pu variare dall 1 al 16% e
carichi positivamente in grado cio di legare degli ioni di determina il grado di
carica negativa. reticolazione (cross-linking).

Gli anelli benzenici possono venire modificati per produrre una resina a
scambio cationico contente gruppi solfonato (-SO3-) oppure una resina
anionica contenente gruppi ammonici (-NR3+).
Se al posto dello stirene si usa acido metacrilico si ottiene una resina con
gruppi attivi carbossilici e scheletro acrilico divinilbenzenico (-COO-).

La comune definizione delle resine ioniche fatte sulla base della acidit
del loro gruppo attivo:

Scambiatori cationici forti RSO3-


Scambiatori cationici deboli RCOO-
Scambiatori anionici deboli RNR2 H+
Scambiatori anionici forti RNR3+

Il grado di reticolazione in questi scambiatori variabile ed scelto in funzione delle


caratteristiche che deve presentare lo scambiatore.
Resine con alto grado di reticolazione sono rigide e poco porose, lente nel
raggiungere lequilibrio, anche se la selettivit e la capacit sono maggiori, rispetto alle
resine con basso grado di reticolazione (dette anche macroporose) sono pi veloci
ad equilibrarsi ma che si rigonfiano dacqua.

Laffinit maggiore per la fase resina per ioni:


a carica elevata,
a piccolo raggio di idratazione,
molto polarizzabili (polarizzabilit capacit della nuvola elettronica di uno ione a venir
deformata da cariche vicine e a formare un dipolo).

Pu4+>>La 3+>Ce3+>Pr3+>Eu3+>Al3+>>Ba 2+>Pb2+>Ca 2+>Ni2+>Cd2+>Cu2+>Co2+>Zn2+>


Mg2+>UO22+>>Tl+>Ag+>Rb+>K+>NH4+>Na +>H+>Li+

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TIPI DI FASI SOLIDE ADSORBENTI PER SOSTANZE ORGANICHE

Ottadecil (-C18H 37): fase apolare adatta per estrarre peptidi, oligonucleotidi.

Silice: fase idrofila polare, adatta per estrarre da soluzioni non acquose specie aventi
polarit medio-bassa es. vitamine

Allumina: fase idrofila polare, adatta per estrarre da soluzioni non acquose antibiotici,
caffeina, pesticidi, steroidi.

Stirene divinilbenzene : polimero idrofilo adatto per sostanze polari come i pesticidi
tipo atrazina e suoi metaboliti).

I polisaccaridi opportunamente derivatizzati formano dei polimeri che rispetto alle resine
di polistirene sono molto pi molli, sono infatti detti gel, ma che si prestano molto bene
allo scambio con grosse macromolecole cariche come ad esempio le proteine. Si pu
funzionalizzare il polimero legando covalentemente ai gruppi idrossilici dei polisaccaridi il
gruppo funzionale.
Molto importante commercialmente il polimero che si ottiene dal destrano con la
glicerina, noto con il nome di Sephadex.

ANALITI ORGANICI IN CAMPIONI SOLIDI


Procedure di estrazione
Lanalisi generalmente richiede il trasferimento a un liquido o ad una fase gassosa
La maggior parte dei metodi si basa su unestrazione solido-liquido.
Il metodo classico e lestrazione Soxhlet:
F. Soxhlet, Dinglers Polytech J. 232 , 461 (1879)

Con un estrattore Soxhlet si effettuano estrazioni multiple,


mediante un sistema semplice che non richiede particolari controlli.

Il solvente, per distillazione, raggiunge il campione che posto


in un ditale in una camera filtrante.

Quando la camera filtrante piena, il solvente autodrenato nel


pallone contenente il solvente posto nella parte inferiore del
sistema.

Dopo vari cicli di riempimento e autodrenaggio della camera di


filtrazione, gli analiti estratti vengono recuperati nel pallone.

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Metodo Soxhlet
Mediante estrazione con Soxhlet si pu utilizzare qualunque solvente volatile. Vengono
frequentemente impiegati diclorometano e miscele cicloesano/acetone . Quando
necessario possibile utilizzare anche altri solventi quali: freon, benzene, acetonitrile,
metanolo, acqua (da soli o in miscela).
Generalmente si pesano da 1 a 20 g di campione che vengono miscelati con Na 2SO4 o
sabbia come disidratanti.
Si ottengono buone estrazioni con 100-500 mL di solvente e tempi di estrazione da 16
a 24 ore.

Gli estratti vengono preconcentrati mediante evaporazione del solvente (come in LLE)

Lestrazione di matrici complesse (es. Suoli) generalmente porta ad estrazione di molte


impurezze ed necessario eliminarle mediante procedure di clean-up (es. Estrazioni in
fase solida SPE su colonne di allumina, silice o florisil)

Se si utilizzano solventi immiscibili in acqua, necessario disidratare il campione ad es.


con Na 2SO4 o MgSO4.

Gli analiti devono esser stabili alle temperature di estrazione/distillazione. Generalmente si


verificano perdite di analiti con volatilit simile o maggiore di quella del solvente.

Si ottengono basse rese di estrazione per argille o materiali adsorbenti che trattengono
parte del solvente.

Limiti dellestrazione con Soxhlet

L Utilizzo di elevate quantit di solventi organici spesso anche tossici.

L Procedura lunga, richiede generalmente 12-24 ore.

L Difficolt di automazione e perdita o contaminazioni durante la


manipolazione del campione.

Finoaapoco
Fino pocotempo
tempofa, fa,ililmetodo
metodoSoxhlet
Soxhlet era
eraconsiderato
consideratoililmetodo
metododidi
estrazione per eccellenza, grazie al quale erano possibili estrazioni
estrazione per eccellenza, grazie al quale erano possibili estrazioni
esaustive,eecicisono
esaustive, sonoancora
ancoramolti
moltiaaprediligere
prediligerequesta
questatecnica.
tecnica.
Tuttavia recenti
Tuttavia recenti lavori
lavori didi molti
molti ricercatori
ricercatori hanno
hanno dimostrato
dimostrato che che
spesso non
spesso non cos
cos ee che
che lala tendenza
tendenza attuale
attuale rivolta
rivolta allo
allo studio
studiodidi
metodi alternativi
metodi alternativi che
che possano
possano dare
dare risultati
risultati paragonabili
paragonabili oo migliori
migliori
del metodo Soxhlet.
del metodo Soxhlet.

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Fluidi Supercritici (SCF) & Estrazione con Fluidi Supercritici (SFE)
I Fluidi Supercritici (SCFs) stanno rapidamente soppiantando i comuni solventi organici
in molte applicazioni industriali, in particolare nei trattamenti di purificazione e
ricristallizzazione, soprattutto a causa delle sempre pi pressanti regolamentazioni a
carattere ambientalistico riguardanti idrocarburi e le emissioni dannose per lo
strato dozono.

Processi che si basano sullimpiego di SCF hanno permesso di eliminare lutilizzo


di solventi pericolosi quali esano e cloruro di metilene.

A causa dei sempre pi minuziosi controlli sui residui di prodotti medicali e


farmaceutici, e i limiti restrittivi imposti per il controllo delle emissioni di VOC e ODC,
lutilizzo di SCFs si rapidamente sviluppato in tutti i settori industriali.

ESEMPI DI APPLICAZIONE
Industria alimentare: caff e t vengono decaffeinati mediante estrazione con fluidi
supercritici e i principali produttori di birra negli US e in Europa utilizzano aromi estratti
dal luppolo mediante fluidi supercritici
Tecnolioie che utilizzano SCF sono state commercializzate in industrie farmaceutiche ,
di polimeri, di oli e lubrificanti e di prodotti chimici.

Fluido Supercritico: che cos?

Il punto critico (CP) segna la fine


della curva di equilibrio
liquido/vapore.

Un liquido definito supercritico in


condizioni di temperatura e
pressione maggiori di quelle
corrispondenti al punto critico.

Al di sopra della temperatura critica


non c alcuna transizione di fase che
consenta al fluido di passare allo
stato liquido, qualunque sia la
pressione applicata.

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Fluido Supercritico
Supercritico:: caratteristiche

Un fluido supercritico (SCF (SCF))


caratterizzato da propriet chimico-
chimico-fisiche
intermedie tra quelle di un liquido puro e
quelle di un gas. In particolare il fluido ha
propriet solventi simili a quelle di un
liquido e propriet di trasporto comuni ai
gas.

Confronto fra propriet fisiche e di trasporto


di gas liquidi e SCF

Densit Viscosit Diffusibilit


(kg/m3 ) (cP) (mm2/s)
GAS 1 0.01 1-10

SCF 100-800 0.05-0.1 0.01-0.1

LIQUIDO 1000 0.5-1.0 0.001

Quando la temperatura e la pressione di un liquido puro raggiungono valori


prossimi ai valori critici, si verificano drastiche variazioni in alcune importanti
propriet della sostanza. Per esempio, in condizioni di equilibrio, la distinzione
visivamente netta tra fase liquida e fase gassosa, cos come le differenze nella
densit scompaiono in prossimit del punto critico

In questa immagine si possono vedere le due fasi distinte


della CO2 separate dal menisco

Con laumento della temperatura la


differenza tra le due fasi meno
evidente. Il menisco si vede ancora
ma meno definito.

Quando si raggiungono i valori critici di


pressione e temperatura la distinzione tra le
due fasi scompare e non si vede pi il menisco
di separazione. La fase omogenea che si
ottiene quella definita fluido supercritico
che manifesta propriet intermedie tra quelle
dei liquidi e quelle dei gas.

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Supercritical Fluid Extraction (SFE)

Il comportamento di un fluido supercritico pu essere descritto come quello di


una fase liquida estremamente mobile. Le propriet solventi infatti sono molto
simili a quelle di un liquido, ma la penetrazione nel campione solido facilitato
grazie alle propriet di trasporto simili a quelle di un gas. Di conseguenza le
velocit di estrazione e di separazione delle fasi con un fluido
supercritico sono significativamente maggiori rispetto a quelle che si hanno
con i comuni processi di estrazione.

Fluidi supercritici possono essere efficacemente impiegati per estrarre


analiti da diversi campioni.
Il principale vantaggio nelluso di SCF nelle estrazioni che sono poco
costosi, le estrazioni sono veloci ed hanno un minor impatto
ambientale rispetto ai comuni solventi organici.

Il fluido supercritico maggiormente utilizzato come solvente estraente la CO 2,


in quanto ha un basso punto critico (31.1 C e 73.8 bar), basso costo e non tossica.

VANTAGGI & SVANTAGGI

J Potere solvente controllato da p e T, L Spesso sono richieste elevate p,

J SFC facilmente separabile L La compressione del SCF richiede


dallestratto grazie alla sua volatilit, tecnologie elaborate per il riciclo al fine
di ridurre i costi,
J Solventi non tossici che non lasciano
residui dannosi per lambiente, L Elevato investimento di capitale per le
lapparecchiature e gli impianti.
J Componenti del campione alto bollenti
e/o termolabili possono essere estratti
a relativamente basse temperature

J Si possono effettuare separazioni che


non possono essere fatte con le
tecniche di estrazione tradizionali.

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Estrazione con solvente
accompagnata da sonificazione

Lutilizzo di ultrasuoni:

v riduce i tempi di estrazione

v aumenta le rese di estrazione

.Come agiscono gli ultrasuoni?

Le onde di vibrazione si propagano uniformemente in tutto il volume della vasca e,


arrivando al contenitore del campione con il solvente, formano onde di compressione e di
decompressione che danno origine a microbollicine (CAVITAZIONE), le quali implodono
raggiungendo pressioni fino a 1000 bar.

La cavitazione agisce favorendo la frammentazione meccanica del solido, perch aumenta


larea superficiale e la velocit di trasferimento di massa; inoltre il materiale sar meglio
impregnato di solvente.

ESEMPI DI APPLICAZIONE: prevalentemente usato in campo biologico e farmaceutico per


estrazione di antiossidanti da vegetali, estrazione di polisaccaridi da piante e fermenti.

Estrazione con solvente accompagnata a microonde


(Microwave assisted extraction MAE)

Con questo metodo il processo di estrazione con solvente accompagnato dal


riscaldamento mediante microonde.
Lestrazione con microonde stata introdotta solo recentemente. I primi esempi di
applicazione di questo sistema appaiono nel 1986, con alcuni ricercatori americani che
utilizzavano un forno microonde casalingo per aumentare lefficacia di estrazione di
sostanze organiche da matrici solide quali suoli, sedimenti e alimenti

VANTAGGI

J Riscaldamento locale del solvente e del campione pi efficiente e veloce di un


riscaldamento radiativo esterno.

J Apparecchiatura di dimensioni ridotte (rispetto al Soxhlet).

J Minore possibilit di contaminazioni

J Inizio del processo di estrazione pi veloce

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Esistono due tipi di estrattori microonde attualmente commercializzati:
sistema chiuso (closed-system) e sistema a reattore aperto (open-vessel
system). I principali parametri che devono essere considerati nella scelta
di uno o dellaltro sistema sono: solvente, temperatura, pressione, potenza
applicata e tempo di estrazione.

Utilizzando il sistema
chiuso necessario
prestare particolare
attenzione ai problemi
di esplosione.

Digesting Turntable
vessel

I sistemi aperti sono


generalmente semplici
e sicuri. In tal caso i soli
parametri da
ottimizzare saranno il
tipo di solvente, la
potenza da applicare e
il tempo di estrazione.

Confronto fra i princiali metodi di estrazione di


sostanze organiche da solidi

Metodo Vantaggi Svantaggi

Soxhlet Possibilit di sistemi multipli Utilizzo di quantit elevate di solventi


con banchi attrezzati con da ad elevato grado di purezza.
6 a 12 Soxhlet. Possibile perdita di sostanze volatili.
Estrazione a caldo per Possibile decomposizione di sostanze
migliorare il recupero. termolabili.
Estrazione con Relativamente veloce. Utilizzo di solventi ad elevato grado
fluidi supercritici Utilizzo di solventi non di purezza.
tossici. Costi elevati.
Possibilit di estrazioni in
parallelo.
Ultrasuoni e Semplici e poco costosi. Possibilit di estrazioni incomplete.
microonde Possibilit di estrazioni in Necessit di separare il solvente dal
parallelo. resto della matrice.

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