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OBBEDIENZANELL'ORIZZONTERELIGIOSO

diCarloMolari *

Nellorizz onte

religioso ,

lobbedienza

pu

acquistare

una

modulazione teologale. Div enta cio un ossequio a Dio ed un


esercizio di fede. Si possono cio affrontare gli ev enti
dellesistenza, incontr are le persone, attraversare le esperienz e di
ogni giorno con atteg giamento di obbedienza a Dio . Per questo
motiv o pu esprimersi anche come voto. In questa prospettiv a
obbedire un atto teologale, non solo un atto mor ale come
nellambitocivile.
Ma occorre precisare bene loggetto della obbedienza. Si potrebbe
correre il rischio , infatti, di identificare la volont di Dio con gli
ev enti, con le persone che ci comandano , con la Scrittur a, che ci
trasmettegliev entidisalv ezza.
Vorrei indicare gli atteggiamenti che possono rendere le nostre
azioni atti di obbedien za a Dio . Vorrei quindi mostr are come sia
possibile viv ere lobbedienza senza cadere nella passivit, agire
seguendo le prescrizioni dei superiori senza favorire la forma
mondana del potere, abitare tutte le situazioni anche quelle
insensate, inmodo da consentire allo Spirito di dar loro una forma
salvifica.
Per noi credo sia nece ssario partire dallesperienza di Ges. Per i
cristiani, infatti, il crite rio fondamentale di vita avere gli stessi
sentimentichefuronoinCristoGes(Fil2,5)o ,dettoaltrimenti,
tenere fisso lo sguardo su Ges autore e consumatore della
nostr afede(Eb12,2).

LobbedienzadiGes
Lobbedienza di Ges laccoglienza continua della Parola del
Padre che in lui diventa va carne, cio suo pensiero , desiderio ,
attivit. Lincarnazione, infatti, non si realizza in un istante ma
attraversatuttalesistenzastoricadiGesfinoalcompimentodella
Pasqua, quando costituito figlio di Dio con potenza per oper a
dello Spirito nella risurrezione dai morti (Rm 1,4). Lobbedienza
costituiv a, quindi, lambito del processo dellIncarnazione
lesercizio della sua fede. In lui la fede/obbe dienza stata vissuta
inmodoesemplarealpuntodadiv entaremodellopernoi.
Questa connessione non veniv a valorizzata dalla teologia
scolastica, perch essa attribuiv a a Ges la visione beatifica fin
dallinizio della sua esistenza. Anche lob bedienza perci non
comprendev a in Ges quella fase di discerni mento , di preghier a e
di sofferta decisione, che costituisce lambito della nostr a
obbedienza. Il tipo di vita umana che secondo lopinione
tradizionale Ges avrebbe condotto , nellipotesi che egli fin
dalliniziov edessetuttoinDio ,er amoltodiv ersodalnostro .Lasua
attivit, pur coin volgendo in profondit tutte le facolt umane, si
sarebbe svolta come la recita di un copione gi scritto . Come un
attorecheentr anellasuaparteinmodointegr aleefedele,Gessi
sarebbe continuamente riferito alla volont del Padre, conosciuta
perfettamente e avrebbe con totale fedelt seguito la sua parola.
Questo modo dilegger e lavv entur a diGes svuota va disignificato
molti racconti ev angelici e li carica va di messaggi aggiuntivi,
spessodeformanti.Nederiv avaunalettur adellastoriadiGesper
molti aspett i falsata. La riflessione di Ges in ordine alle scelte da
compiere, la valutazio ne delle circostanz e e la sua preghier a per
scegliere con coerenza non avev ano alcuna rilev anza, anzi erano
completamentetr ascur atedaibiblistiedaiteologi.Maritainparla va
diunaparodiadiumanit 1 .
La fede la prima incidenza dellazione divina nella vita degli
uomini. Sar ebbe insensato pensare che lazio ne diDio inGes non
abbia suscitato latteggiamento di accoglien za e di ascolto che
appunto la fede. Jon Sobrino ha osserv ato che nella scolastica si
era giunti in modo sorprendente a negare che la fede fosse
costitutiv a della condizione umana, dato che la si nega va inCristo .
Se non si attribuisce la fede a Ges, egli scriv e: Lo si potr

chiamare uno di noi, ma nel profondo della realt umana non


come noi. Si potr far risaltare lumanit di Ges a vari livelli,
personaleesistenziale, anche sociale e persino politico ,ma se non
si accetta la sua fede, Ges resta infinitamente distante da noi e
par adossalmente per la teologia significher ebbe dire che la fede
nonessenzialeperdefinirelarealtumana

2.

Anche la conoscenza di Dio in Ges stata progressiv a. Egli ha


impar ato a pregare, a leggere le Scritture, a conoscere la
tradizione del suo popolo . Attraverso questo percorso egli
diventato la figur a riuscita del perfetto credente 3 . La fede e
quindi lobb edienza a Dio ha raggiunto in Ge s una ricchezza tale
da consentire lacquisizione definitiv a del Nome. In questa
prospettiv a la fede di Ges diventa il principio stesso della
modalit riv elativ a e storica dellincarnazione e al tempo stesso il
fondamento di quella relazione che attua il regno nella sua
persona 4 .
Comeeachi Gesstatoobbediente. stato obbediente al Padre
nellascolto continuo della sua Parola. Tuttalasua esistenza stata
segnata dallascolto/accoglienza della parola /azione divina che in
lui fioriv a come amore fino alla manifest azione estrema della
croce. In particolare, la passione e la mort e vengono presentati,
dallinno cristologico riportato da Paolo nella letter a ai Filippesi,
come i momenti supremi della sua obbedienza (obbediente fino
allamorteeallamortedicroce,Fil2,8).
Per determinare, per, quale era loggetto specifico della sua
obbedienza nella morte occorre tenere presenti tre dati intrecciati.
Il primo che la morte di Ges e le sofferenz e che lhanno
preceduta erano contr arie al volere di Dio e,quindi, non potev ano
costituire loggetto della sua obbedienza. Le sofferenz e e la morte
di Ges furono conseguenz e del rifiuto di con versione e dei
peccati, risultato di compromessi politici e ingiusta con vergenza di
interessi priv ati. La mo rte come tale era contr aria al volere di Dio
e Ges non poteva desiderare di morire. Nella situazion e nella
quale si era venuto a trovare, in seguito al rifiuto opposto alla sua
proposta di rinno vamento religioso , Ges avv ertiv a la necessit di
continuare a rivelare lamore di Dio , ad esprimere la forza del
bene, a mostrare che il Vangelo che egli avev a annunziat o
corrispondev a a verit ed era salvifico . Questa riv elazione
corrispondev a alla volont di Dio . Ges, per ci, si trovato nella
situazione drammatica di compiere il volere di Dio , cio di
obbedire a Dio , in una situazione ingiusta, peccaminosa e, perci,
contr ariaallasuav olont.
Quando Ge s ha iniziato la sua attivit pubblica, lo ha fatto con la
con vinzione dipoter avere successo e diottenere uncambiamento
nella vita religiosa del suo tempo . Poi progressiv amente ha
suscitato reazioni negativ e e resistenz e profonde. Allor a ha
riflettuto sulda farsi, siconfrontato con laScrittur a,ha pregato a
lungo e ha coin volto i suoi nella preghier a (prese con s Pietro ,
Giacomo e Gio vanni e sal sul monte a pregare, Lc9,28). Infine ha
deciso di continuare ilcammino e di salire aGerusalemme (cfr.Lc
9,51). Si con vinse che per mostr are la verit del Vangelo
annunziato , non gli resta va altra possibilit che viv erlo fino in
fondo e attendere da Dio ilsegno della sua fedelt. Fu,quindi, una
necessit di car attere storico a con vincerlo di amare sino alla
fine (cfr.Gv 13,1). Se non avesse consentit o a Dio dimostr are la
verit del Vangelo che egli avev a annunziat o, tutto sarebbe finito
con la sua condanna. Quale fosse poi il segno della conferma
divina, Ges lavev a dedotto dalla tradizione sapienziale (cfr. Sap
2) e dagli scritti profetici, in particolare dai carmi del Serv o, dove
si par lava della luce che il Serv o avrebbe visto, delle moltitudini
chela vrebberoriconosciuto .
In questo senso , Ges non volev a la sua morte. Ma quando gli
uomini lhanno decisa, egli dovev anecessariamente continuare la
sua missione. Egli volev a continuare ad amare, a sopportare
lodio e la violenza in modo mansueto , a introdurre dinamiche
salvifiche, a riv elare la misericordia di Dio . Questo era loggetto
particolare dellobbedienza diGes alPadre, esercitata per inuna
situazionecontr ariaalv olerediDio .
Lefficacia salvifica che apparv e nella obbed ienza di Ges non
nellordine dellefficien za mondana, bens della efficacia salvifica.
In questo senso il suo progetto subiv a uno scacco tempor aneo ,
che appariv a come fallimento . In tale mo do lhanno vissuto i
discepoli e Ges stesso .Solo che Ges ha vissuto ilsuo fallimento
storico in un atteggiamento di totale abbandono fiducioso nelle

mani del Padre, attend endo da Luila realizzazione del progetto del
Regno . La risurrezione stata la risposta di Dio allobbedienza di
Ges, per cui si dice che Dio lo ha risuscitato . Essa per fiorita
allinterno dellazione storica diGes, per cuisipu anche dire che
Ges risuscitato dai morti. Lefficacia salvifica non riguarda il
successo dei progetti storici anche se buoni e giusti, ma consente
alla Vita di realizzare il suo progetto stor ico, anche attraverso
situazioni difallimento e di sconfitta. Il proge ttodella Vita quella
pienezza che conduce la persona alla identit definitiv a e che pu
essere sempre raggiunta, anche nel fallimen to dei nostri disegni e
dellenostreprospettiv e.

LobbedienzadeidiscepolidiGes
Nella valutazione dellobbedienza a Dio necessario tenere
sempre ben presente che il livello , in cui si realizza ladesione
allazione di Dio , non mai quello in cui si svolgono i fenomeni,
ossia non c mai una situazione che corrisponda pienamente al
volere di Dio . Ogni ev ento storico , per, pu essere vissuto in
modo funzi onale alla crescita dei figli di Dio . Si pu dire che
nellatto di obbedienza non in gioco solo la persona e gli altri (le
circostanz e, la legge, il/la superiore/a, lopp ressore, ecc.), ma
sempre presente una componente trascendente: il dono di Dio .
Lev ento storico non realizza mai pienamente il bene, la verit, la
giustizia, la vita, perch tutte le creature sono sempre limitate e
imperfette. La volont diDio riguarda ilterm ine,ilcompimento ,
lape rfezione ,acui tuttele situazioni storich esono funzionali. Per
questo ladesione di chi obbedisce sempre pro vvisoria e tende al
super amento della situazione ilche implica undistacco interiore .
que sto lo spazio dove si inserisce la profez ia, che lobbedienza
alladinamicatr ascendenteesistenteallinternodellastoria.
Quando a un cristiano chiesto di viv ere lobbedienza di fronte a
Dio , non gli chiesto di ritenere che la situazione nella quale si
viene a trovare corrisponda al volere di Dio o che la decisione dei
superiori si identifichi con il progetto divino . Questo giudizio non
una
componente
dellobbedienza.
Ci
possono
essere situazioni ,infatti, che seri motivi inducono a riten ere
ingiuste e decisioni della cui opportunit doveroso dubitare ma
nelle quali, tuttavia, obbedire resta necessario . Lobbedienza
implica limpegno dicompiere la volont diDio intuttele situazioni
nelle quali ci dato viv ere, siano esse giuste o ingiuste, perfette o
imperfette. Compiere la volont di Dio sign ifica riv elare la forza
del bene, esprimere la potenza dellamore, portare le ingiustizie in
modo da svuotarne le dinamiche negativ e con spinte opposte. E
tutto questo nelle situazioni che non possiamo eludere, perch di
fatto costituiscono il nostro ambiente di vita, fissate dalle
circostanz e a volte casuali o dalle decisioni dei superiori. In tale
modo si viv e positiv amente ogni esperienza, si ubbidisce cio a
Dio ,pursapendochelesituazioninonsonoottimali.
Lobbedienza, inoltre, implica la con vinzion e che anche il modo
come noi operiamo sempre inadeguato e imperfetto , tuttavia
sufficiente a condurci oltre la nostr a azione e a raggiungere nel
tempo quella perfezione personale che ha il compimento
nellacquisizione del nome scritto nei cieli (cfr.Lc 10,20), ilnome
difiglio/figlia.
Viv ere nella fede gli ev enti non significa, quindi, ritenere che essi
siano voluti da Dio , o che corrispondano a un suo piano nei nostri
confronti. Bens che, abitandoli, possiamo ,in ogni caso ,compiere
la volont di Dio, cio riv elare il suo amore e diffondere le
dinamiche del regno . Nella istituzione ecclesiale, obbedire non
significa ritenere che la decisione dei vesc ovi o, in genere, dei
superioricorrispondaperfettamenteallav olontdiDio .possibile,
infatti, che alcune loro decisioni siano influenzate da fattori
cultur ali, da tendenz e personali o da pregiudizi, ecc. e che, quindi,
non corrispondano pienamente alla volont di Dio . Tuttavia, anche
in queste situazioni imperfette e, come tali non corrispondenti al
volere assoluto di Dio , possibile obbedire a Dio , compiere, cio,
la sua volont. Poich quando si esegue con impegno e animo
sereno ci che stato stabilito , si resta nelle regole della vita
comunitaria, si persegue il bene comune, e in questo senso si
compie la volont di Dio . Il bene che si attua, con laccettazione
delle decisi oni comunit arie, abitualmente superiore allev entuale
imperfezione che la lorodecisione ed esecuzione comporta. In tale
modo , pur non facendo la cosa pi perfetta in assoluto , si in
gradodiriv elarelamorediDioelasuaperfe zione.


Atteggiamentiinterioririchiesti
Ora possia mo delinea re alcuni atteggiamenti spirituali necessari
per viv ere lobbedienza a Dio cos delineata. Possiamo indicarne
quattro .
1. Lascolto continuo della Parola che risuona allinterno della
storia . Lobb edienza a Dio non consiste nel compiere delle azioni,
bens nellascoltare la sua Parola mentre si compiono gli attiche ci
vengono chiesti. Latteggiamento
di ascolto deriv a dalla
con vinzione che ogni situazione espressio ne di una realt pi
ricca e profonda, che essa cio ha una com ponente trascendente
che pu essere riconosciuta e accolta. Ne deriv a la con vinzione
che lesperienza inatto non lespressione ultima del bene e della
giustizia, non la perfezione compiuta, non ilbene assoluto ,non
la verit ma contiene solo piccoli frammen tidi verit, di bene, di
giustizia, di vita. Latteggiamento molto pi fruttuoso quando
vienevissutoinsiemedasuperioriesudditi.
2. Per questo lobbedienza deve essere costantemente avvolta
dalla preghiera , per ch la preghier a lesercizio della scolto ,
lallenamento allacco glienza. Siccome lascolto dev e essere
continuo , in quanto si realizza in tutte le situazioni concrete, e
siccome le esperienz e quotidiane portano spesso alla distrazione,
perch con tengono interferenz e e disturbi, necessario avere
momenti specifici di allenamento allascolto per restare sempre in
sintonia. La preghier a appunto lallen amento per restare
costantemente in sintonia con la forza creatrice, con la parola che
risuonaallinternodegliev enti.
3. Coinvolgimento pieno nella situazione, perch se non c un
pieno coin volgimento non si in grado di farne emergere quel
frammentodivita,dibene,div eritcheessacontiene.
Se, per esempio ,si obbedisce a un superiore con riserv e interiori,
con distanza, pensando lo faccio perch me lhai detto, tanto so
che non conduce da nessuna parte, cer tamente questo non
condurr da nessuna parte manca quel coin volgimento che
consente al frammento del bene, del vero ,del giusto di emergere,
di es sere vissuto , quindi di apparire nella sua efficienza, di
raggiungerelasuaefficacia.
4.Lintenzione fondamentale deve essere sempre ilregno diDio,
che a livello personal e lo sviluppo della dimensione spirituale
della person a, e a livello sociale la diffusione di stili nuovi, fraterni
e gius ti.urgente non consider are come criterio la realizzazione
del proprio progetto e neppure ci che ha deciso il superiore, o la
superior a, o ci che in se stesso lev ento implica. Loggetto
dellobbedienza la vita che fluisce, il bene che cerca nuove
strade, la verit che vuole esprimersi: cio quel qualcosa di pi
grande che sempre in gioco nella nostr a vita. Pertanto il dato
costitutiv o dellobbedienza proprio lattenzione a questo di
piche costantemente cerca di esprimersi e per il quale ci viene
chiestalobbedienza.
Quando nei monasteri, nelle comunit religiose o ecclesiali si
viv ono questi atteggiamenti, si in grado di super are quella
tentazione di autoreferenzialit, che car atter izza il narcisismo , ma
anche latteggiamento passiv o di assoggettamento , che impedisce
alla vita di inventare le sue forme nuove nelle diverse situazioni
storiche.
Lobbedienza religiosa quindi richiede lorizzonte teologale, cio
atto di fede, abbando no fiducioso a Dio , accoglienza del dono di
vitapermezz odelqualepossiamocrescerec omefigliefiglie.
Le ragioni che si poss ono portare per esegu ire lordine o rifiutare
lobbedienza riguardan o gener almente il pian o superficiale: essere
pi o meno adatti a un determinato compito , potere inserirsi in
modo armonico nella comunit, ecc. Ragioni valide ma non
sufficienti per una obbedienza religiosa. Queste non sono le
ragioni per cui si deve obbedire se si vuole compiere un atto
teologale . La ragione dellubbidienza che in quella situazione
sei chiamata ad accog liere un dono di vita, per cui cresci come
figlia/o di Dio sei in grado , cio, di interiorizzare un dono divino
chealimentalatuastruttur afiliale.
Oggetto dellubbidienza non la situazione che ti viene indicata,
ma il dono che essa ti consente di accogliere. Di per s la
situazione che ti indicata dallobbedienza non detto che sia la

migliore o la pi adatta. Obbedire vuol dire quindi: in questa


situazione, che non dipende da me, perch legata a decisioni di
altri o a circostanze casuali, mi impegno ad ascoltare e ad
accoglierelaparoladiDiopertestimoniareilsuoamoreecrescere
comefiglia/odiDio.
Per educare allobbedienza, perci, occorre educare allascolto
della Parola, alla consapev olezza della presenza oper ante di Dio
nellapropriavita.

Obiezionedicoscienza
La riflessione sullobbedienza non complet a se non si confronta
con la poss ibile obiezi one di coscienza. Lobiezione di coscienza
lespressionedellaobbedienzaaDio ,quandoessaentr ainconflitto
con la volont degli uomini, la riv endicazione della libert dei
figli, edelle figlie, nei confronti della legge che vacontro la propria
coscienza. S. Pietro di fronte al Sinedrio ne esprime in modo
efficace il principio: bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli
uomini(A t5,2).
Dur ante la storia della Chiesa, sopr attuttonei primi secoli, vi sono
state diverse forme diobiezione dicoscienza, anche nella modalit
suprema del martirio . Man mano per che la Chiesa acquista va
strutture di potere o ne diventa va alleata, lobiezione di coscienza
diventata pi rara e pi difficile. Negli ultimi secoli la mor ale
cristiana ha avuto difficolt ad ammettere come legittime alcune
forme di obiezione di coscienza che sembr avano imporsi come
doverose. Pio XII, in un discorso che ebbe una certa risonanza,
perch pro nunciato ai tempi delle prime forme, fra i cattolici, di
obiezione dicoscienza al servizio militare, dicev a: Se dunque una
rappresentanza popolare e un governo in estremo bisogno , coi
legittimi mezzi di politica ester a ed interna, stabiliscono
pro vv edimenti di difesa ed eseguiscono le disposizioni a loro
giudizio necessarie, essi sicomportano egualmente inmanier anon
immor ale, diguisa che uncittadino cattolico non pu appellarsi alla
propria coscienza per rifiutare di prestare i servizi e adempiere i
doveri fissati dalla legge 5 . Neppure dieci anni dopo il discorso di
Pio XI I, il Concilio ha dato indicazioni chiare circa la legittimit
della obiezione di coscienza al servizio militare, invitando igoverni
a fissare delle leggi corrispondenti: Sembr a inoltre conforme ad
equit che le leggi pro vv edano umanamente al caso di coloro che,
per motivi di coscienza , ricusano luso delle armi, mentre tuttavia
accettano qualche altra forma di servizio della comunit umana 6 .
Oggi questo diventato un atteggiamento ufficiale nella Chiesa, al
punto che Vesco vi e Movimenti ecclesiali ufficiali non hanno
difficolt a proporre, ad es., lobiezione fiscale contro le spese
militari.
Lobiezione di coscienza, per, legittima solo quando esprime
una fedelt al futuro del Regno . Altrimenti espressione di inte
ressi privati e di egoismi, che sono forme difedelt al passato .La
vera obiezione di coscienza non , quindi, semplicemente un
rifiuto ,maunaprofeziaelindicazionediuncammino
.

Note
*Teologo[ Tornaaltesto ]
1.MaritainJ .,DellagraziaedellaumanitdiGes,
Brescia1971,p .18.[ Tornaaltesto ]

Morcelliana,

2.SobrinoJ .,GesCristoLiberatore, Cittadellaed. ,Assisi1995,p .


270.[ Tornaaltesto ]
3.SequeriP .A.,FedediGesefiliazionedivina, inAa.Vv .(cur.
G.Canobbio), LafedediGes, EDB ,Bologna200,p .17.[ Tornaal
testo ]
4.SequeriP .A.FedediGesefiliazionedivina,
[Tornaaltesto ]
5.Discorsodel10no v.1956[ Tornaaltesto ]

op.cit.,p.16.

6.Gsp79EV1,1595.T uttaviaancor anel1966,P .Messineoin La


CiviltCattolica, purcitandolaCostituzionepastor aledelConcilio ,
concludev a:Nulladunquesostanzialmente cambiato
nellinsegnamentoufficialedellaChiesaalriguardo
.Civilt
Cattolica ,117,1966,I,p .267.Nella4ed.diunnoto Dizionariodi
teologiamorale (1968),dopoa verricordatochenonmanca
anchenelcampocattolicoqualcunochesostengalalegittimit
dellobiezionedicoscienza .P.Palazzini(poiCardinale)conclude:
pichelecodelpensieroedellatr adizionecattolicaquestiautori
sonogliesponentiinconscidiunumanitariopacifista.
Comunementedapartecattolica,vienerespintalatesidegli
obiettoridicoscienzaelalororesistenzapassiv
avieneconsider ata
almenocomeunaviolazioneaido vericivilid igiustizialegale
(Obiezionedicoscienza, Dizionarioditeologiamorale, Studium,
Roma1988 a).LaGaudiumetspes vieneinterpretatanelsensodi
unar accomandazioneaigo vernidipro vv edereumanamenteai
casidiobiettoridicoscienzainbuonafede.[ Tornaaltesto ]