Sei sulla pagina 1di 106

Teologia Dogmatica 3 prof.

Francesco Neri
Sintesi del programma:
Protologia mistero della creazione, significato della figura teologica della creazione,
delle creature (angeli, uomini, animali etc.)
Relazione tra uomo e Dio (grazia) il mistero della caduta, la redenzione, la vita
delluomo redento
Lescatologia
06.10.2014
Antropologia teologica
I contenuti dellantropologia ci sono sempre stati fin dai padri della Chiesa, ma sono sempre
stati seminati in ordine sparso. Il contenuto della grazia (Agostino intervenuto diverse volte in
merito); il contenuto dellescatologia eccetera. Poi venuto il primato della soggettivit, secondo
il quale loggetto importante ma in relazione alla rielaborazione del soggetto. Ad esempio luomo
vede le cose con colori diversi rispetto come le vede un cane. A seconda del soggetto le cose sono
diverse, ad esempio una mosca vedere cose diversamente da noi; lho fatto per gli uomini e
differente da quello di un cane.
Il primato della soggettivit caratteristico della cultura moderna, ci con Giovanni Paolo II
ha significato la cosiddetta svolta teologica. Ranner afferma che luomo non comprensibile senza
guardare a Cristo verbo fatto carne; non puoi capire Cristo senza capire lantropologia; la parola
non si capisce senza la grammatica.
Luomo trova spiegazione al suo mistero guardando a Cristo, che lAdamo autentico,
facendo ci luomo diventa pi uomo. Nellantropologia sono stati inseriti tutti questi temi:
Protologia, grazia, escatologia. Si tratta quindi di una disciplina recente non nei contenuti ma nella
sua strutturazione.
La Protologia (scienza della realt prima)
Il primo racconto della creazione: il significato ontologico, teologico di creazione essa
lazione divina con la quale Dio compie unopera che solo di Dio, attraverso la creazione Dio d
origine a una novit. Alla luce di ci la creazione solo del creatore, di Dio. Spesso parliamo di
creatore riferendoci allartista, il quale per a differenza di Dio parte da qualcosa che gi esistente.
La creazione e linsieme di ci che scaturisce dallazione creatrice di Dio, linsieme delle cose
create. La creazione non un evento, una relazione, tra creatore creatura, c una relazione
fondativa creativa ininterrotta.
La creatura non spiega se stessa senza far riferimento a questa relazione con il creatore. La
relazione di dipendenza creatura/creatore: creazione, esprime che tutti siamo dipendenti da Dio.
Lantropologia teologica non pu non dialogare con le altre antropologie, non pu non affermare
che tutto dipende da Dio in modo costitutivo. Non bisogna quindi cadere nel concordismo ovvero
sforzarsi di mettere insieme i dati della scrittura riguard la creazione con quelli della scienza. Allo

stesso modo non bisogna cadere nel fondamentalismo ovvero pretendere di far derivare dalla
Bibbia conoscenze scientifiche, la Bibbia non n un testo scientifico non un mito.
Primo Giorno (Genesi1,1-1,5):
Azione compiuta in principio, si usa il verbo creare, bar, che riguarda lazione creatrice di
Dio, lazione propria di Dio, bar significa tirare fuori dal nulla. unazione compiuta da Dio senza
sforzo, senza combattere altre divinit o altre potenze primordiali.
Cosa crea: il cielo e la terra, siamo in presenza di un merisma si dicono i due estremi per
indicare che Dio crea tutto. Non c materiale preesistente a cui Dio mette ordine ma si tratta di una
creazione ex nilo, dal nulla.
1,2: si parla di terra informe, deserta, di abisso. Abisso, caos primordiale, sul quale lo spirito
aleggiava, vibrava, si tratta di una situazione di grande energia. C un cambio di registro, sembra
che dallarmonia iniziale, si passi al caos primordiale, tutte le cose sono in pericolo, possono
rituffarsi nel caos primordiale se Dio non le ritraesse da esso e non le portasse dal caos al cosmo.
1,3: Dio disse Dio crea attraverso la parola, non attraverso accoppiamenti, senza sforzo chiama
le cose dal non essere allessere. La prima creatura della luce, realt che attraversa tutta la materia
creata, la prima delle creature perch a somiglianza con Dio, e la pi bella di tutte le creature,
senza di essa non potremmo vedere e sperimentare la bellezza delle altre creature. La luce ovunque
e nessuno pu impadronirsi di essa, grazie ad essa vivono tutte le creature la creatura che tra le
tante parla di Dio, Dio come la luce ovunque e come la luce nessuno pu impadronirsi di lui.
Dio compie unaltra opera: la benedizione vide che era cosa buona.
Dio compie: la separazione delle tenebre dalla luce, Dio d il nome sia alla luce che alle
tenebre, ma la benedizione data solo la luce perch le tenebre significano buio, sonno, ritorno alla
morte, rischio di ricaderci.
Dio dona un nome: questo significa il potere che Dio ha su di esse, significa avere in mano il
segreto sulla realt a cui viene dato il nome.
1) Creazione della luce
Separazione della luce dalle tenebre
Denominazione giorno/notte
Benedizione solo per la luce

PRIMO GIORNO

Secondo Giorno:
La seconda opera: separazione delle acque tra di loro, nelle acque di sopra da quelle di sotto;
il cielo riceve un nome: firmamento, esso separa le acque di sopra dalle acque di sotto. Non
vi la benedizione perch verr data ad opera completata il terzo giorno.
Terzo giorno:
Compare lasciutto: la terra; Dio d il nome alla terra e al mare. Dio vide che era cosa buona
(benedizione). Il terzo giorno viene compiuta la quarta opera: la vegetazione la terra produca
germogli Dio vide che era cosa buona (seconda benedizione). La terra esiste per produrre la

vegetazione, la terra non creatrice ma madre: partorisce vegetali. La terra non produce la vita ma i
vegetali che non sono considerati viventi. Nel terzo giorno abbiamo due opere e due benedizioni.
Quarto giorno:
Abbiamo la quinta opera: la creazione degli astri. Ma non viene dato ad essi il nome di sole
di luna ma di giorno e di notte, per evitare di mescolarsi con il culto degli astri delle culture
circostanti dove sole luna erano divinizzati. Si fa ci per prendere le distanze dallesistenza di altre
divinit e dal fatto che queste realt potessero influenzare la vita umana. Questi astri non producono
luce ma la trasmettono, servono per diffondere la luce del creato, la realt.
Quinto giorno:
Nel quinto giorno abbiamo la sesta opera, la vita compare attraverso gli animali (mostri
marini, pesci, uccelli; i primi due vivono nel mare mentre gli uccelli nel cielo). Si tratta degli
animali pi lontani dalluomo, si inizia quindi degli animali che non condividono con luomo
lambiente vitale. Si tratta dei viventi pi lontani dalluomo per lambiente in cui vivono: il cielo e il
mare. Segue la benedizione.
Sesto giorno:
La terra produca esseri viventi secondo la loro specie, segue la benedizione. Si tratta di
esseri che condividono con luomo lambiente. La terra produce animali e vegetali. Segue la
creazione delluomo con il termine FACCIAMO, si utilizza il plurale non per indicare la trinit ma
per sottolineare limportanza di ci che sta per avvenire. Il creatore celeste prende la decisione di
arrivare alla creazione delluomo. Si afferma quella che la funzione delluomo: DOMINARE gli
uccelli, i pesci, gli animali selvatici, i rettili ma non si parla di dominio di esso sui mostri marini, su
questi Dio non d alluomo il controllo, a Dio fa piacere che qualcosa della creazione sfugga al
controllo delluomo. Viene usato tre volte il termine creare (Gn 1,27), torna il verbo bar (azione
che produce novit senza sforzo), il suo utilizzo per tre volte sottolinea la straordinaria importanza.
IMMAGINE e SOMIGLIANZA, il primo termine esprime convergenza e divergenza,
unimmagine pu non essere somigliante si pensi ad esempio dun ritratto fatto male; limmagine
indica questa relazione tra luomo e Dio. Il secondo termine, somiglianza, la corrispondenza tra
luomo e Dio. Inoltre presente la bipolarit tra maschile e femminile ed infine compare la
benedizione (1,28). C un legame che accomuna luomo agli esseri viventi, agli animali, che sono
fratelli delluomo infatti non vengono lui dati in pasto. E si condividono con luomo il cibo e la
terra dove vivono e la benedizione. Tutto ci finir con il peccato originale.
1,31: vide che era cosa molto buona, abbiamo un rafforzamento della benedizione.
Settimo giorno:
Siamo al culmine della creazione, il riposo di Dio, che rappresenta la meta di tutto ovvero
entrare nel riposo di Dio. Infatti la domenica nei prefazi e prefigurata come riposo di Dio.
unanticipazione delleternit per questo racconto non termina con e fu sera e fu mattina.
Lettura teologica di quanto detto su Dio e il cosmo
Su Dio: si afferma che onnipotente perch ha compiuto lopera della creazione da solo,
senza aiuti e senza lottare con nessuno. Dio unico, solo, egli non si unisce ad altre divinit
perch nasca la vita, egli crea verginalmente, la verginit un attributo divino. Egli crea senza
sforzo, non vi una lotta contro un essere primordiale, tutto il creato con facilit, con la forza della

sua parola. Dio d lessere alle cose, nellessere si trova il segreto di cui le cose sono portatrici, cosa
una creatura lo sa solo Dio solo da esso possiamo conoscere.
Alla luce di quanto detto i gradi dellontologia biblica sono due: il creatore e la creatura.
Tutte le creature vengono da Dio, non c un Dio buono da qui vengono le creature buone in Dio
cattivo da qui vengono le creature cattive. Tutta la creazione buona infatti tutto nasce nel segno
della benedizione. Il cosmo e una realt ordinata dotata di bellezze di gerarchia, piramidale, non
un caos bens un cosmo. Dio introduce una gerarchia, un ordine, le creature non sono tutti uguali,
luomo al vertice della piramide e non n animale n Dio, porta con s il paradosso di trovarsi
dallatto degli animali ma di portare anche limmagine di Dio. Quindi si trova a met tra gli animali
e partecipa qualcosa di Dio.
07.10.2014
Il secondo racconto della creazione
Nel primo racconto compare lelemento del tempo escludendo cos il mito della narrazione,
facendo ci si vuole escludere che si tratti di un mito perch vuole raccontare una verit che ha a
che fare con la storia sebbene il rivestimento sia quello del mito.
Nel giorno Riferimento al tempo;
Acqua lacqua ha un ruolo vivificante, nel secondo racconto essa un ruolo che nel
precedente non aveva, lacqua ha a che fare con la vita.
Plasmazione plasm luomo luomo tratto dalla polvere la parola ADAM significa il
fatto di terra, questo protoplasto (pupazzo di terra) prende vita con il soffio del pneuma, luomo che
si diventa un NEFESH qualcosa di vivo.
Giardino Dio prepara unoasi cinta da alberi per luomo, al quale luomo viene affidato,
si tratta di un dono di Dio per luomo. Allinterno di questo giardino ci sono due alberi importanti:
lalbero della vita e lalbero della conoscenza del bene del male. Vi inoltre la presenza di un
fiume che irriga il giardino il quale dopo aver attraversato il giardino si divide in quattro fiumi, si
tratta dei quattro grandi fiumi dellantichit. La pericolo per dei fiumi sul discorso delluomo non
centra nulla. Luomo posto nel giardino con la funzione di coltivarlo e di custodirlo, luomo deve
coltivare custodire la terra, il creato, questa una concezione innovativa perch il lavoro ai tempi
dellimpero romano era considerato una cosa indegna.
Tu potrai mangiare Ma dellalbero della conoscenza del bene del male non devi
mangiare lalbero della vita lalbero attraverso il quale luomo nutrendosi viveva; lalbero
della conoscenza del bene e del male invece pone laccento sulla merisma bene-male e ci sta ad
indicare la conoscenza di tutto. Bene e male significano ci che fa bene e ci che fa male, ci che
etico e ci che non lo ; non spetta alluomo determinare ci che bene ci che male.
Altro accento posto sulla conoscenza, essa pu portare alla superbia che a sua volta porta
alla rivolta nei confronti di Dio. San Tommaso afferma che si pu conoscere per stupore o per
furore, per stupore alla SantAgostino per incontrare Dio; per furore non per incontrare Dio ma per
possederlo.
La conoscenza nellesperienza delluomo significa potere, chi conosce pu; sapere quindi
come potere, tale definizione quella preferita dal professore. Lalbero della conoscenza del bene e
del male significa impadronirsi del potere ovvero pi sai, pi puoi. Il potere ci che luomo deve
evitare, ovvero il dominio sugli altri. Luomo non deve mangiare da questalbero, luomo fatto
signore di tutto ma con un limite, luomo un signore a sovranit limitata, deve vivere il potere
ricevuto da Dio, la sua superiorit, nellobbedienza a Dio. Ha potest di dominio nei confronti delle
creature ma tale potest deve viverla nellobbedienza a Dio. Se non obbedisce a ci dovr morire,

morir in modo certo se disobbedir a Dio, morir con certezza. Questa oasi dove viene messo
luomo viene arricchita: non bene che luomo sia solo voglio fargli un aiuto che gli
corrisponda questaiuto per non arriva subito, nellaffermare ci viene ribadita la differenza
ontologica tra luomo e gli animali. Plasm ogni sorta di animali selvatici ai quali luomo da un
nome, ci "evidenzia lasimmetria tra luomo e gli animali, ma nessuno di questi lo corrispondeva.
Scende un torpore tolse una costola con la costola form una donna e la condusse alluomo
allora luomo disse luomo enuncia il nome, non lui a deciderlo, annuncia il nome della
donna ma non in modo da essere lui a stabilirlo a differenza di come fa con gli animali, ci sta a
significare che non c differenza tra luomo e la donna bens parit e reciprocit; questa reciprocit
con il tempo si deteriorata fino ad arrivare al dominio delluomo su di essa. Per questo luomo
lascer suo padre sua madre ad una certa et i figli lasciano la loro famiglia per formarne unaltra,
ci avviene per volont di Dio. I due saranno una unica carne il riferimento con tale affermazione
non allunione sessuale ma al figlio generato.
Lo sviluppo storico della creazione nellantico testamento
La fede biblica e una fede che si basa sulla storia, lesperienza che ha fatto luomo nella
storia di Dio Salvatore.
1) Prima dellesilio: si parla di alleanza tra Dio e luomo legata a tutta lumanit; si pensi al
diluvio universale e allarcobaleno attraverso il quale viene unito il cielo e la terra, la prima
alleanza.
2) Durante lesilio: deutero Isaia, il profeta addita la creazione a rassicurare il popolo che chi
ha creato il cielo e la terra manterr la sua promessa (Isaia 40) elevate in alto i vostri occhi
e guardate che ha creato tali cose Dio e visto come una specie di pastore che fa uscire
tutte le creature dal non essere; inoltre si ha di Dio una visione stabile. Lesodo primordiale
stato dal non essere allarmonia del cosmo. Per il sacerdotale della creazione e una specie di
esodo. Salmo 8: o Signore nostro Dio quanto grande il tuo nome su tutta la terra; nel
salmo 148 si invita alla creazione a lodare Dio. A questo periodo post esilico appartiene la
letteratura sapienziali. In questo periodo si concentra nei salmi che hanno a che fare con il
mistero della creazione.
3) Posta esilico: lapocalittica, incoraggia a tenere duro durante la persecuzione, si afferma che
lultima parola di Dio io faccio cieli nuovi e terra nuova. Nei Maccabei abbiamo la figura
della madre che invita il figlio a guardare il cielo alla terra, affermando che colui che ha
fatto ci lo restituir a lei; chi ha fatto la prima creazione far la seconda creazione.
Affermazioni teologiche su Dio
1) Eternit di Dio: Dio era prima indipendentemente dal cosmo, Dio eterno, esiste
prima del tempo e fuori dal tempo. Il tempo inizia con la creazione.
2) Lunicit di Dio: non ci sono nemici da sconfiggere perch possa avere inizio lopera
della creazione, n aiutanti, Dio fa tutto da solo.
3) Lonnipotenza di Dio: Dio non ha nemici contro cui lottare, non incontra resistenza da
parte di nessuno, Dio crea con la parola senza sforzo, ci che divino senza sforzo.
4) Dio il Signore del cosmo e della storia: esistono 2 di ontologia, sia la creazione che
la storia hanno solo un dominus, Dio e Signore del cosmo e della storia. In tutta la storia
si fa presente, la creazione la premessa dellintervento di Dio nella storia.

5) Dio in pace: il settimo giorno il giorno del riposo di Dio, lessere in pace di Dio
sua caratteristica. Egli opera sempre, sempre presente alla realt da lui creata, non si
disinteressa da quanto creato.
6) Questa sua operativit significa relazionalit quindi egli non impersonale ma ha
carattere soggettivo, entra in relazione con luomo e luomo con lui. Dio si piega nella
relazione attraverso lalleanza, il nome di questa relazione con le realt create
misericordia, la misericordia e il nome della cura che Dio ha della creazione (sal 136).
Dio capace di relazione con la creatura misericordia
Affermazioni teologiche sul cosmo
Il cosmo nasce nel segno della benedizione, tutto esiste perch Dio con la sua parola chiama
le cose allesistenza, con la sua parola le benedice.
1) Tutte le creature sono fatte da Dio e tutte le creature pertanto sono buone.
2) Non c una parte buona e una cattiva della creazione perch tutto fatto del Dio con la sua
benedizione.
3) Una cosa il creatore e unaltra cosa la creatura; nel mondo della Bibbia ci sono 2
dellessere, la creatura resta sempre creatura. Il paradiso non annulla questa differenza
ontologica noi rimarremo noi e Dio rimarr Dio.
4) Ci viene detto che il cosmo una realt armoniosa e gerarchica creato gradualmente. Nella
gerarchia luomo ha un primato sul creato.
5) Il cosmo vive un perenne esodo dal caos, nel quale pu ritornare sempre.
Affermazioni sulluomo alla luce della teologia veterotestamentaria
1) per i greci al centro cera il cosmo (Dio-cosmo-uomo), nella Bibbia al centro c luomo
(Dio-uomo-cosmo). La prima una prospettiva cosmo centrica, la seconda una
prospettiva antropocentrica, intorno alluomo Dio costruisce il cosmo.
2) Luomo un paradosso perch fatto di terra, dominus sulle creature infatti da un
nome ad esse, con gli animali terrestri condivide casa e mensa ovvero cibo erba verde.
Ma allo stesso tempo luomo immagine di Dio, ci detto solo per lui, se si vuole
capire se stesso deve guardare Dio e non agli animali. Luomo si spiega di pi nel
rapporto con il creatore che nel rapporto con le creature. Lanimale fa lanimale ed se
stesso, lalbero fa lalbero ed se stesso, luomo attraverso la grazia se stesso, egli ha a
che fare con Dio pi delle altre creature, se luomo vuole cercare nella creazione una
traccia di Dio questa la pu trovare solo in se stesso. Nelluomo ci che rappresenta la
cifra dellimmagine di Dio che in lui, ci che deve guardare dentro di s per arrivare
Dio la relazionalit, lapertura alla procreazione, la nostra capacit di relazione uomodonna.

I dati biblici del mistero della creazione nel nuovo testamento


Dobbiamo evitare una lettura fondamentalista della sacra scrittura, anche lantico testamento
deve essere riletto alla luce di Cristo ovvero della sua incarnazione e resurrezione. Cristo
lesegeta. Anche il mistero della creazione quindi deve essere letto alla luce di Cristo.

La creazione nella predicazione di Ges


1) Ges fa riferimento alla creazione come qualcosa di scontato, la creazione usata da
Ges come momento ALPHA della storia della salvezza; prima della formazione del
mondo, allinizio non era cos (in riferimento al divorzio) si tratta di affermazioni di
Ges attraverso le quali egli fa riferimento allinizio della creazione.
2) La creazione presente in Ges facendo riferimento al mondo dellagricoltura come nel
caso della citazione del granello di senape; della pesca (le reti); della pastorizia (pecore,
buon pastore); della casa (lievito, pane).
3) Ges afferma la provvidenza, Dio si prende cura delle creature, di ci che ha creato
guardate come crescono i gigli del campo, guardate gli uccelli del cielo. Questa
provvidenza allargata anche i malvagi e agli ingrati infatti Dio fa piovere sui giusti e
ingiusti.
4) Ges fa riferimento alla creazione come momento originario, si sente chiamato a
ripristinare ci che era la creazione al momento originario. Si pensi ad esempio al sabato
diventato un tormento per gli ebrei, Ges lo riporta alla condizione originaria affermando
che il sabato per luomo, definendosi signore del sabato. Vuole riportare le cose allo
stato originario anche riguardo luomo alla donna ad esempio nel caso del divorzio in
principio non era cos. Anche riguardo la condizione attuale delluomo (malattia,
mortalit) con la sua azione terapeutica riporta luomo alla sua condizione originaria.
La creazione nella predicazione della Chiesa
Paolo nel discorso ad Atene prima di annunciare Ges e la risurrezione, si rivolge agli
ateniesi parlando del Dio creatore in cui tutti crediamo. Poi annuncia Cristo crocifisso risorto, Ges
il nuovo Adamo, con Ges inizia la nuova creazione, in esso si coniuga escatologia e protologia.
13.10.14
Ruolo di Cristo nel NT:
nel nuovo testamento si mette in evidenza il ruolo di Cristo nella creazione, Ges dice che
Dio il creatore, ci invita a considerare il mistero della creazione. Che Dio sia il creatore lo dice
Ges per primo guardate gli uccelli del cielo Guardate i gigli del campo.
1Cor 15, 45-49:
viene trattata la tematica del nuovo Adamo che entra prepotentemente nella creazione delluomo. Il
primo Adamo un essere vivente perch riceve in prestito lo spirito la Ruh; il nuovo Adamo
ovvero lAdamo escatologico, Cristo, diventa spirito donatore di vita, dona la Ruh.
Altro aspetto che emerge e rapporto corpo spirituale, dove spirituale non sta per nuvoletta;
e corpo animale, non inteso come bestialit. Il corpo spirituale il corpo il cui principio vitale il
pneuma, mentre il corpo animale e il corpo il cui principio la psiuch, lanima, che immateriale,
che ci rende vivi e che continuer la sua esistenza dopo la morte del corpo.
In Cristo risorto il principio vitale lo spirito Santo, Cristo vive in eterno perch c uno
spirito Santo ricevuto dal padre che lo rende vivo in eterno, pertanto luomo ricevendo lo spirito
vive eternamente.

Il secondo uomo viene dal cielo: contrapposizione tra antropologia dallalto e dal basso,
evidenzia la primariet teologica di Cristo su Adamo; il primo Adamo si comprende alla luce
dellAdamo escatologico ovvero di Cristo. LAdamo escatologico e Cristo risorto donatore della
vita.
1Cor 8,6:
c un associazione del padre e di Cristo e una contrapposizione di questi alle realt create.Un solo
Dioquesta affermazione la risposta al politeismo pagano e ci dice che le altre divinit non
contano. Dal quale tutto proviene e verso il quale tutto si muove ci dice che Dio alpha e omega.
Un solo signore Ges Cristo in virt del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo grazie a lui,
evidenzia una causa efficiente e una causa finale che il padre una causa strumentale che
Cristo. Il padre ci unisce a s attraverso Cristo perch ha associato a se Cristo durante la creazione.
Col 1,15-20:
si parla del primato di Cristo. Il mistero pasquale di Cristo e quello della creazione si compenetrano,
di Ges si dice che lEIKON, limmagine, del Dio invisibile, si dice che Dio nessuno lha mai
visto ma che Ges ce lo mostra nel mistero dellincarnazione. Linvisibilit di Dio un attributo del
padre, eikon invece il termine utilizzato per indicare limmagine la somiglianza delluomo a Dio
nel racconto della creazione. Prototokos: Ges il primogenito di tutta la creazione, il prototipo,
con riguardando al quale, attraverso il quale Dio crea tutte le cose, il padre realizza la creazione.
Ges migliorer questa terminologia passando dal prototokos (figlio con posizione di eccellenza,
secondo San Paolo apostolo) che pu lasciare intendere che dopo ce ne siano altri, alla
monoghenes, termine che esprime qualcosa di unico, e che quindi non ce ne sono altri.
In lui furono create tutte le cose.. Create per mezzo di lui e in vista di lui.. Egli
prima di tutte le cose e tutte lui sussistono Viene evidenziata la funzione cosmica di Cristo, si
esclude che vi siano altre divinit che hanno creato il mondo, tutto fatto dal padre per mezzo del
figlio. Tutte le cose sono buone, non ci sono creature di serie A e creature di serie B perch tutto
fatto da Dio per mezzo di Ges Cristo.
Troni, dominazioni, potenze Termini per dire che tutto fatto da Dio per mezzo di
Cristo. La creazione non si spiega se non attraverso la mediazione di Cristo secondo San Paolo
apostolo. Prototokos il modello al quale il padre guarda, tutta la creazione e quindi la premessa
allincarnazione, quando Dio faceva Adamo pensava Cristo. San Paolo vuole dire che la creazione e
tutta piena di Cristo, ed essa trova il suo momento alpha non quando sono stati fatti il cielo e la terra
ma nella risurrezione. La nuova creazione che avviene in Cristo risorto e la vera creazione, il modo
in cui Dio ha pensato la creazione si realizza in Cristo risorto.
Cristo prototokos di coloro che risorgono dai morti. Si afferma la signoria di Cristo: Paolo
indica la pienezza della presenza di Cristo nella creazione.
-

nella croce siamo riconciliati, parla del sangue della croce


complementariet tra mistero risurrezione e mistero creazione
primato della Cristologia sullantropologia e la cosmologia
la chiesa proviene dalla nuova creazione, Ges non mai senza alla chiesa ossia senza il
suo corpo.

Ef 1,3-10:
-

compaiono due misteri


riconciliazione con Dio mediante il suo sangue
si parla del sangue di Cristo in particolare in questo scritto Paolino
ricapitolazione di tutte le cose in Cristo
Cristo e il capo di tutte le cose, esse vengono ricapitolati in esso
Cristo e Salvatore perch per mezzo di lui tutte le cose sono state create
in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo questespressione afferma che
Cristo il prima del cosmo, prima del mondo, Dio prima in mente Cristo, viene
evidenziato il primato della Cristologia sullantropologia.

Eb 1,1-3:
funzione del figlio nel mistero della creazione. Mistero della redenzione della rivelazione, della
storia della salvezza nel suo valore rivelativo e redentivo. colui per mezzo del quale Dio ci ha
parlato ma nel mistero pasquale rivelazione e redenzione vanno insieme. anche colui mediante
il quale ha fatto il mondo tale affermazione esprime che c unopera attribuita al padre per mezzo
del figlio, che ha un ruolo nella creazione. Si riconosce Cristo un ruolo nel mistero della creazione.
Si parla della funzione di Cristo come rivelatore che culmina nella redenzione. Si tratta di un testo
dove la funzione di Cristo nella creazione esplicita.
Gv 1,3-10:
tutto stato fatto per mezzo di lui, Tale affermazione ha la funzione di escludere che esistano
altre divinit e che esista una creazione buona e una creazione cattiva. Se tutte le cose le ha fatte lui,
significa che sono buone. Per mezzo di lui ci dice che Dio fa attraverso di lui, dove lui il LOGOS.
Dio fa tutto insieme al logos, sia nella creazione che e nella rivelazione, che luce, verit e amore;
ci esclude che Dio abbia a che fare con la violenza (Benedetto XVI). Dio non si afferma con la
violenza ma con il logos. Egli in pace con se stesso e compie tutto nella pace, perch le cose non
le fa con la violenza ma con il logos. Tutto compiuto da Dio con il logos.
Le teofanie sono sempre logofanie, quando Dio si manifesta lo fa attraverso il logos.
Lo spirito Santo nella creazione
Cosa si dice della creazione: nellAntico Testamento possiamo recuperare delle tracce che
possiamo reinterpretare trinitariamente, ma ci sono anche degli elementi nuovi. I temi dellAntico
Testamento vengono recuperati nel Nuovo Testamento.
Nel primo racconto della creazione si parla di Ruh elohim, di spirito che aleggia sulle
acque; nel secondo racconto luomo vive grazie ad essa, dalla parola e dal soffio di Dio sono fatte
tutte le cose.
Il salmo 33 trasmette che parola soffio sono collegati allopera di Dio nella creazione; il
salmo 147 dice che Dio chiama le stelle una ad una, manda alla sua parola, fa soffiare il vento.
Ancora una volta troviamo parole soffio. Si annuncia la funzione dello spirito Santo nella sua
prerogativa di creare, grazie a lui si crea qualcosa di nuovo che prima non cera

allincarnazione: su di te scender allo spirito Santo. Lo spirito Santo presiede allunione


ipostatica, creando nel grembo di Maria lumanit del verbo, senza concorso delluomo.
-

Nel momento dellincarnazione si esplicita la funzione dello spirito Santo nel mistero
dellincarnazione.

Il rapporto tra la trinit e la creazione


A Nicea si afferma che ci sono solo 2 di ontologia: creatore e creatore; a Costantinopoli 1 a
proposito dello spirito Santo si afferma il suo ruolo riguardo la formazione dellumanit del verbo
nel grembo di Maria, poi si dice che colui che dona la vita, non si dice esplicitamente che lo spirito
Santo e creatore ma si dice ci che la sua natura divina e ci che fa: dalla vita.
Il profilo trinitario della creazione
Tutta la trinit ha creato il cosmo, solo la seconda persona si incarnata, e solo la terza si
donata Pentecoste, essa un unico principio e opere inseparabilmente, ma ogni persona della trinit
opera secondo le sue propriet. Nella creazione c unimpronta della trinit, essa agisce e lascia
nella creazione delle tracce del suo agire.
Dio unit e trinitariet, ovvero Dio uno e Torino, amore, relazione in se stesso, a seconda
dellapproccio teologico trinitario c chi parte dallunit per arrivare alla trinit, e chi parte della
trinit per arrivare allunit. In oriente si parte dalla trinit, in Occidente come fa SantAgostino, si
parte dallunit. Se Dio uno tutto ci che compie ed attribuire inseparabilmente alla trinit, tranne
le due missioni perch solo il figlio che si incarna ed solo lo spirito che si dona a Pentecoste, il
figlio che manda lo spirito Santo dal padre, ma solo lo spirito Santo che viene Donato. Tutto
questo, tutto il resto da attribuire inseparabilmente alla trinit, la creazione opera della trinit, ma
in questo approccio sbiadisce lopera inseparabile della trinit (il padre come il padre, il figlio come
il figlio, lo spirito come lo spirito) strada facendo tutto ci si perde e la trinit viene presentata come
il solo Dio, sbiadendo larticolazione delle singole propriet.
Interrogativi: possibile nella creazione recuperare le tracce della trinitariet di Dio? C
unimpronta della trinit nella creazione? La creazione a un suo addentellato nelle processioni,
quindi non a priori ma a posteriori. Come nella creazione c un riflesso delle missioni?

14.10.14

Sistematica la creazione dal punto di vista sistematico


1. Creazione come azione della trinit
2. I tratti della creazione
Creazione come azione della trinit

La creazione ex nilo non dal nulla bens dallamore della trinit; le processioni allinterno
della trinit sono necessarie secondo natura. Dio non sceglie di dar luogo alle processioni,
necessario secondo natura che in Dio ci siano questi movimenti, queste processioni. Lessenza di
Dio lamore, la relazione trinit.
Le processioni non sono facoltative ma sono necessarie secondo lessenza divina. Per quanto
riguarda la creazione non necessario per Dio creare le creature, potrebbe anche non esserci stata la
creazione ma sempre ci sarebbe stato Dio e sarebbe stato trinit. Dio sufficiente a se stesso,
trinit perch nella sua essenza essere trinit, relazione, amore.
La creazione opera di tutta la trinit
2 prospettive:
1. Fra le processioni della creazione c un addentellato, pur non essendo necessaria la
creazione Dio, quando Dio crea il presupposto della creazione si trova in Dio stesso. La
creazione del figlio altro non che fare spazio, Dio si contrae perch laltro sia. Il padre
pone una distanza nella quale si trova la relazione con il figlio. Nella processione il padre fa
spazio ad altro da s, vuole che laltro da s sia. La processione fa scaturire il figlio che
uguale al padre nella divinit, il figlio consustanziale perch generato. Nella creazione non
cos, Dio fa spazio ad altro da s ma con una differenza ontologica: il creatore diverso
dalla creatura, non viene trasmessa alla divinit come avviene nel caso del figlio dove si
parla di generazione e non creazione. Dio vuole che esista un altro da s ma che non sia
uguale nella divinit. Vi una creazione in quanto vi una generazione. La creazione trova
il suo presupposto nella generazione. Addentellato tra il volere che laltro sia ad intra
(generazione), ad extra (creazione). Nella creazione c quindi qualcosa che rispecchia il
mistero della trinit. La missione del figlio e solo del figlio, quella dello spirito e solo dello
spirito. La creazione creata dalla trinit inseparabilmente, creare appartiene allessenza
divina posseduta dal padre, del figlio dello spirito. La creazione non appartiene alle
propriet delle singole persone ma allessenza divina. La creazione quindi opera della trinit
inseparabilmente. Nella natura divina tuttavia vi un ordine, vero che il padre in figlio
sono consustanziali, ma il padre Dio da s, il figlio Dio dal padre, lo spirito Santo dal
padre e dal figlio, quindi vi un ordine nella natura divina; cos lazione della trinit, la
creazione, deve rispettare questordine. Tutta la trinit crea il mondo, ma il padre come
padre, il figlio come figlio lo spirito come spirito, ogni persona partecipa con le sue
propriet. Se nella natura divina di un ordine, nella creazione c qualcosa che rispecchia
lordine della natura divina.
San Tommaso, dice che ci avviene per appropriazione. Il gesto della creazione
comune alle tre persone, appropriato al padre nel senso che il padre si appropria la
creazione dal punto di vista della potenza, il figlio dal punto di vista della sapienza,
lo spirito della bont.
Padre potenza
Nel simbolo di fede si afferma credo in un solo Dio Padre onnipotente creatore del cielo
e della terra Ma non solo il padre a creare, ma lo inseparabilmente dal figlio e dallo spirito. Il
padre Dio da nessuno, non ricever divinit da altro, a differenza del figlio e dello spirito, il padre
autoteos, per questo conviene appropriare al padre la creazione; questo fa scaturire dal nulla le

cose, e appropriato al padre che non riceve da nessuno la sua essenza divina ma ce lha da s.
Passare dal non essere allessere del padre.
Figlio sapienza
La logica che accompagna la creazione, il progetto, il logos. In principio era il logos
(Gv). Dio non fa nulla senza il logos, Dio agisce in vista di un senso, di un valore il logos fatto
carne, Ges Cristo.
Quando Dio crea ha in testa come progetto il logos fatto carne, la creazione trova il suo
addentellato nella generazione del figlio. La sapienza, lintelligenza, con cui Dio compie le cose il
logos, la seconda persona della trinit. Di conseguenza si appropria al figlio la creazione. Il mondo
pieno di sapienza pertanto lo si appropria al figlio.
Spirito bont
Lo spirito Santo amore, amare significa accompagnare qualcuno a diventare se stesso. Lo
spirito Santo riceve la divinit dal padre dal figlio, amare significa accompagnare lamato a
diventare se stesso, vivere razionalmente in funzione della persona amata. Lo spirito Santo e colui a
cui si appropria la creazione dal punto di vista della bont perch accompagna il credente alla piena
conformit Cristo, ma anche accompagna il caos a diventare cosmo. Lo spirito Santo e lamore tra il
padre il figlio ecco perch appropriato. Questo accompagnare qualcuno ad essere se stesso
espressione di bont. lamore che accompagna il padre il figlio, pertanto partecipa alla creazione
in quanto espressione di bont.
Quindi detto ci, possiamo dire che le propriet delle tre persone si rispecchiano nella
creazione. Pertanto la creazione si pu appropriare a ciascuna delle tre persone, dal punto di vista
della sapienza al figlio, dal punto di vista della bont allo spirito e dal punto di vista della potenza al
padre. La paternit e del padre; la generazione e del figlio; lessere spirato dello spirito, il resto
appartiene a tutte e tre le persone. Quando parliamo di appropriazione parliamo raggiungere
conformit alla propriet di una persona attribuibile comunque alle tre persone, a differenza delle tre
appena citate.
Se cos vi unimpronta della trinit nella creazione? Nella tradizione sono elencate diverse
prospettive:
1) differenza: imago trinitatis vestigia trinitatis. Certamente nella creazione vi qualcosa
che porta limpronta della trinit, lo dice la genesi ha fatto luomo alla donna a sua immagine e
somiglianza imago dei
imago trinitatis (s. Agostino) lanima lunica imago trinitatis
ma oltre a questa ci sono i vestigia trinitatis ovvero delle tracce. SantAgostino: cosa
nelluomo immagine di Dio: certamente non ci che condivide con le altre creature come la
corporeit, proprio delluomo e lanima razionale quindi in essa si trova limago trinitatis, c una
perfetta corrispondenza trinit aria. Quando parliamo invece di vestigia essere sono differenti dalla
perfetta corrispondenza trinit aria, parliamo di tracce.
Vestigia trinitatis
Nicol Cusano, offre degli schemi ternari per indicare queste tracce della trinit di Dio nella
creazione. Pensiamo ad esempio le dimissioni dello spazio, lo spazio a tre dimensioni; ai tre colori
fondamentali dei quali derivano gli altri; al padre, alla madre al figlio. Si tratta di elementi di realt
ternarie che indicano tracce della trinit. Anche a San Bonaventura era caro questo schema per

Mario. Sap 11,20: Dio ha fatto ogni cosa con misura, numero e peso. Secondo quanto affermato
dal libro della sapienza di questo schema per Mario che accomuna tutte le creature.
Nellanima umana, solo nelluomo vi un imago trinitatis, e questo indiscutibile; per
quanto riguarda il discorso di Cusano sulle vestigia esso opinabile, una cosa e lo schema ternario,
unaltra cosa la trinit. Ad esempio lo stesso numero tre indicato analogicamente per riferirci a
Dio.
Lunica imago Dei Ges Cristo, lui limmagine di Dio, noi siamo immagine
dellimmagine. Lanima umana imago trinitatis, mentre il vero vestigium trinitatis e la croce. La
creazione scaturisce dallamore della trinit.

1)

2)

3)

4)

Tiriamo le conseguenze:
- Dalla trinitariet di Dio deduciamo le caratteristiche della creazione come figura
teologica. Cosa vuol dire creazione dal punto di vista teologico? La chiesa si dovuta
confrontare con una serie di errori:
Emanatismo: passaggio dalluno allmolteplice, con una progressiva caduta dallottimo al
pessimo, la creazione alla luce di ci scaturisce da Dio ma sempre in modo pi scarso, ci
toglie Dio la libert, se tutto scaturisce da Dio automaticamente non atto libero.
Panteismo: parla di identit tra creatore creatura, ogni creature divina, tutto Dio, in questo
modo viene sacrificata lautonomia della creatura; Dio crea e vuole che le creature siano
autonoma; se tutto divino nulla creatura.
Materialismo: esiste solo la creatura; tutto materia anche ci che chiamiamo spirituale,
non esiste una realt spirituale, affermando questo si nega la trascendenza di Dio quindi non
esiste una realt che sia trascendenza, assoluto. Non esiste distinzione ontologica.
Deismo: Dio ha fatto il creato, ma non si interessa pi di esso, nega limmanenza di Dio, il
fatto che Dio possa entrare nella storia, che possa rivelarsi.

Questi sono gli errori dai quali il magistero nel corso del tempo si dovuto distanziare.

La creazione dal punto di vista teologico


La creazione dal punto di vista teologico relazione. Dire che il mondo e creato significa
che ogni creatura e dipendente da Dio come dal proprio principio, senza il riferimento Dio la
creatura sparisce. Creazione significa dipendenza, relazione dal suo creatore Dio, la creatura non
pu capire se stessa se non in relazione Dio. Tutto ci che creato dipende strutturalmente dal
creatore. Il fatto che tutte le cose sono create evidenzia la relazione con il creatore, al di fuori di
questa relazione la creatura non pu realizzare e comprendere se stessa. Ognuno di noi
caratterizzato dalla relazione con Dio che la nostra causa prima. Questa relazione la creazione.
Quindi a noi fino ad un certo punto interessa ci che dice la scienza sulla creazione, perch
ci non cambia nulla riguardo il senso teologico della creazione. Ci che conta non come sono
andate le cose, ma che tutte le creature comprendano loro stesse alla luce del creatore. E la
relazionalit che caratterizza la creatura, si tratta ovviamente di una relazione asimmetrica. La
relazione e il nostro primo principio, senza relazione la creatura non spiega se stessa.
Considereremo queste caratteristiche dellasserto fondamentale:
1. La creazione atto libero
2. Dio crea dal nulla

3. Con la creazione inizia il tempo


4. La creazione a una finalit
5. La creazione un evento continuo di Dio, non avvenuta tutta x milioni di anni fa, non
un evento puntuale ma riguarda ogni istante, in ogni istante sono chiamato allessere.
La creazione e atto libero
La creazione e libera, non un atto necessario, la generazione atto necessario perch
appartiene allessenza di Dio che amore e relazione. Nulla costringe Dio a creare. Se Dio libero
agisce secondo qualche valore, ma avrebbe potuto fare diversamente, questo non il migliore dei
mondi possibili, lavrebbe potuto fare meglio. Dio non ha fatto il migliore dei mondi possibili ha
fatto ci che ha voluto nella sua libert, che non libero arbitrio ma secondo il logos, Cristo. I
valori che Dio persegue li capiamo alla luce di Cristo, posteriori.
Dio crea dal nulla
Dio dal nulla chiama le cose dal non essere allessere, non ha bisogno di qualcosa che sia
preesistente, non ha bisogno di nulla, Dio e libert, onnipotenza e tutto inizia quando Dio crea le
cose perch Dio non ha bisogno di nulla, ci afferma la libert, lonnipotenza e la sapienza di Dio.
Se non vi nulla dal quale Dio trae le cose abbiamo lesclusione del dualismo:
1)

in Dio nel mondo della divinit: problema platonico del Dio buono di serie A e del Dio
cattivo di serie B, il demiurgo che crea il mondo. Dio non aveva bisogno di un collaboratore
ma crea dal nulla, ci significa non c nessun collaboratore.
2) Il dualismo non presente neanche nella creatura. Platone parlava di corpo e anima, di
dualismo ontologico, di contrapposizione tra un qualcosa di buono qualcosa di cattivo.
Aristotele parlava di dualismo nei termini di sostanze corporee e sostanze spirituali. Non c
neanche il dualismo manicheo che affermava che vi era una creazione buona e una creazione
cattiva. Affermare che Dio crea dal nulla significa escludere ogni forma di dualismo in Dio e
nelle creature. Lunico dualismo che resta e quello ontologico biblico dove abbiamo 2:
creatore e creatura.
Se Dio crea dal nulla, egli crea pi per amore che ex nilo, Dio fa spazio allaltro da s, perch il
creato esista, quindi lo spazio del creato e nel creatore, pertanto noi siamo in Dio perch egli fa
in se spazio perch la creatura esista, fa spazio dentro di s come afferma San Paolo in lui ci
muoviamo, esistiamo. Rm 4,17: Dio da la vita ai morti e chiama lesistenza le cose che non
esistono San Paolo mette in relazione creazione e resurrezione, egli evidenzia un ordine: prima
la risurrezione e poi la creazione sottolineando che questa valletta alla luce della risurrezione
che la nuova creazione. Si tratta del prevalere dellamore del padre sul nulla attraverso la
risurrezione del figlio.
20.10.14
La creazione come figura teologica
Terza caratteristica: nella creazione ha inizio lo spazio il tempo, la creazione segna il punto
Alfa del tempo, ci significa che non c tempo prima della creazione, non c tempo in Dio, il

tempo e misura del movimento, per esserci deve esserci uno spazio, se non c lo spazio non c
tempo. Il tempo nasce con la creazione, prima di essa non c un tempo in Dio.
Prospettiva Biblica: se la creazione scaturisce dallamore della trinit e se con essa inizia il
tempo, esso riempito da un disegno di Dio, nel tempo Dio si fa presente. Nella concezione
greca la storia non un insieme di casualit, i greci hanno inventato la storiografia, il racconto
degli avvenimenti perch fossero conservati, ma la concezione greca e quella della ciclicit, gli
avvenimenti si ripetono, e vi una prospettiva di salvezza nella storia.
Nella prospettiva biblica Dio si fa presente nella storia, la prospettiva escatologica, il
futuro e pi importante del passato perch in esso si compiono le promesse del passato. Nella
storia c un disegno damore: prospettiva cristologica Ges Cristo e il centro del cosmo e
della storia. Con la creazione il tempo riempito dalla storia, in essa Dio entra riempiendola con
Cristo che della storia n il centro.
Quarta caratteristica:finalit della creazione, Dio ha creato liberamente, non c stato nulla
che lo abbia costretto al di fuori di lui a creare le cose. Dio e libert e non libero arbitrio, egli fa
tutto con il Logos in vista di un valore da perseguire. La libert capacit delluomo di aderire
al bene, questa una scintilla della libert di Dio presente nelluomo, Dio crea liberamente in
vista del perseguimento di un valore che ovviamente in se stesso perch Dio non ha bisogno
delluomo, del cielo, eccetera, egli sufficiente a se stesso. Questo valore interno Dio stesso,
detto ci la finalit della creazione la gloria di Dio, Dio crea per allietare le creature con lo
splendore della sua luce. La gloria di Dio la manifestazione sensibile della presenza di Dio,
lespressione massima della manifestazione visibile di Dio e Cristo stesso nellinnalzamento
sulla croce. Dio vuole condividere liberamente la propria bellezza con le creature.
Alla luce di quanto espresso, la finalit delle creature e dare gloria di Dio; ma in questa
prospettiva Dio sembrerebbe narcisista. Se guardiamo bene, il fine della creazione: la gloria di
Dio e il bene della creatura coincidono. S. Ireneo dice: la gloria di Dio luomo vivente.La
felicit delluomo la visione di Dio, luomo trova il proprio compimento nellincontro con
Dio. Dunque il dare gloria a Dio e diventare se stessi nella creatura coincidono. Nel dare gloria
a Dio luomo diventa se stesso, luomo e tutte le creature pervengono a compimento. In tutte le
nostre azioni quindi dobbiamo cercare quello che da maggiore gloria a Dio. Motto dei Gesuiti :
le cose si fanno per dare gloria a Dio, per aumentare la manifestazione visibile della gloria di
Dio.
Ges stesso vissuto per glorificare il padre, nellultima sera della sua vita prega Dio
e dice: ti ho glorificato sulla terra. Lo scopo dunque per cui esiste tutto la gloria di Dio. La
creatura perviene a se stessa dando gloria a Dio. Ma questa gloria concretamente Ges
crocifisso e risorto.
Quinta caratteristica: Dio crea in modo continuo, Dio si prende cura della sua creazione,
provvidenza, esiste un errore che abbiamo escluso ovvero il deismo secondo il quale Dio cre le
cose per bene e poi se ne disinteressa, e secondo questa prospettiva la provvidenza non esiste. Nella
dottrina classica della creazione invece si afferma che Dio continua a prendersi cura della creazione,
nel linguaggio tomista Dio dona alla creatura latto di essere e lessenza. Latto di essere significa
che ogni ente prima di essere alto basso etc. prima di tutto ci . Ilprimo atto di ogni creatura

latto di essere. Ma ogni creatura esiste secondo la sua essenza: luomo esiste da uomo, lulivo da
ulivo, il cavallo da cavallo. Noi siamo noi stessi grazie allatto di essere e alla nostra essenza che ci
vengono donati da Dio. Siamo noi stessi grazie al dono che continuamente Dio ci da dellatto di
essere e della nostra essenza, ma questo un linguaggio troppo filosofico e pertanto dobbiamo
rielaborarlo in chiave trinitaria e Pasquale.
Ges invita a non preoccuparsi troppo: guardiamo a Dio che nutre i gigli del campo e gli uccelli del
cielo, Ges affermando ci riconoscere lazione di Dio con carattere di provvidenza. Questa
provvidenza non va considerata in modo magico, il pane c se luomo lavora il grano, quindi il
lavoro umano non altro rispetto alla provvidenza, in altre parole la prima provvidenza con qui Dio
aiuta luomo e luomo stesso, attraverso le sue capacit. Provvidenza significa che Dio agisce nella
storia, ma la prima provvidenza luomo stesso, Dio non far mai cose che luomo pu fare da s.
SantIgnazio di Loyola in riferimento alla creazione come provvidenza afferma: agisci come se tutto
dipendesse da te, prega perch tutto dipende da Dio. Dio ti aiuta prima attraverso te stesso, quindi se
tutto ci che nelle tue capacit ad esempio mangia di meno se vuoi dimagrire e non pregare per
dimagrire; non pregare di passare lesame senza studiare ma studia per passare lesame.
Dio comunque misteriosamente agisce nella storia dellumanit, durante la messa dei S.
Angeli custodi diciamo che Dio si prende cura di noi nella sua misteriosa provvidenza. Cio
tutta lazione delluomo e della sua libert ma anche lazione di Dio nella sua onnipotenza,
come queste cose vanno insieme non lha spiegato ancora nessun teologo. La migl e iore sintesi
quella di stantIgnazio.
Seconda rielaborazione: il bene della creatura per venire a se stessa, amare significa
accompagnare la creatura adiventare se stessa. Cristo verbo fatto carne, morto e risorto causa
strumentale e finale della creazione, guardando Ges, Dio estrae luomo dal nulla. La vera
provvidenza alla luce di ci che il padre ricapitola tutte le nostre vicende intrecciando la sua
onnipotenza con la nostra libert, anche quella usata male (il peccato). La vera provvidenza
che tutto nella mia vita viene disposto da Dio affinch io possa conformarmi sempre pi a Ges
Cristo. Questo prendersi cura della creazione da parte di Dio va riletto non solo in chiave
ontologica ma in chiave trinitaria e pasquale.
Due aspetti del prendersi cura di Dio della creazione:

rapporto creazione-evoluzione
autonomia della creatura
Rapporto creazione-evoluzione: dopo Galileo, la chiesa recuperare il dialogo conoscenza,
Giovanni Paolo II ha voluto una revisione del caso Galileo riconoscendo che la chiesa ha
sbagliato approccio, a seguito di ci nata una pontificia Accademia delle scienze e il
rapporto tra scienza e fede stato riallacciato. Uno dei casi in cui il dialogo scienza e fede
deve necessariamente esserci quello dellevoluzionismo di Darwin, ma non in questa
maniera che possiamo accertare che esista. Evoluzionismo ed evoluzione sono due
prospettive diverse. Attualmente anche se nessuno pu dimostrare come sono andate le cose,
esiste il riconoscimento della compatibilit tra la dottrina biblica della creazione e la
evoluzione ovvero tra il creazionismo e la dottrina della creazione. Ci se n occupato
Benedetto XVI il quale ha fissato i punti fermi sulla base dei quali il magistero pu accettare
di parlare di evoluzione del cosmo:

la creazione un inizio cronologico, perch vi sia unevoluzione bisogna passare dal non
essere allessere; vi un intervento specifico di Dio che dal nulla crea le cose, a
prescindere da come si andata alla storia esiste un punto di origine dove per opera del
creatore c stato un passaggio dal non essere allessere.
Il cosmo portatore di un disegno. Cosa significa evolvere? Benedetto XVI risponde a
questa domanda dicendo che significa aprire il grande libro della creazione, riconoscere
che nella creazione c un disegno che il libro non lo possiamo leggere. C una
cosmografia che descrive il cosmo e una cosmologia che riconosce un disegno posto da
unintelligenza nel cosmo. Luomo prende atto di questi segni di razionalit, delle tracce
del logos presenti nel cosmo. Secondo Benedetto XVI esistono delle leggi della
creazione e il fatto che possiamo sfruttarle come ad esempio lenergia elettrica, lenergia
atomica, conferma che tutto ci vero. Prendere atto che c e c stato un intervento
diretto del creatore che ha adottato lessere umano dellanima immortale spirituale.
Benedetto XVI afferma che accettiamo che la creazione avviene per evoluzione ma tutto
ci non fa lanima umana frutto di questa rivoluzione, lanima immortale di cui dotato
luomo opera del creatore a prescindere dal percorso evoluzionistico. Quindi:
1) tutte le creature dipendono da Dio a prescindere dallevoluzione delle sue leggi. 2) Vi
una razionalit, le cose sono state fatte attraverso il logos, ci significa che c un
disegno allinterno della creazione che dipende da chi lo ha posto in essa, 3) per
luomo vi un intervento diretto di Dio, lintervento di Dio che ha dotato il primo
uomo di un anima immortale.

Vi gi qualcuno che ha fatto proprio allinterno della teologia, il percorso dellevoluzione.


Il primo grande pensatore che ha letto tutto ci in chiave evoluzionistica il teologo gesuita
Teilhard de Chardin il quale indica quattro scalini per compenetrare levoluzione con il disegno
della salvezza:
1. le cose esistono perch producono la vita, la materia per la vita
2. la vita per luomo: tutto esiste in vista della vita delluomo
3. luomo per Cristo, luomo comprende se stesso in Cristo, che il Kairos, il punto
centrale del percorso
4. Cristo per Dio, tutto esiste dare gloria di Dio, anche Cristo il glorificatore del Padre.
Perci tutte le cose ritornano: il grande mistero della creazione dal materiale al vivente, poi
il passaggio dal vivente allo spirituale (luomo), ma lincarnazione lo scopo della creazione
delluomo ed in fine cristo verbo incarnato per la glorificazione del padre. Dalla materia alla
vita, dalla vita alluomo, dalluomo a Cristo, da Cristo a Dio. Si tratta di un disegno
affascinante.
Teilhard stato un pioniere, ha detto per la prima volta delle cose, egli per ha una visione
molto Cristocentrica e poco trinitaria soprattutto per quanto riguarda il ruolo dello spirito
Santo nella creazione non messo da lui in evidenza.
Lautonomia della creatura.
Solo luomo e creato immagine di Dio, e ha unanima immortale ed caratterizzato dalla
libert. Luomo come creatura non pu pervenire a se stessa se non nellambito della relazione con
Dio, ma in modo libero, a differenza ad esempio di una tartaruga che fa le cose senza libert ed

ci che deve essere, la libert e la parte delluomo che lo mette in contatto con il cielo, Dio lo ha
voluto libero, la libert umana la scintilla della onnipotenza di Dio caduta in lui; salvaguardando
la differenza ontologica tra creatore e creatura. Riguardo il primato della grazia dobbiamo
salvaguardare due principi che Dio e Dio e quindi onnipotente e nulla pu intralciare il suo disegno;
e dobbiamo salvaguardare luomo con la sua libert, se luomo non veramente libero non un
uomo, qualcosa del disegno di Dio non si realizza. Quindi bisogna sempre salvaguardare il
primato della grazia di Dio e la libert della creatura.
SantAgostino che si dovr occupare del problema della libert con plagio, riconosce la
differenza tra libert e libero arbitrio. La libert la capacit delluomo di perseguire un valore, di
scegliere il bene. Il libero arbitrio consiste nel fare le cose senza senso. Unaltra_la seguente: la
libert delluomo deve arrivare a portare luomo ad unirsi e Dio, questa unione avviene per grazia di
Dio, la libert delluomo non fa diventare luomo uomo senza la grazia di Dio. Grazia di Dio e
libert delluomo sono difficili da mettere insieme perch si tende ad accentuare uno o laltro
aspetto. Ma lantropologia cristiana deve sforzarsi di mettere insieme grazie di Dio libert;
provvidenza di Dio e autonomia della creatura. La libert delluomo senza grazia scade nel peccato,
nel libero arbitrio. La libert delluomo consiste nelladerire al bene che Dio gli presenta e ci
avviene attraverso la grazia di Dio. Tutto va purificato attraverso il mistero pasquale, tutto ci che
luomo produce deve essere purificato.

Luomo.
Cosa significa uomo? Cosa specifico delluomo rispetto alle altre creature? Con il Big
Bang 15 miliardi di anni fa nasce il cosmo, se teniamo presente ci luomo venuto molto tardi. 3
miliardi e mezzo di anni fa nasce la vita con la prima cellula (ameba) sulla terra; la terra e il sistema
solare avrebbe 4 miliardi e mezzo di anni. I primati nascono 65 milioni di anni fa (le scimmie),
successivamente nacquero gli ominidi, il primo ominide nacque 3 milioni di anni fa,
successivamente nascono forme pi evolute di ominidi come luomo di Neandertal che vissuto
con luomo sapiens; 90.000 anni fa nacque luomo Sapiens Sapiens ovvero la nostra specie che con
vissuta con gli altri ominidi fino a quando siamo diventati padroni della terra, ci avvenne 35.000
anni fa periodo in cui si sono estinti gli altri ominidi tra cui luomo di Neandertal. La civilt umana
nasce con il passaggio dalla caccia allagricoltura 8.000 anni fa. Gli scienziati rinvengono in questa
storia di miliardi di anni il principio antropico secondo il quale:
1) levoluzione delluniverso presenta una forte unitariet, noi non possiamo prevedere cosa
accadr, ma ci che avvenuto ha avuto la sua razionalit.
2) lesistenza delluomo e della vita dipendono dallinsieme delluniverso. Non c nulla di
superfluo nelluniverso, c solo ci che necessario affinch ci sia la vita e la vita delluomo; tutto
ci che esiste a una sua funzionalit affinch ci sia la vita umana.
3) fin dal Big Bang, ci sono le premesse affinch tutto ci avvenga, affinch la vita e la vita
delluomo si realizzi.
Per farla breve, secondo il principio antropico, sembra che tutto sia avvenuto fin dal
principio affinch potesse comparire luomo sulla terra.
Che cosa caratterizza luomo e lo distingue dalle altre creature? Perch siamo diventati
dominanti? Ci che fa la differenza la cultura. Essa un prodotto dellintelligenza delluomo, ad
esempio lasino sa fare solo la sua strada, le api sanno costruire solo lalveare mentre luomo

dotato di intelligenza di capacit di adattare se stesso lambiente e lambiente a se stesso, per questa
capacit la nostra specie diventata dominante sul cosmo, questa capacit che ha luomo nel superare
le difficolt si chiama elaborazione culturale.
Le caratteristiche della cultura che derivano dallintelligenza.
1) Simbolo: luomo attribuisce alle cose un valore supplementare, ad esempio ci che per
tutti una pietra per luomo diventa un menhir, qualcosa che ha significato
supplementare, spirituale. Questo simbolismo si trasmette anche alle cose che crea con le
sue mani, e non solo a ci che trova in natura, attraverso luso della tecnologia ovvero
servendosi di qualcosa per trasformare la realt. Tecnologia servirsi di qualcosa per
trasformare la realt. La cultura lespressione della capacit delluomo di dare
attraverso il simbolo un significato diverso alle cose.
2) Altro aspetto la spiritualit, solo luomo sapiens dava sepoltura agli appartenenti alla
propria specie, gli animali non seppelliscono.
C un tratto al di l del quale si pu affermare che esiste lessere umano. Quando si pu dire
che esiste un essere vivente che sia luomo sapiens sapiens? La sua caratteristica lintelligenza,
ovvero la capacit di ristrutturarsi e destrutturarsi cio di reagire creativamente ai mutamenti
adattandosi allambiente e adattando lambiente assai. Questa capacit si esprime con la tecnologia.
La tecnologia ha carattere funzionale e carattere simbolico. I primi strumenti realizzati sono stati
quelli per il lavoro, per procacciarsi il cibo, per la caccia e lagricoltura come ad esempio le lance,
le frecce. Luomo lunico animale che non ha nessuna protezione come ad esempio una pelliccia o
delle piume per questo ha inventato i vestiti. Un terzo strumento di tecnologia rappresentato dal
linguaggio, gli animali hanno dei codici di comunicazione che non esprimono un pensiero, luomo
inventa un linguaggio e attraverso la parola crea relazioni vicendevoli, con la parola viene
manifestato lo stupore. Il linguaggio nasce per evitare conflitti e gestire le relazioni.
Questa capacit tecnologica delluomo denota la capacit simbolica: ad esempio il vestito
non solo qualcosa per coprirsi, ma anche uno strumento di comunicazione, nasce con valore
funzionale ma si riveste di significato simbolico. Le parole sono un insieme di suoni che grazie ad
un codice assumono un significato supplementare. La tecnologia quindi non ha solo valore
funzionale ma si riveste anche di valenza simbolica.
Abbiamo un terzo livello: tutto ci denota la sua spiritualit, luomo sapiens sapiens ha una
dimensione spirituale nella tecnologia si annida la capacit delluomo di riflettere sul tempo, gli
animali non hanno la capacit di gestire, e di pensare il tempo come fa luomo. Luomo si manifesta
essere spirituale attraverso la sepoltura a differenza degli animali, ci dimostra la capacit
delluomo di pensare al di l del tempo unaltra dimensione. La cultura funeraria denota sia
laspetto spirituale delluomo che si chiama arte e poi laspetto spirituale delluomo che si chiama
religione. C una struttura della sepoltura che denota una capacit creativa. La religione invece
riguarda la coscienza dellaldil a differenza degli animali.
In sintesi possiamo dire che nel cosmo esiste un principio antropico, tutto fin dal primo
istante contiene le premesse affinch attraverso un disegno logico si arrivi alla nascita delluomo, la
soglia delluomo lintelligenza che si manifesta nella tecnologia che ha una dimensione a sua
volta funzionale e simbolica.

Lantropologia biblica
Continuiamo ad approfondire luomo dal punto di vista protologico del suo essere creatura. I
vari aspetti della Bibbia che raccontano luomo. Gli approcci che la Bibbia offre delluomo. Quando
la Bibbia dice che luomo carne, e ha lanima, dice che luomo una realt unitaria. In noi c
qualcosa che entra e poi ci abbandona, noi ci percepiamo come viventi, in noi c vita.
Abbiamo delle combinazioni di termini biblici per dire luomo:
basar carne corpo sangue
sarx

soma aima

Luomo viene definito come:


1. cuore, anima e mente: amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore con tutta la tua
anima con tutta la tua mente cuore anima e mente sono i tre aspetti che nel precetto
dellamore di Dio vengono coinvolti.
2. Altra maniera di dire luomo anima e corpo: Ges afferma non abbiate paura di coloro
che possono uccidere luomo temete piuttosto colui che pu far perire il corpo e lanima
nella geenna. Corpo e anima in ci che Ges dice delluomo.
3. Cuore e anima: Lc negli Atti dice che i credenti erano un cuor solo e unanima sola.
4. Spirito anima e corpo: tutto ci che vostro, spirito, anima e corpo, si conservi
irreprensibile
5. Carne e sangue: significa dire essere umano; beato te Pietro perch n carne n il sangue te
lhanno insegnato;
6. Corpo e sangue: questo il mio corpo, questo il mio sangue
Con questi binomi e trinomi si vuole dire luomo nella sua realt. Non sempre lo stesso termine
ha significati uguali in autori diversi ad esempio sarx in Giovanni ha un significato in Paolo ne ha
un altro. Adesso passiamo ad esaminare alcuni gruppi.
Basar: il termine ebraico che indica la corporeit, luomo percepisce se stesso nel suo essere
di carne, ad esempio se gli pestano un piede avverte dolore, ci accorgiamo di essere di carne, c
quindi in questo termine il nostro essere fragili e presenti con la finit. In greco (ci interessa perch
il NT in greco) tale termine viene tradotto in sarx. Doppio livello Katasarka e Katapneuma, il
primo laspetto della persona di Ges prima della glorificazione pasquale, quindi laspetto
dellumanit di Ges; nel prologo di GV compare il termine sarx per indicare la condizione umana
nella sua fragilit,. Lincarnazione del Logos allinterno di questa realt, la nostra umanit nella sua
fragilit.
Altro modo di tradurre il termine ebraico basar in greco soma, non datevi pensiero di quelli
che possono uccidere solo il corpo, temete pi quelli che possono far perire luno e laltro, questo
termine ricco di un significato sia cristologico, sia ecclesiologico sia eucaristico perch le parole
del Signore durante lultima cena fanno riferimento alla parola corpo: questo il mio corpo: il
Signore stesso, il corpo che la chiesa, poi il corpo in senso eucaristico.

Altra possibilit di considerare luomo nella sua fisicit dato dal termine greco Aima , sangue,
il sangue qualcosa di strettamente collegato al corpo, la sede della vita, quando viene diffuso
termine la vita delluomo nella carne.
Seconda prospettiva: noi siamo fatti di carne, ma sentiamo dentro di noi qualcosa che ci rende
dinamici, vivi, la Bibbia descrive questa esperienza in riferimento allanima, (nefesh in ebraico,
psike in greco) essa quel qualcosa che rende luomo essere vivente, il termine anima e in latino.
Quando il protoplasto prende vita si dice che diventa un nefesch, un essere vivente, quindi anima e
un sinonimo della vita delluomo, quel qualcosa che fa di noi esseri viventi, e la nostra stessa vita.
Terza prospettiva: Ruah, Pneuma, soffio vitale delluomo, luomo carne, anima ma non
ruha, bens ha una ruah, che gli data in prestito da Dio, se Dio se la riprende luomo non +1
essere vivente. Ruah si pu interpretare in senso psicologico, come quel qualcosa che spinge luomo
ad una determinata azione.
Quarta prospettiva: Leb, cuore, significa il centro della persona, limportanza di esso
condivisa anche da altre religioni, se il cuore si ferma finita la nostra esistenza. Nellescatologia
della religione egizia per decidere la sorte eterna delluomo si pesa il cuore, per vedere che persona
stata. Al cuore della Bibbia troviamo associato il sangue, esso riceve il sangue, il cuore riceve il
sangue, lavora per il sangue che vita, quindi cuore come organo vitale propulsivo della vita
umana. In queste civilt antiche aveva una certa importanza anche il fegato, esso visto come
condensazione di sangue, di sangue raggrumito, si praticava lepatoscopia la divinazione attraverso
lesame del fegato, da come era il fegato della vittima si traevano vaticini della divinit.
Nelle civilt antiche talvolta il ruolo dato al cuore viene dato al cervello, non si parla molto del
cervello nella bibbia, oppure anche allintestino che nella medicina orientale associato al cervello
per la sua forma, e talvolta le cose che avvengono nel nostro cervello si riflettono nellintestino.
Tutto questo significa parlare dellinteriorit delluomo. Quindi che cos il cuore nella Bibbia?
Adorerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore; Beati i puri di cuore; il cuore e linteriorit
delluomo e la sede delle emozioni e dei sentimenti, questa la visione del cuore nellOccidente.
Il cuore biblico anche la sede intellettuale e del pensiero, ci che noi attribuiamo al cervello
era attribuito al cuore, nel cuore si riteneva che luomo maturasse le sue intenzioni, quindi cuore
come sede della volont, luogo dove si prendono le decisioni. Nel mondo biblico il cuore sede
degli affetti, dei sentimenti, della conoscenza e della volont. Il cuore definisce luomo intero dal
punto di vista dellinteriorit. Luomo buono trae cose buone da i tesori del suo cuore, Beati i puri di
cuore perch vedranno Dio. Rimane il riconoscimento della misteriosit del cuore, dellinteriorit
delluomo, ovvero cosa ci passa nella testa o biblicamente nel cuore. Tratto da Geremia: niente pi
infido del cuore e difficilmente guarisce, chi lo pu conoscere? Il signore Dio scruta la mente saggia
i cuori per dare a ciascuno secondo la sua condotta. Oppure Ges contro la spiritualit farisaica
affermava: dal di dentro, dal cuore degli uomini escono i propositi di male. Oppure non accumulare
tesori sulla terra l dove sar il tuo tesoro sar il tuo cuore. Il cuore non ha a che fare solo con le
beatitudini ma anche con la durezza di cuore che Ges attribuiva ai farisei. Ges conosceva ci che
era nel cuore di ogni uomo (cardioknosi). Il cuore una realt ambigua ma luogo dove si realizza
lincontro con Dio: amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore. E c in Ezechiele la promessa di un
cuore nuovo, di un cuore rinnovato: ecco vi dar un cuore nuovo, toglier da voi un cuore di pietra
e vi dar un cuore di carne. Tutto ci si realizza, anticipando il nuovo testamento, nel dono dello

spirito Ges invita a guardare lui che mite e umile di cuore, questa conformazione del nostro cuore
al cuore di Cristo si realizza per opera dello spirito Santo.
Altro aspetto caratteristico delluomo nella Bibbia il seguente: essere maschio e femmina, si
tratta di un aspetto strutturale, costitutivo, di una dimensione positiva, nel senso che essere
strutturati maschio e femmina un valore dal punto di vista di Dio. Uomo e uoma, questa una
componente non solo positiva ma anche teologica, ti dice qualcosa non solo sulluomo ma anche su
Dio, Dio che mette nella relazionalit unimpronta di s. Per alcuni pensatori limmagine di Dio
impressa nelluomo consiste nel carattere maschile e femminile, questa chiamata alla relazione
orizzontale sacramentale alla chiamata alla relazione in verticale. Quindi non ha significato solo
nelle relazioni umane ma anche nelle relazioni con Dio. La sessualit, lessere maschio o femmina
non un imago dei ma un vestigium trinitatis da questo punto di vista.
Un altro tassello, luomo descritto dalla Bibbia come immagine, solo per luomo detto ci,
anche se nel sesto giorno oltre alluomo vengano creati gli animali. Uomo immagine di Dio: tratto
dellantropologia teologica riscoperto nel post concilio valorizzato nellantropologia
contemporanea. Cosa significa essere immagine di qualcosaltro: significa somiglianza,
riproduzione di caratteri comuni. Ad esempio una foto, essa contiene limmagine di ci che stato
fotografato, pertanto nel concetto di immagine c la dipendenza, la foto che dipende da me, se io
non ci fossi non ci sarebbe limmagine, sono io allorigine dellimmagine fotografica. Altro aspetto
e la portata manifestativa, che permette un altro di poter accedere a ci che presenta in poche parole
serve a manifestare ci che riproduce. Il concetto di immagine ritorna pi volte nellantico
testamento. Nellantico testamento significa che nelluomo c qualcosa che Dio ha posto e perci
luomo non si comprender se non guardando Dio, guardando luomo si pu risalire a Dio, egli ha il
compito di custodire il creato, e mandatario del creatore, luomo immagine di Dio, rende presente
Dio nella creazione, e statua del creatore. Ci che nelluomo riproduzione della capacit
relazionale presente in Dio, ci che lo rende immagini di Dio, quindi il compito delluomo nella
creazione sta nel prendersi cura delle altre creature.
Successivamente limago trinitatis, (limmagine di Dio ) viene individuata nellanima razionale,
ma una rilettura teologica. Nel nuovo testamento limago dei non legata alluomo ma Cristo, si
carica quindi prima di senso cristologico e poi antropologico; Cristo immagine di Dio, luomo
invece chiamato ad essere immagine dellimmagine, conformandosi a Cristo diventa immagine di
Dio. La chiave dellantropologia pertanto nella cristologia, luomo non comprende se stesso se
non attraverso Cristo che immagine di Dio. Inoltre laltra novit del nuovo testamento il
prevalere della dimensione escatologica su quella protologica: limmagine di Dio nelluomo
qualche cosa che deve crescere sempre di pi, non data fin dallinizio, nel nuovo testamento
questa visione dellimmagine dinamica, e qualche cosa che gi si trova nelluomo ma deve
realizzarsi, quindi la prospettiva escatologica nel nuovo testamento prevale su quella della natura.

Come si evolve la nozione di immagine di Dio


nel corso della teologia

Ci sono due scuole, scuola di Alessandria quella di Antiochia, la prima e pi attenta alla
prospettiva Logos sarx, la seconda invece alla prospettiva Logos antropos; nella scuola di
Alessandria, limmagine di Dio il logos perch luomo un immagine somigliante e non perfetta
riproduzione. Ora questo logos secondo la scuola alessandrina non pu che essere unimmagine
invisibile, come pu la carne essere una riproduzione di Dio, se Dio spirito, la vera immagine di
Dio il logos anchesso spirituale, luomo unimmagine dellimmagine come ha detto San Paolo,
in questa prospettiva limmagine di Dio una mente spirituale, il logos eterno, non luomo
perch di carne e come pu qualcosa che di carne essere immagine del Dio invisibile questa la
prospettiva della scuola alessandrina.
La scuola di Antiochia dice: che immagine se invisibile, la probit dellimmagine per
rendere accessibile una realt, manifestarla, essa deve per forza essere visibile, e quindi essa insiste
sulla prospettiva del verbo incarnato, attraverso esso abbiamo accesso a Dio. In questa scuola nasce
la distinzione tra immagine statica e somiglianza dinamica, limmagine qualcosa di ontologico, la
somiglianza pu crescere attraverso lesercizio delle virt o pu diminuire, qualcosa di
esistenziale, morale.
Per SantAgostino riguardo limmagine di Dio esso afferma che lunica immagine nellanima
immortale: se c scritto nella genesi che uomini e animali sono creati benedetti insieme, ma solo
delluomo e della donna detto che erano limmagine di Dio, cosa in essi immagine di Dio? Non
ci che condividono con gli animali ovvero la corporeit, quindi essa va rintracciata solo in ci che
nelluomo ovvero lanima immortale.
Concludendo sullantropologia biblica: luomo secondo la Bibbia, una realt unitaria e
dinamica, caratterizzato dalla fragilit (carne e sangue) ma anche dalla vitalit (anima), non ha in s
la radice della vita ma la riceve da Dio (ruah) e diventa a se stesso attraverso la relazionalit,
luomo entit morale, che diventa se stesso nel farsi nella storia, luomo e la sua vocazione, la
creatura che Dio ha voluto per se stesso per entrare in dialogo e stabilire una relazione con lui.
Tanto pi luomo entra in dialogo con Dio tanto pi diventa se stesso. Nella prospettiva biblica,
luomo attraverso la storia deve diventare se stesso, facendo la volont di Dio.

27.10.14

Il mistero delluomo dal punto di vista protologico


Il tipo di antropologia sottesa ai documenti della chiesa.
Luomo come unit di anima e di corpo.
Concilio Vaticano II: Gaudium et spes .14 (vedi fotocopie) luomo presentato come
unit di anima e di corpo. Il corpo lo strumento della nostra presenza nello spazio e nel tempo,
attraverso esso allacciamo relazioni. Le nostre relazioni avvengono attraverso il corpo. Cosa si
intende invece per anima? Che rapporto c tra essa e il corpo? Che ci sia unanima una
constatazione che si fa anche al di fuori della sacra scrittura. Si tratta di un qualcosa di vivo che
caratterizza gli esseri, un movimento che caratterizza gli esseri. C unanima mundi, tutto ci che
nel mondo e vivo perch c unanima del mondo.

La prospettiva platonica: le anime sono immortali e preesistenti rispetto alla singola realt
animata, esse cadono nelluomo per espiare una colpa primordiale, e come se si trovassero in una
tomba, in una prigione, attraverso una serie di reincarnazioni essa si purificher (metempsicosi):
anima come qualcosa di esterno alluomo.
La prospettiva aristotelica: essa afferma che ogni ente e il risultato di quattro cause:
1. causa efficiente: lo scultore
2. causa finale: il personaggio espresso dalla statua
3. causa materiale: la materia che la costituisce ad esempio il marmo
4. causa formale: la forma ad esempio da blocco di marmo a forma di
Ma una cosa la statua una cosa lessere umano. Lanima la causa formale che rende viva
la materia, lanima la forma della materia, qualcosa di interno noi, allente stesso, quando un
essere animato ha dentro di s una causa formale che si chiama anima.
Cos il corpo? Cos lanima? Cosa c dopo la morte? Che rapporto c tra la parte materiale
quella spirituale ovvero lanima prima della morte e dopo la morte?
Vediamo come si sviluppa la dottrina delluomo come unit di anima e corpo. Essi sono un
binomio con cui si descrive luomo nella Bibbia, Ges fa riferimento a questa visione quando
dice: non abbiate paura di quelli che uccidere il corpo, abbiate timore di colui pu far perire
nella geenna e lanima e il corpo.
Ges dice con questa affermazione che luomo non ha potere su tutto luomo, ma questo potere
ce lha Dio. Il potere delluomo sulluomo e solo sulla corporeit, per c questa visione nel NT
di uomo anima e corpo. Qui il dualismo a differenza di Platone e di Aristotele non visto in una
dimensione di contrapposizione, il corpo non viene disprezzato, il fatto che lanima sia superiore
non porta disprezzare il corpo, c un dualismo che non contrapposizione, che indica positivit
di un elemento e negativit dellaltro, ma vi una visione unitaria, non c contrapposizione nella
visione cristiana.
Strada facendo si fatta strada questa prospettiva di unit delluomo come anima il corpo. Cosa
fa dellorganismo vivente un essere vivente? Che differenza c tra ad esempio un computer e un
essere vivente? Il primo a un programma che viene dallesterno, il secondo a un programma, il
DNA, che allinterno dellessere vivente, questa la prospettiva biologica.
La prospettiva teologica e biblica la seguente: lanima questa forma, il disegno che dentro
di noi e fa di noi ci che siamo, e il programma in base al quale siamo noi stessi, che fa di noi non
un ammasso di cellule, ma un essere vivente, ci che differenzia rispetto alle macchine e agli
animali, lanima creata da Dio al momento del concepimento ed unica.
I termini che descrivono lanima sono i seguenti:
- 1. lanima una sostanza
- 2. lanima sostanza spirituale
- 3. lanima sostanza spirituale permanente
- 4. lanima sostanza spirituale permanente incompleta
Qui non c un confine netto tra filosofia e teologia.
1. In noi c qualcosa che permane, la sostanza, qualcosa che cambia, gli accidenti. Ci che
accidentale non sussiste a se stesso ma in virt della sostanza; c qualcosa che esiste per se
e non in virt di qualcosaltro, lanima e una realt sostanziale, non esiste a causa del

corpo, non un accidente, esiste a prescindere dal corpo, a differenza degli accidenti non
muta, ed indipendente da essi.
2. Esiste ci che materiale, ci che immateriale, e ci che spirituale.
- Ci che materiale ha una quantit ed divisibile in parti pi piccole.
- Limmateriale legato al materiale: locchio materiale, il vedere immateriale;
limmateriale dipende dal materiale; se loppio non funziona, non funziona
limmateriale. Ci che materiale non coincide con limmateriale, ma questultimo
dipende dal primo. Ma esiste ci che spirituale, ci che indipendente dalla materia ad
esempio gli angeli, che non hanno nulla a che fare con la materia, ma hanno una
soggettivit, una relazionalit. Lo spirituale indipendente dalla materia, essa non
produce ci che spirituale; produce limmateriale ad esempio il vedere. Lo spirituale
non ha un peso, non pu essere diviso, ma esiste, una realt creaturale. Anche se la
materia viene meno lo spirito sussiste, lanima una realt spirituale per non
quantitativa ed esiste, sussiste indipendentemente dalla materia.
Quali sono le operazioni spirituali che si collegano allanima:
- Intelligenza
- Volont
- Coscienza
questo ci che avviene nellanima, essa sede dei tre fattori appena enunciati.
Lintelligenza: la facolt del pensiero, esso parte da una sensazione, ma poi procede verso
lastrazione, ad esempio se io sbatto un ginocchio contro un albero, il pensiero alla capacit di
astrarre dal particolare luniversale, la prossima volta star attento allalbero. E poi alla capacit
di percepire lo spirituale. Che esiste unanima non lo pensano solo i cristiani, la nostra
intelligenza pu percepire realt immateriali e spirituali ad esempio Dio. Lanima attraverso
lintelligenza astrae e arriva al universale. Ad esempio lalbero come universale non esiste. Essa
la sede dellintelligenza della facolt del nostro pensiero.
La volont: libera, diversamente non sarebbe volont, la nostra volont consiste nella
capacit di scegliere in modo motivato. In noi ci sono degli atti non liberi come ad esempio
respirare, ma vi sono movimenti liberi come aprire la bocca, il muovere le mani per scrivere
eccetera. Questa capacit di aderire ad un valore si chiama volont, luomo pu volere con
libert, questo carattere un riflesso dellonnipotenza divina. Io posso rinunciare a ci che mi
piace, anche alla vita per un valore superiore. Nella nostra volont siamo dotati di libert.
La coscienza: chi conosce, chi ama? Sono io che conosco, che amo; lanima e il luogo della
coscienza; il luogo dove sono consapevole di me stesso, dove posso pronunciare il pronome
personale IO. In quanto sede della mia intelligenza, della mia volont e coscienza.
In quanto lanima percepisce realt spirituali deve essere stessa spirituale perch ci che
materiale non pu produrre ci che spirituale.
3. Realt permanente: lanima creata da Dio nello stesso tempo in cui siamo concepiti, tutto
ci non significa che si estingua con la nostra morte, ma lanima sopravvive. Quando
moriamo non moriamo interiormente, ma c questa realt spirituale che permane dopo la
morte; il corpo con la morte si scompone, lanima invece immortale perch spirituale.
una realt permanente, per una realt incompleta, luomo non il suo corpo, unit di
corpo e anima, n la sua anima perch unit di anima e corpo. Lanima non luomo

lanima delluomo, ma luomo unit di anima e di corpo. Lanima una realt spirituale
(intelligenza, volont e coscienza) ma non uno spirito puro come lo sono gli angeli, uno
spirito incarnato, che ha bisogno del corpo per agire nello spazio e nel tempo. uno spirito
incarnato. vero che pu astrarre dal particolare, per ha bisogno dei sensi che sono nel
corpo. Lanima ha bisogno del corpo per conoscere. Ma come luomo non il suo corpo
senza lanima, cos luomo non la sua anima senza il corpo.
Anima uno spirito incarnato; San Tommaso afferma che lanima anche se esiste
indipendentemente dal suo corpo, attende di riappropriarsene con lrisurrezione. Per lanima non
normale essere senza il suo corpo. Essa non pienamente se stessa se non nel corpo, perch
lanima la forma del corpo secondo la prospettiva aristotelica.
Il rapporto tra anima corpo qual ? Esistono vari errori:
Primo errore: monismo spiritualista: esiste solo lanima, solo ci che spirituale, questo un
rischio della antropologia alessandrina pi influenzata dallellenismo di quella antiochiena, cessa
concepiva il nus come la parte autentica delluomo; luomo la sua anima, il corpo non che la
manifestazione della sua interiorit delluomo.
Secondo errore: il monismo materialista: lanima non esiste, e tutto materia, non c nulla di
spirituale, e tutto materiale.
La prospettiva della chiesa la percezione dellunit anima e corpo; lanima ci che d la
forma, la vita alluomo, e la forma del nostro corpo. Ma sia lanima che il corpo sono due principi
incompleti. La dimensione delluomo e unitaria. Il corpo fatto per ricevere vita dallanima ed essa
per dare la vita adesso.
Secondo linsegnamento teologico noi siamo noi stessi nella dimensione unitaria, lanima la
forma del corpo, il disegno che rende la nostra realt viva ma allinterno della nostra corporeit.
Questo quanto esprime la Gaudium et spes. Noi non siamo n solo corpo non sola anima, noi
siamo noi stessi nella dimensione unitaria di anima e corpo.

Lorigine il fine delluomo.


Sembra che tutto sia stato orientato alla nascita delluomo, principio antropico, si riconosce
ci anche al di l della teologia: centralit delluomo nella creazione. Com avvenuto il salto dagli
ominidi alluomo? Quando nasce luomo? Quando il suo cervello supera le dimensioni di quello
delluomo di neandertal? Dal punto di vista teologico quando avviene la creazione dellanima nei
primi due progenitori. Lanima spirituale quindi non frutto dellevoluzione. Dobbiamo rifiutare
sia la dottrina platonica della preesistenza dellanima, sia quella dellemanazionismo, sia quella
della traducianesimo secondo la quale lanima trasmessa dai genitori insieme al corpo, sono essi
che danno lanima. Si tratta di errori da escludere, ci che con essi viene meno lunicit
dellanima, progetto di Dio che mi fa diverso dagli altri, essa un atto creativo specifico di Dio.
Come dottrina di fede, luomo nasce quando Dio gli colloca lanima, per i cristiani non fa la
differenza, ci che fa la differenza la creazione dellanima da parte di Dio.
Evoluzionismo: Darwin: dal materiale si evolve sempre di pi
Poligenismo: la razza umana ha avuto pi coppie, luoghi, dove si verificato questo salto
Monogenismo: c stata solo una coppia dove si verificato questo salto.

Ci che fa realmente la differenza lanimazione, ci d origine alluomo, Dio con uno specifico
gesto creativo pone lanima delluomo.
Qual il fine delluomo? Vi una connessione tra linizio e la fine delluomo? Luomo una specie
di sa certo al quale dato il compito attraverso il lavoro di partecipare alla creazione con la liturgia
dare gloria di Dio. Tutto ci deve essere riletto trinitariamente, il nucleo essenziale del compito
delluomo e nella sua prospettiva trinitaria. San Paolo Ef 1,3-14: troviamo al suo interno degli
elementi antropologici:
- predestinazione: disegno di Dio sulla realt creata.
- Elezione: questo disegno si traduce in unelezione, in unalleanza.
- In Israele lelemento era il popolo; nel nuovo testamento Ges Cristo, la nuova alleanza.
- v.3 la benedizione: rafforza le realt create da Dio. Schema trinitario, capiamo il padre il
figlio e lo spirito Santo, benedizione spirituale, che si realizza in Cristo
- v. 4,6 questo disegno di Dio sulluomo risale a prima della creazione del mondo, nel
momento in cui luomo viene creato esiste questo disegno di Dio in Cristo. Lidentit
delluomo e filiale, figli nel figlio; pensati nel figlio. Riconosco che la mia vita non si
trova in me stesso. La vita cristiana per ci consiste nella forma filiale, la filiazione
delluomo adottiva, figli nel figlio. Figli adottivi non sminuisce ma rafforza. Essere
figli attraverso la santit e limmacolatezza, questo il disegno di Dio sulluomo prima
della creazione del peccato. Al lode dello splendore della sua graziaquesto il fine
delluomo
- v. 8,10 il centro del cosmo, ma anche colui in cui luomo comprende se stesso e Cristo,
il ricapitolatore, questo il disegno di Dio sul cosmo. Il primo pensiero del padre e il
figlio. Compare la componente pneumatico logica, il culmine, lo spirito Santo la
caparra dellopera di Dio in noi, la differenza tra il premio e la caparra in SantAgostino
la seguente: il premio lodai al Monte dei premi ma poi lo devi restituire; la caparra non
un anticipo che non devi restituire.
- v. 14 tutto ci oggi non completo, c il gi e il non ancora.
Vedi dalla dispensa da pg 36 a 60 (+ parte integrazioni)
17.11.14

Cos il peccato originale


un vero peccato, il modello di ogni altro peccato. I nostri peccati quotidiani sono una
variazione sul tema del peccato originale, il peccato assoluto. Vediamo come lo definisce
Agostino. Nel peccato originale ci sono due elementi: la superbia e lavarizia.
Il peccato di Adamo e di Caino sono due facce della stessa medaglia. Il peccato di Adamo ed
Eva la superbia: il non accettarsi come dono di Dio, di essere dipendenti da Dio, il voler essere
come Dio indipendentemente da Dio, il non voler obbedire a Dio. Il peccato originale questa
curva delluomo che ama se stesso fino al disprezzo di Dio, ama se stesso cercando di rinnegare la
sua dipendenza da Dio.
Il peccato di Caino invece stato peccato di avarizia, lavaro e colui che vuole tutto per s,
che non accetta di condividere ci che ha a disposizione, non accetta che vi siano altri con cui
condividere il bene di cui dispone, e laltra faccia della superbia, tutto per me; lavarizia unaltra

forma di superbia, io sono il centro delluniverso, non accetto che gli altri ci siano e non accetto di
condividere con essi ci che ho.
Agostino parla di ci nel De Civitate Dei, dice che ci sono due amori da cui scaturiscono
due citt, luno e lamore di s fino al disprezzo di Dio, questo il peccato originale, laltro
lamore di Dio fino al disprezzo di s. Come Adamo ha fatto scaturire il primo amore, ci sar uno
che far scaturire il secondo, questo sar Ges. Egli lopposto della superbia, tutto in lui umilt,
tutto teocentrico, per tutto gli rende grazie al padre da cui tutto riceve. Inoltre Ges neutralizza
lavarizia, e il povero, pur essendo nella forma di Dio, da tutto, si svuota, contiene niente per s,
dona ci che il suo. Ci sono delle conseguenze:
- La separazione da Dio: la perdita della grazia di Dio, la grazia e Dio stesso che si auto
comunica e si mette in relazione con lui. Il peccato ci fa perdere la grazia, lamicizia con
Dio.
- La nostra umanit e danneggiata: si crea un disordine nella nostra natura umana. Il
peccato che amore di s fino al disprezzo di Dio, unalterazione del desiderio,
anzich retta espressione del desiderio, esso genera una disordinata espressione che si
chiama concupiscenza. Prima della nostra volont vediamo che c unattrazione verso
il male, desiderare e legittimo, desiderare ci che male non lo . Il peccato ha creato
questa strutturale deficienza. Questa condizione di concupiscenza non peccato in se
perch viene prima della nostra volont, ma viene dal peccato ed inclina al peccato. Essa
un modo disordinato di rapportarsi a Dio e agli altri. Nella figura di Maria vediamo
lumanit nello stato Prelapsario cio in essa non cera la concupiscenza, questo
disordine.
Distinzione tra il peccato originale originante di Adamo ed Eva alla radice della storia di
peccato che attraversa lumanit, e il peccato originale originato, che ci troviamo nel momento in
cui veniamo generati, e ci viene trasmesso per il fatto che entriamo nella condizione umana. Il
peccato originale originato uno stato (essere peccatori); quello di Adamo ed Eva, il peccato
originale un atto. I santi infatti si riconoscono peccatori, riconoscono in noi, nella condizione
umana questo stato. La forza del peccato esercita su di noi unattrazione, se non ci fosse un aspetto
seducente del peccato, nessuno lo commetterebbe, dentro di noi c il mistero del male, del quale
dobbiamo dire:
1. che lo troviamo in noi prima della nostra stessa volont, non faceva parte il disegno di
Dio sulluomo
2. dobbiamo distinguere il peccato originale originario, da quel originante.
A questo punto sorgono delle domande: perch devo rispondere di un peccato commesso da un
altro? Come si trasmesso il peccato originale? I bambini possono essere considerati macchiati dal
peccato originale? I bambini che muoiono prima del battesimo che fine fanno? La concupiscenza
peccato? Come mai la concupiscenza resta dopo il battesimo? Quale rapporto tra peccato originale
concupiscenza, battesimo concupiscenza?
A queste domande ci saranno le risposte del magistero.

Lo sviluppo del magistero della Chiesa.

Ma io che centro con Adamo ed Eva? Che centro con il peccato degli altri? Come avviene
questa trasmissione? Si riprendono le domande su citate.
La prima grande controversia stata quella di Pelagio e Agostino.
Primo nodo della controversia pelagiana:
Pelagio affermava che:
- il peccato solo di Adamo, Dio non sarebbe giusto se facesse passare dAdamo gli
uomini ci che solo Adamo ha commesso
- la creazione buona, e anche dopo il peccato originale la bont della creazione rimasta
intatta, intatta e rimasta soprattutto la libert delluomo, nelle forze delluomo aderire a
Dio anche dopo il peccato originale che ha corrotto la natura umana solo nellaspetto
della corporeit, ma non c nulla che deteriori la libert umana, luomo ha i mezzi per
farcela da solo, per entrare in comunione con Dio.
- Dio giusto, non pu chiedere ci che impossibile, se mi chiede di farmi santo
significa che nella mia natura potermi fare santo
- Dio non mi chiede ci che fuori dalla mia responsabilit, poich il peccato di Adamo
riguarda solo lui, i bambini vengono battezzati per essere inseriti nella chiesa e non
perch ci sia bisogno di remissione dei peccati. Cos giustifica il pedobattesimo.
- Chi nasce da genitori battezzati non contrae il peccato originale perch chi stato
battezzato come pu continuare a trasmettere il peccato originale? Per lagio dice che le
conseguenze del peccato originale non sono nella volont ma nella corporeit. Egli
diceva ci perch voleva stimolare i cristiani al massimo impegno ma la sua dottrina
segnata da due difetti, da due assolutizzazioni.
- possibile per luomo vivere nella giustizia, e cio attestato dal fatto che nella storia ci
sono stati uomini giusti che non hanno commesso peccati nella loro vita
1. Volontarismo ed estrinsicismo: azione tutta delluomo, limpegno della nostra volont, se
voglio farmi santo posso, ma devo metterci tutta la mia volont, luomo ha i mezzi per
conseguire il proprio fine. Basta che luomo lo voglia e pu ottenere la salvezza. La grazia
il polo sacrificato da Pelagio, perch lazione deve essere delluomo ma non con laiuto
della grazia di Dio. Egli accentua il Polo della volont/libert.
2. Estrinsecismo: Il peccato qualcosa di estraneo alla condizione umana, non lo ha inquinato
entrando in qualche modo nelluomo. Adamo ha dato un cattivo esempio, rimasto fuori, la
nostra natura umana rimasta integra, Ges ci d un buon esempio che al di fuori di noi,
per il resto noi eravamo rimasti intatti e non avevamo bisogno di altri, da ci consegue che
lazione di Cristo ne risulta ridimensionata, qualcosa di esterno, e solo un buon esempio,
perch la nostra natura e integra, Cristo non ricostruttore di quanto distrutto dal peccato
originale.
Le conseguenze di questo discorso sono le seguenti:
- negato il peccato originale che per Pelagio solo un cattivo esempio di Adamo
- di conseguenza e negato anche il peccato originato nelluomo che secondo
linsegnamento della scrittura e della chiesa e in ognuno di noi. Luomo con le sue forze
pu conseguire la salvezza.
- Se Adamo ha dato un cattivo esempio, Cristo ha dato semplicemente un buon esempio,
la croce svuotata del suo significato salvifica, di fatto e inutile perch se ci sono stati

uomini vissuti senza peccato vuol dire che Ges era inutile, lui aiuta solo luomo dando
il buon esempio.
La reazione di SantAgostino allimpostazione Pelagiana:
per mettere in evidenza da un lato la partecipazione al peccato, egli afferma che in noi c lo
stato di essere peccatori, noi siamo uniti in Adamo, che ha commesso il peccato originario o
originante.
SantAgostino legge in modo errato Rm 5,12, per lui quello che passa da Adamo agli uomini
non la morte ma il peccato. Agostino parte dellunit del genere umano in Adamo, tutti siamo
collegati a lui, sono sua discendenza. Per parla anche della necessit della persona di Cristo e del
suo mistero di croce, noi siamo tutti uno in Cristo, Paolo ripete spesso ci. necessaria la grazia per
la salvezza, il primato non ce lha luomo ma Dio, Agostino definito il dottore della grazia. Il
peccato passa da Adamo ai suoi discendenti, inquina tutta intera la condizione umana, il corpo con
la morte e lanima con la concupiscenza che Agostino chiama peccato, perch proviene dal peccato
ed inclina al peccato. Agostino ha una visione pessimistica dellantropologia, dopo il peccato
originale la concupiscenza deteriora lanima umana.
Agostino da un lato prende atto che dopo il peccato non siamo rimasti integri, e poi dice che
Cristo necessario, cera necessit che intervenisse per operare la nostra guarigione, redenzione.
Egli afferma che il peccato originale un peccato analogico ovvero uno stato, Adamo commette
latto: peccato originale originante, questo peccato ci viene trasmesso per generazione quando
veniamo procreati dei nostri genitori, essi ci trasmettono la condizione umana cos come dopo il
peccato, ci trasmettono la struttura umana non in quanto battezzati, rigenerati, ma in quanto
progenitori, ci trasmettono la condizione umana cos come segnata dal peccato originale, ci
trasmettono Adamo e non il battesimo.
Inoltre Agostino afferma che Cristo il salvatore di tutti gli uomini senza eccezione, quindi i
bambini hanno il peccato originale, ma Cristo il salvatore anche dei bambini, ma se essi muoino
senza battesimo non vengono rigenerati, quindi Agostino afferma che non c salvezza per i
bambini morti prima del battesimo.
Ma ci non lascia tranquilli, Adamo inoltre sarebbe pi forte di Cristo, perch ci che ha
fatto riguarda tutti, mentre se non si battezzati non ci si salva.
In poche parole: come si trasmette il peccato dei genitori figli? Si trasmette trasmettendo la
natura umana anche se entrambi i genitori sono battezzati, la natura umana dopo il peccato di
Adamo compromessa in modo irrevocabile. Perch tutti bambini hanno bisogno del battesimo? Se
tutti hanno peccato vuol dire che tutti hanno bisogno di Cristo sia gli adulti che bambini, perci il
battesimo impartito in remissione dei peccati. Cristo ci veniva incontro per mezzo del battesimo,
senza del quale non ci si appropria della sua salvezza. Che ne dei bambini non battezzati? In
questa fase si diceva che non si salveranno, dovremo aspettare il concilio Vaticano secondo il quale
far piazza pulita dellinferno e del limbo. La posizione di Agostino su questo aspetto era spietata,
tanti sono stati traumi che hanno vissuto le mamme. Perci si invent il limbo dove non cera la
pena di danno che la privazione della comunione con Dio, ma la pena di senso, che quella da
scontare in virt del peccato commesso. I bambini nella prospettiva di Tommaso (egli mitiga la
posizione di Agostino) sono posti in una posizione privilegiata, sono nellinferno, ma scontano solo
la pena di danno e non quella di senso, ma siccome non sanno che potrebbero star meglio, non ne
soffrono. Si tratta di tentativi per mitigare una dottrina che aveva dei limiti. Con il concilio Vaticano

secondo c lannuncio esplicito dellunit del genere umano in Cristo, non solo come redentore, ma
anche come creatore, tutto stato creato per mezzo suo, con lincarnazione Cristo si unito in
qualche modo ad ognuno di noi, tutto il genere umano, e lo spirito Santo da tutti la possibilit di
essere in contatto in modo misterioso con Cristo risorto, ci vale anche per i bambini morti senza
battesimo. Dio pi grande dei suoi sacramenti, chi li vive a una certezza maggiore di essere in
comunione con Dio, ma Dio pi grande dei suoi stessi doni. La sua una volont salvifica, Dio
vuole che tutti gli uomini siano salvi, e quindi lo vuole anche se non c il battesimo. Il battesimo di
desiderio unaltra meravigliosa riflessione del concilio Vaticano secondo, il desiderio ottiene lo
stesso effetto del sacramento.
Ci sar bisogno di un percorso che inizia dal Concilio di Cartagine (418 d.C.)
Concilio di Cartagine: piacque a tutti i vescovi riuniti nel concilio di Cartagine... Cartagine
afferma che:
- c la morte in quanto Adamo ha peccato, la morte non fa parte del progetto originario di
Dio sulluomo, essa entrata a seguito del peccato di Adamo.
- Esiste un peccato originale che riceviamo da Adamo per trasmissione, attraverso la
generazione, esso viene rimesso per mezzo del battesimo. Per la prima volta si parla di
peccato originale, espressione non presente nella Bibbia, questo termine nasce nel
concilio di Cartagine; questo peccato viene rimesso con il battesimo, il battesimo viene
amministrato in remissione dei peccati perch tutti compresi i bambini ricevono il
peccato originale da Adamo. Rm 5,12, cosa entra nel mondo? Il peccato, in Adamo tutti
quanti abbiamo peccato, attraverso il peccato di Adamo, il peccato passato tutti, esso
viene trasmesso per generazione, cos ci viene trasmessa la natura umana segnata dal
peccato. Il peccato originale, si trasmette per generazione.
- I bambini morti senza battesimo? Per essi non c nulla se non linferno, non possono
entrare in paradiso. Non c posto nella casa del padre per chi muore senza battesimo
anche se sono bambini. Dopo che veniamo battezzati la grazia di Dio ci serve perch noi
siamo indeboliti, questa grazia del battesimo anche un aiuto, il battesimo amministrato
come aiuto per non commettere pi peccato oltre che per la remissione del peccato
originale e di quelli commessi successivamente, ci significa che nella nostra condizione
umana si verificato un deterioramento.
In sintesi:
- La morte non appartiene alla natura delluomo ma entrata a seguito del peccato di
Adamo
- il battesimo amministrato in remissione dei peccati, trasmessi per generazione
- per i bambini non c salvezza senza battesimo
- il battesimo ce aiuta inoltre a non peccare pi.
Il concilio di Orange: riprende linsegnamento di Agostino, come definito nel concilio di Cartagine.
Afferma quanto segue:
- c stata una corruzione delluomo, non solo della sua parte corporea ma anche della sua
anima, c stata quindi una trasformazione in peggio di tutto luomo. Questa

conseguenze descritta come mutamento in peggio. Ci riguarda non solo il corpo ma


anche lanima e in essa la libert.
Se qualcuno afferma che il peccato di Adamo ha nuociuto solo lui e non alla sua
discendenza, e che sia passato solo la morte e non il peccato sia anatema: il peccato di
Adamo ma lo di tutti, c un peccato originale originato. Il peccato produce la morte
dellanima e la pena del peccato la morte del corpo. La conseguenza del peccato la
morte come la conosciamo. Il peccato la morte dellanima ed essa come conseguenza
ha provocato la morte del corpo. Quindi senza il peccato non ci sarebbe stata la morte
dellanima e senza di essa quella del corpo come la conosciamo. La morte del corpo
conseguenza del peccato. Quindi vi una connessione tra peccato e morte delluomo,
non si dice che la natura umana e da gettare via, si sta dicendo che le conseguenze del
peccato riguardano il corpo e lanima, abbiamo un deterioramento in peggio delluomo.

Chiusa questa controversia c un'altra controversia, quella legata a Lutero vediamo cme si
arriva ad essa. Pelagio esalta la condizione umana dopo il peccato originale egli afferma che non
siamo dopotutto stati cos danneggiati, la libert umana pu tutto pertanto la grazia non
necessaria. Agostino invece risponde che non vero quanto affermato da Pelagio, la nostra
condizione umana stata mutata, c la concupiscenza, c la realt della morte dellanima che
peccato, c la morte del corpo che manifesta la morte dellanima. Agostino sottolinea la necessit
di Cristo, che necessario essere raggiunti dalla redenzione di Cristo; che non c salvezza per i
bambini non battezzati. Si arriva cos al concilio di Trento che dovr rispondere anche alla teologia
di Lutero.
Lutero: radicalizza le posizioni di Agostino esasperando le condizioni del peccato originale,
al punto da ritenere la natura umana gi morta a seguito del peccato originale, radicalizza il
pessimismo agostiniano, considerando la natura umana gi morta e non semplicemente malata a
seguito del peccato originale, fa ci per evidenziare il primato della grazia; Pelagio per difendere la
libert delluomo danneggia la grazia, Lutero per difendere la grazia di Dio danneggia la libert
delluomo. Inoltre per Lutero la concupiscenza stessa, linclinazione, peccato, tutto nelluomo
dopo il peccato originale peccato.
Bisognava quindi rispondere, sottolineando che qualcosa della natura umana rimasto
integro e che la libert umana chiamata a collaborare con la grazia di Dio, questo ci che far il
Concilio di Trento.
21.11.14
La riforma, il Concilio di Trento.
Lutero radicalizza la dottrina di SantAgostino, la sua visione pessimistica delluomo e la
gravit del peccato originale per mettere in evidenza la centralit di Cristo e la sua redenzione;
radicalizza anche il significato della concupiscenza che e vista come peccato.
Il concilio di Trento cerca di riequilibrare la situazione mettendo in evidenza come il peccato
originale ha danneggiato luomo ma non lo ha distrutto; inoltre afferma che la concupiscenza non
peccato.
Il decreto del concilio di Trento sul peccato originale e le conseguenze su Adamo:

1. lattenzione solo su Adamo, non si parla della nostra condizione, si afferma che vi era
uno stato prelapsario, prima della caduta luomo era in una condizione di santit e
giustizia, quanto sia rimasto luomo in questo stato il concilio non ce lo dice.
2. Questa condizione stata persa.
3. Le conseguenze del peccato originale del concilio: Adamo rimane schiavo della morte,
in senso Paolino da intendere come separazione da Dio quindi non biologico ma
teologale; la schiavit dal demonio che il potere della morte. Inoltre non si dice che
siamo sotto il dominio del peccato, quindi stato colpito dal peccato originale ma non
schiavo del peccato. Luomo peggiorato nellanima e nel corpo, qui il concilio e
generico, non afferma una morte assoluta delluomo dopo il peccato originale come fa
Lutero, non afferma che lanima sia stata uccisa dal peccato, non venuta meno
limmagine e la somiglianza delluomo. una visione pi soft rispetto a quella
pessimistica di Lutero.
Nella seconda parte lo sguardo si posa sul peccato originale originato, su di noi:
vi un riferimento a Pelagio, perch vi erano dei simpatizzanti di questa visione
pelagina; siamo nel 1546 in pieno Rinascimento cultura caratterizzata da un forte
antropocentrismo; umanisti come Erasmo da Rotterdam male accettavano dal
cristianesimo che luomo fosse danneggiato dal peccato originale, essi hanno una
visione delluomo ottimistica. Essi sostengono che non ci sia una trasmissione del
peccato originale allumanit. Si tratta di un umanismo con simpatie pelagiane.
Troviamo la citazione di Rm 5,12 che Trento cita correttamente; parlando di
morte e non di peccato come faceva Agostino. Nelle versioni precedenti di Agostino e
dei concili di Cartagine e Orangerie, ci che veniva trasmesso in modo errato era il
peccato. Ora il concilio chiarisce che cosa viene trasmesso: la morte. Si cita quindi
correttamente il testo di San Paolo, viene trasmessa la morte senza escludere la dottrina
del peccato originale. Ci che viene trasmesso a tutti gli uomini la morte. Questa una
novit.
Nella terza parte del decreto invece si d rilievo al peccato originale, il cui
battesimo allo scopo di eliminare. Si parla del peccato di Adamo, peccato originale
originante, che uno solo, questo peccato non resta solo in Adamo ma viene trasmesso
per generazione. Non la generazione, lunione sessuale che e peccaminosa, ma la
generazione da parte dei genitori che mi trasmettono la natura umana cos come dopo il
peccato di Adamo anche se sono stati rigenerati dal battesimo. Il peccato trasmesso di
generazione in generazione, non terra imitazione. Il peccato entra in me nel momento in
cui vengo generato. La concupiscenza non peccato ma veicolo di trasmissione di
esso. Il peccato originale originato c e mi viene trasmesso con la generazione la quale
di per s non peccato, Trento non vuole affermare che lunione sessuale o il desiderio
sessuale siano peccato. Si trasmette a tutti, una realt universale, e di ciascuno, come
pu essere tolto? Non possibile alla natura umana toglierlo, luomo con la sua
dimensione ascetica e spirituale non pu liberarsi dal peccato originale come affermava
Pelagio, ma possibile farlo solo attraverso Ges Cristo che ci libera dal peccato.
Quarta affermazione: non luomo ma Cristo libera luomo dal peccato.
Quinta affermazione: se il peccato ce lhanno tutti, anche i bambini il battesimo
viene amministrato in remissione dei peccati; il battesimo rimettere i peccati a tutti,
anche i bambini hanno il peccato originale.

4. Il pedobattesimo (battesimo dei bambini). Risposta a Pelagio: chi nega che i bambini
non devono essere battezzati I genitori trasmettono la natura umana non la
rigenerazione in quanto battezzati, ma quella di generati, anche i bambini avendo il
peccato originale per non finire nel limbo devono essere battezzati. Viene citata sempre
Rm 5,12: ci che viene trasmessa la morte. Secondo questa norma di fede per
tradizione apostolica anche i bambini vengono battezzati per essere rigenerati, la
generazione trasmette il peccato, la rigenerazione trasmette la redenzione.
5. Ci che segna la divaricazione tra Chiesa cattolica e riformatori riguarda il nr. 5 perch
vi una visione antropologica e del peccato originale che non quella dei riformatori:
Chi nega che per la grazia del Signore nostro Ges Cristo conferita nel battesimo, sia
rimesso il peccato originale o anche se asserisce che tutto quello che il vero e proprio
peccato non viene tolto ma solo cancellato, o non imputato sia anatema, la risposta a
Lutero secondo il quale luomo restava intrinsecamente una massa dannata anche dopo
la giustificazione, solo che Dio, non gli imputava quel debito, non ne tiene conto a
motivo di Cristo. Essere guariti e non essere considerati ammalati non la stessa cosa
Luomo giustificato per una non imputazione del peccato originale. Trento afferma che
per mezzo del battesimo luomo viene perdonato, viene rimosso il peccato originale,
viene perdonato il peccato originale. Si tratta di un vero peccato e viene tolto e non non
imputato, le conseguenze sono che ci che resta dopo il battesimo ovvero la
concupiscenza, non peccato, essa non odiata da Dio pertanto non peccato, nulla che
resta del battezzato impedisce la vita eterna. La concupiscenza ha anche a che fare con il
peccato originale, ha origine da esso, ma non peccato; Lutero affermava che essa era
un peccato; Trento invece afferma che resta questa configurazione disordinata
delluomo, e ci viene lasciata perch possiamo crescere nella virt attraverso la lotta.
Quindi la concupiscenza e utile che resti dopo il battesimo cos il cristiano stimolato
alla lotta e cresce in virt. Essa deriva dal peccato, e inclina al peccato ma in se stessa
non c peccato. Nel punto cinque viene precisata la dottrina di Trento sulluomo
peccatore dopo il peccato originale e dopo il battesimo.
6. Il dogma dellImmacolata concezione non era ancora stato proclamato. Ci che riguarda
il peccato originale e ci che riguarda la concupiscenza dopo il battesimo non riguarda la
Madonna. Il concilio di Trento ha aspetti Cristologici, ecclesiologici e antropologici:
- Cristo mediatore universale della salvezza
- la redenzione avviene mediante il battesimo (aspetto ecclesiologico)
- ha una prospettiva antropologica, luomo non stato distrutto dal peccato originale ma
peggiorato, dopo il battesimo vero che resta la concupiscenza, che non un peccato ma
utile perch lo stimola alla lotta contro il male dentro di s.
Prima affermazione: c il peccato originale di Adamo, esso solo uno ed il peccato
assoluto, il peccato di superbia che consiste nel rifiuto di una relazione di comunione con Dio
nellumilt, mi debbo interamente a te e ci non lo accetto, pertanto recido questa relazione.
Seconda affermazione: si trasmesso da Adamo alla sua discendenza; quindi riguarda tutti
gli uomini, si chiama peccato originale originante ed un peccato in senso analogico perch non
un atto commesso dalluomo, che se lo ritrova senza averlo compiuto. Adamo ha voluto compiere
questo gesto; il nostro peccato originale originante uno stato, tutti siamo messi al mondo in questo
stato di peccato.

Terza affermazione: questo peccato danneggia in peggio la condizione umana, ma non lo


colpisce mortalmente, non elimina ci che nelluomo immagine di Dio la conseguenza la perdita
dello stato di grazia, e poi la morte del corpo, dopo il battesimo ci che resta la concupiscenza.
Quarta affermazione il peccato originale originante riguarda tutti gli uomini senza
esclusione, anche i bambini.
Il catechismo della Chiesa cattolica al punto 404 afferma quanto segue: la trasmissione del
peccato originale un mistero che non possiamo comprendere pienamente. Ma il catechismo
riconosce la possibilit di dare una risposta a questa obiezione. Esso riguarda tutti gli uomini e i
bambini.
Un documento della commissione teologica internazionale La speranza dei bambini nati
senza battesimo ha messo ordine a questa materia che ha provocato a molte donne molte angosce.
Secondo Agostino finiamo nel limbo dellinferno, che altro non che il lembo pi esterno
dellinferno; poi ci si inventati la pena di danno quella di senso; i bambini hanno la pena di
danno ma non quella di senso. Pena di danno significa esclusione da un bene che non conosco;
pena di senso esclusione da un bene che conosco della cui mancanza soffro ovvero la visione
beatifica di Dio.
Con il concilio Vaticano II, si mette in evidenza il primato universale di Cristo, il
Cristocentrismo, prima di tutto nella creazione e nella predestinazione, certo noi siamo una cosa
sola in Adamo e ma prima di tutto lo siamo in Cristo, chi pi potente Adamo o Cristo? Cristo!
Anche se le conseguenze di Adamo ci fanno una cosa sola nello stato di peccato, nellessere
peccatori, in questo stato di peccato originale originato. Ma noi siamo prima di tutto siamo stati
creati in Cristo, predestinati ad essere in comunione con Dio attraverso Cristo, nellincarnazione il
Figlio di Dio si unito a ogni uomo e lo Spirito Santo, in un modo che nessuno sa, d a tutti la
possibilit di essere in contatto con il mistero pasquale e ci pi potente dellunit in Adamo.
Lassioma extra ecclesia nulla salus, a proposito delle altre religioni come via di salvezza,
non era non stato formulato per i bambini nati prima del battesimo o per gli appartenenti ad
unaltra religione ma per gli apostati, per coloro che da adulti avevano ricevuto il battesimo e poi
avevano voltato le spalle al battesimo uscendo dalla Chiesa; esso gli indicava che se voltavano le
spalle alla chiesa erano fuori dalla salvezza, ma ci non riguarda i bambini.
Si mette in evidenza la dimensione della speranza della misericordia, della speranza che si
fonda sulla misericordia. Lattributo fondamentale di Dio la sua misericordia; la croce di Cristo,
questo questo il messaggio di Ges Cristo e della sua passione, inoltre Cristo si pone dalla parte
degli innocenti che soffrono, lui linnocente che soffre sulla croce, quindi la sua attenzione verso i
bambini un elemento forte da tenere in considerazione sulla sorte dei bambini morti prima del
battesimo, quindi in considerazione di ci va eliminato ogni riferimento riguardo il limbo per
bambini. Dio raggiunge con la sua grazia per vie a noi non conosciute ogni uomo, sia i bambini che
i battezzati che, gli adulti appartenenti ad altre religioni. Dio pi grande dei suoi sacramenti che
sono comunque per noi strade certe, per essere raggiunti dalla sua grazia, ma ci sono altre vie che
non conosciamo perch Dio pi grande dei suoi sacaramenti.
Bisogna affidarsi alla misericordia di Dio che il fondamento della nostra speranza. Oggi
c una novit a livello liturgico la lex orandi la lex credendi e viceversa, oggi nel nuovo rito delle
esequie c la formula per le esequie dei bambini non battezzatisi, che prima non potevano ricevere
il funerale ed essere sepolti in terra consacrata, oggi si pu fare il funerale anche ai bambini non
battezzati, cosa prima non concessa; tutto perch prevale la misericordia di Dio che ci raggiunge

anche senza sacramenti. Dio ha dato Ges Cristo che morto sulla croce per tutti anche per i non
battezzati. Ma ci non toglie che il battesimo si debba favorire; quindi basta con il limbo, affidiamo
a Dio i bambini che muoiono senza battesimo. La misericordia di Dio raggiunge tutti anche coloro
che non si accostano ai sacramenti.
01.12.14
La Grazia.
La parola ebraica HANAN che significa piegarsi, CHARIS in latino. A livello biblico
significa fare spazio allaltro accogliendolo nella propria benevolenza: non temere Maria, hai
trovato grazia presso Dio. Dio dunque fa grazia perch accoglie laltro allinterno della propria
benevolenza, un movimento dallesterno verso linterno. Ma grazie significa anche un movimento
dallinterno verso lesterno, fare grazia, muoversi per fare, realizzare il bene del soggetto a cui viene
offerta la grazia, chinarsi sullaltro avvolgendolo con il proprio favore.
Nel NT: in Matteo e Marco il termine grazia non compare, compare invece nellopera
lucana. Lautore neotestamentario che utilizza il termine grazia in modo frequente e Paolo; ma la
stessa parola la usa per indicare realt differenti e complementari. Per Paolo la forma dellazione
di Dio, per Paolo significa gratuit, Dio agisce gratuitamente, ma anche il contenuto dellazione di
Dio grazia. 2Cor 13,13 La grazia del Signore Ges Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello
Spirito Santo siano con tutti voi. questa azione favorevole di Dio verso luomo Ges, egli la
grazia di Dio. Ancora per Paolo il contenuto della grazia di Dio che Ges, i doni concreti in cui la
nostra relazione con Ges si traducono sono grazia, innanzitutto la giustificazione, lelezione, la
redenzione; se Cristo la grazia di Dio anche la sua articolazione nella vita del credente si esprime
in termini di grazia: grazia nella giustificazione, elezione, redenzione. Per Paolo grazia la forza
con cui Dio aiuta nella debolezza, in 2Cor Paolo racconta pi volte di essersi rivolto Dio per essere
liberato da una spina nella carne, il signore gli risponde: ti basta la mia grazia, ti do il mio aiuto. Per
Paolo grazia ogni altro dono di Dio a iniziare dal ministero. Paolo dice che gli stata data la
grazia di annunciare il Vangelo ai gentili, la grazia dellapostolato.
Una definizione della grazia di Dio: Dio grazia in se stesso, Dio la totale libert, gratuit,
egli nella sua esistenza grazia, essa il segreto della divinit di Dio, Dio e Grazia perch esiste
gratuitamente. Grazia inoltre la presenza di Dio, Dio presente e opera, quindi anche la sua
azione in tutte le sue espressioni grazia, lazione di Dio il favore di Dio verso luomo che si
manifesta nelle varie espressioni, prima di tutto nella:
- Nella predestinazione: la predestinazione grazia di Dio, il fatto che siamo pensati in
Cristo e predestinati in questa relazione finale con Dio.
- grazia di Dio anche , in seguito al peccato, La redenzione e la giustificazione, c
bisogno di rimuovere ci che ha provocato un decadimento della nostra relazione con
lui.
- Grazia lautocomunicazione di Dio, Dio in quanto dona se stesso alluomo. La
salvezza delluomo Dio stesso in quanto si autocomunica alluomo, la grazia la
partecipazione alla vita di Dio, vivi perch Dio mette in noi la sua stessa vita, se stesso.
La partecipazione alla sua vita, lauto comunicazione di Dio la sua grazia.
Primo tornante della dottrina della grazia.
La questione del Pelagianesimo e del Semipelagianesimo. In contrapposizione alla primo
troviamo SantAgostino. La problematica agostiniana e la polemica contro Pelagio: Pelagio a una

visione ottimistica delluomo, perch voleva che luomo si impegnasse nella risposta Dio, egli
voleva che luomo non si rilassasse ma mantenesse vivo il percorso verso la santit. Egli aveva in
avversione la tematica della grazia perch rievocava larbitrio dellimperatore, essa era una
eccezione alle regole, limperatore aveva il potere di vita e di morte. La grazia nel diritto penale,
quando viene esonerato da una pena da scontare grazia un privilegio, una legge emanata per il
singolo caso, eccezione alla regola generale: grazia. Perci egli preferiva parlare di giustizia come
rettitudine di vita da parte delluomo.
SantAgostino, noto come il doctor gratie, interviene, per lui il tema della grazia
fondamentale egli mette come pietra angolare lassoluta necessit di Cristo, Agostino, con il suo
forte cristocentrismo pone la necessit di Cristo che non uno che da solo il buon esempio ma
necessario il salvatore, dalla necessit di Cristo deriva la necessit della grazia.
Gli ambiti per SantAgostino di necessit della grazia:
- La grazia a che fare con la libert delluomo, abbiamo gi presentato la distinzione tra
libero arbitrio e libert di SantAgostino; il libero arbitrio la facolt di scegliere, questa
appartiene alla nostra anima spirituale e immortale, quindi il peccato originale non pu
smantellare la nostra anima e il nostro libero arbitrio, ma questultimo significa che
posso decidere di fare ad esempio una carezza o di dare un pugno, il libero arbitrio non si
perde con il peccato originale, ma non coincide con la libert che la capacit di
scegliere il bene. Il libero arbitrio la capacit di decidere in modo indeterminato; esso
deve diventare libert ovvero capacit di scegliere il bene. Dopo il peccato originale, se
non si perso il libero arbitrio, si deteriorata alla libert, la mia capacit di scegliere il
bene appesantita dalla concupiscenza, pertanto c bisogno della grazia, di questa
azione di Dio che mi aiuta a decidere per il bene, ad esercitare bene la mia libert,
attraverso questa attrazione che il bene esercita sulla mia volont. Io vedo davanti a me
un cibo salutare e decido di mangiarlo, quindi c una mia volont, allo stesso tempo il
cibo esercita attrazione verso di me, quindi io ho deciso di mangiarlo ma anche il cib ha
esercitato un attrazione. C stata dunque la grazia di Dio che ha agito attraverso
lattrazione e questa ha fatto diventare il mio libero arbitrio libert affiche facessi la
scelta giusta.
La grazia in questa prima prospettiva, per Agostino un auxilium, un aiuto al libero
arbitrio affinch possa diventare libert. Agostino parla di rapporto tra azioni di Dio,
grazia, e azione delluomo, libert. In questo modo lazione delluomo che decide di
scegliere il bene, ma allo stesso tempo Dio dona alla libert e la grazia per far s che
libero arbitrio diventi libert.
- SantAgostino considera il rapporto tra grazia e natura, una cosa va chiarita, con le sue
sole forze, luomo non arriva Dio, la grazia e questo aiuto di cui Dio provvede luomo
per poter giungere al proprio fine. Luomo giunge al compimento solo attraverso laiuto
che gli viene dato dallesterno ovvero da Dio, a differenza di un animale che diventa se
stesso seguendo la sua natura ad esempio canina; luomo fatto per entrare in relazione
con Dio e ci non nella natura umana, ma ha bisogno della grazia, di essere aiutato da
Dio che gli offre presenza e aiuto. Anche prima della caduta, Adamo aveva bisogno della
grazia che Dio gli aveva dato, che era gi una grazia di Cristo, perch in Cristo ognuno
stato pensato e creato. La grazia porta a compimento la natura, necessaria perch
luomo sia se stesso, senza di essa, ci non pu avvenire, nella natura umana c apertura

al totalmente altro, apertura che pu essere riempita dal totalmente altro nella misura in
cui si piega sulluomo stesso. La grazia laiuto necessario alluomo perch la natura
delluomo che fatto per Dio, giunga a compimento, in virt della grazia, cio a
incontrare Dio.
Il terzo ambito riguarda il percorso della relazione umana con Dio, il semipelagianesimo
affermava che la grazia necessaria ma non nel primo momento, in cui luomo ha la
capacit di accogliere Dio con le forze della sua natura, poi in un secondo momento ha
bisogno della grazia. Agostino controbatte affermando che la grazia di Dio deve
accompagnare sempre libert delluomo fin dal primo momento, il primo passo
dellesercizio della libert umana sostenuto dalla grazia; quindi prima della libert c
la grazia. SantAgostino afferma che la grazia ci vuole sempre, luomo non pu mai da
solo scegliere Dio, la grazia necessaria prima durante dopo, compagnia luomo nella sua
libert e luomo ne ha sempre necessit. Necessit assoluta della grazia prima, durante, e
dopo, la grazia deve precedere e portare a compimento il percorso delluomo, sia linizio
della fede e la perseveranza finale sono grazia di Dio; se concluder la mia vita in grazia
di Dio sar un dono del Signore.
Ultimo ambito in cui Agostino applica la sua dottrina sulla grazia quello del rapporto
tra grazia e predestinazione. Il Paolo la predestinazione alla salvezza riguarda tutti,
perch tutti sono stati creati in Cristo, uniti in lui nellincarnazione, e per tutti ha versato
il suo sangue, questo concetto di predestinazione si appesantisce riguardo il
collegamento con la salvezza eterna. Quanti si salveranno? Dio ha gi deciso quanti si
salveranno. SantAgostino cerca di stemperare questa dottrina. Dio misericordia,
quindi la grazia viene data indipendentemente dai meriti, ma Dio anche il giudice
quindi la grazia non viene data a tutti, per Dio non ci predestina al male e soprattutto
lessere giusto e misericordioso di Dio distante da come noi possiamo immaginare,
quindi vi una visione della predestinazione secondo la quale sarai salvato
indipendentemente dai meriti, secondo la misteriosa giustizia di Dio. E io che non ho
ricevuto questa grazia di Dio perch non devo essere salvato se non ho fatto nulla? A
questo punto la forma della predestinazione ha questo tipo di soluzione.
In sintesi: La grazia gratuit, quindi la predestinazione dipende dalla misteriosa
giustizia di Dio. Per Agostino la grazia la presenza di Dio nelluomo, laiuto che
Dio d alluomo per arrivare alla salvezza, e ancora la grazia la salvezza stessa,
alla presenza di Dio, laiuto che Dio offre, la salvezza stessa; la grazia e una
relazione, la relazione di comunione con Dio (la sua presenza, il suo aiuto, la sua
salvezza)

Il linguaggio scolastico della grazia.


Cos la grazia nella prospettiva scolastica, nel lessico di San Tommaso. San Tommaso
distingue una grazia naturale da una grazia soprannaturale per Tommaso il fatto che sia stato
creato cos come sono una grazia, non c nulla che costringesse Dio a farlo, prima di tutto la
natura grazia di Dio, per c questo aiuto supplementare che necessario perch luomo con le
sue sole forze non arriverebbe allincontro con Dio. A che scopo viene data? Per sanare lanima,
dopo il peccato originale la concupiscenza mi porta a non decidere correttamente, la grazia ha un
effetto sanante, come conseguenza a questo effetto sanante, la grazia aiuta a conoscere il bene. Ma
quale sia il bene lo conosciamo grazie alla grazia, qui subentra una distinzione un lumen nature e

un lumen gratie, (Concilio Vaticano I, affermava che c una conoscenza possibile di Dio con il
lumen nature, della ragione, per c anche un lumen gratie, come possiamo conoscere il Dio della
rivelazione? Attraverso la grazia che mi da Dio posso conoscere il bene.) terzo secondo Tommaso la
grazia serve a volere il bene che ho conosciuto; e a operare il bene che posso conoscerlo ma se non
ho la forza di operare quanto conosciuto, conoscere non serve a nulla, inoltre la grazia serve Inoltre
la grazia serve a perseverare nel bene e a perseverare fino allultimo momento, quindi prima ci
guarisce e poi caccompagnino ogni momento di decisione per il bene.
San Tommaso effettua distinzione tra grazia sanante e grazia elevante, dopo il peccato
originale ci siamo trovati danneggiati, la grazia prima di tutto a questa portata di risanarci, la
grazia della giustificazione, della santificazione. Ma se non ci fosse stato il peccato originale ci
sarebbe stato bisogno della grazia di Dio? S! Oltre quindi alla grazia sanante, cera la grazia
elevante, che era stata data anche dAdamo per arrivare Dio prima del peccato originale.
- Grazia increata: Dio stesso, e grazia, increata perch solo Dio increato.
- Grazia creata: insieme degli aiuti offerti da Dio per permettermi di entrare in comunione
con lui. Con cui Dio ci aiuta ad accoglierlo. Ci sono degli effetti anteriori e successivi
nelluomo a seguito della presenza di Dio e della sua Grazia.
- Grazia abituale: trasforma luomo, crea nelluomo un habitus, qualcosa di stabile,
continuativo.
- Grazia attuale: data per un actus, perch luomo compia un atto specifico che Dio gli
chiede di compiere. Ad esempio si divent Papa Dio mi dar la grazia necessaria per
compiere gli atti richiesti da Papa. Idem per il matrimonio, per la vita presbiterale o
religiosa.
- Grazia gratium facens: quella con cui veniamo giustificati, resi grati a Dio, essa
riguarda me e Dio.
- Grazia gratis data: quella data e perch aiuti qualcun altro ad esempio perch porti un
amico a riaccostarsi al sacramento della riconciliazione dopo 12 anni; in poche parole
per portare un altro Dio. Essa non riguarda direttamente il mio rapporto con Dio ma
riguarda qualcun altro.
Il contributo di San Tommaso prezioso anche perch ci fornisce come capire se si in grazia di
Dio:
- si pu saperlo per rivelazione, a qualcuno Dio dice se in grazia attraverso una rivelazione
specifica
- con certezza nessuno pu sapere di essere in grazia di Dio, per ci sono dei segni, quindi
per deduzione possiamo ipotizzare di essere in grazia di Dio, i segni sono i seguenti:
1. che abbiamo gusto per le cose di Dio, che proviamo compiacimento nella vita di Dio
rifiutiamo le cose mondane.
2. Altro segno la coscienza di non essere nel peccato mortale: adulterio, omicidio,
apostasia.
Giovanna darco diceva a chi gli faceva delle domande per metterla alla prova riguardo lo
stato di grazia: se mi ci trovo il Signore mi ci mantenga; se non mi ci trovo il Signore mi ci porti.
2.12.2014

Rm 3,21-28: la controversia sulla giustificazione, aspetto della grazia.

Dio giusto perch si comporta coerentemente con la sua santit nel suo rapporto con
luomo. Inoltre, di conseguenza c la giustizia delluomo, il suo impegno a vivere
secondo la legge. Ad esempio Giuseppe vuole ripudiare Maria in segreto, decide di
vivere in condizioni drammatiche secondo la legge. La giustizia delluomo ha la
dimensione verticale nei confronti di Dio e quella orizzontale ovvero una prospettiva
sociale.
Luomo giusto se osserva la legge.
Dio giusto perch premia luomo giusto, luomo che si sforzato di vivere secondo la
legge, Dio premia i giusti, coloro che si sono sforzati di vivere secondo la legge. Luomo
giusto se osserva la legge ma anche quando luomo si sforzato di vivere secondo
giustizia, per grazia di Dio, ci non dipende da i suoi meriti ma dalla grazia, anche
quando osserva la legge per tendere verso la giustizia. Ricorderete le ammonizioni del
Signore quando esorta a cercare il Regno di Dio e la sua giustizia, quando esorta a una
giustizia non farisaica, che finalizzata a comprarsi il premio di Dio con la buona
osservanza della legge. Chi lunico uomo giusto che ha osservato la legge senza
trasgressione, che ha fatto fino in fondo la volont di Dio, il vero giusto? Ges Cristo.
Poich tutti noi siamo peccatori e non siamo come Ges Cristo, chi ha smaltito le
conseguenze dellingiustizia? Ges Cristo. Quindi noi siamo stati ripristinati nella
relazione con Dio grazie a Cristo, a colui che cha salvati nello smaltimento del debito
prodotto dal male. Quindi dobbiamo la nostra giustizia a Cristo e lui lo dobbiamo a Dio
padre che ci ha mandato il Figlio. Quindi questa opera di ricollocare luomo nella
giustizia, di renderlo giusto, si chiama giustificazione, sempre un aspetto della grazia
di Dio, perch Dio non tenuto a dare il suo figlio, lo fa per grazia. Dio tenuto a
recuperare luomo? Assolutamente no! Lo fa per grazia. Quindi anche il rendere l'uomo
giusto, smaltendo il suo debito, anche questo un aspetto del mistero della grazia di Dio
sottolineato nella controversia tra luteranesimo cristianesimo.
Lunico uomo giusto il Cristo, lui che smaltisce il debito, lui la nostra giustizia
dinanzi a Dio ed Ges cristo lo strumento della nostra giustificazione, tutto ci grazia
perch non ci sono nostri meriti nostri, ma parte dalla grazia di Dio.

Rm 3,21-28:
Ora per, indipendentemente dalla legge, stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno
testimonianza la legge e i profeti: vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Ges Cristo, per tutti
coloro che credono - infatti non c' distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio ma
sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che in Cristo Ges. Dio lo ha
prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia,
avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per
dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinch egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in
Ges.
Dov' dunque il vanto? Esso escluso. Per quale legge? Delle opere? No, ma per la legge della
fede; poich riteniamo che l'uomo giustificato mediante la fede senza le opere della legge.

La legge mostra alluomo il percorso che egli deve tenere ma non da gli strumenti per
conseguire la giustizi, la legge viene messa da parte, la giustizia di Dio non ha a che fare
con la legge, si manifesta indipendentemente.
Condizione del genere umano: tutti hanno peccato sono privi della gloria di Dio, per c
lazione di Dio, la giustizia e di Dio, soggetto, giustizia che c giustificati gratuitamente
per la sua Grazia, ha compiuto la giustificazione, ha posto luomo in una condizione di
giustizia dinanzi a Dio, tutto ci non stato comprato dalluomo ma avvenuto
gratuitamente e per mezzo della redenzione che in Cristo. Giustizia, giustificazione,
redenzione sono aspetti della grazia.
Tutto ci avviene per mezzo della fede in Ges Cristo e non per le opere. la fede che
ci permette di appropriarci della grazia di Dio che si espressa nella sua giustizia
nellopera della giustificazione per mezzo di Cristo indipendentemente dalla legge dalle
sue opere.
Ricapitolando:
Tutti hanno peccato, con la legge o senza legge tutti siamo in una condizione di
peccato.
Dio manifesta la sua grazia e la sua giustizia, giustificando luomo per mezzo di Ges
Cristo, tutto ci grazia perch non c nessun merito delluomo e perch non sono le
opere delluomo che fanno entrare luomo nella giustizia, ma la fede in Ges Cristo
che permette questa comunione con Cristo che la nostra giustizia.

Questo testo va esplicato in un aspetto specifico: ma questa giustificazione esteriore o c


qualcuno che compie questa trasformazione? Lo spirito Santo che elimina lostacolo alla comunione
tra luomo e Dio, egli opera la reale trasformazione delluomo, non si tratta solo di una
trasformazione esteriore, lo spirito Santo cancelli peccati e ci trasforma realmente. Le opere sono
necessarie? Non esiste soltanto Paolo nel nuovo testamento; Giacomo dice che la fede senza le
opere morta, quindi le opere sono sacramento di questa trasformazione, da esse si capisce se sia
stato trasformato, da esse si capisce la fede, che sono stati rimessi i peccati, e si sono lepifania della
trasformazione invisibile ma reale che si realizzata dentro di te.
Grazia e giustificazione: il luteranesimo e la risposta del cattolicesimo.
Lutero porta allestremo le differenze di Paolo e Agostino, il suo pensiero: solus Cristus, sola
fide, sola gratia.
1. Solo Cristo: Lutero mette al centro Cristo e la sua opera di redenzione, Cristo necessario.
2. Sola fede: Non necessaria qualche opera, ma la fede, lunico modo di entrare in
comunione con lui per ricevere la giustificazione.
3. Sola grazia: Le opere non hanno valore meritorio, esse esprimono la grazia ricevuta ma non
la possono comprare, lunica vera opera e la fede stessa, lunico modo per accedere a
Cristo. La grazia una realt gratuita indipendente da ogni merito delluomo. Tutto ci pu
essere fatto nostro perch il solus Cristus di Lutero ci presenta il Signore come colui che
la nostra grazia e anche il nostro giudizio, in ges si manifestata la grazia di Dio e nella
croce la gravit del peccato e le due cose non sono indipendenti, il dono dellamore va
sempre insieme a quello della verit.
Il prezzo che paga Lutero, e su ci si discosta la posizione della chiesa cattolica, grande dal
punto di vista antropologico, egli presenta una visione antropologica delluomo pessimista, dopo il

peccato originale luomo morto, limmagine di Dio stata distrutta, luomo ha perso non solo la
libert ma il libero arbitrio, Lutero esaspera Agostino, luomo non capace di nulla come se fosse
morto, la centralit di Cristo e della grazia lo portano ad affermare che nella giustificazione luomo
considerato giusto da Dio, ma non vi nessuna trasformazione, resta ci che. Per Lutero luomo
nella giustificazione considerato giusto da Dio che non gli imputa le conseguenze del peccato, ma
la giustificazione non trasforma luomo, lo lascia come. Annulla il Polo della libert, sia luomo
toglie la libert cosa gli resta? Per salvare la divinit di Dio, il Polo della grazia, Lutero deupapera
lantropologia, (uomo distrutto), e la Cristologia (la redenzione non provoca nessuna
trasformazione), luomo non ha la libert, luomo non luomo, perde la capacit di conoscere il
bene e di decidere, per Lutero luomo tutto peccato, e incapace di nulla. Presenta un uomo che
perde libert il libero arbitrio, limmagine di Dio, viene distrutto e non viene ricostruito, non vi
trasformazione. Possiamo parlare di una grazia esterna, per me ma non in me, c stato un danno
ma non se ne tiene conto.
Dio tratta luomo da giustificato, ma lunico vero giusto il Cristo, la sua giustizia viene
imputata noi, ma in noi non vi nessuna trasformazione.
Dio deve essere Dio e luomo deve essere uomo, tutto deve essere grazia di Dio perch
diversamente Dio non sarebbe Dio, e luomo deve liberamente aderire alla grazia di Dio
diversamente non sarebbe pi uomo. il Concilio di Trento, cerca di conciliare questi due poli con il
decreto sulla giustificazione. I primi quattro numeri guardano alla giustificazione nella storia della
salvezza:
1. Prospettiva Paolina presente nella lettera ai romani: tutti sono sotto il peccato di Adamo,
gentili e giudei, e non sono capaci di risollevarsi con le loro forze. Il libero arbitrio per non
era estinto ma indebolito, questa la risposta Lutero, per il quale tutto ci che le immagini
di Dio nelluomo era stato distrutto dal peccato.
2. Eco del testo della lettera ai romani, vi liniziativa del padre che manda il figlio, Ges
linviato per i gentili per i giudei, e vi lopera della giustificazione compiuta da Cristo con
il suo sangue.
3. Ges ha fatto tutto ci per luomo, ma non tutti ricevono il beneficio della sua morte,
occorre che il dono della grazia di Dio sia oggetto dellappropriazione da parte delluomo,
luomo deve fare qualcosa per appropriarsene, ruolo delluomo nel mistero della grazia di
Dio. Vi la prospettiva paolina dei due Adamo, tutti nasciamo in Adamo e nasciamo ingiusti
perch ricevendo la natura la riceviamo com dopo il peccato, c data per la possibilit di
rinascere in Cristo non per generazione ma per rigenerazione.
4. Questo passaggio non pu avvenire senza la reale trasformazione operata dallo spirito Santo,
passaggio dalle tenebre alla luce, questa trasformazione, la purificazione dei peccati e la
ricostruzione delluomo avviene mediante il battesimo anche solo per desiderio. Lopera
della salvezza consiste nella redenzione, nella giustificazione nelladozione figli.
5. Questo passaggio da uno Stato allaltro esige una preparazione:
- Il modello presentato il battesimo dei bambini o quello degli adulti? Quello degli
adulti, come caso tipico per la libert, perch nel caso dei bambini il discorso della
libert delluomo non viene in evidenza, quindi il concilio dice guardiamo al battesimo
degli adulti come caso tipico.
- Il primo passo nelle forze delluomo? No, sempre la grazia preveniente di Dio, gli
uomini la ricevono senza alcun merito, c questa grazia che sollecita e aiuta. Anche il
gusto che porta a staccarsi dai peccati e aiuta prepararsi allincontro con Dio mediante il

battesimo non per le forse delluomo ma per grazia, grazia che aiuta luomo a scegliere
Dio. C questa grazia preveniente che stimola luomo scegliere Dio. Tutto parte dalla
grazia di Dio che sollecita e aiuta, ma luomo deve accettare e cooperare liberamente con
la grazia, luomo pu respingere o accettare. Con la grazia di Dio il libero arbitrio pu
diventare libert. Luomo chiamato a cooperare con la sua libert diversamente non
sarebbe uomo.
6. Come ci si prepara questa giustificazione? C unazione della grazia di Dio che eccita e
aiuta affinch il libero arbitrio diventi libert, ci avviene mediante lascolto del Vangelo,
attraverso lascolto riceviamo la fede del concilio Vaticano I: credere che sia vero ci che
stato rivelato il promesso, non quella fiduciale di Abramo e Maria non vi una visione della
fede come relazione e fiducia. Oltre la fede compaiono le altre due virt teologali, luomo
sente nascere in se la speranza ed inizia ad amarlo come fonte della giustizia, dunque gi
prima del battesimo nascono le virt teologali: la fede, la speranza e la carit. Questo umo
capace di ascolto, ma nel momento in cui riceve la grazia di Dio pu rivolgersi verso Dio? Il
Concilio ci dice che questo accade liberamente, luomo rimane con la sua liberta, con la
possibilit di un esito tragico qualora non si rivolga verso Dio o quella di rivolgersi verso
esso. La traduzione di questa libert delluomo nella penitenza e ne battesimo, penitenza
non come sacramento ma come abbandono di uno stile di vita incompatibile con la scelta di
Dio e in fine nel battesimo con cui inizia la vita nuova. Emerge quindi una antropologia pi
positiva si afferma il primato della grazia di Dio e che nelluomo c la liberta e che prima
del battesimo c la fede, la speranza e la carit, c il timore di Dio, c il giusto bisogno di
una penitenza, non dunque unantropologia in cui luomo completamente distrutto come
nella prospettiva luterana.
7. In cosa consiste questa giustificazione? Questa giustificazione ha laspetto di distruggere il
peccato, di rimettere i peccati e di ricostruire luomo, di santificarlo rinnovarlo, vi una vera
trasformazione di esso, c una reale trasformazione delluomo ancora una svolta nel
sottolineare il primato della grazia di Dio si afferma che luomo deve accettare
volontariamente la grazia dei doni, deve rimanere uomo, si afferma ancora una volta che
tutto di Dio e della sua grazia e tutto delluomo e della sua libert, infatti deve accettare
volontariamente la grazia.
Secondo paragrafo: Qui il mistero della grazia si allontana dal linguaggio biblico e risente
del linguaggio scolastico. Nella prospettiva scolastica tutto considerato dal punto di vista
della quadruplice casualit, ogni cosa a una causa efficiente, finale, formale e una causa
materiale. Ad esempio mi stato chiesto di realizzare una statua in marmo e io scultore la
realizzo. La causa efficiente sono io lo scultore, la causa finale la decorazione di una certa
piazza con questa statua, la causa materiale la materia in cui viene realizzata la statua es.
il marmo, la causa formale la forma stessa che io conferisco alla materia plasmandola. La
statua un insieme di materia e forma, io consegno la statua che viene messa nella piazza; io
continuo a rimanere causa efficiente nelleffetto? Nella statua? Certo perch lho fatta io? Di
me di intimo nellopera resta la forma che ho dato alla materia. Ci che testimonia che c
una causa efficiente la nuova forma che io scultore, causa efficiente, ho conferito alla
materia. Il marmo non sarebbe statua se non gli avessi conferito la forma. Quindi io resto
nellopera grazie alla forma che gli ho conferito, c stato quindi un reale cambiamento della
materia che da blocco informe e diventato statua attraverso la forma lo scultore resta
nellintimo dellopera; lopera diventa se stessa perch io a quella materia le ho conferito la

forma. Attraverso la forma lo scultore resta nellintimo dellopera. E la mia opera se stessa
grazie alla forma che le ho conferito.
Il concilio di Trento afferma che la giustificazione non solo laspetto negativo del perdono
dei peccati, ma anche laspetto positivo della trasformazione in meglio delluomo.
Cause della giustificazione:
- causa finale: la gloria di Dio e del Cristo la vita eterna, tutto incomincia da Dio che
tutto fa per introdurci eternamente nella relazione con lui, tutto incomincia e tutto punta
a dare gloria a Dio e questa gloria la nostra vita eterna.
- causa efficiente: la misericordia di Dio, che gratuitamente lava e santifica segnando e
ungendo con lo spirito della promessa. Vedete come si articola la grammatica trinitaria
del mistero della grazia: tutto parte da Dio e si realizza con Cristo, ma questa
misericordia ci raggiunge con lunzione dello spirito della promessa che rimette i peccati
e ci consacra e ci santifica, causa efficiente dunque la misericordia di Dio. Ma noi a chi
dobbiamo tutto ci? Causa meritoria Ges Cristo. Lunico giusto Ges Cristo lui
che smaltisce il debito, il male che ci rende ingiusti.
Come ci raggiungere la giustificazione? Causa strumentale il sacramento del battesimo, il
sacramento della fede senza il quale a nessuno mai viene concessa la giustificazione,
attraverso esso tutto ci avviene; unica causa formale la giustizia di Dio, non quella per cui
egli giusto ma quella per cui ci rende giusti, con essa veniamo rinnovati interiormente
nello e non solo siamo considerati giusti ma lo siamo di fatto. Noi veniamo realmente
trasformati, la giustizia di Dio con cui egli ci rende giusti entra dentro di noi, non quella per
cui egli giusto ma che ci rende giusti, si mantiene la differenza tra creatore e creatura.
Come attraverso la forma che lo scultore da alla materia, esso presente nella scultura che
realizza cos Dio attraverso la sua giustizia presente nelluomo. Luomo ci ha trasformato
attraverso la giustificazione, attraverso lopera della sua giustizia. Come Dio resta presente
in me senza che venga meno la distinzione tra creatore creatura? Attraverso la sua giustizia,
io ricevo una forma nuova che mi viene data da Dio attraverso la sua giustizia; non pi la
forma del peccatore ma la forma del giusto. Ma Dio la sua giustizia, pertanto Dio dentro
di me che mi ha trasformato con la sua giustificazione. Dio quindi trasforma luomo in
termini di causa formale. Dio resta Dio, Dio entra dentro ognuno di noi e ci trasforma, e
luomo resta uomo, perch la possibilit di questa trasformazione dipende dalla nostra
apertura alla grazia. Resta il mistero della libert delluomo che pu rispondere in modo
differente alla grazia di Dio. Questa la risposta a Lutero, che non ammetteva una reale
trasformazione. Con questo linguaggio della causa formale si intende affermare che Dio con
la sua giustizia presente dentro luomo, come la forma presente allopera, come la forma
resta dentro la statua cos la grazia di Dio che trasforma resta sempre dentro luomo, per
tutto ci suppone la collaborazione delluomo perch alla grazia di Dio si pu rispondere in
maniera differenziata. Manca la causa materiale che luomo, la quale anche se non
menzionata, resta sullo sfondo.
9.12.14
Causa meritoria: la croce di Cristo

Causa strumentale: il battesimo


Causa formale: la giustizia di Dio, e il modo attraverso cui la causa efficiente presente
nelleffetto. Ad esempio lo scultore continua ad essere presente nelleffetto ovvero nella scultura da
lui realizzata. Dio quindi con la grazia che mi giustifica presente dentro di me, con la grazia
conferisce questa nuova forma luomo che da peccatore reso giusto. La causa materiale sarebbe
luomo stesso, il presupposto di ci che ci sia un essere umano.
8. Non c nulla nelluomo che meriti la grazia, diversamente che grazie a sarebbe? Non per
le opere
9. Nella convinzione di Lutero, si era convinti di poter essere sicuri di essere in uno stato di
grazia; ci viene stigmatizzato dal concilio; sappiamo che i mezzi di grazia sono efficaci, ma
nessuno pu essere sicuro di essere in grazia di Dio, questo quanto afferma San Tommaso.
San Tommaso per dava delle indicazioni, che abbiamo visto, ci sono dei segnali che mi
possono lasciar pensare di essere in grazia di Dio, ma ci non certo.
10. Labbiamo saltato
11. Primo paragrafo: S. Agostino: Dio non comanda limpossibile, ma quando comanda ti
ammonisce di fare quello che puoi, di chiedere quello che non puoi, Dio non ti chiede
limpossibile, quello che nelle tue possibilit fallo quello che ti impossibile chiedilo a
Dio, la grazia di Dio onnipotente, nulla impossibile Dio, con la sua grazia pu aiutare
luomo a raggiungere un livello superiore che da solo non in grado di raggiungere. Ti
aiuta perch tu possa Non c nulla di impossibile alla vita e di fede speranza e carit
perch Dio non chiede limpossibile, se ti sembra superiore alle tue forze, devi chiedere la
grazia e ce la puoi fare.
12. La predestinazione nel bene, chi sicuro di essere stato salvato? Nessuno sicuro di essere
stato scelto da Dio.
13. Il fatto che siamo stati giustificati dalla grazia di Dio non significa che non dobbiamo
cooperare con essa, dobbiamo ancora combattere la battaglia contro il mondo, la carne del
diavolo.
14. Esiste la possibilit di cadere nei peccati mortali e veniali, ecco il recupero dei peccatori.
C la possibilit di cadere nei peccati mortali e veniali, per questo viene sottolineata
limportanza del sacramento della riconciliazione: il secondo battesimo
15. Il peccato mortale fa perdere la grazia ma non la fede, non distrugge interamente lopera
della grazia.
Il capitolo sette coglie lapporto fondamentale di Trento, nel ribadire contro i protestanti che
la giustificazione la trasmissione della giustizia di Dio dal creatore alla creatura, e opera questa
reale trasformazione nelluomo, ci per esige la cooperazione delluomo che non annientato
nelle sue possibilit ma ha il dovere di cooperare. Ci significa che si pu non cooperare o
cooperare poco o che ci si pu aprire nelluso della nostra libert
Abbiamo visto che il primo tornante della teologia della grazia rappresentato da Pelagio; il
secondo da Lutero; il terzo dalla controversia sul naturale e sul soprannaturale.
La controversia sul naturale e soprannaturale.
Luomo una creatura attraversata da un paradosso che anche la sua grandezza; ogni
creatura seguendo la sua natura diventa se stessa ad esempio il Leone diventa leone sbranando la
sua preda, ma luomo per diventare se stesso non pu realizzare la sua natura perch luomo

immagine di Dio, creato per lunione con Dio e pu raggiungere questo fine attraverso la grazia,
attraverso questaiuto di Dio. Luomo con le sue sole forze non pu arrivare Dio, ha bisogno della
sua grazia, senza di essa non diventa se stesso. Luomo aperto allassoluto ma senza la grazia di
Dio non pu raggiungere lassoluto.
Nel tempo si sviluppato il dibattito su cosa sia il naturale e il soprannaturale. Ad esempio
nel periodo patristico o si interpretava la parabola del buon samaritano come una premessa per
parlare di questi due aspetti. Luomo sul bordo della strada giace ferito dai briganti e spogliato dai
vestiti che porta, lessere ferito nel corpo significa le conseguenze a livello naturale del peccato
originale cio la mortalit nel modo in cui la conosciamo noi; spogliato significa essere privato dei
doni di grazia che ad Adamo erano necessari prima della caduta. Questa parabola faceva distinguere
una gratuit generica e una gratuit specifica.
Gratuit generica: quella della creazione, perch Dio non tenuto a crearci; anche lessere
creati grazia.
Gratuit specifica: quellaiuto perch luomo possa arrivare a Dio, la tematica della grazia
in senso specifico, quellaiuto in pi di cui ha bisogno luomo.
San Tommaso distingue il debito naturale dalle perfezioni soprannaturali, quando Dio mi
crea lo fa per grazia, perch ha voluto farlo, essendo uomo Dio dovrebbe farmi in un certo modo:
con due braccia, due gambe eccetera questo il debito naturale se Dio mi crea, anche se lo fa gratis,
mi dovrebbe dare tutto ci che fa parte della natura umana, in un certo senso un suo debito.
Oltre a ci, ci sono queste perfezioni soprannaturali, cio la grazia di Dio, senza la quale luomo
non pu arrivare a Dio.
San Tommaso parla di due doppie prospettive antropologiche:
1. Natura pura: luomo cos com, senza questa sua strutturale apertura Dio, senza questo
orientamento che solo la grazia pu colmare. Per questa natura pura non esiste in senso
astratto.
2. Altro concetto collegato alla natura pura il desiderio naturale di vedere Dio, messo da
Dio in tutti gli uomini, nella natura delluomo c questo desiderio di vedere Dio, luomo
capace di Dio e ci fa parte della natura, nella natura concreta delluomo questo desiderio
di vedere Dio.
San Tommaso fa riferimento alla doppia conoscenza: la luce serve per vedere e se non vediamo
non possiamo conoscere. Egli elabora una triplice prospettiva, nel tempo c:
- Il lumen rationis umanae (lume della ragione): attraverso la ragione umana io gi
posso avere un contatto con Dio (CVI Dio principio fine di tutte le cose), perch in
tutti c questo desiderio naturale di vederlo.
- Il lumen gratie: sulla terra per occorre laiuto di Dio, senza di questo aiuto non si pu
conoscere Dio se non il suo essere principio e fine di tutte le cose.
- Il lumen glorie: nelleternit questa scintilla che si chiama grazia diventer una fiamma
e sar la gloria, visione diretta, di Dio nella sua essenza e non in modo mediato. Questa
la posizione di S. Tommaso, conoscere Dio il modo di arrivare ad esaudire il desiderio
di Dio.
Questa questione del naturale del soprannaturale stata ripresa da Pio XII perch al suo
tempo cerano delle affermazioni che creavano qualche problema al suo magistero. Egli con la
HUMANIS GENERIS afferma che esiste la natura pura; ovvero una natura senza un orientamento
ed io, senza questa apertura Dio; natura pura significa parlare di tutto ci che luomo senza questo

orientamento Dio. Ma questo orientamento non laspetto pi specifico delluomo stesso? Il


gesuita Dubach attacca il concetto di natura pura, essa non esiste, esiste solo la natura concreta
come la conosciamo e poi come spiegare che luomo non perviene a se stesso se non mediante
laiuto di Dio? Questo il paradosso delluomo. Ci trova risposta in Ranner, il quale afferma che
lunico uomo che esiste luomo come lo conosciamo, ed esso ordinato a Dio anche prima che
ascolti il Vangelo.
- Luomo capace di Dio
- Ma questa apertura non pu che essere colmata dalla grazia di Dio
Ranner coniuga questi due aspetti, cos necessario perch luomo sia uomo? Lesistenza
concreta delluomo c quando luomo ha queste caratteristiche ad esempio una testa, due braccia
eccetera, negli elementi necessari perch luomo sia se stesso inoltre occorre che ci sia questa
apertura Dio, quindi questa apertura da una parte appartiene alluomo ma dallaltra e soprannaturale
perch un dono di Dio, anche ad Adamo nello stato prelapsario, non gli bastava la sua natura
aveva bisogno della grazia di Dio, luomo non sarebbe stato se stesso senza grazia, qualcosa di
necessario alluomo e allo stesso tempo gratuito (naturale e soprannaturale, che fa arte della natura
delluomo ma qualcosa che donato da Dio). Questa risposta di Ranner, non risolve il problema e
si tratta di un problema che non potr mai risolvere nessuno. Bisogna fare la fatica di accettare la
complessit di mettere insieme dei poli senza accentuarne uno o laltro e viceversa. Possiamo solo
dire che luomo concreto ha bisogno di Dio, non se stesso senza lincontro con Dio, ma questo
incontro con Dio pura grazia. Questo lunico uomo che esiste. Oggi si punta a superare la
terminologia della grazia con quella della salvezza.

Introduzione alla parte sistematica della grazia.


Cos questa salvezza? La salvezza il fulcro della vita cristiana (assioma di Ranner: Dio
non dona qualcosa, ma dona se stesso, si comunica cos com, la storia della salvezza Dio lauto
comunicazione di Dio, Dio la salvezza delluomo, dono e donante sono la stessa cosa). Dobbiamo
considerare vari poli da mettere insieme, vi una prospettiva teologica, una prospettiva
antropologica, una prospettiva ecclesiologica e una prospettiva escatologica. Questi sono i quattro
cardini della teologia della grazia.
La prospettiva teologica: il primato di Dio, egli ha sempre la prima e lultima parola sia
dal punto di vista dellessere luomo creatura, come pu luomo non prendere atto di doversi
interamente a Dio, sia in quanto luomo poi diventato un peccatore, in quanto caduto ha bisogno
dellaiuto di Dio. La prima parola sempre di Dio non nella volont umana.
La prospettiva antropologica: Dio stesso che vuole che luomo sia uomo, come tutto
grazia, dipendente da Dio, cos siccome Dio che vuole che luomo rimanga uomo, deve essere
salva la sua libert con le conseguenze drammatiche del non uso corretto di essa ma anche
grandiose perch la grazia che permette al libero arbitrio di diventare libert. Luomo deve essere
uomo e la sua libert deve essere salva. La libert delluomo si esprime nella fede e porta
allaccoglienza della grazia, il Concilio di Trento lo ha detto con chiarezza, aa Grazia non solo
trasforma luomo ma lo migliora. Con la trasformazione delluomo, non solo ripristina, ma
migliora, perch dopo con il mistero pasquale le cose sono cambiate in meglio. Luomo per essere
uomo, la sua libert deve essere intatta; luomo deve prestare al senso della fede; la grazia trasforma
luomo.

La prospettiva ecclesiologica: attraverso il battesimo si accede alla pienezza della grazia, o


la si recupera, negli altri sacramenti essa viene nutrita, emerge la dimensione relazionale, la chiesa
un insieme di relazioni, io non posso battezzarmi da solo oppure confessarmi da solo. Dobbiamo
ricevere il sacramento entrando in questa rete di relazioni, lingresso in questa rete avviene
mediante il battesimo.
La prospettiva escatologica: la grazia gi lavora per pu essere accolta pienamente
attraverso la fede la speranza e la carit, ma pu essere accolta anche in maniera imperfetta,
attraverso i peccati mortali viene respinta, per attraverso quelli veniali viene accolta in modo
parziale. Solo nella gloria, nella pienezza escatologica, la grazia sar integrale in ognuno di noi.
Cos la grazia in modo sistematico sulla base di questi quattro punti?
- Vedremo la grazia come offerta di comunione, questo il perno.
- Vedremo la trasformazione di tutti gli aspetti della realt umana mediante leliminazione
del male, la lotta alla carne, al peccato, al demonio e mediante questa trasformazione in
meglio attraverso la grazia di tutta la realt umana attraverso la grazia
La grazia offerta di una relazione comunione con il dio trino, offerta di relazione, per
capire cos una relazione di comunione dobbiamo partire dalla realt del conflitto che appartiene
alla nostra vita quotidiana che attraversata da essi. I conflitti non sono peccato, sono lincontro
delle nostre diversit, si parte dalla diversit per il sesso, c unaltra possibilit di conflitto, quella
desempio legata alla differenza di et. La diversit potrebbe essere quella religiosa in un contesto
multietnico. Potrebbe essere quella delletnia, legata al colore della pelle, non facile vivere tra
razze differenti, non facile non essere razzisti. Potrebbe essere quella legata alla classe sociale,
non facile vivere con una persona di classe sociale differente dalla propria. Il conflitto sera risolto
in modo adeguato porta una migliore conoscenza di se stessi. Il conflitto permette di capire meglio
chi sei e di arricchirti della differenza che laltro porta; il conflitto quindi costitutivo della
relazione, ma va risolto, va accompagnato verso la comunione; non basta mettersi uno accanto
allaltro.
Vediamo quali sono i modi sbagliati di risolvere il conflitto:
- eliminazione della diversit attraverso luniformit. Ad esempio in un gruppo di militari
bisogna essere uno uguale allaltro, proprio per questo la divisa si chiama uniforme.
Luniformit unoffesa alla fantasia di Dio che ci ha creati unici, larchetipo nella
Santa trinit: padre, figlio e spirito Santo, la specificit delle singole persone. Quindi
luniformit non una relazione.
- eliminazione del portatore della diversit attraverso la violenza, fare fuori chi non
come noi si pensi ai campi di concentramento per gli ebrei, zingari, gli omosessuali. La
soluzione della violenza attraversa tutta la Bibbia si pensi ad esempio a Caino e Abele.
La soluzione del conflitto nella comunione, essa la meta di un cammino di fede e della
met del cammino damore, porta a una revisione della nostra idea di Dio, ognuno unico, ma deve
prendere atto di non essere lunico. Dio quindi ama anche qualcun altro. Ma chi questo Dio
chiama anche gli altri? il nostro Dio. Per fare ci necessario un cammino di fede. Poi la
comunione la meta del cammino dellamore che ha sempre diverse fasi: la prima fase della
simbiosi; la seconda della demonizzazione delloggetto amato, la persona si rivela in modo diverso,
ad esempio che cosa ci faccio in convento? Che cosa ci faccio con questa persona che ha scelto

come moglie? sbagliata sia laccentuazione del positivo della prima fase che quella del negativo
della seconda fase. Lamore nasce nella terza fase dove si prende atto di quelli che sono i lati
positivi e quelli negativi, questa la persona con la quale devo spendere la mia esistenza queste
sono le persone con cui devo spendere la mia vocazione. Il camino della fede e dellamore portano
verso la comunione, ma bisogna fare una unga camminata nel deserto che dura tutta la vita.
Questo necessario perch questo il cuore del cristianesimo. La chiesa la casa, la scuola
della comunione, e il luogo dove i conflitti si traducono in comunione. I conflitti ci sono nelle
fraternit, nel sinodo. La Bibbia piena di conflitti si pensi ad Adamo ed Eva che entrano in
conflitto con Dio; ad Adamo che entra in conflitto con la; al conflitto tra Caino e Abele; al conflitto
tra Giuseppe i fratelli; al conflitto esistente nel gruppo dei 12; tra Pietro e Paolo. Il conflitto
secondo nella misura in cui accompagnato diventare comunione. Ecco perch siamo chiamati a
rivedere la nostra spiritualit, da una mistica ed ascetica individualistica del tempo dellimitazione
di Cristo, dobbiamo passare alla mistica della comunione e allascesi della relazione. Dio promuove
la comunione, Dio comunione; Ges la nostra pace colui che tra fratelli in conflitto si fa
promotore di comunione.
Si pensi a San Francesco quando afferma: il Signore mi don dei fratelli. Lo spirito Santo e
ci che fa dei due una cosa sola, il noi della chiesa, viene dato alla chiesa perch in essa si possa
costruire comunione quindi Dio comunione in se stesso e promuove la comunione nella
comunione si fa presente, ecco perch San Francesco mette degli incontri con persone allinterno
della sua esperienza con Dio: il Signore mi condusse dai Lebbrosi, mi don dei fratelli, mi diede
fede nei sacerdoti poverelli, nella relazione con laltro con la a minuscola Francesco racconta la
storia della relazione con laltro con la A maiuscola: il Signore mi condusse, mi don, mi diede
Nella comunione Dio abita, sulla terra si pu fare esperienza concreta di Dio nella sacra
scrittura; nella liturgia; ma tutto ci deve portare alla comunione. Qui sulla terra, dove c
comunione tra noi si fa esperienza di Dio, della sua grazia che trasforma gli uomini, le loro
relazioni. Dove gli uomini si aprono alla grazia di Dio e si fanno promotori di comunione l
presente Dio perch Dio comunione. La grazia e prima di tutto offerta di comunione con Dio
uno e trino.
15.12.2014
- La salvezza consiste nellunione con Dio
- La comunione ci che Dio fa ed
- La salvezza di Dio il dono di s
- La salvezza delluomo il dono di Dio
- Dio comunione con il Padre, questa la missione di Ges: quanti lhanno accolto ha dato il
potere di diventare figli di Dio. Non sono ancora salito al Padre mio e Padre vostro : la
congiunzione, ci che padre mio adesso padre vostro. Nella relazione con il padre, in questa
adozione figli, consiste la missione di Ges, la nostra salvezza sta nel considerarci figli di Dio.
Questa idealit c condivisa con il figlio, il figlio ci rende figli adottivi, limmagine di Dio lo
specifico delluomo secondo la teologia della genesi, ma la vera immagine di Dio Cristo, lui il
visibile dellinvisibile, se lo specifico delluomo limmagine di Dio, lo specifico delluomo
Cristo, luomo fatto di Cristo, questa componente strutturale delluomo che limmagine di Dio
(AT) ma chi questa immagine di Dio nel NT? Cristo stesso, quindi possiamo dire di essere
immagine di Cristo.

Luomo fatto di Cristo, comprende se stesso alla luce di Cristo, per capire luomo bisogna
guardare Cristo, perch luomo fatto di Cristo. La nostra divinizzazione consiste nella nostra piena
configurazione a Cristo, noi siamo noi stessi nella relazione con Dio, quanto pi saremmo conformi
a Cristo.
Nellincarnazione non c solo lo scopo di redimerci dal peccato ma anche la finalit di
mostrarci Dio e di diventare pienamente noi stessi. Ecco perch Duns Scoto affermava che anche
senza il peccato ci sarebbe stata lincarnazione. Nellincarnazione non c solo la funzione redentiva
ma anche quella rivelativa, di mostrarci Dio e di portarci a pienezza cio a fraci divenire noi stessi.
Non corretto dire che senza il peccato ci sarebbe stata lincarnazione che ne sappiamo ma
possiamo affermare la duplice finalit dellincarnazione. Questa finalit rivelativa e redentiva si
realizza a Natale e a Pasqua. Gi nellincarnazione, il figlio di Dio in qualche modo (CVII) si
unito ogni uom,o ma nella Pasqua ci trova la piena realizzazione. La salvezza lunione con Dio
attraverso lunione che il figlio di Dio ha realizzato con noi nellincarnazione nella risurrezione. Pi
ci cristifichiamo pi diventiamo noi stessi ed entriamo in relazione con Dio. La relazione tra Ges e
i discepoli una specie di pericoresi, di vicendevole imitazione: rimanete nel mio amore. La nostra
salvezza nella comunione con il Padre che si realizza nella comunione con il Figlio incarnato,
corcifisso e risorto, ma concretamente a questa comunione partecipiamo attraverso colui che la
comunione in persona, in noi, lo spirito Santo, colui che rende ci operativo in noi e lo spirito
Santo, il culmine della storia di salvezza il dono dello spirito Santo, linabitazione dello Spirito
Santo.
Chi ci cristifica? Chi plasma la nostra umanit in forma filiale fraterna? Lo spirito Santo.
Questo quanto afferma San Paolo nella lettera ai romani e nella lettera ai gallati: nessuno pu
invocare Dio chiamandolo abb se non lo spirito Santo a invocarlo dentro di lui; nessuno pu dire
che Ges il Signore se non nello spirito Santo a farglielo dire. Lo spirito Santo ci rende conforme
a Cristo dando la nostra umanit questa forma filiale fraterna, lo spirito Santo ha operato lunione
della creatura con il creatore, lo spirito Santo nella forma misteriosa ha unito il creato con
lincreato, della creatura con il creatore. Questa prima unione lha fatta per la prima volta
nellunione ipostatica, nellincarnazione. Lunione tra il creato e lincreato operata dallo spirito
Santo in Ges, e lo stesso lo spirito Santo fa in noi, egli apre noi creature al trascendente, ci fa
capaci di Dio. Questa fessura che ci apre alleternit operata dallo spirito Santo, ecco perch
corretto considerare la grazia increata, la grazia increata lo spirito Santo che apre la nostra natura
Dio, lo spirito Santo sulla terra il Lumen Gratie, che ci permette la conoscenza piena di Dio nella
vita eterna. Lo spirito Santo colui che consacra e santifica, questa lopera dello spirito Santo, la
consacrazione di tutte le cose, fa passare dalla non appartenenza Dio allappartenenza Dio, lo spirito
Santo quindi consacra e santifica la realt, per questo nella liturgia facciamo entrare tutta la nostra
vita, ma anche gli animali e le cose che entrano nella nostra vita. Lo spirito Santo opera la
transustansazione a proposito delle specie eucaristiche e in qualche modo anche anche la nostra
trasustansazione, la nostra divinizzazione, come ha fatto per lumanit di Cristo, quando Ges era
sulla terra egli era reso uomo vivente grazie alla sua anima, ma quando stato glorificato grazie
allo spirito Santo che diventato colui che vive in eterno nella sua umanit. Chi rende presente il
risorto attarverso la transustansazine durante la liturgia? Lo Spirito Santo. Chi ci far vivere la vita
divina grazie alla quale vivremo in eterno? Lo spirito Santo. lui che infonde in noi la vita divina,
che caparra della vita futura, grazie al battesimo e agli altri sacramenti. Lo spirito Santo riversa in
noi la sua vita divina, divinizzandoci permettendoci di vivere qui nella grazia, domani nella gloria.
Lo spirito Santo divinizza luomo perch viene ad abitare in lui e riversa in lui la vita di Dio, ed

opera in noi la nostra transustansazione come fa nellumanit di Cristo e dei sacramenti. nel dono
dello spirito Santo che culmina tutta la salvezza. Lo spirito Santo ci cristifica e ci mette attraverso
Ges in relazione con il padre.
Colui che la comunione di Dio, crea la comunione tra Dio e noi; ognuno di noi messo in
comunicazione dallo spirito santo con il Cristo e per mezzo di Cristo con il padre. La salvezza del
cristianesimo Dio dentro di noi, Dio che si dona a noi. Lunione con Dio la salvezza delluomo.
La prospettiva occidentale.
NellOccidente la scolastica ha elaborato la dottrina della grazia creata che si distingue dalla
grazia increata che lo Spirito Santo.
La problematica delle appropriazioni: la teologia contemporanea dice che anche la nostra relazione
non con il deus trinitas ma con il padre, il figlio e lo spirito Santo. Quindi quali sono le relazioni
proprie tra noi e il padre, il figlio, lo spirito Santo? Noi siamo dimora dello spirito Santo che viene
ad abitare in noi a pentecoste, solo lo spirito Santo viene inviato, donato a Pentecoste. La persona
dono lo spirito Santo in senso oggettivo, egli stesso il dono, che soggettivo. Noi siamo fratelli di
Cristo, questa relazione e solo con la seconda persona, noi non siamo fratelli del padre dello spirito
Santo. Mediante lincarnazione si unito ad ogni uomo mediante il mistero pasquale ha inglobato
tutti nella salvezza.
- Siamo figli del padre, non siamo figli del figlio, e dello spirito Santo, anche Maria
figlia del padre
- con Ges nella forma della fraternit siamo fratelli
- con lo spirito Santo nella forma della dimora; in noi dimora lo spirito Santo.
La prospettiva orientale.
In oriente il nome da fare quello di Gregorio Palmas, si enfatizza la distinzione tra la trinit
immanente e quella economica, per difendere la trascendenza di Dio, si lega alla grazia creata ma si
fa questa distinzione tra essenza divina ed energia divina. Egli usa limmagine del sole, una cosa il
sole altro sono i raggi che ci raggiungono. Dio non comunica se stesso nella sua essenza, ma nelle
sue energie. Dio in se stesso resta trascendente,egli comunica queste energie divine, resta il sole
resta presso di s e radici raggiungono. Non parla di Grazia ma di energie. In questa prospettiva di
energie si presenta lo spirito Santo come la luce che ci permette di conoscere Dio. Palmas afferma
che Cristo (lumanit del verbo) la fiaccola, la luce che risplende sulla fiaccola lo Spirito santo,
quindi noi possiamo conoscere Dio grazie alla luce del Tabor, la luce, dello spirito Santo che
risplende sullumanit di Cristo ci permette di conoscere Dio attraverso queste energie. Mentre nella
visione dellunione con Dio occidentale, tutto collegato al baricentro della mistica, nelloriente
tutto ricollegato alla liturgia specialmente alleucaristia dove c una doppia epiclesi sul pane e sul
vino perch diventino il corpo e il sangue di Cristo e sullassemblea perch diventi il corpo
anchessa. Nella partecipazione alla liturgia in particolare alleucaristia che opera la nostra
crisitifcazione, diventiamo ci di cui ci nutriamo, non siamo noi che assimiliamo il pane e il vino,
Cristo, ma Cristo che attraverso il pane e il vino assimila noi a se stesso. La lettura della grazia
meno legata alla mistica e pi legata alla vita sacramentale, la grazia qualcosa di ecclesiale
anzich di individualistico, che passa perch attraverso la vita liturgica e sacramentale, questo
aspetto dovremmo recuperarlo dalla scuola orientale. Questa visione di Palmas non ci sentiamo di
accoglierla perch grazie al Grund Axiom noi di Dion non possiamo parlare se non a partire dalla

storia della salvezza. Dove si parla nella Bibbia di energie divine? Da nessuna parte. Si tratta di un
concetto non biblicamente fondato. Accettiamo il contributo della realt dello spirito Santo come
luce, tipico delloriente, nella pneumatologia orientale lo Spirito santo visto come luce, a
differenza di SantAgostino dove lo spirito Santo visto come amore. Va recuperato che la grazia
non ha a che fare solo con i mistici ma con la liturgia e la vita sacramentale qui che veniamo
divinizzati.
Di grazia in Occidente si parlato nella scolastica e nella neo scolastica, oggi si parla di
salvezza anzich che di grazia e di grazia increata che lo spirito santo anzich di grazia creata. La
grazia non qualcosa di creato ma il creatore stesso, la salvezza non qualcosa ma Dio, oggi si
preferisce parlare di grazia increata che lo spirito Santo perch la salvezza delluomo non pu
essere una realt creata ma Dio stesso, la grazia non qualcosa ma una relazione di comunione
con Dio che padre, figlio e spirito Santo. La salvezza (grazia) Dio stesso che si dona a noi. La
Salvezza di Dio lo spirito santo grazie al quale veniamo cristificati e messi in relazione con Dio.
Abbiamo visto la prospettiva trinitaria della grazia e come essa arriva a noi attraverso il battesimo
dei sacramenti (liturgia).
La prospettiva antropologica della grazia.
La grazia guarigione e trasfigurazione della realt umana. Della grazia ci accorgiamo
attraverso gli effetti che produce nella realt.
Primo effetto: vittoria sul male che essa permette alluomo. Vedremo la trasfigurazione
della realt delluomo. Nelluomo in grazia la vittoria sul male consiste:
- vittoria su se stessi, carne
- vittoria sul maligno
- vittoria sul peccato
1. ci suppone che c una battaglia da compiere, ci significa che anche nel battezzato resta
un combattimento che necessario, Ges ha combattuto fin dal primo momento contro il
maligno e contro la concupiscenza perch non laveva e il peccato. Noi dobbiamo
combattere contro la concupiscenza e il diavolo. Tutto ci fa parte della vita cristiana.
2. Il combattimento spirituale essenziale per la vita cristiana. Don Tonino bello affermava: la
tunica battesimale e una tuta da lavoro, potremmo dire che ununiforme per il
combattimento. Noi non dobbiamo sostenere il male ma combatterlo con il bene.
3. La vittoria sul peccato, esso unarticolazione della colpa che caratterizza la nostra
condizione umana, c una colpa dal punto di vista giuridico (i delitti sono colposi generati
da negligenza o dolosi quando si fa qualcosa apposta) la colpa esiste anche in ambito
psicologico: senso di colpa, ma vi chi ne sprovvisto e chi si sente in colpa anche se non
ha fatto nulla. Le reazioni concrete che si verificano quando ci sentiamo in colpa e non ci
permettono di andare aventi, sono le seguenti:
a) La tristezza, la depressione
b) Paura per la legge infranta e la punizione che possiamo aspettarci
c) Punirci con lisolamento o altre forme di o autodistruzione
d) La forma corretta e invece quella dellassunzione della responsabilit, mi assumo le
conseguenze di quanto ho fatto per ripagare i danni ed evitare che riaccada in futuro

Non fa parte del cristianesimo il relativismo, leliminazione del senso di colpa: se mi fa bene
buono. Non cristiano il senso di colpa vuoto: scusate se esisto! Lo il senso del peccato che ci
porta a riconoscere cosa nella nostra vita va migliorato, il senso di colpa vuoto, immotivato una
patologia. Cristiano il senso del peccato, dinanzi a Dio accett di aver sbagliato e mi assumo le
responsabilit. Il peccato oltre ad essere offesa Dio e diminuzione delluomo, luomo che fa entrare
il peccato in se fa entrare qualcosa di distorto.
La scrittura presenta alla potenza del peccato. San Paolo nella lettera ai romani descrive
questa forza in modo personificato, esiste una potenza del peccato, il salmista dice: nel peccato mi
ha concepito mia madre. Ci siamo dentro tutti fin dallinizio della nostra esistenza. Nel nuovo
testamento il peccato il rifiuto di Cristo; lanticristo non un personaggio ma ci, esiste una
potenza del peccato, qual questa potenza? Perch potente sulluomo?
Egolatria: lamore di se stessi la paura della morte, questo si chiama nella Bibbia carne
amore di s) fino al disprezzo di Dio, io ho paura di morire e quindi mi aggrappo a tutto ci che ho
davanti calpestando anche gli altri, ci deriva da un lato da un immagine illusoria di noi stessi e
degli altri, nessuno ama lidea di dover morire o che possano morire le persone care, ma ci
illusorio, la realt diversa fino a quando rimaniamo in questa adolescenziale presunzione di
immortalitla paura della more e il peccato continuer ad avere potere su di noi, dallaltro lato ci
ricollegabile a una mancanza di fiducia verso Dio.
Adamo ed Eva non accettano di subire una limitazione, essere limitati in qualcosa essere
limitati in tutto, se non mi permetti di mangiare di quellalbero, non mi permetti la pienezza di vita a
cui ambisco non puoi mangiare di tutti gli alberi ci significa prendere atto che sei limitato, sei
mortale, se per rifiuti di essere mortale per paura della morte, ti aggrappi a tutto. Il peccato
cercare la vita nel posto sbagliato, e non nellobbedienza a Dio, nellaccettazione della nostra
creaturalit e della nostra limitatezza, nella relazione con lui, ma altrove: non morirete commetti
il peccato e sarai immortali! Ma se siamo liberi dalla paura della morte, sar libero anche dalla
potenza del peccato.
Ci sono delle conseguenze del peccato, il MISTERIUM INIQUITATIS nelluomo dopo il
battesimo resta la concupiscenza, le conseguenze del peccato che attraversano tutta la realt.
Davanti al dramma del peccato Dio interviene, lazione di Dio la redenzione con il suo baricentro
Pasquale, il padre interviene liberandoci dal peccato (parabola del padre misericordioso, il padre il
promotore della riconciliazione; Gv 3 Dio ha tanto amato il mondo da dare suo figlio perch il
mondo si salvi), ma anche il figlio remissione dei peccati, lui che realizza misteriosamente ci.
Quando nel Vangelo di Matteo langelo appare a Giuseppe, egli gli spiega quale sar la missione di
questo figlio, Maria partorir un figlio tu lo chiamerai Ges Dio salva: perchegli salver il suo
popolo dai suoi peccati.
Quando Ges inizia il suo ministero guarisce il paralitico, ma prima di guarirlo gli rimette i
peccati, chi pu fare ci se non Dio? Ges prima di tutto rimetteva i peccati. Cristo lagnello di
Dio che versa il suo sangue in remissione dei peccati. Cristo colui che ci riconcilia, grazie al suo
sangue abbiamo la remissione dei peccati ma anche dello spirito Santo entra nellopera della
redenzione. Quando Ges si presenta ai 10 compie linsufflazione a chi rimetterete i peccati
saranno rimessi il peccato e la frattura della comunione, lo spirito Santo e la comunione e dove vi
essa non c frattura. Lo spirito Santo la remissione dei peccati, dove c lo spirito santo non c
peccato, perch c comunione, dove non c comunione c il peccato, Ges perdona gli Apostolo
attraverso il dono dello spirito santo, la vittoria sul peccato c data dalla redenzione, dalla
remissione del peccato a opera di Dio.

Occorre anche lazione delluomo, il perdono va ricevuto, con la grazia di Dio si deve
collaborare, chi ti ha creato senza di te , non pu salvarti senza di te (S. Agostino), luomo deve
lottare contro il peccato rinunci al peccato? Rinuncio! necessario dominare il peccato
conoscendo la dinamica della tentazione. La tentazione pone nelluomo:
1. la suggestione, la tentazione pone squilibri nelluomo: vero che vi ha detto questo
Dio?
2. fase il dialogo: inizia a parlarci (dialogo tra eva il serpente)
3. fase il consenso: acconsenti
4. la passione: cadi nella dipendenza dal peccato stesso
Tre brani biblici sulla tentazione:
La caduta dei progenitori: il consenso nasce perch si vede che:
1. il frutto buono da mangiare
2. appetitoso agli occhi, bello da vedere
3. desiderabile per acquistare il potere
Dietro c lansia dellimmortalit, la paura di morire, il desiderio di diventare immortali
seguendo la via del peccato e non quella della grazia.
Le tre tentazioni di Cristo:
1. il cibo: trasformare le pietre in pane, si tratta del mangiare
2. il maligno mostra i regni della terra, vedere la gloria del mondo
3. il potere: se mi adorerai ti dar potere e gloria
1 Gv 2,15-16: lautore della lettera che ricorda la triplice forma della concupiscenza:
1. concupiscenza della carne: avvicinarsi alla realt attraverso la carne, attraverso il mangiarla,
il volerla mangiare
2. concupiscenza occhi: la seduzione delle apparenze, il bello da vedere, ma dentro non vi
nulla, il formalismo, laccontentarsi dellimmagine
3. la superbia della vita: larroganza, lautocentrismo, lessere centrati su di se, legolatria: se
prostrandoti mi adorerai.
La genesi, le tentazioni di Ges nel deserto, la lettera di Giovanni sono testi collegati tra loro, ci
sono tre libidi:
1. Libido possidenti: voler possedere la realt attraverso il denaro, comprandola
2. Libido amandi: impossessarsi dellamato possedendolo fino a distruggerlo attraverso leros
3. Libido dominandi: impossessarsi degli altri esercitando un potere su di loro
Le tre maniere di distruggere queste libido che mostra Ges con la sua povert, castit e
obbedienza. Povert perch rinunciando al denaro e alla propriet neutralizz la prima libido, non
voglio possedere nulla. Castit significa relazioni di non possesso con gli altri ma libere.
Obbedienza significa non voler dominare gli altri ma obbedire a Dio. Il peccato agisce in me, oltre a
vincere il peccato devo vincere me stesso perch sono io che gli apro la porta.
16.12.2014

La lotta contro noi stessi; contro il maligno.


Dobbiamo lottare contro ci che si trova dentro di noi e non fuori. Non c forma pi elevata
di comando che comando di se stessi. La lotta contro noi stessi si chiama la lotta contro la carne,
che non la nostra semplice corporeit ma il porsi nei confronti della realt indipendentente dalla
relazione con Dio (S. Paolo), in sintesi luomo egocentrato; il linguaggio del concilio di Trento
chiama tutto ci lotta contro la concupiscenza, tensione che in quanto disordinata pu portare al
peccato. Occorre praticare la purificazione attiva, agire contro queste sorgenti di negativit presenti
nella nostra persona.
Lotta contro i pensieri: essi sono come un gregge e io sono il loro pastore, o la possibilit di
decidere dove portarli a pascolare, se li porto sul risentimento, sullassenza di carit sar pilotato da
questi pensieri, se li porto su un campo di benevolenza il mio atteggiamento sar orientato in questa
direzione. Sono essi che ci rendono amabili o insopportabili. Santa Teresa Babila diceva che
limmaginazione la pazza di casa. Questa la sfera mentale che collegata a quella corporale.
Lotta contro le passioni: gli otto spiriti della malvagit (visione orientale) ingordigia,
lussuria, ira, vana gloria, superbia (7 vizi capitali) + tristezza (orientale). Tristezza positiva: San
Paolo parla di attrizione, desiderio di aver offeso Dio che porta alla conversione. Tristezza negativa:
essa figlia della mancanza di fede. Pastore di Erma: opera della prima letteratura cristiana, parla di
tristezza sorella del dubbio e dellira essa la pi dannosa delle passioni, rovina luomo caccia lo
spirito Santo. Questa tristezza una malattia dellanima, va smantellata, ha origine nellamore di s,
chi centrato su se stesso cade in questa tristezza.
SantIgnazio di L. parla di desolazione. Della differenza tra desolazione e consolazione egli
spiega le cause della desolazione. Gli esercizi gli ignaziani: la nona regola spiega le cause della
desolazione:
- Prima causa: perch siamo pigri o negligenti negli esercizi spirituali e cos per le nostre
colpe la consolazione spirituale si allontana da noi, se preghi male o non preghi di che ti
lamenti se ti senti triste?
- Seconda causa: perch Dio vuole dimostrarci ci che siamo, oltre alla purificazione
attiva che devo operare io c quella passiva operata da Dio, il quale mi toglie tutte
quelle cose che mi aspettavo da lui per vedere se continuo a seguirlo.
- Terza causa: perch sapessimo che non sanno di avere forte consolazione, ma tutto ci
dono del Signore, cio da solo non puoi arrivare Dio, e noi non deve prevalere il
sentimento ma lazione dello spirito. Anche se non sento nulla, se sto vivendo la notte
dello spirito, devo comportarmi come se Dio ci fosse. La conseguenza della vita nuova
che c in me si traduce oltre che nella lotta contro il peccato, nella lotta contro me
stesso, i miei pensieri, le mie passioni. Se il demonio ci trova nella tristezza fatta per
lui diverso se ci trova nella letizia, in tal caso vinto. Si pensi alla perfetta letizia di
San Francesco che consiste nel provare gioia e nessun risentimento per le porte sbattute
in faccia.
La lotta contro il maligno: un dato costante, dobbiamo prendere atto perch si traduca
nella vita quotidiana. Le basi sono nella sacra scrittura, Ges allinizio viene tentato nel deserto, il
maligno si avvicina lui nel deserto quando ha fame. Inoltre amici come Pietro e falsi amici tentano
Ges per allontanarlo dal padre. Ma come maligno si organizza contro Ges cos Ges fa contro il
maligno. Ges vince la battaglia nel deserto, tutto il suo ministero un prevalere sulle forze del

male se io scaccio i demoni con il dito di Dio, vuol dire che giunto in mezzo a voi il regno di
Dio
Gli atti degli apostoli: ricordano ci presentando Ges come uno che risana tutti coloro che
erano sotto il potere del diavolo. Ges guarisce lemorroissa, Ges combatte il nemico e le sue forze
anche attraverso i discepoli quando rientrano dalla prima predicazione Ges commenta tutto ci
dicendo: ecco io vedo cadere satana dal cielo come una folgore, Ges combatte e vince nel
Getsemani, quando il nemico si avvicina a lui e cerca di allontanarlo dalla strada dellamore fino
alla fine. Ges combatte contro il maligno e contro le sue forze dallinizio alla fine del suo
ministero. Ma anche la Chiesa combatte avendo ricevuto questo potere dal Signore, nel Vangelo
Ges pi volte incarica ai suoi di scacciare gli spiriti immondi.
Chi ? Per combatterlo bisogna conoscerlo.
Nella scrittura di sono varie denominazioni legate alle sue azioni e ontologia: e prima di
tutto il satana, lavversario, qualcuno che ti porta dinanzi al giudice, altra denominazione il
diavolo colui che si frappone, che si mette di traverso tra te e Dio, tra te e gli altri. Terzo nome che
troviamo laccusatore: rivela e accusa le tue deficienze e le denuncia a chi ha il potere di rilevarle.
Bellzebu: Dio che non vale nulla, dio delle mosche. Egli il seduttore, legolatria il peccato per
eccellenza, e colui che non mette al centro Dio ma se stesso e cerca di portare gli altri a se stesso,
trasmettendo il proprio desiderio, rendendoli uguali a se. (rif. Tentazioni: questi regni sono tuoi).
Abbiamo delle metafore che si riferiscono sia alla luce che alla tenebra, alla luce perch chiamato
lucifero, Lucifero era il pi luminoso e continua a travestirsi da angelo della luce, per colui
che agisce senza farsi vedere, ci sono i figli della luce delle tenebre dice Ges. Menzognero,
Benedetto fa apparire le cose diverse da come sono, dice cose che non sono vere, crea confusione.
Lomicida: il meccanismo della violenza e innescato da lui, e uno che distrugge e non costruisce.
Ladro; invidioso, vorrebbe essere come qualcun altro e non lo pu essere e cerca di far diventare
qualcun altro invidioso. Inoltre vi sono delle immagini del mondo animale come il serpente,
creature che si nasconde nelle fessure e si mimetizza; Leone: come leone ruggente va in giro per
cercare chi divorare; il drago; la scimmia: invidioso, vuol essere ci che non e fa il verso a chi
invidia, scimmiotta. Il nemico una creatura e non un altro principio questo quanto sancito dal
concilio lateranense quarto; ma una creatura andata male, quando qualcuno che eccellente, le
conseguenze sono molto pi gravi; nel mondo angelico infatti era la creatura pi elevata del mondo,
dessere la prima lui diventata nel senso opposto. Non pu convertirsi, perch la conversione
possibile solo nel mondo della materia, della successione temporale, dello spazio del tempo, non c
apocatastasi. Non pu esserci un recupero delle creature andate a male; ci sembra uno scacco al
creatore; non cos, un enigma.
Essendo una creatura, non pu fare ci che vorrebbe ovvero sprofondare nel nulla, la
creatura dipende dal creatore, non pu crearsi da sola, n pu distruggersi, inoltre egli seve Dio
tutto torna al bene anche gli ostacoli del nemico. Quindi eternamente infelice, non persona
perch la realt diabolica disgregazione, per qualcuno che vive nella disperazione eterna, la
figura del fallimento della creatura che cerca di diventare se stessa al di fuori della relazione con
Dio e arriva alla distruzione, allinfelicit.
Lontologia del nemico: il documento del 1985 fede cristiana e demonologia afferma
quanto segue: resta per certo che la realt demoniaca attestata dal mistero del male, resta un enigma,

per la realt del mistero del male obbliga luomo a guardare pi in alto, attraverso le minacce del
male, ci ci permette di rivolgerci a Cristo, ci fa capire che c qualcosa che va oltre i nostri sensi.
Lazione del maligno: se lo conosci lo eviti, il maligno ha una forza e la usa, attaccato
Ges; pertanto dobbiamo meravigliarci si attacca noi, ha colpito rovinato Giuda, che si pensato
indipendente da Ges. Non si ferma davanti a nessuno, se ti lascia in pace e perch non gli crei
problemi, quindi se gi nella sua rete. A salter fino allultimo per questo bisogna pregare perch in
un istante il pessimo pu diventare ottimo e viceversa. Proprio perch sa che ha perso la battaglia
ancora pi furioso, ma non onnipotente. Agisce perch Dio glielo permette.
Excursus sulla magia: prima di tutto un certo tipo di mentalit, secondo la quale ci sono
degli spiriti buoni o cattivi, che muovono le cose, un qualcosa di negativo perch un rifiuto del
Dio vivo e vero, incompatibile con la vita cristiana, c una visione magica, un residuo di essa
anche nelle devozioni. Se compio certi gesti o un potere sul soprannaturale, ma questo che ha il
potere su di te perch se non fai un rito vai nel panico. I vari tipi di magia:
- Magia imitativa: se faccio una cosa avviene un effetto simile, es. se verso dellacqua
verr la pioggia.
- Magia contagiosa: che passa attraverso il contatto, il contiguo agisce sul contiguo, ad
esempio il toccare ferro per allontanare gli effetti negativi
- Magia incantatrice: ad esempio i sacchettini che contengono chiodi, santi eccetera; per
ottenere qualcosa.
La Chiesa insegna che la magia oggettiva non esiste, ma soggettivamente per
rappresentano la tentazione primordiale, ovvero di raggiungere un fine indipendentemente da Dio,
con la violenza con un forza che non quella dellumilt attraverso la quale ci abbandoniamo a Dio.
Abbiamo altre due forme di magia: la magia bianca e la magia nera. La magia bianca:
lillusionismo, prodigi con mezzi naturali; esempio ottenere una guarigione portando un amuleto,
pi preoccupante la magia nera: non c nulla, ma laspetto soggettivo, compi un maleficio per
danneggiare un altro, ci pu accadere senza rivolgersi a poteri diabolici ad esempio facendo una
fattura; oppure rivolgendosi a poteri diabolici ad esempio facendo un maleficio. Per il fatto stesso
che mi avvicino a un mondo dal quale devo stare alla larga mi espongo alla possibilit di qualcosa
di negativo.
Divinazione: pretesa di prevedere il futuro, essa fin dai primi secoli stata condannata dalla
Chiesa come ad esempio loroscopo; la cartomanzia; la chiromanzia (lettura della mano). Pericolose
sono la necromansia o lo spiritismo essere espongono ad un influsso che proviene da un mondo dal
quale conviene stare alla larga. Il maligno depotenziato ma ha una forza.
Azione ordinaria e azione straordinaria del maligno.
Azione ordinaria: la tentazione
Azione straordinaria: ossessione possessione
Per quanto riguarda la tentazione, nella scrittura si dice che si tentati da:
- Dio non ci indurre in tentazione
- La nostra carne, la nostra umanit malata

- dal mondo
- dal demonio
Lorigine diversa come lo il fine. La tentazione proveniente da Dio per metterci alla
prova, per purificarci, quella invece proveniente da altre sorgenti per allontanarci da lui che
proviene dal nemico. Sia il nuovo che lantico testamento si aprono con storie di tentazione da parte
del nemico. Nellantico testamento si pensi ad Adamo ed Eva; nel nuovo testamento si pensi a Ges
nel deserto.
Le coordinate della tentazione del nemico.
Anche nel momento della debolezza, c sempre qualcosa che ha a che fare con la fame, con
il mangiare, si pensi alla mela; linvito a trasformare le pietre in pane fatto nei momenti in cui uno
ha fame, in cui nel bisogno. Dalla corporeit alla tentazione si sposta lintelligenza creando
confusione, dove non si capisce cosa giusto e cosa sbagliato aspetto sempre legato ad un
momento di debolezza (salute, parente che sta male)
dallintelligenza la tentazione cerca di arrivare alla volont, il castello dove il nemico vuole
entrare; dove il nuovo Adamo vince, fallisce il nemico, cercare che io voglia ottenere ci che non
vuole Dio, mettendomi in confusione.
Primo attacco: il maligno cerca di ottenere che io smetta di pregare anche quando ci
sembra inutile, mi fa passare dal ringraziamento alla mormorazione e tutto ci nel nascondimento.
Non emergendo con chiarezza, agendo nella tenebra, confondendosi, non ha una forza sulla volont,
ma cerca di espugnare la mia volont, nulla pu senza la mia volont. La tentazione pericolosa, ma
se con la grazia di Dio la superiamo, c un progresso. Dobbiamo chiedere di essere aiutati nella
tentazione e non di eliminarla, perch senza di essa non si cresce.
Lossessione: si tratta di uninfestazione locale, presenza del nemico nei luoghi e nelle cose
con un danno sulluomo, ma c anche un prendere possesso da parte del nemico della sua mente,
ossessione, o del suo corpo, possessione. Nel caso dellossessione, entra nella testa e ti porta a
formulare sempre gli stessi pensieri che gettano nella paura, nella sfiducia, nel rancore verso Dio,
nella bestemmia e nella distruzione di te stesso. E la durata che distingue lossessione dalla
tentazione. Quando perdura ossessione; essa interviene sulla psiche. La possessione invece sul
corpo che diventa strumento di comunicazione del demonio: parlare lingue sconosciute, rivelare
cose occulte, lontane, manifestare conoscenze inadeguate allet, bestemmia e versione al sacro. In
entrambi i casi non riguarda lanima, ma essere sconquassati nella mente del corpo non deve essere
comodo.
Come lottare.
La lotta si pu vincere, c bisogno di una lotta, il Vangelo e pieno di questa necessit che i
cristiani intraprendano una lotta vedere esempio Giovanni 17, dove Ges chiede di custodirli dal
maligno. So che dovranno essere attaccati, ma tu custodiscili dal maligno. Il risorto assicura ai
discepoli che avranno il potere di camminare sui serpenti e su scorpioni, di parlare lingue nuove. Ef
6,10-seg. parla dellarmatura di Dio. Le armi per vincere la lotta sono le seguenti:
- La preghiera liberarci dal male il padre nostro
- lesorcismo vero e proprio: ci sono gli esorcismi minori come quelli fatti nel battesimo
(unzione con lolio dei catecumeni per essere aiutati nella lotta contro il male) e poi c il
grande esorcismo da usare con cautela, attenzione, verificando che non si tratti di

patologie psichiche. Il protocollo, il rituale, prevede quanto segue: il segno di croce,


limposizione delle mani, linsufflazione, laspersione con lacqua benedetta, le litanie.
Le preghiere di benedizione: sono unaltra forma di lotta contro il male. Quindi la prima
arma contro il male la preghiera, la seconda arma contro il male e la vigilanza o il
discernimento. Vigilanza come esseri uniti al signore senza distrazioni. Discernimento come
capire come si comporta il nemico, SantIgnazio dai criteri per riconoscere chi ci getta nella
tristezza: dice ci nei punti 12, 13,14 della regola del discernimento del nemico:
1. agisce come una donna: se una donna sta litigando con te, lei alza la voce per farti paura,
ma se tu alzi la voce pi di lei scappa. Nel conflitto chi vuole prevalere, sapendo di non
farcela cerca di farti paura. Siccome il nemico ha gi perso lui che ha paura della
santit. Quindi non aver paura perch lui ha paura della santit; perci non aver paura e
cerca di farti santo il nemico sar smantellato. Lui ha paura di te se sei santo.
2. come un frivolo corteggiatore che vuole sedurre una brava ragazza o moglie: e dice non
dirlo a tuo padre o non dirlo a tuo marito; il nemico spinge a non parlare a gestire una
difficolt da solo. Se ne parli e ti fa aiutare il nemico batter ritirata.
3. come un condottiero che vuole vincere fare bottino: fai il giro delle mura individuo
dovesse sono pi fragili e decide da dove sferrare lattacco. Se sei consapevole che c
un lato della tua vita che non fortificato e da l che attaccher. Il nemico agisce dove sa
che 6 + debole. Se c da rimuovere un muro fatto male buttano gi e rifarlo oppure
rinforzano.
Le armi collegate alla preghiera sono legate alla grazia di Dio. Preghiere assiduit con la
parola, leucarestia, al proprio pane spirituale, la grazia di Dio che usa questi comandi. San Paolo ai
Corinzi dice: la grazia di Dio che in me che combatte contro il nemico. Lunica cosa da fare la
conversione e attendere alla santit. Il modo migliore di riempirsi di grazia di Dio, di lottare con la
preghiera, con la conversione alla santit e di fare le cose insieme a colei che ha schiacciato con il
calcagno il male: Maria tutta santa, colei che stata concepita immacolata, su cui il nemico non ha
mai esercitato il potere; ella stata tentata, durante la passione la morte di Ges, per non caduta
nella sfiducia nellincredulit verso Dio. La parola pronunciata da Maria allinizio, la pronunciata
alla fine, questa parola ha sconfitto il maligno; che la stessa che ha profferito il figlio nel battesimo,
nel deserto, nel Getsemani: AMEN.
12.01.2015
Chiedi prima parte Giuseppe
I mezzi di comunicazione oggi mirano a questo appiattimento. Oggi anche la differenza
della sessualit nellabbigliamento eliminata. Terzo aspetto della modernit: la storicit; la
prospettiva biblica e legata alla storia, e nella storia che Dio si fa presente e porta la salvezza
luomo.
I Testi Vaticano II (distribuiti in aula)
1. Cristo redentore del mondo la chiave della storia umana
2. Al di l delle cose che mutano, vi sono delle realt immutabili il cui fondamento e Cristo.
Luomo comprende se stesso alla luce delluomo nuovo che Cristo .

3. Mediante lincarnazione Cristo si unito ogni uomo unumanit non solo ontologica ma
storica nascendo da Maria vergine.
4. Dallincarnazione si torna al mistero pasquale che vale non solo per i cristiani battezzati ma
per tutti gli uomini, anche per coloro che non credono in nulla o in altre religioni lavora la
grazia.
5. Tutti sono associati a Cristo mediante lincarnazione il mistero pasquale, il come ci avviene
lo sa solo di; lo spirito Santo da tutti questa possibilit. C unazione universale di Cristo;
c unazione universale dello spirito. Il verbo di Dio si associato a noi mediante
lincarnazione; lassociazione al mistero pasquale avviene quindi attraverso lumanit, e
siccome il mistero pasquale un mistero di lotta contro il male attraverso lamore e la
sofferenza, la possibilit che tutti ricevono dallo spirito santo di essere associati al mistero
pasquale attraverso lopzione suggerita dallo spirto santo di rispondere al male attraverso
lamore e la sofferenza. Amore e dolore sono il modo in cui siamo associati al mistero
pasquale. C unazione universale del disegno di Dio: Dio da a tutti. Questa azione di Dio
nel mistero pasquale, in Cristo crocifisso e risorto e ci operato dallo spirito santo. Vi
quindi una dimensione: Teologica, Cristologica e Pneumatologica della antropologia
presentata dal CVII. Ci deve portare a una rilettura trinitari a dellantropologia.
6. Si esplicita ancora di pi la prospettiva trinitaria dellantropologia in Gaudium et spes 24:
dove le relazioni interpersonali sono vissute nella verit e nellamore, vi limpronta
trinitaria. La trinit un mistero di relazione, c la dimensione verticale della grazia e
quella orizzontale della relazione; il dono sincero di s a Dio e agli altri. Gaudium et spes
27: il prossimo un altro me stesso ama il prossimo tuo come te stesso. Ha istituito
attraverso il dono dello spirito una nuova comunione fraterna tra tutti coloro che laccolgono
con la fede e la carit. Questo quanto si realizza nel suo corpo che la Chiesa.
Questa era lantropologia del concilio Vaticano secondo. Nelle relazioni si trova un aspetto
della trinit.
Ora andiamo a vedere il mistero delluomo rigenerato dalla grazia trinitaria nelle sue
dimensioni: luomo unit di anima e di corpo; vedremo alla luce della vita nuova in Cristo le due
dimensioni dellesteriorit (presenza nello spazio e nel tempo); e dellinteriorit (capacit di
penetrare nellinfinito)
La teologia del corpo.
Il corpo e una realt che pu essere riassunta in due modi:
Korper: il corpo nella sua oggettivit
Leib: io sono il mio corpo, il corpo che sono.
Oggi il corpo ha una dimensione enfatizzata: un idolo, fine a se stesso. Corpo reale e corpo
che si vorrebbe avere il corpo cristianamente un sacramento che rende possibile lincontro con
linvisibile. sacramento nel senso in cui ci riferiamo al sacramento in senso proprio. Segno:
rimanda a un mistero; strumento: realizza la presenza delluomo nello spazio nel tempo. Di che
mistero segno il corpo? Il corpo mi parla della mia grandezza e caducit, il corpo mi porta a farmi
delle domande:
1) Da dove vengo? Dai miei genitori e dalla loro storia, non vengo da me stesso io non sono
lorigine di me stesso.
2) Dove vado? Il corpo non obbedisce la mia volont, il corpo digerisce non perch io lo
voglio, o non si ammala perch lo decido io. Il corpo mi dice che sono a tempo determinato,
si invecchia. Un certo punto devo andare via e ci nello dice il corpo che invecchia.

3) Ma io chi sono? Il corpo mi dice la mia identit, attraverso la sua caratterizzazione sessuale
mi dice che sono maschio, attraverso i tratti somatici mi dice la mia etnia. Attravers la
barba bianca mi dice che il tempo trascorso in me. Il corpo icona della mia personalit,
se sono obeso vuol dire che mangio troppo, si sono palestrato significa che faccio ginnastica.
Storia e personalit si riflettono sul corpo. Io sono unico.
4) Dove sono? Il corpo manifesta la sua potenza manifesta anche la sua debolezza: ho fame,
sete, freddo, ci mi fa sentire il corpo come qualcosa di estraneo quando lo subisco
attraverso gli istinti disordinati ad esempio cibo, alcol, droga, oppure quando sono ammalato
sperimento questa estraneit del corpo. Tutto ci espressione dellesteriorit del corpo il
corpo mi far svolgere unaltra domanda:
5) con chi sono? Il mio corpo prima di tutto sessuato e mi dice che non sono fatto per vivere
da solo ma per vivere in pienezza con unaltra persona dellaltro sesso. Il corpo annuncio
della mia relazionalit e finitudine perci un segno perch mi rimanda al mistero che sono,
a me stesso, e strumento perch attraverso esso sono presente nello spazio e nel tempo.
sacramento e strumento. Segno del mistero che sono a me stesso.
Di cosa strumento? Per la conoscenza, per il lavoro e per la relazione di amore con laltro
con Dio. Strumento per conoscere, si conosce attraverso i sensi, dobbiamo tenere presente
lantica dottrina dei cinque sensi spirituali secondo la quale cinque sensi della fisicit
corrispondono i cinque sensi spirituali; la conoscenza va alla mente. Oggi si parla di distinzione
tra mente, cervello e corpo. La mente qualcosa di diverso dal cervello? Che rapporto c tra
essa, il cervello il corpo? Poi c un insieme tra aspetto clinico, fisico e mentale, si pensa la
bulimia oppure lanoressia, oppure al fenomeno dellarto fantasma per chi ha subito
unoperazione e continua a sentire la presenza dellarto. Oppure il legame che c tra lo stato
danimo e il sistema immunitario, se cado in depressione cadono le difese immunitarie. A noi
interessa mettere in evidenza il legame tra laspetto conscio quello inconscio, entrambi fanno
parte della mente la nostra coscienza, non lunico modo di approcciarci alla realt, essa ha
carattere vedi Giuseppe nellinconscio invece c un carattere estensivo, mentre la coscienza
concentrata in un momento particolare, linconscio si estende in modo dilatato e soprattutto
sogna e da esso affiora alla coscienza qualcosa di cui non ci rendiamo conto. Esempio le
simpatie e le antipatie non sono casuali, laffiorare dellinconscio alla nostra coscienza. C un
momento della vita in cui emerge linconscio e latita la coscienza: il sonno. Attraverso la
coscienza dellinconscio conosco la realt, il corpo strumento per lavorare, trasforma la realt
attraverso di esso. Dalla mano si passati alla tecnologia.
Oltre per conoscere e lavorare esso strumento per amare, per incontrarsi comunicare, il
luogo del dialogo e qui sta il suo linguaggio; come sappiamo nella nostra comunicazione sono il
7% verbale, il 93% comunicazione non verbale, a mia insaputa il mio corpo comunica,
attraverso di esso si esprime la mia anima, la mia storia; esso la parola dellanima e un suo
linguaggio: oggettivo o soggettivo.
Oggettivo: il linguaggio della gestualit, c una gestualit involontaria; un linguaggio
involontario che deriva dal fatto che reagisco al freddo e al caldo, ci non dipende dalla mia
volont; ma c anche un linguaggio oggettivo che non centra con la mia volont, della
gestualit, c un linguaggio della malattia, il corpo manda dei segnali; se mi parla attraverso dei
sintomi sono in malattia, la malattia mi ricorda che sono a tempo determinato, che devo morire.

Soggettivo: che dipende dalla cultura, dalla singola persona, esso si esprime attraverso lo
sguardo, le lacrime e il riso sono le reazioni al dolore alla gioia. Altra manifestazione del
linguaggio del corpo: rifiuto della realt: la violenza, quando reagisco quanto subisco; o lurlo:
rifiuto del mondo che non accetto e grido per non sentirlo pi.
Oltre al rifiuto il corpo manda un messaggio attraverso laccoglienza, attraverso i gesti che
indicano contatto: carezza, bacio, con essi accolgo laltro ed entra nellaltro. Il corpo si esprime
anche attraverso i segni culturali: ad esempio alcuni gesti come il bacio hanno significati
differenti nelle varie culture; in senso stretto e si sono:
- il suono, musica o parola vengono emessi dal corpo
- la danza, un movimento attraverso il quale comunico
- segni, limmagine ad esempio i graffiti preistorici, le lettere i numeri; si pensi agli
ideogrammi, anche i numeri sono dei segni, si usa il sistema decimale perch abbiamo
10 dita, essi rappresentano ci
- labito, attraverso il vestito abbiamo un altro corpo con cui comunichiamo
Il corpo entra nella predicazione di Ges: se il tuo occhio ti scandalizza. Se la tua mano.
Il corpo anche ambiguo, il luogo del peccato, si pecca attraverso il corpo e non lanima:
concupiscenza degli occhi, il lasciarsi sedurre dalle apparenze; concupiscenza della carne il voler
divorare la realt mangiando le cose e le persone; la superbia della vita, fare degli altri oggetto di
possesso, il corpo diventa fine. Ecco perch nel mondo greco si annunciava la salvezza dalla carne
perch noi subiamo il corpo, la carne qualcosa di cui liberarsi, il corpo secondo Platone era
considerato la tomba dellanima. Se dalla carne devo liberarmi, posso fare ci che voglio per questo
cera disprezzo il maltrattamento di essa.
La novit del cristianesimo: il verbo si fatto carne, ha lavorato con mani duomo, ha amato
con cuore duomo. Quindi per il cristianesimo la carne e strumento di salvezza, attraverso il proprio
corpo di carne Cristo opera la redenzione, essa consacrata sacra perci rilevante ci che fai di
essa perch in essa vi la grazia. I greci avevano lorrore verso lutero, meglio un dio in una statua
di marmo che in un utero della donna. La carne per il cristianesimo e strumento di redenzione,
consacrata attraverso lincarnazione di Cristo.
La carne di Cristo del cristiano.
Ges aveva un corpo vero, nato da Maria (prima affermazione). I Vangeli ci parlano del suo
corpo, del suo sguardo con cui fissa i primi discepoli, si indigna con lo sguardo quando guarda i
farisei; guarda il giovane ricco; Pietro quando lo rinnega. Ges ha avuto un vero volto. Ma anche le
mani e i piedi di Cristo sono descritti dai Vangeli, con le sue mani tocca gli impuri, carezza, spezza
il pane, le mani forate di Cristo sono il suo segno di riconoscimento; anche i piedi che percorrono
Galilea e Giudea, i piedi trafitti a cui si aggrappa Maddalena; i piedi che Maria di Betania aveva., Il
costato trafitto nel quale lapostolo Tommaso mette il dito. Cristo quindi aveva un corpo vero,
storico. Il corpo di Cristo anche mezzo il luogo attraverso cui Cristo si dona, questo il mio
corpo, questo il mio sangue, traverso il corpo di carne ci ha redenti (Paolo Colossesi). Il corpo di
Cristo e quindi anche un mezzo, e lo strumento dellauto donazione, e il modo attraverso cui
realizza la redenzione: attraverso la croce, la sofferenza e morte: 1Pt Egli port i n ostri peccati nel
suo corpo sul legno della croce; Eb un corpo invece mi hai preparato Il corpo di Cristo immolato
sulla croce la modalit concreta di questa auto donazione, lincarnazione solo un anticipo di ci
che si realizzer nella croce. Il corpo di Cristo un pegno, un anticipazione di ci che speriamo
accada al nostro corpo, il corpo del risorto, nel suo corpo si possono mettere le mani,

unanticipazione di ci che avverr al nostro corpo. Che tipo di corpo ? un corpo in cui vi
unidentit sostanziale, tra il corpo delluomo che muore e il corpo delluomo che risorge vi un
identit sostanziale. Il corpo da quando nasciamo si rigenera continuamente, ma sempre lo stesso
corpo (identit sostanziale) Cos nel corpo di Cristo dove il principio vitale non pi lanima ma lo
spirito Santo.
Raner: lincarnazione non si esaurisce con la morte di Ges, ma resta dopo la sua
ascensione, la sua glorificazione, per questo il nostro mediatore perch rimane con la sua umanit.
La salvezza ci raggiunge attraverso il suo corpo mistico, la chiesa, concretamente attraverso la
predicazione e i sacramenti il corpo di Cristo ci comunicata la salvezza. La nostra corporeit
dellessere letta alla luce della corporeit di Cristo. La corporeit di Ges un fatto (aveva un vero
corpo), il suo corpo un mezzo della sua donazione (questo il mio crpo), questa corporeit
quella che passa attraverso la sofferenza e la morte, la croce, questa corporeit viene glorificata, il
corpo del risorto un pegno, questa corporeit viene glorificata; ed lo strumento attraverso cui
viene comunicata la nostra salvezza, attraverso il corpo mistico che la chiesa alla luce del corpo di
Cristo dobbiamo leggere la nostra corporeit.
13.01.15

Luomo come unit di anima e di corpo alla luce del Vaticano II.
Luomo nella sua corporeit, in quanto trasfigurato nella grazia.
La carne del cristiano una carne trasfigurata sul pegno della carne del risorto. Da un corpo
psichico (animale, principio vitale, anima) si passa a un corpo pneumatico ovvero spirituale dove lo
spirito Santo principio vitale. un corpo abitato dallo spirito; la carne del cristiano carne
consacrata. La liturgia ci mostra pi volte limportanza del corpo, esso la condizione per la
liturgia, c una liturgia in quanto c un corpo.
Il corpo nella liturgia.
Quando veniamo battezzati riceviamo un unzione, cos come quando siamo ammalati, in
diversi momenti della vita esso entra nella liturgia. Il corpo chiamato a procedere, camminare, si
prese la processione dingresso di una liturgia eucaristica; il corpo chiamato a stare in piedi perch
il corpo del risorto, il corpo del combattente. Le braccia levate del sacerdote durante il padre
nostro fanno riferimento le braccia levate di Mos.
- Lo stare in ginocchio (linginocchiarsi, il prostrarsi e il rialzarsi conservato ancora nella
tradizione ortodossa) fa riferimento a Cristo che rialza luomo a motivo del peccato. Lo
stare in ginocchio ha che fare con lo stare a carponi, al prostrarsi.
- La prostrazione attraverso al quale lu o manifesta la sua appartenenza a Dio: c una
prostrazione pi radicale come nel caso di unordinazione sacerdotale o professione
perpetua etc.
- Lo stare seduti: richiamo alla promessa se il padrone troverai i suoi servi svegli li far
sedere e passer servirli.
- Linchino: parte della liturgia, come quando si pronuncia il nome di Ges o la
Madonna durante la consacrazione ci si dovrebbe inchinare.
- Lepiclesi: imposizione delle mani.
- Il corpo impegnato inoltre in posizioni non liturgiche. Lo stare in ginocchio non
sempre legato alla liturgia
- Il mangiare il bere dovrebbero essere presenti nella liturgia.

Altro gesto della vita corporale che entra nella liturgia la alitare, linsufflazione,
durante lordinazione episcopale o della messa crisimale.
Il bacio: ci sono dei momenti in cui si bacia laltare, il Vangelo alla fine della sua
proclamazione; il bacio della pace; il bacio alla stola prima di iniziare la celebrazione. Il
bacio alla croce il venerd Santo; a Ges bambino a conclusione del tempo di Natale.
Il bacio delle mani del sacerdote neo ordinato oppure dei piedi durante la messa in coena
domini.

Il corpo entra nella liturgia in diverse stagioni; le parti coinvolte nella liturgia sono le
seguenti: la fronte (battesimo unzione degli infermi); gli orecchi (battesimo, segno delleffat); la
bocca; le mani (ordinazione presbiterale; nel matrimonio datevi la mano destra; unzione degli
infermi. Il capo: durante lordinazione episcopale quando viene tenuto il libro dei Vangeli sul capo
delleletto; il segno della croce: coinvolge la testa, le braccia, il vento alle spalle, coinvolge tutte le
nostre parti. Il segno della croce durante la celebrazione eucaristica sulle labbra, la bocca il cuore.
Il corpo entra nella liturgia a seconda delle stagioni che vive:
- benedizione del corpo appena nato
- benedizione del corpo della gestante
- il corpo Donato viene consacrato, i voti hanno a che fare con il corpo (celibato)
- il corpo malato entra nella liturgia attraverso luce degli infermi
- il corpo morto, entra nella celebrazione delle esequie, riceve laspersione dellacqua che
ricorda il battesimo e lincentivazione
La carne del cristiano e carne consacrata, a partire dallincarnazione di Cristo, essa sacra e
appartiene a Dio e ha il suo specifico nella liturgia. La carne del cristiano divinizzata in virt del
battesimo e degli altri sacramenti, vive della vita di Dio. Da ci deriva la necessit di una cura
attenta delle spoglie mortali si che finiscano al cimitero sia che vengano cremata. Questa
venerazione collegata alla venerazione delle reliquie dei santi, la loro carne divinizzata per questo
gli si d rilievo. una carne DEIFERA, portatrice di Dio, da questo deriva la necessit di chiamarla
alla sua dignit. San Paolo: io tratto duramente il mio corpo necessaria una disciplina del corpo
a motivo della sua dignit, tutto ci che vostro corpo e spirito, si conservi in modo irreprensibile.
Carne strumento dove si incontra Dio, nella carne Dio vuol essere incontrato, nella carne
Dio presente non solo attraverso il mistero dellincarnazione ma nei poveri ed affamati tutte le
volte che avrete dato da bere un assetato avete dato da bere a me . Tertulliano (vedi testo dato a
lezione). Inno alla carne: la grazia senza la carne non potrebbe agire. Tertulliano definisce la carne
sorella di Cristo.
Lanima (interiorit): ci di cui la carne sacramento. Luomo dotato di anima e di corpo.
Lesperienza dellanima universalmente diffusa, c in noi trascendenza, unesperienza che
luomo fa da quando esiste sulla terra. Ne fa esperienza quando percepisce che pu andare al di l
dei confini dello spazio del tempo. Nella mitologia e nei racconti teologici si fa riferimento a delle
maniere di dire lanima in modo alternativo ad es.:
Nome: nella Bibbia cambiare nome, dare il nome, significa esercitare un potere sullaltro;
luomo d il nome degli animali ma non alla donna.
Lombra: altro modo di dire il mistero dellanima, ci sono fiabe dove il furto dellombra il
considerato il furto dellanima. Secondo la tradizione spirituale del monachesimo a mezzogiorno

bisogna stare attenti perch non essendoci lombra agisce il demonio. Lanima la forza
primordiale, la forza che ci muove, quando moriamo ci che viene a mancare lanima e le che
muove il corpo, e il suo motore. Lanima rende vivi, questo soffio vitale e lanima, questa
unesperienza universale. Ne deriva lintuizione della permanenza dellanima, quando dormo
lanima presente, ci significa che essa resta anche quando sar nella morte. La dottrina della
persistenza dellanima: reincarnazione, anima chi emigra da un corpo allaltro, si tratta di una
dottrina non cristiana. Dobbiamo stare attenti a non sovrapporre lanima delle varie teologia. C
lanima mistica, della filosofia, della psicologia, della teologia, c lanima della poesia, lanima
una realt interdisciplinare, anche al di fuori della rivelazione biblica luomo a questo principio
vitale che si chiama anima. C lanima dellanimismo secondo il quale le realt create hanno
unanima. Anche gli animali, si chiamano cos perch si riconosce che abbiano unanima ma
unanima diversa dalla nostra, non qualcosa che li anima.
Anima secondo la teologia.
Quando un enunciato detto di fede divina e cattolica fondato sulla tradizione e sulla
divina rivelazione. Quando si dice che di fede definita significa che sancito solidamente dal
magistero, ovvero interviene una definizione del magistero. Ad esempio: la verginit di Maria
appartiene alla rivelazione ma anche il magistero si impegnato con una definizione riguardo.
In fine si parla di Enunciati di dottrina cattolica: non sanciti dal magistero, ma sono
condivisi dalla tradizione, da tutti, es. sia limmacolata concezione che lassunzione di Maria prima
che diventassero dei dogmi erano condivisi sia dalla tradizione orientale che occidentale.

Elenco e classificazione degli Enunciati sullanima:


- Luomo eccelle rispetto al resto della creazione, diverso dagli altri esseri creati, e posto
da Dio in posizione deccellenza, il vertice del cosmo. Enunciazione di fede divina e
cattolica cio si trova nella scrittura, nella rivelazione ed condivisa dalla tradizione.
- Luomo composto di corpo ed anima razionale; ununit di corpo e anima. Enunciato
di fede definita perch il magistero intervenuto al riguardo diverse volte nel chiarire
ci.
- Lanima razionale delluomo immortale, e spirituale, non composta come il corpo che
si decompone, essendo immateriale non si decompone, non conosce la morte. Enunciato
di fede definita dal magistero, il magistero ha definito che cosi. Tnetopsichismo: eresia
secondo la quale quando si muore, muore anche lanima. Non cos!
- In fine vi una verit di dottrina cattolica, condivisa dalla tradizione senza definizione
del magistero: che la ragione pu dimostrare lesistenza e la spiritualit dellanima. La
teologia condivide che si possa arrivare ad affermare con certezza che lanima c.
Conseguenze:
- luomo fatto di corpo e anima culmine della creazione, quindi non possiamo accettare
visioni secondo le quali la relazione tra luomo alle altre creature simmetrica.
- Lanima creata direttamente da Dio al concepimento, quando dagli ominidi si passati
alluomo sapiens sapiens, anche se ci avvenuto per mezzo dellevoluzione, questa

soglia umana stata superata perch Dio ha creato unanima razionale alla coppia di
progenitori, questo ha fatto fare un balzo allevoluzione delluomo. Lanima non
procreato dai genitori; e non preesistente al concepimento. Lanima creata da Dio, i
genitori sono genitori della nostra corporeit. Il traducianesimo affermava che lanima
era trasmessa anche dai genitori, questo un errore.
Lanima individuale e immortale; erroneo pensare a unanima mundi ovvero a unanima
universale che si riversa nellindividuo come nel caso dellinduismo. Ognuno alla sua
anima, corpo e anima sono unici.
Due verit:
1. ci che rende luomo unico e originale lanima razionale, ci che ci distingue dalle
altre creature lanima; lanima razionale immortale la specificit delluomo
rispetto alle altre creature
2. limmagine di Dio nelluomo, essendo solo nelluomo, la si trova non nella
corporeit che in comune con le altre creature; Agostino afferma che pertanto non
in ci che luomo condivide con le altre creature ma in ci che specifico delluomo:
lanima colei che ha limago trinitatis. Lettera della congregazione della dottrina
della fede del 1979: lanima lintuizione che non siamo solo materia, non c una
forza che ci rende vivi. Ma si potrebbe definire in altri modi come ad esempio
spirito, cuore? S! Ma la congregazione afferma che ci che non pu sostituire luso
della parola anima che fa parte del linguaggio teologico della chiesa. Lio delluomo,
il centro della persona, della sua autocoscienza, questa lanima, anche se ci sono
altre possibilit per dire ci, a motivo delluso plurisecolare del termine anima non
pu essere sostituito.

Cuore: se lanima la forza vitale il cuore e sede delle emozioni, del pensiero, della
volont, ma anche la sede della consapevolezza, della conoscenza, questo il cuore biblico, esso
ci che nellinterno delluomo, il suo io, ci che riguarda Dio, Dio guarda il cuore, luomo
lapparenza. Esso un ambiguo intreccio di bene e male, il cuore umano deve guardare al cuore di
Cristo. Il cuore di Cristo comera? Ges Cristo d di s una definizione: guardate a me che sono
mite e umile di cuore.
La mitezza la prima caratteristica: essa significa rifiuto di ogni tipo di violenza nella
relazione con Dio, Dio non vuole sacrifici n spargimenti di sangue; Ges toglie la violenza nella
nostra relazione con Dio e nelle relazioni tra di noi. Ges risponde la violenza che subisce con la
non violenza, con la misericordia, il perdono, con essi spezza le catene della violenza.
Lumilt la principale virt, significa riconoscere di essere di terra, di essere creature che
ricevono tutto da Dio e che troviamo noi stessi nella riconoscenza di ci che riceviamo nei confronti
di Dio. Lumilt fa di Maria la pi alta delle creature: magnificat. Se il peccato di Lucifero stata la
superbia, ci che vince la superbia lumilt. Il cuore di Cristo e quindi mite e umile. Il cuore del
cristiano quindi deve essere diverso da quello dei farisei ai quali Ges imputava la sclerocardia, la
durezza di cuore. Il cuore del cristiano deve essere misericordioso toglier da voi un cuore di
pietra, vi dar un cuore di carne deve essere un cuore ricco di umanit. Il cuore del cristiano deve
essere puro: Beati i puri di cuore deve trattare gli altri non come un mezzo ma come un fine,
seguire Dio non per il contraccambio che si desidera avere ma perch Dio e Dio, anche quando tutto
ci va contro.
Cuore ardente: non ci ardeva il cuore in petto mentre ci spiegava il Vangelo?

Cuore vigilante: cuore che ha dei sensi nella prospettiva cristiana (preghiera compieta: il
cuore riposi nella pace)
Nei testi biblici prima di tutto il cuore ascolta: es. parabola del seminatore, quando si dice il
maligno ruba dal cuore il seme della parola proclamata, quindi con il cuore che si ascolta.
Ancora nella scrittura il cuore vede: ci sono ciechi che non vedono con gli occhi del corpo il
signore ma lo riconoscono con gli occhi del cuore.
Il cuore ricorda, esso ha al suo interno la parola cuore Ri Cor dare, ci sono dimenticanze che
sono mancanze di memoria e altre che sono mancanze di amore. Il cuore di Maria sotto questo
aspetto un cuore che ricorda, che medita, ella custodiva le cose che accadevano nel suo cuore.
Quello del cristiano un cuore orientato che ha fede.
La dottrina dei sensi spirituali: cuore come organo di conoscenza per la dottrina cristiana. Si
tratta di una dottrina comune ma non valorizzata. Nasce Origene secondo il quale ai cinque sensi
corrispondono cinque sensi spirituali (olfatto-olfatto spirituale; tatto-tatto spirituale etc.); molto
sviluppata da San Bonaventura, e studiata nella contemporaneit Ranner, Von Baldasar.
10.02.2015
Aspetto positivo nella vita nuova nella grazia la redenzione delle relazioni.
Tutto incentrato sulla relazione: Dio relazione, la grazia, il paradiso sono relazione.
Limportanza della relazione: nella riscoperta della centralit del mistero trinitario operato dalla
teologia nella seconda met del XX secolo (CV II) c la riscoperta della teologia dal punto di vista
della relazionalit. La relazione con Dio una relazione di tipo intra ( dentro il soggetto che si
realizza questa presenza, Dio abita nelluomo) soggettivo (La Grazia, Lina abitazione trinitaria).
Inter: dove c comunione interpersonale Dio presente (dove due o tre sono uniti nel mio nome la
sar io). Ges entrato nelle relazioni, tranne nel matrimonio, entrato nellamicizia, nelle
relazioni sociali, e venuto a fare del mondo uno spazio vere fraternitatis (CVII). Gaudium et spes
24: quando nella realt umana vi una relazione basata sulla comunione, sulla giustizia e carit, vi
una (aliqa simulitudo) certa somiglianza con la comunione che regna nella trinit, quindi
limmagine della trinit nelle relazioni vissute nella comunione.
Relazione di genere, lamore.
Le ore critiche delluomo sono vissute nella solitudine: la nascita, la morte, se tu da solo che
se questa esperienza. Non abbiamo bisogno di amare di essere amati. SantAgostino: ognuno il
suo amore. Ci che ci rende unici lamore di cui siamo capaci. Pi mi allargo ad accogliere Dio,
tanto pi Dio entra dentro di me. Lamore ci fa diventare noi stessi; ognuno quindi deve trovare la
sua via personale allamore.
I meccanismi dellamore.
Cosa segna linizio dellamore: lo stupore la prima emozione del cammino dellamore,
prima di tutto perch laltro esiste com possibile che esista una persona cos bella, lo stupore
dellamore che viene incontro a noi, mi stupisco che una persona cos bella manifesti amore verso
di me. Io guardo lui e lui guarda me: trovare riconoscimento, laltra persona ha anche lei
uninclinazione verso di me. Lamante deve compiere un gesto di umilt ovvero riconoscere la
propria povert. Quando dico qualcuno ti amo affermo che non basto a me stesso, che senza di lui
sono pi povero. Do un potere allamato riconoscendo il bisogno dellaltro. Il dramma di narciso e

non accettare di non bastare a se stesso. Chi ama si umilia perch dalla persona amata un potere
verso di lui. Da qui scatta una nuova nascita, lamore ci fa nascere una seconda volta.
Quando scopro lamore, nasco in modo autentico. Innamorarsi, scoprire che la via per
affermare me stesso passa attraverso la persona amata. Lamante scopre che diventer se stesso solo
attraverso la persona amata, quando sar con lei. La relazione con te mi far realmente nascere.
Senza questa relazione damore io non sar mai me stesso. E nella relazione damore che entro
nella conoscenza di me. unesperienza quindi di nascita, di introduzione nellessere, lamore mi
stabilisce nellessere, se non entra in relazione con lamato non conoscer me stesso e non sviluppa
per le mie potenzialit, inoltre lamore mi perfeziona nellessere. Lamore mi fa tirare fuori la parte
migliore di me. Lamore dunque ha a che fare con lessere, ma ha a che fare anche a che fare con la
conoscenza, perch lamore che conosce ci che c veramente nellaltro, lamore e una luce che
ci aiuta a capire come stanno realmente le cose. Bonaventura: solo se ami qualcosa la conosci
realmente. Lamore a che fare con la conoscenza, ti porta nel punto di vista dellaltro. Lamore ha a
che fare con lo spazio, perch certi posti diventano sacri quando in essi accaduto qualcosa come
ad esempio il luogo del primo incontro, lamore ha una sua geografia che rende i luoghi sacri.
Lamore ha quindi a che fare con lo spazio; con il tempo; la differenza tra kronos e kairos questa,
nel primo le cose si succedono abitudinariamente; nel secondo c qualcosa di supplementare
ovvero Dio oppure la persona amata. Cosa mi fa capire che lamore ha segnato in quellistante la
mia vita? La percezione delleternit. In quel momento quando mi sono visto guardato stato
lattimo in cui leternit entrata nel tempo diventato un kairos, poi si torna alla routine. Quindi
lamore a che fare con leternit, ci che dicono gli innamorati che il loro amore durer
uneternit, attraverso lamore ho avuto la percezione delleternit che entra nel tempo grazie
allamore.
Lassolutezza dellamore, per sempre solo tu per leternit, per sempre, lesclusivit, lamore
si pone come un assoluto. Aspetti specifici dellamore:
- forza
- espressione
- ferita
- guarigione
Lamore alla caratteristica di diffondersi attorno a s, di trasformare la realt in cui si entra,
la forza pi grande che esista, anche se una forza vulnerabile. A Pentecoste la forza pi grande
entra nella storia. Forza di trasformazione che si esprime attraverso la cura dellamato (amore di
benevolenza) quando uno vuole bene una persona desidera fare qualcosa di bello per la persona che
ama.
Mantenere e promuovere laltro nellessere, accompagnare laltro diventare se stesso. Amore
significa impegnarsi nella cura dellaltro e sentirsi responsabili dellaltro, lamore va coltivato
perch una realt fragile.
La cura: impegnarsi a promuovere laltro, questa energia di trasformazione che si scaturisce
verso lamante ricade anche su se stesso ad esempio ci si mette a dieta; voglio essere il meglio per
colui che amo. Voglio diventare il miglior me stesso per la persona amata. Lamore porta al
desiderio del miglioramento del mondo che la casa della persona amata, non posso accettare che
sia un immondezzaio perch voglio che sia un mondo bello e mi impegno perch ci avvenga.
Lamore spinge alla trasformazione al miglioramento, alla cura di s, dellaltro e dellambiente.
Lamore ha bisogno di espressione se non lo comunichi, come fa laltro a capire ci? La prima

forma di espressione quella che passa attraverso il corpo. Lespressione fisica indispensabile
come ad esempio i gesti della corporeit: il bacio, laccarezza, labbraccio, altro non dicono se non
il desiderio di essere uno dentro laltro. Lamore quindi chiede di essere espresso prima di tutto
attraverso il corpo. Il corpo per non basta, perci lamore deve ricorrere ad un altro mezzo di
comunicazione per dire leccedenza: larte ad esempio di canto una canzone; la poesia utilizzata per
narrare lamore; linesprimibile dellamore ha bisogno di registri diversi per esprimere ci che il
corpo non pu esprimere.
Il dono: il registro specifico dellamore ad esempio una carezza, una canzone, un quadro,
sempre nel dono che avviene lespressione dellamore, esso rende visibile lamore invisibile. Dietro
il tono c il dire allaltro che io mi ricordo di te, ed esorcizzo la distanza che c tra me e te
attraverso il dono. Dono ci che mi sembra bello e aumenta la bellezza dellamato ad esempio un
anello. Dono ci che inoltre d soddisfazione allaltro. Inoltre dono ci che mi rende presente,
ricorda, allamato e nel donare non perdo ci che dono; quale modo migliore sapere che qualcosa
che ho di bello presente presso la persona che amo. Il dono rappresenta la mia parte pi profonda
e pi autentica, esso rappresenta il mio stesso amore. Il dono segno che il mio amore prima di
tutto una kenosi, che arricchisce, lamore anche unestasi, labitare nellaltro, quando sono
innamorato non penso prima di tutto a me ma allaltro, abitano la persona che amo quindi
unestasi che spinge al cammino per incontrare laltro dove andare ad abitare e mi fa apprezzare
lattesa, il segno della gioia del cammino verso la persona amata. Oltre che unestasi, uscire da me,
lamore sintesi, desiderio di essere una cosa sola, di superare la differenza che c tra me e te e di
diventare una cosa sola. Lamore trasforma lamante nellamato, lo converte. Tutto ci che
dellamato dellamante e viceversa.
Gli altri aspetti: la dimensione della fragilit dellamore, lamore umano fragile caduto
nel peccato, stato intaccato da esso perci ha bisogno di redenzione.
Le ombre dellamore sono: la trascuratezza, lamore deve essere coltivato, se non coltivato
pu anche morire. Lamore pu essere disordinato, eros non controllato, pu portare alla perdita di
ordine nella persona. Lamore ha una sua ombra nellidealizzazione ad esempio la ragazza di cui mi
sono innamorato non cos bella come la vedo io. Lamore si inventa quindi una persona amata che
non quella che c. Lamore idealizza terra annullare la differenza, colmare il divario, ma si
predispone cos a una delusione perch non giusto pretendere che laltro sia diverso. Un giorno ti
sveglierai Lamore pu cadere in un rapporto inautentico quando laltro diventa un mezzo per un
fine. Io mi servo dellaltro per arrivare ad altro, ma laltro nello stesso tempo ha un potere su di me
perch mi serve per arrivare un fine. Questo amore inautentico pu portare a delle malattie che
portano lamore a morire:
Gelosia: laltro non mi dallimportanza che io do lui, per laltro io non sono il pi
importante che ci sia. La paura si insinua nella gelosia. Lamore deluso impazzisce, la delusione
porta a disinnamorarsi a distruggere lamato tu mi avevi dato la possibilit di scoprirmi degno di
amare e ora me la toglie; mi hai fatto nascere e ora mi fai morire Io ti distruggo. Perci lamore
ha bisogno di redenzione, di essere salvato e qui entra il dono di Ges. Questo il nucleo
dellesistenza cristiana. Dio amore in se stesso, ad extra, ha creato per amore, ha dato il figlio per
amore il culmine della storia della salvezza nel dono dellamore che c tra il padre e il figlio,
cosa posso darti di pi prezioso dellamore. Il comandamento della nuova alleanza : amerai il
Signore tuo dio con tutte le tue forze e il prossimo tuo come te stesso. Vi do un comandamento
nuovo: che vi amiate come io ho amato voi. Come redime Ges lamore? Lamore uno anche se a
varie manifestazioni. Eros: amore di compiacenza (com bella la persona che amo); agape: amore

di beneficenza (voglio fare qualcosa per te). Nel nuovo testamento non c la parola eros, per dire
amore ma agape, perch al tempo di Ges, cerano due significati del termine eros: 1) elevato,
platonico, 2) erotico come pornografico; per evitare equivoci, visto che cera la prostituzione sacra
il nuovo testamento usa solo la parola agape per anche leros appartiene al mistero di Ges (vedi
cantico dei cantici; compiacimento di Dio verso la creazione che si compiace per essa, per quanto
ha fatto, nella relazione con Israele (alleanza) io ti ho scelto perch ho voluto sceglierti un ero,
Nellincarnazione Ges fa tante cose per eros: io ho scelto voi, non voi avete scelto me; e se li ha
scelti i 12 con un affetto di predilezione. E poi Ges aveva un eros un attrazione, , una gioia di stare
insieme ai poveri, i sofferenti, i bambini; aveva un eros nelle relazioni con i suoi amici: Maria,
Marta, Lazzaro; anche in Ges c questo spazio per leros. Eros ed agape vanno insieme, si pu
amare solo se si stati amati, si pu donare solo se si ricevuto. C un eros nella storia della
salvezza, e deve essere salvato dallagape, ed essa deve essere sostenuta dalleros.
Deus caritas est: eros e agape recupera la dignit teologica delleros accanto allagape. In
cosa consiste questa redenzione:
- Ges pretende il primo posto da parte di tutti, se uno non mi ama pi di quanto ama il
padre, la madre eccetera non pu essere mio discepolo. Cos si incarica di adempiere lui
quellaspettativa che carichiamo sulle spalle degli altri: renderci felici. Come pu una
creatura come te renderti felice? Ges che si incarica di renderti felice, solo lui pu
fare ci.
- Ges fa di se stesso modello e causa dellamore. Amatevi come io vi ho amato. Sia
perch io vi ho amati, sia nel modo in cui io vi ho amati, e qui entra la logica pasquale
che lo strumento della logica dellamore. Lamore di Ges espresso nella logica
pasquale gratuito, caratterizzato dalla libert dei figli, libert rispetto al contraccambio,
accettando laltro cos come. Questa caratteristica la misericordia, cio il non
permettere al male ricevuto di interrompere la relazione, lofferta del perdono, la
misericordia significa: io non posso vivere sapendoti mio nemico, perci ti perdono.
Ges si fa modello a causa dellamore, lui che ama per primo. Ges offre allamore la
possibilit di durare Ges li am fino alla fine amare come Ges ci ha mostrato far s
che lamore non si ammali, che non muoia, Ges dona allamore la possibilit di durare.
Ci ha una forza trinitaria ed eucaristica, da questo si passa allamore umano, ci ci
raggiunge attraverso leucaristia, il modo dove lamore si conforma Cristo e riceve la
forza di durare leucaristia.
17.02.2015
Gn 1,1-2,4; 2,4-25; 3,16; 6; 12; Es 20,5; Os 2,4-15; Is 62,5; 54,5; Mc 2,19-20; Gv 2,1-12;
3,29-30; 2Gv 11,2; Ef 5,32; Ap 21-22.
Le relazioni damore nelle sue varie forme.
La relazione uomo donna: importante laspetto catalogico che sarebbe il contrario
dellanalogia secondo il quale da ci che vediamo arriviamo a Dio per analogia. Secondo tale
aspetto da ci che Dio ha manifestato di s noi giudichiamo lesperienza umana. Ad esempio
riguardo la paternit: dal modo in cui Dio padre esercita la paternit, deriva un giudizio su come
viene esercitata la paternit degli uomini. Oggi vi sono delle nuove problematiche; ma da sempre
luomo alla donna litigano, non normale che luomo e la donna vadano daccordo la stessa cosa
vale dirsi per i fratelli. Oggi la relazione uomo-donna certamente pi problematica a causa ad

esempio del femminismo che non la semplice rivendicazione del ruolo paritario della donna nella
societ, ma lantagonismo, ci che non va bene proprio ci; il riconoscimento degli stessi diritti
non deve sfociare nella competizione. Rivendicazione della giustizia che sfocia nellantagonismo.
Altro problema rappresentato dal gender, al di l di quella che la nostra conformazione del
nostro corpo, ognuno decide a quale genere appartenere; ci un fatto culturale, leresia dei nostri
tempi. Sesso considerato come dato culturale e non come progetto di Dio.
La coppia nel progetto di Dio:
1. Nel primo racconto della creazione la bipolarit maschile-femminile fa parte del disegno
di Dio: maschio e femmina li cre. Questa bipolarit portatrice dellimmagine di Dio.
Si passa dalla solitudine originaria delluomo, che racchiude in s il maschile e
femminile, ad una compagnia, ad una vita nella quale la relazione ha una sua funzione
costitutiva; laiuto che Eva deve dare ad Adamo e laiuto a non spendere la vita nella
solitudine. Luomo alla donna non sono diversi per punizione, ma la relazione
costitutiva. Non avevano bisogno di un vestito perch il sesso non era un fattore di
conflitto, non innestava una relazione conflittuale, non creava tensione.
2. La coppia subisce la corruzione che deriva dal peccato dei suoi progenitori. Quando
luomo inizia a considerare Dio nemico, anche la relazione uomo donna viene corrotta e
viceversa, quando non funziona il rapporto uomo donna pi difficile arrivare Dio. C
qualcosa in cui luomo simile a Dio e Dio simile alluomo genesi 3,16; c la spinta
al dominio. Ci sinnesta nel rapporto uomo donna.
3. Dio interviene per recuperare la coppia e portarla alla sua dignit originaria, ma questo
recupero della coppia continua in tutta la storia della salvezza vetero testamentaria.
Pensiamo al giusto No, coppie di animali vengono portate in salvo e c tutta la
famiglia di No che deve essere preservata; ancora ad Abramo e alla sua discendenza
promessa lamicizia con Dio, non pi esserci una discendenza senza una relazione di
coppia di fatti in Isacco si perpetua lalleanza siglata con Abramo, Soprattutto per oltre
che fattore costitutivo e non punizione, la sessualit dice la relazione che Dio vuole
stabilire con il suo popolo, con lumanit, nonostante il dramma vissuto nella genesi,
lantico testamento insiste sul simbolo nuziale uomo - donna per dire il rapporto tra Dio
e luomo. Es. Is 62,5: come un giovane sposa una vergine cos come gioisce lo sposo
per la sposa cos il Signore gioir per te. Anche quando la relazione patologica
sempre ad essa che ci si rif per dire la relazione tra luomo e Dio per es: quando Israele
considerato come una prostituta in Osea o come quando Dio si presenta come uno
sposo geloso, la gelosia una forma di patologia, sempre questa metafora dello sposo e
della sposa a cui la scrittura fa riferimento.
Cantico dei cantici la dimostrazione che lesperienza umana delluomo e della donna
lesperienza pi adatta per dire la relazione uomo Dio. Nel nuovo testamento abbiamo due modelli
della mascolinit e femminilit:
1. Ges di Nazaret, che prende su di se la mascolinit dellAT fino a diventare il servo del
Signore
2. La femminilit diMaria figlia di Sion, limmagine dello sposo e della sposa
valorizzata dal NT non solo in questi due archetipi .
Es. Mc 2,19-20: possano gli invitati a nozze digiunare finch lo sposo con loro? Quando
lo sposo sar tolto allora digiuneranno (giorni della passione), Ges si presenta come lo

sposo grazie al quale bisogna far festa. Questa immagine valorizzata in Gv Nelle nozze di
Cana, dove vi questa immagine nuziale sulla sfondo di Ges di Nazaret e Maria.
Ancora Giovanni battista si presenta come lamico dello sposo, quindi vi una umanit
sposa, visitata da Cristo sposo. Pi importante di tutti il testo Ef 5,32, ma gi in 2 Corinzi 11,2
Paolo scrive dicendo che egli vuole presentare la comunit di Corinto come promessa a un unico
sposo, presentali come vergine casta a Cristo, ma fondamentale Ef 5,32: questo mistero
grande, lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa, Cristo ha amato la Chiesa come uno sposo
ama la sposa, ma in questo testo vi la radice dellapproccio catalogico, chi c prima Cristo o
Adamo? Cristo! Allora chi c prima Cristo e la Chiesa o Adamo ed Eva? Cristo e la Chiesa!
Prima ancora che di Adamo e di Eva nella mente di Dio vi era il progetto legato al Cristo e alla
Chiesa, Quindi non tanto quindi alla luce dellamore tra luomo e la donna che bisogna leggere
la relazione tra Cristo e la chiesa ma il contrario, la relazione dei coniugi che deve essere letta
alla luce dell amore che Cristo ha avuto per la Chiesa. Lapproccio catalogico. Dal dato rivelato
allesperienza umana. Lamore con cui Cristo ama la chiesa il paradigma di come luomo ama la
donna. Anche nellapocalisse ricorre limmagine nuziale: il banchetto delle nozze dellagnello e la
Gerusalemme celeste adorna come una sposa pronta per lo sposo, ancora una volta Cristo visto
come lo sposo e lumanit redenta raccolta nella Chiesa la sposa.
Come Ges redimere questa relazione damore tra luomo e la donna.
Ges riporta il rapporto uomo donna al progetto originario Mt 19,3-9, chiedono a Ges la
legittimit del divorzio ed egli risponde Mos aveva concesso ma allorigine non era cos; Ges
riporta la coppia al disegno originario del creatore. Ges radicalizza il rapporto uomo donna; chi
guarda una donna per desiderarla ha commesso adulterio nel suo cuore, quindi il rispetto verso la
donna deve iniziare dal cuore; il cuore deve essere rispettoso verso la donna, il cui atteggiamento si
tramuta nello sguardo, quindi non basta il rispetto esteriore.
Boneffer: se tu prima fissi il tuo sguardo su Cristo, poi puoi fissarlo su ogni uomo donna e lo
sguardo rimarr sempre quello di Cristo. una radicalizzazione del rispetto tra luomo e la donna.
Ges riporta la coppia al progetto originario; Ges radicalizza il progetto originario di rispetto
delluomo verso la donna e viceversa; Ges redimere la coppia dal peso del peccato, nessuna
differenza pu essere usata per discriminarli; con il battesimo ci siamo rivestiti di Cristo, quindi non
c pi distinzione uomo donna in termini di sopraffazione, ovvero la differenza non si traduce pi
in conflitto, la differenza che prima senza Cristo sfigurava la relazione, grazie Cristo pu essere
superata perch tutti vivono la vita nuova in Cristo. La differenza non impedisce la comunione, ma
non scompare. Viene ristabilita luguaglianza della dignit tra i sessi e da Cristo viene offerta la
possibilit dellamicizia tra i sessi, come lamicizia tra giudei e pagani, cos lamicizia tra schiavo e
libero, Paolo non ha comandato subito labolizione della schiavit, ma le premesse
dellinsegnamento del vangelo hanno portato lentamente alla sua eliminazione. Cos per quanto
riguarda il conflitto tra uomo e donna. Il Vangelo una forza che permette che la differenza non
degeneri in conflitto ma permette lamicizia. Oltre redimere la coppia dal peso del peccato, Ges la
redimere dal peso della morte Mt 22,29-32: viene provocato dai sadducei. Alla risurrezione non si
prende n moglie n marito ma si come angeli nel cielo.
Si mette al mondo un figlio, oltre che per amore, per sopravvivere alla propria morte, io
posso superare la morte. Nel mettere al mondo un figlio c langoscia per la morte, la nascita di un
figlio permette il superamento della morte. Perci sofferenza pi grande per una persona la perdita
di un figlio. Ges redimere la coppia dal peso della morte perch Ges il nostro futuro, lui la

nostra vita eterna. Io non sopravviver a me stesso grazie al figlio messo al mondo perch il mio
futuro il Risorto, lui la nostra vita eterna. Dunque si come angeli e non si prende pi moglie e
marito, significa che come gli angeli non hanno bisogno di riprodursi perch la loro vita Dio cos
anche gli uomini vivranno grazie alla vita in Dio che in loro. Non ci sar pi bisogno di prendere
moglie e marito perch non avremo bisogno di assicurarci la vita con i figli. Da un altro punto di
vista questo brano importante perch il riferimento agli angeli stato interpretato come scomparsa
delle differenze sessuali nelleternit. Se la sessualit serve per la generazione, visto che questa
nelleternit non ci sar pi, a che serve la sessualit? (Gregorio di Nissa)
Questa interpretazione va respinta, ci non significa che spariranno le nostre differenze
sessuali ne abbiamo le prove nelle verit di fede rivelate, infatti:
1. Lascensione di Cristo che vive in Dio con tutta la sua carne, la sua umanit che non
sparisce; idem per la sua connotazione sessuale.
2. Maria viene assunta in cielo con tutta la sua umanit femminile.
Questa relazioni non verranno annullate ma trasfigurate. Questa della conferma della
differenza maschile e femminile che permane nella risurrezione della carne confermato da una
lettera della Congregazione della la dottrina della fede del 2004 che afferma come il vangelo
permette di superare questo conflitto. Essa chiarisce che il maschile e femminile sono rivelati come
appartenenti ontologicamente alla creazione e quindi a permanere in modo trasfigurato. La nostra
connotazione sessuata quindi rester. I consacrati sulla terra sono una visibilit di ci che saranno
tutti gli uomini le donne trasfigurati, la sessualit appartiene al progetto di Dio sulluomo dallinizio
alla fine e rimarr nelleternit.
Maschile femminile in una lettura teologica e antropologica.
GPII Mulieris Dignitatem 7; 8: luomo sopra ogni cosa una persona, indipendentemente
dal sesso.
1. Prima di tutto esiste la persona, tutti dotati di anima immortale nella quale Dio ha reso la sua
immagine e somiglianza.
2. Il maschile e il femminile danno un imprinting a ogni espressione delluomo, in ci che
faccio ad esempio c limpronta di un maschio. Il maschile femminile caratterizzano ogni
espressione della persona umana perci non sono da considerarsi unoptional, ma una
ricchezza del disegno di Dio.
Questa coppia di asserti caratterizza la sessualit dal punto di vista dellantropologia teologica.
Il maschile femminile ci aiutano a parlare di Dio che oltre ogni nostro tipo di affermazione,
lanalogia sempre insufficiente, anche quando usiamo il linguaggio del maschile e del femminile
sui Dio un balbettare qualcosa, perch Dio non n maschio n femmina. Per quanto riguarda la
seconda persona della trinit, lumanit del verbo resta per leternit unumanit maschile.
Comunque nella storia si sono verificate delle stranezze come la devozione a Ges madre del
medioevo per sottolineare il lato materno, la capacit della cura. La terza persona della trinit non
n maschio n femmina, ma ricorrono delle espressioni maschili e femminili; pneuma neutro; ru
femminile; paraclito maschile, quindi termini sia neutri che maschili e femminili vengono usati
per dire la sua azione. Ci significa che Dio non n maschio n femmina per che la ricchezza
della differenza sessuale ha origine in Dio, ma nello stesso tempo Dio giudica la relazione tra i sessi
quanto nella relazione tra i sessi snaturato a causa del peccato Dio aiuta a redimerlo. Se la realt
dei sessi serve per balbettare Dio, ma per capire cos il maschile il femminile dobbiamo fare

riferimento al mistero Dio: la relazione uomo-donna deve essere letta alla luce del mistero trinitario:
approccio catalogico.
La comunione trinitaria fa da modello al matrimonio, allunione tra uomo e donna. Catechismo
della Chiesa cattolica 2331: nella relazione tra uomo donna vi qualcosa che ha a che fare con la
trinit. Giovanni Paolo II nella Mulieris nr. 7 afferma quanto segue: nella relazione uomo donna vi
lorigine e la somiglianza di Dio, nella comunione tra uomo e donna vi una certa somiglianza
della comunione trinitario; dove le tre persone sono una nellaltra, per laltra, una accanto allaltra,
cos luomo e la donna sono chiamati ad essere uno accanto allaltro; uno per laltro e uno nellaltro.
Quindi la relazione uomo donna un vestigium trinitatis immagine e somiglianza di Dio.
Nellamore uomo donna vi sono tre passi che alludono al mistero trinitario: lamore uomo donna
dice: tu. Tu sei fatto per me e io sono fatto per te, io arrivo a me stesso solo attraverso tre; la
donazione: io sono fatto per temi dono a te; lapertura con te voglio rimanere andare avanti. Andare
avanti: il futuro, io scelgo te come mio futuro, io mi dono a te come tuo futuro; noi dobbiamo essere
insieme il nostro futuro, questo futuro si chiama figlio. La terza parola che pronuncia lamore
umano la parola casa: il mondo sar la nostra casa e noi vogliamo migliorare la casa nella quale
abitiamo.
1. Uscire per andare incontro al tu: solo tu
2. tu per sempre
3. con te oltre noi stessi
Questo ci fa venire in mente il dialogo tra il padre il figlio, il legame assoluto dellamore
trinitario: tu per sempre. E che lamore deve traboccare nel noi. Questo amore oltre a unire lamante
e lamato viene riversato al di la dellamante e dellamato, il dono dello spirito santo, Queste
caratteristiche dellamore umano sono un riflesso della trinit nellamore umano.
La generativit, la fecondit dellamore tra uomo e donna, orientata al figlio.
GPII Mulieris dignitatem 8: mostra lanalogia tra la generazione umana e la generazione il
mistero della generazione divina: sottolineando che non vi solo la somiglianza delluomo con Dio
ma anche di Dio con luomo. La seconda figura della relazione sar la famiglia.
La famiglia.
Articolata nel seguente modo: Il padre e la madre e il figlio nei confronti di essi, come Ges
entra nel mistero della famiglia e come anche la famiglia allinterno del progetto di Dio possa essere
letta come un vestigium trinitatis.
24.02.2015

Il Mistero della famiglia


Il padre e la madre:
- La madre, il figlio nasce come una parte della madre anche se nel concepimento c il
contributo del padre. Il figlio percepito come parte di essa, che alla funzione di far
sentire il figlio protetto. Il tempo della madre linfanzia, quando il figlio non in grado
di gestire il mondo circostante.
- Il padre, percepisce il figlio altro da s, non viene dal suo grembo. Il padre ha il compito
di far sentire il figlio capace. Dallinfanzia, la madre passa il figlio al padre il cui tempo

ladolescenza, il tempo in cui il figlio scopre la sua identit, il padre alla funzione di
introdurre il figlio nella vita, di accompagnarlo diventare se stesso. Deve fargli prendere
atto che limitato e allo stesso tempo fargli riconoscere il suo valore. Il padre gli
presenter lesistenza di regole. Nel fare ci il padre deve riconoscere il figlio nella
libert e nella responsabilit. La madre fa sentire il figlio protetto, il padre lo fa sentire
capace, lo introduce nella vita e lo accompagna a divenire padre, quando viene ci il
compito del padre termina. Il padre la madre hanno senso in quanto esiste un figlio,
esistere da figli significa riconoscere di avere la nostra origine al di fuori di noi stessi.
Il figlio accoglie con riconoscenza il dono che gli stato fatto, esisto perch un amore
mi ha preceduto. Al principio vi un amore. Accoglienza della gratitudine del dono
dellesistenza. Il figlio dovrebbe vivere nella fiducia, nellobbedire i genitori, fidandosi
di chi il compito di custodirlo e introdurlo nella vita. Un comandamento esplicito:
onora tuo padre e tua madre; il che significa che li ascolterai e riconoscerai che parlano
per il tuo bene e prenderai le tue decisioni rispettando il ruolo che si hanno nella tua
esistenza. Il figlio deve al padre la madre il riconoscimento di questo posto unico che
hanno nella sua vita.

La famiglia di Nazaret: una famiglia in cui al primo posto c la fede, lobbedienza Dio
che si preoccupa di essere una famiglia che rientra nel dialogo di Dio, ognuno si preoccupa di essere
fedele alla sua vocazione, Giuseppe il custode di Ges e lo sposo di Maria, Maria deve essere la
madre del messia e la sposa di Giuseppe e Ges che oltre ad essere sottomesso a Giuseppe e a
Maria deve occuparsi delle cose del padre suo; tutti e tre obbediscono alla loro vocazione
particolare; anche nei momenti di tribolazione e di tentazione che sono stati tantissimi, si pensi alla
fuga in egitto.
La povert della famiglia di Nazaret emerge da:
1. scarsa disponibilit economica infatti quando viene presentato Ges al tempio offrono
due tortore, non avevano denaro per comprare un capo di bestiame pi grande
2. il lavoro: Giuseppe un carpentiere, Ges il figlio del carpentiere. Il cristianesimo, la
riscoperta, la dignit del lavoro, presentando Dio come uno che lavora; per i greci era
indegno sporcarsi le mani, che spettava agli schiavi.
una famiglia dove non mancano i conflitti, si pensa lo smarrimento di Ges e al suo
ritrovamento nel tempio quando Maria afferma: perch chai fatto questo? Richiamo alla
responsabilit, Ges rispose: mio compito e adempiere alla mia missione. Quindi c il conflitto
nella famiglia di Nazaret, perch sono elementi distinti, ma lo si risolve con la parola, si parla
direttamente. Oltre alla parola altra caratteristica di questa famiglia il silenzio, Maria parla poco,
Giuseppe non dice nulla luomo del silenzio, tutto il mistero di Nazaret caratterizzato dal silenzio;
silenzio non vuoto ma come aggregazione, non come chiusura allaltro ma come mediazione; come
ascolto: fare spazio allaltro attraverso la parola e lospitalit. Silenzio come preparazione. Nel
silenzio di Nazaret cresce la parola, parola che cambia la storia dellumanit. E una famiglia con le
sue dinamiche, che affronta i conflitti inevitabili, con la fede la parola e la mediazione del silenzio;
Ges aveva 12 anni e stava crescendo. Maria esempi di accoglienza, ogni madre a questa
caratteristica, la mamma caratterizzata dalla martirio materno, ovvero il perseverare dinanzi al
male nella funzione di prendersi cura e proteggere. Maria rappresenta tutto ci, Ges prepara la
madre al mistero della croce. Maria esempio di questa reliquia di mistero trinitario dellessere per
laltro.

Di Giuseppe non ci viene detto nulla. Ges deve molto a lui, gli deve la maschili, la
discendenza davidica, si diventa ci che siamo ricollocandoci su figure significative; a Giuseppe
deve il lavoro, e soprattutto Giuseppe deve trasmettere a Ges i primi contatti con Dio, per chiamare
Dio Abb lha imparato sicuramente da Giuseppe. A sua volta Ges nei confronti di colui che gli fa
da padre e di chi madre si comporta con autonomia e obbedienza dopo il conflitto di
Gerusalemme al tempio che si conclude con un Ges che si fida di Maria e di Giuseppe. Ma non
basta rifarci alla famiglia di Nazaret.
Con Ges nasce una famiglia nuova fondata sulla volont di Dio, la famiglia di Ges, con
lui nasce lautentica forma filiale, il modo di essere famiglia nasce con Ges, egli relativizza i
rapporti con la sua famiglia dorigine perch costituisce una famiglia nuova Mc 3,31: chi fa la
volont di Dio costui per me fratello, sorella e madre. Ci che era lassoluto per Ges, il padre,
diventa fondamento della nuova famiglia dei figli di Dio; dei fratelli di Cristo, dove Ges chiede il
primo posto: chi viene a me e non rinuncia a padre, madre, non degno di me. Chi vuole essere
discepolo deve mettere Ges al primo posto. Mc 10,28: chi rinuncia a tutto per Ges ha nel tempo
100 volte tanto oltre che la vita eterna. Tutto fondato sul Ges figlio fratello, e lui che ci insegna
i sentimenti del figlio e che introduce i suoi fratelli nella relazione filiale. Ges ci insegna a
diventare figli adottivi.
Famiglia: imago trinitatis
Cosa rappresenta questa immagine della trinit nelluomo? Non si pu dire se non con
Agostino, che ci che luomo ha in comunione con gli altri esseri viventi, la corporeit non
immagine trinit aria; ma lanima immortale essa immagine della trinit nelluomo. Non bisogna
negare che nella patristica si recupera tra le possibili imago trinitatis anche la famiglia. Dio
raffigurato dal padre; il figlio dal figlio, la madre dello spirito Santo. In ebraico si parla di ru,
spirito Santo al femminile. Agostino afferma che lo spirito Santo non pu essere raffigurato come la
madre perch si dovrebbe dire che lo spirito Santo la sposa del padre e la madre del figlio. Dio
non n maschio n femmina, per analogia non possiamo dire che lo spirito Santo la sposa del
padre e la madre del figlio. Ci che immagine di Dio nelluomo deve essere solo delluomo, prima
ancora delle famiglia, di un padre e una madre esistevano luomo e la donna; Adamo ed Eva sono
stati una coppia prima di essere padre e madre di Caino e Abele. Luomo non diventato immagine
di Dio quando diventato padre e madre, dice Agostino, ma luomo fin dallinizio, prima che
esistesse una famiglia, luomo era immagine di Dio per lanima, aveva unanima immortale. Inoltre
padre, madre e figlio non sono una cosa sola, non sono un unit sostanziale ma solo numerica; Dio
uno e trino, una sostanza e tre persone. Lanima una sostanza, ma padre, madre e figlio sono tre
persone distinte e basta. S. Agostino smantella la possibilit di vedere nella famiglia un analogia
trinitaria. Ma nella teologia post conciliare, la figura della famiglia come vestigium trinitatis stata
recuperata. Mulieri dignitate nr. 8 Giovanni Paolo II recupera il mistero dellamore tra uomo e
donna nella sua generativit come un qualcosa che rimanda alla trinit. Se luomo immagine e
somiglianza di Dio significa che luomo in qualche cosa simile Dio. Per questimmagine
reciproca. Se io assomiglio a mio fratello possiamo dire che lui assomiglia a me. Quindi se
affermiamo che luomo simile a Dio, anche Dio simile a luomo. C qualcosa che rende luomo
e Dio somiglianti tra loro. Ci che rende luomo simile a Dio e viceversa il mistero della
generazione, che caratterizza lumana famiglia per cui luomo simile Dio. Senza scendere nei
dettagli, Giovanni Paolo II dice che tutto ci unanalogia. Il modello di ogni generazione in Dio.
Giovanni Paolo II chiarisce il carattere unico della generazione intratrinitaria e il fatto che essa il

modello assoluto di ogni generazione. Usa questa immagine della coppia uomo-donna, della
famiglia, per riferirsi alla trinit.
La filialit e la fraternit
La fraternit un rapporto subito, non vi una scelta come nel rapporto uomo donna. Il
rapporto tra fratelli si subisce infatti non un rapporto facile, non solo nel mondo biblico ma anche
al di fuori, pi facile che fratelli litighino. Uomo e donna si vogliono bene perch si piacciono;
genitori e figli perch hanno bisogno luno dellaltro. Ma i fratelli generalmente litigano, la
fraternit e difficile mortale, si veda la storia di Caino e Abele, in essi vediamo la caratteristica
della passivit, io subisco mio fratello e lordine in cui nasco: primo, secondogenito eccetera ci
genera delle differenze che io non scelgo. Caino: perdita del posto unico, io non sono pi unico
quindi forse non ci sar posto per tutti, la paura di perdere il proprio posto nella rivalit che pu
diventare competizione; mi creo un posto mio visto che mio fratello insidia il mio posto, uno
agricoltore laltro allevatore, la volont delluomo e di creare una distinzione sulla base del
lavoro, ma Dio crea unaltra distinzione, il sacrificio di Caino viene respinto, quello di Abele
accettato; ancora una volta Caino viene fatto fuori nella relazione con Dio; sorge linvidia che
successivamente si trasforma in violenza.
Quella di Caino e uninvidia che affonda le radici nel narcisismo, invidia accecamento,
infatti Caino non vede bene il fratello che gli ha rubato il posto ma non vede bene anche tutto ci
che egli ha da Dio. Dio si prende cura di lui, Don a lui le proprie parole di richiamo: dov tuo
fratello? (Vedi di tenere sotto controllo laggressivit che in te). Dio consiglia, ammonisce Caino,
ma gli parla per entrare nella verit, per prevenire il male e ci non poco. Anche dopo si prende
cura di lui, gli d una veste e lo segna perch nessuno lo tocchi. Caino accecato dalla paura della
perdita del posto e non si accorge quanto Dio gli ha donato.
- Perdita della nostra unicit
- la paura
- la distinzione che diventa invidia
- lincapacit di vedere ci che si ha
Alla fine con il diluvio universale la discendenza di Caino fatta fuori, tra Caino e Abele
non vi nessuna differenza; di entrambi non resta traccia. Abele significa soffio, uno che vive
come un soffio, e anche Caino alla fine non che un Abele, alla fine anche di lui non resta traccia.
Vanit delle vanit, tutto vanit. Forse il compito di Abele di ricordare a Caino che anche lui
un soffio. Tutto nasce dalla paura di perdere la nostra unicit e dallinvidia, dal non vedere ci che
ho. Nellantico testamento vi sono altre figure di fratelli in competizione come Abramo e Lot; dove
il conflitto si risolve distribuendosi i territori. Ismaele e Isacco dove il conflitto si risolve andando
ognuno per i fatti suoi; Samuele e Giacobbe, i 12 figli di Giacobbe. Oltre a queste fraternit
problematiche vi sono esempi di fraternit riuscite. Il salmo 122: com bello che fratelli vivere
insieme; la fraternit esige unascesi, la fatica di una salita, essa il risultato di unascesi. I sette
fratelli maccabeii: i fratelli accettano il martirio e lultimo viene incoraggiato dalla madre, i fratelli
restano uniti perch la madre richiama il piccolo a guardare la creazione. C un aggancio alla fede
del Dio della creazione associato alla fede nel Dio della risurrezione, ci crea una fraternit
compatta. Il numero sette indica la pienezza della comunione fraterna.
La fraternit in Ges
Ricorrenza del termine fratello sulle labbra di Ges: vedi riferimenti precedenti.

1 senso: uso ebraico, in Israele il fratello era laltro ebreo, gli estranei non erano fratelli.
Fratello qui nel nuovo testamento laltro cristiano Mt 5,22: fratello membro della comunit
cristiana del nuovo popolo di Dio. Matteo scritto per ebrei divenuti cristiani.
2 senso: compare sulle labbra di Ges e deriva dal discepolato, il rabb usava chiamare i
discepoli fratelli. Dal discepolato deriva questo uso, come un rabb anche Ges chiama i discepoli
fratelli. Mt 20,10: andate ad annunciare ai miei fratelli... gli apostoli. In Giovanni Ges usa
lespressione Filos per riferirsi ai discepoli, li chiama amici. La pima volta che usa la parola
fratelli dopo la risurrezione quando incontra la Maddalena, Gv 20,10: non mi trattene ma va dai
miei fratelli i discepoli. Mt 23,8: voi siete tutti fratelli; quindi questo secondo modo di usare la
parola fratello va riferito al discepolato. Fin qui non c nulla di nuovo rispetto alluso ebraico. Ma
fratello sulle labbra di Ges ha un significato nuovo: fratello colui che fa parte della famiglia di
Ges, della nuova famiglia dei figli di Dio fondata sulla ricerca della sua volont. Al di l dei
confini di razza, sesso, e trina, la fraternit in Ges fondata sul primato della ricerca della volont
di Dio.
Altra esposizione labbiamo nellultimo testo: fratelli di Ges sono i poveri sofferenti senza
distinzione di razza eccetera (Mt 25,40) non dice a condizione che siano ebrei o battezzati, pertanto
si espande il significato del termine fratello dalla condivisione dellidentit religiosa a quella della
condizione umana. Vi unespansione universale del concetto di fratello.
Il modo in cui Ges interviene nella fraternit: Ges interviene dove c la ferita, i primi
quattro discepoli che chiama sono due coppie di fratelli, inizia dove il lavoro e pi urgente: Simone
e Andrea, Giacomo e Giovanni; poi manda ai discepoli due a due perch la comunione fraterna sia
essa stessa un messaggio. Ges parla di fratelli in conflitto, i 12 sono in conflitto; Marte Maria sono
in conflitto. Anche nella predicazione torna il tema della fraternit: il padre misericordioso: ci che
in questa casa non funziona e rapporto con il padre o con i fratelli? Il figlio minore da cosa scappa?
Il padre non sembra oppressivo. Sembrerebbe dunque che scatti del figlio maggiore perfetto che
non lo ama e lo fa sentire inadeguato. Questo tuo figlio ha sperperato il tuo patrimonio al fratello
maggiore non interessa il fratello ma il denaro. Tutto ci si risolve con linserimento di Ges che
il figlio e il fratello.
10.03.2015
Gv: Dio ha tanto amato il mondo da dare il figlio lunigenito. C per un altro termine per
indicare la filialit di Ges: Primogentito
Primogenito: non indica che Maria non aveva avuto altri figli prima o dopo. Ma si tratta di
una figura importante per se, a prescindere dal fatto che vi siano stati altri figli; indica che
appartiene in primo luogo a Dio.
- il primogenito ha una relazione particolare con Dio, appartiene esclusivamente a lui
- destinato al sacrificio.
Israele stesso che chiamato primogenito nellantico testamento; questo termine nel
nuovo testamento compare altre volte, per collegato alla fraternit.
Col 1,15-18; Ef 1,3-12; Eb 1,1-6; 2,10-14; Gv 14, 1-3; 20,17; Rom 8,29 Eb 12,22-24.
Col: Ges detto primogenito di tutta la creazione e di quelli che risorgono dei morti. Da
questa identit di Ges scaturisce una relazione con tutta la creazione, siamo mantenuti insieme
grazie al primogenito, e tutto ci grazie al fatto che risorto dai morti.
Ef: si parla della nostra chiamata ad essere dei figli adottivi mediante Ges Cristo.

Eb: Dio ha parlato in molti modi, ultimamente per mezzo del figlio; il primogenito che
introdotto nel mondo.
Eb: la funzione di Ges liberare coloro che per timore della morte erano soggetti a
schiavit per tutta la vita. Ci che crea il conflitto tra i fratelli la paura della morte, quando
vogliono accaparrarsi la primogenitura; una porzione del territorio; quando mi voglio accaparrare la
benedizione paterna, mi voglio accaparrare la vita, vedo laltro come un attentato alla miavita.
Gv: colui che ci libera dalla morte ci libera dalla paura del fratello visto come un attentato
alla nostra vita; Ges ci libera dalla paura della morte; Ges incoraggia ad avere fede in Dio ed in
lui. Gv 14,1-3 il primogenito prepara il posto ai suoi fratelli; 20,17 la prima volta che Ges usa il
termine fratelli e dopo la risurrezione, prima di essa utilizza il termine amici. La fraternit
stabilita a partire dalla risurrezione. Il risorto ci dice possiamo fidarci di Dio perch se doni la tua
intermanete, non occorre che tu te la riprenda da solo con la violenza e il peccato, Dio che te la
ridar, il fatto Ges dona la vita e la riceve dal padre, la nostra prospettiva perci non c bisogno
che io conservi questa aiuola perch il nostro futuro la vita eterna. Non bisogna aver paura che
laltro mi tolga il posto, non devo aver paura; Ges colui che prepara un posto per tutti, perci non
c bisogno che difenda la mia vita con la violenza eliminando il fratello che vedo come un
concorrente come se non c posto per tutti; perch la vita eterna la nostra destinazione finale.
Leredit che condivide cono noi il nostro fratello primogentito il motivo per cui Ges
entrato nella storia: la comunione con Dio a quanti lhanno accolto ha dato il potere di diventare
figli di Dio (Gv). Ges esprime la propria fraternit a partire alla filialit, in tutte le dimensioni,
come ci dice la Gaudium et spes 22 mediante lincarnazione si unito a ogni uom,o quindi una
fraternit che si esprime con tutti gli uomini per il fatto che anche egli uomo, una fraternit che
si collega ai piccoli, ai poveri, ai sofferenti: ci che avete fatto ai piccoli lavete fatto a me, una
fraternit che si collega ai suoi compagni ai membri della nuova famiglia dei figli di Dio, questa
fraternit si realizza nella prova Eb essendo stato provato in tutto in grado di venire incontro a
quelli che si rifanno a lui ha sperimentato tentazione e morte. Se ricordate il mistero della discesa
agli inferi di Ges (sabato santo) una conferma di questa solidariet di Ges con tutti gli uomini
nella vita e nella morte e con tutti gli uomini delle ere precedenti. Ma soprattutto a partire dalla
risurrezione Ges si manifesta il figlio primogenito perch condivide con noi leredit della piena
comunione con Dio, Ges ci introduce nella relazione filiale che il fondamento della sua persona e
del dono che ci offre. Il Risorto dunque il fondamento di un assemblea di fratelli, il risorto il
fondamento di un assemblea di primogenti.
Rm: primogenito non solo in rapporto a Dio, ma riguardo ai molti fratelli che siamo noi; tutti
quanti primogeniti. Eb: tutti i fratelli del fratello primogentio di Ges, vengono cooptati
nellassemblea dei primogeniti, Ges ci coopta nella sua filialit e fa di noi una fraternit di figli
primogeniti.
Le caratteristiche di questa fraternit
Si tratta di una fraternit di figli; il mondo pensato dal padre attraverso il figlio. Tutta la
creazione chiamata ad entrare in questa forma filiale: questo significa lo statuto cristologico
dellantropologia, ma anche la dimensione prneumatologica dellantropologia cristiana ovvero
Gaudium et spes 22: chi segue Cristo luomo nuovo si fa anchegli pi uomo, Cristo rivela il padre
alluomo ma anche luomo alluomo, entrando nella forma del figlio che entriamo nel progetto di
Dio su di noi, per questa dimensione filiale realizzata in noi dallo Spirito santo che colui che
ha non soltanto formato ontologicamente mediante lunione ipostatica nellincarnazione lumanit

del verbo nel grembo di Maria ma anche colui che lha plasmata in forma filiale sin dal
concepimento e poi nel battesimo, nella trasfigurazione e nella crocefissione. Figli di Dio nella
forma del figlio grazie allazione dello spirito Santo un filialit con sfondo trinitario Rm 8,14;
Gal 4,4: c stato dato uno spirito che attesta che siamo figli e ci fa gridare Abb, padre. Gaudium et
spes 22: lo spirito Santo d a tutti la possibilit del contatto con il mistero pasquale. lo spirito
santo che realizza la provvidenza del padre che consiste nel fatto che in noi si riproducono i tratti
del figlio, che veniamo introdotti nella forma del figlio, questa la vera provvidenza realizzata dallo
spirito Santo.
Statuto Cristologico dellantropologia: significa che solo guardando a Cristo comprendiamo
chi luomo, ma questa una componente pneumatologica, chi ci fa riconoscere figli nel figlio lo
Spirito santo, la forma filiale la forma pensata da Dio per luomo e per lintero cosmo.
Cosa vuol dire vivere da figli:
1. riconoscere di aver ricevuto tutto da Dio; la creatura riconosce che il principio di se stessa
nellaltro, in Dio e non in se stessa. Come fa un figlio, il quale riconosce di aver ricevuto la
propria origine dei suoi genitori. Quindi accettazione della propria dipendenza: umilt
prendere atto di quanto fatto Dio in me; tutto debbo Dio.
2. Oltre a questa dipendenza dallaltro il figlio riconoscente, vive in un atteggiamento di
rendimento di grazie. Io sono contento di esserci.
3. La fiducia che si traduce nellaccogliere la volont di coloro dai quali derivo, so che senza di
loro non ci sarei, perci se mi dicono qualcosa e per il mio bene. Mi fido di loro e seguo i
loro orientamenti.
Questi tre aspetti si trasformano in:
- primato della grazia, se prendo atto che la mia radice nel creatore, significa che il
primato ce lha la grazia; tutto parte da Dio, senza di lui non ci sarebbe nulla.
- la gratitudine, teologicamente si dice eucaristia, la forma eucaristica della vita cristiana.
Il cristiano colui che ringrazio di tutto, di tutte le cose, vive eucaristicamente. Fare di
tutta la vita un ringraziamento.
- obbedienza, fiducia; qui c anche la dimensione della croce senza la quale non si
realizza la vita cristiana, non come sottomissione gerarchica ma come desiderio di fare
ci che meglio. Ges inaugura lamore di Dio fino al disprezzo di s, a differenza del
peccato che il non fidarsi di Dio, Ges nuovo Adamo inaugura lazione di Dio fino al
disprezzo di s come amore verso Dio.
Caratteristiche di essere figli adottivi, c stato dato uno spirito da figli adottivi che esclama
in noi Abb padre. Le dimensioni delladozione oggi:
1. La problematica di Mantenere il patrimonio, se uno non ha figli adotta un figlio perch il
patrimonio non vada disperso.
2. Prospettiva di dare dei genitori a chi non li ha
3. Prospettiva di darsi una discendenza; nel caso di chi non labbia, dare dei figli a chi non li
ha.
A noi interessa mettere in evidenza un elemento di questo carattere adottivo. Che vero che si
pu interpretare come una differenza che c tra noi e lunigenito, noi non siamo la seconda
persona, quanto dobbiamo sottolineare laspetto inclusivo. Il figlio che adotti lo vai a cercare e

lo accetti cos come non corrispondente alle tue aspettative. Il figlio biologico voluto, lo
ancora di pi quello adottivo. voluto in modo specifico: tradotto cos come sei. Quindi il
carattere adottivo non bisogna leggerlo in modo riduttivo. Siamo adottivi perch voluti, cercati,
amati cos come siamo nella nostra unicit.
Com la fraternit che fonda Ges?
una fraternit che ha per base la fede: padre nostro cos ci insegna a pregare Ges,
siamo fratelli perch siamo figli; la nostra fraternit ha una dimensione teologale ovvero basata
sulla fede, pi decisiva di quella basata sul sangue: chi fa la volont di Dio per me fratello, sorella
e madre. fondata sul battesimo e sulleucaristia.
Fraternit di eguali, il cristianesimo fa saltare listituto della schiavit e le distinzioni che
sono allorigine dei conflitti, vengono risolte con luguaglianza dei fratelli allinterno della
comunit cristiana, n lo stato sociale: schiavo e padrone; n la ricchezza: n ricco e povero, n
sesso; n razza sono ostacoli per luguaglianza allinterno della fraternit. Allinterno della chiesa
la differenza e negli uffici, ma chi li ricopre deve ricoprirli sempre nella logica del servizio.
una fraternit inclusiva, ha una prospettiva inclusiva di accogliere il pi possibile gli altri
allinterno, la missionariet, portare gli altri uomini a diventare pienamente fratelli portandoli in
relazione con Cristo. inclusiva per la carit: che merito avete se salutate solo i fratelli. ai
membri della comunit. Anche i pagani fanno cos.; si estende oltre la dimensione ecclesiale,
anche attraverso i piccoli gesti della cortesia come il saluto. In fine la fraternit inclusiva perch
chiamati a testarla a purificarla attraverso la sofferenza. Come Cristo da la vita in riscatto per tutti
gli uomini, non solo per i battezzati, cos anche la nostra fraternit testata quando siamo chiamati
non solo quando siamo chiamati a fare qualcosa per gli altri ma anche quando siamo chiamati a
soffrire per gli altri.
Quindi una fraternit fondata sul battesimo e sulleucaristia ma che tende ad inglobare
tutti. San Francesco allarga questa fraternit a tutte le creature: fratello sole, sorella luna; i
musulmani che definisce nostri fratelli, ai fratelli ladroni, a coloro che ci perseguita.
La macro relazione, la societ.
Nella Gaudium et spes non si parla solo del primato della persona come tratto della
modernit, ma anche dellimportanza della socialit, delle relazioni; e della storicit, il recupero
della dimensione storica questi sono i tre cardini della cultura contemporanea letti dalla Gaudium et
spes.
Nella Gaudium et spes, Ges inserito nella realt sociale del suo tempo. Ges inserito
nelle relazioni ad esempio andato a Cana, aveva degli amici, partecipava ai banchetti, ha anhe
fatto delle osservazioni a carattere politico La nostra presenza nella societ e quindi dentro la
nostra dimensione cristiana, GPII commentando i dieci comandamenti onora il padre e la madre
significa amare la patria in una dimensione pi ampia. Paolo VI descriveva la cura verso la patria,
cura che si chiama politica, prendersi cura della polis, la descriveva come la forma di carit pi
ampia perch ti occupi di tutti gli affamati e poi le premesse perch non ve ne siano pi.
Questa dimensione della societ allinterno della teologia stata recuperata sotto la spinta
del Vaticano II, due riferimenti teologici di rimando sono quelli della: teologia politica di
Baptismez; e la teologia della liberazione.

Come vi unimpronta della trinit nelle relazioni interpersonali a livello di micro relazioni,
cos il Vaticano II nella Gaudium et spes 24: ci dice che nella relazione in cui si vive nella verit e
nella carit vi un aliqua similitudo (certa somiglianza) con la comunione intratrinitaria. Come
possiamo declinare questa somiglianza fra una societ che sia nella verit e nella carit e comunione
trinitaria? In che modo la societ pu essere un vestigium trinitatis?
Vediamo dove c un riflesso delle tre persone e della pericoresi trinitaria -unit delle tre
persone- nelle relazioni sociali. Prima di tutto la societ porta un vestigium del padre in quanto il
padre sorgente damore e chiama i figli a collaborare con la sua opera di creatore, dove questa
collaborazione non si riferisce solo alla natura ma alla societ umana; impegnati perch questa
societ sia pi giusta, pi fraterna; e non solo coltivando la terra; in ci c il riflesso del padre che
ama per il primo e promuove nellessere le creature.
La societ porta unimmagine del figlio perch colui che riceve lamore, che riconosce che
c qualcuno prima di lui, da cui proviene, prendere quindi atto che c un qualcosa che mi precede,
io ricevo dalla societ in cui nasco vantaggi e svantaggi. La societ porta unimmagine dello spirito
Santo che la reciprocit tra padre e figlio. Nella societ non c solo limpegno del donare, deve
ricevere, ma se chiamati alla reciprocit, lo scambio di doni come avviene nella persona dello
spirito Santo. Guardando al padre ogni societ deve imparare a rifiutare un dominio inteso come
sfruttamento dellaltro, il padre il primo della trinit nel donare; perci viene criticata ogni societ
dove il potere si esprime nel dominio e nella massificazione.
Guardando al figlio la societ viene interpellata nella sua capacit di accoligere, amare la
forma del ricevere, una societ che vuole essere riflesso del figlio chiamata ad accogliere i poveri,
gli ammalati, gli anziani. Guardando lo spirito Santo ogni societ chiamata ad interrogarsi sulla
tutela della libert in cui essa si esprime. Lo spirito Santo lauto comunicarsi di Dio, la libert di
Dio. Lapproccio come per la famiglia anche per la societ deve essere catalogico, non si pu
giustificare il potere attraverso la religione. Il cristiano non pu non essere segno di contraddizione;
perch nulla di ci che si realizza sulla terra esente dalla possibilit di essere migliorato. Questo
il modo adatto di leggere la societ alla luce della trinit, alla luce della trinit c qualcosa in cui la
societ si deve mettere in discussione. Nella societ il pluralismo deve portare alla convergenza sui
valori fondamentali ovvero: unit, pericoresi della trinit. Benedetto XVI afferma che anche nella
societ il pluralismo deve convergere verso il bene comune.
17.03.2015
Le relazioni di tipo asimmetrico (maestro e discepolo).
Come la relazione simmetrica viene redenta da Ges; Ges maestro e re quando accetta la
titolarit di re solo durante la passione, quando esprimeva il potere la fuggiva. Ges anche da
maestro ci d esempio di come lautorit sia servizio per la promozione degli altri. Ges esercita la
sua autorit durante la lavanda dei piedi, qui adempie il suo ufficio di maestro. Mettersi ai piedi
degli altri per promuoverli. A Ges bisogna guardare per questa relazione simmetrica
maestro/discepoli; la stessa cosa per re/popolo.
Il compito di chi ha un ufficio di autorit soprattutto nella chiesa non di decidere ma di
discernere, mettersi al servizio della volont di Dio per i fratelli attraverso la preghiera e lascolto
di tutti. La stessa cosa dovrebbero fare i politici. Non decidere a discernere.
In Occidente il prototipo la regola di San Benedetto, labate deve ascoltare anche lultimo
dei novizi perch lo spirito Santo pu manifestarsi anche attraverso il pi giovane. Labate ha il

compito di capire cosa dice lo spirito Santo; lo stesso San Francesco avrebbe voluto inserire nella
regola che il ministro generale dello spirito Santo. Mettersi quindi al servizio di Dio.
Ges accetta il titolo di regalit solo durante la passione, egli re in modo nuovo; si prende
cura del suo popolo; ma in pi il re a capo della piramide delle relazioni non per sovrastarle ma
per promuoverle. Ges promuove relazioni redente di tipo paterno in pi accetta questo titolo
quando sta per dare la vita in croce. Pilato: tu sei re; Ges: tu lo dici. Ges si prende cura delle
persone per promuoverla, per dare loro la vita. Anche qui vale lapproccio catalogico: lautorit
nelle relazioni asimmetriche: dal mistero trinitario, passare alla critica dellassetto istituzionale della
societ che sempre inadeguato rispetto al modello trinitario. Dallo Stato; alla famiglia religiosa; la
famiglia.
Relazione delle relazioni come espressione della grazia. Figure di relazione alla luce del CVII.
Lamicizia: questo tema presente come laltro nome di dire lalleanza; questalleanza; si
pu chiamare come una forma di amicizia; la Dei verbum afferma che nella rivelazione Dio parla
agli uomini come amici; infatti Abramo e colui che Dio sceglie come amico, si lega ad Abramo con
un elezione di alleanza meglio di amicizia. Dio diventa amico delluomo e viceversa. Esodo 33: si
dice che Mos, nel quale lalleanza e rinnovata, entrava nella tenda e parlava faccia a faccia con Dio
come uno parla ad un amico; lamicizia importante nella vita del Signore Ges, cerano le folle
che lo seguivano nella speranza di ottenere qualcosa; oltre a queste cera il numero dei discepoli sul
cui numero siamo incerti, forse 200 persone che in modo stabile si rifacevano a Ges. Allinterno di
questo gruppo cerano i 72 che gesuiti e immissione prima della Pasqua; allinterno di questi, pu
dei 12; allinterno di questi il gruppo dei tre: Pietro, Giacomo e Giovanni portati da Ges con s i
momenti particolari, quindi relazioni dove Ges e il centro; poi nel gruppo dei discepoli vi sono gli
amici di Ges come Zaccheo; Giuseppe di Arimatea; amici privati come Marta, Maria e Lazzaro.
Anche nelle amicizie di Ges ci sono amici che sono pi importanti di altri, quindi relazioni
differenziate.
Ges colui nel quale Dio che aveva gi parlato ad Abramo e Mos come ad un amico,
parla agli uomini come un amico faccia a faccia. Ges amico dei peccatori; egli offriva questi la
sua amicizia mangiando e bevendo con loro, per questo sar soprannominato beone e amico dei
peccatori. Ges offriva prima di tutto lamicizia. In Giovanni 15: 13; 14; 15: utilizza la categoria
dellamicizia per indicare la novit del suo rapporto con i discepoli, non soltanto ai peccatori ma
anche ai suoi discepoli offre la sua amicizia. Non vi chiamo pi servi ma amici, e dalle coordinate
dellamicizia. Giovanni 15,13: non c amore pi grande di questo, dare la vita per gli amici.
Trasformare la propria vita in dono, altro dono la reciproca obbedienza tra amici (Gv 15,14)
obbedire dando la propria vita gli amici; (Gv 15,15) siete miei amici se farete ci che vi comando;
se vi scambierete questo amore vicendevole sarete miei amici: comunione della volont, volere la
stessa cosa. Non vi chiamo pi servi ma amici perch tutto ci che ho udito dal padre mio velo fatto
conoscere. Lamicizia offerta da Cristo ha un fondamento nella relazione di misericordia che Dio ha
verso di noi. In sintesi:
- dare la vita
- volont condivisa
- fondamento della relazione con Dio

Lamicizia di Ges fondata sulla rivelazione del padre da parte di Ges. Questa relazione
di amicizia di Ges offerta anche in altre circostanze, alle folle: a voi mie amici dico di non
abbiate paura di coloro che possono far perire il corpo (fidatevi di Dio), Ges incoraggia a
procurarsi degli amici, per entrare in paradiso servono degli amici; i poveri sono gli amici di Dio, se
ci si fa amici i poveri si entra in paradiso. Tutto ci per dire come lamicizia entra nella storia della
redenzione; in quanto assunta da Ges stesso. Sarebbe bello che tra coniugi si fosse amici, stessa
cosa vale dirsi tra fratelli, tra confratelli, sarebbe bello che nella societ in cui viviamo ci fosse
questo sfondo di amicizia. Sullamicizia hanno scritto diversi autori tra cui ricordiamo Aelredo di
Rivelaux e Pavel Florenskil.
Aelredo una specie di San Bernardo di Chiaravalle inglese; lopera nella quale parla
dellamicizia lamicizia spirituale, egli incontra i suoi discepoli e presenta lamicizia come
qualcosa che fa stringere legami tra tutte le creature, anche le pietre, lacqua o il sole creano tra di
loro una sinergia allinterno del cosmo, c una sorta di amicizia tra i vegetali; esempio un bosco al
cui interno di un ecosistema che rende esso una fraternit. Di una sorta di amicizia anche tra gli
animali, non solo tra quelli della stessa specie come lupi ma anche tra specie diverse di una sorta di
amicizia, vi sono delle specie che vivono in simbiosi; ed infine lamicizia che c tra luomo che
trasversale con quanto succitato, ad esempio c chi parla con le piante, chi legato rapporti di
amicizia con gli animali come ad esempio con un cane con un gatto. Tra gli essere umani lofferta
di amicizia di tipo cosmico fa riferimento lo stato originario, lamicizia cosmica presente dopo il
peccato originale e a seguito del quale venuta meno, quindi non possibile essere a priori amici di
tutti; lamicizia deve essere prima di tutto testata.
Egli inoltre afferma che ci sono tre tipi di amicizia:
- lamicizia carnale: ad esempio lassociazione a delinquere; ci mettiamo insieme a fare
una rapina, si tratta di unamicizia che nasce dal peccato, dalla complicit.
- Lamicizia mondana: creiamo un ristorante e creammo una societ, essa ha come scopo
il profitto anche se non siamo banditi; insieme guadagnavo di pi.
- Lamicizia spirituale: la vera amicizia essa qualcosa che deve passare attraverso i
seguenti vagli:
La scelta: nessuno pu costringermi ad essere tuo amico e viceversa, fattore libro della
scelta.
La prova: lamico si vede se passa il test, serve una verifica.
Laccoglienza: ci siamo conosciuti, le prove le abbiamo superate e ci accogliamo come
amici.
Laccordo nelle cose divine e umane, accompagnato da carit e benevolenza.
Superati i vagli succitati; abbiamo le quattro caratteristiche:
La fedelt: lamico custodisce i tuoi segreti.
Lintenzione: cosa mi aspetto da questa amicizia? Se lamico un fine e non un mezzo
amicizia.
Il discernimento: bisogna saper stabilire cosa si pu dare allamico, cosa si pu chiedere
e fino a che punto pu arrivare la condivisione, ci sono delle cose che devono restare nel
segreto, non tutto pu essere condiviso.
La pazienza: se pretendi che lamico sia perfetto, rinuncia, se accetti che ci debba essere
qualcosa da perdonare e correggere e viceversa allora sei entrato nella pazianza.

A queste caratteristiche Aelredo attribuisce il riflesso del mistero di Dio. Ci sono queste
caratteristiche c un riflesso della comunione trinitario: essere amici per sempre. Lamicizia un
dono di Dio, una grazia, e un gradino per arrivare a Dio; questa condivisione della vita parla di Dio,
amicizia vera si pregusta la beatitudine eterna. La vera amicizia un vestigium trinitatis
pregustaazione della felicit eterna.
Florenskij invece nella sua lettera sullamicizia scrive pensando ad una persona che
scomparsa, in lui lamicizia vista come un riflesso della consustanzialit, essa si riflette
nellamicizia vera la quale consustanzialit anticipata. Per lui lamicizia implica una fuoriuscita da
se stessi verso la terra inesplorata dellamico, che non si conosce, quindi c unincertezza iniziale,
ma nellincontro con laltro conosci meglio te stesso e delle realt che senza laltro non avresti mai
sperimentato. Laltro li costringe ad uscire da me ma mi restituisce a me stesso con una maggiore
conoscenza di me stesso. Lamicizia per lui la contemplazione di se stesso, attraverso lamico in
Dio, il quale sa chi sono realmente io, questo solo nella relazione con lamico, mi restituisce la
relazione con Dio, alla luce della quale conosco meglio me stesso. Dio mi doner a me stesso,
lamico mi anticipa questo dono. Chi mi conosce bene? Dio!
Nella relazione con Dio io vengo a conoscere sempre meglio me stesso, ci vale per tutti,
Dio mi dona me stesso. Ma essere in relazione con lamico pi facile che essere in relazione con
Dio, quindi lamico mi accompagna a conoscere me stesso, mi accompagna essere me stesso, e
quindi in questottica unanticipazione. Per questo lamico strumento di Dio.
La vita consacrata: una forma di relazione, rappresenta una dimensione della chiesa
stessa, tutta la Chiesa e vista come un popolo radunato nel nome del padre, del figlio e dello spirito
Santo, la vita consacrata e riletta come un vestigium trinitatis, (esortazione apostolica di GPII 20;
21; 14; vita consecrata): traccia concreta lasciata dalla trinit nella storia perch nei consigli
evangelici di povert, castit e obbedienza, vi un riflesso trinitario.
Castit: amare tutti in modo inclusivo; chiamata ad un amore universale.
Povert: esito del dono totale di se, dare la vita per gli amici, quando entro in un ordine
dono e resto senza nulla. Povert quindi non come perdita ma amore.
Obbedienza: riflesso del dono reciproco della volont, il figlio faccio che richiede il padre
viceversa riflesso della corrispondenza amorosa presente nella trinit.
Perci i tre voti sono un riflesso della trinit. Oltre ai singoli consigli, la vita fraterna in
comune un sigium trinitatis, vivere in Cristo con un cuor solo e un anima sola una professione
del Padre il quale vuole che tutti gli uomini siano una sola famiglia, del Figlio che vuole raccogliere
tutti gli uomini in unit riconciliandoli con il suo sangue, ed una professione dello Spirito Santo
che il principio di unit, il noi della trinit che il noi della Chiesa.
Questo concetto di vita fraterna ripreso nel numero 41, la fraternit descritta come spazio
umano abitato dalla trinit.
Ontologia trinitaria.
Claus Hemmerle, teologo, nella sua opera tesi di ontologia trinitaria, afferma quanto segue:
tutto questo discorso delluomo letto nella grazia di Dio alla luce del suo essere persona in
relazione, deve portare in base a questo approccio catalogico di Von Baldasar a rileggere
lontologia. Lontologia di Nicea su cosa fondata? Come si afferma la divinit di Cristo?
Attraverso la categoria della sostanza, attraverso questa categoria afferma la divinit di Cristo. Alla

luce della Bibbia, del fatto che Dio si rivela nella storia e soprattutto alla luce del fatto che Dio
trinit, relazione, amore, non si pu non rinventare anche lontologia non mettendo pi al primo
posto la sostanza ma lamore perch la sostanza di Dio non tanto lessere quanto lamore, cos
dice il nuovo testamento. Che Dio sia amore significa che deve ripensare lessere alla luce della
relazione, lessere di Dio amore, lamore relazione. Quindi lessenza di Dio la relazione.
Ogni essere si percepisce in 3 gradini successivi:
- sussistente: ad esempio la fame mi ricorda che sono sussistente.
- dato a me stesso: non mi sono fatto da solo, esisto perch c qualcuno che mi ha dato a
me stesso
- mi rivolgo agli altri: mi scopro nel mio rivolgermi agli altri senza i quali non posso
sussistere; sono sussistente con gli altri.
Queste sono le tre percezioni di me che io faccio, questo scema ternario mi fa venire in
mente: il padre che colui che da se, il figlio che riceve il s dallaltro, e lo spirito santo che il
noi del padre e del figlio. Da questo punto di vista Hemmerle, ribadisce che lidentit si trova nella
crescita, lidentit delluomo consiste in questo continuo percorso di crescita attraverso la relazione,
attraverso essa luomo arriva se stesso. La relazione la via attraverso la quale pervengo a me
stesso, il punto fondamentale dellontologia non la sostanza, ma la relazione; lessere giunge a se
stesso grazie alla relazione.
24.03.2015
Il lavoro.
un elemento che caratterizza luomo. Anche gli animali lavorano ma lo fanno sotto
lazione di un DNA che domina e non dello spirito. Nelluomo il lavoro invece espressione dello
spirito. Il lavoro a carattere transitivo, qualcosa dallinterno passa allesterno, luomo trasforma
lambiente in cui vive; dallinterno parte un progetto. Il cervello delluomo e pi evoluto di quello
di altre specie, siamo dotati inoltre della super mano e di unanima, la vita nella grazia si esprime
anche in ci che facciamo, il nostro spirito si esprime nel lavoro. Il lavoro una caratteristica
umana in quanto espressione del nostro spirito, la nostra anima e quindi coinvolta in ci che
facciamo.
Lambiguit del lavoro.
In virt di essa vi la necessit della redenzione del lavoro, il lavoro sede di alienazione ad
esempio ad Auschwitz sul cancello di scritto: il lavoro rende liberi, si tratta di una presente giro.
Marx parla del lavoro delluomo non in questi termini ma come alienazione frutto del lavoro
delluomo. Nellambito della teologia morale, ci si occupa della teologia del lavoro, il problema
che nella teologia contemporanea il lavoro diventato oggetto della teologia dogmatica, nello
specifico dellantropologia teologica. Luomo al mondo il suo modo di essere al mondo e di
lavorare e non di raccogliere bacche ed oziare. Lavoro per luomo e il modo concreto di essere con
Dio e con gli altri nel tempo nella storia; e il nostro modo di essere al mondo.
Un uomo maturo quando in grado di lavorare e di amare, quindi capacit di relazione e di
migliorare, sono due caratteristiche delluomo. Far passare dal caos primordiale al cosmo, il mondo
pensato perch dentro vi sia luomo che adempie alla sua missione di rendere organizzato e

armonioso ci che caotico dal punto di vista tecnologico e sociale, si pensi alla politica anchessa
lavoro.
Dallambito morale il lavoro passa allambito dogmatico, antropologico. Dio che lavora,
(genesi, sei giorni pi 1) Dio lavora e affida luomo di moltiplicarsi, di coltivare e di custodire
praticamente di portare a termine la creazione. Amore e lavoro, le due cose vanno insieme, vi
qualcosa che riguarda lamore che passa attraverso il lavoro; Dio il Dio dei sei giorni e del settimo
giorno, Dio lavora e porta a compimento gustando nel giorno del riposo ci che ha portato a
compimento, giorno del riposo a cui siamo chiamati a partecipare. Questimmagine di Dio che
lavora la troviamo nel secondo racconto della creazione, dove Dio visto come un vasaio che
plasma il protoplasto, ma anche un Dio che stende la terra del firmamento e fissa con le dita le
stelle. In conseguenza del Dio del lavoro, anche luomo lavora:
-

per necessit ovvero per procurarsi da mangiare


per evitare lozio

Per dobbiamo dire che oltre a questi due prospettive venne unaltra secondo la quale il
lavoro il luogo dove si manifestano le conseguenze del peccato originale. Il genesi: con il sudore
del tuo volto mangerai il pane. Gi prima luomo doveva lavorare per custodire e migliorare il
giardino, ma dopo il peccato la fatica (non il lavoro) ci che caratterizza il lavoro delluomo, essa
la pena dopo il peccato; il lavorare talvolta nella sterilit e non il lavoro in s.
- Ingiustizia datore di lavoro / lavoratore. I profeti richiamano alla giustizia sociale:
dare al lavoratore ci che gli spetta; quindi il lavoro e luogo dellingiustizia dove il
lavoratore non riceve ci che le spetta.
- Esperienza di schiavit subita da Israele. Secondo topos, lesperienza di Israele in
Egitto che subisce i lavori forzati, qui si evidenziano le conseguenze dellalienazione da
Dio delluomo.
- Del lavoro e della fatica non sappiamo che farcene perch la morte mette tutti sullo
stesso piano. Suprema ingiustizia la morte; Qoelet afferma che tutto vanit. A che
serve la fatica si poi si muore. Terzo luogo e che la morte rende il lavoro senza utilit, se
moriamo a che serve lavorare. Tuttavia anche se il lavoro diventa luogo di fatica e di
giustizia vi una promessa di redenzione:
Promesse di redenzione: 1) Dio interviene attraverso il lavoro affinch i diritti dei lavoratori
vengano rispettati (profeti richiamano alla giustizia sociale nella relazione lavorativa, dare al
lavoratore ci che gli spetta). Poi c una promessa di fecondit nellera messianica, quando
giunger il Messia, anche se Israele non sar dispensato dal lavoro, il lavoro di Israele sar fecondo,
la terra dar i suoi frutti. Ed infine la promessa del sabato, del riposo (7 giorno nel quale gustiamo il
riposo escatologico. Il lavoro nella sua forma concreta non la versione finale del lavoro, vi gi
un anticipazione della redenzione del lavoro nel sabato. Tutto ci riguarda lantico testamento.
Nel nuovo testamento: al tempo dei romani e dei greci, il lavoro era disprezzato e ritenuto
indegno di un uomo libero e ricco che dedicava il suo tempo daltro e faceva lavorare gli schiavi. Il
lavoro era considerato indegno. Per gli ebrei non mai stato cos, la stessa cosa vale a dire s per
Ges: verbo di Dio fatto carne ha lavorato con mani duomo. Ges figlio del carpentiere ha lavorato
da carpentiere con mani duomo ma per fare il carpentiere necessario toccare la materia. Ges ha
lavorato dunque con mani duomo, nella sua predicazione sono citate differenti professioni. La

Laborem exercens 26 di Giovanni Paolo II presenta le professioni dellantico testamento che


compaiono nella persona di Ges: pastore, medico, agricoltore, seminatore, amministratore di
condominio, servo, amministratore di denaro, pescatore, muratore, Ges parla dei lavori delle donne
casalinghi e dei teologi ovvero degli scritti. Ges non solo lavorato ma fatto comparire nelle sue
parabole il lavoro del suo tempo.
Dio nelle sue parabole presentato come un lavoratore: il padre mio opera sempre. Il padre
mio il vignaiolo che pota la vite perch porti frutto. Non solo Ges lavorava, ma anche Dio
presentato da Ges come un lavoratore. Ges d anche una visione francescana degli animali i
quali non lavorano pi di tanto ma che per sono serviti dalla provvidenza di Dio, guardate gli
uccelli del cielo che non seminano e non mietono ma il padre vostro li nutre; oppure guardate i gigli
del campo che non lavorano. quindi il lavoro e un valore ma non deve diventare un idolo. un
valore ma dentro la gerarchia il cui primo posto e dare gloria di Dio. San Francesco non amava
molto le formiche perch pensano sempre a lavorare e non lodano mai Dio per questo preferiva le
cicale le quali trovavano il tempo per lodare Dio. Ges che apprezza sia le formiche che le cicale
dice di essere formica e allo stesso tempo cicala.
Anche Paolo da ebreo ricorda di aver lavorato con le sue mani, gli faceva il fabbricatore di
tende perch nella sua setta farisaica il lavoro era importante. Il cristianesimo riguardo il lavoro non
ha espresso subito labolizione della schiavit, ma ha posto le premesse per arrivare un lavoro fatto
da uomini liberi. Nel medioevo la paura di una fine del mondo imminente, anticipata da sciagure
sociali come epidemie e carestie, portarono alla disaffezione nei confronti del lavoro, quando pensi
che la fine del mondo imminente che lavoro vuoi fare Il mondo del lavoro subisce una crisi, si
abbandona il lavoro alla fine del primo millennio, durante questo primo millennio San Benedetto
sottolinea nella sua regola limportanza del lavoro. Orat et labora, sono i due cardini della sua
esperienza, nella sua regola al capitolo 48 egli dalle norme sul lavoro quotidiano, per lui il lavoro e
si lavoro in senso materiale ed considerato lavoro anche la lectio divina ovvero la preghiera. San
Benedetto inculca lapprezzamento verso il lavoro materiale, caduto nella disaffezione nel suo
tempo, se le esigenze richiedono per San Benedetto i monaci devono occuparsi del raccolto.
Ovunque, dove cerano i monasteri, sono sorte chiese per il tempo della mietitura del raccolto dove
i monaci con i collaboratori continuavano a pregare durante la mietitura non potendo andare avanti
e indietro dal monastero. Anche il monaco deve lavorare e lavorare materialmente per deve
studiare la parola di Dio, anche questo considerato lavoro; lavoro con le mani e lavoro con lo
studio; inoltre San Benedetto afferma che nel caso in cui ci sia qualche fannullone che non vuole
studiare a questo gli si deve dare qualcosa da fare per combattere lozio.
Quindi lavorare sia per procurarsi da mangiare per combattere lozio. Con il superamento
dellanno 1000, sorge un nuovo fervore e dalla societ feudale che caratterizza la spiritualit
benedettina, infatti questo periodo i monasteri diventano centro del lavoro e dello studio e ci
attestato dal fatto che attorno ad essi si andavano formando delle citt ovvero segregava la societ;
successivamente con lepoca dei comuni saranno i religiosi ad andare dalla gente, come San
Francesco che da commerciante diventa muratore: va ripara la mia casa.
Sappiamo che sia nella regola bollata che nella regola non bollata San Francesco comanda a
tutti frati di lavorare ricordando che anche egli ha lavorato e continu a lavorare. I frati lavorino per
procurarsi da mangiare; lavorino per non oziare; lelemosina concessa solo se la retribuzione del
lavoro fatto non sufficiente; San Francesco inoltre consente il profitto relativo soltanto le vesti al
cibo; e di tenere gli attrezzi per il lavoro. San Francesco vede una grazia nel lavorare: i frati a cui si
era concesso la grazia, la grazia del lavorare il lavoro possibilit di entrare in sintonia con Dio.

Nel testamento afferma quanto segue: lavoravo con le mie mani e voglio lavorare; i frati lavorino
per dare lesempio e tenere lontano lozio. I tre cardini dei frati erano la predicazione; il lavoro la
preghiera. Il lavoro non fine a se stesso. Alla formica che lavora sempre e non loda Dio San
Francesco preferisce la scala che loda Dio.
La prospettiva contemporanea sulla teologia del lavoro.
Con il concilio Vaticano secondo le cose cambiano, ma prima ancora di esso iniziano ad
esserci dei cambiamenti si veda ad esempio il pensiero di Pierre Teilhard de Chardin. Egli nella sua
opera del 1927, lambiente divino, mette il dito su una doppia piaga dei cristiani:
1. i fedeli adorano Dio in chiesa
2. ma quanto sono in fabbrica, in ufficio, o nei campi, sentono di non poter fare ci che ha fatto
in chiesa ovvero di lodare Dio.
Egli evidenzia una divisione tra vita di preghiera e lavoro, ha questo dramma della percezione di
una doppia vita, dellimpossibilit di ricondurre lavoro e preghiera alla glorificazione di Dio, punta
dei cardini che si ritroveranno nella teologia conciliare e post conciliare.
In virt della teologia biblica della creazione tutto il sacro, il cosmo sacro, vi un vestigium di
Dio in tutto, la materia quindi non allontana da Dio, ma il tempio dove luomo deve vivere la sua
missione sacerdotale, la materia sacra perch da Dio creata quindi estranea alla vita di fede ma
vi rientra. Il modo di dare culto a Dio nel tempio, nel cosmo attraverso la trasformazione della
materia si chiama lavoro. Oltre al cardine della creazione, egli si appoggia al cardine
dellincarnazione, la stessa materia di cui composto il cosmo che quella di cui composto il
corpo umano sono stati assunti attraverso lincarnazione da Dio, tutto stato riconsacrato dal verbo
nellincarnazione. Il terzo perno della sua spiritualit leucaristia, dove il corpo non pi biologico
ma sacramentale offerto dalla materia e dal lavoro delluomo, il pane e il vino portati allaltare
sono frutto della terra e del lavoro delluomo, anche se la sostanza cambia gli accidenti sono offerti
dalla materia e dal lavoro, in quel pane e in quel vino ci sono la terra, gli animali che hanno
permesso limpollinazione e il lavoro, la fatica. La materia entra nel processo della ricapitolazione
di tutte le cose in Cristo, prima la materia nel corpo biologico di Ges e poi la materia nel corpo
eucaristico di Ges. In ci si inserisce il lavoro delluomo, che ha il compito di modificare il cosmo
cristificandolo, portando tutto Dio. In sintesi: lasse della creazione, dellincarnazione e
delleucarestia. Egli trascura lasse pneumatologico, trinitario, ma queste sono acquisizioni post
conciliari.
J. M. Escriv, sottolinea laspetto spirituale, afferma che il lavoro mezzo di santificazione, nel
lavorare il laico si fa Santo.
Il concilio Vaticano secondo nei numeri 34-38 della Gaudium et spes pone i cardini della
visione del lavoro della chiesa contemporanea. Nr. 36: esso pone lassioma fondamentale della
legittima autonomia delle realt terrene (lavoro, cultura etc.); il concilio vaticano II afferma che il
fatto che le cose create abbiano leggi e valori propri da scoprire, usare, e umanizzare non contro il
disegno del creatore, ma nel suo disegno. Ad esempio se trasformo delle sostanze chimiche in una
medicina che permette di guarire una malattia, ci e nel disegno del creatore. Le cose pertanto
hanno un valore loro stesse. La creazione ha una sua autonomia, ad esempio se mi ammalo di
raffreddore per poter guarire di certo non dovr fare una novena. Dio ha pensato alla creazione di
unautonomia legittima, perci le scienze devono avere loro legittima autonomia, tutto dentro il
disegno del creatore.

Il Vaticano secondo ricorda che ci non significa vivere come se Dio non ci fosse, afferma che
la creatura senza creatore svanisce. La dimenticanza di Dio si trasforma in corruzione della creatura.
Gli altri numeri, stabiliscono le conseguenze sul compito delluomo, che attraverso il lavoro
duplice sottomettere a se tutte le creature e poi sottometterle a Dio tutte le creature. Il cosmo non
completo senza che luomo non lo porti dal caos al cosmo. C questo principio antropico secondo
il quale tutto sembra che sia stato pensato fino al sorgere delluomo il quale deve accompagnare la
creazione a divenire se stessa. Tutto deve essere subordinato luomo affinch sia glorificato il nome
di Dio su tutta la terra. Sia nellambito tecnico che sociale il lavoro deve migliorare le condizioni
delluomo, le vittorie dellumanit sono segno della grandezza di Dio che ha fatto ad esempio uomo
capace di debellare le malattie.
Luomo messo al mondo perch domini sulle creature da collaboratore del creatore e non
da padrone. Nel mondo c una lotta molto forte contro le potenze delle tenebre, perci luomo deve
combatterle senza sosta, in virt di ci il lavoro deve essere purificato mediante il mistero pasquale.
Il lavoro viene redento attraverso la legge dellamore. Anche il concilio Vaticano secondo fa
riferimento alleucaristia come il luogo in cui la creazione giunge a se stessa perch offre la materia
perch avvenga la transustansazione del corpo e del sangue di Cristo. Il contributo post conciliare
pi importante quello dato da Giovanni Paolo II attraverso la Laborem exercens nella quale
individua due dimensioni del lavoro: lavoro soggettivo e quello oggettivo. Lavoro oggettivo, dal
punto di vista dei vari settori del lavoro: scuola, informatica, trasporti eccetera e anche nel senso dei
prodotti del lavoro: un libro, una torta eccetera. Indica quindi settori dei prodotti del lavoro stesso.
Riguarda invece il senso soggettivo afferma:
1. il lavoro produce stratificazioni sociali; ad esempio nel medioevo cerano le corporazioni
di coloro che esercitavano le stesse professioni come i commercianti; gli operai eccetera.
2. Altro aspetto che lavoro caratterizza luomo, identifica la persona.
Larte e il rapporto tra lavoro e liturgia.
C un lavoro che si chiama arte, anche chi spaccare pietre se ha la prospettiva giusta sa che
sta costruendo una cattedrale. Larte una forma speciale di lavoro delluomo, non risulta che le
altre creature facciano arte. Tra larte e il sacro viene fin dallinizio un legame, larte alla funzione
di individuare nelle visibile ci che invisibile, Dio che ha raccolto in ogni cosa. Anche nella mela
qualcosa parla di Dio; ma ad esempio la stessa mela ogni artista dipinge in modo differente perch
ognuno a modo suo trae il mistero che vi dentro.
Non ti farai immagini di Dio: anche larte entra nella Bibbia, larte ebraica aniconica
ovvero non ricorre allimmagine; ma Davide era musicista; Salomone architetto; Ges in un certo
modo era un poeta. Anche larte ha bisogno di redenzione, anche larte pu impazzire, come
lamore pu essere disordinato. Della teologia dellarte si sono occupati ad esempio Paolo VI che a
chiusura del concilio Vaticano secondo dice agli artisti quanto segue: artisti voi siete i custodi della
bellezza delluomo, quando larte autentica trova nella sua chiesa la sua amica. Nel corso della
storia della chiesa la principale committenza per gli artisti venuta dalla chiesa.
Giovanni Paolo II invece nella sua lettera del 1999 agli artisti afferma quanto segue: lettura
trinitario dellarte; nellarte vi un vestigium trinitatis, ogni artista un artefice che porta alle cose
dal non essere allessere e ci riflesso di Dio padre creatore. In ogni opera darte vi un dare
forma a ci che non ha forma, rendere visibile ai sensi ci che non lo . Michelangelo afferma che
ogni blocco di marmo porta con s ingabbiato un personaggio. Vi unimpronta del verbo, il padre
ha fatto tutte le cose. Infine Giovanni Paolo II afferma che ogni artista sentenze lispirazione, la

spinta a tirare fuori qualcosa che deve essere portata allesterno. Molti teologi affermano che dallo
spirito Santo scaturisce anche la notte.
Altro contributo da citare quello del 2009 di Benedetto XVI nellomelia con cui si rivolto
agli artisti: bellezza come stupore, apertura al trascendente. Don Tonino bello parlava di ferite
feritoie, ferite come apertura al trascendente. Benedetto XVI afferma che ogni forma di bellezza
provoca una ferita, unapertura al trascendente. Si pensi alla sindrome di Stendhal il quale quando
vedeva unopera darte bella stava male.
Arte come forma di lavoro tipicamente umano, alla fine anche fare il medico una forma
darte.
In ultimo la liturgia, nella quale tutto deve confluire, essa non cerimonia per il cristiano
ma il culmine, nel quale confluiscono tutti i misteri della salvezza e anche del lavoro, pane e vino
scaturiscano dal lavoro delluomo, anche lacqua confluisce nella liturgia; il cero pasquale e frutto
della cera opera delle api e successivamente delluomo. Tutta larte ha come scopo il confluire nella
liturgia. In essa quindi confluisce tutto il lavoro delluomo, della terra e larte. Giovanni Paolo II
nella Laborem exercens afferma quanto segue: nella liturgia confluisce anche la pregustazione del
sabato escatologico, cio la liturgia significa che luomo fatto per lavorare e in essa confluiscono
tutte le forme di lavoro e vengono trasformate da Cristo per opera dello spirito Santo in se, ma la
liturgia lo spazio dove si smette di lavorare e si pregusta il riposo eterno offerto da Dio ai suoi
amici. Da ci la capacit delluomo di liberarsi dal peso del lavoro e di crearsi degli spazi come la
preghiera personale e liturgica che sono la prefigurazione dellincontro definitivo con il padre: dalle
grazie al padre per mezzo del figlio e dello spirito Santo.
14.04.2015

La storia
Gli esseri umani compiono una storia caratterizzata da unevoluzione o da un regresso a
differenza dellesempio delle api che da secoli costruiscono lalveare sempre nello stesso modo.
La teologia della storia:
1. La storia in quanto tale, nel suo insieme
2. La storia personale, leggere la nostra vita alla luce del mistero pasquale fino alla nostra
morte.
1. Differenza tra tempo e storia. Dio con la creazione crea anche lo spazio il tempo; il tempo ha una
dimensione oggettiva e soggettiva, si pensi al tempo astrofisico, le cose vanno avanti
indipendentemente da noi esseri umani, il sole si spegner, noi non esisteremo pi, ma il cosmo
continuer ad esistere, c quindi un tempo esterno a noi.
Dal nostro stato danimo dipende la contrazione o la dilatazione del tempo, si pensi ad
esempio a quando attendiamo i risultati di alcune analisi mediche, il tempo sembra essere lungo;
oppure si pensi al tempo trascorso in buona compagnia, questo passa velocemente eppure lo stesso.
Il tempo vissuto attraverso lo spirito diventa storia. La storia uninvenzione delluomo
mediterraneo, greco, romano, ebraico. Per il buddismo ci che esiste cambia continuamente per ci
non si pu fare una riflessione affidabile; per linduismo noi ci troviamo qui per punizione per
scontare colpe commesse in vite precedenti, si parla di reincarnazione. La storia il passaggio
dalluno allmolteplice per la realt greca; compito delluomo passare dal molteplice alluno,
lunit perduta. Il tempo una spirale, un eterno ritorno, la vera realt al di fuori della storia. Il
tempo un ciclo che si riavvolge su se stesso, una spirale.

Si afferma che c una storia perch nellinsieme degli avvenimenti riconosciamo che c un
disegno perci il tempo diventa storia, c un significato, un punto in cui si va a finire, quindi esiste
una storia diversamente non ci sarebbe storia. C un non c un senso nelle nostre gioie,
sofferenze, in ci che costruiamo, la storia esiste e in essa vi un disegno.
Nella visione biblica Dio si fa presente nella storia, il primo credo quello di Israele un
credo storico, che fa riferimento allalleanza stipulata con Abramo, rinnovata con Mos, che fa
riferimento al mistero pasquale, alla pasqua antica come il luogo in cui Dio si manifesta, il Dio di
Israele un dio della storia, poi in un periodo di crisi nasce la riflessione sul Dio della creazione. E
siccome non si vede come le promesse fatte da Dio stiano per realizzarsi ci si aggrappa alla roccia
dellevento della creazione. Colui che ha fatto le sue promesse colui che ha creato cielo e terra e
sar stabile nella sua fedelt. Il Dio di Israele ha un nome ed uno a differenza dellinduismo in cui
lessere supremo non ha una connotazione soggettiva non qualcuno ma qualcosa, unenergia. Il
Dio della Bibbia qualcuno con il quale si pu entrare in relazione, ha un nome ed uno, al quale si
pu dire tu; lui lunico, non ci sono mediazioni. La storia quindi lo svolgimento delle relazioni
tra Dio e il popolo, al centro c la relazione. Tutto ci prepara levento dellincarnazione attraverso
Ges, in essa leternit entra nel tempo (Gal 4,4) quando venne la pienezza del tempo, Dio mand
il suo figlio EB 1,1 Dio che molte volte aveva parlato per mezzo dei profeti, ultimamente in questi
giorni ha parlato a noi per mezzo del figlio. E poi ci sono i testi storici di Luca (Lc 1; 2) dove si fa
riferimento a una serie di personaggi storici realmente esistiti. Al tempo di Erode re della giudea
Ponzio Pilato il personaggio storico pi citato dallumanit esso compare anche nel credo egli il
garante della storicit dellevento di Cristo.
Si pensi alla calenda: dove emerge che la storia inglobata nellevento della rivelazione
trinitaria, con Ges e la sua incarnazione leternit entra nel tempo, la predicazione di Ges
abbraccia il tempo, lavverbio oggi presente nella predicazione di Ges; Ges loggi di Dio
oggi questa profezia si adempiuta (Is) Ges legge la profezia di Isaia. Con lincarnazione
leternit entra nel tempio e con ci viene svelato il mistero della storia. Attraverso il mistero
pasquale abbiamo la chiave di risoluzione dellevento della storia Ap 5 (rotolo sigillato; lagnello
immolato degno di prenderne il libro e di aprirne i sigilli) questo libro la trama della storia
umana; ma per Cristo e colui che permette di comprendere la storia. Senza Cristo gli avvenimenti
restano un enigma, grazie a Cristo la storia diventa comprensibile. Con lincarnazione leternit
entra nel tempo, ma viene anche il contrario il tempo entra nelleternit. Con Ges qualcosa di
creato entra nel mondo di Dio. Tommaso riconosce il signore dai segni impressi nellumanit di
Ges. Anche dopo la risurrezione la storia di Ges permane, il mistero di Cristo significa che
leternit entra nel tempo e viceversa. Le conseguenze di ci sono le seguenti:
1. tutto salvo, nulla della nostra realt umana corporeit, relazioni nostra storia,
perduto, tutto salvo nellumanit glorificata di Cristo.
2. Tutto sacro, la storia il luogo dove Dio si manifesta in pienezza, Ges non solo la
salvezza nel tempo ma anche la salvezza del tempo, la storia quindi non un
guazzabuglio, come la salvezza della carne, nella carne, cos per quanto riguarda la
storia; mentre per Platone il corpo era il luogo della condanna delluomo; e nella storia
che Dio si fa presente.
Come andr a finire?
C un Kronos (insieme) e un Kairos (eternit e tempo si intrecciano), nella storia degli
avvenimenti si esprime la libert delluomo, e ci finir bene o male; ma in questo stesso contesto si
espressa la libert umana di Ges, che da alla storia un orientamento definitivo attraverso levento

pasquale. Nellambiguit delluomo c una luce che da orientamento, ci non significa che viene
posta fine allambiguit. Luomo pu continuare a sbagliare ma c Cristo nella storia che ha fatto la
scelta giusta, bisogna scegliere quindi da che parte stare. Si conclude cos la parte biblica.
Teologia della storia
Allinizio i cristiani devono fare i conti con il ritardo della parusia, ci emerge nella prima e
nella seconda lettera ai Tessalonicesi dove emerge che essa doveva avvenire in quella generazione.
Poi si capito che tutto superato dallevento pasquale, il senso della storia stato dato da Cristo
morto e risorto, quindi c stato un allentamento della tensione escatologica. A Nicea si sceglie il
registro della sostanza; ora la storia appartiene pi al registro della relazione che a quello della
sostanza; ad ogni modo dalla storia si passa allessere con Nicea.
La dimensione storica della fede sbiadita, ma non viene meno il problema di dare
significato alla storia. Se Dio c perch accadono certe cose? Perch c il male? Quando tutto ci
viene tolto, dove Dio? Dallaltra parte c chi dice che Dio non si manifestato a lui.
SantAgostino: nella sua opera il De civitate dei si occupa di ci, della teologia della storia;
nel 410 con il sacco di Roma, Roma cade sotto i barbari, ci non cosa semplice, questo fu un
trauma; come nellattacco le torri gemelle, Roma fu devastata per i pagani per colpa dei cristiani
che a seguito delle loro divinit nuove li avevano abbandonati. SantAgostino cerca di dare risposta
a questo problema, al problema del male e alla realt del bene attraverso la sua opera. Egli si occupa
di cinque tematiche:
1. Creazione: il problema delle origini, da dove viene ci che esiste? Da un Dio creatore che
grazia.
2. Caduta: il problema delle origini diventa il problema del male; la caduta e il problema del
male; labuso della libert da parte degli angeli e degli uomini.
3. Legge: lotta tra il bene e il male, la legge data come rimedio per il peccato; qui si trova la
teoria dei due amori. Nella storia ci sono due amori il primo lamore di s fino al disprezzo
di Dio, il secondo lamore di Dio fino al disprezzo di s. La citt che si fonda sul primo
amore la citt impazzita, quella che si fonda sul secondo amore e la citt di Dio che inizia
gi nellanima in grazia e nella chiesa.
4. Redenzione: la legge non basta, la vittoria del bene sul male grazie alla volont di Cristo.
Nellobbedienza di Ges, nellamore di Ges fino al disprezzo di s, nella sua perfetta
obbedienza, nel buon uso della volont umana, della sua libert, sta la vittoria del bene sul
male, che appartiene a questa storia, e che la manifestazione suprema della provvidenza
del padre ed la sorgente dellaiuto che ci viene dato per combattere la lotta che porta alla
vittoria del bene sul male, aiuto che si chiama spirito santo. Quindi, la redenzione la
vittoria del bene sul male, il culmine della provvidenza e la chiave di lettura di tutta la
storia. Alla fine sappiamo che vi sar un giudizio, che si entrer nelleternit dove la
Gerusalemme celeste sar separata dalla citt gettata nello stagno di fuoco. Vi in Agostino
unarticolazione ternaria tra il prima, ladesso e il dopo, lescaton al di l della storia.
Agostino prende atto di un dualismo di tipo etico, i due amori; egli fa un esempio suggestivo
di Caino e Abele leggendo la loro storia alla luce di due amori, un dualismo che nella storia e
nellescatologia, dove le due citt saranno separate. Questi due amori che sono presenti dentro
ognuno di noi. Una seconda acquisizione della teologia della storia di Agostino la nozione di
provvidenza, che qualcosa da acquisire in modo stabile, egli la vede nel cosmo che non

caotico, nel suo ordine, in esso vi sono delle leggi che si possono sfruttare a vantaggio
delluomo, questo provvidenza, poi vede anche tutta la storia umana nella luce della
provvidenza, gli avvenimenti politici del suo tempo come anche la caduta di Roma viene eletta
con prospettiva provvidenziale, la provvidenza e per lui nella storia della salvezza intrecciata
con la storia umana. Questa provvidenza un fuoco dellellissi, tutto opera di Dio (primo
fuoco dellellissi) altro fuoco la libert umana, la grazia la libert, la provvidenza la
volont umana, non riusciremo mai a risolvere il mistero di come queste due cose si intrecciano
tra di loro, la storia dovuta tutta dalla storia di Dio, ma la storia dipende dalluso che luomo fa
della sua liberta. Questi due poli: lonnipotenza di Dio, la sua provvidenza e la libert
delluomo vanno tenuti insieme; ci esclude:
- il fatalismo: lidea che nulla sar cambiato, anche se facciamo qualcosa e tutto scritto
perci cosa mi do da fare a fare?
- Il millenarismo: permette di far piazza pulita di esso, luomo pensava che alla fine del
primo millennio ci sarebbe stata la fine del mondo, non vi sono questi periodi storici
perch tutto dipende dalla volont delluomo. Non c quindi una data a partire dalla
quale la storia finisce.
- Rifiuto della reincarnazione, della metempsicosi: la reincarnazione vanifica limpegno
delluomo nella storia, se ci che faccio non nella storia non decide la mia sorte eterna,
se mi viene data unaltra chance nella storia alla fine la storia non decisiva. Ci che
accade nella storia determinante per leternit, non viene data una seconda opportunit.
Non viene data una seconda opportunit fuori dalla storia (apocatastasi) la mia sorte non
pu essere decisa da ci che avviene dopo la mia storia. Nulla pu cambiare.
In sintesi no al fatalismo; al millenarismo, alla reincarnazione, allapocatastasi. Altro aspetto
la mediazione Cristocentrica la vittoria del bene sul male avviene con Cristo. Agostino molto
cristocentrico, nelle Confessioni racconta la presenza di Ges nella sua vita, di come lha cambiata.
Nel De trinitate presenta Cristo come il rivelatore della trinit e come il restauratore dellimmagine
della trinit che si trova nelluomo; anche il De civitate presenta Cristo come centro, chiave di tutte
le cose e il fine, attraverso il sacrificio. Ultimo apporto di Agostino la schematizzazione delle
epoche storiche. Questo amore per le genealogie gi presente nella sacra scrittura, ripartire la
storia in epoche ordinate nelle quali si trova lo stesso ordine che si cerca di trovare nel cosmo,
qualcosa che permette di portare la storia in Dio. Anche Agostino si rif a questa lettura della storia
prima dellevento di Cristo ma anche dopo levento di Cristo. Ci che ci interessa che oltre a
queste sei et della storia che corrispondono alle sei et delluomo c la settima et, quella
dellescatologia; il settimo giorno Dio si riposa. Cos dopo le sei tappe della storia di ogni uomo e
della storia, vi sar il settimo giorno quello del riposo, la pienezza escatologica; luomo raggiunge
la sua pienezza solo nella comunione con Dio, solo con ci luomo diventa se stesso, linquietudine
finir con la quiete del riposo, della piena comunione con Dio ovvero il settimo giorno. Noi saremo
il riposo di Dio e noi attraverso il nostro riposo nella pienezza della comunione con Dio.
Altro nome importante della teologia della storia Gioacchino da fiore. Si tratta di una
figura riscoperta di recente per la sua teologia della storia, per lui la storia ha un ritmo trinitario. La
prima fase quella della legge e delegata alla persone di Dio padre; la seconda fase quella della
grazia e delegata al figlio; la terza fase quella della libert e legata alla persona dello spirito Santo.
Si vedeva in San Francesco la terza fase della storia, lalter cristus che vivere secondo lo spirito,
questa era considerata uneresia, i frati quindi in virt di ci disobbediscono al Papa.

San Bonaventura, famoso per la sua teologia della storia soprattutto attraverso il saggio
scritto da Ratzingher, Bonaventura era diventato generale e quindi doveva fronteggiare la corrente
degli spirituali che erano nella disobbedienza, quindi egli tiene da generale delle conferenze sulla
settimana della creazione. Si tratta di un testo prodotto quando egli era generale, pertanto un testo
approssimativo, qui contenuto il suo insegnamento sulla storia. Egli da generale deve imbrigliare
gli spirituali che non obbediscono a nessuno e non vuole che la novit di Francesco sia
neutralizzata.
- Respinge il ritmo trinitario di Fiore, tutta la trinit agisce inseparabilmente in ogni
momento della storia; no quindi alla storia articolata in tre fasi legate alle tre persone.
- Nello stesso tempo afferma esplicitamente la nozione di progresso nella storia.
Bonaventura recupera la prospettiva escatologica che Gioacchino da Fiore e gli spirituali
avevano tirato fuori e afferma concretamente la possibilit del progresso nella chiesa.
Questo che conseguenze ha w su che cosa si basava? Due conseguenze, una a livello
teologico laltra a livello delle norme ecclesiali:
1. Sino alla scolastica si pensava che la teologia era tutta scritta e che dopo i padri della
Chiesa non si sarebbe pi detto nulla dimportante. Bonaventura afferma che non cos
ma che la teologia pu progredire.
2. Esistenza del suo ordine, sia Bonaventura che Tommaso, scesero in campo perch i
maestri della Sorbona non volevano che fosse data una cattedra i mendicanti e non
accettavano le realt nuove. Bastavano la regola di Benedetto e di Agostino
Bonaventura afferma che vi sono realt ecclesiali nuove rispetto al monachesimo
classico. Quindi egli afferma la possibilit della novit. Egli inoltre accentua la
dimensione escatologica, ci che ancora da compiere, se c la possibilit di una
novit, significa che c ancora qualcosa che dobbiamo fare, cio che il disegno di Dio
deve essere ancora completato nellanima e nella chiesa, che bisogna arrivare una
pienezza non ancora raggiunta, si tratta della conversione dei singoli e delle strutture.
Qui recupera la figura di Francesco, egli sottolinea in particolare la sua povert,
Francesco lesempio concreto di questa novitas che lo spirito santo pu realizzare,
quindi si tratta della possibilit che lo spirito Santo porti a compimento nei singoli e
nella chiesa la pienezza cristologica racchiusa nellevento di Cristo. In questo modo
recupera lidea medioevale dellexidus e dellreditus.
Per i medioevali luscita (exidus) di tutto mediante la creazione da Dio e il ritorno (reditus)
mediante la storia di tutto a Dio. Bonaventura nella sua opera Itinerarium mentis in Deo si tratta di
una mappa che ci permette di arrivare alla meta del nostro cammino, nel prologo dice che come un
povero nel deserto sente il bisogno di staccare la spina e di andare sulla Verna. Francesco il
modello di come lo spirito Santo opera questa novitas, lo spirito Santo opera ununica novit: quella
della santit. Nella teologia moderna il tema della storia stato fortemente recuperato; nasce la
teologia come storia della salvezza; il di svelarsi di Dio nella rivelazione viene messo a tema nella
storia della relazione tra Dio e luomo.
Storia abitata dalla trinit: padre, figlio e spirito Santo
La storia abitata dal padre: il luogo dellazione del padre, ci significa parlare della
provvidenza, realt messa in discussione del mistero del male, essa anche messa in discussione del
mistero del bene. Se Dio agisce nella storia delluomo ha significato la libert delluomo? Che
esista la provvidenza affermato gi prima della venuta di Cristo. La novit del cristianesimo che

la creazione scaturisce dallamore, quindi c un prendersi cura che la provvidenza del padre di
tutte le sue creature, Ges parla di questa provvidenza verso tutte le creature, Dio a cura anche delle
minime creature. Dio fa splendere il sole sui giusti e sugli ingiusti; Dio provvidente anche nei
confronti dei malvagi.
Il catechismo della Chiesa cattolica afferma quanto segue:
1. provvidenza: disposizione attraverso le quali Dio porta la creazione al compimento, Dio fa s
che le creature diventino loro stesse, che arrivino alla pienezza della loro identit.
2. Dio agisce in tutte le creature attraverso le cause seconde agisce sempre la causa prima.
Autonomia delle creature, Dio le ha volute autonoma. Questi due aspetti vanno messi
insieme.
3. Il male c, non chiaro perch esista, ma certo che Dio anche dal male tra il bene, il male
resta ma Dio provvidenza perch anche da esso trae il bene per chi lo ama.
4. Le vie della provvidenza ci restano sconosciute. Come un dramma misterioso la realt del
male, il bene una realt misteriosa che opera in modo pi silenzioso. Misterioso il male,
e misterioso Dio capace di aprire una strada dove sembra che non sia possibile. La
provvidenza consiste nel fatto che Dio dispone tutto perch le creature raggiungano la loro
pienezza nel ricapitolare tutte le cose in Cristo. Dio dispone tutto nella storia affinch io mi
possa configurare Cristo. La provvidenza del padre e Cristo.
21.04.2015
La presenza di Cristo nella storia
Cristo il signore del tempo, basta pensare alla calenda della veglia di Natale, dove tutti gli
avvenimenti sono ricollegati alla persona di Ges, si pensi poi anche la veglia pasquale nello
specifico alla benedizione del cero pasquale, Cristo e linizio del tempo. Il tempo creato insieme
allo spazio; lark dice Giovanni, e il principio della creazione, allinizio c il logos per mezzo
del quale tutto creato, Cristo lalfa, e linizio del tempo.
Cristo il centro del tempo; al centro della storia come dice la calenda, per noi cristiani
giusto distinguere il tempo prima di Cristo e d.C.
Cristo alla fine del tempo, lultima fase della glorificazione di Cristo la parusia, la venuta
di Cristo nella gloria.
Cristo oltre il tempo la piena comunione con il padre avverr avverr attraverso lumanit
glorificata di Cristi. Il tempo com alla luce della presenza diffusa di Cristo? un tempo tra il gi
e il non ancora un frattempo, questa la sua caratteristica in quanto Cristo al centro di esso. Da
un certo punto di vista tutto compiuto, dice Ges mentre spira (Gv) quindi pi che una novit c
da attendere il rinnovamento del tempo, tutto gi compiuto ma non pienamente espresso.
Cristo colui che fa del nostro tempo un tempo riempito dalla lotta tra bene e male, ma un
tempo in cui stata inserita la sua libert umana di obbedire a Dio. Ci fa si che il tempo sia
salvato. Com allora il tempo con Cristo? Vi sono tre aspetti che lo caratterizzano:
1. tempo consacrato
2. tempo di pellegrinaggio
3. tempo accompagnato
Tempo consacrato, questa lobbedienza di Cristo ci fa s che il tempo sia redento, il tempo lo
spazio nel quale dobbiamo esercitare la nostra libert, a partire allevento della libert di Cristo e
della sua obbedienza al padre dobbiamo escludere lapocatastasi la reincarnazione, dobbiamo

esprimere la nostra azione con Dio o contro Dio; e quindi un tempo consacrato dallobbedienza di
Cristo.
Tempo di pellegrinaggio, c questa lotta tra il misterium salutis e iniquitatis, ne parla San Paolo
il quale ribadisce questa lotta tra il bene e il male a cui cristiano deve partecipare. Come andr a
finire? C gi il principio di redenzione che la libert umana di Cristo e ci sono i martiri che
accompagnano la chiesa pellegrinante. Abbiamo un tempo di pellegrinaggio ma abbiamo un
orientamento, sappiamo dove deve essere orientata la nostra libert umana. Mi salver o non mi
salver? Nella speranza siamo salvi. un tempo di pellegrinaggio perci lesito finale non
assicurato, la certezza della salvezza finale c la giochiamo ogni giorno. Questo per anche un
tempo accompagnato.
Tempo accompagnato, dobbiamo vedere le ultime parole di Ges nel Vangelo di Matteo; e e le
ultime parole presenti nel secondo libro delle cronache 36,23.
2 Cronache: queste sono le ultime parole dellantico testamento e da essa emergono tre
elementi:
1. il conferimento di un potere il signore re del cielo mi ha concesso tutti i regni della terra
2. c un rapporto con Gerusalemme costruire un tempio a Gerusalemme
3. La comunione con Dio chiunque
Matteo: stato dato ogni potere in cielo e sulla terra Si ritrovano gli stessi tre elementi
precedenti. Matteo scrive per gli ebrei diventati cristiani. Ges resta nella storia e accompagna il
tempo.
1. Conferimento di un potere mi stato dato ogni potere in cielo e sulla terra
2. parte da Gerusalemme ma non si ferma qui
3. promessa di accompagnamento: questa la promessa di Cristo, il tempo accompagnato
dalla sua presenza io sono con voi tutti i giorni leternit non da intendersi come
atemporalit ma come continua contemporaneit, Ges non fuori dalla storia ma
eternamente il contemporaneo. Tutto per Dio contemporaneo. Dio presente in ogni
tempo non fuori dal tempo. Ogni giorno loggi di Cristo che promette la sua compagnia:
il tema della provvidenza del padre si ripropone con questa relazione tra Cristo e il tempo:
Cristo al centro del tempo, allinizio e alla fine del tempo.
Il compito dello spirito Santo: Se al padre attribuiamo alla creazione, al figlio la redenzione, allo
spirito Santo la santificazione del tempo consacrato da Cristo; ma la pienezza di questa
consacrazione affidata allo spirito Santo, necessaria questa epiclesi continua perch la
compagnia promessa da Cristo si realizzi grazie allo Spirito Santo. Lo Spirito Santo il culmine
della storia della salvezza, il dono del padre e del figlio nella pentecoste e perci orienta la storia
in due modi:
1. allinterno di ogni uomo, la grazia lavora invisibilmente nel cuore di ogni uomo, la storia
pu finire bene perch la grazia misteriosamente lavora in tutti. Lo spirito Santo colui che
lavora nel cuore di ogni uomo, universalizzare levento di Cristo, a questa funzione
epiclettica.
2. Lavora anche in modo sicuro nella chiesa, attraverso la liturgia, strumento di santificazione
del tempo. Si pensa la liturgia delle ore, allanno liturgico, al giubileo, in questo modo
attraverso la liturgia leterno entra nel tempo e viceversa. Giovanni presenta lescatologia
gi realizzata nella vita della Chiesa; lo spirito Santo presente nel tempo santificando tutte

le realt in particolare il tempo, e lui che orienta lincontro con Dio. Tutta la trinit
presente nel tempo. Oltre alla storia universale c la nostra storia personale.
La storia personale.
Essa attraversata dalla grazia, vedremo la nascita, il ciclo della vita guidata e salvata da
Cristo, le sue quattro fasi e la morte.
Iniziamo con le fasi della vita; la nostra storia personale inizia con la nascita, ci sono degli
spazi sacri tra cui la nascita, lalimentazione, lunione sessuale la morte.
La nascita un mistero, luomo non ha sempre saputo come si nasce, il figlio un dono di
Dio. C qualcosa di sacro nellingresso di un nuovo essere nella storia. La nascita oltre a parlarci
dellassoluto ci parla del mistero pasquale, quando un bambino nasce piange per chiedere la frattura
di una simbiosi, poi c lesperienza della sofferenza perch c un cambio di temperatura rispetto al
grembo materno, e poi c un cambio di alimentazione egli passa da quella continua, al doverla
ricercare. Come la nascita di Ges stata sulla croce, se non passiamo da questesperienza di
sofferenza non nasciamo. La nascita quindi interpella luomo, per nascere bisogna passare
attraverso un non morire.
Dalla nascita inizia lesperienza della vita; la vita divisa in quattro fasi: linfanzia, la
giovinezza, la maturit e la vecchiaia. Linfanzia il tempo della fiducia, il bambino circondato da
attenzioni e fa esperienza di comunione, lato oscuro dellinfanzia e il suo non voler uscire da essa, il
non accettare di diventare adulti si pensa la sindrome di Peter pan. Bisogna imparare a dire s ai no,
passare dai si dellinfanzia ai no. La seconda esperienza di frattura consiste nel superare questa
simbiosi per passare allet adulta.
La giovinezza invece la fase della metamorfosi, una fase di cambio continuo, di apertura
allassoluto, il giovane vede il futuro davanti a s in cui si vuole tutto. La meta del nostro desiderio
Cristo; ladolescente deve essere aiutato a capire qual la meta di tutti i desideri: Dio.
Per quanto riguarda let della maturit questa la fase nella quale si assumano le
responsabilit, dove si esprimono le proprie potenzialit, anche questa ha un lato dombra
rappresentato dalla delusione; mentre durante la giovinezza la vita che faceva delle promesse, qui
taccorgi che esse non sono state mantenute, ci si pu rifugiare nella frustrazione, nella noia, luomo
e la donna nella natura devono accettare di consumarsi per portare luce come avviene per il cero
pasquale.
La vecchiaia invece concentrazione sullessenziale, aver capito ci per cui vale la pena
arrabbiarsi e ci per cui non vale la pena, il tempo della saggezza il tempo in cui si capaci di
individuare ci per cui vale la pena, questa fase attraversata dalla sofferenza, la vita si va
spegnendo, percepisci che la morte si avvicina vieni messo da parte. Nellantichit la morte era un
evento condiviso, quando moriva qualcuno si portavano anche i bambini, cera quindi una
preparazione alla morte, oggi latteggiamento nei suoi confronti cambiato, c rimozione della
morte; unaltra strategia quella della demitizzazione ovvero fin quando sono vivo la morte non c
perci perch mi devo preoccupare?.
Altra strategia adottata oggi dinanzi a la morte quella della privatizzazione della morte, ad
esempio in ospedale si sa mettere un paravento davanti al morente e si fa finta di nulla.
Oggettivizzazione della morte cerchiamo di evitare questo tipo di morte ad esempio di che cosa
morto. Interrogativo di infarto, allora divaghiamo cos non moriremo anche noi di infarto. Altra
strategia alla quale assistiamo a quella della spettacolarizzazione della morte si pensi negli ultimi
tempi allISIS. Ci un nonna prendere posizione davanti ad essa, vi una mancanza di

umanizzazione della morte che corrisponde a una mancanza di umanizzazione della vita. Gregorio
magno parla di vicinanza della morte, essa ci sta con il fiato sul collo. La partecipazione un funerale
mi proietta in anticipo al mio funerale; idem lesperienza di perdita delle con cui la relazione finisce
male, oppure linvecchiamento, sono esperienze che ci dicono che qualcosa si va perdendo. Gir
allesperienze di non vita come ad esempio la schiavit, le torture eccetera c una vita che una
tortura e che pertanto unanticipazione della morte. Gli atteggiamenti da assumere nei confronti
della morte per non negarla sono i seguenti:
1. considerare la morte lavvenimento della fine, lultimo avvenimento della mia vita.
Essendo certo senso non esiste perch lultimo avvenimento della vita, il senso va
cercato nella vita, perch se dobbiamo morire che senso alla vita? Questo atteggiamento
coltiva lapatia, che pu essere ascendente discendente. La prima consiste nel voltare le
spalle alla sofferenza nellevitarla come fa il buddismo; la seconda consiste
nellimparare a gustare il piacere della quotidianit. Altro atteggiamento quello che fa
della morte un avvenimento costitutivo, che struttura luomo e fa parte della sua identit.
Anche gli antichi greci definiscono luomo immortate.
Qual il messaggio biblico dellantico testamento sulla morte?
1. Per antico testamento la vita il bene supremo, Dio il Dio dei vivi non dei morti, non
c nulla di buono nella morte, la vita tuttavia data in prestito, Dio d il soffio vitale ma
allo stesso tempo se lo riprende. La morte fa parte della natura. Si nasce e si muore.
Dopo la morte si va nello sheoll, finiscono i contatti, le relazioni con Dio e con gli altri,
la vita comunione, la morte assenza di rapporto, connotazione negativa della morte e
del culto dei morti.
2. Se vero che la vita comunione e la morte assenza di relazione, vero che essa vista
nel rapporto con il peccato che assenza di relazioni con Dio e con gli altri. Quindi
morte peccato hanno a che fare con la lontananza da Dio. Alla morte naturale si affianca
una seconda morte, quella derivante dal peccato che stravolge quella naturale, il peccato
quindi la rende peggiore. C questa associazione tra morte peccato perch hanno a che
fare con la rottura con Dio.
3. La morte del giusto, come pu Dio non essere il signor di tutto? Come pu esserci
qualcosa su cui Dio non eserciti il suo potere? Come pu trattare indistintamente che
vissuto vicino a lui e chi vissuto lontano? Nasce una teologia retributiva oltre la morte,
con due prospettive una pi ebraica e una pi ellenistica. Quella ebraica risponde alla
domanda come mai ci Dio ci fa finire tutti allo stesso posto? organizzata sul tema
della risurrezione, ricordate la storia dei sette fratelli maccabei?! La madre dice non vi
preoccupate perch chi vi ha messo fuori dal grembo vi far anche rinascere, questo lo
schema pi ebraico.
Laltro schema a cui si d risposta ci pi ellenistico, parliamo del libro della sapienza
lanima dei giusti nelle mani di Dio che pronuncia lultima parola la morte un nemico
delluomo e di Dio, la sete di Dio che si trova nelluomo non altro che la fame e la sete di Dio che
dona la vita. La novit data dalla morte di Ges, il giusto che muore Ges, tutto Ges ha reso
nuovo, anche la morte, Ges entra nella storia, la sua morte la redenzione della morte, questa della
sua morte una realt complessa, il luogo della completa auto donazione del figlio, egli fa dell
morte lestremo geto della sua storia di obbedienza, la sua filialit trova il culmine nella morte. La

morte per lui la manifestazione non solo della filialit ma della sua fraternit, perc lestremo
gesto di solidariet con noi che siamo suoi fratelli. Ges fratello tra i fratelli scende agli inferi.
La morte lestremo gesto di amore di Ges e manifesta che non c amore pi forte
dellamore crocifisso, il male e vinto dallamore crocifisso. Lamore vulnerabile ma pi forte del
male della morte. Ges entra nello sheoll e porta la sua morte redentrice.
La strada da seguire la seguente, fare tutto in Cristo e morire in Cristo questo ho morire sia
sacramentale che esistenziale, essere con crocifissi e sepolti e risorti con Cristo. Il battesimo ci fa
partecipare sacra mentalmente alla sua morte. Ma anche dal punto di vista esistenziale,
quotidianamente viviamo il martirio, sperimentiamo la comunione con Cristo il morire con lui. Il
cristiano chiamato a vivere e morire in Cristo.
Conclusioni sul mistero della morte.
Nello stato prelapsario, prima della caduta delluomo, secondo il magistero, luomo sarebbe
stato esentato dalla morte se non avesse peccato, ma ci non significa che luomo non stato creato
immortale, cera lalbero della vita del quale si poteva cibare, dellalbero della conoscenza del bene
e del male no, c significa che per un dono soprannaturale luomo sarebbe stato mantenuto in vita e
non che era immortale. Per c stato il peccato, e la morte ha la seguente fisionomia : la morte un
rimedio, sarebbe terribile vivere eternamente in queste condizioni, tutti invecchieranno sarebbe un
mondo pesantissimo, la morte quindi un rimedio. Essa anche il passaggio da questo mondo al
padre e a Ges. Paolo dice che non sa cosa sarebbe meglio se essere sciolto da questo corpo o essere
sempre con il Signore. Oppure egli dice: saremo sempre con il Signore. La morte per paolo un
cammino di amicizia essere sempre con il Signore. Per Giovanni il passaggio da questo mondo al
padre, un transito verso una comunione maggiore, la comunione di amicizia con Ges e la
comunione con il padre.
Alla luce di tuttoci la morte si configura con il dies natalis, noi percepiamo la morte come
fine della vita nel tempo, essa e il fine il confine, fine come ultimo momento della vita, confine
invece come qualcosa che si trova di qua e di l, qualcosa che appartiene alla storia con la faccia
rivolta alleternit. Possiamo definirla come lultimo tocco che diamo al quadro della nostra
esistenza, talis vita, finis vita cio com stata la vita cos sar la morte, si muore come si vissuto, l
modo in cui moriremo non indipendente da come abbiamo vissuto, ci prepariamo a una buona
morte attraverso una buona vita. La morte un evento drammatico nel quale possiamo perdere tutto
guadagnare tutto per questo bisogna accompagnare con la preghiera che saper vivere questo
momento in cui ci si pu giocare tutto. Come la grazia deve accompagnare la vita, deve
accompagnare la morte essa deve essere richiesta. Perci necessario alla vicinanza con la
preghiera sia per gli altri che per noi.
La morte cos come la conosciamo conseguenza del peccato originale, ci non significa
che la morte non ci sarebbe stata, ma che non ci sarebbe stata come la conosciamo ovvero morte
segnata dalla natura umana.
La morte la fine del pellegrinaggio, un sollievo, ma dopo non ci sono cambiamenti, fino
a quando siamo nel tempo possiamo decidere per leternit. Si pu cambiare prima di essa.
Non moriamo interamente, in attesa della risurrezione della carne sopravvive lio delluomo,
lanima, c quindi uno stato intermedio, c gi una retribuzione immediata nel bene e nel male,
inizia dopo la morte una fase intermedia in attesa della risurrezione finale.
5.05.2015

Escatologia.
Ges non un dato antropologico ma teologico, Ges il primo allultimo; dal punto di
vista escatologico non c nulla ad aspettare dopo la venuta di Ges, con lui lescaton entrato nella
storia. Dei Verbum: la rivelazione pubblica conclusa e non ci saranno altre rivelazioni pubbliche.
Lescatologia non un insieme di dottrine ma Ges stesso. Non un discorso sulluomo
scollegato da Cristo ma lultimo capitolo della cristologia. Viviamo comunque in questo frattempo
tra il gi e non ancora, sono erronee le dottrine del chiriasmo secondo le quali allo scadere dellanno
1000 il regno di Dio verr in terra; non vero ci, al di l del cosmo, pi anticamente questa
teoria si chiamava incarnazionismo: rileggeva il messaggio del cristianesimo in modo
intramondano, veniva vista la realizzazione del regno di Dio nel sociale, nel progresso ma esse non
sono coincidenti in realt con esso.
Goete: Mefistofene offre a Faust la soddisfazione di tutti i desideri in cambio dellanima;
che non riesce a pronunciare la frase ferma ti istante tu sei il mondo come dovrebbe essere; mai
potremmo dire ci.
La congregazione della dottrina della fede nel 1979 e la Spe salvi, trattano la problematica
escatologica.
La dimensione escatologica nel messaggio del Ges storico, lescaton nel Vangelo.
Gi nella predicazione di Ges vi una forte componente escatologica legata allannuncio
del regno di Dio. Ges afferma che esso in mezzo a noi, e li collega il messaggio della sua persona
di messaggero, dove regno di Dio significa rete di relazioni redente, dove gli uomini possono
accettarsi come fratelli e amici. Il re non va interpretato nellottica del potere, il re nella prospettiva
biblica non domina ma fa entrare un lievito di risanamento nelle relazioni, il lievito dellamore,
questo il regno di Dio tra noi ovvero convergenza sul bene comune.
Gi nella predicazione del regno di Dio c tutto ci, che lamore la regola delle nostre
relazioni, questi sono i cieli nuovi e la terra nuova dove la comunit che regna. Tutto ci che Ges
annuncia si realizza nella sua persona, nellevento dellincarnazione culminante della risurrezione.
La Pasqua la premessa della parusia, ci che avviene come promessa, caparra, nella parusia si
verifica in modo pieno. Come finir tutto non lo possiamo dire, siamo chiamati a vigilare, orientare
la nostra libert nella giusta direzione, potrebbe lumanit a rifiutare lofferta del regno di Dio.
Sappiamo comunque che in questa storia vi unaltra libert umana orientata a Dio, quella di
Cristo, lamen delluomo proiettato a Dio.
La parusia.
Di nuovo verr nella gloria a giudicare i vivi e morti il modello della parusia il modello
dei racconti della visita dei sovrani, quando il sovrano doveva recarsi in una determinata regione,
cera tutta una preparazione; il nuovo testamento usa modelli per parlare di essa che ricalcano la
visita dellimperatore romano, imperatore che mette in unione terra e cielo. La parusia si rif anche
alla figura ebraica della gloriosa venuta di Dio: le immagini sono attinte dal giorno della
celebrazione gloriosa di Dio nel tempio.
Parusia: epifania, manifestazione di Cristo, i primi cristiani sono consapevoli di una triplice
epifania:
- Quella dei Magi, nellumilt della condizione umana
- Segni sacramentali: soprattutto nellescatologia giovannea, realizzata, che si compie
nella celebrazione della liturgia.
- Parusia: di nuovo verr nella gloria: da questa dipende la prima cristologia del
maranat, evento della venuta nella gloria, visto come imminente.

Possiamo dire quindi che a Parusia, il culmine della liturgia, ci che avviene gi nella
liturgia in forma sacramentale avr compimento nella parusia. Nel simbolo ci dice cosa verr fare il
signore nella gloria: giudicare i vivi e morti. Si parla qui della pienezza della signoria di Ges.
Allimperatore venivano sottoposte delle cause che doveva risolvere. Le cause meno importanti le
risolvevano i delegati, con le pi importanti spettavano a lui, la pienezza quindi non sul giudizio
ma sulla pienezza del potere; della sua signoria nella quale vi anche il potere di giudicare i vivi e i
morti.
I segni della parusia.
NT:
1 gruppo di segni: catastrofi naturali, guerre e persecuzioni dei cristiani; ci rifacciamo
allapocalisse di Marco del capitolo 13; sono segni cosmo logici, catastrofe legate allambiente nel
quale viviamo; poi si parla di guerre persecuzioni contro i cristiani e dellinvito a fuggire sui monti,
verranno falsi cristi e profeti. Questi segni possono essere collegati a ogni generazione; lescaton
legato a Cristo, quando Cristo dice non passer questa generazione, non si riferisce alla sua
generazione contemporanea ma alla nostra, di quelli che vengono dopo Cristo, perci noi siamo
lultima generazione di cui parla Cristo, quella dopo la sua prima venuta. Tutti questi eventi
succitati nella storia si sono verificati continuamente. da sempre che luomo afferma che vi
saranno cambiamenti climatici, quindi questi segni sono caratteristici di tutte le generazioni
storiche.
Nei sinottici vi da parte di Ges la volont di non dare segni, egli si rifiuta di dare segni, se
non il segno della predicazione di Giona ovvero di Ges. Il messaggio il seguente: vigilanza e
conversione, questo invita Ges. Ci saranno tutte le catastrofe, ci che importante e vigilare, non
pensate ai segni ma preparatevi.
2 gruppo di segni: collegato alla figura dellanticristo. 2 Ts 2,3-10; 1Gv 2,18-22; Ap
13,1-18.
2Ts 2,3-10: messaggio sulla figura delloppositore, il nostro il tempo del combattimento tra
il bene il male, poi c qualcuno che ferma la manifestazione dellanticristo, un potere che frena
(KATETON), che frena la figura delloppositore, serve per qualcuno che faccia fuori loppositore;
ma un bene che il male emerga perch il signore lo distrugga con il soffio della sua bocca, c
bisogno che qualcuno freni il male, che deve essere eliminato per far s che il male emerga perch il
signore lo distrugga. Deve essere tolto chi lo trattiene: la santit della Chiesa; il nemico ha paura
della santit. Il male solo se emerge, il signore potr distruggerlo e annientarlo con la sua venuta. Si
pensi ai martiri che vengono fatti fuori dal male. Leliminazione di chi lo frena provvidenziale
perch il male emerga e venga eliminato.
1Gv 2,18-22: lanticristo si colloca sul piano della verit, sono i divulgatori di eresie che
negano la dottrina dellincarnazione di Cristo, e dallinterno della chiesa che viene lanticristo,
nellapocalisse esso limperatore romano, imperatore che racchiude prerogative divine sociali. La
bestia e limpero, ma ogni figura che pretende di occupare il posto che spetta Dio. Impero della
violenza. Lanticristo in questa prospettiva e colui che perseguita la chiesa. Quindi chi lanticristo?
Pap Francesco cita il libro il padrone del mondoegli vuole dire che lanticristo la mentalit che
oggi vuole avere il monopolio, quella mentalit secondo la quale tutto il giusto tranne lessere
cristiani, ognuno faccia ci che vuole purch il cristianesimo venga annientato si pensi alle teorie
gender, e quindi una mentalit da combattere, questo il compito del cristianesimo.

3 gruppo di segni: la conversione di Israele, Rm 11,15: se lapostasia di Israele gi


procurato Ges, la sua conversione sar una risurrezione dei morti. Ci non vuol dire per che la
risurrezione dei morti sia collegata alla conversione di Israele. Non vuol dire che la risurrezione dei
morti sar successiva alla conversione di Israele, ossia non vuol dire che se Israele non si converte
non ci sar la fine del mondo. Indica solo che la conversione di esso porter a un beneficio pi
grande. Alla fine il messaggio : vigilate e convertitevi.
Momento della parusia.
Paolo, 1Ts: consapevolezza che la parusia sia qualcosa di imminente. In 2Ts Paolo corre ai
ripari, non che solo perch la parusia imminente voi non dovete fare niente, non dovete lavorare.
Bisogna vivere lesperienza gioiosa della presenza di Cristo nei sacramenti. Non un problema
questo ritardo della venuta di Cristo.
Escatologia realizzata: chiesa giovane ha che vede il signore gi presente allinterno della
vita della Chiesa. La parusia coincider con la conclusione della storia, del tempo, con una
lirruzione delleternit nella condizione umana. Essa non ha un criterio di tempo cronologico ma a
un criterio cristologico. Parusia: conclusione dello spazio del tempo. Tutte le generazioni saranno
contemporanea alla parusia.
Cosa accadr quando essa avverr? Dobbiamo seguire questo percorso:
- risurrezione dei morti alla quale collegare il tema dello stato intermedio
- giudizio, particolare e universale
- vita eterna
1. la risurrezione dei morti: la fede di Israele pi che allo sheoll, guarda Dio. Guardare addio
il primo passo per ripensare lescatologia. Ges si colloca in questa prospettiva la
risurrezione sar un evento dipendente dalla risurrezione di Cristo, dalla Pasqua. Questo
avvenimento sar dipendente dalla parusia; riguarder tutti gli uomini; caratterizzer tutto
luomo.
- Dipendente dalla Pasqua, dalla risurrezione di Cristo, Ges concepisce Dio come il
dio dei vivi e non dei morti: io sono la risurrezione della vita, che unito a me mediante
battesimo ed eucaristia non morir in eterno.
- Collegata alla parusia: ci che avviene come promessa Pasqua verr mantenuto nella
parusia, qualcosa inizia a Pasqua e riguarda solo Ges, ma fonda ci che riguarda il
Cristo completo che riguarda anche noi che collegato alla parusia.
- Riguarda tutti: sar un evento universale, riguarder tutti gli uomini, giusti ingiusti
saranno coinvolti nella sua venuta e nella risurrezione. C un errore il condizionalismo
secondo il quale solo i giusti accederanno alla vita eterna.
- Caratterizzer tutto luomo, riguarder non solo ci che sopravvive alla morte, ma
anche la nostra corporeit.
12.05.2015
La risurrezione nellultimo giorno.
- la risurrezione della carne
- la sopravvivenza dellanima
- lo stato intermedio e la retribuzione dopo la morte
Cosa significa risurrezione della carne? Noi siamo immortali attraverso lanima, cosa succede nel
frattempo? Indipendenza della risurrezione di Cristo c la nostra risurrezione, questo un evento

che caratterizzer luomo nella sua integrit, allora finalmente saremo noi stessi, pienezza
antropologica; questa pienezza sar raggiunta attraverso la relazione con Dio e con gli altri, si tratta
di una pienezza relazionale.
La risurrezione della carne, un articolo di fede: aspetto la risurrezione dei morti. Il
fondamento della nostra fede: 1cor15,35-55: come risorgono i morti? Con quale corpo verranno?
C un corpo animale il cui principio lanima; corpo spirituale e un corpo il cui principio vitale
lo spirito Santo, il pneuma.
Identit: specifica, numerica, sostanziale
- identit specifica: il nostro corpo alla risurrezione sar un corpo umano, non sar altro
- identit numerica: sar il corpo che ho adesso, il mio corpo
- identit sostanziale: che riguarda la sostanza del corpo, nel corso della vita gli accidenti
cambiano, ci che resta laspetto sostanziale, resta sempre il mio corpo dal punto di
vista sostanziale.
Cos ci che caratterizza che il corpo sia una realt che caratterizza luomo; cosa
caratterizza il corpo umano? Lanima. Il permanere dellidentit con la risurrezione garantito
dallanima. Sopravvivenza delluomo nellanima, e luomo che sopravvive attraverso la sua anima
in attesa della ricongiunzione con il corpo. la struttura stessa dellanima che fa si che se ne
apostoli la sopravvivenza nello stato intermedio. Il corpo composto da cellule che quando o
moriamo si decompongono, si dissociano perch materiali, ci che spirito non composto e
quindi non pu dissociarsi scomporsi. Ad esempio lidea che formulo non pu marcire una mela si.
Pertanto lanima che immateriale e incorruttibile per la sua stessa ontologia non pu scomporsi.
1. Non c preesistenza dellanima rispetto al corpo come afferma Platone. Essa creata e
unita al corpo allatto del concepimento da parte di Dio.
2. Non c un legame accidentale tra anima e corpo, non c dualismo ontologico nella
visione cristiana, unit tra anima e corpo ed esse non sono in contrasto tra loro. Luomo
unit di anima e corpo, lanima da sola non luomo; il corpo da solo non luomo.
Dopo la morte dellanima senza corpo ma essa a disagio essendo la forma del corpo
tende di ricongiungersi con il corpo il giorno della risurrezione. Quindi lo stato
intermedio dellanima dissociata dal corpo uno stato provvisorio, essa tende di
ricongiungersi con il corpo essendo la sua forma. Non c unanima senza corpo prima
del concepimento, ma c dopo la morte in attesa di ricongiungersi con il corpo il giorno
della risurrezione.
Lo stato intermedio.
Se sopravvive la nostra anima, se noi sopravviviamo attraverso ad essa, significa che c una
retribuzione subito dopo la morte, un giudizio particolare in attesa del giudizio universale il giorno
della risurrezione della carne. Ap 6,9-11: il grido dei martiri, fino a quando scorrer il sangue dei
martiri; queste anime si trovano sotto laltare, versare il sangue significa dare la vita, lanima, dire
che lanima sotto laltare significa che uno stato martirizzato e il sangue cola gi dallaltare.
Giovanni XXII nel medioevo forzando il testo introduce un doppio stadio di retribuzione:
- Le anime sotto laltare sono in attesa della parusia, del giudizio universale, godono di
un premio provvisorio: vedono lumanit di Cristo, vedono Cristo nella sua umanit
- Le anime sopra laltare dopo il giudizio universale saliamo sullaltare, vediamo Dio
faccia a faccia, la Santissima trinit.

Questa prospettiva forzata dava di eresia perch ritardava la retribuzione dei giusti alla
seconda fase, quella della risurrezione della carne.
Guglielmo da Occam accuser il Papa di eresia. Benedetto XII con la Benedectus Deus,
risolver la questione, egli affermer che la retribuzione dei giusti e immediata anche se sono in
attesa della risurrezione della carne, vedono lessenza divina senza nessuna mediazione creaturale.
La differenza non nel premio ma nella condizione delluomo che senza il corpo gode del premio o
della punizione in modo non pieno, cosa che avverr quando lanima si ricongiunger al corpo.
Anche qui ci sono degli aspetti un po deboli:
- il mistero trinitario e descritto in modo essenzialista, parla di essenza di Dio, cosa che
fanno anche gli ebrei. Essere in realt non sussiste in se stessa ma nellamore, nella
relazione delle tre persone. Parlare di Dio e vita eterna come vedere lessenza di Dio,
non trinitario.
- Esclusione della mediazione creaturale nella visione di Dio, se accettabile dal punto di
vista della retribuzione immediata, non tiene conto dellumanit creaturale di Cristo e del
ruolo che svolge nelleternit come rivelatore del padre. Lumanit di Cristo e il nostro
posto nel cielo, attraverso chi stato rivelatori di Dio sulla terra vedremo il padre in
cielo.
- Quindi: dopo la morte, il cielo gi aperto per i santi e linferno per i peccatori, sebbene
tutto provvisorio in attesa della risurrezione della carne, ci che allora cambier non
il premio ma il modo di relazionarci con Dio. La rilettura di questi dati escatologici in
chiave cristologiche trinitario deve essere ancora fatta.
La vita eterna.
Lapproccio deve essere catalogico, e non analogico perch non abbiamo elementi
esperienziali.
Giudizio universale: primo momento supposto dalla vita eterna. Luomo resta nellaldil
come ha voluto essere nellal di qua, attraverso le sue decisioni individuali, gli ultimi momenti certo
sono fondamentali, ma tutto non si gioca allultimo momento. Il giudizio grado da solo, perch sono
io che ogni giorno decido da che parte stare, sulla terra per potr cambiare, quando sar nellaldil
ci non potr essere fatto.
Linferno.
Dio eternamente perso, diverse immagini ce lo descrivono:
La geenna: sulle labbra di Ges questa era la discarica di Gerusalemme, dove vi era un
fuoco che smaltire rifiuti.
Il fuoco: ambivalente della Bibbia.
La morte seconda: nellapocalisse in San Francesco nel cantico delle creature, vi una
prima morte al termine dei nostri giorni una seconda morte, la morte eterna dove si sperimenter
la pena del danno: ovvero la privazione eterna della visione di Dio, il fallimento della creatura,
perch luomo diventa se stesso nella piena unione visione con Dio. Divent me stesso se mi unisco
a Dio, qui nella grazia e al di l della gloria. Diversamente la creatura fallisce il suo scopo, per cui
stata creata, fallisce per leternit la possibilit di diventare se stessa. Pena del senso ti accorgi che
cos, avendo di auto Dio per tutta la vita lo dirai per leternit, cos come avrai disperato per tutta
la vita facendo di un di otto immagine somiglianza, disperer e per leternit, vorrei sprofondare nel

nulla ma non potrei farlo, perch latto dellessere viene dal creatore e non pu essere distrutto.
Linferno e quindi:
- non una creazione di Dio, ma lopposto della creatura alitava, e luomo che
implodere, rifiutando di entrare in comunione con Dio, Dio non ha creato linferno, ma
la creatura che rifiuta Dio.
- La possibilit dellinferno drammatica ma lestrema conseguenza del dono infinito
che Dio ha fatto luomo, il dono della libert. la conseguenza del dono della libert.
- Linferno una realt da affermare come conseguenza del rispetto di Dio per la libert
della creatura, esso definitivo, le pene dellinferno non sono temporanee (apocatastasi),
una condizione definitiva, io posso cambiare fino a quando sono sulla terra.
- Se dobbiamo affermare la possibilit non possiamo dire chi c finito dentro e se
effettivamente c qualcuna delle creature umane, delle creature angeliche sappiamo che
vi sono creature andate a male. La Chiesa afferma solo in modo certo chi nella gloria di
Dio attraverso la canonizzazione, ma non chi nellinferno; ad esempio non possiamo
dire dove si trovi Giuda. Dobbiamo quindi pregare per tutti perch non sappiamo cosa
avviene allultimo istante della vita dove possiamo guadagnare tutto o perdere tutto.
Il giudizio stabilito da Cristo crocifisso che entrato in tutto ci, quindi nel campo della
battaglia tra il bene e il male via una libert umana orientata Dio, a partire dalla croce di Cristo la
nostra libert sa cosa fare, se si voltano le spalle Cristo si sa cosa si fa. C la possibilit di perdere
Dio eternamente, la Chiesa non pu dire che ha perso eternamente Dio, per ammonisce con il
magistero e la testimonianza dei santi che ci non avvenga.
Il purgatorio.
Sono anime sante, non stanno subendo una punizione, ma si stanno purificando, non
quindi un castigo ma una purificazione, dove vi beatitudine e contrizione, dolore gioia insieme,
dolore per non aver amato abbastanza e gioia perch le anime del Purgatorio sono anime sante,
infatti allora si attribuisce grande potenza per questo ci si deve affidare al loro. Da Trento in poi
nasce la parola Purgatorio, lidea che noi siamo entit relazionali, quindi finch esistono le
conseguenze delle mie azioni io continua a sussistere in qualche modo nel bene o nel male. Ad
esempio se scrivo libri restano i miei libri; oppure restano le conseguenze delle mie azioni negative
le quali possono permanere nel tempo ad esempio nel dolore di una madre alla quale ucciso il figlio.
Quindi il male va smaltito, solo dopo aver smaltito le conseguenze delle mie azioni malvagie, se ci
non lo far in vita, questo male dovr smaltirlo dopo, solo dopo aver fatto ci avr la pace. Qui il
male non stata la nota dominante della mia vita perch Dio misericordia ma anche giustizia.