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University of

Illinois

Urbana-Champaign

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1796-1813

ANTONIO SANTALENA

1796-1813
YITA TREVIGIANA
DALL'INVASIONE FRANCESE ALLA SECONDA DOMINAZIONE AUSTRIACA

CON NOTE, DOCUMENTI E ILLUSTRAZIONI

TREVISO
TIPOGRAFIA LUIGI ZOPPELLI
l88o

345,3/6
Sa.53vc

PREFAZIONE
On parler de
I,'

sa gioire

chaunie bien long-temps:


humble toit, dans cinquante ans,

Sous

le

Ne connattra plus d'autre

histoire.

L, viendront les villageois

Dire alors quelque vieille:

Par des

rcits d' autrefois,

Mre, abrgcz notre


Bien, dit-on, qu'

Le peuple encore
Oui,

Parlez nous de

le

il

le

veille.

nous

ait nui,

rvre

rvre.

lui

grand' mre

Parlez nous de

lui.

Bkranger
(Les souvenrs du peuplej

iT.fra le pi dolci e care

nezza

memorie

un

quella di

di cui porto

nella sua villetta

di

il

di

infinita.

nome, morto pochi

Spresiano, dopo un' esi-

stenza di lavoro indefesso, spentosi dolcemente

mattino

vi

chiarezza di pensiero, che riandava nei suoi

Era mio nonno,


fa

una rara lucidezza

lunghi ricordi con una compiacenza

anni

mia giovi-

bel vecchietto quasi centenne, lindo, ordi-

nato, tranquillo, che conservava

mente

della

fortunatamente ancora non lontane

di

primavera,

mentre

la

un

natura d' intorno

bel
si

svegliava dal letargo invernale, dalla terra sorgeva la


vita

ed

grappoli di glicinia che inghirlandavano

finestra della sua stanzetta,

si

coloravano

rtooy

in

lilla.

la

6
Quel vecchietto,

un senso

bianco, cortese,
la

pace e

profonda,

tenerezza

di

ricordo provo nel cuore

al di cui

omino

quell'

simpatico, che

affabile,

calma, ne aveva vedute quaggi

la

tutto

personificava
1

Nato

nel secolo passato, era stato testimone di quei grandi

avvenimenti che avevano scosso l'Europa negli ultimi


anni di quello e nei primi di questo, aveva militato

giovanissimo nell'arma del genio, sotto

Napoleone
girate la

Grande

il

Lombardia

le

bandiere di

per quarant' anni, aveva

poi,

uno

e la Venezia,

fra

principali

cooperatori di quella grandiosa opera di catastazione che


serve anche oggi di

norma

nuovi lavori

ai

dell'

ammi-

nistrazione italiana.

Ma, come

a tutta quella generazione,

cese aveva lasciato nel

ricordo e Napoleone

mio buon vecchio


1

rimaneva

ai

1'

epoca fran-

incancellabile

suoi occhi

il

pi

grande degli uomini.

A me

fanciullo, egli raccontava

qualche

fatto,

qual-

che aneddoto di quelle epoche fortunose e mi par di


vederlo infiammarsi ed

sua voce

farsi

suoi occhi brillare

e udir la

robusta e sicura, quando mi affermava,

d'averlo proprio avuto da vicino, Lui! e d'averlo proprio udito parlare; e

samente dal

mi par

cassetto,

dove

in

teneva ben custodita,

la

medaglia di Sant' Elena, che

prendeva

vederlo cavar fuori gelo-

di

io

mano come una

la

con infantile curiosit


reliquia,

tanto rispetto

m'incuteva quel rispetto del mio vecchio nonno per

la

sua medaglia.

Quando mio nonno

morto,

un

bel mattino di

primavera, allorch
in
il

grappoli di glicinia

rimasero

ci

lilla,

medaglia

di lui, la

si

coloravano

di Sant' Elena,

caro, affettuoso ricordo della sua bont e delle sue

virt e quello dei suoi bei racconti, sugli avvenimenti

che aveva veduto svolgersi sotto

Era una

suoi occhi centenni.

storia di guerre, di passaggi d' armate, di

violenze, di spogliazioni,

poi di glorie

di carneficine,

e di trionfi, di saggezza amministrativa, di pace.

Per

Spresiano erano passati

francesi,

tutti

gli austriaci,

napoleoniche e

russi delle guerre

presso

s'erano combattute delle feroci battaglie. Di l era passato pi volte Napoleone e sotto

dove

cambiavano

si

il

suoi tempi,

dottor Zanatta,

il

giorno con Eugenio Beauharnais.


bei soldati!

lasciato

intravviste in
ricordi

aveva pranzato

un

che

che riviste!

quante piume, quante

Nella mente fatta adulta,

vano

porticato dell'osteria,

avevano sostato principi

cavalli,

Mio bisnonno, un vecchio medico famoso

e generali.
ai

sciabole!...

racconti del

una lontana reminiscenza, come


sogno

quando

volli

di cose

coordinare questi

con ci che aveva imparato nei lunghi anni

di

scuola e completare gli aneddoti con

in

un cantuccio

Artaserse,

Romolo,

della

re di

Nerone

trovai

la storia,

mente Astiage ultimo

Mnemone, Leonida

Remo

ligola, Claudio,
gli

nonno ave-

re di Media,

l'eroe delle Termopili,

Roma, Augusto,

Tiberio, Ca-

e gli altri imperatori,

Goti,

Ostrogoti e Barbarossa.

Sventuratamente, nessuno

nessun

fatto che

di questi ricordi di scuola,

raccontavano

tutti

quei volumi che

mi avevano dato da imparare o che


avevano spiegato

racconti del nonno.

come

professori

mi

in centinaia di lezioni, coincideva coi

programmi

quelli d' adesso

didattici d' allora

erano pi lunghi del tempo

conceduto per isvolgerli e nella mia testa rimaneva una


profonda lacuna

Quando ho

storica.

poi voluto

conoscere quei

parare a scuola, trovai dei buoni

ma

insegnati,

gli

straniere

il

che

libri

me

hanno

li

ebbi desiderio di conoscere gli

allorch

avvenimenti della mia Treviso, durante


invasioni

che

fatti

mi aveva permesso d'im-

veloce corso degli anni non

gli

anni delle

sviluppare e completare

cercai

aneddoti del nonno, non ho trovato nulla. Eppure,

pensava, com' possibile che a nessuna di tutte quelle

brave persone

dell'

epoca

sun testimonio

di

venuto

sia

Com'

vere quanto hanno veduto?


quegli

mente

in

di scri-

possibile che nes-

avvenimenti o

straordinari

qualche raccoglitore paziente della successiva generazione, abbia descritto

sui documenti

stato facile trovare e sulle


cipio del secolo

memorie
anni

quegli

che

gli

sarebbe

dei viventi nel prin-

interessanti ed

cos

ora cos sconosciuti?

Nulla o

meno che

nulla

quanto m'hanno consentito


e la moltissima

nimenti

straniere e del

losamente

ai

buona volont

Treviso,

di

Cos ho cercato io

durante

per

poveri mezzi d'ingegno

di ricostruire
l'epoca

gli

avve-

delle invasioni

dominio francese, attenendomi scrupo-

documenti

svegliati dal loro

secolare nei diversi archivi ed alle scarse

sonno quasi

memorie

rac-

colte

qua

e col.

Ho

preso poi dalla storia generale, alle

fonti pi sicure, soltanto ci che bastasse a spiegare


fatti della

mia

immedesimandomi

citt,

in essi

da rendere pi evidente che ho potuto


rico,

ponendolo talvolta

convinzioni dell'oggi.
in quell' errore

in

fronto

ci anche a costo d'incorrere

ci

che nuovo.
la vita di

mi sento

il

il

passato col mezzo

Studiata fino

dovere

di

dar risalto col con-

vilt e le

le

lezze che, continuate per lungo tempo,

lunghe

possibile,

hanno

di

debo-

molto

giorno della redenzione della patria.

Pubblicando ora
di

pi

virt patriottiche della nostra generazione

alle

il

ai

quel tempo che m'accingo

tanto disprezzata e di stigmatizzare

ritardato

sto-

che appartiene alle menti inchinevoli

minuti particolari
a descrivere,

momento

segnalato da lord Macaulay nella sua

il

ad ammirare

modo

relazione alle idee ed alle

Storia cC Inghilterra, di giudicare


del presente

il

per

risultato dei miei studi,

il

e pazienti ricerche, pi

mi par

memoria

del

affettuosi

mi ha

di

frutto

complete che mi fu

rendere anche un omaggio alla

mio buon vecchio, che


ispirato

l'

co' suoi racconti

idea di conoscere ed appro-

fondire la sconosciuta storia di Treviso dal 1796 al 181 3.

Treviso, aprile 1889

Antonio Santalena

BIBLIOTECHE ED ARCHIVI
che fornirono

Biblioteca

documenti per

comunale

il

presente studio storico

Treviso

Biblioteca capitolare - Treviso


Biblioteca di

San Marco

Venezia

Biblioteca Riccardiana - Firenze


Biblioteca Papadopoli - Venezia

Biblioteca Ricci - Treviso


Biblioteca Fapanni - Venezia
-

Archivio provinciale

Treviso

Archivio comunale - Treviso


Archivio annesso

alla Biblioteca

Archivio parrocchiale

Archivio

di Stato -

Archivio del

comunale

Treviso

Lovadina

Venezia

Museo Civico

Venezia

Archivi nazionali di Francia - Parigi


Archivi della famiglia Mortier duchi di Treviso

Coupbray

(Seine et Marne) e Parigi.

L' autore ringrazia dal cuore tutte le gentili e colte persone

che

gli

agevolarono

le ricerche

-<^,

o lo ajutarono a completarle.

r- -_i.->

PARTE PRIMA

L'INVASIONE FRANCESE

L'

INVASIONE FRANCESE
^r:^-

[seppo Diedo

Le condizioni della Repubblica Veneta

L' invasione

francese

L'ultimo podest
ministrazioni

in

Treviso alla

generale Pittoni ed

cesi a

Treviso

fine

Provveditori

ritirata degli austriaci

nerale Augereau

Piemonte e Lombardia

Le truppe austriache

di

Treviso

PRIMI francesi

Le som-

del 1796

Barbaro ed Augereau

Wurmser

prigionieri di

Il
La
Il ge-

fran-

Mantova

Condizioni dolorose Le scaramuccie di Lovadina


passaggio della Piave Gli austriaci cacciati
d'Italia Il giuramento di fedelt alla Repubblica
Veneta Anzolo Giustinian prova-editore straordinario
CISPADANI BONAPARTE E VENEZIA
buoni consigli del glustinian vlctor a treviso
La partenza delle truppe tenete Bonaparte e
Giustinian La caduta della Repubblica Veneta
Le vigliaccherie del 17
L'albero della libert
PROCLAMI, DISCORSI, LE l'OESlK, LE SCRITTI Il
Il

.)7


PROCLAMA

GUARDIA NAZIONALE

trattato

Il

L' IMPERO

harnais

bonaparte

La partenza

Nei primi giorni

di

SPO-

Giuseppina Beau-

vescovo marin

ospiti del

Gli ultimi comandanti francesi


zioni

Le

napoleone a passeriano

Campoformio

di

DEMOCRATICO La
DI VlSNADELLO Il

La FESTA

battaglione trevigiano

La NUOVA ORGANIZZAZIONE

LAVORO DEI COMITATI

Il

FRANCESI

GLIAZIONI

AUGEREAU

D'

AMMINISTRATIVA

16

Le ultime spoglia-

dei francesi.

decembre

del 1796,

Iseppo

Diedo Podest e Capitanio della Repubblica veneta


a Treviso,
relazione

mandava
di

al

quanto

Serenissimo Principe

accaduto durante

era

missione, adempiendo cos

quando lasciava

il

dovere

d'

la

la

sua

ogni Podest,

la carica affidatagli dal

governo

di

Venezia.
Il

buon gentiluomo

alle sapientissime

vi scriveva

che per ubbidienza

leggi della Repubblica,

dava co-

gnizione di quanto era succeduto di rimarchevole


sotto la sua reggenza di quasi venti mesi a Treviso;

ma

questo egli faceva con dolore,

stanze erano state

assai e

difficili

1'

perch

le circo-

animo suo ama-

reggiato e contristato da avvenimenti straordinari;

sperava

il

tranquilli

suo successore

potesse

trovarsi in pi

momenti.

Le truppe straniere avevano invaso

il

territorio

della Repubblica, per farlo

campo

di contese

Repubblica non entrava;

nelle quali

la

di battaglie, frutto

17

e queste truppe portavano dissesti e danni alle popolazioni, che per sopportavano rassegnate perch

poste in istato di pace ed educate nelli metodi di

massime

essa ed obbedienti alle

di neutralit

ed

alle

insinuazioni di moderazione inculcate dalla Sovrana

Sapienza

*).

La supremazia

di

e sul territorio della

Venezia sulla

citt di Treviso

Marca Trevigiana, durava

terrottamente da pi di quattrocent' anni

1)

Nel 1384 Treviso ed

2)

<T

ducati.

24 giugno 1388 questi abdic

Il

Austria a Francesco da Carrara per centomila

e si ritir a Treviso.

con loro a danno

di

veneziani se

ai

si

Franceschino da Carrara,

dova era stata ceduta dal padre.


Giacomo Dal Verme, capitano
sue genti a Vigodarzere,

Pa-

alla signoria di

Visconti ebbero Padova,

promisero Treviso

contenti,

Venezia.

erano stati ceduti da

castelli

Leopoldo

colle

inin-

Nella

).

Relazione del Podest e Capitanio N. H. Iseppo Diodo,

10 decembre 1796 - Archivio di Stato

dova

dei Visconti,

ma non

fossero uniti
al

quale Pa-

che trovavasi

mand Giacomo

Spinellozzo

ed Ugolotto Diancardo con 400 lancio a Treviso, dove giunsero ai 14 di decembre.

{Verri

giana). In quel giorno stesso

form pubblico decreto,


giosi la

dominazione

a Giacomo Dal

di

Verme

Storia della

in cui detestavasi

quel vecchio
la

Marca Trevi-

Consiglio Maggiore della citt,

il

citt,

territorio trevigiano (Verci doc.

con termini oltrag-

infelice,

castelli

consegnandosi

e le fortezze del

1817).

Francesco da Carrara, chiuso nel castello, mentre


polo

tumultuava,

l'ordine che

si

rilasci

per

comandanti

dovessero consegnare

alle

il

po-

delle forte/./

genti dei Visconti.

bisogna dire che questi ordini fossero eseguiti senza op-

posizione,

poich neir archivio

Venezia, esiste

il

giuramento

segreto della

di fedelt

Repubblica

di

fatto dai Trevigiani.


2

18

tranquillit secolare, Treviso, che aveva

fra

tumulti ed

un

d vissuto

pericoli delle guerre fratricide con-

tinue, che aveva assistito agli incendi dei suoi borghi,

ai

saccheggi

dai Coneglianesi,

sue case,

delle

al vicendarsi di

dagli uomini di Serravalle,

di

Val di Ma-

reno, di Cordignano, di Portobuffoletto, della Motta, di Asolo,

Castelfranco e di Noale.

di

Cos

il

patto segreto fra

Vi-

sconti e Venezia aveva pronta esecuzione.

Quando

trevigiani furono certi di essere ritornati sotto

Repubblica di Venezia, dimostrarono

la

facendo la volontaria dedizione della

la loro

contentezza

castelli, ragioni

citt,

e giurisdizioni, tutto ci infine che faceva parte della

nit senza alcun patto o riserva. {Bonifacio

Comu-

Storia di Tre-

Libro XI).

viso -

Nel consiglio che ridava Treviso a Venezia, Franceschino

da Borso dottore ed anziano,


governo della

anno seguente

dell'

fu eletto a far la dedizione

al

rimase Guglielmo Quirini, che nell'aprile

citt

lo cedette

a Marco Zeno, che era stato

l'ultimo podest della vecchia dominazione veneta e divenne


il

primo della nuova.

A
zioni

solennizzare
nelle

1'

chiese,

avvenimento, furono fatte grandi funliberati dei carcerati e ad altri

vennero

prigionieri furono abbreviate le loro condanne. (Sanuto

dei Dogi). Si decretarono solenni


in

memoria

della loro liberazione dal

doc. 1921) e pi solenne


la

il

di

in ogni

anno {Ver ci doc. 1939

Comune

di

Treviso)

giorni 29 e 30

Vita

Dominio Carrarese (Ver ci

alla
si

Repubblica di Venezia,

dovesse correre un pallio

anno 1391

Dal registro

con pubblica processione

novembre

13 di decembre in cui segu

seconda dedizione della citt

stabilendosi che in quel giorno

del

il

po-

dest andasse solennemente, col clero e tutti gli ordini della


citt, alla chiesa di S.

M.

Lucia a ringraziare

Signore per essere nuovamente sud-

diti di

il

Venezia, (Bonifacio

delle Carceri nella cappella di S.

Storia di Treviso

Libro XI).

19

dominatori sempre nuovi, spesso crudeli, erasi abituata sotto

sapiente governo della Repubblica ari-

il

stocratica di Venezia, alla pace

ed

che

alla gloria

le terre

Dopo

sottomesse

al

tanti anni, ad

aveva soltanto

lungamente agognata

Dominante

la

rifletteva su tutte

suo potere.

una generazione che

letto nei libri

la relazione di

brar strano e nuovo

guerra

che raccontavano

doveva

gloriose imprese degli antenati,

come diceva

di

infatti

Giuseppe Diedo

le

sem-

accumularsi di fanti e cavalli

1'

calati dall'Austria, di stranieri chiedenti alteramente,

irriverenti disprezzaton d'

una neutralit non

sor-

retta dalle armi, vettovaglie, alloggi e servigi.


Gli abitori di Treviso, citt allora descritta

non

delle pi vaste n delle pi popolate del Serenissimo

Dominio,
per
se

ma

le quali
il

fornita

nondimeno

potrebbero fiorirvi

soldo nazionale che vi

erano per

in

di varie

opportunit

le arti e le industrie,

manca

nutricasse

le

pieno di un'indole quieta e mode-

rata, spiegando costante sentimento di fede e di de-

vozione verso

il

pubblico

nome

).

come accennava Diedo, gl'immensi

Cos

sopportava

disturbi dati dalle

truppe austriache che scendevano sulle terre italiane

ad incontrare quelle

La

1)

Francia.

rivoluzione francese del 1789 e le sue conse-

guenze,

le dottrine

Relaziono

Treviso

di

di

sovversive poi predicate e pra-

Flaminio Correr, Podest e Capitanio di

Novembre 1793

Archivio di Stato

Venezia.


ticate,

volta tutti
crazia,

minacciavano

che

popoli

20

d'

invadere

un

Europa governati

d'

dall'

devano sovrastare un grave pericolo a tutto

le

ma non

sue conquiste, nella quiete

deva bastassero
i

auto-

avevano impensierito quei governi, che ve-

sistema. Venezia, rispettata

dopo

alla

po'

al

il

loro

temuta, perch

dell'

Europa, cre-

sostenimento della sua potenza

ricordi gloriosi e la sapienza civile, restava invece

testimone passiva degli avvenimenti.


L'Austria, accresciuta d'una parte d'Italia, avea

chiuso nelle sue braccia di gigante

Repubblica Veneta e
Essa

indipendenza.

il

sguardo quando

lega di Cambrai univa contro di essa varie na-

zioni potenti di
la gelosia era

cui

come ben

un omaggio

dice

il

negletta da tutta

l'

Europa

Jomini

reso alla sua forza.

nezia, all'epoca della rivoluzione francese


e

si

Passarowitz

che pose

Ve-

vedeva

non era conosciuta che

La pace

per T antica riputazione del suo governo.


di

sua

la

non era pi quello Stato

poi

fiorente, sul quale l'Europa fissava lo


la

territorio della

dava a temere per

le

agli

fine

eterni contrasti

della Repubblica colla Porta e diede al suo territorio


dei limiti che

non variarono pi

fino alla sua distru-

zione, fin la sua storia politica.

governo limit tutte

le

Da

quel!' epoca,

il

sue cure a rimaner spettatore

impassibile degli avvenimenti e ad evitare tutto ci

che avesse potuto dar ombra


Confidando

la

ai suoi vicini.

sua sicurezza alla gelosia reciproca

delle grandi potenze ed a quelle

massime

di diritto

21

pubblico sempre invocate dagli Stati deboli,

nato pose la sua politica


nit,

che

il

Se-

una imperturbabile sere-

in

avrebbe potuto prendere per amore

si

esclusivo della pace, se

frequenti prove che eser-

le

citarono la sua pazienza senza fargliela perdere, non

che quel sistema era dovuto

dimostrato

avessero

unicamente

debolezza ed alla timidezza.

alla

Questa inerzia del Senato apparisce


sua luce, quando, esaminando
trova che

si

s'

in tutta la

sue forze militari,

le

era posto fuori della possibilit di

far rispettare quella neutralit che aveva adottata


in
i

una straordinaria convocazione, non ascoltando

consigli

di

Pesaro,

aveva perorato

ma

quelli

di

in favore di essa,

Valleresso che

della

temperanza

e moderazione, perch la Repubblica fosse amica di


tutti,

nemica

attraverso

il

di

nessuno

e lasciasse libero

il

passo

suo territorio alle truppe delle nazioni

in

guerra fra loro

si

vede dalla relazione

vedr pi avanti
clamare

quella neutralit che

la

d'

Iseppo

come

Diedo e come

Repubblica affettava

si

di pro-

in tutte le occasioni.

veneziani,

ed

al

progresso delle idee, erano rimasti addietro nella

ci-

estranei

alle

scoperte

utili

vilizzazione europea. L'arte stessa delle costruzioni


navali, nella quale erano stati
le

fortificazioni

P armata

1)

Botta

di

abbandonate,

terra

si

maestri,

cadevano

componeva

Storia d" Italia

.lai

1780

al

di

languiva,
in rovina;

12 ai 13 mila

1814

Libro

III.

uomini
resto

si

di fanteria,

formava

22

met circa Schiavoni

di cui

il

avventurieri di tutte

d' italiani e di

le nazioni.

Tale era

situazione di Venezia, quando scoppi

la

la rivoluzione francese. Il

dei pi antichi

troni

romore

mondo, fu appena inteso

del

non pot far

in questa citt e

della caduta d'uno

rialzare quel governo

dal suo assopimento letargico. Questo

nimento fu mal compreso,

grande avve-

sue conseguenze giu-

le

dicate leggermente e l'orgoglio aristocratico

que considerare
popolo verso
passeggero,

lo slancio

la libert
il

di

cui

si

piac-

appassionato di tutto un

come

1'

eccesso

effetto di

un

delirio

doveva precipitarne

la fine.

Altri governi invece, che

temevano veder scossa

o diminuita la loro potenza, veder crollare in causa


delle

nuove

idee,

al gagliardo

veniva dalla Francia,


della loro costituzione,

l'

soffio di libert

edificio

che

lungo e paziente

su basi tanto differenti da

quelle su cui volevasi saldare la sovranit popolare,

pensarono a collegarsi per opporre una resistenza


alla rivoluzione

ed anzi per combatterla nel luogo

stesso dove era scoppiata.

Venezia non

si

mosse,

nemmeno quando

monte, alleato dell'Austria, sub


nella Savoja e nella contea

guenza in Francia

le idee

di

le

prime

il

Pie-

sconfitte

Nizza e per conse-

democratiche allargarono

e presero nuovo alimento dalle vittorie e la lega

che aveva sperato

di far trionfare la

nuova crociata


mura

sulle

23

della capitale francese

si

trov obbli-

gata ad una pura azione difensiva.


Rifiutata da re Vittorio

spagnuola e

zione

marchese

di

Sardegna

Austria,

soldati

il

la ro-

alleanza

l'

Francia repubblicana

della

da Augereau, da

da Scherer, da Masseria,

guidati

che

Alberey sostenne dovesse essere

d'

vina e la servit del Piemonte, raffermata


coli'

media-

la

l'accordo colla Francia,

Serrurier, piombando sugli alleati, vinsero a Loano,

23 novembre 1795 quella grande battaglia che

il

pu dire abbia decise


I

le sorti

convogli delle vettovaglie austro-piemontesi sfa-

marono

truppe repubblicane mancanti

le

saccheggi diedero loro qualche


plice pane, le fanciulle e le

delle battaglie.

cieca dea

quista
II

li

marcie e

Le scarpe mancavano sempre,


principiava a

qualche

violate,

erano sempre logori e stracciati,

sacrilici

pane,

pi del sem-

cosa

donne

di

diletto, fra le privazioni e le fatiche delle

abiti

si

d' Italia.

ma

la

compensare

gli

fortuna
di tutti

soldati francesi e la speranza della con-

sosteneva e

li

faceva allegri ed arditi.

Piemonte rimase costernato

tato della battaglia di

Loano

dall'esito inaspet-

e l'Italia

non fu allora

rassicurata dall' invasione, che dalla stagione fredda


incalzante,

dalle nevi che gi alla fine

vembre, biancheggiavano
alte vallate del

Sfumate
torio

si

quel no-

sulle Alpi e coprivano le

Piemonte.

le trattative di

accinse

di

con

pi

pace a Basilea,

il

Diret-

lena e con pi speranze

24

in questo

punto che compa-

risce sulle Alpi, sostituito dal suo

governo a Scherer,

guerra

alla

nel

d' Italia.

comando

delle truppe francesi, per infondere

che danno la giovent

coli'

audacia e collo slancio

coraggio ad avanzare, l'entusiasmo e la fede oc-

il

correnti

per

le

grandi

quegli che doveva

imprese,

mani

poi tenere nelle sue

il

destino d' Europa.

Napoleone Bonaparte, generale a ventott' anni,

dopo

le

sue prime vittorie gi cosciente del proprio

valore e sicuro che la fortuna principiava a favorirlo,

primo momento

dovette fino dal

ai confini d' Italia,

lunga strada
preda diletta

pure

affacci

per la

dei secoli la conquista agognata,


di tutti

campi

e sognare

chiam

terra

il

dominio

promessa.

Senato veneto esiliava da Verona

conte di Lilla, che vi

la

guerrieri, vagheggiare egli

di quella eh' egli stesso


il

si

che fu

questo paese

di

la gloria, sui suoi

Intanto

in cui

si

il

era riparato dalla bufera

repubblicana, sulla fede della neutralit solennemente


affermata.

Cos

la

Francia che nel suo furore de-

magogico non rispettava

la sventura,

le aspirazioni legittime, le quali

n compativa

avrebbe potuto com-

battere colla lealt, colla saviezza delle leggi, colla

bont

di

governo,

otteneva dalla debolezza del Se-

nato di Venezia ci che nessun' altro avrebbe conceduto. Cos, se Bonaparte che gi verso la Repubblica

Veneta guardava cupidamente, maturando nella

sua testa quei vasti progetti che

gli

avvenimenti

completarono mirabilmente, non raggiungeva

lo

scopo

25

di trovar querela a quello Stato,

pure acquistava la

certezza che Venezia degenerata non

sarebbe op-

si

posta alle sue mire con fortezza ed avrebbe colla


precipitata e comple-

insipienza e colla fiacchezza,


tata la propria rovina.

Bonaparte, giunto
rale di Nizza, trov

26 marzo

al

1'

senza scarpe,

deplorabile,

spesso senza viveri

quartier gene-

al

armata francese

senza paga,

senz' abiti,

che solo

),

uno stato

in

le scorrerie conti-

nuate sulle campagne del Piemonte fornivano


tanto in tanto. Col colpo
in ogni occasione,

d'

prontezza

colla

di

occhio che lo distinse


decisione

della

che fu uno dei segreti del suo successo militare,

Bonaparte
armate

intu

alleate,

la

condizione

form

suo

il

e la posizione delle

piano

Montenotte vinse

la

a Dego

che obbligarono

le altre,

ritirata,

alla

pace

prima

piemontesi
di Parigi,

Francia ed

il

Lo scopo
raggiungersi

l'

attu.

a Millesimo e

battaglia,

austriaci alla

gli

armistizio di Cherasco ed

conchiusa fra la repubblica di

re di Sardegna, al 15 maggio.
di

all'

incalzare

gli austriaci

poteva cos

perch restavano aperte e sicure

strade per la Lombardia e perch

le

magazzini ben

provvisti di Tortona e di Alessandria, fornivano l'ar-

mata

di

battaglie

1)

quanto abbisognava.
vinte dall' audace

Adolphe

Livio XXXIII.

Tliiors

Una

successione

generale,

lo

di

port dal

Histoire do la Revolution franaise -


Lodi

ponte di

26

rive dell' Adige,

alle

Lombardia conquistata.

attraverso la

negoziati di pace

falliti,

rovesci delle armi repubblicane in Tirolo, non por-

tarono a Bonaparte che maggior desiderio di conti-

nuare a tutta oltranza

la guerra.

grande confidenza

s e nella fortuna,

in

mata austriaca che

si

bisognava avesse
se air ar-

rinforzava continuamente, in

pieno assetto, non poteva opporre che 59 battaglioni

morenti

di fanteria,

di

fame e quasi senza calzature,

alcune centinaia di cavalli

tisici e

24 pezzi di can-

Nella cassa non aveva neanche trecentomila

none.

franchi e non vi erano, nel piede di mezza razione,


viveri per

un mese

).

Quando Iseppo Diedo, Podest


Treviso,

manifestava

P amarezza provata
menti

d' Italia e

alla

dall'

perch

Capitanio di

Repubblica

animo suo, per


il

di
gli

Venezia
avveni-

territorio veneto era in-

vaso dalle armate austriache che

rinforzavano di

si

giorno in giorno, per tentare di opporsi alla furia


dell' invasione,

la battaglia d'

Arcole era gi avve-

nuta e Bonaparte, oltre l'armata piemontese, aveva


quasi distrutta quella austriaca tre volte rinforzata,

facendo settantamila prigionieri, uccidendo o ferendo


in undici battaglie campali

pi di sessanta com-

battimenti, venticinquemila nemici

).

1)

Mmoires du Marechal de Marmont.

2)

Thiers

Histoire de la Revolution francaise.

27

Alla met di decembre del


cipia

F esame degli avvenimenti

zione alla storia generale

1796,

quando prin-

di Treviso, in rela-

d' Italia,

F armata fran-

cese era divisa in cinque schiere principali

Augereau

sotto Mantova,

truppe stanziate nella regione sud della


sena pure in Verona con
del

direzione

Veneto

Joubert che guardava

citt,

Mas-

molti corpi avanzati in

centrale,

verso

Brenta,

il

passi del Tirolo.

Serrurier

a Verona, con parte delle

ultima

divisione di riserva stava a Brescia, Peschiera, De-

senzano, Sal e Lonato

).

L' armata austriaca era divisa fra

Tirolo ed

il

il

Brenta, con numerosa riserva nel Dogado, nel Trevigiano e nel Friuli.

Podest e Capitanio

sciato da Diedo,

di Treviso,

nel posto la-

venne nominato dal governo

Repubblica Veneta

il

della

N. H. Anzolo Barbaro,

che

assunse la carica al principio di decembre.

Costante negli esercizi del pi fervido zelo

scriveva

Barbaro

buona volont
ciliarmi
loro

la

al

Senato

congiunto ad una

e retta intenzione, considero di con-

soddisfazione

bene e

di

dei sudditi

procurando

il

non demeritare queir umanissimo

compatimento che dalla Sovrana munificenza mi fu


generalmente impartito nei precedenti pubblici impieghi

1)

quali

dei

Botta

fui decorato,

in questa provincia

Storia d' Italia dal 1789 al 1814

Libro IX

sommamente importante
flettendo quanto

spinose

fin

riferiva

da questo momento

Anzolo Barbaro che

trov mescolato ai pi

si

gravi avvenimenti di Treviso, fece certamente

dovere nei pochi mesi che


avanzato

ma

vi rest;

di

non

Podest e Capi-

tanio, cio fino alla caduta della Repubblica di

nezia,

suo

il

abbastanza

et e malandato in salute com' era,

d'

durante la sua reggenza

pot

ri-

alle attuali circostanze

l
)

si

28

Ve-

rendere quei servigi importanti, che forse

avrebbe potuto un altro pi energico di


parte, la

mancanza

trebbe anche
lizzatore

Podest

che

decidere nulla,
trovava.

Di

attenderne

D'altra

prontezza nelle decisioni, poimputabile al sistema centra-

governo veneto aveva adottato

il

Treviso

di

di

essere

lui.

come

gli altri

nelle terribili contingenze in cui

tutto

doveva informare

le istruzioni.

dalla corrispondenza

il

Questo risulta chiaramente

del Barbaro col Serenissimo

Quando Iseppo Diedo cedette


sore trov che gli avvenimenti

come
dall'

2)

Dispaccio

Museo

posto,

il

)..

succes-

succedevano con-

passaggi di truppe e requisizioni. Ca-

Austria ogni d nuovi corpi, che

mano venivano mandati

1)

si

il

nei mesi antecedenti, sintetizzandosi in

poche parole
lavano

si

Senato ed

Principe a cui spediva dei giornalieri rapporti

formi,

il

non poteva

1 -

a colmare

il

mano

vuoto che

le

5 decembre 1796.

Civico di Venezia e R. Archivio di Stato Venezia.

29

palle francesi e le prigione, facevano nelle


l'

Parte

esercito imperiale.

file

del-

dirigeva a Bassano,

si

parte a Padova.
In quei primi giorni di decembre,

facevano pi frequenti e numerosi ed


di Treviso

il

passaggi

si

Provveditori

non sapevano come alloggiare tutta quella

gente che domandava o


casi, pi

prendeva,

seconda dei

prendendo, come fosse roba sua

oggi era

bagaglio del general Provera, scortato da ufficiali

domani un corpo

e serventi,

ungheresi a cavallo

d'

reggimento Arciduca Giuseppe e quaranta car-

del

rettoni da trasporto e

der e battaglioni

croati

di

reggimento Schroe-

fanti del

corazzieri

cannoni. Queste truppe venivano divise fra

e venti

le osterie

del suburbio a S. Artemio, alla Carit ed in quelle


di Treviso,

superiori

quando

dopo

le insistenze degli ufficiali

soldati erano lasciati entrare in citt,

permanente pericolo

danno

alla popolazione,

creden-

dosi gl'imperiali quasi in paese conquistato e valendo

poco

le

esortazioni e gli ordini dei comandanti.

Se proprio non accadeva nulla, la colpa non era


degli austriaci,

zolo

a quanto pare,

se

Barbaro trovava necessario

nato, con

un

sospiro di sollievo

rese partita.

calma.

Vi

il

giorno

9,

An-

di scrivere al Se

La

milizia onga-

Mantenne un contegno

ha molto contribuito

la

di perfetta

docilit degli

abitanti per loro natura.


I

trevigiani

loro quiete,

del

1796,

alla tranquilla

tolti

da alcuni mesi alla

serenila in cui

si

svol-


geva

la loro vita,

30

senza fastidi

politici, nella discreta

agiatezza procurata dalle idee limitate, dalla

canza

di quelle

giato

in

superfluit che

guardavano

bisogni, generalizzandole,

quei primi tempi quasi con terrore le


glianti

di

tutta quella gente

pi

assise

non conoscevano

Italia
si

in

sma-

che parlava un

guaggio sconosciuto, venuta gi in


causa che

man-

progresso can-

il

lin-

per una

affollavano

passaggio delle colonne austriache, come destati

al

da un sogno o trasportati
rullo di
I

un

in

un

altro

mondo

e ad

un

tamburo improvviso sussultavano spaventati.

Provveditori e

d all'altro

gli

sentivano poi da

Anziani,

sempre pi forte

il

peso delle cariche

pubbliche, forse ambite quando nel largo seggiolone

potevano fare beatamente


e

1'

altra di tabacco,

il

sonnellino fra una presa

magari durante

le

solenni se-

dute del consiglio. Ora invece tutto era cambiato e

bisognava lavorare sul serio, provvedere agli alloggi

sommi-

del potere

dei generali, degli ufficiali, dei soldati, alle


nistrazioni, alla quiete pubblica.

diventava pesante, quando

il

essere la pace, nell' intima,

comandare

al

prossimo.

vedevano

al

vano e

esclamazioni

le

meglio e

La croce

potere doveva e poteva

umana

soddisfazione di

Correvano affannati, provvecchi parrucconi dondola-

raggiungevano toni sempre

pi acuti.

Purtroppo, popolo e provveditori dovettero abituarsi.

Non

tanto

queste furono

le

presto finirono

maggiori!

le disgrazie,

31

Alle ore una di sera del 18 decembre, giunsero

duemila croati. Ogni luogo rigurgitava e


in

mancanza

d'altro, invadere

Margherita degli Agostiniani,


quei frati che vi

s'

dovette,

si

convento

il

rompendo

di

Santa

pace

la

di

erano rinchiusi per isfuggire le

noie del mondo. Quello di S. Nicol gi era stato

ri-

dotto ad Ospedale militare, fino dalle prime battaglie


austro-francesi.

Ivi

non erano mai curati meno

man mano che

600 o 700

feriti,

venivano

diretti alla frontiera,

quali,

di

miglioravano,

mentre

gavano, provenienti prima dalla linea

altri

surro-

li

Adige,

deli'

poscia da quella del Brenta.

Le scarse

risorse dell'amministrazione pubblica,

principiavano gi

che per

il

fin d'allora

ad essere esauste, tanto

sostentamento delle truppe estere,

ai

13

decembre, Treviso fu obbligata di domandare un soccorso alla Repubblica, la quale concedette diecimila
ducati al corpo civico trevigiano.
la

infinit

di

due nazioni durante


il

Quando

esigenze che ebbero

sappia

si

truppe delle

lunga guerra, quando

la

numero straordinario

impossibile che

le

di requisizioni fatte,

un paese non ricco come

si

veda

sembra

il

nostro

abbia potuto sostenerle. Certo che da quel tempo

datano

le

maggiori rovine private.

Occorrevano generi e denari

il

denaro doveva

levarsi dai ricchi, che ebbero le sostanze

d'assai

molti

dei

menomate

quali furono precipitati

quasi

nella miseria, doveva levarsi dalle casse pubbliche,


ridotte al fallimento,

nemmeno lontanamente com-

32

pensate dalle posteriori reintegrazioni


i

grani

fieno ed

il

ottenevano dai grandi depositi dei nobili

si

e dei negozianti e dai piccoli dei villici che rispar-

miavano

magro nutrimento invernale per

il

famiglie e per le bestie che


dei

Tutto

campi.

aiutavano nel lavoro

li

serviva

ci

stranieri combattenti su d'

le loro

sfamare

soldati

un suolo che non era

il

una causa che non era quella

loro ed al trionfo d'

dei padroni di questo suolo desolato.

Era

la crisi

economica,

menda, quella che

la pi dura,

d' allora

fin

poi per

annunciava

si

povere popolazioni del trevigiano,

la pi tre-

le quali

alle

dovevano

T incalzare degli avvenimenti, peggiorare

sempre pi

le

loro condizioni

godere un po' di

pace e di sollievo solo dopo quasi vent' anni.


Alle richieste imperiose

anche per seguire

non voleva

gramma

si

dava,

si

dava sempre,

ordini della Repubblica che

gli

fastidi politici e cercava,

secondo

il

pro-

impostosi, di accontentare tutti, pur di es-

sere lasciata tranquilla.


Il
l'

generale Pittoni, direttore delle proviande del-

armata imperiale, fece

una nuova ricerca

imponenti

recatisi

per

potervisi

in

di

18 decembre a Treviso

somministrazioni, con termini

come

consiglio

il

si

qualificarono dagli Anziani,

dal

Podest

di

Treviso

a conferire con lui a Bassano, dove


le

tale

da non

verun modo acconsentire. Egli doman-

dava poi che due Provveditori

convenire

norme

si

si

recassero

trovava, per

delle somministrazioni che chie-


deva per

33

la sussistenza dell'

armata. Se non

mostrata subito della buona volont,


toni diceva tener gi pronti
valleria,
l'orza,

alle

quali

non

quanto

si

degli squadroni di ca-

prendere colla

saputo

voleva dare spontaneamente

sue truppe.

Con ducale
ai

avrebbero

fosse

si

general Pit-

il

del 21, la

Provveditori

Repubblica dava permesso


di recarsi

ai confini,

a Bassano per

la

conferenza richiesta dal generale austriaco

si

recarono

infatti,

Asolo coi delegati

unendosi
di quelle

e vi

Castelfranco e ad

due cittadine pure

ri-

chieste di gravi contribuzioni e pure in criticissima

situazione finanziaria.
Il

generale Pittoni espose con molta forza

bisogni dell'armata e l'impossibilit di ritirare

occorrenti dalle provincie occupate

che quelle vicine sopportassero


convenirne
s

la

il

sommi
generi

bisognava quindi
peso ed era per

misura che aveva chiamati presso

di

rappresentanti di Treviso, Asolo e Castelfranco.

Provveditori

ai confini di

degli altri delegati,

loro paese e

l'

Treviso, anche a

esposero

lo stato

nome

desolante del

assoluta impotenza di proseguire nelle

somministrazioni; offersero per una data quantit


di fieno, paglia e

legna

V avena ed

esigevano, non potevano darli.

proviande austriache non

si

Ma

il

il

pane che

si

direttore delle

accontent e minacciando

severe misure ottenne quanto colla persuasione non

avrebbe potuto: ogni genere

di roba,

letti,

stufo ed

ospedali completamente guarniti a sua disposizione.

domandarono qualche soccorso

delegati

naro

con modi soavi

relazione

34

ma

come

di de-

detto nella loro

generale Pittoni non era uomo,

il

dinanzi le grandi necessit della sua armata, da com-

muoversi per

Non

la soavit dei Provveditori trevigiani.

aveva, rispose, la pi piccola

somma

e lo stesso

comandante generale non avrebbe potuto dar nulla,

non tenendo nemmeno


le
il

paghe

ai soldati.

il

denaro occorrente per

far

Avrebbe pensato, a suo tempo,

gabinetto di Vienna, ad indennizzare questa

re-

gione degli immensi sacrifci che sosteneva per

le

truppe straniere.
Intanto a Rivoli e sotto Mantova,
fra le

si

decidevano

armate della Repubblica francese e quelle

r imperatore d'Austria,

le

deL'

battaglie finite colla piena

decimate dai combattimenti

ritirata di quest'ultime,

e dalle audaci imboscate che facevano cader prigionieri migliaia di soldati.

Le comunicazioni
atti
ftte,

interrotte, la

a divulgare presto
la

stessa

li

notizie

mancanza

di mezz;

delle gravi scon<

volont dei comandanti austriaci,

quali desideravano che

massero e non

le

le

popolazioni non

si

aliar

sapessero battuti, nell'intento anch(

di sfruttarle quanto pi era possibile, lasciarono, ne

primi giorni seguenti,

quanto era accaduto

trevigiani nell'ignoranza d

sulle rive dell' Adige.

Mentre Bonaparte, dopo scompigliate


di Alvinzi e di

timila soldati

Provera e diminuitele
fra cui la

le schieri

di quasi

maggior parte

ven

di quei

vo

35

prima per

lontari viennesi, gi passati pochi giorni

Treviso,
ratrice

bandiere ricamate loro dall'impe-

fieri delle

si

accingeva a seguitarle, per non lasciare

incompiuta Y opera sua,


l'

altri

drappelli calati dal-

Austria, ignari essi pure delle battaglie di Rivoli

e di Mantova,

sostavano a Treviso e proseguivano

poi, diretti pel grosso dell' esercito.

Verso

la

met

di

gennaio del 1797,

il

Rappre-

della Repubblica a Castelfranco, dava no-

sentante

Treviso che molti carriaggi au-

tizia al

Podest

striaci

retrocedevano da Bassano,

Piave.

Il

di

motivo

sin ora misterioso,

in

via

per

la

regresso mi comparisce

di esso

n posso traspirare quali possano

essere le direzioni dell' armata.


11

giorno dopo un corpo di 300 uomini di fanteria

ed un distaccamento

di

ungheresi a cavallo, dopo

aver pernottato nel convento

di S.

Margherita, erano

Bassano, per lo stradale di Castel-

partiti, diretti a

franco, secondo gli ordini ricevuti. Per, poche miglia fuori della

Porta SS. Quaranta, incontrarono

generale Pittoni, che in fretta

si

il

rendeva a Treviso

e che ordin ai due corpi di retrocedere ed atten-

dere

le

disposizioni del generale in capo

giunsero presto, ingiungendo a


in marcia per

il

Brenta,

di

tutt'

le quali

corpi austriaci

concentrarsi al di l della

Piave.
11

generale Pittoni, dopo aver conferito col Po-

dest Barbaro, che lo ricevette


1'

alterata salute,

si

come

gli

consentiva

diresse egli pure alla Piave. Evi-


dentemente,

comandanti austriaci avevano scelto

come nuova

quel torrente

36

linea di difesa.

quanto un po'

Si effettu allora in pochi giorni,


alla

volta era avvenuto

vari mesi

senso inverso durante

l'armata imperiale in piena ritirata ripas-

sava per Treviso

cannoni, carriaggi, generali, ba-

con

gagli, marescialli
i

in

gli aiutanti,

.i

maggiordomi ed

palafrenieri, casse di guerra, reggimenti di fanteria,

croati, ungheresi, corazzieri, prigionieri francesi la-,

ceri e scalzi, che

ingombravano dovunque, che face-

vano diventar matti

poveri Provveditori,

non sapevano pi a qual santo


la grazia

di

alloggiare

quella massa

di soldati e

alle esigenze,

ai lagni,

quali:

votarsi, per ottener'

anche per poche ore tutta;


perdevano

la testa in

alle imposizioni dei

mezzo

coman;

danti stranieri.

venire

si

quello ch'era peggio ancora, l'av-

presentava terribile, poi che nell'orizzonte!

come lampi

vedevano gi guizzare,

scuro, scuro,

precursori

tempesta,

di

le

sciabole e le bajonette

dei sans-culottes, di quei soldati francesi della leg-

genda,

dipinti dall' accesa,

ignorante fantasia po-

polare, come altrettanti demoni.

Tanto tempo,

si

capiva,

non avrebbero tardato

a giungere a Treviso, poich per espressa staffetta,


alle ore

24 del 21 gennaio, pervenne

notizia mandatagli

dal Podest

di

al

Barbaro

la

Padova, che da

Este erano partiti per quella citt 12000 francesi,


tra fanteria

gerau, con

e
1'

cavalleria,

diretti dal

generale Au-

indicazione che la colonna si sarebbe

tutta

parte

in

37

verso Treviso. Anzolo

diretta

Barbaro ne dava prontamente nota


Repubblica

di

al

governo della

Venezia, dicendo rassegnare

a V. V.

E. E. in prevenzione queste riverentissime notizie,

supplicando

la

esimia Sapienza

loro

oggetti

voluti

caso che

si

tisi

gli

Reale Intenzione,

dalla Pubblica

al

il

maresciallo Colli

generali Provera ed Hohenzollern, che ferma-

una

additarmi

verificasse tale recapito.

Nello stesso giorno passarono

ed

di

norme che giovassero a bene incontrare

quelle

per brev'ora a rifocillarsi all'osteria della Stella,


delle migliori

Piave

della

citt,

passarono pure sessanta

proseguirono per la
ufficiali, fra

cui due

colonnelli e cinque maggiori, provenienti dall'armata


di

Mantova

cambio

in

sciati

di altrettanti francesi.

due squadroni

giunsero
per

e che, fatti prigionieri, erano stati rila-

Sulla sera

di usseri imperiali,

discesi

strada del Canal di Brenta, da Valsugana di

la

pi distaccamenti, uno dei

Trento.

Si

quali

diresse a Lovadina, localit dove era facile

il

si

divisero

guado della Piave

notte

in

gli altri

perlustrarono tutta la

dintorni della citt, fuori delle porte di

Tomaso, Santi Quaranta ed Altinia, onde poter


gnalare

il

nemico

se

eventualmente

si

San
se-

fosse avvi-

cinato.
Gli usseri partirono
i

direzione

preceduti

all'

alba del

'23

degli altri corpi austriaci che


;

altra

fanteria

strada a piedi delle colline,

nella stessa
li

avevano

cavalleria prendeva la

da Bassano a Nervesa,


lasciando

anche
ed

in

feriti

38

dove

Treviso,

fianco

che stavano nell'ospedale

alcune stanze del convento

solo presidiata

Nicol

di S.

severamente custoditi in

prigionieri francesi,

non restavano pi truppe

partire

fatti

Santa Margherita

di

straniere,

rimanendo

da quei soldati veneti che

la citt

v'

erano

accantonati, prima dell' invasione austriaca. Gli au-

continuando

striaci,

domande

le

Piave, col grosso

requisizioni e le imperiose

avevano preso posizione sulla

di vittuarie,

dell' esercito al di l,

verso Cone-

gliano e parte delle truppe al di qua, specialmente

a Lovadina

numerosi picchetti e molte sentinelle

'

avanzate, erano state poste sulle strade conducenti


j

a Treviso.
4 di notte

ore

Alle

Treviso

la

dal 26 gennaio,

si

ebbe a

che da Cittadella era giunto a

notizia,

Castelfranco l'aiutante generale

Ganet con quattro-

cento cavalli dell'avanguardia del generale Augereau,


forse

diretto

a questa parte

inviata al Podest Barbaro

domand

istruzioni

poco allegra novella


ci

si

verificasse,

al
:

Senato,

Nuovo

occupando

diceva la

quale,

il

come

lettera

al solito,

partecipandogli

serio pensiero qualora

1'

animo mio, ed aven-

done intanto prevenuti questi Nobili Provveditori


confini, per tutto ci

portuno, non
Intanto

le

che potesse essere

meno rassegno

la

il

fatto a

al

ai

caso op-

V. V. E. E.

dolenti note ricominciavano, che l'aiu-

tante generale Ganet, domandava subito larghe somministrazioni,

come un austriaco qualunque.

39

primi soldati francesi, furono veduti a Treviso,

20 del 28 gennaio 1797, giunti inaspetta-

alle ore

tamente, senza che alcuna notizia, dopo quella per-

venuta da Castelfranco due giorni prima, facesse


presentire

il

loro arrivo.

Erano due distaccamenti


quali,

composto

Santi Quaranta

di circa
e,

dragoni,

di

dopo attraversate

pu rilevare,

port

la

comparsa

le vie principali

dei

temuti francesi,

un vero terrore nella popolazione,

nella sua imaginazione,


feroci, impressionata

Le persone

la quale,

credeva quasi dei barbari

li

com'era dalle loro meravigliose

vittorie che la fantasia e

restar

primo dei

Tomaso. Da quanto

della citt, usc da quella di S.


si

il

40 soldati, entr dalla porta

F ignoranza esageravano.
non poterono

colte, le autorit stesse,

ne schivare una paura

serene e tranquille,

che solo sarebbe stata giustificabile nel volgo. Anche


il

povero Anzolo Barbaro non ne and immune, che

scrisse

egli

in

quel

giorno

al

suo governo

La

comparsa tanto dei primi che dei secondi che


successero,

era come al solito la pi spaventevole,

mentre con marchia


mostrarono

si

la

sforzata,

sfoderate

1'

armi, di-

maggior risoluzione ed intraprendente

coraggio, per qualunque viva azione.

Un' ora dopo del passaggio dei


generale

della

divisione

Podest domandando con

soldati, l'aiutante

Augereau,
alterigia,

somministrazione di duecento razioni

carne e fieno.

Altre due ore dopo

si

present al

ed ottenendo,
di vino,

alle

pane,

23

40

dragoni

furono

verso

Piave, conducendo prigioniero qualche us-

la

Riattraversarono Treviso,

sero austriaco sbandato.


ira

1'

dalla loro esplorazione

ritorno

di

attonita, paurosa curiosit della folla, ed usci-

rono dalla parte da cui erano


raggiungere

corpo principale,

il

non avevano sicura

Un

vasse.

che

notizia,

venne

gli

come

dallo straniero,
si

fosse

che

stato

della,

potuto

allontanavano

si
il

tro-

a Treviso,

Non avendo

rifiutata.

si

una pianta

Provveditori

ai

ottenerla neanche dai privati,

ciale

cui le autorit

di

n sapevano dove

ufficiale francese, trattenutosi

aveva domandata
citt,

entrati, dirigendosi a

diavolo,

Tuffi-

rec sui bastioni facendovi disegni e pren-'

dendovi annotazioni.

Anche dopo

ripartiti tutti

dur vivissima in tutte

francesi, l'impressione;

le classi dei cittadini.

Quanti-

commenti, quante curiose osservazioni saranno state


fatte quella sera al Caff del

dove

si

quanti

riunivano

tristi pronostici e

stanzone dei palazzi

buoni trevigiani

Gobbo

parrucconi

in

Galmaggiore,

far

la pi

doppie

partita,',

scoraggianti profezie, nelle'


nelle tranquille casette dei

Anzolo Barbaro, non aveva mancato

speciali

la

di

ordinare

cauta vigilanza alle porte, impartendo ordini


alle solite guardie,

pattuglie

per calmare
quali durante

al
il

per

ogni

ordinando per la notte


precauzione ed anche

caso gli animi di questi abitanti,

passaggio e ripassaggio delle indi-

cate truppe francesi

scrisse al Senato

ho fatto


insinuare

l'

osservanza

41

un modesto contegno

di

della dovuta riserva nelle dimostrazioni.

Alle tre della notte

1'

ufficiale

di

guardia della

porta Santi Quaranta avvis al palazzo del Podest,

che un postiglione a cavallo, passato momenti prima,

aveva

riferito

accantonati nella

essersi

Paese, tre miglia circa distante dalla citt

villa di

dragoni

che sarebbero

tornati

seguente.

il

Invece

il

giorno dopo partirono da Paese diretti ad altro luogo,


5

mentre

avanguardia della divisione Masseria, 800

fanti e 150 cavalieri


di

Asolo

aveva

come avvisava

fatta la sua

il

Procuratore

comparsa

nando verso Bassano, dopo breve sosta

col, ritor-

dopo alcune

violenze agli abitanti.


Gli

austriaci,

accantonati a Lovadina, avevano

in quello stesso giorno avanzati

propri picchetti e

disposte alcune sentinelle d' avviso a poca distanza


dalla porta di S.

Fu

il

francesi

Tomaso.

primo giorno

di

febbraio del 1797, che

occuparono Treviso. Gi

per tempo,

il

Rappresentante

di

Castelfranco aveva

mandato un soldato a cavallo con una


avvisare che
si

1'

lettera,

per

avanguardia del generale Augereau

dirigeva verso Treviso. Pochi istanti dopo un altro

soldato venne a richiedere Jo scritto,

nerale francese,
i

in quel mattino,

insospettito che

nesse qualche tradimento,

Podest Barbaro,
ritrarre

la

voleva

consegn,

una copia, racchiusa

perch

ge-

il

la lettera conte*

tosto

vederla,

dopo averne

poi nel dispaccio

11

fallo

che


come

abitudine

d'

42

spediva per espresso ogni sera

al Senato.
I

corpi francesi principiarono la loro entrata alle

ore 23, preceduti da un picchetto di quindici usseri

a cavallo

entrarono dalla solita parte, da Santi

Quaranta
S.

Tomaso

diressero verso Lovadina, uscendo

si

contemporaneamente

percorrevano

di cavalleria

lela ai bastioni, diretti

Gli

dragoni e da un corpo

citt.

paral-

la Piave.

erano seguiti da circa cinquecento

usseri

una parte

distaccamenti

altri

la strada esterna,

pure verso

da

di fanteria di

tremila soldati,

del quale fu disposto all'occupazione della

Vennero

una specie

di

fatte presidiare le porte e fu disposto

accampamento

sotto la

Loggia

di

Piazza

Maggiore. Questi corpi avrebbero presto avanzato,


per iscacciare
sulla
tre

gli austriaci dalla loro linea di difesa

Piave e

si

battaglioni,

convento
II

dell'

attendevano, per surrogarli, altri

che vennero poi aquartierati nel

Santa Margherita.

di

primo corpo
armata,

di usseri

che precedeva

oltrepassata di poco

la

Tomaso, trov un picchetto avanzato

il

resto

porta di San
di cavalleria

austriaca che lo accolse a fucilate. All' improvviso


assalto, pel loro piccolo

numero, voltarono

galopparono in

rientrando in

ritirata,

cavalli e

citt, inseguiti

a spron battuto dagli austriaci; questi, giunti per


al

punto dove

la via S.

Agostino sboccava nel borgo,

grosso corpo di dragoni francesi che

scorsero

il

avanzava

e tocc quindi a loro di scappare. Alla lor

si


volta
coli'

francesi

fecero da inseguiti inseguitori e

si

aiuto di vari dragoni,

nieri a S.
i

43

fecero prigio-

gli usseri

Maria della Rovere, dove

raggiunsero,

li

soldati austriaci.

Gi

fino dalla

mattina

di

quel giorno, un ufficiale

francese erasi recato al palazzo del Podest, a do-

mandare

alloggio per

il

generale Augereau,

Stato Maggiore ed alcuni soldati del seguito.

una

il

suo

Prov-

un luogo conve-

veditori furono solleciti a trovare

niente per

il

comandante francese, che arriv

alle

di sera.

Questo primo generale che giungeva a Treviso,


era fatto apposta per confermare la strana idea che
s'

erano fatte

le quali

le

popolazioni dell' armata invadente,

credevano trovare

in essa

qualche cosa

di

anormale, di curioso, di pauroso anche.


I

generali austriaci che

si

erano veduti passare

o sostare qualche ora, erano tutti principi, conti o

baroni, della pi alta nobilt austriaca, gente educata,

severa,

corretta,

che faceva

l'armi per tradizione e per

amor

il

mestiere del-

del Sovrano.

Che

differenza con questo primo generale francese!

Augereau,

al

principio del 1797,

quando venne

a Treviso, non aveva ancora quarant'anni e


vita era stata quella di
getto.

Soldato in

la

sua

un avventuriere cattivo sog-

Francia e disertore,

soldato in

Austria, Spagna, Portogallo e disertore sempre, soli

dato a Napoli, poi maestro di scherma, era stato

chiamato

in

Francia dalla rivoluzione,

dove

e'

ri-

era

44

da pescare nel torbido. Cominci a servire nell'ar-

mata

Pirenei

dei

nella quale pervenne

Orientali,

successivamente, in un batter
L' alta

divisione.

marziale,
il

ma

le

statura

dava un' aria molto

gli

sue maniere erano triviali e comuni,

suo vestire, spesso, quello d'un ciarlatano.

resciallo di

Marmont,

ingegno poco esteso

nelle sue

memorie,

buono

nelle abituali relazioni,

vizievole.

Ciarlone,

lo

spendeva tutto

credevasi

buon camerata e ser-

di

il

un gran merito,

di

Amava

denaro,

il

ad onta della sua origine era

magnifico nelle maniere

Appena

ma-

mondo. Per era

il

capace di comandare un' armata.

ma

11

lo dice di

solo sapeva mettere in pratica

l'esperienza guadagnata girando

il

generale di

d' occhio,

*).

generale Augereau fu giunto a Treviso,

Podest Barbaro, causa

la salute

muoversi molto, mand a

che

g'

impediva

visitarlo in suo

nome

il
'

tenente colonnello Mattei, ufficiale della Repubblica

Veneta, comandante dell'armi.

compliment

il

lui disposizione

occorrere.

generale

11
si

ringrazi,

e Capitanio, per concretare

d poi che

per quanto

gli

dicendo

potesse

che

il

sarebbe recato egli stesso dal Podest

somministrazioni

mensi bisogni

messo del Podest,

generale francese per la sua venuta,

mettendosi a di

giorno dopo

Il

alle

modi

di viveri e di vesti. Il

le pattuglie

e le quantit di

sue truppe, che avevano imgenerale doman-

francesi fossero fatte, quella

Mmoires du marchal de Marmont due de Ras-use.

45

notte, girare assieme a quelle gi destinate dal

maggiore sicurezza dei cittadini

dest, per

come aveva

pure a questo scopo,

Verona
lume

ogni

padrone

e che

gi ottenuto a

casa ponesse qualche

di

perch

alle finestre,

Po-

strade fossero

le

un

po'

rischiarate.

Podest acconsent

Il

discrete,

mezzo

fosse vigilato col

perch

litari,

domande,

alle

Fanti e

di

Figure Mi-

di

avessero da astenersi da

gli abitanti

qualunque unione o comescolanza con


di

fino allora

comandante francese ed ordin che

del

gli individui

truppa estera e altres da qualunque espressione

o motteggio non convenienti e di osservare pure


ritiro nelle rispettive loro abitazioni

L' onesto

desiderio

).

Barbaro,

del

il

sar

stato in

quella sera scrupolosamente osservato, che alcuno

dopo

certo,

dei

vista

il

al

secondo

avr avuto volont

francesi,

motteggiarli e tanto
abitudini.

provato dai trevigiani alla

terrore

soldati

meno

di

mancare

Molto facilmente,
giorno

alle tranquille

nella notte dal primo

febbraio

di

di

del

1797,

le

porte

avranno avuto qualche chiavi-

delle case trevigiane


stello di pi.
Il

giorno dopo, Augereau

ziata al Podest,

che

ufficiali del seguito. Il

insist

1)

per ottenere

Dispaccio

iuin.

'M

lo

fece la visita annun-

trattenne a pranzo cogli

generale, nella sua conferenza,


quegli

al

approvvigionamenti

Sonalo Veneto.

46

quelle somministrazioni che

come

gi designate

Provveditori avevano

grandemente insopportabili.

Nella conferenza seco

tenuta

lui

nella sera Anzolo Barbaro al Senato

non isconveniente a

tato

misurate

raltro

rimostranza per

e
il

con

placidezza,

cui

s'

qualche

introdusse colla

un preventivo

senza

citt,

scriveva

ho poi ripu-

con espressioni pe-

fargli

tutta

modo con

sua armata in questa

avviso e senza prender parola alcuna e non mancai

vivamente

raccomandargli

di

che

la

sua truppa

osservasse le moderazioni e disciplina perch questi


abitanti continuassero a mantenersi nella loro quiete.

Rapporto

modo

al

diresse

primo articolo mi addusse che

in tal

sua marchia per solo riguardo

la

osservare oggetti da lui contemplati,

di

non mai per

offendere la buona amicizia.

Per quanto
pegno

al

secondo mi promise tutto

l'

im-

di esser vigile e sollecito alla ricerca di qual-i

che delinquenza o mancanza,

in

modo che con severq

castigo sia dimostrato l'esempio 1 ).

1)

Gi fino dal decembre, Antonio Marin Priuli Capitanic

e Vice-podest di Verona,

aveva scritta una energica

a Bonaparte, descrivendogli

le

tristi

lettere

condizioni dello State

Veneto.

Gli orrori

scriveva

il

della

Priuli

guerra agitata in un paese nemico

non

quello che lo furono nelle

pubblica.

potrebbero

saccheggiate,

cavalli,

mobili, case, distrutte

bovi,

devastate,

animali

d'

riescire maggiori d

Terre ospitali della Veneta

Campagne interamente

ogni

Re

granai, cantine

specie

rapiti

od abbruciate, Vergini violate, San


Tutto ci va bene

47

a parole

specialmente per la prima parte,

ma

che

dimostra,
magistrati

della Repubblica di Venezia, in cosa di tale impor-

tanza,

si

accontentavano pacificamente,

di quattro

La forma,

chiacchiere inconchiudenti.

forma

la

Quella era tutto, la sostanza nulla. Bastava salvare


le

convenienze e un pochino

non contava, facessero pure


in casa d' altri,

angariassero

la coscienza,
i

resto

il

francesi da padroni

le

impo-

popolazioni,

nessero fortissime taglie, prendessero colla forza la

roba dei

Massena,

sioni

una

lasciati

campagne desolate

il

Podest

misurate e tutta placidezza,

sterile rimostranza,

\ risposto

che

si

una

con

aveva

non

lo

se

fatto

generale straniero aveva

il

era condotto cos,

teneri lor

Questi sono
incredibili,

col-

espres-

perch cos

innumerabili spogliati e ridotti ad errare raminghi,


i

della

gli

Vasi sacri asportati, abitanti alcuni uccisi,

tuari profanati,

dicare con

ucci-

li

ad Asolo a

in quei d

sulla vetta di

fucilati

insepolti

un corpo avanzato

catturati da

infelici,

divisione
lina

nelle

come era accaduto

dessero,

cinque

villici

le

figli asilo

risultati

voci

attestassero.

a men-

e sussistenza.

asprissimi della seguente guerra,

stesse

Eppure

dell' intiera
1'

Armata Francese

ospitalit la

pi amica

per parte Veneta mostrata in tutta la sua estensione

si

Gene-

Commissari, i loro dipendenti d'ogni sorta,


medesimi trovarono e trovano aperte le case di tutti
gli abitanti e prodigate le cure le pi umane. (Storia diplomatica della caduta della Repubblica di Venezia).
rali,

Ufficiali,

soldati

Ma
stranze

egualmente erano cadute inascoltate


!

le

dolorose rimo-

48

era andato a sangue e non per rompere V amicizia,

ohib

!...

la

Le miserie aumentavano

e tutto era finito.

in ragione

dei saccheggi

diretta

e dei soprusi,

ma

Questo

Repubblica stava tranquilla aspettando.

bastava a Venezia.

Frattanto

convergeva la massa

verso la Piave,

delle truppe francesi, di cui la

maggior parte conti-

nuava a passar per Treviso, sostando nella


nei

villaggi

vicini

gli

citt o

austriaci mantenevano

le

loro posizioni, con picchetti a Giavera, a Spresiano,


alla Catena. Sulla

posti alcuni

diga-murazzo della Piave, s'erano

cannoni e

per proteggere

il

s'

era fatto un trinceramento,

ponte recentemente costrutto sul

torrente.
Si diceva ogni giorno e

battaglia era impegnata,

a piccole scaramuccie fra

cadeva qualche ferito o


Quegli

austriaci,

si

ad ogni ora che una viva

ma

invece tutto

gli

si

riduceva

avamposti, nelle quali

faceva qualche prigioniero.

venivano prontamente condotti a

Treviso per essere posti o nell'ospedale di S. Nicol


o nelle prigioni improvvisate del convento di Santa

Margherita.
11

Podest tentava

tutti

modi per poter cono-

scere le precise posizioni delle due armate e


tenzioni,

come

il

onde comunicarle
popolo,

tutte le strade

al Senato,

ma

non poteva saper nulla


erano sbarrate da

le

loro in-

anch'egli,

di preciso

soldati,

che non

lasciavano passare nessuno, per nessuna ragione e

quindi ogni comunicazione diventava impossibile.

STAB.

LONGO

TREVISO

1797
A

SAN

49

trevigiani intanto, che della guerra

si

curavano

poco e vi assistevano come spettatori, paganti per


il

molto salato,

divertimento

permanenza

alcuni giorni di

farsi un po' di coraggio.

Il

cominciavano,

dopo

delle truppe francesi, a

grande e grosso Augereau


lo sciabolone,

non

faceva pi lo strano effetto della prima volta;

gli

col suo alto

ufficiali

pennacchio tricolore e

giovani,

belli

ed arditi, attorniati da una

specie d' aureola di gloria, principiavano a trattare

qualcuno dei pi coraggiosi;


riposo,

s'

soldati,

erano rammendati

con un po' di
e le giubbe

calzoni

stracciate, s'erano lavati alla limpida

acqua del Sile

e per la necessit stessa delle relazioni imposte dai

bisogni loro, venivano conosciuti

sembravano pi

da vicino e non

demoni del 28 gennaio,

quelli

che

tanto avevano impressionato anche Anzolo Barbaro,

con

la loro

comparsa spaventevole. Come

il

bam-

bino che s'avvicina timidamente, con un sentimento

misto

di curiosit e di

cos

sciuto,

vano
finito

ma

paura ad un oggetto scono-

buoni trevigiani del 1797

ai francesi,

vinto

forse a trovarli

il

amiconi simpatici, se

lore, alla loro fierezza,

bisogni,

che

li

primo terrore

cattivi,

s'

avvicina-

avrebbero

n spaventevoli,

al loro spirito,

al loro va-

non avessero unito

tutti quei

rendevano violenti spogliatori delle

sostanze pubbliche e private.

Tanto poco
i

si

curavano

trevigiani della guerra

Onigo una com-

combattuta a casa loro, che

al

teatro

pagnia drammatica, proprio

in

quei giorni, dava delle

50

rappresentazioni sempre affollate, alle quali, subito

dopo

loro ingresso, intervennero gli ufficiali fran-

il

cesi. Essi per,

per precauzione, avevano fatto in-

trodurre in teatro un distaccamento di truppa, dispo-

nendolo

in sentinella sul palco scenico, nella platea,

sulle scale,

alle porte.

nell'atrio,

Naturalmente,

Podest protestava platonicamente


per quella violazione
francesi,

che

egli

di libert,

ma

giorno

il

il

dopo

alla risposta dei

avrebbe anzi dovuto essere loro

grato, perch in quel

modo avevano

tutelato

il

buon

Barbaro rimase arcicontento della spiega-

ordine,
zione.

generale Augereau che

Il

franco, ritorn a Treviso


il

era recato a Castel-

7 febbraio, per ricevere

il

ministro di Francia presso la Repubblica Veneta,

giunto

per

quivi

Podest Barbaro e
sione.

Il

Francia

sera

mattino

gli ufficiali

dopo,

in

superiori

onore

del

in

suo

invitati

il

della divi-

ministro di

prato, fuori della porta S. Tomaso.


10,

un

ufficiale

occhi

bendati,

seguito

soldati,

scortato

da un

quattro usseri,

gnato

dato

quale furono

quale poi ripart per Venezia in sulla

il

Nel giorno

due

al

furono eseguite varie evoluzioni militari in

un largo
cogli

Venne

salutarlo.

onore un gran pranzo,

di

s*

al

proporre in

un breve

entr

Comando

da un trombettiere e
ufficiale

francese e da

a Treviso e venne accompa-

generale.

nome

ungherese a cavallo,

Esso aveva

1'

incarico

del capo dell'esercito austriaco

armistizio, accettato da Augereau. poich

51 se

l'

idea di Bonaparte era quella di approfittare al

vano posto
cacciare
il

tempo

condizioni in cui

delle favorevoli

pi presto

le battaglie

completare

di

il

ave-

Mantova per

di Rivoli e di

pure

gli austriaci dall' Italia,

1'

gli

occorreva

concentramento delle sue

truppe nel trevigiano.

Mantova pure cadeva

Intanto

e la notizia era

in tutte le guarnigioni francesi

accolta

allegrezze,

che

canti e balli

si

con grandi

protrassero anche

a Treviso fino a notte inoltrata. Siccome era stato


poi convenuto che l'armata di Mantova, fatta prigioniera, dovesse tosto abbandonare l'Italia

dicimila uomini

che

la

componevano,

con carriaggi, qualche pezzo

1)

diretti

Il

),

quin-

in tre

divisi

passarono per Treviso a brevi intervalli,

colonne,

valli,

di

cannone e molti ca-

a Gorizia.

maresciallo

Wurmser,

ridotto in

Mantova

allo

ultime

estremit della fame, aveva mandato a Serrurier la proposta


di cedergli la piazza, purch la guarnigione uscisse libera con

armi, bagagli, suono di tamburi, bandiere


<li

un mese

scese a

tali

venuto che

in Italia.

domande,

Wurmser

Il

ma dopo
darebbe

della ai francesi; uscirebbe


gli usi di

guerra;

lui liberi

cinquecento

altre

vento, tregua

il

deporrebbe

varie trattative venne con-

la citt, la fortezza e la citta-

presidio onoratamente secondo


le

armi fuori della barriera;

restasse prigioniero fino agli scambi

e con

al

generale repubblicano non accondi-

uscisse libero

Wurmser

suoi aiutanti, duecento soldati a cavallo,

persone

sua

elezione

Francia per tre mesi non militassero

che

contro

solo

il

presidio

si

la

re-

casse direttamente a Gorizia perLegnago, Padova e Treviso.


(Botta

Storia d' Italia).


La prima colonna
numero

di

52

cinquemila soldati e grande

di ufficiali superiori,

scortata

febbraio,

giunse a Treviso

da pochi francesi.

accampare ed alloggiare

Venne

alla Frescada,

il

12

fatta

piccolo vil-

laggio sullo stradale di Mestre, vicino alla citt, e fu

convenientemente approvvigionata. Con questa prima


colonna era giunto anche

il

Wurmser,

maresciallo

un vecchio soldato, che a settant' anni non aveva


da invidiare
n

ai

giovani n Y energia, n

che durante l'assedio

la forza,

il

coraggio,

Mantova aveva

di

mostrato dei talenti militari apprezzabilissimi e fiera


Al Wurmser,

costanza.
parte,

nell'

ebbrezza

della

generale Bona-

stesso

lo

vittoria,

nel trionfo di

quei giorni, rendeva l'omaggio dovuto al valore ed


al nobile
Il

loggio

compimento del dovere.

comandante austriaco venne condotto


che

gli

era stato destinato e preparato dai

Provveditori in casa Tiepolo


colonnelli,

comandante

nome

gli

altri

generali e

trovarono stanza in casa delle primarie

famiglie. Dal maresciallo

in

all' al-

dell'

Wurmser,

si

rec tosto

armi Mattei a portargli

il

saluto

il

del Podest e Capitanio. Questi, interprete

suo governo

fedele dei sentimenti

del

malgrado

altamente proclamata e troppo

la neutralit

quale,

il

lealmente mantenuta, aveva in varie occasioni masua propensione

nifestata

la

mostrare

coli'

all'

Austria

onore reso allo sconfitto, che

pubblica non dimenticava

la

volle

Re-

vecchi amici, anche se

disgraziati. L'atto d'indipendenza del Barbaro, torna

53

a suo onore. Gli sarebbe stato assai facile non curare

caduto, di fronte

il

dava sospettoso

avevano fatto

il

fatto che

attorno e calcolava

austriaci

gli

conquistato.

d'

trionfatore che

il

di

guar-

si

come

gi

essere in paese

valga a provare questo nostro asserto

in

quello

giorno l'aiutante ge-

stesso

nerale Boyer aveva domandato imperiosamente ai

Provveditori ed Anziani
ufficiale

francese erasi

veneto

dall' ufficiale

Tomaso.

recato

con

scopo

lo stesso

porta di San

guardia alla

di

ed un

le chiavi della citt

Provveditori, andati per consiglio dal Po-

dest e Capitanio, ebbero l'assoluto divieto di accon-

discendere alla domanda e

nero impartite

Mentre

il

al

visitava

male

lo

ser,

il

comandante dell'armi.

aiutante di

si

credette

tormentava,
quale

ringrazi

campo

del maresciallo

Podest, per avvisarlo del suo arrivo

il

Barbaro

ven-

tenente colonnello Mattei era andato

Wurmser, un

dal

le relative istruzioni

in dovere,

allora

di recarsi in

il

anche se

il

persona da

Wurm-

gentilezza fu assai sensibile,

tale

con effusione

incaric di esternare

il

Podest

di

Treviso e

lo

questi suoi sentimenti al go-

verno della Repubblica.


11

mattino del

13,

un numero

insolito di staffette

che parte ed arriva dal comando francese


posti,

mette sull'avviso

mente dispone che una


conoscere

il

Podest,

militar

lo stato delle cose.

Ma

il

Figura
l'

agli

avam-

quale pronta

inviato

parta per

non pu

proseguire, perch giunto a S. Artemio, trova

sol-

54

dati francesi, che stavano accantonati nel raggio di


la Carit e

Villorba,
di marcia,

che non

Lancenigo, disposti in ordine

lo lasciano proseguire.

Ode per

e riferisce prontamente al Podest la voce che l'ar-

ciduca Carlo, fratello dell'Imperatore, gi vittorioso


in

Allemagna,

sia giunto alla

Piave col generale Bel-

legarde e grandi rinforzi e che


zare per attaccare
Il

s'

appresti ad avan-

francesi.

generale Augereau, posto in allarme da queste

voci che venivano riferite con insistenza dalle staffette reduci dagli
1'

arciduca

dove

avamposti

Carlo non

si

affermava che

aveva accettato

l'

armistizio

conchiuso, n avrebbe quindi voluto rispettarlo

dun immediatamente

truppe

le

ra-

diede tutte le

disposizioni per la ritirata.

Alle ore 19

citt partirono

tre battaglioni francesi stanziati in

inaspettatamente,

uscendo da porta

SS. Quaranta, diretti verso Castelfranco, dopo levate


tutte

le

guardie che avevano

poste

agli

ingressi

della citt.

Alle ore 21 difil


glioni con

due pezzi

1'

di

altro corpo di quattro batta-

cannone, che era accantonato

nel raggio da Villorba a Lancenigo, circa due miglia


dalla citt, verso la Piave.

Alle 22

dendo

s'

allontan

il

corpo di cavalleria, pren-

la stessa direzione della fanteria

che l'aveva

preceduto.
Altri inviati dal Podest, impaziente di conoscere
la verit sulla

venuta dell'arciduca Carlo,

quali cer-


cavano giungere
si

55

Piave attraverso

alla

campi che

credevano inosservati, dovettero ritornare perch

una severa vigilanza

di

numerosissimi picchetti au-

vietava qualunque

striaci,

passaggio

qualunque

comunicazione.
Intanto, perch le disgraziate autorit trevigiane

non potessero godere neanche un' ora

di pace,

geva

prigioniera di

la

Mantova

seconda
e

il

colonna austriaca

giun-

giorno dopo la terza. Furono fatte loro

varie e copiose somministrazioni.

Alla ritirata dei francesi,

quali

s'

erano accam-

pati a Castelfranco ed in qualche villaggio vicino, a

Vedelago

e Salvatronda, colle

avanguardie a Paese

e Padernello, fece subito riscontro l'avanzare degli

pur mantenendo

austriaci, che,

sulla linea di difesa della Piave,

il

nerbo delle truppe

mandavano

razione dei forti distaccamenti di cavalleria.


14,

ufficiale di

un picchetto

guardia alla porta

S.

poca distanza e poi indietreggiare.

attorno la citt;

Tomaso vide

Il

appresso,

cavalleria austriaca girarono

di
il

giorno

avanzarsi cautamente fino a

di usseri

nuovi piccoli corpi

in esplo11

17

gli

stessi

corpi

saputa

Treviso completamente sguarnita di francesi

vi

entrarono, attraversandola ed uscendo da porta Santi

Quaranta, onde esplorare


I

movimenti dei nemici.

quali alla lor volta, staccavano dalle avanguardie

dei picchetti

sotto

che

arrivavano

in

ricognizione

fino

bastioni.

Giungeva frattanto

la

notizia

che

il

principe

56veramente arrivato per prendere

Carlo

era

mando

delle truppe imperiali d'Italia,

il

co-

il

che aveva posto

suo quartier generale a Conegliano e che presso

Nervesa

erano costruiti due ponti sulla Piave,

si

per facilitare

passaggio degli austriaci,

il

vano a riprendere V
mezzo

In

alle incertezze, posto fra le

nella paura

quali mira-

offensiva.

continua

una

d'

due armate,

battaglia che tutto fa-

ceva prevedere prossima e che avrebbe potuto combattersi in prossimit di


si

Treviso,

di cui possesso

il

sarebbe contrastato; colle imposizioni ogni d pi

gravose; colle requisizioni ogni d pi violente, quasi

da una parte,

austriaci

degli

feroci,

dei francesi

condizione del paese, era certo lagri-

dall' altra, la

mevole.
ed Anziani

Provveditori

rappresentavano al

vero lo stato del paese impoverito,

immensi

finanze desolante,

gli

non

pagare,

si

potevano

cuna soddisfazione,

speranza

che

ma non

erano

passava giorno
gesse nella

poi

non

si

maltrattate

presentava oscuro,

le

Oltre le so-

persone

non

che qualche incendio non distrug-

campagna

si

al-

una risorsa potesse lenire

delle case,

completando

vina di tante povere famiglie o che sulP orlo


fosso

che

ottenevano

gravissimi mali portati dalla guerra.


stanze,

stato delle

alcuna diminuzione delle

enormi pretese e V avvenire


senza

lo

debiti contratti

trovasse

ammazzato perch

il

cadavere

di

qualche

la rod'

un

villico,

sospetto di spionaggio o perch


non aveva voluto
o perch aveva

57

lasciarsi

completamente spogliare

donna

difeso la sua

e le sue figlie

dalle turpi violenze dei soldati.

Due Provveditori
cese, per mostrargli

trovava

in cui si

tutto

paese,

il

recarono a Castel-

ai confini si

franco per domandare giustizia

al

comandante fran-

V orrore

ma

della situazione

generale Guyeux,

il

succeduto nel comando della sua divisione ad Au-

gereau

il

quale era stato mandato da Bonaparte a

Parigi per portare al Direttorio le bandiere conquistate nelle ultime battaglie


alle giuste
|

non

rispose con

un alzar

di spalle e

che troncava ogni questione

Era necessario
le discussioni

al

commosse

affatto

con una sola frase

Necessit fa legge

inutili in quei

gli stessi

momenti

francesi e

all'

Ma

forse incendiare ed uccidere?

tornavano

trepidanza anche per

gadro e

si

querimonie dei magistrati trevigiani. Egli

di

Avo-

non rest che prendere scorati

Riccati,

la via del ritorno.


Il

22 febbraio, l'armata francese, ripigli

vimento
volta,

in avanti ed

rientrarono

improvvisamente, come

a Treviso

leria e poca artiglieria

4."50

soldati

il

la

mo-

prima
caval-

di

che fu disposta sui bastioni,

precedenti un corpo di fanteria di quattromila


mini,

comandato

dal

generale

Guyeux.

Parte

uosi

diresse verso Lovadina, parte gir in fianco sullo stra-

dale di Oderzo. Circa cinquecento uomini rimasero


di presidio in citt,

Margherita e

rioccupando

dividendo

colla

il

convento

guarnigione

di

Santa

veneta


la

58

Un

guardia delle porte.


Podest,

tosi dal

citt e fortezza,

si

ufficiale superiore reca-

Senato Veneto aveva date

le istruzioni

il

su questo

Barbaro; in relazione al volere espresso

al

dal suo governo egli rifiut,


cui gli era stata rivolta

come

1'

altra volta in

domanda, dando

la stessa

per la sua parola di gentiluomo e


i

della

in questa sua qualit

In due precedenti Ducali,

le chiavi della piazza.

argomento

comando

disse destinato al

ridomandando

di

magistrato che

picchetti di truppa veneta che guardavano le porte,

si

sarebbero in qualunque caso prestati ai bisogni

d'

entrata od uscita delle truppe francesi e che per

anche se non poteva esaudire

conseguenza,

manda

consegnare

di

le chiavi,

la do-

francesi non avreb-

bero avuto alcun inceppamento alle porte di Treviso.


Il

generale

Guyeux

alloggi in palazzo

cinanze

della

citt,

circa

Manin

accampata nelle

vi-

cinquecento, furono

di-

gli altri ufficiali della divisione

sposti in case di privati.

Al momento in cui siamo giunti colla nostra narrazione, cio sulla fine di febbraio del 1797, mentre
le

truppe austriache

posizioni

gi

mantenevano

pi volte ricordate,

sulla

Piave

le

quattro divisioni

francesi, sotto gli ordini immediati di Bonaparte

si

Marca trevigiana

riunivano

nel

quella

Massena a Bassano, Serrurier a Castel-

di

territorio

franco, la divisione

a Treviso e
torio

all'

il

della

Augereau comandata da Guyeux

generale Bernadotte, tolto dal Diret-

armata

di

Sambra

Mosa

mandato

in

59

aiuto a quella d'Italia, lasciava le rive del Brenta,

diretto

quelle

della Piave.

era divisa cos

francese

resto dell'

Il

Joubert

armata

coli' ala sinistra

formata dalla sua divisione e da quelle dei generali

Delmas

Baraguay

rolo ai corpi

di

d' Hilliers

Kerpen

di

era opposta nel Ti-

Laudon,

il

generale

Balland comandava nel Veronese, Miollis a Mantova,

Gauthier a Livorno.
tenevano

cette,

Guyeux
nerali

la

Le

Marca d'Ancona

a Treviso aveva sotto

di brigata

Victor e Lasal-

divisioni

Verdier,

Lombardia

e la
i

suoi ordini

).

ge-

Bon, Duphot e Walter

coi reggimenti 27 leggero, 4, 40", 43, 51 di linea,


10 cacciatori, 9 dragoni, in tutto circa

Serrurier a

Mayer
21,

Castelfranco aveva

Beaumont

generali Davin,

coi reggimenti 15 leggero,

69 di linea,

64,

9800 uomini.

24 cacciatori.

14

12,

dragoni

9600 soldati. Diecimila ne aveva Massena coi generali brigadieri

Menard, Rampon,

Brune, novemila

novecento Bernadotte con Fiorella,

Friant.

Il

generale

Dugua comandava

Chabran

un' esigua

riserva di cavalleria; dei corpi fuori linea, di artiglieria e genio, erano attaccati rispettivamente alle

varie divisioni

1)

lution
1'

2
).

Histoire critiquc
-

par

le

et

militaire

des guerres do

lieutenant general Jomini,

aide de

la

revo-

camp de

Empereur de Russie.
2) Histoire des guerres de la revolution - par le generai

Jomini.


La vicinanza

60

avamposti delle due armate

degli

nemiche, verso la Piave,

doveva necessariamente

portare qualche combattimento. Infatti


tri

avvennero

23

il

primi scon-

non curati

particolari di essi,

dalle storie generali, troviamo accennati con

Senato. Scriveva egli

Viva azione segu

19, fino alle 21,


dell'

al

una

ma

in ieri a

il

Lovadina

24

alle ore

questa soltanto tra piccoli corpi

e dell' altra parte.

Furono nonpertanto

Austriaci

po'

Podest e Capi-

di dettaglio nei dispacci inediti del

tanio di Treviso

un

li

Francesi respinti dagli

particolarmente

loro cavalleria,

dalla

alquanti essendone anche rimasti morti e

feriti dei

Francesi ed alcuni pochi della parte degli Austriaci.

Quindi poi furono

li

prigionieri

austriaci

questa parte condotti per essere stati ritrovati ed


erranti in alcune localit di quelle vicine campagne.

Rapporto poi

delle

alle posizioni e relative stazioni

armate medesime,

stessi luoghi di

accantonati

si

prima. Quindi

al di l della

verificarono
gli

Piave, toltine alcuni pic-

chetti d' esplorazione che passarono

Francesi

si

trovano a

S.

esse nelli

Austriaci trovansi

Artien sino

al

al

di qua, e

li

luogo della

Cattena ed altra colonna alla Callalta, trattenendo


in citt quel

vano

li

numero che rassegnai

in ieri, conser-

loro appostamenti di guardia nelle gi indi-

cate localit, ed avendo questa mattina stabilito un

corpo

come

di

guardia anche sotto

la

Pubblica Loggia

nella precedente loro stazione.

Di nuovo

med. ma Truppa Francese e

riflessibile,

due mila, giunta

di circa

61

questa sera proveniente

in

da Castelfranco, alloggiata nel convento degli Ago-

Santa Margherita.

stiniani di

E
si

26

il

Ieri

mattina

Truppe Francesi che

le

qua della Piave

attrovano di

sono

si

numero avanzate con qualche pezzo

in

grosso

artiglieria

di

sino alle sponde dell' accennato torrente. Col avuto


l'

incontro di corpi avanzati di cavalleria austriaca,

senza per

fra di loro la mischia,

segu

mentre

conseguenze,

che

tanto

fare

di

agli austriaci

non

riflessibili

riusc sol-

un prigioniero, un ajutante

del

General della cavalleria francese con due o tre miliritornando

tari individui,

truppa

alle

poi ai rispettivi corpi di

prime loro situazioni.

Questi primi fatti

d'

arme

alla Piave,

nunciati nella Gazette Nationale

universel

di Parigi

de Trevizo.

le

erano an-

ou Le Montteur

con queste parole

de division Guieu a repris

Le general

4 ventose, la position

Le general Walter comandant l'avant-

rencontra

garde,

1'

ennemi en avant de Lovadina,

culbuta et

le

poursuivit jusque dans ses rtran-

chemens sur

la

Piava,

le

et lui

fi t

il

lui

tua dix-huit

une trentaine de prisonniers.

hommes

L' adjutant

general Duffaux et le chef de brigade Barthelemv,

commandant

le

25 rgiment des chasseurs cheval,

ont t lgerement blesss.

Frattanto

Sempre

le

condizioni

del

paese peggioravano

pi, s'era possibile; tutta la

buona volont,


tutta

1'

oculatezza

impedire

le

Oggi era

62

non bastavano ad

delle autorit

violenze che

un paesello

in

si

commettevano ogni

d.

a Porto di

del suburbio,

Fiera, che alcuni soldati francesi entrati nell'osteria

bastonavano varie persone perch non volevano dar


da mangiare e

loro

da bere,

naturalmente senza

pagare; domani, nel cuore della citt


si

altri militari

abbandonavano a qualche saccheggio ed a

vio-

lenze nelle botteghe, prendendo quanto trovavano di

meglio.
11

quadro compassionevole dei reclami per

le

violenze e gli spogli, veniva mostrato al generale

Guyeux, che trovava sempre


i

suoi soggetti,

stizia

ma domandava

mandava

li

Trovava poi tempo,

imperiosamente giu-

dei

grado ricorresse
religioso,

se

un gruppo

in

mezzo

non

si

il

permesso

facevano pubblici spettacoli

teatro Onigo

sapevano come

rimanesse

aperto,

Bonaparte che

anno

(10

delle

marzo

che

mal-

si

che

per distrarre e

passar allegra la sera,

tona tranquillit della cittadina

attacco

quadragesima, in cui per rispetto

divertire gli ufficiali della sua divisione,

all'

ai violenti

alle angustie della cit-

X, accordasse
la

di

al quartiere colle ossa pestate.

alla miseria incalzante, di esigere

tadinanza ed
Consiglio

di giustificare

sapeva tener fronte

cittadini esasperati,

il

modo

o la faceva fare sommaria,

francesi e

il

il

quali

nella

non

mono-

di provincia.

era apparecchiato in quei giorni

posizioni

tedesche,

il

20 ventoso

1797) con un freddo glaciale e

le


montagne piene

movimento

La

di

neve, pose tutta la sua linea in

).

Massena formante

divisione

corpo di

fu incaricata di girar le

pava

fianchi.

ai

montagne per prendere

Baraguay

gole del Brenta ebbe

le

con Massena

concerto

sinistra del

la

destinato a marciare sul Friuli

battaglia

Imperiali

63

d' Hilliers
1'

ordine

Questi

).

gli

che occuagire di

di

principi

le

sue

operazioni sul corpo austriaco del centro e lo spinse

su Feltre, Belluno e nel Cadore, facendogli un migliaio di prigionieri, fra cui

il

generale principe di

Lusignan.

Al movimento

in avanti delle divisioni Serrurier

e Bernadotte, concorse anche la divisione


dal generale

Treviso.
i

Guyeux, che stava accantonata presso

Dopo

riuniti tutti

piccoli corpi distaccati,

soldati francesi partirono dalla citt

12, colle artiglierie,

vano a Treviso

le

munizioni,

magazzini e

provvigionamenti, poich
si

comandata

il

il

mattino del

bagagli. Resta-

le direzioni degli ap-

Friuli, verso cui

Tarmata

dirigeva, era creduto sterile e disabitato; quindi

alla

dissanguata regione trevigiana,

doveva conti-

nuarsi l'onore di sostentare le truppe francesi.

che oramai

1)

cittadini

Adolphe Thiers

paesani erano ridotti al-

Histoire de la Revolution frangaise

- livre 35.

2) Histoire

lution

par

le

critique et militairc des guerres de


lieut-gn. Jomini.

la

Revo-


1'

64:

ultima estremit e che lo stesso provvigioniere

aveva

Princivalli

magazzini esausti,

n trovava

pi chi gli potesse dare farine, vino, carne, che in

grandissima quantit

si

esigevano giornalmente.

Sul mezzogiorno dello stesso


cesi passarono la

formato

assicura

rante

dispaccio

11

Barbaro

al

portati nel

Senato Veneto,

che venti francesi rimasero annegati dupassaggio. Dice invece Thiers, che un solo

il

arrischi

niera

quattromila fran-

tavole sovrapposte a carri,

di

torrente.

d,

Piave su d'un ponte improvvisato,

lo

nelP acqua,

perire

di

ma

salv gettandosi a nuoto.

pens poi

la

coraggiosa,

che una canti-

Bonaparte com-

regalandole una collana

d'oro. Qualche scontro di poca importanza avvenne


coi corpi del retroguardo austriaco,

che

Carlo, avvisato dell' avanzare di tutta

1'

cese,

arciduca

1'

armata fran-

aveva dato prontamente ordine della ritirata a

tre miglia sopra Conegliano e della successiva con-

centrazione di tutte

le

sue truppe sul Tagliamento,

dove poteva confidare in una migliore linea


Il

giovine generale, non

in presenza dell' altro

vedeva V ora

di difesa.

di trovarsi

giovine condottiero e le due

armate erano pure animate da sentimenti

bellico-

sissimi.

Treviso, solo per poche ore era rimasta priva di


soldati

stranieri,

mentre

la divisione

della Piave,

che dopo

il

mezzogiorno

Augereau raggiungeva

le

del 12,

sponde

entravano da Santi Quaranta 200 dra-

goni a cavallo della divisione del generale Berna-

TKE
OF TfiE
.'

CF !U!UC!S

23

s
n
e


dotte.

quale,

Il

65

precedendo circa ottomila

accompagnato da gran numero

di

libero

lasciato

mattino da Guveux.

il

Un

giunse

ufficiali,

22 e fu alloggiato nel palazzo Manin,

alle

soldati.

aiutante

prontamente

rec

si

alla

Provve-

derla ad annunziare l'arrivo del generale ed

dest

mand a

il

benvenuto

che fungeva da maggiore

Scotti,
I

porgergli

meno

soldati,

di Piazza.

1500 che giunti a notte dovettero

essere ripartiti fra

conventi di San Nicol e Santa

Margherita, vennero disposti fuori della


zienti

comandanti francesi,

Madonna

Rovere,

del

Po-

il

capitano

il

alla

citt,

assen-

a Sant' Artemio, alla


Fiera.

all'alba del 13 per passare la Piave.

Partirono
Il

tutti

Vicario della

giurisdizione feudale di S. Salvador, aveva avvisato


il

Podest

di

Treviso che

il

generale in capite Bo-

naparte, proveniente dalla via di Sernaglia, era passato per

Susegana

s'

era diretto sulle ore 19 del 13

verso Conegliano con numeroso seguito


fanti e cavalli.

di ufficiali,

Altre truppe continuavano a sfilare

per Treviso, verso

il

Friuli,

con cannoni,

carri di

munizioni, numerosi bagagli e barche con pontoni;


in direzione

inversa passavano carri di feriti e con-

vogli di prigionieri, fra


col

generale

Lusignan,

quali

di

che alloggi

monsignor vescovo Bressa,


ufficiale

uno

diretti

500 individui
in

palazzo di

Mantova

un

del genio francese faceva requisizioni vio-

lente di legnami ed operai, per la costruzione di

ponte sulla Piave

il

un

generale Walter, comandante

una brigata

Augereau

della divisione

si

faceva con-

dove era giunto con un forte

Ceneda,

segnare a

66

corpo di cavalleria, armi, commestibili e munizioni

abbandonate

da un corpo

di tremila austriaci

erano fuggiti verso Sacile alla notizia che

zavano

minacciando

nemici

s'

che

avan-

la fucilazione e l'in-

cendio della sua casa a chiunque avesse sottratto qualcosa

Massena

il

mattino del 15 calava dal Bellunese

a Serravalle con pi di quattordicimila soldati, do-

mandando per

avena,

pane,

tutti

imperiose richieste di vittuarie e

tavano sempre anche


stretto, s

che due

d'

bovi, legna

Treviso e in tutto

le

di-

il

Provveditori, scortati da quattro

soldati a cavallo, partirono per Conegliano

il

giorno

onde domandare a Bonaparte qualche sollievo.

16.

generale in capo erasi frattanto, avvicinato al

Il

Tagliamento ed
tre divisioni
e

aumen-

oggetti

il

16,

vi diresse

per Valvasone

Serrurier rimase in riserva,

le

Guyeux

Bernadotte furono spinti avanti. Sulle sponde del

Tagliamento venne allora combattuta una grande


battaglia con molto valore tanto da parte dei francesi
I

che da parte degli austriaci.


primi per riuscirono

vincere

il

nemico su tutta

a varcare

il

fiume ed a

la linea. Frattanto

Mas-

sena attaccava Osoppo, dove furono trovate trentamila razioni di pane, 2000 sacchi di avena e magazzini

abbondantemente

forniti dagli austriaci,

s'

im-

padroniva delle gole della Pontebba e respingeva su


Tarvis

resti

delle

divisioni

Lusignan e Orkscay.


Generali, gran

numero

erano caduti in

mano

67

di soldati,

Parigi

ai vincitori.

mandato a

20 marzo, dal quartier generale sulle sponde

il

dell' Isonzo, dice

che subito dopo passato

mento, l'armata francese

accampando a
d

cannoni, bandiere

rapporto del generale Berthier r

Un

Nel

20

si

diresse verso

Taglia-

il

Palma Nova,

cielo scoperto nei dintorni della Torre.

Bernadotte e Serrurier

le divisioni

si

avan-

zarono sopra Gradisca occupata dagli austriaci e


sforzarono la linea
dotte,

resa alla Piazza e


cero

dell' Isonzo.

La

divisione Berna-

dopo un vivissimo combattimento, intim

dice

il

rapporto

discono a Milano

cannoni.

gli austriaci

si

la

capitolarono. Si fe-

3700 prigionieri che

si

spe-

presero otto bandiere e sette

francesi non perdettero che 160 uomini

fra morti e feriti, molti dei quali da colpi di pietra

mentre tentavano

Un

di scalar le

altro rapporto ufficiale

mura

della fortezza.

dello stesso Berthier

dal quartier generale di Gorizia, diceva

che

la divi-

sione Bernadotte aveva occupato quella citt che era


stata abbandonata dagli austriaci, facendovi 100 prigionieri oltre

1400 ammalati che avevano lasciato,

con 6000 fucili e con grandi magazzini


di

Una

lettera del 25

prima era

1)
di

di effetti e

vettovaglie.

Il

stato

marzo accennava che

nuovo Postiglione

Venezia

1797.

il

giorno

preso a Tarvis un corpo di 6000

Novelle del mondo

periodico

68

uomini con sette bandiere, quattro generali, venti


pezzi

di

cannone,

milleduecento cavalli e duecento

Successivamente erasi conquistata anche la

carri.

dopo un meraviglioso

chiusa di Pletz e Bonaparte,

seguito di vittorie, aveva cacciato gli austriaci d'Italia


il

non

solo,

ma

aveva invaso da conquistatore

loro territorio.

Nello stesso giorno, in cui

naparte

varcavano

la

contro la Repubblica

Piave,

primi soldati di Bo-

Bergamo insorgeva
proclamando

Venezia,

di

l'u-

nione alla Cisalpina. Quella rivolta favorita dai francesi e pi tardi propagatasi

diede
il

il

a Brescia ed a

primo fierissimo colpo all'autorit

corno ducale cominci

sulla testa di

fin d' allora

Lodovico Manin.

un ostentato invio

di

Crema

Venezia;

a traballare

fu da quei giorni

di indirizzi e voti

di fedelt,

da

ogni parte dello Stato veneto alla Repubblica, aper-

tamente

iniziato e favorito dai Podest, facilmente

per ordine del Senato.


Il

governo

di

Venezia che non poteva sostenere

colla forza la incolumit del suo territorio,


1'

armi per soffocare

gnare

la salvezza

le

ribellioni,

con quel plebiscito

la palese imposizione toglieva

tanea sincerit,

il

n aveva

sperava guadadi fedelt, a cui

carattere della spon-

anche se effettivamente

le

popo-

lazioni venete fossero state come erano infatti


nella grandissima maggioranza affezionate all'antico
all'

governo e non pensassero neanche lontanamente


eventualit della sua caduta.

69

Nel 19 marzo, Anzolo Barbaro chiam presso di


se

ed Anziani

Deputati

manifestato

Senato

della citt.

Ho ad

essi

scriveva nella sera di quel giorno al

comando l'impegno

a tenore del pubblico

incessante del governo e

le

incessanti sue cure per

minorare possibilmente nelle attuali critiche circostanze ai loro cittadini

mali e quindi

li

ho richia-

mati a quella corrispondenza e cooperazione nelle

comuni calamit, che vagliano


lor sentimento

nonch

accennati

gli

a palesar

il

Patrio

Gratitudine e la loro Fede

A queste

verso la Repubblica.
rirono

la

dichiarazioni

si

dichia-

Deputati riconoscenti per

le

Pubbliche provvidenze e largizioni a suffragio della


loro impotenza, promettendo tutta la loro opera all'og-

getto contemplato dalla Sovrana autorit, nelle attuali

calamitose circostanze, ed inconcussa la loro fermezza

Fede ed attaccamento

nella

sono

Si

ci verificare nei

gettare

in

piedi del

Veneto Dominio.

al

anco riservati

essi

di

modi espressi e

opportunemente

distinti

per assog-

maggior prova della costante Fede

Trono Augusto

quanto ho rassegnato

della S. V. e di V.
si

ai

V. E. E.

trov presente l'Ecc. R.

Provv. or Pesaro quivi giunto, incaricato di Pubbl.'


affari

1)

ed esso cospicuo soggetto ebbe ad assicu-

),

Il

r attesta

Pesaro
il

si

recava a conferire con Bonapartc, come

documento

1797

E Dam

che prestano

presenti
i

15 marzo
al

Senato

in
i

Pregadi

continui

fruttuosi servizj

due Savj del Collegio Mr. Francesco Pesaro


rarsi dei sentimenti

70

medesimi

fedelt che nutrono

questi

di

vera sudditanza e

cittadini

con

essi la

soggetta Popolazione.

A
una

tale

conferenza fece seguito nel giorno dopo

Protesta

fedelt,

di

La Nazione Trivigiana

rappresentanti
al

il

per bocca dei legittimi

Corpi tutti della stessa, rappresenta

Comandante

Cittadino

questa Citt
sotto

nei termini seguenti

le

Truppe

Francesi' di

Che attrovandosi pienamente

felice

paterno, ed amoroso Veneto Governo, non pu

che raccomandarsi alla magnanimit della Nazione


Francese, onde nelle attuali circostanze sia preservata nella sua presente costituzione

da quel sincero

K. Pr. e Zan Batt. Corner restano incaricati

Luogo ove potranno

ritrovar

il

di trasferirsi

al

General in Capite dell'Armata

Francese Bonaparte e procurandosi un'intervista con

il

me-

desimo, nella quale desumendo argomento dalle cose conte-

nute dalle Ducali

al

Nobile a Parigi e

Ministro di Francia che lor

ranno

di

farli

conoscere,

si

a questo

nell' Uffizio

rimettono in copia, cerche-

quanto sieno offensivi

della neutralit, e della Sovranit Territoriale e

riguardi

quanto con-

traria alle proteste d'amicizia, e corrispondenza ripetutamente

espresse,

la

strana,

ed

inattendibile

emergenza che

con

Bergamo

per

estrema amarezza del Senato ebbe luogo

in

opera di quel Comandante Francese.

Quindi dietro
blica nel

alla ripetizione della

mantener fermi

di amicizia per la

suoi

Nazione Francese, e

reranno colla maggior efficacia


di

esso

supremo comandante,

costanza della Repub-

principi e le sue
di

massime

Neutralit, procu-

d' interessare

la rettitudine

perch colla disapprovazione

71

e costante sentimento ritirar

che

la forza

11

24,

).

con

mio cuore manifestate

genze,

feci loro osservare

non dubita

mezzo

in

la

presentarono

si

continuata amarezza

le insorte

che

corpi distret-

In questo giorno

prontamente

egli stesso scrive

del

la potr

Barbaro chiam a s anche

rispettivi Capi ai quali

li

giammai non

della Podesteria e cerche.

tuali

dolenti

emer-

Sovrana autorit

la

vicende, della loro

alle fatali

fede verso la Serenissima Repubblica, esortandoli a

cooperare con sudditi sentimenti in tuttoci che potesse giovare alla pubblica e privata tranquillit.
tale significazione

si

dichiararono di dimostrare in-

deir avvenuto per arbitrio del General Francese comandante

Bergamo, da esso medesimo emani quel pronto riparo


ha diritto la Lealt della Repubblica nostra in tutte le

in
cui

sue direzioni.

Pesaro e Corner mandavano poi da Treviso

Senato un Dispaccio, in cui esponevano


della

Citt e

li

al

doloroso stato

Terre della Trivigiana e del Friuli a motivo

delle continue vessazioni, ed


e

il

non equivoci

attestati

enormi requisizioni
delle

medesime

di

di Francesi,

fedelt

di

sudditanza, in mezzo allo tante angustie che inermi soffrivano.

Rispondeva

il

appresso

il

Senato

Savj del Collegio Pesaro e Corner, per

1'

alli

due NN. INI.

Espresso

pregan-

doli di confortare le suddite afflitte popolazioni e di assicu-

rarle della costante


al

nostra predilezione e continuato Lmpi

possibile loro sollievo.


(Storia diplomatica

pubblica
1)

di

Venezia

della Rivoluzione e

Caduta

dell

Firenze 1800).

Raccolta delle Carte Pubbliche. Venezia, Andreola, 1797.

concussa

la loro

72

fermezza nella fedel obbedienza e

dovuto attaccamento

al

Dominio Veneto

e di prestare

ogni valevole mezzo ad impedire qualunque occulta

trama che intentata


Nelle

fosse da malintenzionati.

circostanze

Terraferma,

la

in

terribili

cui

trovava

si

Repubblica aveva bisogno

energici ed illuminati che in suo


le varie regioni, specie di capi
tivi e politici ai quali

di

la

uomini

nome governassero

supremi amministra-

dovessero far capo

Podest

e rappresentanti, in quelle varie evenienze che esi-

gessero una pronta soluzione, senza bisogno di interpellare

Era
il

il

Senato.

quei giorni da Verona

stato richiamato in

Provveditore straordinario Francesco Battaja, che

doveva assumere l'incarico

rimaneva per

ci

di

di

Comune;

senza una carica supe-

Mincio

il

Avogadore

riore, essendo quella di Erizzo ristretta al Polesine,

Padovano,
il

Vicentino e Bassanese.

Deliber quindi

Senato di creare due Provveditori straordinari,

uno

dei quali dovesse risiedere in Verona,

Treviso

1)

V altro a

1797

aprile in

Pregadi

Quegli stessi eminenti oggetti che indussero la prudenza


del Senato a destinare in altre Provincie chi colla locale co-

noscenza possa essere in grado

di

porgere effetivo aiuto, e

conforto agli amatissimi sudditi determinano la pubblica maturit a continuare lo

stesso

pressidio

a Verona in vista

esenzialmente della delicatezza delle circostanze presenti, e


dell' attuale situazione delle valli

Bresciane

Bergamasche,


Risultarono

eletti

73

N. H. E. lseppo Giovanetti Provv. Estraord.

Verona.
N. H. E. Anzolo primo detto Giacomo Zustinian

Recanati Provv. Estraord. nelle Provincie della Trivisana, del Friul,

di

Carnia e Ca-

Bellun, Feltre,

dore ecc.
11

Senato destinava

naggio,

ma

il

all'alta carica,

un lauto appan-

Giustinian Recanati e Giovanelli,

gi T Erizzo, lo rinunziarono

e di estendere anche

come

non solo con generoso

un' eguale provvidenza alla Provincia

Trevisana e Friul, e per.

L'ander parte, che de presenti sia per scruttinio di questo

due onorevoli Nobili nostri di


di questo Consiglio, che po-

Consiglio fatta elezione

di

virt, ed esperienza, del

Corpo

tranno essere
Eccettuati

tolti

quelli

da ogni Carico, ed
Collegio

del

Uffizio

anche con pena.

nostro col titolo di Proved.

Estraord. uno in Verona e l'altro nelle Provincie Trevisana,


del Friul, di Bellun, di Feltre,
di Cividal del Friuli,

di

Ceneda,

Pordenon, Carnia,

di

Conegliano, e

Cadore.

Ben certo il Senato, che li Cittadini che saranno eletti,


posponendo qualunque personale riguardo all'amor di Patria,
prenderanno immediatamente le mosse per la loro destinazione, restano incaricati di vieppi accendere negli amatissimi Sudditi delle Citt e Territori quella

filiale

osservanza.

ed inconcussa fede, delle quali hanno date sin' ora con piena
pubblica soddisfazione tante luminose prove,

incessantemente alla conservazione

del

di

buon ordine,

vegliare
e della

jubblica tranquillit.

E siccome
essere

coopcrazione di questi oggetti non deve

alla

ommesso mezzo

a tenere animato

il

alcuno,

zelo pi

che possa essere conducente


vivo

nei Fed. Sudditi,

mentre

-74disinteresse,

ma

si

pi

vie

pegno

all'

dice

uno

scrittore dell' epoca

dedicarono col pi vivo zelo ed im-

importante servigio della loro Patria, che

immersa vedevano

un

in

abisso di desolazione e di

pericoli.
Il

Udine

Giustinian che da poco aveva lasciata

dove era stato Podest

Capitanio per diecisette

mesi, obbed prontamente ai voleri del Senato, ac-

ma

cettando F onorifica
nobile lettera

il

).

difficile

con

carica,

era un gentiluomo

Egli

d'

una

antico

Senato sar disposto a somministrare anche qualche Indi-

viduo tra Nobili Nostri, dietro ogni ricerca di Prov. medesimi,

dovr approffittare da ogn' uno

di

loro

dell'

opera di

quelle Persone della Citt e Territori, che fossero le pi influenti,

ed opportune a secondare

Proveditori

fossero

intelligenze che ad essi

le

per occorrere.

conforto poi di questi

Fedel. Corpi sar dalla cura dei Proved. medesimi


le

il

diffonder

voci pi piene dell' espressa fiducia nostra al loro zelo,

ed attaccamento per

il

pubblico nome, manifestando la dispo-

sizione del Senato di palesare con visibili prove di fatto,

meno ad

essi,

non

che a quei singoli che pi marcatamente

si

distinguessero la giusta pubblica predilezione. (Stampa Contarini e Carte 'pubbliche


1)

Andreola

Storia diplomatica

Venezia 1797).

Rivoluzione

della

Repubblica di Venezia (Firenze 1800,

caduta

quella rassegnazione che prestar deve ogni cittadino

alla patria, specialmente nelle circostanze presenti,


il

quanto onorevole altrettanto

in T. F.

persona.

della.

Serenissimo Principe

2)

Con

2. ed.)

cui piacque

L' appena

all'

difficile

Ecc. di destinare la

compito

mie domestiche convenienze

ritorno
i

ho assunto

carico di P. Estr.

da Udine,

mia devota,
le

ben note

doveri immensi del nuovo ca-

75

stampo, onesto fino allo scrupolo, di buona intelli-

genza e soda coltura,

di

tempra forte ed energica.

Era un carattere vero, come


trovavano

pochi.

avanti

che pi

nome

11

il

Botta,

narreremo,

che

se ne

del Giustinian, per atti

venne

Lo

Storia e doverosamente onorato.

anche

d' allora

fin

lo ricorda,

dalla

raccolto

addita ad esempio

mezzo a quella

in

depressione di spiriti e vilt di animi, per la co11

Provvedi-

rivela

nella sua

stanza e la nobile fierezza dimostrate.


tore straordinario

non

rico

ini

di

Treviso,

si

hanno neppur reso esitante nella pi cieca obbe-

dienza che di buon grado offro in olocausto alla Patria che

questo mio divoto tributo onorer pur

da qualunque dispendio
Feliciti
di

1'

assistenza del cielo la

ben servire

ch ne succeda

d' accoglierlo illeso

mia Figura.
mia zelante intenzione

di qual si sia asseg." alla

alla Patria, alli di cui importanti riguardi puril

fruttuoso successo, sia poco se alle sostanze,

e al personale servizio si

dovesse congiungere

la

parca mia

vita.

Mentre per solennemente a V.


il
pi indefesso impegno,

metto

evento, imploro frequente

il

S. od a

V. V. E. E. pro-

costanza in qualunque

soccorso delle istruzioni sovrane

ad infallibile guida della mia dipendenza. Indispensabile l'assistenza d'un Ministro Cancelliere ne imploro la concessione,

animo cittadino intraprendo

e con

l'

onore

delle

commissioni appoggiatemi, invocando l'ajuto divino,


tezione della Patria e

1'

umanissimo

di

rilevanti
la

V. S. e di V. V.

proI'].

Grazie.

Vene zi"

'J

aprile

1797
Uni il

IVy. Osseo;. Servo

Anzolo Zustinian Prov. Estr. c


(II.

Ardi,

di Stato)

E.


ma

breve

un

sotto

importante

76

corrispondenza

simpatico

riflesso

assai,

scioccamente servile come era l'uso

buono

modesto

ma

col

Senato,

devoto

ma non

di

quel tempo,

energico, severo custode delle

sue prerogative, cosciente dell'alta dignit dell'ufa cui

1'

di Venezia.

ficio

sua

quella

aveva chiamato

prima

di tutto,

che

Patria

la fiducia del

Senato

sopra tutto, la Patria,

Giustinian rivedeva col

il

pensiero grande, rispettata, temuta ed allora invece

tremante, calpestata, per colpa

che e

di

L'

coscienze vigliac-

menti infiacchite.

scriveva

fra le

memorie

ornamento migliore che abbia

da Treviso
d'

di

al

Senato

il

tre aprile

una divota Famiglia

con un unico

in cui

figlio egli ,

che

mi trovo a succedere
i

miei Maggiori sovra

ogni riguardo di comodi privati, di sacrifizio di sostanze, e della vita stessa, abbiano pregiato di servir

sempre con candida


rono destinati.
Puri,

fede,

ovunque dalla Patria

fu-

sereni,

sentimenti,

altissimi

buon gentiluomo, che

questi

del

nello sfacelo delle antiche, ter-

sissime glorie, ricordava gli

avi,

ed alla loro me-

moria, a quella delle loro opere grandiose, ispirava


il

proprio dovere

Appena

giunto, fu

il

Giustinian visitato dal Po-

dest e Capitanio che lo ragguagli sulle condizioni


di Treviso e sui suoi rapporti colle autorit. Indi in

forma solenne
tori

si

ed Anziani,

recarono presso

che

gli

di lui

riaffermarono

Provvedii

sensi di

devozione

esteriori

sudditanza fedele alla Veneta Repub-

per mostrare con segni

In quei giorni anzi,

blica.

della

77

suo affetto all'antico regime,

il

il

Consiglio

deliberava di mandare una deputazione

citt

a Venezia per ripetere

al

Doge, quanto gi pi volte

avevasi proclamato e nuovamente riconfermare al

Trono Sovrano quella fede che vivr proffessa e


pronta

al

cimento

d'

prova pi aspra, a quel

ogni

Governo, che da pi secoli con clemente soavit vi


I

presiede.

Pure
veneta,

in quei giorni,

portavano

trevigiani oltre la coccarda

all'asola

del

cappello

un largo

bottone, sul quale stavano scritte le parole:

Tibi soli Fides tarvisina


attorno
co:

all'

alato leone di

San Marco. Oltre

Lodovico Quer, Augusto Rinaldi,

Avogaro, Angelo Tomasini,


co:

Paolo Pola,

1)

111.

nome

offerto per tutti,

il

Ferrante

il

co:

ci,

il

Roberto

Bomben ed

di 600 cittadini,

il

avevano

proprio servigio alla Patria

).

ed Eccel. Sig. Provvcditor Estraordinario

Al Serenissimo nostro adorato Sovrano, che da altre suddite provincie

degnossi di benignamente accogliere contras-

segni non dubbj

di

fedelt incorrotta e di figliale

mento, da un numero pure


di

ogni classe e

d'

di circa

attacca-

000 Cittadini Trevigiani

ogni ordine, spontaneamente ed umilmente

viene ora offerto un personale serviggio in Patria, nei modi


e

forme che risultar potessero

Chi

luminosamente

le

di

maggiore aggradimento

veci dell'Augustissimo

Governo

for-

tunatamente per noi rappresenta.


L' oggetto in oltre al di d' oggi

resosi interessante delle


Giustinian trov

Il

speranti.

neri

continuavano

un

domande

le

quantit e

francesi di ge-

le requisizioni

Legione Cispadana che

quasi a guarnigione in citt.

che sarebbero

dati cispadani

forzate,

passaggi di truppe. Giungeva allora

po' per giorno la

mava

condizioni di Treviso, di-

le

Continuavano
grandi

in

78

altri al popolo,

si

fer-

Quei primi

sol-

pi degli

stati accetti

perch parlavano

suo stesso

il

lin-

guaggio, erano spavaldi, provocatori, tracotanti, una


accozzaglia di gente sospetta, che

si

credeva dall'au-

torit destinata a favorire qualunque rivolta al go-

verno

di

Venezia. Si sperava
poich

partire,

tutta

il

10 aprile dovessero

legione

la

s'

era improvvisa-

mente raccolta ed ogni soldato s'avea perfino munito


del suo fardello. Si

ferm invece nella Piazza Mag-

giore, dove, dispostasi a cerchio,

del Podest,

assistette

dinanzi

degradazione

alla

il

palazzo

di

un ca-

porale che aveva rubato ad un compagno. Gli furono

strappate

le

insegne del grado e

notturne pattuglie, che unite


assicurerebbero

sempre pi

gli

fu letta la sen-

alle militari praticate vigilanze,


1'

interna tranquillit, fonte di

ogni bene, viene ora divotamente colla sopra indicata offerta


assoggettata ai saggi supremi ossequiati

riflessi:

bile

quel

gloriosa

veridico

sentimento

sudditanza,

di

che anima

saggio

desideran-

modo

dosi soltanto di dimostrare mai sempre in ogni

possi-

patriottismo e di

vivamente ed incoraggisce

ad implorare. Grazie.

1797

7 aprile

(Inserita nei dispacci

Archivio di Stato).

Giustinian al Senato

Venezia R.

79

tenza in cui con energiche espressioni

diceva esser

si

quello frutto della giustizia francese, diretta a pre-

servare

sostanze

le

quanto dissimili

La maggior

esercito

dagli

altri

ricerca

d'ogni

francese.
scrisse

Poco o nulla

la
;

pretesa

di

colli

alloggi

soliti

effetto

la

pi

attenzione di

esatta

qualche ricerca,

rendono

che

economico

di

di

sempre pi

non a

ma non

afflittivo

ral-

gi di

lo stato

questa citt e territorio.

Frattanto nelle terre venete, che

tavano in tutti
blica, si

modi

quali e dove

questi benemeriti Ispezionar]', bastano se

quelle

dissi-

la vigilanza pi attiva, la pi

prudente resistenza e

1'

ebbe

Giustinian al Senato in

somministrazione,

con

loro pi piaccia

lentare

qualche

part

manifestano pur questi con la violenta

si

cispadani

cispadani, entrarono seicento polacchi,

quel d

inurbani

o tre ore da che erano usciti da

San Tomaso

mili

dei

giustizia

la soddisfazione dei trevigiani

Due

ascritti

all'

parole dai fatti

parte

ma

giorno dopo,
corta durata.

Povera

ognuno.

d'

le

modi

di ribellare

francesi ten-

contro la Repub-

commetteva, per rappresaglia, qualche ven-

detta su dei soldati di Bonaparte. Questi, che aveva


gi fissati nella sua

s'impadron
e degli

e di

di

mente

preliminari di Loeben,

questo pretesto che

gli

veniva offerto

armamenti veneziani faceva causa

collera,

lui e dell'

perch

li

di

sdegno

calcolava diretti contro di

armata che comandava.

Dal quartiere generale di Judemburg, Bonaparte

80

spediva col mezzo del suo aiutante generale Junot,


il

20 Germinale

mandava

cui

Tutta la

grida e

la

quella lettera famosa con

(9 aprile)

prima

sfida alla

terraferma

in

Repubblica Veneta:

arme. In ogni parte

le

clamori dei paesani che voi avete armati

sono morte ai francesi, molte centinaja

di soldati

furono gi sacrificati. Voi disapprovate in-

d' Italia

vano

dei

zati.

Credereste voi che nel momento, in cui mi

radunamenti che voi

stessi avete organiz-

trovo nel cuore della Germania,


rispettare

nera

non possa far

io

primo popolo dell'universo?

il

Il

Senato Veneto ha risposto colla perfdia pi

ai

modi generosi che noi abbiamo sempre verso

di lui praticati.

Se contro

francese

voi'

il

chiaro intendimento del governo

mi ridurrete

al partito di far la

guerra,
;

non pensate per che ad esempio

degli assassini che

avete armati,

devastino la cam-!

soldati francesi

pagna del popolo innocente

e sfortunato della terra-

ferma. Io lo protegger ed egli benedir un giorno


fino

delitti

che avranno costretta

1"

armata fran-

cese a sottrarlo al vostro tirannico governo


Cos tuonava Bonaparte e
allibivano.

A Lallemand,

neva poi dettagliatamente


razioni.

Fra

).

governanti di Venezia

ministro di Francia, espoi

suoi lagni e le volute ripa-

primi, che le citt di Verona, Treviso

Padova sono piene

1)

di

truppe

Carte pubbliche Andreola

armasi da ogni parte

Venezia 1797.

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V.
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OF THE
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malgrado
della

le

promesse del

Repubblica

di

81

sig.

Venezia

).

Pesaro, Savio grande

Fra

seconde

le

che

tutte le truppe, tranne le guarnigioni ordinarie,

erano sono gi

ne sortano

mesi nelle piazze

sei

che

tutti

li

che

Terraferma

di

paesani sieno disarmati.

Per Treviso, Bonaparte s'ingannava. La Repub-

non aveva mandato

blica

che stanziavano prima

altre truppe, oltre le

dell'

poche

invasione e quelle poche

pare non fossero animate da sentimenti troppo bellicosi, se Giustinian,


il

6 aprile al

appena giunto a Treviso, mandava

Senato

le

sue osservazioni sulla insuffi-

cienza delle compagnie venete, sulla loro fiacchezza

Da

e indisciplina.

da Ceneda, da Sacile

Feltre,

erano poi venute domande d armati,

ma non

gli

aveva

potuto soddisfarle.

Pi tardi

si

aveva tentato

viste, esercizi, ispezioni,

di galvanizzarle

ma V

con

ri-

indisciplinatezza e la

cattiva volont continuavano, anche perch le truppe

temevano

di

dover subire

Palma Nova,

di

ciata

la sorte della

che era stata disarmata

Quanto all'armamento

).

1)

Carte pubbliche Andreola

2)

Il

15 aprile,

guarnigione

di villici,

cac-

esso con-

Venezia 1? .)7.

Luca Boletich

compagnia veneta di
il Provquesti ne aveva tosto mandella

presidio nella fortezza di Palma, aveva deposto presso

veditore Straordinario di Treviso e

dato al Senato l'interrogatorio, che la mattina del 13,


<-i;ili

soldati

francesi,

nei posti di sentinella e


di partire

avevano

sorpresi

dopo disarmati, crasi loro ingiunto

prontamente.

(Inserito nei dispacci

uffi-

soldati veneti

Giustinian

al

Senato Veneto).

82

qualche pattuglia che

sisteva tutto in

era orga-

si

nizzata per tutelare le vite e le sostanze, contro

soldati francesi.

Ma

premeva

a Bonaparte

verit fino ad

la

un

certo punto. Per la realizzazione del grande disegno

che aveva gi delineato nella sua mente, occorreva


pretesto. Quindi

un

generali francesi non facevano

nome

calcolo alcuno delle proteste del Giustinian a


del Senato, che

avrebbe tolto ogni equivoco sulla

si

verit delle disposizioni del

Governo Veneto, sempre

e costantemente amichevoli verso

lunghi editti che da Treviso


il

le

si

francesi, ne dei

diramavano

in tutto

territorio della Provvederla straordinaria,

in cui

intenzioni del Senato erano chiaramente spiegate

e ripetute in tutta la loro rassegnata sommissione.

Tanto poco se ne curavano e tanto premeva

lorc

principiare l'attuazione del piano d' insidia stabilite

che da Villaco
generale
Sacile

di

il

24 Germinale, Baraguay d'Hilliers


scriveva

divisione,

troupe que je

la

aura mission de

rtrablir.

la

comandante

Je vous prviens Citoyen, che

27 Ozoppo avec

de

al

ordre dans

).

il

Friuli,

il

arrive

commande

1'

Rpublique de Venise

stato turbato in tutto

j'

1'

les

di
1<

et qui

tate

ordine non erc

territorio di Tre-

viso, Padova, Vicenza, Polesine n nel Dogado!

Alle gravi parole che Bonaparte aveva indirizzate

1)

Inserita nei dispacci Giustinian al Senato

Archivio di Stato.

Venezia R.

83

Repubblica, rispose

alla

nella quale

si

menti
sati

pace e

di

fatti.

di

il

posto di Censore e

notizia della

nomina
i

al

Provvedi-

due deputati

giorno 17, diretti agli Stati austriaci

Angelo Giustinian

Una Du-

alla scrittura.

tore straordinario di Treviso, di dove

vendo

senti-

destinati all'importante missione,

Francesco Dona che copriva

cale del 15 dava

amicizia e meglio spiegati e scu-

d'

Vennero

il

governo

mandare due deputati a por-

Leonardo Giustinian, Savio

passarono

al

avrebbero a voce confermati

Essi

!).

Senato una lunga lettera,

scagionava delle accuse mosse

veneto e deliber
tarla

il

li

ospit per breve tempo, rice-

medesimi qualche consiglio

dalla virt dei

e de' conforti.

Nello stesso giorno 17, mentre da Santi Quaranta

entravano 500 Cispadani e 2000 soldati francesi di


:

fanteria, giungeva alla Provvederia


di

un commissario

guerra con una lettera del generale Villemanzy,

1797

1)

La
tela

15 aprile

in

Pregadi

decisiva importanza degli ometti contenuti nella Let-

del

Bonaparte oggi pervenuta esigendo dalla


il pronto
uso dei mezzi possibili ad algran pericolo che sovrasta, reso ancor maggiore

General

previdenza pubblica
lontanare

il

dalla condizione,

in cui si

trovano

per ogni lato

pubblici

determinava a devenire alla sciolta di due esperti cittadini che in tanta calamit della patria,
posponendo ogni

stati

personale riguardo colla maggior sollecitudine

si

dirigano

al

generale predetto.
(Storia diplomatica della

nezia - 2. ed. Firenze 1800).

caduta della Repubblica di Ve-

84

commissario ordinatore in capo dell'armata francese.

Da Judemburg,

il

sario Trousset

per

Villemanzy accreditava
requisizioni

le

il

commis-

somministra-

zioni.

A Treviso

si

domandavano 1200

centomila razioni di biscotti e 600

che

comandato da Bonaparte,

le trattative

In ogni caso

letti.

Queir

uffi-

che proveniva dal campo e dal corpo

ciale francese

stesso

quintali di farina,

pace

di

rifer al

Giustinian

erano gi a buon punto.

depositi domandati avrebbero occorso

sicuramente o per

1'

armata che retrocedesse o per

quella che fosse spedita in rinforzo, qualora la guerra

dovesse continuare.
Giustinian

gli fece rilevare

V enormit del nuovo

carico e la assoluta impossibilit di sopportarlo

il

Trousset desider una risposta scritta dal governo


di Venezia,

entro

poche ore,

Pordenone dove aveva


pubblica rispose che

stabilito

si

facesse

dovendo ritornare a
il
1'

suo

ufficio.

La Re-

impossibile per sod-

disfare T esigenza del generale Villemanzy. Ridotte

aliora
bito

all'

di

estremo tutte

pi

di

tenuto

contratto un de-

centomila ducati col provvigioniere

impegnate per vario tempo

Princivalli,

della citt,

le risorse,

rifiuti

rendite

Provveditori ed Anziani, dopo aver ot-

da

tutti

privati a cui

avevano ricorso

per imprestiti, decisero di domandare


di

le

la

prelevazione

quarantamila ducati da L. 6.40 Y uno, dal Santo

Monte

di Piet,

che possedeva allora un capitale

ducati 174,687, obbligando

l'

interesse del 5 0[q.

di

85

La Repubblica accord
dieci Conservatori del
po' di

le insaziabili

dizione dolorosa in cui


alla
1'

volentieri

il

permesso e

Monte cedettero.

tempo, poterono

contentare

Cos per un

Provveditori di Treviso acesigenze francesi,

trovava

si

la citt,

con-

nella,

condizione

quale partecipava scoraggiato Giustinian col-

cuore di onesto cittadino zelante e svisce-

afflitto

rato per la sua patria.

Le piaghe

gistrato

fatali

scriveva

ma-

eccellente

1'

che lacerano questa quanto fedele altret-

tanto avvilita citt, la desolazione dei suoi beneme-

Provveditori,

riti

aggiunti

ed ispezionati,

la

mala

fede dei Comandanti francesi in qualunque convenzione stabilita, la nessuna possibile ragionevole direzione in chi

dalla Pubblica Autorit

destinato a

presiedere a questa e tante altre Provincie, formano


il

dolente aggregato delle cittadine mie pene.

Sul mezzod del 18 arriv a Treviso

uomo

Victor,

come

tratto
!

sua divisione.

bens serio

lo

all'

aspetto

descrive Giustinian

Tanto

la

Il

Provveditore Straordinario
il

derio

di

suo saluto,

facendogli

vederlo.

generale

ben volentieri
rec

lo

visitarlo.

mortificante

11

Fu per

disse

civile nel

precedeva la

citt.
si

poi

il

affrett a

esprimere
francese

avrebbe accolto e

ma

generale

fanteria che la cavalleria

furono fatte accampare fuori di

dargli

il

la

il

il

mandesi-

disse

che

Giustinian

si

mia conversazione

magistrato veneto

perch cominci dal dolersi dei mali trattamenti

ri-


cevuti
di

in

un suo

Padova dai suoi

Il

soldati e dell' uccisione

per fece vendetta,

dell' uccisore.

Giustinian che non conosceva quei

scusare

certo

quale

del

ufficiale,

incendiando la casa

di

86

Podest

il

trovato

modo

il

Padova,

di

il

fatti,

cerc

quale avrebbe

dare la dovuta soddisfa-

di

zione ai francesi, contro quei sudditi che non aves-

sero osservate

massime impartite dal governo.

le

Victor accenn poi

all'

nutrivano contro

essi francesi e

s'

di

che

odio

popoli

veneti

Giustinian che

affaticava a spiegare la lealt della Repubblica e

delle popolazioni,

venne bruscamente interrotto dagli

aiutanti in coro. Si chiuse per tranquillamente

nostro dialogo

scrisse

resoconto della visita

Senato dandogli

egli al

e nel

mio congedo

il
il

fui dal

Generale accompagnato fuori della stanza e da un


suo Ufficiale fino alla scala del Palazzo Pola, ove a
forza volle

essere

con che nella loro

alloggiato,

sprezzatura, quasi dire potrei di aver ottenuto

una

distinzione particolare.

mezza brigata

Quella sera,

sull'attenti fuori porta Santi

di fanteria stanzi

Quaranta

chetti di cavalleria perlustrarono

e molti pic-

dintorni.

luno era giunta notizia che qualche corpo


glieri tirolesi erasi notato l presso,

di

Laudon era

calata

nuovamente

Bel-

di bersa-

che la divisione
in Italia e che

un

altro corpo austriaco

francesi.

Le precauzioni non

dal Cadore, per Serravalle,

veniva ad attaccare

sono mai troppe,

pensava.

si

Da

Un
gli

la

intanto,

po' tardi,

occhi e vedeva
vita

Una

ducale pervenuta a

Provveditore straordi

al

armamenti. L'effettuarli era per

nario, degli

e pericoloso e

non manc
Il

ordinava

19,

il

Senato Veneto apriva

il

grave pericolo che minacciava

il

Repubblica.

della

a Treviso

87

il

Giustinian da

manifestare

di

momento

M. M.

quiate ducali

dell'avviso

uomo

difficile

accorto e franco,

suoi timori a Venezia.

pervenutomi nelle osse-

S. S. di ieri alle 11 di

tina ricevute non pu essere

il

questa mat-

pi critico,

per qua-

lunque disposizione che potesse prendersi e qualsiasi

movimento preparatorio non potrebbe esser che

Con un numero
freme

cui individui

pronunciate
citt e

le

il

di circa

mio cuor cittadino nel sentir

con sui 4 e forse

che giunsero

voci del veneziano dialetto, entro la


in

non essendo
ier

1'

altro,

5000

com-

d' infanteria,

che come ho rassegnato

presa alquanta cavalleria,


la avvicinano,

fatale.

1000 Cispadani, fra

partiti

nemmeno

quelli

essendo parte fuori delle

Porte a S. Artien, impossibile, Serenissimo Principe,

che tutto non

si

sacrifichi.

Oltre di che vede la ben grande difficolt di su-

scitar la popolazione

interna

non preparata

cominciata a prepararsi, senz' armi qual'

non

senza

munizioni e senza coraggio di adoperarle, bench


zelo di alcuni

s'

abbia esibito

il

come maippi comin-

ciata ad organizzare.

Sparsa
s

italiana

la

poca forza della compagnia d'infanteria

che oltremarina, che

tutti

assieme non

ad

arrivano

ed a 400

800

risoluzione, ne so

non vedervi una

Quanto ad

mancanti

gli operativi,

confesso

vacilla,

altres d' ufficiali,

il

vero, la mia

veramente come azzardare, senza


conseguenza

qualche

solamente sono

artiglieria, 5

terribile.

cannoni,

li

pei quali 4 soltanto sono gl'artiglieri per farli agire.

V.

Rifletta

mento non
taneo
lo

S. del

approntamento

scoppio

grande

attrito,

che un tradi-

pi in grado di prevenirsi che

solo

al

potrebbe

di forza,

principio

di

l'

istan-

originare

movimento, che

si

vocifera una colonna tedesca in prossimit di Treviso e che

T approntarsi quindi farebbe considerare

una aperta dichiarazione, senza alcun buon


immaginabile.

Dopo aver

scritto e spedito questo dispaccio, Giu-

radun presso

stinian

Barbaro,

di

il

Podest e Capitanio

comandante dell'armi Mattei

il

effetto

cittadino dei pi influenti, fra

domanda

sottoscritta la

qualche

seicento che avevano

di servizio colle armi,

alla

Repubblica. Tutti convennero con

lui,

specialmente

degli abitanti ed

all'

alla quasi totale

Le

voci

di

dove ancora

si

indole tranquilla

mancanza

armi.

pace che giungevano

dall' Austria,

trovava Bonaparte colla sua armata,

confermate dal generale Rusca comandante una

brigata,

all'

Avogaro provveditore

pur negando quanto


gi firmata e

d'

fatto riflesso

fermarono

gli altri

mancava

ai confini,

il

21,

dicevano, che cio era

la sola ratifica del Direttorio

la divisione

Victor qualche giorno a


Treviso. Essa part
in citt solo circa
la

89

23, diretta a

il

Padova lasciando

200 soldati. Durante

milizia francese non aveva derogato

Mentre

tudini.

occasione,

que

si

il

soggiorno,

alle sue abi-

generali Victor e Rusca ad .ogni

mostravano violenti ed

alteri

con chiun-

avvicinasse, profferendo minaccie di vendette

li

ed incendi sulle terre venete, perch la Repubblica


di

Venezia

li

tradiva, tentando di coglierli alle spalle

e distruggerli, violando

dove

dei

rubavano dappertutto, tanto che

soldati
le

la solennit

locande

dovettero

soldati

s'

chiudersi.

li

di paloscio,

la loro

in

dai

che ordin im-

presenza

di tre

di cavalleria. Il

Prov-

piazza d' armi,

di fanteria

ed una

effettuazione

1'

esecuzione con cinquanta colpi


alla

veditore straordinario, arriv appena a

pedire

di esse,

buon numero, furono

in

presi e condotti al generale Victor,

compagnie

botteghe

e ferirono

assalirono

compagni francesi giunti

mediatamente

le

una

erano mostrati pi violenti e pi

due cittadini

feroci,

In

trattati,

dell'

ordine

tempo

di

spicciativo

imdel

Victor ed altamente facendo valere le prerogative


della sua

vano

l'

carica e delle leggi venete, che riserba-

amministrazione

regolare

tribunali della Repubblica,


infelici,

si

che furono per ceduti solamente

venissero intanto pubblicamente


veneti.

violenze

della giustizia ai

fece consegnare

due

al patto

battuti dai soldati

dire che oltre di soffrire

le

ruberie e

le

continue commesse dagli stranieri, la po-

vera citt spendeva per

il

loro

mantenimento circa

20000
penso,
di

giorno

lire al

90

ben vero per che in com-

generale Victor aveva rilasciato una specie

il

ben servito, nel quale

quanto

dichiarava soddisfatto di

si

trevigiani avevano fatto per lui e per la sua

divisione

In coscienza,

).

trevigiani non avrebbero

potuto n dire, n fare altrettanto.


Gli avvenimenti precipitavano.
si

di

stavano fissando

le

Mentre a Loeben

ultime formule dei preliminari

pace, che furono firmati

18 aprile da Bonaparte

il

per la Repubblica di Francia e dal conte di Merfeld

marchese del Gallo per

dal

1'

Imperatore

d'

Austria, le terre venete erano in grande fermento,

Verona succedevano

di

Pasqua

chiamate

il

17 aprile, seconda festa

quegli eccidi dei francesi che furono

Pasque veronesi

le

ARMEE D'ITALIE

1)

pi tardi,

Liberto

il

23,

Eg alit

me-Division active

AU QUARTIER GENERAL DE TrEVISE


Le 4

Floral, an

5 de

VICTOR
Certifie

que

la

Repub. frane, une

et indivisible

General de division

Paula residente dans cette Ville

la familie

a temoign tous les Francais qui se sont presents chez


elle,

les

assurances de

honntts qu
Il

elle leurs

la

plus intime amiti par toutes les

a faites.

atteste en outre que tous

les habitants

en general se

sont parfaitement conduits envers les militairs composants


la Division

en

s'

empressant pourvoir tous leurs bsoins

et qu' ils mritent tous gards la consideration de l'arme.

Victor
{Inserita nella corrispondenza Giustinian al Senato).

91

cannoni del porto del Lido affondavano

comandato da Laugier,

d'Italia, bastimento francese

che volea forzare l'entrata, contro


Nei preliminari
presso

Leoben

Lombardia

Bonaparte,

Austria, per la ces-

all'

e di altri territori, e quindi

quale gi aveva dato quello che non

il

era suo, effettuando quanto


la

s'

caduta della Repubblica,

era fissato in mente,

trov

nei

argomento maggiore e giustificazione

nuovi

alla

fatti

sua col-

vera o fnta che fosse.

lera,
I

Eckenwald

terre venete erano gi

le

come compenso

state fissate

sione della

veneziane.

le leggi

stabiliti nel castello di

in Stiria,

Liberator

il

deputati

veneti

Dona

poterono

Giustinian,

raggiungerlo a Gratz, in mezzo alle truppe allegre


per la pace conchiusa,
I

nesi

erano gi note

del Lido.

Ho

al

il

25 aprile. Le Pasque vero-

generale, non ancora

conchiusa la pace;

parte ai due nobili veneziani allibiti

mila uomini
e sar

andr ad infrangere

il

fatto

disse Bona ho ottantai

vostri piombi

un secondo Attila per Venezia. Non voglio

pi u inquisizione, n libro d' oro che sono istituzioni dei secoli delle barbarie.

troppo vecchio;

accingeva a
con

le

Le

mantener

si

vostro governo

sprofondi

la parola,

).

si

calando in Italia

sue truppe.
notizie che

terre venete,

1)

bisogna che

11

pervenivano a Treviso dalle altre

portavano naturalmente

Adolpho Thicrs

il

pi grande

Histoirc de la Revolution francaise.

92

avvilimento e la maggiore apprensione, prevedendosi

che

francesi avrebbero voluto trarre solenne ven-

non

detta,

solo sui responsabili dei fatti di

ma

e di Venezia,

responsabili

suo

del

posto,

Giustinian

calm

gli

depressi,

dando

di-

animi effervescenti, incoraggi

sposizioni energiche perch in tutto

territorio della

il

Provvederla non succedessero disordini.


Vicenza,

di

impaurito,

abbandon

il

Podest

Il

suo

posto

passando da Treviso, senza neanche vedere

fugg,

Provveditore

il

Verona

ancora sugli innocenti. Nella grande

straordinario.

Quello di Asolo che

era giunto pure, tutto sconvolto, venne tranquillato

rimandato

alla

sua sede con una scorta

di soldati

di cavalleria; gli altri rappresentanti di Castelfranco,

Noale,

di

Bassano, di Cittadella, mantenuti

di

al

loro posto con persuasioni o minaccie. Tutto crollava,

d'intorno:

diventate

chite,
i

le fedi

mancavano,

le

coscienze infac-

vigliacche non riconoscevano pi:

sacrosanti doveri.

che aumentava di momento

pericolo

Il

mento, consigli

il

Senato ad abbandonare

in mo-,

la terraj

ferma

al

suo destino ed a ritirare tutte

la difesa di
st'

Venezia.

truppe, per

mattino del 27, giunto que-

ordine al Provveditore straordinario di Treviso,

vennero date
dati
tre

Il

le

veneti

le disposizioni

della guarnigione.

compagnie

vallo delle
la sola

per la partenza dei

Partirono quindi

di fanteria oltremarina,

compagnie Contarini

compagnia

sol-

e Depovich.

di fanteria italiana

le

croati a ca-

Rimase

Vultem, per

la

93

custodia delle Porte della citt, della

Gran Guardia,

Palazzo pubblico e del Palazzo del Provveditore.

del

Egualmente furono diramati


dati

gli ordini

perch

sol-

d'Ungheria, destinati ad appostamento e guardia

dei rappresentanti veneti di Conegliano, Sacile, Por-

tobuffol

Motta,

si

ove

a Mestre,

riunissero

Senato avrebbe date loro

il

susseguenti disposizioni.

le

Alla partenza delle truppe venete, fece riscontro


l'

ingresso di

900

francesi e 500 cispadani

soldati

provenienti dalla Piave e di 700 polacchi dalla parte


di

Padova. S' annunziava poi prossimo

Baraguay
Il

d' Hilliers

1'

con tutta la sua divisione.

maggio 1797 Bonaparte pubblic

arrivo di

la dichia-

razione di guerra, dal suo quartier generale di

Palma

Nova, contro la Repubblica di Venezia, in cui, dopo


esposte quindici accuse contro di essa, ordinava

Il

General

in

Capo commette

al

Ministro di

Francia presso la Repubblica di Venezia di sortire


dalla citt;

ordinando pure che

in

24 ore sia eva-

cuata la Lombardia e la Terraferma Veneta dagli

Agenti della Repubblica stessa.

Comanda

ai diversi

Generali di Divisione

tare quai nemici le truppe


in tutte le

Marco

).

Venete, e

Citt della Terraferma

il

di far

atterrare

Leone di San

Partito da

Palmanova

la sera

prima,

il

Bonaparte capit improvvisamente a Treviso

1)

di trat-

Carte pubbliche Andreola

1797.

generale
il

mattino

del 2
l'

maggio

ore

alle

94

8,

fermandosi alla locanda del-

Imperatore, presso S. Agostino. Anzolo Giustinian

mandatogli prima

suo aiutante, l'Alfiere Giovanni

il

da Riva, fu primo a
stinian riconferm

Dopo

visitarlo.

sentimenti amichevoli della Re-

ma

pubblica di Venezia verso la Francese,


rotto da Bonaparte,

il

in

fu inter-

quale, concitato, disse che le

due Repubbliche erano invece


avrebbe

Giu-

saluti,

guerra e che

in

pochi giorni distrutto quella

di

egli

Venezia;

intim al Provveditore straordinario, di partire da


Treviso entro poche ore, altrimenti lo avrebbe fatto
fucilare.

Non

era

il

bri palpitanti della

scrittore dell' epoca


lasci intimidire

Zustinian della classe de'

gran Conferenza

disse uno
s;

roventi parole, n dalle mi-

dalle

giustificando

mem-

ed vero, che esso non

nacele e volle dire tutto


parte,

proprio pensiero al Bona^

il

suo governo,

il

confutando

le

facevano. Bonaparte rispose voler

accuse che

gli si

la testa di

Pesaro e dei dieci inquisitori

di Stato e

ribatt Giustinian che se era avido di sangue vene-

ziano prendesse

assumendo

di

il

suo. Egli

si

comprovare con documenti

del suo governo in faccia a tutto

il

mondo

impressionato da tanto ardire,

parte,

mezza ed amor
sciargli

1)

offriva in ostaggio,

Storia

Venezia.

di patria,

suoi beni,

ma

diplomatica

offr al

la lealt
1

).

Bona-

da tanta

fer-

Giustinian di

la-

egli rifiut sdegnosamente,

della

caduta

della

Repubblica

95

perch perduta la patria, tutto era perduto per lui


e

sarebbe

veder

le

un' onta

stata

incancellabile la sua,

di

proprie case illese, fra le rovine fumanti dei

beni dei suoi concittadini. Quindi


e la depose

del

piedi

ai

non uso a vedersi

d'

sciolse la spada

si

comandante francese, che

intorno che adulatori e fiacchi,

sorpreso dalla nobile fierezza del magistrato veneto,


lo lasci

partire

).

Giustinian, trov indispensabile di far conoscere

immediatamente

Senato Y esito del suo colloquio.

al

Radunati in fretta

Provveditori di Treviso,

si

fece

prestare la riconferma del giuramento di fedelt alla

Repubblica Serenissima di Venezia, dicendo loro che

un gravissimo affare

lo

obbligava a partire pronta-

mente per Venezia.


Giunto a Marghera, trov che Bonaparte vi era
arrivato,

gi

Mantova.

mentre

lo

aveva creduto partito per

Domand un nuovo

colloquio, in cui ripet

quanto avevagli gi detto nel mattino a Treviso,


trov Bonaparte

Repubblica.

egualmente disposto

Erano a Marghera anche

Dona

viso,

decise allora

Dona

lo consigli di

:onto

Leonardo Giustinian.

dei

fatti

al

11

di ritornare

ma

alla rovina della


i

due deputati

Provveditore di Treal

suo posto,

ma

il

recarsi a Venezia onde render

Governo,

in persona.

Chiuso

il

colloquio con Bonaparte, entrarono tutti tre in citt


}

Anzolo Giustinian venne chiamato alla Conferenza

1)

Botta -Storia d'Italia dal 1789 al 1814.


della sera, dove

.96

tutto pallore nei volti,

tremante

gemito nelle voci, amaro pianto negli occhi erano


li

caratteristici principali dei pi pavidi di quel con-

gresso
Ivi

).

Provveditore straordinario di Treviso, fece

il

dolorosa esposizione

la
il

giorno dopo

mand

particolareggiato

sul

al

di

quanto era accaduto

Senato

il

seguente dispaccio

suo colloquio col Bonaparte,

che rester nella storia del decadimento e della

scomparsa

di quella

che fu una delle pi grandi e

pi gloriose potenze del mondo,

tenebre

nelle

come lampo

attestato che dei globuli

del

sangue dei Morosini,

Dandolo scorreva ancora nelle vene

dei

di luce,

che avvolgevano menti e coscienze,

di

qualche

gentiluomo veneziano, che all'oltraggio non piegava


la fronte

ed alla salvezza propria anteponeva quella

della patria:

Serenissimo Principe

Col cuore lacerato dal pi vivo dolor Cittadino

mi presento a V.
ore

di jeri eh' era

8.

vavo,

S.

il

Generale

ed a

VV. EE.

Avvertito

alle

giunto a Treviso, ove mi ritro-

in Capite

dell'Armata Francese Buo-

naparte fui sollecito a produrmi ad esso, ed indicandogli la

mia compiacenza per T onore che mi

vava

conoscere un Soggetto che col suo valore

s'

di

era reso

1)

celebre, e per poterlo assicurar nuova-

Storia diplomatica

Venezia.

deri-

della

caduta

della

Repubblica

di

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97

amicizia della mia verso la

mente dei sentimenti

d'

Repubblica Francese

m'interruppe dicendo, che anzi

erano decise nemiche, per

quanto a me, m'intimava

e che

ticate;

mia pra-

le ostilit dalla

ridurmi

di

a Venezia, altrimenti m'avrebbe fatto fucilare dentro


dieci ore. Risposi eh'

erano troppo solenni

le

prove

che la Repubblica di Venezia date avea alla Francese


con tanti

sacrifizj,

ed in tante forme

che

nelle

guerre presenti ella avea sempre mantenuta la pi


costante neutralit, ch'eguale seppe conservarsi nelle

sue massime anche attualmente; e quanto alla

partenza

dissi

non m' era

che

lecito

dagli ordini del

destinato dal mio Governo,

ivi

come buon

Cittadino che dipendere

medesimo. Da

querimonie e lamenti

d'

ci

proruppe in mille

essere sempre stato ingan-

nato con falsit, di essersi eccitati


d'

mia

sudditi alle armi

essersene trucidati tanti de' suoi spezialmente in

Verona, e sopratutto

si

trattenne sull'ultimo avve-

nimento del Lido. Privo com' ero della notizia delle


circostanze

precise

di

tali

senza entrare

fatti,

dettagli,

ho negato assolutamente che

citati

popoli

morte

d'

Governo,

all'

armi contro

alcuni Francesi

ma

si

che

la

non poteva imputarsi

al

Francesi,

a sola colpa privata, e bene spesso al

senso dolente delle sofferte oppressioni,


,

che a Verona
e

ai

fossero ec-

le ostilit

e violenze,

erano dirette contro

ribelli,

ch'essendo di diritto d'ogni Sovrano d'accogliere,

o escludere da' suoi stati chi voglia,


colarsi

1'

avvenimento

del Lido che

non potea

come

cal-

effetto di


una violenza

di chi

In prova delle

dussi

il

98

avea voluto a forza penetrare.

massime pubbliche

di tranquillit ad-

gi seguito disarmo delle pubbliche Piazze,

e richiamai

sua reminiscenza

alla

che in tutte

le

Provincie, alle quali ero stato onorato di presiedere,

non

era stato armo alcuno per parte de' sudditi,

v'

attesi

commandi da me emanati. Rispose che

nulla

avea da lagnarsi n del mio contegno a questa parte


tenuto, n di tutto

Udine
ben

ma

facile

che
il

il

corso della mia Reggenza di

querelava del mio Governo. Fu

si

che se

convincerlo

non potersi dolere non poteva per


dolersi della

ms

di

me

confessava

la stessa

mia Repubblica; poich

ragione

da

le direzioni

tenute non erano se non esecuzioni fedeli dalle

pubbliche commissioni, e che se queste fossero state


diverse, tali pure sarebbero state le

Vano

mie operazioni!

ogni mio ragionamento, insisteva sempre pi

ne' suoi lagni, disse,

Maggior Consiglio

spinti

al
'

e che gli facessi ottenere le teste

di dieci Inquisitori di Stato.

posizione,

che voleva distruggere questa

Repubblica, che se volevo salvarla mi producessi

cos

'

gli dissi,

progetti,

Ho

inorridito alla pr-

che non mi rendeva inviato

di

che se ad onta delle ingenue

'

direzioni della Repubblica pretendeva d' esigere dei

risarcimenti ve ne potevano ben essere

d' altra

na-

tura, e finalmente in proporzione crescendo alle mie

resistenze

la

sua insistenza,

spinto dal mio patrio

trasporto, spogliatomi della spada gliela deposi, e mi


protestai prigioniero

per

la

mia Repubblica, finche

decisamente constasse
bile sincerit

sua innegabile irreprensi-

la

non potea ricusarmi, e

eh' egli tale

non bastavagli, ed esiggeva spargimento

che se ci
di

99

sangue,

offriva

io

mio

il

fino all'

ultima

stilla,

purch fosse incolume, e salva l'adorata mia Patria.

Non placato

sterminare

metteva

beni dei nobili Veneti,

li

non era

io s vile

di

mi pro-

sopraggiunse anche

presentante

medesima

in

da riceverlo a prezzo

mia Patria. In mezzo a

della

del sacrifizio
attriti

qualche forma sorpreso di

in

ch'era un buon Cittadino, e

la sicurezza de' miei. Ricusai questo dono,

e dissi, che

disse,

premio della mia azione deciso com' era

che in
tutti

ma

per,

mia condotta,

il

Treviso,

tristi

benemerito N. H. Rap-

cui

l'intimazione

fatta

rispose anch' egli che di-

della partenza,

pendeva dal suo Governo, e dopo alcune altre voci

egualmente zelanti d'entrambi pi udir non

ci volle,

e ci obblig di partire.

La

necessit

di

render

tali

cose presenti alla pubblica cognizione, ed interolluso


1'

adito dal giorno innanzi e alle

sentazioni,

ed a ricevere

[cero risolvere
nezia.

vi ritrovai

che credevo diretto a Mantova,

gli

un nuovo

dai

egregi due
quali

nozioni

V.

colloquio,

il

S.

me non

W.

Buonaparte

quindi pensai di

ed accolto

NN. HH. Deputati Dona


EE. avranno

vi ritrovai

e Zustinian
le

ulteriori

restando che rassegnare

sermi qui conferito con

fe-

a diriggermi immediatamente a Ve-

Giunto a Marghera

tentare

mie divote rappre-

comandi sovrani mi

li

d' es-

medesimi, e che qui

esi-


stono pure

li

100

NN. HH. Podest

e Capitanio di Treviso

e quello di Castel-Franco sperando imminente l'ar-

rivo anche di quello d' Asolo

*).

Venezia 3. Maggio 1797.

Anzolo Zustinian primo Provv. Estr.


Alla dichiarazione di guerra, fece seguito V avan-

zare delle truppe francesi verso Venezia e nei giorni


d'

una breve sospensione

e Bonaparte,
la

d'

armi stipulata fra

armata francese

alla divisione

d' Hilliers

occup

il

Doge

Victor cedette

Vicenza e Bassano

Massena,

corpo di Joubert, per occupare

guay

il

di fronte

stabil

si

Dominante, nel modo seguente

Padova
al

1'

il

Polesine; Bara-

centro, da Conegliano a

Mestre; Dotte accanton a Motta, Sacile, Pordenone;


la cavalleria del generale

da Parigi,

tornato

mando

delle truppe a

Verona

Dopo qualche giorno,

il

in

mezzo

all'

ed

ciata

la

1)

Augereau

nel co-

).

12 maggio,

Gran Con-

il

effervescenza delle passioni

contrarie, di un' agitazione


citt

a Treviso.

Repubblica fu convocato e sulla proposta

siglio della

del Doge,

Dumas

rimpiazzava Kilmaine,

al

loro vita,

Inserito

sempre crescente nella

terrore dei patrizi che credevano minac-

questo corpo decret alla quasi

nella corrispondenza Giustinian

R. Archivio

di Stato - Venezia.
2) Jornini - Histoire des guerres de la revolution.


unanimit
16,

Il

101

dalla sovranit

di dimettersi

di voti,

).

quattromila francesi entravano pacificamente

a Venezia, e qualche giorno dopo,

cannoni e

Marco

S.

le altre

abbruciarono

si

fra lo sparo dei

suono delle campane, nella piazza

il

insegne dogali,

il

libro d' oro,

il

di

corno e

ceneri furono dai

le di cui

municipalisti disperse al vento.


In

questa

democratico,

1'

pi che lo spirito

tempestosa,

lotta

ambizione

di

un uomo portava V

ul-

timo colpo all'oligarchia spirante e dopo quattordici


di glorie,

secoli

la

Repubblica

di

Venezia crollava

inonoratamente.
leone

Il

San Marco, insegna

di

della sovranit

veneziana, veniva abbattuto intanto in tutte

terraferma,

di

pubblici

s'inalzava

della libert,
della plebe,

le citt

dalle porte, dai bastioni, dai palazzi

invece nelle piazze l'Albero

fra le grida,

gli

che trovava anche

stette allora al pi

schiammazzi,
i

canti

suoi bardi. Si assi-

degradante ed ignobile spettacolo

gente peggio che spergiura, perch insultante

di

caduto dominio cui pochi


la fede,

perch esaltante

avanti maledetti.

La

il

prima aveva promesso

gli

stranieri pochi giorni

forza dell' armi, avevano questi

stranieri e quindi la pusillanimit pubblica e privata


5*

inchinava

1)
ioli

leria

umiliandosi

ad

essi,

chiamando

Attenendoci scrupolosamente allo scopo

ci

di

questo

dilunghiamo maggiormente sugli avvenimenti

del

maggio 1797, che fecero

)regiate storie.

gi

eroi,

argomento

di

libro,

di

Ve-

molte e


che

quelli

si

qualificavano ladri. Nessun sentimento

nessuna forza

di dignit,

102

nessuna opi-

di propositi,

nione propria, nessuna coscienza di nazionalit o di

ma

patria,

tutto

un

avvilirsi

un cadere tramortiti

servilit,

meno

dinanzi al trionfatore

ai suoi piedi

con una epica

eccezioni, che venivano subito segnate

al disprezzo e contro

le quali si

facevano appositi,

magniloquenti proclami.
Dice un abusato

motto

peggiorando invecchia;
caso.

Ma quando

cos

va

pu esser vero

il

in

mondo

qualche

pensiamo a questo momento storico,

vogliamo affermare che


universali bassezze

mondo

il

non

migliora, che certe

commetterebbero ora da

si

un popolo, ora che altamente inteso

tutto

timento

di nazionalit e

il

sen-

profondamente radicata

la

coscienza della propria dignit.

Questo diciamo specialmente per Treviso, poich


sono

gli

studiati;

avvenimenti

ma tutto

citt venete,

lo

di

questa citt che abbiamo

c'induce a credere che nelle altre!


spettacolo

non fosse pi confor-

tante.
Il

generale di divisione Baraguay

d' Hilliers, ve-

niva nominato da Bonaparte comandante del Trevi-;


giano,
alla

il

giorno dopo la sua dichiarazione di guerra

Repubblica di Venezia e quello stesso in cui

Anzolo Giustinian aveva mostrato

all'

audace gene-

rale francese, che v' era ancora qualche fiero e nobile carattere.
11

nuovo comandante dichiar

costituiti in iute-


rinaie Municipalit
giunti,

listi

trevigiani

popolo alla tranquil-

il

Con dolore sentono

mandato,

il

nel quale facevano l'apologia

persuadevano

dei francesi e

Anziani ed Ag-

Provveditori,

quali assunsero con .entusiasmo

emanando un proclama

lit.

103

dicevano

torbidi genj nemici

municipa-

della Patria

abusar del Provisionale Governo per ispargere nei


la trepidazione e

vostri cuori

distruggere

vogliono

costo

1'

Ad

amarezza.

ogni

quella leale confidenza

che voi riponeste ne' vostri Rappresentanti ed eglino


in voi.

leghe

Vi

innovazioni

propriet,
all'

temere prossima a violarsi da sacri-

fa

si

la

vostra Religione.

Santo Monte,

il

indigenza,

vi si

dipingono in pericolo. Fratelli,

Voi godete

siete ingannati.

Le vostre

suffraggio immancabile

la

protezione della Ma-

gnanima Nazion Francese. Essa

la

vera amica dei

Popoli e nulla avete a temere. Poterono per imperiosa necessit

le

militari sue operazioni

sul vostro territorio

fiche sue inclinazioni


sarvi.

Siate

vostri

tranquilli,

sarete felici
Il

).

ma

in istato di

gravitare

Pace,

le

bene-

sapranno largamente compen-

rappresentanti

unanimi,

ve

amorosi

ne assicurano.
alla

Patria,

giorno 12 maggio, venne' piantato, nella piaz-

zetta della

Gran Guardia, presso

la

piazza Maggiore,

l'Albero della libert, al cospetto delle autorit

1)

mu-

Ordini e decreti della Municipalit e del Governo prov-

visorio centralo di

Treviso.


nicipali, discese in

104

forma solenne dal palazzo del Po-

dest, di ufficiali e soldati francesi e di molto popolo,


il

quale gi accarezzato e spinto nelle sue passioni,

esagerava nella mente ignorante

benefici

sarebbero venuti dal nuovo stato di cose e

si

che

gli

abban-

donava all'esultanza con clamorose dimostrazioni.


Molti nobili dovettero in quei giorni tapparsi in casa,

poich altrettanto erano prima rispettati, venivano

momenti

in quei

dileggiati

dei municipalisti,

solo

sospetti ed erano subito

principi autocratici,

di

e insultati.

perch

Quattordici

diventavano

nobili,

accusati di governare con

aver lasciato

l'

impero

alla

tirannia oligarchica, invece che alla democrazia.


I

ai

pi furbi furono quelli che

nuovi tempi.

Fra questi

il

si

adattarono subito

Vescovo,

in quegli

anni altissimo ed importantissimo personaggio

uffi-

che era Bernardino Marin, nobiluomo vene-

ciale,

ziano, curioso tipo,

buono

un misto

e servizievole,

d'

ignoranza e criterio,

la di cui caratteristica era di

acconciarsi in perfetta pace a qualunque avvenimento


disparato. Si narra di lui, che recatosi qualche anno

dopo a Parigi, ne ritornasse meravigliato perch


quella grande citt,

parlavano francese fino

in;

bam-'
;

bini. L'osservazione ridicola, fu affibbiata poi a molti


altri

ed oggi prende posto nei per ridere dei gior-

nali,

ma

il

la

tradizione ne fa indubbiamente autore

Vescovo Marin.

Le sue
a tutto

1'

pastorali inculcavano la rassegnazione sua

amato Gregge.


Fra

pure

essi

il

105

Roberto Zuccareda

di nobile fa-

miglia, che facendolo precedere dalle parole del Dig:

Libro

XVII.: Libertas incestimabilis res

Tit.

I.

e fnindo con
dell'

una invocazione

al

est

supremo Rettore

Universo, recit al popolo, quando venne eretto

l'Albero della libert, un lungo discorso che fu tutto


un'apologia della Francia e di Bonaparte.

o cittadini
dall'

disse

lo

Zuccareda

Insomma

noi risorgeremo

oppressione, dall' avvilimento e dalla miseria a

nuova vita

e la nostra citt,

splendida, ricca e

fio-

rente godr dei dolci ed inestimabili frutti di quella


preziosa libert che affranca e rinvigorisce tutte le
facolt dello spirito e sentir fa all'
gnit.

J
)

Rinaldi, gi

uno

pochi d prima

dei Provveditori

1'

la
1'

sua di-

Ascanio

che avevano firmato

atto solenne di sudditanza alla

pubblica Veneta e che


l'

uomo

Zuccareda fu compagno

Allo

giorno

il

11,

Re-

annunziando

inalzamento dell'Albero della libert, quale Pre-

sidente dei municipalisti, trovava naturale affermare

che da quando esisteva la patria, non era mai sorto


igiorno pi fausto

quegli Eroi che

vennero

di quello

dai

trapiantar

ed invocava a benedire

lontani

campi della Senna

nell' Italia,

queir Arbore ce-

laste.

E
le

fu

un

fiorir di poesia,

rime, per festeggiare

dica mitologia, che

I)

1'

in tutti

metri, in tutte

evento fortunato. L' arca-

aveva servito a cantare

Raccolta manoscritta

Fontana

le

- Biblioteca Ricci.

pure

106

gioie degli imenei trevigiani,

in cui si

racchiudeva

quasi tutta la vita letteraria del paese, principi a


servire la causa patriottica e popolare.
di canzoni, di inni, di sonetti.

con un accanimento raro,

povero Albero della

Cantavano
Alfin

Fu una

Tutte

le

pioggia

nove muse,

scatenarono addosso

si

al

libert.

bardi trevigiani del 1797:

veggio o desiata tanto

ti

Pianta ristoro degli Ansonj campi

Sparger

ti

veggio

tuoi fulgidi

Bel mite ulivo e

dell' alloro

L'entusiasmo del poeta

si

lampi

a canto.

potrebbe quasi scusare,

pensando che quella pianta spargeva dei fulgidi

lampi !

E un

altro:
Taccia
Il

il

ruggito del

suo sdegno

ci

Leon superbo
gioco.

Questo doveva essere pi vigliacco degli

Leone superbo,
l'

di cui

altri.

iperbolicamente irrideva

Il

al-

imaginario sdegno, aveva pur ruggito sulle spiaggie

pi lontane

temuto

dell'

in tutto

E un

altro

il

Oriente ed aveva reso glorioso e

mondo

ancora

il

nome veneziano.

Invan d'acque stagnanti


Invan di

boccile di spavento e

morte

Fessi all' alta Cittade argine e scudo.

Cadde

e dell'

aurea

Italia apr le porte

il

Fra

bel

107

Domino; abbandonato

nudo

native grotte

le

Corse (/emendo a ricercar la notte,


Il

Leon

di

San Marco...

venivano stampati,

Tutti questi parti poetici

muri, distribuiti alla gente. Fra

fssi

ai

del

12 maggio

troviamo

1797,

anche

af-

le

curiosit

il

seguente

Scherzo manoscritto esposto in Treviso, manifestazione di qualche spirito democratico:

No
Xo

No
No
Xe
Xe

r/h' pili

nobili

gh'

piti

conti

gli'

marchesi

gli' visconti,

inalza l'albero
fatti

Ognun xe

conti

libero

Ognun xe egicl
Nobilt cara
Totelo in...
Sto servizial.

La democrazia
sentimento,

[jnel

infatti si

nella

appalesa in ogni parte

forma del verso e nel

lin-

guaggio.

Ma
Jlmenti,

oltre che alla glorificazione dei felici avveni-

doveva servir

tener V entusiamo, a

rale

tripudio

apatia,

un po'

si

man-

la poesia a rinfocolare e
staffilare quelli

tenevano

in disparte.

che nel gene-

per scetticismo

dopo esaltato

o
il

per

grido

che

libert

di

poeta

108

usciva

dai

petti

cant

veneti,

il

:,

Tu

sola ancor in turpe ozio sepolta

Del sonnifero SU stupida greggia


Baderesti

tuoi ceppi un' altra volta.

Ci che non era effettivamente vero,

come abbiamo

in

addietro

aveva preso larga parte

per

erezione

1'

erano organizzati dalla municipalit,

pubblici

la festa,

dei

balli

).

sentimento popolare

11

popolo

il

Albero della libert e per far pi bella

dell'
si

accennato

alla gioia

perch

s'

appalesava poi anche da

molte scritte sui muri delle case, fatte col gesso o


col carbone.

Un

povero diavolo

di nobile,

non poteva

in quei giorni uscir di casa, senza vedersi davanti agli

1)

Eguaglianza

Libert
Cittadini

Domani a

sera vi sar una festa mascherata gratis nel

Teatro Dolfn, non potendo esser allestito a tempo

Onigo che

vi si sta

il

Teatro

preparando per altro spettacolo. Esige

decoro della Patria che sia copioso

il

Cittadini e Cittadine ad intervenirvi in

per

li

mero

possibile. Quelli che

ameranno

di

il

concorso. Si eccitano

maggior nu-

danzare useranno

nel'

loro vestiario semplicit e decenza, n in altra forma potranno

prodursi nel Circolo.

Treviso

li

22

Fiorile anno I. della Libert d'Italia

(11 maggio 1797)

Ascanio Rinaldi, pres. della Municipalit

Pietro Moretti, segretario


occhi,

109

come una minaccia continua, ad ogni

passo,

ad ogni svolta:
MORTE

AI TIRANNI,

LIBERTA EGUAGLIANZA

MORTE
SOPRA LE ROVINE DELL' EMPIA ARISTOCRAZIA

ALTO
GRANDEGGIA LA RISORTA DEMOCRAZIA

MORTE

AI TIRANNI

SCHIAVIT NON MAI

Quella di scrivere sui muri, diventata col tempo


gentile abitudine. Si detto, perfino! che
libri del

popolo

1'

Adige e

la Piave,

ficamente invertite.

il

le parti

paese
la

sua

erano magni-

generale francese diceva venir

Il

contrade per punire

fra gli abitanti di queste

vendicare

il

mandava da Verona

famosa Proclamazione, in cui

litto,

muri sono

nominato comandante tutto

Augereau,
fra

sangue dei

il

de-

"suoi fratelli, far ces-

sare le dilapidazioni e far trionfare la giustizia.

Popoli! Io so
so fin
io

il

dove estendesi

so fin

male che voi


il

diritto terribile di conquista;

dove potremo noi stendere

Prometteva rispettare
'lioni,
ili

perfino

pacifici

loro

il

culto,

la vendetta.

costumi,

le opi-

pregiudizi dei buoni che tornassero


lavori.

oni inuava Augereau


voi

avete fatto: io

ci

che avete fatto

di

Ma

voi uomini perfidi

e maliziosamente colpevoli,

questo popolo sfortunato lo

che

imbrattati

incora del sangue dei Francesi, voi che

non sapete

strumento

dei

vostri

delitti,

voi!


che

ed

pugnali

affilare

110

complotti,

ordire

fuggite

lungi da questa terra che fu spettatrice dei vostri


misfatti e che lo sar pure del vostro supplizio, fug-{
gite la giustizia che minaccia le vostre teste colpevoli e se trovate

La

un

asilo

che

non ne troverete per

traccie,

vi

sottragga alle suel

ai vostri

libert e la giustizia cos

reboantemente pro-

messe, principiarono subito ad avere


cazione.

Le

fu

);

meno

gnate

ai

punite con

cappelle private,

mona

calice e l'ostensorio, fossero conse-j

il

due francesi Guignard e Michoud, agenti

contribuzioni

delle

ordinato che entro dieci giorni

le argenterie delle chiese,


steri,

la loro appli-

riunioni nelle piazze e nelle case, sotto

qualunque pretesto vennero proibite


pene severe

rimorsi 1 ).]

nei paesi conquistati,

apposita-

mente

delegati, e dichiarate propriet della Repub*

blica

la

delitto e

minima ommissione sarebbe

come

o da taglio

1)

tale punita

fucili

stata calcolata

tutte le armi da fuocC

da Guerra che da caccia,

Racolta degli ordini e decreti della municipalit

Governo centrale

Treviso

e de

Giulio Trento 1797.

Li Provveditori Anziani ed Aggiunti

2)

Fanno pubblicamente intendere e sapere che siccome la po'


di Treviso ha sempre avuto e conserva tutta h

polazione

stima e defferenza

alla

Nazion francese, cos risultando so]

spette le unioni e conventicole nelle piazze e strade

nonch

nelle private case, proibiscono le conventicole ed unioni sotti


le

pi severe pene che

sopra

gli inobbedienti.

saranno irremissibilmente eseguii


Pistole, le Sciable,

arma

lunque altra
tuato che

comuni

agli usi

per

Coltelli stillati e qua-

non eccet-

offensiva o diffensiva,

da Cucina e da Tavola inservienti

vennero

della vita

fatte depositare;

bisogni continui delle armate francesi stanziate

continuarono requisizioni

nel territorio,
e di generi e
di

Palossi,

Coltelli

Ili

esigette

si

la

di oggetti

nota completa da

tutti,

quanto avevano nei granai e magazzini, per poter

proibito

momento opportuno, restando

servirsene

severamente qualunque contratto.

compenso

In

intanto

Diritti dell'

pressione

omaggio

Uomo

1)

Libert

stemmi

eguaglianza

all'

ancora

[
)

titoli

nobiliari,

sembra per che

malcontenti e che

distribuivano

si

e la Municipalit ordinava la sop-

livree,

di

pubblicavano e

si

vi fos-

massime

le

in

della

Eguaglianza

La Municipalit Provvisoria
Per natura tutti

di

Treviso

uomini sono eguali, n

gli

li

distingue

che la vera virt. Ne' secoli scorsi s'immaginarono delle distinzioni Ereditarie per

premiar

li

ineriti di

qualche cittadino

verso la patria e per ingiungere a' Discendenti


imularli.

Queste distinzioni non risultarono

il

dovere

di

che ingiuriose

tlTumanit, fomite all'albaga, articolo di commercio a' Prinip^ e Corpi Aristocratici.


asione,
ita la

on

presa

coli'

Nobilt

dovrassi

Titoli

far

jrivatc societ. Si

ed ogni ereditaria distinzione di cui

uso alcuno n in pubbliche Carte,

leveranno quindi dalle livree tutti

lavori colorati ed ogni


'alazzi,
ii

Case

quorum

&

''1

e.

Resta per colla pi-esente delibedi tutti i Membri, abo-

unanime consenso

Affssi,

marca

servile.

Cosi

ed ogni altra insegna

gli

di

li

n in
bordi,

stemmi

dei

Maggioranza;

112

municipalit di Treviso su questo riguardo, non fos-1


sero in qualche parte completamente ascoltate.

Lo
tico

una

attesta

lettera privata

di quell'epoca

e vel ripeto, caro fratello che

un demoera-I

di

descrive una!

curiosa anche perch

convinto,

cerimonia religiosa

lo l'ho

predetto

Be
Rea

Preti massime

sono e saranno sempre Aristocratici o

nefziati
listi

accaniti, perch la loro avarizia o la loro ambi-

zione trovano buon pascolo in quei governi.

Ne

un' altra prova incontrastabile di fatto

Eccovela

Ieri

s'

Corpus Domini colla Processione, ed

volete

era creduta qui di solennizzare la Festa del

conduce seco quattro servitori

nuove

magna

canonico

ogni

vestiti

era

il

vescovo

abbigliato

e di croce d' oro raggiante

vi

con livree belle


cappa

di

come una

stella

ed era seguito dal suo servo in livrea; ed infine

Pievani che non avendo nobilt n dignit non po-

tevano sfoggiar livree per grandeggiar a tutto potere,

marciavano coperti

di

romana, seguitati dai

pomposa veste
lor sagrestani in

di

buon

che portavano una grossa torcia, sdegnando


essi nelle proprie

del Signore,

mani un lume

come facevano

Egli vero che

le livree

gli

1)

il

arnese;

di tenere

onore del Corpo

listate

collare

la qual novit faceva

risaltare la diversit cio

alla

altri preti e Laici.

non erano

male!) avevano per un gran


di altro colore

in

seda

(meno

e le Patelle

maggiormente

ridicolo dell' abito ed

Raccolta dei manoscritti Fontana

Biblioteca Ricci.

in|

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N>

1
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-

LLIBOJS


uno

Insomma con

la loro vanit.

dettate

siffatte distinzioni

prestarono solennemente che

orgoglio

dall'

113

abborrivano l'eguaglianza e che detestavano la Democrazia.


I

provarono per qualche diletto

nobili

sopranomi

e per satira si affibbiarono dei

ed

ai

giovanotti trevigiani,

che chiamati con

quei giorni,

cativo loro imposto

Baraguay

Ecco

Manolesso

La paziente

La maestra
igilia

Barea

iggitiva
-

Riccati

Tronconi

Scodova

-Bozza

La discreta

Avogaro

La concordia

11

buon zelante

politico- Bollati

Il

furioso

Il

confidente

Il

marzial

11

- Olivi

Barea Anzolo
-

Greguoli Giov.

Cadamuro

piccolin - Pedrini
civile -

Donne

triviffiane^

La prodiga

Bollati

L' eloquente

Zuccareda

La taciturna - Rovere
La credula - Giustinian
La piavola - Broda
La dogana milit. - Marzari
La pentita - Sugana

L' ingegnosa Bozza


La tempore Onighetta
La quaresima- Flumiani
-

Satira degli

11

organizzava Tarn-

Operti

Il

qualifi-

Fontana:

L'inaccessibile Spineda
L' umile

in

basi.

la curiosa lista della Satira delle

La capricciosa

dame

).

Corte-Anna Onigo

<l;iina di

aggettivo

d' Hilliers, frattanto,

riportata nei manoscritti

La

1'

alle

non venivano,

ministrazione su nuove

quali

alla novit

Francesco

Sugana Francesco

Uomini
Cupido
Il

Coletti Florian

buon padre

Br<

Barea Moni.

L' inappetente

L' onorato

Pela Paolo

Il

locandiere

Il

buonissimo

Il

Volpato
-

democratico

Bomben
- Cr.

Rovero


La parte
il

Mare

del Trevigiano

Adriatico,

nese ed

il

114

compresa tra

Dogado,

il

il

la Piave,

Padovano,

il

Bassa-

Feltrino, veniva divisa in cinque cantoni,

coi capoluoghi a Treviso, Mestre, Noale, Castelfranco

Le municipalit,

ed Asolo.

nei cantoni rispettivi,

avrebbero continuato ad esercitare provvisoriamente


funzioni che loro erano state affidate dalla

quelle

Repubblica

con

Venezia,

di

1'

obbligo di adunarsi

una volta per settimana.


Ogni municipalit

cantone, doveva poi eleggere

di

due membri e quella

di

della Provincia,

incaricato di presiedere,
le

Il

consiglio

quale era destinato un commis-

il

doveva sorvegliare se tutto pro-

sario francese, che

cedeva in regola

dirigere,

operazioni ammi-

nistrative delle municipalit dei cantoni.

presso

tutti

Consiglio generale

il

assicurare l'esecuzione di tutte

generale

che

Treviso cinque,

assieme avrebbero composto

sarebbe riunito a Treviso.

si

presidenti e segretari delle municipalit e del

dovevano essere rinnovati ogni

consiglio generale,

mese.

La nuova municipalit
generale Baraguay
giano,

d' Hilliers

adun per

si

di

la

Treviso, nominata dal:

comandante

prima volta

nominando presidente Florian

il

del Trevi-

16 maggio,

Coletti e le altre ca-

riche di deputati alle Acque, al Piovego, Segretario


del

Corpo,

Monte,
Cassiere

alle

Giurato

Monete,

della

cassa

di

Giustizia,

alle

Conservatori del

Cause Pie,

interna

ai

Carri,

della Municipalit,

il

115

Presidenti sopra Monasteri,

il

spitale militare francese,

deputati agli Alloggi. Si

deliberava
civici,

che

poi

g'

tutti

sarebbero rimasti

sopraintendente all'O-

impiegati

al loro

posto,

degli

uffici

meno

quelli

maggiore e minore, poich per

delle Corti

buzione della giustizia

la distri-

avrebbe pensato partico-

si

larmente.

Qualche giorno dopo,

nominarono

in

un' altra adunanza,

si

vari comitati ai quali furono affidate,

nei diversi rami, le esecuzioni di tutti gli ordini e la

sorveglianza

cantone

del

Comitato alla Sanit

medicina,

chirurgia, veterinaria,

ospitali, salubrit di viveri)-

Comitato d'istruzione

(incendi,

carceri,

p'blica ed affari ecclesiastici

(istituti, libri,

scuole, monasteri, commissare)

che

(milizia civica,

gione

francese,

generali)

stampe,

Comitato militare

doveva organizzare, guarni-

si

truppe

di

passaggio, relazioni coi

Comitato alla pubblica sicurezza

zia ( invigiler sopra

nemici della libert e

e polili

far

arrestare. Presiede alla polizia e tranquillit interna,

mantiene
cese.

sopra

corrispondenza col comandante fran-

la

Censura sopra
il

lusso,

giochi

li

Comitati

di

diporto

loro Ministri,

e d'azzardo, pub-

blica incontinenza, teatri, feste nazionali, illumina-

zione notturna, tiene comunicazione colle altre


nicipalit
-

limitrofe, sopraintende alle Cancellerie)

Comitato

stria,

arti,

nifatture.

mu-

arti,

commercio ed agricoltura

(indu-

agricoltura, invenzioni, fabbriche e

Anima

il

commercio)

ma-

Comitato delle

finanze (tutta

la

dazi, polveri, ori,

116

pubblica economia, entrate, spese,

monete, imposte, arginature)

mitato alle sussistenze (vigilare che

Co-

citt sia

la

provveduta del necessario).

Una nuova

organizzazione venne fatta

il

mese

per decreto speciale di Bonaparte, datato da

dopo,

Mombello presso Milano, dove

il

generale

sava dalle fatiche della guerra, aspettando

per

dei negoziati

F Austria

il

il

si

ripo-

momento

trattato definitivo di pace, fra

e la Francia.

Questa nuova organizzazione

venne motivata dagli

e divisione dei territori veneti,


assassini e dall' anarchia che

regnavano nella terra-

ferma veneta. L'articolo

ordinava che

eccettuato

sano,

il

paese

il

Trevi-

Mestre, formasse col

di

Coneglianese un solo distretto.


Il

generale

di brigata

Antonio Fiorella, coman-

dante la terza divisione ed

il

distretto di Treviso

succeduto ad Olivon, Dumas, Gourgonnier,

quali

per pochi giorni avevano precedentemente uno per


volta assunto

il

comando

del paese

dal suo quartier

generale di Treviso ordinava l'esecuzione delle nuove


disposizioni,

14 mietitore

il

per liberare

tanti dai mali dell' anarchia, assicurare


giustizia,

la

sicurezza

delle

il

gli abi-

corso della

propriet, la salvezza

delle persone.
Il

in

Consiglio generale doveva essere di 23 membri,

luogo

di 13,

nominati dal comandante militare, non

dalle municipalit dei cantoni, le quali per conser-

vavano

le altre

loro attribuzioni.

Questo Consiglio

117

generale

si

sarebbe diviso in vari Comitati centrali,

secondo

le

mansioni che

affidate

ad

che non portassero

ed uno di Giustizia definitiva,


dente e sei consiglieri

questi

vevano risiedere a Treviso ed


rebbero scelti fra

migliori

di

sei consiglieri

pure con un presi-

due ultimi
i

uffici

membri

loro

cittadini,

do-

si sa-

per ingegno

centrali avrebbero avuto la

tribunali

piccole

un Tribunale

un presidente e

d'

le

atti giuridici, in dati

del dipartimento,

centri principali

Appello composto

e probit.

nomine

prima istanza nei capoluoghi

cantone, giudici di pace per definire

questioni

le

della giustizia per le varie cariche

tribunali di

stabilite;
di

erano devolute anche

esso

personale

del

stesso erano

al Consiglio

loro sede nella sala del Palazzo vecchio.


Il

Consiglio

generale,

si

chiam

poi,

trale del

Trevigiano

come gi aveva
i

suoi

blica,

membri

Coneglianese- Cenedese e

fatto la municipalit
i

vari

in seguito

Governo cen-

ad un ordine del generale Serrurier,

comitati

di

costitu

fra

Sicurezza Pub-

Polizia ed Istruzione pubblica, di Finanza, di

Sanila e Sussistenza,

di

Commercio, Arti ed Agri-

coltura e Militare.

La

costituzione del Consiglio generale proclamata

solennemente dal general Fiorella nella sessione del


2 luglio,
luzioni

venne pubblicamente festeggiata con evo-

militari sul

di ballo al

Prado

della Fiera e con festa

Teatro Onigo dove potevano intervenire

gratis tutti

li

Cittadini

decentemente

vestiti e con-

118

tribuire a rendere lo spettacolo pi brillante, e gra-

mostrarsi sempre pi penetrati e dalla Ge-

dito

Nazion

nerosit dell' invitta

faustissimo avvenimento.

Francese e da questo

Nei diversi comitati ferveva


della

Municipalit

Popolo Sovrano
sopra

provvisoria

essi

lavoro. In

nome

rappresentante

emanavano ogni giorno

una vera pioggia,

editti,

il

giustificati in

il

editti

gran

parte dal grande disordine in cui era piombato

paese dopo la guerra ed

governo

il

crollo improvviso

d'

il

un

quattrocento anni, dalla condizione infe-

di

lice delle finanze

pubbliche e private, dalle esigenze

spaventoso della sicurezza pub-

militari, dallo stato


blica, dai costumi,

che gi corrotti sul

finire della

Repubblica Veneta, non avevano certamente trovato

modo

durante V invasione straniera,

purificarsi

di

nel generale trambusto.


e

bizioni

che

gli

certe

di

disposizioni date

si

il

la convinzione.:

commettevano

risentivano

Affermandosi che
e criminale

si

e che delle-

bisogni.

diritto di giudicatura

non compete che

alla Sovranit,

civile
il

Co-

mitato di Polizia infliggeva pene pecuniarie severe


e prigionia a chi decidesse questioni anche di lievi

somme, senza esserne autorizzato

o chi volesse co-

mandar

cauti arresti, infiger castighi pecuniarj o af-

flittivi,

tener Sgherri o Birri, ed esercitar in modo

alcuno

diritti

scoperte

Feudali. Nel caso per che venissero

persone

fatto stesso di certe proi-

disposizioni,

proibiti

atti

Il

sospette

violente,

Malandrini,

119

Ladri e perturbatori della Pubblica quiete veni-

vano incaricati

Degani de' rispettivi luoghi

mente

Uomini

gli

Uomini

Merighi,

li

di

convocar sollecita-

comune,

del loro

Comun

di

e di arrestarli

e condurli alle carceri di Treviso.

Siccome poi
stati,

nemico

di

Lotto,

si

diceva

1'

ozio peste degli

germe neces-

de' talenti e degli studi,

sario de' vizj, deve

mocrazia

si

onninamente sbandirsi dalla De

qualunque gioco

simili,

cantar Istorie,

proibiva severamente

trottolo,

dadi,

Canzoni sotto pena di Ducati venti da esser applicati


a benefizio della

Comune, ed

altre ad arbitrio, ed

della Contraffazione;

tenor

si

bandivano entro

24 ore, sotto pena di essere trattati come violatori


delle leggi e della pubblica tranquillit tutti
detti

Giocolieri,

Cantatori,

ogni

altra sorte

di

simili

li

cos

Ciarlatani ed

Buffoni,

vagabondi.

cittadini

venivano esortati a riguardare come nemico del pubblico bene,

qualunque fosse immerso nel mal costume

e nell' ozio.

Per
la

la vigilanza pubblica, si

sbirraglia,

la

riorganizzava intanto

quale era molto mal veduta

dal

popolo per gli eccessi ed abusi di potere commessi


sotto

il

governo della Repubblica veneta, che,

qualunque caso, proteggeva sempre


volendo lasciare tutta la forza
se a scapito della giustizia.

sone che volessero


calcolato

all'

in

suoi agenti,

autorit,

anche

Per, mancando di per-

assumersi quello che era allora

un odioso servigio

e che lo era infatti,


che

implacato,

esercitare e che

stizia

si

gli

li

mandano un

ad

Treviso dovette accon-

di
i

quali

come diceva

il

per commuovere ed impietosire

di Polizia,

profughi, raminghi, senza ter-

sostenga,

senz* aure per respirare, do-

buoni cittadini

reno che

erano obbligati

sbirri

credeva necessario alla buona giu-

la municipalit

tentarsi dei vecchi sbirri,

Comitato

per lo spionaggio continuo,

d' oggid,

a differenza
vile,

120

asilo.

In mezzo alle gravi cure della pubblica sicurezza,


il

Comitato

di polizia

dare e proteggere

non tralasciava

la religione

di

raccoman-

base fondamentale

della virt e felicit inculcando al popolo


ai

luoghi sacri,

succedessero

ai

scandali

persone sospette

entrassero

le

Dottrina

della

Santissimo,

si

si

notando

forestiere,

avrebbero sempre

Municipalit in isciarpa, col segretario e

Nel lungo editto

rispetto

onde non

parrocchie, n vi

nelle loro

-che alle solenni funzioni

il

di vegliare

sacerdoti

assistito

ministri.

prescriveva che tanto nell'ora

Cristiana, che

delle Esposizioni del

dovevano chiudere tutte

le

Osterie,

Bettole, Botteghe da caff, ed ogni ricetto 3i Giuochi

e Bagordi,

in

pena

vano responsabili

di

Ducati cinque e pi

padri, se

figliuoli

a giuoco di palle o corda presso


religiosi;

rochi,

il

si

raccomandava

proibire che le

funzioni senza essere

aver

la faccia velata.

alla

si

tene-

erano trovati

monasteri e luoghi
vigilanza dei par-

donne assistessero

alle sacre

decentemente vestite e senza

fondo,

malgrado

le

d' affetto,

il

devozione e

superficiali

bene che,

attestazioni

di

paese, rovinato dalla guerra

non vedeva V ora che

requisizioni,

dalle

militari francesi, sapevano

Le autorit
nel

121

ne

se

andassero. Essi scoprivano complotti dappertutto ed


insistevano nelle raccomandazioni alle autorit,

non mancavano

quali

esortare

di

il

comminando pene severe per

delt,

le

popolo alla fechi solamente

avesse sparlato male dei francesi e del nuovo ordine


di cose

),

dichiarando traditor della patria qualunque

cospiratore contro

governo. Malgrado

il

ci,

mal-

il

contento serpeggiava, specialmente nelle popolazioni


delle

campagne

lato tentativo

succedeva qualche sterile ed

Francesco Padovan ed Alessandro Padovan, domestici

1)

del conte Giustinian e certo D.

Luigi Martinenghi cappellano,

venivano in quei giorni condannati


alla luce

s'

iso-

ribellione fortunatamente sven-

di

una Prigione serrata

in

per lo spazio di Mese uno e ridotti in libert sieno

intendano

banditi

ed

definitivamente

in

perpetuo

da

questa citt e Distretto; e se mai in qualunque tempo, rotti


li

confini,

capiter nelle

Forze,

condannati a star in

sieno

una Prigione serrata alla luce per Mese uno continuo, dopo
il

quale

debbano ritornar

al

Bando suddetto,

quotics, con Taglia a' Captori di Due.


I

due primi erano

stati accusati

pubblicamente espressioni lesive


tentainento verso

il

tri

della

li

similmente
Popolazione.

la
le

di

hoc toties

aver usato pi volte

Costituzione ed

governo presente.

prete Martinenghi di

II

ziose ed offendenti

la

et

50 correnti.

il

malco-

aver avanzate espressioni sedi-

generosit

e lealt dei

nostri

Libera-

Autorit costituite con grave scandalo

122

valore repubblicano diceva

tati dal

famoso Co-

il

mitato di polizia.
Alla municipalit di Treviso, scriveva indignato,

dopo questi

general Fiorella

fatti, il

Je viens

et de la tranquillit pubblique,

repandent journellement
dans

la

nent

les

d'apprendre que des ennemis de l'ordre,

&

Ville,

que des malveillants

des mouvaises

nouvelles

campagnes qui allarment,

plus grandes

&

don-

inquietudes vos habitants.

C'est vous Citoyens, que la police de la Ville de

Treviso est confie, et est vous en consequence

prendre toutes
vrir,

et

me

msures ncessaires pour decou-

les

connoitre,

faire

cherchent que

dsordre,

le

sfaire leurs passions.

&

scelrats qui ne

les
1'

anarchie pour

Prvenez

le

sati^

public par une

proclamation, dites lui toute raon indignation contre!


les

monstres

mal,

qui n' ayant

pas la force de faire

le

cherchent avec leur langue vemineuse re-

pandre l'allarme parmis

vos

paisibles

prvenez-les que tout habitant,

qui repandra

mouvaises nouvelles pour allarmer


dans

les CafFs,

sera

arret,

dans

soit

envoy

&

chateau de Milan et qu'

habitants;des/

les peuples, soit;

les Societs

particulires

garot dans les prisons du


il

sache que je serai ineso-

rable contre mouvais Citoyens.


Salut,

Ma

tutte

le

indignazioni del

divisione francese,

tento esistesse e

si

&

Fraternit

comandante

non impedivano che

il

la 4

malcon-

propagasse, rattenuto per a scop

123 r-

piare in aperta rivoluzione, dalla totale

armi, le quali

come

mancanza

in addietro notato

numero

state tutte ritirate e dall'imponente

di

erano
truppe

di

francesi che stanziavano sul territorio trevigiano.

Anche le

come

finanze,

argomento scabroso e
denaro

in

cui

difficile,

trovavano

si

erano

la sicurezza pubblica,

nella deficienza di

crudel-

le popolazioni,

mente taglieggiate da due armate e nel desolante


vuoto delle casse pubbliche. Per

sempre bisogno

somministrazioni e necessitava

di

pure che in qualunque modo


sfare

che

si

trovasse da soddi-

si

Le buone ragioni

nuovi, prepotenti padroni.

adducevano per dissanguare sempre pi

risorse private, erano

truppe straniere,

mento

francesi avevano

il

la distanza dalla patria delle

diritto

guerra ed

di

riconoscenza, per aver esse fugato

di

richiamando dopo tanti


Eccellenti ragioni,

si

meno

pretesto

dazio,

tributo

nazionale tutte

le

il

mancanti

gravosissime

tasse

nei

volentieri.

di

aboliva qualche

si

ridurre

ad un solo

imposte dirette,

pagamenti

ai negozianti,

prestilo secco mercantile;


zione di tutti

livelli,

tiranni,

trevigiani del

aumentavano, decretandosi pene draconiane


datari

senti-

perduta libert.

la

diminuiva o

piccolo

col

secoli

delle quali per

1797 avrebbero fatto a

Nel mentre

le

si

si

col

esse

si

ai ritar-

imponevano

nome

di

Im-

obbligava l'affranca-

beni, pensioni, spettanti alla

Religione di Malta, col versamento del capitale cor-

rispondente nella Cassa Nazionale e chi non avesse


1'

effettuata

124

entro un breve termine

affrancazione

prefisso,

avrebbe veduti

pubblica

oltre

ogni possidente

tutto

suoi beni venduti all'asta

resto

il

si

faceva pagare ad

10 Ojo sulla rendita netta

il

s' in-

vitava perfino a presentare alle Municipalit le fibbie


d'

argento con

o versare
dei

il

valore corrispondente e

spontanei,

prestiti

forti,

se

cittadini

infine, in tutte le

pur

si

domandavano

adoperare mezzi pi

salvo

non portavano nulla;


maniere,

riava la popolazione,
privata,

era uso allacciare le scarpe,

le quali

si

di far del

si

si

taglieggiava,

vessava,
si

anga-

sfruttava qualunque risorsa

denaro da saziare

gli insa-

ziabili generali e soldati francesi.

In

mezzo a questa immensa depredazione,

la quale tutti

cittadini

per-

restavano come sorpresi,

pagando, pagando sempre, vedendo fino

pi ricchi;

Mu

lo spettro della miseria avanzarsi inesorabile, la

nicipalit

si

faceva iniziatrice

scito pubblico per


le adesioni si

V unione

d'

una specie

di plebi-;

di Treviso alla Cisalpina;:

dovevano portare nella sala della Ra-J

gione a dei municipalisti appositamente incaricati.

non avendo

Comitato della Pubbl.

Istr.,

dopo

che render attivo

le passate ritorte

spirito
di

meditava

Istruzion

avvertiva
rella,

la configurazione d'

cittadini

della volont
tutti

alle finestre delle loro abitazioni

per ognuna,

altro da fare,
il

lume

una

Pubblica Patriottica. Quello

che per una data solennit

dello

societ

di Polizia

del general Fio-

dovessero porre

due candele accese

per un tempo indicato di due ore

si

ordinava venisse adoperato

governo

il

calendario francese

pure

e gli orologi si regolassero


11

125

centrale

francese

ai la

ribadendo

poi,

l
)

2
).

una

delle

prime deliberazioni della Municipalit provvisoria,


per

biva che

si

adoperassero

ma.

surrogandoli con quello

nessuna livrea e nessun stem-

cos,

comitato delle

Il

Eccellenza, Conte,

titoli di

Marchese, Monsignore etc.


di Cittadino.

ed eguaglianza, proi-

patriottismo

di

ispirito

arti,

commercio ed agricoltura,

con un curioso manifesto, bandiva da ogni luogo

vecchio Leone di S.

La forma

1)

Marco

3
),

il

cittadini erano invitati

del calendario francese convertiva le .settimane

mesi in tre decadi, l'ultimo giorno delle quali era dedicato

alla

Pace, alia Libert, alla Verit, all'Odio, alla Tirrania etc.

ed

giorni

giavano
pio

avevano
le

il

nome

si

Frigido, Ventoso, Fiorile, Pratile,

I
mesi simbolegchiamavano ad esemVendemmiatore, Ne-

di fiori o frutta.

influenze dell'atmosfera e

voso etc.
In luogo che da

2)

a 24

le

ore

si

calcolavano coll'oro-

francese di 12 in 12, antimeridiane e pomeridiane,

io

3)

come

generalmente adottato.

fu poi

Eguaglianza

Libert

Il

Comitato delle Arti, Commercio ed Agricoltura


li stemmi

Ingiuriosi risultando alla Sovranit del Popolo


d'altri governi, e principalmente quello

dell'abolita

Veneta Aristocrazia,

presse le nostre

stamente

li

proibito ad ogni

arti e

il

Artieri,

:he

nostro Commercio,

Negozianti

Arte o Fraglia

pubbliche Carte, ed altro

di S.

1'

Marco Simbolo

che por tanto tempo sop-

di

insegna

di

per favorir

in-

Venezia; cos resta

usare nelli loro Stendardi,


di

S.

Marco. Quelle pero

continuassero ad usarla ad onta di questa risoluta pre-

scrizione
-biave

saranno riguardate come

nemiche

ancora dell'annientata tirranide.

della

Patria e


a portare

coccarda

la

bianca e rossa, pena

ne portasse

126

nazionale

Fra queste era calcolata

di estere.

rossa, color della bandiera della Repubblica

Al Comitato Militare ferveva poi


cipiato

colla

verde,

italiana,

mesi di prigione a chiunque

sei

istituzione

della

il

la

Veneta

]
).

lavoro, prin-

Guardia nazionale.

Treviso, occupato dai francesi, ubbriacato delle mas-

sime rivoluzionarie del 1789,

le quali

per non facevano

presa nel cuore del popolo che superficialmente e

che dalle autorit

si

proclamavano con ostentazione,

far

piacere

agli

avrebbe

occorso

una lunga preparazione ed uno

per

scoppio spontaneo,

pletamente, non

stema

all'

doveva

il

occupatori

del

paese

che

perch potessero radicarsi comrepentino passaggio

altro di governo,

necessariamente

sue istituzioni popolari.

da un

n chiesto, n voluto

imitare

Le

la

Francia

quali se erano

si-

nelle*

in quel;

paese una conseguenza logica della rivoluzione lun-

gamente preparata, erano da noi specie


Per

laggini.

perfettamente
civica,

la

convinti

dell' utilit

la

Guardia
al

buon

diritti del popolo.

Repubblica veneta, alcuni anni prima

v'era un corpo consimile, formato

mato

dei Bombardieri.

dosi

constatata

1)

della

quale avrebbe dovuto vegliare

ordine generale e tutelare


Sotto

di ridico

signori del Comitato militare, furono-

Novelle del

la

Era

sua

mondo

di cittadini, chia

stato per abolito, essen

perfetta inutilit,

quando

Periodico di Venezia 1797.

127

facevano

soldati e sbirraglia

tutti

servigi pubblici

che occorrevano.
Figuriamoci,
misera prova in

se

ha

istituzione

tale

dopo

Italia,

la

fatto

sentimento patrio era sviluppatissimo, quando

cittadini

di

Guardia nazionale del 1797!

in

dopo

Piazza,

tre

corpo,

si

Furono

le iscrizioni

meno

giugno

il

generale

nominando

fra

Dumas

sarebbe
piano

il

poco nume-

che ordini successivi portarono

obbligatorio dai 18 ai 60 anni,


li

che

di

d'accordo col comandante francese

organizzazione.

rose,

po-

erano chiamati a darsi in nota alla Ca-

mera militare
stabilito

la

il

il

famoso

polo diventava cosciente dei propri diritti, che

palladio sar stata

cos

sua unit, quando

il

servizio

certe eccezioni,

organizz

primi cittadini

il

il

nuovo

comandante

capo di battaglione, che fu un conte Pola, un aiutante maggiore,

un quartier mastro,

un chirurgo

maggiore, un altro aiutante, un capo tamburo, quattro capitani,

quattro tenenti, quattro sottotenenti.

Fiorella, pochi giorni dopo,

confermava

le

La scarsezza delle iscrizioni era provenuta


parte

dalle voci corse,

che

nazionale, sarebbero stati


paesi.

generale

Non

vero

militi

nomine.

gran

in

Guardia

della

mandati a presidiare

altri

aveva fatto pubblicare

Dumas, comandante

il

la divisione di caval-

leria,

antecessore di Fiorella nel governo del trevi-

giano

francesi non

hanno bisogno

di aiuti.

coraggio e forza abbastanza per seppellire,


distruggere tutte le potenze del mondo.

La

Hanno
nonch
l'anta-

128

ronata del generale Dumas,

poco tempo dopo

esigesse

si

battaglione

trevigiano,

presi

diverse

delle

aveva bisogno

organizzazione di un

con

per rinforzare,

altri

che non

queir esercito

citt,

di aiuti

non imped per che


1'

larmente per qualche tempo un servizio

guardia

di

a qualche ufficio e qualche ronda notturna,

da

tanto che

dante

la

un ordine apposito
Piazza di

incaricati di punire

devano

si

il

di

Gourgonnier, comanvietava che

Treviso,

civici venissero insultati

Come

dileg-

specialmente dai soldati francesi,

tutti

le

loro tempo,

soldati

gli ufficiali francesi

erano

trasgressori a queir ordine.

visto,

autorit trevigiane non per-

devotamente attaccate

al

carro

trionfatore dei francesi, facendo servilmente quanto


loro era con alterezza ordinato, diventate strumenti
degli stranieri che

si

mit, onde persuadere


di ogni

genere.

meno male. Dopo


venivano

vano a

feste.
si

le

durezze e

le

pace, in

ma

Erano frequenti

militari,

fatiche della guerra,

un paese che

insensibili

coi

il

francesi

tutt' altro!

s'

sfrutta-

imponevano per

le parate,

erano pure frequenti

fraternizzava

sacrifci

le riviste,

per tenere in ordine

fatti

Scomparso nel popolo

enormi

se la passavano

francesi

loro talento e nel quale

esercizi

truppe,

cittadini a fare

Intanto

gli ozi della

la loro forza.
gli

servivano della loro pusillanii

Ritornando alla Guardia civica, essa fece rego-

giata

pranzi,

le

balli, le

timore dei primi giorni


;

le

donne non erano

allo spirito

dei cortesi

mm

129

ufficialetti e dei forti soldati,

malgrado tutto

eroi di venti battaglie;

male che facevano,

il

si

accoglievano

con abbastanza buona volont nelle case dove veni-

vano alloggiati ed
si

scomparse

essi,

le

ragioni di guerra,

mostravano tranquilli e relativamente onesti. Se

non

quelle benedette somministra-

vi fossero state

zioni!...

Una

festa che lasci

lungo ricordo e che riesci

splendida veramente, fu quella celebrata

doro

Castrette
autorit

nelle

luglio)

(14

onorare

per

trevigiane,

il

il

26 messi-

pianure tra Visnadello e

le

diceva neir invito alle

generale Fiorella

la

me-

Guerrieri Francesi che hanno perduto

moria

delli

la vita

per la gran causa della Libert della Patria

e degli

amici suoi.

In quel giorno si distribuirono le


della

bandiere

quarta divisione, accantonata nel

ai

corpi

trevigiano-

coneglianese.
Alle

cinque

dopo

subito

la

la

9,

prima divisione

nella
i

Tomaso, quattro

generala

Alle

della citt.

di

si

generali

Fiorella

tuonava
Nel

il

le

batteva in tutti

in

fuori

cannone;

cavalleria
;

quartieri

erano gi a posto

in queir ora

Dugua,

seguiti

segno

della pianura,

giunsero

dallo

autorit invitate alla festa,

cannone

centro

tirati,

colpi di

corpi della quarta divisione e

pianura di Visnadello

Maggiore e

vennero

mattino,

del

della porta di S.

Stato

mentre

di saluto.

era stata eretta dal

comandante del genio della quarta divisione e dal9

130

F architetto trevigiano Bon, una piramide

101

di

piedi di altezza e 70 di circonferenza nel piedestallo

da una galleria

circoscritto

ghezza e cento

di dodici piedi di lar-

di circonferenza,

teva ascendere per sette scale,

sulla quale

po-

si

collocate ciascuna

dirimpetto ad una delle facciate del piedestallo della

piramide. Essa aveva quattordici facciate, sulle quali

erano

scritti

nomi

in battaglia.

dei soldati della divisione, morti

Le varie

facciate della base ottagonale

rappresentando

erano dipinte a bassorilievo,


d'

armi gloriosi pei francesi

notte, dove esord

Bonaparte

la battaglia di

comando

al

d'Italia, la presa del ridotto di

Mondov,

Il

a.

Lonato

Mantova ed

largo piedestallo

il

),

era fatta

una piramide

la battaglia d'Arcole,
jj

passaggio del Tagliamento.

era pure ornato di emblemi

sulla cui

cima era

la

inal-

Fama

la

Libert e Minerva che s'incoronavano a vicenda;


la

Libert

chiudeva

1)

mazione

le

piangente

cendogli che non

il

d'
si

lui stesso,

rin-

Tempo,

inti-

da un parlamentario austriaco. Bona-

trovasse- con

si

giuoco

generale Bonaparte aveva ricevuto T

il

di arrendersi,

parte, malgrado

truppa e

un mausoleo che

ceneri di soldati morti per essa

Lonato,

di soldati,

sopra

ge-

il

ed iscrizioni dipinte: la Francia, occupata ad


zare

una

in cui
s'

passaggio del ponte di Lodi,

il

nerale Bonaparte
la resa di

Monte-

delle truppe

parte della prima divisione di cavalleria

molto onore,

fatti

un numero molto

audacia e rimand

il

inferiore

parlamentario,

sarebbe reso altro che se tutta


fossero stati passati a

fil

di-

la sua

di spada.

Francia che spezzava

la

131
le

catene

Pallade

d' Italia,

e trofei d' armi.

Tutte queste pitture

erano

state

eseguite

dal

Canaletto.

Le
quali

truppe

disposero

si

ne aveva

il

le

quanti

altrettanti angoli,

piedestallo.

Al mezzogiorno,
di

dopo

quadrato intorno

battaglione

in

formando

piramide,

alla

manovre,

diverse

fecero

tir vent'

artiglieria

1'

un

colpi

cannone per memoria dei generali Laharpe, Hingel

e Dubois, morti in battaglia. Nella galleria della pi-

ramide, v'erano
di

Governo

il

centrale, la municipalit

Treviso e molte altre di diversi paesi, oltre a gran

numero

di cittadini.

generale Fiorella, consegn ad ogni mezza bri-

Il

gata

le

nuove bandiere mandate

dal Direttorio, pro-

nunciando un vibrato discorso nel quale raccomandava


alla gloriosa

armata

coraggio

col

col

di difenderle

d' Italia

valore

fino

sempre

allora dimostrato.

Seguirono canti d'inni patriottici, giuochi, corse a

Due

piedi ed a cavallo.

rono

colpi di

la fine della festa e le

davanti la piramide, ritornarono


Il

piglio

cannone annunzia-

truppe, dopo aver sfilato


ai loro quartieri.

generale Serrurier, di et molto avanzata, dal


severo e

triste, dall'alta statura,

uomo

bene, probo, disinteressato,

scienza

descrive

quindi

e
il

duca

rispettato
di

Ragusa

(uccedette al Fiorella,

nel

di

temuto

nelle

amante

dovere e

come

sue Memorie

comando

del

di colo

del trevigiano.


Uno

dei

zione

primi

suoi

132

atti,

fu V ordine d' organizza-

un battaglione, che

d'

si

sarebbe chiamato

Battaglione italiano di Treviso, secondo

voleri

da Bonaparte e comunicati da Berthier,

espressi

capo dello Stato Maggiore generale

Armata

dell'

da Milano, con una lettera diretta

d'Italia,

verno centrale

Go-

*).

Questo corpo che


e sarebbe

al

si

fissava di cinquecento

uomini

attaccato alla

divisione Serrurier,

doveva comandarsi da un Capo

di battaglione fran-

stato

un maggiore,

cese, avendo, oltre


ciali del paese.

divisa verde, con pantaloni di

e passamani bianchi
i

la

met

degli uffi-

generale Berthier prescriveva

Il

panno verde, collarino

gli ufficiali

la

dovevano portare

distintivi e gli spallarmi d'argento. Leva, vestiario,

equipaggio, paga, dovevano farsi a spese del Governo


di Treviso,

quale, per sopperirvi, veniva autoriz-

il

zato ad alienare dei beni nazionali.

Al Governo centrale, non restava, come

al solito,

che prendere in santa pace la nuova tegola che


cadeva addosso ed obbedire
blic quindi

nel quale

comporre
chiesto.

il

Si

cittadini

prometteva

la

paga

di

razione

di

pane

di

fino al

numero

la fornitura dell' intiero ve-

venti
15

un manifesto,

a darsi in nota per

battaglione trevigiano,

stiario,

1)

volere supremo. Pub-

3 fruttifero (20 agosto)

invitava
il

al

gli

soldi

al

giorno con una

oncie grosse e sette lire e

Archivio annesso alla Biblioteca comunale di Treviso.


mezza ogni mese,

La ferma

mantenimento

pel

prescriveva

si

133

di

due anni. Facciamo grazia

che

della lunga rettorica,

della montura.

comitato

il

Governo adoperava, onde persuadere


iscriversi per seguire

1'

abitudini

di

che

ci

esse,

ad

cittadini

armata francese. Questa del

una cosa tanto

servizio militare era

militare del

differente dalle

popolazioni e tanto nuova per

quelle

volle del bello

buono per metter

e del

assieme duecento o trecento

soldati,

dopo lettere

fulminanti dei generali francesi alle autorit trevi-

giane ed esortazioni di queste ai cittadini.


dell'antica

ricordi

Roma, T affermazione che non occorresse

scorrere la lunga serie dei secoli addietro per dimostrare


la

il

valore, la gloria,

il

patriottismo

dev' essere

soldato e che sarebbe indegno di chia-

marsi col sacro

nome

di cittadino

chiunque

tasse di servire e difendere la patria,


il

italiano,

dichiarazione che nella democrazia ogni cittadino

si

rifiu-

non facevano

voluto effetto.

Nel battaglione

si

ingaggiarono subito quelli che

proprio non potevano far altro e desideravano correr


le

avventure.

trale
il

Quando per ordine

vennero fatte

servizio

militare,

dai

18

del

Governo cen-

individui validi per

le liste degli

35 anni,

ai

in tutti

comuni del dipartimento, succedettero disordini e


ribellioni in pi parti, tanto la
lare.

Notiamo, fra

gli

altri

misura era impopo-

fatti,

quello

di S.

Ze-

none, dove numerosi attruppamenti d'uomini di quei


paesi, si

recarono colle armi alla

mano

dal curato

134

che aveva obbedito agli ordini del Governo, facendo


la

domandata numerazione

diargli

Diecisette di essi vennero

la casa.

nati dal consiglio

presieduto

di incen-

condan-

guerra della quarta divisione,

di

capo

dal

minacciando

di

sedente in

brigata Hotte,

Treviso. Certo Bartolomeo Sardo, un giovane di 26

da

anni

venne condannato

Zenone,

S.

giustiziato

25 settembre

il

*);

morte

in relazione

a vari anni di ferri.

alla gravit della loro colpa

Un

gli altri

certo Martincourt della

64.

mezza brigata,

fu nominato comandante del battaglione trevigiano,


'

a cui venne destinata per quartiere la casa Dolfin.


Il

battaglione fu

passato

1)

In antico

come consta

si

giustiziavano

dagli Statuti Lib.

rivista

in

Serrurier. Sembra per che

1'

dal

generale

equipaggiamento non

malfattori, fuori di Treviso,

III.

alla

Rubrica

II.

del Trat-

Ordinamus quoque quis condamnatus vel iudicatus


fuerit ad suspendendum quod suspendatur longe a portis
civitatis Tarvisii per unum milliare ad minus. Ed essere
stato fino dai vecchi tempi un sito destinato alle esecuzioni
capitali, lo dimostra una carta del 2 novembre 1193, che
nomina le forche dei ladri, presso il villaggio di Limbraga
(documenti del co: Vittore Scotti) e lo conferma la concessione fatta dal Principe ai 20 luglio 1367 a Simone da Prata
tato IV.

di poter edificare

unam Ecclesiam cum

Cimiterio, in quo.

sepeliantur corpora illorum qui justitiantur; et celebretur di-

vinum

officium, ita

quod

illi,

Corpus Domini nostri Jesu

Comuni

Tarvisii.

e seppelliti in

Spineda spectante

(Scotti).

In seguito poi,
della pescheria,

qui justitiantur possint videre

Christi... in loco

malfattori venivano giustiziati nella Piazza

accanto la chiesa di S. Maria ad Carceres

un piccolo Cimitero

al di

dentro della Sacristia

135

fosse troppo in ordine, se

comandante Martincourt,

il

Governo centrale

scriveva dopo di questa rivista al

Generale mostr della contentezza nel veder

Il

ma

gente,

bella

della

piedi scalzi

disgusta

gli

di

vederne

co'

Semplicemente!

).

Per sopperire a queste nuove ed ingenti spese,

conformemente

alla facolt data'

nero adoperate

le

della Religione

fondi

Con un decreto dell'atto settembre,

Malta.

di

rendite e

da Bonaparte, ven-

rono soppresse

le

nel dipartimento

Commende

ed

devoluti

fu-

Priorati esistenti

tutti

beni alla cassa

nazionale.
Il

generale Bonaparte esigette anche

un corpo

a Treviso

di S.

Dopo, per

le

esecuzioni,

marmo una

si

uomini

spada sguainata

Piazza della cavalle-

stabil la

San Martino,

tra le chiese di

formasse

Justitiae gladio interfecti.

si

di venti

cavalleria

Vito ove vedevasi sopra un

con questa iscrizione

rizza,

di

Stefano e

S.

il

palazzo

Ressa.
Quivi,

1'

ultimo giustiziato fu

il

Soletti, fonditor di

pane, che aveva nel 1812 falsificato delle

Le ultime esecuzioni,
(ora porta Garibaldi)
all'

si

fecero a Treviso, fra

e porta S.

eterno, presso la strada di

ricordata per

frache,

che

Tomaso

Portello

il

(ora porta Mazzini)

circonvallazione; fra queste

aveva

ucciso

suo

figlio.

Il

popolo,

alludendo

Truche, che naturalmente non ebbe dopo

quaggi pi pensieri per

la testa,

dice ancora,

vuole crucciarsi od a qualcuno che tiene

il

quando non

broncio

passada aura a Trachel


1)

cam-

d' oro.

tradizione quella di Paolo Furlanetto detto

secuzione di

tee

monete

Archivio annesso

albi

Biblioteca

Comunale.

La ghe

136

amanti del Governo attuale e

che fossero

grado

in

di

buona condotta

mantenersi

di

Alla

cavallo.

il

esigenza del generale in capo, rispose V eguale ma-

come

lavoglia,

quindi che

tanta

battaglione

pel

si

ubbidivano prontamente,

Governo centrale

mi veggo forzato mio malgrado ad un

Io

che a%rei desiderato

di autorit,

d'attaccamento

al

Governo attuale

compagnia

di cavalleria

comodi

fortuna e

di

Ma

comando.

piuttosto

di poter evitare.

e su questa con-

mi aveva incaricato

fidenza appunto

composta

di giovani

ed

io

una compagnia
Che

tutti

considerati

li

pi

pi onesti nel dipartimento

li

non trovando che tiepidezza o

di quelli in cui avrei desiderato poter

d'

formare una

di

non trovando che mala volont,

di confidenza,

atto

contava ' ottenere delle prove

gen. Bonaparte,

eh' io

Vedendo

voleri del suo capo, venivano presi con

indifferenza,

scrisse Serrurier al

Il

linea.

di

dalla parte

mostrare pi

essendo obbligato alla formazione

di cavalleria,

ordino

cittadini qui appresso nominati siano

li

come parte

della

Compagnia

di cavalleria

ordinata dal Gen. in Capo, avendo a loro spese cia-

scuno un cavallo equipaggiato e sempre pronto a


marciare.

Seguivano
migliori

nomin

nomi

famiglie.

di

Fra

poi capitano

il

22 signori trevigiani delle


essi,

il

conte Paolo Pola, tenente

conte Ottavio Scotti, marescialli

ben e

il

co:

generale Serrurier

d' alloggio

il

Nascim-

Paolo Spineda, brigadier foriere Ferrante


Bomben, brigadieri

137

Avogaro

co: Roberto

il

il

nob.

Lodovico Quer.
I

fra

negoziati per

Vienna

la

pace che avevano continuato

Mombello, dove risiedeva Bonaparte,

buona

eransi rallentati, causa le incertezze e la poca

fede di una

parte e dell'altra. Solo

18 fruttidoro,

il

principiarono a mettersi su buona via, cambiandosi

luogo

delle

trattative.

abbandonati per Udine ed

palazzo di Passeriano,

il

Manin

villeggiatura della nobile famiglia veneziana

doge

quella dell' ultimo

di

da Udine circa 10 miglia, dove


Bonaparte.
il

solo

il

Venezia
si

stabil

era passato

distante

generale

il

Lombardia

.Recandosi dalla

generale in capo

mandosi

il

Milano e Mombello furono

Friuli,

in

per Treviso, fer-

tempo necessario per

il

cambio dei

cavalli.

Pochi giorni dopo

lo

segu sua moglie, Giuseppina

Beauharnais, accompagnata dalle due

prima blasonate,

ma

dame

milanesi,

imperante democrazia

nella

semplicemente cittadine, Serbelloni e Visconti.

Prima

di passare

per Treviso, onde raggiungere

^Bonaparte a Passeriano, Giuseppina Beauharnais era


stata accolta

illuminata

suo onore
,

come sovrana

in

Venezia. Alla Fenice

si

era rappresentato in

splendidamente
il

dramma La morte di

illuminato fantasticamente

Cesare,

palazzi e

s'era fatta la regata in Canal Grande,

si

bastimenti,
il

solito

sempre affascinante spettacolo, che non pu


Ise

non Venezia e

si

aveva

ma

offrire

diede un gran ballo alla Fenice,


al

138

quale intervenne la cittadina Bonaparte danzando

col generale Berthier

Ad

).

Udine, intanto, principiavano seriamente

trattative di pace

le

ge-

coi plenipotenziari austriaci,

nerale conte di Merfeld, marchese del Gallo, ambasciatore

Napoli

di

grossolano,
terina IL

8
,

Vienna,

ma nondimeno
conte di

ed

il

bruttissimo e

grande favore

in

di

Ca-

Cobentzel, ambasciatore d'Au-

che giunto ad Udine

stria a Pietroburgo,

il

26 set-

tembre, fu prontamente visitato in casa Florio da


Bonaparte, recatovisi con seguito
d'

onore

d'ufficiali e scorta

Le sedute tenevansi parte

di cavalleria.

in

casa Florio, dimora di Cobentzel e parte a Passeriano r

dove abitavano Bonaparte e Clarke

che

il

Diret-J

torio aveva posto a fianco del generale in capo, per

tenerlo d' occhio,

ma

vigliosamente nei

che invece

suoi piani

lo

second mera-j

fra

un pranzo, un;

ricevimento ed una rappresentazione

d'

opera fran

cese.

Per vari giorni fu un succedersi


disinganni.

profondo

Le

trattative

Si credettero

le

di

speranze e

facevano nel segreto pi

quindi la fantasia

fermare e smentire

gli

si

si

sbizzarriva ad

af-;

cose pi curiose del mondo

a un certo punto tramontate, poich

apparecchi guerreschi continuavano sempre. Per

qualche giorno dopo

si

era stato firmato

17 ottobre, prendendo

1)

Novelle del

il

Mondo

seppe che

il

trattato formale

periodico di Venezia

il

nome

1797.

139

da Campoformio.

questo un paesello ad egual di-

stanza da Udine

da Passeriano e che per questa

ragione, senza che vi fosse

avvenuta alcuna confe-

era stato scelto per

renza,

omaggio

in

trattato,

mente per, non fu

firma definitiva del

la

agli usi diplomatici.

che avvenne

la firma,

Effettiva-

ma bens

Campo Formio, poco


generale Marmont era stato

Passeriano, ponendosi la data da

prima del

pranzo.

11

mandato ad apparecchiare ogni cosa,


tempo a pregare

do
di

).

essi accondiscesero di

forse che ancor oggi

compierlo

mostri ai visitatori

trattato

Il

tavola

la

la

penna

impiegate

Infatti,

Campoformio principiava con una

di

terminava con un' infamia.

tra

sig.

il

D. Marzio Mastrilli nob. Pa-

Napoletano marchese del Gallo, cav. delFOr-

trizio

dine R. di S. Gennaro,

M.

il

Re

Due

delle

Gentiluomo
Sicilie

straordinario alla Corte di

Conte del S.
Croce

dell'

di

di

Camera

il

signor Luigi,

de Cobentzel,

Russie

intimo di S. M.

il

sig.

Gran

Santo Stefano, CiambelI.

e R. Apostolica,

suo ambasciatore straordinario presso S. M.

tutte le

di

suo ambasciatore

Vienna

Romano Impero,

Ordine Reale

lano, Consigliere

1)

menzogna

si

buon gra-

quel villaggio, la stanza dove avvenne quel grande

avvenimento,

S.

nello stesso

plenipotenziari austriaci di recarsi

presso Bonaparte;
1

ma

Massimiliano conte

Memorie del maresciallo Marmont.

di

I.

di

Mer-

Ordine Teutonico e

feldt, cav. dell'

litare

Maria Teresa,

di

Maggiore

140

di cavalleria nelle

peratore e

Re

sig.

il

dell'

Ciambellano

armate

di S.

S.

tout court,

Im-

l'

in Italia,

allora sarebbe stata per

com'

venne

stabilito

la

scritto

general in capite

Bonaparte,

del-j

che da

sempre una pace solida ed

M. V Imperatore

inviolabile tra S.

M.

M. suddetta presso

di

Repubblica Elvetica e
nell'originale

Generale!

Ignazio barone di Degelman

Min. Plenipotenziario

l'Armata francese

Ordine mie

dei

Romani,

d'Ungheria e Boemia, suoi Eredi e Successori

re

la.

Repubblica francese. Questa la menzogna, passata,

Che bugiarda

in uso diplomatico.

se ne accorsero

veneti d' allora

Gli articoli V. e VI.

la

sovranit

le

tutta

Levante,

Re d'Ungheria

e Boemi?

Repubblica Francese posseda


isole

cio: Corf,

erano l'infamia:

V. S. M. l'Imperatore e

acconsente che

la diplomazia

per

l'

Zante,

il

innanzi Venete de[

Cefalonia, S. Maria;

Cerigo ed altre isole dipendenti,

non che Butriolo,

Larta, Vonizza e in generale tutt'

l'

stabilimenti pei

innanzi veneti in Albania, che son situati pi aty

basso del golfo di Ladrino.

La Repubblica

VI.

l'Imperatore e
priet

paesi

Dalmazia
tico,

le

Lagune

Re

Bocche
e

qui

le isole

li

per
di

francese acconsente che S. M.

posseda in tutta sovranit e prosottosegnati,


lo innanzi

Cattaro,

cio

Istria,

veneziane dell'Adria-

la citt di Venezia,

paesi compresi tra gli

1<

Stati Ereditari

141

Mar

di S.

M. l'Imperatore e Re,

linea

che partir dal Tirolo, seguir

Gardola, traverser

il

il

Adriatico
il

eduna

torrente avanti

lago di Garda fino a Lazzise.

Di l una linea militare fino a S. Giacomo, offrendo

un vantaggio eguale
gnata da
l'altra,

trattato.

ufficiali del

alle

due

che sar desi-

parti,

genio nominati da una parte e

prima del cambio delle ratifiche del presente

La

linea dei limiti passer in seguito l'Adige

a S. Giacomo, seguir la riva sinistra di quella ri-

imboccatura del Canal Bianco,

viera fino all'

presavi la parte di Porto

Legnago che

del

La

riva sinistra
ii

per la sinistra riva

Po

detto la Policella fino alla


e la riva sinistra del

gran

Venezia e

le

sue gloriose

conquiste d'Oriente, venivano vendute

come schiave

Cos

del canale

mare.

di

riva sinistra del Tartaro, la

la

sua imboccatura nel


Po, fino al

linea continuer

Canal Bianco,

trovasi sulla

d'un raggio

'riva diritta dell'Adige col contorno

3000 tese.

com-

gli

stranieri

quattordici
3

si

le

sue terre e

dividevano quanto era rimasto di

secoli

grandezza commerciale,

di

civile

politica.

Treviso subiva la sorte comune, senza accorgersi


piasi

che

governo

il

trattato

olo desiderose
i

di

pace,

di

Campoformio uccideva

per darlo in

nazionale,

mano

allora le popolazioni

dopo

il

a stranieri,

di tranquillit

rovine

trambusti

il

generale Bonaparte, preceduto

le

delle

guerre.
Il

25 novembre,


da Colbert

da

142

sei corrieri, in

una carrozza

tirata

da otto cavalli, scortata da un uffiziale e ventiquattro


usseri del reggimento austriaco di Veczai, ricevuto

da Berthier, da un nugolo

di ufficiali francesi e dal

Maresciallo di Corte di Baden, giungeva a Rastadt


e discendeva

le ratifiche del trattato di


ficio di

dove vennero scambiate

Castello,

al

Campoformio

).

Il sacri-

Venezia era compiuto!

Prima

di recarsi a Rastadt,

il

17 ottobre, Bona-

parte che non aveva pi nulla da fare in Friuli, la

sua opera essendo compiuta,


seriano

lasci'

il

dopo qualche altro giorno

palazzo di Pasdi sosta,

in cui

diede tutte le disposizioni militari e politiche per


ritiro delle

l'Austria e

truppe francesi dai territori venduti


si

accinse a ritornare a Milano,

della Repubblica Cisalpina,


trattato di

nosciuta

Campoformio
dall'

il

al-

capitale

che l'articolo Vili

del

stabiliva ufficialmente rico-

Lo precedeva

Austria.

d'

un giorno

Giuseppina Beauharnais.

La sposa

del

generale Bonaparte,

ripass per

Treviso alle ore 23 dal 24 ottobre. Dopo essersi riposata breve tempo,

finch

si

mutavano

part prendendo lo stradale di Mestre,

porta Altinia. Poco pi

que per un accidente,


importanza

impressionata,

1)

la

d'

un miglio

del quale

cavalli,

ri-

uscendo

da;

dalla citt, nac-

bench di minima

cittadina Bonaparte rimase molto

anche

Novelle del Mondo.

se

rimasta perfettamente

in-


volume
rozza

asse

l'

ruote

delle

spezz e

si

143

posteriori

rendere un' altra vettura, n

car-

della

non avendo voluto

Giuseppina

suo stato di ecci-

il

tamento permettendo

che

ritorn essa a Treviso,

dove fu ospitata dal vescovo

Marin

la

venne offerta una delle stanze migliori,


si

strada

palazzo vicino della Cattedrale. Le

suo

nel

continuasse

dove essa

pose a letto.

giorno dopo, giunse anche Bonaparte, che era

Il

tato avvisato dell' accidente occorso a sua moglie.


Egli

pure alloggi

essendosi la

in

vescovado

il

26, alle ore 22,

Beauharnais completamente rimessa dal-

'emozione provata, Napoleone e Giuseppina partirono


per Padova

issieme

Milano.

Al vescovo Marin,

che nella sua liberalit di gentiluomo e nella flessibiit di


lolla

persona che voleva essere in buone relazioni


autorit,

aveva usato ogni sorta

di

cortesie

Mia moglie del generale ed allo stesso Bonaparte,


questi

prima

di lasciarlo,

gli

domand

se avesse a

chiedergli qualche favore.

Bernardino Marin, approfitt della buona


ione che gli
issimo,

lai

Pizzamano,

quando

il

atto

ad

la

comandante

liberazione di
del

forte

del

Liberator cV Italia venne affondato

cannoni veneziani, ed

issieme

compiere un atto nobi-

domandando a Bonaparte

)omenico
ido,

offriva, per

si

occa-

altri

questo che

marinai

il

capitano Laugier ucciso

di quella

aveva allora assai

nave francese:
indispettito

il

3onaparte ed aveva formato uno dei pi gravi fatti


accusa da

d'

lui

144

formulati

Repubblica Veneta

contro

il

governo della

).

Al generale Bonaparte, che aveva gi firmato


trattato di

Campo Formio, poco importavano

antecedenti

gli

come armi

servito

oramai"

Venezia, dei quali per

fatti di

il

s'era:

potenti per far cadere la vecchia,

repubblica. Egli acconsent volentieri alla liberazione


di

Domenico Pizzamano,

mese prima domandato

quando

zione poteva fruttargli qualche cosa

ordine di scarcerare

Marin fu pagato

Pizzamano

il

della sua

buona

Serrurier ebbd

e cos

Relativamente a questo

vescovo.

il

ospitalit.

appena giunta notizia che

francesi,

indigna-

l'

date dai comandanti

In seguito alle disposizioni

1)

aveva qualche

quale

del

la testa,

trattato diJ

il

troviamo negli

fatto,

storici'

maggiori delle curiose contraddizioni. Thiers nella sua Storia


pi

volte

Laugier

citata

si

della

Rivoluzione

riparava presso

il

che aveva salutata

striaci e

colpi di cannone.

la

1'

veneziane pur rispettate da tutti

in

cui

il

Provveditor

1'

ed animarlo a proseguire
cizio

delle appoggiategli

ragione

al

e la

capitano francese

vascelli del

Lidi

vo-,|

le leggi:

mondo.

sua deliberazione 22

Lagune

alle

manifestare al Pizzamano

il

entrata del porto, contro

cumenti del Senato veneziano

che

Lido dai corsari atiT

bandiera veneziana con nove-

Botta invece, che

leva a tutta possa forzare

afferma

francese,

forte del

do-j

aprile,'!

era incaricato

di.

aggradimento del Senato stesso


con pari zelo

e fervore nell'eser-l

importanti incombenze

darebbero,

Botta.

Questo pu dimostrare come talvolta, anche

tori siano cos partigiani nel giudicare certi fatti,

condurre per amor

di patria a dei falsi

diminuiscono l'importanza e

primi

apprezzamenti,

la seriet dei loro

scrit-

da lasciarsi

pur grandi

quali

lavori.

O g
CU

e
>
>

ex,

OFTIE
t

UF

!Ll


Campo Formio era

145

stato

dal Direttorio e

ratificato

dall'Imperatore, principiarono a difilare per Treviso,


le
gli

truppe che abbandonavano


austriaci,

soldati,

."35000

cacciatori
colla

Veneto

il

quali alla lor volta

si

in

mano

de-

avanzavano

in

49 battaglioni, 8 compagnie di

cio

24 squadroni di cavalleria. Bernadotte

sua divisione abbandon

met

Friuli alla

il

di

novembre, lasciando ad Udine solo mezza brigata ed


un reggimento
austriaci.

cavalleria

di

fino

Kilmaine attendeva

Mack

gerale austriaco

'

che sarebbe stato poi

per

lo

arrivo degli

all'

in quella citt

scambio del comando,

secondo

si

approntando
quali

carrozze

avrebbe fatto

1'

equipaggi

e gli

si

stavano

di gala,

coi

entrata ad Udine.

Bernadotte, prese in seguito


vigiano,

diceva allora

preso dall'arciduca Carlo, di cui a Vienna


le

ge-

il

mentre attendeva

comando

il

del tre-

ritiro degli altri corpi

il

da Vicenza per recarvisi colla sua divisione (terza)


e cos

successivamente fino alla completa evacuazione

dei territori ceduti all' Austria.

ultimi
zioni,

non

prima

il

solo

di generi,

gen. Cervoni,

aveva preso

il

commissario

di

il

generale
al

di effetti,
di

come

della sua divisione,

guerra

il

gi

Serrurier

come

il

Gaillardon, puro

guerra, incaricato della polizia della

terza divisione e

drone

di

ma

che per ordine

comando

Brunek commissario

ed

Esigette in quegli

giorni dell' occupazione nuove somministra-

1'

Hector capo dello Stato Maggiore

Dugua

il

Le Gendre, capo squa-

primo reggimento

di

cavalleria,

ultimo
io


comandante francese

146

piazza

della

di Treviso,

il

consiglio di amministrazione del settimo reggimento


degli usseri

Non

).

trovandosi da portar via come da Venezia,

denaro, quadri,

tardi a Parigi

cavalli in bronzo

che

vennero posti pi

libri preziosi e

della Basilica di S.

Marco

in piazza

poscia a Venezia

della Vittorie,

e ritornati

n spogliar l'Arsenale,

esi-

si

gettero a migliaia gamelle, boraccie, ascie, braccia di

panno per

hommes

rivestire

come diceva

saison aussi rigoureuse

comandante

il

absolument pied nud,

sont

qui

scarpe

soldati,

settimo

pour nos
dans une

la lettera del

reggimento degli usseri

al

Governo centrale ed un' imposizione straordinaria


di

ventiquattromila franchi, per uso e consumo

generale Cervoni

sperando

).

le autorit

Treviso faceva

che

gli

del.

ultimi sforzi,

francesi se ne andassero

presto, e presto giungessero gli austriaci, desiderati

oramai
le

come

angherie,

liberatori
i

gravi

ed

pesi

vasori, collo stesso sentimento.

morie d'un

povero prete

4
)

sopportando

privati

della

Troviamo

che

la

1)

Archivio annesso alla Biblioteca Comunale.

Romanin

4)

1786

in

nelle me'

notte

2)

3) Archivio

degV

presenza

di

Na-

Storia di Venezia.

annesso alla Biblioteca Comunale.


1823. Qualit e accidenti de' giorni con alcune

piacevoli memorie, fatti storici ed avvenimenti,

il tutto comda me D. Luigi Gio. Batta De Gobbis, parroco di S.


Michele Arcangelo di Melma, poscia arciprete di S. Elena Im-

pilato

peratrice di Monigo.

(Manoscritto - Bibl. Coni, di Treviso).

non pot neanche

egli

tale,

147

aveva 150 soldati alloggiati nella chiesa ed


nica a colazione, pranzo e cena

doveva fornir

lui

due

perch

dir la messa,

che

in

cano-

naturalmente

un sergente, una

capitani,

sentinella e quotidianamente tre o quattro dei loro

amici. Conchiude filosoficamente nelle sue


il

buon sacerdote

memorie

Non ragioniam

di or

ma guarda

Tanto direi che incominciar non

e passa.
oso.

Che respirone, quando partirono,

alla

met

di

gennaio, cogli altri corpi!

Fino dal due gennaio 1798 era giunto a Treviso


il

generale

austriaco

dendo alloggio
cortesie

che

s'

si

dell'

Imperatore. Grandi

generali delle due nazioni

erano combattute con tanto accanimento.

Il

generale S. Julien, invit ad un pranzo,

il

sontuosamente,

quegli
di

albergo

scambiarono

giorno 10,
servito

all'

con seguito, pren-

S. Julien

generali Cervoni e

Ledere

che spos dopo Paolina Bonaparte, sorella

Napoleone

ferta poi in

la

quale morto

il

Ledere venne

moglie a Francesco Melzi duca

guardasigilli

congedarsi,

*),

del
il

Regno

Italico 2 ).

of-

d' Eril,

Nell'atto di

cortese austriaco regal a

Ledere

la

propria spada di grande valore, sulla quale era inciso


il

suo

2)

nome; Ledere

Memorie

corrispose al dono, levandosi

del maresciallo di

Bonfadini - Mezzo secolo

Mann cut.

di patriottismo.


momento

sul

la

148

spada che teneva

dola a S. Julien.

Cervoni

mand

gli

porgen-

al fianco e

poi

una ricca

cintura da sciabola e S. Julien a sua volta gli fece

tenere un paio di pistole di finissimo lavoro


Il

).

giorno 15 arriv allo stesso albergo dell'Impe-

ratore

il

principe di Reuss ed

il

16 gli ultimi soldati

francesi uscirono da porta Santi Quaranta, quasi un

anno

in

punto

da che

erano

entrati,

il

28 gen-^

naio 1797.

1)

Novelle del

Mondo

periodico di Venezia

1798.

PARTE SECONDA

LA

PpA

DOMINAZIONE AUSTRIACA

II.

LA V DOMINAZIONE AUSTRIACA
>^^~

L'

ENTRATA DEGLI AUSTRIACI

TEATRO ONIGO

Il

GENERALE KlENAU

PROCLAMI DELLA MUNICIPALIT

Al
La

L'ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA
LO STATO DELLA PUBBLICA SICUREZZA La PRIMA ILLUMINAZIONE PUBBLICA Le PROIBIZIONI AUSTRIACHE La MODA
Le NUOVE LEGGI Le FUNZIONI La BENEDIZIONE DELLE
BANDIERE Le FESTE CARNOVALI La NUOVA GUERRA
SOUWAROW IL PASSAGGIO DEI RUSSI Le VITTORIE
AUSTRO-RUSSE BONAPARTE PASSA IL S. BERNARDO MARENGO La RITIRATA DEGLI AUSTRIACI L'ARMISTIZIO DI
Treviso Marmont
francesi a Treviso Lapisse

COMANDANTE
Il PROCLAMA d' OuDINOT Le IMPOSIZIONI
E LE REQUISIZIONI La PACE DI LUNE VILLE RITORNANO
GLI AUSTRIACI La BUONA AMMINISTRAZIONE ANNI TRANQUILLI L' ENTRATA DEL CAPITANO PROVINCIALE
MIGLIORAMENTI IGIENICI La MORTE DEL DUCA DI MODENA
Napoleone Imperatore La guerra del 1805 La
SERVILIT POETICA

partenza degli austriaci.

Sul mezzod del


stradale

di

1G

gennaio 1798,

mentre

sullo

Padova, fuori porta Santi Quaranta,

allontanavano

francesi,

il

si

generale Klenau, alla

152

testa delle truppe austriache, fra

pane, ed

deva
viso

in

il

suono delle cam-

giubilo della popolazione,

il

dimostrazioni d' esultanza,

che

si

espan-

entrava a Tre-

).

Quattro deputati del Governo centrale, erano andati fino a Sacile

nome

Quattro

per rendere

dipartimento

del

primo omaggio

il

della Municipalit

altri deputati

Piave

in

comandante austriaco.

al

quattro

1'

avevano

porta San

incontrato

alla

Tomaso,

ponte detto delle Belle Gambe. Questi

al

presentarono

al

generale Klenau,

egli le prese,

citt;

ma

Il

chiavi della

le

rimettendole prontamente,

ai deputati trevigiani, disse loro

fuori

Tenetele, esse sono in buone mani.

generale Klenau, accompagnato dai corpi

smont

al

clero in

Duomo, ricevuto

pompa magna.

S'

dal

civici,'

Vescovo Marin

intuon allora

il

dah

Te Deum\

solenne per ringraziare Iddio della venuta degli austriaci,

accolti

come

trionfatori ed amici.

veri

Il

generale and poi in vescovado, dove, dopo essere^

complimentato dai primi signori della

stato

pranz

con mons. Marin,

membri

citt,;

della muniti-,

palit ed altre persone influenti.

La

1)

Treviso fu illuminata per

sera,

venimento

2
)

ed

il

felice av-

il

teatro principale venne aperto per

Manoscritti De Faveri - Biblioteca Capitolare.

Avviso

2)

Per dare

un attestato

di

vera esultanza,

nel principio

della nostra felicit, all'ingresso delle truppe austriache siete

una gran festa


danzando,

il

153

alla quale intervennero,

ballo,

di

generale Klenau ed

del palcoscenico spiccava

suoi ufficiali.

un vecchio ed

vava e

gli

Genio

il

cadente sotto

acconciature

ricche
capelli

le

T invasione francese e su per


riudirono

splendere sui

durante

nell'atrio, si

le scale,

vecchi saluti, nobilomo patron riverito,

ghe son schiavo, servitor devoto

conte

inter-

citt in

diamanti paurosamente nascosti

linee,

aspetto

Y'

).

prime dame della

ritornarono

1'

Austria che lo solle-

dell'

assicurava le future felicit

vennero quella sera

Il

nel fondo

un quadro a larghe

che rappresentava Treviso


d'

Onigo era vagamente addobbato:

teatro

''

selensa.

La trasformazione era avvenuta come per incanto:


ritornava
sistema
del
in

l'

cos

impero

nobilt

della

sul quale

diverso

si

plebe.

sulla

basavano

Il

le idee

padrone ch'era partito, da quello ch'era entrato

quel giorno, ridavano tutto

1'

ascendente a quelli

che un anno prima non avrebbero tollerato un saluto

meno che umilmente

avevano dovuto tacere davanti

durante vari mesi,

V arroganza

come

udirsi gridare sotto

itati
;tra

a fornire sul

rispettoso dal popolano e che

la

il

chiamavano

naso

momento

cittadino

di tappezzerie

del plebeo e

senza

li

il

balconi della

casa e d' illuminarli per questa sera.

La Deputazione
(Manoscritti Fontana).
1)

Novelle del

Mondo

Periodico

di

Venezia

mi-

1798.


nimo

rispetto.

154

All' inverso

cosidetti democratici,:

capirono bene che la cuccagna era

F Austria, severa tutrice


non

biliari

Essi del resto


i

eclissarono.

si

riducevano a ben pochi, poi che

erano rimasti aristocratici nel sangue,

nobili

popolo

si

col-

dei privilegi feudali e no-

era da scherzare e

v'

che

finita,

aveva interessato solo

si

primi giorni

il.

alla

novit, gridando delle frasi di cui non comprendeva.]


il

vero significato

di

modi

dei

scimiottando la democrazie
francesi,

soldati

ceto, quasi tutti rovinati,

borghesi del media

non vedevano

francesi se ne andassero, venisse anche

ed alcuni fra
forza,

essi

avevano seguito

non per naturale,

le

irresistibile

il

1'

ora che

Gran

:]

Turcc,

nuove idee

pei

sentimento de

cuore, non essendo educati alla conoscenza reale

de'-

benefici della libert ragionata.

Quello stesso giorno, emanato dal Governo cen:


trale del Trevigiano, Coneglianese, Cenedese coni

pariva un manifesto, interprete esatto del sentimenti


curioso

pubblico,

convinzioni

attestato

del

della

poca saldezza di

nessun amore di nazionalit i

quei nostri bisnonni:

Nessuna gioia riesce pi dolce

scriveva

al

cuore

dell'

uomo

e cara

travagliato ed

vi

afflitt

che quella eh' era da lungo tempo desiderata


attesa.

Noi battuti e lacerati lungamente da

merevoli mali,

a Noi nati deboli e sempre

innu.i

esposi

ad invasioni funeste, quale altra cosa pi avventu


rosa e

pi

fausta

poteva avvenire

che quella


ritornare

155

dopo tante sciagure ad essere sudditi del

]
)

Monarca pi grande

da cui saremo

Terra,

della

perpetuamente e invittamente difesi

Ecco o

Trivi-

giani la bella giornata del nostro fortunato rinasci-

mento

alla pace, alla gioia, alla sicurezza, alla uni-

e particolare

versale
all'

tranquillit!

dei Rappresentanti

ingresso

il

esultate

Gioite,

nostro Augustis-

simo novello Sovrano e spieghino le vostre acclamazioni e la vostra esultanza

che gi chiudeste pi a lungo ed a forza

giorno,

cuore,

nel

gioia,

facendo

nome

il

di

risuonare

Francesco

fra
2

II.

il

storia.

Il

del Governo centrale del 1798, per ingranuovo dominatore, avevano perfino interrogata la
loro argomento adulatorio era d' origine un po'

ma

vecchia, risalendo a pi di quattrocent' anni,

avranno detto
altre

nfatti

due

tanto tanto

potr servire egualmente. Treviso ebbe

dominazioni

austriache,

la

seconda delle

citt era in

queir anno cinta

d' assedio dal

Carrarese

veneziani per ottenere aiuti dal duca d' Austria, gli fe-

d i

cero offrire

Dice
1

1381.

juali nel

La

evviva e la

gli

).

membri

1) I

darsi

desiderio di questo

il

da Pantaleone Barbo, Treviso e tutto

Verci (Voi. XV.) che appena

il

il

il

territorio.

duca Leopoldo fece

suo accordo co' veneziani, pens di provvedere a' bisogni


e per sped subito

Iella citt
ia,

due Cavalieri Tedeschi in

Ita-

con carte di Sindicaria e lettere Ducali della Signoria di

/enczia a' Rettori di Treviso, richiedendoli che dovessero dar


ia

mano

guardia della citt in

^rincivallo e Gualterio,
lino,

vi

avalli.
ali

Il

entrarono
d

il

il

maggio

di

seguente presentarono

e la Sindicaria del loro

ente

di essi Cavalieri

Vescovo

che furono

quali con Jacopo Spiritelli da Bel-

a'

di notte

Rettori

le

con dodici
lettere

Du-

Principe nella chiesa cattedrale,

tutto

il

popolo

della

citt.

Allora

156

Il

Vescovo, ridiventato sotto l'Imperatore d'Au

stria,

quell'importante e consideratissimo personaggi*

ch'era prima colla Repubblica

di

durante V invasione francese

sua autorit avevi

alquanto

scemato

l'

la

irriverenza

Venezia, mentri

s'

era a suo

guardo qualche volta mostrata, prese tutta

Marco Zeno podest diede

meck

quell;

Voe

la bacchetta a Prin rivallo di

Leonardo Dandolo capitano consegn

ri

le chiavi dell

citt a Gualterio di Stradigon.

un antichissimo necrologio leggesi registrato

(In

segue

MCCCLXXXI

ci eh

primo maji venerunt Tarvisium domimi

Princivallus de Gualterius Milites pr domino Duce Austria

& dominus

Jacobus Spiritellus de Civitate Venetiarum, qu,


bus data est Civitas Tarvisii in nomine dicti Ducis pr D

minio Veneto).
i

si

due magistrati raccomandarono loro

come

Trivigiani
potessero.

tutj

pi fedeli e co'stanti sudditi che trova

cos tutti gli abitanti giurarono fedelt nel]

mani di essi due Cavalieri e i soldati diedero la fede per i


mese finch il Duca giungesse; e queste cose si fecero cq
universale allegrezza e furono dirizzate
citt le bandiere del
.... Il

sopra le torri

Duca Leopoldo radunava intanto

nei suoi stati u

valido esercito per liberare la citt dall' assedio che

vani

continuavano

di

tenervi ancora

avevano in Spineta, luogo vicino


in

viaggio

per

l'

Italia

agli

mai veduta

fosse

conte
altri

di

Duino,

il

tra

alla citt. Egli si era

ultimi

conte

gli

altri

di Cilla,

Pad^

con molta gente,

di aprile

cfc

mese

con dieci

cavalli e quattro mila pedoni, la pi bella gente d'


si

dell

Duca Leopoldo.

mt

arme

cfc

condottieri vi erano

Sicco da Caldonazzo e

molti.

....

A' sette

di

gliano

con tutta

quella

notte

Trivigi

nel

a
d

maggio
la

il

duca Leopoldo partito da Cone

sua gente pass la Piave e pernott

suo ingresso

Sprisiano

seguente

per far poscia

il

con quella onorevole magnificenz


'

'

3ambiamento

tutte le
r

vera

per

letizia

Non manc

sovranit.

di

il

egli quindi

funzioni di ringraziamento in

ordinare solenni

li

sua

che giustificava la

parte

157

chiese della Diocesi e d' espandersi in dirno-

Dopo

strazioni di gioia.

eggiante

arrivo

1'

sua famosa pastorale

la

francesi,

dei

pochi

al-

mesi

di

La mattina dunque degli


campo da Sprisiano cavalc verso Treviso
er far 1' entrata e giunto che fu al montar del ponte alla
orta di S. Tomaso, fece cavaliere Ensedisio conte di Colho richiedeva la sua grandezza.
levatosi

itto

necrologio

'Nel

liso.

col

Padri

dei

San

di

Nicol

si

legge:

ICCCLXXXI die ottavo maji introivit civitates dominus Leooldus & ad portain S. Thome, per quam intravit fecit miteni dominum Ensedisium de Collalto Comitem Tarvisii)
finanzi

che giungesse

al

borgo tutto

Comune

el

bandiere

certe

popolo e

il

and incontro colle croci, portando

li

il

vecchie

la cineseria

confalone coll'arma
coli'

arma

del

Duca

Austria che da' Trivigiani erano gi state fatte in onore

'

Leopoldo

iso

onerali di

foiavi,
gli
la

Comune

mentre

aste,

di

accompagnavano

la

Bavaro aveva creati


duchi

d"

Austria)

vicari

e sotto

il

degli Anziani eran state serrate con

veneziani,

sotto

quantit

il

Treviso

fu porta incontro

sei

ran

1338 Lodovico

Padova

del

igillo

vecchio avolo di questo che fu gi signore di

il

(nel

erano

stati signori della citt

panno d'oro sostenuta


quale esso Duca entr a cavallo con
un'ombrella

Trivigiani

piedi che

e innanzi a lui

prima coll'arma del Re

d'

di

il

circondavano e

sventolavano tre bandiere,

Ungheria,

la

seconda coll'arma

Duca d'Austria e la terza coli' insegna particola!


uca che era in campo nero, un cavallo bianco nudo (die si
ni aria e aveva un fuoco dietro la coda. Qu
a portata da Lof barone e maestro di Caldaro maresciallo

}1

campo.
2)

Manoscritti Fontana - Biblioteca

Ricci.

tutte queste proteste di affetto e devozioc

distanza,

sembravano forse

agli austriaci,

un

po'... incoerenti,

se

il

vescovo

aveva

di

Per questa

meno male

trov di spiegare

dagli impicc

fedele attaccamento

quel Principe che pi non ; o quando

Potenza

ad essa e a fare che


tutti gli atti

sacerdoti

ai

che se aveva avuto motivo di eccitai

ad inculcare nel popolo un

di straniera

dett(

Treviso non era di troppo talenta

volta,

lui sottoposti,

stesso Mari

allo

almeno. Ma, come abbiamo

criterio di levarsi

il

158

di

le

li

aveva

al

invitati

comparii

ad

venissero prontamente

esibii

esib

una sincera cristiana obbedienza

era per dovere di religione. Cos, col dovere di

gione

si

spiegavano

La merce
Ora per

le

incongruenze e

avariata, passava sotto la

neanche

dirlo

le servilit

buona

etichett

monsignor Marin

fermava, che in questa occasione,


la

re',

lo

faceva parla;

vera gioia e che l'omaggio alla Sacra Maest

Francesco

li.

Imperatore e Re,

era

uno sfogo

cuore.

Per avere

il

riscontro completo alla disinvoliur.

trevigiana del maggio 1797

Leone

di

S.

quando fu abbattuto.

Marco, insegna della sovranit

ven-

ziana e venne eretto, in mezzo al tripudio popolar


l'Albero della libert

con quella del gennaio

17re

occorre esaminare anche la letteratura poetica


questo

momento

storico,

come

fu

gi

esamina

quella dell' altro.


L' eguale esagerazione,

1'

eguale vigliacca sen

r eguale inscienza d'ogni sentimento patriottico

ila,

nazionale.
eli'

159

bardi del 1798, erano facilmente quelli

anno prima,

eva

da

cos,

a cui l'ispirazione sorri-

gli eletti,

sublimatori

disinvolti

farli

dei pi

avvenimenti.

isparati

Prima

s'

insultava

caduto Leone

il

er far piacere ai francesi,

poi

si

Marco,

di S.

esaltava V aquila

nperiale per far piacere agli austriaci, colla eguale

3rmezza di convinzione e

aio
j

nel

un nugolo

momento

ioiii

)tto

il

versi

come

pubblicavano

come V

il

16 gen-

altra volta

intitolavano le composi-

si

in cui la fedelissima citt di Treviso, passa

glorioso
1'

t.postolica,

dominio

Re

di

Boemia, ecc.

Principiava un sonetto

Ah!

M. Imperiale Reale

di S.

Augustissimo Imperatore de' Romani,

Ungheria,

e d'

di

si

vieni

Augel Reale,

'l

fausto volo

Dispiega e volgi gli animosi vanni

Gioja portando al mesto Italo suolo.

E un

altro dedicato al
Cesare invitto!

Governo centrale:

Or tua merc

felice

Chiamasi appien Trevigi. Invitto Augusto

Le

Un

mai

licei

terzo poeta, che avr potuto morire con tutti

rimorsi,
alla

tue laudi a cantar a chi

fuor

che con quello

di

non aver fatto

rettorica, scriveva:
Alfin dopo la negra orrenda notte

Che dieci lune nelle sue tenebre


Ci tenne avvolti,

una pi chiara

luce

160

Che pria non era sovra noi

E pi
A

spande

si

splendido un Sol sorge dall' Istro

rischiarar coi lucidi suoi raggi

L' ampia contrada che Liquenza e Sile

Bagnano,

Sommo

gonfio e rigoglioso Piave

il

forman

a cui

confini

signor che

di quanti

Monte

il

le virt di

mai furo Eroi

il

Mare.

Tito

nel

mondo

Ereditate da' Grand' Avi tuoi

Fai nell'aureo tuo cor splender pi belle;

Tu

quel Sol che a ravvivar

sei

le

morte

Nostre campagne e a ridonar la vita

noi

s bello

e luminoso apparii

via di questo passo,

mare

quartina
servile

d'

che ne avremmo da

Per ultimo,

un volume.

un sonetto pi

citiamo

la

for

prim;

degli altri adulatorio

All'

ombra

eccelse dell'

Augel Bifronte

Insegna Augusta del Terreno Giove


Tieni e

ti

vesti d'

auree forme nuove

Trevigi mio, dopo tant' ire ed onte.

Non sappiamo

se

il

vate dell'

Augel Bifronti

abbia vissuto cos da udire quanto fu poi maledette

Certo

per

abbiamo ragione

di

stesso quel poeta che, tanto per

credere fosse

non derogare

regola generale, spandeva nove mesi prima


venti quell' inno alla libert
Cantiam

fratelli inni di gioia.

Di Libert

s'

udw

Invincibile e fido

Il

grido

eg'

dall

ai quattr

TH

fif

Sta

per

161

gli oppressi

Alziam

fratelli, gli

I Tiranni son

un Dio

animosi accenti:

spenti.

E... basta!
11

giorno seguente, 17 gennaio, giunsero a Treviso

destinato

generali de Wallis

comando

al

henzollern al quale veniva affidato


pure,

come Klenau,

capo

in

ed

truppe austriache d'occupazione

di tutte le

Ho-

trevigiano, essi

il

ricevuti da quattro

membri

del

Governo centrale e da quattro della municipalit.


Continuavano intanto a calare
Venezia

si

mandavano 7000

mata soltanto per

a Treviso
di

2000

cavalleria, 4000 a

suo

con buon nerbo

Padova

e nel Polesine,

1000 a

Bassano e Castel-

2000 a Vicenza, 15000 a Verona e Legnago.

franco,

truppa de-

le capitali degli stati austriaci,

soldati di fanteria

Mestre, 1000 a Chioggia, 1500 fra

11

Governo centrale aveva subito

nome

fatto precedere

dalla parola aulico e seguire dall'altra

rrovvisorw. Ci sufficiente per capire che


;orit

straniera

:azione

generale

he

il

civile

aveva idea

Oliviero

di

provincie

delle

conte

Governo centrale

de
e le

cambiare
occupate

1'

1'

anto

il

ivili

Ijoverno

loro

ufficio,

criminali.
di

come

organiz-

aveva pregato

Wallis

tutte

Dando questa

Francesco

II.

il

municipalit restassero

le

in-

altre autorit

notizia,

Treviso, ricordava, nel

invittissimo

au-

infatti

provvisoriamente al loro posto e continuassero

nuove truppe.

le

granatieri,

l'Aulico

momento che

Imperatore e Re, Cieli

162

mentissimo nostro Sovrano e padre ha con


lubile

nodo riunita

sua corona questa Regione

alla

tanto devota

che bisognava

taneo omaggio

di

giori

Se

il

rinnovare

eterna Fede che gi

hanno con sacro

indisso-

rito

lo spon-

nostri Mag-

solennemente prestato

governo cosidetto democratico dei

1)

certamente

Anche qui

il

governo

dell'

>:

).

francesi,

aveva avuto in molti punti contatto colla pi


autocrazia,

odiosa

Austria nor

alludeva alla venuta a Treviso di Leo

si

poldo duca d'Austria nel 1381. Sulla cerimonia ricordata da

Governo centrale del 1798, si legge nel Verci gi accennato


Gli Anziani della citt con una onorata compagnia di ca
valieri

gentiluomini cittadini,

duca supplicandolo

di avere

presentarono davanti

si

per raccomandato

loro desiderio.

il

popolo alzaronsi fino

al cielo

loro

Comune

domandarono conferma

e riconosciutolo per loro signore gli

zione de' loro stati e delle antiche usanze.


tento ed appag

il

cos ne fu con

che fatto,

Il

le

voci

acclamandolo signore della

d(

citt

Marchese di tutta la Provincia. Indi innalzarono nella Piazz


due stendardi uno coll'arma del Re d'Ungheria e 1' altro co
quella del Duca d'Austria, avendo tolto la notte innanzi gi
e

dall'

antenna, quello di S. Marco.

da

Gli Anziani nel prendere

del popolo, per

lui licenza e partirsi,

uno dei Giudici

destriero coperto di

gli

scarlatto

in

nom

presentarono un bellissim

di

fornimenti lavorati, co

molti argenti smaltati che in tutto poteva valere trecent

cinquanta ducati

d' oro,

pregandolo che

quel presente, se ben picciolo, perch

per

le

guerre erano impoveriti per

offrir di pi.

gli

Onde

Anziani e tutto

egli
il

si

degnasse accettai

cittadini in quel temp

modo che non

potevan

graziosamente accettando ringrazi

popolo,

disfatti di lui si partirono.

Neil' Istoria di

quali molto contenti, e

soc

Trivgi di Bonifacio

detto

anche, eh


poteva

essere

163

non fu pi dolce e

estremo bisogno

tiva
tesse

d'

una mano

di ferro

si

sen-

che met-

d' ordine nello scompiglio generale, di

un po'

fine all'anarchia in cui

un governo forte che ponesse


erano piombate tutte

un

che ridasse

Del

liberale.

resto oramai, nessuno se ne lagnava, poich

le

amministrazioni pubbliche,

po' di sicurezza alle

campagne

vase da malandrini fatti audacissimi dalla impunit

mentre Leopoldo

s'

avanzava,

Carniola,

nana.
L'
posta

),

trevigiani l'avevano gi ono-

Duca d'Austria, di
Conte di Tirolo, Marchese

rato nelle lettere di


li

in-

Stiria, di Garanzia,

della

Marca

Trivi-

arma
sul

Leopoldo d'Austria fu scolpita in marmo e

di

palazzo della Ragione in piazza dei Signori, dove

incora si trova.
1)

[uel
li

Per dare un' idea

tempo, notiamo

cui

dello

fatti

rimasero sconosciuti

stato di sicurezza pubblica di

gravi succeduti in circa due mesi


gli autori:

aggressione notturna a Candel


pria casa da
1.

la.

li

in pro-

sua nipote Elisabetta

Monigo da Giuseppe Murer - 2 novembre 17 .)7


Moggian da Marco Bellio - 6 ottobre 1797
(

1.

Levada dall'oste Mattio Tonin

i.

Monfumo da Comiani

1.

novembre 1707

Ci

don Camillo Faleschini

12 decembre 1707

e gastaldo - detto

a Salvaronda di Castelfranco, sulla strada da Jaquet conduttor d' artiglieria francese

1.

\\.

a Villorba, sulla strada

a S.

Ambrogio

di

da Andrea Visentin

Fiera,

in

casa,

da Angelo Cuzzaro

27 ottobre 1797
l.

a Salotto,

da G. B. Loschi,

condotto a casa dove fu preso


I.

La

assalito
il

sulla

strada e poi

denaro

Galiera di Castelfranco da Bortolo Trentin.


lista dei reati

minori occuperebbe un volume.

che ridonasse infine


di respiro

164

quella

alle popolazioni,

pace

lasciante

un

po'

perch potessero sanare

piaghe d'ogni sorta, aperte dalla guerra e dall'in-

le

vasione francese.

primi ordini impartiti da Hohenzollern, ingiun-

sero agli

locandieri ed albergatori, di portagli;

osti,

ogni sera la lista del nome, patria, condizione

di

ciascun forestiere arrivato o stanziato nella giornata.

Venne

proibito

sotto pena di prigione ed essere]:

calcolato contrario alla rispettosa sudditanza dovuta

a S.

M. l'Imperatore

che

si

portasse danno alle

an-jj

tiche fortificazioni, muri, bastioni, chiuse e sostegni;

che nessuna fabbrica venisse eretta in vicinanza


fortificazioni stesse

far disegni
per

Poi,

della

citt o delle sue

conoscere

opere di

ignoti malvagi

gli

aggressioni

molteplici

alle

che nessuno ardisse levar piani,

armata mano

alle

difesa.'

autori

d:

case

ec

alle strade in barbari ed imponenti modi eseguite

decret che qualunque complice dei fatti impu-

si

niti

mandante

il

qualora non fosse stato

ciando

compagni

Siccome anche
politico

avrebbe

si

autore principale

ottenuta la libert, denun-

nel delitto,
disse

1'

duecento ducati.

qualunque cangiamente

anche ottimo, non

scevro da quegli incon-

venienti che derivano dalla variet delle opinioni


la

memoria

delle quali

non pu ad un tratto

guarsi e produrre quindi qualche

za
all'

si

dile-

seria conseguen-

autorizz chiunque a denunciare

gli avversi

autorit ed al nuovo ordine di cose, che sareb-


bero

165

severamente puniti e

stati

emanava a

si

un proclama del generale Hohenzollern,

scopo

cui ora questo, testualmente, l'articolo

tale

vietato insultare

le

persone

di

V.:

di opinioni di-

verse da quelle che felicemente prevalgono,

ma

vi-

ceversa vietato a chiunque di sostenere opinioni


contrarie al presente sistema.

Non

biva

si

ponesse freno alla lingua

cittadini trevi-

un or-

quindi

si

proi-

qualunque discorso sulla presente situazione

politica

pena

lunque

fatto,

il

carcere ed anche pi grave. Qua-

qualunque genere, doveva essere

di

prontamente denunciato

vecchio

nome

del

agl'Incliti Magistrati

municipalit

visori della

ficio

affermava la pubblica tranquillit

dine successivo,
esigere

non potevano

per,

solo

sostenere idee contrarie all'Austria:

giani

che avevano assunto

di Provveditori ed Anziani

Malefizio,

dai

Prov-

Capi contrada in

il

all'uf-

citt,

dai

Merighi, o uomini di comun, in campagna.

Ogni arma da fuoco veniva proibita


tori

della quiete pubblica sarebbero stati

puniti

gravemente

se avessero resistito 'alla forza,

meritato la morte;
e satire,

le

si

vietavano

voci ingiuriose,

gli

perturba-

avrebbero

attruppamenti,

tutte le gazzette pro-

venienti dalla Francia, dall'Olanda o dalla Cisalpina


9

qualunque stampa, se prima non fosse stata rivista

dal generale

comandante;

che nel distretto


stato

di

si

vietava tanto nella citt

pena essere prontamente arre-

fumare tabacco

nelle pubbliche strade.


Come
sotto

P aveva

gi

fatto

Comitato

il

governo dei francesi

il

tocchi, Questuanti e

intendendosi

vano

166

li

banditi

tutti

Vagabondi

li

di Polizia,

Birbi

Pi-

forestieri, compresi

Canta-storie e Canzoni

da questa e da tutte

s'

intende-

le altre

Citt,

Terre, Castella e loro Territori di questa Provincia.

Fino

allora,

casa la sera,

trevigiani

al

che restavano fuori

Caff del Gobbo, eh' era

principale, al Casino dei Nobili

il

ritrovo

qualche altro

in

),

di

raro caff o nelle famiglie che ricevevano, dovevano

quando

non splendeva

la

luna

tornare a casa a

tentoni o col servo che loro rischiarasse la via col

fanaletto acceso.

che data

dal febbraio 1798,

prima illuminazione pubblica

di Treviso,

la

ordinata

dagli austriaci per misura di sicurezza pubblica.

Fu

riscontrata per insufficiente e troppo costosa,

che un altro ordine della

meno

luna

nelle sere

in cui

si

polizia,

dispose che

gode

benefizio della

il

privati dovessero esporre a loro spese un;

lume, dinanzi

la

porta di casa,

il

quale durasse

l'

in-

tera notte anche nell' invernai stagione.

L'avviso d'appalto della prima illuminazione pubblica prescriveva:

Dovr

l'

impresario mantener

niente pavero tutti


in

numero

1)

Era

li

fanali che di

di Olio e

tempo

in

conve-

tempo

di circa 300 gli verranno coi suoi ferri

in piazza del

Duomo, dove

ora risiede la Corte d' Assise.

fu poi

il

Municipio

ed

consegnati,

167

che dovranno ogni sera essere a tutte

Ave Maria

sue spese accesi alla prima


fino alle

ore due dopo mezzanotte.

La Regia Direzione generale


stata subito

tutte

colari,

processioni con torcie.


a

chi

gli abitanti,

mancava multe,

qualunque botteghiere che tenesse aperto

esercizio

durante

la

come

minude in tuniche
farsetto

all'

all'

umanit,

gi a Venezia

Il

il

petto e

il

cappellini

mode

dei

),

alla

E
le

per imisi

videro

donne

Pamela,

chioma raccorcia

se-

co-

e senza

non poteva certa-

paterno regime austriaco,

le

sia

collo.

mente lasciar correre


ho

suo

ateniese aperte sul fianco, in

stumi alla ghigliottina, con la

benda

il

Parigi, durante la invasione

per corruzione di costumi.

indie a Treviso,

alle

multe

da moltissime donne adottata ed

ssagerata, sia per desiderio di novit,


sia

sue

funzione sacra.

La moda venuta da
francese, era stata

tazione,

le

invitando essa stessa, regolari, se-

Scuole ed Arti e

le

che era

di Polizia,

prendeva poi sotto

organizzata,

la religione,

ali,

e continuare

lo

scandalo e quindi ordin

vestiti,

ritornassero alle vecchie

:brme.

Un
lei

giornale dell'epoca, accennando a tale ordine

Comitato

scare

l)

di Polizia,

Sebbene quei

scriveva dopo qualche giorno:

Veneti che

s'

eran

lasciati ade-

da fatalissime mode, avvezzi per a rispettare-

Malamani

Isabella Albrizzi ed

il

suo tempo.

168

non abbiano mancato

Je leggi,

proclama

dimetter

di

Pulcinelli, che

Milano.

rit

amano

Non

travano

esponendo

che

rendono

li

si

boja

ridicoli all'

uomo

espone a disprezzi e rigori

zelo,

mettevano

modo

il

autorit austriache,

le

di vestiario,

doloroso fatto!

il

dimesso.

sessi

nel regolare

dei pertinaci

appunto come

non tarder per meglio ad essere da

della Giustizia

Tanto pi

hanno ancor

di vestir

probo ed illuminato e

entrambi

apparir del primo

dubita per che questa singola-

si

vestiario

di

all'

spoglie della fatale e corrut-

le

trice democrazia pure v'

di

una troppo

che

le

donne

en-

perfin nelle chies(

libera nudit della

persom

che spiega la pi abbominevole irriverenza. Pei


fatale

legge

di natura,

giovanotti,

secolo scorso, in luogo che

avranno guardato
centi,

quanto

le

pi...

il

sulla fine del

celebrante sacerdote,

belle donnine, tanto pi sedu-

attraente

il

vestito.

Eh! c'era

da impensierirsi, specialmente per una Direzione

di

eman un manifesto in proposito,


passare ai posteri come una vera e

Polizia; la quale

che degno

di

dilettevole curiosit

1)

*).

Del resto, se

La Regia Direzione generale

si

crede all'ono-

di Polizia

riconoscendo

Ira gli oggetti della pi attenta ed efficace vigilanza

l'estir-

pamento d' una osservabile inverecondia per cui non poche


donne obbliando i principi di una onesta educazione e le
convenienze
loro

nella

ancora

della

nascita,

fanno

libera

pompa

nel

una scandalosa nudit ed oltraggiante


pi detestabile forma la Cattolica Religione, non senvestiario

di

sembra proprio, che

revole Ufficio,

portate, in pubblico,

male provenisse

il

mali obbliavano
zione e le

169

dalle

dall' alto,

modi

questi

in

vere dame,

e col rispristino dei

Margherita

lue

conventi

:hio

uso, reintegrando nei loro diritti

S. Nicol

eli

Eremitani,

gli

S.

al

vec-

Domenicani

decoro della religione,

al

all'autorit austriaca alla

le

una onesta educa-

principi di

convenienze della nascita.

Provveduto

cose fossero

le

ad un punto allarmante e che

si

pens

nuova organizzazione

del-

amministrazione pubblica, la quale solo provviso-

iamente

come

fu detto

era stata lasciata ai

orpi civici istituiti dai francesi.

Dal quartier generale di Padova,


ale

Oliviero di Wallis, ordin

1'

il

conte gene-

abolizione di tutti

Governi Provvisori Centrali, Municipalit, Comi-

Commissioni

iti,

qualunque altro Corpo o Collegio

Amministrazione che fossero emanazione o dipen-

ao rimorso in presentarsi con lo stosso scandaloso corrodo

tempio santo di Dio e volendo impedire etc. decreta:

Che

le

donne

di

qualunque

sia

grado e condizione pre-

miandosi o trattenendosi nelle chiese escluder debbano as-

tutamente, qualunque abbigliamento o vestito che per una


i

abbastanza nota seducente configurazione o per un equi-

co e perci

la della

Lia

spiega

la

o per

una troppo libera nu-

pi abbominevole irriverenza

casa stessa di Dio e perci debbano comparirsi in tutta

persona onestamente vestite col viso e petto coperti.

In
<

immodesto colore

persona

torte

li,

in

altro decreto stabiliva che le


il

capo di un

modo che

velo

(!)

donne fossero

in chiesa

non trasparente, o panno

sieno realmente coperti tutti

capelli.


denza degli
Consigli

norme
zioni,
le

Corpi

Collegi

nomi che avevano

e coi

Venivano

uffici soppressi.

generali,

Le opere

170

riacquistavano

pie,

feudatari

al 1
le

ripristinati

secolari,

colle

gennaio 1796.

loro

amministra-

loro diritti; cos la loro potenza,

autorit ecclesiastiche. Col vecchio regolamento per

la giustizia si ripristinavano

nali,

nelle

istituendosi

Treviso

un Tribunale

veva discutere

giudici civili e crimi-

principali

citt

fra cui

che do-

Appellazione,

di

cause decise dal giudice di prima

le

istanza.

Riguardo

alla finanza,

pure secondo

le

norme

si

rimettevano in vigore

vigenti al principio del 1796

tutte le regalie, contribuzioni, dazi e gabelle, an-

nullandosi qualunque legge od ordinazione che

fosse:

stata fatta in contrario.

L' autorit
atto

austriaca,

per ottenere

solenne di sudditanza,

occorreva,

per legalizzare

popolazioni passate sotto

il

la forza
i

poi

con un

morale che k

suoi atti

di

fronte

suo dominio, n per

vo-

lont di queste, n per diritto di conquista, esigette


corpi pubblici, da tutti

da

tutti

regolari che secolari,

delle citt e delle


all'

fu

veneti,

da allora che

padrona da

noi.

tutti

corpi ecclesiastici
i

capi di famigli?

campagne, un giuramento

Imperatore Francesco

altri abitanti

da

1'

li.

trevigiani,

di fedelt

come

giurarono con entusiasmo


Austria

si

g
;

<i

credette veramente

diritti imprescindibili sulle nostr<

Provincie, pi che dal trattato di Campoformio, da

171

giuramento del 1798 essa credeva tenerli; e fu per


conoscere che

farle

s'

non

Italia se

era

stra-

che tanto sangue venne sparso

usurpatrice,

niera

sentimento nazionale

il

che essa non era in

risvegliato e

eroicamente, che tanti soffrirono e morirono. Quante

nome

infamie e quanti delitti, in

che

leggerezza e tanta sommissione

Ai frequenti
si

cedevano nel

offesa

pi

ai

dove

('di

moralit non doveva esser

la

occhio vigile della polizia vegliava

1'

buoni costumi che

storiche,

principi,

pompa ed
vescovo

ai ladri.

con

con grande

Te Deum, che

egli stesso,

di

Sovrani e

di

festeggiati

solenni

Marin intuonava

Anniversari

genetliaci

tutti

frequenti

Tutto era per la

la chiesa.

onomastici,

venivano
ai

con cui

anniversari repubblicani, suc-

chiesa, nella chiesa e

date

stato politico le cerimonie reli-

dove

feste

le

giose,

gli

nuovo

giuramento

agli spettacoli pubblici

balli,

solennizzavano

di quel

avevano prestato con tanta

bisnonni

nostri

con tutta

il

la

convinzione, intervenivano le solite autorit civili


militari

li

ma

allora era

uno

sfolgoro di uniformi,

divise, di spalline, di sciabole,

ricami, allora

di decorazioni, di

non mancava alcuno, guai

V era

il

comandante militare in grande uniforme, seguito da


;utti

gli ufficiali, v'

erano

tutti

g'

impiegati

'icami e spadino,

econdo

il

le

autorit in uniforme e

secondo

spadino, adottato subito,


in

calze

gli ordini di

di seta,

Vienna

giubba coi

vestilo da cerimonia che variava

gradi e che

si

portava da

tutti,

usanza

172

essenzialmente tedesca che in parte sussiste ancora


in

Austria ed in Germania.

Fra

cerimonie

le

primo tempo della do-

di quel

minazione austriaca, troviamo da ricordare

la bene-

dizione delle nuove bandiere del reggimento di fan-

Guglielmo Schroeder. Si capisce che

teria

il

vec-

chio proverbio bandiera vecchia onor di capitano

non era

allora

praticato,

mento Schroeder, logore


battaglie,

se

dal

trovavano degne

si

insegne del reggi-

le

tempo

e dalle palle delle

La

di pensione.

bene-

dizione avvenne nella chiesa dei Santi Quaranta, dove

celebr messa solenne

erano schierati

nava ed
segno

vescovo

due battaglioni

il

1'

reggimento scaricava

il

fuori, nel borgo,

propri fucili

assistito tutta la nobilt trevigiana,

nastri

sei

dame

da esse ricamati con frangie

alle sei bandiere.

Fra queste dame v'erano

Thurn Pola,

tessa

in

esultanza. Finita la messa alla quale aveva

d'

rono

artiglieria tuo-

lega-

d' oro.

la con-

nobildonna Priuli Barea,

la

la'

contessa Khevenhller Avogadro.

Quanto
linea.

permettevano

Si

meno

il

alle altre feste, esse

venerd ed

il

le

giorno della Purificazione

M. V. Non potevano per


giore

di

necessario

del toro e

dava
che

la

vi

si

sei,

si

venivano in seconda

maschere nel carnovale;

riunirsi in

entrare

contegno.

permetteva

Si
il

nei

permettevano
teatro,

dovuta moderazione essendo


faccia

uno

numero mag

caff senza avere

ma

d;

si

le cacci*

raccoman-

osservabili

strepito indecente e scandalose

173

con urli e grida non convenienti al pubblico Luogo,


n alla tranquillit che vi

allora e continuarono poi

carnovali riescivano

per molti anni, brillantissimi


cui rifugge la gentilezza dei

divertimenti

deve osservare.

si

caccie del toro, da

le

costumi moderni, erano

Nascevano per

favoriti dal popolo.

sempre delle gravi disgrazie. Al teatro

commedie ed opere

tavano

In complesso la vita

si

rappresen-

svolgeva tranquilla, occu-

ognuno nei propri

pandosi

si

giocose.

affari,

sotto

un governo
tempo,

fortissimo che, in relazione alle idee di quel

tutto

cedeva

guadagnarsi

provvedeva a tutto, collo scopo di

1'

affetto dei

nuovi sudditi e mantenersi

sicuro nel paese.

La

ebbe per corta durata, che dei

tranquillit

movi, gravissimi avvenimenti

Fra l'Austria

ropa.

dia

guerra

che

enti:

in

.1

Russia

primo

si

che

s'

la Francia,

si

maturavano

marzo 1799

1'

agli

austriaci di evacuare,

dia, dove Scherer

ecessore

di

estuiate

alla

il

il

Reno
Lech,

Massena

in-

marzo

l'I-

vincitore di Loano,

1'

an-

Bonaparte nel comando delle truppe


guerra

d' Italia nel

ronte al generale austriaco

1)

il

diffe-

il

arciduca Carlo

3 di marzo; la Svizzera, dalla quale

giunse

Eu-

scoppiava una nuova

sarebbe combattuta in tre luoghi

Germania, dove Jourdan passava


di

in

era frattanto collegata

Adolphc Thiers

barone

listone de

la

179G
di

stava di

Kray

).

Era

Revolution francaise.

174

questi subentrato provvisoriamente al comando, per


la

morte avvenuta a Padova,

Federico

d'

Orange

comandante

d'artiglieria e
in Italia

il

6 gennaio del principe

Nassau,

le

a 25 anni generale-

truppe

di

quel povero principe che,

Francesco

II,

non sappiamo

se per la sfrenata adulazione degli scrittori dell'epoca

o proprio perch se lo meritasse, era esaltato per

coraggio, per

Le

le

ili

qualit morali e pei talenti militari.

necessit della nuova guerra, che in Italia prin-

cipiava ad avere per teatro

le

rive dell'Adige nelh

notte dal 23 al 24 marzo, portarono dei nuovi pas


saggi di truppe per Treviso. Ricominciarono
le requisizioni e le

ricominciarono

97,

ingenti. Oltre ci,

dava Paolo

Ho

di S.

vi
il

noie,

scritto

le

disturbi, le spes>

russi,

che man

armate del suo

Paolo

I.

al

Souwarow

preso massima di spedirvi in Italia in soccors

M. l'Imperatore

Re mio

si

Fratello ed alleate

bisogno n di trionfi n di

la patria ha bisogno di

deri

ha

le

aspettavano

Aveva

Souwarow non ha

ma

si

rinforzare

I.

leato austriaco.

allori

forzate somministrazioni del 179*

Souwarow ed

avvicinano a quelli di Francesco

eletto

comandante supremo

della sua

allori

miei
II.

des:

che

armata

prega di accettare. Dipende dunque da Souwaro

compiacere

le

acclamazioni della patria ed

deri di Francesco

II.

zioso ordine del suo sovrano e


le

,
<

des

Souwarow da buon soldato, aveva accettato


per raggiungere

"\

s'

truppe che

il

gre

era posto in viaggi


s'

erano

messe

narcia fino dal novembre.


geva

25 marzo

il

175

generale russo giun-

Il

Vienna, ricevuto con grandi

este ed onori alla corte imperiale

ippartamento offertogli
ira

sua abitudine.

Il

ed alloggiato dal-

malgrado

ambasciatore moscovita, dove

ricco

il

dorm sulla paglia, come

Souwarow

12 aprile,

sostava a

Treviso, col seguito di molti ufficiali e colla scorta di

picchetto di cosacchi.

in

suoi

lei

settant' anni,

Era un uomo vegeto


dotato

di

Dopo aver cambiato

:oraggio.

e forte

molta energia e

rimont

cavalli,

in

arrozza e ripart diretto a Verona. Si ferm invece


paesello

tei

d'

Monigo poco lontano

un contadino

del luogo.

lamiglia offrendole vino e liquori,


i

dalla

citt,

dopo mezzanotte, domandando ospitalit in

giuntovi

asa

di

Ne ricompens
durante

la

la

fermata

circa un' ora rj.

Quella stessa notte giungevano 500 cosacchi a calallo

il

giorno dopo vari battaglioni di granatieri

carriaggi di munizioni.
iuca Giuseppe, nella

ivitando la
i

citt,

si

11

reggimento d'usseri Arci-

sua splendida e ricca montura,


dirigeva contemporaneamente

raggiungere l'armata, per

fizione

la

strada di circonval-

esterna da porta San Tomaso a porta Santi

Quaranta.

Come
rado

gi per la prima venuta dei francesi, mal-

T alleanza che legava

trevigiani furono molto

1)

Memorie De Gobbis.

russi agli

austriaci,

impressionati per

il

loro

176

passaggio credendo fossero dei barbari autentici, tanto


che,

primi giorni tutte

dice, in quei

si

le

botteghe

rimanessero chiuse, e venissero riaperte solo per un


energico

ordine

Le voci

dell' autorit.

complimenti che usavano

sui

pochi

russi nei paesi che attra-

versavano, erano state precedentemente smentite

dai

giornali austriaci e fatte smentire da quelli di Venezia.

nemici

vano cercato
illibatezza

di

dei

ordine

dell'

si

scriveva

ave-

spargere malignit sulla condotta

ma

russi,

tutti gli individui

luoghi

dei

convengono che la pi esatta


alle altrui

ed

propriet

dovunque mantenuti

).

alle

il

governo austriaco
per

dove passarono,

disciplina,

il

rispetto,

donne, furono da

essi

Pare che queste parole fossero vere, non avendc


noi trovato

nessun

fatto che

si

sia

addebitato

alle

truppe russe, n alcun documento provante quelle

malignit che avevano avuto bisogno

di essere

uffi-

cialmente smentite.

Anzi leggesi
truppa

in

venne fatto;

gio

una memoria, che da tutta


ben disciplinata nessun

agile, robusta,

tutto

si

quella
oltrag-

paga senza contrasti

denaro contante; anzi colle maniere pi obbliganti,


dimostra la sua gratitudine

verso

chi

per

lei

si

presta.

La prima colonna
viso,

1)

di

era composta,

Novelle del Mondo.

queste truppe giunta a Tre-

come

fu detto,

di

cosacchi

OF

r:

,r


Seguivano

granatieri.

177

no composte di bellissima gente

Paolo
ai

avendo scelta

parte migliore delle sue armate

la

I.

campagna. Era-

cacciatori di

dai

20

40 anni, d' un aspetto marziale e grandioso, nelle

uniformi originali

sue

moltissimi

quei soldati

di

avevano sul petto delle medaglie, fino quattro, guadagnate in battaglia


sciabola e pistole,

cosacchi,

armati

conducevano seco ognuno un


che montavano

vallo di riserva oltre quello

Prima ancora che Souwarow arrivasse


per prendere

comando generale

armate

in Italia, le

nuto

il

di

ca-

).

all'Adige,

degli austro-russi

su

quelle

della Francia

repubblicana, le quali erano state sconftte a

Souwarow

ed a Mugliano. Giunto

da Moreau, nel supremo

e sostituito

comando

Verona
Scherer

dei francesi,

ro-

armi repubblicane, continuano a Cassano,

vesci delle

Moreau a

obbligando
in

Francesco IL avevano gi otte-

successi militari

dei

di lancia,

Liguria.

La

su Alessandria, poi

ritirarsi

capitale

della

repubblica Cisalpina,

cade in potere degli austro-russi che, animati dalle


grandi

prendono

invadono

continue vittorie,
la cittadella di

antica sede

dei

il

Piemonte,

Torino e creano in quella

re di Sardegna,

un governo prov-

visorio.

Macdonald da Napoli,
Moreau
glie

1;

della

raggiunge

combatte contro Souwarow


Trebbia.

Cadono

in

mano

1'

armata

le tre

di

batta-

dei collegati

Novelle del Mondo.


12

Mantova

Alessandria,

178

e Serravalle

a Novi

generale Joubert, Tortona e Cuneo

il

Durante questo tempo,


viso

muore

arrendono.

rinnovavano per Tre-

si

giorni della fine del 1796 e del prin-

brutti

Raccomodato

cipio del 1797.

era continuato

il

il

ponte

sulla

Piave,,

passaggio delle innumerevoli truppe

austro-russe, che gravitavano pel loro


e pel loro alloggio sulle
vati. In senso inverso,

battaglie

s'

mantenimento

casse pubbliche e sui pri-

provenivano dai luoghi delle

prigionieri francesi, che venivano diretti

in Austria.
11

di

25 aprile

si

Rosemberg,

ficiali russi

numero

cambio a

il

4 maggio

accompagnato

il

principe Costan-

dal principe Esterhazy.

cavalli erano stati approntati, per dare

il

ospedale ambulante

parte della guarnigione

salpini,
ai

essi

di

grandi carri

russo,

arrivava

Brescia

42

giungevano

ai

primi

di

Fra questi

maggio ed

offerto di servire nelle

file

soldati cisalpini,

che quasi

altri.

Ad

austriache, pre-

stando giuramento di fedelt. Accettarono.


i

altri 100(,

ultimi, molti piemon-g

che furono a Treviso separati dagli

venne

dall' altra

ufficiali e 30C

fatta prigioniera. Altri 2000 francesi e Ci

19 di quel mese.

tesi,

il

loro seguito.

Mentre da una parte giungevano

soldati

uf-

quelli delle carrozze colle quali viaggiavanc

due principi ed

dell'

generale conte

generale Binder e moltissimi

il

di cannoni;

Quaranta

il

pochi giorni dopo, 9000 russi con gran

tino di Russia,

fermarono a Treviso

Non

cos:

tutti preferirono rima-

Furono

nere prigionieri.
nel

179

come

alloggiati,

gli altri,

convento degli Agostiniani.


Alle

cadute

di Torino, di

Milano,

di

Mantova,

erano sempre nuove cerimonie e nuove feste a Tre-

dove

viso,

pei

suoi

la solita

denti

accademia poetica, trovava pane

nelle

rapide vittorie dell' armi au-

striache, ed affermava

....

che

collegati

quoti procellosi venti

Crolloro

Campi

Son queste opre

Rammemorava
l'

e conquassar le Porle.

dell'

uom

poi un poeta,

o son portenti'!

il

triste

tempo

del-

invasione e vedeva

Sciami di Gente

il

nostro sangue

Succhiar com } api e come

Ardere

Fin

dove Adria serra ed

Ma gli

depredar dai gioghi alpini

Austro-russi e

Piombar

foco spini

il

V uno

il

cos su quella turba

Po langue.
altro duce

rea

Che passammo colando e pi non ere

Le cerimonie
tedrale,

dove

si

alla

ringraziava Iddio,

facevano, naturalmente, nella cat-

presenza delle eterne autorit


lo si

pregava a compier

delle vittorie austriache, si


in

battaglia.

1'

ai

opera
morti

Cerimonie son queste molto diverse,

6ervava uno scrittore

1)

implorava pace

si

Novello del Mondo.

),

da quelle che celebravano

180

francesi pei loro trapassati Fratelli d'

pianure di Vicinatello, con

povera

citt,

quali

le

sommo

Armi

nelle

aggravio di questa

non erano che pubbliche dimo-

strazioni del loro Epicureismo e detestabile Ateismo.

Quando

Mantova

prese

scriveva

immortale Kray Eroe d Italia

1'

poi

baluardo

il

con essa precipitava

dei pedissequi dell' ateismo


il

d' Italia

come

si

unico conforto

1'

della rapina

quando

generale Foissac la Tour con tutta la guarnigione

ne

onori

cogli

usc,

religioso -ufficiale

guerra per,

di

non ebbe pi

limiti.

1'

entusiasmo

La

cattedrale

fu parata a festa, le colonne furono coperte di epigrafi latine in

onore

di

Francesco

Nascimben,

Fassadoni,

Loschi,

II.

e dell'armata,.

Trento e

gli

altri

rimatori trevigiani, suscitarono tutta la mitologia per

celebrare
ric

1'

avvenimento,

collegio dei nobili inca-

il

due dei suoi membri,

pato ed

il

il

conte Raimondo Vol-

cavaliere gerosolimitano conte Francesco

Spineda, di recarsi a complimentare

furono distribuiti
l'

Ospedale

alla

il

generale

guarnigione ed

mille fiorini

offerto da molti cittadini

dai

Kray

ai feriti del

Provveditori

un grande pranzo

e venne
agli uffi-

ciali austriaci della guarnigione.

Frattanto,
1'

il

generale Bonaparte ritornava dal

Egitto a Parigi

contro

i'

armata

trovava

Francia e

di

collegati vittoriosi

il

popolo malcontento

del Direttorio.

Che cosa

si

fatto

di

avevo lasciata cos brillante?

questa

Francia,

che

disse Bonaparte

ai

181

due Direttori Gohier e Moulins.


la

trovo la guerra

pace,

trovo dei

torie,

Avevo

lasciata

avevo lasciato delle

avevo lasciato

rovesci;

vit-

milioni

trovo delle leggi spogliatrici e la miseria.

dell' Italia,

Dove sono quei centomila francesi che conosceva,


miei

compagni d'arme? Son morti!

Aiutato dall'armata,

invadendo

rettorio,

Cinquecento, che

vano avversi e fa proclamare


stesso far parte

Mentre

il

mostra-

gli si

Consolato, di cui

volgono alla peggio dei

francesi e fin

Genova cade

malgrado

eroica

difesa

in

potere

di

Massena, Bonaparte

dell'

Austria,

compie colle sue truppe quel passaggio del


che rester fra

nardo,
,

rengo

le sorti

combattimenti
cacciati dalla

Ber-

S.

meraviglie della storia

le

mondo. Dopo

militare del

Di-

come Primo Console.

in Italia le cose

la

il

coi granatieri la sala di S. Cloud,

dove s'erano riuniti

egli

Bonaparte rovescia

gran battaglia

la

cambiano totalmente;
gli austriaci

una

in

di

Ma-

serie di

sono sconfitti e vengono

Liguria, dal Piemonte

Lom-

e dalla

bardia.

Dopo una tregua,


Mincio

novembre

in

austriache,
dosi
I

scontri,
imperiali,
la

rimaste

russi

riuscirono
s

frontiera,

sole

ritirati

guerra

1800, tra

del

che aveva preso

jgarde

la

il

per

Brune

comando

dinanzi

ancora

ricominci

la

Belle-

delle

truppe

francesi,

Svizzera.

sfavorevoli

sul

essen-

Dei nuovi
alle

armi

che furoro costrette a ripiegarsi verso

sempre inseguite da Brune.


Verso

la

met

di

182

gennaio del 1801,

austriache erano giunte a Treviso, dove

truppe

le
si

credeva!

dovesse combattersi una battaglia decisiva, secondo


date dai generali austriaci,

le disposizioni

ma

invece,!

ebbe luogo solamente presso Castelfranco un badalucco di vanguardo in cui


di Stato

rale
di

colonnello Morsel, capo]

il

Maggiore del corpo comandato dal gene-j

Marmont,

mano molto

due suoi aiutanti fecero un

brillante.

colposi

Notando un corpo d'ussari

austriaci separato dal grosso delle truppe da ostacoli]


e da fosse,
ciatori e

presero con loro 50 cavalli del 15 cac-

dopo averlo ravvolto ed intimatogli d'arren

Erano 230 uomini

dersi, lo fecero prigioniero.

Treviso

comp allora un

si

storia, al quale tutti gli scrittori

Marmont

nelle sue

Marmont che aveva


glierie

sul

sapienza,

Memorie
diretto

il

).

fatto rimasto nella

accennano,

pi particolarmente e con diffusione


di

il

il

Botta

solo maresciallo

pi volte citate: quel

passaggio delle

arti-

San Bernardo con rara intrepidezza

che fu poi creato duca

di

Ragusa,

che

govern Trieste prima del povero Junot; quel Mar-

mont che
quel

Napoleone.

per trent' anni

espi

giorno in

Un

cui,

dopo

recente storico

popolo, nell'armata, a corte,

nessun insulto

1)

2)

al

duca

di

il

suo trionfo, da

disastri del 1814, trad

2
)

dice che, dopo, nel

non venne risparmiato

Ragusa. Sotto la prima

Mmoires un Marchal de Marmont.


1814- Henry Hussaye.


Restaurazione
si

chiamava

diceva ragusade per tradimento e

si

la

compagnia

delle guardie del corpo

Marmont

la

che comandava

marescialli

maresciallo,

avrebbe

voluto

morire,

Napoleon. Lo stigma
nelT

1/ avvenimento

quel
di

che

Treviso,

trattato

pace

al

di

il

patria,

dove

passava tristamente

sulla

alla

Eco

della

colti

mo-

che ga tradlo

coscienza pubblica,

cui alludiamo fu
la

lo

armistizio

1'

guerra del 1800

e preludi

Luneville che diede qualche anno

nostro paese.

generale austriaco Bellegarde,

Il

quando

Venezia,

esilio!

fin

dalla lista

ragazzi del popolo lo

stravano a dito, dicendo

fin

Giuda.

di

nome

suo

pensando

riva degli Schiavoni,

perseguitava

compagnia

il

Francia.

di

vecchio

di

Napoleone cass

Nel 1815,
dei

183

invece che so-

spendere la ritirata delle sue truppe e dar battaglia,

some

gi

ara

francesi credevano, saputo che in

proposta mandatagli da Brune, con cui

dava

Germania

conchiuso un armistizio, accett

stato

di aprire la trattative

gli si

la

doman-

per una sospensione di

armi. Bellegarde che gi stava per lasciare Treviso,


diretto

alla

mand

al

zava,
Il
;
,

ulle

il

Piave dove

quartier

truppe

Io

generale francese

precedevano,

che

avan-

si

suo quartiermastro generale barone di Zach.

generale Brune l'accolse con premura, ragion


condizioni,

acconsent

marcia e le ostilit, se
li

le

Peschiera,

gli si

castelli di

a sospendere

consegnavano

Verona

e di

la

sua

la piazza

Ferrara e se


il

nemico

184

ritiravasi dietro la Piave, la quale avrebbe

Rimand

servito di delimitazione fra le due armate.


il

resto delle condizioni, alle conferenze che avreb-

bero avuto luogo fra

che fu convenuto

e dell'altra

a Treviso, dove
infatti

plenipotenziari d' una parte!

entrarono

diane, ponendovi

Che mazzata

si

sarebbero riuniti!

francesi stavano per entrare,

il
il

14 gennaio,

alle

come

ore 3 pomeri-

loro quartier generale.

sul capo delle autorit trevigiane

Quegli austriaci vittoriosi, celebrati in tanti sonetti


colla coda e senza, in tante solenni funzioni religiose,
se

ne andavano

mano

abbandonando

in fretta,

nemici trionfatori,

dei

quei

gi

il

paese in

veduti dal

poeta
....

sciami di Gente

Succldar coni'

nostro sangue

il

api...

quei francesi tanto maledetti

dopo partiti che


!

ritornavano da padroni.

monsignor Marin

Anche
anche se

se
il

le

Un

bell'imbroglio!

sconfitte austriache erano sapute,

passaggio di truppe, carriaggi ed

arti-

glierie dirette alla frontiera e le requisizioni gravis-

sime, rinnovate senza tanti complimenti, d'un tuono

imperativo, non

come prima paterno

facevano veder

chiaro

periai Regia Apostolica

casa loro,

pure

non

che
si

s'

e benevolent*

soldati di S.

M. Im-

dirigevano prestamente a

aspettavano

cos

presto

francesi, che furono una assai brutta sorpresa.

185

In quegli ultimi giorni, gli ospedali rigurgitavano


e

feriti,

di

si

domandavano

popolazione pa-

alla

gliericci,

coperte e lenzuola per settecento di quei

poveretti

che non avevano letto,

dacch tutto era

occupato. Gli abitanti coglieranno avidamente


diceva la notificazione

questa nuova occasione

dare al Sovrano, titolo di zelo ed attaccamento,

di

contribuendo generosamente

valorosi soldati fe-

alli

quella porzione di oggetti suddetti relativa alle

riti,

singole forze.

L' avidit accennata dalla notificazione ufficiale,

sar stata grande certamente, tanto pi che se


vigiani

non davano,

le autorit

prendevano

tre-

e allora

porzione non era mai relativa alle singole forze,

la

ma

pi grande delle forze stesse.

Pure
mulgate

al

principio di queir anno, erano state pro-

nuove norme

commerciale,
stessa

di

legislazione

giuridica e

che danno certezza come l'Austria

non credesse dover abbandonare cos presto

queste provincie.

Ma

dovette cedere alla forza delle

armi e ritirarsi dietro la Piave.


quest' epoca

caso strano

Non troviamo

di

alcun proclama dei

Nobili Provveditori della Magnifica citt di Treviso

celebranti

1'

invasione francese,
|

Mentre

comando

3he

divenne

muta

la

perfino la

nuova

musa

abate Fassadoni.

dell'

il

avvenimento. Dinanzi

il

generale di brigata Lapisse, prendeva

del Trevigiano, ordinando,

prima

di tutto,

tribunali criminali e civili continuassero l'opera

186

loro, principiavano in citt le trattative per la con-

chiusione dell'armistizio, fra


Consigliere

di Stato

generale di Divisione,

il

Marmont

colonnello Seba-

il

stiano capo di brigata de' Dragoni, dalla parte francese,

barone

il

tenente

Zach quartiermastro generale

di

maresciallo

aveva comandato

principe

retroguardo durante

il

il

Hohenzollern, che;

di

la ritirata,]

dalla parte austriaca.

delle condizioni accordate nella sua conni

barone

ferenza col

fatto osservare
al

aveva dato comunicazione

generale Brune,

Il

Marmont,

che

Zach.

di
gli

Avendogli Marmont

sembravano troppo favorevoli

nemico, ebbe facolt

a confessione

dello stesso

Infatti,

Marmont

vano avuto sugli austriaci vittorie

stati

perduti

da loro,

francesi

non ave-

cos grandiose

impor loro troppo aspre condizioni.


erano

senza per

di migliorarle,

che Brune nutrisse gran fiducia.

da

primi vantaggi

debolezza delh

colla

loro marcia e del loro inseguimento del nemico,

quale

s'

duto nulla dalle rive


pel

il

era ritirato in buon ordine non avendo per-

numero,

due armate

dell'

le differenze
;

il

Adige a Treviso. Anche

non erano

sensibili fra le

sopravvento dei francesi, consisteva

nell' essere la loro

armata

di

Germania

nella Stiria,

quasi alle porte di Vienna.


Sull'

importante avvenimento

di

Treviso del gei

naio 1801, lasciamo la parola allo stesso

Eccettuata Mantova,

orava l'abbandono

la

Marmoni

di cui cessione consj

dell'Italia, potevasi

ottenere tutto,

187

con tale idea che apersi questa faccenda. An-

e fu

che

nunziai ai generali austriaci


sentite

ammesse come base

le condizioni

Brune non potevano

generale

dal

del trattato

in

con-

essere

conseguenza

di

nuove disposizioni stabilite dal governo e che erano


giunti ordini al generale in capo, prescrivendogli la

strada da seguirsi.

generali austriaci furono molto

malcontenti; per altro,


dicate
il

le

pari di

al

me avevano

principe d' Hohenzollern disse sull'istante:

M' aspettavo questa dichiarazione

Quella

convenni ne'

lo

servare

diritti

Mantova

tevamo

mie domande.

dell'armata austriaca

di

idea

all'

di

linea di difesa colle condizioni

che non po-

stabilii

crearci
dell'

una buona

armistizio atte-

soch la guerra doveva ricominciare. Essendo

Legnago

tova e Porto
eravi per noi

occorreva che
del

resto,

era nulla

la
:

in

mano

degli austriaci

Mannon

n linea dell'Adige, n linea del Mincio

per

perci

con-

ma, pur conoscendo che noi non

potevamo esigere quella Piazza,


rinunciare

pronunciata mi

indiscretamente

parola

diede grande fiducia nel successo delle

giu-

prime condizioni troppo vantaggiose, che

avere la
ci fosse

cessione

prima

di

queste due linee

ceduto Porto Legnago; che


del

castello

Verona non

di

era sul punto di arrendersi e quella di

Peschiera poca cosa poich l'assedio di quella piazza


era gi cominciato. Gli interessi dell'armata d'Oriente
diss' io

poi,

sono troppo cari

al

primo Console per-

ch non cerchi d' avere in suo potere

punti favo-


revoli

alla

comunicazione coir Egitto ed Ancona

meravigliosamente
scopo.

per soddisfare a questo

situata

Da ultimo occorreva che

del terreno ed
ciata

188

una linea

di

l'armistizio ci desse

demarcazione ben

armata austriaca passerebbe

1'

stra del Tagliamento e stabilirebbe le sue

comuni-

per mare con Venezia o col mezzo

cazioni

linea di posti

lungo

la laguna,

trac-,

sulla riva sini-l|

d'

una

partendo dalla foce

del Tagliamento.

La

discussione

che

stanza della locanda

crediamo avvenuta

quattro ore consecutive.

Marmont furono

Imperatore

dell'

),

in

una

dur venti-

Le condizioni proposte da

accettate

1'
;

atto

quattro plenipotenziari e datato da

venne firmato

dai

Treviso 26 ne-

voso (16 gennaio), anno 9 della Repubblica francese

una

e indivisibile,

La sospensione

dal quartier generale francese.


d'

armi stabiliva

non potessero ricominciare


(4 piovoso)

epoca

mania. Oltre

fino

in cui spirava

le condizioni

dopo
1'

che
il

le ostilit

25 gennaio

armistizio di Ger-;

spiegate da Marmont,

la-

linea di demarcazione dell'occupazione francese era

segnata

linea sinistra della Livenza dal

sorgente presso Gollenigo


vette

delle

La

di l

montagne che separano

localit precisa

locanda dell'Imperatore, presso

S. Agostino.

la

allsj

le alt*

Piave dalh

dove venne firmato l'armistizio non

possibile desumerla dai documenti.


la

mare

montava per

La tradizione indicherebbe
il

convento dei Somaschi


Ranthal, Spitz, di

Crapuit, Rand,

monti Mauro,

passava pei

Zelina,

189

scendeva nella valle

di

Tura per

Egg, rimontava la montagna ribassandosi nel Drewe

thal

Mittelsland

Lientz, ove

convenzione
L'

si

Allemagna.

armata austriaca

si

sarebbe ritirata dietro

terreno compreso fra

il

le

il

due linee

demarcazione, era dichiarato terreno neutro.


Cos Treviso,

la

dissopra della Drava fino a

sarebbe unita alla linea stabilita nella

d'

Tagliamento ed
di

al

ricadeva sotto

per un'altra volta,

ma anche

supremazia francese, provvisoriamente

dolorosamente.
Tutte
alle
si

le

formalit furono terminate solamente

cinque del mattino ed

il

colonnello Sebastiani

rec immediatamente ad informare

Brune delle condizioni conchiuse per


Il

comandante

capo,

in

il
1'

che alloggiava

generale

armistizio.
in palazzo

Michiel nel borgo Santi Quaranta, aspettava in piedi,


agitato, la fine della discussione fra

Quando Sebastiani

potenziari.

Condizioni

ottenute,

sporti di gioia,

gero.
la lui,

Brune

ebbe spiegate

lasci

si

quattro plenile

andare a tra-

saltando perfino al collo del messag-

Al generale

di

Marmont,

recatosi poco dopo

estern lo stesso sentimento.

Quella stessa mattina


)rdine di proseguire la

rliamento
larsi nel
)

gli

le

Tarmata

marcia

austriaca

fine al di l del

ebbe
Ta-

truppe francesi quello di accanto-

paese conquistato in

modo da

riposarsi dalle lunghe fatiche.

vivervi bene


Dell' armistizio

poco contento,

anche

190

di Treviso,

Bonaparte

volendo egli che

la cessione di

si

mostr

fosse ottenuta'

si

Mantova. In questo senso aveva

gi scritto a Brune, ordinandogli di non fare alcun

senza

armistizio

L' ordine

condizione.

quella

giunto per troppo tardi, a Padova, dove

aveva posto

il

il

era

generale

suo quartier generale, dopo Treviso.

Quando Marmont, due

o tre giorni dopo lo visit,

trov Brune tutto cambiato. Gli parl dell'armistizio


in
di
i

modo

evasivo, dicendo

che non era ben

sicuro'

mantenerlo, che non era stato conchiuso secondo


suoi desideri e le sue intenzioni.

Come

zioni

gli

rispose

non furono seguite

le vostre istru-

Marmont
?

Avete ragione

M'

avete

dato per regola d' ottenere vantaggi che ho raddopavete promesso l'armistizio per tre piazze

piati;

ne ho ottenuto cinque
sulla Piave ed io

Ricordatevi

il

l'

lasciavate

armata

l'

ho fatta rivarcare
stupore e

vostro

1'

austriacsi

Tagliamento

il

espressione delle

vostra i-iconoscenza, quando tutto stato terminato;


esse sono state pubbliche, sono note a tutta l'armate

ed coll'accusarmi in questo modo che voi mi


pensate?
sibile

Il

ad ottenersi

presto

le

s'

egli avesse fatto conoscere

sue intenzioni, noi vi

mati e non

ricom-'

primo Console domanda una cosa impos

vi

ci

saremmo

sarebbe stato armistizio

ha fatte conoscere troppo tardi

gli

ma

pW

uniforegli

un male

senz*

rimedio e tanto peggio per lui; in quanto a noi, ab

biamo

fatto

quanto era

fattibile.

Le

transazioni con


chiuse

lealmente

bisognava

fare

quando sparavasi

fate voi stesso

bravo

il

in cui
i

con buona fede devono essere

rispettate; gli era

momento

191

non era

cannone che

il

d'

aspettare

il

siamo nelle vie pacifiche. Del resto,


vostri

dopo quello che mi

affari

avete detto, dichiaro di rinunziare ad ogni relazione

personale con voi

).

Sebastiani and poi a Parigi, per spiegare a Bo-

naparte la discussione avvenuta per


.Treviso e

doppia parte giuocata da Brune,

Primo Console

disgrazia del

comando

nel

dell'

comando

Il

subito dopo

taciuta la

quale cadde in

il

e fu sostituito pi tardi

d' Italia,

da Moncey.

da Treviso

demarcazione della Livenza, venne,

entrata in citt, affidato ad Oudinot,

!capo dello Stato


I

armistizio di

delle truppe accantonate

fino alla linea di


1'

armata

1'

Non venne

sue condizioni.

le

trevigiani,

Maggiore generale.
senza

fare

pazze

dimostrazioni di

una gioia che proprio non potevano provare, avevano


accolto

francesi con quel rispetto

liquida

di

tutte le loro opere.

trov quindi di
:

ingresso dell' armata

l'occupazioni.

Il

generale Oudinot,

il

piacere provato perch

non aveva sconcertato

Domandava

gli

si

continuasse

onfidenza.
Il

1)

autorit ed

manifestare in un suo proclama a

questa buona popolazione,


il'

all'

da qualunque parte venisse, che era la

dia forza,

Mnioires

chi

Marchal de Marmont.

le

sue

questa

Gli sforzi del

diceva

Governo

Oudinot

1'

192

ai

della Repubblica francese

trevigiani

ci

per

incresca di noi,

riconducono

quindi non vi

un' altra volta sul vostro territorio,

che esige

sacrifici

la nostra

presenza.
Dolenti note

a rimettere

Appena,

delle

appena

passate miserie,

dalle richieste degli austriaci

capitavano

si

cominciavano

gi

tormentati

per la nuova guerra*

francesi che ridomandavano ancora dei

sacrifici.
Il

rispetto e la tranquillit dimostrata allora

abitatori di Treviso al

dag

nuovo ingresso dei francesi

non andarono disgiunti per da una prudenza eh


si

con

esplic

la

chiusura delle botteghe, quasi

fosse pericolo di saccheggio, e da

tudine che

una interna

manifest nelP abbandono di molti

si

vi

inquiedel

proprio ufficio o del proprio mestiere, proprio cre-

dendo che
Quindi

volesse cambiare tutto

Solmiac,

comando
blico

si

1'

ordine sociale.

destinato dal generale

Lapisse

al

della piazza, fece gridare dal banditore pub-

suon

di

del Podest, che

tromba,

dallo scalone

del palazzo

sarebbe considerato perturbatore

della quiete ogni Oste, Pistore, Farinato che non


avesse tenuta fornita la propria

bottega ed aperta

fino alle ore consuete della sera.


I

di

Provveditori di Treviso, ritornati prestamente

punto

in bianco cittadini, in luogo di nobili, as-

sicurarono

gli

campagna che

abitanti
il

tanto

della citt che della

generale Lapisse aveva dato parola

1801
A.

SANTALENA

I790-I8!3

OF
BfllVEBSin GF ILLINOIS


di
l'

193

energica cooperazione per


ordine,

quel

generale

buoni Provveditori,

volta

il

tranquillava

erano

umanit

la

Non

truppa.

gione,

l'atte

promesse.
dicendole

pi

che

severi perch

continuo

di

era quindi da trepidare.

La

reli-

costumi, le propriet sarebbero state rispet-

come

tate,

v'

e giustizia cor-

una rigorosa disciplina accompagnasse


la

del-

dicevano

popolazione,

impartiti gli ordini

stati

quali lo vedevano per la prima

la cui rettitudine,

risponderanno maissempre alle


Si

mantenimento

Lapisse

le

autorit in carica; tutte le leggi e gli

precedentemente emanati sarebbero rimasti in

ordini

vigore.

Li Villici, gli Artisti,

li

Forensi, gli Uomini di

commercio, devono rientrare


ditori

dicevano

Provve-

ed occupazioni senza

ai rispettivi travagli

timore di esserne inquietati o impediti.

Se ad onta per

di tante

ferme assicurazioni,

qualche individuo dell' armata francese in

il

campagna

molestia od inquietudine, vuole

od in citt recasse

nominato egregio generale Lapisse, che a

tamente
soli'

si

portino

istante resa la pi rigorosa imparziale giustizia.

Siano adunque
cos

lui diret-

reclami e promesse che sar

li

sacra promessa,

samente a tanta

tutti tranquilli sotto la fede di

ma

strare la confidenza

dovuta

Non siano sospese


Mercati.

per corrispondere dovero-

protezione

Siano aperte

le
le

si

cominci dal dimo-

ai francesi.

Sacre Funzioni, non

botteghe e

le osterie

li

che
13

194

devono restar chiuse soltanto

riffe,

li

Y armata e

sia rispettata

mal costume ed

al

giuoco vietato. Siano eseguiti

Calmieri e

g'

compongono. Non restino spogli

al

Ta-

le

Individui che la

gli onesti pubblici

ritrovi e lo spettacolo teatrale.

Mentre

vendicato

il

dalle autorit

non rester

francesi

in-

pi piccolo trapasso che dai militari

commettesse, eguale severit


civili costituite

si

per punire qualunque

facesse

si

lecil

di recare ad essi qualunque molestia od oltraggio.

Fraterne parole e nobili sentimenti che

non ebbero

perch

ritavano,

dure

per

pi

tempo

il

le

di

trevigiani

apprezzare come me-

ricominciarono pi

che mai.

Le truppe avevano

ricevuto ordine di viver bene nel paese ed


dell'

generali

esecuzione di questa volont su-

prema, che costava nulla a Bonaparte e molto


popolazioni

infelici

del paese

gennaio venne ordinato che entro ventiquattr'

per

decreto

l'

approvvigionamento

le

delle

misure

armate

Art.

moneta

Art. II
in

ore,

Poco dopo Brune emanava questo semplice

La

citt di Treviso far

zione straordinaria di guerra di


chi,

di

generi pos-

qualunque qualit, onde prendere

occorrenti
francesi.

alle

Al 21

occupato.

ogni persona dovesse dare in nota tutti


seduti, di

imposizioni

violente

s'incaricavano

si

user dalle Autorit

numerario

di

Un

una

contribu-

milione di Fran-

Francia.

Questa contribuzione verr soddisfatta


effettivo nel periodo di 10 giorni e per


met

di

195

a contare da quello

giorni in 5 giorni,

della pubblicazione del presente decreto.

siccome

il

milione tardava a comparire intero

nelle saccoccie dei francesi

cos

colpito

ingiustizia

tutta quella colpa

Un

si

si

prescrissero misure

esecuzioni militari

come

si

picchetto di cavalleria andava alla

casa del ritardatario,

vava e

con

crudelmente Treviso,

che aveva,

odiose e violente: le

chiamavano.

che avevano con tanta

vendeva

si

all'

prendeva quello che

si

tro-

asta al miglior offerente, fino

a raggiungere la quota voluta.

Fortunatamente,

il

trattato

pose

Luneville

di

presto fine alle spogliazioni francesi, ridando Treviso


agli austriaci;

fortunata?nen(e, bisogna dire, anche

erano quegli stranieri dopo tanto giustamente

se

odiati e maledetti,

ma

stabile di

che almeno

essi

avevano una for-

governo forte ed energico,

il

quale non

lasciava ai capricci ed avidit dei generali la misura


delle imposizioni e la regolarizzazione dei poteri.

Dopo

gli armistizi

battenti, in
\
Ideile
|il

conchiusi fra le armate com-

Germania ed

nuove trattative

Primo Console

polo francese.

Il

di

in Italia,

erano principiate

pace tra Francesco

della Repubblica, a

nome

II.

ed

del po-

conte di Cobentzel per l'Imperatore

quello stesso che aveva negoziato trattato di Campoformio ed


cittadino Giuseppe Bona-

ii'Austria

il

il

'

parte Consigliere di Stato, per la Repubblica francese,

'urono incaricati di stabilire le condizioni di pace.


Il

trattato, firmato a Luneville

il

20 piovoso del-


l'anno

9 (9

tato di

Campoformio

196

febbraio 1801) cominciava

come

il

trat-l

Vi sar

colla solita bugia:

avvenire e per sempre pace, amicizia e buona


telligenza fra S.

nava
lito

M.

I.

e la

ini
in-\

Repubblica, e sanzio-

nell'art. III. le disposizioni dell'art. VI. stabi-:

a Passeriano,

seduto

col quale

piena sovranit

in

Y Austria avrebbe pos-

paesi veneti e le isole

il

trattato sarebbe stato

dell' Adriatico.

L'art.

XIX. diceva che


da Francesco

ratificato

entro trenta giorni

II.

da Napoleone Bonaparte

durante quel tempo

le

armate

sarebbero rimaste nelle posizioni occupate, tanto in

Germania che
delle

ratifiche

in Italia. Dieci giorni

dopo

lo

scambio

che sarebbero avvenute a Luneville

l'armata francese avrebbe dovuto abbando-

stessa,

nare tutti

vamente
Cos,

paesi che

all'
il

si

era convenuto

imperatore

di

cedere nuo-

d' Austria.

4 aprile, dopo ritirate tutte le truppe che

stavano sulla linea della Piave,

da Treviso e

francesi partirono

vi rientrarono gli austriaci,

formemente a quanto era


avevano rivarcato

il

quali con-

stato convenuto a Luneville,

Tagliamento, appena conosciuta.

la notizia

che la ratifica del trattato era stata scam-

biata e

giorno 14 a mezzod giunse

il

il

generale Bel-

legarde col suo Stato Maggiore, accolto con grandi


dimostrazioni di simpatia. Per la seconda volta,
austriaci apparivano

come

Nel breve periodo


erano

stati

di

gli

salvatori e liberatori.

tempo

in

cui

francesi

padroni di Treviso, anche se in principio

197

avessero decretato che tutte le amministrazioni avrebbero continuato a funzionare nel

modo ch'era

ordinato dall' autorit austriaca, pure


fatti

si

stato

erano, dopo,

degli importanti cambiamenti. Bastava che

ufficio

un

ritardasse di qualche ora a fornire quanto

generali arbitrariamente

domandavano, che

veniva subito abolito e lo

surrogava con un

si

cambiandone nome e natura


impiegato

sembrasse

delle

altro,

bastava che qualche

per un

istante resto ad ob-

bedire alle violenze francesi, o

impensierito

l'ufficio

gravi

si

mostrasse un po'

condizioni fatte

al

paese

occupazione straniera, che veniva immediata-

dall'

mente destituito.

Una

delle

prime cure del governo austriaco, fu

quindi quella di dichiarare soppressa ed abolita qua-

lunque nuova forma di governo e di amministrazione


che nei rapporti economici,
stata introdotta nel

tempo

civili e giudiziari fosse

della occupazione francese,

ripristinando nelle precedenti attribuzioni


locali,

corpi

finanza,

civici,

Consigli

intendenze provinciali

le

delegati di polizia,

di

tribunali di giustizia,

giudici ecc., ordinando che ogni impiegato dovesse

assumere nuovamente quelle funzioni di cui era


caricato nei

)er

primi giorni
la

qualche anno, non

offr

econda parte della


listingue
olla

solo

quale,

quell'anno 1801.

di

Tornata finalmente

pace,

la

vita trevigiana

nulla di notevole. Questa

prima dominazione austriaca,

per una

in-

grande attivit

sapientemente,

in relazione

si

legislativa,
alle idee,

commerciale,

allo sviluppo

198

alle risorse agricole, agii

usi, ai

costumi, alle varie condizioni locali di questi

paesi,

il

governo

di

Vienna regol molte questioni

finanziarie e giuridiche.

parte ci che allora

o forse da pochissimi,
i

trevigiani

il

si

comprendeva da nessuno

sentimento di nazionalit,

non potevano essere malcontenti

regime che manteneva altissimo

d'

un

prestigio dell' au-

il

torit,

che nelle sue relazioni col cittadino era amo-

revole

paterno

che tutelava rigorosamente

),

ed una buona

le

con un codice severo

propriet e le vite dei sudditi,

che con un regolamento gene-

polizia,

rale del processo civile per gli stati austriaci d'Italia,,

portava nell'amministrazione della giustizia pi speditezza e molta garanzia, che

molto importante per

cosa

sentimento tanto della no-

il

sosteneva
che perfino!

che della borghesia e del popolo

bilt

la religione

in quel tempo

ed onorava

voleva pagare

Un proclama

1)

sacerdoti,

suoi debiti

).

imperiale del 20 aprile 1801 ordinava

sovvenissero a spese dell' erario

mancanti

villici

si,

di tuttofi

caduti in miseria, causa le requisizioni e le imposizioni francesi,

28 maggio 1801, per compensare

Il

2)

venete

di

tutte

opera personale,

le

somministrazioni

all'I.

le

di

R. armata, dal

provincie austro*

generi,

istituiva

una commissione generale a Padova

civili in

ogni provincia.

ritorio, Asolo,

franco,
nella

Una ne ebbe

Belluno, Feltre,

nonch per tutte

Marca Trevigiana.

le

denaro od

febbraio 1798,

si

e commissioni

Treviso, per

il

suo

ter-

Conegliano, Ceneda, Castel-

altre

comunit

e giurisdizioni

ben vero che

199

Ma

non era molto larga.

oggid,

cipio del secolo

come

la libert

trevigiani del prin-

non erano esigenti

gi abituati sotto

fraintende

la si

in questa parte,

regime repubblicano

il

ma

ter-

ribilmente austero ed autoritario di Venezia. Rimettendosi a poco a poco dalle sventure e dalle rovine
passate, la vita ricominciava

il

suo corso tranquillo.

Le grandi funzioni religiose, riprendevano


pero, fra le
di

pieni

vano

al

prime solennit,

maschere

e di vivacit,

balli si

succede-

era in quegli anni formato fra quel-

si

l'elemento cittadino che per

un certo tempo non era

ammesso nel primo, riservato


legio dei Nobili

),

al teatro

solo agli iscritti nel Col-

Onigo,

al

teatro Dolfin e

qualche casa patrizia che riceveva splendidamente.

Le
ed

loro im-

Casino dei Nobili, ad un Casino di Com-

pagnia che

in

il

carnovali erano allegri,

abitudini
i

erano

molto

pi semplici

pochissimi caff bastavano ai vecchi

d'

adesso

che vi

si

internavano nelle prime ore della sera a far la loro


partita sui logori divani di cuojo

1)

Le leggi statutarie

late condizioni per


zione,

nero; tutte

del Collegio dei Nobili,

formarne parte. Era detto

il

le di-

mettevano

libro d'iscri-

Cronaca del Collegio dei Cavalieri Gaudenti o Col-

legio dei Nobili di Treviso.

Nel 1804,

vi

erano

Toscan,

Barea

pi di cento membri, apparteAvogaro, Adimari, Astori, Bomben,

iscritti

nenti alle famiglie Azzoni

Battaglia,

Brescia,

Cariolato, Caotorta,

Dal

Corno, Coletti, Collalto, Gradenigo, Marin, Martignago, d'Onigo,

Oniga Farra, Orologi

Pasini,

Quer,

Di Rovero,

Piccoli, Pola,

Rinaldi,

Ricci,

Pizzamano, Pisani,
Rusteghello, Rie-


scussioni

200

aggiravano sui pettegolezzi cittadini,

si

grasse storielle facevano in un giorno


tutto

paese,

il

mente

nonni strizzavano

digestione e che

in

poi

Non sono

Un

pi antichi.

difficile e

era proi*

esiziale alla

buona

giorni del secolo e

perde nei ricordi

si

viaggio a Venezia sembrava la cosa

pochi vi

s'

arrischiavano, quando prodesiderio

d'

avventure non

spingessero; niente ferrovie, niente telegrafi,

solo

maestosi

quei

carrozzoni di posta,

glioni sistematicamente ubbriachi,

netta

all'

bergo

di

scorsi novant' anni ancora e pare

prio affari gravissimi


li

interessava poco e pochi.

differenza tra quei primi

quel tempo un' et remota, che

pi

di

occhio bonaria-

primo luogo

come una cosa

bita dall' autorit

nostri

giro

il

e le ragazze arrossivano sul serio. Sopratutto

niente politica, che

Che

1'

le

ma

coi posti-

suonanti la cor-

entrata della citt ed in vicinanza dell'al-

fermata. Eppure in quegli anni, con minori

bisogni e

pretese,

ognuno stava abbastanza

bene,

accontentandosi del proprio stato, senza aspirazioni


superiori, divertendosi spesso,

di rado,

Ravagnin, Spineda, Spineda de Cattaneis, Su-

cati, Richieri,

garla, Scotto,

ammazzandosi

Sanudo, Tiretta, Tron, Tommasini Degna, Vol-

pato e Zuccareda.

Fra questi,

vari

erano

conti,

veneti. Molti erano ecclesiastici,

alcuni

cavalieri

Guglielmo

d'

di

Onigo

Pietro Rusteghello
S. S. Pio VII.

Malta,
era

di

altri

nobili,

altri

patrizi

vescovi, canonici, abati ed

S. Maurizio e Lazzaro ecc.

Priore

di

S.

M. Mater Domini,

cameriere d' onore di cappa e spada

Il
il

di

perch

1'

non

istruzione

creava degli

spostati,

201

obbligatoria

era

non

dei sognatori romantici,

la-

sciando le teste deboli tal quali, senza cangiarle in


teste di birbanti.

Questa seconda parte della prima dominazione

austriaca
la

ripetiamo

come

sua cronaca,

che

fu trovata nelle rarissime fonti

venne dato scavare

ci

poco di notevole e

offre

pu riassumersi breve-

),

mente.

Nel febbraio

s'

mine d'intorno

era dato principio a preparar le


baluardi

ai

mura.

delle

Il

primo

che fu fatto saltare in aria, fu quello a destra della


porta di Santi Quaranta,

Liberal

2
)

detto

baia de

della

San

in faccia quasi alla chiesa vecchia della

parrochia rurale di S. Bona.

Nel marzo

si

caserma vicina
tinia.

Il

Andrea a porta At-

castello stesso fu demolito pochi giorni dopo,

nello stesso
vicini.

diede fuoco alle ruine della vecchia


al castello di S.

modo, seminandosi molte pietre nei luoghi

Una

pietra

uccise

un soldato

di

fanteria

'rancese.

1)

Manoscritti

Novelle del
2)

De Faveri
Fontana
De Gobbis

Mondo

Da tempi remoti

tata posta sullo spalto

biblioteca Capitolare

Ricci

Comunale

periodico di Venezia.
di cui

non

da porta S.

si

sicura memoria,

Tomaso

era

a porta SS. Qua-

anta una palla di pietra, in onoro di S. Liberale, protettore


i

Tiwiso. La tradizione

ci dei trevigiani

riferisce elio,

in

avevano scagliato sopra

una guerra,
la citt

ne-

una palla


Dopo

ritorno degli austriaci fu

il

continuo di generali ed

mentre

si

faceva

quanto era

il

15 di aprile,

di

May-

cinque carrozze, trattenen-

Fu complimentato

dai

Provve

Vescovo.

Poco tempo dopo,

23 maggio, giunse

il

R. T arciduca Giuseppe Palatino,


dell'

S. A.

che smont

alla

Imperatore, dove precedentemente

erano recati per riceverlo

conte Maylhat,

il

il

Poco dopo

arciduca Giuseppe,

il

suo arrivo,

visitato da S. A.

1'

di

Modena

aveva preso dimora

anno prima. Dopo aver ricevuto

il

fui

a;

vescovc

deputati della citt, l'arciduca Giuseppe restitu

la visita al

duca

infuocata e che,
Perci

La

generale di Rohan.j

duca Ercole Rinaldo

il

con una piccola corte,

Treviso,

ed

1'

si

gene-

il

rale in capo di Bellegarde ed

che,

di

Rohan

generali Mitrowsky e

di

dosi qualche giorno.

locanda

11

Commissario generale conte

con un seguito

ditori e dal

personaggi.

da un articolo del trattato

stabilito

maggio

e in

alti

un passaggio

scambio dei prigionieri, secondo

lo

Luneville, sostarono

lhat,

202

di

Modena, partendo poi da Trevisc

apparso

Santo,

il

egli la

ferm col

piede'

trevigiani avevano posto sul bastione tale ricordo

palla eh' era poi caduta nel sottostante fossato, fu levai'

e rimessa al suo posto nel 1735

restaurate le

mura

avendosi in queir ann<

dopo aver fatto incidere sopra

di ess;

un' iscrizione. Nel 1797,

all'

nuovamente precipitata

nel fossato da qualche bello spirito

ma
d'

epoca

dell'

invasione francese

fi

ne fu ancora ritratta nel 1825. Pi tardi pass in mani


vi aggiunse un' altra iscrizione ed ora

un privato che

trovato finalmente riposo nel

.'

Museo

Civico.


alle

203

Fuori della porta Santi

ore tre pomeridiane.

Quaranta trovavansi schierati un corpo di cavalleria

Giunto presso

ed un altro di fanteria in parata.

primo corpo, S. A. smont dalla


soldati in rivista.

rali e

Dopo

dagli ufficiali che

nella

sua

vettura

il

carrozza e pass

essersi congedato dai gene-

lo

accompagnavano, rimont
per

prosegu

Castelfranco

Vicenza.
ritorn

Neil' ottobre,

generale di Bellegarde

il

che alloggi in casa Pola. Fece nella sera del 15 la


rivista

della fanteria di guarnigione

in

citt

La
dramma

mattino seguente quella della cavalleria.


a teatro,

dove

si

rappresent un

ed

il

sera fu
in

suo

onore; poi venne ricevuto con grandi onori al Casino di co?npagnia.

Sul principio di
viso S.

chessa

novembre

del 1802,

venne a Tre-

A. R. l'arciduchessa Amalia d'Austria, du-

vedova

di

Parma

col

marchese Tassoni suo

ciambellano e la contessa Bonarelli


per visitarvi

duca Ercole

il

di

dama

Modena ed

arciduca Ferdinando, zio di Francesco

II.,

d'
il

onore,

fratello

ch'era di

assaggio^

Nel 1803,

il

governo austriaco pubblic un editto

che assegnava ad ogni provincia


li

al

governo centrale generale

a cui erano dipendenti

Collegi capitolari e secolari,

erritoriali

col titolo

Regio Capitano Provinciale, che doveva essere

iottoposto
d

un capo,

di

Venezia

Consigli generali, Corpi,

Borghi, Feudatari, Corpi

qualunque superiorit locale

politica.

204

Capitani provinciali avevano

1'

obbligo prescritto

di invigilare alla

conservazione dei

cipe, procurare

bene e

vare

il

il

buon ordine e

diritti del

Prin-

la felicit pubblica, colti-

quiete fra gli abitanti dellaj

la

provincia. Oltre ci dovevano vegliare su tutto

l'or-i

dinamento amministrativo.
L' installazione dei Capitani Provinciali, doveva
dalla Torre Val-;

dal Consigliere conte Fabio

farsi

M. cavaliere

sassina, Ciambellano di S.

della Chiave

d' oro.

Treviso, verme nominato

quale

tadella

vice capitano.

capitano ed

il

La cerimonia

solenne e grandiosa.

conte Giorgio

il

della

La troviamo

installazione fu

descritta nei ma-

noscritti de' Faveri, coi suoi curiosi particolari

di

La mattina

del 24

marzo

li

putati dei Dipartimenti della Provincia,

Consigliere

del
e

Leon Rosso, dove

Commissario

Col intervennero puranco


Cittadella ed

il

co.
il

Nobili Provveditori

Treviso accompagnati da numeroso seguito

all'Albergo

Cit-

nobile Luigi Alpruni

si

De

recaronc

alloggiava

Fabio

di

il

R.

dalla Torre.

Capitano co. Giorgie

R. Vice-Capitano nob. Luigi Alpruni

Alle ore 11 questa nob. Comitiva part dall' Albergc

incamminandosi lungo
le di cui

il

botteghe erano

Porticato di Cai Maggiore

riccamente e vaga-

tutte

mente addobbate. Precedeva

il

R. Commissario

(-

Consigliere dalla Torre alla destra del R. Capitane


Cittadella e seguivano in
lodati

individui.

Il

buon ordine

gli altri pre-

popolo estern con espansione


di gioia, la

sua esultanza, per la presentita installa-

Accompagnata da

zione.

205

applausi

popolari

questi

entr la comitiva nella Cattedrale ove assistette a

messa

solenne

frammezzo

in

dopo

musica,

quale

la

s'

istrad

alle stesse popolari dimostrazioni di giu-

provvisorio alloggio del prelodato R. Capitano.

bilo al

La Nobilt

in copia ed in

ad assistere

gran gala

fece di seguito

si.

che

alla installazione

si

esegu

dal R.

Commissario con un' allocuzione analoga alla faustissima circostanza.


fresco in cui

buon gusto.

dappoi ben servito rin-

Segu

vennero ammirati

La

sera

le

botteghe

furono illuminate e pi tardi


1'

3bbe
',

la splendidezza e

la

del

il

Cai Maggiore

Societ del Casino

onore di vedersi favorita dalla presenza del

Commissario co. dalla Torre, dal R. Capitano e

ft.

Vice Capitano col seguito dei R. Impiegati.

{.

La

erano

.tanze

fu

sala del Casino

il

egualmente che

pomposamente illuminate

concorso delle

Dame

le
;

varie sue

numeroso

e Signori e la Societ

Casino non risparmi mezzi onde riuscire piace-

lei

rle ai rispettati Soggetti, ai quali ciascuno

gara di rendere gradito

Il

itano
ella

andava

trattenimento.

il

giorno susseguente fu impiegato dal R. Caa render visite

mattina del

a chi

Sabato 26

iverse corporazioni civiche

1'

aveva corteggiato e

gli si

presentarono

egualmente che

il

le

Rev.

apitolo.

10 ottobre 1804, S. A.

Il

le

il

duca

di

Modena, Er-

Rinaldo d'Este, moriva per idropisia a Treviso,

206

nel palazzo Coletti in cui abitava, in parrochia di San

Michele, dove poi, fino a qualche anno

Filodrammatica.

la Societ

pieno

di religione

come

duca,

Il

lo dice

il

fa, risiedette

affabilissimo e

De Gobbis

nelle

sue brevi memorie., avendolo conosciuto un giorno

che

duca Ercole con due cavalieri ed un serve

il

erasi

recato

nato

il

alla chiesa di

piedi

Monigo

erc

22 novembre 1727 ed era vedovo, ultime

rampollo

nero

dell'

fatti

antica casa d'Este in Italia. Gli ven-

funebri solenni.

in vicinanza

suo corpo fu deposte

Il

ed

alla sacristia

suoi precordi

*)

tu

mulati nella chiesa dei P. P. Cappuccini. Nello stesse


anno, a poca distanza dal duca Ercole Rinaldo, mor

pure a Treviso

sua sorella,

la

principessa Matilda

d' Este.

Nel novembre

anno

dell'

per soppe

stesso 1803,

rire alle spese e migliorare la illuminazione pubblio

della citt,

si

pose un dazio sul vino di lire austriaci

12 per botte o

e 4 soldi per mastello, e nel ger

naio del 1804 venne regolato un servizio pubblico

che

si

faceva come nei tempi barbari

quello

d(

trasporto dei cadaveri.

Fino

al 1804,

cadaveri

e nei cimiteri distesi sopra


colla faccia scoperta.

ributtante,

1)

Era

d'

che

la

si

un

Era uno

portavano

alle chies

cataletto, senza cass;

spettacolo doloroso

popolazione tollerava per

uso levare

il

abiti

cuore dei principi e tumularlo

luogo differente da quello del corpo.


ma

line,

che

1'

autorit fece bene a togliere con un

apposito giustissimo editto

Nel maggio,

si

).

ferm qualche giorno

fratello dell' Imperatore.

jiovanni,

1'

arciduca

Alloggi in pa-

pass in rivista la guarnigione,

del vescovo,

azzo

207

enne assai festeggiato ed acclamato dalla popolazione


fu onorato di vari spettacoli.

Cos fra

nancanza

passaggi di principi e generali, che la

di

meglio elevava ad avvenimenti citta-

lini,

fra gli spettacoli religiosi e profani e pi che

utto

nelP inattivit della vita di provincia senza

lisorse

ed aspirazioni, scorrevano tranquilli

Avendo
[[

l'

costume pressoch

universale

^rovincie di portare alla


i

defunti

faccia

colla

un

alle

tale

al fisico,

riflesso

Venete

Chiese o Cimiteri
passare

facendoli

scoperta,

conseguenze, tanto

aste

queste Austro

in

Parrocchia od

|>rma per le strade e potendo


t

anni

Capitano

di T r e v i so
17 gennaio 1801
Imperiale Regio Governo generale, fatto

Il R.

gli

in

tale

costume cagionare

se per

avventura

il

fu-

De-

;mto mancato fosse di malattia contagiosa od epidemica o

una anticipata corruzione spargesse esalazioni pernial morale se per azzardo divenisse quella mostra
ai offerta,
per quelle sinistre impressioni che pu far la
sta 'li un cadavere,
massime a chi sensibile e timoroso
Bpecialmente alle donne gravide; coli' oggetto quindi di

Ip per
tose,

quanto

'gliere tutti

itrebbe
tri

1'

Slati di S.

lun/.i

possibili danni

umanit

e coli'

li

siffatta

quanto

si

causa

soffrir

pratica negli

defunti esser portati alla Chiesa od

polcro in cassa chiusa o sopra

dita

di

M., viene risolutamente prescritto che d'ora

debbano

perto in

che per

appoggio

modo che

sia tolta

al

una bara ovverossia cataletto


la

vista

ogni possibile fetida esalazione.

del cadavere ed

im-


della

208

dominazione austriaca accettata da

tutti

com

legittima sovranit. Nessuno credeva certo che nuo


fatti

dovessero

sorgere a far cambiare totalmente

quello stato di cose, che per

un

po' di

tempo avev*

lasciato in pace questi paesi.

Napoleone Bonaparte, che con l'abbattere


rettorio ed istituire

il

Di

il

Consolato, aveva gi fatto ut

passo verso la realizzazione dei suoi sogni ambiziosi

adoperava tutto
lontano

le

il

genio col quale aveva gi portati

schiere vincitrici dei francesi, per volger-

suo profitto

la

gloria che egli aveva dato

ali;

patria.
Il

31

1804

aprile

mozione perch

il

tribuno Cure faceva un

il

governo fosse affidato ad un

li

peratore e perch questo Imperatore fosse ereditare


nella famiglia Bonaparte.

Dopo

proposta dal Tribunato,

Senatus Consulto

il

1'

accettazione dell
la sar

zion e cos Bonaparte venne solennemente proch

mato Imperatore

dei

Francesi e come tale cons*

crato da Pio VII. che, malgrado

1'

et sua,

si

re(

a tal uopo a Parigi.

La potenza
ed

al

denti,

di

Napoleone cresceva ogni giorn

suo volere piegavano le coscienze pi indipei


cosicch quando egli espresse

il

desiderio

cingere la corona italica, Francesco Melzi stesso,


vice presidente della Repubblica Italiana, coi membi
della Consulta di

Stato,

recatosi a Parigi,

lesse

17 marzo 1805 a Napoleone, sedente sul trono,

cii

condato dai gran dignitari, dai ministri, dai grane


ufficiali,

membri

dai

cariche di corte,

che Napoleone

l'

209

del Consiglio

indirizzo

con cui

domandava

si

fondatore e presidente della Re-

I.,

pubblica italiana, fosse dichiarato

La domenica 26 maggio

Re

d' Italia.'

1805, Napoleone ch'era

ricevuto con grandi onori ed entusiasmi dalle

stato

Milano

la

corona

pronunciando

le

famose

mtorit e dal popolo, cinse

Longobardi,

:errea dei re

Dio

)arole:

me
?

il

colonnello Eugenio Beau-

Giuseppina sua moglie, da

larnais, figlio di

un giovine

ato,

la diede, guai a chi la tocca e

omin vicer d Italia

di

moderno

torico
dezza

Intanto,

come

dice uno

soverchiato dalla immensa grannon

del genitore

menomo

lui adot-

23 anni, inesperto degli uomini,

loglioso di piaceri e di gloria, che

Stato, dalle

di

si

permetteva

di discutere

dei suoi cenni.


la

nuova grandezza a cui assorgeva

no vecchio nemico, l'unione di

Genova

alla

il

Francia

d altre cagioni, insospettirono l'Austria sulle intenioni di

Napoleone a suo riguardo.

L'Austria aveva rinnovato l'alleanza colla Rasrafforzata

fi

da questo appoggio fece qualche

Dmanda a Napoleone
care

Uer
re

stabilmente
egli violato

dei

francesi

1'

allo scopo

Europa,

di paci-

osservare

trattato di Luneville. L'Impera-

il

rispose

alteramente

.rebbe stata difficile finch l'Austria

disse

facendogli

che

la

pace

armava: avesse

K. Bontadini. Mezzo secolo di patriottismo.


14


rinviati tutti
tiere

avrebbe discusso. Gi ormai

si

capiva da una parte

armata

dell'

comando supremo

Italia,

due

Mack

Adige.

arciduca

di fronte,

sulle rive del-

stato sostituito a

mandato

Carlo,

il

consigliere ed aiutante.

eserciti stavano

Massena era

l'

1'

Napoleone prese

Germania avendo

di

si

che una nuova

degli Austriaci, l'arciduca Fer-

dinando, col generale


In

dall' altra

rendeva inevitabile.

si

comando
nel

contingenti nuovi mandati alle fron-

ed allora

guerra

210

Jourdan

Imperatore

dall'

Fran-,

cesco IL a capo delle truppe Austriache, passava da

Treviso

il

20 settembre,

del

Leon Rosso

dal

R. Capitano,

in

smontando

Fu

contrada dei Noli.


Provveditori,

dai

Locanda

alla

ricevuto,

Vescovo

dal

dal popolo che lo acclam continuamente,

fino alla

sua partenza.
L' arciduca

emanava
truppe.

che
S.

il

M. mi

in

La memoria

in altri

contro

Carlo,

di

quelle gesta

che se

lo

inevitabile, io trover di

Quando

guerra,

poi le prime

veneti

della guerra,

mulgare una

si
l'

videro

alle

diceva

armi

di

alle

scoppio della guerra,

ardenti voti di S. M.

dovesse rendersi

nuovo nell'armata

timo senso del proprio valore.

paesi

della

tempi riuscirono gloriose

fa confidare

gli

previsione

giorno dopo da Padova un proclama

quell'in-

ostilit

furono aperte ed

nuovamente

esposti ai

Imperatore Francesco IL

vi fece pro-

notificazione, in cui riversava tutta

colpa al suo nemico.

mali

la

211

L'Imperatore dei francesi

mi ha forzato a far

imprese

strepitose,

nella Storia dell'

diceva Francesco

alla

d* acquistarsi

sua passione

Universo

nome

il

sembrarono forse anche troppo

di

Conquistatore,

ristretti

Francia, quei confini ch'erano

II.

Alla sua sete di

la guerra.

confini della

stati prefissi dalle pi

sacre convenzioni e da esso, ad onta di queste, gi

l'

Tutti

ingranditi.

tanto

equilibrio

Europa vuol

dell'

che

legami

egli

sostengono

aver uniti in

sua mano...

Egli non ebbe alcun riguardo alle rimostranze

richiamargli

per

fattegli,

alla

delle genti, le sacre stabilite

Napoleone
distruggeva

in

prin-

Germania, con incredibile celerit

quasi

rinchiudendo

il

totalmente

generale

dolo alla capitolazione,


le

diritto

il

doveri verso gli stati esteri.

cipali

memoria

convenzioni ed

Mack

mentre

l'esercito
in

Ulma ed

austriaco

obbligan-

in Italia principiavano

prime fucilate. Quando Massena seppe delie

torie

napoleoniche, pass V Adige

battimento

accanito,

vit-

dopo un com-

e,

in cui gli austriaci dimostra-

rono pure assai valore e bravura strategica, vinse


il

nemico a Caldiero, obbligandolo a

nerale

Hillinger

fuori dal

corpo

ritirarsi.

con cinquemila austriaci,

dall'

Il

ge-

tagliato

arciduca Carlo, da Seras, venne

fatto prigioniero.

Oltre

la

sconftta

di

Caldiero e la prigionia di

Hillinger, ordini pressanti capitati da

gavano

1'

Vienna

obbli-

arciduca Carlo di ripiegarsi coi resti delle


sue truppe, entro

che

il

confini

degli Stati Ereditari,

primo novembre principiarono

buon ordine

212

la ritirata, per la strada di Vicenza.

Treviso furono molto sorpresi di vedere

convogli di viveri,
generali

le

lunghe

molte truppe

file

grandi

cannoni, molti

di

ripassare

senza fermarsi

Fu un grande

verso la frontiera.

e dirigersi

avvi-

limento, perch le disgrazie del 1797 e del 1800 che

sarebbero certo rinnovate da un

giungevano proprio quando


anni di pace,
si

le

pensava,

gli austriaci in

si

s'

il

momento
paese,

era un poco rimesso.

rinnoveranno

spogliazioni violente,

coi

quei brutti giorni in cui

superava la legge e

le

g'

il

si

all'altro,

dopo cinque
Coi francesi,

imposizioni arbitrarie,
francesi

ritorneranno

capriccio d'

un soldato

innocenti cittadini

veneti

col proprio le gravezze delle contese stra-

pagavano
niere.

Gli austriaci partivano,

condo volta
trattato di
in

mano

il

paese

abbandonando per

la se-

che loro era conceduto dal

Campoformio

e queste terre

ripiombavano

dei francesi, per diritto di conquista.

Gli ultimi soldati

austriaci,

di scorta

ad alcuni

carri di feriti che stavano negli ospedali di Treviso,

uscirono da S. Tomaso,
5

novembre

1805.

nelle ore

pomeridiane

del

PARTE TERZA

pGNO

ITALICO

Ili.

REGNO ITALICO

IL

'^r^<

Le imposizioni
Treviso nella divisione
amministrativa del regno italico mortier duca di
Treviso Il Prefetto Casati La prima leva La
primo giornale trevisita del principe eugenio
VIGIANO Le cerimonie, le funzioni, le feste Una
GUARNIGIONE RUSSA Il PASSAGGIO DEI RUSSI La VISITA
L'Imperatore ripassa per Treviso
di Napoleone
Il Vicer nel dipartimento La guerra del 1809
La battaglia di Sacile
francesi in ritirata La
RIOCCUPAZIONE AUSTRIACA L' ARCIDUCA GIOVANNI Le
TRISTI CONDIZIONI DI TREVISO L FORMAZIONE DEI BATTAGLIONI civici Le vittorie napoleoniche in Germania
La ritirata degli austriaci Il passaggio della
Piave e la battaglia di Cimadolmo Il trasporto dei
FERITI
FUNERALI DEL GENERALE d' AVENAY
RITORNO DELLE AUTORIT FRANCESI
LORO PROCLAMI Lf
NUOVE CERIMONIE Il GABINETTO DI LETTURA L'ATENEO
Il collegio di San Teonisto Il Liceo Mario
Pieri e le sue memorie 1/ ultima visita del principe
Eugenio Gli scrittori ed poeti trevigiani
balli

Massena a Treviso

Il

trattato

di

Il

nuovo governo

Presburgo

ii.

I.

II-

DIVERTIMENTI

Dolfin
I

Il

CASINO

il

SOCIET

DI

Al teatro Onigo

francesi abbandonano

AUSTRIACI

216

Al TEATRO

La guerra del 1813

Veneto

Il

ritorno degli

CONCHIUSIONE.

Mercoled 6 novembre 1805,

in seguito alla riti-

rata dell'arciduca Carlo con tutte le truppe austriache

d'occupazione nel Veneto, rientrarono a Treviso

sol-

dati francesi, che alloggiarono nei quartieri abban-

donati dai nemici trovati in perfetto assestamento,


coi magazzini discretamente forniti.

maresciallo Massena, pose

II

nerale nel palazzo Manfrin

sua plenipotenza
d' Italia,

di

costitu

suo quartier ge-

il

a S. Artemio e nella

comandante

capo dell'armati

in

prontamente un nuovo governo

provvisorio per la citt e provincia di Treviso, presieduto da Bernardo Pasini.

nuovo governo doveva

Il

vigilare su tutte le parti dell' amministrazione pubblica secondo le leggi vigenti, fino a che

una organizzazione

stabile

paesi conquistati le leggi del


bri del

si

fossero

Regno

Governo provvisorio erano

ritto di essere rappresentati

si

fosse data

estese

Italico. I

ai'

mem-

investiti del

di-

nei vari distretti dalle

Municipalit o da agenti speciali.

Le
modo

varie funzioni erano state ripartite in queste


:

Presidente: Polizia, direzione della segretaria, corrispondenza, impiegati

1)

Ora

villa Levi.


A. Mandruzzato
Co. Paolo Pola

217

Finanze

Militare (sussistenze, alloggi, carri,

vetture trasporti, caserme, ospitali)

Urbano Ricci

Corpi pubblici (sanit, istruzione ecc.)

Giacomo Riccati

Co.

Giuseppe Forabosco

Girolamo Piccoli

Riguardo
resciallo

Ecclesiastico

mona-

(chiese,

loro amministrazione ecc.)

steri,

Arti e

Commercio

boschi, strade, fiumi, ponti, poste.

ammistrazione della giustizia,

1'

Massena

stabil

che pel momento

il

ma-

la giudica-

tura civile e criminale continuasse ad essere affidata


ai

tribunali esistenti.

che

poi

il

Alcuni giorni dopo,

generale in capo

dell'

armata

avvis

si

d'

occupa-

zione era disceso con suo venerato decreto ad


tuire

una Corte d'Appello

isti-

in ciascuna delle provincie

occupate dalla gloriosa sua armata.

Ai

membri

Signori,

del
io

nuovo governo, Massena scriveva:

vi

ho collocato

alla testa del

verno provvisorio della Provincia Trevigiana


cercato

degli

voi,

la

ha

Go-

io

ho

uomini probi ed amati dai loro con-

ed attaccati agl'interessi ben intesi del loro

cittadini

paese;

prova che mi

si

solo determinato la

Gli obblighi

che

vi

ha resa da ciascuno

mia

di

scelta.

sono provvisoriamente

affidati

ibbracciano tutte le parti dell'amministrazione genel'ale e le

vostre applicazioni, sotto

il

rapporto interiore,

ono regolate per l'estesa della vostra provincia.


Li nuovi rapporti,
tone

quali nascono dall' occupa-

del vostro paese dall'armata

di S.

M. V Im-

218

peratore dei Francesi e

Re

d'Italia,

piere

v'imposero unii

incarico; voi potete, voi saprete

particolare
tutti

vostri

li

doveri

vostra

la

adem-B

lealt

mil*

garantisce.

Governatevi con saggezza e da Padri


glia

avr

io

gli

ed

nistrazione

di

Fami-

occhi aperti sopra la vostra ammi-

io

conto

terr

di tutto

il

bene che

avrete fatto.

nuovo governo, fu posto subito a dura prova

Il

dal

maresciallo

che

gli

perch

Massena,

venne dato fu

di ottenere

il

primo

incarico!

una gravosissima

contribuzione di guerra dalla Provincia: tre milioni


di franchi in

valuta d'oro e d'argento che avrebbero

dovuto essere pagati met entro quattro giorni dr


quello di promulgazione del decreto e

1'

altra meti

entro otto. Ai membri del governo provinciale, che

incarnavano la maggiore

avevano assunto

l'

non restava che ubbidire


e tentare,

autorit del paese e ch<

incarico nell' interesse di questo*

adoperando

la

alle imposizioni di

cendo donne mine mouvais jeucc,


le

pretese e diminuire

dell'

si

diceva

disperazione

la

non ammette alcuna


che

dentro

il

di addolcir

nel

delle

del

provvedimene

decreto

che mise a|

povere popolazioni

dilazione o pretesto ed pe

Governo provvisorio rende noto che

al fissato

fa

gravi conseguenze.

La circostanza imperiosa
armata

colmo

ci

le

Massen?

massima sommissione,

periodo, per qualunque escogitabil

motivo qualcuno mancasse

alla

soddisfazione

del]

la

uso dei modi e mezzi

Persona e facolt.

Ma

sar irremissibilmente

propria tangente,
all'

219

li

proceduto

pi risoluti e decisi sopra

erano troppi per

tre milioni in oro e argento

una provincia immiserita da tante guerre e da tante


contribuzioni, durante

mate straniere.

frequenti passaggi delle ar-

meno

tanto

somma

tale

si

poteva

raccogliere in otto giorni, anche se le minaccie del

maresciallo francese fossero state poste ad effetto.


Egli quindi,

buona o malavoglia, dovette rasse-

di

gnarsi a diminuire

V imposta leggermente decretata,

senza pensare se fosse in relazione colle risorse del

gi

paese

E.

S.

tanto

colpito.

penetrato dall'ingenua

quindi

commovente esposizione

governo provvisorio, per tratto

buzione
[anno

di

delle

rassegnategli

sua umanit

ad una generosa diminuzione

lisceso

che

avvisato

dell'Impero Massena,

circostanze della Provincia,

[dolorose
Lial

Fu

signor Maresciallo

il

sulla contri-

guerra imposta dal decreto 17 brumajo

di

14 (8

novembre

1805).

Clemenza eccita vivamente

Questo saggio

lo zelo del

di

sua

governo e deve

[our richiamare la gratitudine di tutti gli abitanti e


joss denti
Il

della Provincia.

curioso

vien

ora.

Si

imagina facilmente

Cospiro di sollievo dei poveri trevigiani


|j

ma

a buona notizia,

la loro

s'

imagina

quando trovarono nello stesso

eguenti parole

il

leggere

contentezza fu di corta

llurata che altrettanto facilmente


Ilelusione,

al

la loro

editto,

le

il

Sarebbe

di

220

somma compiacenza

poter ribassare la quota imposta

col proclama

ma

8 novembre,

per

il

governo,

contribuenti,

ai

siccome

il

servigio

delle truppe francesi esige indispensabili somministra}

zioni di eccessiva spesa, oltre le giornaliere dispen-l

diosissime
ripartite

sussistenze

ed

oltre

requisizioni gi

le

sopra la totalit della Provincia,

cos

ili

Governo provvisorio, senza decretare per ora nuovem


imposizioni, stabilisce che ad onta della grazia surli
riferita,

debbano

irremissibilmente

essere

pagate-I

L. 95.17.10 per ogni lira di colta.

Non sappiamo,

se

gratitudine di cui

meritevole.

il

Massena abbia ottenuto quella

Governo

di

Treviso lo diceva*
5

Se dovessimo esprimere un opinione ai

questo riguardo, essa sarebbe dubitativa.

Per procurarsi denaro,


T armata aveva una sete
effettu poi

del
tutti

detentori

nota tutta, pena


ciata.

Il

dendola

comandante

seta filata avessero

di

la perdita della

estero,

onde procurarsi

il

Si stabiliva che

facesse in relazione

al

giorni,

a darla in

subito,

spe-

numerario
il

di

pagamente

prezzo dei bozzoli aumen-

tato del costo di filatura e d'un tenue

guadagno -

dandosi delle cambiali tratte dal Governo a carice


di quei possidenti

che per

erano impossibilitati

le

circostanze delia guerra

a trasmettere

il

denaro.

si 1

merce non denun-

Governo V avrebbe comperata


all'

del-

studi e

si

che entro cinque

stabil

cui si aveva bisogno.


si

il

una ingegnosa combinazione. Un decreto

novembre

25

di cui

insaziabile,

Le


derrate e gli immobili

221

dei debitori

sarebbero se-

si

questrati e venduti all' asta entro breve termine.

Quanti soprusi e quante rovine!

enormi imposizioni

In relazione alle

perch

malcontento non scoppiasse,

il

venne

ttadini

regime austriaco.

larola

con

in quei giorni

nente ristretta, da fare che

finanziarie,

la libert dei

altri decreti tal-

trevigiani benedissero

pronunciatore di qualunque

Il

appena appena allusiva

alle tristi condizioni

urtate dai francesi, sarebbe stato severamente pulito

spargimento

e lo

nei caff,

esagerate,

di notizie

piazze

nelle

trovo pubblico, o solamente


tici,

avrebbe

si

istruito

fino

a nuovo

roibiva poi

1'

avviso,

dal
gli
d'

Comando
autori un

ordine pub-

direzione di Polizia

la

trevigiani

overno provvisorio che

prendeva

Regno

contro

uso della maschera.

2G decembre,

ij'irnais,
Bil

od in qualunque

parlare di fatti po-

Per misura

jrocesso d' inquisizione.

Il

il

sarebbe stato calcolato delitto;

militare

lieo,

guerresche false o

d' Italia

ed

.ntonate della citt

il

principe Eugenio Beau-

comando

il

il

erano avvisati dal

forze militari

delle

decembre

31

dove era

affisso

si

affollava alle

un grande

pro-

ama, dato dal quartier generale di Padova, che


incipe
iti,

Eugenio emanava

dando loro

giorno

27

la gradita

decembre,

ce era stata

ai popoli degli Stati

notizia che finalmente,

alle

ore 5 del mattino,

segnata a Presburgo

.lleyrand, ministro di S.

il

Ve-

M.

l'

la

dal signor di

Imperatore dei fran-

Re

cesi e

d' Italia

e dal principe di Linchtenstein

dal barone Giulay, muniti di pieni poteri dall'Impera-

tore di Germania.
trattato di Presburgo univa

Il

stabiliva all' art. 23

d' Italia

dopo

cambio delle

il

T una e

dall' altra

e ricevere

in

Regn

al

Immediatamente

parte commissari per consegnare

nome

Sua Maest

Veneto

saranno nominati dal

ratifiche

dei Sovrani rispettivi

parti del territorio veneto


di

il

1'

non occupate

Imperatore

tutte L

dalle trupp

Francesi

dei

d' Italia.

La

citt

di

Venezia,

laguna ed

la

domini

terraferma saranno consegnati fra quindici giorn

P
le

Dalmazia Veneta,

Istria, la

veneziane

isole

forti

che

dell'

le

Bocche

di Cattare

Adriatico e tutte

le piaz

vi si trovano, tra sei settimane, dal

cambi

delle ratifiche.

Cos Treviso ricadeva sotto la dominazione frai


cese colle provincie

vecchia Repul

delia

sorelle

blica.

Popoli

proclama

degli

Stati

siate

Veneti

principe Eugenio

il

paese non sar pi

il

diceva nel
felici

Il

si

vostr

teatro della guerra, non in\

dierete pi ai vostri vicini,

1'

onore

fii

essere gove

nati da Napoleone.

Rinasce adunque
sono

il

gran secolo dell'Italia! Ti

voleri del Genio e del Valore

Italiani

Andate superbi

dello strepitoso avvei

mento che proclamo. La vostra patria trover

l'a


tica

sua gloria, aumentata da tutto

risparge

si

223

all'

accompagner

Il

ultimi

negli

fino

suo nuovo Fondatore.

Io

splendore che

suo risorgimento e che

istante del

secoli

il

nome

del

Governo provvisorio, ripetendo quanto gi av-

veniva ad ogni frequente cambiar di padrone, pro-

clamava che

pace segnata a Presburgo fissava

la

l'epoca pi luminosa per

destini e la felicit del-

Pi giustificato degli

l'Italia.

altri

precedenti del

1797, 1798, 1801 questo governo del 1805, che, anche


se

uno scettro straniero, inneggiava a quel

sotto

atto che riuniva

on un

nome

il

Veneto ad un

il

altra parte d' Italia,

quale doveva fino d'allora far concepire

un giorno

a speranza, che

1'

unit della penisola

si

arebbe compiuta.

Come

il

solito,

ringraziare

)er

Il

furono decretate solennit religiose

il

maggiore Julien

3ruyer,

capo del

;.avallo,

aiutante
della

ainistro
iella

ier

Signore del fausto evento.

poi

23
di

sostituito dal colonnello

reggimento dei Cacciatori a

campo

guerra

piazza di Treviso e

il

generale

venne nominato comandante

Questi

fino

dai

gentile.

igione

di

la

primi rapporti

utorit trevigiane, si

di

brigata Dau-

provincia.

che ebbe colle

In quei giorni 3000 austriaci

Venezia,

comando

mostr subito condiscendente


della guar-

dovevano passare da Treviso

er ritornare nei loro Stati.


ssi

del generale Berthier,

fu chiamato al

Nel distretto di Mestre

avevano causato dei danni

alle

campagne,

ma

224 --

non avvenne a Treviso, perch

ci

domanda

su

rier,

servizio

cavalleria.

alla

vigilanza

di

francesi

Pure

di

in

alloggiati

Commenda

tiere

della

col

di Malta,

organizz un

di molti

soldati di

alcuni cannonieri

caserma che

era fatta

si

posero in allarme

il

quar-

Santa Maria Maggiore commettendo gravi


ont

Ils

scriveva

podest Pisani

ont

mezzo

quei giorni,
nella

disordini.

ils

generale Dau-

il

municipalit,

il

rompu

fait

comandante francese

beaucoup de vacarme
al

des fentres; on tacha d'enfoncer les

portes de plusieurs maisons

un auberge o

transports dans

cannoniers se sont

les

ils

ont bu et mang

sans payer et se sont emports jusqu' frapper ru-

dement
siles !).

sero

cabaretier

le

et

commesso

donato ed

il

torto era

esemplarmente

ma

tous

ses uten-

soldati francesi, tutto loro era per-

sempre

rale Daurier invece, dopo

fatti,

rompre

Pel tempo passato, qualunque eccesso aves-

per quanto

una grande influenza


contrariamente

Il

gene-

cannonieri turbolenti. Sono piccoli

allora

dei cittadini.

una severa inchiesta, pun

sulla

capisce

popolazione,

alle altre volte,

dominatori avevano per mira

si

la quale,

vedeva che

la giustizia

ebberc

nuovi

e la sicu-

rezza dei cittadini.

D' altra

parte

gnarsi, perch

si

francesi

non potevano certo

la-

usava loro ogni gentilezza; eranc

Archivio annesso alla Biblioteca comunale.

STAB.

LONGO

TREVISO

1805
A.

SANTALENA

1796-1813

mwsm

jf

ilunois

225

bene accolti dovunque e perfino


uso

migliori posti nel teatro

guarnigione

in Treviso,

si

destinavano a loro

).

erano

dal

comando generale, due reggimenti

ma

la citt

loggio

di cavalleria,

era troppo piccola per poter dare V

conveniente,

quanto

tanto ai soldati,

municipalit

di

farsi

interprete

verso

comando

il

generale di questa impossibilit, tanto pi che


cos

al-

agli

generale Pully fu quindi pregato dalla

Il

ufficiali.

mandati

stati

una

grossa guarnigione portava dei carichi non indif-

ferenti e

che a Treviso era gi stata posta

la dire-

generale degli ospedali militari. Eguale do-

zione

manda venne anche

fatta al Magistrato civile implo-

rando che da esso sieno rigorosamente rappresentate


le

circostanze

valida sua

questa

di

mediazione

citt,

onde ottenere colla

relativi pronti efficaci prov-

vedimenti.

dopo

Pochi giorni

per,

il

rispondeva alla Municipalit, che

MUN

LA

au

PAL

('o, uni.

T
d'

Magistrato
il

capo dello Stato

DE T R E
Armes

La municipalit vient de donnei-

civile

les ordres Ics plus prcis

il y ait dans
deux premiers rangs de chaises prs de l'or-

l'entrepreneur du Thatre afin que dornavant


le

parterre les

la

nison. Ainsi

disposition de Messieurs les Officiers de la gar-

vous pouvez les assurcr qu'

ils

trouveront l'em-

placement qui leur convient.


J'

;ii

l'honneur de vous saluer avec distinction.

le

9 fvrier 1806
Pisani prov.
15

226

Maggiore, generale Charpentier, a cui


per ottenere che

la

si

Treviso fosse diminuita,

di cavalleria a

era rivolto

guarnigione di due reggimenti


gli scriveva

che la dislocazione delle truppe dipendeva da

S. A.

Imperiale e che, quantunque riconoscesse che quella

truppa dovesse essere alloggiata ristrettamente, pure


gli

era impossibile prendere disposizioni diverse. Ai

non rimase che Y acconciarsi

trevigiani

peggio.

in

quest' epoca, che

di Visnadello

troppo lontani

comandante

d'

tari,

fu scelto

meno

alla

essendo

campi

dal colonnelle

Armi, per uso delle evoluzioni

mili-

quel terreno a destra dello stradale che con-

duce dalla citt a

S.

Maria

della Rovere,

il

quak
lak

serve tuttora a tale scopo.

Pure

furono

in quei giorni,

prigioni militari francesi,

comuni a quelle

istituite

che per

Ges

al

lo innanzi

eram

civili.

Con un decreto, datato da Monaco, 12 gennaio


T Imperatore Napoleone incaricava
genio

del

autorit

governo degli

civile

stabil subito

Stati

militare.

Il

principe

Eu

veneti riunendo

nuovo

1(

governatore

che, provvisoriamente, gli Stati venet

fossero divisi in sette provincie


al

il

come anteriormente

1805 e che ogni provincia avesse un magistrat

civile,

civile,

un

segretario

un tribunale

generale

civile di

prima

istanza,

un

In

un conservatore

delle mi

un ispettorato dei lavori

pubblici

tendente delle Finanze,


niere e boschi,

della magistratun

delle acque, ponti e strade ed

un delegato

di Polizi


Tutte

autorit municipali nelle comuni, sarebbero

le

L'amministrazione centrale intanto

state conservate.

dove

a Venezia,

risieduto

avrebbe

un ricevitore generale

Finanze,

un

dirette ed indirette,

Camera

di

si

un

stabiliva

un amministratore generale

tribunale d'appello,

ed una

227

delle

delle contribuzioni

direttore generale di Polizia

Commercio.

Bernardo Pasini, presidente del Governo provvivenne nominato magistrato

sorio di Treviso,

civile,

Bonaldi segretario generale della magistratura, Pa-

Mondini conserva-

gliano intendente delle finanze,


;

tore delle miniere e boschi e

Urbano Ricci

ispettore

ai lavori pubblici.

Intanto, dopo scambiate le ratifiche del trattato


di

pace fra

leone

ed

I.

Lauriston per Napo-

generale

il

marchese Ghislieri per

d'Austria, a Venezia
nit la

Law

il

cerimonia

di

si

di

1'

Imperatore

compieva con grande solen-

consegna della

citt ai francesi,

riunendosi in essa anche quella di consegna degli Stati


veneti.

Nella piazza di S. Marco affollata di gente,

presero

posto

truppe

le

comandante
Eugenio

in

di linea e di

venne fatta

presa di possesso

capo

1'

armata

vi assistevano

marina.

dal generale

La

Miollis,

in assenza del principe

generali

Law

di

Lauriston,

Maggiore, Herbin, Damas e

Trevion,

capo

di Stato

Castelli.

Dopo

varie evoluzioni

delle truppe,

due

battaglioni dei cannonieri di marina, ceduti col tratato di pace,

come

il

corpo dei fucilieri dalmati, de-

posero le insegne austriache,

prendendo quelle del

228

Regno italico, fra il suonar delle trombe


campane ed il tuonare delle artiglierie.
Qualche giorno dopo,

A.

S.

I.

e delle;

Napoleone Eugenio

governatore degli

di Francia, vicer d' Italia, e

Stati,

veneti, entrava solennemente a Venezia, colla sposai

principessa Augusta Amalia di Baviera.

Il

rappre-

sentante del nuovo sovrano venne accolto con grandi


feste

ed onori,

Guardia nobile

ricevuto

dalle

patrizi,

di

autorit e da una

cittadini

negozianti,

formatasi per l'occasione, vestita in ricca uniforme


di

panno bianco, con risvolta trinata

alto

pennacchio bianco

Gran

diluvio

di

Nocte pluit

argento ed

di sonetti,

poesie, in

).

epigrafi,

grande trionfo della

tutte le citt venete e

pi barocca. Perfino

d'

il

redeunt spectacula

tota

servilit

distico di Virgilio

mane

Divisum imperium cum Jove Ceasar habet.

venne tradotto

per uso

consumo

del

principe

Eugenio:
Piovve

Ma

la notte intera;

quando

Rasserenossi

il
il

vice re fu giunto qui


d.

Col re dei Numi, Cesare

Anche

dell' Emisfero

Tien diviso

L' annessione
fatta

1)

V Impero.

formale degli Stati veneti, venne

poi da Napoleone,

Novelle del Mondo.

con un decreto datato

di

229

ntre palais des Thuileries 30 marzo 1806,

diceva nel suo primo articolo

Les tats vnetiens,

M.

S.

1'

Empereur

quale

que nous

tels

Allemagne per

d'

il

les

a ceds

trait

le

de

Presbourg, sont dfinitivement runis notre royaume

pour en faire partie integrante commencer

d'Italie

du

er

I.

mai prochain

*).

Collo stesso decreto, l'Imperatore Napoleone no-

minava Eugenio Beauharnais erede presuntivo del


regno

Venezia e

le

seguenti provincie

il

costituivano

si

la

il

in

titolo di

Principe

ducati dell' impero

Dalmazia,

l'Istria,

il

Friuli,

Cadore, Belluno, Conegliano, Treviso, Feltre, Bas-

isano,

concedendogli

d' Italia,

di

Vicenza, Padova e Rovigo.

Napoleone

si

riservava di dare F investitura di

questi ducati, per essere trasmessa ereditariamente


(

per ordine di primogenitura ai discendenti

maschi

gittimi e naturali di coloro in favore di cui


j

disposto

ed in caso

estinzione della loro discen-

d'

denza legittima e naturale,


nati

alla

le-

avrebbe

corona imperiale,

feudi sarebbero ritor-

perch Napoleone od

suoi discendenti potessero disporne in altro modo.

La quindicesima parte dell'imposta che


i

nistrazione del

Provincie
(

,ai

Regno

d' Italia ritirava

erette in ducato,

detti feudi

1'

ammi-

dalle dodici

sarebbe stata attaccata

per coloro che ne venissero investiti.

1 (Napoleone si riservava poi, per l'eguale destinazione,

1)

Moniteur univorsel

n.

91,


di disporre

trenta

di

230

di

domini nazionali

dall'

Imperatore inve-

milioni

situati nelle provincie stesse.

Un

valoroso soldato, venne

ducato di Treviso

stito del

Edoardo, Adolfo, Casi-

miro, Giuseppe Mortier.


Il

Cateau

maresciallo Mortier nacque a

brsis nel 1768. Arruolatosi

venne nominate

del suo dipartimento,

di volontari

capitano

dai

suoi camerati,

diventando ben presi

capo di battaglione e come tale assistendo


cipio

della

la giornata di

di aiutante generale.

nite battaglie,

mata

del

al prii

guerra sulla frontiera del nord.

battaglia di Quivrain
di lui

Car

1791, nel battaglione

il

ebbe

il

Ali

cavallo ucciso sotl

Hondschoote

valse

gli

grade

il

Dopo aver preso parte ad

venne chiamato da Bonaparte

Danubio nel 1799,

col

grado

di

infi-

all'ar-

general

di brigata.

Nel 1804 fu nominato maresciallo


nel 1807, dopo

battaglia

la

di

dell'

Friedland,

impero,

duca

di

Treviso e gratificato di centomila franchi di rendita


sui

domini del paese

di

Hannover. Fu poi

in Ispagna,

prese parte alla difesa della Francia durante

vasione del 1814 e fu nominato Pari in quello

1'

in-

stesse

anno.
Il

vendo

duca

di

Treviso

si

ritir poi in

delle sue rendite e pensioni,

alla corte solo

campagna,

vi-

riavvicinandosi

dopo la rivoluzione del 1830, mostran-

dosi molto assiduo presso Luigi Filippo che in quel1'

epoca

lo

mand

all'

ambasciata di Pietroburgo

fu

231

Gran cancelliere della Legion

d'

onore nel 1831 e

Presidente del consiglio e ministro della guerra dal


1834 al 1835.
Il

28 luglio 1835,

testa del corteggio

Mortier era in

maresciallo

il

che accompagnava

re di Francia

il

Luigi Filippo alla rivista della guardia nazionale di

Lo scoppio

Parigi.
schi,

macchina infernale

della

che mirava ad assassinare

il

raccolto

il

duca

unione colle altre vittime

chiesa degli Invalidi ed a cui


di

si

morti venne
fecero

primo giorno

decreto

di

innalz sulla piazza

si

maggio

Napoleone,

di

parte integrante del

Regno

in

solenni funerali nella

Cateau-Cambrsis, nel 1838, una statua in bronzo


Il

il

quale

di Treviso, al

sovrano, uccise

Fra

undici persone e ne fer ventidue.

di Fie-

).

del 1806, in cui per

gli Stati

veneti facevano

d' Italia, in tutte le citt

venne giurata fede alla costituzione ed alla Sacra


persona dell'Augustissimo Imperatore e Re.
viso,

come

piuta

secondo

1)

nelle altre citt, la cerimonia

norme decretate

le

dall'

Della famiglia Mortier esistono oggi

A Tre-

venne com-

Imperatore.

Giovanni Fran-

Mortier marchese di Treviso, nato

il 2 marzo
ammogliato con Luigia Jenny Gabriella di Belieyme
ha una figlia, maritatasi nei 1888 a Rodolfo di Faucigny
principe di Cistria
Napoleone, Cesare, Edoardo conte di

cesco Ippolito

1840,

Treviso,

nato

8 febbraio

1'

due

figli

ed una

una

zia.

una

figlia.

1845,

egli

pure ammogliato con

Vi sono anche due sorelle vedove ed

ricca famiglia, fra le prime dell'alta societ

francese che vive parte a Parigi, parte nel castello di

[Senna e Marna).

Coupbray

232

spuntar del sole,

Allo

annunzi V unione
ridiane

una salva

Regno

al

proclama

il

d' artiglieria

italico. Alle 9

antime-

Napoleone fu pubblicato

di

prefetti e dai magistrati civili che gi per loro

avevano inneggiato

dopo

autorit

le

grande avvenimento

al

civili,

]
)

dai]

conto-i

e subito

militari e giudiziarie si re-

carono alla Cattedrale ad assistere

al

tato in rendimento

1'

di grazie per

Te Deum,
unione

can-i

dei due

popoli.

Fino dal giorno prima, Bernardo Pasini, aveva dira

1)

mato

ai trevigiani

Regno

Grande, esige
e

dell'

amore

giusto diritto

di tutti

gli

Stati Veneti a

tributi

i.

della riconoscenza

nuovi sudditi italiani

ai quali alfin

riconoscere una patria comune,

di

di

diritti,

seguente manifesto

definitivamente ora stabilita da Napoleone

d' Italia,

concesso

il

avventurata che riunisce

L' epoca

di investirne

proteggerne colle proprie forze la grandezza e h

prosperit.

Sia quest' Epoca o abitanti del Trevigiano,


strato Civile,

nome supremo

in

vi

che

il

Magi

impressa

annunzia,

mai;

sempre nel vostro cuore ed indelebile nella vostra memoria


Preconizzata nei campi di Marengo, segnalata nel grai
1

giorno d Ulma, consacrata col sangue degli Eroi d'Austerlitz


essa vi assicura sotto gli auspici del pi gran monarca del
l'

Universo

1'

del

rappresenta,

la

amabile

saggio,

dignit

Principe

Nazionale,

la

che fra noi

santit

delle

leggi

equit del governo.

Napoleone! Invittissimo
stro Re,

teggitore di Nazioni,
della Guerra e

Potentissimo Imperatore e

ne;

sta

umanit.

1'

Augusto tuo Nome,

fra

Trioni

Studii della Pace, coronato dalle palme im

malleabili della Vittoria,


dell'

Conquistatore di Popoli, Fondatore di Regni, Pra

bagnato

dalle

lagrime riconoscenr*


Dopo
nari

Te Deum,

usciti dal

recarono presso

si

e sottoscrivere

mento

233

tutti

magistrati

pubblici funzio-

civili

per deporre

sopra un registro aperto,

di fedelt alla costituzione

tramontare del

Al

giura-

il

ed all'Imperatore.

un' altra salva d' arti-

sole,

annunci che V unione era compiuta ed

glieria

segno di gioia, la sera, tutti

in

gli edifci pubblici fu-

rono illuminati.
Il

giuramento

d'

obbedienza dei cittadini, doveva

invece essere portato a Parigi da deputazioni straordinarie


ed

il

per Treviso erano stati scelti

conte Pola

nob. Bernardo Mondini.

Un' era novella


sotto lo scettro di
riero,

il

ma

si

apriva alle provincie venete,

Napoleone,

anche grande

il

quale, grande guer-

statista,

delle leggi savie e liberali,

aveva promulgato

aveva col suo codice

consegnato qui dal procuratore Brocchi

il

su basi pi solide ed eque,

dei grandi lavori venissero


3

29 aprile

posto la

con grande solennit e pi grande discorso


giustizia

ordinava che

intrapresi per facilitare

migliorare le comunicazioni,

incoraggiava

il

pro-

gresso delle scienze, delle arti, delle industrie, deiistruzione.


.avori di

le

nel 1806

che

si

sono cominciati

riattamento delle vie della citt di Treviso

dapprima
;ome

Fu

parte fangose e parte piene di macigni

strade

di

montagna

che

si

allargarono

consolidarono quelle esistenti nella campagna e se

aprirono di nuove per la comunicazione coi centri

naggiori della provincia e colle altre citt.

Un

appo-

Napoleone

sito decreto di

234

fiss tutti

lavori che

si

sarebbero dovuti compiere.

Vennero

numerate

poi

le

che

case di Treviso,

Bomben

Y abate-

erano 2045. Nominati

il

Bonotto, deputati

Ornato pubblico, vennero

all'

Ferrante

ab-i

battute in parte le botteghe di legno che ingombra-'

vano

la strada

la

Loggia della Piazza maggiore,

fece un passeggio pubblico fuori Porta S. Tomaso,*

si

nomi

catura,

delle contrade furono scritti alla loro imbocsi

demol

1'

oratorio della Madonetta che

ergeva nel centro del borgo

Tomaso,

S.

si

l'illuminazione;

allora consistente di 311 lampade, fu au-:

pubblica,

mentata, specialmente in vicinanza dei due

Venne

eretto anche

teatri.

un cimitero comunale fuori

porta Santi Quaranta, nel luogo che poi fu chiamato

I Lazzaretti

).

Onde preservare

le

campagne

dalle

piene dei

fiumi vennero fatti dei lavori di arginatura alla Piave,

specialmente a Stabiuzzo, Fagar, Noventa e Fossalta


e per sistemare

l'

irrigazione

Consorzi Brentella,

ed

altri

organizzarono quei

si

Piavesella, Meolo, Dese,

che tuttora sussistono e sono tanto

Zero,
utili

agricoltura.

all'

1)

lare

In questo cimitero, ora scomparso,

cadaveri

il

17 febbraio 1809.

Il

signore veneziano, certo Alberto Tron.


lare,

rimasto

in

uso

per

si

Da

portava a seppellire.

si

tumu

fu quello di ur

ci

il

detto pop

va a far
alludeva a qualche cad

moltissimi anni

vilegiatura de Ca' Tron, quando

vere che

principi a

si

primo

el

fu

L' autorit
abusi che
ranzie

si

poi

sollecita

commettevano

levare

di

tutti gli

a dare ga-

sui mercati,

nelle

pei cittadini

severamente

235

a punire

contrattazioni,

vivande

sofisticatori delle

regolare

fissare

giustamente

Anche
in

onde non

prezzi dei generi

a danno del povero,

1'

facessero

si

smisurati guadagni, a

illeciti e
i

che

ci

accade ora cos di rado, dopo tanto progresso

cambi delle monete

).

amministrazione venne tutta riformata

meglio. Treviso divenne capo del dipartimento del

Tagliamento, nella nuova divisione fissata da S. Cloud


fine di aprile,

sulla

annessi

Regno

al

partimenti

con cui

recentemente

gli stati

erano divisi in sette. di-

d' Italia

dell' Adriatico, del

Brenta, del Bacchi-

gliene, del Tagliamento,- della Piave, del

Passeriano

e d' Istria.
Il

dipartimento del Tagliamento, fu poi diviso in

cinque distretti

Treviso, comprendente
stre,

cantoni di Treviso, Me-

Roncade, Montebelluna e Quer con 94,833 abi-

tanti.

1)

Oltre quelle divisionali erano in corso

Scudi di Francia

oanarie

Talleri

Sovrane

Doppie

di

Joppie

di

Maria Teresa

di

.Zecchini Imperiali

Crociati - Francesconi

Romani vecchi

Lisbonine

Milano

Doppie

Doppie

di

di

Tallari Bavari

Mediolani

Talleri di

Romani nuovi

Savoia

Roma

Doppie

Doppie

Sassonia - Luigi - Oncie di Napoli

Jpagna ecc.

Co-

San Marco

e gigliati

di

Parma

di Prussia -

Pezzette di

comprendente

Coneglano,
gliano,

Oderzo

236

cantoni

Motta con 57,324

Ceneda, comprendente

Cone-

di

abitanti.

cantoni di Ceneda, Ser-

Valdobbiadene e Mei con 51,289 abitanti.

ravalle,

Bassano, comprendente

cantoni di Bassano e d

Asolo con 55,727 abitanti.


Castelfranco, comprendente

cantoni

di Castel-

franco e Noale con 46,437 abitanti.

Nel complesso,

dipartimento

il

con

116 municipalit,

si

componeva

una popolazione

di

di

307,610

abitanti.

Per un decreto
1'

del 22

novembre 1807, mantenendosi,

amministrazione quale era stata precedentemente

fissata,

col Consiglio generale rappresentante

partimento
singolo

intero,

centro ed

Consigli

distrettuali

Consigli Comunali,

il

di

ad ogni

la configu-

razione del dipartimento del Tagliamento sub qualche


variazione.

nero

distretti di Castelfranco e

incorporati

compensandosi

Bassano ven

dipartimento del Bacchiglionef

al

la perdita

con quelli

di

Pordenone

e;

Spilimbergo.

Con una

'forte

guarnigione,

con un esercito

di

impiegati nelle amministrazioni centrali d'una larga


provincia,
brillante

Treviso
della

se intramezzata

si

apparecchiava ad un' epoca

sua vita.

tale

da una guerra,

fu infatti, anche
del

Regno

ben presto

rivolto

quella

Italico.
Il

sentimento popolare

s'

senza rimpianti alla nuova

era

sovranit,

rinnovando

237

quanto era gi accaduto pi

anima

radicato

nell'

secoli di

dominazione

autorit

quali

fossero

perch

forse

volte,

sangue

e nel

dopo quattro

quel supremo rispetto alla


suoi

inculcato

atti,

governo della Repubblica di Venezia a tutti

dal

suoi

sudditi.

I trevigiani, tranquilli e docili


in

queir epoca

giornalista

trevigiano

conforme

olce e

primo,

dal

come

in ordine

ad un regime

avvezzi

provvide intenzioni del Cle-

alle

mentissimo Sovrano, hanno sempre riguardato


imministratori

disse

si

cronologico,

come Padri

loro

organi delle

affettuosi,

Sovrane beneficenze e promotori del pubblico bene.


Appositi decreti regolarono poi
blica

servigi di pub-

sicurezza, la quale ricominciava ad essere assai

jattiva

dappertutto.

ragliamento,

annunci che

tutela del

lelitto,

comun bene

celto e rispettabile di

nfatti

dalla

icurezza

prefetto del dipartimento del

Il

vindice del

ad un corpo

gendarmeria

sbirraglia

delle

legge

affidava

la

austriaca

propriet

le

[Destinata dal potere sovrano,

vite

molto diverso
di tutelare

dei

la

cittadini.

decorata di distinte

morevoli attribuzioni, zelante ed utile mantenitrice


lei

buon ordine

mbblica
Iella

costantemente impegnata per la

tranquillit

e gelosi oggetti

propria destinazione) bastano questi

onvincere che tutti

1)

(interessanti

Monitor

di Treviso,

titoli

per

riguardi ad essa convengono,

anno

II.

n.

18.

238

che rispetto, obbedienza


delle sue Funzioni, che

grave

Reo

delitto.

devono nelF esercizi

le si

1'

opporsi ed

il

cooperarvi

rende quell'

di questo si

che animato da uno


opporre

ardito,

spirito d' indipendenza,

alle intimazioni di arresto

osa

di

una inconsiderai

resistenza a simile Corpo, n potrebbe del pari attendersi che conseguenze funeste,
alla

1'

fuga cercasse di deludere

altro che dandos'


giustizia che

la

ricerca e lo vuole.

Per capire

lo

pensare, che

scopo

di

queste esortazioni, biso{

malgrado tutto

suo rigore e h

il

sua severit od anzi appunto per questo

la

polii

austriaca, fino da quei primi anni della dominazioi

governo su questi paesi,

del suo

Gli sbirri
si

era fatta odiare

lasciava arrestare tranquillamente e le ribellioi

erano frequentissime quindi

mente

prendevano

qualunque
Il

si

non avevano alcuna autorit morale; nessui

fosse,

sempre

cittadini

la parte dell' arrestate

dando contro

agli agenti di polizia

governo napoleonico, riformando

pubblica sicurezza fece


risultati;

corpo di

il

general'

il

personale

bene ed ottenne eccellem

gendarmeria del 1806

si

p(

trebbe paragonare agli attuali carabinieri, che godoi


inconstestabilmente di una grande autorit mora!

che vale,

il

pi delle volte, meglio che la forza

d<

numero.
Oltre ci,
quenti
strade,

siccome fra

furti a

venne

gli altri

mano armata

ristabilita la

reati erano

fr<

e le aggressioni sul)

Commissione militare

ci


gi era stata istituita

il

posta di sette ufficiali

uno avrebbe assunto

239

7 termidoro anno V., com-

le

fra

diversi gradi,

di

funzioni di relatore e

un

Questa Commissione,

Procuratore Regio.

di

quali
altro
resi-

dente a Milano, avrebbe giudicato di tutte le aggres-

incendi

degli

strade,

sulle

sioni

dei

con

furti

rottura e violenza nelle case di campagna, in ultima


istanza, senz' appello e senza revisione.

condannati

sarebbero stati puniti colla morte, entro ventiquattro

complimenti.

ore, senz' altri

Meno

eccezioni,

mente cambiati
cialmente,

gli

impiegati

natural-

quali erano gi iniziati nell'amministra-

zione napoleonica,

buona

e brava gente

ben volere e che aveva

farsi

furono

fu un' invasione di lombardi spe-

il

che sapeva

doppio vantaggio di

godere la fiducia delle popolazioni e quella del Sovrano.

vescovo

Il

felicissimo

del

Marin, fu poi

come

al

solito

cambiamento. Napoleone imperatore

non poteva dimenticarsi del generale Bonaparte, al


tauale

Bernardino Marin aveva reso qualche servigio.

Egli scrisse quindi subito

una

lettera

ossequiosa a

Napoleone, nella quale esprimeva la sua gioia per-

ch

francesi

ritornavano

finalmente

padroni

di

Treviso.

Ho

ricevuto

- rispondeva

la

vostra

Napoleone

[sentimenti che in essa

mato

delle vostre

al

lettera del 22 gennaio

Marin

e gradisco

mi esprimete. Son gi

infor-

buone qualit ed ho per certo che

proseguirete colle parole,


ghiere, a mantenere

il

coli' esercizio e colle

buon ordine,

e le vostre virt cristiane

nistrate.

Secondandovi

240

pre-

buoni costumi

che ammi-

nella diocesi

cos, nella pi dolce

cura del

mio cuore, potete assicurarvi che sar sempre

di-

sposto a cogliere ogni circostanza, per darvi prova


della

mia soddisfazione.

Fra

grandi riforme che

le

inaugurava,

regno

decretata

vi fu quella

colla quale si

il

demaniavano

di

Napoleone

20 aprile 1806,

il

verbo burocratico

corporazioni Regolari in Italia, stabilindo un asse-

le

gno personale

ai vari individui

che

componevano

le

Al momento della caduta della Repubblica Veneta,


v'

erano a Treviso trentotto chiese

Nuova,

Ognissanti,

Duomo,

S.

M.

Carmelitani Scalzi, S. Agnese

Capuccini, S. Gregorio, S. Lorenzo, S. Martino, Santo


Stefano, Riformati, S. Nicol, S. Teonisto, S. Mar-

M. Maggiore, Conver-

gherita, S. Polo, Ospitale, S.


tite,

La

S. Caterina, Orsoline, S.

Madonetta, Santa Chiara,

minario,

San Francesco,

Tomaso,

S. Agostino.

San Bartolomeo,

S. Vito,

Madonna

la

Se-

de

Monte, S. Michele, S. Pancrazio, S. Zuane da Riva


S.

Andrea,

S.

Leonardo,

S.

Agata,

Capuccine, Padri Somaschi. Dal 1797

cuna

Gaetano,

al 1806,

di queste chiese era gi sparita e le

che erano diecisette furono


quell'

S.

anno a 5

S. Stefano,

S.

anche oggid.

La

Andrea

1(

qual

parroclw

ridotte in principio d

Cattedrale,

S.

e S. Agnese,

M. Maggiore

come

esistonc

of rs

241

monasteri che erano pure moltissimi, in seguito

al

decreto napoleonico, subirono delle trasformazioni.

Il

primo convento, nel quale entrarono

governo per far

g'

gli

agenti del

inventari, fu quello di S. Paolo

dove stavano delle Domenicane. In esso furono con-

monache

centrate poi le

Le monache del convento

di

Oderzo

d'

Ognissanti furono rico-

verate in quello di S. Teonisto ed

venne venduto
resto

il

di

demolita

e Castelfranco.

il

la chiesa

loro

monastero

campanile,

il

venne adoperato ad uso militare. Cos fecero

quello di S.

ricetto nel

M. Nuova,

convento

le di cui abitatrici

ebbero

di S. Parisio. Quelle di S.

Chiara

ricoverarono invece in quello delle Cappuccine. Nel

monastero di S. Nicol furono concentrate

domenicane

glie
li

S.

di

Margherita

Padova

si

tilo in quello

il

S.

dei Frari

Francesco cedettero

"aterina,

Francesco
di
il

Venezia.

si

assegnarono loro dei

tagamento doveva

in

essere

concentra-

Le Terziarie

loro convento di Santa

con regolare contratto, per uso

cavalleria. Si

fami-

resto ad ufficio di finanza,

P. P. del convento di S.

Ili

le

Udine. Gli eremitani

grande chiesa fu convertita

magazzino militare ed
i

di*

ritirarono nel convento di Santo

Stefano a Venezia, la

tenuta

la

di

caserma

vitalizi,

al cui

municipalit,

erch a carico di essa stavano quasi tutti

servigi

ilitari.

Come

gli

ggregati al

Stati

Veneti,

Regno

italico,

furono definitivamente

anche ad

essi

ornando la loro giovent, per ingrossare

Napoleone
il

suo eser16


ed

cito

quella potenza che voleva ren-

ingrandire

dere sconfinata.

242

gen. Balthazar Miollis, fino dal

Il

febbraio aveva disposto vari centri di arruolamento

Pi tardi

fra cui Treviso.

incuor a militare sotto

con molti proclami.


scriveva
la

bandiere di Napoleone

le

garantire

di

grandezza della Patria, vestindovi

uniforme che

vi avvicina

ed

accrescerci

di quell'illustre

a lui medesimo.

Egli non vi strappa a forza dai vostri focolari

come ne vedeste

di recente l'esempio,

dervi con una turba d' uomini

Egli vi invita ad unirvi

uno con

Le

lui,

avviliti

per confon
ed oppressi

ad una schiera

che appella suoi confratelli


in

chiama a parte

Egli vi

onore

dell'

Governo provvisorie

il

d'

di eletti

armi, che infatti

h;

divise le fatiche e le glorie.

vennero aperte in casa Barbarigo

iscrizioni

presso Urbano Cariolati, tanto per le truppe di linea


sotto

nei

il

comando

Campagnola, quant

del generale

Veliti reali

di

cui

componenti dovevan

per, essendo quello un corpo scelto, avere

zione annua

di

200

lire

di

Milano

Cacciatori a cavallo della V.


della

Reale guardia

Furono molti

nome

di

dalle

rapide

d'

una do

quanto n

compagnia

venet

onore.

trevigiani che abbagliati dal

gr,

Napoleone e dalle sue glorie guerresche


fortune

che

si

erano vedute nel

esercito e coli' onesto desiderio di far parte dell'

mata nazionale,

si

arruolarono e combatterono co

quel valore proprio della nostra giovent ardita

coraggiosa
altri

non

n cos imitati dagli

per,

tanti

dipartimenti, che non

coscrizione,

243

rendesse necessaria la

si

quale fu pi tardi decretata da Na-

la

poleone.

contingente del dipartimento fu fissato a 189

Il

coscritti e la leva

come

disse dall'autorit

si

non pot riuscire pi rapida e pi brillante. La

indole

docile

della nostra popolazione

pieg alle

si

esigenze della legge e fu schivata qualsiasi misura


di rigore.

Non avvennero n
domiciliari,

perquisizioni

operazioni

termine

il

di

il

il

figlio

obbligato a

per la chiusura delle

fissato

leva era

marzo 1807,

idi

n
fa-

vedevano qualche loro

miglie che
lasciarle

arresti notturni,

n vessazioni a quelle

15 aprile,

ma

al

primo

contingente trevigiano era gi

pronto.

Ci valse grandi elogi alle autorit ed alle popazioni. Il


idei

Regno

tera, la

generale Cantarelli, ministro della guerra


italico, espresse al prefetto,

con una

let-

soddisfazione sua e quella del Vicer che era

tato dallo stesso

ministro

avvisato

dell'

esemplare

ubbidienza alle leggi dimostrata da Treviso e dal suo


;ilipartimento. Oltre a questo,

Napoleone, in

nome

dell'

un decreto

Imperatore

di

Eugenio

volendo dare

ina particolare testimonianza della imperiale e viceeale

soddisfazione per la

premura dimostrata

utorit, dai padri di famiglie e dai giovani per


osi

ella

prontamente obbedito
Patria

stabil

il

alla

voce

5 marzo 1807:

dell'

dalle

aver

onore e

Art.

I. -

La

244

piazza detta

Jano dietro la chiesa del


innanzi

Art.

il

nome

IL

di

Fontana

situata in Mi-

Duomo, prender da

qui

Dipartimento del Tagliamento.

Sar quindi eretta ad ogni angolo

delle

strade che mettono a questa Piazza una Lapide por-;!


tante questa iscrizione
Il

prefetto

Pasini,

Casati,

dando questa

Piazz'a del Tagliamento.

succeduto, come
notizia, disse

non F avrebbe mai osato sperare


che

apparteneva

Capitale,

Tagliamento,

al

si

altrui.

che ciascune

rendendosi alisi

Particolarmente,

sua gioia, perch entro

le

mura

monumento

era innalzato un

di

al

che tale premici

avrebbe avuto qualche diritto

F attenzione

vedr,

|l

di

fissare*

esprimeva kji

della sua patria

si

perenne gloria, a

paese che egli governava. In principio del 1808, f1


poi organizzata anche la Guardia nazionale.

Nelle nuove condizioni di libert in cui


posti

paesi

prosperare

le

trovarono

veneti,

ve ne fosse bisogno,

erano!

per imitazione.

di

non perche

societ segrete, che sorsero

ma

si

buon terreno

Fu

nel 180l

che fu stabilita anche a Treviso una loggia masso


nica, col seguente

A/. L.\

diploma costituzionale

G.-.

D.\

G.-. A.-. D.-.

*)

U.\

Lux ex tenebris

Nel nome e sotto gli auspici del serenissimi


G.\ commendatore e G.\ Maestro dell'Ordine
1)

Biblioteca Comunale.

7 minuti

del 45 grado,

verticale

Volta celeste dello Zenit al punto

Italia Sotto la

57 secondi

M.\

lat.\ sett.\ M.-. d.\

La

245

tre volte grande e potente Loggia generale


e

scozzese

di

tutti

riti

sotto

il

titolo

G.\

0.*.

d' Italia

tutti

muratori regolari

liberi

SSS.\ SSS.\ SSS.\


Noi Gran Maestro, Grand'
potentissimo G.\
la

domanda

0.*. d' Italia,

Membri

ufficiali e

del

dopo d'aver esaminato

sette muratori liberi e regolari che

di

desiderano di essere costituiti all'O.*. di Treviso in

Loggia Regolare
tivo

di S.

secondo

il

V opportuno diploma

Reale Augusta,

di

)ttenere

Giovanni sotto

titolo distin-

il

rito scozzese e di
i

codici sacri del

Rostro Ordine;

Ed

essendoci assicurati, dietro le testimonianze

irrefragabili di perfetti e Liberi Muratori, delle loro

necessarie

qualit

Jran principj
oneria

per prosperare e promuovere

e le utili pratiche

della

Franca Mas-

In virt

dei

nostri poteri

iciuti e dietro la speciale

Curatori

e GG.'. Isp.\

solennemente ricono-

protezione dei

PP.\ PP.\

Gen.\ abbiamo

costituito e

ostituiamo col presente per ora e per sempre all'O.*.


|i

Treviso

otto

il

in

Italia

la

titolo distintivo

rito scozzese,

R.\ Loggia
di

di S.

Giovanni

Reale Augusta secondo

Antico ed Accettato, nel quale dovr


solamente travagliare
potere

creare

di

246

comunichiamo

le

Muratori e

Liberi

pieno

il

d' iniziarli ai

M.\

primi tre gradi simbolici di App.-., Comp.\ e


obbligandoli a conformarsi in tutto

regolamenti generali

dell'

Quindi preghiamo

tutti

le

Loggie e

real

Capitoli

Ordine sparsi

tutto ai

PP.\ PP.\

Val.*.

Caw.

ed ogni individuo del nostro

sull'

uno

1'

altro emisfero che

questa R.\ Loggia come regolarmente

riconoscano

emanata dalla nostra Potenza


di

per

Ordine.

e che prestino in caso

bisogno accoglienza ed assistenza

ai

FF.\ che

la

compongono.
Noi

ci

siamo

sottoscritti al presente

abbiamo fatto apporre

sigilli dell'

diploma

e vi

Ordine.

DATO DALLA NOSTRA ASSEMBLEA GENERALE


il

15 giorno dell' 8 mese dell'anno della V.\ L.'.

5806

1)

G.\ LOGGIA GEN.-. SIMBOLICA

La

loggia massonica trevigiana cos costituita

mantenne viva qualche anno,

si

adempiendo quelle

curiose formalit stabilite dal regolamento generale


dell' ordine.
citt,

le

Vi fecero parte

quali

si

riunivano

sedute; a quei banchetti dove

polosamente, portandosi
all'Imperatore Napoleone

1) Si

il

le

prime persone

pi a
il

rito si

della

banchetti che

osservava

primo brindisi

scru--

d' obbligo

come protettore ed

al prin

contava dalla creazione del mondo, aggiungendo

data di quello in corso, 4000 anni.

Eugenio G.\ M.\ dell'Ordine

cipe
si

247

in Italia;

dove

sedeva attorno una tavola fatta a ferro di cavallo


il

pane

si

chiamava pietra greggia,

bianca e rossa,

forte

polvere debole,
stelle,

salviette

I F.*.

vino

il

barili,

liquori

coltelli

polvere

l'acqua:

tegole, le candele accese

cazzuole, le forchette

bandiere,

cannoni,

tondi

cucchiai

le bottiglie:

pugnali,

picconi, le

bicchieri

polvere fulminante.

adoperavano un grembialino

di cuojo, di-

pinto con segni e figure allegoriche.

Bernardo Pasini,
traslocato

Modena ed

Podest- Pisani con uno dei Savi ed

Il

segretario municipale, andarono a riceverlo a Ca-

stelfranco,
e

settembre venne

nominato prefetto Giuseppe Casati, che

a Treviso fu

giunse al 15.
il

primi di

ai

quale prefetto del Panaro a

mentre

deputazioni

le

di

Castelfranco

Bassano eransi recate a Vicenza. Malgrado che la

membri

giornata fosse piovosa, gli altri


cipalit

e molti

per incontrare
Santi

visitato

da

che

ina cronaca del

imaginato.

gioletti

1)

al

dalle
gli

il

s'

muni-

avviarono

quale alla porta

palazzo dove prese alloggio fu

gran numero

subito

prefettura

carrozza,

in

nuovo prefetto,

Quaranta ed

applaudito

issi

cittadini

il

della

di persone.

autorit

si

tempo

presentarono
l

in

Come saranno

forse?

Memorie d'Ignazio de Faveri.

Casati fu

dagli impiegati di

troviamo in

vago uniforme da

stati

Vestiti da an-


sempre,

Ripetendosi

gi

si

nelle occasioni solenni,

Treviso fu illuminata e

la sera

solite feste,

248

usava quando

le

come

Podest e Capitani della Re-

pubblica Veneta prendevano possesso della loro carica

le

botteghe furono elegantemente addobbate. Al

teatro Onigo vi fu ballo mascherato

Bernardo Pasini ex magistrato

del governo,
il

nuovo

e nella loggia
civile ed}

prefetto, furono oggetto di grandi dimostra-

zioni di simpatia.

il

Un proclama fece ai trevigiani il Casati ed uno


Pasini. Ad entrambi poi furono dedicate una folla;

delle solite poesie


fiche,

cantici, sonetti, terzine, odi saf-

dal Fassadoni, dal Crico, dal Trento ecc.: la

non meno

combriccola arcadico-letteraria.

solita

Oh! perch del mio SU

Suonan

fra

le

Mormora

domandava
in seguito

roco e lamentoso

poeta trivigiano.

il

il

La

flutto?

risposta veniva

perch Bernardo Pasini passava a reggere

Prefettura del Panaro

si

capisce

Le rive del Sile erano

in principio del secolo, di

sionabilit e d'

una

dolcezza di

del

1806

per la

reduce da Udine. Giunse

Tomaso,

dove

si

una impres-

cuore straordinarie.'

principe Eugenio vicer d' Italia,

decembre

di S.

meste rive

sponde d' ogni gaudio prive

la

Il

le

dogliosi accenti e veston lutto,

sost al 23

prima volta a Treviso,

di sera, ricevuto alla porta

era

eretto

trionfale a lanterne veneziane,

un grande arco

dal prefetto e dalle


autorit municipali.
il

249

Le vie

della citt, per le quali

doveva passare per recarsi negli apparta-

vicer

erano

menti apparecchiatigli in palazzo Pola,

doppiamente illuminato

illu-

teatro Onigo,

minate

dove

rec tardi, alle 10 ore, e dove fu accolto da

si

il

straordinarie acclamazioni.

giorno dopo, di buon mattino,

Il

genio

campo

rec a cavallo al

si

principe Eu-

il

Visnadello, dove

di

pass in rivista due reggimenti di cavalleria di guar-

Treviso,

nigione

presso part per

il

n. 3

Potsdam

che pochi giorni ap-

ed

generale Bessires. Ritornato in

dal
alle

citt, ricevette

ore 3 mons. vescovo, le autorit ed

presentati

splendide

nelle

funzionari

Alla sera poi vi fu grande

dal prefetto.

ricevimento

comandati

n. 24,

il

sale

del palazzo Pola,

dove fece gli onori di casa la contessa Porzia-Pola


che present al vicer le principali

Dopo
Il

della citt.

principe Eugenio ripart verso la mezzanotte,

-per la
lit

dame

conversazione, vi fu ballo.

la

via di Castelfranco, ringraziando dell' ospita-

e delle accoglienze.

Treviso, S.

A.

1.

In

quel giorno,

datato da

aveva emanato un decreto concer-

nente certe franchigie accordate alla Dalmazia.

Come
niche

fu gi osservato,

T aiuto personale

grande impulso

ratura,
iella

anche nei

savie

dell'

leggi napoleo-

Imperatore, diedero

alle arti, alle scienze, alla lette-

piccoli

nuova legislazione

uaneti e quindi

le

anche

il

centri,

astri

assorgevano

minori che
all'

onor

di

giornalismo, che era limi-

250

tatissimo nel principio del secolo,

maggiore sviluppo. Prima,


Venezia, poi

Gazzetta urbana

la

Postiglione,

il

le

dovette prendere

Novelle del

di

Mondo

qualche altro raro foglio compilato coi rancidi articoli


e le vecchie notizie dei giornali esteri,

si

leggevano

da pochi. La politica non era merce a buon mercato.

Ma

quando,

luogo

in

Repubblica veneta e mantenuta

dalle leggi della

gran parte durante


austriaca,

della centralizzazione voluta

gli

divisione

la

dipartimenti,

il

di cui

Veneto venne

del

dipendente

Milano, capitale del Regno italico e


le scienze,

anche

fatta

ir

capoluogo diventava importai

nelT amministrazione,

tissimo

il

anni della prima dominazion

si

solo

svilupparne

la politica, nella libert relativa con-

ceduta, appassion pi gente di prima. Nel progresso

gradatamente avvenuta

delle idee, nella rivoluzione

degli usi,

Treviso prov

giornale proprio
servirsi,

ordini

bisogno di possedere un

che
la

fu

le

Monitor di Treviso,

potess(
ai suoi

uscito ai primi di
i

lei

miracoli della na-

prestigi dell'arte, gli sforzi fortunati del Geni(

vengono rapidamente

palesati colle leggi che

governano e cogli avvenimenti che


il

Governo

potesse essere efficace mezzo di col-

braio del 1807, per render noti


tura,

il

per dare maggiormente diffusione

perch

tura. Il

il

del quale anche

primo foglio periodico che

Si pubblicava

supplemento

una volta

la interessano

sia uscito a Treviso.

la settimana,

quando se ne mostrava

con qualcht
il

bisogno

e le associazioni che costarono, in principio, venti-


quattro lire venete

251

anno,

all'

si

facevano nel negozio

Zuliani in Cai Maggiore.


Il

Monitor di Treviso

ci fu possibile trovarne

la

fino alla

disposizioni

quello

di

non

biblioteche

le

Treviso.

di

caduta del Regno italico e cambi

il

per ordine superiore e secondo

le

nel 1812,

titolo

in

nemmeno

possiedono

Dur

talmente raro che

una raccolta completa. Non

del Reale decreto

novembre

27

1811,

Giornale del Dipartimento del Ta-

gliamelo. Fu redatto principalmente dal sacerdote


Nel suo programma promet-

Monico di Postioma.

comprendere

teva di

tutte

Gli Atti del Governo, della Prefettura, e di

I.

le

altre

che

lo inte-

politici,

istorici

autorit Dipartimentali

ressano.
Gli

II.

lesiniti
3

avvenimenti militari,

da Carte

pi accreditati giornali

Uffiziali, dai

dalle nostre particolari corrispondenze.


III.

Le scoperte

utili alle

sono principalmente nostre,

Pastorale, la Medicina,
gli Agricoltori,

lici,

resse,

itili,

scienze e

come

1'

all' arti,

Agricoltura, la

la Metallurgia, acci
Fisici vi trovino

tanto bene, quanto

Me-

loro inte-

il

Municipali.

IV. Finalmente delle variet senza fine, quando

grate

generi,

il

alla

popolazione,

corso delle monete,

come

prezzi dei

regolamenti del Foro,

posti vacanti, degli aneddoti, delle poesie,

olamente
ati,

che

ma

Giudici, ed

ancora

onde non

Parrochi vi sieno interes-

lo stesso gentil bel sesso.

252

Tagliamento! Que-

Abitanti del dipartimento del

sta

1'

opera che vi presentiamo per secondare

intenzioni

Governo e

del

Chi

di

degnamente

le

lo

rappresenta fra Noi.


Cos finiva

il

programma

Se oggid un giornale
francamente
oggi che non
quelli

si

si

dicono

quelli

1'

autorit,

che non

la

liberi

che sono sempre,

Monitor di Treviso.
tali idee e

farebbe poca fortuna,

le manifestasse,

governo e che trovano


versare

del

presentasse con

rispettabili se

non

sistematicamente contro
il

il

loro tornaconto nell'av-il

tuonando tutto

il

giorno contro

pensano come loro e sono, natu-

ralmente, servi e venduti. Povero Monitor di Treviso

ancora in questi tempi,

se tu vivessi

gramma

ti

Del resto,

il

tuo pro-

farebbe ben presto accoppar di legnate!

per proprio conto,

meno che poteva

e cercava

trattava le questioni
di

accontentare

tutti

facendo una rivista dei fogli esteri, pi estesa possi


bile e

nome

mettendo accanto

alla questione erudita, se

del Dipartimento, in latino si

il

doveva chiamare

con Honorio Tiliamentum o con Plinio Tilaventum,


la

Maniera di condire gli asparagi. Malgrado

il

solo in tutto

il

dipartimento,

di piccolo

fosse

formato,

con un abbonamento abbastanza caro, senza spese


straordinarie, uscendo

pure
18

lo si

il

sol volta alla settimana,

Lo

numero, confessava che

mentavano

Le

una

leggeva poco.

Monitor non

stesso giornale al suo


se gli associati

si

non

au-

sarebbe stampato pi

inserzioni a pagamento, che

formano

la ricchezza

dei

253

grandi giornali, erano quasi nulle, oltre

ufficiali

lose,

Non

giudiziari.

v'

qualche

Assi

Ferro,

di

pillole

tocca e sana;

Todeschina da vendere,

sagoma con ottimi curami


ghe,

erano pomate miraco-

n boccette di tintura, n

tutt'al pi

gli atti

di

buona

bene verniciata, stanmolto bene

e suste Inglesi,

con

fornita nelF interno con suoi Specchi e Griglie,

Imperiale ossia Panie per guardarobbe, altissima per

qualunque

poter intraprendersi

qualche
libro

avviso

fiere

di

Provincia o di qualche

in

nuovo.

La parte

festaiuola

non fu poi certamente dimen-

ticata fino dal principio


l'

lungo viaggio

Imperatore

lunga

della

francesi

dei

nuova sudditanza

al-

potrebbe fare una

si

solenni funzioni che ad ogni anno e

lista di

id ogni occasione si ripetevano e si assomigliavano.

Quando
30I

partor la Vice-Regina,

Prefetto

la

rec alla Cattedrale, dove

si

.ntuon l'Inno ambrosiano in musica.

il

20 marzo 1807

chiuse e la sera

il

Vescovo

il

Quel giorno

tutte le botteghe rimasero

palazzo prefettizio e quello della

furono illuminati

nunicipalit,

Municipalit

doppio giro di

;erei.

Ai primi

di

ronazione di
,:'este

maggio,

Napoleone

e funzioni.

versario
solenne,

Il

nell'
si

anniversario della inco-

fecero in tutto

regno

il

giorno 8 maggio 1807, tale anni-

venne solennizzato a Treviso con una messa


seguita dall' Inno ambrosiano.

vano, oltre

il

vescovo Marin ed

il

Vi

capitolo,

assisteil

segre-


tario generale
fetto, la
le

254

della Prefettura

altre

civili,

generale

il

comandante del dipartimento,


il

in assenza del pre-

municipalit, le autorit giudiziarie e tutte

comandante

di

brigata

di

Bessires

col suo stato maggiore,

piazza e tutti gli ufficiali del 14

cacciatori. Tutta la guarnigione in parata era sotto


le

armi

in piazza

Duomo

del

e vie adiacenti

come assicura

spettacolo grandioso,

il

uno

Monitor. La

sera, illuminazione della citt e brillantissima festa


di ballo al

Casino

di Societ, del

quale avremo occa-

sione di occuparci pi avanti. L' anno dopo, per la


stessa occasione eguali e pi solenni cerimonie e pi

bella ancora la festa di ballo al Casino,

coli' invite

di tutte le autorit. L' edifcio era illuminato vaga-

mente
grafe

e sul frontone dell' ingresso erasi posta

l'

epi-

NAPOLEONI
GALLORUM

IMPERATORI

ITALIAE

REGI

INVICTO

PHILARMONICORUM

ANNIVERSARIAM

AUGUSTO

FELICI

TRIUMPHATORI

ANNO

SEMPER

PIO

ARTIUM

TARVISINA

VOTIS

MAGNO

AC

SCIENTIARUM

ACCADEMIA

MDCCCVIII

INAUGURATIONIS

DIEM

AUSPICATISSIMIS

S.R.C
L' Inno ambrosiano serv anche

per ringraziare con esso

il

il

19 luglio 1807

Signore, presenti le

ini

mancabili autorit, delle vittorie riportate sopra U

255

armate prussiane e russe da Napoleone

il

Queste vittorie, portarono di conseguenza

I uno a

stesso,

Tilsitt

il

il

furono

Questi trattati,
lenne a Treviso

pubblicati

Un

5 agosto.

accompagnato da

altri

era schierato

cinque impiegati

diede, alle ore 11,

Idi

pubblicazione.
di Tilsitt

si

nel

letti

dame

nerale

due trat-

Viva Napo-

cerimonie solenni, ricordiamo

alla

del 1807,

presenza

nell'

in-

aula del palazzo

di tutte le autorit civili,

e dei primi cittadini.

comparve

compagnato da

l'

Procuratore generale Brocchi, avve-

comandanti francesi, del vescovo,

pali

della torre

segno dell'atto solenne

il

Dopo che furono

decembre

iprefettizio,

dei

ed

ad una folla compatta, molto popolo

le altre

stallazione del

nuta

dove

di linea

viva la pace.

Fra

il

truppa

rec sotto la prefettura, gridando

leone,

,e

di

La campana

una brigata di gendarmeria.


citt,

d'ufficio,

rec per or-

si

alla piazza della Cattedrale,

un distaccamento

idi

forma so-

in

segretario di prefet-

preceduto dai Trombetti municipali,


dine del prefetto

fra

Re d' Italia e l' ImperaRe di Prussia.

I Imperatore dei Francesi,

tati

trat-

altro a Keonigsberg,

l'

tore di tutte le Russie ed

tura,

Grande.
due

pace conchiusi e firmati a Tilsitt e ratificati

di

tati

in

gran costume

Il

delle princi-

procuratore ge-

di

cerimonia, ac-

tutti gli avvocati, patrocinatori, notaj

dopo ascoltate

le

parole dette dal prefetto a cui

Brocchi rispose, prest giuramento.


Il

primo

d'

anno 1808,

il

Podest ed

il

consiglio

256

dei Savj mossi dal pi puro

sentimento

sudditanza ed ossequioso attaccamento

simo Imperatore

Re

di divot

Augustis

all'

Graziosissimo Sovrano gene

roso e prodigo largitore de' benefizj agli avventurosi

Popoli invitarono

suoi

militari

le

solite autorit civili

ad una messa solenne cantata

mente nella Cattedrale

vide preci da S. D. M.

la conservazione

ziosa

pontifical-

onde intercedere con fer


della pr

Persona dell'Augustissimo Monarca, dell'Ama

tissimo Vice Re,

della Imperiale

Reale Famigli

e la prosperit dell' invitto Cesare.

La solenne funzione

descritta dal

Monitor

co

queste parole:

Grandeggiavano da un

giore

del

tempio

il

lato della Cappella

Commendatore

cheggiato dal signor Segretario

Mag-

Prefetto,

generale

fian-

signor

il

Cav. Primo presidente della Corte civile e Criminale


e

il

sig.

Cav. Podest;

seguivano

si

in

ordine

rango, pressoch tutti in abito di costume,

Presidente e

signori Giudici della Corte,

Consiglieri di Prefettura,

gnori Giudici di Pace,

ed

il

fila

il

stinto

signor

Comandante

signori

Corpo municipale,

li

si-

Delegato dipartimentale

Comunale

presiedevano

signori colonnello Siry

ed

il

sig.

signor Commissario

rimpetto in lunga
li

il

signor

il
li

di

di Polizia.

al

Comandante

Di-

corpo militare

il

Dipartimentc

di Piazza. Assistiva nel

di-

suo Seggio Monsignor Vescovo alla funzione

e dietro la sua linea era disposto

il

Capitolo della

Cattedrale. Dodici Giovani sospinti da suddito zelo.

Of TUE

mm

OF ILLINOIS

257

da patrio attaccamento volontariamente vestirono

uniforme sul costume della Guardia Nazionale,

io

oggetto di scortare in tutte


li

il

Corpo scelto

il

Commendatore Prefetto, ed

signor

Consiglio Municipale.

in qualit

le funzioni,

Il

concorso non poteva essere

numeroso, e questa nuova occasione testimoni

pi

luminosamente a qual grado ascendano

di questi

Abitanti la divozione, e l'amore verso l'Augustissimo

Terminata

Sovrano.

la

Casa Comunale,

della

ridotte dietro
dest.

le

Messa, in una delle Stanze

medesime Autorit

si

sono

preventivo invito del signor Cav. Po-

Questa seconda funzione ebbe per oggetto la

estrazione di dodici grazie di dotazione di L. 100 per


J

cadauna a favore di dodici Sorelle de Coscritti della

Comune

partiti nelle tre seguite leve, le quali distin-

tamente collocate avevano prima assistito alla Messa


ed invocato

il

favore divino.

Il

primo giorno dell'anno

nuovo tanto felicemente cominciato, lascia presagire


il

pi fausto

potrebbe
di

corso

per

esserlo

vivere

sotto

dell' intiero

il

noi

dolce

1808,

abbiamo

che

dominio

di

come non

ventura

la

Napoleone

il

Grande ?

feste

solenni

sempre per quel supremo

sentimento di servilismo verso

1'

autorit

vano in provincia al prefetto, quand'egli vi


per

vigilare

distretti.

sulla

buona amministrazione

Troviamo ricordi

di poesie,

si

si

face-

recava

dei vari

d' epigrafi, di

accademie, di archi trionfali. ASerravalle, pervenuto

Giuseppe Casati nella notto

dell' 11 luglio

1807 dalle
17


montagne

di

Tarzo e

La

rit e cittadini.

di

258

Revine, fu accolto da auto-

sera dopo,

dai Padri Barnabiti,

nel collegio diretto

ad un' accademia

assistette

di

belle lettere, della quale forn gli

argomenti V Eneide

Amor

di sposa tolto da

di

Virgilio

fra essi

1'

Creusa che impedisce ad Enea


ai

Greci,

Eolo,

Odio dalla preghiera

1'

Amor

1'

ad Enea,

Giunone ad

di

della patria dalla visione

Disperazione d

la

di uscire incontro

un amante

d'

Ettore

dalla morte

di Didone.

Ceneda,

il

prefetto fu graziato di

allocu-

Seminario ed

zione ecclesiastico-filosofica nel


stette

una

assi-

ad un ballo nel teatro, nel quale convennero

signore, giovinotti della citt e dei dintorni e

bril-

lanti ufficiali francesi.

A Valdobbiadene,

fu onorato con

un concerto

dell*

Societ Filarmonica, dove vennero eseguiti vari pezz


di

musica ed una cantata colla dedica

giabile

Signor cavaliere Giuseppe

del Tagliamento al quale


Oli

AlFImpareg

indirizzava

il

coro

preclaro onor degV Insubri

Che

Beh

ci
!

reggi e or sei tra noi,

bear Ti piaccia, e

Questo suol che

Dopo un

si

Casati Prefetti

il

puoi,

ci nutr.

recitativo nel quale, naturalmente, en

che in quegli anni ser


con Endimione, che la denominazion

trava quel po' di mitologia


viva a tutto
di

Zimion a dei monti

di quella

regione fece imaginar

259

un culto

avesse avuto nei secoli idolatri


fatto ai

speciale, o

tempi favolosi un qualche soggiorno

luoghi, la cantata finiva

in quei

Rettor benefico

Proteggi

'l

fato

Di questo popolo,

Che a Te ognor grato,

Che ognor
A'

fia docile

tuoi voler.

Iosephus Casati era poi conciato


bili

salse

perfetta arcadia
del

in tutte le possi-

latine e la pi pura,

epigrafiche

non mancava

la pi

di addolcirgli le noie

viaggio con simili quartine:


Odi, o Casati, risuonar frattanto

Bel nome tuo

le

verdeggianti rive,

Odi di Ninfe, e Pastorelle

il

canto

Congiunto al suon di boschereccie pive.

Dev' essere stata una scena commovente

Giuseppe Casati fu sostituito


(irreviso
1

alla prefettura di

nel giugno del 1808, dal cav. Scopoli, arrivato

giorno 21 di quel mese, ricevuto coi

soliti vivi

sentimenti d'universale esultanza e festeggiato con


,

a tradizionale festa

jjO
|t

da ballo gratis nel teatro Onigo.

Scopoli a sua volta, dopo pochi mesi di soggiorno

Treviso, venne sostituito dal prefetto Del


Il trattato di Tilsitt,

Mayno.

conchiuso fra Napoleone

'Imperatore di Russia, stabiliva

il

ritiro delle

I.

truppe


russe

di

Francesco

le

I.

guarnigioni della Dalmazia furono

dove avrebbero svernato,

in Italia,

quando

attesa di ritornare in patria,


principiate per

Venne

felice.

tra le varie

gnata

il

ir

le trattative gii

loro passaggio, avessero avuto esitd

che

stabilito
citt

venete

russi

Nuova

dere a 5000 uomini.

sarebbero divis

si

ed a Treviso venne asse

guarnigione di Corf che

la

la neutralit

passaggio di queste truppe per gli Stati

il

fatte venire

Non permettendo

Oriente.

dall'

deir Austria,

260

faceva ascen

si

disgrazia per la citt

sarebbe stata enormemente gravata colh

la quale

presenza di tanti soldati stranieri che non

si

avrebb(

saputo dove alloggiare.

Non poteva

commissario
1807

arrivarmi

pi

alle

Prefetto

guerra Nascivera,

di

mezzo

in

signor

scriveva

26 settembr<

il

occupazioni di mio institutc

sconfortante

dolorosa

notizia,

quella che senza alcun preventivo sentore mi viene


in quest'istante

comunicata dal

Siry ajutantf

sig.

generale comandante la Provincia. M'annunzia egl

che per superiore disposizione devono essere in que


sta angusta

citt

il

cui recinto

comprende appen;

10000 abitanti, dislocati 5000 russi in guarnigione

Se un soggetto senza eccezione e


Militare costituito non
rito, avrei

me

lo

in

eminente

grad<

avesse con costanza asse

osato supporre equivocato

il

numero

dell;

Truppa. Ritenuto per senza dubbio e contrasto,


tutta

la

sua estensione

imprescindibile, per

il

lutto

superiore
risulta

ii

divisamente
l'

evacuazion

degli abitanti della citt.


di

truppa ponno

le

261

noto fino a qual numero

Caserme essere

suscettibili di

aquartieramento. Questa verit troppo conosciuta


signori Commissari

dalli

di locali

vi

opportune ispezioni. L'incapacit

militari rende quindi conseguente la neces-

alloggio

di

sit

ita-

Ajutante generale che

liano e dallo stesso signor

esercit le proprie

guerra francese ed

di

presso Particolari,

di cui case

le

idonee a tal uso sono pressoch tutte occupate dagli

Reggimento

del deposito del 6

Offiziali

de' Caccia-

qui dislocato, dagli Impiegati addetti alla cen-

tori

Amm.

trale

degli Ospedali

e da tant' altri,

Guarda

magazzini ed Aggiunti ed Impiegati militari, senza


considerare

il

numero

riflessibile

degli Offiziali della

Truppa Russa che sar per sopravenire e de' quali


si

render impossibile

che

1'

alloggio.

Guerra e

il

lod. sig.

provveduti

tccasermata,

di

[uanto

il

il

bitanti
bili

Signori Commissari

li

forniture

dippi

il

3ase de' Particolari.

rap-

Ajutante generale fosse per

imo di riflettermi che qualora

>orta

il

essenzialmente minorata, non omise quest'ul-

essere

sero

Malgrado ancora

della truppa dietro

forza

che saranno per fare

porto
di

importabile

1'

truppa
le

me

la dipinse

inevitabile

che la maggior parte degli

obbligati

di

prender congedo dalla

ltrove.

alla

Questa risoluzione tanto ferma

effetto

saranno

magazzini non fos-

verr distribuito presso

signor Ajutante

sicuro

bastanti

cedere
citt,

propri sta-

per rifugiarsi

io le

Ambedue

le circostanze

rappresentai

suggeriti da

dolorose e temibili che

S. Prefetto,

non gi con

ma

una fervida imaginazione

tinte della verit,

vedimento e

262

lo

domandano

colori

colle pure

riparo, esigono prov-;

reclamano altamente dall'equit,

dalla

incorrotta giustizia, dalle saggie determinazioni de;

governo.

Questa
di

soldati,

donare
si

lettera, spiega

chiaramente

la

situazione

Treviso in quei giorni, nei quali per far posto a


i

cittadini sarebbero stati obbligati di

le proprie case. In seguito

tali

abban

rimostranze

assicur la municipalit, che solo una parte

truppe preventivamente destinate

si

dell*

sarebbe fermate

a Treviso. Malgrado questo, nei magazzini non

stevano

forniture

d' alloggio

bastanti

russi che avrebbero sostato in citt.


di guerra,

invit

quanto mancava
che scriveva:

Monsieur

le

*),

La

quindi
d'

la

Il

per

esi'

tutti

commissari

municipalit a fornir

accordo col comandante Sir

garnison de Corfou ne tarder

Maire, pas longtemps arriver.

donc urgent de deployer toute

1'

Il

es

activit et le zl

dont vous tes capable, pour tre en mesure de

fournir les effets ncessaires de casermage, pour qu


sa presence ne pse pas sur les habitants

Tutto venne disposto in ordine, secondo

).

desidei

deir autorit militare francese, provvedendosi

1)

2)

Lettera 27 settembre 1807.

9 ottobre 1807.

ali

somministrazione per

263

le

truppe russe

di vino, aceto,

acquavite, riso e pane rj, determinandosi gli alloggi

per

tutti

ufficiali,

gli

d'

accordo col Comandante

Armi francese a Treviso,

d'

stribuire nelle famiglie

straniere

2
)

di

che furono

dove fecesi sloggiare

di

un locale del Convento dei Riformati

il

si

il

che venne invece posto in

deposito del 1 leggero,

dale dei russi,

di-

specialmente nella chiesa e nei

Francesco,

S.

di-

il

pesi della sosta delle truppe

e gli alloggi dei soldati,

sposti in vari locali,


locali

quale spettava

al

pens prima

3
).

al palazzo

Per ospeBressa

*),

quale gi aveva servito da ospitale militare prima

che

trasportato

fosse

Nuova

nell'

ex convento

Lettera

11

ottobre 1807, Siry al Podest.

3)

11

ottobre 1807,

4)

20 novembre 1807, Casati

Il

M.

).

Venne

8 ottobre 1807, Prefetto al Podest.

1)

2)

5)

S.

e poi a delle stanze nel convento di S. Nicol

che potessero servire almeno per 150 malati

nel 1824.

di

palazzo Bressa

fu

Comm.

demolito

di

Guerra
al

al

Podest.

Podest.

chi dice nel 1822, chi

Una data precisa non trovammo ma, contrariamente


Nani

uno dei suoi rami riprodotti in questo


volume, potremmo credere pi probabile la data 8 marzo 1824
fino al 31 decembre 1826, nel qual giorno fini la demolizione,
|uanto incise

;-ome

il

in

assicurano de' Faveri e Pulieri nelle loro note di cronaca

trevigiana.

Era un palazzo grandioso,

Iella citt

ed era situato fra

3.

fra

principali ornamenti

chiesa del

Ges

e quella di

Stefano. L'avevano fabbricato Pietro e Tullio Lombardo.

binamente

la

1'

era propriet del marchese Manfrin e fu distrutto

incuria del Municipio, che trascur ogni pratica onde im-

pedire la

demolizione di quello

vimento storico trevigiano.

clic

si

poteva chiamare

mo-

264

poi invece destinato a tale scopo

il

locale detto casa

Bosio, che faceva parte del soppresso convento degli

Ognissanti

diventato indi propriet demaniale in


che scriveva

seguito alla osservazione del podest,


al prefetto

il

novembre

21

L' idea soltanto

che

del convento di

San

divisate fossero alcune stanze

Il

palazzo

aveva appartenuto

Bettignoli da

ai

Brescia,

1327 e divisisi poi in due rami, che

venuti in Treviso nel

stemma.
anno 1490 Bettignolo da
Brescia, gentiluomo trevigiano con animo magnifico incominci
avevano per conservato
Narra Bonifacio,

a fabbricare

lo stesso

che circa

in Trevigi

1'

quel bellissimo palazzo nel quale

suoi discendenti albergano, che per stanza di persone private

onde degnamente poscia

de' primi d' Italia,

quente

albergo di gran Principi,

passati.

Infatti, vi sost Caterina

stato

un

fre-

che per questa citt sono

Cornaro regina

di Cipro,

che era

diretta alla sua villeggiatura di Asolo e nel 1556 passando pei

Treviso, Buona, Regina di Polonia, che andava ai bagni di


Abano, alloggi una notte in questo palazzo. Nel 1574, alloggi in palazzo Bressa, Enrico

III.

re di Francia, nel 1581,

Maria arciduchessa d'Austria.


Un' altra cronaca dice che il palazzo Bressa era stato fabbricato da Venceslao per puntiglio, poich avendo chiesta
per moglie una giovane della famiglia Pola, gli era stata
negata non avendo egli un palazzo uguale. Venceslao Bettignoli fu poi benefattore del monastero di S. Chiara, che era
fuori

di

S.

Tomaso,

che

rifabbricato. Nel 1499 le

si

abbruci

nel 1466 e venne poi

monache vennero

in citt e fra

esse-

prima, quella Domitilla Pola che Venceslao aveva chiesta


isposa. Al monastero di S. Chiara

campi nella

villa di

egli

ini

don cento e cinque

Monastier e fece erigere nella chiesa

del

convento, da Pietro Lombardo, un magnifico altare, che fu


poi trasportato nella chiesa di S. Nicol dove esiste tutt'ora,

265

Nicol per ricovero di ammalati militari mi angustia

mi amareggia. Privo

di aria respirabile quel

mo-

nastero nelle cui stanze interdetta la ventilazione,

sarebbe lo stesso che esporre

gli

ammalati

al loro

deperimento ed originare una funesta Epidemia. Serv


purtroppo una parte di questo convento nell' anno
1797 ad uso d' Ospitale e fatalmente
penetrali d' esso

ramente

un

in

il

male epidemico

diffuse nei

si

e perirono mise-

cogli infermi attaccati,

dallo stesso

morbo, molti Religiosi, varj Inservienti e custodi.

La chiesa
russo

segretario

di

Ognissanti venne destinata

al culto

ne fece regolare atto di consegna dal

se

del

comandante Siry,

ad un

in seguito

decreto della municipalit del 17 decembre.

La

cittadinanza

I arrivo

dei

erasi

molto impressionata per

perci vari proclami vennero

pro-podest Nascimben, perch fossero

dal

diretti

russi

bene accolte e ben trattate le valorose truppe di

una grande ed amica Nazione.


Gi

dall' 8 ottobre,

scritto al

il

ministro dell' interno aveva

capo della municipalit trevigiana

Nel

prossimo arrivo in cotesta citt della Truppa Russa


^proveniente
i

da Corf intenzione

di S.

A.

I.

che

Signori ufficiali siano bene accolti e ben trattati,

/durante

il

loro soggiorno in Treviso.

she nel giorno stesso


la

Lei

pranzo,

iistribuiti alle

Brama

perci

del loro arrivo sieno invitati

signor Pro-Podest e che sieno

truppe dei

biglietti d'ingresso a teatro,

^servandosi S. A. medesima di soddisfare alle spese


che

266

oggetto potrebbe incontrare. Io non

per tale

dubito che Ella far in

modo da dimostrare

occorrenza alla Truppa Russa


per la medesima prende

Governo

il

in ogni

interessamento che

l'

e di chi dallo

stesso dipende,

meritandosi cos la soddisfazione e

T aggradimento

di S.

il

A.

I.

Principe Vice-Re.

il

comandante Siry nel 29 ottobre

Incombe

agli abitanti di affrettarsi nell' attuali circostanze ed


offrire tutti

convenientemente

giare

Si questa

Re

loro mezzi atti ad ajutare

di

M. l'Imperatore

S.

nostro Augusto Sovrano e

da Sua Altezza Imperiale

Truppe Russe v

brave

le

Intenzione

per allog-

gli

ordini eh' io ten{

Principe Vice-Re su

il

tal

proposito sono precisi, di accogliere nella miglio]

maniera queste Truppe amiche.


Il

20 novembre giunse a Treviso un aiutante russe

che precedette
poulo,

il

di

poco tempo

colonnello

il

generale Papad(

Capoukin e tre battaglioni

granatieri russi del reggimento Koliewansky, circa

duemila

soldati,

fatto a tappe
il

il

sbarcati ad Ancona,

che avevano'

viaggio fino alla citt destinata

loro temporaneo soggiorno. Oltre che pei coman-

danti superiori, in seguito

all'

annuncio del prossimo

arrivo dei soldati stranieri mandato da Padova

comandante
si

per,

dal

della divisione russa al colonnello Siry

era apparecchiato

l'

alloggio

per tre maggiori,

dodici capitani, tre aiutanti maggiori, dodici tenenti,

nove sottotenenti, quindici


centosette sott'

ufficiali.

alfieri,

tre chirurghi

t
Sembra che

si

abbiano

generale Papadopoulo non

al

biano usati tutti

267

riguardi dovuti al suo rango, n

fatti troppi sacrifici

appena arrivato scrisse


bien fach d' tre

vous dire que

le

per alloggiarlo, perch

podest trevigiano: Je suis

al

pour

oblig

premire

la

logement que

la

j'

de

fois

Municipalit m'a

donne ne convient en nulle part


qu' Trvise

ab-

si

mon Rang.

Jus-

toujours dbarass de la com-

ai t

mission de m'occuper des telles bagatelles, parceque

I on connaissait assez bien partout ou je suis passe,


ce

que doit pretendre un General.

contraire

le

lei e' est

tout le

logement qu' on m'a donne

n' a la

moindre comodit

manque des

fentres,

n'

il

il

a point de meubles,

est

dans un coin de la

dans une petite et mauvaise rue o


place pour la

Garde

et la chevalerie.

m' adresse donc vous Monsieur


priant

d'

ordonner que

logement convenable

contraire,

porter
qu'

plaintes

il

giorno dopo,

Papadopoulo, che
destinato
tesse

1'

il

la

alloggio,

I)'

mme

un mot, je

Potestat en vous

quoique avec rgret,

de

et je suis bien sur

faut,

on en fera quelque regard.


Il

fra

ry a

l' on
me donne un autre
mon Rang, puisque au cas

je serai force,

mes

le

il

il

ville,

podest rispondeva

al

generale

casa Morosini, dove eragli stato

era

la

migliore che gli

si

po-

dare fra quelle libere e che era stata scelta

altre

anche dal suo aiutante,

giunto qualche

giorno prima,

come

palazzo

sarebbe stato per comodit e gran-

Pola,

quella pi conveniente.

Solo

il

dezza, migliore della casa Morosini, che

perfettamente adatta per una persona


e della sua qualit.

Ma

si

credeva

del suo rango

per un decreto del Vicer,

quel palazzo era riservato al servizio di S. A. R.

il

principe Eugenio stesso, coli' ordine di esser tenuto

esente da alloggi militari.

Il

offriva per

si

qualunque cosa

di fornire al generale russo,

abbisognata ed ogni

podest

oggetto

di

gli fosse

ammobigliamentc

del quale avesse mostrato desiderio.

Come
come

prescrivevano

ordini

gli

dell' autorit

consigliava l'indole buona ed ospitale dei tre-

vigiani,

russi furono

bene accolti dovunque. Cos

dai soldati francesi, coi quali rimasero in buonissime

accordo durante

mangiavano e bevevane

una vera cuccagna.

Narra
i

tempo che soggiornarono a Tre

dove facevano nulla,

viso,

bene

il

la tradizione, che,

sebbene

di

pieno inverno,

russi facevano frequenti bagni nel Sile, cosa

mirabile per le nostre popolazioni,

si

dice

come sono

non ha nulla

ai

fa dagli

Sar o non sar vero,

raccontava qualche tempo

si

ultimi trevigiani del principio

ancora superstiti. Anche


ministro

che nei russi

di straordinario, abituati

gran freddi.

diamo l'aneddoto quale

ma

dell'

gli ufficiali

del secolo,

desideri gi espressi dal

interno al podest,

russi

am-

furono esauditi

ebbero ingresso gratuito a teatro

e vennero invitati a pranzo dalla municipalit prima,

e poi dal prefetto.

Partirono alla fine

di febbraio

diretti alla fron-

ottenuto che

russi

avendosi

potessero transitare

preceduti dagli altri

per gli stati ereditari d'Austria

che avevano stazionato

corpi

per ritornare in Russia

tiera austriaca

frattanto

269

in

altre

citt

che

passarono tutti per Treviso, fermandovisi a far tappa.

Le autorit militari non volevano cedere


il

podest non voleva

giustamente

esser

mallevadore

aver luogo

guerra

le

caserme,

far

allog-

Io non posso

soldati nelle case dei privati.

giare

di

quei disordini che potrebbero

di

scriveva Nascimben

commissario

al

n sentire senza dolore

li

reclami di

buona popolazione che non senza disgusto

questa

potr osservare le caserme vacue ed essa esposta a

un

vera:

pesante sacrificio.

cui rispondeva

tutte le

caserme

di

questa

Piazza e nella quale

attendevano altrettanti Russi,


l

tuno
S.

di

occupare

lonne Russe

circostanza e

citati

trovato

capaci di

li

si

conventi di

composta ognuna

pu

offrire

si

oppor-

mantenere molto
delle co-

La medesima

che vanno a transitare.

risorsa facilmente
t

si

provvisoriamente

Nicol e dei Scalci,

pi della forza di cui


i

Nasci-

All'epoca che tremilla francesi occupavano

anche in questa

non occorrer che far riempire

li

suc-

conventi della paglia opportuna, per potersene

servire.

Al reverendo Priore di San Nicol ed a quello


Jegli Scalzi,
[

podest dovette dare

il

annuncio che
tranquilli ritiri

soldati stavano

il

poco allegro

per invadere

loro

Una non attesa circostanza loro


scrisse

amareggia

mia voglia

il

270

mio cuore per dover contro

far occupare dalle

Truppe Russe

saggio parte del di Lei convento

tentai ogni mezzo

per non disturbarla Padre Priore, e

ma mi

di pas-

tento tutt'ora,

lo

conviene prevenirla mio malgrado, poich se

per mala

sorte

vane, non

le

le

mie

sollecitudini

rendessero

si

arrivino d' improvviso le Truppe. Ella

voglia accogliere questa notizia, con quella intrepi-

dezza che non ebbi

Secondo

Armata

rale dell'

io stesso nel recargliela.

d' Italia

]
)

le

comando gene-

varie colonne russe]

a Treviso nei giorni 13, 15, 18, 20 e 23.

sostarono

La prima era composta


con 56

date dal

le disposizioni

ufficiali,

1584

del

reggimento Koblowsky

sott' ufficiali e soldati,

pezzi di

campagna, 40 carri e 104

del 13

reggimento cacciatori con 59

sott' ufficiali e soldati,

sei

cavalli

di

la seconda

ufficiali

1278

cinque pezzi da campagna,

da montagna, 30 carri e 80 cavalli

reggimento

cinque

Kurinsky con 64

la terza de^

ufficiali,

1830 sotto

ufficiali e soldati,

cinque pezzi da campagna, 50 carr'

e 125 cavalli

quarta del 14 reggimento

ciatori

con 57

sei pezzi

la

ufficiali,

da campagna,

85 cavalli
44

ufficiali,

la

1342 sott'
sei

da montagna, 25 carri

quinta del reggimento Viterpsky

1749

sott' ufficiali e soldati,

da campagna, 35 carri e 90

1)

di cac

ufficiali e soldati

cavalli

coi

cinque pezz

V ultimo a par

Lettera del generale di Divisione Charpentier capo

Stato Maggiore generale, al comandante di Padova.


fu

tire,

il

271

reggimento Koliewansky che stanziava

a Treviso.

Pochi giorni dopo che la guarnigione russa di


Corf

giunta

era

Treviso per soggiornarvi,

grande avvenimento distolse


dai nuovi venuti

l'

1'

un

attenzione pubblica

Imperatore visitava Venezia e

si

sarebbe poi recato anche nelle altre citt venete.

Il

generale Bonaparte,

a Treviso,

il

aveva sostato gi due volte

2 maggio 1797, quando trov nel Prov-

veditore straordinario Giustinian un


il

corrucciato conquistatore ed

quando

stesso,

toccatole alla
pi

il

25 ottobre dell'anno

il

moglie Giuseppina era stata ospi1'

accidente di vettura

Frescada. Questa volta per, non era

giovane generale audace ed ambizioso,

ritornava
leone

la

vescovo Marin, dopo

tata dal

I.

visitare questi paesi,

Imperatore dei francesi e

volto nel

da

uomo che ebbe

coraggio di dire francamente quanto pensava al

manto

un pontefice

ma

S.

Re

d' Italia,

di porpora, colla fronte

e cinta

dei re

longobardi.

finata

potenza non

Il

della

che

M. Napoav-

consacrata

antica corona ferrea

sogno era compiuto e pi sconv'

era al mondo,

n gloria pi

sovrana.
Alla fine d' ottobre del 1807, Napoleone part da

Fontainebleau e per

Mantova,
gnato

dal

la

via di Genova, Piacenza e

and direttamente a Venezia,


ministro

degli

affari"

esteri

accompadi

Francia

Champigny, dal ministro della marina Decr e dal


Gran Giudice, dai ministri

italici

dell'Interno,

del

272

Culto, delle Finanze, del Tesoro, degli Affari esteri,


dal ministro segretario di Stato Aldini, dal segretario
di Stato

Vaccari.

Nel palazzo reale erano


tamenti per Napoleone, per
il

duca

di

Berg, per

il

stati
il

allestiti gli

appar

Principe Eugenio, per

Principe di Neufchtel e

pe]

maresciallo Duroc; nel palazzo Pisani a S. Stefano

per la corte di Baviera

nel palazzo Corner a San

Maurizio, per la corte di Lucca

nel palazzo Loredar

a San Vitale, per la regina di Napoli

Manfrin, per la regina

Dopo aver sostato

di

Etruria

nel palazzc

).

nella reale villeggiatura di Stra

T Imperatore Napoleone fu accolto a Venezia


entusiasmo ed esultanza

cor

vennero fatte in suo onon

grandi feste, spettacoli, riviste. L' Imperatore part


per Treviso

il

mattino

dell' otto

pagnato dal Vicer, dal duca


di Neufchtel, dal maresciallo

della guerra del


torit

Regno

di

decembre,

accom

Berg, dal principe

Duroc

e dal ministre

italico e scortato dalle au-

veneziane in ricche bissone e peate ornate

splendidamente.

Napoleone scese dalla sua barca poco dopo Mar


ghera, al pontile dei ?nan-zz, dove principiava allon
il

territorio trevigiano.

gliere

il

Sovrano,

coi canonici

il

Erano andati col per acco

prefetto Casati,

Avogaro

il

vescovo Marir

e Coletti e le autorit di

Me

stre. Al pontile di sbarco era stato eretto un padi

1)

Novelle del Mondo.


glione

poco

tenuto dai

sei

pi

in

Savj

di

Quando

dino.

273
l

s'

ergeva un baldacchino

Mestre in abito nero e spa-

Imperatore scese dalla sua peota,

l'

Bernardino Marin in abito pontificale, dopo fattogli


un profondo inchino,

lo incens.

Indi

il

prefetto di-

partimentale pronunci -un discorso, che ebbe

breve, merito che sar stato certo

taggio di esser
assai

van-

il

apprezzato anche nel principio del secolo.

Sire!

sponde

dell'

esultazione

disse

Casati al Sovrano

il

Adriatico

fra

ricordano

si

le

gli

qui

su

le

voci della pi giuliva

applausi

al

trionfale

Vostro passaggio sul lontano Tagliamento. L' armistizio

segnato a Treviso ricorda altra epoca

rabile ne' Vostri fasti.

abitanti

di

questo

bel

memo-

Li tranquilli ed industriosi

Paese furono gi

gli

unici

sudditi fedeli, nel disordine di antica Lega. Essi vi

rinnovano oggi per mio mezzo V omaggio della loro


riconoscenza, del suddito loro attaccamento e della
fedelt caratteristica de' loro Padri.

Nuove profon-

dissime impressioni al chiaror de' Vostri benefizi


reso

han

immutabile questo sentimento.

Sire

Poche cure ho impiegato nel servire

ai

Vostri ordini, poich le sante Vostre Leggi riporta-

rono ammirazione e pronto adempimento.


Sire

Coscritta,

Vi parlo anche
cui

Regno.

Un numero

nome

della Giovent

V ottimo Principe Speranza

monumento

ha accordato un
tale del

in

d' Italia

di Gloria nella Capi-

del

Monitor di Treviso, oggi pre1S

274

perch non ne esistono

zioso,

che due o tre copie, dava


descrizione

dell'

Crediamo che

ingresso

sabato 12 decembre, la

il

Napoleone a Treviso.

di

sentimento preciso

il

epoca ed

dell'

avvenimento non

particolari del grande

che sappiamo

si

riprodurre pi esattamente, che riportando

possano

la descri-

zione del periodico trevigiano. Bisogna notare, che

non erano ancora

nel 1807

e quindi

e le interviste

nuamente, su quanto

Narra adunque
un' immensa folla
raccolta,

si

stati inventati

la

vedeva e

udiva.

si

Monitor, che

il

che costeggiava

sospiratissima

dell'

adorato

il

Sovrano,

che
ad

EROE,

Giunto

posta,

d'

nente

S.

M.

si

onore

al

il

RE,

nostro

prim:

PADRE.

grand 'Arco Trionfale costrutto a

un insieme veramente
si

NAPOLEONE

nostro

il

di Spettatori

di essere

un cuor, che gridava Viva

offrirgli

viva T

1'

tutta

la presenza

e d' ogni sesso

di Trivigiani d' ogni et,

disputavano a gara

si

canale,

pres" Egli

gran strada del Terraglio gi seminato


di Legni,

mezzo ad

in

ammassata per festeggiare

reporters

cronaca era fatta inge-

belle

ed impo-

bello,

degn d'osservarlo con soddisfazione

arrest e la Municipalit allora gli offerse le Chiavi

1)

Il

Aveva
questa

grand' arco trionfale era tutto a

delle grandi iscrizioni latine,

fiori e

rame

ET

TU

QUAE

DICITOR

PATES

PORTA

verdi

fra le quali ricordiam<

TRIUMPHALIS

TRIUMPHATORI

ORBIS


omaggi

e gli

giano

nonch del Popolo Trevi-

della Citt,

momento

275

in cui

benemerito Sig. Podest

il

compreso della pi viva emozione profer un' Allocuzione.


L' incredibile quantit delle Carrozze, di popolo,
lo

strepito incessante degli evviva, della

dei

litare,

fuochi d' artifizio

*),

si

ordine

e questo

ma ad un tempo
merc

giano, e

merc

il

carattere bens giulivo,

docile e gentile del Popolo Trevi-

tanto commendabili dei

le attenzioni

Sigg. Moretti, e

Quer

Uffiziali della

Guardia Nazio-

nale incaricati dell' ordine del Teatro e fuori. S.

segni infallibili

del suo

invitato al concorso,

sempre fra

ebbro di gioia,

prender

Citt a

bamente
quel

le

Sovrano.

1)

Erano

2)

Il

le

il

corpo

riguardi parti-

Con questo

le

d'

cor-

un popolo

3 pomeridiane

nella

suo alloggio in Casa Pola super-

merc

preparata avanti,

Ciambellano,

acclamazioni

entr verso
il

ed

tutto insignito di apposite de-

del clementissimo

teggio,

del Dipartimento che fu

sembr anche meritarsi

corazioni,

aggradimento

Podest, e de' Sindaci

colari

M.

questo spettacolo commovente coi contras-

osserv

de'

il

condensava

maestose volte dell'arco in niun modo alter

sotto le
l'

Campane,

delle

frastuono di tutto questo insieme che

musica mi-

e Cav.

),

le vigili

cure

di

che in un argomento

due ore pomeridiane!

conte Pola era stato nominato nel principio

anno Ciambellano della Corte vicereale.

di quel-

276

tanto delicato, ed interessante non lasci cosa alcun


a desiderare,

somm

giustamente poi contento del

onore di servire nella sua stessa Casa non solament


il

ma

suo Sovrano,

chtel,

il

Gran Duca

il

Re

di

di Napoli,

Berg ed

maresciallo Duro

il

Dopo questo faustissimo arrivo furono

ricevute le autorit, e

ordine seguente

coli'

Il

2.

Mons. Vescovo e con esso

3.

Il

4.

L' Ufficialit Russa eh' ospite qui.

5.

La Corte

il

ed

di Giustizia,

SUA MAEST

di

gli altri

di ci S.

alcune interrogazioni

vedranno quant

il

il

seguivano, ebbero
il

oltri

l'altie

Prefetto

Podest nostro, colla posizione tant

tanto onorifica per questa

Casa Pola che non

dritta dell'

sinistra

lo

Tavola dove

alla

d' intervenirvi la Sign. Pola,

Vescovo, ed

la

M. pass

Personaggi che

osservabile,

ebbe

de' Sindac

la pubblica luce.

Dopo

simo onore

per

Capitolo.

Corpo

il

e risposte memorabili, e che forse

il

Podest.

onorato da

prima

subii

cav. Prefetto.

1.

Neu

Pr. di

il

si

pu trasandare.

Imperatore sedeva

il Re di Napoli e
sommo onore di

Citt,

la

in fronte alla

sedere

il

Ali

Pola, alla di

In

Maest Su.

Podest

di Tre

viso.

Finita la Tavola, vi ebbe circolo,

la ornatissima

Dama

al

qual oggett

la Sign. Elisabetta

Spineda f

invito delle Signor

avanti destinata a formarlo

coli'

che pot prevenire a tempo

di approfittare di tanta

[3

277

inattesa onorificenza, le quali vennero poi pre-

sentate a S. M. dalla prestantissima Sign. Pola, che


tigli
.'

eminenti doni della natura accoppia quelli del-

educazione pi

\1AESTA

SUA

I jaratteristica

grandezza.

felice.

Tutte vennero accolte dalla

con quella bont singolare che sembra


di

Dopo

Chi Grande per ogni genere


il

circolo

il

SOVRANO

di

attraver-

liando la Citt tutta illuminata, pass al Teatro Onigo

prima sontuosamente ammobigliato, illumi-

;he fu

liato, e

che poi fu servito

Ijdove

Madama Codecasa

di squisiti

ebbe

primi rinfreschi

inaspettato onore di

l'

lostenere una Cantata allusiva alla faustissima Cir-

SOVRANO,

lostanza tutta alla presenza del

che

Iiompat sommamente, partendo dopo colla sua


Ilitre

Comitiva fra

gli

evviva de' spettatori,

la

illu-

batti-

prender riposo, e ripartir per

Jraani del popolo, per

jJdine la mattina per tempo,

lasciandoci per altro

II conforto di rivederlo al ritorno imminente, e quello

incora maggiore, che

le

esultanza perch sincere,

dimostrazioni della nostra

spontanee,

e figlie d'

un

J;eneral entusiasmo, rimarranno per sempre scolpite


ella

I
r

|
\

sua

ontro

grande anima, dove saranno uno scudo

gl'inimici

d'ogni genere,

erenni beneficenze.

L'Imperatore, dopo visitato


I

'reviso la

il

il

Friuli, ripass per

mattina della domenica 13 decembre

lire 4. Il suono delle


srisse

ed un germe di

Monitor

le

Campane

lo

alle

annunziarono

benedizioni de' Parrochi dalle

I perte lor Chiese lo accompagnarono

ed una folla


immensa

giorno lo scortava

coli'

se fosse stato

che parte da

S.

S.

siglio.

M.

ferm

si

si

per

mai

dall'

Lunardo per m

evviva continui

gli

ed

sentimenti,

impareggiabile

porta Napoleona

la

le vigili cure

illuminazione delk

all'

subito dopo eh' ebbe cangiati

teggiato

trion-

d'

un popok

ed una scelta orchestra per esternare

di gioja

che

pi

univano

tutta

Artien all'Arco

in piazza S.

cambiatura de' Cavalli, dove


piazza

ma

e dei benemeriti Savj del Con^

del signor Podest,

ebbro

la Citt,

superbamente illuminata merc

fale era

mezzo-

il

incessanti sue acclamazioni,

Non solamente

per rivederlo.
bella strada

come

popolo,

di

278

nostri voti. S.

cavalli

sempre cor

Prefetto sort

nostro

alla volta di Stra, e ripass

per conseguenza un' altra volta sotto

il

grande Arco

eh' essendo tutto splendidamente illuminato a giorni


offriva

uno spettacolo grandioso,

Piaccia a Dio che

manente
alla pi

si

veramente magico

possa un giorno renderlo per

col costruirlo

di pietra

tramandar cos

remota posterit quest' avvenimento

felice

e per sempre memorabile.

Cos venne, soggiorn, e ripart

dal ragliamento,

1)

Si

era dapprima deciso di cambiare

in quello di Porta

chiam

le

Napoleona

opportune

col

nome

gran Monarc

da Treviso. Siccome poi

Altinia, dalla quale era entrato l'otto

anche

il

il

nome

il

rap

di pori

decembre l'imperatore

e si erano a tale scopo preparat

iscrizioni.

Poi

si

cambi pensiero

del Sovrano, la porta S.

Tomaso.

279

che ho steso, non sar smentito giammai in

porto

alcuna asserzione

importanza, perch fondato sulla

d'

nuda verit, cos servir


alla storia di quest'

pi gloriosa per noi.

siamo

una

un' atonia morale,

mal contenta

Ma

un avvenir

s'

fisica

epoca

veduto, era facile preve-

legge

in cui

1'

doveva lasciare

ci

in

anima languir dovrebbe


se la certa speranza di

e di rivedere

lieto,

1'

fissa

ha destato un entu-

se esso

s stessa,

di

a buon dritto di base

avvenimento, che

grande come

dere che, per

egli

Re

suo

il

in queste

terre cos lontane dalla sua sede

non

e vi spargesse delle consolazioni,

che la rinfrancano.

Comunque
all'

amor
ha

studj

sia,

1'

anima

della solitudine

di

chi scrive preparata

da' suoi

lunghi, e penosi

risolto sull'esempio dell'immortale Cesarotti

intanto al suo Signore ed al suo

di offrire

Un

si

la confortasse,

silenzio che pensa, e

L'arrivo

di

Napoleone

un cuor che grida.


I.

interno, che

venne

a Treviso, era stato

preceduto da quello del signor Di Breme,


dell'

Re

ministro

ospitato in casa Labia. Egli

visit l'ospitale e gli altri istituti di beneficenza


blica,

le

carceri,

le

pub-

caserme e fece un' accurata

ispezione nelle varie amministrazioni del governo.

Anche
del

il

principe Eugenio visit

il

dipartimento

Tagliamento, dopo esservi stato col suo augusto

padre adottivo. Nel giugno 1808, recatosi a Bassano,


era poi passato a Feltre,

ospitato in casa Norcen,

dopo aver fatto a piedi varie ore di strada di mon-


tagna, perch

il

ponte d'Arsi sul Cismon era caduto

per la piena del torrente.

luno e discese lungo

Il

vicer and poi a Bel-

Piave

le rive della

ameno

In questo

robba.

280

il

giugno,

in casa

Pede-

paesello della provincia di

principe Eugenio dorm

Treviso,

fino a

la notte dell'otto

Girolamo

del conte

d'

Onigo.

Era

accompagnato dal generale Charpentier, capo dello


Stato Maggiore dell'

Armata

da un colon-

d' Italia,

nello del Genio, dall' ingegnere in capo del diparti-

mento

della Piave, da molti ufficiali e persone del se-

guito. Si

ferm nella villeggiatura d'Onigo

dopo a colazione, durante

gnandosi

al

giato tutto

piano-forte.
il

Montello,

Il

si

principe Eugenio, costeg-

rec

ed a Zenzon, dove pernott

nezia.

scopo

par-

contessa d' Onigo suon e cant accompa-

tisse, la

discese

Prima che

col conte Girolamo.

di agricoltura

giorno

il

parl sempre

la quale

fino a Cortelazzo,
Il

il

il

giorno 9 a Nervesa

9.

dove

Il

mattino del 10

imbarc per Ve-

s'

viaggio del vicer d' Italia, aveva

1'

utile

specialmente

di stabilire vari lavori pubblici,

di arginature.

S.

A. R. attravers poi Treviso

dello stesso anno. Si

biare

Teste,

cavalli.
il

Il

ferm soltanto

prefetto,

colonnello

il

il

tempo

il

dell'

Armata

il

di

cam-

generale
la

terza

colonnello Siry,

ufficiali e funzionari,

principe, durante la breve sosta.

quarta divisione

il

podest,

comandante

Scotto,

legione di Gendarmeria Reale,

ciambellano Pola,

21 settembre

il

il

ossequiarono

granatieri della

d'Italia, allora

concen-

281

trata a Treviso, facevano ala lungo le strade principali

percorse da Sua Altezza.

Dopo
tito

il

la visita al Friuli,

il

principe Eugenio, par-

mattino da S. Daniele del Passeriano e dopo

aver assistito a manovre della cavalleria raccolta sui

campi presso Pordenone,

giunse a Conegliano alle

ore 6 pomeridiane del 29 settembre.


altre autorit del

prefetto ed

Il

dipartimento eransi recate ad in-

contrarlo e T accompagnarono al castello dei signori


di Collalto in S. Salvatore,

dove fu splendidamente

ricevuto dai tre fratelli, padroni di quella superba e

ricchissima residenza, Vinciguerra abate di Nervesa,

Marco ed Odoardo. Al pranzo, sontuosamente


assistettero, invitate dal vicer, le autorit

vano accompagnato.

Il

principe lasci

servito,

che l'ave-

castello di

il

San Salvatore alle 8 del mattino seguente, diretto a


Spresiano, presso

rassegna
scopo

nei

castello,

per

le

giorni

regal

con

avrebbe passato in

qual paese,

che

si

erano raccolte a questo

antecedenti.
all'

riconoscenza

anello

il

truppe,

Prima

abate Vinciguerra

dell' ospitalit

di lasciare

concedutagli

uno smeraldo contornato

il

di Collalto,
,

un

di brillanti e

preg lo stesso abate di Collalto di sedere nella sua


carrozza

d'

accompagnarlo

ponte

della

delle truppe ebbero luogo nei

campi

fino

al

Priula, sulla Piave.

Le manovre
di
si

Visnadello e durarono quasi sei ore.

erano pure recati

il

podest

di

Spresiano

Treviso ed

il

primo

presidente della Corte di Giustizia, che furono invi-

282

assieme

tati a colazione dal vicer,

medico Giu-

al

seppe Zanatta, sindaco di quel comune, al generale

Baraguay

d' Hilliers

comandante

nerale Teste ed agli altri

convenuti col per

ufficiali

Venezia,

al

ge-

superiori che erano

manovre. Eugenio Napoleone

le

per Treviso alle

ripass

di

di quello

pomeridiane

stesso giorno, dirigendosi a Venezia.

Nella pace,

economiche

guerre frequenti,
Per,

che

le

le risorse

colle savie leggi italiche,

di questi paesi,
si

cos

impoveriti

sviluppavano e

allargavano.

si

speranze che tale condizione continuasse e

potessero riparare completamente

si

dalle

caddero ben presto. L'Austria anelava

disastri,

di risorgere, di

uscire dal cerchio in cui V avevano chiusa le vittorie


francesi ed

trattati e di affrettare quella lotta che

un giorno sarebbe fatalmente ricominciata


grande nemica.

Francesco

aspettare che Napoleone


rito e potesse rinforzare

si

I.

pens

fosse

colla sua

piuttosto

di

nuovamente aggue-

potentemente

sue armate

le

ch'era meglio prepararsi tosto, approfittando degli

impicci in cui le guerre di Spagna avevano posto l'im-

peratore
forte

dei

armata

francesi,

austriaci furono grandissimi

1808

al

1809,

ma

tenere una

armamenti

durante

l'

inverno dal

neanche Napoleone restava

tivo, che, facilmente indovinato


!

a
Gli

obbligandolo

nella penisola iberica.

peratore d Austria,

il

inat-

pensiero dell'im-

non voleva certamente essere

clto impreparato alla

nuova guerra che

sempre pi

Adoper

inevitabile.

il

si

rendeva

tempo concessogli

283

da negoziati diplomatici opportunemente da

suo piano e preparare gli

scitati,

per formare

eserciti

combattenti nella nuova lotta

il

uno

mania, di cui Napoleone stesso prendeva

il

in

Ger-

comando,

fronte all'esercito dell'arciduca Carlo, l'altro in

di

supremi del principe Eugenio,

Italia sotto gli ordini


al

lui su-

quale stava dinanzi avversario l'arciduca Giovanni,

che gi accampava

col suo esercito ai

passi

della

Carintia e della Carniola, pronto ad irrompere sulle


terre venete per Tarvis e Pontebba. L'esercito italo-

francese occupava
e la sinistra alla

il

Friuli con la destra a

Palmanova

montagna. Altri corpi che avrebbero

formato la retroguardia, stavano a Pordenone,


cile,

Conegliano ed

altri

nel Padovano, nel

nel Trevigiano,

tutti d' italiani,

Bassanese e nel Feltrino

).

Oramai, cogli eserciti Y uno


scoppio della guerra

lo

aurora

all'

Sa-

ancora, di riserva, composti

si

di fronte all' altro,

rendeva imminente. Fu

dell' 11 aprile 1809,

che un parlamentario

austriaco consegn agli avamposti francesi all'Isonzo


la

dichiarazione che

dine di avanzarsi
quelli
i

esercito austriaco aveva or-

come nemici

trattare

che avessero fatto resistenza.

posti francesi furono attaccati

1)

di

1'

di

Botta

tutti

Mezz'ora dopo

).

Storia d' Italia.

2) Cenni storico-stastitici sulla milizia Cisalpino -italiana


Alessandro Zanoli.
Il Botta scrive che le ostilit prin-

cipiarono invece,

il

giorno 10 aprile.

Quel giorno
Formio,

regno

284

stesso, dal suo quartiere di

d'Italia:

L'Austria ha voluto la guerra

dunque per un momento lontano da


combattere

nemici

della Francia

mici

dell'

voi.

dell' Italia.

Sar'

Vado a

Augusto mio Padre,

mia lontananza quello

nella

Campo-

principe Eugenio proclamava ai popoli del

il

ne-

Voi conserverete

spirito eccellente,

del

mi avete date tante prove. Son certo che

quale

vostri Magistrati saranno,

come

lo

furono fino adesso,

degni del loro Sovrano e di voi. In qualunque luogo


io

mi

ed

mio cuore.

il

sempre

trovi, voi occuperete

13,

Il

si

del vicer,

adunava a Milano

sulente e veniva introdotto nell' aula


di Stato,

che recava

al

In

il

proclama

ai popoli ita-

Gabinetto austriaco aveva dichiarata

il

tempo che noi riposavamo

diceva

dalla

verso

l'

guerra

sulla fede dai trattati

delle generosit del nostro

Austria, la di

lei

si

Sovrano

perfidia preparava da lungo

tempo una nuova guerra.

Il

principe Eugenio ag-

tarda sempre a credere alla possibilit

uno spergiuro

quillo.

Per oramai

invaso

il

che per ci egli riposava trani

soldati austriaci

territorio italiano,

nuovo teatro

la

e che la nostra fiducia era autorizzata

rimembranza

giungeva che
d'

Senato Conr

un Messaggero

da Campo-Formio 11 aprile. In essa annunciava

lici,

il

alle tre

Senato una lettera del prin-

come

cipe Eugenio, datata,

che

mia memoria

in seguito a decreto

ore pomeridiane

la

il

avevano gi

quale sarebbe stato

di trionfi alle sue truppe.

Chiamato

285

Augusto mio Padre

dall'

questi

valorosi,

confidenza.

far

sar

perch mi rammenter

di

di

comandare

per giustificare

la

sua

pi tranquillo

tanto

di

continuo

del quale sono animati

lente

onore

all'

tutto

stesso

Io

lo spirito eccel-

Popoli del Regno e

perch ho

la

col vostro

esempio saprete mantenere questo spirito

speranza giustamente fondata che voi,

che con un'attitudine ferma e tranquilla in queste

circostanze, vi mostrerete degni di essere stati collocati al

primo rango

Questa lettera

talia.

prego Dio,

aprile, le

che

Regno

d'I-

altro fine,

vi abbia nella

sua

).

prime fucilate

le

agli avamposti, nell' 11

truppe tedesche irruppero in massa dal con-

dietro

fine,

non servendo ad

signori Senatori,

santa custodia

Dopo

delle Autorit del

il

quale stavano gi pronte all'invasione,

da molti giorni.

Il

principe Eugenio fu clto quasi

alla sprovvista bench gi sapesse che la guerra era

imminente
inizio

senza

commosso

di

questo

poco felice della campagna. Egli era giovane,


gloria

principi
bilit

e rimase sorpreso e

guadagnata sui campi

di

battaglia e

scoraggiarsi. Per la grande responsa-

che pesava sopra

capire quale fosse

peccando soltanto

il

di lui,

gli

fece ben presto

suo dovere e ad esso


di

un' indecisione

si

che

attenne,

avrebbe

potuto riesci rgli fatale. Delle otto divisioni che com-

prendeva

1)

il

Memorie

suo esercito,

de' Favori.

egli

non aveva

presso di

286

s che le due divisioni francesi

Un

po' pi addietro, fra

le divisioni francesi

Seras e Broussier.

Tagliamento e

il

Grenier e Barbou e

italiana Severoli e pi oltre, presso

francese Lamarque,

sione

dragoni che costituivano


Il

la

il

l'

la Livenza,
la divisione

Adige, la divi-

Rusca ed

divisione

nerbo della cavalleria

principe Eugenio, in questo stato di cose, decise

naturalmente
zione

che

il

per operare

di ritirarsi,

avrebbe dovuto farsi

concordi nel dire

tutti

gli

storici

la

concentra-

come sono

militari

con

prontezza, senza esitazione, per quanto fosse doloroso


il

retrocedere

all'

dini del principe


cisi

n tanto

che

il

solleciti,

suo piano non

Invece

il

si

che port

Tagliamento e giungere

sarebbero

gli or-

la

arrivati

nel

conseguenza,

sia potuto attuare. Alle di-

Seras e Broussier fu ingiunto

visioni
il

inizio della guerra.

Eugenio non furono n tanto pre-

di rivalicare

fino alla Livenza,

dove

tempo pi breve Grenier,

Barbou, Severoli, Lamarque e Grouchy. Seras pot

compiere

la ritirata senz' essere disturbato,

mentre

invece Broussier dovette sostenere un aspro combat-

timento

cogli austriaci,

che

La concentrazione avvenne
nella

quale

citt

lontano dal grosso

con

gli

cost molti morti.

fra Sacile e Pordenone,

imperdonabile errore

dell' esercito,

si

accanton

il

ge-

nerale Sahuc con due battaglioni del 35 ed un reg-

gimento

1)

di

A. Thiers

cavalleria leggera.

Le consulat

et

1'

Gli austriaci sapu-

empire. Livre

XXXV.

circuirono Pordenone di notte,

tolo,

comunicazione fra

ma

durante

il

tagliando ogni

del generale

corpo

il

Le truppe

quello di Broussier.
lite

287

Sahuc e

francesi furono assa-

sonno; sperarono salvarsi colla fuga,

fuori della citt trovarono la cavalleria

che ne fece strage. Pochi


morirono,
Il

mento

salvarono: cinquecento

si

resto fu ferito o fatto prigioniero.

il

arme

fatto d'
1'

nemica

di

Pordenone scoraggi maggior-

armata francese,

quale aveva

la

gi la

sfortuna di non aver fiducia nel suo capo e diede


agli

credere che

francesi potessero essere vinti.

preso

austriaci

meglio che poteva fare

Il

quella occasione
1

quali principiavano a

nuovo ardire

il

il

principe Eugenio in

scrisse Thiers

partito della ritirata, era

fino

rarsi,

il

dacch aveva

persistere a riti-

che trovasse una linea solida per la

difesa e tutte le sue forze dietro a quella radunare.

Allora egli avrebbe ottenuto


giorni

zione

onesta

al

Ma

vivacit di sentimento.

egli era

servavano

il

gli

risarcimento di pochi

contegno illodevole e data una significa-

di

molto

talia,

il

il

suo movimento

giovane assai tenero


I

giovine principe,

il

onore e tutto

motti dei soldati che con-

fiero orgoglio del

straziavano

dell'

retrogrado.

cuore.

vecchio esercito

Bench

figlio del loro

essi

d'I-

amassero

antico generale,

pur giudicavano, discernevano l'inesperienza di

lui, se

ne lagnavano ad alta voce e chiedevano di essere condotti


d'

contro un nemico che aveva

inseguirli e dinanzi al quale

l'

insolente audacia

non erano avvezzi a


fuggire.

principe Eugenio adun

Il

che trov sconcertati

par

al

Napoleone avevano presa

non quella

di

ma non

dere,

288

cos grave,

poich sotto

di lui,

abitudine di combattere,

1'

comandare. Erano pronti a

farsi ucci-

a dare un parere sopra una questione

com'era quella

dar battaglia.

suoi generali,

di

sapere se

avesse a

si

consiglio pi prudente, sarebbe stato

Il

quello di continuare a ritirarsi, fino alla Piave, dove


si

sarebbero

raccolte

cinque

divisioni

fanteria

di

francese ed una italiana, due divisioni di dragoni e


la

guardia reale. Invece

di

dar battaglia

che non

gli

si

la disfatta

di far sosta e di ripigliare

siva.

principe Eugenio risolse

trovava,

assicurava nessun

dopo

del 15,

dove

il

Retrocedendo

su d' un terreno

Pordenone,

di

La

vantaggio.

sovra tutti

sera

egli ordin

punti

l'offen-

aveva ricongiunte

fin l egli

divisioni Bruossier e Seras e quelle Grenier,

le

Barbou

e Severoli, incontrate presso la Livenza. Esse pote-

vano presentare una forza

di

36000 uomini,

gli uni

soldati veterani dell' esercito d' Italia, gli altri, sol-

dati giovani

taglioni

ma

istruiti,

componenti

eserciti di Napoli e

degli

quattro bat-

Dalmazia

).

Gli

austriaci erano 45000,

ma

assegnamento su

10000 uomini, tra fanteria e

altri

il

principe Eugenio faceva

cavalleria, che dovevano giungere coi generali La

marque

La
1)

Grouchy.

battaglia

A. Thiers

s'

impegn

Le consulat

et

all'

1'

alba della domenica

Empire, Livre

XXXV.

STAB.

LONGO

TREVISO

1809- 1812
A.

SANTALENA

1796-1813

OF THE


6 aprile a

mentre

1'

Fontanafredda, tra Sacile e Pordenone,

prese

fu disperata

il

francesi

Egli

mont immediatamente a

comando

La

delle truppe.

ambe

valorosissima da

inline, soprafatti dal


i

arciduca Giovanni ascoltava la messa col

suo Stato Maggiore.


cavallo

280

lotta

ma

le parti,

numero, dopo varie alternative,

dovettero ritirarsi a Sacile.

La

ritirata

fu salvata dalla elivisione Broussier.

G' italiani,

furono, durante tutta la sanguinosa

battaglia, pari alla loro antica

contribuirono

alla

presa

fama

di Porca,

di valore. Essi

dopo

la

quale

si

spinse

Severoli,

formando

in avanti

verso Pordenone. Gli austriaci riunita una

massa considerevole

l'

avanguardia

di Seras,

vogliono ripren-

di combattenti,

dere quel paesello. L' impeto della colonna


ribile; Severoli ferito

fa ter-

surrogato daBonfanti, Porca

presa e ripresa, finch

francese

si

il

vicer, visto che l'armata

non pu sostenere pi

1'

urto,

ordina la

ritirata. I cacciatori a cavallo

Real Italiano, coman-

squadrone dei dragoni

dati

da Gasparinetti ed

il

Napoleone, fanno cariche brillantissime. Bonfanti, in

retroguardo alla destra, copre la marcia delle divisioni

Seras e Barbou. Gli italiani pervenuti la sera


Livenza,

sulla
di fila

contengono

vivissimo e

il

compiuto

nemico con un fuoco


il

passaggio di tutti

corpi e del bagaglio dell'esercito,


di

rompono

il

ponte

Brugnera, conservato da Bonfanti, malgrado

gli

ordini di Barbou. Gli italiani, alle 2 del mattino del


17

s'

avviano per Conegliano,

dove gi erano

stati

290

preceduti dagli altri corpi ed accampano ad un miglio


dalla Piave

).

Le perdite
non

si

il

smontata,

morti e

principe Eugenio

l'

Avendo per

feriti.

continuare la ritirata e

coprirsi al pi presto con la Piave,


la

il

tempo pessimo,

demoralizzazione delle truppe dopo la sconfitta,

ingombro dei carri

d' artiglieria e dei bagagli,

loro incrociarsi con quelli delle truppe che

vano

in senso inverso a

Friuli,

come era

disordine.

raggiungere

stato ordinato, portarono

principe Eugenio pose

in

uno

si

indugiavano

stato miserando.
nell'

un

triste

corsi

strade orribili, cos che

le

il

che

Fortuna,

inseguimento

si

le disposizioni

riordinasse in fretta, alla

breve

sosta proseguisse,

gli austriaci

perch

il

il

alla

principe

suo esercito

meno peggio

diretto

il

dove

suo quartier generale

Giunto a Treviso stanco e scorato,

Eugenio prese

reca-

si

Le pioggie avevano ingrossato

d'acqua ed avevano reso

il

esercito del

1'

glorioso esercito d' Italia giunse a Treviso


il

ma

erano state gravissime,

aveva perduto che pochi prigionieri e poca

artiglieria

voluto

francesi

e dopo

linea

di

una
di-

fesa dell'Adige, abbandonando tutta questa parte del

"Veneto

agli

Prese alloggio in

austriaci vittoriosi.

palazzo Pola, accolto questa volta senza feste,

minazioni e discorsi.

1)

La

citt e

illu-

dintorni formico-

A. Zanoli- Cenni storico-statistici sulla milizia Cisalpino-

italiana.


lavano

291

di soldati di tutte le armi,

pieni di bisogni,

a cui le autorit dovevano provvedere e gli ospedali


e le

caserme rigurgitavano dei

potuti salvare e trasportare.

erano

si

principe Eugenio e

Stato Maggiore, pensarono subito di approfittare

lo

della sosta,
il

Il

che

feriti

per informare dei

generale Marmont,

che

geva a cooperare colFarmata


sue truppe verso

Ragusa una

nord.

il

lettera

Il

fatti

stava

il

governo ed

Zara e s'accin-

d'Italia, risalendo colle

principe diresse al duca di

e lo Stato

Maggiore fece un

rapporto nel quale, naturalmente,

per non destare

Treviso 18 aprile 1809

1)

Avrete certo ricevuto signor generale Marmont,


lettera del

10,

la

mia

colla quale vi prevenivo delle ostilit.

L' armata d' Italia era sopra le due rive dell' Adige e poca

Sono stato obbligato a

forza aveva nel Friuli.

corpo
il

dal

Friuli

movimento,

la linea

della

il

il

quale stato buono fino a Sacile, dove avevo

Essendo

Livenza.

Pordenone ed essendo

far ritirare

avanzare delle divisioni per sostenere

e di

il

il

nemico

in

molta forza a

generale Chasteler colla sua armata

penetrato nel

Tirolo e marciando sopra Trento, sono stato

obbligato

battaglia

dar

sopra di quel punto

Ho
dal

il

alli

16

risultato

aprile per arrestarlo almeno


non stato a mio vantaggio.

ripiegato indietro della Piave senza essere per inquietato

nemico.

ci
18,

che

L' orribile tempo che fa da qualche giorno


mi contraria pi di tutto. Sono, la giornata del

a Treviso, co' miei posti sopra la Piave.

Una parte dell' armata recasi nel Tirolo, davanti


Ho creduto dovervi prevenire di quanto avviene
d' Italia,

al

nemico.

all'ai

mata

per vostra direzione.


Il principe Vicer

KUGENIO


troppo allarme,

avvenimenti

gli

meno sfavorevole che

luce

facevano ascendere a

si

292

Botta

numera

li

che sul campo

in

erano posti nella

poteva

si

soli

2500 e Thiers dice

di battaglia

Le

).

perdite

mentre

1500 uomini,

L'esercito

aveva perduto 3000 uomini,

Treviso 18

1)

Ai 16 del corrente una colonna austriaca

si

mezzanotte
presentata

sembrando di voler portarsi fino alla


Piave. Il principe Eugenio, ha immediatamente fatto porre
in ordine di battaglia la porzione della sua armata che si
trovava in quel punto e le ordin d' arrestare la marcia dell' inimico. Allora s' impegn un combattimento fra i due corpi
d' armata, e il nostro, bench fosse d' un terzo almeno inferiore, ha nulladimono eseguito gli ordini ed adempiute le*
nella pianura di Sacile,

intenzioni del Principe. Di gi la divisione del generale Seras

aveva oltrepassata

la sinistra dell'

inimico e la divisione au-

un grosso corpo di cavalleria


tedesca disceso dalla montagna, venne a riunirsi alle altre!
truppe, minacciando di prendere alle spalle una parte delle
nostre. Questo movimento ha determinato il Principe di ordinare ai suoi di portarsi alla Piave. La perdita dell'inimico
pu calcolarsi a 4000 morti, feriti e prigionieri. La nostra )
striaca

retrocedeva,

allorch

di circa 1500 uomini. S. A.

della Piave

dopo

di

fino

che

che

Principe

rimasta in

persona sul ponte

sua armata

la

la

Guardia Reale arrivavano in quel

non hanno potuto prender parte

si

lo attravers

fece tagliare alla sua presenza. Tre reggi-

lo

menti di cavalleria e

momento

I.

tutta

rimasto

24 ore a cavallo,

nell' azione.

osservando

Il

e diri-

gendo ogni cosa, con una intrepidezza ed una calma inespri


mibile.
Gli austriaci
discorsi

di

non osarono passar

alcuni soldati

retrocedano verso

il

sbandati,

la Piave, anzi,
si

Tagliamento.

{Archivi nazionali di Francia

secondo

potrebbe credere che

Parigi).

>me

293

nemico, ne perdette altrettanti tra smarriti

il

Un

e presi dagli austriaci durante la ritirata.

suc-

cessivo rapporto, diminuiva ancora la cifra esposta


il

18

evidentemente contro

!),

bisognava calmare

di tutto

che

il

gli

Ma

la verit.

prima

animi e far vedere

male non era poi tanto grave, mentre

vamente

la condizione dell'

armata era

effetti-

cos difficile,

che senza la lentezza d'inseguimento degli austriaci,


sarebbe stata un' altra volta indubbiamente sconftta.

Dopo

la battaglia del

impiegati

molti

dell'

che

quella militare,

spargendo

che corsero

di

il

paura aveva invaso


civile

popolazioni,

delle

aumen-

vedevano

che

con terrore una nuova invasione straniera.


usc

tino del 20,

di

allarmanti,

pi

notizie

le

bocca in bocca esagerate,

panico

ritirarono precipitosamente

si

a Vicenza,

tando

16, la

amministrazione

quindi

Treviso,

all'

11

mat-

ordine del

giorno dell' armata, un decreto del principe Eugenio,


nel quale

prescriveva che tutti

si

g'

impiegati che

non fossero ritornati entro quarantott' ore

1)

Treviso 19

Il

nostro quartier generale tuttora a Treviso, V inimico

sempre dietro

iin feriti,

essa

nuovo

da
;

la

ore

della sera

Piave. La nostra perdita del giorno 16

morti e prigionieri fa esagerata nel primo annunzio:

non ascende

vato

al

alle loro

tre
egli

al di l di

giorni

che

seppe che

la

900 uomini. L' inimico ha pro-

non era prudente

l'

attaccarci di

nostra cavalleria, che non

combattimento, oggi arrivata

in linea.

Tutto va bene ed ander meglio.


(Archivi nazionali di Francia

Parigi).

si

trov


mansioni,

sarebbero

294

stati giudicati

da una commis-

sione militare.
Il

principe Eugenio, diresse da Treviso, durante la

breve permanenza, delle lettere a Napoleone, in cui

dava

della battaglia e spiegava

particolari

intenzioni. Scrisse egli

sua

sta

anche

un angelo

moglie,

le

di

sue

Augu-

alla principessa

che amava

donna,

intensamente.

Mia buona Augusta!


da palazzo Pola,
ieri ti scrissi, io

le

mandava Eugenio

a mezzod

quando

era desolatissimo, perch avevo sotto

completa del nostro esercito.

occhi, la disfatta

gli

18 aprile

il

Oggi son pi calmo ed ho ripreso tutto


raggio. L' inimico

non seppe

il

mio co-

profittare della vittoria,

ed io invece proftto della sua insensatezza per ran-

nodare P esercito.

Se giungono

buone nuove

dal

avremo ancora molto da sperare. Addio dun-

Tirolo,

que, mia buona Augusta e ponti in calma. Se, con-

ogni

tr'

V inimico scendesse dal Tirolo

probabilit,

sopra Verona e Brescia,


lasciar

ma

Milano e riparare a Torino od anche a Lione

per tua sola norma, in caso straordinario.

di

tu disporrai per guisa da

Al mio cameriere, lator della presente, commisi

porre in ordine

le

mie carte e

miei privati af-

fari; se tu dovessi partire lo avviserai.

il

giorno dopo

Mia buona Augusta, due

tranquilli la giornata.

sole parole.

Le nostre menti

calma e scorgono essere

mali,

Passammo
ripiglian la

capaci di rimedio.

295

Mille baci a te e ai nostri due angioletti

per tutta la vita

tuo

del

al

tuo affezionato sposo. Ti ringrazio

recatomi stamattina da Lacroix.

ritratto,

Niuna cosa
le

il

e sono

mondo m'

quanto

gradita,

sembianze della mia buona famigliuola


All' alba del giorno 20,

il

).

mirar

mont a cavallo

vicer

il

ed accompagnato da vari generali ed ufficiali del suo


Stato Maggiore, visit la linea degli avamposti verso
la

Piave. Essendosi intanto un po' riordinato

eman

esercito,

gli

Egli stesso part da Treviso

rive dell' Adige.

il

suo

ordini per la ritirata fino alle


il

20,

seguito dal grosso delle truppe e dai principali impiegati del governo italico, fra

Mayno. Ritirate
i

quali

il

Prefetto Del

tutte le linee di avamposti,

giorno 21,

ridiane

del

successivo

mentre

gli

ultimi sconfitti

truppe

tedesche

1797, 1800, 1805

Prima

di

vittoriose.
si

quale ora,

alla

di Sacile,

L' alterna

ripeteva nel 1809

prendere

le

armi,

1'

uscivano da

cui diceva

Tomaso

le

vicenda del

arciduca Giovanni,

aveva emanato un caloroso appello agli


i

soldati

a sfilare fino alle due pome-

francesi continuarono

porta Santi Quaranta, entravano da San


t

italiani,

in

che non era loro rimasto alcun vestigio

d'indipendenza e che non potevano esser n rispettati,

n tranquilli, n italiani. Soggiungeva che se avessero voluto essere


colle

1)

mani

veramente

e coi cuori,

Corrispondenza del

italiani, fossero accorsi

congiungendosi

principi)

Eugenio.

ai

generosi


soldati

296

Francesco imperatore, mandati in

di

per restituirle

indipendenza.

l'

Il

Italia

ragionamento non

sembrer troppo chiaro n logico:

lasciarsi soggio-

gare dagli austriaci per diventare

italiani...

logica

non era

politica

Giovanni,

la

lato forte dell' arciduca

il

n quello degl'

ma

del principio del

italiani

secolo.

Giunto a Conegliano,

il

comandante

dell'

avan-

guardia austriaca, form un secondo proclama, datandolo da quella citt, prima tappa dopo la vittoria
del 16.

diceva

Quelle orgogliose

che

passi,

marcie,

le

della Gallia

falangi
il

soggiorno e

li

progressi segnavan colle oppressioni, rapine e desolazione di ogni condizion de' Viventi, sono dall'Au-

gusto Duce
inseguite.

dell'

La

Armata

Piave,

vinte, battute ed

d' Italia,

l'Adige,

il

Mincio,

il

Po,

il

Ticino e la Dora, ostacolo di poco rilievo formeranno


all'Eroe Arciduca, che seppe designar
colle

prime battaglie.

comanda

il

primo trionfo

Principe Giovanni d'Austria

in persona le agguerrite legioni

Reali, Apostoliche
gli

11

Popoli

d' Italia,

Imperiali,

qual confidenza

dobbiate avere, vel dicano gli allori di cui

si

cinto nelle gloriose giornate degli 11, 14, 15 e 16


del corrente.
Italiani

Voi vedete dal

Ciel

guidata questa

operazione, secondata da prodigiosi successi; cooperatevi con zelante attivit e promovete l'epoca della

vostra liberazione,

concorrete

alli

progressi delle Austriache truppe

bisogni

ed

alli

la loro destina-


zione

297

ed assicurare

di rivendicare

la

vostra sal-

vezza e tranquillit. Pi non avrete a tremar sulla


sorte de' cari vostri figli

verr garantito,
li

li

via

all'

una provvida

legisla-

attuale sistema.

un inganno per assicurarsi

tutto

vittoria e la conquista, colla complicit delle popo-

dominazione miravano.

lazioni alla di cui

Non F
di quella

crediamo,

dei proclami,

effetto

gi constatato

ma

quel

abbassamento morale d'una gran parte

generazione, fece accogliere trionfalmente

arciduca Giovanni, quando entr dalla porta San

Tomaso, a Treviso,
Il

frutto de' vostri sudori

questo passo, reboanti promesse, esal-

di

tazioni di s stessi

1'

il

vostri talenti verran stimati,

zione subentrer

la

vostri privilegi saran considerati,

alle

due pomeridiane del 22 aprile.

comandante austriaco alloggi

tato ossequiosamente dal


colla

sua presenza

stissima

il

circostanza

in vescovado, ospi-

buon Marin

e la sera

che per la fau-

teatro Onigo,

era

stato

onor

straordinariamente

illuminato.
Il

alle 1
Idi
il

giorno 23,

1'

arciduca Giovanni

pomeridiane, per disporre

Venezia e ritorn a Treviso

rec a Mestre

truppe

le

al

blocco

alle 10 di sera. Ripart

mattino diretto per Castelfranco.


Il

passaggio prima e poi la ritirata dell'esercito

francese ed

il

successivo inseguimento degli austriaci

che transitavano per Treviso,


o

si

sostandovi un giorno

due per ogni corpo, riportarono

1797.

Ai bisogni sempre crescenti

tristi

di

giorni del

approvvigiona-

298

menti e somministrazioni, dovevano pensare


ed

paesi attraversati,

La

gravezza.

s'

imagina con quale immensa

municipalit trevigiana, pesantemente

non riesciva ad

richiesta ad ogni ora di vettovaglie,

accontentare tutte

piavano
presto

ad

le

essere

esigenze

brutte

esaurivano.

si

condizioni princi

le

assai

tutte le risorse

Eppure bisognava

dare,

c'era verso da dir no, bisognava dare fino


soldo, fino

grano.

all'

Una

le citt

all'

non

ultimo

ultimo fuscello di fieno, fino all'ultimo

lettera dell'

I.

R. Commissario

ai viveri

avvisava che la rappresentanza comunale era resa,


per ordine del comando supremo

nalmente responsabile

armata, perso-

dell'

di tenere nei

magazzini generi

necessari a fornirne immediatamente, dietro qualun-

que richiesta,

all' artiglieria,

fanteria,

cavalleria,

treno; di fornire alle truppe che stanziavano in citt

modo che

tutte le sussistenze; di combinare in


gli ufficiali

tutti

avessero pranzo e cena dov' erano prov

visoriamente alloggiati. Oltre a ci

si

domandarono

diecimila braccia di panno per gambiere, da requisirsi e

consegnarsi al comando militare entro 24 ore

e tutte le scarpe
citt, trasferendosi

ottenere,

come

si

presso

esistenti

anche nelle case dei


praticato

calzolai della
cittadini

nella citt di Udine,

la corrisponsione di scarpe, essendo oggetto

mamente
come uno
I.

sta a cuore di S. A.

I. il

che som

principe Giovanni,

dei pi interessanti per

R. truppe.

onde

il

servizio delle

Le imposizioni erano

affatto insostenibili,

che


la

299

municipalit fu costretta

d'

invocare

Sovrano

il

presidio dell' Imp. Arciduca Giovanni, la cui gene-

rosa Umanit,

ed acclamata giustizia sparsero nei

un

cuori di tutti questi abitanti la soave certezza di

avventuroso avvenire.

degnasse con sensi clementi, di ordinare

tezza

misura delle requisizioni

si

di

affermandosi

chiedeva

il

illimitati

e sproporzionati

sacrificio,

gloria

nella

si

ri-

che quei pesi

desolavano

gli abitanti,

cieca obbedienza e devozione alle

pi

il

sovrane disposizioni e che

i-

tante famiglie offrivano

Per impietosire

mand anche un

ti

alle volubilit

dell'

al

ii|;

all'arciduca:

il

il

le

condizioni

di tante e

quadro pi doloroso.

comandante austriaco,

indirizzo,

il

quale,

gli si

consentaneo

ed instabilit delle convinzioni politiche

epoca, ripeteva

la

vecchia storia di inchinarsi

trionfatore e disprezzare lo sconfitto. Si scriveva

la

la

alle

pure avevano sempre riposto la loro maggior

quali

i,

guerra in relazione

ed alle risorse dei luoghi dai quali

possibilit

i.

domandava che Sua Al-

Si

Dalle sponde del Tagliamento, fino alle rive del

torrente Piave, fiumi

ambidue scorrenti nel seno

questo Dipartimento,

le gloriose

di

Austriache falangi

diedero nella seguita battaglia luminosissima prova


del loro valore

finalmente

1'

ed perci che questa citt respira

aura pi dolce

care questa sospiratissima

Tagliamento fu

il

di felicit.

meta

il

Ma

per toc-

Dipartimento del

teatro della guerra,

Austriache Truppe incalzavano a gran passi

mentre
il

le

nemico

300

sopra questa Centrale piomb la ritirata dell'Armata

Francese che per quattro giorni con immensi


fici

Intanto

le vittoriose

vostre armi, Altezza Impe-

riale e Reale, sulla sinistra della


il

sacri-

fu approvvigionata di viveri.

Coneglianese.

Evacuarono finalmente

questo suolo,

francesi

Piave occupavano

vidimo con entusiasmo

e lo

pi giustamente occupato dalle armi vostre.

tanto

Ma

in-

pesi inseparabili della guerra sono ricaduti

li

truppe

le

I
:

sopra questo dipartimento ed a prezzo di cos felice


i;

risultato furono e sono di

buon grado sostenuti

Le esigenze dell'armata non permisero che


duca

commovesse

si

).

l'arci-

e la fedelissima citt di Treviso,


DC

venne sempre pi gravata. La municipalit


tazione

ai viveri,

lavoravano

d e notte

e la depu-

senza respiro e

senza interruzione, attivando ogni mezzo per assicurare l'approntamento di tutti quei generi per la sussistenza delle truppe, che l'arciduca Giovanni ordinava

perentoriamente entro brevissimi termini. Dai docu-

menti

),

risulta che misure pi rapide e pi efficaci,

le autorit trivigiane

tare. Si

domandavano enormi quantit

carne, avena, fieno,


ufficiali

non potevano certamente


di

adot-

frumento,

ma contemporaneamente,

degli

mandati direttamente dal Quartier generale

correvano

le citt e le ville,

requisendo colla forza

quanto trovavano. Come potevasi allora soddisfare


ET

ai bisogni?

1)

La

municipalit in uno stato

di asso-

Archivio annesso alla Biblioteca comunale.

2) Lettere della municipalit alla

Commissione provvisoria.

luta desolazione:

si

il

vuole

si

Com-

scriveva del podest alla

si

missione provvisoria
giano, che

301

amministrativa

del

trevi-

era istituita come autorit superiore

maneggio

mani

delle

recidono

si

le

braccia! In mezzo a tali frangenti, la commissione


delle sussistenze

che

si

minacciava

di dimettersi,

mancavano natu-

asportavano da una parte,

ralmente

dall' altra,

rifiutavano

quasi rovinati,

proprietari

completamente

esserlo

di

generi

cittadina doveva ricorrere all'odioso

mezzo

si

Y autorit
di

doman-

dare T aiuto dei soldati ed adoperare la forza brutale


contro la popolazione,

per proteggere

Ogni giorno che passava,


dine, la sovversione anzi,
del

le

sue requi-

vantaggio dello straniero.

sizioni a

Comune,

si

la confusione,

il

disor-

aumentavano. Al palazzo

presentavano ad ogni momento per-

sone senza legale autorizzazione, ad ordinare vetture,


carri, a

pretendere consegne
bovi

di effetti e medicinali,

Se

la municipalit

non

requisire

le

accontentava prontamente, minacciavano, e non

aveva

Un
di

la

forza

grani.

di

si

resistere dappertutto e sempre.

solo giorno, oltre l'approvvigionamento dei corpi

stanza

ospitali

posti

di

passaggio ed
nei

conventi

il

di

mantenimento degli
S.

Maria Nuova ed

Ognissanti e poi anche in S. Francesco, dov' era la

caserma dei trasporti

1)

),

ordin

1'

arciduca Giovanni

Lettera della Direzione degli ospitali

striaca in Italia alla municipalit di Treviso.

dell'

armata au-

302

alla municipalit di Treviso, pena le esecuzioni mi-

entro poche ore, 150000 razioni di pane, 50000

litari

razioni di avena e granoturco, 50000 razioni di fieno,

40000 razioni

di carne,

40000 razioni

ciavano ad ogni istante

e con ragione
di

vino

).

Tutte

erano letteralmente disperate e minac-

le autorit

paura

di

la loro dimissione,

non davano mai, per

che per

giustificata

peggio al loro paese ed a loro stesse, poi per-

ch F arciduca aveva fatte certe minaccie poco ras*

qualunque magistrato pubblico che

per

sicuranti

avesse abbandonato

suo posto e

il

le

sue mansioni

in quei giorni.

erano poi portati ad un ta

Gli alloggi militari

punto da essere peso insopportabile


vedevano

le

ai cittadini, che

proprie case, fino le stanze occorrenti

loro usi domestici, alle loro famiglie, invase da


ciali e soldati esigenti,

vano e per
quali
l'

lo pi

che qualche volta domanda-

prendevano senza domandare,

secondo V ordine cui fu gi accennato,

arciduca comandante

ai

uffi-

ai

del-

dovevano dare pranzo

cena.

Nel solo Albergo


1

1.

R. Posta

di

dell'

Imperatore,

si

era post?

Campagna, con un direttore gene

rale, ufficiali, dodici postiglioni e 36 cavalli 2).

uomini ed

alle bestie,

l'

Agi

infelice proprietario dovevjjl

fornire tutto quanto loro occorreva e quanto per d

1)

Lettera

al

tenente maresciallo Gorup.

2) Lettera del direttore

Wiesner

alla Municipalit.

303

domandavano, a sue spese,

pi

rimborsato, quando e

Le condizioni

della

in attesa di essere

come non sapeva.


campagna, dei

paeselli e delle

cittadine del dipartimento erano altrettanto difficili


di

quelle

capoluogo.

del

Treviso da Quinto, che

granoturco, generi di cui

non

potevano ritrarre dagli abitanti oltre

si

avevano

soldati

molini,

a Treviso,

di l.

si

non potevano quindi

avessero da pensare ab-

chiedevano aiuti e soccorsi

Egualmente da Asolo

pi significante

imponenza

di

requisito colla

che offriva

della pi desolante situazione e

mentre

il

Savj stavano disponendo

austriaco con

chiese pel mattino

l'

invio a Treviso

duemila

pane,

di

botti

chiesta,

un distaccamento
dopo

di fieno,

alle 10,

uffi-

di soldati, ri-

tremila razioni di

Anche a Mestre

dieci
si

era

tutti gli altri paesi del dipartimento,

una forte contribuzione da Treviso,


l si

un

altrettante di avena,

vino e dieci bovi.

come a

quadro

da Cittadella, dove,

qualche genere urgentemente richiesto,

ziale

Sile,

il

distrutte le

quali

Come non ne

anche

ponti,

e che

roste, rovinati

si

rotti

pi macinare.

bastanza

mancava

fieno,

perch

podest di
ultime an-

che domandava pane, vino,

gustie, pieni di soldatesca

al

nell'

Si scriveva

trovavano

si

ma nemmeno

di

poteva dar nulla, prima, perch gravata dalle

truppe francesi che vi avevano stazionato dal giorno

seguente alla battaglia di Sacile del 22 aprile, colla


intenzione
luogo

poscia

abbandonata, di opporre in qual

una resistenza

agli austriaci

che

vi si sareb-


bero indubbiamente

piando subito

sperati,

si

lavori per

ghera. Dappertutto

assalto del forte di Mal-

alzava un coro di lamenti

s'

ma

brutale degli occupatori

le

malediceva

si

tanto gravi

di-

paura della forza

tale era la

nacele, che bisognava piegare

vate

perch molte truppe

erano fermate princi-

da ogni luogo del dipartimento

enormi aggravi,

agli

diretti, poi

arciduca Giovanni vi

dell'

304

le

loro mi-

capo e veder rinno

il

rovine che avevano seguito

le altre invasion

straniere sul nostro suolo.

Non

domandava

solo

alle terre

poi

1'

Giovan

arciduca

venete invase dalla sua armata,

con denaro e vettovaglie


straniera,

ma

che

si

la gloria della

di

supremazi

pagasse tale triste e doloros,

sommissione, anche colla persona. Sar stato


bisogno
all'
il

di

pagar

truppe per compiere

Isonzo, di oltrepassare

1'

il

effettivo

suo sogno formate

Adige,

il

Mincio,

il

Po

Ticino e la Dora col suo esercito vittorioso, sa

stato per meglio fondere, secondo

il

programma,

gli

elementi indigeni con quelli stranieri, per attaccarl


al

carro della sua fortuna e rendere

gli

abitanti

questi paesi interessati alle sue vittorie,

1'

di

arciduca

Giovanni appena giunto domand subito

la forma^

L' intendente

generai*

zione di corpi di volontari.

conte di Goss
del

eman

fine d' aprile

sulla

comandante supremo,

il

1'

quale, sensibile

ordim
all'

ac

coglienza fattagli a Treviso e pienamente persuase


della
degli

buona disposizione che dimostravano


Stati

Veneti,

invitava

popol

gli abitanti di questi

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<

305

citt e provincia a l'ormare

uno o pi battaglioni

volontari per la custodia e sicurezza della


essi

di

medesima

a guisa dei Battaglioni Provinciali austriaci

avrebbero goduto delle


distaccamenti

dall'

pazione

citt

delle

prerogative e privilegi agii

perch non

stessi accordati. Ci

si

poteva distrarre

R. Armata Cesarea per l'occu-

I.

che

si

lasciava addietro

nella

marcia d'inseguimento dell'armata francese. Naturalmente,

il

conte di Goss affermava ch'era dovere

ogni buon cittadino di prestarsi con ogni sforzo

d'

pronto e felice termine della pi giusta delle

pel

guerre, intrapresa unicamente


l'

per la salvezza del-

Europa, tanto minacciata da un ferreo giogo.


I

trevigiani,

dando

1'

esempio a tutta

sincero attaccamento alla grande causa,

anche

resi meritevoli

peratore
1'

di

austriaca,

si

riguardo speciale

d'un

sarebbero
dall'

Im-

particolare compiacenza di S. A.

della

Arciduca, Augusto Duce

rit

Italia

la

).

Del desiderio dell'auto-

Commissione amministrativa

trevigiano, presieduta dal conte Rusteghello,

si

del

oc-

cup prontamente, interessando per la sua pronta


effettuazione, tutte le municipalit della provincia e

specialmente quella di Treviso, perch specialmente


si

accordassero nella proposta degli

ufficiali dei

Lo

battaglioni che

si

ufficiali e sotto

stavano formando

).

zelo delle autorit dipartimentali ebbe per occa-

1)

Proclama 20

2) Lettera della

aprile del conte di Goss.

Commissione

al

Podest.
20

306

sione d'affievolirsi ben presto. Gli avvenimenti muta-

vano piega e bisognava pensare a trovar modo


maledire

disprezzare

di

pi presto gli austriaci

al

come

per accogliere festosamente,

eroi salvatori,

francesi.

Gli eserciti nemici

Adige

l'

Le

forti

occupate dai primi,

avvenimenti

che impedirono
i

alle rive del-

francesi a destra, gli austriaci a sinistra.

posizioni

durante la sosta,

loro riorganizzazione
degli

erano fermati

s'

l'

Germania, furono

di

all'

l'

avvenuta

incertezza
le

ragioni

arciduca Giovanni di completare

vantaggi ottenuti fino allora e di ordinare l'attacco

generale.

Intanto

come

dato

ai

principe

consigliere

dente generale,
esplorazione

il

delle

Eugenio

era

un vecchio, valoroso

Macdonald. Fra

gli

ma

e pru-

avamposti in

due armate nemiche,

degli scontri frequenti,

man-

stato

nascevano

azione generale veniva

1'

sempre ritardata.
Il

che

primo giorno

s'

orizzonte

movimenti degli austriaci, scorse

lunghe

file

vano verso Vicenza e

mento

nel

si

di carriaggi

accert

d'

un

Germania,

ancora

che

di

al-

che retrocedeinsolito movi-

campo nemico. Al quartier generale

cese, nulla si sapeva


in

generale Macdonald,

il

era recato di buon mattino in luogo opportuno

per esplorare
l'

maggio,

di

fran-

quanto era avvenuto

F arciduca Carlo era stato

respinto da Napoleone nell' alto Palatinato ed obbli-

gato a ritirarsi in Boemia, traversarla

al

pi presto,


rivalicare

307

Danubio e congiungersi con Killer e

il

arciduca Luigi, ricacciato al di l dell' Isar. MacI


donald suppose per subito che la inattesa ritirata
austriaci

degli

dalle vittorie di

modo,

sto

non potesse essere causata

se

non

Germania, che

in

que-

Napoleone

potente impulso;
verso

il

diretto

il

faceva sentire

suo cavallo

suo

galoppo,

al

marciare avanti

di

ecco

gli disse;

il

mo-

*).

principe tutto contento gli strinse di ricambio

Il

mano. Corsero

ai

posti

avanzati e compresero

battevano in ritirata. Tale

subito

che

notizia

venne poi confermata da tutte

gli austriaci

L' arciduca
tigli

il

principe Eugenio e presolo per la mano:

Vittoria in Alemagna!

mento

la

in

da tanto lontano,

gli

le relazioni.

ordini

pervenu-

Imperatore, doveva nel termine pi breve

dall'

abbandonare
sotto le

per

Giovanni,

1'

mura

Italia,

di

anche se vittorioso e recarsi

Vienna, a stessa capitale, minac-

ciata da Napoleone. Tale necessit, port

una grande

depressione d'animo nei generali e nell'armata austriaca,

mentre

e rincor

guire

francesi,

suo esercito

si

ed una riserva.

1)

in relazione diretta

che

si

nemici e molestare,

la loro ritirata.

testa,

la

Il

apprestarono ad inse-

quanto pi potevano,

come prima

in tre

il

colonne

vicer segu con Macdonald alla

strada maestra da Verona

A. Thiers

incoraggi

principe Eugenio dispose che

dividesse
Il

Le consulat

et l'Empire.

a Vicenza a

308

Castelfranco e Treviso, fino alla Piave, dove

avrebbero fatta resistenza,

gli austriaci

in

grado

raguay

di salvare

diceva

per essere

carriaggi e le artiglierie. Ba-

procedeva a

d' Hilliers,

montagna,

si

sinistra,

verso la

dragoni di Grouchy e Pully galoppavano

air avanguardia, impadronendosi, quando potevano,


dei piccoli
dei convogli
cattive,

nemici rimasti un po' indietro o

corpi

mal guardati

ponti

distrutti,

Le

).

strade erano ancora

ma nondimeno

la

marcia

procedette bene, interrotta solo da qualche combat-

timento isolato.

Da

Castelfranco,

il

6 maggio,

mandava un rapporto

continuava ad inseguire
riposo.

Bassano

l'

ha passato

Ieri

inimico
il

ma

osato fare qualche resistenza,

sono

fatti

gli

300 prigionieri. Su

ha spinto

ha fatto pi

giornata

in

di

stato

l'

gli altri

Il

austriaci

gli

punti.

l'inimico abbia

inimico fino alla

400 prigionieri.
per

tre

ben presto ha do-

Gli si sono uccisi 300

vuto pentirsene.

cavalleria

senza lasciargli

Brenta

fra essi, in cui

solo

il

principe Eugenio

il

diceva che Y armata

in cui

uomini

si

due punti,

la

Postumm

risultato della

una perdita

di

1500 uomini. L'inimico devasta, abbrucia tutto ci che


trova nel suo passaggio,

ma

presto tutto sar termi-

nato, poich viene esso inseguito colla spada alle reni.

L'armata continua questa mattina ad inseguirlo

1)

A. Thiers

Le consulat

1'

2) Archivi nazionali di Francia

Empire.
-

Parigi.

).

309

Pure da Castelfranco

in quello stesso giorno,

il

vicer descriveva a Napoleone gli avvenimenti, sog-

giungendo

So che

vie. 1/ 8

nemico

il

si

corpo

ieri al

bosco del Montello.

retto

ai

Il

ponti della Piave,

ancora iersera

per due diverse

ritirato

era passato a Bassano e

ferm

corpo a Treviso,

ma una

in quella citt.

si

di-

parte trovavasi

Stamane muovo con

tutto T esercito verso la Piave per la via pi diretta,

lasciando alla mia destra Treviso

alcune ore

sull'

con che guadagno

inimico e lo costringo a sgombrar

da Treviso, se non vuol essere tagliato fuori.


rale Durutte
relazioni,

ingombri

La

deve arrivar col stamane.

che

di salmerie

Si

gene-

ha da

della Piave tutt' ieri furono

ponti

Il

).

sera del cinque maggio,

a Treviso, gli austriaci avevano

fuori porta Altinia

teso un' imboscata

ad un corpo d'avanguardia francese,

ma saputo l'avan-

zare dell'armata nemica, tutte le truppe austriache

partirono dalla citt

una antimeridiana

all'

Tre ore dopo vi rientrarono

mancarono

gli

rit 2 )

saluti del popolo.

1)

ed

non

inchini e le felicitazioni delle auto-

Corrispondenza del principe Eugenio.

Avviso

2)

S. A. R.
il

del 6.

francesi, ai quali

Eugenio Napoleone

1'

Amatissimo nostro Vicer,

generale in capo dell'Armata, riede dopo 16 giorni di pe-

nosa

absenza a felicitare

quella dei suoi prodi

coli'

compagni

Augusta presenza sua

d' armi,

e con

questo suolo riservato


Il

310

Eugenio giunse nello stesso giorno

principe

sera ed uscito per porta S. Tomaso, prese

alle 6 di

alloggio in palazzo Manfrin a S. Artemio, dove pose


il

suo quartier generale

guardia

reale

dove accamparono

divisione di Severoli,

la

era andato a Milano per curare


il

comando a Fontanelli

lano, a Parigi ed a

che

Di

).

le
l,

sue ferite, cedendo


fu

mandato a Mi-

Napoleone e dato a conoscenza

Regno

alle popolazioni del

in cui dicevasi

la

quale

il

il

italico,

un

altro rapporto

nemico continuava a

precipitosamente e che

francesi

lo

ritirarsi

inseguivano

sempre, facendogli ad ogni momento dei prigionieri.


Il

giorno prima

gli austriaci

avevano terminato

saggio sulla riva sinistra della Piave


rotti

quattro archi

del

incendiare ed affondare

soltanto

benefico

dal

gi spontaneo

fatti

due ponti provvi-

destino al reggirne del pi clemente,

Governi.

voto dei fedelissimi abitanti di queste

il

contrade per solennizzare

Podest ve

altri

gli

pas-

dopo, avevano

ponte della Priula e

del pi puro, del pi giusto fra

il

il

fausto ritorno. Cittadini,

il

vostro

annuncia soltanto. Basta 1' annunzio per voi,


onde indurvi ad esternare i moti naturali dell' animo vostro,
lo

in cui sono radicati

camento

al

sentimenti

Governo,

pi Benefico,

pi

al

di

pi puri d' intimo attac

leale sudditanza

Magnanimo

Il Podest di

al pi grande, al

dei Sovrani.

Treviso

NASCIMBEN
1)

Memorie

de' Faveri.

2)

A. Zanoli

Italiana.

Cenni

storici-statistici sulla milizia Cisalpina

'I

'::


che

sori

Vi

si

erano costruiti per accelerare

diceva anche,

si

311

l'

avanguardia

dell'

la ritirata.

armata fran-

cese essere giunta alla sponda destra della Piave e

che
di

lavorava a stabilire delle zattere e dei ponti

si

passaggio per

armata,

1'

la quale

s'

accingeva a

varcare

il

fiume in quello stesso giorno 8 e nel suc-

cessivo.

11

rapporto chiudeva colla notizia, che nel

giorno precedente

si

erano

fatti altri

400 prigionieri

austriaci.

principe Eugenio

Il

scere

nemica con dodici o quindici

Nella notte, fece scandagliare

pezzi d' artiglieria.

11

rec in persona a ricono-

ponti della Priula e di Nervesa, dov'era appo-

stata la retroguardia

guadi

si

).

passaggio della Piave avvenne a guado

maggio a Lovadina, dietro

gli ordini

mandati

1'

otto

la sera

prima da Sant' Artemio, dal principe Eugenio. Nel


mattino,

all'

alba,

aveva poi raggiunta la sua

egli

armata, con Macdonald e tutto


I

lo

Stato Maggiore.

primi a raggiungere la sponda opposta furono

dragoni
fanteria

di
;

Grouchy

nacciarono

natamente per

1)

con veemenza sopra

gli

ma rinforzatisi

mi-

dapprima piegarono,

di ricacciare

Macdonald con
soldati

e Pully con un' antiguardia di

essi si scagliarono

austriaci che

essi,
1'

francesi nel torrente. Fortu-

giunse in buon punto

ala destra,

arditamente

nell'

il

il

generale

quale fece entrare

acqua ordinando

Lettera del principe Eugenio a Napoleone.

loro

di

312

prendere immediatamente posizione


giunto anche Grenier,

tamente

Campana,

molti prigionieri

ebbe

luogo

tedeschi

si

fazione

dove

velocemente

fossi

).

della

difendevano

osti-

colle

bajo-

nemico da quest'ultimo

il

questa battaglia, che fu chiamata del

In

passaggio della Piave,

Lovadina

di

diportarono,

g' italiani si

slancio e

).

molino

al

caricando

nette cacci valorosamente

riparo

Lamarque, aiutato da Durutte, supe-

natamente.
rati

furono comple-

gli austriaci

ai francesi

L' ultima

Soprag-

lasciando sul terreno molti morti

disfatti,

ed in mano

al di l.

grande valore

o di

Czmadolmo,

come sempre, con grande


squadrone dei dragoni

lo

Napoleone fece una brillantissima carica, prendendo


in

un colpo 300

sero poi

prigionieri.

un convoglio
quella

di viveri

francesi,

in quei giorni

passaggio

che vi
st'

si

ai

che tanti soldati erano ag-

un territorio gi vessato dal quinto

d'

due eserciti

di

preparato per seimila

preda port un grande aiuto

austriaci

glomerati su

dragoni italiani sorpre-

erano fatte

).

dalle forzate richieste

Racconta poi

lo

Zanoli que-

aneddoto:

... Mentre
vicer osservava

1)

A. Thiers

dalla sponda destra


i

della Piave

il

movimenti che Macdonald dirigeva

Le consulat

1'

Empire.

2) C. Botta - Storia d'Italia del 1789 al 1814.


3)

A. Zanoli

Italiana.

Cenni

storico-statistici sulla milizia Cisalpina

313

sulla sinistra, occorse al principe di spedire ordini,

ma

tutti

n potevano ripassarlo perch gonfiato

del fiume,

a dismisura

chiama

Egli

suoi ordini.

l'

Alemagna Carlo

passaggio,

il

parte

per

fosse

scudiero

lo

propostogli di tentare

cavallo

in missione al di l

erano

suoi aiutanti

lo incarica dei

risolutamente e sebbene

il

impetuosa corrente strascinato

per ben lungo tratto, approda alla riva sinistra con

grande plauso che


reale,

dicevano

che

nemiche,

vano

di

di

la cavalleria,

morti e di

mano

in

Fra

cannone

Fra

il

),

).

30 cassoni,

il

dell'artiglieria

Piave,

si

riordinavano, veni-

nemico aveva lasciato

Il

un numero considerevole

Al nemico

gran numero

contavano

della

volteggiatori, Y arti-

primi trovavasi

molti ufficiali superiori


l

credette perduto.

battaglia

mano che

di battaglia
feriti.

de Firmont

si

fatto prodigi di valore e che le file

nuovo rovesciate.

campo

sul

della

ufficiali

avevano

glieria

momento

quale per un

il

rapporti

fa a quest'ufficiale della casa

si

luogotenente generale

il

si

di

in mezzo a

erano

molti

di ufficiali

tolti

16 pezzi di

pontoni e carriaggi.
fatti prigionieri, si

generale Frisner comandante in capo

ed un generale comandante una divi-

sione di cavalleria. Cinque reggimenti di fanteria e

due

di

1)

Dragoni (Hohenlohe e Savoja) erano

Rapporto

ufficiale del

2) Sette di questi
il

stati quasi

9 maggio 1809 da Lovadina.

cannoni furono poi presi in consegna

9 maggio, dal podest di Treviso.

314
affermavano

totalmente distrutti
il

campo

quali

di battaglia era coperto di cadaveri, fra

venne dopo riconosciuto anche quello

generale della cavalleria,

Anche

le perdite

il

Vanhell

di

in soldati ed ufficiali morti e feriti.

trasportato a Treviso,

dopo della battaglia.

secondo

doro anno XII


coli'

il

).

Fra

vi

secondi

funerali

2 giugno alle cinque pomeridiane,


le

autorit civili

gran sala del

).

del

nenti e solenni che

graziare

d'
il

Avenay

riescirono cos impo-

ministro

dell'

podest anche

il

il

quale,

fatti funerali so-

intervento dei Savj e di tutte

palazzo vescovile

il

mor ventiquattro giorni

Gli vennero

e militari che si erano raccolte nella


2

altro

disposizioni del decreto del Messi-

le

un

dei francesi furono gravissime

giovane generale Ludovico Rioult d'Avenay,

lenni

ed

francesi

interno fece rin-

nome

di

S.

A.

I.

il

principe Eugenio per le premure di questi abitanti


i

quali onorando la spoglia di quel valoroso, ch'ebbe

gran parte

nuova prova
Sovrano
il

).

alla gloria del Principe,

di

diedero una

attaccamento ed essequio all'Augusto

Evidentemente

e fortunatamente
!

ministro dell'interno non sar stato informato del

famoso indirizzo poco tempo prima mandato


ciduca Giovanni

Me

maggio 1809.

1)

Notizie ufficiali da Treviso 10

2)

Lettera 2 giugno del prefetto del

3) Lettera 13

all'ar-

Mayno

giugno del prefetto del Mayno

al

al

Podest.
Podest.


Il

lito

315

generale Ludovico Rioult

Avenay

fu seppel-

comunale fuori porta Santi Qua-

nel cimitero

ranta.

d'

Quando quel cimitero

fu abolito e poi distrutto,

che ricordava

sepoltura del generale

la lapide

francese

morto

la

alla Piave,

fu levata.

Ora

posta

nel piccolo andito laterale d' entrata alla biblioteca

comunale. Eccola

POSE

AVENA
ENERAL DE BRIGADE
NE A AVENAY DEP. DE CALTADOR
FRAPP D'UN BOULET
'EK D'

AU PASSAGE DE LA PIAVE
LE 8 MAI 1809 ET

MORT TREVISE
LE

JUIN SUIVANT

L'

AGE

DE XL ANS

Battuti da Macdonald, gli austriaci

a Conegliano ed

resto dell'

il

ritirarono

armata francese con-

dotto dal vicer, varc la Piave,

il

9 maggio.

sione Fontanelli pieg verso Oderzo,

piccola fazione con

si

La

divi-

ove ebbe una

una retroguardia nemica

la

quale

perdette una ventina di morti e lasci 126 prigionieri


1)

A. Zanoli

Italiana.

Cenni

*)

storici-statistici sulla milizia Cisalpina


Il

316

principe Eugenio entrato nello stesso giorno a

Conegliano, gi completamente evacuato dai nemici,

inform
toria,

di l

il

generale di

come pochi

sconftta di Sacile

Mi

austriaco.

ieri

della sua vit-

e scrisse a Napoleone

affretto d'annunziarle

ha riportato

Marmont

giorni prima l'aveva avvisato della

che

il

una completa

di tutto

moglie,

diresse

una

orme

dell'

viva
colla

difficolt.

lettera affettuosa

dalla quale traspariva la gioia per

tare ottenuto.

di

F esercito nemico,

maggior fermezza e nonostante moltissime


alla

Sire

vittoria sull'esercito

varco della Piave fu eseguito

Il

forza, in presenza

Anche

suo esercito d'Italia

il

successo mili-

Poscia continu la sua marcia sulle

arciduca Giovanni.

Il

10 era al Taglia-

Conegliano 9 maggio 1809

1)

M'affretto signor generale duca di Ragusa a prevenirvi che

T armata ha

ieri

effettuato a viva forza

Piave dove era arrivata


guita sotto

il

passaggio della

il

6 di sera. Quest' operazione ese-

al

fuoco del nemico, cui fu giocoforza combat-

tere dallo spuntare del d fino a notte, posto la sua armata

nel peggiore dei disordini ed io la faccio inseguire col mas-

simo vigore. Due generali prigioni, tre


d'artiglieria, pontoni, molti prigionieri,

uccisi, sedici pezzi

sono

frutti di

questa

giornata.

Penso che questa


e

lettera

che voi avrete cominciato

non
il

vi trover pi in

vostro

movimento

Dalmazia
spero che

non tarderemo a darci la mano. L' Imperatore oltrepassato


Braaman e marcia diritto sopra Vienna. Era il 1 maggio a
Braaman.
Il Principe Vicer

EUGENIO


mento,

317

che fu guadato a Valvasone

gli austriaci,

pervenuti alle gole delle Alpi Carniche, furono coa

stretti
i

contendere ancora

loro bagagli,

L' 11

nieri.

perdendo
il

12

maggio,

Napoleone occupava Vienna,

completamente

il

terreno per salvare


feriti e prigio-

altri uccisi,

sgombrato

il

nel

momento

territorio

in cui

avevano

gli austriaci

italico

l'arciduca Giovanni, entrato con tante speranze nelle


terre venete, con 48000 soldati, le aveva abbandonate
sconfitto,
ditari

rientrando con

soli

30000 negli Stati ere-

).

Al seguito

dell'

armata, erano rientrate a Treviso

quelle autorit francesi che avevano abbandonata la


citt al
i

sopraggiungere degli austriaci e che ripresero

propri posti,

qualunque altra forma

abolendo

di

amministrazione provvisoria insediata ed autorizzata


durante la breve permanenza dei nemici.
del

Mayno,

del

Dipartimento del Tagliamento,

abitanti con

fidando

nel

ripigliando

le

Il

prefetto

sue mansioni di prefetto


si

indirizz agli

un proclama nel quale diceva che, congrande Arbitro

dei destini

dell'armi,

aveva gi presentito che sarebbe stata breve


lontananza.

damente
vi

Le

vittorie di

giustificata

ho lasciato che

all'

la

Germania avevano

questa sua speranza.

Io

sua

rapi-

non

istante in cui l'esercizio della

Rappresentanza Governativa non m' era permessa


all'

avvicinarsi

1)

A. Thiers

di

Armate ed orde

Le consulat

el

1'

Empire.

violatrici della


ragione

genti

delle

dei diritti sociali. Abitanti!

lo torno coli' esultanza

Eroe

mortale

318

degni dell'Im-

di ritrovarvi

cui siete sudditi e della Nazione

di

cui appartenete. Pochi deboli o perfidi

non farebbero

oltraggio all'eccellenza dello spirito pubblico. L'ineloro castigo sarebbe

vitabile

sprezzo,

abbandono

dall'

Mayno aveva

coi quali

era creduto sorprendere

trevigiani

Insensati

Il

di-

prefetto del

trovato la citt inondata dai manifesti

dei generali austriaci,

dei

accompagnato dal

di tutti.

far

le

egli disse

menti, corrompere

si

cuori

dimenticare la loro fedelt.

aggiungeva non

sapevano

che

essi

questi vili stromenti non potevano agire sul popolo

che

italiano

in senso di contraria

provocazione?

Proprio, proprio, la cosa non era in questi termini,

ma

al prefetto dal

mansioni,

governo

italico, ritornato alle

cos e mostrare

stava bene dir

d'

sue

aver

dello spirito e di conoscere bene le popolazioni sulle

quali doveva

fingere

roso,

da

troppe
preciso
Il

tare

piere

non saper nulla

dei precedenti ed

il

dire,

se

avesse

voluto

prefetto diceva

parlar chiaro e

ai pubblici funzionari

sul loro appoggio fedele e zelante,


i

state

nuovi doveri che

s'

imponeva ed

di con-

onde comal

popolo

principe Eugenio lo aveva autorizzato ad assi-

curarlo che
stati

di

non imaginarli nemmeno. Ce ne sarebbero

anzi

che

governare. Era pi utile e pi gene-

mali della guerra improvvisa sarebbero

possibilmente sanati, poi che

1'

animo suo era

ir

319

profondamente commosso dai

stato

tradimento e

sorpresa avevano

la

Augurava ritornassero

pace e

il

Grande

Anche
del

capitano Righetti, funzionante da capo


dell'armi, riprese

dopo

suo posto a Tre-

circostanze stravaganti

le

chiam nel suo

il

per ordine del ministro della guerra generale

Cantarelli,
le

Napoleone

buon principe Eugenio.

e del

Comando

viso,

momento, succedesse

la sicurezza sotto gli auspici di

il

il

reso inevitabili.

giorni dell' ordine e della

gioia e che alla sventura d'un


la

che

disastri

inevitabile

proclama

come

ai trevigiani

della quasi improvvisa invasione nemica.

Di mettere un po'
poich

assoluto,
giorni,
zioni

le

nella

cose in ordine,

e'

era bisogno

enorme confusione

di quei

nascevano gravi disordini nelle amministrasoprusi

verso

autorit non facevano

Gran parte

privati.

il

loro dovere ed

avevano tanto a pensare per loro e

le

delle

cittadini

proprie famiglie,

che del bene pubblico e dei servigi richiesti dagli

non

stranieri
i

nare
il

che

senza che lo

due

subito

nieri

1'

affatto.

della

Basti accen-

Guardia Nazionale,

assenza del comandante

le veci,
si

di

Piazza

era sparito per due o tre giorni,

potesse trovare in alcun luogo e che

giorni
dirette

guardia,

interessavano

comandante

il

quale durante

doveva farne

s'

dopo rientrate
alla

assegnati

austriaci,

Piave

le
i

truppe francesi,

pochi soldati della

per la sorveglianza dei prigio-

avevano abbandonato,

in

massa

il

loro posto, lasciando libero ai prigionieri di fuggire

ed esponendo
diato

locale al pericolo di venire incen

il

).

feriti

ed

prigionieri furono concentrati a Treviso.

occupati

Ognissanti e S. M. Nuova,

rono e

passaggio della Piave,

la battaglia al

Dai primi furono

subito

ma

ospedali di

gli

ben presto non basta

deputazione alle caserme fu obbligata d

la

approntare
S.

Succeduta
i

320

nel termine pi breve

Francesco

1-

ex-convento

di

prigionieri austriaci furono posti

).

in vari luoghi e gli ufficiali feriti nelle locande

man mano

Si voleva far partire,

vano,

ma

si

ristabili-

si

rimasti in conseguenza pri-

gli austriaci feriti,

gionieri,

che

dovette lasciarli dove

trovavano

si

per la mancanza di mezzi di trasporto. Gi

che

ministrazioni
divisione

si

Severoli,

erano

fatte,

avevano dovuto

su carri tirati da uomini, per la


di

qualunque specie

gli attiragli

dell'

cavalli

armata,

totalmente requisiti per


Saputosi
rimasti

il

10

insepolti

feriti

Rapporto 8 maggio

erano

stati

di battaglia, e

al

pei

quas
3

).

che v

quali dieciott^

una piccola

isola for

Prefetto.

2) Lettera della Municipalit alla


3)

portate

animai

erano adoperati

fra

francesi trovati e soccorsi in

1)

di

che molti morti eram

campo

sul

som

le sussistenze dei soldati

maggio,

giacevano ancora molti

esser

mancanza

bovi

le

specialmente alh

Deputazione

alle

caserme

Lettera del Podest al Commissario Ordinatore Vallanj

ed al capo dello Stato maggiore dell' esercito di riserva.

,...,.,

.Li


mata

321

comunale

dalla Piave, dal cursore

Lovadina

di

che ebbe poi per quest'atto un premio dal vicer


il

autorizz

prefetto

ed

rozze

podest a requisire

il

ed a

privati

cavalli

le car-

valersi di quanti

uomini abbisognasse per salvare quei soldati che


fossero ancora in vita.

egli scrisse sulla


non

s'

Ha

troppi diritti l'umanit

sorte di quest' infelici, perch

abbia da porre in opera qualsiasi mezzo a


Alle sette pomeri-

costo di qualsivoglia sacrifizio.

diane

dell' 11

maggio,

dest, ritornava dal


il

la

campo

persona delegata dal podi battaglia e gli

seguente rapporto della sua 'missione


a venerata

Dietro

cinque

alle

ieri

terminata
notte

ci

tanto

gli

pomeridiane,

siamo portati
uomini,

che muniti

che

significhiamo che

dove

Lovadina,

in

villici

del

riuniti

di trasporto,

comune

di

Lovadina,

badili ed altri strumenti atti

cadaveri insepolti ed a soccorrere

passammo

la

Piave dirigendo

per la vasta campagna, ove


si

le

tutti gli effetti

di picche,

a seppellire
feriti,

sua ordinanza pervenutaci

requisizione in citt alle dodici della

la

unione ad alcuni

in

mandava

le

li

nostri passi

armate belligeranti

azzuffarono.

all'

Il

zelo dei signori

onore

nire

di seppellire,

settantaquattro

gravemente

feriti,

deserto,

fra

ci

prevenirono

non per a quello

soldati

che

cespugli

coneglianesi

francesi

abbiamo ritrovati
ed

di sovve-

ed austriaci
in

quei

nudi sassi della Piave,

chiedendo dal Cielo, e dalla natura piet: sovvenuti


21


col possibile

322

maggior alimento, ne abbiamo caricati

cinquanta ed

ai

nostri ospedali diretti attendendo

fra poche ore anche

il

rimanente.

Noi dobbiamo render grazie a V.

procurata occasione

con pienezza
Giunsero

favorevole per esercitare

cos

cuore un tratto cos umano.

di
il

erano

giorno dopo altri centottantatre feriti

francesi da Nervesa. Tutti

dale

S. di averci

pieni,

nelle case dei cittadini,

locali destinati

che
i

furono

quali

si

deposti

ad ospeintanto

mostrarono

solle-

citi

nell'opera umanitaria di curarli e trattarli bene.

Un

proclama del prefetto non aument

lo zelo delle

donne, la buona volont degli uomini, che

sapevano andar a gara per alleviare

tutti gi

dolori fisici

dei poveri feriti.

Passato qualche tempo, della guerra non restarono

che

ricordi e le rovine e dopo gli avvenimenti cos

gravi e differenti succedutisi con rapidit vertiginosa,


riorganizzata in breve

1'

amministrazione

Treviso

ripigli la solita fisonomia di cittadina allegra, centro


d'

un grande dipartimento,

alla quale

davano una

brillante apparenza la forte guarnigione italo-fran-

cese

ed offriva qualche risorsa

impiegati

come

gi

il

buon numero

di

francesi e lombardi in maggior parte,

notammo

degli

uffici

dipartimentali cen-

trali.

Colla

pace

colla

tranquillit,

ritornarono

tempi delle solenni funzioni ad ogni onomastico, ad


ogni anniversario. Pronunciato, nel decembre 1809,


divorzio

il

323

Napoleone e Giuseppina, fatta impe-

di

rare la ragione di stato e

gli interessi della dinastia,

sugli affetti e sui sentimenti del cuore,

Berthier domand

r imperatore
d' Austria.
i

in moglie,

de' francesi,

nel

maresciallo

marzo 1810, per

Maria Luigia arciduchessa

matrimonio venne festeggiato

Il

paesi dell' impero di Francia e del

fino

il

pi remoti,

in tutti

Regno

d'Italia,

Treviso,

con pompa inusitata.

air alba del 14 maggio, le salve di moschetteria ed


il

suono delle campane, annunziarono

delle feste. Alle 11,

cant

si

il

Te

il

principiar

Deum

nella Cat-

tedrale, ornata di epigrafi e ritratti di Napoleone e


di Luigia.

Le

solite autorit civili e militari

connubio sono anche oggi

in felice

di tutte le solennit, vi

che

capri espiatori

furono accompagnate da un

drappello della Guardia Nazionale e precedute dalla

banda della Guardia


religiosa,

le

sionalmente

stessa.

Terminata

medesime autorit
fuori

della

porta

si

San Tomaso, allora

chiamata Napoleona, come notammo


fondo

d'

vuto

in addietro; in

passeggio eh' era stato di recente costruito,

al

venne posta

la funzione

recarono proces-

la

prima pietra

un grande arco
poi

che fu anche

trionfale che

erigere in quel sito,

si

l'ultima

avrebbe do-

quale ricordo della

visita fatta a Treviso dall' Imperatore, nel

decembre

del 1807.

Non

ci

consta che la pietra sia stata pi levata

dal luogo in cui fu posta. Certo

se

non

lo fu

sarebbe interessante scoprirla e depositarla nel Museo

marmoreo era

Civico. Sul cippo

grafe seguente

^TERNITATEM

VICTORIS

SPATIUM

EJUSDEM

INCLYTI

PALAM

ARCUI

IN

PR

JOANNE

DICATUM

CONSTITUTIS

TANTI

IDUS

MAJ

PRAETORE

OPERIS

CONJECTO

CCCX

CIO IO

EQUITE

EST

ORDINIBUS

POTESTATE

NASCIMBENO

TARVISINO

FUNDAMENTA

ITINERIS

CONSCIA

AUSPICALI

AC

EXITANDO

POPULO

SEMPER

PRINCIPIS

ADSTANTIBUS

IN

epi-

AUG.

TITULI

C^EREMONIA

LAPIDE

1'

NOMINIS

TRIUMPHANTIS

MAGNA

NOVO

SOLENNI

NAPOLEONIS

AC

IN VIA

stata scolpita

AD

324

ORD

ITALICI

URBIS

ET

CAROLO

MAYNO

EQUITE

REGNIQUE
PROVINOLE

EJUSDEM

ORD.

DYNAST.E

TILAVENTAN/E

PRAEFECTO

La cerimonia fu preceduta da un discorso


podest.

L' arco

anni seguenti
la

prima

si

non venne poi eretto


accontentarono

pietra, poi

permise che

il

il

di

del

nei primi

averne posato

corso degli avvenimenti non

dominio napoleonico venisse ricordato

con soverchia pompa.


In quello stesso giorno,

venne data ad ogni

sol-

dato una razione di riso e carne a spese della citt


ed

una razione

325

vino a spese del prefetto. Agli

di

ammalati neir ospedale

civile

ed in quello militare,

venne assegnata una sovvenzione


ai

poveri del comune

come

in denaro,

n furono dimenticati

dete-

nuti e condannati nelle carceri, ai quali pure venne

somma

data una piccola


si

una corsa

fece

illuminata

ed

denaro. Alle

di

di cavalli e poi tutta la citt

Calmaggiore fu addobbato con

il

venne
lumi

la torre di palazzo risplendette di

cini e bandiere. Alle 10,

venne aperto

sera

sei di

stoffe, pallonil

teatro Onigo

per una festa da ballo gratis. L' esultanza pubblica


dur, colle sue manifestazioni esterne, quattro giorni.

Nel giorno

15

diata

una macchina

di

fuochi

con iscrizioni allusive


Onigo,

teatro

gli

Nel giorno 17,


locale un'

cantata
del 18,

il

da

festa

la

Dopo, nel

Accademici Filodrammatici rapdi Tito

di

Metastasio.

Societ del Casino diede nel suo

accademia

in

ed alle

con emblemi

artificiali

alla circostanza.

La clemenza

presentarono

di fantini

borgo Santi Quaranta venne incen-

di sera nel

una corsa

fu

vi

nove

di

musica, dove

si

esegu una

onore degli Sposi Imperiali. Nella sera

Duomo

Casino

al

ballo

riuscita

apr

si

per una gran

straordinariamente

bril-

lante.

Treviso annovera questi fra

suoi fasti

dice

bilo universale

una cronaca
1'

che

le

del

pi bei giorni dei

tempo

il

giu-

entusiasmo straordinario mani-

festatosi in quest' occasione si


ai pericoli

proporzionarono forse

faceva temere la sua situazione e


che

326

allontana per sempre

li

felicissimo ed avven-

il

turoso Imeneo del provvido ed Augusto nostro Monarca. Si vede che quei nostri buoni nonni crede-

vano sul serio che

vincoli di parentela,

legavano da quel giorno

permessa una nuova

non avrebbero

dell'Austria,

guerra. Caddero per ben presto


sioni e

s'

I
si

Te Deum, nella seconda parte


che

grado

speranze

del regno italico,

le

cerimonie venissero stereotipamente

la cittadinanza,

popolo specialmente,

il

prendeva un gusto matto. Alle evoluzioni della

truppa
si

le loro

fallaci.

susseguirono ad intervalli sempre pi brevi. Mal-

riprodotte,
vi

loro belle illu-

le

accertarono facilmente che

erano state

quali

Sovrani della Francia e

nel

prato

festeggiasse

scita

1'

del figlio
in

cesi

Santa

folla

del

l'anniversario

Rovere,

della

vicer,

V entrata

Napoleone,

la

na-

dei fran-

dell'incoronazione,

Lutzen, la folla accorreva sempre come

ad uno spettacolo nuovo e


stessa

Maria

onomastico

di

Mosca,

le vittorie di

di

straordinario

quella

che aveva riempito ogni angolo della

cattedrale alla funzione religiosa e stava la sera col

naso

all' aria,

sotto le finestre

scovo, del prefetto o del

del palazzo

comandante barone Qutard,

che alternativamente offrivano,


lenni,

da pranzo

del ve-

al podest,

nelle occasioni so-

ai Savj

ed alle altre

autorit.

L' abuso di

giosa

tali

patriottica

cerimonie e

l'

indifferenza reli-

che guadagnano

terreno

ogni

327

non danno oramai pi importanza a quegli

giorno,

avvenimenti, che allora sembravano straordinari ed


oggi passano quasi inosservati.

Fra

le funzioni

togliamo

descrizione

ce F rivelata

Sovrano

del

compiutesi in quegli anni a Tre-

vogliamo accennarne una

viso,

Decreto

la

cui

quale dal documento che

tal

Conseguentemente

di curiosa,

diecinove

alle disposizioni

Ottobre

prossimo

passato nel giorno 12 corrente (decembre 1810) sulla


strada dirimpetto

al locale

Finanza, alla presenza del

numeroso concorso

di

sig.

di popolo,

quest'Intendenza di
ff.

d'

Intendente e di

sono state abbruciate

alcune merci di fabbrica e provvenienza Inglese da

qualche tempo sequestrate presso parecchi negozianti


del Dipartimento,

gana.

Consistevano

depositate in questa do-

dipoi

esse

mandre, saglie ru, amiens,


nanchini,

batavie

visite

regno

calicot, cambric, basini,

Smith,

simili.

libero scambio, copriti

Dopo

diverse pezze di cala-

in

il

viso!

frequenti

di

o Sovrani,

principi

dell'

generale
della

ministro

dopo

e Cossoni,

il

d'

il

il

conte

ai consiglieri

primo direttore generale

amministrazione dei Comuni,

generali
Il

Bono

durante

Solo nell' ottobre 1811 vi sost

Yaccari ministro dell'interno, assieme

tore

del

guerra del 1809, Treviso non ebbe pi

la

italico.

di Stato

apostolo

il

secondo Diret-

acque e strade, ed agli ispettori

Pubblica istruzione e delle Carceri.

invit a pranzo

principali funzionari,

visitati gli uffici e gli stabilimenti della citt.


sera assistette

Alla

328

ballo dato

al

in

suo onore al

Teatro Onigo.
il

Gran Giudice,

il

Friuli.

Nel settembre del 1812 pass


Ministro di Giustizia,

diretto per

ferm a Treviso nel ritorno, accolto con

Egli

si

tutti gli

onori che prescriveva uno speciale decreto dell'anno

La Corte

XII.
i

di Giustizia coi suoi impiegati e tutti

pubblici funzionari

avvocati e forensi,

addetti

ordine giudiziario,

all'

attesero

lo

all'

ultima

posta in

Spresiano.
Il

Gran Giudice giunse a Treviso accompagnato

da grandissimo numero
poleona,

il

passeggio

di vetture; fuori porta

che fece una dimostrazione


al

ministro napoleonico.

di

permanenza, fra

Il

di simpatia e di rispetto

quale divise

tre giorni

ricevimenti delle autorit,

pranzi offerti e ricevuti, le recite dei dilettanti

drammatici
dove

si

al

Casino e

le visite alla

del quale facevano

parte

il

Corte di Giustizia,

un

corteo,

primo presidente della

Corte d'appello di Venezia ed

il

presidente di quello

Milano.

Pure, dopo
1809,
del

filo-

recava con gran pompa e solennit, vestito

del suo costume da cerimonia, seguito da

di

Na-

pubblico era pieno di gente,

brutti e bei giorni della guerra del

non troviamo memoria che

principe Eugenio,

durante

il

di

una

sola visita

periodo di pace

nel 10 luglio 1813, partito da Venezia prima dell'alba

ed arrivato a Treviso

alle 9 di quel mattino,

.aver visitate le forticazioni di

Malghera

dopo

e passato in

I
rassegna a Mestre

53

il

329

reggimento

linea. Il generale di divisione conte

truppe erano

le

per incontrare

uscite

il

di fanteria di

Verdier e tutte

buon mattino

dalla citt di

minutamente

vicer. S. A. le pass

in rivista,

esaminandone

mento

istruzione. Tutta la disione Verdier, sfil

davanti

poi

principe

al

dopo riposatosi

vestiario,

il

equipaggia-

1'

Eugenio che ricevette

le autorit, nell'albergo

dell'Im-

peratore, informandosi dell'amministrazione diparti-

mentale e del punto in cui erano giunti


pubblici

da

ordinati.

lui

Il

vari lavori

vicer prosegu nella

stessa sera per Udine.

Con F impulso che Napoleone aveva dato


ed

alle scienze

avevano progredito anche nei piccoli

centri le idee di coltura

che a Treviso
poi
si

costitu

si

ed istruzione pubblica,

un Gabinetto

fond un collegio
Gabinetto

di

educazione per

di lettura

che

Gaspare Ghirlanda.

le fanciulle.

venne inaugurato nel 1807

con superiore approvazione

tor

di lettura,

trasform in Ateneo, venne aperto un Liceo,

si

Il

alle arti

ad iniziativa del dot-

primi sottoscrittori furono

quarantasei e fissarono la loro riunione in due stanze


dell'

abitazione del signor Zaccaria de Zaccaria, spe-

ziale, vicino al

Caff del Gobbo in Calmaggiore

prima stanza era stata destinata

dalle

perch

gli studiosi

la se-

non venissero disturbati

immancabili discussioni politiche

ai giornali scientifici,

la

ai giornali politici

e provveduta di carte e dizionari geografici,

conda

si

riservava

letterari e legali ed a quelle

330

opere che vi depositassero

che vi

soci.

primi giornali

Moniteur universel- Jour-

lessero, furono:

si

V Empire - Giornale italiano - Corriere


Dame - Quotidiano Veneto - Monitor di Tre-

nal de
delle

viso - Giornale pisano di Letteratura, Scienze ed

Arti
-

Giornale della Societ d* incoraggiamento

Giornale bibliografico universale

Vitaliana letteratura

teca

decembre 1810 fece nascere poi

del

la Societ in

due

Lettere ed Arti.

classi:

Ateneo

di Trevigi

Delle Scienze,

I.

L' articolo

succedeva a tutte

1)

1'

con un regolamento, che divideva

costitu

si

scientifici francesi.

dal Gabinetto di lettura

quale

Biblio-

pubblicavano per associa-

si

zione e ad otto giornali

decreto

Biblioteca agro-economica

oltre a varie opere che

il

Giornale enciclopedico

Biblioteca utile e dilettevole

ecclesiastica

Un

Giornale del-

Giornale della Societ me-

dico-chirurgica di Parma

di Firenze

1'

estinte

I.

diceva che

accademie

II.
1'

Delle

Ateneo

ed espres-

Treviso ebbe nel secolo XIII. imo studio generale che

da Federico

III.

di pubblica

Universit. Ebbevi poi

di Giudici

Liviana,

imperatore, ottenne nel 1318 le prerogative

e nel

assunse

Principi

1515,
il

titolo

di

suoi esercizi nel 1519,

un

collegio di Dottori e

l' Accademia
Accademia dei Perseveranti.

ricoveratasi

Treviso

presieduta da Alterner

degli Azzoni.

Pare che

buon esempio abbia fruttificato e che l'amore


grandemente sviluppato allora
perch sorse poi 1' Accademia degl' Infaticabili
il

alle scienze ed alle lettere siasi

a Treviso,

e poi quella

dei Solleciti

degli Anelanti e degl' Ingenui


samente a quella

Agricoltura di Trevigi, ordinata

di

Veneto Decreto 10 settembre 1768. Proponendosi

dal
1'

331

Ateneo,

adempimento

1'

che quelle non

giori,

maniera

ancora mag-

di obblighi

si

proposero, ed in particolar

la diffusione, e

promozione degli agrari, ed

economici studj,

egli aspira al

quindi

godimento degli

alla protezione

loro

diritti e

alla

benevolenza della Patria,

stessi

Governo,

del

stima del pub-

alla

blico.

L' Ateneo

fede

ebbe degli anni splendidi e ne fanno

memorie pubblicate;

le

vita scientifica e

la

letteraria trovava da esplicarsi in dotti discorsi che


vi si

leggevano ogni settimana.

Fra

primissimi

e dei Cospiranti,

la

lavori

quale

notiamo quello

lettivi,

ultima

istituita dall' Azzoni nel

1585. Fra tutte queste Accademie, quella dei Solleciti super

tutte

altre

le

per vita e per splendore

malgrado

nel 1752,

breve storia

di

le

queste Accademie,

1'

presidente dell' Ateneo di Trevigi,


nel

22 decembre

volume
Estinta

1815

Memorie scientifiche
Accademia dei Solleciti

il

estinse che

si

Muratori.

dal

ha fatta

Una

Marzari, primo

un suo discorso

in

pubblicato

delle
1'

non

riforme proposte

in principio del

letto

primo

e letterarie dell'Ateneo.

egli

disse

prima an-

cora di far valere intieramente- quella riforma del Muratori,


e che 1' avrebbe elevata al rango delle prime Accademie di

Europa,

membri

conto Rambaldo
Arcadi, onde

Arcadia,

1'

superstiti della stessa, ispirati e spinti dal


(degli

Azzoni),

Accademia

si

configurarono

dei Solleciti,

che collegandosi con quella

si

di

Roma

divenne una

colonia residente in Trevigi e governata da quel

che

1'

avea

divenne

il

istituita,

che assumendo

il

Vice-Custode della medesima.

allora in

trasform in una

Rambaldo

nome

di Targilio,

Ma

secolo delle

il

332

del Fassadoni sull' Origine e stato delle rappresen-

tazioni teatrali e del teatro presso

verse

epoche della Repubblica

Monico, allora professore


nario

di

Treviso,

poi

Romani

una

Venezia,

di

argomento tratto dalla favola

Tragedia,

Semi-

di belle lettere nel

patriarca

descritto nel lib. 9 delle

in di-

quello dell' abate

di Niso,

Metamorfosi d'Ovidio

una traduzione del'E-

quello del ciambellano Pola,

raclio di Corneille.

ma

L' Ateneo dura tutt' ora,

perch,

per

pi

come fu

mezzo

di

potrebbe essere ancora

secolo,

riflesso di un' attivit pi

nuova

langue ed male,

palestra di profondi ed utili studi

grande, nella libert della

In questa antica citt che diede tanti

Italia.

per l'Italia ed una colonia romana non

coleiiio era passato

era pi in

moda

lasciando

per negli sparsi lor membri que' germi preziosi,

anche

fra noi. Cos si disciolsero

gli

Arcadi,

che animati dal Decreto della Repubblica, formarono nel 1760


queir Accademia

d' Agricoltura,

che fu

1'

in Trevigi sotto a quel paterno dominio.

ultima che sia nata

In altre memorie troviamo che


ticabili

1' Accademia degli


Infaaveva per impresa una nave sbattuta dalle onde col

motto adversi ventis e che si radunava in palazzo Bressa.


Oltre a queste Accademie pubbliche ve n' erano di private
che

servivano

come

di

disputava di cavalleria,
sica, di

scuole

liberamente

di ginnastica,

musica, di disegno,

di

aperte e vi

matematica,

di

si
fi-

di architettura, di archeologia,

di patria erudizione.

Nel secolo
si

XVI

nell'abitazione del conte Aurelio d' Onigo

univano alcuni patrizi a veglie

civili

e morali. Il

ma-

noscritto, esistente in principio del secolo, che dava relazione


delle discussioni,

and poi perduto.


ingegni

ed nobili tradizioni,

centro

essere

333

scienze e

di

attrazione

le lettere e colla

1'

per

Ateneo dovrebbe

amano

quanti

le

vecchia istituzione, posta

nelle idee al livello del progresso dei nostri tempi,


si

potrebbe scuotere

facendo

agli studi,

apatia dominante ed incuorare

1'

essa libero agone e geniale

di

ritrovo.

Soppressi nel 1810


nisto

istituito

V educazione

nel 1811

educazione femminile,

di
le

venne

e vi

conventi, quello di S. Teo-

fu destinato per

monache Domenicane

che presero
Il

al

delle fanciulle

un Collegio Convitto
quale furono preposte

del monastero di S. Paolo,

posto delle Benedettine.

il

Liceo dipartimentale fu istituito con uno spe-

ciale decreto del vicer, del 25 luglio 1807, prescrii

concorrenti alle varie cattedre avreb-

gli

esami presso l'Universit di Padova.

vendosi che
bero fatto

Dur

Prima,

fino al 1819.

per uso del Liceo,

cord
alle

monache d'Ogni

lito

convento

Il

1)

di S.

principe Eugenio ac-

locale che apparteneva

Santi, poi

di S. Nicol,

convento

il

il

una parte

presso al quale

patronato in Mogliano ed in
Il

monastero

Fu

di

di S. Teonisto, vi si

di Trento.

avevano

il

altri siti del territorio trevigiano.

Mogliano sorgeva a mezzod

restaurato alla fine del secolo

andassero in vigore

s' istitu

Teonisto aveva fiorito per pi di tre

secoli a Treviso e le Benedettine che vi abitavano

chiesa.

dell'abo-

dell'

attuale

XVI. Le monache

recavano talvolta a soggiornare prima che


le

discipline stabilite dal Santo Concilio

334

un orto botanico,

nel 1810 anche

diretto dal profes-

sore abate Nicola Giani, per l'istruzione del Liceo

dipartimentale.

Fra

professori del Liceo

1808 al 1816,

quel Mario Pieri corcirese, traman-

non certo

dato ai posteri

ma

pei suoi meriti letterari,

perch ebbe la pazienza di scrivere una specie


giornale

di

di Treviso, vi fu dal

tutta

di

sua vita, dove

la

trovano

si

osservazioni ed aneddoti sugli uomini principali del

suo tempo, coi quali

trov in relazione. Coi

si

Le Monnier, a Firenze

di Felice

tipi

nel 1850, Mario Pieri

pubblic due volumi estratti dalle sue memorie originali, le quali si

trovano ora nella biblioteca Riccar-

diana di Firenze, intitolandoli


corcirese,
1'

scritta

da

lui

Vita di Mario Pieri

medesimo. Guido Biagi,

elegante scrittore toscano,

della

1'

erudito bibliotecario

Marucelliana, che posto fra

suoi

Aneddoti

letterari (Milano fratelli Treves 1887) quattro gustosissimi bozzetti riguardanti


dalle
il

memorie

d'

Mario Pieri,

un seccatore,

com'

estratti

chiama

egli

pedante professore greco, dice giustamente

altri fuori del

credulo

saria quest' aggiunta

simo).

stampare
Delle

la

ha

tutte

chi se

Chi

Vita scritta

da

lui mede-

non Mario Pieri poteva dettare

la vita di lui

memorie manoscritte

aggiunge

Vita stampata non che un estratto


le

autore poteva stimar neces-

il

Biagi

questa

leccature, e gli accorgimenti dell' egoi-

smo a sangue freddo

quelle,

tutte

le

improntitu-

ai

335

dini, le temerit, gli sfoghi,

le ritrat-

una improvvisazione quasi sempre sincera.

tazioni d'

In quei quaderni di carta a

mano, grossa e

pagine per tre quarti piene

in quelle

un

tura

pentimenti e

po' appuntata

ed

ingiallita,

una

d*

scrit-

troppo pigiata

incerta,

nelle aste e troppo fine nelle voltate e negli svolazzi,

com'
e'

il

fatte con

di tutte le scritture

giornaliero ricordo di uomini, di

insieme

doti, di pettegolezzi che, tutt'

penne

d' oca,

fatti, d'

aned-

danno una

ci

idea di quel che era T Italia letteraria dalla fine del

met

secolo passato alla

sotto le scorie della

vanit

trovano

rettoricume,

del

aneddoti sconosciuti
sente,

non poteva

cui

alla buccia

di

fatti nuovi,
ci si

accademica,

battito di quella vita,

di

un' eco dei

sentimenti, dei pensieri e delle aspirazioni di quegli

tanni ormai lontani nella memoria,


I

che capita

chi sognava la gloria ad

spogliarsi

un

si

quelli

quel che pi importa,

e,

anche attraverso

occhi aperti,
?

del presente...

Insomma un giornale di
rado aver tra mano e dove

le

energie

tura

dell' Italia

si

espandevano nella lettera-

e neir arte.

Nella Vita,
figure,

ma

con

ci

troviamo

1'

Manca

le

guardi.

mancano

gli

sfoghi,

il

quelle stesse

ire,

ricordo

persone vedute.

con V oc-

atteggiamento delle statue

che aspettano chi


le

dinanzi

la faccia rincartapecorita,

chio vitreo, con

vivo,

nei quali tutte

caldo

ed

gli

il

cera

pettegolezzo,

aneddoti

immediato

di

colti sul

di cose e di

336

Figurarsi con quale ansiet aprimmo

manoscritte

Mario

di

dopo aver

Pieri,

memorie

le

lette queste

noi che cercavamo con tanto ardore e poco

righe,

frutto delle fonti che ci facessero conoscere la vita

La Vita

trevigiana nel principio di questo secolo.

pubblicata

nel

1850,

ci

dava pochissimo che po-

nove volumi

scritte, quei

memorie mano-

di carta

grossa e ingial-

erano per noi un

lita

curiosit, di aneddoti,

ma

le

tesse servire al nostro scopo,

tesoro,

una promessa

di descrizioni,

una vera

di

for-

tuna.

dopo

Biagi

si

il

come nota Guido

serv dei manoscritti di Pieri per

Ricordi della vita


ed

Vannucci che

il

e delle

suoi

Biagi stesso che ne ritrasse le Visite a Vin-

cenzo Monti, Mario Pieri a Bologna e


Cornelia,

opere di G. B. Niccolini

accingevamo, terzi fra cotanto senno

ci

preghiamo

spogliare

La maga

lettore

il

di

non confonderci

da quelle pagine quanto avrebbe

sato Treviso

marci con esse

doveva esservi molto

una

interes-

ed a

for-

idea netta, sicura, precisa della

vita sociale ed intima di questa citt, in cui Mario

Pieri aveva vissuto vari anni.

Fu una
che

delusione,

lo

diciamo subito; e amara!

la nostra passione ci trasportasse e volessimo

trovare

di

pi

di

meglio,

Pieri non abbia compiuta la

giornale

volumi

con

buona azione

tutto lo scrupolo,

ingialliti dal

tempo

che proprio Mario


del suo

fatto sta che quei

e quasi vergini di lettori,

**&\

[)(/^'X

0C?.

H- JV^pcrlaAA^. 1&08
I80ST


non mantennero

337

promessa, n esaudirono

la

le

nostre

speranze.

Per qualchecosa

c', e

questo qualchecosa met-

La

tiamo

sotto gli

conoscenza della sua vita durante

la

italico, ci

nulla
riosa

occhi del lettore.

guadagneranno

ma

il

Regno

sar pi che

qualche aneddoto qualche osservazione cu-

abbiamo pur trovato

Prima ancora

si

nominato professore

di essere

Mario

Liceo di Treviso,
era, o

di molto,

storia di Treviso,

al

studente a Padova,

Pieri,

diceva, amico di Pindemonte, di Cesarotti e

di altri letterati dell'epoca

mose conversazioni

ed era ammesso nelle fa-

della Isabella Teotochi Albrizzi,

la celebrata dai poeti,

che raccoglieva nel suo salotto

tutte le notabilit letterarie e scientifiche e tutti gli

passaggio a Venezia e che ospi-

illustri stranieri di

tava nella sua villa del Terraglio, poco distante di


Treviso, Pindemonte, in onore del quale aveva im-

posto

il

nome

d'

Ippolita ad una stradicciuola ser-

peggiante tra folte macchie di castani, in cui soleva

con pi diletto frequentare

1'

appassionato poeta.

Malamani, in uno studio interessante su


Teotochi Albrizzi,
il

Pieri

aspri,
la

suoi amici,

butterato dal

vajuolo,

sempre melanconico e

compagnia

sospirava

di
i

il

Isabella

suo tempo dice

iracondo,

di

modi

poche parole. Odiava

solitari passeggi sulla

spiaggia di Corf. Di sangue bollente, a dieci anni

aveva amato una signorina

mendo, tragico

e si

di venti d'

amore

tre-

vibrava pugni sul capo, da farne

338

uscir sangue. Avido di gloria, entusiasta della musica

drammatica,

e della poesia

prediligeva

ed ogni anno era innamorato

Odiava

spagnuoli,

gli

Scolaro

cati.

di

gli

artisti,

una prima donna.

russi, g' inglesi e gli avvo-

La prima

di Cesarotti, lo idolatrava.

volta eh' era giunto a Padova, essendo di notte e ad

ora tarda, ne aveva baciata la porta, non potendo


salire.

monte
lino.

Nelle
e gli

si

aveva incontrato Pinde-

sale Albrizzi

era attaccato ai panni come un cagno-

Vincenzo Monti fu anche un perseguitato da


nel suo libro citato ne descrive le

Biagi

Pieri,

visite

alla

dove

Battaglia,

bagni e dove

grande poeta era

il

suo giovane ammiratore

il

si

ai

rec a

piedi da Padova.

Mario Pieri, giunto a Treviso

cembre 1808, era smontato


in

all'

Proveniva

Piazza Maggiore.

il

sabato 26 de-

albergo della Torre

da Venezia e

il

viaggio gli era sembrato cortissimo perch da Venezia a Mestre chiuso

Mestre a Treviso

aveva letta

in

in

una buona gondola

la vita di Alfieri.

La

della
il

Georgica.

dell'

in moglie

la

la versione dei

Odissea e di alcuni frammenti

S' era

prefetto Scopoli,

da

sera prima aveva

veduto Pindemonte che apprestava

due primi canti

un' altrettanto buona vettura,

procurato una lettera per

amico

di

Pindemonte,

'che

aveva

contessa Lauretta Mosconi, figlia di

queir Elisabetta alla quale Pindemonte indirizz la

sua seconda epistola in versi.

Fu

invitato

subito a pranzo,

dove

si

rasseren


dalla tristezza che

ad abbuiarsi

339

opprimeva. Mario Pieri torn

1'

vecchie giocatrici. Sar stato

dove

la sera

usi

dell'

dove,

epoca,

Certo che

liete.

il

egli dice

di

Casino del Duomo,

riunivano uomini e signore a giuoco

si

e conversazione
agli

un casino

la sera in

il

relazione alle idee ed

in

onestamente

ore passavano

le

professore forestiero non

sar

si

trovato quella prima volta a suo agio, anche se era


larga F ospitalit e se vi trovava

straca e la signora Pizzamano,

concittadini

sorella

Ma-

del profes-

sore Strafico, la quale avevagli promesso di trovargli

alloggio.

La promessa

per sessanta

Pieri

fu mantenuta perch Mario

lire

grazioso appartamentino

una
Il

venete

al

mattino
il

Tomaso,

del

primo decembre, gioved, venne

Liceo con gran pompa, coir intervento di

tutte le autorit in abito di gala.

scorso

il

uno

Reggente

il

di

mestiere,

la

prima

scrive Pieri

che fu un vero

che per

stile,

visita,

un dotto

le cose.

Ge-

buon uomo, che,

Pieri aveva constatato essere

originale pieno di fuoco, ih via subordinata

ed in via principale avere una bella

moglie che mostrava


debole

bel di-

perch era reggente del Liceo

quel dottor Marzari,

un vero

Fece un

Prefetto, saggio, dotto, forte, elegante ed

garbuglio tanto per lo

dopo

di S.

delle situazioni pi belle di Treviso.

aperto

losia

mese trov un

porta

alla

per

le

donne

di

ed una

figlia

essere stata bella.

per

professore da Corcira non

si

le

amiche,

il

Il

suo

bollente

certamente forzato


di celarlo nelle sue

340

memorie, vero

misto di vanit e

suo,

riflesso dell'animo*

ma

presunzione,

anche di

applicazione della famosa sentenza di Socrate

ipsum ! Dopo

te
i

la

Nosce

cerimonia dell'apertura del Liceo,

professori furono invitati a pranzo dal prefetto.

giorno

Il

8,

Mario Pieri

lesse

pubblicamente dalla

cattedra la sua prolusione. L'esito ne fu felicissimo,


quello

egli scrive

La

stesso

giorno

nel

suo giornale.

gran sala del Liceo risuon pi volte

applausi che a

me

si

d'

applausi;

ripeterono poscia nel passeggio

ago Ubi Domine.

e nei Caff. Grattai

Pochi giorni dopo,

il

conte Scopoli veniva nomi-

nato consigliere di Stato, con grande dispiacere della


cittadinanza e specialmente del Pieri, se gli
Infatti

gli

mezzo

di

inviti

si

crede.

pranzo erano frequenti

e col

quel primo magistrato

aveva gi fatte

le migliori

del dipartimento,

relazioni. In casa dello

Scopoli aveva trovato anche quel Francesco Zacchiroli,

state

poeta bolognese, a cui pare le muse non fossero

benigne dal lato materiale,

abbracciare la carriera

pi

se

prosaica

aveva dovuto
del

mondo,

quella dell'amministrazione. L'autore dell'anacreontica L'

amor di quindici anni, era infatti vicepreuomo di umore giocondo e che

fetto di Conegliano

aveva meglio

1'

aria di gaudente che di letterato r

rubicondo, pingue, paffuto.


L' ultimo
di

favore fatto dallo Scopoli a Pieri, fu

condurlo con s a Venezia alla fine di quel de-

cembre, in cui la laguna era agghiacciata ed

il

tran-

una spesa troppo grave per

sitarla era

d'

341

un professore

di Liceo,

il

borsellino

anche se spinto dal

derio intenso di riveder l'amica.

Venezia,

il

desi-

Pieri

andava quanto pi spesso poteva, ad ogni vacanza,


ad ogni occasione e vi
guerra del 1809.

gli

in casa dell'

amica dove

le

scorreano beate. Naturalmente, gran visite a

Pindemonte,
dell'

ripar durante la corta

Si rifaceva delle spese di viaggio,

pranzando ed abitando
ore

si

il

quale

si

sar molto spesso seccato

incomodo ed accanito ammiratore,

ma

che

tal-

volta facevagli delle amichevoli confidenze-. Raccont,


fra altro, al Pieri che, indicando lui Pindemonte, Vittorio Alfieri

voil

ma

aveva detto a Parigi a Mad. du Boccaye

blanchisseuse, volendo alludere alle avver-

tenze ricevute intorno alle sue composizioni. Passava


le sere

da Isabella Albrizzi dove una volta

madama

sciuto in Inghilterra,
1'

dove faceva del bene, contro

che diceva piuttosto male del carattere

Albrizzi

di quel

la francese

Ponsillon aveva difeso Alfieri, da essa cono-

grande poeta tragico.

Quando ritornava a
nero nero

Treviso,

1'

umore

gli si

faceva

nel suo giornale

allora gi invettive

contro la sua prigione, la sua sepoltura, la spelonca,

la

vivere

pozzanghera
dove

in

diceva lui

cui
!

era condannato a

non aveva tavole

da scrivere, n sedie da sedere.


Delle conoscenze fatte col mezzo del conte Scopoli,

il

accolto

professor Pieri usava ed abusava.


nelle

prime famiglie della

Era

stato

citt e in tutte


aveva trovato

donna superiore che

la

Fedele

spirare.

342

al

suo

programma

faceva so-

lo

impor-

di essere

tuno, accompagnava le signore quando poteva e se


le

incontrava non

si

lasciava sfuggir

1'

occasione di

seguirle e far loro la corte, accettata maluccio assai,

per quello che

si

capisce dalla disperazione trape-

dame

di

chiama

lante da talune pagine delle memorie, dalle

questa sciagurata citt

com'

egli la

dove non trovava alcuno con cui parlar


un' ora

e passare
solo

negli

di lettere

Uno

esercizi dello spirito.

ne aveva trovato, quel giovanotto Francesco


a 24 anni autore di tragedie e segretario

Bonaldi,

generale alla Prefettura, che nel giugno del 1809 r


rientrato

in

ribaltato

citt

dopo una corsa in carrozza, fu

mor poche ore dopo. Cos era rimasto

nuovamente

solo e sconsolato

cercava distrarsi colle

me,

visite.

il

Fra

le

prime sue fiam-

nota una distinta gentildonna,

si

che

povero Pieri,

la contessa

Onigo-Cazzaiti di origine greca, di Cefalonia.

anzi bella che no

sopra

connazionale

scrive l'appassionato

tutto

una perfettissima

melanconica a quel eh'

una

vita

multi ed
dell'

anno

in

tutta P

In fatti vive

fuggendo

tu-

campagna, venti miglia lontano da


so

dir

rassomigliamo e so
l'aspetto

dice.

divertimenti strepitosi. Passa due terzi

Non

Treviso.

ella

pi delle volte solitaria,

il

suo

figura.

ma

altro.

So che nelP umore

quattro mesi soli a Treviso?...

anima piena

ci

che mi piace nelP aria e nel-

di

armonia.

Ho

L' amabilissima

343

contessa Onigo mi suon

il

Piano -Forte, e mi cant

ma

da angelo. Non ha gran voce,


pi soave,

pi

toccante

voce pi limpida,

che dar non

credo

io

Io ne son proprio inebbriato di volutt

possa.

spirito,

accorti

graziosi

che incantano.

tratto

me

bene, e forse tanto peggio per

Mi

tratt assai

Con quest'ami-

Ma

mi sembrerebbe un Eden.

campagna!

otto mesi dell'anno in

Ha

tratto maniere e detti

talento

cizia Treviso

si

ella stassi

Pieri

Il

si

ac-

content di sognare e sperare. La contessa OnigCazzaiti era infatti

donna

sua voce era stata lodata

di spirito e coltura.

non per

La

sola cortesia

anche dal principe Eugenio, quando, come fu

detto, era stato ospitato nella villa del conte

d'Onigo

a Pederobba e dopo colazione la gentile padrona di


casa aveva

cantato

presenza del vicer e del

alla

suo seguito. Per Mario Pieri sarebbe stato

anche

se

lo stesso,

gentildonna trevigiana avesse abitato

la

Treviso tutto V anno e

anno fosse stato composto

1'

di ventiquattro mesi.

Mario Pieri
coi pranzi del

si

consolava della sfortuna amorosa

Vescovo

da cui era invitato

mente una volta per settimana,


trovava periodicamente
colle

visite

di

amici

la

domenica

squisitissimi

stabili

quali

lautissimi,

che tratto tratto venivano a

trovarlo ed occupandosi di letteratura. Fra

primi,

riescivano particolarmente bene accetti V abate Dalmistro, del quale


avanti,

il

avremo occasione

di

occuparci pi

bibliotecario di Padova, Francesconi, nativo

344

Cassano, celebre per le sue distrazioni,

di S.

vane abate Viviani che

s'

gio-

il

apprestava ad un' opera

suir Influenza degli uomini grandi sul carattere e


sui progressi delle nazioni ed

il

letterato Francesco

Negri, che aveva frequenti occasioni di passare per


Treviso, abitando Venezia e villeggiando a Pederobba.
S'

intrattenevano

di

di libri,

in

sticati

per

Pieri

una curiosa
pre-

serpenti e ne teneva molti addome-

modo che

dormire con

pricci

il

Bembo, che aveva gran

abitudine del cardinal


dilezione

e di aneddoti

lettere

Nota

sugli scrittori vivi e morti.

faceva entrare nel suo letto

li

lui.

che arrivano

gli

umani

ca-

Dopo cambiata

casa,

il

che eragli riuscito

difficile

perch in questo meschino paese sono rare e care


le

buone abitazioni ed accomodatosi nel terzo ap-

partamento

d'

un bel

casino,

poco

pi avanti del

luogo dove abitava prima, colla vista

sima e vastissima campagna ed in fondo

terminano

il

dell'
i

amenis-

monti che

quadro superbamente, Mario Pieri

diede a scrivere

si

discorso per la distribuzione dei

il

premi.
Il

18 luglio

si

Baldassare Gioja,
suoi scolari

impartite

due

esaminarono dal Reggente e da


professore di Logica e Morale,
in

tutti.

Il

I risultati delle lezioni

da Pieri furono eccellenti

a conto commerciale

il

ne passarono

cinquanta per cento.

30 luglio 1809 segu nel Liceo, la prima solenne

distribuzione

dei

premi.

La funzione

riusc

assai

345

con immenso concorso di gente, aperta dal

bene,

prefetto e chiusa dal Pieri col discorso lungamente

preparato che

dice

lo stesso

applaudito e che incontr

uomo

prefetto,

autore

sopra tutto

molto

fu

il

genio del

anzi contrario che no al nostro Liceo

ed alla classe dei letterati, a quel eh'

Vi fu musica a varie riprese

io

sento dire.

e tutto riusc a

mera-

Subito dopo troviamo accenno anche ad una

viglia.

accademia tenutasi nel Seminario, per festeggiare


le feste dell' Attica.

catulliani,

ed altra roba

E
!

Fu

latini

ed

esametri virgiliani, elegie

simile.

mezzo a tutto questo classicismo,

dire che in

fino allora si
letto

versi

dantesche, canzoni petrarchesche,

terzine

italiani,

endecasillabi

recitarono

Si

facevano nelle scuole

le lezioni in dia-

solo nel gennaio del 1810 che

del governo proib

ai

un decreto

professori ed agli scolari,

di

usare nelle lezioni e nelle conversazioni scolastiche

qualunque dialetto

ma

solo la

pura lingua

italiana.

Distrazioni alle sue perenni sventure ed all'inguaribile

malinconia che

lo

perseguitava,

trovava

il

Pieri anche in casa dell'Albrizzi sul Terraglio, dove


si

recava sovente,

soggiornava. Vi

gevano

le

si

quando

la

contessa Isabella vi

parlava di letteratura e vi

novit poetiche.

si

Convenivano nella

legvilla

Albrizzi, nelle sere d' estate, la contessa Spineda, la

contessa Pola,

che

s'

il

Prefetto e qualche altra persona,

intrattenevano

cogli

ospiti e coi padroni di

casa in piacevoli conversazioni fino circa alle dieci.


La

346

contessa Pola era una donna bella e di spirito colto

Mario Pieri

percui, naturalmente,

se

ne innamor,

contemporaneamente ad una divina signora


nezia

che

villeggiava alla

inebbriava col suo canto

Ve-

di

Madonna di Rovere

ed

uno

alla figlia d'

e lo

spe-

ziale trevigiano presentatale dall' abate Francesconi,

uno

in

non era

di

quei

lucidi

ma

brevi intervalli,

in cui

distratto.

La contessa

Pola, riceveva pur essa molte sere

nelle sue magnifiche sale, le nobili signore trevigiane

Vi

e le persone migliori della citt.

giuochi e vi

facevano vari

recitavano versi. Pieri una sera quasi

si

svenne dalla

si

gioia,

contessa Pola,

quando ud

un angiolo

di

la fgliuoletta della

bambina,

un

recitare

sonetto da lui pubblicato nel Tributo all' amicizia.


L' aspetto della contessa

morie

nella

Pola

scrisse

me-

nelle

cui casa soglio passare la prima sera,

Ma

mi conforta alquanto.

ella

genio pi che non vorrei.

comincia a darmi nel

E come

poss' io sperare

che la pi bella donna del paese mi ami, cos brutto


e malgrazioso com'io sono?

mia

la

tristezza

a segno

Ed anche
eh' io

questo accresce

non mi sento pi

voglia di far nulla.

La Pola
lui

non

le

me sanno

al tenero professore

fece capire

importava

assai dure

affatto.

scrisse.

che di

Le trascuratezze a

Ho

deciso

che

le

donne Trevigiane non fanno per me, n come amanti,


n come amiche,

non

visitare

n come indifferenti e penso

pi nessuna,

quantunque

io

non

di

visi-

347

non quest' una, dove solea passare qual-

tassi pi se

che ora della sera. Potrebbe anche essere che

Mario

non facesse per

invece,

Pieri,

vigiane, le quali non

proponimento

di

si

donne

tre-

quel greco seccatore.

Tale era lo scoraggiamento che

l'

citt dove pure vivevano

sciocca

le

saranno troppo avvilite del

invadeva nella

dame

brillanti e

vivaci ingegni e dove era larga la vita sociale e fre-

quenti

che non

divertimenti d'ogni genere

gli rie-

sciva pi di fare qualchecosa di buono, n trovava

buono quello

degli altri e si annoiava dappertutto,

sospirando

sempre

del 1810

pose a scrivere

si

Venezia

buzione dei premi, dal


ciullo

Dell'

ratura,

meno

ricca

delle

di Letteratura,

Dopo

fatto,

il

dell' Italiana.

altre

nazioni

della

maniera

1'

Lette-

Italia si crede

qualche

in

ramo

di farsi valere.

lo stile grossolano,

ma

s'

ar-

Prefetto non ne permette la stampa

ragione non la dice nel manoscritto; per s'av-

venta contro

il

Nella

generoso

beato e

ceppa, anzi spegne

governo che in-

le lettere.

Vita troviamo anche accennato a questo

suo discorso ed alla cerimonia in cui


quale erano intervenuti

gran costume.

Il

il

(i

Francesi)

mag-

Generale, tutti in

Pieri scrive che vi

padroni presenti

lo lesse, alla

magistrati, lo Stato

giore della milizia francese ed

Nel luglio

discorso per la distri-

cause per cui

ne trova

rabbia perch

La

semplice come un fan-

apparente povert

sia Delle

il

titolo

Venezia

si

apostrofavano

con singolare ardi-


mento.
al

348

mio coraggio parve a

Il

taluni imprudenza,

Prefetto un indiscreto cimento, al totale degli udi-

un

tori

atto

magnanimo, una virt generosa.

stampare due anni dopo un

fu permesso

gli

Amicizia dei

altro discorso letto a Treviso sull'


terati.

Lo

nerale

della

Pubblica Istruzione,

Il

gli

aveva scritto

discorso contiene

tante cose che ora non sogliono udirsi e


parsi. Il Pieri vi tirava gi delle

meno stam-

lunghe filippiche

amici che non erano ancora stati capaci

gli

di levarlo dalla

tarlo

sua prigione

per tramu-

di Trevigi,

qualche grande citt ed avanzarlo,

in

let-

Scopoli che era diventato Segretario ge-

confidenzialmente da Milano

contro

sotto

metafore e con molte ironie.

delle

Sempre riguardo
miava ed

alla

alla critica

che non

si

rispar-

poca soddisfazione che provava dei

suoi lavori, troviamo pure,

che mand a stampare

a Padova una canzone sul Cesarotti, per l'occasione

che

trasportava

si

sioni in quell'

tento

dell'

il

suo busto nella Sala delle ses-

Accademia,

ma

rimase cos poco con-

opera sua, che la chiama senza compli-

menti e senza

farsi illusioni:

roba da cani: L'avrebbe

meglio abbruciata, se la gratitudine verso Cesarotti

non
la

gli

avesse fatto anche

mettere a repentaglio

sua riputazione.
Il

Pieri dice bene d'

una lettura

dell'

abate Dal-

mistro, nella sala del teatro della Societ Filodram-

matica,

sul

poetare,

dove

si

trova

una pittura

evidentissima della presente giovent, che d opera

349

al

poetare in mezzo agli amori e curando sopra tutto

il

vestito,

1'

ed

il

ma

tratto

mento

arricciarsi

radersi

dell'

spiega a meraviglia

il

componimenti

altri

e specialmente del presidente

Accademia dottor Ghirlanda

schiarsi in tutto, ed

mani ad ogni

barba un tantino sotto

male degli

dice

mediocri o peggio

capelli colle

la

che vuole mi-

ha una faccia a luna piena che


il

suo carattere di sciocco e

presuntuoso, insomma di vero cerretano. Quando


si

poveretto
gli

che Pieri giudicava

detto

Ghirlanda
!

del Liceo,

ma

Era

malediva

stato nominato

finite le lezioni,

cipe Eugenio.

che

la reggenza,

gava a fermarsi qualche giorno

Pieri,

di

reggente
lo obbli-

pi a Treviso

perch doveva passare

quando

la rimaledice,

settembre tornare a Treviso,


citt,

Ma

a Treviso non trovava proprio nulla che

andasse a genio.

dopo

dottor Gaspare

il

alla rovescia, si detto tutto.

nella

gli

il

prin-

tocca in

malaugurata

per assistere alla visita del ministro

dell' In-

terno e del Segretario generale della Pubblica Istruzione

quando

vestito a

gli

tocca andar con essi su e gi

nero ed in ispada.

Nella primavera del 1811, Mario Pieri and qual-

che volta a Montebelluna,

ospite

del prevosto di

queir ameno paese, l'abate Dalmistro, fermandovisi

anche qualche giorno. La mattina ciascuno


studi e faccende particolari,

per quelle
del Montello

pittoresche

il

colline

ai suoi

giorno in passeggiate
e

pel famoso bosco

degno d'essere cantato da un Ariosto


e da

350

un Tasso. Una Tolta

si

recarono assieme in

calessino a trovare l'abate di Collalto, a S. Salvatore,

principesco castello, circondato da giardini pensili,

il

in

una

che possano desi-

delle pi ridenti posizioni

Pordenone, la

colla sua chiesa dipinta dal

derarsi,

medio

galleria di quadri e l'armeria, dove nell'evo


i

feudatari

fra

altri

privilegi

ritto di conferire le lauree.

gnore Vinciguerra
si

godevano

Lo abitava

di Collalto,

il

di-

allora Monsi-

abate di Nervesa. Vi

era ritirato dai quarant'anni, dopo una vita srego-

lata che aveva minacciata la sua esistenza. Nell'aria

sana del suo castello,


quistata la salute,
lo visitarono

ma

conte di Collalto aveva riac-

che quando Dalmistro e Pieri

contava circa ottantacinque anni ed era-

magro,

magro,

il

asciutto,

asciutto, lungo, lungo

vegeto e robusto. Dicevasi fosse Libero

tore e la sua conversazione era

Ci

un

che piacque assai a Pieri, fu

trattava coi suoi ospiti, che


giorno.

Non

mensa.

li

si

po' misteriosa.
il

modo con

privilegiati, cio gli amici,

giornata

li

cui

mutavano quasi ogni

vedeva che una mezz'ora

la sera, a

erano ricevuti

per pochi momenti anche la mattina.: tutto


della

Mura-

il

resto

lasciava liberi e padroni del loro

tempo. Appena arrivati, assegnava loro una stanza


ed un servo, n domandava loro mai quanto
tenevano, ne quando partivano.

da gran signore,

ma

si

si

trat-

Li faceva trattare

lasciava veder poco, rinchiu-

dendosi a chiave prima

di

sera

nella sua stanza.

L' abate di Collalto era un curioso personaggio, che


e*

351

era acquistata una certa fama nell' Italia setten-

trionale.

Curiose, le questioncelle di Mario Pieri col ber-

gamasco abate Giani, professore


naturale

reggente

dopo

Liceo

il

Botanica e Storia

di

di

lui.

Pieri,

sulla fine del 1811 aveva cambiato abitazione, tra-

sportandosi coi suoi cassoni di libri in un comodis-

simo casinetto entro del Liceo.

Ivi,

prima, come fu notato in addietro,

aveva

una

istituito

striscia

Pieri,

di

un

orto botanico

anno

dall'

professore Giani

quasi nel centro,

terra contigua al casino abitato da

era chiusa da un muricciuolo e sconciava la

forma regolare
cessione,

ma

Giani ne chiese al Pieri

dell' orto.

questi rifiut. Giani

corto se mai bergamasco vi fu

una notte fece demolire

il

muro

che dal casinetto conduceva

Quando
e non

il

fino

gli

Pieri

s'

accorge,

al
il

uomo doppio

dice

il

e sbarrare

e ac-

Pieri

la porta

minuscolo orticello.
sacrificio

consumato

resta che prendere un'arrabbiata coi fiocchi

e perseguitare

il

povero abate

Giani con

tali

mi-

nacele, da farlo fin dormire inquieto e sognare aspre

vendette.

Fino

al prefetto

ricorrere per paciere fra

rentemente s'acquetarono

Del

Mayno

si

dovuto

due professori, che appae ridiventarono tranquilli.

Pieri afferma per non aver ridonato all'abate Giani

che

il

suo disprezzo

non mai.

la

sua amicizia e la sua stima

suo amico era stato,

perch

lo

aveva

giudicato sempre benevolmente, nell' intimit e nella


segretezza del suo giornale, dove non poteva celare


le antipatie

352

Quando

le inimicizie.

1'

abate Giani,

nel 15 decembre del 1811, aveva letto una sua prolusione

ex Cathedra,

presenti tutti

professori del

Liceo vestiti per la prima volta in toga, berretto e


batolo, secondo prescriveva

un recente decreto

reale,

Pieri aveva trovato nel lavoro del collega lampi di

calore

di

fantasia e di osservazioni

non comuni

e di quadri filosofici e poetici insieme. Avrebbe per

una maggiore connessione

desiderato
d' idee

La prolusione

del professore Giani, era poi scritta

con quel maledetto

scienziati

italiani,

stile

l'

incubo

che usano quasi

tutti gli

quali pare che aborriscano la

loro bellissima lingua.

erano

di principi e

ed una tessitura pi netta.

del

gallicismi, specialmente,

Pieri,

quale

il

era capace di

guastarsi la digestione se gli pareva d' averne tro-

uno nelle sue prose.

vato
scrive

pi

gegno,

avanti

bravo

Il

professore Giani

mio amico, ed uomo

meccanico,

d' in-

e raccoglitore di libri

di lusso.

L' ultima

visita

del vicer a Treviso, gi notata

pi addietro, rec al Pieri una noja mortale, incomparabile,

superiore

imaginare.
scrive

tere
lo

1'

a qualunque noja che

si

possa

Egli arriv alle dieci della mattina

annojato e nojoso professore di Belle Let-

e noi

con tutte

le altre

pubbliche autorit

aspettavamo per ordine del Prefetto,

fin dalle

cinque. Egli tenne la sua pubblica udienza all'Albergo


dell'

Imperatore,

in

un angustissima

sala che rice-


veva luce
gente
1'

dall' alto

con tutto quel concorso di

pareva una vera carcere.

aspettare,

le 11

353

caldo,

1'

afa,

disagio, erano insopportabili. Intorno

il

nume comparve

il

Il

da uno stuolo

circondato

alfin nella sala,

di cortigiani, vilissimi

come

il

solito,

che baciavano qualunque carta abbassando

e pi,

che a

la fronte,

volessero presentare.

lui

aggirava per tutti

Egli

si

capi di quelle autorit senza

delle

parolette gentili che nulla

significavano, ed anche

delle volte delle interroga-

dicendo

autorit,

zioni alla Napoleoniana. Chi

ed

il

cava

gonfiava, chi impal-

chi sbigottiva e perdea le parole,

lidiva,

ultimi

si

il

nostro reggente

tra quali

sopralodato abate Giani)

(il

Prefetto. Io ridevami dentro di me, ed imbecalle

smarrivano.

quegl' imbecilli che

sotto voce

volte

si

principe poi mi faceva compassione:

Il

sembravami uno scolaretto che


lezione imparata

il

ripetesse a

giorno innanzi,

mente

la

della quale tal-

volta perdea qualche parola: sembravami uno schiavo

pi presto che padrone, cos attorniato di guardie e


di testimoni senza poter fiatare in libert.

condizione di vita

Mario Pieri

non

si

sparge tanto sangue umano.

lasci Treviso

sulla fine del 1813 e

avevano, nell'intervallo, cambiato faccia


si

per tale

che un anno dopo. Gli avvenimenti

vi ritorn

Come

gi veduto,

Pieri nelle sue

memorie,

preso durante

regno

il

all' Italia.

da qualche accenno
la vita letteraria

italico

di

aveva

un maggiore sviluppo;

Nel suo piccolo centro, Treviso raccoglieva vari dotti


23

meno

e vari poeti, pi o

ma

apprezzati,

354

apprezzabili e pi o

che contribuivano a tenere

meno

le lettere

e colle loro opere o coi loro di-

in considerazione

scorsi ad allargare la coltura e

mantenere in onore

lo studio.

La

poesia serviva specialmente ad onorare le date

storiche e gli avvenimenti patriottici e municipali,


d'

onde venne un vero diluvio

mente, e
il

di canzoni.

Quando

conte Pola poet ed

memoria

dalle

statua

la

di

dame,

partor la vice-regina,

suoi versi

si

Napoleone

special-

di sonetti,

s'

impararono a

pubblicarono sonetti per

di

Canova

e per

il

scoppio di cannone per la presa di Danzica.


di Tilsitt, trov

riva al Sile

in

il

il

La pace

suo bardo,

interpret coi versi le aspirazioni di tutto


italiano ed

primo

il

che

popolo

sentimento di tutta Europa, inneggiando

alla pace:

Di

'pace le santissime

parole

S' odon suonar; spenta l'orribile face,

Cui d' rebo squass l'atroce prole.

Pace

la

Va

Francia

iterando

Hipeton pace

N' era
1824,

autore

pace Russia, pace

Italia,

Cieli,

ed alla terra

pace, pace!

quel Paolo

Bernardi morto nel

che scrisse varie poesie anche in dialetto e

fond un almanacco che ebbe vita rigogliosa: El

Schieson Trevisan.

Quando
colla

il

prefetto Casati

contessa Brivio,

le

s'

ammogli a Milano

muse furono invocate da

355

poeti trevigiani, dipartimentali e veneti, che

tutti

alla

spicciolata

commovevano arcadicamente

si

mitologicamente ad ogni altro matrimonio,

cospicuit

scusate la parola

la di cui

era calcolata in

ragione diretta del numero delle poesie, contate, non


Scrissero

pesate.

Giacomo

poeta che a inondato


le quali si

Vittorelli,

il

bassanese,

sue anacreontiche,

l'Italia delle

recitavano colla cadenza in cantilena, pie-

gando a tempo

la testa in avanti,

traduttore

trevigiano

Bettinelli ed altri.

municipio

Il

poi in queir occasione

Lorenzo Crico,

egloghe

delle

il

di Virgilio,

il

di Treviso, pubblic

una raccolta poetica

di versi

espressamente da Fassadoni, Dalmistro, Ber-

scritti

nardi, Negri, Federici, Ghirlanda, Giani, Viviani.

L' abate

maggio

Marco Fassadoni

1813.

morto a Quinto nel

Era nato nel 1732 ed aveva insegnato

per lunghi anni in Seminario.

Fu

segretario dell'^o

caclemia agraria trevigiana, dopo tornato in patria

da Venezia:
chiorre

Cesarotti,

conoscesse.
Pieri,

traduttore e poeta eruditissimo.

da

lo disse

1'

Francesco Negri

lui pi volte

uomo

nominato

fu letterato e poeta assai stimato.

di Pederobba

designato

metto elegantissimo.

memorie

Il

pi erudito che

Y amico
nelle

La

di

molto

il

Mario

memorie

villeggiatura

dai suoi biografi poe-

Federici, fu scrittore sulle

trevigiane: .era prete e pure prete

il

filologo e poeta, delle cui canzoni militari

Monitor di Treviso

nendo, a proposito

Mel-

di esse,

di

Viviani,

s'occup

queir epoca, soste-

una onesta polemica

lette-


E quando

raria.

liere della

parto

giana

vescovo Marin fu nominato cava-

Corona Ferrea,

ricorse

apprese

l'

quando accadde

onomastico

battaglia

la

Mosca, e

di

il

una pregiatissima dama filarmonica

d'

il

356

rotti e

nacque

Smolensko,

di

trevi-

prefetto,
e

1'

si

incendio

tradimento del generale prussiano

il

York,

del

felice

e mor Cesa-

Napoleone giunse all'Elba,


re di

il

Roma,

sempre

versi,

versi.

Alla tua gloria manca

Che a contrastar

il

impero

tuo possente

Alessandro risorga, e canti Omero

Napoleone,

scrisse

Giulio Trento,

il

tipografo-

poeta trevigiano morto nel 1813 ed onorato con una

accademia

di

prosa e verso in latino ed italiano, pro-

mossa dall'Ateneo

e tenuta nella

gran sala del Ca-

sino nel giugno di queir anno.

La pi
Reca

bella dell' Istro al


la

Magno

pace che rinnova

il

in dote

mondo

dett l'abate Giani, che non sdegnava di coltivare


le

Muse

fra le piante del suo orto botanico,

Napoleone
Luigia,
quell'

spos

V arciduchessa

partecipando

della

d'

Maria

Austria

illusione

unione dovesse essere la

quando

fine

generale
delle

che

lunghe

contese fra le due nazioni e che ne risultasse quella

pace tanto invocata.


L' abate Angelo Dalmistro pi volte nominato, fu

uno

dei pi accaniti verseggiatori dell'epoca: ogni

occasione

gli

era propizia per poetare pi degli

eh' tutto dire

altri,


Canova regalava

357

3 luglio 1812

il

il

busto

Greca ad Isabella Teotochi Albrizzi che


illustrate

Pitoneo fra
Se

Arcadi, scrisse

gli

labbro e gli

il

Dava

Dalmistro,

L' abate

opere.

le

al

di

Elena

gli

aveva

Clorindo

Canova:

moveva, e al vento

ocelli tal

ricciuto crin la bella Argiva,

il

marmo

Cui nel

incarnasti, alto portento

Bell'arte, che a miglior tempo fioriva;

Stupor non

Al Simoi
Onci'

il

Pianse

Anche
l'

Le

'l

Teucro guardian d* armento,

Figlio d' Anchise, e Della Diva


i

vinti Penati,

ed

Ilio spento.

alla colta gentildonna,

occasione

autori.

e che la traesse in riva

dei
si

rimasero

cui

di

versi,

giunsero in quel-

mand da Treviso:
Del vecchio Tindaro

La

figlia beli"

Custode vigile

Chiede Isabella.

V opra
Che

del Fidia

Italia

onora

Poiria far sorgere

Paride ancora.

Ed

imitando

1'

Ceda

epigramma
all'

E lena

La vetusta
Come cede

A Canova

del Paravia

novelli'

bench bella
il

genio Adiro

che la

fico

ignoti

gli

358

s'indirizz ad Isabella Albrizzi

Mira V Argiva
Fatta pi bella

Perch g areggi
Teco o Isabella.

Aglaja Anassilide verseggiava anche


anni, che furono

in quegli

nome

suoi migliori. Sotto tal

si

ce-

lava quello di Angela Veronesi o Veronese di Biadene,

chiamata da qualcuno

esemplarissima, cara
ravia, a Carrer,
facili e

popolari e

trimonio

in

morta

la pastorella del Sile,

a Padova nel 1847. Un suo biografo

la dice

donna

a Barbieri, a Pa-

al Cesarotti,

a Tommaseo. Le sue poesie erano

crede che non vi sia stato ma-

si

quel tempo,

senza

le

rime

di

Aglaja

Anassilide.

Angelo Dalmistro

le

rivolse dei

un sonetto che principiava


Ben pi che

bronzi e pi die

Cui strugge con dente aspro


1

tersi

il

il

versi rivolse lo

mente ammalata, a

d'

s sola osato

Elicona,

sdegnato

di

parii

marmi

veglio edace

suo Dafni a costei piace.

stesso Dalmistro,

fetto e malinconia alla Veronese,

ha da

in

dureran teneri carmi

Onde ornare

complimenti

fiori

di

pieni d' af-

quando fu grave-

colei che nata nella

cogliere
cui

fiori

sull'

campagna

are del Dio

Anacreonte non avrebbe

coronarsi le tempie.

Non possiamo n vogliamo dare

l'

idea completa

della vita letteraria di tutto quel periodo di tempo.


n quindi

ci

occorre dilungarci. Abbiamo per voluto

una breve

fare

359

rivista

quei primi letterati che

di

avevano qualche attinenza colla Vita


quel tempo, tenendovi

di

Treviso di

dominio della coltura e

il

mettere in luce qualche aneddoto letterario inedito,


perduto o dimenticato.

Come

veduto nel corso

si

quegli anni

molto meglio

La

di adesso.

di

questo libro, in

a Treviso, molto pi e

divertivano

si

difficolt

comuni-

delle

cazioni e quindi la quasi impossibilit per la

mag-

gior parte dei cittadini di far lunghi viaggi,

limi-

tandosi
portava,

meno

primo luogo,

in

paese che

si

mancanza

carnevali

maschere e

di

il

a Padova e Venezia,

bisogno

svaghi nel

di

abitava ed una facile contentatura per

la quasi totale

limitate.

eccezioni

di

si

di confronti e

per

le

idee

passavano allegrissimi, pieni

balli.

lust rissimi, satira dei

vecchi gentiluomini veneziani degli ultimi anni della

Repubblica, erano nel loro pi bel momento, n man-

cavano

le satire religiose,

chiudeva un occhio,

severamente

dall'

su cui

il

prefetto italico

che furono poi proibite

austero governo

satire personali, che

ma

dell'

Austria e

le

raggiungevano talvolta l'eccesso

dovevano essere proibite per misura

di

ordine

pubblico.

Le
cesi

serio

satire politiche erano poste all' indice

non ammettevano scherzi su

come

la politica.

teatri, nei palazzi, nei

d'

un

fran-

affare cos

Si ballava dappertutto, nei

due Casini

di Societ, quello

Duomo, che aveva

dei Nobili o del

palazzo

360

che fu poi

destinato per Corte d' Assise e

prima del 1807 e che

tuito

morto Ercole

Coletti, dov'era

dovi fino a pochi anni

nome

col

di

1'

altro che fu costi-

install nel palazzo

s'

Modena, restan-

III. di

Quella Societ, principi

fa.

filarmonica.

Vi

si

davano accademie
che riescivano

musicali e balli ad ogni occasione,

ed animati.

brillanti

Con un permesso

otteneva dalle autorit che

trovammo memorie

mesi

maggio,

di

giugno e

carnovale ed in-

di

di balli

speciale si

potessero essere

le feste

mascherate, anche se non era


fatti

con maschere nei


per solennizzare

luglio,

qualche anniversario. Ballare in maschera


dev'essere

un

stato

in quel

sede

residenza municipale ed ora

bel divertimento!

di luglio,

Ma

la pas-

sione era grande cos e cos attraenti quelle feste,

che non

Che

si

antico

in

badava n

al caldo,

alla fatica.

la passione del ballo sia stata

versi che

a Treviso,
il

dovrebbero

Monitor assicura

grande anche

attestarlo

lasciati

questi

da Federico IL

Plas vie el cavalier frances


e la

e la

Donna Catalana

V ovrar Genoes
danza Trevisana

Lon

cantar Provenzales

Las man

e cara d' angles

Lon Donzel de Toscana.

Per danza trevisana

non

s'

intendeva

di

quel che sappiamo

accennare precisamente

al ballo,

361

modo

nell'evo medio. Lasciamo ad ogni


rico
lit

ed

II.

al

Monitor

Fede-

a...

Treviso la responsabi-

di

dell'affermazione surriportata

non facciamo che

registrarla.

La

Societ del palazzo Coletti, divenne nel 1808

un

tutto col Gabinetto di lettura, che ne fu

una

demica

sezione,

e prese

musica,

di

arti,

il

titolo

di

Societ acca-

scienze e ballo. Poi nello

un palco-

stesso anno, edific nella sua spaziosa sala

scenico e
tica.

ma

e'

trasform in Accademia filodramma-

si

Era

terzo teatro che sorgeva a Treviso,

il

cittadino

Uno

questa utile unione,


quindi ad accrescere
(la

La trasformazione

era posto anche per esso.

venne accolta con piacere da


dico

quale

la
il

tutti.

e nelle feste da ballo).

vantaggio e decoro ed

Disse

degl' importanti

Il
i

perio-

il

oggetti

di

comincier

declamazione,

lustro della Societ

accademie

gi distinta nelle

si

quasi

medesima
di

musica

Paese ne ritrarr parimenti


soci declamanti dell'

uno

sesso potranno recarsi a gloria d' avervi

dell' altro

contribuito.

La prima rappresentazione
che giorno per attendere

il

ritardata di qual-

prefetto

giungere da Milano colla sua signora


la sera del 15
le autorit,

Vescovo ed
recit

ebbe luogo

settembre 1808, alla presenza di tutte

del generale ed ufficialit francesi,


altri distinti soggetti del clero.

Mastino della Scala

distinsero

che doveva

dilettanti

signori

di

Pindemonte

Nascimben

del

Vi

si

e vi si

e Provini

362

e la signora Bottani. Gli scenari erano stati dipinti

da Roberto Avogadro

col pennello dell' illusione e

della pi aggradevole verosimiglianza.

Le

recite continuarono poi ininterrottamente e la

societ fior sempre pi. In quegli anni, la Violante

filodrammatica

Schiavinato,

numerosi successi

V Incognito
mentale

di

di

in

ottenne

cantatrice,

Misantropia e sentimento

ossia

dramma sentiAgamennone, nel Filippo

Kotzebue, Disertore,

Mercier, in

di Alfieri. Disse della Schiavinato la critica giorna-

che aveva cagionato

listica dell'epoca,

pi soave

la

emozione, strappandoci lagrime e applausi, versandoci

cuore

nel

piacere

ad assoluto suo arbitrio

della tristezza.

1'

amabile

Decenza ed espressione nel

gesto, nobilt di carattere, eloquenza di fisonomia.

La Elena

Milani, Girolamo Avogadro, Vittore Ben-

zon, erano

compagni della Schiavinato

nelle recite

del Casino scelte nel repertorio drammatico, romantico

o comico in voga
derici,

Le prigioni di Lemerg

di

Fe-

L'ajo nelV imbarazzo, Le prigioni di Bo-

ston, Olivo e Pasquale, L'abate de

VEpe,

di fortificazione ovvero Federico II,

di caff, I quattro rusteghi


rappresentazione assistette

il

di

La

Il

piano

bottega

Goldoni, alla quale

ministro

di

giustizia

del regno italico, eh' era in quella sera di passaggio

a Treviso, ecc.

Mario Pieri

a cui

si

pu credere per

simpatia che nutriva per Treviso,


loro

istituzioni

le

la

poca

trevigiani e le

poche volte che accenna

alle


recite

Casino,

del

che male.

Cesare

al teatro del Casino,

pi bene

Verso

le otto

dove rappresentossi

di Voltaire versione di Cesarotti e

Mediocremente fu eseguita

meno

anzi

dal signor Nascimben,

Cesare rappresentato
questo Podest,

prima

la

/ due

mal tradotta.

prigionieri graziosa farsa francese,

di

ma

male e bene,

dice

Nel decembre del 1808:

son passato
il

363

ed

il

figlio

Bruto dal signor Provini

il

che non fu poi quella meraviglia che parve a taluni

me

e che anzi secondo

e cangi talora
il

recit

storpiando

parole,

le

resto and malissimo.

male pi d'un pezzo,

Ma

rabilmente da tutti e specialmente


la

versi,

tutto

la farsa fu recitata mi-

da una Donna,

signora Milani di Treviso.

Nel 14 marzo 1812

Finalmente questa sera,

dopo quattro giorni, sono uscito


divertito alquanto

al

Casino dove

Corona d'alloro, commedia


dirlo,

io

rappresent la

si

dramma che

vogliano

dal tedesco e di cattivissimo gusto.

tradotto

Nullo ostante

mi sono

di casa e

mi diverto ora pi ora meno,

rappresentazioni

del

Casino,

in queste

e perch d' ordinario

eseguiscono pi che mezzanamente la loro

gli attori

parte, e qualcuno

anche benissimo, e perch

il

veder

piena quella sala di colte persone, e di donzelle freschissime,

mette

letizia,

maggior

talora,

sebben poche,

a segno eh'

io

anche

belle

considero quello

il

mi
mio

sollazzo.

Nel 29 agosto dello stesso anno

Stassera la

Societ Filodrammatica rappresent due bellissime


Lo

farse in musica.

spettacolo fu brillantissimo per

immenso concorso

l'

tanti,

di

comecch

quali,

364

gente e pel valore de' can-

superarono ogni

dilettanti,

Prima donna

aspettazione.

fu

signora Violante

la

Schiavinato, gi valorosa attrice nelle commedie di

mezzo carattere cosidette Drammi, un signor Toderini

cant soavemente da tenore e

Rota egregiamente da

Io

mi

al

soprammodo.

sollazzai

finalmente,

due farse ed
il

signori

letizia.

Si

concorso fu maggiore

il

buon tempo. Anche

Grimani

Tutto spirava

giorno dopo

il

ripeterono le
di ieri,

causa

in istrada, nella piazza dinanzi

Casino vi fu chi mise delle sedie, forse per ne-

gozio. Gli applausi

ed

Buffi.

ieri.

si

nostri cantanti

Insomma

sentivano di dentro e di fuori,


se

li

meritarono anche pi

di

lo spettacolo fu singolare e lietissimo

oltre ogni credere.

Le due

farse in musica, rappresentate sul teatro

del Casino, erano


Farinelli.

dove

Il

Elisa di

Ser Barando

di

filarmonici trevigiani ripeterono le due farse

nel teatro

di S.

Benedetto.

di loro, gli altri teatri di

quella sera.

anche

Mayr

successo ebbe un' eco anche a Venezia,

al

Per un riguardo verso

Venezia restarono chiusi

dilettanti

filodrammatici

in

recitarono

Teatro Onigo in varie occasioni, per bene-

ficenza e fecero

un corso regolare

durante due mesi

di rappresentazioni,

gennaio e febbraio 1813

l'erezione d'una Casa di ricovero;


circa tremila lire italiane.

il

per

prodotto fu di


Fra

le

365

accademie musicali e drammatiche, tenu-

tesi nella sala del

Casino, notiamo

per festeggiare

la

prima

una cantata

La

esegu

si

Numi

conlesa dei

musica

si

nascita

le

re

del

due pi solenni,

Roma. Nella

di

scritta appositamente,

con cori e

Metastasio

di

rappresent Artaserse. Fra

accademie

le

letterarie, quella per la stessa occasione, aperta dal

dottor Ghirlanda con


stato curioso
figlio

Sull'

egloghe,

influenza

un Eroe.

nel cuore d'

lessero

un discorso che deve essere

sonetti,

nascita

della

Si

sciolti,

d'

declamarono e

un
si

per la cir-

scritti

costanza.
I

due e

teatri erano

aprivano spesso

si

in car-

nevale ed in autunno c'era sempre spettacolo anche


in tutti

due contemporaneamente.

Il

Teatro Onigo,

diventato poi di Societ, sussiste, mentre

il

Teatro

Dolfin fu demolito da parecchi anni. L' autunno era


la stagione classica trevigiana, conservatasi tale

tuttora, perch la quantit di villeggianti veneziani

attorno

della citt,

e quel concorso
dell'

vi

portavano queir animazione

che mancava nelle altre stagioni

anno, quando Treviso doveva vivere unicamente

di vita propria. Collo spettacolo teatrale,

quello delle corse

1)

Le corse

*),

che

si

facevano a

Leonardo Foscarini Podest

fino al 1810,

S.

Martino,

dei barbari, fantini e lacch a Treviso, furono

istituite dal Collegio dei Nobili nel 1770, sotto


di

coincideva

il

reggimento

Treviso e ne sostenne

le

speso

anno furono demaniati i suoi beni.


fantino e lacch aveva per protettore un

nel quale

Ogni cavallo,

di

366

con idee ippiche ed esigenze


modeste

di corridori assai pi

Erano due

adesso.

di

sole corse

quella dei barbari, cavalli sciolti, a cui


sulla

si

prima

mettevano

groppa delle sfere con molte punte, perch

fossero stimolati a corsa sempre pi veloce dal ferro

che ad ogni passo batteva loro sulla schiena. Per


fermarli,

si

lenzuolo bianco, contro

il

quale

non trovavano quindi pi

un gran

distendeva, attraverso la strada

La seconda era

cavalli cozzavano

la strada

dei fantini,

da proseguire

ragazzacci per lo pi,

a cui la pelle non importava troppo, arrischiandola


essi

al

per pochi

sacrificio.

soldi,

cui cavalli erano bestie votate

Disgrazie ne accadevano sempre, spe-

cialmente quando in due o tre insieme infilavano la


porta di Santi Quaranta. Qualcuno finiva spesso sotto
i

portici del borgo.

nobile;

il

La

cavalleria, poco praticata

anche

premio del primo barbaro consisteva in cinquanta

braccia di velluto di seta cremesi e degli altri in una borsa

con denaro ed in bandiere.


Dal 1770

al

1809

fuori porta Santi

si

facevano dal Capitello delle

Quaranta

Due mani

fino alla piazza dei Signori.

Nel

1810, T arrivo fu limitato alla fine dal borgo di Santi Qua-

ranta e nel 1811 furono trasferite fuori di porta Napoleona


o San Tomaso,

dove

si

era ridotta una larga strada a pas-

seggio pubblico e dove abitualmente convenivano


nelle ore pomeridiane, a piedi ed in carrozza.

fantini partivano

dalla

cittadini

barbari ed

chiesa di S. Maria della Rovere ed

arrivavano fino alla casa Marcello in borgo S. Tomaso. Qual-

che anno dopo


Nel 1823

si

e poi ancora

si

destin la

meta

fuori della porta della citt.

rifecero dal sobborgo Santi Quaranta alla Piazza


si

cambi, per la strada dei passeggi pubblici.

367

adesso dai guidatori di cavalli, era una volta comple-

tamente sconosciuta

bastava arrivar primi,

passero pure gli altri

Per
all'

iscrizioni

le

ora di Terza

alle

le

corse,

nove

e'

50

25 terzo.

secondo,

al

arrivato

gente

premi erano

era tempo fino

Come

adesso

assiepava lungo le strade e

s*

75

stesso

epoca di

Neil'

lire

al

primo,

Al primo

La
godeva immen-

dava anche una corona

si

accop-

del mattino

quel giorno fissato per la corsa.

di

cui ci occupiamo,

si

d' alloro.

samente dello spettacolo atteso con impazienza.


palco dei giudici che distribuivano

premi,

si

Il

erigeva

in Piazza dei Signori.

Ritornando
resto,

il

in relazione

limitati

nazione

ad

al teatro,

olio

cera

si

L' illumi-

era fatta

adoperava come illuminazione

complementaria nelle sere solenni,

vano
per

alle

rappresentazioni

veglioni

teatro

s'

cavalchine

come una greai attr action.

si

molti,

ogni anno,

quando

personaggi

illuminava a cera, lo

ne davano

di
si

lusso.

avvisava
Balli

altri, si

spese

assiste-

cospicui,

Quando

il

al

pubblico

mascherati,

se

ad ogni occasione che

volesse festeggiare con maggior pompa.

alcuni gratis,

cos

prezzi d' ingresso.

anche quella straordinaria

la

diremo che, come per tutto

erano molto limitate e

esigenze

le

Fra questi

della municipalit.

Per

gli

distingueva fra l'entrata in teatro che costava

tre lire venete e P entrata nel circolo, dove

ammettevano che

non

si

persone mascherate o con segno

368

maschera decentemente

di

qualunque sorte

d'

vestite, restando proibita

armi e bastoni

si

pagavano

lire quattro venete.

Quello del regno italico fu un periodo brillante


Nel 1808,

pei teatri trevigiani.

nell'

intento di mi-

gliorare gli spettacoli, furono istituite, per decreto


del prefetto,
dati

il

una direzione

buon ordine e

ed una cassa teatrale


Il biglietto d'

teatrale a cui erano

la polizia delle

affi-

rappresentazioni

destinata a formare la dote.

commedia ch'era

ingresso alla

stabilito

a soldi quindici veneti (centesimi 38) venne portato

a venti (centesimi 51)


bero andati

cinque soldi di pi sareb-

a beneficio della cassa teatrale

pel biglietto d'ingresso

all'

cos

opera in musica. Gli ab-

bonati all'opera avrebbero pagato per lo stesso scopo

due

lire

venete di pi,

palchi

eli

prima e seconda

sedici lire, quelli di terza sei. Nella stagione di

fila

autunno,

l'

impresario

era obbligato

di

dare due

Personaggi d cartello, buona compagnia tanto

d'

opera che di ballo e corrispondenti decorazioni.

Una

recita doveva essere accordata alla cassa tea-

trale,

che versava poi met

dell' introito all'

Ospe-

e la delegazione ai

pub-

dale di Treviso.

La

direzione

blici spettacoli,

teatrale

avevano

nei teatri ed oltre

al

diritto all' ingresso gratuito

prefetto ed alla delegazione

suddetta, avevano l'uso di un palco gratis, ciascuno,


il

generale

dante

d'

comandante

armi a Treviso.

la

divisione

ed

il

coman-


Per

lo pi,

il

360

mu-

teatro Onigo era riservato alla

sica,

mentre nel teatro Dolfin

dalle

compagnie Raftopulo, Fabbricchesi, Bozzi, Ca-

epoca

commedie

recitavano commedie,

Troviamo memoria

lamari, Zuccato, Donati.


le tante

si

drammi

fra

del repertorio di quella

Meneghin Pescenna, commedia che

di

aveva avuto dovunque un grande successo,

ma

che

del Diluvio universale di

piacque poco a Treviso,

Ringhieri dove in mezzo a molti bei tratti ve ne

sono molti che urtano

Fra

senso comune.

il

pi in voga e pi applauditi sulle

gli attori

scene del teatro

Dolfin,

Vestri

Donati.

Del

attinge

alle fonti del

vi

furono

scriveva

si

il

Vestri e la

caratterista

vero ridicolo,

che

conservando

il

linguaggio della natura ed imitandola esattamente


nel gesto a seconda delle varie posizioni ed affetti;
e

della Donati

prima

attrice,

dell' arte

non

ne

si

pu che esaltare questa

male

far

all'

intrinseco merito

sua la grata sensazione che

e'

ispirano due

occhi eloquenti, un aspetto dei pi vantaggiosi, una

voce armonica e quei

che

servono

dell'

anima che

cos

a venusto disegno

d' intorni

ad accompagnare

bene

vogliono

esprimersi

per

moti

parlare

ad un tempo colla stessa efficacia alla vista ed all'

udito.

Nel teatro Dolfin

anche farse

in

si

rappresentarono qualche volta

musica, ad esempio

cantata dalla Canonici,


Paisiello,

Zilia di Mellara,

Nina pazza per amore

Le nozze poetiche

di

Orlandi ed

il

di

ballo
24


T Equivoco.
Gnecco

Nel

1813

370

Carolina

Filandro

di

Mayr.

e Gli originali di

In questo teatro secondario

si

esponevano

al

pub-

blico, tutti quei cosidetti artisti di passaggio, ciarla-

tani di oltr'Alpe per lo pi, portati dalla invasione

francese in questi paesi.

La Incombustibile,

sent al teatro Dolfin per farvi

le

mezzo

ma non

al

fuoco, senza bruciarsi,

sorpresa a Treviso, perch


intervenisse negli

ci

regn fra

gli

sione.

il

sue esperienze in

pubblico

si

dest molta

persuase che

esperimenti dell'arte o dell'illu-

aveva

confluito a quella

calma che

che voleva

spettatori.

pubblico trevigiano del regno italico, che


dei miracoli

pre-

si

Capit anche

il

signor

Mannheim, che

si

buon

il

facessero

Mayer virtuoso

della

Corte di

mento

e colla sola bocca imitava al naturale,

senz' alcun istru-

accom-

pagnato da piena orchestra, eseguendo alcuni pezzi


concertati,
il

fagotto,

ch

la

il
il

voce

suono
corno,
di

di parecchi
il

strumenti musicali

serpentone e la tromba, non-

molti uccelli e di varie bestie sel-

Mannheim

vaggie. Si divertivano alla Corte di


altri,

d'

notiamo, anche la

sig.

ra

arpa al servizio di S. A.

lina, che diede

sempre

I.

la principessa

un grande concerto,

nelle modulazioni di

un

Pao-

in cui spieg

s difficile

una maestra superiore ad ogni


aspettazione, sia che desti

Fra

Luigia Pascal, suonatrice

stromento

elogio e ad ogni

un fragore

di

molte note

associate, sia che ne tocchi le pi tenui ed

esili,

sia

che colla pi dolce gradazione faccia succedere una

371

rapida impetuosa piena

armonici numeri e voci

di

soavi.

Al teatro Onigo

rappresentarono nel 1807

si

matrimonio scoperto

un giorno

credulo

Il

di

di

un trevigiano,

libretto

La forza

Vincenzo Querini,

il

Lo

dei simpatici ossia

anni successivi Sior

Negli

Tonin Bellagrazia, musica


pure di un trevigiano,

speziale burlato

di

Mayr,

Le nozze di Lauretta

Cimarosa,

II

Quanti casi in

di Callegari e

Trento.

di

di

I fuggitivi del trevigiano Zaccagna,

La

maschera fortunata, La locandiera, L'amor

sol-

Gnecco,

dato,

Le caniatrici villane

di

Fioravanti, L'inco-

gnita, Adelina, Il filosofo, 1/ inganno felice, Il


9

Bandiera d ogni vento

ritratto del duca,


rinelli,

La burla per

cantonio
il

di cui

di

vendetta

Pavesi e L'italiana in Algeri

non corrispose per

successo

zione, per quanto bella e


la

composizione

opera non

pi

si

alcuni pezzi.

di

piaceva e divertiva

come

nuova

Ser Marcantonio?

della quale

non

poi oggi

da ottant' anni

Dopo

la farsa in

frase singolare,

aspetta-

scrisse

fosse

in quella

un' orchestra cos piena

richiedeva

piena. Che rivoluzione

di Rossini,

Ser Marcantonio

nella Italiana in Algeri. Chi

del

Si

si

ricorda oggi

ricorda
l'

invece la

istrumentazione

certamente trovata troppo

nell' arte e nei gusti del

in poi

musica

dramma

Fa-

all'

anche perch

di pi,

briosa operetta buffa del Rossini,

blico,

si

di

Ser Mar-

di Celli,

pub-

o,

come

giocoso

si
si

chiamava con
dava

il

ballo,


per

in cui svolgevasi

rappresentarono

372

lo pi

al teatro

un' azione comica.

Onigo

in quegli anni:

Si

Chi

dorme non vede, II ratto d Elena, L'amante


statua, Lo scultore, Zelmira, I due granatieri ossia
77 Conte burlato, Bianca de* Eossi, Sourcoum e

Dugm

soggetto tartaro e composizione eroicomica,

Tomiri regina degli


e la

prima ballerina,

Sciti. Oltre
vi

primo ballerino

il

prendevano parte

cosidetti

grotteschi, che facevano salti e capriole da fiaccarsi


il

collo

per

si

del

pas-de-deux francese

ma

scorreva tranquilla,
bisnonni

si

che non

Pache

si

le di cui

mali della guerra,

di

che

la

tra-

nostri

la coltura letteraria
le

sciagure passate

meglio che continuare

Napoleone e sotto

magagne non

si

il

cos,

non

sempre,

governo

ita-

scorgevano cos da

una amministrazione provvida, che

lontano. Si aveva

aveva fatto fare


del

del secolo,

dimenticavano nella pace del presente

sotto la gloria di

via

comprende che

lieta e gioconda,

dimenticava affatto

domandava

lico,

si

divertivano onestamente e allegramente

si

e scientifica.

quasi

esposto,

in quei primi anni

vita di Treviso

si

il

ballava su cavatine di maestri e di opere in voga.

Da quanto abbiamo

annunciava

le sere principali si

ded corruzione

al

paese un passo di gigante nella

progresso,

si

aveva

tutelata fortemente; gli affari

la

sicurezza pubblica

camminavano bene,

apportavano giornalmente nelle

miglioramenti che

si

poche industrie e

neJl' agricoltura,

aumentavano

la

373

prosperit del paese, non troppo gravato di tasse e


d'

imposte o almeno contento di non aver da soddi-

sfare le tremende gravezze della guerra.

passa e non dura

mortai,

bella
italico

s'

precipitosamente

avviava

precedendo

di

poco tempo

stema napoleonico,

Ma

e cos

sua

alla

fine,

lo scroscio totale del si-

morte

tracollo del genio e la

il

cosa

regno

il

grande guerriero.

del

Sui campi

Napoleone

mor

il

fra

I.,

fiore

campi

sui

della Russia

di

e strepitose

nevi

le

degli eserciti

offusc

si

quel

di

cP Italia

Germania, gi teatro
vittorie

gneva nel 1813

la

che

la

stella di

suolo desolato
e di

Francia e

delle pi grandi

la storia racconti,

speranza

di riconquistare

si

spe-

con un

colpo audace lo scettro che gli sfuggiva di mano, al

conquistatore d' Europa.


Si
i

rinnovarono allora con precisione matematica,

fatti del 1809.

Un

forte esercito austriaco cinse

confini del regno italico dopo

cui era stato confidato


agli italiani

il

un proclama

della lega, esortava

gP

l'

Isonzo

ed Hiller, a

comando supremo, eman


in cui, descritte le vittorie

italiani

come aveva

fatto

quattr' anni prima P arciduca Giovanni -- a levarsi

contro

il

tiranno

ed ajutare P Austria nelP opera

rigeneratrice d'Europa.
Il

alla

principe Eugenio,

si

era apparecchiato intanto

nuova guerra, essendogli stata commessa

fesa delle Alpi Giulie.

quadri

dell' esercito

Aveva

d' Italia,

reclutati
nella

la di-

nei vecchi

Provenza

e nel

374

Delfinato, da cinquanta a sessantamila soldati, pren-

dendo posizione con una parte

Lubiana

Le

).

Grenier dal Tagliamento

veneto,

torio

di essi

da Villaco a

erano divise sul terri-

altre schiere

all'

Isonzo,

Verdier a Vicenza, Bassano, Castelfranco e Feltre


Pino,

la divisione

a Verona

Dopo

il

ed a Padova,

la cavalleria

mantenuto durante

essersi

a Treviso

vicer, coli' esercito

menomato per

italiani, dinanzi

agli sbocchi della Carinzia,

i'

si

).

mesi di agosto e

settembre sulle sponde della Drava e della Sava,

croati e d'

quale comandava a Bologna, stava

il

la diserzione di

ingrossare del nemico

ritir

prima sull'Isonzo,

poscia sul Tagliamento.

La
i

diserzione

avendo aperti

della Baviera

tutti

passi del Tirolo sulla sua sinistra, rendeva la posi-

zione del principe Eugenio sempre pi


desiderio di coprire ad un
egli divise

tempo Verona

suo esercito in due corpi,

il

difficile.

Nel

e Trieste

inviando

il

generale Grenier sopra Bassano con 15000 uomini,

mentre con 20000 tentava,


Tagliamento
11

volteggiandosi

e la Piave, di coprire

il

generale Grenier tentennando

perduto un

che non

tempo prezioso ed

il

fra

il

Friuli e Venezia.
di

continuo, aveva

principe Eugenio

poteva opporre una seria resistenza alla

massa degli austriaci che discendeva da Lubiana,

temendo

di essere ricacciato

sull'Adige e quindi diviso

Histoiro de la Revolution Francaise.

1)

A. Thiers

2)

Botta -Storia d'Italia dal 1789

al

1814.


da Grenier,
dove anch'

ordin a questi

Veneto ed

il

nevano presidiate

permanenza

la

trevigiano,

impari

ripetere

delle truppe francesi sul

rinnovarono

si

possibilit

alle

brutti

delle somministra-

non

quei

si

farebbe che

delle altre invasioni,

storia

triste

la

Rima-

dai francesi, le fortezze di Osoppo,

giorni delle requisizioni forzate,


zioni

Austria

all'

Tirolo italiano.

Venezia.

Durante
territorio

il

a Verona,

ritirarsi

di

abbandonando

egli si ripieg

la Carniola,

Palmanova

375

per

descrivere le nuove rovine. Alle fine d'ottobre, l'ar-

mata francese era trincerata

dietro la Piave e Tre-

viso doveva fornirla di quanto abbisognava.

cipe

Eugenio

Il

prin-

ferm l'ultima volta a Treviso, nelle

si

ore pomeridiane del 29 ottobre, venutovi a cavallo


dal ponte della Priula, ove ritorn sulla sera

pagnato da alcuni
per la

dini

austriaci

gli

ufficiali superiori,

ritirata.
si

accom-

a darvi gli or-

Dall' altra parte della Piave,

avanzavano rapidamente

in

masse

imponenti.
I

francesi ripassarono per Treviso che lasciarono

per sempre,
notte

del

primo giorno

nel

2.

che avevano postati uno a destra e


della porta Santi
di

S.

Tomaso,

si

pomeridiane del
e cavalleria,

vennero

e nella

abbandonati due cannoni

ultimi,

Gli

novembre

di

Quaranta

1'

altro a sinistra

due obici presso quella

allontanarono da Treviso alle due


2.

Erano pochi

che uscirono da

fatti prigionieri

soldati

porta

di

fanteria

Altinia e che

poco dopo dagli austriaci.

376

fu concessa subito la libert, a patto

Agi' italiani,

che ritornassero

alle loro case.

L' avanguardia

imperiale

aveva

che

austriaca,

quel mattino guadata la Piave presso Maserada, entr

a Treviso da porta San Tomaso alle cinque pomerediane. Passarono

26000

ed

soldati

cinque pomerediane del 4 novembre 1813,

alle

arriv

generale

quartier

il

dell'

armata austriaca

Bellegarde e Frimont.

coi generali Hiller,

Gli austriaci furono accolti trionfalmente,


liberatori:

il

spari

campane

delle

ed

artiglierie

della citt,

il

tedrale, presenti

generali,

il

il

mattino del

il

suono

5,

fra

di tutte le

vescovo Bernardino Marin in

persona cant solennemente

come

teatro fu per tre sere consecutive illu-

minato straordinariamente ed
gli

dopo

cavalleria ed artiglieria

fanteria,

di

e nel giorno

notte

nella

clero,

ringraziando

il

le
il

Te

Deum

nella cat-

autorit trevigiane ed

Signore per

l'

entrata

delle truppe austriache.

Nello stesso giorno, dei severissimi decreti proi-

bivano

qualunque

relazione dei trevigiani con Ve-

nezia bloccata, pena la fucilazione immediata ed una

nome del Commissario


R. Armata austriaca in Italia, a

circolare in
I.

amministrazioni

pubbliche,

principale della
tutti gli uffici ed

prescriveva che a qua-

lunque altra dicitura dovesse essere su


sostituita la seguente

stolica

In

tutti gli atti

nome di Sua Sacra Apo-

Imperiale nonch in Ungheria e Boemia

Reale Maest Francesco

I.

ecc. ecc.

che tutti

gli

autorizzati

377

Stemma

dello

servirsi

prescritto dal

governo francese, dovessero da quel giorno


usare lo

Stemma ed Impronto Imperiale

Le tenebre

sperava almeno finalmente

canza assoluta
allegramente

Austriaco.

della signora straniera,

vano sopra Treviso, che stanca

il

la

sotto

collo

distende-

si

guerre e

di

rovine

pace e che nella man-

sentimento

di

di

poi

in

piegava

patriottico,

un severo

il

giogo

d'

le

glorie

erano

padrone.
In

Francia,

disastri.

dopo tutte

La Francia

di

centotrenta dipartimenti, fra cui quello del

capoluogo Ginevra,

Bocche

delle

del

del-

Elba capoluogo Amburgo e che aveva avuto per

tributari

l'Italia,

Spagna,
di

Lemano

Roma, capoluogo Roma,

di

Zuidersee capoluogo Amsterdam,


l'

tutti

Napoleone, che aveva avuto

la

Berg,

la

Vestfalia,

Polonia; la Francia,
e le sue

1814

il

di

il

Baden,
la

di Napoli,

Confederazione del Reno,

di Assia,

Baviera,

regno

il

il

Illiria,

cio

ducati

Wurtemberg,

Sassonia

met

la

la

della

suo vasto impero smembrato

armate dappertutto respinte,

vedeva nel

nemico, l'Europa intera. La Francia invasa,

esausta d'uomini e di denaro, riviveva

dell'inverno del 1709, quando sotto Luigi

conosciuto

terribili

domani

giorni tristi

XIV. aveva

delle vittorie, le rivolte

improvvise e feroci della stanca fortuna.


Dalle steppe di Mojaisk agli ospedali di Magonza,
migliaia

migliaia

di

cadaveri

percorsa dalla Grande Armata.

segnavano
collegati

la via

avevano


fatto cadere fin

1'

del vasto

impero

leone

Grande

il

378

ultimo baluardo, Parigi,


e quella
si

immensa

il

gloria di

sprofondava nel nulla,

cuore

Napoda cui

usc nei cento giorni, ripiombandovi dopo per sempre.

Nella tremenda caduta fu travolto


l'Austria vide allora annientarsi

che aveva minacciata

la

il

sanzione

le

sue

ali

si

il

italico e

terribile,

la

sua sanzione e

chiam Sant' Elena. L' aquila distese

su Treviso

scose per lunghi anni

Regno

nemico

sua stessa esistenza.

Campoformio ebbe finalmente


la

il

e
il

le

citt

sole.

pi fulgido per la patria

al di l delle Alpi.

Ma

sorelle e loro na-

venne un giorno
e

1'

aquila rivol

INDICE
Pag.

Prefazione

Parte

I.
II.

III.

L'invasione francese

La prima dominazione austriaca


Il Regno italico

...

5
15

151

215

ILLUSTRAZIONI
RIPRODUZIONI DAL RAME
Pianta di Treviso

Porta
r,

di

San Tomaso

di

Santi Quaranta

Portello

Piazza Maggiore
Palazzo Pola

Bressa

Riviera Santa Margherita

FOTOTIPIE
Sala da ricevimento in palazzo Pola

Victor riceve in palazzo Pola

San Paolo

municipalisti trevigiani

e riviera del Sile

Piazza delle Legne (ora del

Duomo)

al principio

del secolo

CROMOLITOGRAFIE (ACQUARELLI)
Divise dell' esercito franco cisalpino, 1797

1801

1805

1809-1813

LITOGRAFIE
Tavola

di firme di

Bonaparte, del principe Eugenio e di ge-

nerali francesi.

MftifttlT* UF

ANTONIO SANTALENA

1796-1813
VITA TREVIGIANA
DALL'INVASIONE FRANCESE ALLA SECONDA DOMINAZIONE AUSTRIACA

CON NOTE, DOCUMENTI

E ILLUSTRAZIONI

TREVISO
TIPOGRAFIA LUIGI ZOPPELLI
1889

Prezzo del presente volume Lire

Opere

Altre

ANTONIO SANTALENA

di

insurrezione del Sudan

volume

200 pagine con carta geografica

Drcker
I

e Tedeschi

circa

presso

L. 2.

presso Luigi

Treviso

volume di circa 300 pag.


documenti prefazione di Antonio

Treviso nel

con

di

Padova- Verona

trevigiani alia sortita di Mestre

Zoppelli

Cinque

1848

Caccianiga
Treviso

DI

presso Luigi Zoppelli

..'..'

3.

PROSSIMA PUBBLICAZIONE

Treviso nella seconda dominazione austriaca, dalla caduta


del

Regno

Italico alla

Rivoluzione (1813-1848)

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