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Corso di

CHIMICA
Alberto Fina
alberto.fina@polito.it
Cos’è la chimica

http://www.chemistry2011.org/
Una risposta a una grande domanda
The physicists proclaim, we are trying to unravel the laws of the universe. A
big question, indeed.
The biologists say, we are unraveling the rules of life. A big question, too.
What are the chemists doing? They are producing new molecules, novel
materials, useful drugs; fine, very nice, and of much help, but, where is the
big question?
Wait a minute, maybe chemistry is in charge of the biggest question of all,
and that is:
How does and did matter become complex?
How is it, that from divided, to condensed, to organized, to living, and on to
thinking matter, the universe produced an entity that is able to ask about the
origin of the very universe from which it emerged and about its own coming
about?
And the answer to this BIG question is: by self-organization!

Jean-Marie Lehn
Angew. Chem. Int. Ed. 2013, 52, 2836 – 2850
Reazioni di combustione
“Ghiaccio” istantaneo in busta

Reazione chimica endotermica


Sale vs ghiaccio
Batterie
Metalli all’aria
Catalizzatore auto
Lightstick
Bicarbonato e aceto
Metalli in acqua

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Info pratiche
Suddivisione del corso:
59 h lezione
18 h esercitazione
3 h laboratorio

Esercitazioni in 2 squadre (a partire dal 8 ott):


squadra A:
squadra B:

Laboratorio in 5 squadre (calendario da definire)

Esame:
Scritto (17 quiz, 3 problemi) + orale
Programma del corso
•ATOMO
•CLASSIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI E TAVOLA PERIODICA
•LEGAME CHIMICO
•NOMENCLATURA, FORMULE E STECHIOMETRIA
•CHIMICA ORGANICA
•STATO GASSOSO
•STATO LIQUIDO
•STATO SOLIDO
•TERMODINAMICA CHIMICA
•EQUILIBRI TRA FASI
•CINETICA CHIMICA E CATALISI
•EQUILIBRIO CHIMICO
•ELETTROCHIMICA
•POLIMERI

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Testi consigliati
• M. Schiavello, L. Palmisano, Fondamenti di
Chimica, EdiSES
•P. Atkins, L. Jones, Principi di Chimica, Zanichelli

• P. Giannoccaro, S. Doronzo, Elementi di


stechiometria, EdiSES
• A. Delmastro, S. Ronchetti, Quesiti di chimica,
Esculapio
Storia della Chimica
L’esistenza di particelle elementari come costituenti della
materia è postulata fin dagli antichi greci

Con l’affermarsi del metodo scientifico inizia la chimica


moderna
• Principio di conservazione di massa (Lavoisier, fine ‘700)
• Legge delle proporzioni definite (Proust, fine ‘700)
• Legge delle proporzioni multiple (Dalton, inizio ‘800)
• Peso atomico (Cannizzaro, metà ‘800)
• Concetti di molecola e mole
• ….
Metodo scientifico

Osservazioni Ipotesi Esperimento Modello Nuovo


Congetture X verificare le (Teoria) esperimento
provvisorie ipotesi (una
Spiega il Verifica previsioni del
variabile alla volta)
fenomeno e modello
prevede
fenomemi
correlati
Revisione
dell’ipotesi
Modifica del
modello
Atomo
Inizialmente supposto indivisibile

Faraday dimostra (elettrolisi) presenza di particelle


cariche elettricamente

Atomo divisibile

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Tubo Catodico

• Thomson dimostra esistenza di particelle negative


• Determinazione rapporto v 2 e E
m = Hev = Ee ⇒ = 2
massa/carica r m H r
• Tubi modificati usati per particelle positive
Esperimento di Millikan

• Misurazione della carica dell’elettrone (1,6 10-19 C)


• Calcolo massa elettrone
Modello di Thomson
Particelle subatomiche
il nucleo è costituito da:
- protoni (p) caricati positivamente
- neutroni (n) non caricati

Il nucleo è circondato da:


- elettroni (e-) caricati negativamente
Esperimento di Rutherford
Esperimento di Rutherford
Modello di Rutherford
Modello Planetario
Nucleo centrale (fuoco ellisse)
elettroni su orbite ellittiche

Problema:
Cariche che variano velocità e
direzione dovrebbero
emettere energia (radiazione
EM)  elettrone dovrebbe
collassare!
Rnucleo ≈ 10-14 m = 10 fm

Ratomo ≈ 10-10 m = 1 Å
Azoto

Disegno NON in scala!

27
L’atomo

Z protoni
mp = 1.67 • 10-27 kg
q = +e = 1.6 • 10-19 C
N neutroni
mn = 1.67 • 10-27 kg
q = 0
Z elettroni
me = 9.07 • 10-31 kg
q = -e = -1.6 • 10-19 C
Rnucleo ≈ 10-14 m = 10 fm

Ratomo ≈ 10-10 m = 1 Å Numero di massa:


Ratomo
≈ 1 04! A = Z + N
il nucleo è 10000 volte Rnucleo A
più piccolo dell’atomo! Notazione: ZX
pag.28
Atomi, nuclei, particelle:
le loro dimensioni

pag.29
Atomi

30
Numero Atomico e Numero di Massa

31
Atomi

32
Idrogeno

33
Elio (He)
Atomo di elio: 2 protoni, 2 neutroni, 2 elettroni
numero atomico (Z) = 2 numero di massa (A) = 4

- elettrone

+ + protoni

n n neutroni
nucleo

- elettrone

34
Isotopi
Elio: Z=2
Non
2
2 He esiste!
3
2 He

4
2 He

5
2 He  instabile!
Carbonio 12 e 13 (12C, 13C)

6 -
6 -

6 + 6 +
6 n n
7

Carbonio 12
12C Carbonio 13 13C
6 elettroni 6
6
6 elettroni
6 protoni
6 protoni
6 neutroni
7 neutroni
Carbonio 14 (14C)

6 -

6 +
8 n

Carbonio 14 (radioattivo)
6 elettroni
6 protoni 14C
6
8 neutroni

37
Come misurare la massa?

2
v
m = Hev
r
Massa Atomica

• La massa atomica è nell’intervallo 10-21 -10-24 g

• Unità di massa atomica = dalton


1 dalton = 1/12 della massa dell’atomo di carbonio
12C.

• Il 12C ha massa 12.00000 u

1 dalton = 1.6605. 10-24 g

39
Massa atomica media
• Quando un elemento ha due o più isotopi, si parla di
massa atomica media.
• La massa atomica media dipende dalla massa di ogni
isotopo e dalla sua abbondanza naturale relativa.
• Esempio: il carbonio naturale consiste
principalmente di due isotopi, 98.892 % in numero,
di carbonio-12 e 1.108 % di carbonio-13.
1atomo di carbonio naturale pesa:
12x 98.892/100 + 13x 1.108/100 = 12.011 uma

1 atomo di carbonio pesa 12.011 uma


40
Ma i protoni non si respingono?
Nel nucleo ci sono Z protoni molto vicini tra loro (d ≈ 10-15 m).
Essi risentono delle forze di:
attrazione mpmp −11 (1.67 ⋅10
− 27 2
) −34
FG = −G = −6 .67 ⋅ 10 = −2 ⋅ 10 N
gravitazionale r 2
(10 −15 2
)
−19 2
repulsione FE = +
1 q pq p
= 9 ⋅ 10 9 (1.6 ⋅10 )
= 230 N
−15 2
elettrostatica πε
4 2
0 r (10 )
FE
P
FG FG
P
FE
?!?
In base alle forze che conosciamo (gravitazionale ed elettrostatica)
i protoni dovrebbero respingersi
violentemente
e quindi distruggere o impedire la formazione dei nuclei atomici.
La “colla” nucleare

nuova forza di attrazione, capace di “incollare” tra loro i


protoni vincendo la loro repulsione coulombiana

Caratteristiche della forza nucleare:


• E’ sempre attrattiva
• Si manifesta solo a distanze d ≈ 10-15 m
• Vale tra protoni, tra neutroni, tra protoni e
neutroni
Mesoni
Protoni e neutroni tenuti insieme da particelle di scambio
chimate Mesoni π o Pioni

Massa 270 volte l’elettrone


3 tipi diversi:

Protone  neutrone + π+
Neutrone  protone + π-
Neutrone 1  neutrone 2 + π0
Protone 1  protone 2 + π0
quanti neutroni?
N/Z per nuclei stabili è funzione di Z

I neutroni limitano le forze


elettrostatiche repulsive
tra protoni
Difetto di massa
Energia nucleare
Radioattivita’

Radioattività = trasformazione spontanea o artificiale


dei nuclei con emissione di radiazione
corpuscolare  particelle
elettromagnetica  energia

pag.47
Decadimenti radioattivi

48
Decadimenti radioattivi
Nuclei pesanti Particella α
Po→ Pb+ He
α
210 206 4
+ 84 82 2
Forte potere ionizzante
Nuclei con molti neutroni

β-

+ + I →131 +
131
53 54 Xe e
Altamente penetrante
Nuclei con pochi neutroni
Positrone
β+ + 22
11 Na → 22
10 Ne + e +

γ + 80
35 Br * →35
80
Br + hν
Decadimenti radioattivi
Misurazione di radiazioni

Unità di misura:
• Bequerel (Bq): 1 disintegrazione/secondo
• Gray (Gy): J/Kg, energia assorbita/kg di corpo assorbente
• Sievert (Sv): 1 Gy x Q, con Q fattore di tossicità. Q=1 per γ, e-;
Q=10 per neutroni, Q=20 per α
Stabilità nucleare

52
Serie Radioattive

53
Dimezzamento
Decadimento radioattivo
Tempi di dimezzamento

56
Tempi di dimezzamento
Tempo di dimezzamento e datazione al 14C

59
Traccianti radioattivi in medicina
Traccianti radioattivi in medicina
Energia nucleare e Stabilità
Fissione nucleare

235U

1g di 235U che subisce interamente la


fissione produce circa 8 x 1010 joule, ossia
quanto la combustione di circa 3 tonnellate
di carbone
Prodotti di fissione

Distribuzione delle masse dei prodotti di fissione dell’uranio 235


Arricchimento
•U in natura è una miscela: 99,3% 238U, 0,7% 235U
(fissile).

•Per poterne accumulare una quantità sufficiente


occorre quindi "arricchire" l'uranio del proprio
isotopo 235.
• conversione dell'uranio naturale in esafluoruro
di uranio o tetracloruro di uranio (UF6, UCl4, gas)
• centrifugazione ad altissima velocità, per
sfruttare la piccolissima differenza di peso
specifico.
Uso civile
Uso bellico
Fusione Nucleare

68
Struttura dell’atomo
Modello di Rutherford (1909)
Il nucleo occupa il centro dell’atomo e porta una carica positiva Ze+
La neutralità elettrica è garantita da Z elettroni che ruotano attorno al
nucleo secondo determinate traiettorie (orbite)

69
I modello di Rutherford non funziona…

Non riesce a spiegare alcuni fenomeni, ad


esempio:

• Spettri di emissione
• Spettri di assorbimento
• Effetto fotoelettrico
Spettroscopia atomica

71
Onde elettromagnetiche
Onde elettromagnetiche

73
Onde elettromagnetiche

• The basic!
Luce visibile

λ= 380-780 nm

75
Spettri atomici di emissione

Bario Calcio Litio Potassio Rame

76
Spettri atomici di emissione
Spettri atomici

78
Spettro di emissione dell’idrogeno

Vis UV
Spettro di emissione di un corpo nero
Corpo nero: sostanza capace di assorbire su tutto lo spettro
di frequenze. Se riscaldato, emette su tutte lo spettro

•Distribuzione asimmetrica
dell’energia emessa
•Massima intensità si sposta
a freq maggiori all’aumentare
della Temperatura
Quale spiegazione?
Le teorie classiche non spiegano:
• L’emissione/assorbimento di frequenze specifiche
• La distribuzione di energia nell’emissione dal corpo nero

Teoria quantizzazione dell’energia (Plank, inizio ‘900)

Quantum di energia E=hν


h=6,626*10-34Js
L’effetto fotoelettrico
Effetto fotoelettrico

Freq di soglia dipende dal tipo


di metallo al catodo, i.e. lavoro
di estrazione (W)

E= hν - W
Effetto fotoelettrico

J=intensità della
radiazione
incidente

Potenziale di arresto
Modello atomico di Bohr (1913)
Transizioni elettroniche

• La differenza di energia fra due livelli corrisponde


all’emissione o all’assorbimento di un quanto o fotone in
accordo con l’equazione di Plank:
ΔE = hν = hc/λ
h = 6.6262 x 10-34 J.s

• Finché un elettrone resta in una data orbita la sua energia


resta constante e non si ha emissione di energia
86
Spettri atomici di emissione
Modello atomico di Bohr
Transizioni elettroniche

Transizioni
elettroniche
possibili
nell’atomo
di idrogeno
Evoluzione del modello di Bohr
A maggior risoluzione, si osserva che le righe di emissione sono
multipletti:
 gli elettroni sullo stesso livello n hanno energie diverse

Introduzione del numero quantico angolare l: da 0 a n-1


Sommerfeld: orbite ellittiche

Ulteriori sdoppiamenti portarono all’introduzione del


numero quantico magnetico m: da –l a +l
Esperimento di Stern e Gerlach
Fascio di atomi in campo
magnetico non uniforme

Introduzione del numero quantico di spin = ± 1/2


Cambiamo punto di vista…
• Il modello di Bohr, basato sulla meccanica classica, non
descrive in modo soddisfacente atomi multielettronici e non
permette di spiegare la formazione dei legami chimici.

• Louis de Broglie (1924) propone una nuova teoria: ogni


particella in movimento si comporta come un’onda, come la
radiazione luminosa. La lunghezza d’onda dell’onda di materia
è data da:
λ = h/mv
h costante di Planck
mv quantità di moto della particella

• La meccanica ondulatoria introduce la nozione di probabilità


di presenza invece di localizzazione.

93
Natura corpuscolare della luce

94
Dualismo onda-particella (De Broglie)

λelettrone≈ 10-11 m

95
Applicazione

96
Principio di indeterminazione (Heisemberg, 1927)

h
m∆v ⋅ ∆x ≥

97
Verso un modello ondulatorio…
• Il concetto di onda associata ad un elettrone non
permette di assegnare a questa particella una posizione
esattamente determinata nello spazio.

• Il principio di indeterminazione di Heisenberg (1927)


stabilisce che la contemporanea conoscenza del
momento e della posizione di una particella comporta
una certa indeterminazione di queste grandezze.

• Non si può assegnare agli elettroni un orbita definita,


ma si può calcolare la probabilità di trovare un
elettrone in un certo punto dell’atomo (metodo di
calcolo sul quale si fonda la meccanica ondulatoria).
98
Meccanica ondulatoria
Onde stazionarie

Onde non stazionarie

99
Meccanica ondulatoria

100
Equazione di Schrödinger
Equazione di Schrödinger è una funzione d’onda che permette di calcolare la
posizione di un determinato elettrone lungo le tre coordinate, rispetto al nucleo
posto all’origine.

Le funzioni d’onda dell’equazione di Schrödinger sono caratterizzate da


tre parametri chiamati numeri quantici
101
Applicazione a particella confinata
• Caso monodimensionale: sola derivata su x
• Potenziale nullo

h ∂ψ
2 2
− 2 = Eψ
8π m ∂x 2

Imponendo al contorno ψ ( x) = 0

Soluzioni: nπx
ψ ( x) = A ⋅ sin
L

n2h2 Energia
L
En =
8mL2 quantizzata e > 0
Applicazione a particella confinata
2 2
nh
En =
8mL2

h2
E( n +1) − En = (2n + 1)
8mL2
Funzione d’onda

104
Funzioni d’onda
per la particella
nella scatola
Numeri quantici
• Il numero quantico principale = n
n determina l’energia dell’ elettrone
n è sempre intero e positivo (1, 2, 3,..∞).
più alto è il valore di n, maggiore è l’energia dell’elettrone e
maggiore è la sua distanza dal nucleo.

• Numero quantico secondario o azimutale = l


determina la forma geometrica della nuvola elettronica
l è sempre intero, varia da 0 a (n -1)

• Numero quantico magnetico = m


determina l’orientazione degli orbitali l’uno rispetto all’altro
sempre intero, varia da – l a + l,

107
Orbitali
L’orbitale rappresenta uno spazio al di fuori del quale
la probabilità di trovare l’elettrone è trascurabile

108
Orbitale s
l=0  Forma sferica −
r
1
Ψ1s = e a0

πa 3
0
a0=52,9 pm

∫ Ψ dr = 1
2
Funzione d’onda 1s

110
Funzione d’onda 2s

nodo
Orbitali s

112
Orbitali p
l=1
Momento angolare orbitale non nullo: [l(l+1)]1/2 h/2π
(“circola attorno al nucleo”)

Tre orbitali isoenergetici (degeneri)


Orbitali p

114
Orbitali d
l=2

Orbitali 3d
115
Orbitali f
l=3

Orbitali 4f
Spin elettronico

117
Dimensioni relative

Orbitali
dell’atomo di
idrogeno

118
Energie degli orbitali: H

119
Atomi polielettronici

120
Schermatura di orbitali s su p
Le distribuzioni di probabilità radiale indicano
che un elettrone 2s trascorre la maggior
parte del suo tempo più lontano dal nucleo
rispetto a un elettrone 2p, ma penetra in
prossimità del nucleo per una piccola
frazione del tempo. Questa penetrazione da
parte dell'elettrone 2s aumenta la sua
attrazione verso il nucleo e, quindi, abbassa
l'energia dell’orbitale.
Atomi polielettronici

122
Atomi polielettronici
Ordine di riempimento degli orbitali
Ordine di riempimento degli orbitali
Configurazione elettronica
• E’ l’indicazione di come gli elettroni di un dato
atomo sono distribuiti nei vari orbitali.
• L’ordine con cui gli elettroni occupano gli orbitali è
tale da minimizzare l’energia dell’atomo.

H (1 elettrone) 1s1

He (2 elettroni) 1s2

Li (3 elettroni) 1s2 2s1

Be (4 elettroni) 1s2 2s2

126
Configurazione elettronica
B (5 elettroni) 1s2 2s2 2p1

C (6 elettroni) 1s2 2s2 2p2

N (7 elettroni) 1s2 2s2 2p3

Ne (10 elettroni) 1s2 2s2 2p6

Al (13 elettroni) [Ne] 3s2 3p1

Ar (18 elettroni) 1s2, 2s2, 2p6, 3s2,3p6

Kr (36 elettroni) 1s2, 2s2, 2p6, 3s2,3p6, 3d10,4s2,4p6

127
Eccezioni
Eccezioni
Cosa sappiamo dell’atomo…

• Quanti protoni, quanti neutroni


• Quanti elettroni
• Dove sono gli elettroni

• Quanto pesano gli atomi