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Teorema

Teorema Il teorema di Pitagora ha più di 350 dimostrazioni . Un teorema è una proposizione

Un teorema è una proposizione che, a partire da con- dizioni iniziali arbitrariamente stabilite, trae delle con- clusioni, dandone una dimostrazione. I teoremi svolgo- no un'importantissima funzione nella matematica, nella fisica e in generale in tutte le materie scientifiche. Teore- ma in greco significa: ciò che si guarda, su cui si specu- la (θεώρημα); sul piano etimologico ha la medesima de- rivazione di teoria (dal verbo θεωρέω theoréo, “guardo, osservo”).

1 Struttura di un teorema

Un teorema è composto da una o più ipotesi, una tesi ed una dimostrazione della tesi.

Le ipotesi sono le condizioni iniziali su cui si vuo- le ragionare, esse sono puramente arbitrarie e non hanno motivo di essere dimostrate.

La tesi è la conseguenza delle ipotesi, in un teorema tutte le volte che si verificano le condizioni iniziali descritte nelle ipotesi allora si verifica anche la tesi.

Un teorema, per essere tale, deve contenere una di- mostrazione, cioè un insieme di implicazioni lo- giche che possano assicurare che le ipotesi impli- chino la tesi. Per ottenere una dimostrazione sod- disfacente possono essere seguiti diversi schemi di- mostrativi come la dimostrazione per induzione, la dimostrazione per assurdo oppure la dimostrazione costruttiva.

2 Tipi di dimostrazione

Esistono principalmente tre tipi di dimostrazione: la di- mostrazione costruttiva, la dimostrazione per assurdo e la dimostrazione per induzione.

2.1 Dimostrazione costruttiva

La dimostrazione costruttiva si svolge utilizzando le con-

dizioni iniziali delle ipotesi per ottenere, tramite una serie

di

implicazioni logiche, le condizioni della tesi.

Se

per esempio volessimo dimostrare in modo costruttivo

che se si prendono due numeri pari a e b (ipotesi) allora

la loro somma a + b sarà anch'essa un numero pari (tesi)

possiamo dire che il fatto che a e b siano pari implica

che li si possa scrivere come a = 2×n e b = 2×m, questo implica che la loro somma sia uguale a a + b = 2×n + 2×m

= 2×(n + m) che è un numero pari.

Partendo dall'ipotesi, attraverso una serie di implicazioni logiche abbiamo ottenuto la tesi.

2.2 Dimostrazione per assurdo

La dimostrazione per assurdo viene fatta ipotizzando che

la tesi sia sbagliata e dimostrando che una tesi sbagliata

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4 TEOREMA, LEGGE, ASSIOMA

implichi delle asserzioni che entrano in contrasto con le ipotesi.

Se per esempio volessimo dimostrare per assurdo che se

si prendono due numeri reali a e b diversi da 0 (ipotesi)

allora la loro somma a + b sarà diversa dalla loro diffe- renza a - b (tesi) ipotizziamo che la tesi sia sbagliata e quindi che la somma dei due numeri sia uguale alla loro differenza: a + b = a - b, questo implica che a + b - a = -b che a sua volta implica che b=-b ma questo, nell'insieme dei numeri reali, è vero solo se b è uguale a 0 e questo è assurdo perché in contrasto con l'ipotesi che a e b siano diversi da zero.

Abbiamo negato la tesi e, tramite delle implicazioni lo- giche, abbiamo ottenuto delle condizioni che entrano in contrasto con le ipotesi.

2.3 Dimostrazione per induzione

La dimostrazione per induzione o metodo di induzione vie-

ne utilizzata per i teoremi che asseriscono che gli elemen-

ti di un certo insieme numerabile posseggono una parti-

colare proprietà. Se si riesce a dimostrare che il teorema vale per il primo elemento dell'insieme e che, se il teore- ma vale per un elemento qualsiasi, allora vale anche per il successivo allora la tesi è stata dimostrata.

L'idea intuitiva con cui si può comprendere il senso del metodo di induzione è quella di un “effetto domino": af- finché le tessere da domino disposte lungo una fila cadano tutte sono sufficienti due condizioni:

che cada la prima tessera;

che ogni tessera sia posizionata in modo tale che cadendo provochi la caduta della successiva.

Per dare un esempio di dimostrazione per induzione pos- siamo dimostrare che se n è un numero naturale maggiore

di 0 (ipotesi) allora il numero n + n 2 è pari (tesi). Possia-

mo notare che questo teorema asserisce che gli elemen-

ti dell'insieme dei numeri naturali maggiori di 0, che è

numerabile, possiedono una particolare proprietà. Dimo- striamo quindi che il teorema è valido per il primo ele- mento dell'insieme: se n = 1 allora n + n 2 =1+1 2 =2 che è un numero pari. Ora dimostriamo che se il teorema è vero per un qualsiasi numero naturale k maggiore di 0 è vero anche per il numero successivo k + 1. Quindi ipotiz- ziamo che se k è un numero naturale maggiore di 0 allora k+k 2 è un numero pari. Per il numero successivo k + 1 possiamo dire che (k + 1) + (k + 1) 2 =k+1+k 2 +2k+ 1=(k+k 2 ) + 2(k + 1) è anch'esso un numero pari dato che 2(k + 1) è pari, (k + k 2 ) è un numero che avevamo ipotizzato essere pari e la somma di due numeri pari è pari.

3 In matematica

In matematica per teorema, strettamente, si intende un enunciato che viene dimostrato nell'ambito di una teoria formale (come ogni altra proposizione derivabile dagli assiomi della teoria mediante un procedimento dimostra- tivo) e che in un'esposizione sistematica della teoria viene presentato come risultato di rilievo. Le altre implicazioni logiche che vengono dimostrate in matematica vengono chiamate corollari se la loro dimostrazione viene eseguita grazie alle implicazioni di un teorema, lemmi se le loro implicazioni sono necessarie per la dimostrazione di un teorema, si usa inoltre il termine proposizione per tutte quelle implicazioni logiche tra due predicati che hanno una rilevanza inferiore a quella di un teorema.

La distinzione fra teoremi e semplici proposizioni del- la teoria è materia opinabile e può dipendere in parte dalla tradizione, in parte dalla semplicità dell'enunciato e quindi alla facilità di comprenderne il senso e di ricor- darlo, in parte da valutazioni sul numero e sul peso delle conseguenze che possono ricavarsi da una proposizione.

In matematica tutte quelle affermazioni ritenute vere ma per le quali non si dispone di una dimostrazione soddisfacente vengono chiamate congetture.

4 Teorema, legge, assioma

È utile distinguere la differenza tra i termini utilizzati molto spesso nelle scienze esatte: teorema, legge, assioma.

Si dice teorema una proposizione dimostrata per via logica attraverso una sequenza (finita) di implicazioni logiche, del tipo

A B C D

ossia A D

dove A è un assioma del sistema o una proposizio- ne dimostrata ultimamente in forza di assiomi. Un esempio è il teorema di Pitagora o il teorema di Talete

Si dice legge una relazione matematica estrapolata a partire da dati empirici e in grado di spiegare con un sufficiente grado di precisione un'osservazione spe- rimentale (come il moto dei corpi, le maree, ecc.). Un esempio è la legge di Coulomb per l'elettrostatica o le leggi di Newton per la dinamica.

Si dice assioma (o postulato, benché i due concetti andrebbero distinti) una proposizione non dimostra- ta (e non dimostrabile per definizione) ma assunta per vera in quanto ritenuta evidente o comunque in- dispensabile nello sviluppo assiomatico di un siste- ma. Non può esistere un sistema totalmente privo di assiomi. Un esempio sono gli assiomi di Peano per la matematica, o gli assiomi di Zermelo-Fraenkel per la teoria degli insiemi.

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