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Presentazione

Cos` il calcolo dei sequenti. e

Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Calcolo dei sequenti I. Introduzione.


Giovanni Casini
giovanni.casini@gmail.com

5 Maggio 2009

Giovanni Casini

Calcolo dei sequenti I. Introduzione.

Presentazione

Cos` il calcolo dei sequenti. e

Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Introduzione
Il calcolo dei sequenti ` stato introdotto nel 1935 da Gerhard e Gentzen in Untersuchungen uber das logische Schliessen (Investigazioni sulla Deduzione Logica), articolo in cui viene presentata anche la deduzione naturale. Il calcolo dei sequenti si pone come un sistema di deduzione alternativo ai sistemi assiomatici di tipo hilbertiano e alla deduzione naturale. Gentzen ha introdotto questo tipo di calcolo al ne di ottenere, grazie al teorema di cut-elimination, una serie di importanti risultati nel campo della teoria della dimostrazione.

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Calcolo dei sequenti I. Introduzione.

Presentazione

Cos` il calcolo dei sequenti. e

Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Introduzione
In queste lezioni andremo a toccare i seguenti argomenti: Cosa ` il calcolo dei sequenti. Presenteremo il calcolo e dei sequenti sia per la logica intuizionista che per quella classica, dimostrandone lequivalenza con la deduzione naturale (e quindi anche con le assiomatizzazioni di tipo hilbertiano). Cosa ` stato fatto. Andremo a vedere i risultati e principali ottenuti col calcolo dei sequenti, cio` il teorema e di Cut-elimination e le sue principali applicazioni. Cosa si sta facendo. Vedremo brevemente, senza scendere nel dettaglio, le logiche substrutturali, un campo di ricerca basato sul calcolo dei sequenti tuttora in pieno sviluppo.
Giovanni Casini Calcolo dei sequenti I. Introduzione.

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Cos` il calcolo dei sequenti. e

Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Introduzione

In particolare, in questa lezione: Deniremo le nozioni di sequente e di calcolo sui sequenti. Partendo dalle regole della deduzione naturale per la logica intuizionista, andremo a costruire un corrispondente calcolo sui sequenti. Dimostreremo la corrispondenza fra i due.

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Calcolo dei sequenti I. Introduzione.

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Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Introduzione
Lavoreremo con i linguaggi della logica proposizionale e della logica del primo ordine, come gi` deniti nella parte a precedente del corso. In generale, le lettere greche minuscole (, , , . . .) rappresenteranno le nostre variabili proposizionali, mentre le lettere greche maiuscole (, , , . . .) staranno per insiemi (o sequenze, a seconda del contesto) di formule. Per la logica del primo ordine, utilizzeremo x, y , . . . per indicare le variabili individuali e t, u, v , . . . per rappresentare termini in genere.

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Calcolo dei sequenti I. Introduzione.

Presentazione

Cos` il calcolo dei sequenti. e

Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Un po di definizioni. . .

Prima di tutto, andiamo a denire loggetto del nostro calcolo, cio` il sequente. e Definizione (Sequente) Dato un linguaggio , chiamiamo un sequente una coppia ordinata : tale che e sono sequenze nite (possibilmente vuote) di formule di .

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Calcolo dei sequenti I. Introduzione.

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Cos` il calcolo dei sequenti. e

Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Un po di definizioni. . .

Questa ` la denizione dei sequenti veri e propri, come e deniti da Gentzen: ` importante notare che stiamo parlando e di una coppia di sequenze di formule, cio` viene dato peso e allordine in cui le formule si presentano. Comunque, pi` in u generale, si utilizza il termine sequente anche per riferirci a un coppia ordinata : , in cui ` un insieme di formule e (lordine non conta) e una singola formula.

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Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Un po di definizioni. . .
Per distinguere le due nozioni, ci aderemo alla notazione. Per indicare un sequente nel senso di Gentzen utilizzeremo la freccia . Un sequente avr` la forma a dove e sono sequenze nite (possibilmente vuote) di formule. La forma | si riferisce invece ad un sequente in un senso pi` generico, in u cui ` un insieme nito (possibilmente vuoto) di formule e a e destra dell linea | abbiamo esattamente una formula .
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Cos` il calcolo dei sequenti. e

Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Un po di definizioni. . .
Dato un sequente ( | ), chiameremo la sequenza (insieme) di formule a sinistra di (|) lantecedente del sequente, e la sequenza (formula ) a destra il conseguente. Mentre la deduzione naturale ` costruita su un insieme di e regole che permettono la derivazione di formule a partire da altre formule, nel calcolo dei sequenti andiamo a denire un insieme di regole che permettono di derivare nuovi sequenti a partire da un insieme iniziale di sequenti.

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Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Un po di definizioni. . .
Sempre per distinguere, chiameremo calcolo sui sequenti un qualunque sistema di derivazione che lavora con i sequenti, mentre con calcolo dei sequenti ci riferiremo alla tipologia di sistemi sviluppati da Gentzen, che, come vedremo domani, hanno come oggetto i sequenti di tipo e utilizzano solo regole di introduzione. Un calcolo sui sequenti consiste di assiomi (sequenti assunti come validi) e regole di derivazione con la seguente forma: S1 S2 S1 or S3 S2 dove S1 , S2 , S3 sono sequenti.
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Un po di definizioni. . .

Ad esempio, due possibili regole per la derivazioni di sequenti sono o ,

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Un po di definizioni. . .
Definizione (Derivazione) Dato un calcolo sui sequenti S, chiameremo una derivazione in S un albero D di sequenti le cui foglie corrispondono ad assiomi di S ed ogni altro sequente viene ottenuto dai sequenti immediatamente superiori per mezzo di una regola di derivazione di S. Diciamo che un sequente (|) ` derivabile in un e calcolo sui sequenti S ( S ) se e solo se ` il e sequente nale (la radice) di un albero di derivazione in S.

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Un po di definizioni. . .
Ad esempio, se abbiamo un calcolo sui sequenti S denito da un insieme di S-assiomi e S-regole di derivazione, una derivazione in S avr` una struttura di questo tipo: a
Sassioma (S-regola) . . . Sequente
nale

Sassioma

. . . (S-regola)

Sassioma

(S-regola)

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Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Interpretazioni dei sequenti


Ma come viene interpretato un sequente? Assumiamo di avere una logica L denita da un linguaggio e un operatore di conseguenza (L = , ), i sequenti di L avranno la forma 1 , . . . , n 1 , . . . , m tale che 1 , . . . , n , 1 , . . . , m sono formule di . Come specicheremo meglio in seguito, un sequente 1 , . . . , n 1 , . . . , m di L viene generalmente interpretato come (1 . . . n )
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(1 . . . m )
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Interpretazioni dei sequenti


Un sequente non ` quindi una formula del linguaggio , n e e aerma la verit` o la falsit` di insiemi di formule, ma ci a a dice qualcosa riguardo la relazione di conseguenza della logica L, ci parla delle connessioni premesse-conseguenze. Il calcolo dei sequenti si pone quindi come una sorta di meta-calcolo di una logica L: anzich` derivare nuove e formule a partire da formule assunte, partiamo da un insieme noto di connessioni premesse-conseguenze e andiamo a derivarne di nuove. Per ora assumiamo questa connessione fra sequenti e relazioni di conseguenza come lintuizione che sta dietro luso dei sequenti. Oggi ci occuperemo proprio di giusticare questa connessione.
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Interpretazioni dei sequenti


Vi ` quindi una notevole dierenza fra una regola in deduzione e naturale e una regola nel calcolo dei sequenti.

Nonostante abbiano una forma simile, vi ` una dierenza di e livello: la linea di derivazione che separa le premesse dalla conclusione nella deduzione naturale ` sullo stesso piano della e freccia allinterno del sequente, denendo una relazione fra formule, mentre la linea di derivazione nelle regole di un calcolo sui sequenti denisce una relazione premesse-conseguenze fra elementi di una relazione di conseguenza.
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Schema della presentazione


Adesso andiamo a costruire un calcolo sui sequenti per la logica intuizionista. Partiremo dallapproccio intuizionista perch` in questo caso i sequenti alla Gentzen hanno al pi` e u una formula a destra della freccia, cio` hanno la forma e 1 , . . . , n che risulta pi` immediatamente intuitiva. Partiremo lavorando u con sequenti di forma 1 , . . . , n | in cui lantecedente viene trattato come un insieme di formule e per conseguente abbiamo esattamente una formula.
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Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Schema della presentazione


Partiremo riprendendo il sistema di deduzione naturale intuizionista (che dora in poi chiameremo NDi ). A partire da NDi andremo a costruire il sistema che chiameremo SNDi (Intuitionistic Sequential Natural Deduction), una diretta traduzione di NDi a livello dei sequenti. Dimostreremo che vi ` una corrispondenza fra NDi e e SNDi , cio` che per ogni insieme di formule e ogni e formula abbiamo
NDi

se e solo se

SNDi

SNDi ci sar` poi necessario per andare a costruire il a calcolo dei sequenti per la logica intuizionista (SCi ).
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Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Da NDi a SNDi
Come sappiamo, nella deduzione naturale non vi sono formule assunte come valide (assiomi), ma solo regole di ` inferenza. E per` possibile introdurre un numero nito di o formule come assunzioni, dando la possibilit` di scaricarle a in seguito, o facendo dipendere la conclusione da esse. Risulta quindi essenziale registrare le assunzioni non scaricate per determinare da quali premesse dipende la conclusione. Negli alberi di dimostrazione, quindi, segnaliamo quali di queste assunzioni non vengono scaricate.

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Da NDi a SNDi

Un sistema alternativo per registrate le assunzioni consiste nel sostituire ogni formula di una dimostrazione con un un sequente | : il conseguente riporta la formula derivata, mentre lantecedente esplicita in maniera completa linsieme della premesse da cui tale formula dipende.

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Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Da NDi a SNDi
Ad esempio, prendiamo il seguente passaggio di un albero di deduzione naturale: . . . . . . Se lo traduciamo in sequenti otteniamo | | , |

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Da NDi a SNDi

Con questo procedimento possiamo trasformare ogni albero di derivazione della deduzione naturale in un equivalente albero di sequenti, in cui ad ogni foglia, dove era presente unassunzione , apparir` un sequente | (che sta ad indicare che viene a introdotta una formula in dipendenza da se stessa) e alla radice il sequente che riporta la conclusione della nostra dimostrazione, in dipendenza dalle assunzioni non scaricate.

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Da NDi a SNDi
Esempio. Questo albero di deduzione naturale, che dimostra (x)(G (x) F (x)) (x)G (x) (x)F (x), . . . (x)(G (x) F (x))(1) G (a) F (a) [(x)G (x)(2) ] G (a) F (a) (x)F (x) (x)G (x) (x)F (x)) (I ) (I )[2]

(E )

(E )

(E )

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Da NDi a SNDi
. . . viene trasformato in questo albero di sequenti.
(x)(G (x) F (x)) | (x)(G (x) F (x)) (E ) (x)(G (x) F (x)) | G (a) F (a) (x)G (x) | G (a) (E ) (x)(G (x) F (x)), (x)G (x) | F (a) (I ) (x)(G (x) F (x)), (x)G (x) | (x)F (x) (I ) (x)(G (x) F (x)) | (x)G (x) (x)F (x)) (x)G (x) | (x)G (x) (E )

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Dalla deduzione naturale ai sequenti.

Il calcolo SNDi
Possiamo quindi pensare di tradurre le regole della deduzione naturale in un insieme di regole in forma di sequenti. Prima di tutto dobbiamo prendere in considerazione il ruolo delle assunzioni: nel calcolo dei sequenti non abbiamo assunzioni, ma, come abbiamo visto, ogni assunzione si traduce in un sequente | . Introduciamo quindi nel nostro calcolo sui sequenti uno schema di assiomi che indichi che possiamo introdurre nellalbero di derivazione qualunque formula facendola dipendere da se stessa. ` (Tavola I: Assioma di riflessivita) Assioma : | Riessivit` a
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Il calcolo SNDi

Passiamo quindi a ridenire le regole di derivazione della deduzione naturale per la logica intuizionista, seguendo il metodo denito sopra per la trasformazione degli alberi di derivazione. Prendiamo le regole per la logica intuizionista proposizionale (NDiprop ) e traduciamole in un sistema di regole a livello dei sequenti (SNDiprop ).

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Il calcolo SNDi
(Tavola II: Regole di NDiprop ) [I ] [E ] [] . . . [] . . .

[I ]

[] . . . [] . . . [] . . .

[E ]

[I ]

[E ]

[I ]

[E ]
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Il calcolo SNDi
(Tavola III: Regole di SNDiprop ) [I ] | | , | | | | , | , , | [E ] | | , | | | | |

[I ]

[E ]

[I ]

, | |

[E ]

| | , |

[I ]

, | , | , |

[E ]

| | , |

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Il calcolo SNDi
Per ottenere un calcolo dei predicati SNDi ` suciente e tradurre in forma di sequente le regole per i quanticatori di NDi e aggiungerle alle regole di SNDiprop .
(Tavola IV: Regole sui quantificatori di NDi ) [I ]a (t) (x)(x) [E ] (x)(x) (t) [(t)] . . .

[I ]
a

(t) (x)(x)

[E ]b

(x)(x)

Il termine t non deve occorrere n` nella formula (x)(x), n` in e e alcuna delle assunzioni da cui tale formula dipende b Il termine t non deve occorrere n` in (x)(x), n` in , n` in alcuna e e e delle assunzioni da cui dipende.
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Il calcolo SNDi
(Tavola V: Regole sui quantificatori di SNDi ) [I ]a | (t) | (x)(x) | (t) | (x)(x) [E ] | (x)(x) | (t) | (x)(x) , (t) | , |

[I ]
a

[E ]b

Il termine t non deve occorrere in nessuna delle formule contenute nel sequente inferiore. b Il termine t non deve occorrere in nessuna delle formule contenute nel sequente inferiore, n in (x)(x). e

Il calcolo SNDi (Intuitionistic Sequential Natural Deduction) viene quindi denito dallassioma di riessivit` (Tavola I), le a regole sui connettivi proposizionali (Tavola III), e le regole sui quanticatori (Tavola V).
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Monoton` a
Unimportante regola che possiamo derivare dalle regole di SNDi ` la regola di Left Weakening (LW), corrispondente alla e monoton` a:

| , |
| | (I ) (E )

, | , |

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Corrispondenza fra NDi e SNDi

Possiamo dimostrare che sistemi di derivazione NDi e SNDi corrispondono. Per dimostrare questo dobbiamo dare alcune denizioni. Dato un albero di derivazione D (sia di NDi che di SNDi ), un ramo r ` una sequenza di formule (sequenti) tale che la prima e ` una foglia dellalbero, lultima ` la formula (sequente) nale, e e e ogni elemento della sequenza ` la formula (sequente) che e nellalbero si trova immediatamente sotto il suo predecessore.

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Corrispondenza fra NDi e SNDi


Esempio di ramo: (x)(G(x) F(x))(1) G(a) F(a) (E ) [(x)G (x)(2) ] G (a) F(a) (x)F(x) (x)G(x) (x)F(x)) (I ) (I )[2] (E )

(E )

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Corrispondenza fra NDi e SNDi

La profondit` di un ramo r corrisponde al numero di formule a (sequenti) che compongono il ramo (l(r ) = |r |). La profondit` di un albero di derivazione D corrisponde a a quella del suo ramo pi` profondo: u l(D) = max{l(r )| r ` un ramo di D} e

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Corrispondenza fra NDi e SNDi

Adesso possiamo enunciare e dimostrare (sommariamente) il teorema che ci d` la corrispondenza fra i due calcoli. a Teorema (Corrispondenza fra NDi e SNDi ) Prendiamo un linguaggio per la logica dei predicati. Per ogni sottinsieme nito di e ogni ,
NDi

se e solo se

SNDi

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Corrispondenza fra NDi e SNDi


Dimostrazione (schema). (I) Se NDi , allora SNDi | . Dobbiamo dimostrare che per qualunque derivazione D in NDi esiste una corrispondente derivazione D in SNDi tale che, se D dimostra NDi , allora SNDi | . Dimostriamo questo per induzione completa sulla profondit` di D. a Passo 1: l(D) = 1. Se l(D) = 1, D ` composto da una singola assunzione che e dipende da se stessa. Quindi D dimostra NDi . Lalbero corrispondente D in SNDi ` quello composto dal singolo e assioma | .

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Corrispondenza fra NDi e SNDi


Passo 2: l(D) = m + 1. Per ipotesi di induzione assumiamo che per ogni derivazione C in NDi tale che l(C) m, esiste una derivazione C in SNDi corrispondente, cio` tale che se C dimostra NDi , allora C e dimostra SNDi | . Una derivazione D tale che l(D) = m + 1 viene ottenuta applicando una regola di NDi alle conclusioni di un un insieme di alberi di deduzione {C1 , . . . , Cn } (con 1 n 3). Ci ` e quindi suciente dimostrare che applicando una qualunque regola di NDi possiamo ottenere una corrispondente derivazione D in SNDi .

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Corrispondenza fra NDi e SNDi


Facciamo un esempio, prendendo la regola (E ). Poniamo di avere un albero D di profondit` m + 1 cos` costruito: a C1 D dimostra che , , , [] C2
NDi

, [] C3

(E )

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Corrispondenza fra NDi e SNDi


Per ipotesi di induzione sappiamo che esistono tre derivazioni C1 , C2 , C3 in SNDi che dimostrano rispettivamente | , , | e , | . Adesso basta applicare a questi tre sequenti la regola (E ) di SNDi per ottenere lalbero D . C1 | C2 , | , , | D dimostra che
SNDi

C3 , | (E )

, , | .

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Corrispondenza fra NDi e SNDi


Ripetendo lo stesso procedimento per tutte le regole otteniamo la nostra dimostrazione. Nota: le regole (E ), (I ), (I ) e (E ) di NDi permettono lo scaricamento di alcune assunzioni, ma non lo obbligano. Al contrario, le corrispondenti regole di SNDi scaricano automaticamente le premesse. Nel caso che applicassimo una di queste regole senza scaricare una o pi` assunzioni, u otteremmo una derivazione corrispondente in SNDi reintroducendo la premessa scaricata tramite lapplicazione della regola di Left Weakening, che ` stata precedentemente e dimostrata valida in SNDi .

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Corrispondenza fra NDi e SNDi


Esempio. Se utilizziamo la regola (E ) senza scaricare la premessa (ottenendo quindi , , , NDi ). . . C1 , [] C2 , C1

(E )

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Corrispondenza fra NDi e SNDi


. . . otterremo lalbero corrispondente in SNDi reitroducendo lassunzione per mezzo del LW : C1 | C2 , | , , | , , , | (LW ) C3 , | (E )

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Corrispondenza fra NDi e SNDi


(II) Se SNDi | , allora NDi . Adesso dobbiamo dimostrare la direzione inversa, cio` che per e qualunque derivazione D in SNDi esiste una corrispondente derivazione D in NDi tale che, se D dimostra SNDi | , allora NDi . Seguiamo esattamente lo stesso procedimento della prima parte, utilizzando linduzione completa sulla profondit` di D; semplicemente ci muoveremo da SNDi verso a NDi . Abbiamo quindi dimostrato la corrispondenza fra NDi e SNDi , e giusticato la lettura di un calcolo a livello dei sequenti come un calcolo sugli elementi di una relazione di conseguenza logica.
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Conclusioni
Cosa abbiamo visto oggi: Abbiamo introdotto la nozione di sequente, e spiegato come un calcolo sui sequenti si dierenzi dalla deduzione naturale. Partendo dalle regole per la deduzione naturale nella logica intuizionista, abbiamo costruito un sistema di derivazione corrispondente SNDi che lavora al livello dei sequenti.

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Conclusioni

Cosa vedremo domani: Partendo da SNDi andremo a denire il calcolo dei sequenti nello stile di Gentzen per la logica intuizionista (SCi ).

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