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Cavolo verza - Brassica


In questa pagina parleremo di :
Il Cavolo Verza
Ambiente ed esposizione
Terreno
Semina
Annaffiature
Concimazione
Sarchiatura e rincalzatura
Raccolta e conservazione
Malattie e parassiti
Vendita
Variet
Cavolo verza : Propriet

Il Cavolo Verza
Il cavolo verza una pianta erbacea originaria dellEuropa e coltivata in modo particolare in Italia nelle
regioni della Puglia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Campania, Marche, Emilia-Romagna e Trentino Alto-Adige.
Il cavolo verza molto simile al cavolo cappuccio, ma con foglie pi raggrinzite e ricche di nervature
sporgenti. Questa pianta presenta un fusto con portamento eretto che pu arrivare ad unaltezza massima
di trenta centimetri. Le foglie sono di grandi dimensioni e si riuniscono a rosetta formando la classica palla;
quelle situate esternamente sono rivolte in fuori, mentre quelle pi interne sono disposte in modo
sovrapposto e formano un cappuccio di consistenza pi o meno soda. La palla della verza pu avere colore
verde o rosso-viola.
Ambiente ed esposizione
Il clima pi adatto per la coltivazione del cavolo verza di tipo temperato-umido, sopporta il freddo ma
teme molto le gelate.
Terreno
Il cavolo verza necessita di un terreno di medio impasto, ricco di sostanza organica, soffice e molto ben
drenato. Prima della semina dovr essere lavorato molto ben in profondit.


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Semina
Il cavolo versa si riproduce attraverso i semi. Prima di procedere con loperazione di semina, il terreno va
lavorato in profondit e ben concimato con del letame maturo. La semina viene effettuata in semenzaio, il
periodo cambia in base alla variet di cavolo verza, quelle precoci si seminano nei mesi di agosto e
settembre, quelle tardive nei mesi di aprile e maggio e quelle molto tardive dal mese di gennaio a quello di
maggio. Quando le piantine saranno arrivate ad unaltezza di circa venti centimetri e avranno sviluppato
quattro foglioline, in genere dopo poco pi di un mese dalla semina, saranno pronte per essere trapiantate
rispettando una distanza di circa cinquanta centimetri luna dallaltra e sessanta tra una fila e laltra.
Annaffiature
Il cavolo verza necessita di costanti ed abbondanti annaf fiature soprattutto nei periodi caldi e siccitosi.
Bisogna sempre fare attenzione a non provocare ristagni idrici.
Concimazione
Anche le concimazioni sono molto importanti per il corretto e sano sviluppo del cavolo verza. Prima
dellimpianto il terreno va concimato con del letame maturo oppure con concime secco da apportare una
volta ogni mese. Dopo il trapianto, invece, sar opportuno effettuare una concimazione a base di alghe
brune unite a sangue secco.
Sarchiatura e rincalzatura
Due operazioni molto importanti per limitare la crescita delle erbe infestanti e leccessiva evaporazione e
conseguente perdita di acqua, sono la rincalzatura e la sarchiatura.
Raccolta e conservazione
La raccolta del cavolo verza si effettua in momenti diversi a seconda della variet, del periodo di semina e di
trapianto. Questa operazione andr fatta tagliando la testa del cavolo nel momento essa abbia raggiungo
una grandezza adeguata alla variet. Il cavolo verza si pu conservare in frigorifero ad una temperatura di
quattro-cinque gradi avendo laccortezza di lasciare la palla avvolta nelle foglie pi esterne e grandi.
Malattie e parassiti
Il cavolo verza molto soggetto a marciumi, essi sono causati da funghi che proliferano in caso di eccessivo
apporto di acqua e conseguente ristagno idrico. Alcuni parassiti che attaccano questa pianta possono
essere: la cavolaia, la mosca del cavolo, il maggiolino. Una malattia che si presenta frequentemente
lernia del cavolo.


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Vendita
Quando acquistiamo un cavolo verza, scegliamo sempre quelli con la palla di consistenza piuttosto soda,
foglie non danneggiate o ingiallite.
Variet
Ci sono molte variet di cavolo verza, tra quelle pi famose ricordiamo:
Cavolo Violaceo di Verona: una variet tardiva che presenta un colore verde-viola.
Cavolo di Montalto Dora: la variet tipica di questa zona che si trova in provincia di Torino, ha un
sapore molto buono e presenta foglie tenere e ricciute.
Cavolo di Vetus: questa variet ha un colore verde piuttosto chiaro.
Altra variet sono: il Monarch, il S. Martino dAsti, il cavolo di Settimo Torinese, il Wirosa e il
Princess.
Cavolo verza : Propriet
Il cavolo verza contiene molte vitamine: A, C, K, ma anche fosforo, calcio, potassio, ferro, zolfo. E un
alimento molto utile per chi segue una dieta, in quanto contiene poche calorie e d un forte senso di
saziet.
Da studi effettuati recentemente, si appreso che il cavolo verza pu essere molto utile per
prevenire tumori soprattutto dellapparato digerente e quello urinario. Le foglie di cavolo verza
possono essere impiegate anche sottoforma di decotto, molto efficace contro bronchite, asma,
affezioni dellapparato gastrico e digerente. Nel caso prepariate questo decotto, non buttate lacqua
di cottura, sar molto efficace per combattere eczemi e infiammazioni.
In caso di difficolt di defecazione, sar molto utile far bollire un cavolo verza per pochi minuti in
pochissima acqua, filtrarla e berla mattina e sera.
Non contenendo glutine pu essere mangiato tranquillamente anche da chi affetto da celiachia.
Oltre ad avere tutte queste preziose propriet, il cavolo verza presenta anche delle
controindicazioni: questo alimento non va utilizzato da chi soffre di ipotiroidismo e chi affetto
dalla sindrome del colon irritabile.



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Cetrioli - Cucumis sativus


In questa pagina parleremo di :
Il cetriolo
Terreno
Concimazione
Consociazioni, avvicendamenti
Coltivazione
Annaffiatura
Parassiti
Cetrioli : Raccolta

Il cetriolo

Il cetriolo una pianta simile alle altre appartenenti alla famiglia delle Cucurbitacee, di cui fa parte. E'
classificato con il nome di cucumis sativus e si presenta con un particolare fusto sarmentoso e tipici frutti
dalla forma allungata, con colori che vanno dal verde per i pi noti, al giallo e al bianco. La sua origine si
colloca nelle zone subtropicali del pianeta. Per tale ragione il cetriolo mantiene la necessit di temperature
piuttosto elevate per un corretto sviluppo, che non scendano preferibilmente sotto i 10-15 gradi. Inoltre, il
cetriolo abbisogna di un'elevata disponibilit di acqua. In presenza di una scarsa disponibilit idrica, infatti,
il frutto perde molto per ci che riguarda il suo vigore e il suo sapore: cresce amaro al gusto e si svilupper
molto meno. Anche la produzione ne risentir e sar molto pi scarsa. Le zone migliori dove il cetriolo
cresce con pi facilit sono quelle che non vivono il problema di eventuali ritorni di freddo tardivi, abi tuali
in alcuni territori nel mese di aprile. Questo perch le piante che hanno iniziato la loro crescita nel mese
potranno subire gravi danni e bloccare il proprio sviluppo.
Terreno
Il cetriolo cresce bene in diversi tipi di terreno, non molto esigente. La sua predilezione va comunque a
terreni a medio impasto e, come sottolineato precedentemente, con una buona esposizione al sole poich
amante delle alte temperature. Un terreno fertile e fresco garantir una buona crescita alla pianta. E'
opportuno stare attenti ai ristagni d'acqua, dannosi al cetriolo e effettuare una buona disinfestazione nella
preparazione dell'area di coltivazione. La pianta, infine, non gradisce particolarmente i terreni troppo
argillosi o troppo sciolti.


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La lavorazione del terreno dovr essere eseguita in modo accurato, poich il cetriolo ha un lungo
sviluppo dell'apparato radicale che arriva anche a una trentina di centimetri di profondit. Questa
sar da farsi sul finire dell'estate per garantirsi il favore dell'umidit dell'autunno.
Concimazione
Il cetriolo ha bisogno di elevate quantit di concime organico, all'incirca 4 quintali per 100 metri quadri di
coltivazione, da interrarsi nelle fasi della lavorazione in profondit del terreno, oppure nella fase di messa a
dimora. Da segnalare, inoltre, il gradimento del cetriolo per una buona quantit di fosforo, elemento di cui
il terreno pu essere arricchito grazie ad un concime apposito.
Consociazioni, avvicendamenti
Piante che si associano molto bene al cetriolo sono cavoli, fagioli, piselli,lattuga. Da evitare invece
l'associazione con pomodoro o patata. Sar poi consigliabile non ripetere sul medesimo spazio di terra la
coltivazione del cetriolo o di altre piante della famiglia cucurbitacee, come anguria o zucca entro una
distanza di 3-4 anni, al fine di scongiurare la diffusione di fitopatie e per consentire inoltre al terreno un
adeguato riposo.
Coltivazione
La semina del cetriolo si pu eseguire dal mese di aprile a quello di giugno, utilizzando apposite postarelle
larghe e profonde 20 centimetri da colmare per un terzo di terriccio e buon concime fosfatico, e per due
terzi di composto oppure letame. In ciascuna di queste postarelle saranno poi posti 4 semi ravvicinati, alla
distanza di ben pochi centimetri. Ricoprire infine con un paio di centimetri di terriccio. Distanziare poi ogni
postarella a 70 centimetri circa nella stessa fila e a un metro, un metro e mezzo massimo tra le diverse file.
In alternativa, si potr eseguire la semina in tempi anticipati, tra la fine di marzo e l'inizio di aprile,
in un semenzaio o in piccoli vasi con due semi per poi effettuare il seguente trapianto nel mese di
maggio. L'operazione consentir di pervenire al raccolto un paio di settimane prima.
Particolare attenzione va prestata alla presenza di infestanti, che sar agguerrita in particolare nelle
primissime fasi della coltivazione. Operare dunque in questo momento con un buon numero di
sarchiature. Contro le infestanti utile inoltre utilizzare appositi tutori alti un metro, un metro e
mezzo circa.
Annaffiatura
E' alto, si detto, il fabbisogno di acqua per il cetriolo. Per questo motivo l'annaffiatura andr fatta spesso
per la durata del ciclo di coltivazione, tenendo conto che la pianta avr bisogno di almeno due litri di acqua


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per ogni giorno, al massimo 2 litri e mezzo. Distribuire in modo adeguato, evitando per i ristagni d'acqua,
dannosi per la pianta.
Parassiti
Particolare attenzione, tra le crittogame, alla maculatura angolare, che si rivel a con macchie bianche sopra
le foglie, e croste. Questa porta danni ai frutti, alla loro caduta oppure a marciume. In caso di malattia si
dovr attendere tre anni prima di una successiva coltivazione della pianta. Per combattere la maculatura
sar necessario intervenire con un trattamento di poltiglia bordolese.
Cetrioli : Raccolta
Inizia al terzo mese dalla semina, quando il frutto non giunto ancora a piena maturit e si presenta con un
colore verde lucente. Si calcola all'incirca una produzione da 3 quintali di cetrioli fino a 12 quintali per le
coltivazioni protette ogni 100 metri quadri di terreno.


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Cicoria - Cichorium intybus


In questa pagina parleremo di :
La Cicoria
Ambiente ed esposizione
Terreno
Semina e trapianto
Annaffiature
Concimazione
Raccolta
Fiori
Malattie e parassiti
Variet
Curiosit

La Cicoria
La cicoria una pianta erbacea di tipo perenne presente in tutto il mondo che pu arrivare ad unaltezza di
un metro e mezzo. In Italia molto diffusa ad esclusione delle zone tirreniche e meridionali dove lo meno.
E una pianta piuttosto rustica che resiste a diversi tipi di clima e non ha particolari esigenze di coltivazione.
La radice un rizoma ingrossato che, nella parte finale, diventa un fittone a forma di colore scuro; la parte
aerea del fusto pu avere un andamento pi o meno eretto, molto ramificata e tomentosa. Le foglie che si
sviluppano alla base della pianta si presentano con contorno quasi sempre irregolare e si riuniscono a
rosetta, quelle pi piccoline, invece, hanno contorno il pi delle volte seghettato e una forma di lancia;
possono essere lisce oppure pelose, hanno colore verde e raggiungono una lunghezza di circa venticinque
centimetri. I fiori della cicoria sono di colore azzurro o bianco, ermafroditi e formati da androceo, gineceo,
calice e corolla. Il frutto di questa pianta un achenio di forma pi o meno ovale con alcuni spigoli, liscio e
di dimensioni molto piccole.





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Ambiente ed esposizione

Come detto in precedenza, la cicoria non ha particolari esigenze
climatiche, gradisce qualche ora di sole al giorno ed in grado di
resistere anche a temperature molto rigide. La cicoria la
possiamo trovare fino a 1200 metri di altitudine, ma anche lungo
sentieri, terreni non coltivati oppure coltivati, terreni sassosi o
coperti da macerie ecc.
Terreno
Anche per quanto riguarda il terreno, la cicoria non chiede
molto; si adatta a vari tipi di terreno, calcareo, siliceo ecc.,
limportante che abbia un buonissimo sistema di drenaggio.
Semina e trapianto
La cicoria si riproduce per seme. Il periodo di semina diverso a
seconda della variet: se coltiviamo una cicoria da taglio, la
semina verr effettuata a spaglio e sar possibile farla tutto
lanno, cercando di evitare i momenti con temperature molto rigide; se la cicoria coltivata da cespo,
semineremo in aprile o maggio direttamente nel terreno, in semenzaio fino al mese di agosto.
Prima di procedere con la semina, il terreno andr lavorato ad una certa profondit e concimato con
dello stallatico maturo e concime di tipo minerale. Quando le nuove piantine avranno sviluppato
circa dieci foglioline, saranno pronte per essere trapiantate ad una distanza di circa trenta centimetri
luna dallaltra e di quaranta centimetri tra una fila e laltra.
Per avere dei cespi molto compatti e croccanti si dovr procedere con la forzatura, che consiste nel
tagliare le radici giovani e coprirle con della terra umida allinterno di un contenitore, passati circa
trenta giorni si avranno delle foglie bianche molto croccanti.
Annaffiature
La cicoria necessita di un buon apporto di acqua regolare e costante.
Concimazione

Come detto nei paragrafi precedenti, prima di effettuare la semina il terreno va concimato con dello


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stallatico maturo. Durante la fase di sviluppo delle piantine sar opportuno somministrare del nitrato di
calcio (15 gr./mq).
Raccolta
Anche il metodo di raccolta varia a seconda del tipo di cicoria. Quella da taglio si raccoglie facendo un taglio
con un coltello ben affilato a un paio di centimetri dalla terra; quella da cespo si raccoglier lasciando un
po di radice.
Fiori
I fiori della cicoria sbocciano tra i mesi di luglio ed ottobre; in genere sono di colore azzurro ma esistono
delle variet a fiore bianco. La caratteristica di questi fiori quella di schiudersi alle prime ore del mattino e
richiudersi durante il pomeriggio-sera. Questi fiori sono ermafroditi e presentano un calice con sepali molto
piccoli, una corolla composta da cinque petali, landroceo con cinque stami e il gineceo. Limpollinazione
avviene grazie alle api.
Malattie e parassiti
La cicoria spesso vittima di marciumi di radici e foglie, per evitare questo inconveniente , quando si
annaffiano bisogner stare attenti a non bagnare foglie e radici. Altri nemici delle foglie sono gli afidi e le
lumache, mentre quelli delle radici possono essere il grillotalpa e i maggiolini.
Variet
Possiamo distinguere la cicoria in tre variet: da taglio, a foglie colorate, da foglie e steli.
Cicoria da taglio: una variet che pu essere coltivata tutto lanno, facendo attenzione ai mesi con
temperature molto basse. E molto usata in cucina per preparare insalate. I nomi pi noti sono:
Spadona, a foglia larga e Migliorata.
Cicoria a foglie colorate: il radicchio. Questa variet viene seminata durante i mesi di giugno e
luglio e raccolta durante la stagione autunnale-invernale. Alcuni nomi sono: Rosso di Treviso,
Variegato di Chioggia e Rosso di Verona.
Cicoria da foglie e steli: la semina di questa variet si effettua nei mesi di luglio ed agosto; si essa
vengono mangiate le radici. Ricordiamo: la cicoria di Bruxelles, di Brabante, Pan di zucchero ecc.



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Curiosit

La cicoria viene usata per depurare e disintossicare lintestino, il fegato e i reni; le radici di questa pianta
possono essere utili come digestivo, lassativo e per abbassare i valori glicemici. Un decotto di foglie pu
essere usato per fare degli impacchi sulla pelle arrossata.


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Cipolle - Allium cepa


In questa pagina parleremo di :
La cipolla
Coltivazione
Esposizione
Terreno
Parassiti
Cipolle : Irrigazione

La cipolla
La cipolla, nome comune per allium cepa, appartenente alla famiglia delle Liliacee una pianta dalla
coltivazione e utilizzo alimentare antichissimi, fondamentale per la sopravvivenza di famiglie contadine e
paesane sin da tempi remoti, e rappresentando nel corso della storia, dal primo Medio Evo fino al 18
secolo inoltrato, la principale fonte di sostentamento per queste popolazioni.
La pianta della cipolla si presenta con un bulbo formato foglie carnose, dette catafilli, contenente
nel suo cuore quello che diverr lo scapo floreale. Dallo scapo si ottengono i semi, anche se
soltanto a partire dal secondo anno di vita della pianta. Esso crescer fino a raggiungere un'altezza
significativa, in alcuni casi tocca anche il metro e mezzo.
Coltivazione
La semina avviene in semenzaio all'aperto nel periodo che va dal mese di gennaio a marzo. Per quanto
riguarda le zone a clima rigido, sar necessario anticipare il trapianto e quindi si dovr procurare la giusta
riparazione al semenzaio, ad esempio con del vetro. Se il clima non cos freddo possibile velocizzare il
processo di germinazione collocando per la durata di circa dodici ore i semi a bagno nell'acqua tiepida.
Dopo due mesi o poco pi dalla semina il tempo del successivo trapianto: le piantine dovranno aver
raggiunto un'altezza di circa 15 centimetri e almeno 4 foglie. E' consigliabile non operare con il trapianto
prima di fine maggio, poich i bulbi non saranno ancora grandi a sufficienza. Nel caso della cipolla non si
deve intervenire con la cimatura delle foglie, dal momento che la pioggia potrebbe entrare dentro le foglie
causando un assai probabile marciume. Per la messa a dimora la distanza sar di 30 massimo 35 centimetri
tra le file e fino a 20 centimetri nella medesima fila.


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Esposizione
La cipolla non risulta particolarmente sensibile alle basse temperature. Da tenere in conto, tuttavia, il
cosiddetto fotoperiodo, ossia la durata della lunghezza del giorno che ha effetti diretti sul transito dal
periodo vegetativo - nel quale il bulbo si ingrandisce e le foglie vano a formarsi - e il periodo riproduttivo -
nel quale fa la sua comparsa lo scapo floreale. Nel caso in cui il fotoperiodo vada oltre le 16 ore circa in un
giorno si interromper la nascita di ulteriori foglie, mentre il bulbo andr a ingrandirsi. Se il fotoperiodo
scende a 12 ore o poco meno al giorno si avvier la differenziazione dello scapo floreale. E' consigliabile
dunque effettuare la semina presto a gennaio, in modo tale che sin dal mese di maggio le piante della
cipolla abbiano prodotto una sufficiente quantit di foglie, dal momento che nelle settimane che
seguiranno si bloccher la produzione di ulteriori foglie.
Terreno
La cipolla tollera assai facilmente diversi tipi di terreno. I suoi preferiti, tuttavia, sono quelli caratterizzati da
un medio impasto, profondi, sabbiosi e sciolti e con pH ideale intorno ai 6.5. Effetti dannosi per la crescita
del bulbo potranno essere prodotti da un terreno particolarmente alcalino o acido. La cipolla non cresce
adeguatamente in terreni che presentano umidit stagnante. La pianta risulta infatti sofferente ai ristagni
dell'acqua e non si sviluppa in quelle zone contraddistinte da molte e abbondanti piogge.
Parassiti
Alcuni parassiti possono essere particolarmente pericolosi per la pianta di cipolla, come accade alle altre
specie della famiglia delle Liliacee. La mosca della cipolla un problema diffuso: attacca il bulbo con le sue
larve e causa infezioni batteriche con conseguenti marciumi. In questo caso bene diffondere fuliggine e
fiori di zolfo tra le file della coltivazione per combattere il parassita. Altri parassiti pericolosi sono l'angilulla,
la criocera e la tignola che colpisce le foglie, In quesito casi si deve bruciare le piante attaccate e intervenire
con piretro o con il bacillum thuringiensis. Ulteriore problema frequente arriva anche dalla peronospora ,
che causa macchie biancastre sulle foglie e seguente marciume e caduta. Per evitare tale problema non si
dovr eccedere con i fertilizzanti azotati e con le irrigazioni. Dopo l'eventuale attacco si dovr nuovamente
distruggere le piante colpite e intervenire con la poltiglia bordolese.
Cipolle : Irrigazione
Da effettuarsi dopo il trapianto. Durante la vegetazione consigliabile solo nei periodi troppo siccitosi.


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Finocchi - Foeniculum vulgare


In questa pagina parleremo di :
Il finocchio
Terreno
Concimazione
Consociazioni
Semina
Annaffiatura
Parassiti
Raccolta
Finocchi : Propriet del finocchio

Il finocchio
Il finocchio, appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, un ortaggio molto diffuso, utilizzato per una
variet di piatti e usato in particolare per la sua parte inferiore, composta dalle guaine fogliari, bianche e
carnose. Il finocchio presenta radici a fittone e un fusto diritto e nodoso. I suoi fiori hanno n colore
giallastro , uniti in una sorta di ombrelli composti. I suoi frutti hanno una forma allungata. Nel nostro paese
viene coltivata in diversi luoghi. La sua produzione si concentra tuttavia nelle regioni del centro-sud, in
particolare Lazio, Campania, Sicilia e Puglia, ma anche nelle Marche. Il finocchio classificato con il nome di
foeniculum vulgare. E' consumato sia crudo che cotto. Nella preparazione di ricche insalate, come
condimento di secondi, nella preparazione di zuppe e minestre, ma anche, in curiose ricette, per la
creazione di particolari dolci. Anche i suoi semi sono utilizzati per il consumo alimentare, in virt del loro
notevole valore aromatico. Possono infatti aromatizzare liquori o particolari vini, ma anche insaccati,
specialmente nel sud Italia, o prodotti tipici come i taralli. Tisane preparate mettendo in infusione il
finocchio hanno inoltre ben note propriet depurative, diuretiche e digestive ed effetti benefici contro i
gonfiori addominali.
Terreno


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Il finocchio ama in particolare i terreni sciolti, con una buona dotazione di sostanza organica, fertili, e
profondi. E' tuttavia tollerante a diverse tipologie di terreno, ma non ama spazi di terra eccessivamente
argillosi.
Concimazione
Il finocchio necessita di una rilevante presenza di letame, o di composto ben maturo. La quantit dovrebbe
essere di circa 4 quintali per ogni 100 metri quadrati di terreno.
Consociazioni
La pianta di finocchio non si associa bene ad alcune piante perch ne ostacola la crescita e l'ottimale
sviluppo. Non deve essere associato dunque a piante come cavoli, rape, fagioli e pomodori. Mentre la
coltura si abbina molto bene a piselli, lattuga, porro, insalata e cetriolo.
Semina
Si differenzia secondo i diversi climi nelle diverse regioni italiane e pu effettuarsi sia in semenzaio che
all'aperto. In quelle regioni a clima maggiormente caldo come nell'Italia meridionale o nelle isole,
possibile effettuare la semina gi nei primissimi mesi dell'anno. In questo caso la raccolta avverr all'inizio
dell'estate. Nell'Italia del centro-nord consigliabile procedere con la semina in pieno campo nel mese di
luglio o di settembre e in questo caso il raccolto avverr in autunno. Le piante sono da collocarsi a 75
centimetri circa tra le file e 20 centimetri circa sulla stessa fi la. Su 100 metri quadri di coltivazione saranno
necessari circa 100 grammi di semi.
Se si effettua la semina in semenzaio, procedere tra gennaio e marzo se si ha un letto cado,
altrimenti seminatore tra giugno e settembre, collocando 3 semi circa per vaso. I semenzali verranno
in seguito dopo una quarantina di giorni dalla semina, allorch abbiano raggiunto un'altezza di circa
15 centimetri. Le piante estive sono da trapiantarsi nel mese di marzo, mentre quelle invernali nel
mese di agosto. Le piantine sono da collocarsi a una distanza di circa 20 centimetri sulla stessa fila e
a 75 centimetri tra le file.
Annaffiatura
Il finocchio una pianta che necessit di buone dosi di irrigazione, in particolare se coltivato nella
stagione estiva, come spesso accade nel nostro paese. Il consiglio procedere con una distribuzione di
acqua in piccole dosi e a breve distanza di tempo quando le piantine sono all'inizio dello sviluppo. Mentre,
con il tempo, sar opportuno innaffiare con dosi maggiori di acqua a maggior distanza di tempo.


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Parassiti
Diversi sono i nemici per la pianta di finocchio, come le lumache e i nematodi. Assai diffuse sono le malattie
crittogamiche, come la sclerotina in cui il fungo colpisce la pianta specie se cresce su terreni troppo umidi.
L'attacco comporta talune aree edematose che portano presto a marciume. Per prevenire gli attacchi
necessaria una buona solarizzazione , evitare dosi troppo massicce di azoto nella concimazione e areare
bene la pianta se si tratta di coltivazione in serra. Ad attacco avvenuto intervenire con dei funghi che si
possano opporre come il thricoderma hartianum. Un altro male crittogamiche che colpisce il finocchio la
batteriosi, che provoca la decomposizione della foglia e alla veloce marciume della pianta. Per prevenire il
problema disinfestare la semente in acqua tiepida e disinfestare il terreno con apposita calce spenta. Dopo
l'attacco estirpare e bruciare le piante danneggiate.
Raccolta
Si raccoglie partendo dale file di mezzo, a scalare, per ottimizzare la rincalzatura delle file vicine, quando i
grumoli hanno le dimensioni giuste. Ogni 100 metri quadri di campo si raccolgono circa 4 quintali di
finocchio.
Finocchi : Propriet del finocchio
La pianta un ortaggio davvero interessante, molto usato nelle di ete dimagranti per le sue facolt di
limitare i gonfiori e per la sua caratteristica carenza di grassi. Il finocchio ha invece un alto contenuto di sali
minerali, fibre e potassio, contiene inoltre in ottime dosi l'ormone vegetale detto fito estrogeno as sai
utile per il benessere del ciclo ormonale femminile.


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Fragola - Fragaria vesca


In questa pagina parleremo di :
La fragola
Terreno
Coltivazione
Annaffiatura
Parassiti
Raccolta
Fragola : Propriet della fragola

La fragola
La fragola il dolce e piccolo frutto di colore rosso che si sviluppa spontaneamente nel sottobosco collinare
e alpino del nostro paese. Con il tempo si diffusa la sua coltivazione in gran parte d'Italia, sia nell'ambito
di una coltivazione protetta, sia come coltivazione in pieno campo, in numerose variet. La fragola
appartiene alla famiglia delle Rosacee ed classificata con il nome di fragaria vesca. Le sue condizioni
preferite si hanno in quei luoghi caratterizzati da una temperatura fresca e ben ventilati, che non
presentino per ristagni di aria calda o eccessiva umidit. La sua resistenza molto alta nei confronti di
temperature fredde, per quanto danni pi o meno gravi alla pianta si potranno verificare nel caso di gelate
tardive o freddi di ritorno quando la pianta si trova nella fase di ripresa vegetativa o nel bel mezzo della
fase di fioritura. Un fragoleto che possa svilupparsi al meglio si avr quindi in spazi di montagna o collinari
dotati di una buona esposizione, tenendo conto che esemplari di fragole tardive crescono con un ottimale
sviluppo anche a 1500 metri di quota. Non ci saranno condizioni favorevoli per la sua coltivazione, invece,
in luoghi a fondovalle, con presenza rilevante di umidit.
Terreno
Il terreno favorito per la crescita della fragola un terreno abbastanza fertile, sciolto, con una buona
dotazione di sostanza organica. Non tollera invece quelli eccessivamente calcarei o con una rilevante
presenza di ristagni di acqua, dal momenti che questi le causerebbero assai facilmente spiacevoli marciumi
alle radici.


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Coltivazione
La nuova pianta di fragola va piantata sul finire della stagione estiva, meglio se nel mese di agosto, cos da
consentire un ottimale radicamento per la stagi one autunnale, prima dell'arrivo di un clima freddo tipico
dell'inverno. Cos facendo seguir una ripresa vegetativa in condizioni ottimali sul finire dell'inverno e
quindi premessa importante per un raccolto abbondante e una ricca fioritura.
Si piantano le fragole in filari, su un terreno arricchito di letame maturo in una quantit di circa 50
quintali ogni 1000 metri quadrati di campo, con un ulteriore e importante integrazione di potassio e
fosforo di cui la fragola ha bisogno per crescere in salute e per avere un buon sapore. Pertanto
provvedere soprattutto in quei terreni poveri di potassio con opportune integrazioni ( un metodo
efficace sar aggiungere cenere di legna, in quantit di circa 50 kg ogni 1000 metri quadri di campo
). Le piante dovranno poi essere distanziate tra loro di circa 25 centimetri, mentre, tra le diverse file,
si deve mantenere una distanza di circa 75 centimetri. E' inoltre decisamente consigliabile
provvedere con una copertura del terreno lungo i filari, al fine di scongiurare una presenza di
infestanti, le quali causano effetti di soffocamento e agevolano un eventuale attacco di dannosi
funghi.
Annaffiatura
La necessit di irrigazione della pianta molto elevata, ed di decisiva importanza allestire un valido
impianto di irrigazione dal momento che le piante in fase di crescita non dovrebbero andare incontro a
stress legati all'assenza di acqua, in particolare nelle fasi di fioritura e di maturazione. Innaffiare dunque sia
con metodo di infiltrazione laterale oppure con un un'opportuna manichetta forata che vada a innaffiare le
piantine a giorni alterni e garantisca loro la necessaria freschezza. E' inoltre possibile con questa modalit
arricchire l'acqua di irrigazione con un fertilizzante liquido naturale, come ad esempio l'al ga, che avr
l'effetto di accrescere le difese del fragoleto. E' invece sconsigliata l'irrigazione a pioggia durante tutte le
fasi di crescita, perch potrebbe facilitare spiacevoli attacchi di funghi.
Parassiti
Tra i nemici pi comuni per la fragola, che coltivata pi soggetta a pericoli rispetto alla fragola spontanea,
troviamo alcune malattie fungine. Il botrytis cinerea, o muffa grigia, uno dei pi comuni sul quale si pu
prevenire con un buona aggiunta di azoto o collocando la coltivazione in spazi ventilati in modo adeguato.
Un altro intervento consigliabile sar spruzzare le foglie con apposito prodotto costituito da macerato di
erbe o alghe. Afidi o acari sono presenze altrettanto insidiose per la pianta, contro le quali si pu
intervenire con buoni risultati utilizzando prodotti a base di piretro naturale.



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Raccolta

Le piante cresciute in pieno campo potranno essere raccolte tra maggio inoltrato e agosto, mese in cui si
raccolgono le fragole pi tardive di montagna. In coltivazioni forzate, in tunnel o in serra, la raccolta avviene
poco prima.
Fragola : Propriet della fragola
Sono diverse le propriet benefiche della fragola. Questi piccoli frutti vantano infatti un alto contenuto di
vitamine, soprattutto vitamina C, oltre a vitamina K, E e la B e, inoltre, sali minerali in buona quantit.
Hanno un alto contenuto di acido ellagico e interessanti propriet depurativa, idratanti e antiossidanti,
nonch facilitano il rilassamento e il buon umore contribuendo alla produzione nel nostro organismo di
melanina e serotonina. Il frutto si caratterizza inoltre per essere una buona fonte di fibre e per avere inoltre
un tasso minimo di calorie.


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Lattughe - Lactuca


In questa pagina parleremo di :
La lattuga
Terreno
Concimazione
Consociazioni e avvicendamenti
Coltivazione
Irrigazione
Raccolta
Variet
Lattughe : Parassiti

La lattuga
Prezioso ortaggio per le sue diverse qualit benefiche, la lattuga si presenta assai sensibile a temperature
molto fredde, cos come a un caldo eccessivamente secco. Infatti, di fronte a clima particolarmente caldi o
siccitosi molto probabile che la pianta monti a seme prima del dovuto. Cos il clima favorito per uno
sviluppo adeguato della lattuga si ha in presenza di climi temperati e miti. Tuttavia facile far crescere la
pianta in diversi climi in virt delle sue numerose variet che ben si adattano a situazioni differenti. La
lattuga appartiene alla famiglia delle Composite, ed classificata con il nome di lactuva sativa. Della pianta
si consumano le foglie, fresche e a crudo nella composizione di insalate, assai raramente cotte. Si presenta
con un apparato radicale superficiale e un nutrito gruppo di foglie arrotondate pi larghe all'esterno della
pianta e via via pi stretto verso il cuore. Esistono diverse tipologie di lattuga, a seconda dei periodi della
semina: si passa dalla lattuga estiva a quella primaverile e invernale. La lattuga dunque una pianta
particolarmente amata e coltivata, sia in orto che in un piccolo spazio di un giardino domestico.
Terreno
La lattuga predilige un terreno neutro, sufficientemente dotati di sostanza organica e ben drenato. La
pianta pu tuttavia svilupparsi in diversi tipi di terreno, riuscendo a tollerare abbastanza facilmente anche
un'alta presenza di calcare. Per ci che concerne le variet pi precoci di lattuga assai consigliabile un
terreno molto ricco di humus.


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Concimazione
Per una buona crescita della pianta si consiglia l'utilizzo di 3 quintali di letame o composto maturo ogni 100
metri quadri di campo, da distribuire subito, al momento della prima lavorazione del terreno. Bisogna
inoltre tenere conto che la lattuga si nutre in abbondanza di potassio, ed perci consigliabile arricchire il
terreno con una buona quantit di cenere di legna.
Consociazioni e avvicendamenti
La lattuga si associa molto bene ad altre piante come cavolo, spinaci, pomodori, cipolle, fagioli. E'
consigliabile attendere almeno due anni tra una coltivazione di lattuga e un'altra nel medesimo terreno.
Coltivazione
Da effettuarsi in semenzaio oppure in pieno campo. Nel primo sar sufficiente l'utilizzo di 1 grammo o poco
pi di semi per metro quadrato. Mentre per il secondo caso, bisogner utilizzare almeno 3 semi per ogni
postarella collocate a 30 centimetri circa di distanza tra le diverse file e sempre a 30 centimetri nella stessa
fila, o, in alternativa, negli appositi solchi distanziati di 40 centimetri circa, collocando una dozzina di semi. Il
seme molto piccolo andr posizionato quasi in superficie ad una profondit di un centimetro ma anche
poco meno. La successiva germinazione avverr dopo una decina di giorni circa. Il seguente trapianto andr
effettuato dopo poco pi di un mese, nel momento in cui le piccole piante avranno pi di 5 centimetri di
altezza e almeno 4 foglie sviluppate. Per ci che riguarda le lattughe invernali, si dovr interrare il colletto
per scongiurare danni riguardanti il gelo. Invece le lattughe estive, primaverili e autunnali, lontane dai
pericoli legati a gelate, andranno alla definitiva messa a dimora tenendo il colletto ad un centimetro in
superficie sul terreno.
Irrigazione
Un consiglio importante effettuare un'abbondante irrigazione, prestando attenzione a non bagnare le
foglie, che altrimenti potrebbero marcire. Si pu operare con un apposito annaffiatoio a mano agendo tra
le file delle piante, oppure con un getto senza pressione, per innaffiare soltanto il terreno. E' consigliabile,
inoltre, in caso di eccessiva esposizione al sole delle lattughe nelle stagioni pi calde, intervenire in qualsiasi
modo con una leggera ombreggiatura.
Raccolta
Si effettua a scalare per tutta la durata dell'anno. Ogni 100 metri quadrati si arriva ad una produzione di
circa 2 quintali di lattughe da taglio e 3 quintali di lattuga romana e a cappuccio.


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Variet
Queste appena citate sono anche le variet pi comuni di lattuga. Infatti distinguiamo principalmente tra:
lattuga a cappuccio, caratterizzato da un cespo globoso con foglie che avvolgono la struttura limitate da
margini dentellati. Lattuga romana, con un cespo pi allungatole foglie pi erette e coste di maggiori
dimensioni e spesso di colore verde pi scuro. Lattuga da taglio, che presenta foglie dalla forma variabile e
senza un cespo come le altre.
Lattughe : Parassiti
Ricordiamo tra i parassiti pi pericolosi per la lattuga gli afidi, che causano danni a foglie e fiori e la cui
presenza facilitata da un esubero di azoto delle fertilizzazioni. Ad attacco avvenuto si pu interve nire
utilizzando piretro oppure cenere di legna. Un altro pericolo per la pianta rappresentato dal mosaico che
si presenta causando pustole gialle sulle foglie che dovranno essere staccate e poi eliminate. Un ulteriore
problema spesso causato dalla peronospora che causano macchie biancastre sulle foglie. In caso di
infezione di questo tipo si dovr intervenire staccare le piante colpite ed eliminarle, intervenendo in seguito
con un apposito prodotto rameico.


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Melanzane - Solanum melogena


In questa pagina parleremo di :
La melanzana
Coltivazione
Produzione del seme
Terreno
Concimazione
Raccolta
Parassiti
Consociazioni
Melanzane : Variet


partecipa al
nostro quiz su
: Sai coltivare
le melanzane?

La melanzana
La melanzana, nome comune per solanum melongena, appartenente alla famiglia delle Solanacee una
pianta estiva assai esigente di calore e molto sensibile alle temperature rigide. La sua coltivazione in Italia si
concentra in particolar modo nelle regioni del centro e del sud. In Sicilia, soprattutto, la sua diffusione
ampia e la melanzana considerata come un dono particolarmente gradito della terra, utilizzata
abbondantemente nella cucina in vari e appetitosi modi, soprattutto fritta. Presente in innumere voli
ricette, il suo utilizzo tuttavia preceduto obbligatoriamente dalla cottura. La melanzana non si mangia
infatti cruda, ha un sapore fastidioso al palato e una presenza di solanina che la rende tossica. In Europa
consumata in particolare in Italia, in Spagna e in Grecia.
La pianta utilizzata dunque per i suoi frutti. Questi consistono nelle note bacche di grande
dimensione dal colore viola pi o meno scuro, ma anche bianche. La forma della melanzana
ovale, pi o meno allungata.
Coltivazione
La semina della melanzana va fatta tra gennaio e febbraio nelle regioni centro- meridionali, o a marzo in
quelle pi fredde. Questa va effettuata o in letto caldo, o in semenzaio. La temperatura deve aggirarsi ai 20
gradi e, per metro quadrato del semenzaio, bastano soltanto uno o due semi per ottenere un buon risultato
di cerscita per anche pi di 100 metri quadri di campo. Trascorsi quasi tre mesi dalla semina possibile
effettuare il successivo trapianto. Gi a partire dal mese di maggio, per le regioni pi calde, mentre per
quelle dal clima pi rigido bene aspettare giugno, senza pi il timore che arrivino dannose gelate. Le
piantine vanno dunque poste in appositi solchi direzionati a est-ovest. La distanza da mettere di circa 70
centimetri fra le file e di mezzo metro circa fra le piante della stessa fila.


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Produzione del seme

Per quanto riguarda la produzione del seme della melanzana
necessario mantenere sulle piante che sembrano pi forti i
prime tre frutti maturati che, in seguito, si staccheranno nella
loro prolungata maturazione e si porranno sotto il sole per
seccarli. Successivamente, da questi frutti saranno prelevati i
semi che si faranno asciugare riparati all'ombra e dunque
saranno collocati in apposito spazio per la conservazione. Da una
singola bacca possibile procurarsi una ventina di semi circa.
Terreno

Il terreno preferito dalla melanzana di medio impasto, fertile e sciolto, assai ricco di sostanza organica.
Importante per uno sviluppo florido della pianta un'ottima esposizione. La melanzana, come si detto,
decisamente esigente per le questioni di clima ed favorita nella crescita da alte temperature, che si
aggirino sui 15 gradi della notte e i 25 del giorno. In caso di sbalzi termici la melanzana avr seri problemi
nel proprio sviluppo. Un' ottima crescita si ha invece anche in coltivazioni nelle aree litoranee in virt
dell'alta tolleranza della pianta alla salinit anche elevata dei terreni, cos come alla continuata presenza di
venti salsi.
Concimazione
La melanzana ha abbondanti necessit di sostanza organica. E' consigliabile arricchire il terreno con 400
chilogrammi di letame o composto per 100 metri quadri della superficie, da interrare durante la
preparazione. In seguito al trapianto una distribuzione di macerato di ortica diluito al 20- 25 % avr senza
dubbio effetti benefici per la crescita della pianta.
Raccolta
La raccolta avviene da maggio fino a ottobre, pri ma della maturazione e dell'indurimento della polpa del
frutto. Una pianta ben cresciuta e curata pu arrivare anche a una produzione di 1 chilogrammo di frutti.
300 Kg di melanzane si producono all'incirca ogni 100 metri quadri.
Parassiti

La melanzana soffre dei parassiti tipici delle Solanacee, come i tripidi, il ragnetto rosso, le cimici, gli afidi. E'


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consigliabile non operare con una semina a file particolarmente fitte, al fine di scongiurare i ristagni
dell'umidit ed evitare dunque eventuali marciumi basali o la botrite. Inoltre problemi di umidit o di
arieggiamento scarso condurranno pressoch inevitabilmente alla comparsa di un fungo, detto alterniosi,
che si mantiene sui semi infetti. Questo attacca le piante mature, causando macchie e lacerazioni sia sulle
foglie che sui frutti. In presenza del fastidioso fungo consigliabile intervenire con i sali di rame.
Consociazioni
La melanzana si associa molto favorevolmente alle piante di finocchio, cavolo e insalata.
Melanzane : Variet
Esistono diverse variet di melanzana dal minore o maggior pregio alimentare. Tra le pi diffuse e rilevanti
ricordiamo la violetta nana, solitamente pianta assai precoce, non molto utilizzata in cucina a causa del suo
non rilevante peso qualitativo. La violetta lunga, altres detta violetta di Palermo o violetta di Napoli, assai
nota e utilizzata nel sud-Italia, dalla forma oblunga e un caratteristico colore violetto scarlatto. C' poi la
rotonda grossissima di New York, assai diffusa, dalla forma ovale e il tipico colore viola scuro, molto
comune e presente anche nei banconi dei mercati e diffusissima per il suo consumo alimentare. Annotiamo
infine la melanzana di murcia, dalla caratteristica presenza di spine sia sul fusto che sulle foglie.


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Melone - Cucumis melo


In questa pagina parleremo di :
Il melone
Terreno
Concimazione
Consociazioni
Coltivazione
Potatura
Annaffiatura
Parassiti
Melone : Raccolta

Il melone
Il melone, nome comune per cucumis melo, appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee una pianta
annuale molto diffusa, che cresce in particolare lungo il bacino del Mediterraneo. Nel nostro paese
dunque diffuso da nord a sud. Il frutto viene mangiato in particolar modo in estate, stagione in cui
apprezzato per la sua freschezza e per il suo alto contenuto di acqua. Pochi sanno che i l famoso melone
della stessa famiglia di zucche e cetrioli, oltre che dei cocomeri. Alla stregua dei cetrioli, anche i meloni
necessitano di ambienti caldi idonei al proprio sviluppo, soprattutto nelle prime fasi di vita, meglio se in
serra oppure in cassoni caldi. Il melone cresce con regolarit a buone temperature, che non scendano sotto
i dieci gradi e arrivino fino a 25 gradi, o poco pi. Mentre, per la sua coltivazione in serra, va bene
mantenere la temperatura costante sui 25 gradi per tutto l'arco del giorno. Notevole la sua sensibilit al
vento. In caso di raffiche frequenti la pianta pu incorrere in seri problemi di sviluppo.
Terreno
Il terreno preferito del melone un terreno a medio impasto, sufficientemente drenato, ricco di sostanza
organica e con una felice esposizione per mantenere la pianta al clima caldo di cui necessita.
Concimazione


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La sensibilit della pianta si estende anche per l'esigenza di richiedere un terreno molto fertile. E' assai
consigliabile, dunque, arricchire il suolo con azoto, fosforo, magnesio, potassio e calcio di cui il melone si
nutre generosamente. Si consiglia l'utilizzo di circa 5 quintali di letame o composto ogni 100 metri quadri di
terreno.
Consociazioni
La pianta del melone si associa favorevolmente a lattuga e fagiolo, in particolare il fagiolo nano. Una
associazione che pu fornire ottimi risultati si ha inoltre tra melone e mais dolce. Se si alternano infatti filari
di melone a 3 filari di mais dolce si ottiene un'interessante funzione di frangivento.
Coltivazione
Si opera nei mesi tra febbraio e aprile in una serra o in un letto caldo per le ragioni pi fredde del centro
nord. Al sud si pu procedere negli stessi mesi in pieno campo. Da aprile fino a giugno si coltiva senza
protezioni. Il melone non ama affatto le temperature rigide, pertanto altamente consigliabile procedere
con la semina in fasi dell'anno in cui non si presentino eventuali e dannose gelate tardive e la temperatura
del terreno si mantenga intorno ai 15 gradi. Si procede con la semina ponendo i semi in pieno capo o in
vasetti di torba. Fare attenzione a porli con la punta in basso a una profondit di circa 3 centimetri, o isolati
o in postarelle di 4 semi. Si consideri che in caso di semina in pieno campo serviranno fino a 50 grammi di
seme ogni 100 metri quadrati di superficie. Nel momento in cui le piantine arrivano a 3 foglie si pu
effettuare il trapianto. Fino al mese di giugno consigliabile riparare le piantine con delle campane di vetro
o altri ripari. In seguito al trapianto si dovr pacciamare e scongiurare i pericolosi attacchi delle lumache
utilizzando un cerchio di cenere che si dovr poi riordinare in caso di forti piogge. Si distribuiscono le pante
a 180 centimetri circa di distanza tra le file e a 100 centimetri massimo sulla stessa fila, facendo ben
attenzione a non interrarne mai il colletto.
Potatura
Si agisce tagliando regolarmente le cime delle piante giovani al di sopra le prime due foglie normali.
All'incirca sul finire di giugno crescono alcune foglie opposte sui f usti sviluppati all'ascella delle foglie
precedenti. Si deve quindi tagliare sopra il terzo gruppo di foglie che andranno conservate, cos che su ogni
fusto si mantengano 6 foglie + 2 foglie. Dal punto del taglio cresceranno ulteriori fusti e su questi il mese
successivo si proceder con il taglio della terza foglia e su questi cresceranno i fiori da cui nasceranno i
meloni.
Annaffiatura


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Il melone necessita di una buona cura per l'annaffiatura. La pianta infatti ha un'alta esigenza d'acqua, ed
meglio operare nell'irrigazione per aspersione pi che per scorrimento. Un'interruzione degli interventi nel
periodo appena precedente la maturazione dei frutti porter ad uno sviluppo d un sapore molto pi dolce.
Parassiti
I nemici pi comuni per il melone sono gl i afidi, coccinella, ragnetto rosso che causa la comparsa di macchie
chiare sulle foglie, mentre la sua ragnatela danneggia una crescita regolare dei germogli. Un male comune
per la pianta la tracheofusariosi che provoca, nel periodo prefogliare, danni alle foglie con ingiallimento e
appassimento repentino. In seguito anche di disseccamento. Per affrontare il problema, intervenire
impiegando variet resistenti.
Melone : Raccolta
La raccolta parte nel mese di giugno e pu durare fino ad agosto, o, nei casi, pi tardivi, specie nelle regioni
pi calde del Sud Italia, si raccoglie fino alla stagione autunnale. Ogni 100 metri quadrati di terreno si
raccolgono all'incirca 250 kg di meloni. I segnali che avvertono della prossima maturazione saranno il
socchiudersi delle foglie del rametto portatore del frutto, il disseccamento dei cirri e la scomparsa di quella
peluria che riveste il melone acerbo.


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Porro - Allium porrum


In questa pagina parleremo di :
Il porro
Terreno
Concimazione
Avvicendamenti
Semina
Malattie e parassiti
Raccolta
Conservazione
Porro : Variet di porro

Il porro
Il porro una gustosa verdura, tipica dell'orto. Appartiene alla famiglia delle liliacee ed classificata col il
nome di allium porro. La sua coltivazione diffusa praticamente in tutta Italia, anche nei piccoli orti. La sua
produzione non altissima, non sempre si trova nei mercati o in grandi distribuzioni, e anche il suo
consumo molto pi limitato rispetto a cipolla, di cui ricorda il sapore ( quello del porro decisamente pi
tenue ). La pianta viene consumata sia a crudo, pi raramente, sia soprattutto in seguito a cottura. Viene
unita a insalate per vivacizzarle, oppure con questa saporita verdura si preparano soffritti in sostituzione
della cipolla, in torte salate, per la preparazioni di sughi, oppure scottata e unita ad altri alimenti, per
condire la pasta. Anche in questo caso il porro risulta pi leggero e digeribile rispetto alla cipolla. La pianta
viene consumata solo nel fusto, mentre le foglie lunghe e carnose hanno una consistenza pi coriacea. Il
porro cresce adeguatamente in diversi climi. Tuttavia la temperatura privilegiata dalla pianta temperata o
calda. La sua resistenza al freddo molto alta.
Terreno
Il terreno che garantisce la crescita migliore al porro un terreno sciolto, a medio impasto, profondo e con
una buona dotazione di sostanza organica. Non gradisce particolarmente quelli pi compatti a cui si
accompagnano fastidiosi ristagni di acqua.
Concimazione


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Come accade all'aglio e la cipolla, anche il porro non gradisce
troppo una concimazione di letame: in parti colare, una eccessivo
arricchimento di concime potrebbe causare facilmente una
minore resistenza alle gelate. E' consigliabile intervenire con 4
quintali circa di letame o concime maturo ogni 100 metri quadri
di coltura. In seguito il trapianto sar buona norma irrorare con
un buon macerato di ortica, al fine di rendere maggiormente
robuste le piantine in sviluppo.
Avvicendamenti

Le migliori consociazioni si hanno con le piante di sedano, invidia, lattuga, cipolla e pomodori. Non
consigliata invece un associazione con fagioli e piselli. Una pratica interessante alternare tra le file colture
di piante di porro e piante di carote. In questo modo si scongiureranno maggiormente gli attacchi delle
mosche delle carote e delle mosche del porro. Consiglio importante invece non effettuare una nuova
coltivazione della pianta nel medesimo terreno entro i tre anni successivi.
Semina
La semina si inizia tra dicembre e gennaio, all 'interno di letti
caldi. In seguito si procede con il trapianto che avverr ad aprile
con la raccolta dal mese di giugno in poi. Altro periodo per la
semina si pu collocare tra il mese di aprile e di maggio. Pu
avvenire in semenzaio, in questo caso si procede con il trapianto
a scalare tra luglio e la prima met di agosto, nei tempi in cui le
piantine hanno raggiunto un diametro all'incirca di 1 centimetro.
Oppure la semina pu avvenire a dimora, a spaglio o in file
continue con una distanza tra loro di mezzo metro. In questo
caso bisogner operare con diradamento, distanziando le
piantine di circa 5 centimetri.
Malattie e parassiti
Una malattia che spesso pu cogliere la pianta la cosiddetta ruggine del porro, o puccinia porri. E'
causata da un basidiomicete, o fungo delle ruggini, che attacca anche la cipolla. In caso di attacco di questo
fungo si presenteranno delle macchie di colore giallastro sia sulle foglie che sul fusto. In questo caso di
dovr procedere bruciando le foglie che hanno subito l'attacco e agire con dei trattamenti con maneb o
zineb. Altri pericoli possono arrivare da parassiti come l'anguilulla, la crociera, il tignolo, pericolosi anche


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per la cipolla. Si dovr anche in questo caso bruciare le piantine colpite per evitare la diffus ione del
problema e intervenire con un trattamento di bacillus thuringiensis.
Raccolta
Dopo circa 6 mesi dalla semina e a 4 circa dal trapianto si assister alla fase di maggiore ingrossamento dei
fusti del porro. Se la semina avvenuta a gennaio, come detto, il raccolto inizier a maggio, mentre in caso
di semine in autunno si proceder con il raccolto fino all'estate. La pianta si raccoglier da quando mostrer
un diametro di circa un dito. Per la raccolta del porro anche in seguito a gelate del terreno ( e la pianta, si
detto, molto resistente ai climi rigidi ), si dovr ricoprire il terreno con strati di erba secca o, in alternativa,
di paglia.
Conservazione
Un modo favorevole per la conservazione del porro avviene in cantina: recidere in questo caso le foglie
della pianta e stiparle, prendendosi quindi cura di coprire la loro base con della sabbia, o terra o torba
inumidita. Cos facendo si conservano i porri per due mesi buoni.
Porro : Variet di porro
Si distinguono quattro variet di porro, in relazione alla stagione della raccolta. Troviamo dunque il porro
estivo, il porro autunnale, caratterizzato da una bassa resistenza al freddo; il porro invernale, che al
contrario ha un ottima resistenza a climi freddi e anche a gelate e pu svernare in pieno campo. Infine i
porri cosiddetti bastoncini, pi sottili, da seminarsi alla fine dell'estate con raccolta nel mese di maggio.