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Francesca Pegozzo

SENSO DI COLPA
Un fenomeno di sopravvivenza e l’opportunita’ di diventare liberi attraverso
una chiave di lettura biologica, psicologica e spirituale

Spiegazioni, consigli pratici ed esercizi per comprenderlo e trasformarlo in risorsa


Dedicato a te che cerchi di star meglio.
A te che inizi ad ascoltare te stesso.
INDICE

Prefazione
Introduzione

La fedeltà alla vita: preferisco sopravvivere


Il senso di colpa biologico e la grande paura
Il senso di colpa psicologico
Il senso di colpa energetico
Le grandi manipolazioni e la svalutazione di se stessi
L’ingiustizia e il giudizio
Cosa serve l’eserciziario
Esercizi pratici per elaborare il senso di colpa biologico
Esercizi pratici per elaborare il senso di colpa psicologico
Esercizi pratici per elaborare il senso di colpa energetico
Bibliografia
Prefazione

Ho incontrato molti clienti aggrovigliati al senso di colpa e manipolati da questo, come se provando
colpa potessero in qualche modo gestire e controllare ciò che accade: un uscire fuori dall’impotenza,
e poter dire a se stessi che si può fare qualcosa, ma normalmente il senso di colpa non attua azioni a
nostro favore, anzi. Ma quella sensazione di poter riparare qualcosa, è fondamentale, e la funzione di
questo testo è quella di aiutare a rendersi co-creatori della realtà senza quindi subirla o mettendoci
nella condizione di poterla gestire riparandola. Si può trovare la strada nel sentire la propria importanza
manifestando la realtà che si vorrebbe, e non nella forza della riparazione, che è un fenomeno biologico
più che culturale.

Un giorno una terapista mi disse che esistono anche “i sensi di colpa giusti”. E questo mi fece riflettere
molto per comprendere quando fosse sano provare un senso di colpa e quando non lo fosse, inizialmente
per padroneggiare l’eccesso di emotività nel caso sbagliato, o per sentirmi sempre migliore, accettabile,
e considerata. Chi fa un lavoro come il mio parte dal presupposto di voler comprendere perché si sta
male o perché accadono sempre le stesse dinamiche che non permettono di evolvere o migliorare la
propria vita. Si sperimentano strategie su se stessi, e attraverso la chiave della conoscenza, si arriva
a capire la modalità attraverso la quale sia davvero possibile e credibile finalmente, liberarsi da vecchi
schemi che si ripetono all’infinito. La comprensione comporta un cambiamento dei comportamenti: nella
consapevolezza il padre dell’azione è il pensiero, mentre a livello inconscio ciò che ci spinge all’azione o
ad una reazione sono degli impulsi, delle emozioni precise di cui non abbiamo padronanza. Sapendo che
ogni emozione è mossa nella sua anticamera, da un pensiero, ecco che cogliendo questa informazione,
noi abbiamo già la potenzialità, la capacità di intercettare quel pensiero fugace che ha innescato
un’emozione, ed intervenire così su di esso. E’ difficile, me ne rendo conto, ma difficile non significa
impossibile.

Lo scopo finale è innanzi tutto liberarsi dal malessere emotivo, dai pesi che gravano sulle decisioni che
possano favorire una personale trasformazione, o che possano ostacolare il raggiungimento dei nostri
sogni, progetti o meglio chiamarle visioni di noi stessi. Per attivare tutto questo si ha da imparare a
raggiungere un equilibrio personale . Una delle leggi fondamentali dell’energia è che essa fluisce secondo
una lieve oscillazione sensibile sempre in atto. La popolare frase “Sono caduto in piedi”, è l’afferrato
concetto di equilibrio, creare come un funambolo, una modalità del tutto soggettiva che oscillando, ci
permetta di restare retti, sulle nostre gambe, oscillanti ma centrati. Ovviamente se il funambolo , e in
questo caso si parla di te, cade, cosa può accadere di così tragico?

Se si è abbastanza forti, edificati, centrati, con una capacità di comprensione adeguata, si oscilla e si
rimane in piedi, in equilibrio, o si perde la stabilità proprio per poco. Se invece si cade davvero? In realtà
nulla! Ci si rialza. Si riparte da zero per ripristinare un nuovo equilibrio. Allora la domanda è diversa: “Qual
è il prezzo da pagare per quella caduta?” La stanchezza emotiva, lo sforzo, la sofferenza, la delusione
della vita e anche di noi stessi.

Spesso dai miei clienti mi sono sentita dire: “Sono stanco di stare male!” “Sono stanco di essere
sfortunato, non sarò mai felice! (con rassegnazione)” “Mi sento usato! E’ una situazione ingiusta!” O
ancora “ Se non lo faccio io non lo fa nessuno, come posso dire di no?” “Ho ragione io e ha torto l’altro!”
“Poverino, e adesso come fa senza di me?” Ognuna di queste frasi, e sono solo alcune, può scatenare
il senso di colpa o è prodotta da esso. Nel momento che ci si accorge che tutto quello che viviamo e
proviamo dipende da noi, ci si può ancora lamentare?

Già questa frase può suscitare fastidio, e anche di questo mi rendo conto. Tutto ciò che si vive ha uno
scopo evolutivo, ecco che attraverso la mia visione propositiva, voglio davvero comprendere cosa non
mi fa star bene nella mia vita e avere la forza per trasformarla in risorsa contributiva per raggiungere Introduzione
l’equilibro di cui si parlava poco fa.
Bert Hellinger, padre della disciplina olistica delle Costellazioni familiari sistemiche, considerava
Lettore: “Mi sento in colpa, mi sento sbagliato, è una forza immensa che mi ingabbia, e non riesco a il senso di colpa come una ferita emotiva (Le ferite emotive elaborate da Lisa Borbeau sono l’
venirne fuori. Cosa dovrei cambiare e come posso fare? Mi sembra impossibile poterci riuscire!” abbandono, rifiuto, umiliazione, tradimento e ingiustizia). Dietro questo stato umorale, che ci
Francesca: “Sai perché esiste il meccanismo del senso di colpa? Sai perché ti senti così? Sai perché provi spinge addirittura a comportarci in modo da andare a tradire la nostra autenticità, in realtà vi
una sensazione di inadeguatezza, di svalutazione, e vuoi mantenere sempre quell’ equilibrio fuori di te, sono nascoste varie emozioni opprimenti e varie sfaccettature di noi stessi. Le ferite emotive si
sentendoti bravo, giusto, ineccepibile e considerabile e riconosciuto sempre?” ereditano geneticamente, oltre che a viverle durante la nostra vita, ebbene c’è un motivo anche
perché si trovano nel nostro corredo genetico. Sarà mia premura trattare ogni ferita emotiva, ma
Ecco, tutto ciò che l’essere umano prova, ha un suo senso, una motivazione precisa o anche varie in questo testo ho deciso di porre la mia attenzione al famigerato senso di colpa.
spiegazioni supportate da tesi scientifiche, olistiche, filosofiche che possono aiutarci a comprendere e
quindi a darci quello spunto e quella forza per intervenire su una precisa emozione, uno stato d’animo, Chi non si è mai sentito in colpa nella sua vita?
un sentimento che crea disagio. La struttura emotiva di una persona che si sente sempre in colpa, ha A cosa serve il senso di colpa?
bisogno di essere man mano decostruita e trasformata in amore per se stessa. Come si sviluppa?
Da quanto tempo la nostra vita è subordinata al senso di colpa?
La sensazione di colpa che proprio oggi stai provando è potenzialmente l’opportunità per portarti ad Come ci si può liberare da questa oppressione?
amare te stesso. Iniziamo dalla domanda più semplice prima di dare tutte le altre risposte:
Che cos’è il senso di colpa?

E’ un’immobilità di te stesso. E’ una condizione attua a creare una lotta intestina che ti porta ad
essere spesso perdente, perché chi ha la meglio è quel pensiero che ti induce ad agire contro te
stesso e favorire altro o altri. E’ una paura, un terrore che ti trattiene in una zona di salvavita e di
sopravvivenza antica. Questa è la spiegazione della condizione più superficiale, ma nel suo nucleo,
il senso di colpa nasconde molto di più. Prima di addentrarmi nella spiegazione completa dei suoi
meccanismi, ti faccio notare che per convinzione religiosa già un bambino nasce colpevole. Nasce
nel peccato. Sì, posso ammettere che è una visione abbastanza remota e medioevale, ma questo
pensiero oltre che una visione, ha creato una convinzione che le generazioni si sono passate.
Le convinzioni non sono assolutamente sempre nella condizione conscia dell’essere umano,
hanno vari livelli: appunto genetico, inconscio, storico/culturale, e dell’anima (per chi ci crede
chiaramente). Il battesimo purifica, esorcizza questo peccato, e garantisce al bimbo l’opportunità
di essere salvato. Altro termine religioso collegabile al senso di colpa: salvare.
Quindi l’ imprinting di nascita dettato da una cultura e una religione specifica come quella cattolica,
dove installa in te che già provieni da qualcosa di insano e ne sei già colpevole, per poi dover
essere salvato, registra e ti fa percepire di non andare bene, di non essere adatto, all’altezza e che
sei potenzialmente in pericolo ed escluso. E Che cosa devi fare per sentirti a tuo agio?
A posto con la tua coscienza? Che prezzo devi pagare? Cosa devi sacrificare? Non voglio offendere
la meravigliosa Cristianità, ho reso ai minimi termini come una convinzione possa diventare una
memoria limitante, che ostacola. Il peccato in realtà non ha nulla a che vedere con la sessualità.
Anzi. Nel vangelo di Maddalena lei riporta la spiegazione di Gesù che dice che il peccato è trovarsi
lontano dall’amore. L’amore è quell’energia classificata solo come sentimento, ma è qualcosa di
più: è la vita, è il fluire, è il denominatore comune di tutte le virtù e delle comprensioni, ed il suo
opposto è la paura, ovvero il blocco, il congelamento, l’isolamento, il freddo.
“Siamo tutti peccatori” significa che tutti siamo lontani dall’amore. Non lo definisco amore
incondizionato, poiché per me o è amore oppure non lo è. L’amore è sempre incondizionato ed è al
servizio della vita, in qualsiasi modo si compia. Anche per il senso di colpa quindi la comprensione
dei diversi meccanismi che lo strutturano e l’amore per te stesso, potranno essere la chiave per
rinunciare al senso di colpa. Se invece senti di amare ma pretendi qualcosa in cambio, allora ti
trovi in un esatto commercio. Attraverso la teoria degli ordini dell’amore (costellazioni ad ordine
sistemico familiare), le regole nei rapporti umani e la legge della compensazione, esiste un
equilibrio tra dare ed avere, anche nell’amore e questo crea funzionalità nei rapporti, equilibrio.
Allora lì si dovrà intervenire su delle competenze relazionali ed eventuali altri conflitti, anche se CAPITOLO PRIMO
il senso di colpa ci porta a salvare tutti senza voler nulla in cambio, anzi sacrificando noi stessi.
Ho scritto qualche riga sopra “rinunciare al senso di colpa”. L’essere umano sano di mente LA FEDELTA’ ALLA VITA: PREFERISCO SOPRAVVIVERE
chiaramente, è talmente ben strutturato che , attraverso la comprensione, può gestire i suoi
pensieri, crearli, cambiarli, sostituirli, e così facendo può generare emozioni edificanti, di sostegno, La parola chiave sopravvivenza!
e nell’insieme tutto questo crea un potere personale assoluto che si trasforma in azioni diverse, e La vita preserva se stessa, e non importa in quale modo lo faccia.
manifestazione della propria realizzazione. Senza i sensi di colpa che cosa potrebbe manifestarsi Se pensiamo a tutte le strategie create dalla natura per mantenere intatto un habitat, o per
nella tua vita? Quali dinamiche straordinarie, esilaranti, nuove, divertenti, esperienziali, vive, proteggere salvaguardare delle specie di animali, è straordinario. L’importante è vivere, è restare
potrebbero crearsi? Se rinunciassi a sentirti in colpa, come potrebbe sentirsi il tuo cuore? Il senso vivi, attaccati alla vita. Non è un atteggiamento conscio, è un pilota automatico installato dentro
di colpa porta sempre a sacrificare noi stessi e ci tiene distanti dalla nostra autenticità. Diventiamo ogni essere vivente. Dentro la scatola nera (l’inconscio) esistono tutte le motivazioni riguardanti le
remissivi, implodiamo e ci sottomettiamo a persone, situazioni, ambienti sociali o lavorativi. modalità di sopravvivenza, il nostro occhio vigile ed un atteggiamento di osservazione ci porterà
Continuiamo ad essere presenti, disponibili, sperperiamo tantissime energie per dedicarci ad altri a comprendere quali comportamenti e dinamiche inneschiamo per sentirci al sicuro, sani e salvi.
o ad altro che non è di nostro reale interesse o contributivo al nostro benessere. Ogni tanto ci
permettiamo un po’ di rabbia, ma poi torniamo nei ranghi, e non ci accordiamo il diritto di ribellarci. Faccio una precisazione: i percorsi che si propongono da qualche anno, vogliono contribuire ad
Il termine ribellare deriva da ri - bellum; due volte guerra. Include quindi una doppia fatica questo aumentare una qualità della vita, quindi c’è il presupposto di uscire dall’area di sopravvivenza e di
verbo, uno sforzo, una determinazione assoluta, una splendida audacia liberatoria.. ma qualcosa entrare nella zona di qualità di vita. Ci si porta a comprendere di voler stare bene e non solo vivi.
più forte di noi, ci placa, e ci ricolloca in quel posto dannoso per la nostra evoluzione o esperienza Addirittura mi vien da pensare che se non iniziassimo a volgere lo sguardo alla qualità della vita,
che non ci permetterebbe di provare gioia, e ci inchioda sempre lì. Ci obbliga ad essere o a fare non potremmo definirci nemmeno vivi ma solo esistenti.
qualcosa che ci garantisce un’illusionistica quiete interiore.
In biologia l’essenza della parola vivere si traduce ad assicurare l’esistenza della specie.
Nella piramide di Maslow è ben evidenziato quale sia la base dove si erge la crescita di una
persona: Bisogni fisici soddisfatti, la fame, la sete, il sonno, un luogo dove stare ecc. Poi sempre
a livello biologico, anche i bisogni di sicurezza e protezione fanno la loro parte: “ Se qualcuno mi
protegge continuo a vivere”. Da qui passando per i bisogni sociali fino all’autorealizzazione, che
è tutta qualità della vita, l’evoluzione ed il miglioramento personale. Ecco che l’inconscio vuole
specialmente che vengano garantiti e soddisfatti i bisogni primari, sono tutto ciò che ci tengono
vivi.

LA PIRAMIDE DI MASLOW*

*Da Wikipedia: Secondo Maslow, bisogni e motivazioni hanno lo stesso significato e si strutturano in gradi, connessi in una
gerarchia di prepotenza relativa; il passaggio ad uno stadio superiore può avvenire solo dopo la soddisfazione dei bisogni di grado
inferiore. Egli sostiene che la base di partenza per lo studio dell’individuo è la considerazione di esso come globalità di bisogni.
Maslow sostiene che il saper riconoscere i bisogni dell’individuo, favorisca un’assistenza centrata sulla persona. Ogni individuo è
unico e irripetibile, invece, i bisogni sono comuni a tutti; si condividono, ci accomunano e permettono una migliore vita se vengono
soddisfatti. Maslow suddivide i bisogni in “fondamentali” e “superiori”, ritenendo questi ultimi quelli psicologici e spirituali. Di fatto
la non soddisfazione dei bisogni fondamentali, definiti anche elementari, porta alla non soddisfazione di quelli superiori. Le teorie
di Maslow permettono di porsi in una condizione di autocritica analizzando la personale capacità di soddisfare i propri bisogni e, in
base a questi, di saper comprendere quelli che sono le necessità dell’altro.
Questa piramide che illustra per importanza i bisogni dell’essere umano è davvero geniale NON TI PERMETTI DI ASCOLTARE LA TUA NECESSITA’, QUELLO CHE VUOI FARE TU, LIBERAMENTE,
e veritiera. Sempre attraverso una lente psicologica: la realizzazione è una forma di felicità, di SENZA DOVER CHIEDERE PERMESSO O AVERE L’APPROVAZIONE PERCHE’ C’E’ SEMPRE PRIMA
stabilità, e per arrivare in cima, è funzionale, credo obbligatorio soddisfare, i livelli della piramide, QUALCUN ALTRO O QUALCOS’ALTRO.
partendo da quello fisiologico. Prima di tutto il fisico. Noi siamo corpo, siamo in una macchina
biologica che ha bisogno di nutrirsi, di star bene e di manifestare ogni peculiarità fisica, come Lo fai per paura. E questa paura ti dà l’illusione di farlo per amore. Un amore che va corretto,
anche la sessualità, la base della vita terrena. considerato diversamente, conosciuto realmente per quello che è, interpretato meglio, appreso
Se osservi la piramide più si sale più si percepisce una qualità, un benessere sano interiore. Si in modo rivoluzionario. In questo modo va a scemare la paura. Le leggi auree di Gesù se fossero
può vivere senza riconoscimento? Si, si vive lo stesso! Si può vivere senza amore? Si, certamente, applicate, sai quante disfunzioni personali e sociali emotive sarebbero già corrette? Come ami te
creando disfunzioni e disagi. Le parole di Liliana Segre, superstite dell’olocausto, e oggi senatrice stesso ami gli altri. Quando sacrifichi te stesso dunque, sacrifichi gli altri. E’ sempre e solo uno
a vita ,mi hanno colpito molto mentre raccontava della marcia per la morte, nel momento di specchio. Quando manchi di rispetto a te stesso, lo manchi agli altri. Davvero credi che facendo tu
prigionia degli ebrei. Lei illustrava quanto, nonostante la disumanità, l’insensibilità dei soldati al posto di altri, stai favorendo il loro bene? Davvero privando una parte di te stesso o a te stesso,
nazisti che toglievano dignità a ogni essere umano, infierendo su tutti i deportati, quanto questi questo non abbia una ripercussione sfavorevole negli altri? La dinamica del salvatore non è del
ultimi fossero attaccati alla vita. Tutti. Si può vivere senza percepire che cosa piace a noi stessi e tutto sbagliata, sempre che tu tenga in considerazione che il sano salvatore, si rende disponibile
concretizzarlo? Quante persone lo fanno? Tutti i giorni lo facciamo quasi tutti, e nel nostro tempo per aiutare, ma fa esattamente quello che può, senza togliersi tempo ed energie, senza sacrificare
lo fanno gran parte delle persone nell’intero pianeta. Quindi ogni movimento emotivo sgradevole, se stesso. Fa una sola parte, il resto lo lascia all’altro, altrimenti vivrebbe la vita di altri, trascurando
detiene in sé paura. Ogni paura è sempre biologica: paura di morire. Per questo quando si provano la sua.
delle amozioni a volume alto, si sente una paura fortissima che è sempre quella di morire. Ogni
lesione emozionale, ferita emotiva ci riporta lì, tra la vita e la morte. Ecco che il nostro sistema Se facesse il contrario sarebbe un salvatore disfunzionale, che incontrerebbe sempre e solo vittime
inconscio di salva vita, ci permette di vivere alla meno peggio, ma l’importante è che si sia garantiti da accomodare e che lo sfrutterebbero approfittando di lui. Un salvatore disfunzionale toglie la
nel farlo attraverso i primi bisogni fondamentali. Il senso di colpa quindi è un meccanismo di dignità e la capacità all’altro di crescere, di arrangiarsi. Il genitore ha una valenza di salvatore. Ma
sopravvivenza. Provare il senso di colpa ti permette di avere la percezione di essere salvo. come possiamo ben comprendere il genitore protegge, sostiene ed interviene nella vita dei figli
a seconda della loro età evolutiva: il comportamento e gli insegnamenti educativi di un genitore
Di conseguenza diventi tu stesso un salvatore, un’ utilità e un sacrificatore di se stesso. Ecco gli dovrebbero cambiare a seconda dello sviluppo dei figli. Un bimbo di un anno gode di diritti e di
atteggiamenti e i pensieri che il senso di colpa ricama proprio per farti sentire al sicuro, meritevole, necessità diversi da un bimbo di 8 anni, così come c’è differenza per un figlio di 15 anni, o di 22
e farti sentire ad un’altezza che non è la nostra: anni. A volte i genitori trattano i figli sempre come se fossero bambini incapaci, e questo danneggia
la struttura di stima e di crescita cognitiva equilibrata, installando un senso di colpa già in loro.
Lo faccio io al posto tuo “Il papà e la mamma non vogliono che io cresca, probabilmente non sono in grado di diventare
Non ce la farai mai da solo, eccomi grande”, e per l’eternità questi figli cercheranno approvazione. L’autolesionismo e la paura del
Quanti carichi ci sono? Li tengo tutti io giudizio fanno parte del meccanismo della vittima. Quella vittima che non ha responsabilità di
Tutto quello che c’è da fare, lo faccio io se stessa, e si martorizza per compiacere gli altri. L’atteggiamento vittimistico suscita nell’altro
Senza di me cosa farebbero? pena, tenendolo sotto scacco come se l’altro fosse sempre in debito. Nel momento che mi prendo
tutti i carichi e gli oneri, gli altri sono in debito. Ed è davvero così!
AUTOLESIONISMO, GIUDIZIO E FEDELTÀ:
Altra dinamica autolesionistica è il sacrificio. L’etimologia di questa parola proviene dal termine
Non ho tempo di riposarmi sacer, sacro. Rinunciando a se stessi, che cosa si rende sacro? Poiché il senso di colpa porta a
Non ho tempo per me rinunciare a sé. Da queste prime spiegazioni comprendiamo che abbiamo davvero molto da
Lavoro di più, non importa se non vengo remunerato per quello che faccio oltre al mio tempo guadagnarci attraverso il senso di colpa. Il rimanere vivi, o diventare eroi insostituibili. Indispensabili.
Lavoro di più, così pensano che sono bravo e contano su di me E’ davvero così? Si, se la risposta viene comandata dall’input biologico e dell’appartenenza al
Sono accondiscendente così mi riconoscono e mi accettano. proprio sistema familiare.
Faccio quello che si aspettano da me non potrei mai tradirli!
Cosa penserebbero di me se non facessi quello che mi hanno chiesto di eseguire?
O quello che faccio solitamente?
Devo pulire la casa, non può restare così.
Non posso uscire con gli amici, cosa penserebbe il mio partner?
Non posso cambiare lavoro, cosa direbbero i miei genitori?
Non posso essere felice, sarebbe troppo doloroso esserlo mentre c’è tanta gente che soffre
(inconscio)

Questi sono esempi limitati, puoi continuare la lista con altre frasi o pensieri manipolatori, la
sintesi di tutto questo è che:
CAPITOLO SECONDO un geniale avvocato può essere bravissimo nel suo lavoro, ma nella relazione di coppia non avere
molte abilità.
IL SENSO DI COLPA BIOLOGICO E LA PAURA PIÙ GRANDE
Oltre i livelli cognitivi c’è la parte limbica del cervello che agisce nell’integrazione del senso olfattivo
La biologia dà, in parallelo alla psike, una spiegazione attendibile di quello che si definisce senso di e della memoria a breve termine, e svolge funzioni importanti in relazione alle emozioni, all’umore
colpa. In questo capitolo voglio integrare anche la spiegazione complementare a quella biologica di e al senso di autocoscienza.Poi c’è il cervello rettiliano, primordiale, animale. Mi collego al sistema
questo stato d’animo, attraverso la disciplina delle costellazioni familiari. Nel capitolo precedente simpatico e para-simpatico: lotta e fuga, che in qualche modo possono aver a che fare con i
ho scritto che ogni paura fa riferimento a quella principale, che è la morte. Tutto ciò che non ci fa comandi emotivi del senso di colpa. L’istinto, le pulsioni, e la strutturazione della vita o meglio
morire, ci permette di vivere, così come le sensazioni di allarme e prudenza, emozioni disfunzionali, sopravvivenza in branco e territorio. Il cervello rettiliano rappresenta il nocciolo della questione,
i dubbi, i timori, le malattie. Se in natura non ci fossero le malattie passeremo direttamente al la strutturazione comportamentale umana è basata istintivamente ed inconsciamente sulla
morire. Anche se la morte di per sé è un processo di cambiamento della vita sempre in atto che dinamica di branco e di territorio. Il branco è un insieme di persone a cui apparteniamo, in primis la
volge alla sua conclusione terrena. Miliardi di cellule periodicamente muoiono nel nostro corpo. famiglia di origine, poi un branco può essere creato dai colleghi al lavoro, dai gruppi di amici, dalla
Ogni giorno non ci svegliamo mai come fossimo gli stessi, il cambiamento, il rinnovamento e il famiglia che ci creiamo noi. Il territorio contiene il branco, lo ospita. Il territorio è un luogo di risorse
lasciare andare ciò che non serve più ed ha concluso la sua funzione è una modalità attiva da per mantenere a proprio agio e vivente il branco. Per un bambino il proprio branco principalmente
sempre, e lo sarà per sempre. è costituito da papà e mamma e fratelli e sorelle se ce ne fossero. Il territorio è la casa dove c’è
calore, cibo, confort.. Per un adulto che lavora, il proprio branco è costituito in un’organizzazione
Se osserviamo la natura, se portiamo la nostra attenzione a semplice funzionamento del nostro da dipendente dal datore di lavoro, dai colleghi. Il territorio è il luogo dove lavora, possa essere
corpo, e in qualche modo creassimo una filosofia di vita emotiva e di pensiero secondo i processi l’azienda, l’ufficio, o l’area di produzione. Nella socialità il branco è composto da tutti i partecipanti
naturali fisici, credo che staremmo meglio interiormente, poiché seguiremmo un codice ordinato e il luogo di ritrovo è il territorio principale. Da giovane la mia compagnia di amici era collocata in
di vita. Ma io, tu, noi siamo più di un corpo, e ne abbiamo la netta percezione perché siamo esseri un parco dove c’erano delle panchine, ecco che quello era il nostro territorio, le risorse erano le
pensanti, perché le nostre emozioni si collegano al nostro cuore, perché abbiamo la possibilità panchine per sedersi, il parco grande dove appartarsi per parlare, ed il parcheggio dove mettere
di ragionare, di controllare, di elaborare, di comprendere. Anche se tutto questo fa parte di motociclette, bici e auto. La famiglia che ci creiamo noi, già come coppia è un piccolo branco, e
una struttura di evoluzione del sistema nervoso. E poi ci sono le sensazioni, l’espansione alla la casa che ci ospita è il territorio. Il partner è collocato già, nella visione biologica, nel nostro
comprensione, l’attenzione a qualcosa che pare invisibile, ma che si sente e che difficilmente si territorio, quando si dice che una persona è territoriale, non è definibile gelosa, ma protettiva,
riesce a spiegare, e allo stesso tempo comunica con noi, sempre. Tempo fa esisteva la religione a ovvero protegge il suo territorio identificato dall’importanza del suo partner. Come può accadere?
spiegare quanto illustrato prima, e in seguito, l’umanità ha creato dei veri e propri movimenti di E’ una questione ormonale, tanto un partner è dominante, sia maschio che femmina, tanto non si
coscienza che hanno sviluppato un’entità di energia dalle variopinte qualità, ed in questa energia avvicinerà nessuno al proprio compagno/compagna. Il dominante sa proteggere le sue risorse, la
c’è una fede e una visione senza filtri religiosi, c’è una consapevolezza più naturale, meno vincolata sua area vitale, e tutto ciò che è corollario esterno ed interno, lo sente e lo percepisce. Il compagno
e dogmatica, c’è l’illuminazione dell’animo. o la compagna, in questo caso, si sente custodito/a, si sente protetto/a, si sente importante,
utile, contenuto/a. Ecco cosa assicura il branco e la territorialità: l’essere garantiti, l’essere tenuti,
Partiamo da quello che sappiamo e conosciamo oggettivamente: viviamo in questo pianeta accettati, inclusi. Il branco ti vuole, e ti permette di restare nel territorio dove ci sono le risorse per
attraverso una macchina biologica strutturata per esistere, auto-ripararsi, muoversi, nutrirsi vivere, per stare bene. Essere inclusi, visti, tenuti in considerazione, accuditi, protetti, garantiti è
e procrearsi. Se non ci si ripara da sé, interviene la medicina, la chirurgia, la farmacologia, la l’apoteosi di ogni essere umano, derivante dalla struttura biologica, perché fossimo esclusi dal
psichiatria.. In seguito per fede, per convinzione, tanti di noi hanno sviluppato una sensibilità branco e dal territorio, non ci sentiremmo di conseguenza protetti e contenuti, saremmo senza
tale che ha portato a fare domande e quindi a dare risposte attendibili che direzionassero alcuna garanzia, percepiremmo un senso di desolazione, persi, da soli. Dentro il branco si vive,
l’attenzione al perché accadono delle situazioni. I perché degli scavi profondi, senza fermarsi ad fuori dal branco si è morti.
una sola apparente risposta. I perché spirituali, quindi ad arrivare al senso e alla finalità massima
di eventi, di ferite emotive, di situazioni difficili. Nei percorsi olistici ho ritrovato la conferma del Per restare dentro al branco si deve corrispondere a delle richieste e a dei requisiti , la sicurezza
mio primitivo sentore spirituale. Ho istituito chiaramente la mia sensitività, ma la parte fisica? dipende da questo. Sentiamo di acquisire al diritto di restare rendendoci utili. Qual è il problema?
Chimica? La scienza a le discipline olistiche se integrate creano un potere enorme. Non posso Nella paura di essere banditi dal branco, facciamo qualsiasi cosa per restare, e per garantirci la
davvero escludere né una e nemmeno l’altra. E’ oggettiva la mia fisicità, la materialità. Il mio sicurezza della sopravvivenza.
scopo è quello di portare le persone a sperimentare che anche la parte spirituale può diventare
oggettiva. Iniziamo con il processo biologico, cioè quello che sappiamo ed è oggettivo e confermato
scientificamente (questo termine è davvero molto amato dagli scettici, per questo lo uso spesso,
anche se avrebbe altre funzioni).

Ogni essere umano ha un cervello, ed ogni cervello funziona nello stesso identico modo. Ognuno
ha diversi livelli cognitivi che sono la capacità di ragionare, di comprendere, di esercitare con
il proprio intelletto, per ogni settore della vita, voglia essere il lavoro, lo studio, la socialità, la
relazione sentimentale. Non c’è un rendimento similare o omogeneo che parifica tutti i settori:
SENSO DI COLPA BIOLOGICO dai loro confronti. E questa autorità giudica. E nel giudizio noi siamo sbagliati se seguiamo quello
che potrebbe andar bene per noi, quello che sentiamo possa davvero essere contributivo per noi.
Essere giudicati è già sentirsi fuori dal branco e in pericolo.
Essere contrariati crea già il timore di venire banditi.
Questa è la struttura basica, primordiale che mette in movimento il senso di colpa biologico: “ Dico
di no a me stesso per dire di si al branco”.

Interessante è la visione delle costellazioni sistemiche familiari. Il branco in questo caso, si estende
al sistema totale familiare, quindi si va a considera tutta la genia di cui si fa parte. Tutta l’intera
genia. Tradire il sistema familiare non significa fare qualcosa di sbagliato necessariamente, se
questo è contributivo all’evoluzione dello stesso sistema. Tradere dal latino significa andare oltre.
Fare qualcosa di DIVERSO.
Per fare qualcosa di diverso, dentro di noi c’è da compiere un atto di ringraziamento per la struttura
di provenienza, e non potremmo mai esserne parte esclusa.

Noi apparteniamo sempre, come tutti coloro che sono venuti prima di noi.
Essere diversi, significa onorare tutto ciò che c’è stato prima di noi, e poter vivere le nostre vite
facendo qualcosa di buono, di costruttivo, nutriente per il sistema. Il reale tradimento sarebbe
quello di non potersi ascoltare, di non poter realizzare ciò che vogliamo, di non sperimentare la
vita, per quello che è e per ciò che davvero ci piace.

La realizzazione di un progetto può richiedere di attuare le nostre risorse che non sono approvate
del branco. Già all’inizio potrei partire con un’emozione di giudizio ed umiliazione per questo.
Anche l’auto giudizio ci porta al senso di colpa, chiaramente tutto questo è uno strumento per
non amarsi. E’ una manipolazione esterna: è sapere dentro di noi di aver fatto qualcosa contro
il branco. Questo potrebbe anche essere un giudizio nostro che ci porta ad agire attraverso il
comando che non possiamo fare quello che vogliamo. O quello che vorremmo fare. O quello che
abbiamo già fatto e che abbiamo silenziato, occultato nascosto al branco. Il compiacere comporta
una svalutazione di noi stessi, e di conseguenza può portare ad attivare la dinamica di elemosinare
affetto, attenzioni, conferme ecc. Il lavoro basilare è quello di prendere sicurezza di noi.
“ Tu sei davvero unico e irripetibile, e la tua presenza fa la differenza non solo nel tuo sistema di
provenienza, ma nell’esistenza stessa. Se queste parole fanno difficoltà ad entrare in te e nelle
tue attuali convinzioni, è normale, è plausibile. Il senso di te sta nell’imparare ad amare te stesso,
ad accoglierti, ad accettarti e a riconoscerti. A sentire con prepotenza la vita in te che ti rende
mobile e creatore di qualsiasi cosa possa farti sentire nella gioia di te stesso.
Che cosa significa nell’evoluzione odierna dell’essere umano, voler uscire da branco?
Attimo dopo attimo, educa il tuo pensiero a sussurrare alla tua mente che tu fai la differenza
evolutiva, contributiva del tuo pianeta.
Perché dovrei voler uscire dal branco? L’organismo a cui facciamo affidamento istintivamente e
Il tuo pianeta è il tuo territorio più grande.
in modo assolutamente primario è la famiglia. Tutto quello che si vive in famiglia poi lo riviviamo
Gli umani sono il tuo branco più grande.
e lo ripetiamo anche altrove. Uscire quindi dalla famiglia significa seguire se stessi, sperimentare
se stessi. Significa attuare comportamenti non approvati dal branco. Scelte non approvate. E
Il tuo posto nel mondo aiuterà le tue emozioni e i tuoi pensieri a riconoscere quanto sia essenziale
nel momento che non siamo approvati, siamo in pericolo. Pericolo di uscire. In quel momento
la tua vitaE da oggi, giorno dopo giorno, con un passo in più sempre, imparerai a guardarti con
si perdono le garanzie principali, si tradisce un codice familiare. Si va a contrariare un sistema
occhi diversi, amorevoli. Non diventerai più importante con ciò che farai, ma con ciò che sei. Tutto
organizzato per mantenere equilibrio ed unione. Uscire dal branco potrebbe essere voler aderire
ciò che metterai in azione proverrà esattamente attraverso ciò che sei, questo è speciale!” Gli
ad un altro tipo di religione: se la mia famiglia è musulmana, non sarei mai protratta a cercare un
altri devono stare attenti, perché potrebbe arrivare quel momento in cui tu decida di andartene
partner di un’altra religione. Se nella mia famiglia c’è un programma di lavoro dipendente, sarà
davvero. Noi non siamo scontati, e nel risveglio dell’amore per se stessi riusciremo a concepire
ben difficile che io possa lavorare autonomamente. Se la mia famiglia mi assegna degli ordini,
che noi siamo un evento speciale nella vita degli altri, tutti. E che non ci siamo sempre. E la nostra
nonostante non li voglia assolvere, me ne farò carico, nonostante la stanchezza o la svogliatezza
presenza va ringraziata e celebrata. Se il lavoro personale è quello di prendere fiducia e forza e
Nelle famiglie si creano e si istituiscono delle tradizioni da rispettare. “Chi sono io per dire di no?”
stima di se stessi, alta domanda intelligente è: “ Come posso fare per iniziare a riconoscere il
Sarebbe un tradimento alla struttura che ci ha permesso di vivere. I genitori spesso sono visti come
mio valore?” Questa domanda sotto intende che tu abbia preso già atto che un valore ce l’hai,
delle divinità, o si percepiscono come tali: ci hanno dato la vita e attuiamo una visione di autorità
per diritto di nascita. Processeremo e avvieremo alla risoluzione i tuoi conflitti nella parte degli CAPITOLO TERZO
esercizi, per adesso accogli le mie parole come spunto di riflessione. Prima di tutto per ciò che
temi, che speri che provi o non provi esiste un’ovvietà: il tuo diritto naturale di nascita è quello IL SENSO DI COLPA PSICOLOGICO
di essere amato. La tua responsabilità è quella di portarti a comprendere, nel momento in cui AMORE CONTRO ODIO
tu non ti sentissi amato, di esserlo, comunque. Nella svalutazione, incatenato al senso di colpa,
rinunciando a te e votandoti ad altri o ad altro, non susciti il desiderio di farti amare, ma di essere Chi vincerà tra amore ed odio?
sfruttato. Comprendi come ogni meccanismo limitante ne inneschi un altro? Da qui inizi a prendere La puoi considerare come lotta tra bene e male? Si?
le sfumature di una vittima che soddisfa le richieste di più carnefici, che non si accorgeranno Invece ti voglio dissuadere da tutto questo.
mai che se ne stanno approfittando e che ti stanno trattando senza valutare il tuo giusto valore, Cosa succede se odi qualcuno?
perché il primo a non riconoscertelo sei tu. Tutto sussiste nel momento che va bene a te e che lo Che tipo di persona saresti?
permetti tu. Il carnefice ti fa sentire minimamente appartenente o incluso. Meglio essere “bravi” e votarci all’amore, costi quel che costi.
Il nostro comportamento conscio, viene valutato dalla nostra ragione, specialmente dalle nostre
Il carnefice dà per scontato che tu ci sia, e che ti piaccia esserci a soddisfare le sue richieste convinzioni, sempre consce.
come esattamente fai. Se tu non prendi la responsabilità della tua vita e lui non si prenderà la
responsabilità delle sue azioni, si vivrà sempre nel gioco stancante del bene contro il male. Tu hai Gli strascichi del per-benismo purtroppo comportano una valutazione errata delle nostre pulsioni,
la più grande esigenza e convenienza ad andartene, a smettere di stare in quel gioco diabolico anche per l’educazione che abbiamo ricevuto dalla famiglia o a scuola. Per questo uno dei miei
di mancate responsabilità. Chi ti vuol bene, chi ci tiene davvero a te, ti protegge, anche se sogni più grandi è quello di rivoluzionare la didattica nelle scuole. La scuola principalmente
dovessi uscire dal branco, poiché il territorio più grande emotivo ed evolutivo è quello del cuore. dovrebbe essere un ambiente sociale dove si imparano delle regole di convivenza e di rispetto. E
Le benedizioni, il sostegno, l’incoraggiamento, sono risorse del cuore, e quando una persona dove si dovrebbe acquisire la responsabilità relazionale. I genitori delegano insegnanti sconosciuti,
mantiene nel suo cuore il tuo posto, allora coglierai la sensazione dell’amore. Chiunque può averti non scelti, ad accompagnare i propri figli nella strada dell’istruzione e della socialità. Vengono
nel suo cuore, un insegnante, un amico, un’amica, un parente, il tuo compagno o la tua compagna, stillate punizioni, le famose note nel libretto, espulsioni (se fai il cattivo sei escluso dal branco, e
il tuo papà e la tua mamma, i tuoi fratelli. Anche un datore di lavoro potrà avere memoria di te normalmente gli adolescenti ci provano in continuazione a farsi escludere perché non
attraverso la stima, la condivisione di problemi e risoluzioni trovate insieme, attraverso la tua sopportano più il branco!). Parole d’ordine coscienza e comprensione: Far leva su questi due
dedizione e genialità. Per la tua disponibilità e prontezza. Ecco che allora un termine dell’amore sentimenti comporta un utilizzo cognitivo più sano, equilibrato e giusto. Quando accade qualcosa di
diventa il riconoscimento. Ri - conocere significa conoscere due volte, significa vedere due volte, spiacevole tra due ragazzi a scuola per esempio, l’adulto autorevole, nella sua presenza, dovrebbe
vuol dire avere la capacità di identificare chi si ha davanti e comprendere la sua importanza per portare a confrontare i due giovani, e accompagnare entrambi a rendersi conto di cos’hanno
noi, e vedere qualche parte di noi in questa persona. fatto e delle reazioni che hanno scatenato uno con l’altro. Nel momento che lo comprendono
si è suscitato un movimento della coscienza. Il confronto/incontro dev’essere guidato. A cosa
Chi ti tiene nel suo cuore lo fa con naturalezza, senza che tu debba pagare un prezzo preciso, servono le punizioni, le esclusioni, se non si incontra un giovane, se non si va ad analizzare la sua
o probabilmente riconoscendo con consapevolezza che esattamente quella persona, percepisce capacità di comprensione? Posso giustificare l’immaturità finché un adulto non sa accompagnare
e sa chi sei. E ti amerà non per ciò che sei obbligato a fare, ma per quello che sei, e che fai con davvero quel giovane a valutare le conseguenze delle proprie azioni, poiché la coscienza prevede
semplicità senza vincoli, e con rispetto per i tuoi valori, per i tuoi sorrisi, e per come ti dedichi e ti la proiezione mentale ed emotiva di sapere quali conseguenze attuiamo secondo un’azione
prendi cura della tua vita e dei tuoi sogni. piuttosto che un’altra. L’adolescente gode di una sua reattività, si sta affacciando alla finestra
dell’età adulta, con annessi tutti gli squilibri ormonali del caso, e con i conflitti passionali e biologici
verso i genitori. Prima di essere adolescenti siamo cuccioli, bambini. Ed è proprio nella struttura
dell’infante che inizia la lotta, la guerra tra bene e male, tra amore e odio.

I punti di riferimento di un bambino normalmente sono i suoi genitori. Genitori che ama e genitori
che può anche odiare. Propongo un esempio pratico: se una mamma toglie un giocattolo al proprio
figlio mentre lo sta usando, il piccolo si arrabbia, e dalla rabbia si manifesta il sentimento dell’odio.
Che cosa accadrebbe se il bambino continuasse ad odiare la madre? Non è possibile odiare la
mamma che ama, accudisce, nutre, allora il bimbo va a riparare quella pulsione di rabbia ed odio
contrapponendo l’amore che ha per la sua mamma. Proprio quel risentimento, quella rabbia e
quell’odio fanno insorgere il sentimento di senso di colpa attraverso il quale il bimbo si riporta
nell’amore verso l’oggetto del suo desiderio, la madre.
La madre lo rimprovera per la rabbia, lo ammonisce, gli dice che non è più il momento di giocare
(mentre lui avrebbe voluto continuare) e che è il momento di cenare. Magari stanca per la giornata
gli dichiara che non sopporta i suoi capricci, e che non l’ascolta mai. Scena probabilmente normale
che immaginiamo nelle nostre menti. Non è accaduto nulla di grave, giusto? Se la madre avesse
preavvisato il piccolo che dopo dieci minuti sarebbe stata ora di mangiare e che avrebbe dovuto
lasciare i giochi? Sarebbe stato diverso? Se il bimbo comunque avesse fatto dei capricci, come si farebbe di tutto( prostituzione emotiva) per riavere le attenzioni genitoriale. Da qui si origina la
sarebbe potuta comportare la madre? svalutazione e la scelta dei genitori come risorsa e di fondamentale importanza per sentirsi amati.
Accettati. Nel momento che un bimbo fa qualcosa per compiacere i genitori perde la sua autenticità.
Allora l’ordine e il favorire di accogliere le emozioni, può essere determinato da degli accordi, o Si omologa a mamma o a papà o a tutti e due.
regole e dalla possibilità di far provare le emozioni al bimbo e farle esternare.
Mamma dopo dieci minuti, toglie i giochi al bimbo (Il suo piacere): Educare un figlio significa allevarlo con l’abilità di evidenziare le sue qualità e le sue capacità.
“Perché piangi? Ti avevo avvisato che adesso è l’ora di cena!” Obbligandolo ad essere come noi vogliamo, farà in modo che cresceremo un adulto in confusione,
Bimbo “Io voglio giocare non ho fame!!” triste, ansioso e depresso. Il senso civico è la coscienza delle regole di convivenza, di rispetto ed
Mamma “Va bene gioca per altri dieci minuti, ma poi mangiamo” igiene e va integrato all’educazione. Guidare un piccolo essere umano ad essere se stesso per le
peculiarità che noi notiamo in lui e parallelamente insegnargli il rispetto e la responsabilità di sé,
Dopo dieci minuti la situazione può concludersi bene, quindi il bimbo va a cena, oppure inizia a degli latri, degli animali e delle cose, può solo costituire una persona stabile, forte e sicura di sé.
ribellarsi, con grida e rabbia, poiché percepisce una negazione della sua volontà.
Se questo non avviene da piccoli, ci si ritrova adulti che si ha bisogno di linee guida. Si ha bisogno di
A) Mamma: “ Va bene arrabbiati, piangi pure, i tuoi giochi sono speciali e sai che resteranno sempre essere rieducati, reimpostati. Quando percepiamo il senso di colpa, stiamo cercando di sistemare
lì, quando hai finito di disperarti, vieni a mangiare” di riparare delle emozioni contrastanti e per non farci sopraffare, abbiamo la convinzione di
controllare ciò che sta avvenendo dentro di noi. Quando siamo nella rabbia che esplode in odio,
B) Mamma: “ Visto che fai tutti questi capricci e che sei cattivo, non giochi e nemmeno mangi, ora stiamo cercando di rivendicare dei diritti, delle ragioni personali, poi queste emozioni rientrano
sei in punizione, sei chiuso in camera tua e se ti sento fiatare o piangere ti arriva uno sculaccione perché non ci permettiamo fino in fondo di ascoltare quella parte lesa in chissà quale tempo o
o lo dico a papà” quali episodi vissuti, lontani.

C) Mamma: “ Vieni qui, sono speciali per te questi giochi, ma il tuo pancino ha bisogno di mangiare “Non voglio che nessuno ce l’abbia con me, voglio che ci sia il quieto vivere e non voglio che
qualcosa, ti accordo il permesso di giocare anche un po’ dopo cena, vieni con me, poi ti riporto qui nessuno abbia nulla da dire a discapito mio”.
a giocare”.
Questa impostazione mentale ed emotiva, porta a diventare remissivi, si implodono in noi
Caso A) Il bambino arriva a comprendere che la mamma ha ragione ma comunque gli viene negato frustrazioni, rassegnazioni, si è quasi ipnotizzati e si perpetua sempre lo stesso schema di azioni.
un desiderio. C’è da dire che al bambino è permesso di piangere e di esternare il suo disappunto. E se per qualche istante l’importanza rilevante fosse quella di immaginarsi a fare qualcosa che
Così facendo non imploderà le sue emozioni, e non creeranno disarmonie dentro di sé e si sentirà ci piace davvero? Senza doverci più occupare di cosa pensano o vogliono gli altri? Se per qualche
almeno libero di contestare. (Affermare se stesso attraverso la sua volontà e il suo piacere) istante cancellassimo tutto ciò che ci incatena al quel quieto vivere che ci fa rinunciare a noi stessi?
Cosa inizieremmo a provare? A tastare, a d assaporare?
Caso B) La peggiore delle soluzioni! La punizione più grande è vedere l’incomprensione della La libertà.
mamma, per poi sentirsi negare un diritto al gioco, quindi il bimbo viene escluso e se non bastasse, Se quello che vogliamo fare non va contro la legge, non violenta nessuno, e non va contro la
potrebbe arrivare la cavalleria suprema (il papà), come se fosse un giustiziere a suo sfavore. Il nostra spiritualità non c’è timore di avere senso di colpa.
bambino registra ingiustizia, paura, senso di inadeguatezza, colpa. L’eresia più grande è tradire noi stessi, è non ascoltare le nostre esigenze, è torturarsi e continuare
a limitarsi sprecando giorno dopo giorno il dono prezioso della vita.
Caso C) La madre che accoglie, spiega, consola, comprende e permette. La vita è sperimentazione, la vita è l’opportunità di manifestare noi stessi.
Se un bimbo viene sempre trattato in questo modo acquisisce sicurezza in sé. I bambini sono
molto intelligenti e hanno bisogno di apprendere ed avere delle spiegazioni. Hanno bisogno
di essere rassicurati e guidati. i bambini assimilano Il no detto in modo sano, accompagnato,
spiegato, come una guida e permette a loro di contattare il prima possibile la loro coscienza.

Una delle modalità educative più efficaci è quella di escludere o isolare, per poco tempo, un bimbo
che ha un carattere particolarmente incline all’anarchia. Per restare nel branco, per giocare è
indispensabile che il bimbo attui delle regole di convivenza e rispetto, e se non lo fa, il suo posto
è fuori dall’area di confort. Questo stimola il bambino a comprendere le regole del branco, a cos’è
davvero costruttivo e rispettabile nello stare insieme o a fare ciò che piace, ma contenuto in modo
civile, senza recar danni a se stessi, ad altri o a terzi. Purtroppo vi sono bambini che vengono
sgridati e ignorati ( Sei escluso, non ti voglio più) che magari non meritano un atteggiamento così
rigoroso, e sono quei bambini sensibili, o che non sopportano quel senso di esclusione per troppo
tempo. Dal momento che la madre o il padre si attivano in modalità di ignorarlo, o imperano
con dei no che il bimbo non comprende in modo assoluto, ecco che si sente sbagliato, afflitto e
CAPITOLO QUARTO IL SENSO DI COLPA ENERGETICO aveva una minore ampiezza dei campi energetici umani ed era più sottile. E la cosa particolarmente eccitante
DOVERE CONTRO PIACERE fu la costatazione che l’intensità cresceva in corrispondenza dei chakra principali! Nel concetto generale ogni
Chakra vibra ad una frequenza differente: più è situato in basso nel corpo, più la vibrazione è bassa e viceversa.
Il dovere contro il piacere sembra uno slogan imposto dalla nostra società. Queste frequenze possono essere captate e visualizzate sotto forma di vari colori, ma una delle domande che
sorge spontanea allora è: se i Chakra sono lì e vibrano a quelle frequenze, perché non riusciamo a percepirne i
colori a occhio nudo? Come già detto le onde del nostro cervello oscillano fra 0 e i 100 Hertz, mentre i Chakra
Siamo abituati fin da piccoli, oltre al conflitto biologico e psicologico, a corrispondere ad una
vibrano in una banda compresa fra i 100 e i 1600 Hertz. Questo significa che semplicemente i nostri cervelli
società basata sul dovere. Come si deve essere? Cosa si deve fare? Come ci si deve comportare? non sono allenati e predisposti a percepire oscillazioni e frequenze di quell’ altezza; eppure ciò non significa che
Quali sono i percorsi che si devono proseguire? Quali sono i modelli di riferimento a cui ispirarsi? non esistano. Ma ritornando sui nostri passi, la Hunt ampliò le sue ricerche a persone sensitive appunto o in
A partire dalla scuola, fino ad arrivare al costruirsi una famiglia. Le cosi definite linee generali o grado di vedere il campo energetico umano, con risultati sorprendenti: Nel corso della lettura dei chakra, il colore
tappe obbligatorie. Oppure essere magri, con i capelli in un modo piuttosto di un altro, vestiti che i sensitivi indicavano, corrispondeva a una precisa frequenza registrata dall’apparecchio. Era possibile fare
sempre conformandoci ad una norma, secondo delle tendenze, che non sono le nostre, ma ci lo stesso, visualizzando l’onda di frequenza su di un oscilloscopio (strumento che riesce a trasformare le onde
rendono simili agli altri. Più siamo simili, più siamo includibili, perdendo e decostruendo piano elettriche in una configurazione visibile su uno schermo). Ma perché i sensitivi riuscivano a vedere tutto questo?
piano la nostra profonda peculiarità ed autenticità. La società infierisce attraverso le troppe ore Nelle ricerche della Hunt, si era notato come i campi di energia di soggetti sensitivi, misuravano frequenze fra i
scolastiche gestite male: un bimbo è un piccolo essere mano compresso di energia, come si può 400 e gli 800 Hz(molto più alte rispetto alla media)mentre i soggetti esperti in stato di trance o canalizzazioni
pretendere che resti paralizzato su una sedia e ad ascoltare un adulto che gli spiega? E’ una (medium) occupavano una gamma fra gli 800 e i 900 Hz.”
modalità ormai superata, una sorta di sano demodé.

La carica fisica dei bambini andrebbe convogliata o almeno scaricata. I laboratori didattici
sperimentali attraverso i sensi fisici, potrebbero impartire più insegnamenti registrati ed
appresi che qualsiasi diluita spiegazione. I compiti richiedono un impegno immenso, nella scuola
primaria pure i genitori devono restare incollati al tavolo per aiutare i figli ad eseguirli. Essendo
impossibilitati alla dinamicità, si deve fare uno sport, e se uno sport non basta se ne facciano due.
E si deve andare a catechismo. E si deve scegliere una scuola su cui investire il futuro quando si è
adolescenti. E si deve proseguire all’università. O si deve andare a lavorare per guadagnarsi il pane
e quella che definiscono libertà. E se pensiamo alle massime lavorative? Quante ore si fanno?
Quanto ammonta il mio valore in un’ora di lavoro? A che ora si parte da casa? Mi sta bene quello
che faccio? Mi permetto di cambiare? So che ho diritto di farlo? “Prima il dovere e dopo il piacere”
“Via il dente via il dolore”. Calma. Silenzio. In tutto questo fare si basa il nostro riconoscimento, e
più si fa più si ha l’illusione di essere riconosciuti o di corrispondere a ciò che va bene. La nostra
identità viene creata sul riconoscimento, e chi ci riconosce? Perché? Su quali basi? Cos’è il piacere?
Chi siamo davvero noi? A chi o a cosa corrispondiamo? Ne siamo consapevoli?

In questa calma è arrivato il momento di ascoltarsi e di capire quale danno possiamo auto-
recarci quando non consideriamo il nostro piacere. Abbiamo una struttura energetica di base che
viene chiamata Chakra. La scoperta dei chakra non è avvenuta per via di conoscenza, ma solo
tramandata per questa, i chakra sono stati “sentiti”, visualizzati, visti scoperti attraverso metodi
meditativi antichissimi. Quello che mi colpì nella mia ricerca è che questa teoria non fu percepita
solo in una parte del mondo, ma in varie parti del pianeta.

Molto distanti e non comunicanti tra di loro.

Da un articolo nel web:


“Per la precisione fu la professoressa Valerie Hunt dell’Università della California Los Angeles a condurre una
serie di esperimenti con un elettromiografo a partire dagli anni 70 fino all’incirca ad inizio 2000. (Se non sapete
che cosa sia un elettromiografo sappiate che è un apparecchio che misura l’attività elettrica dei muscoli) Ma nel
dettaglio la professoressa, cosa scoprì precisamente con questo strumento? Utilizzando il suo elettromiografo
misurò le variazioni dell’attività elettrica dei muscoli che avvenivano su dei sensitivi. Lo so, sicuramente vi starete
domandando perché proprio su dei sensitivi, ma per poterlo capire dobbiamo fare un passo indietro. Dovete
sapere che le frequenze emesse solitamente dai muscoli e dal cuore non superano i 250 cicli al secondo(o
Hertz) E quello che sorprese nelle ricerche della Hunt fu la registrazione di un’attività elettrica insolita, era un
Foto 1
altro campo energetico la cui frequenza andava in media, da 100 a 1600 cicli al secondo e oltre. Tale campo
Come puoi notare il secondo chakra è quello del piacere, ed è collocato dove ci sono gli apparati V° CHAKRA: LA COMUNICAZIONE
riproduttivi e sessuali interni. Dove viene concepita la nuova vita, e la nuova via. L’ascesa dei La tua anima si manifesta attraverso la tua parola, così come la tua coscienza le tue capacità i tuoi
chakra è un’educazione di crescita. E’ entusiasmante concepire tutto questo come una filosofia pensieri. Saper parlare di se stessi, comunicare se stessi, attua una vibrazione forte. Conferma la
ancestrale, reale che si possa accostare sia alla biologia che alla psicologia. Prima di porre il nostro propria sicurezza e la mancanza di paura nell’essere chi si è. Questo chakra è collegato al secondo,
focus al piacere, parto esattamente dalla radice. proprio quello del piacere. Se il secondo chakra manifesta la vita e permette di sentire, questo
chakra la dichiara, la conferma.
I° CHAKRA: LA SICUREZZA
La sicurezza materiale, basica, che ci struttura. Il primo chakra è detto anche della radice, e le VI° CHAKRA: INTUIZIONE
nostre radici sono i nostri antenati, i nostri genitori, il nostro clan, il famoso branco e il sistema Il primo chakra spirituale, del cielo. Oltre a supportare l’intuizione, questo punto energetico
familiare. Se prima non sviluppo la sicurezza di sperimentare, di lasciare il nido perché non ho favorisce la visione oltre la paura. “ Io vinco me stesso”, poiché le paure sono le sbarre di una
acquisito abbastanza supporto e fiducia dalle radici, non potrò mai ascendere. Se provi a pensare prigione che spesso ci creiamo da soli, quindi a volte noi stessi diventiamo i nostri peggiori nemici.
ad un albero, questo non potrà mai crescere e formarsi se non avrà prima solide radici.
VII° CHAKRA: ILLUMINAZIONE
II° CHAKRA: IL PIACERE Chakra della corona rappresentato da un fiore di loto. Questo fiore è seme e frutto nello stesso
Eccoci arrivati al piacere, quella spinta di gratificazione che ci permette di restare in uno stato momento: radice e corona insieme. L’integrità di un essere umano è composta da tutti i passaggi
idilliaco che produce gioia, felicità spensieratezza mentale, fisico e l’anima si inebria. Il piacere dei chakra, nessuno è più importante dell’altro. Uno senza l’altro non potrebbero garantire la
sessuale ci porta a seguire il nostro istinto e pulsione sessuale, diventiamo liberi e dominanti in nostra vita terrena. L’illuminazione cos’è? E’ il contatto con l’alto, è il discernimento e la percezione,
questo tipo di vibrazione. Non scordiamoci mai che la sessualità è fondata sulla base biologica, la sperimentazione di tutto ciò che è invisibile, ma che ci arriva in modo chiaro e assoluto. E’ poter
il portare avanti la specie. L’energia sessuale è l’energia del piacere, è l’energia del denaro ed è accedere alle convinzioni di creazione del creatore di tutto ciò che è. La creazione prevede un
l’energia della vita. Ogni volta che ci stacchiamo dal nostro piacere ci allontaniamo dalla nostra sintomo fondamentale: il piacere e la gioia.
vita. Il piacere permette di ascoltarci profondamente e di seguire tutti quei movimenti che
ci consentono di restare in contatto con un flusso forte di amore. Senza creare dicotomia tra I chakra parlano di noi, filtrano la nostra energia e la emanano. I chakra fanno scorrere la nostra
sessualità ed anima, è davvero possibile portare il piacere fisico fino all’anima e scambiarlo con energia vitale. Nell’immagine è rappresentata da quei due serpenti che ascendono dalla terra fino
il partner. Le due energie che ascendono dalla radice, ida e le due pingala si uniscono, e vibrano alla gola, per poi estendersi alla sommità del capo. Il serpente aggrovigliato tre volte su se stesso è
aumentando il flusso di energia. (Vedi foto 2) E nello stesso tempo ci si sente vivi, in espansione e l’energia della vita, che poi contattando l’essere umano si divide nelle due forze ida e pingala, ida è
in sospensione. Ridimensionando il ragionamento, il piacere quotidiano è riportato a tutto ciò l’energia femminile e rappresenta l’eterno, pingala è l’energia maschile che rappresenta l’infinito.
che ti fa bene ( senza ledere te o gli altri, trattasi sempre di un piacere sano). Si parta dalla base: Queste due energie passano nel circuito verticale dove sono collocati i chakra, dal sanscrito ruota,
mangiare qualcosa che ci piace, fare una passeggiata dove gradiamo. Bere il caffè con un amico. che fanno girare, fluire l’energia basilare per arrivare alla sommità del capo per coesistere nello
Prendersi una giornata per se stessi, leggere un libro, guardarsi un film... Estendiamo il concetto di spazio.
piacere a studiare qualcosa che ci piace davvero, scegliere il lavoro che ci piace, magari lavorando
divertendoci. Fare dei viaggi da soli o con dei compagni di avventura. Togliere qualche regola ferrea In sintesi a contrariare il piacere è il senso del dovere che destabilizza anche il terzo chakra:
e trasgredire per provare a percepire cosa c’è oltre una nostra convinzione rigida che ci blocca. non siamo felici, o diventiamo sottomessi ad un sistema o addirittura arroganti e presuntuosi,
( iper valutazione di noi stessi, e siamo all’opposto del senso di colpa, siamo impregnati di ego
III° CHAKRA IL POTERE PERSONALE nocivo).I due opposti sono le due facce di una stessa medaglia. Accade anche che nel prendersi la
Centro dell’autostima, della forza di determinare la propria vita. Plesso solare, il centro della responsabilità di se stessi si può entrare in un senso di colpa verso di noi: “ Come ho potuto
nostra potenza e fiducia in noi stessi. Se non si riesce a comprendere quando e cosa ci dà piacere permettere tutto questo?” I sensi di colpa giusti quali potrebbero essere? Quelli che vanno a tradire
non potremmo mai arrivare a questo nucleo. La persona dominante, sicura di sé, che conosce le tue convinzioni e i tuoi valori principalmente. Quando si inizia a conoscere qual è la differenza
se stessa, conosce il suo piacere, sa cosa le piace e si sazia di ciò che lo gratifica. Non è una tra colpa e responsabilità, allora iniziamo a percepire tenerezza per noi stessi. Se si percepisce
persona egoista, ma è consapevole che nel momento che sta bene lei, di conseguenza stanno colpa non è ancora responsabilità. Il passaggio di poter provare dolcezza, amorevolezza per noi
bene anche gli altri. Sa perfettamente che la sua vita è costituita da lei stessa, e se si spegnesse stessi, ci permette di essere forti. L’amore rende forti, audaci, fiduciosi, ci conduce, ci guida e ci
lei, si sgretolerebbe la sua vita. Concede a se stessa senza necessariamente togliere nulla ad accompagna a noi stessi. “Da adesso ci penso io a me stesso, sono io che garantisco me stesso,
altri, nel rispetto. Se gli altri sentono che vengono a mancare di qualcosa se lei è felice ( perché il sono io che delimito i confini per il mio sommo e supremo bene, e mi do il permesso di essere
piacere porta alla felicità), la domanda è che cosa ci facciano questi parassiti nella sua vita? imperfetto, e di sbagliare, con lo scopo di fare sempre meglio: il meglio delle mie possibilità, il
meglio che diventa il succo della mia crescita”. Ecco questo è potere personale. Nella visione
IV° CHAKRA: AMORE più elevata c’è da concepire che quello che è accaduto, che abbiamo permesso per debolezza
Il cuore è lo strumento più potente che abbiamo e sintetizza tutti i sentimenti più nobili. Nel o incapacità, ci ha consegnato qualcosa di prezioso; abbiamo imparato una lezione ed acquisito
momento in cui non siamo soddisfatti, gratificati e felici è difficile saper amare. Amar se stessi delle informazioni e delle virtù che verranno depositate nel nostro DNA, impresse nella struttura
promette di saper amare il prossimo. Possiamo cadere nel tranello dell’invidia, del vittimismo e delle convinzioni appunto, inconsce, storiche, e dell’anima.
dell’insoddisfazione. Il cuore duole e non esprime la sua potenzialità. E non potrai utilizzare la sua
inequivocabile propulsione ascendente, perché esistono prima gli altri di te. Tu sei tutto ciò che vivi e che sperimenti e lo sei per integrarti in te stesso, per iniettare nella tua
coscienza la comprensione massima dell’esistenza di tutto ciò che c’è, specialmente di te stesso CAPITOLO QUINTO
Annienta le paure fasulle e ogni illusione che non ti permettono di contattare la verità. Affermati, LE GRANDI MANIPOLAZIONI E LA SVALUTAZIONE DI SE STESSI
parla, canta la tua anima e sintonizzati con la melodia della tua vita. Ama ciò che Dio ha creato,
cioè te stesso. Ama ciò che dio ha creato, cioè la vita Sii centrato in te, la tua vita dipende da te, da Il senso di colpa, che cosa ti sta portando nella tua vita? I clienti che ancora non hanno imparato
ciò che sei e che vuoi realizzare, manifestati, trova il tuo posto e mostra la tua splendida luce Vivi ad ascoltarsi dicono “ Nulla, sto solo male!” Ed è proprio quando una ferita fa tanto male che
la tua vita seguendo il movimento del piacere, ascoltalo e lasciati cullare da esso come fossero iniziamo a muoverci per star meglio. Quando un persona inizia davvero a pregare? Quando non
onde lente, sinuose. Costruisci la tua sicurezza, ricava la forza per edificarti e sentiti benedetto può fare davvero altro! A questo punto il senso di colpa, e il dolore profondo, il disagio interiore
dai tuoi antenati. che questo crea, ti sta guidando dentro di te, per far luce e spazio a qualcosa di nuovo, ma che in
realtà è noto, è solo nascosto.
Foto 2
Cosa ti fa provare il senso di colpa?

Inadeguatezza
Svalutazione
Fedeltà disfunzionale
Paure
Blocco della tua vita
Scoramento
Ingiustizia
Auto-giudizio
Dolore

Questa lista sta comunicandoti qualcosa: I tuoi pensieri e i sentimenti verso te stesso non sono
sani. Hai davvero voglia di stare bene? E stare meglio? Allora la via è quella dell’amore.
l senso di colpa non si usurpa così facilmente. Ci vuole costanza e cura nel restare a contatto con
una nuova immagine di se stessi. Anche tu puoi essere felice, anche tu puoi meritare di stare
bene, anche tu puoi permettertelo. Le soluzioni da attuare potrebbero aver bisogno di una forza
incisiva. La forza della scelta. Scegliere include il rinunciare a qualcosa. Questo qualcosa quale
peso incidente ha nella tua vita? Ci sono persone che ci tengono lontane da noi stesse. Non lo
fanno apposta. Pensano di essere e di agire in buona fede. Nel momento che proviamo disagio, e
ne prendiamo atto, significa che stiamo già facendo un passo avanti, stiamo uscendo un po’ allo
scoperto, stiamo iniziando un processo di trasformazione. Uno dei problemi è proprio questo,
che non siamo più gli stessi. Iniziamo a prendere un’altra forma attraverso il disagio. E’ come se
iniziassimo a percepire il bisogno di cambiare abiti, e metterne di più comodi, confacenti a noi. Chi ci
sta accanto si scombussola. Si destabilizza, non ci vede più come sempre, come i soliti conosciuti.
Così, per farci restare negli stessi scomodi abiti, iniziano le grandi manipolazioni e i sensi di colpa
non ci permettono di avanzare come stiamo facendo, ma ci riporterebbe a ripetere gli stessi
comportamenti, quelli che specialmente fanno sentire sicuri chi ci sta vicino. Mi chiedo perché
tutto debba essere sempre così difficile o doloroso! Ciò che ci neutralizza nel procedere sono le
emozioni disfunzionali. Nel nostro cuore si creano tantissimi movimenti, si provano tantissimi
sentimenti, e il nostro animo segue all’impazzata tutto ciò che si produce in questo cuore agitato
e triste. Continuiamo a metterci in discussione e a fare i conti con la nostra ipotetica “cattiveria”,
perché il nostro cambiamento reca danno, crea sofferenza magari a chi amiamo. Le situazioni
cambiano, le impostazioni iniziali si trasformano, e per procedere si attua qualcosa di nuovo
innescato dentro di noi e proiettato fuori di noi. Per tanto tempo ci siamo sentiti all’interno di una
gabbia o di una morsa, e tanta sarà la voglia e anche la prepotenza di uscirne e liberarsi. Siamo in
balia di energie nuove e difficilmente riusciamo a restare centrati e a confermare rassicurazioni a
chi ci è accanto. Ci sono partner in subbuglio, desolati, genitori perplessi, amici
che si sentono trascurati. E in tutto questo si avrebbe solo voglia e necessità di andarsene da
tutto ciò che si era vissuto prima, o da quella stessa modalità. La propulsione di farlo è fortissima,
ma gli altri? Dicono che siamo cambiati, che addirittura ci siamo fatti condizionare o fatti fare un Cosa stai integrando in te? La forza? La fiducia? L’amore per te stesso? Il far valere i tuoi diritti?
lavaggio del cervello. Se stiamo conducendo un lavoro di miglioramento personale e dei corsi A ricontattare il tuo potere personale? Stai imparando il coraggio? A difenderti? A permetterti
vantaggiosi, ai loro occhi sono delle sette manipolatorie!! Ed ecco che si presentano i dubbi di vivere altro semplicemente perché vuoi farlo? Stai imparando cosa sia la vera libertà? E per
profondi. “ Siamo nella strada giusta?” “ Sto davvero facendo un percorso sano, o sono raggirato?” tutti questi insegnamenti dalla vita, avevi bisogno di questo senso di colpa? E se ancora non
“ E se avessero ragione gli altri? Cosa mi sto mettendo in testa?” “La scienza conferma quello ha compreso e lo stai comprendendo in questo momento che stai leggendo? Come se la tua
che sto facendo? La religione mi approva?”. Ecco le grandi manipolazioni del senso di colpa. La coscienza si stesse librando verso una ragionevolezza sana, più evoluta?
psicologia promuove l’edificazione di se stessi, e la crescita personale. Meditare o lavorare su una
parte spirituale non ha mai reso ateo nessuno. Qual è il problema? Se si vuole trovare la propria Ricordi la parola equilibrio? Sono una persona che cerca di non perdere mai. Mai nessuno. Sempre
identità, o intraprendere percorsi spirituali differenti da uno stile religioso, cosa ci accadrebbe? che questo non sia definitivo e imperativo. Il nostro nuovo modo di essere può non andar bene
Tu, che stai sperimentando qualcosa di diverso ed interessante, tu che stai mettendo il naso fuori all’altro, e allora anche questo si trova a scegliere di non starci più accanto. Non scegliamo solo
dalla porta, dal conosciuto, tu che hai iniziato a farti delle domande e a trovare delle risposte, tu noi, tutti stanno scegliendo. Si può continuare ancora insieme, in una modalità differente, con una
che stai iniziando a “pensare”, tu che inizi a sentirti accettato per la tua diversità e autenticità, tu trasformazione globale del o dei rapporti, per non perdere l’essenziale, per non perdere l’unione
che inizi ad informarti, a studiare e a comprendere, sei messo al patibolo. Cos’è più importante? unica che va oltre a schemi, limiti e sofferenze. E’ normale soffrire se qualche proposito, qualche
Chi appartiene al conosciuto? E tutta la vita costruita insieme alle persone che puoi avere ancora situazione non potrà mai più essere ripetibile, ma può diventare confortante un nuovo rapporto con
accanto? Dov’è la felicità? Se guardi indietro, era proprio lì la felicità, con quelle stesse persone le stesse persone se si potranno vivere altre esperienze magari del tutto nuove, con un approccio
e quell’animo di speranza che avevi. Ora la felicità dove la puoi trovare e ricavare? Cosa c’è diverso da entrambe le parti, senza perdersi mai. Non è il caso di assecondare “i capricci” dell’altro
davanti a te? Terre sconosciute? E chi proseguirebbe questo viaggio con te? Cos’è la vita? Dov’è o le nostre imposizioni. Ciò che è oggettivo è che la vita è il massimo insegnamento alla scoperta
la sicurezza? Perché e per chi stai vivendo? Dove si trova il tuo posto se tutto ciò che stai facendo dell’amore, verso di noi e verso gli altri. Non ci siano rinunce, ma ci siano accordi contestualizzati.
ti sta danneggiando? E fa proprio male... Perché tutto ciò che stai scoprendo è necessariamente E se davvero questo non fosse possibile, dobbiamo esibire tutta la nostra forza all’abbandonarci
sbagliato? E soprattutto “ Perché chi amo non inizia a comprendere la realtà con un principio a quello che c’è. A quello che stiamo vivendo. Il dolore forte non ci ucciderà. Ci fortificherà.
diverso?” Una difficoltà straordinaria è che si sente di dover scegliere o una propria rinascita o
ciò a cui appartenevamo prima. La distanza tra una e l’altra cosa ci fa stare in bilico sul senso di Le malinconie le ansie potranno creare panico in noi, un piegamento verso la sofferenza, abbi la
colpa. Noi non siamo i guardiani e protettori assoluti e garanti dei rapporti. In una relazione, siamo consapevolezza che tutto questo passerà. E più temi questa sofferenza più osservala, guardala
responsabili al cinquanta per cento di ciò che avviene, e di quel cinquanta, lo siamo del cento per e vivila. È proprio quando la allontani da te , la rifiuti che farà ancora più male. La manipolazione
cento. Questo che cosa significa? Le nostre scelte mettono nella posizione gli altri di crescere o a perde la sua forza quando il tuo punto di contatto è con il presente. Qui e adesso. Scarta i se e i ma,
loro volta di scegliere. Le nostre decisioni danno l’opportunità all’altro di mettersi in discussione. i prima e i dopo. Sono solo lame affilate di coltelli che si scagliano su di te. Non sono funzionali.
E’ una proposta di evoluzione e crescita ma se non vuole farlo con noi, non possiamo obbligarlo. Approva anche la tua vulnerabilità, prenditene cura, sta con te stesso per tutto il tempo che vuoi
In questo caso la nostra colpa di aver seguito noi stessi può anche creare rabbia per chi non è in e puoi. La manipolazione esterna permane nella misura in cui tu lo permetti. La manipolazione
grado di farlo, come noi. Chi amiamo ha il diritto di dirci di no: interna negli abissali dubbi della direzione della tua vita o scelte, verrà smontata o con l’estrema
pazienza e la consapevolezza, o con un’immensa rabbia travolgente: quella rabbia che spezza
No perché non vuole, o no perché non può. L’altro non ha diritto di dire no ad una nostra scelta. ogni catena e che accetta ogni rinuncia, lascito e distacco. Una rabbia sacra che promuove la
“ Facendo così, stai decidendo anche per me...” Altra frase subdola!! Le nostre scelte possono vita tua, e che la ama, la protegge, la rispetta. Una legge importante è quella del libero arbitrio:
cambiare e stravolgere la vita di altri. E’ per questo che possiamo definirci cattivi? Sadici? noi, siamo sempre liberi di scegliere? Anche il non scegliere è infine una scelta. Puoi restare
Irrispettosi? No. Lo scioglimento di queste manipolazioni mentali avviene nel momento in cui nella svalutazione, o nel senso di colpa, puoi restare dove sei, se mettere in moto il meccanismo
restituiamo il diritto all’altro di fare quello che può, secondo i suoi limiti e secondo le sue scelte dell’uscita dal vecchio te stesso, lo percepisci come un’impresa epica. Non è una questione di
personali. Se una persona cara non ha le tue stesse capacità di intraprendere una via evolutiva e tempi o tempistica, è sempre e solo una questione di ascolto e di coraggio. Il coraggio non è uno
di cambiamento, non hai alcun diritto di arrabbiarti e giudicarla, e c’è da rispettare il suo tempo. sforzo, è saper mettere il cuore a proprio agio mentre si vive. Ricerca, trova senti la forza del
Nella legge del cuore non si perde mai nessuno. Cosa significa perdere? Significa eliminare? Non coraggio e metti in atto ciò che va bene a te stesso, ma da questa volta senza rinunciare a te, a chi
avere più accesso a quella persona? Non poterci stare più insieme? In realtà la relazione o le sei tu. Ognuno di noi si identifica nel ruolo familiare, o nella propria professione. Chi ha avuto
relazioni si conformano all’evoluzione tua personale in atto. L’amore passa ogni fitto filtro, ogni una serie di malattie si identifica nelle proprie malattie o disagi. In che cosa ti identifichi tu? Tu
limite, ogni inconsapevolezza. Ogni rabbia e dolore. La preghiera più evoluta è quella di augurare sei importante perché? Tu hai valore perché? Ed ecco che confermo ulteriormente che il senso di
la strada della serenità e della visione a quella/e persone. L’atto di amore più potente è quello di colpa ti sta accompagnando verso la conoscenza di te stesso, e com’è possibile non poter amare
liberare noi stessi e gli altri da schemi ripetitivi inconcludenti. te?

Quando in cuor tuo senti di amare, puoi solo continuare ad amare. La scelta dunque non può ridursi
che scegliendo te stesso non ami più l’altro. Chi ti impedisce di amarlo? Chi ti impedisce di stargli
accanto ma restando centrato in te? E se tu diventassi l’ispirazione per qualcun altro? L’amore
può solo insegnare se stesso. E se tu stessi imparando a comprendere cosa sia l’attaccamento
agli altri? E se tu stessi imparando a sentire profondamente te stesso, attraverso i tuoi sensi e i
tuoi sentimenti, non più quelli degli altri? E quale virtù stai imparando, vivendo questa situazione?
CAPITOLO SESTO essere umano: quell’essere umano piccolo, bisognoso, triste che cerca braccia e parole sicure,
L’INGIUSTIZIA E IL GIUDIZIO DEL BAMBINO INTERIORE incoraggianti. Gli altri possono sostenerti, possono amarti, possono e magari vogliono contribuire
alla tua felicità, ma non possiamo vincolarli ed eleggerli a farlo, specialmente al posto nostro. Il
Quando studiai la ferita dell’ingiustizia iniziai a capire moltissime cose. E’ una ferita che a mio fatto più importante è che tu sei qui. Vivo. Scegli tu ora come vuoi vivere la tua esistenza. I tuoi
avviso è collegata al senso di colpa. Questo stato d’animo risponde alla spiegazione de “ Non genitori sono quelli perfetti per te, perché sono gli unici e perché senza di loro, nulla nella tua
essere riconosciuti né nei meriti e nemmeno nei diritti”. Ha a che fare con il riconoscimento. Che vita, poteva essere possibile. La ricerca presuntuosa di considerazione, che crea delle pretese
cosa si è disposti a fare per essere riconosciuti? Per far vedere che anche noi abbiamo diritti folli di essere amato, ti porta a dipendere dagli altri. Potrai creare rapporti che funzionano su uno
e meriti? Ecco appunto che questa ferita è collegata al “fare”. Crediamo che più facciamo, più scambio di necessità, o potrai percepire un senso di colpa per questo amore inviolabile verso i
possiamo entrare nelle grazie. Più appariamo ( perché il fare per ottenere un premio in modo tuoi genitori che proietti in ogni persona o situazione. “Papà, mamma io vi amo tanto...ma voi
continuativo, non è promosso dalla nostra autenticità, ma da un bisogno profondo. Un bisogno non mi avete voluto, non mi avete aiutato...” L’inconscio è prepotente talvolta. Oppure potrai fare
del cuore del nostro bambino interiore), più vogliamo essere perfetti, curati, precisi su noi stessi. pace con i tuoi genitori comprendendo che ciò che ti ha portato alla vita è stata un’azione della
Se ci mostriamo perfetti, chi può dire qualcosa su di noi? Chi può allontanarci o non includerci? vita stessa. Portarti a ringraziare tutti e due, portarti verso di loro e fare un inchino perché loro ti
Diventiamo inattaccabili. Più facciamo per gli altri, più questi ci terranno con loro. Più mettiamo sul hanno permesso di vivere. E la vita è il dono più prezioso che esista. Si, è comprensibile se tutto
piedistallo qualcuno del quale è essenziale l’approvazione, più siamo in una profonda e desolante questo possa suscitare della rabbia e della stessa ingiustizia, ma cosa puoi fare per stare meglio?
svalutazione. Ci sono tantissimi modi per arrivare alla gratitudine e alla comprensione, poiché queste sono le
uniche medicine dell’amore che spezzano il dolore, la pretesa e pongono la pace sovrana. Ed è
C’è ancora un’altra tragicità che nasce nella ricerca di essere perfetti, inattaccabili, tenuti in anche per questo che ho studiato degli esercizi che possano suscitare in te la volontà di conoscere
considerazione secondo un’immagine costruita di noi e secondo tutto ciò che proponiamo di fare e di riconoscere il forte potenziale che la vita stessa ti ha donato: comprendere e sentirti nel
per gli altri, senza osservare i nostri limiti, desideri o stanchezze: diventiamo i peggiori giudicanti flusso della vita. “Ti amo tanto mamma, ti amo tanto papà, mi siete mancati tanto...sempre”. La
degli altri. (e di noi stessi). Sarà difficile che ci vada bene qualcuno, avremmo sempre qualcosa da rabbia questo cela, questo nasconde: un amore non colto, che costruisce un’ingiustizia e ci porta
ridire. In realtà tutto ciò che vediamo nell’altro o fa parte di noi, o abbiamo paura che ne faccia a naufragare su scogli perfidi di dolore. Quando siamo nelle condizioni di essere amati, allora lo
parte e lo respingiamo fortemente. siamo davvero. Diventiamo quindi amabili. Quando facciamo di tutto per qualcuno a discapito
nostro, creiamo vincoli e debiti, obblighi, condizioni. Come già detto. Possiamo essere amabili?
Le frequenze del giudizio stordiscono la coscienza. Avere un’opinione di qualcuno o qualcosa ci Assolutamente no, possiamo essere sfruttabili o allontanabili. Quando facciamo più di ciò che ci è
rende autonomamente riflessivi, valutativi. Ci porta a scegliere ciò che va bene a noi, e se non richiesto, non possiamo davvero lamentarci, qualcuno ha chiesto quel di più? Ne aveva
andasse bene per noi, a non includerlo. Ebbene la ferita dell’ingiustizia comporta anche un giudizio necessità? Come farà a ricambiare? Che cosa vuoi in cambio tu che magari questa persona
delle stesse persone a cui prostriamo la nostra dedizione. Realmente da chi stiamo aspettando di non ha da dare? Che cosa significa essere amabili? Significa brillare di amore, di attenzioni, di
essere riconosciuti? Il riconoscimento è un atto biologico che attua il padre. L’accettazione è un atto cooperazione, di presenza, e significa anche aver rispetto di sé e dell’altro. Quando si vincola
biologico che attua la madre. Queste due situazioni spesso diventano delle imprese, sia per chi le l’altro non lo si sta rispettando. Quando rispettiamo i nostri limiti nel darci e nell’esserci, siamo
dovrebbe attuare, che per chi le sta aspettando. “Papà, ho bisogno che tu mi riconosca. Ho bisogno nell’amore. Rispettando te stesso rispetti la tua vita e viceversa. La felicità, la famosa pace interiore
che tu mi veda e che tu sia orgoglioso di me. Ho bisogno che tu mi faccia sentire appartenente prolifica in questa modalità e visione dell’esistenza. Non avrai più bisogno di essere riconosciuto
a te, ho bisogno che tu mi guidi e che mi dia la forza per vivere.” “ Mamma, cara mamma, senza con la pretesa. Non avrai più bisogno di vincolare gli altri. Smetterai di giudicare, di imporre infelici
di te mi sento perso, senza rifugio, senza protezione, senza nutrimento, senza calore. Mamma e decostruttive critiche, che non hanno alcuna utilità, né per te e nemmeno per gli altri.
io sono tuo figlio, accoglimi” Ogni qual volta che sentiamo bisogno di essere riconosciuti, nella
nostra parte più integerrima, quella della personalità del bambino, ecco che cosa stiamo dicendo
a chi vogliamo che ci consideri. D’altronde, il mancato riconoscimento, la non considerazione, il
non sentirsi abbastanza importanti, sentirsi incapaci, inutili, creano lacune immense dentro di
noi. E attueremo una richiesta infinita di attenzioni e di amore, e pur di averli saremo disposti a
qualsiasi cosa. Solo il papà e la mamma potranno porre fine a questa richiesta infinita. Nessun
altro. Né un partner, né i figli, nemmeno gli amici. Per diritto di nascita, o meglio proprio perché
siamo nati ci spetta l’amore. E dentro di noi c’è un bambino che gode dei diritti di tutti i bambini. E
finché non ritorniamo da lui, con le capacità di un adulto, e finché non ci approcciamo a lui come lo
farebbe un padre ed una madre amorevoli, nessuno lo potrà fare al posto nostro. Se uno dei tuoi
genitori o tutti e due non sono riusciti ad essere dei genitori perfetti, c’è un motivo o anche più.
Prima di essere i tuoi genitori, sono degli esseri umani, con i loro limiti, le loro sofferenze e le loro
incapacità, esattamente come te. “Non ho chiesto io di essere messo al mondo!!” ( Quale parte
di te enuncia questo? E se avessi un’anima che voleva proprio fare questo tipo di esperienza?)
E adesso che ti trovi nel mondo hai due strade da vagliare: O resti nell’infermità dell’ingiustizia,
di tutto ciò che non c’è stato per te, o che addirittura ti ha leso, o ripartire dall’amore. Se senti
di meritare amore, significa che sei in grado di identificare la tua importanza come inizialmente
OTTAVO CAPITOLO CAPITOLO NOVE
A COSA SERVE L’ESERCIZIARIO ESERCIZI PRATICI PER ELABORARE IL SENSO DI COLPA BIOLOGICO

Hai letto un piccolo manuale di teoria, e come sono abituata a fare nei miei corsi, la parte La paura più grande, secondo l’aspetto biologico, è quello di essere espulsi dal branco. Immagino
complementare sono gli esercizi. Eseguire un esercizio significa prendersi cura di se stessi. Puoi che tu abbia diversi branchi: La tua famiglia di origine, la famiglia che ti sei costruito, o la coppia
farlo assolutamente in modo autonomo, quello che ti consiglio è di essere sincero con te stesso. che hai creato, l’ambiente in cui lavori, e i gruppi sociali. La paura agisce in ognuno di questi,
Può aiutarti la presenza nel pensiero, la possibilità di fare analisi attendibili ed oggettive, e di magari a volume di frustrazione diverso, oppure può anche capitare che crei un branco dove puoi
osservarti in terza persona e non in prima persona. Gli esercizi di scrittura ti serviranno a mettere sentirti a tuo agio, se lo crei e l’iniziativa è partita da te, ne sei il capo, il responsabile e a livello
ordine e chiarezza ed ad aprire un canale di auto ascolto, sano, non di lamento attenzione. gerarchico sei la persona più importante. Gli altri dovranno assecondare i requisiti che decidi tu.
Quando si provano certe intensità di dolore o si sente una chiara incapacità abbiamo bisogno Se non hai abbastanza forza, fermezza per restare fermo sui tuoi principi di inclusione al gruppo,
di aiuto. Ci è permesso provare dolore e sentire sofferenza, ci è permesso rivendicare anche i dei partecipanti, questi potrebbero prendere il sopravvento e farproprio il gruppo che hai creato
nostri diritti, come ci è anche permesso esprimere la nostra rabbia. L’eserciziario è un contenitore proprio tu. E’ una questione di dominanza. Se tu avessi il conflitto dell’escluso metteresti in atto
dove verranno processate elaborate tutte le tue emozioni inespresse e che ristagnano da chissà degli atteggiamenti ostili per farti escludere. Se la paura tua continua a insinuarsi in te, cercheresti
quanto tempo. Nel tuo smart-phone o se ti piace l’idea di avere un diario di viaggio cartaceo, di accomodare tutti proprio per paura di non perderli. Iniziamo con il branco di origine Papà,
annoterai tutto quello che viene richiesto dagli esercizi. Passo dopo passo sentirai di stare meglio, mamma e fratelli.
passo dopo passo inizierai a vedere te stesso in tutte le tue sfumature.
Che rapporto avevi ed hai con tuo padre?
Imparerai a riconoscerti e ad accettarti. Imparerai un po’ alla volta a prendere il controllo della tua Cosa significa avere un rapporto con il papà?
vita. Imparerai a contattare il tuo bambino interiore. Imparerai a portare pace. Gli esercizi mirati Che cosa provi per tuo padre?
avranno un loro specifico ruolo, poi ci saranno quelli di riflessione che porteranno ad aumentare Ci tieni a ciò che pensa di te?
la tua capacità analitica e a guidarti a stare sempre un po’ meglio. Ti senti o sei sentito amato da lui?
Ti ha guidato? Supportato ed incoraggiato in ogni tua impresa e crescita?
Tutto questo sarà efficace nel momento in cui attuerai la volontà di perseverare ed impegnarti Sai cosa significa avere un padre?
nei tuoi confronti. Basta una mezz’ora al giorno o anche meno, due o tre volte a settimana per Sai cosa significa sentirsi amato da una mamma?
restare vigili nella presa in carico di se stessi. O deciderai tu quanto tempo dedicare a te stesso, O forse l’amore che ti ha trasmesso è stato opprimente?
ma fallo con calma, fallo in modo continuativo e lentamente. Potrai non avere mai voglia di iniziare Hai ricevuto affetto? Abbracci? Baci?
gli esercizi perché hanno una grande valenza emotiva, un impatto enorme già a leggerli nella Hai un buon rapporto con i tuoi fratelli? Ognuno sa
consegna. Prenditi il tempo necessario, e con un po’ di coraggio vedrai che tutto inizierà. corrispondere con le proprie responsabilità?
E i tuoi amici? Ti cercano? Ti apprezzano?
Quello che dovrai fare sarà guardare dentro te stesso ed ascoltare la tua frustrazione per quello Ti senti a tuo agio a lavoro? C’è un buon clima tra colleghi se ne hai?
che è, e come non hai mai fatto prima. Lavorerai in ordine biologico, psicologico ed energetico,
ovvero genetico, inconscio e dell’ anima. Queste tre dimensioni, aree di lavoro hanno la stessa Non potendo interloquire direttamente con te, sto ipotizzando le svariate possibilità. Gli esercizi
importanza e sono complementari, il mio consiglio è proprio quello di partire dal biologico per poi che completerai, come per esempio scrivere delle lettere o esprimere le tue emozioni, resteranno
avanzare col resto. Ti auguro di ricontattare te stesso e di comprendere quale differenza tu possa solo a te. Non dovrai condividerli con i diretti interessati. Tutti i lavori muoveranno fasi emotive,
fare nel momento in cui riconoscerai la tua autenticità. empatiche, anche contrastanti, l’importante è che tu esterni e dichiari tutto ciò che hai dentro.
I TUOI BRANCHI Nota se sono sempre le stesse persone, se ti senti
obbligato a farlo e se lo fai con amore e fluidità.
1) Elenca chi fa parte della tua famiglia: Papà biologico o adottivo, mamma biologica o adottiva, i
primi coniugi dei genitori o i secondi se ce ne sono, fratelli, fratellastri, zii, cugini, nonni, bisnonni e FRATELLI E SORELLE
se riesci anche i nomi dei trisavori.
2) Elenca chi fa parte dei tuoi amici in ordine di importanza per te, e scrivi quanto tu sia importante 1) Disegna come puoi e come vuoi, la tua famiglia in modo lineare, come esempio ti illustro la mia
per le persone che hai indicato famiglia di origine: Papà Mamma Fratello io sorella
3) Scrivi tra coloro che hai elencato chi davvero vuoi come amico.
4) Elenca i nomi di chi è nella tua cerchia lavorativa e scrivi cosa pensi di ognuno di loro. Se la mamma ha perso dei bambini includi anche loro. (aborti).
5) Una legge del cervello biologico è che riconosce solo se stesso: tutto ciò che hai detto nella Fallo a modo tuo questo schema, dove senti che sia il posto di ognuno in ordine di gerarchia, di
descrizione di chi lavora con te l’hai riconosciuto perché o è in te o temi che faccia parte di te. importanza.
Scrivi come puoi trasformare le cose negative he hai notato in propositive in te stesso.
6) Alternativa In seguito ti chiedo di rifarlo seguendo un altro schema:
A destra il papà ( guardando da dietro) quindi a sinistra guardando da davanti. Esattamente come
Magari hai un lavoro in smart-working e non hai relazioni con colleghi, allora descrivi cosa ti lo schema sopra illustrato
piace di questo lavoro, o quali altri lavori vorresti fare e spiega come potresti cambiar situazione,
praticamente cosa dovresti fare. Alla sua sinistra la mamma
Alla sinistra della mamma il primogenito
IL TUO PAPÀ E così via...

Qualsiasi rapporto tu abbia avuto con tuo padre, bello, brutto, in assenza o in presenza in questo Questo corrisponde agli ordini dell’amore, osserva quando ognuno è nel suo posto secondo
momento è utile per te concentrati sulle tue emozioni e i tuoi pensieri verso di lui. correzione, e ascoltati come stai.
1) Scrivi una lettera a papà. Tutto quello che senti per lui, i disappunti, la rabbia, la mancanza e/o
l’affetto. CHI SEI? SULLE TRACCE DI TE...
2) Continua a raccontargli chi sei, e cosa ti ha aiutato del suo comportamento o della sua assenza,
a diventare la persona di oggi. 1) Ti suggerisco 4 risentiti emotivi che possono richiamarti al senso di colpa.

LA TUA MAMMA - Mi sento inutile


- Non mi sento mai abbastanza
1) Elenca tutte le situazioni in cui non ti sei sentito accettato, scegli quelle più dolorose, e con la - Mi sento solo
forza della persona che sei adesso, ritorna a quelle situazioni ed intervieni come se fossi tu la - Mi sento giudicato o giudicabile.
mamma di te stesso. Il passato è passato, ma nel momento in cui tu ritorni a te stesso e ti riporti
in salvo, stai trasformando la causa del tuo dolore e ne conseguirà un effetto coerentemente Per ogni risentito scrivi perché oggettivamente
diverso. Ricorda che tutto ciò che non hanno fatto mamma e papà lo puoi sempre fare tu, con il
senno di ora. – Sei inutile
2) Scrivi una lettera alla vita, e raccontale di tutte le tue paure, le tue sfide, le tue perdite e le tue – Non sei abbastanza
vittorie, e ringraziala per tutto quello che ti ha dato, elencando cosa ti ha consegnato. – Sei solo
– Sei giudicabile
IL TUO CUORE
Quando hai riletto le risposte, continua a scrivere cosa ti farebbe sentire
1) Confidandoti con te stesso, scrivi chi vorresti davvero tenere nella tua vita, chi ne ha meriti
oggettivi, illustrane le motivazioni -Utile e amato
2) Scrivi una lettera al tuo cuore spiegandogli quanto ti dispiace per non averlo mai ascoltato -Abbastanza e felice
davvero, e quando è accaduto. -Essere insieme a qualcuno o più e sostenuto
-Impermeabile dai giudizi.
IL SENSO DELL’ALBERO
Ragiona su come puoi fare per mettere in pratica ciò che hai descritto nell’esercizio precedente.
1) Immagina che la tua vita sia un albero: scrivi da chi prendi nutrimento, e come lo trasformi. Il
nutrimento è l’amore, l’amicizia, la forza, il sostegno, il coraggio, la determinazione, il riposo, la 2) Ora scrivi una bellissima lettera al tuo bambino interiore, visualizzati da piccolo/a, raccontati
serenità, la gioia, la leggerezza. E poi scrivi a chi di conseguenza tu lo ridai. com’è stata la sua/tua vita, e rassicurati sempre, perché ci sei tu adulto che ti/vi protegge.
ESERCIZI PRATICI PER ELABORARE IL SENSO DI COLPA PSICOLOGICO CAPITOLO UNDICI
ESERCIZI PRATICI PER ELABORARE IL SENSO DI COLPA ENERGETICO
Amore, rabbia e odio. Dove sta l’equilibrio? Rinunciando alla rabbia? All’odio? Qual è il punto di
stabilità per te? Nel momento in cui percepisci la rabbia o un senso di ingiustizia è il momento in cui Il piacere, il sale della vita! Il dovere, l’oppressione che si impone nelle nostre vite. La responsabilità?
è sano per te avere voce in capitolo. Se proprio non riesci ancora a comunicare il tuo punto di vista, Cos’è? E’ il trampolino di lancio per imparare ad amare se stessi, a tenersi in considerazione. La
scrivilo al diretto interessato, esterna. Afferma i tuoi pensieri e le tue emozioni, e poi firma ciò che responsabilità avvia la forza della coscienza. La quotidianità crea sicurezze solide. Si attende il
hai scritto con il tuo nome e cognome. Iniziamo sempre dai tuoi genitori, la mia intenzione è quella fine settimana per occuparsi dei propri affari, per poi arrivare alla domenica sera innervositi, tristi
di portare un senso di pace che non ti faccia destabilizzare da chi sei in fase di miglioramento. Papà anche! E si riparte dal lunedì con la speranza che arrivi presto il venerdì! Sorrido! Le giornate sono
e mamma sono fondamentali, ti hanno dato la vita! E adesso la vita appartiene a te, soltanto a te. scandite dai soliti orari di lavoro, dai pranzi o dalle cene, dal movimento dei figli. E cosa rimane
E solo tu, secondo le tue preziose risorse, puoi trasformarla in un capolavoro. Questo non significa di noi? Una manciata di “Dovrei fare...vorrei fare...” Manca il tempo, e l’energia, si arriva ad essere
che dovrai diventare una star, significa che puoi diventare chi vuoi. Scegliere la tua forma. Creare stanchi. A cosa si potrebbe rinunciare? A un lavoro sicuro? A essere d’aiuto ai figli? Rinunciare alla
ciò che vuoi. Chi ti demoralizza, chi non crede in te, chi cerca di dissuaderti normalmente è un pulizia della casa? A fare la spesa? Alla palestra? Questo ritmo frenetico ci fagocita giorno dopo
fallimentare che rivive sempre ciò che non è riuscito a compiere come una sua rovina personale. giorno e per premiarci allora ci compriamo qualcosa, un’auto, una casa, vestiti..
Ma questa è la sua vita, o sono le sue convinzioni! Se tu volessi lasciare la vita di tutti i giorni e
trasferirti a Cuba a vendere cappuccini e brioches, potresti farlo! L’importante è che ti possa fare Non ho nulla in contrario agli acquisti ma mi rendo sempre più conto che barattiamo il nostro
felice. La collere, la rabbia i disappunti sono tutti freni che oggettivamente ti possono permettere prezioso tempo per fare ed avere, e non c’è spazio per “essere”. Essere felici, indipendentemente
di dare il meglio di te, ma continuano a legarti a delle persone. Impara l’arte di lasciare andare e da qualsiasi cosa. Mi arriva l’immagine di un monaco tibetano in modalità zen. Saremmo mai
porta la tua attenzione alla tua esistenza. in grado di essere felici? Me lo chiedo ogni giorno. Sempre. Sovviene sempre qualche piccolo
ostacolo dalla struttura del sistema in cui siamo ben impregnati, che ci devia, ci allontana dalla
IL TUO PAPÀ E LA TUA MAMMA nostra nucleica felicità. Poi sta accadendo che molte persone iniziano a fermarsi e riflettono
sulla loro vita. Quando in coppia qualcosa non va si trova un palliativo, una nuovo flirt, proibito ti
1) Scrivi tutte le frasi che un buon padre ti direbbe. riporta una straordinaria carica ormonale e vivi la stessa quotidianità con energia, perché poi ti
2) Scrivi tutte la frasi e le parole che una buona mamma ti direbbe. congedi la ciliegia sulla torta. Davvero possiamo accontentarci di così poco? E il nostro coraggio
3) Scrivi ai tuoi genitori che cosa vorresti dalla tua vita o avresti voluto. di vivere? E la nostra lealtà? Nei nostri confronti? Chi tradisce normalmente è stanco, e chi è
4) Scrivi tutti i grazie che puoi a tuo padre. tradito sicuramente ha fatto qualcosa per essere tradibile. Si continua con questi tira e molla per
5) Scrivi tutti i grazie che puoi alla tua mamma. comprendere. Cosa? Di cosa si ha bisogno davvero. Il massimo piacere è la libertà. Vi sono valori,
regole morali e accordi personali da rispettare.
L’AMORE PER TE STESSO
Prova ad immaginare se davvero fossi libero con tutte le possibilità di scelta? Prima di tutto che
1) Scriviti una lettera di scuse, per tutte quelle volte che ti sei messo nelle condizioni di essere cosa cambieresti nella tua vita? Ecco quello che hai pensato ( protetto dai tuoi valori, e senza
ferito o manipolato. Scriviti abbondanti grazie per....“Ringrazio me stesso per aver avuto forza nel andare contro la legge), è possibile realizzarlo. La risposta che detiene la parola responsabilità è
momento in cui....” “Ringrazio me stesso per essere stato....” “ Come posso fare a...”. E come diceva Einstein “ La volontà è una delle forze più grandi”. Chiediti
2) Elenca quali sono le tue virtù ei tuoi punti di forza sempre come puoi fare per realizzare ciò che vuoi. La parola desiderare denota una mancanza.
3) Immagina che il te stesso di 85 anni ti suoni il campanello e abbia voglia di fare due chiacchiere Nella volontà, nel volere c’è azione, c ‘è progetto, c’è ascolto, c’è attività, c’è dominanza c’è istinto,
con te e spiegarti come andrà la tua vita, da questo momento in poi, da quando hai capito che tu audacia quasi. La volontà è collocata alla stomaco: tu puoi determinare la tua vita! Sai come?
sei l’energia più importante della tua esistenza. Manifestando te stesso. E la tua vita è la proiezione di te stesso. Non giudicarti se qualcosa non ti
4) Scrivi una lettera alla rabbia e dille come puoi trasformarla in amore. Puoi anche scrivere una piace, attiva la volontà di fare diversamente, perché un modo c’è sempre.
lettera a chi ti ha fatto arrabbiare molto nella tua vita e per il quale ancora nutri rancore. Permettiti
di essere collerico e poi utilizza tutta questa forza per “crescere” e fare qualcosa di buono per te. Tutto ciò che non ti piace più, che non è contributivo osservalo, trova il modo di sostituirlo con
altro che ti dia eccitazione nel cuore, ed ecco che la determinazione diventa amore. Tutto ciò che
blocca il tuo corpo o la tua vita è un peso che ti trattiene negli obblighi. Tutto ciò che ti porta alla
chiusura sociale è un non permetterti di sentire piacere con gli altri. Tutto ciò che non ti permette
di avere una felice sessualità è qualche convinzione che il piacere è qualcosa di speciale che capita
poche volte nella vita. Se guadagni pochi soldi o ritieni che siano pochi, non sai cos’è il piacere: lo
brami. Lo pretendi. Ma quello non è piacere, è gratificazione. Il piacere di cui ti parlo suscita una
profondissima gioia che ti fa sentire con prepotenza vivo, esattamente come un orgasmo, o come
quando si inizia a percepirlo. Il lavoro energetico sul senso di colpa va ad incentivare il senso del
piacere. Un passo alla volta e con un certo impegno riprenderai a relazionarti col piacere.
PRIMA PARTE sempre a scuola, è responsabilità nostra interagire artisticamente attraverso le nostre peculiarità
e attitudini. E se a questo aggiungiamo il potenziale di ciò che abbiamo acquisito, cosa possiamo
1) Identifica quello che davvero ti toglie energia nelle tue giornate: creare? Quale traccia di noi possiamo lasciare di noi nella stessa esistenza? Prima sei e poi fai! Senti
comprendi chi sei e poi progetta, edifica te stesso in qualcosa coinvolgi anche altri, ma manifestati
Pensieri ricorrenti attraverso questo straordinario piano che è quello materiale. Potenzia la tua intelligenza emotiva
Emozioni negative e inizia a scrivere validi emozioni su te stesso e sulla vita che stai per creare e come ti farà sentire.
Nell’ attività lavorativa
Nei rapporti 4) Diritti –Responsabilità
Nell’ attività fisica
Elenca tutti i diritti che hai come essere umano
Dopo aver identificato l’origine del risucchio di energia , come fossi medico di te stesso, elenca per Elenca tutte le tue responsabilità NB sei responsabile di ciò che pensi dici e fai.
priorità che cosa dovresti togliere che nuoce al tuo stato di benessere.
SECONDA PARTE
2) Per ogni pensiero ricorrente disarmonico trova un corrispettivo positivo, propositivo.
LA MEDITAZIONE
Per esempio: “ Sta sera devo stirare e ne avrò per 4 ore” trasformalo in “ Questa sera ho l’energia
per stirare 1 ora” “ E’ arrivato il momento che chieda a qualcuno di occuparsi di quello che non La meditazione è uno strumento con il quale ci si può prendere cura di se stessi in modo semplice
riesco a fare io” “ In casa non è giusto che faccia solo io, ognuno deve contribuire a pagare una ed efficace. La meditazione è ascolto e presenza, è porre attenzione a qualcosa di specifico che
domestica”. Non sono due ore remunerate ad una domestica che cambiano il budget di una tralasciamo. E questo qualcosa è di vitale importanza, come il respiro. Ci sono moltissimi modi per
famiglia. In realtà non abbiamo spesso il controllo delle nostre finanze e sperperiamo più denaro meditare. Ne ho creato uno personale che propongo sempre nei miei percorsi. Lo scopo è quello di
di quanto non si possa immaginare. Se non si vuole pagare allora esiste la banca del tempo, dove apportare presenza e calma prima di tutto, di sentirsi i gestori di se stessi e dei propri pensieri, per
ognuno contribuisce con quello che sa fare o con la sua disponibilità: due ore di stiro in cambio di poi vivere nelle dimensioni del corpo, della mente e dell’anima in modo autentico. Te ne propongo
andar a fare la spesa a chi è impossibilitato (ipotesi) due, per quanto siano semplici, sono davvero efficaci per ricollegarti a te, per riconsegnarti a te
stesso, per sentire chi sei.
3) Emozioni negative
In realtà parte tutto dai pensieri, e sono proprio questi che generano le emozioni. Restando 1) Meditazione: La tua energia
all’esempio di prima, come si può sentire una donna che ha l’incombenza di una montagna di panni
da stirare? Obbligata, scontata...e più si sentirà così, più il suo cervello produrrà pensieri circolari di L’approccio meditativo per chi non è abituato, a volte richiede più pratica, più impegno. Prenditi un
obblighi e scontatezza. Quali sono i pensieri che possono ribaltare la situazione emotiva? momento per te, anche prima di dormire, magari resta seduto e non sdraiato. Il secondo chakra
è il centro del piacere, ma se non è coordinato con tutti gli altri chakra, per me non è molto utile
Nel momento che è la prima ad incastrarsi allo stiro, sempre in riferimento all’esempio di prima, lavorare su uno singolo. L’esercizio meditativo è quello di selezionare una musica che davvero ti
avrà una struttura di sottomissione, prima gli altri e dopo lei. L’esercizio allora è un allenamento piace, senza parole, canti, che sia solo melodia o suoni della natura. Mettiti in posizione seduta
a mettersi al primo posto in modo credibile, ci sono vari passaggi da fare. Dall’uno al due, vi sono e comoda, appoggiati se necessario. Chiudi gli occhi e osserva il buio. Contatta il tuo respiro,
degli altri piccoli decimali: 1 ...1,1- 1,2- 1,3 – 1,4- 1,5- 1,6-1,7-1,8-1,9... 2. ascoltalo, respiri tutto il giorno e non ci fai caso, quindi sii presente al tuo respiro, puoi farne di più
profondi, o seguire quello tuo normale. Sarà il tuo respiro ad accenderei tuoi chakra. Come vedi
Piccoli passi, piccoli step, esattamente come procedono i decimali nella loro sequenza. La tua nell’immagine accanto, il primo è quello della radice, di colore rosso. Ora sei pronto ad accendere
vita dipende da te, dalle tue scelte, dalle tue azioni, dai tuoi pensieri e dalle tue emozioni. Nel il tuo potere personale: Fai un respiro lento e profondo e senti proprio alla base della colonna
momento che tu sei triste, obbligato o altro, non sei più utile alla tua vita. Credi di essere utile a vertebrale del calore, e visualizza che si accenda una sfera rossa.
quella di altri, ma continuando a non ascoltare le tue viscere, non potrai eseguire il tuo progetto
senso primordiale. Si dice che siamo qui, in questa vita, per imparare. Quando sei pronto fai due respiri lenti e profondi e visualizza che sotto l’ombelico si accenda una
sfera di energia arancione dorato molto forte, ed anche qui senti del calore. Quando senti che va
Dall’abbandono impariamo ad essere forti. bene per te fai 3 respiri profondi e lenti e senti che in prossimità dello stomaco di accende una
Dal rifiuto impariamo a farci amare. sfera energetica di colore giallo. Quando senti che va bene per te fai 4 respiri lenti e profondi e
Dal tradimento impariamo a chi dare fiducia. mentre li fai osserva e senti nel tuo cuore che si accende una sfera di colore ora verde e ora rosa,
Dall’umiliazione impariamo la sensibilità, e il rispettare. e senti molta commozione. Resta quanto vuoi con questo punto energetico. Ora senti l’aria fresca
Dall’ingiustizia impariamo a difendere e a proteggere. che passa attraverso la tua gola e si accende una sfera blu che avvolge tutta la tua gola e le tue
E’ solo una misera lista questa e molto sintetica. orecchie. Con il prossimo respiro, fallo molto profondo e quando sei al massimo dell’inspirazione(
Nel procedere con umiltà a guardare a noi stessi con un sentimento di miglioramento sempre cioè hai i polmoni pieni di aria), si accende la sesta sfera, in mezzo alla tua fronte ed ha un colore
in atto, costruisce una solida dignità. Ma tu sei qui per manifestarti in continuazione! E se hai indicato. E ancora quando senti che è il momento fai un altro respiro che accenderà la settima
imparato davvero allora crea attraverso le lezioni acquisite. Non possiamo pensare di essere sfera che si stende tutto attorno alla tua testa come fosse una corona di luce bianca e viola... Resta
in questa splendida energia quanto puoi e vuoi, fin quando te la senti. Quando decidi di ritornare
vigile, fai un respiro profondissimo con il naso e butta fuori l’aria con la bocca.. e ritorna nella
consapevolezza che sei seduto. Ascolta bene il tuo corpo, la tua mente, come ti senti. Ringrazia te
stesso di averti donato questo tempo prezioso. E quando vuoi riapri gli occhi. Questa meditazione a
livello energetico potenzia la tua struttura. Apporta calma, centratura, ossigenazione e creazione.
In questo modo eserciti aree del cervello a corrispondere ai comandi di creazione.

Ripetila quante volte vuoi, anche tutti i giorni.

2) Meditazione: la gioia nel cuore

Chiudi gli occhi e mettiti nella posizione più comoda per te. Se vuoi puoi accendere una candelina,
la musica dolce, un incenso... Pensa a qualcosa che ti piacerebbe avere nella tua vita, chiudi gli
occhi e senti come ti sentiresti a vivere quella cosa. Chiudi in una sfera ciò che ti piacerebbe
molto, una sfera colorata, un colore che ti piace, e visualizzalo che sta entrando nel tuo cuore. Ora
pensa a qualcosa che ti è mancato da piccolo/a, qualcosa che ti ha fatto star male davvero molto
tanto da ricordartelo. Magicamente il te stesso piccolo è davanti a te, e ti sta guardando, e tu hai
esattamente quello che a lui è mancato. E’ tempo che tu glielo dia, si proprio tu; possa essere un
giocattolo, una gita una vacanza, un amico, un abbraccio...ti ora ce l’hai e glielo consegni. Gioia,
commozione, tanta bellezza... Ecco che quel bimbo diventa minuscolo ed entra felice in una piccola
sfera colorata di oro ed entra nel tuo cuore, e resterà lì per sempre. Ascolta il tuo cuore, potresti
sentire del calore. Fai qualche respiro e quando senti che va bene per te apri gli occhi. BIBLIOGRAFIA

Wikipedia: Chakra - esistono.


Web: Articolo “ Il senso di colpa” Dott. Silvia Messerini.
Wikipedia: Piramide di Maslow.
Lisa Borbeau “ Le cinque ferite emotive”.

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verranno accettate. Quest’opera è stata scritta e creata con la massima cura, al meglio delle
conoscenze e convinzioni. Per l’attualità, la completezza e la qualità delle informazioni, l’autrice non
si assume nessun tipo di responsabilità. Inoltre, errori di stampa e disinformazione non possono
essere esclusi del tutto. Per informazioni errate scritte dall’autrice nessuna responsabilità legale
sotto qualsiasi forma verrà accettata.

Nota dell’autrice:“ Nello specifico le varie aree della vita sono quelle che comunemente interessano a tutti, quella professionale
ed economica, quella delle relazioni, ovvero riuscire ad acquisire delle abilità e delle capacità per far funzionare le relazioni, e
quella più importante: l’amore per se stessi. Siamo sempre in attesa che qualcuno fuori di noi, all’esterno, possa riconoscerci,
accettarci, cullarci, rassicurarci, e nel momento che questo non avviene ci sentiamo soli, desolati, come se la nostra sicurezza
personale dipendesse da una risposta esterna. La bellezza dell’amore deriva da una potente fiamma che arde per noi stessi,
perché noi siamo da amare. Quando percepiamo questa fiamma, allora possiamo ad un’altra fiamma altrettanto bella!
Noi siamo da amare? O ne abbiamo la pretesa? Volersi bene significa sapersi ascoltare, sapersi gratificare, significa essere
orgogliosi di se stessi, stimarsi e sostenersi personalmente. Come lo faresti con la persona che ami più al mondo. Questo è un
percorso molto particolare. Lo definisco percorso perché in questa epoca stiamo ancora elaborando le ferite del nostro cuore
dovute ad esperienze molto forti e disarmanti. Siamo ancora in un momento epocale dove richiamiamo un sostentamento
morale e d’amore, assetati e affamati d’amore. Solo che questo è manovrato da sensi di ingiustizia e di rabbia purtroppo.
Amare se stessi, significa fare pace con la vita, e ritrovare il senso di tutto ciò che c’è stato, per concentrarsi al presente,
speciale momento di creazione”.
L’autrice Francesca Pegozzo

Costellatrice sistemica familiare, Operatrice Theta Healing,


Counselor e coach di Biologia karmica- Meditation spiritual coach.
Contatti info@francescapegozzo.it
Consulenze individuali - Percorsi di gruppo
Formazione personale e professionale

Ricercatrice indipendente olistica, lavora nel settore dal 2004 come


consulente del miglioramento personale fisico, mentale e spirituale.
Educa le persone a ritrovare amorevolezza per se stessi e per
l’esistenza, migliorando le varie aree della vita.