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"Thich Nhat Hanh ci indica la via che lega la pace interiore con la pace nel mondo'" Darai Lama

THIIH NHRT HR|.||| .IL

pace ll segreto della


Trasformare la paura, conoscere la liberta
OSCAB.}IONDADOnI

c)

questa in' o. Buongiorno, Thdy,grazieper avermi concesso teruista. Sonoparecchii temi chepossonoessere di grande intere.sse per il lettoreitaliano. Le sareigrato seporcsse soffennarstbreviene spesso venrcnte sul fatto che il buddhismo in Occidente col1' come una religionequasi esclusivanrcnte considerato nSe templativa,mentrenei suoi libri si legge: non d impegnato, non A buddhismor. rHAvr La contemplazionee I'azione devono andare di pari passo,altrimenti l'azione non sarA profonda e non si muoverAin una direzione benefica.Quindi non d possibile separarle. Se la contemplazione e la concentrazionesono corrette allora si trasformeranno in azione.Supponiamo il caso che voi entriate in contatto con una qualche softerenza. Di questasofferenzasieteconsapevoli, vi preoccupa abbastanza,vi concentratesu di essae la comprendete. Da questasofferenza,dalla comprensionedi essanasce la compassione,nasce il desiderio di fare qualcosaper alleviarla. Questodesiderio d pressantee non vi permettedi rimanere

t Thiy 0 il termine con cui i suoi studenti si rivolgono a Thich Nhat Hanh' Significa in vietnamita sia maestro che monaco. vIt

\r'(luli senza agire. E cosi vi alzate e vi mettete in azione. l).rllir comprensione nasce quindi l'azione amorevole. Ma pcr tutto il tempo in cui agite, continuate a essereconsapevoli, a essereconcentrati. Cosi facendo adattate l'azione all;r situazione, e il vostro agire diventa sempre piir compassionevole ed efficace. Inoltre, nel corso dell'az-ioneentrate in contatto con la realtd, per contemplarla ultcriormente. A volte, se la contemplazione non b ben condotta, vi ritroveretc nel regno dell'intelletto, dell'immaginazione, persi in pcnsieri non molto realistici e dietro alle vostre idee sull'amore e sull'azione. Lazione invece vi aiuta a mantenere un vero contatto con la realtd e aiuta la vostra contemplazione a essere concreta. E cosi comprendete, veramente! Pud darsi che voi pensiate di non comprendere ma comprendete rcalmente! In questo modo imparate dall'azione stessae dai v<tstri errori e anche questo d un aspetto importante della contemplazione. Ci sono infatti coloro che compiono errori nrerda questi ultimi non imparano; in questo caso non si tr?tta di contemplazione. Ma quando comprendete i vostri crnrri e imparate da questi, allora ci troviamo di fronte alla vcra contemplazione. Ecco perch6 non d possibile separare c< rn t c mpla zione, concentrazione e azione. Contemplazione c azione sono due cose ma in realth sono una cosa unica. Se I'azione ha un valore lo deve alla nostra capacitd di comprcnsione profonda, e questa comprensione profonda nascc dalla concentrazione. o. Partendo dal punto di vista del buddhismo impegnato, pot rt bb e aggiun gere q ualco sa sull' at t uale c ri si ? 'rrrAv La contemplazione d contemplazione di cosa? Cos'b questa sofferenza, e in particolar modo la vostra sofferenza e qrrclla del mondo? Tutto quello che accade nel mondo, conre atti di terrorismo e guerre, dovrebbero essere oggetti rlclla nostra contemplazione. E Dio o Buddha vi aiuteranno a dcciclcre cosa fare e chi amare. Ma fare cosa e amare chi? ll nostr<l amore dovrebbe essere diretto verso le persone
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che soffrono. Ecco perch !d impossibile portare il nostro aiuto se non sappiamo come individuare la soffcrenz.a. Bisognarivolgere l'attenzione,quindi, alle nazioni chc soffrono e contemplare la loro sofferenza,la creazionedi questa sofferenzae infine la via che pud far superarela soffercnza. Come le Quattro Nobili Verita.2Contemplandoin questa maniera non ci perdiamo nei nostri pensieri; questa d la retta contemplazioneche ci porteri alla retta azione,che in quanto retta azione non pud che essereimpegnata. Siete nella sala di meditazione ma comprendetecid che succede al di fuori di essa,nel mondo, perchd se vi perdete nella sala di meditazione allora non si tratta di vera contemplazione. Cid che succedein voi riflette di norma cib che succede nella societi. Quando ossewateda vicino una cosa, siete in grado di vedere molte cose. La vostra sofferenza e la vostra feliciti sono la conseguenza di molte condizioni generalmente consideratecome esterne;per questo osservandoda vicino una cosa in realti se ne possonovederemolte. Osservando in profonditi un mandarino si possonovedere il sole, le nuvole, gli alberi e cosi via. In assenza di questacapacitd di discernimento, non possiamo parlare di vera contemplazione: la vera contemplazione genera una vera comprensionedella natura della situazione.Il buddhismo b dawero impegnato quando aiuta la trasformazione della sofferenza.Questo d il buddhismo praticato dal Buddha. Il Buddha ha raggiunto l'illuminazione, ha compresola situazione, i ricchi, i poveri, ha compreso il mondo e ha offerto una seriedi insegnamentiper tutti noi e non solo per chi vive meditando nelle foreste.Chi vive in meditazionenella foresta deve di tanto in tanto lasciarla per andare in cerca di cibo. E il fatto che i monaci si rechino quotidianamentenei

2 Le Quattro Nobili Veriti furono espressedal Buddha in occasione del suo primo discorso dopo aver raggiunto l'illuminazione. Essesono: esiste la sofferenza;la sofferenzaha un'origine; la sofferenzaha un termine; esiste una via che conduce alla fine della sofferenza.

villaggi a mendicareil ciboldi loro l'opponunitA di entrare ur contatto con la vita degli abitanti del villaggio, di comla sofferenzae di offrire quel generedi pratica in ;rrr:nderne di aiutare la gente del mondo, del villaggio, a superallrado rc le proprie sofferenze. Il buddhismo, quindi, dowebbe esscre semprein contatto con la realtd, in contatto con la sofferenza cosl da poter offrire una via d'uscita dalla sofferenza.Se non siete in contatto con la sofferenzache cosa potete offrire? D. Ma non si core il rischio di essere sopraffatti dalla sofferetua? rxAv No, perchd contemplazionedella sofferenzasignifica che disponete di sufficiente consapevolezzae concentrazione per effettuare il lavoro di trasformazione e questa vi fornisceenergiasufficienteper non esseresommersidall'oceano della sofferenza. Se la vostra b una comprensione prcfonda e se siete solidi, potete continuare ad agire e aiutarc veramente senza farvi dominare dalla confusione. Le pcrsone tendono a pensarein maniera dualistica, ma se si agiscecon consapevolezza e concentrazionesi contribuisce a nrodificarequestamentalitd. o. Anclrcl'energia di un sanghaepud inoltre aiutare a manteru,re intatte la contemplazione, Ia concentrazione e l'azione. 'ttrAy Esiste infatti la contemplazionecollettiva. Noi condivicliamosempreil frutto della nostra comprensione, della n()strapratica. E tutti traggonogiovamentodalla pratica di trrtti gli altri, esattamente come accadenel mondo della riccrca scientifica. Uno scienziatosi appoggia sulle ricerche
I i ina rlclle regolc del primo ordine monastico fondato dal Buddha prevetlcr:r thc i monaci dipendessero per Ia loro sussistenzadall'elemosina. I t.rrt;rtIi tra il mondo laico e quello monastico erano quindi molto stretti. 'I \rt.tli rrota 2 a pag.92 e nota 3 a pag. 143.

di altri scienziati, se lavorasseper proprio conto non potrebbe fare molta strada. Questod il significato di comunitd, questod il significatodi sangha.E anche i praticanti dowebbero comportarsi cosi, devono incontrarsi in un sangha, fare condivisioni sul Dharmased esporre la propria comprensione. o. II sanghaitaliano sta lavorando armoniosamente,e in ltalia i anche cospicuo il numero di membri dell'Ordine dell'lnter-essere.6 Pensache ln situazione dell'Italia, essendoun paese cattolico, sia in qualche modo differente da quella degli altri paesi? rHAy Io credo che lo studio e la pratica del buddhismo possano aiutare a trasformare il cristianesimo. Tra buddhismo e cristianesimo non esistecompetizione,ma se i buddhisti praticano bene possono offrire una modalita di pensiero non dualistico. Questi insegnamentie questepratiche aiuteranno la trasformazionedel cristianesimo per il bene del paese,di tutto l'Occidente.nQuesto! perch6 quello b.r7E percid se facciamo progressinella nostra pratica raggiungeremo una comprensioneche sarb di aiuto anche per gli altri. Pratichiamo quindi non solo per noi stessi,e la nozione di competizione andrebbe rimossa. Molti considerano il buddhismo come un pericolo, ma questa d una creazione mentale che generasofferenza.In un'intervista che ho rilasciato a un giornalista, ho affermato che noi non vogliamo che i cristiani o gli ebrei lascino le loro religioni e le loro radici, ma piuttosto che la pratica buddhista pud aiutare ad
s Vedi nota I a pag.35. 6 Lordine dell'Inter-essere fu fondato in Vietnam da Thich Nhat Hanh durante la guerra. Esso aveva e ha come scopo principale quello di lavorare per una trasformazione degli aspetti pii violenti e nocivi della nostra societA. 7 Famosa espressione del Buddha, spesso citata da Thich Nhat Hanh, che esemplifica l'interconnessione di tutta la realtir.

.rlll)r1)londire la comprensione del cristianesimo. Questob rl rrrotivoper cui l'Occidentedeve imparare a vederel'inter,lr1x'ndenza: se tutto devecrescere ancheil buddhismodeve ( r ('scere.Il buddhismo, proprio come un albero, approfittc'r'a degli elementi non buddhisti durante la sua crescita.E ci<)0 normale. La non discriminazione d molto importante per la crescitaspirituale. r>. Vorreifarb un'ultima doman^da che mi i stata suggeritada ttn amico del sanghaspagnolo.Cosapossiamo fare noi dei vari sanghanazionali per aiutare Thiy a tomare in Vietnam? rt{Ay Se osservatein profonditi vedrete che io sono gii in Vietnam.I miei insegnamenti, le mie poesie,le mie pratiche sono state trasmessea molti amici e a molti discepoli che si incontrano e le condividono. Quindi dal punto di vista del sangha io sono in Vietnam, proprio ora. Voi dunque non vi clovresteintristire perchd in me non c'd sofferenza. Il fatto chc Thdyaposm andare in Cina e aiutare i giovani monaci, le giovani suore e i praticanti cinesi d gin di per sd una benedizione perchd tutto e coilegato a tutto il resto. L'insegnamento ha cominciato a mettere radici in Vietnam e continua a nutrire le giovani generazionidi vietnamiti. Non preoccupatevi, ThAy in realtA d gin lA. Il governo del Vietnam d del tutto consapevoleche ThAy b stato invitato in Cina dove ha potuto ponare insegnamenti e pratiche, e cib li mette a disagio. Ma la loro paura B troppo grande, e quindi se si vuole lare qualcosa si dovrebbe cercare di ridurre questa paura convincendoli che ThAy non ha intenzione di nuocere alla popolazionedel Vietnam, che non ha ambizioni politiche, chc non vuole sfruttare la sua popolaritA fra la gente per rovcsciareil paese,per rovesciareil governo(ride). Ci sono molte altre personeche stanno facendo tantissi-

mo per la popolazione vietnamita: potreste aiutarle a diffondere gli insegnamentidi ThAy in Vietnam, aiutarle a recarsi in Vietnam a condividereil Dharma o a ponare aiuti umanitari. Questepersonenon si limitano infatti a offrire ai bambini e ai poveri del cibo e un tetto, ma sono anche praticanti e compiono questi lavori come un sangha.Pratipraticacano i Cinque Addestramentialla Consapevolezza,e no la meditazione camminata e la meditazione seduta. Quando aiutano i poveri e i bambini condividono con loro anchela pratica. Sono stati distribuiti migliaia e migliaia di quaderni ai bambini, e questi, aprendoli, trovano sotto la copertina la frase ulnspirando calmo il mio corpo, espirando sorridor. Non si tratta neppure di un insegnamento buddhista. Gli interventi umanitari e sociali in Vietnam sono una pratica, una pratica spirituale che aiuta lo sviluppo della comprensione.Aiutare questepersonesignifica quindi aiutare anche il ritorno di ThAy in Vietnam. Io sono molto grato che i miei amici, che i miei studenti pensino a ThAy, ma io vorrei dire loro che io non sofflro, che non mi sento frustrato in quanto sono in grado di fare qualcosaper i bambini e per le altre persone.Se guardateprofondamente i volti dei giovani vietnamiti potetevedereThAy. PlumVillage, NewHamlet, 29 dicembre 2002

s l'lrie h Nhat Hanh, seguendo una consuetudine dei maestri orientali, parl.r s1x'sso di s6 in terza p !rsona. xtl

evedi pp. l16- 117.

Nota del traduttore

Questo libro d una raccolta di insegnamentiorali. Alcune ripetizioni di parole a breve distanza nella stessafrase, cosl come la trattazione ripetuta di alcuni argomenti in contesti diversi, sono rrn preciso artificio di insegnamento.Eliminarle equivale a dare tunandamentopiir veloceal testo,togliendogliperd parte della sua cl'ficaciadidattica. Non considerandola scorrevolezza di lettura tunvalore in s !e stimando molto la funzione formativa di questo tipo di testo,si 0 ritenuto importante manteneretali ripetizioni.

XV

Da dove veniamo?Dove andiamcl?

Nel mio eremo in Francia c'd un cespugliodi japonica, il meIo cotognogiapponese. Di solito fiorisce in primavera,ma in un inverno dal clima piuttosto tiepido i boccioli erano comparsi in anticipo. Una notte arrivd un'ondata di freddo e portb con s6 il gelo. Il giorno dopo, durante la meditazione camminata, notai che tutti i boccioli del cespuglioerano morti; mi venneda pensare:"A Capodannonon awemo abbastanzafiori per decorareI'altaredel Buddha'.t Poche settimane dopo il clima ricomincid a intiepidirsi. Camminando in giardino vidi nuovi boccioli: la japonica manifestavaun'altra generazionedi fiori. Chiesi loro: oSiete gli stessifiori che sono morti per il gelo, o siete altri fiori?n. I boccioli mi risposero:"ThAy non siamo gli stessie non siamo altri. Quando Ie condizioni sono sufficienti ci manifestiamo,quando le condizioni non sono sufficienti torniamo a nasconderci. E cosi semplice!". E quello che ci ha insegnatoil Buddha: quando le condizioni sono sufficienti le cosesi manifestano;quando le condizioni non sono piu sufficienti le cose si ritirano in attesa che arrivi il momento giusto per manifestarsidi nuovo. Prima di darmi alla luce, mia madre era rimasta incinta
1 Il Capodanno vietnamita cade all'inizio della primave ra. (NdT)

,() per arrivare T:,T*""";::ffi':ffi:TJ: lclnpor e mi sono #* -"ritirato?


Divenirenulla

[t;i:T::#H;,"":,''",',il"'1'if::"i:li::.,:'.T..^Til

:'E';;;;;; ;jl.'.'-",;,1x,jlj,#:j'?.'':

ra p".iri'p*-atura di un bambir., significa che recondizio;ir;;;;; sut'icienti perch. si rrrrrni'esri e quindi ir bimbo h;;il di ririrarsi,in attesa

rlr rur rrltro bambino, ma poi aveva avuto un aborto e lui rr,, (.r..t nato. Da piccolo le facevo r"_pa" questa domanda: t1't'l,r cra nrio rrit.'rto^o-";;';;i".o.t," cercavadi marrir.sr.rsi'que'a uorrar

-".

ne vada; tornerd

p;,;;;;god"r i;;i; ; ";_ i:Hfi il ffTl"d:jH:.


fnn,ureuna personacara perdttta Succede lo stesso qu.lndoperdiamouna persona che amianr.. euando le condizi""i no;,;;;iir adeguatea soste_
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quindi siamo picni di paura per questo annientamento. I l B uddha concepisce'erir-ie-nri'ir,"u., morto divers.: r'itieneche la uita e lo _o;;,Ju'o .o.,."rti, -oao non realth. Pe nsareche siano motto potenti che lq .;;l;,li"rj"", ci fanno soffrire. rl tdi Buddha ha il;;;;r. che non c? nasci_ ta, non c? mofte; non cd andare; non cd lo stesso, non cd altro e diu.rso;-non"a """i.;;;;;cd e ,n se permanentee non c'd annientamento: siamo noi a c."d"." che ci siano. Capire che non possiamo ci libera dalla ".;";;;l;rutti

ur "o",i'ii.,'Iiu m e n ro 0",,. *..ill!1'ffi ff::ioolT,# iru ;i,i: che quando moriremo torneremo nel nulla;

;i;;;;';i fi1;::,'Jl:,il;sia soro

La nosrrapaura lii q.TO" d che quandomoriremo ndivenrcrernonu'au' Mortr di noi *no-Jo,nuinti che'esistenza,

uitu J.

nerne la vita, la persona si ritira. Alla morte di mia madre ho sofferto molto. A sette,otto anni ci 0 difficilc pcnsare che un giorno perderemonostramadre; poi crcsciamoe finiamo tutti per perderla. Se sai come praticare, quando arriverd il tempo della separazionenon soffrirai troppo: ti renderai conto molto presto che tua madre 0 ancora viva dentro di te. Il giorno della morte di mia madre ho scritto nel diario: uNella mia vita d accadutauna grave disgraziao.Per pii di un anno, dopo la sua morte, ho sofferto molto. Una notte, perd, mentre dormivo nella capanna del mio eremo fra le colline del Vietnam, mia madre mi comparve in sogno. Mi sedeva accantoe facevamouna bellissimachiacchierata;lei appariva giovanee splendida,con lunghi capelli sciolti. Era cosi piacevolestarseneseduti li e parlarle come se non fosse mai morta! Mi svegliai intorno alle due di notte con la sensazione di non avere mai perso mia madre: I'impressione che fosseancora con me era molto chiara. Allora ho capito che I'idea di averla persaera, appunto, solo un'idea; in quel momento era owio: mia madre era ancora viva dentro di me. Aprii la porta e uscii. Il fianco della collina era bagnato dalla luce della luna. La collina era ricoperta di piantagioni di td; la mia capanna si trovava dietro il tempio, a met) pendio. Camminavo lentamente,nella luce lunare, attraverso i filari di piante del te e notavo che la mamma era ancora con me: era Ia luce della luna, che mi accarezzava come quella dolcezavevafatto cosi spessocon quella tenerezza, 2a... splendido!Ogni volta che i miei piedi toccavanoterra sapevoche la mamma era l) con me. Sapevoche questocorpo non era solo mio, ma era la prosecuzionevivente di mio padre e mia madre, dei nonni e dei bisnonni, di tutti i miei antenati. Quei piedi che vedevocome i omiei, in realti erano i (nostri" piedi. Insieme,Ia mamma ed io stavamolasciando impronte nel terreno umido. Da quel momento in poi l'idea di avereperso mia madre svani nel nulla. Bastavache mi guardassiil palmo della ma-

f ff ), ( lfc sentissi unabrez.za sulla faccia o che guardassi la t.r r;r t hc avevo sotto i piedi per ricordarmi cheJ nria maclre ('r;r \('ntpre con me, raggiungibile in ogni monlcnt(). Qrrando si perde una persona cara si soffrc; nra sc si sa ()sscrvarein profonditd, si ha la possibilita di rcndcrsi cont. che la vera natura di quella persona, in realt), i. la natura clella non-nascita e della non-morte. Esiste la manill'staz.ionc ed esiste la cessazionedella manifestazionc a{'finch6 sia possibile un'altra manifestazione. per riconoscere la nuova manifestazione di una data persona devi essere nrolto attcnto e molto perspicace, ma con la pratica e con l,impcgno ci puoi riuscire. Prendi per mano qualcuno che conosce Ia pratica, dun_ que, e insieme fate una meditazione camminata. presta attenzione a tutte le foglie, a tutti i fiori, agli uccelli, alle gocce di rugiada; se riesci a fermarti a oss..uare in profondila sa" rai in grado di riconoscere la persona amata che si manifesta ancora e di nuovo in molte forme. Riabbraccerai la eioia di vivere. Nulla nasce, nulla muore Uno scienziato francese di nome Lavoisier ha dichiarato che nnulla si crea e nulla si distrugge,. Nulla nasce, nulla muore' Non praticava come buddhista ma come scienziato, cppure scopri la stessa veritir che aveva scoperto il Buddha. La nostra vera natura intrinseca d al di ld della nascita e della morte. Solo quando entriamo in contatto con la no_ stra vera natura possiamo trascendere la paura di non essere, la paura dell'annientamento. Il Buddha ha detto: una cosa si manifesta quando le condizioni sono sufficienti, e allora diciamo che esiste;quando mancano una o due condizioni, la cosa non si manifcsta ncllo stesso modo, e noi allora diciamo che non esiste. Sccondo il Buddha, dunque, d un errore qualificare unil cosa come esistente o non esistente:in realti non c'Dqualcosa di sinrile alla completa esistenzao alla completa inelsistcnz.a.
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possiamo renderceneconto facilmente se pensiamo alla Possiamotrovarci in una strtnzain radio e alla televisione. ma sappiamotutti che lo cui non c'd n6 radio n !televisione, prospazionella stanzad pieno di segnali:i segnalidi qtrci giammi riempiono liaria in ogni angolo' Basta utra sola perchd appaiaiondizione in piD, una radio o un televisore, che quei sedire no suoni, forme e colori' Sarebbesbagliato gnali non esistonoperch6non abbiamo una radio o un teleiiro." per riceverii e renderli manifesti! Sembrano non solo perch6 causee condizioni non sono sufficienti ";ir;; p"r rendere manifesto questoo quel programma televisivo' noi ! J.rr,q.t" in quel dato momento, in quella data stanza' diciamo che isegnali non esistono' Non b corretto dire che solo perch6 non la percepiamo'E il noqualcosarro., "rGt" a confonderci le idee; b stro concetto di esseree non-essere a farci pensareche e non-essere il nostro concetto di essere qualcosaesistao non esista.Le nozioni di esseree di nonnon possonovenire applicate alla realtir' essere Nd sopra nd sotto E la stessacosa con i concetti di sopra e sotto. Anche dire che c'd un sopra d un sotto d sbagliato' Quello che b sotto per noi d sopra per qualcun altro da qualche altra parte' Noi stiamo qui seiuti e diciamo che il sopra E la direzione al di sopra della nostra testa e pensiamoche la direzione opposta sia sotto.Coloro che siedono in meditazione daliiittu parte della terra non sarebbero d'accordo a dire che q""il".ft" noi chiamiamo sopra sia dawero il sopra: per loI io q""ffo d il soflo. Non stanno certo seduti sulla testa! esun sempre implicano aorr."tti di sopra e sotto, dunque, di sopra di qualcosa o al di sotto di qualcosa; e le ;;; "l idee di sopra e sotto non possono essereapplicate alla realtd dell'intero cosmo: sono soltanto concetti che ci aiutano a rapportarci all'ambienteche ci circonda' Sono concetti che ci danno un punto di riferimento, ma non sono reali: la realtb 0libera da ogni concetto e idea'

l)rtt,,rrtt'ti di un concetto ll llrrrltllr' ha esposto un'interessante parabolasulle ideee i t , rntr.tti. Un giovanecommerciante tornd a casac vidc che l';rbituzione era statasvaligiata e incendiatadai bancliti.Daa cid che rimanevadella casac'era un corpicino car'rrrrti l'r'iz-zato; I'uomo pensdche si trattasse di suo figlio piccolo. Non sapevache suo figlio era ancora vivo, nbn sapeva clre dopo avereincendiato la casa i banditi si erano portati il bambino.Nello statodi confusionein cui si rovava, il 'ia comnrerciante credevache il corpo che vedevali fossequello dcl figlio: piangeva,si battevail petto e si strappuuoi .opclli dal gran dolore.PiDtardi dette inizio alla cerimoniadi cremazione. Quell'uomo avevaadorato il suo bambino, che era la sua ragione di vita: ora ne sentivacosi tanto la mancanza da non duscire a separarsi neanche per un attimo dalle suecencri. Luomo feceuna borsa di velluto e vi mise re ceneri del piccolo;e Ia portavacon s6 giorno e notte senzamai sepa_ rarsene,al lavoro come nel riposo. Una notte il bambino riusci a sfuggire ai banditi e a raggiungerecasa sua, che il padre aveva ricostruito; bussd eccitato alla porta, alle due del mattino. Il padre, che stavapiangendo sempretenendo_ si accantola borsacon le ceneri,gridd: oChid Id?,. uSonoio, sono tuo figlio!> risposeil bambino da fuori. *Ah, perfido, tu non sei il mio piccolo. Mio figlio d morto tre mesi fa. Ho proprio qui con me le sue ceneri.oIl bimbo continud a bussare piangendosempredi pin. Implord piir e pii volte di farlo entrare, ma il padre continud a rifiutarsi di aprirgli. Luomo era tenacemente aggrappato all,ideachc il suo bambino era morto e che quest'altrobimbo el.aun^ personasenzacuore andatada lui per tormentarlo.Alla l'i_ ne il bambino se ne andd, e il padre perse suo l'iglio pcr. sempre. Il Buddha ha detto: se rimanete prigionieri cli rr.'icleir convinti che quellasia ola veritdn,perdetel'occasirrrc rli r.'noscerela veritir.A quel punto anche se al:'ir,:rlrr vt.r'itirilr
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persona e bussa alla vostra polta, vi rifiuterete di aprire la mente. Dunque state attenti, se siete vincolati a un'idca suila realth o sulle condizioni necessarieper la felicit)! Il Prirrro Addestramento alla Consap evolezzatratta proprio dclla liberti dai condizionamenti mentali: Consapevolidella sofferenzacreata dal fanatismo e dall'intolleranza,siamo determinati a non vincolarci e a non idolatrare alcuna dottrina, teoria o ideologia,nemmeno quelle buddhisti sono mezzi che ci buddhiste.Gli insegnamenti in profonditd e a osservare imparare ad guidano,aiutandoci Non soe compassione' comprensione a sviluppareIa nostra o morire' uccidere no dottrine per cui combattere, Questa pratica intende liberarci dalla tendenza a essere dogmatici. Il nostro mondo soffre molto a causa del dog,,-,o1irr.,o. Il Primo Addestramento alla Consapevolezza d impoftante perchd ci aiuta a rimanere persone libere' La libertir d, sopra ogni altra cosa, libertd dai nostri concetti e dalle nostre nozioni: se restiamo prigionieri di concetti e nozioni possiamo far soffrire noi stessi e anche coloro che amiamo. Nd venire nd andare per molti di noi il dolore piir grande nasce dai concetti di tenire e andare. Noi pensiamo che la persona amata d venuta a noi da qualche parte e ora se n'd andata da qualche altra parte. La nostra vera natura, perd, d quella di non venire n6 andare. Noi non siamo venuti da nessuna parte e non andremo da nessuna parte: quando le condizioni sono sufficienti ci manifestiamo;/quando non lo sono piir non ci manifestiamo piir. Questo non significa che non esistiamo pitr: come le onde radio in assenza di una radio, semplicemente non ci manifestiamo. Non sono solo i concetti di andare e venire a non corrispondere alla realtd. Lo stesso awiene per i concetti di esse11

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.Non vengo da in profonditA. La fiamma ci sta dicendo: n eSSUna Pafte). . t! :- - ^ - . , , r. "-ti".r,i japonisarebbestata anchela risposta dei fiori di Non venivano .^,-ttott *.u"o n ! gli stessi,n6 altri e diversi' Non d.9parte' nessuna da nessunaparte, non andavano da della prima wemmo esseretriJ se perdiamo un bambino erano non perch6 le cause e condizioni nascita: d successo quella volta' Tor."ffi.i""ri perch !lui arrivasse proprio nerd. IA t"istezzaviene dall'ignoranza discepolo del Il Grande Essere Avalokiteshvara2era un di comprocesso Buddha. Un giorno era immerso in un ogni che percepl p.Jf"nda quando allimprowiso p*"ti."" a portd conto lo i.tu e priva di un s6 separato'Rendersene trascendereogni strp"rut" ogni ignorurri'u, il che significa sofferenza. vedere Osservandoin profonditi anche noi dovremmo n !venire n6 anche non c'd nascitae non c'd morte; non c'd non c'd n ! s/esson6 dare; non c'd n6 esseren6 non-essere; altro. pratlca-:posE uno spreco terribile non imparare questa altre, per riay.t* latistezza e la sofsiamo impararne illuminata d proprio l'in-olt"della saggezza terenza,mal'essenza profonda della non-niscita e non-morte' Una volta il;i; piil paura: ci raggiunta questa comprensione non abbiamo gid".", alloia, I'immensa eredita che i nostri ante;;"tti;;; il tempo' nelnati ci hanno trasmesso'Dowemmo ritagliarci proroninsegnamentl questi la vita quotidiana, per praticare di e meravigliosi.

rl c cli non essere. Troviamo queste parole ncl Sutra della *Ascolta,Shariputra: tutti i ft'nortrclr l'r':rjnaparamita: i sono t'uratterizzatidalla vacuiti. Non sono nd prodolti, ni. distmtti, [...] non aumentanon !diminuiscono'. Il significato del termine (vacuitar, qui, 0 mollo inrportante: vacuitAsignifica innanzitutto essere vuoti di un st(separato. Nulla ha un s !separatoe nulla esiste in sc stesso. Se osserviamoattentamentele cose ci rendiamo conto che tutti i fenomeni, compresi noi stessi,sono composti. Noi siamo composti di altre parti: siamo fatti di nostra madre e nostro padre, dei nostri nonni, del nostro corpo, dei sentimenti e delle sensazioniche proviamo, delle nostre formazioni mentali, della terra, del sole e di innumerevoli elementi di non-s6. Tutte queste parti dipendono da cause e condizioni. E evidenteche tutto cib che d esistito,che esiste o che esisterhB interconnessoe interdipendente.Tutto cid che vediamo si d manifestatosolo perch6 0 parte di qualcosa d'altro, di altre condizioni che rendono possibile quella manifestazione.Tutti i fenomeni non sono n6 prodotti n6 distrutti perchd si trovano in un processocostante di manifestazione. Siamo abbastanzaintelligenti da capirlo, forse; ma comprenderlo con l'intelletto non basta:capirlo dawero fino in fondo d essereliberi dalla paura. E raggiungerel'illuminazione. E vivere nell'inter-essere. profonda Dobbiamo praticare questotipo di osservazione per nutrire la nostra comprensionerisvegliatadella non-nascita e della non-morte nella vita di tutti i giorni. In questo modo possiamo realizzareil dono meravigliosodell'inrpaviditi, della non-paura. Non ci servirh a niente limitarci a parlare dell'inter-essere come di una teoria. Dowemmo chiedere: 'Pez.zo di carta, quale da dovevieni?Chi sei?Con compito sei venuto?Dove stai per andare?uPossiamochiederealla fiamma: uFiamma, da dove vieni, dove vai?o. Ascolta bene le risyxrste. La fiamma, il pezzodi carta rispondono con la loro prcscnz.a: per poternesentirela rispostadobbiamo sol(anto()sscrv:rre
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figure di ri2 I grandi esseri, o esseririsvegliati,in sanscritobod, isattva,sono alla rinunciato hanno che titu"gtiuti lievo del buddhismo #;;;;;;;;"'i raggiuna aiutarli e I viventi dissoluzionefinate .,"f nifina per rimaner" fra virti particolare'(NdZ) serel'illuminazione.Ognunodiessi incarna una

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ll t : 7tt' t I are le nostre manifestaZioni St' ,sservi un amico o un'amica con gli occhi dcl rrrcrlitante prroi vedervi tutte le generazionidei suoi antcnlti. srrr.ai all()ra pieno di rispetto per gli amici e per il tuo stcsso col.po, perchd vedrai il loro e il tuo corpo come le sacrc clirrrrrc cri tutti i nostri antenati. Vedrai anche che il nostro corpo d la sorgelrte cli trrttc le generazioni future. Non lo danneggiamo, per-chi,non sarebbe gentile nei confronti dei nostri discenclenti; non facciamo uso di droghe e non mangiamo o beviamo sostanze che contengano tossine o che nuocerebbero al corpo: la comprensione profonda del processo di manifestazione ci aiuta a vivere in modo sano, limpido e responsabile. E lo stesso per le idee di dentro e l-uori. Dicendo che il Buddha d in noi, o che i nostri genitori sono in noi, non possiamo applicare quest'idea di dentro e fuori: solo quando ci liberiamo di tutte queste idee la realtd pud appariie, la realtd del nirvana. Quando tutte le idee di d e non d,sono state estinte, allora la realtd si manifesta. Non c'D nulla come I'esperienza Possiamo usare un esempio facile da comprendere come un mandarino o un frutto di durian..l A una persona che non ha mai mangiato un mandarino o un durian non ricsci a descrivere la realti di questo o quel frutto, per quanti esempi o metafore tu possa offrirle. puoi fare una cosa sola: dargliene I'esperienzadiretta. Non puoi dire: nDunquc, vediamo, il durian somiglia un po'al ftutto dell'all;ero clcl pane o a una papaiao. Non puoi dire niente chc dcscriva l,c_ sperienza di un frutto di durian. Il durian va al di k\ cli rsni idea e nozione. Lo stessovale per un mzrnclarin.: sc n(), ne

hai mai mangiato uno, per quanto l'altro ti voglia l'renee si sforzi di farti capire il sapore del mandarino non ci riuscirir mai con una descrizione. La realt) del mandarino c al di lir delle idee. Lo stesso vale per il nirvana: la realt) va al cli li delle idee. Quello che ci fa soffrire sono le idee che abbiarno sul nirvana: l'unico modo per conoscerlo d l'esperienza diretta.

I Frutto comune nel sud-est asiatico, similc al n)illrrr(), trul prrrlrrrrroirrrt,rrsissimo. (Nd?') t4

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II

La paura pitr grande

Abbiamo paura della morte, abbiamo paura della separazione, abbiamo paura del nulla. In Occidentele personehanno molta paura del nulla. Anche quando sentonola parola uacuitd si spaventano molto, mavacuitd non significaaltro che <estinzione delle ideer. VacuitAnon d l'oppostodi esistenza, non 0 il nulla, l'annientamento.Dobbiamo rimuovere l'idea dell'esistenza e anche quella della non-esistenza; il concetto vacuitA di !uno strumento che ci aiuta a realizzarlo. La realtd non ha niente a che fare con l'esistenzae la non-esistenza. dice nEssere o non esQuando Shakespeare sere, questo d il problemao, il Buddha risponde uEssereo non essere, non d questo il problemar. Esseree non essere sono soltanto due idee, l'una opposta all'altra: non sono una realth e non descrivonola realti. profonda,I'intuizionerisvegliata, La comprensione rimuove non solo il concetto di permanenzama anche quello di impermanenza.Lo stessovale per il concetto di vacuiti. La vacuitA d uno strumento, se vi lasciate imprigionare nel concetto di vacuith siete perduti. Nel Ratnakuta Sutrat il

I Sutra in sanscrito significa .discorsoo. Per estensione nel buddhismo significa discorso di insegnamento del Buddha o a lui attribuito. Ratnakuta Salra d il Sutra dell'apice della gemma. (NdI)

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lhrtlclha ha detto: oSe siete prigionieri delle icleccli csseree n()n-cssere, il concetto di vacuiti vi pud aiutlu.c n lillcr-arvi; nla se siete prigionieri del concetto di vacuitir, 1.rr.r.voi llon c'O alcuna speranza>.Linsegnamento della vacuitu i' rnr<lstrumento che vi aiuta a raggiungere la comprensionc pnrlonda della vacuitA; se scambiate lo strumento pcr la conrpr-cnsione stessa,per6, cadete prigionieri di un'idea. Se vi siete fatti un concetto del nirvana, qucl concctto dowebbe essere rimosso. Il nirvana r! vuoto di ogni colrcctto, compreso il concetto stesso di nirvana. Se sir.tc pr.igionieri del concetto di nirvana r,uol dire che non avctc anc()r-.1 raggiunto il nirvana. Questa intuizione profoncla, questa scoperta, ha portato il Buddha al di ld della paur-a,al di l:\ dclI'ansia e della sofferenza,al di ld della vita e clclla mone. Bruciare i concetti Quando hai un fiammifero sei in condizione di poter accendere un fuoco. Se dura a sufficienza, la f iamma gcnerata da quel fiammifero lo brucerA per intero. Il fiarnrnil'cro dunque di origine al fuoco, ma lo stesso fuoco poi lo bnrci:r fino in fondo. Linsegnamento dell'imperrnanenza d la stcssa cosa, perchd ci aiuta a raggiungere la comprensione risvegliata dell'imperrnanenza, e poi sara proprio l'intuizione pr.ofonclaclcll'imperrnanenza a bmciare fino in fondo la nostm idca cli inrpcrnrancnza. Dobbiamo andare al di ld dell'idea di pcrrnancrrza; dobbiamo andare al di li anche dell'idca di irnyrcr.rnancnza: allora riusciamo a entrare in contatto con il lrilviuur. Lo stcsso vale per il non-s6. Il non-s6 d il fiamrnil'crrrchc ci uiuta ad accendere il fuoco dell'intuizione prolirnclu clt.l norr-sei; sard poi la comprensione risvegliata del rrolr-si.rr br-rrcilrr.e per intero il fiammifero stesso,I'idea dcl non-stl. Praticare non significa immagazzinarc unil llnrn tpurrrtit:) di idee sul non-s6, sull'impermanenzil,strl nir-r'lurlr () \rr (lrralunque altra cosa: per fare questo basta un lt.1ristr.lrtor.t.. Lo studio o la pratica del buddhismo non consistt.rrr.lprrrlrrrt' di idee, nel distribuirle in giro. Possianroirrrdrrrt. rr strrtlirrr.t, il 20

buddhismo in un'universiti, ma vi impareremosoltantoidee e teorie.Noi vogliamoandareal di ld delle ideec r:.rggiungere cli ttrttele profondache facciaun [al<) una vera comprensione liberi. nostre idee e ci aiuti a essere Dov'i il nintana? Guarda una moneta. Una faccia d detta testa, l'altra E detta croce2.Una parte non pud esisteresenza I'altra; il metallo di cui sono fatte le contiene entrambe. Senza il metallo le due facce non esisterebbero.I tre elementi, testa, croce e metallo, inter-sono.Potremmo dire in un certo sensoche il metallo E qualcosa di simile al nirvana e che testa e croce sono qualcosa di simile alla manifestazionedell'impermanenzae del non-s6.Tramite la comparsa ora della testa ora della croce puoi entrare in contatto con la presenzadel metallo e riconoscerla. In modo analogo, I'osservazione profonda della natura dell'impermanenzae del non-s6 ti pud mettere in contatto anchecon la natura del nirvana. separaLa dimensioneassolutadel nirvana non pud essere ta dalla dimensione storica. Quando entri in contatto profondo con la dimensione storica tocchi anche la dimensione assoluta. [,a dimensione assolutad sempre dentro di te. Per un praticante d molto importante entrare in contatto con la propria intrinseca natura di impermanenz e non-s6:se ci riesce fino in fondo raggiungerd anche il nirvana e sarA definitivamente libero dalla paura. A quel punto pud cavalcarele onde della nascitae della morte sorridendo serenamente.3

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,N

2In italiano questo modo di dire si d diffuso nei primi tempi del Regno d'Italia, quando le monete riportavano sulla faccia anteriore l'effigie del re o della regina e sulla faccia posteriore lo stemma sabaudo che ha al centro, appunto, una croce. (NdZ) 3 BeUa immagine, coniata da un maestro zen giapponese in California, pa' tria del surf, dove fu fondato, all'inizio degli anni Settanta, il primo centro di pratica zen in Occidente: l'illuminato d colui che felice e imperturbabile cavalca le onde della nascita e della morte.

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I tt tlimensionestoricae la dimensioneassoluta Nt'lla vita quotidiananoi consideriamola realtr\in tcrmini tli climensione storica,ma possiamoconsider.rcla stessa rcalti anche in termini di dimensionesuprcma o assoluta. La realtdsi pud manifestare nella dimensioncstoricaoppure nella dimensioneassoluta. Lo stesso valc pcr noi: abbiamo interessiquotidiani, nstoriciD, ma ognuno di noi ha anche interessi "assolutir. Quando cerchiamo Dio o il nirvana o la pace pii profonda ci stiamo occupandodell'assoluto. Non ci interessano solo i fatti della vita quotidiana,la fama, il profitto, Ia posizione sociale,i progetti che abbiamo;ci interessa anche la nostra vera natura. Meditare a fondo significa cominciare a soddisfarei nostri interessinel campo dell'assoluto. I* onde sono acqua Guardando la superficie del mare puoi vedere le onde che salgonoe scendono.Le puoi descriverecon aggettivi:alta o bassa,grande o piccola, pii o meno vigorosa, pii o meno bella. Puoi descrivereun'onda in termini di inizio e di fine, di nascita e morte; questo pud essereparagonatoalla dimensione storica, perch6 ! nella dimensione storica che ci si occupa di nascita e morte, piir potere o meno potere, pir) bellezza o meno bellezza, inizio e fine e cosi via. Osservandoin profondita vediamo anche che le onde, allo stessotempo, sono acqua. un'onda potrebbe mettersi a cercare la propria vera natura. Potrebbesoffrire di qualche paura, avere qualche complesso,potrebbe dirc: uNon sono grande come le altre onden, osono depressa,,uNon sono bella come le altre onder, ,.Sononata e d<lvrr) nror-ire,. Londa potrebbesoffrire di tutte questecosc,di qucstc idee;ma se si china e tocca la propria vera natura si rcnde conto di essereacqua. Allora tutte le paurc c i cornplcssi scompaiono. Lacqua b libera dalla nascitae morte di un'onda.llacqua 22

E libera da alto e basso, piir bello o meno bello. Ptroi parlare in termini di pin bello e meno bello, alto o basso, solo se parli di onde; per quel che riguarda I'acqua tutti qr'rcsticoncetti non hanno alcun valore. La nostra vera natura 0 di non-nascita e non-mone. Per entrare in contatto con la nostra vera natura non occorre che andiamo da nessuna pafte: l'onda non deve mettemi a cercare I'acqua, perch ! d gii acqua. Noi non dobbiamo cercare Dio, non dobbiamo cercare la dimensione assoluta o il nilana, perch6 noi siamo il nirvana, siamo Dio. Tu sei cid che stai cercando. Sei giA quello che vuoi diventare. Puoi dire all'onda: nCarissima onda, tu sei acqua, non serve che tu vada in giro a cercare I'acqua. La tua natura intrinseca d di non-discriminazione, di non-nascita, di non-morte, di non-essere e di non non-essere)). Pratica come un'onda. Datti il tempo di osservare in profonditd dentro di te e di riconoscere che la tua d una natura di non-nascita e non-morte; cosi facendo puoi aprirti un varco verso la liberti e I'assenza di paura. Questo metodo di pratica ci aiuterh a vivere senza paura e a morire in pace senza rimpianti. Se porti in te un lutto profondo, se hai perso una persona cara, se sei pervaso dalla paura della morte, dell'oblio e dell'annientamento, ti prego, raccogli questo insegnamento e mettiti a praticare. Se pratichi bene sarai in grado di guardare la nuvola, la rosa, il sassolino o tuo figlio con quello sguardo che ci ha trasmesso il Buddha; entrerai in contatto con la vera natura della realtir: la natura di non-nascita e non-mone, di non-anivo e non-partenza. Questo pud liberrirti dalla paura, dall'ansia, dal dolore; allora potrai avere proprio quella pace che ti rende forte e stabile, che ti fa sorridere agli awenimenti che accadono. Vivere in questo modo ti permetterh di aiutare molte persone intorno a te.

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l\n"(ti prima di nascere? A volte qualcunoti chiede:nQuand'B il tuo compleanno?o.a I'otresti porti una domanda pii interessante:uDov'eroprirna del giorno in cui si dice che io sia nato?,. Chiedi a una nuvola: uQual d la tua data di nascita?Prima di nascere,dov'eri?". Se chiedi a una nuvola oCheet) hai? Puoi dirmi quando sei nata?>,con l'ascoltoprofondo forse sentirai la sua risposta. Puoi immaginare la nascita della nuvola: prima di nascereera l'acqua superficialedell'oceano,oppure era il fiume, poi d diventata vapore. Era anche il sole, perch !d il sole a produrre il vapore.Poi c'd anche il vento che ha aiutato l'acqua a diventare una nuvola. La nuvola non viene fuori dal nulla: si d verificato un cambio di forma, ecco tutto. Non d nata dal nulla. Prima o poi la nuvola si trasformerAin pioggia o in neve o in ghiaccio. Se osservia fondo la pioggia puoi vedervi la nuvola. La nuvola non E andata persa: si d trasformata in pioggia,e la pioggia si E trasformata in erba e I'erba in mucche e poi in latte e poi nel gelato che stai mangiando.Se oggi mangerai un gelato, datti il tempo di guardarlo e di dirgli: "Ciao, nuvola, ti riconosco!>.In questo modo raggiungi la comprensione profonda della vera natura del gelato e della nuvola. Nel gelatopuoi vedereanche il mare, il fiume, il calore, il sole,I'erba e la mucca. Se osservi in profonditA non vedi una data di nascita nd una vera e propria data di morte della nuvola: succedesolo che la nuvola si trasforma in pioggia o in neve.Non c'd una vera e propria morte perch6 c'E sempre una prosecuzione. Una nuvola d la prosecuzionedel mare, del fiume e del calore del sole,e la pioggia 0 la prosecuzionedella nuvola.

Prima di nascerela nuvola c'era gid; oggi, quando berrai un bicchiere di latte o una tazzadi tb o mangerai un gelato, in profonditi il sei invitato a seguireil respiro, ad osservare tb o il gelatoe a dire ciao alla nuvola. Il Buddha si concedevail tempo di osservarein profonditi; possiamo farlo anche noi. Il Buddha non era un Dio, era un essereumano come noi; soffriva anche lui, ma ha praticato e cosi ha superato la propria sofferenza.Aveva in e compassione:ecco s6 comprensione profonda, saggezza perch6 diciamo che d il nostro maestroe fratello. Se abbiamo paura della morte E perchd non abbiamo capito che in realti le cosenon muoiono dawero. La gentedice che il Buddha d morto, ma non d vero: il Buddha d ancora vivo. Guardandoci intorno lo possiamo vedere in molte forme. Il Buddha d in te perch6 sei stato capacedi osservare in profonditd e di vedereche le cose non sono realmente nate e che non muoiono. Possiamodire che tu sei una nuova forma del Buddha, una prosecuzionedel Buddha. Non sottovalutarti: guardati un po'intorno e vedrai ovunque la prosecuzionedel Buddha. Sono lo stesso oio, che ero ieri? Ho una foto di quando ero un ragazzodi sedici anni. E una foto di <fiI !r? Non ne sono del tutto sicuro. Chi C quel ragazzo?E la stessa personache sono io o d un'altra persona? Osservain profonditi prima di rispondere. Molti rispondono che il ragazzo della foto e io siamo la stessapersona. Se quel ragazzod la stessap!rsona che sono io, perch6 ha un aspetto cosl diverso? Quel ragazzod ancora vivo o d morto? Lui non d me e non d neancheun'altra persona. Altri guardano quella foto e pensano: quel ragazzo non c'd piir. Una persona d fatta di corpo, sensazioni, percezioni, formazioni mentali e coscienza;tutte queste cose sono cambiate, in me, da quando d stata scattataquella foto. Il corpo delragazzo nella foto non d uguale al mio corpo, ora che ho
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c Nell'originale la relazione fra questa domanda e lc fiasi srrt'r'cssivc I piir stretta: ocompleanno' in inglesedbirthday,lettcralnrcntc rgi()nr()dclla na5s1ta,. (Ndr)

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\ul)('r'atola settantina. Le sensazioni sono divcrsc, le percezioni sono molto diverse. E come se io flossi una persona tlcf tutto diversa da quel ragazzo.,ma se non fosse csistito il r^gazzo della foto, non esisterei neanch'io. Io sono una prosecuzione, proprio comc la pioggia d la prosecuzione della nuvola. Se osservi in prolirnditi\ la fotografia puoi gie vedermi come uomo anziano, non c'd bisogno che aspetti cinquantacinque anni. Quando la pianta di limone d in fiore forse non vedi alcun frutto; ma se osservi in profonditi puoi vedere che i frutti ci sono gi), occorre solo un'altra condizione per avere i limoni: il tempo. I limoni ci sono gii; tu vedi solo i rami, le foglie e i liori, ma se le dai un po'di tempo vedrai la pianta esprimcrsi anche sotto forma di limoni. Girasoli in aprile Se venite in Francia in aprile non vedetc alcun girasole. In luglio perd tutta la zona intorno a Plum Village ne C piena. Dove sono i girasoli, in aprile? Se venite a Plum Village in aprile e osservatein profonditA, vedrete i gir.asoli.I contadini hanno arato la terra e seminato i girasoli, manca solo un'altra condizione perch6 si mostrino i l'iori: i girasoli stanno aspettando il calore di maggio e di giugno. Ci sono gid, ma non si sono manifestati pienamcnte . Osserva in profonditi una scatola di l'iamnrileri. Vi vedi una fiamma? Se la vedi, sei gid illunrinato. Qrranclo guardiamo a fondo una scatola di fiammifcr.i r,ccliamoche la fiamma c'd giir: per manifestarsi ha bisogno solo clel movimento delle dita di qualcuno. Diciamo: .Car-u lianrma, so che sei li. Ora ti aiuterd a manifestafli,,. La fiamma d sempre stata nella scatola rli liarrrlni{eri,e anche nell'aria. Se non ci fosse ossigeno cssa n()n potr-ebbe esprimere se stessa.Se accendi una candcla r.copl-i Ia liamma con qualcosa, questa si spegner) pcr nl:.rncarrza di <lssigeno. Non possiamo dire che la fiamma c clt.rrtr o la scatola di fiammiferi, n6 che d fuori dalla scarolrr.l,ir liarnnra d 26

dappertutto nel tempo e nello spazio e nella coscienza.La fiamma d dappertutto, in attesadi manifestarui,e noi siamo una delle condizioni che la aiuteranno a manifestarsi.Tuttavia se ci soffiamo sopra potremmo aiutare la fiamma a smettere di mostrarsi. Il nostro respiro, quando soffiamo sulla fiamma, d la condizione che fa cessarela manifestazione della fiamma nella sua forma ofiammau. Con quel fiammifero possiamo accenderedue candele; poi ci soffiamo sopra e lo spegniamo.Pensi che la fiamma del fiammifero sia morta? Non d nella natura della fiamma nascereo morire. La questioned: la fiamma delle due candele B la stessafiamma o sono due fiamme diverse?Non d la stessae non 0 un'altra. Ora una secondadomanda: la fiamma del fiammifero d morta? E morta e non morta. Non d nella sua natura morire, come non lo d nascere.Se lasciamo accese le candeleper un'ora, la fiamma rimarrA sempre la stessao sard un'altra? Lo stoppino, la cera e I'ossigeno sono sempre diversi. La parte dello stoppino e la cera che stanno bruciando sono in continua trasformazione.Se queste cosesi trasformano, anche la fiamma sard in trasformazione. Cosi la fiamma non d la stessa ma non d nemmeno un'altra. L' esis tenzanon i I'oppostodell'annient omento Lidea che abbiamodell'esistenza d che sia l'oppostodell'annientamento.Nulla di concreto,non pitr dell'ideadi destrae sinistra. Guarda una penna: possiamo rimuovere del tutto la sua estremita destra? Se tagliamo via con un coltello metd della penna, la parte che resta awd ancora un'estremitd destra. I partiti politici di destra e di sinistra sono immortali: non possonoessererimossi: finch6 c'd una corrente di destra,c'd anche una corrente di sinistra. Per questo coloro che si trovano a sinistra, nell'arco politico, dovrebbe desiderareche quelli di destra ci siano in eterno: se togliamo la destra allo stessotempo dobbiamo togliere anche la sinistra. Il Buddha ha detto: nQuestod
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quello b. euesto si manifesta perch6 quello si d f)(.rchd rnanifestatoo. Questob l'insegnamento del Bucklhariguarrl o a l l a cr eazi oned e l mo n d o . S i chia ma l' in s c g n a me n t o d c l l a co- or igi na zio n e . La fia mma c'd p e rc h i. c i s o n o i fiammiferi; se non ci fosseroi fiammiferi, non ci sarebbe la fiamma. La risposta i all'interno Da dove viene la fiamma? Che origine ha? Dovremmo praticare l'osservazione profonda, su questadomanda. Ma devi proprio sederti nella posizionedel loto, per trovare la risposta?Sono sicuro che I'hai gid dentro di te: upcr manifestarsi, la fiamma sta solo aspettando una condizionculteriore,. II Buddha ha detto: tutti hanno in s6 la natura di Buddha. La natura di Buddha d la capacitddi comprcndcree toccare la nostra vera natura. La risposta d gii dcntro di te, non pud dartela un maestro.Un maestroti pud solo aiutare a metterti in contatto con la tua natura risvcgliata,con la grande comprensionee compassionechc hai dentro. Il Buddha ti invita a essere in contatto con la sa1gezza che gii hai in te. Molti di noi chiedono:oDovesi va quandosi muore?Che cosasuccede, quandosi muore?r. Gli amici che hanno perso una personacara ci chiedono:oDov'O ora il mio amore? Dov'd andato?>.I filosofi domandano: nDa dove proviene l'essere umano?Da doveprovienel'universo, o il mondo?r. Quando osserviamoin profonditd vediamo che una cosa si manifestaquandotutte le condizionisono sufl'icicnti. Cid che si manifestanon provieneda nessunaparlc. E quando una manifestazione cessa, non va da nessuna partc. Creazione nCreareo a quanto pare significache dal nulla all'improwiso c'd qualcosa. Alla parola (creazione, io prclel-isco la paomanifestazione>. rola Osserva in profondit:\c potrai com28 prendere la creazionein termini di manifestazione.Possiamo comprendereuna nuvola in termini di manil'estazione di qualcosache c'Esempre stato,e I'acquacome la l'ine della manifestazione(nuvola,,;allo stessomodo possiamo comprenderegli esseriumani, e perfino tutto cid che abbiamo intorno, come una manifestazioneche b sorta da qualche parte e che non andrA da nessunaparte. uManifestazione> non b l'oppostodi "distruzioneo: una manifestazione si limita a cambiare forma. Comprenderela nostra vita e I'universo intero come manifestazionipud darci una grandissima pace. Se stai piangendo la perdita di una personacara, questo discorso E un invito a guardare in profonditA e alleviareil tuo dolore. Alcuni teologi hanno detto che Dio d il fondamento delI'essere; ma di quale essere? Non di quell'essere che sta in opposizioneal non-essere. Se si tratta del concettodi essere quello non b Dio. Dio trascendeogni opposto al non-essere, concetto, incluso quello di ncreazione> e udistruzioneo.Se osservia fondo il concetto di creazionetenendoa mente cid che hai intuito del processodi manifestazione, scopri quanto sia profondo l'insegnamentosulla creazione.Scopri che non c'd niente che nascee niente che muore: c'Bsolo la manifestazione. T?ovare sollievo Di solito ci si rivolge a una pratica spirituale, a una chiesa, a una sinagoga,a una moscheao a un centro di meditazione per trovare sollievo dal dolore e dal lutto. Il pin grande sollievo, perd, lo si ottiene se si b capaci di entrare in contatto con la dimensione assoluta. Nell'ebraismo e nel cristianesimo la si pud chiamare "Diou. Dio d la nostra vera natura, la vera natura di non-nascita e non-morte. Per questo se sapeteavere fede in Dio, e avere fede nella vostra vera natura, la paura e il dolore se ne andranno. All'inizio potreste pensare Dio come una persona; ma <p !rson&> d l'opposto di onon-persona>. Se pensatea Dio in

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tt'rrrrinidi nozioni e concetti,non aveteanc()rascopertola rt'rrltir di Dio. Dio trascende tutti i concetticlrc 1-rossiamo lrvcl'cdi lui, Dio non E nd una personanCuna n()n-pcrsona. [Jn'onda, nella sua ignoranza,d soggetta alla pntrradella nascita,della morte, dell'altoe del basso,del piu bello o meno bello, dell'invidia delle altre onde. Ma se un'onda d capacedi entrarein contatto con la sua vcril natul'a,la natura dell'acqua, e sa di essere fatta d'acqua,alklra <;gnisua paura, ogni sua invidia svanisce: l'acqua non i' soggettaa nascitae morte, non conoscen6 alto nd basso. Cause Guardiamo un fiore, un tavolo o una casa:la casa,per esistere, dev'essere stata costruita da qualcuno, il tavolo dev'essere stato fabbricato da qualcuno: cosi almeno pensiamo. Abbiamo la tendenzaa cercarela causache ha dato vita alla casa,la causache ha fatto nascereil tavolo.Arriviamo alla conclusioneche la causa della casadev'essere il costruttore, il muratore o il carpentiere.Qual d la causadel tavolo? Chi ha creato il tavolo? Un falegname.E chi d il creatoredel fiore? La terra, il contadino o il giardiniere? Il concetto di causa che abbiamo in mente e\molto semplicistico: pensiamoche una sola causasia sufficienteper generare quello che c'd. Con la pratica dell'osservazione profonda scopriamo che una causasola non pud mai essere sufficiente a generareun effetto. Il falegnamenon I I'unica causadel tavolo. Se il falegnamenon possedesse oggetti come i chiodi, la sega,il legname,tempo e spazio, cibo da mangiare,un padre e una madre che l'hanno messoal mondo e un gran numero di condizioni, non sarebbein grado di portare all'esistenza un tavolo. Le cause,in realt), sono infinite. Quando guardiamo un fiore vediamo la stessacosa. Il giardiniere d solo una delle condizioni; occorrc che ci siano la terra, la luce del sole,la nuvola, il concime, il semee moltissimi altri elementi.Se osserviin profondit) vedi che I'u30 niverso intero si b radunato per aiutare il fiore a manifestarsi. Se osserviin profondit) una delle carote che mangi a pranzo,vedi che l'universointero si d radunatopcr aiutare quella carota a manifestarsi. in profonditir scoprianroche Se continuiamo a osservare una causad allo stesso tempo ancheun effetto.Il giardiniere b una delle causeche hanno contribuito alla manifestazione del fiore; ma anche lui, a sua volta, d un effetto. Il giardiniere infatti si d manifestatograzie ad altre cause:antenati, padre, madre, insegnanti,posti di lavoro, societir,cibo, medicine e abitazioni. Come il falegname,anche il giardiniere non d soltanto una causa,d anche un effetto profonda scopriamo che ogni causa d Con l'osservazione allo stessotempo anche un effetto. Non pud esisterequalcosa di definibile come <causaprimao. Con la pratica dell'osservazioneprofonda possiamo scoprire molte cose; se non siamo vincolati a nessundogma o concetto siamo liberi di fare le nostre scopefte. Non c'Cuna causapima Alla domanda: uQual d la causadi ogni cosa?uil Buddha rispondevacon parole molto semplici; diceva: uQuestod perch ! quello d'. Significa che ogni cosa, per potersi manifestare, conta su ogni altra cosa. Un fiore, per manifestarsi, deve contare su elementi di "non-fioreo. Se osservi in profonditd il fiore puoi riconoscervigli elementi di non-fiore. Guardando il fiore riconosci l'elemento (luce solareo: ecco un elemento di non-fiore. Senza luce solare un fiore non si pud manifestare.Guardando il fiore riconosci I'elemento (nuvola): ecco un altro elementodi non-fiore. Senza nuvole un fiore non si pud manifestare.Sono essenzialianche altri elementi come i minerali, il terreno, chi lo coltiva eccetera:una moltitudine di elementi non-fiore si radunano allo scopodi aiutare il fiore a manifestarsi. preferisco nmanifeEcco perch !al termine ucreazioneD stazione>. Cid non significache non dowemmo mai usarela
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l):u'()la(creazione): certo che possiamo farlo, ma dowemmo t rrpil'cche ocreazione, non significa fare qualcos:r dar nulla. ll c'r'eato non 0 qualcosa che possa esseredirt-tt,, c [inire in nulla- Mi piace molto I'espressione(meraviglioso divenireo: d molto vicino al vero senso della parola ncreazione,.

III

La pratica dell'osservazione p ro[oncla

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) ;

Tutte le pratiche autentiche del Buddha contengono in s6 detti Sigilli del Dharma:rl'imtre insegnamentiessenziali permanenza,il non-sde il nirvana. Proprio come i documenti legali di estrema importanza portano il sigillo o la firma di un testimone, tutte le pratiche autentiche del Buddha portano il sigillo di questi tre insegnamenti. Se osserviamoil primo Sigillo del Dharma, l'impermanenza,ci rendiamo conto che il termine non significa solo (tutte le cose cambianou. Guardando la natura intrinseca delle cosenotiamo che nulla rimane invariato, nemmeno in due attimi successivi.E poich ! non c'd nulla che rimanga immutato di attimo in attimo, non c'd nulla che abbia un'idell'imdentitd fissa,un sd permanente.Nell'insegnamento di un s6 permanenza,dunque, vediamo sempre l'assenza immutabile. Questoviene chiamato (non-s6>.La libertir d possibile proprio perch6 le cose sono in continua trasformazionee non hanno un s6. Il terzo Sigillo del Dharma e il nirvana. La parola nirvana nirvana significaalla lettera (estinzionedi ogni concetto),; infatti d soliditA e libertir, liberti da ogni idea o nozione.

I Dlwnna (sanscrito) in questo contesto significa insegna"l'insieme degli mcntiu. (Nd7')

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l.'osscrvazione profonda dell'imperrnanenza conduce alla scopertadel non-sd;la scopertadel non s6 concluce al nirvana. Il nirvanaC il Regnodi Dio. Impermanenza Praticare e comprenderel'imperrnanenzanon s()nosolo altri modi di descriverela realtA:sono strumenti chc ci aiutano nel processodi trasform azione,guarigioneed emanci pazio ne. Impermanenza significa che attimo dopo attimo tutto cambia e nulla rimane lo stesso. E nonostantequcsto continuo cambiamento, le cose non possono ancora esseredescritte precisamente come uguali o diverseda cid che erano un attimo fa. Se oggi facciamo il bagno nel fiume in cui ci siamo bagnati ieri, quello & lo stessofiume? Eraclito ha detto che non possiamo entrare due volte nello stessofiume. Aveva ragione: l'acqua del fiume, oggi, t totalmente diversa dall'acqua in cui ci siamo immersi ieri. Eppure il fiume d lo stesso.Confucio, fermo sulla riva di un fiume a guardarlo scolTere, disse: oOh,scorre cosi giorno e notte, senzafineo. tintuizione dell'impermanenzaciaiuta ad andareal di la di qgni concetto. Ci aiuta a vedereche il fiume non d lo stessoma non 0 nemmeno un altno.Ci mostra che la fiamma della candela che abbiamo accesoe messosul comodino prima di andare a dormire non 0la stessafiamma che bnrcia la mattina dopo. Non sono due fiamme distinte, ma nemmcno una sola. L'impermancn?! rendcpossibile ogni cosa quando le cosecambiano siamo trist i e soffri amo molto; Spesso ma il cambiamentoe l'impermanenzahanno anchelati positivi. Grazie alltmpermanenza0 possibileogni cosa.[a vita stessa d possibile.Se un chicco di grano non fosseimpcrm:rncnte,non potrebbe trasformarsi in uno stelo. Se lo stelo non fosseimpermanentenon ci potrebbemai dare la spiga che nrangiamo.Se tua figlia non fosseimpermanentenon potrrbbc'cresceree di36

ventareuna donna.Allora i tuoi nipoti non si manifesterebbero dovremmai. Quindi invecedi lamentarti dell'imperrnanenza pcr tc!n. Dcr mo dire: <Benvenuta impermanenza, un ernriva wemmo esserne felici. Quando riusciamo vedereil nriracolo dell'impermartenz:,,la tristezzae il dolore sene vanno. Limpermanenza dovrebbeesserecompresaanche alla Iuce dell'inter-essere.2 Poich6 tutte le cose inter-sono,si influenzano continuamentea vicenda. Si dice che il battito d'ali di una farfalla da una parte del piancta possa influenzare il tempo atmosferico agli antipocli. Le cose non possono restare uguali a se stesseperchd sono influenzate da ogni altra cosa,da tutto cid che d naltro da s6o. Praticare l' i mpermanenza Tutti riusciamo a comprenderel'impermanenzacon l'intelletto, ma non si tratta ancora di vera comprensione.Il nostro intelletto da solo non ci condurri alla libertA, non ci porteri all'illuminazione. Quando siamo stabili e concenprofonda; e quando trati possiamopraticare I'osseryazione guardiamo in profonditA e vediamo la natura dell'impermanenza, allora ci possiamo concentrare su questa intuizione profonda. In questo modo la comprensione profonda delI'impermanenzadiventa parte di noi, del nostro essere;diventa la nostra esperienzaquotidiana. Se vogliamo essere sempre capaci di continuare a vedere e a vivere l'impermanenza, dobbiamo mantenere viva la comprensione che ne abbiamo. Se riusciamo a fare dell'impermanenzaun oggetto di meditazione,nutriamo la comprensioneche ne abbiamo e la rendiamo viva dentro di noi, giorno dopo giorno. Con questa pratica, l'impermanenza diventa una chiave che apre la porta della realtd.

2 nlnter-essere'(inglese:interbeing):termine coniato dall'Autore.Tanto centrale nel suo insegnamentoda dare anche il nome all'Ordine monastico e laico da lui fondato: TtepHien, o Ordine dell'Inter-essere.

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Del resto, non possiamo scoprire l,intuizione dcll'imper_ rnanenza per un attimo solo e poi ricoprir-la c lor.nare a ve_ de.e tutto come permanente. coi nostl'i f igli ci c.rnportiamo per la maggior parte del tempo c()nl(. sc rlovessero restare per sempre a casa con noi; non pensilrnro che nel gi_ ro di tre o quattro anni ci lasceranno pcr-sp()s.r.si e avere la Ioro famiglia. Per questo non diamo inrp.llrrrrzir .i momenti in cui i figli vivono ancora con noi. conosco molti genitori i cui figli, qua.cr. rrirrn. diciotto o diciannove anni, se ne sono andati di cirs:r per 1.rt,r.vivere conto proprio. I genitori perdono i lorrr rigli c si rrispiacciono molto; eppure a suo tempo non avcviuro clrrtoimportan_ za ai momenti passati con loro. euesto valc unchc pi,r i mariti e le mogli: tu pensi che tua moglie sar.:) li c..' tejfino alla fine della tua vita, ma come puoi esscr.rrc ..si sicuro? In realtd noi non abbiamo alcuna ide-adi cl.r,c sirr-fr il nostro partner fra venti o trent'anni, o anchc drrrurrri. l) rnolto importante che ricordiamo ogni giorn. la p.irrir.. clcll'impermanenza. Vederele emozioni con gli occhi dell'intpt,rrn(utt,ni.u Quando una persona ti dice quarc'sa chc ri rir u'.abbiare e vorresti che se ne andasse,ti invito a p.irric:rr.t. l'.sservazione profonda alla luce dell'imperrnane.zlr. ('rr. c()s. proveresti, in realti, se quella-persona non ci lirssc piir? Saresti contento o piangeresti?E molto utile p.'tici''c rlrrestotipo di comprensione profonda. possiam' ,si*r. rrr'r grrllra3per aiutarci: In colleranelladimensione assoluta: chiudo gli occhi e osservoa fonclo. Fra trecentoanni, dove sarai tu e dove sard io?

3 Poesia didattica di pochi versi. (NdI) 38

Che cosa facciamo di solito quando ci arrabbiamo? Gridiamo, urliamo e cerchiamodi incolparequalcun altro dei nostri problemi. Ma se osscruiamo la rabbia con gli occhi possiamo dell'impermanenza fermarci e respirare."ln collera l'uno coll'altronella dimensione assoluta, chiudiamo gli occhi e osserviamo in profonditi., Cerchiamodi vedere il futuro, fra trecentoanni. A che cosa somiglierai? E io, a che cosa somiglierd?Dove sarai?E dove sarb io? Ci basta guardareil nostro futuro e quello delinspirareed espirare, l'altro. Non occorre guardare tanto lontano, fino a trecento quando enanni: possonobastarecinquanta,sessant'anni, morti. trambi saremo Guardando il futuro vediamo che l'altra personad molto preziosaper noi. Se sappiamoche potremmo perderla ogni momento,I'arrabbiaturaci passasubito; ci viene voglia di abbracciarlae di dire: nChebello che sei ancora viva! Ne sono cosi felice! Come potrei esserein collera con te? Dovremo morire entrambi, un giorno, e mentre siamo ancora vivi e stiamo ancora insiemed una follia essere arrabbiati l'uno con l'altro., La ragione per cui siamo cosi pazzi da far sofFrirenoi stessie I'altro d il fatto che dimentichiamodi essere impermanenti, sia noi che I'altro. Un giorno, alla nostra morte, perderemotutti i nostri beni, il potere, la famiglia, tutto. La libertd, la pace e la gioia nel momento presentesono le cosepiir importanti che abbiamo, ma senzauna comprensione risvegliatadell'impermanenza non ci b possibileesserefelici. Alcuni non vogliono nemmeno guardare in faccia una persona,da viva; poi quando muore scrivono eloquenti ne' crologi e mandano fiori. A quel punto la persona b morta e non pud piir goderedawero del profumo dei fiori. Se avessimo compreso dawero che la vita d impermanente, faremmo tutto il possibile per rendere felice l'altra persona giA qui e ora. Se passiamoventiquattr'ore di fila in collera con le personeche amiamo d perch !ignoriamo I'impermanenza.
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oIn collera nella dimensioneassoluta/ chiudo gli occhir. C'lriudigli occhi per praticare la visualizzazione della persona cara come sarAda qui a duecento,trecento anni. euando visualizzi te stessoe la personache ami in un arco di tempo di trecento anni ti rallegri di esserevivo, oggi, e che anche l'altro sia vivo, oggi. Poi riapri gli occhi e tutta la tua collera se n'd andata.Apri le braccia per abbracciarel'altro e pratichi: "Inspirando so che sei vivo, espirando ne sono cosi felice!o.Chiuderegli occhi per visualiz.r.are te stesso e l'altro fra trecento anni significa praticare la meditazione dell'impermanenza. Nella dimensioneassolutala rabbia non esiste. Anche l'odio d impermanente.Anche se in questo momento possiamoessereconsumati dall'odio, se sappiamo che d impermanente possiamo fare qualcosaper trasformarlo. Un praticante pud prendere il risentimento e I'odio e aiutarli a scomparire. Proprio come nel caso della rabbia, chiudiamo gli occhi e pensiamo: <Dovesarcnto fra trecento anni?r. La visione dell'odio nella dimensioneassolutapud farlo evaporarein un istante. Far si che I'impermanenza nutra l'amore Siamo ignoranti e ci dimentichiamo dell'impermanenza, per questonon nutriamo correttamenteil nostro amore. All'inizio del matrimonio ci amavamo moltissimo: pensavamo che non awemmo potuto vivere un solo giorno senza I'altro. Ma dato che non sapevamopraticare I'impermanenza dopo un anno o due il nostro amore si 0 trasformato in frustrazionee in rabbia. Ora ci chiediamo come potremo soprawivere un solo giorno in pii insieme alla personache una volta amavamo cosi tanto; decidiamo che non c'0 alternativa: vogliamo il divorzio. Se viviamo comprendendo l'impermanenza coltiveremo e nutriremo il nostro amore; solo allora durerA. Perchdil tuo amore crescalo devi nutrire e accudire. 40

Non-sd nlmpermanenza>significa guardare la realtA dal punto di vista del tempo. nNon-s6, d guardare la realtA dal punto di vista dello spazio.La realtd ha due facce: il non-s6c\una e l'impermanenzad una manifestazionedell'imperrnanenza manifestazionedel non-s6. Se le cose sono impermanenti, sono prive di un s6 separato.Se le cosenon hanno un s6 separato, sono impermanenti. Impermanenzasignifica essere in continua trasfornazione, attimo dopo attimo. Questa d la realtd. E poich6 non esistenulla che sia immutabile, come potrebbe esserci un sd permanente, un s6 separato? intendiamo qualcosache b sempre Quando diciamo ns6>, se stesso,che non cambia, giorno dopo giorno. Non esiste nulla del genere.Il nostro corpo d impermanente, le emozioni sono impermanenti, le nostre percezioni sono impermanenti. Anche la rabbia, la tristezza, I'amore, l'odio che proviamo, la nostra coscienzasono impermanenti. Dunque quale sarebbela cosapermanenteche possiamo Il pezzo di carta su cui sono scritte queste chiamare ns6n? parole non ha un s6 separato. Pud esserepresente solo quando lo sono le nuvole, il bosco,il sole,la terra, gli operai e i macchinari della cartiera. In assenzadi questi elementi la carta non pud esserepresente.E se la bmciamo, dov'd pir) il "s6u della carta? Non c'd nulla che possaesisteredi per s6 solo. Ogni cosa deve dipendere da ogni altra cosa. Cid b detto inter-essere. La carta inter-d con la luce del Esseresignifica inter-essere. solee con il bosco.Il fiore non pud esisteredi per s6,deveincon il terreno,con la pioggia,con le erbeselvatiche ter-essere solol'ninter-essereD. esiste gli L(essere)) non esiste, insetti. e Guardando in profonditA un fiore vediamo che b fatto di elementi non fiore. Possiamodescrivereil fiore come npieno di tuttoo. Non c'b cosa che non sia presentenel fiore: vi vediamo la luce del sole,vediamo la pioggia,vediamo le nuvole, vediamo la terra, vediamo anche il tempo e lo spazio. Come ogni altra cosa, un fiore b composto interamente di
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t'lt'nrcntinon fiore. Lintero cosmosi d radunatoper aiutare il liore a manifestarsi. Il fiore d (pieno di tutto, a eccezione cli una sola cosa:di un s6 separato, di un'identiti scparata. Il fiore non pud esisteredi per se stesso, deve inter-essere con la luce del sole,con la nuvola, con tutto cid che d nel cosmo.Se comprendiamol'nessereu in termini di ni111sp-sssereuci awiciniamo molto di piu alla verit). Inter-essere non d essere e non d non-essere: inter-esserc significa essere vuoto di un'identitA separata,vuoto di un si' scparato. oNon-s !u significaanchevacuiti, un tcrmine tecniconel buddhismoche significal'assenza di un si'separato.In noi abbiamo la natura del non-s6,ma queston()n significache non esistiamo; non significache non c'd cosache esista. Un bicchiere pud essere pieno o vuoto di tc\,nra pcr poter essere pieno o vuoto deve pur esistere.Allo stessomodo nvacuiti, non significa non-essere, e non significa nemmeno <essereD: trascendetutti i concetti. Se entri in contatto profondo con la natura dell'impermanenza,del non-s6e dell'inter-essere arrivi a toccare la dimcnsioneassoluta,la natura del nirvana. Chi siamo? Noi pensiamo al nostro corpo come a noi stessi, o come appartenente a noi stessi. Lo pensiamoconte nio, o (mio). Se osserviin profonditi, perd, vedrai che il tuo corpo d anche il corpo dei tuoi antenati, dei tuoi genitori, dei tuoi figli e dei loro figli. Quindi non D un nio,, non D un omioo.Il tuo corpo d pieno di ogni altra cosa - infiniti elementi di non corpo - a eccezione di una cosa sola: un'esistenza separata. Limpermanenza deve esserevista alla luce della vacuitd, dell'inter-essere e del non-s6.Questenon sono entiti negative; la vacuitd d meravigliosa! Nagarjuna, famoso maestro buddhistadel II secolo, disse:nGrazie alla vacuitdogni cosa E possibile'. Puoi vedere il non-sd nell'impermanenzae l'imperma42

nenza nel non-s6. Puoi dire che l'impermanenza d il non-s! dal punto di vista del tempo, e il non-sd 0 l'impermanenza cos.I;pcr quedal punto di vista dello spazio.Sono la stessa sto l'impermanenza e il non-s6 inter-sono. Se nel non-s6 non vedi l'impermanenza,quello non d non-s6. Se nell'imperrnanenzanon vedi il non-s6,in realti quella non d imperrnanenza.Ma non basta: nell'impermanenzadevi poter vedereil niwana;e devi vederlonel non-s6.Se tiro una riga, da una parte ci sarAl'impermanenzae il non-sde dall'altra ci sarA il nirvana. Questa riga potrebbe essereutile, anche se pud mettere fuori strada. Nirvana significa andare al di lA di ogni concetto, perfino del concetto di non-sde di imperrnanenza.Se nel non-sd e nell'imperrnanenzatroviamo il nirvana significa che non siamo prigionieri del non-s !e dell'impermanenzain quanto idee. Privi di un sdpermanente:cloni Se prendi dal mio corpo tre cellule per clonarle e ne fai nasceretre bambini, ognuno di essiawi il patrimonio genetico mio e della mia famiglia di sangue. Ognuno di noi, per6, ha anche un'altra erediti. Il corpo che ereditiamo dalla famiglia d'origine d l'ereditd naturale, ma abbiamo anche quella ambientale,ossia tutto cid che d nutrimento. Immagina.dunque di porre questi tre cloni in tre ambienti differenti. Se uno dei bambini viene messoin un ambiente di droga e di gioco d'azzardo, probabilmente diventeri una persona a cui piace drogarsi e giocare d'azzardo: non sarAun monaco buddhista come sono io ora. Se mettete un altro mio clone in un ambiente di commercianti e lo mandate a una scuola di economia e commercio d probabile che diventi un uomo d'affari. I cloni awebbero tutti il mio stessopatrimonio genetico,ma questi sviluppi differenti awenebbero lo stesso. Io perd sono stato imbevuto del Dharma del Buddha. Nella scuola di economia gli insegnamentidel Buddha e la pratica non saranno coltivati, verranno invece innaffiati i
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\crni4 del comprare, vendere e fare affari: quel clone dunque potrebbe diventare un uomo d'affari. Anche se awh occhi, naso e orecchi identici ai miei, quel clone non sard affatto uguale a me. Mettiamo che il terzo clone sia messo in condizione di farsi monaco: lo mettiamo nel Monastero dei parco dei Cervis e lo facciamo allevare dai monaci e dalle monache. Il bambino ascolteri i sutra e praticheri la mcditazione camminata tutti i giorni. Quel bambino sari ntollr>pii simile al monaco che io sono, oggi. Il nutrimento B molto importante. Se lai tre cloni o tremila, la manifestazione particolare di ognuno cli essi dipende dalle condizioni che lo nutrono: la mentaliti, I'amore, l'odio, gli studi, le professioni che ha intorno a si. Immasiniamo che ci sia qualcuno che ha paura a lasciarmi andJe e mi dica: oPer favore, dacci una cellula da clonarer. Ammesso che accetti, dowei aggiungere: .Bene, per piacere fate crescere questo clone nel Monastero del parco dei Cervi in California, o nel Monastero del Bosco di Acerio nel Vermont, altrimenti stari maler. Nintana Limpermanenza e il non-s ! non sono regole che ci ha dato da seguire il Buddha: sono chiavi per aprire la porta della realti. Lidea di permanenza d sbagliata, dunque gli inse-

a I-a psicologia buddhista considera le attitudini i'divi<.luali come semi sepolti nel profondo di noi; l'educazione, l'ambientc e lo stile di vita li innaffiano, ralforzandoli e moltiplicandoli, oppure li trascura'o, indcbolendoli. Il praticante ha il compito di riconoscerli, di innaffiar.e consapevolmente i semi positivi, rafforzandoli, e di astenersi dall'innalf iarc i senri negativi, rendendoli cosi sempre pir) deboli e inoffensivi. (N/?.) r Deer Park Monastery: monastero in california nclla tradiz-ione dell'Aut're. Si chiamava .Parco dei cervi,il luogo dove il Budclha dicde il primo in_ segnamento. (NdI) 6 Maple Forest Monaslerv: altro monastero nella tradizi.nc dell'Autore. (NdT) 44

gnamenti sull'impermanenzaci aiutano a correggerela nostra visione della permanenza.Se restiamo intrappolati nelperd, non abbiamo realizz-ato l'idea dell'impermanenza, il usiamo l'idea di non-s6 nirvana.Lidea di sd d sbagliata, cosi per curarla; ma non ci fa bene nemmeno lasciarci intrappolare nell'idea di non-s !.Limpermanenza e il non-s6 sono punti chiave della pratica, non veriti assolute.Per loro non d il casodi morire, n6 di uccidere. Il buddhismo non concepisce idee o pregiudizi per i quali uccidere. Noi non uccidiamo le personesolo perchd non accettanola nostra religione. Gli insegnamentidel Buddha sono mezzi abili, non la verith assoluta;il Buddha ha detto: "I miei insegnamentisono il dito che indica la luna. Non lasciatevi intrappolare nell'idea che il dito sia la luna. Quel dito serve solo a farvi vedere la lunao. Il non-s6e l'impermanenzasono mezzi per comprendere la realtA, non sono la realti stessa.Sono strumenti, non la veritd suprema.Limpermanenza non d una dottrina per cui potreste sentire di dover morire. Non metteretemai in prigione qualcuno solo perchdvi contraddice:non state usando un concetto contro un altro concetto. Questi mezzi servono a condurci alla veritd suprema. Il buddhismo d un sentiero geniale e capacedi dare grande aiuto, non C una via di fanatismo. I buddhisti non potranno mai fare una guerra, spargere sangue e uccidere migliaia di persone in nome della religione. Poichd l'impermanenza contiene in s !la natura del nirvana, sei al sicuro dal rischio di restareprigioniero di un'idea: studiando e praticando questo insegnamentoti liberi di nozioni e concetti, compresi quelli di permanenzae impernanenza. Per questa strada si arriva alla libertd dalla sofferenza e dalla paura. Ecco il nirvana, il Regno di Dio. L'est inzione dei concett i Il nostro turbamento proviene dai concetti che abbiamo di e nonnascita e morte, di aumento e diminuzione, di essere
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cssere.Nirvana, invece, significa estinzione di tutte le noz.ionie idee. Se riusciamo a liberarci di questenozioni possiamo entrare in contatto con la pace della nostra vera natura. Ci sono otto concetti di baseche gettano olio sul fuoco della nostra paura: nascita e morte, andare e venire, stesso e diverso,essere e non-essere. Questi concetti ci impediscono di essere liberi. Gli insegnamenti che ci sono stati dati come antidoto a quei concetti sono detti <gli otto NoN>: non-nascita, non-morte, non venire, non andare,non lo stesso, non diverso,non-essere e non non-essere. Porrefine alle ideesulla felicitd Ognuno di noi ha un'idea di cid che gli servirebbeper essere felice. Sarebbemolto utile darci il tempo di riconsiderarele nostre idee sulla felicitA. Potremmo fare un clenco di cose che riteniamo indispensabili per essere felici: oPosso essere felicesolose...,.Annotale coseche desiderie quelleche non desideri.Da doveprovengonoquesteidee?Sono la realti? O sono solo concetti?Se sei legatoa un panicolare concettodi felicitA non hai molte probabilitA di essere felice. La felicitd arriva da molte direzioni; sc pensi che provenga da una direzione sola perdi tutte le altre opportunitd, perchd desideri solo la felicitA che amiva dalla direzione che vuoi tu. Dici: oPreferireimorire piuttosto che sposare un'altra donna. Preferirei morire piuttosto che perdereil lavoro, la reputazione.Non possoesserefelice se non ottengo quel titolo o quella promozione o quella casaD. Hai posto molte condizioni alla tua felicitA! E alla fine, anche se tutte quelle condizioni vengono soddisfatte,nemmeno allora sarai felice. Andrai avanti a crearenuove condizioni per la feliciti; vorrai ottenere il titolo superiore, il posto di lavoro migliore, la casaancora pii bella. Anche un governopud essere convinto di conoscere I'unico modo di rendere la nazione prospcra e felice. Quel governo e la nazione stessapossonolegarsi a una ideologia
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l)cr un secolo o anche piir, e magari in quel periodo i cittaclini soffrono moltissimo: chiunque non sia d'accot'cloe osi csprimersi contro le idee del governo viene rinchiuso in carcere o addirittura dichiarato pazzo. Si pub traslormare rrna nazione in una galera, solo perchd si b legati a un'ideologia. Per favore, ricorda che il tuo concetto di felicitA pud esscre molto pericoloso. Il Buddha ha detto che la felicitd d possibile solo qui e ora. Fa'un passo indietro, dunque, ed esamina a fondo le tue nozioni e idee di felicitd: potresti riconoscere che le condizioni per la felicitir che hai gid nella tua vita sono sufficienti. Allora, in un istante, la felicitd pud esseretua.

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Trasformare il dolore e la Paura

La. nuvola Come personalibera possoandaree venire,sempre, svincolata da ideecome *dr o rnon-dr. e non-essere, Svincolatidalle ideedi essere che i tuoi passisiano piacevoli. Crescente o calante,la luna d semprela luna; il vento soffia sempre- lo senti, caro?e, da lontano, porta la pioggia a nutrire la nuvola a fianco. Goccedi sole dall'alto cadonogii sulla terra, il grembo della terra tocca la limpida volta del cielo.
THICH NHAT HANH

Un bel giorno di sole guardi in cielo e vedi una bella nuvola soffice che passa.Ne ammiri la forma, il modo in cui la luce rileva i suoi sbuffi, I'ombra che getta sui campi verdi. Ti innamori di quella nuvola; desideri che stia con te e ti renda felice. Poi perd forma e colori cambiano; si aggiungonoaltre nuvole, il cielo si fa scuro, comincia a piovere. Non rie' sci pir) a vederela nuvola di prima. Ti metti a piangere,vuoi che la tua amata nuvola ritorni. Se sapessiche osservandoin profonditd la pioggia potresti vedereancora Ia nuvola non piangeresti. di segno)) Uno degli insegnamentibuddhisti b l'uassenza
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(unimitta).Il termine (segnof significaqui ra forma esteriore, I'apparenzadeile cosJ. La piatica deil'ar.enr. ai ,"g.,o consistenel non lasciarsiingannaredalla formo dall'apparenza "riJor", dellecose.eu-ando comprendiamo animitta, capiamo-che l'apparenzanond affatto [a rcalti. Quando una nuvola si trasforma in pioggia puoi osser_ v3e fondo la pioggia e scoprireche la.,uu-.,|o l I che ti sorride, che iide. eueito ti rendc fericc "n.o.u fa c ti fa smertere di piangereperg! ! non sei piir attaccitro all,apparenza della nuvola. Se sei immerso ,rel dolore p", fo i!.ait" continui a piangerea lungo d perch6 sci " r.imasro indietro, prigioniero della fgrma, del usegno, della nuu,rlu.Sei .i_ masto prigioniero di un'appar"niudel passar<, * non Ji i' grado di vederela nuova lormu; non sci l.iuscitoa seguire la nuvola nelle sue trasformazioni in pioggia o neve. Se hai plrso qualcuno e_haipianto *oiti, u I.,ngo,ti p."_ go, accettarinvito der Buddha. bs.e-a in pr.flondita e riconosci che queila persona a te cara ha in serra natura deila non-nascita e non-morte,del non venirec n()nunan.". Our_ sto d l'insegnamento del Buddha riguarcr, ,ra nostra vera natura. kasformazione osserviamola nascitadi una nuvora.puoi visu,l iz.zare il calore, puoi vedereil vapore,puoi vederela nuv'la .h; .;i;._ ma nel cielo: sai da dovd arrivata la nuvola. Noi possiamo comprendere re condizioni che rhanno aiutata a manifestarsi nel cielo; in questo ci sono utili lo spirito ;,.;;;;._ zione e Ia pratica dell'osservazione profoncla.Anche la scienzapud raccontarcila formazione tji ,nu ,,uuolu,il viaggiodi una nuvola,l,awenturadi una nuvola. Se ti dovessi innamoraredi una nuvola,qr"rio compren_ sione profonda ti direbbeche essad impermanente. Anche se ami un essere umano sai che d impermancnte. Se per ca_ so tu. dovessisviluppare attaccamentoper una nuvola, do_ westi staremolto attento:sai beneche,per la leggeaeli,im_ 52

permanenza,essa si trasformerA ben presto irr qualcosa d'altro,per esempioin pioggia. Potresti dire alla nuvola: uCara nuvola, so che sei li e so anche che un giorno morirai. Devo morire anch'io. Tu diventerai qualcosad altro, qualcun altro; so che proseguirai il tuo viaggio,ma forse dowd osservare dawero a fondo per riuscire a riconoscerela tua prosecuzionecosi da non soffrire troppo,. Se dimentichi I'impermanenza e resti attaccato alla nuvola, piangerai quando per Iei verrA il tempo di trasformarsi in pioggia: nOh,povero me, la mia nuvola non c'd piir. Come faccio a soprawivere senzadi lei?o. Se pratichi la visione profonda, perd, puoi vedere la nuvola in nuove forme, come la foschia o la pioggia. La pioggia sorride, canta, cadegiir piena di vita e di bellezza;eppure la tua tendenza a dimenticare ti rende incapace di riconoscere la presenza della nuvola in queste sue nuove manifestazioni.Sei prigioniero del lutto; continui a piangere e a piangere,e intanto la pioggia ti chiama: oEhi, amore, sono qui, riconoscimi!o. Ma tu ignori il richiamo della pioggia, mentre lei non d altro che la prosecuzionedella nuvola. Di fatto, la pioggia b la nuvola stessa. Guardando la nuvola forse vorresti esserecome lei, libera di fluttuare nel cielo. Che meraviglia sarebbeessereuna nuvola che fluttua nel cielo! Awesti una tale sensazionedi libertd! Quando osservila pioggia che cade cantando e producendo musica potresti anche desideraredi esserepioggia. La pioggia nutre tutta la vegetazione e la vita di infiniti esseri:che meraviglia sarebbeesserela pioggia! Pensiche la nuvola e la pioggia siano la stessa cosao pensi che siano due cosediverse? La nevein cima alla montagna d cosi bianca,cosi immacolata,dawero splendida;d cosi incantevole che forse potresti desiderare di esserecome la neve. A volte guardi un torrente in una gola di montagna e vedi I'acqua scorrere cosi limpida da desideraredi esserecome l'acqua,con quel suo continuo fluire. Nuvola, pioggia, neve, acqua. Sono quattro cosediverse?O sono dawero la stessa realti, o condividonola stessa essenza di fondo?
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Non-paura In chimica l'essenza di fondo dell'acqua si chiarnaHrO: due atomi di idrogenoe uno di ossigeno. A partirc rla questaessenzafondamentale, da questamolecola,p()ssono manifestarsi molte cose:nuvole,pioggia,nevc,acquit.Essere una nuvola b bellissimo,ma lo b anche esscr.c la pioggia. E, splendidoancheessere la neveo l'acqua.Sc la nuvolalo tiene a mente, non si spaventerd poi tanto quando starh per trasformarsi e proseguiresotto forma di pi.ggia: ricorderA che essere una nuvola d bellissimo,ma l. c\..chc essere la pioggiache cade. Se la nuvola non b prigionieradell'idcadi nascitae morte, di essere e di non-essere, non ha alcuna paur.;r. Imparando dalla nuvola possiamonutrire la nost.l.a (non-paura)) LimpaviditA,la non-paura,d il fondamcntodcl vero benessere:finchd in noi c'd paura, la felicitr\non pu<) essere perfetta. Quando pratichi l'osservazione profonclavedi la tua vera natura di non-nascita, non-morte;non-csscr.c, non non-essere;non venire e non andare;non lo stcssoc non diverso. Quandocomprenditutto cid sei libero dalla paura;sei libero dall'avidith,libero dalla gelosia.La non-paLrra 0 la gioia suprema.Lintuizione profonda della non-paurati libera.E come tutti i grandi essericavalchiserenirmente le onde della nascitae della morte. Manifestarsie nascondersi La vera natura di tutti gli esserid di non nasceren6 morire, di non arrivare n6 partire. La mia vera natura e di non venire e non andare:quando le condizioni sono sufficienti mi manifesto,quandonon lo sono pit mi nascondo. Non vado da nessunaparte. Dove dowei andare?Mi nascondo. semplicemente. Se ti d appenamorta una personacara certo starai vivendo un periodo difficile, cercando di superare la perdita, e
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forse piangi di continuo. Ma osservaa fondo: c'd una medicina divina che ti aiuta a superareil tuo dolore, a vedereche il tuo caro non b nato e non muore, non viene e non va via. Noi pensiamo che la personaamata, dopo la sua "dipartitar, non esistapiir: questo awiene solo a causadel nostro attaccamentoa una delle sue forme, a una delle molte manifestazionidi quella persona.Quando quella forma non c'd pit soffriamo e ci sentiamo tristi. La persona amata, perd, esiste ancora: d intorno a noi, dentro di noi, ci sorride. Nella nostra illusione noi non riusciamo a riconoscerla,diciamo nNon c'd piin e chiediamo di continuo: uDovesei? Perchdmi hai lasciato solo?o.Questa comprensioneerronea ci fa soffrire moltissimo. La nuvola perd non d perduta, la personache amiamo non d perduta. La nuvola si manifesta sotto un'altra forma. La personaamata si manifestasotto un'altra forma. Se riusciamo a capirlo soffriamo molto meno. Una nuovaforma Quando perdiamo qualcuno che amiamo dowemmo ricordare che quella persona non si d annichilita. oQualcosao non si pud trasformare in ,,nullar, come onullaonon si pub trasformare in "qualcosar. La scienza ci aiuta a comprenderlo: la materia non pud esseredistrutta, pub solo trasformarsi in energia.E l'energiapud diventare materia, ma non pud essere distrutta. Allo stessomodo la personaa noi cara non d andata distrutta: ha solo preso un'altra forma. Questa forma pud essereuna nuvola, un bambino, la brezza: possiamo vederela personacara in ogni cosa.E possiamodirle sorridendo: nTesoro. so che sei vicino a me. So che in te c'b la natura della non nascita e non-morte. So di non averti perduto: tu sei sempre con me). Se osservi in profonditi ogni momento della tua vita quotidiana vi puoi vederequella persona;con questapratica sarai in grado di superareil lutto. Lo stessovale per tuo padre e tua madre: per natura intrinseca essi non nascono

(' muoiono, non arrivano n6 se ne vanno. In realtd tu 'on rron hai perduto le personeche sono monc. Itt storia del fi.umee delle nuvole Voglio raccontarti la storia di un fiume che inscg,e re nuvoIe. C'd un nrscelloche nasceda una sorgcntcclimontagna. E piccolissimo, 0 giovane e desideraraggitrrrgcr.c il mare prima possibile.Non d capacedi dimorar.cin pacenel mo_ mento presente, va di fretta perchdd tanto giovane non ha ; ancora realizzatola pratica di dirsi <Son, .l.l.ivutr, sono a casa), quindi scorregii impetuosodalla nt()ntagna, rag_ giungele pianura e diventaun fiume. In quanto fiume deverallentarela sua c()r.s.r, e questolo irrita perch !teme che non arrivera mai al nrare. Ma, dovendo per forza andare pii piano, le suc.acquc diventano pitr tranquillee la loro superficie cominciaa r.illctrcre le nuvole nel cielo: nuvolerosa, nuvole bianchc,ntrv.lc o.g"rrio. Hanno cosi tante, splendideforme! Il liumc inscgue T" n"_ vole tutto il giorno, sviluppaun attaccamento pcr quelle nuvole magnifiche,quindi soffre, perchC, lc nuvolc,rono i-_ permanenti:si spostanodi continuo, spintc dul vento, e se lo lasciano_dietro per andareda qualchealtra partc.euanto sotre, quel fiume! Cerca di acchiapparelc ,-,t,r,,rlc pi,l pii, volte; che tristezza che le nuvole non voglian' starsene " un po'tranquille li con lui! Un giorno un vento violento spazza via tutte le nuvole. La volta del cielo E azzurra,limpida e vuota. euanto si disperail fiume! Non ha pii nemmenouna nuv,ola da segui_ re, nel cielo non ne d rimasta nemmeno una. euella vasta distesaazzurragli riempie il cuore di disperazionc; uA che scopo vivere, senzale nuvole?A che servevivcr.e, senzail mio amore?r.Il fiume vuole morire, ma come I. a suicidar_ si, un fiume? Trascorretutta la notte a piangcre. Quella notte al fiume capita di sentirsi pio'g".". Il suo pianto ha il suono delle onde che lambiscono"lo ,poJu. Quandoriescea tornare in s6 e a sentirsipiangere,ii fiume
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ha un'intuizione splendida: si rende conto che la sua vera natura b la stessadella nuvola. Lui d la nuvola. La nuvola d in Iui, nelle profonditi del suo essere. Proprio come lui, la nuvola b fondamentalmente oE acqua. allora che bisogno ho di correrle dietro?), pensa il fiume: nDowei rincorerla solo se io non fossi la nuvola u. Quella nottata di grandesolitudine e di depressione aiuta il fiume a risvegliarsi e a rendersi conto che lui ! anche la nuvola. Il mattino dopo lo stessocielo azzurro e r,rrotoche l'ha fatto sentire tanto solo d divenuto una cosa nuova e splendida,cosi limpida e luminosa:l'azzurro del cielo riflette la sua nuova libertd, l'innocenza che ha ritrovato. tl fiume sa che la volta del cielo b la casadi tutte Ie nuvole e che nessuna nuvola potrebbe esistere senza la volta del cielo. Comprende che la natura della nuvola non d di arrivare o andare via, quindi perch6 piangere? Perch6 mai dowebbe piangere come se fosse strappato via a forza dalla nuvola? Quel mattino il fiume ha anche un'altra intuizione: vede la natura di non-nascitae non-morte del cielo. Questogli dd molta pace,molta tranquillit2r.Il fiume comincia a riflettere il cielo, dandogli il benvenuto.Prima non avevamai riflettuto il cielo, solo le nuvole;il cielo perd era sempreli per lui, giorno e notte. Prima il fiume non avevanessunavoglia di essere in contatto con il cambiamento,con Ia nascita e la morte; ora che ha stabilito un contatto con la volta celeste si sentemolto tranquillo e in pace.Non ha mai provato una simile pace. Quel pomeriggio, quando tornano le nuvole, il fiume non prova attaccamentoper nessunadi loro in particolare. Non ce n'd una che senta sua, specialeper lui: sorride a tutte le nuvole che passano,dA il benvenuto a tutte, vuole bene a tutte loro. Ora il fiume prova la gioia particolare dell'equanimith. Non d parziale verso questao quella nuvola, non si aggrappa a una di essein particolare:le ama tutte. Gioiscedella loro presenzae gode nel rifletterle tutte man mano che passano nel cielo. Quando una di essesi allontana la saluta:
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"Ciao! Arrivedercia presto!r ! si sente il cuore leggero, rrr,lto leggero.Sa che la nuvola torneri dopo .rrerif traslornata in neveo in pioggia. Il fiume d libero. Non sentenemmeno piir il bisognodi coffere verso il mare. euella notte sorge una luna pi"rru e splendenteche illumina il fiume fin nelle sue proftnditd. La luna, il fiume e l'acquameditanoinsieme.Ili'iume gode del momento presentein piena libertd; si d ribcrato di "ogni pena. Quando corriamo dietro a un oggetto di desideriocercando di afferrarlo, soffriamo. E soffriamo anche quando non abbiamo alcun oggetto di desiderio da rincorrere. se sei stato un fiume, se sei corso dietro alle nuvole piangendo e sentendotisolo, ti prego, prendi per mano un amico e os_ serva in profonditA insieme a lui: potrai vedcre che quello che cercavi 0 semprestato li, a portata di mano. Di fatio sei tu, tu stesso. Tu sei cid che desideri diventare.perch6 cercarc ancora? sei una manifestazione meravigliosa. Lunivemo intero si d radunato per renderepossibile la tua esistenza; non c'd niente che non sia giA in te. Il Regnodi Dio, la Terra pura,r il nilana, la felicitA,Ia liberazionet tutto cid d te. Itt stesso corpo? Supponiamo di praticare la clonazionee che ogni cellula del nostro corpo venga trasformata in un nuo=uo corpo. Questo significa che un'anima sola si trasformera in anime? Una personapud diventare molte persone?E-olr" tutte quelle personenuove sono la stessa o sono tante personediverse?I-a scienzad progredita fino al punto di poter clonare animali; pud darsi che lo si possafare anche ton eli esse_

I Regnodi beatitudine pit o meno I'equivalente buddhistadel cristiano Regnodei cieli - perseguitoda una correntegiapponese der buddhismo mahayanadetta appunto nscuoladella Terrapira". (1rg6/n 58

ri umani. Per esempio, se prendiamo tre cellule dal mio corpo e ne facciamo tre cloni, in totale quei tre piir io facciamo quattro persone o una sola? Una volta realizzati i cloni, io potrei essereancora piuttosto anziano, mentre i tre cloni sarebberomolto giovani. Quindi io e loro tre siapersonao siamo quattro personediverse? mo la stessa Se pratichiamo la meditazione possiamo osservarein profonditA, usando il potere della consapevolezza, I'energia profonda, quella della concentrazionee della visione che ci mettono in grado di vederele cose molto piil a fondo e pir) chiaramente.Il Buddha d una persona che ha praticato in questo modo e ha condiviso con noi le intuizioni che ne ha tratto. Anche noi pratichiamo come il Buddha e con qualche sforzo avremo intuizioni profonde come quelle del Buddha. Innanzitutto dowemmo osservarea fondo il concetto di (stesso)e (altro>. Quando chiediamoal Buddha: oQuesto corpo e quello dei tre cloni sono lo stessocorpo o sono quattro corpi diversi?, il Buddha direbbe: oNon sono lo stesso e non sonoaltri". Impermanenzasignifica che le cose cambiano continuamente. Noi pensiamo che il nostro corpo sia permanente; di fatto, invece,nascita e morte vi hanno luogo di continuo. In ogni attimo muoiono molte cellule e ne nascono molte nuove. Ci illudiamo che il nostro cor?o sia sempreil nostro corpo. Quando sei nato eri un neonato - tua madre ti ha fatto una foto quando eri piccolo - e ora sei cresciutoe sei un uomo o una donna. Pensi di esserela stessapersona di quel neonato,o pensi di essere un'altra persona? Noi riteniamo che a cinque anni questo sia il nostro corpo, e che a cinquanta questosia il nostro corpo; ma d un errore credere che si tratti dello stessocorpo. Se hai un album di foto di famiglia, ti prego,va'a guardarlo:vedrai che aspettoavevi a sei anni e che aspetto hai ora a sessant'anni. Vedrai che quelle due personehanno un aspetto molto diverso.Sono diverse.Ma in un altro sensonon sono diverse;

se non ci fosse stata quella percona di sei anni non ci sarebbe questadi sessanta. Quelle due non sono la stessapersona e non sono due personediverse.La spicgazioncdi questo rompicapo d l'impermanenza. Dopo un'inspirazionee un'espirazionesiamo giI diventati un'altra persona.Dal momento in cui abbiamo cominciato a leggerequesto libro fino ad ora, nel nostro corpo e nella nostra coscienzasi sono verificati molti cambiamenti: sono morte molte cellule, ne sono nate molte altre nuove. Lo stessovale per la nostra coscienza:i pensicri vanno e vengono,i sentimenti nasconoe muoiono. La manifestazione e la cessazione della manifestazionehannclluogo di continuo. Noi non restiamo gli stessiin due attimi consecutivi, e lo stessovale per il fiume, per la fiamma, per la nuvola o per il girasole. Condizioni Osservando a fondo una scatoladi fiammiferi puoi vedervi la fiamma. La fiamma non si 0 ancora manifestata ma tu, che sei un meditante,la puoi vedere.Ci sono tutte le condizioni perch !la fiamma si manifesti: il legno, lo zolfo, una superficie ruvida e le mie mani. Cosi non definirei unascita di una fiammao il momento in cui accendoil fiammifero e la fiamma compare: piuttosto lo chiamerei omanifestazione di una fiammar. Il Buddha ha detto: quando le condizioni sono sufficienti ci si manifesta; quando le condizioni non sono pitr sufficienti si smette di manifestarsi, per potersi manifestare in un'altra forma e con altre condizioni. Manifestarsi a partire do qualcosa Che cosa pensi che sia, la nascita?La maggior parte di noi pensache unascitao significhi che qualcosacomincia a esistere lh dove prima non esistevaniente. Abbiamo in mente il concetto di nascita come di un divenire qualcosadal nulla, 60

all'improwiso: da nessuno che eri, all'improwiso diventi qualcuno.La maggior parte di noi definirebbela nascita in questi termini. Osservando a fondo notiamo che questadefinizione d poco logica: da onullaonon si pud diventarenqualcosa)f . Da onessuno> non si pud mai diventare(qualcuno),. Dunque prima del giorno della tua nascitatu c'eri giA, in tua madre. Il momento della nascita, quindi, d soltanto un momento di continuazione.Pensacie vedi se riesci a trovare il momento in cui da nulla sei diventato qualcosa.Al momento del concepimento,nel grembo di tua madre? Neanche questo b giusto, perchd prima di allora c'era giA qualcosad'altro, forse metA in tuo padre e mete in tua madre, oppure un terzo in tuo padre, un terzo in tua madre e gid molti (qualcosaD; e se un terzo nell'universo.Esistevano qualcosac'd giA, non ha bisogno di nascere. Il periodo della gravidanzadella tua mamma e poi del parto non d esattamente il momento della nascita:E solo un momento in cui cid che era conservatoin un grembo viene al mondo. Nello Zen si usa porre questa domanda: "Che aspetto tua nonna?o.Chiediavevala tua faccia prima che nascesse telo anche tu, e comincerai a vedere la tua continuitir: vedrai che esisti da sempre.Il momento del concepimento d un momento di continuazione in cui ci si manifesta in un'altra forma. Se continui ad osservarea fondo, scoprirai che al posto della nascita e della mone c'd soltanto una continua trasformazione. Da dovevieneIa fiamma? Possodire alla fiamma: oCatafiamma, per favore, manifestatio. Quando accendoil fiammifero, la fiamma appare. Ma potrei anchechiederle:nDadove vieni?". Lei mi direbbe cosi: uCaro ThAy, non vengo da nessuna parte e non vado da nessunaparte. Quando Ie condizioni sono sufficienti, mi manifeston.Ecco la veritd sulla natura del non andaree non venire. Pratichiamo I'osservazioneprofonda della natura della
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fiamma di una candela. E la stessa fiamma clel fiammifero che l'ha accesa?O d una fiamma diversa? Sc la tcniamo accesa per un'ora, brucerd sempre piir in basso strll:r candela; ci sembrerir che sia sempre la stessa I'ialntn:t, trt:r i' solo la nostra percezione. Di fatto c'e un gran nullt('rrr di I'iamme che si succedono l'una all'altra a ogni istante. Danno l'impressione di essere sempre la stessa, rnu n()n lo sono: il combustibile b un altro, I'ossigenoE un:tltl'o. L:r stanza d cambiata, quindi le condizioni sono divct'st'.l't'r'rlucsto la fiamma non d esattamente la stessa. La fiamma non ci mette molto tempo a cirtttbial'c: in un dato secondo viene nutrita dalla cera c clull'ossigcnonella parte superiore della candela, nell'attim<l srrcccssivoquelI'ossigenoe quella cera si sono consumati c irr tlrrell'attimo preciso stanno bruciando altro ossigeno c ultrir ccr-:.r. Non d lo stessocombustibile e non d la stess:rliullrrrrr. Qtrando la candela si accorcia vedi che si d consumato rrrt cer1o quantitativo di cera e sai che si d consumato rrn ccl'l() qLlirntitativo di ossigeno; cosi apprendi che la lianrnur c:trnbia di continuo. Proprio come noi, la fiamma non rcstu la stcssa per due attimi consecutivi. Basta osservareuna fiammella, dunque , pcr vedcre gii la natura del nnon lo stesso e non altror. Al di sotto della tua impressione di esserelo stesso c'd la natura rlell'inrperrnanenza. Nulla pud rimanere uguale in due nrorrrcnti consecutivi: questo d vero per un essereumano, per una nuvola, per ogni cosa. Non d corretto dire che la f iamnr:r che dieci minuti fa bn-rciavasulla candela d la stessa{'iamnrache vedi ora: ma non b corretto nemmeno dire chc ci sono mille fiamme diverse che si succedono I'una all'altra. La vera natura della fiamma d la natura del nnd lo stcsso ncialtro". Se possiamo superare questa illusione dello nstessoe altro, possiamo trasformare in gioia un bel po'di sofl'erenza.

Impressioni Nei sutra c'd un esempioeccellente. Nel buio una persona tiene in mano una torcia e disegnaun cerchio nell'aria. Un'altrapersonache sta un po' discostaha l'inrpressione che ci sia un cerchio di fuoco; ma non c'd alcun ccrchio,ci sono solo punti infuocati che si succedono I'un I'altro nello spazio,dando l'impressione di un cerchio di fuoco. E lo per l'illusionedi un'identitd[issae per l'illusionedelstesso la permanenza. Il cerchiodi fuoco d un'idea.Non pud essere applicata alla realtd e non pud descriverela realtir vera. Se analizzi il cerchio di fuoco vedi che sono i milioni di istanti che si muovono in rapida successione a dare l'impressione che ci sia il cerchiodi fuoco. Quando filmiamo qualcunoche danza,in realti scattiamo un gran numero di fotografie del danzatore:ne facciamo tantissime,poi le proiettiamo l'una dopo I'altra e cosi abbiamo I'impressionedi un movimento fluido. Di fatto, perd, quellesonosolo un gran numero di immagini statiche che si succedono I'una all'altra. Guardandoqualcuno abbiamo I'impressioneche esista un s6 permanente, un'entitd.Pensiamo: stamattinaho riconosciuto quest'entitde stasera,guardandola,riconoscerdla stessaentitir. Anche se parto, sto lontano dieci anni e poi torno, riconoscerd la stessa entita.Questad un'illusione. Nei sutra si racconta una sloria molto buffa. Una donna affidd un pentolino di latte a un vicino di casa,dicendogli: oPer favore, tienimelo da parte. Tornerd fra due o tre giorni,. Non c'eranofrigoriferi, all'epoca,quindi il latte caglid e divenneuna speciedi formaggio.Al ritorno la donna disse: nDov'dil mio latte? Thho lasciatolatte, non formaggio; questo non d il mio latte!>.Il Buddha disseche quella persona non avevacompresol'impermanenza. Nel giro di qualche giorno il latte diventa yogurt o formaggio, ma quella persona voleva il latte di cinque giorni prima e rifiutava il formaggio. Pensateche quel latte e formaggio siano la stessa cosao due cosediverse? Non sono n6lo stesso n6 altro, ma
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ci sono voluti svariati giorni perch6 il latte diventasseformaggio.La visioneprofonda dell'impermancnza ci mostra la veritd sull'universoe su tutti i fenomcni, la vcra natura del onon lo stesso e non altror. Noi presumiamo che le cose rimangano lc stcsseper sempre,ma in realti nulla restaimmutato ncmnlcno in due attimi successivi; per questo anche il concetto cli identitA fissad un'illusione,un'ideache non pud csscrcapplicataalla realth.Certo,c'd un flusso di manifestazioni a cui si pud d a re un nom e, co me al fiume Mississip p i.I l n o me n o n cambia,la realtAsi: hai l'impressione che il fiunrc sia sempre li a tua disposizione mentre la sua acqua non d pit la stessa nemmenodopo un solo istante.I filosofi hanno detto che non puoi mai fare il bagno due volte nello stcssofiume. E la natura dell'impermanenza,confermata non solo dal Buddha ma da Confucio,da Eraclito e da nrolti altri saggi che sapevano osservare a fondo la natura della realt). San Francescoe il mandorlo Un giorno d'inverno,mentrefacevameditazionc camminata in giardino, san Francesco d'Assisivide un albero di mandorlo, spoglio.GIi si awicind e, praticando la consapevolezza del respiro,gli chiese di parlarglidi Dio. All'improwiso il mandorlo si ricopri di fiori. Io credo a questastoria: un contemplativosimile era di certo capacevederela realt) in tutra la sua profonditd. Non avevabisognodel calore dclla primavera per realizzareche nel mandorlo i fiori c'erano gii. Ti invito a guardarela scatoladi fiammiferi con gli occhi di san Francesco, con gli occhi del Buddha.Tu li hai, quegli occhi. Riescia vederela fiamma gii presentenella scatola di fiammiferi?Non si b manifestata, ma d l) dcntro, da qualche parte. Se guardi in profonditd puoi gid vedere la fiamma. Ci sono tutte le condizioni perchdsi manifesti,tranne una: un movimentodelletue dita. Puoi fornire quest'ultima condizionee vedraila fiamma manifestarsi. Per favore, quando accendi un fiammifero fallo in gran64

de presenzamentale.Osservatutte le condizioni. Chiedi alla fiamma: <Carafiammella,da dove arrivi?o.Quando la spegni,chiedile:<Dovevai?,. Noi pensiamoche la fliamma, nata appenaun attimo fa, ora stia morendo.C'd nello spazio un qualcheluogo separato in cui la fiamma se ne sia andata? Non credo. Il Buddha ha detto che non c'd (arrivare, nd oandare viao. Sono domandeche i filosofi si sono posti molte volte, investendomolta carta e inchiostro e fiato per cercaredi dar loro una risposta;se osserviin profonditd con i tuoi occhi di Buddha la puoi trovare tu. La vera essenza dellecose In sanscrito la realtir cosi com'd si indica con la parola tathata, che significa: od cosiu.Non puoi descriverlain termini concettuali,in particolare non coi concetti di nascita e morte, esseree non-essere, arrivare e andare via. Non c'd parola n6 idea nd concetto che possadescriverela realth: la realtir di un tavolo, la realti, di un fiore, la realtd di una casa, Ia realtAdi un esserevivente. A volte sei arrabbiato con tuo padre e dici: ,.Non voglio piir avere niente a che fare con lui!". Che dichiarazione! Non sai che tu e tuo padre appartenetealla stessa realtA?Tu sei la sua prosecuzione,tu sei lui. Chiediti se sei la stessa personadi tuo padre o se sei altro da lui. La nostra d la natura del (non lo stesso,non altroo: tu e tuo padre non siete la stessa personae non sietedue personedifferenti. Come ho gid detto, quando aiuti la fiamma a manifestarsi, accendendoil fiammifero, se osservi a fondo vedi che non viene da nessunaparte e non va da nessunaparte. Ora, usa la fiamma del fiammifero per accendereuna candela. La fiamma della candela d la stessadel fiammifero o d un'altra? Se hai un'altra candela e accendi anche quella, puoi chiederti: le tre fiamme sono la stessa o sono tre fiamme diverse? Osservando la fiamma di una delle due candelevi possiaof,

nlo vedere che l'idea di "n ! stesso nd arltrrr, si applica non solo alle fiamme di due candele diverse, rna anche alla liamma che le ha acceseentrambe. Rispetto allc rluc, la prima non d la stessae non d un'altra: ogni attinro di quella fiamma 0 unico. Lattimo successivoD qucllo in cui la fiamma si manifesta in un modo diverso. La manifestazione di qualcosa o di qualcun() non si basa su una condizione sola. Noi sappiamo chc la lianrma d alimentata dal fiammifero, dal legno e dal conrbrrstibile.E vero che nessun fuoco pud soprawivere scnza conrbustibile, come nessun essere vivente senza cibo; rna clLlcstod solo uno degli elementi, una delle condizioni. La l'iamma pud manifestarsi solo quando ci sono tutti gli clclncnti: se non c'b ossigeno nell'aria non si potra manile'star-c nrolto a lungo. La fiamma dipende dal legno, o dallo stoppino, e dall'ossigeno;d gii presente nella scatola cli liamnrileri, non occorre che unascao:le basta manifestarsi quando ci sono le condizioni giuste. Per esempio, a dodici anni siamo solrl ragazzini e non abbiamo figli a nostra volta. Ma nella n()stra pcrsona ci sono tutte le cause per la manifestazione di l'igli c nipoti. E solo questione di tempo e di condizioni. Un foglio di carta Non vieni, non vai, nd prima n6 poi. Ti stringo forte a me e poi ti lascio andare. Io sono in te e tu sei in me. Non vieni, non vai: b la natura della realtd. Tu non sei venuto da nessuna parte, non vai da nessuna parte. La rosa, la nuvola, la montagna, le stelle, il pianeta Terra, ogni cosa d fatta cosi: per sua natura non viene e non va. Morire non significa che da qualcosa tu diventi niente, come essere nati non significa che da nessuno di colpo diventi qualcuno: c'd 66

solo una manifestazionebasatasu condizioni sufficienti, e la cessazione della manifestazione basatasulla mancanza delle giuste condizioni. Il foglio di carta su cui sono scritte questeparole ha una storia. Questapagina del libro che stai tenendo in mano ha preso forma in un dato momento. Cid non vuol dire che quello era il momento della sua nascita:c'era gid, come luce del sole, come tronco di un albero, come nuvola e terra. Lattimo in cui d uscito dalla cartiera era solo il momento della sua manifestazione. Dowemmo chiedergli, dunque: nCaro foglietto di carta, c'eri gia prima di nascere?'. Il foglio di carta risponderd: oSi, c'ero sotto fornra di albero, sotto forma di luce solare, sotto forma di nuvola e di pioggia, sotto forma di minerali e di terra. Lattimo in cui sono divenuto un foglio di carta d stato un momento di prosecuzione. Non sono venuto dal nulla, sono venuto dall'universo:prima sono stato un albero, sono stato una nuvola, sono stato un raggio di sole,sono stato terra e cosi viao. Osservandoin profonditd il foglio di carta puoi vedere ancora gli alberi, la nuvola e la luce del sole.Non ti occorre andare nel passato.Ecco il vantaggiodi essereun meditante: non devi viaggiare,bastache ti siedae pratichi I'osservazione profonda perchd tu possa vedere e riconoscere ogni cosa. Il foglio di carta contiene tutte le informazioni sull'universo, compresequelle che riguardano le nuvole, la luce del sole, gli alberi, la terra. Se restituisci alla sua origine uno di questi elementi, il foglio di carta non ci sard pit. Se tu restituissi la luce solare al sole non ci sarebbeil bosco, non ci sarebbela carta. Percid la luce del sole b nella carta. Quando tocchi un pezzodi carta tocchi il sole, tocchi la nuvola, tocchi la pioggia, tocchi la terra, tocchi l'universo intero. Una manifestazionele contiene tutte. Se fai scorrerele dita sulla carta ci senti dentro la nuvola. Senzala pioggia, venuta dalla nuvola, non ci sarebbecarta. Fai scorrerele dita sulla carta: le stai facendoscorreresugli alberi del bosco.Nella carta possiamotoccare con le dita il
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sole e tutti i minerali della terra. Ttrtte questc condizioni sono nella carta. Quando la comprensione risvcgliata ci permette di entrare in contatto con la carta, sialrro in contatto con I'esistenza intera. Praticando l'osservazione profonda di qtrcsto loglio di carta possiamo vedere il bosco; senza di csso non ci sarebbero gli alberi e senza gli alberi non possiamo lurc la carta. Quindi questo foglio di carta non d arrivato rl:rl nulla, d venuto da qualcosa: gli alberi. Gli alberi pert) non sono abbastanza per fare il foglio di carta. Il sole nutre gli albcri, ie nuvole li innaffiano, il terreno, i minerali e trna c1r-rantitd di altri fenomeni aiutano il foglio di carta :.rnranil'cstarsi. E poi ci deve essereun boscaiolo che taglia l'all;cro, c il commesso del negozio di alimentari che prepara il panino per il pranzo del boscaiolo, e le persone che fonnano la ditta che paga il boscaiolo. Queste cose non esistono al cli lirori del pezzo di carta: sono una cosa sola con la car1a. Potresti chiederti: oCome faccio a identilicarc questo pezzo di carta con il bosco? Il bosco d fuori dalla cana,. Se dalla carta togli il bosco o la nuvola, il foglio di cafta se ne vola via. Se non ci fossero state le nuvole, ciot nicnte pioggia dalle nuvole, come sarebbero potuti crescere gli alberi? Come awemmo potuto fabbricare la pasta di cellulosa per produrre un foglio di carta? Il foglio di carta non ha compleanno; nemmeno tu. Tu c'eri gii prima di nascere. La prossima volta che festeggi il tuo compleanno potresti forse cantare: (Buona continuazione a teD.2Se d vero che un compleanno d un (giorno della continuazioner, allora puoi chiamare cosi anche il giorno della morte. Se la tua pratica d solida, al momento di morire canterai una canzone di nBuona continuazione a te...)).

Cercadi fare il nulla Provaa trasformareun foglio di carta in niente.E possibile? Accendiun fiammifero,br-ucia il foglio c vedi se diventa nienteo se diventaqualchealtra cosa.Questanon d Llnapura teoria,B una cosache possiamoprovare.Mentre accendi il fiammifero inspira ed espira.Testimoniala trasformazione di un foglio di carta.Accendiil fiammifero,consapevole che non occorreche la fiamma (nasc.rD: con le giuste conperchdla possiamovedizioni non ha che da manifestarsi, dere. Mentre bmci la carta osservail fumo, e nota che c'd abbastanzacalore da scottarti Ie dita. Dov'd ora il foglio di carta? Quando bruci un foglio di carta, la sua forma non d piir quella della carta: se segui il processo in consapevolezza, noti che il foglio di carta continua ad esisterein altre forme. Una di queste sard il fumo; il fumo del pezzo di carta saie e andrh a raggiungereuna o due di quelle nuvole che gih sono nel cielo. Ora la carta d parte di una nuvola, e possiamo salutarla con la mano: oCiao, pezzo di carta, an-ivederci a molto presto>.Domani o il meseprossimo pioverir e forse una goccia d'acqua ti cadri in fronte: quella goccia d'acquad il tuo foglio di carta. Un'altra forma che la carta assumeb la cenere.Puoi restituire la cenere alla terra: la terra diventa una continuazione del foglio di carta. Pud darsi che I'anno prossimo tu veda la continuazione della carta in un fiorellino o in un filo d'erba:b la vita successiva del foglio di carta. Durante il processodi combustioneil pezzo di carta d diventato anche calore. Quel calore penetra nel corpo, anche se non stai molto vicino alla fiamma. Ora porti in te il foglio di carta. Se sei uno scienziatoe hai strumenti molto sofisticati puoi misurare gli effetti di quel calore anche su pianeti e stelle lontani. Essi allora diventano una manifestazione, una continuazione del piccolo foglio di carta. Non possiamo saperequanto lontano andrd, quel foglietto. Gli scienziati affermano che un battito di mani potrebbe

2 In inglese Happy birthday to you pud diventare Happy continuation to you.ln italiano perd cantiamo .Tanti auguri a te...>.(NdI) 68

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avere un impatto su una stella lontana. Cid chc ci accade potrebbe influenzare una galassia lontanissima. E la galassia lontanissima ci pud influenzare. Ogni cr)sa c\ sotto I'influenza di tutte le altre. Nulla va perduto Meditare significa essere invitati a compicrc trn viaggio di osservazione profonda per raggiungere e toccarc la nostra vera natura e per riconoscere che nulla si pcrdc dawero. Questo ci pud far superare la paura. La non-plul'a c\ il dono pii grande della meditazione. Con questo dono yrcrssiamo superare il lutto e il dolore. Dal nulla pud venire solo il nulla. Dal nulla non pud venire qualcosal e da qualcosa non pud venire il nulla. Sc qualcosa c'd gid, non ha bisogno di nascere: il monrcrrto della nascita d solo un momento di continuaz.ionc.Il giorno in cui sei nato ti hanno potuto percepire con'lc un nconato, e tutti pensano che adesso tu esisti; ma tu esistcvi gia\prima di quel giorno. Per il concetto che abbiamo della morte, .rlorirc' significa che da nqualcosa" ti trasformi improvvisamcnte in (nienteD; ds oqualcunon in (nessunoD:d un'idca orribile che non ha alcun senso. Se una cosa non d natzrcome pud dover morire, a un certo punto? Puoi ridurrc il loglio di carta a una (non esistenza", al nulla? Posso testimoniare che il foglio di carta non d mai nato, perch6 nascere significa che dal nulla all'improwiso appare qualcosa; che da (nessunoDall'improwiso apparc qualcuno. Quest'idea non b compatibile con la realti. La tua vera natura d di non nascere; lo d anche la vera natura del fbglio di carta. Tu non sei mai nato: c'eri giir da molto molto tempo. Tu sei sentpre esistito Da bambino forse ti piaceva giocare con il caleidoscopio; ogni movimento delle dita creava uno splendido disegno di 70

cokrd; girarlo anche solo di un pochino modificava cid che veclcvi.Anche la figura nuova era bellissima, era solo diversa. Si potrebbe dire che i diversi schcmi di colori all'interno del caleidoscopio nascevano e morivano; ma da bambino non portavi il lutto per quel genere di mone, al contrario, continuavi a divertirti a vedere tutte quelle diverse forrne e colori. Se siamo in grado di toccare la nostra natura fondamentale di non-nascita e non-morte, non avremo paura. Questa c la base della nostra vera felicitir. perfettamente felice' Il Finch6 hai paura non puoi esserL' ltodlisattva Avalokiteshvara ci ha donato il Sutra del Cuorc,3 dal quale apprendiamo che la realth d cosi con'l'd, non condizionata da nascita, morte, venire, andare, essere,noncssere, aumentare e diminuire, impuriti o purezza. Siamo picni di nozioni come queste e soffriamo perchd vi restiamo intrappolati. La nostra vera liberazione d la liberazione dai c<lncetti. Tu vieni in un centro di pratica sperando di alleviare un po'la tua sofferenza,perch6 speri in un cefto sollievo; il sollievo pir) grande, perb, lo puoi ottenere solo entrando in contatto con la tua vera natura, la natura della non nascita c non-morte. Questo d I'insegnamento piir profondo che ci ha offerto il Buddha. Nulla si crea Guarda il girasole che cresce in giardino: per potersi mani{'cstaredipende da cosi tanti elementi! Nel fiore c'd una nuvola, perch6 se non ci fosse la nuvola non ci sarebbe la pioggia e non potrebbe crescere nessun girasole. E c'd la luce del sole; sappiamo che nulla pud crescere senza la luce

I .Sutra del cuore della Prajnaparamitao (della perfetta saggezza):uno dei discorci piir importanti del buddhismo mahaYana, attribuito albodhisattva Avalokiteshvari che si rivolge direttamente a uno dei pii famosi discepoli del Buddha, Shariputra. (NdI)

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del sole: niente sole, niente girasole.Vediamo la terra, vediamo i minerali, vediamo il contadino o il giarcliniere,vediamo il tempo, lo spazio,le idee,la volonti rli coltivaregidipendeda rasoli e molti altri elementi.Il girasole, dunrlrrc, molte condizioni per manifestarsi,non da trna sola. Come ho gii detto, io uso volentieri la paxrla (prosecuzioneuinvecedi unascitau Nellanoe invecedi ocrcaz.ioncr. (creare> qualcosa origine a stra mente significa anchedare dal nulla. Il contadino che coltiva i girasoli non li crea: se osserviin profonditi vedi che il contadino norr i che una delle condizioni che pud portare i girasoli a esistere.Ci sono semi di girasoleconservatiin un granai<l; ci sono campi, li fuori, dove poterli seminare;ci sono nuvole nel cielo che possonofar piovere,ci sono i fertilizzanti, c'd la luce del sole che fa crescerei girasoli. Tu, contadino, non sei il vero creatore del girasole:sei solo una delle condizioni. Lo stesso vale per tutte le altre condizioni: perchd il girasolesi manifesti sono tutte ugualmenteimportanti. Quando venite a Plum Village in giugno vedetemoltissimi girasoli sulle colline intorno: centinaia di migliaia di girasoli tutti volti versoest, che sorridono e splendono.Se venite in aprile o in maggio le colline sono nude, ma i contadini che camminano nei loro campi possonogid vedere i girasoli, perchd sanno di averli seminati. Sanno che ci sono le condizioni sufficienti - hanno sparsoi semi, il terreno d stato preparato -, ne manca una sola: il calore, che arriva in giugno e in luglio. ' Non puoi definire (esistenter una cosa solo perchd si manifesta. E non puoi chiamare inesistente una cosa che non si d manifestatao che ha smessodi manifestarsi.Essere e non-essere non possonoessere applicati alla realtA.Osservando in profonditA ti rendi conto che la realtA non b e non-essere. soggettaa nascitae morte, a essere il teologo Paul fillich dice Quando "Dio 0 il fondamento quell'oessereD dell'essereo, non andrebbeconfusocon l'essere in opposizione al non-essere. Sei invitato a osservarein per poterne esserelibero. profonditA il concetto di oessereo, 72

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Nuovi inizi

Dov'eraGesir prima di nascere?Da anni pongo questa domanda a molti dei miei amici cristiani.Se vogliamo osservare la questionein profonditA, dobbiamo esplorarela vita c la morte di Gesi in termini di manifestazione.Prima di nascereGesi Cristo non era certo (nessuno)); e non d a Betlemme che poi C (venuto in essereo. Lieventodella nativitir I'u soltanto un'occasionedi manifestazione:Gesir esisteva prima del momento della cosiddettanascita o nativitd. In realtir non dowemmo chiamare quell'eventonnascitaD: esso non d realmente la nativitA, d solo una manifestazione.Se osserviamola questionetenendo a mente cid che abbiamo compresodel processo di manifestazione, abbiamo I'opportunitA di vederein profonditi la personadi Gesir.Possiamo scoprire la veritd della sua immortalitd. Possiamoscoprire la veritAdella nostra natura di non-nascitae non-morte. I cristiani dicono: Dio ha mandato sulla terra il suo unico figlio, Gesir.Poich6c'era Dio, e Gesirb parte di Dio, e Gesi d il Figlio di Dio, anche Gestr esisteva gid, prima. Il giorno della sua nascita, Natale, d un giorno di manifestazione, non di nativitA. E solo il momento in cui ebbe luogo la manifestazionedi Gest. Gest Cristo si sta ancora manifestandoin molte migliaia di modi, tutt'intorno a te. Per riconoscerele sue manifestazioni dobbiamo stare con gli occhi ben aperti: se non sei
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consapevole e attento mancheraidi coglierc Ia sua presenza perchd ti sfuggirannole sue manifestazioni.La mattina quandopratichi la meditazione camminatapuoi riconoscere una sua manifestazionein un fiore, in una goccia d'acqua, nel canto di un uccelloo in un bambino che gioca nel prato. Dobbiamo stare molto attenti a non lasciarci sfuggire questecose. Nell'insegnamento del Buddha, e secondoil suo modo di vedere,noi tutti condividiamo la natura della non-nascitae non-morte.Non solo gli umani ma anche gli animali, le piante e i minerali condividono questa natura. Una foglia e un fiore hanno in comune la stessaessenz.a tbrrdamentale di non-nascita e non-morte.C'0la manilestazione di un fiore o di una foglia o di una nuvola. Durante l'inverno non vediamo piir fiori nd libellule e non sentiamo pir)r cantare il cuculo: in inverno sembranonon esistere,ma sappiamobene che d un'ideasbagliata, che all'inizio dclla primaveratutti questi esserisi manifesterannodi nuovo. Durante I'inverno sono stati semplicemente da qualchealtra parte,in altre manifestazioni,in attesadelle condizioni favorevoliper potersi manifestare di nuovo. Qualificarli come inesistentiin inverno d una percezioneerronea. non significa "andato via" "Trapassator> Dobbiamo porci anche la domanda: "Se Gesr)non fossenato, come awebbe potuto morire? Nonostantesia stato crocifisso,ha smesso di esistere? E avevabisognodi risorgere?> La sua crocifissionepotrebbenon-essere una morte? E possibileche si stesse nascondendo? La sua vera natura d la natura di non-nascitae non-morte. Questo non d vero solo per Gesi: in questosensod ugualmentevero per una nuvola, per un girasole,per te e per me. Noi non siamo nati e non moriamo. E poich !nemmeno Gesird toccato dalla nascita e dalla morte, lo chiamiamo oil Cristo vivente>. F, saggezza, vera e profonda, imparare a guardare le cose in termini di manifestazione.Se ti d morta una persona
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molto cara e la definisci come non esistente,ti sbagli di grosso.Dal nulla non pud nascerequalcosa.E da nessuno non pud nascerequalcuno. Da qualcosanon puoi diventare nulla. Da qualcunonon puoi diventarenessuno. Ecco la veritA. Se la personaa te cara non si manifestanella forma che eri abituato a vedereo a percepire,questo non significa che non esista;non significa che non ci sia piir. Se guardi in profonditir puoi entrare in contatto con la sua presenzain altre forme di manifestazione. Un giorno ho preso per mano un giovanepadre che aveva appena sepolto il suo bambino e I'ho invitato a camminare con me per andare alla scoperta di suo figlio in altre forme. Quando era piccolo, il bambino era venuto a Plum Village e aveva apprezzatomolto il cibo vegetariano. Un giorno mi avevadato i soldi della suapaghettasettimanalepit gli extra ricevuti in regalo, chiedendomi di comprare un pruno e di piantarlo per lui: volevapartecipareal lavoro con cui diamo sostegno ai bambini affamati nel mondo, piantando un albero da frutto a Plum Village. Sapevache un pruno dA molti frutti; sapevache potevamovenderele prugne e mandare i soldi ai bambini affamati del Terzo Mondo. Avevaimparato la meditazione camminata e seduta e praticava il Dharma molto bene.Quando si ammald andai a trovarlo in ospedale, a Bordeaux. Mi disse: uNonno monaco, fard meditazione camminata per te!": scese dal letto, nonostantefossepiuttosto debole,e cammind per me in un modo magnifico. Poco dopo la mia visita mori. Il giorno della cremazione feci le aspersionidi acqua benedettae cantai il Sutra del Cuore per lui. Una settimanapii tardi presi per mano suo padre e andai con lui in meditazionecamminata per mostrargli le tante altre manifestazionidel suo bambino. Insieme andammo a trovare il pruno che avevopiantato per conto del bimbo: seduti nella luce del pomeriggiorestammoa guardareil piccolo che ci salutavamuovendoogni ramo, ogni germoglio. Se osservi a fondo la realti puoi scoprire molte cose; puoi superare moltissima sofferenza e contrastare molte
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percezioni erronee.Se siamo in grado di dimorare in pace nella dimensioneassolutanon affondcrcnr() nell'oceano della sofferenza, del lutto, della paura,dclla rlisperazione. Nuove manifestazioni Nella dimensioneassolutanon siamo mai nati e non moriremo mai. Nella dimensionestoricaviviamo inrmersinella dimenticanzae solo di rado siamo realnrentcvivi: viviamo come gentemorta. Nel romanzo di Albert Camus La struniaro il protagonista, in preda alla disperazione e alla rabbia, sparae uccide una persona. Per questocrimine vienecondannato a morte. Un giomo, sdraiatosulla branda della cella,alza gli occhi e vede la luce che entra dalla finestra,riquadratadalle sbarre; all'improwiso entra in contatto col cielo azzurro sopra di lui, prendendoneconsapevolezza. Non avevamai visto il cielo in quel modo, prima d'allora. Camus Io chiama "un momento di coscienzaD, un momentodi consache sarebbe pevolezzao di presenzamentale. Per il condannato era la prima volta nella vita che entravarealmentein contatto con il cielo e si rendevaconto di quale miracolo fosse. Da quel momento in poi il prigioniero vuole mantenere quel tipo di radiosa presenzamentale e si convince che quella b l'unica energia che lo pud tenere in vita. Mancano solo tre giorni all'esecuzione. Il prigioniero, tutto solo nella cella, pratica per conservarequella presenzamentale, per mantenereviva la consapevolezza. Fa voto di vivere pienamente, in consapevolezza, ogni minuto dei tre giorni che gli rimangono. Lultimo giorno va a trovarlo un prete, per dar, gli l'estremaunzione. Il prigioniero non vuole sprecareil suo tempo ricevendolo e all'inizio si oppone, ma poi gli apre la porta e lo fa entrare. Quando il sacerdotese ne va, il prigioniero si dice che quel prete vive come se fosse gii morto: in lui non aveva rintracciato alcuna qualitd di consapevolezza o di presenzamentale. Vivere senza presenza mentale d proprio come essere
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morti; questo generedi esistenzanon pud esserechiamata vita. Molti di noi vivono come morti, perchd vivono senza alcuna presenzamentale:ce ne andiamo in giro per il mondo portando con noi i nostri cadaveri, spinti indietro nel passatoo avanti nel futuro, oppure intrappolati nei nostri ptogetti o nella nostra disperazionee rabbia. Cosi non siamo vivi dawero: in noi non abita alcuna consapevolezzadel miracolo di esserein vita. Albert Camusnon avevamai studiato il buddhismo, ma in quel romanzo scrivedi una pratica centrale nel buddhismo: /e moment de conscience,l'attimo della consapevolezzaprofonda, il risveglio. La pratica della resurrezione,o della ri-manifestazione,d accessibile a ognuno di noi. La nostra pratica B risorgeredi continuo, tornando alla mente e al corpo con l'aiuto del respiro consapevole e della meditazionecamminata. Questi generano la nostra vera presenza nqui e oraD; solo allora possiamo tornare a esseredawero vivi. Siamo come morti che rinascono:liberi dal passato,liberi dal futuro, capaci di stabilirci nel qui e ora: siamo pienamentepresenti,e dawero vivi. Questa d la pratica di base del buddhismo. Che tu mangi o beva o respiri o cammini o sieda,puoi praticare la resurrezione.Permettiti sempre di stabilirti nel qui e ora, del tutto presente,del tutto vivo. Questa 0 la vera pratica della resurrezione. L'unico momento in cui possiamo essere vivi Sonoarrivato,sonoa casa qui e ora. Sonosolidoe libero, dimoronell'assoluto. Non possiamo goderci la vita se passiamoun sacco di tempo a preoccuparcidi quello che d successo ieri e di quello che succederA preoccupiamo domani. Noi ci del domani perch6 abbiamo paura. E se abbiamo sempre paura non

possiamo apprezzare il fatto di essere vivi c cli poter essere felici proprio adesso. Nella vita quotidiana tendiamo a ritenct'c clte la felicitd sia possibile soltanto in futuro: continuianlo ir ccrcare qualcosa di meglio, a cercare le condizioni giustc che ci faranno felici; scappiamo da cid che abbiamo ptrrpt'io davanti agli occhi per andare a cercare cose che ci lhcciano sentire pir) solidi, piir protetti e sicuri. Ma insieme corttit'tttiamoad avere paura di cid che il futuro ci potr) risetvat'c: abbiamo paura di perdere il lavoro, i nostri beni, lc pcl's()nc chc abbiamo intorno e che amiamo. E cosi stiamo ad aspettare il momento magico - chissi quando, nel futuro - in cui ogni cosa sard a modo nostro, proprio come vorremmo chc lirsse. La vita perd d disponibile solo nel momento presente. Il Buddha ha detto: nSi pud vivere felici ncl nronrento presente: d I'unico che abbiamon. Quando ritorni al nqui e ora> sei in grado di riconoscere le molte condizioni di felicitd che gi) ci sono. La pratica della presenza mentale d la pratica di tornare al qui e ora mettendosi in contatto profondo con noi stcssi, con la vita. Per farlo ci dobbiamo allenare: anche sc siamo molto intelligenti e afferriamo subito il concetto, per vivcre in questo modo dobbiamo ancora addestrarci, dobbiarno esercitarci a riconoscere che le condizioni per esscrr: felici ci sono gih. La vera casa La nostra vera casa b nel qui e ora. il passato se n'd andato e il futuro non d ancora arrivato. oSono arrivato, sono a casa, qui e orau: ecco la nostra pratica. Puoi recitare questa gatho, questa poesia, durante la meditazione seduta o camminata; la puoi praticare in macchina, andando in ufficio. Certo non sei ancora arrivato, mentre guidi, ma comunque sei arrivato alla tua vera casa che b il momento presente. Anche quando sei in ufficio, poi, sei nel nqui e ora). Pud renderti molto felice anche solo recitare la prima ri80

ga della poesia:osono arrivato, sono a casa). Che tu stia seduto, che cammini, che innaffi la verdura nell'orto o dia da mangiare ai tuoi figli, hai sempre la possibilitd di praticare {.Sonoarrivato, sono a casaD.Signj[c3: smgu,o.digplTere. Ho corso per tutta la vita, ora sono determinato a fermarmi e a viverla dawero. Cheospetti? qu'on attend C'b una canzone franceseche dice oQu'est-ce pour 6tre hereux?o:4$6ispettiamo a esserefelici?'E una conquista, quando inspiro e mi dico (sono arrivato,,: ora cento per cento. Il momento tono d"l tutto prese"tfiiiffil presente 0 divenuto la nlja vera casa. Espirando, dico(G a ch$6l) se non ti senti a casa, paura. Se ti senti gii E;6imilfed{u"." continui a correre. a casa,invece,non hai piir bisogno di correre. Ecco il segreto della pratica: quando viviamo nel momento presente possiamovivere nella vera felicitd. Apprezzare la terra Vado raccontando questa storia da molti anni. Due astronauti vanno sulla luna; all'arrivo hanno un incidente e scoprono di avereossigenosolo per due giorni. Non c'd speranza che dalla terra arrivi qualcuno in tempo per salvarli: loro: restano loro solo due giorni da vivere. Se si chiedesse oQual0 il vostro pit profondo desiderio?o risponderebbero: oEsseredi nuovo a casa,camminare sul meraviglioso pianeta Terrar. Basterebbequesto, non vorrebbero altro. Non una vorrebberoesserea capo di una multinazionale, essere celebritA,o il presidentedegli Stati Uniti. Non vorrebbero altro che esseredi nuovo sulla Terra:camminarci sopra,godendo di ogni passo,ascoltando i suoni della natura e tenendo per mano i loro cari mentre contemplano insiemela luna. Dovremmo vivere tutti i giorni come persone che sono
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appena state salvatedalla luna. Ora siamo sulla Terra, ora godiamo della possibilid di camminare su questopianeta preziosoe splendido.[l maestro zen Lin Chi ha detto: "Il miracolo non d camminare sull'acqua,d camminare sulla Terrau. Questo insegnamentomi d caro: mi piace molto camminare, semplicemente,anche in posti pieni d'attivitd come aeroporti e stazioni ferroviarie. Camminando in questo modo, accarezzandola madre Terra ad ogni passo,posgodere di siamo ispirare altri a fare lo stesso.Possiermo ogni attimo della nostra vita.

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Lindirizzo della felicitd

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Se vuoi sapere dove stanno di casa Dio, il Buddha e tutti i grandi esseri,io te lo so dire. Ecco il loro indirizzo: nel qui c ora. C'd tutto cid che serve,compresoil codice postale. Se sei capace di inspirare ed espirare e camminare nello spirito di usono arrivato, sono a casa,qui e ora)r,noti che cominci subito a diventare pit solido e piil libero. Tr sei stabiliniente ti pud to nel tuo vero domicilio, il momento presente; piir spingere a correre o ti spaventacome prima. Sei libero dalle preoccupazionisul passato.Non sei piir bloccato li a pensarea coseche non sono ancora successe e su cui non hai alcun controllo. Sei libero dai sensi di colpa riguardo al passato, libero dalle preoccupazioni per il futuro. Solo una personalibera pud essereuna personafelice. Il tuo livello di felicitd dipendedal livello di libertd che hai nel cuore. Non intendo una libertd in sensopolitico: sto parlando di libertA dal rimpianto, dalla paura, dall'ansia e dal dispiacere.nSonoarrivato, sono a casa,qui e ora.D nsono solido, sono libero>: ecco cid che provi, cid che diventi, quando arrivi nel qui e ora. Non d una bella favola che ti racconti: lo vedrai da te, lo sentirai di persona.E allo' ra sarai in pace; farai esperienza del nirvana, del Regno di Dio o comunque ti piaccia chiamarlo. Anche se al momento non sei preso in una serie di problemi, se non sei libero e solido come puoi esserefelice? Coltivare la soliditi e la li-

bertd nel momento presente0 il dono pii grande che possiamo fare a noi stessi. soluto Dimorare nell'as oDimoro nell'assoluto.o Lassolutod il fondamentodel nostesso.La dimensione stro essere, il fondamento dell'essere da noi: ci siamo assoluta, o Dio, o il divino, non d separata chc stit lassi, al di lA dentro tutto il tempo. Non b qualcosa per poter videl cielo; ma per poter dimorare nell'assoluto, dobbiamoviverenclla nostraveracasa. vere nell'assoluto, E come la storia dell'onda e dell'acqtta.Osservando un'onda vediamo che pud avereun inizict c una fine; pud uguale ad altre onde, o diveressere alta o bassa;pud essere sa. Ma I'ondab semprefatta di acqua;I'acquad la sostanza ma d ancheacfondamentale dell'onda.Un'ondad un'ondar, pud granessel ! qua. Londa pud avereun inizio e una fine, de o piccola,ma per I'acquanon c'CnC iniz-iond fine, n6 su nd gii, nd queston6 quello.QuandoI'ond:rse ne rendeconto e lo comprended libera dalla paura dcll'inizio e della fine, del su e del giir, del grandee del piccolo,di questoe di quello. Nella dimensionestoricaci sono tempo e spazioe coppie di opposti: giusto e sbagliato,giovane e vecchio,venire e andare,puro e impuro. Noi ricerchiamogli inizi e temiamo le fini. Ma nella dimensioneassolutanon c'd nulla di tutto cid: non c'd inizio n6 fine, non c'd prima n6 dopo. La dimensione assolutad il fondamento che rende possibile la dimensione storica; d la fonte originaria e sempre attiva delE il nirvana. E il Regnodi Dio. I'essere. Il nostro fondamento d il nirvana, la realtd assoluta.La puoi chiamare Dio o Regno di Dio. Questad l'acqua in cui tempo sei acqua:hai viviamo.Tu sei un'onda ma allo stesso storicae hai ancheuna dimensioneassoluuna dimensione ta. Se comprendiamo bene che per nostra vera natura non nasciamoe non moriamo, non l'eniamo e non andiamo,la paura scompare,il dolore e la sofferenzasvaniscono.
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Perch6 un'onda si trasformi in acqua non occorre che rnuoia: d gih acqua, qui e ora. Nemmeno noi dobbiamo per lorza morire per entrare nel Regno di Dio: esso d il nostro vcro fondamento, qui e ora. La pratica pii profonda 0 vedere e toccare dentro di noi, ogni giorno, la dimensione assoluta, la realtir della non-nascita e non-morte. Solo questa pratica pud rimuovere interamente la nostra paura, la nostra sofferenza. Invece di dire: nDimoro nella dimensione assolutao,se preferisci, puoi dire: uDimoro nel Regno di Dio, o nDimoro nella terra del Buddha". Sciogliere iI dispiacere Supponi che qualcuno sia in grado di trasportarti con un .iet fino al Regno di Dio o alla Terra Pura del Buddha. Una volta arivato, come cammineresti? In un posto tanto meraviglioso cammineresti di fretta, sotto pressione, con ansia, come facciamo quasi sempre? O ti godresti ogni momento clella tua presenza in paradiso? Nel Regno di Dio o nella Tera Pura le persone sono libere e godono ogni singolo attimo; quindi non camminano come facciamo noi. La Terra Pura non d da qualche altra parte, d proprio qui, nel presente, d in ogni cellula del nostro corpo. Fuggendo dal presente, noi distruggiamo il Regno di Dio; se invece sappiamo liberarci dall'abitudine a correre, awemo pace e libertd e cammineremo tutti come un Buddha in paradiso. Cid che portiamo con noi deterrnina la dimensione nella quale dimoriamo. Se porti con te molto dispiacere, molta paura e avidith, dol.unque tu vada sei sempre in un mondo di sofferenza e di inferno. Se porti con te compassione, comprensione e liberti, dovunque tu vada entri in contatto con la dimensione assoluta, con il Regno di Dio. Il praticante sa che, dovunque vada, il terreno che ha sotto i piedi d il Regno di Dio. Non c'd giorno in cui io non cammini nel Regno di Dio. Poichd pratico la compassione e la libertd dovunque io vada, i miei piedi toccano dappertutto il terreno del Resno di Dio, della dimensione assoluta. Se

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coltiviamo questo genere di contatto, gli elcmenti importanti della soliditi e della libertd saranno a nostra disposizione ventiquattr'oreal giorno. nsono arrivato,sono a casa.D La casadell'ondad I'acqua. E,giA lt: l'onda non deveviaggiareper migliaia di chilometri per raggiungerela propria casa.E cos) semplice,d cosi potente. Vorrei invitarti a imparare a memoria questo breve 'versoe a praticarlo e richiamarlo alla mcnte molte volte al ;giorno. In questomodo entrerai in contatto con la dimensione assolutae ricorderai semprela tua vcra casa. L'abitudine a co/Yere Di giorno corriamo, e corriamo anche di notte nel sonno. Non sappiamocome fermarci. La pratica da fare d innanzitutto fermarci, poi rilassarci,calmarci e trovare la concentrazione. Quando ci riusciamo, siamo nel qui e ora. Allora diveniamo stabili, e quando siamo stabili ci possiamoguarin profondite il momento dare attorno: possiamo osservare presente,possiamoosservare a fondo la nostra vera natura Losservazione e possiamoscoprirela dimensioneassoluta. profonda ci fa vedereche siamo onde, s), ma siamo anche acqua.Se non ci siamo fermati, invece,se non abbiamo imparato a concentrarci, non possiamo osservarein profonditd. Non ci liberiamo della paura perchd non siamo abbastanzaforti o stabili da vederela realte del non venire e non andare. E molto duro combattere le abitudini che abbiamo sviluppato. Il dottor Ambedkar era un membro del Parlamento indiano che si battevaper i diritti della castadegli intoccabili, da cui egli stessoproveniva.Sentivacon chiarezza che le loro speranzedi dignitd e di sicurezzarisiedevano nel buddhismo, che non crede nel sistemadelle caste.Un giorno, a Bombay, cinquecentomila intoccabili si raccolsero nello stessoluogo e ricevettero dal dottore Ambedkar i Tre Rifugi e i Cinque Addestramenti alla Consapevolezza buddhisti. Io mi recai in India per offrire il mio sostegnoe
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l:r nria assistenza alla comunitA degli intoccabili; insieme :rclaltri, tenni discorsi di Dharma e giornate di Presenza Mcntale. lmmagina di esserecresciuto nel gruppo degli intoccabili. lmmagina che tutti intorno ti trattino male e ti facciano tcmere per la tua vita. Immagina che per essere al sicuro tu rlcbba compiacere tutti quelli che appartengonoalle classi sr.rperiori. Saresti rilassato nel momento presente?O piuttosto non ti preoccuperestidi continuo per il futuro? La lirrza dell'abitudine all'ansiasarebbefortissima! Uamico che mi aveva organizzato il viaggio proveniva tlalla comunitd degli intoccabili e vivevaa Nuova Delhi con la rnogliee tre figli; desiderava molto che il mio viaggio fossc piacevolee ricco di successo. Un giorno eravamo seduti insieme in pullman, in viaggio verso un'altra comunitA; dal lincstrino mi godevo il panorama indiano. Mi girai a guardare il mio amico e notai che era tesissimo;gli dissi: uAmico caro, so che desideri molto rendere piacevolee felice il nrio viaggio ma, sai, io sono gid felice. Per favore, non ti preoccupare! Siediti di nuovoe rilassati!u. Mi risposeosiu e si rilassd un poco, cosi tornai a guardare fuori dal finestrino, praticando la respirazione consapevole.La vista delle palme nel sole del mattino era un vero godimento, per me. Mi vennero in mente le foglie di palma su cui sono stati scritti gli insegnamentidel Buddha in tempi molto antichi. Sono foglie lunghe e slanciate;per scrivere si impiegava una punta aguzz^ che vi incideva sopra Ie parole del Buddha. Si sono conservate per piir di mille anni: mi ricordai che alcuni testi buddhisti scritti su quelle foglie risalenti a millecinquecentoanni prima erano stati ritrovati in Nepal. Poi il pensiero tornd all'amico; erano passati due minuti, forse. Mi voltai verso di lui e vidi che stava tornando a essereteso e rigido: gli riusciva difficile rilassarsi,anche solo per pochi minuti. ln quanto intoccabileavevalottato tutta la vita; ora aveva un grazioso appartamento a Nuova Delhi e un buon posto di lavoro, eppure la forza dell'abitudine a lottare era ancora
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molto forte, dentro di lui. Per molte generazionigli intoccabili avevanocombattuto duramente giorno c notte per sodi prawivere; l'abitudine alla lotta gli era stata trasmessa Sarebbestato difficile per generazionein generazione. chiunque trasformarla rapidamente,e ancltc :r lui serviva . n l' a iu t o d e i un po'di temp o e un p o 'di a lle n a me n t oCo compagnidi pratica in pochi mesi o in pochi anni awebbe potuto trasformarequell'impulsoalla lotta c alla tensione' Tutti possonoriuscirci. Anchetu puoi pclnletterea te stesso di rilassarti e di esserelibero. Se desideri trasformare la tua abitudinc a correre e a lottare, devi riconoscerlaogni volta che fa capolino. Inspirandi'con un sorriso:nOh,cara piccola forza do ed espirando, dell'abitudine,so che ci sei!o:in quel momento sei libero. Puoi ricordarlo a te stesso,puoi insegnartelo.Forse non awai con te un amico spiritualel per ventiquattr'oreal giorno che te lo ricordi. Io l'avevoricordato al mio amico una volta, e avevafunzionato solo per due minuti: era lui che dovevafarlo per se stesso.Ognuno deve farlo per se stesso' Devi diventare il tuo amico spirituale personalee devi vivere in un ambienteche ti aiuti. Labitudine a correre ha una forza notevole, in noi. Potrebbe essercistata trasmessada molte generazioni.Ma non occorre che tu la trasmetta a tua volta: dowesti poter raccontare ai tuoi figli che hai camminato nel Regno di Dio. Potresti raccontareloro quello che ho detto io ai miei amici: non c'd giorno che non cammini nel Regno di Dio. Se ci riesci, la tua vita sard di ispirazione per molte persone. Forse tu e i tuoi figli camminerete tutto il tempo nella Terra Pura.

Insciare il bagaglio Sc vogliamo camminare nella Terra Pura tutto il tempo ci B d'aiuto lasciar andare le coseche ci impedisconodi essere nel momento presente.Ci d utile imparare a lasciar andare cid che ci fa arrabbiare, imparare a ripartire da zero. Quando pensiamo allo zero ci viene in mente come nullitA, e lo percepiamo come qualcosa di negativo. Lo zero perd pub csseremolto positivo. Avereun debito da pagare si indica col segnonegativo;quando l'hai ripagato il tuo bilancio torna in pari, torna a zero.E meraviglioso:sei libero. Ai tempi del Buddha c'eraun monaco di nome Baddhiya. Prima di prendere i voti era stato governatoredi una provincia del regno dei Shakya.Dopo avereraggiunto I'illuminazione, il Buddha era tornato alla sua terra d'origine per lar visita alla famiglia. Molti giovani del luogo, vedendo quanto fosse felice e libero, provarono il desiderio di seguirlo: volevanoessereliberi. Fra loro c'era Baddhiya. Per i primi tre mesi di vita monastica, il novizio praticb con tale diligenza da riuscire a vedere molte cose piir in profonditA.Una notte, mentre praticava la meditazionenella foresta,apri la bocca e disse:uOh, la mia feliciti! Oh, la mia felicitA!n. Quand'eragovernatore,Baddhiya dormiva in stanzesontuose,protetto da drappelli di soldati; mangiavacibi costosi, avevamolti servitori. Ora era seduto ai piedi di un albero, senzaaltri averi che la ciotola per la questuae l'abito. Un monaco che sedeva accantoa lui senti le sue esclamazioni e pensd che Baddhiya rimpiangesse la perdita della posizione di potere di un tempo; si disse: oBaddhiya forse rimpiange la perdita della vita di prima, quando era governatoreD.Il giorno dopo, di mattino presto, il monaco andb dal Buddha e gli riferi cib che avevasentito. Il Buddha fece chiamare Baddhiya e, alla presenzadell'intera comunitA monastica,gli disse: uFratelloBaddhiya, d vero che la notte scorsa,durante Ia meditazioneseduta,hai aperto la bocca e
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I E cosi chiamato (in sanscritokalyanamitta)il maestroo un compagno al praticante pii avanzatonella praticain grado di offrire guida e sostegno pii inesperto. 90

pronunciato le parole: 'Oh, la mia felicit)! Oh, Ia mia felicitd!"?".Baddhiyarispose: "Si, mio signorc,e\vcro,. oEperch6? Il Buddhachiese: C? qualcosa chc dmpiangi?,. Baddhiya rispose: <Durantela meditazionc sedutaricordavo i tempi in cui ero governatore: avevointrlrno molti servi ad accudirmi e guardie del corpo a proteggermi,ma la notte stavosempresveglio,pieno di paura. Avevopaura che la gente mi derubasse delle mie ricchezze; avevopaura di essere assassinato. Ora, sedutoin meditazione ai picdi di un albero, mi sentocosi libero! Ora non ho niente da perdere: godo a fondo di ogni momento e non sono mai stato ferlice come lo sonoadesso. Eccoperch ! ho detto:"Oh, la mia felicitb!Oh, la mia felicitd!".Nobile maestro, sehodisturbatoi fratelli,chiedo scusau. Soloallora nel sangha2 tutti comprcseroche le parole di Baddhiyaerano espressione della sua realefeliciti. Per favoreprendi un foglio di cana e una penna.Va'ai piedi di un albero,o siediti alla scrivania,e fai una lista di tutte le cose che ti possono rendere felice proprio ora: le nuvole nel cielo, i fiori in giardino,i bambini che giocano,il fatto di avereincontrato la pratica di consapevolezza,la personacara seduta nella stanza accanto,averedue occhi in buone condizioni. E una lista infinita. Hai di che essere felicegid adesso. Hai giA di che esserelibero dall'andare e venire, dal su e dal giir, dalla nascita e dalla morte. Nutri te stessoogni giorno con le cosemeraviglioseche la vita ti offre. Nutri te stessonel momento presente. Camminanel Regnodi Dio. Checoso stai inseguendo? Se non siamo pienamentepresenti e vivi per noi stessio per le personeche amiamo, dove siamo?Stiamo correndo, correndo, correndo, perfino nel sonno. Corriamo perch6 abbiamo paura di perdere cid che ci insegue.La pratica della resurrezioneci pud venire in aiuto.
2 In sanscrito: la comuniti, laica, monastica o mista, dei praticanti (NdT) . 92

Ouando torni alla presenzamentale e alla consapevolezzir,cluando quell'energia d presentein te, in te cd l-,energia tlt'llo spirito santo. Lo spirito santo rendepossibilela vita. I'.sscre abitati dallo spirito santo d la nostra pratica. Vivere ogni momento in sua presenzanon B qualcosadi astratto: rrnchementre bevi un succo di frutta o un td, puoi bere in rnodoche lo Spirito Santo sia presentein te. euando mangi un po'di fiocchi di cerealio un po,di riso o di formaggio, rnangiain modo che lo Spirito Santo sia presentein te. Quando cammini, dowesti perrnettereailo Spirito santo di camminarein te. Ti prego,non praticare solo per la forma. Ogni sessione di rneditazionecamminata d una nuova sessionJ di meditazione camminata. cammina in modo da ricevere nutrimento da ogni passoche fai. Ogni pasto dowebbe essere un nuovo pasto,nel quale nutrirti dell'energiadello Spirito Santo, I,energiadella presenzamentale.ogni sessione di meditazione sedutadowebbe essereuna nuova sessione di meditazione seduta.siedi in un modo che permettaal tuo nuovo essere di manifestarsi. Pratichiamoinsiemeagli amici: il sanghab abbastanza intelligente, abbastanzafuibo da non cad-ere nella trappoladi fare la praticacome una routine inveceche come qualcosadi creativo.Molti di noi sono intelligenti e creativi; dowemmo usarela nostra intelligenza e creativiti per mantenere viva la pratica e rinnovarla di continuo. eueito tipo di meditazionebuddhista la si puO benissimopraticare da cristiani, da musulmani, da indi o da ebrei;non importa quale sia la tua religione,o senon ne hai alcuna. Praticary non significa imitare la forma: praticare significa . impiegare la nostra intelligenza e le nostre doti per far-si che il nostro (ior venga nutrito e trasformato, generando nutrimento e trasformazionenelle personeche abbiamo intorno. Un nuovo inizio Quandomangi il pane o la brioche, la mattina a colazione, mangiali in modo che diventino vita. celebra l'Eucaristia
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ogni mattina, spezzandoil pane o mordendo la brioche. Sentiti vivo; senti di essere in contatto con I'universointero. Se quel pezzodi pane d il corpo di Cristo, d anche il corpo dell'universo.Possiamodire: <Queqtgpczz-etto di pane d il cor-podell'universor. Mangiare in consapcvolezza ti perrnette di riconosceieil pezzodi pane come il corpo dell'universo.Quando mangi in questomodo sci una pensona nuova. Permetti al nuovo essere di manifestarsi in te. Puoi fare questapratica per conto tuo, oppure puoi praticarla anche con gli altri, per aiutare i tuoi fratelli e sorelle a rinnovare se stessiin ogni momento della loro pratica quotidiana. Nei primi tempi della pratica abbiamo il dono della nmenquesta:si te di principiants'.r E una mentalitAmeravigliosa, E motivati dal desideriodi praticare,di trasformarsi,di portare pacee gioia in se stessie che questapacee gioia diventino contagiose. Permetti a te stessodi essere una torcia, permetti alla fiamma della tua torcia di accendere altre torce. Se pratichi in questomodo puoi contribuire a far crescere la pace e la gioia nel mondo intero. Ognuno di noi dowebbe intraprendere la pratica della resurrezione:quando la pratichiamo con successoaiutiamo anche le percone che abbiamo intorno. Questa0 la vera pratica dell'"essere vivin. Lo scopo di tutto cid che facciamo nella pratica quotidiana - camminare, sederein meditazione, mangiare o spazzareil pavimento in consapevolezza - b aiutarci a tornare ad essere vivi. Sii vivo in ogni momento: risvegliandote stessorisveglierai il mondo. Il risvegliod l'essenza dell'insegnamento e della pratica: budh significa "risvegliarsio;il Buddha d stato uno che ha dispensatogli insegnamentie le pratiche del risveglio. Ognuno di noi pud trasformarese stesso in una lampadache pud contribuire a far risvegliareil mondo intero.

VII

Trasformazioni continue

3 Atteggiamento mentale aperto e fresco, privo di aspettative e pregiudizi.

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ll Buddha ci ha messo in guardia: non prendete per vero ncssun insegnamentosolo perchd proviene da un maestro lrrmosoo perchd si trova in un libro sacro.Questoriguarda rrncheil Canonebuddhista.Possiamoaccettaresolo inseplnamentiche abbiamo messoin pratica con la nostra comprcnsionerisvegliatae di cui possiamoconstatarela veritA eon I'esperienza personale.Il Buddha ha detto che la nostra vcra natura d la natura di non-nascitae non-morte: riguartliamo insiemela questione e vediamose 0 vera. Se accendi una candela e la fiamma continua a bruciare lino a consumarla tutta, Ia candela c'd ancora o no? Il Iluddha ha detto: non c'd alcun annientamento.Abbiamo visto che d vero. E abbiamo visto anche che il concetto di pcrrnanenzanon d applicabile alle cosecosi come sono. La vcritA, dunque, si trova in un qualche punto nel mezzo. In questo caso dobbiamo osservarein profonditA con tutta la nostra concentrazione. Pensiche la fiamma sulla candela si abbassisolo in direz.ione verticale?Se pensi cosi significa che stai seguendola f iamma nel corso del tempo. Potresti pensarela stessa cosa anche della durata della vita: che stia andando avanti in una direzione lineare e che un giorno finird. Potresti pensare di esserenato in un dato punto di una linea verticale,un punto che chiameremo 1960;e che morirai in un punto si97

linca, che chiatuato da qualche parte piir gin sulla stcssr'r nel cornrltovere lneremo 2040. Ognuno di voi pud vedersi Ma non ti so del tempo in questo modo, come la crtnclcllt' litreitt't'. una direzione in solo stai muovendo Potresti pensare che la fiamma si linriti rt sct'ndere;e forse credi che la candela moriri. Di fatto lu lianrrna si espande in molte altre direzioni, emana lttcc ttrtt'intorno verso nord, sud, est e ovest. Se tu avessi un<l sttrtnlento scientifico estremamente sensibile potresti nrisurat'c il calore e la luce che la candela sta spandendo intorno a si' nell'universo. La candela entra in te sotto forma cli ilnrnagine, di luce e di calore. Tu sei come una candela. Immagina di emettere luce tutt'intorno: tutte le tue parole, i tuoi pcnsicri c le tue azioni partono da te in mille direzioni. Se dici qtralcosadi gentile, le tue parole carine vanno in svariate direz-ioni e tu stesso vai con loro. Noi ci trasformiamo e ci espandianlo sotto forme differenti in ogni momento. Mettiamo che stamattina tu abbia le tue parole detto a tua figlia una frase poco sir-npatica; di averrimpiangi Ora nel cuore' sgradevoli le sono entrate possa tranon tu che le pronunciate. Questo non significa sformare le parole che hai detto, ammettendo il tuo errore con lei; ma se non lo fai quelle parole poco gentili le resteranno dentro per molto temPo' Tie dimensioni Io ora sto scrivendo un libro di Dharma, basandomi sulla mia comprensione delle cose e sulla mia pratica. Quando scrivo un libro di Dharma non vado in una direzione lineare: mi sto estendendo fino a te e rinasco in forme differenti dentro di te. Noi buddhisti parliamo delle tre azioni, delle tre dimensioni la dimensione del corpo, della parola e della mente - attive in ogni momento della vita. Cerca di vederle e di comprendere questa veritA: per intraprendere il viaggio della rinascita non occorre che aspetti il disfacimento del coryo. 98

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\, ri stiamo nascendo proprio in questomomento,e stiarr', .rllclrcmorendo. Stiamo rinascendonon in una forma ,.rrr1',,lir nra in molte diverseforme. Provaa immaginareun Irr.r rr tl'artificio:quandoesplodenon viene giir in verticale rrr.r si cs1)ande in tutte le direzioni.Non credere, dunque,di rrrrr,\'crti in una direzionesola:tu sei come un fuoco d'artiIrtro, li cspandinei tuoi figli, nei tuoi amici, nella societd, rr, ' lrrr< ln dio ntero. l)rrrantela sessione di meditazionemattutina sono sedutr) irl nrczzoai monaci. Bene, sedendoin meditazionecon l, ,r, r i<)sono rinato dentro di loro. Se li osservicon cura mi rctlrai in loro. Non aspettodi essere mofto, per rinascere. \'rro lii rinato in questo momento, e desiderorinascere rrclladirezionegiusta:ai miei amici laici e monaci voglio le cosepii felici e pir) belle della mia vita, cosi che t)rssare l'()ssilnoavereuna buona rinascita per me e per loro. Oucllo che non dowebbe rinascered la nostra ignoranza, l,r r':rbbia, portano nel mondo la disperazione: rinascendo, \('nrpre piir oscuritA e sofferenza.Piir felicitd e piir amore rinascere, meglio d: renderannopiir bello e gentile l)r)ssono tlrrt'sto mondo. Ecco perch6tu e io dowemmo viverele nostrc settimane,giornate e ore mirando a rinascerecontirrrrarnente sotto forma di felicitA,di amore e di gentilezza. Un giorno, svegliandomi,ho ricordato le parole di una r rrr)z.one popolare:oMio padre e mia madre mi hanno tra\rncssomolti meritio. I loro meriti sono la mia generositd, rl rnio amore, la mia capacitddi perdonaree di dare gioia e It,liciti agli altri. I miei genitori mi hanno lasciato questa preziosa.I figli sono la nostra continuazione:noi t'r'cditA siirrnoi nostri figli, e i nostri figli sono noi. Se hai un figlio ., rlue sei gid rinato in loro. Puoi vedereil tuo ucorpo di prosccuzione> in tuo figlio, in tua figlia; ma ne hai anchemolti .rltri: tutti coloro con cui sei entrato in contatto. E non puoi \irperequante personehai raggiunto con le parole, le azioni t ' i p e n s ier i .

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Donare il nostro calore e Ia nostra luce La luce e il calore che la fiamma di una candela ha sparso intorno a s6 sono la prosecuzionedella candela.Luce e cama perlore si espandonoanche su un piano orizz-ontale, ch6 cid sia possibile la fiamma deve bruciare in direzione verticale. Senzala dimensione orizzontale non pud esserci quella verticale.E senzala dimensionevcflicale non pud esserciquella orizzontale. Chiediti: nDoveandrd, dopo?r. Le azioni e le parole che produciamo in questo momento ci portano in una determinata direzione; ma ci portano anche in altre direzione collaterali, perchd scorrono nel mondo che ci circonda, influenzandolo:possonorenderlo pir) bello e piir luminoso, e quella bellezza e luce pud trasmettersi al fluturo. Non dowemmo cercare il nostro vero oio, solo in direzione verticale. Quando preparo unatazza di td oolong metto le foglie di td nella teiera e ci verso sopra I'acqua bollcnte. Cinque minuti dopo il tC e pronto da bere. Quando lo bevo, il t0 entra in me; se aggiungoaltra acqua, facendoneuna seconda teiera, il tC di quelle foglie continuerA a entrare dentro di me. Cid che rimane nella teiera dopo che I'ho versato tutto sono le foglie di td consumate.Le foglie che restanonon sono che una piccola parte del tb: il te che d entrato dentro di me d la parte maggiore,la piir ricca. d passatanei fiLo stessovale per noi: la nostra essenza trovare noi Dobbiamo intero. nell'universo gli, negli amici, gie usate. Ti stessiin quelle direzioni, non nelle foglie di tC invito a vederete stessorinato nelle forme che di solito definisci altre da te; ti invito a vedere il tuo corpo in cid che non d il tuo corpo. Questo d chiamato nil proprio corpo al di fuori del proprio corpo>. Non occorre aspettareche la fiamma sia estinta, per rinascere.Io rinasco molte volte, tutti i giorni. Ogni attimo ! un momento di rinascita. La mia pratica consistenel rinascerein modo che la nuova forma nella quale mi manifesto 100

Ir' 'r t r lu( c, libertd e felicitA nel mondo. La mia pratica con'.r,.tr'rrt,l non perrnettere che rinascano le azioni cattive. E ,lrllrr ilt' catturarle e riportarle indietro: sono come un car.rll,, luggito. Dovremmo cercare di non permettere alle ,rzr,n i clcl corpo, della parola e della mente di portarci nella ,lrrt'zione delle azioni sbagliate, delle parole sbagliate, dei sbagliati. 1rrrrsicri I iyr,ri, utlraversando la vita e la morte \(' t)()n ci fossero vita e morte in ogni momento, non pOlr ('nlnlo continuare a vivere. Perch6 tu possa continuare a \ r\ (,1'e , attimo dopo attimo, nel corpo devono morire molte , ,'llrrlc. In te, ogni momento, nascono e muoiono non solo l,' rt'llule del corpo ma tutti i sentimenti, le percezioni e le lor rrrazioni mentali nel flusso della coscienza. Iticordo che un giorno un amico portd all'Upper Hamletr It' t cneri di suo padre, che era stato cremato, e chiese il pernr('sso di spargerle sul sentiero che percorriamo abitualnr('ntt:nella meditazione camminata. Io mi dissi d'accordo. l ';rrrricopensava, forse, che quelle ceneri fossero l'unica cor,r che il padre si era lasciato dietro sul sentiero della medit,rzione camminata; da vivo, perd, il padre aveva camminat, sul sentiero che ora ne riceveva le ceneri. Tenemmo la ( t'r'imonia dello spargimento delle ceneri, e alla fine mi rir,rlsi ai presenti dicendo: questo sentiero della medita"Su zionc camminata tutti noi abbiamo lasciato il nostro corpo: rr,,n solo la persona morta, ma ognuno di noi. Ogni volta , lre pratichiamo su questo sentiero, lasciamo dietro di noi , t'llule del nostro corpo>.

| ,\ I'lum Village i monasteri sono tre gruppi di case coloniche, tipo cascit.tli (hanilet), sparsi nella vallata a qualche chilometro di distanza I'uno ,l.rll'altro: Upper, Inwer e New Hanler, rispettivamente cascina di sopra, di .,,)tt()c nuova. La prima riservata agli uomini, le altre due alle donne. Gli rrr:cgnamenti e le cerimonie si tengono a rotazione nclle tre sedi. (Nd?") l0l

Ogni volta che ti gratti cadono a terra migliaia di cellule morte della pelle.Quandocammini sul scntierodella meditazione,non ti lasci dietro soltantoccllulc della pelle ma anchei tuoi sentimenti,le tue percezionic lormazioni mena Plum Viltali. Ogni volta che passiun'orao una settinrana sci ripartito. che Le lage ti lasci dietro molte tracce,dopo celluleche hai lasciatocaderesul sentierodiventanoerba e fiori di campo. La forma in cui prosegui, nil tuo corpo di d ancorali a Plum Village;0 anchenei tuoi continuazioneu, figli e nipoti. E in ogni parte del mondo. Quando la fiamma della candelaraggiungela fine dello stoppinoe si estingue, d ancora li: non puoi trovarla se guardi solo in direzione verticale,devi cercarla anche nella direzione orizzontale. Nella tradizionetibetana,ogni volta che muore un lama importante i monaci attendonoalcuni anni e poi vanno a cercareil ocorpo di continuazionendi quella persona.La prosecuzione, in tibetano, si chiama tulku.Il lama importante pud aver lasciato una poesia,verso la fine della vita, che si ritiene contengaconcetti o parole chiave sul luogo in cui si potrebbe trovare il suo corpo di continuazione. Con la poesiacome guida, i suoi discepoli vanno in giro a cercare fra i bambini piccoli il candidato piir plausibile. Si recano a casadel bambino portando con sd alcuni oggetti - una campanellarituale, un rosario o una tazza da tE - che erano stati usati dal loro maestro,mescolatiad altri oggetti simili che egli non aveva utilizzato. Da questo assortimento, il bambino devesceglieregli oggetti appartenuti al lama morto. Se lo fa, e se passa anche alcuni altri esami, viene proclamato continuazione del defunto maestro. I monaci che erano stati suoi discepoli chiedono ai genitori il permesso di portare il bimbo al monastero,cosi che possacontinuare successiva. a far loro da maestro anche nella generazione In questatradizione c'b qualcosadi molto attraente:i discepoli provano per il loro maestro un amore e un rispetto cosi grandi da desideraredi tenerlo con s6 dopo la sua morte. A Plum Village ho detto piir volte ai miei amici che non devono aspettareche sia morto per cercare il mio corpo di 102

r ontinuazione:devono cercarmi ora, perchd io sono giA rirrirtoin molti bambini piccoli. Se tu ora fossi qui con me, r.rrt'sti capacedi vedereaccantoa me anchei miei figli spir rtrrali?Tutti loro sono la mia continuazione.Io ho centirrlia di migliaia di continuazioni:i giovani che portano .rr':rntila pratica della presenzamentale. Se guardi con oc. hi di Dharma puoi vedermi rinato in molte forme. I miei libri e i miei discorsi di Dharma sono proibiti in Victnam,eppureio sonold. t miei insegnamenti stannocirt olando in gran quantitA, anche se non sono legalmente pcrmessi.Gli agenti dei servizi di sicurezzaconfiscano i rnici libri e poi li leggono,in segreto;altre personeli staml)ano e li pubblicano clandestinamente. Quindi io <continrro, in Vietnam. Vi sono giovani monaci e monache che pr-aticano le porte del Dharma che io insegno:z se andate in Victnam, mi troveretelA. Il corpo che vedetequi b solo una rfclle mie manifestazioni;la mia presenzanel Vietnam ne influenzala vita spirituale,la cultura e i giovani. Chi dice che io non sono in Vietnamnon ha oocchidi Dharmao. Negli Stati Uniti d'America ho insegnato nelle carceri e in molti Stati i miei libri sono stati distribuiti in istituti di crrrezione, sono stati letti e apprezzatida molti carcerati. Una volta mi ! stato concesso di visitare un carceredi massima sicurezzanel Maryland; era cosi rigoroso che nemmeno una formica sarebbe riuscita a entrare senza essere bloccata.Ho parlato ai carcerati dell'argomento<essere liberi l) dove ci si trovar; questi insegnamentipoi sono stati trascritti e pubblicati in un piccolo libro.l Di questo libro poi sono state donate molte copie alle carceri, cosl che i carcerati potessero praticare e sorridere e softrire un po' rireno. Molti di loro, con questo mezzo, riescono a trovare
I nPorte del Dharma": i tanti diversi insegnamenti e forme di pratica che lavoriscono l'entrata nella corrente che conduce alla liberazione, varchi di irccessoal nocciolo pir) profondo dell'insegnamento. (Nd?') rThich Nhat Hanh, Be Free Where You Are, parallax press, Berkelev (Califirrnia) 2000.

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vera gioia perfino nella vita in prigione; e cosi so che io, ora, sono anche in prigione. f carcerati che hanno praticato bene aiutano gli altri; quelli di loro che entrano in contatto con i miei insegnamenti sono tutti miei ncorpi di continuazioneu. Se vuoi trovarmi, non cercare questo corpo: cercami al di fuori di esso! Fuochi d'artificio Se impari a vedefti uscire da te stesso in una direzione laterale e a vederti rinascere in ogni momento, poi sarai in grado di trovarti anche nel futuro, cercandoti in quella stessa dimensione laterale. Sei proprio come un fuoco d'artificio che esplode in ogni momento. Il fuoco diffonde la sua bellezza intorno a s6: anche tu puoi diffondere la tua con i pensieri,le parole, le azioni. Labellezza e la bontd si espandono ed entrano nei tuoi amici, nei tuoi figli e nipoti, nel mondo. Non vanno perdute;d in questo modo che entri nel futuro. Se cerchi te stesso in questo modo riesci a vedere la tua continuazione nel futuro. Non resti intrappolato nell'idea che un giorno o I'altro ti dissolverai nel nulla; non resti prigioniero del concetto che una volta morto non esisterai piir. La verith d che tu non sei permanente nel tempo, ma non sarai affatto annientato. Riesci a vederti rinascere in ogni momento del passato? In te continuano a esistere tutti i tuoi antenati; quando trasforrni e modifichi le energie delle abitudini che loro ti hanno trasmesso, stai rinascendo nel passato. Per esempio, mettiamo che i tuoi antenati avessero I'abitudine di andare sempre di fretta, o il bisogno di lavorare o fare qualcosa di continuo per soprawivere. Non avevano il tempo di fermarsi, respirare ed essere in contatto con le cosc meravigliose che la vita ha da oflrire. Anche tu eri fatto cosi, ma ora hai incontrato la pratica: ora puoi fermarti, puoi respirare ed essere in contatto con le cose meravigliose della vita, per conto dei tuoi antenati. Pud darsi che i tuoi antenati spirituali o di sangue avessero doti splendide che i tuoi genitori, to4

, r nurrstr-ispirituali che hai incontrato in vita tua, non sorr. stlrti capacidi manifestare pienamente. Ora puoi riscodoti dentro di te e far rivivere cid che sembrava l,t n c qLreste grt'r rlrrto:anchequestod rinascere nel passato. lrc'coil racconto di uno dei veterani americani in Vietrr;rrrr che ho conosciuto:i guerriglieri avevanoucciso i suoi r onrprgri e lui decise di vendicarsisulla gentedel villaggio. l)rrnqueprepardpanini imbottiti di esplosivo e li lascidpoi .rllc porte del paese;arrivarono alcuni bambini, si misero a rrrrrngiare quei panini e ben prestocominciaronoa torcersi rrrlando dal dolore. Accorseroi genitori, ma era troppo tarrli: la zona era isolata, non c'erano ambulanze n !.attrezzalrrrc medichee i bimbi non potevanoessere portati in ospe.lale con la rapiditi necessaria. Morirono tutti e cinque. Tornato negli Stati Uniti il soldato non riusciva a superart' i sensidi colpa. Sua madre cercavadi confonarlo dicentkr: oFiglio mio, sono coseche succedonoin guerra. Non c'b nulla di cui soffrire!r. Eppure lui stava malissimo: per ('sempio non riusciva a sopportare di trovarsi nella stessa slanzacon un bambino, dovevascapparesubito fuori. In uno dei miei giri negli Stati Uniti venne organizzato rrn ritiro per veteranidi guerra, durante il quale insegnailor'o a camminare e respirare in consapevolezza per trasforrrrarela paura, il sensodi colpa, la sofferenza che provavarro. A quel veterano dissi: oE, vero, hai ucciso cinque bambini; ma puoi salvarela vita a centinaia d'altri. Sai che ogni giorno decine di migliaia di bambini muoiono per rnancanzadi cibo e di medicine?Ecco, puoi portare cibo e medicine ad alcuni di lorou. Lui segul il mio consiglio; ed ccco che quella persona che vent'anni prima aveva ucciso cinque bambini in un attimo d rinata nel passatocome una personache avevasalvatola vita a venti di loro. Impara a guardarein profonditd in questomodo e vedrai trasformarsi i tuoi rimpianti e la tua sfiducia; awai nuove cnergie,che non solo porteranno luce nel passatoma risplenderannoanche nel presentee nel futuro.

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VIII

l'rrur-a, accettazionee capaciti di perdono: la pratica del Toccarela Terra

Molti di noi si chiedono di continuo: devo mori"Perch6 r t'?u. La domanda pii importante che ci dobbiamo fare, inrt't'c, 0: nPrima di morire, che cosa succede?>.Devi andare .r chiedere alla persona che ami: nTesoro,chi sei tu? Sei la slt'SSapersona che ho sposato trent'anni fa o sei un'altra? I't'r'chd sei venuta qui? Dove andrai, dopo? Perchd dovrd pirrngere,un giorno, quando morirai?r. Queste sono dorrr:rnde molto importanti a cui non possiamo rispondere sol, cor I'intelletto: ci occorre qualcosa di pin profondo e piir r ( )ntpleto. La pratica del Toccare la Terra pud aiutarci a entrare in ( ()ntatto con la nostra vera natura di non-nascita e nonrrrorle. Praticarla, come ha fatto il Buddha, pud aiutarci a , ,,nseguire una vera visione profonda. Nei sutra d scritto che il principe Siddharta, il giorno prirrra di divenire il Buddha, l'Illuminato, dubitava di poter r rrggiungerela piena illuminazione. Fino a quel momento .rvcva avuto fiducia nella possibilita di farcela, ma ora c'era ,ltralcosa che lo metteva in dubbio; dunque praticd il Toccar t' la Terra. Per trasformare e risolvere quel dubbio toccd la It'rm con la mano; e il giorno dopo il principe Siddharta di\('nne il Buddha. Nei templi buddhisti di tutta l'Asia si vedono statue del lJrrddha che tocca la terra con una mano. Toccare la Terra d
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una pratica molto profonda che pud aiutarci a trasformare paure, dubbi, pregiudizi e rabbia. In contatto con le due dimensiont La dimensione storica e la dimensione assoluta della realti sono connesse l'una con I'altra: se ricsci a toccarne una in profonditb puoi raggiungere anche I'altra. Gcsir Cristo era detto Figlio dell'Uomo e anche Figlio cli Dio. ln quanto Figlio dell'Uomo appartiene alla dimensionc storica; in quanto Figlio di Dio appartiene alla dimensionc assoluta. Esiste il Buddha storico ed esiste anchc quel Buddha che non d limitato da spazio e tempo. Tutti siamo cosi: abbiamo una dimensione storica, che viviamo ogni giorno, ma abbiamo anche una dimensione assoluta che cerchiamo di vivere con la nostra pratica spirituale. Se siamo capaci di vivere nella dimensione assoluta nello stesso tempo in cui siamo attivi in quella storica, non awemo piir alcuna paura. Dove non c'd pir) paura, c'B vera felicitd. Un'onda ha il diritto di vivere la sua vita come onda ma deve imparare anche a vivere la sua vita come acqua, perch6 non d solo un'onda: d anche acqua. E I'acqua vive senza la paura, che invece ha I'onda. Toccare la Terra E un modo facile ed efficace per metterci rn contatto con la nostra dimensione assoluta. Se segui questa pratica un giorno entrerai in contatto con la tua vera natura di non-nascita e non-morte; a quel punto sarai libero dalla paura. Non piir agitato da paura o rabbia, puoi diventare una persona che cavalca maestosamente le onde della nascita e della morte. Toccare la Tbrra: la dimensione stonca I Immagina la dimensione temporale come una linea verticale; collocati idealmente in un punto della linea, il presente, con il passato sotto di te e il futuro al di sopra. Trovati una collocazione nel corso del tempo; vedi i tuoi antenati che ll0

..,,n( ) \'(.nuti prima di te: la loro generazione piir giovane sorr,, r tuoi genitori. Tutti loro si trovano al di sotto di te, sulla lrrr.'.r rlr.ltempo. Sopra di te, poi, vedi tutti i tuoi discendentr lrlili, nipoti e tutte le loro discendenze future. Se non hai lry'lr, i tuoi discendenti sono le persone con cui sei entrato rrr r orrtatto in vita tua, e tutte le persone su cui loro esercit.rn(),.t loro volta, un'influenza. ln te ci sono sia gli antenati genetici sia gli antenati spiritrr.rli. Scnti in ogni cellula del corpo la presenza di tuo pa,lrt'c tua madre: loro sono realmente presenti dentro di te, rrrsict)te ai nonni e ai bisnonni. In questo modo ti rendi cont, t,li essere la loro prosecuzione. Forse pensavi che i tuoi .rrrtt'natinon esistessero pitr, ma perfino gli scienziati direbI't'r'oche sono presenti in te, nel patrimonio genetico che si rrova in ognuna delle cellule del tuo corpo. Lo stessovale per i discendenti. Tu sarai presente in ogni , t'llrrla del loro corpo. Sei presente anche nella coscienza di trrtti coloro che sono entrati in contatto con te. E, la verita, (lu(.sta,non d immaginazione. I:cco il primo Toccare la Terra. .\('nri e alberi ( )sserva un pruno. In ogni prugna di quell'albero c'B un rrocciolo. Quel seme contiene in s6 il pruno e tutte le gener rrzioni passate di pruni. Il nocciolo di pmgna, dunque, ha tlt'ntro di s6 un'eternitd di pruni. Dentro il seme c'd un'intelligenza, una sapienza che conosce come si fa a diventare un a produrre rami, foglie, fiori e prugne. Di suo, l'albel)r-Llno, r o non sarebbe capace di fare tutto questo: pud farlo solo pcrchd ha ricevuto in eredith l'esperienza di tutte quelle gerrcrazioni di antenati. Lo stesso vale per te: tu possiedi I'intelligenza e la saggezza necessarie a diventare un essere umano pienamente sviluppato perch6 hai ereditato un'eterrriti di saggezza,non solo dai tuoi antenati di sangue ma lnche dai tuoi antenati spirituali. I tuoi antenati spirituali sono dentro di te: d impossibile
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distinguere cid che sei per tua natura da cid che sei per formazione acquisita. La tua spiritualitl e la pratica, che fanno pafte della tua vita quotidiana, si trovatno anche in ogni cellula del tuo corpo. I tuoi antenati spirituali, dunque, sono dentro ogni cellula del tuo corpo: non puoi negarne la presenza. Per alcuni dei tuoi antenati provi ammirazione e orgoglio; di altri, che avevano molti tratti negativi, non vai fiero; ma sono comunque tuoi antenati. Alcuni di noi hanno genitori meravigliosi, altri hanno genitori che hanno sofferto molto e che hanno fatto soffrire il coniuge e i figli. Puoi anche aver al'uto antenati spirituali che non ti hanno aiutato ad apprezzare la religione praticata dalla tua famiglia e comunitA. Pud essereche tu ora non li rispetti molto; ma sono comunque i tuoi antenati. Accettazione Occorre che torniamo a noi stessi e che abbracciamo i nostri antenati di sangue e spirituali: non possiamo sbarazzarcene, sono un dato di fatto, esistono. Fanno parte del nostro corpo e della nostra anima. Quando fai questa pratica per la prima volta esercitati nell'accettazione di tutti i tuoi antenati cosi come sono. E molto importante. Laccettazione incondizionata d il primo passo nel processo di aprire la porta al miracolo del perdono. Gesi-rha detto: oRimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitorin: aveva compreso che il primo passo del perdono d accettare gli altri proprio cosi come sono, anche se ci hanno fatto del male. Per accettare gli altri cosi come sono dobbiamo cominciare da noi stessi. Se non riusciamo ad accettarci cosi come siamo non riusciremo mai ad accettare gli altri. Quando mi osservo, vedo cose positive, ammirevoli, perfino notevoli, ma noto anche che ci sono parti negative di me. Quindi per prima cosa riconosco e accetto me stesso. Dovunque ti trovi a praticare il Toccare la Terra - davanti tt2

.r un,r r ot'cia, a una montagna, a un fiore o a un altare a ca'..r tu.r rcspira in consapevolezza.Inspirando ed espiran,1,'.r rsrrrlizzai tuoi antenati e vedi tutti i loro lati positivi e rrr1,.rlivi. Sii determinato ad accettarli tutti, senza esitare, ,,'rn(' tuoi antenati. Dopo di che prosternati toccando la tr I t.r ('()n le ginocchia, le mani e la fronte. Resta in quella l''',rzir)rrc mentre prosegui la visualizzazione: (Cari antenarl l{} \()no voi, con la vostra forzae le vostre debolezze.Ve,1,,r lrt..rvete in voi semi positivi e semi negativi. Capisco , lrt'sit'tc stati fortunati e che in voi sono stati innaffiati serrrr lrtrsitivi quali la gentilezza,la compassione, il coraggio. ( ,nrf)f't'[do anche che se non foste stati fortunati, se in voi 1,,\\('r'() stati innaffiati semi negativi come quelli dell'avi, I rt.r, rlclla gelosia e della paura, i semi positivi non awebberi ' ;rvuto alcuna possibilitd di crescere". St' nella vita di una persona vengono innaffiati i semi po'.rtrri c'in parte per fortuna e in parte grazie ai suoi sforzi. | ,' t ircostanze della vita ci possono aiutare a innaffiare i serrrrtlt'lla pazienza, della generositi, della compassione, dell'.rrrrorc:la gente intorno a noi e la pratica della presenza nr('lrtlrlcpossono aiutarci a innaffiare questi semi. Mrr una persona che cresce in tempi di guerra o in una l.rrrrigliao una comunitA in cui c'd grande sofferenza pud , \\(.r'e piena di disperazione e di paura. Se i suoi genitori .r.rvrno dawero male e avevano paura del mondo e degli alr r r, cli cefto hanno trasmesso ai figli la loro paura e la loro r.rlrlri:r.Per contro, chi d cresciuto circondato di sicurezza e ,lr ;rrnore ha in s6 semi positivi che, ben innaffiati e nutriti, ,r rviluppano e vengono trasmessi anche alle generazioni '.u('ccssive. Sc riesci a osservare da quest'ottica i tuoi genitori, capi',, i che sono esseri umani che hanno sofferto e hanno fatto ,1,.1 loro meglio. Questa comprensione spazzeri ogni rifiur,r, r)!rti rabbia. E importantissimo riuscire ad accettare i tu()i irntenati sia nelle loro debolezze sia nei loro punti di lril-/.t\tti aiuta a provare pii pace e a ridurre le tue paure. [)ato che sono nati prima di te, puoi vedere anche i tuor
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fratelli e sorellemaggiori come r pii giovani fra i tuoi antenati. Anche loro hanno sia doti sia punti deboli, che devi accettare perchdti rendi conto di averea tua v9lt1 doti e debolezze. d il frutto che realizziquando eueito generedi accettazione pratichi il Toccarela Terra. se ti occon'e puoi mantenerela posizioneprosternataper cinque,dieci, quindici minuti, per il frutto dcll'accettazione. otr"-u." in profonditit e realizzare totale riconciliazione vera, Prima che tu raggiungauna con i tuoi genitori e antenatipud essercchc ti sia necessario ripetere questa pratica diversevolte. Occore praticare molto; b importantefarlo perch6riconciliarti con i genitori e gli antenati,dato che sono dentro di te, significariconciRinnegarei tuoi antcnati significa rinliarti con te stesso. Se riesci a vedereche non sei separatodai negarete stesso. fatto un grande progresso.Sono sicuro hai antenati tuoi gii dopo alcuni giorni o una setche puoi otteneresuccessi timana di questapratica. Puoi fare la pratica del Toccarela Terra in qualunqueposto: davanti all'altaredegli antenati,tdavanti a un albero,a una nuvola,a una montagnao dol"unqueti piaccia' Visualizzala presenzadi tutti i tuoi antenati dentro di te, stando in piedi davanti alla roccia o alla nuvola o all'alberoo a un fioie sul tuo alare. Non d difficile, perchd di fatto tu sei loro. Tu sei la loro continuazione'Ti invito a praticare con al centoPer cento. tutto te stesso, In contatto con iI futuro della pratica del toccare la terra E prenIl passosuccessivo i tuoi discendenti,figli e nipoti' Se dere in considerazione hai qualche difficoltb con loro dovresti visualizzarli cosi:

.lo non sono un'entitl separatadai miei figli: loro sono la rrrin prosecuzione, loro mi portano nel futuro. Mio figlio, rrrrir liglia,il mio amico,il mio allievosonomeD. Nci necrologisi scrive sempre:oll signor x d morto; larr iu un figlio e una figlian.Il concetto,qui, b che i figli contrnuilno a vivere per conto del padre. I miei discepoli sono rrrc c io vivo ogni mia giornata in modo da riuscire a tra\nrcttereloro il meglio di me, perch6loro poi mi porteranrr,rnel futuro. Ho detto ai miei discepoli che dovranno l,rrardareil tramonto per me e io guarderd il tramonto e le slt'llc per loro, con i loro occhi. Grazieai miei discepoli,io s,rltoimmortale. Puoi vederete stessoin tuo figlio o in tua figlia proprio ( ()n1e ti vedi nei tuoi antenati. Attraversoi genitori hai motlo di accedere da tutti i tuoi alle tue fonti, rappresentate ,rrrtenati. al I miei discepoli,per mio tramite,hanno accesso lhddha e ai maestri ancestrali.Grazie ai tuoi figli, hai ac, r'ssoal futuro. Il figlio ha bisogno del padre per avere ac( ('ssoalla sua fonte, e il padre ha bisogno del figlio per aver (' accesso al futuro e all'infinito. 0 Questa una pratica molto concreta che puoi fare da solo o con uno o due amici con cui darvi reciproco sostegno. All'inizio puoi farti aiutare da qualcuno che guidi la tua pratica,e a tua volta lo farai per lui o per lei; in seguitoti potrai guidare da solo. Il tentativodi separare Sc hai qualche problema con uno dei tuoi figli pud darsi t he tu tenda a dire: uNon sei piir mio/a figlio/a! Mio/a ficosio.Ma se osserviin profonltlio/anon si comporterebbe tliti te stessocapisci che quei semi negativi sono anche tlentro di te. Da giovane hai fatto errori e hai imparato da t'ssi, dalla tua sofferenza.Quando tuo figlio fa degli errori ()ccorre che lo aiuti a comprenderli,cosi che non li ripeta. puoi dire: uChi sono io per Vedendo le tue stesse debolezze rron accettaremio figlio?'. Tuo figlio d te. Con la visione
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I Tradizione ancora molto viva nel Sud-est asiatico: ogni casa ha un piccolo altare con foto o ritratti degli antenati, ai quali si fanno offerte di fiori, frutta e incenso e ci si rivolge col pensiero in occasioni importanti per la famiglia. (NdI) I I't

profonda del non dualismo puoi riconciliarti con i tuoi figli. La pratica del Toccare la Terra d un scnticro di riconciliazione. Retta concentrazione Il Nobile Ottuplice Sentiero, il sentiero dellc otto rette pratila Retche insegnato dal Buddha, ha per ultima con-rp()nente ta Concentrazione. La concentrazione strl non-s6, sull'imperrnanenza e sull'interconnessione d ci<) chc realizziamo quando entriamo in contatto con la terra. Senza questa concentrazione non ci sarebbe alcuna visione pro[onda. Se invece riesci a vedere te stesso,i tuoi genitori c i tuoi figli alla luce dell'impermanenza, del non-s6 e dell'interconnessione, allora la riconciliazione awiene in maniera del tutto naturale. Datti il tempo di praticare il Toccare la Tcrra una o due volte al giorno. Per guidare la visualizzazione puoi usare queste parole: uToccando la terra mi metto in connessione con i miei antenati e con tutti i discendenti della mia famiglia spirituale e di sangue)).(Per qualche attimo visualizza questo contatto stando in piedi di fronte all'oggetto da te prescelto, poi prosternati e tocca la terra.) "I miei antenati spirituali comprendono il Buddha, i bodhisattva e i discepoli del Buddha; e comprendono i miei maestri spirituali personali, sia quelli ancora vivi che quelli gid trapassati. Essi sono presenti in me perch6 mi hanno trasmesso semi di pace, di saggezza,di amore e di felicitir e hanno risvegliato le mie personali risorse di comprensione e compassione. Quando osservo i miei antenati spirituali vedo sia quelli di loro che praticarono perfettamente gli Addestramenti alla Consapevolezza,2la comprensione e la compassione, sia

,grr,'llr rrrrperfetti. Li accetto tutti, perchd anche in me vedo rlrllt I I t, rlcbolezze. . ( ()nsapevoleche la mia pratica degli Addestramenti rr 'n \r'nlpl'e 0 perfetta e che non sempre sono comprensivo , , ,,rrrpassionevole, apro il mio cuore e accetto tutti i miei ,lrsrt'ndenti spirituali. Alcuni di loro vivono in un modo che ..rrrtrll il mio rispetto e la mia fiducia, altri incontrano molrl rlrllrcoltd e hanno alti e bassi nella pratica. Apro il mio , u,r (. r li abbraccio tutti. ,,Allo stessomodo accetto tutti i miei antenati materni e l'.rrt'r'ni.Accetto tutte le loro buone qualitir, tutte le cose virtrr,rst'Ch !hanno fatto, e accetto anche tutte le loro debolez.,.1 ,\pro il mio cuore e accetto tutti i miei discendenti di '..rnliuccon le loro buone qualitir, i loro talenti e le loro del t, rl 1'77.1'.y

I'rroi includere i tuoi maestri della tradizione in cui .rllontlano le tue radici spirituali, qualunque essasia. Se hai r.r.lrci cristiane, fra i tuoi antenati spirituali ci sono Gesr) ( n\t(), i discepoli, i santi e i maestri spirituali cristiani con r rn \('i cntrato in contatto in vita tua. Se hai radici ebraiche lr,r i trroi antenati spirituali includerai volentieri i patriar, lrr t' lc matriarche e i grandi rabbini. ,,'lirtti i miei antenati spirituali e di sangue e i miei discen,lt'rrti spirituali e di sangue fanno parte di me. Io sono loro e l, ,r,r sr)nome. Io non ho un "s !separato": tutti noi esistiamo , ,,n)('parte della meravigliosa corrente della vita.n \ l,'tI i t u zione sulla dimensione storica I .r rlin-rensione storica d quella in cui si viene e si va, si nasr t' e Si muore. Entrare in contatto con la dimensione storir .r spcSSo ci spaventa: abbiamo paura perch6 non compren,lr.urrr-r ancora che nascita e morte non sono reali. Il llrrtldha ha detto: oTutto cid che d nato deve morireo: se c'd rr.rscitaci dev'essere anche morte. Se c'd una destra ci tlt'r''rSSers anche la sinistra. Se c'd un inizio ci dev'essere rrrurl'ine. A quanto pare nella dimensione storica le cose tt7

2 Sono l'elaborazione dell'Autore dei tradizionali cinque precetti del buddhismo: rispetto della vita, rispetto della proprietd e del lavoro, condotta sessualecorretta, lealti e retta parola e infine astensione da alcolici, sostanze intossicanti o droghe. (NdT) 11 6

stanno cosl. I monaci, le monache e i laici ai tempi del Buddha praticavanoil riconoscimentodi nascitae morte come realtd. Per far lronte alla nostra paura ci d utile darc un po'di stabiliD alla mente per mezzo della meditazione e della contemplazione.All'inizio d pit facile praticare quando siamo guidati. Il respiro d il veicolo su cui viaggia la concentrazione, perch6dirige la tua menteall'oggetto della meditazione che hai scelto.Si comincia con la consapevolezza del respiro, cosi piD tardi, quando abbiamo bisogno di praticare la contemplazione, siamo in grado di dirigere Ia mente. Cerchiamodi dirigere la mente verso il riconoscimento della realti. C'd una sorta di preghiera che si recita tutti i giorni nei monasteri buddhisti: nlnspirando ed espirando sono consapevole del fatto che morire d nella mia natura. Non posso sfuggire alla morte. Invecchiare 0 nella mia natura; non possosfuggirealla vecchiaia. Ammalarmi d nella mia natura; poiche ho un co{po, non posso sfuggire alla malattia. Un giorno dowd abbandonaretutto cib che oggi mi d caro, a cui tengo e che considero prezioso.Lunica cosa che posso portare con me d il frutto delle mie azioni. Non posso portare con me nulla, eccetto il frutto delle mie azioni in termini di pensieri,parole e azioni fisicher. Dobbiamo riconoscerequestarealtAcon un sorriso. Questa 0 la pratica di affrontare le nostre paure. In noi c'd sempre qualche paura: la paura di invecchiare,la paura di ammalarci, la paura di morire, la paura di essereabbandonati dai nostri cari; d molto umano avere paura e preoccuparci di questecose. Il Buddha non ci ha consigliatodi reprimere questepaure, ma di invitarle al livello superiore della coscienza,di riconoscerlee sorridere loro. I monaci e le monacheai tempi del Buddha l'hanno praticata giornalmente e cosi fanno i monaci e le monache di oggi. Ogni volta che inviti le tue paure a salire a livello cosciente,ogni volta che le riconosci e che sorridi loro, esseperdono un po'della loro forza; quando ritornano nelle profonditd della tua coscienza,lo
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l.unr, ( r)rne semi pii piccoli.r Ecco perchd questa pratica rrrrlr.lrlrt' l'atta tutti i giorni, specie quando vi sentite menr 'lrrrllrtc c lisicamentein forma. (.lrr:rrrkrsi cerca di praticare, Ia mente corre dietro a di_ , r r..r f )t.f)Sieri;basta ritornare alla consapevolezza del mo_ ,,"'rt,, irr cui si inspira e di quello in cui si espira. Basta es.r r rrr' ( ()nSapevoli,non occorre rendere piir lungo o piir r'r"l,rrrkr il respiro. Non occorre che modifichi niente: la, ,., ,lrt, il tuo respiro sia come vuol esseree mantieni la . ,, rrr('( ()nsapevoledel respiro. Dopo aver praticato in que, ', rrr rrlo,la qualitir del tuo respiro si calmerir da s6. t)rr,rrrrlo ti senti abbastanzacalmo, come aiuto per con, ,,rr,r ri impiega le parole della meditazione guidata che ""r r tlrri di seguito. La prima volta forse vorrai ascoltare o l'rr ,r r(, stcssola frase intera; in seguito potrai ricordare polrr p.rrlc chiave. Non occorre fare grandi sforzi: limitati a .l r'....n ti c a lasciareche il respiro e le parole ti sostengano. I r t, t.'ittTtcr aiutarci a guardareafondo . !t,nit(,le nostrepaure Ir' .1r11;111{g sono consapevole l, II rrrsltirazione. | .l'rt'irrrdo sono consapevole r, ll t.syliraz.ione. l, r .1 r11 lrndo sono consapevole l' ,rrvt.t'chiare, | .l'rrrndo, so di non poter I rrr'1'r rt' alla vecchiaia.

Dentro

Fuori

Vecchiaia

Non si sfugge

l r rri f i t 4 a pag. 44. @dn

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Inspirando sono consapevole di essereper natura soggettoalla malattia. Espirando so di non poter sfuggirealla malattia. lnspirando so che morird. Espirando so di non poter sfuggire alla morte. Inspirando so che un giorno dowd abbandonaretutto cid che amo e che mi d caro. Espirando so di non poter sfuggire alla perdita di cid che mi d caro. Inspirando so che le sole coseche possiedodawero sono le mie azioni fisiche, verbali e mentali. Espirando so di non poter sfuggire alle conseguenze delle mie azioni.

Malattia

Non si sfugge

perdonare e di far fronte agli l, ''n.rzione, capacitd di r r r'rr| | sonr) i risultati pir) profondi della pratica del Toccare l.r l.rr,r nclla dimensione storica. Impiegando il respiro in ,prr'\t() lnodo possiamo cominciare a guarire; in seguito I x |\ \ rirrllo rivolgerci al Toccare la Terra successivo. I,rrr tnt'la Tbna: dimensione spaziale \,'l pr irno Toccare la Terra pratichi visualizzando te stesso , , rll,rt irto lungo la linea verticale del tempo. Ora visualizza lrrrca onzzontale che rappresenta la dimensione dello 'rn.r il,.ruio. Questa linea che rappresenta lo spazio interseca la lrrrr'.r vcrticale che rappresenta il tempo nella dimensione
'. l r t1 1q;1.

Morte Non si sfugge

Abbandono di cose e persone care

Non si sfugge

Azioni uniche proprieti

Non si sfuggealle conseguenze

Vita consapevole Inspirando decido di vivere i miei giorni in piena consapevolezza. Espirando vedo la gioia e i benefici di vivere nel momento presente. Inspirando faccio voto di dare gioia ogni giorno alle personeche amo. Espirando, faccio voto di alleviare il dolore delle personeche amo. 120 Gioia e benefici Dare gioia

Nt'llo spaziovediamo altri esseriviventi sul pianeta terra: rrrrirri, rrr aldonne,bambini, anzian| animali di ogni specie, I't'ri, vegetali,minerali. Pensandoa un albero d probabile , lrc lo consideriamo nal di fuorio di noi; ma se lo osserviarrr, piu a fondo vediamoche l'alberod anchedentro di noi. t'lr rrlberisono i nostri polmoni: se non ci fosseronon porr('nrnrorespirare.Gli alberi generanoI'ossigenoche ora fa g'.rr tr' del mio corpo, e io genero I'anidride carbonica che Noi umani abbiamo i polmoni, ma ',r;r la parte dell'albero. ,rrr,lrc gli alberi respirano per noi, dunque potremmo chiarrrrrrlini nostri polmonio. I nostri polmoni umani lavorano rrrsit'r'nagli ! alberi per farci respirare. I lataka sono racconti delle vite anteriori del Buddha, pr irnir che raggiungesse l'illuminazione.oQuesti racconti ci n.nr':rnoche il Buddha prima di essereun uomo era stato rrrralbero, un uccello, una tartamga, una roccia, una nuvol,r. Anche noi prima di manifestarci in forme umane eravarrroaltreri, organismi unicellulari o piir grandi, nuvole, bo.,tlri, rocce. Non b difficile capirlo, alla luce della teoria

Alleviare il dolore

I t,ttuka: i racconti delle precedenti vite del Buddha, a cura di Mariangela , I I )r)zaChiodo, UTET, Torino 1992. (Ndn

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scientifica dell'evoluzione. La materia non si crea e non si distmgge: si pud trasformare in energia, c l'cncrgia pud trasformarsi di nuovo in materia, ma non vcn'ir clistrutta. Abbiamo sempre fatto parte di ogni altt'lt cosa, e ogni altra cosa ha sempre fatto parte di noi. Tutti noi siamo stati alberi, rose, animali; anche in questo montento siamo alberi. Osserva te stesso in profonditi e vedrai in tc l'albero, la nuvola, la rosa e lo scoiattolo. Non puoi toglicrli da te. Non puoi togliere la nuvola, perch6 sei fatto pcr il settanta per cento di acqua. La prosecuzione della nuvola d la pioggia; la prosecuzione della pioggia d il fiume ; la prosecuzione del fiume d l'acqua che bevi per soprawiverc. Se togli da te la prosecuzione della nuvola non puoi proscguire tu stesso. Angeli ovunque Osservando in profonditi la dimensione dello spazio vediamo anche tutti gli esseri illuminati, tutti i grandi esseri (i bodhisattva), vediamo Dio. Guarda bene e vedrai bodhisattva dapperlutto: vedrai uomini e donne compassionevoli che fanno tutto quello che possono per aiutare e proteggere l'umanith. A Plum Village pratichiamo le nlnvocazioni dei nomi dei bodhisattvao: Avalokiteshvara, il bodhisattva dell'a' scolto profondo; Samantabhadra, il bodhisattva della grande azione; Manjushri, il bodhisat tva della grande comprensione; Kshitigarbha, il bodhisattva che va nei posti piit oscuri, dove la sofferenza d intollerabile, a portare aiuto a tutti. Ci sono bodhisattva di cui sappiamo qualcosa, perch6 le loro storie ci sono state tramandate; ci sono anche, dappertutto, infiniti bodhisattv,a sconosciuti che con il loro lavoro esprimono l'amore, la compassione e l'impegno profondo che sentono nei confronti del mondo. Essi hanno il cuore pieno d'amore; non sono interessati ai consumi perch6 vogliono vivere in sempliciti per avere tempo ed energie per aiutare gli altri. Sono dappertutto. Conosco un bodhisattva che abita in Olanda; si chiama Hebe. Durante la Seconda guera mondiale aiutd ventimila ebrei a sfuggire allo ster122

,,,rrr,, Non so come abbia fatto: se la guardi, vedi una per,..,,rr rr.r r.sileche ha solo due mani. Lho incontrata e ho da',, l.r rru:rcollaborazionea una sua iniziativa in aiuto degli ,,rLrrrrtli guerra vietnamiti. ( | \( )n() anche bodhisattva che non sembrano essere molr, , ,rn rvi rna che sono molto calmi e gentili e con la loro pre.r rrl,r ( i ispirano amore, comprensione e tolleranza. ( t' ur) numero infinito di simili bodhisattva, nel mondo. lr, '\ r ('nllllo vivere in modo da avere il tempo di riconoscere l.r lrrrr) I)r'csenza e di entrare in contatto con loro. I bodhi,//\r/ n()n sono ddi o figure del passato:vivono intorno a r,' 'r ill (iurle e ossa. Hanno molta energia, molta compren.r,'rrr' (' compassione,e noi possiamo trarre beneficio dalla l,'r,r rit'ittanza. I 1'rrrrrdi esseri, ibodhisatty4, non sono riconoscibili al| ,r1'prrrr.nza esteriore. A volte sono bambini piccoli che ci t,,,rt,ur()molta gioia. I nostri figli e i nostri amici sono t'.,,llttsttuta;a volte ci fanno soffrire, ma ci aiutano anche a r , ..(('t(' in amore e in comprensione. | 1,, nlltisattva non sono mai stanchi della sofferenza che li , rrr .1111i1, e non si arrendono mai: sono loro che ci danno il , ,'r,rl,l.iio di vivere. Kshitigarbha, che va nei luoghi piir infelr, r .rtl rriutare tutti gli esseri, non d una persona sola: si marrrlr's(rt, sotto molte forme, in tutti gli svariati inferni che si ,.,\r )ll() trovafe a qUeStO mOndo. 1rr ,,\rrt'lre Sadaparibhuta, il bodhisattva che dice: nNon oser' r nl.ri disprezzare qualcunoo d dappertutto. Anche se una l', r \( )na non sembra in grado di raggiungere il risveglio, Sa,l.r1,.11ibhll1a vede che quella capacitir d anche in lei, come rrr trr(li, c'd; egli aiuta tutti ad avere fiducia in se stessie a , ,r,t irrre via qualsiasi senso di inferioritA. Questo tipo di , r,nrl)lcssoparalizza le persone: la specialita di Sadapa,rl'lrrrta d esserein contatto con i semi della mente risveo della mente d'amore che abbiamo dentro e innaf,'lr,rtrr
lr.rrlt.

()rrr..sto bodhisattva non b solo un personaggio del Sutra l, I loto: pud essere trovato proprio qui, nella nostra sot23

cietA,in molte vesti diverse.Dobbiamo sapcr riconoscereil bodhisattvaSadaparibhuta,che d intorno a noi in carne ed
OSSA.

Manjushri d il bodhisattva che ha comprcnsione: chi ci pud capire ci rende infinitamente felici. Man.jushrid in grado di vederela nostra sofferenzae le nostre difficoltA e non ci sgrida mai, non ci punisce mai. E sempre al nostro fianco per incoraggiarcie per far splenderela luce sopra di noi. leggendario:d presenteinManjushri non d un personaggio noi vesti in molte diverse,a volte come sorellao fratorno a tello minore o come nipote. Noi non onoriamo personaggiimmaginari o mitologici: i bodhisattva non sono figure del passato che vivono fra le nuvole, sono persone reali piene di amore e di determinazione. Quando sappiamo comprenderela sofferenzadell'altro e provare amore per lui o per lei, siamo in contatto con il bodhisattvadella grande comprensione. Anche il bodhisat tva dell'ascoltoprofondo, Avalokiteshvara, B intorno a noi. Gli psicoterapeutidebbonoimparare l'arte di ascoltarea fondo quanto ilbodhisattvaAvalokiteshvara, colui che osservain profonditA con l'udito. Quando sappiamo ascoltareprofondamentei nostri figli o genitori, abbiamo gid Avalokiteshvara nel cuore. Ilbodhisattva del suono meraviglioso,Gadgadashvara, sa usare la musica, la scrittura e il suono per risvegliare la gente.Se sei un poeta, uno scrittore o un compositorepuoi esserequelbodhisottva.Le tue creazioni artistiche non servono solo a far dimenticare per un po'alla genteil suo dolore, servonoad innaffiare negli altri i semi della comprensione risvegliatae della compassione. Fra di noi ci sono molti scrittori, poeti e compositori che usano l'oceano meraviglioso del suono per servire la via della comprensione e dell'amore, rendendo pir) accessibili le porte del Dharma insegnatedal Buddha. E, questo il significato di una delle aspirazioni di Gadgadashvara.

1.1,1111 ,rtlimpiegare il grandeoceano del suono, ,, r l.rr \( )rgereparoledi stupefacente effetto, 1 . 1,, 1, ,tlrno I'oceano dellevirtir del Buddha , r, | 1,.155;11s, nel presente e nel futuro.S ()rr.rrrtlotocchi la terra ti metti in collegamento con i 1'r.urrlit'sscri, perchd questi fanno parte della terra e fanno tr' rli tc. Vivendo nel mondo d'oggi d facile cadere vittime 1',rr l, ll.r tlisperazione. Ti devi proteggere. Il modo migliore d irr contatto con i bodhisattua che sono attivi nella , ,rrrllrssi0ne e nell'amore. I )rr\ r'e rnrrlo esserein contatto con i Buddhae ibodhisattva ,1 rrr, oggi, nel momento presente, e non limitarci ad accender' rtr(('nso e a pregarli. Quando siamo dawerO in contatto , , 'n l()r'o,vediamo che loro sono dentro di noi e che noi ne .r.rrn()la prosecuzione non solo nel tempo ma anche nello .t,.rzio,c questo ci dA una grande energia. Noi siamo una ,1,llt' trrnte braccia di questi bodhisattva. Il nostro braccio I'rr,r :rrrivare molto lontano, a migliaia di chilometri da qui. I r n( )stre braccia possono raggiungere i luoghi piir oscuri ,l, l pianeta: abbiamo amici ovunque, che sono le nostre I'r.r(( ia, e anche noi possiamo esserele loro. Nt'l Sutra sulle Otto Realizzazioni dei Grandi Esserie d ,lr'tlo: "La comprensione risvegliata d l'unica carriera del Nessun'altra carriera vale dawero la pena di 1'r.rtir'lrht !>. r",\('r'('seguita.Onore e fama non possono essereparagonar r .rll;rcomprensione risvegliata che si genera in noi quando I'r.rtithiamo fermandoci e osservando in profonditi la narrrr ,r clclle cose. euando smettiamo di esserein collera, gra.'rl rrlla comprensione che abbiamo raggiunto, in realtd .rr.un()gii manifestando i semi della grande comprensione

Ir,ttttntsal<nSutra,Ll, in: Il Sutra del Loto, a cura di C. Sferza, Rizzoli, \! rl.rrro 2 00 l . ( N d n ,'r,,,/ lrr italiano anche in Canti e recitazioni di PlumVillage, Nobile EditoVl.rtr't'a 2000. (NdD

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che abbiamo dentro. Cerchiamo di vivere in modo che i bodhisattva che sono in noi si possanomanilcstare! Invito tutti noi a essere deibodhisatll,a,proprio adesso, : sard un bodhinel modo di agire e di parlare. Non pens.rre piir nomi dei bodhisattva tardi, stasera.Invocare i sattva della dell'ascoltoprofondo, della grande comprensione, grande azionee della grandeaspirazionet: restarea contatto delleloro qualiti ci dard l'energiain[inita di cui abbiamo gli esseriche sol'li'ono nel mondo. bisognoper abbracciare Potevodiventareun pirata Toccandola Terra ci mettiamo in contatto con i grandi esseri e anchecon tutti gli esseriche soffrono. Dobbiamo raggiungeresia gli uni che gli altri; dobbiamo ricordareche ci sono esseri intrappolati nelle softerenzepiir profonde, come la guerra, l'oppressione e I'ingiustizia,che non hanno modo di parlare apertamentedelle sof'ferenze e dell'ingiuCi sono pirati che violentano stizia che devonosopportare. le ragazzine.z Ci sono ricchi mercanti che vendono armi alle nazioni in cui i bambini non hanno cibo da mangiaren6 scuole da frequentare.Ci sono proprietari di fabbriche che impiegano i bambini come manodopera.Ci sono persone che muoiono nelle prigioni e nei cosiddetticampi di rieducaz.ione. Nei lebbrosari ci sono bambini e adulti senzaarti, analfabeti, senzaalcuna speranza.Questi regni infernali hanno bisogno dei bodhisattvo. Quando stiamo in piedi davanti alla montagnao a un fiore e pratichiamo la visualizzazione, subito prima di Toccare la Terra per la secondavolta, capiamo di esserenon solo delbodhisattvama anche le vittime stesse dell'oppressione,

In rltrr r irninazione e dell'ingiustizia. Con l'energia dei ltxll11111111,11abbracciamo vittime in ogni dove. Noi siamo il ,lr.rr.r r lrc sta perviolentare la ragazzinae siamo laragazzif rrir r lr(. \ta per essereviolentata. Non abbiamo ns6, separatt rlun(lLtcsiamo tutti interconnessi, siamo con ognuno di
l , rl r r

7 Episodio, citato sp!ssodall'Autore, della triste vicenda dei boat people,i profughi vietnamiti che dopo la fine della guerra fuggivanoversola Thailandia e la Malesiasu imbarcazioniche, in mare aperto,venivanoattaccate dai pirati. (Nd?-) 126

ll rrrodo in cui viviamo la nostra vita influenza ogni cosa. lt,'lrlrrirrr-ro pensare, dunque: nCome abbiamo vissuto, se ,1rrr'l uomo in Thailandia ha potuto divenire un vio1'i1l1,i1pe L nt.rtorc?u.Abbiamo badato solo ai nostri bisogni materialr Lr lrrnriglia in cui era nato quel giovane viveva nella mi..,r r.r piir nera da molte generazioni. Suo padre era un che conoscevaun solo mezzo per dimenticare i l',',r,tt()r'c '.'r,,11111;Hsmi, la bottiglia; un uomo che non sapevaeduca, , rI lrlrlio e lo picchiava spesso.Nemmeno sua madre sape\ ,r { ( )nrc poter dare un'istruzione ai figli, e il ragazzo, all'etd .lr trt.rlici anni, aveva dovuto accompagnare il padre sulla l'.rrr;r (.imparare a fare il pescatore.Alla morte del padre, t'',r, .rvcvacontinuato il mestiere al posto suo; non avevari'.,'r.,('l)cr comprendere e amare. Il giovane aveva ceduto ail,' t'.ntazione di diventare un pirata: in una giornata sola un I'rr,rtir pud fare un mucchio di denaro, che pud tirarlo fuori ,l.r ,lrrt.llo stato miserando che il ragazzo temeva sarebbe ,lrrr.rtoper sempre. In mare aperto non c'era polizia, quindi ;,r'rr 1ri.non seguire I'esempio dei suoi compagni e violenta,;rrt'f la ragazzina, sulla barca che avevano assalito? ', \t' ;rvcssimo avuto un fucile awemmo potuto sparare al r'r,,\rllc e lui sarebbe morto; ma non sarebbe stato meglio ,"...'1irr;.rrgli a comprendere e ad amare? Dov'erano i politicr, 1'lrrrontini di stato e gli educatori che dovevano aiutarlo? I ;r notte scorsa nelle famiglie di pescatori sulle coste rlr.rrl.urdesi sono nati centinaia di bambini. Se quei bambirrr rrrln verranno seguiti, allevati ed educati adeguatamente, ,1,rrrridi loro diventeranno pirati. Di chi d la colpa? E colpa r,"'.rrir uomini di stato, politici, I'elettorato che li ha man. l,rrr .rl potere, educatori. Non possiamo dare la colpa solo a , lqioVZrDe. Se io stessofossi nato in una famiglia povera, ''1r'l
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se non avessimai ricevuto un'istruzione,sc avessiavuto un padre e una madre analfabeti, poveri da sempre, che non sapevano come allevarmi, anch'io sarei potuto diventareun pirata. Risolverestiqualcosa,se mi uccidessia fucilate?Chi b quel pirata? Potrei essereio. Anche la bambina violentata potrei essere io. Tutte le sofferenzedegli esseriviventi sono la nostra sofferenza. Dobbiamo capire che noi siam<-r lclro e loro sono noi. Quando ne vediamo la sofferenza,nel nostro cuore entra una freccia di compassione e di amore; li possiamo amare, li possiamoabbracciare,possiamotrovare un modo per aiutarli. Solo in questo caso non veniamo travolti dalla disperazioneper la loro condizione.O per Ia nostra. Non affondarenella disperazione E, facile farsi travolgere dalla disperazione,quando si d in contatto con la sofferenzanel mondo. Ma non dobbiamo lasciarci sommergere.In Vietnam, durante la guerra, i giovani cadevanofacilmente in preda alla disperazioneperchd la guerra andavaavanti da cosi tanto tempo, sembravanon finire mai. E,lo stesso per la situazionedel Medio Oriente:i giovani israeliani e palestinesihanno la sensazione che l'atmosfera pesantedella guerra non finird mai. Dobbiamo praticare per proteggere i nostri figli e noi stessi dalla disperazione.I bodhisattva, con Ia loro capacitAdi ascoltare in profondita, di comprendere e di impegnarsi a fondo, possono insorgere e opporre resistenzaalla disperazione. Quando Tocchiamo la Terra per la secondavolta siamo in contatto conibodhisattva grandi e piccoli in ogni dove e ne percepiamoI'energia. Anchegli animali, le piante e i minerali soffronoa causa dell'avidith degli esseriumani. La terra, I'acquae I'aria soffrono perch6 le abbiamo inquinate; gli alberi soffrono perch6 distruggiamo le foreste per il nostro profitto; alcune speciesi sono estinte per via della distruzione del loro ambiente naturale. Anche gli esseriumani si distruggono e si
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..f,,,n.rro I'un l'altro. Secondo gli insegnamenti del buddhi1n'r tuttigli esseri hanno la potenzialita di una natura ri'.., p'lr,rtir. In che modo possiamo fermarci prima di collas,..rr. rrt'lla disperazione? Possiamo riuscirci perch6 i lf rr,ltllrirc i bodhisatrva sono presenti nel mondo: non stanrr,' rl.r qualche parte in un paradiso lontano, sono qui con rr,1.51'1 che viviamo sia che moriamo. l',rttrnt' heneficioa tutti t,t r .rr't' la Terra ci aiuta a purificare il corpo e la mente; ci .rrrt.r ir mantenere la comprensione risvegliata dell'imperr'.rn('nza, dell'interconnessione e del non-s6. Il Buddha ha ,lr'rto: chiunque veda I'inter-esserevede il Buddha. Quando t, ', r lrianto la Terra, dunque, vediamo i Buddha in noi e noi ,.r.ssi nei Buddha; vediamo tutti gli esseri che soffrono in n' 'r (' \/ediamo noi stessi in loro. Mentre restiamo prosternarr, rl tonfine tra..s6o e naltroo viene rimosso; allora sappiarrr,,t;rrclloche dowemmo fare o non fare nella vita quoti,lr.rrrr. Grazie a questa intuizione profonda possiamo r,'.rlizzaremolte cose di grande beneficio. ( lrc cosa hai fatto della tua vita? Cid che hai compiuto d ..t,rtodi reale beneficio a te stesso,alle persone che ami e a rrrni gli esseri? ll lxxlhisauua prende l'impegno profondo di alleviare la ..,'ltt'r'cnza. Si tratta di fare dellaspirazione a diventare un rr:rt'gliato, un Buddha, una vera carriera. Quando prendiarn,, lr decisione di intraprendere la carriera delbodhisattva 1',,ssiamolasciar andare tutte le cose insensate che ci attr.r('\'i.rno prima: possiamo lasciar perdere la fama, possiarrr,r lusciar perdere I'idea di avere un sacco di soldi. Una volr,r l)r('sa la decisione, d facile lasciar andare queste cose. I lluddha sono dentro di noi; noi siamo nei Buddha. Pos\r,nn() diventare dei Buddha. Possiamo diventare degli illurn ttutl l.

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AIIa guida di noi s/essr All'inizio della pratica del secondo Toccare Ia Terra, usa le parole che seguono come guida: nToccando la terra mi metto in contatto con tutte le persone e tutte le specie che sono vive in questo momento, nel mondo, insieme a me.)) (Visualizzale per un po'di tempo stando in piedi davanti all'oggetto prescclto, prima di prosternarti e toccare la terra.) nSono una cosa sola con il meraviglioso scherna della vita che si irradia in ogni direzione. Vedo la strctta connessione fra gli altri e me stesso, vedo come la nostm felicitd o sofferenza sia interconnessa. Sono uno con i bodhisottr,o e i grandi esseri che hanno trasceso I'idea di nascita c nlonc e sono in grado di guardare con compassione e senz4n paura le differenti forme di nascita e morte. Sono uno con i bodhisuttva che si possono trovare nei diversi luoghi del pianeta. Essi hanno pace della mente, comprensione e amore; sono capaci di entrare in contatto con cib che d meraviglioso,nutricnte e risanante, e di portarlo agli altri. Hanno la capaciti\ cli abbracciare il mondo con cuore amorevole e braccia capi,rcidi agire e prenpace, dersi cura. Anch'io sono una persona che ha sr.rfl'iciente gioia e libertd da poter offrire coraggio e gioia a coloro che ho intorno. Non provo alcuna solitudine, alcuna disperazione quando sento l'amore e la feliciti dei bodhisattva che vivono, al presente, sulla terra. Vedere il loro amor c c vcdere le sofferenze di tutti gli esseri mi aiuta a vivere in un nrodo ricco di significato e pieno di vera pace e felicite\. oRinforzato dallamore deibodhisaltva, sono in gxado di vedere me stesso in tutti gli esseri che soffrcno. &rno uno con coloro che sono disabili o che lo sono divcntati a causa di guena, incidenti o marlattie.Sono uno con colonr che si tnrvano in situazioni di guerra o di oppressione.Sono uno con coloro che non trovano alcuna gioia nella vita familiarc, chc non hanno radici nd pace della mente, che cercano disper:rtamentequalcosa di bello e di salutare da abbracciare e in cui crcdere. Sono la persona che d in punto di morte e che ha m<;lta paum, perch6 130

non sa che cosa stia per succederc e teme di essereannientata. Sono il bambino che vive in luoghi di cstrc,ma poverti e disagio, con braccia e gambe come stccchini, *-nzl un futuro. Sono anche il Fabbricantedi bombe che dlirrliscc i paesi poveri. nSono la rana che nuota nello stagno c sono anche il serpente che ha bisogno del corpo della rana pcr nutrirc il proprio corpo. Sono il bruco o la forrnica chc l'trccello cerca per cibarsene;sono anche I'uccellclchc cclcu l'insctto per mangiarlo. Sono la foresta che viene abbattuta; sono il fiurne che viene inquinato; e sono la pcrs()r.ra chc abltattc la foresta e inquina i fiumi e l'aria. Vedo nre slcs.so in tutti gli esseri e tutti gli esseri in me., Guardare in profonditd alla non-nascite e non-tnorta Quando cominciamo a comprendere che noi siamo ogni cosa, le nostre paure cominciano a svanire. Abbiamo toccato in profondita le dimensioni dello spazio e del tempo; ma per essere realmente Iiberi dalla paura dobl>ianro guardare in profondita nella dimensioneassolutadella non-nascitae nonmone. Occone che ci liberiamo dell'identificazior-rc con il nostro corT)o, dell'idea di morire; d ld che scopriremo il luogo della non-paura. Questo b il terzo Toccare la Terra. Ecco una meditazione guidata che vi aiuta a prepararvi a questa pratica. Inspirando so che sto inspirando. Espirando so che sto espirando. Inspirando sono consapevole di un'onda nell'oceano. Espirando son'ido all'onda nell'oceano. Inspirando sono consapevole dell'acqua nell'onda. Dentro Fuori

Onda Sorrido

Acqua nell'onda

l3l

I.lspirandosorrido lll'acqua nellbnda. Inspirando vedo Ia nascita dell'onda. Espirando sorrido alla nascitadellbnda. Inspirando vedo la morte dell'onda. Espirando sorrido alla morte dellbnda. Inspirando vedo la natura di non-nascitadell,acqua. Espirando sorrido alla natura di non-nascitadell,onda. Inspirando vedo la natura di non-morte dell'acqua. Espirando sorrido alla natura di non-morte dell'acqua. Inspirando vedo la nascita del mio corpo. Espirando sorrido alla nascita del mio corpo. Inspirando vedo la mone del mio corpo.

Sorrido

Espirandosorrido alla morte del mio corpo. Inspirando vedo Ia natura di non-nascitadel mio corpo. Espirando sorrido alla natura di non-nascitadel mio corpo. Inspirando vedo la natura di non-morte del mio corpo. Espirando sorrido alla natura di non-morte del mio corpo.

Sorrido Natura di non-nascita del corpo Sorrido Natura di non-mone del corpo Sorrido

Nascitadell'onda Sorrido

Morte dell'onda Sorrido

Acqua che non nasce Sorrido

Inspirando vedo la natura Non-nascitadella di non-nascitadella mia coscienza. coscienza Espirando sorrido alla natura Sorrido di non-nascitadella mia coscienza. Inspirando mi limito a essere consapevole dell'inspirazione. Espirando mi limito a essere consapevole dell'espirazione. Io non sono il mio corpo Dentro

Acqua che non muore Sorrido

Fuori

Nascitadel mio corpo Sorrido

Il mio corpo muore

Da novizio pensavoche l'impresaa di andare al di la della nascita e della morte fossequalcosa di molto remoto .t non sarei mai stato capacedi realizzarla " nell,arco ii""" " ,i8 Nell'originale,con ironia: *the businessof going beyond birth and death". (NdT\

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ta sola. La vita e la morte, perd, sono solo idcc: le dobbiamo soltanto superare. Quando ho imparato qucsta vcritit mi sono reso conto che non era un'impresa itnllossil;ilc, anche se siamo rimasti imprigionati in queste duc itlct' per cosi tante vite! Ora capiamo di essere piir del nostt() c()l'po; vediamo che non c'd una vera e propria durata della vitl: noi non abSe biamo limiti. Ne facciamo esperienza irt tttcclitltz,ione. il secondo Tocprinro t' il praticato successo con abbiamo care la Terra, il terzo risulta semplice c()llle trn gioco da bambini. Il terzo Toccare la Terra d come un cct'cltio tracciato intorno alla linea verticale del tempo ncl pt'ittto e alla linea orizzontale dello spazio nel secondo. Il prirno ci lra liberato dall'idea di essere separati dai nostri ltntcttitti e dai nostri discendenti: ci ha liberato dalla nostra noziottc di tempo. Il secondo ci ha liberato dall'idea di essct-cseparati dai Buddha, daibodhisattva, dai grandi cssct'i,dagli esseri che soffrono, dagli animali, dalle piante, dl ogrti cosa: ci ha liberato dalla nozione di spazio. Questa l'oltit tocchiamo la terra e ci liberiamo dall'identificazionc t'on il cotpo e dall'idea di esseresoggetti a nascita e m()11c. In genere pensiamo di essere il n<lsttrrc()lpo; pcnsiamo che quando esso si disintegrerd anclte noi ci disintegreremo. Il Buddha ha insegnato chiaranrctrtc chc noi non siamo questo corpo. i trent'anSpessochiedo ai miei amici piit giovani, sott<.r ni: uDov'eri nel 1966,quando ho litsciatoil Victnam?". Non dowebbero rispondere che non esistcvano; dovrebbero vedere che c'erano, da qualche parte, nci gctritot-ie nei nonni. la Terra puoi Le prime volte che pratichi il tet'zo Tircc:.tt'e u'ftrccitndo la Terra farti guidare dalle parole che segutlno: lascio andare l'idea di essere questo col'lx) e chc l:t durata della mia vita 0 limitata'. (Visualiz.zalcpcr un po'di tempo stando in piedi davanti all'oggetto prcsct'lto, prinra di prosternarti e toccare la terra.) questo corpo, composto clci clttltttl'oelementi, "Vedo che non d realmente me e che io non sono lirttititto cla esso.Fac134

cio parte della corrente della vita dci miei antenati spirituali c di sangue che da migliaia di anni sconr fino al presentee che per migliaia di anni scorleri\ ncl lirturo. Sono una cosa sola con i miei antenati. Sono uno con tuttc le persone e con tutti gli esseri,che siano in pace c libcri clllla paurir o pieni di solferenza e di paura. In questo n)ontcnt() sono presente in ogni parte del pianeta. Sono prcscnte anchc ncl passatoe nel futuro. Il disfacimento di questo corpo rton nri locci.l,proprio come la caduta di un fiore da un pnlno non signil'ica la fine dell'albero. Mi vedo come un'onda sull:.r supcr{icie dcll'oceano: Ia mia natura B l'acqua dell'oceano.Vedo nte stcssoin tutte le altre onde e tutte le altre onde in nrc. La conrparsa e la scompansadella forma dell'onda non inflr-riscc sull'occano.Il mio corpo di Dharma e la vita della mia si.rggcz.zir non sono soggetti a nascita e morte. Vedo la mia prescnza prima che il mio corpo si manifestassee dopo la sua disintcgrazione. Anche in questo momento vedo che esisto anche al di fuori di questo corpo. Settanta, ottant'anni non sono la durata della mia vita: essab illimitata, come la durata della vita di una foglia o di un Buddha. Sono andato al di lI dcll'idea di essere questo corpo, separato nello spazio e nel tenrpo., Quelli fra voi che sono entrati in contatto profondo con le cose nella dimensione del tempo e dello spazio saranno capaci di entrare in contatto con questa dimensione assoluta: una volta imparato a toccare I'onda, impari a toccare l'acqua. Non c'A alcuna separazione Il Buddha ha detto che nella tua realth per natura non si nasce e non si muore, non si viene e non si va, non si d e non si unon du; nulla d ulo stessop nd ualtro e diversoo. Questo insegnamento sembrerebbe in contraddizione con I'insegnamento che tutto cid che nasce deve morire, che non possiamo sfuggire alla morte, alla malattia e alla vecchiaia. Pratica I'osservazione profonda: ti renderai conto che la nascita d un concetto, l'essere d un concetto, il non-essere d un t35

I
I

I
i

altro concetto. Dobbiamo rimuovere tutti questi concetti riguardo alla realtA. Solo allora entriamo in contatto con la realtAassoluta, con nla veraessenza dellecoscr.e <Veraessenza)b un termine radicale:significa che la realtA 0 come 0. Non puoi dire niente a riguardo, non la puoi descrivere.Puoi dire che Dio d la realt) assolutae che tutto cid che si pud dire di Dio d sbagliato. Lo stessovale per il nirvana. Nirvana d rimuovere tutti i cr>ncetti in modo che la realtd si possa rivelare te pienamcnte. Nclla dimensione storica,se osserviamoun'onda possianroparlare della sua nascita e della sua morte; possiamodire che d alta o bassa,piL o meno bella, possiamoparlare di quest'onda e quell'altra, eccetera.Per quello che riguarda la dimensione assolutanon vale pii nessunodegli aggcttivi,dei concetti che usiamo per descriverel'onda; non c'd n6 nascita nd morte, nd queston !quello, n6 alto n6 basso,nd pii bello n ! meno bello. Londa non deve morire per divcntare acqua: l'onda d giA acqua,in questopreciso istantc. Praticatutto cid e non ti sentirai separatodalla persona che ami, quando morird: se hai questavisione profonda non ti sentirai abbandonato. Ogni giorno io osservo in profonditd tutto cid che ho intorno: gli alberi, le colline, i miei amici. Mi vedo in tutti loro e so che non morird, ma proseguird in molte altre forme. Quando gli amici mi guardano mi dowebbero vederein altre forme diverseda questo corpo visibile. Questapratica quotidiana li aiuter) a non piangerequando per la mia attuale manifestazione verrA il momento di scomparire:quando qucsta scomparirh,sarA per lasciarespazio ad altre manifestazioni.

IX

Accompagnarechi muore

9 Tathata in sanscrito, suchness in inglese: tcrminc- ccntrale, nel buddhismo, intraducibile in italiano, che in sostanza signilica: lc cose cosi come sono nella loro vera essenza.(Nd7) 136

Anathapindika era un discepololaico del Buddha a lui molto caro. Veniva dal regno del Koshala, a nord del Gange e ai piedi dell'Himalaya. Era un mercante, un uomo d'affari di successo, rispettato da tutti; i contadini delle sue terre gli volevano bene perch!aveva un cuore generoso. Il suo vero nome era Sudatta,ma gli era stato dato il titolo onorifico di Anathapindika, che significa ocolui che si prende cura dei poverio, a riconoscimento dei suoi sforzi instancabili a sostegnodei poveri, degli orfani, dei senzatetto. Un giorno - avevacirca trent'anni - viaggiavaper affari nel regno del Magadha, dove in quel momento si trovava anche il Buddha. Appena arrivato nella zona per prima cosa andd a far visita alla sorella minore e a suo marito, che a quel tempo vivevanonel Magadha.Fu sorpresodi non-essere accolto con i festeggiamentie le attenzioni abituali; quando chiese alla sorella come mai non gli dedicassepiir tempo, lei gli rispose che tutta la famiglia era occupatissima a prepararsi a ricevere un maestro meraviglioso chiamato il Buddha. Anathapindika si incuriosi molto, udendo quel nome, e chiese: .Chi d costui?u.La sorella gli rispose parlando del Buddha con un tale rispetto da ispirargli il desiderio di andare a trovarlo prima possibile. Il giorno dopo, di mattina presto, Anathapindika si recb al Monastero del boschettodei bambi, dove il Buddha dar39

va insegnamenti.Il discorso lo commosse nel profondo; Anathapindika si inchind fino a terra c invit<)il Buddha a pcrch !desiderarecarsi a Shravasti,sua cittd di residenzat, va poter condivideregli insegnamentie la pratica con gli amici e con la famiglia. Il Buddha dava insegnamentisolo da tre anni ma avevagid pin di milleduecentodiscepoli monaci. Fra i monaci che viagche a sua giavano insiemea lui c'era il VenerabileShariputr-a, di divenire volta era stato un famoso maestrospiritualc, prin-ra tutti i suoi fratelli discepolodel Buddha, e in quell'occasione scguito. lo avevano discepoli nel Dharma e i suoi capitaledel Il Buddha accettdl'invito ad andarea Shr:rvasti, regno del Koshala, e Anathapindika parti subito per organizzarei preparativi per quella visita. Avevabisogno dell'aiuto di Shariputra,che un monaco,e il Buddha chieseal Venerabile di ancomunitA, avevaun vero talento nella formazione delle dare con lui. Anathapindika e Shariputra, l'uno laico e l'altro monaco,divenneroben prestobuoni amici. Alcuni pensanoche solo i monaci possanoesserevicini vicini ai laici, ma non ai monaci e solo i laici possanoessere d cosi. Se entrambi sono motivati da un profondo desiderio e l'osdi praticare gli Addestramenti alla Consapevolezza amici profonda, laici e monaci possonoessere servazione praticare insieme. benissimo molto intimi, collaborare e Non c'd alcuna discriminazione:il monaco pud essereun un buon laico, e i due posbuon monaco, il laico pud essere amici stretti. sono essere Anathapindika desideravaoffrire al Buddha un pezzo di terreno su cui iostruire un monastero nel Koshala. Cercd in lungo e in largo, per concludereche c'era un solo posto che fosse abbastanzabello: era un parco delizioso che appartenevaa un membro della famiglia reale, il Principe di Jeta.Anathapindika, che era molto ricco, pensavadi riuscire a convincereil principe a vendergli quella proprietd. Su quel terreno il principe avevafatto piantare molti splendidi alberi, per cui quello era molto di pin di un pezzo di terra: era una speciedi paradiso. Quando Anathapindika andd
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dal principe a chiedergli quel terreno in vendita, il principe rifiutd. Anathapindikagli offrl rrna sommA marggiore, e di nuovo ebbeun rifiuto. Alla finc Anathapinclika gli chiese: nQuantovuoi per quel terreno?Sono pr()ntoa pagartiqualsiasi sommar. Il principe rispose: "Tc lo venclcrdse potrai ricoprire tutto il terreno di fogli d'oro,. Scherzava,in realti: non awebbe mai pensatoche Anathapindikaaccettassequestaproposta,ma questi l'accettd. Anathapindika portd in breve tempo abbastanzafogli d'oro da poter ricoprire I'intera area. Il principe non voleva ancora vendergliela,ma i suoi consiglieri dissero: uDevi venderglielo.Sei un principe di famiglia reale e hai dato la tua parola: non puoi ritirarla!o. Il Principe di Jeta faticava a capire che un maestro spirituale potesseesseretanto straordinario e che Anathapindika potesseonorarlo e amarlo al punto da pagare una somma cosl enorme per comprare un terreno da regalargli. Alcuni perb gli disseroche il Buddha, sebbenegiovane,era un maestropienamenterisvegliatoe che il suo insegnamento e la sua compassioneerano senzapari. Vedendola grande fede e ammirazione che Anathapindika nutriva per lui, il Principe di Jeta lo fermd mentre stava per ricoprire d'oro I'ultimo pezzodi terra, dicendo: "Mi hai giA dato cosl tanto oro, adessobasta. Desiderooffrire al Buddha gli alberi che ho piantato su questaterra come mio regalo personaleper luir. Ecco perchd quel luogo prese il nome di Parco di Anathapindika e di Jeta. Era un terreno comperato e regalato al Buddha da Anathapindika, ma gli alberi erano un dono del Principe di Jeta.Il Buddha amava moltissimo quel parco e vi passdventi ritiri della stagionedelle pioggetconI Il Buddha e i suoi monaci eranouna comuniti itinerante,tranne che nei tre mesi invernali,la stagione delle piogge,in cui le condizioni climatiche del Nord dell'India rendevanoopportuno fermarsi. Questoha dato origine a un ritiro invernaledi tre mesiche si osserva ancorain molte tradizioni e che d chiamato (il ririro della stagione delle piogge,. (Ndn l4l

secutivi. Ancora oggi si pud visitare il parco e vedere i resti archeologicidegli antichi monasteri buddhisti. Durante gli anni successivi al suo incontro con il Buddha, Anathapindika continud ad aiutare i poveri e a sostenereil Buddha, il Dharma e il sangha.Non era solo il re del Koshala,era ancheun buon amico del Buddha. Anathapindika avevauna bella famiglia; anche la moglie e i due figli diventarono discepoli del Buddha. Lintera famiglia andava una volta alla settimana al Parco di Jeta ad ascoltarei discorsi di Dharma e a godere la pratica della consapevolezza. SpessoAnathapindika portava altri uomini d'affari, suoi colleghi, a incontrare il Buddha e a riceverne gli insegnamenti.In un'occasionerimasta famosa portd pin di cinquecentocommercianti al Parco di Jeta,dove il Buddha dava un discorsodi Dharma per laici sulla pratica della presenzamentale. La maggioranzadegli amici di Anathapindikaaccettde ricevettela trasmissionedei Cinpevolezza.z que Addestramentialla Consa Anathapindika oflri sostegnoal Buddha, al Dharma e al sanghaper tutta la vita, con grandepiacere ed entusiasmo. In vita sua avevaottenuto molti successi, ma c'erano anche momenti molto difficili. Una volta avevaperso tutti i suoi averi, ma con l'aiuto dei suoi amici e dei suoi dipendenti era poi riuscito a ricostruire la propria fortuna e le proprie attivitA commerciali. Erano passati trentacinque anni dal suo primo incontro con il Buddha, quando Anathapindika si ammald gravemente. Sentendoquesta notizia, il Buddha andd a visitarlo e lo invitd calorosamentea praticare la consapevolezza del respiro, anche stando a letto. Poi incaricd il VenerabileShariputra di prendersicura del suo vecchio amico, chiedendo2 Ricevere la trasmissione degli addestramenti (o precetti) significa partecipare a una cerimonia in cui se ne ascolta la recitazione, uno per volta, e si dichiara pubblicamente di oseguirli, studiarli e praticarli nella vita quotidianao; con questo si entra a far parte in modo esplicito e ufficiale della comuniti dei praticanti. (NdT) 142

llr tli ll'rmarsi nel Koshala con Anathapindika per aiutarlo ,r rrrorir-c in pace. Slruriputra, sentendo che Anathapindika stava awicinan,l, ,si alla morte, chiese al fratello ncl Dharma pii giovane, il Vt'rrcrabileAnanda, di accompagnarlo a trovare il vecchio ,rrrrico.Ananda era un cugino del Buddha e aveva imparato .r rrrcrnoriatutti i suoi discorsi di Dharma: d in buona parte rrrt'r'ito suo se abbiamo ancora oggi gli insegnamenti del Itrrrklher. Finito il giro giornaliero della questua, i due morr:r.'iandarono a casa di Anathapindika; questi fu dawero r perch6 aveva molto bisogno di loro in 'rrlcnto di vederli, (tu('l momento difficile. Si sforzd di mettersi seduto e di salrrtrrr-li in maniera appropriata ma non ci riusci, tanto era ,lt'lrolc. Shariputra gli disse: oAmico caro, non sforzarti di mettcrti a sedere,stai pure sdraiato; noi prenderemo due sedie ,' r i siederemo qui vicino a te>. Poi gli chiese: oCaro amico, ({)r'r)Lr ti senti? Hai dolore? Se si, sta aumentando o dimirrrrt'ndo?r.Anathapindika rispose: nMio caro amico, non rni sembra che il dolore che sento nel corpo diminuisca; anzi, scmbra crescere di continuo>. Allora Shariputra disse: uUn questo caso suggerisco di ;rnrticare insieme una meditazione guidata sui Tre Gioiellr,,.tComincid dunque a offrire all'amico una meditazione rtrl Buddha, il Dharma e il sangha, con il sostegnodel Vener rrlrile Ananda che sedeva li accanto. Shariputra era consirlr'r'alo uno dei piir brillanti discepoli monaci del Buddha, lur corn ! il suo braccio destro, ed era il fratello maggiore di ruigliaia di monaci e monache. Sapeva che Anathapindika irvcva tratto un grande piacere, anno dopo anno, nel servire rl lluddha, il Dharma e il sangha. Sapeva anche che in

I l)ctti anche le Tre Gemme e i Tre Rifugi sono: il Buddha (inteso come la lxrtt'nzialiti di risveglio di ognuno), il Dharma (ossia l'insieme degli inser'rrrrrncnti) e il sangha (la comunitir dei praticanti). (NdT)

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Anathapindika questa meditazione awebbe innaffiato i semi della feliciti in quel momento cosl difficile. Condivise dunque con Anathapindika la pratica che consiste nel richiamare la natura meravigliosa del Buddha, del Dharma e del sangha.Bastarono cinque o sei minuti perchd il dolore che Anathapindika provava in tutto il corpo diminuisse e perchd in lui venissero innaffiati i semi della feliciti. Avevarecuperato l'equilibrio. Anathapi ndika sorrise. Innaffiare i semi della felicitA d una pratica molto importante per il malato o il morente.Tutti abbiamo in noi i semi della felicitA, e in momenti difficili quando siamo malati o stiamo morendo dowebbe esserci un amico, seduto al nostro fianco, che ci aiuti a toccare i semi della feliciti dentro di noi. Altrimenti E facile che i semi della paura, del rimpianto e della disperazione ci possano travolgere. Quando Anathapindika riusci a sorridere, Shariputra seppeche in lui si era ristabilito I'equilibrio tra gioia e dolore. Invitb Anathapindika a continuare la meditazione guidata, dicendo: oAmico caro, per favore pratica con Ananda e con me in questo modo: .Inspirando, vedo che questo corpo non 0 me. Espirando, non sono prigioniero di questo corpo. [o sono vita senza limiti; non sono mai nato e non morir0 mair. Quando si sta per morire pud darsi che non si sia molto consapevoli del corpo; a volte si prova un certo intorpidimento. Eppure si rimane prigionieri nell'identificazione con quel corpo, si resta intrappolati nel concetto che la disintegrazione di questo corpo 0la propria disintegrazione. Ecco perch!si ha paura: si teme di svanire nel nulla. La disintegrazione del corpo, invece, non pud riguardare la vera natura della persona che sta morendo. Occorre spiegare a quella persona che lei ! vita senza limite. Questo corpo E soltanto una manifestazione, come una nuvola. Quando una nuvola non d pit una nuvola non va perduta, non svaniscenel nulla: si B trasformata, b divenuta pioggia. Per questo non dowemmo identificarci nel corpo. Questo corpo non b me. Io non sono prigioniero di questo corpo. Io sono vita senzalimite. tu

I)i lhtto dobbiamo cominciare questapratica adottando | ' )n)coggettogli occhi, il naso,le orecchie, la lingua, il coroQuesti t. la mente: occhi non sono me. Io non sono pri1',, di questi occhi. Io sono vita senzalimiti. Queste 1'rorricro r)r('('chie non sono me. Io non sono prigionierodi queste orccchi !.Io sono vita senzalimiti. Questonaso non d me, rr) non sono prigioniero di questo naso ma sono vita senza lrntiti,. Questapratica ci aiuta a non identificarciin occhi, .r('('chie,naso,lingua e corpo: esploriamoogni coscienza ,.r'rrsoriale e ogni organo di senso,in modo da capire che non siamo nessunodi loro. Noi siamo molto pii della marrilcstazione dei nostri organi di senso.La cessazione delle rrrrrnifestazioni non ci influenza. Poi osserviamoe vediamo in che cos'altro ci potremmo rrlt'rrtificare. Al di li del corpo e dei sensici sono i cinque agt'gati della forma, delle sensazioni,delle percezioni,delle rur l, rrrnazionimentali e della coscienza. Dobbiamo guandare a l,rrclo ognuno di essie dire: nQueste cosenon sono mer. Le le sensazioni,i sentimenti, le idee vanno e vengG 1x'r'cezioni, rro.Non possonoessere me. Anche la coscienza d solo una manifcstazione,proprio come le percezioni,le sensazioni,le forrrurzionimentali. Quando le condizioni sono sufficienti queste rrrrrnifestazioni si presentano;quando le condizioni non sono lriir sufficienti questemanifestazioninon si presentanopiir. I'r esentio non presenti,questemanifestazioninon sono me. Shariputra guidd Anathapindika attraverso la coscienza st'nsorialee i cinque aggregati,mostrandogli che questi n()n erano lui. Inizid cosl la meditazione guidata sui Quattnr Elementi, dicendogli: oAmico caro, continuiamo la nostr-ameditazione. Lelemento terra che d in me non 0 me'. (Qui uterra' significa tutto cid che d solido: carne, ossa, nruscoli,organi). <Lelementofuoco che d in me, ossia il calore, ch !servea mantenerci caldi e a digerire il cibo, non d rrre.Lelemento acqua che d in me non 0 me. C'd acqua dappcrtutto, dentro e intorno a me. Io sono libero dall'element() acqua.Lelemento aria in me non d me, perch6 io sono vitir senzaconfini.o Shariputra continud in questo modo.
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Alla fine Anathapindika fu guidato nella nreditazione sulI'Originazione Interdipendente.4,,Caro amico, guardiamo il mio piir a fondo. Quando le condizioni sono sr.rl'l'icienti, pat-te, e dopo il corpo si manifesta. Non viene da nessuna suo disfacimento non va da nessuna pane.,' Quando le cose si manifestano, in realtA non possiamo proprio dire che (esistonoD. Quando le cose cessano di manifestarsi, in realtd non possiamo descriverle come inesistenti. Siamo liberi dai concetti di venire, andare, essere, non-essere, nascita, morte, lo stesso e altro. Questo d esattamente il genere di pratica e di insegnamento che possiamo comprendere quando contempliamo una nuvola, una I'iamma o un girasole. A quel punto Anathapindika si mise a piangere. Ananda si stupi. Il Venerabile Ananda era molto piir giovane di Shariputra e non era in grado di vedere la trasformazione e la liberazione che Anathapindika stava vivendo nel giro di pochi minuti: pensd che Anathapindika piangesseperch6 rimpiangeva qualcosa o perch6 non era riuscito a meditare bene, quindi gli chiese: oCaro amico, perch6 queste lacrime? C'd qualcosa che rimpiangi?u. Anathapindika disse: "No, Venerabile Ananda, non rimpiango niente". Ananda gli chiese allora: ol-a tua pratica non ha avuto successo?u. Anathapindika risposs; uNo, Venerabile Ananda, al contrario>. Ananda chiese: nE allora perchd piangi?n.

4 Altro insegnamento fondamentale del buddhismo: la catena dei dodici anelli dell'Originazione Interdipendente (in sanscrito pratitya santutpada). ln II cuore dell'insegnamentodel Buddha (Neri Pozza, Vicenza, 2000) l'Autore lo sintetizza cosl: .Questo d perch6 quello d; questo non d perch ! quello non d. Questo viene in essereperch ! quello viene in essere.Quest6 non viene in essereperchd quello non viene in essere). Troviamo queste frasi in centinaia di discorsi sia della Tradizione Settentdonale che di quella Meridionale: sono la Genesi del buddhismo. (Nd'l) 146

Anathapindika rispose quindi, con le lacrime agli occhi: ,,Vcncrabile Ananda, piango perch6 sono molto commosrrr. llt> servito il sangha, il Dharma e il Buddha per trenta, irrque anni eppure non ho mai ricevuto e praticato inse1'rrirnrcnti splendidi come questi che il Venerabile Slrariputra mi ha impartito oggi. Sono cosi felice! Sono . ,rsi libero!r. Allora Ananda gli disse: oAmico caro, forse non lo sai, rrr:rnoi monaci e monache riceviamo questo genere di inse1'r[rrncnti quasi tutti i giornio. Anathapindika sorrise e disse quietamente, con la sua vo. t'clcbole: nCaro VenerabileAnanda, per favore torna al mon,irstcroe di'quanto segue al Signore il Buddha, da parte rrria:capisco che molti laici sono occupatissimi e non trovarro il tempo di ricevere e praticare questo genere di insegnarrrcnti.Molti di noi, invece,sono abbastanzaliberi e disponiIrili da poter ricevere questi insegnamenti e questa pratica. I'i prego, chiedi al Signore il Buddha di dispensare questi in\('gnamentianche a noi laicin. Sapendo che questa era I'ultima richiesta di Anathapinrlika, il Venerabile Ananda rispose: nCerto, fard come chietli. Lo dird al Signore il Buddha appena sard tornato al part'o di Jetao. Poco tempo dopo la visita dei due monaci, Arrathapindika morl in pace e senza dolore. La storia d riportata in un discorso detto oGli insegnarrrcnti da dare ai morentir.s Vorrei consigliare a chiunque rrc sia capace di studiare il discorso e di praticarlo. per fa\'()r'e,per studiarlo e praticarlo non aspettate di trovarvi di lrrrnte al problema della morte. Per favore, praticate l'osservrrzione profonda adesso, cosi da entrare in contatto con la r'ostra natura di non-nascita e non-morte, di non venire q rron andare, di non stesso e non altro. Cosi facendo metter t'te fine al lutto e al dolore. Se fate questa pratica con diliI,cnza e impegno, nutrite gli elementi di non-paura che ave-

\ Angtttaro Nikaya, LI, 8, in Canti e recitazioni di Plum Vllage, cit. (Ndf)


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te dentro: sarete in grado, poi, di morire nella gioia e nella pace. Dawero d possibile vivere felicementee morire felicemente. E,possibilese ci rendiamo conto che proseguiremo la nostra manifestazionesotto altre forme. E possibile anche aiutare gli altri a morire in pace, se abbiamo in noi gli elementi della soliditA e della non-paura.Quanti di noi hanno paura del non-essere! Questapaura ci fa soffrire molto. perch ! rivelare alla personache muore bisognerebbe Ecco e una prosecula realtd che noi siamo una manifestazione zione di molte manifestazioni.Allora la paura della nascita e della morte non ci tocca pii, perch6 comprendiamoche si tratta solo di concetti. Questad un'intuizione profonda molto importante, in grado di liberarci dalla paura. Ho tratto le parole e gli insegnamentidal sutra uda offrire al morenteudall'AnguttaraNikaya e ne ho fatto una canzone. E una ninnananna che pud esserecantata alla persona che si awicina al suo ultimo respiro:
Questo corpo non d me; io non sono prigioniero di questo corpo, io sono vita senza confini, non sono mai nato e non sono mai morto. Sopra il vasto oceano, il cielo con le molte galassie' tutto si manifesta a partire dalla coscienza. Sono sempre stato libero, dall'inizio dei tempi. Nascita e morte sono solo una porta: da li entriamo [e usciamo. Nascita e morte sono solo un gioco a nascondino. Sorridimi, dunque, prendimi la mano e dimmi arrivederct Domani ci incontreremo di nuovo, o anche prima. Ci incontreremo sempre, comunque, alla vera fonte, ci incontreremo sempre sui mille sentieri della vita.

La prima riga pud essereripetuta sostituendo (questo corpoDcon: questiocchi... questeorecchie...questonaso... questalingua... questamente...questeforme... questisuo148

ni... ecc. Per esempio:"Questi occhi non sono me; io non sonoprigionierodi questiocchir. Cantarequesta canzonea una personache muore pud rriutarlaa liberarsi dall'ideadi avereun'identitdperrnanentc connessa con una qualunque parte del corpo o della rrrente. Tutte le cosecompositesi decompongono, certo, ma il nostro vero s !non scomparenell'oblio. Questogeneredi rncditazioneguidata ci aiuta a evitare di restareprigionieri tlcll'idea di esserequesto corpo, questi pensieri,queste t'mozioni. Dawero, noi non siamo questecose:siamo vita senzalimite. Non siamo prigionieri della nascita,non siarno prigionieri della morte, non siamo prigionieri dell'esserc e non siamo prigionieri del non-essere. Questad la veritd rlellarealti. Quindi per favore non caricare troppo di occupazioni la tua vita: trova il tempo di praticare. Impara a vivere felicenrentegii oggi, nella pace e nella gioia. Per favore, impara la pratica dell'osservazione profonda e della comprensione clcllavera natura di nascita e morte, cosi che poi tu possa morire in piena pace e senzaalcuna paura. E una cosa alla portata di tutti. Se saprai praticare in modo da non avere paura, quando rrno dei tuoi amici o dei tuoi cari stard per morire sarai in grado di aiutarlo. Dowai sapere che cosa c'd da fare realmente e che cosa d meglio non fare. Sei abbastanzaintelligente da riuscire a impiegare utilmente il tuo tempo; non sprecarlofacendocosenon necessarie e insignificanti! Non occorre che diventi ricco; non occorre che raggiungi la fama o il potere:cid di cui hai bisogno e liberta, solidit}, pace e gioia. Hai bisogno di tempo ed energiaper essere in grado di condividerequestecosecon gli altri. La nostra felicitA non si basa sulla quantitd di denaro o sulla notorietd. La nostra sicurezzaviene dal fatto che pratichiamo e osserviamoo meno i Cinque Addestramentialla Consapevolezza. Quando abbiamo gli addestramenti e il Buddha, il Dharma e il sangha a proteggerci,siamo felici. Abbiamo occhi limpidi, un sorriso fresco, passi sicuri sul
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sentieroversouna vita libera. La nostra felicit) si riversa su tutti coloro che ci circondano.Non dedichiamo tempo a cose superficiali ma impieghiamolo per praticare, cosi che la qualitir della nostra vita migliori. Questo D il dono pitr prezliosoche ognuno di noi pud lasciare in erediti ai propri ficondividere gli o nipoti; b la cosa migliore che possianl<.r di ricevere, il tempo avere Dobbiamo con i nostri amici. del insegnamenti praticare e studiare i meravigliosi pribuddha, come quelli ricevuti da Anathapindika subito ma di morire. Prendendorifugio nella nostra famiglia, nei nostri amicr e nella comuniti, nel sangha,cambiamo stile di vita: dobbiamo vivere in pace e nella gioia proprio ora, non un domani, in futuro. Dobbiamo stare bene proprio ora, proprio qui, felici e in pace nel momento presente.Non c'd una via alla felicitA:la felicitA d la via. Gli insegnamenti dati da Shariputra dovrebbero essere riceruti da tutti in giovaneeti. Anathapindika fu molto fortunato a riceverli all'ultimo momento: le cose sono impermanenti e non sappiamoin anticipo quandoarriverdil mofortunati come mento della fine. Potremmo non-essere Anathapindika, non avere buoni amici spirituali al nostro fianco a guidarci nella meditazione al momento di morire. Ecco perch6 non dovremmo aspettare finchd forse sarl troppo tardi, ma dowemmo imparare subito questa pratica, in modo da esserein grado di guidare noi stessi. Un'altra stoia sulla morte All'inizio degli anni Novanta stavo andando a condurre un ritiro all'OmegaInstitute, nella parte settentrionaledello stato di New iork, quando appresi che un nostro vecchio amico stava morendo in un ospedaleproprio sulla strada, poco fuori New York. Si chiamava Alfred Hasslecera stato dir"tto.e della Fellowship of Reconciliation;nel 1966 e 1967avevamoviaggiato insieme in molti paesi organizzan' do iniziative per far terminare la guerra nel Vietnam.
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In seguitonon mi era piir stato pcrmessodi tornare in Vietnam perchdavevoparlato apetlantcntc,nei paesioccidentali, della violazionedei diritti unrani di cntrambc le parti in confitto, Nord e Sud. Alfred andd in Victnanral mio posto,dunque, per coordinarvile iniziativc in flavore dclla pace,e diede un valido sostegno ai nostri amici nell'allcstinrento di campi in cui prendersicura dei profughi c dellc vittin'rcdellaguerra; insiemeaiutammo pit di ottomila olf:rni di guerra. Quando ero andato negli Stati Uniti per la prima volta, nel 1966,era stata proprio la Fellowshipof Rcconciliationa organizzarrni il primo giro di conferenze, durante le quali chicdevoa gran voce la fine della guena nel Vietnam. SorellaChan Khongee io an-ivammoall'ospedale quando giA Alfred era in coma; con lui c'erano la moglie Dorothy e la figlia Laura. Laura Hassleravevalavorato come giovanissima volontaria nell'ufficio della Delegazione buddhista vietnamita a Parigi.z Quando Dorothy e Laura ci videro ne furono molto contente. Laura facevadel suo meglio per richiamare Alfred dal coma, ripetendo: oPapd,pape, c'd qui Thivl C'Aqui Sorella Chan Khonglr. Ma Alfred non tornava, era in un coma molto profondo. Chiesi a Sorella Chan Khong di cantare per lui. Una personamorente pud sentire,anche se noi non ce ne rendiamo conto. Sorella Chan Khong dunque cantd la canzoneche diceva: corponon d me; Questo io non sonoprigionierodi questocor?o, io sonovita senza confini, non sonomai natoe non sonomai morto.

6 Monaca vietnamita, instancabile attivista per la pace, allieva e collaboratrice principale dell'Autore. Sulle vicende sue e dell'Autore durante e dopo la guerra nel loro paese, ha scritto kte in Action, in italiano: L'anna del vero amore, Ubaldini, Roma 1995. (Nd?-) 7 A Parigi si svolsero le trattative di pace che chiusero la guerra nel Vietnam. (Nd?") l5l

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La cantb una secondavolta e poi ancora una terza; a meti della terza volta, Alfred si risveglid e apri gli occhi' Laura era cosi felice! Disse:nPapd,sai che c'0 qui Thdy? Sai che c'd qui SorellaChan Khong?u.Alfred non potevadire niente, ma guardandolo negli occhi capimmo che si era reso conto della nostra presenza.Sorella Chan Khong cocomuni quando lavoramincid a parlargli delle esperienze vamo insieme per la pace nel Vietnam: "Alfred, ricordi quella volta che eri a Saigon e cercavi di incontrare il monaco Tri Quang?Gli Stati Uniti avevanodeciso di bombardare Hanoi il giorno prima e il VenerabileTri Quangera cosi arrabbiato che avevafatto voto di non incontrare nessun occidentale,falco o colomba che fosse.Quando arrivasti tu, si rifiutd di aprirti la porta. Alfred, ricordi, ti sei seduto li e hai scritto un biglietto: "Sono venuto come amico per aiutare a fermare la guerra nel suo paese,non come nemico. Non mangerd n ! berrd piir niente finchd non mi apririr la porta!" e I'hai fatto scivolare sotto la porta. Te lo ricordi? Hai detto: "Starb qui seduto finchd Lei non mi aprirh la porta". Ricordi? Un quarto d'ora dopo il Venerabile Tri Quang ha aperto la porta; ti ha fatto un gran sorriso e ti ha invitato a entrare.Alfred, ti ricordi quando eri a Roma e c'era una veglia condotta da trecentosacerdoticattolici, ognuno dei quali portava un cartello con il nome di un monaco rifiutato di prenderele arbuddhista incarceratoper essersi militare?o. mi, di fare il servizio SorellaChan Khong continud a parlargli delle esperienze felici che avevamocondiviso lavorando insiemeper la pace, e la cosa ebbe un effetto meraviglioso; lei cercava di fare esattamentequello che Shariputra aveva fatto per Anathapindika: innaffiare in lui i semi della felicitir. La feliciti di Alfred era costituita dall'intento di servire la pace e mettere fine alle sofferenzedegli altri: innaffiare quei semi ripristinb in lui un equilibrio fra gioia e dolore, facendolosoffrire molto meno. i piedi. Pensavoche Nel frattempo io gli massaggiavo mentre si sta morendo, non si d molto coscienti del spesso,
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proprio corpo perchd lo si sentein qualche modo intorpidito. Laura gli chiese:oPapi, sai che Thdy ti sta massaggiando i piedi?n.Lui non rispose,ma dai suoi occhi capimmo per certo che sapevache eravamo li. All'improwiso apri la boccae disse:*Splendido, splendido!r.Dopo di che ricadde in un coma da cui non tornd piil indietro. Quella sera dovevo tenere il discorso di orientamentos agli iscritti al ritiro all'OmegaInstitute,quindi salutammo Dorothy e Laura, dicendo loro di fare ad Alfred quello che avevamofatto Sorella Chan Khong e io: parlargli, cantare per lui. La mattina dopo ricevetti un messaggio da Dorothy che ci comunicava che Altred era morto in pace qualche ora dopo la nostra partenza. Coloro che sono in stato d'incoscienzadevono sentire se noi siamo dawero presentie in pace,a fianco del loro letto. Dieci anni fa uno studente universitario che viveva a Bordeaux senti che sua madre stava morendo in California, e pianse moltissimo; non sapevase sarebbearrivato in California in tempo per vederla ancora viva. Sorella Chan Khong gli dissedi partire immediatamenteper la California e, se sua madre fossestata ancora viva al suo arrivo, di praticare proprio come Shariputra aveva praticato con Anathapindika.Gli disseche dovevaparlarle delle esperienze felici che avevanovissuto insieme, che era bene raccontarle episodi dei primi anni della sua vita matrimoniale e degli anni della sua giovinezza.Le awebbe dovuto raccontare quelle storie perch !le awebbero dato gioia, anche se non era pitircosciente. Quando il giovane arrivd all'ospedale la donna avevagii perso conoscenza.Il figlio non era del tutto convinto che una personanon coscientepotessesentire,tuttavia segul le istruzioni di Sorella Chan Khong. I dottori gli dissero che

8 ogni ritiro si apre con un discorsodi orientamento, dedicatosoprattutto ai principianti, in cui si spiegail programmadel ritiro e il significatodelle pratiche principali che verrano proposte. (Ndfl 153

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sua madr,eaveva perso conoscenzagi} da una settimana e che non c era alcuna speranzache potesserisvegliarsi prima di morire. Dopo che lui le ebbe parlato amorevolmente per un'ora e mezzo,lei si risveglid. Quando siedi al capezzaledi una persona morente e sei calmo e del tutto presente- corpo, mente e anima - puoi riuscire a darle un valido aiuto ad andarsene,in piena liberti. Pochi anni fa Sorella Chan Khong dovette visitare una sua sorella maggiore,ricoverataper una complicazionedopo un trapianto di fegato. La sorella stava malissimo. Quando Sorella Chan Khong entrd nell'ospedalesi rese conto che tutti gli altri della famiglia avevanorinunciato alla speranzadi poterle dare un qualche aiuto. La sorella,priva di conoscenza,si torceva, gemeva e gridava in preda a dolori terribili. Tutti i suoi figli, anche la figlia che era medico, si sentivano impotenti. Sorella Chan Khong avevaportato con s6 all'ospedale un'audiocassetta su cui erano registrati i monaci e le monache di Plum Village che salmodiavano il nome del bodhisattva Avalokiteshvara, il bodhisattvadella grande compassione. Anche se la sorella era priva di conoscenza,Sorella Chan Khong infild lo stessola cassettanel registratoree Ie mise le cuffie sulle orecchie, alzando il volume quasi al qualcosa massimo. Cinque o sei minuti pii tardi successe di stupefacente:sua sorella giaceva del tutto tranquilla. Non si torceva piir, non gemeva,non gridava pir). Se ne stette in pace finchd non mori, cinque giorni dopo. In quei cinque giorni, la donna continud ad ascoltarela recitazionedel nome del bodhisattva.In vita sua avevavisitato templi buddhisti molte volte e aveva sentito spessola recitazionedel nome delbodhisattva della compassione;risentirlodi nuovosul letto di morte innaffiavain lei i semi di cid che in vita sua era stato piir prezioso e gioioso. La sua vita avevauna dimensione spirituale ricca di fede; aveva ascoltatorecitazioni di sutra e discorsi di Dharma molte volte. Laudiocassettache riproduceva la salmodia dei mo154

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naci e delle monache avevaraggiunto quei semi di felicitA. Erano semi che i dottori non sapevanocome raggiungere; chiunque awebbe potuto fare quello che avevafatto Sorella Chan Khong, ma a nessuno era venutoin mente. La nostracoscienza d come un televisore con molti canali: premendo il pulsantesul telecomandocompare il canale che abbiamo scelto. Quando sediamo al capezzaledi una persona morente dobbiamo sapereche canale scegliere. Coloro che in vita erano pit vicini a quella persona sono nella migliore posizioneper farlo. Se accompagniqualcuno che sta morendo utilizzaquei suoni e quelle immagini della sua vita che innaffieranno in lei i semi della piir grande felicit}. Nella coscienzadi ognuno ci sono i semi della Terra Pura, del nirvana, del Regnodi Dio, del paradiso. Se sappiamo come praticare e come penetrare nella realti della non-nascitae non-morte, se realizziamo che venire e andare sono soltanto idee, se la nostra presenzad soIida e piena di pace,allora possiamoaiutare la personache sta morendo. Possiamoaiutarla a non spaventarsie a non soffrire troppo; possiamoaiutarla a morire in pace. possiamo aiutare noi stessia vivere senzapaura e a morire in pace. Possiamoaiutare noi stessia comprendereche la morte non esiste,a capire che non c? morte, non c d paura. C'd solo continuazione.

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