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MARIO SINA

La Facolt filosofica dellUniversit Cattolica

1. La fondazione dellUniversit Cattolica Il 9 dicembre 1921, due giorni dopo la solenne inaugurazione dellUniversit Cattolica, i battenti delledificio di via SantAgnese si aprirono per linizio delle lezioni dei due corsi di laurea in Scienze filosofiche e in Scienze sociali. Quella che intendeva essere lUniversit dei cattolici in Italia, eretta canonicamente con il breve Cum semper di Benedetto XV del 25 dicembre 1920, iniziava la sua marcia. La mappa delle universit del Regno dItalia doveva cos registrare la presenza di una nuova universit, per molti aspetti atipica. Universit libera, non ancora abilitata a rilasciare diplomi con valore legale, raccolse fin dal primo momento nelle sue due facolt un non trascurabile numero di matricole: 1071. Gli studenti iscritti in quel primo anno accademico alla Facolt di filosofia erano, secondo i dati contenuti nella relazione redatta dallallora segretario della Facolt Umberto A. Padovani, 27 regolari e 29 uditori; ma frequentarono regolarmente le lezioni in media tra i 15 e i 20 allievi in totale2. I professori chiamati a insegnare nella Facolt di filosofia erano una quindicina e provenivano per lo pi da quel gruppo che da alcuni anni insieme lavorava alla Rivista di filosofia neo-scolastica.
Archivio U.C., V, 44. Archivio U.C., I, 3, p. 1. I dati offerti dal prospetto dellArchivio U.C., V, 44 indicano invece 27 studenti e 26 uditori per la Facolt di filosofia.
RIVISTA DI FILOSOFIA / vol. XCI, n. 1, aprile 2000
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Uno stretto legame univa fin dallorigine la Facolt filosofica dellUniversit Cattolica e la Rivista di filosofia neo-scolastica. Lo stesso Gemelli nel 1934, rievocando Compiti e missione della Neoscolastica italiana dopo venticinque anni di lavoro, non aveva mancato di ricordare come da questa Rivista di filosofia neoscolastica nata la Universit, che con pi ampio respiro, con maggiore forza, con pi ferma volont realizza lo stesso compito. Sono gli stessi sacrifici che durano, sono le stesse battaglie che combattiamo, gli stessi nemici che vinceremo; e tutto questo per estendere il regno di Dio nel mondo. Sono cio la Universit e questa Rivista tappe di un identico lavoro3. Recenti e documentati studi hanno messo in luce il programma che dalla Rivista di filosofia neo-scolastica port al progetto e alla realizzazione della Facolt di filosofia dellUniversit Cattolica4, hanno seguito e presentato nel dettaglio le discussioni e lelaborazione teorica di dottrine cui linsegnamento curriculare non fu certo estraneo5, hanno approfondito la conoscenza del pensiero dei principali rappresentanti di questa scuola filosofica contribuendo alla migliore comprensione della loro figura e della loro opera6, hanno tracciato con chiarezza i rapporti che
3 A. Gemelli, Compiti e missione della Neoscolastica italiana dopo venticinque anni di lavoro, in AA.VV., Indirizzi e conquiste della Filosofia Neoscolastica italiana, Supplemento speciale al vol. XXVI della Rivista di filosofia neo-scolastica, Milano, Vita e Pensiero, 1934, p. 20. 4 M. Lenoci, Le discipline filosofiche, in AA.VV., LUniversit Cattolica a 75 anni dalla fondazione. Riflessioni sul passato e prospettive per il futuro, Milano, Vita e Pensiero, 1998, pp. 73-144. 5 M. Mangiagalli, La Rivista di filosofia neo-scolastica (1909-1959), Milano, Vita e Pensiero, 1991, 2 voll. dedicati rispettivamente il primo al Movimento neoscolastico e la fondazione della Rivista e il secondo a La riflessione filosofica dalle pagine della Rivista. 6 Precise indicazioni relative ai principali studi sul pensiero dei maggiori rappresentanti della scuola filosofica neo-scolastica milanese si possono trovare nelle schede bibliografiche pubblicate in calce ai brevi saggi dedicati a La neoscolastica italiana: linee direttrici e personalit eminenti pubblicati sulla Rivista di filosofia neo-scolastica, LXXXII, 1990, pp. 351505: A. Molinaro, La neoscolastica italiana (ivi, pp. 453-4); A. Pertoldi, Giuseppe Zamboni (ivi, pp. 462-3); G. Cenacchi, Gemelli-Olgiati (ivi, pp. 468 e p. 471); A. Bonetti, Umberto Padovani (ivi, p. 479); V. Melchiorre,

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il gruppo dei neoscolastici di Milano intrattenne con i filosofi italiani, e in particolare con quelli di area cattolica7. Meno considerate e meno note sono invece le vicende pi strettamente accademiche e lattivit quotidiana svolta allinterno di questa universit. Il loro studio mi sembra sia importante per capire meglio il significato e il ruolo svolto da questa particolare istituzione, anche al fine di segnare una mappa della cultura filosofica italiana e dellinsegnamento accademico della filosofia nei decenni scorsi. Oggi laccesso alla ricca documentazione che ci proviene dagli archivi dellUniversit Cattolica rende pi facile condurre questo studio. I verbali dei consigli di Facolt, i registri dei professori e le loro relazioni annuali sullo svolgimento dei corsi di insegnamento e sugli esami di profitto, i documenti pubblici e riservati relativi alla formulazione dei piani di studio, le dispense dei corsi, i registri degli studenti, la documentazione relativa ai lavori preparatori per la strutturazione della Facolt filosofica prima e la sua trasformazione poi nella Facolt di lettere e filosofia al momento del riconoscimento statale, le lettere del rettore ai docenti dellUniversit Cattolica e ai colleghi delle altre universit, le relazioni al Ministero sul funzionamento didattico e scientifico dellUniversit Cattolica e dei suoi programmi di sviluppo, le pratiche per il riconoscimento statale e per lapprovazione ministeriale del suo statuto forniscono materiale
G. Bontadini (ivi, pp. 488-9); A. Pieretti, Cornelio Fabro (ivi, pp. 504-5). Per la figura e lopera di S. Vanni Rovighi cfr. AA.VV., Sapientiae studium. La giornata operosa di Sofia Vanni Rovighi (1908-1990), a cura di M. Sina, Milano, Vita e Pensiero, 1994. 7 A. Bausola, Neoscolastica e spiritualismo, in AA.VV., La filosofia italiana dal dopoguerra a oggi, Roma-Bari, Laterza, 1985, pp. 273-352; A. Bausola, La cultura cattolica e il neoidealismo, in AA.VV., Il neoidealismo italiano, a cura di P. Di Giovanni, Roma-Bari, Laterza, 1988, pp. 155-67; P. Prini, La filosofia cattolica del Novecento, Roma-Bari, Laterza, 1996, in particolare le pp. 39-68. Documentato e utile per intendere il ruolo della scuola neo-scolastica nel quadro della cultura filosofica milanese il capitolo di E.I. Rambaldi, La cultura filosofica nel II vol. del Supplemento alla Storia di Milano, Roma, Istituto dellEnciclopedia Italiana, pp. 799-833.

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non trascurabile per una pi completa ricostruzione storica. Utile integrazione di questa documentazione offrono gli archivi personali di docenti e studenti di filosofia dellUniversit Cattolica. 2. Il programma culturale della nuova facolt Parlare dellinsegnamento della filosofia nellUniversit Cattolica anche nei decenni pi recenti, non possibile senza una considerazione attenta degli anni della sua fondazione, di quel modello ideologico, di quel programma culturale che ispirarono non solo il nascere di questa universit, ma lintera sua impostazione scientifica e didattica fino agli anni del suo pieno consolidamento. Non erano mutate le convinzioni sulla filosofia che il fondatore dellUniversit Cattolica, Agostino Gemelli, aveva espresso nel suo ben noto proclama Il nostro programma, pubblicato in apertura del primo numero della Rivista di filosofia neo-scolastica del 13 gennaio 1909, o che lo stesso aveva riformulato nel 1914 in un altro celebre articolo, Medioevalismo, comparso sul primo numero della rivista Vita e Pensiero, e quelle che lo stesso Gemelli proclamava nella Relazione sullordinamento della Facolt di lettere e di filosofia inviata al Ministero, nel corso del terzo anno di funzionamento della Facolt di Filosofia 1923-24, al fine di ottenere lauspicato riconoscimento giuridico: Persuasi come siamo che il Cristianesimo ha trovato nella filosofia Scolastica la formulazione filosofica dei suoi principi fondamentali e delle sue dottrine, linsegnamento filosofico nella Universit Cattolica verr impartito in guisa che il giovane studente conosca profondamente la dottrina Scolastica e in modo speciale quella del filosofo che ci ha dato lesposizione sintetica di tale dottrina: San Tommaso dAquino8. La
8 Relazione sullordinamento della Facolt di lettere e di filosofia, bozze di stampa, in Archivio U.C., V, 43, p. 64. Cfr. anche la minuta in Archivio U.C., II, 28, f. 8.

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stessa Relazione, dopo aver affermato in modo categorico il riaggancio della scuola milanese alle dottrine della filosofia scolastica, continuava esponendo e teorizzando il metodo didattico per un riferimento vivo e attuale a questo patrimonio di pensiero, metodo che proprio nelle aule di via SantAgnese a Milano era stato sperimentato da quel gruppo di cultori di scienze filosofiche, psicologiche, biologiche, storiche che Gemelli aveva chiamato a costituire il corpo docente della nuova Facolt filosofica9. Esso prevedeva innanzi tutto una esposizione storica di queste dottrine e un confronto critico con il pensiero moderno e contemporaneo: Tale esposizione per non pu essere una scheletrica e fredda descrizione del contenuto del pensiero Scolastico e, poich per comprendere un sistema e cogliere il valore di esso, necessario esporlo storicamente, cos linsegnamento impartito nella nostra Facolt avr soprattutto lo scopo di fare tale esposizione in modo che il giovane venga condotto a una comprensione e a una valutazione storica di tale dottrina. Il che permetter allo studente di prendere in esame e di conoscere profondamente i sistemi della filosofia contemporanea, e di cogliere lanima di verit che vi , pi o meno nascosta, e di procedere egli stesso, con la guida del professore a una personale ricostruzione della dottrina scolastica in funzione delle esigenze del pensiero moderno. Inoltre esso doveva offrire uno spazio privilegiato allo studio sia delle scienze della na9 La lettera allIll.mo ed Eminentissimo Principe il Signor Card. G. Bisleti, Prefetto della Congregazione dei Seminari e delle Universit degli Studi, presentava la lista dei docenti proposti dal Comitato Promotore della Universit Cattolica nella seduta del 25 gennaio 1921, chiedendo il prescritto nulla osta. Essa vedeva per la Gnoseologia il canonico Giuseppe Zamboni, per la Storia ed esposizione sistematica della Scolastica il canonico Amato Masnovo, per la Metafisica don Francesco Olgiati, per la Psicologia Padre Agostino Gemelli, per la Storia della filosofia antica il Prof. Paolo Rotta, per la Storia della filosofia moderna il prof. Guido Rossi, per la Filosofia del diritto il Prof. Giuseppe Capograssi, per la Storia delle religioni Umberto Padovani, per la Biologia Lodovico Necchi, per la Teologia il padre Mariano Cordovani. Per il Greco e il Latino furono chiamati a insegnare Aristide Calderini e Giuseppe Ghedini.

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tura e delle scienze sperimentali, in particolare la biologia e la psicologia, sia delle scienze storiche e umane che, nellottica gemelliana ancora cos impregnata di convinzioni positivistiche, sembrava offrire la migliore garanzia al realismo scolastico: E, poich il realismo che caratterizza il pensiero scolastico, obbliga quelli che ne sono seguaci a concepire la filosofia come una dottrina che d una concezione generale dellUniverso, rielaborando i dati forniti dalle scienze della natura, dalle scienze storiche e dalle scienze dellio, in guisa da rintracciare le cause ultime del reale, cos nellinsegnamento filosofico si dovr seguire la seguente via. Lo studente dovr conoscere il materiale e le dottrine fornite dalle scienze della natura ed avere cos unadeguata e sufficiente conoscenza del mondo inorganico ed organico; dovr conoscere i risultati delle indagini storiche e letterarie, che gli faranno conoscere la forma e i prodotti vari dellattivit umana (religione, arte, scienza, incivilimento, ecc.). Tutto questo non per costrurre una vana enciclopedia, ma perch dal contatto immediato con i metodi delle singole scienze, e con la conoscenza di quanto si fatto in qualcuno dei campi tipici di esse, possa acquistare quella vitale coltura generale, e quella formazione scientifica che gli dia labito mentale necessario alla selezione dei materiali offerti dalle varie scienze e necessario per la loro elaborazione e traduzione in una sintesi filosofica10. Due cose non possono non balzare agli occhi nella lettura di queste indicazioni metodologiche: 1. lo studio della storia della filosofia proposto in modo prevalentemente funzionale alla Scolastica, quasi una sorta di sua apologetica indiretta (appare con chiarezza la convinzione che il criterio di verit sia la dottrina scolastica, e che lanima di verit ricercata sia la presenza in un sistema di qualche vestigio della filosofia scolastica); 2. lo
10 Relazione sullordinamento della Facolt di lettere e di filosofia, bozze di stampa, in Archivio U.C., V, 43, pp. 64-65. Cfr. anche la minuta, in Archivio U.C., II, 28, ff. 8-9.

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studio delle scienze sperimentali, quali la psicologia e la biologia, viene esso pure concepito e teorizzato in funzione di una precisa concezione filosofica, a conferma della istanza realistica. Alcune tra le relazioni che al termine dei primi anni di insegnamento i singoli docenti inviarono al rettore sul contenuto e sullandamento del corso e sullesito degli esami, e alcune pagine dei verbali del Consiglio di Facolt di quel primo anno ci permettono di registrare pi da vicino le linee del confronto tra particolari prospettive teoretiche e didattiche dei docenti della nuova Facolt filosofica, delle quali il Gemelli, nella sua veste di rettore e di preside di facolt, diede un compendio nella citata Relazione sullordinamento della Facolt di lettere e di filosofia. Cos Francesco Olgiati, riferendo del suo corso di Metafisica, osservava: Col corso di questanno scolastico 1921-22 io ho inteso iniziare una difesa dei diritti e della vitalit della metafisica nostra. Prima di porla di fronte alle opposizioni radicali del pensiero moderno scientifico e filosofico ho creduto necessario esporre a grandi linee la metafisica dellessere. E tutta lannata fu dedicata ad una tale esposizione. La quale a differenza di ci che finora si fatto a Lovanio, a Roma ed altrove, nelle scuole cattoliche venne da me compiuta con metodo storico. Invece, cio, di enunciare e di discutere subito le dottrine di S. Tommaso, io ne ho ricercato la genesi nella storia della filosofia, dimostrando che tutta la speculazione dellantichit ununica pianta, che, con un graduale sviluppo, giunge alla metafisica dellessere tomista, quasi a ultima conclusione11. Il modo dellinsegnamento della filosofia, sistematico o storico, divenne pure oggetto di dibattito allinterno del Consiglio di Facolt. Nella seduta del 20 giugno 1923, fu avanzata una critica, mossa dalla commissione di valutazione dei programmi di studio di filosofia, al
11 Relazione del Corso di Metafisica nellanno 1921-22, in Archivio U.C., I, 1, pp.1-2.

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programma di Metafisica di Olgiati: Il corso di Metafisica si prospetta con una base eccessivamente storica, onde pu darsi il pericolo che i grandi problemi della metafisica rimangano esclusi dalla trattazione. Ad essa Olgiati rispose che necessaria una base storica al corso di metafisica, appunto perch fu nello svolgimento della storia della filosofia che la metafisica scolastica fu gradatamente colpita. Questa visione storica del resto sempre data alla luce di un punto di vista teoretico12. Appare chiaro che lo studio della storia della filosofia, in particolare di quella dellet moderna, era inteso soprattutto come presentazione di sistemi avversi, denigratori della metafisica, e quindi oggetto di confutazione e di condanna. Ecco il modo in cui la filosofia dellUmanesimo e del Rinascimento venne presentata da Olgiati nel corso del 1922-1923: La lotta contro la metafisica dellessere nellUmanesimo e nel Rinascimento. La metafisica nostra fu combattuta in quellepoca (che doveva essere il germe di tutta la civilt moderna) in ogni campo a) nel campo letterario, b) artistico, c) politico e sociale, d) religioso, e) filosofico, f) scientifico. Il corso ha avuto questa preoccupazione duplice: a) cogliere nella sua concretezza storica la lotta contro la metafisica antica, per poterne b) giudicare il valore. La conclusione fu che la metafisica dellessere, non solo nella sua parte generale (lontologia), ma anche nella sua parte speciale (teodicea, psicologia, etc.) rimase intatta: nessun colpo di piccone la pot colpire, nonostante che le sue applicazioni pratiche alla vita e alla storia fossero in quel periodo notevolissimamente affievolite e spesso calpestate13. E forse non era soltanto da una preoccupazione didattica e di educazione degli studenti alla chiarezza espositiva che nasceva in Olgiati il proposito, formulato al termine del primo anno di corso, di seguire il
12 Verbale del Consiglio di Facolt del 20 giugno 1923, in Archivio U.C., XV, 141, ff. 47-48. 13 Relazione del Corso di Metafisica dellanno accademico 1922-23, in Archivio U.C., I, 8.

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criterio della elementarit, della semplicit massima, unito allesigenza al formalismo scolastico dellesposizione e della discussione delle tesi14. La semplificazione e la schematizzazione potevano meglio addirsi a questa operazione di riduzione toretica di forme di pensiero talora ricche e complesse. N contrastavano questo modo di accesso allo studio della storia della filosofia gli stessi corsi di storia della filosofia impartiti allora in facolt. La priorit della valutazione teoretica e lesigenza classificatrice, presenti nei progetti di Olgiati, non erano assenti pure nel corso di Storia della filosofia antica che Paolo Rotta incominci a tenere nellanno accademico 1922-23, nel quale la filosofia jonica, eleatica, pitagorica ed eraclitea erano state presentate collo scopo non tanto di una pura disquisizione storico-erudita, quanto di unanalisi riguardante il sorgere e la maturazione dei vari problemi filosofici15, espressione che fu cos tradotta nella Relazione della Facolt filosofica per il medesimo anno accademico: Il prof. Rotta ha trattato nel suo corso del primo periodo della storia della filosofia greca da un punto di vista non solo storico-erudito, ma anche critico-speculativo16, e che venne cos ribadita lanno successivo: il corso fu svolto, come richiedeva lindole sua, con un criterio formativo pi che informativo17. E anche i corsi di Introduzione alla filosofia e di Storia della filosofia moderna, tenuti nei primi anni della Facolt da Guido Rossi, si inserirono, pur con una sensibilit diversa, in
14 Relazione del Corso di Metafisica nellanno 1921-22, in Archivio U.C., I, 1, p. 5. Questo proposito esplicitamente formulato nella convinzione che ci abituer gli studenti alla esattezza e alla chiarezza, sia del pensiero come dellespressione. 15 Relazione del Corso di Storia della filosofia antica nellanno 192223, in Archivio U.C., I, 8. 16 Relazione della Facolt filosofica intorno allanno accademico 192223, in Archivio U.C., I, 13, p. 8. Si vedano pure le pagine introduttive delle dispense del Corso di Storia della filosofia antica, in Archivio U.C. XVII, 146. 17 Relazione della Facolt di filosofia per lanno accademico 1923-24, in Archivio U.C., I, 19, p. 4.

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questa prospettiva. In essi da un lato veniva data una visione generale del sorgere e del divenire della filosofia e dei problemi filosofici, facendo poi una classificazione dei sistemi18 e dallaltro la presentazione del pensiero prima di Kant e poi di Rosmini diventava utile terreno di confronto e valutazione teoretica dei vari sistemi. La riflessione sul pensiero di Kant diventava occasione per una condanna della filosofia moderna: Corrente razionalistica e corrente empiristica: Kant sente tutte le difficolt della tesi razionalistica come pure tutte quelle della tesi empiristica: entrambe le tesi racchiudono una forma di scetticismo latente...19. Pur preoccupato della formulazione e della difesa della validit delle proprie tesi gnoseologiche, mostrava una sensibilit diversa e una maggiore apertura allascolto delle voci dei filosofi moderni e contemporanei Giuseppe Zamboni: Ho creduto opportuno anche di mostrare agli studenti tre esempii di gnoseologia [...] E tutto ci senza lintenzione di combattere avversarii, di difendere posizioni, di persuadere sistemi, ma solo per comprendere il pensiero altrui e porre problemi; affinch gli studenti si abituassero alla lentezza e alla serenit nello studio di questi argomenti fondamentali e sentissero la forza del loro pensiero individuale che comprende e domina e si apparecchia a giudicare anche il pensiero di chi ha raggiunto la fama nel passato e nel presente20. In questi primi anni della Facolt filosofica la posizione forse pi serena nei confronti della storia della filosofia fu tenuta, paradossalmente, da Amato Masnovo, professore di Filosofia Scolastica e di Logica. Soprattutto il suo insegnamento di Filosofia Scolastica, obbligatorio per lintero quadriennio per gli studenti iscritti al corso di laurea in Filosofia, pur inteso come il baluardo
18 Relazione sui Corsi di Storia della filosofia moderna e Introduzione alla filosofia nellanno accademico 1921-22, in Archivio U.C., I, 1. 19 Dispense del Corso di Storia della filosofia moderna 1921-22, p. 29; in Archivio U.C., XVI, 145. 20 Relazione del Corso di Gnoseologia per lanno accademico 1921-22, pp. 2-3; in Archivio U.C., I, 1.

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dellortodossia neoscolastica e il luogo di formazione ideologico-sistematica, venne a costituire loccasione dellintroduzione alla lettura e alla comprensione dei testi dei filosofi medioevali e di Tommaso dAquino in particolare, piuttosto che la sacrestia di catechesi neo-tomistica. In questa luce il suo insegnamento appare nel ricordo dei suoi allievi. Sofia Vanni Rovighi, riandando ormai anziana agli anni dei suoi studi alla Cattolica (19261930), ricordava di aver ricevuto una formazione tomistica, dovuta ad un maestro, Amato Masnovo, che [la] mise subito a contatto con i testi di S. Tommaso e non con raccolte di tesi ad mentem Thomae. E certamente fu ancora grazie allopera di questo maestro, cui riconobbe il debito della sua formazione anche teoretica, se ella pot affermare: Non mi sono mai sentita prigioniera di una filosofia elaborata sette secoli fa, perch pi andavo avanti negli studi pi mi persuadevo che le filosofie non sono geniali costruzioni incomunicabili fra loro, ma sono avventure dello spirito in cerca della verit, come ha detto un illustre studioso di Aristotele a proposito della Metafisica di Aristotele, alimentate da una profonda vena comune21. Ci fu s nelle lezioni del Masnovo spazio per il confronto critico con le dottrine gnoseologiche e metafisiche di autori dellet moderna e contemporanea diverse da quelle medioevali, ma laspetto polemico non fu quello dominante. Fin dallinizio questo corso riserv uno spazio particolarmente vasto alla lettura dei testi degli autori, in particolare quelli medioevali, in cui le dottrine della tradizione scolastica vennero storicamente elaborate, e non tralasci nella parte sistematica la lettura e il confronto diretto con i testi di autori moderni e contemporanei22.
Cfr. AA.VV., Sapientiae studium, cit., p. 114. Il corso di Scolastica fu, dietro accordi, diviso in due parti: la storia e la sistematica, assegnando a quella due ore settimanali, a questa unora settimanale. a) In Storia studiai, durante la prima parte dellanno scolastico, le fonti del pensiero scolastico limitandomi a Boezio, del quale esaminai la vita, lattivit letteraria in genere, ed analizzai principalmente i due commenti allIsagoge di Porfirio: durante la seconda parte dellanno
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Altro filosofo del gruppo neoscolastico aperto in modo non necessariamente polemico alla considerazione della filosofia moderna e contemporanea fu il francescano Emilio Chiocchetti, al quale solo a partire dal 192523 le precarie condizioni di salute permisero di iniziare la breve stagione del suo insegnamento nellUniversit Cattolica, destinata a concludersi nel 1930, lanno stesso del suo passaggio a professore di ruolo24. Gemelli lo avrebbe desiderato tra i docenti dellUniversit Cattolica fin dal momento della sua fondazione e, in un primo elenco di proposta di affidamento dei corsi, mise il suo nome accanto sia allinsegnamento della Gnoseologia sia a quello della Metafisica25. 3. Lopposizione allidealismo Il riferimento polemico alle dominanti convinzioni idealistiche ispirava in particolare il secondo punto della citata Relazione del Gemelli, che apriva spazi privilegiati in una Facolt filosofica allo studio delle scienze della natura e delle scienze sperimentali, al fine di offrire fondamento scientifico al realismo scolastico. indubbio
scolastico studiai Alcuino e i suoi scolari, e iniziai lo studio di Scoto Eriugena. b) In Sistematica trattai il problema criteriologico ne suoi due momenti (verit dordine di fatto; verit dordine ideale) per rapporto al Des Cartes, alla scuola di Lovanio, al Kant, allIdealismo moderno italiano (Relazione del Corso di Scolastica dellanno accademico 1921-22, in Archivio U.C., I, 1). E lanno successivo in Storia della scolastica egli si preoccup di tracciare sui documenti e sui testi lattivit filosofica di san Tommaso dal 1252 al 1259, insistendo di preferenza sul commento alle Sentenze di Pier Lombardo. Anche procurai di segnare, dentro questo periodo lindirizzo e lo sviluppo del pensiero tomistico (Relazione del Corso di Scolastica dellanno accademico 1922-23, in Archivio U.C., I, 16). 23 Cfr. Verbale del Consiglio di Facolt di Lettere e Filosofia del 25 marzo 1925, vol. I, p. 5 ove gli viene attribuito lincarico di un corso semestrale di Storia della filosofia moderna (Lettura di Kant e di Hegel). 24 Cfr. verbale del Consiglio di Facolt di Lettere e Filosofia del 30 ottobre 1933, ove si prende atto con vivo dolore delle sue dimissioni dallinsegnamento a causa del protrarsi e dellaggravarsi della malattia. 25 Elenco annesso al verbale della seduta del 25 gennaio 1921 del Comitato Promotore dellUniversit Cattolica, in Archivio U.C., XXX, 181.

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che le dottrine idealistiche in quegli anni suscitavano viva attenzione nellambiente culturale italiano, ma dalle annotazioni dei docenti noi veniamo a sapere quanto esse affascinavano anche le menti dei primi studenti iscritti allUniversit Cattolica. Nella relazione del corso di Metafisica del 1921-22, Olgiati registr questa simpatia dei suoi studenti: I giovani, in generale, hanno una tendenza spiccata verso lidealismo nella sua forma estrema (Gentile), rassicurando subito che verso gli ultimi mesi dellanno, per, hanno cominciato a modificarsi26. Zamboni invece, nella relazione del corso di Gnoseologia dello stesso anno, mostr maggiori preoccupazioni per questo fatto, del quale non solo si lament, ma cerc di dare una spiegazione, vedendo in alcuni studenti una prevenzione di stima e di simpatia o almeno di intensa curiosit per lidealismo contemporaneo italiano, conseguenza dellambiente e forse anche di quellaria di mistero, di profondit, di superiorit che diffusa negli scritti degli idealisti e di quella facilit che lidealismo offre di parlar molto e con apparenza di grande acume sopra ogni argomento27. La condanna di questa superficialit filosofica favorita dallidealismo, di questo atteggiamento di pensiero che egli definiva tendenza filosofico-poetica, era una condanna non solo e non tanto di contenuti, quanto di metodo, poich essa cancellava labitudine alla ricerca personale introspettiva28. Egli ribad con pi forza questa condanna lanno successivo, esponendo le sue vedute sullidealismo in una lettera a Gemelli: Lidealismo si appoggia soprattutto alla critica del metodo introspettivo, analitico e sperimentale, e adotta il metodo trascendentale; lavora con termini vaghi e imprecisi, sentenzia con grande risolutezza e con grande disinvoltura; inter26 Relazione del Corso di Metafisica nellanno 1921-22, in Archivio U.C., I, 1, p. 4. 27 Relazione del Corso di Gnoseologia per lanno accademico 1921-22, p. 2; in Archivio U.C., I, 1. 28 Ibidem.

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preta a suo modo la storia e lesperienza; forma un comodissimo abito mentale con dei loci communes bons tout faire. A me sembra pericoloso combattere lidealismo con le stesse armi, cio opporre metodo trascendentale a metodo trascendentale; pi efficace e razionale combattere il metodo stesso mostrando in pratica e in concreto lefficacia e il valore dellesperienza scientifica, dellintrospezione e dellanalisi; perci io renderei obbligatori per tutti, nei primi due anni, dei corsi scientifici: di biologia, di psicologia sperimentale, di psicofisiologia; quando lo studente si sar appassionato per queste scienze non comprender neppure come si possa mettere in dubbio la possibilit delle scienze sperimentali, e si sar abituato alla disciplina intellettuale29. Inutile dire che questa era una riformulazione di convinzioni ben radicate anche nel cuore del fondatore dellUniversit Cattolica, ribadite soltanto nel timore che la lotta allidealismo potesse portare insensibilmente la ricerca e linsegnamento della filosofia dellAteneo cattolico entro il pericoloso terreno dellavversario. Gi a partire dal primo anno Gemelli aveva voluto che oltre al suo corso di Psicologia, basato su salde basi sperimentali, venissero impartiti nella Facolt filosofica quei corsi scientifici che Zamboni caldamente approvava e che avrebbe desiderato incrementare. Linsegnamento della Biologia, affidato a Lodovico Necchi, fu seguito con interesse dagli studenti e non si accontent di considerazioni generali metodologiche: prima di venire a indicare i rapporti tra filosofia e biologia si ferm a trattare lungamente di chimica degli organismi, della cellula in generale, istologia (tessuto muscolare e nervoso), attivit vitali fondamentali (tropismi, moltiplicazione cellulare, sviluppo, eredit etc.)30. Anche linsegnamento della Cosmologia, pur nella consapevolezza di rivestire il ruo29 Lettera di Zamboni a Gemelli del 1 aprile 1923, in Archivio U.C., XLVI, 355. 30 Relazione della Facolt filosofica dellanno accademico 1921-22, in Archivio U.C., I, 3, pp. 7-8.

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lo di insegnamento filosofico, dedic notevole attenzione proprio alla presentazione delle dottrine scientifiche e allo studio delle scienze sperimentali, tant che questa impostazione attir le critiche di alcuni docenti della Facolt, come appare dal verbale del Consiglio di Facolt del 20 giugno 1923: Il corso di Cosmologia si presenta come un corso di fisica e non di filosofia naturale quale dovrebbe essere in una Facolt filosofica, critiche che ottennero per soltanto la raccomandazione che il professore di Cosmologia e gli altri di scienze abbiano almeno a prospettare i problemi filosofici che le varie questioni e dottrine e ipotesi fisiche implicano31. Prezioso documento per intendere da vicino il modo dellinsegnamento della Cosmologia e il ruolo di questa disciplina nella formazione culturale degli studenti dei primi anni dellUniversit Cattolica risultano gli appunti presi nellanno accademico 1926-27 dallallora matricola Sofia Vanni Rovighi alle lezioni di questo corso. In essi troviamo indicati i compiti della Cosmologia e ribaditi i suoi stretti e necessari rapporti con le scienze sperimentali, in particolar modo la fisica: la Cosmologia non pu per fare a meno assolutamente delle scienze sperimentali, altrimenti essa sarebbe Metafisica32. La lotta di Gemelli allidealismo non si limit a seguire una tattica di prevenzione ripiegata nel potenziamento degli insegnamenti scientifici e nello sviluppo delle ricerche del suo laboratorio di psicologia sperimentale. Gemelli pass presto allattacco, cercando di mobilitare in questa crociata lintero corpo docente della Facolt filosofica. Nella primavera del 1923, prendendo occasione dalle critiche mosse allo studio del Chiocchetti sulla filosofia di Giovanni Gentile33, egli scrisse questa lettera ai colleghi della Facolt:

Archivio U.C., XV, 141, p. 48. Archivio Sofia Vanni Rovighi, 44. E. 01, ff. 1-1v. E. Chiocchetti, La filosofia di Giovanni Gentile, Milano, Vita e Pensiero, 1922.

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Ch.mo professore, dalle ultime discussioni fatte in seno alla facolt come da conversazioni avute con qualcuno di voi, io ho maturato in me alcuni pensieri sullo indirizzo della ricerca filosofica nella nostra facolt. Questi pensieri ho esposto nella breve nota che accludo. E avrei caro che sulla impostazione del problema cos posto avessimo a discutere in una seduta della facolt. Mi ha deciso a questo il tono e il contenuto di alcune recenti critiche fatte da idealisti al volume del Chiocchetti. Se anche le idee di P. Chiocchetti non sono accettate da molti di voi per le critiche vanno non tanto a lui e alle posizioni personali da lui prese (che anzi queste sono ragione e motivo di lodi sospette), quanto a quelle idee che pi ci sono care. Fino ad oggi lidealismo italiano ci ha ignorato. O non ci temeva o riteneva di averci addomesticato. Il sorgere della facolt lo ha fatto avvertito dello inganno in cui era caduto. Noi possiamo quindi ora prevedere lattacco in forma. Questa nota avrebbe lo scopo di prevenire. Desidero che i colleghi la considerino e poscia la discutano. Le idee programmatiche che fisseremo converr le esponiamo poscia nella rivista. Frattanto sar grato a quelli che prima della seduta mi faranno pervenire un breve cenno scritto delle loro osservazioni. Collaugurio a tutti e a ciascuno che il Signore ci dia di vincere la battaglia che in suo nome combattiamo, mi segno [...]34.

Veniva allegato a questa lettera il riassunto della relazione che Gemelli avrebbe tenuto alla Facolt nella riunione del 2 maggio 1923. In essa egli cercava di chiarire i motivi della fortuna dellidealismo e dellascolto anche da parte cattolica delle sue dottrine, insisteva sulla necessit di combatterlo contrapponendogli il sano realismo cristiano; egli poi segnalava ai colleghi lopportunit di separarci nettamente dagli idealisti grazie ad una soluzione realistica del problema della conoscenza e di portare questa battaglia su di un terreno diverso dal suo, obbligandolo a seguirci nella costruzione che noi facciamo del nostro sistema, partendo cio da unanalisi del processo psicologico grazie al quale noi arriviamo alla formazione del concetto. Fare una criteriologia che cerchi la giustificazione delloggettivit della conoscenza. E in particolare egli si sentiva impegnato contro lidealismo sul versante della sua disciplina, la psicologia, poich lidealismo nega valore qualsiasi alla psicologia e ne ricaccia i risultati tra i pseudoconcetti; quindi si assuma la sensazione, come la psicologia ci dimostra, come un contenuto di coscienza origina34

Archivio U.C., XLVI, 354.

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le, che destato da una stimolazione degli organi nervosi, e si vedr come, in primo luogo, si obbligati a porre questa concezione a base di ogni ulteriore analisi della vita psichica e come, pur riconoscendo al pensiero la caratteristica sua naturale relazione, e con questa affermandosi la natura immateriale del pensiero, si riconosce anche che esso non pu elaborarsi senza il materiale offerto dalla sensazione che viene ad essere un ponte tra il mondo della natura e il mondo dello spirito. Di guisa che da una tal concezione della psicologia non solo siamo costretti ad accettare una concezione dualista delluniverso e dellio ma, e soprattutto, siamo condotti a questa concezione dei rapporti di scienza e della filosofia che ci permette di armonizzare i dati delle scienze e le leggi che essa pone nelle elaborazioni ulteriori della filosofia35. I vari professori della Facolt filosofica raccolsero linvito di guerra del magnifico rettore contro lidealismo, e con a capo Zamboni paventando il fatto che in un prossimo avvenire avverr un urto su tutta la linea tra la filosofia dellessere e la filosofia dellio trascendentale; e che naturalmente la curiosit e, forse, la simpatia spontanea dei giovani va verso lidealismo di Croce e Gentile36 elaborarono progetti didattici e scientifici per fronteggiare il nemico. E tra le varie proposte non va dimenticata quella di Olgiati di curare non solo gli studi strettamente filosofici secondo lispirazione scolastica, ma anche, proprio sullesempio di Gentile e di Giuseppe Lombardo Radice, le ricerche e lo studio della pedagogia37.
Archivio U.C., XLVI, 354. Lettera di Zamboni a Gemelli del 1o aprile 1923, cit., in Archivio U.C., XLVI, 355. 37 Lettera di Olgiati a Gemelli del 3 aprile 1923, in Archivio U.C., XLVI, 355. In essa si legge: Parlo in vista del momento attuale. Gentile e Lombardo Radice non aboliranno mai la Pedagogia; ed io son daccordo che essa non ha una indipendenza dalla religione e dalla filosofia, ma ritengo che praticamente il problema educativo sia qualcosa di diverso dal problema speculativo. Ritengo inoltre che la cattedra di Pedagogia sia la vera cattedra di religione nellUniversit, perch essa si propone il problema:
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4. In nome dellortodossia Questo conflitto sempre pi esplicitamente dichiarato tra il gruppo dei docenti di filosofia dellUniversit Cattolica e i rappresentanti dellidealismo italiano ci porta a considerare i rapporti della Facolt filosofica con lambiente culturale e filosofico esterno, e in primo luogo quelli con la cultura cattolica ed ecclesiastica. Nata come universit Cattolica, essa doveva rispondere alla Congregazione romana dei Seminari e delle Universit; presentandosi come universit dei cattolici italiani doveva venire incontro alle aspettative dellepiscopato italiano; operando nella Chiesa milanese doveva tener conto delle direttive e delle esigenze della curia locale. I legami con le universit pontificie, con gli studentati religiosi, con i seminari avrebbero potuto condizionare non poco le scelte e gli indirizzi anche in campo filosofico del nuovo ateneo milanese. Fu proprio per il temperamento autoritario di Gemelli, il suo forte desiderio di continuare ad ogni costo quellindirizzo di studi filosofici sorto intorno alla Rivista di filosofia neo-scolastica, a impedire forme di condizionamento. Gli fu di grande aiuto il cordiale rapporto di amicizia e di fiducia che mantenne con il papa Pio XI, quellAchille Ratti che come cardinale di Milano aveva incoraggiato e favorito il sorgere dellUniversit Cattolica. Sul versante locale giovarono molto i buoni rapporti di Olgiati con la curia milanese, e la cura di Gemelli, frate di un ordine esente, di garantire le condizioni di unautonomia decisionale dallordinario locale. Se i pur buoni rapporti con lUniversit Cattolica di Lovanio non comportarono una
come formare le anime (autoeducazione ed educazione altrui; perci non pu prescindere dal soprannaturale, dal dogma, dalla morale, dal senso dellapostolato e via dicendo). Insomma, il disprezzo che voi avete per la pedagogia, mi sembra basarsi sulla pedagogia come oggi , non sulla pedagogia come dovrebbe essere per noi. E dico per noi, cattolici, per noi che dobbiamo plasmare con la cultura le anime, formandole non solo religiosamente e moralmente, ma soprannaturalmente e che non possiamo trascurare perci neppure i problemi della didattica.

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dipendenza culturale, le universit pontificie non trovarono mai particolare spazio nei chiostri milanesi. Anzi, fin dallinizio lo stesso cautissimo Olgiati andava rivendicando la piena autonomia metodologica per il proprio insegnamento filosofico e si vantava di procedere a differenza di ci che finora si fatto a Lovanio, a Roma ed altrove, nelle scuole cattoliche38. Non desta meraviglia che questo atteggiamento di forte autonomia abbia causato diffidenza in alcuni ambienti cattolici di Roma contro la scuola filosofica neoscolastica milanese, e che dai sospetti si sia passati alle accuse. Ricordiamo lattacco del gesuita P. Guido Mattiussi, la cui pericolosit fu considerata tale da far convocare un Consiglio della Facolt filosofica: Il Rettore fa noto alla Facolt come nel numero della Scuola cattolica, pubblicato in occasione del cinquantennio di fondazione della medesima, vi sia un articolo del P.G. Mattiussi S.J., in cui criticato esplicitamente il pensiero del Prof. Zamboni e velatamente quello dellUniversit Cattolica. Il Rettore a fine di evitare ogni equivoco dichiara ancora una volta il programma cui si ispira la Facolt filosofica dellU.C. di dispensare il pensiero cristiano-scolastico in rapporto al pensiero moderno e non in base al pensiero moderno. Chiede quindi alla Facolt quali provvedimenti creda opportuni per difendersi dallarticolo sopraindicato39. Fu concordato in quella sede addirittura il ricorso al giudizio del Santo Padre, ritenendosi in pericolo non solo lautonomia ma addirittura la sopravvivenza di questa Universit Cattolica: Si conviene che venga reso noto lincrescioso incidente al S. Padre, cui la Facolt disposta a presentare un indirizzo con una formale dichiarazione della sua ortodossia filosofica, e cos pure ai Superiori dellordine del P. Mattiussi, i quali a pi riprese hanno dimostrato la loro benevolenza in riguardo allUniversit Cattolica. Si eviti invece
Archivio U.C., I, 1. Verbale del Consiglio della Facolt filosofica del 17 gennaio 1923, in Archivio U.C., XIV, 141, pp. 37-38.
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ogni pubblicit: la Rivista di filosofia neoscolastica non far parola della cosa, la Scuola cattolica faccia come crede40. Solo laffermazione di una rigorosa ortodossia poteva evitare eventuali attacchi da parte di istituzioni cattoliche e consentire lattuazione di un ambizioso progetto che mirava a incidere sulla formazione culturale dei cattolici italiani. Un clima di fiducia e di serenit ideologica doveva essere assicurato perch questa universit restasse non solo ununiversit milanese, ma continuasse a svolgere il suo ruolo di universit dei cattolici di tutta Italia. Fin dal suo inizio, come si pu vedere nel registro degli studenti dellanno accademico 1922-2341, i corsi dellUniversit Cattolica, e in particolare quelli di filosofia, avevano richiamato a Milano una percentuale particolarmente alta di studenti delle varie regioni dItalia, desiderosi di conseguire la loro formazione filosofica proprio in una universit cattolica. Quanto poi premesse alla Facolt filosofica di rivolgere il proprio insegnamento anche ai giovani sacerdoti, dando quindi loro unalternativa alla formazione che avrebbero potuto ricevere nelle Facolt pontificie, appare evidente sia dagli inviti ai vescovi a mandare a studiare in questa sede alcuni loro giovani sacerdoti42, sia dalla creazione, negli anni successivi, del corso di Perfezionamento in Filosofia scolastica, aperto anche ai licenziati e laureati in teologia delle varie Universit pontificie o straniere43. La preoccupazione della salvaguardia dellortodossia, unita allardore del convertito e alla nota vivacit di carattere, divenne una miscela che innesc alcune operazioni polemiche del Gemelli, e non soltanto quelle conIbidem. Cfr. Archivio U.C., I, 12. Il prof. Gemelli si propone di fare una intensa propaganda personale presso i Vescovi, per avere dei chierici allUniversit Cattolica. Verbale del Consiglio della Facolt filosofica del 14 luglio 1922, in Archivio U.C., XIV, 141, p. 28. 43 Cfr. Verbale della seduta del Consiglio della Facolt di Lettere e Filosofia del 20 giugno 1927.
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tro lidealismo. Pensiamo alla guerra contro il modernismo e Buonaiuti in particolare, e alle vicende relative al VI Congresso nazionale di Filosofia di Milano del 192644. Inutile dire quanto ne uscirono compromessi i rapporti tra i due atenei milanesi, e in particolare quelli con Piero Martinetti, rapporti gi per altro tesi dopo le accuse rivolte a Gemelli, colpevole di aver nel 1923, durante le lezioni del corso libero di psicologia sperimentale tenuto allAccademia Scientifico-Letteraria, invitato nel suo istituto dellUniversit Cattolica gli studenti per un ciclo di dimostrazioni sperimentali. La scuola filosofica voluta da Gemelli si veniva costituendo cos con connotati eminentemente formativi allinterno e fortemente polemici allesterno. Ma per combattere, per vincere, come abbiamo letto nei suoi proclami, bisognava prima di tutto essere presenti; bisognava conquistare un posto per poter agire sulla scena della cultura filosofica italiana e internazionale. E la Facolt filosofica divenne il luogo per preparare queste operazioni di politica culturale. Nella sua veste di rettore e di preside di facolt, il 13 luglio 1923 Gemelli precett, con tono alquanto deciso, i docenti di filosofia per il V Congresso italiano di filosofia di Firenze dellottobre di quellanno: Dobbiamo dimostrare che siamo un manipolo forte e coraggioso e sappiamo superare ogni difficolt quando si tratti di difendere la nostra filosofia [...] Le faccio noto che dallesito della nostra partecipazione al Congresso di Firenze dipender anche la nostra partecipazione al Congresso Internazionale di Napoli del 1925, nel quale i Neoscolastici debbono avere il posto che loro compete. La Battaglia ingaggiata. Nessuno deve mancare alle armi. Attendo quindi senzaltro la Sua preziosa assicurazione, cio la scheda di adesione e il tema della comunicazione. Con profondo ossequio45.
44 Cfr. il recente e documentato studio di E.I. Rambaldi, Eventi della Facolt di Lettere di Milano negli anni del trapasso dallAccademia allUniversit, Rivista di storia della filosofia, LII, 1997, pp. 517-562. 45 Lettera del 13 luglio 1923, in Archivio U.C., XLVI, 355.

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E, subito dopo questo congresso, ben sei sedute del Consiglio della Facolt filosofica furono dedicate, per espressa volont del preside Gemelli, alla preparazione del Congresso internazionale di filosofia di Napoli del 1925. In quella del 5 dicembre 1923 si discusse sul tema della relazione (che venne indicato nellassoluto) e sui motivi di opportunit della scelta di un taglio storico oppure etico-psicologico della relazione; in quella del 30 gennaio 1924 Masnovo raccolse in una traccia orientativa le indicazioni emerse per questa relazione; in quella del 6 febbraio seguente Masnovo propose la discussione sul tema del divenire; questa discussione continu nelle riunioni del 13 febbraio, 20 febbraio, 12 marzo 192446. Ugualmente collegiale e frutto di delibera della Facolt fu la partecipazione al congresso tomistico che si tenne a Roma nella primavera del 192547. Altro modo per comparire sullo scenario degli studi filosofici fu quello di affiancare alla produzione scientifica della Rivista di filosofia neo-scolastica ledizione di volumi monografici in occasione di significative ricorrenze. Uscirono volumi su S. Tommaso dAquino (1923), Kant (1924), Vico (1926), santAgostino (1931), Hegel (1932), Spinoza (1934), Cartesio (1937), Malebranche (1938), Galilei (1942), Leibniz (1947), talora con importanti contributi storiografici. Lintento dichiarato di Gemelli era quello di mettere avanti, anche in queste occasioni, il pensiero o le interpretazioni della neoscolastica. Esplicita dichiarazione di questo scopo troviamo ad esempio nella lettera inviata nel 1931 da Gemelli per illustrare il progetto del volume su Hegel e per chiedere la collaborazione: Nellanno in corso, come certo Le ben noto, cade il Centenario di Hegel. Ho pensato che potrebbe essere buona cosa da parte dei cultori della Scolastica il pubblicare un volume a carattere internazionale per illustrare la nostra posizione di fronte alla filosofia
Cfr. Archivio U.C., XIV, 141 ff. 55 ss. Cfr. Verbale del Consiglio della Facolt filosofica del 9 luglio 1924, in Archivio U.C., XIV, 141.
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hegeliana. Affinch il volume possa riuscire interessante a tutti, e quindi essere letto anche dai filosofi dellaltra sponda, conviene che esso riesca utile: avrei perci pensato che il volume dovrebbe essere unillustrazione di ci che attualmente lhegelismo nei vari paesi. Naturalmente lesposizione dello stato dellhegelismo nei singoli paesi non deve solo essere una rassegna degli uomini e delle dottrine e delle pubblicazioni principali, ma deve essere fatta con spirito critico, in modo che il lettore abbia unidea della posizione nostra di pensiero di fronte allhegelismo in singoli paesi48. Lo stesso Gemelli poi ne avrebbe curato lIntroduzione dedicata a mettere in luce La posizione del pensiero scolastico di fronte allhegelismo attuale. E parimenti alcuni anni dopo, nella lettera di invito a collaborare al volume del centenario cartesiano, datata 22 dicembre 1936, Gemelli cos scrisse: Ho pensato di farmi iniziatore di un volume che raccolga scritti di cattolici cultori di filosofia, che risulti dimostrazione efficace dellattivit dei pensatori cattolici49. 5. La seconda generazione: forme di dialogo In questo ambiente, che la documentazione esaminata presenta cos ben definito da un punto di vista ideologico, e cos orientato da un punto di vista culturale, crebbe un numero sempre maggiore di studenti. Nelle aule di via SantAgnese, nonostante le battaglie ideologiche dichiarate su vari fronti dal rettore, non doveva certo grondare eccessivo sangue apologetico, se tra le preoccupazioni principali del canonico Masnovo, espresse al Rettore e alla Facolt dopo il primo anno, vi era
Archivio U.C., XLIX, 402. Archivio U.C., L, 406. Una valutazione critica degli studi condotti dai neo-scolastici milanesi nel settore della storiografia filosofica viene data da Paolo Rossi nel suo saggio La filosofia neoscolastica e i suoi orientamenti storiografici, edito in P. Rossi, Storia e filosofia. Saggi sulla storiografia filosofica, Torino, Einaudi, 1975, pp. 70-91.
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quella che le signorine abbiano fino dal principio dellanno assegnati i loro banchi a parte: e a ogni modo non seggano mai nel medesimo banco con giovani secolari od ecclesiastici50. Al di l del buon umore giovanile e di un pizzico di goliardia, cui forse non era avvezzo il Masnovo, gi professore nel seminario di Parma, le relazioni dei docenti sul comportamento degli studenti esprimono una piena soddisfazione per il loro impegno nello studio. Una percentuale notevole degli studenti che si iscriveva in Cattolica era seriamente motivata allo studio, anche per ragioni religiose e apostoliche. Essi, soprattutto nei primi anni dellUniversit Cattolica, venivano seguiti singolarmente e molti di essi, una volta laureati, andarono a occupare posti di insegnamento in scuole sia confessionali, sia statali. La scuola di filosofia della Cattolica incominci cos a incidere su quella pi estesa mappa della filosofia italiana costituita dai licei. Fu infatti una delle prime preoccupazioni della Facolt che a partire dallanno accademico 1924-25 divenne la Facolt di Lettere e Filosofia riconosciuta dallo Stato italiano e abilitata cos a rilasciare titoli di studio con valore legale quella di preparare con appositi corsi i suoi studenti dellultimo anno allesame di Stato per labilitazione allinsegnamento51. Alcuni tra questi studenti trovarono in questa giovane Facolt anche il luogo idoneo per la loro piena formazione scientifica in campo filosofico. Ricordiamo subito Gustavo Bontadini. Lo troviamo in primissima posizione tra gli studenti menzionati per il loro impegno e profitto nelle relazioni dei docenti del primo anno52, seArchivio U.C., I, 1. Cfr. Verbale del Consiglio di Facolt di Lettere e Filosofia del 4 febbraio 1925. 52 Olgiati lo dichiara, fin dal primo anno degno di una speciale nota di lode, e aggiunge che quantunque la sua cultura filosofica non sia ancora un quid di organico, per notevole per profondit e per estensione, rese pi feconde ancora da una volont seria e tenace, Archivio U.C., I, 1. Tale giudizio viene confermato nelle relazioni di tutti gli altri professori (cfr. ibidem).
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guito di qualche lunghezza da Ernesto Grassi53. Questultimo avrebbe per lasciato presto lUniversit Cattolica per dissensi con il Gemelli, cui per altro era unito da legami damicizia familiari. Furono in particolare due studenti di questa prima generazione, Gustavo Bontadini e Sofia Vanni Rovighi, coloro che, prima come collaboratori dellIstituto di filosofia e incaricati di vari corsi di insegnamento, e poi, a partire dagli inizi degli anni cinquanta, come professori ordinari e successori dei docenti che avevano fondato questa Facolt filosofica, portarono avanti leredit di questa scuola fino alla fine degli anni settanta. Linteresse per lidealismo, specie nella versione dellattualismo che aveva destato preoccupazione in Olgiati e Zamboni nei primi anni della Facolt filosofica, rest vivo e operante nella speculazione filosofica di Bontadini e continu, come punto di riferimento non solo polemico, a condizionare le sue indagini. Il merito che Bontadini riconosceva allidealismo era di aver contribuito a eliminare il presupposto naturalistico, il realismo dualistico che egli vedeva alla base della filosofia moderna e che portava a considerare lessere come contrapposto al pensiero. Egli era convinto che la filosofia moderna, a partire da Cartesio, avesse perso lessenziale riferimento del pensiero allessere, perch per essa il termine immediato della conoscenza lidea, non come quella in cui o attraverso cui si attinge lessere, ma da cui lessere si argomenta, come causa. questa la concezione fenomenistica del conoscere. Concezione malata54. Per, se lidealismo aveva riaffermato la non estraneit dellessere al pensiero, cosa che Bontadini apprezzava in quanto vedeva riaperte le porte alla metafisica, esso poteva inclinarsi pericolosamente verso limmanenti53 Sempre lOlgiati riferisce: Anche il sig. Grassi un buon elemento e diventerebbe migliore, qualora acquistasse maggior ordine e chiarezza nel suo ragionamento e nel modo di esporre (ibidem). 54 G. Bontadini, Studi di filosofia moderna, Brescia, La Scuola, 1966, p. 50.

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smo, nel momento in cui veniva ad affermare che lunit dellesperienza lassoluto55. E proprio su questo versante, nella chiarificazione cio dellesperienza rispetto allassoluto, e della trascendenza divina, si impegn la sua riflessione. La Facolt di Lettere e Filosofia dellUniversit Cattolica mostr di apprezzare questo suo lavoro, cos motivando la sua chiamata a ricoprire, nel 1951, la cattedra di Filosofia teoretica: In questopera [Saggio di una metafisica dellesperienza] egli mette a fuoco il concetto di unit dellesperienza come concreta realt pensata, concetto che gli permette di riconoscere il merito dellAttualismo in quanto affermazione dellunit di pensante-pensato, ma di prendere insieme netta posizione contro la riduzione attualistica di tutto lessere allunit dellesperienza. Nelle opere successive, specialmente negli Studi sulla filosofia dellet cartesiana e nel volume Dallattualismo al problematicismo, egli oppone al dualismo gnoseologico della filosofia moderna il concetto di unit dellesperienza, caratteristico della filosofia contemporanea, nel quale ritrova il concetto classico di intenzionalit. Di fronte alla filosofia contemporanea che troppo spesso si ferma alla pura posizione dei problemi e ad una pura fenomenologia, il Bontadini fa valere e dimostra la necessit della metafisica, che non pu essere se non la metafisica classica56. Lavorando in questa direzione Bontadini si convinse sempre pi della necessit di operare il recupero dei capisaldi non solo della filosofia tomistica e scolastica, ma di quella filosofia che egli amava chiamare classica, e nel riferimento alla quale egli volle definirsi neo-classico, pi che non neo-scolastico. Si confront cos con impegno con le dottrine di Parmenide e di Aristotele, e, partendo proprio dalle formulazioni di questi filosofi sullessere e sul divenire, si propose di giungere a una
55

G. Bontadini, Studi sullidealismo, Milano, Vita e Pensiero, 1995, p.

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56 Verbale del Consiglio di Facolt di Lettere e Filosofia del 17 maggio 1951.

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ulteriore rigorizzazione delle codificate prove tomistiche della dimostrazione dellesistenza di Dio, e alla formulazione di quello che egli ebbe a definire principio di creazione. Continu fino ai suoi ultimi anni a ritornare, ora in forma espositiva, ora in forma polemica, su questi temi, sollecitato anche dalle riflessioni critiche che a partire dagli anni sessanta venne facendo il suo allievo Emanuele Severino. Rispondendo a questi nel 1964 nel saggio ` , egli si propose di mostrare che la contraddizione del divenire superata con la dottrina della creazione, in quanto quella identificazione dellessere e del non-essere, che riscontriamo nellesperienza, ora vista come risultato dellazione dellEssere (azione indiveniente dellEssere indiveniente). Di quellEssere che diciamo anche onnipotente, non perch possa fare il contraddittorio, ma perch ci che appare contraddittorio si rivela non essere pi tale allorch visto come opera dellazione creatrice [...] Giacch lessere non si identifica pi col nulla per se stesso, ma per lintervento dellEssere; o, in altri termini, perch quellenergia che lessere vinta non pi dal nulla (nel che lassurdo di ogni concezione ateistica o panteistica), ma dalla superiore anzi suprema energia dellEssere puro57. Linsegnamento di Bontadini che continu sulla cattedra di Filosofia teoretica fino al 1973, successivamente fino al 1978 nel corso di Istituzioni di filosofia, e poi fino alla fine degli anni ottanta nel Seminario di apologetica fu seguito con viva partecipazione dagli studenti della Cattolica, anche grazie alle sue doti umane e didattiche, che troviamo riconosciute nel giudizio formulato dalla Facolt per la sua promozione a ordinario: Altro grande pregio dellinsegnamento del Bontadini che egli non si limita ad esporre una dottrina, ma impegna gli studenti a pensarla e a prender posizione di fronte ad essa. Egli insegna veramente a filosofare ed
57 G. Bontadini, , Rivista di filosofia neo-scola` stica, LIV, 1964, p. 448.

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educa alla ricerca [...] Infine la cordialit e la comprensione del Bontadini verso i discepoli, invitando questi al dialogo e alla discussione, li aiutano nella ricerca e nella formazione filosofica58. Nello stesso 1951, vincitrice del concorso bandito dallUniversit Cattolica, fu chiamata sulla cattedra di Storia della filosofia medioevale Sofia Vanni Rovighi. Ella continu il suo insegnamento in questa Universit fino al 1982, passando nel 1959 alla cattedra di Storia della filosofia e nel 1973 alla cattedra di Filosofia teoretica e tenendo dal 1978, come fuori ruolo, il corso di Istituzioni di filosofia. Ho gi accennato agli anni della sua formazione alla scuola di Masnovo, che la educarono da un lato a tenere unite nel suo studio e nel suo insegnamento listanza teoretica con una rigorosa disciplina storico-critica, e dallaltro a confrontare con serena fiducia le dottrine scolastiche con le tesi del pensiero moderno e contemporaneo. Ella dunque, appena laureata con una tesi in storia della filosofia medioevale, inizi tra il 1931 e il 1932 lo studio delle opere di Husserl, e segu nel semestre estivo del 1932 a Friburgo le lezioni di Heidegger, e ancora nel 1938 a Berlino ascolt le lezioni di Hartmann. Anche se specialista della filosofia medioevale, ella non tralasci mai lo studio dei filosofi dellet moderna: Cartesio, Spinoza, Leibniz, e in particolare Kant, che le lezioni di Zamboni le avevano fatto amare, e Hegel, conosciuto grazie alle lezioni e agli studi di Richard Kroner59. Le ampie e approfondite letture delle opere dei grandi filosofi dellet moderna e contemporanea non erano solo in funzione di un confronto critico; esse nascevano dalla persuasione che il cammino di ricerca nel campo della filosofia deve procedere sotto la guida dei grandi pensatori e in dialogo con essi. Convinta, come
58

Verbale del Consiglio di Facolt di Lettere e Filosofia del 18 gennaio Cfr. AA.VV., Sapientiae studium, cit., pp. 82 e 112.

1952.
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Galilei, che il sonar lorgano [...] simpara da chi gli sa sonare; la poesia simpara dalla continua lettura dei poeti [...]60 ella si rivolgeva, incoraggiata a questo ancora da Masnovo, alla scuola dei grandi maestri per imparare a filosofare, per sentire, vagliare criticamente, e poi accogliere o rifiutare le soluzioni proposte da questi filosofi secondo levidenza delle ragioni. In tale ottica va collocato e compreso il suo continuo riferimento ai testi e lapprofondimento filologico, che diventavano condizione essenziale per un serio lavoro filosofico. Era indirizzata e sorretta in queste sue ampie indagini storiografiche dalla fiducia nel valore dello strumento razionale per la ricerca della verit, che aveva ricevuto dalla sua formazione tomistica. Di questo si accorsero anche i colleghi della facolt quando la chiamarono a ricoprire la cattedra di Storia della filosofia medioevale. Essi sapevano che la sua competenza storica, vasta e sicura, [che] abbraccia non solo la filosofia medioevale, ma anche quella moderna e contemporanea era sorretta da una solida e chiara coscienza teoretica61. Proprio questa sua coscienza teoretica la spinse a una paziente e intelligente opera di approfondimento, ripensamento e riformulazione delle principali dottrine filosofiche della scolastica, grazie alla quale listanza dei fondatori dellUniversit Cattolica continu a orientare questa scuola filosofica. Frutto di questo lavoro furono i tre volumi degli Elementi di filosofia, che dal 1941 hanno ricevuto numerose edizioni, e che successivamente sono stati sintetizzati nel volume Istituzioni di filosofia62. Fu la volta poi del ricco manuale dedicato alla Gnoseologia63, e dei pi recenti e agili volumi: Uomo e natura. Appunti per una antropologia filosofica64 e La filosofia e il
60 G. Galilei, Dialogo sui massimi sistemi, giornata prima, in Opere, p. 59. 61 Verbale del Consiglio di Facolt di Lettere e Filosofia del 12 novembre 1951. 62 Brescia, La Scuola, 1982. 63 Brescia, Morcelliana, 1963. 64 Milano, Vita e Pensiero, 1980.

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problema di Dio65. In particolare gli Elementi di filosofia hanno introdotto allo studio della filosofia molti giovani non solo dellUniversit Cattolica. Essi sono stati il compendio dellinsegnamento filosofico della Vanni Rovighi, attenta in pari misura sia alla esatta comprensione delle dottrine elaborate dalla filosofia greca e assunte dalla scolastica, sia agli apporti della filosofia moderna e contemporanea. Essi infatti come ebbe ancora a rilevare la stessa autrice intendono esporre la filosofia scolastica rivissuta secondo le esigenze del pensiero moderno e contemporaneo. In questo quadro le dottrine logiche, gnoseologiche, metafisiche, etiche della scolastica riacquistano volto e linguaggio comprensibili al lettore del nostro secolo. La stessa filosofia della natura la parte che pi di ogni altra potrebbe venir considerata superata dalla scienza moderna rivive nella pagina di questopera con uninattesa vivacit: Nella Filosofia della natura si mette in rilievo il significato della concezione ilemorfica del mondo corporeo. Tale concezione afferma che il mondo corporeo, fin dai suoi pi bassi gradini formato, ossia pervaso da un elemento di intelligibilit. Essa si oppone quindi alla concezione cartesiana e meccanicistica del mondo corporeo come pura estensione amorfa ed inerte concezione contro la quale hanno pieno valore le critiche di Berkeley e dellidealismo . La teoria ilemorfica afferma inoltre la profonda unit pur nella diversit delle sue forme del mondo corporeo. Il vivente non un corpo toto coelo diverso dal non vivente, ma un corpo che ha una forma sostanziale pi perfetta (specificamente pi perfetta); luomo stesso, che pure porta in s un principio spirituale, non separato da un abisso dagli altri corpi; uno di essi. E ci spiega perch luomo si trovi bene nel mondo e lo trovi bello, ossia affine a s66. La sua attenzione poi ai problemi antropologici (la metafisica delluomo, come ella la definiva) fu massima, e
Milano, Vita e Pensiero, 1986. S. Vanni Rovighi, Notizie sulloperosit scientifica e sulla carriera didattica di Sofia Vanni Rovighi, in AA.VV., Sapientiae studium, cit., p. 97.
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anche in questo campo il riferimento alle dottrine tomistiche fu costante. Questo riferimento a san Tommaso non fu per mai condizionato da motivi estranei allevidenza argomentativa. Ad esempio, la dottrina dellanima come forma sostanziale delluomo fu da lei accettata e riproposta, non gi perch presente in san Tommaso, ma perch, adeguatamente intesa, era lunica ritenuta capace di spiegare luomo, la complessit del suo essere pur nella profonda e intima unit: Ora la tesi che lanima umana forma del corpo non vuol dire, in fondo, altro che questo: il principio per cui luomo uomo lo stesso per cui sente fame, freddo, fatica ecc. E quando dico: il principio per cui luomo uomo voglio dire: il principio per cui luomo svolge le attivit caratteristiche delluomo fra le quali ci sono anche quelle di studiare filosofia o matematica, fare opere darte o almeno contemplare la bellezza . Questo principio stato chiamato tradizionalmente anima e, per luomo, anima razionale o anima intellettiva [...] Qualunque cosa esso sia, chiamo anima ci per cui luomo vive o ha coscienza. Affermare che lanima umana forma del corpo vuol dire affermare che ci per cui luomo vive ed cosciente lo stesso principio, la medesima realt per cui ha un determinato corpo. Nella terminologia aristotelica, infatti, ereditata dalla scolastica, la forma sostanziale (lentelechia prima, nel linguaggio di Aristotele) ci per cui una cosa quello che (uomo, gatto, quercia...) per cui ha una determinata natura. Dire quindi che lanima umana forma del corpo vuol dire affermare che ci per cui luomo vive e pensa ci per cui il suo corpo cos e cos determinato67. Agli stessi colleghi della facolt non sfuggiva infine un altro importante tratto della personalit umana e scientifica di Sofia Vanni Rovighi, che rest immutato nel corso di oltre mezzo secolo di insegnamento universitario: il suo rigoroso impegno didattico. Tali doti e
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S. Vanni Rovighi, Uomo e natura, cit., pp. 175-76.

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tale competenza hanno avuto modo di farsi valere e di fruttificare anche nel campo didattico [...] Anche in questa parte della sua attivit la Vanni Rovighi ha profuso le sue energie senza risparmio, nellassistenza agli studenti, nella cura delle tesi di laurea, ottenendo i pi lusinghieri risultati. Lefficacia del suo insegnamento, per la chiarezza e pazienza dellesposizione, per la dovizia delle informazioni, risultata in grado eminente, costituendo un prezioso contributo allopera di questa Facolt68. Il rigore con il quale adempiva i suoi doveri didattici era un rigore oserei dire ascetico, che ritrovava la sua ragione nel dovere del cristiano di ricercare e di comunicare la verit, dovere illustrato proprio da san Tommaso: contemplata aliis tradere69. Sotto la guida di questi due maestri che, con sensibilit e metodologie tra di loro tanto diverse, seppero, pur nel costante riferimento al patrimonio originario di convinzioni filosofiche di questa universit, instaurare un dialogo pi sereno con le diverse voci del panorama filosofico italiano ed europeo, inizi una stagione proficua per gli studi di filosofia nellUniversit Cattolica. Con gli anni 60 incomincia ad affacciarsi la terza generazione, e compaiono i nomi di Efrem Bettoni, Emanuele Severino, Carlo Arata, Elisa Oberti, Adriano Bausola, Giovanni Reale, Angelo Pupi, Virgilio Melchiorre, Carla Calvetti, Italo Mancini, Evandro Agazzi, Francesca Rivetti Barb... Una continuit di convinzioni leg, seppure in modo differenziato e articolato, i docenti di questa scuola, e le permise cos di mantenere, nel passare degli anni, una sua peculiare fisionomia. Questi studiosi condividevano la fiducia nelle possibilit conoscitive della ragione e riconoscevano la perenne validit di quel patrimonio filo68 Verbale del Consiglio di Facolt di Lettere e Filosofia del 12 novembre 1951. 69 Cfr. il saggio in commento di Summa theol. IIa IIae, q. 188, a. 6, in S. Vanni Rovighi, Studi di filosofia medioevale, Milano, Vita e Pensiero, 1978, vol. II, pp. 203-06.

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sofico che, sorto dalla speculazione greca, and confrontandosi e integrandosi, nella patristica e nella scolastica medioevale, con le dottrine della rivelazione cristiana. Essi guardavano inoltre con attenzione agli sviluppi della ricerca filosofica dellet moderna e contemporanea, per aprirsi a un confronto che divenne via via meno polemico, rendendo cos meno astratto il programma di ispirazione ficiniana a bono in bonum che Gemelli aveva proposto nel 1924 nel delineare la sua visione della philosophia perennis70. Negli anni che seguirono la contestazione del 68 Sofia Vanni Rovighi, consapevole della profonda identit di questa scuola filosofica, oppose un rifiuto al desiderio espresso dallallora rettore dellUniversit Cattolica, Giuseppe Lazzati, di proporne unimmagine pi moderna, mutando il titolo della rivista ritenuto ormai datato. La scelta di consegnare alle future generazioni la Rivista di filosofia neo-scolastica con il suo titolo originario appare ancora oggi densa di significato.

Summary. The year 1921 witnessed the opening of the Catholic University and the inauguration of courses and lectures in the Faculty of Philosophy. The present work intends to trace the development and the evolution of the philosophical school which sprang from programmes drafted in connection with the Rivista di filosofia neo-scolastica. Drawing from unpublished documentation in the Archives of the Catholic University itself, it focuses on the presence of this institution on the philosophical scene, analysing methods and contents of syllabuses, following design patterns in the contributions of the teaching staff to the Italian philosophical debate, and hinting at publications promoted by this Faculty. This essay wishes to offer new elements for the evaluation of the antiidealistic controversy led on by teachers of this University, of their preoccupations about orthodoxy and of their privileged reference to doctrines of Medieval Scholasticism in connection with the study of modern and contemporary philosophy.

70 Cfr. A. Gemelli, Il mio contributo alla filosofia neoscolastica, Milano, Vita e Pensiero, 19322, pp. 8 ss.