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Negare il niente (che negare la negazione dell' ente )

dell'essenza dell'ente. Ma qui il rischio di interpretare l'appartenenza della negazione del niente all'essenza dell'ente, in modo che
resti pregiudicata l'essenza dell'ente da parte dci niente , con la
conseguente vanificazione dell'ente nella sua inessenza.
Se si dice che la negazione del niente appartiene, ma non coincide con l'essenza dell'ente 3 si dice che l'essenza dell'ente non
identica a quella negazione, perch solo a condizione di non essere identica ad essa, la negazione effettiva negazione del niente
senza che il niente , essenziale alla sua negazione, sia essenziale,
contraddittoriamente,
all'essenza che lo nega. Ma che cosa significa
appartenere all'essenza? L'appartenenza di qualcosa all'essenza non
pu non essere appartenenza essenziale e, di conseguenza, per questa
essenzialit, coincidenza pura e semplice con 1' essenza : indivisibi-

lir dell'essenza identit per la quale non v' differenza essenziale tra essenza e ci che ad essa appartenga e l'appartenere si annienta.
Se qualcosa appartiene all'essenza, ma non coincide con
essa, in quanto non coincide inessenziale, pu venire perduto senza
alterazione e nientifieazione dell'essenza. Ma, per affermare che l'essenza nega il non-ente, bisogna affermare che l'essenza non
negazione del non-ente e, tuttavia, non v' essenza dell 'ente senza
negazione del non-ente, che negazione della negazione dell'ente:
l'affermazione dell'essenza affermazione mediata dalla negazione
dell'ente, ma ci che con essa si afferma che l'essenza non
(= non costiruira, non si riduce) negazione del niente.
Il non-ente, senza di cui non v' negazione-de1-non-ente, tutto
nel non che si elide in s e, pertanto, la negazione del niente
negarsi del niente, il suo venire mello a se stesso, che esclude
anche la possibilit del suo venire meno, che nega senza essere negazione: il niente non niente, perch il suo essere non-essere;
la negazione del niente non negazione, poich non v' il niente che possa venire negato, ma il non-venire negato di ci che non .
Ne segue che se ente la determinazione , non si pu
dire che lo della determinazione significhi che la determinazione rimane presso di s non si disperde in un niente',
come
sintesi di momento positivo (il rimanere presso di s) e di momento negativo (il non disperdersi in un niente), poich il momento
negativo negativo anche come momento , non veramente momento c, quindi, neanche negativo che entri in sintesi con il
positivo: la negativit del momento negativo esclude la possibilit positiva di entrare in sintesi positiva con il positivo ed
negazione non del positivo, ma di se stessa; da parte sua, il momento
positivo , perch unico nella sua positivit (l'altro sarebbe il negativo che invece non ) non essendo momento
esclude la
sintesi .
Poich il positivo unico, la sintesi di s con se stessa nulla,
determinazione non sintesi tra s e negazione del niente, come
non sintesi tra s e l'essere. Perch vi possa essere sintesi tra
determinazione e essere, e )0 della determinazione la significhi,

bisogna che la determinazione si componga con l'essere, essendo


determinazione , pensabiJe indipendentemente
dall'essere, il che
significherebbe semplicemente il non-essere-della-determinazione.
t:.
evidente che se si potesse dare sintesi tra essere e determinazione,
si darebbe non solo sintesi tra determinazione e suo essere (tale da
mantenere una dualit tra determinazione e ci senza di cui essa non
sarebbe), ma anche sintesi tra l'essere come tale e determinazione,
cosi che ogni determinazione sarebbe determinazione dell'essere ,
identica all'essere, essenziale all'essere come essere.