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Bonsai

Andrea Di Stefano

Pubblicato: 2010 Categoria(e): Tag(s): "Fedeli d'Amore" "Ruzbehan Baqli Shirazi" "Romanzo di Formazione" Bonsai Zen Jung Sincronicit Sufismo Dante Coelho

Andrea Di Stefano

Bonsai

A chi insegna che i desideri sono la radice della sofferenza E a chi insegna che quando si ha un desiderio bisogna pregare lo Spirito Santo

Tu sei la mia vita, la mia fede e la mia miscredenza. Cambia la mia pietra senza valore in un gioiello, Trasforma dunque la mia miscredenza in fede! Dona un'anima al mio corpo e guarisci la mia malattia, Perch Tu sei la mia malattia e la sua guarigione. Quando mi guardi, donami una luce eterna, Cos ch'io possa cantare senza posa: "Io sono in Te e Tu sei in me". Cambia il mio ferro in oro e dona nuova vita alla mia carne. Sei un oceano illimitato; colma dunque l'oceano di gioielli! Sei cos ricca di attributi che io ne resto stupito. Quand'anche Tu mi donassi del veleno io sarei certo in grado di mutarlo in dolcezza. Maulana Jalaluddin Rumi

Capitolo 1

Quei profondi occhi azzurri occupavano la mente di Teo. Quella amabile visione si riaffacciava ai suoi pensieri senza dare tregua alcuna. E stato solo un sogno ripeteva a s stesso. E stato un bel sogno. Ma la reminiscenza di quello stato onirico faceva pulsare il suo cuore e vibrare il suo organismo. Quel volto era indelebilmente scolpito nella sua memoria, come limmagine di quel corpo, elegante, avvolto da un lungo cappotto blu. E poi la leggerezza e larmonia di quei passi Teo aveva la sensazione di aver realmente vissuto quella situazione. Gli sembrava che le immagini avessero realmente attraversato i suoi occhi, i tremori i suoi muscoli e le pulsazioni il suo cuore. Aveva la sensazione di aver visto perch tutto era troppo chiaro, troppo luminoso. Era pi reale della vita reale. Tutto poteva essere rivissuto nei minimi particolari. Dettaglio per dettaglio, sequenza per sequenza, fotogramma per fotogramma, come uno splendido film nel quale egli stesso era il protagonista. I suoi occhi erano intenti a scrutare meccanicamente un libro dalle pagine plastificate. Le sue mani rimembravano le impressioni proprie della carta utilizzata per le illustrazioni fotografie. La sua mente poteva ancora ammirare il Bonsai rappresentato su quel foglio. L una forza sconosciuta lo induceva ad alzare lo sguardo. Un dej-vu. Limpressione di aver gi vissuto tale situazione sorgeva durante il tragitto dei suoi occhi, che si imbattevano inizialmente nella confusione, nellipnotico moto oscillatorio delle gambe della gente, in quei passi nevrotici e privi di equilibrio. Ma la stessa forza sconosciuta gli indicava di andare

oltre. Una parte di lui avvertiva un legame con qualcosa. Un radar interiore rilevava una presenza, qualcuno si stava avvicinando. Era come se il tempo si fosse fermato, si stesse dilatando. I suoni, i colori, il moto del sangue, il susseguirsi degli attimi, ogni cosa possedeva unintensit sconosciuta. Nella folla, tra tante figure, vide spuntare Lei. La vide camminare, fermarsi di fronte uno scaffale, scrutare tra i volume. Ne estrasse uno. Bench fosse a una distanza considerevole, tale da non permettere di riconoscere con la vista il titolo in questione, Teo lo vedeva. Sapeva qual era il libro che la ragazza teneva tra le mani.

Capitolo 2

Non il caso di raccontarlo alla mia analista pens Teo. So come ne uscirebbe. Mi direbbe: il sogno in questione, come tutti i sogni del resto, rappresenta la realizzazione di un desiderio. Nel caso particolare di un desiderio sessuale. Teo era invece consapevole che non si stesse trattando di un banale desiderio sessuale. Inizi a sospettare che in quel sogno si potesse celare un significato spirituale. Questa percezione lo indusse a chiamare Salvo.

Capitolo 3

Teo prese il telefono e compose il numero di Salvo. Capita a tutti di avere degli amici strani. Ma Salvo, per Teo, era lamico pi strano che vi potesse essere. A renderlo strano ai suoi occhi non erano i periodici viaggi in Himalaya per studiare nei monasteri tibetani, n le escursioni nel Sahara alla ricerca dei Sufi, n i viaggi sudamericani alla ricerca degli Sciamani . Nulla di tutto questo. Lo trovava strano in quanto non comprendeva perch il suo amico, scrittore di successo i cui libri venivano tradotti in tutto il mondo, avesse deciso di occultare la propria identit dietro lo pseudonimo di Buddha of Suburbia. E comprendeva ancora meno cosa spingesse il Professor Salvatore Saccenti a rifiutare ogni anno le cattedre che venivano offerte dai migliori Atenei del pianeta, per continuare ad insegnare Storia e Filosofia nei licei pi sperduti della provincia italiana. -Pronto? Salvo? -Teo! Aspettavo la tua chiamata. -Perch? - domand con voce stupita. - In questi giorni sto lavorando ad un nuovo libro che tratter di Sincronicit - rispose Salvo. -Salvo cosa sarebbe questa sincronicit? - Sincronicit il termine coniato da Jung per indicare quelle situazioni in cui il mondo psichico e quello materiale coincidono, o se preferisci in cui il mondo interiore e quello esteriore si uniscono. La tua telefonata un tipico esempio di sincronicit. Pochi minuti fa ti ho pensato. E adesso il mio telefono ha squillato e ceri tu dallaltra parte, proprio tu, - disse Salvo ridendo.- Era

da un po che non ci sentivamo e mi hai chiamato giusto oggi, poco dopo che ti ho pensato. - Sar stata una coincidenza. - Una coincidenza, appunto! Se vuoi la puoi chiamare cos: una coincidenza significativa. Fenomeni di questo tipo accadono quotidianamente. Ne facciamo tutti esperienza: Pensiamo a qualcuno e subito dopo lo incontriamo, magari in un posto dove sarebbe stato molto improbabile che ci accadesse. Pensiamo ad un film, o a una sua scena, e lo ritroviamo la stessa sera in tv. Teo ci sei? Vuoi che ti faccia qualche altro esempio? Mentre Teo udiva le parole di Salvo i suoi occhi andarono a puntare il bonsai che aveva acquistato in circostanze rocambolesche. - Se sei alla ricerca di questo tipo di fenomeni forse ho una storia che ti potrebbe interessare. Ascolta cosa mi accaduto: qualche mese fa ho ricevuto lincarico di aprire la sede distaccata di una azienda in Giappone. Quel giorno appena uscito dal portone del palazzo dove lavoro sono incappato nella visione di un orientale che vendeva bonsai. Immagino fosse un cinese, non un giapponese. Capirai comunque che la cosa mi ha stupito. Mi ha colpito molto positivamente. Non capita tutti i giorni di incontrare venditori erranti di Bonsai nelle vie pi eleganti del centro di Milano. - Interessante,- afferm Salvo. - Mi sembrato un ottimo segno ed ho deciso di rendere felice il mercante comprandone uno. Gli ho lasciato una cospicua mancia. Dovevi vedere come rideva felice. - Per caso quel giorno sei uscito da lavoro in un orario non abituale? domand Salvo.- Sforzati di ricordare. - Si, sono uscito prima da lavoro, lo ricordo benissimo, te lo posso assicurare. Perch cos importante questa informazione? - Perch cambia la significativit dellevento. Mettiamo il caso che tu fossi uscito al solito orario. Nellavvenimento ci sarebbe stata una variante in meno. Il tuo comportamento sarebbe stato quello abituale ed il fenomeno inusuale sarebbe stato soltanto limprobabile passaggio, dellambulante in quella via,

in quel orario. Invece il tuo comportamento non abituale ha determinato una seconda variabile. Questa aumenta limprobabilit dellevento stesso e ne accresce la significativit! - In effetti stato un evento sorprendente che mi ha molto stupito. - Scrivendo mi sto accorgendo che questi fenomeni si realizzano frequentemente nella vita di tutti i giorni. E pi ci pensiamo, e pi accadono. Hai presente lespressione: Parli del diavolo e spuntano le corna? - Vero. - Accade spessissimo, ma non ci facciamo caso perch siamo poco attenti. Se solo non avessimo la mente sempre occupata da pensieri futili ed inessenziali, quante cose potremmo vedere? Scrivendo mi sono posto una domanda: cosa permette la realizzazione di questa congiunzione? Siamo noi che pensando qualcosa la chiamiamo, la realizziamo, smuoviamo forze inconsce che sono in grado di conformare il mondo esterno ai nostri pensieri o pi semplicemente siamo in grado di vedere alcuni frammenti di futuro? Ti ho pensato perch ho visto, ho sentito, che mi avresti chiamato oppure ti ho pensato facendo in modo che tu mi chiamassi, costruendo la realt, architettandola attraverso forze inconsce? -Sono ipotesi affascinanti anche se un po azzardate. -Sono avvenimenti non dimostrabili scientificamente in quanto non riproducibili. Ma ci non significa che non siano reali. Sono reali in quanto li sperimentiamo costantemente. - Salvo, tu alla fine che idea ti sei fatto? Vediamo o Costruiamo? - La seconda ipotesi pi suggestiva della prima. Essere in grado di plasmare psichicamente la realt unidea ipersuggestiva, ma molto pericolosa. Se penso ad un avvenimento spiacevole ed esso si realizza, posso cadere in una pericolosissima trappola mentale che alimenta sensi di colpa terribili. Ti faccio un esempio. Penso che a qualcuno che conosco un preciso giorno accadr qualcosa di spiacevole. Lo spiacevole avvenimento si verifica. Se credo di essere in grado di poter plasmare psichicamente la realt nella migliore delle ipotesi penso che non abbia fatto abbastanza per modificare il corso degli eventi. Nella peggiore

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penso che io stesso labbia determinato. Pensarla in questo modo troppo pericoloso. Molto meglio pensare che vediamo. - E cosa ci permette di vedere? - La nostra mente temporale. Il nostro Io abituato a pensare in termini di passato, presente e futuro. Ma facendo analisi ti sarai accorto che una parte di noi fa un po di confusione. -Parli dellinconscio? -Esattamente. Il nostro inconscio assolutamente atemporale. I nostri sogni si svolgono in una dimensione completa mente estranea al tempo. In essi passato, presente e talvolta futuro si miscelano indissolubilmente. Se linconscio vive fuori dal tempo pu vedere, sa, gi l dove le cose accadranno e contemporaneamente ancora l dove le cose sono accadute. Noi parliamo sempre del tempo, consideriamo tutto in relazione al tempo. Ma in sostanza che cos? Noi non sappiamo cosa sia realmente. - Che cosa buffa il tempo,- disse Teo ricordandosi perfettamente le parole del suo professore di fisica alle medie.- Allinterno di uno stesso palazzo scorre diversamente allattico rispetto al pian terreno. Scorre pi lentamente quando si in aereo rispetto a quando si a terra. - Buffo, vero? A voler essere pi precisi: paradossale. Esiste un tempo interiore ed uno esteriore. Questo lo aveva capito anche SantAgostino. E quello esteriore lo sappiamo soltanto calcolare. Il tempo essenzialmente una convenzione. Lo calcoliamo come il moto di un oggetto allinterno di un sistema di riferimento. Le lancette sul quadrante dellorologio, il moto della terra intorno al sole o quello degli elettroni intorno ad un atomo. Ma prima che i pianeti ruotassero intorno al sole, prima che il sole tracciasse traiettorie nella Via Lattea, prima che le galassie si allontanassero tra loro e gli elettroni iniziassero a girare intorno al nucleo che cosera il tempo? Se il tempo non esistesse? Se esistesse soltanto latto del misurarlo? Sembra assurdo. Eppure una domanda che si stanno ponendo in molti: le particelle subatomiche, ad esempio, vanno contemporaneamente avanti e indietro nel tempo.

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Beh parliamo da un po di tempo, ma mi sono fatto prendere cos tanto da questi argomenti che non ti ho ancora chiesto come stai? -Come sto? Sto male! Sto ancora male. Certi giorni ho limpressione che questi anni di analisi non siano serviti a nulla. - Eppure lultima volta che ti ho visto mi sei sembrato molto migliorato. - Gli attacchi di panico non si verificano con la stessa frequenza di prima, ma si verificano ancora, generalmente in luoghi affollati. I luoghi affollati mi terrorizzano. Inizio a respirare male, ho la sensazione di venire schiacciato. Poi mi assale unangoscia terribile, penso che posso morire da un momento allaltro, che posso avere un attacco cardiaco, che posso essere investito mentre attraverso la strada, che posso avere un incidente mentre guido. - Hai tante paure? - Si! - Quindi la tua malattia pu essere scomposta in una serie di piccole paure. Perch hai paura? - Non lo so. So che sto male e non riesco pi a vivere con tutte queste paure. - Allora abbandonale. - Sono anni che ci provo! - Ci provi. qui lerrore. Non devi provarci, lo devi fare. Provare implica la possibilit di sbagliare. Ci devi riuscire, non devi provare. La paura una barriera mentale, un meccanismo fisiologico che tante volte pu salvarci da brutte esperienze. Ma spesso diventa esso stesso una brutta esperienza trasformando il fisiologico in patologico, dando luogo ad un circolo vizioso: sto male perch ho paura, ho paura perch sto male. E se la tua malattia fosse una scusa? Darsi per malati unottima scusa per non mettersi alla prova, per non cambiare, per restare immobili o per giustificare gli insuccessi. Ma considerata la tua et hai fatto una carriera straordinaria. Sei bello, giovane, ricco, potente, puoi comprarti quello che vuoi. Cosa c che non va? - Se la felicit non fosse data da niente di tutto questo. Se tutte queste cose fossero inessenziali come dici tu. Ci sono cose che non si possono comprare, la felicit una di queste.

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- Che cosa odono le mie orecchie? Cosa sta dicendo il mio amico Teo? - Sta dicendo che si accorto che nulla di tutto questo pu dare la felicit. - E tu non saresti cambiato? Salvo comprese di aver colto nel segno. Avvert una sensazione. La stessa sensazione che si ha quando, durante un dibattito capita di mettere il nostro interlocutore in trappola, costringendolo a guardare la non consistenza delle sue posizioni. Il silenzio confermava lintuizione. Si aspettava che Teo cambiasse velocemente discorso. Cos accadde. - Raccontami. -Mi capita di sognare di incontrare una ragazza bellissima. Il sogno si svolge cos: Ho in mano un libro aperto in una pagina in cui vi la fotografia di un bonsai. Poi avverto in me una forza sconosciuta che mi invita ad alzare lo sguardo. Alzo lo sguardo e noto che i passi delle persone che sono in libreria, perch il sogno si svolge in libreria, sono meccanici, nevrotici, privi di ogni forma di armonia. Continuo ad alzare lo sguardo. Sento che quello che vivo un dej-vu. Allimprovviso spunta una splendida ragazza. Cammina con passi tanto delicati, avvolta da un cappotto blu, ed cos elegante. - Cammina elegantemente, bella come una notte priva di nuvole ricoperta da un cielo stellato? - Si, Salvo bella, troppo bella. - Insomma un Angelo? - Un angelo con quei suoi capelli cos belli, cos armoniosi. - Erano i capei doro allaura sparsi,- bisbigli. - Che dici? - Tranquillo, continua a raccontare. - Ma qui arriva il bello, lei si ferma davanti ad uno scaffale a circa venti metri da me ed io non sono in grado di vedere con gli occhi il titolo del libro che ha in mano. Ma so che si tratta de Lalchimista di Coelho. -Continua, continua -Ma questo niente. Sento della musica classica e capisco che fa la musicista, credo che sia una violinista ed inizio ad

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avere la sensazione di conoscerla da sempre, di sapere tutto su di lei. Conosco il suo nome. So che si chiama Chiara. Ho intenzione di avvicinarla, ma, proprio mentre mi avvicino, mi sveglio. -Hai fatto un sogno importante, del quale immagino ignori il significato. - E proprio per questo che ho chiamato. - Mi hai parlato di un Libro e di un Bonsai? - Il sogno inizia cos. Tengo tra le mani un libro aperto su una pagina nella quale fotografato un bonsai. - Il libro un archetipo, simboleggia la Conoscenza. Vuol dire che stai imparando ed imparerai. Il Libro, i libri mi fanno sempre venire in mente i Mistici Medievali, che credevano che il mondo fosse la metafora di un libro. Secondo loro ogni cosa, ogni avvenimento del mondo rappresentava la metafora di qualcosaltro. Credevano che Tutto fosse legato a Tutto. Proprio per questo scrutavano continuamente il mondo alla ricerca di segni. - E cosa sarebbero questi segni? - Le coincidenze significative o sincronicit, loro le chiamavano cos, segni o segnali. I mistici medievali erano fissati con i segni! - Avevano la fissa dei segni? - Si, per loro era proprio una fissazione. Li vedevano e li cercavano dappertutto. Teo devo confidarti una cosa. - Cosa? - I segni esistono davvero. La nostra vita piena, satura di segni. Bisogna imparare a vederli, comprenderli, seguirli - Vanno compresi e seguiti? - Si, compresi e seguiti! Torniamo al nostro sogno. Il bonsai essendo dentro il libro va relazionato alla conoscenza. Il bonsai un piccolo albero. In quanto albero pu richiamare lalbero della conoscenza. Ma a mio avviso, visto che mi hai parlato di Giappone bisogna vederlo nella prospettiva orientale. Larte del bonsai una delle discipline del buddismo Zen. un metodo utilizzato dai Maestri Zen per accrescere la propria attenzione e la propria consapevolezza. Attraverso questo lavoro i veri maestri sono in grado di conoscere il proprio S, il S autentico quello con la S maiuscola.

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Passi meccanici e confusione sono elementi che rappresentano il mondo esteriore; esso con i suoi richiami, i suoi rumori potrebbe farti perdere la concentrazione. Ma qui entra in gioco il dej-vu. Ricordo bene? - Benissimo. Ho un dej-vu. E avverto una forza che mi indica che qualcuno sta arrivando. La sento, sento che qualcosa di importante si sta per avvicinare. Una sensazione non ordinaria, come se un radar, al mio interno, mi avvertisse di una presenza che sfugge alla visione dei miei occhi. Questa forza, di cui ti dicevo, mi indica che devo guardare oltre la folla. - A questo punto vedi spuntare la ragazza? - Proprio cos. - Molto Zen, disse Salvo dopo qualche attimo di silenzio. Mi fa venire in mente larte del tiro con larco. Sono esistiti maestri in grado di colpire, bendati, bersagli a decine di metri di distanza. - Come facevano? - Come facevano? Li sentivano. Pur non vedendoli con gli occhi, li vedevano con altri occhi, con gli occhi della mente. Nel tuo sogno non potevi sapere il nome della ragazza e vedere il titolo del libro che la ragazza teneva tra le mani - Eppure sapevo che si chiamava Chiara e che teneva in mano LAlchimista ! - Cosa sai di Alchimia? - So che gli alchimisti cercavano di trasformare il piombo in oro. - In un certo senso cos. Bisognerebbe capire, per, il significato di questa affermazione. Trasformare, trasmutare come dicevano loro, il Piombo in Oro una metafora che indica la trasformazione delle sensazioni, delle percezioni. Trasformare il Piombo in oro significa trasmutare i pensieri negativi in pensieri positivi, le emozioni basse, grossolane, in emozioni elevate, raffinate. - Non capisco cosa centri tutto questo con la ragazza? - Un attimo, ci arriviamo. Chiara un bellissimo nome, fa pensare alla luce. Ma sarebbe meglio se la chiamassi Chiaretta, che un trisillabo ed ha nove lettere. Nove e non otto ma quasi lo stesso. - Perch Chiaretta e non Chiara? Non ti seguo. Cos questa storia dei trisillabi e delle lettere?

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- E una regola dei Fedeli dAmore. Le donne dei Fedeli dovevano avere nomi composti da 3 sillabe e 8 lettere, anche se vi erano delle eccezioni con nomi di 7 e 9 lettere. Tra laltro se ci pensi 3 pi 8 fa undici. E lendecasillabo era proprio il metro utilizzato dai Fedeli dAmore. - Ma chi erano i Fedeli dAmore? - Una confraternita di scrittori e poeti che dedicavano le loro opere a delle donne. Se ti dico Dante chi ti viene in mente? - Beatrice. - Beatrice! 3 sillabe 8 lettere. Come Giovanna, la donna di Cavalcanti e Lauretta quella di Petrarca. - Ma la donna di Petrarca non si chiamava Laura? - Si, ma vi una lettera nella quale Boccaccio corregge il giovane Petrarca, trasformando Laura in Lauretta. Teo ricordi come si chiamava la donna di Boccaccio? - Fiammetta. - Fiammetta: 3 sillabe, 9 lettere. Boccaccio era un figlio di buona donna ed amava sviare i grossolani, riteneva che certe cose andassero offuscate agli occhi dei profani. Solo i sottili avrebbero dovuto capire. - Che cosa? - Secondo Jung, le nostre anime - il cellulare di Salvo inizi a squillare.- aspetta un attimo. - Teo il mio editor. Dobbiamo chiudere! Ti richiamo domani. - Ma domani parto. Vado in Giappone e rimango l una settimana. - Quindi giorno 8 sei a Tokio? Se sei l non ti perdere il concerto dei White Ninjas. - Chi sono questi? - La rock band del momento. Nei loro dischi si rifanno spesso ai libri del Buddha of Suburbia. Dai, avrai sentito di sicuro I Should remember myself. Qualche mese fa uscito il secondo album : Moons Shadow. - Nella copertina dellalbum c uneclissi solare? - Si, fai in modo di andare al concerto! uno show incredibile. - E il sogno? - Ne parliamo la settimana prossima.

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Capitolo 4

Ricord di averlo dimenticato a casa sopra la scrivania del suo studio. Si alz di scatto e inizi a dirigersi precipitosamente verso la libreria dellaeroporto deciso di non darla vinta al suo inconscio. la dimenticanza una tipica manifestazione dellinconscio Nella mente di Teo riecheggi la voce della sua analista rappresenta un tipico esempio di psicopatologia della vita quotidiana. La lezioncina sulla psicopatologia della vita quotidiana la conosceva bene ed aveva imparato a riconoscere i mille stratagemmi messi in atto dallinconscio per appagare i suoi fini. la dimenticanza ha sempre un significato. Camminando nevroticamente verso la libreria rivers ogni sorta di imprecazione sul proprio inconscio. Se dimentichi degli oggetti in casa di qualcuno perch ti fa piacere ritornarci. Se dimentico un libro a casa perch non vuoi che lo legga. Arriv davanti alla vetrina e vide in bella mostra il titolo che cercava. Teo fiss il libro pensando : vedremo chi tra noi due lavr vinta mio caro . Essendo troppo impegnato in questi ragionamenti non si accorse che la vetrina, oltre a riflettere la sua immagine, rifletteva quella di molte persone. Tra queste vi era quella di una ragazza che stava entrando in libreria. Questa ragazza era avvolta da un lungo cappotto nero e celava i suoi occhi dietro ad eleganti occhiali da sole. Teo entr in libreria immerso nei suoi pensieri. Aveva un solo obiettivo: prendere il libro che il suo inconscio gli aveva fatto

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dimenticare sul tavolo e stringerlo nel pi breve tempo possibile tra le mani. La sua attenzione era integralmente rivolta verso questo obiettivo. Si barcamen celermente tra gli scaffali, individu il libro che gli interessava e lo prese in mano. Lo teneva fieramente tra le mani. Lo guardava orgogliosamente compiaciuto. Si incammin verso la cassa senza distogliere lo sguardo dal volume. Sfogliava le pagine, quasi contandole, come a constatare che vi fossero tutte, che non ne mancasse nessuna. Nel frattempo la bella ragazza si allontanava dalla cassa dopo aver pagato le riviste che avrebbero alleviato il viaggio. Teo arriv alla cassa. Quanto fa? 17 Euro Pag il libro, udendo a mala pena la ridondanza delle battute scambiate tra i due commessi. Hai visto quella ragazza? Sembrava una fotomodella! Teo sorrise il suo sorriso rimase nascosto dietro lo specchio dei suoi occhiali da sole - pensando che il suo lavoro lo metteva spessissimo a stretto contatto con le pi belle modelle del mondo. Poi pens a Chiara. E contemporaneamente mise in tasca il resto, si trattava delle stesse monete con le quali qualche istante prima aveva pagato la bella ragazza di cui non aveva percepito la presenza. Usc e vide molta confusione. Osserv la folla e compar i passi nevrotici dei passanti con quelli armoniosi della ragazza del suo sogno. Non vi era nulla che vi si avvicinasse lontanamente. Rimase a scrutare qualche secondo quando in lontananza ebbe limpressione di vedere qualcosa. Una ragazza, avvolta in un cappotto nero, aveva un passo molto armonioso che gli ricord tantissimo quello di Chiara. Sembrava proprio Lei! Teo decise di cercare di seguirla. Aveva iniziato a muovere i primi passi quando ud gli altoparlanti dellaerostazione. Ultima chiamata per il volo Milano Tokio Si volto istintivamente verso i diffusori, come se guardandoli avesse potuto sentirli meglio. Poi port nuovamente il suo sguardo sulla folla alla ricerca della ragazza. Non la trov pi, non cera.

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Probabilmente non c mai stata, pens. Sar stato il suo ennesimo scherzetto per non farmi partire.

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Capitolo 5

Laereo decoll. Matteo apr il libro, lo lesse tutto dun fiato dimenticando paure ed angosce. Leggere un romanzo come meditare. Quando leggiamo una storia e veniamo rapiti da essa il nostro cervello attiva sentieri non abituali ed accende aeree ordinariamente silenti. Cambia la frequenza di emissione delle onde elettromagnetiche . Si modifica la percezione del tempo. ipnosi. Arrivato allultima pagina del libro, tornato in s - dopo aver navigato per mari sconosciuti, camminato per casbe pericolose, esplorato deserti impervi alla ricerca dellElisir di Lunga Vita e della Pietra filosofale - Teo guard lorologio. Il tempo era volato, erano trascorse molte ore. Sent la necessit di alzarsi per sgranchire le gambe. Cammin delicatamente tra i corridoi. I suoi passi erano leggeri, non voleva disturbare. Sullaereo dormivano tutti, o quasi. Dormivano tutti quando il Buddha lasci il suo palazzo avvolto dalle nebbie nel buio della notte. Teo scrut laereo. In coda, seduto in fondo al corridoio vi era un monaco buddista avvolto in una tunica arancione. Era forse una sincronicit? Lo guard e gli sorrise. Il monaco, restando seduto, ricambi fissandolo negli occhi. Teo torn a sedersi. Guard lorologio. Sorrise pensando alla discussione avuta con Salvo il giorno precedente. Il tempo non esiste eppure mi assilla. Sorrise nuovamente continuando a fissare lorologio. Unora di volo lo separava dal Giappone. Il Giappone, il Giappone.

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Prima gli vennero in mente tutti i luoghi comuni sopra quella nazione come il sushi, lefficienza, la puntualit degli orari dei treni Poi pens alla sua esperienza giapponese. Matteo era un International Marketing Manager. Per lui il Giappone rappresentava la sua missione. Gli era stato affidato dalla Rossi & Bianchi il compito di realizzare l unazienda distaccata. Realizzare la Rossi & Bianchi Japan era la sua missione. Doveva metterla in piedi nel pi breve possibile. Per poterlo fare disponeva di un Budget illimitato. Budget illimitato! - ricordava le parole dellamministratore delegato della R&B- hai sentito bene, budget illimitato! Matteo si diede da fare. And in Giappone, mise su un Asset Aziendale e fece partire le attivit commerciali. In pochissimo tempo la nuova azienda aveva preso vita. La sua missione era quasi compiuta, mancava soltanto un ultimo atto, linaugurazione del R&B building. Per un azienda del settore moda, come la Rossi & Bianchi, limmagine tutto. Per questo la prima mossa di Matteo fu quella di far costruire una sede esclusiva. Un unico edificio che avrebbe ospitato al suo interno nei piani inferiori un elegantissimo negozio e allultimo piano la direzione commerciale. Matteo riteneva fondamentale inserire gli uffici della direzione commerciale nello stesso palazzo del negozio. Era una scelta comunicativa, che aveva la funzione di esprimere la vicinanza dellazienda nei confronti dei suoi clienti. Nel suo monologo interiore Matteo richiamava tutte le azioni che aveva compiuto per far si che lazienda nascesse. Le valutava, se le ripeteva, e ripetendole si compiaceva del suo operato. I suoi pensieri furono interrotti dallaltoparlante dellaereo. Laeromobile aveva iniziato la sua discesa. Matteo si allacci la cintura e si guard intorno. Passarono pochi minuti. Laereo atterr. Scese dallaereo, ritir il bagaglio, si incammin verso luscita, dove trov Kenso ad attenderlo . Kenso Hamamoto era un giovanissimo manager della Rossi & Bianchi Japan. Mentre gli si avvicinava, Matteo ricordava il loro primo incontro. Si trattava di un colloquio di lavoro.

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Era rimasto particolarmente colpito da quel curriculum presentato in perfetto italiano. Cos aveva contattato immediatamente lautore. Kenso, leggo che parli perfettamente litaliano Poco giapponese vero? Kenso non rideva quasi mai, ma era dotato di particolare sense of humour. Perch proprio in Italia? Volevo conoscere litaliano, la lingua di Dante. Sai che questa frase lho sentita pronunciare di persona da molti degli uomini pi importanti del pianeta. Questa frase la sento pronunciare spesso in particolare a molti tra i pi interessanti intellettuali che parlano italiano. Kenso fece subito simpatia a Matteo - che vedeva in lui se stesso, con una decina danni in meno.- Guardando quel venticinquenne si ricord di tutti i sacrifici, di tutte le rinunce fatte per potersi pagare gli studi. Leggo che per restare un anno in Italia ti sei dato da fare! Lo assunse seduta stante. Kenso si dimostr un ottimo collaboratore. Lo aiut tantissimo durante la sua prima esperienza nipponica. Era dotato di straordinarie capacit relazionali. Riusciva a comprendere gli altri e a mettere chiunque a proprio agio. Matteo conosceva una sola persona in grado di fare qualcosa di simile: Salvo. Ciao Kenso, Matteo lo salut sorridendo. Bentornato, Teo. Hai fatto un buon viaggio? Ottimo. Non me ne sono neanche accorto, durato un attimo. Potremmo dire che il tempo volato? Teo sorrise prima di rispondere: Si proprio volato! Sai che ti trovo bene, ti vedo molto sereno Me lo dicono tutti. Comunque dimmi a che punto siamo con linaugurazione, sar tutto pronto per domani? Si, gi tutto pronto!

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Capitolo 6

A Tokio, nel quartiere di Aoyama, il nastro rosso dellR&B building era stato tagliato. Il party era iniziato. Vi era tantissima gente. Matteo era molto felice nel vedere che linaugurazione andasse alla grande. Lambiente era molto selezionato. Era presente tutta la Tokio bene: industriali, nobili, alto borghesi, modelle, attori, attrici, cantanti. I suoi collaboratori giapponesi glieli presentavano. Egli fingendo attenzione si premurava di ricambiare gli ossequiosi inchini ricevuti, con inchini ancora pi ossequiosi. Sorrideva e stringeva mani. Non conosceva nessuna di tutte quelle persone, non aveva neanche idea di chi fossero. Immaginava dovessero essere qualcuno dal modo in cui si atteggiavano. Sapeva che di tutti quei nomi, nella sua mente, non sarebbe restata traccia che per qualche secondo. Ed i volti, anche loro, sarebbero scomparsi quasi tutti il giorno dopo, al risveglio. La notte li avrebbe cancellati. Ne avrebbe conservato qualcuno, forse. Forse avrebbe portato per sempre con s il ricordo di quel volto. Il volto di quella ragazza, i suoi lunghi capelli neri, la sua pelle chiarissima, i suoi occhi a mandorla. Laveva adocchiata tra un inchino ed un altro ed era rimasto ipnotizzato dai suoi occhi. La giovane si trovava tra la folla ad una decina di metri di distanza. Quegli occhi neri erano profondissimi. Incrociando per un attimo il suo sguardo, per un istante immergendo gli occhi nei suoi occhi, ebbe limpressione che fossero le vere di un pozzo, un pozzo dalle profondit abissali, che attingeva acque limpidissime da un ruscello sotterraneo. La visione dur un attimo. La giovane scomparve tra la folla.

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Kenso avvicin Matteo Hai sete? gli domand porgendogli un drink. Grazie. Stavo morendo dalla sete. Sei arrivato con un tempismo eccezionale! Matteo afferr il bicchiere e si disset. Linaugurazione sta andando alla grande, non trovi? Si, si! rispose Kenso. Una inaugurazione fantastica, aggiunse Matteo. Atmosfera fantastica. Bella musica, bel posto, tantissima gente, daltronde questo luogo davvero cool e quando un luogo cool c sempre tanta gente. Sembra una tautologia, disse Kenso. Che cosa? domand Matteo. Riguardo ai luoghi cool Non so se c tanta gente perch un luogo cool, o se un luogo cool perch c tanta gente? Scusami ti devo lasciare, Kenso si allontan. Matteo torn ai saluti, agli inchini e alle strette di mani; ai sorrisi e agli sguardi ammiccanti lanciati verso donne splendide ed eleganti. Cammin sorridendo tra la folla e si infil in ascensore con molta disinvoltura. Sal allultimo piano, quello che ospitava la direzione aziendale. Entr in bagno. Si precipit verso il lavabo. Apr frettolosamente il lavandino. Si sciacqu la faccia. Alz il capo e vide il suo volto bagnato riflesso sullo specchio. Con il fiato ancora ansimante si abbass. Si abbandon sugli splendenti e lussuosi marmi neri che ricoprivano il pavimento. Poggi la schiena sulla parete del muro che divideva le porte tra le toilette. Si allent la cravatta. Inizi a respirare profondamente. Respirando profondamente sent le pulsazioni del suo cuore. Fu per lui una sensazione stranissima. Quanto strano sentire battere il proprio cuore. Batte continuamente eppure noi, noi non lo sentiamo quasi mai. Matteo avvert che il suo battito andava stabilizzandosi. Le pulsazioni andavano diminuendo; si affievolirono fino a scomparire del tutto. Smise di percepire i propri battiti. Proprio in quel momento sent muovere la maniglia e vide aprire la porta: era Kenso.

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Teo stai bene? Qualcosa non va? Kenso aveva intravisto Matteo camminare tra la folla ed entrare discretamente in ascensore. Sto male! rispose Matteo con lo sguardo perso nel vuoto. Eri cos sereno poco fa. Assetato ma sereno. Sto male. Che cosa hai? Soffro di attacchi di panico. Sono in analisi da oltre un anno, ma come vedi sembra che non sia servito a niente. Non sto bene. Non sto ancora bene. Mi sento male, sto male!!!!! Non so che cosa ti faccia stare male. Ma so che non starai meglio continuando a ripetere agli altri e soprattutto a te stesso che stai male. Non guarirai pensando: non sto bene. E non guarirai lamentandoti. Le lamentele non mi sembrano ottime medicine. Non so cosa ti faccia soffrire. Ma so che si tratta di unillusione. Lo so perch dentro questa stanza non c nulla che possa farti soffrire. Guarda attentamente. Non c nulla, nulla qua dentro che possa causare sofferenza. La sofferenza legata ai desideri. Si soffre essenzialmente per due motivi: perch desideriamo ci che non o perch nutriamo due o pi desideri in contrasto tra loro. Non so cosa ti faccia stare male. Ma so che la vita un gioco e nel gioco la posizione fondamentale. Quando si gioca e le cose si mettono male bisogna cambiare rapidamente posizione. In questo momento la tua posizione non mi sembra particolarmente comoda. Cambiala! Cosa vuoi dire? domand Matteo. Quando stai male, quando sei triste cambia posizione, rilassa i muscoli del tuo corpo, modifica lespressione del volto. Quindi mettiti in piedi, pensa qualcosa di positivo e fammi un bel sorriso. Matteo si alz e si ricompose. And allo specchio e si diede una sistemata. Va meglio? Si Allora scendiamo?

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Capitolo 7

Kenso e Matteo scesero gi. Kenso secondo te qualcuno si accorto di qualcosa? domand Matteo. No, non preoccuparti, rispose Kenso. Te lho gi detto: la vita un gioco, una rappresentazione. Guardali! Li vedi? Ognuno recita una parte ed cos preso dalla propria interpretazione da non prestare attenzione a quella degli altri.

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Capitolo 8

Nessuno si era accorto di nulla. Erano tutti troppo impegnati a sorseggiare il proprio drink. Qualcuno non beveva. Chi aveva rinunciato per paura delle tante calorie, era troppo impegnato a logorarsi interiormente: aveva trascorso lintera serata pensando di aver rifiutato una bevanda che tanto avrebbe desiderato. Mantenere un corpo da modella richiede molta volont. Guardando verso la tavola imbandita Matteo not una ragazza fissare del cibo, anelarlo con gli occhi, per poi astenersi ed allontanarsi. Si trovava davanti al banchetto del party post sfilata di un marchio storico della moda italiana. Era a Milano. Era giovanissimo. Vi era Salvo al suo fianco, appena tornato da un viaggio in India. Matteo, tra gli organizzatori dellevento, lo aveva invitato per condividere la gioia del suo primo prestigioso incarico. Salvo aveva accettato divertito dallidea di osservare persone occupate da quesiti importanti ed essenziali come vestire alla moda. I due colloquiavano della serata. Matteo ricordava ancora le parole del suo amico. Oggi viviamo circondati dai colori. Siamo abituati ai colori, siamo abituati a vedere vestiti dalle tinte accese. Ma un tempo non era cos. Immagina ad esempio per i contadini medievali quanto fosse rara la visione di un colore sgargiante. Immagina quanta soggezione doveva destare loro, immersi in abiti grigi, spenti, logorati dalle ore di lavoro passate nei campi, la visione di nobili adornati di gioielli

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luccicanti avvolti in abiti splendenti che richiamavano i colori del cielo. I nobili patrizi, -Salvo enfatizz questi termini imprimendovi un tono molto ironico- dovevano giustificare in qualche modo lesistenza della differenza che passava tra loro ed i miseri contadini. Labbigliamento era, e probabilmente ancora, un mezzo per giustificare le differenze sociali. Ti chiedi perch questi pensieri abbiano varcato la soglia della mia mente? Osservando la sfilata, analizzando lattenzione posta persino nei minimi particolari scenografici, mi sono ricordato che la coreografia unarte visionaria usata da tempo immemorabile come strumento politico. Fin di pronunciare queste parole quando la top model del momento si ferm innanzi al tavolo posto pochi metri avanti a loro. Attenziona il suo sguardo, disse Salvo. Hai visto come mangia le tartine con gli occhi? Ne ha il sapore in bocca, sta immaginando di mangiarle. In realt si limitata a bere dellacqua, ma stai sicuro che domani leggeremo qualche intervista in cui dice che mangia di tutto, non si fa mancare niente. Lintervista non tard ad arrivare. Apparve puntuale il giorno successivo. Matteo ricordava perfettamente quelle colonne del Corriere della Sera nelle quali la Top in questione raccontava dei numerosi ed abbondati banchetti ai quali prendeva parte. Che ci vuoi fare, noi umani siamo fatti cos! esclam Salvo. Raccontiamo bugie senza esserne coscienti, immaginiamo di fare e crediamo di avere fatto realmente. Comunque la trovo molto interessante, aggiunse. E non mi riferisco soltanto al suo aspetto estetico. Trovo le modelle molto interessanti perch mi ricordano i fachiri. Durante il mio viaggio, ne ho visti diversi sdraiarsi su tappeti di chiodi, trafiggersi con aghi e compiere molte altre diavolerie che richiedono grande padronanza del proprio corpo. Ne colgo una certa similitudine. Ci vuole grande padronanza del proprio corpo per mantenere un fisico snello ed innaturale. Essere pagati per non mangiare, non trovi sia un lavoro da fachiri?

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Matteo ritorn in s. Stava osservando il party dallalto di una scala. Kenso, al suo fianco, lo invit a guardare in fondo alla sala. Vedi luomo attorno al quale orbitano numerosi adulatori? Ti riferisci a quello dallaria superba e dallo sguardo glaciale? domand Matteo. Proprio quello! rispose Kenso. il signor Hiramoto, il proprietario della Hiramoto Corporation. Guardalo attentamente! Osserva bene il suo volto, ed i suoi atteggiamenti. Dallespressione del suo volto traspare una certa superbia, disse Matteo. Una certa arroganza, aggiunse dopo qualche istante per paura di risultare ripetitivo; essendosi accorto di aver utilizzato due volte lo stesso aggettivo. Adesso guarda pi in l, sulla sua destra. Dietro la folla che lo circonda c una splendida ragazza, la vedi? Matteo la riconobbe immediatamente. Era proprio lei: la ragazza che aveva intravisto durante le sontuose presentazioni. Si! Lavevo gi notata, disse. Non una ragazza che passa inosservata. Si chiama Kaori e gli si sta avvicinando. Stai attento, guardati questa scena! Kaori, intrufolandosi silenziosamente tra gli uomini che contornavano Hiramoto, gli si avvicin. Si mise al suo fianco. Egli, che era impegnato in una conversazione, la percep dopo qualche attimo. Si volt e vedendola si illumin nello sguardo. Il suo volto si distese. Gli sorrise e la present, orgoglioso, a coloro che aveva intorno. Hai visto com cambiato? domand Kenso. Come ha modificato la postura, lespressione della sua faccia? arrivata Kaori e quel uomo si trasformato in unaltra persona. Guarda che padre premuroso disse con voce delicata, accennando un sorriso. bastata la presenza di Kaori per trasformare uno squalo dellindustria in un padre innamorato della propria figlia. Ed io che pensavo fosse la sua compagna, la sua amante Non si direbbe che dietro quel uomo dallo sguardo glaciale si potesse nascondere un padre tanto affettuoso? Sembra

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strano, eppure cos. Noi consideriamo gli altri come se fossero ununica persona, ma dietro ogni singolo uomo si nascondono moltissime persone. Che cosa vuoi dire? Che siamo uno, nessuno e centomila? Quanti siamo? Questa una bella domanda, disse Kenso fingendo di non cogliere il tono ironico della battuta. Siamo figli e genitori, allievi e maestri, amici ed amanti A questo va aggiunto che in certe situazioni siamo dei figli, in altre situazioni altri figli, in certe situazioni siamo dei genitori, in altre situazioni altri genitori, in certe situazioni degli allievi in altre situazioni altri allievi Quindi in certe situazioni siamo dei maestri, in altre situazioni siamo altri maestri? disse Matteo interrompendo Kenso. No, rispose Kenso. Quando si Maestri si soltanto Maestri! Ma a volte siamo degli amici e a volte siamo altri amici? domand Matteo. Si! Ti mai capitato di osservare qualcuno che credevi di conoscere benissimo in una situazione inusuale e di trovarlo irriconoscibile? Si, mi capitato! disse. Era un tuo carissimo amico e ci sei rimasto male, non ti aspettavi quel comportamento. Ma noi umani siamo cos, a volte siamo caritatevoli, a volte siamo spietati. A volte siamo generosi ed altre volte siamo ingordi. A volte siamo straordinari, e a volte siamo meschini. Quello che voglio dire che in ogni uomo convivono molti individui, molte persone differenti. Noi crediamo di essere uno, ma in realt siamo molti. Ne prova il fatto che nutriamo desideri e pensieri differenti, spesso in contrasto tra loro. In noi qualcuno desidera qualcosa, qualcuno desidera qualcosaltro; qualcuno pensa qualcosa, qualcuno pensa qualcosaltro. Ascoltando Kenso, a Matteo venne in mente cosa stesse pensando prima di cadere in preda allennesimo attacco di panico. Poco fa, prima di sentirmi male, mi sono guardato intorno. E guardandomi intorno ho pensato quanta bellezza!. tutto

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cos bello, cos perfetto. Sono perfetti i colori, i suoni, i profumi, le donne con i loro vestiti eleganti. Ma domani che cosa rester di tutto questo? Matteo, perch ti poni questa domanda? I dannati vivono pensando al futuro! Dante lo sapeva bene. Infatti mise allInferno i presbiti, coloro che guardano troppo avanti. Vi una grande verit psicologica in questo, non trovi?

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Capitolo 9

Kenso si pu sapere dove mi stai portando? disse Matteo. Mi hai fatto svegliare prestissimo. Mi hai fatto attraversare in auto mezzo Giappone e ora mi stai facendo camminare per questo sentiero Sarebbe pi costruttivo apprezzare la bellezza del paesaggio invece di farsi domande non trovi? Comunque se vuoi ti svelo tutto. Sono cresciuto tra questi alberi, in questi luoghi incontaminati. Ho trascorso qui i primi anni della mia vita, allevato da una persona speciale. La conoscerai tra poco. Mia madre nata in una delle famiglie pi ricche del Giappone. E cresciuta nellagiatezza, circondata da ogni comodit e da ogni lusso. Poteva avere Tutto. Viveva la vita che tutti desiderano vivere. Una vita semplice. Una di quelle vite virgolettate come semplici, Kenso accenn un sorriso prima di continuare a parlare. Peccato che in realt esistano soltanto le vite, esistano soltanto delle vite. Semplici, difficili, sono categorie mentali, prodotti della mente che non hanno alcuna consistenza reale. Mia madre comprese a 18 anni che nella vita si paga tutto. una legge. un caso particolare di quella legge cosmica chiamata karma. In un anno perse mia nonna, ebbe me, e decise di allontanarsi da mio nonno Quindi Hamamoto, quel Hamamoto, quello della Hamamoto corporation, la keiretsu? Proprio quello! rispose Kenso. Come ti dicevo mi madre si allontan da mio nonno e si pag da sola gli studi. In quegli anni mi affid alle cure di un maestro Zen, la persona che conoscerai tra poco. Mi veniva a trovare ogni mese finch

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termin gli studi e ottenne un lavoro. Avevo 5 anni quando lasciai questo posto e cominciai a vivere con lei. Qualche mese dopo avrei iniziato le elementari. Ma sono ritornato ogni anno. Ho trascorso qui le mie vacanze. Non fare quella faccia, disse. Non c nessuno da compatire. Trascorrere i primi anni della vita insieme al Maestro Ken stata una grande fortuna. stata la cosa migliore che potesse capitare. Guarda l, sotto quel albero. Sono passati pi di ventanni eppure il formicaio c ancora. Ogni volta che vengo, controllo che ci sia. Teo si domand cosa avesse di speciale quel formicaio. Lo osserv attentamente, ma gli sembr uguale a tutti gli altri. Avr avuto quattro anni. Ero un bambino. Sghignazzavo, ridevo e calpestavo le formiche. Mi ero seduto l, accanto al tunnel principale del formicaio, pronto con il dito indice della mia mano destra a determinare una frana quando allimprovviso ud il Mio Maestro: -Perch stai calpestando le formiche? -Perch non mi piacciono! -Perch non ti piacciono? -Non mi piacciono -Non ti piacciono quindi le calpesti e le distruggi? -Si, maestro! Non mi piacciono, per questo le calpesto! Ihihihii. Lo guardavo avvicinarsi. Era altissimo sopra di me. Seduto, ero costretto a torcere il collo e guardare in alto per continuare a vederlo in faccia. -Non mi piaci! Quindi mi va di calpestarti. A te piacerebbe essere calpestato? -No -A me invece piacerebbe tanto. Secondo te, ti faccio male se ti cammino sopra? -Si, maestro! -C bisogno che facciamo la prova? Alz il suo piede sopra di me -No, Maestro per favore.

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-Tu cosa stavi facendo alle formiche? Non gli stavi facendo male? Bisogna essere compassionevoli, Kenso! Bisogna rispettare tutte le creature. Le formiche sono delle creature, soffrono anche loro, proprio come te. Quel giorno accanto a questo formicaio imparai la compassione, il rispetto per tutti gli esseri viventi. Se penso quanti uomini sprecano la propria esistenza senza imparare nulla Tra gli alberi, immerso nel bosco, si inizi ad intravedere un piccolo lago dalle cui acque emergeva una roccia, sulla quale era poggiata una pagoda. Arrivato sulle rive Teo venne rapito dalla bellezza di quel luogo. Il bosco sembrava stringere il lago in un caloroso abbraccio. Era tutto cos luminoso, cos vivo. Pens quanto fosse strano essere l in quel momento. Saliamo in barca? domand Kenso. I due salirono sulla barca che si trovava ormeggiata sulle rive del lago. Kens rem. Teo, immobile, osservava la pagoda avvicinarsi. Ogni cosa si stava muovendo, tutto era in movimento tranne lui. Arrivarono a ridosso della roccia. Kens accost la barca a quella utilizzata dal maestro e la leg con una fune. Fiss la fune in una insenatura a semicerchio scavata nella roccia. Cera una scala scolpita nella pietra. Otto gradini colmavano il divario tra il piano della pagoda ed il livello dellacqua. Teo li cont come era solito fare ogni volta che da piccolo saliva le scale della casa di nonna. Aveva appena poggiato i piedi sullultimo gradino quando il maestro usc . Teo si trov di fronte un uomo sul metro e sessanta, dallet indefinita, avrebbe potuto avere ventanni come settanta, che indossava un komoro nero. Il maestro si inchin lievemente davanti a Teo che contraccambi avvertendo che i movimenti di quel uomo avevano qualcosa di speciale. Kenso ed il maestro iniziarono a parlare. Il maestro ci aspettava. Ieri mi ha sognato. Ero venuto a trovarlo insieme ad un amico.

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Che Kenso tenesse quel uomo in grande considerazione traspariva dai suoi atteggiamenti e dalle sue espressioni. Ci invita ad entrare, vuole prepararci del t.

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Capitolo 10

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La pagoda era un piccolo tempio. Al suo interno era un ambiente unico, vuoto, essenziale. Un Buddha di legno era adagiato sopra un blocco di pietra che affiorava dal pavimento in legno nella parte posteriore della stanza. Vi erano inoltre un piccolo tavolo ed alcuni tappetini. Il maestro invit Teo e Kenso ad accomodarsi su di essi e sistem il tavolino sul quale poggi 3 ciotole differenti. Inizi a preparare il t. Ogni gesto era consapevole. Il t cambia contenitore, modifica le sue caratteristiche, ma non perde la propria essenza. Lo stesso accade con le nostre anime. Il maestro porse la ciotola a Teo accennando un sorriso. Non aveva sorriso eppure in lui tutto sorrideva. Alz la teiera e vers la bevanda prima nella ciotola di Kenso, poi nella sua. Quindi si sedette sui talloni. Perch non ricordo nulla delle mie vite precedenti? domand Teo. A causa dellattaccamento e dellidentificazione. Noi uomini ci identifichiamo con tutto: vestiti, case, oggetti con ogni sorta di possedimento, ma soprattutto con i nostri pensieri e con il nostro corpo. Il maestro adagi la ciotola sul tavolino e fece penzolare le sue braccia. Secondo te io sono questo? O questo soltanto un contenitore, una carrozza? Seguirono alcuni attimi di silenzio. Teo squarci il silenzio domandando cosa fosse lo Zen.

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Zen significa quando mangio, mangio. Quando cammino, cammino, rispose il maestro. Quando bevo del t, - port la ciotola verso le labbra e sorseggi- non faccio altro che bere del t. Nessun pensiero distoglie la mia attenzione dallattimo presente. Zen significa qui e adesso! La realizzazione qui e adesso, soltanto nel presente siamo realizzati. Gli uomini invece quando bevono il t pensano al lavoro, quando lavorano pensano al cibo, quando mangiano pensano al sesso e cos via Ti vedo, mentre bevi il t, pensi. I pensieri sono come ruscelli. La mente naviga su di essi facendosi trasportare. I pensieri la portano altrove nel passato o nel futuro. Ma il passato una memoria ed il futuro sconosciuto. I pensieri sono come nuvole nel cielo. Talvolta il cielo si riempie di un folto tappeto di nuvole grigie. Noi alzando lo sguardo vediamo grigio e diciamo: oggi il cielo grigio. In realt identifichiamo le nuvole con il cielo. Ma sopra le nuvole sereno il cielo: splende il sole o brillano le stelle. Commettiamo continuamente lerrore di identificare le nuvole con il cielo. Ma una mente allenata un cielo limpido, azzurro. Soffriamo perch ci identifichiamo con i nostri pensieri e con i nostri desideri. Bisogna imparare a non identificare noi stessi con i nostri pensieri e con i nostri desideri. Bisogna comprendere che noi non siamo loro e loro non sono noi. Bisogna imparare ad osservali come nuvole nel cielo della nostra mente. la nebbia. il sonno. Questa nebbia avvolge i nostri occhi e non ci permette di vedere il mondo che ci circonda. A volte ci identifichiamo cos tanto con i nostri pensieri da vivere nella nebbia. Ma noi non siamo la nebbia. Come possiamo liberarci della nebbia? domand Teo. Le nuvole si formano inevitabile. Ricordalo! Bisogna imparare ad osservarle. Bisogna osservare i nostri pensieri nello stesso modo in cui osserviamo le nuvole nel cielo. Osservandoli possibile diventare consapevoli della distanza che li separa da noi. Tra loro e noi vi una distanza. Quando li guardiamo attentamente possiamo cogliere la loro inconsistenza, la loro natura illusoria. Sono memorie passate o

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paure future. Sono inconsistenti, non ci sono. Non sono n qui, n adesso. Se prestiamo attenzione alla loro natura illusoria comprendiamo che per sopravvivere si alimentano della nostra energia mentale. Se arrivi a questo punto, se riesci ad osservali con sguardo distaccato essi si svuotano, si dissolvono o si allontanano. Come le nuvole, disse Teo. Proprio come le nuvole. Il maestro sorseggi il suo t. Kenso e Teo lo seguirono. Ma se non li osservi, le nuvole inizieranno ad accumularsi sopra di te e sar la tempesta. Illusoria ma reale. Se ti lasci trasportare continuamente dai tuoi pensieri verrai travolto dal loro flusso ed essi ti porteranno altrove, in mondi illusori. Se ti lascerai trasportare dai tuoi pensieri negativi, se gli darai consistenza essi diventeranno il tuo inferno. E sar un inferno reale: perch pur essendo illusorio diventer la tua realt. Dovresti guardarti in faccia, disse Kenso. Il maestro dice che bastato parlare di inferno per far cambiare espressione al tuo volto. Guardati intorno. C forse qualcosa che ti turba in questo momento, dentro questa stanza? Teo si guard intorno. Si rese conto che non vi era nulla che potesse turbarlo. No, non vi nulla! Eppure sei preoccupato, te lo leggo negli occhi. Questo accade perch lasci che la tua mente venga turbata da memorie passate o da paure future. Se viviamo nel presente, se restiamo nel presente rari sono i momenti di sofferenza. Ma se ripensiamo a quei momenti, se ci identifichiamo con essi non facciamo altro che perpetuarli, rivivendoli continuamente, diventando noi stessi gli artefici del nostro inferno. Cosa bisogna fare per restare nel presente? domand Teo. Bisogna prestare attenzione. Bisogna restare svegli! I pensieri sorgono continuamente: dobbiamo imparare a non seguirli. Quando un flusso di pensieri inizia a scorrere non dobbiamo seguirlo ed identificarci con esso restando intrappolati. Al contrario: dobbiamo esercitarci a riconoscerlo, dobbiamo

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vederlo partire. Vedendolo partire lo possiamo interrompere. Ogni volta che interrompiamo un pensiero torniamo nel mondo reale. Bisogna imparare ad espandere quel momento in cui un flusso di pensieri appena finito ed uno nuovo non ancora cominciato. I pensieri sorgono continuamente. Vuoi una prova? Si! Riesci a contare da uno a dieci senza che nessun pensiero sorga nella tua mente? Fallo! A quanto sei arrivato? domand Kenso. Tre Pensavo peggio, rispose. Ma non bisogna evitare di pensare? disse Teo. Grazie per avermi svegliato, rispose Kenso. Matteo non comprese la risposta dellamico, ma fece finta di niente, non ebbe il coraggio di domandare ulteriori chiarimenti. Terminato il breve dialogo tra i due ospiti, il maestro torn a parlare e Kenso torn a tradurre. Sembra facile riuscire a contare da uno a dieci ma difficile, bisogna fare molto allenamento. Il maestro guard la statua che rappresentava il Buddha. Il Buddha comprese che la sofferenza legata ai desideri. facile vedere che vi una relazione diretta tra i desideri e linsoddisfazione. Questa una lezione facile da capire. Ma molti quando lapprendono cadono in una trappola: Iniziano a nutrire unavversione ai desideri. Non si accorgono di inciampare in unaltra forma di desiderio: il desiderio di non desiderare. E questo un desiderio destinato alla frustrazione. Ricordati che i desideri sorgono. Dobbiamo imparare a non identificarci con essi. Se ci identifichiamo ne diventiamo schiavi. Se diventiamo i nostri desideri ci realizziamo solo quando essi si realizzano. Ma in realt non abbiamo bisogno di obiettivi per realizzarci, noi ci realizziamo ogni secondo, arriviamo ad ogni passo.

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Capitolo 11

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Il tempo era volato. Si alzarono dal tavolino. Era ora di andare. Teo, curioso, voleva meglio osservare tutti gli angoli di quella piccola ed armoniosa pagoda. Una cosa attraeva particolarmente la sua attenzione: Il Buddha di legno. Lo fiss, rimase ipnotizzato. Cosa sono i koan? I koan sono degli indovinelli, ora ce ne facciamo raccontare uno dal maestro. Un monaco medita in un tempio. Addormentandosi fa cadere una candela che accende il pavimento in legno. Il tempio in pietra ma al suo interno tetto, pareti, pavimento e decorazioni sono tutte in legno. Il tempio di pietra sarebbe resistito allincendio. Ma tutto il legno al suo interno sarebbe bruciato e con esso una grande statua in legno del Buddha. Quando il monaco si sveglia, lincendio non pi controllabile: prima di fuggire dalle fiamme decide di salvare la statua e trova la forza di alzarla anche se pesa oltre cento chili. Arrivato davanti alla porta del tempio si accorge che la statua due volte pi alta e pi larga della sua apertura. impossibile passare di l e le pareti sono troppo resistenti per poter cedere. Come pu il monaco salvare la statua? Riflettici su un po, nel frattempo vado a prendere una cosa. Il maestro usc dalla pagoda. Teo rifletteva ma non trovava alcuna soluzione. Guardava Kenso sicuro che egli conoscesse la risposta. Ma non chiedeva aiuto. Voleva risolverlo da solo. Riflettici ancora un po, disse Kenso.

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Il maestro torn con un bonsai tra le mani. Maestro non trovo la soluzione! Dimmi, Teo, il tempio esiste? Ed il Buddha in legno? E la porta pi piccola del Buddha? Quindi non esistono n il tempio, n il Buddha in legno disse Teo. N la porta, n il monaco, n lincendio. Questa una domanda mentale. Non ha consistenza reale, rispose il maestro. Hai idea di quante domande di questo tipo ci poniamo durante la nostra vita? disse Kenso. Il maestro porse a Teo uno splendido bonsai. Vuole che tu lo prenda, un regalo per te. Teo rimase stupito. Si illumin in volto. Sorrise al maestro e prese il bonsai tra le mani. D al maestro che io amo i Bonsai. Ne ho gi uno a casa. Il giorno in cui ho ricevuto il compito di aprire la sede giapponese dellazienda ho incontrato un venditore di bonsai e ne ho comprato uno. Il maestro dice che i Bonsai sono simili agli esseri umani. Sono molto pi grandi delle loro piccole radici. Per diventare belli ed armoniosi hanno bisogno di cure ed attenzioni. Per crescere necessitano amore. Curalo! Sar un ottimo allenamento. Devo fare qualcosa in particolare per farlo crescere bene? domand Teo. Il maestro dice che non ha alcun consiglio da darti. Sai gi cosa fare, sar Lui a comunicartelo: il Buddha interiore. C un Buddha in ognuno di noi, impara a risvegliarlo. Prima di lasciare quel luogo Teo volle ammirarlo ancora una volta. Il maestro li accompagn, scese la scala insieme a loro. Salut Kenso e salut Teo nello stesso modo in cui avrebbe salutato una persona che fosse stata amica da sempre. Quindi aiut Teo a salire in barca. Kenso sleg la fune ed inizi a remare. Teo, seduto sulla barca, con il bonsai tra le mani vide la roccia allontanarsi. Arrivarono sulla riva, scesero dalla barca. La ormeggiarono nello stesso luogo in cui lavevano trovata poche ore prima.

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Legarono la fune ad un albero, e si incamminarono sul sentiero del ritorno.

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Capitolo 12

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Teo, con il suo bonsai, percorreva a ritroso il sentiero che lo aveva condotto da quel uomo straordinario quando improvvisamente avvert le sue mani. Le nostre mani sono sempre presenti, eppure per noi come se non ci fossero. Non percepiamo quasi mai gli stimoli che ci trasmettono. Ma Teo in quel momento le sentiva. Percepiva la tensione accumularsi nelle dita, nei muscoli e nei tendini delle mani; da l risalire per diffondersi nel resto del corpo. Il bonsai non era pesante, ma ingombrante. Difficile da mantenere come i voluminosi imballaggi degli elettrodomestici venduti nei grandi magazzini: non si sa mai come li si debba tenere! Gli si cambia continuamente posizione, ma comunque li si tenga ci si sente impacciati nei movimenti. Teo provava la medesima sensazione. Sentiva che i suoi movimenti non erano fluidi, ma scomposti, impacciati. Nulla a che vedere con leleganza dei movimenti osservati poco prima. Cos camminava e pensava al maestro. E cos. Non avevano nulla di superfluo perch non erano meccanici, ma consapevoli. Ed erano consapevoli perch erano compiuti da una persona cosciente. Cosa vuoi dire ? domand Teo. Sei abituato a pensare che la coscienza sia sempre presente in tutti gli uomini, o almeno in tutti quelli considerati sani. In questo momento credi di essere cosciente perch mi senti e mi vedi Perch non lo sono? disse Teo interrompendo Kenso Sentire, vedere nulla di tutto questo richiede coscienza. Quando sei cosciente non ti limiti a sentire: puoi sentire di sentire.

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Sentire di sentire? domand Teo istintivamente, con tono stupito. Sentire, vedere sono atti meccanici. Sentire di sentire, vedere di vedere questa coscienza! Quando non siamo coscienti ci identifichiamo con i nostri occhi: vediamo degli oggetti, siamo degli osservatori. Ma quando siamo coscienti di vedere, gli oggetti della nostra visione si trasformano in specchi, i cui riflessi rimandano a noi stessi. Smettiamo di essere dei semplici osservatori e diventiamo al tempo stesso osservatori ed osservati. Se tu non fossi identificato con i tuoi occhi ti accorgeresti che qualcosa vede attraverso di essi. Se tu fossi cosciente Kenso si ferm, ruot il busto e volse lo sguardo in direzione di un albero. guardando quel albero, non ti limiteresti a fissarlo, ma ti accorgeresti che uno specchio che rimanda a te stesso e grida fortissimo la tua esistenza. Teo si accorse che era lo stesso albero che ospitava il formicaio Io guardo quel albero, osservo le formiche e non vedo altro che dolore, sopraffazione e sofferenza, rispose. Il nero un colore reale. Esiste davvero: innegabile. Ma questo non vuol dire che tutto ci che reale sia nero. Il mondo saturo di colori. Vi il verde delle foreste, il giallo del sole, lazzurro del cielo, il bianco delle galassie La vita non monocromatica. Vi la gioia, vi la tristezza. Vi la felicit, vi la sofferenza. La vita come un dipinto. In questo dipinto non vi solo il nero. Anche se, quando cade su questa tela, lasciamo che si propaghi, si espanda e macchi anche gli altri colori, quelli chiari, splendenti. Invece Invece? Cosa dovremmo fare? domand Teo. Non dovremmo lasciare che si espanda. Dovremmo imparare ad arginarlo; e perch no, ad usarlo per trasformare gli altri colori: per farli risaltare. Per renderli pi profondi, pi intensi, pi vivi. A Teo le parole di Kenso sembrarono profonde, condivisibili ed interessanti, ma non rispondevano al suo interrogativo.

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Quindi non integralmente soddisfatto dalla risposta domand a Kenso: -Perch c cos tanto nero, perch c il nero? Perch il nero esiste? - E una domanda mentale! Le cose esistono . Ma, - So cosa vuoi dire pens Kenso,- se il fine della vita fosse lesperienza, se il fine della vita fosse la conoscenza. Se passassimo di vita in vita per sperimentare la gioia ed il dolore, per conoscere il trionfo e la frustrazione, il fallimento e la realizzazione Se passassimo di vita in vita per provare esperienze nuove allora anche il nero potrebbe avere un significato.

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Capitolo 13

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Kenso guidava mentre Teo, seduto di fianco, osservava la strada. Si riaffacciava ai suoi pensieri limmagine del t che passava da ciotola in ciotola, da contenitore in contenitore. Ho ancora davanti agli occhi il maestro che travasa il t da una ciotola allaltra. Un mio amico fa scrittore. Si occupa di temi spirituali. Crede nella reincarnazione, dice che ne parlano i mistici di quasi tutte le religioni. Esistono strade differenti per arrivare in uno stesso luogo. Se in una citt chiedi ad un passante come raggiungere una destinazione ti dar alcune informazioni. Se chiedi ad un altro ti dar indicazioni differenti, ti fornir punti di riferimento diversi. Quella della trasmigrazione delle anime una questione delicata. Se ho infinite possibilit non vuol dire che non possa sprecarle infinite volte. Se ho molte vite a disposizione perch dovrei darmi da fare in questa? Perch darmi da fare qui e adesso? Si pu scegliere di non parlarne, per non fare sprecare quella attuale. In auto torn un silenzio profondissimo. Quel silenzio mise Teo a disagio. Gli diede le vertigini. Non riuscendo a sopportarlo chiese se fosse possibile accendere la radio. La strada era libera. Kenso continuando a mantenere lattenzione sulla strada, osserv Teo con la coda degli occhi. Accese la radio, cambi marcia ed inizi a parlare. La nostra mente come una radio. Ogni pensiero ha una sua frequenza e noi crediamo di pensare, ma in realt non facciamo altro che ricevere, modulare e manifestare pensieri.

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Una mente non allenata una radio impazzita. Ogni impressione fa sorgere un nuovo pensiero, sintonizza nuove frequenze nello stesso modo in cui limpulso delle mie dita cambia le frequenze di questa radio, disse iniziando a cambiare spasmodicamente le stazioni. Ogni immagine, ogni suono, una nuova frequenza Una mente non allenata non pu scegliere quale frequenza sintonizzare. Se per caso gli capitasse di sintonizzarne una che gli piace non sarebbe in grado di mantenere la sintonizzazione. Perch una mente non allenata perde continuamente lattenzione, non in grado di mantenere una frequenza. Una mente allenata invece? Cosa pu fare una mente allenata? domand Teo mentre Kenso continuava imperterrito a cambiare meccanicamente le stazioni radio. Una mente allenata quando non necessario ascoltare la radio in grado di metterla in stand-by, rispose inserendo lo stand-by. Quando decide di utilizzarla, Kenso riaccese la radio, pu sintonizzarsi sulle frequenze che preferisce. Riuscendo a mantenerle? Riuscendo a mantenerle! Pochi istanti dopo, mentre la radio inizi a trasmettere Brain Damage, Teo vide sorgere la Luna dietro una collina. Una sincronicit pens, prima di venire rapito dalla canzone. The loonatic is on the grass The loonatic is on the grass Ascolt le prime strofe della canzone in mistico silenzio. Si trattenne dal cantare. Riusc a farlo, fino a And if the dams breaks open many years to soon verso che aveva sempre trovato irresistibile. Poi cantarono insieme. Kenso si un a lui. Quando da piccolo ascoltavo Brain Damage credevo che il suo titolo fosse The Dark Side of the Moon , disse Teo. Il titolo dellalbum trae spunto dai versi della canzone, replic Kenso. Lerrore non poi cos grave. Brain Damage una chiara allusione alla condizione psichica di Syd Barrett, fondatore dei Pink Floyd. Quando fu composta la canzone viveva gi da qualche anno in uno stato di dissociazione causata dalluso del LSD.

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The dark side of the moon, il lato oscuro della luna Da sempre la luna viene legata alla follia ed i matti vengono definiti lunatici. Ludovico Ariosto, uno dei pi grandi scrittori italiani scrisse che quando gli uomini perdono la ragione sulla luna che bisogna andare a cercarla. E nel suo capolavoro, il poema epico per ottave Orlando Furioso, mand un personaggio di nome Astolfo sulla Luna per recuperare il senno che Orlando aveva perduto a causa dellamore non corrisposto dalla bella Angelica. Astolfo una volta arrivato sulla Luna, non solo trov la ragione di Orlando, disse sorridendo, con tono molto ironico. Ma si accorse che l, dentro ampolle ben etichettate vi era il senno di moltissime persone che credeva sane. E camminando lungo i sentieri lunari vide che in quel luogo andavano a finire: tutti i desideri vani, le giornate perdute inutilmente, le lacrime ed i sospiri degli amanti e tutte le fantasie che non trovano mai compimento sulla terra. Teo continuava il suo monologo mentre Kenso lo osservava interessato attraverso il riflesso del parabrezza. Sai Kenso, molti credono che il massimo del romanticismo sia un bacio notturno al chiaro di Luna. Io invece ho sempre preferito i cieli stellati, li ho sempre trovati pi discreti. Forse perch la Luna lho sempre avvertita come una terza incomoda, una voyeur che si impiccia di fatti che non la riguardano, che osserva i nostri avvenimenti traendone morboso nutrimento. Personalmente non credo negli oroscopi, ma credo che la luna abbia uninfluenza sulla terra. Ricordo che mi trovavo in Inghilterra, in un paesino della Cornovaglia. Ricordo la spiaggia dai grandi sassi rotondi ed il mare che avanzava velocemente. L, quel pomeriggio, su quella spiaggia ho sentito la sua influenza. Salito sul molo vidi quale forza riesce ad esercitare la Luna sulle maree: in pochi minuti il livello del mare sal di svariati metri. Osservando il comportamento del mare mi dissi: perch non dovrebbe esercitare uninfluenza su di me, che sono costituito per il 70 percento da acqua? La Luna si sta allontanando dalla Terra, Quattro metri ogni anno, intervenne Kenso. Ogni anno la Luna si allontana quattro metri dalla terra. Sembra che in passato quando questo satellite era pi vicino, fosse in grado di generare sulla terra onde altissime,

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dellordine di Chilometri, allinterno delle quali pare si siano formati i primi aminoacidi, i mattoncini che stanno alla base della vita. Sembra che un fulmine sia stata la scintilla che abbia dato lenergia per far s che si potessero combinare gli elementi presenti in quel brodo primordiale. Quindi in un certo senso come se la vita fosse legata alla luna? domand Kenso. In un certo senso Quel mio amico che fa lo scrittore dice che per tutti i popoli, ad eccezione degli aborigeni, la luna rappresenta il principio femminile. Ed il ciclo mestruale, che ha una durata di 28 giorni, sembra legato al calendario lunare. Come le gravidanze che vengono misurate in settimane. E le notti di luna piena, in alcuni monasteri del Tibet, i monaci tibetani compiono un rito di purificazione: camminano sui bracieri ardenti. Cos i giorni come oggi, in cui vedo la luna piena alta nel cielo, penso ai monaci tibetani ed alle loro camminate sul fuoco. Mi dispiace contraddirti, ma oggi non un giorno di luna piena, disse Kenso. La luna piena sar domani. E domani che giorno ? Scusami, ormai ho perso la dimensione temporale. Domani giorno otto. A proposito di luna So che domani a Tokio ci sar il concerto di una rock band che ha pubblicato un album che si chiama Moon Shadow. Nella cover vi limmagine di uneclissi solare. Si chiamano White Ninjas, disse Kenso. Mi sembra che si chiamino cos. Qui sono la band del momento. Nessuno conosce la reale identit dei componenti della band che nascondono i loro volti dietro una maschera. Il loro leader, Gonashi Sayonara, considerato una sorta di Guru. Gonashi crede che gli uomini siano addormentati, che vivano in uno stato di ipnosi: in questo stato gli uomini immaginano di essere coscienti ma in realt non lo sono. Gonashi ha una sua idea di coscienza, dice che gli uomini sono coscienti solo quando sono in grado di ricordarsi di s. Cosa vuol dire ricordarsi s? domand Teo. Gonashi dice che tra i nostri ricordi ve ne sono alcuni particolari, nei quali ci vediamo da fuori. Quelli sono istanti di

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ricordo di s. Quei momenti in cui tutto diventa pi profondo ed i profumi sono pi intensi e le tinte pi accese, secondo lui, sono gli unici momenti di coscienza reale: Tutto il resto sonno, illusione. In pratica secondo Gonashi luomo pu vivere quattro stati di coscienza, che in realt sono due stati di coscienza e due stati di incoscienza: Il primo stato il Sonno. Questo lo stato in cui ci troviamo quando dormiamo nel nostro letto. Gonashi lo chiama sonno orizzontale per distinguerlo dal sonno verticale. cos che chiama la Veglia, il secondo stato che i buddisti zen definiscono talvolta veglia, talvolta sonno. In questo stato gli uomini credono di essere svegli, ma dormono; immaginano di agire, ma in realt non fanno altro che reagire meccanicamente. Secondo lui questa la condizione abituale nella quale gli uomini trascorrono la loro esistenza. Il terzo stato, che il primo vero e proprio stato di coscienza, la Coscienza di s o il Ricordo di s di cui ti ho gi accennato. Questo uno stato di coscienza soggettiva. Secondo Gonashi gli uomini comuni entrano solo accidentalmente in questo stato in seguito a forti emozioni o ad accadimenti accidentali. Ma vi sono alcuni uomini che vivono in questo stato di coscienza permanente. Nel buddismo vengono chiamati Bodhisattva. Illuminati? No. Illuminati sono coloro che vivono il quarto stato lIlluminazione o coscienza oggettiva. Questo lo stato dei Buddha. lestasi mistica, la visione di Dio di cui scrive il vostro Dante. Una condizione che non pu essere descritta con le parole. Voi occidentali fate un po di confusione tra Buddha e Bodhisattva. Bodhisattva un termine che deriva dallunione di sattva che significa essere e bodhi che significa consapevole, non illuminato. I bodhisattva sono esseri consapevoli di s, dotati di una coscienza soggettiva permanente. Come il tuo maestro? Come il maestro, disse Kenso osservando il suo amico attraverso lo specchietto. Semplificando tutto, come dice Gonashi, bisogna capire che Buddha significa Consapevole e che la buddhit uno stato di coscienza ed esistono 2 tipi di buddhit: la piccola

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buddhit e la Grande Buddhit. La Grande Buddhit uno stato di consapevolezza oggettiva, la condizione dei Buddha. La piccola buddhit, uno stato di consapevolezza soggettiva ed la condizione dei bodhisattva. Secondo Gonashi tutti viviamo degli attimi di buddhit e a determinarli spesso, per assurdo, un eccesso di identificazione. Succede spesso al cinema, quando un film ci prende. Siamo seduti sulla nostra poltrona, iniziamo ad osservare le immagini e ne veniamo rapiti. Seguiamo tanto attentamente la storia da finire per immergerci in essa cos profondamente da identificarci totalmente. Noi siamo la storia. Tra noi e la storia non vi alcuna distanza. I nostri pensieri si fermano, noi non ci siamo. La nostra attenzione integralmente rivolta al susseguirsi delle immagini, dei suoni, delle parole. Il film arriva ad un momento di grande tensione: i suoni crescono, le immagini si fanno pi veloci finch la scena si risolve. Torniamo in noi stessi e se il film ci ha coinvolto realmente per un attimo siamo spaesati, e non sappiamo dove siamo, cosa siamo, cosa stiamo facendo disse Teo che aveva ascoltato Kenso in silenzio, come ipnotizzato dalle sue parole. come siamo finiti su quelle poltrone, dentro quel cinema. Poi ritornano i nostri pensieri e ricordiamo tutto: i luoghi, i tempi, gli affetti, gli amori, gli impegni. Proprio cos, disse Teo scuotendo la testa. Secondo Gonashi quel momento in cui lattenzione passa dallesterno allinterno, dal film a noi stessi, quel attimo senza pensieri un frammento di buddhit. Interessante. In quel momento sei un bodhisattva! Pu accadere anche in altri luoghi? Gonashi dice che pu accadere accidentalmente dappertutto ma vi sono delle situazioni e dei luoghi in cui accade pi facilmente che in altri. In unintervista che ho ascoltato ha portato lesempio dei concerti. Cosa accede nei concerti? da molto che non vado ad un concerto e domani vorrei assistere al concerto dei White Ninjas. Mi hai parlato cos tanto di Gonashi che mi venuta voglia di vederlo suonare questo fenomeno.

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Quello di domani sar un concerto per pochi intimi. Si terr in un club, una concert hall da 2000 persone e purtroppo i biglietti sono finiti da tempo. Peccato! Mi sarebbe piaciuto moltissimo vederlo. Ma non si pu fare proprio niente? Purtroppo i biglietti sono finiti da tempo. Ma, come dice Gonashi, nella vita fondamentale sapere cosa chiedere e a chi chiedere. E a Tokio giochiamo in casa.

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Capitolo 14

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Una volta arrivato nella sua camera dalbergo, osservando il computer tascabile adagiato sulla scrivania, Matteo si rese conto di aver trascorso una giornata senza pensare alla sua Malattia. Per unintera giornata la malattia non aveva varcato la sua mente, dunque non cera stata. Lo stava realizzando adesso, scrivendo il suo diario giornaliero ogni giorno dovresti annotare gli avvenimenti e le sensazioni in - Una sorta di diario? in una sorta di diario, esatto! compito che gli era stato affidato dalla sua analista Mentre Matteo digitava le ultime parole sulla tastiera del suo computer ud squillare il cellulare. Un trillo lo avvertiva che era arrivato un messaggio. Salv, afferr il cellulare e apr il messaggio. Era Kenso: lo avvisava di aver trovato i biglietti. <<Bisogna sempre sapere a CHI CHIEDERE e COSA CHIEDERE: i nostri accrediti sono gi al botteghino! A domani, Kenso>>. Osservando il suo mobile phone e leggendo quel messaggio, Matteo, adesso si rendeva conto che quel giorno persino il suo lavoro non cera stato. Mission, obiettivi, strategie, budget, fatturati e mille altri sovrappensieri che lo assillavano quotidianamente erano rimasti fuori, non avevano varcato la sua mente. Aggiunse questa considerazione al diario. Poi, ancora vestito, si sedette ai piedi del letto ed esausto si abbandon. Lasci cadere la sua schiena sul materasso e fiss il soffitto. Da

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quella prospettiva not che la stanza era pi luminosa del solito quella sera. Sar la luna piena. O quasi piena, disse, ridendo fra s e s, ripensando a quanto aveva detto Kenso. Si alz per chiudere le tende. Era in procinto di azionare il pulsante che le avrebbe chiuse quando il suo sguardo cadde sullo spettacolare skyline, su quel interminabile tappeto di luci che era Tokyo. La torre delle telecomunicazioni, costruita ad immagine e somiglianza della Tour Eiffel, era sempre l, al solito posto. Ma quella notte la luna, in moto, sopra di lei determinava una composizione post moderna: dinamica, futurista, surreale. Matteo cambi idea. Non chiuse le tende. Si sedette nuovamente ai piedi del letto per ammirare quello spettacolo. Fissando il vetro ricord di essere seduto su un letto posto ad oltre 200 metri di altezza, allinterno di una stanza insonorizzata. Guard la metropoli attraverso i vetri a specchio della sua camera - che sovrastava quel iperspazio,- come se stesse guardando un superacquario: un mega microecosistema da 30 milioni di abitanti. Osserv con cos tanta attenzione che fin per smettere di pensare. Allimprovviso percependo quanta armonia potesse sorgere da un tale caos prov un senso di quiete, un silenzio interiore.

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Capitolo 15

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Mancava pi di unora allinizio del concerto quando Kenso e Matteo si presentarono al botteghino per ritirare i loro accrediti. Mentre Kenso si faceva consegnare i biglietti, Matteo diede unocchiata alla locandina. Poi volse lo sguardo verso la fila contenuta e silenziosa, che si andava formando. Ecco il tuo biglietto, Teo. Chi ci ha donato questo prezioso biglietto? Un amico. Tokyo una citt costosa. E il concerto sar strepitoso: ne sono sicuro! E si tiene in un club, quindi il numero di persone che pu assistere limitato. Ma 14.280 yen, se ho letto bene la locandina Hai letto benissimo. sono pi di 110 Euro. Si fa pagare il ragazzo! Non sono i soldi il problema. Gonashi dice di averne anche troppi: per un periodo della sua vita ha vissuto da eremita. Ma vivere da asceta nei boschi, nei monasteri o in luoghi solitari cosa pi semplice che nella vita di tutti i giorni. Cos decise che la sua sfida sarebbe stata vivere da asceta nella vita quotidiana, condurre unesistenza da eremita allinterno di una vita ordinaria. Trovare la pace nei luoghi pi inattesi: il silenzio nei rumori, la stasi nel traffico Teo ti assicuro che per Gonashi i soldi non sono un problema. Il problema che i vestiti costano! Proprio tu, dovresti saperlo Cosa vuoi dire? In quel istante si avvicin, sorridendo, una giovane hostess. Era molto carina ed aveva tra le mani due fagotti. Arrivata innanzi a loro fece uno splendido sorriso, si inchin e

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consegn a Kenso il primo fagotto. Poi fece lo stesso con Matteo, che ricambi linchino. E questi cosa sarebbero? I Vestiti! Hai 180 secondi per entrare dentro uno di quei camerini, cambiarti, mettere i tuoi abiti dentro la sacca, uscire, consegnarla. I vestiti sono numerati, come la sacca. Alla fine del concerto baster mostrare linterno della manica del kimono o dei pantaloni e ti verr riconsegnata. Dentro la sacca puoi mettere tutto. Ci sono le telecamere, non verr toccato nulla. Matteo segu le istruzioni di Kenso. Entr in un camerino e si cambi. Indossando il vestito da ninja, pens quanto fosse strano quello che stava facendo. Sentendo addosso i tessuti, not che erano abiti di ottima fattura. Non appena uscito si guard intorno per cercare Kenso. Non vi era ancora molta confusione, ma come riconoscerlo? Erano tutti vestiti uguali! Indossavano tutti lo stesso abito e non avevano un volto, quelle maschere lo nascondevano. Matteo sono qui, andiamo a consegnare le sacche! Fu Kenso a riconoscerlo. Matteo lo segu. Seguendolo not che vi era qualcosa di strano nella sua visione. Le forme, i colori, la percezione dei suoi movimenti nello spazio: Tutto sembrava differente, non abituale. Era strano vedere attraverso quella maschera, era strano. Siamo tra i primi ad entrare, disse Kenso. Mi piace arrivare con anticipo ai concerti, perch amo prendere i posti migliori e perch adoro osservare come gli spazi vadano riempiendosi. Guardando questa sala semivuota, mi venuto in mente che Tutto Vibrazione. Gonashi direbbe: <<Una sala vuota certe vibrazioni, una sala piena vibrazioni differenti>>. Kenso mi stavo chiedendo una cosa: chiss se questo Gonashi si sta intrufolando in mezzo a noi. Devo ammettere che se fossi lui mi divertirebbe tantissimo mimetizzarmi tra il mio pubblico. Gonashi ama veramente intrufolarsi tra i suoi ascoltatori! Lo fa davvero?!

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Si! In unintervista ha raccontato che spesso prima dei concerti si confonde con il pubblico, scambia delle battute Immagina che beffa per un fan avere accanto il proprio idolo e non riuscire a riconoscerlo. Alcuni fans che avrebbero voluto fargli tante domande probabilmente lo hanno avuto accanto, hanno parlato con lui e non lo hanno riconosciuto, non sono riusciti a vederlo. Magari qua, intorno a noi, ci sta osservando. Lo abbiamo accanto. vicino, e pur avendolo vicino non riusciamo a vederlo. Purtroppo proprio cos, spesso non riusciamo a vedere chi ci vicino, non riusciamo a comprendere chi sia realmente chi abbiamo accanto. Secondo Gonashi gli uomini non riescono a vedere il mondo cos com perch lo vedono attraverso la propria esperienza, attraverso i concetti precostituiti, attraverso i pensieri. Ma i pensieri sono delle lenti deformanti. I pensieri sono gli anelli di una catena, la catena dellimmaginazione. Questa catena la catena che tiene gli uomini schiavi del sonno. limmaginazione che non permette al luomo di vedere le cose come sono. Comunque Teo, probabilmente Gonashi sar qui che se la ride osservando ed ascoltando i discorsi di tutti i suoi ascoltatori. Ascoltatori, non fans. Gonashi parla sempre di ascoltatori, mai di fan. In effetti Fan un termine orribile, contiene in s la radice comune a fanatico, fanatic, fanatique parole che indicano il fanatismo. Per lui che afferma che non c nessun motivo per prestare attenzione a quello che canta e che dice e che non bisogna credere a nulla che non possa essere compreso e verificato di persona un fanatismo nei suoi confronti sarebbe la negazione degli sforzi del suo lavoro.

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Capitolo 16

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1. Come spesso accadeva Gonashi si era intrufolato tra la folla per osservare i suoi ascoltatori. La sua attenzione era focalizzata sullosservazione di due ascoltatori che parlavano italiano. Erano proprio loro quei due: litaliano ed il giapponese che aveva visto riflessi nel vetro del botteghino mentre ritirava il suo biglietto. Gonashi li stava ascoltando. Litaliano raccontava al giapponese che voleva vedere il concerto perch era unoccasione per affrontare le sue paure Kenso volevo ringraziarti per i biglietti. Per me importante essere qui. Permette di mettermi alla prova. unoccasione per affrontare le mie paure. Quel mio amico che fa lo scrittore mi ha spiegato che sto vivendo un circolo vizioso: sto male perch ho paura, ho paura perch sto male. In pratica il mio male sono le mie paure ed io devo superarle. Lunico metodo per superare le paure affrontarle. Le paure dovrebbero salvarci, ma il pi delle volte diventano un freno per la nostra evoluzione. Ci rendono immobili, ci impediscono di andare avanti, di trasformarci. Ma noi non dobbiamo avere paura di trasformarci. Sembrano le parole del mio amico! Sentendo diminuire lo spazio intorno a s, Matteo si guard intorno. Vide che la grande sala era piena. Mancavano ormai pochi minuti allinizio del concerto. Matteo espresse a Kenso le sue idee riguardo i concerti La musica la pi antica delle arti ed i musicisti i sacerdoti di un rito ancestrale, che un tempo si svolgeva intorno a cerchi di fuoco ed oggi in stadi da migliaia di persone: il concerto. Il concerto il pi ancestrale dei rituali. Un tempo gli

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uomini si riunivano intorno al fuoco e suonavano sbattendo le pietre sulla terra. Oggi invece si riuniscono nei club, negli stadi ed utilizzano impianti di amplificazione da migliaia di Watt. Ed in Giappone i concerti non iniziano mai dopo le otto perch dei serpenti di lamiera, chiamati treni, devono riportare a casa gli spettatori! avrebbe detto Gonashi, che ormai percepiva la mente dellitaliano, che a tale affermazione avrebbe risposto Ecco perch qui i concerti iniziano cos presto! Ma si trattenne dal farlo. Non intervenne. Lasci replicare il giapponese. vero. La musica la pi antica delle arti. Ma oltre ad essere la pi antica delle arti anche il pi universale dei linguaggi. Esistono dei suoni universali che trascendono lo spazio ed il tempo, i luoghi, leducazione e la cultura come il pianto di un bambino, il rintocco di una campana, il suono di una Stratocaster in distorsione disse Matteo. O quello di un Marshall, pens Gonashi. O quello di un Marshall, disse Kenso, come previsto da Gonashi. La musica, la buona musica, dovrebbe essere oggettiva, universale, come il pianto di un bambino. La musica il linguaggio delle emozioni, tutti coloro che ascoltano una canzone dovrebbero provare le stesse emozioni. Ascoltando una canzone tutti dovrebbero intendere il medesimo significato. Purtroppo oggi non cos. Non lo quasi mai. Siamo accerchiati da arte soggettiva. E se cos tanta spazzatura artistica, letteraria e musicale trova tanta diffusione, tanta fortuna e tanto consenso perch Perch? domand Teo. Se alluomo vengono riferiti messaggi con costanza esso finisce per crederli. marketing! la natura degli uomini. Se agli uomini ripeti con costanza qualcosa, fosse anche la pi spudorata delle menzogne, essi finiscono per crederla! Se gli viene ripetuto con costanza che la spazzatura arte di ottima fattura, finiscono per crederlo profondamente e ripetere orgogliosi ad alta voce che la spazzatura arte di ottima fattura. Incuriosito dal vestito, Matteo chiese a Kenso Perch Gonashi si veste da ninja?

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Per non sentirsi dire sei troppo bello! Almeno quello che gli ho sentito dichiarare in molte interviste. Una volta accompagnando unamichetta ad un concerto ha sentito delle teenagers gridare ad un cantante: <<Sei troppo bello!>>. Questa secondo lui la peggiore offesa che si possa muovere nei confronti di un musicista: perch un musicista va valutato per la sua arte, non per il suo aspetto fisico. E la cosa che trovava particolarmente triste era che quelle ragazze erano sincere. Stavano dicendo la verit. Erano andate l perch era bello. Erano andate l per vederlo, non per ascoltare la sua musica. Kenso dovresti saperlo, nella musica pop funziona cos: i dischi si vendono essenzialmente per due motivi. Perch il cantante troppo bello o perch in grado di far identificare la gente. Il pubblico acquista i lavori di un artista per il suo sex appeal o perch si identifica con lui. Perch simile a come , o a come vorrebbe essere. Il pubblico sovvenziona le stars per sovvenzionare i propri sogni. Le persone adorano le rockstars perch vivono la vita che hanno sempre desiderato vivere. Una vita fatta di eccessi, successi, sesso, droga, rockn roll. A dire il vero Gonashi disprezza la droga! La disapprova! Dice che gli uomini si drogano per dimenticare. Invece dovrebbero ricordare tutto, soprattutto le cose che non vanno. Se la nostra vita non va, noi non la dobbiamo dimenticare, la dobbiamo cambiare! Se la nostra vita cos com non ci piace noi la dobbiamo cambiare, noi dobbiamo cambiare. Non dobbiamo identificarci con una sostanza fino al punto di dimenticare persino il nostro nome! E noi invece? Kenso, perch anche noi indossiamo questi abiti? Perch anche noi siamo vestiti da ninja? Nella vita non vi un unico fine, ma ve ne sono molti. E conoscendo Gonashi credo che non vi sia ununica motivazione, ma ve ne siano molteplici. Possiamo fare delle ipotesi. Riflettendoci attentamente hai gi risposto alla domanda. Come ? La prima ipotesi che mi viene in mente riguarda lidentificazione. Noi ci identifichiamo con tutto. Ci identifichiamo con il nostro corpo, il nostro nome, la nostra famiglia, i nostri genitori, i nostri miti, il nostro lavoro, la nostra posizione sociale, la nostra casa, la nostra automobile, i nostri vestiti. Nutriamo il

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falso convincimento che tutto questo ci dia unidentit, quindi crediamo di essere profondamente differenti. Invece al di l di queste forme apparenti siamo essenzialmente simili. Nutriamo gli stessi bisogni, le stesse paure, le stesse necessit La seconda ipotesi che oggi un concerto speciale, oggi bisogna ascoltare la musica. Secondo te si va ai concerti per ascoltare la musica? Chi che va ai concerti per ascoltare la musica? Forse io? Forse tu? Gli uomini e le donne vanno ai concerti per lo stesso motivo per cui vanno al cinema, al teatro, alle inaugurazioni e in tutti i luoghi affollati Ovvero? domand Matteo. Nei luoghi affollati si possono incontrare molti individui del sesso opposto. Qui invece bisogna ascoltare la musica e non pensare al sesso. La tua ipotesi sul sesso sar anche valida, ma le ragazze qui davanti mi sembrano particolarmente eccitate. Cosa si stanno dicendo? domand Teo mentre le luci si abbassarono. Una sta dicendo allaltra che Gonashi pratica il Tantra ed in grado di fare lamore per 4 ore di fila 4 ore Non male il ragazzo! afferm Matteo. Il tempo non esiste. Ma 4 ore, come le intendono loro, mi sembrano troppe anche per un maestro come Gonashi. Voi occidentali credete che il Tantra sia una tecnica per allungare la durata dei rapporti sessuali. Ma in realt, in realt una disciplina che utilizza il sesso per raggiungere lilluminazione. Molte religioni hanno una visione negativa del sesso, credono che sia un problema. Ma il problema non il sesso. Il problema pensare al sesso. Il problema pensare al sesso quando non si fa sesso. Il problema pensare al sesso senza sapere di pensare al sesso.

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Capitolo 17

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Mancavano 5 minuti allinizio del concerto quando le luci si abbassarono e Gonashi, ascoltando due ragazze parlare di Tantra, sent che era arrivato il momento di iniziare a scaldare le mani. Cos, mentre litaliano ed il giapponese continuavano a discutere, intrecci le dita nel cerchio dei nove sigilli RIN KIO TO SHA KAI sense of danger premonizione del pericolo JIN reading of thoughts lettura del pensiero Gonashi sorrise percependo quale scherzetto avrebbe tirato il giapponese al suo ignaro amico Qui iniziava la parte che riteneva pi interessante RETSU master of space and time Il tempo interiore e quello esteriore scorrono in maniera differente Bisogna imparare ad osservare il tempo Fino a coglierne la natura illusoria Comprendere che non esiste ZAI sky or elements control Un buon ninja conosce la natura sa lavorare in simbiosi con essa Utilizza la sua energia Sfrutta gli eventi a proprio favore ogni giorno qualcosa di meno ogni giorno qualcuno di meno ogni giorno qualcosa di meno ogni giorno qualcuno di meno ogni giorno qualcosa di meno ogni giorno qualcuno di meno ripeteva ininterrottamente una voce nella sua mente ZEN enlightment illuminazione Emanciparsi dal flusso Rendersi invisibili Smettere di reagire Iniziare ad agire In un mondo in cui tutto desideravano apparire, Gonashi amava rendersi invisibile, scomparire.

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Capitolo 18

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Teo, mi venuto in mente un altro motivo per cui Gonashi si veste da ninja. Quale? domand Teo mentre si spensero le luci. La Vanit rispose Kenso, mentre sul telo bianco posizionato davanti al palco iniziarono ad essere proiettate delle immagini. Secondo il buddismo pi della met dei nostri peccati sono imputabili alla vanit. E secondo Gonashi: scrittori, cantanti, artisti sono tutti malati. Malati che pretendono di essere applauditi per le loro psicosi. Ma fra loro, ve ne sono alcuni che si fingono malati I suoni elettronici che facevano da sottofondo alle immagini troncarono la conversazione, resero impossibile continuare a parlare.

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Capitolo 19

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Intanto sopra il palco, dietro il sipario sul quale le immagini venivano proiettate, il manager dei White Ninjas era molto preoccupato. Mancavano 3 minuti allinizio del concerto e non aveva nessuna notizia di Gonashi. Era capitato altre volte che fosse arrivato tardi, ma mai cos tardi. No, di lui neanche lombra! gli rispose un fonico. Non preoccuparti! Sai com fatto, disse la bassista. Apparir da un momento allaltro! Mancavano 120 secondi allinizio del concerto quando Gonashi Sayonara si materializz sul palco e trov il suo manager cos impegnato a lamentarsi da non accorgersi che era l, alle sue spalle. Passarono altri 30 secondi prima che il manager avvertisse la sua presenza. Durante quei secondi, che causarono lilarit dei tecnici (dai monitor osservavano come non si accorgesse che si trovava nella sua ombra), Gonashi fu fortemente tentato dal parlare con lui: spiegargli per lennesima volta che lamentarsi non serve a nulla. Assolutamente a nulla. Ma era un discorso fatto mille volte. Gli bast un attimo per ricostruire mentalmente come sarebbe andata, quale risposta avrebbe ottenuto per ogni frase pronunciata. Avrebbero litigato inutilmente e lui non sarebbe riuscito ad iniziare il concerto in perfetto orario. Decise di non materializzare quel mondo. Quindi conoscendo la catena di reazioni che avrebbe determinato, quando ud Dove diavolo eri finito? e le relative lamentele, non rispose. Si limit a controllarlo con lo sguardo, lo guard negli occhi, accenn un sorriso. Poi scomparve dal suo campo visivo.

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Quindi impugn la Katana, la Katana che il suo maestro aveva realizzato per lui e gli aveva donato in occasione del suo ventunesimo compleanno. Con alle spalle la chitarra, il cui manico rivolto verso terra oscillava allaltezza delle sue ginocchia, si avvicin a quel immenso lenzuolo bianco.

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Capitolo 20

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Continuare a parlare era ormai impossibile. Sotto il palco i suoni avevano reso impossibile ogni ipotetica conversazione vocale. Il telo che nascondeva il palco era un immenso maxischermo agli occhi di Matteo, che venne rapito dai suoni e dalle immagini proiettate su di esso: una goccia determinava lespansione di cerchi concentrici sullacqua. Poi in superficie appariva il riflesso di un ninja bianco che si esercitava con una spada. Quindi la telecamera si spostava: limmagine passava dal riflesso alla ripresa diretta del ninja che si muoveva su di un prato, nel cui sfondo vi era un muro. Il ninja si scagliava contro il muro, lo apriva con la spada ed un frammento finiva in acqua, facendo schizzare decine di gocce. Una di esse, cadendo, determinava lespansione di centri concentrici. Teo comprese che si trattava di un ciclo di immagini. La sequenza ricominciava, ripetendosi periodicamente. Durante uno di questi cicli, mentre il ninja muovendosi sulle rive del lago faceva delle evoluzioni in aria con la sua spada, si materializzarono improvvisamente, scendendo dallalto, delle lenzuola appese a dei fili. Il ninja bianco si ritrov immerso tra file di lenzuola stese. Si mosse al loro interno, come un bambino che aggirandosi tra file di bucato al tempo stesso le esplora e si nasconde. Poi si ferm davanti a un lenzuolo e lo squarci, ma se ne trov di fronte un altro. Il telone davanti al palco era diventato un grande lenzuolo bianco. Teo torn in s. Tornando in s avvert unassenza. Anche se l, sotto il palco, era schiacciato come una sardina Teo sent un vuoto, come se mancasse qualcosa o qualcuno; unassenza come se qualcuno o qualcosa si fosse allontanato da

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lui. Ma al tempo stesso sentiva una presenza. Era una sensazione non ordinaria: strana, ambigua, indescrivibile. Ricordava per certi versi lincipit degli attacchi di panico. I suoni si fermarono. Vi fu un attimo di silenzio e Teo si volt verso Kenso per esprimergli questa sensazione mentre sent crescere alle sue spalle la pressione della folla. Kenso, ho una strana sensazione, disse mentre sentendo aumentare la pressione alle sue spalle fece un piccolo movimento per divincolarsi. Ma si accorse che la persona che aveva accanto non era Kenso! Kenso Kenso Dove sei? si domand. E adesso, attorniato da tutti quei ninja, come lo avrebbe ritrovato? Fu il buio. Del fumo inizi ad uscire da sotto il palco. Il rombo di un tuono. Le luci si accesero, le luci si spensero. Dietro il telone, tra la nebbia, apparvero per un istante le ombre dei tre musicisti. Teo era riuscito a reprimere le sue corde vocali, ma adesso era il pubblico a gridare fortissimo intorno a lui.

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Capitolo 21

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Gonashi inser la lama e squarci quel velo. Gonashi inser la spada nel telone e mantenendola sempre alla stessa altezza, perpendicolare alla tela, corse dritto determinando un lungo taglio orizzontale nel lenzuolo. Poi and al centro del palco e con un colpo secco tagli la corda che sorreggeva il sipario. Mentre Gonashi tagliava la corda, Kenso tra la folla aveva scorto Matteo, lo aveva gi ritrovato. Teo era l davanti, a pochi metri di distanza. Kenso avrebbe continuato a lasciarlo solo, in fondo laveva chiesto lui di essere messo alla prova! - Ma i suoi occhi non lo avrebbero perso di vista un solo istante. Il sipario venne gi. Le bacchette del batterista iniziarono a scandire il tempo. Gonashi conficc la spada nel palco; poi gir la chitarra ed il concerto ebbe inizio. I White Ninjas iniziarono a suonare ed il pubblico reag esplodendo in un urlo liberatorio. Fu il putiferio. Sotto il palco i bicchieri di birra volarono in aria. Alcuni attraversarono la sala lasciando delle scie dietro di s, come comete; tracciando traiettorie che li resero simili a stelle cadenti agli occhi di Teo, che immerso in quel caos straripante, si sent un corpo estraneo. Si domand cosa ci facesse lui l, in quel momento, in quel luogo, vestito come il personaggio di un cartone animato tra il delirio della folla ed i suoni di una rock band di cui fino a qualche giorno prima ignorava lesistenza.

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Si sent fuori posto. Si sent assolutamente fuori posto, completamente estraneo alle dinamiche di quel concerto, alle sue manifestazioni. Un senso di angoscia inizi a pervadere il suo corpo, a diffondersi in lui. Sent un calore fortissimo nel suo cuore. Avvert i suoi battiti. Pens di essere sullorlo dellennesima crisi quando improvvisamente ud attraverso i suoi timpani il basso e la batteria. Segu il loro ritmo. Ascoltandoli comprese che influenzavano il suo battito cardiaco. Lo regolavano. Soprattutto la batteria, Teo venne rapito dal suo ritmo ipnotico e tribale. La sentiva battere dentro, sentiva i suoi colpi penetrare il suo cuore, espandersi allinterno del suo corpo. Adesso poteva distinguere il suono della gran cassa Tum, tum, tum, tum, tum, tum, tum, tum, tum Il suo cuore batteva allunisono con lei. Il volume aumentava, il ritmo cresceva, Gonashi apr la distorsione alla chitarra; le luci iniziarono a pulsare freneticamente: luce buio, luce buio, luce buio. Il batterista picchiava freneticamente sui piatti, mentre dietro la band da sotto il palco inizi a sorgere un maxischermo i cui pixel, pulsavano freneticamente anchessi: bianco nero, bianco nero, bianco nero, prima di esplodere in sincronia con la fine del brano.

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Capitolo 22

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La prima canzone era terminata ed il maxischermo era diventato un foglio bianco su cui un pennello disegnava, con un tratto unico, la calligrafia di un cerchio, allinterno del quale un intreccio di linee diede forma ad un diamante. Era lo stesso simbolo posto sulla grancassa della batteria, pens Teo, prima che il pennello tracciasse in inglese con tratti calligrafici giapponesi il nome della band. Le lettere si allontanavano mentre il batterista inizi a scandire un ritmo ossessivo, battendo con regolarit le bacchette sul rullante ed il pedale sulla grancassa Limmagine si allontanava, adesso si vedeva il foglio con il cerchio ed il nome della band, dellinchiostro, un tavolino, - era la visione di qualcuno che si stava alzando, per muoversi allinterno di una abitazione tradizionale giapponese- il pavimento in legno, le pareti mobili con grossi quadrati bianchi. Una mano apriva una parete scorrevole facendo apparire una cascata. Quel immagine era la visione di qualcuno che camminava verso la cascata. Passo dopo passo la cascata era sempre pi vicina e Teo iniziava a sentire freddo. Da dove proveniva questo freddo? Teo guard sopra di s e vide scendere dal tetto un candelabro bianco che vaporizzava acqua gelida. Osserv meglio il tetto e si accorse che in sala ve ne erano parecchi. Scendevano e accrescevano la vaporizzazione man mano che la cascata si avvicinava fino a raggiungere la massima intensit quando le immagini erano dentro la cascata. Teo dovette chiudere gli occhi, quel gelido vapore acqueo era dappertutto, sembrava davvero di essere sotto il getto di una fredda cascata. Quando li riapr, vide sul maxischermo che le immagini risalivano il flusso dacqua, come se la telecamera salisse su per la cascata

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mentre Gonashi suonava il rift della seconda canzone. Questa la conosceva anche Teo, era I should remember myself. In realt non la conosceva tanto bene, ma laveva gi orecchiata, era la loro canzone pi famosa. Spaziale! pens Teo. In quel preciso istante Gonashi inizi ad intonare il ritornello e sotto il palco gli spettatori cominciarono a pogare. Teo si ritrov al centro di una tempesta. Venne travolto da una marea di persone che lo sbattevano ora avanti, ora indietro, ora a destra, ora sinistra. Mentre veniva spinto da un lato e dallaltro, ebbe limpressione che le persone intorno a lui avessero qualcosa di strano Attraverso le fessure delle maschere poteva osservare i loro occhi spiritati. Era come se non fossero coscienti, non avessero una propria volont. Avevano perso il controllo! Quei ninja bianchi gli sembravano degli automi, delle macchine biologiche, inanimate, che non agivano, ma reagivano, meccanicamente, agli impulsi esterni. Vedendone due urtarsi tra di loro ebbe limpressione che fossero delle molecole dacqua, delle molecole dacqua che si scontravano mosse dal vento della musica. Gli individui non erano pi degli individui, ma delle molecole. Gli uomini nel pubblico avevano perso la loro individualit. Il pubblico era ormai ai suoi occhi un unico organismo, era un mare, un oceano. Le molecole dacqua che compongono loceano hanno coscienza di essere parte di un organismo pi grande? si domand prima che una spinta un po pi forte lo facesse schizzare fuori dal suo corpo. Cosa stava succedendo? Si trovava accanto a quella specie di candelabro che vaporizzava lacqua. Ebbe paura. Si vedeva da sopra, poteva vedere il suo corpo dallalto, ma al tempo stesso vedeva attraverso i suoi occhi. Era come se avesse due punti di vista, due visioni. Si domand se fosse sotto leffetto di sostanze stupefacenti. Ma lui non faceva uso di stupefacenti! Erano state spruzzate nellaria dai candelabri? No! Kenso era stato chiaro: <<Gonashi odia le droghe!>> Allora cosa stava succedendo? Improvvisamente rientr in s. Era stato tutto cos strano, stranissimo. Quella sera aveva utilizzato tantissime volte quel

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aggettivo, lo aveva usato per qualificare tantissime sensazioni. Forse ne aveva abusato. Ma strano, cosa vuol dire strano? Com che ragionava Salvo quando voleva conoscere il significato di una parola? La ripeteva costantemente fino a che per assonanza non gli iniziasse a venire in mente qualcosa. Strano, stra-no, extra-no, extra-neo, extra-nuovo, super-nuovo. Supernuovo poteva andare, perch quelle che stava provando quella sera erano tutte sensazioni nuove, nuovissime. La canzone era finita. Sotto il palco vi fu un attimo di tregua. Teo prese aria, fece un lungo e profondo respiro. Sent laria attraversare le sue narici, scendere lungo le vie aeree, riempire i suoi polmoni per poi risalire, percorrendo a ritroso quel sentiero. La musica ricominci. Fu un orgia di suoni, colori, profumi, ologrammi, raggi laser. Sul maxischermo apparve unonda sinusoidale verde su uno sfondo blu scuro. Si muoveva cambiando frequenza. Divenne sempre pi alta, pi veloce, pi frequente, fin quando sullo schermo apparvero delle note musicali: minime, semiminime, crome, semicrome. Fluttuavano nel vuoto, in uno spazio indefinito, prima di andarsi a depositare sulle linee di un pentagramma. Il pentagramma scorreva, ricevendo le note. Poi le note iniziarono a fuoriuscire dal pentagramma trasformandosi in lettere: c d e f g a b c d e f g a b c d e f g a b c d e Poi le lettere si incatenarono, si curvarono, si ramificarono dando forma ad un albero, un albero di lettere - che in fondo erano note. - Ed anche la fotografia di un albero si sovrappose a quel immagine. Lo schermo divenne bianco. Poi arrivarono spinte da fuori, convergendo al centro del maxischermo, lalbero e la fontana composte da lettere. Le immagini iniziarono a ruotare intorno a loro fin quando si sovrappose la fotografia di una piazza con degli alberi intorno a una fontana. La fotografia era sempre pi vicina, sempre pi vicina. Ad un certo punto risult essere costituita da minuscole lettere, un mosaico di lettere che sembravano sempre pi grandi, che erano a loro volta composte da numeri. Sullo schermo dei numeri venivano lanciati in sequenza al ritmo della batteria. Partivano minuscoli, puntiformi, per poi

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crescere e finire con loccupare lo schermo intero. Teo aveva limpressione che quei numeri che vedeva partire come dei punti immersi nel bianco, e che vedeva crescere sproporzionatamente trasformando lo schermo da bianco in nero, oscurando ed illuminando lintera sala, lo colpissero in pieno volto. Cos si gir istintivamente, si guard intorno e si accorse che il mondo che lo circondava era uno specchio, uno specchio che rifletteva se stesso, che gridava fortissimo la sua esistenza. Tutto, ogni cosa rimandava a lui. Se una cosa poteva essere vista era perch qualcuno la stava guardando. Se qualcosa poteva essere vista era perch esisteva qualcuno che la stesse guardando. Banale? Poteva sembrare banale ma non lo era. Lo aveva sempre saputo a livello intellettuale. Ma adesso non solo lo sapeva, ma lo comprendeva con lemozione, con lintelletto, con il corpo intero, con tutto il suo essere. Il mondo era uno specchio e lui era al tempo stesso osservatore ed osservato, oggetto e soggetto della visione. Il mondo non era mai stato cos distante eppure cos vicino Le luci iniziarono a pulsare freneticamente, tutto intorno a lui sembr rallentare. Teo ebbe limpressione che il mondo esteriore fosse una proiezione della sua mente e gli altri intorno a lui personaggi, proiezioni del suo mondo interiore. Si gir, guard lo schermo ed un flusso infinito di informazioni attravers la sua mente.

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Capitolo 23

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Dovera? Cosera successo? Quanto tempo era passato? Lultima cosa di cui si ricordava erano delle immagini in cui lui si osservava neutrale, come se fosse un altro, mentre si guardava intorno, si girava verso il palco. Osservava attraverso i suoi occhi come se fossero gli occhi di unaltra persona, il protagonista di un film o un personaggio di un videogioco. Ricordava di essersi girato verso lo schermo, di aver visto un flusso di luce che lo colpiva, lo attraversava in mezzo ai suoi occhi. Poi niente, il Vuoto. A vedere i White Ninjas ancora sopra il palco forse non era passata neanche unora. Ma per lui poteva essere trascorso un secolo o uneternit. Era cos che si sentiva: come se si fosse svegliato da un lungo sonno, un sonno durato uneternit. Sullo schermo dei francescani camminavano in fila, lungo sentieri che ricordavano le colline umbre, dei monaci tibetani sedevano in cerchio attorno al loro maestro, dei dervisci danzavano ruotando su se stessi ed i pianeti orbitavano intorno al sole. Gonashi cantava in inglese: The pupils spin around them master as planets around them aster Gli allievi girano intorno al maestro come pianeti intorno al loro sole Teo pens che in quel momento Gonashi fosse davvero un astro, una stella in grado di attrarre nel suo campo gravitazionale migliaia di persone facendole cantare, saltare, danzare

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come pianeti al ritmo della sua musica. Ed era uno spettacolo incantevole, straordinario. Conclusa lesecuzione del brano i White Ninjas salutarono il pubblico, come se il concerto fosse finito. Ma era tutto un bluff, Teo sapeva che stavano fingendo! Queste Rockstars sono insopportabili! In Europa, in America, in Giappone recitano dappertutto la stessa parte, mettono in atto la stessa sceneggiata: salutano il pubblico, lasciano il palco, fanno finta di avere finito. Si riposano un attimo, aspettano che gli spettatori li acclamino e poi escono unaltra volta. Infatti, qualche istante dopo il maxischermo torn ad illuminarsi. E come allinizio del concerto alcuni suoni, spiccava tra tutti il fruscio di un fiume, cominciarono ad accompagnare delle immagini. Un Ninja nero dormiva adagiato su un prato, sulle rive dello stesso lago in cui si esercitava il Ninja bianco. Dormiva beato. In una nuvoletta era possibile vedere i suoi sogni: sognava, sognava! Sognava di essere un ninja bianco, agile, forte. Usava la spada con grande maestria ed i suoi movimenti erano armoniosi Improvvisamente si svegli! Si alz in piedi e scopr che i suoi movimenti non erano armoniosi, ma impacciati ed i suoi abiti non erano bianchi, ma sporchi. Ed il prato intorno a lui era circondato da un muro altissimo, invalicabile. Vide il lago, gli si avvicin, si specchio nellacqua, osserv la sua immagine e si tuff. Nuot sottacqua per un bel tratto. Poi riaffior in superficie. Attravers il lago ed inizi a risalire controcorrente il fiume che lo alimentava. Risalendo il fiume si ritrov nuovamente davanti al muro. Era lo stesso che vi era intorno al prato, ma qui, adesso era possibile superarlo. Uscendo dallacqua si arrampic lungo il muro, lo scavalc. Il suo vestito era diventato bianco. Si ritrov sperduto, allinterno di una foresta. Cammin al suo interno cercando una via duscita. Improvvisamente ud il nitrito di un cavallo imbizzarrito. Si mosse in quella direzione, ascolt pi attentamente e comprese che non si trattava di un unico cavallo, ma di pi destrieri. Trov un sentiero. Incamminandosi su di esso in direzione dei nitriti, scorse una carrozza ribaltata. Di fianco ad essa vi era un nocchiere che cercava invano di rimetterla in carreggiata da solo. Il ninja gli si avvicin.

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Lo aiut a rimetterla in sesto, a sistemarla. Una volta sistemata la carrozza il ninja dom i cavalli, li ammans, li consegn al nocchiere che li riattacco. Per sdebitarsi il nocchiere lo fece salire a bordo. La carrozza part trainata dai cavalli alla volta di un castello che si trovava sulla cima di una montagna. In quel istante i White Ninjas riapparvero sopra il palco e ricominciarono a suonare. Allinterno della carrozza il ninja chiuse gli occhi, intrecci le sue mani. Apparve dapprima un castello, poi una stanza ed in fine una principessa imprigionata nella sua penombra. Ecco qual era la missione del ninja: doveva liberare la sua amata! E adesso stava percependo dove fosse rinchiusa. La carrozza era arrivata ai piedi della lunghissima scala che conduceva al castello. Il ninja scese dalla carrozza, scavalc un grande cancello di ferro posto davanti alla scala ed inizi a risalirla. Ascendendo dovette affrontare da solo migliaia di nemici, un intero esercito di ninja neri che cercarono in tutti i modi di eliminarlo. Salite le gradinate, sconfitti i nemici, arrivato in cima alla fortezza vide la stanza dove era rilegata la sua principessa. Tra lui e la sua amata vi era il gran capo dei ninja neri, il guerriero oscuro che la teneva incatenata. Lo affront in un atroce duello e dopo una lotta asfissiante lo sconfisse. Quando tutto sembrava perduto e lui si trovava sullorlo di un precipizio riusc a trasformare la difesa in attacco. Ferm con il tachi il colpo letale sferrato dal suo nemico e lo trafisse con la katana. Si avvicin al suo corpo esanime e gli tolse la maschera. Lo smascher e smascherandolo scopr che aveva il suo medesimo volto. Vedendo il ninja che liberava la sua principessa Teo pens a Chiara. Chiara, Angelica, la Principessa erano ununica cosa nella sua mente. Ma si trattava di una fantasia, Chiara era soltanto una fantasia. possibile innamorarsi di una fantasia? si domand. Se Gonashi avesse ragione? Se non fossimo in grado di vedere il mondo cos com? Se non fossimo in grado di vedere realmente chi abbiamo accanto? Allora quando ci innamoriamo: ci innamoriamo di qualcuno o dellimmagine che ne abbiamo? Ci innamoriamo di ci che realmente o di ci che immaginiamo che sia. Ci innamoriamo di una persona o della nostra

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immaginazione, di qualcuno o di una nostra proiezione mentale? Allora in fondo ci innamoriamo di una fantasia?

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Capitolo 24

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La batteria e linizio di una nuova canzone troncarono i pensieri di Teo. Sullo schermo apparvero le immagini di un villaggio medievale giapponese teatro di un aspro combattimento. Alcuni uomini si scontravano a cavallo mentre i fuochi degli arcieri illuminavano la notte. I tetti delle case, colpiti dalle frecce, iniziarono a bruciare. Lungo un sentiero, un bambino camminava sereno nel buio della notte. Si allontanava dal villaggio, lasciandosi alle spalle la battaglia. La lotta, le fiamme, la battaglia, erano sempre pi lontane, distanti. Non lo toccavano, non lo scalfivano minimamente. Era una notte di luna piena. La luna era alta sopra un pozzo desolato. Il pozzo occupava il centro dello schermo, si trovava su di un prato verde contornato da morbide colline. Improvvisamente il bambino entr dentro limmagine. Cammin verso il pozzo. Si sporse per guardare dentro e gi infondo scorse la luna. Si leg una fune intorno alla vita, entr nel secchio e si cal al suo interno. Arrivato in prossimit dellacqua si avvicin alla luna per accarezzarla, ma la luna inizi ad andare indietro cambiando il verso del suo moto. Stava camminando alla riversa. Ruotava al contrario intorno alla terra, stava andando indietro nel tempo, era sempre pi vicina, sempre pi vicina. Sullo schermo vi era soltanto la luna. Il bambino si tuff in acqua e allimmagine della luna si sovrappose lecografia di un feto, che regrediva ripercorrendo le tappe del suo sviluppo. Dapprima somigliava ad un neonato, poi ad un rettile con la faccia simile a quella di un serpente, quindi ad un anfibio, un gerino, un pesce. Adesso sembrava una mora: si era trasformato in un vegetale, quindi in una cellula, in un batterio. Si era sdoppiato: era un uovo ed uno spermatozoo, una luna ed un sole.

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La luna ed il sole iniziarono a muoversi, a ruotare vorticosamente finch la luna si sovrappose al sole determinando uneclissi. Lo schermo divenne buio, il suono assordante e la luna esplose diventando un sole tra le urla del pubblico, il frastuono della chitarra di Gonashi e la scrosciante pioggia delle bacchette sui piatti. Teo pens che Questa doveva essere Moon Shadow ed il concerto stavolta era veramente finito. I ninja si inchinarono, si voltarono, diedero le spalle al pubblico. Si incamminarono verso lo schermo, si tolsero la maschera, e Teo ammir la lucente chioma della bassista liberarsi e scendere gi lungo la schiena. I White Ninjas la gettarono via, dietro di s, prima di smaterializzarsi dentro il maxischermo sul quale si era acceso un nuovo astro Che effetto speciale pazzesco! pens Teo

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Capitolo 25

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Il concerto era terminato. Le luci si erano accese ed il pubblico defluiva, lasciando ordinatamente la sala. Prima di muoversi Teo attese che la folla si diramasse. Anche se adesso erano tutti senza maschera, non era ancora riuscito a scorgere Kenso. Ma questo non lo preoccupava. Stranamente era positivo: non aveva nessuna paura. In un modo o nellaltro si sarebbero trovati. E se anche ci non fosse accaduto, avrebbe sempre trovato un modo per ritornare in albergo. Non ebbe il tempo di concludere questo pensiero che un attimo dopo se lo ritrov davanti. Kenso gli si fece incontro e disse: Che ne dici se ci andiamo a cambiare?

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Capitolo 26

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Matteo, tutto bene? domand Kenso mentre si avvicinavano allautomobile. Qualcosa non va? No, perch? Mi sembri troppo silenzioso. Tu che parli sempre, non mi ancora hai detto una parola. Sembri shockato! Non mi dire che il concerto non ti piaciuto? No, no, mi piaciuto tantissimo. Per purtroppo ho potuto ascoltato solamente sei canzoni? I Ninja hanno suonato tutte le loro canzoni, le otto del primo album e le nove del secondo. Che cosa ti successo? Quando mi sono accorto che ci eravamo persi, stavo per essere assalito da un attacco di panico. Poi per fortuna la mia attenzione stata rapita dal suono della batteria. Il batterista mi piace moltissimo davvero molto bravo. vero, molto bravo. Anche a me piace moltissimo! Ma poi? Cos successo? iniziata la seconda canzone ed il pubblico ha cominciato a pogare. Mi arrivata una spallata ed successa una cosa incredibile. Improvvisamente ho iniziato a vedere il mio corpo dallalto. Mi vedevo da fuori, ma al tempo stesso vedevo con i miei occhi. stata una cosa stranissima, non so come spiegarla. Ma questo niente perch durante la terza canzone, ho avuto limpressione che il mondo intorno a me fosse uno specchio, che rispecchiava me stesso, ed un attimo dopo stato come se il tempo si fosse fermato. Poi come se mi fossi addormentato Non ricordi pi nulla? Niente: il vuoto pi totale. Lultima cosa che ricordo che ho avuto limpressione che il mondo fosse una proiezione della mia mente. Quando mi sono risvegliato, ed stato come

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se avessi dormito per mille anni ma al tempo stesso fosse passato un solo secondo, i ninja cantavano lultima canzone prima della pausa. Sicuro di non ricordare proprio nulla? Ma in quel momento gli venne in mente un flash. Kenso, devo dirti una cosa! Dimmi pure Devo ammettere che suoni da Dio! vero! Gli rispose guardandolo negli occhi. Suono da Dio perch sono Dio! Non trovi che a Lui senza di me mancherebbe qualcosa?

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Capitolo 27

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Davvero, non trovi che allinfinito senza di me mancherebbe qualcosa? Non voglio dirti che Io sono lAssoluto, ma che ne faccio parte. In me vi un suo minuscolo frammento. LAssoluto senza me non sarebbe Assoluto. AllAssoluto senza di me mancherebbe qualcosa. So che per Voi occidentali difficile da capire, questo il vostro dramma. La differenza tra noi Orientali e voi Occidentali proprio questa. Voi ponete una netta distinzione tra creatura e creatore. Per noi Orientali invece creatura e creatore coincidono. Voi dite Dio esiste, dunque io esisto. Partite dallesterno per arrivare allinterno. Noi diciamo io esisto, dunque Dio esiste ed io ne sono parte. Partiamo dallinterno per arrivare allesterno. Voi per credere avete bisogno di guardare fuori di voi. Per credere avete bisogno dei miracoli. Ma come potete sperare nei miracoli se la condizione necessaria perch si possano realizzare credere. E per credere voi andate in cerca del miracoloso, disse accennando un sorriso. La vostra tragedia che date tutto per scontato. Quindi non riuscite a vedere la natura miracolosa di tutto ci che vi circonda. Camminare, parlare, ascoltare, vedere, esistere. Teo non trovi che esistere sia miracoloso, che respirare sia miracoloso. Dico davvero. Non trovi che sia miracoloso che gli alberi catturino anidride carbonica e rilascino ossigeno. E che nei tuoi polmoni che hanno la forma di un albero ribaltato avvenga esattamente il contrario. Non trovi che sia miracoloso che esista la pioggia, e che quando piove i marciapiedi si bagnano, come sta accadendo adesso davanti allentrata del tuo albergo!

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Capitolo 28

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Il giorno successivo Kenso e Matteo si incontrarono nuovamente. Era un sabato pomeriggio, le strade di Tokio erano piene di passanti. Alcuni di essi, vestiti alla maniera dei protagonisti dei fumetti, che in quella parte del mondo venivano chiamati manga e si leggevano al contrario cio da destra a sinistra e dallultima pagina alla prima o sarebbe meglio dire da quella che in occidente considerata lultima pagina sino a quella che considerata la prima, risultavano particolarmente strani agli occhi di Matteo. Che non riusc a trattenere le sue labbra dallesprimere quesiti che pi volte si erano affacciati alla sua mente: Perch si travestono? Perch recitano una parte? Perch si identificano con il personaggio di un cartone animato? Tu ti credi differente da loro? Ma sei sicuro di non essere un personaggio. Sei sicuro di non stare recitando una parte, una parte che ti stata cucita addosso dai tuoi genitori, dai tuoi fratelli, dai tuoi parenti, dai tuoi educatori, dal tuo lavoro, dal mondo che ti circonda! Credi di avere delle idee. Credi che siano le tue idee. Ma si sincero con te stesso. Sono davvero le tue idee? Ed i tuoi gusti, sono davvero i tuoi gusti o la proiezione dei gusti di qualcun altro dentro di te? Senza considerare poi le espressioni del tuo volto, il modo in cui guardi, quello in cui sorridi. I tuoi atteggiamenti sono i tuoi atteggiamenti o sono forse replicazioni, replicazioni di atteggiamenti acquisiti da qualcun altro? Cosa vi era di autentico in lui? pens Teo. Medit attentamente su quelle parole e si accorse che non vi era nulla di autentico. Tutto in lui era replica, riproduzione.

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Le sue idee? Erano davvero le sue idee? No! In fondo le sue idee e le sue convinzioni non erano altro che nozioni travasate, rubate qua e l, ripetute meccanicamente, il pi delle volte senza comprenderne il significato, coglierne lessenza. Era triste ammetterlo, ma era la verit. Kenso vedendo Teo assorto nei suoi pensieri decise di riportarlo alla realt. Come puoi comprendere di recitare una parte, se reciti sempre la stessa parte? Come puoi osservare il modo in cui cammini, se cammini sempre allo stesso modo? Lo invit ad accelerare il passo e poi a rallentarlo. Teo velocizz i suoi passi, poi li rallent ed infine torn al suo andamento abituale osservando la differenza. Lo stesso vale per il pensiero, come puoi osservare il tuo pensiero se continui a pensare come hai sempre pensato? Camminare seguendo la corrente, come stiamo facendo adesso semplice. Per solo un caso che ci porti dove vorremmo andare realmente. Quindi se abbiamo uno scopo, se vogliamo arrivare in punto preciso dobbiamo imparare ad emanciparci dalla corrente. E quello che vale per il nostro corpo, vale per la nostra mente e per il nostro pensiero. Possiamo lasciare che fluisca liberamente lasciando che ci conduca casualmente dove capita, dove vuole. Oppure possiamo imparare ad indirizzarlo. Kenso fece camminare Teo controcorrente, in direzione di un semaforo, lungo una linea bianca tracciata per terra. Ogni 3 o 4 passi c sempre qualcuno che ti viene addosso. C sempre qualche forza che devia il tuo cammino. E tu se vuoi continuare a restare dritto, lungo la linea, devi raddrizzarti continuamente, devi cambiare continuamente direzione! una legge. Il mondo tale che per andare dritti bisogna deviare continuamente! Arrivato al semaforo, vedendo tutti quegli uomini incrociarsi in maniera cos precisa e attraversare freneticamente le strisce pedonali, Teo ebbe una strana sensazione Kenso, sto vedendo in modo strano! Sembra tutto cos strano, cos

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Cos meccanico? Si! Sto vedendo in modo strano. Ho limpressione di stare osservando degli automi, degli insetti, delle entit senza anima. Sembra che non abbiano unanima. Ti assicuro che non hai mai visto meglio prima dora! disse Kenso. Tutti o quasi tutti credono di avere unanima. Ed in effetti forse cos: tutti nascono con unanima, ma finiscono per perderla. Si pu perdere lanima per i motivi pi disparati. C chi la perde per amore, chi per il lavoro, chi per una passione, chi per il successo Ma i pi la perdono per il denaro e per il potere. Esistono persone disposte a macchiarsi di ogni sorta di delitto, a compiere ogni sorta di porcheria: generare guerre, far morire centinaia di migliaia di uomini per dei pezzi carta, per aumentare con qualche zero il numero di cifre presenti nel loro conto corrente. Ma il denaro una illusione, una convenzione, un simbolo. E dei simboli presenti sul teleschermo di una banca sono sufficienti a far credere agli uomini di essere potenti. Alcuni uomini si credono potenti. Si illudono di esserlo e credono di poter fare cose importanti. Sai perch? Perch non guardano mai il cielo. Se solo guardassero il cielo, se solo osservassero le stelle Esistono cento miliardi di galassie, e dentro una galassia come la nostra sono contenute circa 200 miliardi di stelle. Cos, se anche questi individui fossero un sole, una stella, non sarebbero altro che un duecento miliardesimo di centomiliardesimo di universo o se preferisci una frazione con al nominatore un uno ed al denominatore un numero seguito da 22 zeri. Ma loro non sono una stella, n un pianeta, n un satellite, n una cometa. Non sono altro che un minuscolo infinitesimale frammento della superficie di un pianeta.

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Capitolo 29

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Il semaforo scattava e le strisce pedonali venivano investite da un flusso di persone che davano forma ad un quadrato intersecato da due diagonali. Il semaforo scattava nuovamente, il quadrato svaniva e le macchine riprendevano il loro transito lungo la strada. Teo osservava lincrocio dallalto, attraverso i vetri a specchio di un grattacielo. A giudicare dallaltezza doveva trovarsi al trentesimo piano. O forse tra il ventesimo ed il trentesimo piano. Ma come era arrivato lass? Kenso dove siamo? In un locale, non vedi? E come siamo arrivati qui sopra? Non ricordi? Abbiamo attraversato lincrocio, siamo arrivati fino al portone qui sotto, abbiamo preso lascensore, siamo usciti, abbiamo visto questo posto ci siamo seduti La coscienza appare e scompare. Esatto. Hai visto che hai potuto compiere una serie di azioni sensate senza essere presente. Non ti preoccupare. quello che accade abitualmente alla maggior parte degli uomini di questo pianeta. Quando abbiamo finito di parlare, sicuramente avrai iniziato a pensare qualcosa e ti sarai identificato cos tanto con il flusso dei pensieri da perdere la coscienza e in seguito non hai fatto altro che reagire in maniera incosciente. Passarono alcuni secondi prima che Teo tornasse a parlare.

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Kenso perch mi hai portato in questo locale pieno di turisti? Guarda quelle due ragazze l in fondo. Non hanno meglio da fare che discutere animatamente per stabilire quale sia il locale pi cool di una citt che si trova dallaltra parte delloceano. Osservale attentamente e guarda come sono identificate con le loro parole. Sono cos identificate con le loro parole da aver perso il fine della discussione. Sembra quasi che dimostrando la loro opinione siano loro a vincere e non la verit a trionfare. Ed in effetti cos: secondo te il fine della discussione approdare alla verit? decidere realmente quale sia il locale pi figo? Ma assolutamente no! Il fine dimostrare la propria superiorit, dimostrare che il locale che dico io migliore di quello che dici tu. E poich il locale che frequento io, io sono migliore di te. Ora osserva quei due laggi. Li senti? Litigano senza rendersi conto di stare dicendo esattamente la stessa cosa. E quegli altri invece. Lo vedi come vanno daccordo. Ecco, quelli credono di dire la stessa cosa ed invece stanno dicendo cose completamente differenti, Kenso prese un attimo di pausa. Esistono essenzialmente quattro possibili tipi di discussioni. Due persone dicono la stessa cosa consapevoli di dire la stessa cosa. Due persone credono di dire la stessa cosa, ma in realt dicono cose differenti. Due persone credono di dire cose differenti, ma in realt stanno dicendo la stessa cosa ed infine lultima possibilit due persone dicono cose differenti consapevoli di dire cose differenti. Purtroppo il linguaggio verbale cos imperfetto che per ogni parola esistono tanti significati quanti il numero degli individui che la conoscono. Ci fa si che si verifichino una infinita quantit di malintesi. Dobbiamo ordinare! esclam Teo vedendo una cameriera che trasportava un vassoio. Ho gi pensato io alle ordinazioni, mentre tu evidentemente eri altrove, rispose Kenso, Allora quel vassoio il nostro, disse Teo vedendo la cameriera avvicinarsi lasciando il vassoio sul tavolo.

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Kenso annu, con un leggero movimento della testa. Ecco la tua torta e la tua ciotola di t Verde. La torta sembra buona Lo . Sai Teo esistono quattro tipi di nutrimento. Il primo tipo di nutrimento quello solido: la torta davanti ai tuoi occhi. Il cibo solido il nutrimento meno importante, infatti si pu sopravvivere fino a quaranta giorni senza mangiare. Poi esiste un secondo tipo di nutrimento, quello liquido. Il t nel nostro caso. Esatto! Questo gi un nutrimento pi importante, infatti possiamo vivere solo alcuni giorni senza bere. Vero! Ma qual il terzo tipo di nutrimento? Sul tavolo non vedo nientaltro. Pensaci attentamente sempre intorno a te, ti circonda, anche se non lo puoi vedere con i tuoi occhi Il terzo nutrimento laria. Questo un nutrimento di tipo pi sottile, ma molto pi importante. Possiamo restare solo pochi minuti senza respirare. Bastano 5 o 6 minuti senza che lossigeno arrivi al nostro cervello per causare in esso danni irreversibili. Ma esiste un quarto tipo di nutrimento ancora pi sottile e ancora pi importante. Sono le impressioni. Se smettessimo di provare impressioni moriremmo allistante. I primi tre tipi di nutrimento sono quelli che sono, non possono essere modificati. Si pu fare qualcosa certo: si possono preferire gli alimenti vegetali a quelli animali, si pu lavorare sulla respirazione. Ma non si pu andare oltre. Sul quarto tipo invece si pu fare moltissimo, perch noi possiamo cambiare la qualit delle nostre impressioni decidendo di scartare quelle pi basse, per alimentarci solo con quelle pi alte. Teo, tu di quali emozioni ti nutri? Di amore o di invidia? Di compassione o di rancore? Quali sono i libri che leggi? I film che guardi, la musica che ascolti? Dimenticavo di dirti che le impressioni sono costituite essenzialmente da due componenti: sensazioni ed emozioni. importante non fare confusione tra le due cose. Osserva la ciotola rossa davanti ai tuoi occhi. La forma ed il colore sono una sensazione. Mentre il sentimento che la visione della ciotola suscita in te unemozione. La sensazione neutra. Il rosso in quanto rosso una sensazione. Il sentimento che la visione del rosso suscita dentro di te lemozione.

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Purtroppo, come ti ho gi detto, noi non riusciamo a vedere il mondo cos com perch lo vediamo attraverso gli occhi della nostra esperienza. Tu quando hai la ciotola davanti ai tuoi occhi non riesci a vederla in modo neutrale, non riesci a vedere la ciotola in quanto ciotola perch la vedi attraverso la tua esperienza. Non vedi la ciotola in quanto tale perch lassoci subito ad una esperienza positiva o negativa. La carichi di significato, mentre in realt una cosa neutrale. La osservi e pensi a quando in estate facevi colazione con i tuoi biscotti preferiti. Erano buoni quei biscotti, vero? Chi ti ricordavano, cosa ti ricordavano. Pensi, continui a pensare. Non sei pi presente in questo tavolo a mangiare una torta e bere del t. Non sei pi n qui n adesso. Sei gi caduto nellillusione. Sei immerso nei tuoi pensieri. Pensi, continui a pensare, perch i pensieri si associano meccanicamente e sono come gli anelli di una catena, la catena dellimmaginazione che anello dopo anello si fa sempre pi lunga ed inizia ad avvolgerti. Ti avvolge e ti incatena al tuo corpo, identificandoti con esso, con i suoi sensi. E tu non riesci a percepire il mondo in maniera oggettiva, neutrale, poich i tuoi sensi filtrano la realt attraverso i tuoi pensieri, la tua immaginazione. La tua immaginazione che ti identifica con il tuo tatto, il tuo gusto, il tuo olfatto, il tuo udito, la tua vista. Ti identifica con le tue orecchie e con i tuoi occhi. E tu non sei pi in grado di vedere il mondo cos com perch lo percepisci attraverso dei filtri soggettivi. Se vero come vero che quando salviamo la vita di un uomo come se salvassimo lintero universo. Allora quando un uomo cambia la percezione del mondo lintero universo cambia la sua essenza. Kenso spieg a Teo che per cambiare le nostre emozioni necessario cambiare le nostre percezioni e che per cambiare le nostre percezioni necessario svegliarsi. E che per svegliarsi necessario divenire coscienti. E che si certi di vivere un momento di coscienza soltanto quando si in grado di sdoppiare la propria attenzione. Quindi gli fece fissare la ciotola e gli insegn delle tecniche segrete Zen per sdoppiare lattenzione. Le porte si aprirono e Teo vide uscire Kaori, la ragazza che aveva notato allinaugurazione. La vide camminare elegantemente dividendo in due la sala. Kaori si avvicin, si sedette con disinvoltura al loro tavolo. Teo stupito fiss i suoi splendidi

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occhi ed ebbe un flash: si ricord che durante il concerto, mentre veniva sbattuto qua e l dal pogo del pubblico in uno di quei momenti di cui non ricordava avere memoria, gli era capitato di incrociare lo sguardo della bassista e di essersi visto da fuori attraverso i suoi occhi. La sua mente sovrappose la maschera dei ninja al volto di Kaori ed Ops!!! Era accaduto di nuovo, si stava vedendo da fuori, attraverso gli occhi di lei! Sorpreso, Teo osserv prima Kenso e poi la ragazza, di nuovo Kenso e ancora la ragazza. Poi inizi a sorridere. Ma come ho fatto a non capire che voi stavate insieme? disse ripensando al giorno dellinaugurazione. Eri troppo impegnato nella tua recita! Comunque, aggiunse Kenso, dopo un attimo di pausa. Kaori lui Teo. Kaori non parla litaliano ma si fa capire; particolarmente empatica! disse sussurrando. Tornato nel suo stato abituale, se cos si poteva definire, perch per lui la percezione del tempo da quel momento in poi non fu pi la stessa, Teo si rivolse a Kenso dicendogli Domani parto molto presto, ci salutiamo adesso? No Teo, ti accompagno io allaeroporto.

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Capitolo 30

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Dopo essersi salutato con Kenso che gentilmente lo aveva voluto accompagnare allaeroporto, Teo, seduto davanti alla porta dimbarco, in attesa di prendere il volo che lo avrebbe riportato a casa stava scrivendo a Salvo una mail nella quale raccontava gli avvenimenti degli ultimi giorni quando improvvisamente ebbe limpressione che intorno a lui vi fosse qualcuno, una presenza. Alz gli occhi dallo schermo, si guard intorno, ma non vide nessuno. A volte la stanchezza pu fare brutti scherzi disse tra s e s, pensando che in fondo era ancora primo mattino. Quindi torn a scrivere ed immediatamente ritorn ad essere cos preso dalla scrittura da non accorgersi che lo schermo del suo pc tascabile rifletteva limmagine di un ninja bianco. Dopo qualche secondo alz nuovamente lo sguardo dalla tastiera, indirizzandolo in alto, verso laria, in cerca dellispirazione, delle parole pi adatte ad esprimere un concetto. E riportando gli occhi verso il pc si accorse che accanto a lui vi era un tubo, uno di quei tubi che i ragazzi usano per trasportare i disegni. Ma chi lo aveva messo l? Non cera nessuno accanto a lui! E cosa conteneva un disegno? E se al suo interno avesse contenuto della droga o delle armi o peggio ancora una bomba? Kenso, ma che ci fai qua dentro? Mi ero dimenticato di insegnarti il pi importante degli insegnamenti dello zen? Qual ? un segreto racchiuso in una sola parola? Quale

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Felicit. Cosa? In italiano il segreto raccolto in quattro sillabe Fe-li-cit.Tutto qua! Tutto qua? Tutto qua! Essere felici nonostante tutto e nonostante tutti. Perch riflettici attentamente Teo: la Felicit solo una questione di condizioni esterne? Tra qualche giorno ti mando un regalo, disse Kenso abbracciando Matteo. Kenso ma come hai fatto ad entrare qua dentro senza biglietto? Ciao, Teo! Kenso tocc la sua spalla. Teo si guard la spalla e lo vide sparire dal suo campo visivo per poi vederlo riapparire un istante dopo ad oltre trenta metri di distanza che salutava con la mano alzata prima di scomparire tra la confusione. Ma allora.

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Capitolo 31

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Una volta in aereo Teo, curioso di conoscere il contenuto delle calligrafie, apr il tubo e lesse: La Via Suprema non e' difficile se solo rifiuti di preferire Senza attrazione o repulsione, comprenderai chiaramente. Basta lo spessore di un capello, e ne sei lontano come il cielo dalla terra Se desideri che si riveli, non essere pro o contro. Il dissidio tra pro e contro e' la malattia della mente. Senza riconoscere il misterioso principio praticare la quiete inutile. La Via e' perfetta, un ampio spazio, senza difetto, senza eccesso Poiche' afferri o rifiuti, non la puoi realizzare. Non inseguire l'esistenza condizionata, non attaccarti al vuoto Nell'unita' e nell'uguaglianza la confusione svanisce da se'. Se cerchi la quiete fermando l'attivita', quella quiete sara' perfino piu' attiva.

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Finche' ristagni nella dualita', come puoi realizzare l 'unita'? Se non riesci a penetrare l 'unita', entrambi gli opposti perdono la loro funzione. Rifiuta l 'esistenza e cadrai nell'esistenza. Insegui il vuoto e lo rinnegherai. Parlare e ragionare troppo impedisce di armonizzarsi con la Via Smetti di parlare, di ragionare, e nulla sara' incomprensibile. Torna alla radice e realizza il principio Insegui la chiarezza e la perderai. Un solo istante volgendo interiormente la luce e' maggiore della mera vacuita'. La precedente vacuita' viene trasformata, non era che il prodotto delle illusioni. Non e' necessario cercare il vero, basta eliminare le opinioni. Non dimorare in pensieri dualistici, evita di seguirli. Finche' esistono giusto e sbagliato, la mente e' frammentata e persa. Il due viene dall'uno, ma non trattenere nemmeno l'uno. Se la mente unica non si agita, i diecimila fenomeni sono senza difetti. Senza difetti, senza fenomeni; nessuna agitazione, nessuna mente ll soggetto si estingue con l'oggetto. l'oggetto scompare col soggetto. L 'oggetto e' tale a causa del soggetto, il soggetto e' tale a causa dell'oggetto

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Sappi che in origine i due sono l'unica vacuita'. Nell'unica vacuita' i due sono lo stessa cosa che contiene tutti i fenomeni Senza discriminazione tra bello e brutto come possono esservi pregiudizi? La grande Via e' ampia, ne' facile ne' difficile Con piccole idee sorgono timori; piu' hai fretta, piu' ritardi. Se ti attacchi a questo perderai la misura La mente imbocchera' una via sbagliata lascia la presa e sii spontaneo, senza andare e senza stare. ln armonia con la tua natura, unito alla Via, vaga tranquillo, senza impedimenti. Avvinto dai pensieri, ti allontani dal reale Cadere nel torpore e' altrettanto negativo. Non e' bene affaticare lo spirito. Perche' oscillare tra avversione e attaccamento? Se desideri penetrare l'unico veicolo. non rifiutare il regno dei sensi. Senza avversita' per il regno dei sensi, sarai uno con la vera illuminazione. Il saggio non ha intenzioni, il folle si pone da se' in schiavitu'. Un fenomeno non differisce da un altro la mente illusa si aggrappa a cio' che desidera. Usare la mente per coltivare la mente: non e' questo un grande errore? La mente illusa genera quiete o confusione. L'illuminato non ha simpatie o antipatie.

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La dualita' di tutte le cose sorge da false discriminazioni. Un sogno, un 'illusione, una folgore nel cielo: come puo' valere la pena di afferrarli? Guadagno e perdita, giusto e sbagliato: abbandonali tutti all'istante! Se gli occhi non si chiudono per il sonno, tutti i sogni svaniscono da soli Se la mente non discrimina, tutti i fenomeni appartengono all'unica quiddita'. Il mistero dell'unica quiddita' e' profondo, immoto, le cose condizionate dimenticate. Contempla l'identita' di tutti i fenomeni, e tornerai all'essenza delle cose. Nella dimensione incondizionata non puo' esserci misura ne' confronto. il movimento smette, smettendo si muove smesso il movimento, nulla e' smesso. Quando non c'e' piu' dualismo, come puo' esserci l'uno? Nell'assoluto, nell'infinito non esistono regole ne' misure. Sviluppa una mente equanime, e tutte le azioni si acquieteranno. Gli angosciosi dubbi sono chiariti La giusta fede e' resa integra. Nulla si trascina dietro, nulla si ricorda. Luminosa, vuota, spontanea, la mente non si sforza. E' luogo inaccessibile al pensiero,

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impenetrabile alla ragione e al sentimento. Nel Regno Universale della vera quiddita non esistono l 'altro ne' il se'. E' essenziale accordarsi con essa, rievocando il non-duale. Nel non-duale tutte le cose sono unita', nulla resta escluso Tutti i saggi delle dieci direzioni comprendono questo principio. Esso non e' veloce ne' lento: un pensiero per dieci mila anni. Dimorando ovunque e in nessun luogo, si rivelano le dieci direzioni. Il minore e' uguale al maggiore nella realta' dove non c'e illusione. Il maggiore e' uguale al minore, non si vedono limiti. L'esistenza non differisce dalla non esistenza, la non esistenza non differisce dall 'esistenza Se non sei a questo punto, non devi fermarti. Uno e' tutto, tutto e' uno. Se puo' essere cosi', perche preoccuparsi dell'incompletezza? Fede e Mente non sono due. La non dualita' e' Fede nella Mente. Il sentiero delle parole e' finito: Non c'e passato, ne' futuro, ne' presente. cinque fogli come aveva detto Kenso. I primi quattro contenevano il testo ed il quinto un cerchio con al centro un

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diamante: era il simbolo dei White Ninjas! A giudicare dalla natura del contenuto il componimento doveva essere un sutra. Considerato il diamante dentro il cerchio Teo si convinse che questo non poteva essere altro che il famoso sutra del diamante e che proprio in onore di questo sutra i white ninjas avessero scelto il loro logo.

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Capitolo 32
Caro Teo,

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ho letto la tua mail. Certo che te ne sono capitate di cose in questa settimana Ho appena finito di scrivere il mio nuovo libro e nei prossimi giorni sar a Milano. Ti vengo a trovare e ne parliamo di persona. Ci vediamo presto. Un forte abbraccio, Salvo

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Capitolo 33

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Erano trascorse due settimane dal suo ritorno e quel sabato mattina Teo era a casa in attesa che i tecnici venissero a portare il pianoforte che Kenso gli aveva inviato. Erano le nove e mezza spaccate quando il citofon suon puntuale. Teo si alz ed and ad aprire . Per il pianoforte salite pure, ultimo piano! E se fossimo qui per i vostri sogni invece? Teo guard il video citofono e vide che era Salvo. Salvo! disse con voce stupita. E tu che ci fai qua? Sali sopra, dai! Salvo, che bella sorpresa! Entra Non ti aspettavi di vedermi? No. Ho letto la tua mail e sapevo che in questi giorni saresti dovuto venire, ma in questo momento a dire il vero aspettavo dei tecnici che devono portare un pianoforte. Saranno loro, disse Teo sentendo il citofono suonare nuovamente. Mentre i tecnici sistemavano il pianoforte ho notato che hai fatto dei grossi cambiamenti in questa casa. Ho eliminato tutto il superfluo. Teo sai che personalmente amo le case vuote, con pochi mobili, essenziali, perch nessuna casa veramente vuota se piena la mente di chi la riempie.

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Nella mail che mi hai inviato ho letto quello che ti successo in Giappone e ho subito pensato al sogno che mi hai raccontato prima di partire e che non abbiamo potuto finire di interpretare perch ho ricevuto una telefonata dalleditor del mio libro. Il tuo libro appunto: riguardo alle sincronicit a che conclusione sei arrivato? Ora ci arriviamo non ti preoccupare, ha a che fare con il sogno; alla fine tutto si collega! Relazionando il sogno a ci che ti accaduto negli ultimi giorni mi sembra che sulla prima parte del sogno ci siamo. Avevamo interpretato il libro come simbolo di conoscenza e mi sembra che in questi giorni di cose ne hai imparate e ne continuerai ad imparare. Lalbero lo avevamo collegato alla cultura Zen e riguardo allessenza dello Zen mi sembra che ti sia fatto una cultura. Hai compreso cosa sia quello che gli Zen chiamano il mondo dei rumori ed hai visto come il mondo esterno possa distrarti dai tuoi propositi, deviando il tuo cammino. Ma non hai ancora compreso il significato dellincontro con la ragazza. Teo fece cenno di no con il capo. Tieni questo, disse Salvo porgendo un foglio a Teo. Che cos? domand Teo. Leggi!

Ed ecco che vidi davanti a me una bella e affascinante fata la cui grazia e bellezza conducevano al potere dellamore tutti gli esseri di questo mondo. () La guardai dal sentiero che ella seguiva con graziosa fierezza, e gettando dal volto della mia devozione il velo del pudore, mindirizzai mentalmente a lei improvvisando questi versi: Al di l dellessenziale, al di l dellaccidentale Trono e tappeto sono la tua corte reale,

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Tutta la Creazione come un atelier* per i tuoi disegni () Nellincanto del mio cuore le dissi: Tu fai parte della compagnia dei mistici fedeli damore, o bella icona! Perch tu ne sei eminentemente degna, anche se non partecipi con noi allabbeveraggio dellamore nellassemblea dellestasi. *laboratorio

Chi ti sembra? Se fosse presente il nome Beatrice penseresti al Dante di Vita Nova, crederesti di essere nelle strade della Firenze medievale e commetteresti un grande errore. Perch questa una storia che inizia in Persia, in quello che lattuale Iran, dove nel provincia di Shiraz nellanno 1128 del Calendario cristiano, 522 di quello islamico, nasce Ruzbehan de Shiraz, il fondatore dei Fedeli dAmore, un Sufi che diventer uno dei pi grandi mistici di tutti i tempi. E quelli che hai appena letto sono dei versi di una sua opera. La somiglianza con il tuo sogno sbalorditiva! In essi viene descritta una situazione che suscita sensazioni cos simili a quelle che hai vissuto nel tuo sogno Ruzbehan de Shiraz credeva che Dio si nascondesse nella creazione e che il mondo esterno rappresentasse un velo. Ma che agli occhi del mistico questo velo si trasforma in uno specchio. Diceva inoltre che la bellezza non una qualit divina, ma La qualit divina per eccellenza. per questo che i Fedeli dAmore erano soliti contemplare Dio attraverso la contemplazione della bellezza della propria amata. per questo che secondo i Fedeli dAmore lAmore la Via Regia per approdare alla conoscenza di Dio.

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Cento anni dopo qualcosa arriva in occidente, forse per merito dei templari? Sono gli anni delle crociate non so, non ci interessa. Comunque fatto sta che in Italia un gruppo di poeti, che guarda caso si fanno chiamare Fedeli dAmore, inizia a scrivere delle poesie dedicate a delle donne che presentano caratteristiche angeliche e che hanno dei nomi particolari composti da tre sillabe e sette o otto lettere, con qualche apparente eccezione. Ma chi sono queste donne? Chi Beatrice? Chi Chiara, pardon Chiaretta? Qui ci viene in aiuto Jung. Jung aveva capito quello che i sufi sapevano gi da centinaia di anni. Vedi Teo secondo Jung le anime hanno sessualit opposta rispetto a quella dellindividuo. Ovvero le donne hanno unanima maschile, gli uomini unanima femminile. Questa cosa ha dei risvolti molto importanti perch noi proiettiamo la nostra anima nel nostro partner. In pratica il nostro partner la rappresentazione materiale della nostra anima. Quindi chi Beatrice? Checch ne dicano in giro Beatrice lanima di Dante. E Chiara la tua anima. Teo hai fatto un bellissimo sogno, hai sognato che incontrerai la tua anima! Chiara la mia anima? Si, Chiaretta la tua anima! Perch tiene in mano lAlchimista e perch la chiami Chiaretta? Non ho ancora capito perch deve avere un nome di 3 sillabe e 8 ? Lalchimia il cambiamento delle emozioni, lelevazione della loro qualit, da pi basse a pi alte. Tramutare lodio in Amore, linvidia in Compassione questa Alchimia E Alchimista colui che in grado di forgiarsi una nuova anima attraverso la trasformazione delle emozioni: la Trasmutazione . perch tutti credono di avere unanima, e forse cos tutti nascono con unanima ma finiscono per perderla Esatto! E per poter compiere lopera di ricostruzione, per poter tornare in contatto con la nostra anima necessario conoscere alcune leggi cosmiche fondamentali che i Fedeli dAmore hanno sintetizzato e nascosto, per

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chi avesse avuto la voglia di cercare, nel nome della propria amata. Un nome composto da Tre sillabe e Otto lettere. Un nome perch al di l delle apparenze tutto una sola cosa. Tutto legato a tutto perch tutto uno. Legge dellUno: Tutto uno. Tre sillabe. I Fedeli dAmore sapevano che quando due persone si amano sono al tempo stesso lamante, lamato e lamore. Nellamore gli amanti diventano Uni e Trini. Questa la pi alta manifestazione della Legge del Tre. Noi siamo abituati a vedere due forze in azione nella natura una attiva laltra passiva, che prendono la forma di coppie di opposti: acqua e fuoco, luce e buio, positivo e negativo. Ma in realt le forze in azione sono tre. Questa terza forza che sempre al lavoro intorno a noi ma che nel nostro stato di coscienza abituale difficile da osservare, fu definita neutralizzante dagli antichi egizi. Noi possiamo vederla in azione quando prende la forma di avvenimenti che sembrano avere natura miracolosa come le sincronicit o le coincidenze. Le sincronicit non sono altro che la manifestazione in atto di questa terza forza, che nel cristianesimo prende il nome di Spirito Santo. Ti ricordi di quel Santo uomo di padre Ninni? Certo, come potrei dimenticarmi quei pomeriggi passati in oratorio? Che splendidi tornei di calcio che organizzava Ricordi cosa diceva? Quando avete un desiderio dovete pregare Lo Spirito Santo, dissero allunisono. vero! esclam Teo. Padre Ninni diceva sempre: << allo Spirito Santo che dovete rivolgervi quando avete un desiderio>>. E diceva anche che se si vuole essere ascoltati non bisogna pregare con le parole ma con i sentimenti. Perch i sentimenti sono la preghiera. la stessa cosa che dicono certi monaci tibetani. Mi venuta in mente una cosa. Nel cristianesimo vi sono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e a pensarci bene secondo lo Zen esistono tre mondi. Il mondo Mentale che il mondo interiore. Il mondo Materiale che quello esteriore. E poi vi un

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terzo mondo il mondo dei Desideri. E se ci rifletti sono i desideri la forza in grado di fare coincidere i due mondi, attraverso i desideri che il mondo interiore e quello esteriore possono coincidere. E la storia delle Otto lettere? Perch proprio otto lettere? Tra laltro se le lettere devono essere proprio otto qualche giorno fa mi venuto in mente che basta scrivere una K invece di Ch, come fanno talvolta le ragazzine, per rendere Kiaretta un nome di otto lettere. Otto lettere. Sono un riferimento alla Legge dellotto detta anche Legge del sette. Per questo sette lettere o otto lettere quasi la stessa cosa. La legge dellotto una legge cosmica che si manifesta in tutti i campi. Noi crediamo che nel mondo tutto avvenga in maniera lineare e continua. Ma in realt non cos. Tutto uno perch tutto vibrazione. E questa legge insegna che le vibrazioni, al contrario di quello che si crede, non si espandono in maniera lineare e continua, ma in maniera discontinua attraverso fasi di accelerazione e rallentamento. Ci fa si che tutti i fenomeni del nostro mondo non seguano un percorso lineare, ma subiscano continuamente delle deviazioni. Per questo amo chiamarla legge delle deviazioni. Pensa ad ogni volta che hai avuto una nuova passione. Inizialmente sei molto preso dalla cosa e vi dedichi tutto te stesso. Poi poco per volta accade qualcosa, qualcosa dentro te si incrina. E la passione va diminuendo e tu finisci per cambiare loggetto della tua attenzione, cambiare loggetto della tua attenzione o se preferisci deviare. Questa legge spiega come mai cos spesso noi iniziamo facendo una cosa e finiamo per fare esattamente lopposto. Iniziamo pensando qualcosa e finiamo con il pensare qualcosaltro. Tutto devia continuamente, talvolta devia cos tanto da riportarci al punto di partenza senza che noi ce ne accorgiamo. La Legge dellOtto una legge molto complessa. Per ora accontentati di ci che ti ho detto. Per capirne di pi dovrai attendere il mio nuovo libro. Ma considerando che ha molto a che fare con la musica e con il ritmo vedo che ti stai dando da fare, disse Salvo osservando il pianoforte.

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Quindi ho sognato di incontrare la mia anima? domand Teo. Si! Hai sognato che incontrerai la tua anima, rispose Salvo. Chiara la mia anima? Si! Se per un verso Teo era molto felice di quella risposta, perch indicava qualcosa di cos straordinario ed estremamente profondo, dallaltro era triste. Il pensiero che non avrebbe mai potuto odorare il suo profumo, sfiorare la sua pelle, assaporare le sue labbra lo rese triste. Quindi Lei nel mondo materiale non esiste? Teo noi non facciamo altro che applicare i limiti del mondo mentale a quelli del mondo materiale e viceversa. Il mondo mentale il mondo delle possibilit. I sogni rappresentano una possibilit. Che questa possibilit si manifesti nella dimensione materiale chi lo sa? Chiara magari non esiste? Magari esiste davvero ed ha avuto un nonno che la chiamava Chiaretta. Una volta un Sufi mi ha insegnato che quando abbiamo un desiderio, quando desideriamo qualcosa, la dobbiamo desiderare con lintensit giusta. Non troppo intensamente perch il desiderio si brucerebbe, n troppo debolmente perch non avrebbe lenergia per manifestarsi. Quindi fossi in te, di tanto in tanto, senza che diventi unossessione, penserei che esiste realmente. Perch come mi ha insegnato un altro Sufi, quando noi aneliamo qualcosa, quando noi desideriamo qualcosa con il sentimento giusto, tutto luniverso brama affinch noi possiamo raggiungerla. Quella calligrafia bellissima. Guardando queste calligrafie appese mi venuto in mente che mettere un chiodo nel muro un ottimo esempio della legge del tre. Il martello attraverso la tua mano la forza attiva. Il chiodo la forza passiva. Se non ci fosse il muro a neutralizzare queste due forze, non si arriverebbe a niente. Potresti stare anni a battere nellaria. Bravo noto che hai appeso i fogli nel modo giusto, come se fossero un mandala. Due in orizzontale, due in verticale e al centro il cerchio con il diamante.

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La Via Suprema non e' difficile se solo rifiuti di preferire Senza attrazione o repulsione, comprenderai chiaramente il Sutra del diamante. No, il Sutra del diamante molto pi lungo. Questo il Poema della fede profonda. Mi capitato di rileggerlo qualche giorno fa su internet. La calligrafia accuratissima, aggiunse Salvo dopo qualche secondo. Deve essere quella di un grande maestro. Si la calligrafia di Kenso, mentre improvvisamente ebbe un flash. Unintuizione. Tu e Kenso vi conoscete? Com possibile? Ti sembra strano, vero? Tutto legato a tutto. Che cosa hanno in comune il web, gli ecosistemi, le relazioni sociali, le vie degli zuccheri o delle proteine allinterno delle cellule, i sistemi di trasporto di una grande metropoli? In apparenza nulla. In realt tutto. Perch hanno la stessa architettura matematica. Teoria delle rete. lultima frontiera della fisica. Per molti anni gli fisici hanno studiato la materia andando a cercare sempre pi in profondit. Prima hanno studiato gli atomi pensando che fossero indivisibili. Poi hanno scoperto che sono costituiti da particelle ancora pi piccole: elettroni, protoni, neutroni; le quali a loro volta costituite da particelle ancora pi elementari come fotoni, positroni etc etc Adesso si stanno interessando alla materia studiando la sua conformazione nello spazio e stanno scoprendo che tutto nel mondo sembra rispondere ad ununica architettura matematica. Sembra che dietro al mondo vi sia un unico grande architetto. Perch tutte le parti di un sistema sono legate tra loro attraverso dei gradi di separazione. Che in media sono 6. La

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maggior parte delle strutture di questo mondo divisa al suo interno da sei gradi di separazione. O se preferisci ogni parte in media relazionabile allaltra attraverso sei passaggi. A livello della societ umana questo verificabile. Perch tu puoi entrare in contatto con qualsiasi altro essere umano attraverso sei persone. la teoria dei sei gradi di separazione, che stata provata da un geniale esperimento di un sociologo americano di nome Milgram che prese un campione di un centinaio di persone e le invit a fare recapitare una lettera ad un agente di borsa (il cui indirizzo era sconosciuto) che abitava dallaltra parte del paese. Ad ogni passaggio la lettera che doveva essere inviata ad un conoscente che avrebbe fatto in modo di inviarla ad un altro che sarebbe riuscito ad andare sempre pi vicino alla consegna. Ad ogni passaggio la lettera precedente andava imbucata dentro la busta successiva. Cosa si scoperto alla fine? Che in media per recapitare questa lettera erano stati necessari sei passaggi. Ora dopo tutte queste parole vuoi sapere come ci siamo conosciuti realmente? Ci siamo conosciuti a Firenze. Quella mattina ero agli uffizi per ammirare Botticelli. Stavo ammirando la Venere ed ho notato questo giapponese dallo sguardo speciale. Qualche ora dopo lho rincontrato in una libreria. Stavo osservando i miei libri. Aveva gi scoperto chi fossi. Con una scusa si avvicinato a me. Mi ha fatto alcune domande su Dante e mi ha riconosciuto. Era venuto fin l perch doveva imparare qualcosa da me. Vuoi dire che sei stato un maestro di Kenso? Si. Vuoi dire che sei un maestro pi importante di Kenso? Teo stai commettendo un gravissimo errore. Nello spirito non c competizione. Sai cosa diceva Dogen, uno dei pi grandi maestri Zen di tutti i tempi:<<Se avr da insegnare ad un anziano di ottanta anni insegner. Se avr da imparare da un bambino di sei anni imparer!>>

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Teo unultima cosa prima che me ne vada. Riguarda lanalisi. Ho letto che hai deciso di smettere con la terapia. Si, rispose Teo. il piano che hanno appena portato il mio ultimo atto terapeutico. Lultima volta che ci siamo visti con la mia analista, mi ha detto che dedicarmi ad una passione sarebbe stato utile. Cos ho pensato al piano e ne ho parlato con Kenso, che mi ha detto che me ne avrebbe mandato uno il giorno stesso. Cosa ne pensi di questa mia scelta di interrompere la terapia? Lanalisi aiuta a conoscersi. E ci sono dei momenti nella vita nei quali necessario conoscersi. Ma conoscere noi stessi, i nostri problemi, non sempre significa guarire. Lanalisi aiuta a conoscersi, non a guarire. Per guarire bisogna cambiare. E per cambiare bisogna cambiare. Agire in maniera differente. Pensare in maniera differente. Affrontare il mondo con il pensiero giusto per ogni situazione. Sai Teo molti si chiedono come mai negli ultimi anni vi stato un incremento esponenziale del numero di persone afflitte da disagi psicologici. Io invece mi chiedo come mai in una societ come la nostra cos tante persone riescono a mantenere lequilibrio mentale. In fondo una societ nella quale non i privilegiati, ma i superprivilegiati non hanno meglio da fare che entrare ed uscire dalle cliniche di riabilitazione sia una societ che si definisce da sola Teo stava ripensando alle parole del suo amico Salvo. Era al lavoro, nella sua stanza, seduto dietro la scrivania. Erano passati nove mesi da quando era tornato dal Giappone. Che strano. La notte precedente aveva fatto uno strano sogno. Aveva sognato il maestro Ken. Aveva sognato di stare riacquistando il bonsai. Ma il volto del venditore ambulante era quello del maestro ken. Era il maestro, con indosso un largo cappello di paglia allacciato sotto il mento, a consegnare il bonsai tra le sue mani.

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Tornato dal Giappone ogni giorno aveva dedicato del tempo alla cura dei bonsai eppure da qualche giorno in quello che gli aveva donato il maestro cera qualcosa che non andava. Ma non doveva pensarci adesso che stava lavorando. bene che le preoccupazioni del lavoro non varchino la soglia della casa e quelle della casa non influenzino il lavoro. Ma al lavoro quel giorno anche la sua segretaria era assente. O per lo meno era presente fisicamente, ma non mentalmente. Il suo corpo era l, ma la sua mente era altrove. Stava pensando ad altro. Il suo bimbo stava vivendo la sua prima febbre. Teo gli aveva detto che se voleva quel giorno poteva starsene con lui, ma lei era voluta restare. E gli altri collaboratori, anche loro sembravano disattenti o soprappensiero. Era il caso di staccare. Doveva esserci qualche motivo, -forse uno strano allineamento di pianeti- per il quale l in quel momento nessuno riusciva ad essere mentalmente presente. Era il caso di staccare. Gi. Era il tipico esempio di momento nel quale bene stare fermi, perch muovendosi pi facile che si concretizzino atti distruttivi piuttosto che costruttivi. proprio cos. A volte camminando si crede di andare avanti e invece si torna indietro. Anche se ancora vi era pi di unora e mezza di lavoro decise che per quel giorno poteva bastare. Mand tutti a casa con la promessa che il giorno successivo avrebbero iniziato a lavorare puntuali. Usc. Fuori dal portone vide langolo in cui aveva acquistato il bonsai e ripens a quel momento. Adesso l era vuoto. Anche se aveva sognato il maestro Ken, non cera nessuno. Solo qualche passante, soprattutto delle donne con in mano dei pacchetti con dentro gli ultimi acquisti. Teo inizi a camminare per le strade di Milano promettendosi di restare presente, come gli aveva insegnato Kenso. Ormai sapeva che ogni visione una busta, un

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volto, un paio di scarpe, una vetrina poteva dare il via ad un flusso di pensieri che avrebbero attraversato la sua mente interponendosi tra lui e la realt, deformandola. Cos inizi a passeggiare Senza meta Limitandosi ad osservare Senza esprimere giudizi i passanti i rumori unauto nera la vetrina illuminata un abito rosso il marcia piede i palazzi Ben presto entr in un profondo stato di quiete. In quello stato i palazzi, persino i palazzi, soprattutto quelli antichi, sembravano delle entit viventi con delle proprie emozioni, con la loro storia da raccontare ai passanti. I palazzi comunicavano ai passanti la loro storia, sottovoce. Chiss che strana sensazione essere un palazzo? Avere pi colonne vertebrale e radici profonde. Camminare l, adesso, in quella strada, lungo quella via. Gonashi aveva proprio ragione. Una stanza vuota una certa energia, una stanza piena un altro tipo di energia. Una strada con un palazzo un certo tipo di energia, una strada con un altro palazzo un altro tipo di energia. Ogni palazzo emanava una propria energia. Come unantenna. Camminare l, adesso, in quella strada, lungo quella via. Come doveva essere quella strada cento anni prima. E quattrocento anni prima. E mille, diecimila? Una pianura? Cosa cera l duecentomila anni fa? E un milione. Cosa cera l un milione di anni fa? Un bosco, una foresta, una palude? O forse soltanto acqua? Domanda mentale! Teo mise istintivamente la mano dentro la tasca del suo giubbotto. Frugando al suo interno trov delle monete. Una moneta da due euro che raffigurava Dante. E guarda caso in quel momento era in via Dante. Ed era buio. Teo guard in alto. Tra le nuvole improvvisamente apparve la luna. Lintravide per un attimo. Era quasi piena. Poi osserv quale fosse laltra moneta che teneva nella mano. Era un euro con limmagine di Mozart. Ma come erano finita l quelle monete?

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Era da molto che non metteva quel giubbotto. Era lo stesso giubbotto che indossava il giorno della partenza per Tokio. E quello doveva essere il resto tornato dai due commessi della libreria. Quelli che parlavano di quella splendida ragazza. Magari erano le monete con le quali aveva pagato le riviste, pens tra s e s. Teo ripens a Chiara. Quella ragazza allaeroporto vi assomigliava tantissimo. Ma Chiara esisteva davvero? No, era soltanto frutto della sua immaginazione. E ormai sapeva che limmaginazione era un veleno. Un incantesimo. Un velo che non gli permetteva di vedere la realt cos com. Improvvisamente Teo sent sorgere in s langoscia, quel senso di vuoto che caratterizza lesistenza. Quel vuoto incolmabile che solo a tratti lamore riesce a riempire. Che cosa lavesse fatto sorgere chi lo sa Forse il pensiero di Chiara, forse la confusione che lo accerchiava. Quel sentimento che qualche mese prima sarebbe sfociato in un attacco di panico adesso era un carburante, uno stimolo per restare sveglio, presente, senza cadere nelle illusioni. Illusione. Cosa significa illusione. Illusione, illuso, in-luso, inludo. Nel gioco. In fondo la vita un gioco, una recita, una rappresentazione in cui ognuno recita una parte. Tra laltro in molte lingue - come linglese- recitare sinonimo di giocare. E illuso chi cos preso dal gioco da restarne perduto. Illuso chi cos identificato con la propria parte da non accorgersi di stare recitando. Illuso chi non vive nel presente. Illuso chi lascia che i propri pensieri lo portino altrove. Teo si guard intorno e not che tutti intorno a lui erano altrove. E guardando il loro volto Teo poteva osservare i loro pensieri. Cera una ragazza che aveva appena acquistato un completo intimo che non vedeva lora di mostrare al fidanzato. Una nonna che pensava al suo nipotino. Continuando a camminare adesso gli passava accanto un uomo che pensava ai suoi affari. Un innamorato che pensava alla sua amata. Una studentessa che pensava allesame che doveva sostenere il giorno successivo.

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E un ragazzo Quel ragazzo non stava pensando niente, guard Teo fisso negli occhi, gli sorrise. E Ops! Era successo di nuovo. Teo si era visto da fuori, attraverso gli occhi di quel ragazzo. Che strano! Certo che era proprio strano camminare su un pianeta senza rendersene quasi mai conto. Teo pens che se da un punto di visto materiale era lui che stava camminando sulla superficie di un pianeta che ruotava intorno al sole che viaggiava allinterno della galassia. Da un punto di vista spirituale lui era sempre rimasto fermo. Non si era mai mosso. Era la realt a girare intorno a lui. Tutto intorno lui si muoveva. La terra, il sole, le stelle, le stelle, il suo corpo. Ma lui era sempre rimasto fermo, non si era mai mosso. Fu cos che lasciandosi trasportare dai pensieri Teo si addorment.

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Capitolo 34

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Questo non , questo neanche Teo stava sfogliando un libro quando torn in s e si accorse di essersi addormentato. Adesso era in libreria. Sotto il duomo. Come vi era arrivato? Aveva camminato lungo via Dante. Era arrivato in duomo. Stava entrando in un bar. Ma aveva visto un albero in una locandina per la salvaguardia dellambiente. Cos invece di andare al bar era sceso in libreria Ecco. Il bonsai del maestro Ken proprio questo. Rimase qualche istante a fissare quella fotografia. Ma quella fotografia la conosceva. Quel immagine laveva gi vista da qualche parte. Alz gli occhi dal libro per pensare dove. Ed improvvisamente il tempo si ferm. Il suo cuore inizi a battere allimpazzata. Mosse lo sguardo in direzione della scala e la vide scendere. Era Lei! Era veramente Lei! La vide camminare tra la folla. Lei camminava cos armoniosa ed elegante e tutto intorno a lei si fermava. Tutto era fermo. Lei passava e tutto si fermava. La vide camminare e fermarsi davanti a quello scaffale. Tutto era fermo. E lui sarebbe rimasto, l tutta leternit, - perch quel momento era leternit- ad ammirarla. Teo avrebbe passato leternit ad osservarla, sarebbe stato li immobile per tutta leternit a guardare lei che cercava un libro. Ma decise di tornare al presente ed agire. Per caso cercavi questo? domand Teo porgendogli Lalchimista. Si proprio questo! Come facevi a saperlo?domand con aria stupita.

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Ti chiami Chiara? Si! Fai la musicista? Si! Suoni il violino? No. Come pu essere? pens Teo. Ho sentito i violini! Ah, ho capito! Da piccola suonavi il violino. Suonavi il violino e studiavi pianoforte complementare. Hai cambiato loggetto del tuo amore. Hai lasciato un amore pi piccolo per uno pi grande. Ti sei innamorata del pianoforte. Hai smesso di suonare il violino ed hai iniziato a suonare il piano! Non vero Chiaretta? Chiaretta. Mio nonno mi chiamava cos Quando eri piccola avevi uno zaino sul quale avevi scritto il tuo nome e lui ti riprendeva perch invece di scrivere Chiaretta con la c lo scrivevi con la K. Chiara lo guard stupita. Vuoi vedere che conosco anche il tuo ristorante preferito?

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Capitolo 35

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Matteo come fai a sapere cos tante cose su di me? domand Chiara davanti al suo piatto preferito. stata la mia amica Beatrice a svelarti tutto? Beh in un certo senso, pens Teo. Su, me lo puoi dire. Prendere cos tante informazioni su una persona, conoscere i suoi gusti per far colpo su di lei un gesto molto romantico. Non la conosco neanche questa tua amica. Non so chi sia. A dire il vero una storia molto lunga quindi Teo raccont a Chiara del suo sogno ricorrente, del suo viaggio in Giappone, dellacquisto del suo primo bonsai, dellincontro con il maestro Ken cos facendo due calcoli ho intuito che il tuo locale preferito non poteva essere altro che un ristorante giapponese. Non hai nessun motivo per credermi. Non ti chiedo di credermi. Come dice un mio carissimo amico che fa il musicista bisogna credere soltanto a ci che pu essere compreso o verificato di persona. Per questo non ti chiedo di credermi ma di verificare di persona

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Capitolo 36

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La tua casa vuota, disse Chiara appena entrata. A me piacciono molto le case vuote. Perch nessuna stanza veramente vuota se. se la tua mente piena. se la tua mente piena. Giusto. Proprio cos. Questo deve essere il bonsai che hai comprato tu e questo quello che ti ha regalato il Maestro Ken. Giusto! Ma che strano pens Teo guardando attentamente il Bonsai. Negli ultimi giorni in particolare stamattinasembrava avere qualcosa, non stare bene. Invece adesso sembra perfetto. E questo splendido pianoforte a coda? un regalo del mio amico Kenso Suoni da molto? Solo da alcuni mesi, ma ho avuto un ottimo maestro. Dicono che come se suonassi da diversi anni. Sono curiosa di ascoltarti. Teo si mise al Piano. Si gir verso di Lei. E vedendola l, sul suo divano inizi ad arpeggiare le note dellunica canzone che avrebbe potuto dedicare alla sua anima Ti protegger dalle paura dellipocondria, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai Ti sollever dai dolori e dai tuoi sbalzi dumore,

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dalle ossessioni delle tue manie. Superer le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. E guarirai da tutte le malattie, perch sei un essere speciale, ed io, avr cura di te Finito linciso, mentre Teo suonava Chiara si alz, gli si sedette accanto e si mise a suonare insieme a lui. Suonavano a quattro mani. Lui sulle frequenze pi basse, Lei su quelle pi alte. Tesser i tuoi capelli come trame di un canto Conosco le leggi del mondo e te ne far dono. Superer le correnti gravitazionali. lo spazio e la luce per non farti invecchiare. Ti salver da ogni malinconia, perch sei un essere speciale ed io avr cura di te, io s, che avr cura di te Fu cos che mentre stavano ancora suonando si guardarono negli occhi e si baciarono.

Catania ore 3,01

30 settembre 2009

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