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HIGHLIGHTS 2013

TRIFIR & PARTNERS AVVOCATI

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HIGHLIGHTS T&P 2013

Highlights T&P 2013

Salvatore Trir e il Comitato editoriale: Francesco Autelitano, Stefano Beretta, Antonio Cazzella, Teresa Cofano, Luca DArco, Diego Meucci, Jacopo Moretti, Damiana Lesce, Luca Peron, Claudio Ponari, Vittorio Provera, Tommaso Targa, Marina Tona, Stefano Trir e Giovanna Vaglio Bianco

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EDITORIALE
A distanza di un anno e mezzo dallentrata in vigore della Riforma Fornero, il mercato del lavoro inclusivo e dinamico, in grado di contribuire alla creazione di occupazione, in quantit e qualit, rimane una dichiarazione di principio, non seguita dai risultati sperati. Nella prospettiva di creare occupazione si enunciavano linee guida sia con riferimento alla essibilit in entrata, che a quella in uscita. Quanto alla essibilit in entrata, il primo principio riguardava linstaurazione di rapporti di lavoro pi stabili, ribadendosi, al riguardo il rilievo prioritario del lavoro subordinato a tempo indeterminato, pomposamente chiamato contratto dominante. Nel contempo, al ne di favorire lingresso al lavoro, soprattutto dei giovani, si dichiarava di voler valorizzare lapprendistato, indicando questo strumento quale modalit prevalente di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Altro strumento veniva individuato nel contratto a termine, per il quale si prevedeva la possibilit di concludere tale tipologia contrattuale sino a 12 mesi senza alcuna causale. Esaminando i dati pubblicati da vari organi di stampa si pu affermare che loccupazione, che al momento dellentrata in vigore della legge Fornero (luglio 2012) si collocava intorno ai ventitr milioni, gi a gennaio 2013 era scesa di circa trecentomila unit, per calare costantemente anche nei mesi successivi, complice, certo, anche il costo del lavoro, che ha determinato un aumento di partite I.V.A., a

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discapito dellauspicata stabilizzazione dei rapporti di lavoro dipendente. Il contratto dominante non ha affatto dominato, poich il lavoro a tempo indeterminato non aumentato e il precariato continua a costituire un dato di fatto indiscutibile nel mondo del lavoro. La maggior parte delle assunzioni avviene con contratti a termine, soprattutto quello acausale che, con la riforma del lavoro introdotta dal governo Letta (legge 9 agosto 2013, n. 99), che esaminiamo nella sezione attualit lavoro 2013, sar ancor di pi un riferimento, visto che il periodo di tempo di 12 mesi pu essere utilizzabile anche con proroghe (prima non consentite). Del resto, anche le parti sociali si muovono in questottica. Un primo accordo nazionale in ambito industriale, sottoscritto il 10 ottobre 2013, prevede la possibilit di instaurare anche un secondo rapporto a tempo indeterminato, acausale, con lo stesso datore di lavoro, per una durata non eccedente i 12 mesi. Complessivamente, dunque, si potr giungere sino a 24 mesi di rapporto a termine senza necessit di indicare una causale, sempre presso lo stesso datore di lavoro. Non ha avuto, invece, alcun signicativo utilizzo il contratto di apprendistato, che la legge designava quale modalit prevalente, di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Le percentuali di assunzioni avvenute con tale strumento non sono rilevanti (al di sotto del 5%) e lintento di favorire lingresso dei giovani nel mondo del lavoro attraverso lo strumento del contratto di apprendistato non riuscito. Il tasso di disoccupazione giovanile, nonostante i buoni propositi, non diminuito e, anzi, aumentato ai pi alti livelli rispetto al passato. Ora il governo Letta ha cercato di porre rimedio a tale situazione, introducendo, nella legge sopra citata, una serie di incentivi per le assunzioni di lavoratori giovani (di et compresa dai 18 ai 29 anni) ed altre misure quali quelle appena ricordate. Quanto alla essibilit in uscita, la legge richiamava il principio in base al quale la disciplina del licenziamento doveva essere adeguata alle esigenze del mutato contesto di riferimento. La nuova disciplina dellart. 18 dello Statuto dei lavoratori, frutto di compromessi, risultata farraginosa e di non facile applicazione ed ha nito per scontentare tutti: lavoratori, datori di lavoro, interpreti e gli stessi giudici che non hanno riferimenti certi, n nella disciplina sostanziale, n in quella processuale e ci favorisce la loro discrezionalit e non serve

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sicuramente alla certezza del diritto. Prova ne siano gli orientamenti ondivaghi della giurisprudenza in materia di licenziamento, sotto il prolo sia sostanziale che processuale, che abbiamo analizzato nella sezione giurisprudenza lavoro. In denitiva, la essibilit in entrata, studiata per favorire lingresso, soprattutto dei giovani, nel mondo del lavoro e la successiva stabilizzazione del rapporto, non ha dato i risultati sperati e la riforma Letta cerca ora di porvi rimedio. La essibilit in uscita ha creato una situazione di incertezza, soprattutto sul piano sostanziale ed ha creato disunivoci orientamenti anche sul piano processuale, con allungamenti di tempi e duplicazioni di cause. Lunico dato in aumento, come detto, risulta quello delle partite I.V.A., sicuramente non dipendente in via esclusiva dalla riforma del ministro Fornero, che altrettanto sicuramente non prevedeva questo sviluppo del mercato del lavoro nel momento in cui varava la legge 28 giugno 2012, n. 92. Stefano Beretta Salvatore Trir

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DIRITTO DEL LAVORO

NOVIT LEGISLATIVE
A cura di Luca DArco

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Lanno 2013 stato caratterizzato da signicativi interventi del Legislatore di carattere generale volti a cercare di ridurre gli effetti della pesante crisi che da tempo sta avvolgendo il nostro Paese. Il diritto del lavoro stato marginalmente interessato attraverso provvedimenti che hanno confermato precedenti agevolazioni scali ovvero apportato modiche su alcuni istituti. Ci si riferisce in particolare al DPCM del 22 gennaio 2013 con il quale stato rinnovato lassoggettamento ad unimposta del 10% delle somme erogate a titolo di retribuzione di produttivit, avuto riguardo a redditi da lavoro dipendente non superiori a 40.000!. Ai sensi di tale normativa sono detassabili nella misura massima di 2.500! annua quelle voci retributive che siano erogate in esecuzione di contratti collettivi sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni sindacali comparativamente pi rappresentative sul piano nazionale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali presenti in azienda con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttivit/ redditivit/efcienza/innovazione, ovvero in alternativa a seguito dellattivazione di almeno una misura in almeno tre delle aree di intervento di seguito specicate: a) ridenizione dei sistemi di orari e loro distribuzione con modelli essibili, anche legata ad investimenti, innovazione tecnologica, alla uttuazione dei mercati, al ne di un pi efciente utilizzo delle strutture produttive idoneo a raggiungere gli obiettivi di produttivit convenuti dalla programmazione mensile della quantit e della collocazione oraria della prestazione; b) attivazione di sistemi di distribuzione essibile delle ferie, attraverso una programmazione aziendale anche non continuativa delle giornate di ferie eccedenti le due settimane;

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c) adozione di misure che rendano compatibile l'impiego di nuove tecnologie con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, per facilitare l'attivazione di strumenti informatici. d) attivazione di interventi che mirino allintroduzione di un sistema di essibilit verticale, con riferimento alla fungibilit delle mansioni e [alla] integrazione delle competenze, anche funzionali a processi di innovazione tecnologica. Il Decreto Legge n. 69 del 21 giugno 2013 (c.d. decreto del fare convertito con la legge 9 agosto 2013, n. 98) intervenuto modicando il regime di solidariet scale nellappalto, sollevando appaltatori e committenti da qualsiasi responsabilit con riferimento al mancato versamento dellIVA da parte dei subappaltatori, lasciando, tuttavia, inalterato lattuale regime per quanto riguarda il versamento delle ritenute da lavoro dipendente. Maggiori novit sono state introdotte dal c.d. Decreto Lavoro 2013 (decreto legge 28 giugno 2013, n. 76, art. 7, comma 4, convertito con legge 9 agosto 2013 n. 99 entrata in vigore il 23 agosto 2013) che tra laltro ha modicato lart. 7 della L.n 604/1966 che a seguito della c.d. Riforma Fornero aveva imposto il preventivo espletamento di una procedura per il caso di licenziamento per ragioni organizzative, prevedendo espressamente che la procedura in esame non deve essere effettuata nel caso licenziamento per superamento del comporto, nonch nel caso di interruzione di rapporti di lavoro, a tempo indeterminato, nel settore delle costruzioni edili, per completamento delle attivit e chiusura del cantiere ed inne anche nel caso di licenziamenti effettuati nei casi di cambio di appalto: quando, nellambito di un appalto di servizi, ad un vecchio appaltatore ne subentra uno nuovo. Tale normativa ha poi stabilito per quanto attiene ai CoCoPro, che il progetto non pu comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi e ripetitivi , sostituendo la disgiuntiva o con la congiunzione e. La differenza rispetto alla precedente formulazione non solo terminologica ma sostanziale dato che ai ni dellinvalidit del progetto dovranno concorrere entrambi i requisiti e non pi solo uno. Il D.L. n. 76/2013 ha poi esteso la procedura di convalida delle risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro e delle dimissioni anche:

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alle lavoratrici e ai lavoratori impegnati con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, di cui allart. 61, comma 1, del D.Lgs. n. 276/2013; alle lavoratrici e ai lavoratori impegnati con contratti di associazione in partecipazione di cui allart. 2549, comma 2, c.c.. Il Decreto Lavoro poi intervenuto in materia di contratti a termine (sui quali sono stati fatti ripetuti approfondimenti nelle nostre newsletter di luglio, agosto e di settembre) prevedendo innanzitutto la possibilit di prorogare il contratto c.d. acausale e di stabilire da parte della contrattazione collettiva ipotesi per le quali non necessaria lindicazione della causale. Il Ministero del Lavoro con la circolare n. 35 del 29 agosto 2013 ha poi chiarito che la durata massima di dodici mesi del contratto acausale comprensiva di eventuale proroga mentre la disciplina eventualmente introdotta dalla contrattazione collettiva in materia di contratto acausale va ad integrare quanto gi previsto direttamente dal Legislatore. In tal modo i contratti collettivi, anche aziendali, potranno prevedere, a titolo esemplicativo, che il contratto a termine acausale possa avere una durata maggiore di dodici mesi ovvero che lo stesso possa essere sottoscritto anche da soggetti che abbiano precedentemente avuto un rapporto di lavoro subordinato. Il D.L. 28 giugno 2013, n. 76, (convertito con modicazioni nella Legge 9 agosto 2013, n. 99) ha introdotto nuovi incentivi alle assunzioni dei lavoratori giovani. stato previsto un benecio contributivo, pari ad un terzo della retribuzione lorda mensile imponibile (ai ni previdenziali) del lavoratore interessato, con un limite di 650 euro mensili nel caso di nuove assunzioni a tempo indeterminato compiute da datori di lavoro di giovani (lavoratori svantaggiati) di et compresa tra i 18 e i 29 anni (29 anni e 364 giorni allatto dellassunzione) per una durata di 18 mesi. Tale agevolazione spetta anche nel caso di trasformazione a tempo indeterminato di un contratto a termine, ma in tale ipotesi il benecio limitato a 12 mesi. La concessione del benecio deve in ogni caso rispettare condizioni gi introdotte dalla Riforma Fornero (art. 4, commi 12,13,e 15). In proposito ricordiamo come il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con DM del 20 marzo 2013 ha individuato come lavoratori

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svantaggiati, coloro che siano in possesso di almeno uno di questi due requisiti: a) chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ovvero coloro che, negli ultimi sei mesi, non hanno prestato attivit lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero coloro che, negli ultimi sei mesi, hanno svolto attivit lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione; b) chi non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale (ISCED 3), ovvero coloro che non abbiano conseguito un titolo di studio distruzione secondaria superiore, rientrante nel livello terzo della classicazione internazionale sui livelli distruzione; c) chi occupato in uno dei settori economici dove c un tasso di disparit uomo-donna che supera di almeno il 25% la disparit media uomo-donna in tutti i settori economici italiani, ovvero coloro che sono occupati in settori economici in cui sia riscontrato il richiamato differenziale nella misura di almeno il 25%, come annualmente individuati dalla Rilevazione continua sulle forze di lavoro dellISTAT e appartengono al genere sottorappresentato. Lincentivo contributivo corrisposto dallINPS, previo rispetto di una specica procedura da attivarsi a cura del datore di lavoro richiedente secondo le modalit indicate dalle Circolari INPS n. 131 del 17 settembre 2013 e n. 138 del 27 settembre 2013.

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LA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO 2013


A cura di Tommaso Targa
Con i contributi di Federica Annoni, Beatrice Ghiani e Roberto Pettinelli

DIRITTO SINDACALE In tema di interpretazione dei contratti collettivi, con la sentenza del 4 gennaio 2013, n. 110, la Corte di Cassazione ha insegnato che nellinterpretare la norma collettiva, il giudice del merito pu limitarsi a ricercare la comune intenzione delle parti sulla base del tenore letterale della disposizione da interpretare soltanto se questo riveli lintenzione delle parti con evidenza tale da non lasciare alcuna perplessit sulleffettiva portata della clausola, dovendo far ricorso, in caso contrario, alla valutazione del comportamento successivo delle parti nellapplicazione della clausola stessa ed alla considerazione di tutti gli altri criteri ermeneutici indicati dagli artt. 1362 ss. cod. civ. In tema di efcacia e validit degli accordi interconfederali, con lordinanza del 13 maggio 2013, il Tribunale di Roma, ha ritenuto che essi non assumono alcun rilievo pubblicistico n assurgono a parametri di validit e/o efcacia dei contratti collettivi (ugualmente contratti di diritto comune) successivamente stipulati, in quanto hanno natura privatistica e contengono solo lindicazione degli indirizzi politici e comportamentali, nellambito dellordinamento sindacale, rivolti alle parti stipulanti i futuri contratti collettivi nazionali ed aziendali. In tema di condotta! antisindacale, con la sentenza dell8 luglio 2013, n. 16930, la Corte di Cassazione, ha ritenuto che l'eventuale natura plurioffensiva del comportamento datoriale, che abbia dato luogo anche ad una lesione dellinteresse individuale del lavoratore, comporta l'insorgere di due azioni - quella collettiva e quella individuale - distinte, autonome e senza interferenze. Ne consegue che lattualit della condotta" antisindacale" e la permanenza dei suoi effetti - alla cui esistenza subordinata la concessione del provvedimento repressivo - vanno accertate con riferimento agli interessi di cui il sindacato portatore esclusivo, senza che possano essere condizionate dalle vicende dell'azione individuale eventualmente intrapresa.

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In tema di RSA, con la sentenza del 23 luglio 2013, n. 231, la Corte Costituzionale ha dichiarato lincostituzionalit dellart. 19, comma 1, lett. b) Stat. lav. nella parte in cui non prevede che la r.s.a. possa essere costituita anche nellambito di associazioni sindacali che, pur non rmatarie dei contratti collettivi applicati nellunit produttiva, abbiano comunque partecipato alla relativa negoziazione quali rappresentanti dei lavoratori dellazienda. In tema di recesso dal contratto collettivo, con la sentenza del 31 ottobre 2013 n. 24575, la Corte di Cassazione ha insegnato che la possibilit di disdetta spetta unicamente alle parti stipulanti, ossia alle associazioni sindacali e datoriali che di norma provvedono anche a disciplinare le conseguenze della disdetta; al singolo datore di lavoro, pertanto, non consentito recedere unilateralmente dal contratto collettivo, neppure adducendo l'eccessiva onerosit dello stesso, ai sensi dell'art. 1467 c.c., conseguente ad una propria situazione di difcolt economica, salva lipotesi di contratti aziendali" stipulati dal singolo datore di lavoro con sindacati" locali" dei lavoratori. Ne segue che non legittima la disdetta unilaterale da parte del datore di lavoro del contratto applicato seppure accompagnata da un congruo termine di preavviso. Solo al momento della scadenza contrattuale sar possibile recedere dal contratto ed applicarne uno diverso a condizione che ne ricorrano i presupposti di cui all'art. 2069 c.c.. LICENZIAMENTI COLLETTIVI In tema di! licenziamento! collettivo! per riduzione di personale, con sentenza dell11 luglio 2013, n. 17177, la Suprema Corte ha insegnato che, non assume rilievo, ai ni dell'esclusione della comparazione con i lavoratori di equivalente professionalit addetti alle unit produttive non soppresse e dislocate sul territorio nazionale, la circostanza che il mantenimento in servizio di un lavoratore appartenente alla sede soppressa esigerebbe il suo trasferimento in altra sede, con aggravio di costi per l'azienda e interferenza sull'assetto organizzativo, atteso che, ove sia mancato l'accordo sui criteri di scelta con le organizzazioni sindacali, operano i criteri legali sussidiari previsti dall'art. 5, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223, che non contempla tra i suoi parametri la sopravvenienza di costi aggiuntivi connessi al trasferimento di personale o la dislocazione territoriale delle sedi, rispondendo la regola legale all'esigenza di assicurare che i procedimenti di ristrutturazione delle imprese abbiano il minor impatto sociale possibile e non potendosi aprioristicamente escludere che il lavoratore, destinatario del provvedimento di trasferimento a seguito del riassetto delle posizioni lavorative in esito alla valutazione comparativa, preferisca una diversa dislocazione alla perdita del posto di lavoro. Cass. Civ. sez. lav. 11 novembre 2013 n. 25311, ha affermato altres il principio secondo cui, il controllo giudiziale limitato allosservanza della procedura e poich l'art. 5, comma 3, legge n. 223/91 prevede linefcacia del recesso in tutti i casi in cui tale osservanza non vi sia stata, senza operare distinzioni, il recesso non pu che

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considerarsi inefcace nel caso in cui la comunicazione alle organizzazioni sindacali non pu considerarsi contestuale. In tema di criteri di scelta, la Cassazione ha riconosciuto la possibilit per limprenditore di raggiungere con i sindacati un accordo, secondo quanto indicato dall'art. 5 l. 23 luglio 1991 n. 223, teso a disciplinare l'esercizio del potere di collocare in mobilit i lavoratori in esubero, stabilendo criteri di scelta anche difformi da quelli legali, purch rispondenti a requisiti di obiettivit e razionalit; in tale ottica, deve ritenersi razionalmente giusticato il ricorso al criterio della maturazione dei requisiti per essere collocato in pensione di anzianit, trattandosi di un criterio oggettivo che permette di scegliere, a parit di condizioni, il lavoratore che subisce il danno minore dal" licenziamento, potendo sostituire il reddito da lavoro con il reddito da pensione (Cass. Civ. sez. lav. 20 febbraio 2013 n. 4186). Corte dAppello dellAquila 2 maggio 2013 ha rinvenuto la ratio della comunicazione, ex art. 4 comma 9 della l. n. 223 del 1991, nella garanzia di trasparenza delle scelte datoriali e nella possibilit di rendere visibile e controllabile dalle organizzazioni sindacali (e tramite queste dai singoli lavoratori) la correttezza del datore di lavoro in relazione alle modalit di applicazione dei criteri di scelta. Cass. Civ. sez. lav. 26 agosto 2013 n. 19576 ha confermato il principio che nella comunicazione scritta di cui all'art. 4, comma 9, legge 23 luglio 1991, n. 223, il datore di lavoro deve indicare puntualmente i criteri di scelta dei lavoratori licenziati o posti in mobilit e le modalit applicative dei criteri stessi e, quando il criterio di scelta sia unico, il datore di lavoro deve in ogni caso specicarne le modalit di applicazione afnch la comunicazione raggiunga un livello di adeguatezza idoneo a mettere in grado il lavoratore di comprendere per quale ragione lui, e non altri colleghi, sia stato posto in mobilit o licenziato e quindi di poter contestare il recesso datoriale; a tal ne, pu essere idonea anche la comunicazione dell'elenco dei lavoratori licenziati e del criterio di scelta del possesso dei requisiti per l'accesso alla pensione di anzianit o di vecchiaia, in quanto la natura oggettiva del criterio rende superua la comparazione con i lavoratori privi del detto requisito. In tema di procedura di mobilit, con la sentenza n. 24701 del 4 novembre 2013, la Corte di Cassazione ha insegnato che condotte datoriali, quali la richiesta di svolgimento di lavoro straordinario, l'assunzione di nuovi lavoratori o la devoluzione all'esterno dell'impresa di parte della produzione, successive al" licenziamento" collettivo, non sono suscettibili di incidere sulla validit del" licenziamento" stesso, una volta che la procedura di mobilit si sia svolta nel rispetto dei vari adempimenti previsti dagli artt. 4 e 5 della legge n. 223 del 1991, ove non risulti la necessit di colmare vuoti di organico, originati ingiusticatamente dal processo di ristrutturazione, e ove non si sia in presenza di un ampliamento dell'attivit economica dell'impresa, non giusticata sulla base delle ragioni che hanno portato alla riduzione del personale, sicch non sufciente dedurre che vi stata

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l'assunzione di nuovi lavoratori per escludere sic et simpliciter la legittimit del ricorso alla procedura di mobilit. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI In tema di licenziamento per giusta causa, il Tribunale di Ravenna ha riconosciuto accoglibile la domanda di reintegrazione solo se il fatto addebitato non sussiste, oppure se il CCNL di categoria dispone, per tale illecito, una sanzione conservativa. La sussistenza del fatto contestato deve essere valutata con riferimento non al solo fatto materiale addebitato ma al cosiddetto fatto giuridico, inteso come il fatto contestato nella pienezza dei suoi elementi costitutivi (oggettivo e soggettivo) alla luce della nozione di giusta causa valevole nella fattispecie considerata secondo la legge e il CCNL. Per fatto occorre quindi intendere quello costituente illecito disciplinare, integrante cio giusta causa alla luce della fattispecie concreta (che si giudica in base alla contestazione), la quale pu includere oppure escludere una specica connotazione dolosa dell'elemento soggettivo, salva sempre l'imputabilit della condotta, che richiede la capacit naturale, con esclusione dei casi di forza maggiore o caso fortuito (Tribunale di Ravenna, 18 marzo 2013). Il concetto di condotte punibili con sanzioni conservative ha una connotazione rigida, per cui il licenziamento pu ritenersi illegittimo solo laddove, per lo specico fatto commesso, sia prevista dal CCNL una sanzione conservativa. Pertanto, illegittimo il licenziamento per giusta causa irrogato al dipendente adibito a mansioni di autista che abbia compiuto un sorpasso azzardato in violazione delle norme del codice della strada, provocando danni all'automezzo aziendale, qualora il contratto collettivo applicabile preveda in ipotesi similari la conservazione del posto di lavoro (Tribunale di Milano, 28 gennaio 2013). La pretesa illegittimit del licenziamento non pu, invece, essere desunta a contrario dal fatto che il CCNL non preveda la condotta addebitata tra quelle per cui previsto il licenziamento disciplinare (Tribunale di Milano, 5 dicembre 2013). Quando i fatti contestati non rientrano tra quelli per i quali la contrattazione collettiva prevede lapplicazione di sanzioni conservative, ma non possono ritenersi insussistenti, avendo al contrario trovato riscontro nelle risultanze dellistruttoria sommaria, escluso che possa trovare applicazione lart. 18, comma 4, legge 20 maggio 1970, n. 300 nel testo risultante a seguito delle modiche introdotte dalla riforma Fornero, ma trova applicazione il comma 5, in quanto le mancanze addebitate non sono di gravit tale da giusticare il recesso (Tribunale di Voghera, 18 marzo 2013). In tema di licenziamento per giusticato motivo oggettivo, la Cassazione ha affermato che in caso di licenziamento dovuto a scelte di riorganizzazione aziendale - per far fronte a sfavorevoli situazioni, inuenti in modo decisivo sulla normale attivit produttiva, ovvero per sostenere notevoli spese di carattere straordinario - al giudice non spetta sindacare tale scelta ma solo accertare leffettiva sussistenza del motivo

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addotto dallimprenditore, il quale ha lonere di provare, anche mediante elementi presuntivi ed indiziari, limpossibilit di una differente utilizzazione del lavoratore in mansioni diverse da quelle precedentemente svolte. Tuttavia questa prova non deve essere intesa in modo rigido, dovendosi esigere dallo stesso lavoratore che impugna il licenziamento la verica di un possibile repechage, mediante lallegazione di circostanze di fatto utili a dimostrare o anche solo a far presumere lesistenza, nellambito dellazienda, di posti di lavoro cui poter essere ancora adibito, e conseguendo a tale allegazione lonere del datore di lavoro di provare la non utilizzabilit nei posti predetti (Cass. Civ. sez. lav. 21 febbraio 2013 n. 4299; Cass. Civ. sez. lav. 6 giugno 2013 n. 14319; Cass. Civ. sez. lav. 1 agosto 2013 n. 18416; Cass. Civ. sez. lav. 21 agosto 2013 n. 19353), da intendersi assolto anche mediante la dimostrazione di circostanze indiziarie, come la piena occupazione nella generalit dellimpresa e lassenza di altre assunzioni in relazione alle mansioni del dipendente da licenziare (Corte dappello di Milano, 8 febbraio 2013; Tribunale di Reggio Calabria, 3 giugno 2013). Cass. Civ. sez. lav. 1 agosto 2013 n. 18416 ha affermato che, ove il datore di lavoro abbia assunto, successivamente al recesso, nuovo personale, necessario al ne di ritenere raggiunta la prova dellinutilizzabilit aliunde del lavoratore licenziato, che il datore medesimo, su cui grava lonere probatorio, indichi le assunzioni effettuate, il relativo periodo, le qualiche e le mansioni afdate ai nuovi dipendenti e dimostri che queste ultime non siano da ritenersi equivalenti a quelle svolte dal lavoratore licenziato, tenuto conto della professionalit da questi raggiunta. In tema di licenziamento discriminatorio, il Tribunale di Milano ha ritenuto che il licenziamento possa ritenersi tale quando, rispetto ad un licenziamento ingiusticato, presenta un quid pluris consistente nella prova che, in assenza di unobiettiva ragione del licenziamento, la scelta del lavoratore da licenziare sia stata dettata da uningiusticata differenza di trattamento che trova la propria ragion d'essere in una delle fattispecie discriminatorie contemplate dalla legge ed quindi fondato su un motivo odioso, sulla volont di escludere dalla compagine sociale un soggetto per il solo fatto di una sua caratteristica personale. Con la stessa decisione il Tribunale di Milano si espresso nel senso che le ragioni di discriminazione che possono rilevare nell'ambito del rapporto di lavoro non costituiscono una categoria aperta; tuttavia la malattia, quando sia di lunga durata e abbia lattitudine a incidere e ostacolare la vita professionale per un lungo periodo, deve ritenersi rientrante nella nozione di handicap, previsto come fattore di discriminazione dalla direttiva 2000/78 CE e dal D. Lgs. 9/7/03 n. 216 (Tribunale di Milano 11 febbraio 2013). Sotto il prolo probatorio, la Cassazione ha confermato il proprio orientamento secondo il quale spetta al lavoratore lonere di provare la natura ritorsiva (e come tale discriminatoria) del provvedimento datoriale, attraverso la dimostrazione di elementi specici tali da far ritenere con sufciente certezza lintento di rappresaglia (Cass. Civ. sez. lav. 6 giugno 2013 n. 14319).

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RITO FORNERO In tema di scelta del rito, in via generale non pu demandarsi al ricorrente la scelta del rito da utilizzare, ma il giudice a dover applicare quello relativo alla domanda proposta in quanto la determinazione del rito utilizzabile diretta conseguenza della prospettazione della domanda. Il Tribunale di Roma, con ordinanza del 21 febbraio 2013, esaminata una domanda di riconoscimento di somministrazione a termine irregolare, con conseguente richiesta di riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ha disposto la conversione del rito Fornero in rito ordinario del lavoro, in applicazione dellart. 4 del D.lgs. n. 150/2011. Se vero che il rito previsto dalla legge Fornero, non pu considerarsi facoltativo, attesi il tenore letterale della norma (comma 48: la domanda si propone) e linteresse di entrambe le parti del rapporto di lavoro ad una sollecita denizione del processo inerente i licenziamenti con tutela ex art. 18, anche vero che non pare sussistano preclusioni, nellambito dello stesso rito, alla concorde volont di entrambe le parti di saltare la fase sommaria del procedimento (Tribunale di Piacenza, 16 gennaio 2013; Tribunale di Roma, 13 febbraio 2013). In tema di applicabilit del rito Fornero, il Tribunale di Milano ha dichiarato improcedibile il ricorso introdotto ai sensi dellart. 1, comma 47, della L. 92/2012 trattandosi di controversia avente ad oggetto limpugnativa di un atto risolutivo del rapporto non regolato dallart. 18 della L. n. 300/1970, ovvero la disdetta per scadenza del termine, atto di per s non equiparabile al licenziamento in senso proprio. Con la stessa pronuncia il Tribunale di Milano ha inoltre rigettato la richiesta di mutamento del rito proposta ai sensi dellart. 4, terzo comma, del D. lgs. n. 150/2011 ritenendo che non possa attribuirsi alla norma citata portata generale per il mutamento di rito n sia suscettibile di interpretazione analogica (Tribunale di Milano, 28 marzo 2013). In tema di noticazione del ricorso e del decreto, la violazione del termine ssato dal giudice, imputabile al comportamento inerte e/o negligente del ricorrente, produce delle conseguenze destinate a ripercuotersi non solo sul sistema oggettivamente considerato ma altres sulla posizione del singolo convenuto il quale ben pu legittimamente pretendere una rapida denizione del giudizio (Tribunale di Milano, 8 marzo 2013). In senso conforme si pronunciato anche il Tribunale di Padova, secondo cui la violazione del termine assegnato per la notica del ricorso e del pedissequo decreto di ssazione delludienza, pur se ordinatorio ex art. 154 c.p.c., determina la decadenza dellattivit processuale cui correlato, se non prorogato prima della sua scadenza. Scaduto il termine ordinatorio senza che si sia avuta una proroga, si determinano, per il venir meno del potere di compiere latto, conseguenze analoghe a quelle ricollegabili al decorso del termine perentorio (Tribunale di Padova, 6 febbraio 2013).

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In tema di ricusazione del Giudice, la Corte dAppello di Milano ha dichiarato nulla la sentenza emessa nel giudizio di opposizione in quanto emessa dallo stesso giudice che aveva giudicato nella fase sommaria. La Corte rileva come effettivamente la legge non contenga alcuna previsione espressa in merito allindividuazione del giudice tenuto a decidere la fase dellopposizione, tuttavia ritiene che la soluzione sia reperibile dalla natura stessa del procedimento di cui allart. 1, comma 47, L. 92/2012 ovvero un procedimento ordinario di cognizione che si compone di due fasi, una a cognizione sommaria non cautelare, laltra eventuale a cognizione piena. Pertanto, condividendo i principi espressi dalla Corte Costituzionale del 15 ottobre 1999 n. 387, la Corte dAppello di Milano ha affermato lesigenza di alterit della persona sica del giudice nelle due fasi del procedimento ex L. 92/2012 (Corte dAppello Milano, 13 dicembre 2013 n. 1577). Ancor prima il Tribunale di Milano aveva condiviso i principi espressi dalla Corte costituzionale, con sentenza del 15 ottobre 1999 n. 387, riconoscendo che afdare allo stesso giudice della prima fase anche la fase di opposizione costituiva una lesione del principio costituzionale di terziet - imparzialit del giudice dellimpugnazione, principio posto a garanzia del giusto processo. Da qui la necessit di afdare la fase di opposizione alla cognizione di un giudice diverso - quale persona sica - da quello della prima fase, con conseguente obbligo di astensione di questultimo, ai sensi dellart. 51, primo comma, n. 4 del c.p.c., se designato anche per la seconda fase del procedimento (Tribunale di Milano, 11 luglio 2013). Con ordinanza di segno opposto il Tribunale di Milano ha escluso il ricorrere dellipotesi di cui allart. 51, primo comma, n. 4 del c.p.c. quando il giudice assegnatario dellopposizione sia lo stesso che ha trattato la questione nella fase sommaria. Ci in quanto la fase di opposizione non avrebbe natura impugnatoria tale per cui la cognizione della stessa debba essere necessariamente assegnata ad un giudice diverso (Tribunale di Milano, 11 ottobre 2013; in senso conforme Tribunale di Milano, 4 aprile 2013 e Tribunale di Milano, 19 giugno 2013). LAVORO A PROGETTO Il contratto di lavoro a progetto, disciplinato dall'art. 61 del d. lgs. 10 settembre 2003, n. 276, prevede una forma particolare di lavoro autonomo, caratterizzato da un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, prevalentemente personale, riconducibile ad uno o pi progetti specici, funzionalmente collegati al raggiungimento di un risultato nale determinati dal committente, ma gestiti dal collaboratore senza soggezione al potere direttivo altrui e quindi senza vincolo di subordinazione (Cass. Civ. sez. lav., 25 giugno 2013 n. 15922; Cass. Civ. sez. lav. 29 maggio 2013 n. 13394). In tema di risoluzione del contratto, la Cassazione ha affermato che prevedere una penale in caso di recesso anticipato dal rapporto non interferisca sulla risoluzione del contratto per giusta causa, la quale resta regolata dai principi generali in materia,

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secondo cui consentito al datore di lavoro di risolvere, senza preavviso, il rapporto quando si verichi una causa che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, dello stesso per essere venuto meno l'elemento duciario (Cass. Civ. sez. lav. 1 ottobre 2013 n. 22396). In tema di mancata indicazione nel contratto del relativo progetto, la conseguenza della prestazione di collaborazione in forma coordinata e continuativa costituita dall'accertamento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ai sensi dell'art. 69, comma 1, D.Lgs. 10/9/03 n. 276. La corretta interpretazione di tale disposizione consente, infatti, di far discendere dal "divieto di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa atipici" la presunzione assoluta di subordinazione nei casi di violazione delle prescrizioni inerenti i contratti a progetto (Corte App. Milano 18 gennaio 2013). PATTO DI NON CONCORRENZA In tema di risoluzione del patto di non concorrenza, la previsione della risoluzione del patto di non concorrenza rimessa all'arbitrio del datore di lavoro concreta una clausola nulla per contrasto con norme imperative, atteso che la limitazione allo scioglimento dell'attivit lavorativa deve essere contenuta - in base a quanto previsto dall'art. 1225 c.c., interpretato alla luce degli art. 4 e 35 della carta costituzionale entro limiti determinati di oggetto, tempo e luogo, e va compensata da un maggior corrispettivo. Ne consegue che non pu essere attribuito al datore di lavoro il potere unilaterale di incidere sulla durata temporale del vincolo o di caducare l'attribuzione patrimoniale pattuita (Cass. Civ. sez. lav. 8 gennaio 2013 n. 212). In tema di obbligo di astensione dalla concorrenza, sebbene la legge non imponga al lavoratore parasubordinato un dovere di fedelt, tuttavia il dovere di correttezza della parte in un rapporto obbligatorio (art. 1175 cod. civ.) e il dovere di buona fede nell'esecuzione del contratto (art. 1375 cod. civ.) vietano alla parte di un rapporto collaborativo di servirsene per nuocere all'altra, s che l'obbligo di astenersi dalla concorrenza nel rapporto di lavoro parasubordinato non riconducibile direttamente all'art. 2125 cod. civ. - che disciplina il relativo patto per il lavoratore subordinato alla cessazione del contratto - ma, permeando come elemento connaturale ogni rapporto di collaborazione economica, rientra nella previsione dell'art. 2596 cod. civ. (Cass. civ. sez. lav. 21 marzo 2013 n. 7141).

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DIRITTO CIVILE, COMMERCIALE

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GIURISPRUDENZA E NOVIT IN MATERIA COMMERCIALE


A cura di Giovanna Vaglio Bianco
DECISIONI DELLA CORTE DI CASSAZIONE Clausola risolutiva espressa - La tolleranza dell'inadempimento In tema di clausola risolutiva espressa la tolleranza della parte creditrice, che si pu estrinsecare tanto in un comportamento negativo quanto in uno positivo (accettazione di un pagamento parziale o tardivo), non determina l'eliminazione della clausola per modicazione della disciplina contrattuale, n sufciente ad integrare una tacita rinuncia ad avvalersene, ove la parte creditrice contestualmente o successivamente all'atto di tolleranza, manifesti l'intenzione di avvalersi della clausola in caso di ulteriore protrazione dell'inadempimento. La tolleranza pu, invece, incidere sulla posizione soggettiva del debitore, escludendone la colpa, specialmente ove si accompagni ad una regolamentazione pattizia degli interessi, prevista proprio per i ritardi nei pagamenti. (Cassazione, 31 ottobre 2013, n. 24564) Amministratori - Revoca Le scelte dell'assemblea dei soci in ordine alla modica dell'organo amministrativo comportano una revoca implicita degli amministratori incompatibili con il nuovo assetto della societ, tuttavia, la giusta causa, tanto soggettiva che oggettiva, che esclude il diritto dellamministratore revocato al risarcimento dei danni non pu essere integrata dal nuovo assetto organizzativo, ma esige sempre situazioni sopravvenute che minino il pactum duciae, elidendo lafdamento inizialmente riposto sulle attitudini e capacit dellorgano di gestione. (Cassazione, 18 settembre 2013, n. 21342) Azione revocatoria fallimentare In tema di azione revocatoria fallimentare la cessione di credito in funzione solutoria, quando non sia prevista al momento del sorgere dell'obbligazione ovvero non sia attuata nell'ambito della disciplina della cessione dei crediti di impresa di cui alla legge n. 52/ 1991, integra sempre gli estremi di un mezzo anormale di pagamento, indipendentemente dalla certezza di esazione del credito ceduto. Ne consegue la

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presunzione della conoscenza dello stato di insolvenza in capo al cessionario, il quale pu vincere la predetta presunzione con la prova di circostanze tali da fare ritenere ad una persona di ordinaria prudenza ed avvedutezza che l'imprenditore si trovava in una situazione di normale esercizio dell'impresa. (Cassazione, 11 novembre 2013, n. 25284) Assemblea Convocazione soci Salvo che latto costitutivo della societ a responsabilit limitata non contenga una disciplina diversa, deve presumersi che lassemblea dei soci sia validamente costituita ogni qual volta i relativi avvisi di convocazione siano stati spediti agli aventi diritto almeno otto giorni prima delladunanza (o nel diverso termine eventualmente in proposito indicato nellatto costitutivo). Tuttavia, tale presunzione pu essere vinta nel caso in cui il destinatario dimostri che, per causa a lui non imputabile, egli non ha affatto ricevuto lavviso di convocazione o lo ha ricevuto cos tardi da non consentirgli di prendere parte alladunanza, in base a circostanze di fatto il cui accertamento e la cui valutazione in concreto sono riservati alla cognizione del giudice di merito. (Cassazione, 14 ottobre 2013, n. 23218) Collegio sindacale Azione di responsabilit Seppur per affermare la responsabilit dei sindaci non occorra l'individuazione di specici comportamenti, essendo sufciente il non avere rilevato una macroscopica violazione o, comunque, di non avere in alcun modo reagito ponendo in essere ogni atto necessario all'assolvimento dell'incarico con diligenza, correttezza e buona fede , non di meno, indispensabile l'accertamento del nesso causale per affermare suddetta responsabilit in relazione ai danni subiti dalla societ. Pertanto, il danneggiato dovr provare il nesso causale tra il comportamento illegittimo dei sindaci e le conseguenze che ne siano derivate, a tal ne occorrendo vericare che un diverso e pi diligente comportamento dei sindaci nell'esercizio dei loro compiti (tra cui, ad esempio, la tempestiva segnalazione della situazione agli organi di vigilanza esterni) sarebbe stato idoneo ad evitare le conseguenze dannose degli illeciti compiuti dagli amministratori. (Cassazione, 29 ottobre 2013, n. 24362) Locazione di immobili Rinnovo del contratto In tema di locazione di immobili urbani adibiti ad uso non abitativo, la rinnovazione tacita del contratto alla prima scadenza, per il mancato esercizio, da parte del locatore, della facolt di diniego di rinnovazione, ai sensi degli art. 28 e 29 l. 27 luglio 1978 n. 392, costituisce un effetto automatico derivante direttamente dalla legge e non da una manifestazione di volont negoziale. Ne consegue che, in caso di pignoramento dell'immobile e di successivo fallimento del locatore, tale rinnovazione non necessita dell'autorizzazione del giudice dell'esecuzione, prevista dal comma 2 dell'art. 560 c.p.c.. (Nel caso di specie, la questione rimessa alle sezioni Unite concerneva due quesiti: innanzitutto se, in caso di pignoramento di un immobile locato per uso non

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abitativo e di successivo fallimento del locatore, operasse - quale effetto automatico conseguente al mancato esercizio, da parte del locatore, della facolt di diniego - la rinnovazione tacita di cui agli artt. 28 e 29 legge 27 luglio 1978 n. 392; in secondo luogo se tale rinnovazione tacita necessitasse dell'autorizzazione del giudice dell'esecuzione, prevista in generale dall'art. 560, comma 2, c.p.c.. La Suprema Corte, in funzione nomolattica, ha fornito risposta positiva al primo quesito e negativa al secondo, privilegiando l'orientamento nora minoritario espresso da Cass. 7 maggio 2009 n. 10498, nei sensi della superuit dell'autorizzazione, costituendo la rinnovazione tacita alla prima scadenza un effetto automatico, scaturente direttamente dalla legge e non da una manifestazione di volont negoziale). (Cassazione, sez. Unite, 16 maggio 2013, n. 11830)

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DIRITTO ASSICURATIVO
A cura di Bonaventura Minutolo e Teresa Cofano

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GIURISPRUDENZA
Agente violazione del diritto di esclusiva prescrizione Ai ni della decorrenza della prescrizione del danno derivante dalla violazione del diritto di esclusiva dell'agente non pu ritenersi che questo costituisca sempre ed incondizionatamente illecito permanente, dovendosi piuttosto valutare il concreto esplicarsi dell'attivit illecita, di guisa che nel caso in cui tale illecito si concretizzi nella mera stipula di contratti fuori zona, e non nell'apertura di una nuova agenzia, ai ni della prescrizione occorre fare riferimento, volta per volta, alla conclusione di ciascun contratto stipulato in violazione del diritto di esclusiva. (Cass. civ. sent. 26062, 20 novembre 2013)

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RCA prova del danno Nel giudizio di risarcimento del danno da sinistro stradale non ha valore di prova il preventivo di riparazione redatto da un soggetto estraneo alla controversia e non corroborato da altri elementi quali il listino prezzi relativo ai pezzi di ricambio del veicolo danneggiato e, soprattutto, dalle fotograe dello stesso. (Cass. civ. sent. n. 2669, 28 novembre 2013) Patteggiamento e giudizio civile la sentenza con la quale il giudice applica all'imputato la pena da lui richiesta e concordata con il P.M., pur essendo equiparata a una pronuncia di condanna ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 445, comma primo, c.p.p., non tuttavia ontologicamente qualicabile come tale, traendo essa origine essenzialmente da un accordo delle parti, caratterizzato, per quanto attiene all'imputato, dalla rinuncia di costui a contestare la propria responsabilit. Ne consegue che non pu farsi discendere dalla sentenza di cui all'art. 444 cod. proc. pen. la prova della ammissione di responsabilit da parte dell'imputato e ritenere che tale prova sia utilizzabile nel procedimento civile. (Cass. civ. ord. n. 27071, 3 dicembre 2013)

LE NOSTRE SENTENZE
Tribunale di Milano, sentenza del 28 novembre 2013 Alfa proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo che le ingiungeva, in qualit di deiussore di Beta, il pagamento in favore della Banca Omega della somma di euro 65.000,00 oltre interessi e spese. Il d.i. si fondava su una dejussione omnibus con la quale Alfa si era costituita garante, no al predetto importo, per la esposizione debitoria di Beta nei confronti della Banca. Lopponente sosteneva linesistenza della garanzia, richiamando la revoca della dejussione conseguente alla cessione della quota di partecipazione nella societ Beta, revoca che risultava riscontrata dalla Banca con lettera del 11.12.2006 prodotta in giudizio dallopponente. Lopponente eccepiva, inoltre, la liberazione dalla garanzia, ex art. 1956 c.c. La banca si costituiva in giudizio assumendo di non aver liberato il deiussore dalla garanzia, in quanto la lettera prodotta in giudizio dallopponente avrebbe avuto mero rilievo interno e sarebbe servita a dare atto del mero avvio del procedimento di revoca.

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Contestava, inoltre, lesercizio del recesso da parte dellopponente e la sussistenza dei presupposti per la sua liberazione ex art. 1956 c.p.c.. Respinta listanza di concessione della provvisoria esecuzione, la causa veniva istruita con lassunzione della prova testimoniale richiesta dalle parti, allesito della quale il Tribunale accoglieva lopposizione ritenendo la revoca dimostrata dal tenore letterale della lettera del 11.12.2006, proveniente dalla Banca: nelloggetto della comunicazione si indicava, infatti, espressamente, la revoca della garanzia di Alfa; nel testo, si richiamavano anche le ragioni della revoca (la variazione della compagine societaria della Societ Beta con la cessione dellintera quota di capitale di Alfa) e la Banca dava atto di aver dato corso alle variazioni anagrache necessarie. Il Tribunale, inoltre, rilevava che la tesi della natura meramente interna della comunicazione della Banca Omega era stata smentita in corso di causa da un teste, allepoca dei fatti compagno dei Alfa, il quale aveva dichiarato di essersi recato in Banca e di avere ritirato personalmente la lettera in questione. (Causa seguita da Bonaventura Minutolo e Teresa Cofano)

NORMATIVA
Tra le principali normative del 2013 segnaliamo: il Regolamento n. 1 dell8 ottobre 2013 concernente la procedura di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie il Regolamento n. 2 dell8 ottobre 2013 concernente la procedura di applicazione delle sanzioni disciplinari nei confronti degli intermediari assicurativi e riassicurativi e le norme di funzionamento del collegio di garanzia di cui al titolo XVIII (sanzioni e procedimenti sanzionatori), capo VIII (destinatari delle sanzioni disciplinari e procedimento) del D. Lgs. 7 settembre 2005 n. 209 Codice delle Assicurazioni Private il Regolamento n. 3 sull'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 23 della legge 28 dicembre 2005, n. 262, in materia di procedimenti per l'adozione di atti regolamentari e generali dellIvass.

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PUBBLICAZIONI 2013 TRIFIR & PARTNERS AVVOCATI


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Codice del Lavoro Tribuna Pocket 2013 eBook Codice del Lavoro Tribuna Pocket 2013 A cura di Giacinto Favalli, Andrea Stanchi, Luca DArco iBookstore eBook T&P per iPad: Apprendistato A cura di Damiana Lesce eBook T&P per iPad: Licenziamenti Individuali: novit sostanziali e processuali A cura di Trir & Partners Avvocati Il ltro dellappello Torino, 2013, G. Giappichelli Editore Impugnazione di lodo arbitrale e ltro in appello A cura di Francesco Autelitano e Carlo Uccella Dossier LEX24 - Il Sole 24 Ore Il rapporto di Apprendistato A cura di Damiana Lesce

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EVENTI, CONVEGNI, SEMINARI

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Elenco Eventi, Convegni, Seminari 2013 Video Convegni 2013 Video T&P su JOB24 - Il Sole 24 Ore Decreto Lavoro A cura di Trir & Partners Avvocati Labour Awards 2013 Milano, 17 Ottobre 2013 Giacinto Favalli Avvocato dellanno Labour

Seminario sulle novit introdotte dal D.L. 28 giugno 2013, n. 76. Unione Parmense degli Industriali,18 Novembre 2013.

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RASSEGNA STAMPA

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JOB24 Il Sole 24 Ore: 07/01/2013 Il contratto a progetto dopo la Riforma Fornero Videointervista a Tommaso Targa il Giornale: 09/01/2013 La Fiat alla Corte suprema: Nessuna discriminazione Diritto24" Il Sole 24 Ore:"08/01/2013 AGCM: laccertamento di infrazioni in materia di cessione di prodotti agricoli ed alimentari di Vittorio Provera JOB24 Il Sole 24 Ore: 14/01/2013 Il contratto a progetto dopo la Riforma Fornero: gli aspetti operativi Videointervista a Tommaso Targa Diritto24" Il Sole 24 Ore:"21/01/2013 Risoluzione consensuale del rapporto: il lavoratore che la impugna deve dimostrare il vizio della volont di Anna Maria Corna e Tommaso Targa il Giornale: 23/01/2013 Fiat. Pomigliano. Le tappe della vicenda Diritto24" Il Sole 24 Ore:"23/01/2013 malattia professionale anche quella del cuore infranto di Anna Maria Corna JOB24 Il Sole 24 Ore: 24/01/2013 Le partite Iva. Riforma del lavoro. Videointervista a Tommaso Targa Diritto24" Il Sole 24 Ore:"31/01/2013 La nuova disciplina del procedimento di esecuzione presso terzi di Damiana Lesce Diritto24" Il Sole 24 Ore:"01/02/2013 Le vicende extralavorative hanno sempre rilevanza sul rapporto duciario? di Antonio Cazzella HR On Line AIDP: N 3 Febbraio 2013 Licenziamento in prova: va impugnato entro i termini di decadenza previsti da Collegato Lavoro e Riforma Fornero di Giampaolo Tagliagambe

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Diritto24" Il Sole 24 Ore:"04/02/2013 Esclusione e licenziamento del socio di cooperativa di Tommaso Targa Diritto24" Il Sole 24 Ore:"06/02/2013 False cause per falsi crediti: labuso degli strumenti giudiziari di Vittorio Provera Diritto24" Il Sole 24 Ore:"07/02/2013 Al lavoro temporaneo si applica lindennizzo forfettizzato previsto in caso di conversione del contratto a termine.. di Anna Maria Corna e Salvatore Trir Diritto24" Il Sole 24 Ore:"12/02/2013 Si nge malato e va a giocare a calcio: legittimo il licenziamento di Luca Peron e Tiziano Feriani Diritto24" Il Sole 24 Ore:"21/02/2013 La violazione degli obblighi di correttezza e buona fede da parte del lavoratore nellambito del procedimento disciplinare di Antonio Cazzella Diritto24" Il Sole 24 Ore:"26/02/2013 Il tempo tuta non rientra nellorario di lavoro effettivo in presenza di una situazione gestita dal lavoratore di Giacinto Favalli e Jacopo Moretti Medicina Democratica N. 207: Gennaio/Febbraio 2013 Il ruolo di Romano Canosa per il Diritto del Lavoro vivente di Salvatore Trir Diritto24" Il Sole 24 Ore:"06/03/2013 Licenziamento per giusta causa del dipendente di istituto di credito: la rilevanza disciplinare dellapposizione di rme apocrife di Antonio Cazzella Diritto24" Il Sole 24 Ore:"11/03/2013 Lamministratore delegato chiede i danni ai soci per un presunto inganno al momento dellincarico di Vittorio Provera e Marta Filadoro JOB24 Il Sole 24 Ore: 14/03/2013 Il processo del lavoro dopo la riforma Fornero Videointervista a Stefano Beretta

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JOB24 Il Sole 24 Ore: 18/03/2013 Il processo del lavoro secondo Fornero: i fondamentali + videotutorial di Stefano Beretta Diritto24" Il Sole 24 Ore:"19/03/2013 Lavoro a progetto e Riforma Fornero: le istruzioni per luso dellINAIL di Jacopo Moretti JOB24 Il Sole 24 Ore: 21/03/2013 Riforma Fornero Il processo del lavoro secondo i giudici Videointervista a Stefano Beretta JOB24 Il Sole 24 Ore: 22/03/2013 Il processo Fornero secondo i giudici: prime considerazioni + nuovo videotutorial di Stefano Beretta JOB24 Il Sole 24 Ore: 27/03/2013 Il processo del lavoro e lart.18: le prime decisioni sui licenziamenti individuali Videointervista a Claudio Ponari Dossier Lex24" Il Sole 24 Ore:"28/03/2013 Il rapporto di Apprendistato di Damiana Lesce JOB24 Il Sole 24 Ore: 02/04/2013 Reintegrato anchio? No, tu no:"prime decisioni in materia di licenziamenti individuali di Claudio Ponari Diritto24" Il Sole 24 Ore:"11/04/2013 Licenziamento per superamento del comporto: questioni di rito e di merito di Marina Olgiati Diritto24" Il Sole 24 Ore:"12/04/2013 Termini per impugnazione del licenziamento e deposito del ricorso: decadenze previste dal Collegato Lavoro 2010 di Giampaolo Tagliagambe e Tommaso Targa Diritto24" Il Sole 24 Ore:"15/04/2013 Amministratore di comodo. Anche una testa di legno si pu rompere di Vittorio Provera

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Diritto24" Il Sole 24 Ore:"16/04/2013 La Corte di Giustizia Europea ribadisce la netta separazione tra contratto a termine e somministrazione di Damiana Lesce Diritto24" Il Sole 24 Ore:"22/04/2013 Chi non paga il contributo Aspi? Lo chiarisce il Ministero di Damiana Lesce HR On Line AIDP: N. 9 Maggio 2013 Diritto24" Il Sole 24 Ore:"24/04/2013 Licenziamento illegittimo perch sproporzionato: con la Fornero esclusa la reintegrazione di Damiana Lesce Diritto24" Il Sole 24 Ore:"03/05/2013 Termine per i datori di lavoro con meno di 10 dipendenti per lautocerticazione: 31 maggio 2013 di Barbara Fumai il Giornale: 07/05/2013 Fiom-Fiat, il giudice boccia Landini Diritto24" Il Sole 24 Ore:"07/05/2013 Licenziamento disciplinare: tardivit della contestazione e proporzionalit della sanzione di Antonio Cazzella Diritto24" Il Sole 24 Ore:"09/05/2013 Newsletter 07:24 Il Sole 24 Ore: 10/05/2013 Quanto costa licenziare di Damiana Lesce e Valeria De Lucia Diritto24" Il Sole 24 Ore:"21/05/2013 I limiti della responsabilit da illecito trattamento dei dati di Vittorio Provera Diritto24" Il Sole 24 Ore:"28/05/2013 Legittima la risoluzione del rapporto di lavoro del giornalista che a 65 anni ha maturato i requisiti pensionistici presso lINPGI di Salvatore Trir e Valentina Curti

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Il Sussidiario: 28/05/2013 La essibilit aiuta anche gli esodati. Ma la staffetta generazionale? Intervista a Giorgio Molteni Il Mondo: 07/06/2013 Dossier Giuslavoro Riforma Fornero. Una legge da cambiare. Intervista a Stefano Trir Diritto24" Il Sole 24 Ore:"10/06/2013 Condotta antisindacale: per proporre il procedimento ex art. 28 St. Lav. il sindacato deve essere attivo nel settore produttivo aziendale di Giorgio Molteni e Veronica Rigoni Diritto24" Il Sole 24 Ore:"17/06/2013 Diritto di opzione ex art. 18 St. Lav. e risarcimento del danno di Barbara Fumai Diritto24" Il Sole 24 Ore:"24/06/2013 Demansionamento escluso se le nuove mansioni non prevedono il coordinamento di un gruppo di risorse di Antonio Cazzella Corriere Economia Corriere della Sera: 1 Luglio 2013 I giudizi sulla riforma Fornero. Va"riformata e potenziata la macchina della giustizia Intervista a Stefano Trir Diritto24" Il Sole 24 Ore:"01/07/2013 Imputato di concussione, patteggia la pena: legittimo il licenziamento fondato sulla sentenza di patteggiamento di Marina Olgiati Diritto24" Il Sole 24 Ore:"02/07/2013 La violazione del repechage estranea al concetto di manifesta insussistenza di cui al nuovo art. 18: non c reintegrazione di Damiana Lesce Diritto24" Il Sole 24 Ore:"10/07/2013 Responsabilit degli amministratori nelle crisi delle societ di Vittorio Provera Newsletter Lavoro AIDP N. 33 Luglio 2013 Contratto a progetto, lavoro accessorio e lavoro a chiamata di Giorgio Molteni

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il Giornale: 16/07/2013 Pensioni, retribuzioni e ammortizzatori. Alcune riforme devono essere ripensate Intervista a Giacinto Favalli Diritto24" Il Sole 24 Ore:"16/07/2013 Legittimo il licenziamento del lavoratore che non rientra in servizio prima della scadenza del comporto e dellaspettativa di Marina Olgiati e Andrea Beretta Diritto24" Il Sole 24 Ore:"18/07/2013 Licenziamento disciplinare e limiti del consenso al trattamento dei dati personali del lavoratore di Antonio Cazzella Diritto24" Il Sole 24 Ore:"19/07/2013 Contratto a termine: nuove regole, nuovi dubbi di Damiana Lesce JOB24 Il Sole 24 Ore: 25/07/2013 Decreto Lavoro. Gli incentivi allassunzione e le misure di sostegno alla rioccupazione Videointervista a Claudio Ponari Diritto24" Il Sole 24 Ore:"30/07/2013 Un nuovo criterio di rappresentativit sindacale e maggiore discrezionalit del giudice di Giacinto Favalli JOB24 Il Sole 24 Ore: 01/08/2013 Decreto Lavoro. Contratto a progetto, lavoro intermittente e accessorio, gli interventi sulla disciplina Videointervista a Tommaso Targa JOB24 Il Sole 24 Ore: 08/08/2013 Decreto Lavoro. Licenziamento per giusticato motivo: la procedura di conciliazione preventiva Videointervista a Tommaso Targa JOB24 Il Sole 24 Ore: 28/08/2013 Contratti a termine: che cosa cambia con il Decreto lavoro di Anna Maria Corna JOB24 Il Sole 24 Ore: 28/08/2013 Decreto Lavoro. Le novit sui contratti a termine Videointervista a Anna Maria Corna

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Diritto24" Il Sole 24 Ore: 29/08/2013 Anche il dirigente deve impugnare il licenziamento entro 60 giorni di Giampaolo Tagliagambe e Tommaso Targa JOB24 Il Sole 24 Ore: 29/08/2013 Il contratto a progetto non valido? Dipende da una e Diritto24" Il Sole 24 Ore: 02/09/2013 Occhio agli occhiali, quando il 2#1 ingannevole di Vittorio Provera Diritto24" Il Sole 24 Ore: 02/09/2013 Il tentativo di conciliazione non interrompe la prescrizione dellazione di impugnazione del licenziamento di Marina Olgiati e Francesco Torniamenti Diritto24" Il Sole 24 Ore: 06/09/2013 Decadenze processuali nellambito del Rito Fornero di Antonio Cazzella Diritto24" Il Sole 24 Ore: 12/09/2013 Il nuovo art. 18 St. Lav. non si applica ai dirigenti, salvo per il licenziamento discriminatorio di Giacinto Favalli, Angelo di Gioia e Jacopo Moretti Diritto24" Il Sole 24 Ore: 16/09/2013 Il dirigente che rivendica il bonus deve provare il raggiungimento degli obiettivi di Tommaso Targa Diritto24" Il Sole 24 Ore: 04/10/2013 Nuove procedure e funzioni per il documento unico di regolarit contributiva (DURC) di Vittorio Provera Diritto24" Il Sole 24 Ore: 16/10/2013 Quanticazione delle spettanze di ne rapporto nel rapporto di agenzia di Tommaso Targa HR On Line AIDP: N. 17 Ottobre 2013 I contratti a termine di Anna Maria Corna

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Diritto24" Il Sole 24 Ore: 21/10/2013 Il licenziamento intimato dalla societ controllata idoneo a risolvere anche il preteso rapporto con la capogruppo di Anna Maria Corna e Tommaso Targa Diritto24" Il Sole 24 Ore: 22/10/2013 Prolungamento del congedo parentale ordinario di Salvatore Trir e Orazio Marano Diritto24" Il Sole 24 Ore: 05/11/2013 Privacy e security di Vittorio Provera Diritto24" Il Sole 24 Ore: 05/11/2013 Lobbligo di repechage va circoscritto allorganico del datore di lavoro di Salvatore Trir e Tommaso Targa Diritto24" Il Sole 24 Ore: 08/11/2013 LASPI spetta anche in caso di licenziamento disciplinare di Damiana Lesce HR On Line AIDP: N. 18 Novembre 2013 Gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato di Claudio Ponari Diritto24" Il Sole 24 Ore: 12/11/2013 Ha detto allAD che le sue decisioni sono inuenzate dal ciclo mestruale: licenziamento legittimo di Damiana Lesce Gazzetta di Parma: 19/11/2013 Upi, nuovi incentivi per chi assume giovani Newsletter Lavoro AIDP: N34 Novembre 2013 Qual la portata attuale dellaccordo del maggio 2013 sulla rappresentanza di Giorgio Molteni Corriere Economia Corriere della Sera: 02/12/2013 Diritto del Lavoro | Non solo contenzioso Intervista a Stefano Trir Diritto24" Il Sole 24 Ore: 02/12/2013 Le nuove s.r.l. semplicate: quali i beneci della nuova disciplina? di Vittorio Provera

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Diritto24" Il Sole 24 Ore: 03/12/2013 Legittimit del trasferimento per incompatibilit ambientale del lavoratore disabile di Antonio Cazzella Diritto Bancario: 05/12/2013 Successione nel credito, contratto autonomo di garanzia ed escussione abusiva di Francesco Cristiano Diritto24" Il Sole 24 Ore: 05/12/2013 Nel pubblico impiego non serve il nulla osta ex art. 22 St. Lav. se il dirigente sindacale spostato di reparto di Stefano Beretta e Tiziano Feriani Diritto24" Il Sole 24 Ore: 09/12/2013 Art. 18 secondo la riforma Fornero: la sussistenza del fatto comprende la sua antigiuridicit e imputabilit al lavoratore di Salvatore Trir e Tommaso Targa Diritto24" Il Sole 24 Ore: 12/12/2013 Lavoro somministrato: violazione dei limiti numerici e disciplina del licenziamento per i dipendenti dellutilizzatore di Damiana Lesce Diritto24" Il Sole 24 Ore: 17/12/2013 Il licenziamento per soppressione del posto non discriminatorio perch preceduto da due contestazioni disciplinari di Tommaso Targa Dossier Lombardia il Giornale: Dicembre 2013 Se la riforma frena la crescita Intervista a Salvatore Trir Diritto24" Il Sole 24 Ore: 20/12/2013 Il lavoratore promuove lazione oltre il termine di decadenza, con motivi pretestuosi: condannato per lite temeraria di Damiana Lesce e Valeria De Lucia JOB24 Il Sole 24 Ore: 08/01/2014 Job Act. Il contratto unico: di che cosa si parla? Videointervista a Tommaso Targa

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SALVATORE TRIFIR, FONDATORE T&P

Partners

Salvatore Trir Paola Siniramed Stefano Beretta Giacinto Favalli Bonaventura Minutolo Vittorio Provera Stefano Trir Anna Maria Corna Giorgio Molteni Marina Olgiati Marina Tona Mario Cammarata Luca Peron Francesco Autelitano Antonio Cazzella Damiana Lesce Mariapaola Rovetta Arici

Valentina Ruzzenenti Luca DArco Orazio Marano Paolo Zucchinali Angelo Di Gioia Filippo Salvo Tommaso Targa Tiziano Feriani Paola Balletti Claudio Ponari Teresa Cofano Paola Lonigro

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Associati Trir & Partners


Andrea Beretta Francesco Chiarelli Francesco Cristiano Valentina Curti Valeria De Lucia Marta Filadoro Barbara Fumai Giuseppe Gemelli Raffaella Imondi Sara Lovecchio Diego Meucci Anna Minutolo Jacopo Moretti Francesca Retus Giampaolo Tagliagambe Francesco Torniamenti Carlo Uccella Giovanna Vaglio Bianco PRATICANTI Federica Annoni Beatrice Ghiani Roberto Pettinelli Veronica Rigoni

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STAFF
Giuseppe Milazzotto Responsabile Amministrativo Titta De Maio Responsabile Segreteria Generale Carmen De Maio Responsabile Servizi Generali Dott.ssa Martina Venuti"Responsabile Biblioteca Rina Agrillo Alessandra Aliprandi Dianora Baretto Antonella Bartoli Leoncini sede di Parma Emanuela Carnevale sede di Roma Vera Colavitti Stella Curino Caterina Darii Michela Donati sede di Roma Vera Iannelli Stefano Lard Sarah Massarotto Danny Nowbut Elisa Penna Elisabetta Picaro Marzia Sassi Linda Scarantino Patrizia Silva Teresa Tartaglia Franca Traini sede di Roma Luciana Trezzani

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Roberta Uboldi Elena Vegetti

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