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END Milano

Giornalino dell'Équipes Notre Dame - Settore di Milano


Anno 16° n° 3 - Ottobre 1997

EDITORIALE
A tutti gli Equipiers del Settore di Milano,
Vogliamo tracciare insieme a Voi un bilancio del nostro
Settore per l’anno appena trascorso e da qui trarre lo spunto
per la presentazione del programma che comincia. Siamo stati,
nelle nostre scelte, molto aiutati dalle proposte del movimento
(con i suoi orientamenti suggeriti a Fatima e a Nocera durante
le sessioni nazionali) e soprattutto dalla disponibilità e colla-
borazione delle coppie e del Consigliere spirituale dell’Equipe
di settore che con le loro idee e suggerimenti hanno reso
possibile il lavoro compiuto.
Rivolgiamo inoltre un ringraziamento a tutte le Équipes di
base che hanno collaborato all’organizzazione delle giornate
di settore prendendosi l’impegno dell’accoglienza, delle pre-
ghiere e della liturgia e a quelle coppie che, con notevole spirito
di servizio, hanno pilotato nuove équipes.
L’anno scorso come senz’altro ricordate, abbiamo affron-
tato il tema della preghiera, sia personale che di coppia (“fate
quello che vi dirà”), quest’anno vi proponiamo di meditare sul
servizio (anche quello nel movimento END) e sulla solidarietà.
Per facilitare la vostra partecipazione Vi comunichiamo fin
d’ora le date degli impegni dell’anno (v. riquadro)
Nella giornata di settore di maggio faremo festa e preghe- A. Martini - Visitazione
remo accogliendo le numerose nuove équipes che attualmente
stanno svolgendo il loro pilotaggio. E’ un evento importante PROGRAMMA ANNO 1997/98 SETTORE DI MILANO
per il nostro settore che sta crescendo al di sopra delle nostre
aspettative. Incontro con CRE 11/10/1997 17.00-22.00 Buon Pastore
La nostra aspirazione è quella di riuscire a diffondere anche Tema : La Compartecipazione
nel nostro settore la carica di entusiasmo e la profondità del
messaggio che hanno caratterizzato la sessione nazionale di Giornata di Settore 26/10/1997 9,00-16,00 Misericordine
Nocera. Tema: Il servizio alle coppie nella Chiesa e nel movimento
In essa abbiamo notato la presenza di tante coppie di cui END: che cosa si da’ e cosa si riceve
ben quaranta vi partecipavano per la prima volta e di tanti Relatori Luigi e Michela Panzeri
bambini di tutte le età.
Sono state trattate tematiche quali la fedeltà, la sobrietà, la Giornata di Settore 29/3/98 9,00-16,00 Misericordine
solidarietà, ampiamente discusse, dopo una presentazione da Giornata dello Spirito per la quaresima
parte dei relatori, in équipes di formazione. Predicatore Don Maurilio
Anche questa volta ci ha colpito la notevole libertà con cui Serata delle équipes miste ad Aprile 98
ognuno si sente di esporre il proprio punto di vista e lo sforzo
di ogni singola coppia a mettere in pratica gli insegnamenti del Giornata di Settore 17/5/98 9,00-16,00 Misericordine
vangelo nella propria vita quotidiana. tematica: dare un senso alla quotidianita’
Questa ci sembra essere una manifestazione della vitalità
del movimento. Ritiro Spirituale settembre 98
In noi c’è la fiducia che anche nel nostro settore venga Luogo e data da definire
offerta una opportunità di crescita spirituale. Questo è l’augu- Tutti siamo sempre invitati alle sessioni nazionali (prima-
rio che ci facciamo per l’anno a venire.
verile ed estiva) a Nocera Umbra, se agibile dopo il terremoto
Paolo e Laura Casalone
2 - Ottobre 1997 END milano

Mattino a Chiaravalle
"La cosa che sogno per il futuro è che degli sposati conta anche la vita del monaco: "uomo non santificato da
vivano in una qualche forma di comunione con comunità quei due metri di panno diverso che veste. Uomo che, come
monastiche. Ho l'impressione che nella chiesa di domani si ogni altro uomo, è intriso di luci e di ombre. Uomo che però
vivrà più a questo livello che non ad altri, e credo che lì si testimonia una scelta che ha dato senso alla sua vita, scelta
giocherà una scommessa decisiva. controcorrente, di vita anche dura in comunione con altri
Come ha scritto Leclercq poco prima di morire, il uomini.
monachesimo ormai si sta aprendo a rapporti con gli Il monaco ha scelto di ascoltare Dio nella sua parola, di
sposati, e si presenta così la ascoltare Dio negli altri, ac-
necessità di pensare a come cogliendo le diveristà senza
si potranno sviluppare i rap- giudicarle.
porti tra questi e le comunità In un mondo dove tutti
monastiche, perché potreb- hanno fretta, dove tutti par-
bero contribuire molto posi- lano e tutti hanno consigli
tivamente alla vita della chie- da dare, il monaco è colui
sa. che antepone ascolto, e per-
Egli, da vegliardo un po' ché ascolta accoglie e porta
profetico come era, ha nella sua preghiera le luci, le
prefigurato una chiesa del gioie, i pesi e le pene degli
futuro in cui, come nell'Orto- altri".
dossia, accanto al tipo ordi- La visita volge al termine.
nario, tradizionale di cristia- Un angolo del chiostro è co-
nesimo vi sono degli stituito da una grossa pietra
"isolotti" di spiritualità radi- portante, cesellata in quat-
cale in grado di dare sapore tro colonne, legate da una
a tutta la pasta. fune. Il monaco si ferma.
Inoltre, lo sviluppo dei rap- "Questa" dice additandola
porti tra gli sposati e le co- "è un po’ il simbolo della
munità monastiche forse nostra comunità: uniti in
potrà spezzare la solitudine Cristo: quando due o tre sa-
di cui fa continuamente ranno riuniti nel mio nome...."
esperienza chi vuole vivere La voce continua mentre i
la fede nella sua radicalità. nostri sguardi s'incrociano.
Tutto questo è possibile Pensiamo ad un'altro grup-
perché quella matrimoniale po di uomini e donne riuniti
e quella cenobitico-mona- nel nome di Cristo e le nostre
stica sono forme in cui é orecchie riodono un'altra
possibile vivere la radicalità voce, quella di un uomo pic-
evangelica e che, nonosttante la loro diversità, hanno lo colo e asciutto, dagli occhi vivi e penetranti. Cinquant'anni
stesso polmone di respirazione, o se volete un solo cuore fa a Parigi nascevano con lui le Equipes Notre Dame. La
di tutto." * 1 voce di Padre Caffarel ci ha guidato per anni in un cammino
alla ricerca della santità nel matrimonio. La sua voce si è
Lunedì dell'Angelo.... Giornata radiosa.... Circondata dal fatta udire l'ultima volta per noi tramite Mariella e Riccardo
verde di questa primavera precoce, svetta, nel cielo terso, Radaelli , nostri R.R. nel Luglio 1995: "le Equipes Notre
il "dito di Dio", la torre campanaria dell'Abbazia di Dame sono nella chiesa movimento di santità coniugale,
Chiaravalle. Arriviamo per la messa conventuale. Tutto é coppie che tendono, perché chiamate da Cristo, alla perfe-
calmo, raccolto e vero fra quei muri che raccontano quasi zione evangelica, come nella chiesa, per altro verso, vi
un millennio di fede. tendono i monaci...." * Cf. Lettera mensile N 27, pg. 4 e seg.
Poi, per chi vuole, la visita guidata della chiesa e del
chiostro. Non abbiamo fretta di tornare a casa e ci associa- 31 Marzo, 1997
mo, come altre volte, al gruppo di fedeli che sosta e Andrea e Giovannella Luquer
contempla quel capolavoro umano di bellezza. Equipe Milano 8
La voce del monaco, voce giovane e chiara, parla di * La sottolineatura é nostra
secoli di lavoro rude nelle marcite allagate, parla di artisti, 1. Da "Come Albero", Sett. 1995 a cura della Parrocchia
di vescovi, di santi e di guerrieri che aiutarono, distrussero, San Giovanni Laterano - Milano. Rassegna stampa: A
ricostruirono. E tra le righe, il monaco, saggiamente, rac- colloquio con Enzo Bianchi, pg. 9
END milano Ottobre 1997 - 3

LITANIE DEI SANTI


DA INVOCARE IN FAMIGLIA
La Comunità di Caresto come traduzione in preghiera della ricerca su “I santi sposati”, ci offre queste
invocazioni dei Santi da inserire come LITANIE DEI SANTI nel giorno del matrimonio, negli incontri
di preghiera per fidanzati, sposi e genitori, nel giorno della Famiglia. Rispetto a quelle tradizionali
hanno il valore di evidenziare i più riconosciuti modelli di vita familiare e ottenere una migliore
disposizione d’animo per ricevere speciale benedizione da Dio, nonché la sollecitazione ai coniugi di
aiutarsi vicendevolmente a raggiungere anche loro la santità (cfLG 11)

Padre che sei nei cieli pietà di noi


Cristo sposo della chiesa pietà di noi
Spirito santo, fonte dell’amore pietà di noi
Santa Trinità di Dio pietà di noi
Santa Maria, Madre di Dio prega per noi
Santa Maria, regina della famiglia prega per noi
Madre del buon consiglio prega per noi
San Giuseppe, sposo della Vergine Maria prega per noi
Santi Gioacchino ed Anna pregate per noi
Santi Zaccaria ed Elisabetta pregate per noi
Santa Paola sposa, madre e vedova prega per noi
Santa Monica madre di Sant Agostino pregate per noi
Santi Aquila e Priscilla collaboratori di San Paolo pregate per noi
Santi Paolino e Terasia di Nola sposi pregate per noi
Santa Francesca Romana sposa e madre prega per noi
S. Luigi IX e Bianca di Castiglia Bianca madre di Luigi pregate per noi
Santo Stefano re d’Ungheria prega per noi
San Enrico II° imperatore pregate per noi
Santa Elisabetta d’Ungheria sposa, madre, vedova prega per noi
Santa Margherita regina di Scozia sposa, madre e vedova prega per noi
Santa Isabella di Portogallo sposa, madre e vedova prega per noi
Santa Giovanna Francesca De Chantal sposa, madre, vedova e religiosa prega per noi
San Tommaso Moro sposo e padre prega per noi
Santa Brigida sposa, madre, vedova e religiosa prega per noi
Santa Edvige sposa e madre prega per noi
Santi Basilio e Emmelia genitori di San Basilio Magno pregate per noi
Santi Gregorio e Nonna genitori di San Gregorio Nazianzeno pregate per noi
Santi Delfina e Alzeario sposi pregate per noi
Santi Isidoro e Maria sposi pregate per noi
San Omobono prega per noi
Santi Ilario e Quieta pregate per noi
Santa Elisabetta Canori Mora prega per noi
Santa Gianna Beretta Molla prega per noi
Beata Anna Maria Tagi prega per noi
Santi spose e sposi di Dio pregate per noi
Agnello di Dio, che hai voluto vivere umilmente nella Sacra Famiglia ti preghiamo ascoltaci
Agnello di Dio che hai redento l’amore nuziale ti preghiamo ascoltaci
Agnello di Dio, sposo della Chiesa tua sposa dona a noi la pace
4 - Ottobre 1997 END milano
Giornata di Settore del 16 marzo 1997 a Monza

Fate quello che vi dirà


Meditazione sulla preghiera di don Maurilio Frigerio
Seguiamo IL VANGELO DI LUCA IN UN ITINERARIO
DI VISIONE CHE CONDUCE ALL’ASCOLTO CHE 2. GERUSALEMME - GERICO (Lc. 10,29-36)
RIGENERA ALLA FEDE IL CREDENTE.
L’icona che ci si presenta è quella generica di “un uomo”
IL CRISTIANO E’ L’UOMO DELL’AMEN.... che discende per strada da Gerusalemme a Gerico, è una
situazione quotidiana di incontro.
Prenderemo spunto da piccoli episodi che possiamo E’ l’incontro più ordinario anche per ciascuno di noi.
leggere personalmente a partire dal vangelo di Luca riletto Quante persone incontriamo in una giornata che passano
in questa ottica particolare. accanto a noi.
Eppure qui c’è una parola che cambia la qualità dell’av-
I. EMMAUS, RESTA CON NOI PERCHE’ SI FA SERA vicinamento, che esige un ASCOLTO. Anzi, la parabola ci
( Lc. 24, 13-35) (Un episodio caro all’END) dà un suggerimento importante: la visione cristiana della
vita non comprende solo il vedere, ma vi aggiunge il
IL LUOGO, Erano in cammino, convensarvano. Siamo compatire.
sulla strada, è una strada concreta quella che conduce da ll cristiano VEDE solo ASCOLTANDO, ossia fermando-
Gerusalemme ad Emmaus. si, rifiutando la logica del “passare oltre“, perché ciò non
La strada è una metafora per noi, è il nostro cammino mi tocca, non mi smuove interiormente...
personale, quello della vita, della coppia, della famiglia, del La dimensione interiore dell’uomo (Guarda caso, è un
mondo del lavoro, non camminiamo, non viviamo soli. Samaritano!) che vibra dice l’inizio di un cammino di vici-
Siamo soli quando non vediamo con gli occhi della fede. nanza che diventa subito FARSI PROSSIMO.
Il dialogo, la comunicazione interpersonale diventa ri- L’ASCOLTO è la condizione senza la quale nulla di
cerca, lotta, contrasto... nuovo si mette in moto all’interno dell’uomo (il tema del
Cos’ha a che vedere tutto ciò con la preghiera? cuore) e all’esterno: la prossimità.
Eppure..., scrive il vangelo (v. 15), ”discorrevano e LA CONVERSIONE in questa parabola è segnalata dal
discutevano insieme”, Luca insiste su questo discorrere testo anche geograficamente... questo Samaritano, cambia
dell’uomo all’uomo. Si tratta di un discorso vuoto, senza destinazione improvvisamente, LO PORTO’A UNA LO-
speranza, carico di tristezza. CANDA E SI PRESE CURA DI LUI. Rinuncia alla sua meta,
Ma ecco: La VISIONE: “Gesù in persona si accostò e la ridefinisce, ci dice che la prima meta del cristiano è l’uomo
camminava con loro“. che gli sta accanto. Io immagino che solo un uomo di
Nulla cambia in apparenza, il cammino continua come preghiera e non un uomo del culto esteriore (sacerdote e
prima. Infatti dice Luca, ”I loro occhi erano incapaci di levita della parabola) è capace di compassione, ossia di una
riconoscerlo“... prossimità pregata e sofferta dal di dentro.
IL RIMPROVERO sottolinea la loro mancanza di ASCOL- LA CONVERSIONE di rotta del samaritano diviene LUCE
TO, Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei NUOVA per “un uomo”: il vangelo non è parola scritta, ma
profeti, v. 25. La fede nasce dall’ascolto, anzi nasce l’invo- BUONA NOTIZIA che agisce secondo la logica del RE-
cazione immediata e accorata, la preghiera: “Resta con noi, GNO DI DIO. E’veramente una pagina pregata, una pagina
perché si fa sera e il giorno già volge al declino.” (v. 29) nuova come questa che ci dice come la preghiera è moto del
Ecco la PAROLA FORTE, la PAROLA PREGATA, non CUORE. Un cuore che dice AMEN mentre si abbassa, lava
è gratuita, inventata, è sofferta, è il grido di chi è in crisi, di le ferite con ciò che ha a disposizione e paga di tasca
chi vuole tornare a sperare contro ogni speranza. propria.
Chi osa ancora credere che la preghiera profonda non
VISIONE ( SI APRIRONO LORO GLI OCCHI E LO cambia la vita?
RICONOBBERO ) la preghiera è riconoscere Gesù, ASCOL- Basta avere il coraggio di leggere la parabola fino in
TO (Che sono questi discorsi... Sciocchi e tardi di cuore....) fondo: “Va e anche tu fa lo stesso“.
che rigenera il cuore.
RESTA CON NOI, ossia la preghiera di chi si è finalmente 3. IL LUOGO DELLA PREGHIERA (Lc. 11, 1-2)
accorto di Lui, anche se, noi diremmo, fuori tempo massimo.
E’ il momento della CONVERSIONE della rotta, del nuovo La VISIONE ce la presenta l’evangelista in modo molto
cammino. sintetico, Gesù sta pregando, forse i discepoli lo osservano
Partirono senz’indugio, fecero ritorno a Gerusalemme: e si interrogano sul senso del suo pregare, ma non osano
Dietrofront! Sono diventati gli uomini dell’AMEN, la pre- interromperlo.
ghiera ha rigenerato la vita, sono diventati discepoli di Devono attendere che abbia finito di pregare, ossia Gesù
speranza. ritagliava un tempo di preghiera nella sua giornata terrena.
L’incontro insperato con Gesù vivo ha generato la E’ una visione da stampare nel nostro cuore, è una catechesi
missione, i testimoni, i martiri: non hanno atteso un minuto visiva del Gesù che dialoga col Padre.
di più, non avevano alternative, occorreva partire.
Quante “partenze” personali e di coppia sono rinviate da Ecco un moto di desiderio di un discepolo che non viene
una mancanza di VISIONE, che non è capace di ascolto, che chiamato per nome: è il discepolo di tutti i tempi che avverte
non genera conversione, che non giunge più all’AMEN... il desiderio della preghiera, ma non sa da che parte comin-
END milano Ottobre 1997 - 5
ciare. Dire AMEN è leggere la parola con gli occhi della fede,
Ecco, finalmente la PAROLA forte e decisa detta a Gesù con gli occhi del cuore, con la potenza dello Spirito Santo
direttamente, “Signore, insegnaci a pregare, come anche che vivifica il nostro cuore arido dell’unico pane di vita che
Giovanni Battista ha insegnato ai suoi discepoli“. ci conduce all’adorazione del vero Dio. E’ proprio il caso
La preghiera richiede un maestro, non è una capacità di dirlo: l’unico essere davanti alla quale chi dice AMEN si
naturale dell’uomo, esige un superamento della natura, riconosce per sempre benedetto da Lui.
esige un “guardare oltre”, un VEDERE il PAPA’, esige una
consegna seria nelle mani di Dio. 6. L’INSEGNAMENTO SULLA PARALISI INTERIORE
E’ una scuola collettiva della preghiera quella richiesta (Lc. 5 ,17-26)
a Gesù che esige questa CONVERSIONE, contemplare il
volto del PAPA’. Sono 5 domande che Gesù ci propone nel Luca ci mostra una visione usuale per i discepoli: Gesù
“ Padre Nostro” quale scuola di preghiera. è seduto e sta insegnando, sta coltivando i suoi discepoli
La conversione esige un lungo cammino di discepolato all’ascolto.
che non dimentichi mai il PAPA’ a cui ci rivolgiamo. D’improvviso la scena cambia, Gesù è intento a compiere
Dire AMEN significa in questo brano di vangelo avere delle guarigioni. Siamo ora in presenza di un paralitico
il coraggio della domanda iniziale del discepolo ed interio- indicato in modo generico dal vangelo. Di lui non abbiamo
rizzare questa ricca “risposta” che non esaurisce mai la informazioni se non della sua malattia, una paresi che lo
nostra capacità di dialogo con Dio. rendeva immobile e lo costringeva a stare su un letto. Gesù,
a detta del Vangelo, “veduta la loro fede”, interviene. La
4. LA PREGHIERA DI NAZARET (Lc. 4, 16-30) VISIONE di Gesù non coincide con quella degli astanti che
non vedono la fede dei portatori, ma il loro darsi da fare per
Gesù presiede la preghiera sinagogale, quella ufficiale raggiungere fisicamente Gesù. Gesù raggiunge e guarisce
della comunità ebraica, nel giorno del riposo, il sabato, il quell’uomo anzitutto nel cuore. E’ decisivo ed illuminante
giorno di Dio per eccellenza. l’ASCOLTO della parola di Gesù: ”Uomo, i tuoi peccati ti
La VISIONE è quella di Gesù, in casa propria, alle prese sono rimessi“ (Lc. 5,20).
con “gli occhi di tutti fissi su di lui” (4,20). Si tratta di una Si tratta di un annuncio inatteso che rispondeva alla
mancata visone per i suoi compaesani, non sanno andare preghiera che si innalzava dal gesto di quei portatori del
oltre i soliti pregiudizi di paese, “Non è il figlio di Giusep- paralitico. Ma non tutti sono in ascolto corretto col cuore.
pe?“ Gesù desidera convertire i cuori degli scribi e dei farisei:
Eppure LA PAROLA è fortissima, “Oggi si è adempiuta “Che cosa andate ragionando nei vostri cuori?“ (Lc. 5, 22)
questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”. E’ la CONVERSIONE l’inizio della preghiera per ogni
Questa carenza di VISIONE negli abitanti di Nazaret impe- uomo. Anzi, la conversione del paralitico, resa visibile e
disce L’ASCOLTO di questa parola decisiva che afferma percepibile davanti agli occhi di tutti con il suo “render
L’OGGI di Dio che agisce nella preghiera che giunge a gloria a Dio“ fa sgorgare un moto di preghiera spontanea
compimento. Qui Gesù si dichiara apertamente Messia, corale, “Tutti rimasero stupiti e levavano lode a Dio“ (Lc.
Figlio di Dio, ma non viene ascoltato. 5, 26). Chi non sý stupisce davanti al perdono di Dio, di
Siamo di fronte ad una mancata CONVERSIONE che fronte alla conversione del cuore, non può divenire uomo
diventa per noi preghiera, ossia, la preghiera giunge sem- di lode. La lode a
pre a compiere l’oggi di Dio per chi si apre a Lui, per chi Dio fiorisce sulla labbra di chi sa dire AMEN con il cuore
scioglie i pregiudizi, per chi ha un animo aperto e nuovo, e sa gioire per l’opera prodigiosa di Dio per ogni uomo che
finalmente permeabile alla voce di Gesù che ci raggiunge si converte, si alza definitivamente abbandonando ogni
nel nostro OGGI. CONVERTIRCI ALL’OGGI DI DIO signi- peccato.
fica dire AMEN, io credo, anche quando i luoghi comuni
offuscano la VISIONE di Dio in Gesù Cristo. 7. LA PARTE MIGLIORE, MARTA E MARIA (Lc. 10, 38-
42)
5. LA PREGHIERA DEL DESERTO (Lc. 4,1-12)
La VISIONE è quella dell’ospite Gesù che viene accolto
LA VISIONE iniziale è quella di “Gesù pieno di Spirito in una casa probabilmente già frequentata da lui e dai
Santo“ ossia di Gesù che è pieno della potenza di Dio, che discepoli. Gesù sperimenta l’accoglienza. Marta è l’icona
è Figlio di Dio in pienezza nella sua umanità tentata dal di chi accoglie il dono di Dio che visita il suo popolo. Lo dice
maligno. anzitutto con un gesto, si siede ai piedi di Gesù. E’ paraliz-
Diventa poi visione di aridità esteriore, che fa da contra- zata nell’ascolto, ci insegna a pregare con il corpo, la
sto con la ricchezza spirituale interiore di Gesù. postura dell’ascolto è postura di preghiera. L’ASCOLTO
Davanti alla grande tentazione Gesù, l’uomo dell’ASCOL- esige prontezza di risposta anche con il corpo. L’ascolto
TO, non oppone considerazioni umane e non fugge dal non è l’accoglienza formale, quella che introduce Gesù in
deserto, dal momento della prova, ma la affronta coraggio- casa, quella di chi ti apre la porta, ma piuttosto quella di chi
samente e tenacemente aggrappato ad una sola cosa, la sceglie l’ascolto.
forza della parola del padre. “Sta scritto“. Ecco la potenza L’ascolto qui rischia di provocare il litigio, ma in realtà,
dell’ascolto diviene forza nella tentazione. Quando siamo provoca e ci consegna un insegnamento prezioso di Gesù:
tentati di cadere è perché non siamo uomini e donne l’ASCOLTO deve avere il primo posto nella vita cristiana.
dell’ascolto, quando siamo tentati di fuggire siamo uomini ll cristiano deve vivere la forma dell’ascolto in un mondo
e donne incapaci di sapere e dire: “Sta scritto“... che sa solo agitarsi, a volte anche inutilmente e dimentican-
Certo, occorre una vera e decisa CONVERSIONE perché do “la parte migliore“, la capacità decisiva del credente:
la parola è sua, è rivelazione della sua potenza, è figlia saper ascoltare. LA CONVERSIONE è difficile a questo
purissima dello Spirito Santo e pronta perciò a mandarci in proposito, non tanto per Maria, ma quanto per noi che
crisi, anche di fede. siamo gli uomini della prassi, della concretezza che non è
Cambiare rotta è PREGARE LA PAROLA, tace interior- capace di contemplazione. Preghiera è ascolto che conver-
mente e fare vibrare questa semplice, ma efficace espres- te, che fa dire AMEN non solo con la lingua, ma con la
sione che sembra “monca”, ma tanto eloquente: “Sta docilità interiore, l’unica richiesta dal vangelo, quella del
scritto“. CUORE NUOVO. AMEN.
6 - Ottobre 1997 END milano

Giornata di Settore del 16 marzo 97: La Lectio Divina


Relatrice:Suor Celestina Barelli della Famiglia Sacro Cuore di Gesù
LECTIO DIVINA - Luciano Pacomio quanto sta scegliendo... L’esperienza della meditazione é
ricuperabile in tutte le culture; é un’attività che coinvolge
1. L’espressione “Lectio divina” indica l’oggetto della intelligenza, memoria, fantasia, affettività.
lettura, i libri che parlano di Dio e una lettura fatta “con Dio”, Dal punto di vista della vita cristiana la meditazione é una
a due. lettura degli avvenimenti storici alla luce della Presenza di Dio
Troviamo l’esperienza della Lectio divina già nell’A.T. operante..
(Neemia, 8) e nel N.T, come modo abituale di pregare di Gesù La meditazione crea una mentalità biblica, approfondisce e
(Lc 4, 14-22). Dai Padri e dai grandi maestri medievali la lectio fonda il contenuto della fede, rende mediatori di Parola di Dio
divina fu sperimentata con assiduità e proposta in forma nel quotidiano rapporto con i fratelli e le sorelle.
sistematica. Per meditare occorre del tempo: si deve saper stabilire una
precisa quantità di minuti che si spendono per accogliere e
2. La lectio non é uno studio della Scrittura, non é una “visitare” il Signore con tratto lieto, rispettoso, adorante.
memorizzazione finalizzata all’annuncio; vive la gratuità del Meditare implica riandare alla pagina biblica con lentezza,
dono e la gioia interpersonale d’amore. con dolcezza, coinvolgendo, come per la lectio, tutte le dimen-
P. Paul Delatte, abate di Solesmes: “La lectio é l’insieme dei sioni della nostra persona.
procedimenti intellettuali e progressivi con cui ci rendiamo Si prende coscienza di accostarsi al Signore, di farsi suoi
familiari le cose di Dio e ci abituiamo a guardare l’invisibile”. discepoli, di aderire a Lui, nutrendo la nostra fede.
La meditazione avviene solo nel silenzio esteriore ed
3. Certezze di fondo di fronte all’esercizio della lectio: interiore cercato, programmato, trovato, vissuto. E’ un silen-
* la presenza di Gesù che parla, zio pieno di attesa e di speranza, disponibile ad ascoltare, a
* l’azione dello Spirito Santo, fermarsi per assaporare, a rileggere per ascoltare di nuovo, ad
* il divino disegno che ci trascende e ci coinvolge. essere interpellato per rispondere, ad attardarci su altre pagine
bibliche indicate come brani paralleli, sempre in un grande
PRIMOMOMENTO:LEGGEREEASCOLTARE silenzio di ciò che urge in noi, attorno a noi, per confessare
C’é una notevole differenza tra una persona che ascolta e l’unicità di Dio e la sua signoria indiscussa.
una persona che non sa o non vuole ascoltare. Bisogna anche cercare un luogo adatto.
Chi ascolta é persona capace di attenzione, di dialogo, di
rapporto interpersonale, é una persona orientata, con una TERZOMOMENTO:CONTEMPLARE
capacità di attesa, di ricerca, di progettazione. La contemplazione é l’elevazione della mente posta in Dio
Tutto il cristianesimo é dono-comunicazione di Dio all’uma- mentre gusta i gaudi della dolcezza eterna (Guigo).
nità. Tra Dio e l’umanità c’é un mirabile ascolto reciproco. Secondo i gradini della scala: “Cercate leggendo e troverete
Nei salmi é Dio a sollecitare l’ascolto: “Ascoltate oggi la mia meditando; picchiate pregando e vi sarà aperto contemplan-
voce...” (sal. 94). do”.
Dall’altro lato é l’uomo che supplica e sollecita l’ascolto di E’ la preghiera di semplice sguardo, preghiera di silenzio, di
Dio: “Ascolta, Signore, la mia voce...” (sal. 26). riposo, preghiera di semplice presenza di Dio, preghiera del
Non si può essere cristiani e confermarci nella fede senza cuore o cordiale, preghiera di pura nuda fede, preghiera di
che la Parola di Dio Scritta illumini ogni nostra giornata. raccoglimento attivo.
Il Primo momento della Lectio divina é chiamato LECTIO, La contemplazione é lo scopo finale della lectio divina:
implica la possibilità di avvicinarci al testo biblico con il l’itinerario della lectio porta ad aderire alla persona di Gesù. La
desiderio di leggerlo, interrogarlo, ascoltarlo. Dobbiamo ac- contemplazione é accoglierlo, riconoscerlo, “vederlo” pre-
costarci alla Scrittura con le domande che emergono dal sente e agente in quella Parola che resta in noi fissata e
nostro quotidiano: l’esigenza della gioia, della bontà, della vivificante, ripetuta in modo sommesso nella nostra interiorità
pazienza, del coraggio, della speranza... o come un bisbiglio sulle labbra.
Ci avviciniamo alla Scrittura con il silenzio di chi attende una
risposta al suo chiedere (con la matita in mano, per sottolineare QUARTOMOMENTO:AMARE-COLLATIO
i soggetti agenti e rilevare come Dio agisce; per segnare come Gesù, nel messaggio giovanneo, ha dato un criterio per il
i personaggi si pongono rispetto a Dio, agli eventi, nei loro riconoscimento del discepolo: “Da questo tutti sapranno che
stati d’animo; per puntare i verbi; per evidenziare espressioni siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,
su cui attardarci e rileggere, perché diventino nostro patrimo- 35).
nio nell’esprimere la nostra fede). Già San Pacomio previde che la lectio si esprimesse in una
La lectio deve essere un ascolto fatto di pause, di ritorni sul esperienza di fraternità che fosse comunicazione e partecipa-
già detto e sul già letto, di sforzi di memorizzazione, di dispo- zione. I Padri e i maestri medievali parleranno di collatio.
nibilità a risuonare, a verificare, a riproporre sempre ulteriori Isidoro di Siviglia comincia con l’affermare la superiorità
interrogativi. della collatio sulla lettura individuale. Delinea poi l’attitudine
Ma é già pregare! fondamentale da cui deve essere animata: una disponibilità
E’ l’atto di disponibilità alla Presenza interlocutrice e inter- ricettiva verso gli altri.
pellante. Nella Lectio viviamo un rapporto che ci prepara alla Sommando insieme i lumi e le esperienze che sono conces-
conversione o che la rende condizione abituale del nostro se a ciascuno, si arriva più addentro alla comprensione della
vivere... Parola; le domande, le risposte e le obiezioni stimolano una
ricerca più alacre; tutto allora si fa più chiaro.
SECONDOMOMENTO:MEDITARE Sono prospettai poi i due rischi più gravi di questa ricerca
“Meditare” é una di quelle azioni che chiunque può fare, collettiva.
riflettendo su quanto gli accade a livello psicologico o su Il primo é la disputa animata non dall’amore della verità, ma
END milano Ottobre 1997 - 7
dal desiderio di affermare sé e il proprio pensiero: si radica Gesù.
nell’or-goglio, genera perciò divisioni e contrapposizioni, e - Nel tempo della Chiesa, illuminato dallo Spinto, compren-
preclude l’accesso alla luce. derà il senso della Croce.
Il secondo é una forma di ricerca erudita e di abilità dialettica
che si balocca con sottili questioni di dettaglio e si chiude la 4. Vi ho dato l’esempio: 13, 10-17
via a una comprensione sapida e vitale. - Gesù commenta e spiega il suo gesto: Lui è il maestro e il
Signore, suo compito è quello di rivelare la logica divina del
ESERCITAZIONEDILECTIODIVINA dono.
- Questo modo di servire e amare è un modo di vivere la
LAVANDA DEI PIEDI figliazione divina. Così
Giovanni 13, 1-17 ama e serve il Figlio di
LECTIO leggo il brano Dio, perché così ama e
in sè: comprendo le paro- serve Dio.
le e osservo i diversi - Questo gesto è una
elementi. rivelazione e una lezione:
Premessa rivela e insegna. E la lezio-
- La lavanda dei piedi è ne sta in questo
una sorta di porta d’in- messaggio: la nostra gran-
gresso ai discorsi dezza sta nel servizio.
dell’ultima Cena. Questi
discorsi mirano al tempo MEDITATIO cosa dice
della Chiesa che va dalla a me questo brano: ri-
risurrezione di Gesù al suo leggo il mio vissuto alla
ritorno: è un tempo diffici- luce di questa Parola, mi
le, di passione, di confronto con i pensieri
opposizione, di persecu- di Dio e vedo in che cosa
zione; il discepolo in questo tempo sperimenterà l’abbandono, ancora mi differenzio da Lui.
il dubbio e il turbamento. - Se la partenza di Gesù, in realtà é un ritorno, come considero
- L’evangelista Giovanni si pone detti interrogativi: oggi la sua presenza tra noi? Come e dove lo incontro?
perché Gesù è partito come è presente ora? - Il modo di amare di Gesù “sino alla fine”, come mi interpella
Dove lo incontro? come famiglia, come padre/madre, come coppia?
Da dove ricavo la gioia pur nella persecuzione? - Il contrasto tra il modo di agire di Giuda e la scelta di amore
-La risposta di Giovanni è netta: la partenza di Gesù é m realtà di Gesù come “legge” la mia relazione affettiva? Gesù ama così,
un ritorno, non è un’assenza, ma una presenza. in modo servile, proprio perché é consapevole della sua
dignità divina. Quante volte, l’essere più grande dei miei figli
1. Li amò sino alla fine: 13,1 mi fa agire da padrone e non da servo?
- Il gesto di lavare i piedi in Giovanni ha un ruolo simile a - Faccio mente locale alle mie fatiche nel comprendere la
quello dell’Eucaristia espressa nei Sinottici: rivelare il senso logica della Croce e cerco di darmi una risposta alle illogicità
della passione e tracciare la strada della Chiesa nel mondo. che provengono dalla Croce.
- Questo versetto introduce tutta la sezione dei discorsi di - Contemplo Gesù che ama servendo e mi confronto con Lui:
testamento: Gesù è consapevole della passione imminente, sa faccio passare le mie stizze, le mie reazioni di fronte alle pretese
che la Croce è il passaggio al padre, non è una morte, ma di attenzione dei miei famigliari...
un’ascensione.
- Dice la serietà e la libertà con cui Gesù affronta la morte (non ORATIO cosa dico io al brano: Entro in conversazione con
la divinità di Cristo. Dio
- I SUOI = predilezione e appartenenza a Cristo; - Gesù, molte volte ti ritengo assente, ma tu sei qui con noi...
- AVENDO AMATO = il participio evoca il ministero già - Signore Gesù, il tuo modo di amare non é part-time, non é
compiuto; a contratto, Tu ami fino alla fine, io...
- LI AMO’ = indica ciò che sta per accadere: la lavanda dei - Gesù la consapevolezza della tua dignità divina non ti fa
piedi, le confidenze, la morte... considerare un tesoro geloso quanto sei, ma ti permette la
- SINO ALLA FINE = fino all’ultimo istruite della vita, libertà del dono...
definitivamente, oltre ogni misura. - Aiutami a comprendere la logica della croce...
- Insegnami ad amare come hai fatto tu, guardandoti a lungo,
2. Si alzò da tavola: 13, 2-5 rimanendo con pazienza sotto la croce, dimorando nella Verità
- Duplice contrasto: tra Giuda che tradisce e Gesù che ama del tuo amore...
intensamente e fedelmente;
- tra la consapevolezza che il Cristo ha della sua origine, della ACTIO cosa decido di fare: concretizzo in scelte quanto il
sua dignità, del suo ritorno al Padre, e il servizio da schiavo aie Signore mi ha fatto capire nella sua Parola:
sta per compiere. - poiché sei presente, mi ricordo di te più volte al giorno
- Gesù non compie questo servizio nonostante la consape- - per amare fino alla fine i miei figli, mia moglie, mio marito,
volezza della sua dignità ma proprio perché ne è consapevole. decido...
- Il gesto di lavare i piedi non nasconde la sua gloria, ma la - A partire dalla mia dignità di padre/madre, sposo/
rivela... come sulla Croce. sposa, servo i miei...
- Per comprendere più a fondo la logica del dono, mi
3. Non mi laverai mai i piedi: 13, 6-9 esercito...
- La reazione di Pietro dipende di una vera e propria - Per imparare da Te, insieme alla mia famiglia, ti dedichia-
incomprensione del mistero di Gesù. mo più tempo per pregare per capire i tuoi pensieri, per
Pietro non comprende il modo con cui Gesù vuole rivelare assimilare le tue verità...
la sua divinità. Capirà più tardi, dopo la morte e risurrezione di
8 - Ottobre 1997 END milano

Una bella serata coi Consiglieri spirituali


A Monza il 23/6/97 ci siamo ritrovati con numerosi Sacerdoti In effetti questo tipo di soluzione lo avevamo già sentito
(ben dieci! più della metà ) per la consueta riunione di fine anno. riportare da alcune coppie francesi durante l’incontro interna-
I presenti erano: zionale di Fatima nel 1994.
Don Piergiorgio Barbanti Cioè che è essenziale è lo spirito ecclesiale all’interno
Don Alfio Motta dell’équipe e questo è conferito con pari dignità sia dalle
Don Alessandro Villa coppie cristiane, che dai sacerdoti e religiosi.
Don Silvano Caccia Il sacerdote che partecipa all’équipe testimonia un nuovo
Don Renzo Mantica modo di svolgere il suo ministero ed i suoi compiti pastorali,
Don Mario Cappellini basato primariamente sugli aspetti spirituali e di questo può
Don Antonio Longoni farsi portatore, “missionario” presso altri fratelli sacerdoti, e
Don Ambrogio Braghetto presso le coppie per invitarle a vivere in modo pieno la vita del
Don Franco Motta movimento non trascurando la partecipazione ai momenti più
Don Maurilio Frigerio allargati.
Abbiamo pregato, ispirati dalla Inoltre il sacerdote, uomo in
lettura del brano Galati 5, 13-23 di S. cui si realizza l’unità dei carismi,
Paolo sulla libertà, dono offerto a introduce il senso delle diverse
chi segue la Parola ed il comanda- vocazioni, rendendo possibile il
mento dell’Amore, poi abbiamo confronto e la valorizzazione re-
letto la parte della Carta END che ciproca dello stato coniugale e
tratta il ruolo del Consigliere spiri- del celibato.
tuale per rispondere ad alcune Se in prospettiva per mancan-
domande. za di nuovi sacerdoti, non sarà
numericamente possibile che
Dalla Carta END: ogni équipe abbia un sacerdote,
“Ogni équipe deve assicurarsi il è auspicabile, come è stato escla-
concorso di un Sacerdote. Qualsi- mato da uno dei sacerdoti
asi piano di lavoro non potrà infatti presenti, “che ogni Sacerdote
sostituire l’apporto dottrinale e spi- abbia una équipe!”
rituale del Sacerdote. Questi non L’équipe nel suo complesso
soltanto dà i principi, ma aiuta an- testimonia un nuovo volto della
che le coppie a cercare di tradurli Chiesa in cui è superato un rap-
nella loro vita. Questa collabora- porto tra laici e clero talora
zione è fruttuosa. Sacerdoti e coppie imparano a capirsi, a degenerato nel pettegolezzo e regolato da inutili antagonismi.
stimarsi, a sostenersi: le grandi intenzioni apostoliche del
Sacerdote vengono adottate dalle coppie; il Sacerdote porta 2) I frutti
nella sua Messa queste coppie di cui conosce gli sforzi, le lotte In équipe sia le coppie, sia il sacerdote, hanno la possibilità
I desideri.” di “mettersi in gioco sinceramente” per realizzare una crescita
Domande: spirituale; da essa discenderanno, frutti concreti, quali:
1) Ritenete necessario che in ogni équipe ci sia un - per le coppie un maggiore senso di unità e serenità
sacerdote? Può una Équipe cominciare il suo cammino senza nella loro vita familiare,
Sacerdote? - per il sacerdote un nuovo significato dei propri compiti
2) E’ sempre fruttuosa la collaborazione tra Sacerdote e pastorali, in armonia con probabili nuovi collaboratori nelle
coppie ? Cosa si può intendere per ‘fruttuosa’ ? attività parrocchiali.
3) La partecipazione dei C.S. al movimento più allargato
(sessioni nazionali, giornate di settore, ecc.) quali ricchezze in 3) La partecipazione (sia da parte delle coppie che dei
più può portare? C.S.C) alle iniziative del movimento.
Le risposte ed i contributi sono stati ricchi e partecipati, Tale allargamento offre una preziosa occasione per la
cerchiamo di darvene una sintesi: circolarità delle esperienze di fede, rendendo possibile all’in-
1) La figura del Sacerdote nell’équipe terno della coppia la mediazione e la sintesi tra livelli diversi
La presenza di un Sacerdote nell’équipe, fin dal suo nascere, di contributi quali gli aspetti psicologici/comunicativi,
è ritenuta importante e fondamentale da tutti i sacerdoti, ma esperienziali e teologici/dottrinali.
alcuni, considerando ancora più importante per il bene delle Anche per i sacerdoti le giornate di settore e le sessioni
coppie l’esperienza dell’équipe, sono dell’idea di ammettere, nazionali, sulla base dell’esperienza di chi ci è già stato,
in via eccezionale, nel caso che non si trovasse un sacerdote costituiscono un arricchimento.
disponibile, anche la presenza di un religioso non sacerdote A tutti I sacerdoti è stato rivolto l’invito a partecipare alla
, o una religiosa, o un diacono, o un volontario pastorale, (o sessione di Nocera.
una coppia che svolga il ruolo speciale di guida spirituale). Paolo e Laura Casalone
END milano Ottobre 1997 - 9

UNA PREGHIERA INSIEME


Pubblichiamo su ogni numero del giornalino una preghiera che riteniamo significa-
tiva: riportata da un giornale o recitata in comunità o durante una veglia o ad un ritiro
ci può aver fatto pensare e meditare e quindi vogliamo proporla a tutti.
Per questo vi invitiamo a farci pervenire quelle preghiere che volete condividere con
gli altri, saranno sicuramente pubblicate.

O Gesù, Sposo della Chiesa, intercedi per tutte le


famiglie.
Tu, Signore e Padre, hai aperto gli occhi del nostro cuore,
perché conosciamo Te,
il solo altissimo negli altissimi cieli, il santo dei santi,
Colui che umilia l’orgoglio dei superbi,
che dissolve il disegno dei popoli,
che esalta gli umili e umilia i superbi.
O Gesù, Sposo della Chiesa, intercedi per tutte le
famiglie.
Ti preghiamo, Signore, d’essere aiuto e sostegno alle nostre
famiglie:
salva quelle che tra noi sono in afflizione;
rialza i caduti, sazia chi ha fame; libera i prigionieri,
risolleva i deboli, conforta i sofferenti, guarisci gli ammalati.
O Gesù, Sposo della Chiesa, intercedi per tutte le
famiglie.
Tutti i popoli conoscano che Tu sei l’unico Dio,
e che Gesù Cristo è tuo figlio
e noi tuo popolo e tua famiglia.
O Gesù, Sposo della Chiesa, intercedi per tutte le
famiglie.
Signore, misericordioso e compassionevole, .
perdona le nostre colpe,
le ingiustizie, le cadute e le negligenze.
O Gesù, Sposo della Chiesa, intercedi per tutte le
famiglie.
Non contare i peccati delle nostre famiglie,
ma purificale nella tua verità e guida i nostri passi,
affinché camminiamo nella santità del cuore
e facciamo ciò che è buono e gradito ai tuoi occhi. Recitata al Congresso Eucari-
O Gesù, Sposo della Chiesa, intercedi per tutte le stico di Bologna. 1997
famiglie.
Fà splendere sulle nostre famiglie il tuo volto,
10 - Ottobre 1997 END milano

Spulciando in Libreria
Negli ultimi mesi sono usciti alcuni testi sulle “nostre” 3. eliminare la critica in casa
tematiche. Si tratta di : 4. ospitalità nella parrocchia
5. entusiasmo per il matrimonio e per la vita di famiglia
1.ÉquipesNotre-DameItalia,L’AMOREEILMATRIMO- 6. condividere i talenti in casa
NIO, Editrice Elle Di Ci 1997, pagg. 276 lire 25.000. Come 7. casa: luogo di lode
annunciato dalla lettera 93, da giugno è in libreria il frutto del 8. semplificare il nostro stile di vita
lavoro di riflessione durato alcuni anni di 25 équipes, assortite 9. spiritualità di preghiera nella casa
per età, professione e lavoro. E’ un volume fondamentale per 10. il pranzare in famiglia
approfondire la teologia del matrimonio e può essere utilizzato
dalla singola coppia o dall’intera équipe, come tema di studio. 4. Sergei Sergeevic Averincev, Marko Ivan Rupnik, ADAMO
Nella presentazione il Prof. Franco Garelli, ricorda lo sforzo per E IL SUO COSTATO, spiritualità dell’amore coniugale, Edi-
“delineare un modello di spiritualità adatto alle attuali condi- zioni Lipa 1996, pagg. 81 lire 10.000. Dalla quarta di copertina:
zioni di esistenza, che permetta a chi vive nel mondo di fare “Secondo il racconto biblico, Eva è tratta dal costato di
unità nella sua vita attorno al principio ispiratore della fede. Adamo. Da allora, Adamo non potrà più addormentarsi su se
In questo caso i laici sposati, che vivono un rapporto di coppia stesso e cercherà la sua costola. Ma anche Eva troverà la vita
e di famiglia, sono chiamati a interpretare questa condizione e si pacificherà solo al fianco da cui è stata presa. Comincia così
“normale” di vita come una via di salvezza e a intravedere in per i due la via della salvezza: l’eros diviene una forza che fa
essa un segno privilegiato dell’amore di Dio.” Il volume uscire da sé, che apre all’altro e che non dà pace fino a che non
consta di 12 capitoli, ciascuno corredato con le “tracce per la porta alla comunione, all’unione.”
riflessione, la verifica, il dibattito” secondo lo stile End. Alberto e Tiziana Farotto
Milano 9
2. Agostino Gasperoni (a cura della Comunità di Caresto),
IDDIO LI CREO’... FAMIGLIA, cinque storie dal libro della
Genesi, Edizioni O.R. 1997, pagg. 188 lire 22.000. Dall’introdu-
zione: “La Bibbia è una grandiosa icona della famiglia; è la
rivelazione progressiva della famiglia di Dio (la Trinità, parola
che, appunto, vuole dire comunità di tre); è una comunicazio-
ne da famiglia a famiglia. Si può dire che tutta la rivelazione
passa attraverso la famiglia, perché tutta la storia della salvez-
Temi di Studio 97-98
za, da Adamo fino a Gesù e alla Chiesa, si snoda attraverso una delle équipes del nostro Settore
catena di famiglie e si realizza attraverso una molteplicità di
rapporti familiari.” In questo primo testo viene analizzato il Carugate 1 Evangelium vitae
libro della Genesi, nelle due serie: Carugate 2 Libretti verdi: "Riuniti ne nome di
* le due famiglie-prototipo: Cristo"
1. la famiglia di Adamo ed Eva (Gn, capp. 1-5), che è il Milano 1 Vangelo di Marco (Ravasi): conti
prototipo prima del diluvio universale; nuazione
2. la famiglia di Noè (Gn, capp. 6-9), che è il prototipo dopo Milano 2 La coppia nella Bibbia
il diluvio universale Milano 8 Preghiera interiore di P. Caffarel
* le tre famiglie patriarcali: Milano 9 Esercizi spirituali fra le pareti di
1. la famiglia di Abramo e Sara (Gn, capp. 12-22); casa: (C. di Caresto) Preghiere dalla
2. la famiglia di Isacco e Rebecca (Gn, capp. 24-27); Lettera END 90
3. la famiglia di Giacobbe (Gn, capp. 28-50) Milano 10 Esercizi spirituali fra le pareti
domestiche + qualche tema
3. Chuck Charles Gallegher, traduzione e appendice a cura monografico tratto da "Amore e
di Sante e Antonietta Mondardini, Comunità di Caresto, TU matrimonio"
PUOI CAMBIARE IL MONDO, dieci proposte per una Monza 1 Preghiera come incontro (A. Grun -
visione rinnovata della vita di coppia, di famiglia e di parroc- benedettino tedesco)
chia, Edizioni O.R. 1997, pagg. 121 lire 18.000. Dall’introduzio- Monza 2 A.F.S. (P. Olivier)
ne: “Ciò che questo libretto offre sono proposte molto Monza 3 Per una lettura del Vangelo di Mar
semplici per far si che i laici possano contribuire in modo più co (Maggioni)
incisivo e specifico per loro, al bene di tutto il Popolo di Dio. Pavia 1 Famiglia: momenti informativi e
Sono proposte che tengono concretamente conto delle varie spazi educativi
situazioni della vita di famiglia; sono inviti a coinvolgere Pavia 2 A.F.S. (P. Olivier): continuazione
proprio la famiglia all’interno della casa.” Le dieci proposte Senago 1 Vangelo di Marco (Ravasi): conti
sono: nuazione
1. le affettuosità in casa
2. celebrare le festività della famiglia
END milano Ottobre 1997 - 11

Il Vangelo in ottonari: per i più, e per i meno, piccini

I DIECI LEBBROSI
Nell’andar di Galilea E al lebbroso ritornato:
fin giù in terra di Giudea, “La tua fede ti ha salvato!”
Gesù colla compagnia Questi poi, per caso strano,
traversò la Samaria. era pur samaritano:
E durante questo viaggio, pe’ Israel quella era gente
vicin giunto ad un villaggio, rinnegata e miscredente.
incontrò dieci lebbrosi, Dio la grazia a tutti dà,
soli, laceri e cenciosi, ma sol chi ringrazierà,
che gridarono: “Maestro, colle preci e col sorriso,
dei miracol tu che hai il destro, avrà in dono il Paradiso.
nella grande tua bontà, Spesso poi chi è già vicino
di noi dieci abbi pietà.” non apprezza il don divino
E Gesù, con far suadente, e dovuta ognor ritiene
disse lor semplicemente: ogni grazia che gli viene:
“Or dai Sacerdoti andate chi è staniero e derelitto
ed a loro vi mostrate.” non reclama alcun diritto
E del lungo lor cammino e ringrazia di gran cuore
fatto solo un pezzettino per i doni dell’amore.
quei scoprirono stupiti
d’esser tutti già guariti.
Ma di lor uno soltanto
tornò indietro a dire quanto
a Gesù riconoscente
col cuor fosse e con la mente.
E il Maestro rattristato,
nel veder lui sol tornato,
disse: “Dieci eran malati
che testè ho miracolati:
or finiti sono dove
quegli ingrati, gli altri nove?”

Ricordiamo a tutti gli Equipiers che il nostro


giornalino nasce da contributi spontanei, che
gli articoli vengono impaginati in modo arti-
gianale e che l’ordine in cui essi compaiono è
solo casuale.
Ricordiamo invece che solo gli articoli firma-
ti “Equipe di Settore” esprimono la posizione
del Settore: tutti gli altri sono proposte che
possono essere oggetto di riflessione e confron-
to, nel rispetto di un fraterno pluralismo
Paolo e Laura Casalone
Gesù guarisce gli infermi
(Duomo di Monreale)
12 - Ottobre 1997 END milano
La Giornata di Settore a Pavia del 25 maggio 1997
LaPreghieradicoppia:esperienzaEND
_

Grazie per averci invitato a questa giornata con questo tema, Poi, un’altra rivoluzione. Nel metodo END, uno dei doveri
perché ci avete permesso, quasi obbligati, da subito a pensare, proposti è quello della preghiera di coppia. Cosa che noi non
meditare su cosa è la preghiera per noi, a cercare di essere più avevamo mai fatto e che pensavamo un ostacolo
coerenti e fedeli a questo impegno-dono. E’ sempre così: il insormontabile.
servizio è un dono “per...”. E’ stata una coppia, allora responsabile di settore e lui
Però, quando ci avete fatto pervenire il vostro giornalino n° fratello di un prete e di un frate, che nella loro compartecipa-
1 del 1997, ci siamo interrogati su che senso aveva venire zione ha detto la sua difficoltà nella preghiera di coppia.
proprio noi, poveri di tutto e grandi peccatori, a parlare di E’ stato per noi come un dirci che era normale trovare questa
preghiera, quando sul vostro giornalino c’era tutto da impa- difficoltà. E da allora è come se fosse caduto un muro che ci
rare anche per noi, dalle riflessioni e dalle testimonianze, separava. E ora preghiamo molto volentieri insieme.
soprattutto da quell’uomo di preghiera e di azione, vero Anzi, dobbiamo testimoniare che la preghiera serale diven-
testimone di Cristo, che è stato l’Abbé Caffarel. ta un momento di riconciliazione tra noi. Infatti, non si può
Ormai avevamo detto di sì e cercheremo di dire solo come pregare insieme se non si entra in relazione tra noi e con il
siamo arrivati noi a scoprire il senso della preghiera, per quanto Signore.
ne siamo capaci e cosa è la preghiera per noi. E’ un po' prendere sul serio l’esortazione:” Non tramonti mai
Intanto diciamo che veniamo da famiglie cattoliche, osser- il sole sulla vostra ira”.
vanti, più di quello che ci proponeva il prete che il Vangelo. Il Questo è già stato per noi un passo avanti anche nella
Vangelo lo conoscevamo pochissimo ed il prete c’era appo- relazione normale. La preghiera insieme ci aiuta a leggerci
sitamente a dirci come dovevamo comportarci. nell’intimità del nostro essere e sentire.
Nel ’47 ci siamo sposati. Io mi sono trasferito dalla campa- Poi insieme, aiutati da tutti, si comincia a leggere e meditare
gna alla città. Si perdono anche un po' le radici storiche e le sui Vangeli. E qui incomincia a cambiare il nostro modo di
amicizie di sempre. Avevamo molta povertà, sono nati 3 figli pregare.
in 6 anni, c’è sempre stato il senso dell’attaccamento alla fede, Sono soprattutto il cap. 6 di Matteo ed il cap. 11 di Luca che
anche se bambina, e alla frequenza alla messa festiva. ci aiutano ad entrare nello spirito della preghiera, come la
Poi è capitato che un figlio, frequentando gli scout, una sera propone Gesù stesso. (Lettura Mt 6, 7-15).
ci dice più o meno questo:” Ci sono persone che con noi non La preghiera del Padre Nostro ci aiuta a riflettere seriamente
hanno nulla a che fare e si preoccupano della nostra formazio- su ciò che noi andiamo a dire al Signore. “Se tu davvero sei mio
ne; mentre voi, che siete i miei genitori, non venite neanche a Padre è altrettanto vero che tutti gli uomini del mondo sono
conoscerli e a informarvi su che cosa ci propongono. Natu- miei fratelli”. E allora devo cambiare il modo di incontrarli, di
ralmente ho accettato subito l’invito. Poi, attraverso la cono- salutarli, di accoglierli, di amarli. A cominciare dal coniuge, dai
scenza e la frequentazione di queste persone mi è stato rivolto figli, dagli altri. Nel bene e nel male, l’altro è mio fratello.
l’invito a partecipare ad una tre giorni. Ho detto più volte di “Fa che tutti ti riconoscano come Dio”.
no. Poi, a seguito della loro bonaria insistenza, ho pensato che Io, noi, non abbiamo il filo diretto per comunicare con Dio.
avrei fatto i miei primi tre giorni di ferie. Ma Lui ci parla attraverso gli altri e attraverso gli avvenimenti.
Era il cursillo di cristianità (o piccolo corso di cristianità). Così come gli altri lo sono per noi, anche noi dovremmo essere
Dopo di me ha partecipato Agostina, poi frequentando il la Sua Parola, la Sua Presenza, il segno del Suo Amore con il
cammino di fede successivo che viene proposto è venuto nostro comportamento quotidiano e feriale. Cioè operare
l’invito a una 2-giorni per le coppie. Era l’esperienza ecclesiale perché la giustizia e l’amore regnino in questo mondo. Perché
degli I.C. agli uomini sia possibile vivere già qui, già ora, il loro pezzo di
Questa esperienza è stata ancora più importante per noi cielo.
perché ci coinvolgeva come coppia. “Dacci il pane per oggi” e aiutaci a condividere sempre con
Dopo 29 anni di matrimonio ha rimesso tutto in discussione. gli altri quello che Tu ci hai donato, perché ognuno abbia la
Il nostro modo di dialogare, la scala di valori, il dialogo genitori- sua razione.
figli: una rivoluzione. Noi siamo i primi a tradire questi messaggi, però sentiamo
Ha anche messo dentro di noi la consapevolezza della anche l’urgenza e il dovere di ritentare ancora una volta, tutti
presenza costante e fedele di Gesù nella nostra vita di coppia, i giorni, per metterci in cammino nel solco giusto.
per aiutarci a vivere meglio il nostro amore, la nostra fedeltà. Quello che diciamo ancora più sottovoce è:” Perdona le
A darle un senso e a renderci conto che Dio ha un progetto nostre offese come noi perdoniamo a chi ci ha offeso”.
su di noi, anche se siamo piccoli, poveri, ignoranti (licenza Gesù ci avverte che il Padre è ben contento e ben disposto
elementare). a perdonarci tutto; ma alla condizione che noi ci disponiamo
Quasi contemporaneamente genero e figlia ci propongono a perdonare le poche offese ricevute che a volte più che offese
l’esperienza dell’équipe. Anche questa volta rifiutiamo. Sia- sono risentimenti per supposti torti ricevuti.
mo vecchi, non sappiamo niente di niente, dove volete che Ci chiede di saper vivere in pace tra di noi, di saperci aiutare,
andiamo? Risposta:” Facciamo una équipe di genitori di di essere solidali. Non è una cosa strana.
équipiers. Voi dovete andare solo all’informativa a vedere Ci viene ora spesso questo pensiero. Quando è che noi
cos’é. Questo capitava 19 anni fa. Siamo ancora qui e contenti siamo contenti dei nostri figli? Qual’é il regalo più grande che
di esserci. ci possono fare? Quando li vediamo che tra loro vanno
END milano Ottobre 1997 - 13
d’accordo. Quando li vediamo che cercano di darsi una mano. avere un dialogo tra loro, con i figli, che scappano di casa. I
Quando tra loro sono solidali, è il massimo per noi. tossicodipendenti con le loro famiglie.
“Se voi, per quanto siate cattivi, sapete dare cose buone, Quante storie, quante persone con la loro storia ci hanno
tanto più il Padre vostro che è nei cieli, darà cose buone a quelli fatto visita, ci hanno fatto scuola.
che gliele chiedono (Mt. 7, 7-10). E non sono storie passate, messe nell’album dei ricordi.
Gesù in questo campo non usa mezzi termini. Mi dice - ci dice Queste situazioni, vissute insieme, ci fanno sentire piccoli,
- ipocrita, tu che dici di amare Dio che non vedi e fai soffrire impotenti a risolvere i problemi, perciò in stato di umiltà. Ma
tua madre, il tuo coniuge, i fratelli che vivono con te. non è vero che non possiamo farci nulla. Che anche nel nostro
E’ un invito solenne ad amare Dio, amando l’uomo, senza piccolo, con i nostri sì, quando siamo capaci di dirlo, possiamo
farne un idolo. essere quell’anello di congiunzione che permette all’altro di
E’ per questo che diciamo questa preghiera sottovoce, sentirsi accolto, non giudicato, percepire un senso di solida-
perché può servire a sottoscrivere la nostra condanna (Luca rietà che permette di sperare ancora e può far nascere quella
18,9-14) voglia di riscatto o di cambiamento o di... riprovare ancora una
Quante volte noi due abbiamo detto, riferendoci a certe volta.
situazioni di povertà che incontriamo:” Se però facessero E bisognerebbe riflettere su ogni parola del Magnificat,
come abbiamo fatto e facciamo noi, ecco che molti dei loro perché la nostra vita possa cambiare radicalmente e in meglio.
problemi sarebbero risolti”. Quante lotte in meno per arrivare ad avere quello che poi
Tutte storie. Quando guardiamo con più serietà la nostra necessariamente dovremo lasciare!
storia e la confrontiamo con un briciolo di serietà con il E quante cose belle, come l’amicizia e la solidarietà, potrem-
Vangelo, perdiamo subito il diritto di giudicare e ringraziamo mo godere già ora, già qui, anziché vivere di lamentele perché
di cuore dei doni ricevuti. Cominciamo a ragionare così: essere qualcosa ci sembra vada storto (foglio bianco - punto nero...).
nati in un luogo ed in un’epoca favorevoli, non è un merito E ci eviterebbe una delusione dopo Matteo 25, 31-ss. Ci
nostro: è un dono. Avere avuto una famiglia e aver ricevuto permettiamo di rileggere una riflessione nostra riportata sulla
un certo tipo di educazione, è un dono, non un merito. Aver Lettera Mensile n. 37 di Maggio-Giugno 1986, dal titolo: “A
fatto certi incontri, anche il nostro esserci incontrati, é un proposito di povertà e di poveri”.
dono, non un merito. La salute che godiamo è un dono. I figli, Concludiamo dicendo che per noi oggi la preghiera è
pur con le loro scelte a volte da noi condivise altre volte no, soprattutto ascoltare il grido di Dio. ”Convertitevi, cambiate
sono un dono: e che dono! vita, finché ne siete in tempo. E’ urgente, è necessario, se
E’ il rapporto amorevole tra loro che ci fa constatare che Dio, volete che l’umanità ed il pianeta possano ancora vivere
che è un Padre davvero buono e che sa quale è il vero bene domani.
per i suoi figli, sarà, é contento di noi solo e quando siamo Dio ascolta il grido dei poveri. E noi due chi ascoltiamo?
solidali, viviamo l’amicizia e la prossimità fra di noi, non in Abbiamo inviato i nostri ringraziamenti per il contenuto
senso stretto. della Lettera Mensile n. 91.
A partire da quelli che vivono con noi, coniuge, figli, Abbiamo detto che rimarrà a portata di mano e di cuore
genitori, altri. Ma anche in senso universale. Operare nel almeno fino al prossimo Natale compreso. Perché il presepio
piccolo, pensare nel grande. L’altro è mio fratello. sia vivo ed attuale. Gesù nasce, vive, muore in ogni bimbo e
Giovanni 13, 12-17: “Avete visto e capito quello che ho fatto in ogni uomo che nasce e vive e muore oggi nel nostro tempo
io e perché l’ho fatto?” nella nostra storia.
E qui entra nella nostra riflessione quotidiana la preghiera La sua passione, il suo calvario non sono finiti 2.000 anni
del Magnificat: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”. fa, ma continuano anche oggi nel martirio dell’uomo, di ogni
Non siamo la salvezza di niente e di nessuno. Chi salva è il uomo. E anche nella serenità e nelle gioia che ogni creatura
Signore. Chi salva è l’Amore. Se grandi cose ha fatto Maria, vive.
è forse solo il fare bene e sempre tutte le piccole cose di ogni E’ un po' un dirci che noi due siamo responsabili della sua
giorno. Con amore. A volte coscienti di quello a cui si va sofferenza e della sua gioia. Non è cosa da poco.
incontro, molto spesso avendo solo fede di Dio e nel figlio. La nostra preghiera oggi è anche invocazione.
E’ il compito possibile che anche a noi viene chiesto. Fare Signore, aiutaci a prendere sul serio la Tua Parola, i tuoi gridi,
bene le piccole cose. la tua sofferenza che si fa visibile nella sofferenza dell’uomo
Come équipiers, sono tre anni che riflettiamo sul brano delle che ci fai incontrare, che ci metti accanto.
nozze di Cana. Signore, salvaci dal dirti cose che poi sono l’esatto contra-
E noi pensavamo tra l’altro al rapporto-dialogo-genitori/ rio del nostro comportarci.
figli. Se ad una nostra richiesta un figlio rispondesse:” Cosa Aiutaci a saper amare, a saper accogliere le nostre diversità
ho a fare con voi, uomo, donna?”, quale sarebbe la nostra come dono, da farne dono.
reazione? Il Vangelo davvero è una scuola permanente per Abbiamo detto che il Signore ci parla attraverso i nostri
ogni situazione che ci è data di vivere. “Perché ha guardato fratelli.
l’umiltà della sua serva” Ci sembra bello concludere con la riflessione di un testimo-
Con chi siamo disposti a confrontarci? Chi è che ci fa ne, di un profeta del nostro tempo: Madre Teresa di Calcutta.
riconoscere che noi due siamo troppo ricchi per vivere da
uguali tra uguali? E’ il nostro mischiarci, condividere, aprire la ILFRUTTODELSILENZIOE’LAPREGHIERA
nostra porta, anzi il cuore, ai poveri concreti, più che andare ILFRUTTODELLAPREGHIERAE’LAFEDE
a fargli visita. ILFRUTTODELLAFEDEE’L’AMORE
E’ il sentirci, amorevolmente finché si vuole, ma giudicati da ILFRUTTODELL’AMOREE’ILSERVIZIO
chi vive situazioni di vero disagio. Senza lavoro, senza casa, ILFRUTTODELSERVIZIOE’LAPACE.
senza salute... il marocchino, lo spagnolo, gli albanesi... alcuni
ricchi di soldi e di cultura, ma poveri perché non riescono ad Gino e Agostina Gallino
Settore di Genova
14 - Ottobre 1997 END milano
La Giornata di Settore a Pavia del 25 maggio 1997
La Preghiera di coppia: esperienza Caresto
LAPREGHIERACONIUGALE(odellacoppia) La preghiera sacerdotale porta il prete a pregare per la sua
Vi sono molti modi di pregare (vi sono persino dei modi comunità-parrocchia. Se con lui ci sono i parrocchiani lui
sbagliati). Alcuni di questi si possono fare da soli, altri in prega molto bene e se non c’è nessuno il parroco li sente come
compagnia (la preghiera comune), altri ancora solo nello stile se fossero lì, intercede per loro; ha presenti i loro problemi;
indicato dalla Chiesa (la preghiera liturgica). Non parleremo chiede a Dio di essere un buon padre spirituale per loro; chiede
della preghiera in generale, ma di quella preghiera che è così di vivere bene il suo sacerdozio.....La “gente” non è un
specifica degli sposi, che solo loro la possono fare, e che fa sovrappiù: è la sua sposa.
particolarmente bene proprio a loro. Per il monaco lo sposo è Cristo; la preghiera tende dunque
Questo tipo di preghiera la chiamiamo preghiera della ad accentuare l’unione con Dio in Cristo. La gente se c’è non
coppia perchè ha di tipico e di caratteristico il suo puntare sulla guasta, ma non è essenziale; la gente ad un certo punto può
coppia, sulla sua capacità di far riuscire bene il matrimonio e disturbare la sua vita comunitaria e la lascia fuori dalla sua cella
la famiglia. Si basa su tutto quello che viene coinvolto dal e dal suo monastero per raccogliersi con la sua comunità e per
matrimonio, quindi non solo la parte più spirituale, ma anche dedicarsi al suo servizio ecclesiale che è fatto di contempla-
quella psicologica, il mondo degli affetti e del sensibile, il zione e di testimonianza..
senso della vicinanza psicologica e corporale. La preghiera laicale si basa sul battesimo e quindi può e deve
Buona cosa certo è pregare anche da soli: anche pregando essere fatta da tutti i laici, anche quelli che non sono sposati
da soli facciamo del bene al nostro matrimonio: tu cresci, io (giovani, celibi ....). E’ la preghiera in cui spicca l’indole
cresco, perciò noi cresciamo. In questo caso io non sono mai secolare, il suo essere dentro il mondo; fatta meno di parole
solo. Certo Dio è con me, ma anche il mio coniuge è ben ed espressioni di preghiera; fatta più di vita vissuta, di
presente nella “mia” preghiera personale. “preghiera implicita” come diremo in seguito.
Buona cosa è anche la preghiera insieme: cioè quando lui La preghiera della coppia è una preghiera laicale e coniugale
e lei pregano contemporaneamente (es.: quando diciamo il che perciò immediatamente finisce per rafforzare la relazione.
vespro o il rosario, insieme). Ma la preghiera della coppia è Come abbiamo descritto sopra, è il matrimonio stesso che ne
qualcosa di ancora più specifico. Pregare “insieme” lo fanno esce rafforzato in modo cristiano.
anche due bambini o due monaci. La preghiera della coppia Nessun altro può fare quel tipo di preghiera perché per
produce un effetto più specifico e particolare. nessuna altra vocazione c’è l’impegno di vivere la relazione
La preghiera di coppia è soprattutto quando noi due siamo coniugale in modo così esclusivo che poi porta per sua natura
insieme e ognuno dei due ha ben presente l’altro; quando lo all’apertura della vita...
sguardo non è fisso nel vuoto o in un Dio lontano, ma nel Dio- Come nella preghiera “monastica” il corpo è importante
Amore che è presente fra noi, con noi, che ci vuol bene e vuole (occhi, mani, seduti, in ginocchio, profumo dell’incenso .....)
che noi ci amiamo in modo perfetto. Lui e Lei pregano cercando così nella preghiera della coppia il linguaggio dei corpi è
di “eccitare” l’amore l’un verso l’altro e insieme verso la vita importante (vicinanza, tenersi per mano, il guardarsi, il sentire
e il mondo. Io prego perché sappia amare fortemente, assolu- la voce, un gesto di tenerezza...) per fare entrare Dio nel
tamente questa creatura che mi è accanto. concreto della mia-nostra vita.
Noi preghiamo l’uno per l’altra, insieme, ad alta voce, perché Anzi, quando i momenti della vita, i gesti tipici del matrimo-
l’altro senta, anche con la mano che si stringe, anche con i nio e le azioni della giornata sono vissuti bene, in Dio,
nostri corpi che sono vicini, anche con lo sguardo che si preceduti magari da una breve invocazione o magari conclusi
incrocia, anche con il cuore che nel frattempo si perdona e con un “grazie”, la vita stessa diventa “preghiera della cop-
rafforza la relazione. La nostra preghiera è molto “incarnata”. pia”.
Gesù non è percepito come “lontano”, raggiungibile solo Un’ altra distinzione può essere utile: preghiera implicita e
chiudendo gli occhi e staccandosi dal concreto della vita, ma preghiera esplicita. Diciamo “esplicita” quando la mia “elevatio
è “sentito” qui con noi: “Dove due o più sono uniti nel mio mentis in Deum” (è la definizione classica della preghiera) si
nome io sono in mezzo a loro”. Può essere utile una prima fa in modo esplicito, con un pensiero cosciente e che passa
distinzione: preghiera “lunga”, preghiera “intensa”. in parole ben precise, ordinate, con frasi complete. E’ quella
La nostra preghiera coniugale può essere lunga o corta; che normalmente viene chiamata “preghiera” o dire le preghie-
come un atto d’amore, essa non ha tempo. Vari sposi si re.
sentono poveri perché non riescono a trovare i tempi lunghi Eppure soprattutto gli sposi scoprono che c’è un altro
che i religiosi invece non fanno fatica a trovare per la preghiera. modo: è la preghiera dell’animo; è lo stato d’animo in preghie-
Ma la nosta preghiera è diversa. Proprio perché essa è molto ra. Alcuni esempi.
incarnata, essa diventa ben presto intensa, anche se non è Il mattino io guardo i nostri bimbi che vanno a scuola dopo
“lunga”. La preghiera dei religiosi o del prete ha bisogno aver detto una breve orazione con loro. Pur senza altre parole
spesso di essere lunga, altrimenti rischia di essere superficiale, di orazione, mantengo dentro di me un forte desiderio di bene
non “intensa”, incarnata. (che crescano in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli
Talvolta, proprio perché la nostra vita è fortemente dram- uomini); oppure fortemente desidero per essi ogni benedizio-
matica, la preghiera facilmente commuove e prende l’animo, ne divina. Questo desiderio così intenso e interiore è una
anche se è breve. La nostra preghiera deve essere fatta di molta preghiera “implicita” molto più prolungata della piccola pre-
vita. ghiera esplicita che ho fatto prima con delle parole e con delle
La preghiera di coppia è diversa dalla forma di orazione di “preghierine”.
altre vocazioni. Quando guardo mia moglie e sono contento del nostro
END milano Ottobre 1997 - 15
amore o quando fortemente desidero che cresciamo e ci “Ascolta Signore la nostra preghiera”
perfezioniamo nel vero Amore, può uscirmi un’ invocazione . Preghiera di ringraziamento
al Signore (che benedica e renda eterno il suo dono in noi). Le “Tu per che cosa vorresti ringraziare Dio adesso?”
parole forse mi si fermano presto; ma può durare invece a Al termine di ogni intezione ambedue dicono:
lungo questo appassionato desiderio di bene. E’ la preghiera “Grazie Signore” (o espressioni simili)
del mio animo che continua, senza parole, a invocare Dio; a . Preghiera di perdono
invocare che il suo regno venga, che si compia la sua volontà “Tu per che cosa chiedi perdono a Dio adesso?
in noi, che noi possiamo essere una coppia bella e perfetta, Al termine della “confessione” di ambedue, dicono insieme
come è perfetto lui. “Padre nostro......rimetti
Già S. Agostino in manie- a noi i nostri debiti come noi
ra efficace sottolineava che li rimettiamo ai nostri debi-
“il pregare a lungo non è tori, e non ci indurre in ten-
come qualcuno crede, lo tazione , ma liberaci dal
stesso che pregare con male”.
molte parole. Altro è discor- Dal libro “Esercizi spiri-
so lungo, altro è uno stato tuali tra le pareti domestiche”
d’animo prolungato. Il do- Comunità di Caresto, Edizio-
vere della preghiera si espri- ni OR 1995
me meglio con i gemiti che
con le parole, più con le LETTURE
lacrime che con i discorsi”. Dal Vangelo di Luca,
Questa preghiera spesso Cap. 11, 1-4
“implicita”, fatta di cuore, Il Padre Nostro.
desiderio appassionato,
volontà di bene è più facile Dal Vangelo di Luca.
per gli sposi che sono “lai- Cap. 18, 9-14
ci” (che si santificano nelle Il pubblicano ed il
realtà terrene), sposati. fariseo.
La preghiera “implicita” è
molto più lunga dell’altra Dal Vangelo di Giovan-
(quella “esplicita”, fatta an- ni. Cap. 13, 12-17
che di parole e di dialogo), La lavanda dei piedi.
che per i laici e sposati molte
volte non riesce ad essere Dal Vangelo di Matteo.
che discontinua e a sprazzi. Cap. 25, 31-40
Forse molti laici e laici spo- Il giudizio.
sati si accorgeranno che in TRACCIA PER IL DO-
realtà pregavano senza es- VERE DI SEDERSI
sere coscienti; molti altri in- Prima ciascuno perso-
tuiranno come possono an- nalmente rifletta per 5-6 mi-
ch’essi avere una vita di nuti, anche scrivendo ap-
preghiera e di unione con punti sul quaderno, poi si
Dio: è l’animo che prega scambia il quaderno o le
con il desiderio forte di bene, proprie condivisioni av-
Uomo in preghiera di Gerhard Marcks
con l’animo retto, onesto, viando un dialogo in cop-
caritatevole... pia.
D’altra parte non è così anche nella preghiera del nostro A volte io faccio fatica a pregare con te soprattutto con la
bambino soprattutto quando è piccolino? Egli quante volte si preghiera di coppia. Perché? Come fare? Possiamo decidere
rivolge a noi non con parole esplicite, ma con gesti o con le ora qualcosa?
lacrime (in fondo cos’é se non una richiesta o preghiera Quali sono gli ostacoli che ci impediscono di fare una buona
“implicita”?). Come il pianto del bimbo suscita sempre l’atten- preghiera di coppia? (il tempo, la svogliatezza, non pieno
zione e la premura del genitore, così tante volte anche noi ci coinvolgimento con te, gusto tutto mio, non mi sento tanto
rivolgiamo a Dio senza parole, ma in altro modo. Come non religioso, mi vergogno....?). Che fare? Possiamo decidere ora
pensare che queste nostre lacrime, aneliti, tensione, appassio- qualcosa?
nati desideri......non siano anch’essi un’implicita preghiera La preghiera personale e di coppia ci aiuta nella vita di tutti
che attira su di noi lo sguardo di Dio? i giorni? E’ un momento di riconciliazione tra noi due? Dio ci
accoglie e ci ama così come siamo. La nostra preghiera ci aiuta
FORMEDIPREGHIERADELLACOPPIA ad accoglire l’altro e ad amarlo ed onorarlo così com’è?
La sera prima di dormire (o anche in un altro momento della Il nostro metodo di preghiera è “recita” o consapevolezza
giornata) un coniuge invita l’altro a pregare con una (o con di ciò che andiamo a dire al Signore? Il nostro pregare è un dire
tutte) le seguenti modalità: al Signore quello che deve fare o è un atteggiamento di ascolto
Preghiera di intercessione per capire cosa Lui chiede a noi?
“Tu cosa ti senti di chiedere a Dio adesso?” Viviamo dei momenti di preghiera per ringraziare e ricono-
L’altro dice............... scere i doni gratuiti ricevuti?
Al termine di ogni intenzione ambedue dicono: Pietro e Sara Calori
Comunità di Caresto
16 - Ottobre 1997 END milano

RESOCONTO ECONOMICO DEL SETTORE DI MILANO


(dall’1/7/1996 al 22/6/1997)

Situazione patrimoniale Dare Avere

Cassa 1.383.000
Avanzo esercizio 1995-96 1.708.000
Perdita esercizio 1995-96 325.000

Totale situazione patrimoniale 1.708.000 1.708.000

Antonio Fazio - Icona venerata in tutta

Conto economico

Entrate
Quote annuali (parte spettante al Settore pari al 30%) 2.485.000
Contributi dei partecipanti alle attività di Settore 1.048.000

Totale entrate 3.533.000

Uscite
Organizzazione incontri di Settore
Ospitalità (contributi per le sedi) 600.000
Offerte ai relatori 350.000
Baby sitters 700.000
Fiori, fotocopie caffè e varie 250.000
Riunione coppie responsabili di équipe
Ospitalità 100.000
Cena, stoviglie di plastica, ecc... 200.000
Spese postali 103.000
Spese giornalino 100.000
Contributi per partecipazione
Nocera - Sacchi PV2 250.000
Frascati - Casalone e Avesani 480.000
Gussago - 4 coppie 280.000
Contributi per:
Bose 100.00
Casa del Giovane 200.000
Libri (temi di studio) 185.000

Totale uscite 3.858.000


Perdita di esercizio 325.000

Totali esercizio 3.858.000


3.858.000
END milano Ottobre 1997 - 17

Ricordo ed eredità di Padre Giuseppe Benvegnu


Padre Giuseppe Benvegnu è morto il 30.6.1997, dopo un to come si può convivere con la malattia e con il dolore senza
lungo periodo di malattia, lasciando numerosi legami: i propri lasciarsi abbattere. Ci raccontò come nei momenti più bui si era
parenti, i confratelli Pavoniani, i suoi parrocchiani e le coppie sentito avvolto da un amorevole abbraccio che gli toglieva
della nostra équipe di Milano 9. ogni paura.
Numerosi sono i ricordi e chiunque lo abbia incontrato li E’ stato sacerdote mosso dall’amore per la Chiesa, per la
custo-dirà nel proprio cuore; tuttavia, come équipe, vogliamo Comunità. Nel movimento END ha vissuto questa tensione
provare qui a fissare alcune immagini che sintetizzino il ricordo camminando con noi: condividendo le nostre difficoltà, por-
di Padre Giuseppe. tandoci parole di libertà e di speranza, stimolandoci a rafforzare
Lo abbiamo incontrato come consigliere spirituale 3 anni fa il nostro impegno per questo cammino di coppia e di coppie.
circa e da subito Padre Giuseppe ci è apparso uomo di fede, La morte di Padre Giuseppe ci ha lasciato quindi oltre ai
con una presenza in équipe che è stata di aiuto nel cammino ricordi un’eredità da vivere. Con la sua vita ci ha testimoniato
di conversione, personale e di coppia, e che ha lasciato un questi valori: l’umiltà, la disponibilità, la tensione alla Comu-
segno in ciascuno di noi. nità. Tesori preziosi che ci accompagneranno sempre. Lo
E’ stata persona umile, discreta, mite, con un atteggiamento ricordiamo allora con la speranza e l’attesa di reincontrarci nel
di sottomissione fiduciosa verso Dio. E’ stata persona di regno dei cieli .
grande umanità con la voglia e la capacità di relazionarsi con Ringraziamo il Signore di averci fatto incontrare nel cammi-
gli altri: durante le riunioni in casa non trascurava di accostare, no di équipe Padre Giuseppe.
seppure per poco, anche i nostri figli. Giovanni e Antonella Grasso
E’ stato uomo disponibile, sempre presente e
attento ai nostri incontri, con una disponibilità
che non è venuta meno anche quest’anno,
nonostante il cancro e le terapie a cui si sotto-
poneva lo avessero indebolito e reso sofferente.
Consigli per gli acquisti
Durante i nostri incontri riusciva a riportare
sul piano della concretezza le nostre riflessioni
quando diventavano puramente teoriche, ma
riusciva anche a farci scoprire come vedere oltre
la routine della vita quotidiana. Quando poi per
la stanchezza della giornata e le difficoltà incon-
trate ci sentivamo schiacciati e inca-paci di
reagire, allora ci ricordava la speranza del nostro
essere cristiani.
Ci aiutava a fare piccoli passi verso la conver-
sione, aiutato in questo dalla sua conoscenza
della vita familiare. Diceva che gli piaceva incon-
trarsi con le famiglie, oltre a noi infatti seguiva
altri gruppi di famiglie della sua parrocchia. Gli
piaceva incontrarsi nelle case, che diceva “sono
più accoglienti di una sala in parrocchia”.
Tra i sacerdoti che abbiamo conosciuto era
quello che meglio capiva quali erano le difficoltà
della vita familiare, ma anche le sue gioie, le sue
risorse. Sicuramente in questo è stato aiutato
dalla sua esperienza. Figlio di contadini, aveva
dovuto rinunciare al desiderio di entrare in
seminario ancora adolescente per aiutare in
casa, com’era tradizione per i figli primogeniti.
Così dopo la terza media si era messo a fare il
contadino a tempo pieno. Solo a 21 anni potè
entrare in seminario. Sorridendo ci disse: “E’
stata dura riprendere a studiare dopo tanti anni”.
Tutto però nei suoi discorsi tradiva una grande
cultura, costruita negli anni.
Quando ci aiutava ad approfondire i testi
biblici, si dimostrava anche un ottimo predica-
tore, nonostante una leggera simpatica balbuzie,
che avrebbe frenato altri ma non lui. Compralo e leggilo attentamente, compreso l'inserto:
Durante l’ultimo anno di vita ci ha testimonia- ne riparleremo insieme fra poco su queste colonne
18 - Ottobre 1997 END milano

Esercizi spirituali all'Eremo di San Salvatore


Signore, fammi strumento
dell’amore e della pace:
dove c’è odio,
ch’io porti amore;
dove c’è discordia,
ch’io porti l’unione;
dove c’è errore,
ch’io porti la verità;
dove c’è tenebra,
ch’io porti la luce;
dove c’è sofferenza,
ch’io porti la gioia.
San Francesco d’Assisi

Oggi, 4 ottobre, è la festa di San Francesco: nel sagrato


del santuario delle Grazie di Monza, mi accingo a scrivere
qualche note sugli esercizi spirituali tenutisi all’Eremo di
San Salvatore, a cui ho partecipato, all’inizio di settembre,
con Paolo.
Il tema degli esercizi era la preghiera “Fate quello che vi
dirà... Voi dunque pregate così... (Mt. 6,9).
Oggi, in questo luogo ed in questo giorno, il pensiero
corre naturalmente a San Francesco, alla sua Assisi così
duramente provata, in questi giorni, dal terremoto.
Ma torniamo ai nostri esercizi..
Ci siamo ritrovati il sabato mattina presto in una quindi-
cina di coppie: dopo i calorosi convenevoli post-feriali
siamo entrati nel silenzio. Dopo la recita delle Lodi don
Silvano ha tenuto la prima delle tre meditazioni.
Non voglio farne qui un semplice riassunto: mi preme
però dirvi come don Silvano ci ha tenuti avvinti, un ten-
Giotto - San Francesco riceve le stigma-
sione. L’argomento era vasto ma il nostro relatore ha pun-
te
tato deciso al cuore del tema “come Gesù pregava” e quin-
di, di conseguenza, “come Gesù ci insegna a pregare”. O alto e glorioso Dio,
Ma soprattutto don Silvano ci ha fatto “un’esercitazione illumina el core mio.
di preghiera”, proponendocene varie forme, facendocene Dame fede diricta,
gustare appieno il valore: è stata certo una bellissima speranza certa,
“riscoperta”, per chi, come noi, viene da un’intensa e carità perfecta,
spesso caotica vita quotidiana. humiltà profonda,
E questo è stato fatto riferendosi a vari passi del vangelo senno e cognoscemento
con un’esegesi semplice ma pregnante. che io serva
Si è poi quindi arrivati alla preghiera di coppia che è li tuoi comandamenti.
preghiera laicale e coniugale, come un dovere di sedersi e Amen.
(FF 593 - 2 Cel 10)
la verifica della regola di vita.
Altri momenti per me significativi sono stati i pasti in
silenzio, sottolineati dalle note sommesse del canto
gregoriano e la liturgia delle ore. RICORDATE?
Come ho già avuto modo di dire in un’altra occasione, fin Nel numero di ottobre 1996 avevamo presentato il
dalla giovinezza, gli esercizi spirituali sono sempre stati per Gruppo Intercessori: la proposta è sempre valida. Di
me un momento significativo ed importante della mia vita preghiera e di intercessione abbiamo sempre biso-
spirituale. gno!
Inoltre l’ambiente semplice ma accogliente dell’Eremo di E' cambiata la coppia di coordinamento. La nuova è:
San Salvatore ha contribuito a creare un’atmosfera di inten- Gianfranco e Maria Solinas
sa spiritualità. Ed il tempo è trascorso in un lampo. Strada Monte Tre Carlini, A/13
Lidia Avesani 74015 MARTINAFRANCA (TA)
Monza 1 Tel. 080-8800021
END milano Ottobre 1997 - 19

Poppi e Silvia Simonis lasciano C’eravamo abituati:


Poppi e Silvia, preparati,
ben presenti ogni momento
a ‘sto grande movimento,
ci guidavano in sessione
colla massima passione.

Una vita mai da soli,


ché sei sono i lor figlioli,
e a riempire poi i lor vuoti,
nove splendidi nipoti.

Ma lor tempo hanno trovato,


qui nel lustro del mandato,
per guidare con gran vaglia
gli équipiers di tutt’Italia.
Dopo cinque anni di appassionato servizio alla
guida di équipe Italia, Poppi (Giuseppe) e Silvia Gesù disse: “Chi comanda
Simonis hanno lasciato l'incarico con la sessione
guardi me nella lavanda
estiva di Nocera Umbra.
Come tutti sapete nelle E.N.D. non ci sono gerar- e sia primo nel servire,
chie: a chi ha i talenti viene chiesto il servizio (e di non nel farsi riverire.
solito il buon Dio ci mette poi del suo, in aggiunta,
quando uno accetta di spendersi). Poi, finito il peri-
odo "avanti un'altro". Sono END tre letterine
Sono stati, Poppi e Silvia, "fratelli e genitori" di che in inglese stan per “fine”:
ogni coppia, attenti a tutti, memori di tutti i fatti or nel nostro movimento
personali di cui erano stati informati, assidui nella ogni impegno ha il suo momento:
preghiera.
A Nocera Umbra ho composto e recitato per loro altri poi ci seguiranno
la breve poesia che trovate accanto. e di certo ben faranno.
Ora tocca a Carlo e Maria Carla Volpini, di Roma,
ai quali va da subito il nostro augurio di buon lavoro
C’è lo Spirto del Signore
ed il nostro sostegno nella preghiera, con un "grazie"
a tutto tondo per essersi presi "la rogna..." che ci colma del suo amore
P.A. e ci dà la competenza
per servir con diligenza:
ed è questa la bellezza,
che ogun dà la sua ricchezza.

Da ogni dove provenienti


noi siam lor riconoscenti:
quai fratelli o genitori
per noi sono due tesori!

Ricordate Artur Rudaj? Ringraziamo il Padre buono


Ne abbiamo parlato sul giornalino di febbraio 97. che ci fè ‘sto grande dono
Angelo e Pinuccia Bonne ci fanno sapere che Artur ci d’esser stati ben serviti
è sempre grato dell'aiuto economico ricevuto dal nostro
e nel mentre riveriti.
settore, è stato promosso a scuola, e ci chiede di rendere
pubblico il suo "grazie" dalle colonne del nostro gior-
nalino. Lo ringraziamo della sua gratitudine. Poppi e Silvia di gran cuore,
grazie per il vostro Amore!
20 - Ottobre 1997 END milano

LE NOSTRE RUBRICHE
L’angolo dei ghiottoni
Torta di uova (dal ricettario del settecento di
don Felice Libera, di Avio (TN),
mio antenato):
La pasta: pigliate dodici oncie di
bella farina di formento, sei oncie di
buon butirro fresco, sei oncie di zuc-
chero, poco sale, due rossi d’uovo, e
acqua rosa, o acqua comune, oppu-
re latte, o vino bianco a discrezione
per formare una pasta nè dura, nè

FIOCCO ROSA
tenera: avvertite di adoperare tutto freddo, e di non
maneggiare tanto la pasta, poiché si farebbe troppo
nervosa, e anderebbe soggetta a crepare.

Miriam Corradini, figlia di Attilio ed Eliana, La torta: Pestate bene nel mortajo otto rossi d’uova cotti
dell'équipe Milano 9. duri; poscia uniteci due oncie e mezzo di butirro fresco,
Viene a far compagnia ad Elisa. scorza di limone col suo agro, zucchero a piacere, e poca
cannella in polvere, e pestate di nuovo ogni cosa insieme;
indi distendete questa composizione sopra l’ostia all’al-
tezza della schiena d’un coltello, ma nel mezzo più sottile
per poterci mettere poi qualche altra cosa, cioè conserva
Buon umore in pillole di ampomole, di fraghe, oppure uva candiota, o mandole
Quattro suore vanno in macchina ad un con- pestate; e poi fateci sopra una gratella di pasta sfragola
vento lontano. Ad un certo punto il motore descrittavi sopra, e mandatela al forno per far cuocere;
starnuta e si pianta: è finita la benzina. Un ma avvertite che il forno sia solamente tiepido.
chilometro prima avevano però passato un di- (1 oncia=30 grammi - ampomole=lamponi - fraghe=fragole)
stributore e due di loro tornano a piedi per Lo chèf Lino Opeavasa
rifornirsi.
Il benzinaio però ha finito le sacche di plastica:
"Sorelle, non ho un contenitore adatto. Qui die-
tro c'è però una discarica; forse potreste trovare
qualcosa di adatto".
Sommario
Argomento Pag.
Detto fatto le suore ritornano dopo pochi mi-
Editoriale- Paolo e Laura Casalone 1
nuti con un vecchio pitale, ancora integro.
Il benzinaio vi versa un litro di super e le suore Programma dell'anno 1
tornano alla macchina: stanno, con la massima Mattino a Chiaravalle - Andrea e Giovannella Luquer 2
attenzione, versando la benzina nel serbatoio Litanie dei Santi per la famiglia 3
quando passa un camionista che si ferma di Fate quello che vi dirà - don Maurilio Frigerio 4-5
botto, abbassa il finestrino ed esclama: "Sorelle, La preghiera durante la riunione - A. e G. Luquer 6-7
che fede!..." Una bella serata con i consiglieri spirituali 8
Una preghiera insieme 9
Spulciando in libreria - Alberto e Tiziana Farotto 10
Redazione: Paolo e Lidia Avesani Temi di studio delle équipes di settore 97-98 10
Equipe Monza 1 I dieci lebbrosi 11
Largo Esterle, 3 - 20052 MONZA (MI)
La preghiera di coppia - Gino e Agostina Gallino 12-13
Tel. 039-389729
La preghiera di coppia - Pietro e Sara Calori 14-15
Per i Milanesi Paolo è reperibile c/o Bilancio del Settore 1996-97 16
A.I. Automazione Industriale sas Ricordo di padre Benvegnu - G. e A. Grasso 17
Via Monte Santo, 112 - CINISELLO B. Ritiro all'Eremo di San Salvatore - Lidia Avesani 18
Tel. 02-66013014 - Fax. 02-66014388 Poppi e Silvia lasciano - Paolo Avesani 19
Cellulare 0336-803336 Le nostre rubriche 20
END milano Ottobre 1997 - 21

Giornata di Settore:
UN PUNTO DEL METODO
Domenica 25 maggio 1997

LA PREGHIERA
IN COPPIA
Relatori: Agostino e Gina Gallino (END Genova)
Pietro e Sara Calori (Com. di Caresto)

Programma
8,45 Accoglienza
9,15 Preghiera (Senago)
9,30 Testimonianze (Gallino e Calori)
11,00 Dovere di sedersi
12,00 Santa Messa
13,00 Pranzo frugale al sacco
14,30 Equipes di formazione
16,15 Magnificat e saluti

ISTITUTO SUORE MARIA CONSOLATRICE - PAVIA


Via Brianza 1/3 - Zona Dosso Verde - Tel. 0382-466939
Confermare la partecipazione entro il 18maggio 1997 a Michele e Dina Dicorato, tel. 0382-577343
oppure a Ludovico e Maria Luisa Lacognata. tel. 0382-579581