Sei sulla pagina 1di 80

Capitolo I ORIGINI DELLARCHITETTURA BIOCLIMATICA CENNI INTRODUTTIVI

1.1 I criteri ispiratori cui la casa ecologica deve informarsi sono tre: la salute del corpo, la serenit dello spirito e larmonia con lambiente. 1 Questi principi trovano la propria ragion dessere nellesperienza umana e nella tradizione della tecnica costruttiva delle culture indigene di tutto il mondo. na breve riflessione su !uesti aspetti ci permette di comprendere come la funzione primaria della casa sia inscindibilmente legata a una necessit di soddisfacimento del benessere psicofisico delluomo. In !uesto senso " necessario prendere in considerazione la possibilit di assicurare un adeguato comfort abitativo, cos# come anc$e lintimit e larmonia della casa in rapporto allambiente esterno. %roprio per !uesto motivo, possiamo concludere c$e la casa, luomo e lambiente sono elementi strettamente legati tra loro e di conseguenza costituiscono lespressione di ununica entit c$e si caratterizza essenzialmente in scambi reciproci e in una mutua collaborazione. & ' !uesto punto " necessario spostare langolo visuale della nostra indagine sulle origini dellarchitettura bioclimatica e sulla sua evoluzione nel corso dei secoli. Queste devono essere ricercate nella nascita del genere umano. (e prime forme spontanee darc$itettura rurale risalgono, com" noto, alla %reistoria, cos# come anc$e i primi insediamenti edilizi conosciuti. ' partire da !uesto momento le tecnic$e costruttive furono oggetto di una continua evoluzione improntata a garantire principalmente il benessere e il comfort degli spazi abitativi. (a !uasi totale assenza di mezzi tecnologici non imped# in seguito alle civilt classic$e di dedicare la propria attenzione a tutti !uei problemi riguardanti il cosiddetto controllo climatico degli edifici. )on potendo disporre, com" ovvio, delle attuali apparecc$iature per il riscaldamento e il raffrescamento domestico, si era necessariamente portati a ricorrere allo sfruttamento delle risorse naturali disponibili con lo scopo di sopperire, per !uanto fosse possibile, al proprio fabbisogno energetico. (a realizzazione dellarc$itettura era, proprio per !uesto motivo, inscindibilmente legata allofferta delle risorse naturali del luogo geografico dappartenenza. In tal senso lo sfruttamento delle risorse naturali non poteva esaurirsi semplicemente nel ricorso ai materiali edilizi del luogo in particolar modo per !uel c$e riguardava la costruzione della struttura edilizia, ma anc$e la forma, la sagoma e laltezza dei muri. *utto !uesto doveva trovare, in ultima analisi, il proprio compimento nella ricezione della luce solare. +olo in !uesto modo per i nostri predecessori era possibile ottenere dal cielo !uei vantaggi necessari al soddisfacimento del proprio fabbisogno energetico. Il rapporto con le forze della )atura si basava, a differenza di !uanto accade oggi, su precisi e!uilibri c$e portavano a concepire il rispetto per lambiente circostante soprattutto nellottica delle possibili influenze anc$e negative c$e i fenomeni naturali ,terremoti, eruzioni vulcanic$e, alluvioni ecc.- svolgevano o potevano svolgere sulla terra e sulle attivit umane. Inoltre, sotto il profilo meramente speculativo, si ricorreva allosservazione diretta dei fenomeni naturali col fine di trarne dei vantaggi nella
1

vita !uotidiana. In tal senso gli antic$i erano soliti seguire scrupolosamente i risultati provenienti dalle loro osservazioni nel preciso intento di trovare un corretto e!uilibrio tra bisogni materiali e risorse naturali del luogo. +otto il profilo strettamente arc$itettonico, " noto sin dallantic$it, come la realizzazione di una casa, di un tempio, di una strada o in epoca romana di un foro o di una basilica fosse soggetta a tutta una serie di precetti con valore normativo. . /i sono tutta una serie di leggende c$e narrano di citt realizzate seguendo lispirazione divina in relazione a una precisa geometria sacrale rispondente non solo allorientamento del sole, ma anc$e alla configurazione delle costellazioni zodiacali, alle !uattro direzioni cardinali e agli elementi naturali, !uali il fuoco, laria, la terra e lac!ua. 0 'nc$e i 1reci, gli 2trusc$i, i 3omani, come altri popoli antic$i, erano soliti attribuire allarc$itettura un carattere divino. Infatti prima di costruire una citt si era soliti interrogare le divinit propizie del luogo attraverso tutta una serie di culti e rituali prestabiliti. )on dobbiamo inoltre dimenticare c$e la consapevolezza della presenza di suoli non completamente salubri e !uindi particolarmente aggressivi per la salute umana $a origini antic$issime. %er !uesto motivo lattivit insediativa era preceduta da unattenta osservazione deventuali anomalie del comportamento vegetale e animale. /I*3 /I4, arc$itetto e ingegnere militare del I secolo d.C., ci informa c$e gli antic$i erano soliti esaminare il fegato dei capi di bestiame c$e si trovavano a pascolare nei luog$i in cui si decideva di fondare una citt o un accampamento stabile e se alla prima prova !uesto risultava bluastro e infetto, sacrificavano altri animali, essendo in dubbio se lorgano fosse stato danneggiato da una malattia da un difetto dellalimentazione. ' !uesto punto si
&

procedeva alla verifica dell ac!ua e della pastura. Questindagine permetteva di appurare le condizioni di salute e di consistenza del fegato e se erano riscontrate delle anomalie, allora si deduceva c$e lac!ua e il cibo disponibili per natura in !uei luog$i sarebbero stati nocivi anc$e allorganismo umano e per !uesto motivo si preferiva trasferirsi altrove, per poter assicurare la salubrit degli abitanti. 5 Come abbiamo avuto modo di rilevare in precedenza, lapproccio naturalistico allarc$itettura era comune a molte tra le civilt antic$e e sar ripreso, come vedremo pi6 approfonditamente nei prossimi capitoli, anc$e da (eon 7attista '(723*I. %ossiamo prendere in considerazione, in tal senso, la cultura tradizionale cinese, la !uale, pur tenendo nel debito conto le diversit delle proprie origini, cos# come anc$e la diversit del contesto geografico dappartenenza, risulta avere alcune sorprendenti analogie con la civilt greca e in particolare con il pensiero filosofico presocratico. 'nc$e in !uesto caso notiamo come losservazione diretta dei fenomeni naturali !uali ad esempio i cicli stagionali, lalternanza giorno 8 notte, visti nelle loro costanti mutazioni e nelle loro opposizioni, sia uno tra gli elementi fondamentali della riflessione filosofica. 9al pensiero taoista discende il :eng8 +$ui, il cui etimo si riferisce a due dei !uattro elementi naturali: :eng significa infatti vento, mentre +$ui si riferisce allac!ua, intesa come elemento energetico e vitale. )on si tratta solo di una tecnica urbanistica, ma anc$e di una sorta di medicina dell$abitat c$e, in base a indagini arc$itettonic$e, astrologic$e, astronomic$e e geologic$e, $a elaborato in !uattromila anni le conoscenze per edificare, ristrutturare e proteggere una casa, ma anc$e un tempio o un palazzo reale in modo c$e le energie ;in e ;ang

fluiscano in armonia, senza c$e luna prevalga sullaltra. Il :eng deve essere visto nella sua accezione di etere impalpabile, sottile e trasparente e c$e come tale pu< essere sul momento modellato dal vento e dal vapore. Questi due elementi naturali, a seconda di come sono concepiti e utilizzati, possono essere tra i responsabili principali sia del benessere !uanto del malessere delluomo. %roprio per !uesto motivo era ritenuta indispensabile, ai fini della realizzazione dellarc$itettura, unadeguata conoscenza delle condizioni ambientali e climatic$e del luogo geografico dove sintendeva costruire. +olo attraverso il rispetto di !ueste regole era possibile assicurare la sanit fisica delluomo oltre c$e il suo benessere spirituale e psic$ico. Il :eng8+$ui " una disciplina scientifica assimilabile per molti versi allattuale geobiologia, la !uale, come riferisce letimo stesso della parola, mette in relazione la geologia intesa come studio dei fenomeni terrestri e la biologia c$e invece si occupa dei fenomeni vitali !uali !uesti si presentano nellinsieme degli esseri viventi. Il :eng8+$ui pu< essere inoltre inteso come una scienza volta alla progettazione e allorganizzazione degli spazi interni ed esterni attraverso il riferimento costante alle forze della )atura. 9i fatti nella realizzazione di unabitazione, di una strada, o di un intero villaggio " necessario tener conto dellorientamento solare, della direzione dei venti, e dellorografia. )ella Cina settentrionale, ad esempio, esistono ancora oggi villaggi c$e si sviluppano lungo assi ortogonali rettilinee. I percorsi urbani sono, per !uesto motivo, intenzionalmente stretti, curvi o spezzati nellintento di poter accelerare il moto dellaria in modo da garantire una ventilazione adeguata alle costruzioni. (o sviluppo della rete viaria era scandito dai vicoli, dagli spazi aperti delle corti esterne, dalle rispettive

condizioni di scuro e c$iaro c$e conseguono da !uesto tipo di disposizione. Questa soluzione garantiva il cosiddetto Qi da intendersi sia come circolazione dellaria, ma anc$e secondo la superstizione popolare, come ricc$ezza e cattiva sorte. na tale scansione permetteva !uindi di far s# c$e allinterno del villaggio vi fosse un ricambio daria appropriato, c$e sostasse negli slarg$i per penetrare poi nelle abitazioni, i cui ingressi non sono mai disposti sullo stesso asse ortogonale al percorso, in modo da assicurare non solo la privac=, ma soprattutto lassenza di correnti trasversali violente e conse!uenzialmente nocive, indicate come: cattivo Qi. (ingresso di ogni abitazione " per !uesto motivo provvisto di un muro paravento con lo scopo di regolare i flussi daria provenienti dai cavedii interni alle abitazioni, c$e ricordano lontanamente le corti della casa tradizionale classica cinese. Questa concezione naturalistica dellarc$itettura affonda, nella nostra cultura, le proprie origini nellopera di /I*3 /I4. )el suo De Architectura ci viene mostrato come le civilt classic$e abbiano saputo stabilire, nel tempo, un rapporto proficuo con la )atura, nellottica di unefficace realizzazione dellarc$itettura. 2gli dice, a riguardo, nel sesto libro di !uestopera c$e gli edifici saranno disposti correttamente se in primo luogo si far attenzione a in !uali regioni o in !uali latitudini del mondo siano costituiti. 2 infatti sembra opportuno siano istituiti tipi di edifici in un modo in 2gitto, in un altro in +pagna, non nella stessa maniera del %onto, diversamente a 3oma, cos# pure a seconda delle altre peculiarit di terre e regioni, poic$> in una parte la terra " premuta dal corso del sole, in un?altra si trova a una lunga distanza da !uesto, in unaltra lungo la sezione mediana " temperata. %er !uesto motivo possiamo aggiungere c$e il mondo "
.

costituito in rapporto allambito della terra sullinclinazione del cerc$io dello zodiaco e sul corso del sole con peculiarit diverse, altres# sembra c$e le costituzioni degli edifici debbano essere disposte in rapporto ai caratteri delle regioni e alle variet del cielo. @ Questo passo di /I*3 /I4 risulta sin da una prima lettura estremamente significativo in !uanto riferisce sul procedimento seguito, sin dallantic$it, dagli arc$itetti o dai costruttori nella realizzazione di un !ualun!ue edificio. Questo consisteva essenzialmente nel trovare una corretta ubicazione delledificio in relazione alle caratteristic$e ambientali del luogo e nel tenere nella dovuta considerazione le condizioni climatic$e ed atmosferic$e. +empre a tal proposito sar necessario, in ogni opera, vagliare ed esaminare anc$e il tipo di materiali, la forma delledificio e la vicinanza con altri edifici, ecc. Questa procedura permetteva di sfruttare nel modo adeguato i vantaggi energetici derivanti dalla luce solare e altri fattori naturali utili ai fini della climatizzazione interna degli edifici. )on dobbiamo, infatti, dimenticare c$e due edifici situati nella stessa zona o a distanza non rilevante possono avere un diverso microclima ed essere soggetti a fattori naturali e climatici differenti tali da implicare uno studio e una realizzazione del progetto diversa da !uella c$e si era inizialmente prevista. Questa concezione dellarc$itettura, c$e, come " stato detto in precedenza, veniva condivisa da numerose tradizioni edilizie nel passato, " stata abbandonata a partire dal secondo dopoguerra. (enorme disponibilit di materie prime e la loro riconversione a fini energetici $a portato le attuali concezioni edilizie a fare utilizzo di sofisticati impianti artificiali di climatizzazione usati indiscriminatamente indipendentemente dal clima e dalla
0

latitudine. Questa forma di omologazione subita dallarc$itettura $a fatto s# c$e ovun!ue nel mondo sia possibile ununica soluzione abitativa il pi6 delle volte completamente estranea alle caratteristic$e ambientali del luogo prescelto e alle tradizioni arc$itettonic$e autoctone. Questo modo di intendere larc$itettura e ledilizia finisce inoltre con lessere spesso in netto contrasto con lidentit stessa delle popolazioni del luogo. *utto !uesto porta inevitabilmente ad un dispendio notevole del patrimonio energetico per ci< c$e riguarda le materie prime e lenergia artificiale oltre a essere tra le cause principali di in!uinamento ambientale e di distruzione di interi ecosistemi naturali. A In un contesto potenzialmente drammatico come !uesto, larchitettura bioclimatica pu< darci una mano preziosa per la tutela e la conservazione delle risorse naturali non ricostituibili e per la difesa degli ecosistemi ambientali. +embra !uindi profilarsi la necessit di un ripensamento globale dellarc$itettura e pi6 nello specifico dellurbanistica in rapporto al clima e alle risorse del luogo nellauspicio c$e !uesto possa portare a una presa di coscienza da parte di molti professionisti per !uel c$e riguarda la progettazione e la sua concezione di base. (a via c$e conduce ad un rinnovamento dellarc$itettura in unottica di tipo bioclimatico passa principalmente da una riduzione sensibile dello sfruttamento dellenergia artificiale e al recupero delle soluzioni costruttive bioclimatic$e a cui la nostra tradizione arc$itettonica faceva ricorso, le !uale dovranno successivamente essere integrate agli studi di climatologia applicati alle costruzioni e alla salute delluomo. 1.2 (a nostra indagine a !uesto punto deve necessariamente soffermarsi su una panoramica c$e, pur non pretendendo di essere esaustiva, possa confermare !uanto esposto prima sulla necessit di un

ripensamento dellarc$itettura in unottica bioclimatica. (e costruzioni edilizie, c$e passeremo ora a descrivere, appartengono a contesti geografici diversi sia sotto il profilo climatico e c$e della latitudine. %er !uanto la loro realizzazione sia avvenuta facendo ricorso a materiali, stili e tecnic$e costruttive distinte, rispondono a una appropriata lettura dei fenomeni climatici del luogo prescelto ai fini della costruzione. Questo approccio costruttivo aveva permesso la realizzazione di soluzioni abitative originali, razionali e altamente confortevoli. Come " risaputo, laddove lirradiazione solare " molto forte, come ad esempio in 2gitto, gran parte delle abitazioni del passato ricorrevano a coperture a forma di cupola o pseudocilindric$e sviluppate in altezza. Questa scelta tipologica trova principalmente la propria ragion dessere nel tentativo di ridurre le superfici di copertura, c$e a !uesta latitudine risc$ierebbero di essere troppo esposte alla luce solare. (e rimanenti superfici al pian terreno ricevono cos# una maggiore ombreggiatura. Queste sono solitamente occupate da cortili o c$iostri interni c$e sono di per s> esposti allombra. In !uesto modo allinterno degli ambienti prospicienti i cortili o i c$iostri si crea un processo naturale di condizionamento dellaria. In Barocco troviamo, ad esempio, alcune particolari abitazioni i cui soffitti sono tagliati verticalmente attraverso una serie di condotti c$e $anno la funzione di permettere allinterno la circolazione e !uindi il ricambio di !uellaria viziata o comun!ue troppo calda. (Iran ci fornisce un altro esempio interessante sotto il profilo costruttivo nelle cosiddette torri a vento. In !uesto caso il raffreddamento dellaria calda avviene attraverso levaporazione c$e viene accelerata dallaria fredda immagazzinata durante la notte captata attraverso il

sistema della torre a vento. Queste torri di altezza superiore rispetto alle costruzioni circostanti sono orientate secondo la direzione del vento c$e soffia in !uel luogo. 2sse fanno ricorso durante la notte allimmissione del vento fresco attraverso dei condotti c$e raggiungono linterno dellabitazione permettendo cos# il raffrescamento. (aria nellambiente interno, immagazzinata durante la notte, si mantiene gradevole anc$e durante il giorno. 'ltri esempi di arc$itettura bioclimatica possono essere rintracciati nelle case afgane i cui tetti sono realizzati con pagliericci inumiditi con lo scopo di abbassare la temperatura interna. In India troviamo poi alcuni tipi di costruzioni le cui coperture vengono realizzate con cisterne dac!ua e le cui mura esterne vengono intarsiate per permettere il raffreddamento degli ambienti interni. (e costruzioni di cui abbiamo finora parlato si caratterizzavano inoltre per lessere dotate di una pesante struttura muraria esterna in grado di offrire il miglior isolamento termico ed acustico possibile. )ei climi caldi lo spessore murario delle abitazioni consente di trattenere il calore del sole durante il giorno, rallentando, per effetto dellinerzia termica dei materiali, la velocit con cui gli interni si riscaldano. 9opo il tramonto, infatti, la radiazione solare accumulata allinterno della struttura muraria, viene ceduta allinterno dellabitazione. *utto !uesto " importante poic$> aiuta in !ualc$e modo a mitigare gli sbalzi di temperatura durante la notte. 9inverno, nei climi temperati, il riscaldamento domestico viene attuato attraverso la massiccia muratura dei camini i !uali, come " noto, sono dotati di cappa e comignolo. Questultimi $anno la funzione di immagazzinare il calore di giorno !uando il camino " acceso, per poi
5

restituirlo lentamente durante la notte !uando il fuoco viene spento. In !uesto contesto si inseriscono tutte !uelle soluzioni adottate nelle case romane o negli ambienti termali per consentirne il raffrescamento e il riscaldamento. )elle case patrizie il riscaldamento avveniva per mezzo dellaria calda prodotta dai focolai sotterranei ad ipocausto, i !uali venivano costantemente alimentati dalla combustione della legna. (aria calda prodotta veniva fatta circolare sotto i pavimenti rialzati delle case attraverso un sistema di pile di mattoni, la cui altezza variava dai sessanta agli ottanta centimetri. In certi casi si ricorreva allutilizzo di pareti verticali c$e fungevano da superfici radianti allinterno delle !uali laria calda era fatta circolare attraverso un sistema di intercapedini, costituito da tubi e tegole con pedungoli, per essere infine evacuata attraverso le canne fumarie poste sul tetto. Questa particolare soluzione permetteva di mantenere pi6 o meno costante la temperatura interna. Inoltre lac!ua c$e si trovava allinterno delle costruzioni era riscaldata attraverso delle caldaie e successivamente riciclata ed utilizzata in vario modo. Inoltre esisteva un altro tipo di sistema di riscaldamento c$e, oggi diremo centralizzato, di cui beneficiavano intere zone residenziali e complessi termali. (aria, portata ad elevata temperatura, in ununica grande caldaia, veniva poi immessa nelle intercapedini delle pareti e sotto i pavimenti. %er !uanto riguardava invece il raffrescamento degli ambienti, si riteneva indispensabile accertarsi della disposizione dei locali in base allorientamento del sole e alla direzione dei venti dominanti e in particolare si sfruttavano le brezze estive marine, !uali ad esempio, nel caso di 3oma, il cosiddetto ponentino. In alternativa si poteva fare ricorso ad una
@

disposizione razionale della vegetazione dei giardini in modo da procurare delle adeguate zone dombra e un grado dumidit confortevole oppure allevaporazione dellac!ua delle fontane, delle vasc$e o delle piscine. Quanto sopra descritto permetteva unintegrazione pressoc$> perfetta tra le costruzioni e lambiente del luogo geografico in !uestione. C noto infine come gli arc$itetti, nellesecuzione dei loro progetti, spesso si siano ad affrontare avversit climatic$e talora impreviste e come, attraverso un puntuale ricorso a materiali appropriati, !uali ad esempio mattoni o pietre reperiti in loco, abbiano potuto escogitare soluzioni costruttive non solo ardite, ma anc$e, e soprattutto, confortevoli e c$e per !uesto motivo dovrebbero fungere al giorno doggi da esempio per gli arc$itetti. I frutti di !uesta ricerca trovano precise rispondenze nel rapporto c$e i nostri predecessori erano riusciti a stabilire con lambiente in cui vivevano. Questaspetto " particolarmente importante in !uanto evidenzia unavanzata concezione progettuale e insediativa e soprattutto molto pi6 attenta rispetto a !uella odierna alle condizioni ambientali, climatic$e e geografic$e. 1.3 9opo aver illustrato !uesta rapida panoramica rivolta allarchitettura bioclimatica, riteniamo dobbligo tentare una !ualc$e riflessione in proposito, pur non pretendendo, ovviamente, di fornire una soluzione risolutiva ai numerosi problemi c$e un approccio bioclimatico dellarc$itettura pu< comportare. C necessario fare presente, in !uesto contesto, come a tuttoggi manc$i una vera e propria storia di !uesta disciplina eccezione fatta per !ualc$e contributo scientifico proveniente, nella maggior parte dei casi non dagli addetti ai lavori, come

converrebbe, ma addirittura da arc$eologi, medici o scienziati. 1li storici dellarc$itettura $anno spesso e volentieri, allinterno delle loro ricerc$e, affrontato non con la dovuta preparazione e competenza i problemi legati al rapporto esistente tra arc$itettura e fattori ambientali, tralasciando talvolta di prendere in considerazione i numerosi aspetti legati alle influenze meteo, macro e microclimatic$e. )onostante in epoca antica non vi fossero tecnologie sufficientemente adeguate, !uali ad esempio pannelli e serre solari, cellule fotovoltaic$e, turbine eolic$e, apparecc$iature per laccumulo di calore e altro, per sfruttare al meglio i fattori ambientali del luogo, le soluzioni edilizie e i materiali adottate risentivano pi6 da vicino di un approccio legato al controllo climatico dellarc$itettura. Questi cenni introduttivi, pur rappresentando un esiguo contributo nella

descrizione delle soluzioni abitative adottate nel tempo, intendono fornire al lettore unidea generale in proposito. 9obbiamo comun!ue rilevare, a scanso di e!uivoci, c$e non tutti le abitazioni avevano re!uisiti di tipo bioclimatico: !uesto non per trascuratezza da parte del progettista, ma perc$> !uesto tipo di criteri adottati venivano seguiti principalmente nelle abitazioni patrizie, anc$e se dobbiamo riconoscere c$e !uesta tradizione si " diffusa successivamente anc$e nellarc$itettura rurale o spontanea, in !uanto gli abitanti della campagna, risentendo pi6 da vicino del contatto diretto con i fenomeni ambientali e climatici, sono portati a ricorrere naturalmente al loro impiego.

Cfr. 9avid %earson, La casa ecologica, Bilano, *ouring Club Italiano, 1DED, p. 15
&

In !uesti ultimi tempi si sta affermando nei movimenti ecologisti il concetto dellarc$itettura ecologica: la casa " considerata come un piccolo ecosistema c$e interagisce con lecosistema pi6 grande di ,terra- c$e " il concetto greco di madre terra ovvero sia della nutrice di tutti gli organismi viventi ivi compreso luomo e conse!uenzialmente dellarc$itettura come sua diretta emanazione. %er gli antic$i greci la madre terra dava vita a ogni cosa e il suo favore si rivelava di grande aiuto nellottenimento di un buon raccolto.
. 0

del *oltec$i, nel Bessico precolombiano aveva un centro sacro, diviso in due parti, raffiguranti il cielo e la terra.
5

Cfr. /itruvio Barco %ollione, De Architectura, a cura di 2. 3omano, '. Corso, %. 1ros, *orino, 2inaudi, 1DDA, /ol. I, (ibro I, p. .D.
@

Cfr. /itruvio Barco %ollione, De Architectura, 4p. cit.,/ol. II, (ibro /I, p. E&A.
A

Cfr. /itruvio, De Architectura

Cfr. 2mile Fola, Che cos la tradizione, Bilano, 1DA1, p. 10E. (autore scrive: (a citt arcaica fu anzitutto un simbolo, luogo di contemplazione mistica, soltanto in un secondo tempo si ridusse a borgo fortificato e centro di lavoro e di scambio. Il suo sito era scelto per ispirazione divina e determinato secondo un rituale di geometria sacrale. (a sua compagine forniva una ricapitolazione del cosmo si poneva come centro della terra dell omo 9ivino. *utto vi era funzionale a fini contemplativi e stellariG. Cos# fu per +ippar in Besopotamia, la citt c$e aveva il suo arc$etipo nella costellazione del Cancro, per )ippur c$e si ispirava allorsa Baggiore, per )inive c$e era stata costruita dal 3e +ennac$erib secondo la configurazione del cielo. Come racconta 2rodoto, 9ioce nellantica Bedia aveva sette cerc$ia di Bura ognuna di un colore diverso dallaltro, ciascuna delle !uali simboleggiava un pianeta 8 *eoti$uacan la capitale

Cfr. Dizionario dellambiente voce ecosistema, a cura di 3. 7oltri e '. (ev=, 3oma, 2ditori 3iuniti, p. 1H. e p. 1DE. *utte le comunit di una data area, considerate insieme con il loro ambiente abiotico in cui si $a una rete trofica pi6 o meno completa. necosistema naturale " di solito unarea ben riconoscibile. 4ggi lambiente fisico di molte citt del mondo industrializzato e notevolmente in!uinato, sia dagli scaric$i del riscaldamento domestico sia dal traffico automobilistico c$e dalle varie industrie e attivit delluomo. +econdo il Rapporto della Commissione Mondiale per lAmbiente e lo Sviluppo, Bilano, 7ompiani, 1DEE: stando ai dati registrati e conservati in molte citt come (ondra, %arigi, C$icago, Bosca, Belbourne ecc. ,G- gran parte delle rispettive popolazioni era alle prese con una situazione di grave in!uinamento c$e ne rendeva disperate le condizioni di vita ,G- I " crescente la preoccupazione per limmissione di in!uinanti c$imici nellaria, nellac!ua potabile e per le conseguenze c$e i rifiuti tossici $anno sulle falde ac!uifere.

Capitolo II CENNI SUL PENSIERO NATURALISTICO DI LEON BATTISTA ALBERTI: TRA NATURA E ECOLOGIA DEL COSTRUIRE
2.1 )el primo capitolo abbiamo avuto modo di vedere come larc$itettura si basasse principalmente sullofferta delle risorse naturali del luogo. Il carattere divino c$e veniva attribuito alla pratica arc$itettonica presupponeva c$e ogni singola costruzione fosse la rappresentazione di una manifestazione simbolica e sacrale del gesto divino di creazione delluniverso. +otto !uestaspetto " noto come le civilt antic$e possedessero molteplici visioni riguardo la cosmogonia. Il creato era, sotto !uestaspetto, da considerarsi specc$io dellarmonia, dellordine e della meraviglia in !uanto emanava direttamente da un supremo gesto divino, !ualera latto stesso della creazione. Qualun!ue tipo di costruzione, fosse !uesta, una casa, un tempio o una c$iesa, era, secondo !uesta concezione, manifestazione diretta dellordine divino della )atura c$e era regolato dallarmonia delle leggi delluniverso. Questa visione trover in epoca rinascimentale le ragioni di una sua ulteriore specificazione. Inoltre essa risulta essere complementare al pensiero naturalistico di (eon 7attista '(723*I. Questa concezione della bellezza arc$itettonica, definita dal concetto di concinnitas, intendeva sostituire la famosa triade formulata da /I*3 /I4: firmitas, utilitas e venustas 1 con la nuova triade: numerus, finitio e collocatio &. Il termine concinnitas, usato dall'(723*I, nel suo De re edificatoria, " di ascendenza ciceroniana e non pu< essere reso, nel suo significato, n> con simmetria, n> con accordo o armonia. Questo termine infatti coinvolge nella valutazione dellopera umana le!uilibrio cosmico. Il numero deve essere inteso, invece, come suddivisione e misura o meglio come numero adatto per la scelta delle membrature, mentre la delimitazione va vista come misura dei rapporti mutevoli tra le parti del corpo a seconda dei movimenti compiuti e infine collocazione come convenienza, cio" concordanza tra diversi parti c$e rendono alla fine ununit globale
D

dellorganismo arc$itettonico identica a !uella di un animale, di un organismo viventeI espressione dellunit razionale del cosmo regolato dalle leggi universali dellarmonia. Questa concezione dascendenza s!uisitamente filosofica tende a legare larc$itettura e lambiente e trova le proprie ragioni nelluniversalit della formazione culturale dell'(723*I, c$e, com" risaputo, non solo investe le arti, ma la scienza, le lettere, la linguistica e la filologia. *utte !ueste discipline, pur nella loro apparente diversit, finiscono per essere connesse tra di loro nel far riferimento costante a madre )atura come maestra delle cose .. C c$iaro come nel pensiero dell'(723*I, la )atura sia considerata non solo il bene pi6 prezioso per luomo e per la sua sopravvivenza, ma anc$e in relazione alle sue attivit siano esse materiali o spirituali. +otto !uesto profilo, infatti, il rapporto tra luomo e la )atura diventa un punto di riferimento costante nellevoluzione della cultura, della scienza e della tecnica. Questaspetto " ritenuto importante anc$e da :rancesco 92 +')C*I+, il !uale nella sua Storia della letteratura italiana afferma c$e la materia delle sue investigazioni non " tanto la morale e la fisica in se stessa !uanto i suoi rapporti tra luomo e la natura. Ci< c$e realmente interessa l'(723*I non ", per<, tanto la natura in s> stessa !uanto luomo inserito allinterno del contesto naturale 0. na corretta interpretazione del pensiero naturalistico dell'(723*I deve necessariamente tener conto del concetto di integrazione tra arc$itettura, uomo e ambiente. Questi tre elementi si pongono tra di loro in uninterazione costante con lo scopo di raggiungere un corretto e!uilibrio. (edificio " !uindi assimilabile a un vero e proprio organismo vivente dotato di un suo microclima interno con il !uale interagisce biologicamente per adattarsi, in seguito alle
1H

variazioni climatic$e esterne. In altre parole il corpo interno, o volume arc$itettonico, viene considerato parte integrante del sistema climatico esterno. Questo concetto risulta essere di capitale importanza nella comprensione di !uello c$e oggi diremmo lapproccio bioclimatico dell'(723*I . Ban mano c$e a un singolo edificio cominciano ad aggregarsene altri, !uesti formano un sistema ambientale. Questo non reagisce unicamente alloriginario sistema naturale modificandone i fattori geomorfologici, ma tende ad interagire anc$e con il proprio microclima. *utto !uesto si spiega facendo riferimento a svariati fattori, !uali ad esempio la collocazione degli edifici, le molteplici sollecitazioni con cui le forze atmosferic$e esterne influenzano lo stesso sistema urbanistico e infine le attivit umane. n breve esempio potr sicuramente c$iarire meglio !uesto concetto: " noto infatti come un edificio o un gruppo di edifici, se trovano unadeguata collocazione rispetto allinclinazione del sole allorizzonte, alla direzione e velocit dei venti dominanti e alla morfologia del luogo, potranno ricevere dalle forze della )atura !uei vantaggi necessari non solo al soddisfacimento del proprio fabbisogno energetico, ma anc$e far s# c$e i propri ambienti interni possano godere di una temperatura e di livello di umidit confortevoli per la salute umana. 'l contrario se gli stessi edifici sono ubicati in modo non corretto rispetto ai parametri sopra citati, i microclimi c$e verranno prodotti nei locali interni non potranno considerarsi adeguati da un punto di vista abitativo. Questi problemi costituivano gi allepoca di '(723*I oggetto di studio. Questo fa si c$e la figura dellarc$itetto non possa essere considerato nel senso abituale del termine: spesso infatti '(723*I e altri suoi colleg$i erano portati ad

affrontare le loro difficolt progettuali con locc$io dello scienziato, il !uale va oltre il semplice studio delle leggi della statica, nellintento di costruire un corretto sistema interpretativo mirato alla comprensione dei fenomeni climatici e delle loro interazioni, in termini di positivit o negativit dellimpatto, sullambiente interno delledificio. *utto !uesto aveva come fine ultimo lo studio delle conseguenze dellintervento arc$itettonico sulla salute delluomo per assicurarne gli opportuni rimedi. na riflessione su !uanto sopra esposto conduce necessariamente a porsi i seguenti interrogativi: come agiscono le forze della )atura sullarc$itettura e sulluomo J 2 poi in c$e modo e con c$e fine luomo, attraverso il ricorso alla scienza e alla tecnica, pu< arrivare a conoscere e dominare !uelle leggi universali c$e governano la )atura J In primo luogo " necessario soffermarci su !uale sia la corretta interpretazione delle!uilibrio c$e si deve stabilire tra luomo e la )atura. Questo rapporto con la )atura implica da parte delluomo non solo scelte di tipo artistico, scientifico o tecnico, ma principalmente una responsabilit etica individuale nei suoi confronti. +olo partendo da !uesto presupposto sar possibile unadeguata comprensione del pensiero naturalistico dell'(723*I, soprattutto per !uel c$e riguarda le manifestazioni di !uello spirito c$e oggi non avremmo difficolt a definire ecologista, una definizione !uestultima c$e molto probabilmente avrebbe potuto riguardare da vicino non solo l'(723*I, ma anc$e altre personalit sue contemporanee nel campo dellarc$itettura. )ella premessa alla prima edizione fiorentina del De re aedificatoria ,10E5-, %4(IFI')4 afferma, infatti, c$e '(723*I fu un uomo cui non sfuggirono le cognizioni pi6 riposte n> le pi6 ardue discipline 5.

%ossiamo concludere, infatti, c$e tutta !uella scienza sia !uesta letteraria c$e scientifica e tecnica, appare nellopera di '(723*I, coerente interdipendente, e fondamento di ununica visione del mondo, delluomo e della )atura @. na corretta interpretazione di !uesto passo implica necessariamente una riflessione sulluomo e sulle sue attivit intese come centro delluniverso. 9i conseguenza il progresso e la storia risultano essere strettamente legate con la stessa esistenza umana. (uomo deve essere considerato, inoltre, come parte integrante della )atura ed " in !uesto senso c$e " necessario esigere dalluomo una vera e propria responsabilizzazione in senso etico e morale rispetto alle leggi ordinate e armonic$e della )atura e del cosmo. (arc$itettura deve essere intesa non solo come la sintesi delle arti, della scienza e della tecnica, ma anc$e e principalmente come emanazione diretta dellessere umano. %roprio per !uesto motivo, perc$> le sia possibile assicurare la felicit e il benessere degli uomini, deve essere in grado di realizzarsi a misura umana. C c$iaro !uindi come larc$itettura non possa ridursi unicamente alle sue implicazioni utilitaristic$e o tecnologic$e, ma deve perseguire obiettivi finalizzati alla sua integrazione con gli elementi naturali salubri, !uali il sole, il vento, lac!ua e il paesaggio in genere. 2.2 Ci siamo c$iesti in precedenza se e come luomo possa arrivare a conoscere e !uindi a dominare le forze della )atura. 9alla lettura degli scritti dell'(723*I ricaviamo una risposta sufficientemente esauriente a !uesto nostro interrogativo. 2gli dice infatti c$e luomo non potr mai dominare lordine cosmico della )atura, ma si potr solo avvicinare ad esso per poterlo comprendere. Questa possibilit sembra, !uindi, preclusa, ma " importante mettere in evidenza come una corretta
11

interpretazione dei fenomeni naturali possa aiutare, almeno in parte luomo, nella loro comprensione. )el cosiddetto 2logio della mosca, tratto dagli ntercoenales ,traduzione collo!uiale: Discorsi a tavola-, scritti in modo discontinuo ventanni prima del De re aedificatoria, '(723*I ci riferisce di un tempo in cui le mosc$e erano industriose, intelligenti e attive . 2sse, spinte da un certo orgoglio e volont di dominio sullordine naturale delle cose, decisero di mutare il volto della )atura e spostare monti e mari. (o scopo di tutto ci< era !uello di realizzare opus nature infesum , ovverosia unopera contro la )atura e per !uesto motivo in contrasto con limmutabile ordine cosmico. %roserpina per evitare le conseguenze c$e sarebbero derivate dalla follia orgogliosa delle mosc$e, decise di condannarle a vivere una vita breve e a una morte immatura. A (a domanda c$e ci dobbiamo porre verte sulle possibilit e sulle azioni delluomo nel mondo fisico e nella societ. (a risposta comporta principalmente una concezione della )atura e delle sue leggi non in contrasto con gli e!uilibri armonici c$e le sono propri. Questo racconto sembra, infatti, voler ribadire con forza come lopera umana non possa in nessun modo assicurarsi il dominio sulla )atura e sulle sue forze e come nessuna attivit antropica possa realizzarsi in contrasto con lordine naturale delle cose. Questatteggiamento potrebbe, infatti, rivelarsi controproducente per gli e!uilibri stessi degli ecosistemi naturali. )on dobbiamo comun!ue pensare c$e '(723*I intendesse precludere alluomo ogni possibile intervento sulla )atura. 2gli semmai intendeva metterlo in guardia dinanzi alle forze della )atura e alle loro possibili influenze negative e invitarlo al loro massimo rispetto. )el De re aedificatoria, luomo viene esortato, infatti, a non illudersi di poter mutare il
1&

cielo attraverso il proprio ingegno e la propria potenza, perc$> molte sono le opere c$e sono andate in rovina solo perc$> si sono trovate in conflitto con la natura o perc$> non si sono accordate completamente con lordine naturale. E (o sfruttamento irrazionale delle risorse naturali da parte della scienza e della tecnica moderna non $a potuto fare a meno di innescare un vero e proprio conflitto tra il progresso tecnologico e le esigenze della biosfera. Questo tipo atteggiamento, c$e investe a molteplici livelli la nostra civilt, $a creato tutta una serie di aspettative basate sulla semplificazione e sulla prosperit della vita, c$e $anno portato gli uomini ad accettare lidea di un possibile dominio delle forze della )atura o !uanto meno di un loro asservimento alle proprie necessit !uotidiane. *utto !uesto elude la possibilit di una riflessione attenta sulle possibilit reali di una catastrofe ecologica c$e risc$ia di invalidare definitivamente le attivit umane. )on dobbiamo infatti dimenticare c$e la )atura " solita ristabilire gli e!uilibri alterati, mentre, come " stato spesso dimostrato, le modific$e apportate dalluomo possono avere carattere irreversibile. D 9obbiamo tenere presente c$e l'(723*I, nel corso della propria vita, $a sempre avuto dinanzi a s> come scopo fondamentale la ricerca del vero attraverso la comprensione della )atura e del cosmo. )el De Statua, egli sente di dover nuovamente tornare su !uestaspetto del proprio pensiero naturalistico e pi6 specificatamente sul fatto c$e ogni arte e disciplina debbano trovare nella )atura certi principi e perfezioni o regole 1H. 'ncora una volta, sembra ovvio, c$e una corretta interpretazione di !uanto sopra " stato esposto, debba necessariamente trovarsi nella feconda )atura e in particolare in !uei principi e in !uelle

regole c$e larte deve essere in grado di ricavare dalla sua osservazione. '(723*I sembra essere intimamente convinto c$e le idee pi6 proficue e le conclusioni pi6 certe in !uesto ambito non possono c$e derivare da uno studio razionale della )atura. In tal senso una lettura pi6 approfondita del De !ictura pu< illuminarci. 2gli riferisce, in !uestopera, sulla necessit, per c$i cerca la grazia e la bellezza delle cose, di avere come punto di riferimento costante la )atura e di riflettere su come la natura, maravigliosa artefice delle cose, bene abbia in be corpi composte le superficie . +embra !uindi c$iaro c$e solo losservazione diretta dei fenomeni naturali possa essere ritenuta oggetto reale di conoscenza. Questo non esclude c$e i dati ac!uisiti debbano essere sottoposti ad una verifica sperimentale attraverso il ricorso alla matematica applicata alle diverse discipline e, in particolare, alla scienza delle forme ovverosia la geometria. '(723*I mette in evidenza, in proposito, limportanza delle arti liberali in genere, ma soprattutto della geometria per c$i pratica unattivit artistica. Queste discipline dovranno, per<, essere studiate ed esercitate con metodo scientifico, perc$> sia possibile, per lartista, comprendere e imitare le forme perfette della )atura. 11 C evidente c$e, in !uesto contesto, il ricorso alla geometria e alla matematica possano trovare la propria giustificazione nellintento di fornire un corretto sistema interpretativo dei fenomeni naturali. (arc$itettura, la matematica e la prospettiva !uindi devono essere intese non tanto come discipline scientific$e fini a se stesse, ma come dirette emanazioni di un pensiero filosofico c$e trova i propri fondamenti nelle leggi universali del creato.

2.3 )el capitolo precedente abbiamo messo in rilievo come tutte le discipline e le attivit umane debbano trovare una rispondenza precisa nello studio della )atura e nel confronto con essa. )el De !ictura si parla, come abbiamo avuto gi modo dire, per la prima volta della possibilit dellapplicazione della matematica alla rappresentazione reale e prospettica della )atura. )el trattato emerge, inoltre, una visione completamente nuova, rispetto alla tradizione, dellartista, c$e lo riduceva semplicemente a fabbro o ad artigiano: egli ora viene elevato !uasi alla stregua di un altro Iddio, c$e ricrea, attraverso una dotta imitazione, la )atura stessa. (o scopo dellarte, secondo l'(723*I, deve essere cercato in una vera e propria attivit creatrice, c$e sia, principalmente, lespressione interpretativa del rapporto esistente tra luomo e la )atura. Questo aspetto viene ribadito dall'(723*I nel De re aedificatoria nel momento in cui !uesti asserisce c$e per la fabbricazione delle navi gli arc$itetti erano soliti ispirarsi nel disegno alla forma dei pesci. Il dorso corrisponde, infatti alla c$iglia, la testa alla prua, la coda al timone, le branc$ie e le pinne ai remi 1&. ('(723*I, in !uesto passo, sembra, per< andare oltre le pure esigenze imitative della )atura, ma tende a entrare nel vivo dei meccanismi delladattamento allambiente in relazione alle funzioni c$e le navi sono c$iamate a svolgere. )el De Statua sostiene inoltre c$e la sede dellispirazione e !uindi della creazione delle opere delluomo, deve trovarsi principalmente nel proprio intelletto e nel contempo nel sistema ordinato, armonioso e perfetto delle forme viventi della )atura 1.. Questi aspetti vengono ripresi inoltre sia nel De !ictura e nel De re aedificatoria. In !uesti trattati '(723*I sostiene a pi6 riprese c$e le creazioni umane possono raggiungere la bellezza, la perfezione e le!uilibrio solo
1.

attraverso la comparazione. '(723*I ricorrere in tal senso allidea di concinnitas ovverosia ad un principio c$e " attivo solo nel modo del confronto. )el De !ictura, egli afferma, infatti, di aver misurato e trascritto non solo la bellezza c$e si trova in !uesto o !uel corpoI ma nella misura del possibile, la perfezione c$e la )atura distribuisce, per cos# dire in proporzione costante fra tanti corpi diversi 10 . 'ppare c$iaro come il significato della bellezza non debba !uindi esaurirsi unicamente da un punto di vista estetico 8 formale, ovverosia come pura imitazione, da parte dei manufatti artificiali, della )atura, !uanto piuttosto nei complessi meccanismi funzionali c$e !uesti esplicano attraverso la loro struttura interna e esterna. 2.4 )egli scritti teorici notiamo come '(723*I insista sulla necessit di comprendere, pi6 c$e di dominare, le leggi c$e governano le forze della )atura. (a )atura pu< essere indagata, in !uanto emanazione diretta della 9ivinit, solo con il dovuto riguardo. Questa concezione viene debitamente approfondita negli ntercoenales dove larc$itetto sembra voler incitare luomo a entrare in armonia e contatto profondo con le leggi stesse della )atura evitandone cos# il timore, affinc$> sappia trarre dalle sue invenzioni linsegnamento opportuno e la giusta ispirazione, ma sempre e comun!ue nel rispetto di !uei principi c$e governano i suoi e!uilibri armonici. )on dobbiamo infatti dimenticare c$e la )atura con la sua forza e la sua potenza cosmica, pu< scatenare la propria ira contro luomo e c$e per !uesto motivo pu< generare eventi imprevedibili e catastrofici. Questo concetto viene ripreso in considerazione anc$e nel De re aedificatoria nel momento in cui parla dei danni c$e spesso le opere umane $anno dovuto subire perc$> si sono trovate in
10

conflitto con la )atura, la cui potenza " tale da avere sempre e comun!ue ragione di tutto ci< c$e le si oppone come ostacolo. Qualun!ue impedimento c$e cerc$i in !ualc$e modo di contrastarla risc$ia infatti di essere destinato con la sua costanza incredibile e col tempo a essere eliminato 15. 7 3KL'39*, nella sua Civilt" del Rinascimento, nel riferirsi alla figura dell'(723*I, scrive c$e !uesti considerava ogni produzione dellingegno umano c$e si uniformasse alle leggi del bello come emanazione della divinit stessa 1@. %roprio per !uesto motivo luomo c$e intende proporsi come scienziato non deve avere nei confronti della )atura un atteggiamento di supremazia o comun!ue di orgoglio intellettuale, ma piuttosto deve tentare di cercare nella sua grandezza !uei principi di saggezza e di virt6 c$e possono tornargli utili nella realizzazione della propria opera. Questa ricerca trova la propria giustificazione non solo nel progresso delle arti e delle scienze, ma anc$e e soprattutto nella propria crescita individuale. '(723*I sembra !uindi voler ric$iamare luomo ad ispirare la propria azione a una precisa filosofia etica, c$e assicuri il rispetto e la salvaguardia di !uei principi e di !uegli e!uilibri c$e sovrintendono alle forze della )atura stessa attraverso la loro conoscenza. Questa visione viene condivisa non solo dall'(723*I, ma anc$e da numerosi umanisti suoi contemporanei, !uali ad esempio Barsilio :ICI)4 e %ico 92((' BI3')94('. Barsilio :ICI)4 vede, infatti, il mondo come uno specc$io a vari piani c$e riflette e riproduce lunico volto di 9io. (o splendore del suo volto viene moltiplicato in tutto luniverso, ricevendo da !uestultimo un sigillo di bellezza 1A. )el De hominis dignitate, %ico 92((' BI3')94(' lascia alluomo la libert di degenerare nella brutalit o rigenerarsi,

tramite la scienza morale e la filosofia naturale, nella 9ivinit di cui la dimora del mondo, creato secondo le leggi di unarcana sapienza, ci appare come il tempio augustissimo 1E. Come possiamo notare !uindi, a differenza delluomo del !uattrocento, luomo moderno considera luniverso come una serie di elementi da piegare, attraverso il dominio, alla propria volont. (uomo del !uattrocento era in grado di stabilire con la realt e con gli oggetti un legame stabile indipendentemente dal proprio potere. Il mondo continua infatti a essere nella sua idea una vera e propria figura divina 1D. Il fisico :ritMof C'%3', in un suo libro intitolato l punto di svolta, afferma in proposito c$e la visione cartesiana delluniverso, come sistema meccanico, forn# una sanzione scientifica alla manipolazione e allo sfruttamento intensivo delle risorse naturali c$e erano diventati tipici della cultura occidentale. (autore sembra voler !ui andare alle origini di !uesta alterazione del rapporto tra luomo e la )atura. (a scienza e la tecnica moderne $anno voluto, infatti, operare una riduzione e una classificazione rispetto allunicit e allorganicit della )atura. C'%3' sostiene c$e !uestaspetto sia legato alla crescente separazione c$e si " voluto porre tra gli aspetti biologici e culturali della )atura umana &H. 'lbert LN +23 scrive in proposito c$e la perfezione dellepoca rinascimentale si spiega principalmente nella visione totale delle cose, la !uale " conseguibile non per semplice addizione, ma solo attraverso una completa integrazione delle parti in un tutto &1. (uomo rinascimentale, e di conseguenza anc$e l'(723*I, considerava la )atura e le opere umane come parti inscindibili di un ordine superiore, c$e, come " comprensibile, appare destinato a

rimanere comun!ue inaccessibile alla mente umana. (essere umano, in !uanto parte integrante dellordine naturale, deve cercare, attraverso la propria attivit conoscitiva, di indagare sulla propria condizione di dipendenza rispetto alla )atura per poter trarne motivi ispiratori per la propria creativit. C necessario attualmente perseguire il raggiungimento di un rapporto e!uilibrato fra le attivit antropic$e sul territorio e la successione dei cicli naturali di trasformazioni della materia e dellenergia degli ecosistemi terrestri. %er '(723*I, inoltre, esiste un legame di complementarit tra il microcosmo costituito dal corpo umano e il macrocosmo costituito dalla )atura. +ia luomo c$e la )atura, infatti, partecipano degli stessi elementi e degli stessi principi e si caratterizzano per un vero e proprio rapporto simbiotico. %er !uesto motivo ogni possibile aggressione allordine naturale verrebbe a ritorcersi contro il proprio artefice, ovverosia contro luomo. In !uesti ultimi cin!uantanni, come " oramai risaputo, il progresso economico, in termini di rapporti e mutazioni, tra luomo e lambiente, $a provocato, purtroppo, tutta una serie di scompensi e s!uilibri, c$e sarebbero stati impensabili in migliaia di anni di armonica coesistenza tra le attivit umane e le risorse naturali.

15

9al nostro punto di vista il pensiero ecologico dell'(723*I $a potuto nel tempo esercitare un influsso significativo non solo sulla sua filosofia progettuale, ma anc$e sulla stessa concezione della scienza e pi6 in generale sulla stessa cultura della civilt rinascimentale sia italiana c$e europea. (a sua azione " riuscita, infatti, a condizionare in modo essenziale lopera di numerosi scienziati e artisti suoi contemporanei e posteriori, i !uali seppero rivelarsi sensibili alla profondit e allintensit del suo messaggio filosofico e umano.

Cfr. /itruvio Barco %ollione, De Architectura, 4p. cit., /ol. I, (ibro I, p. .&.
&

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, testo latino e traduz. it. a cura di 1. 4rlandi, Introduzione e note di %. %ortog$esi, Bilano, Il %olifilo, 1D@@, (ibro IQ, Cap. /, p. E10.
3

Cfr. (eon 7attista 'lberti, De !ictura in #pere volgari, a cura di Cecil 1ra=son, 7ari, (aterza, 1DA., /ol. III, p. A.
4

Cfr. :rancesco 9e +anctis, Storia della letteratura italiana, a cura di 1ianfranco Contini, Bilano, *.2.'., 1DED, pp. 01.R010.
5

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ettera dedicatoria, p. &
@

Cfr. Cecil 1ra=son, Leon $attista Alberti% vita e opere in Leon $attista Alberti, Bilano, 4livetti8 2lecta, 1DD0, p. .A
A

Cfr. (eon 7attista 'lberti in Storia della letteratura italiana, a cura di 2ugenio 1arin, Bilano, 1arzanti, 1D@@, /ol. III, p. &@@
E

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro I, Cap. III, p. &0 I (ibro II, Cap. II, p. 1HH I (ibro II, Cap. II, p. 1H&.
D

Cfr. 2. 4dum, &cologia, 7ologna, Fanic$elli, 1DAD, pp. 55R5A


1H

Cfr. (eon 7attista 'lberti in Storia della letteratura italiana, 4p. cit , /ol. III, p. &AH

11

Cfr. (eon 7attista 'lberti, De !ictura in #pere volgari, 4p. cit., (ibro II, p. @& e (ibro III, p. D&.
1&

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro /, Cap. QII, p. .EE.

1@

1.

Cfr. 2rnst L. 1ombric$, Arte e illusione, *orino, 2inaudi, 1D@5, pp. 1.HR.1
10

Cfr. (eon 7attista 'lberti, De !ictura in #pere 'olgari, 4p. cit., pp. 1.0R.5.
15

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro I
1@

Cfr. Sacopo 7urT$ardt, La civilt" del Rinascimento in talia, :irenze, +ansoni, 1D5&.
1A

Cfr. Barsilio :icino in Storia della letteratura italiana, 4p. cit., /ol. III, p. &DD.
1E

Cfr. %ico 9ella Birandola, De hominis dignitate, (eptaplus, De ente et uno e scritti vari, a cura di 2. 1arin, :irenze, 1D0&., p. 1H0
1D

Cfr. %ierre :rancastel, Studi di sociologia dellarte, 3izzoli, Bilano, 1DA@, p. 1AA
&H

Cfr. :ritMof C'%3', l punto di svolta, Bilano, :eltrinelli, 1DE0, p. 51.


&1

Cfr. '. LUuser, Storia sociale dellarte, 2inaudi, *orino, 1DA5, /ol. II, p. .AA.

Capitolo III LO STUDIO SCIENTIFICO DELLAMBIENTE NEL QUATTROCENTO. LE SCIENZE GEOGRAFICHE E LA CARTOGRAFIA
3.1 ('(723*I, al pari di altri arc$itetti suoi contemporanei, era riuscito a comprendere limportanza delle condizioni ambientali e climatic$e del luogo geografico ai fini della realizzazione dellarc$itettura. Questindagine aveva, tra i suoi scopi principale, la conservazione dei manufatti edilizi e !uindi la loro salvaguardia nel tempo. In altre parole, attraverso il controllo climatico degli ambienti interni, era possibile provvedere al benessere e alla salute degli abitanti. 4ltre a ci<, egli aveva compreso limportanza degli elementi naturali per la salute delluomo e di conseguenza lopportunit del vivere a contatto diretto con la )atura. 9ifatti se larc$itettura riesce a trovare la propria collocazione in un luogo ricco di vegetazione e soleggiato, ben protetto dai venti freddi e umidi, nonc$> una realizzazione appropriata nella forma compositiva in modo da ric$iamarsi al paesaggio circostante, !uesta risulter, alla fine pi6 salutare, rispetto ad una residenza urbana, c$e, per diversi motivi, non pu< godere di !uesti privilegi. '(723*I afferma, in proposito, c$e i costruttori devono essere in grado di sfruttare adeguatamente tutti i vantaggi e le piacevolezze !uali ad esempio la ventilazione, lesposizione al sole, il panorama offerte dal luogo prescelto 1 e c$e " prerogativa delluomo saggio non lasciar nulla di intentato affinc$> le fatic$e e le spese del costruire non possano andare perdute, e perc$> lopera abbia a riuscire durevole e salubre ,G-. & (a comprensione di !uestapproccio bioclimatico dell'(723*I " condizionata, da parte nostra, ad un indagine scientifica
1A

preliminare sulla cartografia, sullastronomia, sulla meteorologia e infine sullagrimensura. (a base su cui, a !uesta data, venivano costruite le mappe terrestri era ancora costituita, com" noto, dallastronomia tolemaica. 'ccanto alla cartografia si sviluppa parallelamente la ricerca sulle tecnic$e agrimensorie e gromatic$e, utili per la misurazione dello spazio, per la catalogazione e la descrizione delle risorse agricole. 'ssistiamo infatti in !uesti anni alla costruzione delle prime mappe descrittive del territorio. Queste, in seguito, sarebbero state rese funzionali alla redazione delle prime forme elementari di catasto, !uali strumenti analitici di controllo e gestione razionale della propriet privata. Questo tipo di catasto era destinato a creare un mutamento essenziale nella catalogazione e nella descrizione dei beni immobili e delle risorse agricole. I possidenti si erano infatti resi conto c$e, in assenza di un controllo razionale del patrimonio agricolo, silvicolo e idrico, si potevano verificare, nel tempo, conseguenze anc$e gravi sul raccolto e sulla rendita. +i sviluppa !uindi tra di loro una maggiore consapevolezza e una certa sensibilit per ci< c$e riguardava la conservazione delle risorse naturali della propriet e per la tutela degli e!uilibri ambientali, c$e fino a !uel momento, sia per trascuratezza, c$e per ignoranza, non venivano tenuti nella giusta considerazione. (e fonti attestano c$e le prime forme catastali fiorentine risalgono al 10&A. :u infatti merito della fazione, c$e deteneva allora il potere a :irenze, laver riconosciuto come improrogabile la necessit di un sistema fiscale c$e si potesse dire, seppur relativamente, pi6 e!uo. (invenzione del catasto, da parte di 3inaldo 921(I '(7IFI, costitu# un passo decisivo in tale direzione .. na
1E

testimonianza ulteriore " costituita a riguardo dalle tavole delle possessioni delle famiglie borg$esi fiorentine, le !uali stabilivano i confini della propriet e descrivevano la consistenza e il tipo di attivit produttive c$e vi erano svolte al suo interno. (a rendita immobiliare dei cittadini veniva inoltre calcolata sulla base dei prezzi pi6 bassi dei prodotti della terra 0 . )el !uattrocento, con laumento delle ric$ieste inerenti una maggiore informazione ambientale per lo sviluppo delle attivit umane, si ampliano i campi di applicazione della cartografia ai fini della descrizione del territorio. (a cartografia ac!uista di conseguenza, soprattutto in ambito agricolo, ma anc$e da un punto di vista progettuale, unimportanza sempre maggiore. 9al nostro punto di vista possiamo aggiungere c$e !uesto tipo particolare di indagine trover una sua applicazione specifica nella ricerca di una migliore collocazione insediativa delle costruzioni in un determinato contesto paesaggistico e urbano. /erso la met del !uattrocento si cominciano infatti ad effettuare tutta una serie di rilievi planimetrici sul territorio e anc$e sul tessuto urbano delle citt. 3isalgono infatti a !uestepoca la scienza topografica, c$e, seppur ai suoi primi esordi, trovava gi, a diversi livelli, una larga diffusione. n esempio, in tal senso, " costituito dalla Descriptio urbis Romae, il trattato cartografico scritto da '(723*I nel 100A, in cui sono anticipati i principi della topografia iconografica moderna. '(723*I, in veste di urbanista e di arc$eologo, era riuscito a eseguire, avvalendosi di uno strumento in legno, noto come disco calibrato con raggio tutta una serie di calcoli topografici. )ei manoscritti della Descriptio molti dati sono infatti presenti in forma tabulare. Il disco della Descriptio veniva infatti posto su un piedistallo orizzontale e veniva utilizzato per

sc$izzare una mappa di punti di distanza nella citt o anc$e, come dice '(723*I, per localizzare una fonte dac!ua. '(723*I rivendica, per !uel c$e ci riguarda pi6 da vicino, linvenzione di una bilancia atta a misurare la pressione e la siccit dei venti e dellaria, sulla base di un esperimento c$e mostrava come una spugna assorbe lumidit dallatmosfera. Questo strumento " descritto dall'(723*I anc$e nel De re aedificatoria 5) Questi apparecc$i, per limportanza applicativa c$e rivestivano, divennero ben presto punto di riferimento costante nella lettura e nella descrizione grafica degli aspetti ambientali del luogo geografico. %er numerosi arc$itetti e progettisti rinascimentali, la prospettiva, cos# come anc$e la cartografia, divennero in seguito non solo strumenti tecnici finalizzati alla rappresentazione, attraverso il ricorso alla proiezione ortogonale, della trama paesaggistica di un luogo naturale, ma anc$e la base documentativa per studiare e interpretare lassetto urbano ai fini di una migliore previsione insediativa e nel contempo per indagare meglio gli esiti legati alla realizzazione del progetto nel sito prescelto. 3.2 Quanto detto finora costituisce la base essenziale dellapproccio bioclimatico dellarc$itettura in (eon 7attista '(723*I. (a formulazione di nuova e pi6 completa definizione dellarc$itettura, intesa come organismo energetico c$e interagisce con il macroclima esterno, trover la propria rispondenza in !uesti principi. (e condizioni climatic$e del luogo vengono considerate infatti dal nostro arc$itetto come veri e propri dati progettuali essenziale per la realizzazione di una !ualun!ue opera, proprio perc$> anc$e luomo, come gli edifici, prospera in salute o si ammala per il clima @. naffermazione di !uesto tipo implica, da parte del progettista, unindagine climatica

preventiva sul sito insediativo. Questo tipo di analisi dovr avvenire sia attraverso losservazione diretta in loco, sia attraverso le verific$e cartografic$e sopra ricordate. *utto ci< dovr essere finalizzato, come avverte '(723*I, ad armonizzare la corretta collocazione delledificio in armonia allordine e alle proporzioni naturali perfette del contesto fisico8 ambientale. (arc$itetto deve !uindi essere consapevole di dover operare, nella realizzazione dei propri progetti, con la massima prudenza onde evitare !uegli inconvenienti legati alla scarsit di informazioni sulle condizioni ambientali e atmosferic$e del sito. )on dobbiamo pensare, per<, c$e il ricorso a !uesto metodo comporti, da parte del progettista, delle rinunce o comun!ue della limitazioni alla propria creativit e allespressivit stilistico8formale della propria opera. Ci< c$e conta " c$e egli sappia tenere nel dovuto conto lopportunit di porre luomo e le sue esigenze materiali e spirituali come punto di riferimento fondamentale nello sviluppo organico del proprio progetto. Quanto finora esposto trova, nel pensiero dell'(723*I, la propria giustificazione in un recupero funzionale dei classici, basato su unattenta ricognizione delle fonti e su una loro revisione critica. Bi riferisco, in particolare, al De Architectura di /I*3 /I4 e al confronto obbligato c$e lumanista fiorentino $a voluto stabilire con la sua opera, le cui copie medievali, conservate in codici, erano talora corrotte o addirittura lacunose.

1D

2gli si propone, !uindi, agli occ$i dei suoi contemporanei come colui c$e intende rendere funzionali alle esigenze della propria epoca gli insegnamenti dei classici, i !uali possono essere rinnovati o addirittura superati. Questo ritorno allantico deve essere considerato nellottica di un progetto moderno, oramai scevro da ogni ricorso passivo al principio dautorit. )ella sua opera /I*3 /I4 stabilisce, infatti, non solo !uei canoni sui !uali larc$itettura si sarebbe basata nei secoli a venire, ma ribadisce anc$e lopportunit c$e gli edifici siano realizzati, tenendo presente la possibilit di una loro integrazione con le condizioni climatic$e del luogo prescelto. 2gli scrive, in proposito c$e gli edifici possono trovare una collocazione adeguata solo nel rispetto delle propriet dei luog$i, degli aspetti del cielo e della natura dei popoli. (a ricerca di una corretta soluzione abitativa ", come abbiamo avuto modo di ribadire, strettamente collegata allo studio delle condizioni climatic$e del luogo insediativo prescelto. Questa considerazione aveva spinto l'(723*I ad approfondire gli scritti corografici di *4(4B24 basati sullo studio delle regioni terrestri sotto laspetto fisico e antropico. )on " da escludersi, infine, c$e '(723*I sia potuto entrare anc$e in contatto diretto con lopera di '3I+*4*2(2 e in particolare i suoi Meteorologicolorum libri, c$e riguardavano, appunto lo studio dellatmosfera e dei fenomeni c$e la caratterizzano.

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro /, Cap. /II, p. 010.
&

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro I, Cap. /I, p. 5H
.

Cfr. 9en=s La=, !rofilo storico del Rinascimento italiano, +ansoni, :irenze, 1D@@, p. 1.0.
0

Cfr. /. )iccoli, Saggio storico bibliografico dellagricoltura italiana, *orino, 1DHH.

&H

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro Q, Cap. III, p. EDH In proposito cfr. anc$e 1ustina +caglia, Alberti e la meccanica della tecnologia descritta nel *De re aedificatoria e nei *Ludi Matematici in Leon $attista Alberti, 4p. cit., p. .&1.
@

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro III

Capitolo I/ PER UNA NUOVA IPOTESI DI LETTURA DI ALCUNI ASPETTI DEL DE RE AEDIFICATORIA
4.1 'bbiamo visto in precedenza come sia necessario c$e l$abitat umano sia costruito su principi volti ad assicurare il benessere psicofisico dellessere umano. 2sso deve infatti configurarsi come luogo dell e!uilibrio armonico tra le sue forze static$e interne e !uelle naturali esterne. (o sfruttamento delle forze naturali trova, in !uesto contesto, la propria ragion dessere nellintento garantire un adeguato controllo climatico degli edifici. )on dobbiamo comun!ue dimenticare c$e l$abitat deve essere concepito inoltre come lespressione pi6 autentica dell $omo faber, c$e con l intelligenza, la saggezza e la virt6 della propria azione modifica il mondo 1 e configura il proprio $abitat tenendo presenti gli aspetti paesaggistici, i fattori ambientali e le tradizioni locali. Questaspetto " affrontato naturalmente anc$e dall'(723*I, il !uale afferma c$e luomo, attraverso la propria capacit costruttiva, pu< arrivare a cambiare il mondo. ('(723*I considera, infatti, larc$itettura come una tra le attivit intellettuali pi6 importanti per luomo in !uanto, attraverso un adeguata realizzazione dello spazio fisico, !uesto pu< arrivare a migliorare la propria condizione, ma anc$e ad assicurare la !ualit della vita. ($abitat appare in !uesta concezione come il luogo deputato allaccoglimento degli ideali e delle
&1

aspirazioni umane. (arc$itettura diviene !uindi !uella disciplina c$e fa da cerniera non solo tra i bisogni del singolo, le tradizioni e i valori condivisi dalla comunit, ma anc$e tra luomo e !uei delicati e!uilibri c$e caratterizzano lambiente circostante. +ta di fatto c$e !uesta concezione dellarc$itettura era condivisa dai maggiori arc$itetti dell epoca rinascimentale, tra i !uali :ilippo 73 )2((2+CLI, 9onato 73'B')*2, :rancesco 9I 1I431I4 B'3*I)I, 'ntonio e 1iuliano 9' +')1'((4 . '(723*I, nel De re aedificatoria, partendo da una ricognizione generale dei complessi problemi relativi allarc$itettura, intesa come disciplina scientifica e umanistica, arriva ad una definizione delle sue idee guida. 2ssa si configura infatti come !uella scienza c$e $a lo scopo di organizzare lo spazio per proteggere gli uomini dai rigori dei climi e dagli altri pericoli provenienti dallambiente esterno nei luog$i privati e pubblici. 2ssa " assimilabile ad un involucro destinato ad accogliere luomo, la sua famiglia e la collettivit, oltre a essere lo spazio intimo c$e protegge la salute delluomo e la sua spiritualit. '(723*I insiste nel De re aedificatoria sullo stretto rapporto fra casa e citt: la casa " una citt in miniatura, mentre la citt " una grande casa &. %i6 avanti, verso la fine del libro IQ, '(723*I si sofferma in modo pi6 esplicito sulla )atura dellopera arc$itettonica. 2gli afferma c$e costruire convenientemente risponde sia ad una necessit c$e ad unutilit, ma anc$e c$e labilit di costruire in modo da ottenere lapprovazione degli uomini di costumi splendidi, senza peraltro essere riprovati dagli uomini frugali pu< appartenere solo ad un artista dotto, saggio e giudizioso .. (opera dellarc$itetto deve !uindi rispecc$iare la societ nelle sue manifestazioni, siano !ueste politic$e, economic$e e culturali e ac!uistare un
&&

valore morale e civico, ma anc$e e soprattutto democratico. (a sua attivit deve essere in grado di trovare, per !uesto motivo, il consenso degli uomini virtuosi, ma anc$e degli uomini semplici. 9alla sua opera, infatti, dipende in gran parte la sicurezza, lautorit, il decoro dello stato, ma anc$e la possibilit di vivere dignitosamente e fuori dei pericoli 0. (arc$itetto deve sapere mostrare, per !uesto motivo, la propria virt6 e il proprio ingegno nella competenza, nella saggezza e nel giudizio in modo da evitare !uei capricci e !uegli impeti c$e $anno caratterizzato lopera di una parte dei moderni progettisti, i !uali $anno perso, in !uesto modo, !uasi definitivamente il contatto con le esigenze delluomo e della )atura. '(723*I ribadisce limportanza di !uesti principi, laddove afferma c$e c$i costruisce in modo da essere lodato per lopera sua 8 e c$i non vuol ci<, " senza cervello 8 deve basarsi su criteri esatti e costanti 5 come larte stessa esige. (e arti e le discipline tecnic$e, in genere, devono possedere necessariamente, come abbiamo affermato in precedenza, un fondamento scientifico c$e le giustific$i. 'llepoca dell'(723*I, sia la casa c$e la citt erano il risultato pi6 evidente dello sviluppo di !uesta concezione. 4ltre a !uesto, esse si configuravano come lespressione diretta delluomo, dei suoi ideali, sentimenti e valori intimi. Il soddisfacimento dei bisogni materiali e spirituali delluomo diveniva !uindi la spinta per lattuazione di !uelle condizioni ottimali volte ad assicurare un adeguato comfort arc$itettonico. Questaspetto trova la propria giustificazione in !uel rapporto di interdipendenza e connessione tra arc$itettura e luogo insediativo c$e, come " noto, si era stabilito gi in epoca romana e c$e si rivelava fondamentale ai fini di una sua proficua realizzazione. ('(723*I, recuperando in modo funzionale !uei criteri c$e avevano ispirato

la tradizione arc$itettonica classica, riesce ad adeguarla alle esigenze della sua epoca, attraverso lintegrazione di alcune discipline scientific$e, !uali ad esempio la matematica, la geometria, la cartografia e lottica, c$e erano in !uel momento oggetto di indagini accurate. C noto come '(723*I abbia voluto accludere al De re aedificatoria alcuni libri sullaritmetica e sulla geometria, i !uali, sfortunatamente sono andati perduti @. ' rendere !ueste discipline e il loro studio maggiormente funzionali sarebbero intervenute le nuove scoperte scientific$e sui fenomeni terrestri e i nuovi strumenti analitici finalizzati alla descrizione morfologica del territorio. (a sua ricerca parte infatti dal presupposto, e in !uesto si ricollega nuovamente allopera di /I*3 /I4, c$e la conformazione geomorfologia del territorio e le condizioni climatic$e e atmosferic$e, rappresentino un insieme di fattori naturali atti a determinare la tipologia edilizia ai fini dellottenimento di un adeguato comfort abitativo. I !uattro elementi naturali, fuoco, aria, ac!ua e terra vengono, come " gia stato detto in precedenza, recuperati e utilizzati in termini di parametri ambientali oppure ai fini dellosservazione della morfologia del sito climatico. I dati ottenuti venivano !uindi utilizzati ai fini della determinazione della collocazione dellinsediamento abitativo e successivamente per la realizzazione del progetto arc$itettonico. '(723*I, in !uesto senso, attribuisce al parametro termico un valore essenziale nella valutazione del corretto apporto di energia solare sulledificio. I parametri dellaria e dellac!ua risultano, invece, essere funzionali rispetto al controllo climatico degli edifici e in particolare per ci< c$e riguarda le correnti daria e la loro intensit. n altro indicatore fondamentale " dato dalla )atura del terreno e dalla sua conformazione sotto il profilo geologico.

Questaspetto trova la sua importanza nella possibilit di una verifica concreta della stabilit del terreno, per !uel c$e riguarda la probabile presenza di ac!ue superficiali e sotterranee, ma anc$e rispetto alla collocazione c$e si intende dare alledificio. %ossiamo concludere c$e !uesti indicatori parametrici costituiscono, nella filosofia progettuale dell'(723*I, delle vere e proprie priorit o comun!ue dei punti di riferimento costante. Questi principi troveranno una loro specificazione ulteriore in epoc$e successive, dove si dimostrer una maggiore attenzione per la salute delluomo, ma anc$e una ricc$ezza notevole nelle forme compositive, c$e porteranno ad una concezione spaziale sempre pi6 vicina alle necessit della societ civile. 4.2 ('(723*I pone luomo al centro della creazione arc$itettonica e dellordine naturale. %roprio per !uesto motivo le costruzioni non devono solo ricercare !uelle proporzioni insite nellordine naturale cos# come voluto da 9io, ma anc$e riferirsi a dei criteri c$e rispondessero ai bisogni reali delluomo. 2gli scrive infatti c$e larte " necessario e degno ricovero e ambiente delluomo, ma " anc$e specc$io dellintera )atura e armonia della sua mente e del suo corpo A. %roprio per !uesto motivo non possiamo escludere c$e ogni spazio artificiale influisce o possa influire sulla salute umana. (uomo, inoltre, tende ad adattare il proprio metabolismo in funzione allo spazio arc$itettonico. Questultimo pu< manifestare, infatti, i suoi effetti deleteri dapprima nei confronti dellintegrit e tenuta del bene edilizio nel tempo e, successivamente, nei confronti della salute psicofisica degli abitanti. ' !uesto riguardo il teorico dellurbanistica Baurice :ranVois 34 12, mette in evidenza nei propri scritti i rapporti esistenti tra biologia e unit
&.

urbane. 2gli scrive in proposito c$e se si esamina la serie di !uadri successivi nei !uali si sviluppa la vita degli individui, la citt pu< essere considerata, dopo la casa, come uno di !uesti involucri. (a casa e lintera citt devono, per !uesto motivo, partecipare al carattere biologico delluomo e alla sua natura organica e di conseguenza alla sua dimensione E. )on dobbiamo dimenticare c$e anc$e l'(723*I vedeva lo stato di salute del corpo umano, inserito allinterno dellorganismo arc$itettonico, come lindicatore del livello di nocivit o di salubrit di !uestultimo. 2gli infatti ricorda gli sforzi compiuti dai popoli antic$i per rendere lambiente scevro di ogni elemento nocivo, ma anc$e le attenzioni c$e !uesti riponevano nellevitare un clima molesto e malsano. Questultima precauzione viene considerata assai saggia e anzi indispensabile D. /a ricordato c$e, ai suoi tempi, non esistevano le moderne apparecc$iature in grado di determinare con esattezza lo stato di salubrit e abitabilit di un edificioI proprio per !uesto motivo si ricorreva, per ottenerne la diagnosi, al metodo dellosservazione empirica diretta. '(723*I ci riferisce sullopportunit del ricorso a !uesto tipo di criterio affermando c$e " possibile ottenere utili indicazioni circa il clima e i venti anc$e dallosservazione dei corpi inanimati. %otr essere di aiuto una verifica scrupolosa dello stato di conservazione delle murature degli edifici circostanti. )el caso in cui !ueste saranno divenute scabre e consunte, sar segno c$e la zona soffre di particolari mali. n altro indicatore fondamentale, ai fini dellaccertamento della salubrit del sito insediativo, sar dato dalla presenza di alberi piegati o spezzati tutti !uanti in una sola direzione. Questo segno dovr essere interpretato come conseguenza della violenza del vento. n altro elemento da
&0

non sottovalutare " losservazione diretta della parte superiore delle pietre del luogo o di !uelle c$e sono state trasferite. +e !ueste tendono a sgretolarsi pi6 del normale, ci< indic$er c$e il clima del luogo " sottoposto a sbalzi notevoli di temperatura. Queste variazioni termic$e influiranno negativamente sulle condizioni di salute degli abitanti, il cui corpo sar costretto a subire un violento riscaldamento o raffreddamento e a indebolirsi nel suo complesso 1H. (a correttezza o meno di !uesta indagine dipendeva principalmente dal grado di preparazione e dallesperienza del progettista. +appiamo anc$e c$e le condizioni di salute nellorganismo umano dipendano essenzialmente dallazione congiunta delle temperatura, dellumidit e della circolazione dellaria. C noto infatti c$e il caldo riesce pi6 difficile da sopportarsi, a parit di temperatura, !uanto pi6 " elevato il grado di umidit nellaria e !uanto minore " la ventilazione. ' ogni valore di umidit relativa, corrisponde, infatti, un valore limite di temperatura, superato il !uale lorganismo avverte i primi sintomi di disagio da afa. %ertanto il microclima interno allabitazione " subordinato ai valori relativi della temperatura interna, allumidit presente e alla ventilazione. 'l giorno doggi " risaputo c$e una variazione considerevole di !uesti parametri naturali $a come conseguenza lalterazione delle condizioni globali di comfort ambientale. Il ricorso a murature troppo umide, ad esempio, pu< infatti avere effetti nocivi non solo sullambiente arc$itettonico, ma pu< esercitare uninfluenza negativa sugli e!uilibri termici e igrometrici, le cui conseguenze risc$iano di ripercuotersi sullattivit metabolica delluomo e pi6 in generale sul proprio benessere, causando in !uesto modo dei risc$i per la propria salute. C stato infatti dimostrato c$e, allinterno di uno spazio abitato, laumento

del tasso di umidit nellaria pu< comportare delle sensazioni di disagio per gli abitanti c$e possono risentire degli s!uilibri avvertiti dallinvolucro edilizio, provocati, in !uesto caso, dalla presenza di vapore ac!ueo sulle pareti. Questultimo, infatti, viene ceduto allambiente circostante provocando cos# una repentina diminuzione della temperatura, sia per evaporazione superficiale, sia per la conseguente riduzione delle capacit termoisolanti della zona in !uestione. C !uindi c$iaro, come nel pensiero dell'(723*I, lo spazio arc$itettonico non possa essere concepito senza tener conto delle sue interazioni con lo spazio esterno e con le continue variazioni atmosferic$e e climatic$e c$e lo caratterizzano durante lanno. %er !uesto motivo, la realizzazione dellarc$itettura deve trovare una precisa rispondenza nellessere umano e nelle sue esigenze vitali. Questa concezione trova una giustificazione nelle stesse parole dellarc$itetto, il !uale, nel De re aedificatoria, afferma c$e ogni opera deve adattarsi ai pi6 importanti bisogni delluomo 11. %er concludere risulta evidente c$e una realizzazione assennata dello spazio arc$itettonico non possa prescindere dallavere come punto di riferimento fondamentale !uel rapporto dinamico, basato su interazioni reciproc$e, c$e si stabilisce tra il corpo umano e lambiente artificiale in cui !uesto vive. 4.3 (approccio bioclimatico di (eon 7attista '(723*I era destinato a rappresentare un vero e proprio punto di svolta nella discussione sullarc$itettura, c$e si era profilata in epoca rinascimentale. 3iteniamo c$e !uestaspetto sia ampiamente sufficiente per riconoscere , a !uesta grande figura di uomo e di artista, il merito di aver conferito dignit umana allarc$itettura del proprio tempo. (intervento arc$itettonico, deve infatti, avere come punto di riferimento costante la

possibilit di assicurare agli uomini una migliore !ualit della vita. (arc$itettura, inoltre, come testimoniano molte tra le sue opere, deve cercare di farsi interprete delle esigenze, delle aspirazioni degli abitanti. )el capitolo precedente abbiamo definito larc$itettura, sulla scia dell'(723*I, come un organismo animale. )on dobbiamo per< dimenticare c$e un organismo animale " anc$e un organismo energetico, c$e, come tale, possiede una capacit di scambio energetico con lambiente esterno. (a forma e i componenti edilizi di tale organismo devono essere in grado di svolgere unazione di climatizzazione naturale sia nella stagione estiva c$e in !uella invernale. Qualun!ue essere vivente sceglie di vivere in un determinato $abitat non solo per motivi legati alle fonti di approvvigionamento materiale: ladattamento allambiente circostante " infatti legato anc$e alle condizioni climatic$e del luogo prescelto. 'nc$e linvolucro edilizio, alla stregua di un !ualun!ue organismo animale, cerca di interagire con le condizioni climatic$e e di adattarsi ai cambiamenti dellambiente circostante, c$e, com" noto, " costituito principalmente dal sole, dallac!ua, dallaria. (e risorse climatic$e naturali devono, per !uesto motivo essere, intese come componenti integranti dellarc$itettura e non come elementi separati. (a morfologia del sito, la temperatura, lumidit, le correnti daria dominanti, la pressione, lesposizione, laltitudine devono essere considerati i fattori costituenti dellapproccio bioclimatico e ambientale. (a forma, la geometria compositiva, i componenti strutturali dellinvolucro edilizio devono, di conseguenza, essere progettati in modo tale da poter sfruttare adeguatamente lapporto energetico dei fattori sopramenzionati. Questaccorgimento consente di fornire
&5

agli ambienti interni il giusto comfort termoigrometrico e una climatizzazione naturale ottimale. +econdo l'(723*I, ledificio e la sua struttura compositiva non si devono c$iudere a guisa di corazza o di roccaforte, rispetto allambiente esterno. 9eve assumere, al contrario, i connotati edilizi di una forma aperta, i cui spazi interni, attraverso le aperture ,finestre, scale, intercolumni, intercapedini, sfiatatoi, porticati, podi e gallerie-, si protendono verso lesterno, sfruttando gli elementi naturali. In altri termini, ledificio deve essere strutturato in modo tale da garantire la presenza di veri e propri diaframmi edilizi, in grado di filtrare e proteggere gli ambienti interni dalle correnti daria fredde e umide. Questo accorgimento tecnico riguardava non solo le strutture verticali ,le pareti-, ma anc$e !uelle orizzontali ,i solai-. 3obert *'/23)43, parlando del progetto albertiano della c$iesa di +an +ebastiano a Bantova, afferma c$e la costruzione di un solaio su unintercapedine vuota, avrebbe conseguito una maggiore efficacia rispetto ad alzare il livello del suolo con del pietrisco. Questa operazione, infatti, avrebbe comportato un impiego non indifferente di materiali senza eliminare completamente il risc$io di umidit. Inoltre, lesecuzione di aperture permanenti, nei muri laterali inferiori, avrebbe consentito di ricevere, allinterno dello spazio, un maggior apporto di luce e di ventilazione, in modo tale da mantenere i muri pi6 asciutti. Questo sotterraneo non doveva, per !uesto motivo, servire ad altri scopi, !uali, ad esempio, la funzione, recentemente ac!uisita di cripta 1&. Ci< c$e !ui viene sostenuto sta a indicare c$e, nelle intenzioni dell '(723*I, lintercapedine doveva assolvere prevalentemente a una funzione bioclimatica, ovverosia le aperture laterali permanenti, poste sulle pareti inferiori, dovevano permettere lafflusso sia della
&@

luce, del calore e della ventilazione in modo da proteggere e mantenere il piano superiore e la struttura verticale e orizzontale asciutti e ben areati. (involucro edilizio, inoltre, " costituito non solo da materiali fisici ,mattoni, pietra, legno, calce, rame, ferro, piombo, vetro e simili-, ma anc$e da materiali eterei ,aria, vapore, calore e luce-. *utto !uesto " reso possibile attraverso una particolare disposizione delle strutture spaziali verticali e orizzontali, le !uali possono essere sia aperte c$e c$iuse e sono poste tra lo spazio interno ed esterno delledificio, in modo da essere permeabili o meno alle correnti daria, alla luce e al calore. (edificio deve essere predisposto !uindi in modo tale c$e !uesto sia in grado, nel corso dellanno, di regolarsi opportunamente da un punto di vista termico. In altri termini, !uesto deve saper accogliere solo !uegli agenti atmosferici positivi, vale a dire la giusta dose daria, dumidit, di luce e di calore. *utto !uesto permette di determinare, al proprio interno, una situazione confortevole da un punto di vista termico. (edificio diventa in !uesto modo !ualcosa in pi6, rispetto ad una semplice massa muraria, c$e racc$iude un certo volume, ovverosia uno spazio vivo c$e interagisce, in senso dinamico, con i fattori ambientali esterni. Questo spazio vivo pu< assumere un valore ambientale, solo nel caso in cui riesca a stabilire un rapporto energetico scambievole con lambiente esterno. Questultimo " uno tra i principi basilari dellarchitettura bioclimatica. C risaputo, infatti, c$e le correnti daria calda, fredda e umida esplicano conseguenze importanti non solo sul fabbisogno termico delledificio, ma anc$e sul suo stato conservativo.

C opportuno precisare, inoltre, c$e gli effetti dellinterazione tra edificio e correnti daria sono !uelli c$e concorrono a determinare il microclima interno. *utto !uesto avviene sempre su scala microambientale. Questultima rappresenta la scala sulla !uale $a luogo comunemente lesperienza umana. 'llesterno di un !ualun!ue edificio esistono, infatti, numerosi microclimi, c$e sono oggetto nel tempo di continue variazioni, causate da tutta una serie di complessi fattori naturali e artificiali, legati, ovviamente, alla medesima zona climatica. *ra !uesti possiamo annoverare la presenza di vegetazione, la vicinanza del mare, dei lag$i, e pi6 in generale, di corsi dac!ua, pianure, monti e addirittura lo stesso insediamento urbano.

1 &

Cfr. %ico della Birandola, #pere volgari.

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro I, Cap. IQ, p. @0
.

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro IQ, Cap. Q, p. E50
0

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., %rologo, p. 1&
5

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro /I, Cap. II, p. 00E
@

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., %rologo, p. 1@ . In proposito cfr. anc$e C. 1ra=son, +he composition of L)$) Albertis Decem libri de re aedificatoria , in BWnc$ner Sa$rbuc$ der bildenden Kunst, s. III, QI ,1D@H-, p. 1@1, n. .E.

&A

1&

Cfr. 3obert *avernor, -onzaga committenti dei progetti albertiani per San Sebastiano e SantAndrea a Mantova e per la tribuna della Santissima Annunziata a .irenze in Leon $attista Alberti, 4p. cit., p. .E..

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro III
E

Cfr. '. Boles, nvolucri ,Le nicchie delluomoin !s,chologie de lespace, 1DA&
D

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro I, Cap. III, p .&0
1H

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro I, Cap. /, p. 00
11

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., %rologo, p. @

Capitolo / LAPPROCCIO BIOCLIMATICO: PRINCIPI CONSIGLI TECNICI E REGOLE EMPIRICHE DELLARCHITETTURA RINASCIMENTALE. LA CLIMATIZZAZIONE DEGLI EDIFICI
!.1 (o storico dellarte 1iulio Carlo '31') sostiene c$e l'(723*I " il primo arc$itetto c$e concepisca larc$itettura come una realt fisica, come luce, calore,
&E

penombra, atmosfera e coloreG, oltre a essere il primo a considerare, sotto il profilo psicologico, il trapasso emozionale dalla luminosit e dalla

concretezza volumetrica dellesterno alla penombra, alla cavit interna e c$e faccia materialmente e visivamente comunicare lo spazio esterno con !uello interno, attraverso arc$i profondi, gallerie, 1 porticiG . (e osservazioni fatte da '31') ci fanno capire c$e per l'(723*I, !uesti elementi fisici rappresentano la base per delineare la tipologia e la geometria compositiva in relazione allambiente e al clima del luogo. Questi parametri permettono di garantire !uello c$e " comunemente c$iamato benessere abitativo. )el tracciare unanalisi degli aspetti legati alla concezione dellarc$itettura in (eon 7attista '(723*I, abbiamo voluto insistere sulla complessit delle funzioni interne ed esterne del sistema abitativo. In tal senso abbiamo voluto prendere in considerazione le molteplici articolazioni dei processi inerenti gli scambi energetici tra linterno e lesterno delledificio. *utti !uesti processi appaiono legati tra di loro e interagiscono con le variabili climatic$e del sito insediativo prescelto, !uali ad esempio le precipitazioni atmosferic$e, lindice di soleggiamento e ombreggiamento, la direzione e velocit dei venti e le temperature stagionali medie, ecc. I principi c$e permettono di garantire, in modo soddisfacente, condizioni adeguate di comfort termico per !uel c$e riguarda gli spazi interni degli edifici sono complessi. Il controllo climatico degli edifici implica principalmente, da parte del progettista, una conoscenza e una valutazione approfondita dei fenomeni meteorologici, la cui intensit pu< variare nel tempo e nello spazio. In proposito dobbiamo necessariamente tener conto di tre aspetti fondamentali: ala collocazione delledificio allinterno del sito prescelto rispetto alle condizioni climatic$eI b- la collocazione delledificio rispetto ai volumi edilizi preesistenti allinterno del

tessuto urbanoI c- linfluenza reciproca degli effetti macro e microclimatici e le interazioni da !uesti provocati su un particolare $abitat termico interno e sul tessuto urbano esterno. Questultimo parametro si lega direttamente con !uelli precedenti. (a !ualit abitativa degli involucri edilizi " !uindi necessariamente subordinata ad una verifica attenta di !uesti aspetti. In !uesto capitolo intendiamo prendere in considerazione !uegli aspetti climatici e la relazione c$e intercorre tra !uestultimi e gli insediamenti urbani e come !uesti vengono sviluppati allinterno del pensiero dell'(723*I. 2gli aveva capito c$e la realizzazione di un !ualun!ue edificio doveva trovare una precisa rispondenza non solo nei principi della statica, ma anc$e e principalmente nelle variabili climatic$e esterne. +olo a !uesto punto il progettista poteva stabilire la tipologia della forma, la sua eventuale compatibilit con la morfologia del terreno, per prendere successivamente in considerazione lubicazione dei volumi edilizi preesistenti e occuparsi della determinazione delle aperture esterne ,porte e finestre- al fine sia di dare luce sia di ricambiare laria . Questultime, inoltre dovranno essere fatte in modo da adattarsi allo scopo cui il luogo " adibito e allampiezza del muroI s# c$e risultino in numero non eccessivo n> insufficiente e forniscano una !uantit di luce non maggiore n> minore di !uanto sia necessario. Il progettista deve, !uindi, regolarsi in base alla direzione e alla velocit delle correnti daria alle !uali saranno esposte le aperture. (e finestre, c$e ricevono le brezze salutari, dovranno essere particolarmente ampie, in modo c$e laria possa circolare tra i corpi degli abitanti. (e finestre, c$e sono, invece, esposte in direzione delle correnti daria nocive, saranno collocate in alto in modo tale c$e il muro frapposto difenda gli
&D

abitanti dai venti e c$e !uestultimi penetrino per !uel tanto c$e basti al ricambio daria, ma solo dopo aver perso la loro forza e la loro pericolosit. 7isogner, inoltre, prevedere in !uale modo la luce e il calore del sole filtrino attraverso le finestre. ('(723*I assume come principio c$e ogni ambiente deve avere le aperture collocate secondo i punti cardinali, in modo da ricevere, dallalba a mezzogiorno, una !uantit di luce prestabilita, cos# come anc$e a partire da mezzogiorno fino al crepuscolo. Infatti le finestre esposte ad est riceveranno molta pi6 luce in un arco di tempo c$e va dallalba a mezzogiorno, mentre !uelle esposte ad ovest riceveranno, a loro volta, la maggior parte della luce durante il pomeriggio. +e le aperture sono, invece, esposte a sud, !ueste godranno di luce e calore per lintera giornata. (a collocazione a settentrione, pur non assicurando luce solare diretta, permette, comun!ue, di usufruire di una buona illuminazione diffusa, c$e pu< rivelarsi utile per determinate funzione abitative. (a circolazione dellaria, afferma '(723*I, sar facilitata se i davanzali saranno abbassati in modo tale c$e c$i si trovi allinterno delledificio possa esser visto dalla strada e vedere a sua volta i passanti & . Il ricorso a !uesto elemento arc$itettonico trova la propria giustificazione nellagevolare lafflusso di !uelle brezze provenienti dal mare e da terra o da monti o valli e c$e vengono meglio recepite ai piani inferiori delledificio. Questi principi comportano, inoltre, la realizzazione di altre aperture !uali i vestiboli esterni. *utto ci< deve avvenire in modo indiretto e non ortogonale rispetto allasse delle stanze e ai disimpegni interni. Ci< consente di evitare laccelerazione delle correnti daria trasversali, le !uali sono fredde, umide e violente. ( '(723*I indica, infatti, !uesto tipo di correnti come tra le meno salubri
.H

per la salute delluomo. Questa soluzione servir ad evitare la formazione di muffe e di condense, le !uali, come " risaputo, possono mettere a repentaglio, nel tempo, la buona conservazione dei piani superiori dei palazzi e il comfort abitativo. Quando, invece, laria giunge allinterno di un edificio, attraverso una galleria ampia e abbastanza soleggiata, !uestaria diverr tiepida. 'l contrario notiamo c$e, se il vestibolo " stretto e ombroso, la corrente daria sar pi6 rapida nei movimenti e pi6 fresca. %er rendere pi6 comprensibile !uesto processo, l'(723*I ricorre a un esempio e dice c$e c$i cammina esponendosi al sole non si abbronza, mentre c$i sta seduto al sole si abbronza. (a spiegazione di !uesto fenomeno sta nel fatto c$e il movimento, facendo vento, annulla il potere dei raggi solari .. %arlando poi degli spazi fissi aperti, !uali i portici, possiamo sostenere c$e !uesti elementi arc$itettonici sono essenziali per la protezione la regolazione, sotto il profilo termico, della muratura principale inferiore esterna delledificio. %er !uesto motivo la loro funzione non " unicamente di tipo ornamentale o estetico, come si pu< pensare, ma consente di preservare gli abitanti dalleccessivo calore del sole, dalle precipitazioni atmosferic$e e dal vento, ma anc$e a isolare ledificio dal piano stradale. Queste strutture permettono, inoltre, di modificare la direzione della pioggia e di attutire, in inverno, lintensit delle correnti daria fredda e umida. In !uesto modo " possibile assicurare, nel tempo, la conservazione della struttura muraria inferiore e creare un microclima interno pi6 confortevole per la salute umana. 9urante la stagione fredda, lorientamento a sud dei portici e la bassa inclinazione del sole allorizzonte, facilitano, allinterno, la penetrazione dei raggi solari. 9estate, invece, !uando il sole " alto allorizzonte, i raggi colpiscono la copertura del portico, creando nella zona sottostante una zona

dombra c$e attutisce la calura 0. ('(723*I, inoltre, afferma c$e il portico non era soltanto riservato alle persone, ma serviva anc$e come riparo per le bestie da soma, onde proteggerle dal sole e dalla pioggia 5. %ossiamo immaginare, c$e !uesti, pur non soffermandosi in modo dettagliato nei suoi scritti sulla funzione bioclimatica di !uesto tipo particolare di struttura arc$itettonica, fosse a conoscenza delle sue origini classic$e, c$e furono tramandate ai posteri dal soldato greco Q2)4%L4), vissuto attorno al 0HH a.C., il !uale " stato tra i primi a scrivere del concetto di portico da un punto di vista bioclimatico. In epoca moderna, (2 C437 +I23 recuperer in modo funzionale i principi bioclimatici dei portici, attraverso la realizzazione di pilastri in cemento armato, c$e sorreggono al pian terreno un fabbricato o pi6 fabbricati, permettendo di risolvere anc$e i problemi legati alla circolazione pedonale e automobilistica. )ei palazzi dotati di podi rialzati, piani seminterrati, nella stagione fredda, come ci riferisce l'(723*I, le finestre sulla parete nord dovranno essere piccole ed essere situate in alto. Questaccorgimento permette di attutire limpatto provocato dalla forza del vento allinterno dei podi stessi. Bentre sulla facciata sud esse dovranno essere molto pi6 ampie in modo da favorire la penetrazione, durante linverno, dei raggi solari bassi, ma anc$e delle brezze salutari. (arc$itettura rinascimentale faceva comun!ue ricorso non solo a !uei principi e a !uei suggerimenti, c$e possiamo trovare negli scritti teorici dell'(723*I o di :rancesco 9I 1I431I4 B'3*I)I, ma anc$e a tutta una serie di accorgimenti e sistemi di termoregolazione climatica naturale degli ambienti interni agli edifici. 'lcuni anni fa, in seguito ad unindagine arc$itettonica, condotta dagli autori di !uesto libro su alcuni edifici storici nella citt di %rato ,*oscana-, " stato

possibile scoprire allinterno di un palazzo !uattrocentesco, denominato Cini 8 7enassai, un sistema di ventilazione naturale di aria fresca e calda. (attuazione di !uesto sistema avveniva attraverso la depressione formata da un grande camino solare costruito in laterizio, il !uale era posto lateralmente in comunicazione con le cantine sottostanti ledificio prospiciente un vicolo. Questultime, durante la stagione calda, lasciavano affluire nei locali superiori laria fresca immagazzinata nelle cantine favorendone il raffrescamento. Questo sistema di raffrescamento si basava sul cosiddetto effetto fumaiolo, dovuto alle differenze di pressione e di temperatura createsi allinterno, allesterno e allaltezza del camino solare. 'ffinc$> fosse possibile c$e la ventilazione raggiungesse ogni locale del palazzo, erano state disposte in corrispondenza di ciascun piano, sulla parete verticale in basso delle grate regolabili collegate direttamente al camino. In inverno le stanze, orientate a sud8ovest, venivano protette e riscaldate attraverso intercapedini o doppie pareti. (a parete esterna dellintercapedine, esposta a sud8 ovest, veniva riscaldata dal sole invernale basso allorizzonte, in modo tale c$e il calore, accumulato tra le due pareti esterne, penetrasse, per conduzione, negli ambienti interni delledificio tramite opportune prese daria disposte in alto. (a circolazione di !uestaria calda avveniva in modo spontaneo, grazie alla variazione c$e si stabiliva tra la temperatura esterna e !uella interna alledificio. Questo sistema di riscaldamento generava, allinterno delledificio, un gradevole tepore. )el contempo permetteva di evitare, attraverso le finestre, il ricambio dellaria e di conseguenza la dispersione del calore esterno accumulato durante il giorno. +empre allinterno di !uesto palazzo " stato possibile osservare alcune tecnic$e particolari di isolamento termico c$e
.1

possiamo considerare, per lepoca, abbastanza efficaci. 'llinterno dei locali " stata riscontrata, inoltre, la presenza di doppi solai, realizzati in laterizio e legno simili a dei soppalc$i con sovrastante soletta formata di calce spenta e gesso nel cui impasto vi erano piume, crini di cavallo e paglia. Questo sistema risultava essere particolarmente efficace per la conservazione del calore accumulato durante il giorno. ' dimostrazione di !uanto sopra esposto, sappiamo c$e l'(723*I, !uando si occupa dei sistemi utilizzati per il raffrescamento interno degli edifici, tiene a far presente c$e per far s# c$e lombra si mantenga fresca, sar utile ricoprire il tetto con altro tetto, e le pareti con altre pareti. Inoltre egli afferma c$e laria tra le due pareti si manterr pi6 fresca !uanto pi6 largo sar lintervallo di spazio tra loro. Questaccorgimento consentir di far s# c$e lambiente si riscaldi meno degli altri. 9ifatti, aggiunge l'(723*I, il vuoto lasciato tra i due muri $a un effetto pressoc$> identico a !uello di un muro di eguale spessore @. C ovvio c$e, nel !uattrocento, i sistemi di climatizzazione naturale potevano sfruttare principi e accorgimenti anc$e diversi rispetto a !uelli precedentemente descritti. +coprirli ric$iederebbe, come " immaginabile, unindagine arc$itettonica lunga e approfondita, poic$> molti tra !uesti edifici $anno subito, nel corso dei secoli variazioni e tutta una serie di ristrutturazioni , c$e $anno fatto perdere la loro originaria connotazione bioclimatica. *uttavia, anc$e in mancanza di appositi studi approfonditi sulla climatizzazione naturale degli edifici !uattrocentesc$i, possiamo affermare c$e il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici, attraverso la manipolazione della correnti daria calde e fresc$e e opportune soluzioni tecnico8 costruttive, costituiva un punto di riferimento costante nella filosofia progettuale degli arc$itetti dellepoca. +i
.&

pu< obiettare c$e il comune sistema di riscaldamento, rappresentato dai camini fosse sufficiente a riscaldare gli ambienti interni alledificio. 9obbiamo osservare in proposito c$e !uesto sistema di riscaldamento si limitava unicamente alle zone circostanti il camino, escludendo la maggior parte dei locali. %er impedire !uesto, infatti, sarebbe stato necessario collocare un camino o una stufa allinterno di ogni stanza, il c$e non era sempre possibile. %ertanto si presume c$e gli arc$itetti rinascimentali siano ricorsi, nei periodi invernali, ad integrare, per il riscaldamento domestico, il calore dei camini con !uello del sole e, destate, allutilizzo delle correnti daria fresc$e per il raffrescamento. !.2 nattenta lettura degli scritti teorici dell'(723*I sullarc$itettura, lascia emergere c$e la !ualit esterna e interna degli edifici non si limita a una semplice integrazione di tipo estetico con il paesaggio circostante, ma si concretizza in unintegrazione razionale e compositiva sia con lambiente urbano c$e con le variabili condizioni atmosferic$e del paesaggio. Questultimo deve essere inteso !uindi come un vero e proprio organismo vivente. (arc$itettura, a sua volta, deve tornare a concepire il paesaggio, e la sua integrazione con il tessuto urbano, non pi6 da un punto di vista esclusivamente estetico, ma in relazione alle manifestazioni vitali del paesaggio stesso e a ci< c$e !ueste comportano rispetto alluomo e al suo benessere. nintegrazione funzionale tra tessuto urbano e vegetazione pu<, infatti, grazie allapporto antiossidante del vapore ac!ueo sprigionato da !uestultima, influire positivamente sul microclima del tessuto urbano, favorendo il benessere degli abitanti. ('(723*I intendeva la citt come un sistema morfologico basato sulla simmetria

degli assi prospettici c$e evidenziano la leggibilit e laccessibilit dei diversi spazi aperti, in sintonia con le forme, le tipologie edilizie e le varie funzioni espletate dagli edifici stessi in rapporto con gli spazi aperti esterni. 1li spazi aperti fissi della citt: strade, piazze, gallerie di passaggio, arc$i di collegamento, vicoli, ponti, porticati e cortili dovevano formare un unico organismo urbano integrato alle condizioni climatic$e del contesto ambientale circostante. *utti !uesti elementi urbani non assolvono !uindi funzioni legate esclusivamente alle comunicazioni o ai trasporti, ma si inseriscono in unottica ben precisa volta a salvaguardare gli abitanti e le attivit esterne dagli eccessi del clima. (a loro articolazione, allinterno del tessuto urbano, " finalizzata, durante la stagione calda, ad evitare i risc$i causati da abbagliamento o da eccessiva insolazione, favorendo unadeguata ombreggiatura e la circolazione dellaria. 1li spazi urbani devono, inoltre, essere dotati di strutture edilizie capaci di attenuare limpatto del sole, delle precipitazioni atmosferic$e e dei venti. (articolazione del tessuto urbano deve !uindi rispondere a particolari esigenze spaziali, caratterizzate dalla presenza di volumi aperti e c$iusi e dotati di una particolare orientazione e disposizione in funzione dellapporto energetico delle forze climatic$e prima ricordate. In !uesto senso, svolgono una funzione di notevole importanza i porticati continui, fianc$eggianti le strade e le piazze, c$e sono situati, com" noto, al livello inferiore dei palazzi e c$e preservano dalle intemperie gli edifici perimetrali ai lati delle strade e delle piazze. )ella stagione fredda, infatti, le pareti esterne risultano essere maggiormente protette dalla forza delle raffic$e di vento e dalle precipitazioni atmosferic$e, mentre destate al loro interno " possibile trovare delle gradevoli

zone dombra c$e favoriscono il raffrescamento dellambiente circostante. )on dobbiamo dimenticare c$e !uesto tipo particolare di elemento arc$itettonico era una fra le caratteristic$e principali delle citt rinascimentali. I porticati continui erano, infatti, coperti al pian terreno e utilizzavano come elemento caratterizzante le arcate. :ra gli esempi pi6 rilevanti di porticati continui risalenti al !uindicesimo secolo troviamo !uelli di %iazza +ignoria a :irenze, %iazza +an Barco a /enezia e %iazza delle 2rbe a Bantova, ecc. n altro elemento arc$itettonico presente in molteplici palazzi rinascimentali erano i cosiddetti cornicioni sporgenti o tetti aggettanti, i !uali non si limitavano unicamente a una funzione statica o ornamentale, ma potevano assolverne anc$e una di tipo bioclimatico, basata sulla protezione dalla pioggia e sulla ricezione della luce riflessa del sole, escludendo !uella diretta, la !uale pu< rivelarsi fastidiosa per i passanti. I tetti aggettanti perimetrali si integrano bene da un punto di vista strutturale con i piani soffitti sopraelevati dei palazzi, cos# come anc$e le logge situate allultimo piano. Insieme formano, da un punto di vista arc$itettonico, un unico elemento c$e, a seconda del giro delle ombre, c$e si sviluppano allesterno della parete, proiettandosi verso i marciapiedi e sulla strada, producono in loco una temperatura dellaria pi6 gradevole. Il controllo climatico della citt e dei singoli edifici ", purtroppo, al giorno doggi, sottovalutato o addirittura trascurato da gran parte degli arc$itetti, i !uali ritengono pi6 attuabile un ricorso sistematico alla climatizzazione artificiale interna non tenendo nella dovuta considerazione gli effetti nocivi c$e !uesto tipo di soluzione pu< procurare sulla salute degli abitanti. Questa visione sembra essere condivisa da Xalter 134%I +, esponente di
..

primo piano del funzionalismo arc$itettonico moderno. Questi scrive in proposito c$e un autentico carattere regionale non si pu< trovare attraverso un approccio sentimentale o imitativo, incorporando i vecc$i emblemi con le mode locali, c$e scompaiono con la stessa rapidit con cui compaiono, ma se si accolgono ,G- le differenze fondamentali imposte alla progettazione arc$itettonica dalle condizioni climatic$e ,G-, n> pu< risultare una diversit di espressione ,Gse larc$itettura utilizzer i rapporti, profondamente contrastanti, fra interno e esterno ,G- come centro focale della concezione arc$itettonica A. !.3 )egli ultimi venti anni assistiamo, infatti, sempre pi6 fre!uentemente allinsorgere di malattie o situazioni di malessere tra coloro c$e lavorano o vivono in edifici adibiti ad uffici, ospedali scuole o alberg$i. *ali patologie vengono solitamente indicate in medicina come malattie correlate con gli edifici E. +ebbene alcuni degli episodi riscontrati si siano verificati in edifici di costruzione non recenti e con ventilazione naturale, la maggior parte dei casi segnalati riguarda gli abitanti di edifici moderni, di grandi dimensioni, dotati di ventilazione artificiale e, spesso, di impianti di condizionamento dellaria. 1li studiosi sono concordi nel ritenere c$e le cause di tali malattie siano dovute allin!uinamento indoor legati alla presenza di in!uinanti di varia natura ,fisica, c$imica e biologica- allinterno degli edifici eYo allalterazione dei parametri microclimatici. (aria $a, infatti, due funzioni fondamentali: permettere lo scambio di gas necessario per la respirazione e di favorire lo scambio termico tra luomo e lambiente circostante. no studio del )ational Institute for 4ccupational +afet= and Lealt$
.0

,).I.4.+.L.- condotto su 00@ edifici, con problemi sanitari denunciati dagli occupanti $a mostrato c$e in pi6 della met dei casi, la !ualit scadente dellaria " da attribuirsi ad una ventilazione inadeguata D. (a composizione dellaria allinterno di !uesti ambienti deve, infatti, rientrare entro limiti ben precisi ,re!uisiti standard di !ualit- dal momento c$e laria deve consentire lo scambio di gas utile alla respirazione e favorire lo scambio termico tra uomo e lambiente circostante. (e malattie correlate con gli edifici possono essere suddivise in due gruppi sulla base di considerazioni di ordine epidemiologico, eziopatogenico, clinico, diagnostico e prognostico. 'l primo gruppo appartengono malattie, !uali lasma bronc$iale, le alveoliti allergic$e estrinsec$e, la febbre da umidificatore, le infezioni da legionella pneumophilia ,malattia dei legionari e febbre di %ontiac-, le 3icTettsie ,febbre Q-. Queste entit nosologic$e presentano caratteristic$e simili: la loro prevalenza tra gli occupanti un dato edificio " solitamente bassa, lagente casuale pu< essere isolato negli impianti di ventilazione e condizionamento dellaria, linsorgenza di nuovi cassi cessa con la rimozione dellagente eziologico e la patogenesi " di tipo allergico o tossico infettivo. 'l secondo gruppo appartiene invece la cosiddetta Sic/ $uilding Sindrome, nota in Italia come +indrome delledificio malsano o +2B, caratterizzata da una sintomatologia di modesta entit, aspecifica e polimorfa: cefalea, sonnolenza, bruciore oculare, senso di irritazione alla gola, tosse e irritazione cutanea. *ale sintomatologia si manifesta durante la permanenza in un determinato ambiente e si risolve o si attenua rapidamente con lallontanamento dallo stesso. I principali in!uinanti c$e pertanto si possono rinvenire negli edifici sono: a- di

natura c$imica ,composti organici volatili, formaldeide, monossido di carbonio, ossidi di azoto, anididride carbonica-I b- fisica ,fibre di asbesto, fibre di vetro, polveri, radon ecc.- e c- biologica ,virus, batteri, actinomiceti, spore fungine, acari, alg$e, amebe, peli e forfora umana, frammenti di insetti-. I sistemi di condizionamento dellaria gli umidificatori e, in generale le superfici umide, costituiscono un ambiente favorevole per lo sviluppo e la diffusione di microrganismi: lumidit e le temperature elevate facilitano la crescita di muffe e fung$i. I disturbi collegati ad una temperatura ambientale eccessiva sono essenzialmente correlati ad un maggiore affaticamento sia fisico c$e mentale e ad una eccessiva perdita di li!uidi con la comparsa conseguente di sintomi aspecifici, !uali cefalea e scarsa capacit di concentrazione. (e soluzioni da adottare per garantire una temperatura ambientale ottimale ,c$e si ricorda deve essere compresa tra i 1DZ e &.Z in estate e 1AZ e &1Z in inverno sono: agarantire un buon isolamento termico dellambienteI b- predisporre un adeguato impianto di riscaldamento e condizionamento dellambienteI c- evitare gli eccessi di superfici vetrate c$e aumentano, in estate, il calore da irraggiamento solare e in inverno contribuiscono alla dispersione di calore. numidit eccessiva pu<, inoltre, influire negativamente sulla temperatura effettiva esasperando i disagi del caldo e del freddo. 'l contrario in un ambiente eccessivamente secco, vengono registrati disturbi a carico delle prime vie aeree ,secc$ezza delle mucose- e in particolare a carico degli occ$i: bruciore, prurito, irritazione, senso di corpo estraneo. 7isogna pertanto prevedere un adeguato impianto di climatizzazione ambientale in modo da garantire valori di

umidit relativa compresi tra il .H [ e il AH [, con valori ottimali tra il 5H [ e il @H [. na ventilazione eccessiva pu< inoltre influire negativamente sulle condizioni microclimatic$e in modo eccessivo la dispersione di calore dellorganismo, mentre una ventilazione scarsa, oltre a favorire lin!uinamento indoor, riduce la dispersione di calore dellorganismo. 7isogna garantire pertanto almeno .R0 ricambi daria allora con una velocit dellaria di H,. mYs nellambiente (a +2B sembra !uindi dovuta allinsorgenza di molteplici fattori c$e, associandosi variamente tra loro, agiscono in maniera sinergica. n ruolo di rilievo sembra comun!ue avere una inadeguata ventilazione: diversi studi mostrano, infatti, c$e migliorando la ventilazione e il ricambio daria si riduce in modo significativo la prevalenza di sintomi. (a soluzione dei problemi posti dallinsorgenza della +2B non si riduce esclusivamente al trattamento medico dei soggetti affetti, ma anc$e al trattamento delledificio stesso. C pertanto di fondamentale importanza nei casi accertati condurre una accurata indagine ambientale volta a identificare le cause possibili dei disturbi e rimuoverle, pur tuttavia " stato notato c$e non sempre a un simile intervento riesce a determinare completamente la scomparsa della sintomatologia tra gli abitanti delledificio. !.4 '(723*I, nel concepire il De re aedificatoria, intendeva giungere alla formulazione di un nuovo codice arc$itettonico, c$e si proponesse, in primo luogo, come la sintesi, se non addirittura il consuntivo, della tradizione arc$itettonica a lui precedente. Questultima, come abbiamo visto, viene rinnovata attraverso lapporto di nuovi contributi scientifici e tecnologici. Il rapporto c$e l'(723*I stabilisce con larc$itettura si basa non solo sullo sviluppo di una vera e propria
.5

coscienza critica rispetto alloggetto studiato, ma anc$e su un forte senso etico, c$e sembra voler permeare di s> tutta lopera. Come abbiamo visto, per<, la sua trattazione si caratterizza per avere come punto di riferimento costante !uellapproccio bioclimatico, c$e scaturisce direttamente dalla sua visione della )atura e delluomo. Questaspetto, seppur sporadicamente, ritorner a far parte della concezione dellarc$itettura dei moderni progettisti, come, ad esempio, (2 C437 +I23, il !uale, circa cin!uantanni fa, aveva affermato c$e la sinfonia del clima non era stata ancora compresa e c$e unelaborazione originale del pensiero arc$itettonico si doveva basare su un carattere regionale c$e potesse trovare, in !uesto contesto, una collocazione adeguata 1H . 9a una lettura di !uesto passo sembra c$iaro come nel pensiero di !uesto grande arc$itetto, unomologazione delle soluzioni arc$itettonic$e non possa essere accettata e come sia auspicabile c$e unautentica progettazione razionale, mirata al comfort abitativo, trovi la propria ragion dessere nelladattamento alle condizioni climatic$e del sito prescelto. na lettura attenta del De re aedificatoria ci fa capire inoltre c$e anc$e per l'(723*I non era possibile in nessun modo prescindere, nella ricerca di un corretto e!uilibrio insediativo, dalle condizioni e dalle particolarit tipic$e del clima e del luogo prescelto e dalle loro interazioni con la morfologia urbana. (a stretta osservanza di !uesti principi era lunico modo possibile per preservare nel tempo larc$itettura e il benessere degli abitanti. 1li uomini, in epoca rinascimentale, erano consci c$e tutto !uesto sarebbe stato possibile solo attraverso un rapporto reciproco di convivenza armoniosa e proficua tra ambiente naturale circostante, arc$itettura e abitanti.
.@

(a possibilit di ottemperare a !uesti principi implica, per l'(723*I, una corretta ed efficace soluzione dei problemi riguardanti la )atura stessa del progetto arc$itettonico. In primo luogo larc$itetto deve tener presente c$e egli " responsabile di ogni intervento c$e compie, al fine di attuare il proprio progetto, sullambiente circostante. (a propria attivit, inoltre, non deve sottovalutare, neanc$e per un momento, la possibilit di tutelare la salute degli abitanti ai !uali " destinata la propria arc$itettura. (ultimo nodo problematico riguarda lattenzione, da parte del progettista, per le risorse naturali del sito e la loro utilizzazione allinterno del progetto. Quello c$e '(723*I $a voluto fornire ai posteri " !uasi un vero e proprio codice deontologico, basato non solo su principi o regole, ma anc$e e soprattutto sul rispetto delletica professionale. '(723*I raccomanda, inoltre, una valutazione di tipo cautelativo sugli effetti conseguenti alle scelte insediative e agli interventi progettuali. *utto !uesto " possibile non solo attraverso lesperienza e la raffinatezza della tecnica progettuale, ma anc$e e soprattutto attraverso una scelta oculata dellambiente in cui verr collocato ledificio. /engono inoltre stabiliti !uei criteri progettuali e !uelle procedure tecnic$e per mezzo dei !uali " possibile giungere ad una definizione compiuta delle forme compositive, ma anc$e le motivazioni c$e $anno portato nel tempo la tradizione arc$itettonica a orientarsi in !uesta direzione. (arc$itetto, come abbiamo detto, deve tenere comun!ue sempre presente c$e attraverso la propria opera non potr mai giungere a ostacolare il corso inarrestabile degli eventi naturali. C evidente come, per !uesto motivo, si ponga la necessit di tenere nella giusta considerazione gli e!uilibri e le interazioni tra le forze interne delledificio e tra !uelle esterne della )atura e dellambiente

circostante. (uomo, avverte l'(723*I, deve essere consapevole inoltre dei limiti c$e la propria condizione di essere umano gli impone nei confronti delle forze della )atura e delle loro manifestazioni. I problemi c$e l'(723*I pone rispondono ad esigenze ben precise, c$e, ricorrendo ad un lessico moderno, potremmo definire di pianificazione ambientale. C noto come !uesto tipo di indagine non possa prescindere dal trovare un corretto e!uilibrio insediativo nella tipologia delle risorse naturali, nelle variazioni climatic$e, ma anc$e e principalmente nella ricerca di una migliore !ualit della vita. *utto ci< permette di far s# c$e sia l$abitat domestico c$e !uello collettivo possano trovare una propria realizzazione secondo le esigenze e le aspirazioni di c$i vive al suo interno. /i sono alcuni studi recenti c$e $anno affrontato !uesto problema e c$e $anno accertato c$e la costruzione di un insediamento urbano su un area non adatta a !uesto scopo, in !uanto in contrasto con le forze naturali e climatic$e, pu< essere, nel corso del tempo, allorigine non solo di un processo degenerativo delle parti edilizie c$e lo compongono, ma anc$e della salute e dellintelletto umano. (o stesso '(723*I era comun!ue al corrente di !uesta possibilit e non tralascia infatti di riferirci c$e gli abitanti di un territorio dal clima favorevole sono pi6 intelligenti di coloro c$e vivono in unatmosfera densa e umida e c$e laria c$e respiriamo " ci< c$e pi6 contribuisce ad alimentare e conservare la vita 11. Il clima e lambiente arc$itettonico, in cui gli uomini vivono, sono dun!ue tra i fattori determinanti della possibilit di una vita sociale e spirituale. San B'C L'31 suggerisce, in tal senso, agli arc$itetti e ai progettisti, di verificare, prima di realizzare un !ualun!ue edificio o unintera citt, in maniera opportuna la sostenibilit dellintervento urbanistico in

rapporto alle risorse naturali e al clima del luogo geografico prescelto. Questa indagine permette di accertarsi della compatibilit ambientale tra lorganizzazione urbana e lambiente naturale locale. Ci< permette di identificare un sistema di parametri ambientali o indicatori di sostenibilit urbana, c$e consentono non solo di comprendere gli effetti del proprio intervento arc$itettonico sulle risorse naturali del territorio, ma anc$e per comprendere meglio, in generale, lambiente fisico nelle sue caratteristic$e essenziali e definire c$iaramente i limiti entro cui lutilizzo di !ueste risorse deve collocarsi 1&. %i6 volte abbiamo fatto presente come !uestaspetto, pur nella sua importanza e nella sua c$iarezza, sia stato talora trascurato o interpretato in modo non del tutto esatto, da alcuni progettisti. )ei casi in cui si " verificata !uestomissione, non sono stati, infatti, tenute nella giusta considerazione le conseguenze e talora i danni causati dallimpatto ambientale prodotto dallambiente arc$itettonico sul luogo. I mezzi e le capacit tecnic$e, infatti, tendono a far s# c$e luomo sopravvaluti le sue reali possibilit. Questa eccessiva considerazione di se stesso e la conseguente sottovalutazione delle forze della )atura " allorigine di !uei tanti fallimenti c$e $anno caratterizzato tante opere umane, c$e si sono basate sulla mancanza di interazione con le forze della )atura e col territorio. ('(723*I non dimentica mai, infatti, di far presente come la realizzazione dellarc$itettura implic$i da parte del progettista uno studio approfondito delle forze della )atura, affinc$> ci si possa avvalere del loro impiego in modo razionale allinterno del proprio progetto. (arc$itettura deve !uindi imparare a cooperare con le forze della )atura e non a opporvisi, per poter trarne i migliori benefici e soddisfare le
.A

esigenze e le aspirazioni degli esseri umani. !.! ('(723*I, come altri autori dellantic$it, !uali ad esempio /I*3 /I4, consideravano larc$itettura, e !uindi gli edifici alla stregua di un organismo animale, la cui progettazione " subordinata allimitazione della )atura 1.. Questorganismo instaura con le forze della )atura un vero e proprio e!uilibrio e tende ad adattare la propria forma e le proprie funzioni secondo le condizioni ambientali e climatic$e del luogo geografico. Questo confronto tra organismo vivente e arc$itettura necessita per<, di una corretta interpretazione. (a forma c$e protegge un organismo vivente, unitamente alle parti c$e la compongono, assolve in natura a tutto un complesso di funzioni biologic$e, il cui scopo " !uello di assicurarne lo sviluppo, la protezione e la sopravvivenza. *enute presenti tutte le differenze del caso, notiamo c$e la forma c$e costituisce linvolucro edilizio, ovverosia il guscio, oltre ad assolvere la funzione principale di protezione dalle intemperie, dovrebbe essere in grado di garantire, al proprio interno, !uelle condizioni di salubrit fisica, necessarie alla sopravvivenza degli esseri umani. (o stesso '(723*I intendeva la copertura come una protezione per tutto ledificio senza la !uale lintera costruzione va in rovina oltre a preservarlo dagli assalti del tempo. 2ssa giova inoltre alla salute degli abitanti e difende dal freddo della notte, dalla pioggia e soprattutto dai raggi cocenti del sole 10. Questa protezione o guscio deve essere in grado di esplicare un efficace processo di traspirazione e di scambio energetico con latmosfera, in modo da rendere lambiente interno biologicamente compatibile con le attivit vitali delluomo. In altre parole, !uesto guscio o involucro
.E

edilizio deve essere in grado di ricreare allinterno della sua cavit un microclima c$e sia confortevole per gli abitanti. *ale microclima " un prodotto dello spazio interno dellinvolucro abitativo, la cui separazione dallatmosfera esterna genera delle condizioni climatic$e meglio adeguate allesistenza e alla vita umana. In !uesto contesto assume un rilievo particolare la forma del progetto arc$itettonico. Questultima, secondo l'(723*I, deve trovare una precisa rispondenza nella situazione ambientale, climatica e urbana del luogo. 2ssa deve !uindi configurarsi come una coltre benefica, caratterizzata dalla presenza di un guscio esterno, modellato su materie solide, !uali, ad esempio, pietre, mattoni o calce e su una cavit interna fatta di aria, luce, caldo e fresco. Questa coltre $a come scopo fondamentale !uello di proteggere linterno del guscio dalle escursioni termic$e c$e si verificano nellatmosfera esterna. In !uesto modo " possibile evitare il passaggio di correnti daria troppo fredde, di radiazioni solari troppo forti ed altri agenti atmosferici nocivi per la salubrit abitativa. (a citt e il villaggio si caratterizzano, in !uesto senso, come un insieme di coltri o involucri edilizi. (e loro eventuali diversificazioni strutturali e organizzative possono sortire effetti negativi sulla vita sociale. 3ecenti studi medici $anno, infatti, dimostrato c$e sussiste un legame ben preciso tra lambiente costruito, le attivit antropic$e e certi tipi di patologie, come ad esempio, lo stress e alcune malattie dellapparato respiratorio. Questo si verifica, nel caso in cui, lambiente urbano si trovi in conflitto con i fattori e le vocazioni naturali del sito prescelto. (e attivit antropic$e in!uinanti tendono, allinterno della citt, ad accentuare sempre di pi6 il degrado ambientale e il malessere degli abitanti. (uomo moderno ", infatti, costretto a vivere in edifici c$iusi e strutturati come

vere e proprie barriere artificiali impermeabili, per potersi difendere dallin!uinamento atmosferico e acustico esterno. 9i conseguenza laria, allinterno degli edifici, viene ripetutamente filtrata, condizionata e forzata dagli impianti di climatizzazione. Il disagio urbano provocato da !uesto sistema era sconosciuto alle civilt preindustriali ed " destinato, nel tempo, a compromettere seriamente la salute e il benessere degli abitanti. 9ifatti, al giorno doggi, molti luog$i arc$itettonici possono essere assimilati a delle vere e proprie scatole c$iuse, grige, c$e rispondono pi6 alla moda o addirittura ai capricci stilistici dei progettisti, c$e alle reali esigenze degli abitanti e del loro $abitat. Ci< avviene non solo per una certa debolezza spirituale dellarc$itettura rispetto ai veri bisogni delluomo ma anc$e per la sua incompatibilit ambientate con i fattori naturali della localit geografica. Questo tipo particolare di scelte progettuali sembra voler diventare sempre pi6 preponderante rispetto alle vocazioni naturali del luogo e ai bisogni biologici delluomo e degli e!uilibri naturali. *ranne alcune eccezioni, larc$itettura moderna, a differenza di !uella del passato, viene realizzata, per motivi legati anc$e alle speculazioni edilizie, in tempi troppo brevi. *utto !uesto risc$ia di trascurare i fattori ambientali esterni del luogo, la salute degli abitanti e lo stato conservativo degli edifici c$e, a causa di tutto ci<, necessitano di continue manutenzioni. Questi problemi erano gi avvertiti, in nuce, gi a partire dalla seconda met del !uattrocento. )e fa testimonianza lo stesso '(723*I, il !uale invita ogni arc$itetto a non avventurarsi in !ualun!ue sorta di progetti, indipendentemente dai committenti, i !uali spesso, ora come allora, e soprattutto per ragioni, diremmo oggi, speculative, non tengono nel debito conto i delicati e!uilibri ambientali. Questo comportamento,

aggiunge l'(723*I " tipico di !uegli arc$itetti superficiali e, pi6 in generale, di coloro c$e soggiacciono a uno smodato desiderio di gloria 15. )e consegue c$e !uestultimi, seppur non del tutto coscienti delle cause, finiscono col soffrirne. Questo modo di intervenire sul territorio, oltre a alterarne gli e!uilibri naturali, produce in!uinamento e soprattutto un dispendio intollerabile di energia artificiale. (a citt, come " noto, rappresenta lambiente vitale della maggioranza degli abitanti del nostro pianeta. Questultima pu< essere assimilata, come !ualsiasi altro ambiente naturale, ad un ecosistema vivente complesso. (o sviluppo recente della citt " stato allorigine di un impoverimento drammatico di !uesto ecosistema. In nome della tecnica " delleconomia, la citt " stata oggetto di un processo di denaturamento: le zone verdi, precedentemente destinate ad uso agricolo, sono state, infatti, rimpiazzate da edifici e asfalto. *utto ci< $a comportato costi sempre pi6 elevati, c$e stiamo pagando in termini di in!uinamento, benessere individuale e collettivo, e!uilibrio psicofisico e !ualit della vita. Questi aspetti pongono di conseguenza il problema di un vero e proprio riassetto degli spazi urbani. (arc$itettura moderna, inoltre, sembra non volersi porre la !uestione delle enormi !uantit di combustibile, energia elettrica e ac!ua, c$e vengono giornalmente consumati. 2ssa contribuisce, assieme alle industrie, e ad altre attivit antropic$e ad in!uinare le nostre citt e di conseguenza anc$e lecosistema. *utto !uesto rende il nostro $abitat invivibile 1@. +u !uesto problema si sofferma anc$e *$omas B'(94)'94, il !uale asserisce c$e i tre elementi del nostro sistema biotico, aria, ac!ua e suolo, sono stati atrocemente maltrattati sino al punto c$e in parecc$ie aree del nostro sistema, soprattutto nei grandi insediamenti urbani e
.D

industriali, si deve ormai constatare una sostanziale e irreversibile rottura delle!uilibrio ecologico. Questo significa, in pratica, c$e in !ueste porzioni di superficie ambientale, labitabilit umana diverr, nel tempo, sempre pi6 insostenibile. 9obbiamo riconoscere, per !uesto motivo, c$e se non si prenderanno delle energic$e contromisure, il maltrattamento da noi inferto allambiente potrebbe compromettere, secondo gli ecologi, il destino di ogni forma di vita umana sulla superficie terrestre 1A. !." )ei capitoli precedenti abbiamo tentato una ricognizione generale sullapproccio bioclimatico in (eon 7attista '(723*I. Ci proponiamo, ora, di stabilire unanalogia tra organismo arc$itettonico e un !ualun!ue organismo vivente appartenente al mondo naturale. )el secondo capitolo abbiamo preso in considerazione la sua attivit in ambito scientifico, soprattutto per ci< c$e ci riguarda da vicino lo studio dei fenomeni terrestri. 2gli, infatti, non si stancava mai di ammirare, osservare, studiare e ricreare larmonia del creato, le cui forme perfette erano strutturate e organizzate fisicamente per adattarsi e far fronte a !ualsiasi condizione ambientale locale. In proposito l'(723*I tiene a far presente c$e laria c$e respiriamo " ci< c$e pi6 contribuisce ad alimentare e a conservare la vita 1E. +i pu< affermare c$e per l'(723*I !ueste forme perfette non sono altro c$e il riflesso delle!uilibrio cosmico, c$e governa tutte le forme animate e inanimate della )atura, ivi compreso luomo e tutte le sue possibili ingerenze sul mondo naturale. C mia opinione personale c$e l'(723*I, attraverso !uestaffermazione, introduce, seppur inconsapevolmente, nella storia naturale il concetto di legge dadattamento allambiente delle forme viventi. Questo passo indica, inoltre, c$e gli esseri viventi, per poter sopravvivere ad una certa
0H

latitudine e a un certo clima, devono possedere delle particolari caratteristic$e anatomic$e perfettamente idonee alle loro esigenze vitali. In !uesto senso l '(723*I cercava nel clima del luogo una rapporto funzionale tra biologia e arc$itettura. 'ttraverso unosservazione analitica delle forme viventi, l'(723*I aveva potuto intuire c$e molti edifici malsani, realizzati in contrasto con la natura climatica del sito, erano la causa principale di alcune patologie anc$e importanti nellessere umano. 2gli partiva dal presupposto c$e, se un edificio " sano, anc$e gli abitanti potranno prosperare in salute, mentre, se ci< non accade, !uesti finiranno con lammalarsi. 'ttraverso lanalogia c$e aveva stabilito tra forme viventi e arc$itettura, e in particolare le costruzioni malsane, l'(723*I cercava di andare allorigine delle cause c$e stavano dietro il degrado conservativo di !uesti edifici. 2gli ricorre, infatti, a un particolare esempio tratto dagli antic$i secondo cui le foglie c$e cadono per prime in autunno sono solitamente !uelle c$e sono situate nella parte dellalbero rivolta a mezzogiorno, ovverosia verso 'ustro. '(723*I si era reso conto c$e le cause del progressivo degrado e indebolimento della struttura muraria erano dovute alla violenza di !uesto vento caldo e umido, il !uale faceva seccare anzi tempo gli umori della calce. Inoltre il suo imperversare procurava lindebolimento, nel tempo, della struttura muraria, la !uale finiva per sgretolarsi definitivamente. %er !uesta ragione ledificio doveva cooperare con le forze naturali del sito, per poter trovare in !uesto il proprio e!uilibrio insediativo. +econdo l'(723*I !uesto obiettivo era perseguibile solo attraverso una concezione c$e vedeva il progetto arc$itettonico strutturato come un !ualsiasi organismo vivente, il !uale doveva essere organizzato da elementi strutturali di base rigidi e flessibili, ovverosia da sc$ermature

verticali e orizzontali c$iuse e aperte, e di volumi edilizi pieni e vuoti. *utte !ueste parti strutturali dovevano fare perno su un baricentro sul !uale dovevano essere filtrati e convogliati lenergia solare, la luce e e gli elementi benefici dellaria, !uali le brezze estive e invernali per poi dirigerli verso lo spazio interno. (analogia tra organismo vivente e arc$itettura implica c$e !uestultima, oltre a essere dotata di un involucro esterno, possegga al proprio interno degli elementi in grado di regolare il proprio microclima interno in relazione alle variazioni climatic$e ed atmosferic$e esterne. In altre parole deve essere capace di scegliere tra !uelli elementi atmosferici esterni salubri e di attutire, per !uanto possibile, !uelli dannosi. *utti gli organismi viventi, come affermano i biologi, sono dotati, infatti, di un vero e proprio motore atto ad autoregolamentare, sotto il profilo termico, il proprio metabolismo in rapporto alle condizioni macro e microclimatic$e esterne. In assenza di !uesto motore essi non sarebbero in grado di espletare le proprie funzioni vitali essenziali, mettendo cos# a repentaglio la loro sopravvivenza. Questi dispositivi di regolazione termica possono essere ritrovati nella maggior parte dei processi appartenenti al mondo naturale e artificiale. C noto c$e, per evitare i pericoli derivanti dalla siccit, gli animali possiedono numerose forme di difesa e, per alleviare le conseguenze derivanti dalleccessivo calore, ricorrono a una maggiore traspirazione. %er rendere meglio comprensibile al lettore !uesto processo, possiamo usare alcuni esempi: il pipistrello pu< sopravvivere a una variazione di temperatura superiore ai .H ZC rispetto alla sua temperatura corporea, mentre lelefante pu< raffreddare il suo sangue agitando le orecc$ie, c$e sono dotate di una struttura spugnosa. 'lcune razze di conigli, inoltre, collocano le tane, con efficace previdenza, in relazione

allac!ua e al vento 1D. (importanza di !uesti meccanismi " stata riconosciuta per lungo tempo dagli uomini, anc$e se le cause c$e ne determinano gli effetti non sono state sempre adeguatamente comprese. (a costruzione di manufatti basati su criteri di autoregolamentazione non costituisce comun!ue uninnovazione. %ossiamo, infatti, affermare c$e la storia di tali dispositivi risale a molto tempo fa. 'l giorno doggi possiamo trovare tutta una serie di macc$ine semplici o complesse basate sul ricorso a !uesti congegni, i !uali intervengono al momento giusto per sopperire a !ualc$e inconveniente riscontrabile durante la loro attivit. %ossiamo, in tal senso, ricorrere ad un esempio c$e riteniamo alla portata di c$iun!ue: " risaputo c$e la valvola di sicurezza di una pentola a pressione si apre allorc$> la pressione del vapore diviene eccessiva. )ei frigoriferi domestici il motore si attiva nel momento in cui la temperatura dellarmadio raggiunge un certo livello e si arresta, invece, !uando essa ritorna su livelli normali &H. I componenti c$e sovrintendono a !uesto sistema di controllo automatico impiegano, inoltre, una !uantit energetica minima rispetto a !uella utilizzata dallintero sistema. Questo consente di aumentare o diminuire, a seconda dei casi e delle necessit, la !uantit energetica fornita, ma anc$e di sopperire allapporto energetico ric$iesto da eventuali mutamenti ambientali. (analisi fin !ui condotta di !uesti fenomeni $a tentato di mettere in evidenza certe analogie esistenti fra le esigenze di una macc$ina e !uelle di un organismo vivente in genere. (o stesso essere umano " provvisto di appositi meccanismi di termoregolazione: uno tra !uesti " il sudore, la cui funzione principale " !uella di contribuire, appunto, alla regolazione della temperatura corporea, mediante il raffreddamento della superficie cutanea
01

provocato dallevaporazione dellac!ua, c$e costituisce la maggior parte del secreto. (a !uantit di sudore secreta da una persona nelle venti!uattro ore " proporzionale alle esigenze stesse della termoregolazione e in particolare aumenta con laumentare della temperatura ambientale e del lavoro muscolare. %ossiamo concludere c$e lautoregolamentazione " una caratteristica insita in innumerevoli processi naturali, ma anc$e nei manufatti artificiali, ivi compresa la stessa arc$itettura per le ragione sopra esposte. !.# /ogliamo ora introdurre, nella nostra trattazione, un paragone tra un albero e un edificio come organismi bionergetici. +e osserviamo, infatti, un !ualsiasi albero, al di l della sua forma e della sua struttura, notiamo c$e le foglie rappresentano, per i processi vitali a cui sovrintendono, la parte pi6 importante. ' !ueste seguono, in ordine dimportanza, gli altri elementi strutturali, !uali il tronco e le radici. Questultimi servono a far s# c$e le foglie siano provviste di un sostegno, c$e permetta loro di essere esposte il pi6 possibile allaria, alla luce e al calore dellatmosfera. (e foglie assolvono ad una precisa funzione energetica c$e le caratterizza come e un vero e proprio laboratorio energetico, c$e capta e trasforma lenergia solare. Questo processo prende, com" noto, il nome di fotosintesi clorofilliana. 2sso impiega, come sappiamo, lac!ua e lanidride carbonica come materie prime e utilizza la clorofilla per trasformare lenergia luminosa in energia c$imica ,zucc$eri e ossigeno-. Questo processo contribuisce a mantenere in vita lalbero. %erc$> !uesto avvenga nel modo migliore " necessario c$e lalbero possa esporre allaria e alla luce del sole la maggiore !uantit possibile di superficie fogliaria. %ossiamo dire, in sintesi, c$e le foglie dellalbero si comportano come un
0&

collettore solare vivente. (a superficie fogliare serve, come abbiamo detto, a captare lenergia solare cos# come accade per un collettore solare. %ur tenendo conto delle opportune diversit, possiamo affermare c$e un edificio, per assolvere alla funzione bioclimatica, dovr essere concepito e progettato similmente a un collettore solare e di conseguenza possedere superfici sc$ermanti, verticali e orizzontali ,aperte e c$iuse-, esposte alla luce, al calore, allaria e in grado di captare lenergia solare per trasformarla in un microclima interno confortevole al benessere fisiologico delluomo.

In sintesi sia la superficie fogliaria dellalbero c$e superficie esterna delledificio assolvono a una funzione bioclimatica, essenziale per gli scambi energetici tra linterno e lesterno dei due organismi. Questa concezione dellarc$itettura era ritenuta, fino a poco tempo fa, inverosimile soprattutto per la moderna arc$itettura energivora e consumistica, c$e, oltre a provocare un dispendio notevole di energia artificiale, finisce, nel contempo, con lin!uinare lambiente circostante a causa degli scaric$i del riscaldamento domestico. (arc$itettura, al pari di ogni organismo vivente, deve !uindi possedere una forma e una struttura corretta, c$e le permetta di adattarsi alle forze della )atura

e di conseguenza alle mutevoli condizioni climatic$e esterne, per trovare le difese necessarie contro le insidie ambientali.

1H

Cfr. (e Corbusier, Architectural +ettembre 1D5., p. 10&810D.


11

.orum,

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro I, Cap. III, p. &0.

.1&

Cfr. San Bac Larg, Design 0ith nature, )ational Listor= %ress, 1D@D.
1.

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro IQ, Cap. /, p. E1H
10

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit, (ibro I, Cap. QI, p. A0
15

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro IQ, Cap. QI, p. E@&.
1@

Cfr. 7runo 1ambino, &ssere secondo natura, n. &&, :ebbraio 1DE5, p. &D
1A

Cfr. *$omas Baldonado, La speranza progettuale, Ambiente, Societ", *orino, 2inaudi, 1DA1, p. AA8EH.
1E

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro I, Cap. III, p. &0.
1D

Cfr. 1iulio Carlo 'rgan, Storia dellarte italiana, :irenze, +ansoni, 1DA0, /ol. II, p. 1@H.
&

Cfr. /ictor 4lg=a=, !rogettare con il clima 8 1n approccio bioclimatico al regionalismo architettonico, %adova, Buzio, 1DDH, pp. E8D.
&H

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro I, Cap. QII, p. EH8E&.
.

Cfr. S.2. (ovelocT, -aia, 2uove idee sullecologia, *orino, 7ollati ] 7oring$ieri, 1DED, pp. @58A1.

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro Q, Cap. /III, p. DA@.
0

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro /, Cap. Q/II, p. 01E
5

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro /, Cap. III, p. .00
@

Cfr. (eon 7attista 'lberti, Larchitettura ODe re aedificatoriaP, 4p. cit., (ibro Q, Cap. QIII, p. DA@
A

Cfr. Xalter 1ropius, Architettura integrata, Il +aggiatore, Bilano, 1D@E.


E

Cfr. 7urge %+., Sic/ $uilding S,ndrome, in 4ccup. 2nviron. Bed , &HH0, n. @1, p. 1E5R1DH.
D

Cfr.: \\\.cdc.govYnios$Y$omepage.$tml

0.

Capitolo /I FILIPPO BRUNELLESCHI E LEON BATTISTA ALBERTI. UNA NUOVA CULTURA DEL PROGETTO ARCHITETTONICO.
%er fare della scienza occorre non rimanere inerti di fronte a ci< c$e suscita meravigliaI bisogna passare dal puro stato di contemplazione a !uello di azione. (atto di nascita della scienza " legato a !uesta azione, cio" alla produzione di mezzi per scandagliare il meraviglioso. (. 1e=monat

".1 :ilippo 73 )2((2+CLI ,1.AA8100@-, al pari di (eon 7attista '(723*I, pu< essere considerato, a ragione, uno tra i massimi esponenti dell manesimo fiorentino. (eon 7attista '(723*I aveva nel suo trattato sullarc$itettura dato una opportuna sistemazione teorica a una prassi c$e era condivisa in larga misura da molti progettisti suoi contemporanei, primi tra tutti :ilippo 73 )2((2+CLI, 'ntonio :I('32*2 e :rancesco 9I 1I431I4 B'3*I)I. )ella fattispecie, il 73 )2((2+CLI era stato in grado di tradurre, in forma tangibile, nella propria opera arc$itettonica anc$e !uei principi, basati su un approccio bioclimatico, c$e sarebbero stati successivamente assorbiti nella trattazione teorica dell'(723*I. Come testimonia il prologo del De !ictura, l'(723*I nutriva una profonda ammirazione e amicizia per il 73 )2((2+CLI e per la sua opera. )on dobbiamo dimenticare c$e un altro personaggio importante dellepoca, come lo scienziato %aolo 9'( %4FF4 *4+C')2((I rappresentava, inoltre, per i due artisti una comune conoscenza. %er !uel c$e riguarda 73 )2((2+CLI !uesto dato ci viene attestato da una fonte
00

contemporanea, !uale la 'ita di .ilippo $runelleschi, scritta dal matematico, arc$itetto e astronomo 'ntonio B')2**I ,10&.R10DA- 1. +appiamo, inoltre, c$e tra *4+C')2((I e l'(723*I vi era un fitto scambio epistolare. 9a *4+C')2((I, 73 )2((2+CLI apprende la geometria e la scienza dei numeri, c$e gli permetteranno poi di raggiungere la proporzione musicale e di tradurre nel proprio linguaggio i valori dellarc$itettura romana, la sua armonia e il suo e!uilibrio. %ossiamo immaginare !uindi c$e allepoca la necessit di un confronto e di un dibattito tra gli intellettuali era molto sentita e c$e sovente provocava discussioni e vivaci polemic$e. Questo clima faceva s# c$e, tra gli addetti ai lavori, potesse affluire una maggiore informazione filosofica, scientifica e tecnica. )on possiamo fare a meno di affermare c$e in !uesto contesto culturale, cos# innovativo e proficuo, larc$itettura svolge un importante ruolo di mediazione tra il benessere materiale e spirituale delluomo e pi6 in generale dellintera societ. Questultima inoltre era stata

oggetto, sotto il profilo scientifico e tecnologico, di tutta una serie di importanti mutamenti ,Cfr. cap. ..1-. (arc$itettura, in !uesto stesso periodo, doveva essere in grado di far fronte alle necessit della societ civile e in particolare della borg$esia, la cui affermazione sotto il profilo sociale e culturale, era sempre di pi6 sotto gli occ$i di tutti. Questultima era, inoltre, sempre pi6 attratta dalle recenti scoperte in campo artistico, scientifico e tecnologico. )on dobbiamo dimenticare c$e sia il potere civile c$e !uello ecclesiastico erano, com" noto, soliti circondarsi di uno stuolo sempre maggiore di valenti arc$itetti, pittori e scultori. (a complessit delle funzioni arc$itettonic$e ric$iedeva ai fini della propria realizzazione il contributo di altre importanti discipline scientific$e e tecnologic$e, senza le !uali, sarebbe stato impossibile sopperire in modo adeguato ai numerosi problemi tecnici, costruttivi e bioclimatici. +embra !uindi c$iaro c$e il soddisfacimento di !ueste esigenze implicava un vero e proprio ripensamento della cultura progettuale. (arc$itettura doveva rispondere ad un progetto globale, la cui compiutezza era subordinata ad uno studio approfondito, c$e non trascurasse i minimi dettagli, attraverso lapporto di altre discipline scientific$e, c$e sotto il profilo bioclimatico, dovevano essere in grado di garantire le!uilibrio della costruzione rispetto al sistema ambientale esterno e nel contempo assicurare il benessere fisico e spirituale delluomo. In !uestottica possiamo affermare c$e sia 73 )2((2+CLI c$e l'(723*I sono stati dei veri e propri pionieri della scienza delle costruzioni. 2ssi avevano, infatti, compreso il valore dellinterdisciplinarit allinterno del progetto arc$itettonico. (a sintesi tangibile di !uei principi c$e costituiranno la base della teoria bioclimatica dell'(723*I " rappresentata

dalla cupola di +anta Baria del :iore. 2ssa risente inoltre del contributo delle pi6 recenti conoscenze scientific$e, ma anc$e di !uegli elementi estetici, simbolici e religiosi del pensiero rinascimentale. Questaspetto viene ripreso da :3')C'+*2(, il !uale, nei suoi Studi di sociologia dellarte, afferma c$e la speculazione del 73 )2((2+CLI trova una precisa rispondenza nei suoi grandi lavori del momento. '31') $a c$iarito i rapporti esistenti tra spazio e massa arc$itettonica nella realt della cupola di +anta Baria del :iore. 73 )2((2+CLI, in !uestopera, non intendeva innalzare al cielo unenorme massa di pietra c$e configuri allinterno il pi6 vasto spazio c$e sia mai stato racc$iuso da una cupola: egli cerca, piuttosto, di misurare e disciplinare la distesa infinita del cielo, collegandola ai costoloni e alle superfici della sua opera. )on dobbiamo inoltre dimenticare c$e 73 )2((2+CLI rifiuta la tradizione meccanica dei maestri di bottega medievali, i !uali accumulavano le pietre per rinc$iudere sotto le volte un determinato volume fatto di aria e di luce. 2gli assume una concezione completamente nuova dellarc$itettura secondo cui la cupola $a valore unicamente nellaria libera. 2ssa non " una composizione c$iusa, ma " il punto di raccolta delle luci c$e circolano nella vasta cerc$ia delle colline attorno :irenze & . ".2 %rima di entrare nello specifico dei principi e dei parametri ambientali caratterizzanti la climatizzazione della cupola, vorrei accennare a una mia personale esperienza risalente ai tempi in cui io ero studente alla :acolt di arc$itettura dell niversit di :irenze. 3icordo c$e, nelle giornate di caldo afoso, con la citt c$e sembrava esplodermi addosso a causa del rumore assordante del traffico urbano e stordito dagli odori
05

mefitici provenienti dagli scaric$i delle automobili, ero solito trovare rifugio nella cattedrale di +anta Baria del :iore. +apevo infatti c$e al suo interno era possibile trovare un ambiente fresco, gradevole e silenzioso e c$e mi avrebbe ritemprato nel corpo e nello spirito. Il luogo c$e preferivo era situato vicino allaltare maggiore, al di sotto della cupola del 73 )2((2+CLI. 'llepoca non ero in grado di spiegarmi il perc$> di !ueste mie sensazioni, ma pi6 volgevo il mio sguardo verso la maest della cupola, pi6 mi sembrava c$iaro c$e avrei potuto trovare una spiegazione appropriata ai miei interrogativi in !uelle c$e Carlo (udovico 3'11LI')*I c$iamava le pieg$e della pelle di !uellenorme catino, frutto di miracoloso e geniale e!uilibrio. Questa mia impressione era condivisa anc$e dagli uomini del tempo dell'(723*I. Questultimo, nei !rofugii ab aeumna ,Della tran3uillit" dellanima-, compie, per bocca di 'gnolo 9I :I(I%%4 %')94(:I)I, un vero e proprio elogio della bellezza di +anta Baria del :iore. Il %')94(:I)I ci racconta, infatti c$e !uesto tempio racc$iude in s> grazia e maiest, ma anc$e una gracilit vezzosa con una sodezza robusta e piena c$e permette di preservare, nel tempo, la continuit delledificio. 'l suo interno possiamo trovare un clima c$e diremmo primaverile, !uando allesterno imperversano vento, gelo e brina. Quando, invece, in estate e in autunno il calore del sole " intenso, troviamo nellinterno un temperatissimo refrigerio .. 1i allora mi domandavo come era stato possibile realizzare, ricorrendo semplicemente ai mezzi c$e gli offriva la propria epoca, una tale meraviglia di $abitat collettivo infinitamente superiore agli $abitat moderni, i !uali, com" noto, ricorrono, per rendere gli ambienti interni fresc$i destate e caldi
0@

dinverno, a sofisticati impianti di climatizzazione per il condizionamento dellaria. 3itengo, dal mio punto di vista, c$e un !ualun!ue involucro edilizio non possa !ualificarsi semplicemente come un insieme di diverse parti strutturali, c$e racc$iudono tra di loro un determinato volume: si tratterebbe, infatti, di una visione probabilmente banale o !uantomeno riduttiva. na costruzione pu< essere, infatti, ritenuta veramente tale solo se consente di trarre dalla )atura tutti !uegli elementi c$e contribuiscono a favorire il benessere delluomo. (arc$itettura moderna si basa, al giorno doggi, sul contributo c$e le deriva dalle innovazioni tecnologic$e in campo edilizio, trascurando di stabilire un e!uilibrio armonico e proficuo con la )atura. n ritorno alla )atura non avrebbe !uindi una valenza poetica o idilliaca, ma risulterebbe indispensabile per luomo, per la sua salute e !uindi per la conservazione della specie. ".3 :acciasi unaltra cupola di fuori sopra !uesta per conservalla dallo umido e perc$> la torni pi6 magnifica e gonfiataG 0. /olendo compiere unanalisi del significato nascosto nelle parole del B')2**I, dobbiamo considerare c$e 73 )2((2+CLI intendeva esprimere la necessit di realizzare una cupola provvista di un doppio guscio, munito di una sorta di diaframma frapposto, il !uale doveva separare lo spazio interno da !uello esterno, in modo tale da rendere possibile il passaggio dellaria calda e fredda, per poi bilanciarla con il ricambio di !uella interna. Questa soluzione arc$itettonica pu< apparentemente sembrare banale, ma, come spieg$eremo in seguito, risponde alla precisa necessit di preservare dallusura del tempo i materiali componenti la cupola. n altro importante aspetto, c$e sar oggetto di

approfondimento nei successivi capitoli e c$e !ui mi limito ad accennare, " le!uilibrio rigenerativo dei materiali c$e costituiscono lossatura e la tamponatura della cupola, attraverso apposite aperture esterne c$e $anno una funzione di filtro e c$e contribuiscono, assieme ad altre componenti, ad attutire limpatto delle correnti daria troppo fredde e troppo calde. 'ppare c$iaro, per i motivi a cui sopra accennavo, come gli intenti di 73 )2((2+CLI, fossero legati alla realizzazione di !uei principi bioclimatici c$e caratterizzano lintero complesso arc$itettonico. 2ssendo collocata la cupola al di sopra di tutti gli edifici della citt di :irenze, era necessario c$e fosse idoneamente protetta dalle precipitazioni atmosferic$e, dalle correnti daria umida, dal vento, dal sole e da !ualun!ue altra avversit climatica in genere. Quanto viene !ui riportato, a proposito della cupola, dal B')2**I, ci permette di stabilire unanalogia tra !uesta e un !ualsiasi organismo vivente, capace di respirare, di adeguarsi alle avversit climatic$e e di vivere in armonia con lambiente circostante. na sua attenta lettura consente di capire, inoltre, !uanto fosse importante, nel progetto del 73 )2((2+CLI, la realizzazione di unopera arc$itettonica bioenergetica, c$e permettesse di celebrare la )atura e la 9ivinit e c$e soprattutto potesse conservarsi integra nel tempo e in sinergia con le forze naturali del luogo prescelto. ".4 )ei capitoli precedenti abbiamo preso in considerazione linflusso esercitato dalle forze della natura sulla forma dei manufatti arc$itettonici e in generale sugli organismi viventi. C risaputo come, in natura, una tra le leggi biologic$e fondamentali riguardi ladattamento da parte degli organismi viventi allambiente circostante. Questultimi, per poter

sopravvivere, necessitano di una forma esterna e di una struttura o anatomia interna, c$e sia perfettamente congrua al luogo ambientale in cui vivono e al genere di vita c$e conducono. Il compito primario assegnato alla forma dellinvolucro edilizio " !uello di salvaguardare luomo dalle intemperie, dai pericoli esterni e procurare !uindi un ambiente interno in grado di favorire il suo benessere fisico e psic$ico. %er far s# c$e !uesto sia possibile, il microclima interno allinvolucro edilizio deve possedere unatmosfera in leggero movimento c$e sia priva di correnti daria troppo fredde e calde e possibilmente ricca di aria pulita e ossigeno e con una temperatura e un livello di umidit confortevoli, una buona illuminazione e un buon isolamento acustico. 9ifatti laria, allinterno dellinvolucro edilizio, " oggetto di una continua alterazione a causa dellattivit respiratoria. +i pu< asserire, parlando dellin!uinamento dellaria, c$e la causa di !uesto fenomeno, per gli ambienti c$iusi, " lemissione di antropotossine. (utilit del ricambio daria con la relativa ossigenazione in un involucro edilizio " assolutamente necessaria negli ambienti c$iusi o ad alto tasso di umidit e in presenza di sostanze in!uinanti. In !uesto senso " importante verificare, in !uanto indice din!uinamento, la presenza di anidride carbonica. C oramai convenuto c$e, se !uestultima supera nellaria confinata l1 per mille ,concentrazione del tutto innocua-, laria deve considerarsi tossica. In una certa misura il ricambio dellaria avviene in modo naturale sia attraverso le finestre, le porte e, seppur pi6 lentamente, attraverso la porosit delle murature. Questo accade sia per effetto dellazione dei venti, ma soprattutto a causa delle variazioni di temperatura e pressione tra lambiente esterno e linterno dellinvolucro edilizio. *ra le propriet
0A

dei materiali edilizi c$e meglio assolvono a !uesta funzione di traspirabilit troviamo !uelli permeabili allaria. Queste caratteristic$e dei materiali sono strettamente dipendenti e influiscono sul grado di umidit e conduttivit del calore. /engono considerati semipermeabili allaria le pietre naturali compatte o !uelle artificiali compresse o vetrificate e il cemento. 'l contrario i materiali pi6 permeabili sono il tufo, i mattoni e la malta di calce consolidata. 7isogna aggiungere c$e la permeabilit allaria di un !ualun!ue materiale diminuisce con laumentare dellumidit om esso contenuta, fino ad annullarsi completamente !uando lac!ua si sostituisce nei pori allaria. Il potere capillare del vapore ac!ueo, la rapidit di prosciugamento e la conduttivit del calore dipendono, infatti, dalla grandezza dei pori del materiale. In altre parole occorre c$e linvolucro edilizio sia in condizioni di svolgere un efficace processo traspirativo con latmosfera esterna, in modo da rendere il microclima interno bioclimaticamente compatibile con lorganismo umano. %er meglio comprendere i meccanismi bioclimatici legati alla cupola, dobbiamo presupporre c$e !uesta reagisca in modo simile alluomo per !uel c$e riguarda la sua capacit di traspirazione. Il ricorso a !uesta similitudine permette di c$iarire il confronto tra la cupola intesa come $abitat arc$itettonico e il corpo umano come organismo traspirante. /ista dallo spazio esterno, infatti, la cupola ci appare come una costruzione priva di vita o comun!ue inerte. 2ssa " in realt un organismo arc$itettonico vivente, dinamico e costituito da tutta una serie di organi, o se vogliamo di componenti strutturali, visibili e non visibili ai !uali si associano diversi tipi di forze interne in e!uilibrio con altre forze esterne c$e tra di loro
0E

interagiscono costantemente. 3ispetto a !ueste forze esterne, la cupola assume un comportamento analogo a !uello del corpo umano, ovverosia svolge una funzione traspirante e !uindi di evaporazione. Questa funzione viene esercitata principalmente a livello delle murature e delle aperture esterne, attraverso le !uali, com" noto, laria viene assorbita allinterno e emessa, sotto forma di vapore ac!ueo, nellatmosfera esterna. %er far s# c$e !uesto sia possibile, la cupola " dotata di un complesso sistema strutturale, attraversato da un insieme di componenti o organi, o se vogliamo, da una spessa muratura porosa fatta di leganti in calce e da intonaci traspiranti, tra di loro intercomunicanti. 'llinterno di !uesta struttura sono presenti microscopic$e cavit interne ed esterne paragonabili ai pori presenti sulla nostra epidermide. Questi pori sono tra di loro collegati attraverso una rete di finissimi capillari c$e consentono alla muratura di sottrarre in modo costante lumidit presente nella muratura per poi espellerla nellatmosfera esterna. 2ssi vengono continuamente irrorati di vapore ac!ueo e di correnti daria c$e favoriscono lossigenazione, similmente a !uanto accade nel corpo umano. Questo complesso sistema strutturale, formato da una fitta rete di componenti edilizi, !uali le murature o pelli, dotate di traspirabilit, assolve ad una precisa funzione bioclimatica. In sostanza la cupola $a la capacit di stabilire tra il proprio microclima interno e !uello dellatmosfera esterna una relazione di scambio energetico. Come vedremo pi6 dettagliatamente nel corso di !uestanalisi, la cupola subisce per un verso linfluenza dellandamento climatico esterno mentre per laltro tende a condizionarlo al proprio interno per poterlo adattare al proprio $abitat termico. Questa relazione costituir il filo

conduttore di !uestanalisi sui criteri bioclimatici riguardanti la cupola. /orrei far presente c$e, nel corso di !uesta trattazione, lutilizzo del termine modello dinamico, attribuito alla cupola, esula da !ualun!ue implicazione dordine statico o strutturale. Questo concetto " infatti strettamente connesso con il nostro campo di indagine, ovvero: larchitettura bioclimatica, e trova una precisa applicazione nellessere stato correlato al sistema cupola. )ella fattispecie il ricorso al termine sistema, afferisce sempre allargomento della nostra trattazione. (e caratteristic$e bioclimatiche di !uesto sistema saranno infatti prese in considerazione attraverso unanalisi dettagliata dei componenti edilizi c$e lo caratterizzano e c$e, come vedremo, sono tra di loro connessi in un rapporto di reciproca dipendenza rispetto alla mutevolezza delle condizioni climatic$e ed atmosferic$e, tramite !uel complesso sistema di scambio energetico, c$e avviene costantemente tra lo spazio interno e !uello esterno alla cupola. (e illustrazioni c$e accompagnano !uesto studio vogliono, infatti, dimostrare la pertinenza dei principi bioclimatici applicati alla cupola, in modo tale da renderci conto come !uestultimi fossero al centro della filosofia progettuale di 73 )2((2+CLI, c$e, come " noto, era volta allo studio delle forze naturali del sito e al loro utilizzo a fini energetici. %er !uesto motivo 73 )2((2+CLI, nonostante gli ostacoli c$e gli si erano frapposti e c$e risc$iavano di impedire la realizzazione del progetto, " stato un arc$itetto dalle soluzioni ardite e c$e come tale $a saputo precorrere i tempi nella convinzione del valore dei principi ingegneristici legati allarchitettura bioclimatica o ecologica. ".!.1 +ulla base dei criteri bioclimatici descritti nei capitoli precedenti, possiamo affermare c$e linvolucro edilizio possiede

attitudini comportamentali simili per molti versi alle attivit metabolic$e espletate da un !ualun!ue organismo vivente. %er rendere meglio comprensibile !uesto concetto, possiamo dire c$e linvolucro edilizio deve essere in grado di sviluppare un processo di traspirazione e di scambio energetico con lambiente esterno, tale da rendere il proprio ambiente interno bioclimaticamente compatibile per la salute umana. Questa capacit comportamentale, simile allattivit biologica di un organismo vivente, riguarda, sotto il profilo del metabolismo, anc$e il modello della cupola di +anta Baria del :iore c$e ci siamo proposti di analizzare nella nostra trattazione. /ogliamo in tal senso proporre unanalogia, anc$e sotto il profilo puramente strutturale, tra la superficie sferoidale leggermente appuntita di un uovo e !uella della cupola. nosservazione pi6 attenta delle parti strutturali dei modelli proposti ci permette di giungere alla conclusione c$e la forma esterna e interna dei due involucri possiedono caratteristic$e comuni: sia luovo c$e la cupola sono infatti accomunate da un guscio protettivo o tetto e al loro interno possiamo notare la presenza di due membrane, nel caso della cupola di murature, separate tra di loro e c$e, viste in sezione, formano una cavit o camera daria. )el caso della cupola si tratta dello spazio c$e viene racc$iuso entro le due calotte sferic$e, mentre per !uel c$e riguarda luovo ci si riferisce allo spazio frapposto tra le due membrane. Questo confronto tra luovo e la cupola pu<, a !uesto punto, apparirci come una straordinaria coincidenza della natura. Come abbiamo gi accennato nel secondo capitolo, una riflessione attenta in proposito ci permette di giungere alla conclusione c$e !uesta corrispondenza tra le forme naturali e i manufatti arc$itettonici $a sempre affascinato o
0D

!uanto meno incuriosito gli arc$itetti e gli intellettuali fin dallantic$it. )on " infatti un caso c$e pi6 di una volta, la genesi dellispirazione artistica trova la propria origine nellosservazione delle forme meravigliose della natura. Come vedremo subito, il confronto c$e abbiamo stabilito tra luovo e la cupola non trova alcuna rispondenza di tipo simbolico o strutturale, ma si basa sulla comune identit del nesso funzionale. Questanalogia viene giustificata da !uella complessa relazione c$e sta alla base del processo fisico di termoregolazione. Questo fenomeno, com" abbiamo avuto gi modo di dire nel capitolo precedente, riguarda da vicino tutti gli organismi viventi, dal pi6 piccolo al pi6 grande e gli stessi manufatti artificiali ivi compresi gli involucri edilizi. +appiamo c$e una tra la propriet fondamentali degli organismi viventi " !uella di stabilire e sviluppare un e!uilibrio con le forze esterne e !uindi produrre condizioni fisic$e e ottimali compatibili per lo svolgimento delle proprie funzioni vitali. In !uesto senso possiamo stabilire unanalogia tra la vita delluovo, inteso come micro$abitat di un organismo vivente, e la cupola, intesa come macro$abitat di un organismo umano. +e prendiamo in considerazione come le forze dellambiente esterno agiscono su entrambi gli involucri, noteremo c$e sia luovo c$e la cupola, seppur in modo diverso, possono essere accomunati dalla presenza di alcuni organi costitutivi finalizzati alla creazione, al proprio interno, di un microclima adeguato allo svolgimento delle proprie funzioni vitali e c$e consenta cos# di reagire agli sbalzi di temperatura esterni. na corretta comprensione del significato dellanalogia c$e abbiamo voluto stabilire tra !ueste due cellule abitative, presuppone, in primo luogo, lapprendimento dei complessi
5H

meccanismi biologici legati alluovo, !uale involucro vivente e alla cupola !uale involucro arc$itettonico. (uovo, per poter assolvere alla sua funzione primaria c$e " di tipo riproduttivo, deve necessariamente essere covato o !uanto meno incubato da una fonte di calore naturale o artificiale, in modo da rendere possibile lo sviluppo e la nascita dellessere c$e vi " contenuto. Bi ricordo, infatti, c$e mio nonno, in mancanza di c$iocce, faceva covare le uova disponendole con cura sotto un cumulo di sterco di mucca asciutto, situato in un luogo ben esposto al sole e ben protetto dal vento. 9opo un certo periodo, le uova si disc$iudevano, dando vita ai pulcini. ' !uellepoca non ero in grado di spiegarmi !uale strana magia celasse !uel cumulo di sterco secco. +appiamo c$e la prima regola biologica " c$e la temperatura e lumidit interna devono mantenersi pressoc$> costanti durante lintero ciclo fecondativo. (a cupola, ad un livello diverso, seppur simile a !uello delluovo, per potersi mantenere, nel tempo, in uno stato di salute adeguato deve far s# c$e, al proprio interno, il livello di temperatura e di umidit interna, non subisca repentine escursioni termic$e. 2ssa deve, al contrario, cercare, come accade per luovo, di mantenere al proprio interno un microclima c$e possa ritenersi adeguato allo sviluppo delle funzioni metabolic$e umane c$e vi si svolgono. +otto !uestaspetto appare evidente come la funzione principale degli involucri descritti sia !uella di mantenere, al proprio interno, delle condizioni di comfort ottimali rispetto alle mutevoli condizioni atmosferic$e esterne. *entiamo, a !uesto punto, di esaminare pi6 dettagliatamente le parti componenti la struttura delluovo e della cupola, cercando di metterne in evidenza il funzionamento e le interazioni tra i rispettivi involucri e latmosfera esterna.

Come abbiamo accennato in precedenza, luovo " costituito da un involucro calcareo e da un guscio esterno poroso, in grado di lasciar filtrare laria e di far affluire il calore necessario alla camera daria, senza disperderlo troppo rapidamente. (e due membrane frapposte evitano, inoltre, uneccessiva evaporazione dellac!ua contenuta nellalbume e di conseguenza la penetrazione dellaria. Questa camera daria si profila !uindi come un dispositivo termostatico, c$e registra e tiene sotto controllo i possibili mutamenti del livello di temperatura e umidit interna proveniente dal corpo scaldante ,per es. la c$ioccia o lincubatrice-. (a sua funzione " inoltre !uella di normalizzare la !uantit di calore e di umidit presente allinterno dellinvolucro in modo da portarla a livelli compatibili per lo sviluppo della vita. %ossiamo riassumere, in altre parole, c$e essa si comporta come una vera e propria cavit termica, c$e interrompe, alloccorrenza, leccessivo apporto energetico, in modo tale da assicurare la presenza di una temperatura adeguata allo sviluppo biologico. Quanto finora asserito pu< sembrare scontato, ma non dobbiamo prescindere dal fatto c$e laria ferma, racc$iusa allinterno della cavit termica ,o camera daria-, garantisce un effetto termoisolante notevole. Questo " reso possibile dal fatto c$e i materiali c$e la compongono sono dotati di un elevato grado di inerzia termica. (a camera daria, inoltre, essendo ricca al proprio interno di ossigeno, si presenta, a seconda delle sollecitazioni dovute dalla temperatura e dalla pressione esterna, in continuo movimento dinamico. (aria c$e " racc$iusa allinterno della cavit termica, oltre ad avere uno scarso potere di conduzione termica, cambia la propria densit per effetto della temperatura e della pressione c$e viene esercitata dalla fonte di calore esterna diretta sui gas

contenuti al proprio interno. (a conseguenza derivante dallattuazione di !uesto complesso processo fisico " c$e, allinterno delluovo, si produce un costante e!uilibrio dinamico, c$e vede favorire, da parte della temperatura esterna, una reazione endotermica, a differenza di !uanto accade nel caso si registri un abbassamento della temperatura c$e ne provoca una esotermica. (4/2(4CK, afferma in proposito, c$e una tra le propriet salienti degli organismi viventi, " proprio la capacit di sviluppare, far funzionare e mantenere sistemi c$e stabiliscono un obiettivo e !uindi lottano per poterlo raggiungere, attraverso il processo cibernetico del tentativo e dellerrore. *ale sistema funziona su scala globale e $a come obiettivo il mantenimento delle condizioni fisic$e e climatic$e ottimali per lo sviluppo della vita @. %ossiamo affermare c$e, similmente alluovo, la cupola di +anta Baria del :iore possiede un proprio e originale sistema di regolazione termica. 2ssa, infatti, per evitare le conseguenze derivanti dalle repentine escursioni termic$e " dotata di una copertura esterna, in grado di assorbire, nelle ore diurne, la radiazione solare e di far filtrare laria calda e fredda. 9obbiamo comun!ue riconoscere c$e ci< non " comun!ue sufficiente a salvaguardare linvolucro interno da altri agenti esterni, !uali le correnti daria troppo calde e fredde e i venti umidi. %er ovviare a !uesti inconvenienti, la cupola viene dotata di unulteriore protezione interna rappresentata dalla doppia muratura ,si tratta, infatti, di due cupole distinte-, la !uale $a un alto potere traspirante. (o spazio c$e si frappone tra !ueste due calotte sferic$e forma lintercapedine. Questultima, sia pure con alcuni elementi di diversificazione rispetto alluovo, $a la capacit di regolare la temperatura e lumidit interna. +i tratta di una funzione
51

di primaria importanza in !uanto consente di assicurare, allinterno dello spazio abitato, un adeguato e!uilibrio termico. In effetti laria c$e penetra tra le due calotte, attraverso le aperture esterne, non solo protegge fisicamente le medesime dagli sbalzi di temperatura, dalle precipitazioni atmosferic$e e dallumidit, ma arresta gli effetti derivanti dai cosiddetti ponti termici, i !uali potrebbero, addirittura, giungere a compromettere lo stesso e!uilibrio statico dellintero complesso arc$itettonico. 9opo !uesto confronto tra la cupola e luovo, sar pi6 facile, per il lettore, comprendere il modello bioclimatico della cupola e !uindi il complesso sistema di termoregolazione c$e si sviluppa tra latmosfera esterna e lo spazio interno. Ci< sar esaminato in modo pi6 dettagliato, !uando affronteremo il bilancio energetico della cupola attraverso i parametri !ui sotto indicati:
1Condizioni climatic$e esterne locali: a- temperatura I bradiazione solare I c- venti dominanti I d- umidit I 3apporto tra la forma della cupola e lambiente circostante I 3esistenza termica delle murature I 9ispersione di calore e ventilazione della camera daria I Bovimento delle correnti daria esterne e interne alla cupola I (ivello termico interno ed esterno alla cupola ,media mensile- I Caratteristic$e solari della cupola: aorientamentoI besposizione delle facciateI csuperficie complessiva e trasmissione I 'perture trasparenti esterne.

variabili atmosferic$e esterne c$e ne condizionano il microclima interno. Come " noto tutte !uelle valutazioni e indagini, c$e oggi diremmo bioclimatiche, facevano parte di una prassi arc$itettonica e progettuale universalmente condivisa. %er !uesto motivo " lecito supporre c$e :ilippo 73 )2((2+CLI si sia voluto ispirare, nellattuazione della proprio progetto, a criteri di !uesto tipo. Questo avrebbe comportato, da parte, sua unattenta riflessione sui caratteri meteo e microclimatici dellarea di :irenze e il suo tessuto urbanistico, compatibilmente ai mezzi c$e la propria epoca gli metteva a disposizione. Inoltre egli avr sicuramente tenuto conto dellorientamento del sole, dei venti dominanti, dellandamento stagionale della temperatura, dellumidit dellaria e di tutti gli altri aspetti legati alla geometria e alle procedure di costruzione. Questi parametri dovrebbero, a mio avviso, ancora oggi essere attentamente valutati prima di porre in essere !uella sorta di guscio protettivo c$e " ledificio. ".!.2 ' differenza di altre regioni italiane, la *oscana non registra sbalzi rilevanti di temperatura tra le zone interne e le zone costiere. Il clima della *oscana nordR orientale pu< essere definito prettamente mediterraneo e !uindi temperato. *uttavia, nellarea geografica di :irenze, possono essere riconosciute alcuni situazioni climatologicamente tipic$e, c$e si alternano, con fre!uenze variabili, contribuendo a caratterizzare le stagioni. 9urante linverno le alte pressioni siberiane si instaurano sovente nellarea del bacino di :irenze, determinando condizioni meteorologic$e stabili e con temperature minime anc$e molto basse e con gelate notturne. In primavera e in autunno la zona in !uestione " raggiunta da masse daria umida provenienti dall'tlantico, c$e determinano condizioni

&.05@A-

E-

Il ricorso a !uesti parametri ci permette di compiere unanalisi sulle componenti della cupola in relazione alle
5&

di tempo stabile con piogge c$e talvolta possono essere estese e persistenti. I massimi di piovosit sono registrabili nei mesi di ottobre e di novembre. Questi dati sono confermati da altri importanti indicatori, !uali la velocit e la direzione del vento. Questo spira, durante il periodo invernale, in prevalenza da nordRest, mentre in primavera e autunno dominano i venti di provenienza occidentale. In estate, durante il periodo pi6 caldo, la direzione prevalente " sud. +pesso, infatti, da sudR est spira lo scirocco c$e produce, sulle costruzioni, il caratteristico effetto di rasatura. )ei mesi di ottobre e aprile sono, invece, prevalenti i venti provenienti da nordRovest. )ei mesi di gennaio e febbraio predominano i venti freddi nord, ovest e sudRovest. )ellarea presa in considerazione dal nostro studio non sono riscontrabili escursioni termic$e di ampiezza rilevante, come risulta dal confronto delle temperature massime e minime rispetto alle medie. I dati relativi alle precipitazioni atmosferic$e e, pi6 generalmente, alla loro fre!uenza mostrano mediamente dei massimi e dei minimi compatibili con le caratteristic$e stagionali. +i pu< concludere, !uindi, c$e larea della pianura di :irenze " abbastanza soleggiata, " esente da fattori climatici anormali e, in definitiva, il clima relativo " perfettamente compatibile con la sua latitudine la sua altitudine. ".!.3 (a situazione climatica del luogo geografico prescelto e pi6 precisamente linsieme di !uei fattori c$e concorrono a definirne il clima, varia entro le scale spaziali del clima locale e del microclima. (o studio di !ueste caratteristic$e, sotto il profilo meteorologico, risulta essere determinante per la progettazione del controllo climatico ed energetico del sistema cupola, nonc$> per il benessere dellambiente costruito. In un primo

momento si compie unindagine c$e copre lintero anno, proceduta a sua volta da unanalisi c$e, sulla scorta dei valori della temperatura e dellumidit, definisce i periodi sottoriscaldati, !uelli surriscaldati e !uelli in cui si registra una situazione di benessere. +uccessivamente si procede ad individuare eventuali differenze microclimatic$e fra il sito in esame e la localit sede della stazione di rilevamento dati. Questindagine presuppone, ovviamente, c$e il progettista sia a conoscenza delle caratteristic$e del luogo in cui " collocata la stazione di rilevamento pi6 vicina ,nel nostro caso laeroporto di %eretola-. %er il periodo invernale si considerano i seguenti dati:

a- (a temperatura giornaliera del mese


bcdpi6 freddo I (umidit relativa media del mese pi6 freddo I (a radiazione solare media giornaliera del mese pi6 freddo I %er il soleggiamento si considera il valore medio del mese pi6 freddo, o il soleggiamento medio del periodo invernale I %er il vento si prendono in considerazione le direzioni invernali prevalenti e la velocit media.

e-

+i proceder, analogamente, nella definizione delle caratteristic$e climatic$e del periodo estivo, facendo, in particolare, riferimento al mese pi6 caldo.%er !uel c$e ci riguarda da vicino " oltremodo, durante il periodo estivo, far riferimento al mese pi6 caldo in modo da poter stabilire la temperatura media radiante, attraverso unanalisi dellintensit della radiazione solare e della geometria dellarea considerata ,vedi, ad esempio, presenza di ostacoli, pareti verticali-, unita ad una valutazione delle caratteristic$e intrinsec$e dei materiali. +ar necessario, allinterno della nostra indagine,
5.

considerare !uei dati specifici c$e definiscono il benessere termoigrometrico di uno spazio costruito. Inoltre sar indispensabile unanalisi delle precipitazioni atmosferic$e in un arco di tempo c$e comprende il periodo inverno 8 autunno e primavera 8 estate. Interpretazione delle condizioni climatic$e dellarea fiorentina. 'nalisi macro e microclimatica del sito geografico.
1. Coordinate geografic$e: (atitudine nord di :irenze: 0.Z 0& I (ongitudine: 1Z &1 ,riferimento Bonte Bario-. &. *emperatura: (a temperatura massima registrata " di ^ .E,D ZC, variabile tra i ^ .5,@ ZC e ^ .D,H ZC I la media della temperatura minima " di 8&,@ ZC, variabile tra i 81,@ ZC I la media pi6 bassa si registra a gennaio: 80,A ZC. (a temperatura media pi6 alta si registra, invece, nel mese di luglio: ^&0,@ ZC. )elle varie stagioni si mantiene oscillante intorno a ^1E,0 ZC. .. %recipitazioni atmosferic$e: +ono riscontrabili variazioni anc$e notevoli, a seconda della zona, sulla loro intensit: esse sono pi6 concentrate, rispetto alla pianura, nei rilievi appenninici. )ella zona di :irenze ,bassa pianura- riscontriamo una !uantit media annuale variabile tra circa E0H mm e A01,@ mm. (a massima intensit fu registrata nel novembre del 1D@@ ,anno dellalluvione- : 11@H,0 mm, mentre la punta minima fu rilevata nel 1D@A: A01,@ mm. )ella pianura di :irenze le precipitazioni nevose non sono fre!uenti, tranne c$e in alcuni mesi invernali, e sono per lo pi6 di scarsa durata e limitata altezza. 0. midit relativa e pressione: (a media annuale di umidit relativa varia dal 0@ [ al @@ [. Questa " minore durante il periodo invernale e maggiore durante i mesi estivi. In !uesti mesi pu< raggiungere, infatti, 50

livelli compresi tra il AH [ e lEH [ per pi6 di !uattro mesi. (a pressione raggiunge i livelli massimi tra luglio e agosto, con una media di &0 mmYLg ,millimetri di mercurio-. 9urante i mesi estivi raggiunge !uesto picco massimo. 5. +ole: (a distribuzione delle giornate serene e nuvolose ", durante il corso dellanno, abbastanza uniforme. Il massimo soleggiamento probabile " registrabile nel periodo tra luglio e agosto ,AH [-, !uello minimo in gennaio ,5. [-. Il calore solare " apprezzabile anc$e nel periodo sottoriscaldato. Come ordine di grandezza " possibile stimare in 1 K\$ la !uantit di energia incidente su un metro !uadrato di involucro edilizio in un giorno invernale. @. /enti: I venti dominanti, caldi e freddi, provengono dalle !uattro direzioni cardinali. )ella stagione estiva soffia da nord8ovest il maestrale, c$e attenua il clima da mezzogiorno fino alla sera, dopo di c$e sopravvengono le brezze di terra, c$e spira durante il giorno dal mare e di notte dalla terra fino alle prime ore del mattino. I venti del secondo !uadrante, c$e succedono per fre!uenza ai boreali predominanti, apportano notevole nuvolosit, con un minimo registrabile in agosto e due massime nel mese di dicembre e aprile, per una fre!uenza media di 0,E giorni su .H. (e nebbie sono infre!uenti. (a velocit del vento " generalmente stabile nel corso dellanno con una velocit media di .,5 mYs in estate e 0,0 mYs dinverno ,moderato-.

"." +truttura urbana (a massa volumetrica della cupola si colloca in un contesto urbano ad alta densit insediativa e domina su tutti gli edifici del centro urbano. )on sono rari nella campagna fiorentina i toponimi l'pparita, l'pparenza, riferiti al fatto

c$e dal sito cos# denominato " riconoscibile la citt attraverso la presenza della figura della cupola. Questa particolare posizione consente lesposizione diretta dellirradiamento solare ,luce e calore-, a differenza di !uanto accade per le strade e le piazze limitrofe allinterno del medesimo tessuto urbano, dove lilluminazione viene, inevitabilmente, condizionata dalla posizione degli edifici, a causa della formazione di ombre proprie e di !uelle portate ,riflesse-. Inoltre la sua collocazione la espone direttamente ai numerosi agenti atmosferici e meccanici ,aria, pioggia, neve, vento e umidit-. +ulla base di !uanto finora esposto possiamo concludere, infatti, c$e gli eventi meteorologici esercitano una notevole influenza, nel tempo, sullo stato conservativo dellintero complesso strutturale. 4rientazione (a cupola, in virt6 della particolare forma compositiva c$e la caratterizza e per la sua collocazione al di sopra degli altri edifici del tessuto urbano, risulta essere orientata rispetto tutti i punti cardinali. (a sua particolare esposizione determina !uindi un comportamento analogo a !uello di un orologio solare o meridiana, c$e scandisce, attimo per attimo, lo scorrere del tempo e le alternanze delle luci e delle ombre sulla sua superficie esterna convessa e di conseguenza sugli edifici circostanti. %er !uesta ragione, allinterno di !uesto complesso arc$itettonico, come mise in rilievo gi dal 1A5A il gesuita (orenzo QIB2)2+, lastronomo %aolo 9'( %4FF4 *4+C')2((I volle realizzare, sul pavimento sottostante la cupola, un meridiano, per misurare la posizione del sole. +i trattava di un vero e proprio osservatorio astronomico. +ul pavimento

della cattedrale veniva fatto corrispondere un cerc$io di marmo c$e contrassegnava il solstizio destate 151H. ' tal fine era stato ricavato, allinterno della sommit della lanterna, un foro gnomico dellapertura di & cm. ricavato in una tavoletta bronzea detta 7ronzina. 9a fine maggio a fine luglio, prima o dopo mezzogiorno, i raggi solari passavano per il foro e raggiungevano il pavimento in ombra. Conformazione e volume (a cupola si presenta compatta e sferica. (a superficie esterna arrotondata risulta essere notevolmente maggiore della base. (a sua sfericit contribuisce a diluire lirradiamento solare per effetto dellinclinazione dei raggi solari. 2ssa consente, inoltre, di provocare, nei periodi estivi, !uando il sole " molto alto allorizzonte, una diminuzione della temperatura superficiale. n ulteriore abbassamento di temperatura viene favorito dalla presenza del vento. )el periodo invernale, invece, !uando il sole " molto basso allorizzonte, la superficie della cupola, orientata a sud8ovest, riceve e trattiene il calore allinterno delle murature. 9urante la notte, essa si adatta anc$e alla diminuzione della temperatura dovuta allescursione termica notturna provocata dalla presenza di brezze, le !uali, durante la stagione estiva, favoriscono il raffrescamento diurno della struttura. Questo fenomeno " provocato, com" noto, dallinerzia termica dei materiali. (a forma sferica offre, inoltre, una bassa resistenza alla forza e alla pressione esercitate dal vento, come anc$e la forte pendenza del tetto consente alle pioggia e alla neve di scorrere rapidamente. %areti, copertura e materiali (a cupola " costituita da due distinte calotte parallele, voltate sul tamburo: la
55

muratura esterna $a uno spessore pari a circa un metro, mentre !uella interna pi6 robusta misura in basso &,05 m. e &,1H superiormente I !uella esterna, il cui profilo " molto pi6 rialzato, $a uno spessore costante di cm. @H. (e due calotte sono collegate tra loro da otto costoloni posti ai vertici dellottagono e da sedici altre costole intermedie ,ogni lato del padiglione ne possiede due-. Questultime si uniscono in c$iave in corrispondenza dellanello c$e sostiene la lanterna. (a struttura della cupola " incatenata da due massicce travi di castagno, le !uali sono collegate da tavole di !uercia e ferri piatti collocate a distanza di m. 0,AH dalla base. 'llaltezza di m. E,E5 e 1D,EH della cupola, si trovano due gallerie formate da lastre di pietra poste su arc$itravi di pietra, incastrate nelle due calotte, le !uali costituiscono un altro efficace mezzo di collegamento. Il materiale impiegato per la realizzazione degli speroni e della parte inferiore della cupola " la pietra da taglio, mentre per la parte superiore, per ridurre il peso, venivano utilizzati mattoni. (a cupola " eretta su un tamburo ottagonale sul !uale gravitano otto piloni o pilastri. *ra i due gusci o calotte esiste unintercapedine larga circa 1,&H m., c$e va aumentando verso lalto fino a raggiungere 1,@H m. in corrispondenza della sommit, dove " collocata la rampa c$e permette di accedere alla lanterna sovrastante. (a copertura " formata da una volta a padiglione con le linee di imposta sui lati del tamburo. (a struttura in !uestione " realizzata, inoltre, in muratura di blocc$i di pietra s!uadrati con scarsa interposizione di malta di calce, mentre la maggior parte della cupola " costituita in muratura di mattoni e calce. Questi materiali furono ricavati, allepoca, nelle cave c$e circondano i monti di :irenze. 'perture solari o finestre energetic$e

(o spazio interno compreso tra le due calotte o gusci viene messo in comunicazione con latmosfera esterna attraverso settantadue aperture di forma cilindrica, le !uali variano, nellinclinazione, a seconda dei livelli della cupola. Queste vengono comunemente denominate occ$i e, da un punto di vista bioclimatico, assolvano a una precisa funzione di aeroilluminazione. Inoltre sono disposte simmetricamente sulle otto vele del padiglione esterno a gruppi di tre sui diversi livelli della copertura. 'lla base della cupola, il tamburo " collegato con lesterno attraverso otto finestre strombate circolari collocate su ognuna delle otto pareti c$e lo compongono. 'lla sua sommit " collocata una lanterna dotata di aperture verticali e di una orizzontale alla base. In proposito " necessario aggiungere c$e nel 10.@, per la realizzazione della lanterna c$e suggella la cupola, era stato imbandito un nuovo concorso tra 73 )2((2+CLI e 1LI723*I. 'nc$e in !uesto caso la realizzazione del progetto fu affidata a 73 )2((2+CLI. )el 100@, per<, la morte di !uestultimo impedisce la prosecuzione dei lavori, i !uali furono ultimati solo nel 10@E. 9opo aver preso in considerazione gli aspetti climatologici relativi allarea di :irenze e allubicazione urbana e ambientale della cupola, sar sicuramente pi6 semplice per il lettore comprendere alcune peculiarit del sistema cupola e in particolare il rapporto esistente tra la forma compositiva assegnatale, lambiente atmosferico esterno e !uello urbano. ".# Il contenuto di !uesta parte segue, a grande linee, lanalisi gi compiuta in precedenza. )el capitolo @.5.1 abbiamo voluto porre unanalogia tra la cupola come organismo dotato di una vita propria e un $abitat vivente, assimilabile, da un

5@

punto di vista termoregolativo, ad un organismo vivente e in particolare ad un uovo. 'desso cerc$eremo di approfondire ulteriormente !uestaspetto per poter comprendere meglio i meccanismi connessi alla termoregolazione applicati al sistema cupola in relazione ai mutamenti delle condizioni climatic$e e atmosferic$e locali a cui prima accennavamo. %i6 avanti vedremo come essa riesca a ricreare un proprio microclima interno facendo ricorso allenergia solare, alla temperatura, alla forza e alla direzione dei venti e delle brezze e pi6 in generale al clima stagionale. Inoltre prenderemo in considerazione le modalit con cui il sistema cupola riesce, grazie alle forze naturali a cui attinge, a rendere il proprio microclima biologicamente compatibile con le attivit metabolic$e del corpo umano. %rocediamo, a !uesto punto, sia pure per sommi capi, a unanalisi conoscitiva dei fenomeni legati alla radiazione solare. Questo " possibile, in primo luogo, attraverso uno studio delle interazioni esistenti tra le forze naturali e il complesso arc$itettonico in esame. Questo tipo di approccio bioclimatico trova la propria ragion dessere nellintento di comprendere !uei complessi fenomeni cinetici e c$imici c$e si sviluppano nellatmosfera esterna e in !uellinterna alla cupola. n interrogativo pu< sorgere spontaneo a !uesto proposito. In particolare ci possiamo domandare: !uali sono la modalit con cui si attua lo sviluppo del microclima stazionario allinterno della cupola J 2 poi: c$e cosa contribuisce a far s# c$e le parti dei componenti edilizi condizionino la temperatura e lumidit esterna in modo da poter modificare e ricreare allinterno dellintero sistema cupola una temperatura fresca destate e mite dinverno J %er poter fornire una risposta

soddisfacente a tutti !uesti interrogativi, " necessario studiare i meccanismi e le funzioni delle singole interazioni tra i componenti edilizi esterni e interni e la loro azione reciproca simultanea, in modo da rendere meglio comprensibile il processo di termoregolazione della cupola. ".$ (a radiazione solare, originata dalle fusioni nucleari, c$e avvengono allinterno del sole e c$e liberano energia sotto forma di radiazione elettromagnetica a diverse lung$ezze donda, pu< essere considerata lagente climatico fondamentale: essa determina, infatti, la temperatura media della terra ed " lorigine indiretta di ogni fenomeno climatico. (e caratteristic$e del sole e la sua relazione geometrica con la terra fanno s# c$e, al di fuori dellatmosfera terrestre, lintensit della radiazione solare si mantenga pressoc$> costante, a meno di trascurabili differenze dovute allenergia totale emessa dal sole , 1,5 [- e determinate dalla stessa distanza della terra dal sole stesso , . [-. +i definisce costante solare e si assume il valore di Is _ 1.5. XYm & lenergia proveniente dal sole c$e incide nellunit di tempo sullunit di una superficie ortogonale alla radiazione, posta nello spazio a una distanza dal sole pari alla distanza media *erra8+ole. (a superficie del suolo riceve comun!ue una !uantit di energia notevolmente minore. Infatti, di tutta la radiazione solare c$e raggiunge latmosfera terrestre, una minima parte arriva al suolo sotto forma di radiazione diretta, cio" senza subire deviazioni di direzione da parte dellatmosfera, mentre !uella rimanente interagisce con latmosfera in modo c$e parte di essa viene rimandata nello spazio, parte viene assorbita e parte diffusa. %ertanto la radiazione solare ricevuta da una superficie disposta ortogonalmente alla radiazione diretta varia al variare dellassorbimento e della diffusione
5A

provocata dalle molecole daria, dal vapore dac!ua, e dalle polveri presenti nellatmosfera. (a !uantit di energia assorbita e diffusa dipende, a parit di condizioni atmosferic$e, dalla massa daria c$e la radiazione diretta deve attraversare: tanto !uesta " maggiore, tanto minore risulter lenergia diretta c$e arriva al suolo. ' causa della rotazione e dellinclinazione della terra, il tratto datmosfera varier al variare della posizione del sole nel cielo, ovvero in funzione della latitudine, dellora del giorno e del mese dellanno. 'i fini di una sua corretta valutazione, " necessario considerare langolo dincidenza c$e i raggi solari formano con la superficie considerata I lampiezza di tale angolo dipender sempre dalla posizione del sole. (angolo dincidenza definisce !uindi la !uantit di energia ricevuta da una determinata superficie. %oic$> la radiazione solare raggiunge la terra in raggi praticamente paralleli, una superficie di essi perpendicolare intercetter la massima !uantit di energia. )on dobbiamo dimenticare c$e la !uantit totale di energia intercettata da una superficie si compone, in realt non della sola radiazione diretta, ma anc$e di !uella riflessa e reirraggiata dallambiente circostante. Il vetro e altri materiali trasparenti non consentono il passaggio di radiazione di lung$ezza maggiore o minore di !uelli solari, perc$> i raggi solari infrarossi sono pi6 corti dei raggi visibili. Ci< significa, sostanzialmente, c$e il calore delle superfici riscaldate dal sole non ritorna indietro verso lesterno se trova delle superfici di materiale adatto in grado di assorbire e accumulare il calore dellenergia solare. *ale principio, se applicato in modo razionale alle costruzioni, consente di manipolare e dosare, secondo le proprie necessit, la temperatura degli ambienti interni, a
5E

condizione c$e si scelgano una collocazione e unorientazione adeguate, dei materiali con forte inerzia termica e !uindi in grado di accumulare il calore e cederlo lentamente allambiente interno. Importante risulter infine una disposizione ottimale delle funzioni degli ambienti interni. Questi principi, come avremo modo di vedere, sono stati saggiamente applicati dal 73 )2((2+CLI nella progettazione della cupola. )on " un caso c$e lenergia solare rappresenti per la cupola un vero e proprio motore naturale indispensabile ai fini del riscaldamento e del raffrescamento dei locali interni.

Cfr. 'ntonio Banetti, 'ita di .ilippo $runelleschi, 3oma, +alerno 2ditrice, 1DD&, p. @D.
&

Cfr. %ierre :rancastel, Studi di sociologia dellarte, Bilano, 3izzoli, 1DA@, pp. 15&815E.
.

Cfr. (eon 7attista 'lberti in Letteratura italiana del 3uattrocento, a cura di 1ianfranco Contini, :irenze, +ansoni, 1DA@, p. 110.

Cfr. 'ntonio Banetti, $runelleschi, 4p. cit., p. E@.


5

'ita

di

.ilippo

Cfr. 1iuseppe Bontalenti, ntroduzione alla biologia, 3oma, 2ditori 3iuniti, 1DE., pp. 0&85..
@

Cfr. S.2. (ovelocT, -aia 4 2uove idee sullecologia, *orino, 7ollati ] 7oring$ieri, 1DED, pp. @58AH.

Capitolo /II LA CUPOLA MODELLO ENERGETICO SOLARE DI RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO NATURALE.


#.1 'i fini di una corretta interpretazione dei complessi meccanismi legati alla climatizzazione del sistema cupola, ci siamo avvalsi dei dati medi della temperatura stagionale ,sole, aria, vento e pioggia- tipici della latitudine nord 0.Z 0@ di :irenze, per altro gi ricordati allinterno di !uesta trattazione ,cfr. cap. @.5..-, registrati all4sservatorio meteorologico di %eretola ,:irenze-. Questindagine consente, inoltre, unadeguata comprensione dei cosiddetti caric$i di riscaldamento e raffrescamento di un edificio costruito sulla base di criteri bioclimatici. Questi dati si accompagnano alle rilevazioni termometric$e effettuate dallI.+.B.2.+. di 7ergamo sulla cupola. Queste rilevazioni sono state effettuate
5D

attraverso linstallazione di cin!uantasette termometri, disposti sia allesterno c$e allinterno della cupola. 2ssi registrano la temperatura dellaria e sono collocati in diversi punti della struttura: dieci allesterno dellintradosso, altri dieci allinterno della doppia calotta o intercapedine, mentre i rimanenti sono stati installati negli strati superficiali delle due murature frapposte e negli interstizi interni alle stesse. 'ltri sono stati collocati nel volume interno dello spazio vuoto e pi6 precisamente dove si trovano gli affresc$i dello F CC'3I e del /'+'3I. 9obbiamo premettere c$e !uestanalisi, pur non pretendendo di essere, sotto il profilo bioclimatico, completamente esauriente, il c$e comporterebbe problemi dordine pratico ed economico, tenta di fornire uninformazione generale, ma sufficiente a formarsi unidea sui meccanismi legati al comportamento termico e al bilancio energetico complessivo del sistema cupola. %rima di entrare nel dettaglio sui dati riguardanti il vento e le temperature dellatmosfera interna e esterna della cupola, vorrei ribadire, se mi " permesso, limportanza dei principali elementi naturali esterni c$e concorrono a determinare un microclima, allinterno del manufatto arc$itettonico, in grado di favorire la salubrit dellambiente e il benessere degli abitanti. Il comfort, allinterno di uno spazio arc$itettonico, " principalmente di termoigrometrico, respiratorio, olfattivo, tattile, uditivo e visivo. :ra !uesti elementi !uello c$e " di maggior rilievo " sicuramente l$abitat termico, il !uale " condizionato dai valori relativi alla temperatura dellaria interna radiante, dallumidit c$e " presente al suo interno, dalla ventilazione, dalla circolazione, dal ricambio e dalla velocit dellaria. (apporto di calore, da un punto di vista termotecnico, viene calcolato sulla base dei dati della temperatura esterna
@H

massima e di !uella minima prevista. Inoltre non si dovr dimenticare di rilevare lorientamento delle pareti della costruzione rispetto al sole, la direzione e la velocit delle correnti daria fredda, calda e umida. C risaputo, infatti, c$e !uando laria viene riscaldata da una sorgente di calore, !uesta diviene relativamente pi6 secca. 'l contrario, !uando laria subisce un processo di raffreddamento, diventa pi6 densa e relativamente pi6 umida. Questaria, al di sotto del punto di rugiada, diventa satura e si forma la cosiddetta condensa 1. (a mancanza di controllo di !uesto fenomeno pu< accelerare lusura dei materiali edilizi e creare problemi alla salute. 9i conseguenza diventa indispensabile miscelare laria fredda satura ,ricca di condensa interna- con laria esterna calda e asciutta, in modo da determinare un aumento della temperatura interna e abbassare lumidit relativa creata la condensa. %er !uanto riguarda la cupola, possiamo osservare c$e il raffrescamento, il riscaldamento e la circolazione dellaria interna e esterna al sistema cupola " la risultante di un insieme di parametri ambientali tra cui:
la diversa esposizione delle murature esterne ed interne allirraggiamento solare I la temperatura, pressione e umidit esterna I le caratteristic$e strutturali, geometric$e dei componenti edilizi, sia opac$i ,murature- c$e trasparenti ,aperture esterne- I le propriet termofisic$e dei materiali edilizi I

I principali componenti edilizi c$e controllano gli sbalzi di temperatura c$e si verificano nellatmosfera esterna al sistema cupola sono costituiti da:

abcde-

la copertura o guscio esterno I la prima muratura o membrana I lintercapedine o camera daria I la seconda muratura o membrana I linvolucro interno abitato I

(e propriet termofisic$e dei materiali edilizi c$e contribuiscono, sotto il profilo bioclimatico ed energetico, a rendere lambiente interno confortevole sono:

la porosit e traspirabilit delle


murature laterizie I la resistenza o inerzia termica : parametro c$e misura lefficacia di una muratura nellopporsi al passaggio di calore. na buona resistenza " maggiore di 1 I Il peso specifico della massa muraria I lo strato daria frapposto tra le due murature ,intercapedine- I le aperture esterne.

(integrazione unitaria dei componenti edilizi sopradescritti e le loro interazioni con il contesto meteo e microclimatico locale, costituisce la base del sistema energetico solare di riscaldamento e raffrescamento del modello cupola. (accumulo principale di energia radiante solare " costituito dalla copertura sferoidale opaca laterizia, dalle due murature frapposte, dalle aperture trasparenti e dallaria circolante nellintercapedine. Questi componenti si integrano con la massa aerea dellintercapedine e con il volume daria interno formato dalla cupola vera e propria. 1li accumulatori principali di calore solare sono costituiti dal tetto, dalla prima muratura, c$e converte, per conduzione, la radiazione solare indiretta, e dalle aperture esterne, le !uali ricevano lirradiamento diretto. 1ran parte del calore immagazzinato viene trasferito, per conduzione e convezione,

nellintercapedine, c$e, a sua volta, lo ritrasmette, come vedremo tra breve, attraverso complessi meccanismi di scambi energetici naturali allinterno dellinvolucro edilizio, costituito dalla seconda calotta sferica della cupola. In sintesi, il riscaldamento, il raffrescamento e la circolazione dellaria, allesterno e allinterno del sistema cupola, " la risultante di un complesso processo termodinamico, c$e " efficacemente controllato non solo dai componenti strutturali e dalle propriet termofisic$e dei materiali edilizi, ma anc$e dallinsieme della geometria compositiva c$e forma il modello cupola. %er !uesto motivo, se vogliamo comprendere, sia pure a livello informativo, i meccanismi legati alla circolazione e alla ventilazione dellaria calda e fredda, c$e si forma allinterno del sistema cupola, " necessario considerare laria alla stregua di un fluido termodinamico. %remetto c$e la circolazione dellaria, allinterno della cupola, avviene in modo naturale, attraverso le aperture esterne e, indirettamente, attraverso la porosit e traspirabilit delle spesse murature. Questo fenomeno si basa sugli effetti derivanti dallazione del vento prevalente e delle brezze. *utto ci< dipende dalle variazione di temperatura e di pressione fra linterno della cupola e latmosfera esterna. )e consegue c$e la circolazione delle correnti daria " di tipo termico e dinamico. (e circolazioni daria di tipo termico sono determinate dalla scarsa presenza di vento attorno alla cupola e si verificano rilevanti dislivelli termometrici fra latmosfera interna e !uella esterna. In presenza di vento, invece, la circolazione delle correnti di aria sar di tipo dinamico, indipendentemente dalla temperatura dellaria. %ossiamo concludere c$e i movimenti dellaria, allinterno e allesterno dellinvolucro edilizio,
@1

avvengono naturalmente, per differenza di densit tra masse daria e tra masse daria a diversa temperatura, per differenza di densit tra pareti opposte, disposte secondo i venti dominanti, su esposizioni opposte per insolazione. In base a !uanto sopra descritto ci possiamo rendere conto di come la struttura della cupola sia stata concepita con lo scopo di trarre il maggior vantaggio possibile dagli elementi naturali esterni sopradescritti. 2ssa ricorre allapporto dellenergia solare e del vento. (o spazio frapposto fra le due calotte sferic$e o intercapedine, attraverso le sue aperture esterne, rappresenta, !uindi, il cuore di !uesto complesso meccanismo di termoregolazione, in !uanto latmosfera esterna ad essa risulta sempre in stretta

interazione con la sua temperatura interna. In altre parole, in condizioni di maggiore o minore temperatura, essa riceve dallatmosfera esterna aria troppo calda o fredda e in un certo senso possiamo dire c$e assolve alla funzione di filtro microclimatico c$e controlla e regola in modo e!uilibrato lo sviluppo di un clima confortevole ed evita gli sbalzi di temperatura allinterno della cupola vera e propria. In sintesi, il microclima interno alla cupola " strettamente connesso ai mutamenti di temperatura c$e si verificano nellintercapedine, la !uale, a sua volta, interagisce con le variazioni delle condizioni climatic$e esterne.

@&

@.

#.2 2saminiamo, adesso le modalit con cui " possibile ottenere in tutte le stagioni, allinterno del sistema cupola, un microclima interno stazionario e confortevole e come !uesto si deve distribuire in tutte le parti del complesso edilizio. 9obbiamo aggiungere, in primo luogo, c$e per favorire !uesto processo " necessario un impianto strutturale c$e si
@0

possa dire idoneo a tale esigenza e c$e sia !uindi in grado di :


a- liberare laria dalleccessiva umidit e condensa durante alcune stagioni I b- fornire, al suo interno, una portata costante ed una ventilazione adeguata I

c- raffrescare in modo efficace laria troppo calda interna durante la stagione estiva I d- riscaldare o contribuire a riscaldare il volume nello spazio interno durante la stagione invernale I

Quanto finora esposto avviene in modo naturale e senza lausilio di mezzi meccanici. 9iciamo c$e, in generale, laria ferma c$e viene intrappolata fra due superfici solide con forte inerzia termica, costituisce un potente isolante termico. C risaputo, c$e da un punto di vista termodinamico, il movimento delle correnti daria influisce, in relazione alla velocit e alla direzione c$e le caratterizza, sul raffrescamento e sul riscaldamento di una costruzione, strutturata con materiali con forte inerzia termica. 'bbiamo accennato c$e, per ottenere, allinterno di un ambiente costruito, delle condizioni termoigrometric$e confortevoli, " necessario, durante i periodi caldi, eliminare il calore in eccesso proveniente dallesterno e !uello emanato, per irraggiamento, dalle persone o da altre eventuali sorgenti di calore presenti nellambiente abitato. )ei periodi freddi, invece, risulta indispensabile, per mantenere confortevole lambiente interno, immettere una !uantit di calore pari a !uella ceduta allesterno. )el periodo estivo, !uando il sole, durante il giorno, segue una traiettoria alta rispetto allorizzonte, la forma della cupola, convessa allesterno e perpendicolare rispetto allasse cardinale nord8sud, contribuisce a ridurre il coefficiente dincidenza dei raggi obli!ui solari. Questo fenomeno determina un considerevole abbassamento della temperatura superficiale della copertura laterizia, la !uale " fortemente assorbente, a causa dellinerzia termica dei materiali c$e la caratterizzano. (o spostamento

graduale della sua ombra, proiettata sulla superficie delle vele della cupola ,opposte alla posizione del sole-, produce una sensibile riduzione del calore assorbito dalla copertura esterna e !uindi un abbassamento ulteriore della temperatura dellaria calda superficiale tra un settore e un altro. I temporali estivi, con la loro massa dac!ua pi6 o meno considerevole, c$e si abbatte sulla superficie convessa della copertura, contribuiscono ad attenuare ulteriormente, per un processo di evaporazione, il calore accumulato dai laterizi. (a presenza dei venti prevalenti estivi e in particolare le correnti daria fresc$e ,brezze-, c$e spirano dal tramonto fino alle prime ore dellalba, consente di mantenere attivo il processo di diminuzione della temperatura esterna della cupola e, contemporaneamente, ad attivare attorno ad essa, attraverso le aperture esterne circolari, il ricambio dellaria allinterno dellintercapedine. #.3 (e murature esterne opac$e, maggiormente colpite dalla radiazione solare, sono !uelle disposte nei livelli superiori della calotta sferica orientate a sud8ovest. 2sse ricevono e accumulano una !uantit superiore di calore solare rispetto a !uelle disposte e collocate sui livelli inferiori in direzione nord8est. na parte di !uesto calore viene immagazzinato nel tetto e nelle spesse e porose murature e trasferito, per conduzione, allinterno dellintercapedine. 9a una ricognizione dei dati sulle temperature in nostro possesso, possiamo rilevare c$e il settore dove la temperatura risulta maggiore " !uello orientato a sud8 ovest, mentre !uello in cui registriamo una temperatura dellaria minore " posto nel settore opposto rispetto al precedente ovverosia a nord8est. ' causa di !uesta differenza di temperatura nei diversi livelli, riscontriamo, allinterno dellintercapedine, la presenza di due
@5

distinte colonne daria con lievi differenze di temperatura, ma con diversit notevoli nel peso specifico e nella densit. In altre parole, possiamo dire c$e una " pi6 calda dellaltra. %ossiamo verificare, infatti, c$e sia i pesi c$e le densit delle rispettive colonne daria, avendo, a causa della diversa pressione e temperatura interna allintercapedine e per sollecitazione delle temperature delle correnti daria esterna, differente peso specifico e densit nei propri componenti gassosi, finiscono con lattivare un processo fisico di circolazione dellaria interna allintercapedine. (aria della colonna pi6 calda ,!uella del settore sud8ovest-, circolando allinterno dellintercapedine, entra in contatto con laria pi6 fresca, la !uale, scontrandosi, si contrae per differenza di densit sino a raggiungere una temperatura leggermente pi6 bassa rispetto di !uella rilevabile allesterno della cupola. Inoltre le sollecitazioni esterne c$e subisce la cupola, a causa della pressione sul lato sopravento e della bassa pressione sul lato sottovento, c$e associate alla differenza di temperatura e densit tra laria interna ed esterna allintercapedine, provocano, allinterno di !uestultima, un moto orizzontale dellaria in direzione radiale e longitudinale. In !uesto modo si viene a creare una forte depressione interna allintercapedine c$e consente di far scendere laria pi6 pesante ,fresca- c$e si diffonde lentamente per capillarit negli interstizi porosi della seconda muratura opposta alla prima fino a raggiungere il volume o spazio vero e proprio della cupola. 9iversamente laria calda di resulta, essendo pi6 leggera, viene risucc$iata verso lalto dalle correnti daria calda esterna, per poi fuoriuscire lungo gli assi simmetrici, formati dalle aperture circolari ,occ$i- collocate nei livelli superiori delle vele fino alla sommit della cupola. In sintesi, laria
@@

fresca e secca, prodotta dalla depressione interna allintercapedine, c$e si diffonde, per capillarit, grazie ai microscopici interstizi o pori c$e formano la massa della muratura, viene aspirata gradualmente verso i livelli inferiori della cupola, per giungere alla fine nello spazio interno contenuto nellinvolucro della seconda calotta. Questo processo si svolge diversamente nelle giornate molto calde ed afose, dove il tasso di umidit dellaria calda " molto alto. In !uesto caso risulta essere utile per la cupola il vento periodico di maestrale, c$e soffia dal !uadrante di nord8ovest. 2sso $a tra le sue caratteristic$e principali !uella di essere freddo e asciutto. Quando la sua colonna daria si scontra con lenorme struttura della copertura della cupola, penetra, con angolo obli!uo, attraverso le aperture circolari disposti a nord8ovest, allinterno dellintercapedine. 2ssendo !ueste aperture strette e lung$e al loro interno, a causa della massa muraria della prima muratura, la corrente daria finisce col subire, in virt6 di !uesta conformazione, unaccelerazione di forza e di moto. (onda ripida di !uesta corrente, penetrando nellintercapedine, si scontra con laria interna afosa e umida, provoca una turbolenza locale c$e smuove laria interna. (a differenza di pressione tra laria interna di !uesto settore dellintercapedine e !uella esterna opposta, genera, come " possibile immaginare, una colonna daria fredda interna, c$e inizia a circolare nella direzione opposta rispetto alle pareti dove " maggiore la temperatura dellaria. Questeffetto " immediato, in !uanto la colonna daria fredda, circolando negli strati daria calda umida ,non riflessa-, frapposti tra le due murature, si confondono, modificando, attraverso la dilatazione del volume e del peso, il proprio stato di densit. Questa reazione c$imico8fisica fa perdere, per effetto

dellevaporazione, alla massa daria caldo8umida parte della sua umidit. 9urante la notte, !uando la temperatura esterna subisce una lievi diminuzione, la massa termica dei materiali tende a perdere una certa !uantit di calore. (a stessa massa muraria, raffreddandosi lentamente anc$e a causa della bassa diffusivit termica dei materiali c$e, associata alle ridotte differenze di temperature in gioco, permette di ritardare leffetto dei caric$i termici esterni e !uindi di trattenere il fresco della notte precedente. +i pu< concludere c$e i fattori naturali, climatici esterni alla cupola ,calore, temperatura, aria, vapore ac!ueo, umidit ecc.- sono perfettamente tenuti sotto controllo dalla doppia calotta rappresentata dallintercapedine, c$e protegge il volume interno vero e proprio della cupola. In sintesi si tratta di un diaframma o filtro termoregolatore, c$e riproduce nella cupola vera e propria un microclima fresco e confortevole. #.4 9urante il giorno, nel periodo invernale, la radiazione solare, bassa allorizzonte, colpisce e riscalda la spessa muratura esterna della cupola. (e pareti maggiormente riscaldate risultano essere, in !uesto caso, !uelle orientate a sud.R ovest. 2sse ricevano una !uantit di energia calorifera pari a tre volte lenergia termica globale delle pareti orientate ad est. Il guadagno termico c$e ne consegue viene ottenuto attraverso lirraggiamento diretto dellintercapedine, attraverso le aperture circolari esterne ,occ$i-, c$e, ricevendo i raggi solari, li concentrano e li fanno convergere, con minima dispersione termica, nellintercapedine, ovverosia al di sotto della seconda muratura. Questo " possibile perc$> langolo di curvatura delle aperture esterne " stato calcolato in modo tale, c$e in !ualsiasi stagione e in !ualun!ue ora del giorno, il sole possa

colpirne una parte, favorendo cos# la massima resa termica e illuminante. (e aperture circolari, orientate a sud8ovest, sui livelli inferiori delle vele, ricevono, a causa dellincidenza dei raggi solari orizzontali e delle superfici esterne convesse, una !uantit di energia solare maggiore rispetto a !uelle disposte nei livelli superiori. %arte della radiazione solare diretta penetra, allinterno dellinvolucro edilizio, attraverso le ampie finestre circolari, situate sulle pareti del tamburo orientate a sud8ovest. (a !uantit di calore globale, accumulato nellintercapedine, ovvero tra le due murature frapposte, viene trasmesso, per conduzione e convezione, allinterno dellinvolucro vero e proprio. Il bilancio totale del calore immagazzinato produce un sostanziale aumento della temperatura locale del complesso arc$itettonico, da determinare cos# il fabbisogno energetico stagionale. (aria, per il suo elevato contenuto di calore, penetra lentamente per capillarit negli interstizi interni alla seconda muratura reagendo con !uestultima, a contatto con le numerosissime e microscopic$e celle daria, racc$iuse nella composizione del materiale edilizio, trasferendo, per conduzione, il calore nella cupola interna. Questa condizione di isolamento termico viene assicurata dallintercapedine, la !uale, a causa della differenza di temperatura e pressione presente nelle vele della cupola e al suo esterno, facilita, al proprio interno, la circolazione dellaria. In sostanza lintercapedine " stata predisposta per poter sfruttare la differenza di temperatura e pressioni esistente tra linterno e lesterno. 1razie a !uesto principio termodinamico, laria calda interna del settore sud8ovest ,!uello maggiormente irradiato dal sole- inizia a circolare, in direzione radiale e meridiana, con un moto orizzontale ,a farfalla- al !uale seguono, a seconda del livello di
@A

temperatura e umidit dellaria delle murature interne, lentissimi moti convettivi ascendenti e discendenti. In !uesto modo " possibile assicurare la circolazione dellaria calda allinterno dellintercapedine. Questo moto provoca una dilatazione della colonna daria, la !uale diventa sempre pi6 leggera, in modo da tale da favorire, per conduzione, lafflusso di aria calda verso le pareti pi6 fredde esposte a nord8est. Questultime vengono cos# riportate ad una temperatura pressoc$> uniforme. (aria calda, cos# assorbita e immagazzinata nella seconda muratura dello stesso settore, viene lentamente trasmessa, per irraggiamento, allinterno dellinvolucro edilizio abitato. (a circolazione dellaria calda, allinterno della cupola vera e propria, viene favorita anc$e per effetto della conformazione concava della superficie, attraverso moti convettivi ascensionali lentissimi. In !uesto modo le pareti dellinvolucro abitato vengono costantemente lambite da un flusso daria calda c$e asciuga leventuale umidit e condensa, espellendola attraverso le aperture poste in alto sulla lanterna. Quando, durante le ore notturne, la temperatura esterna tende ad abbassarsi, il calore accumulato, durante il giorno, nello spessore delle murature assieme a !uello conservato allinterno dellinvolucro edilizio compensa le perdite di calore notturno. %ertanto linvolucro interno, prima di subire una diminuzione di temperatura, ritarda e attenua dalle otto alle dodici ore circa, le variazioni giornaliere delle temperature esterne. ,:ig. - Questo periodo di tempo " sufficiente per superare il freddo delle ore notturne. In sintesi il relativo potere isolante dellintercapedine, lomogeneit del materiale, la forte resistenza termica delle murature, il peso della massa laterizia, contribuiscono complessivamente al mantenimento di condizioni termic$e e ambientali
@E

confortevoli durante la stagione fredda. 7.5 Il mottetto isoritmico a !uattro parti del 9ufa= fu scritto per la consacrazione nel 10.@ di +anta Baria del :iore. C stato notato c$e le proporzioni ritmic$e dellintera composizione e insieme !uelle di molti particolari del mottetto corrispondano esattamente alle proporzioni della Cupola del 9uomo c$e il 7runellesc$i design< a sua volta rifacendosi alle proporzioni musicali dei trattati antic$i. 9ufa= da un lato guard< allars nova della :rancia del QI/ secolo e allideale greco secondo cui la musica aveva un potenziale emozionale. 9ufa= oper< una sintesi !uindi tra le tradizioni medievali con idee c$e sarebbero appartenute al 3inascimento e allantica 1recia collocando cos# la propria opera a cavallo tra le due epoc$e. (eon 7attista 'lberti era contemporaneo !uasi perfettamente coevo di 1uillaume 9ufa=I al primo " universalmente conferito grande rilievo nellambito del dibattito critico sull manesimo, il secondo vi " del tutto assente. 2ppure entrambi possedevano grande talento e vasta cultura, entrambi condussero unesistenza migrante e una carriera internazionale. 2ntrambi migliorarono il loro status e raggiunsero unelevata posizione sociale, ottennero ricc$i benefici e furono per !ualc$e tempo al servizio del pontefice. 2ntrambi misero la propria arte al servizio degli umanistiI 'lberti dedic< a 7runellesc$i la traduzione in vernacolo del 9e pictura nel 10.@, a lode della sua celebre cupola del duomo di +. Baria del :iore in :irenze, per la cui consacrazione lo stesso anno 9ufa= compose )uper rosarum flores, uno dei poc$i mottetti noti al di fuori dellambito musicologico. (e sue proporzioni musicali sono infatti state accostate a !uelle della cupola

dellarc$itetto fiorentino, sebbene, vi siano alcune interpretazioni c$e le ricollegano pi6 genericamente a !uelle del tempio di +alomone. Il pezzo da un punto di vista strettamente musicale " concepito come un mottetto isoritmico fu concepito in modo tale c$e le riprese corrispondono a metri diversi. Il mottetto $a carattere celebrativo ed " ripartito in !uattro voci ,tenor, contratenor, motetus e triplum-. ninconsueta caratteristica del Bottetto " il fatto lossatura formale della composizione R il cantus firmus, +erribilis est locus iste 8 lIntroito della Bessa " affidato a due tenores c$e cantano a una !uinta di distanza con entrate graduate e diversi valori di durata delle note e !uindi con differenti indicazioni metric$e. 3apportato ad una notazione moderna notiamo c$e il ritmo passa da @Y0, &Y&, &Y0 e @YE-. Questa costruzione " stata paragonata da C$arles X. Xarren alla doppia volta della Cupola &. (e durate sono in !uesto senso diverse per ciascuna sezione, pur rimanendo identico il numero di battute ,5@ battute, di cui le prime &E intonate da motetus e triplum e le restanti si uniscono nei due tenores con la melodia dellintroitus. (aspetto di maggior importanza sotto il profilo strutturale nella composizione di 9ufa= " sicuramente la tipologia della struttura ritmica. (a talea . si ripete per !uattro volte consecutive ed " lunga sempre &E misure principali. (a prima talea " in & ` .Y&., la seconda & ` 0Y0, la terza " in 0Y0 e la !uarta in @Y0. In presenza di un numero identico di battute abbiamo ununita di misura della pulsazione o tactus diversa ,in !uesto caso &Y0-, dividendo per &E i valori c$e si ottengono per ciascuna sezione, rispettivamente 1@E, 11&, 5@ e E0, si riscontrano proporzioni di @:0:&:..

+e diamo uno sguardo alle parti dei due tenores, !uesti entrano ed escano attraverso il brano cantando terribilis est locus iste. +e contiamo le misure con e senza i tenores vedremo c$e !ueste sono inizialmente &E senza e &E con e poi ancora &E con e cos# via per tutto il brano. )ella struttura della cattedrale fiorentina notiamo facilmente la ricorrenza di tale rapporto: la modularit " infatti data da un blocco della misura di &E braccia, la navata " composta da @ moduli, i transetti da due moduli ciascuno per un totale complessivo di !uattro, la zona absidale da & moduli, mentre . moduli separano il soffitto della cupola dalla !uota del pavimento. In pi6 i rapporti tra i due involucri della cupola ricalcano esattamente le proporzioni tra le altezze delle note dei due tenores. n testimone oculare della cerimonia di consacrazione del 9uomo alla !uale officiava il %apa 2ugenio I/ in persona descrisse gli splendidi vestiti della compagnia di trombettieri, suonatori di vella e di altri strumenti e i cori c$e incutevano negli astanti una religiosa soggezione. %ossiamo concludere dicendo c$e non dobbiamo meravigliarci se la complessa teoria degli intervalli elaborata dai %itagorici $a conferito alla musica forme e dimensioni spaziali alla matematica e alla musica: i greci, infatti, avevano una cognizione profonda delle proporzioni armonic$e e i loro templi ne sono lapplicazione. +e nel Bedioevo le arti attingevano ad un immaginario simbolico fatto di numeri e di credo religioso, gli artisti rinascimentali avevano ancora come punto di riferimento le proporzioni degli intervalli nel conferire unitariet alle loro costruzioni. 4ggi gli studi di fisica dellatomo $anno recuperato le intuizioni dei pitagorici in cui i numeri interi
@D

determinano ancora ad un livello macroscopico le caratteristic$e della natura attraverso la discretizzazione di !uantit !uali ad esempio !uelle legate allenergia. )on dobbiamo inoltre trascurare c$e recenti ricerc$e $anno dimostrato c$e alcune sostanze organic$e !uali ad esempio il 9)', le proteine e gli ormoni sono composti da elementi assimilabili strutturalmente ai ritmi musicali. #." 'bbiamo visto come, in :ilippo 73 )2((2+CLI, la realizzazione del progetto cupola fosse subordinata, oltre c$e a motivazioni dordine strutturale e statico, allapplicazione di specifici criteri bioclimatici e come !uesti abbia saputo conciliare le necessit delluomo con gli e!uilibri intrinseci alla natura. 73 )2((2+CLI era, infatti, ben consapevole delle possibilit e dei limiti a cui il proprio intervento arc$itettonico sarebbe stato sottoposto. (a sua ricerca arc$itettonica non si basa unicamente sulla ricerca di eleganti soluzioni static$e e tecnico8ingegneristic$e, ma anc$e su un approccio rivoluzionario al controllo climatico degli edifici, destinato a influenzare le future generazioni darc$itetti. Quello c$e pi6 colpisce, nella sua filosofia progettuale, " la concezione etica dellarc$itetto e pi6 in generale del suo intervento sullambiente. Questa etica professionale gli permette di soddisfare il benessere fisico degli abitanti e al di assicurare il mantenimento degli e!uilibri armonici della natura, proprio perc$>, nella sua filosofia, luomo forma un tuttuno con la natura e il creato. 73 )2((2+CLI sapeva infatti bene c$e un !ualun!ue intervento in contrasto con le forze della natura avrebbe comportato effetti negativi sulla costruzione e sulluomo, in !uanto parte integranti della natura.

9opo !ueste considerazioni ci sentiamo in dovere di porre la seguente domanda agli arc$itetti e progettisti contemporanei: !uali sono motivi con cui si giustifica la distanza dellarc$itettura moderna dalluomo e dalla natura J +o c$e una risposta esauriente a !uesta complessa domanda occuperebbe per lo meno lo spazio di un libro, ciononostante possiamo rispondere affermando c$e agli arc$itetti, ai progettisti, ai termotecnici, ai costruttori manc$i, purtroppo, lattenzione per le !uestioni inerenti luomo e lambiente da un punto di vista arc$itettonico. In sintesi, nessuno si occupa pi6 dellimpatto c$e pu< provocare una costruzione sullambiente. Questo vale anc$e per la !uantit e la tipologia delle correnti daria c$e agiscono su una costruzione e per linfluenza c$e ledificio esercita, allinterno e allesterno, sullaria composta di ossigeno, vapore ac!ueo, ioni negativi e altri gas e come !uestultima condiziona l$abitat interno e la salute. n altro elemento completamente trascurato sono, inoltre, le reciproc$e influenze tra atmosfera interna allinvolucro edilizio e !uella esterna " ci< c$e ledificio determina, con la sua presenza nel sito climatico, sullaria. 4ggi !uesti importanti aspetti della progettazione bioclimatica sono raramente tenuti nella dovuta considerazione e tanto meno indagati scientificamente dagli arc$itetti, progettisti e termotecnici. )on dobbiamo dimenticare, comun!ue, c$e gli arc$itetti dellepoca dell'(723*I e di 73 )2((2+CLI avevano una conoscenza, seppur approssimata o comun!ue basata sullesperienza, dei fenomeni climatici ed atmosferici, pur non disponendo delle attuali apparecc$iature per la misurazione della temperatura dellaria, lumidit, la forza, pressione e velocit del vento, la luminosit, lacustica ecc.

AH

%er rispondere, in !ualc$e modo, alla domanda c$e ci siamo posti in precedenza, possiamo dire c$e, oggi come oggi, " divenuto arduo comprendere la vera funzione dellarc$itettura contemporanea. ' mio avviso, su !uesta disciplina, regna una totale confusione e di conseguenza diventa difficile dipanare la matassa delle diverse concezioni c$e dominano le varie correnti arc$itettonic$e nel mondo. Il dibattito " aperto e non sappiamo verso !uale direzione sia rivolto. *uttavia una cosa appare certa: oggi larc$itettura " in crisi. Questa crisi " lo specc$io di un travaglio economico ed ecologico. In un certo senso pare c$e larc$itettura abbia perso definitivamente !uei connotati di disciplina umanistica e scientifica, c$e per lungo tempo le sono state attribuite. %ertanto credo sia pi6 utile, in virt6 dellapproccio bioclimatico prescelto per !uesta trattazione, affrontare la !uestione del significato e della funzione dellarc$itettura bioclimatica contemporanea. ' !uesta domanda cerc$eremo, sia pure per sommi capi, di trovare una risposta nel capitolo successivo.

borgognona veniva gregoriana del tenor.

applicato

alla

melodia

Cfr. %. *incolini, Appunti di fisica, tecnica e impianti, :irenze, *eorema 2dizioni, 1DA0, Cap. I, pp. 181H I Cap. III, pp. &.8.0.
&

Cfr. C$arles X. Xarren, $runelleschis Dome and Dufa,s Motet in Busical Quartet, n. 5D, 1DA., pp. D&R1H5.
.

+c$ema ritmico predeterminato c$e nel mottetto isoritmico dellArs 2ova francese e della scuola

Capitolo /III

IL SIGNIFICATO
A1

DELLARCHITETTURA BIOCLIMATICA CONTEMPORANEA.


$.1 Come abbiamo visto nel primo capitolo, le origini della progettazione bioclimatica si perdono nella notte dei tempi. (uomo, infatti, sin dallantic$it $a avvertito la possibilit e la necessit di sfruttare, traendone il debito vantaggio, le risorse naturali presenti sul territorio. (e risorse del luogo venivano infatti utilizzate, attraverso lattuazione di una tecnica costruttiva saggia e rigorosa, basata su unindagine precisa delle condizioni climatic$e ed atmosferic$e del sito prescelto. )el corso delle varie epoc$e storic$e si " !uindi creata una filosofia progettuale, c$e pone luomo e il suo benessere psicofisico al centro della propria riflessione. 'ttraverso una sua puntuale attuazione, era possibile assicurare, allinterno delledificio, il controllo ottimale di ogni fattore ambientale nellinteresse degli abitanti. In primo luogo era necessario verificare, attraverso il ricorso allenergia solare e alla manipolazione delle correnti daria, lopportunit di garantire un adeguato comfort termico. Il controllo della luminosit era, invece, ottenibile attraverso lorientamento delle aperture in direzione del sole, delle brezze e del paesaggio, mentre il comfort acustico dipendeva essenzialmente da una scelta oculata dei materiali da costruzione. In epoca rinascimentale, come abbiamo cercato di dimostrare allinterno di !uesta trattazione, lapproccio bioclimatico costituiva uno dei capisaldi della tecnica costruttiva, come dimostrano '(723*I negli scritti teorici sullarc$itettura e 73 )2((2+CLI nella realizzazione della monumentale cupola di +anta Baria del :iore. 'desso cerc$eremo di affrontare la !uestione del significato c$e oggi assume
A&

larc$itettura bioclimatica) Questa disciplina costituisce attento oggetto di studio soprattutto da parte di !uelli arc$itetti, c$e mostrano una certa sensibilit nei confronti dei problemi ambientali. Il dibattito intorno ala progettazione bioclimatica " stato, nel tempo, particolarmente sentito e $a dato luogo ad accese discussioni, tali da poter riempire un libro. Cerc$iamo, a !uesto punto, di delimitare il campo di azione di !uesta disciplina. 2ssa $a come fine specifico lottimizzazione, mediante il progetto arc$itettonico, delle relazioni energetic$e con lambiente naturale del sito prescelto. In sostanza essa si caratterizza come una particolare modalit progettuale basata su unindagine preliminare, attraverso il ricorso attivo e passivo alla radiazione solare, delle vocazioni specific$e, da un punto di vista orografico, climatico e geomorfologico, del luogo geografico. 'nc$e se !uesti sono solo alcuni aspetti implicati nella caratterizzazione di !uesta disciplina. /i sono infatti molti arc$itetti, c$e, oltre a !uanto detto sopra, si pongono il problema dellutilizzo o !uanto meno del recupero dei metodi e dei sistemi costruttivi appartenenti alla tradizione arc$itettonica. Questa approccio, in altre parole, tende a ricostruire !uei modelli costruttivi, appartenenti ad epoc$e passate, c$e, nella nostra epoca, sono stati dimenticati. Questo tipo di approcci, pur risultando, sotto il profilo bioclimatico, interessanti, sono da considerarsi, in ultima analisi, inadeguati rispetto alla !uestione della !ualit della vita allinterno e allesterno delle costruzioni edilizie, ovvero dellecosistema urbano. Questultima risulta, infatti, sempre pi6 in!uinato dalle emissioni degli scaric$i domestici, industriali e veicolari. %er !uesto motivo,

ritengo sia necessario far i conti con le tematic$e relative allambiente, a partire dalla tutela dell$abitat domestico fino ad arrivare a !uella dellintero ambiente urbano e naturale. %ertanto possiamo concludere c$e il limite intrinseco a !uesti particolari approcci bioclimatici in arc$itettura sia costituito, principalmente, dal fatto c$e, nella maggior parte dei casi, !uesti finiscono col porsi in netto contrasto con lattuale produzione industriale edilizia e in particolare con !uei complessi meccanismi c$e ne regolano il funzionamento. C !uindi necessario, dal mio punto di vista, c$e larc$itettura bioclimatica, per poter incidere in modo reale sulla !ualit degli ecosistemi urbani, ritrovi un nuovo ed efficace rapporto di scambio tra tutti i settori della produzione industriale edilizia. In sintesi, deve coinvolgere le attuali modalit di reperimento, produzione e trasformazione delle risorse naturali impiegate sulle costruzioni edilizie, a cominciare dallestrazione delle materie prime, dal loro uso, sino allo smaltimento finale. 7isogna comun!ue considerare c$e tutto ci< non " ancora sufficiente per raggiungere definitivamente una !ualit della vita accettabile allinterno dellambiente urbano. %er !uesto motivo ritengo sia utile il coinvolgimento, ai fini dellattuazione su vasta scala di una nuova concezione del nostro $abitat umano, di altre discipline, !uali la pianificazione urbanistica, la climatologia, la biologia, lecologia e leconomia. %enso c$e ognuna di !ueste discipline, per poter contribuire adeguatamente alla realizzazione di uno scopo comune, possa giovarsi dellapporto scientifico delle altre, invece c$e ripiegarsi su uno sterile isolamento. Questa particolare esigenza interdisciplinare era condivisa da )2 *3', il !uale osserva c$e per la pianificazione del futuro saranno necessarie altre arti e scienze, e pi6 di una

e due ,G- e c$e il compito di costruire molte cose c$e costituiscono un ambiente umano ,G- non pu< essere svolto bene senza ricorrere alle conoscenze scientific$e attualmente disponibili ,G-. na sistematica indagine biologica, ben correlate con i metodi organizzati di progettazione, dar frutti molto proficui per una pi6 ampia comunit di consumatori 1. Quanto sopra affermato da )2 *3' mette bene in luce come il contributo scientifico della biologia e delle altre scienze possa incidere realmente sul benessere umano e sulla !ualit della vita allinterno dellecosistema urbano, il !uale racc$iude lunione di tutti !uei rapporti e degli scambi energetici prodotti attraverso le attivit antropic$e. $.2 3aramente " accaduto in passato di assistere a fenomeni di infatuazione e di eccitazioni, come !uelli a cui oggi si assiste nei riguardi delle innovazioni tecnologic$e e delle loro applicazioni in arc$itettura. 1li arc$itetti e i progettisti sembrano generalmente mostrare, di fronte alle novit tecnologic$e proposte dallindustria edilizia, una fiducia malcelata, c$e spesso assume i connotati di vera e propria remissione. I progettisti, infatti, sembrano volere escludere !ualun!ue tipo di valutazione critica a riguardo dei risc$i, in termini di impatto sullambiente, sulla salute delluomo e sulla !ualit della vita, c$e limpiego, in arc$itettura, di !ueste nuove tecnologie pu< comportare. *utto !uesto vale, in modo particolare, per le tecnologie di preparazione e lavorazione dei materiali. na situazione di !uesto tipo, seppur in misura molto minore, era gi riscontrabile nei secoli passati, ma, salvo rari casi, non le " stata data molta importanza. Questo si pu< spiegare dicendo c$e, in epoc$e in cui la vita media delluomo, a causa di carestie e pestilenze c$e periodicamente decimavano la
A.

popolazione, superava di poco i trentanni, le novit dei processi industriali e la rovina dellambiente non potevano costituire argomenti di grande importanza. I guasti associati allimpiego incontrollato della tecnica diventarono drammatici nel periodo di massimo sviluppo della rivoluzione industriale. )el primo ottocento la vita media degli opera inglesi era scesa a ventidue anni, mentre !uella degli imprenditori era di cin!uantacin!ue. )egli ultimi ventanni " cresciuta la coscienza generale di !uesti danni e di !uesti risc$i I sotto tale spinta " stata rilanciata lecologia & *$omas B'(94)'94, scrive in proposito c$e la pratica innovativa deve svolgersi non come una serie discontinua di eventi eccezionali, bens# come una continua verifica progettuale anc$e dopo c$e tali eventi $anno avuto luogo, verifica atta a commisurarsi con gli effetti, non sempre prevedibili, c$e linnovazione tecnologica suscita nellambiente . economico e sociale . Questo atteggiamento, purtroppo, pare essere molto diffuso nella moderna pratica edificatoria, la !uale sembra totalmente o !uasi insensibile rispetto alle esigenze dellambiente naturale e dei bisogni essenziali delluomo. Bolti arc$itetti e progettisti ambientalisti sostengono, per !uesto motivo, c$e la moderna arc$itettura tecnicista o tecnologica non potr mai costituire, proprio perc$> fondamentalmente in!uinante, una valida alternativa rispetto alla necessit di soddisfacimento dei bisogni salutari ed ecologici. %er !uesto motivo sembra proporsi lurgenza di un ripensamento radicale su due aspetti, in particolare, delle problematic$e legate allarc$itettura. In primo luogo " necessario porre laccento da una parte sulla !uestione del processo di approvvigionamento delle materie prime e dallaltra sulla loro utilizzazione
A0

tecnologica ed energetica sugli edifici. 'l problema dellin!uinamento, nellindustria mineraria, si aggiunge !uello dellalterazione di superfici sempre pi6 ampie di terreno. In proposito possiamo citare il caso delle miniere superficiali di carbone. (a necessit di sfruttare giacimenti sempre pi6 poveri porta ad un grande aumento di scarti minerali, c$e finiscono con lalterare il terreno. C" inoltre da considerare c$e, in una societ industriale, circa due terzi dellenergia usata dallindustria vengono impiegati per estrarre e preparare i materiali 0. +ul problema dellapprovvigionamento delle cosiddette materie prime non rinnovabili, possiamo dire c$e il genere umano $a sempre considerato il ricorso a !ueste sostanze minerali come essenziale per la propria sopravvivenza e per il proprio benessere. %er !uesto motivo, lambiente $a subito, in termini ecologici, tutta una serie di alterazioni c$e $anno sortito effetti nocivi sui propri e!uilibri. )on dobbiamo comun!ue pensare c$e !uesta pratica, seppur in tempi e con mezzi diversi, non abbia interessato anc$e altre epoc$e anc$e se le conseguenze c$e ne sono derivate non $anno inciso, in modo rilevante, sullambiente e sugli ecosistemi e per di pi6 non $anno compromesso gli e!uilibri tra luomo e la biosfera. ' differenza del passato, oggi, luomo possiede tecnologie e mezzi in grado di estrarre dalla natura una !uantit inaudita di materie prime c$e non trovano precedenti nelle societ preindustriali. (uomo, animato dalla sete di potere e di profitto, " convito, senza rendersi conto del danno c$e provoca sullambiente naturale, di poter sfruttare allinfinito, attraverso il dominio tecnologico, le risorse della natura. *utto ci< mette, costantemente, a dura prova la vita di interi ecosistemi naturali e conse!uenzialmente la sopravvivenza, nel

tempo, del genere umano sul pianeta terra. (a limitazione delle risorse della natura e il degradamento dellambiente imporranno !uindi di trovare un modo di produrre e consumare completamente opposto agli sprec$i e allartificiosa espansione dei consumi individuali, congeniali, appunto, ad un tipo di economia basata sulla corsa al profitto. C !uindi auspicabile una vera e propria transizione c$e ci porti oltre l et dello spreco. 2ssa avr tutta una serie di conseguenze sullimpiego dei materiali e dellenergia, ma anc$e sulla scelta di prodotti. +olo cos# sar possibile incidere in modo profondo sul modo di organizzare la vita e il costume. Questo processo sar sicuramente contrastato e ric$ieder periodi dattuazione molto lung$i, ma se sar guidato dallinteresse generale potr portare allapertura verso valori umani pi6 veri e una societ pi6 giusta 5 %er !uanto riguarda pi6 da vicino lutilizzo tecnologico delle materie prime sugli edifici in relazione al loro riscaldamento e raffrescamento, possiamo dire c$e gli impianti utilizzati a tal fine, oltre a consumare enormi !uantit di energia elettrica, combustibile e ac!ua potabile, in!uinano, con le emissioni di gas nocivi, residui tossici e polveri, latmosfera, il suolo, lac!ua e per finire la stessa biosfera. %er !uesto motivo, oggi come oggi, si pone sempre di pi6 la !uestione di una corretta compatibilit ambientale, in rapporto alle esigenze estrattive delle risorse naturali, alla loro trasformazione tecnologica in energia artificiale e alla salvaguardia dellambiente stesso. 9i fronte a !uesta urgenza, " dobbligo porci il seguente interrogativo: come possono comportarsi gli arc$itetti e i progettisti per arrestare !uesto assurdo e irresponsabile sfruttamento delle risorse naturali, in modo da attenuare le ricadute c$e !uesta pratica $a sulla biosfera J (a risposta, come " immaginabile, " tuttaltro c$e

semplice. Innanzi tutto bisogna premettere c$e non tutte le tecnologie in uso in arc$itettura sono in!uinanti. 2sistono, fortunatamente, alcune tecnologie gi in uso e altre c$e possono essere ideate per porre rimedio, in !ualc$e modo, a !uesto modo di concepire larc$itettura. %er !uelli arc$itetti e progettisti c$e gi operano secondo i principi dellarc$itettura bioclimatica, tutto !uesto rappresenta, sotto il profilo culturale e morale, una vera e propria sfida ricca di implicazioni e aspettative. Credo c$e oggi, pi6 c$e in passato, larc$itettura bioclimatica possa assumere un ruolo centrale nella difesa delle risorse naturale e nellabbattimento di una parte di !uegli scaric$i tossici, provocati dagli impianti di climatizzazione, prima c$e !uestultimi abbiano contribuito, assieme agli scaric$i industriali, ad avvelenare latmosfera delle nostre citt. %ertanto pensiamo c$e dovremmo sviluppare sempre di pi6 !uelle tecnologie basate sulluso dellenergia solare, del vento e su altre fonti di energia rinnovabili ovviamente non in!uinanti. 2sistono, per tornare agli insediamenti edilizi, molteplici alternative rispetto ai comuni impianti di climatizzazione a combustione, ma !ueste, purtroppo, sembrano contrastare con !uelle logic$e di profitto c$e caratterizzano, da sempre, il mondo industrializzato. Bi riferisco, in particolare, ai fornitori di energia artificiale e ai fabbricanti di simili impianti. ' !uesto punto credo sia naturale domandarsi c$e tipo di alternative ci possono essere a !uesto stato di cose J 4ggi lipotesi di unarc$itettura energicamente autosufficiente e !uindi non pi6 subordinata al ricorso allenergia artificiale, sembra farsi sempre pi6 credibile e non, come !ualcuno sostiene, fantascientifica. Come abbiamo, infatti, ricordato in precedenza, gli elementi c$e possono contribuire a sostituire, dov" possibile, o !uanto meno ad affiancare,
A5

negli edifici, i moderni impianti di condizionamento dellaria sono molteplici, a partire dalla conoscenza dei sistemi naturali di riscaldamento, per giungere al recupero dei materiali naturali di scarto da utilizzare come combustibile, ad altre fonti naturali di energia, come, ad esempio la geotermia e a !uei materiali costituenti ledificio in grado di rallentare lo scambio termico con lesterno. )on dobbiamo comun!ue dimenticare c$e, per ottenere !uelle condizioni di comfort allinterno degli spazi abitativi, " necessario, com" gi stato detto, c$e il progettista ponga al vaglio i fattori climatici del luogo geografico. Inoltre " ric$iesta esperienza e competenza tecnica, ma soprattutto un forte senso della responsabilit professionale. Il progettista deve, in sintesi, studiare la forma compositiva dellinvolucro edilizio, la sua collocazione rispetto al sole, ai venti e, ovviamente, deve essere in grado di distinguere la !uantit e la !ualit delle correnti daria. ' tutto !uesto si deve aggiungere una conoscenza specifica dei materiali edilizi, in modo da attuare unadeguata coibentazione dello spazio abitativo. Quanto sopra descritto deve servire, principalmente, a ridurre la dipendenza dai sistemi meccanici di illuminazione, riscaldamento e raffrescamento. narc$itettura di !uesto tipo necessita, principalmente, di tutta una serie di codici e prescrizioni, basati sullapporto conoscitivo di altre discipline, !uali la climatologia termodinamica, la biologia e lecologia. Bolti arc$itetti possono obiettare c$e !uesto tipo di soluzioni non si riveleranno mai fino in fondo sufficienti a coprire il fabbisogno energetico delle costruzioni. ' !ueste obiezioni possiamo rispondere tran!uillamente c$e scelte di !uesto tipo, oggi pi6 di ieri, sembrano attuabili soprattutto in virt6 delle conoscenze scientific$e ac!uisite sulla natura e grazie ai raffinatissimi mezzi
A@

tecnologici di cui disponiamo. n diverso utilizzo di !uesti strumenti consentirebbe, infatti, di risolvere definitivamente i problemi legati allapprovvigionamento energetico. Il ricorso alla tecnologia, come faceva notare giustamente B'3Q nel Capitale " rivelatore dei modi in cui luomo entra in rapporto con la natura, del processo di produzione, attraverso il !uale egli si sostenta. *utto !uesto mette a nudo il modo di formazione dei rapporti sociali e le concezioni mentali c$e da !uesti derivano. In altri termine una tecnologia c$e possa dirsi realmente innovativa deve sposarsi con una nuova filosofia progettuale, c$e tenda a stabilire con la natura e le sue risorse un nuovo e!uilibrio fatto di sinergie reciproc$e tra i bisogni materiali e spirituali dellessere umano e !uelle della natura c$e lo circonda. (uomo non dovr, !uindi, considerarsi un elemento estraneo al contesto naturale, ma al contrario vedersi inserito tra gli altri esseri viventi di cui si costituisce la complessa catena biologica della natura. +ar !uesta la strada c$e gli consentir di continuare a vivere in simbiosi con la natura. %er !uesta ragione la nuova tecnologia dovr essere concepita e realizzata sulla base di criteri bioclimatici ed ecologici ed essere al servizio delle leggi della natura e della vita. (e speranze dellarc$itettura bioclimatica e pi6 in generale di un futuro c$e possa dirsi umanamente sostenibile sono !uindi affidate ad un rapporto completamente diverso rispetto a !uello esistente tra luomo e la natura. *uttavia le possibilit c$e ci< avvenga prima c$e gli scaric$i tossici abbiano avvelenato del tutto le nostre citt sono davvero esigue. 4ccorre !uindi e al pi6 presto un mutamento radicale nella mentalit non solo degli arc$itetti o dei progettisti, ma anc$e del singolo cittadino e pi6 in generale dellintera comunit. %ossiamo concludere

c$e il pensiero naturalistico di (eon 7attista '(723*I risulta oggi, per le ragioni sopra menzionate pi6 c$e mai attuale. Come abbiamo visto, infatti, esso trov< la sua massima espressione nella realizzazione della cupola di +anta Baria del :iore, modello insuperato per una moderna filosofia progettuale basato sullesigenze delluomo in rapporto alla !ualit della vita e dell$abitat in e!uilibrio con le forze e i cicli naturali.

Cfr. 3. )eutra, 2ational Research Council, 1D5., pp. .@80@


&

Cfr. *$omas Baldonado, l futuro della modernit", Bilano, :eltrinelli, 1DEE, p. 1&0
0 5

Cfr. 3oberto :iesc$i, Dalla pietra al laser, 3oma, 2ditori 3iuniti, 1DE1, p. 10..

Cfr. '. :iesc$i, Dalla pietra al laser, 4p. cit. Cfr. '. :iesc$i, Dalla pietra al laser, 4p. cit.

AA

BIBLIOGRAFIA
)ella stesura della bibliografia sono stati di norma inseriti soltanto i testi puntualmente citati

nel volume, non tutti !uelli effettivamente consultati.

1%&& 1%42 1%!2 1%!3 1%!3 1%"&

1%"! 1%""

1%"" 1%"" 1%"" 1%"$

/. )ICC4(I, Saggio storico bibliografico dellagricoltura italiana, *orino. %. 92((' BI3')94(', De (ominis digitate. (eptaplus) De ente et uno e scritti vari a cura di 2. 1arin. S. 7 3KL'39*, La civilt" del Rinascimento in talia, :irenze, +ansoni. CL'3(2+R294 '39 S'))232* ,(e Corbusier, Architectural forum, +ettembre 1D5.. 3. )2 *3' in a )ational 3esearc$ Council b. C. 13';+4), +he composition of L)$) Albertis a 9ecem (ibri de re aedificatoria b in a BWnc$ner Sa$rbuc$ der bildenden Kunst b, s. III, QI. 2.L. 14B73ICL, Arte e illusione, *orino, 2inaudi. (.7. '(723*I, LArchitettura ODe re aedificatoriaP, testo latino e traduz. it. a cura di 1. 4rlandi, Introduzione e note di %. %ortog$esi, Bilano, Il %olifilo. (.7. 'lberti in Storia della letteratura italiana, a cura di 2. 1arin, Bilano, 1arzanti,vol. III. B. :ICI)4 in Storia delle letteratura italiana,a cura di 2. 1arin, Bilano, 1arzanti, vol. III. 9. L';, !rofilo storico del Rinascimento italiano, :irenze, +ansoni. X. 134%I +, Architettura integrata, Bilano, Il +aggiatore.

1%"% 1%#1 1%#1 1%#2 1%#3 1%#3 1%#4 1%#4 1%#! 1%#" 1%#" 1%#% 1%$& 1%$1 1%$3

S. B'C L'31, Design 0ith nature, )ational Listor= %ress. 2. F4(', Cos la tradizione, Bilano. *. B'(94)'94, La speranza progettuale) Ambiente, societ", *orino, 2inaudi. '. B4(2+, nvolucri ,le nicchie delluomo in !s,chologie de lespace. (.7. '(723*I, De !ictura in #pere volgari, a cura di C. 1ra=son, 7ari, (aterza, vol. III. C.X. X'332), $runelleschis Dome and Dufa,s Motet in Busical Quartet, n. 5D, pp. D&R1H5. 1.C. '31'), Storia dellarte italiana, :irenze, +ansoni, vol. II. %. *I)C4(I)I, Appunti di fisica, tecnica e impianti, :irenze, *eorema 2d. '. L' +23, Storia sociale dellarte, *orino, 2inaudi, vol. II. %. :3'C'+*2(, Studi di sociologia dellarte, Bilano, 3izzoli. (.7. 'lberti in Letteratura italiana del 3uattrocento, a cura di 1. Contini, :irenze, +ansoni. 2. 49 B , &cologia, 7ologna, Fanic$elli. Dizionario dellambiente, a cura di 3. 7oltri e '. (ev=, 3oma, 2ditori 3iuniti. 3. :I2+CLI, Dalla pietra al laser, 3oma, 2ditori 3iuniti. 1. B4)*'(2)*I, ntroduzione alla biologia, 3oma, 2ditori 3iuniti.

AE

1%$4 1%$! 1%$$

1%$$ 1%$% 1%%&

1%%2 1%%4 1%%4

:. C'%3', l punto di svolta, Bilano, :eltrinelli. 7. 1'B7I)4, &ssere secondo natura, n. &&, :ebbr. 1DE5. ''.//, Rapporto della Commissione Mondiale per lAmbiente e lo Sviluppo, Bilano, 7ompiani. *. B'(94)'94, l futuro della modernit", Bilano, :eltrinelli. 9. %2'3+4), La casa ecologica, Bilano, *ouring Club Italiano. /. 4(1;';, !rogettare con il clima 8 1n approccio bioclimatico al regionalismo architettonico, %adova, Buzio. '. B')2**I, 'ita di .ilippo $runelleschi, 3oma, +alerno 2ditrice. C. 13';+4), Leon $attista Alberti: vita e opere in Leon $attista Alberti, Bilano, 4livettiR2lecta. 1. +C'1(I', Alberti e la meccanica della tecnologia descritta nel *De re aedificatoria e nei *Ludi Matematici in Leon $attista Alberti, Bilano, 4livetti82lecta.

1%%4

1%%#

2&&4

3. *'/23)43, -onzaga committenti dei progetti albertiani per San Sebastiano e SantAndrea a Mantova e per la tribuna della Santissima Annunziata a .irenze in Leon $attista Alberti, Bilano, 4livettiR2lecta. /I*3 /I4, De Architectura, a cura di 2. 3omano, '. Corso, %. 1ros, *orino, 2inaudi %.+. 7 312, Sic/ $uilding S,ndrome, in 4ccup. 2nviron. Bed , &HH0, n. @1, p. 1E5R1DH

AD

EH